Achille Ciabotto medico condotto

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ACHILLE CIABOTTO

MEDICO CONDOTTO

Commedia in due atti di Mario Amendola e Bruno Corbucci

Riduzione di Erminio Macario

Personaggi

Achille Ciabotto, medico condotto di Montalfietta d’Asti

Viginia, sua sorella

Giovanni Berrettini, Maresciallo dei Carabinieri

Lorenzo Colombo, industriale di Lugano

Maria Pia, sua figlia

Salvatore Sparapaoli, barone siciliano

Teresa Gambetti

Sandrino, suo marito

Suor Angela

Tommaso Canevari

Marisa

Marcella

La scena rappresenta il gabinetto medico del Dottor Achille Ciabotto, che esercita  la condotta nel piccolo paese di Montafietta, in provincia di Asti. Ci sono due porte: una a destre che dà in un’anticamera e quindi sulla strada, l’altra a sinistra che immette nel resto dell’abitazione. Una finestra al centro. In fondo ai due lati di questa un paravento consunto e antiquato ed il lettino per le visite, anche questo di tipo diluviano come, d’altra parte, tutto l’arredamento costituito da una scrivania, alcune sedie imbottite, uno scaffale a vetri e un armadietto farmaceutico. Attacca alla parete una grossa carta a colori rappresentante un corpo umano sezionato. Dietro la poltrona della scrivania, un quadretto appeso alla parete incornicia la laurea; sulla scrivania il telefono oltre i registri, i ricettari e un piccolo schedario a cartellini. Alla parete di fondo, lateralmente alla finestra, c’è un lavandino con sapone, asciugamano, ecc. presso la porta di destra, un attaccapanni al quale è appeso un camice bianco da medico.

MARESCIALLO - (Emerge la testa dietro il paravento, intento ad una funzione che presto

     capiremo).

CANEVARI -  (paesano dall’aria sorniona, seduto sul divanetto sfogliando una rivista medica).

VIRGINIA - (Sorella del dottore. È una zitella quarantenne, evidentemente turbata da complessi

     sessuali. Ma dura, arcigna. Veste  molto coperta e fuori moda, come fuori moda è anche la sua

     pettinatura a “chignon”. È alla sua scrivania intenta ad aggiornare una scheda). Maresciallo 

     come  andiamo?…

MARESCIALLO -  Male, signorina!

VIRGINIA - Allora… niente ancora?…

MARESCIALLO - Macche!… solo un male da morire!

VIRGINIA - Naturale! Fare il calcoletto è doloroso, specie poi se i calcoletti sono molti…. Come

     dice mio fratello! (Rivolgendosi a Canevari) Chiel a l’è sempre si?… A l’è vnu anche jer!… Ma 

     a sta sempre mal?..

CANEVARI - Eh, cara signorina, quando non c’è la salute….

VIRGINIA - (Si alza e passeggia accanto al paravento e trattenendosi visibilmente dal lanciare

     uno sguardo oltre il paravento stesso). L’è nen la salute ch’a manca… è la Mutua che

     E chiel a paga nen né ‘l medic, né le meisin-e … e a l’è per lon…(al maresciallo) Allora

     Maresciallo?…

MARESCIALLO - Niente!…

VIRIGINIA -  Lo farà, lo farà!.. Continui a bere l’acqua di San Severo e venga qui ogni mezz’ora…

MARESCIALLO - (Venendo fuori dal paravento consegna a Virginia una grossa provetta di

     vetro).

VIRIGINIA -  (Osserva, poi versa il contenuto nel lavandino e sciacqua la provetta).

MARESCIALLO - (Si riempie un bicchiere molto grosso con l’acqua minerale di una bottiglia e la

     sorseggia, mentre il dialogo è sempre continuato). Quella signorina si è svegliata?

VIRGINIA -  Non ancora!… Con l’iniezione che le ho fatto ieri sera a peul esse ch’a vada avanti

     fin a mesdì!

CANEVARI  a l’è staita ferja cula signorina dall’automobile?

VIRGINIA: No, ma a l’era mesa tramortja dal coulp!

MARESCIALLO: se non era un macchinone come quella Mercedes, con la botta che ha preso, la ragazza sarebbe diventata una frittata!

CANEVARI: Ass sa chi ch’a l’è?…

MARESCIALLO: No, non aveva documenti! La macchina è targata Svizzera ed il libretto è intestato ad un certo Lorenzo Colombo di Lugano…

CANEVARI: a l’han dime che a l’è na bela fja, vesta a la moda coume cha van adess… con un paio di cosce da fora… ch’a fan drissè ij cavej!..

VIRGINIA: (acida)- Monssu Canevari.. disgrassiatament per chiel, la Mutua non passa le cosce, quindi… a peul fene a meno…

MARESCIALLO: (finiscesi vuotare il bicchiere e si avvia)- Mi raccomando… se dovesse svegliarsi, che non parli con nessuno… Avverta anche suo fratello!

VIRGINIA: Ch’a staga tranquil e ch’a torna fra mes’ora!… E.. attenzione al calcolo, non lo faccia fuori.. E ch’a ven-a sì!..

MARESCIALLO: Si capisce!… Ma il dottore dove è andato?… Dovevo avvertirlo di recarsi dal Sindaco….

VIRGINIA: Credo che mio fratello arrivi a momenti: è andato alla cascina Bartolomei per un maiale che si  è rotto una gamba.

MARESCIALLO: E c’era bisogno di chiamare il dottore?.. Potevano ammazzare il maiale e buona notte!

VIRGINIA: Si, bravo!… Con quella gente così avara!…. Figurom-sse se a masso la bestia qoatr meiss prima!… Aspetteranno che il maiale sia più grosso!

MARESCIALLO: E il maiale va in giro con una zampa rotta?

VIRGINIA: Oh!.. A l’è pà ‘l prim!…

ACHILLE: (entra dalla porta di destra con un grosso prosciutto incartato)

CANEVARI: (alzandosi in piedi) Cerea, dotor!..

MARESCIALLO: (porge la mano al dottore) Salve, dottore!

ACHILLE: Oh, buongiorno!… (porgendo il prosciutto alla sorella) Ten… but-lo sota sal!…. A l’è ‘l prosciutto per st’invern!.. (Durante la scena si infilerà il camice bianco).

VIRGINIA: Hai dovuto amputare?... (Esce per la porta di sinistra).

ACHILLE: Eh, si!…. Peuj l’oma faje ‘na gamba d’bosch!… Il maiale zoppicherà un po’, poi si abitua…

MARESCIALLO: Dottore, deve andare dal Sindaco: ha un’orticaria terribile! Non fa che grattarsi!…

ACHILLE: Ch’a lo lassa gratè!… Chiel-lì mi aveva promesso  di darmi l’ambulatorio in piazza e invece poi lo ha affittato al macellaio ch’aj manda le bistecche gratis.. e mi l’hai dovute adatè sì, an cà!.. Per far l’ambulatorio in questa stanza, ch’a sarja stait il salotto, ho dovuto trasportare il salotto in cucina, con ‘l televisor ‘n sel fornel… e poi stanotte, per fare dormire la signorina dell’incidente in camera mia, io ho passato la notte sul lettino delle visite (lo indica). L’hai dovute gropè per nen casschè per tera!…

CANEVARI: ( Intanto ha cominciato a grattarsi un poco e poi sempre più forte).

MARESCIALLO: Caro dottore… certo che se il sindaco nella palazzina nuova avesse concesso l’Ambulatorio a lei e nell’altra villetta che ha costruito in fondo al paese, avesse dato la cameretta a me- come sarebbe stato il suo dovere- non ci sarebbe stata lòa speculazione edilizia!

ACHILLE: Be’, lassoma perde!… Alle amministrative lo freghiamo! Pitost chiel, questo calcoletto…. lo facciamo o non lo facciamo?..

MARESCIALLO: Se dipendesse da me.. ma.. è come otturato…

ACHILLE: A ventrja provè con un tir-bouchon!… L’acqua di San Severo a la beiv?

MARESCIALLO: Come no?.. Mi pare di essere diventato un acquedotto!

ACHILLE: E poi mi raccomando, eh?.. Mi pare di averglielo già detto: niente contatti con sua moglie!

MARESCIALLO: (Un po’ seccato)- Lo so, lo so!. .. ma cosa vuole… mia moglie è giovane…vent’anni meno di me… sa, lei dice niente.. ma sa…

ACHILLE: A diss gnente ma a sôfia!..

MARWSCILALLO: Sa, io sono dle Nord… mi controllo… ma lei è meridionale… diciamo un po’ esuberante..calda…

ACHILLE: Ch’a la manda da mi!

MARESCIALLO: A far cosa?

ACHILLE: le do un calmante!… Del resto, chiel ch’aj disa che.. s edurante.. veuj dì.. ‘n tel momento del… (Fa la vocina fievole) Ah!… ah!… aj  ven fora il calcolo, ch’aj disa che a peul nassie ‘l cit con ,’oria e ‘l nass ‘d pera!…

MARESCIALLO: Sì, sì.. ma lei dice che se non si fa questo calcolo, sarebbe meglio operarmi…

ACHILLE: Ch’a lassa perde le operassion!…I chirurghi guariscono tutto.. specie quelli che hanno il bisturi facile… Taja da sì e taja da là!… Io, invece, sono per le cure con le medicine… diete terapie fisiche… Ma sa, al dì d’ancheuj ij sold aJ piaso a tuti.. e anlora Taja da sì e taja da là… e peuj a fan andè ‘na matassa ‘d fil per cus-lo!..Per coul travai lì a bastrja la laurea da maslè o da sartor!

MARESCIALLO: Va bene dottore!… Ci vediamo fra mezz’ora!

ACHILLE: A l’ha parlà con la signorina?

MARESCIALLO: No, sta ancora dormendo!

ACHILLE: perché bisogna che ve la portiate via… I peuss p continuè a deurme sul lettino delle visite?

MARESCIALLO: Caro dottore, purtroppo qui a Montafiette non abbiamo l’ospedale!

ACHILLE: (Volgendosi a Canevari). It ses tona sì,, ti?… Cribbio, ma it sess l’omo pì malavi d’Italia… (Dallo schedario prende un cartellino che risulta lunghissimo con molti altri cartellini attaccati ala maniera delle foto-souvenirs) Guarda sì la tua scheda!… Hai avuo tutto, perfino la puntura della mosca tze-tze che qui non essite!…. it sess fate rivè da l?africa sta mosca tze-tze?…

CANEVARI: Dotor, mi son tant malavi!… (Continua a grattarsi).

ACHILLE: It sess propi un malavi, va!

CANEVARI: Adess son tormentà da n’orticaria terribil!…

ACHILLE: L’havrja giuralo!… Così ti fai dare le medicine gratis, poi le rivendi al Sindich a meta pressi!… A quello bambas da lum!.. Pitost che deje ‘l vot a chiel-lì, ij lo dago al parco!

CANEVARI: Ma dotor,  cosa c’ha siss?… Mi l’hai verament l’orticaria e mi deve curare!

ACHILLE: Canevari!.. L’orticaria a fa vnì le macie ‘n sel corp, ‘n s’la facia… e ti tl’ass ‘na facia polida c’ha smja ‘l culeto d’un cit!

CANEVARI: Ass ved che la mia a l’è n’orticaria interna!

ACHILLE: (Arrabbiandosi) Ah sì?.. Allora spogliati e mettiti sul lettino!.. it faso na bela lavanda gastrica con il detersivo biodegradabile!…

CANEVARI: Dotor, chiel a sa benissim che io ho l’ulcera e la lavanda gastrica mi fa male!

ACHILLE: Va bene!… Allora ti faccio un bel clistere col grignolino del Sindaco e it vedrass coume ch’a passa l’orticaria interna!…

CANEVARI: Clistere?… Ma coume?… Con l’infiamasion  che l’hai mi?…

ACHILLE: (Perdendo la pazienza) E va bene… l’hai capì!… (Scrive una ricetta) Eccoti la ricetta per curarti l’orticaria!

CANEVARI: (Avvicinandosi a lui) Ma perché s’arrabbia, dotor?… L’è vera che mi ij pago nen la visita, ma aj la paga la Mutua! (Così dicendo consegna il libretto della mutua).

ACHILLE: Lo sai quanto mi dà la Mutua per ogni visita?… Cinquantasette lire e ottanta centesimi!… Ma siccome gli ottanta centesimi aj son mai, così arotondo cinquantasette lire an tutt!…

CANEVARI: (riprende il libretto e la ricetta)- Grazie, dottore, e arrivederci!

ACHILLE: Arrivederci…. E non uscire dal cancello del giardino… passa dalla scala.. e salut-me coul fafiochè d’un Sindich! (Canevari esce e Achille chiama a gran voce) Virginia!..

VIRGINIA: (Entra da sinistra)- Cosa che tl’ass da crijè parei?.. It sess matt?…

ACHILLE: Scusa, I cherdja ch’it fusse ‘nt l’ort!.,.. L’è vnuje quaid-un mentre che j’era fora?… Le schede a son an regola?… (Ci rendiamo immediatamente conto di quanto il dottore sia succube della terribile sorella).

VIRGINIA: Goardje lì le schede…t’j’ass sota j’eui!… L’è mach vnuje coul-lì d’la mutua e ‘l Mresciall!…. A proposito del Maresciallo, ti avverto che io ti faccio sì da infermiera. Ma solo con clienti femmine. Basta con j’omini! Mi danno fastidio…e ricordati che sono ancora signorina e che in questi tempi di corruzione e di pornografia io credo ancora nella virtù.. perlomeno nella mia!….

ACHILLE: Ma Virginia!… Lo sappiamo tutti che sei signorina vergine e martire.. ma cosa j’intra ‘l Maresciall con lon?…

VIRGINIA: A j’intra… perché  il Maresciallo a ven sì per cosa? A ven per ‘na question che potremo definire di sesso!

ACHILLE: (Minimizzando) – Macchè sesso!.. A ven per fè un po’ di acqua!…

VIRGINIA: (Urlando istericamente)- Già!… E con cosa ass fa?…

ACHILLE: (Imbarazzato) – Ma!… m’lo ricordo pi nen!..

VIRGINIA: E it cherde forsse che per mi a sja un piasì manten-me in questa…condizione di solitudine?….

ACHILLE: Anlora sposs-te!

VIRGINIA: SI?.. E con chi?…

ACHILLE: Tl’ass spetà trop!

VIRGINIA : E’ un sacrificio sentirsi legata al palo del supplizio ! A l’è ìna sofferenssa che oramai mi sono imposta come vocazione, ma non mi sneto più di avere  a che far con ammalati maschi ch’ass despeujo davanti a mi!… I soporto pi nen, ecco!

ACHILLE: Va bin va bin!… Guarda  un po’ se coula fja a l’è desviasse!…

VIRGINIA: Anche coula!… Bela idea che tl’ass avù ‘d ten-la an cà…. belesì!…

ACHILLE: E andova ch’it vorje che la mandeissa dop coula iniession? A deurme ai gabinetti pubblici?

VIRGINIA: Non ci riguarda! Non voglio donne per casa!

ACHILLE: (Sospirando) Eh, lo sai, lo sai!.. Non ti sei sposata tu, e così tl’ass nen fame sposè gnanca mi!… Tl’ass fame  lassè la fja del farmacista dopo quindess ani che j’ero fidanzati!.. l’hai dovuta lassè per anzianità! A j’era la telefonista d’Turin: gnaca coula….

VIRGINIA: Oh! Coula-lì peuj…. Stavi fresco!…. Voleva che tu andassi a stabilirti a Torino per mantenerla!… It ricorde al cinema coula duminica che soma andait a trovala?.. Meno male che c’ero io!… Sednò it vedje coume ch’a t’antapolava!…

ACHILLE: (Sempre sospirando) Eh già!…. Così tl’ass fame  restè vergine e martire anche mi!

TERESA: (Voce di dentro) L’è permess?..

ACHILLE: (A Virginia) A venta fè butè a la porta d’la strà coul ciochin ch’a l’e rompesse, altrimenti a peul intreje ‘na sgnora mentre stag visitand n’omo patanù….. e magara con tutt l’armamentari fora!…

VIRGINIA: Achille!.. It podrje parlè ant una manera un po’ pì decente!

ACHILLE: E va bin!.. Il palo del supplizio!… (Verso la porta destra) Avanti!

VIRGINIA: (Via a sinistra)

TERESA: (Entra da destra. È una donna prosperosa, giovane, visibilmente contadina, con tutte le incertezze e l’ignoranza del suo ceto)- Cerea…buongiorno…. L’è chiel ‘l dotor?…

ACHILLE: Guarda: in questo Ambulatorio medico ij son mi e coul portamantel con ‘l  camice bianch!… Con chi d’ij doj it veule parlè?..

     TERESA - Ma... mi dirja con chiel!

ACHILLE - Brava, tl’ass anvjnà!…. Nen mach i son ‘1 dotor, ma son

     anche gentili... Accomodati lì!... (Indica la sedia davanti alla scri­vania mentre lui prende posto sulla         

     poltrona dall’altro lato del mobile) Guarda che io ho poco tempo! Se sei della Mutua me io devi dire subito!...  

     Sei mutuata?

TERESA - Che cosa vuoi dire « mutuata »?...

ACHILLE - Vuoi dire « fregatura »!... Allora, dimmi!...

TERESA (Impacciatissima) - ...Cosa?...

ACHILLE - Coume, « cosa? »... Se it vene dal dotor it deve dime cosa ch’it sente!... It sess pa vnua per fè ‘na

     partja a calabraje?...

TERESA (Reticente) - Ecco... dotor!... Mi son ‘ti Galliano, un paiss si davsin... andova ch’a jè ‘I dotor ch’a l’è   

     magara pì brav che chiel... ma...

ACHILLE - Grazie, bin gentila!

TERESA - No... vorja dì che...

ACHILLE - Ma sì, ma sì!... E pcuj, pì brav?... A vcnta ved-de!.,. Io ci ho la cosiddetta laurea di guerra...

     (Indicando) L’è penduva lì!...

TERESA - ‘N tel ritratt?

ACHILLE - Sì... che peuj a me smja per gnente!... A queitempi la laurea la davano a tutti!

TERESA - A tutti?

ACHILLE A bastava avej ‘nfilà ‘na suposia!... Peuj l’hai fait pratica negli ospedali da campo: si operava dalla  

     mattina alla sera... fe­riti, gente a pezzi!... Di due uomini se ne faceva uno!... Però, guarda nè, che mi il dottore di 

    Galliano lo conosco!... Io ci ho laurea di guerra, ma coul-là ci ha la laurea cardinalizia!

TERESA - Che roba è?

ACHILLE - Sono agevolazioni per i figli dei cardinali!... Allora, dimmi…

TERESA (Sempre molto impacciata) - Ecco.., dottore... mi stago bin... l’hai gnente!... Ma a l’è che sono sposa da

     doj meis e... a  capiss?...

ACHILLE - No!...

TERESA - Vorja ciameje: quando una donna si sposa... poi, col ma­rito.., non deve succedere qualcosa?..

ACHILLE Come no?.,. La torta, i confetti, viva gli sposi...

TERESA - Sì, va bin!... Ma... dopo?...

ACHILLE - Dopo, il viaggio di nozze: Firenze, Capri, Bassano del Grappa...

TERESA - Sì, sì, dotor!... Ma... prima.., cosa aj suced?...

ACHILLE - La torta, i confetti, viva gli sposi!...

TERESA - Ma no... voglio dire... « dopo »...?

ACHILLE - Firenze, Capri, Bassano del Grappa...

TERESA - Ma no, dotor!... Dop che un a se sposa... e che a son’ an­dait via tuti... e che peuj a diventa neuit... le

     sposs con la sposa a van a deurme...

AHILLE (Dandosi una manata sulla fronte) - Ah!... sì, già!... Matri­monius celebratus, imene infrantibus... Sì, sì,

     l’hai capì: il marito e la moglie vanno a letto e lì aj suced la facenda!...

TERESA - Ecco, bravo!... E anvece a l’è nen suceduje gnente!

ACHILLE - CoumE «gnente »?

TERESA (Sospirando) - Gnente!...

ACHILLE Ma gnanca... na stissa?...

TERESA - No, no... gnente!

ACHILLE - Va bene!.. Capisso la prima volta... l’emossion... la pau­ra.., ma peuj...

TERESA - No, no... sempre gnente!

ACHILLE . Sarà pa stait in sciopero... Alle volte, con la paura del picchettaggio...

TERESA - No, no!... Me omo, Sandrin, a dis che chiel a l’ha fait...

ACHILLE E ti, anvece, it dise ch’a l’ha nen fait?

TERESA - Prope così!... Mi diso ‘d no, e chiel a diss ‘d sì!

ACHILLE - Ma non sarà mica che Sandrino a sja d’n’aotra parochia?

TERESA . No, no... soma sposasse nt la medesima parochia!

ACHILLE - No!... Veuj dì che forsse chiel... ha altri gusti!... A tavola, per esempio, aj piass ‘d pì la carn o ‘1 pes?

TERESA - Aj piass la carn, ‘1 pess, ‘1 mnestron!.. A mangia ‘d tutt!..

ACHILLE - Va bene!... Gli piace tutto... Ma, forsse, aj piaso nen le done!...

TERESA (Scandalizzata) - Ma cosa diss mai, dotor?... Sandrin a l’è anche trop caod: chiel a vorrja tute le sejre...

ACHILLE - Ma se ti it dise che non ha fatto..

TERESA - Ecco: l’è per lon che son vnuva da chiel.,. perché dal dotor del paiss in vergogno... (Sono interrotti

     dall’arrivo di Virginia ).

VIRGINIA (Entra) - Achille, la ragazza si è svegliata!

ACHILLE - Bisogna avvisare il Maresciallo... (Alzandosi) Antant ij faraj ‘na visita, perché jer seira l’hai mach

     goardà se a l’avija gnente ‘d rott!... Vorrja nen qoaich cornplicassion!...

MARIA PIA (Entra da sinistra) - Dove sono?... (Bella e giovanissima, un po’ spettinata, con indosso un’ampia

     veste da camera apparte­nente al dottore. Viene avanti mezza addormentata con una mano sulla fronte. I tre la

     guardano molto incuriositi) Voi chi siete?... cosa fate in casa mia?

VIRGINIA - No!... Guardi che « questa » è casa nostra!

