AAA Avventura Cercasi

Stampa questo copione

I fiori che scottano

A.A.A......AVVENTURA CERCASI

Sulla panchina di un giardino pubblico Giacinto, in giacca e cravatta, sta leggendo un libro mentre mangia un panino.

Dopo aver letto per qualche secondo, sospirando alza lo sguardo dal libro ed esclama: “Eh, come vorrei avere anch’io una vita avventurosa come il protagonista di questo romanzo: viaggi in posti esotici, azioni mozzafiato…donne bellissime come partners….Non come me, confinato tutto il giorno in ufficio a lavorare per la “Piva e Piva & Soci”! E per compagna di scrivania mi ritrovo la Luciana così dritta e secca che sembra un manico di scopa ed ha i capelli di quella orrenda tinta biondo menopausa!”

Nel frattempo arriva una bella ragazza, vestita elegantemente, tipo fotomodella, si mette a  passeggiare  nervosamente avanti e indietro a poca distanza da lui , tiene in mano un mazzo di fiori e consulta continuamente l’orologio che ha al polso.

Dalla parte opposta del palco entra in scena un uomo e cammina verso di lei fissandola attentamente.

La ragazza lo vede arrivare, si affretta verso Giacinto dicendo: “Scusi…Mi tiene questi fiori per un momento?” E gli getta in grembo il mazzo.

Giacinto le rivolge il suo sorriso migliore ed esclama: “Caspita! Sta a vedere che finalmente la fortuna sta girando!” Allunga una mano verso di lei e dice “Piacere, Giacinto!”

La ragazza però gli volta le spalle e corre via in tutta fretta.

Giacinto, con espressione delusa dipinta sul volto la fissa allontanarsi mentre sospira: “Eh! Mi sembrava troppo bello in effetti!”

L’uomo, lasciando perdere la ragazza, si dirige verso Giacinto e strappandogli di mano il mazzo gli dice con aria minacciosa: “Mi dia questi dannati fiori!”

Giacinto, spaventato si sposta sul lato più lontano della panchina.

L’uomo, dopo aver strapazzato il mazzo di fiori, impreca e poi afferra Giacinto per i risvolti della giacca tirandolo in piedi, di fronte a sé e urlando “Dov’è? Allora, dove l’hai messo?”

                                                                                                                                    -2-

Giacinto, agitato:  “Dove ho messo cosa?  Non capisco! Chi è lei, cosa vuole da me? Perchè urla così?”

Uomo, furente: “Perché? Perché sei il complice di Vanessa, ecco perché!”

                                                                                                                                                                                                                                                           

Giacinto con aria confusa: “Come? Io complice? E chi è Vanessa?”

L’uomo, tirando Giacinto ancora più vicino a sé: “Piantala di blaterare!Non fare il finto tonto, hai capito? Non ti conviene!”

Giacinto: “Macchè tonto e tonto! Ma insomma! Ero qui che mi facevo la mia pausa pranzo col mio panino e il mio libro e arriva quella matta che mi butta in grembo i fiori. Poi viene lei e mi strapazza così, urlandomi cose senza senso!”

L’uomo si guarda attorno furtivamente e poi dalla tasca dei pantaloni estrae una pistola.

Giacinto emette un urlo strozzato, alza le mani e scatta in piedi lasciando cadere a terra panino e libro.

Uomo con aria minacciosa: “Dammelo subito!”

Giacinto protesta: “Darle cosa? La prego! Si spieghi! Io non so di cosa stia parlando, davvero! Mi deve credere!”

Uomo: “Basta storie! Tira fuori quel maledetto microchip o qui finisce male!”

Giacinto si libera dalle mani dell’uomo e si lascia ricadere sulla panchina balbettando: “Qu…quale microchip?...OOO…O.k.! A…desso sono ufficialmente spaventato! S…se questo era il suo scopo, è è è riuscito nel suo intento!”

L’uomo lo afferra di nuovo e Giacinto lancia un urlo.

L’uomo si guarda intorno per vedere se qualcuno li sta osservando, ma il parco sembra essere incredibilmente deserto e allora si rivolge a Giacinto avvicinando il suo viso al proprio. “Smettila di cianciare, logorroico omuncolo! Vuoi fare il furbo con me? Non ti conviene!” Punta la pistola contro la tempia di Giacinto.

                                                                                                                                     -3-

Giacinto grida di nuovo. “Nooo! No…no…non spari! La prego! Vuuuu…Vuole un microchip? D’aaaaaccordo! Io non ce l’ho, ma, ma, ma l’aiuterò a cercarlo! D…deve solo d….dirmi dove!”

L’uomo,sentendo un rumore di passi, guarda verso il lato opposto del palco e impreca a voce alta, dicendo: “Ahiiii! Adesso sì che siamo proprio nei guai!”                                                                                                                                                                                                                                                                  

Giacinto, balbetta: “N…nei guai? E p…perché?”

L’uomo, facendo girare la testa di Giacinto con una mano: “Guarda là! La vedi quell’auto scura che si è appena fermata?”

Giacinto: “S…sì!”

L’uomo: “Quella è l’auto dell’Innominabile!”

Giacinto: “Chi?”

L’uomo, con più enfasi: “L’Innominabile!...Il signor G:”

Giacinto, ridacchia suo malgrado: “E che…siamo finiti nel romanzo dei ‘Promessi Sposi?”

L’uomo portando il viso di Giacinto quasi appiccicato al suo: “Taci, idiota! Tu non sai in che pericolo siamo adesso! Se non ci inventiamo qualcosa subito, tra cinque minuti saremo concime per la terra!”

Giacinto: “Cooosa?”

L’uomo: “Mi hai sentito bene! Saremo kaputt, morti, defunti!...Oh Dio! Eccolo che arriva! “ Velocemente rimette la pistola in tasca.

Sul palco fa la sua comparsa un uomo vestito con un completo scuro, che indossa  occhiali da sole e si rivolge all’uomo accanto a Giacinto: “Severino, eccoti qua!”

Severino lascia andare Giacinto e si schiarisce la gola: “Signor G., buongiorno!”

IL signor G. si toglie gli occhiali scuri e li infila nella tasca della giacca; poi agita una

                                                                                                                                     -4-

mano:  “Sì, sì, buongiorno!...Ma lasciamo perdere i convenevoli! Hai  il microchip? tiralo fuori, muoviti!”

