Amuri di frati

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AMURI  DI  FRATI

                                                  Commedia brillante in 3 atti di

                                                              Renato Fidone

Versione aggiornata  nel settembre 2012

   AMURI DI FRATI

            Commedia  brillante  in 3 atti

                                                                di   Renato Fidone

                                                                                     p e r s o n a g g i

                                                 

                                               Don Pasquale Cimarosa….benestante

                                                                Concetta….sua moglie

                                                                   Santina….sua sorella

                                                                          Vitale….maresciallo dell’Arma

                                                                    Mazza….paraninfo

                                                           Don Nicola….parroco

                                                   Salvatore Mastella….emigrante

                                                           Alfonso Reina….medico condotto

                                                              Caterina….cameriera

                                                                Peppino….factotum di casa Cimarosa

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† La storia si sviluppa intorno agli anni ‚Äė80, in¬† Sicilia

Ogni riferimento a nomi, fatti o persone è puramente casuale e dettato dalla fantasia dell’Autore. Si diffida chiunque apporti modifiche all’Opera senza l’autorizzazione dell’Autore.

Tutelata dalla SIAE, tutti i diritti riservati                

Scicli, agosto 1981  -   Prima rappresentazione il  22.11.1984 Teatro Italia di Scicli

¬† Socio SIAE ¬†sez- DOR ‚Äď cat. Autori / ¬†n. di posiz. 68330

Renato¬† Fidone¬†¬† via Lido 47 ‚Äď 97018 Scicli (Rg) 333.6016300 -¬† fidoner@tiscali.it

CODICE DEL LAVORO :  348096 A

“A mia moglie Mimma che ha tanta           pazienza  e  comprensione. “

                                                                                                                                                                            Renato Fidone

Questa ultima stesura¬† di ¬†Amuri di Frati, in modo telematico, ¬†¬†che inevitabilmente risente in meglio di alcuni cambiamenti marginali e ¬†semplici aggiunte, ¬†dovuti¬† all‚Äôesperienza ¬†di essere stato spettatore ¬†di¬† molteplici ¬†versioni, ¬†oltre a quelle¬† che personalmente ho interpretato,¬† √® avvenuta nel settembre 2012, ¬†per dare al lavoro , oltre ai motivi anzidetti, una ¬†veste ¬†¬†esteticamente ¬†pi√Ļ ¬†accettabile e fruibile, ¬†¬†frutto del lavoro di una macchina demoniaca ¬†che chiamano ¬†‚Äúcomputer‚ÄĚ. ¬†Per cui mi sono deciso ¬†a usare questo mezzo che mi consente in modo molto pi√Ļ semplice di ¬†accontentare le numerose Compagnie che richiedono questo ed altri miei ¬†lavori e che¬† io, ¬†invece, per pigrizia, ¬†ho sempre preferito le poste italiane, fedele a quel vecchio detto siciliano ‚Äú Cu cancia ‚Äėa vecchia cc√† nova mali si trova!!‚ÄĚ Ma devo ammettere, per√≤ alla fine, ¬†che √® molto pi√Ļ facile¬† premere un¬† pulsante e inviare i lavori¬† e che il progresso non pu√≤ fermarsi, anche se conosco dei miei colleghi autori che sono ancora fedeli alla vecchia¬† Olivetti Lettera 32 o 45.¬† Fatta questa premessa vi racconto in due parole la breve storia di questo lavoro a cui sono molto legato.

Questa commedia,¬† la prima a essere portata in scena in ordine di tempo su¬† un totale di 28 ad oggi,¬† tutte depositate alla SIAE e quasi tutte rappresentate,¬† √®¬† probabilmente il mio lavoro teatrale pi√Ļ conosciuto nell‚Äôambiente del teatro amatoriale siciliano e oltre. Pi√Ļ di ¬†80 compagnie l‚Äôhanno messa i scena migliaia di volte ottenendo numerosi successi e riconoscimenti, ¬†che mi hanno dato la possibilit√† di ¬†essere riconosciuto ¬†e stimato come¬† un ¬†Autore, ¬†forse, tra i pi√Ļ rappresentati ¬†nel panorama del teatro Siciliano. ¬†Di ci√≤ ringrazio tutti coloro che hanno creduto nella bont√† del lavoro e che hanno speso ingenti risorse economiche e artistiche, cos√¨ come ringrazio il grande ¬†attore Turi Scal√¨a del Teatro Stabile di Catania e molto noto nell‚Äôambiente cinematografico, ¬†che era innamorato di questa commedia¬† e che avrebbe voluto fare ¬†a ogni costo, ma che il destino non glielo ha concesso, e, infine, ¬†¬†il ¬†compianto commediografo ¬†Nino Mignemi, ¬†un ¬†Autore a me molto caro che dopo aver creduto in me ed alle mie capacit√† e dopo aver intrecciato con lo stesso una sincera amicizia, il 22 novembre 1984, al Teatro Italia di Scicli¬† mi ha concesso l‚Äôonore di¬† presentare ¬†il lavoro nel pieghevole di sala.¬† Questo ¬†in sintesi era quello che scriveva:

“ Parlare della commedia Amuri di Frati è come descrivere un angolo della nostra Sicilia, con i suoi valori immutabili, la casa, la famiglia, l’amore, le credenze, le superstizioni, i principi morali, le mostrade di ficodindia al sole cocente, l’aria impregnata di profumo di zagara, la vista sul mare non ancora inquinato, le alghe secche  e lucenti all’ombra di verdi canne mosse dal vento, il dolce rullio di un peschereccio che punta la prua verso nuovi orizzonti e nuove speranze.

Ho letto questa prima commedia di Renato Fidone con curiosità senza alzare gli occhi dalle pagine fluide e scorrevoli, senza soluzione di continuità, segno evidente che i contenuti, i ritmi e i tempi, riescono gradevoli al primo impatto.

Sono sicuro che Amuri di Frati incontrer√† il successo del pubblico e della critica e dar√† il battesimo artistico a Renato Fidone quale nuovo Autore del Teatro Siciliano.‚ÄĚ

                 Scicli, 22.11.1984                                                                                                          Nino  Mignemi

                                                                                          ATTO PRIMO

Stanza da pranzo con salotto, ben arredata. Vetrata in fondo che lascia intravedere un rigoglioso giardino. La comune è ricavata da questa vetrata, sulla destra, per chi guarda, si va   verso  l’esterno dell’ abitazione, a sinistra verso la zona interna.  Sulla parete di sinistra, dopo l’arco, una porta conduce nell’ uffcio di don Pasquale. Al centro della stanza un tavolo con sedie, suppellettili.  Sulla zona destra della stanza un salotto, con poltrone ai lati e tavolinetto.  Sulla parete dietro il divano una grande foto della buonanima del padre di Pasquale.  Sotto  potrebbe trovare posto un camino o una consolle  portatelefono con un cassettino, sulla consolle un portafiori e dei lumini accesi . Sono in scena Pasquale e Concetta, litigano, come accade da qualche tempo.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( passeggiando nervosamente, verso la moglie )¬†¬† Ci trovi¬† gustu a torturarimi d‚Äôa matina ‚Äėa sira! Tu ‚Äėu sai ca nun piaci mancu ‚Äėa mia vidiri a m√® soru accuss√¨, sola, senza un conforto umano‚Ķ

CONCETTA         :   ( seduta sulla poltrona, agitata…)  ….conforto umanu!  Senza n’uomunu, vuoi diri. Ppi idda ci voli sulu n’uomunu e basta.

PASQUALE         :   Non tutte siete state fortunate!

CONCETTA                         :   Chi vulissutu diri?

PASQUALE         :   Tu mi capisti. Cu erutu prima di spusarimi, parra?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (alzandosi, alterata)¬† ¬†¬†Cu era iu?¬† Ma tu si pazzu! Per tua norma e regola mia madre , ca tutti chiamavunu ‚Äėa¬†¬† Cavalera‚Ķ

PASQUALE         :   ….senza cavaddu….

¬†CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚Ķ..per via del portamento nobiliare, armali e viddanu ca si. Diceva, ¬†ca me matri mi ha allevata¬† comu ‚Äėna principessa‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Senza curuna‚Ķ! Se ‚Äėa st‚Äôura stavumu spranza di tia avissumu murutu di fami‚ĶPrincipessa‚Ķma nun mi fari ridiri‚Ķvattinni v√†!

CONCETTA         :   Ma tu cu ti cridi di essiri ppi ssi quattru turrina…

PASQUALE         :   Trecento ettari…

CONCETTA         :   …quattru vacchi…

PASQUALE         :  … quattrocento vacchi…

CONCETTA         :   …dui porci….

PASQUALE         :   …duecentocinquanta porci…

CONCETTA         :   E a mia nun mi fannu né  cauru e né friddu

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E intantu ‚Äėa signura ci mancia e ci sguazza‚Ķammettilo‚Ķ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ti fazzu ‚Äėa serva, t√≤ soru, invece, fa ‚Äėa regina ‚Äėnta ‚Äėsta casa!

PASQUALE         :   Chidda è mia sorella,  sangue del mio sangue!

CONCETTA         :   E iu sugnu tò mugghieri, pirchì nun ti spusavutu ccu idda?

PASQUALE         :   Ma nun diri fissarii, Concetta.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Iu sugnu stuffa, nun ni pozzu cchi√Ļ!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ah si?¬† ( deciso) E allura chidda √® ‚Äėa porta, marsc!!! ( Concetta quasi piangendo, si avvia per il fondo, poi Pasquale si siede sul divano, distrutto dallo stress, apre il giornale e si concentra nel leggere, ma all‚Äôimprovviso Concetta, silenziosa come un giaguaro gli si piazza dietro e‚Ķ)

CONCETTA         :    ( col tono alto di una sgradevle sorpresa, tanto che Pasquale ha un sussulto)  Ti piacissi, inveci restu!  Chista è anchi casa mia, ricordatillu!  ( via di fretta sul fondo a sinistra)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (ancora spaventato)¬†¬† Disgraziata‚Ķ.qualchi gghiornu mi fa moriri. E anchi oggi mi detti la dose quotidina di veleno. E‚Äô ¬†puntuali comu ‚Äėe treni¬† d‚Äôa ¬†svizzera, arrivatu ‚Äėo manziornu,¬† comu sempri,¬† prima di manciari, mi da‚Äô¬† l‚Äôaperitivo! ¬†Disgraziata, chi malasorti ca capitai. ‚ÄėA bonanima di m√® patri m‚Äôu dissi ‚Äú Pasquali nun t‚Äôa pigghiari ‚Äėa chissa, √® cchi√Ļ majara di so matri. ‚ÄėA don Gaetanu, so patri, idda ‚Äėu fici moriri, di crepacori. ‚Äú¬†¬† E iu ci diveva ‚Äú Pap√† ma chi vai pinsannu‚Ķautri tempi‚Ķ‚Ä̬† Autri tempi? Sempri ‚Äėa stessa √®, nun cancia mai.¬† E iu p‚Äôaviri ‚Äėi corna duri, mi la ritrovu cc√†, supra ‚Äėa panza‚Ķ Ah√Ļ, haiu ‚Äėna panza‚Ķmi dovete credere‚Ķ.ca qualchi ¬†vota scoppia, a cc√Ļ cogghi cogghi‚Ķ.fazzu ‚Äėna straggi!!! Mi rende la vita¬† impossibile!!¬† ( si accascia sulla poltrona ed entra Caterina )

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Chi ci fu guerra, ‚Äėo solitu? Quannu parrati sulu, voli diri ca ci forru schigghi! ¬†( sulla trentina, sordastra‚Ķmolto spigliata, con un piumino spolvera i mobili )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†Vidi ca tu ‚Äėa pinsari sulu ‚Äėa scupari, ‚Äėu restu nun sunnu affari ca ti non¬† riguardano, ‚Äėa caputu?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E cchi c‚Äôentra ‚Äėu mutu?¬†

PASQUALE         :   Muta t’a stari, botta di vilenu!

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (c.p.)¬† Ci dissi ‚Äėa signurina Santina se si vuleva fari ‚Äėna passiata‚Ķ.

PASQUALE         :   (disgustato)  E idda chi  ti dissi?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ci annoia, dissi ca preferisci stari ‚Äėncasa‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† A¬† cuvari l‚Äôova!! Maledetta puru idda! (pausa)¬† Ma dicu, √® possibili ca ‚Äėsta picciotta nun si cumminci ‚Äėa nesciri, ‚Äėa pigghiari un pocu di aria, ‚Äėa svagari. E chi fici ‚Äėu votu della solitudini oltri a chiddu cchi√Ļ gravi della castit√†?

CATERINA           :   Mischina, ci pari bruttu!

PASQUALI          :   Bruttu, è pirchì?

CATERINA           :   Ma pirchì alla sua età è ancora signurina.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma comu, ci sunnu certuni, fimmini dico, ca su disienu di essiri signurini e idda ca avi questa fortuna ci pari bruttu. Ma u voi capiri ca √® un dono della natura, ah√Ļ, ma cchiff√† vulimu schirzari. E ‚Äėu sai chi ti dicu, io sono orgoglioso che mai¬† nessun occhio maschile si pos√≤ su mia sorella‚Ķ(ricredendosi e a bassa voce) Disgraziata, mancu unu‚Ķmaledetta!

CATERINA                          :   Ci voli n’occhiu di vitru, don Pasquali!

PASQUALE         :   Tu, Caterina, per esempio, chi nun si cuntenta di essere signorina?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėA ficurina?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Quannu nun ti cummeni nun ci senti. Ti dissi¬† ‚Äú nun si cuntenta di essiri signurina?‚ÄĚ. Signurina, mi capisti?

CATERINA           :   Ah, signurina?  Certu ca sugnu signurina, ppi mia disgrazia. ( desolata )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( deluso dalla risposta)¬† ‚ÄėU sai chi fai? Vattinni, nescia‚Ķ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Prescia? Iu prescia nun nn‚Äôhaiu, tantu ‚Äėu sacciu ca scacciuna ‚Äėnto furnu nun nn‚Äôarrestunu.

PASQUALE         :   (alterato)  Fora…ti dissi di iratinni fora…. ( Caterina via di corsa sulla sinistra)  Chi bellu acquistu ca ficimu, ma almenu ti dessi ragiuni, no, mancu chissu. ( siede , nervosamente sfoglia il giornale, poi entra Peppino, il factotum, sulla 40na, fin da piccolo è al servizio della famiglia Cimarosa, osserva il padrone e dopo un attimo…)

PEPPINO             :   Don Pasquale, cc’aviti ca siti accussì nivuru? 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Haiu ‚Äėa dari cuntu ‚Äėa tia. Cosa t‚Äôinteressa, Pippinu?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ¬†Va beni, giustu. Parramu di travagghiu. ‚ÄėStamatina, cuntannu ‚Äėi vacchi, chiddi ‚Äėnta stadda picciala, mi nni mancau una, chidda tuppiata bianca e russa e cca stidda ‚Äėnfrunti, chidda vi piacia a vui‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Si‚Ķ¬† mi ci aveva¬† ‚Äėa fari zitu!¬† Scimunitu. ¬†E chista √® ‚Äėa secunna dosi di velenu. Continuannu di ‚Äėsta manera¬† d‚Äôintra ‚Äėnmisi √® sicuru ca m‚Äôa quagghiu

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Don Pasquale, su con la vita. ‚ÄėSta vacca ‚Äėnto giru di 24 uri v‚Äôa trovu ¬†iu, o si perdi ‚Äėu me nomu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Parrau ‚Äėu prisirenti da Repubblica. Ma cchi mi nni futti a mia d‚Äôa vacca..

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma allura pirch√¨ siti di ‚Äėsta manera, siti nivuru comu ‚Äėa pici!¬† Chi ci forru mortalit√†?

PASQUALE         :   Murtalità?  Macari a Diu, chissi doppu tri gghiorna passunu…

PEPPINO             :   Malattii?

PASQUALE         :   Quasi…

PEPPINO             :    E chi avi assai ca dura?

PASQUALE         :    (distrutto)  Vintanni, Pippinu, vintanni!

PEPPINO             :    Maronna mia…E chi sorti di malattia è?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNa malattia ca mi¬† sta facennu moriri pianu pianu, suppilu suppilu‚Ķ

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Allura nun c‚Äô√® tempu di perdiri, prestu facimu ‚Äėi valiggi e partemu!

PASQUALE         :    E  unni vuoi iri tu?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ‚ÄėNto megghiu¬† specialista. Pigghiamu l‚Äôaeriu, anzi ‚Äėu trenu, forsi √® megghiu,¬† pazienza pirdimu cchi√Ļ tempu per√≤ simu sicuri c‚Äôarrivamu. Allura, quannu partemu?

PASQUALE         :    Ma tu cchi c’entri?

PEPPINO             :    E cchi vi lassu sulu?  Doppu vintanni ca sugnu ccu vui, nel bisogno estremu, vi lassu? Ma chi siti pazzu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†‚ÄėU sacciu‚Ķ‚Äôu sacciu ca mi vuoi beni, ma a mia ‚Äėsta malattia mi pigghiau di straforo‚Ķdi strisciu, mi capisci?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Di straforu‚Ķdi sbiecu‚Ķ?¬† Don Pasquali‚Ķnun vi capisciu cchi√Ļ!

PASQUALE         :    La vera vittima nun sugnu iu;  iu ci trasu e nun ci trasu. Ci trasu pirchì sugnu un parenti stretto, anzi strettissimo…

PEPPINO             :    Ma allura è donna Concetta?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ppi ss‚Äô√† cosa idda sana, anzi sanissima, ‚Äėa disgraziata, mai ‚Äėna frevi!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Allura √® ‚Äėa signurina Santina?

PASQUALE         :    (abbassando la testa, rassegnato ) Idda è!!

PEPPINO             :   Ma cchi malattia è?

PASQUALE         :   Pippinu…(tirandolo a se)…giurami  non tradirai  il segreto che sto per confidarti.

PEPPINO             :    Ve lo giuro, don Pasquale, sfugativi c’appoi vi sintiti megghiu.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Tu ‚Äėu sai ca me soru √® signurina?

PEPPINO             :    Certu, spusata  non è!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† E tu ‚Äėu sai ca ‚Äėnta vita , sia l‚Äôuomu ca ‚Äėa fimmina , arrivati a una certa et√† il loro unico desideriu √® unu sulu‚Ķ ?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E ‚Äėu diciti ‚Äėa mia, don Pasquali?¬† ‚ÄėStu desideriu √® cchi√Ļ forti di ‚Äėmpitittu‚Ķe cchi sorti di pitittu‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Bravu!¬† E ‚Äėstu pitittu ppi putirisi concretizzari, comu si fa?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Avaia, don Pasquale, accuss√¨ mi vuliti sfuttiri, comu si fa‚Ķcomu si fa‚Ķ. (riflettendo) Unu ca avi ‚Äėstu pitittu cchi fa‚Ķ.Dunchi, unu ca avi ‚Äėstu pitittu‚Ķavennu ‚Äėstu pitittu‚Ķchi si fa? ( stufo)

PASQUALE         :    Avanti ca è facili…!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma ‚Äėa risposta¬† cch‚Äô√® obbligatoria?

