ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI
Commedia in 3 atti di Roberto Zago.
Personaggi:
ANDREA LUMAGA, titolare della ditta di trasporti
SPERANZA, sua sorella
FELICINA, vedova
SANTINO CERULLI, ufficiale giudiziario
GIOCONDO TARELLI, del Pississi
FIORELLA, segretaria del Pississi
ILARIO, marito di Felicina
PRIMO ATTO
SPERANZA: Andrea! L'ho visto! L'ho visto! Ti giuro che era lui, il mio Santino!
ANDREA: (Flemmatico) Dov'era?
SPERANZA: Sul tram! Il quindici!
ANDREA: Ah!
SPERANZA: Bello, vivace, solo un pochino brizzolato!
ANDREA: Due settimane fa era sul ventinove.
SPERANZA: S, ha cambiato linea ma era sempre lui.
ANDREA: Dieci giorni fa l'hai visto sul trenta.
SPERANZA: Viaggia! Lo fa per farsi vedere.
ANDREA: Da te.
SPERANZA: Forse.
ANDREA: Aspettalo ad una fermata.
SPERANZA: Ho provato a correre, ma c'era il semaforo rosso e lui partito.
ANDREA: Allora prova a mettere un'inserzione sul giornale: "Santino scendi dal tram. Speranza!".
SPERANZA: Tu non mi capisci, Andrea.
ANDREA: Neanche Santino, sempre in movimento. (Le versa una tazza di caff) Prendi, bevi un po' di caff e non metterci lo zucchero che di dolce ne hai gi in abbondanza.
SPERANZA: (Sorseggiando) Io non posso dimenticarlo. Il mio cuore gli appartiene.
ANDREA: Allora il tuo Santino viaggia da un ospedale all'altro per venderlo di seconda mano.
SPERANZA: Cattivo! Sei cattivo! Si capisce che non hai mai amato e che non puoi comprendere i sentimenti delle donne.
ANDREA: Le donne? So tutto delle donne. Si pu dire che sono come la messa: sono pochi gli alleluia, ancor di meno i gloria; la maggior parte sono kyrie Eleison e quasi tutte sembrano dei Requiem Aeterna.
SPERANZA: Ma cosa vuoi saperne tu che non hai mai conosciuto veramente le donne.
ANDREA: Figurati! Se vado alla Fiera, ho bisogno di otto capannoni per metterle tutte in esposizione. Meno male che adesso starai tranquilla per un po'.
SPERANZA: Ti sbagli, domani ritorner l!
ANDREA: Senti sorellina, che tu sei mesi fa ti sia innamorata mi va anche bene, ma che ogni settimana tu ti faccia il giro del rione per cercare di vedere Santino...
SPERANZA: (Interrompendo con passione) Il giro dell'amore, non del rione. Il giro della gioia e della speranza, dell'illusione...
ANDREA: (Subito) dell'oca. Devi sempre ricominciare da capo.
SPERANZA: Fa niente. Io sono costantemente insieme a lui: e parliamo, parliamo, parliamo! Come quella sera che abbiamo fatto cinque volte la stessa strada.
ANDREA: Fino a quando ha capito di che pasta sei fatta e ha tirato indietro le mani. Ma finiscila di fare la ragazzina con gli speroni ai piedi.
SPERANZA: (Risentita) Io l'ho visto!
ANDREA: Lo vedi in ogni momento! E magari pure vestito allo stesso modo. Proprio come te che ti metti gli stessi vestiti che avevi sei mesi fa.
SPERANZA: S!
ANDREA: Presto mi toccher venirti a prendere al manicomio, e dovr anche pagare il ticket per farti uscire di l. Dai, vai di l a calmarti che qui c' da lavorare.
SPERANZA: Un giorno scender dal tram e ti lasceremo solo. Addio!
ANDREA: La coppia pi bella del mondo! Dai, addio, fammi la distinta dei pacchi che devo consegnare questa sera.
SPERANZA: (Triste) Oggi non mi sento di lavorare. Sono ancora sotto l'emozione dell'incontro. Abbi compassione.
ANDREA: Quando parli cos come se tu mangiassi il minestrone con la marmellata e non con i piselli e i fagioli.
SPERANZA: Tu non sembri un fratello. Tu sembri un... un ortolano.
ANDREA: Cos mi piaci! Torna a casa, Lassy! (Speranza esce offesa a sinistra) Povera stella. Deve capire: nella vita le sempre mancato qualcosa che la rendesse pi piacevole. Non come me che nelle donne ho sempre cercato le stesse cose... E adesso, purtroppo, sono rimasto a piedi. (Poi si riscuote dalle sue considerazioni) Allora! Torniamo alle nostre carte. La ditta Impianti Industriali: 10 bidoni, Naviglio Grande. (Controlla sul brogliaccio) La ditta Aielli Cromature: 15 colli di acidi... da buttare dentro il Lura appena fuori RhoPer i rifiuti del Galbusera, luned notte tra Binasco e Assago... Ferma! Questo ha tanti arretrati come un frate in Quaresima. (Si affaccia alla finestra e chiama) Speranza, com il conto del signor Galbusera?
SPERANZA: (Da dentro) Vecchio come te!
ANDREA: Questa gratis come un bicchier d'acqua. (Grida) Togliti dallo specchio altrimenti rischi un infarto!
SPERANZA: (C.S.) Sei bello tu!
ANDREA: E non sono nemmeno stanco. Dunque il Galbusera?
SPERANZA: (Appare in dshabill) Due mesi di astinenza, l'ultimo saldo risale al 21 Marzo. (Cerca una scheda nel tabulato in un armadio)
ANDREA: Se non paga ti mando a riscuotere cos come sei: o firma l'assegno o si trasferisce in via "stremissi".
SPERANZA: In che via?
ANDREA: "Stremissi"! Vicino al "Corso fattella adoss"! Telefonagli di venire a prendersi la sua merce; io non gliela porto a casa.
SPERANZA: E se non accetta?
ANDREA: Gli regalo un bel cesto di vipere.
SPERANZA: Ricordati che a litigare per un paio di stringhe chi ci va di mezzo sono le scarpe.
ANDREA: Cosa devo fare? Rischiare per uno che ha il portafoglio stitico!
SPERANZA: Mandagli un sollecito!
ANDREA: S, e con quello lui si allunga la camomilla! Ed io faccio la figura dell'idiota. Gli telefono io. Tu togliti dalla visuale che cos come ti sei conciata mi sembri una stazione della Via Crucis.
SPERANZA: (Mentre va via) Spaventapasseri!
ANDREA: (Consulta una guida e poi compone un numero al telefono) Galbusera? Sono Andrea Lumaga Trasporti Rapidi... S, s, buongiorno. Senta, ho ricevuto la sua merce... S, ma io non la smaltisco se lei non smaltisce prima gli arretrati del suo conto... Eh, cerchi di capire! D'accordo, io cerco di capire ma lei ha cercato altrettanto? Cerchiamo di cercare insieme cos che forse qualche cosa troveremo... Eh, eh, il mio furgoncino non ha balle, va a gasolio, ha capito signor Galbusera? O salda prima di notte, oppure si trover i pacchi tra il suo portone e la sua scrivania... (A questo punto si affaccia alla porta di ingresso Felicina)
FELICINA: permesso?
ANDREA: (Interrompe il dialogo telefonico per dire) Avanti. (Quindi prosegue) Adesso ho gente e riattacco. Mi pare di essere stato chiaro! Arrivederla signor Galbusera! (Posa il telefono)
FELICINA: Disturbo forse?
ANDREA: (Con entusiasmo le va incontro) Ma non dica sciocchezze signorina Felicina, venga pure avanti! Quando lei mette qui dentro la testa come quando il piede ha trovato la sua ciabatta! Buongiorno!
FELICINA: Buongiorno, signor Andrea.
ANDREA: Che bella sorpresa vederla nel mio bugigattolo! Cosa mi racconta di nuovo?
FELICINA: Avrei bisogno di un piccolo favore con il suo furgoncino.
ANDREA: Come no!
FELICINA: La pago.
ANDREA: Non se ne parla nemmeno! Si tratta di un trasloco?
FELICINA: No, no, non cambio casa. Ci mancherebbe solo questo.
ANDREA: Meno male.
FELICINA: (Titubante) Non so come dirvelo...
ANDREA: una cosa proibita?
FELICINA: Beh...
ANDREA: Niente paura! Io sono uno specialista! I trasporti normali li fanno gli altri. Andrea Lumaga gioca a bocce sulle scale, pi bello.
FELICINA: Come buono lei... Per farmi capire meglio per necessario che parta un po' da lontano: ha un po' di tempo?
ANDREA: Per lei s. Fosse stata qualcun' altra le avrei detto di andare a succhiare la coda di una gatto fino a quando fosse diventata un grissino.
FELICINA: Grazie. Dunque... Io sono vedova, lei lo sa.
ANDREA: Lo so.
FELICINA: Da poco. Un colpo e...
ANDREA: C'ero anch'io alla cerimonia.
FELICINA: Che bel funerale, vero signor Andrea?
ANDREA: Fin troppo! Ero quasi geloso.
FELICINA: Ho fatto il mio dovere di moglie.
ANDREA: E lui, a morire, ha fatto quello di marito. Oh, pardon!
FELICINA: Si figuri... Anzi, mi conforta perch, vede, non sembra vero, ma Ilario continua a tormentarmi... Per piacere, non rida.
ANDREA: Sono serio come un vigile urbano. In che modo la tormenta?
FELICINA: Ha incominciato la stessa notte che morto: venuto ai piedi del mio letto e mi ha detto " Felicina, non salire sul tram!" La notte dopo tornato "Non salire sull'autobus!" Son passati un paio di giorni e "Guai a te se vai sulla metropolitana!"...
ANDREA: (Meravigliato) arrabbiato con il Comune!
FELICINA: (Incalza) "Guarda che se ti vedo in automobile mi arrabbio!" La settimana scorsa mi si presenta pi nero di uno spazzacamino: "Neanche in bicicletta, nemmeno in aeroplano, n in elicottero, n in treno, n in filovia!"... Ed ogni volta gli domando: "Perch, Ilario, mi proibisci tutti i mezzi di trasporto? Io non soffro di claustrofobia ambulante come te che andavi a piedi a Lachiarella per evitare il pullman. Dimmi cosa posso prendere, per piacere". Ma lui tace. Capisce signor Andrea?
ANDREA: No.
FELICINA: Neanchio. Allora mi sono decisa e sono andata da un esorcista in piazza del Duomo per farmi spiegare qualche cosa.
ANDREA: Un esorcista? E che cos'?
FELICINA: Un prete che esperto nei casi di demoni e di morti. Gli ho raccontato tutto quanto! Perfino che Ilario, quando faceva caldo, bagnava i calzini per camminare al fresco. rimasto un po' in silenzio a riflettere e poi mi ha detto: "Questo il biglietto dell'autobus. Lo prenda e torni pure a casa senza aver paura". Ha benedetto me e il biglietto ed io ho preso l'autobus. Quando sono salita mi sembrava che tutti sapessero che io non dovevo essere l. Mi sentivo guardata, osservata, scrutata... Uno mi ha urlato: "Lei, perch non scende?". Aveva la voce di Ilario! Mi sono girata ed avevo lo stomaco ai ginocchi: "Scenda, non ingombri il passaggio!". Un altro mi ha fissato: "Vuole togliersi dalle scatole o no!". Erano i suoi occhi! Allora ho capito: sono scesa e sono venuta a casa a piedi.
