Al Coca-Cola Bar

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Atto unico

Atto unico

Attori 4

Attrici 4

AL   COCA-COLA BAR

Di ombretta de biase

In un qualsiasi giorno di un qualsiasi luogo dell’O.A. (Occidente Avanzato) alcune coppie vivono lo stesso tempo chiuse nel loro “bozzolo” di speranze, conflitti, illusioni, sentimenti e, soprattutto, risentimenti. Coppie che vanno, coppie che vengono, coppie etero, omo, proprie, improprie, di carta, unite in un valzer grottesco in cui niente sembra accomunarle tranne un piccolo ma non insignificante particolare:  il desiderio di salire  sul trenino della felicità promessa pur di evitare di farsi sorprendere da quel brutto muso della solitudine. Persino Didì, super-maschio d’inchiostro, si traveste da super-femmina d’inchiostro pur di riuscire a salire sul tanto agognato trenino. Ma se quel trenino della felicità fosse invece un grande puf in incognito?

Rappresentazioni:

 Milano 2003, Teatro della Memoria, con Gerry Abba, Marco Bonacina, Marina Pillinini,  Francesca Regazzi, Carlo Rosso, Nicola Tedone, Chiara Zaccarelli,  regia di Fabrizio Caleffi

Recensioni:

Una zitella matura insidiata da un gigolò, una lei autoritaria con un lui che lascia fare, due giovani tennisti che si palleggiano i sentimenti, due lui beckettiani in un mondo en travesti, un analista in maschera alle prese con file di pazienti in maschera: è insomma un’umanità varia e sfaccettata quella descritta con ironia e sapienza drammmaturgica da Ombretta De Biase. Al centro l’eterno tema della coppia, quel binomio d’anime ideale che l’autrice esanima dando agio, soprattutto, ai meccanismi che scattano quando si scatena il gioco della seduzione.Affiatato il gruppo di attori che ha saputo restituire le differenti atmosfere evocate dal testo dando risalto ai risvolti psicologici dei personaggi. Hystrio 2003

PERSONAGGI

COPPIE

Nazisti  un uomo e una donna sui quaranta

Tango Un uomo e una donna oltre i quaranta

Tennisti  un uomo e una donna sotto i quaranta

Pazientificio  l’ analista più 1° paziente, 2° paziente, 3° , 4° ...

Gogò e Didì   Vladimiro e Astragone ,  personaggi di ‘Aspettando Godot’  di Samuel Becket

Il Grande Puf Un goffo cuscinone presuntuoso con l’aria di voler sempre dire “io sarò il tuo unico puf. Non avrai altro puf…”

Desiderio Un’esile figuretta in nero che si avvolge sinuosamente intorno ad una corda che pende dal soffitto

Nota di regia

La scena prevede come oggetti: al centro e in fondo un enorme  puf/cuscinone  nero dietro al quale le diverse coppie potranno uscire di scena e una panchina da giardino, due poltroncine e, in proscenio, a sinistra, un tavolino rotondo da bar con due sedie. “Desiderio” è una figura in calzamaglia che danza avvolgendosi intorno alla fune. Durante la pièce questa figura dovrebbe muoversi lentamente intorno alla sua corda come a voler assecondare il ritmo dei sentimenti delle diverse coppie in scena.

SCENA I

NAZISTI

Musica rock ad alto volume. Si sentono le voci di un uomo e una donna che stanno discutendo. Le loro parole sono incomprensibili. Entra in scena da destra una coppia sui quaranta e si siede sulla panchina.  Sono vestiti nello stile casual, “radical-chic” .

Donna   Mi chiedo come si può? Come si fa ad essere così, così

Uomo   Idiota

Donna E poi, non te l’avessi detto, non ti avessi avvertito... E lui che fa? Appena li vede, giù a spiattellare tutto come un, un

Uomo   Coglione

Donna  Ascoltassi, almeno. Noooo! E  figuriamoci, il grand’uomo! Lui, ascoltare. Siamo noi, poveri mortali che dobbiamo pendere dalle sue incomparabili,  fascinose labbra

Uomo - Pietà. Ho sbagliato ma adesso basta! Che devo fare? Svenarmi? Buttarmi di sotto?

Donna  Siamo al piano rialzato

Uomo Ti chiedo scusa. Perdonami. Ma adesso urge fare qualcosa. Dobbiamo trovare una via d’uscita. Insieme( le si avvicina, tenta di accarezzarla, baciarla)

La donna sembra placarsi. I due hanno ritrovato l’accordo

Donna  Sì. Insieme

Uomo  Ma almeno mi vuoi  bene?

Donna  Vediamo. All’incirca, sssssì

Uomo  Ma quanto?

Donna (sta al gioco)  Tanto tanto tanto

Uomo  Sei felice?

Donna  Se tu  fai felice me?

Uomo  No?

Donna  E  io? Ti faccio felice, io?

Uomo  Tu a me, sì.

Donna  E  ti pareva? Vi basta poco a voi! E’ questo il vero problema.

Uomo  Che basta poco? E voi chi?