PASQUALE         :    Forza ca è facili!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Unu ca avi ‚Äėstu pitittu‚Ķsi trova ‚Äėna fimmina ca avi ‚Äėu stissu pitittu!

PASQUALE         :    Bravu…bravu…dicisti ca si trova…E ppi truvalla bisogna cercare…, giustu?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† E si capisci, don Pasquale. Bellu fussi ca unu ‚Äėa matina, nesci fora, ‚Äėncontra¬† ‚Äėna bedda picciotta e ci dici ‚Äú Scusi, signorina, io ci ho pititto e lei? ‚Äú¬† E unni avissumu arrivari. Purtroppo bisogna cercare.

PASQUALE         :    Esatto, se nun ci cerca nun si trova.

PEPPINO             :    Don Pasquali, ma unni vuliti arrivari?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Peppino, forsi came soru Santina ‚Äėstu famusu pitittu nu ci l‚Äôavi!!

PEPPINO             :    Ma nun po’ essiri!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ti dicu di si! Nun sulu, nun si voli mancu spusari. ( quasi disperato )¬† ‚ÄėU capisci, v√≤ ristari appalazzata supra √® spaddi miei, cc√† ‚Äėu vidi‚Ķ( mette le sue mani sulle spalle )¬† comu ‚Äėna sagnetta.¬†

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Certu ca √® troppu difficili ‚Äėnte gusti.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E‚Äô una situazione terribile. Nun dormu, nun manciu, cc√Ļ m√® mugghieri ni pizzicamu ppi ‚Äėna cosa di nenti. Stiamo arrivando alla rottura totale.

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma mi para ca l‚Äôannu scursu ci purtastuvu ‚Äėo cavaleri Vadal√†, una persona distinta, seria, famigghia bona‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ci parsi vecchiu e poi dici ca quannu parrava¬† ci puzzava ‚Äėa vucca. Pinsava ‚Äėa ucca, ma pirch√¨ nun pinsava ppi idda¬† ( si ode una voce f.c., quella di Santina‚Ķ)

Voce f.c.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( ha un difetto di pronuncia, una zeppola che le fa pronunciare la ‚ÄúS‚ÄĚ con la ‚ÄúF‚ÄĚ rendendola ancora pi√Ļ ridicola)¬† Caterina‚Ķ‚Äôulettufallutu, iuvaiu ‚Äėntoiardinu ‚Äėacogghiriqualchirosa‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Sta vinennu. Pippinu, vai ‚Äėo circulu √® cerchi do maresciiallu Vitali e ci dici a se voli veniri il momento √® propizio‚Ķ

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Allura ci dicu ‚Äėo maresciallu ca il momento √® precipizio‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma cchi stai ‚Äėncucchiannu?

PEPPINO             :   Ah, ci sugnu…il momemto è surfizzio…

PASQUALE         :    Bestia…dicci sulu ca veni ccà e basta.

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Appoi cchi fa cercu ‚Äėa vacca.

PASQUALE         :   Ma va cerca a to soru…va…vattinni, disgraziatu puru tu!!  ( si sistema sulla poltrona pronto allo scontro con la sorella)  Anima e coraggio. ( fa finta di leggere il  giornale, mentre   di corsa,  Peppino  va via dal fondo a destra, poi dalla sinistra,  Pasquale, appena vede comparire la sorella che sta per andare nel giardino,  la chiama amorevolmente. Santina è sulla 40na, vestita di nero, castigata, capelli neri col tuppo, occhiali da vista neri,  una  miriade di nei che la rendono orribile, senza un filo di trucco, ha in mano una forbice da potare e dei guanti da giardino. (scostando leggermente il giornale)  Santinedda!!

SANTINA             :  ( che cercava di evitare il fratello, si ferma di scatto prima di entrare nel giardino)  Buongiorno, Pasquali!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Santina, unni vai ccu tutta ‚Äėsta primura, pari ca ‚Äėa ppigghiari ‚Äėu trenu?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Vaiu ‚Äėnto giardinu ppi cogghiri quattru ciuri, chi vulevutu qualchi cosa?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No, aveva sulu ‚Äėu desideriu di fari quattru chiacchiri ccu tia, nun parramu mai, ma se si occupata nun nni parramu cchi√Ļ.

SANTINA             :    I rosi  ponnu aspittari. ( si siede sul divano ) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Vulia sulu parrari comu fannu ‚Äėi pirsuni civili. ( pausa, imbarazzo dei due, poi‚Ķprende coraggio Pasquale)¬† Tu nenti m‚Äôha diri?¬†

SANTINA             :    E cchi t’avissi diri? 

PASQUALE         :    Chi sacciu…comu ti senti, per esempiu? 

SANTINA             :    Bene, stò beni!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† A mia mi pari¬† ca¬† ‚Äėnta ‚Äėsti iorna manci di meno. Cchi hai inappetenza?

SANTINA             :  No!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Sar√†, ma a mia mi pari ca si cchi√Ļ sciupata, hai perso ddu beddu coloritu rosella che avevi‚Ķcomu a chiddu d‚Äôa¬† mam√†‚Ķeri un bijou, ti ricordi?¬† ¬†(smorfia¬† di schifo,¬† cosciente della bugia che aveva detto)

SANTINA             :   Ti sbagghi, sugnu  tali e quali  haiu statu sempri.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ( a bassa voce‚Ķverso il pubblico)¬†¬† Purtroppo, ‚Äėu sacciu!¬† ( riprendendo le domande )¬† Dormi bene?

SANTINA             :    Insomma.  ( a malincuore)

PASQUALE         :    ( intravedendo uno spiraglio per entrare nei suoi segreti )  Cchi hai ppi casu qualchi incubo?

SANTINA             :    No, incubi no….( indecisa )

PASQUALE         :    ( incalzando con le domande )  Incubi no,  però qualchi stranu sonnu si, è veru?

SANTINA             :    Si…stranu….stanotti.

PASQUALE         :   (interessato)   E chi stranizzi avia? Forsi qualcunu ti vuleva acchiappari?

SANTINA             :    Pasquali, ma cchi dici?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†¬†Ma ‚Äėnto sonnu, Santina!¬† Tuttu po‚Äô capitari ‚Äėnto sonnu. ‚ÄėA mia quanti voti m‚Äôacchiappunu!¬† (soggetto nervi)

SANTINA             :    A mia nuddu m’acchiappa.

PASQUALE         :    ( fra se verso il pubblico )   E a tia cu t’acchiappari?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ( stranamente,¬† con la voglia di raccontare il sogno )¬†¬† Era ‚Äėnto giardinu ca cuggheva i rosi pp√≤ pap√†, quannu a un certu puntu una spina mi punc√¨u‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (fra se)¬† Tu si ‚Äėa spina mia!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Appena mi ‚Äėntisi punciuta e vitti tuttu ssu sangu nesciri a ciumi‚Ķ

PASQUALE         :    (c.s.)  Piccatu beddu sangu!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA terra di sutta ‚Äėi peri mi¬† sprufunn√≤ e car√¨‚Ķ

PASQUALI          :    E unni caristi? 

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E mentri ca car√¨a ti chiamava‚Ķ.‚ÄĚPasquali‚Ķ.Pasquali‚Ķ‚Ä̬†¬†

PASQUALE         :   (c.s.)  Circava aiutu  la bestia, già ca iu l’aiutu… e unni caristi m’u vuoi diri..si o no?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėNzertulu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Avaia, nun mi fari stari ‚Äėnte spini, parra, unni caristi?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Mi truvai ‚Äėnta ‚Äėnu spitali‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ¬†¬†Povira Santina, chiss√† quantu duluri che ebbitu ‚Äėa sentirI?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No, ‚Äėnca quali.¬† Era ‚Äėnu spitali modernu, tutti erunu uomini‚Ķ.

PASQUALE         :    E munacheddi nun ci n’erunu?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†No, c‚Äôerunu i salesiani e inveci d‚Äôaviri ‚Äėa tonaca avevunu una speci di vesti longa longa‚Ķccu ‚Äėnfazzulittuni¬† ‚Äėnturciuniato ‚Äėnta testa‚Ķ.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Stranu ‚Äėstu sonnu.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E ci n‚Äôerunu ‚Äėna partita cche fucili ca pari ca facevunu ‚Äėa sentinella‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Cche fucili, dicisti?¬† (pensando)¬† Ci sugnu! Chissu era di sicuru ‚Äėnu spitali militari turcu‚Ķ

SANTINA             :    Ancora nun nn’haiu finutu.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma¬† comu tinnisti a finiri ddocu. Va beni ca in Italia ‚Äėi spitali ‚Äėi disiamu, ma dicu, proprio ‚Äėnta Turchia?¬† ‚ÄėAvaia, Santina!!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E la sorpresa non √® ancora finita. ‚ÄėNzerta a cui ‚Äėncuntrai?

PASQUALE         :    L’ Aiatollà Komeini.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNcuntrai ‚Äėo dutturi Reina‚Ķ(Pasquale ha un soprassalto)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU dutturi Alfonso Reina?¬† Il nostro medico condotto?¬† Ma chista √® una cosa incredibile‚ĶE com‚Äôera‚Ķcom‚Äôera? ( con la grande speranza che fosse arrivato il momento giusto)

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Com‚Äô√® ‚Äėnta vita‚Ķcomu avia a essiri Pasquali?

PASQUALE         :    No, Santinedda, vulia diri se…se dico..se ti piacìu, eccu!

SANTINA             :    E chi c’entra se mi piacìu?

PASQUALE         :    Vulìa diri se si comportò beni…da galantuomo, và!

SANTINA             :    Bene, si comportò bene…gentile…molto gentile.

PASQUALE         :    Ti visitau?

SANTINA             :    Tutta, mi visitau tutta…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ( fra se )¬† Curaggiusu ‚Äėu cristianu!¬† Appoi chi ti dissi‚Ķchi ti dissi‚ĶSantuzza¬† bedda. Incredibile‚Ķincredibile‚Ķ

SANTINA             :    Mi dissi comu mai avia finutu ddocu e poi mi miricau…

PASQUALE         :    ( contentissimo e distratto, quasi sognando )… ti….miricau…

SANTINA             :    …mi fasciau…

PASQUALE         :    (c.s.)  ….ti fasciau….

SANTINA             :    mi lassau…

PASQUALE         :   (c.s.) ….ti lassau… ( cambiando atteggiamento, contrariato) ….e unni ti lassau, Santina?

SANTINA             :   Poi turnau…

PASQUALE         :    Ah, appoi turnau e chi fici doppu, Santuzza?

SANTINA             :   Mi detti….mi detti…(credendo di contrariare il fratello)  Poi ti siddii……

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ¬†‚ÄėNca quali siddiari‚Ķquali siddiari‚ĶMi siddiu se nun m‚Äôu dici‚Ķparra. Sangu di la marina!

SANTINA             :    (credendo di irritare il fratello)  Mi detti ’nvasuni, eccu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ti detti ‚Äėnvasuni?¬† (falsamente risentito)¬† E tu‚Ķtu chi ci dicisti?¬† Ti sarai offesa?

SANTINA             :   Si…cioe…no, anzi iu nun vulìa…ma iddu….però alla fini vincìu.

PASQUALE         :    Incredibile…incredibile… (pensa passeggiando)

SANTINA             :    Ti siddiasti, è veru?

PASQUALE         :    Cchi dici?

SANTINA             :    Dissi se ti siddiasti!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† B√®, certu‚Ķa ‚Äėnfrati ca voli beni ‚Äėa soru nun ci fa certu piaciri ca un tizio, anche se di provata seriet√† e moralit√†,¬† s‚Äôa vasun√¨a. Per√≤ √® incredibile‚Ķpara ‚Äėna cosa irreale.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma pirch√¨ hai dittu sempri incredibili, sonnu √®, tuttu po‚Äô essiri ‚Äėnto sonnu.

PASQUALE         :   Ora ti spiegu, Santuzza mia. Haiu dittu sempri incredibili, perché la persona di cui tu hai parlato, nutra nei tuoi confronti una certa simpatia…

SANTINA             :   Ma se mancu mi canuscia.

PASQUALE         :   Appuntu!  ( correggendosi )  Cioè…nun ti canuscia, è veru, però  sa’  tutto di te, tanto è vero che trovandosi a parlare col maresciallo Vitale, aveva espresso il desiderio di conoscerti. E tutto questo solo ieri , capisci…solo ieri…. solo ieri…! Quannu iu ancora non sapevo niente…

SANTINA             :    Ma che cosa dovevi sapere?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma d‚Äôo sonnu, no?¬† ‚ÄėU capisci ora pirch√¨ mi pari ‚Äėna cosa incredibili, fuori da ogni realt√†.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Ma √® una coincidenza. (incominciando ad alterarsi) ‚Äė U sonnu √®¬† sonnu e ‚Äėa realt√† √® realt√†. Iu ‚Äėa chistu mancu sacciu cu √® e cu nun nn‚Äô√®.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Nun cuminciari a fari ‚Äėa stuffusa, ‚Äėo solitu tuou.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E‚Äô inutili ca ti siddii. Iu ‚Äėu sap√¨a ca iva a finiri¬† accuss√¨.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU vasuni intantu ci ‚Äėu dasti e ti piac√¨u‚Ķ

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma era ‚Äėnto sonnu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Era e nun nn‚Äôera ‚Äėnto sonnu‚ĶTu stessa mi dicisti ca ci pruvasti gustu, confessa!

SANTINA             :    Ma quali gustu. Ti dissi ca vinciu iddu pirchì con la forza mi ha presa.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ti pighiau pirch√¨ tu ‚Äėu vulisti e non fare l‚Äôipocrita.

SANTINA             :    ( sbattendo il piede per terra violentemente)  Ccà forza mi pigghiau, e basta!!!  (via verso il giardino, Pasquale le parla appresso….)  

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† O forza o nun forza ti pigghiau, lo hai confessato, il che significa che questo famoso pitittu ci l‚Äôhai macari tu, e quantu √® veru Diu, a chistu tu spusi!! ( va verso la consolle, apre il cassettino,¬† prende dei lumini che a soggetto li sistema sotto il quadro, uno al centro, poi di lato, poi cambia e ne mette due al centro e due per ogni lato, ecc‚Ķ.ecc‚Ķpoi si rivolge alla foto del padre)¬† Pap√†, tu mi dicisti di pinsari a Santinae iu ci haiu pinsatu iornu e notti. Tu mi dicisti ‚ÄúNun ci fari mancari nenti‚ÄĚ e iu ‚Äėa trattu comu ‚Äėna regina. Tu mi dicisti ‚Äú Chiddu ca √® tuou e puru di Santina‚ÄĚ e iu sugnu prontu a daricci puru a me parti. Pap√† mi devi credere, ho fatto tuttu chiddu ca mi hai detto, ma cridimi,¬† nun ni pozzu cchi√Ļ!!¬† La mia vita √® un inferno. Nun manciu, nun dormu, nun fazzu nenti di nenti (allusivo)‚Ķ.tu mi capisci!!¬†¬† Cuncittina mi odia ppi curpa di Santina e forsi ca avi¬† ‚Äėi¬† so‚Äô¬† ragiuni. Come di devo comportare. Haiu circatu di maritalla, ma niente, √® dura comu ‚Äėna petra. Pap√† dammi un segno, una mano‚Ķda vivo erutu accuss√¨ energico, da morto mi pari ca t‚Äôabbannunasti. (bacia la foto, prende giacca e¬† cappello e via verso la comune per l‚Äôesterno, dalla sinistra entra Concetta, ha un diavolo per capello e grida verso il giardino perche Santina la senta)¬†¬†

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi pari ca fussi ura di finilla di fari ‚Äėa principessa, pirch√¨ nni sugnu stuffa. ‚ÄėA matina ‚Äėu lettu tu fai tu, ‚Äėa stanza t‚Äô√† sistemi tu, i quattru straccetti tuoi ti lavi tu. ‚ÄėA cammarera ‚Äėa paiu iu pp√® cosi miei. Oh!!!¬† Videmu se capiscia, ‚Äėsta ‚Äėntontira! ( come se si fossa tolta qualcosa dallo stomaco, poi dall‚Äôinterno entra Caterina)

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Donna Concetta, don Pasquali mi dissi, mentri ca eru affacciata ‚Äėo balcuni ca stinneva ¬†‚Äėi robbi, che se veni qualcunu i facissi aspittari. Mi parsi pigghiatu de turchi! ‚ÄėNta ‚Äėsta casa c‚Äô√® qualcosa ca non v√†!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (rivolta verso il giardino e voce sostenuta) Non ¬†c‚Äô√® qualcosa ca non v√† √® qualcunu ca √® di troppo e si putissi decidiri di farisi ‚Äėna famigghia ¬†e di campari comu fannu tutti ‚Äėi pirsuni civili,¬† inveci di stari supra ‚Äėe spaddi di l‚Äôautri, oh!!!

CATERINA           :    Chi dici ca senti?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Senti‚Ķsenti‚Ķchi ti pari ca √® surda comu ‚Äėa tia?¬† Nun parra pirch√¨ avi tortu. ( si siede e sfoglia un giornale)

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Donna Cuncetta, chiff√† v‚Äôa pozzu fari vidiri ‚Äėna cosa? ( le mostra un bigliettino) Assira ‚Äėu truvai sutta ‚Äėa porta d‚Äôa me stanza e siccome‚Ķtanticchia pp√† vista e tanticchia pp√† picca scola ca haiu‚Ķ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Haiu caputu, dammillu ca t‚Äôu leggiu, v√†. ¬†Cchi hai ‚Äėu ‚Äėnnamuratu ‚Äėncasa?¬† (legge)¬† ‚ÄúCara Catarina, da troppo tempo il mio cuore batte per te. Quanno mi passi¬† di cianco, mi acchiana una cosa che non saccio chi √®! Fatto¬† st√† che non poso dormire da un mese circa. Dammi una risposta a questo amore mio ferito e sanguinante che pi√Ļ non sa aspettare. Firmato P. ‚Äú¬†¬† (Caterina √® in estasi, poi ritorna sulla terra )¬† Istruito, ‚Äėstu P., ah? ¬†¬†E cu po‚Äô essiri‚Ķsar√† Pippinu di sicuru .

CATERINA           :    Ma Pippinu nun mi piaci tantu! ( imbronciata)

CONCETTA         :    E iu cchi ci pozzu fari, t’affrunti a diriccillu?

CATERINA           :    Nun nn’è ca nun mi piaci propria, un po’ si…..

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ah, haiu caputu! Ti piaci ‚Äėa mmit√†. Allura ‚Äėu sai cchi fai?

CATERINA           :    E cchi fazzu?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėU tagghi e ti pigghi ‚Äėa mmit√† ca ti piaci!

CATERINA           :    Vui ci schirzati?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Aspetta ca ora cianciu e mi pilu tutta.¬† V√† in cucina, chiuttostu, ca c‚Äô√® ‚Äėna pila di piatti ca t‚Äôaspetta‚Ķ(Caterina via¬† a sinistra) (suonano,¬† e Concetta va ad aprire poi ritorna seguita dal maresciallo Vitale, sulla 50na in divisa, da don Nicola, sacerdote, e dal dr. Reina, medico condotto, bassino, sui 40 anni, timido‚Ķ)

VITALE                 :   Donna Concetta carissima….

