Accadueò

CHIARE, FRESCHE, DOLCI ACQUE

ACCADUEO

(Un uomo di mezza et entra con un tappeto arrotolato sulla spalla, indossa una tuta da aviatore con relativi occhialoni sulla fronte, mentre cammina parla rivolgendosi ad una bambina immaginaria)

Beh te lavevo promesso no che per il tuo compleanno avremmo fatto un viaggio straordinario. (incomincia a sistemare il tappeto sul pavimento) No, la mamma non viene sai che lei non ama volare e poi questo tappeto ha solo due posti. Se funziona? Ma certo, lho comprato sabato al mercato di Porta Palazzo da un vecchio marocchino che mi ha assicurato che un modello non recente ma che vola a meraviglia.. no non legge gli MP3 e se per questo non ha neanche la radio.

(Imitando un venditore di auto che illustra un modello) Te lo assicuro, amico, un tappeto volante molto solido e anche molto comodo e poi ha fatto pochissimi chilometri, era appartenuto a Solimano . Te la ricordi, signore, la leggenda dei tre figli del re che erano tutti innamorati della stessa principessa. Lavrebbe sposata chi avesse portato il dono pi stupefacente. I tre principi ritornarono a casa con: un elisir che guariva tutte le malattie, un cannocchiale e un tappeto volante . Questo!!

Ti dispiace per la mamma? Ma s dai glielo racconteremo, scatteremo delle fotografie, poi guarda per un giorno sar anche contenta di non averci tra i piedi: (facendo il verso alla mamma) metti a posto quei pennarelli, quello il posto delle bambole?, ma insomma smettetela voi due di litigare . pazienza lei che una bambina ma tu . come averne due di figli in questa casa!!.

No, non andiamo a Disneyland, quello che ci aspetta non solo un viaggio di piacere ma anche un viaggio di istruzione, molto interessante almeno lo spero.

Sar un po come un Gran Tour, il viaggio che i giovani facevano nellOttocento attraverso le principali citt dEuropa, per conoscere da vicino quello che allora era il mondo e il suo funzionamento. Ecco vorrei che questo viaggio fosse il tuo Gran Tour e che le cose che vedrai con i tuoi occhi ti consentissero di vivere

in modo pi consapevole.

Ti porter per il mondo e ti parler di quella magia della natura che si chiama acqua e delluso che ne fanno gli uomini (iniziano giochi di magia).

Avrei potuto parlarti di altri grandi problemi che affliggono il mondo: dellinquinamento che lentamente ci uccide, dellaria irrespirabile che ti provoca le fastidiose bronchiti invernali; ho scelto, invece, di parlarti dellacqua, perch questo per luomo lelemento pi importante.

Siamo fatti in larga parte di acqua, nellacqua nuotano le molecole delle nostre cellule, il sangue stesso che circola nelle vene una soluzione acquosa. E poi senza acqua non si pu vivere e per questo la nostra storia indissolubilmente intrecciata con essa.

Dai partiamo, vedrai che ti piacer!

Per prima cosa andremo in un luogo straordinario dove una volta tuttintorno cerano vallate e colline verdeggianti. Qua e l si scorgevano cupole e minareti, viuzze strette allombra di case rossicce. Due fiumi, antichi come il mondo si gettavano nel lago: lAnu Darya e il Syr Darya.

I fiumi esistono ancora. Il lago Aral, questo il suo nome, invece sta scomparendo.

Di certo ti domanderai dove si trova. (mentre parla srotola una grande carta geografica che fissa ad un sostegno; con aria professorale far la sua breve lezione di geografia)

Ehsuccede spesso di conoscere il nome di un luogo ma di non saperlo veramente collocare sulla carta geografica. Il lago dAral nel cuore dellAsia centrale. Le sue acque sono divise tra due paesi il cui nome fa sognare: lUzbekistan, ricordi Samarcanda e il Kazakistan. Molto pi a nord c la Russia. A sud il Turkmenistan e, pi a sud ancora, lAfghanistan di cui ultimamente hai molto sentito parlare.

