Anche per denaro

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                                     ANCHE PER DENARO

                                 (Commedia brillante in tre atti di Giovanni De Moliner)

BEATRICE – Lasorella mediatrice.

Il marito RENATO– padrone di casa esasperato.

Il figlio ANDREA – che non vuol cambiare idea.

Sua sorella LALLA – la marescialla.

Il marito NATALE – che legge il giornale.

Il figlio OSVALDO – quello un po’ tanardo.

Sua sorella FORTUNATA – perennemente arrabbiata.

Il marito BATTISTA – che fa il musicista.

Il figlio ORESTE – autentica peste.

Sua sorella ORIANA – che abita lontana.

PINO – il nipotino.

VANESSA –  aspirantepoetessa.

SIMONA – la farfallona.

VIOLA – che non è mai andata a scuola.

GIULIA ORTALE – che non si fa comprare.

                                                                     LA SCENA

   E’ la sala/soggiorno della casa di Beatrice e Renato, sulle alture dell’entroterra di Genova, una giornata d’inverno.

  Ci sono due ingressi: uno a destra che porta verso l’esterno ed uno a sinistra che da accesso alle al tre stanze.

  C’è un tavolo al centro, diverse sedie ai lati, una credenza nell’angolo verso il fondo dell’uscita di si nistra, un appendiabiti nell’angolo opposto, qualche sedia e/o un tavolino nel lato opposto sul fon- do, un tavolinetto o piccola credenzina o simile sul lato verso il palco dell’ingresso di destra sul qua- le è appoggiata la foto di un uomo incorniciata e un piccolo cero votivo acceso accanto.

  E’ mattina, sul tavolo, abbastanza grande, ci sono in fila tazze, bricchi, porta pane e quant’altro che dimostrano che è ora di colazione.

  In un angolo del tavolo, una caffettiera piuttosto grande depositata su un tondino di vimini, all’an golo opposto una pila di fascicoli.

 All’apertura del sipario la scena è vuota. Passano pochi secondi e da fuori a destra si sente il rumo re come di scarponi o stivali battuti per terra. Ancora qualche secondo poi, sempre da destra, entra in scena Renato.

1 – RENATO – (Entra in scena da destra. E’ un uomo sulla cinquantina che si muove in modo rapido  e deciso. Ha addosso un pesante giaccone con il cappuccio calato in testa e indossa un paio di stiva li/scarponi, ha con se un grosso cesto di legna da ardere. Si ferma dopo pochi passi, posa il cesto) “E nevica…..” (Sacramenta stizzito) “Tre settimane che nevica !!” (Indica il tre con le dita di una ma no rivolte alla platea. Si toglie il cappuccio) “Manco fossimo al Sestriere…..!!” (Continua a sacra mentare togliendosi il giaccone) “Da quando quel sacramento di mio cognato Michele ha deci

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so di tirare le cuoia sembra che Padreterno….” (Alza gli occhi verso il cielo: avviandosi verso l’attac- capanni) “….. si stia divertendo a tenerci inchiodati qui….. tutti insieme con sentimento !!” (Appen- de il giaccone, si volta per tornare sui suoi passi. Si blocca: rimane un attimo pensoso, poi, sornione alla platea) “O magari è lui….” (Indica il quadretto con il lumino davanti) “…. che da lassù….” (Indi- ca in alto con un dito alzando nuovamente sornione gli occhi al cielo per un attimo) “….. si sta diver tendo come un matto !!” (Allarga le braccia: ancora alla platea) “Avendolo conosciuto….” (Accen- na un sorriso) “….non me ne meraviglierei !” (Va verso il tavolo, scosta una sedia, si siede) “Certo che alle sue sorelline il sciu Michele glie l’ha fatto proprio bella !” (Comincia a sfilarsi gli stivali) “E poi chi si aspettava un’eredità del genere, porca miseria…..” (Considera) “Con la vita scanzonata che ha sempre fatto, ha ammucchiato settecentosettantamila euro di patrimonio…..” (Si ferma: ancora alla platea) “Io avrei detto che non aveva manco i soldi per il suo funerale.” (Si alza, va ver- so il tavolinetto/credenzina con sopra la foto ed il lumino, tira fuori un paio di pesanti pantofole. Fa per tornare sui suoi passi, poi si ferma: osserva qualche attimo la foto scuotendo desolato la testa) “E poi la bella perla del suo testamento….” (Gracida acido) “….quella è stata proprio la ciliegina sulla torta….!!” (Infila le pantofole, poi torna verso il tavolo. Si ferma ancora: trafelato) “Una torta al cianuro, vacca boia !!!” (Sacramenta inviperito, allargando platealmente le braccia. Arriva al ta- volo, raccoglie gli stivali/scarponi) “E ‘sta maledettissima neve……” (Borbotta ancora avviandosi verso l’uscita di destra) “…..che ha complicato la vita a tutti.” (Raccoglie il cesto della legna: scu- rissimo, prima di uscire a destra) “Specialmente la mia !!!”

    La scena rimane ferma per pochi secondi, poi, da fuori a destra si sente un colpo secco accompa- gnato da un grido altrettanto secco di dolore di Renato e da una serie di contumelie.

2 – RENATO – (DA FUORI A DESTRA) “Ahia !! Ma porca di quella porca miseriaccia porca !!!!”

    Dopo pochi secondi, da destra rientra in scena Renato.

3 – RENATO – (Rientra da destra stringendosi una mano con l’altra: furibondo) “Ma quante volte glielo devo dire, porco mondo !!!!” (Si ferma all’altezza del tavolo) “Beatrice !!” (Chiama a gran vo ce rivolgendosi verso l’uscita di sinistra) “BEATRICEEEEEEEEEEE…….!!!!!!!!!!!”

    Un attimo dopo, Beatrice risponde.

4 – BEATRICE –  (DA FUORI A SINISTRA, a tutta voce) “Ooooooouuuuuhhhh……!!! E vengooo ….!!!”

(Entra in scena da sinistra pochi attimi dopo. E’ una donna quasi coetanea di Renato, dall’aspetto piuttosto dimesso e un comportamento quieto e tranquillo. Indossa un grembiule da cucina, ha in mano una scodella piuttosto grande e continua a rimestarci dentro con un cucchiaio di legno. Si fer ma sull’ingresso: a Renato con somma tranquillità) “Che c’è, va a fuoco la casa ??” (Chiede tranquil la. Fa spallucce) “Semmai l’acqua per spegnere…..” (Indica verso l’esterno con il cucchiaio) “…..non manca di sicuro !”

5 – RENATO – (Non la considera: continua a massaggiarsi la mano) “Quante volte vi ho detto di non togliere il freno al coperchio del cassettone della legna…..” (Protesta con vigore) “Se lo agiti un po’ più forte ti arriva sulla mano !!!”

6 – BEATRICE – (Fa spallucce) “Ma sarai stato tu a dimenticarti di mettercelo !!” (Replica pacata) “Chi vuoi chi ci vada a trafficare nel cassonetto, dai….” (Gira sui tacchi, uscendo a sinistra) “E poi che vuoi che sia una mano ?”

7 – RENATO – (Con falsa accondiscendenza, tornando a sedersi) “Ma si, intanto è la mia, no ?” (Si

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massaggia i piedi con fastidio) “Qui siamo tutti al Grandhotel….” (Mugugna agro) “….. il padrone di casa invece…….” (Allarga nuovamente le braccia: con sommo fastidio) “……fa lo schiavo…..!!!!” (Si rimette le pantofole. Vede la caffettiera sul tondino di vimini, fa una smorfia di soddisfatta) “Al- meno c’è il caffè !!” (Cerca di consolarsi. Prende una tazzina, se lo versa, la avvicina alle labbra, ne prende  un sorso con un sorriso di pregustata soddisfazione. Cambia di colpo espressione: con som- mo disgusto) “ E cos’è ‘ sta roba….?!?!?!?!?” (Si chiede trafelato. Posa la tazzina) “Beatrice….!!” (Abbaia quasi con rabbia) “BEATRICEEEEEEEEEEEE……..!!!!!!!!!!!!!!!!”

8 – BEATRICE – (Rientra da sinistra dopo qualche attimo: ha in mano due piattini e due tazzine puli- te. A Renato, tranquillissima) “Si….??”

9 – RENATO – (Gli indica la caffettiera) “Cos’è questo ?”

10 – BEATRICE – (Con assoluta naturalezza) “Caffè…..!”

11 – RENATO – (Decisamente seccato) “Di cicoria !!”

12 – BEATRICE – (Con ovvietà) “No….d’orzo….”

13 – RENATO – (Con rabbia) “E in questa casa chi ha mai bevuto caffè d’orzo…..??”

14 – BEATRICE – (Assolutamente scontata) “Le mie sorelle….!”

15 – RENATO – (Sbotta) “Ma io no !”

16 – BEATRICE – (Ha poggiato i piattini e le tazzine, sta raccogliendo quelli usati) “Vabbè….ma loro sono ospiti….”

17 – RENATO – (Perde la pazienza) “Beatrice, è quasi un mese che sono ospiti…..!!!” (Sbraita. Si al- za, va verso la credenza) “E’ da Natale che qui siamo tutti ospiti e viviamo a sbafo a scapito mio !”

18 – BEATRICE – (Fa spallucce) “Era una vita che le mie sorelle non venivano a trovarci….” (Si avvia per uscire a sinistra con le stoviglie usate) “E non è di certo colpa loro se s’è messo a nevicare e giù subito dopo il paese è franata la strada…..”

19 – RENATO – (La insegue con la voce) “Quando è franata la strada erano già due settimane che erano qui !!”

20 – BEATRICE – (DA FUORI A SINISTRA, sempre con tranquillità) “Dacci il tempo di decidere, no?”

21 – RENATO – (Si agita) “Decidere cosa, scusa ??” (Apre la credenza, tira fuori una pipa e una bu- stina di tabacco) “Ha già deciso LUI…..” (Alza il tono della voce per sottolineare la parola indican- do contemporaneamente la foto incorniciata con la mano) “…..col suo maledettissimo testamento !”

22 – BEATRICE – (Rientra in scena da sinistra: ha in mano un vassoio con alcune fette di pane e mar mellata) “Decidere come esaudire le sue volontà.” (Ribatte tranquilla. Arriva il tavolo ricomincia ad apparecchiare) “Saranno anche un po’ bislacche…..” (Obbietta) “……ma è giusto che sia così !”

23 – RENATO – (Torna verso il tavolo) “Ma figuriamoci !!” (Controbatte a muso duro) “Siete quat- tro sorelle ed avete un figlio a testa…..” (Comincia ad elencare) “…..ed il più grande è il nostro An- drea che ha vent’anni.” (Posa pipa e tabacco sul tavolo: comincia a contare sulle dita) “Osvaldo… il figlio di tua sorella Maddalena…. ha diciotto anni e il cervello di un bambino di cinque…..”

24 – BEATRICE – (Senza distogliere lo sguardo dal suo lavoro) “Non chiamarla Maddalena…..non gli piace….” (Obbietta a Renato) “L’abbiamo sempre chiamata Lalla !”

25 – RENATO – (Non raccoglie) “Quello della sua gemella Fortunata…..” (Continua a contare sulle dita) “…..ne ha diciannove ma è un autentico mascalzone …..” (Conclude) “….e comunque nessuno di loro……” (Alza una mano come in segno di difesa) “…..anche se per motivi diversi……” (Prosegue) “……ha la minima volontà o possibilità di prender moglie e mettere al mondo un figlio in tempi bre vissimi….!” (Sentenzia sedendosi) “In quanto a tua sorella Oriana……” (Allarga nuovamente le brac- cia in maniera plateale) “….mi pare che debba ancora rispondervi adesso !!”

26 – BEATRICE – (Ha finito di apparecchiare. Gira sui tacchi per uscire) “Oriana abita lontana…..” (Fa notare pacata. Scrolla le spalle) “Comunque…..staremo a vedere….!”

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27  - RENATO – (Sbuffa spazientito) “Beatrice….” (La insegue con la voce MENTRE LEI ESCE DA SINI- STRA) “……ti rendi conto che la clausola che Michele ha messo nel testamento è assurda….?!?!?!?”

(Si infervora) “Non puoi pretendere che un ragazzo di meno di vent’anni trovi moglie e faccia un figlio solo perché quest’ultimo è stato designato come erede universale dell’eredità di tuo fratello. …..!!”

28 – BEATRICE – (Fa capolino dall’uscita di sinistra, rientrando subito dopo) “L’abbiamo chiesto al mondo…..” (Obbietta ancora) “….e tutti hanno convenuto che designare come unico erede del pro prio patrimonio il primo figlio nato da uno dei nipoti è assolutamente legale !!”

29 – RENATO – (Con rabbia) “Ma non è intelligente ….!!” (Scatta in piedi) “Per quattro soldi rischia te di rovinare la vita dei ragazzi….!!!” (Si avvicina all’uscita di sinistra: parlando verso l’esterno) “Non è molto più facile sedersi a tavolino e dividere equamente per tre …..?!?!?!?!?” (Allarga anco ra una volta le braccia) “Mi pare che ce ne sia per tutti …..!!”

30 – BEATRICE – (Rientra in scena con un bricco in mano) “Si, l’abbiamo considerato……” (Obbietta nuovamente) “……ma facendo così non rispetteremo le volontà di Michele…..”

31 – RENATO – (Si agita) “NO….!!” (Sbraita con rabbia) “La verità è che non riuscireste a mettervi d’accordo neanche su quanti cucchiaini di zucchero mettere nel caffè…..!!” (Si avvicina a Beatrice) “Siamo sposati da venticinque anni e vi conosco da più di venti……” (Argomenta piccato) “Fortuna ta e la sua gemella Lalla non sono MAI …..” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…..riu -scite a mettersi d’accordo su NULLA…..!!!!” (Alza ancora il tono della voce) “Neanche…..” (Senten zia categorico) “…..su quanto fa due più due !!”

32 – BEATRICE – (Ha sostituito la caffettiera sul disco di vimini col bricco che ha in mano: si ferma accanto al marito) “Hanno un carattere difficile, lo sai …..” (Difende le sue sorelle) “….. e di agire così lo abbiamo deciso insieme……” (Fa una breve pausa, quasi a ponderare le parole: poi conclude

“Dopo averne parlato con assoluta serenità…..!”

33 – RENATO – (Trasalisce) “Tanto serenamente……” (Ribatte caustico) “….che vi sentivano gridare dalla piazza, giù in paese !”

34 – BEATRICE – (Fa spallucce: categorica) “Hanno una voce molto penetrante.” (Cambia repenti- namente discorso: indica il bricco sul tondino di vimini con un gesto del capo) “Li c’è il caffè….” (Apostrofa Renato: avviandosi verso sinistra, prima di uscire) “Non berlo tutto che le ragazze devo- no ancora fare colazione !”

35 – RENATO – (Trasalisce nuovamente: inseguendo Beatrice con la voce) “Ma se è quasi l’ora di pranzo…..!!!!!” (Guarda interdetto Beatrice uscire, poi sbuffa pesantemente e torna a sedersi) “Si gnori…..” (Commenta acido con ostentata ironia, rivolto alla platea) “….benvenuti al grand hotel EXcelsior ….!!!” (Sbuffa ancora, poi comincia a caricare la pipa. Si guarda intorno, poi si alza, va alla credenza, curiosa in giro, apre e chiude tutti i cassetti senza trovare quello che cerca. Allora chiama a gran voce) “Beatrice……BEATRICEEEEEEEEEEEE……..!!!!!”

36 – BEATRICE – (fa capolino un attimo dopo dall’uscita di sinistra: con la solita flemma) “Si….??”

37 – RENATO – (Visibilmente seccato) “Ma dove sono finiti i fiammiferi…..?????”

38 – BEATRICE – (Senza scomporsi, prima di scomparire a sinistra) “Gli ho presi io……le ragazze de vono ancora fare colazione !”

39 – RENATO – (Si agita: a tutta voce) “E ALLORAAAAAA……?!?!?!?!?”

40 – BEATRICE – (Rifà capolino da sinistra) “Il fumo……” (Indica la pipa di Renato: prima di eclissarsi nuovamente a sinistra) “Mentre mangiano potrebbe dargli fastidio !”

41 – RENATO – (Sconcertato) “Ma……..” (Prova ad obbiettare allungando la mano verso l’uscita di sinistra senza però riuscire a proseguire prima che Beatrice scompaia oltre l’uscita. Rimane qualche attimo bloccato, assolutamente incapace di reagire, poi si scuote) “E’ roba da matti….!!!” (Torna al tavolo sbattendo con forza la pipa su di esso) “Sono due settimane che impazzano per casa MIA….”

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(Si indica alzando il tono della voce per rafforzare la parola) “……perché le gemelle Materassi, di la.

…..”(Indica ancora l’uscita di sinistra tendendo a lancia entrambe le braccia) “…..devono fare il ca- sting per scegliere le future mogli dei loro pargoli….!!!!!” (Si siede, sbuffa ancora come una vapori era. Rimane qualche attimo in silenzio, cupo, a pensare. Poi si allarga in un sorriso) “E’ incredibile però…..” (Commenta con amara ilarità rivolto al pubblico) “…..come quelle due infernali creature delle mie cognate che non si sono MAI…..”(Alza ancora il tono della voce a sottolineare la parola) “…..trovate d’accordo assolutamente su nulla si siano trovate immediatamente d’accordo su que-sta ridicola pagliacciata della caccia alla nuora per accaparrarsi il capitale……!!” (Fa una pausa, rifia ta) “E poi si può sapere che necessità c’era di farne rimanere quattro di queste dolci pulzelle….” (Obbietta con rabbia) “….. quando gli aspiranti sposi sono tre e nostro figlio Andrea ha già detto a chiare lettere che di ‘sta fetenzia non ne vuol sapere niente….????”

42 – BEATRICE – (Rientra in scena da sinistra, ha in mano due tovaglioli di carta, due cucchiaini, un vasetto di marmellata, un cestino con delle fette di pane) “Glie l’ho proposta io la soluzione del casting…..” (Confessa candidamente a Renato. Arriva al tavolo, sistema cucchiaini e tovaglioli) “……per provare a mettere tutti d’accordo !” (Si incammina per uscire a sinistra) “E a quanto pare ci sono riuscita…..!!” (Si ferma, si volta verso Renato) “E ne sono rimaste quattro perché una non è più potuta andare via per la neve e la frana e perché Oreste….” (Precisa) “……il figlio di Fortunata… …..” (Si rincammina) “…..è ancora indeciso su chi scegliere….”

43 – RENATO – (Rimane un attimo interdetto: incredulo a Beatrice) “Tuuuuuuu…..?!?!?!?!”

44 – BEATRICE – (Si ferma sull’uscita, si volta) “Si……perché, non avrei dovuto….??”

45 – RENATO – (Rimane immobile, sconcertato, ancora qualche istante, poi scatta in piedi: furioso) “Oreste non è un indeciso….” (Spara a tutta voce) “Ma un furbastro….un bulletto da due soldi…. un’autentica peste….!!” (Riprende fiato) “E ti n’oxelun-a che….” (Si blocca: sembra non trovare più le parole. Sbatte con forza una mano sul tavolo)  “Stramaledetti soldi……!!!!!!”

46 – BEATRICE – (Fa spallucce) “Sei il solito esagerato….!” (Rampogna Renato bonariamente) “Ore ste è solo un ragazzo un po’ vivace, ecco !” (Incamminandosi, prima di uscire da sinistra)  “E non lo fanno solo per i soldi, dai….!”

47 – RENATO – (La guarda uscire, poi, con esagerata ilarità) “Nooooooooo…….!” (Sbotta) “Anche per denaro….!!”

   La scena rimane ferma per alcuni secondi, con Renato che rimane a guardare l’uscita di sinistra quasi incredulo, scuotendo ripetutamente la testa e poi si siede desolato, poi, da sinistra fanno il lo- ro ingresso in scena Simona e Viola.

48 – SIMONA – (Entra in scena per prima da sinistra. E’ una ragazza appena maggiorenne che in- dossa una vestaglia quasi trasparente a coprire un top e dei calzoncini ed ha in mano un cellulare/ i-pod sul quale ha lo sguardo fisso e sul quale continua a smanettare senza interruzioni. Passando davanti a Renato con passo veloce ed andatura da vamp, prima di andarsi ad appoggiare all’estre mità più lontana del tavolo, con un sorriso sfolgorante e una cordialità esagerata) “Ciao zione…..!!”