DON NICOLA     :   Devotissima donna Concetta…

COMCETTA        :    Quale onore, padre…

VITALE                 :    Le presento il dottor Alfonso Reina, nostro medino condotto. La signora  Cimarosa!

REINA                   :    Fortunato!

CONCETTA         :    Il piacere è tutto mio. Ma prego accomodatevi,mio marito sarà qui a momenti. ( siedono sul divano, Reina a centro, il maresciallo a sinistra e il parroco a destra, mentre Concetta sulla poltrona del centro scena, la scelta dei tre sul divano deriva dalla possibilità, in questo caso,  di poter effettuare le gags con maggiore naturalezza, tenendo presente che Reina è la vittima o meglio,  il pollo da spennare )

VITALE                 :   E don Pasquale…don Pasquale bello come sta, chi è sempre spassoso?

CONCETTA         :   In questi ultimi tempi, a dire la verità, ha perso il senso comico delle cose…sarà l’età…

DON NICOLA     :   A chi lo dite!  (verso il maresciallo)  Pasannu a sessantina, è veru Maresciallu?

VITALE                 :   (risentito)  Pensate per voi, don Nicola. Per me basta solo la cinquantina!

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E sissignori. Essere non si pu√≤ pi√Ļ di una volta!

Voce f.c.              :    Cuncittina…Cuncittina…

CONCETTA         :    Ah, ccà c’è mè marito.

PASQUALE         :    Cuncitt…( poi entra  portando con se un pacchettino di carta e  si accorge dei tre…) Ma che onore stamatina…Patri….patri….Chi bella visita inaspettata. (tutti si alzano )

VITALE                 :     ( con la fretta di presentargli Reina )   Don Pasquale, vi presento il dottore Alfonso Reina.

PASQUALE         : Molto lieto, Cimarosa.   ( porge la mano al dottor Reina che ricambia ) Ma prego…accomodiamoci, a don Nicola lo cononosciamo già. Come sta padre?  Bravi…bravi, mi ha fatto piacere questa visita e mi dovete scusare se non mi avete trovato in casa, sono andato a comprare i lumini per la buonanima di mio padre, oggi compie 90 anni…

DON NICOLA     :    Avrebbe….

PASQUALE         :    No…no…Scusatemi don Nicola…io uso sempre il presente…Compie…

DON NICOLA     :    A condizione che non fosse morto….quindi Avrebbe…( il maresciallo gli dà una gomitata )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Va beni, lassamu perdiri, cc√Ļ vui √® comu parrari cc√≤ muru. Dicevo ca oggi m√® patri‚Ķ.lassamu perdiri!

CONCETTA         :    Compermesso, ma io devo continuare le mie faccende di donna di casa.  ( un leggero inchino di tutti poi  via a sin. per la comune ) 

PASQUALE         :    Allora dutturi Reina, come si trova dalle nostre parti?

REINA                   :    Non mi posso lamentare.

PASQUALE         :    E della gente, chi cci  nni pari della genti?

REINA                   :    Persone veramente squisite  e ospitali. E poi ho trovato nel maresciallo Vitale  e in don Nicola due persone veramente  disponibili e alla mano.

VITALE                 :   Abbiamo insistito assieme a don Nicola affinchè il dottore vi conoscesse, abitare nel nostro paese e non conoscere don Pasquale è una cosa poco simpatica…

PASQUALE         :  Bontà vostra maresciallo. Voi non sapete la gioia che mi state dando con la vostra presenza.

DON NICOLA     :   Caro Reina, dovete sapere che se c’è in paese un vero devoto dell’Addolorata, questo e don Pasquale.

PASQUALE         :    Faccio solamente il mio dover di fedele e di parrocchiano, niente di eccezionale.

DON NICOLA     :   Ogni domenica la chiesa è avvolta in un manto di rose che gentilmente don Pasquale ci mette a disposizione e poi non c’è questua che don Pasquale non aderisca e anche abbondantemente. (gomitata di compiacente complicità a Reina, che si contorce dal dolore) A proposito, ci sarebbe la raccolta per l’orologio del campanile, una bellezza, don Pasquale, quattro facciate e batte puru i quarti…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Si, sar√† bellu, ma ci l‚Äôhaiu propriu ‚Äėnta ‚Äėricchi. Chi nun si poteva fari ca batteva sulu l‚Äôuri?

DON NICOLA     :    (di scatto)  No!!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (a malincuore) ¬†Nun si ‚Äėnca‚ĶNun si incavolassi parrucu. ¬†E va beni, se nun si po‚Äô!¬† Dumani passu d‚Äôa sacristia.¬†

DON NICOLA     :    Siete un brav’ uomo, don Pasquale.

PASQUALE         :  Troppu bonu sugnu, don Nicola!  Appoi  basta ca facemu comu diti vui, è veru?  ( sorrisino falso)

VITALE                 :   E grazie alle sue possibilità economiche, con gli amici e con la povera gente è sempre pronto a dare una  mano. (gomitata di Vitale a Reina, c.s.)

PASQUALE         :  Così quando io ne avrò di bisogno non mi potranno dire di no. E il tempo…il tempo, dottore, come lo passa. Certo che qui rispetto a Catania , tranne il Circolo di Cultura, c’è poca cosa!

REINA                   :    Effettivamente, ogni tanto mi viene la malinconia, che ci volete fare. La città natia è sempre la città natia, senza voler disprezzare il vostro gran bel  paese. Lo confesso, a volte mi sento solo!

PASQUALE         :    E si capisci, un uomo ha bisogno del conforto, del calore di una donna, chi semu fatti di ferru?  (verso il prete) Mi scusassi don Nicola,intendevo dire del conforto spirituale e morale che la donna ci dona con la sua presenza.

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Purtroppo √® cos√¨! Chi vita √® senza ‚Äėna fimmina. Una vita inutile, vuota. (ammiccando a don Pasquale)¬† Perch√© la donna, vedete,¬† riempie i vuoti e colma le crepe della esistenza quotidiana.

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Bravo, maresciallo, non immaginavo che avreste avuto questi pensieri cos√¨ profondi. Ma non dimentichiamo, per√≤, la donna ha una missione ben precisa nei confronti dell‚Äô uomo, aiutarlo ad alleviargli le fatiche di tutti i giorni. (aprendo il breviaro i due, Reina e Vitale guardano la pagina aperta‚Ķ)¬† San Paolo nelle sacre scritture parla chiaro ‚Äú ‚Ķe tu donna seguirai il tuo uomo nella buona e nella cattiva sorte..!!!‚Ä̬† Quindi la donna √® essenziale su tutti i punti di vista ma soprattutto su quello spirituale.¬† (chiude di scatto il libro gli altri due hanno un sussulto)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Il fatto per√≤ √® uno solo!¬† Oggi, dico oggi, mi vuliti pigghiari ‚Äėna fimmina che non abbia avuto le sue belle due‚Ķtre‚Ķquattro..relazioni amorose?¬† Non c‚Äô√® nessuno, dico nessuno. Nun parramu poi d‚Äôe carusi di ‚Äėsti tempi‚Ķ.

VITALE                 :    Vero…verissimo…

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Purtroppo √® la verit√†, stiamo toccando il fondo, non ci sono pi√Ļ valori umani, il pudore non esiste pi√Ļ..(verso Reina, sputandogli¬† in faccia ¬†inconsapevolmente, disagio del prete che cerca di asciugare il medico‚Ķ)

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma voi lo sapete quante denunce che arrivano in ufficio per oltraggio al¬† pudore, non si contano pi√Ļ.¬† ( stessa gags di prima)¬† Ragazzini di 15-16 anni, roba dell‚Äôaltro modo!

DON NICOLA     :    Però…però…fortunatamente ancora c’è qualche anima  timorata  di Dio, ca ci pensa al pudore, compita, seria, riservata, fimmina di casa, ah…ah…ah…e chi ci po’ livari meriti. Parlo, si capisci, della signorina Santina, la sorellina di don Pasquale.

VITALE                 :    Pasta antica di provata serietà.  ( manata di Vitale e don Nicola sulle gambe di Reina, dolore dello stesso c.s.)

PASQUALE¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Suora si doveva fare, altro che fimmina di casa. Una santa, credetemi. Ma mi pari ca √¨u dutturi si st√† annoiando a sentiri parrari di m√® soru, √® comu se l‚Äôavissi mintiri¬† in vendita. Ppi carit√†, se ‚Äėu sapissi idda, diniscanzi‚Ķ√® tantu riervata‚Ķpatri e figghiu‚Ķ

VITALE                 :    Ma lei, caru dutturi, la dovrebbi canusciri per rendersi conto della verità di quello che abbiamo detto sulla signorina Santina….(Pasquale è contrariato..)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Maresciallo, appoi‚Ķappoi‚Ķc‚Äô√® tempu, appoi la chiamo. Ora sta cugghiennu ‚Äėi rosi ‚Äėnto iardinu per la buonanima. E‚Äô talmente affezionata ca fa macari impressioni‚Ķ(soggetto bruttezza di Santina) Ni misimu a parrari e mi scurdai di offririvi qualcosa, un rinfresco‚Ķv√†! Un po‚Äô di acqua e anici la gradite?

VITALE                 :    Una goccia, grazi.

PAQUALE            :    Don Nicola, voi?

DON NICOLA     :    (con le dita indica la quantità)  Tanta però, don Pasquale! Il diabete ci curpa, maledetto.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (si alza e si avvicina alla comune per chiamare a voce alta)¬†¬† Caterina‚ĶCaterina‚ĶMischina √® ‚Äėntuppata d‚Äôaricchi e se non grido nun ci senti‚Ķ.Caterina..(finalmente compare)

CATERINA           :    Cumannati!

PASQUALE         :    Porta una bella brocca di acqua fresca e anici…

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA petra pumici?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (contrariato)¬† Si, ppi scassarati ‚Äėa testa. (le si avvicina all‚Äôorecchio)¬† Acqua frisca e anici!!

CATERINA           :    Ah, l’anici?  Parrati accussì pianu ca vi sintiti sulu vui. ( via di corsa )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėU bellu √® ca si siddia e ¬†nun ti duna mancu ragiuni. Ma iu la compatisco, puviredda, ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† quannu¬† ¬†vinni al nostro servizio, orfana prima d‚Äôa matri e poi di so patri, ¬†nun nn‚Äôaveva mancu deci anni, povira e pazza e n‚Äôa ¬†pigghiammu comu una della famiglia, v√†!

DON NICOLA     :    Cori nobili, don Pasquali!

PASQUALE         :    Maresciallo, a caccia ci siete stato?

VITALE                 :    E come no!  Anzi ho approfittato dell’occasione per invitare il dottore Reina.

PASQUALE         :    E unni v’innistuvu?

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėO ciumi‚Ķ

REINA                   :    Un posto veramente incantevole.

PASQUALE         :    Quannu mè patri morsi, buonanima, mi dissi di controllare che in quella riserva  ci  andassero  solamente gli amici e basta. Ci tinia!

REINA                   :    Perché,  è vostra?  ( meravigliato piacevolmente)

PASQUALE         :    Mia e di mia sorella Santina.  ( il prete ed il maresciallo una robusta pacca sulle ginocchia del dottore, come un assenso al progetto finale, dolore di Reina) Mè patri aveva paura che qualche bracconiere poteva fare una carneficina di quei poveri cunigghiuli indifesi, e quindi ci teneva assai…era fissato, mischinu!

VITALE                 :   Con me ho portato l’amico Reina perché ho ritenuto che non avreste avuto niente in contrario, ho fatto male?

PASQUALE         :   Maresciallo, avete fatto benissimo. Gli amici vostri sono amici miei.

VITALE                 :   Grazie, don Pasquale.

REINA                   :   (prendendo coraggio)   E quella bella collina sopra il fiume, chi è macari vostra?

PASQUALE         :    Si capisce, mia e di mia sorella Santina.

REINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (esterrefatto pi√Ļ di prima, pacca sulle ginocchia dei due, gag come prima)¬†¬† Ah, per√≤!!

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Senza considerare tutti i vigneti della spiaggia di S. Teresa. Fannu ‚Äėnvinu! Anzi, approfitto dell‚Äôoccasione per ricordarvi che lo abbiamo finito, purtroppo. E iu ‚Äėa missa comu ‚Äėa dicu, ormai mi cci abituai, eh!¬† (risata di tutti )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Va beni‚Ķva beni‚Ķoggi mannu a Pippinu e risolviamo il problema.¬† Alla buonanima di m√® patri ci piac√¨u ‚Äėu puntu, in effetti la villeggiatura fatta in quel punto era un‚Äôaltra cosa. L‚Äôisoletta della Catena √® puru nostra,¬†¬† (meraviglia di Reina¬† e gomitate dei due, dolore del medico) e pensate che anche il mare antistante, se si fosse potuto a quest‚Äôora sarebbe pure nostro‚Ķ

VITALE                 :    Ma quella faccenda comu finiu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNca comu finisciunu ‚Äėi cosi ‚Äėnta l‚ÄôItalia, ‚Äėu Preturi si misi ‚Äėnta testa che il mare √® un bene pubblico e nun pottimu fare l‚Äôattu‚Ķ.

REINA                   :    Quindi anche l’isoletta della Catena è…

PASQUALE         :    Mia e di ….

VITALE¬† E REINA :¬†¬† ‚Ķ.di sua sorella Santina!¬†¬†¬† (una forte pacca sulle spalle del medico, come prima; arriva con la bibita Caterina che serve a soggetto ai tre ospiti, poi va via‚Ķappena Pasquale incomincia a parlare sibilando con la bocca, ¬†a sorpresa,¬† le prime due parole¬† ‚ÄúA proposito‚Ķ‚ÄĚ quasi come un forte suono acuto, ¬†mentre i tre intenti a bere hanno un sussulto e spruzzano tra loro la bibita combinando un macello,¬† il pi√Ļ colpito √® al solito il medico‚Ķ)

PASQUALE         :    A proposito…( pausa, accade quello che prima ho descritto, dopo il primo momento.. in cui i tre si asciugano con dei fazzoletti)….  di mè soru, vi debbo raccontare una cosa che ha dell’inverosimile. Lei stessa mi ha raccontato un sogno che fece nella nottata e ppi cuntarammillu idda ca è tanta riservata, voldiri ca il turbamento è stato forti. Chiffà v’u cuntu? 

DON NICOLA     :    Fate…fate pure, a me interessano i sogni.  Ho una certa esperienza. Ho letto molto su Froido e sull’interpretazione dei sogni.

VITALE                 :    Prego…prego…fate…

REINA                   :    Come no, vi ascolto con interesse!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Dunchi. Era ‚Äėnto iardinu ca cuggheva ‚Äėi rosi, quannu a un certo puntu una spina ‚Äėa punc√¨u. ‚ÄėU sangu ca ci nisciu furm√≤ una speci di lago e mentri¬† ca stava murennu dissanguata, ‚Äėstu lagu si rapi sutta e so peri e¬† idda ci cari d‚Äôintra;¬† e cari‚Ķcari‚ĶSi va a truvari ‚Äėnta ‚Äėnu spitali. Impressionanti, veru?¬† Ma sintiti ora quali piega ca pigghia ‚Äėu sonnu. ‚ÄėU spitali era modernissimu e c‚Äôerunu¬† tanti¬† sintinelli cche fucili e con delle tuniche bianche e lunghe, a un certo punto un medico ¬†si avvicina e la voli visitari. ‚ÄėU sapiti cu era ‚Äėstu medicu?

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Semplici. ‚ÄėU dutturi Reina!

REINA                   :    Iu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma comu ‚Äėu ‚Äėnzirtastuvu?

DON NICOLA     :    Non vi dissi che ne capivo di sogni e della loro interpretazione.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ¬†Ma ancora nun nn‚Äôhaiu finutu. Appena finisci di visitari a m√® soru, e dici ca ci fici una visita accurata, d‚Äôa testa ¬†‚Äėnsinu ‚Äėe peri, ¬†¬†¬†appena fin√¨u..dici ca ci detti ‚Äėnvasuni ca¬† ‚Äėa sturd√¨u tutta ‚Äėa carusa..

REINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Iu ci detti ‚Äėnvasuni? (Vitale e don Nicola lo scherniscono)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma ‚Äėnto sonnu, dutturi, ‚Äėnto sonnu!¬† Figuratevi se m√® soru cci ‚Äėncugna ‚Äėnvasuni ‚Äėo primu ca passa‚ĶDiventa una belva, una trighe‚Ķppi nun parrari d‚Äôe muzzicuna ca duna‚Ķno..no‚Ķ√® stato solo un sogno‚Ķ(fra se) purtroppo!

VITALE                 :    Veramente impressionante. Ma comu si potti verificare?

DON NICOLA     :    Forse un presentimento. Vedete, caro don Pasquale, i sogni  che cosa sono?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : (imbarazzato dalla domanda) B√®, i sogni sunnu ‚Ķ.quannu unu doppu ‚Äėna iurnata di travagghiu si stira ‚Äėa panza all‚Äôaria e‚Ķsi sonna!

VITALE                 :   (investigativo)  Ma ddi sentinelli di cui avete parlato percaso avevano il moschetto 91/38?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Maresciallo, ma m√® soru cchi sapeva distinguiri ‚Äėu fucili?

VITALE                 :    No…perchè vedete, se era un moschetto 91/38 vuol dire che ci trovavamo il Somalia o in Eritrea, ci nni lassammu armi e munizioni!!

DON NICOLA     : No…no…maresciallo. L’importanza della sentinella  va inquadrata sotto  un’altra dimensione. La sentinella va vista come qualcuno che impedisce alla signorina Santina di muoversi, agire, amare…sissignori…amare liberamente la persona che il suo cuore le ha indicato…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Don Nicola, ma cu√® ca ci impedisci ‚Äėsti cosi? In famiglia nun videmu l‚Äôura‚Ķ.(correggendosi) non pensiamo che a lei, al suo futuro‚Ķ.

DON NICOLA     :   Lo so…lo so…ma ora pare che la signorina abbia finalmente parlato chiaro. Le effusioni amorose scambiate col qui presente dottor Reina…

REINA                   :    Ma quali effusioni? Che cosa dite, padre? (urtato)

DON NICOLA     :   (serafico)  Ma nel sogno, dutturi…nel sogno…Non vi allarmate!

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma ‚Äėstu vasuni vostra soru comu ‚Äėu pigghiau?

PASQUALE         :    Maresciallu ma chi diciti?  

VITALE                 :     (qui entra in gioco l’investigatore poco credibile che è in Vitale )  Voglio dire…’stu vasuni fu dato consensualmente o ci fu per caso  un tentativo di violenza carnale da parte del qui presente dott. Reina Alfonso???

REINA                   :     (su tutte le furie)   Ma quali violenza,maresciallo?

VITALE                 :  E no, dutturi…scusati…ma voi non siete pratico di indagini giudiziarie. Io voglio dire semplicemente che se la Cimarosa Santina provò godimento dalla profusione amorosa col dottore Reina, la cosa è assai diversa!!!

REINA                   :    Ma quale profusione amorosa, maresciallo. Voi state dando i numeri!