ANDREA: Eh, la Peppa!
FELICINA: Ma non finita. Questa notte venuto ancora. Si appoggiato al letto: (Altera la voce) "Sei andata dall'esorcista per non lasciarmi pi venire a trovarti!". "No, Ilario..."."S, glielhai raccontata a modo tuo, da quella piagnucolona che sei sempre stata... Proprio cos... Mancava solo che gli lavassi il pavimento! Ma io sono qui, e verr tutte le notti fino a quando non avrai tolto il sasso di Gioanon Piretta!
ANDREA: Che sasso?
FELICINA: Ha presente la ringhiera di casa nostra?
ANDREA: Orca!
FELICINA: In fondo non c' un sasso grande cos che sostiene la pianta di magnolia?
ANDREA: Eh!
FELICINA: quello che Ilario vuole che tolga.
ANDREA: Perch?
FELICINA: Me l'aveva regalato Gioanon Piretta quando faceva il giardiniere nella villa dei signori Greppi. Era un bel sasso, rotondo e pacciottello. Sembrava scolpito, tanto era perfetto! Io volevo metterlo in salotto, ma Ilario aveva fatto il diavolo a quattro per non mettercelo. Cos ho dovuto lasciarlo fuori vicino alla magnolia. E da allora l.
ANDREA: Dunque, che fastidio d?
FELICINA: Ecco signor Andrea, il mio povero Ilario sempre stato geloso di Piretta e questa la sua rivalsa su di lui.
ANDREA: Ma, aveva qualche ragione Ilario? Mi scusi...
FELICINA: Confesso che Gioanon faceva un po' l'invadente con me, ma io l'ho sempre tenuto ad una ben determinata distanza. Ilario non aveva proprio nessun motivo di lamentarsi. Lo giuro sul sasso.
ANDREA: Insomma, deve togliere la pietra per il geloso che non c' pi.
FELICINA: S, cio no, c' ancor pi di prima!
ANDREA: (Perplesso) Sembra una storia fantastica, quasi inventata.
FELICINA: Non una storia, vera come lo sono io!
ANDREA: Per caso lei fa dei sogni?
FELICINA: Ogni tanto, ma non quando vedo Ilario.
ANDREA: (Dopo una pausa) Va bene! Voglio accontentarla: domani provvedo a caricare il sasso sul furgoncino e a portarlo in campagna.
FELICINA: Grazie! Per, signor Andrea, c' un particolare. Ilario ha detto "Fino a quando tu non togli il sasso...", capisce? Tu... tu! Il sasso devo toglierlo io, come un castigo, e non lei o qualcun altro. Tu!
ANDREA: (Colpito) Tu. Eggi! Tu devi.
FELICINA: Io devo, perch tu...
ANDREA: E allora che vada a fare il... tu del sasso.
FELICINA: Ma ha visto come grosso e pesante?
ANDREA: Certo, sar quasi un quintale.
FELICINA: E le pare che io possa sollevare un quintale di sasso?
ANDREA: Direi proprio di no. E allora?
FELICINA: Bisogna essere almeno in due.
ANDREA: Io e lei?
FELICINA: Ha capito.
ANDREA: E dopo?
FELICINA: Lo carichiamo sul furgoncino e lo portiamo dove vogliamo.
ANDREA: Perfetto! (Un ripensamento) Piano! Lei non pu salire sul furgoncino. Ilario glielo ha proibito.
FELICINA: (Con animo) No! Ilario ha parlato di bus, tram, metropolitane, automobili, aeroplani, elicotteri, filobus, biciclette... ma non di furgoncini.
ANDREA: Cos, lei... pu?
FELICINA: Posso, non c' la proibizione. Non le pare?
ANDREA: Benone, siamo a cavallo!
FELICINA: Ma dobbiamo farlo di notte!
ANDREA: Anche?
FELICINA: Se ci vedono, cosa diciamo? Non posso certo spiegare che Ilario venuto e...
ANDREA: Giusto!
FELICINA: (Melliflua) Le va bene questa notte, signor Andrea?
ANDREA: Di notte sono sempre libero per lei...
FELICINA: Grazie. Sapevo che lei una persona fidata, anzi un amico... del mio Ilario. Devo darle un anticipo?
ANDREA: Per che cosa?
FELICINA: Per il servizio.
ANDREA: Io lo faccio per lei, perch quello l la lasci in pace.
FELICINA: Ah la pace! Quelli di l... di l! Vero signor Andrea?
ANDREA: E noi di qua... di qua! Signora Felicina.
FELICINA: All'una e mezza, va bene?
ANDREA: Benissimo, l'orario che rendo di pi. Speriamo che non piova.
FELICINA: Se piove... lo copro io... il sasso.
ANDREA: Il sasso...
FELICINA: ... del Gioanon Piretta. Grazie signor Andrea.
ANDREA: Dovere, Signora Felicina.
FELICINA: A stanotte! (Si avvia verso il fondo)
ANDREA: A stanotte! (L'accompagna, mentre tutti e due si fanno gli occhioni) Stanotte! (Una pausa) Mah! Certo che proprio ancora una bella ragazza! Assomiglia al sasso di Piretta: rotondo, pacciottello, quasi perfetto... (Avverte la presenza di Speranza che, sulla porta di sinistra, lo guarda. vestita da lavoro) Naturalmente hai sentito tutto!
SPERANZA: (Ironica) Il sasso di Piretta!
ANDREA: (Dandosi un contegno) Una commissione come tante altre.
SPERANZA: (C.s.) Rotonda, pacciottella... La guardavi come un affamato guarda un piatto di polenta.
ANDREA: Addirittura! E magari con un bel piatto di ossi buchi. Esagerata!
SPERANZA: E tu magari ci credi anche.
ANDREA: E perch no? Mi sembra sincera.
SPERANZA: (Incalzante) Il sasso di Piretta!
ANDREA: Quasi un quintale... non pu certo sollevarlo da sola.
SPERANZA: Gratis!
ANDREA: Uei! Uei! Speranza! Abbassa le ali e smettila di far polvere.
SPERANZA: Uomini e pere per le donne che hanno il marito vecchio o sottoterra.
ANDREA: Io non ho una sola pera!
SPERANZA: Te l'ha data lei: quasi un quintale! Ed pronto per essere sotterrato: la cerimonia questa notte all'una e mezza!
ANDREA: Invidia, eh?
SPERANZA: Per portare un sasso gratis rinuncia ad una intera notte di lavoro! Chi scarica i bidoni della Impianti Industriali?
ANDREA: Domani notte.
SPERANZA: Domani notte avrai gli occhi a mezza asta e le orecchie all'ingi come al tuo solito quando ci sono di mezzo delle donne.
ANDREA: Non volevi seguire Santino nel giro dell'oca, cio dell'amore?
SPERANZA: Troppo comodo scantonare sugli assenti!
ANDREA: Quello lo fai tu, sorellina. Io mi attacco ai sassi belli resistenti come quello di Piretta.
SPERANZA: E ai fantasmi? (Motteggiando) "Appoggiato al mio letto". Quella capace di inventare anche la risurrezione pur di prendere un uomo vivo.
ANDREA: Proprio come te, Speranza! Esiste il paese delle frottole, dove tutto vero, ed abitato da donne che inseguono tramvai che non si fermano mai! (Si affaccia alla porta del fondo Giocondo Tarelli)
TARELLI: (Impettito) Il recapito della ditta Lumaga Trasporti Rapidi snc, qui?
ANDREA: S.
TARELLI: Desidererei conferire con il titolare.
ANDREA: (Lo guarda curiosamente) Sono io.
TARELLI: Titolare, titolare?
ANDREA: Se vuole le mostro il certificato della Camera del Commercio.
TARELLI: Io sono Giocondo Tarelli, assistente particolare dell'onorevole Brassini. Pississi!
ANDREA: Ci credo.
TARELLI: (Ribadendo) Pississi.
ANDREA: Ho capito, non c' bisogno di ripeterlo.
TARELLI: Sono le mie credenziali.
ANDREA: Cosa?
SPERANZA: come la carta d'identit.
ANDREA: Ah!... Dica pure.
TARELLI: Probabilmente lei non ha capito, signor Lumaga: Pississi! Partito Italiano Sociale di Solidariet Indipendente della Sovranazionale Societ Internazionale.
ANDREA: Quelli che hanno combinato tutto quel casino a Roma un po' di tempo fa? Ho capito.
TARELLI: Precisiamo. Lei allude forse al PISDI, tutta un'altra cosa. Noi siamo gli scissionisti del PUSDU, il quale a sua volta si diviso dal PSINRI, che ha dato origine al PISDOC e, conseguentemente, al PISSISSI, cio a dire all'unica formazione politica che possa tuttora rivendicare l'originalit storica dell'internazionalismo solidaristico indipendente.
ANDREA: (Travolto dalla spiegazione) Ah!
TARELLI: (Soddisfatto) chiara adesso la mia veste?
SPERANZA: (Conquistata dalla dialettica di Tarelli) Trasparente!
TARELLI: (Come se si accorgesse adesso di Speranza) La signora la sua signora?
SPERANZA: (Subito) Non sono la sua signora.
TARELLI: Allora chi questa signora?
ANDREA: mia sorella: Speranza Lumaga. Socia dell'azienda Andrea Lumaga Trasporti Rapidi snc.
SPERANZA: (Ribadendo) ALTR.
TARELLI: Cos'?
SPERANZA: La sigla aziendale.
TARELLI: Gi! Lei capir la necessit di precisare le diverse posizioni. Io sono venuto come emissario confidenziale del partito.
ANDREA: La ringrazio ma io non sono un internazionale, sono un buon milanese con ascendenze locali.
TARELLI: La sua simpatia geopolitica certamente importante, ma al presente non in discussione. Lei giudica, innanzi tutto, che la signora possa assistere al nostro colloquio?
ANDREA: Lo domandi a lei, qui, non al parco Ravizza.
TARELLI: Io lo domando a lei! Giudica?
ANDREA: Cosa dici, Speranza?
SPERANZA: Mah... giudica poi tu.
TARELLI: (Incalzante) Giudica?
ANDREA: Mi sembra di dover esser giudicato!
TARELLI: Attendo! Giudica?
ANDREA: (Perdendo la pazienza) Oh, quante lungaggini! Stai qui e taci!
TARELLI: Allora giudica. Va bene. Possiamo procedere. La porta!
ANDREA: Chi porta?
TARELLI: preferibile chiudere la porta. Prudenza sempre sola, ed meglio che resti tale. (Va a chiudere la porta al fondo)
ANDREA: (Sempre pi scocciato) Mi ascolti, signor...
TARELLI: (Subito) Tarelli! Giocondo Tarelli, del Pississi... Partito Ital...
ANDREA: (Interrompendo) Ecco signor Tarelli, vorrei sapere in due parole a che debbo l'onore della sua visita.
TARELLI: Veda di seguirmi.
ANDREA: Dove?
TARELLI: Lei non si muova. La conduco io.
ANDREA: Ho capito! Ma dove?
TARELLI: Ci arriviamo immediatamente.
ANDREA: Ha chiuso la porta e subito mi dice di seguirla; poi mi dice di non muovermi. Non le pare di essere un po'... incongruente?
TARELLI: Niente affatto! Il discorso procede consequenziale. Lei proprietario di un furgoncino a motore, non vero?