Guarda che cosa rimane di questa distesa dacqua salata!!!.

Solo mezzo secolo fa era profondo 55 metri. Oggi la sua dimensione meno della met e continua ad asciugarsi inesorabilmente. In pochi anni la superficie passata da 68 a 34.000 chilometri quadrati, perdendo unestensione pari a Belgio, Olanda e Lussemburgo messi insieme.

Prima che lirresponsabilit di alcuni colpisse la regione, questo era il quarto lago del mondo (mostra cartina del Lago Aral del 1960). Oggi sceso al sesto posto. Il suo nome, Kyrgyz Araldenghiz, difficilissimo da pronunciare, significa il mare di isole. E a ragione! Dalle acque spuntavano le cime di un migliaio di isolotti; a causa dellabbassamento dellacqua oggi il loro numero raddoppiato. (mostra cartina del 2000)

Cosa successo ?

(Lazione dovr essere punteggiata da giochi di prestigio che sottolineano i vari passaggi del testo)

Tu penserai ad un sortilegio da parte di un mago malefico: no, nessun mago, soltanto luomo.

Alla fine degli anni cinquanta le autorit sovietiche decisero di trasformare queste enormi distese di terre aride in grandi piantagioni di cotone per strappare agli Stati Uniti il primato mondiale nella produzione del cotone (estrazione di un coniglio dal cilindro).

Il regime aveva molti difetti ma non quello di mancare di decisionismo: in pochi anni furono scavati duecentomila canali di irrigazione. Per bagnare le piantagioni di cotone sempre pi vaste e sempre pi assetate, si decise di deviare il corso dei due fiumi che alimentavano il lago Aral.

Cos, dal 1974 al 1986 il Syr Darya non ha pi raggiunto il lago; pi o meno negli stessi anni, per ben cinque volte anche lAnu Darya ha subito la stessa sorte. Con il risultato che lAral, privato delle sue fonti, ha cominciato ad agonizzare.

(Incomincia un gioco di prestigio utilizzando pesci-clava che sfuggiranno di mano allattore e cadranno man mano che il monologo procede. I pesci caduti verranno allontanati dalla scena a calci dallattore stesso. Dovranno rimanere solo i quattro pesci citati nella battuta pi avanti)

Per carenza di acqua dolce dei fiumi la salinit triplicata, distruggendo senza perdono la flora e la fauna acquatiche pur cos ricche in questo luogo, e provocando anche malattie agli abitanti dei villaggi che ancora vivono lungo le rive del lago.

E quel poco di acqua dolce che ancora raggiunge il lago piena di sostanze tossiche dal suono triste: carbonato e solfato di calcio, cloruro e solfato di magnesio e altri residui provenienti dai defolianti, dai fertilizzanti e dai pesticidi che ogni giorno si riversano nelle viscere del lago, dopo il drenaggio dei campi di cotone.

Pensa, la pesca, che un tempo forniva 25.000 tonnellate annue di pesce, non che un lontano ricordo!

Delle ventiquattro specie che prosperavano nelle acque del lago ne restano solo quattro.

(inizia il gioco degli anelli che si incastrano fra di loro)

Quelli che vedi laggi sono i due porti di Mujnak e Aralsk: erano citt di pescatori di quelle in cui le case quasi si immergevano nellacqua. Oggi se ti affacci dalla finestra di quelle case non vedi il lago, lontano pi di 40/50 chilometri, in compenso vedrai i relitti delle barche dei pescatori arenate nella sabbia. La met della popolazione di Aralsk ha dovuto emigrare.

Purtroppo, come dice il poeta uzbeco Muhammed Salikh: Non si pu riempire lAral con le lacrime.

Tu mi chiederai ma tutta lacqua evaporata . Dov finita? Non ha provocato piogge insolite? Non ha trasformato il clima della regione?

Certo. Anche il clima cambiato, diventato continentale caratterizzato da forti sbalzi di temperatura e da piogge pi abbondanti. E come puoi vedere, a causa dei venti che trasportano il sale e inquinano laria per un raggio di centinaia di chilometri, il delta del Syr Darja diventato un deserto.

