Al siur Ernesto e la Marta

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Al siur Ernesto e la Marta

commedia dialettale mantovana di Maria Gabriella Bonazzi

cell. 3288080393 – email: barbara.stuani@libero.it

N. di posizione SIAE 216769

Breve presentazione dell’autrice:

Celestino arcicontento s’è sposato in un momento.

Sulla nave da crociera s’è impalmato una straniera.

Ma lo zio Ernesto sospettoso, non ci sta ed è curioso.

Per scoprire qualche inganno s’è inventato anche un malanno.

Qui la Marta lo sostiene, sol perché gli vuole bene.

Alla fin di questa impresa non ci manca la sorpresa.

E se tu la vuoi scoprire, devi sol stare a sentire.

Personaggi:

Marta           giovane governante

Ernesto        padrone di casa

Regina          cuoca

Ciclamino    nipote di Ernesto

Elsa                moglie di Ciclamino

Serafini        dottore di famiglia

Nicola           maggiordomo fannullone

Riccardo       figlio di Ernesto

(La scena è un salotto di una villa di campagna. Il periodo è quello degli anni sessanta. In scena troviamo  Marta la giovane governante tuttofare e Regina, la cuoca)

Marta             Bisogna ricordaras da metar i fior fresc davanti ala foto dal siur Fernando…Ta ‘l s è ne che al sior Ernesto ch tegn…in fondo l’era al su unic fiol perì chisà in dua.

Regina            Par mi l’è mia mort , quel l’è senpar stà un furbun al sarà in ‘n qual post a spasasla.

Marta             Coma fet a pensar na roba compagna, trent’ani sensa na parola sensa na telefonada.

Regina            Cara i sior i gh ho n’altra testa i è mia cme nualtar

Marta             Parchè nualtar com a sema?

Regina            Nualtar sem puvret.

(Arriva il signor Ernesto)

Ernesto           Putele scoltem beni ca va  spieghi quel ca gh em da far!

(Marta e Regina scattano sull’attenti.)

Marta  Comandi!

Regina Al diga siur lù?

Ernesto           Bene! Uatar savì che Nicola, l’autista l’è andà ala stasiun a ricear me neù ca riva con la su sposina?

Marta             Certo ca al savem , sem anca curiuse da conosar la sfortunada.

Ernesto           Come sfortunada? Quel l’è da vedar!

L’è vera che me neù Ciclamino l’è mia propria svelion, ma par

            na muier quest al pol esar ‘n vantagio.

Regina             Anca quel l’è vera!

Ernesto           Basta divagar, al temp l’è poc e prest i riva.

                        Marta và da dla in l’igres a tor la sedia a rotele ch’è sta mis lì

(Marta uscendo) Na sedia a rotele?

(Marta rientra subito guidando una sedia da invalido)

Regina            Na carusina da invalid?!

Marta              Eco …e ades cosa fem?

Ernesto           Ades mi ‘m senti e faghi finta da esar invalid!

Regina e Marta          E parchè mai?

Ernesto           Me neù al s’è laureà a 22 ani e d’alora l’è senpar stà serà

                        in al su laboratori a studiar e a far esperiment

Marta              Sensa rivar a co a gnint!

Regina             Ma Marta com ‘t permetat?

Ernesto           La vrità l’ha mai disturba nisun. Ben, al dutur Serafini ch l’era al dutur da famiglia a l’ha convint a partecipar a na crocera ch l’è durada un mes. In sla la nave la conosì na putela e in du e du quatar al l’ha maridada. Al capitano dla nave l’ha uficià la cerimonia dal           matrimoni.

Regina             Che storia romantica!

Marta              Ma par al siur siur Ernesto l’è na storia romantica ca spusa né!

Ernesto           Già, a senti a distansa un sert udur…ca ‘m pias poc. Csì

                        fac finta d’esar malandà e intant indaghi..indaghi…e sa gh è

                        quel da scoprir, a ‘scopri.

Marta             Che bel, come ‘n film giallo! Ma se al dutur Serafini al la vol visitar?

Ernesto           L’è sta in ferie un mes e mi ho duì sercar n’altar dutur!

Marta             Già, un al pol mia spetar un mes a malas parchè al dutur l’è in ferie.

Regina            Però le busie le gh ha le ganbe curte.

Marta             E anca storte.

Ernesto           Com a gh ha le gambe le busie poc inporta , quel ca conta l’è rivar ala vrità…. E par quel tuti i mesi i è bun.

Regina             Al diaol l’insegna a far le pignate ma mia i cuerc!

Ernesto           A proposit da pignate, Regina l’è mei ca ‘t vaga in cusina a controlar la sena!

(Regina esce di corsa)

Ernesto           ‘M racomandi asecondem!

Marta             Nicola , l’autista el al corene dle noità?

Ernesto           Certo, l’è stà lu a procuram la la sedia a rotele!

(Si sente suonare il clacson. Rientra la cuoca)

Regina            Iè chi!

Ernesto           Su, dai, attenti!

(Le due donne scattano sull’attenti)

Marta e Regina          Comandi!

(Si sente vociare. Entrano Ciclamino, il dottor Serafini con Elsa una signora molto elegante. Ciclamino vedendo lo zio sulla sedia a rotelle si preoccupa)

Ciclamino       Sio caro, cosa t’è capità?  Com ‘ela ca  ca ta ‘t s’è ridut csì?

Marta             Gh è dat quel, na picola tronbosi,……….. na tronbosina!

(Ernesto fa gli scongiuri)

Ciclamino       Ma quand el suces?

Marta             Ma……… ..Apena si partì, subit! Ades stà mei ma credam l’èm catà in la su camera pusè mort che viv! Ma l’era pran brut da vedar!

(Ernesto fa gli scongiuri. Poi a voce bassa)

Ernesto           Ades mia esagerar!

Ciclamino       Propria ades ca son csì felice, con la me dolce sposa!

                        Zio questa l’è la me Elsa la pusè dolce dle creature.

Elsa                 Ciclamino, mi fai arrossire!

(Elsa s’avvicina ad Ernesto e gli prende una mano)

Elsa                 Sono  felice di conoscerla caro zio, ma sono molto addolorata per la sua malattia.

(Ernesto finge di parlare a fatica)

Ernesto           Grasie cara!

Serafini           Sa ‘l permeti vuria visitaral siur Ernesto, e dman vaghi subit  al’ospedal a interesam dal su caso

Ernesto           No….no…no. Grasie!

(Marta interviene)

Marta             Al sur Ernesto l’è sa in cura al’ospedal da un neurolago da fiduca, un su vec amic ch l ‘è interesà al su caso . Al sa lu l’era in ferie……

(Ernesto parlando a fatica)

Ernesto           Però lu al resterà senpar al dutur da tut al rest dla famiglia.