ANDREA: S.
TARELLI: suo?
ANDREA: Perch, ha qualche dubbio?
TARELLI: No, se lei me lo assicura.
SPERANZA: (Interviene) Digli di s, Andrea.
ANDREA: (Sbuffando) S!
TARELLI: Capisco la riluttanza, ma lei faccia lo sforzo di capire l'importanza della cosa.
ANDREA: Che cosa?!
TARELLI: Il Pississi ha bisogno di lei e del suo veicolo.
ANDREA: No no no! Io di politica non voglio saperne!
TARELLI: Mi consenta di spiegarle di che si tratta, precisando che, se il partito ha bisogno di lei, lei non pu fare a meno del partito.
ANDREA: (Ormai fuori dei gangheri) Ehi, lei...
SPERANZA: Digli di s, Andrea!
ANDREA: Io gli dico di andare a...
TARELLI: (Immediato) Inutile: tornerei! E adesso cerchi di ascoltarmi con calma. Conosce l'onorevole La Bombarga?
ANDREA: Non so neppure chi sia. Ma di sicuro un imbroglione che mangia come tutti gli altri politici.
TARELLI: morto.
ANDREA: Vuol dire che avr fatto indigestione.
TARELLI: Malamente.
ANDREA: Ha mangiato troppo!
TARELLI: stato trovato questa mattina in un motel fuori mano. Pare che fosse in compagnia di una donna. Che naturalmente non era sua moglie.
ANDREA: Anche?
TARELLI: Il partito desidera evitare lo scandalo e impedire la divulgazione della notizia.
ANDREA: Ha trovato il tipo giusto per annunciarla. Io metto il megafono sul furgoncino come fanno i pubblicitari...
TARELLI: (Senza pausa) Lei andr a prelevarlo questa notte e se lo porter a casa sua.
ANDREA: Ma lei senza condimento in testa!
TARELLI: Subito dopo, il partito render pubblica la dipartita e prender il lutto.
SPERANZA: Digli di no, Andrea!
ANDREA: (Gli si avventa, lo prende per il fondo dei pantaloni e lo trascina verso l'uscita) Apri la porta Speranza che lo mando ad assaggiare il mangime dei piccioni!
SPERANZA: (Si precipita ad aprire l'uscio) Subito!
TARELLI: Credo che non le convenga se non vuole essere arrestato per scarico abusivo di veleni e di sostanze inquinanti, oltre che per traffici illeciti. (Andrea si ferma a mezz'aria) Mi liberi i pantaloni, signor Lumaga, stringono.
ANDREA: (Molla la presa) Brutto grattacapi di un politico!
TARELLI: Mi rendo conto che il Pississi ha perso certamente due voti elettorali, ma ha guadagnato un collaboratore.
SPERANZA: Cosa vuoi fare Andrea?
ANDREA: Mi vien voglia di portarlo al motel e di raddoppiare il lutto del Pississi.
TARELLI: Lei si recher invece al motel e caricher l'onorevole La Bombarga sul suo furgoncino. Poi, senza dare nell'occhio, lo trasporter nel box della sua abitazione. Quindi dimenticher tutto. Esattamente come far il partito nei suoi confronti.
ANDREA: Io stanotte ho gi un impegno.
TARELLI: Disdica o posponga. (Gli d dei fogli) Qui ci sono i particolari: disposizioni e percorso. Si attenga.
ANDREA: Ma perch proprio io? Posso saperlo? Faccio il mio mestiere senza dar fastidio a nessuno!
TARELLI: Nel partito c' una forte componente ecologica, signor Lumaga, e di lei si sa da tempo. Se l'onorevole La Bombarga non si fosse fatto ospitare feralmente nel motel, certamente l'avrebbe avuto come avversario. Il povero compagno amava molto la natura.
ANDREA: Non solo la natura, a quanto pare.
TARELLI: Amava molto anche altre cose naturali, sono d'accordo con lei. Comunque, mi pare che ci sia tutto. Adesso tocca a lei che un esperto di queste faccende.
ANDREA: Non ho mai fatto affari con i morti.
TARELLI: Faccia conto che sia un fusto inquinante. Beh, in fondo lo ; se si venisse a conoscenza del fatto, il danno supererebbe quello di qualsiasi altra sostanza velenosa scaricata. Ma lei, dell'ALTR, giusto signora, sa come renderla nascosta. Dico bene?
SPERANZA: Digli di s Andrea.
ANDREA: Io posso anche dirgli di s, ma se mi pescano con un cadavere sul furgoncino, cosa dico? Che rimasto soffocato da una qualit di mentini molto forti?
TARELLI: Cosa dicono a Milano? "Non si pu insegnare ai gatti ad arrampicarsi". Lei il gatto!
ANDREA: Non potevano prendere un'altra bestia? Perch proprio me?
TARELLI: Perch l'unico gatto che non ha convenienza a miagolare. Faccia le cose bene signor Lumaga e il Pississi le sar riconoscente. Come noto, noi faremo parte della maggioranza del prossimo governo: possiamo molto. L'episodio in questione, ne convenga, solo una malaugurata eccezione.
ANDREA: L'eccezione conferma la corruzione.
TARELLI: (Indispettito) Ah, ah! Questa non la doveva dire! Proprio lei! Ossequi signora. Spero che non ci rivedremo signor Lumaga. (Ed esce elegantemente impettito)
ANDREA: (Esplode) Io gli faccio scoppiare i fagioli nel ventre.
SPERANZA: (Abbattuta) Oh, Andrea! Siamo rovinati.
ANDREA: Tutta colpa tua!
SPERANZA: Cosa ho fatto?
ANDREA: La tua idea dei trasporti rapidi clandestini per guadagnare di pi! Guarda qui!
SPERANZA: Idea che ti subito piaciuta quando ti hanno licenziato dalla fabbrica per colpa di colleghi: donne! Ma adesso calma e sangue freddo. Calma, Andrea, calma.
ANDREA: Mi pare di avere in mano un uovo che stato montato cos in fretta che adesso sta invadendo la piazza del Duomo.
SPERANZA: Andrea, per non vero quello che hai detto al signor Tarelli, che non hai mai avuto a che fare con morti. Non ti ricordi, Andrea, della suocera di Andretti?
ANDREA: Quella che ho portato sulla canna della bicicletta gi morta per non pagare la tassa comunale?
SPERANZA: Proprio! Avevi sul portapacchi il registratore con inciso i Requiem Aeterna ed ogni tanto lo accendevi.
ANDREA: Lo voleva il genero in onore della vecchia. E allora?
SPERANZA: Stavolta quasi la stessa cosa.
ANDREA: Devo portare il registratore?
SPERANZA: Se credi...
ANDREA: Ahh! E la signora Felicina? Cosa faccio con il sasso di Gioanon Piretta?
SPERANZA: Facile! Parti con il sasso e torni con l'onorevole. Due viaggi a pieno carico.
ANDREA: S, porto il sasso al motel, e la signora la faccio aspettare fuori.
SPERANZA: So bene che ti piacerebbe fare il contrario, sconcione! L'importante "non mollare le bretelle e lasciarsi cadere i calzoni", come dice il proverbio.
ANDREA: Proverbio? Pensa a qualcos'altro, Speranza! Ormai siamo nelle loro mani: le mani della politica! Meglio essere al polo nord nudo con un ghiacciolo in mano.
SPERANZA: Sai che Tarelli mi piace?
ANDREA: Oh, Signore!
SPERANZA: Ha le maniere di un uomo di lettere... Parla come un professore.
ANDREA: Tu non hai bisogno di un uomo di lettere ma di un marito di letto e basta!
SPERANZA: (Offesa) Anche, ma questi sono affari miei. Su, vai a fare il pieno al furgoncino, che questa notte devi farne di chilometri!
SANTINO: (Appare dal fondo; nella caratteristica cadenza siciliana) possibile entrare? Ufficiale giudiziario, sono.
SPERANZA: (Non crede ai suoi occhi) Santino!!
SANTINO: (Colpito pure lui, ma immediatamente si ricompone ed assume l'aspetto burocratico in maniera esagerata, come per difesa) Cerullo, fu Giovandomenico e Fusinbene Concetta. Precisamente sottoscritto.
SPERANZA: (Traboccante di gioia) Io sono Speranza!
SANTINO: (Insiste) Speranza Lumaga fu Ambrogio e fu Brambilla Rachele?
SPERANZA: S, sono io!
SANTINO: Ordine di sequestro ci sta! A carico pure del Lumaga Andrea, dei medesimi fu Ambrogio e fu Brambilla Rachele.
ANDREA: (Sorpreso dalla situazione) Ma un terrone!
SANTINO: (Imperterrito) Ripeto: sequestro a carico dei sopraddetti di furgone a motore, responsabili con il predetto veicolo di ripetuti e recidivi reati contro la legge per trasporti e scarichi abusivi. A chi notifico?
SPERANZA: (Commossa) Santino, ma sono io, la tua Speranza!
SANTINO: (Duro) Ormai certo sono: l'esecuzione qui va fatta eseguire. A chi notifico?
SPERANZA: (Con accenti strazianti) Ma non ti ricordi? Fai la mente anzi, il cuore locale!
SANTINO: (Guardandosi attorno) Dov' il corpo del reato?
ANDREA: (Che non capisce) Che corpo?
SPERANZA: (Come davanti ad un malato) Oh, madre! Non si ricorda un tubo! Santino, Speranza! Sono Speranza!
ANDREA: (A lei) Ma di che corpo parla? Non sar mica il tuo?
SPERANZA: Magari! (Come un'ispirazione) Santino, guarda il neo che ti piaceva tanto!
SANTINO: (Che intanto si guardato intorno e seguita nella ricerca) Scusassero se nel pieno consenso delle mie azione esplicative legali, ignoro qualunque acrobazia tendente ad ostacolare la prassi esecutiva che sequestrare ipso facto mi impone il corpo del reato.
SPERANZA: (Col neo sul braccio bene in vista) Santino, guarda!
SANTINO: (Un occhiata al neo) Vedo. Ma il corpo non vedo.
SPERANZA: (Protendendosi) E questo cos'? L'amavi pi di ogni altra cosa al mondo!
ANDREA: (Allarmato) Come, come? Speranza, dopo voglio sapere tutto.
SPERANZA: (Disarmata, ma non doma) Oh cielo, come cambiato! Sembra un altro! (Mostrando un ginocchio) Guarda la cicatrice che mi rimasta da quando sono caduta con la bottiglia di spumante quella notte... Ti ricordi?
SANTINO: (Colpito suo malgrado) Cicatrice?
SPERANZA: Avevamo fatto un po' di baldoria e tu ti sei messo a piangere per il dispiacere che mi ero ferita. Ricordi Santino?
SANTINO: Ah, s? (Si riprende) Passato ! Dove sta il furgone?
SPERANZA: (Come giocando l'asse di briscola) E la voglia?! (Santino si blocca) Ti ricordi la mia voglia?
SANTINO: (Finalmente vinto! Con entusiasmo) Quella s! Mai dimenticai la voglia tua!
SPERANZA: (Soddisfatta) Meno male!
ANDREA: E questo sarebbe il tranviere Santino?
SPERANZA: S, lui!
ANDREA: Era meglio se stava sul tram.
SPERANZA: Santino, sono mesi che ti aspetto!
SANTINO: Anch'io per mesi ti ho ricordata, Speranza. Ma senza pi speranza ormai.