Paradossalmente, oltre alla scomparsa della pesca e delle attivit legate al lago, le popolazioni che vivevano sulle sponde hanno assistito allimpoverimento dellagricoltura, perch le loro terre, un tempo fertili, ora sono soffocate dai depositi salini che affiorano.

Un economista, Vasily Selyunin, ci ha poi spiegato (purtroppo quando tutto era ormai perduto) che lirrigazione effettuata su cos vasta scala ha dilavato tutto lhumus del suolo. E stato necessario compensare la perdita con somministrazioni massicce di fertilizzanti. Il risultato che la terra diventata come un drogato, incapace di funzionare senza la sua dose.

Ma non tutto. La mortalit cresciuta in modo spaventoso. Dissenteria, febbre tifoide e nefrite sono allordine del giorno e la regione ha un tasso record di mortalit infantile, assai pi elevato di tutta lex Unione Sovietica.

Dove cresceva una natura rigogliosa, esistono ormai solo dune giallastre e una vegetazione che si trasformata fino ad assomigliare a quella che copre le aride terre africane.

Ma ironia della sorte nella sala dattesa della stazione ferroviaria un mosaico, che occupa una parete intera, offre ancora una rappresentazione di quando, nel 1918, i compagni di Aralsk fornivano pesce alla gente che moriva di fame in Russia.

N il passaggio di Alessandro Magno, n linvasione dei Mongoli, n la potenza devastatrice di Gengis Khan, tutti transitati di qui alla testa dei loro eserciti, avevano distrutto questa terra in maniera crudele e definitiva quanto gli uomini del ventesimo secolo. (si chiude il numero)

Ho voluto che tu lo vedessi perch tra una decina danni, se la devastazione continuer, del Lago dAral non rester che una pianura arida e desolata, per la prima volta nella storia dellumanit uno specchio dacqua, pi grande del Piemonte scomparir per colpa nostra e poi perch quello che si verificato non un incidente che poteva essere evitato, come si dice quando una petroliera va ad incastrarsi tra le rocce e versa nel mare tonnellate di veleno.

(guardando il pubblico) Questo disastro figlio del nostro modo di pensare che ci impone, per regger la concorrenza di produrre ogni anno di pi rispetto allanno precedente, senza badare agli equilibri ecologici che possiamo spezzare. Ci comportiamo come se il Pil fosse un totem o fosse il metro per misurare la nostra felicit.

(Indossando un cilindro da banchiere) Questanno il nostro pil aumenta to meno dell1% contro l8% della CinaChe disgrassia!!!

Non si pu pretendere di vedere salire questo indice allinfinito; prima o poi arriver ad un tetto oltre il quale ci sar un blocco.

Detto in altre parole, dovremo prendere in considerazione il fatto che per avere uno sviluppo compatibile saremo obbligati ad abbandonare lidea di crescita economica perpetua.

In questo semplicemente perch la crescita infinita, in un mondo di risorse limitate, impossibile. (Inchino al pubblico)

Ma ci sono altre cose interessanti che ti voglio far vedere. Tieniti forte voleremo in Africa.

Tu sai che noi siamo figli delle stelle e lacqua stata la nostra culla. Per noi umani lacqua indispensabile come laria che respiriamo. Nessun tipo di vita pu nascere e tantomeno svilupparsi senza di essa. E il bene comune per eccellenza, un bene che non si pu rifiutare agli uomini e alle specie viventi senza farle morire.

Lo so, per te che vivi in un paese fortunato, questa affermazione sembra priva di senso abituata come sei ad aprire i rubinetti per avere acqua fredda e acqua calda come pi ti piace.

Purtroppo per gli altri bambini le cose non sono affatto cos semplici.

Bere, fare il bagno, innaffiare piante e fiori a te sembrano operazioni banali. Nelle nostre citt privilegiate consumiamo lacqua come se provenisse da una fonte inesauribile, dimenticando che altrove un miracolo, un tesoro liquido pi prezioso di qualsiasi diamante. Luomo pu fare a meno di mangiare per un mese, ma non pu sopravvivere pi di una settimana senza bere.

