Amori e stoccafissi

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AMORI E STOCCAFISSI…

AMORI E STOCCAFISSI

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Titolo

AMORI E STOCCAFISSI

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Genere

Commedia brillante

Atti

1 o 2 (a discrezione della regia)

Durata (min)

70

Lingua

italiano

Personaggi maschili

6

Personaggi femminili

7

Minimo attori maschili

5

Minimo attrici femminili

7

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

AMORI E STOCCAFISSI…

Commedia Brillante…

di Giuliano Angeletti

Atto Unico o due atti (a discrezione della regia)

Personaggi:

ARMANDO

ERNESTINA

MARIETTA

IRMA

FIAMMETTA

VITTORIO

ORFEO

LINA

ALBINA

VIOLETTA

IL SINDACO

DON EURO

DON SANDRINO

SCENA1

(IL SINDACO, MARIETTA, IRMA, ORFEO, VITTORIO, ARMANDO)

IL SINDACO: Cittadini devo darvi una grande notizia!

(e tutti Siiii)

Il nostro concittadino Euro Gallina, sapete quello che faceva i panini con la porchetta e aveva la bottega…

(e tutti)

(di stoccafissi)

IL SINDACO: Proprio lui : un giorno mentre riordinava il negozio ha aperto la cassa ha battuto la testa così forte, così forte che tra gli stoccafissi ha visto la madonna e da quel momento è diventato Don Euro …

(applausi)

(il sindaco esce di scena)

(entra in scena Ernestina di corsa grida )

ERNESTINA: Ma roba da matti: Euro si è fatto prete perché ha visto una donna!

(esce di scena ed entra Marietta)

MARIETTA: Doveva essere proprio brutta quella donna se Euro si è fatto prete

(esce di scena entra Irma)

IRMA: Un uomo così affascinante! Farsi prete … poi

(esce di scena ed entra Orfeo)

ORFEO: Euro prete mi viene da ridere … prima vendeva gli stoccafissi e ora

(entra Vittorio)

VITTORIO:

(rivolto ad Orfeo)

Cosa ridi … magari quello lì si è fatto prete per …

ORFEO: Ma dici davvero!

ORFEO: Non vorrà per caso fregarcele a noi!

(escono di scena)

(entra in scena Armando di corsa)

ARMANDO: Ma se Euro si è fatto prete per fregarci le donne allora è proprio sleale

(esce di corsa di  scena)

(Miranda voce fuori campo)

( ma in paese il tempo scorre e nessuno pensa più ad Euro)

SCENA 2

(ARMANDO, ERNESTINA)

(Armando entra in scena, con un giornale sportivo, la bandiera della Fiorentina la posiziona sulla quinta si sdraia sul divano si leva le scarpe, sfoglia il quotidiano …)

(la musica si sente in sottofondo ma ancora moderatamente alta)

ARMANDO:

(sente la musica, fa l’atto di tapparsi le orecchie)

(sfoglia svogliato le pagine … fino all’ultima pagina, poi al contrario … infine torna alla terza pagina)

(la musica cessa … Armando è visibilmente alterato)

Finalmente un po’ di tranquillità, questa musica , ti spacca i timpani, ma la devono finire … io la farò finire

Scriverò … al Sindaco … al Prefetto … alla Forestale … alla Guardia Costiera

Ma … domani … ora non posso … adesso finalmente …

(sintonizza la radio)

Ma cosa trasmettono …

(spegne la radio si siede sfoglia il giornale)

La Gazza me lo voglio godere tutto fino in fondo

dalla prima all’ultima pagina …

(sfoglia la Gazzetta dello Sport)

Ma guarda un po’ … cosa dice  …. E Girardino … si è infortunato … e quando è successo ieri e domani c’è la Sampdoria … e adesso come facciamo … povera Viola …

(entra Ernestina alterata)

ERNESTINA: Che cosa hai da gridare … finiscila … con quella radio svegli tutto il palazzo …

ARMANDO: Quale radio … è spenta … casa vuoi

ERNESTINA: Armando sei andato fuori di testa … E quella bandiera … se viene qualcuno in casa che figura ci facciamo  ! portala nel fondo

ARMANDO: L’orgoglio viola non si chiude in un fondo

Ma hai sentito prima che casino ! Non sopporto la musica alta ..

 Mi spacca i timpani: ma io …

Li farò smettere … domani vado dal Sindaco … e mi sente…

Io voglio vedere … i permessi … la licenza … tutto cosa sono queste manifestazioni … il paese deve essere tranquillo …

ERNESTINA: A me quella musica piace, ti proibisco di andare a protestare invece  a me da noia l’inno della Fiorentina

ARMANDO: La Viola è grande

(accende la radio, inno Fiorentina)

(Ernestina spegne la radio)

ARMANDO: Questa si che è musica celestiale

quella del parco mi spacca i timpani!

(mima l’atto di toccarsi le orecchie)

ERNESTINA: Ma come fa a spaccarti i timpani

Se prendi la pensione della sordità!

ARMANDO: Il 100 % di sordità!

ERNESTINA: Allora la musica non la devi sentire!

Ti ho detto che con il 100% di sordità la musica non la devi sentire!

ARMANDO: Non la sento … ed io non ti sento

(accende la radio)

ERNESTINA:(spegne la radio , va ad aprire il frigo,  tira fuori tutto … rimette tutto dentro)

(apre di nuovo il Frigo e controlla)

Eppure c’erano … ne sono sicura … c’erano …

Chi mi ha mangiato le prugne? non sai niente tu …

ERNESTINA: Armando mi hai mangiato le prugne … le mie prugne … e adesso brutto ladro … torni a comprarle …

(Armando riprende i giornale ma la sorella gli e lo  strappa di nuovo )

ERNESTINA:E non dire di no! Sei stato tu … ti vedo sempre quando apri il frigo … di nascosto

(fa l’atto di aggredire Armando che provocato si alza di scatto)

ARMANDO: Non mi stare a toccare … Ernestina … chiaro …

Perché non puoi toccarmi … non puoi toccarmi …

ERNESTINA: Questo lo dici tu!

(Ernestina con il battipanni insegue il fratello e i due che girano intorno alla poltrona)

ERNESTINA: Ladro .. ladro…

ARMANDO: Non mi stare a toccare …Non mi stare a toccare …

ERNESTINA: E perché non ti posso toccare?

ARMANDO: Perché … io sono un grande invalido del lavoro …  e per questo mi hanno dato la pensione …

ERNESTINA: Ma se in tutta la tua vita, non ha mai lavorato più di quindici giorni …

ARMANDO: Ma questi quindici giorni sono stati di una intensità inaudita … soprattutto fatali … Per questo  hanno dato il 100% di silicosi

ERNESTINA: Ma lo sai che con il 100% di silicosi  non riusciresti neppure a camminare invece vai per i boschi a caccia di uccelli

ARMANDO: E allora io vado a caccia di passere … e allora!

ERNESTINA: Poverini … vergognati …. Sparare agli uccellini … sentili come sono dolci fanno tenerezza

ARMANDO: Poverini … poverini

Non ti preoccupare che agli uccellini che ormai non prendi più non ci spara nessuno!