Severino chiede esitante: “Il…il microchip?”

Signor G. “Eh! Per questo sono venuto, no?”

                                                                                                       

Severino, agitato: “Mr G…..non so proprio come dirglielo, ma…..”                                                                                                                                  

Signor G, innervosito: “Ma, ma, ma, che cosa? Mi vuoi dire che non hai questo cavolo di microchip?”

Severino afferra Giacinto per le braccia e lo spinge davanti a sé esclamando: “E’ tutta colpa sua, ecco!”

Signor G. si avvicina di qualche passo a Giacinto tutto tremante e lo fissa dall’alto in basso per qualche momento. “E  tu chi cavolo saresti ?”

Giacinto: “G….G….Giacinto!”

Signor G.: “Giacinto? Giacinto chi? Ma chi sei? Che cosa ci fai qui? Che hai combinato? Severino dice che è colpa tua! Di che?”

Giacinto cerca di indietreggiare, ma calpesta i piedi di Severino che si trova proprio dietro di lui.

Severino esclama: “Ahi, deficiente!” e lo spinge in là.

Giacinto, si rivolge al signor G. con voce tremante: “Guardi che è tutto un errore! Si tratta di uno sbaglio di persona!...Io sono un semplice contabile in pausa pranzo!”

Signor G. avanzando di un passo: “Un contabile, eh? E per chi lavori?”

Giacinto, sempre tremante: “Lavoro per la Piva, Piva & Soci!”

Signor G.: “Piva, Piva? Ma che ….siamo a Natale?”

Giacinto: “Ma…ma no! Le giuro che lavoro proprio per la Piva,Piva & Soci!”

 

                                                                                                                                  -5-

Signor G., puntandogli un dito contro il petto: “Tu mi stai pigliando per i fondelli, figlio mio! E questo non va bene sai? Io esigo sempre rispetto per la mia persona!”

Giacinto boccheggia.

Signor G.: “Beh, adesso hai perso la parola?”

                                                                                                                                                                                                                                                 

Giacinto: “No…no, vede….  è che non so cosa dire, perché poi lei non mi crede!”

Signor G., con uno strano sorriso dipinto sul volto avvicinandosi maggiormente a Giacinto: “Ti posso chiedere una cosa in confidenza?”

Giacinto, indietreggiando ancora: “S…sì!”

Signor G. avanzando di nuovo: “Bene! Bene! Questa è una bella notizia!...Vedi, ragazzo mio, capita che io ho questi clienti stranieri, no….E loro aspettano con ansia il microchip…Perciò…se ci tieni alla pelle, tu me lo devi dare! Non c’è scelta….altrimenti…”

Giacinto sussulta: “A…altrimenti?”

Signor G., scrollando le spalle:” Ihhhh lo sai, no? C’è bisogno di dirlo?”

Giacinto, ancora indietreggia e si rivolge gridando istericamente a Severino che sta lì in piedi impalato, con le mani nelle tasche dei pantaloni, con lo sguardo fisso nel vuoto. “Mi aiuti lei! Glielo dica a questo signore che io non c’entro niente con tutta questa storia! E’ arrivata quella là, mi ha buttato i fiori in grembo ed è scappata! Non so altro!”

Signor G.: “Fiori? Quali fiori?”

Severino interviene: “Sono lì, in terra vicino alla panchina, signor G….Ma lì dentro ho già guardato io e il microchip mica c’era!”

Signor G., sempre rivolto a Severino: “Chi era questa cavolo di donna, eh?”

Severino: “Era Vanessa, signor G:”

                                                                                                                                   -6-

Signor G. trae un grosso sospiro, ma si vede che è arrabbiato: “Vanessa la rossa?”

Severino: “Sì, signor G.!”

Signor G.: “Severino, sei un c….., sei una testa di cavolo, ecco cosa sei! Hai ingaggiato Vanessa la rossa per aiutarti a prendere il microchip!”

                                                                                                                      

Severino: “Sì, signor G. Lo sanno tutti che lei è la migliore!”

                                                                                                                                 

Signor G. esclama brusco: “Lo sanno tutti anche che quella fa il doppio gioco….e a volte anche triplo addirittura!”

Giacinto, sempre più spaventato: “Ma insomma, chi siete voi, siete spie?”

Signor G.: “Meglio per te se non lo sai, figlio mio! Tutto quello che ti deve interessare è  recuperare il microchip e quell’incapace di Severino ti aiuterà!”

Giacinto: “Ma…ma….E come faccio io?...Tra dieci minuti la mia pausa pranzo è finita e devo rientrare in ufficio!”

Signor G., perdendo tutta la sua falsa benevolenza, diventa minaccioso e afferra Giacinto per le spalle, fissandolo negli occhi: “Basta tergiversare! Scordati l’ufficio! Se tu e quel testa di cavolo di Severino non mi ritrovate il microchip entro due ore, tu l’ufficio non lo rivedi più! Sono stato abbastanza chiaro?”

Giacinto, inghiotte nervosamente: “C…c….certo!” risponde con un fil di voce.

Signor G., recuperando la benevolenza e dando un buffetto su una guancia di Giacinto: “Bravo! Bravo ragazzo mio! Ora sì che si ragiona!”

Severino nel frattempo indietreggia cercando di filarsela; ma sul palco appare un tizio grande e grosso, in completo scuro ed occhiali da sole che lo spinge con poca grazia di nuovo accanto agli altri due.

Signor G. fissando con sguardo torvo Severino: “Che ci devo fare con te, me lo dici?”

Severino, risistemandosi la camicia che l’altro, spingendolo, gli ha stropicciato, risponde nervoso: “Stavo andando a cercare Vanessa!”

                                                                                                                                   

                                                                                                                                     -7-

Signor G.:” Seeee! Come no!” E rivolgendosi all’uomo alto e grosso: “Gaetano, tu resti qua a tenere d’occhio Severino!”

Gaetano: “Ai suoi ordini, signor G.!”

                                                                                                                          

Signor G. batte le mani soddisfatto. “Bene! Bene!...Ora me ne vado che ho tante altre

faccende da sbrigare! Vi saluto!” E lascia il palco a grandi passi.

Severino, rivolto a Gaetano: “La conosci anche tu Vanessa! Hai qualche idea di dove possiamo trovarla?”

