Al moralista

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tre atti in dialetto mantovano

di

ENRICO SCARAVELLI

Personaggi e interpreti:

WALTER BRAGHIROLI             ex professor ad Liceo

CROCIFISSA FREDDI             proprietaria

GIOVANNI MONTANARI            ex atòr

GERTRÜDE BRÜNNER              ex cantante d'opera

CARMEN MORETTI                              infermèra

LORIS MARANGONI               ex marescial ad fanteria

MARIA BRAGLIA                 dòna ad campagna

ROMEO MESSORA                 giardinier

UMBERTO MORANDI               neù dla Crocifissa

CECILIA MORANTI               mojér dl' Umberto

FORTUNATA CORRADINI           'na neuva pensionada

IN UN PENSIONA' PAR PARSONI BENESTANTI AI NOSTAR DE'

 

ATTO PRIMO

Salotto all'interno di un pensionato per anziani benestanti. Arredo di gusto: divanetto, poltroncine, tavolino da salotto posto davanti al divanetto con una scachiera, sedie, mobiletto alto porta fiori, tavolino con telefono sul fondale. Portamantelli, libreria o scaffaletto con libri e riviste. Sul fondale una finestra fa intravedere il giardino e parte di un gazebo. Due porte laterali. Alla sinistra si accede al giardino, alla destra si accede alla sala pranzo, alle camere e alla strada. Stessa scena per i tre atti

I protagonisti sono tutti sugli.. anta ad accezione dell'infermiera, del giardiniere e dei due nipoti.

All'apertura del sipario Maria e Crocifissa, sono sedute sul divanetto alla destra. Accanto è seduto Loris. Su una poltroncina di fronte è seduta Gertrüde ed in piedi accanto a quest'ultima c'è Giovanni con aria da donnaiolo. Alcuni sono vestiti un po' demodé ma eleganti.

SCENA I

(Giovanni – Maria – Crocifissa – Loris – Gertrüde)

GIOVANNI     :- (vestito in modo accurato, baffetti, pizzetto, sta facendo il ganimede con Gertrüde. Gli altri osservano e fanno scena) "Ma cara la mia signora.."

CROCIFISSA  :- (dando gomitate a Maria) "Al la ciama sempar <signora>.."

MARIA           :- (sarcastica) "Signora con la còa"

LORIS             :- (aspetto militaresco, si alza di scatto ed a Maria) "Francament a n'am par mia al caso.."

GERTRÜDE1  :- (che parlerà italiano sempre con forte accento tedesco, rivolgendosi alle donne) "Che afete foi da ritere dietro mie spalle?"

MARIA           :- "Dietro?.. Caso mai.. davanti"

GIOVANNI     :- "Ma insòma.. un po' d'edücasion.. E lilö, sior Maresial, al podeva anca ciapàr li difesi ad 'na siora.."

LORIS             :- (con sottile ironia)"Quala a dli do?"

GIOVANNI     :- "..invéci al sto a far da paravent a..a dli contadini e büganderi"

MARIA           :- (con aria da sfottò) "Senti da che pölpit.." (a Crocifissa, con ironia) "Quand l'am girava atoran cmè un pit in amor, al n'am dava mia a dla contadina e bügandera.. gnanca sla fes un' ufésa.. al ma dseva parolini dolsi..a dli paroli dificili che a dli volti an saveva gnanca cos'al vrea dir"

CROCIFISSA  :- "Li sarò stadi paroli dla festa"

MARIA           :- "..e adès ch'l'ha voltà a cantòn"(indica la tedesca) ".. al fò l'avocat difensor a dli causi persi al comediant, l'atòr.. ch'l'am recita sempar cla filümina ad ch'al forest.. quel che in dla commedia is copa töti.."

GIOVANNI     :- "As ved propria ch'a v'intandì ad gnint. A voresuf dir.. " (assume un atteggiamento da istrione di palcoscenico) "<il monologo de l 'Amleto>.."

LORIS             :- "SCHESSA-SPIRE"

MARIA           :- "Bravo maresial.. propria ch'al .. SCHESSA-SPIRE lé"

GERTRÜDE   :- (come ingelosita, verso Giovanni) "Ah! E così lei si dafa da fare con signora Maria"

MARIA           :- "Grasie par la <signora>" (fa un versaccio a Giovanni)

GERTRÜDE   :- "Confondermi così.." (agita nervosamente il ventaglio) "Io stata crande cantante lirica, una di di quelle che ha cirato tutto il mondo, jà?"

MARIA           :- "Eh, ma al saiém cl'è stada v'öna ad quéli.."

LORIS             :- "Eh, eh, signora Maria.. moderazione"

MARIA           :- "Ma lasèm fnir ad parlar.. v'öna ad quéli ch'ha girà al mond"

GIOVANNI     :- "Mah.. quand a vers boca la Maria.."

MARIA           :- (alterandosi) "Ah si è?.. Quand a parla QUELA, a parla la siora, quand a parli mè, a parla la Maria.. Ancà mè ho girà.."

GIOVANNI     :- (interrompendola) "Sì.. Brocfort, Bagnöl e.. dintorni.."

MARIA           :- (fa per lanciarsi contro Giovanni trattenuta da Loris) "At faghi vedar mè, bröt bagài malnà"

CROCIFISSA  :- (inducendola, a sedersi) "Dat 'na calmada.. a n'è mia al casu.."

LORIS             :- "L'è mei daragh un tài siora Maria, sionò la fnes mia chè la VICENDA"

MARIA           :- "Me a gh'al deghi chè.. sensa andar a VICENSA.. ma varda tè… ch'al magna zòti" (con ironia, a Crocifissa) "Però, quand al sircava d'ingatiàram in dli sö paroli dolsi al s'n'infrigava s'a s'era 'na bügandera" (a Giovanni) "Quand a cardevo che töti cli biolchi ad tèra vers Bagöl li fes ad me proprietà.." (a Crocifissa) "Al gh'eva ragiòn me fradèl Isidor.. <Varda vè?"> al m'a dseva <che col lè alt fò la sviolinada e dopo al bat la gran càsa"

GIOVANNI     :-  (a Gertrude, con calma) "Cara signora, non dia retta a queste.. queste volgarità.. non sono adatte al nostro ceto"

MARIA           :- (si rilancia e ancora viene trattenuta da Loris e dall'amica) "Ch'at gnes 'na pastnaga2 in 'na cavücèla" (a Gertrüde) "Non s'illuda signora cantante che allo Schessa-spire a gh'è armas sol la vòja ma.. bensina al n'agh n'ha pö"

GIOVANNI     :- "Ecò.. ades a mi fat perdar quel ch'a s'era a dre dir"

MARIA           :- "Rettifico signora cantante.. agh manca anca la bensina!"

LORIS             :- "Ma gent, def 'na calmada.. dopu töt a s'è tratà d'un malintés.. e panséma a campàr pö ch'as pöl.. tant.. a gh'ém d'andar töti da d'là" (mima che tutti s'a d'andare.. all'aldilà)

SCENA II

(Giovanni – Maria – Crocifissa – Loris – Gertdüde – Walter)

WALTER        :- (entra da destra sulle ultime battute. Ha un bastone da passeggio ed indossa un completo elegante) "Stém parlar ad morir sior Loris che.. a pagar e morir.. a gh'è sempar temp" (fa un cenno di saluto a tutti)

GERTRÜDE   :- "Ma professore, tanto prima o poi..tutti dobbiamo.." (accenna al cielo)

WALTER        :- (sornione, in mezzo alla scena) "Già.. ma intanto se vuole accomodarsi.. agh làsi al sit lontera"

GIOVANNI     :- (uscendo seccato) "An's pöl mai cominciar un discors sensa chi' t làsa fnir"

GERTRÜDE   :- "Foi l'afete fatto arrabbiare e ora non so cosa folefa tire a me"

MARIA           :- "Non se la prenda signora <lirica>.. vedrà che ci sarà una seconda puntata.. come nelle telenovele"

GERTRÜDE   :- (sottovoce ma non troppo) "Ha ragione commendatore Giofanni.. lei proprio lafandaia!"

MARIA           :- "E te at se indré ad cotüra!"

GERTRÜDE   :- "Cosa folere tire.. io non capito"

WALTER        :- (che faceva loro segno di calmarsi guarda l'orologio da taschino) "Sö dòni.. tasì ..Oh, da che un poctin as magna"

CROCIFISSA:- "A n'è mia incor ora"

MARIA           :- "Ma vacca pita.. Quando si mangia? IO CI HO UNA FAME.."

LORIS             :- "Che ci ha lei?"

WALTER        :- "UNA FAME!.. gnanca mal ch'li né mia dò.. con quel ch'as pàsa al convent.."

MARIA           :- "E con töti i bèsi chi 's fo tirar föra"

GERTRÜDE   :- "Bitte, se parlare italiano capire anch'io"

LORIS             :- (a Gertrüde) "L'important l'è che lé l'han parla mia al todesch .. Con tutti gli ordini in tedesco che ho ricevuto in tempo di guerra.."

GERTRÜDE   :- "Oh sempre cuerra.. cuerra finita.. ora tutti fratelli.."

WALTER        :- "Anche Caino e Abele i era dü fradèi" (trilla il telefono, e Walter verso la porta) "Telefono!" (altro squillo) "A ritelefonooo!" 

SCENA III

(Maria – Crocifissa – Loris – Antonio – Carmen)

CARMEN       :- (giovane infermiera, entra con camice bianco, cuffietta e stetoscopio al collo. Va a rispondere al telefono con aria professionale) "Pensionato alle Rose, chi parla prego?"

WALTER        :- (guarda gli altri e sottovoce) "..alle rose? A dsirès< pensionato ai crisantemi>"

CARMEN       :- (sempre al telefono) "Mi dispiace ma al momento non c'è posto"

WALTER        :- "Gnanca mal" (fa le corna)

CARMEN       :- "Va bene.. richiami pure.. nel caso se ne liberasse qualcuno"

LORIS             :- (fa le corna a sua volta) "Ih.. che esagerasiòn.."

TUTTI             :- (fanno scongiuri)

CARMEN       :- ".. ma no.. non disturba affatto.. di solito in questa stagione.. restano dei posti liberi.. A risentirci" (posa il ricevitore e osserva tutti quanti)

WALTER        :- (pur di una certa età, e col bastone, si volta di scatto.. toccandosi..)

GIOVANNI     :- (lo imita)

MARIA           : - (si alza e tocca un posacenere di metallo)

CROCIFISSA  :- (estrae un cornetto che aveva al collo e lo tocca vistosamente)

LORIS             :- (estrae dalla sua tasca un grosso corno e se lo sfrega)

CARMEN       :- "Ben?.. Cos'a va ciapà.. al bal ad San Vito?"

WALTER        :-" 'n s'à ciapà propria gnint.. Ansi, a fem in modo chi 'n'as ciàpa mia"

LORIS             :- "Par far dispèt a quei che cerca al sit ché; CIAPA'! (fa le corna)

CARMEN       :- (scrolla la testa e uscendo) "Ma quanti bali.."

GIOVANNI     :- (ironico, accenna con le dita che.. sono due e non.. quante..)

MARIA           :- (alzandosi) "Crocifissa.. cos'a dit s' andema in dla Capèla a impisà 'na candela a Santa Rita.. Me an son mia süpertisiosa ma, magari l'è mei racomandaras.. a n'as so mai ch'agh resta un qual lèt libar e.. an vores mia ch'al fes al nostar"

CROCIFISSA  :- (prendendo la palla al balzo) "At gh'è ragion..a n'impìi v'öna d'un mètar acsé la düra di pö" (escono)

LORIS             :- (mostra il suo corno a Walter) "Comunque, professur.. un cér a Santa Rita l'è sempar un bel pansér" (esce)

WALTER        :- (guarda Gertrüde e poi ha un comico ripensamento) "Però.. Meglius est adbundare quam deficere.. Comparmes.."(esce, dimenticando il bastone dietro la spalliera del divano)

SCENA IV

(Gertrüde – Giovanni – Walter)

GIOVANNI     :- (entra, si volta verso la porta da cui è entrato e poi a Gertrüde) "Ma dove stanno andando?"

GERTRÜDE   :- (civettuola) "Oh, signor Giofanni.. Sono andati tutti un Cappella a fare sconciuri"

GIOVANNI     :-"Scongiuri? E contro chi? Mah.. im par töti föra ad carsada" (prende la mano alla donna baciandogliela con galanteria) "Meine Frau.. lei è sempre affascinante come.. come quando venivo ad applaudirla all'opera" (fa capire che non c'è mai andato)

GERTRÜDE   :- "Oh, ma anche foi eravate crande attore tragico, ja" (si alza e cerca goffamente di declamare l'Amleto) "O Romeo, Romeo.." (allarga di colpo le braccia nell'enfasi, colpendo col ventaglio Giovanni che comicamente si mette una mano sul naso) "..dofe sei tu Romeo?"

WALTER        :- (entra all'ultima battuta)"L'è andà al marcà a comprar dli piantini pr' al nostar giardin"

GIOVANNI     :- (seccato) "Ma cosa dìsal.."