ERNESTINA: Se ti prendo ti ammazzo

ARMANDO: Devi prendermi

Poverini … poverini … saranno i tuoi di uccellini

ERNESTINA: Disgraziato …. Se ti prendo

( fa un gestaccio alla sorella e scappa di corsa uscendo di scena inseguito da Ernestina )

SCENA 3

(ERNESTINA , MARIETTA, VIOLETTA)

(entrano contemporaneamente una da una entrata e una all’altra e si scontrano)

ERNESTINA: Che modi …

MARIETTA: Fai attenzione

(bussano alla porta)

ERNESTINA: E chi è?

MARIETTA: Vai a vedere … cosa aspetti!

(apre la porta e vede Violetta)

MARIETTA: Violetta !

VIOLETTA: Buon giorno Marietta …

ERNESTINA: Cosa vuoi

VIOLETTA: Scusate posso …

ERNESTINA: Ormai sei entrata

MARIETTA: Cosa vuoi?

VIOLETTA: Vorrei un po’ di sale … sono rimasta senza

ERNESTINA: Marietta vai a prendere il sale

(Marietta esce di scena)

Quanto e te Violetta … una volta ti manca il sale, una volta il pepe … ma non te ne puoi stare a casa tua.

VIOLETTA: Quando vado a fare la spesa io sono distratta … ma cosa mangiate trote … ma che belle

(arriva Marietta con il sale)

ERNESTINA: Ecco il sale, adesso puoi andare

VIOLETTA: Te lo riporto subito appena vado al supermercato

ERNESTINA: te lo regalo basta che non torni più!

VIOLETTA: Vado … vado … salutami Armando

ERNESTINA: adesso fuori …

(Violetta esce di scena)

ERNESTINA: Marietta cosa cerchi

MARIETTA: Cercavo  dei giornali vecchi per pulire le trote

ERNESTINA:(si guarda intorno e vede la gazzetta)

Eccone uno …  tanto è di Armando

(guarda la data)

Ma è di oggi …

MARIETTA: E allora , ci sarebbe in giro solo questo … Ma se Armando, da di matto!

ERNESTINA: Si calma … si calma …

MARIETTA: E se non si calma?

(le due donne in unisono) Si calma …. Si calma …

(prende il giornale, toglie le pagine centrali e rimette la prima pagina dove è stato trovato)

Bastano queste pagine … vado io a pulire le trote …dov’è andato Armando!

ERNESTINA: Non  so! Ma se lo prendo …

(Ernestina esce di scena)

SCENA 4

(ARMANDO , MARIETTA)

MARIETTA: Armando!  Armando! Armando!

Armando! Armando! Chissà dove è finito quel tamburo….

(voce fuori scena)

ARMANDO: Sono qui Marietta … zitellina … suonatina

MARIETTA: Armandino signorino e cretino

Se stasera vuoi mangiare qualcosa, cerca di portarmi Novella 2000 e alla svelta prima che Francesca chiude

… e poi visto che ci sei … portami anche la camomilla

…. senza  quella io non dormo …

ARMANDO: (voce fuori scena)

Che palle, vengo su a prendere i soldi …

(Armando entra in scena)

MARIETTA: Sbrigati capito … la vogliooooooo ….

ARMANDO: (fuori scena) Ho capito … ho capito ….. ho capitoooo…

MARIETTA: Come ti permetti … alzi anche la voce adesso…

Come ti permettiiiiiiii…

ARMANDO: Va bene,va bene … adesso fuori, entro e prendo i soldi …

MARIETTA: Va bene … e poi chissà cosa ci sarà in quel nascondiglio … e poi ricorda che devi farmi una delega … non si sa mai … potrebbe succederti qualcosa …

(entra in scena Armando)

ARMANDO: (fa il segno delle corna)Tieeee! Adesso fuori …

(e accompagna la sorella fuori dalla stanza)

SCENA 5

(ARMANDO)

(guarda ed esamina la stanza per paura di essere visto poi circoscritto si avvicina ad un armadietto)

 (apre con una chiave un cassetto prende i soldi si guarda intorno con sospetto richiude il cassetto, nasconde la chiave)

(sente bussare alla porta interna dell’ appartamento)

SCENA 6

(ARMANDO, ERNESTINA)

ERNESTINA:

(fuori scena bussando alla porta) Armando! …. Armando! …

(Armando come in preda al panico rimane in silenzio )

ARMANDO: Diamine … Ernestina … non mi avrà per caso visto, non avrà per caso fatto installare delle telecamere

ERNESTINA: Armando! Armando!

ARMANDO:

(non risponde ma silenziosamente ispeziona la camera, cade un bicchiere si spacca)

ERNESTINA:(fuori scena… grida) Armando! Cosa hai spaccato… brutto delinquente cosa hai spaccato Armando! … ar mando a quel paese se non mi risponde questo tamburo …Armando … tanto lo so che sei li dentro a contare i soldi … ma vedrai che prima o poi lo scopro quel nascondiglio … e allora …. Ridiamo … e quello che hai spaccato lo paghi … si … si che lo paghi!

ARMANDO: (titubante nasconde il bicchiere rotto)

Ernestina non capisco sono sordo …

ERNESTINA: (fuori scena) Se non apri ti spacco la testa

ARMANDO: Adesso apro

(apre la porta )

ERNESTINA: Adesso vai di corsa a comprarmi lo sciroppo di prugne, lo sai che senza quello non vado in bagno

ARMANDO: Si !

ERNESTINA: Cosa vuole dire si ! Di corsa  … ho detto … scattare …

ARMANDO: (Armando esce di corsa)

SCENA 7

(FIAMMETTA, MARIETTA , ERNESTINA )

MARIETTA: Ormai  il pesce sarà pronto, si sente un odorino

ERNESTINA: Ma quel tamburo di Armando sarà andato a prendermi  … Lo sciroppo di prugne … che mi fa tanto bene …

MARIETTA: Io gli ho detto di portarmi Novella 2000

(bussano alla porta)

ERNESTINA: Chi sarà … bussano tutti all’ora di mangiare

(contemporaneamente) Sembra che sentano l’odore …

MARIETTA: Vado ad aprire!

FIAMMETTA: Posso!

MARIETTA: Fiammetta vieni pure questa è casa tua

FIAMMETTA: come sei bella Marietta, per te gli anni non passano mai, ogni giorno sembri sempre più giovane

Ma che buon odorino … sono trote

ERNESTINA: Ci mancava questa, ha sentito l’odore

FIAMMETTA: Ernestina, ma che bella collana hai ! Ti sta una meraviglia, sei bellissima

ERNESTINA: Figuriamoci se mi faccio incantare dalle sue moine

FIAMMETTA: Ernestina cosa hai detto, non capisco

(pausa) Che bella gonna che hai!

ERNESTINA: Ti piace! Pensa che non piace a nessuno invece è la mia preferita. Guarda la piega, mi snellisce ancora di più

FIAMMETTA: Ernestina sei bellissima

ERNESTINA: Fiammetta, fermati a pranzo da noi

FIAMMETTA: Io vorrei, ma non vorrei disturbare

MARIETTA: Non disturbi: abbiamo tre trote nel forno e un mare di patate

FIAMMETTA: Ma … sono tre trote … e voi siete in tre … e se vengo io siamo in quattro e le trote sono in tre …

ERNESTINA: Non preoccuparti, e non pensare ad Armando

MARIETTA: Dare del pesce a quello scemo di mio fratello, tanto non lo apprezza:  a lui basta un pezzo di formaggio

FIAMMETTA: Allora per le pulizie mi fermo dopo pranzo

ERNESTINA: Fai quello che puoi

MARIETTA: Il resto lo facciamo fare ad Armando

ERNESTINA: Adesso, andiamo a preparare la tavola

(escono di scena)

SCENA 8

(ARMANDO, FIAMMETTA, MARIETTA, ERNESTINA)

(entra Armando non trova nessuno, sente solo odore di pesce arrosto)

ARMANDO: Marietta! Ernestina!