Guarda laggi!!!. Una donna, accompagnata da una bambina, avanza lungo una strada polverosa. Le due camminano in direzione di un punto in cui laria trema per il calore. Hanno fatto pi di dieci chilometri. Le aspetta un pozzo con acqua parzialmente pura. Vi attingeranno lacqua di cui hanno bisogno e ripartiranno per il loro villaggio; alla fine della giornata avranno dedicato pi di cinque ore a questo va e vieni, portando a braccia una ventina di chili per volta.

E guarda ancora quel Boscimano del Kalahari che sta scavando una buca per procurarsi lacqua dal sottosuolo. Tutto il liquido che trova lo pompa con una canna in un uovo di struzzo che gli serve da contenitore.

Un mio vecchio amico, quando in vena di semplificazione dei problemi del mondo se ne viene fuori dicendo i quattro punti cardinali sono tre: nord e sud.

Beh . Per lacqua proprio cos: con un Nord che sperpera ed un Sud che lesina.

Una causa di questa disuguaglianza chiaramente di natura geografica: al Nord piove di pi che nel sud del mondo. Ma qui finiscono le colpe della natura e incominciano le responsabilit dirette delluomo. Se dovessimo sintetizzare la cosa in uno slogan potremmo dire: consumiamo troppo e consumiamo male il nostro oro blu.

Sai quanta acqua consuma ogni persona occidentale al giorno?

(Inizia il numero che fa uscire dal cilindro pezzi di stoffa di vari colori ad ogni citazione di consumo) 20 litri per lo scarico del wc, 30/50 litri per la doccia e poi ogni volta che si fa un bagno ne consuma 100 litri, per lavare i piatti a mano 20 litri e 30 per lavarli in lavastoviglie, 120 per un bucato in lavatrice, 100 litri per lavare lauto e poi bisogna cucinare, pulire la casa . Insomma un totale di 165 litri come media per ogni cittadino che abita in Europa.

C da chiedersi dove troviamo il tempo per utilizzare tutta questacqua!!!!

Ma questi sono i dati e la domanda che dobbiamo porci per quanto tempo le nostri fonti idriche potranno permettere un simile ritmo di spreco.

Ti faccio un esempio che ti lascer senza parole. No, non parlo di te che quando ti lavi i denti o le mani tieni il rubinetto sempre aperto o delle tue docce che non finiscono mai, neanche tu dovessi pulirti da una sporcizia vecchia di anni. Parlo dei grandi sprechi.

Lo sapevi che il 75% dei consumi globali di acqua dolce lo assorbe lagricoltura?

Ma lo scandalo non sta in questa percentuale. Si sa, siamo in tanti e tutti ci dobbiamo pi o meno nutrire.

Lo scandalo sta nel fatto che lefficienza dei metodi di irrigazione viene stimata inferiore al 40 %; ci significa che ben pi della met dellacqua va sprecata.

Sotto accusa sono i metodi dirrigazione.

Si usa sempre lantico principio: le acque superficiali raccolte in ruscelli, fiumi, laghi, serbatoi e canali vengono fatte fluire in condutture, solchi e convogliate al suolo coltivato. Ma questo oltre a sprecare acqua pulita comporta anche altri problemi il pi serio dei quali la salinizzazione.

Nuovi metodi, come lirrigazione a goccia, in cui lacqua viene portata dalle tubature direttamente sul suolo circostante le singole piante, trovano ancora scarsa applicazione. E ancora tanto pi comodo lasciare che lacqua vada sprecata visto che la fornitura dellacqua per uso agricolo generalmente finanziata dallo stato che la fornisce ai contadini ad un costo inferiore di quello che dovrebbero pagare secondo le leggi del mercato.

Con lincremento demografico, le esigenze alimentari sono cresciute di molto, per ottenere alte rese ci vogliono grandi quantit di prodotti chimici e naturalmente di acqua.

Senza parlare dellallevamento intensivo degli animali, che alla fine risulta altamente inquinante a causa dei nitrati contenuti negli escrementi che vanno a compromettere le falde acquifere.