VITALE                 :    Ma il mio è solo un supposto…una supposizione e basta, non vi allarmate!

DON NICOLA     :    E’ un supposto sbagliato che per forza vogliamo farlo entrare in fatti personali che non c’entrano col sogno.

PASQUALE         :  ( alterato)  Questo supposto fatelo entrare in altre questioni, abbiate pazienza Maresciallo. Mi pare pure a me che non c’entra niente  col sogno ! 

VITALE                 :   E va bene, ritiro il supposto.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ritiratelo e non parliamone pi√Ļ. Chiddu ca pruvau me soru nun nn‚Äôu sacciu. In certe cose non possiamo andare oltre, mi pare!! Ma ora √® venuto il momento di prisintaravilla, vaiu a chiamalla, compermesso. ( via verso il giardino, poi ritorna ¬†¬†tirando per mano Santina che ostinatamente si rifiuta di camminare, Concetta la spinge di dietro come fosse un‚Äôasina che si impunta,¬† ha in mano un mazzetto di rose,¬† poi finalmente arrivano al centro della scena, Pasquale le sta davanti come se volesse nasconderla alla vista di Reina che si sposta a destra e sinistra per vederla meglio‚Ķpoi Pasquale gliela presenta a malincuore‚Ķ) Dottore Reina ci presento mia Sorella Santina‚Ķ

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Piacere, Cimarosa Santina del fu Gaetano. ( gli offre il mazzetto di rose che¬† Reina accetta pi√Ļ per distrazione derivata dallo sgomento per la vista di Santina )

REINA                   :   ( disorientato  e allibito dalla bruttezza di Santina, gli cade di mano il bicchiere )  Pi..piacere, Reina Alfonso…(poi guarda l’orologio) 

PASQUALE         :   (capendo il disagio del medico)   Prego accomodatevi…vi  faccio portare un altro bicchiere…

REINA                   :    No…no…vi ringrazio, mi stò ricordando che ho una visita urgente. Devo andare, purtroppo. Tolgo il disturbo, arrivederci. ( esce di corsa portandosi le rose ,  don  Nicola lo segue…e pure  Vitale che dice…)

VITALE                 :    Dutturi, non sapete cosa perdete…fermatevi.  ( Tutti e tre via dal fondo, gli altri rimangono di stucco. Pasquale nervosissimo, si dirige verso la foto del padre, spegne con

                                  cattiveria tutti i lumini e le candele, prende i fiori e li butta nel cestino ) 

PASQUALE         :   Papà, tu nun nn’è ca t’abbannunasti, no…no…E’ ca ti nni futti!!!

 (Buio rapidissimamente)

FINE DEL PRIMO ATTO

(Il secondo atto potrebbe cominciare a sipario aperto poich√© alla fine del primo atto, in questo caso, non lo abbiamo chiuso, ¬†¬†accendendo, per√≤,¬† le luci qualche secondo dopo di averle spente, ossia, ¬†senza soluzione di continuit√†, dando cos√¨ al lavoro pi√Ļ rapidit√† e ritmo, non che ne avesse bisogno, ma in alcune occasioni ho notato questa soluzione che mi √® parsa pi√Ļ ottimale.¬† A ¬†voi, ¬†comunque, la scelta, che sar√† sempre la migliore)

                              

 

    SECONDO  ATTO

Stessa scena dell’atto precedente. Il giorno dopo.  Sono in scena Caterina e Peppino.

Si ricorda che il personaggio di Santina continua a parlare con lo stesso difetto del primo atto, la F al posto della S. Ciò  è molto importante per dare al personaggio quell’odiosa caratterizzazione che nel terzo  atto, invece, perderà del tutto fino a sembrare un’altra donna……

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (seduta, con la scopa tra le gambe) E ‚Äėstu matrimuniu ci sfumau macari.¬† Quant‚Äô√® sfortunata ‚Äėa signurina Santina.

PEPPINO             :     Sfortunata?   Ppi mia nun nn’è sfortunata!

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E cchi curpa avi idda?¬† Certu, nun nn‚Äô√® ‚Äėna dea, per√≤ cchi√Ļ brutti di idda s‚Äôhannu spusatu!

PEPPINO             :    Nun nn’è qustioni di biddizzi e di bruttizzi.

CATERINA           :    Ma cchi vuoi diri ca nun ti capisciu?

PEPPINO             :    E’ una cosa che deve rimanere un segreto tra nuatri, ha caputu?  Mi giuri can un nn’u dici a nuddu?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Te lo giuro, parra, nun mi fari stari ‚Äėnte spini!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA signurina Santina nun nn‚Äôavi pitittu!

CATERINA           :   Nun nn’avi pitittu? Ma se mancia ppi dui!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Nun nn‚Äô√® chiss√† ‚Äėu pitittu ca manca a idda, √® n‚Äôautru!

CATERINA           :    Ma di quali pitittu parri, si pò sapiri?

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma po‚Äô essiri ca non hai nessuna malizia , ca si accuss√¨ sana sana‚Ķma rrisbigghiti!¬† Ti fazzu n‚Äôesempiu: ‚Äėa tia nun t‚Äô√† mai capitatu¬† ca quannu vidi a mia ti veni ‚Äėna speci di‚Ķcomu ti pozzu diri‚Ķecco..un sentimento‚Ķ.‚Äôna ruciura ca ti cchiana e ti scinna‚Ķ‚Äôu cori ca ti batti forti forti‚Ķ(Peppino tutto questo lo dice con trasporto poetico‚Ķ)

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma cchi stai ‚Äėncucchiannu‚Ķdeficienti‚Ķ.

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNa vogghia pazza di strinciriti ‚Äėnte vrazza miei‚Ķ

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Iu‚Ķ.strinciriti ‚Äėnte vrazza tuoi?¬† Ma tu per lo meno si pazzu!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† A tia no, ma a mia si!¬† Macari, tu ‚Äėstu pitittu nun ci l‚Äôhai, ma chiddu ca manca a tia cci l‚Äôhaiu iu. ( cerca di abbracciarla alle spalle, ma Caterina si allontana brandendo come arma la scopa)¬†

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ‚ÄėStu pitittu tu fazzu passari iu, e nun ti permettiri di scrivi rimi littri, pirch√¨ iu ‚Äėsta cunfirenza nun t‚Äôagghiu datu mai, pezzu di citrolu malarrinisciutu!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† A mia citrolu? Che mi dovresti ringraziari solamenti per l‚Äôimportanza ca ti dugnu di taliariti, pezzu di schittarruna e surda ‚Äėntrunata ca nun si autru‚Ķ

CATERINA           :  (su tutte le furie insegue Peppino con la scopa in mano girando entrambi attorno al tavolo, subito però entra Concetta)

CONCETTA         :    (contrariata ) Mi pari ca stamu oltrepassando i limiti. Se aviti vogghia di iucari, vativinni fora!

PEPPINO             :    Scusati, donna Concetta, Caterina mi ha provocato…

CATERINA           :    Iu ti provocai? Bruttu scimunitu ca nun si autru!

CONCETTA         :    Ora basta! Pippinu,  ppi  r’ora vattinni!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Mi nni vaiu, ma pirch√¨ m‚Äôu¬† diciti vui. Cc√Ļ tia ‚Äėni facimu ‚Äėi cunti doppu. (via per la comune a destra)

CATERINA           :   Nun ci nn’è seguitu.

CONCETTA         :    Caterina, basta ora.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Ve lo giuro, donna Concetta, iddu cominciau. Mi dissi ca nun nn‚Äôavia pitittu comu ‚Äėa signurina Santina‚Ķ

CONCETTA         :   Di quali pitittu stai parrannu?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E cchi nni sacciu! Dici ca sparti era ‚Äėnsegretu e che nun nn‚Äôavia diri a nuddu!

CONCETTA         :    (interessata)   Ma cchi geniri di pitittu era?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma chi nni sacciu. Mi parsi ‚Äėmpitittu ‚Äėmpitittu purcariusu!¬† Quannu ‚Äėna fimmina vidi a n‚Äôuomunu¬† e viceversa, ‚Äėstu‚Ķ‚Äôstu‚Ķcosa ci nesci‚Ķ e ‚Äėa signurina Santina ‚Äėnveci di nisciricci ss√Ļ cosa‚Ķnun ci nesci‚Ķaddirittura nun l‚Äôavi propria‚ĶMatri mi cunfusi!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E a iddu ‚Äėsti cosi cu cci cunfirau?

CATERINA           :    Nun m’u dissi, dici ca è un segretu.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Comunchi, tu di ‚Äėstu fattu nun parrarini ccu nuddu, siamo intesi? ‚ÄėA signurina Santina chi si sus√¨u?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Mi pari di si, chiff√† ci ‚Äėa chiamu?

CONCETTA         :    No…no, ora veni, ti nni puoi iri.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ci fazzu ‚Äėna bella tazza di acqua cca sorcia¬† ‚Äėo ¬†limuni?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No, lassimi sula. Dimmi ‚Äėna cosa, com‚Äô√® ca ora ci senti?

CATERINA ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬†¬† Sugnu ‚Äėa momenti‚Ķ

CONCETTA         :     O a convenienza….

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†¬†¬†¬†¬†Cc√Ļ voscenza?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬†¬† Cc√Ļ t√≤ soru!¬†¬†¬† ( Caterina scappa via per l‚Äôinterno, dal giardino appare Santina con delle rose in mano,¬† Concetta le si rivolge dolcemente‚Ķ) ¬†¬†Buogiorno Santina‚Ķ

SANTINA             :     (aspramente, poi va a sistemare le rose dentro in piccolo portafiori che è sotto la foto del padre, apre il cassettino e accende qualche lumino)  Buongiorno  Concetta.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Don Nicola mi ddummannau pirch√¨ assira nun ti nn‚Äôisti ‚Äėa missa, ci dissi ca erutu indisposta, chi fici beni?¬† ( Santina si siede rigidamente sull‚Äôorlo di una poltrona)

SANTINA             :    (non guardandola mai in faccia)  Bene hai fatto.

CONCETTA         :    Che ci potevo dire che eri rimasta scossa dal fatto di ieri mattina?

SANTINA             :    Quali fattu?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Tu ‚Äėu sai quali fattu!

SANTINA             :    Se ci vuoi cridiri ci cridi, ma iu nun ci pensu!

CONCETTA         :    Certu ca hai uno stomaco di ferro, ah!  Riesci a nascondere la collera ca mancu pari veru.

SANTINA             :    Ma quali collira? 

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma comu, ‚Äėa parti ca ti fici ‚Äėu dutturi Reina ti parsi ‚Äėna cosa di nenti?¬† Scappau comu ‚Äėmpazzu furiusu.

SANTINA             :    Scappau?  Dissi ca avia una visita urgenti.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNa visita urgenti?¬† Allura nun ti vuoi renniri cuntu della realt√†. ‚ÄėU capisci ca appena ti vitti si scantau, si √® impressionato di mala nanera, ‚Äėu cristianu!

SANTINA             :    Nun nn’è veru!  (occhi bassi, quasi piangendo)

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (provocandola sempre di pi√Ļ)¬†¬† Si‚Ķsi‚Ķscappau cc√Ļ quantu peri¬† avia‚Ķ

SANTINA             :    (piangendo)   I rosi però si purtau…i rosi però….

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Si‚Ķsi purtau‚Ķsi purtau pirch√¨ cca prescia di scappari si scurdau a lassalli. ( Santina piange a dirotto e Concetta cerca di consolarla cambiando tono) ¬†Santina iu ‚Äėsti cosi t‚Äôi dicu per il tuo beni, credimi. A vidiriti acuss√¨, iu ci soffru. Chi ti pari can un mi piacissi a vidiriti felici, sistimata‚Ķ

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( singhiozzando)¬† Ma iu accuss√¨ sugnu felici ‚Äėu stissu‚Ķ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma comu puoi essiri felici senza n‚Äôuomunu ‚Äėo cantu, un marito che ti protegge‚Ķ

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma pirch√¨ siti convinti ca ‚Äėna fimmina ppi essiri felici aviri¬† n‚Äôuomunu ‚Äėo cantu? ( sorpresa di tutti, Pasquale che aveva ascoltato le ultime parole, entra rispondendo a questa domanda‚Ķ)¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬†¬† ( declamatorio )¬† Perch√©¬† l‚Äôuomo √® l‚Äôuomo e ‚Äėa fimmina senza dell‚Äôuomo non √® uomo, (riprendendosi dall‚Äôerrore)¬† cio√® fimmina, un¬† essere incompleto¬† che per essere completo¬† ha bisogno dell‚Äôuomo, m‚Äôhaiu spiegatu?¬†

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (al pubblico)¬† Nun cap√¨ nenti!¬† Mi parsi ‚Äėmbriacu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E tu, m√® soru, continuannu di ‚Äėstu passu non sarai mai completa!¬† E cerca di canciari fisionomia, ammodernati, cancia vistitu, mintatinni unu russu, bellu sgargianti; ‚Äėi capiddi, fattilli ‚Äėa tunna, tagghiatilli comu vuoi‚Ķma leviti ss√† mulunciana d‚Äôarreri, fatti ‚Äėna messa in piega, ma sciogghiti ‚Äėstu tuppu malirittu.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† (si alza decisa)¬† Mai e poi mai. ‚ÄėA bonanima d‚Äôo pap√†‚Ķ(segno di croce e bacio verso la foto)¬† ci ‚Äėu prummisi‚Ķ‚ÄĚ Da lass√Ļ mi ricorderai come sono ora!‚Ä̬†

CONCETTA                         :    Ma chissu fu vint’ anni fa!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Chi bellu ricordu ca ci lasasti ‚Äėo pa-p√†!¬†¬† ( ironico su ‚Äúpap√†‚ÄĚ)

SANTINA             :    Così ero e così sarò.  ( via di corsa fondo interno )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( quasi rincorrendola, alterato )¬† E spariti...√® ca nun ti spari! ( si accascia sulla poltrona sfinito e disperato )¬† Maledetta‚Ķnun si spara‚Ķnun si spara‚ĶE se ‚Äėa sparassi iu? No..no‚ĶL‚Äôavveleniamo che funci ca ieri pigghiau Pippinu‚ĶCi facimu ‚Äėna bella zuppa e ‚Äėna partita a cotoletti, a idda¬† comu ci piaaaaaciunu!! Un pocu ¬†puru arrostiti alla piastra‚Ķnun si sa mai avissuru ¬†a falliri chiddi¬† di prima‚Ķ‚ÄôSignuru, mi dovete perdonare, forse √® la soluzione migliore ppi idda e ppi mia‚Ķ(guardando la moglie)¬† e ppi tutti.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma allura s√¨ ¬†‚Äėmbriacu ppi ‚Äėddaveru. Senti, ‚Äėnveci di diri fissarii, t‚Äôhaiu a diri ‚Äėna cosa ca mi cunfidau¬† Pippinu e ca forsi, pinsannici beni,¬† avi raggiuni.

PASQUALE         :  Concetta, ma nun nn’hai pietà di me?  Non ricominciare, ti prego. Fai una pausa di qualche ora, appoi dumani, ricuminci. 

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėNca quali, iu ti vulia diri ca forsi Pippinu ha ragiuni!

PASQUALE         :    E cchi c’entra Pippinu?

CONCETTA         :    Caterina mi cuntau ca Pippinu ci cunfirau un segretu su Santina.

PASQUALE         :   (incuriosito)   Sintimu!

SANTINA             :   Dici ca Santina nun nn’ha attrazioni ppì l’uomini…, nun ci piaciunu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E chistu ‚Äėu dissi Pippinu?

CONCETTA         :   Si!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Disgraziatu..ucca di¬† vilenu. Questa teoria iu ci ‚Äėa cunfirai. E cchi cosa av√¨a ‚Äėa pinsari? Di nesciri nun voli nesciri, di truccarisi mancu a parrarini, mancu la pi√Ļ minima dosi di civetteria, nenti di nenti. Pinsai :¬† ‚Äú A chista l‚Äôuomini nun ci piaciunu ‚Äú¬† Ossia nun nn‚Äôavi pitittu. Per√≤, poi, mi sono ricreduto.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E pirch√¨, sempri ‚Äėa stissa!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi cuntau ¬†‚Äėnsonnu altamenti significativu.

CONCETTA         :   Erotico?

PASQUALE         :   Si, vietato ai minori di anni 18.  E tu pensi ca me soru possa essiri capaci macari solamenti di pinsari con la mente a cosi un po’….diciamo così, piccanti!   E’ stato un sogno infantle, ma che ha  lasciato intravedere un certo interesse per una certa persona…

CONCETTA         :   Masculu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Masculu‚Ķmasculu‚Ķ!¬† Il dottor Alfonso Reina. S‚Äôu vasau‚Ķ(pausa) ¬†‚Äėnto sonnu!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma allura macari idda ci l‚Äôavi ‚Äėstu famusu pitittu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Ci l‚Äôavi‚Ķci l‚Äôavi. L‚Äôunico problema √® che non vuole capire di cambiare fisionomia, di apparire ‚Äėna fimmina. Voli ristari accuss√¨ e com‚Äô√®. E se resta d‚Äôaccuss√¨, cu√® ca s‚Äôa putissi pigghiari?¬† Solo un cieco assoluto o quasi.

CONCETTA         :    Certu ca è un problema!

PASQUALE         :    Un problema che io stò cercando di risolvere, anche se sono sicuro…(guardando la foto del padre) che la buonanima boni paroli nun ci nni minta.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E se √® lecito comu ‚Äėu vulissutu risolvere?

PASQUALE         :    Antura nun dissi ca ci vuleva un poviru disgraziatu quasi ciecu per non vedere il lato negativo della cosa, beni, il maresciallo si è offerto di andare a palare col paraninfo, Filippo Mazza,  per darmi  una mano e  a momenti sarà ccà. E mi raccumannu, tu fai la tua parte.  (suonano, entra Caterina )

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† D‚Äôa ‚Äėssutta c‚Äô√® ‚Äėu maresciallu, chi ci rapu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No,¬† lassulu fora.¬† (correggendosi subito)¬† Scimunita ma cchi dummanni fai, rapici subbitu e tu, Concetta, porta acqua frisca a volont√†!¬† (Caterina via dal fondo a destra, Concetta a sinistra,¬† poi Pasquale si avvicina alla foto‚Ķ)¬†¬† Pap√†, ti dugnu ‚Äėna proroga. Fammi rinesciri ‚Äėstu matrimoniu e non ci sar√† defunto cchi√Ļ felici di tia. Ogni onomastico, ogni anniversario della nascita, della morte, ppi l‚Äôapertura d‚Äôa caccia, pp√† chiusura, pp√® morti, ti fazzu diri ‚Äėna missa di l‚Äôarcipreti Basili, chiddu tignusu, ‚Äėu sai?¬† Ancora vivu √®. ¬†Chiddu ‚Äėi morti ‚Äėi ¬†fa stari in allegria‚ĶE‚Äô ‚Äėnfigghiu di‚ĶB√®, ci siamo capiti‚ĶBeddu, papuzzu miu, videmu cchi cummini. (gli manda un bacio)

VOCE F.C.           :   Permesso.