(nessuna risposta)

Ho portato il succo di prugne, Novella 2000 e la Camomilla Bonomelli

(nessuna risposta)

(sente odore di pesce)

Le trote bruciano! qualcuno vada a spegnere il forno

(nessuna risposta)

Allora vado io !

(va per aprire la porta ma la trova chiusa, allora torna indietro e si va a sedere sulla poltrona, vede la Gazzetta dello Sport e la apre ma trova solo la prima pagina)

ARMANDO: La mia gazzaaaaaaa!

( dalla porta chiusa della cucina)

ERNESTINA: Silenzio, disturbi!

ARMANDO: Voglio la mia gazza!

ERNESTINA:

(apre la porta e getta il giornale accartocciato in scena, richiude la porta)

Ecco la tua Gazzetta

(Armando si getta sul giornale lo apre, escono le interiora delle trote ma lui continua anzi cerca di leggere)

Manca la pagina della campagna acquisti della Fiorentina … questa pagina parla solo della Juve e a me della Juve non me ne importa niente

(fuori campo)

MARIETTA: Il resto del giornale lo ho gettato nel bidone ed ora fai silenzio che dobbiamo mangiare …

ARMANDO: Allora aprimi … ho fame … ho fame …

ERNESTINA: No,  i pesci sono tre e noi siamo in tre : abbiamo ospiti, è venuta Fiammetta

MARIETTA: Siediti in poltrona e aspetta

ARMANDO: Tutto a me …  mi deve succedere … tutto a me …

(Armando si accascia sulla poltrona )

Anche oggi … senza mangiare … adesso stringo la cinghia

E cerco di riposare …

(si sente il rumore dello sciacquone)

Ernestina è riuscita ad andare di corpo anche senza prugne

SCENA 9

(ARMANDO, FIAMMETTA)

(Armando si addormenta)

( passa Fiammetta con l’Aspirapolvere)

ARMANDO: In questa casa non solo non si mangia ma non si riesce neppure a dormire

FIAMMETTA:  (con l’aspirapolvere)

Armando levati dai piedi … devo passare l’aspirapolvere …

(Armando si toglie ma viene inseguito dalla donna con l’aspirapolvere, Armando si risiede in poltrona)

FIAMMETTA: Le trote al forno erano veramente buone, peccato che non c’eri

ARMANDO: Peccato che non c’eri … Si …ma le trovo pesanti

L’ultima volta mi sono rimaste … sullo stomaco

FIAMMETTA: Sullo stomaco! Ma scherziamo!

Il pesce era delicatissimo e poi … quel filino d’olio di Bastremoli … su quella carne rosa … insomma … era così buono che … sembrava burro…

ARMANDO: Buono … che sembrava burro …

FIAMMETTA: Anche le patatine erano buonissime:  le patate di Ernestina e Marietta erano patate tenere e novelle

ARMANDO: E questo proprio no … le patate di Ernestina e Marietta … non sono tenere e novelle … E non sono neppure ricercate

Non le vuole nessuno …

FIAMMETTA: Non dire così Armando sono le tue sorelle

(lascia l’ aspirapolvere gira per la stanza con uno straccio)

(tutte le volte che si gira Armando  mima ammirato il fondoschiena di Fiammetta)

ARMANDO: Nessun uomo si confonderebbe con due bestie  come le mie due sorelle

FIAMMETTA: ( guarda se qualcuno ascolta e a bassa voce chiama Armando, i due si avvicinano) Trovaci  marito alle due ragazze… così te ne liberi una volta per tutte

ARMANDO: Bene … bene. Ma come faccio …

FIAMMETTA: Bisogna rivolgersi alle persone giuste

ARMANDO: E chi sono le persone giuste … e il risultato

FIAMMETTA: Il risultato te lo assicurano al 100 %

ARMANDO: Ma c’è da pagare

FIAMMETTA: Un pochino, una scemata. Fidati

ARMANDO: Ma chi c’è andato!

FIAMMETTA: Ma hai visto Irma, tutti i mesi esce con un’ uomo diverso !

ARMANDO: Come fa?

FIAMMETTA: Ma si è rivolta anche lei in Agenzia ! Sai il mondo va avanti così e poi partiamo con il vantaggio che io, i gusti delle tue sorelle in fatto di uomini li conosco bene .

ARMANDO: Bene … bene … allora andiamo, viene anche Irma con noi …

FIAMMETTA: Allora: andiamo dammi il tempo, adesso vado a prepararmi 

ARMANDO: Bene … bene … bene  … adesso  vai a prepararti e spinge fuori scena Fiammetta

(Armando rimasto solo)

ARMANDO: Irma  … Irmuccia

SCENA 10

(ARMANDO, IRMA)

(si  incontrano Armando e Irma)

IRMA: Mi sembra la voce di Armanduccio …

Armanduccio … Armanduccio

(entra Armando)

ARMANDO: Irmuccia come sei bella

IRMA: bella insomma diciamo che mi tengo e mi mantengo .

Armanduccio : Fiammetta mi ha chiesto se posso accompagnarvi in Agenzia

ARMANDO: Si! Accompagnaci …

IRMA: Come stai bene Armanduccio, si vede che in tutta la tua vita lavorativa non hai mai tirato su una paglia

ARMANDO: Perché tu cosa hai mai fatto

IRMA: Niente … ma sai che pensieri

ARMANDO: Ma che pensieri puoi aver avuto, non ti sei mai sposata

IRMA: Ma sai che ho avuto tre grandi amori che mi hanno dato tanto  ma anche tanti grattacapi

ARMANDO: Non capisco Irmetta

IRMA: Sai che tutti mi hanno lasciato qualcosa, chi gioielli, chi appartamenti … ma le loro mogli … oddio che arpie … mi hanno anche denunciato …

ARMANDO: Che donne squallide!

IRMA: Ma tutte hanno perso  la causa e allora sono diventata  … non so se posso … una signora …

ARMANDO: Irma sei la più bella di Follo

IRMA: Ma quante me ne dicono … ma quante me ne dicono, e non è vero niente, tutte quelle pettegole … brutte ed invidiose

ARMANDO: Io però non ci ho mai creduto

IRMA: Tu sei un vero galantuomo Armanduccio, pensa che dicono che Mario dopo una notte d’amore mi ha lasciato trecento Euro… ma non è vero, io non sono una di quelle, io amo solo per il piacere di amare.

