Acqua salata

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ACQUA SALATA

Atto unico (1917?)

di  Ettore Petrolini

da Petrolini – Il teatro

a c. di Giovanni Antonucci

Newton Compton Editori s.r.l – Roma - 1993

Personaggi

 

Teopompo Becchi

Teresa, sua moglie

Cuoco

Rosmunda, cameriera

Baroncino

I Bagnino

II Bagnino

I Cameriere

II Cameriere

III Cameriere

I Bagnante, uomo

II Bagnante, uomo

III Bagnante, uomo

I Bagnante, donna

II Bagnante, donna

III Bagnante, donna

Villeggiante, uomo

Lift

Americane

Bagnanti

Villeggianti

Cameriere

E' difficile stabilire la data di questo testo. Comunque una traccia ce la offre Il Giorno di Napoli del 6 febbraio 1917: «Per aderire alle numerose richieste stasera l'acclamatissima compagnia Petrolini replica la briosa esilarante rivista Acqua salata. Precederà una brillante com­media ed inoltre Petrolini si produrrà nel Teatro Sintetico. L'attraentis-simo programma attirerà pubblico innumerevole». (Cfr. G. Antonucci, Lo spettacolo futurista in Italia, Roma, Studium, 1974, pp. 50-51.) Alcune battute sono comunque interpolazioni successive alla prima redazione.

ATTO UNICO

La scena rappresenta l'hall di un hotel di prim'ordine in una città balneare.

SCENA PRIMA

Rosmunda, camerieri e cameriere. Canto.

Rosmunda: E quando c'è lavor, tutti lo sanno,

i piatti porto in giro per benino;

mancando il forestier, però è un malanno,

se seguita così triste destino!

In giro dovrò andare col piattino!

Ora sì che si lavora.

Coro:        Non andremo più in malora!

Rosmunda: E sapendo cosa fare,

Coro:        Torneremo a lavorare!

Rosmunda: Sono giunti i forestieri.

Coro:        I guadagni sono veri!

Rosmunda: Non c'è più la iettatura.

Coro:        Oh, che ventura!

I Cameriere: Del resto voi ragazze siete sempre più fortunate di noi.

Rosmunda: Perché?

I Cameriere: Perché? Perché, cara mia, soltanto noi dobbiamo pren­dere il mondo come viene!

Rosmunda: Ma ci può essere un destino più crudo del nostro?

I Cameriere: E mille volte più crudo il nostro!

Tutti insieme: No, no, il nostro

(le cameriere inveiscono contro i ca­merieri) .

SCENA SECONDA

Cuoco e detti.

Cuoco       (entrando di corsa): Cos'è questo baccano? Per vostra regola e norma il più crudo è il mio! Vi lamentate Voi? E che cosa dovrei dire io che ho partecipato al conflitto, più di ogni altro?

Rosmunda: Tu, hai partecipato al conflitto?

Cuoco:      Sicuro. Non sto forse tutti i giorni davanti al fuoco?

Rosmunda: Stupido!

Cuoco:      Rosmunda, non me lo dire... lasciamelo supporre, ma non me lo dire! Del resto, tu lo sai, che la miseria fa anche rimbecillire! In tempi normali, si chiude volentieri un occhio, ma ora, crack, hanno chiuso la borsa... Questo momento, ha segnato il vero disastro dell'arte gastronomica!

SCENA TERZA

Lift e detti.

Lift           (entrando di corsa): Una buona notizia!

Tutti:        Quale?... Racconta...

Lift:          Fra poco arriveranno dei forestieri!...

Tutti:        Evviva!...

Cuoco:      Da dove vengono?

Lift:          Dalle foreste.

Cuoco:      Sicuro... Forestieri... dalle foreste... E chi sono?

Lift:          Inglesi, francesi e americani.

Cuoco:      Ci sono anche gli americani? Tu non puoi immaginare quanto non ce ne importi niente!

I Cameriere: Non perdiamo tempo, andiamo a riceverli con tutti gli onori. (Si avvia seguito dagli altri.)

lift            (fermandoli col gesto) : Un momento! Anch'io sento il bisogno di andare!

Cuoco:      Fa vedere la lingua... Oh! Iperbolico!... Pantagruelico!

Tutti:        Cosa c'è?

Cuoco:      Ho lasciato l'osso buco sul fuoco!

Tutti:        Eh, per un osso!

Cuoco:      Non è per l'osso, ma per il resto! Basta...

Tutti:        Hipp! Hipp! Urrah! ...

(Cuoco e camerieri escono di scena).

(Canto.)

Rosmunda: Ora sì che si lavora

Coro:        Non andremo più in malora!

Rosmunda: E sapendo cosa fare,

Coro:        Torneremo a lavorare!

Rosmunda: Sono giunti i forestieri.

Coro:        I guadagni sono veri!

Rosmunda: Non c'è più la iettatura...

Coro:        Oh, che ventura!

Cameriere: Al ballo! Al ballo!

(Ballo delle cameriere.)

Lift           (entrando in fretta al termine del ballo): Arrivano i forestieri! Arrivano i forestieri!...

