Amanti irreali

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AMANTI  irreali

commedia brillante in  due atti

di

KRAMER MOGGIA

26041 Socio S.I.A.E.: autori n° 88397 – 31/12/ ’89 qualità D.O.R. autore parte letteraria

CASALMAGGIORE ( Cremona) Via Cairoli, 93 tel, 0375 41110 cell. 3396821681

                                

ogni riferimento a persone fatti o luoghi è puramente casuale

PERSONAGGI:

PAOLO ROSSI           imprenditore

ANNA                           sua moglie

EMMA DANIELI         ex di Paolo

LUCIO BERNI             innamorato di Anna

MARIO DANINI         innamorato di Emma

TITO SPERI                amico di casa

MARIA CHIARI                   amica di casa

SCENOGRAFIA:

ATTO PRIMO:      salotto in casa Rossi. A sinistra porta (A) che dà sul terrazzo, al centro porta  arco (B), a destra porta (C). Scrivania con vaso di fiori, libri e carte a destra. Divanetto e poltrona con tavolino a sinistra. Mobile bar.

ATTO SECONDO: salotto in casa Berni Divano a sinistra con due poltrone. In fondo al palcoscenico una grande tenda [per coprire la porta (B)] e un camino. Porte a sinistra (A) e a destra (C). Tavolo a destra con sedie, carta, penna, bottiglie e bicchieri.

TEMO:  anni trenta

LUOGO: val padana


TRAMA 

Sul campo di battaglia Franco, morendo fra le braccia dell’amico Paolo, gli fa promettere che si sarebbe occupato della moglie Emma.

Finalmente dopo tanti anni Paolo ritrova Emma, la quale ha condotto una vita poco onorevole. La moglie di Paolo, Anna, crede che l’aiuto economico che Paolo da a Emma sia dovuto ad un rapporto sentimentale, per cui lei stessa sta cedendo alla corte di Lucio. Un ventaglio perso da Anna in casa di Lucio dimostrerebbe un adulterio del quale, invece se ne fa carico Emma. La pace fra Anna e Paolo ritorna , e Anna si onorerà dell’amicizia di Emma.

     


A T T O   P R I M O

ATTO PRIMO

Scena Prima: Anna, Lucio.

(Anna è accanto al tavolo di destra, e sistema un mazzo di rose in un vaso

Suona il campanello  della porta principale

Anna si alza e va ad aprire. Dalla porta B rientra Anna accompagnata da Lucio)

ANNA       ( rivolta a Lucio)) Che piacere rivederla. Si accomodi. No, non posso stringerle la mano. Ho le mani tutte bagnate per via di queste rose. Non sono un incanto?

LUCIO     Spero di non disturbare.

ANNA      Non lo dica proprio. E’ per me un piacere vedere gli amici di mio marito.. ( indicando i fiori sul tavolo) Stavo sistemando quelle rose che ho appena colto in giardino, nel vaso.

LUCIO     Sono veramente belle. Ancora una volta apprezzo il frutto  del suo amore per la cura che lei ha, per il vostro giardino.

ANNA      Mi piace veramente stare in giardino per l’aria che si respira, profumata, anche, da quelle rose.

LUCIO     (vede un ventaglio sul tavolo). E che ventaglio meraviglioso! Posso dargli un’occhiata?

ANNA       Faccia pure. (Lucio  prende il ventaglio e lo esamina) Grazioso, vero? C’è scritto il mio nome. L’ho appena ricevuto. E’ il regalo di compleanno di mio marito. Lo sa che oggi è il mio compleanno?

LUCIO      No. Davvero?

ANNA      Sì. Una giornata importante. Vero? E’ per questo  motivo che invitiamo   gli amici  per cena. Ma si sieda, la prego. (continua a sistemare i fiori).

LUCIO     (si siede sul divanetto)Se soltanto avessi saputo che era il suo compleanno,Anna, avrei cosparso di fiori la strada davanti alla sua casa perché lei li potesse calpestare. I fiori sono stati creati per lei.

ANNA  (pausa) Lucio, lei mi ha importunata ieri sera in casa dei signori Oppici. Temo che stia per importunarmi un’altra volta.

LUCIO  Chi? Io? (con aria di finto rimprovero)Anna!

ANNA      (si alza si asciuga le mani con un fazzoletto, va verso il mobile bar, prende due bicchieri la bottiglia del liquore  e versa.  Si siede in poltrona). Non vuole tenermi compagnia,

LUCIO      Grazie Anna  (Anna serve  il liquore per entrambi; nel corso delle battute successive i due personaggi parlano bevendo)Sono molto infelice,Anna. Mi deve dire cosa ho fatto.

ANNA       Lei non ha smesso di farmi dei complimenti strampalati per tutta la serata.

LUCIO      (sorridendo)Beh, di questi tempi siamo tutti così poveri che le sole cose piacevoli che possiamo permetterci di offrire sono i complimenti.

ANNA      ( scuotendo il capo)La smetta, sto parlando molto seriamente. Non mi piacciono i complimenti, e non vedo perché un uomo debba pensare che sta facendo un enorme piacere a una donna quando le dice un mucchio di cose senza crederci, e forse poco convinto.

LUCIO     Ah, ma io ci credevo davvero, sa?

ANNA      ( con tono grave)Spero di no. Sarei molto dispiaciuta se dovessi litigare con lei, Lucio. Le voglio molto bene, lo sa. Ma non le vorrei affatto bene se pensassi che lei è come quasi tutti gli altri uomini. Mi creda, lei è migliore della maggior parte degli uomini, e a volte penso, con il suo atteggiamento  che finga soltanto di essere peggiore.

LUCIO      Abbiamo tutti le nostre piccole vanità, Anna.

ANNA      Perché prediligere questa?

LUCIO      Oh. Ma oggi ci sono così tante persone vanitose che fingono di essere buone che per sembrare amabile e modesto ho pensato che devo fingere di essere cattivo. Comunque, se fingiamo di essere buoni, la gente ci prende molto sul serio; invece, se fingiamo di essere cattivi, non lo fa. La stupidità dell’uomo , a volte, è davvero proverbiale

ANNA      Allora lei proprio non vuole che la gente la prenda sul serio?

LUCIO      No, la gente no. Chi sono le persone che la gente prende sul serio? Quelle noiose! Vorrei invece che lei mi prendesse molto sul serio, Anna, lei più di qualsiasi persona nella mia vita.

ANNA      Perché ... perché io?

LUCIO      ( dopo una lieve esitazione)Perché credo che potremmo essere grandi amici. La prego: perché non diventare grandi amici? Potrebbe aver bisogno di un amico un giorno.

ANNA                    Perché dice questo?

LUCIO       Beh. Tutti abbiamo bisogno di un amico una volta o l’altra.

ANNA      Mi pare che siamo già ottimi amici, . E possiamo restare così se lei non ...

LUCIO     Se io non ...?

ANNA       Se lei non rovinerà tutto dicendomi cose di un’assurdità bizzarra. Lei pensa che io sia una puritana, vero? Sì, c’è qualcosa di puritano in me. Sono stata educata così. E ne sono felice. Mia madre morì quando ero ancora una bambina. Sono sempre vissuta con, la sorella maggiore di mio padre. Era severa con me, ma mi ha insegnato ciò che il mondo sta dimenticando: la differenza tra il bene e il male. Lei non accettava nessun compromesso. Io non ne accetto nessuno.

LUCIO     Ma cara Anna …

ANNA       (lo interrompe)  Lei mi guarda come se appartenessi al passato. Sì, è vero! Mi rincrescerebbe essere allo stesso livello della nostra epoca.

LUCIO     Perché, lei pensa che la nostra epoca sia così cattiva?

ANNA       Sì. Oggi la gente sembra considerare la vita come una speculazione. Il vil denaro l’unico traguardo. Non è una speculazione, è un sacramento. L’ideale della vita è l’amore. La sua purificazione è il sacrificio. Quanto invidio la morale, l’etica di un tempo.

LUCIO      ( sorridendo)Oh, no! Qualsiasi cosa è meglio del sacrificio!

ANNA      (con aria di rimprovero)Non dica questo.

LUCIO     ( allusivo)Quindi lei pensa che … si tratta soltanto di un’ipotesi immaginaria, naturalmente … dicevo, lei pensa che nel caso di una coppia recentemente sposata, diciamo da due anni, se il marito diventa ad un tratto l’amico intimo di una donna … beh, di reputazione più che dubbia … le fa visita ad ogni momento, pranza con lei e probabilmente paga i suoi conti … ecco, lei pensa che la moglie non dovrebbe cercare delle consolazioni?

ANNA       (perplessa)Cercare delle consolazioni?

LUCIO     Sì. Vede: io per esempio credo che dovrebbe. Anzi, credo proprio che ne abbia il diritto.

ANNA       Quindi, dal momento che il marito è un essere spregevole, dovrebbe seguirlo nelle sue orme. Diventare spregevole anche lei?

LUCIO     Spregevole è una parola terribile.

ANNA      No, essere spregevoli è una cosa terribile.

LUCIO     Io temo che la gente con i buoni sentimenti provochi molto male in questo mondo, soprattutto perché dà tanta importanza alla cattiveria. E’ assurdo dividere la gente tra buona e cattiva. No, la gente è o affascinante o noiosa. Io preferisco la gente affascinante naturalmente e lei,Anna, lo è, che lo voglia o meno.

ANNA      Adesso basta, Lucio (si alza; anche Lucio sta per alzarsi, ma viene bloccato)Rimanga seduto, voglio soltanto finire di sistemare i fiori. (va verso la scrivania).

LUCIO      (si alza egualmente)E devo dire che lei è molto severa con la vita moderna,Anna. Naturalmente la vita ha molti difetti, lo ammetto. Gran parte delle donne di oggi, per esempio, sono piuttosto … come dire? … mercenarie.

ANNA      Non mi parli di quella gente.

LUCIO     Allora, lasciando da parte la gente mercenaria che, naturalmente, è orrenda, crede davvero che le donne che hanno commesso quello che la gente chiama una colpa non dovrebbero mai essere perdonate?

ANNA       ( severa)Sì, penso che non dovrebbero mai essere perdonate.

LUCIO      E gli uomini? Crede che le stesse leggi valgano sia per gli uomini che per le donne?

ANNA      Certamente! Anche se gli uomini hanno la presunzione di essere  dei in terra.

LUCIO      Io invece credo che la vita sia una cosa troppo complessa per essere determinata da queste regole rigide ed inflessibili.

ANNA      Se noi tutti osservassimo “queste regole rigide ed inflessibili”, la vita sarebbe molto più semplice. Ed io in quella vita vivrei molto meglio.

LUCIO       Non ammette nessuna eccezione?

ANNA                    Nessuna.

LUCIO       Ah, lei è una puritana affascinante,Anna.

ANNA       L’aggettivo era superfluo, Lucio.

LUCIO      Non ho potuto trattenermi. Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione.

ANNA       Lei finge una debolezza che è solo una posa.

LUCIO       ( guardandola)E’ soltanto una finzione,Anna.     

Scena seconda: Lucio, Anna, Maria.

( si sente il campanello d’entrata.)

ANNA                  (Nell’uscire rivolta a Lucio) Credo proprio di sapere chi può essere.

( Anna e Maria entrano in scena dalla porta B)

MARIA    Cara Anna sono felice di vederla. ( vede Lucio gli va incontro porgendo la mano con fare scherzoso) ) Ho il nostro don Giovanni.” Squassa marlöti,” come dicono i nostri compaesani. Come sta signor Berni?

