Achille in Sciro
Di Pietro Metastasio
PERSONAGGI
LICOMEDE re di Sciro.
ACHILLE in abito femminile, sotto nome di Pirra, amante di Deidamia.
DEIDAMIA figliuola di Licomede, amante d'Achille.
ULISSE ambasciator de' Greci.
TEAGENE principe di Calcide, destinato sposo a Deidamia.
NEARCO custode d'Achille.
ARCADE confidente d'Ulisse.
CORO di baccanti
CORO di cantori Nella macchina.
LA GLORIA
AMORE
IL TEMPO
CORO
de' loro seguaci.
Il luogo dell'azione la reggia di Licomede, nell'isola di Sciro.
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Aspetto esteriore di magnifico tempio dedicato a Bacco, donde si scende per due spaziose scale. il tempio circondato da portici, che, prolungandosi da entrambi i lati, formano una gran piazza. Fra le distanze delle colonne de' portici scuopresi da un lato il bosco sacro alla deit, dall'altro la marina di Sciro. La piazza ripiena di baccanti, che, celebrando le feste del loro nume, al suono di vari stromenti cantano il seguente coro
Preceduti e seguti da numeroso corteggio di nobili donzelle, scender si vedono dal tempio ed avanzarsi a poco a poco DEIDAMIA, ed ACHILLE in abito femminile.
CORO - Ah! di tue lodi al suono, Padre Lieo, discendi; Ah! le nostr'alme accendi Del sacro tuo furor.
PARTE DEL CORO - O fonte de' diletti, O dolce oblio de' mali, Per te d'esser mortali Noi ci scordiam talor.
TUTTO IL CORO - Ah! le nostr'alme accendi Del sacro tuo furor.
PARTE DEL CORO - Per te, se in fredde vene Pigro ristagna e langue, Bolle di nuovo il sangue D'insolito calor.
TUTTO IL CORO - Ah! le nostr'alme accendi Del sacro tuo furor.
PARTE DEL CORO - Chi ti raccoglie in seno, Esser non pu fallace: Fai diventar verace Un labbro mentitor.
TUTTO IL CORO - Ah! le nostr'alme accendi Del sacro tuo furor.
PARTE DEL CORO - Tu di coraggio al vile, Rasciughi al mesto i pianti, Discacci dagli amanti L'incomodo rossor.
TUTTO IL CORO - O fonte de' diletti, O dolce oblio de' mali, Accendi i nostri petti Del sacro tuo furor. (Ad un improvviso suon di trombe, che odesi in lontano verso la marina, tace il coro, s'interrompe il ballo e s'arrestan tutti in attitudine di timore, riguardando verso il mare
DEIDAMIA - Udisti? (ad Achille
ACHILLE - Udii.
DEIDAMIA - Chi temerario ardisce Turbar col suon profano Dell'orgie venerate il rito arcano?
ACHILLE - Non m'ingannai: lo strepito sonoro Parte dal mar. Ma non saprei... Non veggo Che vuol dir, chi lo move... Ah! principessa, Eccone la cagion. Due navi, osserva, Vengono a questo lido.
DEIDAMIA - Aim!
ACHILLE - Che temi? Son lungi ancor. (Compariscono in lontananza due navi. Sentesi di nuovo il suono delle trombe suddette. Tutti partono fuggendo, toltone Achille e Deidamia
DEIDAMIA - Fuggiam!
ACHILLE - Perch?
DEIDAMIA - Non sai Che d'infami pirati Tutto infestato il mar? Cos rapite Fur le figlie infelici Al re d'Argo e di Tiro. Ignori forse La recente di Sparta Perdita ingiuriosa? e che ne freme In van la Grecia, e che domanda in vano L'infida sposa al predator troiano? Chi sa che ancora in quelle Insidiose navi... Oh di! vien meco.
ACHILLE - Di che temi, mia vita? Achille teco.
DEIDAMIA - Taci.
ACHILLE - E se teco Achille...
DEIDAMIA - (guardandosi intorno)Ah! taci: alcuno Potrebbe udirti; e, se scoperto sei, Son perduta, ti perdo. E che direbbe Il genitor deluso? Una donzella Sai che ti crede, e si compiace e ride Del nostro amor; ma che sar se mai (Solo in pensarlo io moro), Se mai scopre che in Pirra Achille adoro?
ACHILLE - Perdona, vero.
SCENA SECONDA
NEARCO e detti.
NEARCO - (Ecco gli amanti). E deggio Sempre cos tremar per voi? Vel dissi Pur mille volte: troppo chiara ormai Questa vostra imprudente Cura di separarvi Sempre dalle compagne: ognun la vede, Ne parla ognuno. Andate al re. Son tutte L'altre gi nella reggia.
ACHILLE - (intento ad altro, non l'ascolta)Il suon guerriero Che da que' legni usc, d'armati e d'armi Mostra che vengan gravi.
DEIDAMIA - (piano a Nearco)(Oh, come in volto Gi tutto avvampa! Usar conviene ogni arte Per trarlo altrove).
NEARCO - E non partite?
ACHILLE - Or ora, Principessa, verr. Que' legni in porto Bramo veder.
DEIDAMIA - (turbata)Come! ch'io parta e lasci Te in periglio s grande? Ah! tu, lo vedo, Ne saresti capace, e dal tuo core Misuri il mio. So gi, crudele...
ACHILLE - Andiamo! Non ti sdegnar. Con tuo sguardo irato Mi fai morir.
DEIDAMIA - No, non vero, ingrato! No, ingrato! amor non senti; O, se pur senti amor, Perder non vuoi del cor Per me la pace. Ami, se tel rammenti; E puoi senza penar Amare e disamar, Quando ti piace. (Deidamia parte. Achille s'incammina appresso a Deidamia; ma, giunto alla scena, si volge e s'arresta di nuovo a mirar le navi, gi avvicinate a tal segno, che su la sponda di una d'esse possa distinguersi un guerriero
SCENA TERZA
NEARCO e di nuovo ACHILLE
NEARCO - Di pacifiche ulive (guardando il portoHan le prore adornate! Amiche navi Queste dunque saran.
ACHILLE - (tornando indietro)Nearco, osserva Come splende fra l'armi Quel guerrier maestoso.
NEARCO - Ah! va: non lice A te, che una donzella Comparisci alle spoglie, in questo loco Scompagnata restar.
ACHILLE - (con isdegno)Ma non ti crede Ognuno il padre mio? Qual meraviglia Che appresso al genitor resti una figlia?
NEARCO - Si sdegner Deidamia.
ACHILLE - E' ver. (rimesso, parte, e poi si ferma
NEARCO - (Che pena E' il nascondere Achille!)
ACHILLE - (considerando il guerriero che sulla naveOh! se ancor io Quell'elmo luminoso In fronte avessi e quella spada al fianco... (torna risolutoNearco, io son gi stanco Di pi vedermi in questa gonna imbelle; E ormai...
NEARCO - Che dici? Oh stelle! E non rammenti Quanto giova al tuo amor?
ACHILLE - S... Ma...
NEARCO - Deh! parti.
ACHILLE - Lasciami un sol momento A vagheggiar quell'armi.
NEARCO - (Aim!) S, resta Pur quanto vuoi; ma Deidamia intanto Sar col tuo rival.
ACHILLE - (in atto feroce)Che?
NEARCO - Giunto or ora E' di Calcide il prence; e Licomede Vuol che la man di sposo Oggi porga alla figlia.
ACHILLE - Oh numi!
NEARCO - E' vero Che tuo quel cor; ma, se il rivale accorto Pu lusingarla inosservata e sola, Chi sa, pensaci, Achille, ei te l'invola.
ACHILLE - Involarmi il mio tesoro! Ah! dov' quest'alma ardita? Ha da togliermi la vita Chi vuol togliermi il mio ben. M'avvilisce in queste spoglie Il poter di due pupille; Ma lo so ch'io sono Achille, E mi sento Achille in sen. (parte
SCENA QUARTA
NEARCO e poi ULISSE ed ARCADE delle navi.
NEARCO - Che difficile impresa, Tetide, m'imponesti! Ogni momento Temo scoperto Achille. E' ver che amore Lo tiene a fren: ma, se una tromba ascolta, Se rimira un guerrier, s'agita, avvampa, Sdegna l'abito imbelle. Or che farebbe, Se sapesse che Troia Senza lui non cadr? che lui domanda Tutta la Grecia armata? Ah! tolga il Cielo Che alcuno in questo lido Non venga a ricercarlo... Oh di! m'inganno? Ulisse! E qual cagione Qui lo conduce? Ah! non a caso ei viene. Che far? Mi conosce, E nella reggia appunto Del genitor d'Achille. E' ver che ormai Lungo tempo trascorso. In ogni caso Negher d'esser quello. Ol! straniero, Non osar d'inoltrarti Senza dirmi chi sei. Questa la legge: Il mio re la prescrisse.
ULISSE - Si ubbidisca alla legge: io sono Ulisse.