Del resto, lo stesso uso delle pompe a motore ci ha privato di ogni forma di autocontrollo.

Senza alcun tipo di sforzo, possiamo estrarre lacqua pi rapidamente di quanto i cicli della natura siano in grado di reintegrarla nel sottosuolo.

Sai se vivessimo solo di agricoltura potremmo cavarcela senza problemi nonostante le accresciute esigenze di questo settore ma lagricoltura deve competere con un altro concorrente molto assetato.

Parlo dell industria, a cui chiediamo di produrre sempre pi, che assorbe il ventidue per cento.

Ma in questo ambito la dimensione dei prelievi non desta troppa preoccupazione perch in molti casi lacqua riciclata allinterno di sistemi chiusi. La preoccupazione semmai su come viene restituita alla natura a fine ciclo. Si stima che pi dell85% dellacqua scaricata dalle industrie contenga residui di prodotti chimici e metalli pesanti. Il problema particolarmente grave nei paesi del Sud che per attivare investimenti stranieri adottano leggi ambientali molto permissive.

Ti dar alcune cifre che ti chiariranno pi di altri esempi, sui consumi industriali: occorrono 80 litri per ottenere un chilo di zucchero, 20 per un litro di benzina o un litro di birra, 300 litri per un chilo di lana o un giornale e quasi 200 per produrre un maglione o 1 chilogrammo di carta 20.000 litri dacqua per una tonnellata di acciaio, 450000 litri per costruire unauto.

Attualmente 1 miliardo e 400 milioni di persone non dispongono ancora di accesso diretto allacqua potabile com concepito in Occidente, e 800 milioni non possiedono neppure i servizi igienici pi elementari. Un americano medio utilizza 425 litri dacqua al giorno, un malgascio, 10.

Nel nostro paese i consumi domestici sono a livello di spreco se si pensa che litaliano medio consuma 213 litri al giorno mentre lo svizzero si limita a 159 e lo svedese si accontenta di 119 litri. Da noi la perdita della rete di distribuzione superano del 30%, per non parlare del sud dove si raggiungono percentuali del 60%. In Svizzera e in Svezia la percentuale si aggira intorno al 9%, considerato il tasso di perdita naturale, al di sotto del quale difficile scendere.

Ma, fatto curioso, mentre luso dellacqua per uso produttivo rappresenta il 75% dei prelievi e dei consumi del paese, esso costituisce solo il 10% dellacqua fatturata.

Labusivismo dei prelievi resta diffuso in assenza di una pianificazione per quanto riguarda gli usi dellacqua utilizzata per lagricoltura, lindustria, lenergia e altre attivit terziarie. Il 90% dellacqua fatturata riguarda quella riservata agli usi domestici. Questo significa che, in Italia, lacqua per lagricoltura e lindustria , non costa nulla o costa pochissimo. Si tratta di una situazione paradossale soprattutto perch sappiamo che le principali cause di inquinamento e di contaminazione delle acque sono dovute agli usi agricoli e allindustria.

Sempre pi numerosi sono i fiumi che diventano torrenti o seccano, i casi pi recenti quelli della Cecina del Simbrivio, i laghi restano inquinati, i fiumi della zona alpina contaminati.

I comuni e le province non posseggono sistemi di recupero e di riciclico delle acque reflue, n sono in possesso di registri sugli usi agricoli e di catasti industriali.

E in agguato ci sono privati o multinazionali che si presentano agli enti locali e offrono, come si dice, un servizio chiavi in mano per la fornitura e la depurazione delle acque.

Ma i privati non sono certo interessati ad un uso oculato delle risorse: pi acqua si consuma, pi acqua viene venduta, pi acqua viene restituita inquinata e quindi pi acqua c da depurare.

Insomma si avvia un circolo vizioso che non pu che fare aumentare i costi.

E oltre ad essere spaventosamente mal ripartita, lacqua sempre meno pura. Nei paesi densamente popolati lacqua utilizzata in una citt sar riutilizzata, dopo poco tempo, da unaltra che si trova pi a valle, lungo lo stesso fiume.