49 – RENATO – (La folgora con gli occhi: glaciale, quasi grugnendo) “Non siamo manco parenti ….!”

50 – VIOLA – (Entra subito dietro Simona: Anche lei è poco più che maggiorenne, cammina con pas so lento e cadenzato, indossa un pigiama rosa confetto (o altro colore sgargiante) ha in mano una limetta, passa davanti a Renato senza considerarlo, lo sguardo fisso sulle unghie che si sta aggiu- stando e va a sistemarsi anche lei accovacciata sul tavolo proprio dietro a Simona continuando im- perturbabile la sua attività senza profferire verbo)

51 – SIMONA – (Rivolta a Renato) “Ma lo diventeremo presto, sai…..???” (Si volta allungandosi ver so di lui) “Alla fine Oreste sceglierà me…..!!” (Sentenzia convinta, con un largo sorriso. Si blocca. Si

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volta repentinamente verso Viola che non la degna di uno sguardo, poi, ancora a Renato, quasi rin- francata) “Oppure tutte e due….!!” (Spara le braccia verso il cielo) “Che bello…..!!!” (Spara garrula) “Vivrò in un harem….!!!” (Ricomincia ad armeggiare sul cellulare/i-pod) “Devo postarlo su face- book….su twitter…..su istragram…..su ask…..!!!!”

52 – RENATO – (Non considera i suoi discorsi. Flemmatico, ha aperto la marmellata e ha comincia- to a spalmarla sulle fette di pane: una l’ha già deposta in un piatto, sta spalmando la seconda. Ri- mane interdetto dallo sproloquio di Simona: la guarda trafelato) “Eeeehhhhh….?!?!?!?!?”

    Simona non lo considera, ma è Viola ad intervenire.

53 – VIOLA – (Ha smesso di limarsi le unghie: ha preso in mano la fetta di pane e marmellata che e- ra sul piattino e la sta guardando con un velo di malcelato disgusto, poi chiede con voce cantilenan te e annoiata) “Ma non c’è niente di dolce per colazione……??”

54 – RENATO – (Sta finendo di spalmare di marmellata la fetta di pane, alle parole di Viola ha un sussulto) “E quella cos’è…..” (Ribatte stizzito gettando quasi la fetta di pane che ha in mano nel piatto) “……coperta di sale…..?!?!?!?”

55 – VIOLA – (Sbuffa tornando a guardare con malcelato disgusto la fetta di pane e marmellata che ha in mano) “Ma noooo……” (Geme quasi) “…..una brioche…..un muffin…..un croissant……”

56 – RENATO – (Venefico) “Ma si…..” (La canzona) “……una fettina di culo con un po’ di limone…” (Si alza di scatto) “O bella ……” (La rampogna feroce) “…..guarda che i viveri arrivano al limite della frana…..” (Indica a sinistra con una mano) “……giù in paese…..” (Specifica) “…..con un gatto delle nevi e poi vengono trasportati oltre il blocco con una teleferica, altro che croissant….!!!” (Vede Vio la che lo guarda con lo sguardo stupito di chi non capisce. La scuote) “Ma lo sai cos’è un gatto delle nevi…..?!?!?!?”

57 – VIOLA – (Fa spallucce. Poi azzarda) “Quelli che miagolano solo d’inverno ….??”

58 – RENATO – (Trasecola) “Sono mezzi cingolati dell’esercito…..” (Spara a tutta voce) “……ignoran te spaziale……!!!!”

59 – VIOLA – (Fa spallucce) “E che ne so io……” (Ribatte con espressione incolore) “….son mica mai andata a scuola ….!!”

   

    Renato vorrebbe ribattere ma è Simona che si intromette nella conversazione.

60 – SIMONA – (Ha continuato a smanettare imperturbabile sul cellulare/I-pod che ha in mano. Di colpo scatta in piedi sparando garrula) “Il mio amoreeeeeeeee…….!!!!”

61 – RENATO – (Sta per riprendere in mano la fetta di pane e marmellata dal piatto: trasalisce, la lascia cadere nel piatto, gridando quasi di spavento) “Ahahahaaaaaaaaaa…….!!”

62 – SIMONA – (Si allunga verso Renato piazzandogli davanti al naso il cellulare/I-pod) “Ha postato su facebook il mio reggiseno nuovo…..!!” (Scatta in piedi) “Devo andargli a dare subito un bacio sul la bocca, fotografarlo con l’autoscatto e postarlo su facebook….ask…..twitter……istragram…..!!!” (Muovendo con passo sinuoso verso l’uscita di sinistra, a tutta voce) “Oreste……Oresteeeeee….!!!!”

63 – VIOLA – (E’ rimasta fino a quel momento del tutto estranea alla disputa, continuando a guar- darsi e lisciarsi le unghie di una mano e con l’altra occupata a reggere la fetta di pane e marmella- ta. Al nome di Oreste sobbalza vistosamente) “Eh…..??” (Mugugna fra se con sguardo torvo. Poi, scattando verso l’uscita di sinistra) “Ma porca vacca……!!”

   Viola scatta verso l’uscita di sinistra passando davanti a Renato che, nel frattempo, è finito di  spalmare il pane con la marmellata, lo ha deposto nel piatto per posare la posata che ha usato per   

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farlo e si accinge a prenderlo e gustarlo E GLIELO PORTA VIA DA SOTTO IL NASO CON UNA MOSSA FELINA, uscendo poi da sinistra con entrambe le fette, una per mano, senza profferire parola.

64 – RENATO – (Si vede soffiare da sotto il naso la fetta di pane che ha appena farcito da Viola: ri mane un attimo interdetto) “Ma……” (Mugola appena) “Eeeeeehhhhiiiiiii…….!!!!!!!!!” (Protesta invi perito inseguendo Viola con la voce mentre esce. La guarda uscire, resta ancora un attimo a fissare verso sinistra stupefatto, poi si rianima. Sbatte una mano sul tavolo: decisamente contrariato, indi- cando l’uscita di sinistra) “E meno male ca l’ea rumenta…..!!!!!”

    Un attimo dopo, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena Beatrice.

65 – BEATRICE – (Rientra in scena da sinistra, va con passo tranquillo fino al tavolo e comincia a sparecchiare prendendo in mano il cesto del pane ed il vasetto della marmellata.)

66 – RENATO – (La blocca posandogli una mano sul braccio) “Momento…..!!” (Obbietta deciso) “Si da il caso che vorrei fare colazione anch’io…..!!”

67 – BEATRICE – (Scrolla le spalle) “Ma non era quasi ora di pranzo…..?!?!?” (Lo rimbrotta. Posa ce- stino e barattolo) “E non potevi farla adesso, scusa …..??”

68 – RENATO – (Prende in mano un’altra fetta di pane) “Ci ho provato……” (Spiega. Indicando con la posata che ha preso dal tavolo per spalmare nuovamente la marmellata sul pane l’uscita di sini- stra) “…..ma c’erano i pirana …!!”

69 – BEATRICE – (Con ovvietà) “Alla loro età è normale avere fame….!!”

70 – RENATO – (Fa un’espressione dubitativa. Poi, ilare) “Ma dove le avete trovate quelle due….??”

71 – BEATRICE – (Raccoglie nuovamente il cestino del pane e le altre vettovaglie che sono sul tavo- lo) “Sui social network, perché ?”

72 – RENATO – (Ha un’espressione di doloroso fastidio) “Ma va….??” (Commenta agro) “Non l’avrei mai detto….!!”

73 – BEATRICE – (Sta terminando di sparecchiare) “Sono due brave ragazze…..!!” (Fa per prendere il barattolo della marmellata davanti a Renato CHE CON UNA MOSSA FULMINEA GLIELO PORTA VIA TRATTENENDOLO) “Simona è un po’ farfallona…..” (Argomenta convinta) “…..sempre a chatta-re o postare qualcosa a qualcuno…..” (Regala a Renato un largo sorriso) “……ma ha un cuore d’oro !” (Fa una breve pausa, poi riprende seria) “In quanto a Viola…..”

74 – RENATO – (La interrompe. Deciso, con ilare ovvietà) “Non è mai andata a scuola…..” (Senten- zia maligno) “…….lo sappiamo….!!” (Poi, feroce) “E si nota…..!!!”

75 – BEATRICE – (Lo guarda storto, poi gli rivolge uno sguardo quasi di commiserazione) “Sbrigati a fare colazione, adesso…..!” (Girando sui tacchi per avviarsi all’uscita di sinistra) “Fra un po’ mi ser- ve il tavolo sgombro……”

76 – RENATO – (Feroce, la ferma con la voce) “Beatrice…..!!”

77 – BEATRICE – (Si gira lentamente: flemmatica) “Si…..?”

78 – RENATO – (Con la mano libera alza la pipa verso di lei) “I fiammiferi…..!!”

79 – BEATRICE – (Sempre monocorde) “Ora no …..” (Obbietta) “….a tuo cognato Natale da fastidio il fumo….!!!”

80 – RENATO – (Agitandosi) “E cosa c’entra Natale, scusa……?!?!?!?”

81 – BEATRICE – (Con scontata ovvietà) “Deve venire a prendere il caffè e…….”

82 – RENATO – (Seccato, la interrompere) “A leggere il giornale…..!!!” (Imbufalito, abbandonando la fetta di pane e marmellata sul tavolo) “Non è capace a fare altro che a leggere il giornale….” (Sbotta) “Penso che abbia sposato tua sorella Lalla perché l’ha scambiata per la Gazzetta dello Sport….!!!!!”

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83 – BEATRICE – (Senza smuoversi) “E’ un uomo di pensiero….!”

84 – RENATO – (Sempre più ingrugnito) “Certo…..!!!” (Ribatte con malcelato astio) “Pensa sempre a come far lavorare gli altri intanto che lui legge il giornale…..!!!!!!!”

   Beatrice vorrebbe ribattere ma è interrotta dall’ingresso in scena da destra di Andrea, il figlio di lei e di Renato.

85 – ANDREA – (Entra in scena da destra. E’ un ragazzo sui vent’anni, spigliato e sempre sorridente Indossa un giaccone pesante con cappuccio e ha con se due grossi borsoni. Appena oltre l’ingresso saluta gioviale i suoi genitori) “Ciao pà….ciao mà…..” (Si avvicina al tavolo) “Eccomi di ritorno….!!!”

86 – RENATO – (Risponde al saluto) “Ciao Andrea…..” (Con un largo sorriso) “…..tutto bene….??”

87 – BEATRICE – (Più fredda) “Come mai ci hai messo tanto…..??”

88 – ANDREA – (Con ilare ovvietà) “Mamma…..” (Spiega) “…..magari perché sulla mattonata a venir su dal paese c’è mezzo metro di neve e a prendere i viveri…..”(Allarga leggermente le brac cia) “……c’è tutto il paese…..!!!!”

89 – RENATO – (Si rabbuia) “Nevica sempre…..??” (Chiede. Fa per riprendere in mano la fetta di pa ne e marmellata) “La frana com’è…..??”

90 – ANDREA – (Allarga leggermente le braccia) “Si papà…..” (Risponde. Vede la fetta di pane e marmellata, gli si illuminano gli occhi. Distrattamente, l’afferra al volo portandolo nuovamente via da sotto gli occhi di Renato) “……non vuole proprio smettere….!!” (Comincia a mangiare con gusto SOTTO GLI OCCHI DELL’ESTERREFATTO RENATO) “E liberare la strada dalla frana è un lavoro da be stie…..” (Spiega ancora fra un boccone e l’altro) “Più tolgono neve e più se ne accumula…..!!”

91 – RENATO – (E’ rimasto fregato per la seconda volta: dolente, si accascia quasi a toccare la te- sta sul tavolo. Riferendosi al pane e marmellata, quasi mugolando, sillaba) “Non…è….possibile….!”

92 – ANDREA – (Non capisce, pensa che Renato parli della frana) “Papà……” (Ribatte con rassegna- zione, allargando leggermente le braccia dopo aver trangugiato l’ultimo boccone di pane) “….ci vuol pazienza….!!”

93 – RENATO – (Rialzando la testa, rassegnato a sua volta) “E me ne sono accorto…..!!”

94 – BEATRICE – (Interrompe il discorso: all’interdetto Andrea) “Hai preso il giornale a zio Natale?”

95 – ANDREA – (Si rianima) “Si, si….!!” (Si china verso le due borse) “Adesso glielo porto…..” (Pren de il giornale: a Beatrice) “…..intanto ti porto le borse in cucina….”

96 – RENATO – (Feroce, a Beatrice) “Perché…..” (Chiede caustico) “…..se lo viene a prendere qui ghe cazze l’ernia….. ???”

97 – BEATRICE – (Fulmina Renato con gli occhi) “Renato…..” (Ribatte secca) “…..è un ospite….!!!!”

    In quel momento, da fuori a sinistra parte un solfeggio di tromba che si interrompe dopo poche note con una stecca clamorosa.

98 – RENATO – (Trasalisce: fissando davanti a se con gli occhi sgranati e indicando a sinistra con una mano tesa) “E chi g’he l’atru…..” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce) “…..OSPITE !”

99 – BEATRICE – (A Renato, piccata) “Per favore, eh…..!!” (Lo redarguisce a muso duro) “Battista, il marito di Fortunata……” (Puntualizza) “……è un musicista….!!”

    In quel momento parte un secondo solfeggio di tromba, più breve del primo, ed interrotto da un’altra sonorissima stecca  

100 – RENATO – (Grida quasi di dolore coprendosi buffamente le orecchie con le mani, fra lo

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sconcerto di Beatrice e l’ilarità irrefrenabile di Andrea) “Ahahahahahahaaaaaaa……” (Salta in piedi) “Noooooo…..!!!” (Spara a tutta voce) “Battista è uno stupratore di note…..” (Rincara la dose) “…….. un uccisore di timpani….!!”

101 – BEATRICE – (Prova a difendere il cognato) “Non è vero…..!!” (Ribatte piccata) “Con un po’ di fortuna avrebbe potuto diventare la prima tromba della Scala….!!”

102 – RENATO – (Imbufalito) “Mi meraviglio che non ce l’abbiano imbechelato giù…..” (Mima il ge- sto di buttare di sotto) “…..dalla tromba della scala….!!!!!”

    Un attimo dopo, da sinistra, si sentono le voce di tre donne che parlano in maniera concitata: so- no Lalla e Fortunata, le sorelle di Beatrice, e Giulia Ortale.

103 – FORTUNATA – (DA FUORI A SINISTRA, con voce stridula e rancorosa, urlando) “Carina…..” (Rampogna Giulia) “…..guarda che ti stiamo offrendo un’occasione irripetibile…..!!!”

104 – GIULIA – (DA FUORI A SINISTRA, con voce alta e ferma, un po’ canzonatoria) “Si….” (Contro batte) “……il carcere a vita….!!”

105 – LALLA – (DA FUORI A SINISTRA, con voce glaciale e potente) “Centosessantacinquemila euro per partorire un moccioso…..” (Sentenzia) “…..penso che valgano bene qualche anno di galera…!!”

106 – GIULIA – (DA FUORI A SINISTRA, stizzita) “Centosessantacimquemila euro ve li potete usare come carta da cesso….!!!”

     Alle voci, Renato trasalisce vistosamente.

107 – RENATO – (Trasalisce vistosamente) “Oddioooooooo……!!” (Spara a tutta voce) “Le sorelle Materassi……!!!”

108 – BEATRICE – (Si inalbera) “Renato…..” (Lo redarguisce) “…..per favore non…..”

109 – ANDREA – (Interviene insieme a Beatrice) “Dai papà…..” (Cerca di sedare gli animi) “….ci vuo- le un po’ di paz……”

    Beatrice e Renato vengono interrotti da un terzo solfeggio di tromba proveniente da sinistra, que sta volta un pochino più lungo ma ancora interrotto dalla solita, immancabile stecca.

110 – RENATO – (Trasalisce nuovamente) “AAAAAAAAALLLLLLTTTTTTT…….!!!!!!!!!!!!!” (Urla a tutta voce imponendo le mani davanti ai volti di Andrea e Beatrice) “Nulla è infinito in me…..” (Sentenzia

“…….tanto meno la pazienza….!!” (Afferra dal tavolo la pipa, il vasetto della marmellata e la posata che aveva usato per cospargere il pane di marmellata) “Per questa mattina……” (Argomenta poi af ferrando con l’altra mano la pila di fascicoli sempre dal tavolo) “……basta e avanza….!!”

111 – BEATRICE – (Rimane di sale: mugola appena) “Ma…….”

112 – ANDREA – (Non capisce: con un sorriso ebete sulle labbra) “Ma dove vai adesso….???”

113 – RENATO – (Deciso) “A lavorare….!!!!” (Risponde tassativo) “Qui fuori c’è scritto studio tecni- co Renato Briano…..” (Argomenta ad Andrea) “…..e visto che il tecnico sono io sarà meglio che mi dia da fare e consegni al più presto i progetti che mi hanno commissionato i clienti…..” (Ringhia quasi) “……altrimenti altro che dar da mangiare a tredici persone……” (Sentenzia ancora) “……se va tutti a mangiaa dai fratti….!!!” (Muovendo verso sinistra per uscire) “E considerato che qui non si può lavorare perché alle undici del mattino i signori ospiti devono ancora fare colazione e che il mio studio col tecnigrafo se l’è sequestrato l’uccisore di timpani per sperimentare le sue armi acu- stiche…..” (Conclude) “……vado a lavorare in soffitta….!!” (Muove qualche passo) “Almeno è insono rizzata……” (Sacramenta ancora fra se) “…..alla faccia dei cinguettii delle sorelle Materassi…!!” (Si

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blocca sull’uscita. A Beatrice) “E prima passo dalla cucina…..” (La rampogna caustico prima di usci- re) “…..a prendermi il cesto del pane e i fiammiferi per la pipa…..!!!!!!!”   

    Beatrice e Andrea rimangono qualche secondo a guardare l’uscita, lei interdetta, lui ilare, poi è Andrea a rompere il silenzio.

114 – ANDREA – (Ride sornione) “Povero papà….” (Commenta beffardo) “Travolto dagli eventi……” (Allarga leggermente le braccia) “……e circondato dai parenti….!!!!!”

115 – BEATRICE – (Fa spallucce) “Lui non c’è abituato…..” (Sentenzia un po’ stizzita) “…..è figlio uni-

co….!!”

116 – ANDREA – (Ha preso il giornale che aveva posato sul tavolo e si è avviato a prendere i borso- ni) “Visti gli eventi…..” (Commenta sconsolato) “…..meno male che lo sono anch’io….!!”

117 – BEATRICE – (Tossicchia leggermente) “Andrea…..” (Lo rimbrotta imbarazzata) “…..non esage- riamo, eh….!”

118 – ANDREA – (Gli è accanto con borse e giornale in mano) “Per carità…..” (Si giustifica quasi, av viandosi per uscire a sinistra) “….non ne avevo l’intenzione….!”

119 – BEATRICE – (Ferma Andrea prendendolo delicatamente per un braccio) “Di….” (Chiede spe- ranzosa) “…..non è che hai cambiato idea….?!?!?”

120 – ANDREA – (Si ferma) “Mamma…..” (Sospira greve) “……ne abbiamo già parlato…..”

121 – BEATRICE – (Insiste) “Settecentosettantamila euro…..!!!” (Prova a sottolineare con dolcezza) “Ti cambierebbero la vita….!!”

122 – ANDREA – (La guarda un po’ di traverso) “Con accanto una persona che non ho scelto ed un figlio che non ho voluto….??” (Scuote la testa) “A quelle condizioni non saprei neanche come spen derli…..”

123 – BEATRICE – (Si irrigidisce: con disappunto) “Io si…..!!”

124 – ANDREA – (Con tranquillità) “Ma non sono i tuoi……” (Obbietta) “…..e così io non li voglio.”

125 – BEATRICE – (Si ricompone) “Beh…..” (Conclude rassegnata) “…..se hai deciso così…..”

126 – ANDREA – (Tranquillo ma deciso) “Si…..” (Chiude il discorso) “…….ho deciso così….!”

127 – BEATRICE – (Gli rivolge un pallido sorriso) “E comunque…..” (Precisa compunta prima di usci- re da sinistra) “……non lo facciamo solo per i soldi….!!”

128 – ANDREA – (La guarda uscire: con ostentata pazienza) “Si mamma……” (Replica) “….lo so !!”. (Poi, sornione, alla platea, prima di uscire a sua volta da sinistra) “…..lo fate anche per denaro….!!”

    La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, da destra, fanno il loro ingresso Giulia, Fortunata e Lalla: discutono ancora animatamente.

