Andiamo a teatro (chi è ‘sto Shakespeare?)

A gim a teatre

Andiamo a teatro

(chi 'sto Shakespeare?)

(codice opera: 914275A

atto unico in due quadri di

Paolo Cappelloni

Personaggi

Edo

Claudia (sua moglie)

Monica (sua figlia)

Giulio (amico e vicino di casa)

Marta (moglie di Giulio)

TUTELA SIAE

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La scena si svolge in un normale soggiorno arredato a piacere della regia. C unuscita a sinistra che d allesterno e una a destra che d allinterno dellappartamento.

All'aprirsi del sipario Edo, solo in scena, sta consultando un conto della spesa.

Primo Quadro

Edo - Allora, (Legge) la cipolla: 1 euro, le favefresche: 2 euro... 2 euro per quattrofave? Mah..! Insalata: 1 euro e 50, il tonno: 3 e 70, il formaggio... il formaggio: 4 e 50... 4 euro e 50 il formaggio?! Ma son diventati matti, tutti quanti? Limoni Sorrento: 3 euro, shampoo alle erbe: 1 e 90... eh, infatti fatto con l'erba, non dovrebbe costare molto! Gli metteranno solo lortica. Dopo per forza si vedono in giro certi cespugli! Andiamo avanti. Lambrusco amabile: 4 e 50... eh b, per Lambrusco... doc! Mi dici niente! Mollette acciaio: 1 e 90... ma si potr spendere 1 euro e 90 per delle mollette? Ci sono tanto bene ancora quelle belle mollette di legno che costano tanto poco! No, si devono andare a comprare le mollette dacciaio! Lascia pure che tiri il vento! e cosa deve stendere, gli scafandri? Ombretto: 9 euro e 90... questa Monica, eh, l'ombretto...! Aspetta che ce n' un altro... (Pronuncia come scritto) Rimmel eyeliner... eyeliner... boh! 12 e 50... Che poi son sempre quelle aggiunte di cinquanta centesimi che fanno salire il conto! Oooh! Adesso voglio ridere (Ad alta voce) Sfavillacasa a spruzzo: 90 centesimi! Vaterlindo: 2 e 50! Belbid: 2 e 90! Come sarebbe? Costa pi tener pulito il bid del vater? Ma come pensano che adoperiamo le cose? (Continua a leggere) Non-pi-calcare: 2 e 40, bella-piastrella: 2 e 10, speriamo che non sia per una piastrella solo! E questo cos? Prugne, 3 euro e 50! Quasi 4 euro di prugne! (Grida) Claudia!!

Claudia - (Entra) Cosa c', Edo?

Edo - Hai intenzione di far venire la diarrea a tutto il condominio?

Claudia - Perch?

Edo - Come, perch? 3 euro e 50 di prugne...!

Claudia - Ma sai che io e Monica siamo un po' stitiche!

Edo - Alla faccia della stitichezza! Dimmelo quando cominciate a mangiarle, che vado a passare un mese da mia sorella!

Claudia - Sei il solito raffinato! Dovresti invece compatirmi, perch tu non lo sai ma la stipsi

Edo - (La interrompe) La cosa??

Claudia - La stipsi, la costipazione! una sofferenza enorme!

Edo - S, s, lo immagino! Ma, tornando a noi, la sofferenza pi grossa (Sventolando il conto) questa! E gli sforzi per arrivare alla fine del mese sono ancora pi dolorosi! Sessanta euro e settanta centesimi!! Per cosa, poi? Per mangiare le fave col formaggio! Per andare al gabinetto che briller per poco perch comincerete a mangiare le prugne e per stare tranquilli se viene un tornado perch tanto abbiamo le mollette d'acciaio!! Ma di, sei diventata matta? Io, i soldi, non li vado mica a rubare!

Claudia - inutile che t'arrabbi. Le cose costano cos. Se tu venissi a fare la spesa con me te ne accorgeresti e non faresti ogni volta tutte 'ste scenate!

Edo - Se venissi a fare la spesa con te si comprerebbero solo le cose indispensabili!

Claudia - Per ho notato che per il prezzo del Lambrusco non hai battuto ciglio!

Edo - Per forza! Quello da bere! un prodotto di prima necessit!

Claudia - Il prodotto da bere di prima necessit l'acqua, non il vino, poi anche i detersivi sono necessari, a meno che tu non voglia andare in giro con la roba sporca come un miserabile!

Edo - Sessanta euro e settanta centesimi! roba dellaltro mondo! Poi levami una curiosit: cos' questo... (Ricontrolla lo scontrino e legge sempre come scritto) eyeliner?

Claudia - Cosa?

Edo - (C.s.) Rimmel eyeliner.

Claudia - (Pronunciandolo correttamente) L'eyeliner! il pennellino da dar sugli occhi.

Edo - E che gusto c' darsi il pennello sugli occhi?

Claudia - per fare la riga sopra gli occhi! Ignorante al quadrato!

Edo - Ah, pensavo che fosse una moda masochista! A proposito, Monica dov?

Claudia - andata in centro, dovrebbe tornare fra poco. tutta la mattina che studia, poverina.

Edo - (Ironico) Poverina?! Ha fatto solo il suo dovere! Se vuol dare l'esame della sessione estiva dovr prepararsi!

