Ah, che pillole!

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MAIGRET E IL PAZZO DI BERGERAC

AH !

CHE PILLOLE !

di

GiancarloRipani

  Musiche a cura

di

SpartacoBertollini

15 Febbraio 2010

4° versione

                                       


Personaggi                                 (in ordine di apparizione)   

EMILE GUISSAC                   medico                     

FULVIA FONTAINE                                     cantante                      

CELESTINO BERTRAND                        infermiere                   

SOPHIE DUPLESSY                            moglie                         

MAURICE MOUSCOVIN                          paziente                      

JOHN BARRIMORE                                    milionario                   

NAPOLEONE BUONAPARTE              generale                      

PASCAL PARDON                                medico                         

LEON BENANCOURT                                  medico                         

ZOE RIVAUD                        ex canzonettista        

BERTHE RIVAUD                               soprano                       

GERARD PIRET                   portiere                     


L’ambientazione: Francia 1930

La scenografia

Primo tempo: uno studio medico dell’epoca con un’uscita a sinistra (ingresso) ed una a sinistra (accesso lato abitazione), con al centro una scrivania e relativo servizio da scrittoio, con dietro una poltroncina di cuoio e davanti due sedie anch’esse di cuoio, un lettino da visita, a sinistra una bacinella lavamano con brocca e asciugamani, alle pareti il giuramento di Ippocrate, l’attestato di laurea e vari quadri,  sul lato destro un separé.

Secondo tempo: la hall di un albergo termale. In fondo al centro il tavolo della reception, a destra e sinistra due divani con relativo tavolinetto basso.

 

Le Musiche:

Brano apertura sipario primo tempo (M1) Lilí Kangy (M2) La lattaia (M3) Brano fine primo tempo (M4) Brano apertura sipario secondo tempo (M5) Valentine (M6) C’est magnifique (M7)

Le luci

Pz1 Interno studio medico sera Pz2 Lily Gangy Pz3 La lattaia Pz4 Valentine Pz5 Interno hall albergo giorno  Pz6 C’est magnifique

Primo Tempo

Parte M1

Dopo 20” Sipario

Luci in Pz1

Stop M1

Fulvia, in sottoveste è sdraiata sul lettino, Emile, in camice, è accanto a lei.

 

 

Con tono professionale.

EMI:

Cara signorina …

 

 

 

Si drizza a sedere,

Precisando  con civetteria.

FUL:

Fulvia Caracciuolo, ma qui a Parigi tutti mi conoscono come Fufù, Fufù dell’Olimpia !

 

 

 

Incuriosito.

EMI:

Non siete francese ?

 

 

 

Con orgoglio.

FUL:

No, io vengo da Napoli !

 

 

 

Con un sospiro.

Si allontana dal lettino e va al lavabo

EMI:

Ah, l’Italia, il paese del sole !

Ora potete rivestirvi.

 

 

 

Rammaricata, scendendo dal lettino.

FUL:

E’ proprio necessario ?

 

 

 

Conclusivo. Mentre versa l’acqua

EMI:

La visita è finita.

 

 

 

Preoccupata va dietro al separé.

FUL:

Ho qualcosa di grave ?

 

 

 

Rassicurante, mentre si lava le mani

EMI:

Assolutamente no !

Una banale infiammazione delle corde vocali.

 

 

 

Tranquillizzata da dietro il separé.

Con orgoglio, mentre si riveste.

FUL:

Sia ringraziato il cielo !

All’Olimpià gli spettatori vanno pazzi per la mia voce !

 

 

 

Mentre si asciuga le mani,  galante

emi:

Non solo per quella !

 

 

 

Facendo capolino  dal separé.

Con brio, torna dietro il separé.

FUL:

Adulatore !

Scommetto che mi avete sentito cantare Lily Kangy !

 

 

 

Rammaricato, posando l’asciugamano

emi:

Purtroppo non ho avuto questo piacere !

 

 

 

Da dietro il separé, determinata.

Uscendo dal separé.

ful:

Sapete cosa faccio mio bel dottore ?

La canto tutta per voi !

 

 

 

Cercando di evitare, va alla scrivania

emi:

Mademoiselle non mi sembra il caso !

 

 

Parte M2

Luci in Pz 2

 

 

Canta e balla come una canzonettista

FUL:

Mo nun só' cchiù Cuncetta,
ma só' Lilí Kangy,

sciantosa prediletta,
avite voglia 'e dí!

Quanno mme ribbuttaje,
e chi vo ppò cuntá?
'A gente mme menaje
mazzette 'n quantitá...

Chi mme piglia pe' Frangesa,
chi mme piglia pe' Spagnola,
ma só' nata ô Conte 'e Mola,
metto 'a coppa a chi vogl'i'...

Caro Bebé,
che guarde a fá?
io quanno veco a te
mme sento disturbá!

Tre sòre piccerelle,
vènono appriesso a me...
e fanno 'e stelletelle
pe' dint'a sti cafè...

Ma i' sóngo 'a vera stella

d'ogne cafè sciantá:
sulo cu na resélla,
ve faccio cunzulá!

Chi mme piglia pe' Frangesa,

chi mme piglia pe' Spagnola,
ma só' nata ô Conte 'e Mola,
metto 'a coppa a chi vogl'i'...

Caro Bebé,
che guarde a fá?
io quanno veco a te
mme sento disturbá!

 

Stop M2

Luci in Pz1

 

Applaude.

Sicuro di aver trovato la causa..

EMI:

Brava !

Ecco il perché della vostra laringite, negli ultimi tempi avete cantato troppo !

 

 

 

Va sedere, rammaricata.

FUL:

Per la verità, sono sei mesi che non ottengo una scrittura !

 

 

 

Perplesso.

EMI:

Beh, allora resta difficile capire ...

 

 

 

Timidamente.

Come cercando le parole.

FUL:

Una spiegazione ci sarebbe.

Ecco vedete … in certe situazioni grido, grido a squarciagola !

 

 

 

Incuriosito.

EMI:

Vi capita sovente ?

 

 

 

Con un sospiro.

FUL:

Tutte le notti e più di una volta !

 

 

 

Preoccupato.

EMI:

Sono  tanto terribili i vostri incubi ?

 

 

 

Con una punta di compiacimento.

Prende coraggio, poi si interrompe.

FUL:

Veramente non sono incubi e tanto meno terribili, anzi … dottore io grido quando ...

 

 

 

Incalzante.

EMI:

Quando ?

 

 

 

Esitante, poi di un fiato.

FUL:

Quando con un uomo .. facciamo quella cosa lì!

 

 

 

Incuriosito.

EMI:

Avete detto tutte le notti ?

 

 

 

Conferma e aggiunge pudicamente.

FUL:

Si, e molto spesso anche di giorno !

 

 

 

Piacevolmente sorpreso.

Con un piccolo inchino della testa.

EMI:

Capperi !

Congratulazioni signorina !

 

 

 

Con rammarico, protendendosi verso Emile.

Implorante.

FUL:

E’ una gran seccatura, pensate che ho dovuto cambiare casa per ben cinque volte, a causa delle lamentele dei vicini !

Dottore vi prego ditemi cosa posso fare !

 

 

 

Con garbata ironia.

EMI:

Mi è più semplice dire cosa non dovreste fare !

 

 

 

Inorridita.

Con decisione.

FUL:

Oh, no, quello mai !

Preferisco continuare con i traslochi !

 

 

 

Continuando con il tono ironico.

EMI:

In tal caso vi consiglio un abbonamento con un trasportatore !

 

 

 

Con impazienza.

FUL:

Ci saranno pure una cura, un farmaco che facciano al caso mio !

 

 

 

Scrive sul ricettario.

EMI:               

Potremmo tentare con un colluttorio con cui fare i gargarismi ...

 

 

 

Interrompe con malizia.

FUL:

Prima o dopo ...

 

 

 

Stringendosi nelle spalle.

Con tono professionale, mentre porge la ricetta a Fulvia.

EMI:

Fate voi  !

Ma la cosa migliore sarebbe passare le acque ad Evian !

 

 

 

Determinata.

FUL:

Se è così, parto per le terme questa sera stessa !

 

 

 

Tornando a scrivere sul ricettario.

EMI:

Ottima decisione, vi prescrivo le dosi e le fonti  cui attingere !

 

 

 

Si alza, va vicino ad Emile e mette una mano sulla sua, con fare accattivante.

FUL:

Dottore, vi andrebbe di accompagnarmi, così, per controllare gli effetti della terapia !

 

 

 

Libera la mano e si alza.

Con convinzione.

EMI:

Mademoiselle, io sono sposato, amo mia moglie, non l’ho mai tradita e mai la tradirò !

 

 

 

Tentando ancora di essere seducente.

Dimentica di prendere la ricetta.

FUL:

Non sapete cosa vi perdete, dal punto di vista medico s’intende !

 

 

 

Accompagnando Fulvia verso sinistra

EMI:

Ci vediamo tra tre settimane per un controllo.

 

 

 

Fermandosi, dispiaciuta.

FUL:

Così tardi ?

 

 

 

Precisa con entusiasmo.

EMI:

Stasera parto anch’io con la mia Sophie per Vichy.

 

 

 

Con un sospiro d’invidia.

Aprendo la borsetta.

FUL:

Beata lei, sapesse come la invidio !

Per il vostro onorario dottore ?

 

 

 

Emile suona il campanello

Portando la voce.

Con un piccolo inchino

EMI:

Sono io ad essere in debito con voi per lo spettacolo che mi avete dedicato !

Celestino !

Auguri per la voce e per gli annessi !

 

 

 

Stringe con calore la mano di Emile.

FUL:

Caro, caro dottore, grazie e a presto !

 

 

Entra da destra Celestino.

 

 

Con tono di comando.

EMI:

Celestino accompagna la signorina.

 

 

 

Si inchina ed indica a sinistra.

CEL:

Prego da questa parte !

 

 

Fulvia e Celestino escono da sinistra. Si affaccia Sophie a destra in guepiere.

 

Con tono scherzosamente lamentevole.

SOP:

Cucciolotto, mi puoi aiutare con le valigie che non ne vogliono sapere di chiudersi ?

 

 

 

Accorrendo presso Sophie, con slancio.

EMI:

Prima un bacio !

 

 

 

Respingendolo con poca convinzione.

SOP:

Dai Emile, non è il momento !

 

 

 

Abbracciandola con calore.

EMI:

Quando ti vedo così, non so resistere !

 

 

 

Con un sospiro di falsa rassegnazione.

SOP:

Va bene, un bacio solo !

 

 

I due si baciano.

 

 

Staccandosi, estasiato.

EMI:

Le tue labbra sono le più dolci del mondo !

 

 

 

Messa in sospetto.

SOP:

Ultimamente ne hai assaggiate altre ?

 

 

 

Stringendo le mani di Sophie tra le sue, con fare rapito.

EMI:

Come potrei, solo tu sai rendermi il più felice tra gli uomini !

 

 

 

Si allontana da Emile, rammaricata.

Si gira  verso Emile, con calore.

SOP:

Anche io sarei la più felice delle donne se potessimo avere un figlio.

Lo sai quanto desidero diventare mamma !

 

 

 

Con altrettanto calore.

EMI:

Ed io papà !

 

 

 

Prende la mano di Emile.

Con convinzione.

SOP:

E’ per questo che andiamo a Vichy !

Dicono che quelle acque siano miracolose !

 

 

 

Un po’ scettico, minimizzando.

EMI:

Miracolose è una parola grossa, diciamo che possono aiutare !

 

 

 

Si siede sul lettino e racconta con entusiasmo.

Facendo il cinque con la mano.

SOP:

La settimana scorsa dal parrucchiere, una signora mi ha raccontato che, la cognata della zia di una sua amica, dopo dieci anni di vana attesa, grazie alla cura di Vichy, ha avuto cinque bambini uno dopo l’altro !

 

 

 

Con allegra ironia.

EMI:

Caspita, ne deve aver bevuta d’acqua quella signora !

 

 

 

Simulando il broncio.

SOP:

Ecco, lo vedi che ho ragione quando penso che tu non hai fiducia nelle virtù di Vichy !

 

 

 

Un po’ rabbuiato.

EMI:

Non si tratta di fiducia, è che mi umilia il pensiero che  basta bere quell’acqua per avere un bambino !

 

 

 

Con malizioso sottinteso gli mette le braccia al collo e gli porge le labbra .

SOP:

Allora vorrà dire che noi ci daremo da fare per aiutare Vichy !

 

 

 

Accettando il bacio con entusiasmo.

EMI:

Questo mi convince molto di più !

 

I due si baciano a lungo, mentre alla porta di sinistra bussano più volte.

 

Entra Celestino

 

 

Facendo un passo indietro.

CEL:

Oh, scusate !

 

 

 

Con evidente irritazione.

EMI:

Celestino, quante volte ti debbo dire che, prima di entrare, si bussa ?

 

 

 

Con seccata ironia.

CEL:

L’ho fatto più volte, ma il dottore, evidentemente, aveva altro da fare che sentire !

 

 

 

Con un piccolo sospiro.

EMI:

Cosa succede ?

 

 

 

Professionale.

CEL:

In anticamera c’è il signor Mauscovin, che chiede se può concedergli cinque minuti.

 

 

 

Molto infastidito.

EMI:

Ancora quel seccatore con la sua balbuzie nervosa !

 

 

 

Associandosi al disappunto.

SOP:

Sembra che lo faccia apposta a venire a disturbarci nei momenti più belli !

 

 

 

Di malumore.

EMI:

Fallo entrare, prima ce ne liberiamo e meglio è !

 

 

Celestino esce da sinistra

 

 

Con malizia.

SOP:

Sbrigati a metterlo alla porta, che ho voglia di ricominciare da dove siamo stati interrotti !

 

 

Sophie esce da destra.

 

 

Tra se, sognante.

EMI:

Figurati io !

 

 

Maurice entra da sinistra.

 

 

Tendendo la mano a Emile.

MAU:

Ami… ami…

 

Con amichevole ironia.

Emi:

Maurice, questo è uno studio medico e non un negozio di caccia e pesca !

 

Concludendo la frase.

mau:

Amico mio aa…aiutami !

 

Ostentando pazienza, stringe la mano.

EMI:

Cosa c’e di nuovo ?

 

 

 

Sedendo dinanzi allo scrittoio.

MAU:

Di nuovo ni …niieeente sempre la mia baa… baa… balbuzie che mi… mi perse... perseguita !

 

 

 

Sedendosi dietro la scrivania.

EMI:

Hai preso le pillole che ti ho dato ?

 

 

 

Assentendo con la testa.

MAU:

Ho anche ra ... raddoppiato la do … doo… 

 

 

 

Con ironia fa la scala musicale

EMI:

Re, mi, fa, sol, la, si !

 

 

 

Precisa e cerca di continuare.

MAU:

Dose, ma è stato come be… be… bee …

 

 

 

Sbrigativo.

EMI:

Fa la pecora !

 

 

 

Con sforzo evidente.

Mettendosi le mani nei capelli.

MAU:

Bere acqua fre… free…  fresca !

Sono di… di… disperato !

 

 

 

Riflessivo, poi prendendo una decisione.

EMI:

Ma, visto che la moderna medicina non riesce a trovare un rimedio,  proviamo con l’antica !

 

 

 

Interessato.

MAU:

Sarebbe a di … di… dire ?

 

 

 

Spiega con un fondo di ironia.

EMI:

Metti un sassolino in bocca e ti eserciti a parlare con quello !

 

 

 

Perplesso.

MAU:

Fu… fuu… funziona ?

 

 

 

Precisa con arguzia.

EMI:

Se ha funzionato con Demostene, il grande oratore greco, potrebbe giovare anche a te !

 

 

 

Tentando di esprimersi.

MAU:

Co… Co… co…

 

 

 

Con sarcasmo.

EMI:

Appena hai fatto l’uovo avvisami !

 

 

 

Non del tutto convinto.

MAU:

Come deve essere questo sa… sa… sassolino ?

 

 

 

Si alza e va vicino a Maurice e gli da una pacca sulla spalla.

EMI:

Scegli una bella pietra piccola e arrotondata, e il  problema è risolto a costo zero!

 

 

 

Tentando di esprimersi.

MAU:

Popò… popò…

 

 

 

Indicando a destra.

EMI:

Il bagno è la prima porta a destra !

 

 

 

Speranzoso.

MAU:

Potresti sce… sce… scegliermela tu ?

 

 

Entra Celestino da destra.

 

 

Si ferma sulla soglia, con tono professionale.

CEL:

Pardon signore, al telefono c’è il dottor Pontignac, dice che vi stanno aspettando in casa Cedan per quel consulto.

 

 

 

Si picchia una mano sulla fronte.

A Celestino

Rivolto a Maurice.

EMI:

Cavolo, me ne ero completamente dimenticato !

Celestino, digli che arrivo subito !

Una vecchia contessa con dal morbo di Koch, su cui Pontignac sta sperimentando una nuova cura.

 

Celestino esce da sinistra

 

 

Tentando di esprimersi.

MAU:

E fa … fa… fa effetto ?

 

 

 

Scuotendo la testa con sottile ironia,

EMI:

Quasi sicuramente no, ma usa la contessa come cavia tanto è talmente vecchia !

Ti saluto Maurice.

 

 

 

Preoccupato.

MAU:

E il mio sa… saa… sassolino ?

 

 

 

Trovando la soluzione.

Rivolto a Celestino.

EMI:

Ti aiuterà Sophie a cercarlo.

E’ bravissima con i sassi !

 

 

 

Perplesso.

MAU:

Ma che ce… ce… centra ?

 

 

 

Andando verso sinistra.

A destra portando la voce.

Si avvia a sinistra.

EMI:

Niente, ma ti servirà ad ingannare il tempo fino al mio ritorno.

Sophie, puoi venire qui un momento ?

Ciao !

 

 

Emile esce da sinistra.

 

 

Torna a parlare normale.

Con ferocia.

MAU:

Ingannare è la parola esatta !

Vedrai che ti combino vecchio mio !

 

 

 

Portando la  voce gaiamente..

SOP:

(F:C:) Amore, mi hai chiamata ?

 

Di slancio.

MAU:

Si !

 

Sophie entra da destra

 

 

Dispiaciuta di non trovare Emile.