(Le cameriere si attaccano in catena al Lift, ultima Rosmunda, ed affrettatamente escono di scena. Il cuoco è entrato in pari tempo: al momento in cui Rosmunda sta per uscire di scena la percuote col mestolo. Rosmunda si arresta con un grido di dolore.)

SCENA QUARTA

Cuoco:      Rosmunda, non andar via tu!

Rosmunda: Che cosa vuoi?

Cuoco:      Non l'intuisci, non lo subodori? Non lo perfori con la tua immaginazione?  Un manicaretto, una leccornia, come dire: un bacio!

Rosmunda: Cretino!

Cuoco:      Lo so. Sono laureato in cretineria! Dunque non vuoi proprio deciderti ad amarmi?

Rosmunda: Non è il caso di fare gli stupidi adesso. Sono brutti giorni questi!

Cuoco:      Rosmunda, se sono brutti i giorni, perché non cerchiamo di rendere belle almeno le notti?

Rosmunda: Non cominciare a far l'asino!

Cuoco:      Se potessi far l'asino, in questi tempi così calamitosi lo metterei in vendita! Eppure, la settimana scorsa, mi dicesti che un pochino di affetto per me, cominciavi a sentirlo.

Rosmunda: Sì, ma piccolo, piccolo, piccolo.

Cuoco:      Ed in questi giorni non è cresciuto niente?

Rosmunda: Niente!

Cuoco:      Il mio invece cresce sempre!... Il mio amore!... virgola, cresce sempre. Se tu potessi vedere e toccare con mano...

Rosmunda: Non voglio vedere nulla!... Lasciami andare... (fa per avviarsi) .

Cuoco       (trattenendola): No, Rosmunda!... Non andar via!... Sei cattiva, asprigna, angolosa, acidula... Il mio cuore arde, brucia, si consuma di amore per te, ma l'amor tuo non cresce:

Tutto cresce, in questo momento: cresce il carbone

cresce il manzo, il cavallo ed il vitello,

cresce la carne, cresce la pigione,

crescono il pane, il vino ed il vinello,

cresce la trippa, cresce pure il pesce,

ma l'amor tuo non cresce!... (Piange.)

Rosmunda: Su, via, non piangere... mi fai pena!... Ma mi ami dunque tanto?

Cuoco:      Tanto, tanto, tanto, Rosmunda! Non vedi l'architettura dell'uomo che ama?!... Ti amo con tutta la poesia dell'amore sororinale!...  Ti amo come si amavano Laura e Petrarca! Dante e Beatrice! Ugo e Parisina! Moriondo e Gariglio[1]! Gabriele D'Annunzio e Francesco Saverio Nitti!... Io sono tutto tuo: il mio cuore è tuo, la mia testa è tua, tutto il mio corpo è tuo! Mangialo se hai fame, Rosmunda!... Il mio sangue è tuo! Bevilo se hai sete, Rosmunda!... Beviti il sangue mio, calpesta il mio cadavere, prestami dieci lire.

Rosmunda: Calmati, calmati!...

Cuoco:      Sì, mi calmerò! Quando sono in cucina, nell'esercizio delle mie funzioni ti penso sempre, tutto mi parla di te. Il fuoco dei miei fornelli mi rammenta il fuoco delle tue labbra ardenti! Guarda quanto ardore! (E con il grembiule le strofina le labbra.) Verniciato di fresco! Finché vi sarà colore tu avrai ardore... Io non posso tagliare una cipolla senza pensare alle belle cipolle dei tuoi piedi di colomba!

Rosmunda: Simone!

Cuoco:      Rosmunda, vieni con me! Ce ne andremo (canto a due) Lontano... lontano...

Rosmunda: Simone, taci, te ne prego!

Cuoco:      Rosmunda, non essere più crudele! Fa cadere il formaggio del tuo sguardo sopra il maccherone del mio desiderio, offri la tua castità al mio amore, e ti giuro che diverrò lo schiavo tuo!

Rosmunda: E vivremo sempre insieme?

Cuoco:      Sempre, sempre!... Fino a che non ci arresteranno le guardie del dazio! Vieni, spezzatino del mio cuore, insalata russa dei miei pensieri, patatina fritta dell'anima mia!... (Canto.)

Cuoco:      Oh! Grazie! Etereo, mio gran piacer!

Rosmunda: È inver simpatico il cucinier!

A due:        Studiam la nobile arte d'amare, godiam le care ansie d'amor! (Si ripete due volte.)

Rosmunda: Simone hai vinto!... Rapiscimi... strascinami teco... cuoco: Sì... ti rapiscierò... ti strascinerò come un broccoletto di rapa...

A due(ripresa del canto) :

Studiam la nobile arte d'amare,

godiam le care ansie d'amor... (Escono di scena.)

SCENA QUINTA

Villeggianti, bagnanti, bagnini.

I Bagnante Uomo: Dunque, nuove tasse?

(Escono tutti a gruppi, riempiendo la scena.)

II Bagnante Donna: Già, e questa volta i più colpiti sono i ricchi ed i celibi!

I Bagnino: È giustissimo!