129 – GIULIA – (Entra per prima da destra. E’ una ragazza di circa vent’anni, vestita con abiti sporti vi ed un giaccone pesante, cammina con passo svelto e deciso e ed decisamente seccata. Arriva al-l’altezza del tavolo, si ferma a centro scena poi si volta verso LALLA che è entrata subito dietro a lei “Mi dispiace, signora Lalla…..” (La apostrofa a muso duro) “Sicuramente sono una barca di soldi ma io non ho nessuna intenzione di prostituirmi per averli….!!”

130 – LALLA – (Entra in scena subito dietro Giulia. E’ una signora poco più giovane di Beatrice ma vestita in maniera austera. Cammina con passi corti e decisi, portamento da precettrice e modi bru schi e molto decisi) “Carina…..” (Ribatte a muso duro a sua volta) “…..la maggioranza delle tue coe- tanee sono disposte a prostituirsi per molto meno…..!!”

131 – GIULIA – (Non si fa certo intimorire) “E allora si rivolga a loro…..” (Ribatte a sua volta feroce) “Io appartengo alla minoranza….!!”

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132 – FORTUNATA – (E’ entrata in scena per ultima, SUBITO DIETRO LALLA. E’ gemella di Lalla ma la somiglianza fra loro è molto relativa. Veste abiti sportivi, ha un passo veloce e nervoso e parla sempre sopra le righe. Sopravanza la sorella) “Ti rendi conto, Carina…..” (Spara in faccia a Giulia con voce tagliente e stridula) “……che stai sputando addosso a una fortuna…..?!?!?!?” (Gli agita una mano davanti al naso) “Occasioni del genere…..” (Rincara la dose) “……capitano una volta nel- la vita….?!?!?!?”

133 – GIULIA – (Ancora più mal disposta) “ lei si rende conto, signora Fortunata…..” (Le abbaia qua si in faccia) “…..che di occasioni del genere non me ne frega un bel niente……?!?!?!?”

134 – FORTUNATA – (Si imbufalisce) “Ma come ti permetti di parlarci così…..” (Esplode) “…..screan- zata…..!!!”

135 – LALLA – (Glaciale, la minaccia quasi) “Guarda che sei nostra ospite, sai….!!”

136 – GIULIA – (Per niente intimorita, a Lalla) “Solo perché quella maledetta frana giù a valle…..” (Indica verso il basso con una mano) “……mi impedisce di andarmene via di corsa…..!!” (Squadra le due sorelle passando lo sguardo su di loro) “E senza nessunissimo rimpianto…..!!”

137 – FORTUNATA – (Scosta malamente Lalla per essere viso a viso con Giulia) “Non puoi lasciarci in brache di tela dopo che abbiamo fatto salti mortali per farti arrivare fino a qui…..!!” (Protesta e- nergicamente) “Quelle due smorfiose che si scarrozza dietro mio figlio Oreste sono una peggio del’ l’altra….!!!”

138 – LALLA – (Scosta a sua volta Fortunata per essere di fronte a Giulia) “Una è una stupidotta che non sa fare altro che schiacciare i tasti di quell’attrezzo infernale che si porta dietro…..” (Sentenzia cattedratica) “L’altra è una furbastra che poi prende i soldi e scappa uccellando quel cretino di Oreste e noi dietro….!!!”

139 – FORTUNATA – (Scosta nuovamente Lalla e si posizione davanti a Giulia) “Tu ti prendi Oreste.. ….” (Argomenta con calma forzata) “…..l’altra gonza di prende quel citrullo di Osvaldo….” (Indica Lalla che scatta risentita) “…..dividiamo a metà…..” (Si sbatte le mani) “…..e siamo tutti felici e con- tenti….!!!” (Con un sorriso forzato) “Ce n’è per tutti sai, Carina….!!!!”

140 – GIULIA – (Ha un moto di stizza, sa per esplodere) “Ascoltate signore…..” (Ringhia verso Lella e Fortunata serrando le mascelle) “Io sono venuta qui per un casting finalizzato ad una opportunità di lavoro…..” (Sibila facendo uno sforzo sovrumano per trattenere la rabbia) “……non sono ne una prostituta ne una mucca fattrice…..” (Indica il numero uno con le dita) “SONO….UNA …..PERSONA.. …..!!!!!” (Spara a tutta voce sillabando le parole) “E non mi chiamo Carina ….” (Scimmiotta la voce stridula di Fortunata) “Mi chiamo Giulia Ortale….”(Alza il tono della voce per sottolineare le parole) “E NON MI FACCIO COMPRARE…..!!” Fa una breve pausa, poi, nuovamente a tutta voce muovendo per uscire a destra) “E’ CHIARO….?!?!?!?!?”

141 – LELLA – (La blocca con la voce) “Guarda che non puoi permetterti certe alzate di capo….” (La rampogna agra) “Non sei Claudia Schiffer…..!”

142 – GIULIA – (Si blocca: folgora Lella con lo sguardo) “E guardati tu allo specchio…..” (La zittisce: uscendo a destra a passo svelto) “……spaventapasseri….!!”   

    Lella e Fortunata rimangono ferme, interdette, a vedere Giulia uscire in tutta fretta da destra, poi cominciano ad accapigliarsi fra di loro.

143 – CONTEMPORANEAMENTE :

-FORTUNATA – (A Lella, con rabbia e foga) “Ecco, hai visto ? Coi tuoi stupidi ultimatum l’hai fatta scappare via…..!!!”

-LELLA – (Gelida, con voce agra) “Sei tu che sei sempre isterica che te la sei giocata…..!!!”

144 – FORTUNATA – (sempre sopra le righe) “Tu e il tuo stramaledetto vizio di dare sempre ordini,

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manco fossimo tutti in caserma…..!!!”

145 – LELLA – (Scrolla le spalle) “Io non do ordini…..” (Ribatte supponente) “…..indico comporta- menti…..!!”

146 – FORTUNATA – (Acidissima) “Ooooooooh….” (La scimmiotta) “……sai che differenza….!!”

147 – LELLA – (Fa una smorfia di indifferenza) “La differenza……” (Sentenzia ancora) “…..è che a-   desso bisogna riprenderla…..”

148 – FORTUNATA – (Si ferma un attimo) “Si…..” (Conferma poi) “E farla ragionare….!!!”

149 – LELLA e FORTUNATA – (Si guardano un attimo, poi, insieme partendo verso destra, prima di uscire) “Andiamo…..!!”

Poi, già fuori, riprendono a litigare.

150 – FORTUNATA – (Con foga) “Comunque è colpa tua e dei tuoi atteggiamenti….!!”

151 – LELLA – (Gelida) – “Sei tu che sei nevrotica….!!”

   Passano alcuni secondi poi, lei da destra e lui da sinistra, rientrano in scena Giulia e Andrea.

152 – ANDREA – (Rientra in scena da sinistra, ha fra le mani una scatola piena di CD ed è assorto a guardarli. Non si accorge di Giulia e si trova sulla sua strada finendo inevitabilmente investito da lei

153 – GIULIA – (Rientra in scena da destra, sguardo torvo e capo chino. E’ assorta nei suoi pensieri e non si accorge di Andrea andando a scontrarsi fatalmente con lui a centro scena)

154 – ANDREA – (Si scontra con Giulia, ha la peggio. La scatola cade a terra, i CD si rovesciano) “Ehi…..” (Protesta con veemenza nei suoi confronti: indicandola con un braccio mentre esce da sinistra) “Ma che modi…..!!!!!”

155 – GIULIA – (Non lo considera: esce da sinistra con passo svelto)

156 – ANDREA – (Sbuffa pesantemente) “Ma guarda tu…..!!” (Smoccola. Si china, spalle all’uscita di sinistra, e comincia a raccogliere i CD caduti e a riporli nella scatola) “Quella ragazza…..” (Considera fra se con un mezzo sorriso) “….qui c’è piovuta proprio per caso….!!!”

    Nel frattempo, non vista, Giulia rientra in scena alle sue spalle.

157 – GIULIA – (Rientra in scena da sinistra. Non vista, si avvicina ad Andrea e comincia a raccoglie re i CD. Poi, ad un certo punto, glieli porge)

158 – ANDREA – (Si accorge della sua presenza, ha un sussulto) “Ehi….!!” (La guarda stupito, pren-de i CD che lei gli sta allungando) “Grazie Giulia….!!”

159 – GIULIA – (Mogia) “Scusa Andrea…..” (Con un mezzo sorriso) “…..tu non lo meriti….!!”

160 – ANDREA – (In imbarazzo) “Figurati, dai…..” (Abbozza) “…..succede….!!”

161 – GIULIA – (Ha ancora un CD in mano, gli cade sopra lo sguardo) “Ma dai…..” (Esclama) “….. questo è bellissimo !!”

162 – ANDREA – (Si illumina) “Ti piace…..???”

163 – GIULIA – (In estasi) “E certo…..!!!!”

164 – ANDREA – (Sorride) “Anche a me……” (Sornione) “Tantissimo….!!” (C’è una breve pausa) “Sen ti…..” (Propone) “Di la nello studio c’è lo stereo…..” (Indica a sinistra) “….ce lo andiamo a sentire ?”

165 – GIULIA – (Entusiasta) “Siiiiiiii……!!”

166 – ANDREA – (Raccoglie gli ultimi CD nella scatola, la prende istintivamente per mano) “Dai…!!” (La esorta alzandosi di scatto imitato da lei: prima di accompagnarla fuori a sinistra sempre tenen- dola per mano) “Tanto mi sa che qui vanno per le lunghe…..!!!!”

    Passa qualche secondo poi, da sinistra, fa capolino sull’ingresso Renato.

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167 – RENATO – (Fa capolino dall’uscita di sinistra, guarda dentro circospetto) “Finita la battaglia dei giganti…..???” (Considera fra se. Guarda verso il tavolo, vede la caffettiera) “Oooooohhhh……” (Sospira soddisfatto) “…..meno male….!!!” (Si avvicina trionfante) “In gusin de caffè….!!” (Conside ra gaudente. Sparisce per un attimo a sinistra. Rientra con una tazzina in mano, si siede, cantic- chiando sottovoce si versa il caffè. Avvicina la tazzina alle labbra, fa per bere ma in quel momento, ancora da sinistra, entra in scena Simona)

168 – SIMONA – (Rientra in scena da sinistra, ha indosso una vestaglia pesante che tiene chiusa con una mano mentre nell’altra ha l’inseparabile cellulare/i-pod. Vede Renato, si ferma davanti a lui al tavolo, lo saluta garrula) “Ciao zioneeeeee…..!”

169 – RENATO – (La vede, ha un moto di sofferenza) “Ancora….!!!!” (Geme quasi) “Simona….te l’ho già detto…..” (Si rivolge a lei quasi con fastidio) “…..non siamo manco parenti…..!!!!”

170 – SIMONA – (Non lo considera) “Il mio amore…..” (Comincia a raccontare) “……ha visto il mio reggiseno nuovo e mi ha regalato le mutandine pandant…..” (Alza il cellulare/I-pod) “Vuoi vederle ……???”

171 – RENATO – (Con malcelata sopportazione, sporgendosi verso il cellulare/I-pod di Simona) “E vediamole…..!!!!”

172 – SIMONA – (Non allunga il cellulare verso Renato: di spalle alla platea, alza le braccia al cielo aprendo completamente la vestaglia davanti a lui e cinguetta) “Da daaaannnn…..!!!!!” (Si ricompo- ne: avviandosi ed uscendo a destra) “Devo postare subito la foto su Ask…..Intranet…..facebook….”

173 – RENATO – (Rimane inchiodato alla scrivania, la tazzina del caffè a mezz’aria, gli occhi strabuz zati, lo sguardo fisso nel vuoto. Con un filo di voce, quasi rantolando) “Beatriceeeeeee…….!!!!!!!!”

-                              S     I     P     A     R     I     O

     

 

 

 

 


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                                          SECONDO ATTO

    E’ il mattino del giorno dopo. Alcuni oggetti spostati o cambiati in scena e il cambio dei vestiti de gli attori denotano il passaggio del tempo.

   All’apertura del sipario la scena è vuota. Sul tavolo, una pila di piattini, delle tazzine, alcune posa- te, dei tovaglioli, UN GIORNALE e, sul tondo di vimini, la caffettiera.

   Dopo qualche secondo, da sinistra, fa la sua comparsa in scena Natale.

1 – NATALE – (E’ un uomo di qualche anno più anziano della moglie Lalla. Cammina con passo len- to e pesante. Ha la barba lunga e un vistoso paio di occhiaie. Indossa la giacca del pigiama aperta sul davanti che mette in bella mostra la canottiera, un paio di ciabatte stravaganti e pantaloni del pigiama allacciati in vita. Si ferma poco dopo l’entrata, si stiracchia in maniera scomposta alzando le braccia verso il cielo, sbadiglia fragorosamente. Si guarda un attimo intorno lisciandosi con la mano i capelli disordinatissimi, con sguardo inespressivo. Si ferma vicino alla caffettiera, la osserva un attimo, poi la prende in mano, solleva il coperchio, ci guarda dentro con espressione interrogati va. La avvicina, annusa, poi la riposa al suo posto con un’espressione di sommo disgusto. Prende il giornale sul tavolo, si avvia stancamente sul fondo, si siede e lo apre coprendosi completamente la faccia.

    Passa qualche secondo e, sempre da sinistra, fa il suo ingresso in scena Fortunata.

2 – FORTUNATA – (Entra in scena da sinistra con passo veloce, attraversa tutta la scena LANCIAN- DO UNO SGUARDO AL COGNATO NASCOSTO DIETRO AL GIORNALE E RIVOLGENDOSI ALLA PLATEA CON UN’ESPRESSIONE DI SOMMO DISGUSTO prima di uscire velocemente da destra SENZA MAI FERMARSI. Ricompare da destra qualche attimo dopo: arriva a centro scena con passo più tranquil lo fermandosi a centro scena e sbuffando pesantemente. Allarga platealmente le braccia in modo plateale, alzando gli occhi al cielo e sbottando feroce). “Signore benedetto, Lalla…..” (Ringhia qua- si) “Ma quanto ci vuole…..?!?!?!?” (Si ricompone. Rimane qualche secondo ferma con le braccia conserte tamburellando nervosamente con un piede sul pavimento, poi sbuffa di nuovo e comincia a passeggiare nervosamente per la scena a braccia conserte. Dopo un paio di giri si blocca di colpo a centro scena voltandosi verso il cognato, sempre nascosto dal giornale.) “Tsè….!!” (Lo indica con un gesto del braccio) “Se mio sorella Lalla ha preso la vitalità di suo marito Natale……” (Gracida a- gra) “……stiamo freschi….!!!!” (Scuote tristemente la testa) “E poi si lamentano che hanno un figlio scemo…..” (Ridacchia sorniona. Volgendosi nuovamente un attimo verso il cognato, alla platea, con ironia maligna) “A qualcuno somiglierà….!!”

    Un attimo dopo, da destra, fa il suo ingresso in scena Lalla.

3 –“ FORTUNATA – (Vede la sorella entrare in scena da destra CON PASSO CADENZATO E MARZIA LE, trasalisce) “Finalmenteeeee……!!!!!!” (Sbotta agra alzando le braccia al cielo e precipitandosi verso di lei) “E allora……” (La interroga agitata) “…..cos’ha detto….??”

4 – LALLA – (Scrolla le spalle, avanza e si ferma a centro scena SEGUITA DA UNA NERVOSISIMA FOR TUNATA) “Niente da fare….!!” (Risponde categorica) “Ha detto che adesso ha da fare giù in paese e che comunque qui ci tornerà solamente per prendersi la sua roba e andarsene di corsa non appe na avranno liberato la strada dalla frana…..”

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5 – FORTUNATA – (Si agita) “Ma porcaaaaa…..!!!!” (Smoccola agitando convulsamente le braccia.

Si blocca di colpo davanti a Lalla: concitata) “E tu non hai fatto niente per farle cambiare idea….

?!?!?!?!?”

6 – LALLA – (Sbuffa) “Ho provato a spaccarle la testa con un martello……” (Ironizza sarcastica) “….. ma ce l’ha troppo dura…..!!”

7 – FORTUNATA – (La manda platealmente a quel paese con un gesto del braccio) “Ma va laaaaa…. …..!!” (Ringhia ricominciando a muoversi intorno a lei e bloccandosi ogni qual volta le rivolge la pa- rola) “Sei la solita detta ordini da due soldi…..” (Spara a tutta voce) “…..assolutamente incapace di una qualsiasi……” (Si ferma un attimo quasi a cercare le parole) “....minima apertura mentale…..!!”

8 – LALLA – (Non la considera) “E a quanto pare stava aspettando Andrea…..”

9 – FORTUNATA – (Trasalisce) “Coooosssssaaaaaa……?!?!?”

10 – LALLA – (Gelida) “Già….!!”

11 – FORTUNATA – (Schiumante rabbia) “E si può sapere perché…..?!?!?!?!?”

12 – LALLA – (Caustica) “Magari per fare un figlio e fregarci il malloppo.”

13 – FORTUNATA – (Sgrana gli occhi: stupita e preoccupata) “Vuoi dire che Beatrice……”   

14 – LALLA – (La interrompe) “Io non voglio dire niente….” (Considera) “…..guardo i fatti !”

15 – FORTUNATA – (Rimane ferma pensierosa alcuni secondi, lo sguardo torvo. Poi, a Lalla, quasi si bilando) “Dov’è adesso Andrea….?!?!?”

16 – LALLA – (Scrolla le spalle) “Mah….non so….” (Risponde vaga e inespressiva) “Dev’essere uscito stamattina presto…..”

17 – FORTUNATA – (Scatta come una molla) “Bisogna trovarlo….!!”

18 – LALLA – (Allarga leggermente le braccia: con scontata ovvietà) “Andiamo a cercarlo….!!!”

19 – FORTUNATA – (Scatta verso l’uscita di destra a passo veloce SEGUITA DA LALLA COL SOLITO PASSO MARZIALE) “Andiamo….!!” (Si blocca sull’uscita PROVOCANDO UN BRUSCO STOP DI LALLA CHE RISCHIA DI INVESTIRLA) “Momento…..!!!” (Obbietta) “Non possiamo andare entrambe…!!!!” (Spiega) “Rischiamo che lui rientri senza che lo incrociamo e siamo punto e a capo….!!

20 – LALLA – (Sempre con massima naturalezza) “Vado io….” (Propone) “….e tu rimani qui di guar- dia….”

21 – FORTUNATA – (Scrolla le spalle) “Figuriamoci….!!!” (Obbietta con sarcastica ilarità) “Non riu- sciresti a trovare l’acqua in mare….” (Sentenzia agra) “…..vado io !!”

22 – LALLA – (Sorniona e acidissima) “Perché…..” (Ribatte con un sorriso di dileggio) “…..tu sei sicu- ra di riuscire a fare meglio…..?!?!?!?!?”

23 – FORTUNATA – (Sbuffa, si agita) “Ma insomma…..” (Sbraita rientrando e fermandosi a centro scena SEGUITA DA LALLA) “……qualcuno deve ben restare no…..?!?!?!?”

    Fortunata e Lalla rimangono ferme un istante a centro scena guardandosi in cagnesco negli oc- chi senza proferire verbo, poi, LENTAMENTE e CONTEMPORANEAMENTE si rianimano. Un sorriso sadico affiora sulla bocca di entrambe ed ENTRAMBE si girano CONTEMPORANEAMENTE verso Na tale che è rimasto imperterrito nascosto dietro il giornale.

   Poi Lalla scatta verso il marito seguita a ruota da Fortunata.

24 – LALLA – (Parte con passo marziale e deciso verso Natale seguita a breve da Fortunata, si fer- ma davanti a lui: a voce alta e imperiosa) “NATALE….!!!!”

25 – NATALE – (Rimane fermo immobile ancora qualche secondo poi, di colpo, abbassa il giornale, spalanca gli occhi CHE AVEVA CHIUSI e scatta in piedi sull’attenti: a tutta voce) “Appuntato Natale Epifania agli ordini signor maresciallo…..” (Scandisce salutando militarmente) “…..comandi…!!!!”

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26 – LALLA – (Gli riserva uno sguardo di assoluto disprezzo) “Sono io…..” (Lo rampogna scandendo le parole in mezzo ai denti) “…..imbecille….!!!”

27 – NATALE – (Realizza) “Ah…..!” (Bofonchia appena. Si siede e riprende a leggere il giornale SEN- ZA PERO’ COPRIRSI IL VOLTO. Con voce bassa e cantilenante) “Si cara…..”