 LUCIO     Non dica questo,signora  Chiari. Come vizioso sono un disastro completo. Pensi che molta gente dica che non ho mai fatto niente di male in tutta la mia vita. Naturalmente lo dicono soltanto alle mie spalle.

MARIA    (sorride) Lei è proprio tremendo. Meno male che non ho portato con me mia figlia.. Lei con un solo sguardo ammalia le donne, e visto che mia figlia è giovane sarebbe preda facile           

ANNA                  ( rivolta a Maria) Posso offrirle un liquore  o un tè?

MARIA    No grazie. Ho appena preso un tè con la nostra amica  Giulia in casa della signora Maddalena. Un tè cattivo, poi.

ANNA                  (sorridendo) Il tè di Maddalena è proprio proverbiale. Il suo tè non è sicuramente eccellente. Peccato: perché la sua cortesia nel ricevere le amiche è così spontanea  e sincera….

MARIA    Mia figlia sarebbe venuta assai volentieri alla cena di questa sera… Ma i suoi studi la costringono a casa.

ANNA      Sarà una cena  direi normale. Il dolce ricorderà il mio compleanno.

LUCIO     Una cena per pochi intimi, ma sarà certo esclusiva.

MARIA    ( sul sofà,  rivolta ad Anna) La sua casa Anna è una della poche, qui da noi,  dove mi senta perfettamente sicura che mio marito non faccia strani incontri.  Io non so cosa sta succedendo alla società. La gente più atroce va dappertutto. O almeno, viene ai miei ricevimenti. Gli uomini si arrabbiano se non invito certa gente.

ANNA                  Potete star tranquille, che in casa mia non accetterò persone che possano dare scandalo.

LUCIO      No, non dica così Anna, altrimenti io non potrò mai essere ammesso!

MARIA     Oh, ma gli uomini non contano. Con le donne è una cosa diversa. Noi siamo buone.

Beh, alcune di noi, almeno. Il problema è che siamo letteralmente messe in un angolo. I nostri mariti si dimenticherebbero persino della nostra esistenza se non li infastidissimo ogni tanto, soltanto per ricordar loro che abbiamo pieno diritto di farlo.

LUCIO     E’ una strana caratteristica del gioco matrimoniale. Un gioco che tra l’altro sta passando di moda. Che le mogli partano sempre con tutti i vantaggi e invariabilmente prendano la carta sbagliata.

MARIA    La carta sbagliata? Intende dire il marito?

LUCIO      Sì, credo proprio che questa sia una definizione appropriata per il marito moderno.

MARIA    (sorridendo) Signor Berni, ma quanto è depravato lei!

ANNA      (seria) No, il signore  è solo banale.

LUCIO     Oh, non dica questo,Anna!

ANNA       Allora perché parladella vita in modo così banale?

LUCIO      Perché la vita è una cosa troppo importante per parlarne con serietà.

MARIA    (ironica) Cosa intende dire? La prego, faccia una concessione alla nostra debole intelligenza e ci spieghi cosa intende veramente.

LUCIO     Sarà opportuno porre fine a questo battibecco. Non sono tanto forte da tener testa a voi signore, così ben preparate e decisamente convinte. E con questo, care signore, porgo a voi le mie umili scuse per il mio ardire e nel contempo i miei ossequi.

(rivolto ad Anna)  Cara Anna, arrivederci. Posso venire questa sera, vero? Mi permetta di venire.

ANNA                  ( si avvia verso la  porta B assieme a Lucio) Sì, certo. Ma non deve dire cose assurde a false ai miei initati.

LUCIO     (sorridendo) Ah, lei mi sta condizionando. Mi lasci le mie illusioni. ( baciandole la mano e guardandola negli occhi con evidente interesse, esce)

Scena terza: Anna, Maria.

MARIA    ( fra sé) Che uomo simpatico e vizioso! Mi piace tanto, anche se a dire il vero sono così felice che se ne sia andato!

(Anna torna a sedersi)

MARIA    Sono contenta che il signor Berni se ne sia andato perché così finalmente parliamo delle nostre cose.

ANNA      E’ vero. A volte il signor Berni è alquanto invadente.

MARIA    Ora, cara Anna le debbo dire che sono veramente dispiaciuta per lei.

ANNA      (con fare interrogativo)  Perché mai?

MARIA    Ma per via di quella donna orrenda.. Una donna veramente elegante il che peggiora  la cosa. E’ un esempio vergognoso.

ANNA      ( con l’espressione del viso dice di non capire)

MARIA    Già. Anche per mio fratello… Lei conosce quello sciagurato di mio fratello, vero?

ANNA      Si, certo.

MARIA    Egli è una bella preoccupazione per tutti noi… Beh, insomma, per farla breve, è perdutamente innamorato di lei.

ANNA      ( con l’espressione del viso dice di non capire)

MARIA    Io dico che è un vero scandalo. Quella donna è assolutamente inaccettabile in società. Eh sì! Molte donne hanno un passato, ma ho sentito dire che lei ne ha almeno una dozzina, di tutti i generi

ANNA       (sempre più perplessa) Ma scusi, di chi sta parlando?

MARIA     Ma della signora Danieli, no?

ANNA      Danieli? Non l’ho mai sentita nominare. E cosa c’entra con me? ( perplessa) Perché mi parla di quella persona?

MARIA    Ma davvero non sa? O povera cara!

ANNA      (preoccupata) Continuo a non capire.

MARIA    Le assicuro che sono preoccupata. Veramente. Proprio l’altra sera in casa della nostra amica Maria tutti dicevano quanto fosse anormale che fra tutti gli uomini della nostra città, il signor Rossi si comportasse in questo modo.

ANNA      (agitata) Mio marito? Ma cosa ha a che fare mio marito con una donna del genere?

MARIA    (sospira) Ah, me lo chiedo proprio, mia cara. E’ questo il punto. Va sempre a trovarla, rimane con lei per delle ore, e quando lui è a casa sua lei non riceve nessuno.

ANNA      (molto preoccupata) Lei mi terrorizza!

MARIA    Oddio, non che molte signore vadano a farle visita, ma lei ha molti amici di pessima reputazione. Mio fratello per esempio. Questo  rende la cosa così tremenda nel caso di suo marito.

ANNA      Mio marito!

MARIA    Ah sì, sì! Lo consideravamo come il modello dei mariti, ma temo che non ci sia nessun dubbio. ( cambiando tono)  Le mie care nipoti … lei le conosce vero? … gentili, tranquille … a dire il vero brutte, ma proprio brutte … così buone, però … beh ecco, le ragazze stanno sempre alla finestra a cucire, fanno degli orrendi vestiti per i poveri, e questa donna terribile ha preso in affitto una casa proprio di fronte a loro. E loro mi dicono che il signor Rossi  va 1ì quattro o cinque volte alla settimana - lo vedono, capisce?Non possono evitare di vederlo. Non fanno mai pettegolezzi, per carità, però ne parlano con tutti.

ANNA      Non posso credere che mio marito si stia comportando nel modo che lei dice.

MARIA    E la cosa peggiore è: che ho sentito dire che quella donna ha ottenuto una grossa somma di denaro da qualcuno, perché sembra che, quando è arrivata  qui da noi  sei mesi fa, non possedesse niente o quasi, e adesso ha quella casa, si comporta da possidente e tutto questo da quando ha conosciuto il povero Rossi

ANNA  (agitata) Ma non posso crederci!

MARIA    Ma è assolutamente vero, Anna. Tutto il paese lo sa. E’ per questo motivo che ho pensato di venirle a parlare, e consigliarle  di portar via suo marito, magari in un’altra città e  nella villa che avete a Portofino  dove lui troverà da divertirsi e dove lei potrà sorvegliarlo tutto il giorno.

ANNA      Non è a Portofino. Ma lasciamo stare.

MARIA      Proprio così! Le assicuro, cara, che subito dopo il nostro matrimonio ho dovuto fingere in parecchie occasioni di essere gravemente ammalata e di dover fare delle orrende cure termali soltanto per portare via dal paese mio marito. Era così permaloso. Anche se devo riconoscere che non ha mai dato a nessuno grosse somme di denaro. Ha dei principi troppo elevati per fare una cosa del genere. ( ravvedendosi) Anche perché come dicono da noi “ al g’ha al bras cürt” o meglio ancora “ l’è an piöcc”

ANNA       (si alza e si muove agitata)Ma … ma … è impossibile! Siamo sposati da appena due anni. Il nostro bambino ha soltanto sei mesi.

MARIA    (sorride) E’ vero! Il bambino! Che caro! Come sta? E’ un maschietto o una femminuccia? Una femminuccia, spero.  Ah, no, adesso ricordo: è un maschio! Povera cara! I maschi sono impossibili, mi creda!

ANNA      Ma non è possibile che tutti gli uomini siano cattivi!

MARIA     Oh, tutti, cara, tutti, senza nessuna eccezione. E non cambiano mai, sa? Verissimo! Gli uomini invecchiano ma non migliorano.

ANNA       Io e Paolo ci siamo sposati per amore.   

MARIA      Oh sì, cominciamo tutte così. Guardi, è soltanto perché mio marito minacciava sempre, e nel modo più brutale, di suicidarsi che ho accettato di sposarlo, e prima che fosse passato un anno, lui stava correndo dietro a tutte le gonne, di ogni tipo, colore, forma e tessuto. Pensi che prima ancora che fosse finita la nostra luna di miele faceva lo stupido con la mia cameriera, una ragazza carina a dire il vero. L’ho licenziata immediatamente, è ovvio.

ANNA      (afflitta ) Alzandomi questa mattina non avrei mai pensato di incontrare una giornata simile.

MARIA    Ora, mia cara amica debbo proprio lasciarla. E comunque cerchi di non prendersela troppo per questa piccola aberrazione del signor Rossi. Vedrà che, prima o poi tornerà da lei.

ANNA      Tornare da me?

MARIA    Sì, cara. Queste donne di dubbia reputazione ci portano via i mariti, ma loro tornano sempre, un po’ ammaccati, naturalmente, ma tornano. E non faccia scenate, mi raccomando! Gli uomini non le sopportano!

ANNA        E’ stato molto gentile da parte sua venire da me a raccontarmi tutto questo. Ma non posso credere che mio marito mi sia infedele.

MARIA     Ma   mia cara! Io ero come lei una volta, sa? Adesso però ho capito che tutti gli uomini sono dei mostri. Proprio così! Il solo rimedio è nutrirli bene… quei delinquenti. Una buona cuoca fa dei miracoli.

ANNA      ( porta la mano alla fronte )

MARIA    Non si metterà a piangere vero Anna?

ANNA      Non tema. Non piango mai.

MARIA    Ha perfettamente ragione, cara. Le lacrime sono il rifugio delle donne brutte, ma sono la rovina di quelle carine. ( accompagnata da Anna esce dalla porta B)

Scena quarta:  Paolo, Anna.

ANNA       Che orrore! Adesso capisco cosa intendeva Lucio quando parlava di un’ ipotetica  coppia di sposi simile alla nostra..  La signora Chiari  ha parlato di ingenti somme di denaro pagate a quella donna. Paolo tiene il suo registro di conti in un cassetto della scrivania. (si avvicina, allunga la mano per aprire un cassetto, ma si ferma). No, non devo! (esita ancora un momento) Ma perché non dovrei guardare? Sono sua moglie, ho il diritto di guardare! (apre il cassetto, tira fuori un registro e lo esamina pagina dopo pagina, poi sospira sollevata). Lo sapevo! Non c’è niente di vero in questa stupida storia. (rimette il registro nel cassetto; sussulta e tira fuori un altro registro). Un altro registro! (inizia a leggere la prima pagina). “Emma - 600 lire - Emma - 700 lire - Emma - 400 lire” Ma allora … allora, è vero! E’ vero! (butta il registro per terra).