II Bagnante Donna: Ma che giusto! E scandaloso! E un pezzo che il mondo va alla rovescia! Noi, per esempio, abbiamo la disgrazia di possedere una casa!

II Bagnino: Disgraziati!

II bagnante donna: E tutti gli anni avevamo l'abitudine di andare al mare e in campagna a spese dei nostri inquilini: ebbene quest'anno, sapete che cosa succede?

I Bagnino: Sono gli inquilini che vanno al mare e in campagna con i denari che dovrebbero dare per le pigioni.

I Bagnante Uomo: Come, lei rinunzia a riscuotere le pigioni?

III Bagnante Donna: E un bellissimo gusto in momenti così difficili!

II Bagnino: Benissimo! Dovrebbero fare tutti così!

II Bagnante Donna: Già, lei crede che avere una casa, sia come avere un oggetto qualunque! Cari miei, è facile a fare i sentimentali! I quattrini sono quattrini, e i padroni di casa, se non hanno la loro brava pigione anticipata, se ne infischiano dei momenti difficili e di tutto il resto...

II bagnante uomo: E perché allora fa la generosa verso i suoi inquilini?

II Bagnante Donna: Bravo! Se dipendesse dalla mia volontà!... Ma prima hanno incominciato i giornali a fare una campagna spietata, più è venuta la legge a dare il colpo di grazia, e gli inquilini che non aspettavano altro, coi denari della pigione se ne vanno ai bagni! ...

I Bagnino: Dica la verità: sono spesi meglio? (Al II Bagnino:) Che ne dici tu?

II Bagnino: Io la pigione di casa non l'ho mai pagata.

I Bagnino: Bravissimo! Sei una persona degna della massima ammirazione. Io mi associo alla tua idea, e per incominciare il solito semestre anticipato non lo pago!

III Bagnante Uomo: E se il tuo padrone di casa, ti manda la disdetta?

I Bagnante Uomo: Metterà l'affare in mano a qualche avvocato.

I Bagnino: Io, non metto l'affare in mano a nessuno, ma vi garantisco che il semestre anticipato non lo pago. E poi, è buffa! La chiamano disdetta!... Almeno quando arriva quel foglio, significa che non si è pagato nulla. Ma la vera disdetta, sapete quale è?

I Bagnante Donna(entrando): Quando si paga la pigione!

Tutti:        Proprio così! (Canto.)

I Bagnante Donna: Inquilini e pigionali non pagate più al padrone:

Coro:        La pigione... la pigione...

I Bagnante Donna: Or la legge ed i giornali ci hanno dato la ragione...

Coro:        La pigione, la pigione non c'è più!

I Bagnante Donna: Inquilino: è proprio una cuccagna,

inquilino, puoi andartene in campagna!

Coro:        Tal fortuna, più non tornerà mangia,

bevi e lascia fare se il padron si arrabbierà...

I Bagnino: Inquilino... (accennando il canto).

II Bagnante Donna: Ma la smetta... È finita!...

I Bagnino: Ah, è finita! (Guardando verso il fondo:) Ma guardate chi viene da questa parte, le piccole americane! Queste sì che sono graziose!...

SCENA SESTA

Americane e detti.

Americane(entrando in fila, eseguendo un'evoluzione sulla scena, indi si dispongono allineate verso il pubblico). (Canto.)

I Bagnante Donna: Se il furbo americano

Americane: Le figlie vuol sposar

I Bagnante Donna: Le manda assai lontano

Americane: Anche attraverso il mar...

I Bagnante Donna: Se soldi il maritino

Americane: Davvero non ce n'ha...

I Bagnante Donna: Non conta, perché infine,

Americane: Ce li darà papà,

Tutti:         Dei dollari, perché, l'americano è il re! Basta, che il candidato, sia del patriziato, nobile, prence o re, se è vecchio inver... se è vecchio inver non ce ne importa nulla, perché una fanciulla, se è bella, ognun lo sa, si troverà chi la consolerà!

Americane: Vogliamo marito!... Vogliamo marito!...

I Americana: Lovoglio, lo voglio, anche se dovessi farlo di foglio!

I Bagnante Uomo: Monetato, si capisce, gli americani comprano tutto, anche i mariti per le loro graziose figliole!

I Bagnino(al I Bagnante Uomo): Scusi, domandi loro se volessero fare un acquisto...

I Bagnante Uomo: Cos'è un oggetto d'arte?

I Bagnino: No, vorrei vendere mia moglie! Non è molto ben conservata, ma garantisco che è proprio antica!

I Bagnante Uomo: Benissimo, invia tua moglie al loro albergo e vedrai che te la pagheranno a peso d'oro!

I Bagnino: Chi me l'avesse mai detto! E dire che me l'hanno riformata anche nella territoriale. (Canto.)

I Bagnante Donna: Son le scaltre americane

del danar ne han più di un re.

Americane: Siam le scaltre americane del danar ne abbiam davver.

I Bagnante Donna: Non può quindi sembrar strano,

se niun vive come lor...

Americane: Non può quindi sembrar strano

se niun vive come noi!

I Bagnante Donna: Speculando a perfezione,

sono furbe e assai carine...

Americane: Speculando a perfezione

siamo furbe e assai carine!