28 – LALLA – (Marziale, piantata davanti a lui a braccia incrociate) “Io e Fortunata dobbiamo usci-re….”(Spiega sommariamente) “…..se vedi tuo nipote Andrea rientrare…..uscire…..o comunque transitarti davanti…..” (Ordina perentoria) “…..chiamaci SUBITO….” (Alza il tono della voce per raf- forzare la parola) “…..sul cellulare….!!!!” (Si china leggermente su di lui: quasi sibilando) “Capito… ….?!?!?!?!?”

29 – NATALE – (Senza spostarsi di un millimetro, sempre con voce cantilenante) “Si cara….”

30 – LALLA – (Decisa) “Perfetto….!!” (Sentenzia soddisfatta. Poi, a Fortunata, imperativa muoven- do con il suo solito passo verso destra, prima di uscire) “Possiamo andare….!!!”

31 – FORTUNATA – (La guarda uscire. Prima di seguirla e uscire a sua volta da destra si china sul co gnato, distoglie la sua attenzione dal giornale accartocciandoglielo lievemente, poi, sussurrando si billina) “Il cellulare è quello che si mette all’orecchio…..” (Scatta in piedi e alza il tono della voce) “.. …..non quello dei tuoi ex colleghi…..!!!!!”

32 – NATALE – (Alza gli occhi su di lei, NON LA IDENTIFICA NELLA MOGLIE LALLA. Con voce incerta, mentre lei sta uscendo) “Sssssssssiiiii……cara…..!!!”

    La scena rimane ferma alcuni secondi, con Natale che guarda uscire interdetto Fortunata senza capire. Poi si rianima.

33 – NATALE – (Si rianima) “Cellulare…..?!?!?!?” (Considera fra se con l’aria di chi non ci ha capito niente) “Ex colleghi…..?!?!?!?!?” (Fa spallucce, immergendosi nuovamente nella lettura del giorna- le) “Boh…..!!!!!”

    Passano alcuni secondi, poi, lentamente, gli occhi di Natale si chiudono ed il giornale torna a rial- zarsi fino a coprirgli nuovamente la faccia.

   Dopo pochi attimi, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Oreste, Simona e Viola.

34 – SIMONA – (Entra in scena per prima da sinistra. HA CAMBIATO VESTITI e, come sempre, sta smanettando sul suo cellulare/I-phone. Arriva a centro scena, si ferma. Volgendosi verso Oreste che la segue a breve) “Oresteeeeeee…..” (Piagnucola malinconiaca) “Amoreeeeeee…….” (Rincara la dose. Tendendo verso di lui il cellulare/I phone) “Ma qui non c’è campoooooooo…….!”

35 – ORESTE – (E’ entrato in scena subito dietro di lei. E’ un giovane di vent’anni, vestito griffato e con i capelli sparati a spazzola. Si muove con la baldanza di chi è assolutamente certo che il mondo è ai suoi piedi. Si ferma accanto a lei: con un sorriso smagliante) “Ma amore…..” (Replica con voce pacata e suadente ma decisa indicando l’uscita di destra) “……basta andare qui fuori….!!”

36 – SIMONA – (Con entusiasmo esagerato) “Ma certoooooo…..” (Squittisce. Partendo e uscendo a destra con passo sostenuto) “Certooooooooo……!!!”

37 – ORESTE – (La guarda uscire: perde il sorriso, sbuffa pesante. Muovendo con passo lento per uscire a sua volta da destra sacramenta fra se  ) “Che oca !!”

38 – VIOLA – (E’ entrata per ultima: anche lei ha cambiato i vestiti. E’ rimasta con aria indifferente a guardarsi in giro fin che Simona non è uscita. Quando Oreste si muove per uscire a sua volta, di colpo cambia atteggiamento. Si scurisce in volto, scatta in avanti e lo afferra per un braccio) “Senti un po’….” (Lo affronta a muso duro) “……io finora ho avuto pazienza….” (Chiede perentoria) “Ma quand’è che si comincia a parlare di soldi ….??”

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39 – ORESTE – (Allarga le braccia. A sua volta serio) “Guarda bella che in queste cose non bisogna mica avere fretta, eh….!!”

40 – VIOLA – (Per niente convinta) “Sarà….” (Abbozza) “…..ma a me questa storia del triangolo non mi piace per niente….!” (Lo punta decisa negli occhi) “Guarda che ho detto di si a tutta ‘sta panto- mima per settecentosettantamila euro pronta cassa….” (Lo affronta a muso duro) “…..e da non di videre con nessuno….!!” (Poi, pontandogli minacciosa il dito sotto il mento) “E neanche te voglio di videre con nessuno, chiaro…..?!?!?!?”

41 – ORESTE – (la ricambia con una risata beffarda) “E pensi che io sia disposto a prendermi in cari co a qualsiasi titolo…..” (Replica) “……un’immensa cretina come Simona…..?!?!?!?” (Fa spallucce) “Non è mica colpa mia se tu non puoi avere figli……” (Indica l’uscita di destra) “Quella li la usiamo come fattrice….”

42 – VIOLA – (Non capisce) “Eh….?!?!?!?”

43 – ORESTE – (Seccato) “Fattrice…..” (Spiega) “Mucca da riproduzione….!!!”

44 – VIOLA – (Abbozza) “Ah….!” (Rimane un attimo perplessa: con una smorfia) “Boh…..!!”

45 – ORESTE – (Sbuffa ancora seccato) “O Gesùùùùùùù…..!!!!” (Gli agita nervosamente le mani chiuse a pigna davanti al naso) “Ma si può sapere che lingua parli……?!?!?!?”

46 – VIOLA – (Fa spallucce) “E che ne so…..” (Replica scocciata) “Son mica mai andata a scuola io !”

    Oreste la manda platealmente a quel paese, poi muove per uscire a destra. Viola muove a sua volta per seguirlo, poi la sua attenzione si posa su Natale CHE NEL FRATTEMPO E’ RIMASTO FERMO IMMOBILE CON IL VISO COPERTO DAL GIORNALE.

47 – VIOLA – (Muove per seguire Oreste all’uscita di destra, nota Natale, trasalisce si blocca) “Od- dio….!!!” (Bisbiglia appena) “Oreste…..Oresteeeeeee……!!!” (Lo richiama prima a voce bassa e poi ALZANDONE LEGGERMENTE IL TONO) “Oresteeeeee…..!!!!!!”

48 – ORESTE – (Torna sui suoi passi. Un po’ seccato) “Che c’è…..?!?!?”

49 – VIOLA – (Gli indica Natale) “Tuo zioooooooo……!!” (Gli indica preoccupata Natale) “Ci avrà mi ca sentiti…..?!?!?”

50 – ORESTE – (Ha un’espressione di divertita ilarità) “Chi……” (Indica Natale) “Lui…..?!?!?!?” (Ride in maniera sguaiata) “Sta un po’ a vedere…..!!” (Si avvicina a Natale) “Questo qui…..” (Lo indica nuovamente) “Non legge il giornale…..” (Puntualizza) “Lo usa per mascherare il fatto…..” (Glielo sfi la di mano tirandolo verso l’alto con un gesto secco e deciso) “……che è perennemente nel mondo dei sogni….!!!” (Indica Natale che infatti, occhi chiusi, sta dormendo beatamente) “Prova ne è che il giornale…..” (Lo spiega davanti agli occhi di Viola) “…..è quello di ieri…..!!!!!!” (Prende il giornale, lo apre a metà) “Andiamo va…..” (Esorta Viola mettendo il giornale in testa a Natale: indicandole l’uscita di destra e uscendo SEGUITO DA VIOLA CHE RIDE A CREPAPELLE) “…..che è meglio !”

    Passano alcuni attimi e, da destra, fanno il loro ingresso in scena Giulia e Andrea.

51 – ANDREA – (Entra in scena da destra: anche lui ha cambiato abiti Insegue Giulia, che lo precede di pochi passi, con la voce) “Giulia….” (Chiede affranto) “…..ma perché…..?!?!?!?”

52 – GIULIA – (E’ entrata in scena pochi attimi prima di Andrea anche lei vestita in maniera diversa. Si ferma a centro scena: rivolta ad Andrea) “Perché mi hanno stufato…..” (Ribatte decisamente alte rata. ALZANDO IL TONO DELLA VOCE, rincara la dose) “MI AVETE STUFATO……!!!!!!!!”

53 – ANDREA – (E’ decisamente in imbarazzo) “Non nevica più, stanno liberando la strada..” (Prova a rabbonirla) “…..si tratta solo di avere ancora qualche giorno di pazienza e……”

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54 – GIULIA – (Lo interrompe) “NO…..!!!!” (Urla quasi) “Io la mia pazienza l’ho esaurita da un bel pezzo…..!!!” (Si calma un po’. Sempre decisamente irritata) “Sono venuto qui attratta dalla pro- spettiva di un lavoro che mi aiutasse a pagarmi gli studi……” (Gli ringhia quasi, in faccia) “…….non

per diventare una bamboletta da appioppare ad uno di voi tre……” (Rincara la dose) “…..farvi un fi- glio e permettervi di ereditare i soldi dello zio …..!!” (Fa una pausa per riprendere fiato. ANDREA VORREBBE INTERROMPERLA, MA LEI LO ANTICIPA) “Dei vostri soldi non so cosa farmene…..” (Rin ghia ancora con rabbia: a voce altissima) “E’ CHIAROOOOOOO……..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

55 – ANDREA – (E’ quasi travolto dalla veemenza di Giulia) “No…no….” (Prova ancora ad ammansir la) “Non è mica solo per questo che…..”

56 – GIULIA – (Non lo ascolta) “Ho parlato con il gestore della locanda giù in paese……” (Segue il fi- lo del suo pensiero) “Poco prima di Natale è rimasta libera la stanza di un cameriere che si è licen- ziato…..” (Spiega voltando le spalle ad Andrea) “Un paio di giorni che la liberi e mi trasferirò li….” (Si gira di scatto verso di lui) “Il tempo che liberino la strada e possa andarmene da questo posto in fame….” (Grugnisce in mezzo ai denti. Poi, più tranquilla) “In cambio sostituirò il cameriere per il tempo che mi ospiterà….!!”

57 – ANDREA – (Vorrebbe replicare) “Io……” (Non sa che dire) “Mi dispiace sai…..” (Butta li di getto) “Mi dispiace veramente…..!”

58 – GIULIA – (Si morde le labbra. Biascica appena con rabbia) “Anche a me…..”

    C’è un attimo di silenzio poi Giulia parte decisa verso l’uscita di sinistra.

59 – ANDREA – (La guarda un attimo stranito) “Non è vero, sai…..” (La insegue con la voce) “….che le cose si fanno solo per i soldi…..!!”

60 – GIULIA – (Si ferma sull’uscita, si gira lentamente) “No…..” (Risponde gelida con un sorriso ama ro prima di uscire a sinistra) “…..anche per denaro….!”

61 – ANDREA – (La guarda uscire con uno sguardo ebete. Poi si rianima) “Ascolta Giulia…..” (La ri- chiama nuovamente uscendo a sua volta da sinistra) “…..non è come pensi….!!!”

   Un attimo dopo, da destra, fa capolino Simona

62 – SIMONA – (Fa capolino da destra: rimane qualche attimo a guardare verso l’uscita opposta, poi entra) “Litigano….!!” (Commenta sorridendo sorniona fra se avanzando fino a centro scena e in dicando l’uscita di sinistra.) “Si vogliono bene….!!!!” (Comincia a smanettare sul suo cellulare/I-phon) “Devo postarlo su Ask…..su Facebook….su Twitter…..” (Commenta ridacchiando fra se. Si blo cca) “Ma qui non c’è campo….!!!!”

    Simona sbuffa e fa per muovere verso l’uscita di destra, ma in quel momento, proprio da li, rien- trano in scena Fortunata e Lalla.

63 – FORTUNATA – (Rientra in scena da destra SEGUITA DA LALLA) “Ma dove diavolo si è cacciato quel dannato ragazzo….!!!” (Sacramenta con rabbia. Vede Simona, la blocca) “Di…..” (La apostrofa malamente) “……hai visto Andrea….?!?!?!?”

64 – SIMONA – (Con un largo sorriso) “Si….!!!!!”

65 – LALLA – (E’ rimasta un paio di passi indietro. Alla risposta di Simona trasalisce vistosamente, scatta in avanti, sposta la sorella e si piazza davanti alla ragazza: perentoria) “Quando….????”

66 – SIMONA – (Un po’ sorpresa dalla reazione di Lalla) “Adesso….!!”

67 – FORTUNATA – (Scansa la sorella: a muso duro) “Dove…..?????”

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68 – SIMONA – (Con assoluta naturalezza) “Qui….!!”

69 – LALLA e FORTUNATA – (CONTEMPORANEAMENTE, quasi con furia) “Dov’è adesso….?!?!?!?!?”

70 – SIMONA – (Stupitissima da tanta veemenza) “Ma sarà di la…..” (Indica a sinistra) “….oppure di

sopra…..!!” (Indica il soffitto) “E’ rientrato con Giulia…..” (Si allarga in un pallido sorriso sornione) “Poveri…..stavano litigando…..” (Con aria esageratamente dolce, prima di avviarsi ed uscire a de- stra) “Si vede che si vogliono bene….!!!!!!”

    Lalla e Fortunata guardano stupefatte Simona uscire, si scambiano uno sguardo trafelato poi scattano, Fortunata verso l’uscita di sinistra e Lalla verso Natale.

71 – FORTUNATA – (Scatta come una furia verso l’uscita di sinistra: uscendo, a tutta voce) “BEATRI- CEEEEEEEEEEEE……!!!!!!!!!!!!!!!”

72 – LALLA – (Sta per seguire Fortunata, poi la sua attenzione si sposta su Natale che sta ancora beatamente dormendo nel suo angolo protetto dal giornale) “Ma guarda questo….!!” (Smoccola a- gra) “E meno male che doveva chiamarmi subito sul cellulare…..!!!!” (Scatta verso di lui, gli si piaz- za davanti con aria marziale, mani sui fianchi: a tutta voce) “NATALEEEEEEEE……!!!!!!!”

73 – NATALE – (Sta dormendo della grossa, con il giornale in testa che lo copre interamente. Dal ri- chiamo di Lalla passano alcuni attimi, poi scatta in piedi come una molla lasciando scivolare a terra il giornale, scatta sull’attenti salutando militarmente e comincia la sua litania) “Appuntato Natale Epifania……”

74 – LALLA – (Lo interrompe. Gracida quasi) “E smettila, stupido….!!”

75 – NATALE – (Realizza) “Ah….!” (Rivolge uno sguardo vacuo a Lalla, si siede, riprende il giornale e lo apre nuovamente davanti a se. Con voce assente) “Si cara…..”

76 – LALLA – (Con acrimonia) “Ti avevo detto di stare bene in guardia se rientrava Andrea e di avvi- sarmi sul cellulare, vero …??”

77 – NATALE – (Impassibile) “Si cara…..”

78 – LALLA – (Continua la sua rampogna) “Ma tu non hai capito niente come al solito e ti sei riad- dormentato come un orso lasciandotelo scappare….” (Agita convulsamente il pugno davanti a Na- tale) “…..cretino….!!!!”

79 – NATALE – (Non si smuove) “Si cara…..”

80 – LALLA – (Al culmine dell’ira, con furia) “Non farlo mai più, hai capito…..?!?!?!?”

81 – NATALE – (Rimane un momento fermo immobile, poi, di scatto, si alza, piega il giornale e si avvia a sinistra. Prima di uscire, con la solita flemma) “Si cara…..” (Replica) “Lo faccio domani cara..

82 – LALLA – (Trasalisce guardandolo uscire, poi, imbestialita, si toglie una scarpa e gliela lancia dietro QUANDO NATALE E’ GIA’ FUORI SCENA urlandogli dietro) “IMBECILLE……!!!!!”

83 – NATALE – (E’GIA’ FUORI SCENA: la scarpa lo centra, lancia un urlo moderato di dolore) “Ahia...

    Lalla rimane ferma furente per alcuni istanti a guardare l’uscita di sinistra schiumante rabbia, poi fa per muovere a sua volta verso sinistra e solo allora realizza di avere una scarpa sola.

84 – LALLA – (Fa per muovere verso l’uscita di sinistra, realizza che gli manca una scarpa. Si ferma, sbuffa) “Maledetto stupido….!!!” (Sacramenta togliendosi l’altra scarpa) “Ma chi me lo ha fatto fa-re di sposare un simile mentecatto…..?!?!?!?!?” (Muove un passo verso sinistra, si ferma nuova- mente. Alla platea, allargando platealmente le braccia, con rabbia, sbotta) “Accidenti a me e al fa scino del la divisa…..!!!!”

    Fa per riprendere il suo cammino verso sinistra, ma in quel mentre rientra in scena Natale.

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85 – NATALE – (Rientra in scena da sinistra: ha in una mano il giornale piegato e nell’altra la scarpa di Lalla. Si avvicina a lei: con la solita flemma) “Cara…..” (La apostrofa allungandogli la scarpa pri-

ma di girare sui tacchi e uscire nuovamente da sinistra) “……ti puzzano i piedi….!!!!”

86 – LALLA – (Lo guarda esterrefatta uscire da sinistra, impalata con la scarpa in mano. Poi, incre- dula, con un filo di voce, ancora alla platea) “Ma io questo lo uccido….!!”

    Lalla fa per muovere ed uscire a sinistra, entrambe le scarpe in mano, ma è fermata dall’ingresso in scena da quella parte di Beatrice e Fortunata.

87 – BEATRICE – (Entra in scena per prima da sinistra. Ha il grembiule da cucina e uno strofinaccio in mano) “E che ne so…..” (Ribatte a Fortunata senza voltarsi. Avviandosi verso il tavolo) “…..mica gli devo fare più da balia !”

88 – FORTUNATA – (Si ferma un passo oltre l’ingresso, incrocia le braccia. A muso duro) “Beatrice, per favore, eh…..!!!” (Rimbrotta secca la sorella) “Qui mi sa che si gioca a fare i furbi….!!”

89 – BEATRICE – (E’ al tavolo, comincia a raccogliere le stoviglie. Fa spallucce) “Se lo dici tu….!!”

90 – LALLA – (Si rianima. Avvicinandosi a Beatrice) “No, sorellina…..” (La rintuzza a muso duro) “…. lo dicono i fatti….!!”

91 – BEATRICE – (Ha raccolto i piatti: si volta per muovere verso sinistra. A Lalla, interdetta) “Quali fatti, scusa….?!?!?!?”

92 – FORTUNATA – (Avanza decisa verso Beatrice: frapponendosi a Lalla) “Andrea ha cambiato idea….!!!!”

93 – BEATRICE – (Ridacchia sorniona) “Conoscendolo….” (Ribatte calma scuotendo la testa) “….non credo proprio….!!”

94 – LALLA – (Scatta piccata, frapponendosi a Fortunata) “E allora…..” (Chiede sibillina) “…..cosa ci fa perennemente appiccicato a quella smorfiosa di Giulia…..?????”

95 – BEATRICE – (Si stringe nelle spalle) “E che ne so…!” (Muovendo verso sinistra) “Chiedetelo a lui….!!”

96 – FORTUNATA – (Scatta e si para davanti a Beatrice: sentenzia secca) “E allora dobbiamo decide re…..!!”

97 – BEATRICE – (Alza gli occhi al cielo: prima di uscire a sinistra) “Dio lo volesse….!!!!”

98 – LALLA – (Scatta come morsa da una tarantola) “Beatriceeeeee…..!!!!” (Insegue la sorella. Uscendo da sinistra) “Non è colpa nostra se tuo figlio di punto in bianco cambia idea….!!!”

99 – BEATRICE – (Rientra in scena da sinistra: con la sua solita flemma) “Forse…..” (Replica) “……sa rebbe meglio che i VOSTRI di figli…..” (Sottolinea la parola alzando leggermente il tono della voce) “Cominciassero ad averne UNA…..” (Alza nuovamente il tono della voce indicando il numero con un dito) “…..di idea….!!”

100 – FORTUNATA – (Si frappone fra lei e Lalla fermandola all’altezza del tavolo) “Il mio Oreste è un ragazzo sensibile….” (Argomenta decisa) “Esita a scegliere perché ha paura di ferire chi delle due verrà esclusa….!!”