Donna  Sono due. Hai fatto due domande

Uomo   Io ti ho voluto sempre un gran bene

Donna  E così tu risolvi tutto

Uomo  E così tu pretendi troppo

Donna  Solo la verità. Pare un problema, però

Uomo  Solo perché ti ostini a credere che esista.

Donna  Che cosa? La verità o il problema della verità?

Uomo  Mi chiedo come faresti a vivere senza di me

Donna  Non ci provare. Allora, il problema o la verità?

Uomo  E se dico tutt’e due?

Donna Eccolo! E’ qui che ti volevo! Lo sapevo. Puntuale, preciso. Allora, vediamo. Il problema? Non esiste. La Verità? Neppure. Quindi, figuriamoci il problema della verità!, ed ecco fatto. Oplà. Tutto sistemato, tutto a posto, tutto risolto. Basta pronunciare le due paroline magiche, non esiste,  ed ecco pronto per l’uso il più comodo, infallibile dei metodi, il ciuccio eterno, il biberon a riserva infinita, la maxitetta!

Uomo Quale celestiale immagine

Donna Lo so. E così, se qualcosa ti si mette a storcersi dentro, a rivoltarti stomaco e budella, rischia di mandare all’aria il tuo prezioso “salotto buono”, eccola pronta la maxitetta con annessa felicità assicurata, quella stessa che poi però è l’incipit di tutti i suicidii, quelli veri, quelli che durano tutta la vita, la tua intera  pseudo-vita ... Ehm, ma come fai a sopportarmi?

Uomo  Sempre. Anche quando ti applichi con passione al tuo gioco preferito, che sarebbe quello di spaccare oltre ai miei gioielli anche quel famoso capello in quattro, sempre mio, comunque

Donna  Cioè?

Uomo  Evviva, l’hai detto! Non ti credevo capace

Donna  Va bene, l’ho detto, e allora?

Uomo  Cioè.Che bello, che soddisfazione!

Donna  Ammetti almeno che ci vuole coraggio

Uomo  Brava. E ti basta?

Donna  Mi deve bastare. Me lo faccio bastare

Uomo  Sei infelice?

Donna  Per fortuna, sì

Uomo  Io però vorrei continuare. Mi piace volerti bene

Donna  Giusto. E’ un piacere. Anzi è  uno dei pochi piaceri della vita. Gesù che cazzata!

Uomo  Il piacere?

Donna  Tesoro mio, amore santo, gioia dei miei occhi, la vita!

Uomo Continua. Che significa?

Donna  Niente. Solo nichilismo di ritorno

Uomo  Amore, ti perdono tutto, ma almeno ti chiedo la cortesia di un cinin di logica! Quello d’andata che fine ha fatto?

Donna Ecco come siete voi uomini! E che ne so?, dio che palle! Per te dev’essere per forza tutto conseguente, tutto logico, tutto preciso. Ma dove sta scritto che a un’andata di un qualsiasi  che deve corrispondere un ritorno di un altrettanto che. E poi di nichilismo esiste solo quello lì, quello di ritorno

Uomo  Chi l’ha detto?

Donna  Io

Uomo Che bello! Mi ecciti quando mi diventi nazista

Donna  Veramente sono sempre stata  nazista. Fortuna che sei solo tu che non te ne sei ancora accorto

Uomo Non mi starai agitando davanti agli occhi l’ombra di un rivale? Bada, sono capace di ucciderti, lo sai

Donna   Chiamala pure solo ombra se ti fa piacere

Uomo    Nel senso che scopi anche con un altro?

Donna  C’è un anche in più

Uomo  Ma non per colpa mia

Donna  Che ci posso fare se ho sonno. Lo sai che

Uomo La mia adorata cucciolona. La mia bella ghirotta (imita il ronfare)

Donna Intanto io non russo e poi smettiamola con questi possessivi

Uomo Non divaghiamo. Allora, chi è?, come si chiama?

Donna  Chi è chi?

Uomo  Quello, il nazista

Donna  Perché mi fai sempre confusione? La nazista sono io, è chiaro? E non attaccare con i tuoi soliti, subdoli tentativi di svalutarmi ai miei occhi

Uomo  Adesso ti mollo su due piedi

Donna  Per quello te ne basta anche uno. Sono tanto stanca

Uomo E tanto carina, soprattutto quando attacchi con le tue solite  seghe mentali

Donna  Bum ! La volgarità mi irrita

Uomo  Nel senso di sesso?

Donna  Uè, ma come siamo intelligenti oggi. Quasi quasi ti sposo

Uomo  Sei gentile, ma già fatto

Donna  E quando? E com’è che non me lo ricordo mai?

Uomo Sei aprile 1977. Eri diversa

Donna  Una cogliona

Uomo   Grande ma simpatica

Donna  Adesso sono antipatica. Sempre cogliona però

Uomo Se solo ci tenessi un po’ meno, imparassi a mollare di tanto in tanto, almeno un qualcosina da poco, così per farmelo gradire, come un favore

Donna  Hai ragione. Ti chiedo scusa. Hai tanta pazienza con me

Uomo Lo riconosci, allora

Donna  Nel senso che te ne freghi, sì

Uomo Almeno ti diverto

Donna Non sempre, nel senso di mai. Ma adesso basta. Tregua  ( i due si prendono per mano e vanno verso il grande puf  nero) sono stanca

Uomo  Sì, tregua

 I due scompaiono dietro il grande puff nero

SCENA II

TANGO!