MARIA PIA - Allora che cosa ci faccio io in casa vostra?

ACHILLE (Va a mettersi di fronte alla ragazza) - Prima di tutto, mi dica come si chiama!

MARIA PIA (Smarrita) Non lo so!...

ACHILLE - Ecco.., un passo avanti lo abbiamo fatto!.,.

VIRGINIA (Arcigna) - Non sa come si chiama?

MARIA PIA (Guarda Virginia in modo strano) - Non me lo ricordo...

VIRGINIA (Violentemente) - Come?... Non si ricorda che ieri sera guidava una Mercedes grande come un

     autotreno... che andava come una pazza... ed ha sbattuto contro una pianta?

MARIA PIA - Io?!?...

TERESA - Ah! a l’è 1’ scontro ch’a l’è suceduje jer seira... A na parlavo tuti a Gallian... a mi l’ha contam-lo me

     omo, Sandrìn, qoand cha l’è vnù a cogesse ‘n tel let!

ACHILLE (A Teresa) - T’lo vede?... To orno, qoand ch’a va a deurme con ti, at conta le storie e peuj a diss ch’a

     l’ha fait!...

TERESA - No, no... chiel,..

ACHILLE (Interrompeudola e accompagnandola verso la porta di destra) - Va ben, va ben!... Ti it sess vnuva da

     mi... ma a j’ène  sbaglio: chi che devo visitè a l’è to omo, Sandrin... e nen ti!

TERESA - Chiel a cred, dotor?...

ACHILLE - Ma ass capiss!... Mandam-lo sì e peuj vedrorna cosa ass  peul fè!...

TERESA (Speranzosa e contenta) - Sì, forsse a l’ha rason!... Grazie, e arrivederci, dotor!... (Esce).

ACHILLE (Torna verso Maria Pia che intanto si è lasciata cadere sul divanetto) - Allora lei non si ricorda proprio  

     di niente?

MARIA PIA - Non ricordo niente!

VIRGINIA - Non si ricorda.., non si ricorda!... Achille, fate un pò paghè prima, altrimenti peuj, con la scusa ch’ass

     ricorda nen, ass ‘na va via senssa dete gnente!... (Via da sinistra).

MARIA PIA - Quella donna è sua moglie?

ACHILLE - Per carità!... E un dono del cielo: è mia sorella!... Mi fa un po’ da infermiera!... Verament a dovrja fè ‘1 carabinjè!...

MARIA PIA - E lei chi è?

ACHILLE - Mi i son ‘I dotor Achille Ciabotto, medico condotto di Montafietta...

MARIA PIA E dov’è Montafietta?

ACHILLE - Di sopra a Montafia!.. Sotto c’è Montafia, sopra Mon­tafietta!

MARIA PIA - E dov’è?

ACHILLE - Qui... in Europa!...

MARIA PIA - Europa... Montafietta... Ed io chi sono?...

ACHILLE - Siamo in tanti a chiedercelo, ma se non ce lo dice lei! Anche per riempire la scheda perché, sa, io devo

     fare le cose in regola...

MARIA PIA- Senta, dottore!... Io so soltanto che mi sono svegliata poco fa in una camera che non conosco, in un

     letto che non co­nosco, mi sono messa addosso questa vestaglia che non so di chi è...

ACHILLE- E la mia! L’ho comperata a Torino, allo « Standa »... Sen­ta... Lei, ieri sera, ha avuto un incidente con

     la macchina che stava guidando!... E svenuta, l’hanno portata qui in stato di choc, deli­rava! Io le ho fatto una

     iniezione di Treponomal e così ha dor­mito fìno adesso!... Questo è quello che noi sappiamo!... Ora sarà bene 

     che io le faccia una visita più accurata per vedere se tutto è posto!... Si spogli e si metta qui sopra... (Si alza e si

     avvicina al lettino).

MARIA PIA(Si alza. Va accanto al lettino e si sbarazza della vesta­glia).

ACHILLE (Fra sè) - Sant’Esculapio!... (Forte) Ecco, brava!... Si metta sdraiata!... (Maria Pia si sdraia. Lui comincia a visitarla) Sente male qui?...

MARIA PIA. No.,.

ACHILLE - Equi?

MARIA PIA - No...

ACHILLE (Le appoggia l’orecchio sul petto) - Faccia un bel respiro lungo-lungo... (Maria Pia sospira)

MARESCIALLO (Fa capolino dalla porta di destra) - Permesso?...

ACHILLE - Un momento!...’ Ci ho qui la smemorata nuda!

MARESCIALLO (Richiude la porta lasciando una fessura di poche dita attraverso la quale parla) - Dottore!... Io

     sono venuto di cor­sa, perché devo...

ACHILLE - Sì, lo sai!... L’è nen bon a ten-ne un moment?... (A Maria Pia) Scusi, si rivesta!... Venga, Maresciallo!

     (Maria Pia scende dal lettino’e si infila la vestaglia. Achille va alla porta e fa entrare il maresciallo, il quale si

     precipita dietro il paravento mentre il dot­tore gli porge la provetta di vetro. Il dialogo prosegue mentre il

     Maresciallo emerge con la testa dietro il paravento. Maria Pia si è rimessa seduta sul divanetto e Achille sta al

     centro della scena).

MARESCIALLO - Ah, è la ragazza di ieri sera?... Buon giorno... Dopo procederò al suo interrogatorio!

ACHILLE - Ha poco da interrogare! Non si ricorda di niente!

MARESCIALLO - Come sarebbe a dire «non si ricorda di niente »?(Rientra da dietro il paravento).

ACHILLE Amnesia totale e prolungata! Forse sarebbe meglio chia­mare un’ambulanza e farla ricoverare

     all’Ospedale di Torino.,. Sa, lì cì sono i medici bravi!... C’è uno che fa anche i trapianti!...

MARIA PIA - Trapianti del cuore?

ACHILLE - No, di capelli!... Un fenomeno!... Uno quasi calvo l’ha fatto diventare un capellone! Prima fabbricava

     le spazzole... e allora, sa... ha la mano facile...

MARIA PIA - Ma io non ci voglio andare all’Ospedale! Voglio restare qui, da lei!

ACHILLE - Già, brava!.., Ed io devo continuare a dormire legato sul lettino?...

MARIA PIA - C’era una borsetta di là, in camera!... Credo che sìa la mia.,. contiene del denaro.,, la pagherò!...

ACHILLE - Beh, meno male che non ci ha la Mutua!

MARESCIALLO (Lancia un piccolo grido) - Ah!...

ACHILLE - Maresciallo, ij soma?...

MARESCIALLO - No... Era un falso allarme!... (Esce dal paravento e viene avanti).

ACHILLE - Ch’a beiva, ch’a beiva!... Bisogna insistere!... Il calcolo esce solo con la spinta idraulica e chiel a l’ha

     un calcolo subac­queo... (Così dicendo gli porge la bottiglia col bicchiere. Mentre il Maresciallo si versa

     l’acqua e la trangugia, Achille va dietro il paravento, guarda controluce la provetta, la vuota nel lavandino e la

     sciacqua).

MARESCIALLO (Nel frattempo si è rivolto a Maria Pia) - Sì, la sua borsetta l’ho controllata io ieri sera.., ma non

     ci sono documenti, nemmeno la patente... quindi lei sarebbe in contravvenzione per guida senza licenza... E poi

     a domanda, risponda. Lei è cittadina svizzera?

MARIA PIA - Non lo so!

MARESCIALLO- Uhò!... Non lo sa. (Sospettoso) La Mercedes che lei guidava è intestata a un certo Lorenzo

     Colombo, di Lugano... chi è?...

MARIA PIA . Lorenzo Colombo?... Mai conosciuto!

MARESCIALLO - Allora la macchina l’ha rubata?

MARIA PIA - Mah!.., Può anche darsi!... Non ricordo niente!...

MARESCIALLO - Dottore, che cosa vogliamo fare?

ACHILLE (Venendo avanti) - A domanda, rispondo: « Mah!... Aspet­tiamo che le ritorni la memoria! ».

MARESCIALLO - Come mah! Allora la mandiamo all’Ospedale?

MARIA PIA (Scattando) - No, vi prego!... Tenetemi qui!... Io sono disposta a pagare tutto quello che c’è da

     pagare!

ACHILLE - Beh... adesso vada a vestirsi, poi ci penseremo!

MARIA PIA - Grazie, dottore... stia tranquillo, non le darò nessun fa­stidio... vedrà!... (Esce).

ACHILLE - Eh!... Vedremo!...

MARESCIALLO (Con aria di mistero) - Dottore.., io ho dei forti so­spetti su questa ragazza... Ieri sera, facendo la

     perquisizione della macchina, ho trovato una Berretta...

ACHILLE - A l’è normal!.,. Oggi le ragazze a porto certi bonet con la visiera per traverso... coume ij cioch!

MARESCIALLO - Ma no, una pistola Berretta!... E c’è dell’altro...

ACHILLE - Che cosa?

MARESCIALLO - Questa qua!... (Estrae di tasca una lettera visibil­mente lacerata a metà nel senso della lunghezza e mancante del pezzo di sinistra) Il pezzo di una lettera!

ACHILLE - E chi l’ha scrivula?

MARESCIALLO - Non lo so... ma pare indirizzata alla ragazza... Ci sono delle frasi molto compromettenti...

ACHILLE - Va bene... ma può anche darsi che non fosse diretta a lei…

MARESCIALLOIntanto, senta un po’... (Legge il frammento) «tuo pericoloso ge... » (I due si guardano).

ACHILLE - Un pericolo targato « Genova »?...

MARESCIALLO - Dopo « ge» c’è il trattino.., la parola continua... ge...

ACHILLE - Allora può voler dire «gemello »...« genepesca »...

MARESCIALLO Che c’entra il pericoloso con genepesca?

ACHILLE - L’ha mai mangiato lei il pesce della Genepesca?

MARESCIALLO No, no... qui vuoi dire «pericoloso ge-sto »... E poi senta la seconda frase come finisce:                 

     « ... tratta delle... ». Non può voler dire che una cosa sola: la tratta delle bianche!... E poi sot­to.., sotto... guardi:

     « ... cosa nostra... ».

ACHILLE Orca!... E la mafia!... Il padrino!...

MARESCIALLO - Proprio così!... E c’è anche della droga in mezzo! guardi: « ... oppio e anche mor...

ACHILLE (Completando) - « ... fina... ».

MARESCIALLO (Fa un segno di assenso) « ... m’interessano i mi­lioni... ».

ACHILLE Anche a chiel?...

MARESCIALLO - Ma no... stavo leggendo la riga sotto!

ACHILLE . Osteria!... Tratta delle bianche, traffico di droga, qui sia­mo in ambiente governativo!... Ch’a l’abbia

     scrivula ‘i Sindich?...

MARESCIALLO . E osservi le tre righe seguenti: una finisce con  « droghe »... l’altra con « farebbero arrestare »...

     e la terza con « per mezzo dell’Interpol »...

ACHILLE - Maresciallo, qui bisogna telefonare al Procuratore della Repubblica... se a l’han già nen massalo!

MARESCIALLO - Quello che non lascia più dubbi è la riga sotto: « ... resto e faremo una rapi... ». Questo qui si

     accorda con lei per fare una rapina... mi pare chiaro...

ACHILLE - Allora sono in libertà provvisoria!

MARESCIALLO - Perché?

ACHILLE - Perché tuti couj cha fan le rapine a son an libertà provvisoria!

MARESCIALLO - (Guardando attentamente la  lettera) - Però qui c’è qualche cosa che non capisco:... « Fare un

     colpo di... ».

ACHILLE Un colpo alla banca!

MARESCIALLO - Ma no... c’è quei « di»... « un colpo di... ».

ACH ILLE (Con un lampo d’intuizione) - Il colpo di Stato! ... il « gol­pe »!... Cosa ch’a j’è scrit ‘nt la riga sota?

MARESCIALLO E rimasta una sola parola: « ... Principe... ».

ACHILLE - Non ci sono più dubbi: gruppi extraparlamentari! E sota?...

MARESCIALLO (Leggendo) - « ... credere, obbe... ».

ACHILLE - « ... dire e combattere! »...E chiaro!... E chiaro! E il gol­pe di destra!... Vedrà che ci sarà una retata di

     ottuagenari e para­litici!... Però non è detto che questa lettera sia indirizzata alla ra­gazza!... A l’è trop giovo per

     ‘na cosa parej!

MARESCIALLO - E qui sotto... « ... ti bacio sulla... ».

ACHILLE - Lì siamo d’accordo!

MARESCIALLO - E un « Bo... ». Probabilmente un pezzo della firma: « ... BO... » e il nome Bo?

ACHILLE - Boringhieri!... Maresciallo, sì a l’è mej che chiel a la aresta e ch’ass la porta an caserma!.,, Se chila-sì

    a l’è d’la mafia, a l’è pericolosa… può avere dei complici... ancheuj a fan prest!... E se mi rapiscono Virginia per

    avere il riscatto?... (Istintivamente ha un’espressione come per dire « magari? »...Squillo di telefono. Achille

    risponde) Pronto!... Sì, son mi!... ‘Ndova?... Ai Mulin?... L’è urgente?... Va bene, vengo subito!... Un moment!...

    Uomo o animale? Ah, l’hai capì!... (Riattacca il ricevitore e si toglie il ca­m ice).

MARESCIALLO - Deve andare per una visita?

ACHILLE - A smja che ‘1 mulinè a sia stait colpì da un ram d’na pianta!

MARESCIALLO - Gli è cascato in testa?

ACHILLE - No, no!... A l’è la foumna che ogni tanti a fa ginastica!

MARESCIALLO - Mi dà un passaggio fino alla caserma?

ACHILLE Venga, venga!... Ha bevuto l’acqua?...

MARESCIALLO - Come no?...

ACHILLE - Mi raccomando, non me la faccia in macchina! (Via).

MARIA PIA (Dopo qualche istante di scena vuota, fa capolino da si­nistra. Vedendo che non c’è nessuno, entra

     silenziosamente richiu­dendo la porta. E molto attraente nei suoi “hot pants”, con calze al ginocchio e

     camicetta scollatissima. Ci rendiamo subito conto che la sua smemoratezza èuna finzione. Tende l’orecchio e,

     quin­di, rassicurata, forma un numero al telefono. Evidentemente in te­leselezione, dato che il cerchietto

     numeratore viene spostato nove o dieci volte. Quasi subito qualcuno risponde a lei, parla con voce bassissima)

-Pronto, pronto, amore!... In Italia, in un paesino del Piemonte... ti telefono dalla casa del dottore, il medico

condotto…Ho avuto un incidente.., no, no... niente di grave, ma non ho tempo di spiegarti... Ho dovuto farlo!...No, no, no!... Non commettere imprudenze anche te!... Non lo so... per adesso è meglio aspettare... Ma no, non credo che farà intervenire la Polizia...

VIRGINIA (Entra improvvisamente da sinistra).

MARIA PIA (La vede subito. Ritorna fulmineamente alla finzione) -No, il dottore non c’è!... Ma, non so... (Riattacca).

VIRGINIA - Perché non ha fatto parlare me?

MARIA PIA - Volevano il dottore...

VIRGINIA - Ma io sono la sorella!

MARIA PIA - Non le assomiglia affatto.,.

VIRGINIA (Scrutandola) - Ma lei, non si ricorda proprio niente?

MARIA PIA - No, niente, E come se fossi nata oggi!... Una sensazione bellissima!

VIRGINIA - Che strano! Non mi era mai capitata una cosa simile!

MARIA PIA - Nemmeno a me!...

SUOR ANGELA (Voce di dentro. Bussa alla porla di destra e chiede) - Permesso?

VIRGINIA - Avantì!... (Così dicendo va ad aprire la porta) Si acco­modi!...

SUOR ANGELA (Entra. Una monaca dolce, giovane e graziosa. Regge in mano una borsa da spesa) - Grazie!

VIRGINIA - Vuole il dottore?

SUOR ANGELA (Un po’ impacciata) - Sì... ero uscita per fare la spesa e allora...

VIRGINIA - Vado a vedere se è lì fuori sulla piazza. (Esce).

MARIA PIA (Rimasta sola con la suora, la guarda. Una pausa) - Mi farebbe un favore?

SUOR ANGELA - Dica…

MARIA PIA - Ha un fiammifero?

SIJOR ANGELA. Ma noi non fumiamo...

VIRGINIA (Rientra) - ... ma non può tardare! (A Maria Pia) Lei non potrebbe andare di là?... Non vede che c’è

     una suora?...

MARIA PIA - E con questo?

VIRGINIA (Accennando alle gambe nude di Maria Pia) - Con tutte quelle porcherie di fuori!...

MARIA PIA - Guardi che queste « porcherie» le hanno anche le suo­re! (Fa un’alzata di spalle ed esce da sinistra).

VIRGINIA (Torna verso suor Angela) - Mi sembra di conoscerla... Lei è del convento del Sacro Cuore?...

SUOR ANGELA (E rimasta in piedi a capo chino) - Sì... Suor Angela! L’ho vista anch’io qualche volta al

     convento...

VIRGINIA - Sì, fino a poco tempo fa venivo sempre a Messa là!

SUOR ANGELA - E poi perché non è più venuta?

VIRGINIA (Con molta reticenza tormentandosi le mani) - Per quel... come si chiama?... Sì, il giardiniere...

SUOR ANGELA (Colpita) - Il giardiniere?... Francesco.

VIRGINIA - Oh! Chila a peul nen capì!... A ved-de quell’uomo così vigoroso, così animalesco... couj brass così

     gross e che guarda con quegli occhi così inverecondi... mi fanno pensare al palo del sup­plizio!...

SUOR ANGELA - Al palo del supplizio?...

VIRGINIA - Oh! Ch’a staga nen a sente lon ch’ij djo!... Per mi coul giardinè a l’è coume ‘I diao!

SU0R ANGELA (Molto impressionata) - Oh, no, non lo dica, signora! Non dica queste cose!... Francesco è dolce,

     è buono, è pio!... Io lo conosco bene..

VIRGINIA - Ed io vorrei non averlo mai visto!

SUOR ANGELA - Scusi, se il dottore non c’è io tornerei un’altra volta.

VIRGINIA - Non capisco! Mio fratello dovrebbe essere già qui!

SUOR  ANGELA - Ma forse è meglio che ripassi domani..

VIRGINIA (Tendendo l’orecchio sente un  rumore da destra) - No, aspetti, forse è lui!... (Va alla porta di destra e

     si trova di fronte due giovanissime ragazze perfettamente identiche: le gemelle Ma­risa e Marcella. Nel vederle

     sobbalza) Oh!... (Senza dare il tempo alle due di parlare, torna con indifferenza al centro della scena chiedendo

     alle due ma evitando di guardarle) Le signorine cercano del dottore?

MARISA - No!,.. Veramente noi...

MARCELLA - Signora... noi vorremmo parlare con la sorella del dot­tor Ciabotto...

MARISA - La signora Virginia Ciabotto...

VIRGINIA (che  evidentemente vuole evitare spiegazioni) - Ah già, già, capisco!... Ma come siete graziose.., tutte

     e due uguali...

SUOR ANGELA - Davvero!... Sono precise...

MARCELLA- Siamo sorelle gemelle!

VIRGINIA- Oh,davvero?... Gemelle!... Infatti!.,. E la maggiore qual è?... (Con frivolezza alla suora) - Lo sa che

     nei gemelli, il più vec­chio non è quello che nasce prima, ma quello che nasce dopo....

MARISA -(Indicando la sorella, con un sorriso) - Allora Marcella è più vecchia di due minuti!

VIRGINIA - (Storditamente) - Eh, si vede!... Si vede!... Sicché lei sarebbe Marcella, e lei?...

MARISA- ... Marisa!

VIRGINIA- Carine: Marisa e Marcella!... (Riprendendo l’autorità di sempre e la padronanza di se stessa) - Venite

     di là... questo è il gabinetto medico del dottor Ciabotto e ci sono clienti che devono farsi visitare! (Alla suora)

     Con permesso, sorella.., un attimo solo! (Esce dalla porta di sinistra con le gemelle).

SUOR ANGELA- (Rimane ferma in mezzo alla scena come se nella sua timidezza temesse perfino di muoversi. Si  

     sente da destra il solito rumore di una porta clic si apre e quasi subito)

ACHILLE (Entra. Si sorprende un po’ nel vedere la suora. Depone la valigetta e accenna un piccolo saluto)  -  

     Buon giorno!... (La suora non risponde) - Ma è Pasqua?... E venuta per l’elemosina?...

SUOR ANGELA(Occhi bassi e con un filino di voce) – Desideravo parlare col dottore... Sono Suor Angela, del

     convento del Sacro Cuore...

ACHILLE (Infilandosi il camice bianco) - Sono io il dottore! Dica, dica pure Suor Angela!... E già venuta da me? 

     Magari in borghe­se.., se sì me lo ricordi!..,

SUOR ANGELA - No, dottore, non sono mai venuta!... E da poco che sono in questo paese... prima ero in un

     convento di Monza...

ACHILLE - Ah, Monza!... Dove c’è il circuito!... Corre anche lei?... (Si sente dall’esterno il  forte raglio di asino)

     Ma chi l’ha messo quell’asino attaccato fuori alla mia porta?

SUOR ANGELA - E il mio asino.., cioè, l’asino del convento!... Prote­sta perché ha fame!... Santo cielo! Ho

     dimenticato di mettergli davanti il sacchetto con la biada!... (Si sente un secondo raglio più forte del primo).

ACHILLE - E allora vada a dargli da mangiare, poverino.., e magari poi l’attacchi alla porta del Sindaco, ch’a l’è

     so parent!... Due strà pì avanti... coula cà rossa con ‘1 porton verd!..,

SUOR ANGELA (Esce in fretta lasciando sul  tavolinetto la borsa del­la spesa).

ACHILLE (Siede alla scrivania e consulta un libro).

MARISA (Entra da sinistra, attraversa rapidamente la scena. Saluta con un sorriso e un piccolo inchino Achille

     ed esce da destra).

ACHILLE(E stupito. Si alza, va alla porta di destra, la socchiude, guarda fuori, riflette, molto perplesso).

MARCELLA (Entra da sinistra. A sua volta attraversa la scena per uscire. A tempo sorride, si inchina ed esce).