101 – BEATRICE – (Sta raccogliendo le stoviglie rimaste sul tavolo) “Si…..” (Ribatte flemmatica) “So- prattutto nel portafoglio….!!”

102 – LALLA – (Sposta Fortunata: piazzandosi di fronte a Beatrice, mano sui fianchi) “In quanto al mio Osvaldo….” (Argomenta a sua volta) “Le idee ce l’ha chiarissime….!!!”

103 – BEATRICE – (Continuando il suo lavoro) “Certo…..” (Ribatte tranquilla) “Quelle della mamma !”

    In quel momento, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Osvaldo e Vanessa.

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104 – OSVALDO – (E’ un ragazzo di diciotto anni, vestito come un cameriere o un collegiale: panta-

loni neri con la riga in mezzo, camicia bianca, gilet bordeaux, scarpe nere di lustrino, papillon nero. Ha un grosso paio di occhiali ed un sorriso ebete perennemente stampato in faccia. Entra TENEN- DO PER MANO VANESSA) “Buongiorno mamma….buongiorno zie….!!” (Saluta compito regalando loro un largo sorriso) “Finalmente il sole….!! (Considera: serio) “Scioglierà la neve….!!!”

105 – BEATRICE – (Con uno sguardo bieco) “Ma va…..?!?!?!?”

106 – OSVALDO – (Si rivolge a Vanessa) “Vanessa, cara…..” (La esorta lasciandole la mano) “…vuoi regalare a mamma e zie uno dei tuoi versi….??”

107 – VANESSA – (E’ una ragazza coetanea di Osvaldo. E’ vestita con una gonna nera lunga fino ai piedi, scarpe basse, una camicia bianca e un gilet. Hai i capelli raccolti in due codini laterali e anche lei porta un vistoso paio di occhiali. All’invito di Osvaldo si stacca leggermente da lui) “Orsù buon

giorno…..bel mondo amaro…..” (Comincia a declamare alzando la testa al cielo e un braccio verso l’alto, prima di prostrarsi in un profondo inchino) “Io son Vanessa…..e poetar m’è caro….!!”

108 – OSVALDO – (Con un sorriso a tutta bocca) “Vanessa….” (Spiega) “….è un’aspirante poetessa !

109 – FORTUNATA – (E’ rimasta ad osservarli con un certo sconcerto) “Io non so mica…..”  (Com- menta dubbiosa) “…..che cosa ci può uscire….” (Li indica con un gesto del capo) “….da ‘sti due….!!”

110 – BEATRICE – (Sconcertata a sua volta) “Io si…..!!” (Alla platea) “L’ anticristo….!!!!”

111 – LALLA – (Scatta verso il figlio) “Osvaldo….” (Lo affronta decisa) “….hai parlato con tuo padre..

112 – OSVALDO – (Interrogativo) “A proposito di che, mamma….??”

113 – LALLA – (Secca) “Della riproduzione…!!”

114 – OSVALDO – (Rinfrancato) “Certo mamma….!!”

115 – LALLA – (Lo incalza) “E che cosa ti ha detto…..?!?!?!?”

116 – OSVALO – (Ebete) “Che bisogna darsi tanti bacini, mamma….”

117 – LALLA – (Con veemenza) “E tu cos’hai fatto….?!?!?!?”

118 – OSVALDO – (Ritraendosi, con una smorfia di imbarazzato pudore, poggiando delicatamente un dito sulle labbra di Vanessa CHE SI ILLUMINA I UN SORRISO EBETE MOSTRANDO CHIARAMENTE ALLA PLATEA L’APPARECCHIO PER I DENTI) “Le ho dato subito due bacini sulle labbra….!!!”

119 – LALLA – (Avvampa in viso: serrando i pugni e alzando gli occhi al cielo, livida di rabbia) “Cop- pia di immensi cretini…..!!!”

120 – BEATRICE – (Alza gli occhia al cielo: con desolazione) “Santa Maria Goretti…..!!!!” (Implora) “Osvaldo…..” (Posa le stoviglie sul tavolo, si avvicina ad Osvaldo) “…..hai mai visto….quando comin- cia la primavera….” (Lo prende sottobraccio) “….le api che ronzano sui fiori….???” (Chiede avviando si verso sinistra trascinandosi dietro Osvaldo sottobraccio e AFFERRANDO UN’INTERDETTA VANES- SA con l’altra mano e trascinandosi fuori a sinistra anche lei) “Fanno così perché i fiori hanno il pol- line……”

121 – FORTUNATA – (Guarda Beatrice, Viola e Osvaldo uscire con un’espressione di estremo disgu sto) “Che coppia di idioti !!”

122 – LALLA – (Sobbalza. Piccata, a Fortunata) “Guarda che mio figlio è un ragazzo educato….” (Ab baia quasi a muso duro) “Mica come il tuo che è un autentico cialtrone….!!!!”

123 – FORTUNATA – (Altrettanto piccata) “Non è una questione di educazione, cara mia…..” (Insor ge con veemenza) “…..ma di cervello !!” (Sfrontata) “E quello di Osvaldo....è piccolo così…!!” (Mi- ma la parola co le dita. Scrolla le spalle: con ostentata ovvietà) “E con due genitori simili…..” (Allar ga le braccia: con un sorriso canzonatorio) “….non potrebbe essere altrimenti….!!”

    Beatrice, DA FUORI A SINISTRA, le sente litigare ed interviene.

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124 – BEATRICE – (DA FUORI A SINISTRA, decisamente contrariata) “E smettetela di litigare…..” (Le apostrofa) …..porca miseria….!!!!”

    Alla voce di Beatrice, Lalla e Fortunata si interrompono all’istante.

125 – LALLA e FORTUNATA – (Ammutoliscono di colpo. Si guardano stupite: CONTEMPORANRANE AMENTE, indicandosi, a tutta voce) “Noiiiiiii…..?!?!?!?!?”

126 – LALLA – (Molto contrariata, a Beatrice, verso l’uscita di sinistra) “Per tua norma e regola….”

127 – LALLA e FORTUNATA – (CONTEMPORANEAMENTE: si indicano nuovamente. A tutta voce, pri ma di muovere e uscire a loro volta da sinistra) “NOOOOIIIIIII……” (Con in gesto eloquente di confer ma con il braccio) “Non abbiamo MAAAIIIIII…..” (Alzano il tono della voce per rafforzare la parola) “…..litigato….!!!!!”

    Passano alcuni attimi e da sinistra rifanno il loro ingresso in scena Andrea e Giulia: fra loro, i toni si sono decisamente smorzati.

128 – GIULIA – (Entra in scena per prima, ha un foglio in mano. Va a sedersi al tavolo con un sorri- so amaro sulle labbra)

129 – ANDREA – (La segue da vicino. Si avvicina al tavolo e si appoggio ad esso accanto a lei) “E co sì studi musica…..” (Le si rivolge) “…..vai al conservatorio….”

130 – GIULIA – (Fa spallucce) “Già….!”

131 – ANDREA – (Fa cenno di assenso con il capo) “E qui speravi di trovare un lavoro per pagarti gli studi….”

132 – GIULIA – (Fa spallucce senza rispondere)

133 – ANDREA – (Le indica il foglio che ha in mano con un cenno del capo) “Cantala ancora….!!!”

134 – GIULIA – (Gli rivolge un pallido sorriso, poi lo accontenta) “Strada stretta che porti lontano da queste colline…..” (Comincia a canticchiare a bassa voce) “A una meta che sembra un miraggio, che non ha confine….” (S’interrompe. Rivolge il suo sguardo ad Andrea che la guarda estasiato e gli dispensa un sorriso un po’ più convinto. Poi riprende) “Quante volte ho disceso i tuoi fianchi stupita e incantata…..quante volte poi invece la sera son sempre tornata…..”

135 – ANDREA – (La interrompe) “E l’hai scritta tu….” (Ripete a se stesso più che a lei) “….parole e musica….!”

136 – GIULIA – (Risponde ancora facendo spallucce, con un sorriso)

137 – ANDREA – (Con enfasi) “Io la musica la amo da impazzire…..” (Argomenta) “…..ma sono una frana…..” (La guarda un attimo negli occhi: poi azzarda) “Potresti insegnarmela tu….!!”

138 – GIULIA – (Perde il sorriso, quasi meccanicamente) “Andrea…..” (Ribatte) “…..io non sono in vendita….!!”

139 – ANDREA – (Candidamente) “E io non ho soldi per comprarti….!!!!”

140 – GIULIA – (Si rabbuia: con voce mogia) “Vorrei tanto poterti credere…..”

141 – ANDREA – (Fa spallucce) “Se è per questo…..” (Ribatte deciso) “Aspettami qui….” (La invita tendendo una mano verso di lei. Muovendo verso sinistra con passo deciso, prima di uscire) “….va do a fissare una stanza alla locanda anche per me…!!”  

142 – GIULIA – (Rimane di stucco) “Ma….” (Mormora appena, sconcertata. Poi scatta in piedi) “An drea…..” (Lo richiama uscendo a sua volta a destra con passo veloce) “Andreaaaaa…..!!!!”

 

    Passa qualche attimo e, da sinistra, rientra in scena Natale.

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143 – NATALE – (Entra in scena da sinistra, sbracato come prima e con l’immancabile giornale sot to il braccio. Si sporge prima leggermente dall’entrata, controlla che in giro non ci sia nessuno, poi si avvia verso il suo angolo in fondo, apre il giornale e se lo posiziona davanti coprendosi la faccia)

    La scena rimane ferma qualche attimo, poi, da destra, rientrano in scena Oreste e Viola.

144 – ORESTE – (Entra per primo da destra) “Ma dove si sarà cacciata quella stupida di Simona….!” (Sacramenta decisamente contrariato. Si ferma a centro scena, accorgendosi della presenza di Na-tale. Sorride perfido) “E questo è ancora qui…..!!”

145 – VIOLA – (Entra subito dietro di lui: ha recuperato la limetta e si sta aggiustando le unghie. Ar riva a centro scena, fermandosi dietro ad Oreste) “Perché…..” (Commenta senza alzare lo sguardo dal suo lavoro) “……tanto non dorme sempre…..???”

146 – ORESTE – (Sghignazza) “Scommettiamo….??” (Commenta sibillino. Si avvicina allo zio, gli sfi- la nuovamente il giornale con un gesto secco della mano verso l’alto scoprendo la faccia di Natale che dorme soavemente) “Visto…..???” (Con perfidia) “Ma adesso vedrai che il risveglio se lo ricorda per un po’…..!!” (Sghignazza nuovamente. Si abbassa e scioglie il nodo della cintura che regge i pantaloni di Natale. Poi gli rimette il giornale fra le mani in modo che gli copra la faccia) “Buona- notte zietto….!!” (Commenta sarcastico. Poi, partendo secco verso sinistra e uscendo, SEGUITO DA VIOLA CHE CONTINUA IMPERTERRITA A SISTEMARSI LE UNGHIE) “E adesso andiamo a cercare l’al- tra oca…..!!!!”

    Passano pochi attimi, poi, ancora da sinistra, entra in scena Battista, il musicista, marito di Fortu

Nata.

147 – BATTISTA – (Entra in scena da sinistra con passo misurato. E’ un uomo più o meno coetaneo di Fortunata: indossa un abito stravagante e un buffo cappello ed ha con se la sua tromba ed una serie di fogli che sono spartiti e che sta guardando mentre cammina. Si avvicina serio al tavolo, si siede, vi deposita sopra gli spartiti e comincia a leggerne uno canticchiando la musica che c’è scrit ta sopra e mimandola con una mano tipo direttore d’orchestra. Poi sistema meglio il foglio davanti a se, impugna la tromba e comincia a solfeggiare le note, dapprima con toni bassi, poi alzando sem pre di più il volume per finire con una stecca terribile. Fa una smorfia di disapprovazione, poggia la tromba sulle gambe, poi ricomincia a leggere lo spartito ripetendo la pantomima di prima. Arriva to al punto della stecca precedente si blocca: accenna alcuni movimenti parziali, fermandosi sem- pre a metà affatto contento di se, poi ne compie uno intero. Si illumina, lancia un grido di soddisfa zione) “Ahahaaaaa…..!!” (Imbraccia nuovamente la tromba, ripete il solfeggio, questa volta senza stecche. Posa la tromba convinto, mette da parte uno spartito e ne prende un altro. Lo studia come prima, poi riprende la tromba e ricomincia a suonare, questa volta un pezzo intero, incappando do po pochi secondi nella solita, terribile stecca)

    A quel punto, da fuori a sinistra, si sente la voce di Renato

148 – RENATO – (DA FUORI A SINISTRA, decisamente seccato, a voce alta) “E bastaaaa…..!!!!!”

149 – BATTISTA – (Non lo considera proprio. Ha posato la tromba e sta nuovamente eseguendo il pezzo dirigendolo come un professore d’orchestra. Alla fine, ha un’espressione di convinta soddisfa zione: riprende la tromba, ricomincia a suonare. Pochi secondi e, inevitabile, ritorna un’orribile stec ca)

150 – RENATO – (ANCORA DA FUORI A SINISTRA, sempre più spazientito) “Basta, per favoreeee….”

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(Ribadisce a gran voce) “……sto lavorando…..!!!!”

151 – BATTISTA – (Trasalisce. A tutta voce) “E io cosa credi stia facendo……” (Replica offeso) “…..zotico….!!!!!”

    C’è un attimo di silenzio assoluto, poi Battista si gira nuovamente verso lo spartito con un gesto convinto del capo ed un largo sorriso di soddisfazione.

152 – BATTISTA – (Si gira verso il tavolo, sistema meglio lo spartito, riprende la tromba, l’avvicina alle labbra e fa per ricominciare il suo brano)

   In quel momento, da sinistra, Renato rientra in scena.

153 – RENATO – (Si catapulta in scena da sinistra, furibondo) “Brutta razza di allocco vestito a festa …..!!!!!” (Urla a Renato con veemente rabbia raggiungendolo al tavolo e piazzandoglisi di fronte) “Tu non hai idea di cosa significhi lavorare……” (Lo rampogna selvaggiamente) “……immenso creti- no…..!!!!!!”

154 – BATTISTA – (E’ preso alla sprovvista. Dopo un attimo di smarrimento prova a reagire) “Rena- to…..” (Si inalbera. Prova invano ad alzarsi, SOVRASTATO DA RENATO) “…..io sono un musicista…!”

155 – RENATO – (Ha il sangue agli occhi) “Nooooooooo…….!!!!!!!” (Gli abbaia quasi in faccia obbli gandolo a rimanere seduto) “Tu sei un uccisore di timpani…..” (Esplode) “…..un violentatore di spar titi…..!!!!!!”

156 – BATTISTA – (Annichilito da Renato, prova inutilmente ad esporre le sue ragioni) “Sono un arti sta…..” (Ribatte poco convinto) “Ho bisogno dei miei spazi dove coltivare la mia opera….!!”

157 – RENATO – (Sempre più agitato) “Nei campi…..” (Gli indica lanciando un braccio l’uscita di de- stra) “….n’tu mezu ai coi….!!!!”

158 – BATTISTA – (Approfitta che Renato si è leggermente staccato da lui per alzarsi in piedi) “In- somma…..” (Insorge nuovamente, questa volta più convinto) “…..sei tu che prima mi hai concesso il tuo studio per lavorare e poi mi hai cacciato via….!!”

159 – RENATO – (Livido di rabbia) “Guarda bello……” (Gli abbaia nuovamente in faccia) “….che quello di la è uno studio tecnico, non una sala prove…..!!” (Decisamente alterato) “In uno studio tecnico c’è  il tecnigrafo e visto che IO…..” (Si indica alzando il tono della voce per rafforzare la pa- rola) “…..sono un tecnico…..” (Sporgendosi su di lui fino a costringerlo a sedersi di nuovo) “….per la vorare…..” (Livido di rabbia, sillabando le parole) “…..HO….BISOGNO…..DEL …..TECNIGRAFO….!!!!”

(Con un sorriso satanico)  “Capito……?!?!?!?”

    Renato si scosta allontanandosi di qualche passo per fare sbollire l’ira volgendo le spalle a Batti- sta che ne approfitta per provare a ripartire alla carica.

160 – BATTISTA – (Guarda Renato di traverso aspettando prudenzialmente che si allontani di qual- che passo, poi prova nuovamente a protestare) “Anch’io sono un  lavoratore….!!!” (Si inalbera scat tando in piedi come una molla) “…..e ho bisogno di uno spazio adeguato dove affinare la mia arte di musicista…..” (Declama quasi alzando un braccio verso l’alto: avanzando di un paio di passi ver so Renato)…..perdiana….!!!!!”

161 – RENATO – (Trasalisce. Torna sui suoi passi) “No Battista…..” (Lo affronta a muso duro avan- zando verso di lui CHE COMINCIA AD ARRETRARE CURVANDO LA SCHIENA ALL’INDIETRO) “….tu non sei un musicista….!!” (Gli abbaia contro sibilando) “Tu sei un massacratore di spartiti…..” (Rin cara la dose) “….un serial killer di pentagrammi…..!!!”

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162 – BATTISTA – (E’ tornato a ritroso fino alla sedia dov’era seduto prima, ci si abbatte sopra) “Io non ti permetto….” (Prova a ribattere timidamente) “….di mettere in dubbio le mie capacità di….”

163 – RENATO – (Lo interrompe) “Sei un’emerita schiappa…..” (Lo rampogna feroce) “…..che si cre de di essere chissà chi….!!” (E’ sopra di lui, pianta lo sguardo fisso sul suo) “Quelli del tuo calibro hanno un unico posto dove esercitarsi senza fare danni…..” (Categorico, a tutta voce) “IN CANTINA ….!!!!!!” (Spara) “Quindi infilati giù di sotto in mezzo ai topi che almeno li fai scappare e rendi un sevizio….!!!!!!”

   In quel mentre, attratti dalla gazzarra, compaiono in scena contemporaneamente Beatrice da sini stra e Andrea e Giulia da destra.

164 – BEATRICE – (Compare in scena da sinistra) “Renato….” (Richiama il marito preoccupata) “…. ma cosa diamine…..”

165 – ANDREA – (Rientra in scena da destra anche lui piuttosto allarmato SEGUITO DA UN’INTER- DETTA GIULIA. Al padre, un po’ in ansia) “Papà…..”

166 – RENATO – (Alza le mani una verso Beatrice e una verso Andrea) “Tranquilli…..!!!” (Li tranquil- lizza) “Io e mio cognato Battista ….” (Lo indica) “…..abbiamo avuto un semplice scambio di opinioni in virtù del quale lui ha deciso….” (Si riabbassa verso il preoccupatissimo Battista, cambia tono. Fe- roce, abbaiandogli in faccia) “Che da adesso subito lui va a provare il suo infernale attrezzo…..” (In- dica la tromba di Battista: a tutta voce) “…..IN CANTINA….!!!!!!”

167 – BATTISTA – (Assolutamente trafelato) “Ma Renato ….” (Prova ad obbiettare timidamente al- zandosi) “….giù di sotto c’è poca luce….” (Argomenta) “….c’è il rimbombo….” (Aggiunge accorato) “E io devo provare ancora il preludio in si bemolle….” (Comincia ad elencare allontanandosi verso sinistra) “…..il trionfo in do maggiore…..” (Insiste) “…..l’assolo in fa diesis….!!!!”

168 – RENATO – (Comincia ad avanzare a piccoli passi verso di lui) “Battista…..” (Lo rampogna an- cora) “…..se non sparisci subito ti giuro che fra un po’ ti faccio sentir suonare la tromba del giudizio …..!!!!!!”

169 – BATTISTA – (E’ quasi all’altezza dell’uscita: prova un’ultima debole replica) “Ma Renato, io….

170 – RENATO – (Furibondo, a voce ALTISSIMA fino a farsi scoppiare le vene del collo, indicandogli con il braccio teso l’uscita di sinistra) “VIIIIIAAAAAAAAA……!!!!!!!!!!!!!!!!!”

    Battista trasalisce, gira sui tacchi ed esce correndo da sinistra, ma ciò che non è riuscita a fare fino a quel momento nemmeno la tromba di Battista riesce a farlo la voce tonante di Renato. Natale, rimasto fino a quel momento fermo immobile nel suo angolo, il viso coperto dal giornale, si scuote all’improvviso.

171 – NATALE – (E’ rimasto fermo immobile fino a quel momento al suo posto. All’urlo sovrumano di Renato si scuote all’improvviso sobbalzando vistosamente con un grido e buttando contempora neamente via il giornale) “AHAHAHAHAAAAAAA…..!!!!!!!!!!” (Si guarda un attimo intorno SENZA ALZARSI, poi realizza cos’è stato a svegliarlo. Con voce solenne, come può fare un carabiniere nell’e sercizio delle sue funzioni, a Renato) “Briano Renato…..” (Lo arringa. Scatta in piedi: i pantaloni, senza più cintura, gli scivolano a terra lasciandolo in mutande tipo bermuda) “Protesto VIBRATA- MENTE…..” (Declama quasi alzando il tono della voce per rafforzare la parola) “…per come…..”

172 – RENATO – (Si gira di scatto verso Natale: lo vede in mutande) “E tu vibra un po’ meno, ardi- ciocca…..” (Lo rintuzza feroce: indicandogli i pantaloni abbassati) “Te cazze e braghe…..!!!!!”

173 – NATALE – (Si guarda, si rende conto solo allora di avere i calzoni abbassati: raccoglie veloce- mente il giornale da terra, si alza i calzoni e corre via uscendo a sinistra reggendosi i pantaloni)

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174 – ANDREA – (Ha assistito alla scena ridendo di gusto. A Beatrice) “Però mamma…..” (Considera ridendo di gusto) “……che buffo zio Natale con i pantaloni a mezz’asta…..!!”

175 – BEATRICE – (Fa uno sguardo interdetto ad Andrea) “Andrea…..” (Replica) “…..se va avanti così…..” (Alla platea, scuotendo lievemente la testa rassegnata) “…..mi sa che con le brache a mezz’asta ci rimaniamo tutti……!!!!!”

-   S    I    P    A    R    I    O    -

      

  

  

 

  


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                                               TERZO ATTO

    All’apertura del sipario la scena è vuota.

   Diversi particolari, però, fanno notare come sia passato del tempo: tovaglia diversa sul tavolo, un vaso di fiori sunna credenza, orpelli vari diversi da quelli dei primi due atti.

   Sul tavolo sono ricomparsi i fascicoli: uno è aperto e ci sono diversi fogli sparsi intorno.

   Dopo pochi secondi, Oreste si affaccia dall’uscita di sinistra.

1 – ORESTE – (Si affaccia dall’uscita di sinistra: HA NUOVAMENTE CAMBIATO ABITI. Si guarda intor no con circospezione, sogghigna soddisfatto poi entra ed attraversa la scena uscendo da destra, fi- schiettando)

    La scena rimane vuota alcuni secondi poi, da fuori a destra, si sente la voce di Renato.

2 – RENATO – (Da fuori a destra, grida di dolore) “Ahiaha….!!!!!” (Poi esplode in una serie di rabbio se contumelie) “Ma porca quella zozza miseriaccia porca…..!!!!!”

    Passano ancora alcuni istanti e poi Renato fa la sua comparsa in scena da destra.

3 – RENATO – (Entra in scena da destra: si massaggia una mano con l’altra ed è visibilmente contra riato) “Beatrice…..!!” (Esplode a tutta voce) “BEATRICEEEEEEEEEE…….!!!!!!”

4 – BEATRICE – (Dopo un attimo, da fuori a sinistra, con sofferta rassegnazione) “Ooooouuuuhhhh. ……!!!!!!!!!” (Dopo un altro attimo compare sull’uscita di sinistra) “Embè….?!?!?!?”

5 – RENATO – (Imbufalito, indicando l’uscita di sinistra) “Il maledetto freno al cassettone della le- gna…..!!!!!” (Spara indicando l’uscita di sinistra) “E’ mai possibile che lo dobbiate sempre togliere.. ….?!?!?!?!?”

6 – BEATRICE – (Ha in mano uno strofinaccio e sta asciugando una stoviglia. Rimane ferma sull’usci ta: scrolla le spalle) “Ma figurati….!!” (Ribatte flemmatica) “Guarda che sarai tu che ti dimentichi di metterlo….!!”

7 – RENATO – (Si toglie il giaccone) “E certo…..!!!” (Ribatte inviperito) “Sono io che godo a lasciare tutte le volte le dita sotto il coperchio…..!!”

8 – BEATRICE – (Si stringe nelle spalle) “E dai…..!!” (Lo rampogna bonariamente. Esce a sinistra, rientra un attimo dopo asciugando un’altra stoviglia) “Chi vuoi che si prenda la briga di andare a sganciare il freno solo per farti un dispetto…..”

9 – RENATO – (E’ al tavolo: ha appeso il giaccone allo schienale di una sedia) “Qualche buontempo ne in vena di burle…..” (Commenta acido. Si siede al tavolo, prende in mano alcuni fogli che vi sono sparsi sopra e comincia a controllarli) “E mi pare che ultimamente QUI INTORNO…..” (Rafforza le parole alzando il tono della voce facendo roteare il dito indice di una mano) “…..i buontemponi non manchino….!!!!”

10 – BEATRICE – (Con leggero fastidio) “Nessuno sarebbe così cretino di rovinarsi le mani a sgancia re il freno del cassone….” (Allarga leggermente un braccio) “Nello spazio che hai lasciato per mano vrarlo ci passerebbe a malapena un topo….!!”

    In quel momento, sempre fischiettando, da destra rifà il suo ingresso in scena Oreste.

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11 – ORESTE – (rientra da destra fischiettando. Passa davanti a Renato) “Ciao zio…..!!” (Lo apostro fa. Con un sorriso beffardo, prima di uscire a sinistra) “Bella giornata vero….??”

12 – RENATO – (Sta per riprendere il suo lavoro. Rimane a guardare Oreste salutandolo con un va- go sorriso e un cenno del capo. Poi, a Beatrice, con evidente sospetto ) “Un topo….?!?!?!?”

13 – BEATRICE – (Interdetta) “Si…..perchè….??????”

14 – RENATO – (Si illumina: scatta in piedi) “Beatrice……” (Va verso la moglie, le schiocca un sonoro bacio su una guancia. Prima di muovere a passo veloce verso destra) “…..tie na donna da spuzaa… …..!!!!!!!!”

15 – BEATRICE – (Non capisce) “Ma…..Renato…..” (Cerca di fermarlo con la voce) “…..dove vai ades so…..?!?!?!?”

16 – RENATO – (Categorico, uscendo da destra) “A tende ai ratti….!!!!!!”

17 – BEATRICE – (Lo guarda uscire interdetta. Alla platea, scuotendo la testa, con un’espressione in credula, prima di uscire a sinistra) “Boooohhhh…..!!!!!!!”  

   Passano alcuni istanti e da sinistra fanno il loro ingresso in scena Lalla e Fortunata.

18 – LALLA – (Entra per prima da sinistra con passo solenne fermandosi poi a centro scena. Si volta verso Fortunata che la segue a breve, fa spallucce: glaciale) “Così pare….!!”

19 – FORTUNATA – (Si blocca accanto a Lalla: a braccia incrociate) “Hai capito….!!!!” (Sibila con rabbia) “Ecco perché la signorina Giulia non ne ha voluto assolutamente sapere di circuirsi quel fur bone di mio figlio Oreste…..” (Sentenzia con stizza) “….se l’era già prenotata Andrea….!!!!”

20 – LALLA – (Si stringe ancora nelle spalle) “E meno male….”(Considera agra) “….che il buon An- drea e Beatrice si erano chiamati assolutamente fuori da qualsiasi discorso….!!”

21 – FORTUNATA – (Fa spallucce) “Beh, dai…..” (Prova a giustificarsi più con se stessa che con Lalla “Mica sempre le cose si fanno solo per i soldi……”

22 – LALLA – (Cattedratica) “No…..” (Replica acida) “…..anche per denaro….!!”

    In quel momento, da sinistra, fa il suo ingresso in scena Beatrice.

23 – BEATRICE – (Rientra da sinistra: ha in mano una pila di salviette. Alle sorelle, dirigendosi, verso la credenza sull’angolo a sinistra del fondo) “Dio che facce…..” (Considera) “…..v’è morto il gatto…?

24 – LALLA – (Con sufficienza, accenna appena) “Spiritosa….!!”

25 – FORTUNATA – (Trasalisce) “Senti un po’……” (Si scaglia come una furia su Beatrice) “E’ vero che Andrea e quella smorfiosa di Giulia vanno a vivere giù in paese……???????”

26 – BEATRICE – (Con assoluta naturalezza, girandosi verso Fortunata) “Si….perché….?!?!?”

27 – LALLA – (Scatta come una furia: scosta quasi di peso Fortunata piazzandosi di fronte a Beatri ce. Con livore) “Magari insieme, vero….????”

28 – BEATRICE – (Fa una smorfia interdetta. Aprendo la credenza e sistemando le salviette, con somma naturalezza) “E anche se fosse….???”

29 – FORTUNATA – (Scatta a sua volta scostando Lalla: con foga) “Ma ti rendi conto di che cosa si- gnifica…..?!?!?!?”

30 – BEATRICE – (Ha ultimato il suo lavoro: si volta verso Fortunata. Pacata) “Probabilmente che si voglio no bene….!”

31 – LALLA – (Riprende il suo posto davanti a Beatrice scostando nuovamente Fortunata) “Così ma- gari fra nove mesi vieni a dirci che hanno messo al mondo un figlio e che Andrea ha cambiato idea sull’eredità….!!!”

32 – BEATRICE – (Alza gli occhi al cielo: con rassegnazione) “O Signur….!!” (Mormora sconsolata)  

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“Beh…..” (Si avvia al tavolo appoggiandovisi contro) “…..sarebbe sempre un suo diritto….!!”

33 – FORTUNATA e LALLA – (La inseguono fino al tavolo: INSIEME, A TUTTA VOCE, piazzandosi di fronte a lei e quasi scandendo le parole) “DEVI….IMPEDIRLO…..!!!!!!!”

34 – BEATRICE – (Scoppia a ridere sommessamente) “E perché…???” (Ribatte candidamente) “Nes suno impedisce ai vostri rampolli di darsi da fare mi pare….!!”

   

     La risposta di Beatrice gela Lalla e Fortunata che rimangono senza parole. Beatrice ne approfitta per rincarare la dose.

35 – BEATRICE – (Con calma olimpica) “Sorelline…..” (Le apostrofa) “….Andrea è stato abituato a badare a se stesso e a tenere i piedi saldamente ancorati al terreno….” (Spiega) “Vi assicuro che ha le idee ben chiare….!!!” (Si alza) “Sono i vostri figli…..” (Argomenta avviandosi verso sinistra prima di uscire) “…..che mi pare non ce l’abbiano proprio….!!!!”

     Lalla e Fortunata rimangono immobili a fissarsi per un lungo istante, poi partono a loro volta, ciascuna con il suo passo, verso l’uscita di sinistra.

36 – LALLA e FORTUNATA – (Partono di scatto verso sinistra) “BEATRICEEEEEEEE……” (Inseguono la sorella con la voce: prima di uscire) “…..NON PUOI FARCI QUESTOOOOOOO……!!!!!!!”

    Passano alcuni attimi e da sinistra entrano in scena Giulia e Oreste.

37 – GIULIA – (Entra per prima da sinistra: ha due grossi borsoni, uno per mano. Si ferma secca all’altezza della fine del tavolo, lascia cadere a terra i due borsoni: a Oreste, che la segue a un paio di passi, secca, imponendogli un dito per fermarlo) “Non mi toccare…..!!!!!!”

38 – ORESTE – (Entra subito dietro Giulia, si arresta a due passi da lei. Con falsa innocenza) “Ma dai ……” (Argomenta) “Visto che te ne vai…..” (Con un sorriso sordido) “…..volevo solo salutarti come si conviene…..!!!”

39 – GIULIA – (Decisa) “Stammi distante…..” (Lo arringa quasi) “….e non mi toccare….!!!!!!!”

40 – ORESTE – (Con un’espressione di angelica derisione) “Perché……?!?!?!?” (Obbietta) “Non ti ho toccato bene….????” (Cambia espressione: con uno sguardo famelico) “Rimedio subito…..!!!!”

    Oreste parte all’attacco tendendo le mani a presa verso il seno proteso di Giulia, ma invece del suo petto trova il braccio destro teso a protezione della ragazza.

   Giulia approfitta dell’attimo di sorpresa di Oreste, che non si aspetta la sua reazione, per fare un mezzo passo indietro e armare con il braccio sinistro un potente manrovescio che, un attimo dopo, si stampa sul viso del ragazzo.

41 – ORESTE – (Riceve il mascone in pieno viso) “Ahiaaaaa….!!!!!” (Accusa il colpo, vacilla vistosa- mente  arretrando, oscillando pericolosamente e coprendosi la guancia colpita con una mano. Si ferma) “A brutta razza di stronzetta…..” (Sibila con un’espressione carica d’odio. Scatta ansimando come un toro verso di lei, le mani nuovamente protese in avanti) “Adesso ti faccio vedere io come..

    Giulia, che è rimasta immobile, le braccia tese lungo il corpo, le mani chiuse a pugno, si aspetta l’attacco e scansa spostandosi di lato il pugno che Oreste prova a sferrargli colpendolo contempora neamente ad una gamba con un calcio e facendolo volare lungo steso sul pavimento.

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    Oreste atterra pesantemente a terra con un urlo più di rabbia che di dolore: prova a rialzarsi met tendosi carponi e facendo leva sulle braccia ma Giulia gli è già alle spalle e lo atterra nuovamente con un poderoso calcione al fondoschiena.

42 – ORESTE – (Urla di dolore finendo nuovamente a gamba levate) “Ahahahaaaa…..!!!!!” (Si gira su se stesso: guardandola con odio profondo, mormora appena) “Schifosa maledetta….!!!”

43 – GIULIA – (lo guarda dall’alto in basso: con profondo disprezzo) “Bastano o ne vuoi ancora…??”

    In quel momento, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Simona e Viola.

44 – SIMONA – (Vede Oreste per terra) “Oresteeeeeeee……!!!!!!” (Lo invoca quasi) “Amoreeee…!!”

45 – VIOLA – (E’ alle sue spalle: sta nuovamente limandosi le unghie. Molto più realistica) “T’è cadu to il fazzoletto….???”

46 – ORESTE – (Trasalisce. Si guarda un attimo intorno cercando una scusa per evitare una figurac- cia. Poi si illumina: serio, a Giulia) “E stai più attenta quando fai i bagagli…..” (la rampogna con no- tevole faccia tosta. Alzandosi ancora visibilmente dolorante ) “….non trovi sempre che è disposto a stendersi a terra e raccoglierti le monete quando ti cadono….!!!!!” (Si dirige a sinistra, raggiunge Si mona e Viola) “Andiamo ragazze…..” (Le invita cingendo loro le spalle: uscendo poi con loro a sini- stra) “Ci prendiamo un caffè….!!!!”

47 – GIULIA – (Li guarda uscire da sinistra, poi scoppia a ridere) “Però…..” (Commenta divertita fra se) “…..non si può dire che gli manchi la faccia tosta….!!” (Raccoglie i due borsoni) “Comunque la prossima volta…..” (Commenta fra se) “…..prima di toccare il sedere ad una ragazza mi sa che ci pensa bene…..” (Uscendo da destra, soddisfatta e divertita) “Un po’ di arti marziali fanno sempre comodo…..!!”

    Un attimo dopo, da destra, entra in scena Renato.

48 – RENATO – (Entra in scena da destra, è visibilmente soddisfatto) “Bene…..” (Commenta fregan- dosi le mani) “Adesso la trappola è tesa…..” (Si siede al tavolo) “…..vediamo se ci casca il topolino!”

(Comincia a raccogliere i fogli sparsi sul tavolo) “Qui com’è il discorso….?” (Li esam na ad uno ad uno) “Questo c’è ….questo c’è…..” (Commenta posandoli sul tavolo ad uno ad uno. Si blocca) “E la relazione tecnica…..?!?!?!?” (Sbuffa pesantemente, riprende tutti i fogli, li ricontrolla. Li posa sul tavolo.) “Ma dove diavolo…..” (Mugugna fra se. Rimane pensoso) “Nello studio…..????” (Cerca di ricordare) “O in soffitta…..?????” (Allarga le braccia) “Ma porca…..” (Smoccola. Si alza, si avvia all’uscita di sinistra) “ma come si fa a lavorare così…..” (Smoccola uscendo) “…..dannazione !!”

    Passano pochi istanti e, sempre da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Beatrice, Lella e Nata le seguiti da Osvaldo e Vanessa.

49 – LALLA – (Entra in scena per prima, decisamente contrariata) “Non è giusto che adesso Andrea si rimetta in corsa…..” (Argomenta a Beatrice che la segue a breve fermandosi a centro scena) “….. le ragazze hanno bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi con i nostri figli….!!” (Si rivolge a Na

tale che, nel frattempo, si è già diretto alla sua solita postazione sul fondo e sta già nascondendosi dietro il giornale) “Dico bene, Natale…..?!?!?!?”

50 – NATALE – (Monocorde) “Si cara….”

51 – LALLA – (Rincara la dose) “Vanessa…..” (Indica la ragazza che è entrata per ultima tenuta per mano da Osvaldo) “…..è una ragazza sensibile…..delicata…..sognatrice…..” (Si rivolge nuovamente

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a Natale) “Dico bene Natale…..???”

52 – NATALE – (Indefesso) “Si cara…..”

53 – LALLA – (Riprende la sua disquisizione senza lasciare il tempo a Beatrice, che vorrebbe farlo, di intervenire) “E Osvaldo potrà riuscire finalmente a diventare la fonte ispiratrice della nostra poetes sa….” (Si rivolge ad Osvaldo che è rimasto fermo immobile come un soldatino stringendo la mano di Vanessa) “Dico bene, Osvaldo….??”

54 – OSVALDO – (Si rianima. Sembra uscito da uno stato catalettico) “Certo mamma….!!” (Si illumi- na) “Vanessa ha già trovato in me fonte di ispirazione…..!” (Si rivolge a vanessa) “Vero….??”

55 – VANESSA – (Si allarga in un sorriso esagerato: staccandosi da Osvaldo) “T’amo o carciofo…..” (Comincia a declamare) “E mite al cuor m’infonde un sentimento……la vista delle tue foglie puntu- te……”

56 – BEATRICE – (Ha un’espressione di estremo sconforto) “Gesùùùùù……” (Geme desolata) “……vo glio piangere….!!!!!”

    Durante la declamazione, ancora da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Fortunata, Battista, Oreste, Simona e Viola.

57 – FORTUNATA – (Entra in scena per prima. Si ferma ad ascoltare la declamazione di Vanessa, poi, caustica) “Beh…..” (Commenta acida: indicando Osvaldo) “…..è normale che gli ispiri un’ode al carciofo….!!”

58 – LALLA – (Si inalbera) “Cosa vorresti insinuare…..?!?!?!?!?”

59 – FORTUNATA – (Con falso ritegno) “Ma io non insinuo niente….!!!” (Obbietta ponendo le mani quasi in segno di difesa. Poi, feroce) “Lui….” (Indica Osvaldo) “…..E’….” (Sottolinea la parola alzan- do il tono della voce) “……un carciofo….!!!!!!”

60 – LALLA – (Decisamente seccata, a Fortunata) “Se è per questo…..” (Ribatte secca: indicando O- reste che nel frattempo ha continuato a vezzeggiarsi Vanessa sotto gli occhi apparentemente di- stratti di Viola) “…..lui è un autentico farabutto….!!!!”

61 – FORTUNATA – (Sussulta. Muove verso Lalla, si piazza davanti a lei) “Guarda che MIO FIGLIO…” (Si indica ed alza il tono della voce a rafforzare la parola) “…..è un ragazzo acuto ed intelligente….” (Rabbiosa, indicando Osvaldo) “Non un mollusco come lui…..!!”

62 – LALLA – (Gelida e risoluta) “Guarda bella…..” (Rintuzza Fortunata) “….che al contrario di quel- lo svitato…..” (Indica Oreste con un’ espressione di sommo disgusto) “….Osvaldo sa bene cosa sia l’educazione….!!!” (Si gira di scatto verso la postazione di Natale) “Dico bene, Natale….??”

63 – NATALE – (E’ rimasto immobile dietro il giornale, sta già dormendo. Invece della risposta, arri va l’eco del suo russare) “Roooooonf…..rooooonf……rooooonf…..!!”

64 – BEATRICE – (Sconsolata, alzando gli occhi al cielo) “E andiamo bene…..!!!!!”

    Nel frattempo, Battista, CHE E’ ENTRATO SUBITO DIETRO A FORTUNATA, incurante del resto si e andato a sedere al tavolo e, armato di spartiti e tromba d’ordinanza, ha cominciato a mimare i vari pezzi a mò di direttore d’orchestra.