Musica di un tango argentino. Da sinistra entra in scena un’altra coppia che sta ballando piuttosto goffamente. E’ la coppia tipica delle balere di provincia, ambedue sono sulla cinquantina. Lui è il classico “tombeur de femme” rozzo e volgare, lei è una donna di mezz’età, timida, vagamente sussiegosa, che spera di trovare  l’anima gemella

Uomo (tenta rozzamente di abbracciarla) Uhm, buono, che profumo ti sei messa? Vieni qui, ragazza, fammi sentire meglio (la annusa)

Donna (lo allontana timidamente) Violetta di Parma.E’ il mio preferito. Sai, certe volte mi pare tutto un sogno. Non ci posso credere stia capitando proprio a me. Ormai ci avevo messo una pietra sopra, non ci speravo più, ma ecco che ti incontro e..

Uomo ( provocatorio )  E..?

Donna (timida) Dai, non farmi dire! Ho sofferto troppo per amore, certe batoste!

Uomo Ehi, bella tusa, non ci pensare. Adesso ci sono io. (Canticchia, stonando, “siamo la copia più bella del mondo…”). Brava, ridi, ridi, così mi piaci, sei più, più femmina. E’ la prima volta che mi innamoro. Mai stato innamorato prima 

Donna (Lo spinge lontano) Figurati! Voi uomini siete tutti uguali

Uomo Voi chi? Ma quanto parli! Dai, vieni più vicino

Donna Voi uomini siete bravi a infinocchiarci, dite sempre le stesse cose

Uomo Che cose che?

Donna Che siete innamorati, che stavolta è diverso…

Uomo ( Canta, stonando il refrain della colonna sonora del film l’amore è una cosa meravigliosa) Siiiii.., quest’amore splendido è la cosa più ...

Donna  Che bella voce!, dovevi fare il cantante. Ti credo ma spiegami perché dici che con me è diverso, come lo sai? Diverso come?

Uomo Come, come, come.. voi donne siete certe rompica.., ehm, state sempre lì a ravanare, a indagare! (Le si butta addosso per baciarla)

Donna (gli dà uno spintone che quasi lo fa cadere dalla panchina)  No. Voglio sapere, spiegami, diverso in che senso?

Uomo Gesù che tigna, ma proprio di una come te mi dovevo innamorare! Come te lo spiego? Sono cose che senti, che ti vengono da dentro come un, un 

Donna Batticuore?

Uomo Brava, uno sbattimento di cuore, pum, pum, pum.. 

Donna Ma, ma, almeno la  tua ex-moglie, lei l’avrai amata

Uomo Quella puttana sanguisuga, quella gran troia. No, nemmeno lei

Donna Però l’hai sposata

Uomo Perché no? Allora mi pareva una buona idea, era brava, lavoratrice, senza grilli per la testa

Donna E poi?

Uomo Se n’è andata con un altro. Meglio, era diventata una scassamaroni di quelle dure, mi controllava pure le mutande, secondo lei giravo l’angolo e già mi  stavo scopando la prima sgallettata che mi passava  davanti

Donna Forse gliene davi motivo, sei un bell’uomo e pure un mandrillone.Chissà quante donne hai avuto

Uomo Be’, modestamente, però prima di te solo attrazioni, infatuazioni, roba da una botta e via, nemmeno mi ricordo più come si chiamavano. Tu piuttosto? Non mi starai a fare la verginella di primo, ehm, di secondo pelo, adesso? 

Donna  (piccata) Nemmeno tu sei di primo pelo

Uomo Che c’entra? Per noi uomini è diverso. Noi, cara la mia ragazza, non andiamo mai fuori mercato, nemmeno a novantanni. Adesso poi che quelli un po’ ammosciati c’hanno pure il pillolone, come si chiama? Hai capito, quello che ti resuscita il coso

Donna  Il viagra vuoi dire

Uomo Brava, sai tutto tu

Donna Ma no! E’ che mi piace informarmi, guardo la tv, leggo le riviste, quelle con i test psicologici… una volta te ne faccio uno e vediamo come mi salti fuori

Uomo Sì, sì, fammi il test e che altro mi fai, che altro mi fai, bella pupazzona?

Donna E non mi piace che tu mi chiami ‘pupazzona’ , e poi smettila, ci guardano tutti

I due sembrano impegnati in un corpo a corpo, lei si schermisce, lui le si butta addosso

Uomo Pupazzona, bambolona è un complimento, che hai capito? Lasciali guardare, è tutta invidia. (si abbandona ai ricordi) Eh, a vent’anni era un’altra musica! No, facciamo a capirci, non è che adesso, anzi, ma ai tempi mi bastava un’occhiata a una bella manza che quella…cotta e mangiata, che vita, ragazzi! Le centravo tutte. Piacevo, piacevo molto

Donna Anche adesso piaci, ho visto come ti punta quella bionda in fondo alla sala

Uomo Chi,quella? E’ una baldracca, se ne fa uno a sera

Donna La conosci allora!