NEARCO - Ulisse! I detti audaci Scusa, eroe generoso. Al re men volo Con s lieta novella. (vuol partire
ULISSE - (considerandolo attentamente)Odi. E tu sei Servo di Licomede?
NEARCO - Appunto.
ULISSE - Il nome?
NEARCO - Nearco.
ULISSE - Ove nascesti?
NEARCO - Nacqui in Corinto.
ULISSE - E da' paterni lidi Perch mai qui venisti?
NEARCO - Io venni... Oh Dio! Signor, troppo m'arresti; e il re frattanto Non sa chi giunse in porto.
ULISSE - Va dunque.
NEARCO - (Ah! ch'io fingea s' quasi accorto). (parte
SCENA QUINTA
ULISSE ed ARCADE
ULISSE - Arcade, il Ciel seconda La nostra impresa. ARC. Onde la speme?
ULISSE - Udisti? Rimirasti colui? Sappi che il vidi Di Peleo in corte, ha gi molt'anni. Ei finse Patria e nome con noi; ma gi confuso Era alle mie richieste. Ah! menzognera Forse non la fama: in gonna avvolto Qui si nasconde Achille. Arcade, vola Su l'orme di colui. Cerca, dimanda Chi sia, come qui venne, ove dimora, Se alcuno seco. Ogni leggiero indizio Pu servirne di scorta. ARC. Io vado.
ULISSE - Ascolta. Che d'Achille si cerchi, Pensa a non dar sospetto ancor lontano. ARC. A un tuo seguace un tal ricordo vano. (parteSCENA SESTA ULISSE solo.Gi con prospero vento Comincio a navigar. Per altri forse Quest'incontro felice, Quel confuso parlar, quel dubbio volto Poco saria; ma per Ulisse molto. Fra l'ombre un lampo solo Basta al nocchier sagace, Che gi ritrova il polo, Gi riconosce il mar. Al pellegrin ben spesso Basta un vestigio impresso, Perch la via fallace Non l'abbia ad ingannar. (parte
SCENA SETTIMA
Appartamenti di Deidamia. LICOMEDE e DEIDAMIA LIC. Ma, se ancor nol vedesti, onde lo sai Che piacerti non pu?
DEIDAMIA - Gi molto intesi Parlar di Teagene.
LICOMEDE - E vuoi di lui Su la f giudicar degli occhi altrui? Semplice! Va; m'attendi Nel giardino real; col fra poco Col tuo sposo verr.
DEIDAMIA - Gi sposo!
LICOMEDE - Ei venne Su la mia f: tutto disposto. (partendo
DEIDAMIA - Almeno... Padre... Ah! senti.
LICOMEDE - M'attende Il greco ambasciador. Pi non opporti: Siegui il consiglio mio.
DEIDAMIA - Dunque un comando Non questo, signor.
LICOMEDE - Sempre a una figlia Comanda il genitor, quando consiglia. Alme incaute, che torbide ancora Non provaste l'umane vicende, Ben lo veggo, vi spiace, v'offende Il consiglio d'un labbro fedel. Confondete con l'utile il danno; Chi vi regge credete tiranno; Chi vi giova chiamate crudel. (parte
SCENA OTTAVA
DEIDAMIA, indi ACHILLE
DEIDAMIA - All'idol mio mancar di fede! Ah! prima Ch'altro sposo...
ACHILLE - (con ironia sdegnosa)E' permesso A Deidamia l'ingresso? Io non vorrei Importuno arrivar. Come! tu sola? Dov' lo sposo? A tributarti affetti Qui sperai ritrovarlo.
DEIDAMIA - E gi sapesti...
ACHILLE - Tutto, ma non da te: prova sublime Della bella tua fede. A me, crudele! Celar s nero arcano? a me, che t'amo Pi di me stesso? a me, che, in queste spoglie Avvilito per te... Barbara!...
DEIDAMIA - Oh Dio! Non m'affligger, ben mio: di queste nozze Nulla seppi fin or. Poc'anzi il padre Venne a proporle. Istupidii, m'intesi Tutto il sangue gelar.
ACHILLE - Pur, che farai?
DEIDAMIA - Tutto, fuor che lasciarti. E prieghi e pianti A svolger Licomede Pongansi in uso. Ei ceder. se vuole Salvar la figlia; e, quando ancor non ceda, Nulla speri ottener. Fu Achille il primo Che amai fin ora, e voglio Che sia l'ultimo Achille. Ah! mi vedrai Morir, cor mio, pria che tradirti mai.
ACHILLE - Oh dolcissimi accenti! e qual mercede Posso renderti, o cara?
DEIDAMIA - Eccola: io chiedo, Se possibile pur, che abbi pi cura Di non scoprirti.
ACHILLE - E questa gonna poco?
DEIDAMIA - Che val, se la smentisce Ogni tuo sguardo, ogni tuo moto? I passi Troppo liberi son; troppo sicuro Quel tuo girar di ciglio. Ogni cagione Basta a farti sdegnar; n femminili Son poi gli sdegni tuoi. Che pi? Se vedi Un elmo, un'asta, o se parlar ne senti, Gi feroce diventi; Escon dagli occhi tuoi lampi e faville: Pirra si perde e comparisce Achille.
ACHILLE - Ma il cambiar di natura E' impresa troppo dura.
DEIDAMIA - E' dura impresa Anche l'opporsi a un genitor. Poss'io Dunque con questa scusa Accettar Teagene.
ACHILLE - Ah! no, mia vita: Far quanto m'imponi.
DEIDAMIA - Or lo prometti; Ma poi...
ACHILLE - No: questa volta T'ubbidir. Terr gli sdegni a freno, Non parler pi d'armi; e de' tuoi cenni Se pi fedele esecutor non sono, Corri in braccio al riva, ch'io ti perdono. S, ben mio: sar qual vuoi; Lo prometto a que' bei rai Che m'accendono d'amor.
SCENA NONA
ULISSE e detti.
DEIDAMIA - Taci: v' chi t'ascolta.
ACHILLE - (ad Ulisse, pieno di sdegno)E tu chi sei, Che temerario ardisci Di penetrar queste segrete soglie? Che vuoi? Parla! rispondi! O pentir ti far...
DEIDAMIA - Pirra!
ULISSE - (Che fiero Sembiante quello!)
DEIDAMIA - (piano ad Achille)(E la promessa?)
ACHILLE - (ravvedendosi)(E' vero).
ULISSE - Non son di Licomede Queste le stanze?
DEIDAMIA - No.
ULISSE - Straniero errai: Perdona. (vuol partire
DEIDAMIA - Odi. E che brami Dal re?
ULISSE - La Grecia chiede Da lui navi e guerrieri, or che s'affretta D'unirsi armata alla comun vendetta.
ACHILLE - (Felice chi v'andr!)
DEIDAMIA - (Tutto nel volto Gi si cambi).
ULISSE - S'apre al valore altrui Oggi una illustre via. Corrono a questa Impresa anche i pi vili.
ACHILLE - (E Achille resta!)
DEIDAMIA - (Periglioso discorso!) A Licomede, (ad UlisseStranier, quella la via. (ad Achille)Sieguimi.
ACHILLE - (tornando indietro)Amico, Dimmi: le greche navi Dove ad unirsi andranno?
DEIDAMIA - Pirra... ma...
ACHILLE - Gi ti sieguo. (Oh amor tiranno!) (partono
SCENA DECIMA
ULISSE e poi ARCADE
ULISSE - O il desio di trovarlo Per tutto mel dipinge, o Pirra Achille. Peleo ne' suoi verdi anni Quel volto avea: me ne rammento. E poi Quel parlar... quegli sguardi... E' ver; ma Ulisse Fidarsi ancor non dee. Posso ingannarmi: E, quando ei sia, pria di parlar, bisogna Pi cauto il tempo, il loco, Le circostanze esaminar. Felice E' in suo cammin di rado Chi varca i fiumi e non ne tenta il guado. Tardi, fin che maturo, Il gran colpo a scoppiar, ma sia sicuro.
ARCADE - Ulisse!
ULISSE - Arcade! e in queste Stanze t'inoltri?
ARCADE - Entrar ti vidi, e venni Su l'orme tue.
ULISSE - Che raccogliesti intanto?
ARCADE - Poco, o signor. Sol che Nearco giunto In questa terra, or compie l'anno; ha seco Una figlia gentil; mostra per essa La real principessa Straordinario amor.
ULISSE - Come si appella?
ARCADE - Pirra.
ULISSE - Pirra!
ARCADE - E per lei Nearco ha loco Fra' reali ministri.
ULISSE - E questo poco?
ARCADE - Ma ci che giova?
ULISSE - Ah! mio fedel, facciamo Gran viaggio a momenti. Odi, e dirai...
SCENA UNDICESIMA
NEARCO e detti.
NEARCO - Signor, vieni: che fai? T'attende il re.
ULISSE - Qual il cammino?
NEARCO - E' questo.