Gaetano, mettendosi a braccia conserte e in tono brusco: “Non faccio la spia io! E poi il signor G. mi ha lasciato qui per controllarti, non per darti delle dritte o aiutarti!”

Severino: “Tu sei sempre il solito stronzo! Non ti smentisci mai!”

Gaetano avanza minaccioso di qualche passo verso Severino e sibila: “Ricorda con chi stai parlando e ripetilo se hai il coraggio!”

Intanto, Giacinto, approfittando dell’alterco tra i due, cerca di svignarsela quatto quatto ed ha quasi raggiunto l’uscita dal palco.

Gaetano se ne accorge e tuona: “Fermo lì tu! Dove credi di andare?”

Giacinto si ferma di colpo ed alza le mani, tutto tremante: “Non sparare, non sparare!” grida.

In quel momento entra sul palco correndo un’altra ragazza. “Avete visto Vanessa, per caso?” esclama isterica.

I tre uomini si voltano insieme a guardarla.

Gaetano: “E tu chi saresti bella mia?”

La ragazza mette le mani sui fianchi e lo fissa con aria incredula: “Tu non mi conosci?”

Gaetano scrolla le spalle: “No, perché dovrei? Solo perché hai un bel faccino?”

                                                                                                                                     -8-

La ragazza, sarcastica: “Sono Katia, demente! La figlia del signor G.!”

Gaetano sussulta e si toglie gli occhiali  da sole per osservarla meglio.

Anche Severino la fissa interessato: “E tu saresti Katia la brufolosa?”

                                                                                                                               

Katia gli si avvicina e gli molla un ceffone sulla guancia: “Ripetilo ancora se ne hai il coraggio!”

Severino, massaggiandosi la parte colpita, in tono lamentoso: “Tutti ti chiamano così, mica solo io!”

Giacinto intanto, tenta nuovamente di filarsela senza dare nell’occhio.

Stavolta è Katia ad accorgersene: “Tu! Spauracchio d’uomo, dove vai? Chi ti ha autorizzato ad andartene?”

Giacinto si ferma di nuovo ed esclama sconsolato: “Ma chi me l’ha fatto fare di alzarmi dal letto stamattina?”

Severino: “A chi lo dici!”

Katia spazientita: “Bastaaa! State zitti,ora parlo io!”

Gaetano: “Sì, portate rispetto alla figlia del signor G., capito?”

Severino, sarcastico: “Non fare il lecchino, tu! Neanche l’avevi riconosciuta e adesso ti schieri subito dalla sua parte!”

Gaetano avanza minaccioso verso Severino.

Intanto Katia grida: “Eccola là quella traditrice!” E indica un punto fuori dal palco. Poi si rivolge a Gaetano: “Presto! Fermala prima che si dilegui di nuovo!”

Gaetano esce correndo dal palco.

Fuori dal palco si sente un grido di ragazza; poi Gaetano rientra sul palco trascinando con sé una recalcitrante Vanessa e la fa fermare davanti a Katia.

                                                                                                                                    -9-

Katia arrabbiatissima afferra Vanessa per le spalle e inizia a scuoterla, gridando: “Tu, vipera infida traditrice! Ti avevo detto di intercettare quel cavolo di microchip! Non di cercare di vendertelo da sola!”

Vanessa si scuote le mani di Katia di dosso e grida con aria di sfida: “Embè? Tu puoi                                                                                                                                                                                                    tradire il tuo caro paparino e io non posso tradire te che neanche siamo amiche e pure non mi piaci?”

Severino lancia un fischio e poi esclama rivolto a Katia: “Questa sì che è bella! Il signor G. si è cresciuto una serpe in seno e neanche lo sa!” Poi si rivolge a Vanessa e aggiunge: “E in quanto a te, allora aveva ragione poco fa il signor G: sei una che fa il doppio e anche triplo gioco. Avevi promesso di aiutare me a prendere il microchip e poi si scopre che eri in combutta anche con Katia e volevi fregarci entrambi!”

Katia rivolta a Vanessa: “Se non fosse stato per me, tu neanche avresti saputo dell’esistenza di quel microchip, serpentessa!” La raggiunge e le dà uno spintone.

Vanessa sorride e risponde sarcastica: “Meglio serpentessa che brutta e brufolosa come te! E poi mi aveva già ingaggiato Severino. Perciò sapevo dell’esistenza del microchip assai prima che tu me ne parlassi. Eccome se lo sapevo!”

Con un grido selvaggio Katia le si lancia addosso.

Le due ragazze iniziano a picchiarsi.

Severino le osserva ridacchiando divertito.

Giacinto le fissa a bocca aperta.

Gaetano invece interviene e le separa mettendosene una alla propria destra e l’altra alla propria sinistra ed esclama: “Oh! E basta! Ma che, siete all’asilo?”

Katia e Vanessa si fissano in cagnesco.

Gaetano continua: “Dovete tutti capire una cosa: qui se questo maledetto microchip non salta fuori, prima di sera il signor G. ci sistema tutti e lo sapete benissimo che lo farà!”

                                                                                                                                -10-

Giacinto piagnucola: “Io non voglio saperne niente di questa storia!” Punta il dito contro Vanessa e continua: “E’ tutta colpa sua che mi ha lanciato addosso quel mazzo di fiori!”

Gaetano sbuffa: “Un altro che si comporta come un lattante!” E scimmiottando la voce di Giacinto aggiunge, puntando il dito anche lui contro Vanessa: “Sei stata tu! Adesso vado e lo dico alla mamma, ecco!”

                                                                                                                           

Severino ridacchia.

Katia e Vanessa invece sono troppo arrabbiate l’una con l’altra e continuano a fissarsi come se volessero accapigliarsi di nuovo.

All’improvviso Gaetano guardando verso un lato del palco lancia un urlo e si fa il segno della croce.

Severino, ridacchiante: “Ah, ah! Gaetano, hai visto la Madonna?”

Gaetano scuote il capo con aria sconsolata: “Scherza, scherza, idiota! Ho appena visto il Guercio!”

Severino, spaventato: “I…il Guercio?”

Giacinto, sconsolato, si lascia cadere sulla panchina: “E adesso chi è questo?”

Anche Katia e Vanessa guardano spaventate verso il lato del palco.

Poco dopo, sul palco compare un uomo con una benda su un occhio ed esclama gioviale “Ihhh! Ma che bella combriccola è qui riunita!”

