Anatre, virus e polli

Stampa questo copione

ANATRE, VIRUS E POLLI

ANATRE, VIRUS E POLLI

di Antonella Bertoli

Atto unico

Personaggi:

Anatra

Ricercatore

Cacciatore

Pollo

Casalinga (Ninetta)

Generale

Due Reclute

Virus

Il palcoscenico è tutto illuminato.

In scena c’è un’attrice vestita da anatra che starnazza sbattendo le ali (braccia) e saltella di qua e di là sul palco. Poi si ferma al centro e dice:

«Squark, squark, squark. Arrivo svolazzando dalla Romania. Appena arrivata nelle zone paludose, tappa del mio lungo viaggio verso le Americhe, sono stata accolta da una mitragliata di pallettoni. Da lassù ho visto migliaia di piccoli uomini con i fucili puntati e ho dovuto nascondermi in un cortile, mimetizzandomi tra le vostre anatre. Squark squark ecchè? Cosa sono diventata?»

Arriva sul palco un attore (Il Ricercatore) con una tuta e un casco bianchi che cerca di prendere l’Anatra. Dopo alcuni tentativi ci riesce, la prende e la mette su un tavolo legandole zampe (gambe), collo e ali (braccia). Poi prende degli strumenti, siringhe, coltelli, lenti d’ingrandimento ed inizia a scrutarla. L’Anatra cerca di liberarsi e gira la testa di qua e di là. Poi chiede al Ricercatore:

«Da quando in qua i cacciatori sono diventati dottori? Sono diventata un’arma da guerra o una cavia da esperimenti? Dal tavolo di cucina sono finita in un tavolaccio da sala operatoria! Che sta succedendo?»

Risponde il Ricercatore:

«Sta zitta bestiaccia. Non sono un cacciatore, sono un ricercatore. Sto cercando un  virus, l’H5N1. Dimmi dove lo nascondi, eh? In bocca, sotto le ali, fra le zampe? L’hai mangiato eh? Dì la verità che l’hai mangiato!»

Il Ricercatore continua a frugare l’Anatra. Questa, disperata, lancia degli strazianti Squark fino a quando entra in scena un Cacciatore che prende per le spalle il Ricercatore scuotendolo e gridandogli in faccia:

«Ecco dove sono finite tutte le anatre selvatiche! Altro che virus e virus. Servono a farvi delle belle scorpacciate tra voi veterinari! Cosa stava facendo eh! La stava guardando per sezionarla e poi prendersi i bocconcini più buoni? E cercate di farci stare buoni con la scusa che c’è il virus! Ma quale virus e virus! Quando ero piccolo io e la mia mamma aveva un pollaio, le galline e le anatre prendevano “lo snaro”! si caro mio, proprio lo snaro, e allora si prendevano per il collo, le si obbligava ad aprire il becco e si “cavava la paveia”! e poi si rimandavano a razzolare. C’è sempre stata la legge della giungla: chi era più forte sopravviveva e chi invece soccombeva, caput! Lo si sotterrava per fare “loame”, letamaio, capito caro il mio signor medicastro? LE-TA-MA-IO!!! e che io sappia non è mai morto nessuno per un pollastro con lo snaro!»

Così dicendo lo afferra per il collo e lo costringe a guardare in faccia l’Anatra. Al che l’Anatra esclama cercando di alzare la testa:

«Bleah! Che alito cattivo signor Ricercatore. Ma che vuole quest’altro qui? Ah si, lo riconosco, è uno di quegli omuncoli che ci guardano dal basso con il naso e il fucile all’insù per impallinarci! E fa anche il gradasso, il prepotente! Ma metta giù questo pover’uomo che sta solo facendo il suo dovere. Lui mi sta squartando per vedere se ho rubato una cosa che si chiama virus, là in Romania da dove vengo. Figurati che là non abbiamo neanche il pane da mangiare! Ma mi dica, è una cosa preziosa? Vale molto questo virus? perché se è così ci torno, lo rubo e glielo porto.»