ULISSE - Ti sieguo: andiam. Non posso dirti il resto. (ad Arcade; indi parte con Nearco
SCENA DODICESIMA
ARCADE
Solo - Chi pu d'Ulisse al pari Tutto veder? Ci che per gli altri oscuro Chiaro per lui. No, la natura o l'arte L'egual mai non form. Dov' chi sappia, Com'ei, mostrar tutti gli affetti in volto Senz'averli nel cor? chi, fra gli accenti Facili, ubbidienti L'anime incatenar? chi ad ogni istante Cambiar genio, tenor, lingua e sembiante? Io nol conosco ancor. D'Ulisse al fianco Ogni giorno mi trovo, E ogni giorno al mio sguardo Ulisse nuovo. S varia in ciel talora, Dopo l'estiva pioggia, L'iride si colora, Quando ritorna il sol. Non cambia in altra foggia Colomba al sol le piume, Se va cambiando lume Mentre rivolge il vol. (parte
SCENA TREDICESIMA
Deliziosa nella regia di Licomede. ACHILLE e DEIDAMIA, poi LICOMEDE e TEAGENE
DEIDAMIA - No, Achille, io non mi fido Di tue promesse. A Teagene in faccia Non saprai contenerti: il tuo calore Ti scoprir. Parti, se m'ami.
ACHILLE - Almeno Qui tacito in disparte Lascia ch'io vegga il mio rival.
DEIDAMIA - Oh Dio! T'esponi a gran periglio. Eccolo.
ACHILLE - (turbandosi)Ah! questo Dunque l'audace? E ho da soffrir?...
DEIDAMIA - Nol dissi? Gi ti trasporti.
ACHILLE - Un impeto primiero Fu questo: gi sedato. Or son sicuro.
DEIDAMIA - Tu parlerai.
ACHILLE - Non parler, tel giuro. (si ritira in disparte
LICOMEDE - Amata figlia, ecco il tuo sposo; ed ecco, Illustre Teagene, La sposa tua.
ACHILLE - (Qui tollerar conviene). TEAG. Chi ascolta, o principessa, Ci che de' pregi tuoi la fama dice, La crede adulatrice; e chi ti mira, La ritrova maligna. Io, che gi sono Tuo prigionier, t'offro quest'alma in dono.
ACHILLE - (Che temerario!) (considerando sdegnosamente Teagene s'avanza senza avvedersene
DEIDAMIA - A cos alto segno Non giunge il merto mio: tanto esaltarlo Non di... Pirra! che vuoi? Parti. (avvedendosi che Achille gi vicino a Teagene
ACHILLE - Non parlo. (si ritira in disparte, come sopra
DEIDAMIA - (Di! qual timor m'assale?) TEAG. Chi mai questa donzella?
LICOMEDE - E' il tuo rivale.
DEIDAMIA - (Son morta!)
ACHILLE - (Ah, mi conosce!)
LICOMEDE - E' Pirra il solo Amor di Deidamia. Altre non vide Pi tenere compagne il mondo intero.
DEIDAMIA - (Ei parlava da scherzo, e disse il vero).
LICOMEDE - Deidamia, or che ti sembra Di s degno consorte?
DEIDAMIA - I pregi, o padre, Ne ammiro, ne comprendo; Ma...
LICOMEDE - Tu arrossisci! il tuo rossore intendo. Intendo il tuo rossor; Amo vorresti dir: Ma in faccia al genitor Parlar non vuoi. Il farti pi soffrir Sarebbe crudelt: Restino in libert Gli affetti tuoi. (parte
SCENA QUATTORDICESIMA
ACHILLE, DEIDAMIA e TEAGENE
ACHILLE - (Ah, se altre spoglie avessi!)
TEAGENE - Or che siam soli, Principessa gentil, soffri ch'io spieghi L'ardor di questo sen; soffri ch'io dica...
DEIDAMIA - Non parlarmi d'amor: ne son nemica. Del sen gli ardori Nessun mi vanti; Non soffro amori, Non voglio amanti: Troppo mi cara La libert. Se fosse ognuno Cos sincero, Meno importuno Parrebbe il vero; Saria pi rara L'infedelt. (parte con Achille, il quale si ferma nell'entrare
TEAGENE - Giusti numi, e in tal guisa Deidamia mi accoglie! In che son reo? Che fu? Seguasi. (vuol seguire Deidamia
ACHILLE - (arrestandoloFerma! ove t'affretti?
TEAGENE - A Deidamia appresso: Raggiungerla desio.
ACHILLE - (risoluto)Non permesso!
TEAGENE - Chi pu vietarlo?
ACHILLE - Io!
TEAGENE - Tu?
ACHILLE - S: n giammai, Sappilo, io parlo in vano. (parte lentamente
TEAGENE - (Delle ninfe di Sciro il genio strano. E pur quella fierezza Ha un non so che, che piace). Odi. Ma dimmi Almen perch.
ACHILLE - (partendo lentamente)Dissi abbastanza.
TEAGENE - E credi Che di te sola io tema? Credi bastar tu sola?
ACHILLE - (con aria feroce)Io basto, e trema!
TEAGENE - (Quell'ardir m'innamora).
DEIDAMIA - (Ah! mancator, non sei contento ancora?) (Nell'atto che Achille si rivolge per partire, incontra su la scena Deidamia, che gli dice sdegnata il verso suddetto e lo lascia confuso
ACHILLE - (Misero! ver, trascorsi).
TEAGENE - Ascolta: io voglio, Bella ninfa, ubbidirti; e per mercede Bramo sol de' tuoi sdegni L'origine saper... Di'... Ma... Sospiri! Mi guardi! ti confondi! Qual cambiamento il tuo? Parla! rispondi!
ACHILLE - Risponderti vorrei; Ma gela il labbro e tace: Lo rese amor loquace, Muto lo rende amor: Amor, che a suo talento Rende un imbelle audace, E abbatte in un momento, Quando gli piace, un cor. (parte
SCENA QUINDICESIMA
TEAGENE solo. - Son fuori di me. Quanto son mai vezzose L'ire in quel volto! Ah! forse m'ama, e ch'io Siegua un'altra non soffre. E cos presto E' amante ed gelosa? Una donzella Parlar cos! cos mostrarsi audace! Intenderla non so: so che mi piace. Chi mai vide altrove ancora Cos amabile fierezza, Che minaccia ed innamora, Che diletta e fa tremar? Cinga il brando, ed abbia questa L'asta in pugno e l'elmo in testa, E con Pallade in bellezza Gi potrebbe contrastar. (parte
ATTO SECONDO
SCENA PRIMA
Logge terrene adornate di statue rappresentanti varie imprese d'Ercole. ULISSE ed ARCADE
ARCADE - Tutto, come imponesti, Signor, gi preparai. Son pronti i doni Da presentarsi al re. Mischiai fra quelli Il militare arnese Lucido e terso. I tuoi seguaci istrussi, Che simular dovranno Il tumulto guerrier. Spiegami al fine S confuso comando: Tutto ci che ti giova? e dove? e quando?
ULISSE - Fra mille ninfe e mille Per distinguere Achille.
ARCADE - E come?
ULISSE - Intorno A quell'elmo lucente, a quell'usbergo Lo vedrai vaneggiar. Ma, quando ascolti Il suon dell'armi, il generoso invito Delle trombe sonore, allor vedrai Quel fuoco, a forza oppresso, Scoppiar feroce e palesar se stesso.
ARCADE - Di troppo ti lusinghi.
ULISSE - Io so d'Achille L'indole bellicosa; io so che all'armi Si avvezz dalle fasce, e so che in vano Si preme un violento Genio natio, che divent costume. Fra le sicure piume, Salvo appena dal mar, giura il nocchiero Di mai pi non partir: sente che l'onde Gi di nuovo son chiare: Abbandona le piume e corre al mare.
ARCADE - Hai pur tant'altri indizi.
ULISSE - Ogni altro indizio, Solo, dubbioso: a questa prova unito, Certezza diverr. Quella la prova, Arcade, pi sicura, Dove co' moti suoi parla natura.
ARCADE - Ma se, come supponi, Ama Deidamia, anche palese, a lei Toglierlo non potrem.
ULISSE - Con l'arti occulte Pria s'astringa a scoprirsi; indi, scoperta, Assalir quell'alma a forza aperta. Le addormentate allora Fiamme d'onor gli dester nel seno: Arrossir lo far.
ARCADE - S, ma non veggo Agio a parlargli. E' custodito in guisa...
ULISSE - L'occasion si attenda; e, se non giunge, Nascer si faccia. Io tenter...
ARCADE - T'accheta: Vien Pirra a noi. Parlale adesso.
ULISSE - Eh! lascia Che venga per se stessa. Ad altro inteso Mi finger. Tu destramente intanto Osservane ogni moto.
SCENA SECONDA
ACHILLE in disparte e detti.
ACHILLE - (Ecco il guerriero) Che la Grecia invi. Se la mia bella Non lo vietasse, oh qual diletto avrei Di ragionar con lui! Muoverla ad ira, Ch'io l'osservi, non dee).