Claudia - Adesso non comincerai a lamentarti anche di tua figlia! Le mancano solo quattro esami per finire l'universit!

Edo - No, no, per carit! Anzi, credo che mi far strano avere una figlia larue luare lareu (Ci rinuncia) una figlia dottoressa.

Claudia - Ah, per questo dovrai abituarti e adeguarti un po'.

Edo - Adeguarmi in che senso?

Claudia - (Con orgoglio) Be, Monica sta gi frequentando un certo ambiente, fra poco anche i suoi amici saranno tutti laureati: chi medico, chi ingegnere... e li porter qui in casa! E tu non faresti certo una bella figura se li accogliessi con il tuo solito modo di fare.

Edo - Perch? Non sono mica un bifolco, io! Se voglio so stare benissimo anche in societ!

Claudia - (Ironica) S, quella dei magnaccioni! Prima di tutto dovresti cercare di parlare in maniera pi elegante ed essere meno rozzo. Te lo immagini? Monica ci porta in casa un neo avvocato che ti dice: "Piacere, sicch lei il padre di Monica?" e tu: "S, sono quello che manda avanti la carretta, e tu chi sei? Da dove vieni? Quanto guadagni?"

Edo - B, se solo per questo... non avrei alcun problema nelladeguarmi ad una simile circostanza ed intrattenere piacevolmente gli ospiti di mia figlia.

Claudia - (Stupita) Accidenti, per!

Edo - Lo vedi? Se mi ci metto non mi ci vuole niente!

Claudia - Il problema che non ti ci metti.

Monica - (Entrando) Non si mangia, in questa baracca?

Edo - (Alla moglie) Oh! La senti, la futura la dottoressa, che espressione raffinata ha usato per sapere se pronta la cena?

Claudia - (Alla figlia) Monica! Non potresti esprimerti in maniera pi conveniente?

Edo - (Facendo ironicamente il verso alla moglie) Monica! Non potresti esprimerti in maniera pi conveniente?

Claudia - (Al marito) Stupido!

Monica - Ma dai! Non c' niente di disdicevole nell'usare qualche espressione gergale, anzi, segno di cultura conoscere bene l'italiano senza dimenticare le nostre radici.

Edo - Brava Monica! Si sente che hai studiato sui libri!

Claudia - (Al marito) Non come te che studi sempre come faticare il meno possibile.

Monica - A proposito di cultura: sapete dove andremo sabato prossimo?

Edo - Andremo chi?

Monica - Noi tre!

Edo - Dove andremo?

Monica - Tenetevi forte: andremo tutti quanti a teatro!

Claudia - A teatro??

Monica - Certo! Un mio amico che ha gli abbonamenti per un palco da tre posti deve andar via con la famiglia quindi per il prossimo spettacolo li ha prestati a me.

Claudia - stato gentile, ma non vuoi andarci con i tuoi amici?

Monica - Quasi tutti hanno l'abbonamento, per questo che li ho avuti io.

Claudia - Be, una cosa bellissima! Io non ci sono mai nemmeno entrata, a teatro! Tu cosa ne dici, Edo?

Edo - A dir la verit non ho capito tanto bene cosa dovrei fare.

Claudia - Tua figlia ci porta a teatro! Zuccone!

Edo - A teatro? E io cosa dovrei fare?

Monica - Dovrai stare a guardare gli attori che recitano, babbo!

Edo - (Sollevato) Ah! Per un momento ho avuto paura di dover andare a fare il cretino sul palcoscenico!

Claudia - Edo: "Fare il cretino sul palcoscenico" in italiano si dice: "recitare".

Edo - Eh, volevo dire quello. Comunque ti ringrazio, Monica, ma il teatro non fa per me. Andate pure voi.

Monica - Ma come, babbo! Abbiamo tre bei posti in un palco, perch dovremmo andare in due?

Claudia - Perch tuo padre il solito buzzurro che non apprezza il contatto con la cultura nemmeno vista da lontano.

Edo - E poi perch dovremmo stare sopra delle impalcature come i muratori?

Monica - Non sono impalcature, babbo! Sono dei palchetti, una specie di balconcino da cui guardare comodamente lo spettacolo.

Claudia - inutile che spieghi certe cose a quel testone, l'ultima volta che mi ha portata da qualche parte stato per andare a vedere Ben Hur!

Edo - Io non ho mai messo piede in un teatro, figuriamoci se comincio adesso andando sopra un palchetto come i piccioni! Poi cosa farebbero, in questo teatro?

Claudia - Gi, Monica, che cosa danno?

Monica - C' una tragedia di Shakespeare.

Edo - Per carit!

Monica - Ma il Re Lear! Una tragedia antica! Parla di un re che vuole lasciare il regno in eredit alle sue figlie ma sbaglia nel valutarle e d tutto alle due pi ipocrite e attaccate ai soldi mentre non lascia niente all'unica figlia il cui amore per il padre veramente sincero.

Edo - Gli sta bene! io ho sempre detto: se una volta finito di lavorare mi rimangono due soldi me li mangio tutti, cos non sbaglio! Se quel re ero io, Sciacqua... Sparaspac... Sgnaquar...

Monica - Shakespeare, babbo!

Edo - Eh, quello scriveva poco, con me!

Claudia - Ma io mi domando e dico come avr fatto a venir fuori una figlia cos con uno come te?