Uomo Sveglia! Qua si viene a caccia e anche tu, mi pare

Donna (Non gradisce l’allusione)Che c’entra? Mica tutte…e poi è stato un caso, me l’aveva chiesto una mia amica

Uomo Se, se, dite tutte così

Donna Tu pensi sempre male delle donne e poi sei, sei un rubacuori, uno sciupafemmine

Uomo Eh, no, facciamo a capirci, ragazza! Io sciupafemmine? Voi sciupamaschi! Straccetti da buttare via ci riducete. Te ne voglio raccontare solo una. Una collega, sul lavoro, mi tampinava pure al cesso. Scopate da cardiopalma

Donna Addirittura? Che coraggio! E com’è finita?

Donna  Che l’ha saputo il marito

Donna Era sposata?

Uomo  Eravamo sposati, tutt’e due

Donna  Il marito vi ha scoperto e…

Uomo Tre giorni d’ospedale

Donna  Oh, che bruto, ti ha picchiato?

Uomo Non me, lei! L’ ha fatta nera, poveraccia. Quel giorno c’era qualcosa nell’aria e avevo tagliato la corda dall’ufficio con una scusa. Ma basta parlare del passato. Il passato è passato. Dai, dammi un bacetto

Donna Senti come mi batte il cuore. Certe volte mi prende la paura che se vedi un’altra, magari una più giovane, mi lasci. Le ragazze di oggi, sono così, così disinibite, disponibili

Uomo Che c’entrano le sbarbine! Quelle sono tutte ciucciasangue, ti mangiano prima il cuore e poi il portafoglio e poi, com’è che si dice? Gallina vecchia… A proposito, sai cucinare?

Donna Certo, per chi mi hai preso?

Uomo Devi stare in campana, ragazza, sono uno geloso, io, se solo ti vedo guardare un altro a lui gli tiro un cazzotto e a te ti faccio nera, “sìììì, quest’amore splentito!..”

Donna La nostra è una storia così romantica! Mi viene in mente un film di tanti anni fa. L’incontro in un dancing, l’amore, la gelosia, la morte...

Uomo Che film?

Donna Finiva che lei si ammalava e moriva. C’era un temporale e lui, fradicio di pioggia, sotto la sua finestra, cantava  una bellissima canzone. Quanti pianti! Bellissimo

Uomo Com’era il titolo di quel film?

Donna  Non me lo ricordo ma la canzone si chiamava“Luna rossa”

Uomo Sicuro, la so. La cantava quel napoletano, come si chiamava?, ah sì, si chiamava Rondinella, Giacomo, Giacomo Rondinella  (si mette come al solito a cantare in modo stonato, sguaiato) “ e ‘a luna rossa me parl’ ‘e te, e me rischpunn’ chi ’o  vo’ sape’, ca’ nun c’sta nisciun...” Che voce, eh!? Dovevo fare il cantante…Ehi, ragazza, non cominciare a piangere adesso! (musica del  tango  argentino ad alto volume, lui si alza) Permette questo ballo, signorina?

I  due riprendono a ballare goffamente e, ballando,  escono di scena  dietro al grande puf.

SCENA III

TENNISTI

 In sottofondo il rumore di una pallina da tennis che rimbalza,da sinistra  entra la coppia successiva. Sono due giovani in tenuta sportiva e con le racchette in mano. Incominciano a giocare con una immaginaria pallina, lanciandosi le battute. L’uomo ha un atteggiamento mite e un tono di voce lamentoso, la donna parla velocemente e ha un tono di voce stidulo.  Il dialogo è allusivo, sconnesso. Le frasi restano sospese come se ognuno avesse la mente altrove

Donna  Stai giocando da schifo, amore

Uomo  Non ho dormito tutta la notte, un mal di stomaco.. 

Donna Quella ti ha rovinato  (allude alla suocera)

Uomo  Non può essere. Era solo una sogliola

Donna Sembra uno stoccafisso (allude alla racchetta), si è tutta rinsecchita

Uomo Oggi non me la sento di giocare

Donna Non funziona più

I due vanno a sedersi sulla panchina

Uomo Il problema è che è diventata troppo vecchia,  non mi serve più

Donna Già, ma non è così semplice. Si dice ma poi…

Uomo E la tua? E’ ancora in buone condizioni?