Ecco una buona ragione per utilizzare bene lacqua a nostra disposizione. Perch lacqua che inquiniamo oggi pu essere lacqua che berremo domani e lacqua inquinata non portatrice di vita, ma di morte. In quello che chiamiamo terzo mondo le malattie dovute allassunzione di acqua infetta sono la prima causa di morte; allalba del terzo millennio, ogni anno, ne muoiono 4 milioni di bambini come te.

Se per molti secoli lumanit ha considerato lacqua un bene sostanzialmente illimitato, gratuito e facilmente accessibile, oggi che la risorsa sta diventando preziosa, la domanda: di chi lacqua? assume un valore del tutto nuovo.

E lo so, posso immaginare la tua obiezione: come si fa a dire questa mia di una cosa che nasce in un posto, cammina per chilometri e chilometri infischiandosene dei confini, si intrufola sottoterra per riapparire in superficie chilometri pi in l.

Si hai perfettamente ragione. Ma il dibattito che si acceso vede due fazioni contrapporsi: da un lato chi giudica lacqua un bene indispensabile per la vita delluomo e per la ricchezza delle nazioni, dallaltro chi dice che un bene come un altro con un valore stabilito dal mercato ed una propriet stabilita dalla legge.

(guardando il pubblico) Molti sostengono che deve essere considerata un patrimonio comune allumanit gestito in armonia dalla Comunit Internazione che ne regola luso attraverso leggi e regolamenti, sono coloro che considerano lacqua come un patrimonio naturale senza alternative per la nostra vita e che per questo non pu essere considerata una propriet privata o una merce.

Altri vedono nella scarsit idrica una crisi che deriva dallassenza di un commercio libero. Se la si potesse spostare e distribuire liberamente attraverso liberi mercati, dicono, lacqua verrebbe trasferita alle regioni assetate. Inoltre al crescere del prezzo si tenderebbe a ridurne il consumo e a a cercare mezzi alternativi per raggiungere il fine desiderato.

E la legge del mercato che vale anche per lacqua.

Sar una scelta difficile, perch i primi sottovalutano i problemi politici che derivano dal mettere daccordo gli stati e raggiungere una soluzione equa che soddisfi tutti mentre i secondi non tengono conto dei limiti ecologici imposti dal ciclo dellacqua e delle possibilit economiche dei paesi con carenza dacqua che sono poi, quasi sempre, i pi poveri.

Ismail Serageldin, vice presidente della Banca Mondiale, nel 1995, fece una previsione che al tempo ebbe grande risonanza: se le guerre del ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del ventunesimo avranno come oggetto del contendere lacqua.

Molti segnali fanno pensare che il banchiere avesse ragione perch la domanda continuer ad aumentare giorno dopo giorno per via dellincremento della popolazione mondiale, del mutamento degli stili di vita e del nuovo modo di produrre cibi nei campi e beni nellindustria. (inchino al pubblico)

Oggi siamo sei miliardi. Verso il 2050 raggiungeremo i nove . Nel frattempo altri undici paesi si aggiungeranno ai tredici che gi attualmente soffrono di carenza dacqua. Se non interverrete, non sar pi un terzo dellumanit, ma due terzi, a conoscerne la penuria. A meno che per allora la guerra.

S hai sentito bene, parlo di guerra!

Perch una delle conseguenze della cattiva ripartizione del nostro oro liquido il rischio che si scatenino dei conflitti. Non quelli a cui eravamo abituati una volta, ma quelli moderni che si presentano quasi sempre come guerriglie intermittenti o terroristiche. Quelle che gli addetti ai lavori, per non farci preoccupare o per non farci sentire in colpa, definiscono guerre a bassa intensit. Si muore sempre . ma con una certa eleganza!!

Non ci sono battaglie tra eserciti in capo aperto di stati che si sono formalmente dichiarati guerra, tuttavia in tutti continenti, eccetto lOceania, ci sono o ci sono stati negli ultimi lustri conflitti armati, in cui tra i motivi del contendere vi era lacqua.