GERTRÜDE   :- "Ma io recitavo Giulietta e Romeo che nostro signor Montanari Giofanni portava in ciro in teatri italiani"

WALTER        :- "Ah!.. Andè pör avanti che intant chè l'è töta 'na commedia" (cerca il bastone, lo vede e lo prende)

GIOVANNI     :- (sempre galante) "L'ha interrotta sul più bello. Era così estatica"

GERTRÜDE   :- "Estatica?.. Non brutta parola, vero?"

WALTER        :- (con sottile ironia) "Stia tranquilla Frau.. che il nostro signor Montanari è una persona garbata.." (tra sé) "Con li tognini.."

GERTRÜDE   :- "Eh, foi italiani tutti pirichini.. non si sa mai quando tite ferità o quando tite pucie"

GIOVANNI     : - (sottovoce, cercando di non farsi udire da Walter) "Ma allora lei, non ha capito i miei veri sentimenti, il mio canto d'amore"

GERTRÜDE   :- "Canto.. come uccelli.. come piccolo merlo?"

WALTER        :- "Eco, brava come un marlös!" (esce scrollando la testa)

GIOVANNI     :- (mima un gesto che manda.. a quel paese e poi alla donna) "Frau Gertrüde perché.. ehm.. perché non facciamo un pensierino ad un eventuale  matrimonio?"

GERTRÜDE   :- "Folete tire.. noi due assieme?"

GIOVANNI     :- "Eh, non ne vedo altri"

GERTRÜDE   :- "Noi due con altri?"

GIOVANNI     :- "Ma no.. Noi due.." (teatrale, prendendole le mani) "Io e te"

GERTRÜDE   :- "Che pello.. Ma.. foi.. cioè tu, prima spiegami una cosa.. Facevi gatto con Maria?"

GIOVANNI     :- "Il gatto?.. Che gatto?"

GERTRÜDE   :- "Maria afere parlato tialetto e afere detto che tu ingattiavi con lei"

GIOVANNI     :- "Ah, ho capito.. ha detto <ingatiar>.. vuol dire ingarbugliare.. Non, non c'è mai stato nulla tra me e quella.. quella campagnola, credimi"

GERTRÜDE   :- "Ah, foi italiani tutti galli"

WALTER        :- (entra all'ultima battuta) "Mica vero sa?.. A gh'è anca un qual capòn" (dà un'occhiata a Giovanni)

GIOVANNI     :- "Ma a èl incora chè?.. Al n'ha mia fat i scongiüri contra al malòc?"

WALTER        :- (flemmatico, prende il bastone dietro il divanetto e siede) "Ho lasà la delega a li dòni.. Al capirì ben che con dü non cmè Maria e Crocifissa, mè a sont in na bòt a fer.. E lei Frau Gertrude, niente candela in Cappella?"

GERTRÜDE   :- (teatrale) "Io fado in chiesa per precare e non per fare sconciuri"

WALTER        :- (con sottile ironia) "Me però al sö post, una candela, magari anca picolina.. a l'arés impisàda.. perché nella vita, non è come sulla scena.." (alludendo a Giovanni)"Va ben che a dli volti as recita anca in dla véta e che 'l mond l'è töt un palcoscenich in doa ogni marionéta la fo la sö part.. Vera sior Montanari?"

GIOVANNI     :- (a Gertrüde) "Non le dia retta.. Crede di essere ancora al Liceo a coandare a bacchetta"

WALTER        :- (con un velo di malinconia) "Eh..'na volta l'era acsé.. Adès i-è i stüdent ch'a comanda" (riprendendo la sua ironia) "Comunque sior comendator.. prüdensa né?.. parché i-an i pàsa par töti"

GIOVANNI     :- "Cos'itandì dir con 'sti babli ch'l'i 'n so ne d' te ne d' me"

WALTER        :- "Ma gnint, gnint.. sol un consili.. <attento agli slanci di gioventù" (comico, cercando di farsi comprendere senza dirlo chiaramente) "Parché saif com l'è.. a dli volti a v'ün agh par che.."(mima una partenza sprint) "..e dopo inveci.. " (mima come una ruota che sgonfia) 

GIOVANNI     :- "A n'ho capì propria gnint"

WALTER        :- "A ma spieghi mei.. A dseva che a dli volti a una qualch.. ex zoan agh ve voja ad ciapar al vol ma dopo.. " (comico) "..as romp 'na balestra o agh ve manch la bensina e li ali.. l'in sbat pö.. If capì adès?"

GIOVANNI     :- "Ma cl'am faga al piaser.. l'am ve a far la moral a mè..gnanca a fes un pütlet"

GERTRÜDE   :-(a Giovanni, perplessa) "Ha detto che rotto palestra e finito benzina ?"

GIOVANNI     :- "Ma che <palestra>.. Io no ho niente di rotto e in quanto a benzina.. a pos volar fin ch'a voi"

WALTER        :- (canticchia) "E finito il bel tempo che fu.."

GIOVANNI     :- (dà un'occhiataccia a Walter e poi a Gertrüde) "Non le dia ascolto e ri- fletta su quanto le ho detto" (si china di scatto per fare il baciamano e lancia un grido per il colpo della strega che l' ha colto)  "Ahi!.. Vacca boia che dolòr!" (Gertrüde si spaventa. Giovanni porta le mani ai reni e non riesce ad alzarsi. Walter gli va incontro) "An gh' l'a fagh mia a tiraram sö.. Ahio.."

GERTRÜDE   :- "Ma cosa afere?"

WALTER        :- (comico, come una sentenza) "As gh'è rot la balestra!" (chiama) "Infermiera.. Carmen.."

SCENA V

(Gertrüde – Giovanni – Walter – Carmen)

CARMEN       :- (entra sveltamente) "Ma cos'èl 'sto sapèl?"

WALTER        :-"A gh'è gnü<un colpo di gioventù> e l'è armas dür cmè 'l bartagnin"

CARMEN       :- (che intanto stava massaggiando le reni di Giovanni)"Cumendator.. incora cla <spondilo-artrosi>..Al na def mia far di movimen brösch.. Al n'è mia pö un zuvnot"

WALTER        :- "Ma l'è ben quel ch'ha gh'ò det.. Atenti ch'as romp la balestra.. a fnes la benzina.."

CARMEN       :- "Ch'al végna in infermeria ch'agh faghi 'n'iniesion ad cortisòn" (lentamente, curvo e dolorante, con l'aiuto di Carlotta, si appresta ad uscire)

GERTRÜDE   :- "Posso aiutare?"

WALTER        :- (mentre i due escono di scena)"L'ha già aiutato abbastanza.. Lasci che prima si raddrizzi"

SCENA VI

(Gertrüde - Walter – Maria – Crocifissa)

MARIA           :- (rientra con Crocifissa e accennando a Giovanni) "Cosa a gh'è sücès .. s'èl  cagà adòs?..Scüsem la parola"

WALTER        :- "Artrosite acuta per rottura di balestra"

GERTRÜDE   :- "Povero commendatore.. Lui afuto colpo di strega"

CROCIFISSA  :- (dando una gomitata d'intesa all'amica) "E chi saresla la strìa?"

WALTER        :- (scimmiottando il gesto galante) "L'è sta..<un baciamano ardito>"

MARIA           :- "Ascè l'impara al sior Schessa-spire"

GERTRÜDE   :-"Tutta infidia la sua perché anche lei ha tentato con signor Giofanni"

MARIA           :- "Vè.. cantante con l'argàia.. dastapat li oréci… se mai l'era lö cal vrea pitonaram"

WALTER        :- (sottovoce ma non troppo) "L'è vera.. ma quand al comendatur al s'è acort che.. ch'la ma scüsa siora Maria.. che lé l'era in boléta.. lö l'ha

cambià binari e al se rivolt.. in Germania" (addita a Gertrüde)

GERTRÜDE   .- "Cosa è <bolletta>.. quella del telefono?"

WALTER        :- "Anche, ma nel nostro dialetto significa pure essere senza un bési, senza una palanca.. senza una svanzica.. Ma non ci faccia caso Frau.. parlavo da solo.. Sà a una certa età .. può capitare che uno parli da solo.. e magari l'è bon ad daras anca ragion e al fin a letga da par lö" (squilla il telefono) "Alé.. 'n'atar client" (chiama) "Telefono"

SCENA VII

(Gertrüde – Walter – Maria – Crocifissa – Carmen – Giovanni)

CARMEN       :-(entra a va a rispondere)"Pensionato alle Rose, buongiorno; chi parla?"

WALTER        :- "A m'arcmandi.. an gh'è mia sit parché.. as siem töti racomandà" (accenna al cielo)

CARMEN       :- (fa segno di zittire) "Scusi, non ho capito, vuol ripetere per favore?" (pausa) "Il comendator Montanari?"

WALTER        :- (comico) "L'è andà a Montanèra"

CARMEN       :- ".. non so se potrà venire al telefono.. Attenda che vado a vedere" (lascia la cornetta staccata ed esce chiamando)"Commendatore Giovanni.."

GERTRÜDE   :- (ingelosita) "Chi può folere commendatore.."

MARIA           :- (a Crocifissa) "La sarò 'n'atra strìa"

GIOVANNI     :- (entra curvo, con una mano su un fianco, guarda ostile i presenti e prende la cornetta del telefono. Parla con un po' d'affanno) "Pronto…. Sì, sono io.. chi parla?" (pausa. Cerca di parlare sottovoce) "Ah, l'è lé siora?"

TUTTI             :- (incuriositi, fanno scena)

GIOVANNI     :- "Inchö?" (si massaggia un lombo)"Veramente a gh'ò.. un impegn"

MARIA           :- "Con la strìa!"

GIOVANNI     :- "Ch'la staga tranquilla. apena sistemà.." (si massaggia un fianco) "..un laor pena tacà.." (guarda i presenti in palese ascolto) ".. sì, ho capì ma.. an pos mia parlar.. ch'la staga ben" (posa il ricevutore e mentre cerca di raddrizzarsi arringa i presenti) "Ben?.. Cosa gh'if da curiusar.. An 's pöl mia ricevar 'na telefonada?"

GERTRÜDE   :- (agitando nervosamente il ventaglio) "DI UNA TONNA?"

WALTER        :- (comico) "Sì, ad un tonno!"

GIOVANNI     :-"Ma andé i piaséta a scülasar le rane.."(alla tedesca)"Era..era la  mia sarta" (esce)

WALTER        :-"Abiti di scena per l'attore" (suona la campanella del pranzo)

MARIA           :- (si alza) "Oh, finalment as magna"

CROCIFISSA  :- (si alza lentamente) "Par quel ch'a magni mé.."

SCENA VIII

(Gertrüde – Walter – Maria – Crocifissa – Giovanni – Loris – Carmen)

 LORIS            :- (entra con passo militaresco, si ferma e) "Signori, il pranzo è pronto"

WALTER        :- "La süpa l'è còta, né maresiàl?.. A gh'a scométi ch'agh par d'èsar incor in di soldà"

LORIS             :- "Eh.. alora a s'era un bagaiòt"

GERTRÜDE   :- (si alza dirigendosi all'uscita) "Andiamo a lavarci mani prima che tifenti tutto freddo"

WALTER        :- (salace, alludendo) "Eh.. l'è un bel psolìn ch'è dvantà töt fred!"

LORIS             :- (a Maria e Crocifissa) "Signore, vogliamo andare?"

CROCIFISSA  :- (a Maria, sorridendo) "L'è rivà al magiordòm"

MARIA           :- "E chi saresal.. 'n'atar pensionant?"

CROCIFISSA  :- "Ma no.. dopo al tal spieghi"

LORIS             :- (cedendo il passo) "Prima le signore"

MARIA e CROCIFISSA:- (accennano ad un ringraziamento per la cavalleria ed escono)

WALTER        :- (dimentica ancora il bastone dietro il divanetto e fa per uscire a sua volta. Carmen sta entrando e Walter le lascia il passo)

CARMEN       :- (con uno straccio o spolverino, netta le sedie, e così facendo si china)

LORIS             :- (osserva il.. didietro dell'infermiera annuendo piacevolmente)

WALTER        :- (gli tocca le spalle per indicargli di uscire) "Marescial.. atenti a la vésta"

LORIS             :- "Eh.. cosa vrif mai.. Pröma a gh'éa i dent e mia la càran.. adès a gh'è la caran ma..am manca i dent" (escono)

CARMEN       :- (dà le spalle alla porta e continua a sistemare. Non si avvede di Giovanni)

GIOVANNI     :- (entra curvo e si precipita a cingere i fianchi di Carmen, la quale ha un balzo) "Carmen, finalment!"

CARMEN       :- "Ma che spài ch'a ta m'è fat ciapà.. Sto 'tenti che s'is ved is do l'inviàda a töti dü"

GIOVANNI     :- (teatrale) "Ma Carmen.. anca s'at sé pö sé zovna che culpa gh'n'oia mè se al me cör al ciòca cmé 'na campana.. L'è un bel psolin ch'an s'an vdema in giardin"

CARMEN       :- "Ma a t'al sé ca sont impgnada"

GIOVANNI     :- (cerca di abbracciarla mentre lei sfugge) "T'al sé quel ch'a sont a dré far par te.. par nuantar dü.."

CARMEN       :- (lo tiene a bada con un braccio) "Però am par che risültat.." (mima con le dita che non ce ne sono)

GIOVANNI     :- "A faghi quél ch'a pòs.. ma con 'sto mal da schena.."