Donna Se ci penso mi accorgo chenon le sono mai piaciuta, le davo sui nervi,  ero come  una “cosa” capitata a  darle fastidio in terra (allude a sua madre)

Uomo (guarda in terra, batte il piede) Che te ne pare? Questa mi sembra buona, ben battuta Donna  Troppo asciutta ma se sai giocare

Uomo Vero, un po’ troppo asciutta

DonnaSei un campione a tennis, tesoro

Uomo Dio che mal di stomaco. Se non è stata la sogliola sarà stata la minestra

Donna Lo sapevo che l’avresti detto. Invece era ottima, lo dice anche lei che sono una brava  cuoca

Uomo Ma io sono delicato di stomaco invece tu digerisci anche i sassi

Donna Altro che sassi, certi macigni, ho dovuto digerire! Amore, te lo devo dire. Stanotte ci ho pensato e adesso ho deciso

Uomo (non sembra interessato, guarda il cielo) Mi sa che fra poco piove

Donna Non importa, io lo voglio comunque un figlio

Uomo  Guarda che nuvoloni

Donna Voglio un figlio, adesso

Uomo  Copriti, metti il giacchino, questo venticello è traditore, poi ti raffreddi

DonnaSmettila! Hai sentito quello che ho detto

Uomo Non sono mica sordo! Tesoro, adesso non mi sembra il caso di parlarne. Un figlio non è un giochino che, se poi ti stufi, lo butti via, nel cestino

DonnaIl cestino!, dio che guaio, il cestello della lavatrice si è rotto. Meno male che me lo hai ricordato. Devo chiamare il tecnico. Altri soldi

Uomo  Ti va ancora di giocare, prima che si metta a diluviare?

Donna  No

Uomo  Dai,  prima che si bagni il campo

Donna  Un campo se non lo semini, che campo è?

Uomo Da tennis, un campo da tennis

Donna Il fatto era che mio padre voleva un maschio invece gli siamo capitate quattro femmine, quattro. Pensa, poveraccio

L’uomo tira fuori dalla tasca posteriore del pantaloncino il portafoglio, lo apre e prende una vecchia foto

Uomo Te la ricordi?

Donna Che orrore, buttala via, bruciala!

Uomo Avevo quattro anni. Me lo dicevano  tutti “Com’eri bello!, sembravi proprio una  femminuccia con tutti quei boccoli”. Era lei. Era lei che voleva una femmina e visto che ero maschio, mi conciava da femmina

Donna (sorride) Sembravi un mostro da film del terrore. Assomigliavi in modo impressionante a quella famosa attrice americana con tutti quei boccoli che sbatteva continuamente a destra e sinistra. Come si chiamava? Ah, sì. Scirli. Scirli Templ, mi pare

Uomo Un incubo.  Ho visto tutti i suoi film, mia madre era una fan di quell’odiosa nana boccoluta,  io odio i boccoli

Donna Amore, stiamo divagando, lasciamo perdere i tuoi boccoli e pensiamo al figlio

Uomo Questo è un brutto mondo

Donna Nemmeno nascere nel Medioevo dev’essere stata una pacchia. Pensa alle malattie, alla peste, al colera, all’Inquisizione, alla tortura… e pensa a quelli nati agli inizi del novecento! Un vero colpo di culo anagrafico. Due, diconsi due guerre mondiali si sono beccati

Uomo Andiamo a casa, ormai quasi piove

Donna  Hai freddo, tesoro?

Uomo  Un po’. Adesso non si capisce più niente, nemmeno con il tempo, un momento c’è il sole e subito dopo piove

Donna Tempo, tempo, tempo

Uomo  Già, non si sa più come vestirsi

Donna Brrr.. andiamo a casa, sono stanca e tu hai un faccino così pallido, sembri un cadavere…

La terza coppia esce di scena passando dietro il grande puff.  buio

SCENA IV

PAZIENTIFICIO

Luci. Con in sottofondo la musica di un allegro rondò veneziano vediamo al centro della scena una coppia formata da un uomo e una donna seduti su due poltroncine e immobili mentre due attori con una mascherina bianca tentano di staccare “Desiderio”, la figura in nero abbarbicata alla corda che pende dal soffitto, dalla sua corda. Durante la scena l’ uomo  farà un gesto particolare: toglierà  la maschera in presenza del paziente e la indosserà non appena il paziente si sarà allontanato. La donna è sulla sessantina, molto ingioiellata e vestita in modo vistoso. E’ agitata, parla molto velocemente e salta di palo in frasca.

Paziente  Dottore, ho bisogno d’aiuto. Lei è il migliore. Mi sono informata.. Mi vedo su un precipizio. Mi ucciderò, lo sento. La prego. mi aiuti

Analista  Cominci a raccontare, con calma

Paziente Sì ma in quaranta minuti, quaranta, vero dottore?

Analista Quarantacinque

Paziente Ah, scusi. Mi perdoni. Sbaglio come al solito. Mi perdoni

Analista Non si preoccupi. L’ascolto

Paziente Ormai la mia vita è finita. Alla mia età non si può ricominciare tutto da capo. Sbagli ne ho fatti tanti, dottore, sapesse! Mi sono rovinata. Solo ora me ne rendo conto. Però non è vero che l’avevo sposato per i soldi. Si diceva in giro, sa, per la differenza d’età, ma  io me ne ero innamorata davvero. Certo, aveva  qualche annetto più di me ma…

Analista Le piaceva

Paziente Da matti! Elegante, bello, ricco. E anche io, modestamente, a vent’anni!, Per dirle, ero stata eletta miss Eleganza al concorso di miss mondo, e per lui ho rinunciato a una carriera nel cinema, in televisione. Gli ho dato tutto, lui mi voleva a casa, per i figli diceva, e io: sì caro, va bene, caro, come vuoi tu, caro. Lo veneravo, era l’uomo della mia vita. Dopo sposati lui era diventato geloso, dovevo essere sempre a sua disposizione, organizzare feste, cene importanti, anche trenta, quaranta invitati. Sa, preparavo menu unici al mondo, non per vantarmi, persino i fiori, i fiori fritti, una squisitezza, una raffinatezza, lei non se lo può immaginare  l’impegno, la fatica, le mille istruzioni da dare alla servitù 

Analista  Una vita molto agiata, dunque. Le piace il danaro?