Io non ho mai chiesto niente a nessuno

Però se qualcuno mi lascia qualcosa io … lo prendo …  contro voglia ma capisci che se non prendo niente, magari si offendono …

Dammi un bacetto Armanduccio …

(i due si baciano)

ARMANDO: (tira fuori un pacchettino e lo da ad Irma)

IRMA: (sfascia il pacchettino)

Un anello … ma non dovevi …

(bacia Armando)

(vengono sorpresi da Ernestina che entra in scena furiosa)

ERNESTINA:  Brutto delinquente ecco dove butti via i soldi invece di pensare alla tua famiglia

(Irma cerca di nascondere il regalo, ma lei gli e lo strappa di mano)

Un anello… un anello … brutto deficiente ecco come butti via i soldi, vai a regalare un anello a questa qua … mentre a tua sorella che ti vuole bene e ti accudisce come un bambino non gli regali  mai niente

(si prova l’anello)

Va bene … questo lo prendo  io

IRMA: Che modi! Armanduccio lo aveva regalato a me

ARMANDO: Io veramente l’anello lo avrei regalato ad Irma

ERNESTINA: stai zitto deficiente con te facciamo i conti dopo, e quanto a te la devi smettere di fare la civetta con Armando

Armanduccio … Armanduccio … Armanduccio …

Tanto mio fratello non ti da neppure un centesimo

IRMA: Io da  tuo fratello non voglio niente

ERNESTINA:  Da Armando forse no ma suo fratello  si che ti interessa

IRMA: ma neppure per idea, se io invito Armanduccio a casa mia è perché per lui in questi giorni sento

ERNESTINA:  L’odore della pensione

IRMA: Per chi mi hai preso io non mi attacco a un povero pensionato

ERNESTINA:  Povero proprio no:  lui di pensioni ne prende cinque

IRMA: (sorpresa) Come cinque!

ARMANDO: cinque !

ERNESTINA: Si cinque!

IRMA:  Ma a me aveva detto quattro!

( le due donne ripetono cinque)

ARMANDO: Mi hanno concesso anche l’accompagnamento

(le due donne ripetono L’accompagnamento)

ERNESTINA:  Allora sono sei e tieni nascosto  tutto anche a me che sono tua sorella farabutto

(Armando rimane al centro

IRMA: Armanduccio tesoruccio questa notte ti aspetto

ERNESTINA: Armando vieni a casa ti preparo le lasagne  e se mi fai la delega anche gli gnocchi  quelli di patate che ti piacciono tanto

ARMANDO:  Macché gnocchi: l’accompagnamento me lo sputtano da solo … e con gnocche buone

(Esce di scena di corsa seguito dalle due donne che affabili lo chiamano con insistenza)

SCENA 11

( VIOLETTA – IRMA )

( si incontrano Violetta ed Irma )

IRMA: Armanduccio … Armanduccio … ma dove è finito, ormai è nelle grinfie di sua sorella

VIOLETTA: Buona sera Signora Irma, passavo di qua per caso e ho sentito gridare: cosa è successo?

IRMA: Violetta mi hai chiamato signora Irma, ormai sei rimasta l’unica a chiamarmi signora Irma

VIOLETTA: Ma lei Irma è una signora

IRMA: Io una signora, ma se quando passo per Follo le donne o si girano dall’altra parte , o si fanno delle risatine: e poi ci sono quelle ti fanno la bella faccia davanti e ti spettegolano dietro, questo paese è un covo di vipere, lei Violetta è fortunata ad abitare a Bastremoli

VIOLETTA: Signora Irma, io sono due anni che non abito più a Bastremoli: ora abito qui a Follo, comunque le posso assicurare che lassù la gente è più pettegola che qua, ma io sono dell’idea che bisogna passare oltre e non farci caso

IRMA: Vedi Violetta, sono due anni che abiti a Follo ed io non lo sapevo, e questo ti dimostra di come io mi interesso dei fatti degli altri e poi smettila di darmi del lei potresti essere mia figlia

VIOLETTA: Grazie … grazie allora posso

IRMA: si puoi, perché tu non sei invidiosa : io Violetta  sono bella, affascinante … adorabile e …

VIOLETTA: Tutti gli uomini ti cercano

IRMA: mi cercano, perché io so amare, certamente non sono come quelle due

VIOLETTA: parli delle sorelle di Armanduccio, certo che sono veramente brutte ed anche antipatiche e poi mettono in giro delle voci su di te …

IRMA: Cosa dicono di me!

VIOLETTA: Io non sono pettegola, e non voglio mettere in giro discorsi che magari non sono neppure veri

IRMA: Tu intanto dimmelo, dopo sarò io a vedere si sono vere o no

VIOLETTA: Insomma dicono

IRMA: Chi lo dice?

VIOLETTA: Non so se posso:

IRMA: dillo!

VIOLETTA: Ernestina

IRMA: Quella zitella! Qualche volta vedrai che perdo la pazienza

VIOLETTA: Va a dire in giro che tu circuisci Armanduccio perché vuoi spillargli i soldi della pensioni

IRMA: Ernestina è falsa come Giuda

VIOLETTA: Ma io non ci credo … sono solo maldicenze, e poi va a dire in giro che

IRMA: Che cosa va a dire quella cariola

VIOLETTA: Va a dire in paese che tu esci solo con uomini pieni di soldi

IRMA: Meglio uscire con uomini pieni di grana che fare come lei che se la tiene stretta come un oracolo

VIOLETTA: Si è vero alla sua età aspetta sempre il principe azzurro, e sua sorella è come lei, Marietta è sempre a dire, quello mi voleva ma non mi piaceva … quello mi voleva ma non mi piaceva,

IRMA: Brava: le hai conosciute anche tu quelle due ciabatte

VIOLETTA: Come fa quel povero Armandino a sopportarle

IRMA: Ne deve avere di pazienza, e pensa che non è padrone neppure dei suoi soldi: in casa li deve nascondere altrimenti quelle due gli mangiano tutto

VIOLETTA: Certo che lui ha una bella pensione

IRMA: Ha più di una pensione, li c’è da tettare se sei furba Violetta

( prende sottobraccio Violetta)

IRMA : Sai mi aveva regalato un anello, ma poi è intervenuta quel rottame di donna che è Ernestina e se lo è ripreso, e non  solo mi ha fatto anche una scenata

VIOLETTA: che donna squallida … raccontami … raccontami …

( a braccetto escono di scena)

SCENA  12

(ARMANDO, FIAMMETTA, LINA, IRMA, ALBINA)

(musica)

( Agenzia Matrimoniale LINA SPERA TI SPOSA  … Lina è seduta al tavolo accanto a lei in un tavolo vicino è seduta la sua segretaria Albina)

(campanello della porta)

(Lina e Albina ripetono in unisono)

 

Avanti …

ALBINA: Avanti lo devo dire io che sono la segretaria : non tu che sei la titolare.  Altrimenti a cosa serve la segretaria!

LINA: La segretaria:  si la segretaria. Io sono la titolare e tutte le titolari hanno le segretarie

ALBINA: Una titolare … è una donna piena di titoli

LINA: Io modestamente sono laureata e piena di titoli

ALBINA: Allora: dunque tutti possono darti i titoli e tu non ti devi offendere

LINA: No i titoli sono prestigio

ALBINA: Lina sei una  strega, strozzina , aguzzina tambura e deficiente

LINA: Come ti permetti!

ALBINA: Silenzio c’è gente !

( dalla porta fa capolino la testa di Armando, nel vedere un uomo Lina si precipita e lo trascina dentro, entrano anche le altre, ma non vengono degnate neppure di uno sguardo)

( Albina finge di lavorare)

LINA: Armandino mio bel fustino, ti aspettavo, sei qua per trovare un amorino, fidarti di me e vedrai che ti trovo una bella topolina …

(segna con il dito Albina)

Armandino, guarda come è bella Albina

(Albina esce dalla scrivania e fa una piroetta)

Ma guarda che ragazza è la mia Albina, è la donna che fa per te Armandino

Guardala, come è bella è giovane , sembra una stella

ARMANDO: Veramente  a me sembra una zitella e poi io non sono venuto per me

LINA: Non si riesce proprio a piazzare questa qua

FIAMMETTA: Veramente noi

LINA: Fiammetta vieni qua raccontami un po’ con gli uomini va male e allora sei venuta da me non preoccuparti ci penso vieni scricchiolina. Io ti farò conoscere l’uomo della tua vita

FIAMMETTA: Io no, e poi io sono già separata.