SPERANZA: Adesso il destino ci ha permesso di rincontrarci.
SANTINO: (Di nuovo professionale) S, ma il destino dopo il sequestro viene. Pecch non vedo il furgone?
SPERANZA: Lascia perdere il furgone. Ho un sacco di cose da dirti!
SANTINO: (Frenetico) Il furgone! Il furgone!
SPERANZA: Io non posso aspettare! Dimmi, sei sposato?
SANTINO: Mia madre volesse, per unirmi solo ad una del paese mio. Ma io fedele ti fui.
SPERANZA: Anch'io sono ancora libera.
SANTINO: Se il furgone non ti sequestro presto cesserai di esserlo, purtroppo per tia.
ANDREA: Fagli vedere la voglia.
SPERANZA: Taci, sconcione!
ANDREA: (Sottovoce) Come trova il furgoncino, siamo fregati!
SPERANZA: (Convinta mentre lo insegue) Fermati un momento, Santino! Non continuare a girare, il furgone non c'.
SANTINO: (Si ferma) Perch non c'? Rubato fu?
ANDREA: (Immediato) S, rubato stato.
SANTINO: Inutile, allora, l'ordine?
SPERANZA: Certo! Ma utile la tua venuta tra di noi.
SANTINO: Riferire devo tosto ai superiori.
SPERANZA: Con calma. Ora riprendi possesso di te, e guardati intorno. Non trovi stupenda questa fortunata combinazione?
SANTINO: (Che non aspettava altro) Ragione hai! Quando nel lavoro sono, tutto dimentico! Anche le cose meravigliose.
SPERANZA: Voglio sapere tutto di te. Da quell'ultima volta che ci incontrammo non ho mai smesso di rifare, con nostalgia, il giro che eravamo soliti percorrere.
SANTINO: Giro meraviglioso, era.
SPERANZA: Ma dove eri scappato cos improvvisamente?
SANTINO: Mia matri mi fece di un subito trasferire a Trapani, tramite conoscenze altolocate, e Trapani assai lontana ! E col rimasi sino a poco tempo trascorso.
SPERANZA: Sai che ti ho visto tante volte?
SANTINO: Veramente? Dove, Speranza, dove?
SPERANZA: Lasciami allontanare mio fratello e poi te lo dico.
SANTINO: S, s, allontanalo, allontanalo! Allontaniamolo!
SPERANZA: (Da parte con Andrea) Nascondi il furgoncino senza metterlo in moto. A Santino ci penso io.
ANDREA: Attenta ai ritorni di fiamma! Anche ai tuoi!
SPERANZA: Va, va!
ANDREA: Buongiorno, signor Santino.
SANTINO: (Ossequioso) Buon giorno a isso. Scusasse di prima, ma l'importanza della cosa mi prese e villano fui.
ANDREA: Fossero tutti come lei gli impiegati statali. Con permesso.
SANTINO: (Mentre Andrea esce) Andasse pure! Qua io rimango con Speranza. (Con passione a Speranza) Dove mi vedesti e pecch non mi chiamasti?
SPERANZA: Eri sempre sul tram! Ma adesso finalmente sei sceso.
SANTINO: E fermata lunga sar!
SPERANZA: S, Santino!
ANDREA: ( tornato indietro) Speranza.
SPERANZA: (Sorpresa) S, Andrea?
ANDREA: Portalo a fare il giro del rione.
SPERANZA: S, Andrea.
ANDREA: Fagli fare anche la circonvallazione.
SPERANZA: (Altro tono) S, Andrea.
ANDREA: E vai piano con la voglia!
SPERANZA: (Esasperata, gli lancia contro il primo oggetto che le capita tra le mani, ma Andrea si sottrae) Va via, Andrea!
ANDREA: (Facendo capolino) Subito, Speranza.
SIPARIO
SECONDO ATTO
La notte del medesimo giorno.
ANDREA: (Entra da destra, va alla porta di sinistra e chiama) Speranza! Speranza! Sveglia! Metti gi i piedi dal letto. (Pausa di silenzio) sprofondata nel sonno come un secchio nel pozzo! (Grida) Speranza, svegliati! (Entra in camera ed esce con la faccia meravigliata) Vacca rana non c'! L'ho lasciata con il terrone! Sta a vedere che sono andati a cuocere il caffelatte sui cerini!
SPERANZA: (Appare dal fondo come in trance) Buona notte! Buona notte... Buona notte, amore mio.
ANDREA: Uh! Vigilanza notturna! T'hanno condito il cuore con la limonata? Da dove arrivi?
SPERANZA: (Sentimentale) Abbiamo fatto il giro, Andrea.
ANDREA: Che giro? Ah, il giro dell'oca!
SPERANZA: Il nostro! Il mio e il suo! Una, due, tre, quattro, cinque... tante, tante volte! Dopo un po' non le ho pi contate. Saranno state diecimila volte.
ANDREA: Chiss che scossa.
SPERANZA: Lui sempre lui. Non mi ha dimenticata e me lo ha fatto capire.
ANDREA: Gli hai fatto vedere la voglia?
SPERANZA: Non stato necessario. La sua voce si posava qui, come una foglia verde sul palmo della mano aperta.
ANDREA: Ti ha fatto l'anestesia totale.
SPERANZA: L'amore poter ascoltare i bisbigli anche nel frastuono.
ANDREA: Love stori. (testuale) Cosa avranno i terroni per imbalsamare cos le donne?
SPERANZA: I terroni non lo so. Il Santino: tutto!
ANDREA: Beh, adesso smettila di fare la Giulietta spettinata e dammi una mano.
SPERANZA: difficile uscire dall'alone poetico.
ANDREA: Ti tiro fuori subito! Il furgoncino parcheggiato nel cortiletto con il cadavere dell'onorevole Bombarga.
SPERANZA: Portalo a casa sua come ti ha detto il Tarelli.
ANDREA: E il bambino dove lo lascio?
SPERANZA: (Ancora un po' soprappensiero) Il bambino buttalo nella spazzatura. (Realizza improvvisamente) Quale bambino?
ANDREA: Quello che era nel motel assieme a lui.
SPERANZA: Andrea, ti ha fatto male una corrente d'aria? Che bambino c'era al motel?
ANDREA: Sai cosa mi hanno fatto quelli l?
SPERANZA: Io non so niente! Dimmi del bambino nel motel!
ANDREA: Calma, ci arrivo. Dunque, cerco il numero della stanza, apro la porta che aperta, proprio come ha lasciato scritto Tarelli, entro... e sento una piagnucolata.
SPERANZA: Di bambino?
ANDREA: S. Ma ho pensato che l'onorevole si fosse svegliato: ho preso uno spavento che quasi mi squagliavo come un gelato. Scappo fuori e chiamo Felicina che mi aveva aiutato a spostare il suo sasso e ritorniamo dentro. Stavolta mi guardo in giro e vedo un bimbetto dentro un cassetto aperto dell'armadio che spalanca la bocca come un pellicano. Urlava come un matto! La signora Felicina lo solleva, lo ninna un po' e gli da un po' del latte che era dentro una borsa l vicino e riesce a farlo addormentare. Io intanto ho caricato il morto che pesava pi del sasso di Piretta e sono tornato dentro.
SPERANZA: E il bambino?
ANDREA: Dorme ancora in braccio a Felicina. In quel momento suona il telefono. "Sono la mamma del bambino" dice una voce "l'ho messo nel cassetto perch il Pississi provveda al suo mantenimento".
SPERANZA: Mamma mia! E poi?
ANDREA: Basta! Ha riattaccato. Allora sono venuto qui.
SPERANZA: E il bambino dov'?
ANDREA: (Candido) Sempre in braccio a Felicina sul furgoncino.
SPERANZA: Di fuori? Al freddo?
ANDREA: Si sta cos bene. C' un'arietta che un piacere. Dovresti saperlo.
SPERANZA: Imbecille! Lasciare un bimbo su un furgoncino di notte! (Corre fuori)
ANDREA: Tutto ad un tratto le scoppiata la maternit. (Speranza e Felicina vengono; una di loro ha in braccio il bimbo addormentato, che infagottato)
SPERANZA: Cara! Cara! Guarda che bel bimbetto!
FELICINA: meglio far piano se no si sveglia.
SPERANZA: (Sottovoce) S, s, venga che lo mettiamo sul letto di Andrea.
ANDREA: Mettilo nel tuo, cos se la fa dentro nel posto giusto.
SPERANZA: Gli metto sotto un paio dei tuoi mutandoni pesanti.
ANDREA: Fallo con il tuo impermeabile, befana!
SPERANZA: Gli uomini di bambini ne capiscono solo quei cinque o dieci minuti di nove mesi prima che nascano.
FELICINA: Ah, certo che sono meravigliosi!
SPERANZA: I bambini sono bellissimi, signora Felicina!
FELICINA: I dieci minuti, signora Speranza...
ANDREA: Ssssst! (le due donne entrano in camera)
ANDREA: Mi chiedo cosa c'entri l'onorevole con il bambino. La telefonata diceva "Il Pississi provveda al suo mantenimento!" Non pu essere figlio di tutti i Pississi che ci sono in giro! Anche se in politica capita di tutto. Di mamma ce n' una sola, e certe volte basta ed avanza... Ma i padri non si pu mai dire quanti siano. (Una riflessione che lo commuove) Per, sul mio furgoncino ho sempre portato veleni e porcherie. Non mi mai capitato di portare insieme la vita e la morte... (Rientrano Felicina e Speranza)
SPERANZA: Come dorme! bello come un gattino.
FELICINA: Ha una faccia da simpaticone.
ANDREA: S, ma quando si sveglia cosa dice?
SPERANZA: Come, cosa dice? Cosa vuoi saperne, Andrea?
ANDREA: Voglio proprio sapere chi ? Dove sta? Chi suo padre e sua madre? Vengono a prenderlo o va via da solo?
SPERANZA: Eggi!
ANDREA: Era meglio se lo lasciavo dove si trovava, dentro il cassetto.
FELICINA: Non avrebbe avuto il coraggio.
SPERANZA: Sia come sia! Adesso porta a casa l'onorevole.
ANDREA: No!
SPERANZA: Perch??
ANDREA: Ho trovato il bambino con il politico e porto via l'uno e l'altro.
SPERANZA: Il bambino dorme.
ANDREA: Quando si sveglia vado.
SPERANZA: Ma sar chiaro e ti vedranno tutti.
ANDREA: Lo riporto al motel! Ne ho piene le scatole ormai!
FELICINA: (Sentendosi intrusa) Beh, io ritorno a casa, per il momento. Grazie signor Andrea. Il mio caro Ilario sar contento adesso che non c' pi il sasso.
SPERANZA: E lei, signora Felicina?
FELICINA: Le dico che mi manca qualcosa. Mi pare di essere a terra come la magnolia che era appoggiata al sasso di Piretta.
SPERANZA: Chiss che Ilario non venga a dirle che anche quella da spostare.
FELICINA: Chiss... (Guarda verso Andrea che preso dai suoi pensieri preoccupanti) Speriamo! Buona notte! Domani mattina verr a vedere come sta il piccolo... (Una sospensione) Buona notte signor Andrea.
SPERANZA: Ehi, ti ha salutato.
ANDREA: Ah, s... Buona notte signora Felicina.
FELICINA: Grazie di cuore.
ANDREA: Niente niente...
