Aiuto!!! Ho perso la testa per una ragazzina!!!

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AIUTO !!! HO PERSO LA TESTA PER UNA RAGAZZINA !!!

Commedia brillante in 2 atti di SALVATORE SOTTILE

A mia Madre

Personaggi :

GIOVANNI ROMANI

ADELE ROMANI  (sua moglie)

SOFIA ROMANI  (sua figlia)

ADALGISA AMATO  (la sua amante)

BARBARA  AMATO  (“la ragazzina”)

ONOFRIO LO GIUDICE  (“amico avvocato”)

GASTONE GRASSO   ( suo datore di lavoro)

CAMERIERE

GIOVANNI MANCUSO (proprietario del G.Bar)

BARBARA ROCCA (banconista del G.Bar)

GIOVANNI DE NATALE

ATTO  PRIMO

La scenografia.

Idealmente divisa in due parti: nella prima, da sinistra al centro , esterno di un Bar con un tavolino e due sedie; si nota la strada e per la restante parte, mediante fondale o gigantografia, altre abitazioni sul fondo; nella parte da destra al centro , invece, scorcio dell’interno di un elegante appartamento, dotato di porta di ingresso, finestra che dà su una strada piuttosto trafficata, e porta che idealmente introduce ad altri vani dell’appartamento; come arredi: divanetto a due posti, angoliera con ninnoli, suppellettili e quant’altro, e compatibilmente con lo spazio disponibile , qualche altro arredo a piacere. Sulla ribalta, ideale spazio neutro rappresentante l’interno della casa di Adalgisa, dove si svolgeranno alcune telefonate. Tuttavia, si può optare per una diversa soluzione: inserire all’estrema destra o sinistra, un pannello raffigurante un terzo ambiente, quello, appunto, di Adalgisa.

All’aprirsi del sipario, Giovanni discute animatamente con Adele,nella parte dell’appartamento.

GIOVANNI   -  E’ inutile! Io pretendo, esigo di sapere cosa fa mia figlia quando esce

                         la sera!

ADELE          -  Ti vorrei ricordare che nostra figlia Sofia ha appena compiuto diciotto

                         anni!

GIOVANNI   -  E allora? Ti sembra che una ragazza, oggi, a diciotto anni abbia la

                         maturità sufficiente per evitare pericoli e cattive sorprese?

ADELE          -  Perché, tu ce l’hai la maturità sufficiente per non cacciarti in un mare

                         di guai?

GIOVANNI  -  E me l’aspettavo! Mi rinfacci ancora qualche errore del passato?!

ADELE         -  Qualche? A contarli tutti non basta un ragioniere! Per cortesia!

                        L’ultimo risale a un mese fa e si chiama Veronique!

GIOVANNI  - Ancora la storia di Veronique? Non ti basta lo schock che ho avuto?

ADELE          - (Ridendo) Certo, dopo un mese di corteggiamento, senza combinare

                        nulla….

GIOVANNI  - (Interrompendola) Perché, avresti voluto che combinassi?

ADELE         -  (Ridendo) Che schifo!

GIOVANNI -  Ma ti rendi conto? La tragedia di scoprire ,dopo averla desiderata

                       tanto, dopo aver constatato che non le mancava proprio niente….

ADELE         - (Interrompendola) Che non le mancava proprio niente!!!!!

GIOVANNI – Non mi fai proprio ridere!

ADELE         - C’è da piangere! Altro che ridere! Veronique! All’anagrafe: Alfio

                       Cuscunà!

GIOVANNI – Un trauma terribile!

ADELE         - Ben ti sta! Tiè!

GIOVANNI – Fatto sta che da quel giorno: rien ne va plus!

ADELE         - E ne ho piacere! Almeno smetto di ramificare! E ti dico di più: da

                       quel giorno, non si sa come, mi sono diminuiti i mal di testa!

GIOVANNI – E a me, da quel giorno, non si sa come, sono cominciati i problemi!

ADELE         - Fatti tuoi!

GIOVANNI   - E comunque, stavamo parlando di tua figlia, non di me!

ADELE          - Mettiamoci d’accordo, è tua o mia figlia?

GIOVANNI  - Nostra figlia!

ADELE         - Ecco, bravo! Tanto per precisare! Anche se da te ha preso ben poco!

GIOVANNI – Come sarebbe, scusa?

ADELE         - Fortunatamente, Sofia non è una cretina come suo padre e sa quel che

                      fa!

GIOVANNI – Certo, che hai proprio un bel concetto di me!

ADELE         - E secondo te cosa dovrei pensare di uno che va in giro con quell’affare

                       in tasca? (Si riferisce alla cornetta telefonica collegata al cellulare che

                       gli sporge dalla tasca dei pantaloni.)

GIOVANNI – (Indicando proprio detta cornetta) Alludi a questo? Una” genialata!” Ieri

                       per strada mentre parlavo con questa cornetta appoggiata all’orecchio,

                       mi guardavano tutti! E chissà cosa pensavano?!

ADELE        -  Appunto! Ma guardo ‘sto deficiente!

GIOVANNI – Veramente, a me non è sembrato che pensassero questo! Anzi,

                        sorridevano, come per dire: càspita, una cosa del genere non

                        l’abbiamo vista mai!

ADELE         -  Aspettavano te per vederla!

GIOVANNI -  Brava! Lo sai che io sono stato sempre all’avanguardia!

ADELE        -  Sì, come quando hai avuto la brillante idea di indossare le mutande

                      sopra i pantaloni!

GIOVANNI – Te lo ricordi? Un altro colpo di genio! Cosa c’era scritto su quelle

                        mutande?

ADELE        -  Off limits?

GIOVANNI – No, non mi riferivo a quelle! Le mutande con su scritto “OFF LIMITS”

                       servirono per la campagna pubblicitaria per la sensibilizzazione sulla

                       fedeltà coniugale!

ADELE       -  Tu che fai la campagna per la sensibilizzazione sulla fedeltà coniugale,

                      fai proprio ridere!

GIOVANNI – Un pubblicitario non deve per forza essere coerente con gli slogan

                      che inventa!

ADELE       -  Appunto!

GIOVANNI – E comunque, io mi riferivo a quelle altre, di mutande, con su scritto:

                       “LIBERO DI VOLARE”!

ADELE        - Ah, sì, ora mi ricordo. E a quale campagna pubblicitaria servirono?

GIOVANNI – Quella contro la discriminazione dei diversi!

ADELE       - Anche in questo caso, tu sei incompatibile!

GIOVANNI –Perché?

ADELE         - Hai cacciato il nostro ex domestico perché, tornando dal week-end,

                      prima del previsto, l’hai trovato in dolce compagnia!

GIOVANNI  - In dolce compagnia di chi?

ADELE         - Di un suo amico!

GIOVANNI – E io di queste porcherie, in casa mia, non ne voglio!

ADELE         - Però in compenso, indossi sopra i pantaloni, le mutande con su scritto:

                      “libero di volare”!

GIOVANNI – Te l’ho detto: motivi professionali!

ADELE        -  Bella scusa!

GIOVANNI – Lo sai che è il mio lavoro?

ADELE         - Lavoro?! Senti, guarda, lasciamo perdere! Se non fosse per me, che

                       ogni mese porto a casa lo stipendio, staremmo freschi!

GIOVANNI  - E siamo arrivati all’ora dell’umiliazione!

ADELE         - Che ora dell’umiliazione è, se poi non ti umili?

GIOVANNI  - E’ colpa mia se non mi umilio? Vuol dire che resisto alle tue violenze

                       morali! Io sono più forte!

ADELE         - No, sei un incosciente, altro che più forte! Avanti, dimmi cos’hai

                      combinato di buono in vita tua ?

GIOVANNI – Io?

ADELE        -  Sì, tu!

GIOVANNI – E me lo domandi?

ADELE         -  Sì, te lo domando!!!!!!

GIOVANNI -  Niente!

ADELE         - Ecco!

GIOVANNI – Ma questo cosa significa? Che ancora non ho combinato niente di

                       buono!  Ma sono sulla buona strada! E il risultato dei miei

                       sforzi non tarderà ad arrivare! Anzi,è dietro l’angolo! E presto…

 ADELE        -  (Canticchiando la famosa canzone di Mina) Parole parole parole!!!!

GIOVANNI – E ti dico di più. Mentre quelli che già si sono realizzati, invecchiano

                       precocemente, schiacciati dal peso di tutto quello che hanno fatto, io…

ADELE        -  (Interrompendolo, sempre con estremo sarcasmo) Tu, di certo, non

                       corri questo rischio!

GIOVANNI -  Brava! Perché io, a dispetto dell’anagrafe, sono ancora giovane! Sia

                       chiaro!

ADELE        -  E chi potrebbe affermare il contrario? Giovane? Un fanciullo! Altro che

                       storie!

GIOVANNI – Quando sarà il momento, ti ricrederai!

ADELE         -  E quando?

GIOVANNi -  Quando sarà il momento!

ADELE        -  (Sarcastica come non mai) Ah, ho capito: quando sarà il momento?!!

GIOVANNI – Certo.

ADELE        -  ( C.S.) Prima, no, vero?

GIOVANNI – Non ho la sfera di cristallo!

SOFIA         -  (Entrando) Ciao, papà. Ciao, mamma.

GIOVANNI – Ti sembra questa l’ora di tornare?

SOFIA         -  Uffa, papà!

GIOVANNI – Uffa, un corno! (Ad Adele) Tu non dici niente, vero?

ADELE         - Stai parlando tu! Non sei tu il capofamiglia?

GIOVANNI – Ma sei tu che porti lo stipendio ogni mese, quindi…

ADELE        -  Ma sei tu che ci strabilierai col brillante risultato dietro l’angolo….

GIOVANNI – Cos’è l’ora dell’adulazione?

ADELE         - No! L’ora del cretino che sei!

GIOVANNI – Darmi del cretino davanti mia figlia!!!

SOFIA         -  Non è la prima volta!

ADELE      -  Hai sentito?

GIOVANNI – Come può una figlia crescere sana, in una casa dove non si rispetta

                       il genitore?

SOFIA         -  Fa finta di non sentire e cresce lo stesso! Vado a farmi una doccia!

Sofia esce.

ADELE       -  Tua figlia possiede il senso pratico della vita! Ti ha dato la risposta

                      giusta!

GIOVANNI – E tu, scommetto, ci godi!

ADELE         - Io, per tua norma e regola, godo in altro modo! Anzi….godevo, perché

                       dal giorno dello schock tu ti sei dato alla latitanza….

GIOVANNI  - Ti sembra facile superare un trauma del genere?

ADELE         -  E allora, aspettiamo!

Al bar entra Barbara.

Adele esce.

GIOVANNI  - E ti lamenti? Quando hai il mal di testa tu, io cosa dovrei fare?

Giovanni esce, inseguendo la moglie.

Al bar appare il cameriere.

CAMERIERE  - Buongiorno. Desidera?

BARBARA     - Mi porti….vediamo….lei cosa mi consiglia?

CAMERIERE – Dipende….Le piace il dolce o il salato?

BARBARA     - (Con enfasi, riproponendo lo stesso tono amletico) Dolce o salato?

                         Questo è il problema!!!!

CAMERIERE – Meravigliosa! Sembrava Amleto! Lei fa l’attrice, signorina?

BARBARA     - Studio per fare l’attrice!

CAMERIERE – Magnifico! E’ il mio sogno proibito, sa? Anch’io vorrei calcare le

                         tavole del palcoscenico! Scendere la scala come Wanda Osiris,

                         accompagnata dai boys, e cantare: “Ti parlerò d’amoor….”

BARBARA    -  Wanda Osiris?

CAMERIERA – Non mi dica che non conosce Wanda Osiris, stella incontrastata

                          della rivista e del varietà fino agli anni sessanta?

BARBARA     -  Vagamente….

CAMERIERE – Beh, effettivamente, puoi non conoscere Wanda Osiris…Ma Heater

                          Parisi? (Intonando la famosa canzone)” Disco disco dove io, sono

                         veramente io, è una favola, una superfavola…bambina, bambina,

                         disco bambina!” (E si lascia andare ad alcuni movimenti coreografici)

BARBARA     - Bravissimo! Complimenti! Ma lo sa che lei ha stoffa?

CAMERIERE – La ringrazio!

BARBARA     - E’ veramente sprecato come cameriere!

CAMERIERE – Purtroppo, mi da dà vivere! Stando davanti ai riflettori si rischia la

                         fame! Comunque….Cosa gradisce?

BARBARA  -  Mi porti una bella granita di mandorla e cioccolato, con panna,

                      scagliette di cioccolato fondente sulla panna, un rivolo di cioccolata

                     calda, e una spruzzatina di pistacchio, tanto per dare un po’ di colore!

CAMERIERE – Bene.

BARBARA    - E non si dimentichi la ciliegina!

CAMERIERE – Ma certo! La ciliegina sulla panna è come quella sulla torta:

                         irrinunciabile!!!!!

BARBARA    -  Ben detto!

Il cameriere esce. Barbara estrae dalla borsetta il cellulare e forma un numero. Dalla parte della casa esce Sofia, pronta a rispondere alla chiamata.

SOFIA          -  Pronto?

BARBARA   -  Sofia!

SOFIA         -  Barbara! Dove sei?

BARBARA – Mi trovo fuori….

GIOVANNI – (Entrando) Si può sapere dove mi avete messo la mia camicia azzurra?

SOFIA         -  (A Barbara) Scusa un attimo….

BARBARA  -  Prego…

SOFIA        - (A Giovanni) Che c’entro io con la tua camicia azzurra?

GIOVANNI – Tua madre mi ha detto che l’ultima volta te l’ha vista indosso.

SOFIA         - Ah, sì, ieri…adesso l’ho messa tra la biancheria da lavare…

GIOVANNI – Ma quante volte ti ho detto che non devi mettere le mie camicie? Oggi

                      ho un appuntamento importante e me la volevo mettere!

SOFIA        -  Ne indosserai un’altra.

GIOVANNI – Non è la stessa cosa! (ed esce sbraitando)

SOFIA         - Scusa, ma era mio padre che rompe…

BARBARA  - L’ho intuito.

SOFIA        - E allora, dove sei?

BARBARA – Sono fuori! Tra poco ci sarà il grande incontro!

SOFIA       -  Non mi dire!

BARBARA – Sì, finalmente conoscerò mio padre, e sembra che mi voglia anche

                     riconoscere!

SOFIA       - Ma è fantastico!

BARBARA – Non sto più nella pelle per l’emozione!!!

SOFIA       _  Ci credo!

BARBARA – Chissà che tipo sarà…se mi somiglia…?

SOFIA       -  Semmai, se tu assomigli a lui!

BARBARA – Già, è vero, che stupida!

SOFIA       -  Mi dovrai raccontare tutto per filo e per segno!

BARBARA – Stai tranquilla! Ma anche tu mi dovresti raccontare qualcosa, o sbaglio?

Entra Giovanni, ma Sofia non se ne accorge.

SOFIA        - Ecco…te l’ho accennato, mi sono fidanzata…

BARBARA  -  Fantastico!

Controscena di Giovanni.

SOFIA        -  Solo che….

GIOVANNI  - Che?

SOFIA         -  (Accorgendosi della presenza del padre, liquida Barbara) Senti, scusa,

                      ma non mi posso trattenere. Ci sentiamo più tardi. Ciao.

BARBARA  -  Okay, ciao. (Chiudono entrambi)

GIOVANNI -  Cos’è questa storia?

SOFIA         -  Quale storia?

GIOVANNI – L’hai capito benissimo. Cos’hai detto poc’anzi?

SOFIA         -  Veramente, ho detto tante cose…

GIOVANNI – Ma una, in particolare!

SOFIA          - Veramente?

GIOVANNI – Non mi prendere in giro! Sai a cosa alludo! Hai detto che ti sei fidanzata

SOFIA          - In un certo senso…

GIOVANNI – Chi è?

SOFIA          - Non lo conosci!

GIOVANNI – Questa sì che è bella! Ti pare che te lo chiedevo se l’avessi conosciuto?

SOFIA         - Certo che no!

GIOVANNI – Cosa fa?

SOFIA         -  In che senso, scusa?

GIOVANNI – Nell’unico senso che può interessare a un genitore: di professione!

SOFIA         -  Avvocato.

GIOVANNI – Ah, bene! E non era la prima cosa da dirmi? Giovane avvocato, quindi?

SOFIA         - Ecco, veramente, proprio giovane, no….

GIOVANNI – Senti, adesso devo scappare. Stasera quando torno a casa ne

                       riparleremo!

SOFIA         - Sì, ma non è facile….

GIOVANNI – Nulla è difficile, quando si tratta di un bravo ragazzo…avvocato!

                      (Chiama la moglie) Adele! Adele!

ADELE        - (Entrando)Che succede?

Al bar, esce il cameriere con la consumazione per Barbara.

GIOVANNI – Io sto uscendo. Sto andando ad un appuntamento di lavoro, molto,

                       molto importante!

ADELE        - E ci vai profumato come una di quelle?

GIOVANNI – Devo fare una buona impressione! Lo vuoi capire che faccio il

                       pubblicitario? Nel nostro ambiente l’immagine è tutto! E il cliente che

                       devo incontrare è molto esigente!

ADELE        - Un cliente o una cliente?

GIOVANNI – Un cliente, non ti preoccupare! E poi, ammesso che si trattasse di una

                       cliente, cosa ci sarebbe di tanto strano?

ADELE     - E hai la faccia tosta di domandarmelo?

GIOVANNI – Perché io nell’esercizio della mia professione, sono asessuato!

ADELE        - Sì, vabbè!

GIOVANNI – E poi, quante volte te lo devo ripetere, dopo quel trauma…

SOFIA         -  Hai avuto un trauma, papà?

ADELE        -  Sì, l’ha avuto! Quando se ne va, te lo spiego!

GIOVANNI  - No! Tu non glielo spieghi!

ADELE         - Te ne vai? Non è tardi?

GIOVANNI – E tu ringrazia Iddio che sono maniaco della puntualità…(In disparte, ad

                        Adele) Non le dire niente, per favore!

ADELE        -  Vedremo! Tu, intanto vai!

GIOVANNI – D’accordo! L’hai promesso!

ADELE        -  Io, veramente, non ho promesso niente! Mi sono limitata a dire:

                       vedremo!

GIOVANNI – E non equivale ad una promessa?

ADELE         -  Dipende….

GIOVANNI  - Da cosa?

ADELE         - Sei ancora qua?

GIOVANNI – Già! Il dovere mi chiama!

ADELE         - E non lo fare aspettare!

GIOVANNI – Giusto! (Dopo un secondo di pausa) Ma tu, però, non dici….

ADELE         - (Interrompendolo con urlo) Basta!!!!!

GIOVANNI – Ho recepito il messaggio! Vado!

Esce in tutta fretta.

SOFIA         -  Ma cos’è che non mi dovresti dire?

ADELE        -  Vieni in cucina che te lo racconto.

Entrambe escono.  Al bar arrivano, Onofrio e Gustavo.

ONOFRIO  - Signorina.

BARBARA  - Avvocato.

ONOFRIO – Sono lieto di presentarle il Cavalier Grasso! Gastone Grasso!

Gastone, emozionatissimo, tende la mano a Barbara che, con gli occhi lucidi per la commozione, gliela prende per stringergliela, lentamente, molto lentamente.

BARBARA  - Sono emozionatissima!

GASTONE – Io non riesco a trovare  le parole…  

ONOFRIO  - E per il momento, non le cerchi. Dia retta a me. Posso ben comprendere

                      l’emozione di entrambi, e se permettete…..ecco, con tutti gli sforzi

                      possibili e immaginabili, nonostante la mia esperienza, ecco…non posso,

                      proprio non posso trattenermi……(Inizia a singhiozzare, prima piano, poi

                       sempre più forte, fino ad emettere un urlo e scoppiare in una crisi di

                       commozione così forte e rumorosa da lasciare interdetti i presenti, e da

                       richiamare l’attenzione del cameriere che sbuca fuori dal bar per vedere

                       cosa è successo .Contestualmente parte la musica del programma “C’è

                       posta per te”, che fungerà da tormentone e sottolineerà tutte  queste

                      ondate  di commozione. Naturalmente, la stessa musica dovrà

                      interrompersi bruscamente ogni volta che ritorna la calma, per

                      riprendere al primo accenno di commozione. L’effetto comico è

                      assicurato! Ricordiamo che il brano musicale in questione è “Loves

                     theme” di Barry White.

BARBARA  - Avvocato, la prego!

GASTONE – Non faccia così!

BARBARA  - Si calmi!

GASTONE – Appunto!

Onofrio continua ad essere disperato più che mai! E’ proprio un fiume in piena!

GASTONE – In fondo, mi scusi, quello che si dovrebbe commuovere sono io…

BARBARA  -  E anch’io!

GASTONE -  Già, anche lei! Coraggio, avvocato!

BARBARA – La prego! Sono io che ho ritrovato mio padre!

GASTONE – E io ho finalmente conosciuto la figlia che sapevo di aver generato e

                     mai conosciuto!

L’avvocato intensifica il suo stato.

BARBARA – Sono io che dopo anni a chiedermi che volto avesse mio padre…

GASTONE – Ed io a chiedermi che volto avesse il frutto di un attimo, ma che dico

                      attimo? Guizzo, guizzo di voluttà……

BARBARA -  Ed ora, che finalmente ci troviamo uno davanti all’altra…

GASTONE – Un padre, fin’ora ignorato, davanti ad una figlia, fino adesso sconosciuta

CAMERIERE – (Lanciando un urlo) Che scena commovente!!!! Peggio di “Beautifull”!

                     (E si lancia in un pianto disperato, quasi a gara con quello di Onofrio)

GASTONE  - Ci mancava anche il cameriere!

BARBARA  - (Al cameriere) Si faccia coraggio, almeno lei!

CAMERIERE – (Tra un singhiozzo e l’altro) Non ce la faccio! Ho il cuore di burro!

ONOFRIO    - Anch’io!

GASTONE   - Sembrano due anime gemelle!

BARBARA  - Per cortesia….

GASTONE  - Vi prego…

BARBARA – Non fate così….

GASTONE – (Urlando) Ma cosa ve ne frega?!!!!!

I due si ammutoliscono di colpo!

ONOFRIO  -  (Come se niente fosse accaduto, recuperando “miracolosamente”

                        il controllo dei nervi) Ci vogliamo sedere?

GASTONE  -  Certo…

ONOFRIO  -  Cosa prendete?

GASTONE  -  La prego, avvocato, spetta a me offrire…

ONOFRIO  -  Non sia mai, ci mancherebbe! (A Barbara) Cosa gradisce, signorina?

BARBARA  -  Veramente, io ho già consumato: granita di mandorla e cioccolato, con

                       panna, scagliette di ciccolato fondente sulla panna, una spruzzata di

                       pistacchio, il tutto attraversato da un rivolo di cioccolata liquida!

CAMERIERE – E l’irrinunciabile ciliegina!

BARBARA     -  Appunto!

GASTONE  -  Hai detto: granita di mandorla e cioccolato?

BARBARA  -  Sì…

GASTONE  - Con panna…..?

BARBARA -  Sì…..

GASTONE – Tempestata da scagliette di cioccolato fondente…?

BARBARA  - Già….

GASTONE -  …una spruzzata di pistacchio….?

BARBARA -  …affogata da un rivolo di cioccolata liquida…..

GASTONE – Con l’immancabile ciliegina sulla torta!

BARBARA  - Perfetto!

GASTONE  - Proprio così la preferiva la mia mamma,  nonché tua nonna!

ONOFRIO  - Ha detto che così la preferiva la sua mamma?

GASTONE -  Sì!

CAMERIERE – Nonché sua nonna!

GASTONE e

ONOFRIO   -  (Insieme) Già!

ONOFRIO  -  (Ancora presente a se stesso) La granita scelta dalla nipote è la stessa

                      preferita dalla nonna! Sublime…(comincia ad accennare un moto di

                       commozione che presto deflagrerà in una crisi pari a quella

                       precedente, se non più forte!)…commovente…anche volendo…non

                      si può, proprio non si può…..(Un urlo da il via ad un pianto

                       irrefrenabile)

GASTONE  - Un’altra volta?!

BARBARA  - Avvocato, la prego!

CAMERIERE – (Anche lui in preda alla solita crisi) Che scena commovente! Peggio

                        di una soap opera!

Il cameriere e l’avvocato sembrano due “fiumi in piena”! E nonostante i tentativi per contenerli esperiti da Gastone e Barbara, appaiono ingovernabili!

GASTONE  -  Basta! La mamma è mia! Non è la vostra! Fatevi i fatti vostri!

I due ammutoliscono nuovamente e repentinamente.

ONOFRIO  - (Tornato improvvisamente sereno e posato) Lei , cavaliere, cosa

                      gradisce?

GASTONE  - Un caffè, grazie.

ONOFRIO  - (Al cameriere) Allora, ci porti due bei caffè.

CAMERIERE – Subito. (Ed esce veloce)

ONOFRIO   - Bene. Chissà quante cose avrete da dirvi!

GASTONE e

BARBARA  - (Insieme) Già!

ONOFRIO – Vi dovrete conoscere….

GASTONE e

BARBARA – (c.s.) Già!

ONOFRIO  -  Io , naturalmente, ho già avviato l’iter per il riconoscimento. Bisogna

                      solo attendere qualche giorno per le formalità richieste. Qualche firma,

                      e finalmente, la signorina potrà chiamarsi Grasso. Barbara Grasso!

                      Con tutti i diritti che ne derivano, ovviamente!

GASTONE  - (Orgoglioso come non mai) Ma certo! Ci mancherebbe!

ONOFRIO – E naturalmente la signorina, sempre se lo vorrà, potrà trasferirsi a

                      villa Grasso, la residenza che, in quanto figlia, le spetterà quando

                     suo padre renderà l’anima a Dio!

GASTONE – Non c’è questa fretta!

ONOFRIO -  Quando il Grande Capo chiama, non ci si può esimere!

GASTONE – Ci mancherebbe! Solo che, mi auguro, che si ricordi di me il più

                     lontano possibile!

ONOFRIO -  Sono sempre i migliori che se ne vanno!

GASTONE -  E allora, per il momento, sono in una botte di ferro!

ONOFRIO – Non si sottovaluti, cavaliere!

GASTONE – E lei non me la butti, avvocato!

ONOFRIO – Prego?

GASTONE  - Sì, dico….vorrei  pensare ad altro. Specialmente adesso che ho ritrovato

                      mia figlia!

ONOFRIO – E’ legittimo da parte sua!

GASTONE – Appunto. (A Barbara) Allora, fai le valige e ti trasferisci nella nuova

                      residenza.

BARBARA – Ecco, veramente, non mi sento ancora pronta. Nella casa dove abito

                     attualmente, ho tanti ricordi….specialmente del mio cane Snoopy, che

                     mi ha lasciato due mesi fa!

GASTONE – Avevi un cane?

BARBARA -  Sì!

Sbuca dal bar il Cameriere recando con se il vassoio con due tazzine di caffè e due

bicchieri d’acqua. Serve al tavolo.

GASTONE – E si chiamava Snoopy?

BARBARA  - Sì!

GASTONE -  E scommetto che era un bastardino?

BARBARA -  Esatto!

Onofrio e il Cameriere sono lì, pronti ad una nuova ondata di commozione! La presagiscono e nel contempo la auspicano come “cani famelici”!!!!!

GASTONE – Affettuoso…?

BARBARA -  Affettuosissimo!

GASTONE – E scommetto che dormiva ai piedi del tuo letto….?

BARBARA  - Proprio così!

GASTONE – Pensa, Barbara, che io….non ho mai avuto un cane che si chiamasse

                     Snoopy, che fosse un bastardino e che dormisse ai piedi del mio letto!

                    Né io, né mia madre, né mio padre, tantomeno la mia famiglia!

                    (Al cameriere e a Onofrio) Tiè! Stavolta vi ho fregati!

Pausa di imbarazzo.

GASTONE – Quando ci vuole ci vuole!

ONOFRIO -  Per me si è fatto tardi.

GASTONE -  Anche per me. Devo vedermi con uno dei miei collaboratori. Sapete,

                      il dovere mi chiama.

ONOFRIO -  Bene. Credo che l’incontro sia stato positivo…

GASTONE -  E me lo domanda, avvocato?

ONOFRIO -  Sono felice. Perché credetemi, vedere un padre che incontra una

                     figlia, dopo una vita….

GASTONE – (Interrompendolo) Basta così! La prego, avvocato!

ONOFRIO – Già, mi scusi!

GASTONE  - Ricordiamoci che non siamo a “C’è posta per te”!

CAMERIERE – Ma lei, avvocato, mi sembra tanto Maria De Filippi!!

ONOFRIO    -  (Compiaciuto) Trova?

CAMERIERE – Due gocce d’acqua!

ONOFRIO    -  Ma io sono un maschietto e Maria, una donna!

CAMERIERE – Sììì?

GASTONE    -  (Tagliando corto, a Barbara) In ogni caso, mi farai l’onore di accettare

                         un invito a cena.

BARBARA   -  Ma certo!

GASTONE   -  A proposito, non ti ho chiesto se sei single, fidanzata…Per la verità,

                       è avvenuto tutto così di fretta….

BARBARA  -  Già…comunque, sono fidanzata!

GASTONE -  Benissimo! Me lo farai conoscere, spero?

BARBARA -  Volentieri.

GASTONE -  Anzi, facciamo una cosa: porta anche lui, a cena! Così, prendiamo due

                     piccioni con una fava!

BARBARA  - Perfetto!

GASTONE – Benissimo! Non ti chiedo di abbracciarmi….perchè  capisco che, forse,

                     è prematuro….e poi, non vorrei scatenare altri temporali…

ONOFRIO e

CAMERIERE – (Insieme) Peccato!!!

GASTONE    - Mi sa che per oggi potete posare il fazzoletto!

ONOFRIO   -  Mai dire mai!

CAMERIERE – Appunto!

GASTONE    -  Sì, ma non davanti a me! Per oggi mi è bastato! (A Barbara) Ciao,

                         Barbara…

BARBARA    - Ciao….papà!!!!!!!

Sulle note, ancora una volta, della classica musica del programma “C’è posta per te”, Onofrio e il Cameriere , dopo un urlo iniziale, si lasciano aggredire da un’altra ondata di commozione! Cavano dalla tasca, entrambi, il fazzoletto e giù, un diluvio di lacrime! Gastone vorrebbe accodarsi anche lui, ma una punta di orgoglio lo frena! Si limita a sorridere e lanciare da lontano un bacio all’indirizzo della figlia, per poi allontanarsi velocemente, seguito dall’avvocato in lacrime!

BARBARA  -  (Al cameriere) Mi sa indicare la toelette?

CAMERIERE – Si deve rifare il trucco, vero?

BARBARA     - Anche.

CAMERIERE – Qualche lacrimuccia?

BARBIERE    -  Parecchie….

CAMERIERE – A chi lo dice?! Venga, le faccio strada.

BARBIERE    -  Grazie.

Entrano nel Bar.

In casa, Adele e Sofia rientrano continuando un discorso già cominciato fuori.

ADELE          - Credimi, sono sconvolta!

SOFIA          -  Ma come, mi hai sempre fatto credere di essere una madre moderna.

ADELE         -  Sì, ma c’è un limite a tutto! Pensa quando lo saprà tuo padre!

SOFIA         -  Ti spaventa la reazione di papà? Non te ne è mai fregato nulla di lui!

ADELE         - Sì, ma quanto mi hai detto è sconvolgente! Non trovo proprio le

                       parole…..Ma poi, scusa, come ti è venuto? Io proprio non lo so!

SOFIA         - Al cuor non si comanda!

ADELE        - Lo dici a me che ho sposato tuo padre?

SOFIA        - Appunto!

ADELE       - Solo che nel tuo caso….non ti sembra che la differenza di età sia un po’

                    esagerata?

SOFIA       - Anche nel tuo caso, mi pare!

ADELE      - Se alludi al quoziente intellettivo di tuo padre ti posso dare ragione,  ma

                    tu ti sei messa……quanti anni ha, hai detto?

SOFIA      -  Una sessantina.

ADELE     -  Potrebbe essere tuo nonno!

SOFIA     -   E papà, tuo figlio!

ADELE    -   Te l’ho detto, il suo quoziente intellettivo è quello di un bambino…..però

                     il resto…

SOFIA    -   Ma se hai detto che dopo quell’incidente…..

ADELE   -   Sì, ma prima, però…..i meriti che ha nessuno glieli può togliere! Non sono

                   discorsi che ti dovrei fare io che sono tua madre, ma certi aspetti,

                   all’interno di una coppia, non sono per nulla trascurabili. Anzi! E tu sei

                  sicura che lui….sì, insomma….

SOFIA    -  Vuoi sapere se è avvenuto “il fatto”?

ADELE   -  Non sono così sfacciata! Non te l’ho chiesto apertamente, intendiamoci…

                  La mia non è una curiosità morbosa, sia chiaro! Sono solo preoccupata per

                la tua felicità, il tuo futuro! E una madre penso che abbia il diritto di

                sperare per la propria figlia tutto il meglio che può esistere: ricchezza,

                felicità, amore….

SOFIA  -  Sesso?!

ADELE  - Anche!!! Sei contenta, adesso? Ce l’hai fatta! Ci sei riuscita a farmi

                arrossire!

SOFIA  -  Esagerata! Sei o non sei una donna?

ADELE  - Sarò una donna, ma di fronte a te sono tua madre! Non dimenticarlo!!!

SOFIA  - Comunque , ancora tra noi non è successo niente! Lui è un gentiluomo!!

ADELE – Gentiluomo? Da quanto tempo state insieme?

SOFIA  - Sei mesi.

ADELE – E in sei mesi……mah!

SOFIA  - Ti dispiace?

ADELE – Più che altro mi insospettisce. Non vorrei che questa galanteria nasconda

                qualche difficoltà….Ma poi, che cosa mi fai dire?!!!

SOFIA  - Guarda che non c’è nessuna difficoltà! Lui è un uomo speciale! Pensa che

               ha un animo sensibile! Si commuove per un nonnulla! Mi ha invitato nel

               suo palazzo….

ADELE  - (Interrompendola) Hai detto: palazzo?

SOFIA  - Sì, lui è ricchissimo! E’ un valente avvocato!

ADELE  - (Strabuzzando gli occhi per la soddisfazione) Veramente?

SOFIA  -  Sì. Ha un palazzo a tre piani, due Mercedes, una Porsche, uno yacht di

                venti metri,  ed è proprietario di un cinque stelle a Giardini Naxos!

ADELE -  (Sempre più eccitata!) Càspita! Ed è sposato?

SOFIA  - Vedovo.

ADELE – Figli ?

SOFIA  - La povera defunta non ne poteva avere…

ADELE  - Bene!

SOFIA  - Come, bene? Li desideravano tanto….Comunque, ti dicevo, mi ha invitato

                a casa sua, e indovina dove mi ha portato?

ADELE – In camera da letto!

SOFIA  - Ma che dici, mamma? Te l’ho detto che tra noi, ancora non…

ADELE – Scusa, l’avevo dimenticato.

SOFIA  - Mi ha fatto accomodare nel salone, dove ha un fantastico…

ADELE  - (con intenzione ) Fantastico?

SOFIA  - Fantastico….

ADELE – (c.s.) Fantastico…?!!!

SOFIA  - Maxischermo!!!

ADELE  - ( Alquanto delusa ) Ah!

SOFIA  -  E  uno straordinario….

ADELE  - ( Sempre maliziosa) Straordinario?

SOFIA  -  Straordinario….

ADELE  - ( c.s.) Straordinario…?!!!!!!

SOFIA   - Impianto Home theater!

ADELE  - (Sempre più delusa) Ah!

SOFIA -   E insieme abbiamo visto, mano nella mano….

ADELE – (Interrompendola) “Nove settimane e mezza”?

SOFIA  - Ma che dici, mamma?! Bambi!

ADELE – Bambi?

SOFIA  - Di Walt Disney!

ADELE  - Il cartone animato?

SOFIA  - Sì! A un certo punto ci siamo talmente commossi da metterci tutti e due…

ADELE  - (Interrompendola nuovamente) A letto?!!!

SOFIA  - No! A piangere disperatamente! Non è fantastico?

ADELE – (soprapensiero) Insomma…(ripensando alla consistenza patrimoniale del

                 “fidanzato” della figlia) Cioè, volevo dire: meraviglioso! Brava, figlia mia!

                 L’amore non ha età! E poi, ci sono certi uomini che anche in tarda età..

                 Danno punti a tanti giovanotti, presuntuosi ed incapaci! Vedrai che tra

              un pianto e l’altro, ci sarà spazio anche per qualche …sospiro! E comunque,

              anche senza conoscerlo, mi piace! Come si chiama?

SOFIA – Onofrio.

ADELE – Bel nome. Inusuale. Direi: speciale! Ma sei sicura che sia ricco?

SOFIA  - Sicurissima. Ma perché, ha importanza?

ADELE – (Ipocrita) Importanza? Per carità! Ci mancherebbe! Quello che conta sono

                i sentimenti!

SOFIA  - Appunto!

ADELE – Vieni in cucina, che ci facciamo un bel caffè.

SOFIA  -  Ci sto.

Escono entrambe. Dal Bar escono Barbara e il cameriere.

CAMERIERE  -  Le posso offrire un’aranciata?

BARBARA    -  Veramente, dovrei scappare. Ho dato appuntamento a una persona e

                        sono in ritardo.

CAMERIERE – Mi dispiace.

BARBARA    – Anche a me. (Suona il suo cellulare.) Mi scusi. Pronto….? Amore….

                       scusami, ma ho fatto un po’ tardi, sai ho un sacco di cose da

                       raccontarti……..ma tu dove sei?......Io sono al “G.Bar”…….

                       Allora, ti aspetto qui….? D’accordo. Fai presto! Bacini! (Chiude) Bèh,

                      visto che devo aspettare, l’accetto volentieri la sua aranciata.

CAMERIERE – Ha visto? Era scritto nel destino!

BARBARA    - Che cosa?

CAMERIERE – Che dovesse accettare la mia aranciata.

BARBARA     - Infatti.

Il cameriere esce. Nello spazio neutro rappresentante interni o esterni vari, appare Adalgisa che sul suo cellulare forma un numero. Suona il cellulare di Sofia.

BARBARA          -  Mamma.

ADALGISA  -  Tesoro!

BARBARA   -  L’ho conosciuto!

ADALGISA  - Ah, sì? E cosa te ne è sembrato?

BARBARA     -  Un gran signore! Credimi, mi sono emozionata! Una classe!

ADALGISA   -  Mi fa piacere!

BARBARA    -  Ma dimmi un po’, mamma, perché non vi riconciliate? Sono sicura

                        che se lo rivedessi, lo troveresti interessante.

ANDALGISA – Ma stai scherzando? Siamo separati da quindici anni. E poi, io, lo sai,

                         mi sono rifatta una vita.

BARBARA     - Con una persona che, sebbene io non conosca, sono sicura , non sarà

                        così perbene come mio padre.

ADALGISA   - Innanzitutto tu non lo puoi giudicare perché, come hai detto, non lo

                       conosci. E poi, ammesso che non sia affidabile come tuo padre, almeno

                       è molto più divertente e fantasioso! Con tuo padre mi annoiavo dalla

                      mattina alla sera! Invece, con lui, è un continuo divertimento! E’

                      la classica persona che riesce sempre a sorprenderti!

BARBARA  - Io continuo a credere che se lo conoscessi , lo troverei odioso!

ADALGISA – E allora farò in modo che tu non lo conosca, così eviteremo spiacevoli

                      incidenti! Va bene? Piuttosto, è del tuo fidanzato, non me ne vuoi

                      parlare?

BARBARA  -  E’ un uomo fantastico!

ADALGISA -  Hai detto: uomo? Perché, scusa, quanti anni ha?

BARBARA  -  Ecco….qualche annetto in più di me, ce l’ha!

ADALGISA -  Sì, ma quanti in più?

BARBARA  -  Quanti….?

Arriva al Bar Giovanni.

BARBARA  - (Alla vista di Giovanni)  Scusa, mamma, ma ti devo lasciare! Ci

                      risentiamo! Ciao! (Barbara chiude. Adalgisa, perplessa, esce.)

GIOVANNI  - Amore mio!

BARBARA   - Tesoro! Non vedevo l’ora che arrivassi!

GIOVANNI – Con chi parlavi al cellulare?

BARBARA   - Sei geloso?

GIOVANNI – Io? Stai scherzando….? Chiunque sia….l’ammazzo!

BARBARA   - (ridendo) Il mio Otello!

GIOVANNI -  Guarda che io scherzavo! Te l’ho chiesto così, ma non mi interessa…

                       Ma chi era?

BARBARA  - Non mi hai appena detto che non ti interessa?

GIOVANNI – Ma tu dimmi chi era!

BARBARA   - Era mia madre! Sei contento, gelosone?

GIOVANNI – Le madri sono sempre quelle che si rendono complici delle figlie!

BARBARA   - Sì, ma tu mia madre non la conosci, quindi non puoi sapere se mi

                      farebbe da ruffiana!

GIOVANNI – Sarebbe un’eccezione, perché le suocere sono tutte ruffiane!

                       Hanno la vocazione!

BARBARA   - E mia madre è un’eccezione! Quando la conoscerai, ti accorgerai che

                      ho ragione!

GIOVANNI – E va bene, amore mio! Come dici tu! Lo sai che non son capace di

                      contraddirti! Mi fai impazzire! E non vedo l’ora…

CAMERIERE – (Entra portando l’aranciata) Ecco l’aranciata.

GIOVANNI  - (Al cameriere) Portami un doppio wisky.

CAMERIERE – Subito. (Ed esce subito)

GIOVANNI  - Amore mio, sono tre mesi che stiamo insieme, e ancora, non ti sei

                       decisa. Così facendo, dimostri di non amarmi.

BARBARA   - Non è vero, tesoro. Solo che, cerca di capirmi, è la mia prima volta!

                       Ho appena diciannove anni, e vorrei essere sicura dei tuoi sentimenti!

GIOVANNI – Dolcezza mia, io sono un libro aperto!

BARBARA   - Un libro giallo, aperto!

GIOVANNI  -  Non capisco cosa vuoi intendere….?

BARBARA   -  Tu hai detto di essere separato in casa, giusto?

GIOVANNI -  Esatto.

BARBARA  -  Ora chi mi dice che, invece, non bluffi e cerchi di tenere il piede in

                       due scarpe?

GIOVANNI – Così mi offendi, scusa!

BARBARA   -  Perché?

GIOVANNI -  Perché metti in dubbio la mia parola, insinuando che ti prenda in giro!

                       Guarda che noi separati in casa siamo un esercito, sparso in tutto il

                       territorio! E siamo esposti a ingiurie, sospetti…..come se mentissimo!

                       Ma voi malfidenti, dovreste farvi un esame di coscienza! Prendi me,

                       per esempio! Sono separato in casa! E lo sono da quando ho avuto

                       il trauma!

BARBARA   - Quale trauma?

GIOVANNI – Scoprire mia moglie come e dove non avrei mai voluto sorprenderla!

BARBARA   - Ti ha tradito?

GIOVANNI -  Sì!

BARBARA  -  Poverino! E il suo tradimento ti ha scioccato?!

GIOVANNI – Ma non tanto il tradimento, quanto aver scoperto con chi mi ha tradito!

BARBARA   - Scommetto con un tuo amico?!

GIOVANNI – No, con un’amica! E non mia, solo sua! Tale Veronique!

BARBARA   - Tesoro mio! Ora capisco!

GIOVANNI – (Fingendo un crollo emotivo con tanto di singhiozzi e quant’altro) Una

                       tragedia!!! Un trauma!

BARBARA  -  Ora capisco perché hai fretta di…..vuoi accertarti che io sia veramente

                      Barbara, e non, per esempio, (Ridendo)…Alfio!!

GIOVANNI – (Cogliendo l’occasione) Ecco! L’hai capito! Non è fretta la mia! Ma solo,

                       solo il desiderio di capire, accertarmi….

BARBARA   - Ma io sono Barbara, amore mio! Senza trucco e senza inganno! Povero

                       tesoro! Chissà quanto hai sofferto!

GIOVANNI – (Ancora in preda alla finta commozione) Sì, ho sofferto! Tanto sofferto!

CAMERIERE – (Entrando) Ecco il wisky.

GIOVANNI  -  Grazie. Mi sa indicare il bagno? (A Barbara) Scusami, cara, farò in

                        un baleno.

BARBARA   -  Ti senti male, tesoro?

GIOVANNI -  No, vai tranquilla.

CAMERIERE – (A Giovanni) Se ha problemi di prostata, sconsiglierei i super alcolici!

GIOVANNI   - Non ho di questi problemi, io! Mi voglio solo sciacquare il viso! E poi,

                        sa cosa le dico? Mio nonno si è sempre fatto gli affari suoi ed è

                        campato fino a ottant’anni!

CAMERIERE – E ha fatto male! Perché mia zia è una pettegola incallita e ne ha

                       novantacinque! E se la vedesse? Ancora in gamba!

GIOVANNI – Mi vuole accompagnare in bagno?

CAMERIERE – Vuole che entri dentro anch’io?

GIOVANNI   - No! Lei resti fuori!

CAMERIERE – Come vuole!

Giovanni e il cameriere entrano al Bar. In casa suonano il campanello. Va ad aprire Adele, e si trova davanti Gastone.

GASTONE   -  Buongiorno.

ADELE        -   Buongiorno. Con chi ho il piacere di parlare?

GASTONE  -   Noi non ci conosciamo. Mi presento:  Grasso! Cavalier Grasso! Gastone

                       Grasso! Presumo che lei sia la moglie del signor Giovanni Romani, vero?

ADELE       -   Esatto. Adele Romani.

GASTONE -   Suo marito lavora per me.  Io sono il suo datore di lavoro.

ADELE       -  Molto lieta, si accomodi.

GASTONE -  Grazie.

ADELE       -  Per anni, mi sono chiesta che faccia avesse il datore di lavoro di mio

                      marito! Ed oggi, improvvisamente, me la ritrovo davanti.

GASTONE  - Noto una punta di ironia nelle sue parole.

ADELE        - In effetti ha ragione. Perché se proprio vuole che sia sincera con lei,

                     pensavo che nemmeno esistesse!

GASTONE – Chi?

ADELE       -  Il datore di lavoro di mio marito.

GASTONE – Non capisco per quale ragione, signora. Si spieghi meglio.

ADELE       -  Senta, parliamoci chiaro: mio marito stipendio non ne ha mai preso!

GASTONE – Eppure glielo pago regolarmente da oltre vent’anni, ossia da quando

                      l’ho assunto.

ADELE       -  Cosa?

GASTONE – Puntualmente ogni mese. Mi meraviglio come lei non ne sia al corrente.

ADELE       -  Da un po’ di tempo a questa parte comincia a non stupirmi più nulla di

                     mio marito.

GASTONE – Ho sempre pensato che suo marito fosse un tipo eccentrico, ma non fino

                     a questo punto.

ADELE       - Ma, mi tolga una curiosità, lei era venuto per parlare con lui?

GASTONE – Esattamente.

ADELE       - Non è in casa. E’ uscito dicendomi che aveva un importante

                     appuntamento di lavoro…

GASTONE – Veramente, non mi risulta…

ADELE       - Si capisce! Chissà con chi si doveva incontrare!

GASTONE – Non ne ho idea.

ADELE       - Lo gradisce un caffè?

GASTONE – Il caffè non lo si rifiuta mai.

ADELE   -  Glielo preparo subito.

GASTONE – Non vorrei disturbare.

ADELE        - E che ci vuole? Due minuti.

GASTONE – Lei è molto gentile!

ADELE       - Con permesso.

GASTONE – Prego.

Adele esce, lasciando seduto Gastone. Sull’altro versante, intanto, esce dal Bar Giovanni.

BARBARA  -  Tutto ok?

GIOVANNI  -  Sì, amore mio! Quel cameriere è proprio invadente.

BARBARA  -  Ma se è così carino!

GIOVANNI -  A me, invece, sta proprio sulle scatole!

BARBARA -  Comunque, così non si può andare avanti! Io ho bisogno di certezze! Tu

                     mi hai detto di essere separato in casa, vero? Non credi che sia arrivato

                     il momento di fare un salto di qualità?

GIOVANNI – In che senso, scusa?

BARBARA – Nel chiedere a tua moglie la separazione legale?

GIOVANNI – Ma certo, amore mio! Tutto quello che vuoi! Lo sai che io pendo dalle

                      tue labbra! Qualsiasi cosa tu mi chiedi per me è legge!

BARBARA – Se tu farai questo passo…..

GIOVANNI – Se io farò questo passo….? Parla, non mi fare stare sulle spine!

BARBARA  -  (Con intenzione) Anch’io ne farò un altro!

GIOVANNI – Ma subito, amore mio!

BARBARA – Allora telefona all’avvocato.

GIOVANNI  - Ora?

BARBARA  - E quando, scusa?

Sullo spazio neutro Adalgisa che forma un numero sul suo cellulare.

GIOVANNI – No, perché sai, questo è l’orario di ufficio, e allora….

BARBARA -  Le telefonate dei clienti si ricevono proprio durante l’orario di ufficio.

Suona il cellulare di Giovanni, che controlla il numero nel display.

GIOVANNI – Ecco, vedi? Lupus in fabula!

BARBARA  - E’ l’avvocato?

GIOVANNI – (Annuisce a Barbara e poi risponde) Pronto?

ADALGISA – Amore!

GIOVANNI  - Carissimo avvocato!

ADALGISA – Ma sei cretino? Pronto…?

GIOVANNI  -  Stavo per telefonarle! Mi ha praticamente letto nel pensiero!

ADALGISA – Sono due giorni che non ti fai vedere, né sentire….

GIOVANNI  -  Cosa vuole che le dica, sono oberato di lavoro!

ADALGISA – E non hai cinque minuti per me?

GIOVANNI  - Cinque minuti? Le sembra facile, avvocato? Il tempo è denaro!

ADALGISA  -  Ma dove sei? Cosa ti prende? Amore mio, ti prego….

GIOVANNI  -  Sono io che la prego di ascoltarmi….

ADALGISA -  Tu non me la racconti giusta! Sono stufa dei tuoi sotterfugi! Basta!

                       E’ finita! (Chiude ed esce)

GIOVANNI  -  Avvocato….avvocato!!!! E’ caduta la linea!

BARBARA  -  Maledizione! Proprio quando gli stavi per chiedere….

GIOVANNI  - Già!

BARBARA  - E ritelefonagli!

GIOVANNI  - Sei matta? Un conto è che mi chiami lui, un altro conto è che lo chiami

                      io!

BARBARA  - Non capisco la differenza.

GIOVANNI – Io chiamo dal mio cellulare a un numero fisso, il suo. Mi risponde un

                     messaggio preregistrato:”Momentaneamente il centralino è occupato,

                     attendere per non perdere la prelazione”! E aspettando, aspettando,

                     mi finisce il credito.

BARBARA  - Non ci avevo pensato.

GIOVANNI – Appena torno a casa, dal mio numero fisso, lo chiamo.

BARBARA  - A proposito, ma si può sapere dove abiti? Da quando siamo insieme,

                     non me l’hai voluto dire. 

GIOVANNI – E per quale motivo credi che io non te l’abbia detto?

BARBARA  - Se non lo sai tu.

GIOVANNI -  Perché conoscendo il mio indirizzo, chissà quante volte ti saresti                   

                     appostata nelle vicinanze di casa mia per vedermi, di nascosto,

                       uscire o rientrare da casa!

BARBARA – E allora? Nell’eventualità, cosa ci sarebbe stato di male?

GIOVANNI – Niente, amore mio! Ma temendo che avresti potuto soffrire, te l’ho

                      voluto risparmiare!

BARBARA  - E perché mai avrei dovuto soffrire vedendoti entrare o uscire da casa

                      tua?

GIOVANNI  - E me lo domandi? Nel frangente, magari, ti capitava di vedere mia

                      moglie salutarmi, e allora ti saresti presa di gelosia!

BARBARA  - Ma non mi hai detto di essere separato in casa?

GIOVANNI  - Infatti! Sono separato…ma in casa! Capisci?

BARBARA  - Ed è per questo che lo dobbiamo tagliare questo cordone ombelicale!

GIOVANNI – Non ho capito….

BARBARA  - Devi separarti legalmente!

GIOVANNI – Ah, sì, certo!

Rientra nello spazio neutro Adalgisa che , di nuovo, forma un numero.

BARBARA  - Così te ne vai a vivere per conto tuo!

GIOVANNI – Brava!

BARBARA   - E ci potremo vedere a casa tua tutte le volte che vorremo! Vero?

GIOVANNI  - Non vedo l’ora!

BARBARA  - Maledizione! Se non fosse caduta la linea…..

GIOVANNI – Avrei potuto parlare con l’avvocato…

Suona il cellulare di Giovanni.

GIOVANNI   -  Hai visto? E’ l’avvocato!

Barbara strappa dalle mani di Giovanni il cellulare e risponde.

GIOVANNI  -  Ma cosa fai?!!!!!!!!!!!!!!!

BARBARA   -  Mi scusi, avvocato, ma sono Barbara, la compagna di Giovanni. Lui,

                        forse, non ha il coraggio di dirglielo, ma vorrebbe avviare le pratiche

                       per la separazione dalla moglie….

Giovanni si riappropria con fatica del cellulare e chiude. Adalgisa è interdetta: ha riconosciuto la voce della figlia e ha appreso da lei l’amara verità! E’ impietrita!

BARBARA  -  (Al culmine dell’ira) Non si fa così! Hai capito! (Urlando e così

                         Richiamando l’attenzione del cameriere che esce dal Bar) Non si fa

                        così!!!! Hai capito?!!!! (Si alza dal tavolo e se ne va)

GIOVANNI – Ma aspetta….Ti potrei spiegare!

CAMERIERE – Non si fa così!

GIOVANNI   -  Ma va a fan……..

Giovanni, si allontana anche lui. Adalgisa, intanto, riprendendosi, ha la comprensibile reazione!

ADALGISA  -  Con la mia bambinaaa?!! No! Con la mia bambina no! Non te lo

                       permetto!!!!! (Ed esce fulminea)

Nella casa, invece, rientra Adele con il caffè. Ha cambiato d’abito, si è truccata.

ADELE         - Mi deve scusare se l’ho fatta attendere, ma l’ho fatto con la

                       caffettiera napoletana, e ho aspettato che colasse tutto.

GASTONE  -  Con la napoletana? Magnifico! Io non l’ho mai bevuto, ma chi l’ha

                       preso mi ha garantito che è speciale.

ADELE       -  Infatti. Sentirà che aroma. Quanto di zucchero?

GASTONE -  Due cucchiaini, grazie.

ADELE       -  (Dopo aver eseguito) Prego.

GASTONE – (Dopo il primo sorso) Buonissimo! Tutt’altra cosa rispetto a quello fatto

                       con la moka.

ADELE       -  E lo preferisco anche a quello del bar.

GASTONE -  E’ vero. Sono d’accordo. Solo, mi dispiace averle arrecato tanto

                      disturbo!

ADELE       -  Mi creda, è un vero piacere!

GASTONE – Se è per questo, il piacere è tutto mio! E’ un raro privilegio potersi

                      accostare a una così….non vorrei che lei mi fraintendesse! Esprimo solo

                      un timido, ma sincero apprezzamento per la sua “ beltade et amabilità!”

ADELE       -  Lei è un uomo galante!

GASTONE – Spero non si sia infastidita….

ADELE        - Ma nient’affatto! Anzi!

SOFIA        - (Entrando) Scusa, mamma….

ADELE       - ( A Gastone) Permette, Cavaliere, che le presenti mia figlia Sofia?

GASTONE – Molto lieto, Grasso! Cavalier Gastone Grasso!

SOFIA   -  Piacere.

ADELE  -  (Sempre a Sofia) Il Cavaliere è il datore di lavoro di papà.

SOFIA  -   Perché, papà ha un datore di lavoro?

ADELE  -  E non solo quello. Pure uno stipendio. Comunque, poi ti dico.

SOFIA  -  Io sto uscendo.

ADELE  - Va bene. Salutamelo.

SOFIA  - Chi?

ADELE -  Il tuo fidanzato.

SOFIA -  Sarai servita. (A Gastone) Cavaliere.

GASTONE – E’ stato un piacere conoscerla, signorina.

SOFIA        -  Il piacere è tutto mio! (Ad Adele) A stasera.

ADELE      -  Ciao, tesoro.

Sofia esce.

ADELE     - (Languida e fascinosa) E allora? Dove eravamo rimasti?

GASTONE – Ecco, mi stavo appunto giustificando con lei per essere stato poc’anzi

                      un po’ ardito!

ADELE       -  E ha fatto benissimo!

GASTONE -  Oh, Adele….così mi ha detto che si chiama, vero?

ADELE       -  Adele, Gastone!

GASTONE – Credimi, Adele…Oh, pardon! Ho osato darti del tu!

ADELE        - Osa! Osa!

GASTONE  - Pensa che ero venuto per parlare con tuo marito….

ADELE        - E ti dispiace non averlo trovato?

GASTONE  - Assolutamente…no!

ADELE        - Oh!

GASTONE – E a te, che non l’abbia trovato?

ADELE       - Assolutamente…no!

GASTONE – Oh!

ADELE       -  Ti posso mostrare la casa?

GASTONE – Mi puoi mostrare tutto quello che vuoi!

ADELE       -  Oh!

GASTONE – Oh!

ADELE       - Vieni….?

GASTONE – Vengo!!!!

ADELE e

GASTONE – (Insieme) Oh!!!!!!!!!

Escono insieme prendendosi per mano. Al bar arriva Onofrio.

ONOFRIO – Cameriere.

CAMERIERE – (Entrando) Avvocato, carissimo. Cosa le porto?

ONOFRIO     - Un’aranciata, grazie.

CAMERIERE  - Gliela porto subito.

ONOFRIO  -  Grazie.

Il cameriere esce, e contestualmente arriva Sofia.

SOFIA        -  Onofrio!

ONOFRIO -  Sofia!

Con uno slancio Sofia cerca di buttare le braccia al collo di Onofrio, ma questi cerca di contenerla.

ONOFRIO  - Sofia, ti prego.

SOFIA        -  Cosa c’è di male, scusa? Un bacino non può scandalizzare nessuno!

                      Cosa possono pensare di noi?

ONOFRIO -  Pensano che la figlia dia il bacino al papà! O ancor peggio, la nipote

                      al nonno! Ecco, quello che pensano!

SOFIA       -  Esagerato! E poi, anche se fosse? Meglio, noh? Così non facciamo

                     sapere i fatti nostri e  lasciamo loro credere quello che vogliono! Giusto?

ONOFRIO – Ma siediti, ti prego!

SOFIA        - Uffa!

ONOFRIO – Non fare così!

SOFIA        -  Quando ti ci metti, mi dài sui nervi!

ONOFRIO – Stai tranquilla, saprò farmi perdonare!

SOFIA        - Quando, dove e come?

ONOFRIO – Stasera, a casa mia!

SOFIA        -  Fantastico!

ONOFRIO -  Cenetta macrobiotica….

SOFIA        -  (Non si capisce se sia ironica o consenziente) Ovvio!

ONOFRIO – Un sottofondo di musica adeguato….

SOFIA        -  (C.S.) La solita Nona di Beethoven?

ONOFRIO -  No! Stasera qualcosa di più “aggressivo”!

SOFIA       -  Sono tutta un fremito….

ONOFRIO – I “Carmina burana”!!!

SOFIA        - (Stavolta decisamente ironica) Ero tutta un fremito!

ONOFRIO – Prego? Non ho capito….

SOFIA        - Non fa niente. Vai avanti.

ONOFRIO – E poi, un frizzante dopo cena!

SOFIA        -  Veramente?

ONOFRIO -  Sì! Ci vedremo, tutti e due, il film: “”Torna a casa Lassie””!

SOFIA        - (Ironica, tra sé) Audaci prospettive di dissolutezza!

ONOFRIO – Prego?

SOFIA        - (C.S.) Eccitante! Veramente eccitante!

ONOFRIO – Trovi?

SOFIA        - E quando finisce il film?

ONOFRIO – Ti riaccompagno subito a casa!

SOFIA        - Ah, ecco! Mi sembrava strano!

Arriva al Bar Barbara, in uno stato di collera.

BARBARA – Sofia!

SOFIA         - Barbara!

BARBARA  - Non sai quanto mi fa piacere averti trovata! Credimi, sono fuori di

                     me…..(guardando Onofrio) Ma noi…ci conosciamo, è vero?

ONOFRIO – Credo di sì.

SOFIA        - (A Barbara, alludendo ad Onofrio) E’ lui!

BARBARA – Il tuo “lui”?

SOFIA        - Già!

BARBARA – Bene….

SOFIA       -  Però, scusate, vorrei sapere dove vi siete conosciuti.

BARBARA -  Ci siamo conosciuti proprio qua. (Ad Onofrio) Giusto?

ONOFRIO – Giusto.

BARBARA  - Ma non pensare male, è l’avvocato che accompagnava mio padre.

ONOFRIO – Già.

SOFIA        - Guarda che io non mi sarei mai permessa di pensare male. Piuttosto,

                     che ti succede?

BARBARA – E’ un bugiardo! Ecco quello che è!

SOFIA        - Ma chi?

BARBARA  - Chi, secondo te? Lui!!!!

ONOFRIO – Io non c’entro!

SOFIA        - (Ad Onofrio) Ma non lui, tu! Un altro lui!!!!!!! (A Barbara) Senti,

                     facciamo una cosa, vieni a casa mia, così mi racconti tutto.

BARBARA  -  Grazie, ho proprio bisogno di sfogarmi.

SOFIA        -  (Ad Onofrio) Scusami, Onofrio.

ONOFRIO -  Ma figurati, cara.

SOFIA        -  Ci puoi accompagnare a casa mia?

ONOFRIO -  Ma certamente!

SOFIA        - (A Barbara) Tu stai tranquilla, però!

BARBARA – Non è facile…..

I tre escono. Buio .

 Sull’altro versante, quello della casa, Adele e Gastone, lei in vestaglia molto sexy, lui in “imbarazzanti” mutandoni alla Fantozzi, maglietta della salute, e “sorprendenti” reggicalze da uomo , ballano un  tango appassionato con l’irrinunciabile scambio della rosa rossa, da una bocca all’altra! L’irruzione , dopo qualche minuto, di Barbara e Sofia, romperanno la magia di un’atmosfera particolarmente sensuale, pruriginosa, ma anche e soprattutto, grottesca!

SOFIA      -  Mamma!

BARBARA – Papà!!

ADELE       - Sofia!

GASTONE – Barbara!!!

Sofia e Barbara sono sconvolte! Gastone e Adele, pure!

F I N E    D E L    P R I M O    A T T O

ATTO SECONDO

La stessa scenografia dell’atto precedente. L’azione riprende esattamente da dove si era interrotta.

ADELE       -  Non ti aspettavo…così  presto!

SOFIA        - E neanch’io mi aspettavo questo spettacolo!!!!!

BARBARA – Men che meno , io!

SOFIA        - Cos’è, il rifacimento di “Ultimo tango a Parigi”?

GASTONE – Ecco, le apparenze, forse, sono contro di noi, ma….trattasi solo di tango!

                     Le davo lezioni di tango!

BARBARA – Sih, lezioni di tango! Ma per favore!

SOFIA        - A parte il suo fisico, Cavaliere, che non ci rimanda per nulla alla figura

                     del “tanguero argentinos”, ce l’avreste potuta dare a bere se vi avessimo

                     trovati almeno più vestiti!

ADELE       - Ma lo sai che fa caldo?!

SOFIA       - Questa proprio non regge!!!!!

GASTONE – Mi perdonate un attimo, per favore?

SOFIA        - Ecco, bravo, si vada a rivestire!

GASTONE – No, anche perché sento una certa arietta! Il clima è cambiato!

SOFIA        - (Con intenzione) In tutti i sensi!!!!!!!!

BARBARA – Gli uomini sono tutti uguali! Non se ne salva uno!

SOFIA        - Ci vuole un po’ di fortuna, cara mia! (Ad Adele) E tu cosa ci fai, lì

                      impalata? Ultimo tango a Parigi è finito! 

ADELE       -  Non ti permetto di parlarmi così! Ricordati che sono tua madre!

SOFIA       -  Te lo dovresti ricordare prima tu! Una figlia non dovrebbe vedere certe

                     cose! E poi, scusami, ma sei anche incosciente! Metti che, al posto

                     nostro, fosse arrivato papà? Che gli avresti raccontato? Anche a lui,

                  avresti detto che avevi caldo?

ADELE   -  Quello che, eventualmente, gli avrei detto, non ti riguarda! Per una volta

                  si sarebbero invertiti i ruoli, visto che , a scoprirlo in certe situazioni, sono

                 sempre stata io! E non una volta! Decine, di volte!

SOFIA  -  Questo , comunque, non ti giustifica!

ADELE -  Te lo ripeto:: non ti permetto di giudicarmi!

GASTONE – (Entrando) Eccomi. Scusate.

BARBARA – Papà! Che delusione!

GASTONE – Sono mortificato, tesoro! Non cerco alibi! Mi limito soltanto a dire che

                     sono mortificato!

BARBARA – Come non pensare alla mamma?!

ADELE       - (Guardando Gastone in segno di rimprovero) La mamma?!!!

GASTONE – Tutti abbiamo o abbiamo avuto una mamma!

ADELE       - Ma tu mi hai detto che sei separato!

GASTONE – Ma io, infatti, sono separato! E da più di dieci anni! (A Barbara) Non

                     è vero, tesoro?

BARBARA  - Sì, è vero….

GASTONE – (Ad Adele) Hai sentito?

BARBARA -  Però  che delusione! Avevo avuto una così bella impressione!

GASTONE – Ma credimi, io sono esattamente quello che ti sono sembrato! Un

                      incidente di percorso….

ADELE      -  (Interrompendolo, minacciosa) Incidente di percorso, lo chiami?

GASTONE – Perdonami. E’ più opportuno chiamarlo: piacevole incontro! In fondo

                      anche se non siamo più ragazzini, però abbiamo anche noi un cuore!

                      E’ vero, ci siamo lasciati dietro il tempo delle mele! Ma lasciateci

                      vivere il nostro “tempo delle prugne”!

ADELE       -  Bravo, Gastone!

BARBARA -  Sì, hai ragione, papà…Ma, credimi, proprio oggi è una di quelle giornate

                     che vorrei dimenticare!

GASTONE – Ma dimmi, cara, cosa ti affligge? Sei mia figlia, e per te posso fare

                      qualunque cosa!

BARBARA – No, papà, tu, purtroppo, non puoi fare nulla.

SOFIA       -  Problemi di cuore!

BARBARA – Ecco, vedete, mi ha appena mandato un sms! Vediamo….mi vuole

                     vedere domani al solito Bar per chiedermi scusa. Che faccio?! Per

                     un verso, ci vorrei andare, per un altro invece….

GASTONE – Cerca di comprenderlo. E’ un ragazzo, presumo della tua età, e

                     proprio perché giovane e privo di esperienza, può anche commettere

                     qualche errore!

BARBARA – Ecco…..non è un ragazzo! Ha più di cinquant’anni!

GASTONE – Cosa? Non ho capito bene….

BARBARA  - Hai capito benissimo, invece!

GASTONE – E’ più anziano di tuo padre?!

BARBARA  - Forse….

GASTONE – Barbara, ti prego, ora tu vieni a cena con me e mi racconti tutto.

BARBARA -  Okay.

GASTONE – Bene. Si è fatto tardi, e non vedo il motivo di disturbare oltre.

ADELE      -  (Languida) Ma quale disturbo! E’ stato un piacere!

GASTONE – ( Baciandole la mano) Anche per me! (A Sofia) Signorina.

SOFIA       -  Cavaliere.

BARBARA – (A Sofia) Ti chiamo io.

SOFIA       -  Okay. Aspetto la tua chiamata.

BARBARA – Contaci.

Gastone e Barbara escono.

SOFIA        - Io e te dovremmo parlare.

ADELE      -  Non so di che cosa. (Ed esce)

SOFIA      -  Lo so io!

Sofia esce. Al Bar arriva Giovanni. Nervoso, forma un numero sul suo cellulare.

GIOVANNI – Non mi risponde! Non mi risponde! Ora ha persino chiuso il telefono.

                       Massì! Ma chi se ne frega? In fondo la nostra era una relazione

                      sbagliata…..

Esce il Cameriere, ma Giovanni non se ne accorge e continua il suo soliloquio.

                     Sì, sbagliata! Ma ci si può mettere con una che ha la stessa età della

                     propria figlia?

CAMERIERE – Che schifo!

GIOVANNI  - (Soprapensiero, avalla la battuta del cameriere, senza accorgersi della

                        fonte, ma come se ribadisse una  voce venuta chissà da dove)

                       Appunto! Che schifo!

CAMERIERE – E’ una vergogna!

GIOVANNI   -  Già, è una vergogna!

CAMERIERE – Non ho parole!!!

Nello spazio neutro appare Adalgisa che forma un numero sul cellulare.

GIOVANNI  -  E non le cercare….(Si accorge finalmente della presenza del cameriere)

                        Ma ti vuoi fare i fatti tuoi? (Gli suona il cellulare) Pronto?

ADALGISA  - Amore mio!

GIOVANNI – Tesoro! Che sorpresa!

ADALGISA  - (Con un trasporto forzato che nella realtà nasconde sentimenti di

                        rivalsa) Ti fa piacere la mia chiamata?

GIOVANNI – E me lo domandi, amore mio? Anzi, pensavo che ce l’avessi con me!

ADALGISA  - (Ipocrita) E perché, gioia mia? Che mi avresti fatto?

GIOVANNI – Appunto! Perché…Sia chiaro, io non ti ho fatto niente!

ADALGISA  - E cosa ho detto io?

GIOVANNI  -  Ah, ecco! No, perché, sai com’è, qualche equivoco, qualche malinteso..

ADALGISA  -  Nessun equivoco. Nessun malinteso.

GIOVANNI -  Perfetto! Così mi piace sentirti parlare, amore mio!

ADALGISA -  Ci vediamo domani?

GIOVANNI – Ma certo, vita mia! Vengo a casa tua?

ADALGISA  - No. Prima prendiamo qualcosa al G.Bar, e poi ci trasferiamo a casa mia!

GIOVANNI – Meraviglioso! A che ora?

ADALGISA -  Alle cinque.

GIOVANNI – D’accordo, alle cinque. Ti amo!

ADALGISA  - Anch’io!

GIOVANNI – A domani.

ADALGISA – Okay.

GIOVANNI – Chiudi prima tu!

ADALGISA – No, tu!

GIOVANNI – Tu….!

ADALGISA – Facciamo così: conto fino a tre. Al mio tre, chiudiamo insieme.

GIOVANNI – Ci sto!

ADALGISA – E allora…uno…due…due e mezzo…tre!!!!

Chiudono entrambi.

ADALGISA – Quanto è vero che mi chiamo Adalgisa, ti ammazzo! (Ed esce)

GIOVANNI – Ma allora…quando Barbara mi ha strappato il cellulare, non mi aveva

                       chiamato lei?! Eppure a me sembrava lei… Mah! Mi sarò sbagliato!

                       Meglio! Massì, meglio così! Porca miseria, mi è arrivato un sms…!

                       E’ lei, Barbara……Gioia mia! Vediamo che dice….Mi dà appuntamento al

                       G.Bar alle quattro e mezzo….E come faccio? Adalgisa mi ha dato

                       appuntamento mezz’ora dopo, alle cinque….E come faccio? In qualche

                       modo farò! Intanto, le scrivo che ci vado…..

In casa, intanto…..

SOFIA       -  E’ inutile, non mi convinci.

ADELE      -  Guarda che io non voglio convincere nessuno. E’ successo. Punto. E non

                     accetto lezioni di morale da te che ti sei messa con uno che ha l’età

                     di tuo nonno.

SOFIA      -  Ma che mi rispetta! Stasera mi viene a prendere, mi porta a casa sua,

                    cenetta macrobiotica sulle note dei carmina burana, e subito dopo,

                    visione, mano nella mano, del film: “Torna a casa Lassie”!

GIOVANNI – Fantastico! (Ed esce)

SOFIA       - Poetico!

ADELE      - Non dimenticare il fazzoletto!

SOFIA      -  Meglio portarsi un pacchetto di fazzoletti, che un pacchetto di Hatu!

Adele molla un ceffone a Sofia.

ADELE     - Non accetto provocazioni! Chiaro?

SOFIA  -  Ti sei spiegata benissimo!

ADELE  -  Mi fa piacere!

Sofia esce veloce. Dopo qualche secondo entra Giovanni con un mazzo di rose rosse in mano. Alla vista di Adele, così appetibile e sensuale, così come gli appare in vestaglia e reggicalze, ha un sussulto.

GIOVANNI – Adele!

ADELE         - Giovanni!

GIOVANNI – Ma sei tu, vero? Adele?!

ADELE         - Certo!

GIOVANNI – Amore mio! Mi fai impazzire!

ADELE        -  Anche tu!

GIOVANNI – Gioia mia, il tempo di una doccia e sono tuo!

ADELE        -  Ti aspetto in camera!

GIOVANNI – Farò in un baleno, amore mio!!!!! (Esce veloce)

ADELE         - Oggi è la mia giornata! E chi se la perde una giornata così?!!!!

Adele esce. Al Bar, intanto……

MANCUSO  -  E’ in ritardo! Come inizio, non c’è male!

CAMERIERE – Le assicuro che è molto strano. Barbara è una ragazza molto seria

                         e puntuale. Non capisco cosa sia successo.

MANCUSO  -  Ti avverto: se non arriva entro un quarto d’ora, non la voglio più.

                         Se hai la possibilità di chiamarla sul cellulare, diglielo. Sono disposto

                         ad aspettare quattordici minuti….

CAMERIERE – Aveva detto un quarto d’ora…

MANCUSO  -  Da quando abbiamo iniziato a parlare, già un minuto è passato….

CAMERIERE – Signor Giovanni, la prego, questa mia amica Barbara ha veramente

                         bisogno di lavorare….

MANCUSO  -  Una che ha bisogno di lavorare, arriva puntuale!

CAMERIERE – Aspetti, signor Giovanni, ora la chiamo, così saprò il motivo del

                         suo ritardo.

MANCUSO  -  Questa Barbara comincia a non piacermi…

CAMERIERE – La supplico, signor Giovanni, aspetti a giudicare…..

MANCUSO  -  Tu a me dici di aspettare a giudicare? Per tua norma e regola io mi

                         chiamo Mancuso Giovanni! Hai capito? Giovanni! Come mio nonno,

                         Mancuso Giovanni, fondatore di questo Bar, che si chiama, appunto,

                        G.Bar, dall’iniziale del nome del fondatore: Giovanni! Quindi, ho

                        l’esperienza per capire se una persona è adatta o no!

ROCCA        -  (Arrivando tutta trafelata) Scusatemi! Sono veramente mortificata!

CAMERIERE – Barbara! Ma cosa mi combini?!

MANCUSO   - Silenzio! Qua i rimproveri li faccio solo io!

CAMERIERE – Mi perdoni.

MANCUSO  -  (A Rocca) Lei come si chiama, signorina?

CAMERIERE – Barbara Rocca.

MANCUSO  -  Benissimo. Signorina Barbara, parliamoci chiaro: io esigo il massimo

                         rendimento.

ROCCA        -  Certo.

MANCUSO -  Massima puntualità!

ROCCA       -  Ma io, infatti, sono sempre puntuale. Solo che stamattina….

MANCUSO – (Interrompendola) Silenzio! Se lei è puntuale lo dimostrerà! E ci farà

                       dimenticare quello che è successo stamane.

CAMERIERE – Signor Giovanni, vedrà che di Barbara ne resterà più che

                         soddisfatto.

MANCUSO  - Silenzio! (A Rocca) Signorina Barbara, le voglio ricordare le sue

                        mansioni. Scopare il locale. Stare dietro il banco e accontentare tutti.

                        E poi, disponibilità per altri servizi che dovessero rendersi necessari.

                        Il suo collega qua presente le darà ulteriori ragguagli. Va bene? Della

                        paga il suo amico e collega le avrà già parlato?

ROCCA       -  Sì, non si preoccupi, signor Mancuso.

MANCUSO – Mi può chiamare pure signor Giovanni.

ROCCA        - D’accordo, signor Giovanni.

MANCUSO – Bene. Da questo momento, signorina Barbara, prende servizio.

ROCCA        - Grazie, signor Giovanni.

CAMERIERE – (A Rocca) Vieni, seguimi.

MANCUSO  - A proposito, portatemi un bel caffè.

CAMERIERE – Subito.

Il Cameriere e la Rocca entrano nel Bar. Mancuso si accomoda seduto a un tavolino e comincia a dare una rapida scorsa  ai giornali. Dopo qualche secondo arriva al Bar Gastone. Questi estrae dalla tasca il cellulare e forma un numero. Contestualmente sullo spazio neutro appare Barbara che risponde alla chiamata del genitore.

BARBARA   -  Papà! Dimmi tutto.

GASTONE   -  Come hai detto che si chiama il tuo fidanzato un po’ attempato?

BARBARA   -  Giovanni.

GASTONE  -  No, era per ricordarmelo. Adesso ti saluto. Ti aspetto qui fra un po’.

BARBARA  -  Okay, papà.

GASTONE -  Ciao, tesoro.

Chiudono entrambi. Barbara esce. Entra il cameriere che serve il caffè a Mancuso.

CAMERIERE – Il suo caffè, signor Giovanni.

MANCUSO  -  Grazie.

Il Cameriere rientra al Bar immediatamente.

GASTONE  - (Tra sé) Eccolo! Mah! (Si avvicina al tavolo di Mancuso) Permette?

MANCUSO – Prego.

GASTONE   - Sono il papà di Barbara.

MANCUSO – Molto lieto! Si accomodi.

GASTONE   -  Grazie.

MANCUSO -  Cosa le posso offrire?

GASTONE  -  Non si disturbi, grazie. Piuttosto, mi dica un po’ di mia figlia.

MANCUSO – Cosa vuole che le dica? E’ giovane, forse inesperta….staremo a vedere.

GASTONE  -  Veramente, oggi, le ragazze non sono proprio inesperte.  Specialmente

                       le ragazzine.

MANCUSO – Io sono molto esigente! Deve fare quello che dico io!

GASTONE   - (Tra sé) Ma che deve fare, questo?

MANCUSO  -  Cosa ha detto?

GASTONE   -  Niente, non si preoccupi!

MANCUSO -  No, perché io sono un po’ sordo.

GASTONE  -  (Ironico) Pure?!!

MANCUSO – Come?

GASTONE   - Niente. Vada avanti.

MANCUSO – Io con sua figlia sono stato subito chiaro: non mi devi deludere.

GASTONE   - Ma una ragazzina di quell’età, può deludere?

MANCUSO – Purtroppo sì. Ne ho avute prima di sua figlia! Anche più giovani, sa?

GASTONE   - (Inorridito) Più giovani di Barbara?

MANCUSO – Sì!

GASTONE  -  Minorenni?

MANCUSO – Certo! E le ho messe sotto! Altro che storie!

GASTONE   - Ma, mi scusi, non ha provato un senso di disagio?

MANCUSO – Disagio? Ma quale disagio?” Prendevo la “situazione” in mano e non

                        può immaginare cosa succedeva!

GASTONE  -  E ce la faceva?

MANCUSO – Ma per chi mi ha preso, scusi?

GASTONE   - Senza qualche aiutino? Qualche pillola……?

MANCUSO – Quale aiutino, quali pillole? Ho sempre fatto tutto da solo!

GASTONE  -  E loro ci stavano?

MANCUSO – Non avevano scelta! O così, o niente!

GASTONE   - Ma cose da pazzi! Cose da pazzi! E con mia figlia, che intenzioni ha?

MANCUSO – Che intenzioni posso avere? Gliel’ho detto: deve fare quello che le

                        dico! Innanzitutto, scopare….

GASTONE  -  (Al culmine dell’ira, interrompendolo) Ma come si permette? Mi sta

                       facendo perdere la pazienza! Ha capito? Moderi i termini, sa?

MANCUSO – Moderare i termini? E’ mio diritto! Se ci vuole stare, deve scopare!

GASTONE   -  E insiste! Osa usare questo frasario davanti a me che sono il padre?

MANCUSO – (Adirandosi ora anche lui) Davanti al mondo intero! Va bene?

GASTONE   - E non si vergogna?

MANCUSO – Assolutamente no!!!!!

GASTONE   - Mi sto sentendo male!!!

MANCUSO – Vuole che le faccia portare una camomilla?

GASTONE  -  La prenda lei, la camomilla!

MANCUSO  -  Io non ho bisogno di camomilla.

GASTONE    - Povera figlia mia! Cosa deve subire?! (A Mancuso) Ma non ha un

                        rimorso di coscienza?

MANCUSO – No, perché? Sua figlia fa il suo dovere! Scopa, fa tutti i servizi, e

                       accontenta tutti!

GASTONE  - (Urlando)Tutti, chi?

MANCUSO  - Quelli che vengono!

GASTONE   -  Ma io l’ammazzo!

MANCUSO – Senta, ora mi sto cominciando a seccare! Se vuole i soldi se li deve

                       guadagnare! Qua pagano e hanno diritto al servizio!

GASTONE   - Ma che razza di uomo è, lei? Io non le metto le mani addosso perché

                       sono un galantuomo!

MANCUSO – Lei è un pazzo! Non è un galantuomo!

GASTONE   - Moderi i termini, sa? Sfruttatore! Pappone!!

MANCUSO – Guardi è meglio che me ne vada, perché altrimenti…non so quello che

                        faccio!!!!!!.(Si alza dal tavolo  e rientra al Bar)

GASTONE   -  E’ un criminale! Vizioso e depravato! Costringe mia figlia a fare le

                        orge!! Ora chiamo Barbara e le dico tutto! (Comincia a formare il

                        numero sul cellulare. Intanto, arriva Adalgisa) Ha chiuso!

                        Maledizione!

ADALGISA  - Gastone!

GASTONE  - Adalgisa. Ciao. Da quanto tempo non ci vediamo?

ADALGISA  - Più di dieci anni.

GASTONE  - Ti trovo bene. Sempre più bella!

ADALGISA – Anche tu ti difendi piuttosto bene.

GASTONE  - Insomma. Sono solo sommerso dalle preoccupazioni. Poi, nostra

                      figlia, in questo momento, mi da molti pensieri.

ADALGISA – Hai cominciato a fare il padre da poco, e già ti dà pensieri? Pensa

                      quanti ne ha dati a me che l’ho cresciuta!

GASTONE  - Ti prego, cara, non infierire. Mi sento già in colpa abbastanza. Non ho

                      bisogno di supplementi!

ADALGISA – No, perché siamo bravi tutti a fregarcene per quindici anni, e poi

                       rispuntare all’improvviso e rivendicare il diritto di fare il padre!

                       C’eri tu quando tua figlia ha dovuto affrontare il suo primo giorno di

                       scuola? L’hai accompagnata tu, all’esame di quinta elementare? O

                       all’ospedale, quando a tentato di togliersi la vita perché lasciata

                      dal suo primo amore? Ora, di colpo, ti scopri la “vocazione” del

                      padre?! Vero?

GASTONE  - Vorrei riparare!

ADALGISA – (Ridendo) A cosa? A tutto quello che avresti potuto fare e non hai fatto?

                      Ma finiscila, per cortesia!

GASTONE  - Guarda che in questo momento Barbara è nei guai! Sta con un

                     mascalzone, che, peraltro, ha la nostra età….

ADALGISA – Lo so.

GASTONE  - Lo sai? Ti limiti a dire che lo sai?

ADALGISA – E cos’altro dovrei fare?

GASTONE  - Questo delinquente la sfrutta! La maltratta e la….

ADALGISA  -  Parla, cosa le fa fare?

GASTONE  - La costringe a prostituirsi!

ADALGISA – E tu come lo sai?

GASTONE     - Me l’ha detto lui stesso, l’infame!

ADALGISA   - L’hai visto?

Mancuso esce dal Bar, e si accomoda in un tavolino.

GASTONE  -  Eccolo la!

ADALGISA -  Quello?

GASTONE  -  Sì, proprio lui.

ADALGISA – Sei sicuro che non ti sbagli.

GASTONE  - Ti dico che ha confessato!

ADALGISA – Ma allora, non sta solo con…..

GASTONE  - Che intendi dire?

Mancuso si rialza e rientra nel Bar.

ADALGISA – Che sta con due uomini!

GASTONE   - Cosa?

ADALGISA -  Purtroppo! Uno è quello. L’altro non lo conosci.

GASTONE  - Non lo conosco? E come si chiama? Chi è?

ADALGISA – Si chiama Giovanni!

GASTONE  - Anche lui, si chiama Giovanni? Ma cose da pazzi! E’ così che hai

                       saputo educare tua figlia?

ADALGISA – Sta a vedere che adesso è colpa mia?

GASTONE  - E mia, allora?

ADALGISA – Se tu fossi stato più presente nella sua vita, forse, tutto questo non

                      sarebbe accaduto!!!!

GASTONE -  Forse hai ragione.

ADALGISA – Togli il forse!

GASTONE  - Sono più confuso che persuaso!

ADALGISA – Io, ora sai che faccio? Entro al Bar e chiedo conto e spiegazione a quel

                      porco! Visto che tu non sei stato capace!

GASTONE  - E cosa avrei dovuto fare, ammazzarlo?

ADALGISA – Anche!|!!! (E si dirige minacciosa all’interno del Bar)

GASTONE  - Ecco, è arrivata la Tripolina di “Onore e rispetto”!!!!!

Arriva al Bar un simpatico vecchietto che si accomoda ad un tavolino.

CAMERIERE – (Uscendo dal Bar)  Signor Giovanni! Che sorpresa!

DE NATALE   - Ciao, caro!

CAMERIERE – Cosa le posso servire?

DE NATALE   - Ho un pazzo desiderio di cioccolata calda.

CAMERIERE  - Signor Giovanni, la prego, la cioccolata non fa per lei. Pensi al

                         suo diabete! Io, piuttosto, le consiglierei un bel selz e limone!

DE NATALE  - Hai ragione. Tanto più che ho per le mani una ragazzina e devo

                         tenere a bada il mio tasso glicemico! Non posso fare “mala

                         cumparsa”! Giusto?

CAMERIERE – E bravo il signor Giovanni! Come dice quel suo motto?

DE NATALE  -  Sempri  ‘a menzijornu!

CAMERIERE – E’ un motto che vale per tutti noi maschietti?

DE NATALE  -  Ppi  mmia, di sicuru! Ppi ttia, no’ sacciu!

CAMERIERE – Quant’è simpatico il nostro signor Giovanni! Glielo porto subito

                          il selz! (Esce svelto)

GASTONE    -  (Tra sé) E questo è l’altro depravato! Mamma mia, quant’è vecchio!

                          Ma questa figlia mia è proprio strana!

La Rocca esce dal Bar e si assenta un attimo, guadagnandosi l’uscita. Poi, arriva il Cameriere e serve al tavolo il selz e limone.

CAMERIERE  - Ecco il suo selz signor Giovanni.

DE NATALE  -  Grazie!

CAMERIERE – Prego, si figuri.

DE NATALE  - Se avessi qualche altro desiderio?

CAMERIERE – Tra poco arriva Barbara. Ci penserà lei!

Reazione di Gastone!

DE NATALE  - Però, io adesso, dovrei andare in bagno!

CAMERIERE – Si deve dare una rinfrescatina?

DE NATALE  - No, gioia, prostata!

CAMERIERE – L’accompagno!

DE NATALE  -  Grazie!

Il Cameriere e De Natale entrano al Bar.

GASTONE    - Povera figlia mia! Vecchio! E con la prostata! Ma di chi hai preso,

                        vorrei sapere io?!

Arriva al Bar Giovanni che tenta di chiamare col cellulare. Anche Gastone tenta di chiamare al cellulare.

GIOVANNI e

GASTONE  - (Insieme) Lo tiene chiuso! Maledizione!

GASTONE  - Giovanni!

GIOVANNI – Cavaliere!

GASTONE  - Che ci fai qua? Sono due giorni che ti cerco. Mi sembra che il lavoro

                      lo stai trascurando un po’!

GIOVANNI – Ha ragione, Cavaliere! Ma ho problemi in famiglia!

GASTONE  - Ah, sì?

GIOVANNI – Se sapesse. Mia moglie…in fin di vita!

GASTONE  - (Allarmatissimo) Quando?

GIOVANNI – Quando? Un mese fa! Un incidente! Coma! Coma irreversibile!

GASTONE  - (Che ha compreso la menzogna) Ma cose da pazzi!!

GIOVANNI – Mi permette?

GASTONE  -  Prego.

Giovanni riprova voltando le spalle a Gastone. Questi forma anche lui un numero. In casa esce Adele che risponde alla chiamata.

ADELE       -  Pronto?

GASTONE -  Mi riconosci?

ADELE      -  Grasso?

GASTONE – In tutti i sensi!!!!

ADELE       -  Sei  spassosissimo!

GASTONE – E tu amabilissima!

ADELE       -  Mi fai diventare tutta rossa!

GASTONE – Mai quanto tu fai diventare me! Volevo sapere come stai!

ADELE       -  Meravigliosamente! Quando sento te!

 Nel frattempo arriva Barbara. Gastone se ne accorge.

GASTONE – Adesso, ti devo lasciare!

ADELE       - Okay. Mi richiami?

GASTONE – Certo! Ciao!

ADELE       -  Ciao! (Chiudono entrambi)

BARBARA – Papà!

GASTONE – Barbara!

Giovanni, sentendo la presenza di Barbara e avendo realizzato che è al cospetto del padre, in modo alquanto buffo, continuando a voltar loro le spalle, entra nel Bar. Ma non sa cosa lo aspetta. Barbara, pur di spalle, crede di averlo conosciuto.

BARBARA  - (Alludendo a Giovanni) Ma perché è entrato… Non vi siete conosciuti?

GASTONE  -  (Riferendosi a Mancuso) Purtroppo, l’ho conosciuto!

BARBARA  -  E non ti è piaciuto?

GASTONE  -  E me lo domandi?

Sul versante della casa Sofia, chiama al cellulare. Suona il telefonino di Barbara.

BARBARA  -  (A Gastone) Scusa, papà. (A Sofia) Pronto…?

SOFIA        -  Barbara!

BARBARA  -  Tesoro, dimmi.