PASQUALE         :   Avanti maresciallo…accomodatevi…(entra Vitale, visibilmente accaldato, che si asciuga col fazzoletto ) 

VITALE                 :    Buongiono, don Pasquale.  E chistu è sorti di cauru , e di unni niscìu?  Mi sembra di essere a Tripoli nel  ’42…

PASQUALE         :    (impaziente)   Chiffà ci parrastuvu? 

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi vivissi ‚Äėna quartara d‚Äôacqua.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (c.s.)¬† Concetta‚Ķsanta cristiana, ‚Äėnca portala ‚Äėst‚Äô acqua‚Ķsangu di la marina. Allura ‚Äėu vidistuvu?

VITALE                 :    Cchi cci pozzu fari, iu suru…e bivu…Arrivu a biviri 5 litri d’acqua o iornu, don Pasquali!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėNcaserma ¬†cc‚Äôaviti ‚Äėa sterna?¬†

VITALE                 :    M’a portunu ccò camion! Speciali, don Pasquali. E sinnò quantu mi custassi?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Certu‚Ķ! Peggiu di ‚Äėna imenta parturizza, ‚Äėa facci d‚Äôa siti, cc√Ļ saluti.( entra Concetta con una caraffa di un paio di litri d‚Äôacqua fresca‚Ķla versa in un bicchiere capiente, poi‚Ķ)¬† Abb√¨a‚Ķabb√¨a..dici ca bivi comu ‚Äėna imenta‚Ķ

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (dopo aver bevuto, abbastanza sollevato e soddisfatto)¬† Ah, ci vuleva, grazie donna Concetta. Dunchi, ‚Äėo nostru!

PASQUALE         :   (c.s.)  Ci parrastuvu…’u vidistuvu?

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ‚ÄėU vitti e ci parrai.

PASQUALE         :   Ah, finalmente. E chi vi dissi?

VITALE                 :   Gli ho spiegato la situazione dolorosa di vostra sorella, così e come mi avete detto voi.  Del resto, lui, la signorina la conosce già e proprio per questo, dapprima, mi aveva fatto capire che ci sarebbe stato qualche problema nel trovare l’anima gemella…

PASQUALE         :   Ma voi ce l’avete detto che sarei stato disposto a spendere una fortuna…

VITALE                 :   Ce lo dissi. E infatti, grazie a questa vostra disponibilità, gli venne all’istante nella  mente un certo Salvatore Mastella, che sarebbe stato proprio un bel partito.

PASQUALE         :    Ma voi gliel’avete detto che lo avremmo preferito con poca, anzi, pochissima vista?

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ci ‚Äėu dissi..ci ‚Äėu dissi. Pare ¬†che questo faccia al caso vostro.

PASQUALE         :    Ma cchi misteri  fa?

VITALE                 :    Dici ca è funzionario di una grossa ditta di elettrodomestici di Milano.

PASQUALE         :    Un pezzo grosso, và?

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Dalla foto mi parsi fracculiddu. Comunchi ci detti appuntamentu ‚Äėstamatina¬† ‚Äėa casa vostra, chi fici mali?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Benissimo avete fatto. Maresciallo, iu nun sacciu comu v‚Äôhaiu ‚Äėa ringraziari. Voi capite, io non potevo andare a parlare don Filippo Mazza, ‚Äėa genti cc‚Äôavissuru pinsatu ‚Äú Va ‚Äėnto paraninfu ppi so‚Äô soru‚ÄĚ ,¬† non potevo‚Ķ

VITALE                 :    Certo…non potevate!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Andandoci voi,¬† invece, avranno pensato a qualche problema di legge,‚Äôsta genti avi sempri ‚Äėi carti macchiati, clienti scontenti, truffi, e poi ‚Äėsti matrimoni sunu comu l‚Äôova di Pasqua, nun si sa chiddu ca si trova!¬† Chi veni puru don Filippo Mazza?

VITALE                 :   Certo!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėA m√® cucina Natalina iddu fu ca ‚Äėa fici spusari..

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ci fici fari ‚Äėnu affari! ‚ÄėU maritu doppu tri misi ci morsi. A vaia, Cuncittina, ca se me soru nun fusi in queste condizioni terremotate e disastrose, chi mi rivulgeva a don Filippu?¬† Ah pp√¨ favureddu, v√†!

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Non per contraddirvi, don Pasquale, ma a m√® mugghieri lui me la fece conoscere, certu poi fummu nuatri ca ni canuscemmu ‚Äėi carattiri e decisimu di spusarimu‚Ķ

PASQUALE         :    (vedendo nel maresciallo un probabile aspirante, se lo accattiva così come Concetta)  Scusate, maresciallo, ma da quanto tempo siete vedovo?

VITALE                 :   Bè…mè mugghieri  morsi nel 78…deci anni scarsi, pirchì?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Dico, come mai non vi siete pi√Ļ risposato dopo la dipartita della vostra consorte? Nun nn‚Äô√® che siete vecchio decrepito, la figura ancora √® ottima‚Ķ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( sedendosi ancora pi√Ļ vicino, togliendogli qualche pelo, pulendogli la giubba‚Ķ)¬† Altro che, siete ancora in forma, la presenza √® ottima assai‚Ķ

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (compiaciuto e non capendo i due dove vogliono arrivare)¬† A diri la verit√† l‚Äôanno scorso mi purtarunu ‚Äėna carusa, carusa per modo di dire, aveva 50 anni, ma da informazioni assunte pare che fosse malata, ¬†insomma, cchi√Ļ di dd√† ca di cc√†, aveva la polmonite, la pleurite, l‚Äô appendicite, la flebite, la colicistite, la colite‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Tutto con l‚Äôaite‚Ķe qualchi cavuliceddu, ‚Äėnzalata riccia‚Ķ¬† nun nn‚Äôav√¨a?

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Vui ci schirzati! Ma insomma, chi mi pigghiava a una ca inveci di sirvirimi idda era iu a faricci ‚Äėu ‚Äėnfirmeri. Appoi¬† nun nni ficimu cchi√Ļ nenti e nun cci pinsai cchi√Ļ!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E ¬†fate male‚Ķmolto male, pirch√¨ l‚Äôanni passunu e ‚Äėa vita n‚Äôaccurza, e quannu simu ranni pp√¨ nuatri cu ci pensa?¬† Ppi vui ci vulissi ‚Äėna picciuttedda seria, ca¬† nun canusci divertimenti, ca ¬†nun sapi di truccu, russettu e di tutti ‚Äėsti purcarii di ‚Äėsti tempi.¬† E poi ‚Äėa muggheri di ‚Äėnmaresciallu nun nn√® ca po‚Äô fari¬† una qualunchi!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Certo. Ci voli portamento, classe e seriet√†, chidda ca manca¬† ‚Äėe fimmini di oggigiorno.

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Dite bene, signora, ma a truvalla ‚Äėna fimmina di chissi, nun si trova, ve lo dico io!!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Eh, caru maresciallu, certi voti avimu ‚Äėu meli ‚Äėncasa e nun ‚Äėu sapimu alliccari! (¬† Vitale rimane di stucco, ¬†Pasquale fa l‚Äôocchiolino a Concetta)¬† )

VITALE                 :    (incuriosito e interessato)  Che per caso voi conoscete qualcuna nella zona?

PASQUALE         :    Per esempio…(titubante)

VITALE                 :    …per esempio?

PASQUALE         :    (storpiando il nome quasi per non farsi capire, tanta è la vergogna)  Per esempio…mè soru..Santina….( liberandosi dall’imbarazzo, suonano contemporaneamente…) Sunarru….sunarru …..Caterina….Caterina….va rapa….

VITALE                 :    Non ho capito bene, don Pasquale, volete ripetere…( entra Caterina )

PASQUALE         :    Caterina, va rapa…

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA crapa?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA crapa ca si tu‚Ķ¬†¬† ( forte all‚Äôorecchio)¬† Sunarru!¬† Rapicci‚ĶBotta di vilenu. ( a¬† Concetta )¬† Ma √® ‚Äėntrunata tutta ‚Äėsta picciotta, ma comu ‚Äėamu¬† a fari?¬†

CONCETTA         :    E’  a momenti.

VITALE                 :    Di sicuru sarà don Filippo Mazza col fidanzato!

PASQUALE         :    Maresciallu, ancora mancu si canusciunu e già parrati di fidanzamentu!

VITALE                 :   Quannu Don Filippo Mazza si occupa di  un affare di matrimonio, la cosa si può dire conclusa.

CONCETTA E PASQUALE   :   Speriamo!!!  (si odono della voci, Pasquale gli va incontro poi ritorna seguito da don Filippo che tiene per mano Salvatore Mastella sulla 40na, mingherlino, con i capelli impomatati con riga nel centro, giacca a quadri grossi dal colore sgargiante di cattivo gusto, pantaloni cortissimi,  mancano 10 cm per arrivare al tacco delle scarpe,  occhiali spessi, ha un fazzoletto in mano, è sempre raffreddato e non mancherà di fare qualche sternuto durante la sua presenza in scena;  Mazza veste anche lui in modo volgare, scarpe fuori moda, calze bianche cortissime, abito strettissimo con fulard sgargiante al posto della cravatta, un bastone da passeggio, cappello alla malandrina abbassato sulla destra della testa, Concetta e Pasquale sono sconcertati)

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Don Pasquale, vi presento Salvatore Mastella. ( Mastella d√† ¬†per sbaglio la mano a Mazza) ‚ÄėA manu‚Ķ‚Äôa manu Salvatore ‚Äėa dari¬† a don Pasquali‚Ķ( questi gliela prende e la porge a don Pasquale)¬† E questa e donna Concetta. ( come prima, gli dirige la mano verso Concetta)

CONCETTA         :  Pia...…ce..ce re…Co…concetta…ta  Po…po..porticaca..cato in Ci…ci ma…ma..rosa    (Mastella stringe vigorosamente la mano  a  Concetta che dice  la  battuta  balbettando)   .

MASTELLA          :    ( con un timbro nasale )  Il piacere è tutto mio. (Concetta dal dolore squote  la mano)

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėO maresciallu ‚Äėu canuscimu‚Ķ ( Vitale sta per porgere la mano a Mastella, quest‚Äôultimo sbaglia direzione e la d√† a Pasquale , mentre il maresciallo , sbilanciato dall‚Äôerrore di Mastella, finisce per rovinare sul divano, tutti si ricompongono‚Ķ)

PASQUALE         :    Ma prego…accomodiamoci.  ( Pasquale siede sulla poltrona del centro palco,  Concetta prende una sedia dal tavolo, il maresciallo a sinistra del divano vicino a Pasquale, Mazza sulla poltrona di destra e Mastella, sbagliando, si siede sulle gambe di Concetta…)  Occupato, Mascella…occupato.

MASTELLA          :  Scusati, ci vidu picca.   ( Mazza  prendendogli il braccio lo accompagna accanto al maresciallo)

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Chistu √® ‚Äėu t√≤ postu¬† e nun ti moviri, ci siamo capiti.

PASQUALE         :    Si vede ca ci viditi picca, signor Nastrella…

MASTELLA          :    Mastella…Mastella…

PASQUALE         :  L’amico Mazza mi ha detto che siete  un funzionario di una grossa ditta di elettrodomestici di Milano. Sarà un lavoro interessante?

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Di interessante √® interessante, chiddu ca mi futta √® ‚Äėa vista! (starnuto addosso a Pasquale, schifo di questi, si asciuga col fazzoletto‚Ķ)

PASQUALE         :   Certu…certu…’a  vista è importante, chissà quantu cosi aviti di firmari

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Pp√¨ ss√† cosa ci pensa ‚Äėa machina.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Concetta, ma tu ‚Äėa vidiri il progresso finu a quali puntu √® arrivatu, anchi pp√¨ firmari ci pensa ‚Äėa machina, cose dell‚Äôaltro mondo!!

MAZZA                :    Diciamo che il suo è un lavoro automatico.

PASQUALE         :     Dunchi,  Girella…

MASTELLA          :   Mastella….

PASQUALE         :   Avete un cognome che assomiglia a tante cose. Dunchi, Mastella, e oltri a firmari di che cosa vi occupate, se è lecito?

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Quannu ‚Äėa vista m‚Äôaiutava, ero addetto al funionamento, ma di quannu ‚Äėncuminciai ‚Äėa vidiricci picca, faccio il contatore capo.

PASQUALE         :   Vi hanno promosso?

MASTELLA          :    Si, ma come differenza di stpendio non è tanta!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Scusate, signor‚ĶNutella‚Ķ, si..si Mastella, scusate nun sbagghiu cchi√Ļ.¬† Dico, nun vi pari ca ci voli ‚Äėna vista abbastanza aguzza, perfetta‚Ķsinn√≤ comu fati a cuntari ‚Äėi nummara?

MASTELLA          :    (con una leggera risatina)  E iu chi cuntu nummara?

PASQUALE         :    ( subodorando l’inganno)  E allura cchi schifiu cuntati,

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėI pezzi, iu cuntu ‚Äėi pezzi?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E cchi sunnu ‚Äėsti pezzi? Chi travagghiati ‚Äėa pirrera?

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ‚ÄėI pezzi d√® frigoriferi ca sunnu pronti pp√¨ essiri¬† imballati, allura pirch√¨ sugnu accuss√¨ rifriddatu!¬† (potente stranutu in faccia al maresciallo)¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Mazza, ma cchi schif√¨u mi ‚Äėncucchiatuvu, di funzionariu iu a finiri ca fa il contatore di pezzi.

MAZZA                :   Ma iu nun sapia ca avia canciatu qualifica, io sapevo ca era funzionario addetto al….

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Va beni‚Ķva beni‚Ķ.lassamu stari ‚Äėu funzionamentu. (passeggiando nervosamene )¬† E ditimi ‚Äėna cosa, Mascella‚Ķ.

MASTELLA          :   Mastella…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Sintiti, iu d‚Äôora in poi vi chiamu comu vogghiu, se nun vi piaci, chidda √® ‚Äėa porta. Mi sono spiegato?¬†¬† A mia ‚Äėstu cugnomu nun mi piaci, e nun sulu ‚Äėu cugnomu, va beni?¬†¬† ( Mastella e Mazza annuiscono come delle pecorelle)¬† Ditimi ‚Äėna cosa, (pausa)¬† Mastella,¬† di stipendiu quantu vi dununu ?¬†

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Pigghiu 750 milaliri, poi c‚Äô√® ‚Äėu straordinariu, ‚Äėu notturnu‚Ķ‚Äôu festivu‚Ķ‚Äôu premiu industriali‚Ķ

PASQUALE         :  Va beni…va beni…ccu tutti gli annessi e sconnessi…in totale và?

MASTELLA          :   900 milaliri. 

PASQUALE         :    Una cifra astronomica, ah?   E di casa, quantu pavati, Mastrella ?

MASTELLA          :   200 milaliri.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E cchi √® ranni ‚Äėsta casa?

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Uh, iu mi cci perdu.¬† Prima¬† c‚Äô√® ‚Äėa porta pp√¨ trasiri‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Menu mali ca c‚Äô√® ‚Äėa porta‚Ķ

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Giustu,¬† appoi c‚Äô√® ‚Äėncurrituri longu‚Ķlongu‚Ķ.na para di metri e poi in unico ambiente c‚Äô√® cucina-bagnu-pranzo-letto e in fondo la bellezza della casa, una veranda ca si vidi tutta Milanu, quannu nun nun c‚Äô√® ‚Äėa nebbia e ‚Äėu smogghi‚Ķsi capisci.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Menu mali ca c‚Äô√® ‚Äėa veranda, accuss√¨ se venunu ospiti¬† ‚Äėi mintiti ‚Äėo friscu.¬† E ppi manciari, comu fati, senza vidirici comu fati‚Ķcomu¬† vi muviti‚Ķcc‚Äôaviti ‚Äėa cammarera‚Ķ(ironico)

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Manciu ‚Äėa mensa.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Voli diri ca a me soru v‚Äôa purtati ‚Äėa mensa ccu vui?

CONCETTA         :   Non esagerare, Pasquale, gli rimangono  700 milaliri,  hannu vogghia di manciari.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėA¬† vogghia di manciari l‚Äôavrannu, ‚Äėu problema √® che cosa hannu ‚Äėa manciari, Concetta!

VITALE                 :    (spezzando l’atmosfera negativa)   Con qualche sacrificiu però, don Pasquale…

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ppi ss√† cosa Santina economa √®!¬† ‚ÄėA lira ‚Äėa spacca in dui!¬†

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Veramente avia pinsato di trasferirimi ‚Äėo paisi e di lassri ‚Äėu postu di Milanu‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E forsi ca l‚Äôidea nun nn√® mali, essendo cc√† una manu ve la possiamo dare, morali e materiali‚Ķ(fra se)¬† Autru ca manu, chistu tuttu ‚Äėu vrazzu si pigghia‚ĶTi posso dare del tu?¬† ( a bassa voce)¬† Accuss√¨ ‚Äėa pinnala m‚Äôa ‚Äėgghiuttu megghiu!

MASTELLA          :  Certu, ppi mia è un’onori… 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (verso il pubblico)¬† E ppi mia √® ‚Äėncutugnu ca haiu cc√†¬† (stomaco), inveci!¬† Mah!!

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E poi mi dununu ‚Äėa pinsioni, haiu fattu 19 anni 6 misi¬† e ‚Äėngnornu di travagghiu, mi tocca!!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E quannu t‚Äôa dununu ‚Äėsta pinsioni?¬†

MASTELLA          :    A 60anni!

PASQUALE         :    E ora quant’anni hai?

MASTELLA          :    42!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Hai ‚Äėu tempu di moriri! (chiama Concetta e entrambi stanno in disparte a confabulare) Cuncittina‚Ķvieni cc√†‚Ķ( a bassa voce)¬†¬† Cchi ti nni pari?¬†¬†

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Certu nun nn√® un granch√®, ma se sfuma macari ‚Äėstu matrimoniu t√≤ soru non ha alcuna prospettiva di maritarisi‚Ķzero‚Ķe porto zero, ha caputu?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma cchi l‚Äôhaiu di ittari a ‚Äėsta soru?¬† Mi veni ‚Äėna pena!

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma se ieri ‚Äėa vulevutu ammazzari cch√® funci vilinusi?¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Ma sunnu paroli ca si dicunu‚Ķaccuss√¨, nell‚Äôimpeto dell‚Äôira.¬† Ma chistu chi cci fa manciari‚Ķcomu ‚Äėa vestI..?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Nuatri ‚Äėna manu ci ‚Äėa putemu dari, ‚Äėnfunnu ‚Äėnfunnu i beni tuoi sunnu puru di Santina?

PASQUALE ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( disperato )¬† E se sacciu ca hannu ‚Äėa finiri ‚Äėnte manu ‚Äėi chissu,¬† mi veni ‚Äėna rabbia ca tu nun nn‚Äôhai idea!

CONCETTA         :   Se tu mi vuoi vidiri felici, faccilla spusari! (tassativa) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Senza piet√†‚Ķsei senza piet√†!¬†¬† Hai ‚Äėu cori di petra. (riflette qualche seondo, poi‚Ķ)¬† E va beni, fazzu comu vuoi tu!¬†

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† (dolcemente falsa)¬†¬† Pasquali, mi stai dannu ‚Äėa cchi√Ļ granni felicit√† ca mi putevi dari e poi sugnu cuntenta puru ppi Santina, ‚Äėa criatura.

