Al paradiis di och

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due atti surreali di Aleardo Noli

Sunto:

Primo atto:               Elpidio Miseranda è un facoltoso grossista di materiali edilizi; appassionato cercatore di funghi, gli capita di cadere in un valloncello, fratturandosi una caviglia. Viene soccorso da tale Augusto Fortunato, bio-agricoltore con la moglie Serena e sette figli, di strane abitudini e che non naviga certamente in buone acque come il salvato Elpidio. Da questo momento, si instaura un ben strano rapporto fra Augusto ed Elpidio, fra la famiglia del primo e quella del secondo. Ostile ad Augusto è la moglie di Elpidio, Addolorata, madre dell’unica figlia Roberta.

                                 Mentre la famiglia Fortunato possiede in concreto un vero “paradiso delle oche”, la famiglia Miseranda ha lo stesso paradiso, ma creato dai soldoni che possiede. La sorella di Elpidio, Fosca, è la contabile “single” di Miseranda; c’è poi Alfonsina, domestica onnipresente, ed appare anche Creso, terzo figlio della famiglia Fortunato.

Secondo atto:           E’ mattina. Addolorata si rende conto, e gli spettatori con lei, che la notte precedente ha avuto un incubo, talmente ancora vivido nella sua mente, da farglielo apparire veritiero. Sicchè si constata che la caduta di Elpidio è stata reale, ma che Augusto fa di cognome Monti, che ha un solo figlio che si chiama Guido, e tante altre cosette, come il non trascurabile particolare che il Commendatore Elpidio non fa di cognome Miseranda come nel sogno, bensì Ramelli. Poi, ancora, che nessuno della famiglia del salvatore ha fatto visita al Commendatore, ma che la medesima è prevista in giornata. Come sarà l’approccio alla realtà della famiglia di bio-agricoltori? Meglio dell’incubo? Oppure? Gli spettatori sapranno alla fine lo svolgimento di questa storia surreale.

I personaggi:            Recitazioni in dialetto:             Augusto Fortunato-Monti (battute 79)

                                                                                  Serena, sua moglie (battute 69)

                                                                                  Fosca, sorella di Elpidio (battute 136)

                                                                                  Alfonsina, domestica dei Miseranda-Ramelli

                                                                                  (battute 42)

                                

Recitazioni in italiano:                       Creso-Guido, figlio dei Fortunato-Monti (battute 33)

                                                                                  Elpidio Miseranda-Ramelli (battute 92)

                                                                                  Addolorata, sua moglie (battute 101)

                                                                                  Roberta, la figlia (battute 61)

DURATA DEL LAVORO

AL NETTO DELL’INTERVALLO                ca. 90’

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

SOGGIORNO DI CASA MISERANDA; AMBIENTE AGIATO. ALL’APERTURA DEL SIPARIO, SONO IN SCENA LA MOGLIE DI ELPIDIO, ADDOLORATA, E LA SORELLA DEL MEDESIMO, FOSCA)

FOSCA                    (STA STUDIANDO DEI TABULATI DI COMPUTER; RIVOLTA ALLA COGNATA) Eh, a l’è propi inscì come disi mì. Mì, ma sbagli mai in quii ropp chì: Al mè frédèll a l’è pù luu!

ADDOLORATA     Ah, davvero? Ma scusa, cognata, se Elpidio non è più lui, allora chi è? Sono forse sposata con un alieno verde? Senti, cara Fosca, il tuo intuito sarà anche forte, ma questa volta esageri. Vuoi che non veda se mio marito è cambiato?

FOSCA                    Però, omm e dòna a j’è migna come frédèll e sorèla, veh!

ADDOLORATA     Fin qui ti seguo, più in là, no.

FOSCA                    Nooo, voeurevi dì che al saanch a l’è migna aqua, e che un frédèll e ‘na sorèla.............

ADDOLORATA     Questa, poi! Ma sono io che vivo accanto a tuo fratello, mi sembra. Sono io il suo appoggio.........

FOSCA                    Già, specie adèss che a l’è zopp e che al sacrenona dèla matina ala sira, che al pò migna seguì i sò afari come al voeureress! Però, al la diis senza quela bela convinzion de ‘na volta.........

ADDOLORATA     Vuoi dire che bestemmia peggio? Questa è bella davvero! Quasi ci fosse un bel modo e un brutto modo di “sacrenonare”

FOSCA                    Voeuri domà dì che, cognossendo al caraterin del mè Elpidio, al troeuvi com’è diveerz, saveress gnanca spiegà..........

ADDOLORATA     Beh, certamente che dal giorno dell’ormai famoso incidente di montagna, che lo conoscono già anche i sassi, tuo fratello ogni tanto ci pensa.

FOSCA                    Ma ssa capiss che a l’è inscì! Come al poderess véss diveerz? Un omm inscì provaa, intaant che pacifich al nava per foonc............

ADDOLORATA     Il fatto è che, cara la mia Fosca, gli uomini, come è stato provato scientificamente, sono dei fifoni maiuscoli. Non ha poi rischiato la vita, no?

ROBERTA              (ENTRANDO IN QUEL MOMENTO) Oh, mamma, perchè non avrebbe rischiato la vita? Ma non vorrai dirmi che un fatto andato anche sul giornale locale, non sia di nessuna importanza?

FOSCA                    Oh, ciao Roberta, eco, brava, dìghel tì a questa miscredenta dèla tua mamm, che l’Elpidio l’a ris-ciaa gross!

ADDOLORATA     Ma non fatemi ridere! Certo, per “La Provincia”, quando nella pagina di “lago e valli” non ha un accidente da mettere, va bene anche la caduta in un valloncello del nostro Elpidio; devono vivere anche i quoitidiani, o no?

ROBERTA              Dai, mamma, è stata una cosa notevole, anche per il fortunoso salvataggio!

FOSCA                    E poeu, se quel’agricoltoor lì al la trovava migna, al nòss Elpidio a l’eva bel e finii de nà a fà foonc, pòra luu!

ADDOLORATA     (BRACCIA CONSERTE) Davvero? Vi dovrebbero dare il premio del “Credulone d’oro”. Guardate che mio marito è furbo come una volpe, e una ne fa e cento ne pensa!

ROBERTA              Perchè?

ADDOLORATA     Perchè so di sicuro che il caro commendator Miseranda, nonchè tuo illustre paparino, ha brigato in redazione per far trovare un posto nelle cronache locali, e far così la parte dell’eroe.

FOSCA                    Diset che l’à faj ‘na roba inscì? Ma se sui locandin a gh’è staj su: “Industriale del mattone rischia la vita in montagna”!

ADDOLORATA     Te l’ho detto, cognata. Devono vivere anche i giornali. Il titolone è una cosa, le cronache interne sono un’altra. E poi mi piacerebbe sapere dove è andato a pescare la foto che s’è fatto pubblicare. Sembra uno di trent’anni al massimo!

ROBERTA              Ah, io non lo so proprio. Certo che non è una brutta foto.

FOSCA                    (TOSSICCHIA E FA FINTA DI ESSERE MOLTO PRESA DAL LAVORO) Dai, Addolorata, ‘scolta.............

ADDOLORATA     Non dirmi che ci sei dentro in questa faccenda della foto giovanile del commenda mio marito, eh?

FOSCA                    Eh, al m’à dii che.......che al gh’eva bisoeugn de ‘na certa foto, indôa al vegneva inscì ben, e alôra.................

ADDOLORATA     ..........e allora, tu gli hai consegnata una foto che hai tenuta in serbo da qualche lustro, eh? E’ così?

ROBERTA              Dai, lascia stare la zia Fosca! E se anche ha fatto questo, l’ha fatto a fin di bene, o no?

FOSCA                    Verameent, i doveva mett su la foto de quel tipo che al l’à salvaa...come l’à dii che al sa ciama? Se i meteva su i dô foto, l’articol a l’eva pussée complet!

ADDOLORATA     Ma fatemi il piacere! Naturalmente, voi due terrete in serbo il grande articolo da incorniciare per i posteri!

ROBERTA              Veramente, mamma, non so come mai sei così dura con il papà.

ADDOLORATA     Non è questione di essere duri o molli; questa storia del salvataggio circola ormai da troppi giorni. Voglio solamente dire che non è il caso di farne una specie di azione di guerra. In fondo, tuo papà era solo un eroe.........da porcini!

ROBERTA              Piuttosto,zia, non è un’esagerazione quel titolone che dice: “Industriale del mattone........”? Almeno, mi pare...........

FOSCA                    (PUNTA SUL VIVO) Oh, ma cosa diset? Nagôtt del tutt.....al tò pa’ l’à creaa dèl nagôtt la sua azienda, l’è staj bôn de fà un deposit, che gnanca in citaa t‘an troeuvet vun inscì ben fornii............

ADDOLORATA     Fosca, sempre le solite esagerazioni.....”creato dal nulla”, andiamo....allora Domineddio ha un serio concorrente e non lo sa!

ROBERTA              Che non mi va tanto, nell’azienda del papà, a parte la polvere che viene dai sacchi di cemento e di calce, è il fatto che lui non abbia saputo dare un nome interessante al suo bussiness....usa il cognome....sai poi che cognome ci ritroviamo..........

FOSCA                    Beh, però a l’è Comendadoo....e poeu, cos’èj quii novitaa chì? “Premiata Ditta Comm. Elpidio Miseranda – materiali edili” Al sò nom al deev risultà, dato che l’è luu che..............

ADDOLORATA     ......che ha creato dal nulla.....ma ha ragione Roberta, che ne so....avrebbe potuto creare almeno uno slogan, per esempio (PENSA UN PO’) per esempio.......ecco! “Fortunato chi ti manda dal mattone Miseranda”!

ELPIDIO                 (ENTRANDO) Complimenti vivissimi, cara sposa! Bellissimo slogan, e grazie per avermi dato del mattone.

ADDOLORATA     (GUARDA IL MARITO, IL QUALE S’APPOGGIA AL BASTONE) Ma, caro Elpidio, io cercavo di elevare il tuo prodotto; non metti mai in conto una novità......

ELPIDIO                 La novità, cara Addolorata, è che nel tuo slogan, senza volerlo, sei stata di una comicità impagabile!

FOSCA                    Oh, bèla, e perchè, sa pò savéll?

ELPIDIO                 Cara consorte, ora ti spiego subito il perchè: Il mio salvatore, che invece che dalle acque mi ha salvato dalle volpi, si chiama Fortunato..............