ULISSE - (piano ad Arcade)(Che fa?)
ARCADE - (piano ad Ulisse)(Ti mira).
ULISSE - Di questo albergo in vero Ogni arredo real. Gli sculti marmi (guardando le statueSembran pieni di vita. Eccoti Alcide Che l'idra abbatte. Ah! gli si vede in volto Lo spirito guerrier. L'anima eccelsa Gli ha l'industre maestro in fronte accolta. (Guarda se m'ode). (piano ad Arcade
ARCADE - (piano ad Ulisse)(Attentamente ascolta).
ULISSE - Ecco quando dal suolo Solleva Anteo per atterrarlo; e l'arte Qui super se stessa. Oh, come accende, Quando s al vivo espresso, Di virtude un esempio! Io gi vorrei Essere Alcide. Oh generoso, oh grande, Oh magnanimo eroe! Vivr il tuo nome Mille secoli e mille.
ACHILLE - (Oh di, cos non si dir d'Achille!)
ULISSE - (Ed or?) (piano ad Arcade
ARCADE - (S'agita e parla). (piano ad Ulisse
ULISSE - (Osserva adesso). Che miro! Ecco l'istesso (volgendosi ad altra parteTerror dell'Erimanto In gonna avvolto alla sua Iole accanto. Ah! l'artefice err. Mai non dovea A questa di vilt memoria indegna Avvilir lo scalpello: Qui Alcide da piet; non pi quello.
ACHILLE - (E' vero, vero. Oh mia vergogna estrema!)
ULISSE - (Arcade, che ti par?)
ARCADE - (Parmi che frema).
ULISSE - (Dunque si assalga). (s'incammina verso Achille
ARCADE - (trattenendo Ulisse)(Il re. Guarda che tutto Il disegno non scopra).
ULISSE - (Ah! m'interrompe in sul finir dell'opra).
SCENA TERZA
LICOMEDE e detti.
LICOMEDE - Pirra, appunto ti bramo. Attendi, Ulisse. Vedi che il sol di gi tramonta: onori Un ospite s grande Le mense mie.
ULISSE - Mi sar legge il cenno. Invittissimo re. (in atto di ritirarsi, si ferma per ascoltar quanto gli dice Licomede
LICOMEDE - Le navi e l'armi, Che a chieder mi venisti, al nuovo giorno Radunate vedrai; vedrai di quanto Superai la richiesta, ed a qual segno Gli amici onoro e un messaggier s degno.
ULISSE - Sempre eguale a se stesso E' del gran Licomede Il magnanimo cor. Da me sapranno I congiurati a danno Della Frigia infedel principi achei Quanto amico tu sei. N lieve prova Ne fian l'armi e le navi, Che ti piacque apprestarmi. (Altro quindi io trarr che navi ed armi). Quando il soccorso apprenda Che dal tuo regno io guido, Dovr sul frigio lido Ettore impallidir. Pi gli far spavento Questo soccorso solo, Che cento insegne e cento, Che ogni guerriero stuolo, Che quante vele al vento Seppe la Grecia aprir. (parte con Arcade
SCENA QUARTA
LICOMEDE, ACHILLE e poi NEARCO
LICOMEDE - Vezzosa Pirra, il crederai? dipende Da te la pace mia.
ACHILLE - Perch?
LICOMEDE - Se vuoi Impiegarti a mio pro, rendi felice Un grato re.
ACHILLE - Che far poss'io?
LICOMEDE - M'avveggo Che a Deidamia spiace Unirsi a Teagene.
ACHILLE - (comincia a turbarsi)E ben?
LICOMEDE - Tu puoi Tutto sul cor di lei.
ACHILLE - Come! e vorresti Da me...
LICOMEDE - S, che la scelta Tu le insegnassi a rispettar d'un padre; Che i merti del suo sposo Le facessi osservar; che amor per lui Le inspirassi nel seno, onde l'accolga Com' il dover d'un'amorosa moglie.
ACHILLE - (Questo pur deggio a voi, misere spoglie!) (con ira
LICOMEDE - Che dici?
ACHILLE - E tu mi credi (reprimendosi a forzaOpportuno istromento... Ah! Licomede, Mal mi conosci. Io!... Numi eterni, io!... Cerca Mezzo miglior.
LICOMEDE - Che ti sgomenta? E' forse Teagene uno sposo Che non meriti amor?
ACHILLE - (Mi perdo. Io sento Che soffrir pi non posso).
LICOMEDE - Al fin la figlia, Dimmi, a qual altro mai Meglio unir si potea?
ACHILLE - (Soffersi assai). Signor... (risoluto
NEARCO - Le regie mense, Licomede, son pronte.
LICOMEDE - Andiamo. Udisti, Pirra, i miei sensi: a te mi fido. Ah! sia Frutto del tuo sudor la pace mia. Fa che si spieghi almeno Quell'alma contumace; Se l'amor mio le piace, Se vuol rigor da me. Di' che ho per lei nel seno Di re, di padre il core: Che appaghi il genitore, O che ubbidisca il re. (parte
SCENA QUINTA
ACHILLE e poi NEARCO
ACHILLE - Non parlarmi, Nearco, Pi di riguardi: ho stabilito. Adesso Non sperar di sedurmi. Andiamo.
NEARCO - E dove?
ACHILLE - A depor queste vesti. E che! degg'io Passar cos vilmente Tutti gli anni migliori? E quanto oltraggi Ho da soffrir? Le mie minacce or veggo Ch'altri deride; ingiurioso impiego Or m'odo imporre; or negli esempi altrui I falli miei rimproverar mi sento. Son stanco d'arrossirmi ogni momento.
NEARCO - Un rossor ti figuri...
ACHILLE - Ah! taci: assai Ho tollerato i tuoi Vilissimi consigli. Altri ne intesi Dal tessalo maestro; e allor sapea Vincer nel corso i venti, Abbatter fiere e valicar torrenti. Ed ora... Ah! che direbbe, Se in questa gonna effimenato e molle Mi vedesse Chirone? Ove da lui M'asconderei? Che replicar, se in volto Rigido mi chiedesse: Ov' la spada, Ove l'altr'armi, Achille? Ah! di mie scuole Tu non serbi altro segno Che la cetra avvilita ad uso indegno.
NEARCO - Basta, signor: pi non m'oppongo. Al fine Son persuaso anch'io.
ACHILLE - Ti par, Nearco, Quest'ozio vergognoso Degno di me?
NEARCO - No: lo conosco; tempo Che dal sonno ti desti, Che ti svolga da questi Impacci femminili, e corra altrove A dar del tuo gran cor nobili prove. E' ver che Deidamia, Priva di te, non avr pace, e forse Ne morr di dolor; ma, quando ancora N'abbia a morir, non t'arrestar per lei: Vagliono la sua vita i tuoi trofei.
ACHILLE - Morir! Dunque tu credi Che non abbia costanza Di vedersi lasciar?
NEARCO - Costanza! E come Potrebbe averne una donzella amante, Che perda il solo oggetto Della sua tenerezza, il sol conforto, L'unica speranza?
ACHILLE - Oh di!
NEARCO - Non sai Che, se ti scosti mai Da' suoi sguardi un momento, gi smarrita, Non ha riposo, a ciaschedun ti chiede, Ti vuol da tutti? E in questo punto istesso Come credi che stia? Gi non ha pace, Gi dubbiosa e tremante...
ACHILLE - Andiamo!
NEARCO - E sei Pronto a partir?
ACHILLE - No: ritorniamo a lei. Potria fra tante pene Lasciar l'amato bene Chi un cor di tigre avesse. N basterebbe ancor; Ch questo pietoso affetto, Che a me si desta in petto, Senton le tigri istesse, Quando le accende amor. (parte
SCENA SESTA
NEARCO solo.Oh incredibile, oh strano Miracolo d'amor! Si muova all'ira, E' terribile Achille: arte non giova, Forza non basta a raffrenarlo: andrebbe Nudo in mezzo agl'incendi, andrebbe solo Ad affrontar mille nemici e mille. Pensi a Deidamia, mansueto Achille. Cos leon feroce Che sdegna i lacci e freme, Al cenno d'una voce Perde l'usato ardir, Ed a tal segno oblia La ferit natia, Che quella man che teme Va placido a lambir.
SCENA SETTIMA
Gran sala illuminata in tempo di notte, corrispondente a diversi appartamenti, parimente illuminati. Tavola nel mezzo, credenze all'intorno; logge nell'alto, ripiene di musici e spettatori. LICOMEDE, TEAGENE, ULISSE e DEIDAMIA, seduti a mensa; ARCADE in piedi accanto ad ULISSE; ACHILLE in piedi accanto a DEIDAMIA; e per tutto cavalieri, damigelle e paggi. CORO Lungi lungi fuggite fuggite, Cure ingrate, molesti pensieri; No, non lice del giorno felice Che un istante si venga a turbar. Dolci affetti, diletti sinceri Porga Amore, ministri la Pace, E da' moti di gioia verace Lieta ogni alma si senta agitar. Lungi lungi fuggite fuggite, Cure ingrate, molesti pensieri; No, non lice del giorno felice Che un istante si venga a turbar.