CARMEN       :- "L'è mei ch'at vaghi in sala.. a s'a vdirema pö sé tardi"

GIOVANNI     :- (teatrale) "Si cara.. questa sera in giardino, nel gazebo.."

CARMEN       :- "Nel gazebo" (sbrigativa) "Ades vo föra di pé.."

GIOVANNI     :- "Ma am vöt ben?"

CARMEN       :- (con menefreghismo) "Ma sì, ma sì.. Ch'at vaghi!"

GIOVANNI     :- (indietreggia mandandole dei bacini) "Andremo via e vivremo felici"

CARMEN       :- "E ricchi!" (lo sollecita ad andarsene. Questi si volta ed esce)

SCENA IX

(Carmen – Romeo – Walter)

CARMEN       :- "Oh finalment la portà via li söli.." (soddisfatta) "S'a vò töt a la nostra manéra.." (apre la finestra sul fondo e chiama, sottovoce) "Romeo, Romeo"

ROMEO          :- (da fuori) "A son ché.. cosa vöt?"

CARMEN       :- "Vé da la porta ad sarvési ch'at versi.. An pos mia parlà fort" (richiude la finestra ed esce alla sinistra)

WALTER        :- (entra, cerca il bastone) "Al me baston, a m'al dasmenghi sempar" (lo vede appoggiato alla spalliera del divano, lo prende, gli scivola e si china dietro il divano, con fatica, per raccoglierlo)

CARMEN       :- (entra con Romeo, giovane giardiniere)

WALTER        :- (alza, non visto, il capo, non sa che fare. Decide di stare nascosto)

ROMEO          :- (cerca di abbracciala) "Dam un basìn Carmen"

CARMEN       :- "Te li man a post che sa vé dentar qualchidün"

ROMEO          :- "Ma l'é pö dna stmana ch'a t'an vé mia in dal capan in giardìn; at gh'ò da dir quèl"

CARMEN       :-"Am par che lò dentar agh sia pö sé moviment che in piasa Sordèlo"

ROMEO          :- "A m'an sont acort. Töti i pensionant, specialment li còpìi, i vò lé dentar e dopu i salta föra con la pel töta spigasenta.. ah, ah.." (cambiando tono) "Però quand a t'aspèti mé t'an rivi mai"

WALTER        :- (inavvertitamente gli cade il bastone a terra. Si china ancor di più)

CARMEN       :- (sospettosa) "Et santü?" (va ad aprire la finestra per controllare fuori)

ROMEO          :- "L' è sta da dlà.. Ma me a voi dirat.."

CARMEN       :- "Ssst.. parla pian che anca i mör i gh'à i oréci.. E po' a gh'è sempar  ch'al rompibali dal profesòr.."

WALTER        :- (comicamente minaccia da dietro il divano)

CARMEN       :- "..al par un can in punta"

ROMEO          :-"Sarà méi star atenti. Dim un po'..la camra dla tedesca in do èla?"

CARMEN       :- (gelosa) "Parché?.. Gh'et d'andar a cantar Lili Marlen?"

ROMEO          :- (scherzoso) "Al sarés un bon afari.. L'è pina ad bèsi"

CARMEN       :- "At rivi in ritardi.. a gh'è za chi ga sto dré"

WALTER        :- (quando gli altri parlano dandogli la schiena, spunta con la testa. Gli ricade ancora il bastone)

ROMEO          :- (allarmato) " 'n'atar stòs.. Ma ché a gh'è qualchidün"

CARMEN       :- (si guarda attorno e va ad aprire la finestra poi, rincuorata la richiude) "I-è i spasin chi porta via la spasadüra in giardin"..Adès l'è méi ch'at vaghi"

ROMEO          :- "At gh'è ragion" (esce alla sinistra accompagnato dalla ragazza)

WALTER        :- (dopo aver comicamente constatato ch'è solo, si alza tutto indolenzito. Sente Carmen che dice "Ciao" a Romeo e si siede sul divano fingendo di leggere un libro preso dal tavolino) (SQUILLA IL TELEFONO)

CARMEN       :- (rientra, dà un'occhiata malevola al professore e risponde al telefono) "Pensionato alle Rose, buongiorno" (pausa) "La signora Braglia?.. L'è l'ora ad disnar.. ciamè pö sé tardi" (pausa) "An m'interesa mia sl'è urgent.. a gh'è di orari da rispetà" (ripone con malagrazia la cornetta)

SCENA X

(Carmen – Walter – Maria – Giovanni)

MARIA           :- (entra di premura in scena) "Ch'la ma scüsa Carmen.. a gh'arés bisogn ad far una telefonada al me paès.. pagand, a s'intend"

CARMEN       :- (severa) "La n'è mia l'ora e po' in sala a gh'è al telefono pöblich"

MARIA           :- "Verament da dla a gh'è un sapèl ca n'as capes n'ostia.." (indicando il telefono) "Pòsia?"

WALTER        :- (che assistendo al colloquio si agitava per le intemperanze di Carmen) "Parchè l'a n'agh dis mia chi l'ha 'péna sircada.."

MARIA           :- "I m'ha sircà al telefono?"

WALTER        :- "Sicür, ma la nostra inferméra, ligia al dovere, quand as trata ad ch'i atar, l'ha rispost che anca sl'era ürgent.. a n'era mia ora e cla ciamès dopu.."

CARMEN       :- "Insòma! Al regolament al va rispetà..Se töti i gnes ché a l'ora ad disnar, la tàola l'an sares mai dasparciàda. Comunque, par stavolta, la faga pör.. Ma sa capita al diretor, mé an so gnint, a siema intes?"

MARIA           :- "Tranquilla e.. grasie pr'al moment"

CARMEN       :- (fa un sorrisetto come a gradire la frase, poi si rifà sul professore apostrofandolo) "E vö gnif mia a disnar?.. E la pilola par la prostata l'if tòta?"

WALTER        :- (all'apostrofare della ragazza aveva avuto un soprassalto, si alza protestando) "A vegni, a vegni.. ma che caratar.. am fè vegnar 'n'asident" (escono)

MARIA           :- (dà la schiena alla porta di destra e nel frattempo, componendo il numero e brontola) "Cla scagaròta..la cred d'èsar la padrona.. A siem nuantar ch'a la mantgnema.." (attende che qualcuno risponda al telefono e poi, comica, cerca di parlare italiano) "Pronti?.. Signor Mènico.. sono la Maria.." (pausa) "Come <quale Maria>, sono mè.. la Maria Braglia.. Ah, ecco.. senta vorrei parlare con mio fradèl, l'Isidoro, so che viene lontera li in ostaria a giocare a chiappa-quindici.." (pausa) "Sì, grasie, aspetto sulla linea.." (pausa) "Pronti?" (pausa) "Che spiritos.. anch'io sono pronta.. ma chi parla?.. Ma ch'at gnés la dbida.. èi schers da far?.. Sculta Isidor, m'èt ciamà pröma?" (pausa) "A m'al s'era imaginàda ch'at seri te.." (pausa) "In doa vöt ca sia, in balera? A son in dal Pensionà, no?.." (pausa) "Cos'am vreat dir?"

GIOVANNI     :- (entra non visto e si blocca ad ascoltare tra lo stipite e la porta)

MARIA           :- "Eredità?! ..Questa sì ch'l'è 'na béla növa?.. E quant al lasà al sìo?"

GIOVANNI     :- (porge interessato l'orecchio)

MARIA           :- "Du.. dusent miliòn in contant e anca la proprietà?.. Vacca pita!"

GIOVANNI     :- (con rapida comicità, prende le rose dal vaso, un foglio di giornale sotto il porta vaso, fascia maldestramente il mazzo che nasconde dietro la schiena, stando sempre seminascosto a lei ma non al pubblico)

MARIA           :- "A sont propria contenta, e a te?..La casa.. la stàla con la barchésa.. la pordghina con i dü cavài da tir.. Ben, ben.. am fa piaser ch'al sé arcordà di sö neù.. Ho fat tanta strada in mès a li piani, tra li pòci,.. t'arcordat?.. Alora a gh'èum i tròcoi ch'is piantava in dla molta .. 'Sculta..l'è méi ch'at lasa adès, pröma ch'a riva ch'al carabinier d'inferméra.. Ciao, ciao.." (posa il ricevitore andando alla parte opposta di Giovanni, ragionando fra sé) "Dusent milionn.. L'i n'è mia falöstri quéli"

GIOVANNI     :- (finge di entrare in quell'istante, tenendo dietro la schiena le rose) "Oh, siura Maria.. èla che?..An l'éa mia vesta in sala da prans e am s'era preocupà.. Töt ben?"

MARIA           :- (sospettosa) "Am dal dla siura adès?.. El sicür d'an 'ver mia sbalià barsài?"

GIOVANNI     :- "Ma cosa disla mai, SIURA, ansi.. a ma scüsi se pröma agh sont parsù sgarbà.. a n'era mia me intensiòn. L'am def credar e.. par faram pardonà, èco par le!" (dona le rose)

MARIA           :- (incredula e sospettosa) "Par mè?"

GIOVANNI     :- "E par chi sionò?"

MARIA           :- "Ma par la tugnina"

GIOVANNI     :-  (teatrale) "Suvvia signora, non faccia di un erba un fascio"

MARIA           :- (sarcastica) "..e di tre fiori un mazzo!" (li sfascia e si avvia a riporli nel vaso) "Sarà mei méti incora in doa chì era" (li ripone)

 GIOVANNI    :- (imbarazzato) "Ehm..insòma.. basta l'intensiun" (accennando al telefono) "Gnint ad bröt al telefono, a speri"

MARIA           :- "Parché?.. Cusa doveva sücedar?"

GIOVANNI     :- "Sol robi bèli.. as ved dal sö facin.." (tenta una carezza)

MARIA           :- (gli dà un colpo sulla mano che lui ritira lamentandosi)

GIOVANNI     :-  "Cl'am daga al bras, siora Maria e andem a tàola"

MARIA           :- "A sont bona ad caminar da par mé.. E come mai töti 'sti siuradi con 'na contadina e bügandera?"

GIOVANNI     :- "A gh'admandi scüsa" (fa un galante baciamano)

MARIA           :- (non usa a queste galanterie, rimane con la mano a mezz'aria, poi se la netta su di un fianco mentre sculettando, esce brontolando) "Che fàcia ad brons!"

GIOVANNI     :- (esce dopo di lei rassegnato) "L'a m'è andata sbüsa!" (esce a sua volta)

                                                 SI CHIUDE IL SIPARIO 

fine del primo atto

ATTO SECONDO

SCENA I

(Romeo – Carmen)

CARMEN       :- (sta riordinando. Romeo  bussa alla finestra del giardino; apre) "Cosa vöt?

ROMEO          :- (da fuori) "A gh'ò bisogn ad parlarat.. versam la porta par piaser"

CARMEN       :- (richiude la finestra, dà un'occhiata attorno a sé ed esce alla sinistra rientrando subito assieme a Romeo. Parla sottovoce) "A gh'è 'na qual novità?"

ROMEO          :-  "At dovrési mettar 'sto fagotìn.."

CARMEN       :- (gli fa segno di abbassare il tono della voce)

ROMEO          :- (esegue) "Sòta a.." (dà un'occhiata attorno e poi le parla in un orecchio)

CARMEN       :- (stupita) "A n'agh pensi gnanca!"

ROMEO          :- "At m'éi det ch'a t'am iütavi.."

CARMEN       :- "E s'im véd?"

ROMEO          :- "Üsa prüdensa.. vardat d'atòran.. mè a sarò in giardìn in dal capan a tramplar con di fior.. acsé nisün a pöl sospetàr ad nuantar"

CARMEN       :- (titubante) "Ma.. an voi mia andar in di paciügh, vè?"

ROMEO          :- "Incora un po' ad pasiensa a e dopu.. a serém a tir" (l'abbraccia)

CARMEN       :- (allontanandolo) "Sé.. a tir da sc-iòp ad qualchidün.. Tè at portarè via li söli e me a rastarò in dla mer.. in dla molta. Am par d'ésar la reclam dla television: <usa e getta!>"

ROMEO          :- "Ma cusa vet a pansar.. a t'al sé ch'at vòi ben"

CARMEN       :- "Stési paroli dal comendatur Gioani.. "

ROMEO          :- (alzando la voce) "Vè pütèla..un cunt l'è darat 'na mansion, n'atar cunt le ciapà i fat trop in s'al séri.. stat mia imbalügar con lilö, né?"

CARMEN       :- "E sbàsa la vòs.. vöt far saver i nostar fat anca a ch' iatar?" (gattona) "T'an saré mia gelus, né?"

ROMEO          :- (in imbarazzo) "Comunque l'è méi ch'at'al lasì perdar"

CARMEN       :- "Fnirala prest 'sta storia?"

ROMEO          :- "S'a vò töt come da progràma.. a siém quasì 'rivà a far al pél a qualchidün"

CARMEN       :- "A meno che in n'as méta dentar"

ROMEO          :- "Tranquilla che a chi fürob agh darém 'na bòta"

SCENA II

(Romeo – Carmen – Loris –Crocifissa)

LORIS             :-(fuori scena)"Penséma a la salöt siora Crocifissa..ch'la vegna da 'd' là, in dal salotin"

CARMEN       :- (a Romeo) "E 'dré rivà un qualdün.. andéma föra da d'là" (escono alla sinistra)

LORIS             :- (entra con Crocifissa che và a sedere mentre lui resta in piedi) "E come mai i sö neù in vé mia a catarla?"