Io ho già dato …

LINA:  Irma tesoro mio gli uomini che ti ho trovato, non ti vanno bene

IRMA: Se ce ne fossero di migliori

LINA: Albina fai vedere il catalogo alla signorina

(Irma si avvicina alla scrivania di Albina, gli altri rimanendo in scena fingono silenziosamente di confabulare)

IRMA: Ma questi uomini si assomigliano tutti

ALBINA: Non è vero, come ti permetti, questa è una Ditta seria

IRMA: Va bene, fammi uscire con questo mi sembra di bell’aspetto

(lo segna con il dito)

ALBINA: Domani sera va bene

IRMA: Bene … bene …

LINA: visto!  Basta solo consultare il catalogo e l’amore nasce

ALBINA: (prende l’agenda) Adesso vado a prendere accordi. Vieni Irma

(salutano tutti)

Con permesso

(e tutti dicono)

Prego

(Irma e Albina escono di scena)

SCENA 13

(ARMANDO, FIAMMETTA, LINA)

ARMANDO: Lina io sono venuto per le mie sorelle

LINA: Quelle due zitelle

FIAMMETTA: Lina impegnati e trova a loro uno straccio di marito

LINA: È difficile:  c’è da lavorare un po’ e poi con il carattere che hanno!

ARMANDINO: Ma questa non è una Agenzia Matrimoniale

LINA: E allora, come osi mettere dei dubbi sulla mia capacità professionale

FIAMMETTA: No ! Sappiamo che il caso è difficile

LINA: Estremamente difficile … ma … vedremo di trovare una soluzione

ARMANDO: Ci sono delle spese

LINA: Dopo! Dopo, adesso lasciami sola con Fiammetta, ho bisogno di lei per studiare un modo per fare innamorare quelle due donne

ARMANDO: Io allora devo proprio andare

LINA: E di corsa! Io devo lavorare

ARMANDO: Ma io sono quello che paga

LINA: E allora… via … via …

ARMANDO: Ma siamo sicuri del risultato!

LINA: Come ti permetti! Ho detto fuori

Con me ha trovato moglie anche Charlot!

(Armando protestando esce di scena)

ARMANDO: Ma chi è questo Ciarlotti ? E’ per caso di Beverino

LINA: lasciamo perdere, adesso vai!

(Armando esce di scena)

SCENA 14

(FIAMMETTA, LINA)

LINA: Fiammetta parlami delle due donne? Hanno dei gusti specifici. Io devo sapere tutto … tutto… anche i minimi particolari

FIAMMETTA: Per questo non ci sono problemi, io di loro conosco morte e miracoli, ma cambiando discorso il nostro patto è sempre valido, sai che a me interessa la casa di Armando

LINA: Certamente, ma ora analizziamo il presente, ed il presente è Ernestina

(prende appunti)

FIAMMETTA: Scrivi … scrivi … ad Ernestina gli piacciono gli uomini  tipo Bred Pitt, però biondi

LINA: Ho proprio un uomo per lei:  Pensa che lo chiamano

FIAMMETTA: Come lo chiamano !

LINA: Vittorio il pitto di Valdurasca

FIAMMETTA: Ma Vittorio non è biondo

LINA: Quello non è un problema, ci penso io … e

FIAMMETTA: scrivi … scrivi … a Marietta gli piacciono gli uomini tipo Richard Gire, ma con i capelli rossi e la  pancetta

LINA: Ma c’è un detto che dice che di rossi non sono buoni neppure i capretti

Comunque ho un elemento: si chiama Orfeo Giro

FIAMMETTA: Giro! Ma non si chiama Ricco

LINA: Si! Orfeo Giro perché tutti i giorni fa il giro dei bar

FIAMMETTA: Ma lo è rosso!

LINA: Lui, basta che beve due bicchieri: ci vengono due gote rosse

FIAMMETTA: Ma lo vuole rosso di capelli!

LINA: Un po’ rossino di capelli lo è! E ha anche un pochino di pancetta

FIAMMETTA:  Ma tutti e due se sono quelli che penso, non sono dei gran lavoratori Lina

LINA: Nel mio mestiere non servono dei lavoratori ma dei play boy

allora rimaniamo d’accordo così:  io li mando a casa delle zitellone , ma in casa non ci deve essere nessuno eccetto l’interessata, neppure Armando, mi raccomando , ciao Fiammetta

FIAMMETTA: Ci penso io … ci penso io …

LINA: Ora vai via, devo predisporre tutto

(Fiammetta saluta ed esce di scena)

SCENA 15

(LINA, VITTORIO, ORFEO)

LINA: Entrate

(entrano Vittorio e Orfeo)

VITTORIO: Lina cosa c’è

ORFEO: Ci hai chiamato

LINA: Ho bisogno di voi!

VITTORIO: No! Lavoro no … è troppo caldo

ORFEO: (canticchia) Lavoro saltami addosso

VITTORIO: (canticchia) Lavora te che io non posso

LINA: Io vi offro un lavoro piacevole

ORFEO: Nessun lavoro è piacevole

VITTORIO: Andiamo a farsi un aperitivo dalla Jole Orfeo

ORFEO: Si andiamo, questa ci vuol fare lavorare

LINA: (si alza dalla scrivania e fa il gesto di bloccare i due uomini che si fermano)

Ragazzi dovete fare innamorare due donne

(in unisono ripetono)

Due donne

LINA: Sedete, che vi spiego tutto

ORFEO: Si ma alla svelta: mi aspettano al bar per la partita

LINA: Sarò breve!

VITTORIO: Breve … breve

LINA: Ci sono due donne che hanno messo gli occhi su di voi!

(i due in unisono) Su di noi!

LINA: Si … su di voi perché siete due uomini,  piacenti, single e soprattutto dei gran lavoratori

VITTORIO: Lavoratori proprio no, si saranno sbagliate

LINA: Va bene , insomma, sono innamorate di voi

(i due uomini in unisono)

Di noi ! Allora andiamo!

LINA: Si io vi preparo l’appuntamento, però bisogna che cambiate un pochino il vostro aspetto

(i due uomini in unisono) Per noi va bene

VITTORIO: Ma ! quelle due hanno almeno una bella pensione

LINA: Si! adesso uscite

(i due si sfregano le mani ed escono di scena)

(Lina scrive sull’agenda, telefona ed esce di scena)

SCENA  16

(FIAMMETTA, ARMANDO)

(casa di Armando)

(guardano l’orologio entrambi agitati)

FIAMMETTA: Ormai arrivano

ARMANDO: Quanto manca

FIAMMETTA: Ernestina dov’è !

ARMANDO: Ha ancora i bigodini, in testa

FIAMMETTA: Non sospetta niente

ARMANDO: Deve essere una sorpresa!

FIAMMETTA: Eccolo! Eccolo!