LICOMEDE - Fumin le tazze intorno Di cretense liquor.
DEIDAMIA - Pirra, lo sai: Se di tua man non viene, L'ambrosia degli di Vil bevanda parrebbe a' labbri miei.
ACHILLE - Ubbidisco. Ah! da questa Ubbidienza mia Vedi se fido sia di Pirra il core.
TEAGENE - (Che strano affetto!) (guardando Deidamia ed Achille
ACHILLE - (Oh tirannia d'amore!) (nell'andar a prender la tazza
LICOMEDE - Quando da' greci lidi i vostri legni L'ncora scioglieranno? (ad Ulisse
ULISSE - Al mio ritorno.
TEAGENE - Son gi tutti raccolti?
ULISSE - Altro non manca Che il soccorso di Sciro.
LICOMEDE - Oh, qual mi toglie Spettacolo sublime La mia canuta et! (Un paggio porge la tazza ad Achille: egli, nel prenderla, resta attonito ad ascoltare il discorso artifizioso di Ulisse
ULISSE - (Non si trascuri L'opportuno momento). E' di te degna, Gran re, la brama. Ove mirar pi mai Tant'armi, tanti duci, Tante squadre guerriere, Tende, navi, cavalli, aste e bandiere? Tutta Europa v'accorre. Omai son vuote Le selve e le citt. Da' padri istessi, Da' vecchi padri invidiata e spinta, La giovent proterva Corre all'armi fremendo. (Arcade, osserva).
DEIDAMIA - Pirra! (si riscuote, prende la tazza, s'incammina, poi torna a fermarsi
ACHILLE - E' ver.
ULISSE - Chi d'onore Sente stimoli in sen, chi sa che sia Desio di gloria, or non rimane. Appena Restano, e quasi a forza, Le vergini, le spose; e alcun, che dura Necessit trattien, col Ciel s'adira, Come tutti gli di l'abbiano in ira.
DEIDAMIA - Ma Pirra!
ACHILLE - Eccomi. (va colla tazza a Deidamia
DEIDAMIA - (piano ad Achille, nel prendere la tazza(Ingrato! Questi di poco amor segni non sono?)
ACHILLE - (Non ti sdegnar, bell'idol mio: perdono!)
LICOMEDE - Ol! rechisi a Pirra L'usata cetra. A lei, Deidamia, imponi Che alle corde sonore La voce unisca e la maestra mano: Tutto far per te.
DEIDAMIA - Pirra, se m'ami, Seconda il genitore.
ACHILLE - Tu il vuoi? Si faccia. (Oh tirannia d'amore!) (Un paggio gli presenta la cetra: altri pongono un sedile da un de' lati a vista della mensa
TEAGENE - (Tanto amor non comprendo).
ULISSE - (Arcade, adesso tempo: intendi?) (piano ad Arcade
ARCADE - (piano ad Ulisse)(Intendo). (parte
ACHILLE - (canta accompagnandosi con la liraSe un core annodi, Se un'alma accendi, Che non pretendi, Tiranno Amor? Vuoi che al potere Delle tue frodi Ceda il sapere, Ceda il valor. CORO Se un core annodi, Se un'alma accendi, Che non pretendi, Tiranno Amor?
ACHILLE - Se in bianche piume De' numi il nume Canori accenti Spieg talor; Se fra gli armenti Mugg negletto, Fu solo effetto Del tuo rigor. CORO Se un core annodi, Se un'alma accendi, Che non pretendi, Tiranno Amor?
ACHILLE - De' tuoi seguaci Se a far si viene, Sempre in tormento Si trova un cor; E vuoi che baci Le sue catene, Che sia contento Del suo dolor. CORO Se un core annodi, Se un'alma accendi, Che non pretendi, Tiranno Amor? (Al comparir dei doni portati da' seguaci di Ulisse s'interrompe il canto d'Achille
LICOMEDE - Questi chi son?
ULISSE - Son miei seguaci; e al piede Portan di Licomede Questi, per cenno mio, piccioli doni, Che d'Itaca recai.Lo stile usato D'ospite non igrato Giusto che siegua anch'io. Se troppo osai, Il costume m'assolva.
LICOMEDE - Eccede i segni S generosa cura.
ACHILLE - (Oh Ciel, che miro!) (avvedendosi d'un'armatura, che venne fra' doni
LICOMEDE - Mai non si tinse in Tiro Porpora pi vivace. (ammirando le vesti
TEAGENE - (ammirando i vasi)Altri fin ora Sculti vasi io non vidi Di magistero egual.
DEIDAMIA - (ammirando le gemme)L'eoa marina Non ha lucide gemme al par di quelle.
ACHILLE - Ah, chi vide fin ora armi pi belle! (si leva, per andare a veder pi da vicino le armi
DEIDAMIA - Pirra, che fai? Ritorna Agl'interrotti carmi.
ACHILLE - (Che tormento crudele!) (torna a sedereVOCI. (di dentro)All'armi! all'armi! (S'ode strepito d'armi. e di stromenti militari. Tutti si levano spaventati: solo Achille resta, sedendo in atto feroce
LICOMEDE - Qual tumulto mai questo?
ARCADE - (esce simulando spavento)Ah! corri Ulisse, Corri l'impeto insano De' tuoi seguaci a raffrenar.
ULISSE - (fingendo esser sorpreso)Che avvenne?
ARCADE - Non so per qual cagion fra lor s'accese E i custodi reali Feroce pugna. Ah! qui vedrai fra poco Lampeggiar mille spade.
DEIDAMIA - Aita, o numi! Dove corro a celarmi? (parte intimorita
TEAGENE - Fermati, principessa. (parte seguendolaVOCI. (di dentro)All'armi! all'armi! (S'ode strepito d'armi. Licomede, snudando la spada, corre al tumulto. Fugge ognuno. Ulisse si ritira in disparte con Arcade per osservare Achille, che si leva, gi invaso d'estro guerriero
SCENA OTTAVA
ACHILLE, ed ULISSE con ARCADE in disparte.
ACHILLE - Ove son? che ascoltai? Mi sento in fronte Le chiome sollevar! Qual nebbia i lumi Offuscando mi va? Che fiamma questa, Onde sento avvamparmi? Ah! frenar non mi posso: all'armi! all'armi! (s'incammina furioso, e poi si ferma, avvedendosi d'avere in mano la cetra
ULISSE - (Guardalo). (piano ad Arcade
ACHILLE - E questa cetra Dunque l'arme d'Achille? Ah! no; la sorte Altre n'offre, e pi degne. A terra, a terra, Vile stromento! (getta la cetra e va all'armi, portate co' doni di UlisseAll'onorato incarco Dello scudo pesante Torni il braccio avvilito: (imbraccia lo scudo)in questa mano Lampeggi il ferro. (impugna la spada)Ah! ricomincio adesso A ravvisar me stesso. Ah, fossi a fronte A mille squadre e mille!
ULISSE - E qual sar, se non questo, Achille? (palesandosi
ACHILLE - Numi! Ulisse, che dici?
ULISSE - Anima grande, Prole de' numi, invitto Achille, al fine Lascia che al sen ti stringa. Eh! non tempo Di finger pi. S, tu la speme sei, Tu l'onor della Grecia, Tu dell'Asia il terror. Perch reprimi Gl'impeti generosi Del magnanimo cor? Son di te degni: Secondali, signor. Lo so, lo veggo, Raffrenar non ti puoi. Vieni: io ti guido Alle palme, a' trofei. La Grecia armata Non aspetta che te. L'Asia nemica Non trema che al tuo nome. Andiam!
ACHILLE - (risoluto)S, vengo. Guidami dove vuoi... Ma... (si ferma
ULISSE - Che t'arresta?
ACHILLE - E Deidamia?
ULISSE - E Deidamia un giorno Ritornar ti vedr cinto d'allori E pi degno d'amore.
ACHILLE - E intanto...
ULISSE - E intanto Che d'incendio di guerra Tutta avvampa la terra, a tutti ascoso, Qui languir tu vorresti in vil riposo? Diria l'et futura: Di Dardano le mura Diomede espugn; d'Ettore ottenne Le spoglie Idomeneo; di Priamo il trono Miser tutto in faville Stenelo, Aiace... E che faceva Achille? Achille, in gonna avvolto, Traea, misto e sepolto Fra le ancelle di Sciro, i giorni sui, Dormendo al suon delle fatiche altrui. Ah! non sia ver. Destati al fine; emenda Il grave error: pi non soffrir che alcuno Ti miri in queste spoglie. Ah, se vedessi Quale oggetto di riso Con que' fregi un guerriero! In questo scudo Lo puoi veder. Guardati, Achille. (gli leva lo scudoDimmi: Ti riconosci? (presentandogli lo scudo
ACHILLE - (lacerando le vesti)Oh vergognosi, oh indegni Impacci del valor, come fin ora Tollerar vi potei? Guidami, Ulisse, L'armi a vestir. Fra questi ceppi avvinto Pi non farmi penar.