Edo - (Ironico) Eh, avr preso tutta l'intelligenza da sua madre!

Monica - Non litigate adesso. Allora, babbo, non fare storie, vedrai che sar una bella esperienza.

Edo - No, no, Monica. Succeder qualcosa se nel palco sarete in due invece che in tre? Vi guardano male?

Monica - No, cosa c'entra! semplicemente per passare una serata diversa dal solito. tanto che non lo fate!

Claudia - Oh, questo vero! Per ricordarmi di una serata diversa dal solito dovrei tornare indietro di non so quanto tempo!

Edo - Non vero niente! Non ti ricordi che il mese scorso ci s' allagato tutto il bagno e siamo stati fino a mezzanotte per asciugare il pavimento? stata una cosa che non era mai successa!

Claudia - E sai che divertimento!

Giulio - (Entrando) Si pu?

Edo - Vieni pure, Giulio.

Giulio - State mangiando?

Claudia - No, ancora non pronto. Dovevo mettere il forno pi alto perch son tre quarti dora che c' dentro il coniglio e ancora non cotto.

Edo - Gli hai levato la pelliccia, s?

Claudia - Spiritoso!

Edo - (A Giulio) Tu non mangi?

Giulio - Io ho gi mangiato. Mia moglie m'ha fatto la pasta fredda.

Edo - Be, la potevi riscaldare, anche se poi non pi la stessa cosa.

Giulio - No, Edo, la pasta deve essere fredda. un piatto concepito proprio cos: si prepara la pasta e poi la si lascia raffreddare.

Edo - Scusa la franchezza, ma un po' da imbecilli fare una cosa del genere! Io, quando mi si fredda la pasta che mi diventa un pancotto la do sempre al cane!

Claudia - Lascialo perdere, Giulio, che tanto, Edo, selvatico era e selvatico rimane.

Monica - (Al padre) Babbo, la pasta fredda un piatto tradizionale.

Edo - (A Giulio) Ma tua moglie sa cucinare tanto bene! Doveva scegliere proprio la pasta fredda?

Claudia - (A Giulio) Lo vedi? Con lui non si ragiona. Anche Monica cerca di sgrezzarlo invitandolo a passare una serata culturale ma non c' niente da fare: come dare le perle ai porci!

Giulio - Cosa sarebbe questa serata culturale?

Monica - unoccasione particolare: l'ho invitato a venire sabato a teatro a vedere una commedia...

Edo - (La interrompe) No! Non cambiamo le carte in tavola, prima hai detto che era una tragedia!

Monica - S, va bene, una tragedia di Shakespeare, (A Giulio) perch ho avuto tre biglietti per un palco di prim'ordine.

Edo - (A Giulio, con orgoglio) Senti, mia figlia? Ha avuto un palco di prim'ordine! Mica uno di quelli scalcinati!

Giulio - (A Edo) E perch non ci vorresti andare?

Claudia - Perch un ignorantone!

Edo - Ma perch io non sono fatto per andare a teatro e mettermi tutto in ghingheri.

Monica - Guarda che a teatro non devi mica andare in frac!

Claudia - Ma neanche con gli zoccoli!

Edo - Insomma io non sono fatto per le serate mondane. Dopo in quei posti facile che incontri un sacco di gente, devi aver voglia di parlare. Cose del tipo: (Imita una conversazione) Oh, buonasera! Anche lei qui! Come sta la sua signora?... Ah! siete separati, mi dispiace!... A lei per niente?... Figuriamoci a me! No, no, io non sono fatto per queste cose.

Giulio - Guarda, Edo: Io ti potrei anche capire se ci dovessi andare tutte le settimane, ma per una volta! Anche per vedere quello spettacolo di teatro che abbiamo in citt! Io l'ho visto anni fa, il giorno dellinaugurazione quando l'hanno riaperto dopo il restauro ed venuto a cantare Pavarotti; credimi, stato un evento indimenticabile.

Edo - B, vuoi mettere Pavarotti con una tragedia di Ce-chi-spera?

Monica - Di Shakespeare, babbo!

Giulio - Be, sono due cose differenti.

Edo - Perch, tu lo conosci?

Giulio - Pavarotti?

Edo - No, quellaltro.

Giulio - Accidenti! Va bene che sono ignorante ma non conoscere l'autore di Giulietta e Romeo...!

Claudia - Bisogna essere ruvidi come la carta vetrata.

Edo - Ah, allora sto Scek... Scekis... sarebbe quello che ha scritto dellintrallazzo di Gradara!

Giulio - Di Gradara?

Monica - Babbo! Quelli erano Paolo e Francesca!

Edo - Eh, va b! Io per i nomi sono sempre stato negato! Per se non sbaglio anche loro son finiti male!

Monica - Eh, s. Entrambe le storie sono finite in tragedia.

Edo - E dagli, con le tragedie! Ma a teatro non c mai una cosa che vada a finire bene?

Giulio - (A Monica) Cosa danno, di Shakespeare?

Monica - Re Lear.

Giulio - Ah, un bel lavoro.

Edo - Di sicuro muoiono tutti.

Monica - S, anche il re muore. Ma bello assistere al suo travaglio interiore e al pentimento per l'errore commesso che lo porta fino alla pazzia.

Edo - Porca miseria! Prima il travaglio, poi diventa matto! E lhanno fatto re, a uno cos?

Claudia - inutile che sprechiate il fiato con sto selvatico. Se non ci arriva non ci arriva. Vieni con me, Monica. (Escono)

Giulio - Almeno conosci Amleto?

Edo - (Ci pensa) Amleto... Amleto... Chi , quello che abita vicino alla pescheria?

Giulio - (Scandalizzato) Edo! Amleto un'altra tragedia di Shakespeare! Forse la pi famosa! (Declama) Essere o non essere, questo il problema...

Edo - Quale problema?

Giulio - (Continua) forse pi nobile soffrire, nello spirito, per le pietre e le frecce scagliate dall'oltraggiosa fortuna, o imbracciar l'armi contro un mare di tribolazioni e combattendole porre fine ad esse? Morire per dormire. Nient'altro.

Edo - No, no, nient'altro. Basta cos. Portassi disgrazia...!

Monica - (Entrando) Eri tu, Giulio, che declamavi il monologo di Amleto?

Giulio - S, certo. Volevo farlo sentire a tuo padre ma mi ha interrotto sul pi bello!

Edo - (Ironico) Ah, era il momento culminante?

Monica - (Al padre) Prova ad ascoltare qualcosa con umilt, babbo, senza essere prevenuto, cercando di capirne il significato, vedrai che ne apprezzerai la bellezza. Aspetta, facciamo una cosa: prima parlavamo di Giulietta e Romeo, no?

Edo - S, e mi hai anche detto che non erano di Gradara ma di... (Cerca di ricordare) aspetta: di doverano?

Monica - Di Verona. Ecco: loro erano innamorati ma le rispettive famiglie non si potevano vedere quindi s'incontravano di nascosto.

Giulio - E Shakespeare, raccontando la loro storia, ha scritto quella bella scena di Giulietta che dal balcone di casa sua parla col suo adorato Romeo.

Edo - Si vede che stava al primo piano!

Monica - Bene. Io adesso vado a prendere un testo per Giulio che far la parte di Romeo e io far quella di Giulietta, cos assisterai ad un esempio di quello che riusciva a scrivere un genio come Shakespeare! (Esce)

Edo - (Sorridendo tra s) Ma non ti dico io...! (A Giulio) Cosa faresti, tu?

Giulio - Romeo.

Edo - (C.s.) Ma va l! Romeo!

Giulio - Ha detto bene tua figlia: ascolta attentamente senza essa prevenuto, vedrai che ti piacer.

Edo - Ma quando ha scritto tutta sta roba, Ce-chi-spira?

Giulio - Shakespeare! Sono opere scritte tre o quattrocento anni fa.

Edo - Cavolo! E ancora le fanno vedere a teatro?

Giulio - Gi! Vuol dire che qualcosa di buono ha fatto!

Monica - (Entra) Allora... (Porge un libro a Giulio) Cominciamo da questa battuta di Giulietta. (Sale su una sedia)

Edo - (A Monica) Dove vai?

Monica - Sul balcone!

Edo - Ah, scusa.

Monica - Ascolta bene, babbo, poi dimmi se ti piaciuto.

Edo - Va bene.

(Monica e Giulio si mettono in posa)

Monica - O Romeo, Romeo, perch sei Romeo? Rinnega tuo padre, rifiuta il suo nome, o, se vuoi, legati a me anche solo d'un giuramento, e io non sar pi una Capuleti.

Edo - Chi?

Monica - (Al padre) Capuleti il cognome di Giulietta.

Edo - Scusa.

Giulio - Devo ascoltare ancora, o risponderle?

Edo - Saprai tu cosa devi fare.

Giulio - (A Edo) Edo! Questa la battuta di Romeo!

Edo - Ah, scusa.

Monica - Solo il tuo nome mio nemico; ma tu sei tu, non un Montecchi. Cos' Montecchi?

Edo - Comune in provincia di Reggio Emilia.

Monica - (Al padre) Montecchi il cognome di Romeo!

Edo - Scusa.

Monica - Cos' un Montecchi? (Guarda di sottecchi il padre che si porta la mano davanti alla bocca per non rispondere) Non n una mano n un piede, n una faccia n un braccio: nessuna parte di un uomo. O sii tu qualche altro nome! E che cos' un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome avrebbe il suo soave profumo. Cos Romeo, che se non si chiamasse Romeo, conserverebbe un fascino di perfezione, che possiede anche senza quel nome. Romeo, poich non ti nulla il tuo nome, buttalo via, e prenditi, in cambio, tutta me stessa.

Giulio - Ti prendo in parola. Chiamami soltanto amore; e cos ribattezzato, d'ora innanzi non sar pi Romeo.

Edo - Infatti meglio se rimani Giulio, perch come Romeo fai proprio schifo.

Monica - Perch, non ti piaciuto?

Edo - No, no. Per essere bello bello... romantico. Solo che viene rovinato da Giulio che fa la parte di Romeo!

Giulio - Vorrei vedere te!

Edo - Ah, sarei sempre meglio di te!

Giulio - (Gli passa il libro) To', allora falla tu, la parte di Romeo!

Edo - (Punto nell'orgoglio, rivolto alla figlia) Continua, Monica. (Si mette in posa)

Monica - Ma tu chi sei che protetto dalla notte inciampi nel mio segreto pensiero?

Edo - Non posso dirtelo con un nome; il mio nome, cara santa, mi odioso perch tuo nemico. Se lo avessi qui, scritto, lo straccerei.

Monica - Il mio orecchio non ha ancora bevuto cento parole di quella voce, che gi riconosce il suono. Non sei Romeo? Un Montecchi, tu?

Edo - No bella bambina, se Montecchi non ti gradito posso chiamarmi... Roncobilacccio...

Giulio - Ma cosa dici?

Monica - Babbo! Stavi andando tanto bene!

Edo - Eh, Montecchio non gli va bene! Ho trovato un altro nome! A... Spic e Span sarebbe piaciuto.

Giulio - Shakespeare, oh!

Edo - Eh, lui. Comunque devo ammettere che qualcosa di buono c'.

Giulio - Proprio per fargli un favore!

Edo - No, no, dico sul serio. Uno che continua a far breccia dopo trecento anni non deve essere l'ultimo imbecille.

Monica - una critica giusta e ben ponderata, la tua. Allora, visto che apprezzi un piccolo esempio recitato da due scalzacani come noi, puoi immaginare cosa potr essere un lavoro completo interpretato da veri attori.

Edo - Ah, s s. Niente da dire.

Giulio - Io sarei un po' incuriosito.

Claudia - (Entrando) Allora? Siete riusciti a far entrare un po' di ambizione culturale in quella testaccia sbilenca?

Giulio - (A Claudia) E poi, alla fine di tutto, se Edo non volesse andare a nessun costo, sarei disposto io, a venire con voi.

Edo - Scusa, ma tu cosa centri?

Giulio - Non centro niente ma, visto che avanza un biglietto, perch buttarlo via?

Edo - Infatti in questa casa non si butta via niente. E poi, io sono un po' dubbioso ma mica ho detto proprio di di no.

Giulio - Allora vedi di decidere in fretta, cos mi posso organizzare per sabato.

Edo - (Si ltera) Tu bada a organizzarti per conto tuo senza avere tanti scrupoli.

Giulio - (C.s.) Ma se non dovr andare a teatro mi dovr organizzare in qualche altro modo.

Edo - (Alzando la voce) Allora organizzati in qualche altro modo!

Giulio - (A voce alta) Ma se tu non vai a teatro perch io non ne posso approfittare? Son cose che mi piacciono!

Edo - Oh, Giulio, dove dovresti andare sabato?

Giulio - A ballare!

Edo - (A voce alta) E allora va' a ballare!

Giulio - E perch?

Claudia - Perch?

Edo - Perch... perch a teatro ci vado io! (Osserva gli altri che lo guardano con malcelata soddisfazione e si trova in imbarazzo) Non si mangia in questa baracca? (Esce)

Buio

Secondo Quadro

Al riaccendersi della luce il giorno dello spettacolo. Sono in scena Claudia, che sta stirando, e Marta, la moglie di Giulio.

Claudia - Luned scorso tuo marito stato grande, Marta. Se non fosse stato per lui stasera ce lo saremmo sognato, il teatro. Invece lui gliene ha parlato, gli ha detto che rimasto colpito dalla sua bellezza quando andato all'inaugurazione con Pavarotti...

Marta - ... che non vero niente perch non aveva trovato i biglietti...

Claudia - Ah! Allora come ha fatto a dirgli che tanto bello?

Marta - Per sentito dire, credo. O forse l'ha visto da piccolo prima che lo chiudessero.

Claudia - Comunque, tra lui e Monica hanno fatto un lavoro psicologico di convincimento che stato una meraviglia!

Marta - Ma io non credo che Giulio si sia sforzato un granch, anche perch lui veramente un appassionato di tutto ci che nutre la mente. Praticamente mangia pane e letteratura

Claudia - Mio marito invece veramente un appassionato di tutto ci che nutre il corpo. Lui praticamente mangia pane e mortadella.

Marta - Ad ogni modo sono proprio curiosa di sapere cosa metterai su stasera per andare a teatro!

Claudia - Ah, ho trovato un vestitino semplicissimo ma che un amore!

Marta - Dove l'hai comprato?

Claudia - In quel negozietto qua dietro, alla boutique "Spendi e Spandi".

Marta - E com'?

Claudia - Non te lo posso far vedere perch devo andare a ritirarlo alle sette. L'ho fatto accorciare di due dita perch era troppo lungo. Comunque un jersey tutto blu con giusto un filino bianco sul colletto, sui polsini e sullorlo in fondo. leggermente sfiancato e ha una cintina sempre blu con la fibbia bianca.

Marta - Carino! Molto carino!

Claudia - Sul colletto ci sono tre bottoncini che lascio aperti cos finalmente potr mettermi quella collanina di perle che mi ha regalato mia madre vent'anni fa e che ho messo su solo per la Comunione e per la Cresima di Monica.

Edo - (Entra, frettoloso) Ciao, Marta.

Marta - Ciao, Edo.

Edo - (Alla moglie) Allora?

Claudia - Allora cosa?

Edo - Siamo pronti?

Claudia - Pronti per cosa?

Edo - Per andare a teatro!

Claudia - Ma, Edo, ti sei instupidito? Sono le cinque! Il teatro comincia alle nove!

Edo - Ma senti che razza di ragionamenti! Tra lavarsi, mangiare, vestirsi... voi vi dovrete truccare... ecco che si son fatte le otto, dopo dovremo prendere la macchina, arrivare in centro, trovare un parcheggio che sar sicuramente lontano dal teatro, arrivare a teatro a piedi... stai a vedere che facciamo tardi, eh!

Claudia - Edo.

Edo - Oh.

Claudia - Ma vuoi andare a quel paese, per piacere! Io devo ancora andare a ritirare il vestito in negozio!

Edo - Cosa??? Ancora non hai il vestito? Con quello che costa?! Ma allora dimmelo che non vuoi andare a teatro! Dimmelo che sei tu che non vuoi imbucarti nella cultura! Muoviti, invece di stare qui a fare salotto! (Si avvia)

Marta - Se ti disturbo, io posso anche andar via.

Edo - Eh? No, no, rimani pure... basta che non le fai perdere tempo. (Esce)

Marta - Si rimbecillito?

Claudia - Credo di s. Se sapevo che gli faceva questo effetto

Edo - (Si affaccia) Monica dov?

Claudia - Monica torner verso le sei, come al solito.

Edo - Ah! Ma allora lo fate apposta! Guarda che gli attori non aspettano mica voi! (Esce)

Claudia - Dov' tuo marito?

Marta - A casa.

Claudia - Fammi il favore, Marta: vai a dirgli se pu venire un attimo a dare una calmata a Edo se no non arriviamo a stasera perch lo ammazzo prima.

Marta - Va bene. Cos approfitto per andare a fare qualcosa anchio. Ma torner pi tardi per vedere il tuo vestito!

Claudia - Va bene.

(Marta esce)

Edo - (Entra) andata via?

Claudia - S.

Edo - Ma tu guarda! Venire in casa daltri proprio mentre ci si sta preparando per andare a teatro! Un minimo di educazione! Mica posso andare a dire agli attori: "scusate il ritardo ma quella piattola della mia vicina di casa ha fatto perdere un sacco di tempo a mia moglie a forza di discorrere"!

Claudia - Edo, tu non avrai mica intenzione di rovinarmi questa serata dopo vent'anni che non facciamo niente all'infuori della casa, del lavoro e dei figli?

Edo - Cosa vuoi che ti rovini? Anzi, qui l'unico che si preoccupa che vada tutto per il meglio sono proprio io!

Giulio - (Entra) Posso?

Edo - Oh, Giulio, cosa c'?

Giulio - Niente. Volevo vedere come stanno procedendo i preparativi per la grande serata.

Edo - Ah, procedono bene da ridere! Siamo ancora in braghe di tela! Monica non ancora arrivata, mia moglie deve ancora ritirare il vestito in negozio e io devo fare tutto... (Guardando la moglie) e non so cosa mettermi.

Giulio - Stai calmo, stai calmo, mica devi timbrare il cartellino!

Edo - No, ma devo strappare il biglietto!

Giulio - Eh! Dai che farai in tempo! Sono gli attori ad essere al tuo servizio, mica tu al servizio loro!

Edo - Questo vero.

Giulio - Allora non ti agitare. E domani mi racconterai se t' piaciuto oppure no.

Edo - (Con fare esperto) Ah, certo. Anche se avrei preferito un altro lavoro di Schioppassi...

Giulio - Di Shakespeare.

Edo - Eh, s. Preferisco le commedie alle tragedie.

Giulio - Perch, le conosci?

Edo - Cavolo! Prima di andare a teatro a vedere una cosa dovr informarmi su chi l'ha scritta! Perci mi sono documentato. come se volessi farmi fare una camera da un falegname prima lo voglio conoscere: voglio sapere dove ha la bottega, che legno usa, se adopera i chiodi o la colla... Giusto?

Giulio - E cos ti sei informato?

Edo - Certamente! Sciampagn nato...

Giulio - Shakespeare, oh!

Edo - Eh. (Riferisce tutto quello che ha studiato) nato nel 64 ed morto nel 16. Tra le tragedie ha scritto: Amleto, Otello, Giulio, Cesare... tutti nomi di gente che conosco anchio. Tra le commedie, invece, ha fatto: Giulietta e Romeo, il Sogno d'una notte di luglio...

Giulio - No, il Sogno di una Notte di Mezza Estate.

Edo - Appunto, sar tra luglio e agosto... Poi ha scritto Il Temporale

Giulio - (Lo corregge) La Tempesta.

Edo - Va be poi La Dodicesima notte contando dal giorno di Natale, che poi sarebbe la notte della Befana, e un sacco di altri lavori che adesso non mi vengono in mente.

Giulio - Be, insomma stasera andrai abbastanza preparato!

Edo - Eh s! Se per caso qualcuno mi domandasse qualche informazione gli saprei cosa rispondere! Che detto tra noi, praticamente, sto Re Lear era arteriosclerotico e cominciava a dare i numeri; hai voglia avere vicino il giullare di corte che gli diceva cosa doveva fare... sempre un buffone era!

Claudia - (Entra con un cofanetto porta-gioie da cui estrae la collanina di perle) Allora, ti sei calmato un po'?

Edo - Io sono calmissimo! Sei tu che adesso mi mettiaddosso l'agitazione! Stammi a sentire, Claudia, come mi metto a teatro?

Claudia - A sedere!

Edo - Spiritosa! Volevo dire: che vestito mi metto?

Claudia - Non ti preoccupare, ti tiro fuori il vestito grigio.

Edo - Il tuo vestito com'?

Claudia - Perch, vuoi mettere il mio?

Edo - Per sapere se combinano bene i colori!

Claudia - Ma senti che razza di problemi mi va a tirare fuori! Non devi mica andare al ricevimento della regina d'Inghilterra!

Edo - Si pu sapere di che colore ?

Claudia - blu. Va bene?

Edo - S.

Claudia - Meno male.

Edo - E quello di Monica?

Giulio - Scusate, io vado. Mi raccomando, Edo, domani voglio sapere tutto. (Esce)

Edo - Non ti preoccupare. Ciao. (Alla moglie) Allora?

Claudia - Metter quello che le pare.

Edo - Se mettesse quel bel vestitino bianco con le frappe in fondo sarebbe un bijou. A proposito, che ora che ancora non arriva? Io intanto vado a fare la doccia.

Claudia - Sar meglio.

Edo - Come?

Claudia - Niente, niente, vai a fare la doccia. (Edo esce) (Claudia prende il telefono e chiama la boutique) Pronto. Boutique "Spendi e spandi"?... Sono la signora dell'abito blu... s, quello di jersey... pronto?... S, lo so che avevamo detto per le sette ma sa... siccome devo essere a teatro per le nove non vorrei che... Alle sette pronto... bene! Veda un po' se riesce a farlo per qualche minutino prima, tanto per tranquillizzare mio marito... mi sta dando il tormento! Grazie, buona sera.

Edo - (Si affaccia. in accappatoio) arrivata Monica?

Claudia - No. Perch?

Edo - Ho sentito che parlavi con qualcuno...

Claudia - No, no, stavo telefonando. Vedi di andare a fare la doccia! (Edo esce) (Claudia gli urla dietro) Rottura di scatole!

Marta - (Entra) arrivato il vestito?

Claudia - No. T'ho detto che pronto per le sette.

Marta - Perch ho sentito che parlavi con quelli della boutique

Claudia - Ma cosa fai, mi spii?

Marta - Cosa ti spio! Lo sai che con sti muri si sente tutto!

Claudia - Comunque tra un po' vado gi lo stesso... in caso aspetter un po' l in negozio.

Marta - Quasi quasi avete fatto venir voglia anche a me di passare una serata a teatro! Magari una volta, cos per vedere una commedia, oppure un concerto, per passare insomma una serata in societ!

Claudia - Eh, s. Ogni tanto fa bene mettersi su qualcosa di bello e andare fra la gente per ammirare ed essere ammirate... Poi, sai, io lo faccio anche per mia figlia che ha tutti amici universitari e non voglio farla sfigurare.

Edo - (Entra coperto solo da un asciugamano) Claudia! (Vede Marta) Oh, scusa, non sapevo che eri qui.

Claudia - Hai gi fatto la doccia?

Edo - E cosa ci vuole per fare una doccia? Mica posso stare un'ora sotto l'acqua col rischio di far tardi! tornata Monica?

Claudia - Ancora no.

Edo - Il tuo vestito pronto?

Claudia - Ancora no.

Edo - Madonna mia! Questa serata comincia male, eh!? Intanto vado a mettermi le mutan... scusa, Marta. (Esce)

Claudia - (A Marta, con un gesto sconsolato) Che cosa gli vuoi dire...?

Marta - Non ti preoccupare, sono tutti uguali!

Edo - (Da fuori) Claudia! Dove sono i miei calzini blu?

Claudia - (Grida) Vicino alle mutande! (A Marta) Intanto aiutami a mettere la collana, sar una cosa fatta. (Marta esegue)

Edo - (Da fuori) Ce n uno solo!

Claudia - (Grida) Guarda bene sotto le mutande!

Edo - (Da fuori) un pezzo che guardo sotto le mutande ma non trovo niente!

Claudia - (Grida) impossibile!

Marta - (Ironica) Eh, qualcosa ci dovrebbe essere...

Claudia - (A Marta) Sta' a sentire, Marta, vieni con me alla boutique, gli voglio fare un po' di fretta e cos mi dai un tuo parere su come hanno fatto il lavoro. (Grida a Edo) Vado a prendere il vestito!

Edo - (Da fuori) Va bene!

(Claudia e Marta escono)

Edo - (Entra. in canottiera, mutande, e calzini blu e sottobraccio tiene una camicia ed il completo grigio) Laltro calzino c'era ma era sotto sotto sotto, eh!... (Immagina una conversazione da "dopo-spettacolo) Oh, buonasera signora! Come l' sembrato il lavoro?... S, s... Graffiante, soprattutto nel primo atto, ma poi gli attori hanno ceduto... eh, s, non sono riusciti a tenere il ritmo incalzante del testo... ma, comunque... Sciacquatore sempre Sciacquatore! Altroch... altroch gli scrittori di oggi! Il mese prossimo danno "Antonio e Cleopatra"... tutti e due in una volta... si pagher il doppio?

Monica - (Entra) Ciao babbo.

Edo - Monica! questa l'ora di arrivare? Dai! Preparati che manca poco e voi siete lunghe come una messa cantata!