Katia cercando di avere un tono baldanzoso: “Che cosa ci fai qui, Guercio?”

Il Guercio la fissa con aria sorpresa: “Ma guarda! La figlia del capo! Tuo padre lo sa che sei qui?”

Katia, brusca: “Non sono fatti tuoi!”

Il Guercio sornione: “Tuoi si però, carina! Lo sai che quando arrivo io, non è una

                                                                                                                                  -11-

buona cosa, vero?”

Katia boccheggia ed arretra di qualche passo.

Il Guercio ridacchia: “Brava, brava! Fai bene! Anzi, dovresti proprio andartene!”

Giacinto balza in piedi dalla panchina ed esclama: “Scusi, signore…Io vorrei ascoltare il suo consiglio! Questi qui mi hanno tirato in mezzo, ma io non c’entro niente con tutta questa faccenda!...Me ne stavo qui sulla panchina e…”                                                                                                                               

                                                                                                                                                                                                                             

Il Guercio esclama: “Silenzioooo!” E lo fissa come se volesse mangiarselo in un boccone.

Giacinto sobbalza di spavento e ricade sulla panchina.

Il Guercio: “Adesso che sono arrivato io, le cose cambiano un po’!...Innanzitutto nessuno parla se non lo interpello io! Chiaro?”

Severino: “C…cristallino!”

Il Guercio lo fissa con sguardo fulminante: “Perché hai parlato?”

Severino, confuso: “No…Non ho parlato…ho solo….”

Il Guercio interrompendolo: “E invece sì! L’hai fatto di nuovo proprio adesso! Non ti riesce proprio di stare zitto?”

Severino alza le mani in segno di resa.

Un silenzio gelido cala su tutti loro.

Il Guercio ridacchia. “Oh! Finalmente!” Si rivolge a Katia. “Allora….Che cos’ha da dire la cocca del signor G.?”

Katia punta il dito contro Vanessa: “Ce l’ha lei il microchip!”

Tutti si voltano verso Vanessa.

                                                                                                                                   -12-

Vanessa sbuffa ed esclama: “E va bene! Sì, sì! Ce l’avevo! Ma ormai non ce l’ho più…E poi Katia, perché non dici al Guercio che te lo volevi vendere tu tradendo tuo padre e il suo cliente?”

Il Guercio in tono secco, rivolto a Vanessa: “Taci tu! Ti ho chiesto forse di parlare?”

Vanessa gli volta le spalle arrabbiata.

Il Guercio sorride e guarda Katia ammirato. “E brava la cocchina di papà!”

Katia, rabbiosa: “Non volevo tradire mio padre…Io gli voglio bene! Davvero! E’ solo che…avevo bisogno di soldi!”

Severino, sarcastico: “Ma dai! Paparino ha stretto il cordone della borsa? Come mai? Cosa gli hai fatto?”

Katia furente: “Idiota!”

Il Guercio: “Silenziooo!”

Katia, rivolta a Severino: “Hai capito? Stai zitto, cafone!”

Il Guercio: “Zitta anche tu, cocca! Cominci a darmi sui nervi!”

Severino se la ride sotto i baffi.

Katia, rivolta al Guercio: “Con chi credi di parlare tu, che se non fosse per mio padre saresti ancora a pascolare pecore?”

Il Guercio diventa serio ed afferra Katia per un braccio. “Bada alla tua linguaccia sai, ragazza!”

Katia esclama: “Se no cosa mi fai?”

Vanessa intanto, approfittando della confusione generale si avvia verso l’uscita del palco.

Katia però, se ne accorge e grida: “Ahhh! La traditrice sta scappando!”

                                                                                                                                  -13-

Gaetano l’agguanta e Katia le si scaglia contro gridando: “Tira fuori quel microchip, avanti!

Vanessa si dibatte gridando: “Non ce l’ho più! L’ho già detto poco fa!”

Katia, ancora più arrabbiata: “Allora tira fuori i soldi!”

Vanessa, sempre dibattendosi: “Giù le mani!”           

Katia agguanta la borsa di Vanessa ed inizia a rovistarci dentro mentre l’altra cerca di riprendersi la borsa.

                                                                                                                            

Il Guercio, infastidito: “Qualcuno separi quelle due galline starnazzanti, per favore!”

Nel corso della colluttazione fra le due ragazze, la borsa si rovescia ed il suo contenuto si sparge per terra.

Katia avvista una fotografia e lancia un urlo abbassandosi per afferrarla. Raddrizzandosi la sventaglia sotto al naso di Vanessa gridando: “Perché hai questa foto del mio fidanzato?...Vuoi rubarmi anche lui?”

Vanessa, ironica: “Te l’ho già rubato, carina! Quella foto me l’ha data lui perché la tenessi con me!”

Katia allora dà una sberla a Vanessa che gliela restituisce e le due così iniziano ad accapigliarsi di nuovo.

Il Guercio, svelto, si avvicina a Gaetano e gli dice: “Te prendi Katia e io prendo quell’altra”.

E così fanno mentre le due ragazze si lamentano rumorosamente e cercano di continuare ad accapigliarsi.

Il Guercio, tenendo saldamente Vanessa: “Rossa! Adesso tu mi dici dov’è finito il microchip se ci tieni alla tua pelle!”

Vanessa rimane chiusa in un silenzio ostinato.

                                                                                                                                   -14-

Il Guercio, strattonando la ragazza: “Allora? Devo farti male?”

Vanessa: “Se non mi molli non parlo!”

Il Guercio: “Le leggi qui le faccio io, non tu!”

Vanessa, ostinata: “Se non mi lasci non parlo!”

Il Guercio: “Decido io quando lasciarti, va bene?”

Severino interviene esasperato: “Ma la volete piantare fra tutti e due? Decido io, decidi tu! E basta, insomma! A mezzanotte saremo ancora qui a decidere chi lascia chi!”

                                                                                                  

Il Guercio lascia andare Vanessa bruscamente e si gira a guardare Severino con aria fulminante e grida: “Hai voglia di tirare le cuoia oggi, moscerino insignificante?”

Severino estrae nuovamente la pistola dalla tasca dei pantaloni e la punta contro il Guercio: “Moscerino insignificante a chi? Ripetilo adesso se ne hai il coraggio!”

A questo punto, Giacinto, esasperato si alza dalla panchina, ci sale sopra e grida a più non posso: “Bastaaaaa! Mi avete scocciato tutti quanti!”