                        E po gh ho da esar riconoscente, l’è merit suo se al me Ciclamino l’ha troà la felicità.

Ciclamino       L’è pran vera sio. L’è sta lu al nostar Cupido!

(Ernesto a bassa voce)

Ernesto           Lu l’è al vostar Cupido, però gh ho idea che ti ‘t sii al su stupido.

Serafini           Come vuole signor Ernesto . Domani però dovrò passare a visitare la signora Elsa!

Ciclamino       E’ sì , la me Elsa stamatina la gh ea na qual linea ‘d fevra.

Elsa                 Forse è solo un po’ di stanchezza, caro!

Ciclamino       Sarà , però preferisco essere prudente e domani spero che il dottor Serafini passi per una visita!

Serafini           Domani passerò senz’ altro. Arrivederci!

(Il dottor Serafini bacia la mano di Elsa  e con un largo gesto  di saluto esce di scena)

Ciclamino       Cara lascia che ti presenti Marta la nostra governante tuttofare.

(Elsa con un gesto teatrale porge la mano a Marta che la stringe in modo vigoroso)

Elsa                 Che energia!  Molto piacere, cercherò d’esserle d’aiuto nella direzione della casa.

Marta             Tante grasie siura ma la tegna presente che mi son la tuttofare! Con mi ‘gh resta pu’gnint da far.

Ciclamino       Ora ti presento la nostra cuoca Regina.

Elsa                 Regina della cucina dunque!

(Regina scatta sull’attenti)

Regina            Agli ordini signora!

Elsa                 Grazie! Se non disturbo verrei volentieri in cucina a trovarla…. Sa, vorrei imparare a cucinare qualche torta per il mio maritino.

Regina            Ho capì , la la vol tegnarsal bel duls né? E la fa ben , ma ades vaghi a controlar la sena vuria mia ca ‘s bruses l’arost.

(Regina esce. Elsa s’avvicina allo zio)

Elsa                 Caro zio , sono desolata per la sua malattia se posso esserle d’aiuto ben volentieri.

(Così parlando s’avvicina allo zio e gli fa una carezza. Ernesto si ritrae)

Ernesto           Grasie cara, terrò presente.

Marta             Molto gentile però ades la sarà straca dal vias sa volì ritirav la camera l’è pronta. Al siur Ernesto al v’ha cedì la su camera  ch l’è la pusè bela larga e la gh ha al bagno vsin.

Elsa                 Grazie Zio , sei veramente gentile!

Ciclamino       Sì… sì ….sì

Marta             Nicola, Nicola in du set cutgun!

(Entra  Nicola con passo stanco)

Nicola             Son chi, son chi cosa gh è ? E’ mort al gat!?

Marta             Porta le valis di siur in la su camera par piaser, scattare scattare!

Nicola             Va ca sem mia a suldà , a vaghi a vaghi… senpar a mi i mester pusè fadigus.

(Nicola prende le valigie ed esce)

Elsa                 Caro zio mi congedo a più tardi.

(Elsa esce)

Ciclamino       Grasie sio vaghi, gh ho presia da ricominciar i me esperiment.

(Ciclamino esce seguendo la moglie)

(Rimangono  in scena solamente Ernesto e Marta. Marta va sulla porta a controllare per accertarsi che si siano tutti allontanati.)

Marta             Ben mi la m’ha fat na buna inpresiun, l’è carina.

Ernesto           Trop.

Marta             L’è  gentile.

Ernesto           Trop, e quand l’è trop mi ‘m fidi mia.

Marta             Ma siur Ernesto gh daga un po’ ‘d fiducia!

Ernesto           Mi la fiducia la daghi a chi conosi…Quand la conosarò mei alura…….

Marta             E Ciclamino?

Ernesto           Ciclamino la ‘s l’è sa fat su cme ‘n gamisel! La la tegn al sguinsai cme ‘n cagnolin. Et vist la bela Elsa che sguardi la scanbiava con al dotorin Serafini.

Marta             Sa la dis lu sior Ernesto, ma alora parchè la tegnal come dotur da famiglia?

Ernesto           Al nemico l’è mei tegnaral suta i oc ca ‘s pol controlaral mei!

Marta             Anca quel l’è vera, e pu Ciclamino l’è tant ingenuo, un’anima tenera.

Ernesto           Un anima trop tenera con na testa trop dura.

Marta             Ho capì: oc e urece verte e apena senti o vedi curi a riferir.

Ernesto           Brava Marta però ades portam in camera ca voi sgranchim le ganbe.

(Ubbidiente Marta spinge la carrozzina fuori scena)

Fine prima scena

Seconda scena

(La solita stanza. In scena Elsa, entra Regina con il bricco del te)

Elsa                 Posa qui Regina. Devo ringraziarti per avermi insegnato a cucinare quella deliziosa torta per il mio Ciclamino però purtroppo per compiacermi l’ha mangiata tutta ed è stato male poverino.

Regina            E’ purtrop l’è senpar sta poverino e sgurd anca!

Elsa                 Sei brava Regina, ti meriti un aumento di stipendio.

Regina             Grasie siura , trop gentile!

(Esce Regina. Elsa guarda l’orologio è nervosa. Prende in mano il telefono poi lo posa. Entra Ciclamino)

Ciclamino       Tesoro e la bua? Come stai?

Elsa                 Caro ho una terribile emicrania!

Ciclamino       Cara si vede che soffri. Non è ancora passato il dottor Serafini?

Elsa                 No caro lo sto attendendo!

Celestino         Vuoi che ti porti un aspirina?

Elsa                             No caro, preferisco aspettare il dottor Serafini che mi darà la cura giusta.

Ciclamino       Cara se permetti mi ritiro nel mio laboratorio credo di essere vicino a concludere la mia invenzione.

Elsa                 Bravo , ti accompagno.

(Elsa s’allontana per accompagnare il marito. Entrano Ernesto e Marta.)

Ernesto           Sun sicur che al dotur Serafini  al gh abia la cura giusta.

Marta             Quel comici a pensaral anca mi. L’è un mes chi è tornà dal

                        vias e è mia pasà an giuran sensa che al dutur al sia mia gnì in visita.

Ernesto           E cal sumel da me neù al capis gnint!. Ben ades portam fora ca voi sgrachim le gambe, sinò chi ‘m mali dabun!

Marta             Ades andem siur Ernesto!

Ernesto           Senti Marta,’t s’è nata in cla casa chi, ta ‘m se stada sempar vicin           l’è ura ca ‘t lasi lì da ciamam Siur Ernesto. Par cunt mio ‘t duvresi ciamam nono!

Marta             Ma cosa disal , ‘m permetaria mai!

Ernesto           Epura mi ‘m piasaria!

(Entra Elsa)

Marta             Coma stala siura Elsa?

Elsa                 Male…Male …Molto male!

(Marta accennando al dottore che sta entrando)

Marta             Coragio siura eco al dotur ch pensa lu a tirarla a nof!

Serafini           Buongiorno.

Marta             Bongiorno dotor! Scusè ma mi gh ho d’aconpagnar fora al siur Ernesto , l’è ora dla pasegiada.

(Ernesto finge di dormire, Marta lo spinge fuori. Appena Elsa si butta fra le braccia del dottore)

Elsa                 Oh Edoardo ’n vedea l’ora da vedat!

Serafini           Ma cara sun gni anca ieri. Vegni tuti i giuran vuria mia ca gh esom da far nasar di sospet!

Elsa                 Quand ta m’è propost da fam sposar Ciclamino, ta m’è dit “Un poar coiun pien ‘d besi ‘m parea na bela idea ma ades. Par esar cuion Ciclamino al n’è in pieno, ma i besi a  gh i ha in man al vec!

Serafini           Al vec l’è mia eterno, e dop.. dop gh è na montagna ‘d besi scoltam mi ca al so, conosi al su comercialista.

Elsa                 Però intant sun mi a socombar.

Serafini           Parchè Ciclamino  ‘t tratal mal’?

Elsa                 No par via ‘d quel no, l’è tant gentile e rispetus ca ‘m fa fin pena!

Serafini           G’avrò mia da esar gelus ne?

Elsa                 No mi na n credi , ta ‘l s’è che mi ‘m pias i farabut come ti.

Serafini           Ma tasi Vanpirina!

(Elsa mette su un disco.Elsa allarga le braccia)

Elsa                 Dai , balema! Cradea mai pu d’aver nostalgia dal nait in dua lavorava.

Serafini           Mi t’ho rapì da cal postas in du ‘d lavoravi e t’ho liberà.

Elsa                 E ta m’è serà in cla presun chi.

Serafini           Prigione dorata.

Elsa                 Senpar presun l’è e le ciav  a gh ha al siur sio!

Serafini           Ma le ciav al siur sio i ha porta mia dadlà. Intant serca da rufianaral fat dar di besi ca gh ho da pagar an debit da soc a certi tipi ……e chi là i schersa mia.

Elsa                 Sa fos mia par cal brut visi ca t gh è forse saresom mia in cle condisiun chi.

Serafini           Ca sun mia un sant ta ‘l savevi. Ades peràò gh ho d’ndar.

Elsa                 Sa e tut, e ads quand ‘s vedem?

Serafini           Cara ‘gh vol pasiensa, gh vol prudensa speta ca ‘t faghi la prescrisiun!

(Mentre il dottore scrive la ricetta Elsa gli si strofina addosso, coprendolo di carezze. Intanto Marta ed Ernesto stanno origliando alla porta)

Serafini           Vè varda ca sun mia da fer!

Elsa                 L’è par quel ca ta ‘m piasi!

Serafini           Senti stasera tardi, dop la mesanot ‘t vegni a sta finestra e ta ‘m fè ‘n segnal con na torcia .dopo ‘s catem in al giardin , va ben?

Elsa                 Sì, sì sì.

(In quel momento Marta ed Ernesto decidono d’entrare ma i due sono ancora abbracciati. Prontamente il dottore  fà aprire la bocca a Elsa)

Serafini           Brava così apra la bocca. Le tonsille sono a posto.

Marta             Com a stala siura Elsa?

Elsa                 Sto già meglio.

Marta             Ma cal dotor chi al fà i miracoi!

Elsa                 Sì è proprio bravo!

Serafini           Allora io vado.

(Poi rivolto a Marta)

Serafini           E il signor Ernesto, come và?

Marta             A lu? Lu l’è senpar dre dormar. ‘s capis ca sa gh è un po’atrofisà al sevel!

(Ernesto indispettito sferra un calcio a Marta ch’è costretta a spostarsi)

Marta             Vedal l’è un rifles involontario! L’è mis mal poaret!

Serafino          E il suo neurologo cosa ne pensa? Che cosa dice?

Marta             Cosa volal mai ca al diga!?

                        A l’ibutis da mezine e lu al dormi. Mei par lu che almen al capis gnint dal tut.

(Ernesto le lancia un calcio di nuovo)

Serafini           Arrivederci devo andare ho altre visite da fare.

(Esce il dottore)

Elsa                 Mi ritiro anch’io.  Manderò Nicola a ritirare le mie medicine, intanto vado a stendermi sul letto.

Marta             La fa ben siora Elsa , al proverbi al dis “Meglio seduti che in piedi, meglio coricati che seduti , meglio morti che coricati”.

Elsa                 Santo cielo Marta! Dove hai trovato questo brutto proverbio?

Marta             In Cina…l’è un proverbi cines!

(Esce Elsa)

Ernesto           Et sentì quel chi ha dit?

Marta             Certo ch ho sentì!

Ernesto           Gh ea ragiun mi o no?

Marta             Purtrop sì! E con Ciclamino?

Ernesto           Lu lasal star l’è na creatura. Bisogn ca ciapem temp par pensar al mei!

Marta             Siur Ernesto sa ‘s fida stasera gh al faghi mi un bel schersetin a lilur du.

Ernesto           Va ben, però par piaser mia esagerar quant a ‘t parli dla me malatia.

Marta             Ma sior Ernesto l’è stà lu a dim cal vol pasar par un rinbanbì!

Ernesto           Sì, ma sensa esagerar.

Marta             Mi stava ai urdan!

Ernesto           Sì ma con parsimonia.

(I due lasciano la scena. Si spengono le luci: Elsa entra con una candela in mano e incomincia a fare dei segnali alla finestra. Marta di soppiatto esce di corsa, pochi minuti dopo si sentono delle grida giungere dal giardino. Tutti si radunano nel salotto.)

Regina            Cos el tut  sta burdel?

Nicola             Uno al pol mia mai ponsar in pace! E pensar ca sun csì strac.

Ciclamino       Elsa cara , come sei pallida, ta ‘m pari ‘n stras. Cosa succede?

Elsa                 Non so sono appena giunta in questo momento!

Ernesto           In du ela fnida la Marta?

(In quel momento entra Marta visibilmente agitata)

Marta             OH, mama cara, mama cara!

Ernesto           Alora ts’è ti Marta ca fa tut sta burdel! Cosa t’è suces?

Marta             Stasera  gh ea cald e alura sun andada in giardin a ciapar al fresco. A un certo punto ho vit un ombra ca ‘s nascondea in mesa ale piante. Ho dmandà chi l’era ma nisun m’ha rispost.

Ernesto           E alora?

Marta             Alora ho ciapà un vas da fiur e gh l’ho tirà a dre

Elsa                 E lui?

Marta             E lu a l’ha cuca e pu al s’è s’è mis a curar e mi a dre con i vas da fior. E lu al curea e ch curea a dre, mi ch tirva adre i vas da fiur e lu i a cucao

                        Gh ho vi na paura, ma na paura…..

Nicola             Sa ‘t gh è vi paura ti figuremas lilu!

Ciclamino       Povra Marta , che bruta aventura , ne Elsa!?

Elsa                 Bruttissima, terribile!

Ernesto           Almen et vist chi l’era?

Marta             No , purtrp no ma sicuramente l’era un ladar .Al gh ea propria n’andadura da ladar.

Ciclamino       E che andadura gh hai i ladar?

Marta             N’andadura …….da cursa.

Nicola             Ben ades mi vaghi a let che dmatina la vegn prest!

Regina            Na volta tant ‘t gh è ragiun!
(Escono tutti , gli ultimi sono Marta e d Ernesto!)

Marta             L’era al dutor, ma gh ho fat na cura a base da vas da gerani.

Fine seconda scena

Terza scena

(Ora siamo  giunti al giurno  dopo, Elsa è a colazione con Ciclamino)

Elsa                 Ciclamino, io credo che quella Marta lì sia pericolosa.

Ciclamino       E perché mai?

Elsa                 Hai visto ieri sera che scenata mostruosa. Non credo che a tuo zio faccia bene avere vicino una persona così irresponsabile. Credo che sia opportuno allontanarla.

Ciclamino       Allontanarla dove? Lo sai che Marta vive qui fin dalla nascita, era figlia di una domestica e quando è morta l’ha tenuta con sé le ha fatto prendere un diploma

                        e lei ha ricambiato rendendosi utile in casa.

Elsa                 E’ pur sempre una cameriera, si può sempre sostituire. Tu devi parlargli , spiegargli che è per il suo bene, e per il mio. Mi fa tanto innervosire.

Ciclamino       Proverò ma non ti garantisco niente!

Elsa                 Amore avrei bisogno di qualche spicciolo.

Ciclamino       Ma cara mi hai già prosciugato il conto in banca.

                        Dovrò chiedere un prestito allo zio.  Questo mese mi sei già costata 5 milioni di  lire, a cosa ti serve tutto questo denaro?

Elsa                 Ma caro io mi voglio curare per essere bella per te, Pucci… Pucci…Pucci!

Ciclamino       Non fare così Pucci Pucci,  mi fai arrossire!

Elsa                 Sei proprio un tenerone Pucci Pucci! Vuoi far felice la tua piccola Elsa?

Ciclamino       Certamente Elsuccia!  Chiederò un piccolo prestito allo zio Ernesto, tutto pur di farti felice.

Elsa                 Grazie caro! Parlagli anche di Marta, prima se ne va meglio è.

Ciclamino       Farò il possibile!

Elsa                 Ora vado a fare una doccia, più tardi aspetto il dottor Serafini. Voglio farmi provare la pressione, mi sento così debole!

Ciclamino       Fai bene cara. Menomale che c’è il dottor Serafini sempre           disponibile, un vero amico.

Elsa                 Puoi proprio dirlo! A più tardi tesoro.

Ciclamino       A più tardi adorata!

(Uscita Elsa entrano Marta ed Ernesto)

Ernesto           Marta , par piaser vam a tor la colasion.

Marta             Va ben!

(Esce Marta)

Ciclamino       Stet ben sio?

Ernesto           Pudria star mei.

Cilamino         Sio, senti, mi gh avria da dmandarat un piaser. Ma gh voria un  picol prestit , mia par mi set, ma par la me Pucc..la Elsa!

Ernesto           Ma caro, scusa né ‘t par mia che la tu spusina la sia cara par le spese?

Ciclamino       Ma le la spendi sul par faras bela par mi!

Ernesto           Alora fac capir che le l’è sa fin  trop bela pusè da csì l’è inutil spendar!

Ciclamino       Alura ta mi de mia?

Ernesto           Che bravo.. t’è induinà!

Ciclamino       Ch saria n’altra richiesta da parte dla me Elsa e mia…

Ernesto           Dim caro.

Ciclamino       ‘T par mia che la Marta la sia un po’ esaltada. Mi e la me Elsa pensem ch la persuna adata a toras cura ‘d ti.

Ernesto           Ma ta ‘l s’è che le in ch la casa chi la gh è nata. E da quant è andà via me fiol , tu cusin riccardo l’è senpar stada la me conpagnia.

Ciclamino       Ma le la gh ha un caratar ch la scata mia con la me Elsa.

Ernesto           Efetivamente ho vist ca gh è mia un gran filing fra lur do!

                        Disat ca sia al caso da dividarle’?

Ciclamino       Brao sio t’è capì!

Ernesto           Alora gh ho idea ca saria un bene che ti e la tu cara Elsa ‘v trasferighi in la dependans ch l’era dal giuardiacacia.

Ciclamino       Ma sio, lì gh è nisuna comodità ! gh è gnanca al riscaldament!

                        Posi mia portac la me Elsa ch l’e senpar stada na signora se pur cascada in disgrasia.

Ernesto           Veramente gh ho idea ca sia qualdun altar ca gh è capità na disgrasia!

Ciclamino       Cosa disat sio’?

Ernesto           Gnint…gnint! Eco la Marta con la colasiun!

(infatti in quel momento è entrata Marta  con il vassoio della colazione)

Ciclamino       Ben mi vaghi, e fa cont che mi t’abia dit gnint!

Ernesto           Ho sa dismengà tut!

(Esce Ciclamino)

Marta             Certo ch gh l’ho fata pran grosa iarsera, speri d’averac mia fat trop mal al duturin. Ho sacagnà anca i geranei pena piantà.

Ernesto           Le robe le ‘s fa ben o gnint!

(Entra Nicola)

Nicola             Sior Ernesto, cosa faghi con i geranei, i ripianti o i buti via’.

Ernesto           L’è un pecà butari via Nicola, piantai da nov!

Nicola             Però che fadiga, anca questo l’è un lavoro in pu’, par un strac cme mi!

Ernesto           Va là ca ‘t vegn apetit!

Nicola             Quel ‘m manca mia , la forsa par sgagnar quela gh l’ho!

(Esce Nicola, Entrano Elsa con il dottor Serafini. Il dottore ha la testa fasciata e un braccio al collo.)

Marta             Oh , dotor cosa gh’è capità?

Serafini           Purtroppo ho avuto un brutto incidente con la moto.

Marta             ‘M dispias ! Che strano ‘n par da sentar udur da geranei ‘ch par mia siur Ernesto?

(Ernesto non risponde, si finge addormentato)

Marta             Poaret al s’è indurmensà! L’è mei ca ‘l porta fora a ciapar un po’ d’aria.

(Escono Marta ed Ernesto)

Elsa                 Caro, come stai?

Serafini           Male, male, son tutto un dolore! Ma quella Marta è un demonio….Mi ha bombadato con dei vasi….

Elsa                 Di geranei! Quel purtrop al s’era capì. In pu i soldi al vec i ha mola mia caro! A par sempar ca al dorma ma l’è ben sveglio.

Serafini           Ch pensi mi.Ti varda da sciogliarac sin siè guse da cal preparato chi csì sa gh’intorbidis al sarvel e al mola.

Elsa                 Sarà mia na roba ca fà mal né?

Serafini           NO..no l’è sul quel ca gh vol par farac far quel ca vulem nualtar!

Elsa                 ‘M racomandi voi mia recar mal a nisun ,voi ma averac pusè rimors da quei ca gh ho sa.

Serafini           ‘T sarè mia gnida onesta tut in an culp ne?!

Elsa                 Sa tac h credi in fondo ‘m dispias par Ciclamino l’ tant ingenuo! L’è cme un putin!

(IL dottore s’avvicina e l’abbraccia)

Serafini           Però al tu putin sun mi!

(Elsa l’abbraccia e lui si  lamenta per il dolore)

Elsa                Purtrop su mia al parchè, ma gh ho un debole par i demoni cme ti.

Serafini           ‘M racomandi le guse par indurmensal. Ades a vaghi in ospedal a far le medicasiun.

Elsa                 Poar caro, farò com a ‘t disi ti , e sperem ben!

(Elsa esce per accompagnare il dottore Rientrano Marta ed  Ernesto che nel frattempo avevano origliato)

Ernesto           Et sentì cosa i ha architetà  lilur du? Indurmensam con le guse!

Marta             Certo ch ho sentì tut, forsa da star in orcion m’è gnì mal al col!

                        Bisogna ca stema atenti al pericol Elsa!

Ernesto           Set ca cominci averac paura da lilur du?

Marta             Ma no, a ch pensi mi siur Ernesto!

(Entra Elsa con il bricco del caffè)

Elsa                 Vuoi un buon caffè zio caro.

Ernesto           No…no grasie.

Marta             Certo ca a la bevi, csì al sa sveglia fora!

(Elsa versa il caffè per tutti, mette alcune gocce nella tazza dello zio e gliela porge)

Elsa                 Ecco zio, il suo caffè caldo e dolce come piace a lei.

Ernesto           Veramente a mi ‘m pias amar!

Marta             Ecco ‘m par da sentar la macchina dal dotur Serafini ca ‘s sia dismengà quel?

(Elsa si alza prontamente e corre alla finestra, lasciando il tempo necessario a Marta per scambiare le tazzine)

Elsa                 In cortile non c’è nessuno!

Marta             Epura m’era parì! Ma su su siur Ernesto al bea al su cafè, e anca le siura Elsa, sinò al vegn fred!

(Tutti bevono il caffè)

Elsa                 E’ buonissimo vero? Regina è bravissima a fare il caffè?

Marta             La Regina l’è brava da far tut, quasi cme mi!

Ernesto           Gh’ho na roba strana ados, chisà cos l’è.

Elsa                 Si sente bene zio?

Ernesto           Certo cara , mi sento pieno d’energia.

(In quel momento entra Ciclamino)

Ciclamino       Tesoro, devo parlarti. Andiamo a fare una passeggiata!

( La medicina incominca a fare effetto, Elsa incomincia a sbadigliare)

Elsa                 Verrei volentieri  ma mi sento stanca, ho le gambe che tremano.

Ciclamino       Cara stai male, devo chiamare il dottore?

(Elsa si alza)

Elsa                 No… no ..no, sto be…

(Elsa cade a terra)

Ciclamino       Oh tesoro, cosa cuccede?

Elsa (Con un fil di voce) Sto bene!

Marta             Nicola, Nicola vegni subit!

(Nicola accorre subito)

Nicola             Cosa suced?

Ciclamino       Un malore, dam na man ch la portema in camera!

(I due la sorreggono e la portano fuori)

Nicola             Orpo ‘s la pesa, la parea magra. ‘s vet ch lìè na magra falsa.

                          

Si chiude scena

                       

Si riapre la scena

(In scena Marta ed Ernesto)

Marta             Al varda cos em combinà siur Ernesto.

Ernesto           Pensa puttost s’es bevì mi cle guse lì!?

Marta             Mi gh ho idea cl’avres  tirà i sghirlet!

Ernesto           Anca quel l’è al me penser!

Marta             Credal mia siur Ernesto ca saria ora da parlar con  Ciclamino?

Ernesto           Prima ‘d tut t’ho dit da lasar lì da ciamaram, siur Ernesto, ma voi, voria ca ta ‘m ciamesi nono.

Marta             Ma sior Ernesto mi gh ho mai vi noni e sun mia viada…. E par via da Ciclamino?

Ernesto           Vedat Marta Ciclamino l’è talmente invaghì dla su bela moier che sì e no ‘m credaria. Vuria mia ca ‘l ma scapes via com a fat al me Riccardo! Spetema ancora un po’par sercar al modo migliore da faral!

(Entrano Ciclamino e il dottor Serafini, a seguire Regina, la cuoca.)

Ciclamino       Dotor, cosa disal s la feson ricoverar? L’è sa tri dì e tre not cla dormi.

Serafini           No, le assicuro che domani sarà di nuovo in piedi sana e vispa.

Ernesto           Sculta al Dotor Serafini ch l’ al dotur da fiducia dla famiglia.

Marta             Certo ‘t vedrè che con suquante guse giuste la stira su.

(Serafini la guarda sbalordito)

Ciclamino       Disat! Ben , spetema dmatina par valutar mei la situasion.

Serafini           A domani dunque. Arrivederci!

(Serafini uscendo) Che vipera!

Regina            Mi ‘m capitava da star mal csì quad s’era in cinta. L’è mia ca gh avrema prest da festegiar un lieto evento né?

Ciclamino       Vedi mia com a posa sucedar dal mument ch’ema mia gnac ora consumà la nostra prima not da nose.

Regina            Cosa….. cosa dop tri mes?

Ernesto           Par piaser Regina và in cusina e mia inpiciat!

Regina            Mi m’ipici mia, ma tri mes!?

(Esce Regina)

Ciclamino       La me Elsa la stà mai ben, specialmente ‘d sera!

Marta             Aprofitan dla matina alora!

Ciclamino       Mi sun mia uno ca n’aprofita, sun an gentil’uomo mi. Aspeti cla sia le a to l’inisiativa, quand la starà ben, speri prest. Ades vaghi da le s la gh ho bisogn voi esar prunt!

(Ciclamino esce di corsa)

Marta              Ma sior Ernesto al caso l’è grave  bisona parlarac!

Ernesto           Par ades,  ‘m senti mia da toc la su felicità. E pu fin che mia  consumà al matrimon! Spetema ancora un brisnin.

Marta                         Con al vol lu siur Ernesto ma bisogn star ben in orcion parchè la situasiun l’è grave, diria propria esplosiva.

Ernesto           Ciamam nono!

Marta             Va ben, siur nono! Ma no , no… sun mia buna!

(Esce Ernesto rimane in scena soltanto  Marta. Si sente suonare alla porta e subito entra un signore. Costui si guarda attorno. Marta lo segue incuriosita)

Riccardo         Incredibile, chi è restà tut cme trent’ani Le però la gh era mia ‘s pol  saver chi l’è?

Marta                         Mi sun la Marta la tuttofare dla casa . Ma lu  cosa volal saver ‘l ma scusa al s’è gnanc presentà?

Riccardo         Anca me madar la sciamava Marta, che strano.  Quanti ani  gh et?

Marta              Ma sal ch l’è un bel curius, e curiusa son anca mi: lu chi el?

(Riccardo prende in mano il suo ritratto e  lo mostra alla ragazza)

Riccardo         Son canbià csì tant?

Marta             (Sorpresa) Ma lu eral mia mort?

Riccardo         La ‘m creda, sun mia al me fantasma.

Marta             Quel al vedi, ma trent’ani sensa dar nutisie ,su padar a la credeva mort con ch coragio vegnal a turbar na persona che finalmente la s’è rasegnada.

Riccardo         I prim tempi i è pasà in an volo e dopo ‘m vergognava a fam sentar Ma le da cosa s’iteresla i è mia afari sui!

Marta             E’ sì chi è afari mii. Mi ho ciapà al su post siur! Lu mai lasà, mi!

                        E ades al vol adritura ca al ciama nono!

(in quel momento entra Regina. L’uomo si alza e le corre incontro)

Riccardo         Regina.. la mia bella Regina!

Regina            OH Dio .. Dio Riccardo! Oh Dio!

Riccardo         Varda ca sun mia al me fantasma!

Regina            Ma no, l’ho sempar dit mi ch l’era mia mort! Ma che piaser …Però ades al pol mia presentas a su padar gh gnaria ‘n culp puaret, bisogna prepararal.

Marta                         L’è quel ca gh ho dit anca mi! Ades al vaga, ‘m lasa un recapit.Al ciamarò mi quand a sarà al moment giust.

(Riccardo scrive qualcosa su un foglietto e lo porge a Marta)
Riccardo         Speti notisie al pu prest! ‘m racomandi, sinò rivi  ‘d corsa sensa cerimonie!

(Riccardo esce accompagnato da Regina. Da fuori si sente la voce di Ernesto)

Ernesto           Marta, Marta vegni par pieser, gh ho bisogn!

Marta              Vegni subit……… nono!

Fine scena

Riapertura scena

(Marta e Ernesto stanno entrando ma sentendo le voci di Elsa e del dottor Serafini si ritirano prontamente)

Serafini           Con a stet cara?

Elsa                             Staghi ben! I m’ha dit ch ho dormì du giuran. Come pol esar suces?

Serafini           Come vot ca sia suces? L’è stada cla simia dla seva ch ha scanbià le tasine dal cafè.

Elsa                 Me csì, sa l’es bevì al siur Ernesto credi ca ‘l saria sbalà!

Serafini           E ti ‘t l’avresi definida na disgrasia?

La saria stada la fin di nostar guai!

Elsa                 Quand ‘t parli csì ta ‘m fe paura.

Serafini           Cosa gh et ‘t piasi mia pu’ i farabut cme mi?

Elsa                             Ho sempar dit ca ‘m pias i farabut ma mia i asasin. Sa ‘t confronti con Ciclamino, che diferensa!

Serafini           Cosa gh et!?.....’T vurè mia dir ca pias cal sumel da Celestino?

Elsa                             Prima da tut l’è mia ‘n sumel, ma na persona fine e posi asicurat che in amore l’è veramente speciale.

(Serafini è parecchio irritato)

Serafini           Cosa vuresar dir, ca ‘t l’è conosì intimamente?

Elsa                 Prima da tut l’è me marì e pudea mia rimandar in eterno. E pu quand s’era mesa  indurmensa ‘m sun lasada andar, lu l’era tant premurus e gentile ca ‘l m’ha comos, e par ‘n mument ‘m sun sentida veramente su muier!

Serafini           E ta ma ‘l disi csì?

Elsa                 Vè, varda che in fondo l’è me marì, e credi che lù al g’abia pusè diriti da ti.

Serafini           Son sbalordì ! I era mia questi inostar acordi.

Elsa                 Al so, ma al cuor non si comanda!

Serafini           Son sbalordì.

Elsa                 Vedat l’om l’è sempar divis fra al ben e al mal.Ti ‘t s’è al mal , lu l’è al ben e credam, mi ades sun portada pusè vers al ben!

Serafini           ‘T s’è na traditora!

Elsa                 Al so, ma mia vers da ti, ma vers da lu.

Serafini           ‘T credarè mia da giram le spale!? Andem avati con al nostar piano; in caso contrari ch pensi mi a versa i oc al bel Ciclamino.

Elsa                 Ca ‘t s’eri un vigliac al savea ma credea mia fin a sto punto anca  sa ma ‘l duvea spetar da un cme ti.

Serafini           E ti t’ sé me surela .Al me piano al ta andao ben anca a ti .Ades comunque la situasiun l’è dre precipitar chi du lì i ha sa magna al gran. In pu ho fat ricerche in ospedal e risulta mia nisun ricovero par al siur Ernesto, chi bisogna tor provediment!

Elsa                 Quai provediment, ‘t pensarè mia da farac dal mal al vec né.

Serafini           A ti i me piani i riveli pu’, t’è pers la me fiducia .Ricodt però ca ‘t lasarò mai libera dal nostar contrat.

Elsa                 Senti Ricardo, andem via . Mi veghi con ti, lasem andar tut!

Serafini           Ti ta schersi, con tut al temp pers, e i creditur ca ‘m fa la posta.

(Serafini esce seguito da Elsa che si lamenta. Rientrano Ernesto e Marta)

Ernesto           Et sentì?

Marta             Certo ch ho sentì,però ades l’è gnì aa moment da versac i oc a Celestino.

Ernesto           E ti credat che Ciclaminno ades ch l’ha consumà  al sia dispost a credam?

Marta             E alura, cosa fem?

Ernesto           Senti al me piano: ti i ta ‘m porti con la carosela in fond a l’ort propria in riva al lac e pu mi ‘t mandi via con na scusa.

Marta             E perché?

Ernesto           Perché mi scapi via e vaghi a nascundam, e fem credar ca ‘m sun negà!

Marta             Con tut al rispet siur Ernesto mi credi che lu al sia dre esagerar e mi l’aiutarò mai a far na pasia dal genar. Cosa diresal su fiol sa ‘l gh es da saver na roba conpagna?

Ernesto           Prima ‘d tut voi ca ta ‘m ciami nono, e pu me fiol l’è in ciel e ta ‘l s’è ca voi mia sentar parlar da lù sinò ‘m vegn mal al cor!

Marta                         Con licensa parlando siur nono lu al gh ha d’aver un cor pran dur! Ades capisi parchè su fiol l’è scapà, forse al volea mia esar manovrà!

Ernesto           Coma ‘t permetat pudleta da…

(Per tutta risposta Marta esce precipitosamente)

Ernesto           Ma senti che coragio ca gh ha cla pudleta lì…Nicola… Nicola in du set?

(Entra Nicola sbadigliando)

Nicola             Al ciamà siur Ernesto?.. s’era lì ca fao un sunin.

Ernesto           Un sunin ale dies da matina, ma ti Nicola ‘t s’è propria in sunada! Senti Nicola ti ‘t duvresi portam in riva al lac e dopo ‘t vegni a cas a tom la colasiun.

Nicola             Va ben siur padrun ma che voie strane ca ìgh vegn, e tut par fam tribular. Ma in due ela la Marta, mi pensi che questo al sia compit suo.

Ernesto           Ti mia pensar ch l’è mei.

(Nicola ubbidisce, spinge fuori la carrozzella)
                  

Si chiude la scena

Si riapre la scena

(Nicola rientra)

Nicola             Gent… Gent è suces na disgrasia, al siur Conte l’è cascà in al lac!

(Rientrano Marta, Regina, Elsa e Ciclamino)

Marta             Cosa disat?

Nicola             Al siur Ernesto l’è sblisià in al lac!

Marta             Ma ti l’et vist?

Nicola             Mi no,al m’ea mandà a tor la colasion!  Quand sun tornà gh era la sedia a ritele voda e lu l’era sparì.

(Marta fra s’è e s’è) Ala fin a l’ha fat , testun d’an vec!

Regina            A ‘s  sarà mia suicidà?

Elsa                 Poveretto, forse era troppo depresso per via della sua malattia.

Ciclamino       Poar sio ,e mi ‘m sea mia acort ‘d gninte!

Nicola             Stè mia metav idee strane, al siur Ernesto al s’è mia suicidà!

                        Quand un a suicida a s cava senpar le scarpe invece lu l’è andà con le scarpe e tut!

Regina            Poaret! Numinal da viv l’era un bel ordegn però na mort csì  ‘s la merita nisun.

Nicola             Ades ‘m senti in colpa ,dormarò gnanc la not par al rimors!

Celestino         Povero zio, è stato come un padre per me.

Elsa                 Mi spiace caro! Sei troppo turbato, vieni con me nella nostra stanza che ti voglio portare conforto.

Celestino         Vengo subito cara…Volo!

Elsa                 Voliamo!

(Escono anche Regina e Nicola)

Nicola(Uscendo) N’altar peso da portar!

Marta             E ades?

Si chiude la scena

Si riapre la scena

(In scena Marta  e Regina)

Regina            Poar padrun!

Marta             Mi diria putost puarin

Regina            Già, propria ades ca ‘l pudea incontra al su pudlet!

(Entrano Celestino Elsa  il dottor Serafini e Nicola)

Marta             Com ela ch l’è chi sior dotor, la siura Elsa stala ancora mal?

Elsa                 Grasie al cielo no, sto bene!

Serafini           Mi ha interpellato il notaio, devo essere presente alla lettura del testamento.

Ciclamino       L’unica consolazione è che lo zio si sarà trovato in cielo con in suo Riccardo!

Nicola             Senpar che ‘n qualdun da lur al sia mia andà al’inferan!

Ciclamino       Umenti vegn al nuder alesar al testament! Capisi mia che presia ‘c sia, l’è gnancur stà catà al corp!

Elsa                 Forse l’anno già mangiato i pesci!

Marta             Quel lì i la magna gnanca i siluri credim a mi!

Elsa                 Vieni caro, andiamo a depositare una corona di fiori sul lago.

(Tutti)             Dai andema

(Escono tutti, rimane solo Marta)

Marta             E ades cosa faghi? Chisà che fin l’ha fat cal vec mat .Al s’è gnancur fat sentar!

(Entra Riccardo)

Riccardo         Eco chi, propria ti voleva vedar: set contenta da quel ca t’è fat?

Marta             Oh bela, cosa avria fat mi!?

Riccardo         Par colpa tua u mia pudì riabraciar me padar! ’T par na bela roba disgrasiada!?

Marta             Prima ‘d tut al pudea turnar prima, ansi al pudea anca vansar d’andav via, e pu a lu posi diral al su siur padar l’è mia mort!

Riccardo         Cosa disat, s’ l’è cascà in al lac.

Marta             No l’ha fat finta da cascar! L’è tut n’ibroi. Sul ch l’è sparì e mi su mia in du l’è andà a lugaras!

Riccardo         Pian, pian, spiegat mei.

Marta             Ciclamino al s’è maridà.

Riccardo         Ciclamino al s’è maridà!?

Marta             Sì , con na bela aventuriera ca l’ha tolt sul par i besi.

Riccardo         Quel posi cradal.

Marta             La bela Elsa l’era in torta con al dotor Serafini e al siur Ernesto par smacherari davanti a Cclamino la achitetà cla mesa i scena chi. Mi però u mia volì asecondaral e alora l’ha fat tut par cont suo e mi su mia in dua al sia andà e sun in penser. Ades pu l’è dre rivar al notaio par lesar al testament e mi su mia cosa posa sucedar.

Riccardo         Tipico da me padar me padar manovrar le persone l’è mia canbià. Mi forse al so in du al pol esar andà , vaghi e pu al porti a casa cal testun!

(Esce Riccardo)

Marta             Ma và che situasion, cal vec mat li l’ ha vulì punim anca mi.

(Entra Regina con in notaio)

Regina            E’ rivà al notaio , sperem d’ereditar qul anca nualtar servitur!

Marta             Ma Regina! S’accomodi signor notaio.

(Il notaio si siede)

Notaio             Scusi, ma a chi sono alla presenza?

Marta             Parlal dla pèresente mi?

Notaio             E di chi altri?

Marta             Mi sun Marta , la serva tuttofare.

Notaio             Erede?

Marta             Sal la sa mia lu?

Notaio             Già, io so tutto, ma dove sono gli altri eredi?

Marta             I è andà a butar na corona da fiur in dal lac al sa par al caro estinto.

Notaio             Che disgrazia!

Marta             Che disgrasià!

(Si sente vociare, entrano tutti)

Ciclamino       Buongiorno signor  notaio.

(Si stringono la mano)

Ciclamino       Non capisco tutta questa fretta.

Notaio             E’ la volontà del caro estinto.

Serafini           Sia fatta la sua volontà.

(Tutti si siedono tranne Nicola e Regina)

Notaio             Dunque procediamo. Queste sono le sue ultime  estreme volontà del caro estinto. Prima di tutti i servitori: a Regina e Nicola un vitalizio di 2 milioni di lire mensili.

Regina            Che persona, che persona, poar siur Ernesto!

Nicola             Al ricordarem par senpar, senpar!

Marta             E mi, la serva Marta?

Notaio             I lasciti per i servitori sono finiti.

Serafini           Ben ti stà bene impicciona!

Marta             ‘M par inposibile ca ‘s sia dismengà da mi!

Notaio             Procediamo. Per il carissimo dottor Serafini sono a disposizione la cifra di 30000 milioni di lire per pagare i suoi debiti di gioco…..

Serafini           Che generosità!

Notaio             Piano, piano.. a patto che cambi città e non torni mai più in caso contrario dovrebbe restituire la cifra per esteso.

Serafini           Non capisco perché…..

Marta             Al capisi mi!

Notaio             Al mio diletto nipote lascio una rendita di 5 milioni di lire mensili.

Elsa                 Ma come, io credevo che tu fossi l’erede universale.

Ciclamino       Se questo è il desiderio di mio zio sono felice  anch‘io!

Notaio             Alla moglie di Ciclamino lascio la collana di diamanti appartenuta a mia madre sperando che saprà meritarla.

Marta             E mi, propria gnint?

Notaio             E’ Marta? Bene, per lei c’è un capitolo a parte.

Marta             Alura ‘s l’ha pensà a mi ‘m vuleva ben anca lu!

Notaio             Alla mia cara Marta figlia illegittima di mio figlio Riccardo e di Maria la nostra cameriera e perciò mia diletta nipote lascio tutti i miei beni e le mie proprietà...

Inoltre qui c’è una lettera per lei.

(IL notaio le porge una lettera ma Marta è sbalordita e non riesce a muoversi Ciclamino l’abbraccia)

Ciclamino                   Cara, la me cusina chi l’avria mai dit!?

Regina            Mi avria podì diral ma gh’ho senpar vì l’odan da tasar.

Marta             Dunca al siur Ernesto ‘s vergognava da mi?

Regina            Ma no, cara cosa disat! Lu al gh ea paura ca ‘t sumigliesi a tu padar e sa ‘t esi savì la vrità t’avresi finì da partar anca ti.

Marta             L’è inutil ca ta ‘l difenda l’è un gran falsun egoista egocentric, ades capis iparchè su fiol l’ha taià l’angol.

Ciclamino       Intant però mi son content d’aver catà na cusina.

Serafini           Ignotant et mia capì che a cla manera chi t’è pers l’eredità,

(Poi a bassa voce)Em pers l’eredità.

Elsa                 Dottor Serafini che cosa dice!

(Serafini chiama a parte Elsa)

Serafini           Mi, par beneficiar dl’eredità gh ho d’andar via. Dman ale dies sun ala stasiun ti ‘t vegni via con mi opura mi fac la spia. Regolat ti.

Elsa                 Maledet!

Serafini           Dona sioca atenta a ti!

(In quel momento rientra Ernesto con il figlio)

Regina             Oh, un fantasma!

Ciclamino       Sio, ti ‘t vo’ faras gnir n’infarto!

Nicola              Sa pers l’eredità!

Ernesto           Marta cara……………….!

(Marta s’alza e fugge precipitosamente)

Ernesto           Marta in du vet!

(Ernesto fa l’atto di seguirla ma il figlio la trattiene)

Riccardo         Lasla andar la gh ha bisogn da star da parlè           .

Si chiude la scena

Ultima scena

(Si riapre al mattino. Marta è seduta al tavolo e sorseggia il caffè. Entra Elsa con due valigie)
Marta             In du set direta Elsa, partat con al dotor Serafini?

Elsa                             Parto sì ma no con il dotor Serafini, è una persona spregevole e io lo odio.

Marta             Ben ma ads ca tl’è capì ‘t po rastar con Ciclamino ca ‘l t’adora.

Elsa                 Sarebbe tropo bello, io lo amo ma Serafini minaccia di rivelargli la verità e io questo no potrei sopportarlo.

Marta             Senti al me consiglio: la roba migliore l’è che ti ‘t parla con Ciclamino. Dic tuta la vrità e lu al farà la su scielta.Questo l’è al su dirito ‘t par mia?

Elsa                 Dici Marta?

Marta             Certo và in laboratorio, l’è là ca ‘ lavura …va va!

(Esce Elsa entra Ernesto, Marta si alza)

Ernesto           Marta in du vet,  l’è questa la tu casa. Al so  ch’ho sbaglià ma quand ‘t s’eri picolina ‘t parlavi senpar ca ‘t saria piasì viagiare mi gh ‘ea paura ca t’avresi fat cme tu padar e mi saria restà ancor na volta da par mi. Ciamam nono, dai!

Marta                         Resta al fato che in tuti chi ani s’eram al siur Ernesto e la Marta. Al padrun e la su serva l’è dificil par mi acetar sta situasiun. E me padar?

Ernesto           Tu padar quand l’è partì al saveva mia che tu madar l’era in stato.

Marta             Povra mama!

Ernesto           Tu madar l’era na persona meravigliosa e mi aria sta content s la fos dventada me nora, ma le robe ormai iè andade csì (Ernesto fa un cenno alle valigie) ma ades mia andar via, pensac!

Marta             Cosa credeal siur nono..Le valis iè mia mie i è dla Elsa ma forse sa va tut ben le turnarà al su post!.

Ernesto           Son content ca ta ‘m lasa mia cara la me neudina!

Marta             Ma in du volal ca vaga, mi ho conosì sul cla casa chi!       

(In quel momento rientrano Elsa e Ciclamino teneramente abbracciati seguiti da Nicola che prende le valigie)

(Rimangono in scena solo Marta ed Ernesto)

Marta             In due l andà a fnir cla specie da padar!

Ernesto           Ricardo l’ha preferì andar in la depandans e spetar che ti ‘t fosi pronta par acetaral, l’è felice d’esas catà na fiola ma anca procupà, speta ca ta ‘l ciama.

(Marta prende il telefono e compone il numero)

Marta              Pronto………. sior padar ,  1son la Marta sal vol vegnar a casa l’aspetema mi e al siur nono……

FINE

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