ACHILLE (Quando si gira se la trova davanti e fa un balzo perché naturalmente crede clic sia sempre la stessa.

     Quando la ragazza è via, si stropiccia gli occhi completamente inebetito).

VIRGINIA (Entra da sinistra. Vedendo Achille ha un piccolo ,novi­mento di contrarietà) - Oh, Achille!... I cherdja

     clic t’ij fusse an­coura nen?

ACHILLE - Virginia, ma tl’as vist-la?

VRGINIA - Chi?

ACHILLE - Coula fiet-ta bionda,..

VIRGINIA - ‘Na fiet-ta bionda?

ACHILLE - Sì... una ragazzina strana... ch’a volava...

VIRGINIA - Ma Achille, cosa che te staghe disend?

ACHLILLE - Sì, si... a l’è passà da sì e a l’è surtja da là... pouj a dev’es­se torna intrà voland da la fnestra e a l’è

     passà n’aotra volta.,,

VIRGINIA (Scuotendo la testa) - Achille, ti it sess esaurì... it travate trop!... Adess it vedde anche le ragazze che

     volano!...

ACHIILLE - Ma non è che l’abbia vista a volare.., però...

VIRGINIA ( Interrompendolo con la solita autorità) - Ma sì! ... It ved-de dopi, it sess debol e hai delle

     allucinazioni! Ti ricordi l’an­no scorso quando hai visto quel coccodrillo nel bagno?

ACHILLE - Si,va bene... ma quello era un sogno...

VIRGINIA - Macché sogno... eri sveglio.., insomma nel dormiveglia!

ACHILLE - No, no... a l’era un seugn!... L’hai ciapà anche n’ambo!...

VIRGINIA - Ecco... E adesso giocati la ragazza che vola e prenderai il terno!

ACHILLE (Testardo) - No, no, no!... La ragazzina l’ho vista!,.. L’è intrà da là e a l’è surtja da sì!... Peuj a l’è torna

     intrà da là...

VIRGINIA - Achille, fame ‘I piasì!... Dov’è andata la suora?

ACHILLE - A parcheggiare l’asino!

SUOR ANGELA (Rientra e va a mettersi ad occhi bassi al centro della scena).

ACHILLE- Oh! A l’è rivà?... Virginia, itveule piè ti le generalità del­la monaca di Monza?..

VIRGINIA (Va alla scrivania accingendosi a riempire una scheda).

ACHILLE(Chiede alla monaca) - Suor Angela, a l’ha dime... E peuj?... Com’è ilsuo cognome da ragazza?

VIRGINIA- Ma Achille, t’lo ved-de che tl’ass la testa ‘n tel balon!... Suor Angela l’è pàmarià!.,.

ACHILLE- Ma al dìd’ancheuj aj ‘na suced fra preive e monje...

VIRGINIA Si chiama Suoi’ Angela e basta!

ACHILLE . Va ben.., il nome d’arte!... (Alla suora) Beh, che cosa si sente?... Vuole che la visiti?... Si spogli!

SUOR ANGELA - Come?... Mi devo spogliare? Io?

ACHILLE - Ma certo!... A veul pà ch’im despeuja mi?

VIRGINIA - Suor Angela... il dottore non va considerato come un uomo: è un medico!... Non bisogna vergognarsi

     di lui!

SUOR ANGELA- Ma io non mi spoglio mai... nemmeno quando so­no sola!

ACHILLE- Eilà!... E come fa?... Quando si lava, si lava vestita? E quando va a letto?

SUOR ANGELA (Con voce sommessa) - In questi casi, mentre mi spoglio, tengo gliocchi chiusi e prego!

ACHILLE - E va bin!... Si spogli e tenga gliocchi chiusi.., Magara foma preghè Virginia, perché chila a dev dime

     cosa ch’ass sent...

SUOR ANGELA- E proprio necessario?

VIRGINIA - Sì, sorella.., assolutamente indispensabile!

SUOR ANGELA - Va bene... ma se lei... mi fa il favore...

ACHILLE- Ma sì, non guardo! Anzi, foma parej: vada dietro il para­vento e quando si è spogliata si mette lì sul

     lettino. (Suor Angela in fretta va dietro il paravento. Achille, preoccupato, parla sotto­voce con Virginia) A l’era

     mai sucedume ‘d visitè ‘na suora!... A son faite come j’aotre, no?...

VIRGINIA - Ma ass capiss!... Che domande cretine!...

ACHILLE - Ma a l’han anche lor.. (Fa segno con le mani il petto)

     Sai pa, am fa un certo efett... A l’han anche... lì... Insomma, tutto anche ,lor.,, magara a saran un poch rusment...

SUOR ANGELA(Con vocina, da dietro il paravento) - Dottore!... So­no pronta!...

ACHILLE - Si èspogliata?

SUOR ANGELA - Sì, dottore...

ACHILLE- Venga... venga!..

SUOR ANGELA (Esce da dietro il paravento. Indossa un lungo cami­cione di tela ruvida che la ricopre 

     completamente fino a terra, braccia comprese, che tiene strette intorno al corpo in una mossa pudica come a

     ripararsi).

ACHILLE - Ma chi è?... Brancaleone alle Crociate?

VIRGINIA- Si sdraii pure sul lettino, suor Angela!... (Aiuta la suora a sdraiarsi sul lettino) Vi lascio soli un

     momento! (Esce da sini­stra).

ACHILLE(Vorrebbe trattenerla) - No, Virginia... Aspetta... L’è mej... (Guarda verso E)

SUOR ANGELA (Che ha congiunte le mani e tenendo chiusi gli occhi prega con gran fervore).

ACHILLE (Allarga le braccia con un gesto sconsolato, poi si avvicina al lettino. Rimane un attimo indeciso) –

     Senta, vuole che le chiami il sacrestano?

SUOR ANGELA (Si fa rapidamente il segno della croce, poi invoca) - Santa Cristina da Borgosesia...

ACHILLE- Ora pro nobis!... (Sospira, poi si fa coraggio e allunga la  mano per tastare l’ammalata).

SUOR ANGELA - Oh!... Dottore!...

ACHILLE - Andoma bin!... Vediamo un po’...

SUOR ANGELA- La prego...

ACHILLE - Ecco, brava, preghi!... (Sospira nuovamente poi si chiude gli occhi con un mano) Fouma parej ! ...

     ( Allunga l’altra mano cercando il  polso della suora ma, poiché  non ci vede, prende invece una caviglia di lei, 

     sua controscena e poi dice:) Il polso mi sem­bra un po’ robusto.... ha un polso da calciatore!... (Si toglie la 

     mano davanti agli occhi e si accorge dell’equivoco) Senta, suor An­gela... io non posso fare la visita cieca!... I

     l’hai pa ‘I radar!... Mi dìca almeno che cosa si sente!

SUOR ANGELA - Ecco, dottore… soffro di vertigini, mi gira la testa, eda un po’ di tempo prima mi sento caldo,

     poi, come un vento di tramontana che scende giù, poi addosso un gran freddo umido comepioggia...

ACHILLE - Cara suor Bernacca... la stufa non l’avete in convento?

SUOR ANGELA - Si, sì!... Poi, la notte, non riesco a dormire, prendo sonno verso le quattro del mattino,..

ACHILLE - Ma a fa la vita notturna?

SUOR ANGELA - Alle quattro e mezza ci alziamo per le preghiere del mattutino….

ACHILLE (Non ci capisce molto e allarga le braccia) - Mali!... Sentia­mo Un pòil cuore!...

SUOR ANGELA (Preoccupata) - Il cuore?...

ACHILLE - Sì, il cuore... non ho detto altro!... Su, mi faccia sentire! (Allunga la mano per toccare il cuore).

SUOR ANGELA (Invocando)- Santa Maria Grazia da Pontremoli...

ACHILLE - Guardi che non glielo tocco mica.., metto la mano sotto, ma non glielo tocco!... (Tocca il cuore e

     ascolta con molta concen­trazione. Poi mormora) Sembra che perda i colpi!... Sentiamo un po’ il fegato... Scusi,

     sorella, vado un po’ più a sud, ma con cau­tela... Mah!... Il fegato mi pare a posto!... Peul esse che a l’abbja

     mangià quaicosa dindigest, ‘d pesant!... Non c’è niente di grave. Le prescrivo qualche medicina... Intanto si

     rivesta! (Va alla scri­vania mentre suor Angela torna dietro il paravento) Vediamo!...Libronal supposte...

     (Scrive sul ricettario).

SUOR ANGELA - Come le devo prendere?

ACHILLE - Eh... le deve mettere nel... sì, insomma, vanno infilate... beh, guardi, sopra la scatola c’è scritto, ci

     sono le istruzioni!... (Scrive) E delle compresse di Prugamol...

SUOR ANGELA - Come le devo prendere?

ACHILLE - Dalla parte opposta a quella delle supposte!... E mi rac­comando: cerchi di mangiare in bianco, niente

     liquori, niente caf­fè, niente fumo e niente donne.,. Cioè... veuj di ‘na vita regolà!...(La porta di destra si

     spalanca ed entra il Maresciallo)

MARESCIALLO (Correndo) - Salve dottore!.., è  passata mezz’ora!... (Si precipita dietro il paravento).

ACHILLE - Un momento!... Dove va?...

SUOR ANGELA (Lancia uno strillo) - Ah!...

MARESCIALLO Dottore, mi poteva avvertire...

ACHILLE . Ma chiel a riva ‘d courssa... a l’ha nen dame temp ‘ddije che là darera a j’era Santa Giovanna in

     Persiceto...

MARESCIALLO - Lei capisce... uno non può aspettare...

ACHILLE - Ha fatto, sorella?...

SUOR ANGELA (Esce) - Sì, dottore.

ACHILLE (Al maresciallo) - Cha vada pura...

SUOR ANGELA (È uscita dal paravento completamente rivestita

     Molte grazie, dottore... E stato molto gentile!... (Prende la borsa e si avvia alla porta) Pregherò per lei!...

     (Esce).

ACHILLE - Belesì o a veno con la Mutua... o at pago con le pre­ghiere!

MARESCIALLO (Molto seccato) - Dottore, che figura che mi ha fat­to fare!...

ACHILLE - Perché?... A l’havja già fora ‘I barachin?

MARESCIALLO (Intanto è andato dietro come le altre volte) - No, no... ma... Che malattia aveva quella monaca?

ACHILLE - Mah!.. Qui si ammalano tutti: suore, preti, carabinieri... L’unich ch’a dev nen vnì malavi son mi,

     perché qui bisogna lavo­rare... con lo stipendio che passa il Comune: 80.000 lire al mese!... E peuj, se ven-o

    malavi mi, chi mi viene a curare?... quella caro­gna d’un Sindich?...

MARESCIALLO - Si consoli, dottore.., che anche il mio stipendio non è mica molto più alto del suo!.,. (Esce dal

     paravento) Ancora niente!...

ACHILLE - Ci vuole pazienza!... (Solita azione).

MARESCIALLO – E’  che io, nel mio lavoro, fra rapine, furti, scippi, rischio anche la pelle per arrestare dci

     teppisti che, dopo cinque giorni, sono fuori un’altra volta!

ACHILLE - La soluzione sarebbe di farci arrestare tutti... tutte le persone per bene in prigione.., e i delinquenti, tuti

     fora!.., Almeno così, nouj che soma ‘ndrinta, soma al sicur senssa la paura di es­sere assaliti!

CANEVARI (Voce di dentro) - E permesso?... (Entra).

ACHILLE - Ecco il malato professionista!... Cosa ch’a j’è?

CANEVARI - Dotor, im sento mal!... Avrei bisogno delle supposte di Libronal e delle compresse di Prugamol!...

     (Così dicendo porge il libretto della Mutua).

ACHILLE (Guardando Canevari con sospetto) Queste le ho prescrit­te io adesso a suor Angela!... Maresciallo,.. A

     lo ved sto sciacal­lo?... A sà cosa ch’a fa?... A sta ‘d sentinella davanti a la mia porta: appena esce un cliente, si 

     fa dire le medicine che deve prendere e gliele promette a metà prezzo. Peuj a ven sì da mi e se le fa

     prescrivere… perché lui le prende gratis col libretto della Mutua!...

CANEVARI - Ma cosa ch’a diss, dotor?... L’è gnente vera!

ACHILLE - L’è nen vera?... (Al maresciallo) ‘Na volta a l’è vnu sì e a l’è fasse dè perfino gli assorbenti per

     signora!

MARESCIALLO - Se fosse così ci sarebbero davvero gli estremi per una denuncia...

ACHILLE - Ecco, bravo, ch’a lo aresta!

MARESCIALLO - E inutile.., tanto rientra nell’amnistia!

ACHILLE - Anche con couss-te amnistie a l’è un bel deje!...

CANEVARI (Si arrabbia agitando il libretto) - Lei non fa arrestare nessuno, caro dottore.., e ch’a staga atent che

     io fassa non mi mandè an galera con una denunzia per calunnia!...

ACHILLE - L’avja già dilo mi: noi tutti dentro e voi tutti fuori!

CANEVARI (Continuando minaccioso) - Io sono un ammalato ed ho diritto all’assistenza della Mutua!... La

     Mutua è una conquista so­ciale!.. Ma che deva sempre piem-lo ‘nt la giaca mi?... Il mio li­bretto è’ in regola, i

     contributi li ho pagati, sono andato in pensione perché ho prestato servizio militare in zona di guerra... e couj

     ani lì a conto ‘1 dopi!...

ACHILLE (Al maresciallo) - A l’è sempre stait sarà ‘n tel cess dl’Ospi­dal Militar per tut ‘I temp d’la guera!

CANEVARI - Perché ero ammalato anche allora!

ACHILLE - Tl’avje la dissenteria cronica?

CANEVARI - Ma come?... Dopo tanti anni di lavoro e di scioperi de­vo continuè a piem-lo ant coul post?... Eh, no!

     E lei, dottore, mi deve dare le medicine.., tutte le medicine che voglio!...

ACHILLE - Sì... anche le pillole anticoncezionali?..,

CANEVARI (Urlando) - Anche le pillole anticoncezionali!.., Se non me le dà...

ACHILLE ... te lo vai a prendere tranquillamente in quel pesto, perché tanto non corri alcun rischio, vero?...

VIRGINIA (Entra da sinistra con un grosso piatto ovale nel quale sta rimescolando la maionese con uncucchiaio

     di legno) - Ma cosa aj succd?.,. Chi ch’a l’è ch’a crija ant coula manera?

CANEVARI (A Virginia con voce drammatica) - Son mi…  son mi, tota... perché so fratel, ‘I dotor, am trata in un

     modo indegno! Non vul darmi le medicine che ne ho bisogno... a veul feme meujre!...

MARESCIALLO - Oh, morire, poi...

ACHILLE - Ma sì, morire!... Tant la cassia da mort aj la passa la Mutua. Lui deve fornire soltanto il cadavere!

VIRGINIA (A Canevari) - Dì che cosa hai bisogno?

CANEVARI (Con prontezza) - Libronal supposte e Prugamol compresse!

VIRGINIA - Avanti, Achille.., fai la ricetta e dagliela!

ACHILLE (Rabbiosamente) - E va bene!... (Siede alla scrivania e riempie mia ricetta, leggendo ;mientre scrive)

     Libronal supposte... Prugomal compresse... e una forte dose di V.D.C.

VIRGINIA (Prende la ricetta e la consegna a Canevari) - Ecco qua!... L’è content, adess?... A ved, me fratel le ha

     prescritto anche il V.D.C.

CANEVARI (Al dottore) - Che vuoi dire V.D.C.?

ACHILLE - Va dè via ij ciap!...

CANEVARI (Rimane a bocca aperta, sbalordito, offeso).

MARESCIALLO (Lo prende per un braccio e lo accompagna fuori della porta dicendo) - Vada, vada!... Non

     faccia tardi!

VIRGINIA (Acìdamente al fratello) - Achille! It sess d’una volgarità vergognosa!

MARESCIALLO - Macché volgarità!... Quell’avvoltoio si merita di peggio!

ACHILLE - Fra chiel-lì e ‘1 Sindich, sai nen chi ch’a l’è ‘I prim!...

VIRGINIA - Maresciallo.. lui non deve dire quelle parolacce... Ma non solo le dice,., le scrive anche!

ACHILLE - Soltanto le iniziali!... E poi rientra nell’anatomia del corpo umano...

VIRGINIA - Ma è una parte innominabiLe... e tu non pensi che qui ci sono io, pura e illibata.., e quelle cose mi

     irritano... Lo sai che, purtroppo, sono legata al palo di quel supplizio!...

MARESCIALLO - Di che palo sta parlando?

ACHILLE (Minimizzando) - Ma no, niente!... Mia sorella ha il com­plesso del palo... palo.., un paletto, così... un palettino...

COLOMBO (Entra da destra con il barone Sparapaoli. E’ un signore dall’aria  ricca, soddìsfa ttapacchianamente elegante) - E questa la casa del dottor Ciabotto? (Tutti guardano i nuovi arrivati ).

VIRGINIA - Sì!... Perché?...

COLOMBO (Avvicinandosi al Maresciallo e porgendogli la mano ) - Ah, benissimo, proprio lei!

ACHILLE (Intervenendo) - Guardi che il dottore sono io, medico condotto, chirurgo, dentista, veterinario.,.

VIRGINIA - Scusino, ma loro di chi hanno bisogno?... Del dottore o del Maresciallo?

BARONE (E’ entrato con Colombo. Caratteristico tipo siciliano, sulla trentina, baffi e lunghe basette. Tipico

     sguardo diffidente dei mafiosi,  dice in tono che sembra minaccioso e con forte accento si­ciliano) - Di tutti e

     due!... Maresciallo e dottore!... Ci abbisognano... e subito!...

ACHILLE -  (Piano al Maresciallo) - Maresciallo, chiel-lì a l’è un tipo da isola!

COLOMBO – Io sono Lorenzo Colombo…. Sono appena arrivato da Lugano...

BARONE (Precisando) - « Siamo » appena arrivati dalla Svizzera!

MARESCIALLO - Ah! Lei è il proprietario della Mercedes...

VIRGINIA - Quella dell’incidente di ieri sera?

MARESCIALLO - Glie l’hanno rubata, vero?...

COLOMBO - No, no!... (Singhiozza) Scusate, ma sono in uno stato d’animo...

BARONE - « Siamo » in uno stato d’animo..

COLOMBO - Sono il padre di Maria Pia...

BARONE - Sì, sì... « siamo » il padr... lui padre è!... Siamo venuti ap­pena ricevuta la comunicazione della Polizia!

MARESCIALLO - Ah! La ragazza che guidava la macchina si chiama Maria Pia ed è sua figlia!

VIRGINIA - Stia tranquillo, signore, che sua figlia sta bene! E sol­tanto un pò scioccata!... Forse sua figlia ha preso

     la macchina per fare una scampagnata... come fanno i giovani d’oggi... ed ha bocciato...

COLOMBO - No, no!... Magari fosse solo così!... Ma lei mi ha preso la macchina per fuggire, per scappare di

     casa,..

BARONE - Ci hanno detto che Maria Pia si trova qui!... Per favore chiamatela... State aspettando cosa?... Eh?...

ACHILLE - Visto, Maresciallo?... Attenzione: mafia!...

MARESCIALLO - Un momento!... Prima è mio dovere accertarmi delle sue generalità.. VuoI favorirmi un

     documento?

COLOMBO - Ma certo!... (Estrae di tasca il passaporto) Per quanto mi sembra abbastanza evidente che sono il

     suo infelice padre!... Quella ragazza ci ha sempre dato pensieri e dispiaceri!... (Nel por­gere il passa porto al

     Maresciallo, il documento gli cade di mano. Istintivamente si china per raccattarlo e rimane curvo lanciando 

     un piccolo grido) Ahi!... (Mentre il Maresciallo raccoglie il pas­sa porto).

BARONE (Dice a Colombo) - Signor Colombo, ve l’avrei raccattato io!... Perché si è chinato?...

ACHILLE (Guarda Colombo rimasto curvo, si china unpò anche lui a  guardare per terra) - Ha perso qualcosa?

COLOMBO (Con voce sofferente) - Niente... Niente!...

VIRGINIA (Ad Achille) - Cosa cerca?

ACHILLE (A Virginia che sta guardando anche lei a terra) - Mah!... Sai pà!... Ch’a veuja un vermout-chinato?

BARONE - Poveretto!... Quello è il morso della strega. Gli capita spesso!

COLOMBO (Sempre rimanendo piegato) - Sì,purtroppo!... Ogni vol­ta che mi chino bruscamente rimango

     bloccato senza potermi raddrizzare!

ACHILLE (Con interesse professionale) - Vediamo un po’... (Tenta di farlo rialzare mettendogli una mano sul

     petto).

COLOMBO(Grida) - Aaaaaah!...

ACHILLE (Desiste subito, poi lo guarda da ogni lato come volerlo visitare) - Mah!... Secondo me questa è

     l’artrite professionale... E’ la malattia di quelli che fanno le strisce per terra nelle strade... (Fa i gesti di quelli

     che tracciano le strisce pedonali) Detto anche il male della saracinesca!...

BARONE - Ma che dice, dottore?... Il mio futuro suocero persona facoltatissima è!... Una grande industria

     possiede lui!

MARESCIALLO (Che ha controllato il documento lo consegna al suo proprietario) - E che cosa fa?

BARONE - Lamette...

ACHILLE - Dove?

VIRGINIA - In Svizzera?

ACHILLE - Ah! La « mette » in Svizzera!...

BARONE - Sissignore! Lamette in Svizzera... Perché?... Ci ha qualche cosa in contrario?... Sissignore, lamette in Svizzera!

ACHILLE - Per carita   La mette dove vuole!... (Al Maresciallo) Questo viene dall’isola di Linosa!

MARESCIALLO - Ma... cosa mette?

ACHILLE - Mah!... L’ha dito chiel-li!... Coume ass ciarna... Cuccu­reddu!

BARONE - Sono il barone Sparapaoli di Caltanissetta!

ACHILLE - Strano!... Ha l’accento di Torino!

BARONE - Torino?...

ACHILLE - Sì, proprio del centro storico!

COLOMBO (Sempre piegato in due fa qualche passo).

MARESCIALLO (Guardandolo chiede) - Io sto domandando che cosa mette!

COLOMBO (Con voce sofferente) - Ma niente!... Hanno capito male! Io fabbrico lamette!