SOP:

Oh, voi siete qui ?

 

 

 

Bacia la mano di Sophie, con calore.

Trattenendo la mano tra le sue, con grande enfasi.

MAU:

Qui solo per voi !

Quando vi vedo è come se un raggio di sole squarciarciasse le tenebre della mia solitudine !

 

 

 

Sconcertata, si libera della stretta.

SOP:

Emile vi ha guarito dalla vostra balbuzie?

 

 

 

Con fare contrito.

MAU:

Lo confesso, quella è solo una meschina scusa, per venire più spesso possibile in casa vostra !

 

 

 

Molto seccata, fa per uscire

SOP:

Ah !

 

 

 

Sbarra la strada a Sophie e continua come estasiato.

MAU:

Per percepire anche da lontano la vostra presenza, inebriarmi della scia del vostro profumo, sedermi sulla stessa poltrona dove voi avete posato le vostre stupende terga …

 

 

 

Iratissima, gli punta l’indice contro.

SOP:

Allora la vostra era tutta una finzione !

 

 

 

Si getta in ginocchio ai piedi di Sophie.

MAU:

Io per voi posso fingermi zoppo, cieco, sordo !

 

 

 

Gira bruscamente le spalle a Maurice,e va verso destra.

SOP:

Allora fate finta di non avermi visto e andatevene all’istante !

 

 

 

Seguendola ginocchioni.

MAU:

Oggi mi respingete perché non conoscete la forza del mio amore, ma domani …

 

 

 

Definitiva, mette le braccia conserte

SOP:

Ne oggi, ne domani, ne mai !

 

 

 

Rialzandosi, con sicurezza.

MAU:

Dicono tutte così !

 

 

 

Incuriosita.

SOP:

Tutte chi ?

 

 

 

Sicuro del fatto sua.

Spiega con enfasi.

MAU:

Le donne sposate !

Una moglie è come la luna: nella prima fase, al sentire le profferte di un nuovo innamorato, si indigna, e questa è quella che voi state attraversando ora.  Nella seconda …

 

Tra l’incuriosito e l’infastidito.

sop:

Nella seconda ?

 

 

Conclude ostentando sicurezza.

MAU:

La signora si commuove alla vista di un amore tanto appassionato, e questa è la fase in cui, tra non molto, sarete coinvolta !

 

 

 

Sulle sue.

Interessata.

SOP:

Non credo proprio.

Ce n’è una terza ?

 

 

 

Sicuro del fatto suo.

MAU:

Si, quella in cui la signora si arrende e cede.

 

 

Disgustata.

SOP:

Voi siete pazzo !

 

 

 

Afferra le mani di Sophie

MAU:

Pazzo si, pazzo di voi !

 

Cercando di liberare le mani

sop:

Lasciatemi !

 

Implorante.

mau:

Arrendetevi subito, così non ruberemo altro tempo prezioso al nostro amore !

 

Libera con uno strattone le mani

SOP:

Ora mi avete proprio irritata !

 

 

 

Strigendosi nelle spalle.

MAU:

Ovvio è la prima fase !

 

 

 

Punta l’indice contro Maurice, molto determinata.

SOP:

Mettetevelo bene in testa questa è la prima e l’ultima delle vostre idiote fasi !

 

 

 

Fregandosi le mani, pregustando.

MAU:

Arrabbiatevi pure, siete deliziosa quando lo fate!

 

 

 

Con fredda determinazione.

SOP:

Signore io amo mio marito e gli sarò sempre fedele, come lui è fedele a me !

 

 

 

Insinuante.

MAU:

Siete proprio sicura  che  lo sia ?

 

 

 

Convinta.

SOP:

Certissima, una donna il tradimento lo avverte nell’aria !

 

 

 

Non dandosi per vinto.

MAU:

Ma se un giorno scopriste che vostro marito vi tradisce ?

 

 

 

Riflettendo.

Con risentimento.

SOP:

Beh, allora sarebbe un altro discorso !

Occhio per occhio, dente per dente !

 

 

 

Sicuro del fatto suo..

MAU:

Allora sarò io quell’occhio e quel dente!

 

 

 

Si avvia verso destra.

Sulla soglia.

SOP:

Vi lascio alle vostre illusioni e vado a terminare  le valige, tra poco parto con Emile per Vichy !

Addio !

 

 

Sophie esce da destra.

 

 

Contrariato.

Riflettendo tra se.

Suona il campanello

MAU:

Maledizione, partono !

Che diavolo andranno a fare a Vichy ?

Sicuramente Celestino lo sa !

 

 

Celestino entra da destra

 

 

Con un piccolo inchino

CEL:

Il signore desidera ?

 

 

 

Prendendola alla larga.

MAU:

Caro Celestino, ho bisogno di voi !

 

 

 

Incredulo.

CEL:

Incredibile, il dottor Guissac è riuscito a guarire la vostra balbuzie !

 

 

 

Cercando di minimizzare.

MAU:

No, solo che va e viene !

 

 

 

Con tono dottorale, si va a sedere alla scrivania.

CEL:

L’incostanza dei sintomi è la peggior situazione in cui un medico si possa trovare.

 

 

 

Sedendosi davanti alla scrivania.

MAU:

Vi sento molto preparato in fatto di medicina !

 

 

 

Con orgoglio.

CEL:

Mi sono preso la licenza di leggere tutti i libri  che il dottore possiede.

 

 

 

Compiaciuto.

Porge una banconota a Celestino.

MAU:

Bravo !

Eccovi cinque franchi …

 

 

 

Prende la banconota e tende di nuovo la mano. Con sussiego.

CEL:

Sono dolente signore, ma la mia parcella è di dieci franchi. Al momento prendo soltanto la metà del dottore, ma tra breve …

 

 

 

Scusandosi.

Porge un’altra banconota.

MAU:

Scusate non sapevo.

Questi sono gli altri cinque franchi.

 

 

 

Intasca prontamente, con convinzione.

Confidenziale.

CEL:

Senza falsa modestia posso dire di aver posto rimedio a molti errori del dottor Guissac.

Non che lui non sia preparato, ma l’esercitare in casa è deleterio per la professione.

 

 

 

Incuriosito.

MAU:

E perché mai ?

 

 

 

Protendendosi verso Maurice.

Con riprovazione.

CEL:

La presenza della signora lo distrae.

Anche mentre visita un paziente non fa che pensare a lei !

 

 

 

Tra se, con un sospiro.

MAU:

E chi non lo farebbe !

 

 

 

Si alza, con fare professionale

CEL:

Torniamo a noi signore, se si vuole spogliare …

 

 

 

Resta seduto, perplesso.

MAU:

Perché mai dovrei spogliarmi ?

 

 

 

Precisa avviandosi al lettino

CEL:

Per la visita, signore.

 

 

 

Si alza e va vicino a Celestino.

MAU:

Io ho bisogno solo di un informazione.

 

 

 

Deluso.

CEL:

Se posso, signore.

 

 

 

Sollecita  l’amor proprio di Celestino

MAU:

Voi sicuramente conoscete le acque di Vichy.

 

 

 

Assentendo.

Declina con tono dottorale.

CEL:

Certamente, le loro proprietà oligominerali: 12% di potassio, 22 di magnesio, 07 di manganese  e  16 di cromo bisolfato, sono un toccasana per la cura della nevrosi, della gastrite, della rinite, dell’obesità e soprattutto della sterilità.

 

 

 

Perplesso.

MAU:

Per la balbuzie nessun effetto ?

 

 

 

Con lo stesso tono.

Conclusivo.

CEL:

Direttamente la casistica non ne fa menzione.

Occorre altro, signore ?

 

 

 

Sicuro.

MAU:

Per il momento no.

 

 

 

Torna verso la scrivania.

CEL:

Ricordate che per le visite a domicilio la mia parcella è di quindici franchi.

 

Con sicurezza.

MAU:

Lo terrò a mente !

 

E1 Campanello porta

 

 

Andando verso sinistra.

CEL:

Chiedo licenza signore.

 

 

Celestino esce da sinistra

 

 

Tra se, con grande determinazione.

MAU:

Debbo assolutamente andare anch’io a Vichy e farò in modo che sia proprio il buon Emile a mandarmici !

 

 

Celestino rientra da sinistra ed introduce John.

 

 

Con tono autoritario.

joh:

This is the studio of  doctor Emile Guissac  ?

 

 

 

Con un piccolo inchino.

CEL:

Esattamente signore.

 

 

 

Rivolto a Celestino, molto deciso.

joh:

Good ! You andare a dire a the doctor che j wont speak, io dovere parlare lui immediately!

 

 

 

Deferente, indicando a sinistra

CEL:

Sono dolente, ma il dottore non è in casa, se avete la pazienza di aspettarlo, vi potete accomodare in sala d’attesa.

 

 

 

Con tono sdegnato.

joh:

John Barrimore of Baltimora non paziente and non aspettare mai !

 

 

 

Confidenziale.

MAU:

Se è una cosa urgente, potete farvi visitare dal suo infermiere, vale quanto lui, se non di più !

 

Inchinandosi a Maurice

CEL:

Grazie signore !

 

 

Seccamente.

Sicuro del fatto suo.

joh:

It’s impossible!

For my problem is necessary the doctor !

 

 

 

Precisando.

MAU:

Guardate che vi costerebbe la metà !

 

 

 

Con alterigia.

joh:

Per John Barrimore of Baltimora denaro non essere problema !

 

 

 

Si alza e va verso sinistra, laconico.

MAU:

Fate un po’ come vi pare, io torno più tardi !

 

 

Maurice esce da sinistra

 

 

Allungando una banconota a Celestino

joh:

This is for you !

 

 

 

Allibito, rigirando la banconota.

CEL:

Ma sono cento dollari, ed io non ho il resto!

 

 

 

Magnanimo.

Con prosopopea.

joh:

Tenere pure.

In Unite States, avere mille pozzi of petrol e money da cento dollari usare per accendere sigaro !

 

 

 

Inchinandosi profondamente.

CEL:

I miei complimenti mister !

 

 

 

Puntando l’indice verso Celestino

joh:

Adesso you rispondere mie domande !

 

 

 

Scattando sull’attenti

CEL:

Se posso, ben volentieri.

 

 

 

Va vicino a Celestino, confidenziale.

joh:

The doctor have one wife, una moglie ?

 

 

 

Assentendo con la testa.

Precisa con enfasi.

CEL:

Certamente signore.

Il dottor Emile è felicemente sposato con madame Sophie.

 

 

 

Fregandosi le mani.

Incalzante.

joh:

Very good !

Signora essere giovane ?

 

 

 

Con ammirazione.

CEL:

Si,  è nel fiore degli anni !

 

 

 

Compiaciuto.

Inquisitorio.

joh:

Very, very well !

She is beautiful, essere bella ?

 

 

 

Precisa con trasporto.

CEL:

Madame è più che bella, oserei paragonarla alla venere del Botticelli !

 

 

 

Molto soddisfatto.

joh:

All right, questa essere una very nice notice, una buona notizia !

 

 

 

Molto perplesso.

CEL:

Scusate, temo di non capire cosa c’entri l’avvenenza della signora con …

 

 

 

Laconico.

Avviandosi verso sinistra

joh:

You non dovere capire.

Io fare came beach, tornare, quando arrivare  doctor !

 

 

 

Timidamente.

CEL:

Debbo riferire qualcosa al dottore ?

 

 

 

Imperiosamente.

joh:

Nemmeno one parola !

Bye, bye !

 

 

John esce da sinistra.

 

 

Rigirando la banconota fra le mani.

Soddisfatto.

CEL:

Cento dollari !

Oggi è la mia giornata fortunata !

 

 

E1 Campanello porta

 

 

Infastidito.

Andando verso sinistra

CEL:

Ancora !

Le visite per oggi dovevano essere finite.

 

 

Celestino esce da sinistra e rientra subito dopo precedendo Napoleone

 

 

Deferente.

CEL:

Buonasera, signore.

 

 

 

Precisa con enfasi.

Con orgoglio.

NAP:

Generale prego !

Generale Napoleone Buonaparte !

 

 

 

Con deferenza.

CEL:

Discendente del famoso condottiero ?

 

 

 

Infastidito.

Scandendo.

Molto infastidito.

NAP:

Cribbio, condottiero si, discendente no !

Io sono Buonaparte con la u !

Sono cinquant’anni che questa u in più o in meno mi perseguita !

 

 

 

Servile.

CEL:

Scusate generale, cosa posso fare per voi ?

 

 

 

Sulle sue.

NAP:

Desidero consultare il dottor Guissac, per un problema personale !

 

 

 

Dispiaciuto.

CEL:

Dolente, il dottore al momento è fuori …

 

 

 

Con trasporto.

EMI:

(F.C.) Sophie, passerottino mio sono qui !

 

 

 

Facendo ammenda.

Con ironia.

CEL:

Mi correggo il dottore è tornato !

Vi lascio alle sue, si fa per dire, cure !

 

 

Esce Celestino da destra, Emile entra da sinistra.

 

 

Impaziente.

NAP:

Finalmente siete arrivato !

 

 

 

Giustificandosi.

EMI:

Scusate, sono stato trattenuto al capezzale di una vecchia contessa !

 

 

 

Guarda  da vicino Emile, meravigliato

NAP:

E’ incredibile la rassomiglianza !

 

 

 

Meravigliato.

EMI:

Con la vecchia contessa ?

 

 

 

Precisa, stizzito.

NAP:

Con vostro zio, il colonnello Guissac !|

 

 

 

Interessato.

EMI:

Anche voi siete un militare ?

 

 

 

Scattando sull’attenti.

NAP:

Generale Napoleone Buonaparte !

 

 

 

Compiaciuto.

EMI:

Pronipote di …

 

 

 

Stizzito.

Con rammarico

NAP:

Cribbio no, Buonaparte e non Bonaparte !

Accidenti a mio padre che mi ha messo questo maledetto  nome !

 

 

 

Scusandosi, va alla scrivania e invita Napoleone a sedere davanti

EMI:

Prego accomodatevi.

Come sta lo zio ?

 

 

 

Va a sedersi davanti alla scrivania.

NAP:

L’ultima volta che l’ho visto è stato prima della terribile battaglia di Saigon …

 

 

 

Protendendosi verso Napoleone, teso.

EMI:

L’ultima volta dite, perché il poverino è …

 

 

 

Scuotendo energicamente la testa

Confidenziale.

NAP:

Cribbio, no !

La battaglia era tra me e lui per conquistare le grazie di Cin-Cion, una bellissima indocinese !

 

 

 

Sedendosi alla scrivania, rasserenato

EMI:

Sia ringraziato il cielo !

 

 

 

Racconta, prima con compiacimento, poi con preoccupazione

NAP:

Vostro zio, prima di abbandonare, sconfitto  quella tenzone, mi disse: “Napoleone se un brutto giorno la tua vecchia carcassa cominciasse a scricchiolare,  vai a Parigi da mio nipote, il dottor Emile Guissac, e vedrai che lui la farà tornare come nuova”.

 

 

 

Conclusivo. Si alza e va vicino al lettino.

EMI:

Ed ora la vecchia carcassa, scusate generale, ha bisogno di una revisionatina.

 

 

 

Confermando con un sospiro. Si alza.

NAP:

Appunto !

 

 

 

Indicando il lettino. Si mette al collo il fonendoscopio.

EMI:

Prego, toglietevi la camicia

 

 

Entra Celestino da destra

 

Con sussiego.

cel:

Chiedo perdono, sono arrivati  il dottor Pardon e il dottor Benancourt.

 

 

A mo’ di congedo

EMI:

Tra un attimo sarò da loro.

 

 

Insistendo.

cel:

Ci sono anche due signore che chiedono di voi.

 

 

 

Spazientito.

A Celestino.

EMI:

Questa sera non si finisce mai !

Falle accomodare in sala di attesa, poi vedrò cosa posso fare per loro.

 

 

 

Servile. Esce

cel:

Subito dottore.

 

 

Tornando a Napoleone

EMI:

Sdraiatevi sul lettino e ditemi cos’è che non va.

 

 

Con imbarazzo.

NAP:

Non è facile spiegare…..

 

 

 

Indica lo stomaco di Napoleone.

EMI:

Vi aiuto io: lo stomaco ?

 

 

 

Si sdraia sul lettino

NAP:

Per vostra norma, io digerisco le ostriche con tutto il guscio !

 

 

 

 

Palpa il fegato di Napoleone

EMI:

Allora sentiamo il fegato !

 

 

 

Con orgoglio.

NAP:

Giovanotto il mio fegato è citato ad esempio in tutti i reggimenti di Francia !

 

 

 

Gli ausculta il cuore con il fonendoscopio

EMI:

Ci sono il cuore !

La vetusta pompa fa i capricci !

 

 

 

Scosta Emile e si mette seduto sul lettino

NAP:

Il problema è proprio riguardo la pompa: non sono più il gagliardo assaltatore di qualche tempo fa !

 

 

 

Mettendo via il fonendoscopio

EMI:

Scusate ma non colgo il nesso.

 

 

 

Mentre rimette la camicia racconta con soddisfatto amor proprio

NAP:

In tutte le guarnigioni in cui ho prestato servizio: Parigi, Algeri, Beirut, Saigon, se incontravo una gonnella che fosse almeno passabile, io partivo all’assalto: lancia in resta !

 

 

 

Torna seduto alla scrivania, ammirato.

EMI:

Complimenti generale !

 

 

 

Racconta con grande enfasi.

NAP:

Prima di affrontare il nemico, i miei colleghi ufficiali, per darsi coraggio, avevano bisogno di cinque litri di cognac, a me bastava fare l’amore cinque volte in una sola notte!

 

 

 

Allibito.

EMI:

Cinque ?

 

 

 

Precisa con soddisfazione.

Tornando serio e preoccupato.

NAP:

E se la battaglia si annunciava campale: il doppio !

Mentre adesso …

 

 

 

Incalzante.

EMI:

Adesso ?

 

 

 

Con crescente disappunto.

Lascia il discorso a metà.

NAP:

Adesso partenza sempre  lancia in resta, primo assalto come un colpo di cannone, al secondo come un colpo di bombarda, al terzo ...

 

 

 

Preoccupato.

EMI:

Al terzo ?

 

 

 

Con grande rammarico.