  Ora imbraccia il suo strumento e comincia a solfeggiare il primo brano.

65 – LALLA – (Imbestialita, verso il marito, a tutta voce) “NATALEEEEEEEEE……!!!!!!!”

66 – NATALE – (Svegliato di soprassalto, scatta in piedi, si mette sull’attenti e comincia la sua lita- nia salutando militarmente) “Appuntato Natale Epifania agli orini signor……”

67 – BATTITA – (E’ assorto nel suo solfeggio. All’urlo di Lalla trasalisce e infila una stecca paurosa. Scatta in piedi: visibilmente alterato) “Ma insomma, è inconcepibile che…..”

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68 – LALLA e FORTUNATA – (CONTEMPORANEAMENTE, ciascuna al proprio marito, perentorie) “Siediti…..” (Indicano a ciascuno di loro la sedia dove erano fino ad un momento prima) “….cretino !!!”

69 – FORTUNATA – (Desolata, indicando Natale e Osvaldo) “Dio mio….” (Geme melodrammatica) “……perché ci hai abbandonato…?!?!?!?!?”

70 – BEATRICE – (Sorniona, con un sorrisetto ironico) “Forse perché gli facevamo anguscia….!!!”

71 – FORTUNATA – (A Beatrice, decisamente sopra le righe)  “Insomma, Beatrice…..” (Spara a tutta voce) “….adesso è ora di finirla con i giochetti….!!!!”

72 – LALLA – (Scatta verso Beatrice: scostando Fortunata e piazzandosi di fronte a lei) “Tuo figlio NON PUO’…..” (Tuona minacciosa) “….giurare ai quattro venti che l’eredità non gli interessa e poi andarsene a vivere per conto suo insieme ad una delle ragazze convocate per il casting….” (Catte- dratica, sentenzia) “Non è leale….!!!!””

73 – BEATRICE – (Con la solita flemma) “Guarda che in fatto di lealtà Osvaldo…..” (Lo indica) “….E ORESTE…..” (Indica anche lui alzando il tono della voce e guardandolo con un’espressione feroce) “…..hanno ben poco da insegnare a chiunque….!!!!”

74 – ORESTE – (fa uno smorfia di assoluto stupore) “Iiiiiiioooooooooo……?!?!?!?!?” (Si indica, cer- cando consenso in Simona e Viola alle sue parole) “Ma quando mai…..?!?!?!?!?”

75 – SIMONA – (Incrocia lo sguardo di Oreste, fa un’espressione di esagerato stupore) “Oreste…..” (Lo abbraccia) “……amoooooreeeeeee……!!!!”

76 – VIOLA – (Continuando imperterrita a curarsi le unghie, incrocia lo sguardo di Oreste: gli riserva uno sguardo indifferente)

77 – FORTUNATA – (Sopravanza Lalla spostandola: a Beatrice) “Tuo figlio ha manifestato l’intenzio ne di rinunciare a competere per l’eredità secondo le condizioni imposte da Michele…..” (Sancisce) “…..deve mettere questa rinuncia per iscritto davanti a un notaio…..” (Con voce stridula, assoluta- mente sopra le righe) “SUBITOOOOOOO……!!!!”

78 – LALLA – (E’ alle spalle di Fortunata: sibillina) “Si, ma vale solo per lui…..” (Commenta maligna) “…..non eventualmente per suo figlio…..!!”

79 – FORTUNATA – (Si gira di scatto verso Lalla, la guarda interdetta per un istante. Poi si gira nuo- vamente, sempre di scatto verso Beatrice) “E deve farlo anche per il suo futuro figlio…..!!!!”

80 – BEATRICE – (Si stringe nelle spalle) “Non può…..” (Allargando leggermente le braccia) “Può far lo solamente per se stesso….!!” (Sorniona, a Fortunata) “Lo dice la legge…..!!”

81 – FORTUNATA – (Rimane nuovamente interdetta. Si gira di scatto verso Lalla che fa spallucce, poi, nuovamente di scatto, ancora verso Beatrice) “Allora deve rinunciare anche ad avere un  figlio ….!!!!!”  

82 – BEATRICE – (Guarda Fortunata e Lalla: con una risata di commiserazione) “Siete patetiche….!”

     Fortunata e Lalla non si aspettano la reazione di Beatrice: rimangono ferme a guardarsi, con l’imbarazzo di chi non sa come replicare. Beatrice ne approfitta per rincarare la dose.

83 – BEATRICE – (Passa nuovamente lo sguardo su Fortunata e Lalla) “E secondo voi…..” (Chiede poi con la sua flemma abituale) “…..io dovrei ipotecare la vita di mio figlio perché voi possiate ave re in cambio quattro soldi….?????” (Con la decisione di chi non ammette repliche) “Scordatevelo !”

84 – LALLA – (Trasalisce. Scosta Fortunata e si piazza di fronte a Beatrice, braccia conserte) “Guar- da che non sono quattro soldi…..” (Sentenzia) “…..sono una fortuna….!!!!”

85 – FORTUNATA – (Scosta Lalla, piazzandosi lei di fronte a Beatrice: con veemenza, agitandosi) “Cambierebbero completamente la nostra vita…..!!!!!!!”

86 – BEATRICE – (Sempre flemmatica) La vostra magari…..” (Replica decisa) “…..non la mia…..!!”

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(Poi, sempre tranquilla) “Ho accettato di organizzare questa pantomima del casting per dar moglie ai vostri figli…..” (Spiega pacata) “…….per fare in modo che finalmente vi metteste d’accordo sul da farsi e mi lasciaste in pace…..” (Risoluta) “….ma non ho nessuna intenzione di farmi coinvolgere in questa corrida delle assurdità….!!” (Si stacca da Fortunata e Lalla: rivolta alla platea, con un’al- zata di spalle) “Tanto più che manca ancora l’opinione di nostra sorella Oriana e quindi…..”

87 – LALLA – (La interrompe: categorica) “Intanto quella…..” (Sentenzia con l’ennesima alzata di spalle) “……abita lontana….!!!!”

88 – FORTUNATA – (Sopravanza Lalla, si piazza di fronte a Beatrice) “Sai invece come la penso io?” (La arringa) “Penso che tu e quel furbone di Renato…..” (Indica con un vago gesto della mano l’usci ta di sinistra) “…..abbiate organizzato tutto a puntino per far sposare Andrea e fargli fare un figlio al più presto per beccarvi il malloppo….!!!” (Sbraita su tutte le furie) “CI STATE PRENDENDO IN GI- ROOOOOOOO…….!!!!!!”

    Arringata da Fortunata, Beatrice perde la sua flemma: trasalisce, fa uno sforzo enorme per trat- tenere la rabbia, agitandosi e stringendo i pugni, poi si gira di scatto verso l’uscita di sinistra come se volesse chiamare qualcuno.

   In quel momento, da sinistra, rientra in scena Renato.

89 – RENATO – (Rientra in scena da sinistra, ha recuperato il documento che cercava e lo sta osser- vando pensieroso. Muove alcuni oltre l’uscita, si accorge del simposio in corso, trasalisce: girando velocemente sui tacchi e provando a battersela frettolosamente ancora da sinistra, terrorizzato) “San Pietro e Paolo…..!!!!!”

90 – LALLA – (Vede entrare Renato: si illumina. Indicandolo, agitatissima) “Eccolo…..!!!!!”

91 – BEATRICE, FOTUNATA e LALLA – (CONTEMPORANEAMENTE, con foga, a tutta voce) “RENATO. …..!!!!!!!!!!”

92 – RENATO – (Ha quasi nuovamente raggiunto l’uscita di sinistra. Si ferma: desolato) “E ti saluto. …..!!!!!” (Si volta, torna sui suoi passi: con aria decisa, alle tre sorelle) “Embè…..” (Chiede feroce) “.. ……che c’è…..?!?!?!?!?!?”

    Beatrice, che è la più vicina a Renato, prova a interloquire con lui ma Lalla e Fortunata, subito dietro di lei, scattano in avanti, la scostano, si piazzano davanti a Renato e cominciano a inveire contro di lui.

93 – FORTUNATA – (E’ scattata in avanti insieme a Lalla: scosta di peso un’interdetta Beatrice e, CONTEMPORANEAMENTE A LEI, comincia ad inveire contro Renato) “Sei un mentitore….” (Gli urla contro a tutta voce) “…..un traditore codardo che ha tramato alle nostre spalle per accaparrarsi una fortuna che spetta principalmente a noi e che invece……”

94 – LALLA - (E’ scattata in avanti insieme a Fortunata: insieme a lei scosta di peso un’interdetta Beatrice e, CONTEMPORANEAMENTE A LEI, comincia ad inveire contro Renato) “Adesso il tuo gio co è chiaro……” (Lo assale, glaciale) “…..hai messo Beatrice e Andrea in condizione di costruirsi la loro bella storiella che l’eredità non gli interessava per poter poi tramare…….”

95 – RENATO – (Ostenta noncuranza, poi, di colpo, alza un braccio) “ALT…..!!!” (Spara a tutta voce alzando un braccio davanti a loro) “Non ho assolutamente chiaro che cosa volete dire o cosa vorre ste fare adesso…..” (Le rintuzza con gelida calma avviandosi con passo lento ma deciso verso il tavo lo) “…..ma so di sicuro cosa farete fra poco….” (Si gira di scatto verso di loro) “Mi avete invaso casa tenendomi prigioniero per un mese…..” (Le affronta glaciale) “….ed io ho sopportato con pazienza le vostre nevrosi per amore di Beatrice…..” (La indica con un gesto frettolosa della mano)

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“……ma non posso assolutamente tollerare che mettiate in discussione la mia famiglia per i vostri interessi…..” (Fa una pausa, fissando dritte negli occhi Lalla e Fortunata che lo stanno a guardare interdette, poi riprende) “Quindi adesso, visto che la strada l’hanno finalmente liberata, avete ven- tiquattr’ore di tempo per fare le valigie e sparire dalla mia vista portandovi via……” (Indica facendo girare la mano tutti gli astanti) “…..quel mucchio di immondizia che vi portate dietro…..” (Fa una pausa: quasi ringhiandogli in faccia e facendole trasalire) “E’ CHIARO……?!?!?!?!?”

    C’è un attimo di pausa durante il quale tutti gli astanti guardano interdetti e preoccupati un fu- ribondo Renato squadrarli a sua volta.

   Oreste, dopo un lungo attimo di smarrimento, attraversa indifferente la scena per uscire a destra riservando a Renato, quando gli passa davanti, un sorrisino irridente.

  Osvaldo, che fino ad allora ha continuato a poetare con Vanessa, prende la ragazza sottobraccio e, un po’ preoccupato, la porta fuori con se a sinistra.    

96 – RENATO – (Torna a far girare il suo sguardo su tutti gli astanti) “Allora…?” (Chiede feroce a tutti considerato che nessuno pare abbia intenzione di muoversi) “Qualche problema…..?!?!?!?”

    In quel momento, BATTISTA, che fino allora era rimasto seduto al tavolo, indifferente a quello che gli succedeva intorno a mimare i suoi pezzi, imbraccia la tromba e riprende a suonare INFILAN- DO IMMEDIATAMENTE UNA SONORISSIMA STECCA.

97 – RENATO – (ALLA STECCA DI BATTISTA, trasalisce) “O PORCA……!!!!!” (Spara decisamente alte- rato. Si avvicina a Battista, gli estirpa la tromba di mano, la piega con forza e gliela mette al collo)

98 – BATTISTA – (Si inalbera: cerca di scattare in piedi) “Ma come ti permetti…..” (Si agita) “…..raz za di……”

99 – RENATO – (Non gli da tempo di finire la frase) “E settite…..” (Lo zittisce calandogli violente- mente il suo buffo cappello sugli occhi: spingendolo a sedere con una mano su una spalla) “……. rezuggia….!!”

    Battista torna a sedersi, si toglie il cappello dalla faccia, abbozza un pallido tentativo di sorriso e poi si muove e si defila velocemente uscendo a sinistra.

    Nel frattempo Natale, che si è placidamente riaddormentato dietro al giornale piazzato strategi camente davanti alla faccia, è stato nuovamente svegliato dal frastuono provocato da Renato.

100 – NATALE – (E’ svegliato di soprassalto: scatta in piedi sull’attenti SENZA PERO’ MOLLARE IL GIORNALE e comincia la sua solita manfrina) “Appuntato Natale Epifania agli ordini signor…..” (Si rende conto di quello che sta succedendo) “Ah….!!” (Commenta fra se facendo spallucce. Poi pun- ta Renato, si da un contegno e punta deciso verso di lui) “Briano Renato……” (Lo affronta a muso duro) “….non ti permetto di…..”

101 – RENATO – (Se l’è trovato di fronte, ci mette un attimo a realizzare quello che sta succedendo. Con una mossa velocissima sfila il giornale di mano a Natale) “Natale Epifania…..” (Lo rintuzza: co mincia ad andargli contro spingendolo, passo dopo passo verso il fondo e strappando contempora neamente, un pezzetto alla volta, il giornale davanti alla faccia trasognata di Natale) “Non….ti….. permettere….di …..proferire…..altra…..parola……” (Sillaba le parole spingendolo progressivamente spalle alla parete di fondo: a tutta voce) “Altrimenti giuro che fai la stessa fine del giornale…..” (Lo annichilisce ringhiandogli in faccia) “…..caasetta sguaraa….!!!!!!”

   

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    Natale rimane un attimo a fissarlo interdetto, poi, senza dire una parola, parte ed esce a passo veloce da sinistra.

    Un attimo dopo, da fuori a destra, si sente chiaramente lo scatto metallico di una trappola per to pi seguito dal lancinante grido di dolore di Oreste.

102 – ORESTE – (Da fuori a destra, angosciante) “Ahahahahaaaaaa……!!!!!!”

103 – FORTUNATA – (Riconosce la voce del figlio. Trasalisce: angosciata) “Oresteeeee…..!!!!!”

104 – RENATO – (Si gira verso di lei: con tranquillità) “Tranquilla Fortunata…..” (La rassicura) “U l’ha aciapou in rattu…..!!!!!!”

    Un attimo dopo, da destra, fa il suo ingresso in scena un dolorante e trafelato Oreste.

105 – ORESTE – (Fa il suo ingresso in scena da destra, sul viso ha una smorfia di dolore. Con una mano si regge l’altra ALLA QUALE HA ANCORA ATTACCATA LA TRAPPOLA PER TOPI. Prima di uscire veloce mente da sinistra passa davanti a Renato riservandogli uno sguardo carico d’odio)

106 – RENATO – (Lo guarda passare con uno sguardo sarcastico. Prima che esca fuori a sinistra) “Ciao Oreste….” (Lo apostrofa con un sorriso perfido) “….bella giornata vero….?!?!?!?!?” (Poi torna a rivolgersi a Lalla e Fortunata) “Qualcos’altro da chiarire….??” (Non riceve risposta) “Benissimo…” (Conclude categorico: indicando l’uscita di sinistra) “Potete cominciare ad andare a fare le valige !”

    Dopo un altro attimo di incertezza, Fortunata reagisce.

107 – FORTUNATA – (Insorge) “E no, cognato….!!!” (Aggredisce Renato parandoglisi davanti) “Non crederti che finisca cosi….!!!!!” (Gli agita un dito contro) “Ti farò scrivere subito una diffida dal mio avvocato…..” (Minaccia) “…..e poi vedremo come la metti….!!!”

108 – RENATO – (Serafico) “Ammesso che abbia voglia di leggerla….”

109 – FORTUNATA – (Monta di rabbia) “E’ una carta UFFICIALEEEEEEEE……!!!!”

110 – RENATO – (Le si avvicina) “Devo ricordarti…..” (Replica con ironica ilarità) “…..che della carta …..” (Fa una brevissima pausa) “…..ufficiale o no che sia…..” (Precisa) “….se ne fa un uso quotidia- no poco nobile…..” (Allarga leggermente le braccia) “…..ma decisamente indispensabile….!!!”

111 – FORTUNATA – (Incassa il colpo, non sa come ribattere. Poi si rianima) “E comunque…..” (Ar- gomenta decisa) “….ci penserà Oreste a risolvere la situazione…..” (Si avvicina a Simona) “….fra no ve mesi…..” (La prende sottobraccio: rivolgendole un sorriso mellifluo) “…..quando Simona gli darà un erede….!!!!”

112 – SIMONA – (Fino ad allora ha continuato ad armeggiare con il suo cellulare/i.pad, sbuffando e brontolando per la mancanza di campo. Trasalisce. Poi chiede sconcertata) “Un erede……?!?!?!?!?”

113 – FORTUNATA – (Sorpresa dalla sua reazione) “Si…..” (Chiede torva) “…..perché…..?!?!?!?”

114 – SIMONA – (Candidamente) “Ma io non posso dargli un figlio…..” (Argomenta) “…..sono steri- le….!”

115 – FORTUNATA – (Trasecola, sobbalza vistosamente) “Cooooosssaaaaa……?!?!?!?!?!?”

    A quel punto Viola, che fino a quel momento era rimasta in un angolo a limarsi le unghie e ritoc- carsi il trucco, si rianima. Guarda Simona, poi Fortunata con un’espressione angosciata.

116 – FORTUNATA e VIOLA – (CONTEMPORANEAMENTE, con voce roca ed espressione allibita, a Si mona, a tutta voce) “ANCHE TUUUUUUUUUUUU……?!?!?!?!?!?”

117 – SIMONA – (Continuando imperterrita ad armeggiare) “Si…..” (Risponde tranquilla) “…..per-

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ché….??”

118 – FORTUNATA – (Disperata) “Ma perché non ce l’hai detto primaaaaaa…..?!?!?!?!?”

119 – SIMONA – (Fa spallucce) “Perché non me l’avete chiesto….!!” (Risponde serafica. Muovendo verso destra, prima di uscire) “Ufffaaaaaa….” (Sacramenta fra se visibilmente contrariata, gli occhi fissi sul cellulare-i-pod: con voce lamentosa) “……qui non c’è campooooooo……!!!!!!”

120  - RENATO – (Si illumina) “Aaaahhhhhh…..!!!!!” (Spara a gran voce) “Ma allora voi due eravate d’accordo….!!!” (Indica Fortunata e Viola) “Ora capisco…..” (Indica l’uscita di destra) “…..il ruolo dell’oca giuliva che è appena uscita…..” (Spalanca le braccia) “La mucca fattrice….!!!!” (Cambia e- spressione: a Fortunata, feroce) “E poi vieni a fare a me la morale sull’onestà…..” (A tutta voce, qua si ringhiandole contro) “VERGOGNATI…..!!!!!”

121 – FORTUNATA – (E’ rimasta imbambolata a vedere Simona uscire, quasi in trance, sorta a tutti i richiami che Viola prova ad esercitare su di lei per riportarla alla realtà. Di punto in bianco, scivola verso terra e solo il pronto intervento di Viola da dietro le evita di cadere rovinosamente)

122 – VIOLA – (Ha cercato in tutti i modi di riportare Fortunata alla realtà, scuotendola leggermen- te, passandole una mano davanti agli occhi, chiamandola per nome a bassa voce, senza alcun risul- tato. La vede scivolare verso terra) “O cribbio….!!!” (Sacramenta a bassa voce. L’afferra al volo) “Fortunata…..!!!!” (Esclama il suo nome a tutta voce) “Scusate…..” (La trascina praticamente fuori a sinistra insieme a lei) “Non sta bene……” (Giustifica a tutti i presenti con un sorriso stentatissimo a fior di labbra) “Meglio che la porti a bere un goccio d’acqua….!!!”

    A quel punto è Lalla, che fino a quel momento è rimasta in disparte a godersi la scena, a frasi a- vanti.

123 – LALLA – (Osserva Viola che trascina fuori con se Fortunata da sinistra) “Stupida vipera….!!!” (Sibila in mezzo ai denti con un sorrisino perfido. Poi muove verso Renato) “Bene…..” (Lo apostrofa pomposa) “…..vorrà dire che ci penserà il mio Osvaldo a dare il giusto seguito alla nostra famiglia !”

    Un attimo dopo, da sinistra, fa il suo ingresso in scena Osvaldo.

124 – OSVALDO – (Entra in scena da sinistra: sulle labbra il solito sorriso ebete, fra le mani un vec- chio fucile da caccia) “Scusa zio…..” (Si rivolge a Renato) “…..sai dove posso trovare delle cartucce con i pallini dentro….??”