ULISSE - Sieguimi. (Ho vinto). (s'incamminano
SCENA NONA
NEARCO e detti.
NEARCO - Pirra, Pirra, ove corri?
ACHILLE - (rivolgendosi con isdegno)Anima vile! Quel vergognoso nome Pi non t'esca da' labbri: i miei rossori Non farmi rammentar. (partendo
NEARCO - Senti: tu parti? E la tua principessa?
ACHILLE - (rivolgendosi)A lei dirai...
ULISSE - Achille, andiam.
NEARCO - Che posso dirle mai?
ACHILLE - Dille che si consoli; Dille che m'ami; e dille Che part fido Achille, Che fido torner. Che a' suoi begli occhi soli Vuo' che il mio cor si stempre; Che l'idol mio fu sempre, Che l'idol mio sar. (parte con Ulisse ed Arcade
SCENA DECIMA
NEARCO, poi DEIDAMIA
NEARCO - Eterni di, qual fulmine improvviso Strugge ogni mia speranza! Ove m'ascondo, Se parte Achille? e chi di Teti all'ira M'involer? Tanti sudori, oh stelle! Tant'are, tanta cura...
DEIDAMIA - Ov', Nearco, Il mio tesoro?
NEARCO - Ah! principessa, Achille Non pi tuo.
DEIDAMIA - Che!
NEARCO - T'abbandona.
DEIDAMIA - I tuoi Vani sospetti io gi conosco. Ognora Cos mi torni a dir.
NEARCO - Volesse il Cielo Ch'or m'ingannassi. Ah! l'ha scoperto Ulisse, L'ha sedotto, il rapisce.
DEIDAMIA - E tu, Nearco, Cos partir lo lasci? Ah, corri! ah, vola!... Misera me! Senti. Son morta! Ah, troppo, Troppo il colpo inumano! Che fai? non parti?
NEARCO - Io partir, ma in vano. (parte
SCENA UNDICESIMA
DEIDAMIA poi TEAGENE
DEIDAMIA - Achille m'abbandona! Mi lascia Achille! E sar vero? E come, Come pot l'ingrato Pensarlo solo e non morir! Son queste Le promesse di fede? Le proteste d'amor? Cos... Ma, intanto Ch'io mi struggo in querele, L'empio scioglie le vele. Andiam: si tenti Di trattenerlo. Il mio dolor capace Di riguardi or non . Vadasi; e, quando N pur questo mi giovi, almen sul lido Spirar mi vegga, e parta poi l'infido.
TEAGENE - Amata principessa.
DEIDAMIA - (con impazienza)(Oh me infelice! Che inciampo questo!)
TEAGENE - Io del tuo cor vorrei Intender meglio...
DEIDAMIA - Or non tempo. (in atto di partire
TEAGENE - (seguendola)Ascolta.
DEIDAMIA - Non posso.
TEAGENE - Un solo istante.
DEIDAMIA - (impaziente)Oh numi!
TEAGENE - Al fine Mia sposa al nuovo giorno...
DEIDAMIA - Ma, per piet, non mi venir d'intorno! Non vedi, tiranno, Ch'io moro d'affanno; Che bramo che in pace Mi lasci morir? Che ho l'alma s oppressa, Che tutto mi spiace, Che quasi me stessa Non posso soffrir? (parte
SCENA DODICESIMA
TEAGENE solo.Ma chi spiegar potrebbe Stravaganze s nuove? A che mi parla Deidamia cos? Delira o cerca Di farmi delirar? Sogno? son desto? Dove son mai? Che laberinto questo! Disse il ver? parl per gioco? Mi confondo a' detti sui, E comincio a poco a poco Di me stesso a dubitar. Pianger fanno i pianti altrui, Sospirar gli altrui sospiri; Ben potrian gli altrui deliri Insegnarmi a delirar. (parte
ATTO TERZO
SCENA PRIMA
Portici della reggia corrispondenti al mare. Navi poco lontane dalla riva. ULISSE, ed ACHILLE in abito militare.
ULISSE - Achille, or ti conosco. Oh, quanta parte Del maestoso tuo real sembiante Defraudavan le vesti! Ecco il guerriero, Ecco l'eroe. Ringiovanita al sole Esce cos la nuova serpe; e sembra, Mentre s'annoda e scioglie, Che altera sia delle cambiate spoglie.
ACHILLE - S, tua merc, gran duce, io torno in vita, Respiro al fin; ma, qual da' lacci appena Disciolto prigionier, dubito ancora Della mia libert: l'ombre ho su gli occhi Del racchiuso soggiorno; Mi sento il suon delle catene inotrno.
ULISSE - (Ed Arcade non vien!) (guardando intorno
ACHILLE - Son queste, Ulisse, Le navi tue?
ULISSE - S; n superbo meno Andran del peso loro, che quella d'Argo Gi del suo non and. Compensa assai Di tanti eroi lo stuolo E i tesori di Frisso Achille solo.
ACHILLE - Dunque, che pi si tarda?
ULISSE - Ol! nocchieri, Appressatevi a terra. (E pur non miro Arcade ancora). (Guardando intorno
ACHILLE - Ah, perch mai le sponde Del nemico Scamandro Queste non son! Come s'emendi Achille, L si vedr. Cnaceller le indegne Macchie del nome mio di questa fronte L'onorato sudor; ggli ozii di Sciro Scuser questa spada; e forse tanto Occuper la fama Co' novelli trofei, Che parlar non potr de' falli miei.
ULISSE - Oh sensi! oh voci! oh pentimento! oh ardori Degni d'Achille! E si volea di tanto Fraudar la terra? E si sper di Sciro Nell'angusto recinto Celar furto s grande? Oh troppo ingiusta, Troppo timida madre! E non previde Che a celar tanto fuoco Ogni arte vana, ogni ritegno poco? Del terreno nel concavo seno Vasto incendio se bolle ristretto, A dispetto del carcere indegno Con pi sdegno gran strada si fa. Fugge allora; ma, intanto che fugge, Crolla, abbatte, sovverte, distrugge Piani, monti, foreste e citt.
ACHILLE - Ecco i legni alla sponda: Ulisse, io ti precedo. (s'incammina al mare
SCENA SECONDA
ARCADE frettoloso e detti.
ULISSE - Arcade, oh quanto Tardi a venir!
ARCADE - Partiam, signor, t'affretta; Noi ci arrestiam.
ULISSE - Che mai t'avvenne?
ARCADE - Andiamo. Tutto saprai.
ULISSE - Ma con un cenno almeno...
ARCADE - Oh numi! ebbra d'amor, cieca di sdegno, Deidamia ci siegue. Io non potei Pi trattenerla, e la prevenni. (piano ad Ulisse
ULISSE - Ah! questo Fiero assalto s'evti.
ACHILLE - Or che si attende? (tornando impaziente dalla riva del mare
ULISSE - Eccomi.
ACHILLE - S turbato, Arcade? Che recasti?
ARCADE - Nulla.
ULISSE - Partiam.
ACHILLE - (ad Arcade)Ma che vuol dir quel tanto Volgerti indietro e rimirar? Che temi? Parla.
ULISSE - (Oh stelle!)
ARCADE - Signor... Temo... Potrebbe Il re saper la nostra Partenza inaspettata, Ed a forza impedirla.
ACHILLE - A forza? Io sono Dunque suo prigionier; dunque pretende...
ULISSE - No; ma saggio consiglio Fuggir gl'inciampi. (vuol prenderlo per mano
ACHILLE - (scostandosi)A me fuggir!
ULISSE - Tronchiamo Le inutili dimore. Al mare, al mare, Or che l'onde ha tranquille. (lo prende per mano e seco s'incammina
SCENA TERZA
DEIDAMIA e detti.
DEIDAMIA - Achille, ah! dove vai? Fermati, Achille! (Achille si rivolge, vede Deidamia, e s'arrestano entrambi guardandosi attentamente senza parlare
ULISSE - (Or s ch'io mi sgomento!) (avendo lasciato Achille
ARCADE - (E la gloria e l'amore ecco a cimento).
DEIDAMIA - Barbaro! dunque vero? (con passione, ma senza sdegnoDunque lasciar mi vuoi?
ULISSE - (piano ad Achille)(Se a lei rispondi, Sei vinto).
ACHILLE - (ad Ulisse)(Tacer).
DEIDAMIA - Questa, o crudele, Questa bella mercede Serbavi a tanto amore? Alma s atroce Cel quel dolce aspetto? Andate adesso, Crudele amanti! alle promesse altrui Date pur f! Quel traditor poc'anzi Mi giurava costanza: in un momento Tutto pose in oblio; Parte, mi lascia, e senza dirmi addio.
ACHILLE - Ah!
ARCADE - (Non resiste).