CROCIFISSA  :- (triste) "A gh l'ho admandà e i m'ha det ch'i gh'à tròpi inpegn.. chi 'n gh'a mia temp.."

LORIS             :- "Però, ch'la ma scüsa, a n'è mia ch'a vòja interesaram di sö fat.. fin par carità, ma a mé am parés che al temp pr' andar a catàr la sìa i dovrei fargal saltar föra.. Pasiensa mè ch'an gh'ho nisün.."

CROCIFISSA  :- (immagonata) "Sior Marangòn.. i m'ha za tacà al nom ad Crocifissa.. ch'al 'na staga mia a mètam in cròs anca lö" (cambiando argomento) "Ma come mai lö l'è incora pütèl?"

LORIS             :- "L'è' 'na storia lunga.. La cariera in di soldà.. un gioràn da 'na banda 'n'atar gioran da cl'atra..A conoseva 'na dòna.."(sospiro)"A gh'è sta an- ca un moment che töt era combinà .. ma è sc-iopà la guera e acsé em pansà ad rimandar. Dopu la Francia è saltà föra l'Albania, la Grecia e al camp ad concentrament in Germania e töt l'è andà a remengo"

CROCIFISSA  :- "Ch'al ma scüsa.. an vréa mia daragh un dispiasér"

LORIS             :- "Ansi.. un po' da sfögh ogni tant agh völ"

CROCIFISSA  :- "E quand l'è rientrà in Italia parché an s'el mia maridà?"

LORIS             :- (triste) "Apena rientrà ho sircà d'an faram mia vedar. Se.. cla siora la m'aves vest, quaranta chilo d'òs.. la sarés scapata da la paüra.. Dopo soquanti més, quand a l' ho sircada, ho savü ch'la s'era maridada, ch' la gh'éa anca un fiöl e cl'a s'era trasferida" (sospiro) "Ho sircà da dasmangarla e dopo un qual mes a son sta reintegrà in dl'Esercit e agh sont armàs fin a l'età dla pensiòn""

CROCIFISSA  :- "A gh'è di moment ch'a par che töt o bora zò.. un po' la mé storia a l'incontrari, parché mé invéci am son maridada.. par modo ad dir.." (triste) ".. matrimoni par procüra, com'agh n'era tanti chi temp là.."

LORIS             :- "Al so.. al gioran d'inchö agh cred poca gent"

CROCIFISSA  :- "..as siém maridà che lö l'era in Rösia e da alura.. pö gnint. A l'ho 'spità par tanti an.. e la mé suantü l'è andata a faras banadir e dopo.. 'n'avis dal Ministero.. <disperso in Russia>" (riprendendosi e cambiando discorso) "Ma lö, sior marasial, al podeva rifaras 'na véta listes"

LORIS             :- "Par ciapar un'atra delüsion? A gh'éa paura ad sircar sempar lé in ogni dòna.."

CROCIFISSA  :- "Cum'as ciamavla?"

LORIS             :-"L'as ciamava..No, a preférési pronunciar mia al sö nom.."

CROCIFISSA  :- "A capési.. ognidün ad nuantar al gh'ha 'na propria storia.. da dré dla schena.."

LORIS             :- "A proposit ad schena, come stàl al sior Giovanni?"

CROCIFISSA  :- "Cul lè?.. Al gh'à set véti cme i gat" (sottovoce)"A l'ho vest in giardin con la tudesca..l'am pareva töt ingalüsì..Disal chi's maridarò?"

LORIS             :- "Mah.. Agh credi poch.. Andémia a töras un café?"

CROCIFISSA  :- "Verament a gh'ares d'andàr da me neùda"

LORIS             :- "Ch'l'a vaga pör ma.." (quasi per scherzo) "ch'la làsa a casa al portafòi"

CROCIFISSA  :- (che c'è rimasta male) "Ma..al na cardarò mia che mé neuda.."

LORIS             :- (interrompendola) "Fin par carità, ch'la ma scüsa ma.. se v'öna l'an gh'à mia al portafòi a dré.. l'han ga gnanca la probabilità ad doveral tiràr föra, agh par?"

SCENA III

(Crocifissa – Loris – Carmen – Umberto – Cecilia)

CROCIFISSA  :- "Al gh'à sempar vòja da scarsàr.." (si alza) "A vaghi a prepararam..  sal, nuantar dòni a gh'èma da restauraras la faciàda e.. agh völ al sö temp"

CARMEN       :- (entra) "Siora Fredi l'ha gh'ha dli visiti"

CROCIFISSA  :- "Par me? E chi?"

CARMEN       :- "Do parsoni. La pütela l'ha det ch'l'è sö neuda"

CROCIFISSA  :- (contenta, a Loris) "Al vest ch'l'è gnüda?"

CARMEN       :- (sulla soglia, ai visitatori) "Prego, accomodatevi" (lascia il passo a Cecilia ed Umberto che entrano mentre lei esce)

CECILIA         :- (con slancio, verso la zia)   "Ciau sìa.. com'a stet?"

CROCIFISSA  :- (abbracciandola) "Ben.. adés ch'at védi" (a Umberto, marito di Cecilia) "Ciao Umberto.. sempar elegant.."

UMBERTO     :- "Bongioran siora Crocifissa.. com'a stala?"

CROCIFISSA  :- "Dsemagh ben… a n'at dispas mia, vera?"

UMBERTO     :- "Agh mancarés atar.. ansi.."

LORIS             :- (con savoir faire) "Scüsè.. af làsi da par vuatar.. cumparmés"

CROCIFISSA  :- "Ma che béla sorpresa"

CECILIA         :- "Verament l'è un bel psolìn Ch'a gh'eom da gnir, ma…"

CROCIFISSA  :- (con finta ingenuità) "A speri propria ch'in vl'àbia impedì.. Me invéci a s'era a dré a prepararam par vegnarf a catar parché a imaginava ch'a gh'eu da far.."

UMBERTO     :- "L'è vera.. al lavor.. la casa.."

CROCIFISSA  :- (sorniona) ".. i fiöi.."

CECILIA         :- "Ma sìa, cosa dit.. t'al sé che 'd fiöi a na gh'nem mia incora"

CROCIFISSA  :- (c.s) "Ah no?.. Am cardéa che, sicome l'è pasà tant temp da l'ültima volta ch'as siem vest.. ch'a i-abiesuf béla che fat"

UMBERTO     :- "A gh'è temp.. trop impegn pr'adès.. agh pansarém a sura"

CROCIFISSA  :- "A capési.. però am piasarés aver di neù picolìn"

CECILIA         :- (cambiando discorso) "Ehm.. e tè sìa com'at càtat che dentar?"

CROCIFISSA  :- "An pos mia lamantaram.. A siéma na brancada d'ex zuan che.."

UMBERTO     :- (interrompendola) "Sempar con la vòja da scarsà tö sìa.. malgrado la sö età"

CROCIFISSA  :- "Vè, suvnot.. a capési anca mé che di fiöi a n'an farò mia.. Ma mia parché an manca al temp.." (scimmiottando Umberto) "..malgrado l'èta.."

CECILIA         :- (dando un'occhiata di rimprovero al marito) "Stagh mia far caso.. a dli volti al na misüra mia li paroli"

CROCIFISSA  :- "Sta mai dir a un vèc ch'l'è vèc.. Al prafarés dirslal da par lö.. sempar sperand d'ésar smantì, as caspés"

UMBERTO     :- "Ma mé a scarsava.."  (alla moglie) "Cecilia.. 'n gh'eat mia da dir quèl a tö sìa?"

CROCIFISSA  :- "Cos'am vreut dir?"

CECILIA         :- (imbarazzata) "Eco.. me maré al't vr'ea dir.."

UMBERTO     :- (la interrompe serioso) "Verament TE' AD VREI DIR!"

CECILIA         :- (che non sa come iniziare) "Eh, as capés… Sìa.. gh'è.. gh'è 'na qual novità?"

UMBERTO     :- (mostra di essere scocciato perché Cecilia non ha affrontato l'argomento)

CROCIFISSA  :- (nota il fare dei due) "Novità che dentar?.. Li soliti.. partensi e l'arif di rimpàs: Sionò as parla di fiöi di pensionant.. di neù e d'un qual atar parent ch'al s'informa s'at respiri incòra"

CECILIA         :- "Ma nuantar a siem sempar darent a te"

CROCIFISSA  :- (salace) "Col pansér!"

UMBERTO     :- "A voresum èsar sempar ché ma.. a gh'éma tanti 'd chi impegn.."

CROCIFISSA  :- (mordace) "Am l'imagini.. i fiöi.. Che siòca.. i fiöi i n'è mia sta incòra programà"

UMBERTO     :- "Giöst!" (guarda la moglie per spingerla a parlare)

CECILIA         :- "A propòsit ad programma.. A gh'ém intensiòn, d'andar a Parigi a spitar al cap ad l'an" (guarda il marito che annuisce soddisfatto)

CROCIFISSA  :- "A fè ben.. Mé a la vostra età a n'ho mia podü .. ma vuatar andè fin ch'a si in temp.. e po' " (sottile) ".. a völ dir che i bèsi agh ï e quei chi è di pö a i-a spandì pr'andar a Parigi"

UMBERTO     :- (che vede sfumare il suo intento) "Verament la Cecilia l'han s'è mia spiegada ben.."

CROCIFISSA  :- (finta tonta) "M'alòra caro.. parla te ch'a t'a ta spieghi mèi"

UMBERTO     :- "La vr'éa dir che A SARES NOSTRA INTENSION ANDAR A PARIGI"

CECILIA         :- (interviene in aiuto) "Anca par far mia la figüra con i amigh d'èsar in boléta" (guarda il marito che annuisce soddisfatto)

UMBERTO     :- "Però.." (si strofina i polpastrelli per significare i soldi e mima che mancano)

CECILIA         :-(circuendola)"Vedat sìa, sa t'as dési, o imprastési un po' 'd bèsi.."

UMBERTO     :- "..a podrésum andar a Parigi sensa far far a bröti figüri ai parent"

CROCIFISSA  :- (con finta ingenuità) "Ma parché.. vai a Parigi anca i parent?"

CECILIA         :- "Ma no!.. Sol i amigh"

CROCIFISSA  :- "E quanti uri a gh'a stef?"

UMBERTO     :- "Quanti uri?"

CECILIA         :- "Dés dé!"

CROCIFISSA  :- "An saveva mia che al pr'öm dl'an in Francia al dürés dés dé"

UMBERTO     :- (spazientito) "Ma no.. l'è al viàs organisà ch'al düra dés dè!"

CROCIFISSA:- "Ah, o capì..al düra cmè ché da nuantar.."(si alza e passeggia lentamente) "Avdì.. mé a sont incòra 'na dòna a l'antiga.. Quand a s'era sovna as fava al pas second la gamba.. Se un fat als podeva far als fava e s'ans podeva mia al n'als fava mia. Solament in dli disgrasi as sircava l'aiöt di parent e di amigh.. Ma ad sicür a n'è mia al vostra casu parché a imagini che a Parigi a n'è mia in prevision 'na qual disgrasia.. déghia ben?"

UMBERTO     :- (seccato) "Ma cos'a gh'intra li disgrasi adès.." (alla moglie) "E tè 'n gh'èt gnint da dir?.. A t'am fè parlar mé dopu chè.." (si volta altrove per non far vedere che la spara grossa) "..a t'è organisà töt te?"

CECILIA         :- (sconcertata, ) "Ma s'a tsè sta tè che..."

CROCIFISSA  :- (ironica, avendo capito) "Ma Cecilia, at perdi anca la memoria"

UMBERTO     :- (alla moglie, con faccia di bronzo) "Sì, propria te" (a Crocifissa) "Me..'n vrea mia.. an gh'eum mia li posibilità, ma lé, gnint, la insisteva"

CROCIFISSA  :- (ironica) "Ma Cecilia.. CHE INSISTOSA"

CECILIA         :- (cerca di ribellarsi al marito) "Ma se tè.."

UMBERTO     :- (interrompendola con  prepotenza) "Tas lé e stam mia a contradir"

CROCIFISSA  :- "Am par fina giöst.. Una volta at tasi tè e una volta al parla lö"

UMBERTO     :- (alla moglie, sottovoce ma non troppo) "E pansà ch'a t'am dsevi che tö sìa l'as iütava ad sicür"

CECILIA         :- "A t'am volti tant 'sta fartada ch'a n'agh capési pö gnint" (alla zia) "Vedat sìa.. ai tö temp l'era divers ma al dé d'inchö.."

CROCIFISSA  :- (interrompe mentre va a sedersi) "Eh, già.. prendi oggi e paghi domani.. ma sempar bisogna pagar..E po' fiöla cara.. am vöt dir cos'a gh'intria mé con al vostra cap ad l'an a lunga scadenza?"

CECILIA         :- "Ma sìa.. an podéma mia tiraras indré a far vedar ai nostar amigh ch'an gh'éma mia i bèsi e far la figüra.."