Se poi pensi che il 32% dei confini tra gli stati del mondo passano attraverso fiumi, laghi o bacini idrografici, non ti stupir sapere che attualmente sono state identificate pi di 300 aree di tensione.

Considera inoltre che molti conflitti politici sulle risorse sono nascosti o repressi. Chi controlla il potere preferisce far passare le guerre dellacqua per conflitti etnici e religiosi. Cosa abbastanza semplice, considerando che le regioni lungo i corsi dacqua sono abitate da societ pluralistiche con grandi diversificazione di lingua, etnia e usanze.

Tu non puoi ricordarti, ma nel 1989 Senegal e Mauritania, che avevano convissuto in pace per anni, si sono trovate in un vero conflitto armato a causa di una prolungata siccit. LOrganizzazione per la Valorizzazione del fiume Senegal, che aveva per membri i rappresentanti dei tre stati bagnati dal corso dacqua (il terzo il Mali), non riuscita a trovare un accordo e la Mauritania ha cos tentato con la forza di conquistare le pi fertili sponde senegalesi.

Un domani, quando lacqua verr a mancare e se ne vorr avere il controllo per motivi di sopravvivenza, che cosa accadr?

In assenza di una vera legislazione internazione sullacqua i conflitti che nasceranno saranno largamente dominati dai rapporti di forza.

Potrei citarti, per esempio, la Turchia, che vuole costruire delle dighe sul Tigri e lEufrate a svantaggio della Siria e dellIraq. E lIndia, che sul Gange ha gi costruito una diga che toglie al Bangladesh una parte dellacqua del fiume. E poi ci sono lEgitto, il Sudan e lEtiopia: questultima contesta agli altri due paesi il monopolio sulla acque del Nilo.

Ma fiumi e corsi dacqua sono divenuti la posta in gioco essenziale anche altrove. Uno di questi fiumi il mitico Giordano. Nato in Libano, alimenta il Lago di Tiberiade e va a gettarsi nel Mar Morto. Divide Israele dalla Siria e quindi dalla Giordania.

Attualmente Israele sfrutta la quasi totalit delle sue acque, cos come anche le riserve del Lago di Tiberiade. La guerra del 1967 ha portato allannessione della alture del Golan. La restituzione di quelle alture alla Siria non pi una questione politica, ma di condivisione del prezioso oro liquido. In questo angolo di mondo la guerra per lacqua non pi appannaggio della finzione, realt.

E poi c lAfrica, cos lontana dalle nostre preoccupazioni.

Quando saremo a casa, perch tu comprenda meglio, te li mostrer su una carta geografica.

Ho un bel parlarti di Topeka, di Surgut o di Bucamaranga! Chi sa con precisione dove si trovano queste citt? Il mondo vastissimo, e noi siamo troppo curvi sul nostro piccolo fazzoletto di terra. Siamo come inquilini un po distratti di un grande condominio che conosce al massimo ci che fa il dirimpettaio di pianerottolo. Tutto ci che accade agli altri inquilini fuori del nostro mondo.

In Africa australe, otto progetti, sui fiumi Orange, Limpopo, Save, Okavango, Cunene, Zambesi, Rowuma e Zaire, sono portatori potenziali di conflitti.

Quanto alla Namibia, da tempo che aspira a prelevare in maniera massiccia le acque del Okavango per convogliarle con un acquedotto verso la capitale Windhoek. Se il progetto andr in porto, il risultato sar il prosciugamento delle paludi pi vaste del pianeta: le paludi del Okavango, a nord del Botswana.

Come vedi, la guerra dellacqua muove i primi passi. (fine dei numeri di magia)

Ma tempo di tornare a casa, la mamma ci star aspettando e poi, per oggi, hai gi visto abbastanza.

Certo avrei dovuto farti vedere anche fatti molto positivi che accadono sulla terra. Ma quelli farai presto ad apprezzarli e comunque ti accorgerai che, purtroppo non sono ancora sufficienti a risolvere il problema.

Tu mi chiedi se queste guerre si potranno evitare e se mai gli uomini metteranno giudizio?.

Se dovessi risponderti sulla base della storia e della esperienza che mi suggerisce la mia et, dovrei dirti che questi conflitti non si potranno fermare. Da che mondo e mondo una risorsa limitata e importante stata preda del pi forte che, a costo di inventarsi pretesti e di riscrivere le regole a suo uso e consumo, fa di tutto per impossessarsi delle ricchezze del pi debole.

Ma tu sei giovane e non puoi che essere ottimista!!

Per te il mondo futuro non unincognita ma un sogno che deve avverarsi.

E allora come risolvere quello che sembra destinato a diventare il pi importante problema globale dei prossimi lustri, superiore persino a quello del cibo e dellenergia?

Sar necessario convincere i politici ad avere pi coraggio perch il futuro non si esaurisce nei cinque anni che intercorrono tra unelezione e quella successiva e poi bisogner far capire agli economisti che, al contrario di quello che diceva uno di loro, nei tempi lunghi potremmo anche non essere tutti morti.

E ancora spiegare a tutti gli uomini che i tempi ecologici non hanno nulla a che fare con i nostri calendari, e che le reazioni del pianeta ai nostri saccheggi sono guidate da meccanismi lunghi e complessi.

Troppe volte agiamo con la nostra visione della vita senza preoccuparci dei danni che facciamo per realizzarla. Alla fine ci comportiamo come persone che non sanno apprezzare la vita.

Certo le regole internazionali ci devono essere, anzi bisogner migliorare quelle che gi sono state fatte. Ma ricordati non bastano buone regole del gioco per creare buoni giocatori.

E purtroppo i buoni giocatori oggi non sono cos diffusi come servirebbe.

Non basta la lungimiranza e la solidariet di qualche gruppo ben intenzionato: qui serve quel uno per tutti e tutti per uno che si realizza solo di fronte a pericoli pi grandi di noi, quando anche il prepotente di turno si sente minacciato e piccolo piccolo.

Hai presente il comportamento dei marinai di fronte al mare in burrasca?

A noi serve quello. E magari ce la faremo, non solo perch il meglio di noi lo diamo nei momenti pi gravi ma anche perch oggi luomo, per la prima volta, da quando abita sulla terra, diventato un attore ecologico capace di influire sui grandi sistemi della biosfera, di trasformare la crosta terrestre, di intervenire sui cicli dellacqua. Sa cose che nessun uomo prima di lui conosceva. Per la prima volta gli uomini conoscono il loro pianeta e i riflessi ecologici di ogni loro scelta. Sono in grado di misurare la ricchezza delle loro risorse e di compiere le scelte con cognizione di causa.

E una grande responsabilit quella che vi attende e nessuno potr dire, di fronte ad un danno irreparabile, come gi troppe volte successo, io non sapevo! Daltra parte ricordati: se luomo la radice del problema, esso pure lorigine della sua soluzione. Forza!! (estrazione dal cilindro di una colomba che prende il volo).

TORINO 8 settembre 2005

Ma non solo questo accaduto a complicare le cose!

Ad esempio guarda laggi, alla tua destra.

Le vedi quelle terre aride o semiaride? Li, nei secoli, si sono diffusi frumento, il mais, lorzo, o il miglio, colture poco esigenti in fatto di irrigazione, mentre quelle che richiedevano acqua in abbondanza hanno preso piede nelle zone umide.

Su quelle terre l davanti, sulle pendici della montagna, il nutrimento agli uomini veniva da pseudo cereali come il grano saraceno, mentre, nei deserti la coltivazione pastorale era la base delleconomia alimentare. Se fino a ieri le colture alimentari degli uomini si sono sviluppate in base alla disponibilit idrica che li circondava, oggi la monocultura alimentare diventata il metodo di produzione vincente a tutti i livelli.

Lagricoltura industriale ha definito non redditizie (e quindi da evitare), le colture che producono maggior nutrimento per unit dacqua impiegata, e le ha sostituite con coltivazioni ad uso intensivo di acqua. In altre parole la produttivit non pi misurata in termini di consumo idrico ma in base alla manodopera utilizzata.