I Bagnante Donna: Se c'è un po' di confusione

tiran l'acqua al lor mulin...

Americane: Se c'è un po' di confusione

tiro l'acqua al mio mulin.

Tutti:        Urrah! Urrah!

I Bagnante Donna: Lascian gli altri litigar

dalla lite, fan l'affar...

e chi litiga si sa,

a lor ricorrerà.

Americane: Lasciam gli altri litigar,

con la lite vien l'affar...

E chi litiga, si sa,

a noi ricorrerà!...

I Bagnante Uomo: Sicché loro hanno fatto il viaggio?...

Americane: Per trovar marito.

II Bagnante Donna: Sarà un affare un po' difficile... io parlo per esperienza: sono più di tre mesi che passeggio su questa spiaggia, ed ancora non sono riuscita a pescare quel pesce raro che si chiama marito!...

I Americana: Ioho già nella mente il mio fidanzato: è duca!

II Americana: Anche io ce l'ho: è principe!

III Americana: Il mio è conte!

II Bagnante Uomo: E lei, così giovane, lo ha pure? (Parlando ad una americana.)

I Bagnino: Ma certamente, anche lei avrà qualche marchesino!...

(Canto.)

Americane: I nostri sposi, pieni d'ardore,

ubbidienti saranno ognor,

se li chiamiamo, a tutte l'ore,

debbono venir, sempre venir, sempre venir!

Trallallalaralallallà, ecc.

I Bagnino: Hocapito! Ho capito! Tutti buoni propositi: però care signorine, debbo dar loro una cattiva notizia!

 Americane: Quale?

I Bagnino: Hanno fatto un viaggio inutile!

Americane: Come?

I Bagnino: Coi tempi che corrono, è difficile trovare dei pantaloni disponibili!

Americane: Davvero?

I Bagnino: Proprio così! Ci sono dei mariti...

Americane: Ah, ci sono!

I Bagnino: Sì, ci sono... ma abbiamo già moglie...

Americane: Se non è possibile prendere marito in Italia, andremo altrove!

I Bagnino: Sì, andate a quel paese... che ha detto lei.

II Americana: Sorelle non vi allarmate, noi siamo molto ricche, e coi nostri dollari, in qualche posto lo troveremo un marito!

Americane: All right!

I Bagnino: Ah! se c'è all raiht, allora è un'altra cosa.

(Canto.)

Americane: Noi siamo americane,

siam giovani e vivaci,

siam capricciose e strane;

abbiamo nobiltà e fierezza,

ma quello che più conta

è la nostra ricchezza!

Noi siamo americane,

siam giovani e vivaci

siam capricciose e strane;

Ah, la vita è breve,

viva il piacere! Viva l'amor!

(Evoluzioni varie poi escono di scena.)

I Bagnino: Originali queste americane! Scommetto che tanto faranno e tanto diranno finché riusciranno nel loro intento.

SCENA SETTIMA

Baroncino, Teresa, Teopompo e detti.

Baroncino    (entrando): Signore e signori, buon giorno. Vi saluto perché ritorno in città...

II Bagnante Donna: Così presto, baroncino?

Baroncino: Sono stufo di vivere in questo deserto, di vedere sempre gli stessi musi... Pardon!

II Bagnante Donna: Non siete davvero molto gentile! (Indicando Teresa e Teopompo che entrano bisticciandosi.) Ecco dei musi nuovi che arrivano. Servitevi.

I Bagnino: Mica avrà parlato per me!

II Bagnante Uomo: Graziosa lei!... (Al bagnino:) Bagnino, chi sono?

I Bagnino: Non so, debbono essere arrivati stamattina.

II Bagnante Donna: Baroncino, non partite più?

Baroncino: Non so... vedremo!

(Tutti escono di scena meno Baroncino, Teopompo e Teresa. Il Baroncino mentre Teopompo fa il suo soliloquio saluta a parte Teresa baciandole la mano come ad una vecchia conoscenza.)

Teopompo: Perché mi cimenti? Tu sai, che io sono turbolentino, quando uno ha un carattere turbolentino è turbolentino... io sono Severino, quando uno ha un carattere Severino è Severino; io sono nervosino, energichino... Se tu mi cimenti io mi armo e divento cemento armato.

Teresa:     Dimmi, maritino mio, non c'è nessun pericolo a stare su questa spiaggia?

Teopompo: Il pericolo sei tu! Sei tu!... Ma ti pare?... Farmi spendere tre o quattrocento sesterzi per condurti ai bagni, mentre gli affari vanno così male?!...

Baroncino: Ahimè! E una lamentela generale!

Teopompo: Chi lo ha interrogato?!... Chi le ha domandato alcunché? Perché abbonda di vocaboli? Perché lei interloquisce con me, se io non interloquisco con lei? Seguiti pure ad eruttare, io starò zitto!... Ma perché lei ora con me se io non oro con lei? Ora pro nobis! Quest'antipatico mi sta sempre fra i piedi! Dove vado io c'è sempre lui. Vado a Montecatini c'è lui!... Vado a Salsomaggiore: c'è lui. A Chianciano c'è lui!... Ma non potrebbe andare in qualche altro luogo più comodo per lui e per me?... Vada in un luogo comodo!