ARMANDO: Andiamo … andiamo

FIAMMETTA: Ernestina… lo vuole biondo

(escono di scena, sfregandosi le mani)

SCENA 17

(VITTORIO, ERNESTINA)

(suonano alla porta, la porta è socchiusa)

VITTORIO: posso entrare …

(entra e curioso si guarda attorno ha con se una rosa, la sua voce è calda e sensuale)

Ernestina  … signorina Ernestina … Signorina Ernestina…

(entra velocemente Ernestina)

ERNESTINA: Chi è! Chi mi vuole !Chi mi chiama !

Signorina Ernestina, sono vent’anni che nessuno non mi chiama così

E questo chi è ! E da dove viene ?

E chi lo conosce questo deficiente

VITTORIO: Permetti il mio nome è Vittorio

(tra se e se) Questa donna è un mostro, ma il lavoro è lavoro

ERNESTINA: Questo qua è proprio scemo, mi fa anche l’inchino

O bell’uomo, in questa casa non abbiamo bisogno di un maggiordomo

VITTORIO: (consegna la rosa a Ernestina) Signorina … profondamente ammirato dalla tua  bellezza … ho pensato di donarti

ERNESTINA: (prende il fiore) Una rosa: era meglio se mi portavi, un mazzo di bietole

VITTORIO: Un mazzo di bietole !

ERNESTINA: Si da far bollite, fanno bene anche all’intestino.

Insomma cosa volete!

VITTORIO: Io mi sono pazzamente innamorato di te

ERNESTINA: Di me!

VITTORIO: Il mio cuore batte

Senti come batte

ERNESTINA: Cosa sei cardiopatico!

VITTORIO: Ho voglia di abbracciarti amore mio

ERNESTINA: Amore mio e mi vuole anche abbracciare , puzza d’aglio a morte

VITTORIO: siiii

ERNESTINA: Stai attento che perdo i bigodini

VITTORIO: Io ti voglio sposare

ERNESTINA: Tu mi vuoi sposare! Ma scherziamo, sarai biondo, ma non ti assomigli a Bred Pitt

VITTORIO: (mettendosi di profilo)Guarda bene .

Mi assomiglio

ERNESTINA: No non ti assomigli

VITTORIO: (mettendosi di profilo)Guarda meglio … guarda … guarda …

mi assomiglio

ERNESTINA: Ma neppure per l’idea e poi quella puzza

VITTORIO: E’ aglio, abbassa la pressione

ERNESTINA: Ma quanto ne hai mangiato! Vattene via! Puzzi a peste … e poi

VITTORIO: E poi,  ma scherzi lo sai come mi chiamano

ERNESTINA: E come ti chiamano

VITTORIO: (orgoglioso) mi chiamano Bred il Pitto della Valdurasca  

ERNESTINA: E allora

VITTORIO: Allora ti voglio sposare

ERNESTINA: Sposare … ma davvero … e dove andremo ad abitare a casa tua

VITTORIO: Si …

ERNESTINA: Allora … quasi … quasi …

VITTORIO: Quasi … quasi …

ERNESTINA: Ma tu hai una casa grande …

VITTORIO: E  vivo solo

VITTORIO: Sì

ERNESTINA: Ma allora è fatta, ci sposiamo

(abbraccia Vittorio … ma Vittorio si scosta)

VITTORIO: Un momento

ERNESTINA: Come:  mi respingi

VITTORIO: Amore mio quanto prendi di pensione

ERNESTINA: Non sarai, per caso interessato al vil denaro

VITTORIO: No! Facevo così per dire

ERNESTINA: Non dire … amore … non dire

VITTORIO: Dimmi … dimmi

ERNESTINA: Non dico … non dico

VITTORIO: Dimmi … dimmi

ERNESTINA: Non dico … non dico … non oso dire

VITTORIO: Allora me ne vado

ERNESTINA: Allora dico

VITTORIO: Di! Ernestina di!

ERNESTINA: Sono cose private

VITTORIO: Ma tra marito e moglie

ERNESTINA: Non ho pensione

VITTORIO: Allora me ne vado

ERNESTINA: Ma ho i miei risparmi in banca

VITTORIO: Ma se non hai mai avuto reddito, come fai ad avere risparmi

ERNESTINA: Rubando qua e la, tra le pensioni di Armando

VITTORIO: Ma quanto hai potuto metter via, solo pochi spiccioli

(cerca di prendere la strada verso la porta)

ERNESTINA: (fa il segno di 9 con le dita)

VITTORIO: Dove vuoi andare con 90 Euro

ERNESTINA: Di più!

VITTORIO: Ma dove vuoi andare con 900 Euro

ERNESTINA: Di più!

VITTORIO: Ma dove vuoi andare con 9000 Euro

ERNESTINA: Di più!

VITTORIO: Amore mio non mi dirai che in banca ha 90000 Euro

ERNESTINA:( fa il segno dei soldi con le dita)

Di più! si …. Molti di più

VITTORIO: Si amore mio ti sposo

(si abbracciano)

VITTORIO: Ma quando cavolo prende di pensione Armando?

(escono di scena)

SCENA  18

(ARMANDO, FIAMMETTA)

(entrano in scena euforici)

ARMANDO:E’ fatta, è fatta

FIAMMETTA: Marietta, invece lo vuole rosso, ricco e con un po’ di pancetta

FIAMMETTA: Eccolo … sta arrivando …

ARMANDO: andiamo via … andiamo via …

Finalmente  ritorno padrone di casa mia!

(escono di scena)

SCENA  19

(MARIETTA, ORFEO)

(entra Orfeo con una rosa rossa)

ORFEO: Posso ….

(nessuno risponde, Orfeo scontra la rosa in uno spigolo e la rosa si rompe rimane in scena con lo stelo ma non se ne accorge)

È permesso ….

(voce fuori campo di Marietta)

Avanti …

ORFEO: Signorina Marietta

MARIETTA: Dimmi

ORFEO: Marietta  incantato dalla tua bellezza ti porgo questo piccolo omaggio floreale

(si inchina e porge il fiore)

(Marietta vede solo lo stelo senza il fiore … lo guarda perplessa … ma poi lo prende e lo mette in un vaso)

MARIETTA: Bello questo fiore … che cos’è?

ORFEO: Veramente: questo fiore, è un fiore pregiato, sembra uno stelo di rosa, ma non lo è  Daniela mi ha assicurato che …

MARIETTA: E che cosa, avrebbe assicurato

ORFEO: Che questo fiore basta metterlo nel vaso e crescerà

MARIETTA: Lei basta che vende

ORFEO: Devi avere fiducia, vedrai che nascerà un fiore e sarà bellissimo e multicolore un po’ come te Marietta

MARIETTA: Ma lo sai … Orfeo …

ORFEO: Cosa dovrei sapere

MARIETTA: Lo sai che ti assomigli!

ORFEO: (sorpreso) A chi mi dovrei assomigliare?

MARIETTA: Ma a Richard Gire!

Ma con i capelli rossi, sei proprio l’uomo che piace a me

ORFEO: Modestamente, ma lo sai come mi chiamano

MARIETTA: No!