FELICINA: Buona notte.
ANDREA: Buona notte.
FELICINA: (Non si decide ad allontanarsi) Speriamo di non fare brutti incontri.
SPERANZA: (Ironica) Lei spera in quelli belli...
FELICINA: Vorrei... (Posa languida) Buona notte. (Un sospirone verso Andrea) Ahhhh... (e finalmente esce)
SPERANZA: Aspettava che tu la accompagnassi a casa.
ANDREA: Eh...
SPERANZA: Doveva essere la notte del sasso, invece quella del Pississi.
ANDREA: Non nominare pi il Pississi altrimenti...
SPERANZA: (subito) Altrimenti ti prendi uno spavento e sbatti la testa contro il sasso di Piretta. Ti conosco! Ti spiace solo per il mancato appuntamento con la vedovella.
ANDREA: Uffa, quante storie. Quella ha i sassi al posto del cervello.
SPERANZA: Ha anche altre cose! Te la mangi con gli occhi come se fosse un furgoncino nuovo!
ANDREA: E tu, con quel somaro di un terrone tranviario?
SPERANZA: Il mio sentimento, la tua libidine! Sei sempre stato un "sessista". Ti hanno rovinato le donne. Hai sempre cercato in loro solo le "parti principali"... come con il pollo!
ANDREA: Cio?
SPERANZA: Il petto e la coscia. Ma verr quella che ti metter in riga e ti far digerire anche gli ossi!
ANDREA: Caspita che cultura! Sei andata al liceo dei pollaioli? (Suono di campanello. I due si immobilizzano impauriti)
SPERANZA: (Con timore) Andrea, hanno suonato!
ANDREA: Ho sentito.
SPERANZA: Chi pu essere?
ANDREA: Vai a vedere.
SPERANZA: Vai tu... (altro suono)
ANDREA: (Una titubanza, poi) Andiamo insieme! (Si prendono per mano a mo' di incoraggiamento reciproco, e si dirigono lentamente verso la porta. Il campanello risuona ancora ripetutamente)
SPERANZA: (Con un filo di voce) Chi ?
ANDREA: Pi forte!
SPERANZA: Mi manca la voce.
ANDREA: (Esagerando il tono) Chi ?
SANTINO: (Dall'esterno) Speranza!
SPERANZA: (Si precipita felice ad aprire) Santino mio!
ANDREA: (Scaricato) Oddio, il terrone!
SPERANZA: (Introducendolo con passione) Vieni dentro, amore!
SANTINO: (Giustificandosi) Scusasse, tesoro mio, non potetti prendere sonno: occupasti tutti i pensieri miei che non resistetti, e alzato mi sono per correre da te.
SPERANZA: Anch'io ti ho pensato continuamente.
ANDREA: Qui si pensa troppo! (A lui con una certa foga) Signor Santino, c' il tram di notte se vuole fare un giro...
SANTINO: (Subito con commozione) Scusasse la mia intrusione. Cerchi, se pu, di capire un cuore disperatamente innamorato.
ANDREA: Io capisco, ma sono quasi le tre di notte.
SPERANZA: (Trascinandolo via) No, lui non pu capire! Solo noi possiamo penetrare nel segreto di un grande sentimento come il nostro.
ANDREA: E dagli con 'sto sentimento! Speranza!
SPERANZA: (Non lo sente) Vuoi che usciamo come prima e guardiamo le stelle?
SANTINO: Freddo non avrai?
SPERANZA: (Estasiata) Freddo non avr!
ANDREA: "Il mio corpo ti scalder". Con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Speranza!
SANTINO: Le stelle pi accese sono nel fulgore della notte.
SPERANZA: E saranno tutte nostre.
ANDREA: "E le stelle stanno a guardare"! Speranza! Prima che tu prenda l'ascensore per le stelle...
SPERANZA: (Senza sentirlo) Riconoscerai quelle della tua Sicilia e me le indicherai.
ANDREA: Quelle non comprate dalla mafia hanno un buco in mezzo: lupara! Speranza!!!
SPERANZA: (Finalmente) S, Andrea.
ANDREA: Che fatica farti tornare sulla terra. Vieni qui un momento. (La tira in disparte) Se esci con il terrone, io cosa faccio?
SPERANZA: (Padrona di s) Aspetti.
ANDREA: C' un bambino che dorme di l e un morto sul furgoncino da portare a casa: ti ricordi?
SPERANZA: Oh, mamma mia!
ANDREA: Lo sapevo che eri partita sul monopattino! Dai, fagli vedere la voglia e spediscilo.
SPERANZA: Piantala con la voglia!
ANDREA: Trova un altro sistema, ma mandalo via.
SPERANZA: Come faccio?
ANDREA: Per fare una croce ci vogliono due legni: arrangiati!
SPERANZA: (Dopo un attimo di riflessione) Santino, amore mio, mio fratello mi faceva osservare...
SANTINO: Che facisti, anima mia?
SPERANZA: Che... tra non molto sorger il sole...
SANTINO: (Con apprensione) Forse che egli non vuole?
SPERANZA: No, no, il sole vuole sorgere...
SANTINO: Tuo fratello, dico.
SPERANZA: Ecco, lui vorrebbe sorgere un poco pi tardi.
SANTINO: E ragione tiene! Ma stanotte con tia debbo restare!
SPERANZA: Pure io! Ma, capisci, lui restio...
SANTINO: Giusto, ! Ebb, far come fanno allo paese mio! (Si pone contro Andrea in posa solenne) Signor Lumaga Andrea, del fu Ambrogio e della fu Brambilla Rachele, mi concedesse in cortesi amorosi sensi la mano della qui presente Speranza, sua sorella di sangue e di parentela, dei sopra indicati fu Ambrogio e fu Brambilla Rachele?
ANDREA: Io la mano gliela concedo, ma tutto il resto che mi fa girare i... ( interrotto dal pianto del fantolino che esce dalla camera da letto)
SPERANZA: Il piccolino?!
ANDREA: Siamo a posto!
SANTINO: (Sorpreso) Pianto de bimbo, ?
ANDREA: No, la voce dell'America.
SANTINO: Radio privata, ci sta?
SPERANZA: (Interviene) suo nipote, Santino.
SANTINO: Nonno foste?!
ANDREA: (Risentito) Che nonno d'Egitto! Non sono mica nato prima della guerra!
SPERANZA: Nonno...putativo.
SANTINO: Come santo Giuseppe?
SPERANZA: (Per salvare il fratello) S, grosso modo cos...
ANDREA: Ti pareva!
SPERANZA: Vai, vai a ninnarlo il nipotino.
ANDREA: Finiscila di rigirare il coltello nella piaga.
SANTINO: Sospettoso sono. Se egli il nonno, tu che fosti, Speranza? Nonna tu pure?
SPERANZA: Ma no, caro, che dici! Zia... zia... pro!
ANDREA: Professionista.
SPERANZA: Prof... prozia! (Il bimbo continua a piangere)
SANTINO: (Non convinto) Non mi ingannasti, Speranza, dopo che la mano chiesi a tuo fratello?
SPERANZA: Come possibile che io ti inganni? Non lo senti il mio amore vicino a te?
SANTINO: Sento, ma pure sento questo pianto di bimbo.
ANDREA: Appunto, va ad addormentarlo, prozia!
SANTINO: (Insiste) Bimbo che oggi non c'era. Chi fu a portarlo? (Improvvisamente piomba dentro Felicina)
FELICINA: (grida) Signor Andrea, Signor Andrea!!!
SPERANZA: (Immediatamente segna la nuova entrata) Lei! L'ha portato lei!
FELICINA: (Alterata) Ho visto Ilario!
ANDREA: Appoggiato al letto?
FELICINA: Vicino al seggione!
SANTINO: (Interviene) Chi questa signora?
SPERANZA: Quella del sasso.
FELICINA: (Inarrestabile) Mi ha detto che la pietra in un posto sbagliato e che bisogna spostarla. (Sente il pianto del bambino) Oh mamma; il piccolo piange! (Corre in camera seguita da Speranza)
ANDREA: Finalmente qualcuno provvede. (Realizza quello che ha appena detto Felicina) Un momento! Cosa vuol dire che il sasso va spostato? (Fa per correre in camera ma viene fermato da)
SANTINO: Sentisse! Io niente capisco!
ANDREA: Anch'io.
SANTINO: Intenzionato sono a che lei mi spiegasse questo inspiegabile sviluppo anagrafico.
ANDREA: Non sono capace!
FELICINA: (Si affaccia) Silenzio! Altrimenti il bambino non si addormenta pi.
ANDREA: (Verso di lei) Signora Felicina, com la storia del sasso?
FELICINA: Bisogna spostarlo! Prenda il suo furgoncino e provveda subito! Diversamente, aspettiamoci una disgrazia. (Sparisce in camera)
ANDREA: (Sorpreso) Ma se le ho fatto un servizio con i fiocchi.
SANTINO: (Sospettoso) Di quale furgoncino parlasse? Rubato non fu?
ANDREA: (Preso in contropiede) No no... S! Si, fu! Questo un furgone sfurgonato.
SANTINO: (Severo) Quello del sequestro fusse?!
ANDREA: Non fusse! (Grida per cercare aiuto) Speranza, vieni un momento!
SPERANZA: (Appare) Andrea, per piacere, non piagnucolare! Fai concorrenza al bambino!
ANDREA: (Le corre incontro e sottovoce) Metti a cuccia il tuo Santino.
SANTINO: (Con cipiglio) Speranza! Di un furgoncino sentii: che mi dicesti, rubato non fu?
SPERANZA: Certo, certo... (Ad Andrea) Cos'?
ANDREA: (Velocissimo e sottovoce) Portalo fuori a vedere le stelle; spigagli del furgoncino rubato, per lui; del bambino, mio nipote; del sasso di Piretta! E soprattutto, fagli vedere la voglia! Hai capito?
SPERANZA: S. (Da Santino sempre sospettoso) Vieni Santino o il piccino non si addormenta.
ANDREA: Non passare da dietro, Speranza.
SPERANZA: Va bene.
SANTINO: Usciamo?
SPERANZA: S, amore, usciamo.
SANTINO: Un giro faremo?
SPERANZA: Pi di uno.
SANTINO: Ogni cosa mi spiegherai?
SPERANZA: Ti dir tutto tesoro mio.
SANTINO: Meraviglioso! (Ad Andrea) E lei non dimenticasse che, se cognato sono, ufficiale giudiziario in carica pure permango! (Ed esce con Speranza che lo trascina con imperiosa dolcezza)
ANDREA: Se vede il furgoncino con su l'onorevole smobilita tutta la Sicilia per occupare Milano. Ah, gi, questo l'hanno gi fatto... (Tende l'orecchio verso la camera) Tutto tace. (Sottovoce) Signora Felicina.
FELICINA: (Appare) Si addormentato. talmente bello che mi sembra un angioletto. Sembra caduto dal Paradiso.
ANDREA: S, ha visto la Madonna dietro i fornelli! Parliamo di cose serie. Cosa vuole Ilario?
FELICINA: L'ho gi detto: spostare il sasso! Lui sa cose che noi non sappiamo. uno spirito puro e vede quello che noi vivi non vediamo.
ANDREA: Signora Felicina, mi ha preso per il Pierino di turno che se le beve tutte? Spirito puro!!!
FELICINA: Glielo giuro, signor Andrea! Era appoggiato al seggione con la faccia preoccupata.