Baroncino(conducendo via Teresa): In quanto ai pericoli signora, da  questa parte non ce ne sono!... (Via.)

Teresa:     Accetto molto volentieri (Ride.)

Teopompo(parlando ancora ai due): È sempre appiccicato alla mia signora, come l'ostrica allo scoglio! E la busta al francobollo! Io, la prima sopporto, la seconda non m'indugio e alfin percuoto... Oh, io ci sto per la percossa!... (Si rivolge e si accorge di essere rimasto solo.) Giovanotto!... Garzoncello!... Mascalzonetto... Farabuttino!... Quella lì, è la mia signora sa!

(Canto.)

Sono un tipo disgraziato, fin dal giorno che sposai

vivo sempre in mezzo ai guai, a cagion della metà.

Essa è cara, e deliziosa, ma talvolta alza la cresta,

e mi mette per la testa, certe idee lunghe così.

L'altra estate andammo in cura, mi par bene a

  Valleombrosa,

s'era soli, ma la sposa, permalosa diventò.

Disperato, visto ch'io, non le andavo per il verso,

ho cercato tosto il terzo nell'amico Fricandò.

E l'amico gentilmente, me la fé tornar serena,

e talvolta in altalena, la menava a divertir.

Ma una sera, a casa mia, in un pranzo luculliano,

m'è accaduto un fatto strano, or sul fatto parlerò.

Mangiavamo i maccheroni, quando il lume acetilene,

non ricordo, o non so bene, ad un tratto si spegnò.

Dico, allora: amico andiamo, qui ci vuole un altro becco;

ma lui disse secco secco: cosa c'entra? Basti tu!

Vado in camera da letto, torno giù col candeliere,

ma mi arresto nel vedere, una cosa da stupir.

Dalla bocca di mia moglie, al barbozzo dell'amico

c'era un filo che... non dico... ma era formaggio parmigian!

Strepitai! Ma lui mi fece: stupidone è per sollazzo!

Vedevam se col formaggio si potea telefonar!

Ruppi il filo, persuaso; chiesi scusa a tutti e due;

lor mi dettero del bue, io mangiai con voluttà.

Certamente quando a pranzo, c'è la moglie con un terzo

viene fuor sempre uno scherzo che sorridere ci fa.

Tanto è ver che l'altra sera, allo scuro un amicone,

volea far dichiarazione alla dolce mia metà!

Purtroppo, nelle cose coniugali, sono stato sempre disgraziato. Toujour maleureuse!

SCENA OTTAVA

Teopompo, Teresa e Baroncino.

Teresa-Baroncino (entrano parlando fra loro).

Teopompo: Eccoli lì! Eccoli lì! Vedo l'orma... vedo l'orma dei passi spietati... Sono sempre appiccicati come la Cavalleria rusticana e i Pagliacci!...

Teresa:     Sei ancora qui? Lo sai che quest'anno voglio imparare a nuotare a qualunque costo! Va, cerca un bagnino.

Teopompo: Oh, mi troverai recalcitrante... Io non vado! E tu, Quo Vadis? Sono sempre io che debbo andare! Volevo dire che non avresti trovato un pretesto per allontanarmi!... Manda il signore a cercare un bagnino!...

Baroncino: S'immagini! Io posso fare anche di più per la sua signora...

Teopompo: Cosa vuol fare?

Baroncino: Se crede, posso insegnarle il nuoto io stesso.

Teresa:     Grazie: allora tutto è accomodato.

Teopompo: E come ha fatto? Con quale mastice?

Teresa:     Giacché il signore si è offerto gentilmente, tu sei libero di fare quello che vuoi.

Teopompo: Teresa, ti prego, non dire delle festuche! Io non faccio proprio nulla!

Teresa:     Sfido! Sei sempre stato un buono a nulla!

Teopompo: Teresa, ti prego, non aggiungere delle arzigogolerie...

Teresa      (al Baroncino): Allora, la sequestro subito! Lei sarà il mio maestro! Accetta?

Baroncino: Con tutto l'entusiasmo... Ma... dico... suo marito?

Teresa:     Non me ne parli!...

Baroncino: È un po' vecchio!...

Teresa:     È uno stupido!...                   

Baroncino: Uno stupido?!...

Teopompo    (voltandosi): Parlate di me?

Teresa:     Sì, dicevamo che sei tanto buono, tanto affettuoso.

Baroncino: Ecco: ed io spiegavo alla sua signora come si fa l'allargata.

Teopompo: Lei è arrivato con ritardo! Aspettavamo lei per fare l'allargata! E quella specie di nuoto così puerile, così banale! È l'istinto della conservazione! Per non affogare si allargano le braccia a mo' di pinne e si danno dei calcioni nell'acqua ed uno si mantiene alla superficie. Io sono un esperto ed appassionato nuotatore: mi sono sempre occupato delle cose fluviali ed oceanologiche. Non faccio per vantarmi, ma io ero ragazzo e già nuotavo nel Tibre... a Roma, nel Tibre... nel Tevere, gliel'ho detto in francese... ero socio della società dei Mari Nantes... Avevo il canotto e il moto schifo.

Baroncino: Scafo!

Teopompo: Sì va bene, lo scafo è per me... il resto per lei... Nelle acque, se mi vedeste, sono proprio una sirena.

Baroncino: Sarà un tritone...

Teopompo: Sì, Piazza di Spagna... Ho vinto anche molte gare di nuoto... Ho delle medaglie... e me ne... fregio... sì, me ne fregio nelle feste sportive, di nautica... Ah, io per la nautica!... Ho nuotato in tutti i fiumi... anche a Parigi... nella Manna...

Baroncino: Nella Senna!

Teopompo: Manna e Senna non sono la stessa cosa?!... Ho nuotato in tutti i fiumi... Nell'Adige, nel Nilo, nel Bormida, nel Tanaro, nel Panaro, nell'Oglio, nello Strumbali, nel Vesuvio, nell'Etna... Ma cosa mi fa dire?!...

Baroncino: Ma se lei crede, posso insegnare anche a lei qualche cosa.

Teopompo: Cosa mi vuole insegnare?

Baroncino: Le insegno a fare il morto a fondo.

Teopompo: Iole faccio fare l'impiccato a galla! Ma sa, che lei è un bel tipo?!...

Teresa      (al Baroncino): Dunque, siamo d'accordo?

Teopompo: Niente affatto! Siamo scordati!

Teresa:     Ma scusa che male c'è?

Teopompo: Che male c'è? Per te...

Baroncino: Ma certo non c'è niente di male!

Teopompo: Per lei, ma per me è un altro paio di caloche!

Teresa:     Auff! Mi annoi con la tua eterna gelosia stupida!

Teopompo: Teresa, ti prego non dire delle pinzellacchere.

Teresa      (al Baroncino): Dunque, quando incominciamo?

Baroncino: Per conto mio mi metto anche subito.

Teopompo: Cosa mi mette?... Mi mette un corno?!...

Baroncino: Volentieri!

Teopompo: Anche volentieri. (Soggetto del bastone.)

Teresa:     Come sono stata disgraziata a sposare un simile tiranno! (Ac­costandosi al marito:) Va benissimo, oggi stesso ritorneremo in città; ma bada, te ne farò pentire... io ti rovino!...

Teopompo: Teresa, ti prego, non dire delle arzigogolerie! Teresina sii buonina, sta calma, un po' di calmiere fa bene anche a te... Teresina... Teresina... Teresì non ti ci porto più, non ti ci porto più, non ti ci porto più...[2]

Teresa:     Ma finiscila!...

Teopompo: Io dicevo così per non abusare della cortesia del signore. (Ed agita il bastone minacciosamente.)

Baroncino: Ma le pare?!...

Teopompo(c. s.): Ma le pare!... Mi raccomando, l'affido a lei, che non si faccia del male questa bambinona!... È tanto ingenua! Non conosce  nulla della vita!... È una donna casta! Io pure sono casto: se facciamo un bambino sarà un castello!... Guardi, guardi che sorriso radioso... Sorridi!... Quando sorride pare una cassetta postale... per espressi!... Guardi poi, guardi che strana somiglianza col quadro di Raffaello... Beatrice... Beatrice Stracci...

Baroncino: Beatrice Cenci...

Teopompo: Ebbene: Cenci e Stracci non è la stessa cosa?

Baroncino: Allora signora noi faremo un corso rapidissimo di nuoto... Cominceremo col tuffo...

Teresa      (con un grido di gioia): Oh sì, sì, il tuffo.

Teopompo(contraffacendola e prendendola per una mano la porta lontano dal Baroncino): Il tuffo... niente... no... no... sospeso il tuffo... È pericoloso, non complichi le cose, cerchi di semplificare.

Baroncino: Ma no, non c'è paura! Sarà il male d'ingoiare un po' di acqua salata!

Teopompo: Eccolo lì, eccolo lì... Bagordi, gozzoviglie! Orgie! Baccanali!... L'acqua salata può farti male alla gola! Ma non pensi? Una tonsillite, un occhio pollino nel gargarozzino!...

Teresa:     Ma bisogna bene che incominci una buona volta.

Teopompo: Teresa, ti prego, non dire delle ipertrofie cefaliche... Tu ti abbandoni a delle panzane, a degli strambotti... a delle quisquilie... Non hai più il controllo di te stessa!

Baroncino(a Teopompo): E lei, non fa bagni?

Teopompo(seccamente): Non faccio bagni. Io, modestamente, saranno dieci anni che non entro nell'acqua!

Teresa:     Intieramente non ci sei mai entrato!

Teopompo: Teresa, ti prego, non dire delle cianfrusaglie. Io sono talmente pulito che molte volte non entro nell'acqua per tema di insudiciarmi!...

Teresa      (al Baroncino): Signor maestro, vogliamo fare la prima lezione?

Baroncino: Volentieri!

Teopompo: Mi raccomando, la metto nelle sue mani. Che non anneghi!

Baroncino: Non abbia nessun timore!... Le metterò i galleggianti di sughero, la ciambella... Prenderemo tutte le precauzioni.

Teopompo: Bravo, le metta molti sugheri.

Teresa      (al Baroncino) : Crede che imparerò?

Baroncino: Ma certo.

Teresa:     È vero, con un maestro così simpatico! (Si baciano sulla bocca.)

Teopompo    (sentendo il bacio si volta di colpo, straluna gli occhi minacciosamente): Teresa! c'ero anch'io! (Gira il bastone quindi lo batte in terra imitando i selciamoli.) (Canto.)

Baroncino: Con me nel mar ti voglio...

Teopompo: Lascia stare, lascia stare...

Baroncino: Ti porterò allo scoglio.

Teopompo: Brutto affare, brutto affare.

Teresa:     Sarò come un'ondina!

Teopompo: Vigliacchina, vigliacchina! ...

Teresa: Vo'far sempre su e giù...

Baroncino: Allo scoglio sì, allo scoglio sì...

Teresa:     Oh, com'è bello nuotare lì...

Teopompo: Loscoglio no, lo scoglio no...

Fatemi tutto, ma questo no!

Baroncino-Teresa: Loscoglio sì! Lo scoglio sì! Oh quanto è bello nuotare lì! Lo scoglio no! Lo scoglio no.

Teopompo: Fatemi tutto, ma questo no!... No... no... oh! oh! ... ecc. (Soggetto.)

Baroncino: Se incontra un pesce sega!

Teopompo: Quale bega! Quale bega!

Baroncino: L'uccido in un baleno...

Teopompo: Vengo meno, vengo meno.

Teresa:     Farem tanto a persona.

Teopompo: Birbacciona, birbacciona...

Teresa:     Ciascun, la metà.

Baroncino: Che gran piacer, nuotar con te!

Teresa: E una dolcezza venir con te!

Teopompo: Col nuoto qua, la gioia là

fo la figura del baccalà.

Baroncino-Teresa: Che gran piacere nuotar con te

quale dolcezza venir con te!...

Teopompo: Col nuoto qua la gioia là fo la figura del baccalà...

(Escono di scena ballando. Sostituzione del bastone di Teopompo. Lancio del bastone alla richiesta del bis. Bis.)

Baroncino: Poi ce ne andremo a caccia!

Teopompo: Brutta faccia! Brutta faccia!

Baroncino: Tu prenderai lo schioppo!

Teopompo: Questo è troppo! Questo è troppo!

Teresa:     Iomirerò il fringuello!

Teopompo: Che macello! Che macello!

Teresa:     E prenderlo saprò!

Baroncino: Andiamo sì, andiamo sì.

Teresa:     Armiam lo schioppo e corriamo lì.

Teopompo: Anch'io verrò, anch'io verrò.

Da can da caccia funzionerò.

Baroncino-Teopompo: Andiamo sì, andiamo sì

arma lo schioppo e corriamo lì.

Teopompo: Anch'io verrò, anch'io verrò

Da can da caccia funzionerò. (Via ballando.)

SCENA ULTIMA

Teopompo, bagnino, poi tutti.

Teopompo(rientrando subito).

I Bagnino(entrando) : E lei, signore, non va al mare?

Teopompo: Ma cosa vuole questo tipo di Muzio Scevola? Ma le pare, che io possa andare al mare in questo stato? (Si accorge delle signore che sono intanto entrate in scena e si presenta:) Carlo Erba... Il Corriere della sera... San Francesco d'Assisi... (Al bagnino:) Non vado al mare perché sono ammalatissimo...

I Bagnino: Cos'ha?

Teopompo: Hoil cardiopalma, la varicocele e la foruncolosi... e poi non vado al mare perché ho paura...

I Bagnino: Dei pesci?

Teopompo: No, del beccheggio!

I Bagnino: E allora, attento alla sua signora!

Teopompo: Lei s'interessi delle sue causerie... la mia signora sa bene quello che fa...

I Bagnino: Ma sembrami che non ci sia...

Teopompo: Ma tornerà e l'avrà da far con me... io le parlerò come da me si suole, liberi sensi in libere parole!... Con me si scherza poco... Io non ammetto delle irregolarità nella vita... Non parlo per invidia ad altrui, né per dispetto... Io sono delittuoso, nervosetto, impul­sivo... Sono un uomo foggiato a Terni, come la Stampa di Torino... «Frangar non flectar»... Io frango non flecto!... Sono stato anche due volte in galera... Sì... per botte ricevute...

(Entrano Teresa e il Baroncino. Teopompo vedendoli con la coda dell'occhio:)

Eccoli lì! Eccoli lì!... Sono inconsci! Sono inconsci del pericolo che loro sovrasta! Uh... come mi sento Landrù... Ora le dico multum in parvo!... (Batte con la mano la spalla di Teresa.) Ho percosso, ma lei ha sorvolato! (c. s.) Dove siete stati?

Teresa:     Dove ci pare!

Teopompo: (volgendosi soddisfatto) Ha visto? Così adesso che sappiamo dove sono stati potremo fare il sopralluogo.

Baroncino: Non si preoccupi... siamo stati un po' in pineta, dove la sua signora, ha raccolto qualche pigniuolo.

