ANGELI ALL INFERNO
di francesco silvestri
PERSONAGGI:
PIETRO
MANUELE
MAMMINA
Copyright - Tutti i diritti riservati all'Autore - Pos. S.I.A.E. 53220
ATTO PRIMO
Notte dinverno inoltrato alla periferia di una grande citt. Rumori di auto che sfrecciano a velocit sostenuta.
Lontano latrato di cani.
La facciata di una misera baracca, costruita alla men peggio con lamiere dacciaio, legno e corda, immersa nella semioscurit. Affianco ad essa, un lampione stradale illumina un cassonetto metallico circondato da cumuli dimmondizia.
Fuori la baracca, un uomo, Pietro, un barbone sui quarantanni, dorme seduto con il capo reclinato su un bastone; la sua posa ricorda una sentinella colta da un colpo di sonno improvviso.
I fari di unauto illuminano la baracca e luomo. Lampeggiano con insistenza. Un clacson suona allimpazzata. Le portiere dellauto si aprono. Risate di giovani ed improperi allindirizzo delluomo addormentato.
Pietro si sveglia di soprassalto. Un solo istante per capire cosa stia accadendo, poi, brandisce il bastone, si pone davanti alla traiettoria luminosa dei fari e urla con quanto fiato ha in gola.
PIETRO - (lingua inventata simile al tedesco) Haush branze! Ghidoff hause bauden! Kill maunth saudenfanzen! Zafen! Zafen! (Dalla baracca sopraggiunge Manuele, un altro barbone pi giovane ed ancora assonnato, che impugna una pistola. Pietro afferra larma e la punta verso lautomobile. Manuele, senza scomporsi, si dirige verso il cassonetto per limmondizia) Zafen scauscinnen! Kill kopen faken! (Lauto riparte di gran carriera. Pietro continua a urlare).
MANUELE - (rovistando nellimmondizia; calmo) La mamma dorme... Dorme, mamma, dorme... (Continua).
PIETRO - (abbassa repentinamente il tono della voce) Zafen kopen faken! Kill maunth! Zafen! (Pausa) Kill! (Silenzio. Si punta lentamente larma in bocca e preme il grilletto. Lacqua che fuoriesce dalla canna della pistola lo disseta) Tieni sete? (Manuele non risponde. Di nuovo nella direzione in cui era lauto, e con rinnovata foga) Pure qua verranno! Pure qua! Aspettateli che al nord sono gi venuti! Pure a voi vi pigliano le scariche elettriche. A noi no! Niente! Alluccellino giallo non lacchiappano. Vola, luccellino, vola. La casa casa... E poi, la mamma dorme! La mamma dorme! La...
MANUELE - (c.s.) Dorme, mamma...
PIETRO - (sussurrando) Sopra al libro ci sta scritto: qua..., qua deve nascere! Qua nasce il fratellino. Il fratellino piccolino. Niente da fare! La bomba! Se li mangiati a tutti quanti, la bomba. A noi no! Alluccellino giallo non lacchiappano. Vola, luccellino, vola. Non arrivano le scariche elettriche, no! Niente! Kill kopen faken! (A se stesso) Bravo...!
(Abbandona la pistola. Pone una piccola pentola piena dacqua su un fornellino a gas. Accende il fuoco. Prende un pezzo di stoffa, lo taglia a strisce e immerge queste nellacqua. Nel frattempo, Manuele sembra abbia trovato qualcosa nellimmondizia. Provvede a nascondere frettolosamente questo qualcosa in una tasca) Ci sta niente?
MANUELE - (mentendo) No... Niente...
PIETRO - (dopo un lungo silenzio, lancia una striscia di stoffa allaltro barbone) Tie, scemo! (Manuele, felice, la raccatta e, con questa, si benda gli occhi. Va a sedere sotto la luce del lampione) Ci vedi, adesso?
MANUELE - (raggiante) S, s... Ci vedo. (Silenzio).
PIETRO - cominciato?
MANUELE - No...
PIETRO Ecco Il libro meglio!
MANUELE - Fumo... C troppo fumo... Esce da sotto...
PIETRO - Ma ci vedi?
MANUELE - acqua gialla... acqua nera... Fumo... Acqua che bolle...
PIETRO - Ma cominciato?
MANUELE - No... presto.
PIETRO - (scattando) tardi! Tardi assai! Sta scritto pure sopra al libro: -tar-di-quin-di-fa-te-pre-sto! Ma tu non sai leggere! Perci non puoi capire... Io s, io! Io so leggere! Per questo le scariche della luna non mi pigliano a me. (Inseguendo un pensiero) Non mhanno mai pigliato... Solo a Mammina s... A lei la pigliano e a me no? (Sorride cercando complicit) Nemmeno a te ti pigliano, eh?! Nemmeno a te ti... (Non riceve risposta) Ma soltanto perch sei scemo!
MANUELE - Ci vedo! Vedo il mare!
PIETRO - Il mare? Ma se ieri ci stava la foresta?
MANUELE - Con i cavalloni..., alti alti... Mi bagnano sano sano... Acqua bianca..., pulita... Mi squaglia i panni da dosso...
PIETRO - E io?
MANUELE - E resto nudo... Io resto nudo... Non ci sta pi il fumo...
PIETRO - E io? Dove sto io?
MANUELE - Una voce... Una voce mi chiama: Manuele... Manuele....
PIETRO - E a me?
MANUELE - Mi butto... No forte, mi butto... Mi squaglio... No forte... Entro dentro allacqua...
PIETRO - A me no?
MANUELE - E ci sta na luminaria lunga lunga lunga... Tutta accesa... Il tappeto... I fiori... Sono acqua... Sono acqua pure io... E cammino... Io cammino... Le luci che saccendono e si spengono, saccendono e si spengono... Pi forte... E i fiori... I fiori che si muovono... Che ballano.
PIETRO - Seh, ballano...
MANUELE - Lontano..., un salone che non finisce pi. Con tutti i pesci che dicono: Prego... Prego, signor Manuele... Prego.
PIETRO - E io?
MANUELE - Mi portano... No forte, mi portano... Manuele... Manuele.... E la Regina sta l.
PIETRO - E a me?
MANUELE Manuele.... lei che mi chiama. E mi fa cos (Fa cenno di avanzare) Laltare! Arrivo sopra allaltare e tutto intorno ci stanno gli alberi.
PIETRO - Ecco la foresta!
MANUELE - Quant bella la Regina... Bionda! E mi dice: Manuele, vieni avanti... Tu sei il mio Re....
PIETRO - E io...?
MANUELE Tu sei il mio Re... Tu sei.
PIETRO - (spazientito, lo libera della benda) Tu sei scemo! (Pausa) Per questo non ti pigliano le scariche elettriche! Perch sei scemo. E non sai leggere! (Manuele si intristisce. Pietro, timidamente, si benda gli occhi e aspetta qualche secondo; poi, dato che non succede nulla, getta stizzito la stoffa nella pentola) Ma dico io: perch devi vedere soltanto tu la televisione? Io no, io? Pure io voglio fare il Re! Perch tanto lo so: se la Regina mi vede, me lo fa fare a me il Re, e no a uno scemo come te! (Unauto si avvicina. Pietro scatta in piedi, raccatta la pistola e urla) Zafen kofen! Kill bausent frauken! (Lauto si allontana senza fermarsi. Ride) Lo vedi? Tengono paura!
MANUELE - (con un filo di voce e a testa bassa) La Regina morta...
PIETRO - E ringraziamo tutti i santi, ah! (Fruga nel cassonetto) Mammina deve mangiare... perch qua nasce il fratellino... Il fratellino piccolino... Sta scritto pure sopra al libro... Qua... (Conciliante) Tu sei contento che nasce? (Non ricevendo risposta, ritorna cattivo) Sei contento?!
MANUELE - (in un sussurro) S...
PIETRO - (felice) Lo vedi? Lo vedi che sei buono pure tu? Tu... Tu sei un angioletto! S, un angioletto... (Torna a guardare nel cassonetto) Uuuhhh... Che vedo...! Una bottiglia rotta sta parlando a una folla di scorze di melenzane...
MANUELE - Non vedo pi niente...
PIETRO - E saranno finite le trasmissioni. (Continua) Sta dicendo che si vorrebbe sposare; let ce lha, ormai. Uh, guarda... Guarda chi arriva, Manue, vieni a vedere: il Re! Il Re carciofo con i soldati. I soldati... pellecchie di pomodoro!
MANUELE - Pellecchie di pomodoro...
PIETRO (dopo un tempo, risentito) S! Pellecchie di pomodoro! (Nuovamente divertito) Tutte le scorze di melenzane abbassano la testa e fanno largo: il Re deve passare.
MANUELE - E io?
PIETRO - Tu? Tu sei uno delle pellecchie!
MANUELE - E tu?
PIETRO - Io no, io! Io sono il Principe. Il Principe azzurro! Venuto da un paese straniero lontano.
MANUELE - (sottovoce) Il Principe...
PIETRO - Guarda, pelle, guarda... Il Re non la vuole la Regina bottiglia rotta. Vuole la Regina verza. Eh, ma la Regina verza la voglio io. Deve essere mia!
MANUELE - La Regina verza...
PIETRO - (induce Manuele a giocare alla guerra) Vieni! Vieni, soldato, vieni! Andiamo a uccidere il Re carciofo. Soldati...
MANUELE - Pellecchie di pomodoro...
PIETRO - Surdate mieje, pellecchie e pummarole e San Marzano, de pelati inte buatte, de pummarulelle nuvelle, e chelle pa nzalata, de fiaschelle..., currite!. Salite sopra ai carri armati. Andiamo a uccidere il Re. Salite, soldati miei.
MANUELE - (sottovoce) Tu sei il mio Re. Tu sei il mio Re. (Continua).
PIETRO - (canta) Partiamo per la guerra,
e la guerra e la guerra,
che il Re deve morir,
deve morir, deve morir!.
MANUELE - Tu sei il mio Re. Tu sei il mio Re. Tu sei il.... (Continua).
PIETRO - Da tutti i sacchetti della monnezza, escono e corrono foglie di lattuga e dincappucciata, pagine dei giornali, mozziconi di sigarette... Avanti soldati! (Canta) Partiamo per la guerra.... (Continua).
MANUELE - Dorme, la mamma.
PIETRO - (canta ancora) Che il Re deve morir.... (Continua).
MANUELE - Dorme, mam ...
PIETRO - La posa fraceta del caff si stende a terra come a un tappeto di morte per far passare i cannoni dei...
MANUELE - La vedo! La vedo ancora la Regina bionda! La Regina del mare!
PIETRO - (chiude con rabbia il bidone e urla) E m non la puoi vedere pi! Sto vedendo io. Quello che vedi tu sono tutte puttanate!
MANUELE - Non si dicono le male parole!
PIETRO - (ci pensa) Ma vaffanculo!
MANUELE - Le male parole non si dicono...
PIETRO - Vaffanculo! Vaffanculo a te, alla Regina, a...
VOCE DI MAMMINA - Pietro?!
PIETRO - A tua madre, a tua sorella, a...
VOCE DI MAMMINA - Pietro!
PIETRO - (dopo un lungo silenzio, sottovoce ed impaurito) Mammina...
VOCE DI MAMMINA Manuele?!...
PIETRO - (preoccupato) Mammina... (Spalanca con foga la misera porta della baracca e si precipita allinterno) Mammina!
MAMMINA - (spaventata, balza a sedere sul letto; si copre il volto con il lenzuolo) Che successo?
PIETRO - (dopo un silenzio) Hai... Hai chiammato...
MAMMINA - E se strillavo che facevi? Buttavi a terra la casa? (Lunga pausa) Accendi la luce.
PIETRO - Grazie. (Pietro, premurosissimo, accende un paio di candele. Larredamento della baracca misero quanto la sua facciata: un tavolino, due sedie, tre improvvisati giacigli, ecc.).
MAMMINA - Dammi una pezza! (Pietro la cerca con agitazione. Manuele, rimasto sulla soglia senza benda sugli occhi, raccatta un pezzo di stoffa e lo porge alla donna che non ha ancora scoperto il viso. A Manuele) Come si dice?
MANUELE - (poco convinto) Grazie...
MAMMINA - (avvicina la stoffa al volto e lancia un urlo) Maledetto! Una pezza contaminata! Tu mi vuoi vedere morta a me! (Pietro si affretta a strapparle il pezzo di stoffa dalle mani e porgergliene un altro).
PIETRO - Grazie, grazie...
MAMMINA - Dove lha presa?
PIETRO - (minimizzando) Stava per terra... (Compie un gesto di minaccia verso Manuele).
MAMMINA - Una mappina contaminata da influssi malefici, a me?! (Si fascia il volto. Pietro accosta una sorta di sedia a rotelle al letto della donna e laiuta a sedersi. Mammina, seppure in l negli anni, in stato interessante) Sulla mia faccia! A rischio di sfigurarmi! Di farmi perdere il bambino! (Allontana malamente Pietro) Va, va, va!! (Dirige la sedia verso il fondo della baracca, di fronte ad un piccolo specchio, e si trucca esageratamente canticchiando uno strano motivetto partenopeo. I due uomini le volgono le spalle) Che ore sono?
PIETRO - (timidamente) Le Le due e mezza... Le tre...
MAMMINA - Le tre?!
PIETRO - (impaurito) Le quattro? Le cinque?
MAMMINA - (finalmente si volta) E chi che a questora venuto a disturbare il mio sonno? Il sonno di una partoriente! Perch lo volete capire o no che io aspetto un bambino? Un bambino che deve nascere!
PIETRO - (speranzoso) Oggi?
MAMMINA - (sbrigativa) No, oggi no... Domani, forse... (Di nuovo epica) Un figlio immacolato... E al buio non pu nascere! Non deve nascere! Perci devo dormire!
PIETRO - Vuoi che ti metto unaltra volta sopra al letto?
MAMMINA - Adesso mi passato il sonno, che vuoi dormire pi. Ma tanto..., tanto io lo so chi stata! (Si porta tra i due uomini con fare di mistero) Ci sta?
PIETRO - (convinto) S, s, Mammi, ci sta! No tutta quanta... Poco poco...
MAMMINA - Ma ci sta!
PIETRO - (ammiccante) S...! E manda scariche!
MAMMINA - (dopo una lunga pausa) Uhmm...? Manda scariche?
PIETRO - Forti! Forti assai! Stanotte sono pi forti di tutte le altre notti.
MAMMINA - E tu le senti?
PIETRO - Come no! Tutte qua, tutte qua! (Si picchia la nuca).
MAMMINA - (lo colpisce allo stomaco con cattiveria) E io l te la farei sentire una scarica! Una sola, ma buona! A duecentoventimila volts!
(A Manuele, prendendolo in giro) E tu? Tu pure le senti? (Il giovane non sa cosa rispondere. Pietro gli fa cenno di dire no. Mammina lo colpisce di nuovo, stavolta al bassoventre. Luomo si piega dal dolore).
MANUELE - (con estrema sincerit) No.
MAMMINA - (interdetta dal tono di voce di Manuele) No... (Si riprende. A Pietro) Lo vedi? Tu dalla dottoressa dovevi rimanere. Quello era il posto tuo! Tutto bianco...! I muri, le lenzuola, le mattonelle... Tutto bianco! Pure il mangiare era bianco! Te lo ricordi il camice delle signorine?
PIETRO - (impaurito) N... no...
MAMMINA - Non te lo ricordi?
PIETRO - S, s...
MAMMINA - Il camice bianco?
PIETRO - S s s...
MAMMINA - E il latte? Che colore teneva il latte?
MANUELE - (che si allontanato) La zuppa di latte...
MAMMINA - Il latte della mattina?!
PIETRO - Bianco... Bianco...
MANUELE - Con il pane caldo dentro...
MAMMINA - E quando dicevano che stavi un poco disturbato con la pancia, che ti davano da mangiare?
MANUELE - Il brodo caldo...
PIETRO - Il bianco... Il bianco mi davano da mangiare...
MAMMINA - Il brodo bianco...
MANUELE - Caldo caldo caldo caldo...
MAMMINA - E le costruzioni per far passare il tempo, eh?
MANUELE - Il castello... La torre... La casa...
MAMMINA - Te le sei scordate?
PIETRO - No no...
MANUELE - Il trenino...
MAMMINA - E quei fogli di cartoncino bristol per fare i disegni?
MANUELE - I disegni colorati .
MAMMINA - I disegni per vedere quello che tenevi dentro al tuo cervello malato... Comerano quei fogli?
PIETRO - Bianco bianco bianco...
MANUELE - Di tutti i colori.
MAMMINA - E la notte...?! Tutte le notti, eh Pietro?, che ti mettevano addosso per non farti pisciare a letto?
PIETRO - I pannolini...
MANUELE - No! Il sangue, no...! Il sangue, no...
MAMMINA - I pannoloni, vuoi dire?! I pannoloni legati ai fianchi stretti stretti con i lacci! I pannoloni dei vecchi!
PIETRO - I pannoloni, s, i pannoloni dei vecchi... Basta.
MANUELE - Sangue di tutti i colori...
MAMMINA - Dei vecchi...
MANUELE - Rosso...
MAMMINA - Lavati tutte le mattine perch dovevano tornare bianchi unaltra volta per la nottata appresso...
MANUELE - Giallo giallo giallo....
MAMMINA - E le crisi... Le mani legate al letto... La camicia di forz... (Si tappa la bocca) Mmhh... Da notte! La camicia da notte! Cosi la chiamavano: la camicia da notte, la camicia da notte! Te la ricordi?
PIETRO - S s... Bianco... Bianco... Basta, Mammi, basta!
MANUELE - Marrone e arancione, marrone e arancione, marrone e arancione, bordeaux!
MAMMINA - Bianco! E quellaltra cosa? Quella cosa schifosa che con la puzza sua ci veniva a svegliare tutte le mattine, che era quella cosa?
PIETRO - Bianco! Basta, Mammi...
MAMMINA - Te lo senti ancora quel fetore nel naso?
PIETRO S, basta, per piacere, bianco...
MAMMINA - La creolina!
PIETRO - Bianca...., per piacere, basta, Mammina, ti prego, bianco, basta...
MANUELE - Di tutti i colori
MAMMINA - La creolina per disinfettarci! Per schiavicare i nostri umori!
PIETRO - Me la ricordo, basta, me la ricordo...
MAMMINA - E che colore teneva quella canchera di creolina?
PIETRO - Bianco! Bianco! Basta! Bianco!
MANUELE - Di tutti i colori del mondo.
MAMMINA - (si calma) Bianco! Basta. Bianco. (Silenzio) Come quella puttana che sta l fuori. Bianca! (Ancora silenzio) Tengo fame!
PIETRO - (apprensivo) Manue!
MANUELE - Vado... (Cerca cibo nel cassonetto).
Ciascuno, a modo suo, si riprende.
PIETRO - (si avvicina a Mammina premuroso e sorridente) Ti serve qualcosa?
MAMMINA - Niente!
PIETRO - (con intenzione) Stasera a me!
MAMMINA - E chi te lha fatta questa imbasciata?
PIETRO - Mi sono fatto i conti...
MAMMINA - E te li hai fatti sbagliati! Stasera niente bacetti! A nessuno! chiaro?
PIETRO - S... Grazie...
MAMMINA - E per molto tempo ancora!
PIETRO - S... Grazie...
MAMMINA - Perch ricordati: sta scritto pure sopra al libro. Verranno, verranno... Al nord sono gi venuti. Ma tanto alluccellino giallo non lacchiappano pi. Vola, luccellino, vola! (A Manuele) Ci sta niente?
MANUELE - (mentendo) No... Niente! (Nasconde qualcosa).
MAMMINA - La bomba! La bomba se lha mangiati a tutti quanti. Distruzione totale! Ah, ma pure qua verranno. E se li manger in un morso solo. Aumma! Sta scritto! Qua deve nascere, qua! Ma tu non sai leggere. Perch sei scemo! Tengo fame!
PIETRO - Manue?!
MANUELE - E niente. Non ci sta niente.
PIETRO - (a Mammina, con timore) Niente...
MAMMINA - Niente! E sta bene! Digiuno...! (Si agita) Io non ce la faccio pi... Non ce la faccio pi (Manuele nasconde, non visto, qualcosa sotto il proprio letto) Ma la colpa sempre la sua, lo so. Ah, ma stasera mi sente! Vediamo chi pi tosta: io o essa. (A Pietro, epica) Prendimi lombrello!
PIETRO - (porgendole un vecchio ombrello) Grazie...
MAMMINA - (si porta sulluscio e parla alla luna facendosi scudo con lombrello aperto) Buonasera..., zoccola! (Ai due, repentina) Non vavvicinate! (Di nuovo alla luna) Vi siete dimagrita, oggi. E ben vi sta! Brutta siete e brutta restate. Pallida... Anemica... Bianca! Ma un colore il vostro? Si pu dire colore quello che tenete in faccia? Che c, non rispondete? Avete perso la lingua? Stasera non mi mandate le vostre maledizioni? Mi volete far morire di fame, vero? Ma io non schiatto! Anzi, no! Schiatto! Ma di salute! (Ride) Quanto sei brutta. Sei cos brutta che mi fa schifo soltanto a guardarti. E non sono la sola; pure ai fiori fai lo stesso effetto. La notte si chiudono pur di non vederti. Si nascondono. Ma non per paura di te, non ti esaltare.
Sei una femmina falsa. Una femmina senza figliata... Senza gioia... Sterile! Una femmina sterile! E figli non ne potrai mai avere! Sei invidiosa della pancia mia, vero? Niente! Il mio bambino non te lo far mai vedere! Mai! Gli stronzi dicono che arrassomigli a una principessa... A una Dea... Stronzi! Ma non lo vedono che non tieni niente. Nemmeno la luce che ti fa splendere la tua. Te la manda il Sole per carit cristiana. Per alleggerirti di tutta la bile che tieni in corpo. Per farti soffrire con gli occhi aperti; cos alla luce della luce puoi vedere quanto ti sei fatta vecchia. E Lui, ...Lui!, il Sole, si tiene a distanza... Lontano da te... Lontano lontano lontano...
Sei una palla piena di buchi che si muove. Ma come potresti piacergli? Il sole un uomo! Lo hai mai visto un uomo, tu? No?! E mai lo vedrai uno che ti dar piacere, uno che riuscir a scaldare quel corpo freddo che ti ritrovi. Un corpo scarpesato come la terra dopo che ha piovuto. (Scoppia a ridere) Ti hanno messo pure i piedi in testa. Polvere deserta! E poi thanno buttato via come una protesi inutile. Ma niente figli! Mentre io, invece..., s! (Con estremo sarcasmo) Femminella! Travestito sterile! (Ride) E gli innamorati, quelli che tanto decantano le tue bellezze, non se ne sono nemmeno accorti. Non si sono accorti che tu non sei una donna. Non lhanno ancora capito, femmine!
Io s! Ed per questo che mi temi. Che mischi i raggi del Sole benedetti con i tuoi malefici umori e li butti qui, addosso a noi, per far morire il frutto del mio ventre. Ma io sono pi forte di te! Non esco! La faccia mia non la vedrai mai! Mai la vedrai! E questa casa lontano dai tuoi occhi rester, amen!
(Sbrigativa, ai due, rientrando in casa) Datele da mangiare. Subito! E quanto pi potete! Lei ci fa morire di fame, e noi la sfamiamo.
Pietro e Manuele pongono tre pitali fuori della baracca e si pongono in attesa.
PIETRO - (timidamente) Va bene cos?
MAMMINA - E perch lo chiedi a me? Domandacelo a lei!
PIETRO - (imbarazzato, alla luna) Va bene cos? (Pausa).
MAMMINA - (scoppia a ridere) Hai sentito che ti ha detto? (Pietro non sa cosa rispondere) Che poco! Alla signora non gli basta! E noi laccontentiamo subito! Ragazzi, grandi pulizie! Portate fuori tutta la monnezza che ci sta dentro casa e dategliela a mangiare! La signora vuole diventare pi grassa di quello che . (Getta fuori vari oggetti) Tie... Tie, abboffati! (A Manuele) Dammi la scopa!
MANUELE - (tenendola ben stretta) Faccio io...
MAMMINA - Dammi a me!
MANUELE - No, no..., faccio io... Tu... Tu riposati...
MAMMINA - Spostate tutto... Letti, tavoli, sedie... La nostra polvere deve mangiare... Le nostre fetenzie... Tie! E questo... E questaltro...
PIETRO - (mostra alla donna un Pulcinella di porcellana) E questo qua?
MAMMINA - il primo! Non vedi che colore che tiene? Fuori, insieme agli altri! Girate il letto della partoriente! (Spostano il letto di Mammina e spazzano il pavimento) Tutto! Tutto! Il Sole deve trovarci puliti e candidi... Il bambino deve nascere nel colore. (A Manuele) A te: sposta quella brandina e leva bene la polvere. (Manuele non esegue pur spazzando con foga la polvere dal pavimento. Mammina distratta) Carte... Pezze... Tutto... (Ancora a Manuele) Ue... e ti ho detto di spostare il letto.
MANUELE - Cos ce la faccio bene...
MAMMINA - Nossignore... Gli angoli restano sporchi. La scopa non ci arriva.
MANUELE S, s..., ci arriva.
MAMMINA - Ooh... E cos sta novit?
MANUELE - (tentando di sorridere) Niente...
MAMMINA - (sospettosa dopo un tempo) Niente?! Pietro..., sposta il letto di tuo fratello.
MANUELE - No, Pietro, ce la faccio, non ci sta la povere...
MAMMINA - Pietro, muoviti.
MANUELE - Aspetta... no...
MAMMINA - (alzando la voce) Pietro! (Pietro spinge via Manuele e sposta il lettino. Sotto c una busta di plastica) E quella che cos ?
MANUELE - Niente... Il mangiare per il bambino .
MAMMINA - (svuota la busta sul lettino: cibo raffermo o in scatola. Dopo una lunga pausa, lentamente) Sono tre anni... che aspetto il bambino... e tu... mi vuoi far credere... che dallo stesso tempo che gli conservi da mangiare? E pure i meglio fagioli in scatola sarebbero andati aceto in tre anni.
PIETRO - (fruga nel cibo e trova un paio di pantaloni) I pantaloni miei...
MAMMINA - (realizza) Te ne volevi andare...
MANUELE - No
MAMMINA - Ci volevi lasciare da soli
MANUELE - No, io volevo...
MAMMINA - (la voce le si incrina) Come a due cani rognosi... (A Pietro che sta per dire qualcosa) Zitto!!
MANUELE - Non colpa mia. Io devo fare il Re non il soldato!
MAMMINA - Quando gli uomini vestiti di bianco..., gli uomini buoni, vi hanno buttato in mezzo a una strada, io vi ho raccolto. Vi ho tolto i pidocchi dalla testa. Vi ho spolverato come si fa con i mobili. Vi ho lavato con le lacrime del piacere di avervi. Vi ho vestito con le migliori stoffe delle mie gonne
PIETRO - Mammina Mammina?
MAMMINA - Vi ho coricato sulla lana delle mie maglie... Come il bue e lasinello con Ges Cristo, vi ho riscaldato con il fiato mio... E tu..., mi togli il mangiare dalla bocca? Mi rubi sotto agli occhi...?! (Finge di piangere) Caino!
PIETRO - (sta per piangere) Mammina... Mammina, non fare cos...
MAMMINA - Caino! Caino! Hai visto? Hai visto, Pietro, quello che voleva fare tuo fratello?
PIETRO - Ci sto io... Ci sto io, fallo andare! Solo a me i bacetti... Solo a me mi devi dare i bacetti la notte... A lui niente...
MAMMINA - (in altro tono, a Manuele) Ladro! Zuzzuso!
PIETRO - (tra le lacrime e fuori di s) Hai fatto pigliare collera a Mammina...
MAMMINA - Non sei tu ad andartene. Io, sono io che ti caccio fuori! Nudo, come ti ho trovato...
PIETRO - (d uno spintone a Manuele che finisce a terra) Hai visto...? Hai visto...?
MAMMINA - Madonna mia... Madonna mia, sto sudando freddo...
PIETRO - Il bambino...
MAMMINA - Morto... Morto... Nasce morto, me lo sento... Ma che ho fatto di male...?
MANUELE - (improvvisamente, urla e piange) La luna bella! (Lungo silenzio) Il bianco bello! (Si libera della giacca e della camicia restando a torso nudo senza, per, mai volgere le spalle al pubblico) E non ci stanno le scariche! Non ci stanno! (Piange).
PIETRO - (si riprende) Zitto!
MANUELE - (c.s.) La luna una mamma bella...
PIETRO - (afferra una corda e colpisce ripetutamente Manuele che si porta fuori dalla baracca) Statti zitto! Zitto! Hai fatto piangere a Mammina!(Continua).
MANUELE - (piange) bella... bella, la luna... Luna! Luna! Mamma bella! Bianco! Bianco! E non ci stanno le scariche, non ci stanno! (Continua).
MAMMINA - (si accorge di avere esagerato) Pietro...?! Pietro, smettila... Lo perdono, vedi... Lho perdonato
PIETRO - (Continuando) Hai fatto piangere a Mammina...
MAMMINA - (nellultimo tentativo di porre fine a quella violenza) Pietro! Il bambino... Sta nascendo il bambino...
PIETRO - (c.s.) Tammazzo... Tammazzo, Manuele!
MAMMINA - Pietro, corri... Il fratellino... Il fratellino piccolino... (Si lamenta in preda a finte doglie) Ah Ah...
PIETRO - (si blocca. Guarda inorridito le spalle di Manuele che noi, pubblico, non vediamo) Ma Mammina?
Indietreggia; la corda gli scivola dalle mani. Manuele a terra bagnato dalla luce della luna.
Pietro si scuote e corre dalla donna. La adagia sul letto e laiuta a partorire.
La luce del lampione si fa pi intensa.
Un rumore dalla pattumiera fa voltare Manuele. Il giovane si avvicina allimmondizia e vi fruga dentro. Trova un fagottino avvolto in un piccolo lenzuolo di pizzo bianco.
Il pianto di un neonato invade la scena.
Pietro tiene tra le braccia una bambola di pezza vestita di tutto punto: il figlio di Mammina.
Manuele sorride al fagotto: un bambino. Un bambino vero.
Lentissimamente cala il sipario.
ATTO SECONDO
Identica scena, poco dopo.
Pietro e Manuele sono allaria aperta; hanno poggiato il bambino a terra e stanno tentando di calmarne il pianto cantando e ballando. Manuele indossa un lungo pastrano grigio sul torso nudo.
Mammina nella baracca intenta a cullare la propria figlia.
MAMMINA - (chiama) Pietro? Pietro! (Luomo accorre) La sorellina piange...
PIETRO - E pure quellaltro... (Sta per uscire di nuovo ma poi improvvisa una breve danza allindirizzo della bambola) Lo vedi...?! S calmata. (Un pensiero) Li vogliamo mettere assieme?
MAMMINA - (inorridita, stringe al petto la bambola) Mai! (Il piccolo, fuori, piange pi forte. Pietro corre da Manuele).
PIETRO - (canticchiando e ballando) Perch piange?
MANUELE - Non lo so...
PIETRO - Prendilo in braccio. (Manuele solleva amorosamente il neonato).
MAMMINA - Pietro...! (Di nuovo, luomo va nella baracca) Dai un bacetto alla sorellina. (Pietro bacia distrattamente la bambola e fugge) E a me?
PIETRO - (sulla soglia) Dopo, dopo, dopo... (ritorna da Manuele).
MANUELE - (cullando il bimbo) Zitto, zitto. Buono, buono. Zitto, zitto. Buono, buono.
PIETRO - (sempre continuando a danzare grossolanamente) Come lo chiamiamo?
MANUELE - (pensandoci un po) Arturo!
PIETRO - Arturo?!
MANUELE - un nome importante!
PIETRO - E a te ti pare importante Arturo?
MANUELE - No...? Salvatore...?
MAMMINA - Pietro...! Pietro! (Ancora una volta, luomo accorre) Chi pi bellino, eh? Chi ?
PIETRO - (poco convinto) La sorellina La sorellina pi bellina (Esce. A Manuele, riferendosi al nome da dare al bambino) Alessandro!! (Il clacson della solita auto lo scuote. Afferra la pistola e si dirige verso il fascio di luce dei fari. Improvvisa il suo gramelot in tedesco. Il bambino piange pi forte. Pietro ha unidea e torna da Manuele) Forse tiene sete.
Spruzza lacqua della pistola sul viso del piccolo che piange con ancora pi foga. I giovani, dallauto, continuano a prendere in giro i due. Pietro ritorna allauto e continua il suo gramelot.
MAMMINA - Pietro...? La sorellina tiene sete... (Luomo rientra nella baracca, bagna la bambola e torna allauto) E che maniere?! Cos, si fa?
MANUELE - Zitto, zitto. Buono, buono. (Avvicina un dito al faccino del neonato. Lauto riparte e si allontana. Il bimbo smette di piangere) Uh, Pietro, guarda... (Pietro si avvicina premuroso) S preso il dito mio in bocca (I due uomini guardano il piccolo e sorridono).
PIETRO - Si crede che tu...
MANUELE - Si crede che io sono la mamma...
PIETRO - (quasi spaventato) Ma... Ma mica il latte esce veramente...?!
MANUELE - (si guarda il dito) Nooo...
PIETRO - No?
MANUELE - (guarda nuovamente il proprio dito) Non lo so...
MAMMINA - Voi mi volete far passare un guaio a me! Morta mi volete vedere... Morta! Ue...?! Oohh...?! Fate finta di non sentire? (Pietro accorre. Mammina abbassa il tono di voce per cercare complicit) Quello, non pu stare con noi... Chi sa quale zoccola lha buttato l dentro... Se lo trovano, ci portano in galera a tutti e tre!
PIETRO - (la bacia sbrigativamente sulla fronte) Tie, i bacetti, tie... (Esce) Alessandro, no?
MANUELE - Uhmm... Giovanni?
PIETRO - Eh, seh, facciamo i Santi Apos
MAMMINA - Vedete come ve lo dico: con quello l noi stiamo male combinati! Mettetelo in un sacchetto di plastica e lasciatelo dove lo avete trovato, ch adesso passa il camion dellimmondizia e se lo porta via!
Manuele inorridisce e si precipita nella baracca. La donna sembra impaurita da quella reazione.
MANUELE - (sullorlo di una crisi isterica) No! mio! Mio! (Il giovane mima un parto imitando alla perfezione quello di Mammina di poco prima. Al termine, stringe il bambino al petto. Con cattiveria) Va bene cos?!
MAMMINA - (dopo un lungo silenzio, brandisce la bambola) Disgraziato! Tu e questo bastardo che...
PIETRO - (intercetta la bambola che sta per colpire le spalle di Manuele e la strappa dalle mani della donna) No... L no! (Pausa) L, no!
MAMMINA - (sorpresa dalla reazione di Pietro lo guarda come a tentare di capire. Scoppia in lacrime vere; si sente tradita) Non giusto... Io sono donna... Una donna vera... E lo voglio pure io un bambino... Io non sono come la luna... No! Perch a te s e a me no? Eh?!
(Manuele abbassa lo sguardo; la donna riprende parzialmente il controllo di s) Voi non mi sapete quando ero giovane... Trecce doro... Occhi di brillanti... Parevo una regina... Povera! Assai povera! Ma sempre una regina... Camminavo con gli occhi miei dentro agli occhi degli altri... Guardavo tutti in faccia; dritto davanti a me... Gli uomini cadevano..., e io me li alzavo piano piano... E me li portavo a casa... Dodici figli volevo. Dodici! Con cento padri... E cento e uno..., e cento e due... Che male capa... E cento e tre... la luna... La colpa della luna... E cento e quattro... Niente! Nessun pianto di bambino in questa pancia...
Poi ne trovai una... Una femminuccia... Ma non lho rubata, no... Camminava lei sola in mezzo alla strada... Vestita perbene... Tutta di rosa E piangeva, piangeva... Io la presi in braccio e me la portai alle giostre... Ada! La chiamavo Ada, come me. Le caramelle... Il gelato... Forse era la creatura che quella mi aveva ucciso... (ha indicato la luna). Ma non lho rubata, come disse la mamma quando se la venne a prendere, no! Io lho trovata...
Ada faceva cos con la manina... Io pure facevo cos con... Sempre... Sempre, dentro allistituto, io facevo cos con la manina... Ma non sono pazza... E solo che... non giusto... (Riprende a piangere) Non giusto... Io non sono come la luna... Non sono come la luna... (Piange).
MANUELE - (intenerito e commosso, le porge il bambino) Grazie...
MAMMINA - (smarrita, si asciuga le lacrime e accoglie sacralmente il piccolo tra le proprie braccia. Canta)
Ninna nanna do vasillo
Cu o criaturo piccerillo.
Pare proprio n angioletto
m saddorme e va into lietto.
Ninna nonna e llangiulillo
cu lauciello into mastrillo.
O chiammammo bib e bib
m saddorme, guarda, m.
(Il neonato scoppia in lacrime. La donna tenta di calmarlo cullandolo e cantandogli con pi foga la ninna nanna; purtroppo non sortisce alcun effetto. E agitata. Inizia a tremare. Manuele vorrebbe tirarle via il bambino ma non osa. Con cattiveria e dopo una pausa)
Toglietemelo dalle mani se no lo butto a terra a faccia sotto! (Manuele si affretta a riprendere il piccolo).
MANUELE - (il bambino smette di piangere. Come a scusarsi) Tiene fame...
MAMMINA - (a Pietro) Dammi la figlia mia.
PIETRO - (le restituisce la bambola. Mammina la afferra e guarda luomo con cattiveria. Pietro si riprende dallattimo di distrazione e butta l un) Grazie... (Poi, a Manuele) Che gli diamo da mangiare?
MANUELE - (adagia il bimbo sul proprio letto facendosi largo tra il cibo e gli oggetti posti su esso) Latte!
PIETRO - Latte vero.
MANUELE - S, s, vero.
PIETRO - E non ci sta... Pane?
MANUELE - E vecchio e duro, non va bene per lui.
PIETRO - E lo spugnamo con lacqua...
MANUELE - Lacqua sporca e denti non ne tiene. Latte! Latte, ci vuole, latte!
PIETRO - E non ci sta!
MANUELE - Latte, ho detto, latte!
PIETRO - E non ci sta! Non ci sta!
MAMMINA - (alla bambola) Tu non piangi, tu. Ninna nanna do vasillo/cu o criaturo piccerillo.... (Continua).
PIETRO - (folgorato da unidea) Lo zucchero!
MANUELE - La pupatella di zucchero!
PIETRO - Vallo a mettere nella culla sua!
Manuele adagia il bambino nel cassonetto dellimmondizia e, cullandolo, gli canta una canzoncina. Pietro, invece, si affanna a costruire una "pupatella" che consiste nel porre al centro di un fazzoletto un cucchiaino di zucchero, legando, poi, il sacchetto cos ottenuto con del cotone in modo da formare un surrogato di "ciucciotto".
MAMMINA - E cento e uno... E cento e due... E cento e tre... A cento e dieci la pancia si gonfi... Grossa! Grossa assai...! Basta uomini, ho detto, basta. Dolore non ne sentivo, e cos me ne andai girando per la citt Trecce doro... Occhi di brillanti... Ninna nonna e llangiulillo. (Continua).
PIETRO - Ma comme stato?
MANUELE - E cominciato no assai tempo fa, cominciato. Dietro alle spalle il dolore... Mai forte, mai. (Al bambino) Sei stato tu, eh? Tu sei stato... Grazie... M che comincio a vedere unaltra volta, ti racconto una storia. La storia dellacqua bianca che squaglia i panni da dosso
PIETRO - Ma come? Come?
MANUELE - Il dolore alle spalle.
PIETRO - Io?
MANUELE - No... Mai forte assai... Un rumore La sete delle lacrime mie... Non vedevo pi niente... Ma lo sapevo... Da parecchio tempo lo sapevo... No assai... Ma lo sapevo.
PIETRO - Come stato?
MANUELE - Una luce... Una luce pi forte... Il lampione della corrente...
PIETRO - Nooo...
MANUELE - Non lo so... Per lo sapevo... (La pupatella pronta ma il neonato la rifiuta e piange).
PIETRO - (Spazientito) Ma perch piange? (Agitano il cassonetto a mo di dondolo nel vano tentativo di calmarlo).
MAMMINA - Una notte..., una brutta notte..., forte venne il dolore, e le gambe non mi sopportarono pi... Caddi a terra... In ginocchio... In mezzo alla strada... Ci stava la luna... Il dolore... Che male! Che male! Luna, Mamma bianca, aiutami, ti prego, aiutami tu... Ninna nanna do vasillo.... (Continua).
PIETRO - Ha fatto la cacca!
MANUELE - (sorridendo) S!
PIETRO - La cacca dentro.
MANUELE - Eh!
PIETRO - I bambini piccoli lo fanno sempre...
MANUELE - Sempre sempre sempre...
PIETRO - E quando i bambini piccoli fanno la cacca dentro si devono cambiare!
MANUELE - (c.s.) Si devono cambiare...
PIETRO - Bravo! (Si affretta a raccogliere alcune pezze di Mammina. Soprappensiero, alla donna) Tanto a te non ti servono, grazie.
Liberano con molta cura il piccolo dal lenzuolino bianco in cui avvolto. Al termine, guardano con occhi sbarrati il bimbo nudo. Pietro non riesce a trattenere un grido soffocato di sbigottimento; indietreggia e si comprime la bocca con le mani. Manuele sorride estasiato.
MAMMINA - (continuando) Aiutami, regina bianca del mondo... Aiutami... Ahhh... E la pancia si sgonfi, piccolina mia... Come un palloncino... Un palloncino che... Ffsss. Tutta una roba bianca mi scese per le gambe... Una roba molle... Calda..., che non finiva pi. Ma niente bambini! Solo schiuma bianca per le gambe... Le stesse gambe che, da allora, non si muovono pi... Non si muovono pi... E tu lo sai chi stata, eh? Lei! lei che mi ha ucciso il bambino! Ninna nonna do vasillo..... (Pausa. Si accorge dello strano silenzio che attanaglia i due uomini) Mb...?! Che stato...?
(Abbandona la bambola, apre lombrello e dirige la sedia a rotelle al cassonetto. Si fa spazio fra i due e guarda il bambino. Dopo un attimo di sbigottimento scoppia in una fragorosa e isterica risata. Ritorna alla bambola e la libera velocemente dei vestitini che indossa; le divarica le gambe e la mostra. Manuele, nel frattempo, solleva il bimbo) Come la mia, tale e quale! N maschio n femmina! Un mostro! E come la fa la pip? Come la fa?
(Ride a crepapelle) N pisellino n farfallina, n farfallina n pisellino... (Alla bambola) Lo vedi, bella di mamma, quello veramente il fratellino tuo. O la sorellina, fai tu... E la cacca? Tu non la puoi fare la cacca. Vuoi vedere che non la pu fare nemmeno lui?
(Ritorna allesterno, prende dalle mani di Manuele il bambino e lo mette prono. Un grido angosciato le muore in gola. Si segna il capo e consegna il corpicino al giovane) Mamma mia... Mamma mia bella... Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato.... (Continua. Prende la bambola e la pone sotto le sue vesti in modo da sembrare nuovamente in stato interessante. Manuele sorride e riveste il bambino con le stoffe bianche e merlettate. Pietro fa per raggiungere Mammina. A Pietro) Vattene! Vattene fuori pure tu!! (Lo spinge fuori dalla baracca e si chiude dentro).
PIETRO - (si avvicina a Manuele che, seduto affianco ai cumuli di immondizia, sorride al neonato) Hai visto...?
MANUELE - (annuisce e canta) O lupo sha mangiato a pecurella.... (Si benda gli occhi e parla al bambino)
Questo mondo qua Questo mondo qua, piccerillo mio, tu non lo sai, tu non lo sai ancora, ma pieno di colori.
Il fuoco rosso. Rosso e giallo.
Ma pure il sangue rosso. O primmo o pu tucc.
O sicondo no. O sicondo fa male.
Il fuoco rosso e bello. O sanghe no.
PIETRO - Manue, lo sai? Proprio adesso adesso ho visto la Regina bottiglia rotta e... e non mi piace pi tanto come a prima... Non mi piace pi...
MANUELE - Lacqua, invece, lacqua p essere do culore ca vo, essa.
PIETRO - Se il Re carciofo la vuole lui, per me se la pu pure tenere...
MANUELE - Lacqua tene e culure de sette Arcobaleni e Babilonia. Delle cinque terre emerse.
Lacqua possiede tutti i colori del mondo; tene tutte culure e llacqua, llacqua.
E lacreme no. Pure si so fatte da stessa pasta soja, pure si pareno tale e quali allacqua, ogni lacrema tene nu culore do suojo, sultanto do suojo.
Quelle dellamore so gocce doro. E luceno luceno luceno... Jesceno redenno a uocchie chiusi. Bellu sapore.
Sapore e frutta. Sapore e acqua e mare asciutta ncoppa pelle. Acqua asciutta da magn a mmuorze. Bellu sapore.
Tu nun e vulisse fa fern. Fa fern mai.
Sapore e carne e criature. Carne e latte.. E luceno luceno luceno...
Le lacrime dellamore so gocce doro.
Chelle llarraggia so foglie nggiallute. Bruttu culore.
Tu nun e vulisse fa cade a coppe rame e llalberi, nun e vulisse fa cade... Ma loro o fanno o stesso. Senza chiedere il permesso a nessuno.
Parlano malamente. Parlano malamente e llacreme e llarraggia. Nganna. Alluccano. Alluccano nganna e fanno male.
Bruttu Culore. Foglie ngiallute.
Quelle del dolore, invece, sono rosse.
Le lacrime del dolore sono rosse. Rosso scuro, comme o sanghe.
Jesceno ntrasatta. Tiempo, troppo tiempo durano.
Jesceno e durano, nun fernesceno cchi.
Jesceno pe troppo tiempo e fernesceno ntrasatta.
Jesceno. Tiempo. Fernesceno. Fernesceno. Fernesceno ntrasatta.
O tiempo, pe tramente , passato.
Quelle del dolore, sono rosse. Rosso scuro. Comme o sanghe. E llacreme del dolore e pu tucc. Serve. Serve a lle tucc.
La gioia, po... A gioia tene lacreme verdi. Verdi comme... Eh ... E llacreme da gioia so difficili a lle vede.
PIETRO - Non un uomo... (Manuele annuisce) E non nemmeno una femmina... (Manuele annuisce) No, Manue, non ha fatto la cacca, no.
MANUELE - Chelle da morte so nere. E llacreme da morte so nere. Ma no pecch so brutte. So nere. So nere e basta.
A vita no. A vita tene lacrime bianche. Ma no pecch so belle. So bianche. So bianche e basta.
Bianche comme a luna... Comme o llatte da matina...
Comme o cammese de nfermere dinte spitale. Comme a carta de giurnale. Bianche. Bianche, comme a pelle de muorte. Comme e pagine e nu libbro ca nun s scritto ancora. Bianche comme songo bianche e llacreme da vita. Comme songo e scelle e nangiulillo. Bianche e basta.
E bianche pure comme
PIETRO - Comme... Come quelle cose che tiene lui...
MANUELE - (dopo un tempo) S
PIETRO - Dietro le spalle...
MANUELE - S
PIETRO - Lui tiene...
MANUELE - Le ali...
PIETRO - Le ali...
MANUELE - Piccole piccole piccole...
PIETRO - Le ali piccole piccole. (Unauto passa a grande velocit. Pietro corre ma non fa a tempo ad inveire che lautomobile si gi allontanata. Manuele si bendato gli occhi) Manuele?! Ma tu hai visto a Mammina, prima? (Ride) Ha girato il bambino e Padre nostro che sei nei cieli.
MANUELE - La Regina bionda del mare si tolta il mantello.
PIETRO - Ah... E pure i soldati pellecchie non mi piacciono pi tanto a me. Non mi piacciono pi
MANUELE Tu sarai il mio Re... Tu sei il mio Re.... (Continua).
PIETRO - Per... Per sta attento, Manue: il libro ci sta... Ci sta veramente il libro... (Canticchia) Partiamo per la guerra, la guerra, la guerra... Ch il Re deve morir. (Pausa) No Non deve morire il re. Io sono il principe azzurro! (Pensa) Manuele...? Ma questa regina bionda... non la tiene una sorella?
MANUELE - (sempre rivolto al neonato) Nun chiagnere mai. Nun chiagnere mai cchi. Manco pammore. Manco pammore ja chiagnere.
PIETRO - Hai visto...? (Manuele annuisce) Tiene le ali.
MANUELE - Piume! Piume bianche sulle spalle!
PIETRO - Lui ... ...
MANUELE - Il figlio di un angelo...
Di nuovo quella maledetta auto viene a disturbare i due. Pietro si avvicina lentamente ai fari e sciorina il suo gramelot in latino maccheronico.
PIETRO - Quosque unquam laudandibus su ora. Malisque ab (Continua fino a quando lauto non si allontana) Sta scritto pure sopra al libro: qua! Qua deve nascere il fratellino. Qua! Il (Realizza che, forse, la nascita tanto attesa non riguardava Mammina bens Manuele) Il fratellino e non non la sorellina (Improvvisamente impaurito) Per la bomba ci sta!!
MANUELE - La mamma sua stava scappando Boh? Non ci voleva stare pi sulla terra Voleva tornare a casa sua Forse lha perso... Forse lha lasciato qua apposta... Boh? Per necessit Per distrazione... Per me! L ha lasciato qua apposta per me!
PIETRO - (dopo un attimo di sbigottimento) S... Per te! Per te lha lasciato, Manue! Per te...
(Come invasato, si aggira per lambiente raccattando oggetti di varia natura. Pone tutto ai piedi del giovane in modo da formare un piccolo altare capace di valorizzare le figure di Manuele e del bambino nella loro impossibile quanto magica maternit) Soldati! Siete liberi! Rompete le righe e tornatevene a casa! Il principe azzurro non la vuole pi la regina verza. Non la vuole p. Che si scannassero di mazzate lei e quellaltra, la bottiglia rotta. Il principe Il principe Il principe se ne fotte! (A se stesso) No... Non si dicono le male parole... E io non le dico pi... (Con rinnovata foga) Soldati, andate dove volete voi! Il principe vuole la sorella della regina bionda! La regina dei fiori che ballano! Eh, ballano, s, perch? Non possono ballare i fiori?! (Basta uno sguardo alla baracca di Mammina per fargli cambiare tono) Per... Per, Manue..., la luna non bella... Questo no... E pure se mi sono fatto male i conti, domani tocca a me Tocca a me con i bacetti, la notte... E per... Per non me le sento le scariche, no... Per pure io..., pure io voglio entrare dentro allacqua... Allacqua bianca che squaglia i panni Sta scritto... Sta scritto sopra al libro... E se non ci sta scritto, lo scriviamo! (Ha terminato la sua operazione e si inginocchia a lato di Manuele. Dopo un lungo silenzio e con grande imbarazzo) Pure tu... Pure tu le tieni.
MANUELE - (volge il capo bendato verso Pietro) Che cosa?
PIETRO - (gli bacia freneticamente il volto e le mani. Poi si calma) Pure tu tieni le ali... (Manuele si sfila lentamente la benda dagli occhi) S... Le tieni... (Stacca delle piccole piume dalla schiena di Manuele e le mostra al giovane) Guarda... Lo vedi? Lo vedi? (Gioca con le piume) Pure tu Pure tu sei un ang ...
MANUELE - Shh ... Non si dice!
PIETRO - Non si dice, non si dice... (Pausa) Ma io... Io posso fare lo zio? Zio Pietro? (Manuele annuisce e gli porge il bambino. Pietro lo culla commosso) Bello Bello di zio Pietro tuo... Mi somiglia pure un poco, eh?
Il bimbo piange di nuovo; sembra che solo tra le braccia di Manuele trovi pace. Pietro tenta inutilmente di calmarlo. Lo restituisce a Manuele.
MANUELE - (cercando unaltra scusa al comportamento del neonato) ancora piccolino... Ma gi ti vuole bene, lui...
PIETRO - (dopo una pausa, con il pianto che a poco a poco gli strozza la gola) Manuele... Manue, io non strillo pi, e non le dico pi le cattive parole, e non la voglio la regina verza, e non vero che la sorellina pi bella, e non mi pigliano le scariche, no, non mhanno mai pigliato, e io..., io non ti picchio pi, Manue, e non li voglio, non li voglio pi i bacetti, e non vero che io so leggere e tu no, ma perch...? Perch a te s e a me no? A me no?! (Manuele non capisce) A me no? (Si libera degli indumenti e mostra la schiena nuda allaltro) A me no?
Il giovane si toglie la benda, guarda, poi abbassa gli occhi mesto.
PIETRO - A me no? E perch? A me no? (Si precipita a frugare tra limmondizia) A me no? A me no? (Raccatta la propria camicia e fa per aggredire il giovane. In altro tono) A me no?
MANUELE - Sento freddo...
PIETRO - (interdetto, gli porge il proprio indumento) Tie... Mettiti questa.
MANUELE - Grazie...
PIETRO - (cammina agitato) Un angioletto... Un angioletto con noi... E noi dobbiamo crescerlo bene... Niente! Niente gli deve mancare... Cos..., quando diventa grande..., ci prende a tutti e due e ci porta lontano... Lontano! Sopra alle nuvole! Nessuno! Nessuno deve sapere che sta qua!
MAMMINA - (spalanca improvvisamente la porta della baracca. vestita a festa) E invece lo devono sapere tutti! (Si solleva a fatica dalla sedia a rotelle. I due la guardano sorpresi mentre la donna sorride loro) Manuele...?! Manue, bello di mamma tua, vieni qua vicino a me... E pure tu! (I due le si approssimano e siedono ai suoi piedi) Dobbiamo parlare un poco noi tre. Anzi..., noi quattro. (Si accarezza il vistoso stomaco) Cinque, con la sorellina. Questo bambino una grazia. Un miracolo sceso dal cielo. Quante volte abbiamo sentito dire: Uh... Quant bellino Pare proprio un angioletto.... Solo che... il nostro, non un angioletto..., un angelo! Un angelo vero! Ora: un angelo vero, abituato alle distese infinite del Paradiso, abituato ad incontrare tutti i giorni gente perbene, importante, ...buona!, abituato a vestirsi di pulito tutte le mattine allo schiarar del sole, come potr trovarsi bene qui da noi? Come potr abituarsi, lui, abituato a ben altro, alla chiavica fetida a cui noi siamo gi abituati? Siamo poveri. Pi poveri di noi ci sta soltanto linferno. E volete mai che un angelo, un angelo vero, trascorre la sua esistenza tra i fuochi eterni dellabisso? (Fa cenno di no con il capo).
PIETRO - (la imita) No... (Manuele sta tentando di capire dove il discorso della donna voglia andare a parare).
MAMMINA - No! Qualcuno da lass ci ha scelti per allevare questanima di Dio. Ha scelto proprio noi tre..., quattro con la sorellina. Il perch ci sfugge. Ed giusto cos. Ora: pi di tanto non gli possiamo offrire, e, quindi, abbiamo bisogno di chiedere aiuto, per farlo crescere come la sua razza abituata a fare. Un aiuto esterno... (A Pietro, perentoria) Va a pigliare quel cestino! (Pietro esegue. A Manuele) Ma per avere un tale aiuto c bisogno che la gente sa chi ci teniamo in casa. giusto a mamm? Dico bene? (Manuele non risponde).
PIETRO - (ritorna con un cestino che ha laspetto di una mangiatoia) Grazie...
MAMMINA - (gentilissima) Prego... Mettilo qua!
(Pietro pone loggetto ai piedi della donna. Manuele, come a rispondere a un ordine muto di Mammina, adagia il piccolo nella mangiatoia. Mammina sorride soddisfatta) Domani mattina, tu, Pietro, andrai per le strade a dare la lieta novella, spiegando a tutti quello che successo, e dicendo: Cos, cos, cos, cos.... Manuele si mette sotto larco della porta e aspetta. Tutto vestito di azzurro e di oro; una corona di fiori in testa, un bel paio di ali finte... (Pietro trattiene a stento una risata) Che tieni da ridere, scemo?
PIETRO - Niente. Grazie.
MAMMINA - Io star dentro assieme al bambino. Con la porta chiusa. logico che vorranno vederlo tutti. Manuele li far passare, e io spiegher loro: Cos, cos, cos, cos셔. Unofferta non la potranno rifiutare... Ai Santi non si rifiuta mai unofferta... E noi lo siamo... Santi poveri! Pi poveri di noi ci sta soltanto linferno! E chi, vedendo un bambino con le ali, desidera che la sua vita trascorre tra i fuochi eterni dellabisso? Nessuno! Poi, dopo qualche giorno, verr Padre Gerardo. Padre Gerardo chiamer il Parroco, il Parroco avviser il Vescovo, il Vescovo, lArcivescovo o chi per lui..., e un bel giorno, qua fuori, ci vediamo appresentare il Papa. A lui lo facciamo entrare gratis. E poi i giornali... La televisione... Non frequente vedere un angelo sceso in terra... Un angelo vero! A tutti una buona parola... Un sorriso sincero... e una mano aperta! (Il neonato scoppia in lacrime).
MANUELE - (sembra uscito da uno stato ipnotico. Si riprende il bambino) No... No! (Esce dalla baracca).
MAMMINA - per il suo bene...
MANUELE - (inorridito) No! mio!
MAMMINA - (che sembra avere previsto quella reazione) Pietro, piglia il bambino! (Luomo resta immobile) Ohh...?! Ma sei sordo? Vatti a prendere il bambino!
MANUELE - No. Pensa a me. Pensa a me, Pietro... Non si dice..., ma pure io le tengo...
MAMMINA - Va, muoviti!
MANUELE - Ricordati di me!
MAMMINA - Pietro!
MANUELE - Non ci stanno le scariche, Pie E non ci stanno libri La luna una mamma bella
MAMMINA - Pietro! Ti ho detto di pigliarti il bambino!
MANUELE - Ci sto io, Pietro Stiamo tutti e tre Ce ne andiamo (La luce del lampione, o quella della luna?, si fatta pi intensa) Pietro...? Pietro, guarda... La luce... La luce...
MAMMINA - Oh?! Ma che state facendo?
MANUELE - La mamma La mamma sua lo sta cercando
PIETRO - Che vuoi fare?
MANUELE - M ci sto io, Pie Pure io le tengo
PIETRO - (si precipita da Manuele) No, Manue, no!
MANUELE - (pone il fagotto sotto la luce) Tie! Tie, mamma bella, tie!
PIETRO - (in un urlo) No!
Luomo fa per afferrare il bambino ma il lenzuolo bianco si dipana: il piccolo scomparso.
MANUELE E meglio cos Meglio cos, Pietro
PIETRO - Disgraziato... Disgraziato... (Piange).
MANUELE - (lo abbraccia) Linferno, Pie... Sarebbe stato linferno!
MAMMINA - Che stato?
PIETRO - (si accascia al suolo) Perch...? Perch...?
MAMMINA - Che stato? Oohh?! Che state facendo? Pietro?! Manuele?! Dove sta il bambino?
Pietro, nelludire quella voce, si libera della stretta di Manuele e va dalla donna. La costringe a sedere e spinge la sedia a rotelle fuori dalla baracca ponendo, cos, Mammina sotto i raggi della luna . La donna urla. Pietro le getta sul viso il lenzuolino bianco in cui era avvolto il bambino ed entra in casa. La donna si libera del lenzuolo e fa per rientrare quando Pietro appare sulla soglia con un coltello dalla lunga lama. Colpisce la donna al ventre. Copiosi rivoli di segatura corrono lungo le gambe della donna. Luomo ritorna da Manuele.
MAMMINA - No... La sorellina, no... La schiuma bianca, no... Unaltra volta, no...
Toglie la bambola dalla propria gonna. La segatura le inonda il petto, le mani, il viso... Pietro siede affianco a Manuele e si benda gli occhi. Il giovane, anche egli bendato, gli prende una mano. I due si pongono in tranquilla attesa.
MAMMINA - (li chiama piangendo) Pietro...?! Manuele...?! La sorellina... Pietro, li vuoi i bacetti? Eh, Pietro...? I bacetti...
PIETRO - (al colmo dellira) Basta!! (Con calma) Statti zitta.
Mammina, sbigottita, zittisce.
I soliti fari della solita auto invadono la scena. Pietro sta per scattare in piedi ma la stretta di Manuele lo ferma. Luomo scosta leggermente la benda dagli occhi e mormora allindirizzo dei giovani che lo stanno prendendo in giro
PIETRO - Fetenti... (Calca la benda sugli occhi e sorride a Manuele).
Il buio li avvolge lento mentre, sulla solita ninna nanna disperata di Mammina, la citt, con uguale lentezza, si sveglia. Luce piena