Tutti i presenti sul palco si zittiscono e si voltano a fissarlo sorpresi.

Giacinto allora continua: “Tutto questo è una follia! Chiunque abbia quel microchip lo tiri fuori, per Dio! E facciamola finita una buona volta! Ce l’ha lei, ce l’ha lui, ce l’hai tu! Ma insomma! Cos’è questo circo?”

Gaetano: “Ma sì! Il contabile ha ragione! Basta con questo casino!” E guardando Vanessa aggiunge: “Rossa, dicci dov’è ‘sto microchip!”

Vanessa si stringe nelle spalle e controvoglia risponde: “L’ho dato a Ludovico!”

Katia si getta nuovamente contro Vanessa mentre esclama: “Bugiardaaa! Lascia il mio fidanzato fuori da questa storia!”

Vanessa ridacchia sarcastica e tenendo Katia lontana da sè: “Il tuo fidanzato? Davvero? Sei patetica! Non c’è che dire!”

                                                                                                                                -15-

Katia lancia un nuovo urlo e le afferra una ciocca di capelli iniziando a tirarla.

Il Guercio: “Ancora???” E, aiutato da Gaetano separa le due ragazze di nuovo una dall’altra.

Giacinto s’intromette e dall’alto della panchina domanda: “Dove diavolo è questo cavolo di Ludovico?”                                                                                                                          

                                                                                                                          

Tutti si voltano a fissarlo.

Severino: “Già…Il contabile ha ragione! Dov’è questo cavolo di Ludovico?”

Katia, sarcastica: “Chiediamolo alla rossa, qua! Lei sembra essere parecchio informata sul mio fidanzato!”

Vanessa ridacchia, anche lei sarcastica: “Il tuo fidanzato, già!”

Katia cerca di liberarsi dalla stretta di Gaetano per avventarsi di nuovo contro Vanessa, ma non ci riesce e allora allunga la mano destra. “Guarda qua! Mi ha regalato anche l’anello di fidanzamento!”

Vanessa ride ancora con più gusto e ribatte:  “Ma dai! A me ne ha regalato uno più grosso! Guarda qua!” E stende la mano per mostrare il grosso anello che ha al dito.

Katia emette un boato e riesce a liberarsi dalla presa di Gaetano tentando di scagliarsi ancora una volta contro Vanessa, ma Gaetano la riagguanta in tempo.

Giacinto, dall’altro della panchina commenta sconsolato: “Piantatelaaa! Siamo in pericolo di vita e queste due litigano per un fidanzato traditore!”

Gaetano: “Potremmo legarle e imbavagliarle, così staranno buone!”

Severino: “Che volpe! E poi chi ci dice dove trovare il fidanzato bigamo?”

Giacinto, sempre sconsolato: “Tecnicamente non può essere bigamo dato che non ha sposato nessuna delle due ragazze!”

Severino, sarcastico: “Che saputello il nostro contabile! Allora, visto che hai la rispo-

                                                                                                                                  -16-

sta pronta, dicci come possiamo fare a rintracciare questo fidanzato intanto che queste due pazze litigano!”

Giacinto scrolla le spalle: “Semplice! Basta prendere il cellulare di una delle due! Sicuramente avranno memorizzato il numero di Ludovico!”

Severino: “Ludovico chi?”

Gaetano, sarcastico: “Il fidanzato, idiota! Meno male che poco fa hai dato della volpe a me!” Ciò detto toglie di mano la borsa a Katia ed estrae dalla borsa il cellulare iniziando a cercare nella rubrica. “Bingooo! L’ho trovato!” esclama poco dopo.                                                                                                                                   

Severino, rivolto a Gaetano: “Dà qua! Il signor G. ha detto a me di riprendere il microchip. Perciò con questo Ludovico ci parlo io!” Gli strappa il cellulare di mano e compone il numero. “Pronto! Ludovico?...Se vuoi rivedere la tua fidanzata viva, devi portare entro mezz’ora il tuo deretano assieme al microchip qui ai giardini pubblici, hai capito bene?....Come sarebbe a dire che non sai cos’ il deretano? E’ il tuo sedere, amico!...Che cosa? La tua fidanzata è lì con te? E Katia allora?...Che cosa? Katia non è affatto la tua fidanzata?....E Vanessa?...Come non la conosci? Se ha detto che il microchip lo ha dato a te?...Ha è pure una tua foto nella borsa!.Pronto!...Pronto! Ha riattaccato!”

Katia, irosa: “Che cos’ha detto Ludovico? Che io non sono la sua fidanzata?”

Vanessa intromettendosi: “Sì? E come ha potuto dire che non mi conosce? Sono io la sua nuova fidanzata!”

Katia, rivolta a Vanessa: “Che cosa? Rimangiati quello che hai detto, subito!”

Vanessa: “Neanche per sogno! E’ la verità!”

Il Guercio interviene: “E basta voi due!” Poi si rivolge a Severino: “Tu! Dà qua quel cellulare!”

Severino gli passa il cellulare.

Il Guercio compone il numero di Ludovico: “Pronto!...Sei Ludovico tu?...Bene, bene! Senti un po’...Io sono il Guercio….Sì, sì hai sentito bene. Sono io, sì!  Son quello che

                                                                                                                               

                                                                                                                                  -17-

risolve i problemini del signor G….Se non sbaglio, ci siamo incontrati una volta o due… Come no?  Tu non sei quello che  indossa sempre il cappello con  la  visiera  di

dietro?...Eh, lo vedi che so chi sei?...Quindi se non  porti qui subito il tuo flaccido didietro, vengo io a cercarti e ti assicuro che ci riesco!....Sì, sì ai giardini pubblici entro dieci minuti, chiaro?...E porta con te il microchip!....Come sarebbe a dire che non ce l’hai più?...Riprenditelo e portalo qui!” Ciò detto chiude la telefonata.

Giacinto, sempre in piedi sulla panchina: “Signor Guercio, scusi!”

Il Guercio, voltandosi verso di lui con aria truce: “Che c’è ora?”                                                                                                                

Giacinto: “C…che c…che cosa succede se questo Ludovico non viene….oppure viene senza microchip?”

Il Guercio ridacchia sarcastico: “Eh, bello mio! Usa pure l’immaginazione!”

Giacinto emette un grido strozzato ed inghiotte nervosamente.