125 – RENATO – (Guarda preoccupato cos’ha in mano Osvaldo, ascolta la sua richiesta, ci mette un attimo a realizzare) “Giosafatte ballerino…..” (Sacramenta trasecolando) “…….il fucile di nonno Eu storgio…..!!!!” (Si dirige verso il nipote) “Osvaldo, per favore…..” (Lo apostrofa deciso) “…..molla quel vecchio catorcio…..” (Gli toglie delicatamente l’arma dalle mani) “……prima che qualcuno si faccia male veramente….!!!” (Lo guarda incredulo: mostrandoglielo) “Ma si può sapere cosa ne vo levi fare di ‘sto coso…..?!?!?!?!?”

126 – OSVALDO – (Candidamente) “Mi serve per Vanessa, zio….!”

127 – RENATO – (Interdetto) “Per Vanessa……?!?!?!?”

128 – OSVALDO – (Con assoluta naturalezza) “Si….!” (Argomenta deciso) “Zia Beatrice…..” (La indi- ca) “…..mi ha detto che per farle fare un figlio la devo impallinare…..!!!!”

129 – BEATRICE – (Ha un moto di estremo sconforto) “Signore benedetto…..” (Prega quasi alzando gli occhi al cielo e coprendosi poi il volto con una mano) “…..e Madonna della Guardia…..!!!!!!”

130 – LALLA – (Trasecola: scatta verso Osvaldo) “IMPOLLINARE…..” (Gli sbraita in faccia a tutta vo- ce) “…..IMMENSO CRETINO…..!!!!!!!!!!!!!”

131 – RENATO – (Ride fragorosamente) “Lalla…..” (Apostrofa la cognata) “….mi pare che tuo figlio

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più che far aumentare la famiglia la voglia dimezzare…..!!!!!!”

132 – LALLA – (In evidente imbarazzo) “Noooooo…..è che…..” (Tenta disperatamente una giustifica zione) “….l’educazione di Osvaldo deve ancora essere formata completamente, ecco….!!!”

133 – RENATO – (Categorico) “Bene…..!!!” (La apostrofa secco) “Intanto che provvedi a formarla…” (Le indica l’uscita di sinistra) “…..provvedete anche a fare le valige, eh…!!”

    Lalla rimane un attimo ferma a guardare prima Renato e poi Osvaldo con uno sguardo carico di odio, poi afferra il figlio per un braccio e, piccatissima, esce a sinistra trascinandolo fuori con se.

134 – RENATO – (Li guarda uscire con sguardo incredulo) “Roba da matti….!!” (Commenta fra se. Si avvicina al tavolo, depone il fucile in un angolo, poi va alla credenza e prende pipa, tabacco e scovo li) “Pensavo di averle viste tutte…..” (Commenta rivolto a Beatrice: indica il fucile nell’angolo) “……. ma  questa poi….!!!!”

135 – BEATRICE – (E’ rimasta in disparte lasciando che fosse Renato a dirimere la situazione. Si avvi cina al tavolo, si appoggia davanti a lui. Alza le spalle. Con un timido sorriso) “Ci ho provato…!”

136 – RENATO – (Gli risponde con un sorriso largo) “Beatrice…..” (La consola) “….è una vita che ci provi….!!!”

137 – BEATRICE – (Si rabbuia) “Mi dispiace per Andrea…..” (Commenta mogia) “….non fosse stato per questa storia sarebbe rimasto qui con noi almeno ancora per un po’….”

138 – RENATO – (Ha cominciato a caricare la pipa) “Se non fosse stato per questa storia…..” (Allar ga leggermente le braccia) “….non avrebbe conosciuto Giulia….!” (Si allunga verso Beatrice: sornio ne) “E non mi pare proprio che la cosa gli dispiaccia….!!” (Poi infila la pipa in bocca e prova a tirare. Con una smorfia di soddisfazione) “Ora si che ci siamo….!!”

139 – BEATRICE – (Sorride serena) “I fiammiferi sono di la in cucina…..” (Si propone) “….vado a prenderteli….!!”

140 – RENATO – (La ferma con un gesto della mano) “No, lascia….” (Si alza dal tavolo) “Vengo di la anch’io…..” (Prende il fucile) “Intanto mettiamo via questo….” (Lo mostra a Beatrice) “E’ una vita che nessuno lo usa…..” (Argomenta muovendosi insieme a Beatrice verso l’uscita di sinistra) “…. Non vorrei che esplodesse in mano a qualcuno…..!!!!”

    Renato e Beatrice muovono insieme verso sinistra: ad un passo dall’uscita, Beatrice si ferma.

141 – BEATRICE – (Si ferma ad un passo dall’uscita) “Renato…..” (Chiede al marito visibilmente pre occupata) “….Andrea è giovane…..ha vent’anni….!!” (Mogia) “Dici che funzionerà….??”

142 – RENATO – (La guarda un attimo dubbioso. Poi le chiede) “Tu quanti anni avevi quando hai de ciso di sposarmi e scappare via di corsa da casa tua….??”   

143 – BEATRICE – (Si illumina: sorniona) “Vent’anni….!!”

144 – RENATO – (Flemmatico) “E io ventitré…..!!!!” (Le cinge le spalle con una mano) “Neanche noi avevamo certezze….” (Tirandola verso di se) “Ci abbiamo provato e mi pare che ci siamo riusciti !!” (Accompagnandola fuori a sinistra sempre cingendole le spalle con lei che gli si appoggia contro con la testa) “Se non ci provano…..” (Conclude serafico) “…..non lo sapranno mai….!!”

    Passa qualche attimo e, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Andrea e Giulia.

145 – ANDREA – (Entra per primo in scena da destra, ha con se un grosso borsone) “Coraggio Giulia …..” (La esorta) “….che questo è l’ultimo….” (Voltandosi verso di lei che lo segue da vicino) “La pros sima settimana, poi…..” (Argomenta raggiante, con un largo sorriso) “….prendiamo la macchina e

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andiamo a casa tua a ritirare le tue cose….!!!!!”

146 – GIULIA – (Lo segue a breve. Si ferma a centro scena) “Andrea….” (Lo apostrofa con un  velo di angoscia) “……ma sei sicuro….?!?!?!?”

147 – ANDREA – (La vede triste. Cambia espressione, gli muore il sorriso sulle labbra. Muovendo verso si lei, preoccupato) “Di cosa……?!?!?!?!?”

148 – GIULIA – (Timidamente) “Di quello che stai facendo….!!” (Con un sorriso amaro) “Settecento settantamila euro sono una fortuna…..!”

149 – ANDREA – (Ride di gusto, decisamente sollevato) “Giulia…..” (L’afferra dolcemente per le spal le) “….se perdo i soldi oggi magari domani potrò riaverli…..” (Si fa serio, scuote leggermente la te- sta) “…..ma se perdo te non ti riavrò mai più…..!!” (Le riserva un largo sorriso) “Andiamo, dai…..” (La esorta: prendendola per mano e trascinandola quasi, anche lei raggiante in una risata liberato- ria fuori a sinistra) “……sennò finisce che facciamo tardi….!!!!!!”

    Passano alcuni attimi e, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Andrea, Giulia, Renato e Bea- trice.

150 – BEATRICE – (Entra in scena per prima, si ferma a centro scena: rivolta ad Andrea che lo segue a breve) “Ma adesso…..” (Chiede con voce mogia) ……poi mi chiami stasera, vero…??”

151 – ANDREA – (Segue Beatrice a ruota, ha in mano il borsone adesso pieno. Divertito, con un sor- riso mite, risponde) “Si mamma….!”

152 – RENATO – (E’ rientrato dietro ad Andrea: si sta finalmente gustando la sua pipa. Va al tavolo, si siede) “Beatrice…..” (Rimbrotta bonariamente Beatrice con un sorriso sornione “…..guarda che vanno ad abitare in paese, mica alle falde del Kylimangiaro….!!”

153 – BEATRICE – (Non lo considera: ancora ad Andrea) “Ma adesso…..” (Chiede speranzosa) “…poi domenica venite a pranzo qui, vero….??”

154 – ANDREA – (Sempre un po’ sornione, cerca di rassicurarla) “Si mamma….!!”

155 – BEATRICE – (Si rabbuia) “Ma adesso…..” (Con voce rotta, cercando di trattenere le lacrime) “. …..dobbiamo salutarci, vero….??”

156 – ANDREA – (Piega leggermente la testa su un lato) “Si mamma….!!”

157 – RENATO – (Senza interrompere il suo lavoro, sornione, scimmiottando Andrea, CONTEMPO- RANEAMENTE A LUI, canzona Beatrice) “Si mamma….!!!!”

    C’è una risata generale che coinvolge anche Beatrice.

158 – BEATRICE – (Cercando di asciugare in fretta e nascondere le lacrime, girandosi di scatto verso Renato e finalmente sorridente) “Cretino….!!!!”

159 – ANDREA – (Lascia il borsone, va verso Beatrice, la abbraccia) “Vi voglio bene, mamma….” (La rassicura) “…..stai tranquilla….!!!”

160 – BEATRICE – (Decisamente emozionata, riesce solo a mormorare) “Anche noi….!!!”

161 – GIULIA – (E’ rimasta in disparte, anche lei piuttosto emozionata, ad assistere alla scena. Muo ve verso Andrea CHE STA RIPRENDENDO il borsone, si ferma un attimo al tavolo, di fronte a Renato

“Renato….io….” (SI rivolge a lui con voce incerta) “….mi devo scusare con lei….” (Gli rivolge un palli do sorriso) “….vi avevo giudicato male…!!”

162 – RENATO – (Ricambia il sorriso) “Tranquilla Giulia….” (La rassicura poggiandogli bonariamen- te la mano su un braccio) “…..avevi tutti i motivi per farlo….!!!”

    Giulia raggiunge Andrea che la prende per mano ed entrambi si avviano per uscire a sinistra. Sul’

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l’uscita, la voce di Renato li ferma.

163 – RENATO – (Senza distogliere lo sguardo dal suo lavoro, richiama Andrea che si ferma sull’u-scita) “Andrea….!!” (Pacato) “Di qualunque cosa avrete bisogno…..” (Alza per un attimo lo sguar do dal suo lavoro ad incrociare lo sguardo del figlio) “…..ricordati che noi ci saremo sempre…!!”

164 – ANDREA – (Rimane un attimo fermo ad osservare il padre, poi gli regala un ampio sorriso) “Lo so papà…..” (Risponde. Cinge Giulia alle spalle: rpima di uscire con lei da sinistra) “….lo sappia- mo…!!!!!”

    La scena rimane ferma alcuni istanti, con Renato che riprende il suo lavoro e Beatrice che osser va immobile, un sorriso ebete sul viso, l’uscita di sinistra. Poi è Renato che riprende il discorso.

165 – RENATO – (Rimane qualche attimo silenzioso a continuare il suo lavoro, poi, alzando legger- mente gli occhi verso Beatrice cerca di richiamarla alla realtà) “Beatrice….!!” (La chiama a voce bas sa: non ottiene risultato, riprova a voce un po’ più alta) “Beatriceee….!!!!!” (Ancora nulla. La guar-da un attimo senza dire nulla, ridendo piano e scuotendo leggermente la testa, poi, a tutta voce, u sando la mano a mò di amplificatore) “BEATRICEEEEEEEEEEE……!!!!!!!”

166 – BEATRICE – (Si scuote) “Oooooouuuuuhhhhhh……!!!!” (Risponde un po’ stizzita) “Che c’è ….?!?!?”

167 – RENATO – (Pacato) “Quando hai finito di contemplare la Madonna di Lourdes…..” (La apo- strifa canzonandola bonariamente) “……me la porteresti una tazzina di caffè…..????”

168 – BEATRICE – (Sbuffa) “Eeeeeeehhhhhh……” (Replica rude. Muovendo verso sinistra, prima di uscire) “Simpaticissimi voi uomini…..” (Commenta agra. Rientra da sinistra dopo qualche attimo con una tazzina in mano: dirigendosi verso Renato, fermandosi al tavolo e porgendogliela) “Delica ti come un elefante in una cristalleria….!!!”     

169 – RENATO – (Prende la tazzina) “Simpaticissime voi donne…..” (Replica ringraziando Beatrice con un cenno del capo) “……pronte a fare di un evento bellissimo una tragedia….!!!!”

170 – BETRICE – (Scatta all’indietro) “Come un evento bellissimo…..?!?!?!?” (Sbotta sbigottita) “Tuo figlio se ne va di casa…..” (Obbietta decisa) “…..e tu dici che è un evento bellissimo……?!?!?!?”

171 – RENATO – (Alza lo sguardo dai fogli) “Nostro figlio…..” (Replica con dolce fermezza) “…..ha fatto una scelta di vita lucida e coraggiosa…..” (Obbietta) “…..ragionando con la sua testa e senza la sciarsi condizionare……” (Fissa deciso Beatrice negli occhi) “E io ne sono orgoglioso…..!!!”

172 – BEATRICE – (Guarda fissa Renato, deglutisce per respingere una lacrima) “Si, va bè…..” (Ob- bietta senza troppa convinzione) “…..ma da stasera questa casa è un po’ più vuota….!!”

       Un attimo dopo , da destra, si sente la voce di Andrea.

173 – ANDREA – (DA FUORI A DESTRA)  “Mamaaaaaa……!!!” (Spara a tutta voce con enfasi) “Papà!

175 – RENATO – (Sobbalza vistosamente) “Ou belan…..” (Commenta preoccupato) “…..hanno già cambiato idea……?!?!?!?!?”

      Pochi attimi e Andrea entra in scena da destra.

176 – ANDREA – (Entra in scena da destra, si ferma dopo pochi passi: concitato) “C’è zia Oriana….!”

177 – RENATO – (Ha una smorfia di sconforto, reclinandosi leggermente sul tavolo) “E siamo a po- sto…..!!” (Ilare a Beatrice) “Avevi paura che la casa rimanesse vuota…..visto….?!?!?!?”

178 – BEATRICE – (A Renato, un po’ irritata) “Per favore…..” (Lo rintuzza) “…..non la vedo da venti- cinque anni….!!!”

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179 – RENATO – (Ilare) “Neanch’io…..” (Replica caustico) “….ma non ne sento affatto la mancanza!

180 – BEATRICE – (Manda platealmente Renato a quel paese con un gesto del braccio, poi ad An- drea) “Vieni…..” (Prendendolo sottobraccio ed uscendo con lui da destra) “…..andiamole incontro !”

181 – RENATO – (Guarda uscire Beatrice e Andrea, scuote gravemente la testa) “Oriana ….!!” (Escla ma) “Te la raccomando quella….!!!” (Mastica amaro. Poi, agro) “Se l’è svignata in Australia venti- cinque anni fa e con la scusa che abita lontana…..” (Sacramenta fra se) “….non è mai più tornata neanche per i funerali dei genitori…..” (Scuote nuovamente la testa) “Quelle cretine di la….” (Indica l’uscita di sinistra) “…..avrebbero scommesso l’anima che non si sarebbe presentata ma evidente- mente per settecentosettantamila euro….” (Considera agro) “…..non abita poi così lontana……!!”

    Un attimo dopo, da sinistra, entrano in scena Beatrice, Oriana e un giovane ragazzo: Pino, il nipo tino.

182 – BEATRICE – (Entra in scena per prima da destra) “Oriana…..” (Si rivolge alla sorella che la se-gue a breve) “…..non sai che piacere rivederti….!!!!!”

183 – ORIANA – (Entra subito dietro a Beatrice. E’ una donna poco più anziana di lei ma ancora de cisamente piacente: nonostante la stagione indossa abiti estivi e un paio di vistosi occhiali da sole con l’unica nota stonata di una stola di pelliccia al collo) “Honey….dear little sister…” (Apostrofa Beatrice con esagerata enfasi) “….non sai di quanto non ne sia felice io…..!!!!!” (Si muove agitando si in scena) “Mi devi scusare se non sono riuscita a venire prima ma sai…..” (Argomenta seria) “….. l’Australia non è proprio dietro l’angolo e quando mi hai chiamato per dirmi della scomparsa di Michael….Michele….” (Si corregge un attimo dopo) “….ero anche very very busy….molto occupata ….!!” (La sua attenzione è attratta dalla foto incorniciata con il lumino davanti) “Oooooohhhhh….” (Esplode melodrammatica, portandosi il dorso di una mano alla fronte) “…..Michael….Michele…!!” (Prorompe. Si avvicina all’altarino, prende la foto, se la stringe al petto) “Pour….pour….pour bro- ther…..” (Bacia ripetutamente la foto) “Fratellino….!!”

184 – RENATO – (Ha continuato impassibile il suo lavoro) “Oriana…..” (Gracida agro) “……ma se non l’hai mai sopportato…..!!!!!”

185 – ORIANA – (Mastica amaro, poi si da u contegno) “Renatooooo…..!!!!!” (Lo apostrofa con esa gerata enfasi) “Non ti avevo vistooooooo……!!!!!” (Si dirige verso di lui, gli schiocca due sonorissimi baci sulle guance) “Ti vedo benisssiiiimoooooo……” (Lo esalta) “How are you….?? Come stai….???”

186 – RENATO – (Agro, con un sorriso tiratissimo) “Stavo meglio prima….!!!”

187 – BEATRICE – (Sa che Renato non sopporta Oriana e che non farà nulla per nasconderglielo) “E lui….??” (Cerca di sviare il discorso indicando Pino che si è fermato pochi passi dopo l’ingresso) “E’ un tuo parente Australiano….??”

188 – RENATO – (Caustico) No….” (Commenta al vetriolo) “….è il suo toy-boy…!!”

189 – ORIANA – (Abbozza) “Ma nooooooooooo……” (Replica con un sorriso ostentatissimo) “Lui è Pino….” (Spiega con enfasi) “…..il mio nipotinoooooo…..!!!!”

190 – BEATRICE – (Trasecola: a tutta voce, incredula) “Eeeeeeeehhhhhhhhh…….?!?!?!?!?”

191 – RENATO – (Sta sorseggiando il caffè: trasalisce, quasi si strozza sputando a spruzzo la bevan- da)

192 – PINO il NIPOTINO – (E’ un ragazzone che dimostra più anni di quelli che ha, veste in maniera appariscente e sportiva con un cappello tipo cow boy in testa e non ha un’aria molto sveglia. Non ha capito bene cos stia succedendo, risponde con un sorriso di circostanza, agitando la mano) “He- lo…..!!!”

193 – ORIANA – (Si avvicina a Pino) “Lui…..” (Spiega con enfasi) “….è il figlio di my doughter, mia fi glia Nancy….!!!”

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194 – BEATRICE – (Strabuzza gli occhi) “Nancy….?!?!?!?” (Chiede incredula) “Ma se sarà poco più di una ragazzina….!!”

195 – ORIANA – (Con ostentata meraviglia) “Lo era....” (Obbietta) “Twenty five years ago, venticin- que anni fa….!!!!!” (Con un sorriso di malcelato compiacimento) “Fra tre mesi compirà quarant’an- ni….!!!!”

196 – RENATO – (Senza nascondere perfida soddisfazione) “Fortunataaaaaaa……!!!!” (Chiama a tut ta voce rivolgendosi all’uscita di sinistra) “…..vieni di corsa che mi sa che serve l’avvocato….!!!”

197 – ORIANA – (Imperterrita, continua a presentare con orgoglio il nipote) “Scusatelo, eh…..” (Lo giustifica) “…..capisce perfettamente l’italiano ma non sa parlarlo…..”

198 – RENATO – (Si rivolge a Pino) “Ciao Pino….!!” (Lo apostrofa) “Come mai sei venuto in Italia con la nonna….??”

199 – PINO il NIPOTINO – (Si allarga in un sorriso: pone una mano verso Renato invitandolo ad a- spettare, cava di tasca un libricino, lo sfoglia qualche attimo poi, con l’espressione tronfia di chi si sente orgoglioso di se stesso, sillabando le parole, a tutta voce) “PER….LE…..PALANCHE…..!!!!!!”

200 – RENATO – (Categorico, a Oriana) “Questa…..” (Sentenzia) “…..l’ha imparata benissimo…!!”

201 – ORIANA – (Trasalisce) Ma dai…..” (Cerca di giustificare la gaffe di Pino) “…..non sono ritorna- ta solo per i soldi….!!”

202 – RENATO – (Con un’espressione esagerata) “Noooooooooo……” (Obbietta: rivolto alla platea, beffardo) “…..anche per denaro…..!!!!!”

-   F     I     N     E      -

 

 

   

 

   

                                   

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