Il Cacciatore che nel frattempo ha lasciato il collo del Ricercatore, lo guarda in faccia allibito. Si guardano e poi guardano l’Anatra alternativamente con facce stupite. Il Ricercatore si sistema un po’ il vestito e si mette un paio di guanti, porgendogliene un paio anche al Cacciatore dicendogli con cipiglio alquanto supponente:

«Senta un po’, qui non stiamo mica giocando! La faccenda è molto seria! L’H5N1 è un virus molto potente che attacca anche gli umani. Non stiamo mica qui a lavorare per nulla! La nostra specie è in pericolo. Rischiamo un’epidemia, anzi, una pandemia! Si ricorda lei l’influenza Spagnola del dopoguerra, quella che ha fatto 50 milioni di morti? Beh! Siamo a questi livelli se non lo isoliamo in tempo e abbattiamo le specie a rischio. Ma dobbiamo distruggerle, mica mangiarle. E le pare che un ricercatore serio come me, prenda le anatre per poi mangiarsele? Col rischio di ammalarmi e poi morire? Andiamo, già che è qui si metta una mascherina e indossi questi guanti. Mi aiuti a cercare il virus. E tu bestiaccia, sta zitta!»

L’Anatra guarda i due e poi abbandona il capo sul tavolaccio. Sospirando dice con voce affranta:

«Squark, squark, squark, povera me dove sono capitata. E se anche ce l’ho il virus che colpa ne ho io? prendetevelo e portatevelo via! Mica lo voglio! E la mia gente? Tutte le mie compagne di viaggio. Come farò ad avvertirle? E tutti quei polli che ho incontrato? L’avrò preso da loro questo accacinque eccetera...? Per favore, liberatemi!»

Il Cacciatore nel frattempo si è messo la mascherina chirurgica e ha indossato i guanti. Assieme al Ricercatore si mette a scrutare l’Anatra. Le alzano una zampa (gamba) e il Cacciatore dice:

«Mah! qui non c’è. Tu lo vedi? Guarda con la lente d’ingrandimento che tu sei più esperto.»

Il Ricercatore prende la lente e guarda. Poi dice:

«No, mi pare che non ci sia, alzale l’altra zampa.»

Il Cacciatore alza l’altra zampa (gamba) e fa:

«Mi pare che non ci sia nemmeno qui. Forse sotto il piede? Guarda con la lente.»

Il Ricercatore scruta attentamente e dice:

«Non c’è nemmeno qui! Guardiamo dappertutto.»

Il Cacciatore e il Ricercatore palpeggiano e scrutano bene tutta l’Anatra. Le aprono la bocca e le tirano fuori la lingua poi si guardano e scuotono la testa. Quindi si siedono sconsolati su due sedie vicine al tavolaccio dove è distesa l’Anatra. Incrociano le braccia e abbassano il capo. Dopo un po’ cominciano a russare.

Entra in scena un Pollo che si avvicina guardingo al tavolo, facendo dei piccoli saltelli e sbattendo le alette (braccia). Tocca l’Anatra e poi ritira la mano. Lo rifà due, tre volte. Fino a quando l’Anatra si risveglia e dice:

«Sssssshhhhhhh!!!!! E tu cosa vuoi? Chi sei? Ah! sei un pollastro! e che ci fai qui? Scappa via che altrimenti prendono anche te! Che, per caso non hai mica un virus con te? Prestamelo dai, che glielo dò a questi due e così lasciano andare anche me! Ti prego! Un po’ di solidarietà tra volatili! Ah già ma tu mica voli!»

Il Pollo saltella di qua e di là, poi si ferma e dice con voce cantilenante:

«Sono un pollo e me ne vanto. Sono un pollo certificato e salvato dalla morte. Guarda qua il mio attestato di pollo doc nostrano, allevato proprio qui senza virus e senza snaro! Tu sei un’anatra rumena, che vuoi che ce ne facciamo? Pussa via, torna al tuo paese che qui non ti vogliamo. Facciamo fatica a sopravvivere noi, figurati se facciamo spazio alla concorrenza! Anche gli extracomunitari ci si mettono. A cosa servono ‘ste leggi poi, se non riesci a tenerli lontani questi stranieri extracomunitari! Il cielo è nostro e il pollaio anche cara mia. Pussa via, sciò che ci rubi il lavoro e ci porti le pestilenze.»