BARONE - Lanette per la « babba »

ACHILLE - E chi è la « babba »?

BARONE (Seccato) - La babba... la babba... questa!... (Si passa una mano sul mento) Come la chiama?

VIRGINIA- La barba, Achille!... Il signore è un fabbricante di lamette per barba!

COLOMBO - Vi prego, aiutatemi!... Salvatore, tu sai come si fa!

MARESCIALLO- Bisogna raddrizzarlo, dottore!

ACHILLE - Lo sai.., ma se je riussuma nen lo tiroma sù con ‘na corda...

BARONE (Si muove e contemporaneamente dà istruzioni) - Bisogna fare con molta delicatezza!... Ecco,

     Maresciallo, lei prenda questo braccio... Signora, per cortesia, prenda quest’altro braccio! (Vir­ginia esegue) Lei,

     dottore, comprima fortemente le terga, menti-e io massaggio le cervicali... poi, al mio segno, fate forza tutti

     insieme...

COLOMBO- Piano, per piacere, piano!

VIRGINIA (Aveva posato il piatto con la maionese sulla poltrona dietro la scrivania).

ACHILLE(Che con le due mani è pronto a spingere il sedere di Co­lombo)- Guardate che se qui ass romp

     quaicosa, non voglio re­sponsabilità!

BARONE (Si è messodavanti a Colonibo e gli massaggia la nuca) - Attenzione:            quando dico tre!.., Uno... due...

     tre!

ACHILLE (Spinge. I due delle braccia tirano).

COLOMBO (Raddrizzandosi) - Ah!... Grazie!... Ora sto bene!

ACHILLE - Ma lei dovrebbe fare qualcosa: i fanghi,  l’operazione al­l’ernia del disco che è tanto di moda!... Ora si

     va nell’estate... lo fanno tutti il disco per l’estate!...

COLOMBO(Tagliando corto) - Sì... ma adesso, vi prego... parliamo di mia figlia!... Dov’è?

VIRGINIA - Vado a chiamarla... (Esce).

BARONE - Come sta?

ACHILLE - Fisicamente, tutto a posto... ma sa... vacilla un po’!... (Si tocca una tempia).

MARESCIALLO - Ma ora, vedendo suo padre, vedrete che si ripren­derà!

COLOMBO - Ma perché?... Cos’ha?

MARESCIALLO - Dice che ha perso la memoria, non si ricorda niente!

COLOMBO (Disperandosi) - Non si ricorda niente?... Questa ragaz­za mi farà impazzire!... Inventa tutto.. Mi farà

     morire!... Dio, Dio!... Perché sei stato così crudele con me?... (Tira fuori il fazzoletto che gli cade di mano.

     Istintivamente fa per raccoglierlo, ma...)

ACHILLE (Lo blocca nel movimento) - No, non si chini!... (Raccoglie ìl fazzoletto e glielo dà) Altrimenti devoma

     fè vnì il carro attrezzi!

BARONE- Calma, calma signor Colombo!... L’importante è che ri­trovata l’abbiamo!

MARESCIALLO (Indicando il Barone) - Il signore è parente?

COLOMBO - Il barone Sparapaoli è il fidanzato di mia figlia... Sal­vatore è una persona degnissima e onorata..è a capo di una So­cietà...

ACHILLE - L’onorata società!

BARONE - Dottore, niente-niente lei volesse alludere...

ACHILLE - Io?... No, per carità!... (Piano al Maresciallo) Marescial­lo, l’hai dilo mi: mafia! sasso in bocca...

BARONE - No, perché c’è stata un’inchiesta dalla quale sono uscito con le mani pulite, pulitissime...

MARESCIALLO- Un’inchiesta?.., E perché?...

BARONE- Perché i miei soci...

COLOMBO (Interrompendolo) - Salvatore, perché tiri fuori questi discorsi che non c’entrano niente?

BARONE- Proprio perché la mia coscienza è pulita, pulitissima!

ACHILLE - Come le mani...

BARONE - Anche di più!... L’inchiesta ci fu perché i miei soci, come dicevo, uno alla volta sparirono tutti

     lasciandomi solo, unico pro­prietario dell’Impresa Edilizia!

MARESCIALLO - Tutti spariti?

BARONE - Nessuno ne seppe più nulla!

ACHILLE - Bisognava vedere quando costruivano il palazzo... Forse qualcuno oggi è lì che fa da trav!...

COLOMBO - Insomma, questa sciagurata di mia figlia non vuole sposare il barone Sparapaoli, perché si è messa

     in testa di volere per marito uno stagnino!... Capite?... Rifiutare il barone Spara­paoli per uno stagnino!...

ACHILLE- Certo che Sparapaoli... (Piano al Maresciallo) Questo Sparapaoli!... Beh, signor Colombo, guardi che

     uno stagnino non è poi mica da buttarsi via!... Oggigiorno guadagna più di un medi­co condotto!... L’ha mai

     provà a fè riparè un rubinet?... A ven-o mai e quand ch’a ven-o a costo un patrimoni!... Io, uno, ho dovuto

     pagarlo a rate mensili...

MARESCIALLO - Signor Colombo.., se sua figlia, come lei dice, è innamorata...

COLOMBO - Ma uno stagnino!... Va bene che lei lo chiama pompo­samente « tecnico idraulico »...

VIRGINIA (Entia quasi trascinando Maria Pia) - Eccola qua!... Non voleva saperne di venire...

COLOMBO - Maria Pìa!... (Allarga le braccia e le va incontro per stringerla a se).

MARIA PIA (Si rifugia dietro Virginia) - Chi è quel signore?... Che cosa vuole?

COLOMBO- Ma io sono tuo padre!

MARIA PIA - Lei si sbaglia! Io non la conosco!

COLOMBO (Accorato, ad Achille) - Dottore, ma l’ha sentita?... Non riconosce suo padre!...

ACHILLE - Ma sa... la madre è sempre certa.., ma i padri...

BARONE - Maria Pia!... Neppure a me riconosci?... Salvatore, il tuo fedelissimo e innamoratissimo fidanzato?

MARIA PIA - Fidanzato?,.. Ma quest’uomo è pazzo!

COLOMBO - Maria Pia... guardami bene.. cerca di ricordare... Anco­ra l’altro ieri mattina abbiamo fatto colazione

     insieme sulla ter­razza della nostra villa sul lago..

MARIA PIA (Senza ricordare) - Villa?... Lago?...Io non so di che cosa sta parlando!

COLOMBO - Maria Pia... ma mi dai del « lei »?... Mi dà dei lei, dottore!

ACHILLE - A l’è‘na fja bin educà!

COLOMBO (Incalzando) - Ma non ti ricordi che tu stavi seduta di fronte a me: da questa parte c’era tua madre...

     da quest’altra il barone Sparapaoli... e tu avevi Filiberto sulle ginocchia e lo acca­rezzavi sulla testa!

ACHILLE - Coume?... Coume?... Filiberto sulle ginocchia?

BARONE - Filiberto un gatto è... gatto siamese è!... (Freddamente).

VIRGINIA - Non si ricorda del suo gatto? (Maria Pia fa segno di «mio » e Virginia continua rivolta agli altri) Ma

     sa... delle volte ci si ricorda di più degli animali che delle persone!

ACHILLE - Ma se chila ass ricorda gnanca lì de Sparaspass!... (indica il Barone)

MARIA PIA - Io non so perché devo stare qui a sentire tutte queste storie che non mi riguardano.., e da gente che,

     poi, non conosco!...

COLOMBO - Come, non conosci?... Ma se sei mia figlia!... Hai preso la macchina ieri mattina e sei scappata!... Ti

     vuoi rendere conto di questo, sì o no?...

VIRGINIA – E’ inutile che lei l’aggredisca così!... Poveretta, se non si ricorda di niente!

COLOMBO - Eppure deve ricordarsi, deve... (Alla ragazza con più dolcezza) Maria Pia.., non ti ricordi che nel

     pomeriggio ti abbiamo sorpresa nel salotto, sul divano, con Bobby e lo stavi accarez­zando?...

ACHILLE - Il suo cagnolino?

COLOMBO - No!,.. Il tecnico idraulico!

BARONE - Sì,quel mascalzone, cacciatore di dote!... Non so chi mi ha trattenuto dall’ammazzarlo!...

     Ammazzarlo dovevo!

ACHILLE (Al Maresciallo) – E’ convinto, adesso?... Chiel-sì, se a l’havja la lupara a lo fasja fora!

COLOMBO (A tutti) E’ stato forse in seguito alla forte lite che ab­biamo avuto in quel momento, che questa

     sciagurata ha preso la decisione di fuggire!

MARIA PIA(Risentita) - Se lei mi chiama un’altra volta sciagurata, le do una sedia in testa!

COLOMBO - Ma la sente... dottore, una sedia in testa a suo padre!

ACHILLE - Non si preoccupi, sono imbottite!

MARESCIALLO (Insospettito) - Un momento!... Parliamo un po’ (li questa lite clic è avvenuta dopo aver trovato l

     a signorina sul di­vano con Bobby...

ACHILLE - No, no... non era il cagnolino... Era l’idraulico!

COLOMBO - Fu terribile!... E non degenerò soltanto perché mi ero chinato per prendere il mio bastone per

     minacciare Bobby...

BARONE - Evenne colpito dal morso della strega, per cui quello scellerato ne approfìttò per’ scappare mettendo

     le due mani sulla schiena del signor Colombo e saltando a cavallina...

MIARIA PIA (Scoppia inuna risata).

VIRGINIA - Ride!... Ma allora si ricorda!

MARIA PIA- No, no... non mi ricordo niente.., ma mi fa ridere il pensiero di questo tipo che voi chiamate Bobby

     che ha saltato il si­gnore qui presente...

MARESCIALLO (Riflettendo) - Un momento!... Bo... Bobby... Ma allo­ra quella lettera l’ha scritta lui…

BARONE - Una lettera?

MARESCIALLO- Diciamo una mezza lettera che ho trovato in mac­china con delle frasi molto compromettenti

     tanto che, trovando l’altra metà, ci potrebbe essere veramente l’arresto, ma per qual­che cosa di più grave...

     (Così dicendo ha tirato fuori la mezza let­tera che conosciamo).

COLOMBO - Aspettate!... Forse il mistero si chiarisce e non è quello che pensate!... Anch’io ho con me una

     mezza lettera... l’ho trovata in terra, in garage... (Estrae di tasca la mezza lettera che agita ver­so Maria Pia) E’

     quella che ti ha scritto Bobby e che tu hai strap­pato prima di salire in macchina...

ACHILLE- Bisogna vedere se combaciano... (Prende la mezza lettera di Colombo mentre il Maresciallo gli porge

     la sua metà. Intervie­ne anche Sparapaoli e quindi Achille in maniera che tutti, volendo impadronirsi due mezze

     lettere, danno vita ad una confusione alla quale pone termine il Maresciallo)

MARESCIALLO (Autorevolmente, prendendo i due brani della lette­ra ed unendoli) - Combaciano!... (Restituisce

     la mitezza lettera a Colombo) - Legga!

COLOMBO(Leggendo la sua mezza lettera) - « Cara Maria Pia, non sono d’accordo col...

MARESCIALLO- ... tuo pericoloso ge...

COLOMBO- ... sto ... sto. Rifletti. Ricorda che si...

MARESCIALLO - ... tratta delle...

ACHILLE - Bianche!

COLOMBO- ... nostre vite!

ACHILLE(Con disappunto) - Osteria!

COLOMBO (Legge) - ...Ilfuturo è una...

MARESCIALLO- ... cosa nostra...

ACHILLE (Al Barone) - Cisiamo! Parlano di lei!

COLOMBO (Legge) - ... Dici di amarmi. Io ti amo il d...

MARESCIALLO - ... oppio!...

ACHILLE- Ecco l’oppio!... Era doppio!... Gli faranno l’antidoping bis!

MARESCIALLO - ... doppio. E anche mor...

COLOMBO- ... to, vorrei starti accanto. Se...

MARESCIALLO - ... devi prendere mari...

ACHILLE(Guardando Colombo) - Marjuana?

COLOMBO - .,. to.. marito,.. (Ripete l’intera frase) Se devi pren­dere marito quello sono io. Non..,

MARESCIALLO- ... m’interessano i milioni.,.

COLOMBO - ... di tuo padre. Lavoreremo, aprirò una...

MARESCIALLO - ... droghe...

COLOMBO- ... ria. Comunque, non fuggire. Ti,..

MARESCIALLO- ... farebbero arrestare...

COLOMBO - ... anche all’estero...

MARESCIALLO- ... per mezzo dell’Interpol.

COLOMBO- ... Vediamoci al più pre...

MARESCIALLO- ... sto e faremo una rapi...

ACHILLE- Una rapina!... (A Maria Pia) Testa sventata!... Non li dimostri ma ti daranno vent’anni!

COLOMBO(Continuando) - ... da... Una rapida analisi della situazio­ne. Non.,.

MARESCIALLO…fare un colpo di...

ACHILLE - Ecco il colpo di Stato! Il golpe!

COLOMBO - ... testa! Non fare un colpo di testa. Parliamone, vedia­moci all’Hotel...

MARESCIALLO- ... Principe...

COLOMBO- ... stasera e discuteremo. Continua a...

MARESCIALLO- ... credere, obbe.,,

COLOMBO - ... diente ai nostri propositi. E qui finisco.

ACHILLE- Amen!

MARESCIALLO - ... Ti bacio sulla...

ACHILLE - Virginia vai di là, altrimenti ti viene il complesso del palo!

MARESCIALLO- ... Tibacio sulla...

COLOMBO- ... bocca,..

MARESCIALLO- ... Tuo Bo...

COLOMBO- ... by ».

VIRGINIA- Però questo Bobby mi sembra un ragazzo per bene: la sconsiglia di scappare di casa, non gli

     interessano i soldi...

BARONE- Sono cose che si dicono, egregia signorina!... Quell’idrau­lico è un cialtrone...

COLOMBO - No, no!... Io voglio anche ammettere che sia intima­mente onesto e abbia dei buoni sentimenti di

     fronte ai quali io m’inchino…

ACHILLE (Allarmato) - No, no, per carità!... Non s’inchini.., se no dovoma ciamè quaid’un per tirelo sù!

MARIA PIA - Avete finito?... Adesso, se non avete più bisogno di me, me ne vado!

COLOMBO - Te ne vai?... Tu vieni via con me, torni a casa!

ACHILLE - Ecco, bravo!... Ch’a s’la porta via, che io, qui, devo la­vorare!

COLOMBO - Andiamo, Maria Pia.., muoviti!

MARIA PIA - Ma lei è pazzo!

BARONE - Come? Ti rifiuti di seguire il tuo genitore?...

MARIA PIA - Io mi rifiuto di seguire una persona che non conosco!

COLOMBO - Maresciallo! Arresti questa ragazza per disubbidienza e fuga da casa!

MARIA PIA - Maresciallo! Arresti quest’uomo che vuole portarmi via contro la mia volontà. Forse è un satiro!

COLOMBO- Tuo padre un satiro?!?... Ma, Maresciallo, intervenga...

MARESCIALLO- Ma, caro signore... Lei afferma di essere il padre senza però produrre documenti... La signorina

     dichiara di non conoscerla!... Io chi arresto?...

ACHILLE (Piano al Maresciallo) - Io arresterei Sparapaoli! Tant chiel-tì, un dì o l’aotr a va finì ‘ndrinta!

     (Da questo momento gli animi si esasperano e tutti dicono le ri­spettive battute gridando, dandosi sulla voce,

     muovendosi per la scena).

COLOMBO - Maria Pia, andiamo!

MARIA PIA - Io non mi muovo di qui!... (Ad Achille) Se vuole le pago l’affitto!

ACHILLE - Guardi checasa mia non è mica una locanda... (Fra sè) E pouj aj costerja trop... l’hai ‘1 fit sbloccato!

MARIA PIA - Ma volete che io vada con questi due sconosciuti che possono essere dei malviventi ... Due

     rapinatori?... Ma dottore, l’ha vista la faccia di questo?... (Indica il Barone).

ACHILLE - Mi m’la seugno staneuit!

BARONE - Dottore, quando la finisce?... O la faccio finire io!

VIRGINIA - Maresciallo, se la porti in caserma la signorina!

MARESCIALLO - In caserma? Come faccio, porto in caserma questa signorina con le cosce scoperte? Io ho due

     reclute di vent’anni... quelli appena la vedono perdono le mostrine!... Diventano obbiet­tori!.

COLOMBO- Andiamo, disgraziata che non sei altro!

MARIA PIA(Si butta a terra) - Mi lasci... mi lasci andare!

ACHILLE - Sparapaoli... cominci ad andarsene lei, ch’am fassa ‘I piasì!...

BARONE- Mi dispiace, ma io di qua non mi muovo!... (Siede sulla poltrona senza fare caso al piatto dì maionese

     che c’è sopra, di mo­do che, appena seduto, si alza strillando).

VIRGINIA- La mia maionese!...(Contemporaneamente Maria Pia si è buttata a sedere per terra. Colombo si

     china per tirarla su e rimane bloccato dal morso della strega. Colombo urla per il dolore, Sparapaoli perché si

     è imbrat­tato i pantaloni di maionese. La confusione è al colmo).

COLOMBO - Aiuto!... Ah! Ah! Ah!... Raddrizzatemi!...

ACHILLE - Signor svizzero.., lei deve cercarsi un altro « cantone »fuori di qui! Maresciallo suoni la carica!

MARESCIALLO - Signori! Il dottore ha ragione! Questa è casa sua!... Accomodatevi fuori!

ACHILLE - Ecco!... E non voglio niente per la visita!

COLOMBO - Ma mia figlia?...

MARESCIALLO- Se è veramente sua figlia, stia tranquillo che qui è al sicuro!

COLOMBO - Ahi!... La mia schiena!... (Si avvia alla porta).

BARONE- C’è almeno un albergo in questo paese?

VIRGINIA - Sì, l’Albergo dcl Leon d’Oro... che appartiene al Sindaco!

ACHILLE - Stia attento agli scarafaggi!

BARONE - Ci sono scarafaggi?

ACHILLE - No, no!... Hanno troppa paura dei topi!...

COLOMBO (Lamentoso) - Dottore, mi prescriva lei qualche cosa, una medicina!...

ACHILLE- Guardi, faccia delle iniezioni di Artreten, in farmacia ce l’hanno!... Prenda quello che sulla scatola c’è 

     la figurina di un cam­mello con la scritta: « Con l’Artreten si è raddrizzato pure lui! »... E’ buonissimo!... E

     adesso andate e non fatemi scappare la pa­zienza!

MARESCIALLO(Dando un grido di gioia) - Ihu!... A me scappa davvero! Dottore, stavolta ci siamo!... (S’infila

     dietro il paravento. Tut­ti si fermano sorpresi).

BARONE - Signor Colombo, andiamo.., venga con me!... Cirivolge­remo al Sindaco che ci farà qualche cosa!

ACHILLE -  Ecco... ch’ass tasso fè l’orticaria in insalata... (I due viano).

MARESCIALLO (Ululando con gioia dietro il paravento) - Dotto...re! (Attimo di pausa. Nel silenzio si sente una

     grandinata di sassolini contro il vetro).

ACHILLE - Ma cosa a j’è?... A tempesta?...

MARESCIALLO (Uscendo con la provetta in mano) - Dottore, li ho fatti!..Quanti sono?

ACHILLE (Prende la provetta in mano) - Eh, saranno una ventina!... (Fa l’atto di buttarli nel lavandino come al

     solito).

MARESCIALLO - Li butta via?

ACHILLE - Perché?... A veul fene ‘na colan-a per soa foumna?

MARESCIALLO - Grazie, dottore, grazie! Mi ha liberato... Corro in caserma a dare un giorno di permesso a tutti!

ACHILLE - Bravo! Festeggiate il giorno della liberazione!

MARESCIALLO (Sulla porta si ferma e dice ad Achille) - Tenga an­cora lei la signorina per questa notte.., domani

     vedremo!... Intanto invierò un fonogramma alla Tenenza di Asti...

ACHILLE - Io un’altra notte sul lettino delle visite non la passo!

MARIA PIA - Va bene, dottore!... Dormirò io sul lettino, non si preoc­cupi...

VIRGINIA - Se lei deve restare qui si metta subito qualche cosa di più decente... Questa è una casa di persone per

     bene!!! (Le due escono).

MARESCIALLO - Arrivederci, dottore... Le farò sapere qualche cosa. Caso mai la mandiamo a dormire dal

     Sindaco!

ACHILLE - Ah no!... Piuttosto dormo sul lettino tutta la vita!

MARESCIALLO (Esce incrociando sulla porta)

CANEVARI (Che entra piegato in due come Colombo) - Ahi!,.. Dot­tore!... (Lamentandosi) Ci ho il morso della

     strega! Ho bisogno delle punture di Artroten!...

ACHILLE - Te Io curo io il morso della strega!... (Si slancia verso Canevari che corre per la scena sempre piegato e gridando men­tre Achille cerca di pigliano a calci nel sedere).

Si chiude il velano

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

La scena è immersa nel buio. Dalle finestre filtra un po’ di luce lunare. Sul lettino c’è Achille, con un lungo camicione da notte, che dorme pacificamente. Da sinistra entra un’ombra: è Maria Pia che, indossando la vestaglia con la quale l’abbiamo vista la prima volta, in punta di piedi e a tentoni si avvicina al telefono e lentamente forma un numero. Dopo un poco comincia a parlare molto sottovoce, tanto che il pubblico non deve capire le parole. Achille si sveglia, si alza a sedere sul lettino. Maria Pia continua a bisbigliare velocemente. Achille, impressionatissimo, scende dal lettino per andare ad accen­dere la luce. Maria Pia sente, riattacca e si nasconde fulmineamente dietro la scrivania.

ACHILLE (Accende la luce e si guarda intorno. Non vede nessuno. Si gratta la testa) - Che l’abbja sognà?... L’hai

     sognà un cocodrilo ch’a stasja telefonand!... Uhm!... Forsse l’ha rason mia sorda Vir­ginia!... (Spegne la luce e

     torna a sdraiarsi sul lettino).