Severino batte le mani con forzata allegria: “Bene! Che cosa possiamo fare per ingannare il tempo intanto che aspettiamo che l’idiota ci riporti il microchip?”

Gaetano, quasi ringhiando: “Ce ne stiamo tutti in silenzio, ecco che cosa facciamo!”

Katia, sconsolata: “A questo punto credo proprio che il mio fidanzato sia uno sporco doppiogiochista e che non verrà qui affatto”.

Vanessa, altrettanto sconsolata: “Già Quello, col suo bel faccino ci ha fatte fesse entrambe!”

Severino: “Ah! L’avete capita finalmente! Voi donne, non capite che noi uomini siamo cacciatori, che ci piace la conquista, ma poi ci stanchiamo subito di quello che abbiamo conquistato e partiamo alla ricerca di nuove prede!”

Vanessa: “Udite, udite: Severino il Conquistatore ha parlato! Scommetto che tu non hai mai conquistato neanche tua nonna! Taci, va!”

Katia, che nel frattempo è andata a sedersi sulla panchina e ha preso in mano il libro che Giacinto stava leggendo, impedisce  una  qualsiasi risposta  da  parte di Severino

                                                                                                                                -18-

esclamando: “Mi è venuta una bella idea per passare il tempo mentre aspettiamo che quel voltagabbana di Ludovico si presenti qui!  Comincerò  una  storia  e  poi a turno ognuno di noi ci aggiungerà un pezzo, così verrà fuori….”

Gaetano, sempre ringhioso, s’intromette: “Una vera stronzata!”

Giacinto, sempre dall’alto della panchina: “Ma devo sentirne ancora? Siamo qui che non sappiamo se arriveremo vivi a stasera, e questa propone di giocare a inventarci storie!” Poi si rivolge in particolare a lei e le urla: “Mi hai sentito bene, carina? Dovresti piuttosto farti l’esame di coscienza! Se siamo finiti in questo pasticcio è in gran parte colpa tua!”

Katia: “Non faccia il tragico, su! Dobbiamo solo aspettare un pochino e dopo ognuno

se ne andrà per la sua strada. E poi questo libro non è suo? Vuol dire che le piacciono le storie avventurose! Mi ricordo che lo scorso Natale a casa di zia Immacolatina…..”

Vanessa, intromettendosi: “Ti prego, risparmiaci i dettagli delle tue feste natalizie!”

Katia arrabbiata: “Taci, stupida!”

Vanessa: “Ma taci tu!”

Katia: “No, tu!”

Il Guercio: “Bastaaa!”

Tutti sussultano.

                                                                                                                              

Il Guercio: “La vogliamo finire? O devo estrarre la mia di pistola?” E fa l’atto di mettere la mano sotto alla giacca.

Giacinto, spaventato: “”No…No…Faremo come ha detto la ragazza….Anzi, guardi, comincio io: “Dunque…c’era questo tizio che si chiamava…..si chiamava…Orfeo, sì ecco…Orfeo!”

Severino commenta: “Che schifo di nome!”

Il Guercio: “Zitto, tu e lascialo continuare!”

.

                                                                                                                                 -19-

Severino si chiude in un silenzio offeso.

Giacinto continua: “Orfeo era un contabile….”                                                                                                                                

Gaetano ironizza: “Ma guarda che coincidenza! E magari lavora alla…… come si chiama? Ah sì, la Piva, Piva & Soci!”

Vanessa emette un risolino.

Katia: “Guercio, falli tacere!”

                                                                                                                          

Il Guercio: “Allora? Il prossimo che fa un commento fuori luogo, dovrà vedersela con me! Chiaro?”

Tutti ammutoliscono.

Il Guercio a Giacinto: “Tu, sulla panchina….continua pure!”

Giacinto: “Sì…beh, Orfeo era un contabile, certo….ma sognava di poter un giorno andare in giro per il mondo e…”

Katia alzando la mano come una scolaretta: “Io, io! Posso continuare io? Ho una bella idea! Anzi bellissima!

Vanessa, sarcastica: “Seee, la voglio proprio sentire!”

Il Guercio: “Ma sì! Sentiamo l’idea della figlia del capo!”

                                                                                                                            

Katia, contenta: “Allora….Orfeo va’ a mangiare ai giardini nella pausa pranzo e vede un tizio che sta per partire con una mongolfiera….Approfitta del fatto che quello sta parlando al cellulare e gli volta le spalle, salta sulla mongolfiera e se ne va’!”

Severino, sarcastico: “Come se ci volesse un attimo per partire con la mongolfiera!”

Giacinto: “Ma no! Può andare invece…Possiamo dire che Orfeo non è partito da solo, ma si è tuffato nella mongolfiera mentre stava partendo e dopo ormai, visto che la mongolfiera nel frattempo si era alzata molto da terra, lui ci è rimasto”.

                                                                                                                                   -20-

Vanessa, lasciandosi attirare nel racconto: “La cosa si farebbe più interessante se diceste che l’altro passeggero della mongolfiera è una rossa fascinosa come me!”

                                                                                                                                  

Katia snobbante, la fissa dall’alto in basso: “Pffft! E tu saresti fascinosa?”

Vanessa: “Di sicuro più di te, cocca!”

Il Guercio: “Insomma? Vi devo mettere il bavaglio a voi due?”

Gaetano interviene: “Facciamo invece che l’altro passeggero della mongolfiera è un tipo macho come me che lavora per un uomo potente!”

Vanessa ridacchia divertita: “Macho tu! Ti sopravvaluti ragazzo mio! E di molto!”

Gaetano risentito, avanza verso di lei stendendo un braccio: “Tocca il mio bicipite, bella! Scommetto che il tuo Ludovico se li sogna muscoli come i miei!”

Il Guercio: “Oh, Gaetano! Anche tu ti ci metti adesso?”

Severino: “Ma sì, piantatela! L’altro passeggero della mongolfiera è il Guercio, punto e basta!

Il Guercio: “E che c’entro io adesso?”

Severino: “Beh, se si vuole uno tosto al comando della mongolfiera, quale persona è meglio di te?”

Katia: “Sentitelo! Severino il lecchino!”                                                                                                              

Giacinto arrabbiato, dall’alto della panchina: “A…adesso basta! Già è brutto che mi teniate qui contro la mia volontà! Ma che mi facciate subire tutti i vostri battibecchi da asilo infantile è davvero troppo!...Io adesso….”