DEIDAMIA - E qual cagion ti rese Mio nemico in un punto? Io che ti feci? Misera me! di qual delitto pena Quest'odio tuo?
ACHILLE - No, principessa...
ULISSE - Achille!
ACHILLE - Due soli accenti. (ad Ulisse
ULISSE - (Aim!)
ACHILLE - No, principessa, Non son, qual tu mi chiami, Traditore o nemico. Eterna fede Giurai: la serber. Legge d'onore Mi togli a te; ma torner pi degno De' cari affetti tuoi. S'io parto e taccio, Odio non n sdegno, Ma timore e piet; piet del tuo Troppo vivo dolor; tema del mio Valor poco sicuro. Uno previdi; Non mi fidai dell'altro. Io so che m'ami, Cara, pi di te stessa; io sento...
ULISSE - Achille!
ACHILLE - Eccomi!
ARCADE - (E pur non viene).
ACHILLE - Io sento in petto...
DEIDAMIA - Non pi: troppo, lo veggo, Troppo trascorsi. Al grande amor perdona I miei trasporti. E' ver: se stesso Achille Deve alla Grecia, al mondo Ed alle glorie sue. Va; non pretendo D'interromperne il corso: avrai seguaci Gli affetti, i voti miei. Ma, gi ch'io deggio Restar senza di te, sia meno atroce, Sia men sbito il colpo. Abbia la mia Vacillante virt tempo a raccorre Le forze sue. Chiedo un sol giorno; e poi Vattene in pace. Ah! non si niega a' rei Tanto spazio a morir; temer degg'io Ch'abbia a negarsi a me?
ARCADE - (Se un giorno ottiene, Tutto otterr).
DEIDAMIA - Pensi? non parli? e fisse Tieni le luci al suol?
ACHILLE - Che dici, Ulisse? (ad Ulisse, quasi con timore
ULISSE - Che, signor di te stesso, Puoi partir, puoi restar; che a me non lice Premer pi questo suolo; Che a venir ti risolva, o parto solo.
ACHILLE - (Che angustia!)
DEIDAMIA - E ben, rispondi.
ACHILLE - Io resterei, Ma... udisti?
ULISSE - E ben, risolvi.
ACHILLE - Io verrei teco, Ma... vedi? (accennandogli Deidamia
DEIDAMIA - Eh! gi comprendo: Gi di partir scegliesti. Va, ingrato! Addio! (mostrando partire
ACHILLE - (seguendola)Ferma, Deidamia!
ULISSE - Intendo: Hai la dimora eletta. Resta, imbelle! io ti lascio. (mostrando partire
ACHILLE - Ulisse, aspetta!
DEIDAMIA - Che vuoi?
ULISSE - Che brami?
ACHILLE - A compiacerti... (a Deidamia, poi da s(Oh stelle! E' debolezza). (ad Ulisse)A seguitarti... (Oh numi! E' crudelt). S, ma la gloria esige... No, l'amor mio non soffre... Oh gloria! oh amore!
ARCADE - (E' dubbio ancor chi vincer quel core).
DEIDAMIA - E ben, giacch ti costa S picciola piet pena s grande, Pi non la chiedo. Or da te voglio un dono Che pi degno di te. Parti; ma prima Quel glorioso acciaro Immergi in questo sen. L'opra pietosa Giova ad entrambi. Ad avvezzarti, Achille, Tu cominci alle stragi; io fuggo almeno Un pi lungo morir. Tu lieto vai Senza aver chi t'arresti; io son contenta Che quella destra amata, Arbitra di mia sorte, Se vita mi nieg, mi dia la morte. (piange
ARCADE - (Io cederei).
DEIDAMIA - L'ultimo dono...
ACHILLE - Ah! taci; Ah! non pianger, mia vita. Ulisse, ormai L'opporsi tirannia.
ULISSE - Lo veggo.
ACHILLE - Al fine Non chiede che un sol giorno. Un giorno solo Ben puoi donarmi.
ULISSE - Oh! questo no. Men vado D'Achille a' duci argivi Le glorie a raccontar. Da me sapranno Qual nobile sudor le macchie indegne Lavi del nome suo; quai scuse illustri Fa degli ozi di Sciro Gi la tua spada; e di qual serie augusta Va per te di trofei la fama onusta.
ACHILLE - Ma valor non si perde...
ULISSE - Eh! di valore Pi non parlar. Spoglia quell'armi; a Pirra Non sarian che d'impaccio. (ai detti mordaci di Ulisse, Achille si turba, s'accende e sdegnasi per gradiOl! rendete La gonna al nostro eroe. Riposi ormai, Ch sotto l'elmo ha gi sudato assai.
ARCADE - (Vuol destarlo, e lo punge).
ACHILLE - Io Pirra! Oh di! La gonna a me! (ad Ulisse
ULISSE - No? D'animo virile Desti gran prova in ver. Non sei capace Di vincere un affetto.
ACHILLE - Ah! meglio impara A conoscere Achille. Andiam! (risoluto
DEIDAMIA - Mi lasci?
ACHILLE - S!
DEIDAMIA - Come!
ACHILLE - All'onor mio E' funesto restar; Deidamia, addio. (Achille parte risoluto ed ascende il ponte della nave, dove poi s'arresta. Ulisse ed Arcade il van seguendo: Deidamia rimane alcun tempo immobile
ARCADE - (Sent lo sprone).
ULISSE - (E pur non son sicuro).
DEIDAMIA - Ah, perfido! ah, spergiuro! Barbaro! traditor! Parti? E son questi Gli ultimi tuoi congedi? Ove s'intese Tirannia pi crudel? Va, scellerato! Va pur, fuggi da me: l'ira de' numi Non fuggirai. Se v' giustizia in cielo, Se v' piet, congiureranno a gara Tutti, tutti a punirti. Ombra seguace, Presente ovunque sei, Vedr le mie vendette. Io gi le godo Immaginando; i fulmini ti veggo Gi balenar d'intorno...! Ah! no, fermate, Vindici di. Di tanto error se alcuno Forza che paghi il fio, Risparmiate quel cor; ferite il mio. S'egli ha un'alma s fiera, S'ei non pi qual era, io son qual fui: Per lui vivea; voglio morir per lui. (sviene sopra un sasso
ACHILLE - Lasciami! (ad Ulisse
ULISSE - Dove corri?
ACHILLE - A Deidamia in aiuto.
ULISSE - Ah! dunque...
ACHILLE - E speri Ch'io l'abbandoni in questo stato?
ULISSE - E' questa Di valore una prova.
ACHILLE - (sdegnoso)Eh! tu pretendi Prove di crudelt, non di valore. Scostati, Ulisse! (si fa strada con impeto e corre a Deidamia
ARCADE - (Ha trionfato Amore).
ACHILLE - Principessa! ben mio! sentimi! Oh numi! L'infelice non ode. Apri le luci, Guardami: Achille teco.
ULISSE - Arcade, il tempo Di sperar pi vittoria ora non parmi. Cediamo il campo: adopreremo altr'armi. (parte con Arcade, non veduto da Achille
SCENA QUARTA
ACHILLE, DEIDAMIA, poi NEARCO
DEIDAMIA - Aim!
ACHILLE - Lode agli di, Comincia a respirar. No, mia speranza, Achille non part.
DEIDAMIA - Sei tu? m'inganno? Che vuoi?
ACHILLE - Pace, cor mio.
DEIDAMIA - Potesti, ingrato, Negarmi un giorno solo! Ed or...
ACHILLE - Non fui Io che m'opposi; eccoti il reo... Ma... come! Non veggo Ulisse! Ah! mi lasci...
NEARCO - Se cerchi D'Ulisse, ei corre al re: dal re ti vuole, Or che scoperto sei.
DEIDAMIA - (s'alza da sedere)Questa sventura Sol mancava fra tante. Ecco palese Al padre il nostro arcano.
NEARCO - Infino ad ora Nascosto non gli fu. Gi Teagene Cerc de' tuoi trasporti, Ritrov la cagione: al re sen corse, Ed ancora con lui.
DEIDAMIA - Misera! oh di, Che fia di me! Se m'abbandoni, Achille, A chi ricorrer?
ACHILLE - Ch'io t'abbandoni In periglio s grande! Ah! no: sarebbe Fra le imprese d'Achille La prima una vilt. Vivi sicura: Lascia pur di tua sorte a me la cura. Tornate sereni, Begli astri d'amore: La speme baleni Fra il vostro dolore: Se mesti girate, Mi fate morir. Oh Dio! lo sapete, Voi soli al mio core, Voi date e togliete La forza e l'ardir. (parte
SCENA QUINTA
DEIDAMIA e NEARCO
DEIDAMIA - Nearco, io tremo: ah! mi consola.
NEARCO - E come Consolarti poss'io, se son pi oppresso, Pi confuso di te?