E così dicendo le mostra il di-dietro dimenandolo e guardandola da lontano un po’ schifato mentre esibisce una carta di certificazione con su scritto “POLLO D.O.C.”. Poi se ne va sbattendo le alette tutto orgoglioso e superbo. Quando arriva alla fine del palcoscenico, viene acchiappato per il collo da una Casalinga con gli zoccoli, un fazzoletto in testa e un grembiule che gli urla:

«Toh moh! Se ti ho preso ragazzaccio! Dove credevi di andare eh?! Sempre in giro di qua e di là a bighellonare e a vantarsi. Io ho il certificato, io ho il certificato! ben ti sta se hai il certificato, così ti metto nel forno subito e per stasera pollo arrosto certificato!»

Il Pollo cerca di dimenarsi e di scappare ma la Casalinga gli tira il collo che lui abbandona sulla spalla mentre emette un verso tipo: «Screeekkkkk Gulp!»

La Casalinga lo prende e lo trascina fuori scena. Poi rientra e si piazza a gambe aperte e mani sui fianchi davanti ai due che dormono. Urla:

«Embè! Che si fa qua! Si dorme o si lavora! Questo fannullone di marito dice di andare a caccia e poi te lo ritrovo qua in un laboratorio insieme con uno che sembra uscito dritto dritto da Alien 2 il ritorno! E svegliati dai! Che ci sono le galline da mandare a dormire che sennò arriva l’Ullss e ce le manda tutte al macello! Aohohoh! Svegliati ti dico!»

E scuote il Cacciatore per un braccio. Questi si sveglia di soprassalto e balza in piedi urlando:

«Il Virus, il virus! Il virus! è arrivato il virus!»

Si stropiccia gli occhi e si accorge che è la moglie che lo guarda accigliata. Quindi le dice:

«Ah sei tu! Hai trovato il pollo per la cena? Ma che dico! Mi raccomando, niente volatili, che il mio amico qui mi ha insegnato che siamo tutti a rischio e che l’anatra volando ha portato il virus accacinquecento anche nelle nostre pentole e nei nostri pollai. Tutte ammazzate andranno le galline, ma le ammazziamo subito noi, altrochè. Anzi no, c’è pericolo, chiama subito l’Ulss al telefono che vengano a prendersele, sennò mi tocca ballare con una spagnola e poi tu ti arrabbi con me. Pensa che dopo la guerra hanno dovuto ballare con una spagnola in cinquanta milioni, dice lui. Chissà che pista da ballo! Ma dove l’avranno trovata una pista così grande dico io!»

La Casalinga lo guarda, poi guarda il pubblico e fa cenno che quello è pazzo toccandosi la testa con l’indice. Quindi si rivolge al Ricercatore che si è svegliato balzando in piedi alle prime urla della donna e la guarda allibito, rivolgendo uno sguardo ogni tanto anche all’anatra. La donna gli dice:

«Signor Alien 2, lei cos’è, la vendetta o il ritorno? che non mi ricordo più ma so che c’era quel bell’attore, massì, quel Rova, Bova. Si insomma Raul no!? certo che lei non gli assomiglia affatto... però con quell’armamentario che ha addosso una potrebbe anche sbagliarsi. Che ci fa qui a costringere mio marito a lavorare da dottore con la maschera in faccia? Non lo sa che poi si monta la testa e non va più dietro alle bestie? E cosa vuole? Che balli con una spagnola? Ma guardi che siamo persone serie sa noi! Mio marito non balla con la prima che capita! E quella povera bestia lì sopra, legata come un salame. Moh! Dai che vi aiuto a slegarla!»

La Casalinga si avvicina al tavolaccio sul quale giace l’Anatra ormai in fin di vita che mette rauchi suoni e rantoli di gola. Subito il Ricercatore si mette davanti al tavolo con le braccia aperte e il Cacciatore prende la donna per le braccia e la ferma. Parla il Ricercatore con voce allarmata e forte:

«Ferma, ferma! Fermatela per carità! Signora lei non capisce, qui sono in gioco le sorti dell’umanità intera! Se scopriamo il Virus scopriamo anche l’antidoto, e poi facciamo il vaccino. Così lo venderemo e faremo quattrini su quattrini...ops! Pardon! Salveremo la specie umana dall’estinzione!...»