UMBERTO     :- (interrompendo) "..d'èsar di pitòch"

CROCIFISSA  :- "E a stè a preocuparaf par la figüra? Magari anca i vostra amigh i sarò adré a dir li stesi vostri paroli a n'atra sìa.. A gh'a scométi che s' a gh'a dsesu la vrità agh farésus un piasér anca a luatar" (pausa) "E po', cara la me gent, ché dentar i n'am' gh'te mia parché a gh'ò 'na neuda ch'la völ andar a Parigi a vedar se 'l pröm dl'an al vé al pröm da snèr cmè che da nuantar, vè?.. I m'agh te parché a paghi.. e di bèi bèsi.. e nisün atar a paga par mé"

UMBERTO     :-(scocciato)"Cecilia..andèma sionò a vo a fnir che a Parigi l'agh vò lé"

CECILIA         :- "Ma Umberto.. sta mia a tratàr acsé mé sìa.."

UMBERTO     :- "At m'éi det ch'a podeum cuntaragh" (a Crocifissa) "Ma mé a m'al s'era imaginà e a tl'éa det cl'era inötil andarla a.."(si accorge della gaffe)

CROCIFISSA  :- (rattristata) "..andarla a catàr.. A capési..Am cardeva che al ben al n'a costés gnint invéci as ved che par vuatar.. al gh'à un prèsi"

CECILIA         :- "Sìa sta mia dir acsé.. Me at vòi ben"

CROCIFISSA  :- "A gh'un proverbi ch'al dì che:<al sol al séca, l'aqua la bagna: Dio al i-a fa, po' li acompagna>"

CECILIA         :- (dispiaciuta) "Am dispàs dimondi sìa.. èma sbalià"

CROCIFISSA  :- (a Umberto) "Ma tè ad sìi, an gh'n'et mia?. As pöl dar che TÖ sìa l'at daga 'na möcia ad bési e che al pröm dl'an a tal pòsi far a Neveyorke"

UMBERTO     :- "Cecilia.. andémia?"

CROCIFISSA  :- "Fin dla visità?.. A sieru gnü sol par i bèsi?"

CECILIA         :- (impacciata) "Ma no e.. gnanca lö.. l'è sta un malintés.. a sierum gnü a vedar com'a ta stavi"

CROCIFISSA  :- "A stava mèi pröma.. Comunque am fò piaser d'averaf vest.. Tant l'era pasà SOL UN AN da l'ültima volta"

UMBERTO     :- "Ma s'a siéma gnü anca a Pasqua"

CROCIFISSA  :- "Che an era?.. Scüsem, scüsem.. an pos mia pratendar quél che ün al n'as sent mia ad far.. L'important l'è la salöt" (pausa) "Mé a n'è mia ch'a rifiüta ad vedaf spendar i me bèsi,  ma la rèta chè, l'è cara e am iöti un po' con la mé pensiòn e un po' con quel ch'a ciàpi di me apartament.. appartament che un gioran.." (alla nipote) ".. i podres advantar i tö, s'at pensi ad veragh al mèrit.. sionò.."

UMBERTO     :- "Sionò?"

CROCIFISSA  :- "A gh'è tanti Operi Pìi chi fo dal ben a chi gh'na 'd bisogn.."

CECILIA         :- (abbraccia la zia) "Scüsam sìa..an cardeva mia ad darat un dispiasér"

CROCIFISSA  :- "I fat is fa s'is pöl far.. A capési anca mé che la suantù la pasa in un slampés e.. la cosiddetta terza età.. l' è da dré al cantòn.. Ma caro i me fiöi, s'a n'i mia pansà par temp a metar da banda un po' d' formantùn.. s' a vé la carastìa l'è tardi e an magnarì gnanca la pulenta"

UMBERTO     :- (contrito) "A v'admandi scüsa.. An pansava mia che.. scüsèm.. Sèt Cecilia cos'a fem? L'ültim ad l'an a gnéma a far compagnia a tö sia"

CROCIFISSA  :- "Ma te at gira propri al bartavèl.. At ringrasi ma vuatar a ghi 'd mèi. Nuantar al moment ad l'ültim còch, andéma al cinema Bianchini"

UMBERTO     :- "Al cine?"

CROCIFISSA  :- "Si.. con le lenzuola ed i cuscini.."

CECILIA         :- "A gnéma a catarat prest.. ciao"

UMBERTO     :- "Arvédas e.. scüsèm incòra"

CROCIFISSA  :- (col magone) "Gnim a catar prest.. e portém n'atar neù ch'al pòsa vedar ..pröma ch'a sia trop tardi"

CECILIA e UMBERTO:- (salutano ed escono)

SCENA IV

(Crocifissa – Gertrüde – Walter)

GERTRÜDE   :- (entrando con teatralità. Ha in mano un cofanetto) "Crocifissa.. IST MEINE!.. Io contenta perché ho vinto mein kampf.. mia pattaglia contro ereti mio secondo marito e ora crante filla su lago Kostanza ist meine.. è mia!"

CROCIFISSA  :- (la guarda distratta, triste)

GERTRÜDE   :- "Ma cosa afere.. Lei capito cosa ho detto io?.. Io andare in Cermania, lasciare qvesta penzione.. capito? Hast du verstanden?"(siede di fronte a lei e non ottenendo risposta diviene sgarbata) "Oh, non capire nulla"

CROCIFISSA  :- (per le rime) "Ma chi se ne frega della sua filla, de suo secondo o terzo marito..Capiten?..E ora  mi lasci in pace per favore"

GERTRÜDE   :- "Va pene, va pene.. ma che moti di fare" (si alza indispettita per uscire e si ferma perché Walter sta entrando)

WALTER        :- "Signora Brünner.. si sente male..? L'am par un stras da forbì sò"

GERTRÜDE   :- "Non mi aspettavo di essere trattata male da signora Crocifissa"

CROCIFISSA  :-  "Mi scusi.. ho dei pensieri.. ma le faccio i miei complimenti per avere vinto la causa contro gli eredi del suo terzo marito" 

GERTRÜDE   :- "Secondo preco..per atesso afere afuto solo due mariti.." (guardando intenzionalmente Walter) "Il terzo io aspettare"

WALTER        :- (comico, cerca di ..toccare ferro) "Ehm.. ch'l'a spèta pör.. ma.. che cos'è che ha vinto?"

GERTRÜDE   :- "Causa in tribunale tedesco contro eredi mio secondo marito per crande FILLA"

WALTER        :- "FILLA?.. Ah, ho capì..Villa"

GERTRÜDE   :- "Ja, villa con tutto laco dafanti" (accarezza il cofanetto)

WALTER        :- "Par fin ch'l'a faga li gatulési a'n pütin"

GERTRÜDE   :- "Qvi dentro piccola parte miei cioielli.. altri in banca e altri in.. Ma dicefo che per mia filla, causa molto lunga"

WALTER        :- (ironico) "Ché da nuantar invéci li düra poch.. Tant'è vera che li causi inviadi dai padar.. i-a fnes i neù"

GERTRÜDE   :- "Io defo timostrare proprietà e tefo andare abitare in filla"

WALTER        :- "Alòra.. bon vias Frau.. L'è méi ch'a's libera un post in dal pensionà a 'sta manera pötost che.. 'n'atra"

GERTRÜDE   :- (apre il cofanetto e lancia un urlo) "Ah!" (Walter e Crocifissa sobbalzano)

CROCIFISSA  :- "Signor che spài!"

WALTER        :- "Ma Frau.. èla stata musgada da 'na tarantola?"

GERTRÜDE   :- (mostra il cofanetto vuoto) "Miei cioielli spariti.. RUPATI!"

WALTER        :- "RUPATI?"

GERTRÜDE   :- "Jà.. rupati, rupati.. Io non porto cassettina fuota per tenere cioielli che non ci sono"

CROCIFISSA  :- (controllando, a Walter) "L'è vera.. l'è propria vöda"

GERTRÜDE   :- (si alza adirata) "Qualcuno pacherà per qvesto.. io fare tenuncia polizei!" (esce sveltamente sculettando)

CROCIFISSA  :- "A n'è mia la pröma volta ch'a sücéd. I m'ha rubà anca a mé una catnina d'or dal mé casét. A n'ho parlà col diretor e al m'ha rispost che forsi a l'éa data a qualchidün e d'an dir gnint pr'al bun nom dal pensionà.  Ma adés a vaghi a controlar.. a n'as so mai che.." (si accinge ad uscire quando entra Loris)

SCENA V

(Crocifissa – Walter – Loris)

 LORIS            :- (entra allegramente e blocca Crocifissa) "Alora, siora Crocifissa.. a m'imagini ch'a sia andà töt ben con la neuda, vera?"

CROCIFISSA  :- (giù di corda) "Al gh'à 'na bèla imaginasiòn"

WALTER        :- (a Loris) "L'ha gh'avü quèl da dir con la tudesca"

LORIS             :- "Ah.. l'è par col lé ch'a l'ho vesta töta rabìda"

CROCIFISSA  :- "I gh'ha rubà i sö.." (scimmiotta comica Gertrüde) "..CIOIELLI"

LORIS             :- "Che strano.." (tra sé) "Questo al n'era mia in previsiòn"

WALTER        :- "Af salöti.. a vaghi a ciapà un po' d'aria in giardin" (esce a sinistra)

LORIS             :- "Alura.. sif contenta dla visita?"

CROCIFISSA  :- "Bastansa.. Al s'arcorda ch'al m'éa det da lasar a casa al portafòi?"

LORIS             :- "Sì… e a gh'admandi incora scüsa"

CROCIFISSA  :- "L'è par lè agh sont un po' armasa…parlà acsé de me neuù.."

LORIS             :- "L'ha gh'ha ragion.. e son sicür d'èsam sbalià"

CROCIFISSA  :- "Al na s'è sbalià par 'n'asidént!"

LORIS             :- "La n'am dsirò mia.. chi gh'ha admandà di bèsi"

CROCIFISSA  :- "No, no.."

LORIS             :- "Meno male"

CROCIFISSA  :- "I m'ha sol det ch'in vrea mia far dli bröti figüri con i sö amigh.. e in vrea gnanca far figürar che la sia l'èra 'na pitòca.. Insòma sior Loris.. i voleva di bèsi.. in prestit.. i ha det"

LORIS             :- "Beh.. s'in n'è mia gnü a röda, un prestit as pöl sempar far a di neù"

CROCIFISSA  :- "A son sicüra ch'arés pers neù e bèsi.. I doveva andar a far al cap ad l'an adiritüra a Parigi"

LORIS             :-"La podeva contantài.."(come preso da nostalgia) "Pr'una not a Parigi!"

CROCIFISSA  :- "Ma l'era una not ch'la dürava dés dé"

LORIS             :- "Dés dé? .. Però, am par ad capir chi n'ha bcà gnint"

CROCIFISSA  :- "A gh'ho det ché.. ma lasém andà… A la fin i-a capì e m'ha anca brasà"

LORIS             :- "Sala cos'a féma?.. Andema da dlo ch'hò lugà ma bela botielia ad.."

CROCIFISSA  :- (interrompendo) "Ad camomìla!"

LORIS             :- "Ma chè camomìla..Champagne..a l' ho lugata par festegià l'an nöf"

CROCIFISSA  :- "Ma l'am vol far ciapà la bala"

LORIS             :- "Coragio siora Crocifissa.. andem che un atar an a fem a ora a ciaparal incora" (porge il braccio che Crocifissa prende ed escono alla destra)

SCENA VII

(Romeo – Carmen – Maria – Walter)

(Romeo e Carmen entrano dal giardino. Romeo ha un annaffiatoio)

CARMEN       :- "Al pachetin ch'a t'a m'è dat a lo més in dua at m'è det"

ROMEO          :- (che sta mettendo acqua nel veso delle rose) "Al so"

CARMEN       :- "Set andà a controlà?"

ROMEO          :- (con aria misteriosa) "An gh'era mia ad bisogn. Bastava star in dal capan in giardin"

CARMEN       :- "Mè a n'ho incora capì gnint da 'sti manövri. Ho vest al Loris gnir föra quasi in gatòn da la camra da tudesca e.."

LORIS             :- (con indifferenza) "As ved ch'a gh'ho 'n'atar concorent"

CARMEN       :- "A n'am fidi ad nisün.. Gnanca ad te.. Ma al sèt che la tudesca la vrea far la denuncia dabon par i sö òr chi gh'ha rubà?.. A la Crocifissa a gh'è sücès compagn ma la rinunzià a far la denuncia pr'al bon nom dal Pensionà.. E la Maria?.. L'an vé gnanca sò a disnar par la paura ch'igh ciava ch'al poch ch'la gh' ha"

MARIA           :- (da fuori, gridando) "Ai ladar.. ai ladar.."

ROMEO          :- (scappa alla sinistra)

MARIA           :- (entra piangendo e va a sedersi sul divano) "I m'ha rubà töt.. am senti mancar.. Oh, Signor.." (a Carmen) "Ch'l'am daga quel da bevar.. am senti la gola tapada"

CARMEN       :- (esce un attimo mentre Maria si dispera ed entra con un bicchierino d'acqua)

MARIA           :- (sorseggia e poi cambiando voce) "Ma questa l'è aqua!"

CARMEN       :- "E cos'a vrevla.. dla gràpa?"