MARIA PIA (Emerge da dietro la scrivania e fa nuovamente per tele­fonare; ma ci ripensa ed esce silenziosamente

     da destra. Quasi subito però rientra e si nasconde nuovamente dietro la scrivania. Evidentemente voleva uscire

     ma ha dovuto rinunciare, perchè)

BARONE (Stava entrando. Nel buio si dirige verso la porta di sini­stra. Nel passare urta il lettino provocando il    

     risveglio di Achille)

ACHILLE (Balza di nuovo a sedere).

BARONE (Fa appena in tempo ad uscire da sinistra).

ACHILLE (Si alza, accende la luce e si guarda spiritato intorno) -Torna ‘1 cocodnilo!.. A bsogna che vada dal   

      dotor!... (Va a guar­dare dietro il paravento. Rassicurato, torna a spegnere la luce, quindi si dirige verso il

     lettino per sdraiarsi).

MARIA PIA (Esce da dietro la scrivania e sparisce per la porta di sinistra )

MARISA (Entra da destra trascinando Marcella, l’altra genella, che appare riluttante. Anche loro si parlano

     fittamente, bisbigliando).

ACHILLE (Sente. Nel buio non vede bene e va precipitosamente a riaccendere la luce. Le due se ne accorgono e)

MARCELLA (La più spaventata, si nasconde rapidamente dietro la scrivania).

MARISA (Rimane in piedi e fa un sorriso carino nei riguardi di)

ACHILLE (Che la guarda stravolto) - Ma chi sei?... Che cosa fai qui?...

MARISA - Scusi, dottore, mi scusi!... Ho sbagliato porta!... Buona notte!... (Esce da destra mentre)

ACHILLE (Le corre dietro) - Eh, no!... Sì i seugno nen!... A cerca un cocodrilo?... (Ed esce a sua volta. Appena

      viano i due)

MARCELLA (Viene fuori da dietro la scrivania e fa per uscire da sini­stra. Ma appena socchiusa la porta vede

     arrivare qualcuno per cui torna indietro precipitosamente).

BARONE (Entra da sinistra e vede la ragazza di spalle. Si nasconde dietro il paravento. Intanto)

ACHILLE (Rientra di schiena, quindi senza vedere Marcella che gli sta alle spalle) - L’è sparja!.. Epura l’hai vist-

     la!... A l’ha anche parlarme!... Peul nen esse ‘na ratavolojra bionda!... (Si volta e si trova di fronte Marcella. Fa

     un saltino) L’è torna sì?...

MARCELLA (Sorridendo) - Scusi, dottore... scusi!... Ho sbagliato por­ta!.. Buona notte!.,. (Esce sveltamente da

     destra).

ACHILLE (Scuote la testa come a voler riprendere i sensi) - Mi stago mal!... Stago mal!... A venta che telefona al

     Maresciall!... (Va al telefono e compone un numero volgendo le spalle alla porta di de­stra dalla quale entra

     cautamente il Maresciallo)

MARESCIALLO (Con la pistola inpugno).

ACHILLE (Al telefono) - Pronto?,.. C’è il Maresciallo?...

MARESCIALLO - Sono qui!

ACHILLE - Bravo, Maresciallo!... Sono il dottor Ciabotto.,. Puù veni­re da me, subito?... Succedono cose strane...

MARESCIALLO - Sono da lei, dottore!

ACHILLE - Faccia presto!

MARESCIALLO - Più presto di così...

ACHILLE - Grazie!.. (Riattacca, si gira e si trova di fronte il Mare­sciallo) Orcu!... Che velocità sta Benemerita!

     Ma chiel a l’è d’la Volante!

MARESCIALLO - Poco fa, passando, ho visto qualcuno che gironzo­lava sospettoso attorno la casa.., sa, a

     quest’ora di notte... Ho pen­sato bene di fare un giretto di perlustrazione e poi sono entrato!... Se si trattava di un

     ladro o di un assassino non gli avrei mica dato il tempo dì sparare... lo avrei fulminato con questa... (Mo­stra la

     pistola).

ACHILLE - Maresciallo, ma lei vuole proprio mettersi nei guai! Ma­gari poi quello dice che era entrato per motivi

     politici.., se poi è protetto dall’immunità parlamentare, sta fresco!...

 MARESCIALLO - Eppure io l’ho visto!

ACHILLE - Era una ragazzina bionda, vestita di azzurro, magari con un coccodrillo al guinzaglio?...

MARESCIALLO - Macché ragazza: era un uomo!... Sarebbe bene per­quisire la casa...

ACHILLE - Forse ha ragione!... Anlora a l’è nen vera che mi ved-do dopi, coume ch’a diss mia sorela!... Qualcuno

     è entrato qui...

MARESCIALLO - Andiamo a vedere!

ACHILLE - Ci ha la mira buona, lei?

MARESCIALLO - Eccellente!

ACHILLE - Allora, attento!... Se lo vede, gli spari nell’occhio, per­ ché ha la pelle dura...

MARESCIALLO - Ma chi?

ACHILLE - ‘L cocodrilo!.,. (Escono da sinistra).

BARONE (Ne approfitta per uscire come un razzo dalla porta di de­stra).

ACHILLE e il MARESCIALLO (Rientrano subito dopo, sospinti da) VIRGINIA (Indossa un comico pigiama ed

     ha i bigodini nei capelli) -Ma insomma?... Seve matt?... L’è couss-ta l’ora da andè an gir per la cà?...

ACHILLE - Mi, magara, l’hai le vision, coume ch’it dtje ti...ma ‘1 Marescial a l’ha vist...

VIRGINIA Vist... chi?...

MARESCIALLO - Unuomo, signora!... L’ho visto io!

VIRGINIA - Ma come poteva entrare se la porta è chiusa?

MARESCIALLO - Eppure è entrato.. la porta era aperta!

ACHILLE - T’lo sente?... Ed io ho visto nuovamente quella ragazza che vola...

VIRGINIA (Ironica) - Insomma, era un uomo o una ragazza?

ACHILLE - A sarà stait un « travestito »!...

MARESCIALLO - Può darsi che sia ancora in casa.., e meglio dare un ‘occhiata!

VIRGINIA - E va bene: andiamo!

ACHILLE (Avviandosi con gli altri due) - Tute ste storie a son co­menssà da quando ch’a l’è rivaje coula ch’a l’ha

     ‘I colet al post del cotin!... La smemorata’  (Viano).

COLOMBO (Entra quasi subito da destra. Dopo essersi guardato un attimo attorno, va alla scrivania guardando

     nei cassetti e fra le schede)

(Gradatamente la luce dall’esterno si è fatta più viva annuncian­do il giorno).

MARESCIALLO (Da sinistra fa capolino. Vede Colombo di schiena, non lo riconosce e gli salta addosso

     gridando) - Eccolo! L’ho preso!

COLOMBO (Lancia un urlo e per effetto dell’aggressione del Mare­sciallo rimane piegato in due) - Aaaaah!...

MARESCIALLO - Lei qui?

VIRGINIA (Entra con Achille) - Chi è?...

ACHILLE (Entrato con Virginia) - A l’è coul d’le lamet-te!.. Orca!... L’è ancoura piegà an doj da jer seira!... Per

     mi, chiel-li a l’è sba­gliasse a tachesse le bertele!

MARESCIALLO (Abbassandosi per guardare in faccia Colombo) - Si­gnor Colombo, non si meravigli se l’ho

     presa per il ladro che stiamo cercando.., ma l’ho visto che rovistava nella scrivania!... Cosa è venuto a fare?...

COLOMBO (Con voce sofferente) - Perché?... Le pare così strano che un padre voglia vedere cosa sta succedendo

     di sua figlia?...

VIRGINIA - Scusi, ma a noi pare strano che lei cerchi sua figlia den­tro ai cassetti...

COLOMBO - Signora!... Io sono una persona per bene: mi guardi bene in faccia!

ACHILLE - E coume ch’a fa?... Virginia, slongh-te per tera a goardelo bin an facia!

COLOMBO - Volevo controllare la scheda di mia figlia per essere sicuro che qui non c’era nessun accordo per

     aiutare quella falsa smemorata!... Vi prego... tiratemi su, per favore!...

ACHILLE - Qui ci vuole il barone Sparapaoli che dà il via!

COLOMBO - Non resisto, dottore!...

MARESCIALLO - Venga con me... l’accompagno io al Motel.. Sua figlia sta qui, al sicuro — sempre che si tratti

     veramente di sua figlia!... Andiamo... Buona notte, dottore!...

VIRGINIA - Sì, buona notte!.. Oramai è giorno fatto!... (Spegne la luce, poi, rendendosi improvvisamente conto

     delle sue condizioni, esclama) Oh, Dio!.., E mi che son fame ved-de ant couste con­dission!

ACHILLE - Ma va là, Virginia, per doj bigodini... Peuj il signor Co­lombo a peul gnanca ved-te... e il Maresciallo è

     di casa...

VIRGINIA - Di casa o non di casa, davanti alla gente non è una « mise » adatta ad una signorina per bene... coume

     mi! E tutt an causa d’le tue vision!... (Esce da sinistra).

MARESCIALLO - Allora l’uomo che ho visto entrare sarebbe il si­gnor Colombo?...

COLOMBO – Per favore, Maresciallo... vuole accompagnarmi al Motel?... Non resisto più... piegato in due...

ACHILLE - Piegato in due a va nen!... Piegom-lo an quattr!... peuj lo butoma ant ‘na busta e lo spedioma!... Ch’a

     speta che provo-ma: uno.., due.., e tre!

COLOMBO - Ah!... Ah!... Grazie!.,. Andiamo!...

MARESCIALLO - Va bene! (Ad Achille) Torneremo in giornata! E’ necessario chiarire questa situazione, perché

     se c’è un mistificato­re, bisogna arrestarlo!.., e qui, qualcuno, sicuramente c’è!... O la ragazza o il signor

     Colombo!

ACHILLE - Se deve arrestare lui, Io piega in due.., basta mezza cel­la... (I due viano) Oh mi povr’om!... Che

     nottata!... Che nottata!... Virginia a l’ha propi rason... devo avej l’esauriment!... I ved-do dopi... Devo avej ‘1 

     servel an riserva!... (Esce da sinistra).

TERESA (Esce con Sandrino, il marito) Permesso?... (Vede che non c’è nessuno e si rivolge al marito) Su, avanti...

     intra!...

SANDRINO (Marito di Teresa. È un tipo di paesano irsuto e sospet­toso, porta sotto il braccio un involto di carta

     lungo circa un me­tro e dì forma cilindric., Riottoso) - Ma perché devo feme visite dal dotor?... Lo capisso nen!...

TERESA - Ma perché l’ha dimio chiel!

SANDRINO - Ma mi stago bin…   stagh benissim!... E peuj l’hai pres­sa... devo andè a consegnè coul travaj a

     l’ingeniè ‘d Cuni!...

TERESA - L’ingegnè a peul spetè!... A l’è pì important che ‘1 dotor at visita!

SANDRINO (Che intanto ha posato l’involto sulla scrivania) - Sent bin, Teresa: se sì sota a j’è ne scherss... se it

     sess butate d’acordi con ‘1 dotor... it sass coume ch’a va a finì!...

TERESA (Quasi piangendo) - Ecco, t’lo ved-de coume ch’it sess?... L’avja decidù che mi sarja andaita dal dotor,

     no?... Adess che ‘1 dotor a veul s’ed-te d’co ti, t’anrabje!...

SANDRINO - Va ben, va ben!... Adess a l’è nen ‘1 caso ‘d  butesse a piorè... It deve capì che mi son nervoss... a

     son tre dì che mangio quasi gnente... e deurmo tre ore per finì d’ambalsamè l’Aquila Real dell’Istituto Tecnico

     di Biella!.., L’è pà n’osel qualunque!...

ACHILLE (Entra da sinistra. È in maniche di camicia. Vede i due e si sorprende un po’) - Belesì a continua a

     intreje e a seurtije ‘d gent!... Ma cosa l’è?... Il bar della stazione?...

TERESA . Dottore, non mi riconosce?... Mi aveva detto lei di por­tare mio marito!

ACHILLE - Sì, va bene.., ma a quest’ora?... A l’ha ancoura gnanca cantà ‘1 gal del Sindich!... Va bin che coul-lì a

     l’è pi durmion del padron, ma... (Si infila il camice).

TERESA – E’ perché abbiamo preso la prima corriera, dato che mio marito deve portare un lavoro a Asti...

ACHILLE (Sospirando con adattamento) - Sì, sì!... Eh!... Unpovero medico condotto non deve avere orari!...

     Dunque: lei è quella che dice che non le succede mai niente, mentre il marito, invece, dice di « sì »!... Sì, im

     ricordo!... Allora facciamo una bella visita al ma­rito consorte...

SANDRINO - Dotor, mi l’hai bsogn ‘d gnun-e visite, son normalis­sim!... A l’è chila ch’a l’è freida... a smja ‘na

     giassera!

TERESA - Mi, freida?... Ma se quandi che soma davsin e che ti te membrasse, am ven la pel d’oca!.. Le gambe am

     tramolo coume qoand che veddo i gialli a la television!

ACHILLE (Interessato) - Chila a tramola? E chiel a la scaoda nen? E a chila aj veri mach la pel arissa?.. (Teresa fa

     cenno di « si ». A Sandrino) E a chiel?

TERESA - E a chiel,,. gnente!... Sta lì ciuto, ciuto... tranquil...

SANDRINO - Come fasso gnente?... I fasso sì!...

ACHILLE (Tagliando corto) - Su, su.., foma ‘na bela visita e vediamo di quello che si tratta!

TERESA - Devo andè via, dotor?...

ACHILLE - No, no.,. non importa!... Ch’a staga pura lì!... Ch’ass seta!... (Va con Sandrino dietro il paravento).

TERESA (Piagnucolando mentre i due sono spariti dietro il paravento) - Dottore, faccia lei qualche cosa!... A

     l’han dime ch’a l’è tanto brav!... Io e mio marito ci vogliamo tanto bene, ma... coume ass diss?... c’è questa

     incomprensione.. a capiss?... Mi ij giuro che faccio tutto il mio dovere di moglie.., ma cosa vuole..

ACHILLE (Esce con Sandrino da dietro il paravento. Il dottore è molto  stupito. Parlano sottovoce) - Ma chiel a

     l’è sempre stait patej?

SANDRINO - Sì, certo,,.

ACHILLE - Ma prima del matrimoni, a l’ha conossù qoaich aotre done?

SANDRINO - Dotor, che domanda!... Son n’omo, no?... Ass capiss che l’hai avù d’aotri incontri con diverse

     done...

ACHILLE - E couste done a l’han mai ciamaje de spiegassion?

SANDRINO - No, mai!... Perché?.,.

ACHILLE (Si avvicina a Teresa).

TERESA - Ha trovato qualche cosa, dottore?

ACHILLE - Poco.., veramente ho trovato poco, anzi: pochissimo... quasi gnente...

TERESA - Anlora me omo a sta bin?

ACHILLE - Sì, sì, lui sta bene!... A lè chila, madama, ch’a sta nen vajre bin!...

TERESA – Coume La malavia i son mi?...

ACHILLE - No!... Non che stia male nel senso ch’a l’è malavia... Di­ciamo che se la passa un po’ male, ecco!...

     (Intanto Sandrino che era rinasto lontano, si avvicina a due) Vede.., suo marito è affet­to da uno stato di fatto..

     diciamo abbastanza raro, ma che, pur­troppo, ass verifica: quello che in latino è definito « pene pargu­lorum »... 

     Capì ‘1 latin?...

SANDRINO - E cosa a veul dì?

ACHILLE - Me car monssù, chiel a dovrja savejlo... perché... (A Tere­sa) e anche chila, madamin, prima de

     sposesse, durant ‘1 fidanssa­ment... a i’avrja dovù sinceresse!. Sa, fra i fidanzati, aj suced quasi sempre un po’ di

     prematrimoniale... Andoma al cine... ‘I film a l’è nojoss, anlora ass pia conosenssa ‘d certe cose...

TERESA (Piangente) ‘Nsom-ma, si ass trata che ‘I nostr matrimoni a va per aria!... Ma chiel a dev spiegheme ‘1

     perché!

ACHILLE - Cosa ch’a veul ch’ij dja per feme capì?... Se una elefan­tessa si sposa con un grillo, il grillo « fa »...ma

     l’elefantessa non se ne accorge!... Ma la colpa non è del grillo — come lei — è la natura.. e la natura è il nostro

     sarto!... (A Sandrino) A lei la na­tura ha fatto tutto normale: testa, naso, braccia, gambe... quando arrivata a « quel

     punto »...ass ved ch’a l’è mancaje la stofa!...

TERESA -  Dotor... chiel a tira fora j’elefant, la stofa... ma ch’a disa cosa ch’a l’è ch’a va nen...

ACHILLE - Oh, Signor!... (Va accanto a Teresa e le parla all’orec­chio).

TERESA (Capisce e con uno slancio di affetto abbraccia Sandrino) -Oh, Sandrin!... Sandrin!... Ti tl’ass gnune

     colpe!... A l’è ‘1 sartour!...

SANDRINO - Ma ‘s capiss, lo sai!... Gnanca ti ti’ass gnunc coulpe!

ACHILLE - La coulpa a l’è d’la natura, l’hai divlo!,.. Questa strana natura che fa il baobab e il pisello!...

SANDRINO - E non si potrebbe con una operazione...

ACHILLE - Ma cosa a veul operè, me car fieul?.. Con la plastica? E se poi il carico supera la portata, peggio che

     andar di notte!... Comunque, guardi... (Siede alla scrivania e riempie una ricetta) Faccia applicazioni di questa

     pomata: il Pantograf... e per un an­no, inieziòni di Magnus-Vital!... magari accompagnate con un pro­dotto molto

     buono, uscito da poco: il Lievitonal, che sono capsule! Ecco.., ch’a ten-a e arrivederci!... (Li accompagna).

TERESA - Grassie, dotor!...

SANDRINO - Cosa le dobbiamo?

ACHILLE - Ma gnente!... Sarà per n’aotra volta!... E, giovanotto, a l’ha capì: ch’ass daga da fè con soa foumna,..

     sempre perché so­pra tutto è la funzione che sviluppa l’organo!

SANDRINO (Frastornato, esce con Teresa e dimentica di riprendere il suo pacco).

VIRGINIA (Entra da sinistra, normalmente vestita. E con Maria Pia) - Mia cara ragazza! (Perentoria come

     sempre) Lei sarà sme­morata quanto vuole! ma l’amnesia è una cosa e l’impudicizia è un’altra!

MARIA PIA (Vestita con i suoi audacissimi hot pants) - Ma che im­pudicizia d’Egitto!... La moda è la moda!...

     Evidentemente, se io porto questi calzoncini, vuoi dire che sono di moda!

VIRGINIA - A mi la moda non interessa... I diso mach che se vuole rimanere in questa casa, deve vestirsi in un

     modo più decente!... Questa è l’abitazione di un dottore e non un caffè!

ACHILLE- A proposito di caffè.,. Virginia, l’hai ancoura piait gnente!

VIRGINIA L’hai preparate la colassion dedlà, an cusina...

ACHILLE (Si avvia, ma prima di uscire si ferma un attimo davanti a Maria Pia) - Lei continua a non ricordare

     niente?

MARIA PIA (Sospirando) - Proprio così, dottore!... I miei ricordi cominciano da ieri, quando mi sono svegliata

     nella sua stanza...

ACHILLE - E prima?...

MARIA PIA - Nebbia, dottore,.. vedo soltanto nebbia!,,.

ACHILLE (Uscendo e scuotendo il capo mormora) - Mah!... Sarà del­laVai Padana!.. (Squillo di telefono. Achille

     risponde) Pronto?... sono io!... Ah, va ben.., ven-o subit!.., (Riattacca il cornetto e in tutta fretta va a prendere

     la valigetta da medico).

VIRGINIA - Da chi ch’it vade?

ACHILLE - A fè n’endovenosa alla vecchia Rivoira che perde i ca­pelli!.,. A l’ha già perduje quasi tuti.. a l’han faje

     na pruca al nevodin...

VIRGINIA - But-te almeno la giaca!

ACHILLE - Ma no... a l’è mach sì a doj pass!...

VIRGINIA - E il caffè?...

ACHILLE - Lo prendo al bar,.. ch’a l’è pì bon!?! (Esce da destra).

VIRGINIA (Si accorge dell’involto dimenticato da Sandrino e lo prende in mano) - Cosa ch’a j’è sì ‘ndrinta?

MARIA PIA - Senta, signorina Virginia.., me lo farebbe un favore?

VIRGINIA - Dipende da quale genere di favore!

MARIA PIA - Io vorrei andare a fare un telegramma, ma il Marescial­lo mi ha detto di non uscire.., perciò, se lei mi

     accompagnasse, tutto sarebbe lecito...

VIRGINIA - E a chi vuoi fare un telegramma, se lei non si ricorda di niente... ha la nebbia!

MARIA PIA - No!... Voglio fare un telegramma al Sindaco di Lugano, chiedendo notizie su questo signor

     Colombo e sulla sua famiglia!... Per scoprire qualche cosa!.., Questo signor Colombo potrebbe an­che essere un

     mistificatore, un matto!

VIRGINIA (Colpita) - Forse ha ragione!... Quel tipo non mi piace per niente!... Stanotte è stato qui a frugare nei

     cassetti della scriva­nia! ... (intanto ha finito di scartare l’oggetto contenuto nell’invo­lucro e vediamo che si

     tratta di un piccolo coccodrillo impagliato di quelli come se ne vedono tanti sui caminetti o attaccati alle pa­reti

     come ornamento) Oh! Che carino!... Chissà chi l’ha portato qui?...

MARIA PIA (Guarda Virginia che fa qualche passo per la scena, riflettendo e tenendo in mano il coccodrillo

     impagliato) - Allora?... Per favore, vuole accompagnarmi a fare questo telegramma?

VIRGINIA - Ma sì, va bene!... Tanto la posta è qui vicina!... (Macchi­nalmente depone il coccodrillo sul  lettino

     delle visite).

MARIA PIA - Brava, signorina, grazie!... (Fa per avviarsi verso destra).

VIRGINIA (La ferma) - Un momento!... Vorrà mica uscire con me con quella esposizione di  di coscie?..

MARIA PIA - Ma io vado sempre in giro così!...

VIRGINIA - Ma non con me!... Venga di là, le darò qualche cosa da mettersi addosso! .. (Viano da sinistra).