Paziente A chi non piace? Se non ne hai, ti voglio vedere! Tu sei lì che soffri,  sei malata, hai bisogno di aiuto ma se non hai soldi nessuno ti dà una mano e capita anche che ci lasci le penne. Mio padre, che faceva il tranviere, è morto per questo. I soldi sono  non sono tutto ma quasi, diceva mia madre. Poveraccia, una vita d’inferno, sempre a contare il centesimo. Adesso che lui mi ha lasciata per quella sgallettata della sua nuova segretaria, vent’anni, si figuri!, che era pure diventata una mia amica, i miei soldi vanno e vengono. Più vanno che vengono. Come i figli. Anche loro se ne sono andati, loro se ne fregano della madre. E’ il padre che sgancia. Gli stanno attaccati come ostriche e li capisco, in fondo. E adesso sono sola, alla mia età che posso fare?  Voglio morire. Mi sono lasciata scappare tutte le occasioni, per esempio quella volta in montagna, il fratello di Benzi, sa l’onorevole e io, come una stupida..

 

La paziente diventa logorroica, sconnessa, salta da un argomento all’altro, l’analista la osserva impassibile, a volte annuisce...

Analista   Per oggi abbiamo finito

Paziente  Cosa le stavo dicendo?, Ah sì, i suoi cani, no perché lui c’aveva proprio la passione per quei bestioni mostruosi, mastini, doberman, alani, non se ne faceva mancare uno, e io a gestirli, chiamare i dogsitter, un impegno, mi creda, un vero lav...

Analista  Per oggi abbiamo finito

Paziente Ormai sono una donna finita

Analista  Ci vediamo al prossimo appuntamento

Paziente  Come?, devo già andare? Ma se sono appena arrivata, ehm, scusi, non mi sono accorta che il tempo passava. E io, adesso? Cosa faccio? Qui con lei mi sento meglio, molto meglio. Lei mi capisce, lo sento, lo vedo da come mi guarda. La prego, mi dica cosa, come devo fare, mi dia almeno il numero del suo cellulare

Analista Ci vediamo al prossimo appuntamento

Paziente  Sì, sì,  conterò i giorni, le ore, i minuti

La paziente si alza e indietreggia senza voltare le spalle all’analista. Alle sue spalle appare il paziente successivo con la maschera bianca sul viso che va a sedersi sulla poltroncina della paziente...A questo punto inizia una sorta di pantomima che va man mano accelerando e  in cui, mentre un paziente si alza indietreggiando, compare l’altro e, intanto, anche l’analista toglie e mette la maschera.L’azione si ripete un po’ di volte accompagnata dal rondò veneziano.

Buio il tempo necessario

SCENA V

DIDI’ e GOGO’

Didì e Gogò, due personaggi di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, sono seduti in proscenio ad un tavolino. Sembrano molto annoiati, sono vestiti in modo molto bizzarro. Gogò sbadiglia, Didì legge una rivista di gossip.  Indossa una vaporosa parrucca bionda, una camicetta da donna, tacchi a spillo, è truccato molto vistosamente, e compie i gesti tipici di una drag-queen. Entrambi stanno aspettando l’arrivo del signor Godot, ma Didì non ci crede più e vuole andarsene via con Gogò che, invece spera che, prima o poi, lo vedrà arrivare

Didì  Oh, ma che storia romantica ! Mi viene da piangere

Gogò Racconta

Didì Lei era una bellissima principessa sposata a un principe che però la tradiva con un’altra e così lei si innamora perdutamente del suo autista. Il principe allora comanda a due sicari di ucciderla perché vuole sposare l’altra.  I sicari la scoprono in flagrante con il suo amante. Si dice flagrante, Gogò?

Gogò Ma sì, va avanti

Didì  Lui, l’autista, la difende con il suo corpo e viene colpito a morte. Lei, la principessa, strappa la pistola a uno dei sicari e si uccide. Eh, tesoro mio, questo è amore, quello vero, quello con la a maiuscola

Gogò Come lo sai?

Didì  Sciocco! Lo sanno tutti

Gogò Tutti chi? (lo osserva con attenzione) però, vestito così sei più carino

Didì  Ora mi guarderai un po’ di più. Spero

Gogò Perché?

Didì  Salamone, porcellone di Didì (lo colpisce con il ventaglio) possibile che ti devo spiegare sempre tutto?