ANDREA: Forse perch si dimenticata di bagnare la magnolia. Andiamo! Ho passato l'et della stupidera!
FELICINA: (Risentita) Senta, se non ci crede e non vuole andare chiamo Natalino Migliavacca che era amico di Ilario e vado con lui a spostare il sasso.
ANDREA: (Colpito) Il Natalino? Quel pidocchio l?
FELICINA: S. In fondo una brava persona.
ANDREA: Troppo in fondo! Quando si alza in punta dei piedi non mi arriva nemmeno alle caviglie!
FELICINA: vero, ma cosa devo fare?
ANDREA: Riesce sempre a prendermi come un pesce in un bicchiere. Andiamo!
FELICINA: Dove?
ANDREA: Mi aiuti a scaricare il Pississi; lo buttiamo nella spazzatura.
FELICINA: E il bambino? Magari si sveglia, poverino.
ANDREA: Ci penser Speranza quando avr finito di portare in giro il terrone.
FELICINA: Non posso lasciarlo.
ANDREA: (Spazientito) Mi aiuti almeno a spostarlo!
FELICINA: (Riluttante) Solo un minuto.
ANDREA: Preferisco scaricare 18 quintali di acido nel cesso piuttosto che... (Si interrompe perch vede come lei lo guarda)
FELICINA: (Candida) Che? (Gli si avvicina con un sorriso accattivante) Mi dica Signor Andrea...
ANDREA: Che... (A rimedio) Beh, una mano lava l'altra e tutte due... usano la salvietta.
FELICINA: Io ci sto a fare una "sudatina"...
ANDREA: Anch'io... Pi tardi.
FELICINA: S... pi tardi sar pi bello. (Escono. Qualche attimo dopo entra furtiva una giovane donna. Si guarda intorno, poi si dirige alla camera e vi entra. Dopo pochissimo ritorna con il bimbo infagottato che dorme, ed esce veloce. Non passa molto che rientrano Andrea e Felicina)
ANDREA: Secondo Ilario, dove deve essere spostato il sasso?
FELICINA: Non ha detto niente. Faccia come vuole, signor Andrea.
ANDREA: Andr a finire che tra un anno staremo ancora cercando il posto giusto per il sasso.
FELICINA: Ilario sar contento. E poi, non tutti i mali...
ANDREA: (Completa a modo suo) vengono guariti. la terapia per gli imbecilli come me.
FELICINA: Via, signor Andrea, non facciamo una tempesta in un bicchier d'acqua dove annegano solo i moscerini.
ANDREA: Che tipetto che ! Capace di raccontarne di ogni! Curi bene il marmocchio.
FELICINA: Sembra che non ci sia, tanto dorme! Non si sente nemmeno! (Apre la porta della camera; Andrea sta per uscire quando Felicina caccia un urlo) Ahhh!!!!
ANDREA: (Si precipita spaventato) Cosa c'?
FELICINA: (Viene sull'uscio) Non c' pi! Il bambino sparito!
ANDREA: Figuriamoci! (Quasi prendendola in giro tanto gli sembra impossibile l'eventualit) Avr chiamato un taxi! Ha guardato bene? (Ed entra in camera con lei)
FELICINA: (Da fuori) Non un topo che si perde nelle lenzuola! Era qui, le dico!
ANDREA: (da fuori) Non pu essere scappato mentre eravamo fuori. (Rientrano)
FELICINA: (Come un lampo) Allora l'hanno portato via. Si, signor Andrea, L'hanno rapito!
ANDREA: Chi?
FELICINA: Si ricorda la telefonata al motel?
ANDREA: S, ma pu averla fatta chiunque! Anche il Pississi! Eggi! Sta a vedere che quelli mi hanno incastrato! Volevano evitare lo scandalo; io dovevo far sparire legalmente l'onorevole, e intanto loro... possibile qualsiasi cosa! Dobbiamo trovare subito il bimbo.
FELICINA: In che modo?
ANDREA: Non lo so, per bisogna farlo!
FELICINA: (Disperata) Oh, Signore, che tragedia!
ANDREA: O lo trovo o son spacciato... (Un'idea improvvisa) Aspetta! Aspetta, aspetta, aspetta... Lo chiediamo a Ilario!
FELICINA: Cosa?
ANDREA: uno spirito puro! Vede anche quello che i vivi non vedono. Lo ha appena detto prima. Dunque sa tutto, anche dove si trova il marmocchio.
FELICINA: (Spaventata dalla soluzione) Non so se Ilario potr indagare... non un poliziotto!
ANDREA: Per fortuna! Corra subito a casa e guardi se ancora vicino al seggione!
FELICINA: Un momento, signor Andrea, forse... meglio aspettare gli eventi naturali...
ANDREA: Che venti?
FELICINA: Forse arriva una telefonata...
ANDREA: Oppure una raccomandata RR: ricevuta di ritorno!
FELICINA: No, RR...
ANDREA: (Deciso) Signora Felicina, le apparizioni di Ilario non saranno per caso tante frottole?
FELICINA: (Intimorita) Glielo giuro, Ilario viene davvero.
ANDREA: Allora vada subito a chiedere del marmocchio!
FELICINA: S... (Si avvicina, poi si ferma) E se dice che non sa niente?
ANDREA: Gli rimetto il sasso sotto il seggione!
FELICINA: No, quello no!
ANDREA: Sto aspettando.
FELICINA: Va bene... ma ho paura.
ANDREA: Anch'io, di non ritrovare il marmocchio.
FELICINA: (Mentre esce) Non vada via, neh!
ANDREA: come se fossi un erbaccia nell'orto.
FELICINA: Oh, Ilario, dammi il coraggio di non aver paura... ( uscita)
ANDREA: (Unendosi idealmente alla preghiera di lei) Oh, Ilario, se ti lasciano tornare sulla terra, sta bene attento di calare l'asso per tenere il due! Chiss come ti batte il cuore ogni volta che appari a tua moglie... (Riflessivo) Io? Vuoi sapere se mi batte il cuore? Quando la guardo mi pare di essere un vagabondo che ha una voglia matta di fare la doccia quando piove... Ma non vede mai una nuvola! Fammi un piacere, digli dove hanno nascosto quel benedetto bambino! (Suono di campanello) Cosa c' ancora? Oh Ilario, che notte da stare svegli hai preparato! Chi ?
TARELLI: (Da fuori) Tarelli! Del Pississi! Apra!
ANDREA: Puntuale come l'effetto di una purga. (Apre)
TARELLI: Speravo di non rivederla, signor Lumaga.
ANDREA: Anch'io! Almeno a quest'ora.
TARELLI: I giornali stanno per essere distribuiti con la notizia della morte dell'onorevole La Bombarga.
ANDREA: Bene! Leggeremo il necrologio panegirico: bello quando nacque; buono ora che morto! In mezzo c' tutto il resto, come al solito.
TARELLI: Ma lui, dov'?
ANDREA: In parcheggio, con il furgoncino.
TARELLI: (Irato) Signor Lumaga! Perch non ha eseguito le istruzioni che le imponevano di portare l'onorevole nella propria abitazione?
ANDREA: Perch le istruzioni non erano del tutto istruite.
TARELLI: Sarebbe a dire?
ANDREA: Che insieme all'onorevole c'era un marmocchio che spuntava fuori bello bello dal cassetto e che gli faceva compagnia.
TARELLI: Che cosa?
ANDREA: Non faccia finta di cascare dalle nuvole! Perch non sono stato avvisato del bambino?
TARELLI: Questo non era considerato.
ANDREA: Ah, no? E adesso dov'?
TARELLI: (Non capisce) Ma chi?
ANDREA: (Sta per uscire dai gangheri) Ascolti. Io i politici li ho sempre considerati come un forte respiro per liberarsi le interiora, ma posso anche cambiare idea e prenderli per un pallone!
TARELLI: Ma cosa sta dicendo?
ANDREA: Che ho una voglia incredibile di tirargli le mie scarpe con dentro i miei piedi! Dove ha nascosto il bambino?
TARELLI: Io non so niente di bambini! Lei, piuttosto, si affretti a compiere la commissione!
ANDREA: La chiama commissione andare a spasso con un cadavere? Se io le tirassi il collo come dovrei chiamarla: opera pia?
TARELLI: Badi che scatteranno contromisure nei suoi confronti se l'onorevole non approder nel suo letto.
ANDREA: Io... l'approder! Appena lei mi metter su questo tavolo il bambino.
TARELLI: Le ripeto che di bambini io e il Pississi non sappiamo nulla! Anzi, ho il fondato dubbio che il suo sia un diversivo per glissare l'incarico.
ANDREA: Io non racconto mai balle... se posso. E stavolta, posso!
TARELLI: D'accordo. Diamo per vero di questo bambino, in tal caso vorrei sapere chi , chi l'ha portato nel motel e perch.
ANDREA: Anch'io.
TARELLI: C' sotto qualcosa di poco chiaro, signor Lumaga. Mi aiuti far luce.
ANDREA: Le accendo un cerino?
TARELLI: Potrebbe anche trattarsi di un complotto politico...
ANDREA: Lei, allora, di sicuro pratico.
TARELLI: Avversari ce ne sono a bizzeffe. Potrebbero averlo ordito quelli del Pusdu... O i compagni del Pisdoc...
ANDREA: Che siano corvi o cornacchie non me ne importa. Io voglio qui il bambino perch da qui sparito!
TARELLI: Ah, l'aveva qui lei?
ANDREA: Credeva che lo lasciassi nel cassetto fino al giorno della sua prima Comunione?
TARELLI: Perch non l'ha detto subito? Questo significa che lei stato spiato e seguito, e la cosa assume contorni assai pi preoccupanti. Mi dica come avvenuto il fatto.
ANDREA: Era di l sul letto che dormiva. Sono uscito un momento con Felicina...
TARELLI: (Interrompe sorpreso) Una donna?
ANDREA: S, perch?
TARELLI: C' Speranza?
ANDREA: (equivoca) vedova da poco... Per non si sa mai.
TARELLI: Ma no! Speranza, Speranza!
ANDREA: Speranza ce n' sempre, ma non urli.
TARELLI: La signora Speranza, sua sorella!
ANDREA: Ah, ho capito! Che deficiente! Come si suona, si balla. No, era a fare i giri con il suo terrone.
TARELLI: Quali giri?
ANDREA: (Con animo) Ehi! Signor Pississi! Non siete ancora al potere per fare gli interrogatori...
TARELLI: (Lo interrompe) Voglio rendermi conto della situazione! Non capisce che sta succedendo qualcosa di imprevisto?
ANDREA: (Colpito) Eh s, vero... Quando sono rientrato il marmocchio non c'era pi.
TARELLI: (Sempre pi inquisitorio) Perch uscito? A fare?
ANDREA: A trasportare l'onorevole...
TARELLI: Dove? In che modo?
ANDREA: Sul furg... (Sbotta) Ma cosa le importa, porco cane?! (Appaiono Speranza e Santino)
SPERANZA: (Lietamente) Andrea siamo tornati.
SANTINO: (Come lei) Tornati siamo, e felici... (Ammutoliscono vedendo Tarelli, il quale come vede Speranza le si rivolge con calore)
TARELLI: Signora Speranza, meno male! Sono lieto che lei sia qui.
SANTINO: (Non gradisce l'approccio) Cu fu quest'uomo, Speranza?
SPERANZA: (Naturalmente imbarazzata) Un... un conoscente...
SANTINO: E pecch lieto che tu fussi qui con mia?
TARELLI: (Imperterrito) Mi spieghi tutta la faccenda del bambino, se ne al corrente.
SPERANZA: Beh... non le ha detto mio fratello?
ANDREA: Gli ho detto tutto quanto.
SANTINO: (Aggressivo) Che devi spiegare Speranza? Spiegasse prima a mia le spiegazioni sue!
TARELLI: Chi lei?
SANTINO: (Si erge) Cerullo Santino fu Giovandomenico e Fusinbene Concetta, nato a Trapani il... Pubblico Ufficiale Giudiziario. E isso?
TARELLI: Fortunatissimo. (Subito a Speranza) Signora, siamo alla presenza di fatti gravissimi che esigono massima chiarezza.
SPERANZA: Ah!
SANTINO: (Subentra con veemenza) Che fatti? Dicesse che fatti! E gravissimi per giunta. Cosse impensabili sospettasse dalle espressioni del signor "fortunatissimo".
SPERANZA: Nulla di quello che immagini, tesoro.
SANTINO: Non fosti prozia e tuo fratello nonno del bimbo?
TARELLI: (Interviene) Ah! suo nipote. Finalmente tutto si chiarisce!
ANDREA: Ma che nipote e nipote d'Egitto! Non so neppure chi sia! Spiega, Speranza!
TARELLI: Parli, signora!
SANTINO: Esprimi!
SPERANZA: (Imbarazzatissima) Ma cosa devo dire?
TARELLI: Tutto!
SANTINO: Ogni cosa!
ANDREA: La verit, digli la verit.
SPERANZA: La verit ... che noi non sappiamo niente.
ANDREA: Eccola.
SANTINO: Niente volesse dire verit per te?
SPERANZA: S.
SANTINO: Io credesse a te niente!
SPERANZA: (Ironica) Grazie per la fiducia.
TARELLI: (Con impazienza) quasi l'alba. Signor Lumaga, trasferisca la merce a destinazione con il suo furgoncino. Risolveremo poi la misteriosa faccenda del bimbo.
SANTINO: (Messo sull'avviso dalle parole di Tarelli) Furgoncino? Sequestrare devo.
TARELLI: (Trasecola) Sequestrare? E perch? Impossibile!
ANDREA: (A Speranza) Non gli hai detto niente?
SPERANZA: (Intimidita) Abbiamo girato, Andrea, girato e nient'altro.
ANDREA: Adesso siamo a mollo! (Una serie di alte grida precedono l'arrivo di Felicina)
FELICINA: Signor Andrea! Signor Andrea! Il bambino! Il bambino!... (non riesce a proseguire perch le manca il fiato)
ANDREA: Dov'?
TARELLI: Dov'?
FELICINA: Oh, Signor! Signor...
ANDREA: L'hanno ucciso?
FELICINA: No! Oh, Signor! Signor...
ANDREA: Non continui a chiamare estranei. Ci dica solo quello che sa.
FELICINA: S, Oh, Signor...
ANDREA: Alt!
FELICINA: S... Il bambino... (Sospensione tra i sospironi)
TUTTI: (in coro) S?!
FELICINA: (D'un botto) figlio di Ilario!
TUTTI: (in coro) Oh, Signor, Signor!
SIPARIO
TERZO ATTO
Tutto come prima, quasi di seguito.
ANDREA: Fermi! Nessuno faccia domande. Signora Felicina, ci racconti tutto.
SANTINO: Questa signora non conosco.
ANDREA: Neanche lei, vi conosce! E adesso faccia silenzio, Cerullo giudiziario.
FELICINA: Non ho pi fiato.
ANDREA: Vai a prendere da bere, Speranza. (Speranza esce per eseguire)
TARELLI: Io desidererei essere prima edotto...
ANDREA: (Lo interrompe) e dopo nove, dieci, undici... Faccia silenzio cos non affatica le mascelle.
TARELLI: Ma, insomma!
ANDREA: Zitto! (Speranza ritorna con un bicchier d'acqua. Felicina beve adagio a sorsi; ad ogni sorso segni di impazienza da parte di tutti)
SPERANZA: Ancora un bicchiere?
FELICINA: Ho il cuore in fiamme ma l'acqua non serve niente. Dunque!
TUTTI: (in coro) S!?
FELICINA: Ilario era in fondo alle scale che mi aspettava arrabbiato come quando gli facevo la minestra troppo salata.
SPERANZA: Cosa c'entra la minestra?
FELICINA: Quando volevo vendicarmi delle sue gelosie, gli allungavo il brodo con il sale: era il massimo! Beh, ci guardiamo; lui tace; io aspetto... aspetto...aspetto...
ANDREA: Anche noi!
FELICINA: "Il bambino con sua madre", mi dice finalmente. "E sua madre dov'?", gli domando. "Con il bambino!", mi risponde. "Lo so", gli faccio io. "Bene, allora siamo in due a saperlo e questo basta". "Come, basta, Ilario? Ti ho spostato il sasso, o no?!". "Il sasso la prova che tu e Gioanon Piretta siete stati amanti!". "Non vero, Ilario, a Piretta io ero solamente simpatica e basta, e per quello mi ha regalato la pietra". "Balle", urla, "Non mi sarebbe mai venuto in mente di andare con la segretaria del Partito Italiano Sociale di Solidariet Indipendente della Sovranazionale Societ Internazionale".
TARELLI: (sorpreso) il Pississi!
ANDREA: Ssst!
FELICINA: (A Tarelli) S, Ilario era uno di loro. Non so di che parte, perch andato con tutti di mano a mano che si dividevano e poi tornavano insieme.
SPERANZA: Il bambino? Il bambino!!!
FELICINA: Lei, era la segretaria di uno dei boss, e pare che fosse anche una bella ragazza, e Ilario, per vendicarsi di Piretta, l'ha messa in condizione di avere un figlio. Ha capito, signor Andrea? "La colpa tua", urlava, "ed io il sasso non voglio pi vederlo". "Ma io cosa c'entro?". "Tu e Piretta avete fatto il sasso, io e la segretaria il bimbo! ". (Durante questo racconto era entrata Fiorella con il bimbo addormentato in braccio, e aveva seguito, non vista dai presenti intenti all'ascolto, l'ultimo dire di Felicina)
FIORELLA: Non vero. (Sorpresa generale)
TARELLI: (reagisce) Fiorella!
SPERANZA: Il bambino! Ha il bambino!
FIORELLA: Questo non il figlio di Ilario, ma dell'onorevole La Bombarga che sta rannicchiato sul furgone.
SANTINO: (Immediato) Da sequestrare!
TARELLI: Ma che cosa dice?
FIORELLA: Lo sa, Tarelli, lo sa. O, almeno, potrebbe supporlo.
ANDREA: (Cercando di riprendere le fila della situazione) Signora, mi scusi, stanotte sembra che in casa mia si passato il mago Zurl. Cerchiamo di capirci. Lei, chi ?
SPERANZA: (Interviene) Mettiamo a riposare il bambino. Permette, signora?
FIORELLA: Grazie, so che lo trattate bene, grazie. (E porge il fagottino che Speranza porta in camera seguita da Felicina, ma Andrea la ferma)
ANDREA: Signora Felicina, rimanga qui, per piacere, che ci aiuta a districare questa matassa che pi intricata di tutti i partiti pis, pus, poss e pass messi insieme.
TARELLI: Signor Lumaga, un po' di rispetto!
ANDREA: Per chi? Per lei o per il Pississi? I cassonetti della spazzatura non sono mai pieni abbastanza per certa gente.
FIORELLA: Quando lei ha trovato il mio bambino nel motel, ero decisa a disfarmene, ed ho anche telefonato.
ANDREA: Ah, ecco, era lei.
FIORELLA: S. Poi vi ho seguiti e vi ho guardato da l. (Segna la finestra) Ho visto come lo trattavate, con amore e dedizione anche se non era vostro. In un attimo ho capito tutto: il bambino non era pi la conseguenza di tante porcherie, era solo mio, ed era una cosa meravigliosa... Cos sono entrata a riprendermelo.
ANDREA: Ho capito.
FIORELLA: Tarelli conosce come sono venuta in contatto con il partito. La Bombarga era il mio insegnante di liceo, che mi volle con s quando entr in politica. Io accettai, senza valutare le possibili conseguenze.
FELICINA: Ma Ilario mi ha detto...
FIORELLA: (Come se non la sentisse) I politici sono tutti idealisti, pronti alla battuta nobile. Nessuno era pi elevato dell'onorevole La Bombarga quando parlava di moralit e di difesa dei valori. Per aveva la camera fissa al motel dove ci vedevamo in privato.
FELICINA: (Timidamente) E Ilario?
FIORELLA: Era solo un bell'uomo.
FELICINA: vero.
FIORELLA: Troppo geloso di lei.
FELICINA: Come lo conosceva bene, lei.
FIORELLA: Provai molto dispiacere quando seppi della sua morte. Forse pi di lei, signora.
FELICINA: Non si pu misurare il dispiacere come si misura la febbre.
TARELLI: Come morto l'onorevole? Lo dica.
FIORELLA: Non ha retto quando gli ho mostrato il bambino. " tuo figlio", gli ho detto. Si era rifiutato di vederlo, e prima ancora di crederlo.
TARELLI: Lei lo aveva ricattato.
FIORELLA: Certo! Se si chiama ricatto la richiesta di aiuto mai ascoltata. Non poteva sopportare che si sapesse. Un signore accetta il buco ma non il rammendo, diceva.
ANDREA: (Sottovoce) E ha perso i calzetti.
TARELLI: come se lo avesse ucciso, sa!
ANDREA: Piano.
TARELLI: Per favore, signor Lumaga, non sono affari suoi.
ANDREA: Mi ascolti, Tarelli, fino a ieri io ero una persona in pace con tutti. Pieno di difetti e fuorilegge, ma tranquillo! Come lei ha ficcato il naso in questa casa, qui scoppiato il finimondo, anche dentro di me. Mi pare che siamo in due ad avere il carbone bagnato.
TARELLI: Parli per se stesso. Al Pississi siamo tutti integerrimi.
FIORELLA: Sa bene come sono andate le cose. Lo sapete tutti al partito.
SANTINO: Come sentisse, Speranza, mentito mi hai dicendo di essere prozia e lui nonno del piccino.
SPERANZA: Ho mentito per amore.
SANTINO: E il furgone?
SPERANZA: Per amore, tutto per amore.
FIORELLA: Adesso tutto chiaro. Signora, mi porta il mio bambino per piacere?
SPERANZA: Subito.
ANDREA: Aspetta Speranza. Cosa vuole fare adesso?
FIORELLA: Andarmene con lui. Dimenticare e farmi dimenticare.
ANDREA: Troppo comodo!
FIORELLA: No, sign...
ANDREA: Per il Pississi, non per lei.
TARELLI: Che cosa dovrebbe fare il Pississi?
ANDREA: Mantenerlo, come ha detto la mamma al telefono.
FIORELLA: Non pretendo alcun risarcimento. La colpa solo mia.
ANDREA: Neanche per sogno! Il Pississi firmer un vitalizio per il marmocchio fino a quando avr 18 anni.
TARELLI: Il partito non accetter mai un diktat da parte sua!
ANDREA: Allora prendo il furgoncino e scarico l'onorevole in piazza del Duomo.
SANTINO: Il furgoncino sequestrato!