Teopompo: Glielo dò io il pigniuolo se non la smette. Ma sa che lei è un bel tipo! Lei si avventura alla pineta di questi tempi, là dove non c'è un fanale, non c'è un globo, non c'è un becco...

Villeggiante Uomo(che intanto corteggia Teresa): C'è lei che basta per tutti!...

Teopompo: Ora lo sgretolo... poveraccio... Come mi sento metallurgico!... Lo galvanizzo, lo polverizzo come il vetro di un orologio fra gli ingranaggi di una dinamo! Cosa intende dire?

Villeggiante Uomo: Nulla... volevo dire che lei convince tutti, che è molto chiaro, molto luminoso...

Teopompo: Ionon ammetto osservazioni da chicchessia, né tampoco da lei che non ho il piacere di conoscere! Chi è lei? Sparisca! Chi è lei?

Villeggiante Uomo: Un bagnante.

Teopompo: Va bene, si bagni, si bagni che ne ha ben donde... Sento un tanfigno... Via, via, si dilegui tra la folla, si sopprima! Chi è lei? Mai visto! Anzi sì, mi rammento l'ho visto... Parecchi anni or sono... Alla Rinascente... Lei era in mostra con un cartellino: lire 75 completo... Ma erano altri tempi.

I Bagnino: Ma scusi, signor Teopompo, cosa ci viene a fare al mare se non le piace di tuffarsi?

Teopompo: Scusi, le ho domandato qualche volta in prestito i peli della sua barba o i lacci delle sue scarpe?

Teresa:     Lui è una gatta morta: fa il bagno in casa, in un catino.

Teopompo: Si capisce, con tanto di salvagente ed il martello in mano perché sono molto previdente!

Villeggiante Uomo(galantemente a Teresa): Al contrario di lei, signora, che ama molto il nuoto.

Teresa:     Ne sono entusiasta.

Villeggiante Uomo(senza curarsi di Teopompo che s'era messo quasi fra lui e la signora): Ebbene, signora, mi tenga presente, e alla prima occasione si affidi a me; io la cullerò sulle onde, la manterrò per la vita, promettendole di ricondurla alla sponda sana, salva e fresca come una rosa. Amore.

(E bacia la mano che Teresa gli tende quasi sotto il viso di Teopompo.)

Teopompo(dopo aver guardato l'uno e l'altra): Ma sa che lei è un bel tipo! Non faccia cerimonie, se lei vuole io prendo anche la cocaina! Vuole che prenda la cocaina? Ma cosa deve udire la mia tromba di Eustacchio! Non so come non mi sia sgretolato il timpano, come mi assista ancora la questione acustica! La manterrò per la vita! La cullerò. (Come per dargli uno schiaffo.) Lo cullo io, se non la smette!

Baroncino: Ha ragione signor Teopompo! Cosa c'entra lei?

Villeggiante Uomo: Ma lei, cosa c'entra?

Baroncino: Ma lei?!...

Teopompo: Ma io, cosa c'entro! (Si volge al Baroncino, l'afferra e fa per morderlo in testa.) Io le strappo il cuoio cappelluto dall'orbita... le rompo il cute... Ah, lui non c'entra perché... Ma sa che lei è un bell'egoista!... Mi lasci sporcare la fedina criminale.

Teresa:     Teopompo, ti prego, non dire delle sciocchezze!

Teopompo: Più tosto tu, più tosto! Guarda quello che fai! Mi hai ridotto lo zimbello della spiaggia! Tu mi crei dei seri grattacapi.

Villeggiante Uomo(togliendogli il cappello): Davvero?

Teopompo(strappandogli il cappello): Oohh!... Ma sa che lei è un bel tipo!

II Bagnino: Ma via, sia gentile, la perdoni quel fiore di signora.

Teopompo(stringendole la mano): Parlerò di lei all'Intendenza di Finanza.

Teresa:     Sii buonino Teompuccio mio... Pecorino!

I Bagnino: Pecorone!

Villeggiante Uomo(a Teopompo che si è voltato di scatto) : Ai suoi comandi!

Teopompo: Ah! Lei è un pecorone! Ma sa che lei è un bel tipo!

Teresa:     Ti è passata la collera?

Teopompo: Sì, bricconcelluccellaccia! Per forza: non so resistere alle tue grazie! Sei troppo evanescente! (Canto.)

Tutti:         Ah sì! com'è bello amoreggiar

le delizie dell'amor

quando in cuore c'è il prudor

c'è il prudor, c'è il prudor, c'è il prudor.

Perciò, sognam sempre gioventù

ondeggiar con la beltà

per far sempre su e giù

su e giù, su e giù, su e giù.

Ma se tutto passa e resta, ohimè!

un ricordo solo passegger,

perciò... ognun corra assai lontan

a tuffare nell'amor

il suo cuore di vulcan

di vulcan, di vulcan, di vulcan.

(Ballo finale e ripresa del coro.)

Ma se tutto passa e resta, ohimè! ecc.

Cala   la   tela


[1] Nota pasticceria romana.

[2] Citazione di una canzone assai fortunata.

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