Gogò  No, scusa ma è che mi sembri tutto sbiellato

Didì  Però dici che sono più carina e non mi sgridi più. Amore, la tua Didì vuole un cheese-burger

Gogò  Anch’io lo vorrei, ma non possiamo. Dobbiamo aspettare

Didì  Aspettare, sempre aspettare, chi poi?

Gogò Che fai, sfotti?

Didì  Figurati, fossi matta! La fidanzata non deve mai sfottere il fidanzato, se no lui la lascia e se ne trova subito un’altra

Gogò  Che significa “fidanzato”?, che cazzo stai dicendo?

Didì Lo sapevo. La volgarità. Va bene che fa tanto trendy, ma insomma. Ti sei appena dichiarato e subito

Gogò Mi sono dichiarato che?

Didì Che sei il mio fidanzato e vedo che sei anche geloso, mmm, che caratterino! Che  si deve sopportare per amore!

Gogò E smettila con questo “amore”. Hai messo il cervello sotto una pressa? Io ho detto solo che sei più carino, ehm, carina, vestita così

Didì  Ti odio, ti odio, ti odio. Sei un bruto

Gogò (è sempre più disorientato) Però, potrei anch’io…

Didì  Potresti che? Racconta alla tua Didì. Fra innamorati ci si deve sempre dire tutto, è la regola

Gogò Sì, no, voglio solo dire..(prende coraggio) E va bene! Dico che voglio anch’io vestirmi così

Didì  Amore, sei fuori di cotenna?

Gogò Di che?

Didì  Di testa, mon chou, concedi un pelìn di cruditè anche a me, ti prego

Gogò  Di cru che?

Didì  Uffa! Di che, di che, di che. Mi stai diventando un pò slabbrè,amore, cos’è?, Ti  sconvolgo con il mio charme?

Gogò  Oddio, ricomincia. E va bene, però perché io no e tu sì, adesso me lo devi dire

Didì  E me lo chiedi anche? Porti sessanta di piede, per forza che non ce la fai mai ad allacciarti quelle tue scarpacce puzzolenti. Oh, pardon, non dovevo. Ormai l’ho detto. Cattiva Didì, cattiva cattiva (si dà una “ventagliata” sulla mano)

Gogò ( per qualche momento si osserva le scarpe slacciate) Sessanta di piede.. non lo sapevo, lui non l’ha scritto, e poi non capisco perché se uno nasce con i piedi un po’, un po’.. 

Didì Amore, significa che sei troppo. Ma ti vedi con le mie scarpine fashion! Solo all’alluce te le puoi infilare. Roba da ridere. Saresti un vero cesso

Gogò Stronza

Didì  Ah, povera me! Sapevo che il mio amore era geloso, ma non fino a questo punto!

Gogò  Geloso io? E di chi poi? Qui non arriva nessuno da un secolo, tre mesi, dieci giorni, venticinque ore, trenta minuti e sette secondi, otto, nove, dieci

Didì  Basta litigare, amore. Ti prego, Didì vuole subito subito un cheese-burger

Gogò E aspetta, nooo! Un po’ di pazienza, tanto quello arriva a momenti  e poi glielo chiediamo se possiamo mangiare un cheese-burger

Didì  Uffa, aspettare, aspettare! Amore, mi è venuta  un’idea

Gogò Sputa

Didì  Perché non ce ne andiamo via?  Che ci facciamo qui? Io e te siamo fidanzati e non dob..

GogòSei pazza? Dobbiamo rimanere finché lui non arriva. Dopo, forse, se lui vuole…

Semibuio. Una musica romantica riempie lo spazio.

E’ passato molto  tempo. Didì ora ha  una minuscola valigia in mano

Didì  Amore, ho preparato il valigino, andiamo. E dai!, schiodati da quella maledetta sedia!

GogòMa sei diventata anche scema oltre che stronza? Non ricordi più perché stiamo qui da due secoli, dieci mesi, dodici giorni, venticinque ore, venti secondi, ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro.. 

Didì  No, amore, non me lo ricordo più, che faccio, mi uccido?

Gogò Uffa! Da quando dici che siamo fidanzati ti si è sbullonato il cervello. Ma davvero non riesci a ricordare perché stiamo qui?

Didì  Ricordare? Che cosa significa questa parola? Non mi piace, io non la voglio, mi fa vomitare

Gogò Vabbè, un po’ di ragione ce l’avresti anche tu. Lui ci ha mollati qui e poi, chi s’è visto s’è visto

Didì  Lui chi? E’ uno bello come te?

Gogò So che si chiama zio Sam ma ho solo sentito la sua voce quando mi buttava giù sulla carta, un male!

Didì Un bruto questo tuo ziosam! Ti ha fatto tanto male?

Gogò All’inizio sì, fa sempre un po’ male, ma poi passa. Ma che cazzo mi fai dire? Come se tu non ne sapessi niente... 

Didì Hai detto “ziosam”. Che cos’è “zio”?

Gogò Non lo so di preciso ma forse è come fratello, figlio, cugino, madre, suocero, padre... una parola, solo una parola, un niente

Didì  Questo posto mi fa venire i brividi, voglio andarmene

Gogò  Non ci posso credere. Sei un mostro di cattiveria, di insensibilità di, di, di carognaggine. Il suo caro Vladimiro! A volte pensavo persino che lui ti preferisse a me

Didì  Il suo caro Vladimiro di chi? Vladimiro è un nome mostruoso. Ti ripeto, ripeto e ripeto, amore mio,  che non so di chi tu stia  parlando, uffaa!

Gogò Di uno che ci ha messo qui, me e te, insieme. E, ammettilo, neanche troppo male. Gli applausi, te li  ricordi gli applausi?

Didì (rapito dai ricordi) Ah, gli applausi! All’inizio, no. Proprio non ci  volevano, il gelo saliva dalla platea fino a noi, ci faceva diventare come due ghiaccioli. Poi però hanno capito. Cioè, forse hanno capito, e comunque ci hanno applaudito, ci hanno messi su un piedistallo, trasformati in un mito

Gogò Lo vedi? Quando ti conviene te la fai rifunzionare la ciribattola. Ti darei tanti di quegli schiaffi su quel faccino

Didì  Tesoro, amore. Faccino a me? Anche con questi pelacci della barba? Il mio sogno si avvera

Gogò Frena, Didì.  Faccino una minchia! Ti voglio bene, io e te stiamo insieme da tanto tempo, ma quando mi fai la scimunita non ti sopporto, ti riempirei di schiaffi

Didì  E allora fallo. Se non puoi trattenerti, fallo amore mio! Però ti supplico, non sul viso, poi i lividi me li vedono tutti e la tua Didì si vergogna tanto. Il trucco non copre abbastanza

Gogò Ehi, sveglia, non potrei mai picchiarti, anche se te lo meriteresti, lui non l’ha mica scritto!

Didì Ma lo vedi che non sei in grado di controllarti? Mi stai diventando di una gelosia ossessiva, paranoica. Ho paura, ti supplico, non fare del male al tuo solo, unico immenso amoreeee!

Gogò  E continua co’ ‘sto amoreee.. Adesso, scritto o non scritto, ti mollo davvero una pappina su quel faccione peloso

Didì E va bene, io non me lo ricordo questo tuo ziosam. Che devo fare? Buttarmi di sotto?

Gogò Facile, visto che non puoi. Sei solo un’ ingrata

Didì E io chiedo perdono a te e al tuo ziosam. Perdono, perdono, perdono, perdono... intanto che aspettiamo, posso avere almeno un cheese-burger ?

GogòNo.Ormai starà lì lì per arrivare

Didì Chi è che deve arrivare?

Gogò Zio Sam ci ha detto, andate giù e aspettate il signor Godot  che, prima o poi, arriva

Didì  E si è sprecato il tuo ziosam! Chi sarebbe questo signor Godot? E’ un uomo, una donna, un mezzo-mezzo? Che mestiere fa? Perché dobbiamo aspettarlo? Che succede dopo che arriva, se arriva? Sento puzza d’imbroglio. Scusa, tesoro, ma è chiaro, solo tu non ce la fai a capire. Il tuo ziosam se lo è inventato, questo Godot! La verità è che lui  non solo non lo conosce  ma non sa nemmeno se esiste. Il tuo ziosam è un imbroglione. Ci ha preso per il cu, ehm, per quella parte lì

Gogò Non offenderlo, come ti permetti?

Didì  Uffa! Chissà a quanti altri questo tuo ziosam avrà fatto lo stesso scherzetto. Mi pare di sentirlo, “Andate giù e aspettate il signor Godot”, e aspetta, aspetta, aspetta.. intanto ci blocca qui. Lui si diverte alle spalle di noi poveri cristi, ecco perché mi sta antipatico, è questa la verità, cucciolone mio. E poi è fin troppo evidente

Gogò Cos’è fin troppo evidente?

Didì  Godot non esiste!, pure il nome è un nome falso

Gogò Citrullo, i nomi falsi non esistono, sono nomi e basta

Didì  Esistono eccome! Il tuo, per esempio, Astragone!, ma quando mai?                                                                                    

Gogò (offeso) Già, perché sarà vero Vladimiro

Didì  Tutti i nomi sono falsi

GogòZio Sam questo non l’ha mai scritto

Didì Uffa, che scocciatore questo tuo ziosam! Perché non viene lui a spiegarci chi è questo signor Godot e soprattutto perché ci ha buttati giù ad aspettarlo? Dai alzati, smettila con questa manfrina, arriva, non arriva, e basta!, andiamo via. Che c’importa di questo signor Godot? Quando arriva, se mai arriva, peggio per lui, si cercherà altri due disgraziati che hanno voglia di ammirarlo, io no, mi sono stufata, me ne vado. (Didì si alza e trascina un recalcitrante Gogò in una goffa danza)

Con in sottofondo la musica di un romantico valzer, come  “la vie en rose”, entrano in scena le altre coppie checominciano a danzare scambiandosi partner continuamente, a volte con delicatezza, a volte in modo sgangherato e grottesco, strappandosi il partner  l’ uno con l’altro.

FINE

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