La Casalinga si libera dalla stretta del marito e dice guardando in faccia ora l’uno ora l’altro:

«Ah, ma se le cose stanno così, allora vi aiuto anch’io a cercare questa roba che dite voi. Se c’è da far quattrini, qua, la Ninetta l’è sempre pronta! Bel furbetto lei eh (rivolta al Ricercatore) voleva metterseli in tasca tutti lei i quattrini eh!. Che furbino! Ma alla Ninetta non la si fa! E tu buono a nulla, dai qua che si cerca sta roba. Ma almeno si sa che cosa dobbiamo cercare? Che forma ha quest’accacicca..., si vede bene? È a forma di uomo o di microbo, perché se è un microbo come facciamo ad acchiapparlo? Mi ricordo che il Carletto a scuola gli insegnavano che i microbi mica si vedono!»

Il Ricercatore:

«Su, su signora Ninetta, abbiamo la lente d’ingrandimento per questo! Si metta la mascherina per favore e i guanti e ci aiuti.»

Ninetta si mette mascherina e guanti, poi i tre riprendono a scrutare l’Anatra. Nel frattempo si sentono degli spari e un trapestìo con urla e strepiti. Irrompono sulla scena tre militari con i mitra spianati. Uno di loro ha il grado più alto e la divisa da Ufficiale (è il Generale) e urla: (Le luci seguono il ritmo degli spari poi la scena torna ad illuminarsi come prima):

«Altolà, fermi tutti! Cosa si sta facendo qui? Un laboratorio non autorizzato sta eseguendo analisi proibite su esemplari fuggiti dai nostri allevamenti segreti! Cosa ci fa l’Elemento Bizeta disteso su questo tavolaccio? Dica, Recluta 6, come ha fatto a scappare l’Elemento Bizeta? Non è quello che dovevamo usare come arma batteriologica ed al quale abbiamo inoculato il Virus modificato? Il microchip che gli abbiamo installato nel cervello non doveva farlo volare dalle parti dell’Iran? E poi passare solo negli stati canaglia, nemici degli Usa? Risponda Recluta 6! Risponda o la faccio fucilare seduta stante! E stia sull’attenti!»

Le due Reclute appoggiano il mitra a terra e si mettono sull’attenti. Subito il Cacciatore riprende il fucile e si glielo punta contro ora all’uno ora all’altro mentre il Ricercatore gli fa dei cenni di stare buono mettendosi le mani nei capelli e scuotendo la testa. La Recluta 6 risponde al Generale:

«Signorsì signor Generale! L’Elemento Bizeta era affidato al nostro comando e signorsì signor Generale, l’incapsulazione è stata eseguita nei nostri laboratori. Nossignore, signor Generale, non so spiegare come mai non abbia seguito gli impulsi del microchip e abbia deviato dalla Romania fino a qui, signor Generale! Sugli schermi radar il segnale dell’Elemento Bizeta è stato visibile fino a quando non è entrato in un cosiddetto cortile-aia contadina. Da allora ne abbiamo perso le tracce. »

Il Generale si avvicina al tavolo e scuote l’Anatra. L’Anatra solleva il capo e gli schiocca un bacio dicendo:

«Finalmente sei qui, mio caro Generaluccio! Sapessi quante me ne hanno fatto passare questi tre matti qui! Tutti a chiedermi se ho quest’affare, quella roba là che dicevi che hai sperimentato tu, in quel nostro laboratorio, ti ricordi, con quelle luci soffuse e io e te soli soletti. Si insomma, quella roba che si chiama Acca qualcosa... Dagliela va’ che poi ce ne torniamo nel nostro bel lettuccio tutto bianco...e poi non so, mi hanno chiesto di una spagnola, forse mia zia era spagnola ma io sono proprio nata in Romania...»

Il Generale si allontana schifato dal capo dell’Anatra e urla:

«Elemento Bizeta, a rapporto! Non si prenda certe libertà con l’esercito degli Stati Uniti. Troppa confidenza! Ecco, so io dove porta a finire la democrazia, estendi il voto alle donne, ai negri e ai pennuti ed ecco cosa ti capita! Un umano mutato in anatra grazie ai nostri esperimenti, che si monta la testa e pretende di usare il cervello e decide lei-lui dove andare a posare le sue zampe! Il Virus che ti avevamo installato lo dovevi portare solo nei paesi nemici, capito! E come hai fatto a liberarti del microchip! Asino d’un asino! Recluta 6, lei si farà il resto dei suoi giorni a Guantanamo, insieme ai prigionieri iracheni!»