DEIDAMIA - Numi clementi, Se puri, se innocenti Furon gli affetti miei, voi dissipate Questo nembo crudle: voi gl'inspiraste; Proteggeteli voi. Se colpa amore, S, lo confesso, errai; Ma grande la mia scusa: Achille amai. Chi pu dir che rea son io, Guardi in volto all'idol mio, E le scuse del mio core Da quel volto intender: Da quel volto, in cui ripose, Fausto il Ciel, benigno Amore, Tante cifre luminose Di valore e di belt. (parte
SCENA SESTA
NEARCO solo.Di tue cure felici Or va, Nearco, insuperbisci. A Teti Di' che il feroce Achille Sapesti moderar. Vanta gli scaltri Lusinghieri discorsi; ostenta i molli Piacevoli consigli. Ecco perduti Gli accorgimenti e l'arti. Il solo Ulisse Tutto a scompor bast. Qual astro infido Fu mai quel che lo scorse a questo lido! Cedo alla sorte Gli allori estremi; Non son pi forte Per contrastar. Nemico il vento, L'onda infedele; Non ho pi remi, Non ho pi vele; E a suo talento Mi porta il mar. (parte
SCENA SETTIMA
Reggia. LICOMEDE, ACHILLE, TEAGENE, con numeroso corteggio.
ACHILLE - N di risposta ancora Licomede mi degna?
TEAGENE - E' troppo ormai, Gran re, lungo il silenzio. I prieghi miei, Le richieste d'Achille Soddisfa al fin. Che ti sospende? E' forse La f che a me donasti? Ah! non son io Tanto incognito a me, che oppormi ardisca A s grande imeneo. So quanto il mondo Debba quindi aspettar; veggo che in Cielo Si prepar: tante vicende insieme Non tesse mai senza mistero il Fato. Che sdegnar ti potria? L'amor? Ma quando Fu colpa in cor gentile Un innocente amor? L'inganno? E' Teti La rea: gi fu punita. Ella in tal guisa Celare ad ogni ciglio Il figlio volle, e fe' palese il figlio. Oh, come al nodo illustre La terra esulter, che mai non vide Tanto valor, tanta bellezza e tante Virtudi unir! Qual di tai sposi il Cielo Cura non prender, se ne deriva L'uno e l'altro egualmente! E quai nipoti Attenderne dovrai, se tutti eroi Furon gli avi d'Achille e gli avi tuoi!
ACHILLE - (Chi mai sperato avrebbe In Teagene il mio sostegno!)
LICOMEDE - Achille, S grande questo nome Suona nell'alma mia, che usurpa il loco A tutt'altro pensier. Che dir poss'io Dell'imeneo richiesto? Il generoso Teagene l'applaude, il Ciel lo vuole, Tu lo domandi: io lo consento. Ammiro S strani eventi; e, rispettoso, in loro Del consiglio immortal gli ordini adoro.
ACHILLE - Ah, Licomede!... Ah, Teagene!... Andate La mia sposa, il mio bene, Custodi, ad affrettar. (a Teagene)Principe, oh quanto, Quanto ti deggio mai! Padre, signore, Come a s caro dono Grato potr mostrarmi?
LICOMEDE - A Licomede L'esser padre a tal figlio gran mercede. Or che mio figlio sei, Sfido il destin nemico; Sento degli anni miei Il peso alleggerir. Cos chi a tronco antico Florido ramo innesta, Nella natia foresta Lo vede rifiorir.
SCENA ULTIMA
ULISSE, poi DEIDAMIA, e detti; indi tutti.
ACHILLE - Ah! vieni, Ulisse. I miei felici eventi Sapesti forse?
ULISSE - Assai diversa cura Qui mi cconduce. Eccelso re, conviene Che, deposto ogni velo, al fin t'esponga Della Grecia il voler. Sappi...
LICOMEDE - Gi tutto Mi noto: a parte a parte alle richieste Risponder.
ACHILLE - (incontrandola)Mia cara sposa, al fine Giungesti pur. Non tel diss'io? La sorte Non cambi di sembianza?
DEIDAMIA - (inginocchiandosi)A' piedi tuoi, Mio re, mio genitor...
LICOMEDE - Sorgi. (Deidamia si alza)E' soverchio Ci che dir mi vorresti. Io gi de' fati Tutto l'ordine intendo. Una gran lite Compor biogna; a me s'aspetta: udite. Tutto del cor d'Achille L'impero ad usurpar pugnano a gara E la gloria e l'amor. Questo capace Sol di teneri affetti, e quella il vuole Tutto sdegni guerrier. Ingiusti entrambi, Chiedon soverchio. E che sarebbe, Ulisse, Il nostro eroe, se respirasse ognora Ira e furor? Qual diverrebbe, o figlia, Se languir si vedesse Sempre in cure d'amor? Dove lo chiama La tromba eccitatrice, Vada, ma sposo tuo. Ti torni al fianco, Ma cinto di trofei. Co' suoi riposi Del sudor si ristori, E col sudore i suoi riposi onori.
ACHILLE - Sposa, Ulisse, che dite?
DEIDAMIA - Alle paterne Giuste leggi m'accheto.
ULISSE - Lieta il saggio decreto Ammirer la Grecia.
ACHILLE - Or non mi resta Che desiar.
LICOMEDE - Gl'illustri sposi unisca Il bramato da lor laccio tenace; E la gloria e l'amor tornino in pace.
CORO - Ecco, felici amanti, Ecco Imeneo gi scende: Gi la sua face accende, Spiega il purpureo vel. Ecco a recar sen viene Le amabili catene A voi, per man de' numi, Gi fabbricate in Ciel. (Mentre cantasi il coro che precede, scender dall'alto denso globo di nuvole, che prima ingombrer, dilatandosi, gran parte della reggia, e scoprir poi agli spettatori il luminoso tempio della Gloria, tutto adornato de' simulacri di coloro ch'ella rese immortali. Si vedranno in aria innanzi al tempio medesimo la Gloria, Amore ed il Tempo, ed in sito men sollevato numerose schiere di lor seguaci La GLORIA, AMORE, ed il TEMPO
GLORIA - E quale a me vi guida, Rivali di, nuova cagione? Amore, Che a sedurmi i seguaci Sempre pens; l'invido Tempo, inteso Ad oscurarmi ognor, come in un punto Cambia costume, e l'uno e l'altro amico Orma in volto non ha dell'odio antico!
TEMPO - Non v' pi sdegno in Cielo.
AMORE - A' numi ancora Questa lucida aurora Messaggiera di pace. Oggi dell'Istro Su la sponda real l'anime auguste Di Teresa e Francesco Stringe nodo immortale. Opra d'Amore La fiamma lor; ma di s bella fiamma Deggio i principii a te. Bastar potea Quella sola a destarla, onde son cinte, Maestosa belt; ma trarla io volli Da fonti pi sublimi. Agli alti sposi Le scambievoli esposi Proprie glorie ed avite, e le comuni Vive brame d'onor. L'anime grandi Si ammiraro a vicenda, e s ciascuna Nell'altra ravvis. Le rese amanti Tal somiglianza. Indi in entrambe Amore Fu cagione ed effetto; in quella guisa Che il moto, ond'arde e splende Face a face congiunta, acquista e rende. Ah! mentre il fuoco mio, Se alimento ha da te, tanto prevale, Tuo seguace son io, non tuo rivale.
TEMPO - N me, dea degli eroi, Tuo nemico chiamar. Come oscurarti Dopo un tale imeneo? Su' grandi esempi E di Carlo e d'Elisa i regi sposi Former se stessi. Or che gli accoppia il Cielo Propagheran ne' figli Le cesaree virt. Qual ombra opporre A tanto lume? Ah! non lo bramo: altero Son d'esser vinto. A' secoli venturi Dian nome i grandi eredi. Io della loro Inestinguibil lode Far tesoro e ne sar custode.
GLORIA - Giunse dunque una volta il d felice, Di cui tanto nel cielo Si ragion? che le speranze accoglie Di tanti regni, e che precorso arriva Da tanti voti? Oh lieto d! Corriamo, Amici di, della festiva reggia Ad accrescer la pompa. Unir conviene A pro de' chiari sposi Tutte le nostre cure.
AMORE - Al nobil fuoco, Che in lor destai, somministrar vogl'io Sempre nuovo alimento.
TEMPO - Io de' lor anni Lunghissimo e tranquillo Il corso regger.
AMORE - Per me d'eroi, Il talamo reale Sar fecondo.
TEMPO - Io serber gli esempi Degli atavi remoti Ai pi tardi nipoti.
GLORIA - Io fui di quelli, Io di questi sar compagna e duce: Tutti i lor nomi io vestir di luce.
TUTTI TRE - Tutti venite, o di, Il nodo a celebrar, I dolci ad affrettar Bramati istanti.
CORO - Ecco, felici amanti, Ecco Imeneo gi scende: Gi la sua face accende, Spiega il purpureo vel.
TUTTI - Ecco a recar sen viene Le amabili catene A voi, per man de' numi, Gi fabbricate in Ciel.
FINE
- Questo copione è stato visto:


