Aggiudicato! Dramma in 5 lotti

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Aggiudicato!


Dramma in 5 lotti

di

David Parri


Aggiudicato!

Dramma in 5 lotti

Autore:

David Parri

Cell. 339 8587741

e-mail: dparri@tiscali.it

Personaggi in ordine di apparizione:

-Banditore d’asta

-Lavinia, assistente del Banditore

-Ingegner Giovanni Antonio D’Arrigo e Antonietta Vanni Riccardi (personaggi-fantasma che entrano in scena nel primo lotto recitando alcune battute legate agli oggetti proposti, un tempo di loro proprietà)

-Dirigente della casa d’aste (Dott. Corti)

-Alberto Salinari e signora (personaggi-fantasma che entrano in scena nel secondo lotto recitando alcune battute legate agli oggetti proposti, un tempo di loro proprietà)

-Direttore della casa d’aste

-Attore/attrice 1 tra il pubblico

-Attore/attrice 2 tra il pubblico

-Attore/attrice 3 tra il pubblico

Note:

La pièce, divisa in 5 atti corrispondenti ai lotti degli oggetti battuti, è ambientata nel cosiddetto “teatro d’asta” di una Casa di vendite all’incanto, sia di antiquariato e modernariato che giudiziarie. La scena, molto sobria, è pensata composta da un banco con martelletto per banditore e proiettore con carrello contenente diapositive delle cose all’incanto (in alternativa un pc portatile collegato a proiettore); la semplice strumentazione è azionata dallo stesso attore che interpreta il banditore o dalla sua assistente in scena. L’utilizzo di immagini da proiettare richiede uno schermo su cui il pubblico possa vedere gli oggetti all’asta.

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Lotto 1

In scena: un proiettore, uno schermo (per mostrare al pubblico gli oggetti all’incanto) un piccolo tavolo al centro con martelletto per bandire l’asta; a lato del tavolo un uomo su uno sgabello: è il banditore. In sala sono presenti, tra il pubblico, tre attori.

Il banditore digita sul proprio cellulare. Una giovane donna in molto formale tailleur e molto formale crocchia entra in scena e si avvicina a lui; è Lavinia, la sua nuova assistente.

Lavinia: “Siamo dieci minuti oltre l’orario concordato… quando vuole possiamo iniziare.”

Banditore: “Sì, ecco, bene, bene, mi scusi un attimo… aspetto un messaggio… forse devo fare una telefonata, si tratta di una cosa importante… facciamo cinque minuti ancora, così arriviamo al classico quarto d’ora accademico… lei sa no? ha fatto l’università?

Lavinia: “Certo…”

Banditore: “Certo? Guardi che si può anche non fare, non è mica un obbligo. Io ho un diploma di scuola superiore, pensi. All’inizio qui facevo di tutto, lavavo anche i pavimenti, e solo dopo qualche tempo iniziai a preparare i lotti, a sistemare gli espositori dei pezzi in vendita… intanto osservavo, cercavo di non farmi sfuggire niente… l’intuito, la facilità nel capire le situazioni, la bella presenza, un po’ di carisma che si diffonde con la mia voce, per natura ben impostata, hanno fatto il resto. Scusi se mi permetto… Lei cosa ha studiato?”

Lavinia: “Ho una laurea in Conservazione dei Beni culturali”.

Banditore: “Ah, sembra molto interessante… questo lavoro può essere abbastanza attinente al suo percorso di studi; se è decisa a rimanere in questo mondo la sua laurea, anche se non necessaria, può sempre essere utile; è fondamentale intendersi di molte cose e lei dovrà fare tanta gavetta, ma intanto avere una buona conoscenza dell’arte è un buon inizio, ti avvantaggia – ops! sono passato al ‘tu’; posso darle del ‘tu’? –

Lavinia: “Se vuole…”

Banditore: -… ti avvantaggia, dicevo, perché alcuni degli oggetti che si trovano più frequentemente nelle vendite all’incanto sono infatti dipinti, sculture, libri antichi. La gente si disfà sempre delle cose che non servono a niente.”

Suona il cellulare, il segnale di un sms.

Banditore (riprende): “Bene, come immaginavo; ecco, faccio questa telefonata e poi iniziamo… puoi già annunciarlo al teatro d’asta”.

Il banditore si porta in un angolo, Lavinia avanza al bordo del palcoscenico e si rivolge direttamente al pubblico

Lavinia: “Buongiorno e ben trovati signore e signori, io sono Lavinia, ‘bid catcher’ della Società

che organizza questa vendita: l’asta avrà luogo tra pochi minuti” (si mette in un angolo della scena seguita dallo sguardo del Banditore che intanto compone il numero)

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Banditore (Parla al telefono - distratto da Lavinia - e alterna frasi e pause da conversazione telefonica): “Leo? Leo? Ah sì… scusami ero un po’ distratto… no, non sono rintronato…ero soloun po’ sovrappensiero… sai com’è… (si ferma e sorride sornione) sì… hai indovinato… mi conosci troppo bene… Boh! una tipa assunta da poco… una laureata in (il banditore ora carica la voce in falsetto facendo il verso alla giovane donna) Conservazione dei Beni culturali… Mah …una stima? Medio-alta, sembra un po’ fredda, distaccata… se la tira secondo me, però deve essere ghiaccio bollente, bisognerebbe provare per credere…. mi sa che devo lavorarci un po’, ma se il

mio fiuto non mi inganna… sai com’è!... Senti e per stasera? Fissato il campo? A che ore? Ma Giulio? Non viene? … Ma siamo almeno in cinque?… E chi lo fa il portiere?... chi!?… Tuo cognato? mani insaponate? l’ultima volta ne abbiamo presi sette per colpa sua… se non c’è di meglio (rassegnato)… Bon… vedremo… a stasera, ora inizio con il primo lotto, vado a monetizzare un po’ di roba, a far passare di mano qualche piccolo patrimonio. Però prima, come sai, lancio un amo alla conservatrice di Beni culturali…”

(Con un cenno della mano il Banditore chiama Lavinia)

Banditore: “Senti… non mi ricordo il nome…”

Lavinia: “Certamente no, non me lo ha chiesto… comunque io sono Lavinia, piacere.”

Banditore: “Accidenti che bello! Un nome importante! Lavinia… Lavinia…

Lavinia: “La consorte latina di Enea…”

Banditore: “Omero e dintorni, vero?”

Lavinia: “Dintorni…”

Banditore: “Virgilio, eh? l’opera gettata nel fuoco l’ultima notte di Troia, Augusto, che istituì il primo corpo di pompieri, fece salvare il testo… vero?”

Lavinia lo guarda senza rispondere

Banditore: “Bon! Veniamo a noi… Senti, pensavo, per innovare un po’, considerando che il pubblico è abbastanza abituato alla televisione, dove le donne fanno sempre il contorno…”

Lavinia: “Le patatine?”

Banditore: “Scusami, ma non è forse così? sappiamo che non dovrebbe esserci questa discriminazione, ma chi assiste ha sempre bisogno di vedere confermato il suo piccolo mondo. Allora, per creare un ambiente in cui la gente possa sentirsi a proprio agio, potresti darmi una mano in modo un po’ più attivo, leggendo le specifiche dal catalogo giornaliero anziché raccogliere solo i dati degli aggiudicatari a fine vendita. Che ne dici? mi sembra una buona opportunità… poi con la direzione me la vedo io, ma vedrai che non ci saranno problemi; sai com’è, la nuova proprietà si appoggia in tutto al direttore, io lo conosco bene e lui si fida di me.”

Lavinia: “Insomma, lei ha bisogno di una valletta…”

Banditore: “No, No, tutt’altro, non mi fraintendere…”

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Lavinia: “Non penso di fraintenderla: le cose hanno un nome, meglio usarlo, anche per economia di tempo… comunque, se così vuole, possiamo iniziare... è tutto pronto…”

Banditore: (mentre si avvicina al tavolo dove si trova il martelletto; a parte) “Accidenti che grinta… Le donne così mi fanno perdere la testa” (prende in mano una cartellina, quindi, con tono diverso, si rivolge alla platea)“Bene, signore e signori, come di consuetudine vi chiedo gentilmentedi fare silenzio, altrimenti potrebbero esserci dei problemi nella gestione della vendita. Cercheremo di essere esaurienti nelle informazioni e, come sempre, garantiamo la massima attenzione ai dati tecnici, in linea con la tradizione di serietà e competenza di questa Casa. La merce, come sapete, si acquista per vista e per piaciuta, ma avete avuto comunque la possibilità di visionare con largo anticipo i pezzi sul sito on line. Spero che l’abbiate fatto tutti e che siate qui anche per questo magnifico insieme di oggetti che, nei primi anni del Novecento, faceva parte di un’unica collezione. Andiamo con il primo lotto”.

Il banditore aziona il proiettore e fa scorrere le immagini: la sua voce ha funzione didascalica (il “recitato” dell’elenco che segue viene letto dal catalogo di vendita che l’attore ha con sé):

-Parure con collana tre fili in grani di ametista sfaccettata e argento. Ultimo decennio del XIX secolo, magnifico gioiello jugendstil. Da € 2000,00

-Ribaltina francese intarsiata, finissimo lavoro di boiserie, con cassettini interni e piano scrittoio. L’anta presenta internamente ammaccature da uso. Fine Ottocento-inizi Novecento. Da € 2000,00

-Coppia di appliques art déco, in vetro di Murano, primi anni Venti. Da € 400,00

-Bellissimo dipinto raffigurante una marina al tramonto, di autore italiano della fine dell’Ottocento. Le onde, appena un’increspatura nel crepuscolo estivo, le vele all'orizzonte, le nuvole nel cielo. Tutto è calma e tranquillità. Olio su tela cm 32 x 46. Da € 1000,00

-Orologio in marmo nero e bronzo di manifattura olandese della metà del XIX secolo. Presenta una scheggiatura nella cassa ma è in buone condizioni. Da € 300,00

Sulla diapositiva dell’orologio, dopo alcuni secondi di silenzio, il banditore fa un cenno a Lavinia

Banditore: “Prego, Lavinia”.

Lavinia: “Per la sua laurea in ingegneria Giovanni Antonio D’Arrigo ricevette dall’amico Stefano Entelmi – pittore dagli esordi nel solco della tradizione post-macchiaiola - il dipinto raffigurante una marina ligure, luogo tradizionale di vacanze della famiglia. Dopo il matrimonio con Antonietta, la primogenita dei conti Vanni Riccardi…”

Banditore: “Signorina mi scusi…”

Il banditore si ferma perché entrano in scena i due personaggi-fantasma che recitano una sintetica scena relativa a quegli oggetti, di cui furono antichi proprietari. La recitazione è statica e quasi muta; Lavinia, l’assistente della società d’asta, “legge” la scena. Gli attori recitano in seguito solo il discorso diretto.

Lavinia: “… il giovane ingegnere, primogenito di Giacomo, ultimo fattore della grande tenuta Vanni Riccardi, venne finalmente ammesso all’esclusivo circolo dei nobili di via Guicciardini …”.

Banditore: “Lavinia, scusami ma abbiamo molti oggetti all’incanto, sai com’è, il tempo è denaro…”

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Lavinia: “Ma guardi che è tutto qui sul catalogo che mi è stato fornito… e poi ora come facciamo? (indica i due personaggi) Inoltre il testo proseguirebbe...”

Banditore: (dopo un attimo di esitazione) “Bon, se non è troppo lungo…”

Lavinia: “Guardo di saltare qualche pezzo (la lettura procede frammentata)… ridusse il latifondo ed intensificò la produzione cerealicola… aprì una manifattura ceramica… Ecco, vediamo… Durante un viaggio a Parigi, dalla vetrina di un ampio negozio in rue Thibère Mouly, la signora Antonietta si innamorò di quello scrittoio e, la mano negligente a giocherellare con la collana di ametista, esclamò in un misto di eccitazione e stupore di bambina:”

Antonietta: “Caro, guarda! Non è incantevole? come starebbe bene nel salone!”

Lavinia: “L’ingegnere, distratto, rispose:”

Ingegnere: “Mah, non so…. Ti piace proprio? Lo vorresti, amor mio? Lo desideri?”

Lavinia: “Ma il destino, fino ad allora così generoso con loro, alcuni anni dopo volle metterli dinanzi ad una prova tremenda. A quello stesso scrittoio, il 7 febbraio …”

Banditore: “Ma insomma Lavinia… un po’ di sintesi?”

Lavinia: “A quello stesso scrittoio, il 7 febbraio del 1916, l’ingegnere lesse l’ultima lettera del figlio Eugenio, dal Carso. Il giovane, irredentista convinto come il padre, si era arruolato nel settembre del 1915…”.

Banditore: (a parte) “Accidenti la morte sarebbe meglio di no, porta anche male… la gente per comprare ha bisogno di stare allegra... (prosegue mimando con la mano le forbici rivolto a Lavinia) Io direi di concludere… Finito? No? Mancano le appliques?”

Lavinia: “Vediamo… no, parla dell’orologio scheggiato… sta scritto che fu colpito nel ’19, da un sasso: la pietra ruppe il vetro della finestra e centrò il pregiato manufatto sul tavolo della grande sala.”

i due personaggi-fantasma mimano il guardar fuori da una finestra; l’ingegnere precede la moglie.

Ingegnere: “Tre mesi che hanno incrociato le braccia e non cedono… ora sono tutti qui sotto, ci mancava anche questa… In Italia se non arriva qualcuno di polso a comandare, andiamo davvero a finir male!”

Antonietta: (facendosi ripetutamente il segno della croce) “Oddio, cristiani fratelli!… chiudi chiudi che è pericoloso, scendiamo a mettere il paletto!” ed escono di scena

Banditore: “Bon, basta dai, dobbiamo procedere; (cambiando tono) allora signori, ci scusiamo per questo intermezzo non previsto e andiamo avanti… (si blocca improvvisamente e si rivolge a Lavinia)Ma chi c’era fuori dalla finestra?”

Lavinia: Fuori dalla finestra? Ah! Dice poco fa? (riaprendo il suo book) “Mah!, Gente che protestava. Qui si parla di scioperi…”

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Banditore: “Ah…! Sì, sì ho capito… Bon, non importa, (prosegue a parte) ci mancherebbero anche le questioni sindacali, così vanno via tutti… (e indica il pubblico)

Allora signore e signori riprendiamo: Parure con collana tre fili in grani di ametista … (si blocca di nuovo, quindi si rivolge a Lavinia) e le appliques?”

Lavinia: “Ah! Boh! Non saprei, qui non dice niente… facevano luce?”

Banditore “Bon! Chiaramente! Sai com’è!”

INIZIO DELLA VENDITA VERA E PROPRIA E INTERVENTO DEGLI ATTORI IN PLATEA (l’attore che interpreta il Banditore gestisce “all’impronta” questa fase assegnando ogni oggetto in

vendita agli attori in platea che rilanciano alzando il braccio; i pezzi vengono aggiudicati in breve tempo)

Fine del primo atto (lotto)

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Lotto 2

Banditore: “A me pare che la soluzione che abbiamo escogitato sia ottimale, non trovi? Un ruolo di una certa presenza anche per te…”

Lavinia: (a parte) “E un po’ meno fatica per te!”

Banditore: “Vogliamo mettere con quel che facevi prima? Il contatto con il pubblico, la possibilità di farsi vedere, di farsi notare… sai com’è.”

Lavinia: “Non so, non ho molta esperienza, forse per me sarebbe meglio stare ancora dietro le quinte.”

Banditore: “Ma non dire sciocchezze, devi fare molta strada, ma tu hai tutti i numeri, fidati, io me ne intendo, so valutare io!… Capacità di analisi, ricorda, uno dei segreti del banditore, forse la dote che più di tutte mi ha permesso di diventare quel che sono.”

Lavinia: “Dice davvero?”

Banditore: “Credi che stia scherzando per caso? Io su questo, Lavinia, sono tremendamente serio e se mi esprimo così c’è un motivo, non mi sbilancio tanto facilmente.”

Lavinia (lievemente ammiccante): “Se lo dice lei mi fido…”

Banditore: “Vedrai che non mi sbaglio, ma, come ti ho detto, devi tener duro, saper aspettare; alla fine chi merita viene premiato, ma ricordati che gli esami non finiscono mai…”

Lavinia: (ironica) “Questa è nuova! Mai mai mai? ... e senta... mi scusi la domanda un po’ banale, ma alla fine, se si tiene duro si guadagna anche qualcosa? Sa, il fatto è che io sono in questa società da quasi due mesi e a malapena mi pago la benzina, il pranzo fuori casa e qualche vizio.”

Banditore: “Oh la comprendo, ma ora non corra troppo… oggi come oggi è normale; intanto deve cercare di proporsi, di fare le conoscenze giuste, far vedere che non si abbatte al minimo problema e si ricordi, oggi piace la gente che non protesta, non si lamenta, quelli che non danno grane, ma si mettono lì e, pazientemente, cercano di risolverle...”

Lavinia: “Capisco… ”

Banditore: “Ne è sicura?... guardi che ci vuole molto a capire… un giorno le spiegherò. Forse ora è meglio se andiamo col secondo lotto.”

Lavinia: “Intanto è tornato al ‘lei’… mi vuol tenere a distanza?”

Banditore: “No, scusami, tutt’altro… solo una distrazione, l’abitudine, l’educazione un po’ all’antica. (Prosegue a parte) Dev’essere stato quando ha chiesto della retribuzione… non si può mica sempre pensare ai soldi… soprattutto quando si è giovani; l’importante è crearsi delle opportunità… la fortuna poi, aiuterà gli audaci.”

Lavinia: “Se lei vuol iniziare, io sono pronta, sono sempre pronta!”

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Banditore: (a parte, in tono di insipida battuta spiritosa) “No tesoro, non mi fare di queste allusioni

sennò divento un bene culturale per vedere come mi conservi… (quindi, rivolgendosi a Lavinia)

Ehm… sì, andiamo…”

Lavinia: “La scena è tutta sua… io bilancio la composizione spostandomi di qua… (e si mette a lato dello schermo).”

Banditore: “Bene ladies and gentlemen! il lotto che andiamo a presentare è piuttosto diversificato: una gamma di manufatti differenti per tipologia d’arredo, alcuni dei quali utilizzabili soprattutto con finalità ornamentale. L’unica cosa che li accomuna è il periodo, trattandosi di oggetti risalenti agli

anni Trenta del Novecento (Legge il sottostante elenco di oggetti all’incanto che intanto fa scorrere sullo schermo)”:

-Grande poltrona a conchiglia art déco, fabbricazione italiana; rivestimento in pelle e struttura in radica di noce, con cornici e profili ebanizzati. Ottimo stato di conservazione, restaurata e rilucidata. Da € 1200,00

-Rarissimo registratore di cassa, marca “International” 1932, completo di manovella. Da € 900,00

-Elegante e raro Calcio-Balilla con base in faggio dipinto, giocatori in lega di ghisa, perfettamente funzionante. Da € 1100,00

-Simpaticissima cassettiera tipo ministeriale in frassino e rovere, a 7 cassetti con vari divisori all'interno, in ottime condizioni; non necessita di alcun restauro. Da € 1300,00

-Etagère portapane, esempio piuttosto unico di modernariato, in metallo a due ripiani e quattro scomparti con tubolari di forma quadrata e cilindrica. Può essere riutilizzata in mille modi, come potete immaginare. Da € 500,00

Sentiamo adesso la Lavinia se vuol aggiungere qualcosa…”

Lavinia: (controllando sul book) “Possiamo passare direttamente alla fase di aggiudicazione, non c’è scritto niente…”

Banditore: “Niente niente?”

Lavinia: “No, a parte la base d’asta, come lei sa.”

Banditore: “Potremmo dire allora, signore e signori, che sono oggetti che parlano da soli: la poltrona, di un lusso discreto e borghese, il registratore, forse troneggiante sulla cassa di un elegante caffè nella piazza maggiore di una delle nostre magnifiche città d’Italia, forse lo stesso caffè - perché no? - dove il proprietario, così pronto ad annusare le novità, aveva deciso di far collocare quel biliardino per richiamare frotte di giovani… e poi l’etagère, struttura di freddo metallo che ci parla del mestiere antichissimo del fornaio, delle notti serene vegliate a fare il pane… ed infine la cassettiera, il pezzo che, più degli altri, può essere ancora utilizzato…”

Lavinia: “Ecco, riguardo a questa, se mi consente, posso aggiungere qualcosa… quando l’ho sistemata ho trovato qualche vecchia scheda nell’ultimo cassetto; c’erano scritti dei nomi… me li sono appuntati perché mi hanno incuriosito, (mostrando un foglietto al banditore) ecco: ‘Tanucci

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Gelindo, minatore, Rubrica di frontiera, espatriato; Zubani Corrado, calzolaio, internato; Sani Fernando, falegname, confino…”

Banditore: “Ah! Ho capito! Si tratta di un vecchio schedario delle forze di sicurezza! Oggi magari c’è il computer, ma un pezzo così può essere ancora utile, per esempio in un ristorante… nell’osteria dove vado di solito, e non dico il nome per non fare pubblicità, un mobiletto simile, in stile, è stato utilizzato per riporre le posate ed il risultato è di grande suggestione… Sai com’è, anche l’occhio vuole la sua parte. Bon!, vogliamo cominciare? Partiamo proprio da questa cassettiera”

INIZIO DELLA VENDITA VERA E PROPRIA E INTERVENTO DEGLI ATTORI IN PLATEA (l’attore che interpreta il banditore gestisce questa fase “all’impronta” assegnando ogni oggetto in

vendita agli attori in platea che rilanciano alzando il braccio; i pezzi vengono aggiudicati in breve tempo)

Banditore: “Anche il secondo lotto è andato piuttosto bene; hai notato la mia apertura in Inglese? Eh? che ti è parso? Ladies and Gentlemen..!

Lavinia: “Molto efficace…”

Banditore “A proposito, tu con l’inglese come te la cavi? Sai com’è, oggi è fondamentale… te lo dico, non ci vuole neanche molto ad impararlo… è una lingua sintetica...”

Lavinia: (in tono ironico) “Ma va?! Dice davvero?”

Banditore: “È davvero utilissimo… con l’inglese oggi si va da tutte le parti; io ti consiglio di perfezionarlo… sia chiaro, un inglese da conversazione, da spendere all’occorrenza, mica devi metterti a leggere in lingua originale quelle palle allucinanti, l’Amleto, il Macbeth, Il ritratto di Dorian Gray !”.

Lavinia: (con ironia) “Già letti, purtroppo…”

Banditore: (cercando di interpretare l’ironia nella risposta di Lavinia) “Oh non mi fraintendere, lo sappiamo che sono importanti, la cultura è sempre la cultura, e poi se capita di fare, sai com’è, una cena importante di lavoro, allora è fondamentale saper parlare un po’ di tutto. Garantisco… saper conversare brillantemente, che so, di Orwell piuttosto che di Joyce, mentre un Sassicaia, piuttosto che un Ornellaia d’annata, rotea nei calici, dentro un ambiente accogliente, di eleganza e relax… sai com’è… vuol dire avere già raggiunto metà dell’obiettivo”.

Lavinia: “Avevo capito, non l’avevo fraintesa”.

Suona un sms

Banditore: “Ops! Meno male è suonato ora, mi ero dimenticato di metterlo silenzioso… scusami un attimo… (compone il numero) Leo? Ho visto il messaggio… allora viene tuo cognato? non c’è nessun altro? (ironicamente) vabbé se Buffon proprio non può venire, non vedo alternative… come dici? La tipa? Ho cominciato a impegnarmici ora… Think positive! sai com’è…”.

Fine del secondo atto (lotto)

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Lotto 3.

Lavinia: “Siamo leggermente in ritardo…”

Entra un dirigente:

Banditore (avvicinandosi a Lavinia, in tono confidenziale): “Ecco il dottor Corti, il responsabile amministrativo; è uno dei pezzi grossi, in contatto diretto con i boss, è l’occhio vigile della proprietà.”

Dirigente (Dott. Corti): “Come stiamo andando?”

Banditore: “Buongiorno, direi che possiamo ritenerci pienamente soddisfatti, stiamo per partire col terzo lotto”.

Dirigente (Dott. Corti): “Ma sbaglio o siamo leggermente in ritardo? Credevo che lei fosse già alla prima delle due vendite giudiziarie che abbiamo organizzato”.

Banditore: “Sì, dobbiamo forse accelerare un filo, ma le vendite effettuate sono andate molto bene”.

Dirigente (Dott. Corti): “Vedremo… buon lavoro”.

Banditore: “Grazie, anche a lei. (Rivolgendosi a Lavinia mentre il dirigente si allontana ed esce): Bon! Una breve lezione di competenze relazionali in atto… hai notato? non contraddire mai, anche quando l’intervento di qualcuno che sta sopra di te ti sembra inopportuno o esagerato… allinearsi, smussare e rilanciare mettendo in evidenza gli aspetti positivi… due anni fa spesi sei mesi di formazione su questo, tre ore a settimana e tre week-end di stage”.

Lavinia: “Spero abbia avuto modo di aggiornarsi anche su altro… sei mesi non sono pochi”.

Banditore: “Era un corso sul coinvolgimento, qualcosa tipo ‘Management, team building ed ottimismo’. Alla fine ci hanno fatto fare anche bungee jumping da un ponte alto 60 metri, dopo ero un leone… e poi tornei di canasta a squadre, balli latinoamericani… (mima alcuni passi di salsa e merengue)”

Lavinia: “Allora certo, comprendo i sei mesi. Mi sembra davvero una cosa molto interessante, l’aggiornamento continuo, la formazione, sono cose fondamentali oggi come oggi”.

Banditore: “Sì… però, detto tra noi, a volte ho l’impressione che questa continua formazione sia esagerata… può far sentire la gente sempre inadeguata; sai com’è, se ogni tre mesi ti propongono un bel ciclo di formazione finisce che ti senti sempre in ritardo, inadatto, non sai più se fai bene il tuo lavoro… l’importante è che tu continui a sorridere ai coffee break dei corsi di aggiornamento, alle premiazioni aziendali di fine anno dove prenderai un bonus dimenticando che il tuo stipendio è fermo da anni. Oh con questo non voglio certo lamentarmi con la proprietà… sia chiaro!”

Lavinia: “È il cosiddetto Long Life Learning… non ci trovo niente di male, le cose hanno un nome…”

Banditore: “Long Life Learning, certo… però se le cose hanno un nome, come diceva lei… non è detto che siano quel nome… Long Life Learning…”

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Lavinia: “La vedo perplesso… ed è anche passato di nuovo al ‘Lei’…”

Banditore: “Ha rag…, Hai ragione… su questo sono un po’ perplesso, ma il discorso sarebbe lungo, meglio darsi una mossa; ci dev’essere qualcosa in ballo oggi, raramente mi era capitato di vedere il dottor Corti passare dal teatro d’asta durante le aggiudicazioni”.

Lavinia: “Forse per le due vendite conclusive, sono fallimenti di una certa entità”.

Banditore: “Sì sì, giusto… le avevo rimosse…”

Lavinia: “Addirittura rimosse? il miglior banditore sulla piazza non dovrebbe avere il catalogo giornaliero sempre presente?”.

Banditore: “Il fatto è che mi disturba parlarne. Non le faccio mai volentieri… hai mai assistito ad uno di quegli incanti? tutta quella roba imballata tra cartone e cellophane, spesso presentata in mucchi, in carrellate, senza cura, sembrano monumenti alla disgrazia… vuole mettere con la singolarità di questa… (cambiando tono con voce declamatoria) Grande Dormeuse in pelle, anni ‘80, in ottimo stato di conservazione? Si parte da € 1400,00!”

Lavinia (con prontezza e lievemente spettacolarizzando il suo intervento): “E siamo arrivati al terzo lotto Messieurs et dames!” (prosegue leggendo dall’elenco: poi le voci dei due personaggi si alternano negli annunci) Raro tavolino con lampada e portariviste. Piano in vetro. Funzionante.Anni ‘50. Altezza 140 cm - diametro piano in vetro 54 cm. Da € 700,00.”

Banditore: “Divano Rosso Vintage, due posti in pelle, Capitonet anni ‘70, esemplare pezzo di modernariato, Buone Condizioni. 141 x 90 x 44 cm la seduta. Da € 2500,00.”

Lavinia: “Coppia di credenzine anni ‘50 con ante in laminato colorato e struttura in legno laccato

nero; tacchi in ottone, interno in acero marezzato. Misure: 150 x 40 x 80 cm. Da € 2000,00.”

Banditore: “Mobile bar design italiano anni ’50; Tutto in noce tinta a palissandro, sportelli bombati e zigrinati, interno rivestito con tessuto originale dell'epoca e ripiani in vetro. Da € 1300,00. Eccellente lo stato di conservazione… Lavinia, il catalogo di vendita contiene per caso altre informazioni?”

Lavinia: “Aspetti, vediamo… SuIle credenzine in laminato: il 10 settembre del 1958 il dottor Alberto Salinari, direttore della Cassa di Credito Agricolo, fece collocare il Mafdon a valvole

acquistato per la sua signora…”

(Entrano in scena i personaggi e indicano verso le credenzine dove fanno immaginare al pubblico, con gesti eloquenti, un televisore: il Mafdon già citato):

Alberto Salinari: “Buon Compleanno, cara”

Signora Salinari: “Caro, ma è bellissimo, grazie”

Alberto Salinari: “Pensa, siamo i primi in paese, non ce l’ha ancora nessuno, a parte il Caffè Centrale”.

Signora Salinari: “Così ora potremo guardare a casa ‘Lascia o raddoppia’, soli soli. Al caffè, con tutta quella gente assiepata che va a prendere il posto un’ora prima, non si respira. E poi Carosello!

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Ce lo possiamo godere tutto in santa pace, non so davvero dirti quanto sono felice.” (escono di scena)

Lavinia: “(sulla diapositiva corrispondente) Da questo mobile bar, il commendator Parenti, fondatore della ditta produttrice della celeberrima varichina Albis, estrasse la pregiatissima bottiglia di champagne regalatagli, anni prima, dall’unica donna che lui riteneva insostituibile nella sua vita, la affezionatissima segretaria Eugenia, per festeggiare il suo primo miliardo.”

Banditore: “Altro?”

Lavinia: “Maria Paola Fanti in Lamberti, con un cocktail di barbiturici, sprofondò nel bianco abbraccio della sua poltrona preferita, la morbida Dormeuse dove aveva consumato ore e ore di vuoto. Il marito, rientrando alla sera, ne raccolse le estreme parole… (cambiando tono) oddio… mi sa che ho sbagliato!”

Banditore (intervenendo prontamente): “Ehm, sì, Lavinia… direi che può bastare così…”

Lavinia: “Va bene, ho fatto una gaffe, ma a volte nei nomi di queste cose non ci capisco molto, sono parole strane, tipo ‘barbiturici’… che roba è? io non l’avevo mai sentita, credevo fosse un drink in voga negli happy hour del 1979, e troppo tardi mi sono resa conto che stavo scivolando in un’altra situazione troppo anticommerciale…”

Banditore: “Non preoccuparti… c’è altro sul catalogo? Leggi prima a me, così vagliamo le informazioni e i dati.”

Lavinia: “Parla del divano, questo possiamo dirlo, è una cosa simpatica… (cambiando tono) Nel tardo pomeriggio di un giorno di Novembre del 1984, i due fratelli Matteo e Filippo Bianchi furono a fatica divisi dalla madre… avevano iniziato a litigare per il telecomando… Filippo, il più piccolo, non sopportava Happy days e voleva vedere Tekkaman contro gli androidi su TLN. Risale ad allora la rottura del telaio in legno interno al bracciolo di destra, riparato in seguito con una staffa in metallo.”

Banditore: “Ma come vedete non si nota niente! Allora signore e signori, chi fa la prima offerta per questo bellissimo Capitonet in pelle?

INIZIO DELLA VENDITA VERA E PROPRIA E INTERVENTO DEGLI ATTORI IN PLATEA

(l’attore che interpreta il banditore gestisce questa fase “all’impronta” assegnando ogni oggetto in vendita agli attori in platea che rilanciano alzando il braccio; i pezzi vengono aggiudicati in breve tempo. Alla conclusione entra in scena il Direttore della casa d’aste e si avvicina al Banditore, distratto perché impegnato ad appuntare le cifre di vendita sul suo elenco).

Direttore: “Buongiorno, come stiamo andando?”

Banditore (in tono tra il deferente e il confidenziale): “Oh, Buongiorno Direttore, ha per caso assistito?”

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Direttore: “No, avevo una riunione urgente con il dottor Corti e la proprietà, via Skype, per una certa questione… ah! a proposito, se dopo vuol passare da me… non so se ha da andar via con una certa premura, ma avrei necessità di parlarle.”

Banditore: “Nessun problema, si figuri…”

Direttore: “Bene, allora a dopo…”

Banditore (timidamente): “Mi aveva chiesto come stava andando…”

Direttore: “Ah, già… mi dica”.

Banditore: “Direi bene, ho anche introdotto significative novità coinvolgendo la ragazza… non so se dipende da questo, o dal fatto che i pezzi sembrano così accattivanti, ma abbiamo venduto tutto”.

Direttore: “Bene Bene, ha avuto un’ottima idea a, come dire… a schiodare la Lavinia dal solito ruolo; sembra una ragazza in gamba, no? Che ne pensa? Sono sicuro che, collaborando con lei, la giovane brucerà le tappe… allora a dopo, si ricordi di passare dal mio ufficio, mi raccomando”.

Il direttore, uscendo, si avvicina a Lavinia

Direttore (in tono affettato): “Tutto a posto, Lavinia?

Lavinia (con una certa fredda sicurezza): “Per ora direi piuttosto bene, grazie”.

Direttore: “Mi raccomando, per qualsiasi cosa…”

Lavinia: “Grazie.”

Direttore: “Se avesse problemi…”

Lavinia: (gelidamente)“Grazie.”

Fine del terzo atto (lotto)

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Lotto 4

Banditore: “Stavolta non è andata benissimo, potevamo forse realizzare un po’ di più

Lavinia: “è colpa mia, dovevo essere più attenta…”

Banditore: “Non dirlo neanche per scherzo, sono i rischi di un catalogo di vendita così ricco di approfondimenti… io non riesco a capire chi l’abbia compilato questa volta: troppa cura! Hanno forse assunto qualcuno particolarmente pignolo? uno scrittore frustrato?”

Lavinia: “Forse chi l’ha compilato è uno molto pedante e non trascura niente, ma io non dovevo sbagliare.”

Banditore: “Non preoccuparti, sei comunque andata benissimo; devi solo correggere alcuni errori di inesperienza… ricorda, noi non vendiamo solo merce, vendiamo sensazioni di benessere, felicità, prestigio… Tutto questo, molto spesso, ha avuto un costo altissimo, lavoro e fatica, rovine economiche e altri rovesci di fortuna. Gli oggetti sono lì a testimoniare che sono sopravvissuti ai loro proprietari. Dobbiamo essere bravi a nascondere gli aspetti negativi… e se un diffuso senso di inutilità aleggia tra queste cose, che altrimenti sarebbero destinate a essere sepolte in chissà quali magazzini, dobbiamo sottolineare col nostro entusiasmo positivo la loro condizione di indispensabili cose superflue”.