ORFEO: Orfeo  sempre in Giro, perché tutti i giorni

(ad alta voce)

E quando dico … tutti i giorni …

Vuol dire che

(grida)

Non ne salto neppure uno

MARIETTA: Cosa fai tutti i giorni

ORFEO: Il giro dei bar

(mima)

Un bicchiere qui … Un bicchiere da Silvano … Un bicchiere al Circolo

Un passo dagli alpini perché altrimenti si offendono

E …

Tutti i giorni mi prendo una sbornia

MARIETTA: No! Non ti voglio più e poi non sei ricco

ORFEO: io mi chiamo Orfeo ma tanti mi chiamano con il nome di mio padre … lui Ricco … lo portavano a casa dopo le sbornie con la carretta … siamo di famiglia noi  Ricco

(ad alta voce)

Ricco

MARIETTA: Allora sei proprio ricco

ORFEO: Dalla nascita, bambola da generazioni io sono ricco

MARIETTA:  Da generazioni …

Chissà che patrimonio …

Sposiamoci … sposiamoci …

ORFEO: si … Ricco era … mio padre, mio nonno e mio bisnonno e chissà da quanto … noi ci chiamiamo Ricco

MARIETTA: Tu sei ricco da tanto tempo!

Come Agnelli

Ti sposo … ti sposo …

ORFEO: No! Agnelli no! Solo galline e conigli: Diamo tempo al tempo: ma  quanto prendi di pensione?

MARIETTA: Ho lavorato tanti anni alla Morven la fabbrica degli occhiali …

ORFEO: Quanti anni!

MARIETTA: Circa trent’ anni

ORFEO: (con le dita conta e tra se e se fa i calcoli )

Più liquidazione!

Si ci sposiamo !

(si abbracciano ed escono di scena, usciti di scena Marietta rientra e grida al pubblico)

MARIETTA: Finalmente Marietta si sposa, ho aspettato tanto ma finalmente mi sposo … Mi sposo un Ricco

(di corsa esce di scena)

SCENA 20

(FIAMMETTA, ARMANDO, IL SINDACO)

(Ufficio del sindaco, il primo cittadino è assorto nel suo lavoro, sta leggendo la Gazzetta dello Sport)

IL SINDACO: Forza Inter … sei grande Inter …

( chiude la Gazzetta ed apre Tuttosport)

I giornali sono tutti uguali … si copiano le notizia …

(prende l’album delle figurine panini, tira fuori un pacchetto di figurine)

Adesso attacco Marchisio

(prende la colla e attacca il giocatore)

Sfoglia il pacchetto di figurine

Queste sono … tutte doppie … e adesso con chi le scambio …

Ma lo sapete che il Sindaco di Vezzano ha già finito l’album …

 Mentre io … non riesco neppure a finire la Juve …

(sente bussare)

E chi è …

Ho da fare … sto lavorando per voi …

(voce fuori campo)

Noi abbiamo  un appuntamento …

IL SINDACO: Ma scherziamo, io sto facendo cose importanti: non voglio essere disturbato …

(voce fuori campo)

Io sono amico del prefetto

IL SINDACO: Ci mancava anche questo

( nasconde album e figurine)

Entrate … entrate …

(entrano Fiammetta e Armando)

(in unisono)

Buon giorno … signor sindaco

IL SINDACO: Buon giorno: sedete e non fate caso al disordine

(finge di rimescolare i documenti)

Ditemi: avete un appuntamento?

ARMANDO: si!

IL SINDACO: E con chi avete un appuntamento

FIAMMETTA: Con te

IL SINDACO: Io appuntamenti , oggi no! Non ho tempo, e poi: cosa volete!

ARMANDO: Noi siamo venuti per il matrimonio

IL SINDACO: Di chi! Il tuo … non ci posso credere !

ARMANDO: no delle mie sorelle  

FIAMMETTA: si le sue sorelle

IL SINDACO: E chi le vuole quelle due carette 

(voce fuori campo, Ernestina)

ERNESTINA: E chi sarebbero quelle due carette, brutto imbecille adesso veniamo a sposarci e te Armando levati di torno, e vattene via con quella ragazzetta altrimenti ti strappo come un foglio di giornale

ARMANDO: Ossequi signor sindaco

FIAMMETTA: Via come treni

(Armando e Fiammetta escono di scena)

SCENA  21

(ORFEO, MARIETTA, ERNESTINA, VITTORIO, IL SINDACO)

(entrano velocemente molto alterati nell’ufficio del sindaco)

Il SINDACO: Cosa volete !

ERNESTINA: Cosa volete un fico secco, sposateci e fate alla svelta che non abbiamo tempo

IL SINDACO: Vi capisco: avete voglia di consumare le nozze

VITTORIO: Abbiamo fame: vogliamo andare a mangiare al ristorante

ORFEO: Ma chi paga!

IL SINDACO: sia ben chiaro! Io No!

(Orfeo e Vittorio in coro )

Noi no …

IL SINDACO: Ma il banchetto qualcuno deve pagarlo!

MARIETTA:

(tira fuori dalla borsetta dei soldi)

(e tutti in coro)

E questi da dove escono

MARIETTA: Paga tutto Armando, gli ho rubato la pensione

(e tutti )

Bravaaaaaa !

MARIETTA: adesso sposiamoci

(e tutti)

Siiiiiiiiiiiiiiii!

(musica )

 (squilla il cellulare del sindaco)

(tutto il calcio minuto per minuto)

( nella stanza confabulano tra loro)

IL SINDACO: (risponde parlando con due telefoni)

Hello!

(dall’altro capo del filo voce fuori campo)

(voce fuori campo)

Carissimo, io sono il Sindaco di Bolano,  ho una bella notizia da darti

IL SINDACO: dimmi … dimmi… muoio dalla voglia

(voce fuori campo)

Ti ho trovato la figurina di Santon

IL SINDACO: cosa vuoi in cambio: cosa vuoi in cambio

(voce fuori campo )

Io ti do la figurina di Santon … solo se … mi dai Pazzini

IL SINDACO: si e quando lo facciamo lo scambio

(voce fuori campo)

Subito!

IL SINDACO: ora sarei impegnato!

(voce fuori campo)

Interrompi tutto, le figurine sono importanti … e la riunione si avvicina

IL SINDACO: Ok… Ok…. Mi sbrigo in un attimo

(chiude il cellulare)

IL SINDACO: La seduta è tolta… tutti a casa …

ERNESTINA: O bello … sposaci altrimenti vengo li e ti brucio il comune

IL SINDACO:  Va bene … va bene … se proprio ci tenete, no aspettate ecco Don Euro … aspettate lui… ma per il banchetto fatemi sapere, vengo anch’io

(musica squilla il cellulare del sindaco)

( tutti rimangono immobili )

(Il sindaco esce di scena)

(entra Don Euro )

SCENA  22

(ORFEO, MARIETTA, ERNESTINA, VITTORIO, DON EURO, DON SANDRINO)

(tutti)

ORFEO:  Euro sei tornato … e hai portato anche Sandrino

ERNESTINA: Don Euro prego e un po’ di rispetto per un servo del signore

(tutti)

Ma! Sandrino …

SANDRINO: Don Sandrino: prego

ERNESTINA: Ma Sandrino quando ti è venuta la vocazione

SANDRINO: Sono fatti miei, cosa ti interessa

ERNESTINA: Facevo così per dire

DON EURO: allora fai silenzio e non disturbare la quiete dell’anima

(Sandrino fa un ruttino)

DON EURO: Cosa fai Sandrino

SANDRINO: Sono le cipolle di ieri sera

MARIETTA: Così Euro ti sei fatto prete?

DON EURO: Sempre meglio che vendere stoccafissi!