ACHILLE (Entra da destra, posa la valigetta, va verso il lavandino per lavarsi le mani. Vede il coccodrillo sul let

     tino e ne riceve un terribile colpo. Volge le spalle all’animale impagliato e se ne al­lontana fischiettando per

     farsi coraggio. Poi, d’improvviso, scappa come un razzo verso la porta di sinistra chiamando a gran voce) –

     Virginia!... Virginia!... (Sulla porta va a sbattere contro la sorella e Maria Pia che rientrano).

VIRGINIA - Ma cosa at suced?...

ACHILLE - Tl’avije rason,.. it ciamo scusa!.,. I cherdja ch’it fusse un poch mata, ma stavolta ‘1 cocodrilo a j’è,

     l’hai vist-lo!... L’è lì, ‘n sel let... l’è vnù a fesse visitè,.. L’è nen gròss coume coul del bagn... ma a l’è sempre un

     cocodrilo!

VIRGINIA - Calmati, Achille!... ‘L cocodrilo l’hai butalo mi.,. (Va al lettino e prende l’animale) A l’è un

     cocodrilo, ma ambalssamà... ‘d couj citt!... Quaid’un a dev avejlo desmentià!... A l’era ‘nvlupà con sta carta sì...

ACHILLE (Battendosi una mano sulla fronte) - Ma già ch’a l’è vera! A dev esse ‘d chiel-là ch’a l’è vnù a fesse

     visitè con la foumna..  coume ch’ass ciama... Pipino il Breve!... A l’havja un pachet sota ‘1 brass.

VIRGINIA (A Maria Pia) - Signorina, andiamo?... (Ad Achille) Tor­noma subit!... Facciamo un salto alla posta!...

     (Così dicendo de­pone il coccodrillo e la carta sopra all’armadietto. Le due donne, uscendo, si incrociano con)

CANE VARI (Che entra) Permesso?... Buon giorno, dottore...

ACHILLE - Aj mancava ancoura chiel-sì!.,. J’cra sperss, sassto? I disja: « Ma coume mai ch’a l’è ancoura nen fasse

     vedde coul fa­labrach! »... Cosa ch’it veule?

CANEVARI - Dotor, ch’a disa nen lon!... Mi stago mal, motobin mal! Sto molto male! Ho bisogno del Pantograf

     pomata, Otto scatole di Magnus-Vital, iniezioni, e capsule di Lievitonal!

ACHILLE - E un pò di Sidol non lo vuoi?

CANEVARI - Ma ‘1 Sidol a seri’ per i metalli! Mi cosa che m’na fasso?

ACHILLE (Rabbiosamente) - It lucide coula facia ‘d brons che tl’hass!

CANEVARI - Ma dotor, vogliamo ricominciare?... Io sto male e ho diritto alle medicine!... Questo è il mio libretto 

     della Mutua (Agita il libretto) E non faccia tante storie per tre medicine del cavolo…

ACHILLE - Sono proprio del cavolo.., anzi, del « cavolino »... Lo sai tu a che cosa servono queste medicine?...

     Avanti, dime cosa ch’it sente!...

CANEVARI (Incerto) – Mah!. Ho dei dolori qui... poi qui... poi qua!... (Si tocca varie parti del corpo).

ACHILLE (Scrivendo la ricetta) No, no, no!... Servono per un’altra cosa!... Per sviluppare una parte molto

     importante per un uomo!... Ed io le medicine te le dò... ma ti faccio fare una di quelle figure... (Ferocemente) Ij

     lo diso a tutt ‘1 paiss, ij lo diso!... E tuti at ciamran: « Giovanin taja curt! »... (Porge la ricetta).

CANEVARI (Afferra la ricetta esclamando) - Chiel ch’am fassa ciamè coume ch’a veul.. che peuj ij pensso mi a

     sbusiardelo!

ACHILLE - Va mach, va mach, chit ved-da pi nen!... It vedrass che alle prossime elezioni it diventrass Sindich!...

     (Lo spinge via. Do­po va ad infilarsi il camice. Mentre compie l’operazione si trova naso a naso col coccodrillo

     e fa un saltino indietro. Da destra en­trano)

COLOMBO (E il Barone) - Permesso?...

BARONE - Salutiamo!...

ACHILLE - Oh, signor Colombo!.., L’hanno raddrizzato?

COLOMBO Vuoi chiamare mia figlia, per favore?

ACHILLE – E’ uscita con mia sorella, ma tornano subito!

BARONE - E perché l’ha fatta uscire?

ACHILLE - Barone... la mia casa non è un domicilio coatto!

BARONE - Ma il Maresciallo ha dato ordine...

MARIA PIA (Rientra da, destra con Virginia ed esclama subito) - Ma di nuovo questi due?... Che cosa vogliono,

     dottore?... Li mandi via!

ACHILLE - Ma cosa ch’a veul che manda via?... Mia cà a l’è diventà ‘1 mercatin del giobia!...

BARONE (Si avvicina a Maria Pia con un sorriso accattivante) - Ma­ria Pia.., avanti, su... Io lo so che non sei

     smemorata!... Confessa che è stata tutta una tua manovra per non sposare me e maritarti con lo stagnaro...

MARIA PIA - Ma mi lasci in pace, per favore! Non conosco nessun stagnaro!

BARONE (Appassionato) - Tu non sai quello che perdi!... Nella mia tenuta di Sparapaoli, saresti una regina!... Là,

     alla falde dell’Etna ti renderò la più felice delle donne!

ACHILLE - Fino alla prossima eruzione... (In tono sbrigativo) Sen­ta, Sparapaoli e anche lei signor Colombo.., per

     piacere volete an­dare a discutere delle vostre Faccende private in un altro posto?. Magari in Municipio, ecco, a

     rompie le scatole al Sindich... ma io, qui, ho bisogno dell’ambulatorio, se no cosa devo fè?... Devo pjè un caret e

     andè a cerchè ìj maiavi per le strà, coume an temp ‘d guera?

MARESCIALLO (Entra come una bomba con un foglietto in mano).

ACHILLE - Oh, bravo Maresciallo!.,. Meno male ch’a l’è rivaje chiel!...Ch’am fassa ‘I piasì, ch’ass porta via le

     svisser, il siculo e la sme­morata!

MARESCIALLO - Intanto la smemorata non è affatto smemorata!... La sua è tutta una finzione!

BARONE - L’avevo detto, io!... L’avevo!... Sant’Alfio, grazie! Grazie, Sant’Alfio!

MARIA PIA - Questo non è affatto vero! Come può dimostrarlo?

MARESCIALLO - Ci sono le prove!... (Mostrando il foglietto che in mano) Questo telegramma che lei ha fatto

     dieci minuti fa alla posta!... E mi meraviglio che la signorina Virginia si sia resa complice!...

ACHILLE - Virginia, cosa che tl’ass fait?

VIRGINIA - Ma gnente!... (Al Maresciallo) Mi ha chiesto di accom­pagnarla all’ufficio postale perché voleva

     telegrafare al Sindaco di Lugano per chiedere informazioni su questo signore che dice di essere suo padre!

MARESCIALLO - E invece il telegramma è stato fatto sì a Lugano... ma non al Sindaco, bensì ad un certo Bobby

     Manzer!

COLOMBO E’ lui, lo stagnaro!...

ACHILLE - Ma lo stagnino c’è anche qui, a Buscaglione... Fasja non bsogn d’ telegrafè an Svizzera!..

MARESCIALLO - Sentite!... (Legge) « Situazione sta precipitando. Parti immediatamente. Cercherò raggiungerti

     Torino... Baci Ma­ria Pia ». (Prosegue guardando olimpicamente i presenti) Mi pare che non possano esistere

     dubbi!... La prova è lampante!..,

MARIA PIA (Rabbiosamente) - Ma che Poste avete in Italia che non custodiscono il segreto epistolare?

ACHILLE - E le è andata ancora bene!… Se era di un funzionario diPolizia, lo pubblicavano sui giornali!

MARESCIALLO - Cara signorina Colombo, io sto conducendo delle indagini ed è mio dovere usare tutte le

     possibilità che mi si of­frono... Quando un mio milite mi ha riferito di averla vista entra­re all’ufficio postale, ho

     avuto dei sospetti ed ho agito di conse­guenza...

COLOMBO (Va ad abbracciare Maria Pia) - Figlia mia!... Adesso mi vuoi riconoscere come padre?

BARONE - Maria Pia!... E in me non vuoi riconoscere il tuo fidan­zato fedele, fedelissimo, al massimo dei

     massimi?...

ACHILLE - Senta, peso massimo!.., Perché non andate a riconoscervi da un’altra parte?... Io ho bisogno

     dell’ambulatorio libero!

MARIA PIA (Rabbiosamente) - Io denuncerò l’impiegata dell’Ufficio postale! (Al Maresciallo).

MARESCIALLO - Basta così!... Lo sa che io potrei arrestarla per il reato che ha commesso?

COLOMBO - Ma no, ma no!... Non ci saranno né arresti, né denunce! Io sono contento che tutto sia finito così!...

     Ho una figlia un po’ matta che ha fatto una delle sue solite scappatelle... niente di male!... Caro dottore, togliamo

     subito il disturbo, anzi, voglio re­galare un milione di lire al Comune di questo simpatico paese!

ACHILLE - Bravo!... Io ci ho rimesso il sonno, il tempo, il lavoro... e coul vigliach del Sindich ass pija anche ij

     sold!

COLOMBO (Felice, mettendo le mani sulle spalle di Maria Pia e di Salvatore) - Su, su, andiamo!... Facciamo tutta una tirata con la macchina!... Domattina siamo a Lugano e domenica pranzo di fi­danzamento ufficiale,..

BARONE - E fra 15 giorni le nozze!... Maria Pia!... Maria Pia! Pia!...

ACHILLE - Ma sì, ch’ass lo pija!...

COLOMBO - Naturalmente lor signori sono invitati e lei, dottore, al posto d’onore!

ACHILLE - No, guardi, io non posso muovermi!... Il medico condot­to è come un carcerato senza nemmeno le due   

     ore di aria!

COLOMBO (Al Maresciallo) - Possiamo riavere la nostra macchina?

MARESCIALLO - Certo! Non ci sono gli estremi per una denuncia... la Mercedes è a vostra disposizione! E’ molto ammaccata, ma cam­mina benissimo!

COLOMBO - E dov’è?

MARESCIALLO - Nel cortile della nostra casermetta!

BARONE - Posso andarla a ritirare io, signor Maresciallo?

MARESCIALLO - No, non gliela consegnerebbero!... Andrò io a pren­derla!... (Esce).

COLOMBO - Grazie infinite, signor Maresciallo!... (Poi sì rivolge alla figlia) Allora, Maria Pia, andiamo!...

     Arrivederci a tutti e scusate il disturbo!...

MARIA PIA (Con voce solenne e grave) - No papà!... Non posso!...

COLOMBO - Non ricominciamo!

MARIA PIA - Se lo vuoi, verrò con te a Lugano... ma non posso spo­sare Salvatore...

COLOMBO - Non farmi arrabbiare adesso!... Il barone Sparapaoli è il miglior partito che tu possa mai

     pretendere... E poi, ormai, è anche mio socio: mi ha fatto ottenere un finanziamento dalla Cassa del

     Mezzogiorno...

ACHILLE - In Svizzera?... E a Filicudi che non c’è la luce?

COLOMBO - Caro dottore, in queste cose bisogna essere un po’ elastici!... Del resto, anche gli Italiani del sud si

     fanno la barba con le mie lamette!

ACHILLE Ma gliele pagano?

BARONE - Comunque sia chiaro che io desidero essere sposato per puro slancio amoroso e non per interesse!

MARIA PIA . Io non posso sposarti, Salvatore...

ACHILLE - Chilasì vuole la stagnino... coul del rubinet!... Non l’avete ancora capito?

COLOMBO Io sì che l’ho capito, e da un pezzo!... Maria Pia, se non sposerai il barone Sparapaoli io ti...

MARIA PIA - Papà!... Quando ti avrò detto un terribile segreto che non avrei mai voluto far conoscere, sarai tu

     stesso... ed anche Salvatore.., che nonvorrete più sentire parlare di questo matrimonio

COLOMBO Un segreto?... E quale?...

ACHILLE . Ecco!... Bene!... I segreti è meglio che siano segreti. An­datevelo a dire per conto vostro!

COLOMBO - Sì, sì, andiamo sciagurata! Ne parleremo in macchina!

MARIA PIA (Impuntandosi e gridando) - No!!!... Non posso sposare Salvatore perché non sono più signorina!...

     (Tutti sono sbalor­diti meno il)

BARONE (Che continua a sogghignare tranquillo).

COLOMBO Che cosa hai detto?

MARIA PIA - Hai sentito!... Hanno sentito tutti!... Non avrei voluto dirlo, ma tu mi hai costretta...

COLOMBO - Non sei.., più...

ACHILLE (Confidenzialmente a Colombo) - Lo stagnino!...

MARIA PIA (Che ha sentito, sempre a voce alta) - No!... Il mio Bob­by è un ragazzo perbene e non si sarebbe mai

     permesso...

COLOMBO - Ma allora?,..

MARIA PIA - La... cosa è successa qui... stanotte!...

COLOMBO - Stanotte?... Qui?...

BARONE (Con sorridente sicurezza) - Calma, calma mio caro futuro suocero!... Maria Pia ha ragione!... Ma,

     appunto per questo, il no­stro matrimonio dovrà avvenire per forza!

COLOMBO - Come, Salvatore?... Dici questo proprio tu, tu che... Cento volte mi hai detto che non avresti mai

     condotto all’altare una fanciulla che non fosse pura come l’acqua della fonte!

ACHILLE - Beh, si vede che ha cambiato idea!... Contento lui, con­tenti tutti!... Arrivederci e buon proseguimento!

MARIA PIA - Salvatore, ma hai capito bene quello che ho detto?

BARONE - Benissimo ho capito e rimane fermo il mio concetto di non condurre all’altare una femmina che non

     sia pura come l’ac­qua della fonte... Ma, amici carissimi, e voi, suocerino mio bello, sappiate che se quell’acqua

     non è pura (Indica Maria Pia) è per­ché io stesso la inquinai!

ACHILLE - Ma va a nafta?...

COLOMBO - Vorresti dire che tu...

BARONE - Io, si... alla siciliana agii!... Come si usa dalle nostre parti per rendere inevitabile il matrimonio!...

     Stanotte mi sono intro­dotto in questa casa onorata e trovata la stanza di Maria Pia con essa stessa mi coricai... e

     per la verità la trovai molto accondi­scendente! -

ACHILLE - Io ho sentito un po’ di traffico qui, stanotte, credevo... col fatto del coccodrillo...

COLOMBO - Beh,., allora va bene così!... C’è stato solo un piccolo anticipo sulla luna di miele!

MARIA PIA (Al Barone) - No, no... non è possibile!... Non eri tu quel­l’uomo!...

BARONE - Maria Pia, se ti dico che ero io!...

MARIA PIA - Ed io ti ripeto di no!... Ti avrei riconosciuto per i balli!... E l’uomo che è venuto da me stanotte e

     che mi ha baciata... non aveva i baffi!... (Un attimo di pausa in cui tutti si guardano, poi Maria Pia incalza) E

     avanti, rispondi: in quale camera sei entrato?

BARONE - La prima a sinistra!... Appena ho socchiusa la porta, sul letto, nel semibuio, un corpo femminile io

     vidi...

MARIA PIA (Trionfante) - Hai visto?... La mia camera non è la pri­ma a sinistra. E’quella in fondo al corridoio!

BARONE (Spaventato ed incerto) - Ma allora con chi mi congiunsi a letto?... (Altra pausa durante la quale prima

     Achille e Maria Pia,poi anche gli altri guardano)

VIRGINIA (Che è sempre stata ferma e zitta ed ora ansima visibìl­mente angosciata).

ACHILLE (Quasi gridando) - Virginia?!?...

VIRGINIA.(Con un filo di voce) - Sì, Achille!.,.

ACHILLE - Allora sei tu che sei andata a nafta?

MARIA PIA (Duramente) - Avanti, signorina Virginia, dica la verità!

VIRGINIA - Credevo che fosse solo un sogno come il tuo, quando so­gnasti il coccodrillo...

ACHILLE - Ma io il coccodrillo l’ho visto solo nel bagno... non ci so­no mica andato a letto!

VIRGINIA - Era buio.,. io mi sentivo tormentata da un’ansia che non so descrivere.., un’ombra entrò, mi

     accarezzò dolcemente!,.. Il mio spirito era forte... ma la carne era debole..

ACHILLE (Andando fuori dai gangheri) - E no!... Questo, no!... Ma.. tu non mi hai fatto prendere moglie perché

     dicevi che certe cose, sotto il tuo tetto immacolato, non dovevano succedere... Poi arri­va uno Sparapaoli

     qualunque, e tu, subito... Ma che roba!.,. Che roba!... Vergognati!

VIRGINIA - Mi vergogno!...

ACHILLE - Adesso svergognati!

VIRGINIA - Ma Achille!,..

ACHILLE - Silenzio!.., Va via!... Una donna piena di fede come te... fa la baciapile... ma... va a chiuderti nel

     pollaio!... Aspetta!... Prima faccio uscire il gallo!... (La porta via uscendo da sinistra).

COLOMBO (Dopo una pausa carica di oppressione) - Salvatore… ma tu, come hai potuto scambiare Maria Pia...

     una ragazza... con una donna.. donna!...

MARIA PIA (Ironica) - Il barone Sparapaolì, evidentemente, non va tanto per il sottile!

BARONE - Avvilitissimo sono!.... Ma che volete?... Nel buio... con la fretta...

COLOMBO - Triste episodio da dimenticare! Maria Pia ti perdonerà!

MARIA PIA - Io ho già perdonato... ma lui potrà perdonare me?

COLOMBO - Ma allora tu insisti a dire che un uomo è stato da te, stanotte?

MARIA PIA - E come se c’è stato!

BARONE (Sottovoce) - Disgraziata!,.. Dovevi ribellarti, gridare!

MARIA PIA (Scaltra) - Ti dirò... Sulle prime, volevo ribellarmi... ma poi ho pensato che fossi tu, Salvatore...

BARONE (Contento) - Ah sì?,.. (Tornando serie) Ma quando ti sei accorta che non aveva i baffi...

MARIA PIA (Con un sospiro) - ... era troppo tardi!

COLOMBO - Va bene.,, va bene!... Salvatore ci passerà sopra!

BARONE (Indignato) - Passare sopra?... Volete dire « ripassare so­pra »!... Mai un barone etneo accetterà per

     moglie una femmina diso­norata!

MARIA PIA (Allegramente) - Hai sentito, papà?... « Non può » ed io gli do ragione!... Così tutto è a posto!...

     Vogliamo andare?...

COLOMBO - A posto un accidente! Se non è stato Salvatore, chi è stato?...

BARONE Indagare bisogna!

MARIA PIA - Ma che importanza ha, papà?... Lascia perdere!...

COLOMBO - Non lascio perdere un corno!...

BARONE - Per favore, non parlasse di corna! Per favore! Indagate!

COLOMBO - Mi pare che ci sia poco da indagare!... Se c’era un uomo solo in questa casa stanotte.., non può

     essere che...

BARONE ... il dottore!...

COLOMBO - Certo, il dottore!.. (A Maria Pia) Rispondi... E’ stato lui?...

MARIA PIA (Stringendosi nelle spalle) - Sarà stato lui!... (Pausa lunga ed opprimente durante la quale)

ACHILLE (Entra ancora scosso per ciò clic è accaduto. Nomi si rende conto che Colombo ed il Barone lo

     guardano accigliati mentre Ma­ria Pia volge le spalle).

COLOMBO - Bella roba, dottore!

ACHILLE - Non mi dica!... Non rai dica!...

BARONE - E non si vergogna?...

ACHILLE - Sì, sì... per vergognarsi si vergogna.., però dovrebbe vergognarsi anche lei che va in giro ad inquinare

     le fontane!..

BARONE - A quanto pare non sono il solo che va in giro di notte!

COLOMBO - C’è anche qualche dottorino che, con l’aria da Santa­rello, si introduce furtivamente nel letto di una

     vergine indifesa!,..

ACHILLE - Colombo.. ma sta dando i numeri?...

COLOMBO - Un numero ce l’avrà stampato qui, sulla casacca da galeotto!... Perché vado a denunziarla

     immediatamente per violen­za carnale!…

BARONE - Lei un satiro è!

ACHILLE - Io?… (A Colombo) Il satiro è il suofuturo genero! E’ lui l’autore dell’operazione Virginia!...

BARONE - E l’autore dell’operazione Maria Pia chi è?... Le piace la carne tenera, vero dottore?...

ACHILLE - Santa Trinacria!.,. Senta.., se lo vuoi sapere, io vado avanti solo a minestroni!...

COLOMBO - No, no!... Lei ha abusato di mia figlia ed io la mando in galera!... Andiamo, Salvatore!... Andiamo

     subito dal Marescial­lo!... (Esce).

BARONE - Sì, ... subito!,.. (Indignato ad Achille) Ecco perché se l’è voluta tenere in casa stanotte!... Tutto

     premeditato era... e rin­grazi che qui non siamo laggiù! (Esce).

ACHILLE (Andandogli dietro) - No, guardi che qui siamo proprio laggiù!... (Amaramente) Mi cherdja che ‘nt la

     vita a fossa già capitame ‘d tutt: client chat pago nen, malavi mes matt, fè da veterinari, da gavadent, coul

     porcacion d’un Sindich ch’am la tira, mia sorela ch’a fa la baccante... e anvece, no,.. a l’è ancoura nen finja!...

     Anche la violenza notturna!... E penssè che mi.., Be’, magara da giovo, quand’ero soldato... (Guarda Maria

     Pia) Ehi, dica un po’ lei!... Li ha sentiti quei due scemi cosa dicono?

MARIA PIA - Certo che li ho sentiti, e mi pare che abbiano ragione!

ACHILLE - Come ragione?!?... Ragazzina, lei deve dire subito la verità : chi è venuto da lei?,.. Coj doj inatt a diso

     che son stait mi!...

MARIA PIA - Ma è la verità,!... Non può essere stato che lei!...

ACHILLE (Sbalordito) - Io?!?,,. Ma a far che cosa?...