MARIA           :- "Magari.. ma a spesi vostri as capés.."(piagnucolando) "I mè anèi.. i me brasalét.. la colàna.. töt sparì.. anca i urcìn.." (con sguardo accusa- tore verso Carmen) "Ma mé a pensi ad saver chi è sta!.. ho vèst  quachidün infilaras da mè"

CARMEN       :- (ha un sussulto) "E chi eral?"

MARIA           :- "Una parsona ad chè dentar!

CARMEN       :- (tra sé) "An pöl mia èsar stà al Romeo"

WALTER        :- (entrando) "Cos'èl töt sto sapèl?"

MARIA           :- "Oh, sior Professor.. sior Walter.. töt al mè or.. sparì.."

WALTER        :- "Ma quand èl sücès?"

MARIA           :- "Am sont acorta da sti poch.. Ch'al faga dli indagini.. ch'al ciàpa al ladar.. " (guardando Carmen) "O la ladra"

WALTER        :- "Ma in doa tgnevla sta roba?"

MARIA           :- "In un fagotìn, sòta al materas"

WALTER        :- "Ela sicüra?"

MARIA           :- "Sicür ch'a son sicüra.. agh dormiva sura.. Ansi, par dir la vrità l'am dava anca un po' fastidi al col.. ma quand ho vest ch'a dormea sensa ch'al fastidi, ho capì ch'a gh'era quèl ch'an funzionava mia e acsé.. o vardà sota al materas.."(piange) .."e an gh'era pö gnint!"

SCENA VIII

(Carmen – Maria – Walter – Loris – Gertrüde – Romeo )

LORIS             :- (entrando) "E' mort un qualdün?"

WALTER        :-(mentre entrano Giovanni e Gertrüde, parlotta con Loris spiegando l'accaduto)

GIOVANNI e GERTRÜDE:- (osservano la scena interrogandosi con lo sguardo)

GIOVANNI     :- "Siora Maria.. l'am par un po' smantìda"

MARIA           :- (adirata) "Natüralment lö al na so gnint, vera?"

GIOVANNI     :- "E cosa dovrésia saver..?"

MARIA           :- "I a rubà in camera mia!"

GIOVANNI     :- "Anca a lé?"

LORIS             :- Parché.. a gh'n'è di atar?"

GERTRÜDE   :- "A me rupato cioielli e lasciato scatoletta fuota"

MARIA           :- (sarcastica) "Magari l'era vöda anca pröma"

GERTRÜDE   :- "Tu crante fipera..lingua di fipera"

MARIA           :- "Varda artista, che la pröma galina ch'l'à canta la fat l'öf"

ROMEO          :- (entra in scena dal giardino, con un fagottino fasciato da un fazzolettone a quadretti) "Ho catà ch'al fagotìn chè in dal capàn in giardin.. èl ad qualchidün?"

MARIA           :- (lo vede, si alza con comicità scontrando i vicini e agguanta il.. malloppo) "Ma questo l'è al mé fagotìn.. E come mai l'era in dal capan?"

ROMEO          :- "E mé com'a faghia a saveral?.. As' pöl dar ch'al'gh sia cascà"

MARIA           :- (che intanto controlla) "E com'a faval a cascar in dal capan dal me materàs?"

GERTRÜDE   :- "E per me niente in cazebo?"

ROMEO          :- "Io non ho visto altro"

WALTER        :- "Ala vest Maria?.. A n'è mia che, par casu, l'al s'era infilà in sen intant ch'l'andava ad sirà.. sensa faras vedar da nisün, in dal capan..eh?"

MARIA           :- "Eh, sì.. adés a m'infili ch'al fagot che in sen.. Me ad sira a vaghi a dormìr.. e saif cos'af déghi?.. Che adès al löghi ben da n'atra banda!" (esce adirata)

LORIS             :- "A la compagni" (esce dietro di lei. Escono tutti ad eccezione di Giovanni e Gertrüde)

GIOVANNI     :- (galante) "Frau Gertrüde.. a quanto pare.. siamo rimasti soli"

GERTRÜDE   :- "Jà.. Signor Giofanni, come farà a fare amministratore miei peni.. Cioielli rubati"

GIOVANNI     :-  (gli scappa detto) "Ma l'ha gh'ha 'na möcia ad bési… titoi.."

GERTRÜDE   :- "Io non capito ma tu.. fuoi fare sempre mio amministratore?"

GIOVANNI     :- "Ma a sarés un balös a rinunciar.. "

(SI CHIUDE ILSIPARIO)

fine del secondo atto

  

 

  

  



 

ATTO TERZO

SCENA I

(Loris – Walter – Crocifissa – Maria)

MARIA           :- (entra con Crocifissa, elegantemente vestita) "Et santü la novità?"

CROCIFISSA  :- "Incora?.. Ma a n'agh 'n'è mia sta bastansa la stmana pasàda?"

MARIA           :- "La Orsola, povrina.. i l'ha portada a l'ospedal"

LORIS             :- (ad Walter) "A va a fnir ch'a 's libera un post"

MARIA           :- (a Crocifissa) "Gnanca mal ch'éma impià li candeli"

LORIS             :- (a Maria) "Che solidarietà"

MARIA           :- "Insòma.. l'è anca bastansa avanti co i àn"

WALTER        :- (ironico) "E 'lora.." (addita al cielo) "..a gh'aspéta al vias ad diritu.. A gha scométi ch'an saì mia la novità"

MARIA           :- "Figürémas s'a gh'è 'na novità sensa ch'al sapia mé"

WALTER        :- (con aria da cospiratore) "L'è un fat dimondi delicà e agh pöl èsar dli inviadi e di voltavia cmè in di romans polisieschi.. Ma l'è trop prest par svelaraf al segreto"

LORIS             :- Segreto?.. Ah, ben.. sl'è un segreto al gh'à da restà segreto" (pausa) "ma ad che segreto as tratal?"

WALTER        :- "Ogni cosa a suo tempo!" (sempre misterioso) "A gh'ho da fnir li mé indagini..i me ragionament..L'è sempar sta al mé balin far al detèctive"

MARIA           :- (sbagliando accento) "Cos'èl 'sto detèctìve"

LORIS             :- "L'investigator.. al polisiòt insòma" (si avvede dell'abbigliamento di Maria) "Oh, siora Maria com'a sì elegante"

MARIA           :- (pavoneggiandosi) "Agh piàsal?"

WALTER        :- "Ades ch'l'ha eredità l'al pöl anca far.. A vorà dir ch'andréma töti a balar a la fin dl'an.. se li gambi li te bòta" (si alza e va dietro al divano)

SCENA II

(Loris – Walter – Crocifissa – Maria – Giovanni – Gertrüde – Carmen)

GERTRÜDE   :- (entra anch'essa elegantemente vestita, con cappello larghe tese e pelliccia. Si guarda attorno)

MARIA           :- (malignetta) "Non c'è"

GERTRÜDE   :- "Chi?"

MARIA           :- "Quello che sta cercando"

WALTER        :- "Ha provato a guardare nel gazebo, in giardino?"

GERTRÜDE   :- "Perché dofrei cercare in cazebo?"

WALTER        :- (sornione) "Così.. perché non c'è due senza tre"

GERTRÜDE   :- "Io non capire"

CROCIFISSA  :- "Quand la völ la capés söbit"

GIOVANNI     :-  (entra prepitosamente in scena dalla sinistra e si ferma, stupito di non essere solo, tutto spettinato, graffiato, abiti in disordina, cravatta storta e giacca in mano. Tutti fanno scena)

LORIS             :- (come se nulla fosse) "Al scapüsà?"

CROCIFISSA  :- "Ma l'è anca sgranfgnà in fàcia"

WALTER        :- "Al ciapà un scavsòn in dal .. gazebo?"

GIOVANNI     :- (frastornato) "Gazebo?.. Ma.. gh'eral anca lö?"

WALTER        :- "Agh n'era bastansa ad vuatar trì!"

GERTRÜDE   :- "Io capito.."

MARIA           :- (a Crocifissa) "At gh'éi ragiòn.. quand la völ la capés"

GERTRÜDE   :- "..perché erafate tre.. e come mai voi tutto così.."

GIOVANNI     :- (imbarazzatissimo) "Ehm.. sono inciampato..  sono caduto.."

MARIA           :- ".. a cò ficòn.."

GIOVANNI     :- (scrolla le spalle ed esce alla destra)

CARMEN       :- (entra anch'essa come Giovanni. Cappellino da infermiera per traverso, spettinata, una scarpa in mano. Sente lo sguardo di tutti) "Oh..!" (attraversa la scena ed esce dalla parte opposta)

LORIS             :- "Ma l'è stata 'na scapüsada  generale"

GERTRÜDE   :- (agitata) "Io forrei sapere se quello che penso è fero!"

WALTER        :- "Ma cos'a stala a pansar.. meno male che non c'era anche lei, altrimenti.."

CROCIFISSA  :- "A sarés saltà al capan"

MARIA           :- "Am so che al sior Walter al la sapia lunga.. Ch'al's conta töt "

WALTER        :- "Ma af l'ho zà det.. ogni cosa a suo tempo.. A vidrì ch'à risolvéma al problema a la manera dal grande detective Nero Wolfe"

MARIA           :- "Ma chi èl.. Un'atar pensionant in arif?"

LORIS             :- "Ma no.. Nero Wolfe l'è un personagio di romas polisieschi.. un gran investigator che, a la fin dli sö indagini, al riüniva töti li parsoni sospetàdi e tra 'd loro al catava al colpevol"

MARIA           :- "Che bel.. come a la television.. e dim un po' Crocifissa.. agh sarà anca.. com'as dis.. ah, al TRILO?"

CROCIFISSA  :- "Quél dal telefono?"

MARIA           :- "Ma no.. cla paüra ch'at ciapà quand at s'ingatìa anca li büdèli.."

WALTER        :- "Magari la völ al <trhrilling>"

MARIA           :- "Ho ben det cla roba lè"

LORIS             :- "Professor Braghiröl.. alora.. as dascuacia li ramìni?"

GERTRÜDE   :- "Tutte qveste chiacchiere mi fanno perdere telenovela in televisione" (si alza ed esce alla destra)

MARIA           :- (si alza imitata da Crocifissa) "Uh, l'è vera a gh'è la quarantesima puntada ad <Finché c'è vita c'è speranza>"

WALTER        :- (si alza, scrolla la testa) "Povr'ad mé.. Dopo li vè ché e li dis:<Che bel ch'l'è sta..Ho pran sigà>. Bel divertiment!"

CARMEN       :- (rientra e riassetta un po' l'ambente)

ANTONIO      :- (come una minaccia borbotta) "A vaghi a far.. quèl ch'a gh'ho da far!" (esce)

SCENA III

(Carmen – Giovanni - Walter – Gertüde)

CARMEN       :- (dà un'occhiata attorno e va a telefonare, sottovoce) "Pronto?.. Finalment.. Ma in doa s'erat lugà ch'an t' ho pö vést?"

WALTER        :- (spunta dallo stipite della posta e spia, visto dal pubblico, Carmen)

CARMEN       :-  "..'scoltam.. bisogna dasmisiàras"  (pausa) "Parchè?. Parché gli EVENTI precipitano.. specialment con ch'al disincanta coiòn dal profesur"

ANTONIO      :- (spunta con la testa e comicamente fa scena)

CARMEN       :- "M'èt capì? Dagh 'na bòta..ciao.." (posa il ricevitore, si guarda attorno ed esce alla sinistra)

WALTER        :- (rispunta, si ritrae e dopo aver constatato che non c'è nessuno entra e commenta) "Santü la Carmen?..Gli EVENTI precipitano..Atar ché EVENTI ché iè anca E-QUARANTA"

GIOVANNI     :- (entra in scena, è ovviamente in ordine)

WALTER        :- (sornione) "L'han ghè mia"

GIOVANNI     :- "Chi?"

WALTER        :-"La bagàia.. quèl dal capàn.. la Carmen Moretti"

GIOVANNI     :- (spazientito) "Ch'al ma 'sculta ben intrigant da quatar fènich, lö ch'al pensa ai fat sö che mé a pensi ai mé.. A n'am divartì mia tant con li vostri catàdi, saif?"

WALTER        :- "A son sicür.. ansi a pensi che quand a saltarò fora ad l'atar af divartirì incora ad meno"

GIOVANNI     :- (alterato) "Me an voi saver gnint if capì magna giàba a tradiment?"

WALTER        :- (con calma serafica) "Ch'al na staga mia a scaldaras.. sionò a vò sö la presiòn e dopo.. as libera un lèt e a vé a dl'atra gent.."

GIOVANNI     :- (fa le corna. Se ne avvede Walter)

WALTER        :- "An gh'è mia 'd bisogn da far i còran.. basta ch'al slunga la testa" (mette la mano a mo' di corna sulla sua testa)

GIOVANNI     :- (adirato) "Com'as parmétal!"

WALTER        :- (alzandosi flemmatico) "Ma al n'as rend mia cont ch'a vivem töti in 'na comunità, com'as dis al dé d'inchö, e i fat chi distürba l'ambient i 'dventa fat ad töti?.. E po'.. se la tudesca l'as völ far bidonar i è fat ch'an m'interèsa mia.. Adès po' ch'l'ha eredità una vila in Germania"

GIOVANNI     :- (attento) "Una vila?"