Giacinto viene interrotto dall’arrivo sul palco di Ludovico che esclama: “Chi di voi è il Guercio?”

Il Guercio: “Io sono!....E tu suppongo sei Ludovico!”

                                                                                                                                   -21-

Katia, rabbiosa: “Dimmelo in faccia se hai il coraggio che non sono più la tua fidanzata! Avanti dillo!”

                                                                                                                             

Vanessa, raggiungendolo anche lei: “E come sarebbe che non mi conosci dopo tutte le promesse che mi hai fatto? Mi hai regalato perfino l’anello!”

Katia: “Anche a me l’hai regalato!”

Il Guercio, rivolto a Gaetano: “Prendi queste due e portale via dal mio cospetto o non rispondo di me!”

Gaetano afferra le due ragazze recalcitranti una per lato e le porta fuori dal palco.

Il Guercio: “Oohh! Finalmente un po’ di pace!”

                                                                                                                                

Ludovico: “Signor Guercio, io il microchip non ce l’ho!”

Il Guercio avanza verso Ludovico con fare minaccioso: “Che cosaaa?”

Ludovico: “Non me lo faccia ripetere, per favore!”

Il Guercio: “E ora io che cosa devo farne di te?”

Giacinto spaventato, dall’alto della panchina si fa il segno della croce: “Oddio!”

Ludovico, indietreggiando: “Non è colpa mia! Le persone a cui l’ho dato hanno detto che lo hanno già consegnato al loro compratore, un certo Giacinto!”

Il Guercio e Severino si voltano a guardare Giacinto con aria attonita.

Giacinto, tremando come una foglia: “V…vi prego n…non guardate me! Non sono io quel Giacinto di cui parla lui! E’….è solo una semplice omonimia!”

Il Guercio, rivolto a Ludovico: “Ma sì, cosa vuoi farmi credere? Che un omuncolo come quello là sia il compratore del microchip! E’ impossibile, andiamo!

Giacinto, un po’ meno spaventato: “Ecco! Appunto! Proprio così!...Io sono un…”

                                                                                                                                -22-

Severino, intromettendosi: “Un contabile, sì lo hai detto un mucchio di volte! Ma è solo la tua parola! Chi ci dice che invece non abbia ragione il ragazzo qua?”

Giacinto, protesta: “Ma insomma!”

Ludovico: “C’è un modo per sapere se il compratore del microchip è lui…Le persone con cui ho parlato io, hanno detto che il Giacinto in questione ha un tatuaggio sulla schiena!”

Il Guercio e Severino si guardano con aria d’intesa e la cosa non sfugge a Giacinto: “C…che cosa intendete fare?...Non vorrete davvero controllare, vero? E’…è assurdo!”

Il Guercio e Severino si muovono verso la panchina.

Giacinto ne scende con un balzo e cerca di scappare via, ma i due lo agguantano e mentre Severino lo tiene fermo, il Guercio gli controlla la schiena non senza difficoltà, perché Giacinto si dibatte e grida.

Poco dopo il Guercio esclama: “Incredibile! Chi l’avrebbe mai detto? E’ lui il nostro uomo!”

Giacinto a squarcia gola: “Nooo! No che non lo sono! Non so chi cavolo vi ha detto del mio tatuaggio…L’ho fatto in occasione del mio ultimo compleanno…Volevo fare qualcosa di audace… ma me ne sono già pentito…Comunque, io non ho quel maledetto microchip! Mi dovete credere!”

Il Guercio sarcastico: “Ah sì? E allora spiegaci come facevano a sapere del tuo tatuaggio quelli a cui Ludovico ha dato il microchip? E’ sicuro che ti conoscono e l’hanno venduto a te!”

Giacinto, cercando di liberarsi dalla presa dei due uomini:” E io che accidenti ne so?

Lasciatemi andare! Laaasciatemi, ho detto!”

Severino: “Guercio, questo qua è un osso duro! Se vogliamo sapere dov’è finito il microchip dobbiamo torturalo, non c’è altro modo!”

Ludovico, battendo le mani: “Sì dai! Torturiamolo! Vi aiuto anch’io che devo fare?”

                                                                                                                                  -23-

Giacinto si dimena ancor di più e grida: “Nooo! Io non c’entro niente! Aiutoooo! Qualcuno mi aiutiiii! Questo parco è sempre affollato! Possibile che oggi non ci sia in giro anima viva ad eccezione di voi pazzi? Tutto questo è un incubo!...Devo essermi appisolato davanti al computer nel mio ufficio! Sì, deve essere così!Adesso mi do un pizzicotto e mi sveglierò e tutti voi sparirete dalla mia vista!”

Il Guercio esclama: “Se proprio vuoi, te lo do io un pizzicotto! Toh!” E gli dà un pizzicotto sul braccio.

Giacinto grida: “Ahiii! Che male!”

In quel momento arriva sul palco una donna di mezz’età, magra e coi capelli biondi.

Giacinto la vede e grida: “Lucianaaa! Lucianaaaa! Aiutooo! Non venire qui! Scappa e corri dai carabinieri. Fa’ presto! Questi sono criminali! Mi vogliono torturare!”

Luciana invece si avvicina e si rivolge a Giacinto e Severino: “Lasciatelo andare! Basta così, ragazzi! Giacinto si sta agitando troppo!”

I due uomini, con gran stupore di Giacinto lo lasciano subito libero.                                                                                                                         

Giacinto fissa a bocca aperta Luciana e poi gli altri. Poi chiede a Luciana: “Luciana…Che cosa sta succedendo? Perché hai detto quelle parole…E, come mai questi delinquenti ti ubbidiscono?”

Gli uomini ridacchiano e Giacinto li fissa confuso. “Ma…ma che cosa significa tutto questo?...Luciana, non mi dire che tu sei il loro capo…la loro capa…beh quello che è!”

I tre uomini ora ridono di gusto.

Giacinto: “Insomma! Qualcuno mi spiega che cosa sta succedendo?”

Luciana, anche lei ridacchiando: “D’accordo, Giacinto. Scusa. Adesso siediti calmati! E’ stata tutta una mia idea!”

Giacinto: “Allora davvero tu c’entri con loro? E hai preso tu quel dannato microchip?”                                                                                                                             

                                                                                                                                   -24-

Siccome gli altri continuano a ridere, Giacinto li guarda in cagnesco e dice brusco: “E

voi piantatela di ridere! Voglio capirci qualcosa!”