MARIA PIA - Eh!?!...

ACHILLE (Sbottando) - Eh no!... Eh no!... Qui soffriamo di traveg­gole tutti!... Ma che?… Stiamo scherzando?...

     Roba da pazzi!  Ma lei mi ha proprio visto?

MARIA PIA Beh,., proprio visto, no!.., Era buio!... Ma mi ricordo gli occhi che brillavano nell’oscurità.., quasi

     fosforescenti!...

ACHILLE - Fosforescenti?... Saranno stati quelli del coccodrillo!

MARIA PIA - Ma che coccodrillo, dottore?... Era lei!...

ACHILLE - Ed allora se ero io, perché non ha gridato, non ha chiama­to aiuto?

MARIA PIA – Perché  ho pensato subito che questa poteva essere una buona ragione per non sposare il barone.

     Poi ero certa che stamane il mio seduttore avrebbe detto la verità.., e in un certo sen­so sarebbe stato preferibile

     al barone... e poi, infine.., non ho gri­dato perché... perché mi faceva piacere!

ACHILLE - Che facia ‘d bronss!... E al suo stagnino non ci pensava stanotte?

MARIA PIA - Prego, tecnico idraulico!

ACHILLE - Va bene: tecnico idraulico!... Ma è quello che lei vuole sposare!... E non le importa niente presentarsi

     all’arrivo di lui con la prova del percorso?...

MARIA PIA (Civettuola e tentatrice) - Ma oramai io debbo sposare soltanto l’uomo di questa notte!.. Perché lei,

     dottore, non sarebbe contento di avermi per moglie?... Non mi trova abbastanza cari­na?... Non sono il suo tipo?

ACHILLE (Lusingato e intimidito) - Ma io... ma io... per questo... Or­cu! I sudo freid!.. Sa, io, come medico, ne ho

     viste di donne spo­gliate... ma dal punto di vista professionale!... Ma lei, a guardar­la così, dal punto di vista

     mascolino, è un’altra faccenda!

MARIA PIA (A mezza voce, con molta intenzione) - Come stanotte?

ACHILLE (Sorride come ai ricordo) - Eh!... (Si riprende e grida rab­biosamneute) Ma che stanotte?!?.. Io ho

     dormito sempre su quel lettino,.. Se cascavo giù, senza paracadute, Im rumpja l’osso sacro!

MARIA PIA (Perentoria e minacciosa) - E va bene!,.. Allora se la sbrighi lei con mio padre e col Maresciallo!

     (Esce a sinistra).

ACHILLE (Lasciandosi cadere seduto, accasciato) - Ma chi ch’a peul  esse stait?... Chi può essere entrato

     stanotte?..  Sparapaoli a l’è fermasse a la prima porta.. e va bin!... Sì a j’è mach ‘na perssona sola ch’a l’havrja

     podù...

MARESCIALLO (Entrando) - Permesso?...

ACHILLE (Alzandosi e guardandolo sospettosamente) – Maresciallo Berrettini, è stato lei!...

MARESCIALLO - Io?!?... A far che cosa?…

ACHILLE - I l’havrja mai pì spetam-lo!... Uno che veste la sua uni­forme!... Che ha prestato giuramento di fedeltà

     alla Repubblica!...

MARESCIALLO - Io, veramente, l’ho prestato al Re!

ACHILLE - Fa lo stesso!... Ma non si tradisce un amico come me, abusando di una fanciulla che dorme sotto il

     mio tetto!

MARESCIALLO (Mortificato ed abbattuto) - Mi dispiace che l’abbia saputo!... Ho dovuto lottare molto con me

     stesso, prima di cedere ai sensi!...

ACHILLE - Che faccia governativa!... A dovrja andè a finì ant coule person ch’a l’ha le ciav chiel,,. anzi, no...

     chiel a l’è ‘d couj ch’a dovrjo stè fora.., con ij delinquent!...

MARESCIALLO - Dottore, la prego: misuri le parole... Delinquente, poi…

ACHILLE - Sì, sì... E adesso non so come se la caverà!... Vedrà: vio­lenza carnale su minorenne!

MARESCIALLO (Sbalordito) - Minorenne? Ma se ha la mia età!

ACHILLE - Ah, ah!... Ass ‘na gava un po’ tropi d’ani, mio caro Mare­sciallo!... Ma coume a l’ha fait?,.. Coume ha

     l’ha fait?... Chiel, con la scusa di aver visto entrare qualcuno stanotte, si è introdotto qui, in casa mia, con la

     pistola in mano,,. ed ha sparato!... A l’ha avù ‘na bela mira: ha fatto centro!...

MARESCIALLO - Come?... Come?... Stanotte?.., Un momento, preci­siamo! Io, stanotte, non ho fatto

     assolutamente niente!

ACHILLE - Ma se a l’ha confessalo chiel, adess, che ha ceduto ai sensi...

MARESCIALLO Ma mica stanotte: è successo il mese scorso!

ACHILLE - Come... il mese scorso?,,. Se non c’era nemmeno?...

MARESCIALLO - Come, non c’era?….Era sempre qui!...

ACHILLE (Insospettito) Ma di chi sta parlando?

MARESCIALLO - E lei di chi sta parlando?

ACHILLE - Della signorina lì... la Maria Pia... quella che l’altra sera ha avuto l’incidente con la macchina… e che

     stanotte ne ha avuto un altro più grave con la... macchinetta!...

MARESCIALLO - Io credevo che parlasse di sua sorella Virginia!

ACHILLE - Ah!... Perché è stato anche con mia sorella?...

MARESCIALLO - Non « anche »!... « Solo » con quella!

ACHILLE (Furibondo chiama verso sinistra) - Virginia!

MARESCIALLO - Un momento!... Che cosa vuoi fare?...

ACHILLE - Mi peu, am piasrja savej coume ch’ha l’ha fait con mia sorela…

MARESCIALLO - Le chiedo perdono, dottore!... Come le ho detto, è successo il mese scorso, quando

     incominciavo a venire qui ogni due ore per il controllo del calcoletto!.. Molte volte lei, dottore, non c’era... sua

     sorella era qui sola.., e mi guardava in un modo...

ACHILLE - E così chiel, tra un calcoletto e l’altro, ha trovato la quadratura!

MARESCIALLO (Apre le braccia in un gesto fatalistico).

VIRGINIA (Entra, abbattuta, sottomessa) - Che cosa vuoi, Achille?

ACHILLE (Passeggiando per la scena con piglio severo) - Ah!... Ah!...Ne abbiamo saputo delle belle!

MARESCIALLO - Dottore, la prego...

ACHILLE - Silenzio!... (Continuando) Nen mach a j’è lo Sparapaoli ch’a ven a vendemjè ‘nt la tua vigna.., ma

     abbiamo anche l’eser­cito ch’ai piass l’uva!

MARESCIALLO - Le chiedo scusa, Virginia!... C’è stato un equivoco ed io, senza volerlo, ho confessato...

VIRGINIA (Con tono rassegnato) - Non importa, Giovanni!... Oramai sono legata al palo del supplizio...

ACHILLE - Adess i capisso ‘d che palo ch’ass tramava!

MARESCIALLO - Un momento!... Ma che c’entra lo Sparapaoli?

ACHILLE - Ah. perché lei credeva di essere il solo?.. Caro lei!... (A Virginia) E ti it fasje tant la casta, la pura!...

     mentre già da un meis t’ij lustrave le manet-te al Marescial!.,.

VIRGINIA - Achille, ti it peule nen capì... it vive ‘a t’un aotr mond!... Forsse a l’è ti ch’it sess trop onest... propri   trop brav!...

MARESCIALLO - Sì, sì... è così!... Lei è veramente una cara persona.

VIRGINIA - L’è sucedò un meis fa!.. Giovanni era venuto e tu non c’eri… era di sera... Io mi sentivo un’ansia che  non sapevo spie­garmi!... Ero seduta sul divano! Chiel a l’è vnume davsin... a l’ha piame la man... sai pi nen!...  Il mio spirito era si, forte... ma la carne era debole…

ACHILLE - Su quel divano?... Doman lo regalo al Sindich!,.. (Come due bombe entrano)

COLOMBO (E il Barone) - Ah! Eccolo qui!...

BARONE - Proprio da lei eravamo venuti, Maresciallo!

MARESCIALLO - Ed io sono venuto qui con la vostra Mercedes... Ho fatto la circonvallazione... per questo non  ci siamo incontrati...

COLOMBO - Sì, sì... l’abbiamo vista la Mercedes qui fuori! Voglio sporgere denuncia contro il dottor Achille  Ciabotto per corruzio­ne di minorenne! (Stupore di Virginia e del  Maresciallo).

ACHILLE Ecco!... Ed io sporgo denuncia per corruzione di cervel­lo!.,. (Indica Colombo) Chiel-sì a l’è mat!

MARESCIALLO - Ma allora è lei che ha approfittato della signorina!

VIRGINIA (Ad Achille) - Ah! ah!.. Ne sentiamo delle belle!

ACHILLE - Senti chi parla!

COLOMBO - Dov’è mia figlia?

BARONE - Mettiamoli a confronto.., perché io, questo mostro am­mazzare lo voglio!

MARESCIALLO - Lei non ammazza nessuno!

SANDRINO (Entra con Teresa) - Scusi, dottore.,, ma l’ha pa vist un cocodrilo?

ACHILLE - Prope a mi am lo diss?.. Da stamatin mi, belesì, i ved-do nen aotrche ‘d cocodrilo!

TERESA (Che è entrata con Sandrino) - Ma nen un cocodrilo viv..un cocodrilo ‘mbalssamà!

SANDRINO - A l’è ‘1 me messtè: fasso l’imbalsamator!

VIRGINIA (Nervosamente) - Ma sì, ma sì,.. a l’è belelì... ch’ass lo pja!

TERESA: I l’oma desmentialo prima….

ACHILLE (Mentre i due rifanmo l’involto, esclama in tono autorevole) - ‘Nsom-ma, a venta fìnila con ste  denuncie e j’aotre baIe del gener!... Sì a l’è staje quaid’un che stanotte è entrato in ca­mera della ragazza e questo qualcuno deve venir fuori!

COLOMBO - E troviamolo questo qualcuno!

ACHILLE - Vedoma: io non sonostato.., e lo so!... Sparapaoli era occupato in altre faccende... Il Maresciallo è  venuto...

MARESCIALLO - Dottore, non lo dica nemmeno per scherzo!

ACHILLE (Indica Sandrino) - Chiel-sì propi per gnente... per impos­sibilità materiale... ‘na garantisso mi...

SANDR1NO - Ma dottore, e il segreto professionale?... Andoma, là!... San pa cose da dì!.,. Che roba! A peul  ciapesse ‘na denonssia, salo?…

TERESA - Ven, Sandrin, andoma... lassa perde!... (Saluta) Cerea a tuti!... (Escono da destra mentre)

MARIA  PIA (Entra da sinistra, si è tolta l’impermeabile).

COLOMBO (A Maria Pia) - Maria Pia, non c’è più tempo da perdere! Chi era l’uomo che è venuto da te stanotte?

MARIA PIA (Cocciuta) - Non lo so... era un uomo!

BARONE - Un farabutto era, non un uomo... che dopo averti disonorata  non vuole riparare!... Ed ecco perché non  confessa!...

MARIA PIA - Il fatto che confessi o non confessi, non cambia pro­prio niente!... Io non posso più essere tua   moglie, Salvatore... questo è quello che conta!

COLOMBO (Fuori di sé) - Disgraziata!... Ma se... la cosa.., che è successa stanotte avesse delle conseguenze... MARIA PIA - Vuoi dire se avrò un bambino?

COLOMBO - Sì! Saresti una ragazza-madre... e chi è che ti spose­rebbe?…

ACHILLE (Calmo) - Io!... (Tutti guardano Achille).

VIRGINIA - Achille!.,.

MARESCIALLO - Dottore!...

ACHILLE - E va bene, confesso!... D’altra parte, tutto mi accusa... non posso più nascondere la verità...

MARIA PIA (Preoccupata) - Dottore, scusi un momento… ma io…

ACHILLE - Eh!... Cosa vuoi fairci?… Il lettino era stretto, lo spirito era forte, ma la carne era debole...

VIRGINIA - Achille, ma questa è una cosa assurda, incredibile!...

ACHILLE - Perché?... La carne a dev’esse debola mach per ti? L’è debola anche per mi!... Quando la carne è  debole, è debole per tutti!

BARONE - A questo punto, se lei persona onesta è pronto a riparare, io non posso più intervenire e mi ritiro!

COLOMBO (Con accento fatalistico) - E anch’io non posso che accet­tare il fatto compiuto!... Dopo tutto è meglio un medico di uno stagnaro!

MARIA PIA (Singhiozzando) - Tecnico idraulico, papà!... (Esce pian­gendo, da sinistra).

MARESCIALLO (Impressionato dal contegno dì Maria Pia) - La sua fidanzata non mi sembra molto entusiasta di  lei!...

ACHILLE - Adess!... Ma ventava ved-la staneuit coume ch’a l’era entusiasta!... Anche per chila la carne era clebolissima!

COLOMBO - Sì, sì... mia figlia è una matta, ve l’ho detto fin dal pri­mo momento! Credo che sarà felicissima e noi  avremo un medico in casa che ci curerà gratis!

ACHILLE - Ma sì!... Tanto io sono abituato con la Mutua!

COLOMBO - Io direi di fare così: considerando il fidanzamento uf­ficiale già avvenuto, io partirei con mia figlia per Lugano e lo aspettiamo là per il matrimonio!... O preferisce sposarsi qui, in Municipio!

ACHILLE - No, guardi... Vengo a Lugano a piedi pitost che sposeme davanti a sto Sindich d’le castagne secche!...

COLOMBO - A proposito del Sindaco, devo dargli l’assegno di un milione…..

ACHILLE - No!... L’assegno lo dà a me che io lo verso all’istituto degli Orfani del paese!

COLOMBO - E va bene!... Mi vuole accompagnare, Maresciallo?...

MARESCIALLO - Vengo subito!.., (Mentre Colombo esce da destra e il Barone con Virginia parlottano sottovoce dall’altro lato della scena, il Maresciallo mormora ad Achille) Dottore, la prego di di­menticare ciò che le ho confessato: l’avventura.., o meglio la di­savventura... fra me e sua sorella!

ACHILLE - Cosa a veul ch’ij dja?... Povra Virginia!... Anzi, chiel a l’ha faje un piasì!... Lei, oramai, non ci sperava mica più!...

MARESCIALLO (Avvilito) - La vita in questo paese è così triste e monotona!... Io, che ho fatto la guerra, che  avrei avuto diritto alla promozione ad ufficiale.., invece, niente!... Si capisce che quando capita... come dire…     un diversivo..

ACHILLE - Oh, l’hai capì!... Andè con mia sorela a l’è stait per chiel coume a l’aveisso falo capitan!

MARESCIALLO - I Carabinieri sono di ferro, ma non di legno!

ACHILLE - Couss-ta l’hai nen capila!...

COLOMBO (Fa capolino dalla porta di destra - Maresciallo, viene o non viene?...

MARESCIALLO - Eccomi!... (Saluta militarmente ed esce)

ACHILLE (Guarda il Barone che tiene fra le sue le mani di Virginia e le parla sottovoce con slancio amoroso) – Ardeie lì ij bej... Tuti doj: Nord e Sud!.., Un pì grum che l’aotr!,., Ij portigaj contra ij povron!... Fave e articioch!... (Ai due) Veramente, coust a sarja n’ambulatori...

VIRGINIA (I due si alzano in piedi raggianti di felicità) - Achille!...

BARONE - Dottore! (A Virginia) Volessi dire tu o dico io?

VIRGINIA - Diglielo tu..

ACHILLE (Li guarda sospettoso).

BARONE- Dottor Achille Ciabotto... ho l’onore di chiederle la mano di sua sorella Virginia...

ACHILLE (Ha uno scatto di sorpresa, ma non risponde).

BARONE - Nella mia famiglia di nobile discendenza borbonica, nes­suno mai, dei maschi si capisce, ha approfittato della innocenza di una fanciulla senza poi riparare! E non sarò io ad infrangere la tradizione!... Perciò io torno a chiederle la mano di Virginia!...

ACHILLE (Indica Virginia) - Se la fanciulla è d’accordo ….

VIRGINIA - Sì... sì!..

BARONE (Abbracciandola) - Virginiuzza mia!…

VIRGINIA - Salvatore!...

ACHILLE - La realtà supera la fantasia!

BARONE - Partiremo subito per la mia tenuta di Rocca Etnea e lì, fra aranci e limoni, celebreremo il matrimonio con tutti gli Spa­rapaoli della costa orientale!

ACHILLE - Ecco, bravo!,.. Faccia il raduno... e a mia sorella, molti fiori d’arancio!

BARONE - Si capisce!

VIRGINIA (Inebetita) - Vado a preparare le valigie!... (Esce di corsa da sinistra).

BARONE - Virginia!... Tonna subbito!…

ACHILLE (Fra sè) - E chi ch’a l’ha ten ancoura coula-lì?

BARONE (Entusiasta) - Il primo figlio, Achille, lo chiameremo!...

ACHILLE - No, lasci stare!... E capace che, dopo, faccia il medico condotto e sarà infelice per tutta la vita!

BARONE - Allora lo chiameremo Francesco!

ACHILLE - Ecco, bravo!... (Ripensandoci) No, no! Un momento!... E il nome del Sindaco!…

BARONE – Pure  mio nonno si chiamava Francesco e Sindaco di Monreale era!

ACHILLE - Il destino unisce i Sindaci!

BARONE - Dove posso trovare una macchina a noleggio?

ACHILLE - Al garage sulla piazza... devono averne...

BARONE - Solo per andare fino all’aeroporto!... Vado e torno!... (Bat­te mia mano sulla spalla di Achille) E su con la vita!... Non faccia quel viso da martire!... In fondo, sua sorella sistemata è... e, mo­destamente, anche molto bene!... Lei si prende quel po’-po’ di passerottina che è Maria Pia.,, che porta una bella dote… che vo­lesse di  più, dottò?...

ACHILLE - Sparapaoli...

BARONE - Che?...

ACHILLE - Vuole che glielo dica?

BARONE - Sì!

ACHILLE - Lei non ha capito niente!

BARONE - Alle volte sempre mi capita... (Esce da destra).

ACHILLE (Va malinconicamente verso il lavabo dove comincia a la­varsi le mani. Fra sé a mezza voce) – Mah!.. Se a l’è vera che il Regno dei Cieli è per i poveri di spirito, Sparapaoli a lo fan vice-San Pietro!...(Dalla porta d’ingresso entrano Marisa e Marcella. Come sempre Marisa è la più coraggiosa e trascina la sorella che invece è recal­citrante. Poiché vede Achille di schiena, Marcella infila la porta di destra e scappa. Marisa invece rimane sulla soglia e Achille, standosi la vede).

MARISA - Buongiorno, dottore...

ACHILLE - Torna?... Torna chila-sì?... Ma cosa fai? La ragazza vo­lante?...

MARISA - Ma che cosa dice?

ACHILLE - Non farci caso a quello che dico io!... Pitost, dime: cosa ch’ìt veule?... It sente

     mal?... Tl’ass bsogn del dotor?...

MARISA - No, no... Io, veramente.., volevo parlare con sua sorella. E’ di là, vero?... Mi

     scusi... mi scusi!... (Attraversa la scena ed esce da sinistra).

ACHILLE (Viene al centro e guarda verso sinistra, mentre alle sue spalle)

MARCELLA (Rientra, si è fatta coraggio).

ACHILLE (Voltandosi, la vede, sobbalza poi corre ad afferrarla per un braccio) - Ven sì,

     bogia nen!... Tl’ass torna volà?...

MARCELLA - Dottore, mi lasci, per favore...

ACHILLE (Senza lasciarla, chiama a gran voce) - Virginiaaa.. (A Mar­cella) Adess it deve

     feme ved-de le ale!...

VIRGINIA (Compare sulla porta di sinistra) . Cosa ch’a j’è, Achille?

ACHILLE - Ardla sì, l’hai ciapala coula ch’an fa girè la testa! A l’era surtja da là... e subit

      l’hai trovala da sì... (indica la porta di si­nistra).

VIRGINIA - Ma Achille!... (Dolcemente) Sono due gemelle!... (Fa un gesto con la mano

     verso la porta di sinistra sulla quale compare Marisa).

ACHILLE (Guarda sbalordito le due) - Eh già!... Ma cosa ch’veulo da ti?...

VIRGINIA (Accompagnando le due sorelle verso la porta di sinistra)- Andate, bambine...

     aspettatemi di là!... (Dopo che le due sono uscite, sospirando e a mani giunte torna verso il

     fratello) Devo fete ‘na confession, Achille!

ACHILLE - Prima di tutto it deve dime perchè jer, qoand che l’hai vistje, tl’ass dime che

     vedja dopi...

VIRGINIA - Perchè i vorja nen ch’it saveiss la verità!.. Marisa e Mar-cella erano in collegio a

     Torino, dove si trovavano, si può dire, dalla loro nascita...

ACHILLE - E tu in che cosa c’entri?

VIRGINIA - Non interrompermi... non rendermi tutto più difficile! Ricordi la tua fidanzata di

     Torino?... La telefonista?

ACHILLE - Gabriella?.. E come no!...

VIRGINIA - Gabriella aveva un fratello: Antonio!... Alto, bello, bion­do e... purtroppo,

     sposato!

ACHILLE - E a ti cosa ch’at ‘na fasja che Gabriella a l’aveissa un fratello alto, bello, biondo

     e... sposà?

VIRGINIA (Con un filo di voce) - Me lo disse.., dopo!

ACHILLE - Dopo... cosa?...

VIRGINIA – E’ stata la sera che tu eri andato al Congresso di Pato­logia... Io ti aspettavo in casa di Gabriella... C’era anche il fratel­lo... era già tardi e tu non tornavi!.. Gabriella andò a dormire... e... Antonio...

ACHILLE - A l’ha tnute compagnia!

VIRGINIA - Era una notte fredda, buia,., io sentivo addosso un’an­sia che non so descrivere!..

     Lui mi prese la mano e mi portò...

ACHILLE - ... sul divano...

VIRGINIA - No! In cucina!,..

ACHILLE - ‘N s’le casarole!...