WALTER        :- (imitando Gertrüde) "Jà, crande filla in Cermania"

GIOVANNI     :- (tra sé) "L'an ml'à mia dét"

WALTER        :- "Comunque certi fat i n'am vò mia sò e an pos mia far finta ad gnint"

GIOVANNI     :- (minaccioso) Adès basta! A m'i sà rot I maròn, if capì?"

GERTRÜDE   :- (entra con la solita teatralità e mostra una collana al collo) "Qvesta collana nascosta e non rupata"

WALTER        :-"A vaghi a védar s'a gh'è di maròn nöf pr'al comunedatur in dal capan" (esce a sinistra)

GIOVANNI     :- (a Gertrüde, con fare serio) "Vorrei parlarvi"

GERTRÜDE   :- "Anche io forrei parlarvi.. ma prima.. ditemi.. cosa facevate lei e Carlotta in cazebo, da soli?"

GIOVANNI     :- "Soli?.." (tra sé) "Magari agh fésum sta da par nuantar"

GERTRÜDE   :- "Come tite?"

GIOVANNI     :- "Non ho capito bene la vostra domanda"

GERTRÜDE   :- (incollerita) "Ah, lui non capisce.. Intento tire perché foi due tutti spettinati, festiti in disordine e tutti graffi in faccia.. Certo Carmen non fi facefa puntura per schiena!"

GIOVANNI     :- (imbarazzato, certa una scusa) "Ma cosa andate a pensare, Meine Frau"

GERTRÜDE   :- "Meine Frau un corno! Foi fate latin lover con me.. tite folere sposare me e poi andate in cazebo con Carmen!"

GIOVANNI     :- "Ma tra me e lei non c'è nulla.. Lei vuole.. ecco, lei vuole imparare a recitare, a muoversi sulla scena e.. e capirà Frau Gertrüde come non sia facile il comportamento scenico.." (lusingandola) "..Lei che ha calcato le scene nei migliori teatri del mondo"

GERTRÜDE   :- (pavoneggiandosi) "Beh.. sì.. molto difficile.." (con tono addolcito) "Ma perché proprio là e non qui dentro?"

GIOVANNI     :- "Qui?" (trova la scusa e si siede accanto a lei) "Ma qui l'avrebbero criticata e non si sarebbe sentita a proprio agio e poi.. se l'avesse vista il direttore..no, no..è stato meglio così.. almeno sembrava…e invece"

GERTRÜDE   :- (ancora dubbiosa) "E' proprio quell'INFECE lì che non mi va.. perché tutto spettinato?"

GIOVANNI     :- (alla ricerca di una scusa valida) "Perché?.. Perché.. perché proprio in quel momento.. l'è saltà föra al diretur.. e prima che ci vedesse siamo scappati fuori.. èm ciapà un strabücon.. si, insomma, siamo inciampati, caduti su su dei rami secchi.. e as siém sfrisà la pel.."

GERTRÜDE   :- "Come?"

GIOVANNI     :- "Ci siamo graffiati coi rami secchi.. Tutto qui" (verso il pubblico, detergendosi il sudore) "Che söpa ch'ha gh'ho sparà!"

GERTRÜDE   :- "Daffero è andata così?"

GIOVANNI     :- "Ma certo Meine Frau.. credetemi.. Ma vogliamo parlare di cose più serie.. di noi?"

GERTRÜDE   :- "Oh, jà.. Dite.. siete sempre disposto fare amministratore mie cose.. mie proprietà?"

GIOVANNI     :- "Ma as capés.. E' ben per questo che.."

GERTRÜDE   :- (ancora sospettosa) "Ben questo.. cosa?"

GIOVANNI     :- (teatrale) "E' per per questo che caccerete quell'antipatico di amministratore giovane che dite di avere"

GERTRÜDE   :- "Mmm.. siete celoso di persona che nemmeno conoscete?"

GIOVANNI     :- "Jà!"

GERTRÜDE   :- "Che siochino che siete… Sapete che io ereditato crande filla in Cermania?"

GIOVANNI     :- "Ma no!"

GERTRÜDE   :- "Ma sì"

GIOVANNI     :- (sottovoce) "E 'lora, cara la me tugnona a n'at moli ad sicür.. " (a lei) ".. mi getterò a capofitto sul lavoro pur di starvi accanto. Se volete adesso andiamo su, nella vostra camera per vedere i gioielli rimasti, i documenti e poi.. una volta che mi avrete fatto la delega, andrò io in banca.. camminerò io per lei.. Sarò il vostro cane fedele.. al vostar DOBBERMAN!"

GERTRÜDE   :- (confusa) "Che altruista che siete" (si alza) "Ma daffero non sapevate di mia villa con crande parco e davanti lago?"

GIOVANNI     :- "E come no!.. A vrea dir..no, non lo sapevo e non m'importa..A me interessate solo voi, con o senza villa .. Gertrüde"

GERTRÜDE   :- (in sollucchero) "Oh, come tite pene mio nome.. Gertrüde.."

GIOVANNI     :- (sempre teatrale) "E se non mi vorrà più io sarò felice lo stesso se lo sarà anche lei"

GERTRÜDE   :- "Felice?.. Ma non vi chiamate Ciofanni?"

GIOVANNI     :- "Ma sì.. am ciami Gioani.. ma non vorrei che pensasse che sono le sue ricchezze ad attirarmi"

GERTRÜDE   :- "Ma io non penso questo"

GIOVANNI     :-"Allora lasceremo questo posto ed io verrò con lei in Germania, in Cina, al Polo Nord.. pur di starvi vicino" (le prende le mani e la guarda con esagerata tenerezza)

GERTRÜDE   :- "Polo nord no, troppo kald"

GIOVANNI     :- "Al Polo nord a n'è mia cald par 'n'ostrega"

GERTRÜDE   :- "Ma no.. in tedesco kald fuol dire freddo"

GIOVANNI     :- "A siéma a post.. i parla anca a l'arversa"

GERTRÜDE   :- "Sarà pene uscire separati.. sapete che non voglio vedere uomini in camera di donne.. e fanno pene perché foi italiani.."

GIOVANNI     :- (ironico, scimmiottando Gertrüde) "..tutti PIRICHINI"

GERTRÜDE   :- (uscendo) "auf Wiedersehen"

GIOVANNI     :- "Anca me… L'è pran düra la pagnòta!" (esce alla sinistra)

SCENA IV

(Walter – Loris – Fortunata – Crocifissa – Maria – Carmen)

WALTER        :- (entra in scena consultando degli appunti sul suo taccuono. Mima i suoi pensieri e va a sedersi"

CARLOTTA   :- "Profesor, a gh'éma 'na növa pensionanda.. Völal presentarla a chi'atar?"

WALTER        :- (alzandosi) "Ah.. la siora Orsola l'è.." (accenna alla dipartita)

CARLOTTA   :- "Pörtrop!" (alla donna) "A la làsi bòni man"

WALTER        :- (si salutano) "Piacere di conoscerla.. Walter Braghiroli"

FORTUNATA :- "Fortunata.."

WALTER        :- "Ma no, il fortunato sono io"

FORTUNATA :- "Mi chiamo Fortunata.. Fortunata D'Alessandri..ma ch'al parla pör al nostra dialét.. am càti mèi"

WALTER        :- "Lontera.. ma ch'l'as senta"

FORTUNATA :- (siede seguita da Walter) "Grasie"

CROCIFISSA e MARIA:- (entrano e guardono incuriosite la donna)

WALTER        :- (tra sé) "Büséta e botòn!"

FORTUNATA :- (che pensava parlasse con lei e non ha compreso) "Prego?"

WALTER        :- "Ehm.. a dseva.. la siora Crocifissa e la siora Maria"

CROCIFISSA  :- "Piaser a conosarla.. Crocifissa"

MARIA           :- (a Fortunata) "Benvenüda tra nuantar.. mé a sont Maria" (scambio di presentazioni)

MARIA           :- (a Walter) "La Orsola?"

WALTER        :- (mima che è andata lassù)

CROCIFISSA  :- (a Walter) "E 'lora profesor.. com'a vali li indagini.. novità?"

WALTER        :- "Novità e.. sorpesi!"

MARIA           :- (a Crocifissa) "Stamo a vedar chi a ciapà al ladar.."

LORIS             :- (entra col suo passo marziale, rallenta ad osservare Fortunata. E' perplesso)

FORTUNATA :- (sostiene anch'essa perplessa, lo sguardo di Loris)

WALTER        :- "Marasial.. agh dispas andar a ciamar la Carmen e la tudesca?"

LORIS             :- (distratto, guarda pensoso Fortunata) "Eh?.. Chi?"

MARIA           :- "Ch'al carabinier d'infermera e l'artista.. la cantante"

WALTER        :- (c.s) "Ah.. sì.. a vaghi.." (esce come imbambolato)

SCENA V

(Walter – Fortunata – Maria – Crocifissa –Loris – Gertrüde – Giovanni)

MARIA           :- (eccitata, a Walter) "Alora ades, al professor al's fò a negar.." (a Crocifissa) "Che negar eral..?"

CROCIFISSA  :- "Nero Wolfe"

GIOVANNI     :- (entra e guarda Fortunata con interesse)

WALTER        :- (presenta l'ospite) "Comendator.. agh presenti una növa pensionanda"

MARIA           :- (ironica) "A m'arcmandi la schena"

GIOVANNI     :- (facendo il baciamano) "Piaser ad conosarla.. Giovanni Montanari"

FORTUNATA :- "Fortunata D'Alessandri"

LORIS             :-"Ch'la ma scüsa.. ma lè n'èla mia Fortunata Corradini?"

MARIA           :- "Ma sl' ha 'pena det ch'l'as ciama D'Alessandri"

FORTUNATA :- (alzandosi lentamente) "Ma lö èl.. Ma set propria te Loris?"

TUTTI             :- (fanno scena)

LORIS             :-"Signor banadét.. te"(si avvicina con affetto)"Quanti an"

FORTUNATA :- "Una véta.. Ma com'a stet?"

TUTTI             :- (stupiti, fanno scena)

LORIS             :- "Cos'a vöt mai.. a siem ché.. an sa stò mia mal.. ma dim ad te… Come mai al Pensionato alle Rose?"

FORTUNATA :- (con un velo di tristezza) "Dopo la mort ad mé maré, Carlo D'Alessandri, a sont armàsa da par mé e acsè.. dopo averagh pansà sura..a son gnüda ché.. almeno par aver dla compagnia"

WALTER        :- "Gent.. saì cos'a féma?.. Andém töti da dlò a vedar la television.." (mima che si deve lasciar sola la coppia) "A gnirema dopu.. né Maria?"

MARIA           :- (che non ha compreso la delicatezza di Walter) "Ma parchè? A gha staghi ascé ben ché sintada.."

CROCIFISSA  :- (prende per un braccio l'amica chesi alza malvolentieri e si avvia all'uscita di destra con gli altri) "Vé con me ch'a ta spieghi al motif"

GIOVANNI     :- (uscendo, tira una frecciata a Walter) "Finalmente l'ha det 'na parola sensàda"

SCENA VI

(Fortunata – Loris)

LORIS             :- (con affetto) "I s'a volü lasà da par nuantar!"

FORTUNATA :- "Iè sta delicà"

LORIS             :- "Dim sö.. e tö fiöl?"

FORTUNATA :- "Al savevat?"

LORIS             :- "A t'éa sircà.."

FORTUNATA :- "A gh'ho dü fiöi maridà.. V'ün l'è a Verona e v'ün l'è a Manta.. I vrea ch'a stes con luatar.." (triste) ".. A gir, as capés.. un po' da ün e un po' da ch'l''atar.. Arés fat la pendolare e acsé.. ho preferì 'n dipendar da nisün e a son gnüda ché" (con affetto) "Ma dim ad tè.. I m'éa det ch'at s'eri in camp ad cuncentrament e.. ch'it considerva dispers.. sensa speransi.."

LORIS             :- "L'è par questo alora ch'an t'è mia spità.. Am la son cavada par un miracol.."

FORTUNATA :- "A t'ho sigà par mort e dopo.. ho catà un brav'òm e am son fata 'na faméia.. quéla ch'arés volü far con te.."

LORIS             :- (abbracciandola) "Oh, cara" (si abbracciano)

SCENA VII

(tutti)

(entrano alla spicciolata ed osservano la scena)

CROCIFISSA  :- (entra con Maria) "Che bel vedar!"

LORI e FORTUNATA:- (si allontanano)

MARIA           :- " 'na teleno'èla dal vif.. fata in casa" (vanno a sedersi di fronte)

WALTER        :- (entra seguito da Giovanni) "Cumendatòr.. agh dispiasarés andar a cimar la Carmen?"

GIOVANNI     :- "E perché.. sl'è lècit?"

WALTER        :- "Parchè una partida a scachi bisogna sügarla con töti i toch"

LORIS             :- "A vaghi mè" (a Fortunata) "Comparmés"

FORTUNATA :- (accenna ad un assenso col capo)

CARMEN       :- (entra con Loris protestando) "Ma mè a gh'ho da laorar.. an son mia cmé vuatar pensionà.."