PAOLO     (entra dalla porta B, con fare allegro) Allora, cara, hanno già visto il nuovo ventaglio? (vede il registro per terra, guarda Anna e diventa serio). Anna, hai aperto il mio registro? Non ne avevi il diritto! Non sta bene che una moglie spii il marito.

ANNA       (seria) Non ti spiavo. Non sapevo niente dell’esistenza di quella donna fino a mezz’ora fa. Qualcuno ha avuto la gentilezza di dirmi ciò che tutti qui in città sanno già le tue visite quotidiane, la tua folle passione, le enormi somme di denaro che getti via per questa donna di assai dubbia morale!

PAOLO     Anna! Non parlare così della signora Danieli, non sai quanto è ingiusto!

ANNA      Prendi le sue difese ora?. Vorrei tanto che tu fossi un altrettanto paladino nei miei confronti.

PAOLO    Il tuo onore è intatto, Anna. Non avrai pensato che... (prende il registro da terra e lo ripone nel cassetto).

ANNA       Penso che tu spenda il tuo denaro in modo strano. Tutto qui. Non credere che m’importi del denaro. Per quanto mi riguarda, puoi spendere tutto ciò che abbiamo. No, me la prendo perché tu sei passato dall’amore mio sincero a quello a pagamento E ciò mi avvilisce. Tunon senti niente per me.

PAOLO    Non dire questo, Anna. Non ho mai amato nessun’altra all’infuori di te.

ANNA       Sì?Allora chi è questa donna? Perché hai affittato una casa per lei?

PAOLO     Non ho affittato una casa per lei.

ANNA       Le hai dato il denaro perché la possa affittare; è la stessa cosa.

PAOLO     Anna, per quanto io ne sappia, Emma...

ANNA       La signora è sposata o è solo una diceria.

 

PAOLO     Suo marito è morto da molti anni. E’ sola al mondo.

ANNA      Nessun parente?

PAOLO     (una pausa prima di rispondere) Nessuno.

ANNA      Non suona un po’ strano tutto ciò?

PAOLO     Anna, ti stavo dicendo, e ti supplico di ascoltarmi, che per quanto io sappia quella signora  si è sempre comportata bene. Se tanti anni fa ...

ANNA      Non voglio sapere i particolari della sua vita.

PAOLO     Non intendo darti nessun particolare sulla sua vita. Ti dico soltanto questo. Un tempo Emma era onorata, amata e rispettata. Era di buona famiglia, aveva una posizione. Ha perso tutto, l’ha buttato via, se preferisci. Questo rende la cosa ancora più amara. Lei era appena una ragazza. Era stata sposata per meno tempo di te.

ANNA       Lei non mi interessa;  Accoppiare nella stessa frase il nome mio al suo mi sembra alquanto ingiusto. E’ di pessimo gusto.

PAOLO      Anna, tu potresti salvare quella donna. Lei vuole tornare nella società, e vuole che tu l’aiuti.

ANNA       Io!

PAOLO     Sì, tu.

ANNA      Che indelicatezza da parte sua!

PAOLO    Anna, sono venuto a chiederti un grande favore, e te lo chiedo ancora, anche se hai scoperto ciò che speravo non avresti mai saputo, cioè che io ho dato a Emma  una grossa somma di denaro. Voglio che tu le mandi un invito per la cena  di stasera.

ANNA      Tu sei pazzo!

PAOLO     Ti prego Anna! La gente forse spettegola su di lei, anzi, lo fa di certo, naturalmente, ma non sanno niente di preciso a suo sfavore. E’ stata invitata in varie case, non case dove tu andresti, lo riconosco, ma sempre case dove vanno donne che appartengono a quella che si chiama borghesia. Questo non la soddisfa. Vuole che tu la riceva una volta.

ANNA        Per segnare la sua vittoria, suppongo? Ma non ti accorgi quanto è ciò umiliante per me?

PAOLO      No, perché sa che tu sei una donna di buon carattere, e che se viene qua una volta avrà la possibilità di una vita più felice, più sicura di quella di prima. Non vuoi aiutare una donna che cerca di tornare indietro?

ANNA       No! Se una donna si pente davvero, non può desiderare di tornare nella società che ha provocato la sua rovina.

PAOLO     Ti supplico Anna.

ANNA      (dirigendosi verso  la porta  C)Vado a cambiarmi per la cena. Ti prego di non parlarmi più di questa cosa. Paolo, tu pensi di potermi trattare come ti pare perché non ho né padre né madre e sono sola al mondo. Ti sbagli. Ho degli amici, molti amici.

PAOLO    Anna, tu parli in modo avventato. Non voglio discutere con te, ma insisto: devi invitare la signora Danieli  questa sera.

ANNA      Non farò niente del genere.

PAOLO    Rifiuti?

ANNA      Perché: ti meravigli?

PAOLO    Anna, fallo per me, ti prego: è la sua ultima possibilità.

ANNA      Come puoi insistere a questa maniera. 

PAOLO    Che insensibilità hanno le donne virtuose.

ANNA      Come sono deboli gli uomini viziosi!

PAOLO     Anna, forse nessuno tra noi uomini è degno delle donne che sposiamo,  questo è assolutamente vero,  ma spero che tu non immaginerai che io ... Ma andiamo …. ti prego!

ANNA      Perché dovresti essere migliore degli altri? Mi hanno detto che non c’è quasi nessun marito al mondo  che non dilapidi la sua vita per una qualche passione vergognosa.

PAOLO    Non sono di quelli. E questo tu dovresti saperlo. O non mi conosci?

ANNA        Non ne sono sicura!

PAOLO    Ne sei sicura in cuor tuo. Ma non creare un abisso fra noi. Questi ultimi minuti ci hanno già separati abbastanza. Vedi di invitare quella signora.

ANNA       Niente al mondo potrà convincermi a farlo.

PAOLO    Vorrà dire che ci penserò io. 

ANNA       Inviterai quella donna?

PAOLO    Sì.  Certo!

ANNA       Paolo: se questa donna verrà qua, io la insulterò.

PAOLO    Anna ti prego,  non lo dire.

ANNA       Lo farò davvero.

PAOLO    Anna, se tu lo farai non ci sarà donna in tutta la città  che non ti disprezzerà.

ANNA      Perdonami. Stai dando i numeri Non ci sarà donna con un minimo di cervello  che non mi applaudirà. (prende il ventaglio). Mi hai regalato questo ventaglio oggi: è stato il tuo regalo di compleanno. Se questa donna verrà in casa mia, glielo sbatterò in faccia.

PAOLO     Anna! Non lo faresti mai!

ANNA      Tu non mi conosci!

PAOLO     Sarai la nostra rovina!

ANNA      La nostra? Da questo momento la mia vita è separata dalla tua. Ma se desideri evitare uno scandalo pubblico togliti l’idea balzana di invitarla.

PAOLO    Non lo farò, non posso, deve venire!

ANNA      Allora farò esattamente quello che ho detto. Non mi lasci altra scelta. (esce dalla porta C).

PAOLO    (richiamandola)Anna! Anna (pausa). Dio mio! Cosa farò? (si lascia cadere sulla poltrona e nasconde la faccia tra le mani)

( buio)

      ( La cena in onore di Anna per il suo compleanno è terminata. Gli ospiti si incontrano nel salotto)

Scena quinta: Paolo, Mario

MARIO     (agitato, avvicinandosi a Paolo) Devo parlarti. Paolo, non resisto! Mi sento uno straccio.. Non ne ho l’aria, lo so. Meglio così, accidenti. Quello che voglio sapere da te è questo: chi è quella donna? Da dove viene? Per la miseria:  ma è possibile che nessuna la conosca?

PAOLO      Vuoi dire Emma Vero? L’ho conosciuta soltanto sei mesi fa. Fino a quel momento non sapevo nemmeno che esistesse.

MARIO     Ma l’hai incontrata molto spesso da allora.

PAOLO    (freddamente)Sì, l’ho incontrata molto spesso da allora.

MARIO     Non mi dire! Le donne ce l’hanno a morte con lei.  Questa sera ero a cena da mia sorella. Dio mio! Avresti dovuto sentire quello che diceva di Emma. Non le ha lasciato addosso nemmeno uno straccio! Senti, non so cosa fare con Emma. Accidenti, potrei finire per sposarla, capisci? Ma lei mi tratta con una tale indifferenza! Però è così intelligente! Riesce a spiegare tutto. Per la miseria! Trova sempre un sacco di spiegazioni ed in particolare per ciò che ti riguarda..

 

PAOLO    ( un po’ freddo)  La mia amicizia con Emma non ha bisogno di nessuna spiegazione.

MARIO    Va bene, va bene. Senti un po’. Credi che Emma si farà mai vedere nel nostro ambiente? Voglio dire tu la presenteresti a tua moglie? Lo faresti, eh?

PAOLO     Emma non doveva, forse, venire a cena da noi?

MARIO      (stupito) Cosa? Tua moglie l’ha invitata?

PAOLO     (freddo) Emma  è stata invitata..

MARIO    Allora è tutto a posto. Ma perché non me l’hai detto prima? Mi avresti evitato un sacco di preoccupazioni e di malintesi, accidenti!

Scena sesta:  Tito, Mario, Paolo

TITO         (entra e si rivolge a Paolo) Questa è stata una cena stupenda. Soltanto a casa tua si possono gustare certe leccornie.

PAOLO    Figurati, se mia moglie per il suo compleanno non invita i miei amici. Chi deve invitare? E tu sei un amico. E agli amici non poteva servire una cena come lei sa fare. Magari questa sera il cuoco  del ristorante più in auge del paese ci ha messo lo zampino.

TITO         Ciò dimostra con che scrupolo ospiti i tuoi amici.

PAOLO    Per l’appunto.

TITO         ( cambiando tono)   Perché non mi chiedi come sto? Mi piace quando la gente mi chiede come sto. Dimostra che la mia salute è oggetto di vasto interesse. Infatti questa sera non sto affatto bene. Prima di venire qua a cena sono passato a salutare i miei genitori. Ma perché i propri famigliari sono sempre così noiosi? Mio padre ha insistito a parlare di moralità. Gli ho detto che, alla sua età, dovrebbe saper evitare certi errori. Ma, nella mia esperienza, quando la gente è abbastanza vecchia da saper evitare gli errori, non sa più niente di niente.

( cambiando tono e rivolgendosi a Mario)  ! Ho sentito dire che ti sposi un’altra volta; credevo fossi stanco di questo gioco.

MARIO    Figuriamoci se tu non esci con le solite cavolate.(ride)

TITO         ( continuando)  A proposito, Mario, come sei messo dal punto di vista matrimoniale? Sei stato sposato due volte e divorziato una volta, o divorziato due volte e sposato una volta? Mi sa che sei stato divorziato due volte e sposato una volta, mi sembra molto più logico.

MARIO  (ride)  Ma va a farti friggere!  Ho una pessima memoria. Davvero non me lo ricordo.  Non sei tu forse colui che tiene il conto delle mie  avventure amorose? Raccontami della tua serata di ieri, piuttosto?

TITO         Sicuro. Intanto andiamo di là.

(Tito e Mario escono dalla porta C)

Scena settima: Paolo, Anna, Lucio.

( dalla porta A Anna entra insieme a Lucio)

PAOLO      Anna! Devoparlarti.