Lavinia: “Interessantissimo…”

Banditore: “Se vuoi ne possiamo discutere anche stasera, possiamo andare a bere qualcosa, facciamo un giro, due chiacchiere…”

Lavinia (indecisa) “Volentieri… magari ne riparliamo dopo.”

Banditore: “Certo, anche perché abbiamo ancora da fare molto, no? cosa c’è ora?

Lavinia: “Abbiamo la liquidazione di una confezione di alta moda…”

Banditore: “Già…”

Lavinia: “Non ce la fa proprio a ricordarsene?”

Banditore: “Sai com’è, in questi casi è difficile nascondere quel che c’è dietro. Il nylon su questa merce è come un sipario abbassato su una triste storia, la solita triste storia”.

Lavinia: “Su, non si può essere sempre così down, sempre gufi… magari i vecchi proprietari di questa confezione, se sono persone in gamba, hanno già fatto una start-up per la commercializzazione di nuovissime T-shirt, ci hanno messo su la scritta ‘scemo chi legge’, sono risorti delocalizzando la produzione in Est Europa, hanno creato un nuovo brand e se la stanno sviaggiando al top!”.

Banditore: “Sarà sicuramente come dici tu, Lavinia… ma sai… mia madre lavorava in una fabbrica così; erano quasi trecento…”

Lavinia: (in tono declamatorio) “Eran trecento, eran giovani e forti!… ehm… scusami…”

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Banditore: “… Tutte donne… quando ero bambino mi parlava sempre del suo lavoro; poi, alla metà

degli anni Ottanta, tutto finito… prima una costellazione di piccole catene di produzione, sette otto

donne nel garage di qualche casa, meno diritti, poca sicurezza, poi più niente… o meglio… poi i cinesi ammucchiati a ciclo continuo nei capannoni in affitto; ma di loro chi se ne frega, chi li vede?”

Lavinia: “Magari è meglio così per noi, non è che fosse un’attività leggera, no? E poi, scusi, non è che ora proprio lei mi parte con le menate del mondo del lavoro? Era un argomento tabù o sbaglio? Non ci mettiamo a sollecitare la lacrima, ora….”

Banditore: “Hai ragione, un momento di debolezza, me lo concederai, no? Bon, basta con la malinconia… (cambiando tono) Signore e signori, vi proponiamo una vendita di notevole quantitativo di abbigliamento di alta sartoria, tra cui capi uomo/donna varie tipologie e materiali, stacchi cotone, giacche e abbigliamento vario, maglieria in lana e in cashmere, abiti vari, e tant’altro.

Prego, Lavinia…”

Lavinia: “Lotto 1: –500 camicie varie; euro 3.700,00

Lotto 2: – 150 giacche, vari modelli euro 4.000,00

Lotto 3: – 200 pantaloni assortiti cotone e/o velluto euro 2.600,00

Lotto 4: – 80 rotoli tessuto vario per sartoria euro 1.900,00

Lotto 5: – 100 polo cotone euro 2.200,00

diritti: 15% piu’ iva

iva su aggiudicazione: 22%

La vendita procede come nelle scene precedenti fino al lotto 4 (80 rotoli di tessuto).

A quel punto il Banditore chiede più volte chi fa la prima offerta, ma nessuno partecipa all’aggiudicazione. Interviene subito uno degli attori dal pubblico.

Attore 1 dal pubblico: “Può anche andare avanti, non mi sembra che interessi. Noi vogliamo soprattutto gli stock di capi finiti da piazzare… non c’è più una produzione in zona, forse qualche vecchia che cuce ancora, fa le riparazioni o qualche tenda per la nuora, ma penso che nessuno sia

qui per i tessuti… vada avanti, mi dia retta, sennò ci facciamo notte...”

Banditore: (rivolgendosi a Lavinia) “Sempre più simpatico il pubblico delle aste eh?”

Lavinia: “Ma si può intervenire così? Non mi era mai capitato…”

Banditore: “È la prima volta anche per me, ma non credo che sia il caso di rispondere per le rime, vedo della maleducazione; andiamo avanti, è meglio non dare importanza.”

Lavinia: “Riprendiamo: n. 100 polo cotone; base euro 2.200,00”

Banditore: “Chi offre 2300,00? il signore là, bene, altro signore 2400,00, chi offre 2500,00? Bene il signore… 2500,00 e uno, e due, e tre… aggiudicato! le 100 polo sono sue”

Attore 2 dal pubblico: “Ha visto come ha fatto in fretta ora? Una polo è sempre una polo, è un classico, non passa mai…”

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Lavinia: “Ma che succede oggi?”

Banditore: “Mai visto niente di simile… si dovrebbe fare come quelli…, chi erano? A teatro, a inizio Novecento, che lanciavano sul pubblico secchiate d’acqua e scatenavano risse…

Lavinia: “I futuristi.”

Banditore: “Ecco, giuro che se continuano così faccio come loro, prendo a secchiate il pubblico.”

Lavinia: “Aspetti, ho un’idea…”

Esce Lavinia ed entra il direttore

Direttore: “Cosa sta succedendo?”

Banditore: “Salve di nuovo, Direttore; niente, niente, tutto sotto controllo, solo il pubblico un po’ turbolento, ma è davvero normale amministrazione…”

Direttore: “La prima asta giudiziaria è finita? come è andata? È andata bene?, male? Così così?”

Banditore: “Invenduto il lotto dei tessuti, era prevedibile…”

Direttore: “Prevedibile? Per quale motivo?

Banditore: “Sa, non ci sono più certe lavorazioni da queste parti, si trattava di un grande quantitativo…”

Direttore: “Mah!, se lo dice lei… vedo che si è messo a fare socio-economia… non è che mi si sta deprimendo? si ricordi, il nostro obiettivo non è solo l’aggiudicazione di oggetti; dentro quelle cose, attorno a quelle cose, c’è un’aura immateriale che è la sua e la nostra esperienza, la dedizione - come dire? - anche psicologica al proprio incarico. Via, non mi dica che non sa più che la sua etica del lavoro è inscindibile dalla sua felicità e dal suo entusiasmo… i veri segreti per la vendita, assieme alla customer satisfaction.”

Banditore: “Tutt’altro, Direttore… lo stavo spiegando poco fa a Lavinia”

Entra Lavinia con un secchio

Lavinia: “Salve di nuovo, Direttore”

Direttore: “Lavinia! tutto bene?”

Lavinia: “Direi di sì…”

Direttore: “Come si sta trovando? sa per noi è importante sapere se si trova a suo agio.”

Entra il Dirigente (Dottor Corti)

Dirigente: “Come procediamo qua?”

Direttore: “Sembra piuttosto bene Dottor Corti…”

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Dirigente: “Vorrei sentirlo da loro… (rivolto a Lavinia e al banditore) Signori, queste vendite?”

Banditore: “Non benissimo l’ultima, la prima delle due aste giudiziarie… acquirenti non proprio caldissimi”

Dirigente: “Odio i giri di parole, aspetto che mi traduca tutto in cifre… scusatemi, ma quel secchio? (indica il secchio portato in scena da Lavinia)”

Direttore: (fingendo) “Accidenti! Forse la distrazione di una delle dipendenti della ditta di pulizie… mi sentiranno… Lo faccio rimuovere subito.”