Luciana prende un profondo respiro e poi dice: “C’è un solo modo per spiegare la faccenda!” compone un numero sul cellulare e dice ermetica: “Venite tutti qui!”

Katia, Vanessa, Gaetano e il signor G. vengono sul palco.

Giacinto li guarda tutti senza capire.

Luciana: “Non c’è mai stato nessun microchip! Lascia che ti presenti i membri della compagnia teatrale ‘L’improvvisazione è il nostro pane”.

Giacinto, più confuso che mai: “Luciana…ma…ma che cosa stai dicendo? Compagnia teatrale?”

Luciana, annuendo enfaticamente: “Sì, sì! Proprio così!”

Giacinto: “Allora, allora vuol dire che la storia del microchip…le spie…o quello che erano….è…è tutto finto? Era una commedia?”                                                   

Luciana ridacchia a metà tra il divertito e il colpevole. “Sì!...Li ho ingaggiati io!”

Giacinto: “Li hai ingaggiati tu?”

Luciana: “Ma sì!”

Giacinto: “E perché mai? Sant’Iddio!”

Luciana: “Volevo farti un regalo di compleanno!”

Giacinto metà ridendo e metà piangendo: “Un regalo di compleanno? E che cavolo di regalo di compleanno è mai questo? E’ ancora peggio del tatuaggio che mi sono regalato qualche anno fa! Prima, quando questi parlavano di torturarmi, quasi mi veniva un infarto!”

Luciana: “Eh sì, i ragazzi si sono un po’ lasciati prendere la mano. Io volevo solo che ti facessero vivere un’avventura come quelle che leggi sempre nei tuoi libri!”                                                                                                                           

                                                                                                                                 -25-

                                                                                                                           

Giacinto va a sedersi sulla panchina e comincia a ridere istericamente.

Katia, preoccupata: “Poveretto! E’ impazzito!”

Vanessa, dubbiosa: “Forse bisogna dargli solo una sberla!”

Giacinto: “Macchè impazzito e impazzito! Rido perché dopo la tensione a cui mi avete sottoposto e gli spaventi che mi avete fatto passare, da oggi in poi sarò il contabile più felice del mondo e anzi vi dico che, non leggerò mai più libri avventurosi in vita mia!” Ciò detto afferra il libro che stava leggendo e che era rimasto sulla panchina e lo pianta in mano a Gaetano: “Tiè!”

Poi si rivolge a Luciana: “E tu, mia cara! Preparati e guardati alle spalle perché mi vendicherò di te per questo….regalo! Ci puoi giurare!” Guarda gli altri ed aggiunge: “Adios idioti!” Ed esce dal palco.

Severino: “Certo che siamo bravi, eh? C’è cascato in pieno!”

Signor G., ridacchiando: “Eh, non per niente abbiamo già vinto per due anni consecutivi il concorso regionale per le compagnie teatrali d’improvvisazione!”

Vanessa, soddisfatta: “Sì, siamo grandi!”

Katia: “Superbi!”

Luciana si siede sulla panchina, sconsolata: “Sì, sì siete stati bravi, lo riconosco…Purtroppo però il regalo a Giacinto non è piaciuto! Avevo davvero pensato che questo fosse un regalo originale! Credo che avrei fatto meglio a regalargli il solito paio di calzini!”

Signor G. guarda l’orologio: “Beh, ragazzi, andiamo!”

Gaetano: “Sì, andiamo!” E rivolgendosi a Luciana: “Vedrà che poi al suo collega l’arrabbiatura passa e ci riderete sopra!”

Luciana, scuotendo il capo: “Non credo proprio…Comunque è un problema mio, non vostro! Vi ho pagato per una recita e voi l’avete fatta. Grazie!”

                                                                                                                                   -26-

Il Guercio le dà una pacca sulla spalla: “Lei è una buona amica e se il suo collega, non lo capisce, non merita la sua amicizia! Ecco come la penso!”

Luciana sospira: “Già!”

A uno a uno, i membri della compagnia la salutano ed escono dal palco.

Luciana resta sola sulla panchina.

All’improvviso un ragazzo arriva sul palco e si avvicina a lei con un mazzo di fiori in mano. Dopo essersi guardato attorno con circospezione, le butta il mazzo in grembo dicendole: “Me lo tiene per favore?” Poi scappa via.

Luciana guarda i fiori con aria preoccupata, si guarda attorno e poi si rivolge al pubblico e dice: “Ma…”

Si chiude il sipario.

FINE

Autore: Mariadonata Ciceri

e-mail: donata.ciceri@alice.it

Registrazione Siae (Sezione D.O.R.) - Protocollo nr.  436/14

A.A.A……AVVENTURA CERCASI

Breve sinossi

Giacinto, un contabile insoddisfatto del proprio lavoro, passa la pausa pranzo leggendo l’ennesimo libro d’avventura e invidiando il protagonista per la sua vita interessante e movimentata. All’improvviso si trova coinvolto in una scena da film di spionaggio con tizi loschi che cercano un fantomatico microchip e lo minacciano in svariati modi. Entrano in scena vari personaggi che aumentano sempre più la sua paura. Quando arriva al limite di sopportazione, grazie ad un colpo di scena, gli viene rivelato che si tratta di una recita con la quale una sua collega di lavoro voleva offrirgli la possibilità di vivere un giorno come uno dei suoi amati eroi dei romanzi d’avventura.

Personaggi:

-Giacinto, contabile insoddisfatto, avido lettore di romanzi d’avventura

-Luciana, collega di Giacinto, alla ricerca del regalo di compleanno originale

Membri della Compagnia Teatrale “L’improvvisazione è il nostro pane”:

-Il signor G., detto anche l’Innominato

-Severino, tirapiedi del signor G:

-Gaetano, guardia del corpo del signor G.

-Il Guercio, uomo di fiducia del signor G., da lui incaricato di risolvere i problemi

-Katia, la figlia del signor G.

-Vanessa, detta la ‘rossa’, spia doppiogiochista

-Ludovico, fidanzato che ama tenere i piedi in tre scarpe

-Ragazzo che consegna alla fine il mazzo di fiori a Luciana

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 7 volte nell' ultimo mese
  • 27 volte nell' arco di un'anno