ANNA       (rivolta a Lucio) Vuole tenermi il ventaglio, per favore, signor Berni? Grazie. (va verso Paolo,, mentre Lucio prende il ventaglio, si allontana e si ferma davanti ad A, guardando verso l’esterno).

PAOLO    Anna, quello che hai detto oggi pomeriggio non lo farai, vero?

ANNA        (fredda) Ti ho detto che quella donna non verrà qui questa sera.

PAOLO     Emma verrà qui questa sera, e se l’infastidirai, o se la ferirai in qualche modo, attirerai la vergogna e l’infelicità su noi due. Ricordatelo Anna Abbi fiducia in me! Una moglie dovrebbe fidarsi di suo marito!

ANNA      Questa nostra città è piena di donne che si fidano dei loro mariti. Si riconoscono subito. Hanno l’aria così infelice. Ma io non sarò una di loro, io. (va verso Lucio).

PAOLO    (a parte) Glielo devo dire. Devo farlo. Non posso tenermi questo magone sullo stomaco.  Sarebbe terribile se ci fosse una scenata. (si volta verso Anna) Anna...

ANNA      Signor Berni mi può ridare il ventaglio, per favore? (Lucio le consegna il ventaglio) Grazie. Utili, i ventagli, vero? Ho bisogno di un amico questa sera, Lucio. Non sapevo che il momento sarebbe venuto così presto.

LUCIO     Anna! Sapevo che sarebbe venuto un giorno o l’altro; ma perché questa sera?

Scena ottava: Emma, Paolo Mario

(Emma  entra dalla porta C  con gran dignità e si ferma; Paolo  sussulta; Anna  stringe il ventaglio, poi lo lascia cadere per terra e fa un inchino freddo a Emma, la quale risponde con un inchino gentile ed avanza verso Paolo)

LUCIO      Le è caduto il ventaglio,signora. (lo raccoglie e glielo ridà; si allontana verso la porta  A con Anna)

EMMA      (a Paolo) Come sta, Paolo? La ringrazio per l’invito. Purtroppo non ho potuto venire prima per la cena. Suppongo che sia stata  splendida ( cambiando tono)   Sembra deliziosa la sua cara moglie! Bella da dipingere!

PAOLO     (a voce bassa) E’ pur vero che sono stato io ad invitarla ma  è stata molto avventata a venire!

EMMA      (sorridendo)La mossa più saggia che abbia fatto in vita mia. A proposito, la ringrazio per tutte le attenzioni che mi ha rivolto in questi giorni.  Le signore presenti come si son comportate?. A volte le donne mi fanno paura. Con gli uomini posso sempre cavarmela. (dalla porta B entra Mario) Signor Mario …!

PAOLO    Vi lascio un attimo. ( esce)

MARIO    (si avvicina a Emma  e le bacia la mano) Emma …

EMMA     ( eccessivamente  seria) Mi ha molto trascurata di recente.  Non l’ho vista da ieri. Temo che lei sia infedele. Tutti me lo dicono.

MARIO     Aspetti, mi lasci spiegare.

EMMA     No, caro signor Mario, lei è incapace di spiegare qualunque cosa. Ma questo è il suo più grande fascino.

MARIO    Ah! Se lei trova un elemento di fascino in me, Emma ... (esce con Emma)

(Lucio e Anna che si erano allontanati si avvicinano alla ribalta)

LUCIO     (a Anna)Come è pallida!

ANNA        I vigliacchi sono sempre pallidi!

LUCIO     Anna, lei sembra sul punto di svenire..

Scena nona:  Lucio. Anna.

LUCIO     Mi sa che l’impudenza di quella signora di presentarsi qui questa sera sia eccessiva, tanti più che questa sera si festeggia il suo compleanno, perciò, direi .che in un certo senso  è una festa intima.

ANNA       Sì. La sua venuta qui è una cosa mostruosa, insopportabile. Adesso so cosa lei intendeva questo pomeriggio, Lucio Perché non me lo ha detto a chiare lettere? Sarebbe stato giusto!

LUCIO       Non potevo! Un uomo non può dire queste cose su un altro uomo! Ma se avessi saputo che lui l’avrebbe costretta ad invitarla qui questa sera, credo che glielo avrei detto. Almeno questo insulto le sarebbe stato risparmiato.

ANNA       Io non l’ho invitata. E’ stato lui a insistere perché lei venisse, nonostante il mio rifiuto. Questi nostri invitati questa sera mi derideranno. Cosa ho fatto per meritare una cosa simile? Io gli ho dato tutta la mia vita. E lui mi ha rovinato! Mi considero umiliata; ma mi manca il coraggio, sono una codarda! (si siede in poltrona).

LUCIO      (si siede vicino a lei) Se la conosco minimamente, so che lei non può continuare a vivere con un uomo che la tratta così! Che razza di vita potrebbe avere assieme a lui? Ad ogni istante sentirebbe che lui le sta mentendo. Sentirebbe che lo sguardo dei suoi occhi è falso, la sua voce falsa, le sue carezze false, la sua passione falsa.

ANNA      Ha ragione, purtroppo ha ragione. Ma dove posso rivolgermi? Lei ha detto che mi sarebbe stato amico, Lucio. Mi dica, cosa devo fare? Mi sia amico adesso.

LUCIO     Tra uomini e donne l’amicizia è impossibile. Ci può essere passione, inimicizia, riverenza, amore, ma non amicizia. Io l’amo ...

ANNA       No, no! (si alza).

LUCIO     (si alza e le prende le mani) Sì, io l’amo! Per me lei è più importante di qualsiasi cosa al mondo. Cosa le dà suo marito? Niente. Tutto quello che è in lui lo dà a quella sciagurata, che le ha brutalmente imposto nella sua casa, per umiliarla davanti a tutti. Le offro la mia vita ...

ANNA       (ritrae le mani) Lucio!

LUCIO      Sì, la mia vita, tutta la mia vita. L’amo, l’amo come non ho mai amato nessun’altra cosa al mondo. L’ho amata da quando la vidi la prima volta l’ho amata ciecamente, con adorazione folle! Lei non lo sapeva allora, adesso lo sa! Lasci questa casa subito, questa sera stessa. Non le conceda nessuna attenzione.. Gli ospiti si chiederanno come mai del suo comportamento. Capiranno che suo marito ne è il motivo,  Così suo marito sconterà l’affronto che ha fatto ad un moglie del par suo Non le dirò che non conta l’opinione della gente. Conta molto, troppo.. Ma ci sono momenti in cui uno deve scegliere fra vivere la propria vita completamente o trascinare quella specie di esistenza falsa, superficiale, umiliante, richiesta ipocritamente dal mondo. Per lei, questo momento è arrivato, adesso. Scelga! La prego, scelga.

ANNA      (allontanandosi lentamente da lui, guardandolo con stupore)Non ne ho il coraggio.

LUCIO      (seguendola)Sì, ne ha il coraggio. Ci saranno forse mesi di sofferenza, lo sa benissimo, ma quando non porterà più il suo nome, quando porterà il mio, tutto andrà bene. Anna, lei sarà mia moglie un giorno, sì, mia moglie! Cosa è adesso? Quella donna occupa il posto che le appartiene di diritto. Esca da questa casa, con la testa alta, con un sorriso sulle labbra, con gli occhi pieni di coraggio. Tutta la città saprà perché lo ha fatto; e chi la potrà biasimare? Nessuno. E’ male che una moglie rimanga con un uomo che la disonora così.

ANNA       Mi lasci pensare. Mi lasci aspettare! Mio marito potrebbe tornare da me. Chissà che il buon Dio gli dia la forza di ravvedersi. (torna a sedersi)

LUCIO     E lei lo riprenderebbe? Lei non è quella che credevo, allora. E’ come tutte le altre donne. Accetterebbe qualsiasi compromesso pur di non subire la condanna della gente. Tra una settimana, potrebbe darsi che la vediamo passeggiare con quella donna sul listone magari in un pomeriggio domenicale dove tutte le persone dabbene, sedute al caffè del Commercio si godranno l’avvenimento. E certo a suo scapito. e ad onta della sua dignità. Sarà la sua ospite fissa, la sua più cara amica. Sopporterebbe qualsiasi cosa piuttosto che tagliare di colpo quel legame mostruoso. Ha ragione. Le manca proprio il coraggio. Non ne ha affatto!  

ANNA        (agitata e nervosa) Ma no, ma no! Mi dia il tempo di pensare. Non posso risponderle ora.

LUCIO     Mi spiace. Deve essere subito o mai.

ANNA       (alzandosi)Allora mai! (pausa).

LUCIO      Lei mi spezza il cuore!

ANNA       Il mio è già a pezzi. (pausa).

LUCIO     Mi accorgo che non l’ho convinta. Ciò mi deprime. I miei impegni mi chiamano a Milano. Avrei voluto avere lei come compagna. Purtroppo il Cielo non ha voluto. Forse, anzi non la rivedrò mai più.  . La sto guardando per l’ultima volta.. Per un attimo le nostre vite si sono incontrate. E’ stato un attimo solo, purtroppo. Addio, Anna (esce dalla porta  C).

Scena decima:   Maria, Anna.

MARIA    (entra  dalla porta B e si rivolge ad Anna) E’ stata una cena meravigliosa. Ancora una volta hai dato prova di alta cucina. Sai quante volte penso a te e ti invidio?Mentre mi trovavo ancora nella sala da pranzo pensavo  alla signora Danieli, con la quale ho avuto una conversazione deliziosa. Mi dispiace tanto per quello che ho detto su di lei questo pomeriggio. E’ chiaro che deve essere a posto se leila invita. E’ una donna molto attraente, con opinioni così ragionevoli sulla vita. Mi ha detto che è assolutamente contraria ai secondi matrimoni, così almeno sono tranquilla sul conto del povero mio fratello  Mario. Non riesco ad immaginare perché la gente parli contro di lei.

ANNA      (assente) Anche suo fratello si è invaghito di quella signora.

MARIA    Perché dice “ anche”?

ANNA      Sembra che abbia mietuto cuori da ogni parte. E’ indiscutibile che abbia un certo fascino.

MARIA    Si è vero, ed è anche di compagnia. Sostiene la conversazione con molto garbo. E’  veramente piacevole, tanto che l’abbiamo invitata  a colazione a casa nostra  per giovedì. Verrà anche lei spero?

ANNA      Mi dispiace, ma proprio giovedì ho un impegno.

MARIA    Che peccato, Sarà per un’altra volta

ANNA      Mi scusi, ma sarà opportuno che vada di là a veder se tutto è in ordine.

MARIA    Se permette la seguo. ( mentre escono) Sicuramente abbiamo passata una bella serata:. Tutti i presupposti ci sono stati. Abbiamo anche nella signora Danieli una nuova amica.

ANNA      ( fredda) Speriamo. Certo  che questo mio compleanno è del tutto diverso dai precedenti e del tutto imprevedibile.

MARIA    (non ha capito) Come dice? ( escono)

Scena undicesima:  Emma, Paolo.

EMMA     (entra dalla porta B insieme a Paolo, continuando un discorso)  La vista dal suo balcone è veramente splendida. Il Po ha sempre il suo fascino. Amo passeggiare sull’argine sotto sera per gustarmi il tramonto. Ogni giorno cambia. Se poi qualche leggera nube corregge i rossi raggi del sole è veramente un incanto. L’isola che sta al di là del fiume, fitta nella sua vegetazione, mi fa ricordare “L’infinito” del Leopardi.

PAOLO    (sorridendo)  Mi vien da pensare che  lei ha indubbiamente una bella fantasia. La balza del Leopardi è molto meglio del mio balcone.