Lavinia: “No, l’ho portato io; è per creare un po’ di suspense tra il pubblico suscitando qualche interrogativo sull’uso finale di questo oggetto”.

Dirigente: “Ah, un nuovo elemento per rompere il solito schema… è un’idea sua, Lavinia?”

Banditore (anticipando la risposta di Lavinia): “Sì, tutta farina del suo sacco”.

Dirigente: “Interessante… ottima idea.”

Direttore: “Molto, molto bene.”

Lavinia: “Oh dottor Corti, Direttore, non è assolutamente vero… questa idea l’abbiamo avuta insieme… e voglio prendere l’occasione per sottolineare l’importanza del lavoro in team… sto imparando molto e la formazione che sto ricevendo in questa fase è davvero fondamentale…”

Dirigente (uscendo): “Speriamo che dia i suoi frutti, intanto vi saluto e confido in voi e nella vostra professionalità per migliori risultati nell’ultima vendita; buon proseguimento… Direttore, si rammenti poi di quella cosa di cui abbiamo parlato” (esce).

Direttore: “Certamente… Bene, su, avete sentito… cerchiamo di concretizzare un po’ di più… di nuovo buon lavoro a tutti e due e lei (si rivolge ora al Banditore) si ricordi poi di passare dal mio ufficio, mi raccomando”.

Banditore: “Senz’altro, a dopo. (Il direttore esce ed il Banditore prosegue rivolgendosi a Lavinia) In questo caso non importava coinvolgermi; l’idea del secchio l’avevi avuta tu, no? Le idee sono importanti, sono il vero tesoro su cui investire per costituire il proprio capitale umano, non puoi rinunciarci così, come per beneficenza”.

Lavinia: “Idee, investire… capitale umano… mi sembrano argomenti interessantissimi, potremmo parlare anche di questo stasera: c’è un posto dove fanno un buon apericena? che ne dici? Un bel corso di aggiornamento accelerato davanti ad un buon cocktail…”

Banditore: “Di barbiturici?”

Lavinia: “Ah Ah Ah! Che simpaticone!…”

Banditore: “Scherzavo, mi sembra un’ottima idea…”

Lavinia: “Allora fatti venire in mente un bel localino, a me piace essere stupita…”

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Banditore: “Messaggio ricevuto… scusami un attimo, devo fare un’altra telefonata…”

Lavinia: “Ma quanto telefoni? Quanto smessaggi? Sei davvero un uomo pieno di impegni, di segreti…”

Banditore (componendo il numero): “Meno di quel che pensi (si allontana in attesa della risposta). Leo? Oh senti, non mi infamare, ma stasera salto… un imprevisto, qui a lavoro (ride)… Sai com’è… sto espugnando la fortezza. Dai! non ti arrabbiare! non sono così fondamentale, potete farcela anche senza di me, se poi in porta c’è quella saracinesca di tuo cognato… Sai com’è… come dici sempre tu… Ubi maior mini minor… Sì, sì, lo so, scherzavo… un gioco di parole … ci sentiamo, dai! alla prossima, poi ti racconto… Cciao bbello!”

Lavinia: “Ho sentito che parlavi di mini minor… vuoi cambiare auto?”

Banditore: “No, no, stavo scherzando con un amico, un conoscente…”

Lavinia: “No perché io ho una mini cooper works hype cabrio tutta accessoriata… posso darti un parere.”

Banditore: “Accidenti, non proprio un’utilitaria. Ma non mi avevi detto che, con quel che prendi, non sai come pagarti i pranzi fuori casa e qualche vizio?”

Lavinia (ammiccante): “C’è vizio e vizio…”

Banditore: “Ti aiutano i tuoi?”

Lavinia: “Un pochettino… come tutti, no?”

Banditore: “Come tutti? Forse… facciamo una pausa, ché questi discorsi potrebbero portarci lontano, troppo lontano … ci vediamo tra due minuti per l’ultimo lotto,”

Fine del quarto atto (lotto)

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Lotto 5

Lavinia: “Per questo lotto abbiamo macchinari per legno e semilavorati, industria dell’arredamento.”

Banditore: “Signore e signori, siamo giunti all’ultimo incanto, una vendita giudiziaria relativa a un insieme di macchine per produzione di mobili”

Lavinia: “Ormai non è il caso di ripetere le solite raccomandazioni e ricordiamo soltanto che sul prezzo di aggiudicazione c’è stavolta il 10% più 22% di IVA. Ecco a voi dunque, signore e signori, una…”

Banditore: “Levigatrice a nastro lungo FDM 3000 praticamente nuova, da 900,00 euro”

Lavinia: “Pantografo-fresatrice verticale MDA S8, anno 2014, da 1400,00 ”

Banditore: “Sega a nastro Kiron D020 anno 2015, da 750,00 euro”

Lavinia: “Sega radiale MDA T12 anno 2014, da 1800,00 euro ”

Banditore: “Squadratrice FDM LX 600 anno 2012 in ottime cond…”

Attore 1 dal pubblico: “Ma chi vuole che sia interessato a queste due tonnellate di ferraglia? Che ce ne facciamo di questa roba? Chi vuole che la prenda?”

Attore 2 dal pubblico: “Fossero state macchine per il gelato…”

Attore 3 dal pubblico: “O impastatrici per la pasta…”

Attore 1 dal pubblico: “O forni per la pizza, piastre per piadine…”

Banditore: “Ma cosa state dicendo???”

Attore 1 dal pubblico: “Volete che vi spieghi dettagliatamente il futuro del Made in Eataly (l’attore si porta la mano alla bocca a significare il gioco di parole) o ci arrivate da soli?”

Attore 2 dal pubblico: “No, per favore! lascia perdere. E poi a questo punto ci sono alcune faccende più importanti da sciogliere!”

Banditore: “Signori vi prego, non capisco… dobbiamo andare avanti!.”

Attore 3 dal pubblico: “È quello che vogliamo anche noi, andare avanti… ma davvero stavolta!.”

Lavinia: “In che senso scusi?”

Attore 1 dal pubblico: “Beh, come ha detto il signore ci sono delle questioni non da poco in ballo…”

Lavinia: “Per esempio?”

Attore 3 dal pubblico: “Per esempio… se andrete o no a prendere un drink stasera e, se sì, dove?”

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Attore 1 dal pubblico: “E il direttore? Cosa avrà da dirle, signor banditore? Io fossi in lei non starei mica tanto allegro.”

Attore 2 dal pubblico: “Già, già, vero, vero.”

Attore 3 dal pubblico: “Senza contare la cortesia ruffiana che il direttore usa con Lavinia. Perché è così melenso?”

Attore 1 dal pubblico: “Forse ci è già uscito a prendere un drink, o per cena o… (allusivo) per il dopo cena.”

Lavinia: “Ma come si permette?”

Banditore: “Lascia stare Lavinia, sono solo dei maleducati…”

Attore 2 dal pubblico: “Forse sì, ma è che da qui notiamo anche aspetti che a voi sfuggono; certe cose le conosciamo meno di voi, altre come voi, ma altre più di voi… è una faccenda di punti di vista.”

Attore 3 dal pubblico: “Dia retta a noi, vada dal direttore, non si preoccupi, per ora, di quest’ultimo lotto.”

Banditore: “Ma il dottor Corti ha chiaramente fatto capire…”

Attore 2 dal pubblico: “Il dottor Corti? Lo lasci perdere, ho un vago presentimento… non so neanche se rientrerà più in scena… certi personaggi si muovono nell’ombra, sembrano un deus ex machina, fanno sentire il loro peso, prendono decisioni, imprimono svolte alle vicende, ma spariscono di fronte alle loro responsabilità… mi creda… è meglio se va dal direttore.”

Banditore: “Ma…”

Attore 1 dal pubblico: “Ma, ma, ma… Si vuol decidere ad andare dal direttore!? almeno anche noi si capisce qualcosa di più!”

Il Banditore esce di scena.

Lavinia: “La vostra sfacciataggine è inaudita.”

Attore 3 dal pubblico: “Ma è sicura?... io ho visto di peggio”

Attore 1 dal pubblico: “Signorina, permette una domanda? Stasera se lo porta a letto? un po’ di movimento potrebbe starci bene, no?”

Attore 2 dal pubblico: “Sai com’è, direbbe qualcuno…”

Attore 3 dal pubblico: “Ecco, voleva il peggio?”

Lavinia: “Siete insopportabili, questa situazione è insostenibile!”

Attore 2 dal pubblico: “Vede, signorina, noi siamo di quelli che dopo aver toccato il fondo si continua a scavare.”

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Lavinia: “L’ho capito! Vi ha mandato qualcuno per mettermi alla prova…, fate parte del mio programma di formazione… ma io non ci casco… training autogeno… respiro, respiro profondamente, penso, penso positivo, penso positivo, non sono più qui con voi, vedo solo un grande open space con tante persone, come una grande luminosa chiesa, c’è Che Guevara… c’è madre Teresa… (le parole riprendono il vecchio brano musicale “Penso positivo” di Jovanotti)”.

Lavinia esce di scena

Sipario

La scena si riapre con il Banditore e il Direttore a colloquio in un angolo del palcoscenico

Banditore: “Ha detto che voleva vedermi, sono qui…”

Direttore: “Ah! prego… Ha concluso l’ultima vendita?”

Banditore: “Lasciamo perdere… non lo so neanche, diciamo di sì”

Direttore: “Una mezza tragedia?”

Banditore: “Una tragicommedia… poi le spiegherò.”

Direttore: “Bene… non importa… non più.”

Banditore: “Non più? Credo di non capire, mi scusi.”

Direttore: “Vediamo, dunque… non è una cosa semplice… Lei ha presente quella bellissima tradizione delle grandi famiglie del capitalismo italiano?”

Banditore: “Chiedere aiuti allo Stato quando si è in difficoltà mentre si esalta la competitività dei mercati?”

Direttore: “No, l’altra”

Banditore: “Comprare una squadra di calcio?”

Direttore: “No, No mi perdoni se la fermo… la sento un po’ polemico, oserei dire turbato… io dicevo quella secondo la quale si mandano i giovani rampolli, in incognito, a lavorare per un breve periodo, come semplici operai, in una delle aziende controllate…”

Banditore: “… In modo che si rendano conto in tutto e per tutto di cosa è costituito il loro patrimonio, partendo dal gradino più basso… sì, la trovo una tradizione veramente… come dire? … valida, piena di significato… forse un tantino ipocrita, ma come si fa a dire che è una brutta tradizione?”

Direttore: “Sono felice che la pensi come me…”

Banditore: “Anch’io sono felice, però continuo a non capire…”

Direttore: “Senta, allora taglio corto, anche per rispetto ai lunghi anni che ci hanno visto lavorare

fianco a fianco: Lavinia… è… è… la primogenita della proprietà della nostra casa d’aste. Lo

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sapevamo solo io e il dottor Corti… Il padre vuole che lavori qui e dall’alto ci hanno fatto capire che la ritengono quasi pronta a gestire da sola le vendite; per questo nel giro di due mesi noi non avremo più bisogno delle prestazioni che lei ci ha fin qui garantito. Mi dispiace… sono costernato… ma al tempo stesso sicuro che lei, con la sua esperienza… troverà un altro posto dove far fruttare al meglio le sue non comuni doti.”

Banditore: “Sicuramente! Lo sappiamo entrambi che chi merita va sempre avanti… ne abbiamo la concreta dimostrazione sotto i nostri occhi, tutti i giorni… devo per forza essere fiducioso.”

Direttore: “Esatto! io penso che lei abbia davvero un patrimonio di grande professionalità da spendere. Lei deve ora vendere se stesso, mettersi sul mercato, e vedrà che tutto andrà bene.”

Banditore: “Lo so… lo spero, direttore, grazie della stima… ” (allontanandosi lentamente dopo attimi di silenzio)

Direttore: “Dove va ora?”

Banditore: “Non ne ho proprio idea, da domani mi metterò a cercare, ma mi dia almeno il tempo di chiudere formalmente il rapporto con l’azienda.”

Direttore: “No, dicevo dove va ora, in questo momento,”

Banditore: “Ah, mi scusi, ho bisogno di uscire fuori un attimo, a prendere una boccata d’aria.”

Entra Lavinia

Lavinia: “Schifo di pubblico!... (guardando il Banditore) Accidenti che faccia! stasera devo proprio portarti fuori, ci dobbiamo distrarre. Entusiasmo, entusiasmo, mai far vedere lo stress sul posto di lavoro. Noi vendiamo sicurezza, benessere, felicità…”

Banditore: “Senti, non so per stasera… mi sono ricordato di un impegno, una partita di calcetto…”

Lavinia (polemica): “Il calcetto? Oh certo! il calcetto passa avanti a tutto!”

Direttore: “Lavinia aveva bisogno di qualcosa?”

Lavinia: “La gente in sala sembra un po’ fuori controllo, non è molto interessata all’ultima vendita, rumoreggia.”

Direttore (rivolgendosi al Banditore): “Può darci una mano anche lei? La prego, è abituato…”

Banditore: “Se lo desidera…” (i tre si avvicinano alla platea)

Direttore: “Che succede signori?”

Attore 1 dal pubblico: “Niente niente… ora si è capito tutto”

Direttore: “Cosa c’è da capire in un’asta, scusate?”

Attore 2 dal pubblico: “Molto più di quel che sembra, questa poi era particolare, alla fine c’è stato anche un colpo di scena.”

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Attore 1 dal pubblico: “Eh sì! Un’agnizione senza preavviso…”

Attore 3 dal pubblico: “Io speravo in un lieto fine e invece…”

Attore 2 dal pubblico: “Il lieto fine può sempre esserci, non è mica detto… niente è finito finché non è finito.”

Attore 1 dal pubblico: “Può sempre darsi che vinca a calcetto, stasera.”

Attore 3 dal pubblico: “Ah già! Ecco, sì… Banditore, ehi! Banditore mi scusi…”

Banditore: “Dica…”

Attore 3 dal pubblico: “Magari se poi lei trovasse il modo di farci sapere come è finita la partita a calcetto… ci terrei, ci terremmo tutti...”

Banditore: “Cercherò, arrivederci.”

Attori 1, 2 e 3 dal pubblico (in coro): “Arrivederci!”

FINE

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