Monica - La mamma dov'?

Edo - andata a prendere il vestito nuovo! Stammi a sentire: Siccome tua madre ha un vestito blu e io mi metto questo qui grigio (Comincia a vestirsi) tu potresti mettere quel vestitino bianco con le frappe in fondo che adattissimo per andare a teatro! Sai che figura farai, sul palchetto! Gli attori smetteranno di recitare, per guardarti!

Monica - Lascia perdere, babbo.

Edo - E perch? Non posso essere orgoglioso di mia figlia?... Vai a vestirti, dai (Finisce di vestirsi).

Monica - Ascolta, babbo. successo un impiccio.

Edo - (Si volta di scatto e la guarda perplesso) Un impiccio? Grosso?

Monica - Insomma

Edo - Sei incinta!

Monica - Ma babbo! Hai voglia di scherzare?

Edo - (Ci pensa) Non hai pi il vestito con le frappe!

Monica - Ce l'ho, ce l'ho.

Edo - Meno male! (Ci pensa) Hai problemi intestinali...

Monica - Babbo!

Edo - (Grida) cascato il governo! C la rivoluzione! Insomma che cavolo successo?!

Monica - Non possiamo pi andare a teatro.

Edo - (Grida) Cooooosa!?!

Monica - S, purtroppo cos.

Edo - (Perentorio) Monica, io stasera non vado a teatro solo se mi dicono che crollato lo stabile con tutto il quartiere intorno compreso il Palazzo Comunale!

Monica - No, la ragione molto pi semplice.

Edo - Sarebbe?

Claudia - (Entra) Ecco il vestito nuovo! Vi piace? (Edo e Monica lo guardano senza dire niente) Dico a voi... Vi piace o no?

Monica - Mamma, stavo dicendo al babbo che sorto un problema: Son tornati improvvisamente i genitori di quel mio amico e ci tocca restituire gli abbonamenti.

Claudia - (Inebetita) E allora?

Edo - Allora casca tutto! Porca miseria ladra! Dopo che uno si istruisce, che spende i soldi, si prepara come si deve per andare a teatro...!

Claudia - Oddio! Questa non ci voleva!

Monica - Mamma, mi dispiace tanto!

Edo - (A Monica) Eh, ma anche tu, per! Ti poteviassicurare bene, prima? Cosa fanno, questi? Prendono, vanno, tornano come vogliono loro! Eh no! Non si fa cos! E noi chi siamo?

Monica - Babbo, non colpa di nessuno.

Claudia - Mi sembrava tutto troppo bello!

Edo - Ma tu guarda! In questi giorni con gli amici e i colleghi di lavoro non ho fatto altro che parlare di sto teatro, di... di... William.

Monica - William chi?

Edo - Ah! Ma allora lo fai apposta! William... Sce.. Sce... (Fa uno sforzo e arriva a pronunciarlo perfettamente) Shakespeare!

Monica - Babbo! Lhai detto bene, finalmente!!

Edo - Ma a cosa serve, ormai.

Claudia - Alla boutique "Spendi e Spandi" non ci potr mai pi metter piede da quanto l'ho fatta lunga perch dovevo andare a teatro con mia figlia...

Edo - Sai che danno!

Claudia - (A Monica) Ma i tuoi amici ci vanno tutti?

Monica - S ma questo non un problema.

Claudia - B, era anche un'occasione per conoscerli.

Edo - Devessere un segno del destino. Si vede che il teatro a non volermi.

Monica - Ma cosa dici, babbo? stato solo un contrattempo! Vorr dire che proveremo ad andarci la prossima volta.

Claudia - Mah, credo che persa questa occasione sar molto difficile. Accidenti mi dispiace davvero!

Edo - Stammi a sentire, Monica: possibile che stasera sto teatro sia proprio tutto pieno e che non ci sia uno straccio di buco sopra un palchetto magari piccolo piccolo?

Monica - Sar difficile ma si pu tentare.

Claudia - B, tentar non nuoce.

Edo - (Risoluto) Giusto! Benissimo! (Prende l'elenco telefonico) Vediamo un po': Teatro biglietteria ecco qui! (Telefona) Buonasera, mi scusi, la signora bigliettaia?... Ecco, non che per caso vi sono rimasti tre buchi da qualche parte per la tragedia di stasera?... Che tipo?... b, che tipo... tre posti come capitano... S... ah, in galleria... s ma... molto lunga?... Come cosa la galleria! Ah! Sarebbero i posti in alto!... S, s, va bene lo stesso. Allora ce li tenga da parte che veniamo gi quasi subito. Il mio nome Edo Ridi... no, Edo, con la "D", non con la M, signora, se no viene fuori un'altra cosa... Va bene, grazie, buonasera. (A Claudia e Monica) Fatto! Risolto! Concluso! Andiamo a teatro! Claudia! Monica! A vestirsi e truccarsi! Via! (A Monica) E tu mettiti quellombretto da 9 euro e 90! (Claudia e Monica escono. Edo Continua ad alta voce) E informate tutti quanti che in questa casa quando io decido di fare una cosa... la faccio! Capito? (Declama) Il resto silenzio: (Uscendo) William Shakespeare, "Amleto" atto quinto, scena seconda. To, beccatevi questa!

SIPARIO

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