EMMA     (cambiando discorso) Trovo che la signora Chiari sia uno spasso. E sua figlia? Proprio il tipo di ragazza che piace a me. Insomma Paolo, se diventerò la cognata della signora Chiari…

 PAOLO    Ma è sicura che lo diventerà?

(dalla porta  A entra Anna; si ferma e osserva con aria sprezzante e dolente Emma  e Paolo che non si accorgono della sua presenza, Anna esce)

EMMA     Oh, sì. sì. Mario deve passare da me domani a mezzogiorno! Voleva chiedere la mia mano stasera. E per dire la verità me l’ha anche chiesta seppur in forma breve dato il poco spazio e tempo  che non permettono l’intimità. Povero Mario, lei sa quanto ami ripetere le cose. Ma gli ho detto che non gli avrei dato una risposta fino a domani. Naturalmente accetterò di sposarlo. E direi che sarò un’ottima moglie per lui, per quello che valgono le mogli al giorno d’oggi. Naturalmente lei mi dovrà aiutare in questo affare.

PAOLO    Non vorrà che io incoraggi Mario per caso?

EMMA     Oh, no! Dell’incoraggiamento mi occupo io. Ma lei mi aiuterà per la dote, Paolo, vero?

PAOLO     (corrucciato)E’ di questo che mi vuole parlare adesso?

EMMA     Sì.

PAOLO     Non possiamo rimandare a domani?     

EMMA     No, vede: domani accetterò la proposta di Mario. E mi sembra che sarebbe bene se io potessi dirgli una certa possibilità economica ricevuta da  un mio cugino o  da un secondo marito o da qualche altro  remoto parente. Susciterebbe un maggiore interesse. ( cambiando tono)  Paolo, non trova che il mondo sia interessante e divertente? Io sì. Beh uniamoci alla compagnia. ( escono)

ANNA  ( entra e avanza verso il centro della scena; si muove con agitazione) Una corretta donna come io mi reputo, non avrebbe dovuto origliare dietro la porta. Ma la curiosità è femmina, ed io sono una donna. In più una moglie toccata sul vivo dei suoi sentimenti.   Rimanere un attimo di più in questa casa è diventato impossibile. Questa sera un uomo che mi ama mi ha offerto la sua vita. L’ho rifiutata, ma è’ stato sciocco da parte mia. Andrò da lui! (va verso la porta C, poi torna indietro; si siede alla scrivania e scrive una breve lettera, la mette in una busta, e la lascia sulla scrivania)Paolo  non mi ha mai capita. Spero che finalmente capirà quando leggerà questo. Faccia quello che vuole della sua vita, adesso. E’ lui che ha spezzato il legame del matrimonio, non io. Io ne spezzo soltanto le catene. (esce dalla porta  C)

Scena dodicesima:  Emma Paolo.

EMMA     ( entra dalla porta C , vede la lettera)  Una lettera indirizzata a suo marito! (va verso la scrivania e guarda la lettera; la prende, poi la mette giù con un gesto veloce). No, no! Non è possibile! La vita non ripete così le sue tragedie! (prende nuovamente la lettera, strappa la busta e legge, poi si accascia in una poltrona con un gesto di angoscia). No, no, no!

PAOLO    (entra dalla porta  C)  Pensavo di trovare qui mia moglie. (si avvicina a  Emma)

EMMA     (appallottolando la lettera)Sì.. 

PAOLO    Dov’è?

EMMA       Deve essere salita in camera. Mi sembrava indisposta.

 

PAOLO     Devo vederla. Mi scusa un momento?

EMMA     (alzandosi, agitata)Oh, no. Non è niente di serio. (lascia cadere la lettera). Mi ha chiesto di dirglielo!

PAOLO     (raccattando la lettera)Ha lasciato cadere qualcosa.

EMMA       Ah, sì! E’ mia. (tende la mano per riprendere la lettera).

PAOLO    (guardando ancora la lettera)Ma è la calligrafia di mia moglie, o sbaglio?

EMMA     (strappandogli la lettera)Sì, è ... è un indirizzo.

( Paolo esce)

EMMA     (preoccupata) Cosa posso  fare? Cosa posso fare?  Come posso salvare quella nobile creatura? E’ una donna che stimo molto per la sua nobile moralità. In qualche modo la debbo aiutare. Paolo deve uscire di casa, è assolutamente necessario.  (si muove agitata in scena)Ma come? Devo trovare un modo. Ah! (entra dalla  porta B Mario)

Scena tredicesima: Mario Emma.

MARIO     Cara signora, sono così agitato! Non vuole proprio dare una risposta alla mia domanda?

EMMA     ( agitata)  Mario, mi ascolti. Deve portare Paolo fuori di casa. Non so a caffè al vostro club dove vuole , immediatamente, e trattenerlo lì  il più a lungo possibile. Ha capito?

MARIO      (perplesso) Ma  io non so?

EMMA     (nervosa)Faccia come le dico. La prego. Faccia come le dico.

MARIO    (sorride) E la mia ricompensa?

EMMA      (nervosa) La sua ricompensa? La sua ricompensa? Me la chiederà domani. Ma non perda d’occhio Paolo stasera. Altrimenti non glielo perdonerò mai. Non le parlerò mai più e non avrò più niente a che fare con lei. Chiaro? Porti Paolo al suo club e non lo lasci tornare qui questa notte. (esce dalla porta  C)

MARIO    Beh, insomma, questa è bella! Si comporta come se fossi già suo marito. Mah! (esce dalla porta  C stupefatto).

SIPARIO

 

A T T O     S E C O N D O

ATTO SECONDO  

L’appartamento di Lucio.Divano a sinistra con due poltrone. In fondo al palcoscenico una grande tenda [per coprire la porta (B)] e un camino. Porte a sinistra (A) e a destra (C). Tavolo a destra con sedie, carta, penna, bottiglie e bicchieri.

Scena prima: Anna, Emma.

ANNA       (cammina nervosamente avanti e indietro; getta il soprabito sul divano)Perché non viene? Dovrebbe già essere qui. Ormai Paolo avrà già letto la mia lettera. Se mi volesse bene mi sarebbe corso dietro, mi avrebbe riportata a casa con la forza. Invece è intrappolato da quella donna, affascinato da lei, dominato da lei. Trasformiamo gli uomini in divinità, e loro ci abbandonano. Altre donne li trasformano in bruti, e loro strisciano con devozione. Sono stata pazza a venire qua, assolutamente pazza. Eppure, non so se sia peggio essere in balia di un uomo che mi ama, o essere la moglie di un uomo che mi disonora, e proprio a casa mia? Non posso tornare indietro, Paolo non accetterebbe il mio ritorno! No! Lucio ha detto che  se ne va domani. Partirò con lui, non ho altra scelta. (si siede per qualche istante sul divano, si vede che le cade in un angolo il ventaglio, poi si alza bruscamente e indossa il soprabito). No, no! Tornerò a casa, che Paolo faccia quello che vuole. Venire qua è stata una pazzia. Quanto a Lucio .. (si siede per qualche istante sul divano, si vede che le cade in un angolo il ventaglio, poi si alza bruscamente e indossa il soprabito)..No, no. Torno a casa, Che Paolo faccia quel che vuole. Venire qui è stata proprio  una sciocchezza. E per Lucio… . ( si sentono dei rumori) 

   oddio, sento dei rumori, sta arrivando. Cosa gli posso dire? Cosa mi è saltato in mente di prendere una decisione simile. Sono stata troppo istintiva.

EMMA     (entra trafelata dalla porta  A) Anna! (Anna sussulta e poi la guarda con disprezzo). Grazie al cielo sono arrivata in tempo. Deve tornare immediatamente da suo marito.

ANNA      Devo?

EMMA      (con autorità)Sì, deve! Non c’è un secondo da perdere. Il signor Berni  potrebbe tornare in qualsiasi momento.

ANNA       Non venga vicino!  

EMMA     Si calmi. Deve andarsene da qui immediatamente. l Deve venire con me e tornare subito a casa.

(Anna si toglie il soprabito  e lo butta sul divano)

 Cosa fa?

ANNA       Signora Danieli , se lei non fosse venuta qui, io sarei tornata a casa. Ma adesso che la vedo, capisco che niente al mondo potrebbe convincermi di vivere sotto lo stesso tetto con Paolo. Lei mi riempie di orrore. C’è qualcosa in lei che suscita la più violenta rabbia in me. E so perché lei è qui. E’ stato mio marito a dirle di farmi tornare, perché io faccia da paravento alla vostra relazione.

EMMA     Ma lei non può credere questo, non può!

ANNA      Torni da mio marito, signora. Lui appartiene a lei e non a me. Immagino che avrà paura dello scandalo. Gli uomini sono così vigliacchi. Offendono tutte le leggi del mondo, ma ne temono le conseguenze.

EMMA     No, no! Non è così!

ANNA       Sì, invece, è proprio così. Fosse venuto lui, ammetto che sarei tornata alla vita di umiliazione che lei e mio marito avete preparato per me. Stavo tornando, infatti, ma che lui rimanga a casa e mandi lei per dirmi di tornare … è stata una cosa infame, infame.

EMMA     Anna, lei mi fa un torto orrendo e fa un torto orrendo a suo marito. Lui non sa che lei è qui. Crede che lei sia a casa, al sicuro. Crede che stia dormendo in camera sua. Non ha mai letto la pazza lettera che lei gli ha scritto!

ANNA      ( stupita) Non l’ha mai letta?

EMMA     No, non ne sa niente.

ANNA        Fino a che punto mi crede ingenua? (punta il dito contro di lei). Lei mente!

EMMA       (controllandosi)No, le dico la verità.

ANNA      Se mio marito non ha letto la mia lettera, come mai lei è qui? Chi le ha detto che ho lasciato la casa in cui lei è stata così svergognata da farsi invitare? Chi le ha detto dove ero andata? Mio marito glielo ha detto, e l’ha mandata perché lei mi convincesse a tornare.

EMMA       Suo marito non ha mai visto la lettera. Io, l’ho vista, l’ho aperta, l’ho letta.

ANNA       (affrontandola)Lei ha aperto una mia lettera indirizzata a mio marito? Non ci credo. Non avrebbe mai osato.

EMMA     Osato! Ma non dica così! Per salvarla dal disastro in cui si sta cacciando, non c’è niente al mondo che non avrei osato fare, niente! (mostra la lettera a Anna) Questa è la lettera. Suo marito non l’ha mai letta. Non la leggerà mai. (va verso il camino). Non avrebbe mai dovuto essere scritta. (strappa la lettera e la butta nel camino).

ANNA       (con tono d’infinito disprezzo)Come posso sapere che si trattava davvero della mia lettera? Lei pensa di potermi raggirare con questi trucchi banali!.

EMMA       Ma perché diffida di tutto quel che le dico? Quale poteva essere il mio scopo nel venire qua se non salvarla da un errore atroce? La lettera che ho strappato erala sua lettera. Glielo giuro!

ANNA       (lentamente)Si è premurata di strapparla prima che la potessi esaminare. Non posso aver fiducia in lei. La sua vita è tutta una menzogna. Come potrebbe dire la verità su una cosa qualsiasi?

EMMA     (in fretta)Pensi quello che vuole di me, dica quello che vuole contro di me, ma torni, la prego torni dal marito che lei ama.

ANNA       (imbronciata)Io non lo amo!

EMMA     Invece sì, e lei sa che lui l’ama.