SOFIA        -  Sta per arrivare lì Onofrio. Gli avevo dato appuntamento, ma poi ci ho

                      ripensato. Troppi anni di differenza! E’ una storia che non può

                      continuare. Ora, appena arriva, cerca di spiegarglielo tu. Ma ti prego,

                      agisci con tatto! Sai è un tipo molto sensibile. Mi posso fidare?

BARBARA -  Vai tranquilla!

SOFIA       -  Grazie, Barbara! Ti devo un favore!

BARBARA – Figurati! Non ci pensare!

SOFIA        - Poi, mi chiami e mi racconti tutto.

BARBARA  - Okay, sarà fatto.

SOFIA        - A dopo.

BARBARA – A dopo.

Chiudono entrambe. Sofia esce.

BARBARA – Scusami. Dicevamo?

GASTONE -  Che non mi piace proprio per niente! Hai capito?

BARBARA  - Perché è più grande di me?

GASTONE – A parte questo. Ma poi, è un depravato, pervertito!

BARBARA  - Giovanni?

GASTONE – Sì, proprio lui! Ci ho parlato personalmente!

Giovanni esce correndo dal Bar, inseguito da Mancuso e Adalgisa.

BARBARA – Eccolo, Giovanni! Amore!

GIOVANNI – Ma quale amore? (e scappa via a gambe levate)

ADALGISA -  Disgraziato! Porco! Farabutto! Non solo ti sei preso gioco di me,

                      ma hai tentato pure di corrompere mia figlia!

MANCUSO – Appunto! Criminale! Dissoluto!!!

GASTONE  -  Sta parlando?! Proprio lei?!

MANCUSO – Sì, io!

ADALGISA  -  Lui!!!!

GASTONE  -  Io non ci sto capendo più nulla!

ADALGISA -  Tu non hai mai capito nulla!

BARBARA  -  Scusate, ma nemmeno a me la cosa appare chiara!

TUTTI        -  Taci!

GASTONE – (Ad Adalgisa) E poi, mi spieghi cosa c’entri tu con l’uomo che scappava

                      dal Bar?

BARBARA -  Questo interesserebbe anche a me!

GASTONE  - Perché ti interessa?

MANCUSO – Non l’ha capito, vero?

GASTONE  -  Senta, lei, dopo quello che ha fatto a mia figlia, deve soltanto tacere!

BARBARA  -  Ma che c’entra ora il signore? Chi lo conosce?

MANCUSO – Come, chi mi conosce?! Io son il proprietario di questo Bar che vanta

                        una fama pluritrentennale! G.Bar! Fondato nel 1940 dal compianto

                        Cavaliere Mancuso Giovanni, nochè mio nonno, nonché mio omonimo,

                        visto che mi hanno imposto il suo nome! Circostanza della quale, ne

                        vado onoratissimo!

GASTONE  -  Ha fatto lo spot pubblicitario, ha fatto!

BARBARA  -  E in ogni caso, non è lui il mio fidanzato!

GASTONE  -  Vi siete lasciati?

MANCUSO – Ma che dice?

ADALGISA -  Non si sono mai fidanzati! Va bene?

GASTONE  -  E allora di chi ho parlato con lui poco fa?

MANCUSO – Di Barbara.

GASTONE  - Avete visto? Di mia figlia!!!

ADALGISA – Tutte quelle che si chiamano Barbara, sono tue figlie?

MANCUSO – La nuova banconista che ho assunto oggi si chiama, appunto, Barbara!

GASTONE   - Allora, è questa Barbara che scopa….

MANCUSO – (Interrompendolo, per puntualizzare) Il pavimento del Bar!! Chiaro?

BARBARA  -  Ma poi, papà, come hai potuto pensare che io mi fossi messa con uno

                       come lui?

MANCUSO – Perché, quel Giovanni che è scappato, è meglio?

ADALGISA  - Ma non la fa franca, ve lo prometto! Quel delinquente la pagherà!

BARBARA   - Ma perché ce l’hai tanto con lui?

ADALGISA -  Perché lo so io! Chissà dove sarà andato!

GASTONE  - Può essere che sia andato a casa sua!

ADALGISA – E dove abita?! Quel fetente non me l’ha mai detto!

BARBARA  -  Ma perché lo doveva dire proprio a te?

Nel frattempo in casa, Sofia , vestita di tutto punto, apre la porta di ingresso ed esce

 Correndo.

ADALGISA – Perché?

GASTONE  - Già, perché?

ADALGISA – (A Gastone) A te non devo dire proprio niente perche siamo separati da

                      più di dieci anni! Io non so quello che, in tutto questo tempo, hai

                      combinato tu; a te non deve interessare quello che è successo a me!

                      Chiaro?

BARBARA  - Ma io insisto per volere delle spiegazioni! E me le puoi dare solo tu,

                     mamma!

ADALGISA – E invece, sarebbe più giusto che te le desse Giovanni! Ammesso che ne

                      avesse il coraggio!

GASTONE  - Non ce l’ha!

TUTTI         - Perché?

BARBARA  - Come fai a saperlo, papà?

GASTONE – Perché Giovanni Romani, pubblicitario, è un mio dipendente da più di

                      dieci anni!

ADALGISA – Giovanni, tuo dipendente?

GASTONE  - Proprio così!

BARBARA  - Allora, saprai anche dove abita.

GASTONE – Certamente.

ADALGISA – E allora, non perdiamo tempo! Andiamo!

Gastone, Adalgisa e Barbara escono.

CAMERIERE  - Peggio di “L’onore e il rispetto”!!

MANCUSO   - Torna a lavorare!

CAMERIERE  -  Subito!

Mancuso si riaccomoda al tavolino, con la speranza di poter leggere tranquillamente il giornale. Dopo qualche secondo, arriva al Bar

In casa, intanto, irrompe Giovanni.

GIOVANNI   -  Adele! Adele!

ADELE          -  (Entrando) Giovanni! Che ci fai a casa a quest’ora?

GIOVANNI  -  Che ci faccio? Adele, amore mio!

ADELE         -  Ma ti ha dato di volta il cervello?

GIOVANNI -  Perché, scusa? Non ti sei accorta che son guarito dal trauma? La notte

                       scorsa te ne ho data ampia dimostrazione! O non ti è bastato?

ADELE        -  No, mi è bastato e mi è pure avanzato!

GIOVANNI – Come, ti è avanzato? In fondo, la scorsa notte, ti sei prodotta con me

                       in una sola brillante performances!

ADELE        -  Infatti! Mi sono prodotta in una sola brillante performances, con te!!!

GIOVANNI – Appunto! Abituati a fare le maratone…Ieri mi pare che con me, ti sei

                      mantenuta a stecchetto…

ADELE        - Con te!!!!!!

GIOVANNI – Già….(Inizia a capire che c’è qualcosa che non va) Ma…scusa, che vuoi

                      dirmi con quel “con te”? 

ADELE        - Quello che hai capito! Con chi sono stata la notte scorsa?

GIOVANNI – Con me!

ADELE         - Hai visto che ci sei arrivato?

GIOVANNI – Appunto! Perché uno, alle volte, va a pensare a cose….No, perché, di

                       questo ti volevo parlare. Tu lo sai che io sono sempre stato un po’

                       vivace, specialmente con le donne…

ADELE        -  Lo sappiamo!

GIOVANNI – Mentre tu, invece, fedele come un cane da caccia…

ADELE         - Ma si può cambiare, mio caro!

GIOVANNI – Tu non sei la tipa che cambia! E non mi hai mai fatto un torto! E

                       credimi, me lo sarei meritato! No, perché quello che è giusto è

                       giusto! Per tutto quello che ti ho combinato, tu avresti avuto il

                       il diritto, e l’avresti tuttora, di dirmi:”Caro, ti ho tradito! E non con

                       uno qualsiasi, ma col tuo migliore amico….

ADELE        -  (Interrompendolo) ..col tuo principale!

GIOVANNI – Col mio principale! Benissimo! Anche se, veramente, non si tradisce

                       mai il marito col suo datore di lavoro! Ma una donna originale come

                       te potrebbe pure pensarlo….

ADELE        -  E farlo!

GIOVANNI – (Ride nervoso) Sei simpatica!

ADELE        -  Anche tu!

GIOVANNI – Hai una fantasia…

ADELE     -  Quale fantasia?

GIOVANNI – Ma sì, scusa, pensare tu, in costume adamitico, tra le braccia del

                       mio datore di lavoro!

ADELE        -  E’ stata un’esperienza fantastica!

GIOVANNI – Che cosa?

ADELE         -  Quello che hai detto.

GIOVANNI -  Ma io parlavo di fantasia!

ADELE        -  Ed io di realtà!!!

Pausa.

GIOVANNI – Mi hai tradito col Grasso?

ADELE         - (Urlando) Ebbene, sì! Ed è stato meraviglioso! Va bene? Sei contento,

                       adesso? Così provi cosa significa quello che ho patito io per vent’anni!

                       Hai capito? E non hai mai avuto scrupoli, tu! Hai avuto il coraggio di

                       portartele a casa e fartele quasi sotto i miei occhi! Vergognati!  Adesso

                       ti ho servito anch’io! E ti do il benvenuto nel club!

GIOVANNI – Quale club?

ADELE         - Il club dei cervi a primavera!!!!! (e si avvia verso l’uscita)

GIOVANNI – (Seguendola) Ma io ti ho tradito anche d’estate……

Al Bar, arriva Sofia, tutta trafelata.

SOFIA         -  Forse è troppo tardi!

CAMERIERE – (Uscendo dal Bar) Signorina.

SOFIA           -  Mi perdoni, sa se c’è stata la mia amica?

CAMERIERA – La signorina Barbara?

SOFIA            - Sì, proprio lei!

CAMERIERA – Certo! E non solo lei! Qua c’è stato un casinò, senza accento sulla o!

SOFIA            - Oh, mamma! Gliel’avrà detto….al telefono non risponde…

Arriva Onofrio.

SOFIA           -  Amore!

ONOFRIO   -   Sofia!

SOFIA          -   Hai visto la mia amica Barbara? Ti ha parlato?

ONOFRIO   -   No. Non ho avuto il piacere.

SOFIA         -   (Tirando un sospiro di sollievo) Meno male!

ONOFRIO   -  Senti, Sofia, ti devo parlare.

SOFIA         -  Che succede?

ONOFRIO  -  Succede che ho riflettuto molto sul nostro rapporto.

SOFIA        -  E allora?

ONOFRIO -  E allora….

SOFIA        -  Parla! Non mi fare stare sulle spine!

ONOFRIO  - Ecco…ci dobbiamo lasciare.

SOFIA        -  No, ti prego!

ONOFRIO -  Credimi, lo faccio per il tuo bene. Solo per il tuo bene. Fossi stato

                     egoista, avrei continuato.

SOFIA       - E potevi essere un po’ egoista!

ONOFRIO – Ci si nasce, mia cara.

SOFIA        -  Non mi puoi lasciare così!

Esce dal Bar il Cameriere e la Rocca. Unitamente a Mancuso, si godono questa scena dell’addio tra Sofia e Onofrio.

ONOFRIO  -  Tu non devi essere triste. Fai finta che io sia Mary Poppins, che alla fine

                       del film, cavalcando la scopa, vola in alto, sempre più in alto nel cielo!

SOFIA        -  (Intonando la famosa canzone del film Disneyano) “Basta un poco di

                      zucchero e la pillola va giù….”

ONOFRIO -  “…la pillola va giù…”

CAMERIERE – “..la pillola va giù !”

ONOFRIO    - “ Basta un poco di zucchero e la pillola va giù….”

ROCCA        - “Tutto brillerà di più!”

Si uniscono tutti in un coro.

Buio. In casa, nel frattempo, Gastone, Adalgisa, Adele, e Barbara, come “giudici inquisitori”, sono pronti ad ascoltare le ragioni dell’ “imputato” Giovanni!

GASTONE  -  Cos’hai da dire a tua discolpa?

GIOVANNI – Ho perso la testa per una ragazzina! Questo è accaduto! Lo so,

                       ha l’età di mia figlia, e ai vostri occhi sono l’uomo più dissoluto che

                       esista! Flagellatemi se volete! Mettetemi alla gogna! Me lo merito!

                       Ma la fortuna ha voluto che, a parte qualche bacetto, null’altro io

                       abbia fatto con Barbara! E anche questo è da interpretare come un

                       segno del destino! La prova inconfutabile che esiste una Divina

                      Provvidenza! Esiste una Mano invisibile che ci guida e che, spesso, ci

                      preserva dal commettere orribili misfatti! Ed io, signori della corte,

                      voglio darvi  la prova tangibile  del mio pentimento! E da quel

                      gran pubblicitario che sono…..

Inizia a slacciarsi i pantaloni per poi , molto lentamente,  levarseli, sino a restare in mutande.

                     ..eccomi lanciare la nuova campagna pubblicitaria per la castità! La

                    fedeltà coniugale è un valore sacro! Irrinunciabile!

Mostrando le mutande con la scritta “Rien ne va plus !!!”.

                    Ecco la frase che dovrete dire a chi oserà tentarvi: “Rien ne va plus!”

                    Signori e signore, buona notte!!!!!!!

F I N E    D E L L A    C O M M E D I A

                     

 

 

 

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