Mangerò qualche ostia di più: ma male non si sta

ORFEO: Ma chi sei diventato Don Stoccafisso!

DON EURO: Quello che sono diventato non vi interessa!

MARIETTA: Sposaci Don Euro!

ERNESTINA: Dacci la tua benedizione!

DON EURO: (rivolto a Sandrino) Cosa aspetti Don Sandro benedici

(Don Sandro rimane fermo)

Sandro … benedici

DON SANDRO: Non so come si fa!

(Don Euro da uno scappellotto  a Don Sandro)

Si fa così …

(e fa vedere come si fa a benedire, annusa il dispensario )

Ma cos’è questo odore, non è acqua benedetta !

DON SANDRO: Questa è meglio che l’acqua benedetta

(e tutti )

Cos’è!

DON SANDRO: Grappa

(e tutti)

Perché grappa!

DON SANDRO: perché Don Euro la sera quando è davanti al camino e si beve un bicchierino dice sempre questa si che mi fa vedere il paradiso, allora ho pensato …

DON EURO: La mia grappa … quando torniamo in sacrestia ti do  il resto …

(Don Euro si calma cercandosi di dare un contegno)

DON EURO: Così volete che vi sposo!

(e tutti siiiiiiiiiiii)

DON EURO: Dopo, prima dovete fare una donazione

VITTORIO: Un’offerta scontata

DON EURO: Il paradiso non fa sconti

(prende il calcolatore)

Diciamo 500 Euro

Tutti: (500 Euro ma sono un’esagerazione)

DON EURO: Mi dovete pagare ancora tutti gli stoccafissi ! Ernestina ! Tuo fratello!

ERNESTINA: E’ rimasto a casa!

DON EURO: Dopo passo da quel puffaiolo, adesso pagate …

VITTORIO: Paga Ernestina … paga …

ORFEO: Paga Marietta … paga …

(le donne protestano ma pagano)

DON EURO: (in dialetto)Adesso … siete marito e moglie

E ora vado a prendere quel farabutto di Armando …

(escono di scena)

SCENA  23

(ARMANDO, DON EURO, DON SANDRINO)

(casa di Armando : Armando è sdraiato sul divano sta leggendo la sua inseparabile Gazzetta)

(suonano alla porta)

ARMANDO: suonano alla porta: che palle … Vengo … un attimo …. Chi è?

DON EURO: Pecorella sono Don Euro … apri

ARMANDO: Io non apro!

DON EURO: La pace sia con te … apri figliolo che è meglio

ARMANDO: Non sono scemo …

DON EURO: (da dei colpi alla porta)

Apri o spacco la porta!

ARMANDO: Va bene ma che modi …  basta dirlo …

(apre la porta)

(entra minaccioso Don Euro insegue Armando dentro la stanza)

(Armando fugge ma poi si ferma di colpo)

ARMANDO: Don Euro!

(il prete si ferma di colpo)

DON EURO: Si!

ARMANDO: Perdona loro che non sanno quello che fanno

DON EURO: Noi … io … voi … loro

ARMANDO: Io sono loro …

DON EURO: No tu sei tu!

ARMANDO: No … io sono io …

DON EURO: Armando,  pagami gli stoccafissi, così ti perdono e non ti spacco la testa

ARMANDO: Non puoi!

DON EURO: E perché non posso!

ARMANDO: Quello lassù perdona

DON EURO: Ma lui è lassù … e io sono quaggiù

Lui perdona Euro no

(ad alta voce)

Caccia gli Euri a Don Euro

ARMANDO: Chissà quanto ci sarà da pagare!

DON EURO: 2000 EURO

ARMANDO: 2000 per due stoccafissi, ma siamo matti …

DON EURO: A parte il fatto che erano 15 poi ci sono gli interessi!

ARMANDO: Sono un pochino alti

DON EURO:  Non posso farci niente! Sono dettati da quello lassù

(indica con dito)

ARMANDO: Meno male che diceva rimetti i tuoi debiti e rimettili Ai tuoi debitori

DON EURO: Non prendertela con il Principale

(a voce alta)

DON EURO: Date a Cesare quello che è di Cesare

E date gli Euri a Don Euro e Paga i stoccafissi

 (Euro intasca i soldi)

 (e benedicendo il pubblico escono di scena)

SCENA  24

(ARMANDO, FIAMMETTA)

(casa di Armando, finalmente Armando sdraiato sul divano, si legge la sua amata Gazzetta dello Sport )

ARMANDO: (rivolto a Fiammetta) Ciccina … portami … un prosecchino e vieni … a sederti qua

FIAMMETTA: (provocante) Si … tesoruccio …  dimmi …

(si avvicina con dei fogli)

ARMANDO: Ma io tesorino … tesorino …. volevo non il prosecchino … ma …non  il fogliettino

FIAMMETTA: Firma… Armanduccio, firma il fogliettino: e vedrai che prosecchino!

ARMANDO: (cerca di leggerlo) Ma cosa c’è scritto! Passami gli occhiali

FIAMMETTA: (sorridendo)Gli occhiali … no … no… no…

Metti … metti … una firmetta …

(manda dei baci ad Armando)

(Armando firma)

(porta via i fogli e torna con il prosecco, i due brindano e si abbracciano sul divano)

(musica)

 (si sente bussare)

ARMANDO: (alterato) Ma chi è questo scocciatore!

(continuano a bussare)

(breve pausa)

(continuano a bussare)

Come rompono….

FIAMMETTA: vado ad aprire

(si alza e va ad aprire)

(apre la porta e compare un uomo con una valigia)

ARMANDO: vado io ad aprire

SCENA 25

(ARMANDO, FIAMMETTA, ORESTE )

(Armando nel vedere entrare Oreste si alza lascia cadere il giornale)

ORESTE: abita qua Fiammetta?

ARMANDO: Fiammetta c’è un marocchino che ti cerca

FIAMMETTA: è il mio fidanzato è venuto ad abitare qui da me

ARMANDO: Come?

FIAMMETTA: a  casa sua

ARMANDO: a casa sua, non capisco

(il giovane sfa  le valigie e si gettano sulla poltrona … dopo legge la Gazzetta, spaginandola )

FIAMMETTA: E’ venuto ad abitare qui con me, a casa sua ?

 ARMANDO: Spiegami  Fiammetta… non capisco

FIAMMETTA: Ma tesoruccio non ricordi mi hai lasciato tutto !

(e mostra il foglietto firmato)

ARMANDO: Cosa ti ho lasciato io! questa è casa mia! Fuori

FIAMMETTA: No … questa è casa mia …

(e mostra il foglietto)

ARMANDO: Come sarebbe a dire

FIAMMETTA: (agita i foglio) Mi hai fatto la donazione e adesso  via

(Armando cerca di prendere il foglio ma Fiammetta lo nasconde)

Adesso vai  via … prendi la gazzetta e andare ( felicissima)

ARMANDO:(deluso) E io dove vado … che bruciore

(entra in scena Lina )

LINA:(con voce sinuosa ed ammiccante) Vieni  nella mia Agenzia

Che ti trovo una bella mogliettina

(Armando segue deluso  Lina)

VITTORIO: E chi sarebbe quella mogliettina

LINA: Aldina …

ARMANDO: Nooo  preferisco andare a ballare con Violetta

(Violetta entra in scena abbracciando Armando )

No! Ho cambiato idea, andiamo prima a vedere la fiorentina

(escono di scena)

SIPARIO

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