ANNA       Lui non capisce cosa sia l’amore. Certo, a lei farebbe molto comodo se riuscisse a riportarmi a casa. Che vita farei allora! Nelle mani di una donna senza pietà, di una donna che è infame incontrare e vergognoso conoscere, di una donna che si mette fra marito e moglie!

EMMA      (con un gesto di disperazione)Anna, non dica queste cose tremende. Lei non sa quanto siano tremende, tremende ed ingiuste. Ascolti, mi deve ascoltare! Torni da suo marito, e le prometto di non mettermi mai più in comunicazione con lui, sotto nessun pretesto. Di non vederlo mai più, di non aver più niente a che fare con le vostre vite. I soldi che mi ha dato, non me li ha dati per amore,  non me li ha dati perché mi venerava,. L’ascendente che ho su di lui ...

ANNA        (con aria di trionfo amaro)Ah! Lei ammette di avere un legame con lui, dunque!

EMMA     Sì, e le dirò quale sia questo vincolo: suo marito l’ama..

ANNA      E lei si aspetta che io le creda?

EMMA      Deve credermi! E’ vero. E’ il suo amore per lei che lo ha costretto a sottomettersi a ... lo chiami come le pare, ad un impegno  ad un dovere , come vuole. Ma  l’amore per lei, è sacro per suo marito.

ANNA       Cosa vuol dire? Lei è un’insolente! Cosa ho in comune con lei?

EMMA      (umilmente)Niente. Lo so; ma le dico che suo marito l’ama, che lei forse non incontrerà mai più un amore così in vita sua e che se lo butta via, verrà il giorno in cui lei sarà affamata di amore e non ne riceverà. Paolo l’ama!

ANNA      Paolo? Lei lo chiama Paolo? E lei dice che non c’è niente tra voi?

EMMA     Anna, davanti al Cielo le giuro che suo marito è innocente di ogni offesa nei suoi confronti! E io ... io le dico, se avessi mai pensato che un sospetto così mostruoso potesse venirle in mente, sarei morta piuttosto che attraversare le vostre vite.

ANNA       Lei parla come se avesse un cuore. Le donne come lei non hanno cuore. Si comprano e si vendono. (si siede sul divano)

EMMA     (sussulta, ferita; poi si controlla, e si avvicina a Anna, porge le mani verso di lei, ma non osa toccarla)Creda quel che vuole su di me. Non merito nemmeno un attimo di compassione. Ma non rovini la sua giovinezza per me! Lei non sa cosa le riserva il futuro se non lascia subito questa casa. Lei non sa cosa significa essere disprezzata, derisa, abbandonata, presa in giro! Vedersi chiudere le porte in faccia, dover strisciare e sentire sempre il riso della gente. Lei non sa cos’è e non deve mai saperlo. Non lascerò che rovini la sua. Anna, torni dal marito che l’ama, e che lei ama. Lei ha un bambino, Anna. Torni da suo figlio, che ha bisogno di lei. (Anna si alza)Lei deve restare con suo figlio. Se anche suo marito la trattasse male, lei deve restare con suo figlio. (Anna scoppia a piangere e si nasconde la faccia nelle mani)

EMMA       (precipitandosi verso di lei)Anna!

ANNA        (tendendo le mani verso di lei, smarrita, come una bambina)Mi porti a casa! Mi porti a casa!

EMMA      (sul punto di abbracciarla; poi si controlla; ha un’espressione di gioia meravigliosa)Venga! Dov’è il suo soprabito? (la prende dal divano). Eccolo. La indossi. Venga subito. (vanno verso la porta  A; voci fuori scena)

ANNA      Ferma! Non sente delle voci?

EMMA     No, no! Non c’è nessuno!

ANNA      Sì, c’è qualcuno! E’ la voce di mio marito! Sta venendo qua! Mi salvi! ( ha un dubbio) No, ho capito, è un complotto! E’ stata lei che l’ha fatto chiamare.

EMMA     Silenzio! Sono qui per salvarla, se posso. Lì! (indica la tenda che nasconde la porta B). Alla prima occasione, veda di uscire e di andarsene via! Presto!

ANNA                    E lei?

EMMA       Non si preoccupi per me. (Anna si nasconde dietro la tenda)

Scena seconda:  Emma ( che poi se ne va) Paolo, Lucio, Tito, Mario.

EMMA      Mario! Allora sono io ad essere nei guai adesso! (esita un attimo, poi si guarda intorno; vede l’uscita C ed esce di lì; da A entrano Lucio, Paolo, ,Mario  e Tito)

PAOLO    E’ molto gentile da parte sua, Lucio, permettere a Mario di imporle la nostra compagnia, ma temo di non potermi trattenere a lungo.

LUCIO       Davvero? Mi dispiace! Berrà qualcosa con noi, però?

PAOLO    Grazie!

MARIO     (a Paolo)  Mio caro amico, non pensi nemmeno ad andar via adesso. Ho molte cose da discutere con lei; cose importantissime, accidenti. pr(ende una sedia e si siede vicino a Paolo).

TITO          (ride) Ah! Sappiamo tutti di cosa si tratta. Mario non parla d’altro che di Emma.

PAOLO    Veramente, non sono affari tuoi, Tito.

TITO           Appunto, ed è per questo che sono così interessato. Gli affari miei mi annoiano sempre a morte. Preferisco quelli degli altri.

LUCIO     Bevete qualcosa, ragazzi. Tito, un whisky e soda?

TITO         Grazie. (va verso il tavolo con Lucio e lo aiuta a versare da bere e a passare i bicchieri ai presenti)  Emma sembrava molto bella questa sera, vero?

LUCIO     Non sono fra i suoi ammiratori.

TITO          Non lo ero nemmeno io, prima, ma adesso sì. Infatti, è riuscita a far sì che la presentassi a mia cugina Carolina Credo che debba andare a pranzo da lei.

LUCIO      (sorpreso)Davvero?

TITO          Sì, te lo giuro.

LUCIO     Scusatemi ragazzi. Devo partire domani. E ho ancora qualche lettera da scrivere. Mi sbrigo velocemente. (esce dalla porta  A).

Scena tre:  Tito, Mario.  

MARIO    Emma è una donna molto intelligente. Sa perfettamente quanto io sia stupido, accidenti ... lo sa benissimo. (Tito gli si avvicina, ridendo)Ah, ridi, eh? Ma ti assicuro che è stupendo incontrare una donna che ti capisca a fondo.

TITO         Ma Mario , credevo che non la volessi mai più vedere! Non mi avevi detto ieri sera al club che ... (sussurra qualcosa all’orecchio di Mario)

MARIO      Oh, quello? No! L’ha spiegato senza problemi.

TITO          E i suoi redditi, Mario? Ha spiegato anche quelli?

MARIO     (molto serio)Me li spiegherà domani. Tu descrivi Emma come una donna cattiva. ma non la è!

TITO         Affariste in gamba, le donne di oggi. Le nostre nonne perdevano la testa per un bell’uomo, le loro nipoti invece la perdono soltanto per un bel portafoglio.  Beh, insomma! Comunque, le donne viziose sono una seccatura e le donne virtuose sono una noia. Questa è la sola differenza fra loro.

MARIO     Sarà. Ad ogni modo, Emma ha un futuro davanti a sé.

TITO         No, Emma ha un passato davanti a sé.

MARIO    Preferisco le donne con un passato. La loro conversazione è sempre così divertente, accidenti!

TITO          Beh, avrai molti soggetti di conversazione con lei, Mario.

MARIO    Stai diventando noioso, Tito; molto noioso, veramente!

TITO         (ride) Dai, Mario, hai già perso la linea e la reputazione. Basta che tu non perda la pazienza; davvero quella poi non torna più.

MARIO    (seccato) Caro Tito, se io non fossi l’uomo più mite del paese… ...

TITO         Ti porteremmo maggior rispetto, vero, Mario?. (ride)

PAOLO    , (rivolto a Tito)  Tito, insomma. Devi  lasciare in pace Emma. Non sai niente su di lei e dici cose scandalose su di lei.

 TITO        (avvicinandosi a lui)Caro Paolo, io non dico mai cose scandalose, faccio solo pettegolezzi.

PAOLO      E qual è la differenza?

TITO         Oh, beh, il pettegolezzo è delizioso! La storia è un insieme di pettegolezzi. Ma uno scandalo è solo un pettegolezzo reso noioso dalla morale. Io non faccio mai la morale. Un uomo che fa la morale è un ipocrita, e una donna che fa la morale è sempre brutta.

MARIO     (rasserenato) Proprio quello che penso, caro mio, proprio quello che penso.

TITO         Che peccato, Mario; quando la gente è d’accordo con me, ho sempre l’impressione di aver torto.

MARIO     Ragazzo mio, quando avevo la tua età ...

TITO          Ma non l’hai mai avuta, Mario! (ride)Ehi, Lucio perché non ci dai un mazzo di carte? Paolo, giochi anche tu?

PAOLO     No, grazie, Tito.

TITO          (sospirando)Bontà divina! Come il matrimonio ti rovina un uomo! E’ demoralizzante quanto fumare le sigarette invece dei sigari! ( cambiando tono) Tu giochi, vero, Mario?

MARIO    (versandosi da bere)Non posso, amico mio. Ho promesso a Emma di non giocare e di non bere mai più.

TITO          (ride) Ma se stai bevendo! Dai, caro Mario , non ti lasciare traviare sul sentiero della virtù, altrimenti diventerai noioso. Vedi, le donne ci vogliono sempre virtuosi. E quando diventiamo virtuosi, non ci amano più. A loro piace tenerci quando siamo cattivi e lasciarci quando siamo disgustosamente buoni.

Scena  quattro: Lucio, Tito, Mario.Paolo  

LUCIO     (entra da A)No, no. Noi siamo sempre cattivi per loro.

TITO         Io non credo che siamo cattivi. Credo che siamo tutti buoni

 LUCIO    Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano verso le stelle. (si versa da bere)

TITO         (stupito, fa il verso a Lucio)  Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano verso le stelle? Oddio, quanto sei romantico stasera, Lucio. Troppo romantico! Devi essere innamorato. Chi è lei?

LUCIO      La donna che amo non è libera, o almeno crede di non esserlo. (guarda istintivamente verso Paolo mentre parla).

TITO         Una donna sposata, allora! Beh, non c’è niente al mondo come la devozione di una donna sposata.

LUCIO     Oh! Lei non mi ama. E’ una donna per bene. E’ la sola donna per bene che io abbia mai incontrata.

TITO         La sola donna per bene che tu abbia mai incontrata?

LUCIO     Sì!

TITO         Sei fortunato, allora. Io ne ho incontrate milioni di donne per bene. Sembra che non incontri mai altro. Il mondo purtroppo è pieno zeppo di donne per bene.

LUCIO      Questa donna ha purezza ed innocenza. Ha tutte le virtù che noi uomini abbiamo perso.

TITO         Ma caro mio, cosa mai ce ne faremmo noi, della purezza e dell’innocenza? Andiamo!

Allora lei non ti ama?

LUCIO      No, non mi ama.

TITO         Come si fa a stare insieme ad una donna che non ti ama. E magari per tutta la vita.. Io sono stato violentemente, pazzamente adorato, ed è stata una noia tremenda.

LUCIO     Come sei cinico!

TITO         Cos’è un cinico, secondo te?

LUCIO     Un cinico? Un uomo che conosce il prezzo di ogni cosa e ne ignora il valore.

TITO          E un sentimentale, caro Lucio, è un uomo che dà valore ad ogni cosa, e non conosce il prezzo di niente.

LUCIO     Mi fai sempre divertire, Tito. Parli come se fossi un uomo d’esperienza.

TITO           Oh, ma lo sono.

LUCIO     No, sei troppo giovane!

TITO          Ti sbagli di grosso. L’esperienza della vita è un affare d’istinto. Io ce l’ho. Mario no. L’esperienza è il nome che Mario dà ai suoi errori. Tutto qua.

(Mario si guarda intorno con indignazione)

TITO                     L’esperienza è il nome che tutti noi diamo ai nostri errori. E non dovremmo farne mai. (vede in un angolo del divano il ventaglio di Anna)

LUCIO     Certo che tu la sai lunga…

TITO         La vita sarebbe molto grigia senza errori Naturalmente tu sei fedelissimo a quella donna che ami, Lucio, a quella donna per bene?

LUCIO       Tito, se si ama davvero una donna, tutte le altre donne del mondo diventano del tutto indifferenti. L’amore cambia le persone e iosono cambiato.

TITO         Oddio! Com’è interessante! Mario, ti voglio parlare. ( glielo dice in modo da non farsi sentire da  Paolo )

.

MARIO     Ma cosa c’è? Cosa c’è? (va verso Tito . Lucio e  Paolo intanto parlano fra di loro)

TITO         ( in modo da non farsi sentire dagli altri due) Vieni qui. Devo proprio parlarti. (a parte). Mentre Lucio  ci faceva la predica sulla purezza dell’amore, e tutte quelle cose, c’era una donna nel suo appartamento.

MARIO     (interessato) No, davvero? Davvero?

TITO          (a voce bassa)Sì, ed ecco il suo ventaglio. (mostra il ventaglio).

MARIO     (ridacchiando)Accidenti! Ma tu pensa!

PAOLO    (accanto alla porta)Adesso me ne vado davvero, Lucio. Mi dispiace che lei parta domani. Ci venga a trovare al suo ritorno! Mia moglie sarà così felice di vederla!

LUCIO     (si avvicina a Paolo)Temo che sarò assente per parecchio tempo, comunque. Buona notte, Paolo!

TITO          Paolo!

PAOLO      Sì?

TITO         Voglio parlarti un attimo. Dai, vieni.

PAOLO    Non posso, sto andando!

TITO          E’ una cosa molto particolare. Ti interesserà molto.

PAOLO    (sorridendo)Un’altra delle tue assurdità, Tito?

TITO          No, questa volta no.

MARIO    (andando verso di lui)  Caro  Paolo, non devi andartene. Ho un mucchio di cose da dirti. E Tito  deve mostrarti qualcosa.

PAOLO    (avvicinandosi)Insomma cos’è?

TITO          C’è una donna nell’appartamento di Lucio. Ecco il suo ventaglio. Divertente, no? (mostra il ventaglio a Paolo; pausa)

PAOLO    Bontà divina! (afferra il ventaglio)

TITO         Cosa c’è?

PAOLO    (seccato) Lucio!

LUCIO      (voltandosi)Sì?

PAOLO    (seccato) Cosa ci fa il ventaglio di mia moglie nel suo appartamento?

LUCIO     Il ventaglio di sua moglie?

PAOLO     Sì: eccolo qua! (mostra il ventaglio a Lucio)

LUCIO      (perplesso)Non lo so!

PAOLO     Deve saperlo. Voglio una spiegazione.

LUCIO      (a parte)Ma allora lei è qui! E’ qui!

PAOLO     Parli, Lucio! Perché il ventaglio di mia moglie è qui? Risponda! Per la miseria! Voglio perquisire questo appartamento, e se troverò mia moglie, io ...  

LUCIO      (lo interrompe) Lei non perquisirà il mio appartamento. Non ne ha nessun diritto. La diffido dal farlo!

PAOLO     Lei è un mascalzone! Non lascerò il suo appartamento prima di averne frugato ogni angolo! (vede muoversi qualcuno oltre l’uscita C e si avvicina) Chi c’è là? (si precipita verso la porta  C, esce per un istante e rientra tirando per un braccio Emma).

Scena cinque:  tutti

EMMA     Paolo!

TUTTI       Emma! (tutti sussultano e si girano verso la porta C; Anna non vista  esce rapidamente dalla tenda ed esce dalla porta  A)

EMMA     (guarda tutti in viso, lentamente, poi il suo sguardo si ferma sul viso di Paolo)   Paolo, temo di aver scambiato il ventaglio di sua moglie per il mio quando sono partita da casa sua questa sera. Mi dispiace molto. (prende il ventaglio dalle mani di Paolo che la guarda con disprezzo; Lucio la guarda con un miscuglio di stupore e di rabbia, Mario guarda dall’altra parte; Tito fa un freddo sorriso)

BUIO

( cambio di scena)

(La medesima scena della prima parte del primo atto.Salottino nella casa di Paolo. A sinistra porta (A) che dà sul terrazzo, al centro porta o arco (B), a destra porta (C). Scrivania con vaso di fiori, libri e carte a destra. Divanetto e poltrona con tavolino a sinistra.)

Scena sesta:  Paolo, Anna.  

ANNA      ( fra sé) Deve essere tornato molto tardi. Non l’ho sentito. Ho cercato per ogni dove  il mio ventaglio ma non sono riuscita a trovarlo. Ormai quella donna gli avrà raccontato tutto … Com’è strana la vita, però! Io volevo svergognarla a casa mia davanti a tutti. E lei ha accettato di essere svergognata a casa di un altro per salvarmi. Che lezione amara! Peccato che nella vita le lezioni arrivino soltanto quando non ci servono più! Oh! (sussulta vedendo entrare dalla porta  C Paolo)

PAOLO    (le dà un bacio)Anna, come sei pallida!

ANNA      Ho dormito molto male.

PAOLO     (la accompagna al divano e si siede accanto a lei)Mi dispiace tanto. Sono tornato orribilmente tardi, e non ho voluto svegliarti. Ma tu stai piangendo, cara.

ANNA        Sì, sto piangendo perché devo dirti una cosa, Paolo.

PAOLO     Anna , tu non stai bene. Sai cosa facciamo? Andiamo in campagna. Sì, andiamo a Piazzatorre. Lì ti rimetterai, vedrai. Possiamo partire oggi stesso, se vuoi. (si alza).

ANNA        No, non oggi, Paolo. Domani. C’è una persona che devo vedere prima di lasciare  la città, una persona che è stata gentile con me.

PAOLO    (perplesso)Gentile con te?

ANNA        Molto più che gentile. (si alza e va verso di lui). Te lo dirò, Paolo, ma ti prego, amami come mi amavi prima.

PAOLO     Perché l’imperfetto? Non stai ancora pensando a quella signora che è venuta qui ieri sera? Non stai ancora immaginando ... no, non potresti mai, vero?

ANNA        No. So di aver avuto torto, di essermi comportata in modo assurdo.

PAOLO      E’ stato molto gentile da parte tua riceverla ieri sera, ma non la rivedrai mai più.

ANNA      Perché dici questo?

PAOLO      Anna, vedi, credevo che la signora Danieli  volesse redimersi, tornare a vivere di nuovo una vita decente ... ma mi ero sbagliato sul suo conto. E’ una donna  che deve avere sofferto le pene dell’inferno. .

ANNA       No Paolo,  non parlare così duramente di nessuna donna. Quelle che chiamiamo donne per bene possono fare cose tremende, per impulsività, orgoglio, gelosia. Le donne che possono sembrare prepotenti magari addirittura cattive, possono mostrare il pentimento, la pietà, il sacrificio. E non penso che Emma sia una donna cattiva, anzi so che non lo è.

PAOLO    No, no, quella donna è impossibile. E tu non la vedrai mai più.

ANNA      Ma la voglio rivedere. Voglio che venga qui.

PAOLO     No, no! Mai e poi mai!

ANNA       Paolo, è venuta qui una volta come tuaospite. Deve venire adesso come mia ospite. E’ soltanto una questione di giustizia.

PAOLO      Anna, se tu sapessi dove Emma è andata ieri sera dopo aver lasciato questa casa, non la inviteresti qui.

ANNA        Paolo, ascoltami, non posso più sopportare questa situazione. Devo dirtelo. Ieri sera...

(  Si sente  suonare il campanello della porta principale )

PAOLO    Vado io. ( esce e dopo in po’ di tempo  rientra con in mano il ventaglio di Anna ed un biglietto da visita) Emma è venuta per restituirti il ventaglio che ha preso per sbaglio ieri sera. Ha scritto un messaggio sul biglietto. Emma è venuta per restituirti il ventaglio che ha preso per sbaglio ieri sera. Ti ha scritto anche un biglietto. ( glielo porge)

ANNA      ( legge la lettera) Emma vuol parlare con me.

PAOLO    Anna, ti prego non riceverla. Lascia che le parli prima io almeno.

ANNA      E’ giusto che io la veda. ( esce )

Scena settima: Paolo, Anna, Emma.

EMMA  (entra dalla porta C insieme ad Anna) Come sta,signora Rossi ? (a Paolo). Come sta,signor Rossi ? Signora mi dispiace tanto per il suo ventaglio. Non so come io abbia potuto fare un errore così stupido. E’ stato veramente stupidissimo da parte mia. E siccome stavo passando dalle sue parti, ho pensato di approfittare dell’occasione per restituirglielo di persona con tutte le mie scuse per la mia sbadataggine e per salutarla prima di partire.

ANNA       Partire? (va verso il divano con Emma e si siede accanto a lei)

EMMA      Sì, riparto torno nella mia città che per tanti anni mi ha ospitato. . Sa, non riesco a sopportare questa umidità Soffro di ... di cuore  e questo clima non è adatto per me. Preferisco vivere sulla riva del mare.  Qui da voi c’è troppa nebbia e ... c’è troppa gente seria, signora Rossi.  Partirò questo pomeriggio per  la Liguria..

ANNA        Questo pomeriggio? Ma avrei tanto voluto venirla a trovare.

EMMA      Lei è così gentile! Ma devo proprio partire, temo.

ANNA      Quando la rivedrò Emma?

EMMA     Temo che non ci rivedremo Anna. Le nostre vite sono troppo distanti. Ma c’è un piccolo favore che vorrei chiederle, se non le dispiace. Vorrei una sua fotografia, Anna. Me ne darebbe una? Non sa quanto gliene sarei grata.

ANNA      Oh, con piacere. Ce n’è una sul tavolo nel mio salottino. Gliela vado a prendere. (esce dalla porta  C)

PAOLO     (andando verso Emma e parlando a bassa voce)E’ mostruoso da parte sua tornare qui dopo il suo comportamento di ieri sera.

EMMA      (con sorriso divertito)Caro signor Rossi  il galateo prima della morale!

ANNA      (entra dalla porta C con una fotografia)Temo che il fotografo sia stato troppo generoso: io non sono così carina. (mostra la fotografia a Emma)

EMMA       Lei è molto più carina. Ma non ne avrebbe una dove sta … con suo figlio?

ANNA      Sì. Preferirebbe una di quelle?

EMMA      Sì.

ANNA       Vado a prendergliela, se mi scusa un attimo. Ne ho una nella mia camera.

EMMA       Mi rincresce disturbarla tanto,Anna.

ANNA      (andando verso la porta B)Non mi disturba affatto, Emma.

EMMA     Grazie tante. (Anna lascia il ventaglio sul divano ed esce dalla porta  B)Sembra piuttosto di cattivo umore questa mattina, Paolo. Perché mai? Io e sua moglie  ci intendiamo a meraviglia.

Scena ottava: Paolo, Emma.

PAOLO     Mi dispiace non aver raccontato tutto a mia moglie sin dall’inizio.

EMMA      Intendi dirglielo?

PAOLO     Glielo dirò.

EMMA      (andando verso di lui)No, tu non glielo dirai. Telo  proibisco.

PAOLO     Perché?

EMMA     Sono cose successe tanti anni fa. E’ inutile rinvangare il passato.

PAOLO    Mia moglie crede che noi due siamo amanti.

EMMA     Purtroppo, forse, il fatto che, troppo spesso ci siamo visti può aver suscitato il morboso interesse delle persone che abbiamo frequentato; in particolare le amiche di tua moglie, che pur essendo persone serie, del pettegolezzo ne fanno uno sport…

PAOLO    …Uno sport che ha intaccato la mia dignità, la tua ed a portato tanto dispiacere a mia moglie.

EMMA     E questo mi duole, perché conoscendo la sua serietà ed intransigenza morale, le deve aver portato tanto dolore.

PAOLO    Ti confesso che pur essendo passati molti anni da quando ci frequentavamo, molto spesso ho pensato a te e a Franco.

EMMA     Mio marito mi ha lasciato in un momento molto difficile della mia gioventù.

PAOLO    Spesse volte ricordo il giorno che ti abbiamo conosciuta:. è stato nel locale del “ “Balle tabarin “ dove tu eri la prima ballerina.

EMMA     Ti prego non ricordarmi quel locale.

PAOLO    Penso che ci siamo innamorati di te, entrambi, nello stesso momento. Franco dopo pochi giorni è dovuto partire lasciandoci soli. Penso che quei giorni siano stati i più bei giorni della mia vita.

EMMA     Perché eravamo giovani.

PAOLO    Forse. Infatti, con mia moglie sto vivendo  altrettanti  giorni felici della  nostra maturità.

EMMA     Ricordo quella stupida lite dovuta a quell’ufficiale ubriaco che è venuto al nostro tavolo facendo credere che fra noi ci fosse  una relazione. Tu ci hai creduto e l’hai offeso ed anche picchiato. Da quel momento la nostra relazione intima si è interrotta.

PAOLO    Ero troppo innamorato di te per non essere eccessivamente geloso.

EMMA     Poi è tornato  Franco.  Del nostro rapporto interrotto ne ha approfittato. Ti confesso che di lui mi sono innamorata veramente.

PAOLO    Tanto che ti ha spinto ad accettare la sua proposta di matrimonio. Né ho sofferto. Ma l’amicizia con Franco mi ha obbligato a mantenere anche con te un solo rapporto di amicizia.

EMMA     Che io ho sempre apprezzato.

PAOLO    Richiamati alle armi Franco ed io  eravamo dello stesso reggimento.  Comandati in prima linea sulle alpi abbiamo combattuto ed un fatale giorno il mio carissimo amico  mi morì fra le braccia.

EMMA     L’amicizia fra voi due mi era ben nota attraverso la lettere che quasi ogni giorno mi spediva.

PAOLO    Lo scrivere per noi era l’unico svago ma ancor più  come sentirsi a casa.

EMMA     E ciò lo capivo leggendo le lettere.

PAOLO    Franco era veramente innamorato di te  ed il pensiero di lasciarti  sola, in quegli ultimi spasimi della sua vita mi ha fatto promettere che mi sarei occupato di te.

EMMA     Ciò che hai fatto e di cui ancora una volta ti ringrazio.

PAOLO    Per tanti anni ti ho cercata ma le notizie sul tuo conto erano sempre vaghe. Finalmente  in questi ultimi mesi ti ho ritrovata e spero di aver assolto il mio dovere, che nel ricordo di Franco è stato un piacere .

EMMA     L’aiuto economico che mi hai dato mi è stato prezioso.

PAOLO    Purtroppo è stato mal interpretato da mia moglie.

EMMA     La mia vita dopo che Franco mi ha lascito è stata un tormento. Per sopravvivere ho dovuto fare l’unica cosa che sapevo fare: ballare. La mia vita  non è stata quella di una monaca. Di una cosa ti prego: vorrei che Anna mantenga  un buon ricordo di me.

Scena nona:  Paolo, Emma, Anna.

(entra Anna dalla porta  B e si avvicina a Emma, tenendo in mano una fotografia)

ANNA       Mi dispiace tanto di averla fatta aspettare, Emma. Non riuscivo più a trovare la fotografia.

EMMA       (prende la fotografia e la guarda)Lei è molto graziosa in questa foto. E così, questo è il suo bambino! Come si chiama?

ANNA      Claudio , come mio padre.

EMMA      (trattiene la fotografia)  Davvero?

ANNA        Sì; se fosse stata una femmina l’avrei chiamata come mia madre. Mia madre si chiamava come me,.

EMMA     Per dire la verità  Anna come  secondo nome è anche il mio.

ANNA      Davvero!

EMMA     (cambiando tono) Sì. Mi dice suo marito che lei pensa spesso a sua madre,Anna.

ANNA      Sì, è vero. Abbiamo tutti degli ideali nella vita. Il mio è mia madre.

EMMA     Gli ideali sono cose pericolose. La realtà è preferibile. Ferisce, ma è preferibile.

ANNA      (scuotendo il capo)Se perdessi i miei ideali, perderei tutto.

EMMA     Tutto?

ANNA      Sì.

EMMA      (alzandosi)Devo andare adesso, purtroppo,Anna.

ANNA       Paolo, andresti a vedere se il taxi è giunto?

EMMA       Per favore, non si disturbi Paolo

ANNA      Invece va’ Paolo , per favore. (Paolo esita un attimo e guarda Emma ; lei rimane del tutto passiva; Paolo  esce dalla porta  C Anna aspetta che sia uscito e poi si rivolge a Emma) Emma! Lei mi ha salvata ieri sera.

Scena decima:  Anna, Emma.  

EMMA     Sssst. Non ne parli nemmeno.

ANNA      Devo parlarne. Racconterò tutto a mio marito. E’ il mio dovere.

EMMA     Non è il suo dovere! O almeno, lei ha anche dei doveri verso altri, non solo verso di lui.

ANNA       Ha ragione. Io le devo tutto Emma.

EMMA     Allora paghi il suo debito con il silenzio. E’ il solo modo di ripagarlo. Non rovini la sola buona cosa che io abbia fatto in tutta la mia vita raccontandola a suo marito. Prometta che ciò che è successo ieri sera rimarrà un segreto fra noi. Anna, mi dia la sua parola che non glielo dirà mai. Insisto.

ANNA      (chinando il capo)  E’ la sua volontà, non la mia.

EMMA      Sì, è la mia volontà. E non dimentichi mai suo figlio. Mi piace pensare a lei come a una madre.  Una madre che io avrei voluto essere, ma che i casi della vita non me l’hanno concesso.

ANNA       (alzando lo sguardo) Le sarò debitrice per tutta la vita..

EMMA      (con un lieve brivido)Silenzio, è storia passata.

Scena undicesima: 

PAOLO  (entra dalla porta  C) Il taxi è giunto signora Danieli.

EMMA     Bene. E adesso, cara Anna devo proprio dirle addio, purtroppo. (si avvia verso la porta  C e poi si ferma). Oh, mi ero dimenticata. Penserà che sono assurda, ma mi sono innamorata di questo ventaglio che sono stata così sbadata da portar via ieri sera dopo la sua cena mi chiedevo  se me lo avrebbe regalato. Suo marito  dice che è d’accordo. So che è un suo regalo.

ANNA       Ma certo, se le fa piacere. Ma c’è il mio nome sopra. C’è scritto “Anna” sul ventaglio.

EMMA      (ride) Ma abbiamo lo stesso nome, no?

ANNA      Già, me lo ero dimenticato. Oh sì, lo prenda allora. Che coincidenza meravigliosa avere tutte e due lo stesso nome!

EMMA     Veramente meravigliosa. Grazie; il ventaglio mi farà sempre venire in mente lei. (le stringe la mano).

Scena dodicesima:  Paolo, Mario, Anna, Emma.

MARIO  (entra dalla porta  C sorridendo) Buongiorno, Paolo. Buongiorno,Anna. (vede Emma e diventa serio). Emma!

EMMA      Come sta, Mario? Si sente bene questa mattina?

MARIO     (con freddezza)Abbastanza bene, grazie, Emma.

EMMA     Ha una bruttissima cera, Mario. Va troppo tardi a letto, e non le fa bene. Dovrebbe prendere maggior cura di sé. Addio, Paolo. (va verso la porta  C, con un inchino a Mario; ad un tratto sorride e si volta verso di lui). Mario! Mi accompagnerebbe fino alla macchina? Potrebbe portare il ventaglio.

MARIO      (seccato) Se proprio ci tiene Emma. (prende il ventaglio che Emma gli porge)

EMMA      (ridendo)Ma certo che ci tengo! Lo porta con tanta grazia, quel ventaglio. Lei farebbe qualsiasi cosa con grazia, caro Mario. (quando arriva davanti alla porta  C si volta un attimo per guardare Anna; i loro sguardi s’incrociano con un sorriso di intesa; poi Emma si gira, ed esce dalla porta  C, seguita da Mario)

ANNA       (a Paolo) Non dirai mai niente contro Emma, Paolo, mai più, vero?

PAOLO      (pensoso)E’ migliore di quanto pensavo.

ANNA      E’ migliore di me.

PAOLO     (sorride, mentre le accarezza i capelli)Anna , tu e lei appartenete a mondi completamente diversi.

ANNA      No, Paolo. C’è un solo mondo per tutti noi, e il bene e il male, il peccato e l’innocenza, lo attraversano mano nella mano. Rifiutare di guardare metà della vita per vivere tranquilli è come accecarsi per poter camminare con maggior sicurezza in un terreno pieno di precipizi.

PAOLO     Perché dici questo?

ANNA       (si siede sul divano)Perché io, che avevo rifiutato di guardare la vita, sono quasi giunta sull’orlo del precipizio. Direi che possiamo partire anche oggi per Piazzatorre  Paolo.

MARIO    (entra dalla porta  C agitato) Paolo. Paolo ! Mi ha spiegato tutto. (Anna sembra terribilmente impaurita; Paolo  sussulta. Mario  prende Paolo per il braccio e lo porta verso il proscenio; parla velocemente;Anna li guarda, terrorizzata). Ma sì, ma sì, mi ha spiegato tutto, accidenti. Le abbiamo fatto un torto immenso, tutti! Lei era andata a casa di Lucio soltanto per me, capisci? Prima era venuta a cercarmi al club, perché voleva finalmente dirmi una cosa che attendevo da tempo e per la quale ero in ansia, poi quando le hanno detto che ero partito per andare a casa di Lucio, è corsa lì prima di noi. Quando ci ha sentito arrivare si è un po’ impaurita e si è ritirata in un’altra stanza. E tutto questo per causa mia, capisci? E’ proprio la donna ideale per me. La sola condizione che pone è quella di vivere al mare  Ma sì! E’ un’ottima cosa, se ci pensi! Sono stufo del club, di questo maledetto clima, di questo maledetto ambiente, sono stufo di tutto. Non ne posso più.

ANNA       (impaurita)Emma le ha forse ...?

MARIO     (si gira verso di lei, raggiante)Sì,Anna, sì! Emma mi ha fatto l’onore di accettare la mia mano!

PAOLO     Beh, sposi sicuramente una donna molto in gamba!

ANNA      (prendendo la mano di suo marito)No, Mario, lui sposa una donna molto buona.

SIPARIO

Casalmaggiore, Domenica lì 28/ marzo/ 2010, ore 13,09, gran bel sole. 

 

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