NAP:

L’ammaina bandiera !

 

 

 

Cercando di sdrammatizzare.

EMI:

Caro generale, dovete farvi una ragione, che, con il passare del tempo, quelle polveri tendono a bagnarsi …

 

 

 

Confidenziale, protendendosi verso Emile.

NAP:

Dottore ditemi, da uomo a uomo, dopo quarant’anni di glorioso servizio, debbo rassegnarmi  a che la mia sciabola arrugginisca nel fodero ?

 

 

 

Tranquillizzante.

Con tono professionale.

EMI:

Ma no !

Dovete solo darle un periodo di riposo, lontano dalle tentazioni di Venere !

 

 

 

Speranzoso.

NAP:

E dopo potrà tornare a duellare come prima ?

 

 

 

Proseguendo sullo stesso tono

EMI:

Come prima forse no, ma, con  un’adeguata terapia, diciamo che potrà ancora togliersi le sue brave soddisfazioni !

 

 

 

Attaccandosi alla speranza.

NAP:

Pillole, sciroppi, tisane, punture ?

Sono disposto a qualsiasi cosa !

 

 

 

Dissentendo.

Precisa.

EMI:

Nulla di tutto ciò !

Le acque di Evian, in casi come il vostro, possono dare un ottimo risultato.

 

 

 

Disgustato.

NAP:

Mi state dicendo che dovrei bere dell’acqua ?

 

 

 

Scrivendo la prescrizione.

EMI:

Almeno sei bicchieri al giorno e precisamente quella della fonte di Marte, che mi sembra la più appropriata per un combattente come voi !

 

 

 

Stizzito, precisa, mentre si alza.

NAP:

Cribbio, io l’acqua non l’uso nemmeno per lavarmi i denti, lo faccio con lo champagne !

 

 

 

Stringendosi nelle spalle. Si alza.

EMI:

Necessità fa virtù !

 

 

 

Rassegnato. Con un sospiro.

Andando vicino ad Emile con fare complice.

NAP:

Vada per le terme di Evian !

Dottore, non è che potrei portare con me una signora,  per non perdere l’allenamento …

 

 

 

Dissentendo, insiste.

EMI:

Non se ne parla neppure: riposo e acqua, acqua e riposo !

 

 

 

Nauseato.

NAP:

Così, non solo annegherò le mie budella, ma morirò anche di noia !

 

 

 

Cercando una soluzione.

EMI:

Portate con voi un parente …

 

 

 

Scuotendo la testa.

NAP:

Non ho parenti.

 

Con un gesto di rassegnazione.

Emi:

Quand’è così ...

 

Come colto da un’improvvisa ispirazione.

Nap:

Aspettate, ora che ci penso, dovrei avere una figlia.

 

Perplesso.

EMI:

Come dovrei, non ne siete sicuro ?

 

 

 

Ricorda come estasiato.

NAP:

Ecco dottore, vent’anni fa conobbi una splendida creatura: occhi da tigre, corpo da pantera, vitino da vespa …

 

Ironico.

EMI:

Un arca di Noe !

 

Ancora sognante.

NAP:

Si chiamava  Zozò …

 

Incuriosito.

EMI:

Un nome curioso per una signora !

 

 

 

Precisa.

NAP:

Era il suo nome d’arte, cantava e ballava in un Cafè Concerto di second’ordine a Marsiglia.

 

 

 

Interessato.

EMI:

Un artista !

 

 

 

Con l’acquolina in bocca.

NAP:

Beh, non esageriamo, per cantare, cantava da cane, ma, a letto, esibiva il meglio del suo repertorio !

 

Con garbata ironia.

EMI:

Era il suo cavallo di battaglia !

 

 

Racconta con trasporto frammezzato dal disappunto.

NAP:

Dopo ben cinque settimane di furibonda passione, intervallata da un paio di duelli con altri due pretendenti, che avevo sorpreso in intimità con lei, dovetti partire  a malincuore per l’Indocina.

 

 

 

Laconico.

EMI:

Che volete farci è la vita militare !

 

 

 

Conclude il racconto con tono drammatico.

NAP:

Passati nove mesi, un telegramma: “Torna immediatamente, diventato padre  di Berthe” !

 

 

 

Ironicamente sorpreso.

EMI:

Paternità per corrispondenza !

 

 

 

Con rammarico.

NAP:

Voi capite bene dottore, che io proprio allora ero impegnato in quella battaglia con  vostro zio, così che non potei far fronte al mio dovere di padre.

 

 

 

Con evidente ironia.

EMI:

La patria innanzi tutto !

 

 

 

Di slancio.

Conclude con rassegnazione.

NAP:

Telegrafai: “Torno appena possibile”

L’appena possibile è stato ieri l’altro, vent’anni dopo !

 

Laconico.

emi:

Come passa il tempo !

 

Infervorandosi nel racconto.

nap:

Mentre il treno, che mi riportava a Parigi, sostava a Marsiglia, sentii il richiamo del sangue che mi gridava “Tua figlia, Napoleone ricordati che hai una figlia“!

 

Sarcastico.

EMI:

Però, aveva aspettato vent’anni !

 

 

 

Con crescente entusiasmo.

NAP:

Allora mi buttai letteralmente già dal treno e al grido: “Eccomi figlia mia”, mi misi a passo di carica alla ricerca di Zozò e delle penne delle mie penne !

 

Interessato.

EMI:

L’avete trovata ?

 

Allargando le braccia, rammaricato.

NAP:

Ho girato per tutta la città, ho bussato a cento porte, ma di Zozò e Berthe nessuna traccia !

 

EMI:

Che peccato!

 

 

 

Mettendo mani al portafogli.

NAP:

Dottore, la vostra parcella ?

 

 

 

Fermando Napoleone.

EMI:

Nulla, che diamine, per un commilitone dello zio è il minimo che potessi fare !

 

 

 

Riconoscente.

NAP:

Grazie dottore.

 

 

 

Stringendo la mano a Napoleone.

EMI:

Al ritorno da Evian tornate a trovarmi !

 

 

 

Ricambiando con vigore la stretta.

NAP:

Senza dubbio e confido che allora vogliate presentarmi la vostra signora !

 

 

Napoleone esce da sinistra.

 

 

Girato verso sinistra, ironico.

EMI:

Se speri che ti presenti mia moglie stai fresco !

 

 

Entrano Pascal e Leon da sinistra

 

 

Con una pacca sulla spalla di Emile.

PAS:

Eccola la vecchia canaglia !

 

 

 

Impaziente, sfila il camice ad Emile.

LEO:

Ancora non sei pronto ?

 

 

 

Cercando di opporre resistenza.

EMI:

Pronto a cosa ?

 

 

 

Prendendo sottobraccio Emile.

PAS:

A venire a cena con i tuoi colleghi del Sant’Anna  !

 

Prendendo sottobraccio Emile.

LEO:

Offriamo noi !

 

 

Divincolandosi.

EMI:

Impossibile, tra poco parto con Sophie per Vichy e debbo ancora fare le valigie !

 

 

 

Tornando a prenderlo sottobraccio.

PAS:

Ah. ah, non puoi tirarti indietro !

 

Precisa con allegria.

LEO:

Tanto più che il festeggiato sei tu !

 

 

Sconcertato, liberandosi.

EMI:

Festeggiato per cosa ?

 

 

 

Con un ironico inchino.

LEO:

Per essere il marito più fedele di Francia !

 

 

 

Non capendo.

EMI:

Oh bella che cosa c’entra ?

 

 

 

Pazientemente spiega, mentre si va a sedere sul lettino.

PAS:

C’entra, perché avevamo scommesso …

 

Precisa con rammarico

LEO:

Che saremmo riusciti a farti tradire tua moglie !

 

 

Allibito, additando Pascal.

EMI:

Voi avete …

 

 

 

Con fare circospetto, e con allegria.

PAS:

Il mese scorso  …

 

 

 

Prosegue.

LEO:

Al congresso di cardiologia  …

 

 

 

Prosegue.

PAS:

Mentre tu eri in bagno  …

 

 

 

Prosegue.

LEO:

Abbiamo fatto scogliere  …

 

 

 

Prosegue.

PAS:

Nella tua coppa di champagne  …

 

 

 

Conclude, sedendosi sul bordo della scrivania.

LEO:

Una delle sue famose pillole di Eros !

 

 

Incuriosito.

EMI:

Che diavolo sono le pillole di Eros ?

 

 

 

Con enfasi, facendo un passo avanti

leo:

Un nuovo miracoloso ritrovato …

 

Si inchina, con orgoglio.

PAS:

Del qui presente illustrissimo dottor Pascal Pardon !

 

 

A mo di imbonitore, facendo un passo avanti !

LEO:

Uomini impotenti …

 

 

 

Idem, facendo un passo avanti

PAS:

Donne frigide di tutto l’orbe terracqueo …

 

 

 

Con enfasi.

LEO:

Le vostre pene sono finite !

 

 

 

Con enfasi.

PAS:

Una pillolina al momento opportuno …

 

 

 

Con enfasi.

LEO:

E diverrete più gagliardi di Sansone …

 

 

 

Con enfasi.

PAS:

Più focosi di Giacomo Casanova !

 

 

 

Con enfasi.

LEO:

Neanche cinque minuti dopo aver ingurgitato la  pillola …

 

 

 

Con enfasi.

PAS:

Il sangue vi ribollirà nelle vene !

 

 

 

Con enfasi.

LEO:

E nulla vi potrà più fermare …

 

 

 

Con enfasi.

PAS:

Fino al raggiungimento del traguardo amoroso !

 

 

 

Folgorato da un ricordo.

EMI:

Aspetta un momento, hai detto il mese scorso ?

 

 

 

Assentendo.

LEO:

Appunto.

 

 

 

Perplesso.

PAS:

Quello che ci lasciava ben sperare è che …

 

 

 

Prosegue.

LEO:

Dopo aver bevuto lo champagne …

 

 

 

Prosegue.

PAS:

Sei diventato tutto rosso in faccia …

 

 

 

Prosegue.

LEO:

Hai fatto anche l’occhio da mandrillo in amore!

 

 

 

Prosegue.

PAS:

Poi ci piantasti tutti in asso …

 

 

 

Conclude.

LEO:

Dicendo che s’era fatto tardi !

 

 

 

Picchiandosi una mano sulla fronte.

EMI:

Ecco che cos’era !

 

 

 

Con tono cospiratorio

PAS:

Ti abbiamo seguito di nascosto …

 

 

 

Prosegue. Con tono cospiratorio

LEO:

Sicuri che avresti abbordato la prima donnina che incontravi …

 

 

 

Prosegue. Scuotendo la testa.

PAS:

E invece …

 

 

 

Conclude con disappunto.

LEO:

Hai preso un taxi e sei filato di corsa a casa !

 

 

 

Mostrando i pugni ai due.

EMI:

Mascalzoni, farabutti !

 

 

 

Allarmato fa un passo indietro.

PAS:

Ehi, ma che ti prende !

 

 

 

Siede e prende la testa fra le mani.

EMI:

Siete la mia rovina !

 

 

 

Con malizia, andando di lato ad Emile.

LEO:

Tua moglie ha avuto forse da ridire sull’effetto della pillola ?

 

 

 

Con un urlo disperatosi alza di scatto.

Minaccioso faccia a faccia con Pascal.

EMI:

Ma quale moglie, quale moglie !

Quella maledetta scommessa l’hai vinta tu !

 

 

 

Interessatissimo.

PAS:

Non mi dire !

 

 

 

Esprimendo un grande rammarico, si allontana a grandi passi.

EMI:

Tornato a casa trovai una chiamata dal Ritz: una signora americana si sentiva poco bene e allora …

 

 

 

Incalzante.

LEO:

Allora ?

 

 

 

Cercando una giustificazione, si gira verso i due.

EMI:

Non potevo rifiutare il soccorso ad una straniera, che figura  avrebbe fatto la Francia ?

 

 

 

Accenna la Marsigliese

le-TE:

Allons enfants de la Patrie,

le jour de gloire est arrivé ….

 

 

 

Riprende il racconto con lo stesso tono, torna verso i due.

EMI:

Ripresi un taxi e mi precipitai al Ritz, cercando di tenere a freno la belva che si era scatenata in me !

 

 

 

Compiaciuto strige la mano di Leon..

pas:

Una forza quelle pillole !

 

 

 

Allargando le braccia.

Leon si va a sdraiare in posa languida sul lettino.

EMI:

Arrivo nella stanza della signora e la trovo in guepiere distesa sul letto, allora non ho potuto resistere …

 

 

 

Interrompendo.

PAS:

Non aggiungere altro !

 

Con sussiego.

leo:

Siamo dei gentiluomini !

 

 

Minaccioso verso i due.

Scuotendo la testa.

EMI:

Canaglie, altro che gentiluomini !

Pensate che, a cosa fatte, ho trovato il marito ad aspettarmi nella hall e mi ha dato anche cento dollari per il disturbo !

 

 

 

Allegramente mettendosi seduto.

pas:

E non sei contento ?

 

 

 

Inviperito.

Con grande amarezza si prende la testa tra le mani..

EMI:

Contento di cosa ?

Contento di aver infangato il purissimo amore di Sophie, con un’azione degna del più spregevole degli uomini ?

 

 

 

Minimizzando va vicino ad Emile

leo:

E dai, per una volta !

 

 

 

Con malagrazia rivolto a Pascal.

EMI:

Tutto per colpa tua e di quelle tue dannatissime pillole !

 

 

 

Disgustato.

PAS:

Sei un ingrato !

 

 

 

Minimizzando.

leo:

In fondo te la sei spassata, hai intascato cento dollari …

 

 

 

Conclusivo.

Pas:

E tua moglie è rimasta all’oscuro di tutto!

 

 

 

Malizioso sedendosi davanti alla scrivania.

LEO:

Di un po’ hai fatto qualche altra visitina alla signora …

 

 

Con altrettanta malizia.

Pas:

Per vedere l’effetto della terapia?

 

Con disappunto e umiliazione.

EMI:

Nemmeno per sogno, mi vergognavo già tanto così !

 

 

Entra Celestino da sinistra.

 

 

Sulla soglia, professionale.

cel:

Chiedo perdono dottore, c’è un tale Piret che chiede  se può consegnarle un invito.

 

 

 

A Celestino.

Incuriosito rivolto ai due.

EMI:

Va bene fallo passare.

Un invito, invito a cosa ?

 

 

 

Faceto.

Pas:

Vuoi vedere che è l’americana che ti manda la partecipazione per il battesimo!

 

 

Entra Gerard da sinistra.

 

 

Entrando

Ger:

Il dottor Guissac ?

 

 

 

Fa un passo avanti

EMI:

Sono io.

 

 

 

Porgendo ad Emile una busta.

Con deferenza.

Ger:

Signore, come portiere dell’hotel Excelsior di Evian, sono stato incaricato di recapitarvi l’invito, per  voi e la vostra gentile consorte, al congresso di gastroenterologia, che si terrà da domani nel mio albergo.

 

 

 

Restituendo la busta a Gerard

EMI:

Sono dolente di non poter accettare, ma questa sera parto con mia moglie per Vichy.

 

 

 

Dispiaciuto.

Ger:

Accidenti la concorrenza ci ha battuti sul tempo !

 

Interviene, interessato andando vicino a Gerard seguito da Leon.

Pas:

Scusate, quanti franchi verrebbe a costare la partecipazione ?

 

Formale.

ger:

Assolutamente nulla signore: tutte le spese, treno compreso, saranno a carico dell’organizzazione !

 

Un po’ esitante, indicando Pascal

leo:

Visto che anche noi siamo medici, non è che …

 

 

 

Con entusiasmo, porge la busta.

Ger:

Ma certamente, saremo onorati della vostra presenza.

 

 

 

Prendendo la busta.

pas:

Molto gentile.

 

 

 

Rivolto ad Emile

Ger:

Dottor Guissac, qualora doveste ripensarci, le porte dell’Excelsior saranno sempre aperte per voi !

 

 

 

Sicuro.

EMI:

Grazie ma non sarà così !

 

 

 

Rivolto a Leo e Pascal.

Ger:

Signori dottori vi aspetto domani !

 

 

Gerard esce da sinistra.

 

 

Fregandosi le mani, entusiasta.

Leo:

Bel colpo !

 

Pregustando la situazione.

Pas:

Evian è piena di belle signore !

 

 

Con tono autoritario portando la voce.

joh:

(F.C.) Fare me passare, io avere visto dottore tornare casa !

 

 

 

Colto da panico.

Atterrito.

EMI:

Mio Dio questa voce !

E’ la sua !

 

 

 

Perplesso.

LEO:

La sua di chi ?

 

 

 

Frastornato.

EMI:

Dell’americano becco !

 

 

 

Ironicamente tranquillizzante.

PAS:

Forse la signora accusa ancora quel disturbo …

 

Conclude con malizia.

Leo:

Ed è venuto a chiamarti !

 

 

Andando verso destra.

PAS:

Non ti agitare, parla con lui …

 

Seguendo Pascal.

leo

Noi ascoltiamo da dietro il separé !

 

Pascal e Leon escono da destra

 

 

Con evidente preoccupazione.

EMI:

Ho un brutto presentimento !

 

 

Entra John da sinistra.

 

 

Con malcelata ironia.

joh:

My dear doctor, io contento di rivedere you !

 

 

 

Cercando di prenderla alla larga.

EMI:

Come sta la vostra gentile consorte ?

 

 

 

Rassicurante, sottolinea “vostra cura”

Assumendo un aria preoccupata

joh:

Dopo vostra cura my wife stare wonderful !

Essere io che, da quella sera, avere grosso fastidio !

 

 

 

Mettendosi il camice

EMI:

Posso fare qualcosa per voi ?

 

 

 

Con durezza.

joh:

Yes, you potere.

 

 

 

Invita con la mano John a sdraiarsi sul lettino.

EMI:

Accomodatevi e ditemi dove accusate questo disturbo ?

 

 

 

Si sdraia e indica la testa.

joh:

In my head, in mia testa !

 

 

 

Professionale, palpando la testa

emi:

Cefalea, vertigini, senso di nausea ?

 

 

 

Picchiandosi una mano sulla fronte.

joh:

Nothing, problema essere mia fronte !