VIRGINIA - Il mio spirito era sì forte..,

ACHILLE ... ma la carne era debole!... L’hai capila!.

VIRGINIA - E così Marisa e Marcella...

ACHILLE - ... a son le le del potagè!

VIRGINIA - It ricorde qoand che l’hai dite che l’havja l’esauriment e ti tl’ass mandarne an

     montagna?...

ACHILLE - Sì, e che it tornave mai!.., It sess staita via qoat meiss...

VIRGINIA - L’è stait per nen fè savej gnente a gnun!... ‘L cavajer Cirola, nostr vej amiss, a

     l’è incaricasse d’le pratiche... e dopo la baila, a son andaite an colege e mi l’hai sempre

     penssà a mantnije!...

ACHILLE - A l’è per lon che ij cont d’la speisa a j’ero sempre fort!

VIRGINIA - Pensa, Achille... Marisa e Marcella non mi avevano mai vista… soltanto un paio

     di volte dal cancello del collegio!... Im­provvisamente, ieri, sono fuggite per venire dalla

     loro mamma... qui!

ACHILLE - A me smja un romans ‘d Carolina Invernizio!...

VIRGINIA - La vita è un romanzo, Achille!..

ACHILLE - E adess con Sparapaoli, come la metti?

VIRGINIA (Sta per rispondere ma ne è impedita dall’ingresso di)

MARIA PIA (Che, terribilmente triste, chiede) - Chiedo scusa, posso fare una telefonata?

ACHILLE - Prego!...

MARIA PIA - Grazie!...

VIRGINIA (Piano ad Achille) - Non dire niente a Salvatore delle bimbe... gliene parlerò poi

     io... (Esce da sinistra).

ACHILLE (Si volge verso Maria Pia).

MARIA PIA (Parla al telefono fra i singhiozzi) - Bobby... Bobby, sei solo?... Sì, sì.., piango

     perchè tutto è finito! E’ stato inutile... mi sono rovinata con le mie stesse mani!.. Oh! è

     lungo da spiegare...

ACHILLE - No, no... una cosa breve!... La teleselezione a couss-ta!

MARIA PIA - Ti dirò tutto un giorno... o forse è meglio non vederci più!... Ma come faccio,

     in due parole?... Insomma: ho inventato che sono stata sedotta con la forza per evitare di

     sposare il baro­ne Sparapaoli, e adesso... (Piangendo dirottamente) ... adesso mi tocca

     sposare un medico condotto, morto di fame!... (Achille fa un gesto espressivo) - Sì, bravo..,

     così papà mi ammazza e ammazza anche te!...

ACHILLE (Le toglie il ricevitore di mano e parla lui al telefono) -Pronto?... Parla il morto di

     fame, sì... il dottor Ciabotto!… Senta, Bobby, non dia retta a Maria Pia!... Io ho agito in un

     certo modo per liberarla del barone e ci ho rimesso anche una sorella!... Co­me?... Ma se

     non ho ancora capito io, vuoi capire lei?... La sostanza è questa: Maria Pia se la sposerà

     lei!.. Parlerò io con il padre!... Ma sì, ma sì!... poi le spiegherà tutto la sua fidanzata!... Va

     bene, va bene!... Se proprio si vuole sdebitare, mi mandi un paio di ru­binetti! (Riattacca).

MARIA PIA (Ridendo fra le lacrime) - Dottore!... (Lo abbraccia stret­tamente).

COLOMBO (Entra e vedendoli abbracciati esclama) - Oh!... Fidanzati che si abbracciano,

     matrimonio felice!...

ACHILLE - Il matrimonio sarà felicissimo, ma non con me!

COLOMBO (Stupito) - Come?...

ACHILLE - Andiamo, signor Colombo!... Ma come poteva pensare che un uomo della mia età potesse sposare questa ragazzina? Non solo, ma che un uomo, sempre della mia età,

     avesse potuto fare.. stanotte.. quello che la singorina Maria Pia ha raccontato, eh?... Signor  Colombo, ma che svizzero è lei?

COLOMBO (Grattandosi furiosamente la testa) - Per la verità, ci ave­vo pensato.. e mi

     sembrava impossibile!... Ma sa... i galli italiani...

ACHILLE - Ma che gallo, signor Colombo!... Qui siamo già un pòcappone... magari

     ruspante...

COLOMBO - Ma allora il matrimonio?...

MARIA PIA (Abbracciando Colombo) - Sposerò Bobby, papà!

COLOMBO - Lo stagnaro?...

ACHILLE - « Tecnico idraulico »!... Perché non vuole chiamarlo « tec­nico »?...

MARIA PIA – E’ tanto un caro ragazzo!...

COLOMBO (Asciugandosi il volto col fazzoletto, urla rabbiosamente) - Bravo ragazzo, un

     corno!... Non darò mai il mio consenso!... Tu vuoi averla vinta per forza, eh?... Come

     sempre, eh?.,.

ACHILLE (Con calma, gli toglie il fazzoletto di mano e lo butta per terra).

COLOMBO (Sempre inveendo, si china a raccoglierlo e rimane bloccato per il colpo della

     strega. Urla) Aaaaah!...

ACHILLE (Tranquillo) - Se non dà il suo consenso, non lo raddriz­zo più!...

COLOMBO - Aiuto!...

MARIA PIA (Inginocchiandosi davanti) - Ma papà... non sei conten­to che sono ancora una

     ragazza come si deve?,.. Che stanotte non èsuccesso niente?... Mi avresti costretta a un

     matrimonio di ripa­razione piuttosto che lasciarmi sposare l’uomo che amo e che mi ha

     sempre rispettata?

COLOMBO - Sei una testarda!

MARIA PIA - Sono « Scorpione » come te!

ACHILLE - A vederlo così sembra « Toro »...

COLOMBO - Raddrizzatemi... raddrizzatemi, per piacere...

ACHILLE - Allora lo diamo questo consenso sì o no?

COLOMBO - Sì... sì!...

MARIA PIA - Grazie, papà!..

ACHILLE - Avanti, raddrizziamolo!... Lei spinga, che io tiro!... (Unendo gli sforzi Achille e

     Maria Pia riescono a raddrizzarlo).

COLOMBO (Si i sesto con un ultimo grido di dolore chec è anche un grido di soddisfazione)

     - Ah, finalmente!...

ACHILLE - Senta, ma lei, una delle due: o si fa un busto di ferro o va sempre per funghi!...

     Comunque, prenda questo preparato (Va alla scrivania e riempie una ricetta) - Il «

     Libricum »... èun tranquillante efficacissimo e assolutamente innocuo!...

COLOMBO - E mi fa restare dritto?

ACHILLE - No... ma se resta piegato in due non gliene frega niente! (Consegna la ricetta).

MARIA PIA (Pimpante e felice, esclama) - Andiamo, andiamo, papà!... Partiamo subito!...

COLOMBO - Sì, partiamo!... Arrivederci, dottore... e si ricordi che deve venire al

     matrimonio!.. (Mentre Colombo si ferma sulla soglia).

MARIA PIA (Si avvicina ad Achille e, commossa, gli dice) - Grazie, dottore, grazie!... Per

     ripagarla di tutto quello che ha fatto per me ci vorrebbero miliardi.. e lei non li

     accetterebbe..

ACHILLE (A mezza voce) - Ma chi glielo ha detto?

MARIA PIA - La pagherò così!... (Lo bacia castamente sallla bocca, poi corre via da destra

     seguita dal padre).

ACHILLE (Si tocca le labbra, sorride compiaciuto, inorgogliio) - Pe­rò!.. (Prende

     dall’armadietto un flacone con una provetta e va dietro il paravento.

     Contemporaneamente da sinistra e da destra entrano Virginia e Canevari).

CANEVARI - Virginia!... Finalmente ti trovo sola!...

VIRGINIA - Che cosa vuoi, Tommaso?...

CANEVARI - Come.., che cosa voglio?... (Fa per abbracciarla) L’è ‘na novità, Virginia?...

    Ven sì... devo parlete!... Staneuit,..

VIRGINIA - Tommaso, sta brav!... Tra d’ nouj a l’è tut finì!

CANEVARI - Perché?...

VIRGINIA - Perché mi sposo Tommaso! Sposo un barone siciliano e parto per la Sicilia!...

CANEVARI (Disperato) - Virginia, no, it peule nen feme lolì!... Non puoi!... Siamo amanti

     da cinque anni e adess, tult ‘n t’un coulp...

ACHILLE (Esce da dietro il paravento con una espressione di insop­portabilità) - Beh, adess

     a basta!... Virginia.., anche coul Mutualistico!

CANEVARI - Dotor, ma chiel a l’era sì?...

VIRGINIA - Achille, lo savja nen ch’it jere lì!...

CANEVARI ‘ Dottore.., qui si tratta di un sentimento puro...

ACHILLE (Urlando, lo spinge fuori) - Sì, lo so!... La carne è forte, lo spirito è debole!...

     Fuori, fuori di qui!...

CANEVARI (Esce).

VIRGINIA - Achille, an fond it ses verament n’antiquari!...

ACHILLE - Ma an compenss ti it sess tant moderna!...

VIRGINIA (Esce da sinistra con una alzata di spalle).

ACHILLE (Completamente accasciato si lascia cadere sulla poltrona) - An confront ‘d mia

     sorela le « Memorie di Messalina » a divento « La preghiera di una vergine »... Ma cosa

     ch’ha l’ha ‘n tel sangh?... A venta ch’ij fassa n’analisi!...

SUOR ANGELA (Entra da destra dolce e timida come sempre. Porta una valigiona di fibra)

     - Permesso, dottore?

ACHILLE - Oh! Ecco si la pelegri-na!... Ch’a s’acomoda, suor Ange­la!.. Ch’a ven-a.. A l’ha

     piaje le meisin-e che l’hai scrivuje?... Ch’a speta, consulto la scheda.,. (Cerca la scheda di

     suor Angela).

SUOR ANGELA (Rimane ferma in piedi davanti a lui) - Dottore, le medicine non le ho

     prese... La Madre Superiora dice che sono inutili!

ACHILLE - Coume a sarja dì?... Chi ch’a l’è ‘I dotor? Mi o la Madre Superiora?... (Ha

     trovato la scheda) Ecco sì... Chila a l’ha ‘na bela gastrite complicata da una infiammazione

     al piloro... (Guarda il valigione) Cosa ch’a fa con coula valiss?

SUOR ANGELA - La buona Madre mi ha ordinato di lasciare il convento!

ACHILLE - Epcrchè l’è vnuva da mi?... Si sente male?

SUOR ANGELA - La buona Madre mi ha dato questa lettera per lei... (Estrae una busta

     chiusa che porge al dottore).

ACHILLE - ‘Na lettera per mi?... Capisso nen!,,. (Apre la busta e ne tira fuori un foglietto che 

     legge facendo una controscena di meraviglia) -  Suor Angela, ma lei lo sa che cosa c’è

     scritto in questa lettera?

SUOR ANGELA - No...

ACHILLE - Ma è stata trasferita in un altro convento?

SUOR ANGELA - No, no!... La Madre ha detto che devo tornare a casa!

ACHILLE (Tormentandosi e non sapendo clic cosa dire) - Oh! Santa Agata di Militello!... Ma non gliel’ha detto la buona Madre il mo­tivo... perché l’ha mandata via dal convento?

SUOR ANGELA - No! Noi abbiamo soltanto un dovere: l’obbedienza!

ACHILLE (Sinceramente angosciato) - Oh! San Benedetto del Tronto! (Scena mimica fra

     Achille e Suor Angela, poi chiama) Vir­ginia!

VIRGINIA (Entra) - Oh, buongiorno, Suor Angela!

ACHILLE - Virginia.., l’hai sbaglià la diagnosi ‘n s’la malatia della giovane monachella!...

     Mi l’havrja mai pì cherdulo...

VIRGINIA - Cherdù che cosa?

ACHILLE . Tè, less!..(Le porge la lettera e si rivolge a Suor Angela) Ma la Madre Superiora

     le ha fatto delle domande?

SUOR ANGELA - Sì,molte domande.,.

ACHILLE- E lei ha risposto sinceramente a tutte?

SUOR ANGELA– Certo...

ACHILLE - Dopo di che ha scritto la lettera...

SUOR ANGELA- Sì!

ACHILLE - Ea l’ha mach dije ‘d fè la valiss e ‘d tornè a ca’

SUOR ANGELA - Sì,dottore!... E che non potevo più rimanere nel convento. Ma il fatto è

     che io non ce l’ho una casa,.. Non ce l’ho più...il terreno, sa... Ho perso tutti i miei.

VIRGINIA (Ha finito di leggere la lettere e la restituisce ad Achille) -Oh, povra fja!...

SUOR ANGELA(Senza capire) - Successo.. che cosa?

ACHILLE - Oh!Sant’Arcangelo di Romagna!...

VIRGINIA - Suor Angela... ma lei non si è accorta di quello che le è accaduto?... (Ad Achille)

     E’una creatura pura!...

ACHILLE - Virginia, ma dico.., a l’è possibil che una ass n’ancorsa nen?... Ti it sess pratica,

     it dovrje savejlo!

VIRGINIA - L’ècoumc diso mi!... Preuva a feje quaich domanda!

ACHILLE (A Suor Angela) - Che cosa le ha chiesto la Madre Supe­riora?

SUOR ANGELA(Candidamente) - Di dire che cosa avevo fatto col giardiniere!

ACHILLE - Elei che cosa ha risposto?

SUOR ANGELA- Ho detto che il giardiniere è un uomo molto devo­to, che mi diceva di

     avere delle visioni, che ascoltava delle voci celesti!... Io mi sentivo trasportata quando lui

     mi parlava... E un giorno mi disse che quelle voci gli avevano ordinato di starmi vicino, di

     proteggermi in una comunione di corpo e di spirito!

ACHILLE - Sì, sì... più di corpo che di spirito!...

VIRGINIA (Sbottando) . Non poteva essere altri che quel cialtrone del giardiniere, l’unico

    uomo del convento!... Con ‘1 sistema d’le vision, delle voci celesti.., quel farabutto.. Son cascaje d’co mi!

ACHILLE - Virginia!... Anche ti con ‘1 giardinè?... (La prende per un polso e si apparta con

     lei) ‘Nsomma, con tuti couj del paiss, là!...

VIRGINIA - Sì,tutti!,.. Meno ‘I postin!... (Esce fieraniente da sini­stra).

ACHILLE - Eben, sorellina mia… cosa che voroma fè?...

SUOR ANGELA - Non lo so, dottore!...

ACHILLE- Ch’a lesa sta lettera!... (Porge la lettera).

SUOR ANGELA(Sedendosi sulla valigia in fondo alla scena, legge).

BARONE (Entra da destra) - Eccomi qua, cognatino mio bello! Ho la macchina fuori ed ho

     una bella sorpresa per la mia fidanzata!

ACHILLE - I cherdo che anche mia sorela a l’habbja ‘na bela sor­preisa per ti!..

BARONE(Tirando fuori di tasca una scatoletta) - Guarda!.,. Che te ne pare?... Due «

     pendantif’s » che appartennero alla madre mia!... Li avevo portati per Maria Pia...

ACHILLE - Anche Virginia ha due  «pendantif’s» da farti vedere!

BARONE Possibile?... E che me ne faccio di due «pendantifes » io?

ACHILLE- Eh! qualche cosa te ne farai!... A proposito, guarda che Maria Pia se la sposa Bobby!

BARONE - Lo stagnaro?

VIRGINIA(Entra con due grosse valige, pronta a partire. Ha indossato un soprabito a fiori,

     un bel cappellino, guanti e borsetta) -Salvatore!... Salvatore mio!..

BARONE - Virginiuzza!... Andiamo, ho lasciato la macchina col mo­tore acceso...

VIRGINIA- Ancora un momento, Salvatore!... Tu sai che io ho sem­pre vissuto una vita di

     castità e di timor di Dio!... Un giorno lessi su di un giornale di due piccole trovatelle,

     abbandonate dai geni­tori!.. In un impeto di generosità io decisi di adottarle! Ma, senza

     marito, non avrei mai potuto tenere con me le due ragazze e... Ma ora che un marito ce

     l’ho, io sarei felice se le mie due figlie adottive vivessero con noi!

ACHILLE (Fra sè) - Adess a l’ha fregà anche Carolina Invernizio!

BARONE- Due figlie?...

VIRGINIA - Sì, Salvatore!

BARONE . Adottive!...

VIRGINIA - Sì, Salvatore.,, due orfanelle!... Sapessi come sono ca­rine!...

BARONE - Virginia, tu sei una santa donna!... (La bacia stilla fronte) Quelle bambine si

     chiameranno Sparapaoli!

VIRGINIA - Marisa!... Marcella!... Venite!.. Abbracciate vostro pa­dre!...

LE       DUEGEMELLE (Entrano e, seguendo l’indicazione di Virginia, si precipitano ad

     abbracciare Salvatore) - Papà!...

BARONE - Carine! Belle!... Sarete il sorriso della nostra villa là, sulla collina, lontano dal

     paese, fra gli alberi, dove non viene mai nessuno a disturbare, salvo, due volte la settimana,

     il postino...

ACHILLE - E stai attento al postino!... E’ l’unico che manca all’ap­pello!

BARONE - Andiamo, andiamo, che perdiamo l’aereo!... (Alle due) Siete mai state in aereo?

LE GEMELLE - No!...

VIRGINIA - Ciao, Achille.., ti scriverò!...

BARONE - Statti bene, cognatuzzo!

ACHILLE - Buon viaggio!... Arrivederci!… (Dopo abbracci e baci i quattro escono. Achille

     si volta a guardare suor Ange/a che ha let­to la lettera ed è rimasta ferma, in tranquilla

     attesa. Pausa) E allora?... A l’ha lesula la lettera?...

SUOR ANGELA (Si alza) - Sì!...

ACHILLE - E che cosa decide di fare?

SUOR ANGELA - Non lo so!

ACHILLE (Disperandosi) - Oh! Santa Maria di Capua Vetere!... (Pau­sa) Il giardiniere è

     sposato?

SUOR ANGELA - Sì, ed ha cinque figli...

ACHILLE - …Sei!...

SUOR ANGELA - No, no!... Cinque!...

ACHILLE - Sei!... Compreso quello che dovrà avere lei!

SUOR ANGELA - Io?!?...

ACHILLE ‘ Già: il figlio delle voci celesti!

SUOR ANGELA - Dottore, non capisco!...

ACHILLE (Agitando la lettera) - Eppure la buona Madre è stata ab­bastanza chiara!... E a l’ha

     mandala via dal convento per evitare uno scandalo...

SUOR ANGELA - Ma perché uno scandalo?

ACHILLE (Sbuffando) - Oh, suor Ange!a!... Fra sess meiss... pì o meno... chila diventerà madre!...

SUOR ANGELA - ... Superiora?...

ACHILLE - Macché Superiora!... Di un bel bambino!... Ha capito, adesso?

SUOR ANGELA - Oh!...

ACHILLE (Facendole il verso) - Ah!... (Nel frattempo si è fatto buio, Achille accende la

    luce).

SUOR ANGELA - Ma... dottore!... Non si possono avere bambini quando non si è sposati!...

ACHILLE - Ecco brava!... Ma alle volte succede: quando un lurido come il giardiniere

     approfitta di una povera ingenua come lei.., (Si sentono le campane).

SUOR ANGELA (Sgomenta) - E adesso, dottore?..,

ACHILLE - E adesso.., cosa veul-lo ch’ij dja?... A l’è anche teremotà!... Sai pà cosa ch’a veul

     fè?... Va bin che ij dotor a l’han ‘1 dover dl’assistenssa d’ij pover... (A suor Angela che si è

     messa a prega­re) A l’è prima ch’a dovja preghè!... Aj sarja prou la stanssa ‘d Virginia.. per

     qoaich dì... peuj, magara, vado a parleje alla Madre Superiora... (A suor Angela) Ma...

     sorella… se vuole per un po’ di giorni fermarsi qui...

SUOR ANGELA - Vuoi dire che posso alloggiare qui?... Oh! La mia preghiera!... Sono stata

     esaudita!...

ACHILLE - Sì... mi darà una mano... Dei resto tutte le suore sono un po’ infermiere!

SUOR ANGELA (Contenta) - Oh, sì!,.. So fare le fasciature e le inie­zioni!...

ACHILLE - Ecco, brava!,.. Si leverà quell’abito e si metterà qualcosa di Virginia!... (Fra sè)

     A sarà pà portasse via tut chila-là?...

SUOR ANGELA - Grazie!... Grazie!... (Tenta baciargli la amano).

ACHILLE - Ma che cosa fa, Angelina?... La chiamerò Angelina! Am piass ‘d pi:  

     «Angelina »!...

SUOR ANGELA - Sono tanto, tanto contenta, dottore!... Grazie!... (Si toglie la cuffia).

ACHILLE (Andando a sedere alla scrivania) - Le grassie aj fan ij Sant!... Mi lo fasso

     perché... perché...

SUOR ANGELA - ... perché anche lei è un santo!... (Rimane ferma in  centro della scena con

     i capelli sciolti).

ACHILLE - Senza aureola, però!... Sì aj son le schede.. Dovrà im­parare a riempirle... Là c’è l’armadietto dei medicinali.., poi le spiegherò... (Accorgendosi che la suora è diventata triste)

     - Be’?... Cosa ch’a j’é? Perché è diventata triste?...

SUOR ANGELA - Pensavo.. il bambino.. quando nascerà... non avrà un padre...

ACHILLE - Ce lo faremo passare dalla Mutua!

SUOR ANGELA - Che cosa vuoi dire?

ACHILLE - (Sbuffando) - Vuoi dire che... ci penserò io: farò da padre al bambino!...

SUOR ANGELA - Ma io non avrò un marito!...

ACHILLE - Angelina, esageroma nen adess!... (Pausa) J’è tropa di­ferenssa d’età...

     Comunque... quand che doj a vivo ‘nssema, sotto lo stesso tetto.., a peulo  conos-se mej...

     si possono conoscere me­glio!... An fond.., ass peul mai saveisse... ass vedrà, no?... Lo spi­

     rito è forte, ma la carne èdebole!... (Suor Angela china il capo sen­za rispondere. Achille

     sospira) Eh,sì!... La carne è debole!,..

Si chiude il velario

FINE DELLA COMMEDIA


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