WALTER        :- (che nel frattempo era andato a sedersi sul divano, davanti alla scacchiera) "Laséma sta al laor pr'ades..Ch'l'am faga al piasér ad ciamàr al giardinér pötost.. tant a diretòr al na gh'è mia"

CROCIFISSA  :- "Cul lè al ciapa al stipendi ma al na gh'è mai!"

CARMEN       :- "Cos'a gh'intral Romeo.."

WALTER        :- "La vidrò ch'al gh'intra.. ch'l'al ciama s'a n'è mia trop distürb"

CARLOTTA   :- (sbuffa, apre la finestra e chiama) "Romeo.. Romeo!"

MARIA           :- (rabbrividendo) "Ma ch'l'a sèra cl'a finestra ch'a fò fred.. An voi mia ciapàr 'na pulmunite"

ROMEO          :- (da fuori) "Cus'a vöt.. a gh'ho da stramnà al ledàm"

CARLOTTA   :- "It völ che dentar.. at versi la porta" (richiude la finestra ed esce alla sinistra)

WALTER        :- Agh siémia töti?"

GIOVANNI     :- "Agh manca la Gertrüde"

LORIS             :- "La fnes ad preparar li valis e la vé sò"

MARIA           :- "Partésla?"

GIOVANNI     :- "La vò in Germania"

CROCIFISSA  :- "E come mai?"

WALTER        :- "Eredità"

MARIA           :- (sibillina, a Giovanni) "E lö restal chè?"

GIOVANNI     :- "Chi vivrà vedra!"

ROMEO          :- (entra preceduto da Carmen) "Chi èl ch'am völ?"

CARMEN       :- (indicando Walter con sufficienza) "L'investigatòr"

ROMEO          :- "Ah, al nostra professor.. A son chè!"

WALTER        :- "E adés gném al sòdi.. Af dmandarì al parché am sia ciapà la gata da plar e ad far questa riünion"

MARIA           :- "Eco.. adès al fò al Negar Wafer"

GIOVANNI     :- "Pr'intant mé a son gnü par mia èsar scortès.. ma a m'admandi chi gh'ha dat l'autorità ad.."

WALTER        :- (interrompendo) "Ma mè ho solament admandà la vostra presensa par parlar.. a meno ché qualchidün al n'a gh'abia quél da logar.. Af parlarò sensa fa di nom.." (osserva gli scacchi, ne prende due, cambiandoli quando cambia nome o persona che va a citare) "Al sior <A>" (mostra ad esempio una torre).."dopo aver in un prömtemp fat al pit adré alla siora <B> " (mostra un altro pezzo) "..quand al s'è acòrt che questa l'a n'era bastansa rifornida.. dsemagh ad carburante" (mima i soldi) "al cambia ad binari e al's dò da far con la siora <C>, sicür ad far 'na bèla véta" (pausa. Osserva tutti che non hanno capito nulla. Poi partendo a razzo fino a rimanere senza fiato) "Ma li siori <B> e <C> in sa mia ch'el sior <A>, imbagolà da la signorina <D>, al contarés da slungar li man par li sostansi a dla siora <C> par tör l'inviàda con la signorina <D>!" (pausa per prendere fiato e poi con calma) "Am sontia spegà?"

MARIA           :- "Verament mé a sont armasa a letera <A>"

GERTRÜDE   :- (appena entrata) "Sentito alfabeto.. io sapere alfabeto"

FORTUNATA :- "Admandi scüsa.. mé a son l'ültima rivada e a podrés anca andar föra"  

LORIS             :-"Ma cos'a dit?. Ades at sé di nostar"

FORTUNATA :- "Grasie.. Scüsem ma.. a n'as podrés dir pan al pan e vin al vin sensa far töt l'alfabeto?"

MARIA           :- "Mé al pan a l'ho sempar ciamà pan e 'l vin sempar vin"

CROCIFISSA  :- "Maria…"

GIOVANNI     :- "Ché, a s'è adré far un procès par somnar a dla sisània e mé an gh'a staghi mia"

CARMEN       :- "Al gh'ha ragiòn e an parlarò in diresiòn acsé qualchidün a dovrà cataras 'n'atra pension!"

WALTER        :- "Ma ché procès.. a serchi ad drovar un mansaröl par far pulisia dlì idèi ch'an vò mia pr'andar töti d'acordi.. Far in modo che chi somna güci al na vaga mia dascals"

ROMEO          :- "Ma gent, as pöl star a 'scoltàr listés..a vorà dir ch'as farém li nostri ragion dopo, no?.. Tant chè an siem mia in un tribünal.. vera profesor?"

MARIA           :- "A vorò dir c'a gh'andrì dopu"

GIOVANNI     :- "Ma vrìf lasàr lé ad bagolàr?" (a Walter) "Par sö norma e regola, mé a pos caminà dascals fin ch'am par, al capì?"

GERTRÜDE   :- "Io defo ancora capire..lasciare parlare Herr profesòr e non tialetto, preco"

WALTER        :- "E l'oa a farò i nòm… Il nostro ex attore, dopo aver constatato che la signora Maria non aveva abbastanza.. conquibus.." (a Maria)"Parché pröma l'a gh'éa sol la sö pensiòn e..an gh'era mia li tèri avüdi in eredità.. il nostro ex attore, dicevo, rivolge la propria attenzione alla signora Gertrüde Brünner.."

GERTRÜDE   : - (rabbuiata) "Folere spiegare più meglio?"

WALTER        :- "A gh'al déghi sübèt.. Le sostanze che avrebbe eventualmente carpito erano da dividere.. con la signorina Carmen Moretti, ispiratrice di tutto questo!"

CARMEN       :- "Ma lö l'è mat!.. Föra li prövi s'al ghi-ha.. Ah, ma mé al denunci"

WALTER        :- "Calma, calma e a ricalma.. da 'na banda l'è vera e da ch'l'atra quasi vera.. perché da dré a li spàli dla Carmen.. a gh'è qualchidün.. ch'al tira i fil.."

LORIS             :- "E chi sarésal, al's pöl saver?"

WALTER        :- "Romeo!"

CROCIFISSA  :- "Al giardinér?"

GERTRÜDE   :-  "Ah, qvesta poi.."

ROMEO          :- (con calma glaciale) "Ch'al vaga pör avanti"

CARMEN       :- (agitata) "Mé a vaghi a laorar.. an staghi mia ché a sentar dli bagianàdi da un vèc sclerotich e an parli söbit in diresòn" (si appresta ad uscire e Walter la ferma con un gesto)

WALTER        :- "Vèc.. bastansa.. sclerotich as pöl dar.. tant.. dopu i quaranta.. chi pö chi men.. Mè, par quel ch'a m'an vé, a dsirés ch'as podrés sistemar töt tra nuantar.. sensa far dli denunci a la polisia e töt a ritornarò cmé pröma"

CARMEN       :- (a Romeo) "E te?.. 'n gh'ét gnint da dir?"

ROMEO          :- "Pr'adés am gòdi"

GIOVANNI     :- "Lö al's gòd.. ma mé no.." (adirato, a Walter) "Am parì l'aocat Azzeccagarbugli e an gh'ì nisün dirïto ad tirar al cimént"

WALTER        :- "Tirar al cimènt?  Ma n'èl forsi mia vera ch' l'ha sorprés la signorina Carmen in dal capàn con al sö moròs.."

MARIA           :- "Al sö moròs?"

WALTER        :- ".. e quand l'ha capì ch'l'ha l'aveva tòta in gir l'è sc-iupà la guèra?"

CARMEN       :- (si accosta a Romeo a cercare protezione)

GERTRÜDE   :- "Ma.. Carmen faceva profe per teatro"

WALTER        :- "Atar che teatar.. l'era anca un cine.. 'na comica.." (indicando Carmen) "L' è sta al giardinér a cüciarla vers al comendator par sircàr d'imbro- iàral.. par vostra tornacont, as capés"

GIOVANNI     :- (preso dal sospetto, a Carmen) "Digh ch'a n'è mia vera.. dìgal"

GERTRÜDE   :- (adirata, si lancia contro a Giovanni prendendolo a.. borsettate) "Ah.. da grosse Idiòt.. Farfluten..Sporcaccione..Tuo amore solo per mia ropa.."

GIOVANNI     :- (si copre la testa e con le mani riesce a prendere per i capelli la tedesca che.. gli rimangono in mano; era una parrocchia bionda)

GERTRÜDE   :- (smarrita, toglie la borsetta dalle mani di Giovanni che è rimasto a testa bassa e scappa alla destra)

ROMEO          :- (mostrando una tessera) "E adès, s'a parmatì, a parli anca mè: ROMEO MESSORA, ISPETTORE DI POLIZIA!"

TUTTI             :- (scena di circostanza)

MARIA           :- "Et capì al nostar somna bròcoi!"

ROMEO          :- "Siora Braglia, ch'l'a modera li paroli"

MARIA           :- "Un polisiòt.. e parché faval a giardinér?"

CARMEN       :- "Par das dascuaciar i vostra altarin!" (esce trionfante a destra)

ROMEO          :- (camminando avanti e indietro) "Da un bel psolìn a sierum sta 'visà che in dal Pensionà a spariva di bési, dl'or, colani, brasalét e via andare. Da li indagini ch'ho fat con i mé colaborator.. la signorina Carmen e 'l maresial Marangoni, éma comincià a-aver di sospèt.."

TUTTI             :- (agitazione e sorpresa del caso)

CROCIFISSA  :- "La Carmen e Loris.. ma varda tè.."

WALTER        :-(sentendosi scavalcato cerca di amicarselo) "Ch'als senta ché sior Ispetòr"

ROMEO          :- "Grasie.. a preferési star in pé.. A s'era a dré dir che i mé collaboratòr, i-a més a dli microspii in dli camari di sospetà e.."

MARIA           :- (interrompendo) "Microspìi.. che bagài èi"

LORIS             :- "Iè di fatin chi par botòn e con chi l'è as pöl 'scoltàr töt quel ch'a süced"

MARIA           :- (preoccupata) "Ma alora.. a santeu anca quand a ronfava.."

ROMEO          :- ".. anca al sospir.."

WALTER        :- (preoccupato) "Ma.. i ladar i-if ciapà?" (si affianca a Romeo)

ROMEO          :- (sibillino) "Agh siém adré"

WALTER        :- "Compliment Ispetòr.."

ROMEO          :-  "Grasie"

WALTER        :- (si agita dando evidenti segni che.. di una necessità impellente) "Scüsém ma.. a gh'arés ad bisogn d'andar a.. comparmés" (esce alla destra)

ROMEO          :- (fa cenno a Loris di seguire Walter) "Maresial.."

LORIS             :- "Ho capì.." (esce alla destra)

FORTUNATA :- "Una brava parsona al profesòr.. "

SCENA VIII

(tutti tranne Walter e Gertrüde)

ROMEO          :- (nel frattempo compone un numero al telefono) "Pronto?.. Sono Messora, passami il dottore" (pausa) "Buongiorno dottore, avrei bisogno di due mandati di cattura per.. Sì aspetto in linea" (pausa)

TUTTI             :- (stanno ad ascoltare commentando incuriositi)

CARMEN       :- (entra in scena agitata, si volge a Romeo che mette una mano sulla cornetta) "Ma sèt co'sé sücès?"

ROMEO          :- (all'interlocutore al telefono) "Un momento, prego" (a Carmen) "Cos'è sücès?"

CARMEN       :- "Al professor Braghiröl.."

MARIA           :- (interrompendola) "E'.. èl mort?"

CARMEN       :- "L'era dré scapar con la tedesca e al maresial l'ha fat a ura a sarài töti dü in dal cèsu!"

GIOVANNI     :- "Con la.. Gertrüde?.. " (in escandescenze) "Ma che bel Pensionato alle Rose!"

ROMEO          :- (al telefono) "Mi scusi dottore, allora due mandati di cattura per Walter Braghiroli e Emilia Bertavelli alias Gertrüde Brünner!"

GIOVANNI     :- "A n'agh capési pö gnint.. Al profesòr e.. e chi?"

CROCIFISSA  :- "La tedesca l'ha n'era mia 'na tedesca?"

MARIA           :- "Ma insòma.. chi èla 'sta Bartavèla e cl'atra.. Alias..?"

ROMEO          :- (fa segno di zittire e sempre al telefono) "No.. il furto della presunta tedesca, al secolo Emilia Bertavelli, era simulato. Il professor Braghirole l'aveva subdorato, ma ha preferito assecondarla per proprio tornaconto"

MARIA           :- "A tira pö sé 'na sòca che un pèr ad bö"

LORIS             :-(entra e si affianca a Fortunata la quale le sorride, poi a Romeo)"Iè al sicür" 

MARIA           :- "Ma che bisogn la gh'éa sl'a 'veva eredità una vila in Germania?"

ROMEO          :- "Ma a n'if mia incora capì ch'l'a n'ha eredità gnint?.. L'era una scüsa par poder andar via sensa lasar di sospèt, con la refürtiva di pensionà.. A la tgneum d'oc parché a gh'eom di sospét "

GIOVANNI     :- (adirato) "If capì.. AL MORALISTA.. AL DETECTIVE.. Al's fava la moral a nuantar e l'era lö ch'al gh'èa li mudandi sporchi!"

SI CHIUDE IL SIPARIO

F I N E

 


1 Pronuncia Ghertüde

2 Pastnaga: piaga

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