ADDOLORATA     Oh bella!

FOSCA                    Oh bèla!

ROBERTA              Oh bella!

ELPIDIO                 (GUARDANDOLE STUPITO) Oh, bella! Così siamo in quattro ad avere detta una cosa intelligente. Comunque capirete, care le mie donne, che lo slogan mi verrebbe contro, qualora si sapesse che il cognome di questo signore è Fortunato...........

ROBERTA              Perchè, sarebbe il cognome? E di nome come fa? Enalotto?

ELPIDIO                 Impagabile ragazza, di nome fa Augusto. Capisci? Sembra uno “biotto” in canna, e si chiama Augusto Fortunato.......e io che, modestamente.......mi ritrovo a chiamarmi Elpidio Miseranda.......Cara moglie, che, fra parentesi, ti chiami Addolorata, capisci? Guarda lo slogan sotto questo punto di vista: E’ come una presa in giro; e poi, andiamo, un mattone Miseranda, cosa penseranno...........

FOSCA                    Ma scusa, frédèll, fina adèss, èl migna naj sempro ben al tò cognom? Gh’è migna geent che fa la fila per comprà i tò caminitt e i tò barb...barb......barb.........

ROBERTA              .....barbecue.

FOSCA                    Eco, quii ropp lì.

ADDOLORATA     Sì, va bene, ma ora che stiamo per fare un salto di qualità con i nuovi capannoni....non si può mettere in grande un nome simile.....l’immagine...sai....oggi.....

ROBERTA              Siamo nel mondo dell’immagine, cara zia Fosca. Ci vorrebbe qualcosa di moderno, di innovativo, che dìa al nostro know.how un supporto mediatico.

FOSCA                    Eeeeeh! Che besta saressel al “cnau-uau” e al supporto mediatico? Mì, oo sempro faj a meno de quii ropp lì, e somm mai morta.

ROBERTA              Ma cosa c’entra? Lo hnow-how rappresenta la tecnologia al servizio dell’azienda, e i supporti mediatici, la pubblicità.

FOSCA                    E alôra, pòdet migna parlà come ta manget? Con questa mania de parlà dificil.......Off, l’è pù al mè moond. Va ben fin a un certo punto al computer e tutt al rest, che aiuta a lavorà, ma cerchemm de stà coi pè per tèra, geent!

ADDOLORATA     Beh, comunque sia, io non posso stare qui più a lungo, che mi aspettano di là parecchie cose da fare.....Perciò vi saluto. Vieni anche tu, Elpidio? (ESCE)

ELPIDIO                 Sì, devo andare a vedere l’ultima partita di mattoni quattro fori di Piacenza, se è arrivata......(ESCE)

ROBERTA              (STIRACCHIANDOSI) Ed io....uffa, che barba, mi rimetterò sulle odiate cartacce...fortuna che ho l’ultimo CD di Anastasia, sennò.....da impazzire, zia, te lo dico io! (ESCE A SUA VOLTA)

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA

FOSCA                    (RIMASTA IN SCENA, MENTRE PROSEGUE IL LAVORO) Ah, già. Cara al mè Elpidio, al dì d’incoeu....ta seet in bôn man, t’al disi mì.....la tua Addolorata che la g’à “tante cose da fare” (ENUMERA SULLE DITA) Estetista per tirà via i baffetti, manicure e pedicure per i oong, paruchèra, bar con cappuccio incorporato e ciacer a l’amatriciana....e la mia nevôda....studià, che dificil (SOSPIRA) I unich che lavora dent dent chì, semm mì e tì, frédèll. Per bôna fortuna che l’edilizia l’è ammò ‘na vaca grassa, sennò.....(IL SOLILOQUIO E’ INTERROTTO DALL’ENTRATA DI ALFONSINA)

ALFONSINA          (METTE IL CAPO FUORI) Oh, sciôra Fosca, gh’èl migna chì al scioor Elpidio? Gh’è chì un tizio che al la cerca.

FOSCA                    No, al mè frédeèll l’è apena naj giô sul piazaal; ma al seet migna come al sa ciama? Fàtel dì!

ALFONSINA          Ma mì, g’a l’oo ben domandaa, come m’à inzegnaa de sempro la sciôra Addolorata; ma l’à dii che a mì al ma la diseva migna, che al cercava propi al scioor Miseranda.

FOSCA                    E alôra, a l’è inutil che t’a mal mandet chì de mì......Però, spécia un momeent; dicch inscì che al mè Elpidio al gh’è migna, ma de acomodass.

ALFONSINA          Chì, de lée?

FOSCA                    Sî, chì de mì; dôpera i bon maneer,se, come credi, a l’è un tipo un poo particolaar. Ma t’al sée anca tì che a comercià sa g’a a che fà con la pussée svariada umanitaa.

ALFONSINA          Va ben, sciôra Fosca, voo a vedé cosa pòdi fà. (ESCE)

FOSCA                    (RIMASTA SOLA) Mah, sentemm un poo anca questo chì cosa demòni al voeu del mè frédèll. Speremm che siéss migna una quaj secadura, che l’Elpidio de secaduur al g’a n’à già in abondanza.

ALFONSINA          (RIENTRA CON AUGUSTO FORTUNATO) Eco, sciôra Fosca, al tipo che al speciava de là.

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? Mì, somm migna “un tipo”; a somm ‘na perzona, neh?

FOSCA                    Oh, beh, che al sa la scalda migna poeu inscì taant! Grazie Alfonsina, ta pò anca nà. Che al sa comoda, luu, prego. (INDICA UNA SEDIA)

ALFONSINA          (PRIMA DI USCIRE) Gh^è pù de relgion! Vardée se vuna la deev subì quisti angherì! Mah, lengua taas.....(ESCE)

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? Chi èla quela scioora lì?

FOSCA                    A l’è......o beh, ma questo al g’à poca importanza. Se al voeur dimm al sò nom, per piesé..........

AUGUSTO              Mì......cosa la voeur che ga disa? Gh’evi bisoeugn del scioor comendadoo Miseranda; a l’è inutil che parla con la sua dipendenta, cosa an foo?

FOSCA                    Beh, che al sa calma, neh? Ma disi? Prima de tutt, mì somm migna una dipendenta, ma somm....ma perchè poeu devi cuntacch sù tutt i mè ropp al prim che riva? Ma a l’è propi un....una perzona singolaar!

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? Se sevi migna singolaar, sevi un gemèll siamees, e inveci......

FOSCA                    Al senta, al ma faga migna peerd teemp. Al ma disa prima de tutt come al sa ciama, neh? A g’a l’oo già dii, ma paar!

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa?

FOSCA                    Voeuri che al ma disa al sò nom !!!!

AUGUSTO              No, voeurevi dì: Cosa la voeur che ga disa? Somm vegnuu giô in paees e ma somm dii: Lassum nà a trovà al Comendadoo!

FOSCA                    (COLTA DAI PRIMI DUBBI) Ma, al specia un momeent: Luu a l’è migna chì per afari col mè frédèll?

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? Inveci somm propi chì per afari.

FOSCA                    Ah, beh, alôra.......Al voeur ciapà ‘na rapresentanza dei caminitt “Splendorfire”?

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa?

FOSCA                    (RIPETE, QUASI INEBETITA) Eh, cosa al voeur che ga disa?

AUGUSTO              No, voeurevi dì che ciapi nissuna rapresentanza.

FOSCA                    E alora? L’è adrée a costruì e la g’à de bisoeugn maton?

AUGUSTO:             Cosa la voeur.........

FOSCA                    ........... che ga disa? Che solfa!

AUGUSTO              (IMPERTURBABILE) No, somm migna adrée a costruì nagott.

FOSCA                    Ah, oo capii. Luu al g’a bisoeugn cimeent, o calce idraulica, o gèss, o cimeent proont, o còla universaal...............

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? La ma faga migna sentì tutt al listin di prézi. Taant, voeuri migna quii ropp lì.

FOSCA                    (AZZARDA, DISPERATA) Una....fontana per al giardin? I nanitt con la Biancaneve?

AUGUSTO              (DINIEGA) Ma no, ma no..... Cosa la voeur che ga disa? L’a migna indovinaa....basta, che al la disméta de cercà de indovinà.

FOSCA                    (SI DA’ PER VINTA) E alora, per l’amoor del cieel, cosa al voeur che ga disa? Che al ma disa per cosa a l’è chì.

ALFONSINA          (ENTRANDO IN QUELLA) Scioora......Fosca....(TITUBANTE)

FOSCA                    Sì, cosa a gh’é adéss, cosa eet vist con quela facia lì?

ALFONSINA          L’è ammò l’unica facia che a g’oo, neh! Però capita migna spess, nel terzo millennio, de vedé di nòss paart....Inzoma, luu (RIVOLGENDOSI AD AUGUSTO) al dovréss spostà al.....al.......(TRATTIENE A STENTO UNA RISATA) quel....quel...cavall rôss che gh’è giô sul piazaal dela Dita. A l’è sò, no?

AUGUSTO              Cosa la voeur che ga disa? Sì, l’è al mè cavall, e quell che al g’à de drée a l’è un calèss, al la sa migna?

FOSCA                    Cosa????? Luu l’è vegnuu chì.....con.....(RIDE) ..con............

AUGUSTO              Al soo migna cosa ga siess deent de taant ridicol... Cosa la voeur che ga disa? Somm vegnuu con al cavall. che l’è baio e migna rôss, con al calèss e con la mia donéta. Quajcòss de dì?

ALFONSINA          (GESTO SIGNIFICATIVO CON LE MANI) Oh, per l’amoor, che al vegna poeu anca con l’elicotér; disevi domà che ma paar ‘na roba un poo stramba nà in giir al dì d’incoeu con un cavall e un carett..........

AUGUSTO              (CORREGGE PRONTAMENTE) Calèss !!!!!

FOSCA                    Eh, va ben, calèss. Ma intaant oo capii cosa al voeur luu. L’è vegnuu a veend al buteer e i formagin tipo robiola Osella.

AUGUSTO              Alt! Che la nomina migna certi nomm. Cosa la voeur che ga disa? Industria, vade retro !

ALFONSINA          Alora, a l’è un paesan ?

AUGUSTO              Adasi con i nomm, prego! Paesana la sarà lée e i sò fioeu, se i g’a n’à.

ALFONSINA          Che ca’ de matt! Mej che vaga via, mej che vaga via, che quel scioor

“Cosa la voeur che ga disa?” al m’à già faj girà quii afari là, sempro che g’à i avéss. (ESCE)

FOSCA                    Ma al sa che luu l’è un bel prepoteent? Al vegn chì, in ca’ del comendadoo, soo gnanca chi che luu al siéss, e al sa permett...............

ATTO PRIMO

SCENA TERZA

FOSCA VIENE INTERROTTA DAL SUONO DEL CAMPANELLO D’ENTRATA. DOPO QUALCHE ISTANTE, ENTRA ALFONSINA CON SERENA, LA MOGLIE DI AUGUSTO)

ALFONSINA          (ENTRA) Sciora Fosca, gh’è chì.....gh’è chì la dòna del scioor.....del scioor robiola lì (INDICA AUGUSTO, POI ESCE)

FOSCA                    Oh caae Signoor benedett! E va ben, fà vegnì deent anca la sciora, chì l’è ormai come la féra di oh bej oh bej, t’al disi mì.

SERENA                 (ENTRA) (GRANDE ESPANSIVITA’, COME FOSSERO ANNI CHE NON VEDE AUGUSTO) Ciao Augustoooooo !!!!!!!!

AUGUSTO              (ALTRETTANTO ENTUSIASTA) Ciao Serena !!!!!

FOSCA                    Se somm de tropp....ma inzoma, ii ciapaa questa cà per un parlatori? Devi divòlt nà via?

SERENA                 Ah, la ma scusa, ma quaand che vedi al mè Augusto, che per mì a l’è la luus di stèll e del soo metuu inzema...................

FOSCA                    A gh’è già in giir ‘na bèla inflazion, se quel tipo chì al rapresenta stell e soo metuu inzema...............

AUGUSTO              Numm, sa voeureum ben de tanti ann!

SERENA                 ......e del nòss amoor, puro e alto come le stelle, è nassuu i nòss sett fioeu!

FOSCA                    Cuss’è? Sett fioeu? Al ma paar migna un amoor inscì alto e puro, l’è un poo pussée tèra-tèra; ma, in ogni modo, per l’amoor del cieel, la ma disa almeno lée chi che l’è......chi che sii......ma.....un momeent.....come l’à ciamaa al sò omm? Augusto? Oo capii ben?

SERENA                 Sì, Augusto.

AUGUSTO              Propi.

ELPIDIO                 (ENTRA IN QUEL MOMENTO) Ma non ditemi che è arrivato.....che è arrivato.........

FOSCA                    Oo capii, veh. Questo chì l’è quel che à salvaa al mè frédèll fungiatt de moort (quasi) sicura.

ELPIDIO                 Proprio così, proprio così. Caro Augusto, come va? Buongiorno Serena, tutto bene?

FOSCA                    Queste scene strazianti pòdi migna soportaj, a voo de là a famm ‘na camamèla.

AUGUSTO              (MENTRE FOSCA ESCE, LE GRIDA) Camamèla biologica, ma racomandi, biologica!

ELPIDIO                 Ma mia sorella Fosca invece è un po’ fissata con i prodotti industriali, cosa vuole, caro Augusto.....ma parliamo di lei! Come va? Bene, spero!

SERENA                 (INTERVENENDO) Mai staj inscì ben, caro comendadoo. Ma (GUARDANDO IL BASTONE) come vala la sua gamba. eh?

ELPIDIO                 Ma, mi sono ripreso abbastanza velocemente, e tutto ciò lo devo a lei, carissimo Augusto!

AUGUSTO              Ma luu al ma deev nagott, l’avréss faj per chiunque, cosa al voeur che ga disa? caro scioor Miseranda.

ELPIDIO                 Un momento: Allora lei vuol dire che l’ha fatto non ostante il salvato fossi io? Che ha guardato chi ero? Oppure........?

SERENA                 Ma no, luu l’à voruu dì.....cosa t’ée voruu dì, Augusto?

AUGUSTO              Cosa voeutt che ta disa? Oo vist quel scioor chì in foond a ‘sto valon.....e malgrado al fudéss tardi per moong i cavri, ma somm fermaa.........

ELPIDIO                 Ma.....(ESTERREFATTO) è stato tentato di andare a mungere le capre invece di soccorrermi? Oh Signore benedetto!

SERENA                 In primis, per noi, viene la Natura, in tutt al sò splendoo.....e i cavri i pò migna specià la venuta.....ma al sa sarà migna ofenduu, per caas?

ADDOLORATA     (ENTRA) (RIVOLTA AL MARITO) Proprio te, cercavo. (VEDE I DUE CONIUGI) Buongiorno, buongiorno.

ELPIDIO                 (COMMOSSO) Addolorata, ti presento.....il mio....salvatore.......

AUGUSTO              (RETTIFICA COMICAMENTE) Ma ciami Augusto!

ELPIDIO                 Salvatore nel senso che mi ha salvato, e la sua signora.

ADDOLORATA     Piacere, piacere. Devo ringraziarvi per il soccorso prestato.......

AUGUSTO              La na ringrazia migna. Cosa la voeur che ga disa? Adèss g’an cunti sù vuna bèla: ‘Na volta à metuu ‘na sciampa in fall una pegora e l’è naja in foond a ‘na valéta. L’à m’è negada ne l’aqua. Fortuna che nel sò valon (RIVOLTO AD ELPIDIO) gh’eva migna de aqua!

ADDOLORATA     Cosa? Cosa? Ma come si permette di fare un esempio con una pecora? Ma si rende conto? Una pecora è pur sempre un animale!

SERENA                 Un momeent, scioora Tristéza................

ADDOLORATA     Oh, ma insomma.......Addolorata!

SERENA                 Beh, sempro roba trista. In ogni modo, per numm, una pégora la rapresenta un ben insostituibil, caar in tucc i sensi......

AUGUSTO              Come la parla ben la mia Serena.........Tesoor !

ELPIDIO                 Basta, basta; mettiamo fine a queste sciocchezze. Piuttosto, caro Augusto, cosa possiamo fare per Lei?

SERENA                 Nagôtt.

AUGUSTO              Nieent.

ADDOLORATA     Non capisco, scusate. Allora voi sareste venuti qui..........

SERENA                 Per saludà.

AUGUSTO              Già, per saludà. Cosa voeruff che va disa? Semm faj inscì.

ELPIDIO                 Mi somigliate il gatto e la volpe di Pinocchio; ripetete le stesse parole che l’altro dice. Strano.

AUGUSTO              L’è la perfèta sintonia di nòss penzée. Quela sintonia che n’à faj procreà..........

SERENA                 Sett fioeu, scioor Miserabil.

ADDOLORATA     Miseranda, Miseranda.

SERENA                 Sempro roba de disgraziaa.

ADDOLORATA     Villana!

SERENA                 (ROSEGUE SENZA BADARE) Sett fioeu, ga disevi.

ELPIDIO                 Però! L’arietta dei boschi alti fa bene, eh?

ROBERTA              (ENTRANDO) Ciao....Buongiorno.

ELPIDIO                 (ORGOGLIOSO) Vi presento la nostra figliola, Roberta.

AUGUSTO              Bèla tôsa, complimeent. E....i altri in dôa a i’è?

ADDOLORATA     Quali altri? Roberta (ANCHE LEI ORGOGLIOSAMENTE) è la nostra unica figlia!

SERENA                 Inveci, numm....Voeruff savé come i sa ciama? I sa ciama....i sa ciama.....(PENSA)

ADDOLORATA     Ma come, non sapete neanche come si chiamano?

AUGUSTO              Eh, a i’è tanti de tegnì a meent, eh! Dônca: Serena, aiutum tì se mai ma regordi migna.....Alôra: Allegra, Benvenuto.................

SERENA                 ..............Creso.................

ELPIDIO                 Creso ????

AUGUSTO              Sì, Creso; e poeu: Donato, Emanuele, Felicita................

SERENA                 (TRIONFANTE) e Gioia!

ROBERTA              Lasciatemi capire, siete andati dall’A alla G?

AUGUSTO              Precisameent. Dopo, gh’eva la “H”..........

ROBERTA              ......e vi siete fermati.

AUGUSTO              Complimenti! Ma come l’è inteligenta questa tosa, neh Serena? Mì al soo migna se l’è ‘n avocatessa, ma la g’à già ‘na bèla crapéta sveglia. Cosa la voeur che ga disa? Mì, m’è sempro piasuu i fioeu svegli.

ELPIDIO                 Ma devo ancora sentirne? Figli dall’A alla G..........

SERENA                 Numm, g’avressum de regalaff un quajcòss.

ROBERTA              Io.....se...volete.....esco...........

AUGUSTO              Noo, anzi resta chì, che ta ga entret anca tì nel discoorz. Cosa voeutt che ta disa? La gioventuu l’è ‘na gran consolazion; resta chì, resta chì.

ROBERTA              Ma......non vedo come....possa entrarci...........

SERENA                 Adèss ta sentireet.

ADDOLORATA     Ma cosa volete regalarci? Lei, Signor Augusto, ha già fatta una bella azione per il mio Elpidio, e le sono molto grata. Non disturbatevi!

ELPIDIO                 E poi noi non mangiamo molti formaggi e salumi.

AUGUSTO              Ma a i’è migna nè formacc, nè salumi.

ADDOLORATA     Allora, cosa avete? Erbe aromatiche della montagna?

ROBERTA              Ci sono: Fiori secchi decorativi.

SERENA                 No, nagôtt del tutt. Augusto, dighel tì, che mì somm migna bona de trovà i parol.

AUGUSTO              Numm, voeureressum regalaff....un fioeu di nòss.

ADDOLORATA     (APPOGGIANDOSI AL TAVOLO) Temo di non capire....oh Dio, ma da dove saltano fuori questi qui? Mi gira la testa.

ROBERTA              (ACCORRE) Mamma! (LE FA ARIA) Ma guarda, papi, come è diventata pallida la mamma.

ELPIDIO                 Ma anche lei (RIVOLTO AD AUGUSTO) tirare fuori certi scherzi....andiamo.....la credevo una persona seria.

SERENA                 Al mè omm l’è mai staj taant seri in vita sua. L’è ‘na roba ch’emm metuu inzema mì e al mè caar Augusto. Gh’emm penzaa su ben, e ormai emm deciduu. Voeureuff savé quaa di sett fioeu emm scernii de lassaff?

ROBERTA              Ma per favore! La smetta! Non vede che ha messo in agitazione la mamma?

(SUONA IL TELEFONO)

ELPIDIO                 Pronto.......Sì, sì, metteteli bene al riparo......attenzione agli spigoli, è merce delicata....va bene....dopo scendo....(RIAGGANCIA) Eh, lo spazio non è mai abbatsanza...i marmi dei caminetti è merce delicata......Ma la Fosca, dov’è andata a finire? (AGITATO)

ADDOLORATA     (VOCE FLEBILE) La...Fosca.....l’ho vista prima..........

AUGUSTO              Alôra, tornando al nòss discoorz, a voo portaa giô al nòss terz fioeu, al Creso. L’è un bel giovin, al pò serviff in cantieer, magari al sa inamora dela signorina Roberta......

ADDOLORATA     Cosa? Uscite immediatamente, o chiamo il 113! Pazzi da legare, ecco cosa siete! Ma anche tu, caro, fatti salvare da questa banda di scalmanati..........

ELPIDIO                 Potevo scegliere da chi farmi salvare? E voi, per favore, non tirate più fuori storie di questo genere, ve ne prego!

AUGUSTO              (RIVOLTO A SERENA) Ma.....cosa avremm dii de metii inscì taant in agitazion?

ROBERTA              Papà, davvero, ma dove sei andato a prendere questa gente? Io non capisco davvero! Dovevi dargli un’adeguata mancia, e tutto era finito. Ma senti che razza di pasticci vengono a proporre. Come se avessimo tutti tempo da perdere.........

SERENA                 Ah, a ghii  migna teemp de perd, eh? E magari al teemp ala matina al troeuvuff per sentì l’oroscopo...........

AUGUSTO              .....i prevision del teemp..........

SERENA                 .......la Borsa mondiaal............

AUGUSTO              .........al stato di straad...........

SERENA                 .........al prim telegiornaal........

AUGUSTO              ..........dopodiché, sa deciduff a afrontà la vòssa giornada de leon! Bela roba!

ADDOLORATA     Io non ne posso più! Elpidio, basta! Infila questi villani quadri dalla porta. Io vado, e quando torno non voglio più trovarli in giro. Roberta, vieni via con me!

ROBERTA              Va bene, mamma. Ma ricordatevi una cosa: A me, in ogni modo, non mi interessa un cavolo del vostro...del vostro....Mida o come diavolo si chiama.

AUGUSTO              Eh, no. Un momeent. Prima de tutt, Creso a l’è  migna Mida. Al Creso a l’eva un re che al gh’eva al ben di Dio, mentre al Mida al trasformava in or...........

ROBERTA              Ma mi faccia il santo piacere! Perchè, il vostro figlio sarebbe pieno di grana? Non credo, biologici del cavolo. Andate a farvi friggere! (ESCE CON LA MAMMA)

SERENA                 Che caraterin la Roberta Miserere!

ELPIDIO                 Miseranda!

AUGUSTO              Cosa al voeur che ga disa? A l’è istess, sempro deprimeent a l’è. (PAUSA) Ma che al ma scusa: Oo sentii prima al telefono che al g’à problemi de magazinacc. E i ladri? G’al migna pagura di ladri?

ELPIDIO                 Purtroppo sì, caro Fortunato. Vede, non so se installare un antifurto più moderno.....Sa, io non tratto solo mattoni, ma anche merce pregiata, commerciabile anche da eventuali ladri............

AUGUSTO              (REPENTINO) Alôra, la soluzion a g’a l’oo mì.

FOSCA                    (ENTRA IN QUEL MOMENTO) Ma......quii sciori chì ej chì ammò?

ELPIDIO                 Senti un po’, Fosca. Il signor Fortunato mi stava chiedendo se abbiamo preoccupazioni per il materiale pregiato, giù, dabbasso...........

FOSCA                    Altroché se g’a n’emm!

AUGUSTO              Alora, stemm a sentì. Mì a g’oo la soluzion ai voss problemi, sempro che sa metum d’acoord per al Creso.

ELPIDIO                 (DUBBIOSO) Ma....ma....su, Augusto...mi dica.........

SERENA                 Dai, dighel, fa al bravo, Augustino mio.

AUGUSTO              E va ben. A gh’ii preseent al Campidoglio a Roma?

ELPIDIO                 Sì, ma non vedo............

AUGUSTO              (PROSEGUE IMPERTERRITO) E gh’ii preseent i distilérì de uischi in Scozia?

FOSCA                    A foo legermeent fadiga a seguill, al sa?

SERENA                 Un momeent........la specia de sentì al seguito dal mè maritino.......

AUGUSTO              Vialtri sa domanderii che ligamm a gh’è tra i dô ropp.

ELPIDIO                 Infatti, è così.

AUGUSTO              Al ligamm a l’è questo: Och !

ELPIDIO                 Oche???

FOSCA                    Och???

SERENA                 A ghii preseent quii palmipedi con dô sciaamp e al bech, biaanch, che camina che i someja che i s’a l’abia faja adòss? Och !

ELPIDIO                 Senta, caro Fortunato, io adesso la devo salutare. Purtroppo i suoi divagamenti sono belli, ma non ho tempo da perdere. Quindi............

AUGUSTO              Fermo! I och, se de nòcc a i’è disturbaa, i fà subit un tal bacan, che someja che vegna giô anca i nigôl del cieel; e alôra, come i’à difenduu al Campidoglio dei barbari e i difeend al uischi di scozees, inscì i pò difeend i merci del comendadoo.

ELPISIO                  (PERPLESSO) Vedo, vedo.........beh, non sarebbe poi un’idea così malvagia.............

FOSCA                    (ALLARMATA) Elpidio, ‘scoltom ben, vert i orecc. Ta sareet migna adrée a convincess de questa bambanada chì, eh?

ELPIDIO                 No, no, ma se qualche due o tre animali............

SERENA                 (RIDE DI GUSTO) Com’è duu o trii animali? G’an voeur almeno ‘na cinquantena.

FOSCA                    Ma rifiuti in ogni caso de dach de mangià!

ELPIDIO                 Ma, guarda Fosca che non sono ancora qui........

FOSCA                    E poeu, chiisà quanta merda che i lassa in giir.

SERENA                 Quela, la naréss ben per concimà al giardin.

(SUONA IL CAMPANELLO DELL’ENTRATA)(COMPARE ALFONSINA CON IL TERZO FIGLIO DEI FORTUNATO, CRESO)

ALFONSINA          Avanti de questo pass, questa cà la narà slargada. A gh’è chì quel  giovin chì.....che sa ciama...che sa ciama....Pedro.....Credo........

SERENA                 Ma l’è al nòss Creso, bell come al soo.

ELPIDIO                 Piacere, sono il commendator Miseranda.

CRESO                    (UN PO’ IMBARAZZATO) Piacere. Il papà e la mamma mi hanno parlato di loro....e mi hanno detto di raggiungerli qui........

ELPIDIO                 Ah, è così?

AUGUSTO              Sì, comenda, a l’è inscì. Come sa somejum, numm di dô famigli! Al disastro l’è al sò nomm. Al dovréss cambiall....poderessum...........

SERENA                 ......dacch al nòss, e diventà soci: “Materiali edili Fortunato, il mattone più amato” Bell, no?

ELPIDIO                 Francamente, state passando il segno. Ho in testa una confusione.......

AUGUSTO              L’è a digiun? Poderessum dacch un quaj prodoto de quii che gh’emm giô su l’”Ape”, che emm portaa dela nòssa fatoria.....l’”Ape” al la guida al Creso, al sa?

FOSCA                    Lasséll stà. Veduff migna che l’è foeu un poo de tramontana? A m’à l’ii consciaa ben, val disi mì!

SERENA                 Oh, quanti ball de pù! Riasumendo: Al mè stelin Augusto l’à salvaa al comendadoo re di maton. Giust?

FOSCA                    Giust, almeno fina a chì.

SERENA                 Dopo, semm vegnuu chì a fach ‘na visitina. Ma paar che g’a siess deent nagôtt de maa. Voeurevum regalach al nòss Creso, ma voeurerà dì che g’al presterem domà.

FOSCA                    Oh, Signoor benedett!

AUGUSTO              E poeu? Cosa sarà mai suceduu? Ga ofrissum una cinquantena de och per curà al stabilimeent, e de mett un nomm pussée bèll al sò bussiness, perchè al sò al fà schivi....

SERENA                 (CONCLUDE, SERAFICA) Tutt chì !

CRESO                    Io sarei già qui. Dove metto la mia roba?

FOSCA                    Un momeent, un momeent. Tutt quell che ii dii al penzuff verameent?

AUGUSTO              Cert.

SERENA                 (GLI FA ECO) Sicurameent!

FOSCA                    Alôra, a l’è propi vera. I matt i gh’è ammò, anca se i’à seraa i manicomi......

ELPIDIO                 Oh, povero me. Non sto tanto bene, sarà meglio che mi ritiri.

AUGUSTO              Ma no, cosa al diis......al devv domà abituass a l’idea, o mej a i idej che a vemm dii.....che i’è tutt bon idej. A j’è domà tropp avanzaa per la sua meent strencia, ma al vederà che con al teemp...........

SERENA                 Creso, ‘scolta. Tì, che in astrologia ta seet fort, varda se divolt al comenda a l’è sôta un influss migna taant per la quale!

FOSCA                    (INTERESSATA) Ah, al fioeu a l’è in confidenza con i astri?

SERENA                 Tana che sì. Al g’à de quii poteri quel fioeu chì. La penza che quaand ‘na scapa i avicc di nòss arni, al va sôta la pianta che l’à g’à su i bestioo, e con dô parolin magich, la regina la porta al sciam a cà. Un fioeu d’òr.

ELPIDIO                 Non per niente, l’avete chiamato Creso.

AUGUSTO              Propi.

CRESO                    Allora, signor commendatore, mi guardi negli occhi e intanto mi dica il suo segno zodiacale.

ELPIDIO                 Ma cosa c’entra guardare negli occhi?

CRESO                    C’entra, c’entra. Guardi che l’occhio è lo specchio dell’anima.

FOSCA                    Dopo, al ma la fa anca a mì?

ELPIDIO                 Fosca, per favore, non metterti anche tu........

CRESO                    Forza, signor Miseranda. Il suo segno, dunque?

ELPIDIO                 (COME IN TRANCE) Cancro............

CRESO                    Benissimo. Ascendente?

ELPIDIO                 Acquario.

CRESO                    Sua moglie?

ELPIDIO                 Leone, ascendente pesci.

CRESO                    (DOPO UN MOMENTO DI CONCENTRAZIONE) Adesso capisco! (GRAVE)

FOSCA                    A l’è...grave??

CRESO                    Situazione di grande conflitto interiore, confermata dall’occhio, la cui iride riflette opacità e confusione. Segni zodiacali entrambi di terra, con ascendenti entrambi d’acqua.....Venere in questo momento non è propizia, e la Luna in Giove.....consiglia di seguire nuovi amici, che potranno esserle preziosi, e che potranno risolvere una grande crisi interiore, che si riflette poi sull’andamento generale degli affari..........

ELPIDIO                 (IMPRESSIONATO) Ma allora.....Augusto mi ha salvato....dunque è.....

CRESO                    ........un nuovo amico..........

ELPIDIO                 ....e Serena, essendo la moglie..........

FOSCA                    ....e Creso, essendo al fioeu....adèss basta! ! ! A too mai vist rembambii come adess, Elpidio!!!!

AUGUSTO              La vôsa puur, cara sciora, ma la varda che l’astrologia, metuda inzema ala biologia agricola che femm numm, la pò migna fà altro che ben al sò frédèll, esaurii de tropp responsabilitaa.

SERENA                 Forzi, ga faress ben un periodo prèss de numm......

FOSCA                    E poeu ammò?

CRESO                    Signora, mi guardi! Di che segno è?

FOSCA                    Mì...mì.....(SOGGIOGATA)  Vergin...............

ELPIDIO                 (RIDACCHIA) Vero, almeno.....ah ah...credo!

FOSCA                    Elpidio! Ascendente gemelli.

CRESO                    La sua situazione astrale è ottima, direi. Dentro di lei, favorita dalla Luna in Giove, c’è l’ingenuità del suo segno, con un certo desiderio di un’altra vita........

FOSCA                    Ma g’oo migna intenzion de morì adess, veh!

CRESO                    ......di un’altra vita in amore!

FOSCA                    (ORMAI ESTASIATA) Che bravo fioeu! A vardà ben, l’è poeu migna catiif geent, Elpidio. Almen a lavorà in ufizi poderessum tegnill. E anca i och....al nom Miseranda no, podumm migna cambiall, ma i och.....forzi a l’è vera.........

ELPIDIO                 Fosca, sveglia! Sentite, signori Fortunato, io sono un po’ stanco; quest’oggi ne sono capitate di tutti i colori..........

AUGUSTO              (USCENDO CON SERENA) Al sevomm che a sii bravi geent...al Creso intaant al lassum chì....per imparà.......

SERENA                 E intaant radunum i och, che i portom giô poch per volta con l’”Ape” .(ESCONO)

ELPIDIO                 (MASSIMA CONFUSIONE, SI AGITA, COL BASTONE IN MANO, ZOPPICANDO TUTTO INTORNO) Ma no, aspettate; oh Dio, sono andati; ma cosa ho fatto di male...maledetti quei quattro funghi di quel giorno.....Fosca, dì qualcosa!

FOSCA                    (IN ARIA COME UN PALLONE) Che bell!....candida come ‘na vergina......g’avroo duu gemej.....no....duu gemej i m’à amerà perchè somm vergina.....no....però.......forzi......con la Luna in Gioved...forzi....ga sarà in giir un omett anca per mì....................

S I P A R I O    S U L     P R I M O      A T T O

                                

                                  

SECONDO ATTO

SCENA PRIMA

AVVERTENZE PER IL SECONDO ATTO:  Come spiegato nel sunto, il primo atto racconta in effetti un incubo, quello di Addolorata. La vita reale inizia perciò con questo atto; è quello che devono comprendere anche gli spettatori !

SCENA FISSA DEL PRIMO ATTO; E’ MATTINA. SCENA VUOTA. DOPO L’APERTURA DEL SIPARIO, ENTRA ADDOLORATA, IN VESTAGLIA, SPETTINATA, CHIARAMENTE APPENA ALZATA, CON UNA TAZZA DI CAFFE’ IN MANO. QUANDO ENTRERA’ ANCHE ELPIDIO, SARA’ ANCH’EGLI IN PIGIAMA. BERRA’ ANCH’EGLI DALLA TAZZINA DEL CAFFE’, RIMESTANDO LO ZUCCHERO

ADDOLORATA     (PARLA DA SOLA, ENTRANDO) Oh, che notte, che notte! E, come al solito, con tutte le volte che ho ripetuto ad Alfonsina di tenere in casa un Mòment, non ho trovato nella farmacia neanche l’ombra. Sembra che costino qualcosa a lei. Oh, la mia povera testa!

ELPIDIO                 (ENTRA) Ciao, Addolorata, ben alzata. Una giornata veramente magnifica, per la stagione!

ADDOLORATA     Ma, dico, c’è bisogno di gridare come uno straccivendolo per augurare qualcosa a qualcuno?

ELPIDIO                 Guarda che non ho gridato affatto. Ho parlato come al solito. Ah, ho capito. Alzata con il piede sinistro?

ADDOLORATA     Spirito di barbabietola. Guarda che ho un mal di testa che mi sembra che mi scoppi, e ho passato una notte agitata, che di più non si può.

ELPIDIO                 Colpa.....(ABBASSA LA VOCE) ...colpa mia? Non vedo cosa c’entri io!

ADDOLORATA     Ho detto che è colpa tua? Io no di sicuro.

ELPIDIO                 Ad ogni modo, non è il caso, mi pare, di mettersi a litigare, ti sembra?

ADDOLORATA     Mi pare, ti sembra..........Mi assomigli al tuo amico che ti ha salvato.......

ELPIDIO                 Chi, Augusto? A proposito, mi sono dimenticato di dirtelo, guarda che viene oggi a trovarci..............

ADDOLORATA     (RISCHIA DI ROVESCIARE IL CAFFE’) Co..co....come?

ELPIDIO                 Beh, che ti succede? Ho detto...........

ADDOLORATA     ...........che viene il tuo amico Fortunato a trovarci.

ELPIDIO                 Ma va’.......che cavolo racconti? Il mio amico Augusto; sei diventata dura d’ orecchi?

ADDOLORATA     Ma guarda che parliamo della medesima persona....forse! Appunto. Augusto di nome e Fortunato di cognome.

ELPIDIO                 Ma guarda che quel signore che mi ha salvato, di cognome fa Monti, veh!

ADDOLORATA     Vorresti farmi intendere....(CONFUSA) mah.......vado a vestirmi........(ESCE)

ELPIDIO                 Ah, la mia dolce metà! Anche dopo tanti anni riesce sempre a stupirmi.....una volta una pubblicità diceva: “Potremmo stupirvi con i nostri effetti speciali....” . Ma l’Addolorata stupisce anche senza gli effetti speciali..............

FOSCA                    (ENTRANDO) Ciao, Elpidio. Dormii ben?

ELPIDIO                 Sì, dormito bene; ma l’Addolorata stamattina mi fa di quei discorsi.....

FOSCA                    Eh, frédèll, l’è ‘n’etaa balorda, veh! Nè giovin, nè vecc....problemi ormonaj.....psicologich..................

ELPIDIO                 Oh, la Pèpa! Dici davvero?

FOSCA                    Tana che sì! Già, vialtri omen.....penzuff sempro a ‘na roba sola.....

ELPIDIO                 Uhei, single di belle speranze, cosa sarebbe questa storia? Guarda che io penso al lavoro, in gran parte.............

FOSCA                    Ah, in gran paart, ma migna in tùta la paart.....che quaand riva i bej sciorétt a scernì i rivestimeent, ta sée sempro in mèzz ai pée; mentre se riva un impresari, t’a gh’eet migna teemp.

ELPIDIO                 Beh, non ci sono molti impresari attraenti.....e poi gli impresari non sono il mio tipo, sai.

FOSCA                    Salvo quaand che riva la geometra Riva, l’Antonella, con quel bel fisich slanciaa e i ginoeucc in bèla vista............

ELPIDIO                 Già, quello è un altro tipo di impresario.

FOSCA                    Sì, decisameent quel a l’è un altro tipo de impresari. Mì, inveci, cara al mè Elpidio, a troeuvi un grand’ bell omm al scioor Tonini, de l’impresa omonima...un omm tutt.......

ELPIDIO                 Un uomo tutto cemento armato. Devi andare dall’oculista, cara la mia sorella; il Tonini ha già una sessantina di primavere in groppa...........

FOSCA                    (SOGNANTE) Fortéza de un omm marù, solid. Pecaa che vanza ‘na roba sola in tuta ‘sta storia..........

ELPIDIO                 E cosa, di grazia?

FOSCA                    (SECCA) La sua dòna, che la paar, tra l’altro, un granatieer, e l’à g’à anca i barbiis. L’è migna un moond giust, cara tì.

ELPIDIO                 Beh, è ora che vada a prepararmi, che anche oggi, tanto per cambiare, è un’altra giornata di quelle......(ESCE)

FOSCA                    Caar al mè Elpidio, l’è inutil...vialtri omen capisseree mai numm donn.....

ALFONSINA          (ENTRANDO) Oh, sciora Fosca, èla chì? Che an senta pù, che n’oo sentii assée, per stamatina.

FOSCA                    Del bon? Oh, Alfonsina, cunta sù. Cos’eet sentii de inscì strano, per métett tuta sottsôra?

ALFONSINA          Mah...la sciora Addolorata, un momeent fa....l’à m’à faj de quii domaand.......

FOSCA                    Ma tegnum donca migna sui spin!

ALFONSINA          L’à mà domandaa se ieer evi vist giô sul piazaal dela Dita un cavall ross con tacaa un caless!!!

FOSCA                    (SOBBALZA) Cosa? Oh, caar Signoor, ga mancava anca questa; la mia cugnada l’è naja foeura!

ALFONSINA          Se la siéss naja foeura o vegnuda deent, mì al soo migna; soo domà che m’à faj impression a sentì ‘na domanda del gener.

ROBERTA              (ENTRANDO) Mio Dio, la mamma !

FOSCA                    La mamma.....cosa?

ALFONSINA          L’avrà migna faj ‘na quaj domanda anca a tì un poo...strana, neh, Roberta?

ROBERTA              Certo che sì! Mi ha chiesto se il figlio di Augusto Fortunato, che si chiamerebbe Creso, è ancora qui o se l’abbiamo mandato via.

FOSCA                    L’è migna possibil!

ALFONSINA          L’è migna possibil!

FOSCA                    A l’oo già dii mì. Augusto......Augusto.....ma Augusto a l’è al nomm de quel paesan che a socoruu l’Elpidio. Ma cosa gh’entrel al Fortunato e al Creso?

ROBERTA              E non è finita! Ha aggiunto che questo Augusto ha sette figli che hanno nomi che vanno dall’ A alla G.

ALFONSINA          L’è forzi mej ciamà al scioor Ramelli. Chì, quajcòss a quadra migna.

FOSCA                    Lassém fà de mì. A parli mì con la.....(SI INTERROMPE VEDENDO RIENTRARE ADDOLORATA)

ADDOLORATA     Alfonsina, è mai possibile che in casa non ci sia mai un astuccio di Aspirina qualsiasi?

ALFONSINA          Al...al..altro che Aspirina, chì g’a voeu oltro!

ADDOLORATA     Come, ci vuol altro? Cosa mi vieni a dire adesso?

ROBERTA              Mamma, l’Alfonsina viene a dirti che tutte noi siamo preoccupate per quello che ci hai detto prima.

FOSCA                    Propi, veh, Addolorata! Ma cosa na diset sù!

ALFOSNINA          Sciora Addolorata, la na faga migna stremì, neh!

ADDOLORATA     Ma non dovete preoccuparvi. E’ stato un incubo che ho avuto la notte scorsa. Solo che stamattina era talmente vivido, che mi sembrava fosse successo davvero!

FOSCA                    Meno male!

ALFONSINA          Ma alora, cosa altro la s’è inzognada, donca?

ADDOLORATA     Mah......a un certo punto, voleva portare qui cinquanta oche con l’”Ape”....che avrebbero fatto la guardia.....e poi il figlio..........

ROBERTA              Il Creso.

ADDOLORATA     Già, quello lì. Dicevo che il figlio praticava l’astrologia e diceva che io ed Elpidio.....a proposito, nell’incubo ci chiamavamo Miseranda.

ROBERTA              Miseranda? Oh, mio Dio....che fantasia!

ADDOLORATA     Io ed Elpidio non eravamo compatibili nei nostri segni zodiacali. Invece tu, Fosca, avevi in vista sviluppi favorevoli in..............

FOSCA                    .....in afari de danée?

ADDOLORATA     Macché, in affari di cuore.

FOSCA                    Del bon? (SI DA’ UNA MOSSA COME PER RAVVIARSI I CAPELLI) Ma mì al sevi che un dì o l’altro.................

ALFONSINA          Oh, mamm! (RIDE) Sciora Fosca, la g’a crederà migna a quii scemaad lì? A i’è già scemaad quaand i capita de dissedaa, imaginemess quaand i suceed...in un incubo de nòcc!

ROBERTA              Oh, Alfonsina, non si sa mai, su! Non è mai troppo tardi.

FOSCA                    Oh, beh. Vialtri sii liber de migna credich, ma mì, ai astri, cari i mè geent, g’a credi. (ESCE)

ROBERTA              Povera zia Fosca!  Non sarebbe poi neanche tanto male, non è vero, Alfonsina?

ALFONSINA          Disemm che l’è propi migna de trà via. Ma al dì d’incoeu, per fass amirà, g’a voeureress de fà i calendari biôtt. (SI METTE COMICAMENTE IN POSA) Casalinghe e servette senza veli. Olé! (ESCE)

ADDOLORATA     Fa venire da ridere solo a vederla, vero, Robi?

ROBERTA              A me pare di vedere già il calendario (RISATA)(ESCE)

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA

ADDOLORATA     (SOLILOQUIO) Ma guarda cosa mi va a capitare! Io, che non soffro normalmente di incubi......l’Elpidio che va a finire sul giornale per una caduta banale....quel tizio che lo salva, malgrado le capre da mungere.....la pecora annegata e per buona fortuna mio marito no.....cose da pazzi!

ELPIDIO                 (ENTRANDO) Oh, Addolorata, ascolta: Io adesso dovrei assentarmi. Se nel frattempo arrivasse il signor Augusto, a cui devo pur una cortesia, ricevilo tu, che........

ADDOLORATA     No !

ELPIDIO                 Come no? Ma....cosa ti prende?

ADDOLORATA     (PIU’ CALMA) No, dicevo che è meglio se lo ricevi tu....sai....io non lo conosco..........

ELPIDIO                 Che c’è? Non mi diverrai timida all’improvviso! (FA PER USCIRE)

ADDOLORATA     (LO TRATTIENE) Il fatto è.......che sono ancora impressionata......stanotte.....ho avuto un incubo.............

ELPIDIO                 Quando ti dico di non mangiare il gelato alla sera....io lo so.......

ADDOLORATA     Ma che gelato del cavolo! Il gelato non c’entra per niente!

ELPIDIO                 Allora, hai guardato “Chi l’ha visto?”, che più allegro non si può.

ADDOLORATA     Non fare lo scemo. Ho avuto un incubo di quell’Augusto lì.

ELPIDIO                 Ah, sì? E com’era? Con quattro teste e otto braccia, tipo yeti?

ADDOLORATA     Vai avanti a dire cretinate. Lui si chiamava Fortunato di cognome, e noi Miseranda, e diceva che bisognava cambiare il nome della nostra ditta con il suo............

ELPIDIO                 Di che gusto era il gelato? Alla liquirizia?

ADDOLORATA     Ah, non vuoi credermi? E allora, se proprio lo vuoi sapere, ha anche detto, il suo figlio, che noi non siamo compatibili con i nostri segni zodiacali.

ELPIDIO                 Adesso lo so perchè da quando sono felicemente coniugato non mi sento mai troppo bene.........

ADDOLORATA     (PIANGE) Bravo, bene! Bella riconoscenza per la tua mogliettina che ti vuole bene.

ELPIDIO                 Ma dai, scherzavo...Comunque, quello che viene a trovarci è un uomo normale, non temere.

ADDOLORATA     (COME FRA  SE’) Normale, normale.......normale uno che prima di tutte le frasi attacca con “cosa vuole che le dica”.........

ELPIDIO                 (STUPITO) Come? Ma che diamine stai dicendo? Sei sicura di sentirti bene?

ADDOLORATA     Dimmi la verità, Elpi......ma tu, quando sei caduto, sei andato a finire su “La Provincia”, nella pagina “Lago e valli”? Dal titolo: “Industriale del mattone rischia la vita” ecc.ecc....?

ELPIDIO                 Ma non farmi venire da..........ti sembro il tipo da farmi mettere sui giornali, io?

ADDOLORATA     (DECISA) Sì !!!!!!

ELPIDIO                 (USCENDO, SI IMBATTE IN ROBERTA CHE RIENTRA) Beh, non mi sarebbe dispiaciuto, però non è successo, tutto qui.

ADDOLORATA     Ma allora, questo incubo è stato proprio tremendo. Roberta, senti.......

ROBERTA              (INTERROMPE SUBITO) No, senti tu, mamma. Lascia stare la storia della caviglia del papà; io ti devo chiedere una cosa importante.

ADDOLORATA     Cosa c’è ancora? Guarda che ho la testa che mi scoppia, stamattina.

ROBERTA              (RAGGIANTE) Mamma, mi sono innamorata!

ADDOLORATA     (CIPIGLIO) E di chi, se è lecito?

ROBERTA              Di un ragazzo, è ovvio. Senti: Ti ricordi il giorno che sono andata a vedere cos’era successo al papà?

ADDOLORATA     Ma scusa, hai appena finito di dirmi di non parlare della caviglia, ma siamo ancora lì!

ROBERTA              Ma perchè tutto è successo lassù, mamma!

ADDOLORATA     Non capisco, Robi. Spiegati meglio.

ROBERTA              Guido.

ADDOLORATA     (SORPRESA) Lo so che guidi, e allora?

ROBERTA              (SBUFFA) Oh, mamma! Guido è il nome del ragazzo.

ADDOLORATA     Non collego questo Guido con la caviglia di tuo padre.

ROBERTA              Guido è il figlio di Augusto.

ADDOLORATA     No !!!!!!!!

ROBERTA              Beh, a meno che la signora Serena gli abbia fatte le corna, Guido è figlio di Augusto Monti!

ADDOLORATA     Quello.....dell’oro.......Creso!

ROBERTA              Macchè Creso e non Creso! Si chiama Guido. Ci siamo capiti al primo sguardo, poi ci siamo rivisti qualche volta..............

ADDOLORATA     Per l’amor del cielo, Roberta. Ma cosa ti è saltato in mente?

ROBERTA              Scusa, sai, ma se non conosci neanche...........

ADDOLORATA     Li conosco, o se li conosco...........

ROBERTA              Come sarebbe a dire che li conosci? Non dirmi che li hai conosciuti nell’incubo! Mamma, svegliati!

ADDOLORATA     Roberta, io non so neanche chi sia questo ragazzo...............

ROBERTA              Ma anche tu non conoscevi il papà, in principio! Mi sembra naturale, andiamo!

ADDOLORATA     (AVVIANDOSI ALL’USCITA CON ROBERTA) Beh, andiamo, che mi racconterai per benino. Io devo prepararmi per la visita.....del salvatore!

ATTO SECONDO

SCENA TERZA

ALFONSINA          (ENTRA, E METTE UN PO’ IN ORDINE. INTANTO ACCENNA A CANTARELLARE) Dopo tanti ann de tranquilitaa, someja che in ‘sta cà sa siess dissedaa tutt inzema......(IL CAMPANELLO SUONA) Adèss, chi è che sarà? (SI AVVIA AD APRIRE)

(RIENTRA, ACCOMPAGNATA DA AUGUSTO) Prego, scioor Monti, che al sa comoda; al scioor Ramelli al la speciava. Però l’à dii che al riverà un zich pussée tardi.

AUGUSTO              (PARLERA’ SEMPRE A TONO BASSO) Grazie.

ALFONSINA          Adèss, g’a ciami la sciora Fosca.

AUGUSTO              Va ben.

ALFONSINA          (USCENDO, BORBOTTA) A l’è migna taant espansiif, quel scioor chì.

FOSCA                    (ENTRA DISINVOLTA, POI SI BLOCCA) Caar Signoor !!!!!

AUGUSTO              (LE FA ECO) Caar Signoor!!!!!

FOSCA                    Devi setass giô. (SI SIEDE)

AUGUSTO              Anca mì. (IDEM)

FOSCA                    Ma luu.....ma tì....t’a seet.......quel’Augusto là? Ma, ma, l’è migna possibil.............

AUGUSTO              Somm....sommm.propi mì.

FOSCA                    Ma l’è ‘na roba che g’a del miracoloos!

AUGUSTO              Cert, cara....cara.....come sa ciamet?

FOSCA                    (STUPITA) Com’è come ma ciami? Ma t’è naj la memoria al diavol? Fosca, ma ciami.

AUGUSTO              Mì ma pareva de regordamm Chiara.

FOSCA                    E inveci somm Fosca. E adèss che ta rivedi, a somm pussée fosca che mai; Prima de tutt che vedi che ta seet sempro al solit ciôla, e poeu perchè ma torna ala memoria come ta m’eet piantaa lì.

AUGUSTO              Ma mì, varda che.......

FOSCA                    Ma famm al santo piesé! Un sach de ann fa, ta seet sparii dèla circolazion; Una domeniga de aqua, che dovevum nà al cinema, ta seet pù rivaa e ta comparisset dopo un secol, per puro caso. Mai pù avréss imaginaa che l’Augusto che à salvaa al mè frédèll ta sevet tì. Sa veed che l’è la mia giornada fortunada. (SARCASTICA L’ULTIMA FRASE)

AUGUSTO              Eh, sa veed.

FOSCA                    Sa veed, eh? Ma famm migna vegnì de riid. E , dimm un poo, cosa eet faj in tùcc ‘sti ann chì?

AUGUSTO              Ma somm sposaa.

FOSCA                    Bravo! E come sa ciamela la tua sposa?

AUGUSTO              Serena!

FOSCA                    A ta pareva! Fosca, Chiara, Serena, un listin de sfumadoo de coloo.

AUGUSTO              E gh’emm anca un fioeu !

FOSCA                    ......che al sa ciama Nembo.

AUGUSTO              No, al sa ciama Guido, e credi che al siéss inamoraa dela tua nevôda, la Roberta, ma paar che la sa ciama.

FOSCA                    (ALLARMATA) Adèss a foo quajcòss de brutt! Ah, no, eh! Che la mia nevôda la sa la intenda con al tò fioeu....questo propi no!

AUGUSTO              Ma perchè?

FOSCA                    Com’è perchè? Perchè se l’è tò fioeu, al ta somejerà, e gh’è pericol che al desmentega la mia Roberta foeura dèla discoteca, che come minim la deba domandaa un passacc ai quatro de matina e che la vegna scambiada per vùna che batt!

AUGUSTO              Ma dai, come ta seet negativa; perchè poeu?

FOSCA                    Ma vardée questo chì! Ta ma domandet anca perchè. Perchè !!!!! (DURA)

ALFONSINA          (INTRODUCE GUIDO E SERENA) Sciora Fosca, a gh’è chì la dòna e la fioeu de quel scioor lì.

FOSCA                    Semm a post!

ALFONSINA          Alôra, i foo vegnì deent?

FOSCA                    Ma cert, cosa voeuret lassaj, metaa deent e metaa foeura?

ALFONSINA          Prego, che i sa comoda (SI RITIRA)

SERENA                 (PARLERA’ SEMPRE VELOCE) Buongiorno, ma ciami Serena e somm la dòna de l’Augusto che a salvaa al scioor comenda Elpidio Ramelli dèla brùta tôma che l’eva faj in montagna visin ala nòssa fatoria biologica (TIRATA TUTTA D’UN FIATO)

GUIDO                    Buongiorno, signora.

FOSCA                    Toos, che machinéta la tua mamm! Un poo diverza del sò omm, eh?

ALFONSINA          Che la scusa se ma intrometi, ma questa cà chì la ma someja diventada senza poort! Deent e foeura, foeura e deent! (ESCE)

GUIDO                    (TUTTO SERIO, CONSEGNA UN BOUQUET DI FIORI A FOSCA) Ecco, signora Ramelli, un omaggio floreale...............

FOSCA                    Un omagio...a mì? E per cosa?

SERENA                 Ma com’è? Al la sa migna? Al mè Guido e la sua tôsa, Roberta, i sa frequenta e i sa voeu ben.

FOSCA                    Ma mì, a goo migna ‘na tosa che sa ciama Roberta (APPOGGIA I FIORI SUL TAVOLO)

GUIDO                    Ah, no?

AUGUSTO              (SPIEGA) Lér l’è la Fosca e l’è la sorèla del scioor Elpidio.

FOSCA                    E poeu, cosa saressela ‘sta storia de frequentazion dela  mia nevôda col tò fioeu?

SERENA                 (INVIPERITA) Augusto, t’al seet che somm gelosa com’è un biss, e ma na vanti. Cos’èla ‘sta storia de datt del tì? Varda che g’a tiri giô i cavéj dela crapa, se tra tì e questa chì.............

AUGUSTO              Penzich migna, a gh’è nagott.

GUIDO                    Ma che razza di casino!

ELPIDIO                 (ENTRA) Ma guarda chi è arrivato! Carissimo Augusto, sono contento di vederla. Come va?

AUGUSTO              Ben.

SERENA                 Al varda, scioor Ramelli, che al mè Augusto, come al sa, a l’è de pochi parol, quindi parlì mì anca per luu!

FOSCA                    Questo al s’eva già capii.

SERENA                 (STIZZITA) Citto, lée, che oo gnammò capii la confidenza che la g’à con al mè omm.

ELPIDIO                 Ma cari signori Monti, accomodiamoci di là, prego!

                                 (ESCONO TUTTI)

ATTO SECONDO

SCENA FINALE

ROBERTA              (AFFACCIANDOSI) Accidenti! Avevo detto a Guido di cercare di liberarsi dai matusa e venire qui. Ma dov’è?

GUIDO                    (ENTRA GRIDANDO:) Amore !!!!

ROBERTA              Zitto, deficiente!

GUIDO                    (OFFESO) Come, deficiente? Credevo mi volessi bene!

ROBERTA              Posso anche voler bene ad un deficiente, no? Dicevo così perchè non devi farti, o meglio, non dobbiamo farci sentire!

GUIDO                    Ma, andiamo, non possiamo andare avanti sempre così.

ROBERTA              (SULLO SCHERZO) Cosa vuoi pretendere da un amore nato da una caviglia rotta?

GUIDO                    Scherza, tu! Intanto, non hai ancora detto niente ai tuoi.

ROBERTA              Acqua, carissimo. Alla mamma ho già detto tutto.

GUIDO                    E lei?

ROBERTA              E lei, è sotto l’influsso di un incubo che ha fatto. Pensa che ti chiami Creso e che sei il terzo di sette figli, e altre cose carine di questo genere.

GUIDO                    Davvero?

ROBERTA              Sì, davvero, ma poi penso che non la prenderà poi così male.

GUIDO                    Speriamo.

ROBERTA              E poi, una spintarella gliela darò io.

GUIDO                    E in che maniera?

ROBERTA              Lascia fare a me.

ADDOLORATA     (ENTRANDO) Ma dove sono andati tutti? Alfonsina mi ha detto che i signori Monti sono arrivati..............

GUIDO                    In effetti, signora, io sono Guido Monti, il figlio. Anzi (RACCOGLIE I FIORI DAL TAVOLO) questi fiori sono per lei!

ADDOLORATA     Per me? Ti ringrazio. Però guarda che Elpidio, mio marito, di questa storia non sa ancora niente, e dovrò parlargliene. Tu non lo conosci, ma quando si tratta di Roberta, diventa un osso duro.

ROBERTA              (SORRISINO ENIGMATICO) A persuaderlo, mamma, ci penserò io.....

GUIDO                    Guardi che io sono un ragazzo a posto…

ADDOLORATA     Non lo metto minimamente in dubbio, però.....(VIENE INTERROTTA DALL’ENTRATA DI ALFONSINA)

ALFONSINA          Sciora Addolorata, la senta: Lée, stamatina, l’à migna dii che nel sò incubo, quel’Augusto lì al voeureva portà chì i sò och a fà la guardia?

ADDOLORATA     Sì, e allora?

ALFONSINA          E alora, quel’Augusto lì, al pà de quii fioeu chì, al voeu portaj giô del bon.

ADDOLORATA     Cosa????? Altro che incubo! L’ho detto io che mi sembrava troppo vero per non essere vero....Adesso mi sente! (ESCE)

ROBERTA              (LA RINCORRE) Aspetta, mamma, non fare scenate.

GUIDO                    (A SUA VOLTA SEGUE ROBERTA) Roberta, vengo anch’io!

ALFONSINA          (RIMASTA SOLA, RIMUGINA) Mì, capissi pù nagott. L’oo già dii e al ripeti ammò. Fina che al scioor Ramelli al gh’eva la cavigia sana, in quela cà chì....inzoma, la somejava un orelocc svizer de marca: Tutt filava lisc come l’oli. De quel momeent disgraziaa dei foonc in montagna, la paar pù gnanca la stessa cà.......cavaj rôss, och, paesan biologich, al diavol che i’a porta tucc.....ma cosa suceed adèss?

(RIENTRANO TUTTI I PROTAGONISTI PARLANDO SIMULTANEAMENTE. QUINDI AVREMO IN SCENA, OLTRE AD ALFONSINA, ELPIDIO, ADDOLORATA, AUGUSTO, SERENA, GUIDO, ROBERTA E FOSCA)

ROBERTA              E allora, sapete cosa vi dico? Che io e Guido scappiamo insieme.

SERENA                 Tì, proeuva a portamm via al mè Guido, che ta vedet cosa t’a foo!

ADDOLORATA     La pianti, lei, che è serena come una nuvola di temporale. Sono io, mi ha capito bene?, io! Che non voglio che la mia Roberta se ne vada con quel suo figlio qui!

ELPIDIO                 Calma e gesso, per carità! Augusto, dica qualcosa Lei!

AUGUSTO              Cosa al voeur che ga disa? Mì..............

ADDOLORATA     (TENDE L’INDICE) Ecco! Sentite che dice “Cosa vuole che le dica”! E voi che dicevate che era un incubo. Un incubo, sì, ma più vero del vero!

FOSCA                    Augusto, ‘scoltom. Coss’èla ‘sta storia di och, che t’ee dii prima col mè frédèll?

ALFONSINA          Alôra, pòdi servì al the?

ADDOLORATA     Sì, al cianuro.

AUGUSTO              Esagerada.

ADDOLORATA     Ci sono anche le oche, come nel sogno! Non è possibile, se me lo dicessero, non ci crederei!

ROBERTA              Mamma, hai ragione tu! E’ impressionante!

GUIDO                    Ma cosa dite? Non capisco!

SERENA                 E questa bèla chì (sa fà per dì) la deev ammò spiegamm tuta quela confidenza con al mè Augusto (RIVOLTA A FOSCA)

FOSCA                    Mì, devi spiegà un bel nagott a nissun, nè a lée nè a nissun altro.

ELPIDIO                 Fosca, vieni qui!

FOSCA                    (BRONCIO) No!

ELPIDIO                 (GRIDA) Basta! Finiamola! Rimettiamo il campanile al centro del paese e parliamo da gente civile.

AUGUSTO              Cosa gh’entra al campanin?

SERENA                 Citto, tì!

ELPIDIO                 Allora, siccome a me piacciono le cose senza complicazioni, vorrei che ciascuno di voi mi spiegasse, se può, quello che sta trasformando questa visita di cortesi in un pandemonio.

ALFONSINA          Al fato a l’è che..............

ELPIDIO                 Ti ho detto di parlare? Non mi sembra.

SERENA                 Mì disi che............

ELPIDIO                 Serena, per favore, stia serena e non si agiti. Grazie.

GUIDO                    Voi non ascoltate mai il parere dei giovani, ecco!

ELPIDIO                 Per favore! E va bene, sentiamo prima il parere dei due, diciamo così, piccioncini.

ROBERTA              Piccioncini un accidente! Papà, non fare il romantico fuori tempo massimo. La cosa è molto semplice, per noi ragazzi: Io e Guido ci siamo conosciuti e ci vogliamo bene, e quindi..............

ADDOLORATA     E  quindi un bel niente! Prima di tirare le conclusioni, cercate di sentire anche i cosiddetti Matusalemme.

FOSCA                    Addolorata, scusum se t’al disi ma ta sa sbagliet.

ELPIDIO                 A proposito di amore, parli allora la mia sorella. Cos’è questa conoscenza con Augusto?

SERENA                 Già, cos’ a l’è?

FOSCA                    Nagott.

AUGUSTO              Nagott.

SERENA                 Nagott un bel nagott. Quajcòss gh’è staj....e speremm che al g’a siéss migna ammò adèss, sennò.....(GESTO ELOQUENTE)

GUIDO                    Ecco, volete fare i moralizzatori, e voi............

FOSCA                    E noi cosa? Uhej, bèl fioeu, cerca de dàss ‘na calmada. Rispèta........

ALFONSINA          ..........i rugh de quii pussée vécc de tì.

ELPIDIO                 Allora ? Perchè qui bisognerà pur venirne a una, o no ?

AUGUSTO              Tanti ann fa.............

FOSCA                    .............sa voeurevum ben.....poeu....al m’a scargaa davanti al cinema sôta ‘na cascada d’aqua....e l’oo pù vist.

SERENA                 Al cambia mai!

ROBERTA              Perchè?

SERENA                 Perchè ammò incoeu, ogni taant al sa dismentega e al ma lassa in giir de ‘na quaj paart.

ADDOLORATA     Che gente bislacca!

AUGUSTO              Vaca ala mia dòna al ga la diis migna!

ROBERTA              Ma cosa capite nella vostra famiglia? La mia mamma ha detto “bislacca”, non “vacca”!

AUGUSTO              Anca se al soo migna cosa al voeur dì, magari l’è ‘na bruta parola istess.

ALFONSINA          (USCENDO) Cara al mè scioor Ramelli, tutt è scomenciaa perchè, al ma scusa al sa, ma al varda mai indôa al mett i pè; che se al vardava un zich, al ciapava migna deent nela radiis e al fava a men de vech a che fà con quii strambi chì. (ESCE)

ELPIDIO                 Ma senti questa, poi!

GUIDO                    Roberta, ho deciso: Con te non scappo più; anzi, a dire il vero, non sono poi tanto sicuro di voler entrare a far parte di questa famiglia di mattoni squadrati.

ROBERTA              Cosa????? E me lo dici con quella faccia lì? Tu, che sei in una famiglia piena di animali.............

SERENA                 Oh, bèla tôsa, dass ‘na calmada, neh! Numm semm bio-agricoltori, e i nòss formagin i va a ruba al mercaa del sabet! E i vegn anca de Milan nel uicheend per crompai!

AUGUSTO              Propi inscì!

FOSCA                    Specia, specia. Uhei, bel bioagricolo: Ma tì, ai tempi dèla nossa.....ciamemela inscì......relazion, favet migna al mecanich de biciclètt?

AUGUSTO              Sì, ma dopo..........oo cambiaa varii mestée.......e poeu.........

SERENA                 .........e poeu al m’à trovaa mì, che a goo la natura nel saanch, e g’a l’oo trasmetuda anca al mè Augusto, neh, bèll?

ELPIDIO                 Io, se vado avanti di questo passo, impazzisco. Ma possibile che non si possa venire a un dialogo che non sia fra sordi?

ROBERTA              Sono stufa di starvi a sentire. Basta! Basta con i bio-agricoltori del cavolo, con le caviglie rotte, con te, caro Guido. Ciao! (ESCE)

GUIDO                    (LA RINCORRE) Robi, Roberta! Amore, non scappare. (RIVOLTO AGLI ALTRI) Avete visto cosa avete combinato? Voglio morire! (ESCE)

SERENA                 Al mè caar Guido! Che al vegneva su inscì ben su sula montagna, in mezz al paradiis di..............

ADDOLORATA     ............delle oche!

AUGUSTO              Sì, anca di och. G’a nemm tanti. E, a proposit, scioor Elpidio, come ga diseva de là prima, sicome luu al ma deev un quajcòss, che g’oo salvaa la vita, e al g’à al pradon chì de drée al stabilimeent di maton, voeurevi portà giô i mè och, che su de numm a gh’emm pù spazi.

FOSCA                    Al sarà poeu migna vera, frédèll?

SERENA                 Che la penza ai oeuf, come a i’è gross!

ADDOLORATA     Perchè, a Lei sembra che noi si possa mangiare uova d’oca?

ELPIDIO                 (POSSIBILISTA) Perchè no?

ADDOLORATA     Perchè no cosa? Si può mangiare uova d’oca?

ELPIDIO                 Ma no, perchè no, nel senso di mettere le oche nel prato che c’è qui dietro. Tanto è vuoto!

FOSCA                    Ma ta gh’evet migna in meent de slargà l’ativitaa anca in quel sitt lì?

ADDOLORATA     Ma vedi, Fosca, per il “salvatore” della gamba questo ed altro, vero, commendatore? (SARCASTICA)

FOSCA                    (SPAZIENTITA) Sentumm ben, (RIVOLTA AD AUGUSTO) mecanich  de ombréj! Alevadoo de och! Eterno rompaball! Se ta sparisset migna entro pochi segoond, tì e la tua Serena di mè sciavatt, a’n foo vuna di mè!

SERENA                 Ma come la sa permett? Ga strepi i cavej vun a vun, scippatrice di mariti altrui!

ADDOLORATA     Non dica cretinate! Siete peggio dell’incubo che ho avuto. Almeno in quello c’era un bel calesse con il cavallo attaccato.

SERENA                 Ma quell al gh’è. L’è giô de bass.

ADDOLORATA     Eh? Il....il....calesse c’è? E il cavallo di che colore è?

AUGUSTO              Veerd!

FOSCA                    Veerd?

SERENA                 Al cavall a l’è rôss, però l’è veerd perchè al mangia domà roba biologica.

ADDOLORATA     Svengo! Il cavallo è anche rosso, no, verde, oh Signore! (ESCE)

ELPIDIO                 Perchè, avete il calesse? Cosa portate?

AUGUSTO              Penzando che al diseva senz’altro de sì, oo portaa giô i prim dees och.

FOSCA                    Vann foeura di ball (SPINGE LUI E SERENA FUORI)

SERENA                 E i och? Cosa an femm di och?

ELPIDIO                 Fatene quello che ne volete.

AUGUSTO              E alora, al sa cosa foo? La cavigia al l’a guarida grazie al mè interveent, e alora a goo al dirito de spacaghela ammò. (INSEGUE ELPIDIO CHE FUGGE COMICAMENTE ZOPPICANDO)

SERENA                 Bravo al mè Augusto!

FOSCA                    (AFFERRA IL BASTONE DI ELPIDIO, CHE SARA’ APPOGGIATO NEI PRESSI) Adèss ma vendichi anca del fato che t’a m’ee lassaa davanti a un cinema “cantando sotto la pioggia”, disgraziaa! (RINCORRE A SUA VOLTA AUGUSTO, MENTRE SERENA SI INTROMETTE)

LA SCENA SI BLOCCA COMPLETAMENTE NEL MOMENTO CHE, IMMEMORI DI TUTTO E DI TUTTI, RIENTRANO I DUE RAGAZZI, TENERAMENTE ABBRACCIATI)

FOSCA                    Ma che bell quadrett! Beh, bisoeugna dì che i fà migna ‘na bruta figura, inzema. Beata gioventuu............

SERENA                 Pecaa che la siéss ‘na malatia che passa in prèssa........

ELPIDIO                 (SOSPIRANDO) Eh, già, è l’amore che muove il mondo...........

AUGUSTO              Cosa voeureuff che va disa? Femm la paas e che s’an parla pù.

ELPIDIO                 Posso darti del tu, visto che diverremo parenti? Caro Augusto, metti tutte le oche che vuoi nel mio prato, che tanto non stonano per niente. In fondo, loro sono sempre meno oche di noi!

FOSCA                    Vera, Serena, penzich migna. Al tò anatrocol Augusto al t’a la tôca nissun. Tornée alegri in montagnA “e che le oche siano con voi”!

SIPARIO

                                

                                

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