PASQUALE         :   Lassa perdiri, ipocrita. ( verso gli altri due)   Allora, caro Salvatore, assieme a mia moglie abbiamo deciso all’unanimità di acconsentire a questo matrimonio, però desidero una cosa…

MAZZA                :   Parrati…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†Don Filippo, ppi favuri, vui stativi mutu.¬† Desidero, anzi, ordino che il qui presente Salvatore Mastella si licenzi subito da Milano, a Milanu facimi stari ‚Äėe milanisi. Abiterete nella casina di Passopiano, per quanto riguarda il sostentamento economico finanziario‚Ķ

MASTELLA          :   Ci pensu iu!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Si, cc√† pinsioni ca ‚Äėa pigghiari fra 18 anni‚Ķ

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi cercu ‚Äėntravagghiu‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU travagghiu t‚Äôu truvai iu, ti occuperai di tutte le terre di¬† m√® soru Santina. E vidi ca sunnu assai!¬†¬† (fra se)¬† Piccatu beddi terri!

CONCETTA         :    E Pippinu, chi fa?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Pippinu bader√† alle nostre terre¬† e ogni tantu ci duna l‚Äôocchiu a chiddi di Santina. B√®, ora mi pari ca vinni ‚Äėu mumentu di chiamari¬† la futura fidanzata, la dolce mett√†‚ĶSpiramu ca tuttu v√† beni‚Ķmah!!¬† ( Concetta e Pasquale via per l‚Äôinterno)

MAZZA                :   Salvatore, chi ti nni pari?

MASTELLA          :   Mi pari un pocu autoritario.

MAZZA                :   E’ la prima impressioni,  vedrai che dopo ti accorgerai che è una pasta d’uomo.

VITALE                 :   Chi cosa ci vuoi fari Salvatore, spusari una sorella è una cosa seria, non è che si può dare al primo venuto.

MASTELLA          :   Ma chistu cuè?

MAZZA                :   Ma comu cuè?  Questo è il maresciallo Vitale..

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Ah!¬† Ma appoi cu ci√Ļ dissi ca iu era funzionariu?

MAZZA                :   Ma ci sarà stato qualche disbrigo…!

VITALE                 :   Ma quale disbrigo?  Disguido volete dire?

MAZZA                :   Io che ho detto?  Insomma, un malinteso, ih… comu siti  permaloso, maresciallo!  ( dall’interno si ode una discussione molto animata, si sentiranno solo le voci…) 

VOCE PASQUALE¬† :¬†¬† Santina nun fari ‚Äėo solitu tuou!

VOCE  CONCETTA:    Ma è un bravo ragazzo!

VOCE  SANTINA                   :   No..no  e…no. Iu nun mi vogghiu spusari, vogghiu ristari schetta!  ( entra Pasquale)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Scusati se pirdimu qualchi minutu, ‚Äėa stanu truccannu, quant‚Äô√® emozionata ‚Äėa criatura‚Ķfa impressioni veramente. ( rientra )¬† ( poi¬† si sente solo la voce di Pasquale )¬†¬† Disgraziata, ruvina d‚Äôa m√® casa,¬† guarditi ‚Äėo specchiu, unni ‚Äėa truvari n‚Äôautru fissa comu ‚Äėa chistu?¬†

VOCE CONCETTA :   Un ragazzo lavoratore, beddu, un figurino. Vint’anni ca è a Milanu, istroito. Ha fatto il contatore capo…

VOCE PASQUALE:   Il funzionario addetto al funzionamento…avaia Santuzza, nun ti fari pregari… (entra in scena Concetta) 

CONCETTA         :   E’ quasi pronta…( il maresciallo le suggerisce con dei gesti di tagliarle i baffi…)  Nun ni voli sentiri, Marescialu…(a bassa voce)  (cambiando tono)  E’ una picciota sensibili, una santa! (ritorna dentro)

VOCE SANTINA   :  Vaiu ditti di no, iu nun mi spusu.

VOCE PASQUALE:  E tu inveci ti spusi.

VOCE SANTINA                   :   E cui mi obbliga?

VOCE PASQUALE:  Iu ti obbligu, ca t’haiu fattu di patri, di matri…

VOCE CONCETTA:  E iu di soru..

VOCE PASQUALE:   Tu zittiti, ipocrita!   ( sulla scena Salvatore ogni tanto cerca di porgere l’orecchio attentamente verso l’interno, da dove provengono le battute concitate, ma Vitale e Mazza lo distraggono a soggetto…  )  

MASTELLA          :   Mi pari ca c’è catuniu! 

VITALE                 :    Ma quali cosi, don Pasquale le starà dicendo che gli fa piacere che si sposa…Vedi Salvatore, la signorina Santina  è molto affezionata a suo fratello  e non farebbe mai una cosa contro la sua volontà, il suo consenso, diciamo…

VOCE PASQUALE:  Ti ordino di spusariti!

VOCE SANTINA   :   No…no   e  no!

VOCE PASQUALE:¬†¬† Ma ‚Äėu pap√† stanotti m‚Äôu dissi‚Ķ

VOCE SANTINA    :   Cchi  t’i dissi, sintimu?

VOCE PASQUALE:   Chi ti dovevi sposare, che era arrivato il momento…

VOCE CONCETTA:¬†¬† E‚Äô veru‚Ķ√® veru‚Ķ‚Äôu ‚Äėntisi puru iu!

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėA mia mi pari ca ci sunnu qustioni!

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Si tratter√† della data del matrimonio‚Ķla chiesa quali ‚Äėa essiri, il trattenimento unni l‚Äôaviti ‚Äėa fari‚Ķtutti ‚Äėsti stupidarii‚Ķ

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma si capisci, della data e di cchi sinn√≤. (ascoltando)¬† Avete visto? Turnau ‚Äėa calma, avranno sistemato tutto. ( entrano dall‚Äôinterno Pasquale che tira Santina¬† e Concetta che la spinge e che si asciuga il sudore, Santina indossa¬† un lungo velo nero che le copre il volto)

PASQUALE         :   Scusate il ritardo, c’è stato qualche piccolo contrattempo. Mia sorella Santina, il signor Mast…Mastella. (Pasquale prende la mano a Salvatore e la porge a Santina)

MASTELLA          :   Piacere.

SANTINA             :   Santina Cimarosa.

MASTELLA          :  Chi siti di luttu? 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (guardando la foto)¬† Ni morsi ‚Äėu pap√†! (segno croce e bacio con la mano)

MASTELLA          :  Da molto?

PASQUALE         :   20 anni, ma è comu se fosse stato ieri.

MAZZA                : (tira a se Mastella e all’orecchio gli dice)  Cchi ti nni pari, Salvatore?  ( Pasquale è impaziente di sentire il responso…e col classico gesto delle dita racchiuse della mano gli chiede come fosse andata..)

MASTELLA          :   Iu ca nun ci vidu, idda ccu tutta ssà velatura nivara…ca avi?

MAZZA                :  Il mio cliente dice se la signorina si potesse livari la velatura…

PASQUALE         :   Si deve spugghiari??

MAZZA                :  No!  Ppì carità, cosa avete capito, il velo…solo il velo,

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Se m√® soru acconsente, pirch√¨ no!¬† ( a Santina)¬† Chiff√† t‚Äôu puoi livari ‚Äėstu velu?

SANTINA             :   Chi ppi assai?

PASQUALE         :   No, un secondo!  E cchi ti fazzu sciupari di l’aria?   Priparati a Salvatori, Mazza, non vorrei ca si dovessi sèntiri mali per la visione troppo ravvicinata di mè soru, nun c’è abituatu! Pronti?  Via!!  ( mentre Pasquale  alza il velo,  Mazza accompagna con la mano  la testa  di Mastella  e la accosta vicinissima alla faccia di Santina solo per un secondo,  Pasquale abbasa il velo e poi….) 

MAZZA                : Comu ti parsi???   ( tutti pendono dalle labbra di Mastella, dopo una pausa che sembra un’eternità…) 

MASTELLA          :   (esplodendo dalla gioia)   Bedda…beddissima. ( tutti si guardano allibiti, non credono a quello che hanno sentito) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Benissimo, sugnu cuntentu. Mi pari ca fussi ‚Äėu mumentu di fissari ‚Äėa data‚ĶI carattiri vi can usciti doppu,¬† n‚Äô√® veru Santinedda?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† No!¬† I carattiri nun nni canuscimu mai, pirch√¨ iu ‚Äėa chistu nun¬† m‚Äôu spusu!!¬† ( di scatto si alza, gli altri sono esterefatti)

PASQUALE         :   CChi fai?   Ma tu si pazza di manicomiu!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† No, nun sugnu pazza!¬† ‚ÄėU m√® cori mi dici ca nun m‚Äôhaiu ‚Äėa spusari e nun m‚Äôa spusu!

PASQUALE         :   Tu ti spusi, quant’è veru Diu, tu ti spusi.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† No‚Ķno e‚Ķno.¬† ( da al fratello un forte pestone sul piede che lo fa contorcere dal dolore) E¬† sparti mi nni vaiu di ‚Äėsta casa!¬† (esce di corsa, ia per l‚Äôinterno, ¬†Concetta le va appresso)¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Si‚Ķsi vattinni, pivala d‚Äôa m√® casa, vattinni e nun turnari cchi√Ļ!¬†¬† ( il maresciallo cerca di calmarlo ) Datimi ‚Äėna corda, quantu m‚Äôaffucu, maresciallu datimi ‚Äėa pistola‚Ķasparatimi‚Ķsuicidatemi‚Ķma luvatimi di ‚Äėsta terra.¬† (si rivolge al padre, distrutto)¬† Pap√† ci scummettu ca di dda supra ti stai facennu ‚Äėi megghiu risati, ma ridi‚Ķridi‚Ķma pp√¨ l‚Äôultima vota‚Ķpirch√¨ da oggi iu nun nn‚Äôhaiu cchiu soru!!! (¬† spegne i lumini, e getta per la seconda volta i fiori nel cestino, poi di corsa entra Peppino dal fondo a destra)¬†

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Don Pasquale, ‚Äėa vacca ‚Äėa truvai!

MAZZA                :   Scusate, don Pasquale, capisco il vostro dolore, ma con il mio cliente che si fa?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ci diciti al vostru clienti ca si spusa ‚Äėa vacca!!!

FINE DEL SECONDO ATTO

TERZO ATTO

Stessa  scena degli atti precedenti.  Sono passati due mesi dalla partenza di Santina. Dalla parete manca la foto della buonanima del padre di Pasquale. Sono in scena Caterina  e Peppino, come all’inizio del secondo atto. Pare che  il tempo non fosse passato.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ( seduta sulla sedia con la scopa in mezzo alle gambe,¬† pensierosa e stanca )¬†¬† Mischina, fici dui misi ca ‚Äėa signurina sinn√¨u a Palermu¬† ‚Äėnt√¨ so zia,Carmela. Cchi pena ca mi fici quannu partiu ccu dda valiggedda‚Ķpareva ‚Äėna canuzza abbannunata‚ĶMentru c‚Äôaspittava¬† l‚Äôautista ‚Äėi piazza iu ci fici cumpagnia e ‚Äėnsemi¬† ni¬† ficimu ‚Äėna bella chianciuta‚Ķcomu a ora (¬† piange sommessamente )

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Certu ca ‚Äėa cunfurtasti¬† bona ‚Äėa carusa!¬† Ci dovevi diri ca ‚Äėa curpa √® sua‚Ķsissignori‚Ķ‚Äôa curpa √® sua!!¬† E cchi modu √® di fari ‚Äėa stuffusa di ‚Äėsta manera, mancu se era ‚Äėa regina Tait√Ļ. Ci voli macari ‚Äėna misura.

CATERINA           :   Pirchì tu a Salvatore  chi ci avissutu dittu di si ? 

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† E cchi c‚Äôentru iu, chi sugnu fimmina?¬† E poi cchi era di ittari¬† di¬†¬† ‚Äė sta manera?¬†¬†

CATERINA           :   Ma finiscila, và! 

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Tu si ancora cchi√Ļ strolaca di idda. Ccu ‚Äėna bella differenza, idda avi ‚Äėi sordi e tu cchi hai?¬† Fami ,¬† dispirazioni e si¬† surda ‚Äėntrunata.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Quannu ‚Äėu iattu nun p√≤ arrivari ‚Äėnta racina, dici ca √® arancida.¬† Iu nun nn‚Äôhaiu prescia di spusarimi e nun nn‚Äôhaiu ‚Äėnfrati ca mi obbliga a fallu. Io sono libera, io!

PEPPINO             :   E cchi vulissutu diri, ca don Pasquale l’ha obbligata a sposarisi?

CATERINA           :   Sissignora!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma per il suo bene, cretina, per il suo bene e nient‚Äôaltro.¬† Cci avissi fari ‚Äėna statua d‚Äôoro ‚Äėo cristianu.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Tu nun puoi capiri cchi significa iri contru chiddu ca ti dici ‚Äėu cori‚Ķ

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Iu ‚Äėnveci capisciu chiddu ca mi dici ‚Äėu cori miu‚Ķ( le sta dietro la sedia‚Ķ.)

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (che fa finta di niente, ironicamente)¬† E chi t‚Äôha diri ‚Äėu cori ‚Äėa tia, zaurdu‚Ķe zampirru‚Ķ

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi dici ca senza di tia nun pozzu chi√Ļ campari..(le d√† a tradimento un bacio sul collo, reazione di Caterina, si alza e con la scopa in mano lo insegue)

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Pezzu di vili e ‚Äėnfami, ‚Äėa tradimentu mi pigghiasti. Se hai ‚Äėu curaggiu provicci ora‚Ķ( brandendo la scopa)¬† Avanti, don Giovanni ‚Äėi quattru sordi.

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Se cali ‚Äėa scupa ti fazzu vidiri cchi√® capaci Pippineddu tuou.

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ancora nn‚Äôa manciari pani prima di essiri Pippineddu miu. Chiddu cchi√Ļ sperti ‚Äėi tia no!¬† ( si ode il campanello)¬† Va rapa!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No, vacci tu!¬† (campanello)¬† Tocca a tia ca si ‚Äėa sguattera!

CATERINA           :   (si rincorrono attorno al tavolo, poi entra Concetta)  Iu sguattera?

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma chiff√† nun nn‚Äôu sintiti ‚Äėu campanellu?

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU macellu?¬† ( Peppino scappa via per l‚Äôinterno)

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Siamo alle solite, ma ‚Äėngnornu di chisti, vi fati ‚Äėi coffi e vi nn‚Äôiti‚Ķ

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU cacciaviti?¬†¬† ( scappa anche lei , ¬†nel giardino, ¬†Concetta va ad aprire poi ritorna con un telegramma in mano, lo apre )

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E cu po‚Äô essiri?¬† ‚Äú Arriver√≤ marted√¨¬† 13 aprile ore 11.00 ecc‚Ķecc‚Ķ , ¬†vostra Santina. Bedda matri, ci ripinsau?¬† 13 aprile‚Ķcio√® oggi‚ĶMaronna mia, se ‚Äėu sapi Pasquali‚Ķ( campanello, Concetta che era ancora all‚Äôimpiedi,¬† va ad aprire, poi ritorna seguita da Mazza e da Mastella )¬† Accomodatevi, prego. Chi circati a m√® maritu?¬†

MAZZA                :   Veramenti non vorremmo disturbare.

CONCETTA         :  No, ma cosa dite, ora ve lo chiamo. Stavo andando da lui per comunicargli un’altra cosa che gli farà piacere assai. ( con sarcasmo velato )  Prego,  accomodatevi. (Concetta via dal fondo a sinistra)

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Don Filippu, ma nun putevumu veniri ‚Äėnta n‚Äôautru mumentu?

MAZZA                :   Salvatore, nun mi dicisti tu stesso che volevi informazioni sulla signorina Santina?

MASTELLA          :   Si…vero è…però…

MAZZA                :   E iu ti cci purtai.  Anche perché interessa pure a me chiarire una certa cosa…( entra Pasquale, col telegramma nelle mani) 

PASQUALE         :   E quali bonvento vi porta. ( i due si alzano)  Comodi…comodi…

MAZZA  E  MASTELLA :   Don   Pasquale…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†Unu ‚Äėa vota sinn√≤ nun nni capemu!

MAZZA                :   Parri  tu,  Salvatore?

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Va beni, parru iu.¬† Eccu‚Ķiu‚Ķhaiu sempri ddummannatu ¬†comu stava¬† a signurina Santina,¬† pirch√¨ di quannu ‚Äėa vitti ‚Äėa prima vota m‚Äôarristau ‚Äėmpressa ‚Äėnta menti‚Ķ

PASQUALE         :  Certu…nun nnè una ca si scorda facilmente…(ironico)

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Diceva‚Ķca mi era rimasta talmente impressa can un m‚Äôa pozzu scurdari cchi√Ļ‚Ķ!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Salvatore, ma tu stai bene?¬† Hai qualche ¬†visione notturna, disturbo della memoria‚Ķti ricordi bene‚Ķ(guarda Mazza e questi fa spallucce‚Ķ)¬† ‚ÄėA m√® soru t‚Äô√† ricordi?¬† Dico‚Ķm√® soru Santina, v√†!¬†

MASTELLA          :   E comu no!!  Anzi spero che non si sia impegnata…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E unni, ‚Äėo munti ‚Äė piet√†?¬†

MASTELLA          :   No, vulìa diri se si fici zita!!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Ah, chissi sunnu cosi can un mi ‚Äėnteressunu cchi√Ļ. Ppi mia idda si po‚Äô fidanzari, scunchiudiri, spusari, divorziari, po‚Äô aviri 100 amanti, non m‚Äôinteressa cchi√Ļ. C h i u s o!¬† Comunchi, ( come per fargli una cortesia )¬† se ‚Äėa voi vidiri di prisenza, la¬† tua Santina, fra qualche minuto sar√† qua!

MASTELLA          :   (entusiasta)  Diciti daveru?   Maronna mia!!!( una smorfia di piacere a soggetto ) 

PASQUALE         :    Cchi vi pigghia? 

MASTELLA          :  No nenti, è la gioia ca staiu pruvannu. ( Pasquale lo guarda ancora incredulo, con la sensazione che lo stia prendendo in giro )

PASQUALI¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ¬†Mah! Cuntentu iddu! Comunchi, purtroppo ci venne la notsalgia del poggio natio, ‚Äėa criatura.

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E allura chiff√† ‚Äėa pozzu aspittari?

PASQUALE         :   Ma pregu, siete a casa vostra, fate quello che volete,caro Mortilla!

MASTELLA          :   Grazie!  (si siede sulle gambe di Mazza)

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† A latu‚Ķa latu √® ‚Äėu t√≤ postu.¬†¬† (Mazza si alza e si avvicina a Pasquale)¬† Allora, don Pasquale, vi posso dire una preghiera ?

PASQUALE         :   Fate presto che devo fare i preparativi per l’arrivo della sorella…

MAZZA                :   Eccu…mi pari bruttu…(si spostano sul proscenio parlando sottovole)

PASQUALE         :   E vui fatulu ddivintari beddu..forza…avanti spidditivi.

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Don Pasquali, a¬† Salvatore unni ‚Äėu mintimu?¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU ppinnimu ‚Äėnto muru!¬† Ma cchi vuliti diri, Mazza?

MAZZA                :    Don Pasquale, la sua presenza mi blocca.

PASQUALE         :    La mia presenza?

MAZZA                :    No, no la vostra, la sua, chidda di Salvatore, mi blocca…nun pozzu parrari. M’impedisce, ecco…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Salvatore, ppi favuri, vattinni ‚Äėnta l‚Äôufficiu‚Ķ(apre la porta che si trova a sinistra della scena per chi guarda, Salvatore esegue, poi la chiude)¬† Salvatore √® sistimatu.¬† Ora vi siete sbloccato?¬† Forza, spicciativi.

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Beni, vi ringraziu! Dunchi, quannu ‚Äėu maresciallu Vitali mi parl√≤ del problema delicato di vostra sorella, gli dissi che era difficile trovare la persona giusta, addirittura mezzo cieco, ma io latrovai‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬† :¬†¬†¬† Truvastuvu ‚Äėna larva umana, ppi¬† picca nun cari ‚Äėnterra e nun si susi cchi√Ļ‚Ķ

MAZZA                :    Ma vui nun nn’è ca  mi dicistuvu che doveva essiri rinforzato…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Rinforzato no, ma Dio mio, una certa presenza l‚Äôaveva ‚Äėa fari, don Filippo‚Ķchistu √® ‚Äėa schifezza d‚Äôa schifezza degli uomini‚Ķ

MAZZA                :   Chistu  c’era e chistu vi purtai!  Cchi curpa haiu!

PASQUALE      :   E iu chi vi staiu dannu curpa, il matrimoniu non si è fattu, basta…amici erumu e amici ristamu.

MAZZA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Si, ma io devo essere rimborsato. Haiu fattu ‚Äėi m√® spisi‚Ķtrenu..spedizioni‚Ķsdoganamentu bagagli‚Ķecc.ecc. telegrammi‚Ķ

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ora mi staiu siddiannu, caru Mazza‚Ķ(lo prende per il bavero della giacca)¬† ‚ÄėU rimborsu ¬†v‚Äôavissi ddummanari¬† iu, pirch√¨ purtannimi in casa ss√Ļ cadaveri ambulanti mi facistuvu sciarriari cc√Ļ m√® soru, cc√Ļ m√® patri, cc√Ļ m√® mugghieri e ora itavinni subitu d‚Äôa casa mia pirch√¨ nun sacciu comu m‚Äôa pensu. Via di cc√†!¬† Sci√≤, brutta facci ca nun siti autru.

MAZZA                :    Mi nni vaiu, ma ricordatevi ca don Flippo Mazza non dimentica!  ( scompare sul fondo a destra con Pasquale che lo rincorre…)

PASQUALE         :   Ma  v’affan….Cosi da pazzi…Non dimentica iddu….e iu cc’avissi a diri?  (va ad aprire la porta  dell’ufficio, ma Salvtore la apre per primo e la sbatte in faccia a don Pasquale, che si torce dal dolore)

MASTELLA          :   Cchi successi, don Pasquali? 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Mi stavutu spaccannu ‚Äėa testa, disgraziatu!

MASTELA            :    Scusati, ma chi vi dissi?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ss√Ļ mancia pani a tradimentu e¬† pezzu di ruffianu tintu di Mazza, dici ca ti pagau ‚Äėu viaggiu cc√≤ trenu, bagagli, telegrammi‚Ķ

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma se ci detti 200 milaliri appena tras√¨ ‚Äėnta so‚Äô casa.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E a mia mi nni vuleva futtiri n‚Äôautri 200‚Ķ, vili e ‚Äėnfami!¬† ( campanello )¬† Idda sar√†!

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Matri Santa, e iu ora chi fazzu?¬† ‚ÄėA¬† signrina sar√† stanca, vegnu cchi√Ļ¬† tardi?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† E di unni ti fazzu nesciri?¬† No‚Ķno‚Ķormai si cc√†‚ĶU sai cchi fai..?¬† Vattinni ‚Äėnt√≤ iardinu, per√≤ stai attentu ca c‚Äô√® ‚Äėna bedda macchia di ficurini cc√Ļ certi spini‚Ķ( lo accompagna verso il giardino,¬† Mastella scompare nel giardino, poi campanello.. prodigo Pasquale chiama ad alta voce,¬† i tre si presentono¬† incuriositi )¬† Peppino, Caterina, Cuncittina‚Ķ

PEPPINO             :  Chi fu?

CATERINA           :   Scoppiau focu?

CONCETTA         :   Chi successi, Pasquali…

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Ma ‚Äėu telegramma,no?¬† La famiglia deve essere presente al ritorno del figliol prodigo‚Ķ

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėU figghiu ‚Äėi cui?¬†

CONCETTA         :   M’avìa scurdatu! (campanello)   Idda è?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Se nun rapimu, non lo sapremo mai!¬† Caterina vidi cu√®. (Caterina v√† poi ritorna subito) Mi pari una di chiddi ca vinni ‚Äėi sapunetta. Chiff√† ‚Äėa fazu trasiri?¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Camurria!¬† Nun ti lassunu ppi curtu. Dicci ca nuatru ‚Äėu sapuni ‚Äėnu facimu ‚Äėncasa, anzi dicci ca nunatri mancu ni lavamu, v√†!!¬†¬† ( mentre pronuncia queste parole rivolto verso il pubblico, non si accorge che¬† intanto era entrata ¬†una bella donna, con una valigia, vestita con un abito a colori sgargianti,¬† truccata di tutto punto, poi Pasquale si gira e si accorge della presenza di costei‚Ķ)¬† Allura lei √® veramente indisponenti, signorina...scusassi, eh!! Cchi vinni sapuni?...

SANTINA             :    Ma chi nun mi canusciti…( il difetto della zeppola le è passato…) 

CATERINA¬† E¬†¬† PEPPINO :¬†¬† Vuoi vidiri ca √® ‚Äėa sugnurina‚Ķ

TUTTI                    :    SANTINA!!   (  meraviglia generale, Pasquale la fa girare..)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma fatti taliari, ‚Äėo frati!¬†¬† ( mentre Santina gira¬† Pasquale la osserva attentamente meragliato al massimo , come pure Concetta)

CONCETTA         :  Mi para ca mia staiu sunnannu.

CATERINA           :   Signurina, quant’è bedda!

CONCETTA         :   E sparti alla moda!!!. L’aria di Palermu beni ti fici!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (scherzando)¬† Concetta, ma pirch√¨ nun vai ‚Äėa Palermu puru tu¬† ‚Äėnta zia Carmilina pp√¨ ‚Äėna para di misi‚Ķbeni ti facissi!

CONCETTA         :   (risentita)  Io stò bene così, tu chiuttostu, vacci tu…ma no dui misi, dui anni…accussì fussumu queti tutti!!

SANTINA             :    Ma Paquale stà schirzannu, Concetta!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Va beni, Santina nun ci fari casu, ci sugnu¬† abituatu. Cuntimi, chiutostu, comu avvenne questo cambiamento, questo miracolo?¬†¬† ( Peppino le prende la valigia e Caterina la borsa poi via verso l‚Äôinterno )¬† E ‚Äėa zia Carmilina comu st√†?

SANTINA             :    Bene sta e vi manda a salutare.  Iu a idda devo ringraziare se mi trovo come sono ora, miaha fatto capire tante cose. Quantu haiu statu scimunita…

PASQUALE         :    Quanti matrimoni hai persu…

SANTINA             :    No, chissu no….

PASQUALE         :    Ma allura pirchì?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma per esempio, pirch√¨ mi ostinavo¬† a vistirimi di nivuru, di nun truccarimi, di nun vuliri nesciri fora, ‚Äėa stari cca genti.

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma quantu voti t‚Äô√Ļ dic√¨a iu?¬† Ma tu sempri negativa.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Ma cchi ci vuoi fari, Concetta, av√¨a l‚Äôocchi ‚Äėntuppati. Di quannu fici ‚Äėu votu ‚Äėo pap√†, buonanima‚Ķ( guarda la foto ma non la trova )¬† Ma ‚Äėu pap√† unni √®?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† (distratto)¬† ‚ÄėU pap√†?¬† Nisc√¨u!¬† ( subito correggendosi )¬† Cio√®, ‚Äėu purtai ‚Äėo restauru, ‚Äėa camala si stava manciannu ‚Äėa curnici‚ĶMa sar√† quasi prontu, appoi ci mannu ‚Äėa Pippinu¬† ppi piagghiallu.

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Dicevo ca di quannu fici ‚Äėu votu ‚Äėo pap√†, buonanima¬† ( segno croce tutti), mi misi ‚Äėnta testa di rimanere tale e quale mi lassau iddu, cc√≤ stessu tuppu, cc√† stessa vistina, cc√† stessa facci‚Ķ

PASQUALE         :   Cchi ranni sacrifici, Santina. Terribili!  Ma come hai potuto resistere?

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E infatti non ci resistevo. Chi vi pari ca mi fac√¨a piaciri vidiri tanta genti felici e spensierata, cca famigghia, ‚Äėi figghi, ca facevunu¬† tuttu chiddu ca iu vul√¨a fari e ppi curpa di una mia fissazioni, nun put√¨a‚Ķ!¬† Soffrivo,¬† soffrivo maledettamente!

PASQUALE         :    Ma mia cara Santina, però iu facìa di tutto ppi fariti divintari una signora. Me ne puoi dare atto. Matrimoni ti nn’haiu purtatu a bizzeffe…

CONCETTA         :    Macari iu vulìa…

PASQUALE         :    (  urtato )  Tu non c’entri!!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† No, Pasquali.¬† Cuncittina av√¨a ragiuni. Io in questa casa ero come un peso morto e poi col fatto che mi portavati i matrimoni in casa, e sapennu comu fin√¨a,¬† mi sentivo ancora pi√Ļ¬† ridicola, come ‚Ķcome una scimimia dello zoo!¬† ( tutti mortificati‚Ķ)¬†

PASQUALE¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Perdonami, soru mia, ma iu ‚Äėu fac√¨a ppi tia e nella mia ignoranza e per colpa di qualcuno, ( marcando duramente le ultime parole e ¬†guardando Concetta con odio)¬†¬† non capivo il male che ti facevo,¬† perdonami. ( le bacia la mano )

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Pasquali ma finiscila,¬† tu si m√® frati e vulevi sulu ‚Äėu m√® beni, √® naturali!

PASQUALE         :    Ma vidi però ca c’è ancora qualcunu  ca ancora ti pensa…

SANTINA             :    E’ Salvatore  Mastella ?  

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E comu ‚Äėu sai?¬†¬†

SANTINA             :    Mi ha scritto una lettera al giorno. Chiffà vinni stamatina?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† T‚Äôaspetta ‚Äėnto iardinu. Vidi ca √® emozionato, menu mali ca ‚Äėa vista l‚Äôha scarsulidda, sinn√≤ ci vinissi ‚Äėninfartu ‚Äėo carusu.¬† ( Santina si avvia verso il giardino, appena scompare‚Ķ)¬† Chi mutazioni impressionanti!¬† Certu ca ha vutarru sutta e supra. (riflettendo) Perci√≤, Salvatore Mastella, il funzionario che fa funzionari ‚Äėi frigoriferi, ci scriv√¨a ogni gghiornu,¬† dici ca ci ‚Äėrristau ‚Äėmpressa nta¬† la menti, ca nun s‚Äôa potti scurdari‚Ķbravu‚Ķ.bravu‚ĶChiddu si fici ‚Äėi cunti :‚ÄĚ Iu sugnu scutuliddu, di spusarimi mancu ‚Äėa pinsaricci e vistu ca ‚Äėa signurina Santina¬† ¬†√® cchi√Ļ scumutulidda di mia e cerca maritu, ¬†mi fazzu sutta e comu veni si cunta‚ÄĚ

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėU capitali ci l‚Äôavi!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Fissa l‚Äôamicu. Ca pari ca mancu ci curpa!¬† Ma ora, vista la trasformazione di Santina, mi pari ca nun nn√® cchi√Ļ cosa. E diri ca se ‚Äėu disgraziatu do‚Äô¬† dutturi¬† Reina non fosse stato accuss√¨ sdignusu, forsi ca ora la cosa avrebbe potuto realizzarsi. ¬†Mah!! ¬†Comu voli¬† fari fa!¬† ( si siede, campanello)¬†¬†

CONCETTA         :    Oggi è gghiurnata di visiti!   ( va ad aprire, poi ritorna seguita da Reina con un mazzetto di rose, e dal maresciallo Vitale e da don Nicola )  Pasquale, ci sunu visiti! 

PASQUALE         :   (intento a leggere)  Basta can un sunu sapunetta!

DON NICOLA     :   Carissimo don Pasquale…( Pasquale si gira di scatto) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Oh, don Nicola esimio. E c‚Äô√® puru¬† ‚Äėu dutturi Reina‚ĶCome si va?¬†¬† Maresciallo¬† carissimo‚ĶMa prego, accomodatevi. E comu mai tuttu ‚Äėstu beni?¬† Chi ci fu¬† qualch√¨ mortalit√†‚Ķ?¬†¬† M‚Äôera parso che avevate dimenticato unni¬† stava di casa. ( ironicamente) Pinsai¬† ‚Äú Forsi ‚Äėu vinu ca detti a don Nicola era aciitu? ‚Äú ¬†¬†

DON NICOLA¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Don Pasquale, ma quale aceto‚Ķvoi scherzate!¬† Siete stato voi, invece, a non farvi pi√Ļ vedere, v‚Äôintanastuvu intra comu ‚Äėnlupu.

PASQUALE         :     Haiu avutu cchi fari!

VITALE                 :    O sutta sutta c’è qualche rancore…?

PASQUALE         :   Rancore?  E ccu cui?

DON NICOLA     :   Per esempio…

PASQUALE         :    Per esempio?

DON NICOLA     :   ...per esempio ccò dutturi Reina!

PASQUALE         :   E quali rancori putissi aviri ccò dutturi Reina?

VITALE                 :   Per il modo poco pulito con cui ha diniegato la mano di vostra sorella Santina, ecco detto!!  (togliendosi un peso dalla stomaco )

PASQUALE         :    Ppi mia, caru maresciallu, il dottore Reina  a mia sorella ci poteva diniegari tutu chiddu ca vulìa. Mè soru è maggiorenni ed è libera di scegliere il suo destino. Anzi, se  avete la bontà di aspettare qualche minuto, parrati ccu idda personalmente di persona!!

DON  NICOLA   e   VITALE:     LO SAPPIAMO         !!

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA vittumu sciniri dall‚Äô autobuss. ( don Nicola d√† una gomitata al dottore Reina per invogliarlo a parlare )¬†

REINA                                  :  Don Pasquale, io ho capito di aver sbagliato, ma voi mi dovete capire, io non avevo mai visto in faccia vostra sorella, non sapevo…

PAQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ora, per√≤, ‚Äėa vidistuvu,¬† √® veru?¬† Ora nni vali ‚Äėa pena?

REINA                   :   Bè, ora…veramente…è….

DON NICOLA     :   …trasformata…

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ( materiale, rozzo)¬† E chi sorti di trasformazione‚Ķ.Ma unni l‚Äôaveva misu tuttu ‚Äėstu beni‚Ķ

DON NICOLA     :    (a mò di rimprovero)  Basta, maresciallo, non trascendiamo.  Pensiamo,  piuttosto, a come la signorina Santina, sarà contenta. La fede nel Signore l’ha aiutata a superare questa tremenda prova…che lei aveva voluto portare con se…per punire, forse,  le sue tentazioni…Una Santa…proprio una Santa. ( poi passa da queste parole molto sublimi, elevate…ad un atteggiamento di curiosità…molto popolare)  Ma comu mai si decisi a questa trasformazione,  non è  che prima stava male… 

PASQUALE         :   Né  mancu  beni.

VITALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Dd√† vistina nivara, dd√Ļ tuppu‚Ķchi sacciu,¬† cci davunu ¬†un‚Äôaria di vicchiumi ‚Ķdi muffa..( don Nicola altra gomitata al dottore, smorfia di dolore,¬† poi‚Ķ)¬†

REINA                   : ….e ritornando al discorso di prima, don Pasquale, io sono  venuto stamattina davanti al suo cospetto, per chiederle,  con grande sottomissione,  la mano sua sorella Santina!

PASQUALE         :   Allura lei, dutturi, non mi ha capito. Iu ci dissi ca m’a soru è maggiorennie po’ fari chiddu ca voli e decidiri lei del suo futuro. E poi fici puru un giuramentu…

CONCETTA         :    Però potresti intercedere, almeno?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† ¬†¬†E no, mia cara.¬† Io ho gi√† intercesso e nun vogghiu interessare cchi√Ļ. Posso solo fare da portavoce, se questo vi basta?

REINA                   :    Almeno questo! 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† La sua decisione per me sar√† un atto. Ora ‚Äėa vaiu ‚Äėa chiamari. Compermesso!¬† ( va veso il giardino)¬†

CONCETTA         :   ( verso Reina, rassicurante )  Sono sicura ca di no nun v’u dici! 

REINA                   :   Speriamo.    (ritorna Pasquale seguito da Santina…)  

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Santina, cc√† c‚Äô√® ‚Äėu dutturi Reina che ti deve parlare. Se volete, potete¬† rimanere soli!

SANTINA             :   No..no, non è il caso. Allora, dottore Reina? 

REINA                   :  ( dandole il mazzetto di rose che Santina accetta)  Io sono venuto, signorina, per scusarmi del mio comportamento villano di due mesi fa e per riparare almeno in parte tale gesto  chiedendo  a  don Pasquale la sua mano!

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Una bella presentazione, dutturi. Ma prima ca m√® soru rispunni, vulissi chiamari l‚Äôautru pretendente, accuss√¨ ‚Äėa finimu cc√Ļ ‚Äėsti visiti¬† ‚Äúdisinteressati‚ÄĚ. Va beni?...(va nel giardino a prendere Salvatore‚Ķche si era gi√† punto le mani coi fichi d‚Äôindia‚Ķ.ed entra con una pala di fico d‚Äôindia¬† in mano‚Ķ) ¬†¬†

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Sugnu chinu di spini, don Pasquali. Stava carennu ‚Äėnta vasca cch√® papiri, m‚Äôabb√¨u di latu e pp√¨¬† nun cadiri m‚Äôappisi¬† ‚Äėnte paluni¬† de ficurini‚Ķ‚ÄôNduluri‚Ķmi dovete credere‚Ķca mi veni di chianciri!

REINA                   :  Un altro pretendente?  Allora è meglio andare, scusate? 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E perch√©, dutturi, non vuole sapere il responso di mia sorella‚Ķ Dunchi, chistu √® Salvatore Mastella, contatore capo di frigoriferi, a Milano,¬† nonch√© funzionario addetto al funzionamento dei frigoriferi, che come avete visto nun ci vidi.¬† Un bravo ragazzo che per amore di Santina si vinn√¨u tuttu a Milanu, si licenzia d‚Äôa ditta e vinni cc√†. Sicculiddu, di saluti cagionevoli, ma sinceru!¬† (poi verso il dottore Reina)¬† E qua abbiamo il dottore Reina, medico condotto del paese, uomo di cultura, serio, famigghia nobili,‚Ķ. con tre palle‚Ķ e una lancia‚Ķ.nello scudetto araldico, stipendio sicuru per tutta la vita, di bella presenza. Due persone che ti vogliono sposare.¬† Unu ca t‚Äôa scrittu 60 littri, una al giorno, ca nun ci interessa se sei bedda o brutta, l‚Äôautru ca appena ti vitti scappau comu ‚Äėmpazzue ora veni comu ‚Äėna picuricchia e ti voli spusari, pirch√¨ ti vitti bedda e ciaurusa, profumata comu ‚Äėna cirasa. Ma cara Santina, per√≤ stai attenta, ‚Äėa bibbizza e ‚Äėa bruttizza nun si ponnu ammucciari, si ponnu , casomai, mistificari. Sono un dono di natura, c‚Äô√® cu cci l‚Äôavi e cu nun ci l‚Äôavi. Mintimu ‚Äėu casu ca ti stanchi di truccariti, e ccu l‚Äôet√† ti fai vecchia e rrappata, cchi pensi ca ‚Äėo dutturi Reina ci facissi piaciri?¬† E se Salvatore Mastella fra qualchi¬† annu pirdissi ‚Äėa vista completamenti, tu ‚Äėu sai ca si costretta a farici ‚Äėa balia a vita?¬† ( pausa)¬† Cara Santina, ‚Äėu sai cchi cosa ti dicu?¬† Sprugghiatilla tu!!

REINA                   :   Ma don Pasquale, voi non avete fatto il portavoce, bensì l’avvocato del diavolo, eh!

MASTELLA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† E poi nun nn√® veru ca nun ci vidu, pirch√¨ di quannu mi¬† ‚Äėccattai¬† ‚Äėst‚Äôocchiali pari ca mi turn√≤ ‚Äėa vista di nuovu!

SANTINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Capisciu ca tu vuoi ‚Äėu beni miu, ca mi vuoi rapiri l‚Äôocchi, ma ‚Äėu m√® cori ha gi√† deciso. ( silenzio di tutti)¬†¬† La mia anima gemella √®‚Ķ.Salvatore Mastella‚Ķ( meraviglia di tutti)¬†

REINA                   :    Ma è assurdo…(si riprende i fiori che erano sul tavolo) 

SANTINA             :    Per la sua sensibilità…

MASTELLA          :    (euforico, abbraccia per sbaglio Concetta)  Santinuzza bedda..Santina mia…

PASQUALE ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ( lo stacca a forza )¬† Abbassa ‚Äėi¬† manu,¬† ca tu mi para ca fai finta di nun vidiri‚Ķ( lo indirizza da Santina che la abraccia con la testa appoggiata sul seno, come un bambino‚Ķ)¬†

SANTINA             :    Per la sua sincerità…

REINA                   :    Non per fare paragoni…E’ meglio andare… (Pasquale lo ferma con  forza, Vitale lo prega di sedersi, così come il prete) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E no, dutturi, ‚Äėna vota ‚Äėu facistuvu, ora no! ¬†‚ÄėA m√® casa cumannu iu. Ora,invece, ci vivimu di supra. Facimu ‚Äėnu bellu brindisi alla salute degli sposi‚Ķ( i due sempre abbracciati come prima)¬†

CONCETTA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (guardandoli con tenerezza, particolarmente a Salvatore)¬† E‚Äô comu ‚Äėncanuzzu, s‚Äôaffeziona subitu !¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (avvicinandosi al fondo, chiama con forza )¬†¬† Caterina‚ĶPeppino‚ĶCuncittina, chi ni pensi se pigghiamu ‚Äėna buttigghia di chiddi ca rristarru do‚Äô¬† nostru matrimoniu.

CONCETTA         :    Bella pinsata! (entrano i due)

PEPPINO             :    Agli ordini!  

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† Bih‚Ķ.Pippinu, ‚Äėa signurina Santina si fici zita cc√Ļ chiddu di Milanu‚Ķ

PIPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Mi veni ‚Äėna ‚Äėnvidia ‚Äėa talialli d‚Äôaccuss√¨‚Ķ.( sono imbambolati )¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ah√Ļ!!!¬† Sveglia!¬†¬† Ma cchiff√† ‚Äėntrunastuvu.¬† Pippinu, pigghia ‚Äėo pap√† √® ‚Äėu porti cc√†!

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† E unni ‚Äėu pighiu ‚Äėo cimiteru?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėA fotografia, bestia‚Ķla foto!¬† ( Peppino esce guardando con insistenza )¬† Tu, Caterina, v‚Äô√† pigghia ‚Äėna buttigghia¬† ‚Äėi vinu ‚Äėnta cantina‚Ķ di chiddi ca sunnu ¬†‚Äônto suttascala‚Ķ

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† ‚ÄėA pala?¬†¬† (distratta nel guardare i due fidanzati)¬†

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ppi scassariti ‚Äėa testa. ‚ÄėNto suttascala, surda e ‚Äėntrunata‚Ķ(¬† Caterina via‚Ķ)

DON NICOLA     :    E la data delle nozze quando la fissiamo, don Pasquale?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† ‚ÄėU tempu c‚Äô√®, veru Santina?¬†

SANTINA             :    Quannu dici Salvatore…

PASQUALE         :   ( scherzando)   Certu, la preferenza a Salvatore che viene da Milano…

SALVATORE       :   No…no…quannu dici tu   (come dei fidanzatini che si fanno le fusa)

SANTINA             :   …dillu tu…

SALVATORE       :   …dillu tu…

SANTINA             :   …dillu tu…

SALVATORE       :  …tu…tu…

SANTINA             :   ..tu…tu… ( tutti ascoltano urtati da questo rimpallo)

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : ( disgustato )Tu‚Ķtu‚Ķtu..tu‚Ķ E chi √®¬† ‚Äėntelefunu¬† fora postu..? Basta!!! ‚ÄėA data ‚Äėa fazzu¬† iu ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†quannu mi pari e piaci, puntu e basta! E chi schifu √®! ( entra Peppino con la foto)

PEPPINO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬† Cc√† c‚Äô√® ‚Äėu pap√†. ( poi entra Caterina¬† con una bottiglia in mano e nell‚Äôaltra mano¬† che tiene nascosta dietro la schiena‚Ķha una pala da ospedale per pazienti allettati‚Ķ )¬†

CATERINA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Cc√† c‚Äô√® ‚Äėa buttigghia e cc√† c‚Äô√® ‚Äėa pala. ( posa la pala sul tavolo, schifo di tutti )

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Cuncittina, ‚Äėa chista m‚Äôa fari ‚Äėmpiaciri, m‚Äôa luvari davanti. Chista nun nn‚Äô√® surda, ‚Äėu fa apposta. Pippinu, dammi ‚Äėu quadru. ( glielo porge, Concetta va in cucina portando con se la pala, Pasquale sistema la foto, accende qualche lumino, rimette dei fiori‚Ķritorna Concetta con un vassoio e dei bicchieri sopra e incomincia a mescere il vino‚Ķ)¬†¬† Pap√†, iu ‚Äėu sacciu ca mi volevi mettere alla prova, ma vidi per√≤ ca ‚Äėa pacienza m‚Äôavevutu fattu perdiri.¬†¬† Comunchi, mintimicci ‚Äėna petra di supra e nun ni parramu cchi√Ļ. ( gli manda due baci con le dita)¬†¬†¬† Beddu, pap√† schirzusu!!¬† ( poi si volta verso gli altri)¬†¬† Allura, cc√Ļ vulimu fari ‚Äėstu brindisi?¬† ( distribuisce a tutti un bicchiere )

VITALI                  :   Iu dicissi di si!

PASQUALE         :   Figurativi se dicìa di no!

PIPPINO              :   Don Pasquale…don Pasquale…( sono mano nella mano ) 

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬†¬† (guardandoli con tenerezza)¬† Chi c‚Äô√®, Pippinu?¬†¬† E bravi‚Ķ( poi stringe Concetta¬† a se prendendola per la vita‚Ķ)¬† Cuncittina, ‚Äėsta casa ddivintau un albergo per cuori solitari.¬† Mi vinissi vogghia di spusarimi¬† n‚Äôautra vota‚Ķ.

CONCETTA         :    (risentita e minacciosa)  E ccu cui?

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :¬†¬† Ma cc√Ļ tia, scimunita. ( la stringe a se)¬† E va beni, megghiu accuss√¨, la coppia crea, unisce, tonifica, non ¬†√® veru don Nicola?

DON NICOLA     :   Amatevi e moltiplicatevi.

PASQUALE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† : Bravu! ¬†Allura facemu ‚Äėstu brundisi? ( alzano in alto i bicchieri, per√≤‚Ķ)¬† Solo un attimo‚Ķ(indicando uno spettatore qualunque..)¬†¬† Eccu‚Ķlei‚Ķlei..no chiddu a latu, lei ca ridi, ¬†certu √® difficili, riditi tutti, lei‚Ķbravu, spincissi ‚Äėa manu, ¬†ora iu ci dicu sulu ‚Äėna cosa, per il suo beni‚Ķcomu se fussi un mio parenti‚ĶComu ti chiami?¬† Pasquali?¬† E va beni Pasquali, ¬†sentimi beni‚Ķ.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬† ‚Äú ¬†PASQUALI,¬† SE¬† PPI CASU HAI ¬†‚ÄėNA SORU¬† A SPUSARI

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬† PPI QUANTU RANNI PO‚Äô ESSIRI L‚ÄôAMURI DI ‚ÄėNFRATI

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬† FAMMI ¬†‚ÄėMPIACIRI¬† :¬† NUN TI CCI ‚ÄėNTRIGARI!!!‚ÄĚ

                                  (   applauso generale,  tranne di Reina che viene consolato da  Vitale  e da don Nicola e poi gran finale con il classico inno  nunziale appena accennato… miscelato con qualcosaltro,   pian piano cala la tela ;  grazie per avere scelto un mio  lavoro, nella speranza che abbiate un grande successo, in bocca al lupo... )   

FINE DELLA COMMEDIA

BIOGRAFIA DI RENATO FIDONE 

SETTEMBRE  2014

RENATO FIDONE è nato a Scicli (Rg) il 13.4.1950. Laureato in Scienze Sociali all’università D’Annunzio di Chieti/Pescara, ha lavorato presso il di D.S.M  di Modica (Rg)  coordinando  dal  1990  il Servizio Sociale Dipartimentale della AUSL 7, oggi ASP Ragusa. Dall’ 1.10.2011 è in pensione.

Da oltre 40 anni √® impegnato con il Teatro Amatoriale e dal 1984 dirige la Compagnia Teatrale ‚ÄúGli Amici di Matteo‚ÄĚ, di cui ne √® il Presidente/Legale Rappresentante.

Nel 1988 fonda, assieme agli altri componenti dell’epoca della compagnia, il Teatro Piccolo Stabile, una struttura teatrale di 99 posti, adiacente alla sede della compagnia, utile per le prove degli spettacoli e per eventuali rappresentazioni.

Come autore ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:

Premio Speciale alla Carriera dal Comune di Scicli¬† per il 60¬į anno d‚Äôet√†¬†¬† 2010 Primo Premio al Concorso Internazionale¬† ‚ÄúTeatro di Locarno‚ÄĚ 1998 Premio Regionale ‚ÄúAlessio Di Giovanni‚ÄĚ sez. Teatro ‚Äď Raffadali (Ag) 1999 Premio ‚ÄúUlivo d‚ÄôOro‚ÄĚ Catania 1995 Premio ‚ÄúUlivo d‚ÄôArgento‚ÄĚ Ragalna 1991 Secondo classificato al ‚ÄúPremio Scena‚ÄĚ Zafferana Etnea 1992 Premio Speciale del Comune di Agnone (prov. di Isernia) 1992 Targa di Riconoscimento Speciale dalla Compagnia ‚ÄúLe 4 C‚ÄĚ di Agnone (Is) 1992 Secondo Premio al Concorso Internazionale ‚ÄúSan Giuliano‚ÄĚ Milano 1989 Terzo Premio al Concorso Regionale ‚ÄúScrivere in Dialetto‚ÄĚ Catania 1988 Terzo Premio al Concorso Regionale ‚ÄúUlivo d‚ÄôArgento‚ÄĚ Ragalna 1998 Migliore Testo di Autore Meridionale ‚Äď Soveria Mannelli (Cz) 1988 Migliore Novit√† Teatrale al Festival Nazionale di Termini Imerese 1987 Premio¬† Speciale come Miglior Autore alla¬† Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1988 Premio¬† Speciale come Miglior Autore¬† alla Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1989 Premio Sezione Cultura ‚ÄúGiornale di Scicli‚ÄĚ 1985

Ha ricoperto per conto della F.I.T.A. ( Federz. Italiana Teatro Amatori ) la carica di Presidente Provinciale e Regionale. Al Congresso Nazionale FITA del 16.5.2000 è stato eletto Presidente del Collegio dei Sindaci.

Nel 2008 viene eletto Consigliere Regionale con la delega di Direttore Artistico e responsabile delle attività teatrali e dei rapporti con le compagnie affiliate. Nell’ultimo congresso FITA SICILIA del giugno 2012 a Pergusa,  è stato rieletto Consigliere Regionale  e riconfermato  Direttore Artistico regionale

Ha scritto diversi monologhi recitati dall‚Äôattore Enrico Guarneri, in arte ‚ÄúLitterio‚ÄĚ e ha svolto in alcune occasioni¬† le funzioni di ‚Äúesperto‚ÄĚ nei progetti PON delle scuole pubbliche e di direttore artistico¬† in particolari avvenimenti artistici e teatrali. Viene chiamato di sovente, vista la sua ampia conoscenza ed esperienza nel panorama teatrale siciliano, dalle compagnie amatoriali, come consulente per gli allestimenti dei cartelloni teatrali.

Autore, tra l’altro, di poesie dialettali e in lingua, collabora con un gruppo di musica folk ,  scrivendo i testi di alcune canzoni,   racchiuse  in un cd  e recentemente pubblicato e regolarmente registrato alla siae.

I suoi lavori teatrali, rappresentati in Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata, Toscana, Lombardia, Belgio, Svizzera, Francia, Canada, e N.Y., da numerose compagnie della Sicilia e oltre, sono tutelati dalla SIAE, cui √® iscritto dal 1984, divenendone Socio il 12.3.1997. Dal 22 maggio 2010 ha acquisito il diritto all‚Äôassegno mensile di professionalit√†, riconoscimento riservato agli autori ultra sessantenni pi√Ļ rappresentativi. Da oltre 25 anni √® socio del sindacato ANART, associazione nazionale autori radiotelevisivi e teatrali.

       

              Elenco dei suoi lavori depositati alla SIAE :

1.AMURI DI FRATI  (1981) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

2.E’ TUTTA UNA CONGIURA (1982) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

3.LA CASA POPOLARE (1982) commedia in 1 quadro e 3 tempi (scena unica nei 3 tempi) 9 personaggi

4.ALLE DONNE PIACE COLA (1980) commedia in 3 quadri e 2 tempi (3 scene in un unico spazio)11 personaggi

5.LA COSCIENZA NON BASTA (1980) commedia in 2 tempi  ( scena unica )9 personaggi

6.LA POESIA E’ UNA COSA SERIA (1986) commedia in 3 atti ( scena unica )12 personaggi

7.LA POSIZIONE SOCIALE (1984) commedia in un atto (scena unica) 6 personaggi

8.IL PROBOVIRO (1986) da G.Fava rid. e adatt.in 3 atti (3 scene in un unico spazio) ( 50% dei diritti)  12 personaggi e 3 comparse

9.SOLI SULLA NAVE DEL PIACERE AVVINTI DAL DESTINO (1987) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 13 personaggi

10.LO SPIRITO DI MIA MOGLIE (1988) commedia brillante in 2 tempi (scena unica)7 pers.

11.I  SOLITI  IDIOTI COLPISCONO ANCORA (1989) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

12.VI PRESENTO MIA SORELLA (1991)commedia in 3 atti (scena unica)versione in lingua italiana di Amuri di Frati ‚Äď 10 personaggi

13. MEGLIO UN UOMO VERO CHE UN PRETE FINTO (1992) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

14.FERMATA A RICHIESTA (1992) atto unico grottesco (scena unica) 3 personaggi

15.DONNA PIACENTE…QUASI VEDOVA, CERCA MARITO (1993) commedia brillante in 2 quadri e 3 atti (scena unica)11 personaggi

16.UN PRONTO SOCCORSO QUASI PRONTO (1993) farsa in un atto (scena unica) 8 pers.

17.IL FILO SPEZZATO (1994) dal romanzo di Nicola Caporale ‚ÄúL‚Äôamica d‚Äôinfanzia‚ÄĚ commedia drammatica (due scene in un unico spazio) 6 personaggi

18.NON TI PAGO  (1994) da E.De Filippo- riduzione dialettale e adattamento in 3 atti-  (30% dei diritti) 12 personaggi-scena unica

19.IL PARACADUTE, ovvero, come intrappolare un taccagno (1995) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

20.AVANTI …A CHI TOCCA , storia tragicomica di un avvocato (1997) atto unico brillante (scena unica) 5 personaggi

21.L’EREDI UNIVERSALI (1998) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

22.ASPETTA E…SPERA (2002) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

23.IL RITORNO DEI SOLITI IDIOTI  (2002) commedia brillante in 3 atti e 1 quadro  (scena unica) 12 personaggi

24.‚ÄėU PARANINFU SICILIANU¬† (2004) da¬† Lu Paraninfu di L.Capuana, riduzione e adattamento-11 personaggi-(due scene)

25.MA CHE BELLA FAMIGLIA!!  (2005)commedia tragicomica in 3 atti, 10 personaggi in unica scena

26.ALL‚ÄôOMBRA DELLA TORRE (2010)¬† trasposizione teatrale e libero adattamento dal romanzo di M. Giardina ‚ÄúLa Risacca‚ÄĚ ( tre scene in un unico spazio con giochi di luci)

27.EMPORIO LOMAZZO, tutto a metà prezzo (2012)  commedia brillante in due tempi (scena unica) 12 personaggi

28.L‚ÄôULTIMO ESAME¬†¬† (2012)¬† atto unico con finale a sorpresa¬† ‚Äď (scena unica)¬†¬†¬† 4 personaggi

29.ALBERGO SPLENDOR, storie di donne sole  (2013)  commedia in due tempi (scena unica) 12 personaggi

  RENATO FIDONE

¬† Via Lido, 47 ‚Äď97018 SCICLI (Rg)¬† - Tel.: 0932 . 937912 casa ‚Äď 0932. 830008 estate e festivi

¬† 333.6016300 ‚Äď email fidoner@tiscali.it¬†¬†¬† -¬† fb

                                               

          

                                              

                              

                              

 

                                

               

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