Alfa e Beta

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Alfa e Beta

Breve commedia

di

Giovanni Castelli

Autunno 2018

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L’autore

Giovanni Castelli è nato a Forlì nel 1947, laureato in Fisica all’Università di Bologna nel 1971, ha lavorato poi come progettista di sistemi di controllo nel petrolchimico dell’ENI di Ravenna, città dove vive tuttora.

I suoi interessi sono i temi sia di carattere scientifico-matematico sia nell’ambito teologico-filosofico, senza trascurare le arti come l’ascolto della musica e un po’ di passione per la pittura. Per la sua formazione scolastica e l’occupazione lavorativa di tipo tecnico-scientifico l’autore considera essenziale la ricerca sulle relazioni dell’uomo con sé stesso, con gli altri, con la natura e con un eventuale dio.

(e-mail: giocastelli@gmail.com)

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Prefazione dell’autore

Ognuno si cerca o gli viene proposto dagli eventi un ruolo nel mondo, una funzione per la comunità umana: il contadino nel raccogliere i frutti della terra per sfamare la gente, l’operaio nel produrre manufatti o macchine, ecc … e gli intellettuali, i filosofi e gli umanisti che fanno? A cosa servono nella società?

Si dirà che servono a sviluppare intellettualmente le persone o farle ragionare meglio, ma non se ne capisce il fine, anzi spesso sembra che invece di migliorare si capovolgano i concetti, i sensi delle idee, si stravolga la realtà, si lotti per concezioni inutili o superate, …

Io non sono un umanista per la mia formazione tecnica e scientifica, e devo denunciare il ruolo a volte obbrobrioso degli intellettuali umanisti per la pace nel mondo, cioè per la giustizia, la libertà, il disarmo, l’uguaglianza, …

Se i giovani o le masse impreparate o gli indecisi o le persone inesperte o incoscienti hanno difficoltà a scegliere nella politica delle nostre democrazie, chi li deve guidare? E verso quali obiettivi? Sembra che in ciò gli imbroglioni di ogni sorta abbiano la meglio e che nessuno si schieri apertamente svelando la loro vera natura e intenzione.

Sembra che ci sia un vuoto nei fondamenti teorici della pace, della giustizia, dell’uguaglianza che non permetta di proporre un discorso unitario e mettere alle corde gli impostori demagoghi o populisti. A cosa servono allora tutta la filosofia, tutte le scienze politiche, tutti gli studi umanistici? A fare una inutile e perdente contesa contro il predominio tecno-scientifico o nel riproporre un passato ormai più che superato?

Se non si opera sempre per la giustizia, per la pace, per la libertà e per l’uguaglianza di tutti si corre il rischio concreto che si faccia tutto l’opposto.

Ovviamente mi riferisco alla pace concreta, alla giustizia reale, ecc … e non alle loro ideologie filosofiche o religiose che ognuno pensa come vuole o crede.

La possibilità di un benessere condiviso fra tutti e in tutto il mondo può realizzarsi se tutti vi contribuiscono sia teoricamente che nella sua realizzazione, e qui mi sembra che gli umanisti se ne stiano letteralmente lavando le mani! Sembra che siano come inebetiti di fronte alla complessità della situazione odierna e incapaci di reagire. Invece di proporsi a livello internazionale e condiviso continuano a sviluppare sparpagliati circoli minoritari contrapposti fra loro e inconcludenti, come diceva all’incirca Popper: “Mentre i filosofi discutono sul realismo contro l’idealismo si fanno le guerre mondiali!!”

Ma anche in ambito religioso siamo spesso in situazioni analoghe: penso in ambito cattolico, l’unico che un po’ conosco, riguardo alle contese sistematiche fra le diverse visioni teologiche, per esempio sui sacramenti, o sulla concezione del divino, o su certi aspetti della morale individuale, o sul ruolo della donna nella Chiesa cattolica, … Ammetto che qualcuno si possa dedicare a questioni di questo genere come c’è chi si dedica alla moda o alla pubblicità, ma senza perdere il senso e il valore dei fini più importanti della società umana. Questi valgono per tutti, dal contadino all’impiegato, ma soprattutto sono o dovrebbero essere l’impegno degli umanisti, o no?

Ècon queste idee che ho scritto il testo teatrale “Alfa e Beta”: una favola per adulti o una metafora da utilizzare come un canovaccio, tipo la medievale commedia dell’arte, e comunque uno spunto per affrontare questi argomenti.

Ho nominato i due personaggi Alfa e Beta per un evidente riferimento aristotelico ai fondamenti del pensiero umano . Ne ho fatto una coppia per evidenziare la complementarietà e il rapporto intimo fra le due basi del sapere. Inoltre Alfa è la donna in contrapposizione alla presenza, piuttosto comune, perché sostenuta dal nostro cervello arcaico, di maschi alpha, nel panorama dei politici con tendenze autoritarie e dittatoriali. Mentre il giovane, simbolo del rinnovamento, ela polizia, simbolo della legge, sono i primi succubi del nuovo potere, come è successo tante altre volte.

Giovanni Castelli

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Nessun dorma … (dalla Turandot di Giacomo Puccini)

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Alfa e Beta

Testo di Giovanni Castelli (Autunno 2018)

Personaggi: Alfa e Beta (due anziani, moglie e marito), un giovane attivista politico e alcuni agenti di polizia.

Scena: interno di un appartamento nella sala centrale, piena di libri,da una parte la porta di ingresso e dall’altra un tinello con angolocucina e la porta per le camere da letto e il bagno. La dott.ssa Alfa sta preparando la colazione della mattina mentre alla radio o alla televisione trasmettono le ultime, poco entusiasmanti, notizie politiche. Dalla camere da letto entra il prof. Beta appena svegliatosi.

(Scena 1)

Beta- Buongiorno cara! Come va?

Alfa- Tutto bene! Amore … Tutto bene? … Si fa per dire! (mentre spegne la tv o la radio)

B- Per dire? … So che oggi è una giornata molto impegnativa per te!?

A- Infatti! Oggi arrivano i ricercatori della Stanford … della Stanford University … dalla California

…sono i più avanti nelle ricerche sui computer quantistici … vengono per vedere cosa stiamo facendo nel mio laboratorio, al Centro di Ricerche … spero di lasciarli stupefatti con le ultime novità che abbiamo realizzato …

B- Sarà una giornata impegnativa per te, molto più della mia.

A- Cosa farai oggi? (mentre versa il caffè a Beta)

B- Le solite lezioni ai ragazzi del corso finale, che poi, alla fine della mia esposizione, mi faranno le solite domande … ma Kant aveva scritto e bla … bla … bla … invece Husserl non la pensava proprio così … e chissà cosa faranno dopo che si saranno laureati, magari anche con la lode?

A- Capisco … Bisogna che ci parliamo noi due, adesso non c’è tempo, perché devo andare, ma dobbiamo chiarirci perché il nostro rapporto sta scemando, sta indebolendosi ogni giorno e tutto per causa tua, mentre tu non sembri accorgertene … Quando ti ho risposto prima “tutto bene!” era un modo pleonastico per dire il contrario!

B- Per causa mia?

A- Si! Pensaci … pensa a quello che sta succedendo fra noi, ma soprattutto fuori di noi … (indicando

la radio o la televisione)

B- Beh! Abbiamo avuto i nostri momenti di crisi come tutte le coppie … soprattutto quando tu volevi interferire con il mio lavoro … ma per tanto tempo siamo stati in completo accordo … No?

A- Pensi sempre al passato tu! Guarda al presente e al futuro, invece! … È tardi, devo andare! A stasera!

B- Vado anch’io … poi, stasera, ci chiariremo!?

(mentre Alfa, di fretta, si mette il soprabito ed esce, Beta si attarda e, prima di uscire, pensa fra sé ad alta voce)

B- Chissà cosa ho fatto che le ha dato fastidio? Chissà? O forse è quello che non ho fatto? Forse si aspettava da me qualcosa … e io non ci ho neanche pensato? Questo modo di fare misterioso di Alfa mi dà un po’ fastidio, anche se non saprei come fare senza di lei … e sono sicuro che anche per lei c’è lo stesso simmetrico sentimento nei miei confronti!

(Beta esce)

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(Scena 2)

(è sera: Beta seduto sta leggendo un grosso libro, poi rientra Alfa)

B- Ciao cara! Sei stanca, lo vedo! Come è andata con i californiani?

A- I californiani? C’era una signora veramente notevole, che ha due figli … e lavora a Stanford da ricercatrice … ed è preparatissima, era l'unica che si poteva dire veramente californiana, americana da molte generazioni, mentre gli altri nove: 3 donne e 6 uomini provenivano da tutto il mondo ma ormai da vari anni in USA, sono ambientati là, … e sai la novità! É che nell'autunno prossimo saranno tutti a Shanghai per un simposio e ci saremo anche noi: io e gli altri ricercatori del mio laboratorio, ci pensi! È un fatto molto importante per noi!

B- Bellissimo! Andrai anche a Shanghai! Ormai con il tuo lavoro hai visto tutto il mondo!

A- Ho visto delle Università e dei laboratori, e solo di sfuggita qualche monumento o museo, di solito abbiamo il tempo contato e ci rimane qualche breve visita nei weekend. Purtroppo! … Ho portato da mangiare, comprato alla tavola calda sotto casa … preparo la tavola!

B- (mentre Alfa sta preparando per la cena, Beta la aiuta nell’apparecchiare) Cosa intendevi stamattina dicendo che per causa mia il nostro rapporto sta scemando?

A- Se minimamente tu stessi attento a quello che succede nel mondo capiresti la grave situazione culturale e politica nella quale la nostra società si sta avviando … se sei d’accordo fa almeno un cenno col capo che mi sembri una statua! (Beta annuisce)

A- Allora! Ecco qui il problema! La crisi del nostro mondo! Ma cosa pensi di fare di fronte a questa tragica situazione? Puoi continuare a fare come hai fatto tutti questi anni senza una briciola di responsabilità nei confronti del mondo? Dimmelo?

B- Calmati che ragioniamo! Intanto sono d’accordo con te riguardo la situazione culturale e politica attuale, ma mi spieghi perché questa dovrebbe mettere in crisi il nostro rapporto? E perché io dovrei sentirmi irresponsabile nei confronti di questo mondo? Posso dire altrettanto per te o no?

A- No! Caro mio! Tu sai bene quante cose una scienziata può fare e fa per il mondo, ma non crederai che gli scienziati, i ricercatori, gli ingegneri si possano anche preoccupare delle stoltezze che la gente si infila in testa ovvero che i media, utilizzati ad arte da cronisti e politici senza scrupoli allo scopo di fare audience, pubblicità e raccattare voti, riescono ad infilare nella testa della gente? Questo è un compito che spetta a voi UMANISTI!

B- Hai ragione! C’è chi realizza il coltello e c’è chi si deve preoccupare di come utilizzarlo! E attualmente gli strumenti che la tecnica ci ha messo a disposizione sono davvero tanti … ma tu credi che io, come tutti gli umanisti, come li chiami tu, non reagiamo a questa situazione?

A- Sono ormai più di 2000 anni che discutete fra voi sull’essere e sul divenire, sul non essere e sulle cause prime del mondo, senza trovarvi mai d’accordo, perché non avete un criterio per dare senso alle vostre idee, che chiamarle teorie sarebbe proprio esagerato, che poi c’è anche qualcuno che ha avuto il coraggio di definirle scientifiche; ma lasciamo stare la polemica. Mentre l’umanità si sta dilaniando in guerre senza fine con armi sempre più potenti e pericolose, mentre la natura sta soffrendo per il depauperamento sistematico e la superficie terrestre è sconvolta dal riscaldamento globale, entrambi per colpa dell’uomo, voi? Voi non dite una parola! Anzi, mentre si sta diffondendo fra la gente l’atteggiamento anticulturale e antiscientifico per cui ciarlatani, imbroglioni e immorali hanno un grande successo come se fossero salvatori della

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nazione, e sapete bene che ci stanno portando verso la rovina, voi rimanete zitti … se non addirittura alcuni di voi li sostengono in una visione antisistemica e antiscientifica!

B- A parte che non sto a raccontarti tutto quello che sto facendo con i miei studenti su questi argomenti, se vuoi te lo racconto … non vedo cosa ciò possa influire nel nostro rapporto?

A- Semplicemente che è finito!

B- Finito? Ma …

A- Quando eravamo giovani ti interessava tutto quello che facevo e ti appassionavi, come anch’io cercavo di capire i tuoi interessi nella storia, nell’arte, nella politica, nell’etica … avevamo lunghe discussioni sulla realtà degli enti matematici, sul metodo della fisica, poi sul determinismo e sulla causalità connessi alla teoria dell’evoluzione biologica, … poi, mi sbaglierò, ma è una netta impressione, sei diventato geloso nei miei confronti per le realizzazioni pratiche della scienza e della tecnica, ed hai cominciato a trattarmi con sufficienza …

B- Ma dai! Stai a rivangare fatti di più di cent’anni fa, che poi la colpa è stata solo tua a voler invadere il mio campo … a pontificare nell’etica o nella metafisica o addirittura nella teologia! Dicendo spesso cose senza senso! Ovvie o pure considerazioni personali!

A- Eh no! Guarda che l’invasione di campo è stata reciproca! Il distacco iniziò il secolo scorso quando hai dato ascolto a personaggi piuttosto ambigui, come Croce e Gentile in Italia o Hegel, Husserl ed Heidegger in Germania, che hanno cominciato a criticare la scienza … Croce si permise di trattare pubblicamente con disprezzo un illustre matematico di allora, Federigo Enriques, per aver proposto un giornale di filosofia e quindi di occuparsi anche di filosofia. Poi con l’avvento del fascismo sostenuto da Gentile e poco osteggiato da Croce, si è fatta la grande riforma della scuola di cui ancora si risente … gli studi più importanti erano quelli classici e umanistici, la filosofia diventò la storia della filosofia … non ho niente contro il liceo classico, che è certamente un’ottima scuola, migliore di tante altre equivalenti straniere, ma sono contro l’impostazione che privilegia la cultura umanistica in opposizione a quella scientifica … poi Enriques si dovette nascondere perché di origine ebraica: il fascismo, oltre alla stupidità di un rinnovato spirito imperialista da antica Roma, con le relative vergognose guerre di conquista, fra tante cose aberranti aveva introdotto le leggi razziali contro gli ebrei … eh si! Storia passata! Ma mi sembra che stia ritornando! Non c’è antagonismo fra le due culture, caro mio! E quelle idee di allora, che si riprendono anche oggi, sono anticultura! … Perplesso! … eh!

B- Calmati, perché nella foga stai offendendo illustri pensatori! Io non conosco quell’Enriques, ma mi dispiace dirti che gli altri che hai nominato sono stati importanti filosofi …

A- No, carino! Quando sorsero movimenti politici così nefandi e disumani come il fascismo e il nazismo …

B- Non vorrai dare la colpa all’idealismo o allo storicismo per l’avvento di quelle tremende dittature?

A- Ma è proprio qui che voglio arrivare … cerca di capirmi … le scienze naturali e quelle umanistiche non sono antagoniste … perciò le vostre idee filosofiche, politiche, etiche valgono per l’umanità come valgono le scienze naturali. Il loro valore è … se servono al bene dell’umanità, cioè se aiutano gli uomini almeno a non sbudellarsi l’un l’altro, altrimenti sono sballate, anche se sono profondissime come vuoi tu! Le filosofie e le politiche che generano le guerre sono sballate! Chiaro!

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B- La fai semplice tu! Come se le guerre non fossero causate da conflitti economici o da questioni di potere e come se anche la religione più rispettosa dell’uomo non abbia generato dei conflitti: pensa alle guerre di religione del ‘600 o alle interminabili contese islamiche fra sunniti e sciiti.

A- Appunto, tutti fatti da riconsiderare attentamente e da giudicare apertamente, perché … lo sai perché?

B- Perché?

A- Perché avete la vostra responsabilità nel mondo! Voi, umanisti, come vi fate chiamare, siete responsabili del mondo, almeno quanto gli scienziati, gli ingegneri e i tecnici … e ora, con il progresso tecnologico che la scienza ha sviluppato, lo siete ancora di più! Lo sai bene che l’uomo moderno potrebbe distruggere tutta la Terra con le armi che possiede …

B- Piano, perché va a finire che tutto il male è per colpa di noi filosofi e umanisti … però le bombe atomiche le avete inventate voi!

A- Si! Ma a che serve dare la colpa a qualcuno? Io vi chiedo cosa state facendo nella situazione attuale e nella deriva politica e culturale che sta avvenendo? Cosa state insegnando alle nuove generazioni per scongiurare un ritorno alla dittatura con possibilità concrete di conflitti e di guerre … come formate i giovani, gli uomini e le donne del futuro, per affrontare le grandi sfide attuali dell’umanità?

B- Aspetta che …

A- Non spiegare … è la tua personale visione, perché voi umanisti non siete capaci di affrontare un problema minimo assieme, di confrontarvi fra voi, di trovare risposte che vi mettano tutti d’accordo … non dico a livello mondiale come succede per le scienze naturali, ma almeno nel nostro occidente … siete ancora coinvolti in questioni linguistiche con termini ambigui come dio, verità, eccetera, mentre sai quanti termini specifici e non ambigui gli scienziati e i tecnici usano e sono termini validi per tutti in tutto il mondo!

B- Si lo so! Me l’hai raccontato già altre volte, il contenuto pragmatico e sperimentale dei termini, con le loro rigorose relazioni matematiche e l’uso degli standard nazionali e internazionali in tutti gli ambiti tecnologici per avere un unico linguaggio globale … Purtroppo è così, lo ammetto, noi umanisti spesso facciamo fatica a capirci fra noi … Noi parliamo di spazio, di tempo, di materia e di verità così … genericamente, mentre voi? (fra i due si esprime un atteggiamento

accondisceso tipo allievo-insegnante)

A- Mentre noi … parliamo di distanze, quelle che si misurano col metro fra due oggetti, di intervalli di tempo, quelli che si misurano con l’orologio fra due eventi, di materia che si pesa su una bilancia e di verità solo come aggettivo, non come sostantivo, da assegnare agli enunciati che o sono dimostrabili matematicamente, i teoremi, o molto diversamente sono verificabili sperimentalmente, le leggi fisiche, appunto oggettivamente verosimili … Lo spazio, il tempo, la materia e la verità così generici, ideali sono diversamente pensati nelle teste di ogni essere umano! Noi non parliamo di cose come dio, la verità, la bellezza, eccetera! E poi vi domandate perché i giovani, statisticamente in tutto il mondo, non seguano più gli studi umanistici?

B- Certamente seguono maggiormente gli studi tecnici e scientifici, anche perché danno più prospettive concrete di lavoro …

A- Ma spesso il lavoro sia del tecnico che del ricercatore sono il risultato di un lungo studio adeguato, fatto con grande pazienza e umiltà … l’umiltà del non sapere e del ricercare che gli

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umanisti neanche lontanamente posseggono … e poi per le scoperte del ventesimo secolo sappiamo che anche l’umana conoscenza fisica del mondo è per natura limitata: noi non possiamo sperimentare sull’estremamente piccolo e fare misure sempre più precise, perché …

B- Perché c’è la famosa acca tagliata di Heisemberg!

A- Ah! qualcosa hai imparato! E poi non possiamo conoscere cose che avvengono oltre l’orizzonte degli eventi, perché …?

B- Perché la velocità della luce non è infinita e non si può andare più veloce della luce … A- Anche nella matematica ci sono dei limiti conoscitivi per i famosi teoremi di …?

B- Di? … Di Godel!

A- Bravo! Allora dimmi perché anche voi, umanisti, non potete considerare, semplicemente per umiltà, che la vostra conoscenza sia limitata, presumete di sapere di tutto e di più, anche quello che può pensare dio? Chiamando ciò SAPIENZA!? Invece che miti o ipotesi!

B- … Si è fatto tardi e devo pensarci su … a quello che hai detto … andiamo a letto. Domani è sabato e siamo entrambi a casa e potremo continuare la discussione. Così, come battuta, … mi piacerebbe andare con te a Shanghai, a parlare di queste cose con i filosofi taoisti o confuciani o con quelli ex maoisti e i comunisti-neocapitalisti che sembra un ossimoro …

A- Perché no?... Ma con i cinesi sarebbe meglio che tu parlassi di come va  male il mondo!

(I due escono per la porta che si apre sulle camere da letto, mentre le voci della loro discussione si attenuano)

B- Parlerei di cosa si dovrebbe fare per farlo andare meglio, questo benedetto mondo … e anche parlerei di come si potrebbe fare per farlo andare meglio …

A- E chi e quando e dove!

A e B- Who, What, When, Where, Why …

A- and How … (risata comune)

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(Scena 3)

(è mattina, il prof. Beta ascolta le ultime notizie alla radio o alla tv: il parlamento sta approvando la modifica alla Costituzione che prevede il passaggio da una democrazia parlamentare ad una presidenziale con elezione diretta del Capo dello Stato, il quale assume poteri sulle Camere e sul Governo. In base ai sondaggi, il referendum confermativo è già dato per scontato. Anche le Forze Armate sono state coinvolte dal Premier per farle partecipare direttamente al controllo del potere. Entra la dottoressa Alfa, appena alzatasi da letto)

B- Buongiorno cara! Hai sentito … stanno approvando lo Stato dittatoriale!?

A- Duce! … Duce! …  …     Duce! … Duce!

B- C’è poco da scherzare! Mi sembra che la situazione politica stia diventando molto critica!

A- Oh! Ma guarda! Ieri ho cercato di fartelo capire in tutte le maniere e oggi finalmente te ne accorgi! Perché l’hanno detto alla radio! Deo gratias! (spegnendo la tv o la radio)

B- Sta succedendo proprio quello che mi dicevi ieri! Accidenti, il concetto di democrazia va a rotoli. Pensavo che questa gentaccia che ha avuto il potere regolarmente nell’ultima elezione mettesse la testa a posto: il loro essere anticasta, antiscienza e anticultura mi sembrava un atteggiamento piuttosto goliardico, al solo scopo di invogliare o illudere la gente e raccattare voti … Mea culpa!

A- (mentre comincia a preparare il solito caffè per tutte due) Invogliare o illudere? Io direi piuttosto imbrogliare

in modo disonesto. Questi presunti politici si sono comportati come … come nelle piazze del mercato di tanti anni fa gli antichi venditori degli elisir contro tutti i mali o del profumo per fare innamorare o degli amuleti per la fortuna o contro il malocchio. Come allora la gente ha abboccato all’amo dell’illusione, tanti pesci paganelli nella stagione del loro passaggio sulle coste. Nessuno che ha minimamente evidenziato l’imbroglio perpetrato! Per me, imbrogliare la gente, illuderla con false promesse, farle credere a idee antiscientifiche o impossibili da realizzare per ovvi motivi pratici o economici è semplicemente un reato! Un REATO! Non si deve confondere la dialettica politica o la propaganda politica con false, perché inattuabili, promesse, questo è imbrogliare la gente, è irrispettoso, è disonesto, è immorale e perciò è un reato!

B- Senza parlare dell’amplificazione mediatica che hanno avuto perché più la sparavano grossa nelle loro propaganda più erano evidenziati nelle televisioni e nei social network, senza un minimo di commento morale. Purtroppo, pur utilizzando nella propaganda elettorale metodi mediati dalle ricerche pubblicitarie, per la propaganda politica non c’è il reato di pubblicità ingannevole o quello di comparativa illecita! Non si può organizzare una class action conseguente.

A- Purtroppo è così! Per la teoria della sopravvivenza dei memi, l’analogo dei geni biologici, ma nell’ambito della cultura umana, nella testa della gente ... Nel commercio la pubblicità serve ad invogliare i consumatori all’acquisto di determinati prodotti: un profumo o degli spaghetti, che se non ti piacciono la volta successiva ne compri di altra marca, nella politica invece si scelgono i futuri legislatori e di riflesso governanti, che dureranno almeno una legislatura! Un imbroglio ancora più immorale! Poi nella pubblicità c’è il fattore emotivo e irrazionale che influisce nel giudicare, per esempio in base al carattere: antipatico o simpatico, o al modo di presentarsi, o all’attrattiva sessuale, o al modo di lavorare più o meno accentratore o collaborativo, o all’età, giovane o anziano, mentre nella politica dovrebbero valere molto di più le capacità reali, sai con

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quanti colleghi nel mondo ho collaborato che erano antipatici o accentratori ma ineguagliabili nel loro campo di ricerca.

B- Mi sembra che fra i tanti eletti, deputati o senatori, di cui alcuni sono stati scelti poi come Ministri, cioè direttamente responsabili di un pubblico Dicastero, ce ne siano pochi che hanno un minimo di capacità tecniche, intellettuali e morali per affrontare i problemi dell’incarico assunto. I più sono superbi o ignoranti che si credono di potere dirigere uno Stato senza averne una minima idea, soprattutto delle complessità e delle difficoltà della gestione nel mondo attuale. Ed

èovvio che chi si illude di essere in grado di guidare una nave così grande e complessa come uno Stato intero e non ne ha le capacità oltre a imbrogliare gli elettori può facilmente portare la nave a frantumarsi contro degli scogli …

A- Mi sembra che sia la prima volta che mi parli così! … Però ammetterai che una qualità ce l’hanno! Sono tutti bravissimi parolai!

B- Che fanno esternazioni continue, soprattutto attraverso i media non ufficiali: tv commerciali e social network, come se si fosse permanentemente in stato preelettorale! Ahimè! Il popolo si entusiasma per loro, come succedeva nel passato, perché raccontano favole rassicuranti con promettenti lieti fini!

A- Il popolo?

B- Il popolo che ha voluto così!? Come quando si votò in Germania per Hitler o in Italia per Mussolini! Due pifferai magici che trascinarono il mondo nella rovinosa seconda guerra mondiale …

A- Tutti siamo il popolo votante …

B- Si è vero anche noi siamo popolo, ma io intendo quella massa di votanti che si è fatta menare per il naso da quegli imbroglioni, da quei cialtroni che seminano ansie e odio contro tutti i poteri allo scopo di farsi seguire in una ipotetica soluzione definitiva, per una identità collettiva che toglie la responsabilità individuale e permette ai capi di fare quello che vogliono … mi capisci? Il popolo-massa, il popolo-bue, chiamalo come ti pare, quello che crede a tutte le bufale che gli vengono raccontate per pura soddisfazione emotiva, senza razionalità alcuna, quello che, proprio come dicevi tu, nel passato, nelle fiere paesane, credeva all’imbonitore che vendeva l’elisir contro tutti i mali …

A- Purtroppo fanno parte del popolo-bue anche scienziati, ingegneri, storici, economisti e filosofi come te … e come te lo spieghi?

B- (Breve pausa di riflessione) Penso a fattori più che altro psicologici come un certo fenomeno di imprinting politico che tutti abbiamo avuto nella nostra infanzia e che ci fa giudicare in modi molto diversi gli schieramenti politici … come diresti tu, non usiamo la stessa bilancia o gli stessi pesi nel giudicare, perché psicologicamente deformiamo la realtà …

A- Ci vorrebbe una liberazione psicanalitica con qualche anno di sedute per tutti gli elettori?

B- Per favore non scherzare! A certe impostazioni mentali che nel tempo si sono stratificate nella testa degli individui non ci sono rimedi … e ogni singolo individuo cambia opinione solo quando

…solo quando va sbattere con la testa e si deve fare anche molto male … è l’esempio più calzante che mi viene in mente … E poi …

A- E poi?

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B- E poi ci sono le paure inconsce, le angosce del vivere, le preoccupazioni delle difficoltà della vita che possono diventare meno pesanti da sostenere se si trova un capro espiatorio, che in maniera anche molto lontana ne può essere la causa. Un capro espiatorio che sia un soggetto debole per scaricare su esso le proprie colpe e sentirsi liberi e responsabili … gli ebrei, nel passato, o i rom o gli immigrati … Così questi capipopolo hanno fatto diventare l’unico vero problema l’arrivo di qualche migliaio di immigrati all’anno, con una amplificazione mediatica voluta ad arte con comportamenti anche al limite della legalità. Così razzismo e xenofobia sono stati sdoganati, legittimati ed uniti ai sentimenti ancestrali di branco, di difesa del proprio territorio per noi e per i nostri figli, di protezione delle proprie identità religiose e culturali, di allontanamento dei criminali e degli sfruttatori, perché gli immigrati per loro natura sono criminali, sfruttatori, e incapaci di lavorare, se non lo sono lo diventeranno, potranno solo vivere di elemosina, e, senza considerazioni di sesso o di età, sarebbe meglio per tutti rimandarli da

dove sono venuti  o eli … (il professor Beta si morde la lingua)

A- (lo blocca e ritorna sul punto precedente) Infatti la percezione umana è logaritmica, invece che lineare, … B- Me l’hai spiegato, tempo fa, ma ora mi sfugge … è quella storia dello strano numero di Nepero?

Che era?

A- Il limite di uno più uno diviso enne tutto fra parentesi ed elevato alla enne quando enne, numero naturale, uno, due, tre, eccetera tende all’infinito. Capito? Uno più un mezzo tutto al quadrato, poi pensa uno più un terzo tutto moltiplicato tre volte per sé stesso, eccetera, uno più un centesimo moltiplicato per sé stesso cento volte e così via: uno più un millesimo moltiplicato per sé stesso mille volte …

B- Basta così,! Ho capito! Uno più un milionesimo moltiplicato un milione di volte … e poi miliardi e numeri sempre più grandi fino all’infinito …

A- Se poi non ti piace questa definizione, potrebbe essere più di tuo gusto quest’altra: il numero di Nepero è la infinita somma di uno più un mezzo più un sesto più un ventiquattresimo e così via ogni volta dividendo per il numero successivo, che matematicamente si chiama la somma degli inversi dei fattoriali dei numeri … si scrive sigma maiuscolo, che sta per sommatoria di uno diviso enne seguito da un punto esclamativo, con enne che va da uno all’infinito dei numeri naturali! E ti faccio notare che l’infinito dei numeri naturali è infinitamente più piccolo dell’infinito numero dei numeri reali, quelli con la virgola decimale e non periodici, come dimostrò nella fine dell’800 Cantor, ma questo non serve per quello che vorrei spiegarti.

B- Va bene … ci credo!

A- Che credi!? Non c’è niente da credere, ci sono solo dimostrazioni matematiche … Tuttavia, quello che volevo dirti, te lo spiego in modo semplice, esemplificando, e senza scomodare Nepero e il suo strano numero. Se ascolti un rumore o vedi una luce o … insomma: i sensi umani rispondono alle sollecitazioni non in proporzione diretta all’intensità ma in proporzione al logaritmo della stessa. Ciò per permettere di avere, come si dice tecnicamente, la maggior ampiezza di banda, cioè essere sensibili alle più lievi sollecitazioni come a quelle di grandissima intensità, per esempio: tu senti il ronzio di una zanzara, che diciamo vale 1, se senti 10 zanzare che potranno fare il ronzio di un calabrone per l’orecchio valgono 2, non 10, e così via il ronzio di 100 zanzare o 10 calabroni saranno, che so, come un motorino e vale 3, e così il suono in una discoteca potrebbe essere 80, miliardi di miliardi di miliardi di volte più potente, i famosi 80 dB

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o decibel, per arrivare a una esplosione, che ti romperebbe i timpani delle orecchie … è evidente che fisicamente una forte intensità copre quella lieve, cioè nella discoteca non riesci a sentire il ronzio della zanzara …

B- Ho capito!

A- Quindi se pensi ai problemi che creano gli immigrati: che siano 10 o 100 o 1.000 o 10.000 immigrati valgono per la nostra sensibilità come 1 o 2 o 3 o 4 … Ti faccio un altro esempio per capirlo meglio: immagina di stare in una stanza in silenzio con una zanzarina che ti ronza attorno alle orecchie e pensa a quante zanzare dovrebbero esserci in una discoteca per avere un fastidio analogo … Hai capito! Quindi basta spegnere il rumore di tutti i vari problemi della nostra società, per questo nostro sentire logaritmico, e mantenere presente solo il rumore mediatico relativamente agli immigrati, questa è la tecnica per farli diventare il vero problema e sfruttare il meccanismo psicologico del capro espiatorio per tranquillizzare e rasserenare la gente … Se le zanzarine non ci daranno più fastidio saranno risolti tutti problemi! Ovviamente per lo Stato i problemi sono proporzionali al numero effettivo di immigrati, non al logaritmo …

B- Mi piace questo esempio perché implicitamente evidenzia l’aspetto deumanizzante nel confronto degli immigrati, considerandoli alla stregua di zanzarine!! Ah! Ah! Ah! Mi viene un po’ di voltastomaco … scusa … certi pensieri mi aggrovigliano le viscere! O mi versano acidi biliari nello stomaco!

A- Eppure è quello che sta succedendo … per ora sembra che gli immigrati in arrivo siano il solo capro espiatorio, ma se non funzionasse a sufficienza se ne inventeranno un altro … c’è solo l’imbarazzo della scelta: i nomadi e i senza dimora, gli immorali e i depravati, gli immigrati già presenti e i loro figli nati e vissuti qui, l’opposizione politica e i rappresentanti dei governi precedenti, un po’ più difficile è prendersela con la globalizzazione o gli Stati emergenti o i poteri forti, … ma Mefistofele docet!

B- Negli anni del dopoguerra c’era la prospettiva della ricostruzione del paese che univa le varie espressioni politiche e culturali della nazione, che era decisamente molto più povera e con meno mezzi di oggi. C’era la fiducia nel futuro che negli anni della contestazione diventò speranza concreta di realizzazione, anche se si era in piena guerra fredda. Poi nel periodo del riflusso riprese l’individualismo e la fiducia nel futuro era sostenuta solo dal progresso tecnologico. Oggi la globalizzazione e la crisi economica, i problemi sollevati dalle tecnologie per lo sfruttamento della natura, il cambiamento climatico, hanno fatto perdere alla gente gli ultimi barlumi di fiducia nel futuro: non si fanno più figli, non si pensa a cosa si potrebbe migliorare nel futuro del lavoro, dell’economia, dell’arte, dello svago, … rimangono solo rivendicazioni contingenti e sensi di un profondo malumore, uniti alla svalutazione delle scienze, delle tecnologie e anche di tutte le ideologie politiche e culturali … siamo in piena crisi e decadenza!

A- Proprio per evidenziare quanto dici, con cui sono d’accordo, hai notato che, per la mancanza di fiducia nell’umanità e nel suo progresso, ormai tutte le correnti pacifiste sono scomparse! Chi si ricorda più della bandiera arcobaleno, ormai essa è stata definitivamente ammainata da tutti i pennoni, soprattutto quelli che stanno dentro la testa della gente! Le guerre continuano senza che nessuno pensi che siano la cosa più orrenda che l’uomo possa fare … e le spese per gli armamenti sono sempre in aumento per tutti gli Stati della Terra anche nei periodi di crisi economica!

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B- La gente è preoccupata e piena di paure per il futuro, come se potessero avverarsi quei film fantascientifici, catastrofici, distopici e apocalittici che hanno avuto anche tanto successo. Il nostro universo culturale ha perso fiducia nel concetto di progresso e nel futuro, in cui noi tendiamo a proiettare soprattutto le nostre paure e angosce. Sentimenti anche procurati dal senso di insicurezza connesso alla precarizzazione del lavoro, alla diminuzione del tenore di vita e delle tutele sociali, dal senso di provvisorietà causato dall’estrema fragilità delle relazioni interpersonali e da un sempre più pervasivo panico da immigrazione. Sentimenti dovuti anche all’amplificazione mediatica, come quella che incide sulla volontà di proteggere la propria casa e i propri cari, armandosi per fare legittima, si fa per dire, difesa, la giustizia fai da te, quando furti e scassi sono in netta diminuzione. Poi c’è anche il senso di inconsistenza delle leadership mondiali, che sembrano incapaci di fare proposte e prospettive a lungo termine, tranne la Cina e il Vaticano, lo Stato più popolato e quello più piccolo, e ciò incrementa ancor più il rifugiarsi nella deriva populista, nazionalista e autoritaria. Inoltre il potere politico risente dell’erosione della sovranità da parte dei poteri economici, spesso sovrannazionali, della forza della propaganda mediatica, … e cerca di costruire una specie di sovranità culturale con le ottuse espressioni identitarie, nazionalistiche, protezionistiche, …

A- Nella realtà di un mondo ormai cosmopolita e interdipendente, quello che io vivo quotidianamente nel mio lavoro di ricerca, invece di sviluppare ideali e prospettive per il futuro che coinvolgano più nazioni possibile, questi nuovi leader politici alimentano una cultura della paura e del sospetto, della demonizzazione di ogni forma di cultura e di conoscenza perché responsabili della situazione attuale. Il confronto e il dialogo con questi nuovi leader populisti diventa sempre più difficile e scade facilmente nella reciproca offesa, per ora solo verbale, e di solito a loro vantaggio per evidente maggiore abilità, sia nelle contese mediatiche fra le frange politiche nostrane, che, ed è anche peggio, nelle contese fra i vari Stati del mondo dove il leader populisti hanno il potere, un potere esercitato in modo decisamente antidemocratico e autoritario, anche quando sostengono l’opposto.

B- Proprio così!

A- Allora sarà il caso che voi umanisti cominciaste a cercare prospettive per uscire da questa crisi culturale e sociale?

B- …

A- Non guardarmi così come se tu non lo sapessi cosa si deve fare: se solo cominciaste a chiarirvi fra voi, per esempio smettendo di guardare al passato come se tutto lo scibile fosse già stato detto dai pensatori greci e medievali …

B- In effetti fra i miei colleghi ce ne sono diversi che ragionano così e vorrebbero ritornare a quel passato …

A- Ma facendosi curare dai medici di oggi, però! … Poi ci sono i romantici legati a Marx o a Weber tanto per dire due nomi importanti … e gli idealisti e gli anti idealisti … i neo nominalisti e i neo realisti, e i relativisti, che insieme agli analisti e agli ermeneutici hanno ridotto ogni metafisica a pensiero debole … ah! Ah! Dimenticavo … ci sono ancora dei positivisti ad oltranza che si illudono che la scienza e la tecnica risolvano tutti i problemi …

B- Direi che questi ultimi sono per lo più fra le vostre schiere …

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A- Comunque c’è una grande urgenza e c’è bisogno che voi interveniate soprattutto per gli aspetti culturali e prepolitici. Il popolo, come lo chiami tu, ne ha un urgente bisogno!

B- Non te l’ho detto prima, ma è ovvio che anch’io ho cercato di intervenire soprattutto con tutti i miei vari colleghi accademici, amici e conoscenti che ho cercato di coinvolgere nel contrastare questa situazione politica …

A- Pensi che ciò possa essere sufficiente? Bisogna che cominciate ad uscire sui giornali, nelle tv, in Internet, a livello globale … bisogna che facciate un fronte compatto!

B- Ci sono varie idee al riguardo e penso che riusciremo a rispondere alle tue aspettative … Intanto, mentre te le racconto, perché non prepariamo per il pranzo?!

A- Benissimo!

(Mentre Alfa sta preparando e Beta apparecchia, suona il campanello, e si presenta alla porta un giovane, fintamente timido)

B- Chi siete?

Giovane- Sono un suo allievo all’Università e avrei piacere di scambiare due chiacchiere con lei! Posso entrare?

B- Prego si accomodi, è l’ora di pranzo … spero che sia per una cosa breve … cosa mi deve chiedere?

G- Una cosa brevissima! Vorrei sapere perché nei suoi validissimi insegnamenti, all’Università, spesso fa riferimenti a questo governo attuale, il governo del cambiamento, e ai nostri bravi politici con toni sarcastici o peggio decisamente negativi?

B- (stupito, guarda Alfa, mentre sta armeggiando alla cucina, anche lei molto turbata dalla domanda così diretta del giovane)

Penso che sia mio dovere insegnarvi a comprendere il pensiero passato e a giudicarlo, così come a capire il presente e a giudicarlo … non crede che ciò sia giusto e utile per voi giovani?

G- Certamente, ma lei parte con un pregiudizio che non considera la realtà attuale, lei non si rende conto, perché vive nella sua torre d’avorio, della situazione disastrosa della nostra società e di come questa abbia bisogno di essere sanata dalla lungimiranza politica dei nostri capi …

B- Fermati! Se sei venuto qui per farmi della propaganda politica per quegli emeriti … imbecilli che sono al Governo, ti sei sbagliato di grosso! Questi governanti non sono neanche lontanamente confrontabili con gli statisti del passato!

G- Assolutamente non è mia intenzione fare propaganda, volevo solo capire perché odia così i nostri capi politici!?

B- Per caso fai parte di qualche gruppo politico creato da questi mentecatti?

G- Lo sa, professore, che con il nuovo indirizzo politico del cambiamento, molto più serio dei precedenti, i gruppi e le associazioni giovanili sono state tutte scoraggiate o disperse per il rischio concreto che gruppi di estrema destra o di estrema sinistra seminassero il terrore come successe in Italia nei cosiddetti anni di piombo! Il nuovo Governo ha lasciato solo le associazioni sportive giovanili, mentre tutte le altre: sia politiche che culturali che religiose, di ragazzi con meno di 18 anni sono equiparate ad associazioni segrete!

B- Lo so! Purtroppo ciò è successo senza che nessuno se ne accorgesse, perché fra socialnetwork, viaggi facili, ludoteche e discoteche i giovani che partecipavano ad associazioni non sportive, non di svago, culturali o politiche o religiose, erano ormai una esigua trascurabile minoranza. E,

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dopo i 18 anni, i giovani di oggi, che non si sono abituati a partecipare ad associazioni, non si impegnano più in nessuna!

G- Per questo è stato costituito il gruppo dei Giovani Volontari Autonomi, GVA, per permettere ai pochi interessati maggiorenni di discutere e affrontare i problemi della gioventù d’oggi nella difficile situazione politica nazionale ed internazionale.

B- GVA … Giovani volontari … mi ricorda qualcosa della storia passata … Non lo sapevo!

G- Sembra che le sue interpretazioni della politica dell’attuale leader e, ormai, Capo di Stato, siano completamente negative. A noi, del GVA di questa città, è stata passata una sua mail che lei ha inviato a vari professori, con decisi aspetti e affermazioni che dire sediziose è poco …

B- (perplesso  non sa reagire)

G- Lo sa che si possono inviare mail solo a singole persone e ai propri familiari, ai parenti diretti, ma le mail a decine di persone sono tenute sotto controllo dalla Polizia Postale per il rischio, come le dicevo, di associazionismo segreto a scopo sovversivo! Comunque la sua mail ci è stata passata da un suo anonimo collega, professore come lei all’Università!

B- Accidenti … siamo alla delazione anonima … (Alfa sta ascoltando mentre prepara per il pranzo, fra lo stupito e ildivertito vedendo Beta un po’ impacciato alle prese con il giovane attivista politico)

G- Allora ha qualcosa da ribattere?

B- A cosa dovrei ribattere? Quello che ho scritto o detto è semplicemente un’analisi dell’attuale realtà! Se solo tu non avessi i paraocchi che ti sei messo o che ti hanno messo! Capiresti! Quindi non perdo tempo a rispondere alle tue boiate! La prego di uscire da questa casa subito!

(Va all’uscio e lo socchiude per fare uscire il giovane)

G- Esco subito, ma le devo dire che lei si sta sbagliando completamente, i suoi giudizi rappresentano solo la sua presunzione di sapere tutto e di capire i problemi attuali!

B- Glielo ripeto ancora una volta! Vada via e non si faccia più vedere qui!

G- Esco, ma prima le devo dire che sta facendo un grande sbaglio a non riconoscere positivamente l’importante cambiamento politico che sta avvenendo, che porterà un futuro migliore per tutti e anche per la democrazia a cui lei tiene così tanto!

(Alla parola democrazia il professore Beta comincia a tremare per la tensione e prende dal tavolo un coltellaccio da cucina avventandosi contro il giovane per impaurirlo e indurlo a uscire, e apostrofandolo, mentre la dottoressa Alfa cerca di fermarlo)

A- Fermati! Non vedi che fa di tutto per provocarti!

B- Esci! Se no ti ammazzo! Non parlare di democrazia in mia presenza! Esci subito di qui o t’ammazzo!

A- Fermati! Fallo uscire!

B- Non pronunciare quella parola! Ignorante! Esci subito, prima che ti ammazzi!

G- Una maggiore democrazia … diretta!

B- T’ammazzo!

G- (muovendosi con circospezione, lentamente,verso all’usciosocchiuso) Aiuto! Aiuto! Polizia! Aiuto!

(A quel grido convenuto, entrano due poliziotti con macchina fotografica e manette, fotografano più volte il povero professore mentre urla di ammazzare il giovane indifeso e gli sta brandendo il coltello contro, poi mettono le manette a Beta e lo trascinano fuori, mentre il giovane esce sorridente per la contesa vinta. Alfa impietrita osserva tutta la scena, che si svolge in un battibaleno)

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(Scena 4)

(Mattina, Alfa sta ascoltando, esterrefatta, le ultime notizie che riportano la disavventura di Beta, l’illustre professore che per motivi esclusivamente ideologici si è avventato per uccidere un giovane inerme che voleva semplicemente parlare con lui. Le foto compromettenti fatte dagli agenti di Polizia, per puro caso passanti di lì, sarebbero prove incontrovertibili del tentativo di assassinio. Ora il professor Beta è in prigione e sta aspettando, senza speranza, un regolare processo. Ovviamente Alfa esprime le sue emozioni nell’ascoltare le notizie su Beta e disgustata alla fine spegne la tv o la radio)

A- Ho il presentimento che per molto tempo non potrò rivedere il buon professor Beta … rinchiuso, incolpevole, in prigione, caduto in disgrazia e vittima di un orrendo tranello …

A- Forse lo vedrò al processo! … mi chiameranno pure, come testimone dei fatti? … ma la mia parola, contro quelle foto compromettenti, che cosa potrà valere? … e quello che sicuramente diranno il giovane e la polizia! Testimoni quanto me! Che evidentemente erano d’accordo nell’imbroglio contro di lui! … Oh come la vedo male per Beta!

A- Ma Beta non è mai stato un violento, non avrebbe ammazzato neanche una mosca, come è potuto cadere nella trappola di una provocazione fatta apposta?

A- E d’ora in poi come farò senza di lui?

(Poi Alfa tristemente, come il solito, si prepara un  caffè …  suona il telefono.)

A- Pronto … ah! Si sono io! La metto a viva voce, perché mi sto preparando un caffè.

Telefono- Come le dicevo sono la presidentessa dell’Accademia e con i nostri responsabili, nella riunione di ieri, abbiamo deciso di sviluppare le ricerche sui computer quantistici, perciò abbiamo messo a disposizione un cospicuo fondo per realizzare un laboratorio nuovo. Per questo scopo, e abbiamo pensato di proporle di venire a lavorare qui, almeno per i prossimi cinque anni! Cosa ne pensa?

A- Le dico subito che, nonostante il mio attuale contratto sia penoso … già altri enti internazionali mi hanno fatto proposte analoghe, ma ho sempre rifiutato … ma questa volta potrei accettare l’offerta, ma solo se possono venire con me anche i miei tre principali collaboratori …

T- Con il senato accademico avevamo già previsto questa sua risposta e ci siamo accordati di dirle che fino a cinque collaboratori non ci sono problemi e che qui sarete alloggiati nel campus e vi troverete tutti benissimo … da noi starete benissimo perché vi consideriamo un investimento scientifico e culturale irrinunciabile, oggi!

(Alfa ci pensa un po’ … guarda la radio o la tv come per lasciare quel  mondo e quelle storie)

A- Conosco bene la vostra realtà, il vostro campus e come trattate i ricercatori stranieri … sono stata lì, tre anni fa, per un lungo stage! … Bene, allora accetto! Dite ai responsabili dell’Accademia, a quelli che devono preparare il laboratorio, di cui vi manderò i dettagli per email, e a chi deve predisporre gli alloggi, che stiamo preparando le valigie e che fra pochi giorni saremo da voi! … In effetti sia io che i miei collaboratori non ne possiamo più di sopportare la penosa situazione politica e culturale di questo paese e ci sembra un sogno di poter venire a vivere da voi!

T- Vi aspettiamo con sommo piacere! Arrivederci.

A- Arrivederci.

(con il tu-tu-tu telefonico finisce la rappresentazione)

FINE

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Sommario

Alfa e Beta............................................................................................................................................ 1

L’autore............................................................................................................................................ 2

Prefazione dell’autore....................................................................................................................... 3

Alfa e Beta............................................................................................................................................ 5

(Scena 1).............................................................................................................................................. 5

(Scena 2).............................................................................................................................................. 6

(Scena 3)............................................................................................................................................ 10

(Scena 4)............................................................................................................................................ 17

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