La Recluta 6 si mette a piangere e appoggia la testa sulla spalla della Ninetta che se lo ninna tra le braccia dandogli dei colpetti sulle spalle. La Recluta si rivolge al Generale piangendo:

«No, Signor Generale, a Guantanamo no, proprio vicino ai comunisti! E poi non è mica un asino! È un’anatra, l’Elemento Bizeta!»

L’altra Recluta chiede al Generale:

«E adesso che si fa Signor Generale? Ho il telefono satellitare e il computer, possiamo deviare su una linea morta le trasmissioni dicendo che l’Enel ha tolto la luce e il satellite spia è andato a farsi fottere per colpa dei terroristi. Dove siamo qui? Avrete pure dei terroristi, no? Noo? Non avete terroristi? Come è mai possibile? Signor Generale, dobbiamo arrestarli tutti perché coprono il nemico, non vogliono dire dove sono i terroristi!...»

Ninetta, il Cacciatore e il Ricercatore fanno cenno di no con la testa e con le mani.

Si sente improvvisamente un urlo raccapricciante. La Ninetta ha mollato la Recluta 6, prende una scopa in mano e si mette a dare randellate di qua e di là berciando:

«AAOOOO!!!!!!!! E BASTAAAAAAA!!!!! Ma dove diavolo credete di essere eh? Terroristi e terroristi! Mi son casalinga, me marì el caccia e el sta drìo le bestie, chel lì, el fa el dotore e valtri chi sìo? Par vignere chì con i mitra. E ti stà bon sa, sta bon!!!»

E prende a randellate il Generale che scappa di qua e di là. Le Reclute reimbracciano il mitra fermando la Ninetta mentre il Generale si ricompone. Il Ricercatore si stende sopra l’Anatra e dice:

«Mai! Mai la porterete via di qua fino a quando non avrò trovato il Virus, passerete sul mio cadavere piuttosto!»

Gli altri si guardano in faccia. Il Generale dà l’ordine:

«E così sia. Fateli fuori tutti!»

Mentre le due Reclute stanno prendendo la mira, entra il Virus (un attore con indosso una tuta munita di tanti tentacoli). Sul petto ha scritto in grande “H5N1”. Il primo a scattare in piedi è il Ricercatore che corre ad abbracciarlo urlando:

«Eccoti qui finalmente! Ma dov’eri finito caro il viretto. Il mio microbino che avevo perduto. Ed ora t’ho ritrovato finalmente!»

L’Anatra alza il capo e dice:

«Porca miseria, ma perché cazzo non sei venuto prima?! Tutte le bestialità che mi son dovuta subire per colpa tua! Neanche fossi un bell’anatroccolo, guarda che brutto che sei! Ma dove sei stato finora?»

Il Generale, le due Reclute, Ninetta e il Cacciatore si buttano a terra con la testa tra le mani gridando Aiuto! Aiuto! E si accasciano a terra morenti, mentre il Virus entra trionfante liberandosi schifato dal Ricercatore che lo segue cercando di toccarlo e guardandolo in visibilio. Dopo un po’ anche il Ricercatore muore e cadde a terra cercando di aggrapparsi alle zampe del Virus. Parla il Virus liberandosi con dei calcetti dal corpo del Ricercatore:

«Eccomi qua, l’H5N1. Si son io. In persona. Anzi, in microbo o bacillo, come preferite. Son io, sono il terrore dell’umana specie e me ne vo’ in cielo e in terra. Sono stato concepito in provetta e poi son sfuggito a chi mi voleva usare per scopi che osare non dico. Si, son brutto e quando colpisco sono più brutto ancora, anche se di me si innamorano anatre, polli e pollastre in quantità. La mia influenza è mortale e sono a disposizione di chi si vuol suicidare. Neri e bianchi, gialli e rossi, poveri e ricchi, belli e brutti, sono un vero democratico: colpisco ovunque chi mi becca. Sono peggio dell’Ebola, mio lontano parente che fu circoscritto in Africa e si portò via con sé solo poche centinaia di africani. Io sono più furbo, mi sono affezionato ai pennuti, un giorno che su di me stavano provando delle cavie con le ali. E sulle ali me ne sono volato alto nel cielo e adesso son tornato sul pianeta intero. E compirò la vera democrazia, vi ammazzo tutti e così sia!»

Buio.

FINE

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 2 volte nell' ultimo mese
  • 5 volte nell' arco di un'anno