 

 

Perplesso. Passa la mano sulla fronte

EMI:

Sulla fronte, strano !

Al tatto non si evidenzia nulla !

 

 

 

Prende la mano di Emile e se la passa sulla fronte.

joh:

Se voi toccare bene, sentire che essere spuntate me corna, and you sapere perché !

 

 

 

Cercando di tergiversare.

EMI:

Credo che state prendendo un abbaglio.

 

 

 

Si tira su protendendosi verso Emile

joh:

Mia moglie avere detto me tutto !

 

 

 

Tormentandosi le mani, cercando di giustificarsi.

EMI:

Lasciate che vi spieghi, non è stata colpa mia, ma  di una maledetta pillola !

 

 

 

Sarcastico, puntando l’indice sul pene.

joh:

Voi in Francia chiamare pistolino: pillola ?

 

 

 

Cercando disperatamente di convincere John, indica a destra..

EMI:

La pillola di Eros che mi hanno fatto ingurgitare a mia insaputa !

 

 

 

Con autocommiserazione, si alza dal lettino e va  a sedere alla scrivania.

Tira fuori un sigaro dal taschino

joh:

Pillola o not pillola, cosa non cambiare: cornuto essere e cornuto io restare !

Io adesso dire you cosa fatto altre volte che successa stessa cosa.

 

 

 

Rinfrancato, siede avanti  la scrivania

EMI:

Ah, perché non è la prima volta !

 

 

 

Con rassegnazione, massaggiando il sigaro.

joh:

Absolutly, io essere miliardario più becco di United States of America !

 

 

 

Rinfrancato dalla piega che prende il discorso,si siede anche lui.

EMI:

Mi fa piacere che prendiate la cosa dal verso giusto !

 

 

 

Cattivo, punta il sigaro verso Emile.

joh:

Adesso io vedere come prendere you cosa !

 

 

 

Tornando a preoccuparsi

EMI:

Che intendete dire ?

 

 

 

Laconico accende uno zolfanello

joh:

You fatto me cornuto, io fare you cornuto !

 

 

 

Si alza di scatto.

EMI:

Aspettate un momento ...

 

 

 

Soffiando sullo zolfanello.

joh:

Voi presentare me vostra moglie e io prendere con lei  mia vendetta !

 

 

 

Atterrito.

EMI:

Non se ne parla neppure, mia moglie è l’onestà personificata e non acconsentirebbe mai !

 

 

 

Ripone il sigaro nel taschino.

joh:

Allora esserci seconda alternativa.

 

 

 

Attaccandosi alla speranza di un’alternativa

EMI:

Meno male !

Quale ?

 

 

 

Tira fuori una pistola dalla tasca.

joh:

Io sparare you !

 

 

 

Terrorizzato fa un passo indietro.

EMI:

Calma, calma, ragioniamo.

 

 

 

Incalzando Emile gli punta la pistola contro.

joh:

John Barrimore di Baltimora avere solo una parola: voi o becco o morto !

 

 

 

Si getta in ginocchio.

EMI:

Vi scongiuro: pietà !

 

 

 

Abbassandosi verso Emile.

joh:

In America valere legge di taglione: occhio per occhio !

 

 

 

Tentando una scappatoia.

EMI:

Ma qui siamo in Francia !

 

 

 

Sicuro del fatto suo.

Si incammina verso sinistra.

Si gira e fa la croce con la pistola.

joh:

Fatto accaduto su my wife, lei territorio americano !

Io dare tempo three days, tre giorni, per pareggiare conto, poi io uccidere you !

 

 

 

Lamentoso, lo segue ginocchioni.

EMI:

Queste cose non si fanno !

 

 

 

Girandosi verso Emile. Sarcastico.

Mostra l’orologio, poi si avvia di nuovo verso sinistra.

joh:

Neanche quello che fatto voi si fa !

It’ is seven o clock, io a ore otto tornare per conoscere your Sophia !

 

 

 

Seguendolo ginocchioni, implorante

EMI:

Conoscete anche il nome di mia moglie !

 

 

 

Con supponenza.

Con determinazione, puntando l’indice contro Emile.

Saluta con la pistola

joh:

A John Barrymore of Baltimora non potere nascondere nothing !

You non fare scherzo di tagliare corda, perché io avere messo due policeman a vostra porta !

Bye bye !

 

 

John esce da sinistra

 

 

Si alza e va verso destra, gridando.

Con grande stizza.

EMI:

Pardon, Benancourt !

Maledetti idioti venite qui !

 

 

Entrano Pascal e Leon da destra

 

 

Accorrendo.

leo:

Eccoci !

 

 

 

Aggeressivo, si pone in mezzo ai due

Con grande con voce rotta dall’emozione.

EMI:

Avete sentito quello che ha detto l’americano ?

Grazie a voi, tra tre giorni o sarò cornuto o morto !

 

 

 

Enigmatico.

LEO:

Non è detto, non è detto !

 

 

 

Tra curiosità e preoccupazione.

EMI:

Cos’altro vi frulla in quelle zucche vuote ?

 

 

 

Intrigante.

PAS:

La vecchia Francia befferà l’America !

 

 

 

Isterico.

EMI:

Come, come ?

 

 

 

Cominciando a spiegare il piano.

LEO:

Per prima cosa allontaniamo tua moglie …

 

Conclude furbescamente.

pas:

Dalle grinfie di quell’energumeno !

 

 

Non convinto, additando a sinistra.

EMI:

Si fa presto a dirlo, l’americano ha messo due poliziotti sul portone !

 

 

 

Puntualizza.

PAS:

Si, ma loro non conoscono Sophie …

 

Con sicurezza.

leo:

Quindi  partirà da sola per Vichy !

 

 

Alzando una spalla, poco convinto

EMI:

Figuratevi se vorrà andarci senza di me !

 

 

 

Tranquillizzante.

leo:

Lascia fare a noi !

 

 

 

Con tono sensuale, portando la voce.

SOP:

(F.C.) Cucciolotto io ti sto ancora aspettando !

 

 

 

Autoritario.

EMI:

Ecco, che sta venendo qui !

 

 

Sophie entra da destra.

 

 

Bacia la mano di Sophie.

PAS:

I miei omaggi  signora !

 

 

 

Bacia la mano di Sophie.

LEO:

Madame miei rispetti !

 

 

 

Ricambiano il saluto.

Con un velato rimprovero verso Emile.

SOP:

Buonasera  a voi.

Emile, manca poco alla partenza del treno per Vichy e le tue valige sono ancora vuote !

 

 

 

Cogliendo la palla al balzo

Indicando Emile.

PAS:

A proposito, stavamo giusto illustrando al collega …

 

 

 

Prosegue con tono professionale.

leo:

I risultati dell’ultima ricerca fatta dal Medical Institute di Boston …

 

 

 

Prosegue con tono professionale.

Pas:

Circa l’effetto delle acque di Vichy sulla sterilità.

 

 

 

Interessata, va a sedersi.

SOP:

Sono confortanti ?

 

 

 

Incalzante.

pas:

Direi di più, il settantacinque per cento delle donne che hanno passato …

 

 

 

Puntualizzando.

leo:

Da sole le acque …

 

 

 

Esprimendo certezza.

Pas:

Sono rimaste incinte nel giro di tre mesi.

 

 

 

Allarmata si gira verso Pascal

SOP:

Come sarebbe a dire da sole ?

 

 

 

Precisa indicando Emile.

leo:

Senza la compagnia del marito …

 

 

 

Malizioso.

pas:

O di chi ne fa le veci.

 

 

 

Con disappunto si alza e va a prendere la mano di Emile..

SOP:

Ma Emile ed io ci andiamo insieme, non ci siamo mai separati !

 

 

 

Stringendosi nelle spalle.

leo:

In tal caso la percentuale ...

 

 

 

Laconico.

leo:

Scende a meno del dodici per cento !

 

 

 

Con tono professionale.

pas:

Perché, durante tutti i ventuno giorni della cura ...

 

 

 

Continua con sicurezza.

leo:

E’ necessario osservare l’astinenza assoluta !

 

 

 

Pensando di aver trovato la soluzione, lascia a malincuore la mano di Emile.

SOP:

Va bene, vorrà dire che faremo il fioretto di stare per tutto il tempo come fratello e sorella !

 

 

 

Allarmato.

pas:

Non basta !

 

 

 

Correndo ai ripari.

leo:

Il solo desiderio amoroso ...

 

 

 

Conclude con determinazione.

pas:

E’ sufficiente a vanificare l’effetto della cura !

 

 

 

Con decisione rifugiandosi tra le braccia di Emile.

SOP:

Sapete cosa vi dico, pur di non lasciare il mio cucciolotto, rinuncio ad avere un bambino !

 

 

 

Allontana Sophie con dolcezza per non vanificare il piano.

EMI:

Passerottino mio, non posso chiederti un tale sacrificio !

 

 

 

Minimizza, si alza e va a lato di Sophie

PAS:

Ventun giorni passano in un lampo !

 

Con palese malizia a lato di Emile

leo:

E dopo vi darete da fare per mettere in cantiere un bel bebè !

 

 

Prendendo, a malincuore la decisione.

Con voce incrinata ai due.

SOP:

Ebbene sia, mi avete convinta !

Dottori lo lascio nelle vostre mani !

 

 

 

Rassicurante.

pas:

State serena !

 

 

 

Precisando.

leo:

Lo porteremo con noi ad un  noiosissimo congresso medico.

 

 

 

Conclusivo.

pas:

Che comincerà domani ad Evian !

 

 

 

Abbracciando Emile.

SOP:

Il destino crudele ci separa per la prima volta !

 

 

 

Stringendo a se Sophie, con trasporto.

EMI:

Penserò ogni momento a te !

 

 

 

Con voce al limite del pianto

SOP:

Ed io a te !

 

 

 

Implorante.

EMI:

Bacino !

 

 

Sophie e Emile si baciano.

 

Staccandosi da Emile, con rammarico.

SOP:

Ah, come mi mancheranno i tuoi baci !

 

 

 

Avviandosi verso destra.

Rivolta ai due dottori.

SOP:

Mi raccomando, trattatelo bene il mio cucciolotto.

 

 

Sophie esce da destra

 

 

Fregandosi le mani.

LEO:

E vai, è fatta tu vieni con noi ad Evian !

 

Soddisfatto.

pas:

Adesso non ci rimane che trovarti una moglie!

 

 

Allibito.

EMI:

Ma che cavolo dite ?

 

 

 

Precisa con fare malizioso.

PAS:

Una moglie per tre giorni.

 

 

 

Puntualizza.

leo:

Una donnina di facili costumi …

 

 

Sconcertato cerca di esimersi.

EMI:

Ma dove la trovo, io non ne conosco nemmeno una !

 

 

 

Rassicurante.

pas:

Tranquillo, ci pensiamo noi !

 

 

 

Con fare complice.

leo:

Tu partirai con lei per Evian ...

 

 

 

Prosegue sullo stesso tono.

pas:

I detective ti seguiranno convinti che lei sia quella vera ...

 

 

 

Prosegue sullo stesso tono.

leo:

Così l’americano ...

 

 

 

Prosegue sullo stesso tono.

pas:

Quando gliela presenterai ...

 

 

Prosegue sullo stesso tono.

leo:

Sarà sicuro di trovarsi alla presenza della  tua dolce metà !

 

 

 

Proseguecon fare ambiguo.

PAS:

Lui le farà sue advance …

 

 

 

Con finta rassegnazione.

leo:

E diventerai cornuto …

 

Conclusivo.

pas:

Senza esserlo veramente !

 

 

Assentendo a malincuore

EMI:

Va bene, mi avete convinto !

Facciamo come dite voi !

 

 

 

Andando verso sinistra.

LEO:

Bravo, tu aspettaci qui !

 

Seguendo Leon.

pas:

Noi andiamo a cercare tua moglie !

 

 

Sulla soglia.

leo:

Ci vediamo tra poco !

 

 

Pascal e Leon escono da sinistra.

 

 

Preoccupato.

Va verso sinistra.

EMI:

Ho la sensazione che i guai non siano ancora finiti.

Sentiamo cosa hanno queste due pazienti !

 

 

Emile si affaccia a sinistra

 

 

Portando la voce.

EMI:

Prego signore accomodatevi !

 

 

Entra da sinistra Zoe

 

Entrando.

Trascina Berthe per la mano.

ZOE:

Grazie dottore !

Bebè cara, vieni, non essere timida che il dottore non ti mangia mica !

 

 

Entra da sinistra Berthe.

 

Timidamente.

BER:

Eccomi, maman !

 

 

 

Indica le poltrone innanzi la scrivania

EMI:

Prego, sedetevi e ditemi che posso fare per voi.

 

 

 

Civettuola

ZOE:

Diavolaccio, dottore, non mi riconoscete ?

 

 

 

Sforzandosi di ricordare.

EMI:

Veramente no madame !

 

 

 

Mettendosi seduta, imitata da Berthe. Con brio.

ZOE:

Zoe la guardarobiera dell’Odeon, il teatro dove siete di servizio una volta alla settimana !

 

 

 

Sedendosi anche lui.

A mo di giustificazione.

EMI:

Ah si, adesso si !

Sapete senza la divisa …

 

 

 

Drammatica, prende le mani di Berthe

ZOE:

Dottore, salvate la mia bambina !

 

 

 

Professionale.

EMI:

Cosa vi succede di tanto grave mademoiselle ?

 

 

 

Con timidezza.

BER:

Purtroppo ho perso il mio do di petto !

 

Non capendo.

Emi:

Il do di petto ?

 

 

Precisa con orgoglio.

zoe:

La mia Berthe è una cantante lirica.

 

 

 

Confermando.

BER:

Soprano leggero !

 

 

 

con un sospiro.

Con una punta di rammarico.

ZOE:

Dottore mio, sapeste i sacrifici che ho fatto per farla studiare dai migliori maestri !

Se ne sono andati tutti i risparmi messi via durante la mia luminosa carriera d’artista !

 

 

 

Incuriosito.

EMI:

Anche voi eravate cantante lirica ?

 

 

 

Dissentendo con foga.

Con orgoglio.

Speranzosa.

ZOE:

Quando mai, io ero la famosa Zozò del Trocaderò di Marsiglia!

Quella che ha portato al successo la canzone “La lattaia” che tutta la Francia cantava !

La ricordate dottore ?

 

 

 

Imbarazzato.

EMI:

Mi scuso, ma al momento …

 

 

 

Decisa si alza

ZOE:

Adesso ve la faccio sentire !

 

 

 

Cercando di evitare che Zoe canti.

BER:

Maman, non so se al dottore …

 

 

 

Va a porsi al centro del palco.

ZOE:

Diavolaccio, sono sicura che dopo poche battute la canterà assieme a me !

 

 

Parte M3

Luci in Pz3

 

Canta con movenze di ballo malizioso

ZOE:

Quando la mattina nel paese scendo,

il mio latte vendo senza chiasso far.

Tutti al sol vedere il mio recipiente,

col più gran piacere vengono a comprar.

Tutti vogliono il mio latte già,

per potersi consolar, si sa,

ed ognuno mi sa dir con voce gaia:

“vieni qui lattaia, fammi consolar”.

Le mie vaccherelle sono assai ben fatte,

hanno molto latte chi te lo può dir.

Basta solamente spremerle un pochino,

che un buon recipiente sanno riempir.

Il mio latte è rinforzante, già,

molto bene alla salute fa:

un garzone dall’aspetto assai sciupato,

ora s’è ingrassato e benone sta.

Il mio latte è fresco, senza mai impostura,

prenderlo per cura certo può giovar.

La mia clientela sempre più s’estende,

la mia industria rende e mi fa lucrar.

Il mio latte è pien di burro, già,

è un rinfresco quando in corpo va,

e chi entra nella mia vaccheria,

giuro che, in fede mia, ritornerà !

 

 

Stop M3

Luci in Pz1

 

 

Con orgoglio, tornando a sedere.

ZOE:

Forte eh, dottore ?

 

 

 

Poco convinto, a mezza bocca.

Indicando Berthe.

EMI:

Veramente simpatica !

Tornando al problema di vostra figlia …

 

 

 

Con fierezza di madre.

Intona il do.

Rivolta a Berthe.

ZOE:

La piccola Bebè aveva un do di petto ineguagliabile, il pubblico andava in delirio !

Doooooo !

Fai sentire adesso !

 

 

 

Con un miagolio stonato.

BER:

Doooo …

 

 

 

Ad Emile, con disappunto.

Scuotendo la testa sconsolata.

ZOE:

Sentito ?

Anche un gatto saprebbe fare di meglio !

 

 

 

Interessato.

EMI:

E come è successo che …

 

 

 

Acida. Punta l’indice verso Berthe.

ZOE:

Domandatelo, domandatelo a questa svergognata !

 

 

 

Cercando di evitare la spiegazione.

BER:

Maman non mi sembra il caso !

 

 

 

Intona di nuovo il do, rammaricata

ZOE:

Il doooo le è sparito per uno spavento !

 

 

 

Tentando un’ipotesi.

EMI:

Un incidente d’auto ! ?

 

 

 

Caustica.

ZOE:

Magari !

 

 

 

Pensando di aver trovato.

Precisa.

EMI:

Un ladro !

La signorina ha sorpreso un ladro in casa !

 

 

 

Con timidezza.

BER:

Quella ad essere stata sorpresa sono stata io !

 

 

 

Con acceso risentimento.

ZOE:

Ha fare certe cose, voi mi capite dottore, con  un tenorino da strapazzo !

 

 

 

Sicuro di aver trovato il bandolo.

EMI:

Voi signora l’avete colti in flagrante, e così per la paura il do di petto …

 

 

 

Interviene decisa.

Con sicurezza.

Confidenziale, protendendosi verso Emile.

ZOE:

Macché io !

Se fossi stata io, Bebè non si sarebbe certo spaventata !

E’ stato il signor barone a beccarla con le mani nel barattolo della marmellata !

 

 

 

Incuriosito e divertito.

EMI:

E chi sarebbe il signor barone ?

 

 

 

Cercando di mettere in buona luce Berthe.

ZOE:

Un anziano nobiluomo, di alto lignaggio che, come dire, si prende cura della mia bambina.

 

 

 

Malizioso.

EMI:

Capisco le fa da padre !

 

 

 

Con riserbo.

BER:

Beh, non proprio, anche se nell’intimità gli piace che io lo chiami papi !

 

 

 

Con trasporto.

Ad Emile con convinzione.

Con un sospiro di rammarico.

ZOE:

E’ tanto signore !

Pensate dottore, che non perdeva mai l’occasione di ripetermi: “State tranquilla madame Zoe, se la piccola Berthe mi sarà fedele il suo avvenire sarà assicurato” !

E invece !

 

 

Zoe scoppia in un pianto dirotto

 

 

Porgendo un fazzolettino a Zoe.

BER:

Maman, non fare così !

 

 

 

Sconsolata.

Soffiandosi il naso.

ZOE:

E’ tutto finito !

Addio doo di petto e soprattutto addio eredità !

 

 

 

Divertito dalla scena cerca di consolare Zoe.

EMI:

Via signora, vedrete che il barone saprà perdonare !

 

 

 

Perplessa.

ZOE:

Difficile, sarebbe la sesta volta !

 

 

 

Trattenendo a stento un sorriso.

EMI:

Volete dire che ha già perdonato per altre cinque volte ?

 

Puntualizza.

BER:

Papi è sempre stato così comprensivo !

 

 

Con voce rotta dai singhiozzi.

Adirata addita Berthe.

ZOE:

Questa volta, invece, ha telegrafato: “Misura  colma, ritiromi nei miei possedimenti di Maison Lafitte, non mi vedrete mai più “ !

Tutta colpa di questa sconsiderata !

 

 

 

Cercando di giustificarsi.

Facendo la gattina verso Emile.

Con un sospiro.

BER:

Maman, non dire così, lo sai che non lo faccio apposta, è più forte di me !

Quando incontro qualcuno carino, come il signor dottore, non posso fare a meno di cadere fra le sue braccia !

 

 

 

Con voce lamentosa.

Lascia in sospeso.

Accorgendosi della gaffe

ZOE:

Pensate che disgrazia per una madre: basta che uno scalzacane qualsiasi le vada a genio che …

Oh, pardon dottore !

 

 

 

Conclusivo con ironia.

EMI:

Sparisce il do di petto !

 

 

 

Civetta protendendosi verso Emile.

BER:

Quando si può essere felici perché negarselo, non è così anche per voi dottore ?

 

 

 

Sconsolata dall’atteggiamento di Berthe.

ZOE:

Tu finirai come tua madre: guardarobiera in un teatro !

 

 

 

Con tono sottilmente canzonatorio.

Sottolineando “bambina”

EMI:

Non è il caso di disperare, vedrete che la piccola troverà presto un altro paparino !

 

 

 

Con un sospiro.

Apprensiva.

ZOE:

Speriamo !

E intanto per il dooo di petto cosa si può fare ?

 

 

 

Convincente.

EMI:

Quello che ci vuole sono le inalazioni con l’acqua solforosa di Evian !

 

 

 

Perplessa.

ZOE:

Evian, dite voi, ma noi, diavolaccio, non possiamo permetterci un soggiorno in una stazione termale così cara !

 

 

 

Strigendosi nelle spalle.

BER:

Paparino era così arrabbiato, che ci ha mollato senza lasciarci un centesimo !

 

 

 

Possibilista, improvvisamente ispirato.

Indicando Berthe.

EMI:

Forse a questo si può porre rimedio !

Il caso della signorina mi interessa molto, dal punto di vista professionale s’intende …

 

 

 

Maliziosa. Accavallando le gambe

BER:

Solo quello e nient’altro ?

 

 

 

Spiegando.

EMI:

Si da il caso che io debba partire questa notte per Evian, per un congresso, se siete d’accordo potreste venire con me.

 

 

 

Eccitata. Con tono di promessa erotica

BER:

Caro dottore non avrete da pentirvene  !

 

 

 

Precisa giocherellando con la penna.

EMI:

Però ci sarebbe una condizione …

 

 

 

Interrompe con foga.

ZOE:

Accettiamo, qualunque essa sia !

 

 

 

Conclude il suo intervento.

EMI:

Dato che l’ospitalità viene offerta al medico e alla sua signora, mademoiselle dovrà fingere di essere mia moglie !

 

 

 

Civettuola prende la mano di Emile.

BER:

Sarò per voi la più adorabile delle mogliettine !

 

 

 

Rassicurante.

ZOE:

Anche con il barone facevamo la stessa cosa !

 

 

 

Si alza per congedare le due.

EMI:

Il treno parte alle undici e ventisette, noi ci vediamo al binario alle undici in punto !

 

 

 

Alzandosi anche lei, con esitazione e sfrontatezza.

ZOE:

Ci sarebbe il problemino di un guardaroba adatto ... sapete per non farvi sfigurare !

 

 

 

Mettendo mano al portafogli.

EMI:

Bastano cinquecento franchi ?

 

 

 

Precisando. Allunga la mano

ZOE:

Settecento sarebbe meglio !

 

 

 

Consegnando le banconote a Zoe.

EMI:

Eccovi i vostri settecento franchi e arrivederci al treno !

 

 

 

In solluchero.

ZOE:

Dottore è il cielo che vi ha mandato !

 

 

 

Andando vicino ad Emile, gattina.

BER:

A presto maritino mio !

 

 

Berthe fa per abbracciare Emile

 

Facendo un passo indietro.

Spingendo fuori Berthe.

EMI:

Non qui, non qui !

Solo ad Evian !

 

 

Zoe e Berthe escono da sinistra.

 

 

Fregandosi le mani.

Lancia un bacio verso destra.

EMI:

Ecco fatto: trovata la moglie per far contento e canzonato l’americano !

Perdonami  Sophie !

 

 

Entra Celestino da sinistra.

 

 

Sulla soglia, professionale.

Cel:

Dottore c’è di nuovo il signor Mouscovin.

 

 

 

Spazientito.

Torna alla scrivania.

EMI:

Ancora !

Va bene fallo passare !

 

 

Celestino esce da sinistra

 

 

Sedendosi, molto seccato.

EMI:

Accidenti, con la sua balbuzie mi farà perdere altro tempo prezioso !

 

 

Entra Maurice da sinistra

 

 

Sulla soglia.

MAU:

Pe… pepe… pepepe …

 

 

 

Con ironica impazienza.

EMI:

Vai con la marcia dell’Aida !

 

 

 

Andando a sedere di fronte ad Emile.

MAU:

Perdonami, ma  appe... appe… appena uscito  sono stato colto da vi… vi… vi…

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Vissi d’arte, vissi d’amore, la sai tutta la Tosca?

 

 

 

Conclude.

MAU:

Violenti dolori !

Al fe… al fe… al fe…

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Alfredo, Alfredo, siamo passati alla Traviata !

 

 

 

Conclude.

Cerca di esprimersi.

MAU:

Al fegato !

In farmacia mi… mi…

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Boheme, atto primo !

 

 

 

Cerca di esprimersi.

MAU:

Mi hanno dato un bi… bi… bi…

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Bimba dagli occhi pieni di malia: Butterfly !

 

 

 

Cerca di esprimersi.

MAU:

Bibitone e mi hanno co… co… co…

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Così fan tutte !

 

 

 

Cerca di esprimersi.

MAU:

Consigliato di passare le a… a… acque a vi… vi …

 

 

 

Sgarbatamente ironico.

EMI:

Di nuovo la Tosca !

 

 

 

Di un fiato.

MAU:

A Vichy !

 

 

 

Colto da un idea.

Si alza e va vicino a Maurice

EMI:

Ottimo consiglio !

Se fossi in te partirei questa notte stessa e, visto che sei lì, potresti farmi la cortesia di fare un po’ di compagnia a  mia moglie !

 

 

 

Alzandosi lentamente.

MAU:

A So.. So… Sophie ?

 

 

 

Cercando di dare una giustificazione.

EMI:

Io, purtroppo, debbo andare a Evian per un congresso e la poverina sarà tutto il tempo da sola !

 

 

 

Eccitatissimo, di un fiato

MAU:

Considerala come cosa fatta: starò accanto a lei giorno e notte !

 

 

 

Puntualizza.

Improvvisamente realizzando.

EMI:

La notte è meglio di no.

Scusa, ma come mai che non balbetti più ?

 

 

 

Torna immediatamente a balbettare.

MAU:

E’ l’e… l’e… l’emozione !

 

 

 

Perplesso.

EMI:

Sei un caso strano, a te fa l’effetto contrario !

 

 

 

Andando verso sinistra.

MAU:

Vado subito a preparare le va… va… va…

 

 

 

Ironico.

Fermando Maurice, lo istruisce con pignoleria.

EMI:

Va pensiero: Nabucco !

Ascolta, se Sophie manifestasse l’intenzione di raggiungermi, tu mandami subito un telegramma all’Hotel Excelsior  di Evian.

 

 

 

Stringendo la mano di Emile.

MAU:

Co… co… contaci !

 

 

 

Ricambia la stretta, con riconoscenza

EMI:

Ti sarò eternamente grato per questo favore !

 

 

 

Sottilmente ironico

MAU:

Ed iiii io a te !

 

 

Maurice esce da sinistra.

 

 

Fregandosi le mani.

EMI:

Anche questa è fatta !

 

 

Entrano Pascal e Leon da sinistra.

 

 

Di buon umore.

PAS:

Mio caro, siamo stati di parola !

 

Dando una pacca sulla spalla di Emile.

LEO:

Ti abbiamo trovato una moglie !

 

 

 

Puntualizza.

emi:

Non serve più, l’ho già trovata io !

 

 

 

Con evidente sarcasmo.

pas:

E bravo il marito super fedele !

 

 

 

Malizioso.

leo:

Avevi un’altra donna per le mani e facevi tanto il puritano !

 

 

 

Con trasporto, portando la voce.

SOP:

(F.C.) Cucciolotto ?

 

 

 

Allarmato.

emi:

Zitti, che sta arrivando Sophie !

 

 

Sophie entra da destra.

 

 

Asciugandosi gli occhi, drammatica.

SOP:

E’ l’ora !

 

 

 

Con un grido.

Dispiaciuto.

EMI:

No !

Di già !

 

 

 

Con un voce di pianto.

SOP:

Addio mio bene !

 

 

 

Abbracciando Sophie.

EMI:

Addio amore mio !

 

 

 

Disgustato.

PAS:

Sembra che andiate al patibolo !

 

 

 

Con anche lui la voce incrinata.

EMI:

Peggio, molto peggio !

 

 

 

Accarezzando il volto di Emile.

SOP:

Conterò le ore che mancano a quando potrò riabbracciarti !

 

 

 

Trattenendo il pianto.

EMI:

Ed io anche i minuti !

 

 

 

Con accento di disperazione.

SOP:

Voglio che tu mi scriva una lettera al giorno !

 

 

 

Sullo stesso tono, precisa.

EMI:

Due, te ne scriverò due e la domenica tre !

 

 

Entra Celestino da destra con le valige.

 

 

Sulla soglia.

cel:

Madame, il taxi è arrivato, posso portare da basso le valige ?

 

 

 

Con un filo di voce.

SOP:

Si.

 

 

 

Disperato.

EMI:

No !

 

 

 

Impaziente.

LEO:

Via decidetevi, che il treno non aspetta !

 

 

 

Implorante a Sophie.

EMI:

Le tue labbra ancora una volta !

 

 

 

Alzando la testa verso Emile.

SOP:

Sono tue !

 

 

Emile ed Sophie si baciano a lungo.

 

 

Andando verso sinistra, piangendo.

SOP:

Addio cucciolotto !

 

 

 

Accompagnandola.

EMI:

Addio passerottino mio !

 

 

Sophie e Celestino escono da sinistra

 

 

Sconsolato, prende la testa fra le mani.

EMI:

Come farò ventun giorni lontano da Sophie ?

 

 

 

Sarcastico.

PAS:

Sempre meglio che: becco  …

 

Conclude funereo.

leo:

O morto !

 

 

Assentendo, si ricompone.

EMI:

Anche questo è vero !

 

 

 

Incuriosito.

LEO:

Cos’è questa storia della terza moglie ?

 

 

 

Cerca di giustificarsi

EMI:

Non vi mettete in mente idee strane, è stata una fortunata combinazione: una mia cliente e sua madre …

Non è come pensate voi, è stata una fortunata combinazione che una mia cliente e sua madre dovessero …

 

Entra Napoleone da sinistra.

 

 

Sulla soglia.

NAP:

Perdonate l’invadenza dottore, ma era aperto.

 

 

 

Contento dell’interruzione, introduce Napoleone.

EMI:

Signori vi presento il generale Napoleone Buonaparte !

 

 

 

Sorpreso.

PAS:

Nipote di ….

 

 

 

Interrompe con astio.

Precisa scandendo.

NAP:

No, cribbio, no !

Buonaparte con la u !

 

Incuriosito.

EMI:

Cosa c’è di nuovo generale ?

 

 

 

Prende da parte Emile, con tono confidenziale.

NAP:

Sentite dottore, io non posso partire senza una compagnia femminile, è più forte di me !

 

 

 

Severo.

EMI:

E’ per il bene della sciabola, ricordate ?

 

 

 

Scattando sull’attenti.

NAP:

Vi do la mia parola d’ufficiale che farò in modo di sguainarla il meno possibile !

 

 

Si affaccia Fulvia da sinistra.

 

 

Timidamente.

FUL:

Chiedo scusa dottore, ma …

 

 

 

Sorpreso, va incontro a Fulvia.

NAP:

Fufù!

 

 

 

Sbalordita.

FUL:

Nappy che sorpresa !

 

 

 

Meravigliato.

EMI:

Vi conoscete voi due ?

 

 

 

Con evidente sottinteso.

NAP:

Ne abbiamo fatte di battaglie assieme !

 

 

 

Con malizia.

FUL:

Nappy è il miglior sciabolatore di Francia che io abbia conosciuto !

 

 

 

Incuriosito.

NAP:

Cosa ci fai qui, nulla di grave spero ?

 

 

 

Va alla scrivania e prende la ricetta.

FUL:

Ho dimenticato di prendere la mia prescrizione per la cura di Evian.

 

 

 

Piacevolmente sorpreso.

NAP:

Cribbio, anche tu parti per Evian ?

 

 

 

Precisando.

FUL:

Con il letto di mezzanotte !

 

 

 

Cogliendo la palla al balzo, prende le mani di Fulvia.

NAP:

Anch’io vado con lo stesso treno, che ne dici se ci facciamo un po’ di compagnia, come ai bei tempi ?

 

 

 

Allarmata cerca di esimersi.

FUL:

Nappy, io ho un problemino alle corde vocali e il dottore mi ha vietato di … gridare.

 

 

 

Interviene con rassicurante ironia.

EMI:

State tranquilla madame che per il generale vale la stessa prescrizione !

 

 

 

Prende sotto braccio Fulvia.

NAP:

Allora mia cara partenza per Evian !

 

 

Napoleone e Fulvia escono da sinistra.

 

 

Fregandosi le mani.

PAS:

Tutto sistemato !

 

Prende per le spalle Emile.

LEO:

Possiamo partire anche noi per Evian !

 

 

Molto preoccupato.

EMI:

Che il cielo me la mandi buona !

 

 

Parte M4 (fine 1° tempo)

Sipario

 

Fine primo Tempo

 


Secondo Tempo


Parte M5 (Valentine)

Sipario

Luci in Pz4

Sul divano di sinistra sono seduti: Pascal e Leon, su quello di destra Zoe, Gerard al centro canta.

Canta.

GER:

On se rappelle toujours

sa première maîtresse
J'ai gardé d'la mienne

un souvenir pleine d'ivresse
Un jour qu'il avait plu
Tous deux on s'était plu
Ensuite on se plut de plus en plus

J'lui d'mandait son nom,

elle me dit Valentine
Et comme elle suivait

chaque soir la rue Custine
Je pris le même chemin
Et puis j'lui pris la main
J'lui pris tout enfin

Elle avait des tout petits petons,

Valentine, Valentine
Elle avait des tout petits tétons
Que je tâtais à tâtons,

Ton ton tontaine
Elle avait un tout petit menton,

Valentine, Valentine
Outre ses petits petons,

ses petits tétons son petit menton
Elle était frisée comme un mouton

Elle avait des tout petits petons,

Valentine, Valentine
Elle avait des tout petits tétons
Que je tâtais à tâtons,

Ton ton tontaine
Elle avait un tout petit menton,

Valentine, Valentine
Outre ses petits petons

ses petits tétons son petit menton
Elle était frisée comme un mouton,

Valentine, Valentine.

Applaudendo, entusiasti.

tutt:

Bravo !

S alza e va a stringere, con calore, la mano di Gerard.

ZOE:

Monsieur Gerard siete uno straordinario interprete, ai bei tempi sareste stato un mio ottimo partner !

Inchinandosi, lusingato.

Con falsa modestia.

GER:

Troppo buona madame, non sono che un povero dilettante che, alle volte, per far distrarre gli ospiti, canta qualche canzoncina !

Andando verso destra.

ZOE:

Scusate, salgo di sopra per vedere se la mia Berthe ha bisogno di qualcosa !

Zoe  esce da destra, Gerard torna al banco della reception.

Stringendo la mano di Gerard.

LEO:

Complimenti Gerard !

Stringendo la mano di Gerard.

pas:

Ditemi è sceso il dottor Guissac ?

Con scoperta malizia.

GER:

Non ancora monsieur, il dottore avrà fatto onore allo champagne che la signora Guissac ha ordinato iersera !

Con un sospiro di invidia.

PAS:

Le gioie coniugali !

Entra Emile da destra.

Indicando Emile.

LEO:

Eccolo che arriva.

Con una pacca sulla spalla di Emile, con un ironico rimprovero.

pas:

Finalmente sei riuscito ad alzarti !

Mostrando l’orologio.

leo:

Sono quasi le undici !

Stropicciandosi gli occhi.

EMI:

Lasciatemi in pace, che non ho chiuso occhio !

Con malizia.

PAS:

Già lo champagne e la …

Interrompendo con stizza.

Sognante.

EMI:

Ma quale champagne !

Ho passato tutta la notte a pensare a mia moglie, tutta sola soletta a Vichy !

Con rimprovero.

LEO:

Ma cosa dici ?

Scandisce Tra  i denti.

pas:

Tua moglie è qui alla stanza 23 !

Puntualizza.

GER:

Ed il signore alla 22 !

Cercando di giustificare Emile.

leo:

Non fateci caso Gerard !

Minimizzando.

PAS:

Il nostro amico al mattino è particolarmente frastornato !

Comprensivo.

GER:

Non è il primo caso che, ad un nostro ospite, la cura fa questo effetto !

Cogliendo la palla al balzo, con nonchalance.

LEO:

A proposito di ospiti, ne sono attesi altri per oggi ?

Consulta l’elenco degli ospiti.

Conferma con sussiego.

GER:

Lasciatemi  guardare …

Si, ne abbiamo uno, molto importante, il famoso milionario americano: John Barrimore, in arrivo con il rapido da Parigi delle 11 e 26.

Con un sospiro di sollievo.

Emi:

Finalmente !

Cercando di cambiare discorso.

LEO:

Ho sentito dire che ha un simpatico vizio …

Conclude con compiacimento.

pas:

Di offrire champagne a tutti !

Cogliendo la palla al balzo, porge a Emile una fattura.

GER:

A proposito di pagare dottor Guissac, qui ci sarebbe il conticino della profumeria.

Sorpreso.

EMI:

Profumeria ?

Precisa con pignoleria sempre con la fattura verso Emile.

GER:

La vostra signora suocera ha ordinato creme di bellezza, per un totale di trecentovent’otto franchi e trentadue centesimi !

Con disappunto.

EMI:

Quella mi vuole rovinare !

Con ammirazione e malizia sventolando la fattura.

GER:

Che volete quando si ha una bella moglie come la vostra …

Sottolinea.

PAS:

Camera 23 !

Puntualizza.

Ad Emile.

GER:

Esatto ed il dottore alla 22 !

Lo metto sul vostro conto ?

Mettendo una banconota fra le mani di Gerard.

LEO:

Bravo !

Questi cinque franchi sono per voi !

Emile, Leon e Pascal si allontanano da Gerard e vanno a sedere sul divano di sinistra, con Emile al centro.

Rigirando la banconota tra le dita.

GER:

Che spilorcio !

Entusiasta da una pacca sulla coscia di Emile.

PAS:

Ci siamo !

Trasognato.

EMI:

Non vedo l’ora che questa storia sia finita, per correre tra le braccia di Sophie !

Esortativo, da una pacca sulla coscia di Emile.

LEO:

Non pensare a Sophie, !

Con marcato rimprovero.

pas:

Cerca piuttosto di tenere a bada madame Zoe !

Disgustato.

LEO:

Ieri sera si è resa ridicola davanti a tutto l’albergo …

Prosegue sullo stesso tono.

pas:

Mettendosi a cantare …

Canticchia.

LEO:

Tutti voglion il mio latte, già ...

Canticchia.

pas:

Per potersi cosolar, si sa.

Costernato.

EMI:

Sarei voluto sprofondare !

Puntando l’indice contro Emile.

LEO:

Colpa tua !

Con riprovero.

pas:

Noi te l’avevamo trovata una moglie !

Rafforzando il concetto.

LEO:

Senza la madre appresso !

Si alza deciso.

pas:

Tu hai bisogno di bere qualcosa di forte !

Facendo alzare Emile.

leo:

Prima di affrontare l’americano !

Assentendo va verso sinistra

EMI:

Mi sa che hai ragione !

Emile, Pascal e Leon escono da sinistra, mentre da destra entrano Zoe e Berthe e vanno a sedere sul divano di destra

Maliziosamente interessata.

ZOE:

Allora, bambina mia lo champagne ha funzionato ?

Esprimendo grande rammarico.

BER:

Neanche per sogno, e si che mi ero anche messa la camicia da notte trasparente !

Insistendo sullo stesso tono.

ZOE:

Diavolaccio, hai lasciato aperta la porta di comunicazione fra le vostre stanze ?

Precisando con forza.

BER:

Spalancata !

Curiosa.

ZOE:

E lui ?

Con delusione.

BER:

L’ha richiusa, a chiave per giunta !

Con contrarietà

ZOE:

Ma che cos’ha, il ghiaccio ha posto del sangue ?

Confidenziale.

BER:

Senti maman, invece di restarci appiccicata come un’ostrica, perché non mi lasci sola con lui, così me lo lavoro per benino ?

Ammonendo Berthe.

ZOE:

Mi raccomando, usa tatto e discrezione, che questo mi sembra il merlo giusto da sposare !

Sognante.

BER:

Magari fosse, è tanto carino !

Portando la voce da sinistra.

EMI:

(F.C.) Ragazzi, speriamo bene.

Emozionata.

BER:

Lupus in fabula !

Acida.

ZOE:

Io direi piuttosto pecorone !

Entrano da sinistra Emile, Pascal e Leon, Berthe corre verso Emile.

Con slancio.

BER:

Buon giorno dottor Guissac …

Sottovoce, tra i denti.

EMI:

Marito … marito !

Abbracciando Emile. Alza la voce

BER:

Ben alzato, maritino mio !

Stringe con foga la mano a Emile

ZOE:

Ehilà, generuccio mio, vi trovo in gran forma !

Formale rivolto a Zoe.

PAS:

Felice giornata madame.

Rivolta a Leo e Pascal, con orgoglio

ZOE:

Signori dottori vi è piaciuta la mia canzoncina ieri sera ?

Falsamente entusiasta.

LEO:

Deliziosa, semplicemente deliziosa !

Adulatorio.

PAS:

La vostra “Lattaia” non ha uguali !

Lusingata.

ZOE:

Quella non è niente, dovreste sentire gli altri miei cavalli di battaglia !

Approfittando dell’occasione.

BER:

Maman, perché non vai a fare una passeggiata con i signori dottori, così potrai accennarglieli !

Cercando di sottrarsi.

LEO:

Veramente noi …

Spingendo Leo e Pascal verso sinistra

EMI:

Andate, andate che poi li cantate anche a me !

Mettendosi sottobraccio con i due.

Accenna la canzone.

ZOE:

Ce n’era uno che faceva:

Lodovico sei dolce come un fico …

Zoe, Pascal e Leon escono da sinistra.

Trascinando per la mano Emile.

BER:

Come hai trascorso la notte, maritino mio ?

Assecondandola.

EMI:

Insomma… a proposito, ho giusto ho un paio di cose da dirvi.

Siedono sul divano di destra

Accavallando le gambe, provocante

BER:

Ditemi, mi trovate tanto brutta ?

Sulle sue.

EMI:

No, certo che no !

Imbronciata.

BER:

Allora vi sono antipatica ?

Imbarazzato.

EMI:

Tutt’altro, solo che …

Rammaricata, tira su l’abito scoprendo del tutto le gambe.

BER:

Forse il mio modo di vestire non è di vostro gradimento ?

Puntualizza, coprendo Berthe

EMI:

Il vostro abito è delizioso !

Mette le mani tra quelle di Emile.

Preoccupata.

BER:

Le mie mani.

Le mie mani sono sgraziate !

Liberando le mani.

EMI:

Ma cosa dite, sono manine da fata !

Avvicinando la bocca a quella di Emile

BER:

Ci sono: è la mia bocca che non vi garba !

Berthe tenta di baciare Emile.

Ritraendosi bruscamente, prosegue sottovoce.

EMI:

Signorina, come ho già avuto modo di spiegarvi, il mio interesse per voi è puramente professionale !

Si alza, accarezzandosi i fianchi.

BER:

Possibile che come donna, io non vi attragga almeno un tantino ?

Puntando l’indice contro Berthe.

Confidenziale.

EMI:

Non vi mettete in testa idee strane.

Anzi, se dovesse capitarvi l’occasione di essere corteggiata, non fatevi scrupolo di me !

Tornando a sedere sul divano.

BER:

A questo punto siamo ?

Stringendosi vicino a Berthe.

Con fare intrigante.

EMI:

Tra poco, può darsi, che vi si presenti l’occasione di fare la conoscenza dell’uomo più ricco d’America !

Poco interessata.

BER:

Chi sarebbe questo milionario ?

Precisa con enfasi.

Carico di sottintesi.

EMI:

John Barrimore.

Se sarete carina con lui, molto carina, potreste assicurarvi un avvenire !

Si alza, indispettita.

BER:

Se questo è il vostro desiderio, farò come mio marito comanda !

Si alza, perplesso.

EMI:

Dove andate adesso ?

Con acida contrarietà.

BER:

A bere il mio primo bicchiere d’acqua, visto che non posso avere il vostro amore, almeno riavrò il mio do di petto !

Berthe esce da sinistra.

Alzando gli occhi al cielo.

EMI:

Sophie, Sophie tuo marito è un santo !

Entra Gerard da sinistra

Rivolto verso sinistra, porta la voce

GER:

Prego signori, da questa parte !

Accorrendo presso Gerard.

EMI:

E’ arrivato il rapido da Parigi ?

Precisa, andando al suo banco.

GER:

Nossignore, è il  letto da Parigi !

Emile va al divano e apre il giornale. Entrano da sinistra Napoleone e Fulvia.

Spazientita. Avviandosi al banco seguita da Napoleone.

Con grande stanchezza.

FUL:

Nappy, ti prego fai in fretta che non mi reggo in piedi !

Mio Dio che giornata e soprattutto che nottata!

Interrogativo con sussiego.

GER:

Ben arrivato signor ...?

Puntualizza con enfasi

NAP:

Generale !

Generale Napoleone Buonaparte !

Colpito, con tono ossequioso.

GER:

Siamo molto onorati  di avere ospite del nostro albergo, un discendente del grande imperatore!

Con veemenza.

Irritato.

NAP:

Cribbio no, cento volte no: Buonaparte con la u, capito con la u !

Con aria stanchissima.

FUL:

Nappy, non metterti a polemizzare, come tuo solito, che non vedo l’ora di mettermi a letto !

Con sottinteso,

NAP:

Anch’io !

Spaventatissima.

FUL:

No ! Tu no, ti prego!

Consultando il suo brogliaccio.

GER:

Al signor generale possiamo dare la camera 16 e a madame la 15 con vista sul parco.

Risentito.

Aggressivo.

NAP:

Ehi dico giovanotto, siete matto ?

Come vi permettete di proporre, proprio a me, camere separate !

Entusiasta della proposta.

FUL:

Perfetto, andranno benissimo !

Con decisione a Fulvia.

Rivolto a Gerard, precisa con durezza.

Con comando militare.

NAP:

Non se ne parla neppure !

Sentitemi bene: una sola camera con un  letto matrimoniale grande come una piazza d’armi !

Scattare perdio !

Supplichevole a Napoleone.

FUL:

No, ti scongiuro lasciami riposare !

Con malizia.

NAP:

Dopo, piccioncino mio, dopo !

Porgendo una chiave a Napoleone.

GER:

Abbiamo giusto libera la 21.

Prendendo sottobraccio Fulvia.

NAP:

Bene, andiamo subito in stanza !

Andando verso destra.

GER:

Vado ad accertami che tutto sia in ordine !

Gerard esce da sinistra, Napoleone e Fulvia vanno al divano di destra

Accorgendosi di Emile, piacevolmente sorpreso.

NAP:

Dottor Guissac, che bella sorpresa !

Anche voi a Evian, non mi avevate detto …

Si alza, cercando di scusarsi.

EMI:

Una decisione improvvisa !

Interessata.

ful:

Siete qui con vostra moglie ?

Confuso, poi recupera.

EMI:

No … cioè volevo dire si !

Gerard rientra da destra

Puntualizza.

GER:

Il dottore alla 22 e la signora alla 23

Sconcertato.

NAP:

Cribbio, alla vostra età, camere separate ?

Con un sospiro di invidia

FUL:

Beati voi, sapeste come vi invidio !

Cercando di cambiare discorso.

EMI:

Caro generale come mai siete arrivati solo ora?

Spiega con compiacimento.

NAP:

Beh, prima con Fufù abbiamo festeggiato  l’esserci ritrovati, così abbiamo preso il treno del giorno dopo.

Con raccapriccio.

FUL:

Il guaio è che i festeggiamenti sono proseguiti anche in vagone letto !

Con tono di rimprovero.

EMI:

Generale, generale, ve l’ho detto: non è questo il modo migliore per guarire !

Con fare militaresco e con doppio senso.

NAP:

Quando il cuore comanda la sciabola scatta sull’attenti e risponde:  presente !

Autocommiserandosi.

FUL:

Ne so qualche cosa io del suo attenti, sono ventiquattro ore che non mi fa chiudere occhio!

Rivolto a Fulvia, con sicurezza.

NAP:

Mancanza di addestramento mia cara, vedrai che dopo una settimana con me sarai pronta ad affrontare ben altre tenzoni !

Con un lamento.

FUL:

Sempre se ci arrivo viva alla fine della settimana !

Ironico.

EMI:

La signora mi sembra un po’ provata !

Alzando le spalle.

NAP:

Sciocchezze !

Avviandosi verso destra.

FUL:

Nappy, per favore, fammi portare in stanza uno zabaione, per rimettermi un po’ in forze !

Cavallerescamente.

NAP:

Te lo porterò io stesso !

Si ferma, implorante.

FUL:

No, tu no, fallo portare da una cameriera, donna mi raccomando !

Fulvia esce da destra.

Imperiosamente.

NAP:

Consierge !

 Si avvicina ai due.

GER:

Comandi generale !

Con tono di comando.

NAP:

Uno zabaione di quattro uova, scattare perdio !

Inchinandosi.

GER:

Sarete servito all’istante !

Gerard esce da sinistra

Mondano.

NAP:

Caro dottore, questa è la volta buona per farmi conoscere la signora Guissac !

Allarmato, si lascia scappare.

EMI:

Ci mancherebbe altro !

Non capendo la reazione di Emile.

NAP:

Prego ?

Riprendendosi.

EMI:

Dicevo senz’altro, alla prima occasione !

Rientra Gerard da sinistra

Porgendo una tazza su di un vassoio.

GER:

Il vostro zabaione generale !

Prende la tazza e va verso destra.

A Gerard.

NAP:

Vado, a passo di carica a portarlo, a Fufù !

Portiere ?

Prontamente.

ger:

Comandate, generale !

Lasciando intendere il perché.

NAP:

Che nessuno ci disturbi per la prossima ora !

Napoleone esce da destra.

Avvicinandosi ad Emile, confidenziale.

GER:

Dottore è arrivato il rapido da Parigi con mister Barrimore !

Prendendo da parte Gerard.

EMI:

Gerard potreste farmi la cortesia di alloggiarlo nella camera accanto a quella di mia moglie ?

Sconcertato.

GER:

Di vostra moglie ?

Dando una giustificazione.

EMI:

Sapete sono vecchi amici di famiglia …

Possibilista.

GER:

Cercherò di fare il possibile.

Allungando una banconota a Gerard.

EMI:

Questi sono venti franchi per voi.

Intascando con destrezza.

Si avvia verso sinistra.

GER:

Potete contarci dottore !

Vado a vedere se hanno scaricato i bagagli.

Gerard esce da sinistra, Emile va a sedere al divano di destra

Ansioso e pieno di speranza, per darsi un contegno si rituffa nel giornale.

EMI:

Evviva, se tutto va per il verso giusto, questa sera stessa parto per Vichy  !

Entrano da sinistra Gerard e John.

Con tono di superiorità.

joh:

Dire me portinaio, alloggiare in this hotel the doctor Guissac and his wife,  sua moglie ?

Con servilismo.

GER:

Sissignore: il dottore è alla camera 22 e madame alla 23.

Compiaciuto, fa cenno di accostarsi a lui, sottovoce.

joh:

Well !

Tu dare me stanza accanto a quella di moglie.

Mantenendosi sul generico.

GER:

Vedrò quello che si può fare.

Autoritario.

Sventolando una banconota a Gerard.

joh:

You non vedere, fare !

These are cento dollars for you !

Afferrando al volo la banconota.

GER:

La stanza è vostra !

Inquisitorio.

joh:

Where is, dove essere the doctor ?

Indicando il divano a destra.

GER:

E’ lì seduto sul divano rosa.

Avviandosi.

joh:

Good, io andare lui salutare !

Va verso sinistra

GER:

Provvedo subito al vostro  bagaglio !

Gerard esce da sinistra, John va al divano di destra

Dando una pacca sulle spalle di Emile

joh:

My dear doctor !

Fingendo stupore si alza di scatto.

EMI:

Voi … voi siete qui ?

Compiaciuto.

joh:

Evidently !

Fingendo costernazione.

EMI:

Come avete fatto a trovarmi ?

Con orgoglio.

Punta l’indice verso Emile, minaccioso

joh:

A John Barrimore of Baltimora non sfuggire noting, niente !

Voi scappato per evitare  my vendetta !

Cercando di sdrammatizzare.

EMI:

Via, non starete pensando ancora a quella sciocchezza ?

Picchiandosi l’indice sul petto.

Faccia a faccia con Emile.

joh:

Mio motto essere: non pensare, agire !

You chiamare immediatly madame Guissac!

Cerca di tergiversare.

EMI:

Mi dispiace, ma mia moglie è rimasta a Parigi !

Entra, da sinistra, Gerard con le valige

Ride con scherno.

Fissando Emile.

Si gira verso Gerard

joh:

Ah, ah, ah.

John Barrimore di Baltimora ridere di vostra ingenuità !

Cameriere ?

Accorrendo prontamente

GER:

Agli ordini, mister Barrimore !

Autoritario.

joh:

Tell me dove essere madame Guissac.

Indicando a sinistra.

GER:

Poco fa è andata nel parco, a fare la cura delle acque.

Con tono che non ammette replica.

joh:

You andare di corsa  a dire che marito volere vedere lei !

Cercando di fermare Gerard

EMI:

No ! Lasciate stare ! 

Sventolando una banconota a Gerard.

joh:

Questi essere altri cento dollars for you !

Afferrando al volo la banconota.

GER:

Corro a chiamarla !

Gerard esce di corsa da sinistra.

Irridente ad Emile.

joh:

Voi francesi non abbastanza furbi per fottere americano of Baltimora!

Implorante cerca una scusa qualsiasi..

EMI:

Vi scongiuro pietà, in fondo noi francesi vi abbiamo anche regalato la statua della libertà !

Con sarcasmo cattivo.

joh:

Ora  contraccambiare con  paio di big corna !

Entra Berthe da sinistra

Andando verso Emile.

BER:

Mi hai fatto chiamare maritino mio ?

Eccitato dalla bellezza di Berthe.

Sottovoce all’orecchio di Emile.

joh:

Madame is very, very good !

You presentare me signora poi sparire !

Indicando John, con enfasi.

EMI:

Cara, permettimi di presentarti mister John Barrimore, l’uomo più ricco degli Stati Uniti !

Corregge, simulando modestia.

Inchinandosi a Berthe.

joh:

Oh, non più ricco,  j am solo second !

Essere very happy di fare vostra conoscenza !

Tende la mano a John che la bacia.

BER:

Piacere.

Inventando una scusa.

EMI:

Scusate se vi lascio soli, ma devo dare una limatina alla mia relazione per il congresso.

Soddisfatto a Emile.

Squadrando insistentemente Berthe.

joh:

Let’s go, andare pure, io intanto approfondire amicizia con  avvenente madame Guissac.

Emile esce da destra

Siede sul divano.

BER:

Voi siete un amico di mio marito ?

Prendendo posto accanto a Berthe.

Con sottile ironia.

joh:

Yes, molto più che amico, noi avere condiviso anche stesso letto, doctor detto niente voi ?

Scuotendo la testa.

BER:

A dire il vero no !

Balzando in piedi.

Urla verso sinistra.

joh:

Per rompere ghiaccio, necessario champegne !

Cameriere … cameriere !

Gerard entra di corsa da sinistra.

Sottomesso.

GER:

Desiderate signore ?

Con determinazione.

joh:

One bottle of Dom Perignon del 1912 !

Con un piccolo inchino, compiaciuto.

GER:

Ottima annata mister, provvedo subito !

Gerard esce da destra.

Si siede di nuovo sul divano e rivolto a  Berthe spiega.

joh:

When incontrare bella donna, che fare girare me testa, io fare girare sua con champegne!

Lusingata.

BER:

Grazie per il complimento, siete molto galante !

Rientra Gerard, da destra, con un vassoio con la bottiglia e due coppe.

Servendo il vino.

GER:

Lo champagne signore, freddo al punto giusto !

Sbrigativo.

joh:

Good, voi servire, poi levare da piedi !

Finendo di versare.

GER:

Ecco fatto mister !

Gerard esce da sinistra, John afferra entrambi i bicchieri

Leva il primo e lo beve.

Leva il secondo e lo beve

joh:

This is a vostra salute madame !

And questo a my salute !

Molto sorpresa dal comportamento di John.

BER:

Scusate, ma non dovevate farmi girare la testa con lo champagne ?

Con fare misterioso.

Cava di tasca un astuccio con un anello  poi lo apre e lo mette a Berthe

joh:

Io avere another più migliore sistema !

Donna con belle mani come vostre dovere portare in dito solitario come questo !

Allibita.

BER:

Ma … ma è magnifico !

Tira fuori dalla tasca un altro astuccio con una collana, la estrae e fa per metterla al collo di Berthe.

joh:

Vostro collo di cigno avere very much risalto con collana di smeraldi !

Voi permettere che io mettere !

Entusiasta.

Riconoscente.

BER:

Permetto, permetto !

Grazie mister Barrimore !

Con aria complice.

joh:

Se voi venire in my room, numero due quattro, io avere altre assai più good sorprese for you !

Si alza di scatto mostrandosi offesa.

BER:

Come vi permettete signore, dimenticate che sono sposata !

Si alza anche lui. Alzando le spalle, minimizza.

Curioso.

joh:

Donne in America non badare a queste stupidaggini.

In Francia diverso ?

Rimirando l’anello e toccando il collier, riflessiva.

BER:

Beh, di fronte a certi argomenti siamo anche noi un po’ americane !

Insistendo.

joh:

Allora venire ?

Possibilista.

BER:

Forse.

Tentatore.

joh:

Io dare you anche bracciale with rubini and topazi !

Prendendo la decisione.

BER:

Verrò !

Da sinistra rientrano Pascal e Leon si fermano sulla soglia e ascoltano.

Precisa con impazienza.

joh:

Ricordare room: two-four, due-quattro, e  prego di non fare me aspettare !

Seguendo un suo pensiero.

BER:

Appena avrò sbrigato una piccola faccenda sarò da voi !

Lancia un bacio con la mano.

joh:

Okay, my beautiful lady !

John esce da destra, Pascal e Leon si avvicinano a Berthe.

Compiacente.

leo:

 Cara mademoiselle Berthe …

Con compiacimento.

PAS:

Avete stretto amicizia con mister Barrimore !

Con risentimento.

BER:

Quello si che è un uomo che ci sa fare con le donne, non come altri che conosco io !

Incuriosito.

PAS:

Alludete a qualcuno in particolare ?

Esprimendo insoddisfazione.

Passandosi le mani lungo il corpo.

BER:

Quel becero di Guissac non vuol saperne di me: è freddo come un cappone, e si che non sono poi tanto male !

Cercando di essere convincente.

LEO:

Date retta, lasciatelo perdere !

Confermando con forza.

leo:

molto meglio l’americano imbottito di dollari !

Determinata, avviandosi verso destra.

BER:

Seguirò il vostro consiglio, ma solo dopo che Emile  avrà assolto i suoi doveri coniugali !

Preoccupato, seguendo Berthe.

PAS:

State dicendo sul serio ?

Con orgoglio, fermandosi.

Fermamente convinta.

BER:

Certo che si, ne va della mia reputazione !

Finché non avrò lui, non ci sarà nessun altro !

Cercando di dissuaderla.

LEO:

Potreste dare un calcio alla fortuna !

Conclusiva, prosegue verso destra.

BER:

Basta, ho deciso così !

Berthe gira le spalle e esce da destra.

Angustiato, grattandosi la testa.

LEO:

Capperi questo si che è un guaio !

Determinato, mette una mano sul braccio di Leon.

PAS:

C’è una sola soluzione: Guissac deve accontentarla !

Perplesso.

LEO:

E chi lo convince, quello è fissato con la fedeltà!

Tirando fuori dalla tasca un tubetto

PAS:

Potremmo ricorrere a quella famosa pillolina ...

Entusiasta dell’idea.

LEO:

Giusto, se ha fatto effetto la prima volta …

Dietro l’uscita di destra.

emi:

(F.C.) Gerard, fate impostare subito questa lettera.

Pascal non visto mette una pillola in una coppa e ci versa lo champagne.

A Leo, sottovoce, mentre entra Emile da sinistra, si avvicina ai due

PAS:

Corri a chiamare Berthe e dille che tra poco sarà accontentata !

Andando verso destra.

LEO:

Volo !

Leon esce da destra di corsa

Speranzoso.

EMI:

Allora la piccola Bethe si è convinta ?

Possibilista.

PAS:

In parte si.

Perplesso.

EMI:

Come in parte ?

Laconico.

PAS:

E’ disposta a cedere all’americano, solo dopo che tu avrai ceduto a lei !

Fermamente deciso a non accettare la proposta, si siede sul divano.

EMI:

Se lo levasse dalla testa, io amo mia moglie e non intendo tradirla per una seconda volta !

Seriamente.

Porgendo la coppa ad Emile.

PAS:

Ricorda: o le corna o la vita !

Bevi un sorso di champagne e poi all’attacco !

Prende la coppa, e resta della sua idea.

EMI:

Giusto ho una gran sete, ma niente attacco !

Emile beve di gusto.

Pasteggiando, poi posa la coppa.

Facendosi vento con le mani

EMI:

Strano sapore questo champagne, mi ricorda qualcosa !

Mi sento tutto accaldato !

Cercando di sviarlo.

PAS:

Sarà la tensione nervosa !

Rendendosi conto, con un grido, si alza

Prende per il bavero Pascal.

EMI:

Altro che tensione nervosa !

Ecco cos’era, mi hai dato una di quelle tue maledette pillole!

Cercando di sottrarsi.

PAS:

L’ho fatto per il tuo bene !

Camminando a grandi passi.

Con un urlo.

Eccitatissimo.

EMI:

Oddio, oddio, mi sembra di impazzire !

Una donna !

Datemi una donna !

Da destra rientra Berthe, mentre Pascal esce furtivamente da sinistra.

Correndo incontro ad Emile.

BER:

Eccomi maritino mio !

Stralunato, abbracciando Berthe.

EMI:

Cucciolotto, chiamami cucciolotto !

Accarezzando Emile

BER:

Cucciolotto !

Abbraccia con furore Berthe.

EMI:

Muoio dalla voglia di strapazzarti per bene, passerottino mio !

Con malizioso sottinteso.

BER:

Vedrai come ti strapazzerò io !

Prende sottobraccio Berthe.

EMI:

In camera c’è ancora lo champagne di ieri sera!

Civettuola.

BER:

Cosa aspettiamo ad andare a berlo ?

Solleva tra le braccia Berthe.

EMI:

Di corsa !

Berthe e Emile escono da destra mentre da sinistra entra Sophie.

Sulla soglia.

SOP:

C’è qualcuno ?

Entra Leon da destra.

Tra se allibito, fa per uscire di nuovo.

LEO:

Oh mio Dio ci mancava solo madame Sophie !

Vede Leon, sorpresa

sop:

Dottor  Benancourt ?!

Va incontro a Sophie.

leo:

Cara signora Guissac, cosa ci fate qui a Evian ?

Esprimendo ansietà e passione.

Con evidente disgusto.

SOP:

Devo assolutamente vedere Emile, è bastato un solo giorno lontano da lui per sentirmi perduta.

E poi sono fuggita da un seccatore che mi ha fatto una corte spietata!

Esitante.

LEO:

Ma la cura a Vichy, il bambino ?

Fatalista.

Infastidita.

SOP:

Se il cielo vorrà, arriverà anche senza l’aiuto di quell’acqua, adesso se mi indicate la sua camera vado a fare una sorpresa a mio marito !

Con un grido.

leo:

No !

Sconcertata.

sop:

Perché no ?

Di getto.

LEO:

E’ uscito !

Insistendo, incuriosita

SOP:

Per andare dove ?

Inventa una scusa.

Prendendo sottobraccio Sophie.

LEO:

A trovare un altro albergo, questo è pessimo.

Sapete cosa facciamo, lo andiamo a cercare.

Entra John da destra, si ferma sulla soglia ad osservare.

Con gratitudine.

SOP:

Grazie, siete un vero amico !

Indicando a sinistra.

LEO:

Aspettatemi un attimo fuori che avviso il portiere caso mai  tornasse Emile.

Avviandosi, con ansietà.

SOP:

Fate presto, che non vedo l’ora di riabbracciare il mio cucciolotto !

Sophie esce da sinistra.

Si avvicina a Leo.

joh:

Excuse mi sir,  se non essere indiscreto, potere sapere chi essere signora che parlare con voi ?

Esitante, poi di un fiato.

LEO:

E’ … è mia sorella !

Da una violenta pacca sulla spalla di Leo. Ammirato.

Sicuro del fatto suo.

joh:

My compliments for your sister !

She is very, very beautiful girl, !

You presentare me, io ordinare champegne !

Declinando l’invito, si avvia a destra con sollecitudine.

LEO:

Mi dispiace, ma è impossibile, ora abbiamo un impegno urgente, con permesso !

Leon esce da sinistra.

Con arroganza.

joh:

Nothing essere impossibile per John Barrimore of Baltimora !

John esce da destra, da sinistra entra Zoe sorretta da Gerard

Con tono lamentoso.

ZOE:

Diavolaccio, come mi sento male !

Con partecipe preoccupazione.

GER:

Cosa vi è successo madame ?

Con un lamento, toccandosi lo stomaco

Con voce rotta e con risentimento.

Le cedono le gambe, sviene.

ZOE:

Il mio stomaco !

Al Luna Park, i signori dottori mi hanno  messa sull’ottovolante poi se la sono data a gambe !

Mi sento mancare !

Entra Napoleone da destra

Vedendo Napoleone

GER:

Generale, presto !

Aiutatemi a far sdraiare la signora sul divano !

Accorrendo.

Curioso mentre portano Zoe al divano.

NAP:

Subito !

Stagionata, ma niente male la pulzella, chi è ?

Mentre depongono Zoe sul divano. Allontanandosi verso destra.

GER:

E’ la suocera del dottor Guissac. 

Io vado a farle preparare una limonata !

Gerard esce da destra.

Tirandosi lentamente su.

Vede Napoleone, stupita.

ZOE:

Diavolaccio, dove sono ?

Napoleone!

Incredulo.

Intona la canzoncina.

NAP:

Zozò ! Sei proprio tu ?

“Tutti voglion il mio latte, già …”

Canticchia anche lei.

Rivolta a Napoleone con grande risentimento.

zoe:

“Per potersi consolar, si sa” !

Brutto figlio di padre ignoto, hai il coraggio di comparirmi davanti dopo vent’anni ?

Ancora frastornato.

Si mette in ginocchio ai piedi di Zoe.

NAP:

Scusa, ma non ho potuto far prima !

Ti scongiuro dimmi tutto di mia figlia !

Colta di sorpresa

ZOE:

Quale figlia ?

Perplesso.

Precisa con foga.

NAP:

Come quale figlia ?

Quella del telegramma: “Torna immediatamente diventato padre di Berthe”

Tra se.

ZOE:

Diavolaccio, devo averlo mandato anche a lui !

Con le mani protese verso Zoe.

Interessato.

NAP:

Come sta la mia piccola !

E’ felice con suo marito ?

Colta di sorpresa.

ZOE:

Quale marito ?

Rialzandosi, puntualizza con forza.

Con sollecito interessamento.

NAP:

Cribbio, il dottor Guissac e chi altri se no ?

Spero che non le faccia mancare nulla !

Si alza e va a fianco di Napoleone.

ZOE:

Vedi a questo proposito, c’è una cosa che  …

Interrompe con determinazione.

Con assunzione di responsabilità.

NAP:

Dille di stare tranquilla !

Da ora in avanti sarà suo padre a provvedere a lei, ho appena ricevuto una grossa eredità !

Drizza le orecchie, interessata.

Tra se.

ZOE:

Eredità ?

Diavolaccio, conviene stare zitta !

Ansioso.

Con foga crescente.

NAP:

Ma dov’è  Berthe?

Dov’è, che voglio stringerla per la prima volta tra le mie braccia !

Indicando a sinistra, esitante.

ZOE:

Credo che sia nel parco, ma …

Fa per avviarsi, deciso.

NAP:

Vado subito a cercarla !

Fermandolo per un braccio.

ZOE:

Aspetta, tra non molto sarà di ritorno !

Liberandosi della stretta.

Con grande slancio.

NAP:

Nemmeno per sogno, ho aspettato vent’anni e non voglio perdere un solo un istante !

Napoleone esce di corsa da sinistra

Divertita.

Si avvia verso sinistra.

ZOE:

Diavolaccio, gli è scoppiata la paternite acuta! Napoleone vengo con te!

Zoe esce da sinistra, da destra entra Berthe.

Chiama con impazienza.

BER:

Gerard, Gerard ?

Gerard entra da destra con la limonata

Posa la limonata sul tavolinetto, poi si guarda attorno.

GER:

Ecco pronta la limonata …

Ma dov’è la vostra signora madre ?

Poco interessata.

Porgendo a Gerard un pacchetto ed una lettera.

BER:

Non saprei …

Gerard fatemi il favore di consegnare questo pacchetto e questa lettera a mister Barrimore.

Prontamente.

GER:

Subito madame !

Gerard esce da sinistra, da destra entra Emile, seguito da Berthe.

Costernato, mette le mani nei capelli.

EMI:

Cosa ho fatto, cosa ho fatto !

Correndo ad abbracciare Emile con grande trasporto.

BER:

Hai fatto felice me, cucciolotto mio !

Mi hai fatto capire cos’è il vero amore !

Cerca di sottrarsi all’abbraccio.

EMI:

Sentite signorina io …

Con ardore crescente.

BER:

Fino ad oggi nessuno mi aveva mai amata con la foga, il calore e la passione di come sei stato capace tu, mio bene !

Minimizzando.

EMI:

Non è tutto merito mio …

Commossa.

Appassionata, torna ad abbracciare Emile.

BER:

La tua modestia mi commuove ancora di più.

Da oggi in poi non ci lasceremo mai, ci ameremo per il resto dei nostri giorni !

Cercando di fermarla.

EMI:

La pillola …

Con orgoglio

Spiega soddisfatta.

BER:

E per dimostrarti che ti sarò sempre fedele, sai cosa ho fatto ?

Ho rimandato a quell’americano, che aveva osato propormi di diventare la sua amante, i  gioielli che mi aveva regalato.

Con un grido, crolla seduto sul divano.

EMI:

No !

Continua sullo stesso tono, sedendo vicina ad Emile..

BER:

Si invece, e ci ho aggiunto un biglietto con scritto: “Signore, riprendetevi il prezzo del disonore, io non tradirò mai mio marito” !

Con la testa fra le mani, disperato.

EMI:

E’ la fine !

Fraintendendo le intenzioni di Emile.

Con grande determinazione.

Prende le mani di Emile tra le sue.

BER:

Hai ragione, la vecchia Berthe non c’è più, da adesso in poi ci sarà solo la signora Guissac, casta e pura come una comunicanda !

Non sei felice ?

Fingendo allegria.

Si alza e fa alzare Berthe, poi per un braccio l’accompagna verso destra.

EMI:

Come una Pasqua !

Ma adesso tornate nella vostra camera e non vi muovete. Io vi raggiungerò appena avrò sistemato alcune cosette !

Appassionata, carezza il volto di Emile.

BER:

Non ti far aspettare troppo, che ho tanta voglia di ricominciare a godere delle tue coccole !

Berthe esce da destra.

Torna al centro a grandi passi, disperato, fa per uscire da sinistra.

EMI:

Sono perduto, tra poco sarò un uomo morto ! Qui l’unica soluzione è darsela a gambe !

Da sinistra entra Napoleone e va urtare Emile che tenta di uscire.

Seccato, non riconoscendo Emile.

NAP:

Cribbio, state un po’ attento !

Cerca di guadagnare l’uscita.

EMI:

Scusate generale, ma ho fretta !

Frapponendo tra Emile e l’uscita.

NAP:

Al tempo, genero mio !

Allibito.

EMI:

Genero ?

Spiega con evidente soddisfazione, mette una mano sulla spalla di Emile.

NAP:

Tu non ci crederai, ma ho ritrovato mia figlia e sua madre, che altri non è che la vecchia Zozò !

Sconcertato.

EMI:

Oh mio Dio !

Stringendo Emile tra le braccia, con enfasi.

NAP:

Abbracciami e dammi del tu, ora siamo tutta una famiglia !

Cerca di spiegarsi.

EMI:

Generale vorrei dirvi che tra me e Berthe…

Interrompe con decisione.

Sicuro del fatto suo.

Scandendo “inflessibile”

NAP:

Dopo !

Sappi che ho deciso di lasciare definitivamente la sciabola nel fodero e di sposare Zozò !

Il libertino che hai conosciuto è morto e sepolto, da oggi in poi sarò: padre esemplare e, soprattutto, suocero inflessibile !

Costernato.

EMI:

Pure !

Minaccioso, puntando l’indice contro Emile.

Interrogativo.

NAP:

Attento ragazzo, se mai ti venisse in mente di tradire mia figlia, non darei un soldo bucato per la tua ghirba !

Mi stavi dicendo ?

Alzando le braccia, intimidito.

EMI:

Niente, avete detto tutto voi !

Con impazienza.

NAP:

Bene, corri a chiamare la mia piccola, che vi voglio dare la mia benedizione.

Cercando una scusa.

EMI:

Tra un po’, ora sta facendo il bagno !

Soddisfatto si avvia verso destra.

NAP:

Allora ne approfitto per dare l’estremo saluto a Fulvia e alla mia vita da scapolo.

Napoleone  esce da destra.

Preoccupatissimo.

EMI:

Come la rigiri va a finire sempre male: se non mi ammazza l’americano, mi ammazza il generale !

Entra Maurice da sinistra

Andando verso Emile.

MAU:

Be… Be… Be…

Preoccupato.

Stringendo la mano di Maurice.

EMI:

Questo belato non mi è nuovo !

Maurice cosa ci fai qui ?

Cercando di esprimersi.

MAU:

Tu… tutu…

Venendogli in aiuto, paziente.

EMI:

Ho capito, sei venuto con il treno !

Cercando di esprimersi.

MAU:

Tu … tua moglie è qu… qu…

Spazientito.

EMI:

Qui, Quo, Qua, i nipotini di Paperino !

Finalmente concludendo.

MAU:

Qui ad Evian !

Allibito.

Prende per il bavero Maurice.

EMI:

A Evian?

Disgraziato ti avevo detto di avvisarmi  !

Con voce strozzata.

MAU:

Non ho po… po …

Strattonando Maurice con forza.

EMI:

Io ti strozzo, pezzo di …

Interrompe Emile, molto seccato.

MAU:

Non ti pe… pe… pe…

Inferocito.

EMI:

Sai cosa ci devi fare con la tua trombetta ?

Con aria offesa.

Con veemenza.

MAU:

Non ti permetto di insultarmi, riceverai i miei pa… pa .. padrini !

Do… do… domani all’alba sarai un uomo mo… mo… morto !

Maurice esce da sinistra.

Rassegnato.

Constata con amarezza.

EMI:

E tre !

Sembra che ammazzarmi sia il passatempo preferito qui ad Evian !

Da sinistra entrano Leon e Pascal.

Trafelato andando verso Emile.

PAS:

Emile tua moglie …

Agitatissimo.

EMI:

So tutto, è  ad Evian !

Rincarando la dose.

LEO:

Non solo, è venuta a cercarti proprio qui !

Sconvolto.

EMI:

Oh Dio santo !

Cercando di calmare Emile.

PAS:

Leon è riuscito a convincerla ad andare all’albergo Eden !

Riconoscente, stringe la mano a Leon.

EMI:

Grazie Leon !

Mette sull’avviso Emile.

leo:

L’americano le ha messo gli occhi addosso !

Costernato.

emi:

Oh no !

Precisando.

Leo:

Per tenerlo a bada gli ho detto che è mia sorella!

Andando verso destra, si sventola con le mani.

PAS:

Scusa, faccio un salto in camera a darmi una rinfrescata, non ho fatto che correre !

Va appresso a Pascal.

LEO:

Vengo anch’io !

Leon e Pascal escono da destra

Scoraggiato.

EMI:

Lo sa solo il cielo come vengo fuori da questo casino !

Sophie entra da sinistra.

Correndo ad abbracciare Emile.

SOP:

Emile, cucciolotto mio, finalmente ti trovo !

Con voce strozzata.

EMI:

Sophie, che sorpresa !

Tra le braccia di Emile, con tono appassionato.

SOP:

Perdonami, ma non ho saputo resistere più di un giorno lontana da te, e tu  ?

Non sapendo cosa dire.

EMI:

Sapessi !

Staccandosi da Emile, con fare deciso.

SOP:

Ho preso una stanza all’Eden, fai portare subito lì i tuoi bagagli !

Prendendo una decisione.

Con tono disgustato.

Deciso.

EMI:

Nemmeno per sogno !

Questa città è di una noia mortale !

Sai cosa facciamo, vai a prendere le tue valige e mi aspetti alla stazione.

Delusa.

SOP:

Torniamo a Parigi ?

Con tono entusiasta.

EMI:

Ma quale Parigi, l’Italia: Venezia, Roma, Napoli !

Rapita.

Riconoscente, abbracciando Emile.

SOP:

Il mio sogno di sempre !

Grazie amore mio !

Mentre i due si baciano a lungo entra, da destra, John.

Sciogliendosi dall’abbraccio, consulta l’orologio.

EMI:

Passerottino devi spicciarti che il treno parte tra venti minuti !

Andando velocemente verso sinistra

SOP:

Volo, amore mio !

Sophie esce da sinistra.

Con l’acquolina in bocca, indicando a sinistra.

joh:

Doctor Guissac, vostra amante molto più assai appetitosa di your moglie !

Io deciso di rinunciare a vendetta con lei  !

Prende la mano di John e la stringe più volte.

EMI:

Grazie, grazie, lo sapevo che voi, in fondo, siete un uomo di animo nobile !

Liberando la mano, risoluto.

joh:

Io fare voi becco con vostra cocotte !

Esterrefatto.

EMI:

Un momento, …

Entra da destra Napoleone.

Rivolto ad Emile, con compiacimento.

NAP:

Tutto a posto Fulvia se n’è fatta una ragione.

Prosegue nel suo fine.

joh:

Cosa aspettare a presentare me vostra amante?

Allibito.

Aggredendo Emile.

NAP:

Cribbio, un’amante ?

Tu, brutto maiale, hai un’amante ?

Precisa.

joh:

Lei very beautiful sister di doctor Benancourt !

Estrae la pistola.

NAP:

Io ti ammazzo come un cane !

Anche lui estrae la pistola.

joh:

Impossibile sir, questo essere compito mio!

I due si palleggiano Emile mentre entra Berthe, in vestaglia, seguita da Zoe.

Sconcertata.

ZOE:

Che diavolaccio fate !

Spintonando Emile, con acredine.

NAP:

Questo verme osa tradire nostra figlia con la sorella di Benancourt !

Con un lamento si accascia sul divano

BER:

Oh no !

Fingendo preoccupazione.

ZOE:

Santo cielo è svenuta!

Tutti si precipitano presso Berthe mentre Emile fugge da sinistra.

Indicando a sinistra.

NAP:

Il codardo ha abbandonato la postazione !

Andando di corsa a sinistra.

joh:

Noi inseguire lui !

Napoleone e John escono da sinistra.

Dando degli schiaffetti a Berthe.

ZOE:

Su, su Bebè sono andati via…

Riprendendo conoscenza.

BER:

Cosa mi è successo ?

Soddisfatta.

ZOE:

Sei stata bravissima a fingere lo svenimento !

Rendendosi conto.

Balza in piedi, piangendo.

BER:

Adesso ricordo !

Mio marito mi tradisce !

Confidenziale prendendo sottobraccio Berthe.

ZOE:

Non abbiamo più bisogno di proseguire con la storia del marito, ti ho trovato un padre generale e ricchissimo per giunta !

Piagnucolando.

BER:

Ma io amo davvero Emile !

Batte la mano su quella di Berthe.

Con compiacimento.

ZOE:

Sciocchezze !

Pensa che quel credulone mi vuole sposare !

Con grande determinazione, cercando di divincolarsi.

BER:

Me ne infischio, io voglio il mio Emile  e non intendo fargliela passare liscia a quella donna !

Minimizza, trattenendo Berthe.

Realista, espone il suo piano.

Con compiacimento.

ZOE:

Lascia perdere, le corna vanno e vengono !

Piuttosto senti a me: quando ti presento Napoleone gli butti la braccia al collo e lo chiami “papà”, così ci sistemiamo per la vita !

Si scioglie e va decisa verso destra.

BER:

Vado a vestirmi per cercare quella sgualdrina e cantargliene quattro !

Berthe esce di corsa da destra.

Andando dietro a Berthe.

ZOE:

Bebè, aspetta, ragiona …

Zoe esce da destra, entra Gerard da sinistra e va al banco.

Scuotendo la testa, con disgusto.

GER:

Quest’albergo oggi mi sembra una gabbia di matti !

Entra Sophie da sinistra

A Gerard.

SOP:

Scusate, potete chiamarmi il dottor Guissac ?

Esprimendo rincrescimento.

GER:

Mi dispiace ma non è in stanza!

Impaziente e seccata.

SOP:

Mi aveva dato  appuntamento alla stazione, ma non si è visto.

Fatalista.

GER:

Avrà avuto un contrattempo !

Va a sedere sul divano di destra.

SOP:

Forse è meglio se lo aspetto qui !

Entra John da sinistra.

Con voce affannata.

Accorgendosi di Sophie.

Con autorità.

joh:

Doctor Guissac essere più veloce di lepre !

Ecco sua amante !

Cameriere champegne !

Prontamente andando verso destra.

GER:

Subito mister Barrimore !

Gerard esce da destra, John si avvicina a Sophie.

Con un inchino galante.

joh:

Permettere che John Barrimore di Baltimora offrire a beautiful lady coppa di champegne ?

Restando sulle sue.

SOP:

Signore, io non vi conosco !

Si siede accanto a Sophie.

joh:

Io essere amico di dottor Guissac !

Piacevolmente sorpresa.

Ansiosamente.

SOP:

Di Emile ?

Allora sapete dov’è ?

Feroce.

joh:

In questo momento lui correre per  tutta Evian.

Gerard entra da destra con lo champagne e due coppe.

Mescendo il vino.

GER:

Il vostro champagne preferito mister Barrimore!

Mettendo sul vassoio una banconota

joh:

Tank you e sparire !

Compiaciuto.

Va verso destra.

GER:

Altri  cento dollari !

Sempre agli ordini !

Gerard esce da destra mentre John beve entrambe le coppe.

Tra se con sorpresa.

SOP:

Che strane usanze questi americani !

Prendendo le mani di Sophie tra le sue, con trasporto.

joh:

Madame, io amare voi da fist moment, dal primo momento, che avere visto !

Scatta in piedi, irritata.

SOP:

Signore, voi non reggete lo champagne !

Le riprende le mani

joh:

Voi diventare subito mia amante !

Ritirando le mani, sdegnata.

SOP:

Non solo siete ubriaco, ma anche pazzo !

Insistendo con foga.

joh:

Io super milionario: voi volere gioielli, io dare, voi volere luna io dare, voi volere …

Gira le spalle a John, molto seccata.

Scandendo.

SOP:

Voglio soltanto che la smettiate di importunarmi, io sono una donna onesta !

Ironico.

joh:

Questa essere big bugia !

Offesa.

SOP:

Come vi permettete ?

Sicuro del fatto suo.

joh:

You essere cocotte di doctor Guissac !

Allibita.

SOP:

Io sarei …

Precisa con malizia.

Tenta di abbracciare Sophie.

joh:

Yes, io visto che voi baciare the doctor, adesso  baciare me !

Mentre John tenta di abbracciare Sophie, entra Napoleone da sinistra, Sophie corre da lui.

Ponendosi dietro Napoleone,atterrita.

SOP:

Vi prego aiutatemi a liberarmi di questo energumeno !

Affrontando John, con determinazione.

NAP:

Signore, vi proibisco di infastidire una dama !

Indicando Sophie, con disprezzo.

joh:

Se lei amante di doctor Guissac potere esserlo anche di John Barrymore of Baltimora !

Si gira di scatto verso Sophie, sorpreso

Si gira verso John, tra i denti.

NAP:

Ah , così voi siete …

Vi prego lasciatemi solo con questa donna !

Alzando le spalle, va da Sophie,e la pende per un braccio.

joh:

Io  non pensaci neppure, portare subito cocotte in mia camera e …

Spintonando John, autoritario.

NAP:

Andatevene è un ordine !

Offeso, spintona Napoleone.

joh:

Chi essere voi che dare ordini a John Barrymore, milionario americano ?

Spintonando John, con superbia.

NAP:

Generale Napoleone Buonaparte!

Fermandosi di botto, incuriosito.

joh:

Parente di …

Adiratissimo.

Assesta uno schiaffo a John.

NAP:

Cribbio no !

Prendete questo !

Da un pugno sul naso di Napoleone

joh:

And you quest’altro !

John esce da destra.

Accasciandosi sul divano, lamentoso.

NAP:

Dio che male !

Accorre presso Napoleone, dispiaciuta.

SOP:

Vi prego di scusarmi è stata tutta colpa mia !

Si rialza, tamponando il naso, irato.

Fa con la mano il segno del danaro.

NAP:

Voi avete ben altro di cui scusarvi !

Quanto ?

Sconcertata.

SOP:

Quanto cosa ?

Mettendo mani al portafogli, con disprezzo.

NAP:

Quanto volete per rinunciare a quel bastardo di Guissac !

Adombrandosi.

SOP:

Non vi permetto di offendere mio marito !

Allibito.

Ancora frastornato.

NAP:

Vostro marito ?

Quell’imbecille di americano ha detto …

Mettendo una mano sul cuore.

SOP:

Vi giuro che io sono la sua legittima ed unica moglie !

Con entusiasmo.

Allargando le braccia.

NAP:

Allora sei tu mia figlia !

Abbracciami piccola mia !

Cercando di chiarire l’equivoco.

SOP:

Signore guardate che …

Con entusiasmo.

Scattando sull’attenti.

NAP:

La mamma ti avrà sicuramente parlato di me: generale Napoleone Buonaparte …

Sorpresa.

SOP:

Discendente da …

Stizzito.

Tenta di nuovo di riabbracciare Sophie.

NAP:

No, mille volte no !

Come sono felice di riabbracciarti dopo vent’anni !

Fa un passo indietro, precisando.

SOP:

Signore siete in errore, io sono la figlia del generale Emilio Duplessy !

Sorpreso.

NAP:

Il comandante della guarnigione di Tolone ?

Riafferma con forza.

SOP:

Proprio lui !

Sconcertato.

Tra se stizzito.

NAP:

Cribbio e allora io di chi sono padre ?

Quella intrigante di Zozò ne ha combinata un’altra delle sue !

Entra Fulvia da destra seguita da Gerard con la valigia.

Salutando con la mano.

FUL:

Nappy ti saluto, come d’accordo, io me ne torno a Parigi !

Va verso Fulvia, deciso.

Con comando.

NAP:

Nemmeno per sogno !

Gerard riportate il bagaglio della signora in camera, scattare perdio !

Rassegnato.

GER:

Come il signor generale comanda !

Gerard esce da destra

Sconcertata e preoccupata.

FUL:

Mi avevi detto che era suonata la ritirata !

Con foga.

Dando una pacca sul sedere di Fulvia.

NAP:

Invece è suonata la carica !

In camera march !

Preoccupata e rassegnata.

FUL:

Povera me si ricomincia !

Fulvia e Napoleone escono da destra.

Tra se, concitata.

Portando la voce.

SOP:

Debbo assolutamente trovare Emile, forse è ad aspettarmi alla stazione !

Portiere ?

Entra Gerard da destra

Con un piccolo inchino a Sophie.

GER:

Ai vostri comandi madame.

Dimostrando grande urgenza.

SOP:

Un taxi presto !

Fa per avviarsi  a sinistra.

GER:

Subito !

Da destra entra Berthe, vestita.

Dimostrando grande fretta..

BER:

Gerard un taxi con urgenza !

Si blocca e poi riparte verso sinistra.

GER:

Senz’altro madame !

Gerard esce da sinistra

Non sapendo cosa dire.

SOP:

Bella giornata vero ?

Sullo stesso tono.

BER:

Già, proprio una bella giornata.

Rientra Gerard da sinistra

Annuncia.

GER:

Il taxi per la signora Guissac è alla porta !

Sollevata.

SOP:

Finalmente !

Riconoscente.

BER:

Grazie Gerard !

Sophie e Berthe fanno per andare a sinistra e si scontrano sulla soglia.

Spostando Berthe, infastidita.

SOP:

Scusate signora, ma il taxi è per me !

Indicando Gerard, stizzita.

Con sussiego, indicando se stessa.

BER:

Non avete sentito il portiere ?

Ha detto che è per la signora Guissac !

Spiacevolmente sorpresa.

SOP:

Ah, perché voi sareste …

Con aria di superiorità.

BER:

La signora Guissac per l’appunto !

Precisa con stizza.

SOP:

La moglie del dottor Emile Guissac ?

Confermando.

Con curiosità allarmata.

BER:

Esattamente.

Voi conoscete mio marito ?

Con risentimento.

SOP:

Oserei dire intimamente !

Affronta Sophie con aggressività

BER:

Allora siete voi la sua amante !

Con sarcastica remissività.

SOP:

Non potendo essere la moglie, bisogna pure accontentarsi !

Faccia a faccia con Sophie.

Con aria sdegnata ed offesa.

BER:

Sfacciata  e arrogante !

Come vi permettete di assumere questo atteggiamento nei confronti di una signora !

Con sarcasmo.

SOP:

Sul signora potremmo discutere !

Alzando la voce.

BER:

Osate sfidarmi ?