ANDREA: (A Speranza) Digli al tuo Santino di piantarla altrimenti sequestro tutti i terroni stupidi come lui.
SANTINO: Io restituisse la mano di Speranza!
SPERANZA: No, Santino!
ANDREA: Si tenga il resto. Tarelli, ci mettiamo d'accordo o no?
TARELLI: Pensi a quello che le pu capitare, Lumaga.
ANDREA: Al posto degli acidi porto via la spazzatura che anche pi igienica. Appaltato dal Pississi! Che di veleni e altre porcherie ne ha molte da nascondere. Oppure lo stesso Pississi va a finire sulle prime pagine dei giornali con la rivelazione della morte dell'onorevole La Bombarga, crepato scandalosamente nel motel. Scegliere!
FIORELLA: (Con dolore) Non accetter mai signor Andrea! Il mio bambino! Voglio il mio bambino! Signora, per favore... (Speranza si dirige in camera) Mio figlio non dovr mai sapere di suo padre...
SPERANZA: (Ritorna disperata) Non c' pi, non c' pi!
ANDREA: Oh, la vacca!
FIORELLA: (Corre in camera) Mio Dio! (Speranza e Felicina la seguono)
TARELLI: Chi lo ha portato via?
ANDREA: Sar stato il Pississi di sicuro. Voi siete pratici a portare via.
SANTINO: Purch non sparisse il furgoncino: quello sequestrato, !
FIORELLA: (Ritorna addoloratissima, seguita dalle due donne) Aiutatemi a cercarlo! Per carit, aiutatemi!
ANDREA: (Prende in mano la situazione) Subito. Fuori tutti! Uno di qua, e uno di l, in tutte le direzioni! Lo prendiamo immediatamente! (Tutti corrono all'esterno, meno Felicina. Improvvisamente uno strano effetto di luce dona un tono irreale alla stanza)
FELICINA: (Guardandosi intorno) Ilario, Ilario... Sei stato qui. Lo so che lo hai preso tu. Dove sei? Ilario, non giocare a nasconderti, vieni fuori!
ILARIO: (Appare "misteriosamente" con il bambino in braccio addormentato) Sono qui.
FELICINA: Ladruncolo, sei un ladruncolo! Volevi scappare con il bambino?
ILARIO: (Con sentimento) Voglio solo tenerlo un po' in braccio.
FELICINA: Dimmi la verit, tuo come mi hai detto, o no?
ILARIO: (Accendendosi) E tu dimmi la verit, cosa hai fatto con Gioanon Piretta?
FELICINA: (Umile e paziente) Niente, Ilario, niente. Te lo giuro come te l'ho giurato tante volte.
ILARIO: E il sasso, allora? Come mi spighi il sasso?
FELICINA: Non sapeva come liberarsene e me l'ha portato a casa, in omaggio. Tutto qui.
ILARIO: Non ci credo. Di un sasso ci si libera in altri modi.
FELICINA: Ma anche di l fai il geloso? Non ti sembra di esagerare? Possibile che non ci sia nient'altro di meglio da fare?
ILARIO: Non ti dico niente perch altrimenti sei capace di ammazzarti per venire qui subito. Eppure io sar tranquillo solo quando avrai fatto scomparire per sempre il sasso.
FELICINA: Lo far! Ma a tre condizioni.
ILARIO: Parla.
FELICINA: Che tu restituisca il bambino a quella povera ragazza che sta diventando matta per cercarlo, e che mi dica una volta per tutte se tuo figlio oppure no.
ILARIO: Fin qui mi va bene.
FELICINA: Allora mettilo gi pianino pianino altrimenti si sveglia. (Ilario esegue) Bravo.
ILARIO: Felicina, magari fosse mio figlio! Guarda come bello! Se non sono stato capace di farne uno con te, che era ci che desideravo pi ardentemente, ti pare possibile che riuscissi a farlo con un'altra che non mi interessava per niente? Te l'ho fatto credere... Per vederti pensare a me...
FELICINA: (Contenta) Caro, caro il mio tesoro giocherellone! Dovrei ammazzarti un'altra volta per quello che mi hai fatto passare!
ILARIO: Dimmi la terza condizione.
FELICINA: Mi prometti di non arrabbiarti?
ILARIO: Basta che non nomini Gioanon Piretta.
FELICINA: (Immediata) No... Andrea Lumaga.
ILARIO: Cosa?
FELICINA: Se Andrea mi chiede di sposarlo, tu non hai niente in contrario?
ILARIO: Quello sempre stato un impostore con le donne.
FELICINA: Si, ma adesso cambia... o lo far cambiare io. Dai, dimmi di s, Ilario...
ILARIO: Gli vuoi veramente bene?
FELICINA: Mi sembra... Tu comincia a dirmi di s. S?... S?...
ILARIO: (Titubante) Solo se ti aiuta a far sparire quel sasso!
FELICINA: (Felice) S s s, mi faccio aiutare! Lo sotterriamo! Grazie, Ilario! Vieni qui che ti do un bacino!
ILARIO: Cosa dici, Felicina?
FELICINA: Ah, gi, non si pu! Che peccato.
ILARIO: Da dove ti venuto tutto questo sentimento?
FELICINA: Sono contenta.
ILARIO: Ah! Ma cosa ha in pi di me Andrea Lumaga?
FELICINA: Che lui vivo e tu no, purtroppo. Per ti ho sempre voluto bene, Ilario, anche se eri un po' stressante con la tua gelosia... Oh, scusami.
ILARIO: Hai detto la verit. Me lo rimproverano anche qui. I difetti restano, Felicina, e ci vuole l'eternit per farli sparire. E, forse, non nemmeno sufficiente.
FELICINA: Verrai ancora a trovarmi?
ILARIO: Vuoi?
FELICINA: Devo essere sincera?
ILARIO: Una volta tanto, s.
FELICINA: Lasciami in pace fino al giorno che ci rivedremo di l.
ILARIO: (Un po' forzato) Va bene! Non verr pi. Far un po' di fatica, ma te lo prometto.
FELICINA: E mi lasci andare sul tram senza andare in escandescenza?
ILARIO: (Un tentennamento) S.
FELICINA: In autobus?
ILARIO: S.
FELICINA: In auto?
ILARIO: S.
FELICINA: In treno? In bicicletta? In aereoplano? In filovia...
ILARIO: S s s s...
FELICINA: In furgoncino?
ILARIO: No!
FELICINA: Sarai sempre geloso come un gatto in calore! Ma vuoi sapere una cosa? Ci andr anche se non ti fa piacere.
ILARIO: E farai bene. Adesso devo andare perch stanno tornando gli altri. Ciao, Felicina, sii felice con Andrea.
FELICINA: Grazie, Ilario. Non dimentichiamoci.
ILARIO: Ti aspetto!
FELICINA: Il pi tardi possibile.
ILARIO: Devi vedere come bello!
FELICINA: Anche di qua.
ILARIO: Ciao, amore!
FELICINA: Ciao, gioia!
ILARIO: Ciao... ciao... (Si "dissolve", mentre la luce ritorna normale. Le voci dall'esterno si avvicinano a poco a poco. Felicina prende in braccio il piccino che continua a dormire e attende)
ANDREA: (Entrando, seguito dagli altri) Tarelli, se ha organizzato lei la sparizione del marmocchio, pu prepararsi a sparire dalla lista del Pississi e da quella dell'anagrafe.
TARELLI: (Animoso) Io non so niente! Niente! Sono pi innocente di quel bimbo! (Fiorella li segue piangente, ma proprio a lei Felicina si avvicina tendendole il tenero fagotto)
FELICINA: (Con un filo di voce) Signora...
FIORELLA: (Gioiosamente sorpresa se lo stinge a s) Oh! Grazie!...
TARELLI: (Che ha assistito alla scena tronfio ad Andrea) Ha visto? Lei, signor Lumaga, che sospettava di me...
ANDREA: Sssst! (Si avvicina a Felicina) Dov'era?
FELICINA: (Un gesto vago nell'aria) Quasi in ciel...
FIORELLA: (Con caldo sentimento) Grazie, grazie a tutti.
FELICINA: Per bisogna far sparire il sasso: sotterrarlo! L'ho promesso!
ANDREA: Scavo un altro pozzo di San Patrizio.
TARELLI: (Ad Andrea) L'onorevole La Bombarga! Lumaga, l'onorevole da recapitare subito. Siamo tremendamente in ritardo.
ANDREA: Ma neanche se si mettono a cantare i muti.
FIORELLA: (Interviene con serenit) Lo faccia, per favore signor Andrea, lo riporti in famiglia e che lo seppelliscano in pace.
ANDREA: (La guarda, poi) Va bene, ma solo perch l'ha detto lei.
FIORELLA: Grazie. (E si allontana tenendo stretto il suo bimbo. Una sospensione. Interrotta bruscamente da Santino)
SANTINO: Purch non si servisse del furgone sequestrato.
ANDREA: Speranza, lo fai smettere o devo provare io?
SPERANZA: Santino, mio dolce pastrugnone...
SANTINO: Nessuna professione affettuosa distogliermi pu dal dovere mio! Sequestrato deve essere il furgoncino, e sequestrato sar!
SPERANZA: Ma non orario d'ufficio, Santino...
SANTINO: (Inflessibile) La Legge non conosce orologi e calendari. E io, uomo di Legge sono! Ecco il provvedimento! (Estrae dalla tasca un atto legale che sventola orgogliosamente)
ANDREA: (Alla sorella perentoriamente) Fagli vedere la voglia!
SPERANZA: Davvero non puoi rimandare, amore mio?
SANTINO: Non potetti!
ANDREA: Neanche se ti fa vedere la voglia?
SANTINO: (Colpito nel punto vulnerabile) Lingua di dolcissimo veleno, tieni! (Un ultima disperata resistenza) No!
ANDREA: (Con veemente comando) Speranza, agisci!
SPERANZA: S, Andrea.
ANDREA: (Agli altri) Girarsi, per cortesia.
SPERANZA: (lentamente solleva i capelli e scopre la nuca, mentre tutti osservano con malcelata curiosit) La voglia, Santino... Guarda!
SANTINO: (Vinto) Speranza! Speranza! La voglia tua che mi eccitasse ogni senso... Speranza, Speranza mia!
SPERANZA: (Ad Andrea) Muoviti, Andrea, prima che gli passi la frenesia.
ANDREA: (Immediatamente) Andiamo, Tarelli!
TARELLI: Dove?
ANDREA: Sul furgoncino, a far compagnia al suo amico: la coppia "mal di ventre" insieme al "malandato".
TARELLI: Ma io non voglio, ho paura!
ANDREA: Occhio, Tarelli, perch anch'io ho la mia voglia!
TARELLI: Che voglia?
ANDREA: Quella di spaccargli la faccia!
SANTINO: (Intanto) La voglia tua! Bedda, Speranza, bedda...(Escono)
ANDREA: (lo spinge fuori) Che voglia, Tarelli! Che voglia a te e a tutti i politici della tua risma! (Escono)
FELICINA: (Guarda verso l'alto) Ciao, Ilario. Meno male che in mezzo a tutte queste voglie a te passata quella di tornare.
LA VOCE DI ILARIO: (Subito) Ma non quella di incontrarti! Ti aspetto, Felicina! Ho tanta voglia di vederti! Tanta voglia... Tanta voglia...
SIPARIO
- Questo copione è stato visto:


