Stampa questo copione

ANGOSCIA

“Gasslight”

Traduzione e adattamento della commedia “Delitto a Torthon Square” di E. Hamilton di

Cecilia Calvi e Ciro Scalera

Personaggi

Elisabeth Burton, trent’anni

Gregory Burton, suo marito, quarant’anni

Roger Turner, ispettore, quarantanni

James - anziano maggiordomo

Camille - graziosa e giovane cameriera

atto primo

(AL BUIO SI SENTE UNA MUSICA LIRICA, IL VIRTUOSISMO DI UN SOPRANO. ALL'ASSOLO FINALE SI MISCELA UN DISPERATO URLO D'ANGOSCIA. UNA LUCE DEBOLE ILLUMINA:

UN SALOTTO DI UNA VECCHIA CASA INGLESE. ANNO 1880. UNA FINESTRA SUL FONDO CHE DA' SULLA STRADA DA CUI SI INTRAVEDE, QUANDO LE TENDE SONO APERTE, UN LAMPIONE. UNA SCALA A SINISTRA CHE PORTA ALLA SOFFITTA, UNA PORTA AVANTI A DESTRA, CHE DA' SU UNA CAMERA DA LETTO ED UNA'ALTRA PORTA, IN FONDO A DESTRA SOTTO LE SCALE CHE DA' NEL GUARDAROBA. SULLA DESTRA UN CAMINO, SOPRA IL CAMINO IL QUADRO RAFFIGURANTE UNA DONNA INTERA IN ABITO DI SCENA. VARI MOBILI COPERTI DA LENZUOLI POLVEROSI. IN FONDO, SULLA PARETE DI DESTRA, SI APRE OBLIQUA, LA PORTA DELLA COMUNE CHE DA' FUORI SCENA SUL VESTIBOLO DA CUI ENTRA LA LUCE DEL GIORNO.

IN MEZZO ALLA SCENA UNA GIOVANE DONNA El IN PREDA AD UNA CRISI DI PANICO. IL MARITO CERCA DI CALMARLA)

ELISABETH

            Non ce la faccio, Greg, non ce la faccio! Non ce la faccio!!!

GREG

(AVVICINANDOSI A LEI, CON MOLTA DOLCEZZA)

            Elisabeth ...

ELISABETH

(ALLONTANANDOSI ·E AGITANDOSI SCOMPOSTAMENTE, ANDANDO AD APPOGGIARSI A QUALSIASI COSA LE CAPITI SOTTOMANO, MOBILI, PARETI) Non posso restare, non posso! Andiamo via, ti prego, portami via!

GREG

            Calmati, Elisabeth ... ma cosa c'è? (LE TENDE LA MANO, MA LEI FUGGE ANCORA)

ELISABETH

            Aiutami Gregory, aiutami, portami via!!!

GREGORY

            Andiamo via subito, calmati ...

ELISABETH

            Non posso restare, non posso restare! Oh, Dio mio!

            Aiutami!! Aiutami!!

GREGORY

            Partiremo subito, Elisabeth, andremo il più lontano possibile ...

ELISABETH

            Sì, fuori, lontano. Portami via! Portami via!

GREGORY

            (FINALMENTE LA RAGGIUNGE E RIESCE AD ABBRACCIARLA)

            Elisabeth, ti prego ... !

ELISABETH

            Tu non capisci, non puoi capire! È terribile!

GREGORY

            Lo so, amore, lo so ... ma adesso calmati, ci sono qua io.Non devi più avere paura Elisabeth

ELISABETH

È stato terribile, terribile!!! (LEI AFFONDA LA FACCIA SULLA SPALLA DEL MARITO E SI SFOGA IN UN PIANTO. LUI LE ACCAREZZA DOLCEMENTE LA TESTA E PIAN PIANO LEI SI CALMA)

GREGORY

            Va meglio, ora? (LE DA' UN FAZZOLETTO) Tieni ..

ELISABETH

            Sì, grazie. Scusami tanto, amore.

GREGORY

            Vado a chiamare una carrozza ..

ELISABETH

No, aspetta, non te ne andare! Non mi lasciare sola, aspetta. (FA UN PROFONDO RESPIRO) Adesso va meglio ... molto meglio ... apri le tende, per favore.

GREGORY

            Elisabeth, andiamocene ...

ELISABETH

            Ti prego, fai un po' di luce.

(GREGORY APRE LA PESANTE TENDA DELLA FINESTRA DI FONDO E LA LUCE DEL GIORNO ILLUMINA TUTTA LA SCENA. LEI SI GUARDA INTORNO DESOLATA)

            Che tristezza, con tutta questa polvere ..

GREGORY

            Elisabeth, perché non vendiamo questa casa e andiamo a vivere in Italia, a Roma, o a       Firenze ...

ELISABETH

            No. Questa è la mia casa, Gregory, e voglio viverci, con te. Vedrai che con il tuo aiuto         riuscirò a dimenticare tutto •

GREGORY

            Sì, ma ...

ELISABETH

            Vivremo qui, a Londra, come hai sempre desiderato.

GREGORY

            Ma a Londra ci sono stato una volta sola, e ..

ELISABETH

            Vieni, ti faccio vedere il suo ritratto. Mi dispiace che tu non l'abbia conosciuta. Sono sicura     che le saresti piaciuto molto.

            (SI AVVICINA AD UN ENORME QUADRO) ... Eccola qui, nella "Traviata". Quando la             cantava, a Pietroburgo, lo Zar andava a sentir1a tutte le sere.

GREGORY

            Le somigli molto, lo sai?..

            (LA GIRA VERSO DI SEI E L'ABBRACCIA) Vedrai, Elisabeth, tornerà tutto normale.             Finché staremo insieme non potrà succederti niente ...

ELISABETH

            ... Forse, se mi aiuterai, mi rimetterò a studiare.

            (SI AVVICINA AL PIANOFORTE COPERTO DA UN LENZUOLO)

            Qui c'è il suo   pianoforte ...

            (LO SCOPRE CON UN AMPIO GESTO, MA TUTTA LA POLVERE CHE SI ERA           RACCOLTA, CON UN GRANDE SBUFFO, INVESTE GREGORY E IMBIANCA           L'ABITO SCURO DI GREGORY)

            Oh, Greg, scusami tanto, amore! Sono proprio desolata ... (GREGORY TENTA DI     SPAZZOLARSI CON LA MANO)

            No, fermo ..

(SI AVVICINA AD UNA VETRINETTA COPERTA DA UN LENZUOLO E LA SCOPRE. INFILA UNA MANO IN UN BUCO NEL VETRO)

GREGORY

            Attenta, ti fai male!

ELISABETH

            (TIRANDO FUORI UNA SPAZZOLA DECORATA) Questa è la vetrina dei ricordi. Ci       sono tutti i suoi gioielli di scena. Questa è la spazzola di Giulietta ...

GREGORY

            Come mai il vetro è rotto.. ?

ELISABETH

            Si è rotto quella notte. Tutte le cose erano spostate, ma non mancava niente.             (SPAZZOLANDOLO) Fermo, non ti muovere ...

GREG

            È pieno di pietre preziose (INFILA LA MANO E NE ESAMINA QUALCUNO            CONTROLUCE)

ELISABETH

            Non le trovi bellissime?

GREGORY

            (INCANTATO) I gioielli hanno un loro fascino particolare. Come una vita propria ... E non          muoiono mai. Sono immortali. Più dell'anima ... anche quando sono falsi, come questi ..

ELISABETH

            Forse, se l'avessero saputo, non sarebbero mai entrati e forse la zia ..

GREGORY

            (PER DISTRARLA PRENDE UN GUANTO DALLA VETRINA) E questo?

ELISABETH

            Questo è il guanto del mistero. Lo portava nella Traviata. Ce n'è uno solo. L'altro l'aveva             regalato a qualcuno, ma non mi ha mai voluto dire chi.

GREGORY

            Forse non poteva dirlo ...

ELISABETH

            Comunque doveva amarlo molto, da come ne parlava ... (IL GUANTO LE CADE IN       TERRA) Oh!! (SI CHINA A RACCOGLIERLO. SI FERMA A FISSARE IL TAPPETO E    AD ACCAREZZARLO) C'è ancora una macchia. Non sono riusciti a mandarla via ... È qui che l'ho trovata, Greg ..

GREGORY

            Elisabeth ..

ELISABETH

            Lei .. Si trascinava sul tappeto con la gola squarciata, con il sangue che le usciva ...

GREGORY

            Ti prego, smettila.

ELISABETH

            Mi veniva incontro, Greg, con la bocca spalancata, cercando di respirare o di dirmi qualcosa,           e non le usci va che un rantolo schifoso, un rumore terrificante che non avevo mai sentito,     che esce soltanto al momento della morte.

GREGORY

            (QUASI PIANGENDO) Elisabeth ...

ELISABETH

            Emetteva quel suono terribile e mi tendeva la mano, mi chiedeva aiuto, e io non sapevo cosa     fare, non potevo fare niente, capisci? Potevo solo veder la morire, lentamente,     disperatamente. Potevo ... potevo solo guardare la sua agonia e imparare come si muore ...

GREGORY

            Elisabeth, è finita! È passato un anno! Non tormentarti così. Devi dimenticarla.

ELISABETH

            Non lei. Solo quello che le è successo. (CERCA DI CAMBIARE DISCORSO E SI     AVVICINA AL PIANO E LO APRE) Pensi che bisognerà farlo accordare?

GREGORY

            (PROVA IL PIANOFORTE) Forse no. Non troppo. (SI METTE A SUONARE )

ELISABETH

(TROVANDO UN LIBRETTO SUL PIANO) Guarda .. C'è ancora la sua musica. Lo spartito della Traviata .. (ASCOLTANDO QUELLO CHE SUONA IL MARITO) Come mai suoni questa?

GREGORY

            Non ti piace?

ELISABETH

            La cantava sempre nell'ultimo bis ... (TROVANDO UN FOGLIO NELLO SPARTITO) C'è         anche una lettera. Dev’essere di uno dei suoi ammiratori ... "Cara signorina, la prego di permettermi ...

GREGORY

            Fammi vedere ...

ELISABETH

            Aspetta! .. "La prego di permettermi di veder1a un'ultima volta. L'ho seguita a Londra ... "     Strano ...

GREGORY

            Cosa?

ELISABETH

            È stata scritta solo due giorni prima che venisse uccisa ... da un certo ... Sergius Bower ...

GREGORY

            (SMETTE DI SUONARE) Dammi quella lettera, amore.

            Vieni qui.

ELISABETH

            Sergius Bower ... Sergius Bower ...

GREGORY

            Elisabeth ... Tutto quello che tocchi qui, ti riporta indietro ... Perché non ci sbarazziamo, di           tutte queste cose? Le vendiamo .. o le mettiamo da qualche parte ..

ELISABETH

            Hai ragione, amore. Forse sarebbe meglio .. GREGORY

            Allora dove?

ELISABETH

            Potremmo mettere tutto lassù, nella soffitta. Ci sono già i suoi bauli, i suoi costumi ...

GREGORY

            Bene. Metteremo tutto lì e poi butteremo la chiave, così non potrai vedere più niente. E        

            finalmente non ci penserai più.

ELISABETH

            Sì, non ci penserò più, mai più ...

(LO ABBRACCIA E LO BACIA. POI, IMPROVVISAMENTE SI VOLTA VERSO IL PUBBLICO COME SE SI SENTISSE OSSERVATA. SI STACCA DAL MARITO E CHIUDE UNA TENDA DI PIZZO, SEPARANDOLA DALLA PLATEA. POI TORNA DAL MARITO, SEMBRA CHE LO ABBRACCI, INVECE COMINCIA CON LUI UN GIRO DI VALZER SU UNA MUSICA CRESCENTE)

(LE LUCI, CHE AVEVANO COMINCIATO AD ABBASSARSI, SI SPENGONO DEL TUTTO. AL BUIO UNA TENDA DI PIZZO CHIUDE LA SCENA. SI SENTE LA MUSICA DI UN PIANOFORTE, NON PERFETTA. COME DI QUALCUNO CHE STA STUDIANDO E A VOLTE RIPETE DELLE BATTUTE. JAMES, IL MAGGIORDOMO, CON UNA CANDELA IN MANO, ARRIVA IN PROSCENIO E ACCENDE I LUMI A GAS. APPENA TERMINATA L'OPERAZIONE VA VIA. IL PIANO CONTINUA ANCORA PER UN PO’ QUANDO SI INTERROMPE BRUSCAMENTE. PIAN PIANO LA LUCE DEI LUMI SI ABBASSA E SI COMINCIANO A SENTIRE DEGLI SCRICCHIOLII, UN RUMORE DI PASSI E DI MOBILI CHE VIENE DALLA SOFFITTA.)

(UNA DEBOLE LUCE ILLUMINA LA SCENA COMPLETAMENTE CAMBIATA. I TELI SUI MOBILI NON CI SONO PIÙ E TUTTO È NUOVO. IN TRASPARENZA SI VEDE ELISABETH SULLO SGABELLO DEL PIANOFORTE, DI FRONTE AL PUBBLICO, TERRORIZZATA, CHE GUARDA VERSO LA SOFFITTA. SI ALZA, PASSANDOSI LA MANO SULLA FRONTE E TREMANDO DI PAURA. SI AVVICINA AD UN MOBILE, TIRA FUORI UNA BOTTIGLIA E UNA TAZZA CON UN PIATTINO. VERSA IL LIQUIDO DELLA BOCCETTA (UNA MEDICINA) NELLA TAZZINA E RIMANE ANCORA IMMOBILE CON GLI OCCHI VERSO LA SOFFITTA. IL TREMOLIO DELLE MANI FA VIBRARE LA TAZZINA SUL PIATTO. POI PIAN PIANO I RUMORI SCOMPAIONO, LA LICE AUMENTA MENTRE ALLE SPALLE DELLA SIGNORA SI AVVICINA SILENZIOSAMENTE IL MAGGIORDOMO.)

JAMES

            Signora?!

ELISABETH

            (SOBBALZA DI PAURA) Ah! (LA TAZZINA LE CASCA PER TERRA. )

JAMES

            Oh, mi scusi, signora ...

ELISABETH

            (FA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO) Ah, James, è lei .. mi è cascata ... la ... (SI CHINA PER RACCOGLIERE LA TAZZINA)

JAMES

            (PRECEDENDOLA) Lasci, faccio io ...

ELISABET

            (ANCORA AGITATA, FARFUGLIA) Ah, sì, grazie, mi scusi ... io ero ... ero ..

JAMES

            La signora non si sente bene?

ELISABETH

            No, sto bene. Sto bene, grazie. (SI SIEDE)

JAMES

            Posso permettermi di far passare un po' d'aria, signora?

ELISABETH

            Ah, sì, certo, James ..

JAMES

            (VA AD APRIRE LA TENDA DI PIZZO) Va meglio, adesso?

ELISABETH

            Sì, molto meglio. Avrei dovuto pensarci io.

JAMES

            Le posso servire il té, signora?

ELISABETH

            Grazie, me ne ero dimenticata ...

(JAMES SI ALLONTANA VERSO IL TAVOLINO DI FONDO DOVE El POGGIATO UN SERIVIZIO DA TE)

ELISABETH

            James?

JAMES

            Sì, signora?.

ELISABETH

            James ... a lei .. non le è sembrato di sentire dei ... dei rumori?

JAMES

            Che genere di rumori?

ELISABETH

            Come ... come dei passi ... dalla soffitta.

JAMES

            Impossibile, signora. La soffitta è chiusa da quando lei è tornata in questa casa e il signore      mi ha fatto buttare la chiave ...

ELISABETH

            Sì, questo lo so, ma .. ho sentito ... ho sentito camminare qualcuno, lassù.

JAMES

            Le assicuro, non c'è anima viva, al piano di sopra.

            A meno che ...

ELISABETH

            A meno che .. ?

JAMES

            Non ci sia qualche anima non-viva. Ma questo non lo ritengo possibile.

ELISABETH

            Che vuole dire?

JAMES

            Io non credo ai fantasmi. Tantomeno a quelli con le scarpe. (TRA SÈ) Non saprebbero dove         infilarsele.

ELISABETH

            Chissà, devo aver sognato ad occhi aperti ...

JAMES

            Probabilmente. Anche se la signora dovrebbe fare dei sogni un po’ più allegri, approfittando del fatto che è sveglia. Il tè è servito.

ELISABETH

            E le luci? Non si è accorto che si sono abbassate le luci?

JAMES

            Forse Camille avrà acceso in cucina.

ELISABETH

            No! Succede anche quando non c’è nessun altro, in casa!

JAMES

            La pressione del gas, nei tubi, non è sempre costante. Può capitare che la luce si abbassi ...        La signora non viene a prendere il té?

ELISABETH

            Grazie, James, lasci pure. Aspetterò che torni mio marito. Dovrebbe essere qui a momenti.

JAMES

            Come vuole. Ma si raffredderà.

ELISABETH

            Non fa niente vada pure, James ... (IL MAGGIORDOMO CON UN INCHINO FA PER   ANDARSENE QUANDO LA SIGNORA LO FERMA) Ah, James ...

JAMES

            Sì, signora?

ELISABETH

            Per favore, non dica niente a mio marito.

JAMES

            Di cosa?

ELISABETH

            Di quello che le ho raccontato. Non voglio che si preoccupi. È così apprensivo.

JAMES

            Può contare sulla mia discrezione, signora.

(JAMES ESCE. ELISABETH RESTA QUALCHE ISTANTE PENSOSA A GUARDARE IL SOFFITTO. POI SI AVVICINA ALLE SCALE, SALE UN GRADINO E TENDE L'ORECCHIO. IN QUEL MOMENTO ENTRA IL MARITO)

GREGORY

            Dove stai andando, amore?

ELISABETH

            Gregory, finalmente sei tornato! (GLI CORRE INCONTRO)

GREGORY

            Ma cosa facevi su quella scala?

ELISABETH

            Oh, niente ... Ho perso un bottone e lo stavo cercando

            (GLI SI AVVICINA)

GREGORY

            (CERCANDO NELLE TASCHE) Aspetta .. aspetta .. ti ho portato l'anello di fidanzamento.

ELISABETH

            Dopo quasi un anno di matrimonio?

GREGORY

            Ci siamo sposati così in fretta che non abbiamo avuto il tempo di fidanzarci. Provalo. (LE   INFILA UN ANELLO)

ELISABETH

            Ma è bellissimo! Dove hai preso una pietra così bella?

GREGORY

Era di mia madre. Non vale molto, ma per me sì.

ELISABETH

            Oh, Greg, è meraviglioso! El un regalo stupendo!

            Sono così felice, amore ... (LO ABBRACCIA) Ma .. ma sei gelato! Questo nuovo studio   dev’essere un ghiacciaio! Perché non mi permetti di venirti ad accendere il fuoco, visto che       tu non ci pensi.

GREGORY

            Non te lo permetto perché non ci pensi neanche tu, amore. Il camino è spento, te ne sei           accorta? Perché non hai chiamato Camille?

ELISABETH

            Mi è passato di mente. Sai, prima ho suonato il piano e .. lo accendo subito.

GREGORY

            Elisabeth!

ELISABETH

            Cosa c'è, amore?

GREGORY

            Tu non ti devi affaticare, non stai bene. Faccio io. (VA AD ARMEGGIARE DAVANTI AL          CAMINO)

ELISABETH

            Ma no, sto benissimo. Almeno lascia che ti aiuti .. (SI ACCUCCIA VICINO AL MARITO)

            (SI SENTE BUSSARE ALLA PORTA E SUBITO ENTRA CAMILLE)

CAMILLE

            I signori mi perdonino, ma .. (RESTA UN ATTIMO IMBARAZZATA NEL TROVARE I PADRONI IN QUELLA POSIZIONE)

GREGORY

            (IMBARAZZATO QUANTO LEI) Cosa c'è, Camille?!

CAMILLE

            (SENTENDOSI IN COLPA) Oh, mi dispiace, signore ... forse il signore desidera che mi           occupi del camino ...

GREGORY

            Ho già provveduto io, Camille.

CAMILLE

Veramente .. il signore non deve pensare che io non sia abbastanza attenta all’andamento della casa... so che dovrebbe venirmi spontaneo provvedere di mantenere il fuoco senza che nessuno me lo debba ricordare, ma ..

GREGORY

            Lo sa che la signora non deve prendere freddo, Camille ..

CAMILLE

            (INSISTENDO) Sì, lo so, ma ... Io non ho osato farlo perché mi era stato ordinato di non           disturbare la signora quando non si sentiva bene, e prima ..

GREGORY

            (ALLA MOGLIE) Elisabeth, sei stata male? Perché non mi hai detto niente?

ELISABETH

            Perché non era niente di importante. È stato solo un momento

CAMILLE

            Allora cosa devo dire alla signora Stone?

ELISABETH

            La signora Stone?

CAMILLE

            Ah, sì. Mi scusi, signore .. Ero venuta appunto per dire che c'è di là la signora Stone che        domanda di essere ricevuta.

GREGORY

            Chi è, quella pettegola che sta sempre affacciata alla finestra?

CAMILLE

            Proprio lei, signore ..

GREGORY

            Bé, le dica che la signora non sta bene e che non può ricevere nessuno.

CAMILLE

            (GUARDANDO CON SFRONTATEZZA LA SIGNORA)

            Allora avevo ragione, prima, a dire che stava male ..

GREGORY

            Vada a comunicare alla signora Stone quello che le ho detto ,

CAMILLE

            Subito, signore. (ESCE)

ELISABETH

            Greg, ma perché non l'hai fatta entrare? È venuta tante volte e noi non l'abbiamo mai ricevuta ... mi avrebbe fatto piacere vederla.

GREGORY

            Oh, scusa, amore, non avevo capito, Mi sono preoccupato solo di evitarti una seccatura.        Perché non mi hai detto che lo desideravi?

ELISABETH

            Non lo so. Non lo so, Greg. Non mi è venuto di dirlo ...

GREGORY

            Ma dovevi! Devi imparare a esprimere i tuoi desideri. Io non sono sempre in grado di          intuirli.

ELISABETH

Hai ragione, Gregory, ma .. non volevo contraddirti, sembrare ridicola ... poi davanti a quella Camille ...

GREGORY

            A Camille?

ELISABETH

            Sì, Greg, quella ragazza non mi piace, mi mette a disagio. Non fa altro che spiarmi,           sorvegliare ogni mio gesto e ...

GREGORY

            Spiarti?

ELISABETH

            Sì, dovessi vedere il modo in cui mi parla, in cui mi guarda ... come se volesse sempre            mettere in evidenza i miei difetti. Come se volesse sbattermi in faccia la sua salute e la sua       sicurezza ...

GREGORY

            Ma non dire assurdità, amore. Tu vedi il male dove non c'è. Adesso non puoi sentirti             perseguitata anche da una semplice cameriera.

ELISABETH

            (AGITATA) Ma è lei che mi perseguita!

GREGORY

            (DOPO UNA PAUSA) Vuoi che la licenzio, tesoro?

ELISABETH

Oh, no, scusami Greg, non volevo dir questo! Sono davvero diventata insopportabile! A forza di stare dentro casa, di non parlare mai con nessuno, dò importanza a tante piccole cose, a delle stupidaggini ... per questo pensavo che ricevere la signora Stone, forse mi avrebbe distratto un po’.

GREGORY

            Vuol dire che la prossima volta lo farai. Oggi non avresti potuto perché ... altrimenti non             avresti fatto in tempo.

ELISABETH

            In tempo a fare che?

GREGORY

            A vestirti. Non vorrai mica andare a teatro così? ..

ELISABETH

            Dove andiamo, Greg?

GREGORY

            A teatro. Ho due biglietti per l'opera.

ELISABETH

            (ABBRACCIANDOLO) Oh, no! ma è meraviglioso!

GREGORY

            Se poi preferisci vedere la signora Stone ... ELISABETH

            Oh, amore! Sei l'uomo più caro del mondo. Sono così felice!! (COMINCIA A BACIARLO DA PER TUTTO)

GREGORY

Ti amo, Elisabeth! Non sai quanto ti amo! (RISPONDE ALL’ABBRACCIO CON PASSIONE. LE SLACCIA UN PO’ IL VESTITO E LE SCOPRE LE SPALLE, E COMINCIA A BACIARLA CON DESIDERIO. AD UN TRATTO, IMPROVVISAMENTE SI BLOCCA E SI IRRIGIDISCE. LEI CONTINUA UN PO’ NELLE SUE EFFUSIONE FINCHÉ SI ACCORGE CHE IL MARITO È IMMOBILE A FISSARE UN PUNTO DELLA PARETE)

ELISABETH

            Gregory, che cosa c'è?

GREGORY

            (SERIO E GRAVE) Niente, amore, niente ...

ELISABETH

            Come niente? Che cosa stai guardando?

GREGORY

            Ho detto niente. Non preoccuparti.

ELISABETH

            (SEMPRE PIUI PREOCCUPATA) Greg, ti prego, che cosa è successo?

GREGORY

            Non agitarti. Stai calma.

ELISABETH

            Ho fatto qualche altra cosa, Greg? Dimmelo!

GREGORY

            Non hai fatto nulla, Elisabeth. Nulla di grave. Non pensarci più.

ELISABETH

            Ma come, non pensarci più ... dimmi cosa ho fatto. Parla! Spiegami!

GREGORY

            Forse non lo avrai neanche fatto tu. ..

ELISABETH

            (ESASPERATA) Cosaa! !! Cosa! l!???

GREGORY (ESISTANTE)

            Il quadro ..

ELISABETH

            Il quadro? Quale quadro? (SI GIRA DI SCATTO E SI ACCORGE DELLO SPAZIO         VUOTO LASCIATO DA UN QUADRO) Non c'è più il quadro! Quel maledetto quadro!!!

GREGORY

            Calmati, Elisabeth, ti prego ..

ELISABETH

            Questa volta non sono stata io, Greg! Te lo giuro!

GREGORY

            Nessuno ha detto che sei stata tu, e se, pure fosse, non è nulla di grave.

ELISABETH

            Non è grave!? Ma se è la terza volta! Tu pensi che sia stata io, vero? Non sono stata io. Non   l’ho nascosto io! Guardami Greg, guardami negli occhi Non sto mentendo. Devi credermi!

GREGORY

            (EVITANDO LO SGUARDO) Ti credo.

ELISABETH

            No, non è vero! Tu non mi credi! Tu pensi che sia stata io, e invece è stato qualcun altro!

GREGORY

            Qualcun altro chi, tesoro?

ELISABETH

            Chiunque, ma non io

GREGORY

            Lasciamo perdere, Elisabeth.

ELISABETH

            No. È stato qualcun altro, sono sicura! Sicura!! (SUONA IL CAMPANELLO)

GREGORY

            Ma cosa stai facendo, Elisabeth?

ELISABETH

            Chiamo James!

GREGORY

            Ti prego, Elisabeth, non fare pazzie! Non chiamare nessuno! Non umiliarti davanti agli altri!

ELISABETH

            Se non sono stata io, saranno stati sicuramente loro. Non ci saranno mica gli spiriti in questa           casa! (INCERTA) Vero?

GREGORY

            Elisabeth ... (BUSSANO) Elisabeth, aspetta ...

ELISABETH

            Avanti!

JAMES

            (ENTRANDO) I signori hanno suonato?

ELISABETH

            Sì, James. Mio mari to vorrebbe domandarle una cosa. Avanti, Greg, chiediglielo.

GREGORY

            Ma tesoro ...

ELISABETH

            Per favore!

JAMES

            È successo qualcosa di grave, signora?

GREGORY

            Mi scusi, James ... Non faccia caso alla domanda ma ... l'ha per caso tolto lei, quel .. quel      quadretto?

JAMES

            (NOTANDO IL SEGNO DEL VUOTO LASCIATO DA UN QUADRO) Di nuovo, signore?

GREGORY

            È stato lei, James?

JAMES

            Assolutamente no, signore. Non amo quel quadro, confesso che me ne sbarazzerei volentieri,             ma se al signore piace ...

GREGORY

            Quindi non se ne è ... sbarazzato ..

JAMES

            Non mi permetterei mai, signore.

GREGORY

            Neanche le ha cambiato posto?

JAMES

            Un posto vale l’altro. Sta male da per tutto, se mi consente.

ELISABETH

            (PRENDENDO UNA BIBBIA E CON VEEMENZA)

            Lo giuri sulla bibbia!

JAMES

            Sulla bibbia, signora?

GREGORY

            Elisabeth, ti scongiuro!

ELISABETH

            Lo giuri!

JAMES

            Non le sembra esagerato per un quadro così brutto?

GREGORY

            (DOPO UN SOSPIRO, PER TAGLIAR CORTO)

            James, per cortesia, faccia quello che le ha chiesto la signora e poi vada.

JAMES

            (CON UNA MANO SULLA BIBBIA)

            Giuro di non aver mai toccato quel quadro ... e anche di non averlo mai spolverato. Posso        andare? (FA PER USCIRE)

ELISABETH

            Mi mandi subito Camille, per favore!

GREGORY

            Elisabeth! ..

ELISABETH

            Vada, James! Vada!!

JAMES

            Come desidera, signora. (ESCE)

GREGORY

            (ESASPERATO) Ma perché! perché vuoi renderti ridicola davanti a tutti! Ti rendi conto di             quello che stai facendo?

ELISABETH

            Io devo sapere!

GREGORY

            Che cosa, devi sapere? Cosa?!!

ELISABETH

            (BUSSANO) Avanti! (ENTRA CAMILLE) Ha fatto presto, Camille .. stava per caso           origliando dietro la porta?

CAMILLE

            (GUARDANDO GREGORY IN CERCA DI AIUTO) Ma signora?!

            Come può pensare che io ... Signore ..

ELISABETH

            Va bene, non importa. È stata lei, Camille, a togliere quel quadro?

CAMILLE

            Quale quadro, signora?

ELISABETH

            Quello che stava lì! Lì!

CAMILLE

            E perché avrei dovuto farlo, signora?

ELISABETH

            L'ha tolto lei, sì o no?!!

CAMILLE

            No. Certo che no!

GREGORY

            Grazie, Camille, può andare.

ELISABETH

            No! Lo giuri qua sopra!

CAMILLE

            E cosa dovrei giurare?

ELISABETH

            Che non l’ha nascosto lei!

CAMILLE

            Giuro di non aver mai toccato quel quadro. Posso andare ora?

GREGORY

            Vada pure.

CAMILLE

            Se fossi stata io, le ..

GREGORY

            Può andare.

CAMILLE

            Sì signore. (ESCE)

ELISABETH

            Mentiva. Stava dicendo una bugia.

GREGORY

            E perché avrebbe dovuto mentire?

ELISABETH

            Per confondermi. Per svalutarmi ai tuoi occhi. Mi vuole fare impazzire! È contro di me! Siete tutti contro di me!!!

GREGORY

            Elisabeth, basta! Calmati! Qui nessuno ti perseguita.

ELISABETH

            E allora dov'è? Dov'è quel quadro? Chi l'ha fatto sparire? Chi?!

GREGORY

            Non ne parliamo più, Elisabeth ...

ELISABETH

            (IN PIENA CRISI, PRENDE GREG PER LA GIACCA)

            Non ne parliamo più?! Non ne parliamo più?!!! (SI CALMA) Gregory, se non è stato nessun    altro, vuol dire che sono stata io, vero? Vuol dire che solo io posso sapere dov'è, non è così?

            (GREGORY NON RISPONDE. SI LASCIA SCUOTERE CON GLI OCCHI CHIUSI, IN             UN ATTEGGIAMENTO PASSIVO. ELISABETH IMPROVVISAMENTE ASSUME UN       TONO GELIDO)

            Bene. Allora guarda dietro al tavolino.

GREGORY

            Elisabeth

ELISABETH

            (ISTERICA) Guardaci!!!

(GREGORY, ESASPERATO, VA A GUARDARE MENTRE LEI GLI DA LE SPALLE, FACCIA AL PUBBLICO. LO TROVA E LO PRENDE RESTANDO IN SILENZIO, SENZA AVERE IL CORAGGIO DI DARE LA CONFERMA)

ELISABETH

(TERRORIZZATA, DOPO UNA PAUSA) C'è? (GREGORY NON RISPONDE)

            Dimmi, Greg, era lì? Era lì?!! l???

            (SI VOLTA E VEDE IL MARITO A TESTA BASSA, CON IL QUADRO CHE GLI       PENZOLA IN MANO. ALLORA VA A SEDERSI, AFFRANTA)

            (FRA SÈ) Allora è vero... sono io .. sono io che faccio queste cose ... sono io ...

            (IL MARITO LE SI AVVICINA E LE METTE UNA MANO SULLA SPALLA) Come        facevo, Greg ... come facevo a sapere che era lì? Perché lo sapevo?

GREGORY

            Forse perché è lì che è stato ritrovato le altre due volte.

ELISABETH

            Ma io .. io non mi ricordo di avercelo messo! Non me lo ricordo ... te lo giuro ..

GREGORY

            Lo so ...

ELISABETH

            (ABBRACCIANDOLO) Oh, Greg, ho paura. Non sai quanta paura ho di impazzire. Ogni          giorno mi sveglio con questo terrore, con l’angoscia di compiere qualche stranezza, di fare       qualcosa di cui non mi renda neanche conto. A volte vorrei restare a letto, immobile, per non        commettere errori, non staccare quadri, fare cose incomprensibili e immaginare cose che       non esistono. Vorrei ... vorrei non esistere ... per non darti tanto dolore.

GREGORY

            Guarirai, Elisabeth. Sono sicuro che guarirai. Adesso è meglio che vai a riposare.

ELISABETH

            Sì ..

GREGORY

            A teatro ci andremo un’altra volta.

ELISABETH

            Domani?

GREGORY

            Quando starai un po' meglio.

ELISABETH

            Oh Greg, ci tenevo tanto!

GREGORY

            (AFFRANTO) Anch'io. (VA A PRENDERE CAPPOTTO E CAPPELLO)

ELISABETH

            E adesso dove vai, Greg?

GREGORY

            Alle studio. Cercherò di lavorare un po’.

ELISABETH

            Non te ne andare, ti prego! Non mi lasciare! (LUI POSA CAPPOTTO E CAPPELLO)

            No, scusami, vai ... A volte sono troppo egoista. Ti vorrei sempre con me.

GREGORY

            Tornerò presto, amore. Vedrai, dopo andrà tutto meglio ..

(SI AVVICINA AL PIANOFORTE E COMINCIA A CERCARE TRA I FOGLI)

ELISABETH

            Cosa c'è amore, ti manca qualcosa?

GREGORY

            Gli spartiti. Gli spartiti che erano qui, sul pianoforte ..

ELISABETH

            Quali spartiti, Greg?

GREGORY

            Le ultime cose che avevo scritto. (CONTINUANDO A CERCARE) Le hai viste?

ELISABETH

            (COMINCIANDO A INQUIETARSI) Greg ... io ti assicuro che non sapevo neppure che ci             fossero ...

(FRA I DUE CORRE UNO SGUARDO ELOQUENTE)

            Io ... io ..

GREGORY

            (PREVENENDOLA) Non importa, Elisabeth, non è importante ... la riscriverò. Mi ricordo       tutto perfettamente. (ACCAREZZANDOLA CON DESIDERIO)

            E ora non ti preoccupare.

            Pensa solo a riposarti. Tornerò presto. (LE DA UN BACIO E SE NE VA)

(RIMASTA SOLA, ELISABETH SI VA A SEDERE, ALLUCINATA)

ELISABETH

            Allora sono pazza ... sono pazza davvero.

(RESTA LI', PER UN ATTIMO, FINCHÈ QUALCUNO BUSSA ALLA PORTA. NON SI MUOVE. BUSSANO DI NUOVO. POI LA PORTA SI APRE ED ENTRA IL MAGGIORDOMO)

JAMES

            Mi scusi, signora ... (LE SI AVVICINA PERCHÉ LEI NON RISPONDE) Signora?!

ELISABETH

            Cosa c’è, James?

JAMES

            Mi perdoni, signora, ma c'è di là un signore che vorrebbe essere ricevuto.

ELISABETH

            Lo mandi via, James. Non sono in condizioni di ricevere nessuno. Non mi sento bene, l'ha         visto lei stesso ..

JAMES

            È difficile stare bene se si rimane sempre in casa, al buio, buttati su una poltrona. A forza di    farlo, potrebbe riuscire anche ad ammalarsi sul serio. Scusi se mi permetto.

ELISABETH

            Ma perché fa finta di niente? Perché vuol negare l'evidenza?! Bisogna farsene una ragione,    James. Io sono sono malata. Ogni giorno di più sento il mio cervello andarsene.

JAMES

            Mi consenta di contraddirla. Distrarsi e parlare con qualcuno non può farle che bene.

ELISABETH

            No, James, non insista.

JAMES

            Ma può essere importante! Abbia fiducia, signora e lo riceva.

ELISABETH

            Gli dica di tornare un’altra volta

JAMES

            Un'altra volta potrebbe essere troppo tardi. Mi dia ascolto, signora.

ELISABETH

            No.

JAMES

            È per il suo bene, mi creda.

ELISABETH

            Ma chi è? Cosa vuole?

JAMES

            Bene. Allora lo faccio entrare .. (ESCE)

ELISABETH

            (SI ALZA E SEGUE JAMES VERSO LA COMUNE CERCANDO DI FERMARLO)

            No, James ...! James!!

(IMPROVVISAMENTE SI TROVA FACCIA A FACCIA CON UNO STRANO INDIVIDUO CHE ENTRA CON UNA CERTA IRRUENZA DALLA COMUNE. HA UN CAPPOTTO CON LA PELLICCIA, DEI FIORI IN MANO E UN GRANDE IMBARAZZO)

TURNER

            La signora Elisabeth Burton?

ELISABETH

            Sì.

TURNER

            Roger Turner. Molto piacere!

ELISABETH

            Mi scusi, ero ... Noi ... noi non ci conosciamo, vero?

TURNER Direi proprio di no.

ELISABETH

            Immagino che sia venuto per vedere mio marito ...

TURNER

            Niente di più lontano dalle mie intenzioni. Devo dire che ho scelto apposta questo momento         perché sapevo che suo marito era fuori.

ELISABETH

            Ah, davvero ...

TURNER

            (LE DA I FIORI) Permette che mi tolga il soprabito?

ELISABETH

            Prego, solo che ... oggi non mi sento bene e presto vorrei andare a riposare.

TURNER

            Certo, capisco. Cercherò di importunarla il meno possibile. (INFATTI SI SIEDE)

ELISABETH

            Lei per caso è un musicista, un impresario ... un rappresentante di qualcosa ... (SI SIEDE)

TURNER

            Io? Proprio no.

ELISABETH

            No? Allora cosa è venuto a fare?

TURNER

            Be, non è facile spiegalo. La faccenda è piuttosto delicata ... non so da che parte    cominciare ..

ELISABETH

            Cominci da una qualsiasi.

TURNER

Bene, prima di tutto ho bisogno della sua fiducia ... è una questione di aiuti reciproci e, sei lei aiuterà me, io, in un certo senso, aiuterò lei ...

ELISABETH

            (ALZANDOSI) Non si affatichi, signor Turner. Ho capito. Ho capito benissimo chi è e che cosa è venuto a fare.

ELISABETH

            La prego! Lei sta parlando di mia zia, che io ho visto ... ho visto ..

TURNER

            Signora Burton, io conoscevo sua zia.

ELISABETH

            Davvero?

TURNER

Sì, la conoscevo. L'ho sempre ammirata, fin da bambino. Ero profondamente colpito dal suo talento, dalla sua bellezza. Una bellezza che mi intimidiva, mi emozionava. Ero         innamorato .. Non sono mai riuscito a dimenticarla. Poi, un giorno, due mesi fa, l'ho vista       passeggiare per il parco ...

ELISABETH

            Ma cosa sta dicendo!

TURNER

            O meglio ... Credevo di averla vista. Naturalmente non era lei, ma sua nipote. Mi ha fatto lo stesso effetto. Era veramente bella. Devo confessare che ho provato una forte emozione.

ELISABETH

            Ma come si permette?

TURNER

            Non è un reato esprimere i propri sentimenti

ELISABETH

            Ma è sconveniente esprimerli ad una donna sposata.

TURNER

            Lo so. E se vuole sapere tutta la verità, le confesso che da quel momento non ho fatto che    pensare a lei.

ELISABETH

            Ora basta, signor Turner. ( SI ALLONTANA)

TURNER

            Comunque ho creduto che finalmente, qualcuno, avrebbe potuto aiutarmi a risolvere alcuni            misteri sulla morte di Cecil Milton.

ELISABETH

            Non c'è nessun mistero. È tutto terribilmente chiaro.

TURNER

            A parte il movente.

ELISABETH

            La mania omicida di un pazzo ...

TURNER

            ... E i gioielli di sua zia.

ELISABETH

            Quali gioielli? Non è stato rubato niente e ho ereditato io tutte le sue pietre preziose.

TURNER

            No, non quelle. I gioielli di cui parlo io hanno un valore inestimabile. Le erano stati regalati    da una persona molto influente ... capisce ..

ELISABETH

            (SI SIEDE) Io non ne ho mai saputo nulla.

TURNER

            Quasi nessuno ne era al corrente. Era un .. come un segreto di stato. Non si poteva             diffondere la notizia di questa ... debolezza di una persona così in vista.

ELISABETH

            E furono rubati quella notte?

TURNER

            No. Quei gioielli sono nascosti ancora qui, (SI GUARDA in INTORNO) Sono sicuramente     da qualche parte in questa casa, signora Barton.

ELISABETH

            Come fa ad esserne così certo?

TURNER

            Perché il ladro, come è risultato dalle indagini, non ebbe il tempo di rubare niente. Quella             notte, arrivò improvvisamente qualcuno che glielo impedì.

ELISABETH

            Sì, è vero. Arrivai io.

TURNER

            Appunto.

ELISABETH

            Ero io appena in tempo per vedere un’ombra, un' ombra che fuggi va da quella finestra.           ( LO GUARDA CON SOSPETTO) Però ... è strano ...

TURNER

            Cosa, signora Burton

ELISABETH

            Che io non mi ricordi assolutamente la sua faccia, signor Turner. È vero, m’interrogarono          non so quanti poliziotti, ma un viso come il suo, è strano che non me lo ricordi.

TURNER

            Non è affatto strano perché la mia faccia non c'era. Lavoravo in un altro distretto, un anno       fa.

ELISABETH

            E perché ora è tornato ad occuparsi di questo caso?

TURNER

            Perché non fu mai risolto.

ELISABETH

            Ma fu archiviato ...

TURNER

            Io ho un motivo, diciamo "personale" per risolverlo

ELISABETH

            E quale sarebbe?

TURNER

            Signora, io devo trovare quei gioielli, e prima dell’assassino.

ELISABETH

            (SOSPETTOSA) Non ne so nulla di quei gioielli e probabilmente non esistono neppure.

TURNER

            Esistono e possono mettere in serio pericolo la sua vita!

ELISABETH

            Lei sta dicendo un mucchio di sciocchezze. E poi non trova stano che io non l'abbia mai       visti?

TURNER

            Sono nascosti molto bene. Ma dove? Dove pensa che potrebbero essere? Dove sono le cose    di sua zia?

ELISABETH

            Tutte le sue cose sono lassù, nella soffitta ... (HA UN'ESPRESSIONE DI FASTIDIO) ..             nella soffitta ...

TURNER

            Cosa c'è, signora?

ELISABETH

            Niente.

TURNER

            Che cos’ha quella soffitta che la turba tanto?

ELISABETH

            Le ho detto niente!

TURNER

            Come niente, lo dica!

ELISABETH

            Ma perché insiste tanto?

TURNER

            Perché allora lei, è impallidita? Cos’è che le fa paura?

ELISABETH

            Io .. Le ho detto, non mi sento bene e .. a volte immagino ..

TURNER

            Cosa immagina?

ELISABETH

            Che dalla soffitta vengano degli strani rumori. Come dei passi ... Ma lei non crede ai           fantasmi, vero, sergente?

TURNER

            Su questo non ho dubbi. Perché dovrebbe mai entrare, se l'assassino, se è già qui?

ELISABETH

            Cosa?

TURNER

            È già qui, in questa casa.

ELISABETH

            Non capisco ... cosa sta dicendo ... ?

TURNER

            Lei sa, signora Burton che ogni assassino è spinto a tornare sempre sul luogo del delitto ...

ELISABETH

            (COMINCIA A INDIETREGGIARE SPAVENTATA) No, non ..

TURNER

            (INSEGUENDOLA E INCALZANDOLA)

            E che, in questo caso, oltre a questa morbosa attrattiva, c'è un bottino che vale una fortuna: i gioielli di sua zia.

ELISABETH

            Ma è passato più di un anno e .. (SENZA ESSERE VISTA SUONA IL CAMPANELLO)

TURNER

            Il tempo di far calmare un po’ le acque. Le indagini sono durate a lungo e farsi vedere da        queste parti era un po’ troppo rischioso.

ELISABETH

            Ma è assurdo che ..

            (PRENDE IL TAGLIACARTE DALLA SCRIVANIA E SE LO NASCONDE DIETRO LA SCHIENA)

TURNER

            Sono sicuro che ha aspettato tutti questi mesi per poter riprendere le sue ricerche, ha     aspettato pazientemente l'occasione giusta. Il ladro non ha rinunciato ai suoi gioielli. Non lo    costringa ad uccidere ancora ...

ELISABETH

            No, non può aver ...

TURNER

            Lei non sa di cosa può essere capace una mente criminale. Sa aspettare. Si sceglie la parte di        un uomo insospettabile e la recita con estrema convinzione. Ma è capace di tutto. Anche di       sacrificare la persona che ama. È questo il pericolo, perché non ci si accorge che può essere         molto, molto vicino ...

(ELISABETH STA PER COLPIRLO CON IL TAGLIACARTE CHE NASCONDE DIETRO LA SCHIENA, QUANDO TURNER SI ALLONTANA)

TURNER

.           .. tanto vicino da essere suo marito. Suo marito ha ucciso Cecil Milton!

ELISABETH

            (RIDE ISTERICAMENTE) Cosa? Ma lei è pazzo! È pazzo! Gregory un assassino!

TURNER

            Mi creda, signora!

ELISABETH

            (ARROGANTE) E allora perché non l'arresta?!

TURNER

            Perché purtroppo non ho le prove. Ma ho molti indizi.

ELISABETH

            Ma davvero?

TURNER

            Signora Burton, suo marito conosceva Cecil Milton e la frequentava. Spesso l’avevo visto ai           suoi concerti, ma stranamente lui cercava di non farsi notare. Seguiva lo spettacolo dietro le           tende dei palchi, per poi infilarsi nel suo camerino.

ELISABETH

            Non dica assurdità!

TURNER

            E quando l'ho visto, in quel giardino, con lei, mi è subito venuto alla mente chi fosse.

ELISABETH

            Se ne vada, signor Turner!

TURNER

            Cosa ne sa di suo marito? Lo sa chi era, cosa faceva prima del matrimonio?

ELISABETH

            Non certo l'assassino.

TURNER

            Però non sa niente di lui

ELISABETH

            L’ho incontrato a Venezia, dal maestro della zia.

TURNER

            Il maestro della zia ... E questo non le dice niente?

ELISABETH

            È stato un caso.

TURNER

            È stato un caso incontrarla e sposarla per venire ad abitare nella casa di Cecil Milton e poter             continuare indisturbato la ricerca di quei gioielli? Li cerchi, li trovi, e suo marito non avrà    più motivo per ucciderla!

ELISABETH

            Uccidermi, Greg!

TURNER

            Sì, come ha fatto con Cecil Milton, perché lei ha sposato l'assassino di sua zia!

ELISABETH

            Basta! Basta!!!! Lei sta mentendo! Lei vuole farmi impazzire! È questo, che vuole?

TURNER

Mi dispiace, signora, di averglielo detto così brutalmente, ma dovevo metterla in guardia. Mi aiuti a ritrovare quei gioielli e non correrà più nessun pericolo.

ELISABETH

            Se ne vada! Vada via!!!

TURNER

            Lo sa che Burton non è il vero nome di suo marito?

ELISABETH

            (CHIAMA FORTE) James! James!!!

TURNER

            Lo sa come si chiamava, in realtà ..

JAMES

            (ENTRANDO E SPEZZANDO QUELLA TENSIONE) Desidera qualcosa, signora?

ELISABETH

            James, ma dov'era, per l'amor di Dio!! Perché non ha risposto quando ho suonato?

JAMES

            Sono desolato, signora, ma credo di non aver sentito. Qualcosa non va, signora?

ELISABETH

            Accompagni quest'uomo alla porta. Lo mandi via!

TURNER

            Signora, mi ascolti ...

ELISABETH

            Se ne vada! E non torni più, mai più. James, mi chiami subito quando torna mio marito.            (ESCE DALLA PORTA DELLA SUA CAMERA DA LETTO)

JAMES

            Non mi sembra sia andata troppo bene ...

TURNER

            Non ci sono riuscito. Mi serve ancora del tempo.

JAMES

            Non ce ne è tanto. Presto tornerà.

            (SI SENTE IL RUMORE DELLA CHIAVE DELLA PORTA DEL VESTIBOLO)

            E ancora più presto di quello che prevedevo ...

TURNER

            Da che parte posso uscire?

JAMES

            Da nessuna. È troppo tardi.

TURNER

            Ma non mi deve trovare qui. O saremo nei guai!

JAMES

            Lo so perfettamente. Mi segua.

TURNER

            Dove?

JAMES

            Nel guardaroba del signore. (INFILANDO UNA PORTA A SINISTRA SEGUITO DA           TURNER) F. C. Qui non la vedrà. Entri in quell'armadio ..

GREGORY

            (ENTRANDO NELLA STANZA) Cara ... amore ...

JAMES

            (USCENDO DAL GUARDAROBA) Il signore ha chiamato?

GREGORY

            A lei, l’ho mai chiamata "amore", James?

JAMES

            No, che io ricordi ...

GREGORY

            Cosa faceva nel mio guardaroba?

JAMES

            Ordine. Approfittavo del fatto che la signora è in camera sua.

GREGORY

            (AVVIANDOSI VERSO LA STANZA DELLA MOGLIE) Ah ..

JAMES

            (FERMANDOLO) Non si sente bene e non vuole essere disturbata.

GREGORY

            (PREOCCUPATO) Ha avuto un'altra crisi, James?

JAMES

            Purtroppo

GREGORY

            Forse è meglio che ci parli ...

JAMES

            La sveglierà, signore. Ha detto che desiderava dormire.

GREGORY

            Ma sì, ha ragione, forse è meglio che riposi.

JAMES

            Come mai il signore è tornato così presto? Qualche contrattempo?

GREGORY

            È che non riesco a lavorare. Sono troppo preoccupato. Non riesco più a fare niente.

JAMES

La capisco, signore. Forse ... dovrebbe distrarsi un po’. Perché non va a teatro, visto che ormai la signora dorme. (MOSTRANDO I BIGLIETTI ABBANDONATI SUL TAVOLINO          VICINO ALLE POLTRONE) È un peccato sprecare questi biglietti.

GREGORY

            Ma no, li usi lei. O li dia a Camille.

JAMES

            Io non vado più all'opera da quando la povera signorina ... e Camille ha uno dei suoi soliti        "rendez vous". Vada lei, signore. In fondo la musica è il suo lavoro.

GREGORY

            E va bene. Mi cambio ed esco. È già molto tardi. (DISFA LA CRAVATTA E TOGLIE IL    COLLETTO)

JAMES

            Ah, già, si cambia ... (ALLARMANDOSI) Vuole una cravatta, signore? Gliela vado a             prendere?

GREGORY

            Perché, sa quale cravatta metterò stasera?

JAMES

            Lo potrei immaginare, signore.

GREGORY

            E se me la immaginassi io, James?

            SI DIRIGE VERSO LA PORTA DEL GUARDAROBA E SORRIDENDO) Sempre che sia            di suo gusto.

JAMES

            (TESO) Lo sarà sicuramente, signore.

(GREGORY ESCE NEL GUARDAROBA. JAMES RESTA IN TENSIONE, CON LE ORECCHIE DRITTE. MA DAL GUARDAROBA NON PROVIENE NESSUN RUMORE SOSPETTO)

GREGORY

            (RIENTRANDO TRANQUILLAMENTE E ANDANDOSI A FARE IL NODO ALLA            CRAVATTA DAVANTI ALLO SPECCHIO) James ... la signora .. stava molto male?   Soffriva molto?

JAMES

            Non più del solito.

GREGORY

            Peggiora ogni giorno di più. Io speravo che col tempo... Questo male le sta divorando il    cervello ...

JAMES

            Mi dispiace, signore.

GREGORY

Quello che vede lei, James, è solo una piccola parte di quello che le succede. A volte la sento piangere tutta la notte. E non posso fare niente. Assolutamente niente. Non c’è niente che la consoli. È .. Insopportabile.

JAMES

            Lo capisco, signore.

GREGORY

            Io le parlo e lei mi fissa, con uno sguardo vuoto, pieno di solitudine... Io non posso più         vederla così .. non posso più assistere impotente alla sua sofferenza! Io .. Ci sarà pure un            modo per salvarla! .. Ci deve essere!!!! (PIANGE)

JAMES

            Si faccia forza, signore. E non abbandoni la speranza.

GREGORY

            Vorrei tanto. Forse ... forse mi dovrei decidere a chiamare un medico. Ma ho il terrore che       poi me la portino via ... (FA UN PROFONDO SOSPIRO) Mi scusi, James, mi dispiace. Non         sono riuscito a controllarmi ...

JAMES

            Oh, non lo dica nemmeno signore.

GREGORY

            È molto comprensivo, James. Grazie. A volte mi domando come lei faccia a resistere in       questa casa, in un'atmosfera così cupa.

JAMES

            Io sono molto affezionato a questa casa. Dai tempi della signorina Milton ...

GREGORY

            Lo so, James. Lei è molto fedele.

JAMES

            Fedele a lei, sempre.

GREGORY

            Credo di aver fatto tardi. Non me la sento più di andare.

JAMES

            Vada, signore. Si distragga un po’ ...

GREGORY

            E va bene ... (SI ALLONTANA)

            James ... Faccia sparire il veleno per topi e tutto ciò che potrebbe danneggiare la signora ...

JAMES

            Lei crede che la signora potrebbe ...

GREGORY

            Non si sa mai. Nello stato in cui è ... Buonanotte, James ...

JAMES

            Buonanotte.

GREGORY (GUARDANDO LE TAZZE DEL TE) Chi ha preso il té con la signora?

JAMES

            La signora stessa. L'ha preso due volte. Si era dimenticata della prima.

GREGORY

            Addio, James.

JAMES

            A più tardi, signore.

(GREGORY ESCE. JAMES LO SEGUE USCENDO DALLA COMUNE. SUBITO TURNER ENTRA DAL GUARDAROBA. HA LA CRAVATTA CHE GREGORY SI È LEVATA, APPOGGIATA SULLA SPALLA. LA PRENDE CON LE DUE MANI E LA TIENE COME UNA CALZA DA STRANGOLAMENTO AVVICINANDOSI ALLA CAMERA DELLA SIGNORA. IN QUEL MOMENTO ENTRA JAMES)

JAMES

            Signor Turner!

TURNER

(CONSEGNANDOGLI LA CRAVATTA) La cravatta del suo padrone. Non è stato facile, in quell'armadio, fare il completo di tweed tra tanti smoking di seta.

JAMES

            Adesso è meglio che sparisce, signore .. c'è il pericolo che il padrone ci ripensi e torni    indietro.

TURNER

            Non c’è nessun altro in casa?

JAMES

            Camille, la cameriera, e dovrebbe uscire da un momento all'altro.

TURNER

            Sarebbe molto meglio che non ci fosse.

JAMES

            Sarebbe molto meglio che lei tornasse un altro giorno.

TURNER

            E se nel frattempo ne parlasse col marito?

JAMES

            Non lo farà. Ho un metodo molto convincente.

TURNER

            Bene, tornerò presto.

JAMES

            Farò il possibile. La signora è molto sconvolta e non sarà certo facile farla parlare ancora             con lei ...

TURNER

            Lo so, non sarà facile ... ma forse anch'io ho un metodo convincente.

           

(BUSSANO ALLA PORTA)

VOCE CAMILLE

            Permesso?

JAMES

            Presto, nel guardaroba!

TURNER

            Ci sono stato abbastanza. (VA ALLA FINESTRA E LA SCAVALCA) A presto James ..

(JAMES CHIUDE RAPIDAMENTE I VETRI)

VOCE CAMILLE

            Signora! Posso entrare?

JAMES

            Entri, Camille...

CAMILLE

            (ENTRA. È VESTITA PER USCIRE, COL CAPPELLINO) Ah, c'è lei, James? E la siguora?

JAMES

            Riposa

CAMILLE

            Fa proprio una gran vita, quella! (VA A METTERE LE TAZZE SUL VASSOIO)

JAMES

            Sta per uscire, Camille?

CAMILLE

            Già. E ho anche una certa fretta. (MALIZIOSA) Ho un appuntamento.

JAMES

            (CON IL TONO DI LEI) Allora farà tardi?

CAMILLE

            E chi lo sa! Dipende! ... Questi poliziotti sono così per bene. Ci vuole molto tempo, con      loro. Se cedi troppo presto, si offendono. Dipende dal grado. Mi tocca guardare le mostrine   per capire quanti no gli devo dire prima. È quando vengono in borghese, che è un problema!

            (VEDE TRE TAZZE)

            Come mai tre ta zze? Ah, ho capito! Sfido io che è nervosa, quella, con tutto il té che si           beve!!! (PRENDE IL VASSOIO E USCENDO: )

            Buona serata James ... (VA VIA)

(PIAN PIANO LA LUCE SI ABBASSA E COMINCIANO I SOLITI PASSI. JAMES GUARDA VERSO IL SOFFITTO, PERPLESSO)

ELISABETH

            (USCENDO DALLA SUA STANZA, AGITATA)

            La luce! Gregory, Gregory, ci sei? Ah, James.

            Dov'è mio marito? Ancora non è tornato?

JAMES

            È tornato ed è riuscto subi to, signora. Non ha voluto disturbarla.

ELISABETH

            Ma come? Le avevo detto di chiamarmi! Perché non ha insistito? Io avevo bisogno di       vederlo! (TENENDO D'OCCHIO LA SOFFITTA) Io gli volevo par1are ... parlare di quello     strano individuo ... Non le sembrava inquietante, James? (JAMES TACE) Sto parlando di       quell’uomo che prima hai fatto entrare. Quello che prima è stato qui. Hai capito?.     Quell'uomo, James ...

JAMES

            Quale uomo, signora?

Secondo atto

(STESSO AMBIENTE. STESSA SCENA. El NOTTE. LE LUCI SONO ACCESE. SI SENTE, DA FUORI LA VOCE DI ELISABETH

            Gregory! Greg!

POI GREGORY ENTRA IN SCENA CON PASSO SPEDITO E VA POSARE SU UNA POLTRONA CAPPOTTO E CAPPELLO. SUBITO DOPO ENTRA ELISABETH E CHIUDE LA PORTA DELLA COMUNE. SONO TUTTI E DUE MOLTO ELEGANTI. EVIDENTEMENTE STANNO TORNANDO DA UN RICEVIMENTO)

ELISABETH

            Amore, adesso vuoi dirmi perché siamo venuti via così presto?

GREGORY

            Perché ora la polizia starà perquisendo tutti gli invitati e saremo fortunati se fra un po' non       ce la vedremo piombare anche qui.

ELISABETH

            Perquisendo? La polizia? .. Ma di cosa stai parlando?

GREGORY

            Di un furto di almeno 100 sterline. È davvero imbarazzante.

ELISABETH

            Un furto? Che furto? Ti vuoi spiegare, per favore, Greg?

GREGORY

            ELisabeth, io lo so che che non è colpa tua e che 10 hai fa tto senza accorgertene. Ma questa         volta la cosa è piuttosto grave, te ne rendi conto?

ELISABETH

            (ESASPERATA) Insomma, vuoi dirmi che cosa è successo?

GREGORY

            Elisabeth, sai benissimo di cosa sto parlano. Forza, dammi subito quella moneta.

ELISABETH

            Quale moneta, Greg?

GREGORY

            Quella che hai rubato. La più preziosa della collezione di Lord Wimbleton

ELISABETH

            Rubato? una moneta? E perché avrei dovuto rubare una moneta?! Che senso può avere.

GREGORY

            Già... che senso può avere. Perché ha senso tutto quello che fai? (AGGRESSIVO) Dì, ha un   senso?!

ELISABETH

            Greg, ma cosa ti prende?

GREGORY

            Dammi quella moneta, Elisabeth. Sarà meglio per tutti e due. (ELISABETH NON SI          MUOVE.)

            Elisabeth, ti prego, non costringermi a cercarla da solo.

(LEI ANCORA NON SI MUOVE, ALLORA IL MARITO, CON FARE DETERMINATO, LE SI AVVICINA E LE APRE LA BORSA LASCIANDOGLIELA NELLE MANI E COSTRINGENDOLA A GUARDARCI DENTRO. GREG SI ALLONTANA METTENDOSI DI SPALLE. LEI COME UN AUTOMA COMINCIA A FRUGARE NELLA BORSA, SENZA RISULTATI)

GREGORY

            Allora?

ELISABETH

            Non c'è, Greg ... Ti stai sbagliando... io ...

GREGORY

            Ti ho visto, Elisabeth, Ti ho visto mentre la prendevi!! E sei stata anche molto abile. Mi  hai   fatto quasi paura. Stai diventando troppo pericolosa, Elisabeth ...

            (LE STRAPPA LA BORSA DI MANO E COMINCIA A FRUGARE. POI LA VUOTA   SULLA SCRIVANIA E CERCA NERVOSAMENTE TRA GLI OGGETTI.)

            ... questa volta non è come nascondere un quadretto o perdere l'anello di mia madre! Questa            volta è un furto in casa d'altri, un reato, un reato molto. grave. Lo capisci, Elisabeth ... ?

            ( NON TROVA NIENTE E TORNA DA LEI)

            No, tu non lo capisci! Tu non sei in grado di capire.

            Dammi almeno la possibilità di salvarti! Perché non mi dici dove hai messo quella moneta?            Dimmelo Elisabeth, ti prego! Dimmelo!

ELISABETH

            (GELIDA) Io non l’ho presa, Greg.

(A QUELLA RISPOSTA IL MARITO NON RIESCE PIU' A CONTENERSI. LA PRENDE PER LE SPALLE E LA SCUOTE IN UN CRESCENDO DI ISTERIA)

            Tu non l'hai presa! Ma come fai ad essere così incosciente! Ma lo sai cosa succede se la   trovano qui? Eh, lo sai? A me mi mettono in galera, e a te ti chiudono in manicomio. Per           sempre! In manicomio, capisci? Ti ci fanno morire come hanno fatto con quella povera           demente di tua madre!

(ELISABETH El PIETRIFICATA DALL'ATTEGGIAMENTO DEL MARITO SEMPRE PIU' VIOLENTO)

            Cosa fai, non rispondi? Allora dillo che vuoi che mi mettano in prigione, che vuoi     distruggere tutto! Tu non hai nessun rispetto e nessun amore neanche per me. Sei pazza!       Pazza! E stai cercando di far impazzire anche me! Dammi quella moneta, Elisabeth! Dammi     subito quella maledetta moneta!!!!

(NEL PIENO DELLA CRISI, GREGORY CONTINUA A SCUOTERLA STRAPPANDOLE UN PO' I VESTITI E IL CORPETTO. AD UN TRATTO SI SENTE UNA MONETA CADERE PER TERRA)

            Ecco! Ecco dove l'avevi nascosta! E dove volevi nasconderla anche a me!

(SI CHINA A RACCOGLIERLA E GLIELA METTE SOTTO AL NASO)

            La vedi questa? La vedi? Lo sai che poteva essere la nos tra fine? Guardala bene. E guarda            cosa sono costretto a fare, per colpa tua!

            (LA GETTA NEL CAMINO)

            100 sterline!

(ELISABETH HA COME UN RISVEGLIO. CERCA DI COPRIRSI UN PO' GLI ABITI SBOTTONATI E DICE ATTONITA)

ELISABETH

            Gregory ... (IL MARITO RESTA VICINO AL CAMINO CERCANDO DI RITROVARE            LA CALMA)

            Gregory, che cosa hai detto di mia madre ... (LUI NON RISPONDE)

            Gregory, ti prego. È vero quello che hai detto di lei?

            (LUI CONTINUA A NON RISPONDERE)

            ... è morta in manicomio ... io non lo sapevo .. nessuno me l'aveva mai detto ...

            (SI AVVICINA AL MARITO CHE RESTA DI SPALLE. GLI PASSA TENERAMENTE      UNA MANO TRA I CAPELLI)

            Non lo sapevo, Greg ... io non l'ho mai saputo.

            Finalmente si spiegano tante cose. Tutte le mie stranezze. E tu lo sapevi e non mi dicevi         niente ... povero amore mio ..

GREGORY

            (ABBRACCIANDOLA DISPERATO) Elisabeth, Elisabeth, ti prego, non dire così. Io .. io     non volevo dirtelo. Non avrei mai voluto dirtelo.

ELISABETH

            (CALMA, CERCA DI CONSOLARLO COME SI FA CON UN BAMBINO)

            No, amore, no .. hai fatto bene, invece. Io adesso so, capisci? Il tormento è non riuscire a         capire. È un tormento peggiore della pazzia.

GREGORY

            No, non devi dire questo. Tu non sei pazza! Non devi neanche dirlo!

ELISABETH

            Oh, sì, amore ... e tu non devi fare così. Ora cercheremo qualcuno che mi aiuterà ...

GREGORY

            No! Io non voglio! Tu starai qui con me! Tu devi stare qui con me!

ELISABETH

            No, Greg, non si può più. .. e tu avresti dovuto dirmelo subito ... ormai non si può più           

            aspettare ... è troppo tardi.

GREGORY

            No!

ELISABETH

            E invece sì. (IL MARITO SOFFOCA LA DISPERAZIONE SULLA SPALLA DI LEI)

            Ascolta amore. Adesso sono più serena, perché mi è tutto chiaro. I quadri che nascondo,       l’anello di tua madre che ho perso, le monete che rubo... E le allucinazioni .. sì, credo          perfino di vedere delle persone.

GREGORY

            (ALLARMATO) Chi? Di chi stai parlando?

ELISABETH

            Di fantasmi, Greg, di allucinazioni. E quando sono sola sento anche dei passi, dei rumori       dalla soffitta. Improvvisamente le luci si abbassano e comincia quell'incubo. Lo vedi, Greg? Non c'è più speranza. Peggioro ogni giorno di più. Ormai sono pazza, amore mio, sono pazza.

GREGORY

            (DISPERATO) Non dovevo portarti fuori. El colpa mia!

            È solo colpa mia!

ELISABETH

            Calmati, Greg. Siediti, e cerca di calmarti .. (LO METTE A SEDERE SU UNA   POLTRONA, FACCIA AL PUBBLICO)

            Io vado a riposare. Ho bisogno di stare un po' sola.

            Cerca di perdonami, amore ...

(ELISABETH ESCE IN CAMERA SUA. GREGORY RESTA A SEDERE, DISPERATO, CON LA TESTA FRA LE MANI.)

(PASSANO POCHI SECONDI FINCHÉ DALLA COMUNE ENTRA CAMILLE, COL SUO FARE AMBIGUO E UN BICCHIERE DI LATTE SU UN VASSOIO CHE POSA SUL TAVOLINO)

CAMILLE

            Il signore ha per caso bisogno di qualcosa?

(L'UOMO NON RISPONDE E NON SI MUOVE. ALLORA CAMILLE ATTRAVERSA LA SCENA E GLI SI PIAZZA DAVANTI, DI SPALLE, NASCONDENDOLO AL PUBBLICO)

CAMILLE

            Posso esserle utile, signore?

(LE MANI DI LUI IMPROVVISAMENTE E LENTAMENTE APPAIONO SUL CORPO DI CAMILLE, SOTTO AL CUSCINO LEGATO ALLA VITA POI UNA DELLE MANI SCIVOLA LUNGO IL VESTITO, FINO ALL'ORLO, PER POI RISALIRE SOTTO)

CAMILLE

            Vedo che le posso essere utile, signore ... Dov’è la signora?

GREGORY

            (FA UN CENNO CON LA TESTA ALLUDENDO ALLA CAMERA)

CAMILLE

            Non si sente bene?

GREGORY

            Stai zitta! (COMINCIA A TOCCARLA DA PER TUTTO. LEI PRENDE LA TESTA DI      GREGORY E SE L'APPOGGIA SUL SENO)

CAMILLE

            (CEDENDO) Signore ... signore, lo sa che se lei fa così, io perdo la testa. .. (SI LASCIA         ANDARE) ... e la signora ...

GREGORY

            Di cos'hai paura?

CAMILLE

            Di niente. Anzi ... 1e dirò .. sapere che è di là ... (GREGORY SI ALZA E SENZA          SMETTERE DI TOCCARLA LA APPOGGIA CONTRO UNA PARETE)

CAMILLE

            Lei signore, mi fa ... (SOSPIRA) Ma è così anche con la signora?

GREGORY

            No. Lei non è brava quanto te.

CAMILLE

            E lei come la bacia? Così? (GLI DA' DEI BACI CASTI)

GREGORY

            Smettila.

CAMILLE

            Io invece faccio così ... (GLI PRENDE LA TESTA E LO BACIA CON PASSIONE) Lo         preferisce, così? ..

GREGORY

            Tu parli troppo Camille! Non sprecare la bocca con le chiacchiere ...

CAMILLE

            Con piacere, signore ...

GREGORY

            (SEMPRE IN PIENO SESSO) Camille ... La signora ha ricevuto qualcuno la settimana        scorsa?

CAMILLE

            Adesso è lei che parla ...

GREGORY

            Rispondi! Hai fatto entrare qualcuno?

CAMILLE

            Nessuno, signore.

GREGORY

            (STACCANDOLA BRUSCAMENTE) Sei sicura?

CAMILLE

            (SCHERZANDO) Lo devo giurare sulla bibbia?

GREGORY

            Ho detto rispondi!

CAMILLE

Chi vuole che entri in questa casa? .. (LO ABBRACCIA DI NUOVO E DANDO A VEDERE UN GRAN PIACERE) Oh, signore - ... (QUASI A SEGUITO DI QUELLE ESCLAMAZIONI, - GREGORY ALLONTANA IMPROVVISAMENTE LA DONNA)

GREGORY

            Adesso basta.

(SI DIRIGE ALLO SCRITTOIO, PRENDE UNA BOCCETTA DALLA TASCA E NE VERSA IL CONTENUTO NEL BICCHIERE DEL LATTE. LA CAMERIERA TENTA DI CONTINUARE L'AMPLESSO SEGUENDOLO, MA IL PADRONE LA ALLONTANA CON MALAGRAZIA E SI PULISCE LA BOCCA CON UN FAZZOLETTO)

GREGORY

            Non dimenticare il latte della signora.

CAMILLE

            Certo.

GREGORY

            Già, la signora ha avuto un'altra crisi. Ma domani ... (LE FA UNA CAREZZA CON UN        DITO SUL VISO) In futuro avrò bisogno di qualcuno che si occupi di me, Camille.    Buonanotte. (PRENDE IL CAPPOTTO ED ESCE PER LA COMUNE)

(RIMASTA SOLA, CAMILLE, RAGGIANTE DI CONTENTEZZA, VA A PRENDERE IL CAPPELLO DELLA SIGNORA E SE LO PROVA DAVANTI ALLO SPECCHIO. IN QUEL MOMENTO ENTRA JAMES)

JAMES

            Ma cosa stai facendo Camille?

CAMILLE

            Non trovi che sulla mia testa stia molto meglio?

JAMES

           

            Mettilo subito a posto. E non ti azzardare a toccare le cose della signora ..

CAMILLE

            Per quello che ne fa! Non credo che avrà più modo di metterselo .. È pazza. E prima o poi      la chiuderanno in manicomio!

JAMES

            Ti proibisco di parlare così della signora.

CAMILLE

            Oh Dio! Non ti sarai innamorato della tua padrona!

JAMES

            Non essere insolente, Camille!

CAMILLE

            Peccato che tu non sia una donna, James. Forse con il padrone avresti avuto più fortuna. lo       esco, James ... c'è qualcuno che mi sta aspettando.

JAMES

            Ma non puoi ... i signori sono tornati prima del previsto e. ..

CAMILLE

            E ... lui è uscito di nuovo e lei è in camera sua.

            Dovrei solo portarle il latte con questa medicina. Ma visto che ci tieni tanto alla signora,           fallo tu. lo ho un appuntamento con la guardia scelta Turner.

JAMES

            Con chi ... ?

CAMILLE

            Eduard Turner. Il più giovane e bel poliziotto di questo distretto. È biondo, ha i baffi e il fuoco nella divisa.

JAMES

            Hai detto sergente Turner?.

CAMILLE

            Ho detto guardia scelta. Ma presto diventerà sergente. Come suo padre.

JAMES

            E ... anche suo padre ha questi baffi?

CAMILLE

            È difficile che ce li abbia ancora. È morto da due anni. Ma come mai ti interessi tanto?

JAMES

            Ho conosciuto un Turner. Ma era piazzato, scuro di capelli e nient'affatto inglese.

CAMILLE

            Che strano. Un tipo così lo vedo tutti i giorni davanti a questa casa. È sempre li. Non so se        si chiama Turner, ma sicuramente non è un poliziotto, perché ieri la mia guardia scelta,             quando l'ha visto, non l'ha neanche salutato. Figurati, quello batte i tacchi anche davanti ai            guardiani no turni! Bé, io vado che sono già in ritardo. (PRENDE IL BICCHIERE DEL    LATTE GLIELO METTE IN MANO) Ricordati di portarle il latte. Buonanotte, James.      (ESCE)

(JAMES RESTA UN ATTIMO PERPLESSO, FACCIA AL PUBBLICO)

JAMES

            Ma se Turner non è un poliziotto, allora ...

(ESCE RAPIDAMENTE E RIENTRA QUASI SUBITO INFILANDOSI UN CAPPOTTO. GUARDA FUORI DALLA FINESTRA, POI SI ASSICURA CHE SIA BEN CHIUSA. TIRA LE TENDE. FA PER ANDAR VIA, MA SI RICORDA DEL LATTE. POI VA DAVANTI ALLA STANZA DELLA SIGNORA E BUSSA DISCRETAMENTE.)

JAMES

            Signora. .. Signora ...

(ASPETTA LA RISPOSTA CHE NON VIENE. ALLORA ESCE IN FRETTA. SI SENTE CHIUDERE LA PORTA D'INGRESSO A PARECCHIE MANDATE. UN ATTIMO DI SILENZIO. POI SI SENTE LO SCAMPANELLARE DELLA PORTA.

SICCOME NESSUNO VA AD APRIRE, SI FA PIU' INSISTENTE. A QUEL PUNTO LA SIGNORA ESCE DALLA SUA CAMERA)

ELISABETH

            James! James! Ma qualcuno sta suonando? James!

(VA VERSO LA PORTA DELLA COMUNE, ESCE E RIENTRA ALLA RICERCA DI QUALCUNO. INTANTO LO SCAMPANELLIO È CESSATO. LA SIGNORA CONTINUA A CERCARE GUARDANDO ANCHE NEL VESTIBOLO)

            James!

(POI VA ALLA FINESTRA. LA SPALANCA. GUARDA FUORI E CHIAMA)

            James!

(IMPROVVISAMENTE LA COGLIE DI SORPRESA IL SUO INCUBO. LE LUCI SI ABBASSANO E COMINCIANO I RUMORI DALLA SOFFITTA. ELISABETH È PARALIZZATA. SI VOLTA LENTAMENTE VERSO IL PUBBLICO E AVANZA)

ELISABETH

            Oh, no! Ancora quei passi, no! (FLEBILMENTE) James!

(SI VEDE UNA SAGOMA DIETRA LA FINESTRA. L'UOMO LA SCAVALCA E RAGGIUNGE SILENZIOSAMENTE LA SIGNORA CHE GLI DA' LE SPALLE TIENE TRA LE MANI UNA SCIARPA)

ELISABETH

            (IN UN SOFFIO) El lei, James?

            (TARNER LA AFFERRA DA DIETRO, TAPPANDOLE IMMEDIATAMENTE LA   BOCCA CON LA SCIARPA)

TURNER

            Sono Turner. Scusi se sono costretto a imbavagliarla, ma non posso correre dei rischi. Non      abbiapaura.

(SI GUARDA UN ATTIMO INTORNO E POI LA COSTRINGE A SEDERE)

            Adesso deve   ascoltarmi. lo sono venuto qui per aiutarla, mi crede? No, no che non mi             crede. È per questo che ho portato qualcosa che riuscirà a farmi avere la sua fiducia. Se lo        ricorda questo? (LE METTE SOTTO IL NASO L’ALTRO GUANTO DELLA TRAVIATA)

           

ELISABETH

            (FA CENNO DI SI')

TURNER

            Bene, questo me lo regalò sua zia tanti anni fa. Io avevo otto anni ed ero andato all'opera per    la prima volta. Fui talmente affascinato da Cecil Milton che m'infilai nel suo camerino, ma            ero così emozionato che non riuscii a dire neanche una parola. Ma lei lo capì, mi regalò questo guanto e mi diede un bacio. Qui. Mi crede adesso signora? Ci crede che sono venuto    per aiutarla?

ELISABETH

            (SI')

TURNER

            Le posso levare il bavaglio? Mi promette che non griderà?

ELISABETH

            (SI')

TURNER

            Bene. (LE TOGLIE IL BAVAGLIO) Come si sente?

ELISABETH

            Come vuole che mi senta?

TURNER

            Avrà preso una bella paura. Si sieda. (LA FA SEDERE) Dove posso trovare un bicchiere di     latte. (SI GUARDA INTORNO E VEDE IL LATTE)

            Ah, qui c'è del latte. (LO PRENDE E GLIELO OFFRE) Lo beva. Le farà bene.

ELISABETH

            Cosa vuole ancora da me? Perché non se ne va?

TURNER

            Perché le devo parlare. E di una cosa molto ... (IMPROVVISAMENTE SI INTERROMPE          E GUARDA VERSO IL SOFFITTO) Ma cosa sono questi rumori? .. Vengono dalla        soffitta ...

ELISABETH

            Come ogni giorno.

TURNER

            E la luce ... è molto bassa. Qualcuno deve aver acceso da qualche altra parte ... (A LEI) Ma    non c'è nessuno, vero, in casa? (LEI NON RISPONDE) No, certo, altrimenti James mi     avrebbe aperto. (LA SIGNORA SI ALZA E SI ALLONTANA VERSO LA SUA STANZA)            Dove sta andando signora?

ELISABETH

            (STA PER RISPONDERE, MA RITENENDOLO INUTILE, PROSEGUE)

TURNER

            (RAGGIUNGENDOLA) Ma insomma! Perché se ne va! Perché non vuole ascoltarmi,      perché non vuole che l'aiuti?!

ELISABETH

            Perché lei non esiste, signor Turner.

TURNER

            (ALLIBITO) lo non .. ma cosa sta dicendo?

ELISABETH

            Semplicemente che sono pazza. (A LUI PIAZZATO DAVANTI ALLA PORTA) Mi lasci        passare, per favore.

TURNER

            Pazza? Ma lei non è pazza. Ma come le viene in mente di essere pazza? Noi abbiamo parlato          una settimana fa, qui, in questa stanza, non se lo ricorda?

ELISABETH

            Io ho parlato da sola, forse. E James stesso mi ha confermato che qui non è mai entrato            nessuno.

TURNER

            Se ha detto così, l’ha fatto solo per evitare che parlasse di me a suo marito, per evitare che si insospettisse e mandasse tutto all’aria. Certo, poteva trovare un altro modo...

ELISABETH

            (CONFUSA) Ma ...

TURNER

            Io sono reale! Mi tocchi! Senta! (LE PRENDE LA MANO E SE L'APPOGGIA SUL VISO    IN UNA CAREZZA PILOTATA. LA DONNA, DOPO UN ATTIMO DI TURBAMENTO TOGLIE LA MANO E SI ALLONTANA)

            Tocchi almeno questo guanto. Lo prenda. Ci crede? Lo riconosce?

ELISABETH

(PRENDENDOLO) Oh, Dio, non lo so .. io non capisco più niente. (VA ALLA VETRINA A CONFRONTARLO CON L'ALTRO GUANTO)

TURNER

            È tutto vero. Compresi i rumori che sente qua sopra!

            James mi aveva avvertito di quello che succedeva in questa casa, ma non pensavo che fosse       così grave.

ELISABETH

            Il guanto del mistero! L’aveva dato a lei! A un bambino! Era lei la persona che mia zia            amava tanto!

TURNER

            Mi crede, finalmente, adesso?

ELISABETH

            Allora lei ... esiste davvero? Non è un sogno, non me lo sto immaginando...

TURNER

            Perché dovrebbe?

ELISABETH

            Perché ... (SI INCUPISCE) se lei esiste, esistono anche tutte quelle cose terribili che ha             detto l'altra volta ...

TURNER

            Purtroppo. L'ho fatto per il suo bene.

ELISABETH

            (IN COLLERA) Il mio bene! E questo sarebbe il mio bene? Gettare sospetti infamanti        sull’uomo che amo, farmi credere che sia un mostro? Lui, proprio lui che è sempre stato così      buono e paziente, che mi ha sempre curato ed assistito con amore e devozione, che ha     sacrificato la sua vita per me! Come può aver detto una cosa simile di una persona così          gentile e generosa ... oh, povero Greg!

TURNER

            Povero un corno! Ma si rende conto di cosa le sta facendo suo marito? Sta cercando di farla         impazzire per liberarsi di lei.

ELISABETH

            No! Non è vero. Io che sono malata. E molto!

TURNER

            Il vero malato è suo marito. El un pazzo paranoico!

ELISABETH

            Ma lei lo sa che non ho più memoria, nascondo le cose e le rubo, perfino? Lo sa, che cosa ho     fatto stasera? Sono uscita per la prima volta dopo due mesi e ho rubato la più preziosa             moneta di una collezione, in casa di Lord Winbleton?! È lì .. (INDICA IL CAMINO)

TURNER

            (GUARDANDO NEL CAMINO) Quella? Quella è una volgare moneta straniera di piombo.    Non l'ha vista, signora? La guardi.

ELISABETH

            Ma non può essere ...

TURNER

            (PRENDENDO LA MONETA CON UN ARNESE DA CAMINO)

            Chi le ha fatto credere questa cosa? Suo marito, immagino? (LE METTE LA MONETA      SOTTO AL NASO MA LEI NON VUOLE GUARDARE) Perché non la guarda? Non le       piace sapere la verità?

ELISABETH

            No, non è vero. Lui non farebbe mai una cosa simile.

TURNER

            L'ha fatta, signora.

ELISABETH

            Ma cosa sta dicendo? E poi ... e poi lo sa come è morta mia madre? In manicomio,     completamente pazza!

TURNER

            Anche questo gliel'ha detto lui, vero?

ELISABETH

            E anch'io finirò così. Io ... lei non sa di che cosa sono capace ...

TURNER

            Ma cosa fa, signora Burton, cerca di convincere anche me? Lo lasci fare a suo marito che è    più bravo ...

ELISABETH

            Lui sta solo cercando di aiutarmi.

TURNER

            A diventare pazza, certo.

ELISABETH

            Ma perché dovrebbe fare una cosa così orribile?

TURNER

            Perché ormai lei per suo marito è sol tanto un ostacolo. Non gli serve più. E quello che       voleva l'ha ottenuto: sposar1a entrare in questa casa. E adesso lei, con la sua presenza non fa    che rallentare le sue ricerche.

ELISABETH

            Quali ricerche?

TURNER

            I gioielli. Non se lo ricorda? Quelli per cui ha ucciso. Quindi farà di tutto per mandar1a via,             per farla rinchiudere o peggio.

ELISABETH

            Cosa vuol dire peggio?

TURNER

            Suo marito ha confidato a James la paura che lei, un giorno, possa arrivare a suicidarsi. Lo sapeva?

ELISABETH

            Io? Ma io non ...

TURNER

            A proposito! Il latte! Santo cielo! L'ha bevuto?

ELISABETH

            Quale latte? Ah, no .. Eccolo.

TURNER

            (ANNUSANDOLO) Sa di mandorle ..

ELISABETH

            È ovvio. È latte di mandorla.

TURNER

            Potrebbe esserci del cianuro. Non se ne accorgerebbe.

            Preferirei non accertarmene.

ELISABETH

            Cianuro! Figuriamoci! lo non so perché sto ancora qui ad ascoltarla ...

TURNER

            Forse perché sa che sto dicendo la verità e ha ancora del buonsenso .. La luce e questi rumori .. non li sente forse solo quando suo marito non c'è.

ELISABETH

            Sì. Cominciano poco dopo che è uscito.

TURNER

            Giusto il tempo di raggiungere la casa qui a fianco.

            E scommetto che appena scompaiono i rumori e si alza la luce, suo marito torna a casa ...

ELISABETH

            (PENSOSA) Sì. .. quasi subito dopo.

TURNER

            Strana coincidenza, no? Lei è mai stata allo studio di suo marito? Sa per caso dove si trova?

ELISABETH

            No.

TURNER

            Glielo dico io. El attaccato alla sua casa, signora.

            È da lì, passando per il tetto, che lui entra in questa soffitta per continuare le ricerche. Ormai           sono certo. L'ho spiato e l'ho seguito.

ELISABETH

            È sicuramente un caso. Una coincidenza come dice lei.

TURNER

            E allora questi rumori? Come li spiega, questi rumori?

ELISABETH

            (CONFUSA IN CERCA DI UN APPIGLIO) Veramente ...

TURNER

            L'unica spiegazione è che lui è lassù e sta frugando da per tutto.

ELISABETH

            E se non esistesse nessun rumore? E se non esistesse neanche lei, signor Turner? Se stessi          immaginando tutto?

TURNER

            Sarebbe molto comodo, ma poco reale.

ELISABETH

            È molto più reale che io sia pazza che mio marito un maniaco omicida.

TURNER

            Se lei preferisce essere malata piuttosto che affrontare la realtà, faccia pure. È sempre            meglio che dover mettere in discussione tutta una vita, il suo matrimonio, le sue scelte, e    soprattutto ammettere di essersi innamorata di un assassino. Ma non uno qualunque. Quello     di sua zia. Ed è talmente innamorata di questo mostro che gli vuole fare anche un bel regalo.           Si toglie dai piedi, per sempre. Allora, visto che le cose stanno così, se veramente crede a             quello che dice, beva, beva il suo latte alle mandorle. Chissà. Potrebbe aver anche ragione     lei ... Perché non beve?

            (LEI STA PER BERE QUANDO UN FORTE RUMORE CHE VIENE DALLA SOFFITTA LA BLOCCA)

            Ah, questo l'ha sentito?

ELISABETH

            Io ... (RIPORTA IL BICCHIERE ALLA BOCCA. MA POI, LENTAMENTE LO ALLONTANA)

            Cosa vuole che faccia, signor Turner?

TURNER      

            Finalmente! Lei sola può sapere dove possono essere quei gioielli. Solo lei conosce tutti gli          oggetti di sua zia, solo lei può immaginare dove può averli nascosti. Si sforzi di   immaginarlo. Ma dobbiamo fare in fretta. È troppo pericoloso restare qui.

ELISABETH

            Ma non posso fuggire ... senza dirgli niente.

TURNER

            Signora, la prego, abbia fiducia. La condurrò da un amico di sua zia. Un uomo molto   potente.

ELISABETH

            Chi è?

TURNER

            L’uomo che le regalò quei gioielli. Lo stesso che la fece posare nelle vesti della Traviata.

            (ALLUDE AL QUADRO)

ELISABETH

            (FISSA IL QUADRO IN MANIERA STRANA) ... nelle vesti della Traviata ... nelle vesti ...            Ecco! Ecco dove sono quei gioielli. Incastonati nel vestito! Quelle pietre! Le stesse! Le ho          viste una volta in una scatola e la zia mi disse che erano false. E lo erano. Perché i veri gioielli sono ancora cuciti su quel vestito!

TURNER

            E dov'è, ora, quel vestito?

ELISABETH

            Di sopra, con tutta la sua roba. Ma sì ... sono li .. Perché non ci ho pensato prima?

TURNER

            Perché non sapeva che esistessero. Ora vado a cercare una carrozza. Non la deve trovare qui.

ELISABETH

            E se mio marito tornasse prima di lei?

TURNER

            In quel caso si chiuda in camera e non gli apra per nessun motivo. Poi fuggirà dalla finestra. Sa se suo marito possiede una pistola?

ELISABETH

            Sì, certo. È nel suo scrittoio.

TURNER

            Meglio toglierla di mezzo.

ELISABETH

            Ma i cassetti sono chiusi a chiave.

TURNER

            Pensa che una semplice serratura mi possa fermare? (FA SALTARE LA SERRATURA E        APRE. CERCA TIRANDO FUORI VARI OGGETTI CHE ELISABETH GUARDA CON        INTERESSE FINALMENTE LA TROVA) Eccola!

ELISABETH

(GUARDANDO NEI CASSETTI) L'anello! L’anello di sua madre! Allora non 1'ho perso... e la collana .. quei preziosi documenti ... Lo capisce, signor Turner? Allora non sono stata io! È stato lui .. Gregory!

TURNER      

            Aveva ancora dei dubbi?

ELISABETH

            E la lettera! La lettera che trovai nello spartito e poi scomparve. Dopo, quando gliene parlai,   mio marito mi disse che non era mai esistita, che me l’ero sognata. Ecco, la lettera di un             certo Sergius Bower ...

TURNER

            Lo sa qua’è il vero nome di suo marito? (INTANTO I RUMORI CESSANO E LA LUCE SI ALZA)

ELISABETH

            (DISTRUTTA) Credo di immaginarlo. Ma allora lui ... allora lui non mi ha mai amata!             (DISPERATA) Fingeva! Mi ha sempre mentito! Non mi ha mai amata!

TURNER

            Mi dispiace signora ..

ELISABETH

            Ma non è possibile ..

TURNER

            (ACCORGENDOSI DELLA LUCE) La luce. È aumentata.

            Vuol dire che fra qualche minuto suo marito sarà qui.

ELISABETH

            Oh, Dio! Non voglio vederlo! Non ce la faccio! Non posso sopportare di vederlo!

TURNER

            Lei non lo vedrà, signora Burton. Lo aspetterò qui fuori, sul vicolo e lo affronterò. Ormai       non c'è più il tempo di chiamare una carrozza.

ELISABETH

            Cosa gli farà?

TURNER

            Non si preoccupi. Non sono un assassino, io.

(ESCE DALLA COMUNE. ELISABETH CORRE ALLA FINESTRA E VEDE TURNER APPOSTARSI VICINO AL LAMPIONE. POI, IN PREDA AL TERRORE, INDIETREGGIA FINO ALLA SUA STANZA ED ESCE)

(LA PORTA DELLA SOFFITTA SI APRE FACENDO ENTRARE UN FASCIO DI LUCE. GREGORY LENTAMENTE SCENDE LE SCALE, SPOLVERANDOSI GLI ABITI. HA L'ESPRESSIONE SODDISFATTA E QUALCOSA NELLA MANO. SI AVVIA VERSO LA COMUNE ED ESCE UN ATTIMO PER POSARE IL CAPPOTTO CHE HA SUL BRACCIO. POI RIENTRA E VA DAVANTI ALLA PORTA DELLA CAMRA DELLA MOGLE. AVVICINA L'ORECCHIO E ASCOLTA: NESSUN RUMORE. ALLORA VA AL PIANOFORTE, PRENDE UNA SCATOLETTA E CI FA SCIVOLARE I GIOIELLI CHE STRINGEVA NELLA MANO. POI SI AVVIA ALLA SCRIVANIA PER SISTEMARCI IL BOTTINO, MA SI ACCORGE CHE QUALCUNO L'HA FORZATA. VA PER PRENDERE LA PISTOLA, MA LA CUSTODIA È VUOTA. SI GUARDA INTORNO IMPAURITO E SI ACCORGE ANCHE CHE IL BICCHIERE CON IL LATTE, POSATO SUL TAVOLINO VICINO ALLE POLTRONE, È ANCORA PIENO. ALLORA VA DECISO VERSO LA CAMERA DELLA MOGLIE E LA APRE BRUSCAMENTE)

GREGORY

            Elisabeth!

VOCE ELISABETH

            (SORPRESA) Greg!

GREGORY

            Sembri sorpresa di vedermi .. cosa stavi facendo?

VOCE ELISABETH

            Stavo riposando ..

GREGORY

            In piedi vicino alla finestra?

VOCE ELISABETH

            Infatti, sono un po' agitata ..

GREGORY

            Perché non hai bevuto il tuo latte con la medicina.

            Non avresti dovuto dimenticarlo. Vieni a prenderlo, Elisabeth ...

            (LEI NON ESCE E LUI INSISTE CON UN TONO MOLTO RASSICURANTE) Vieni     amore. Vieni.

(LA MANO DI ELISABETH APPARE DALLA PORTA. LUI LA PRENDE E LA CONDUCE DAVANTI ALLA SCRIVANIA E LE DICE CON UNA CALMA INNATURALE)

GREGORY

            Perché hai aperto la mia scrivania, Elisabeth? Non dovevi farlo, senza la chiave. Adesso la        serratura si è rotta e bisognerà farla accomodare.

ELISABETH

            Io non ho aperto nulla, Greg

GREGORY

            Se avessi preso la medicina, non avresti fatto una cosa così sconsiderata, non credi?

ELISABETH

            Non mi andava di prenderla, stasera.

GREGORY

            Non ti andava .. Invece ti andava di scassinare la mia serratura e rubare la pistola nel       cofanetto.

ELISABETH

            Io non ho rubato niente.

GREGORY

            (IN UNO SCATTO D'IRA) Perché continui a mentire!!!

            Perché non dici la verità!? Cosa sei andata a cercare lì dentro?! Perché hai aperto il mio    scrittoio!

ELISABETH

            Io non l'ho aperto! Non sono stata io!

GREGORY

            Perché hai aperto il mio scrittoio!?

ELISABETH

            Non sono stata io!

GREGORY

            Perché l'hai aperto Elisabeth!?

ELISABETH

            Non sono stata io!

GREGORY

            Perché?!!!

ELISABETH

            È stato lui?

GREGORY

            Lui? Di chi stai parlando? Rispondi!

ELISABETH

            Di un uomo...

GREGORY

            Un uomo? Quale uomo?

ELISABETH

            Un uomo .. era qui, poco fa.

GREGORY

            Qui? E chi l'ha fatto entrare? Camille?

ELISABETH

            No, Camille era fuori.

GREGORY

            Allora James

ELISABETH

             James. Non c'era nessuno in casa.

GREGORY

            Allora chi ha aperto la porta? Sei stata tu!

ELISABETH

            No, è entrato da solo.

GREGORY

            Da solo? E come?

ELISABETH

            Non 1o so. È comparso, all'improvviso. La luce si era abbassata e ...

GREGORY

            È comparso! Nessuno gli ha aperto e lui è comparso!

            E come è scomparso, attraverso quel muro? O quello .. ?

ELISABETH

            No, è uscito dalla porta.

GREGORY

            Ma guarda! E adesso c'è o non c'è. È ancora qui? Tu lo vedi, per caso?

ELISABETH

            È lì fuori, vicino al lampione. (GREGORY APRE LA FINESTRA, MA FUORI NON C'È      NESSUNO)

GREGORY

            Dove Elisabeth?

ELISABETH

            Non c'è?! (GUARDA IL MARITO) Non c'è!

GREGORY

            C'è mai stato, Elisabeth?

ELISABETH

(LO GUARDA IMPLORANTE) Non lo so ... (PAUSA) Gregory, allora me lo sono sognato? L'ho sognato, eh? L'ho sognato? Dimmi, l'ho sognato?

GREGORY

            Calmati, Elisabeth ..

ELISABETH

            Allora tutto quello che ho visto non è vero, tutto quello che è successo ...

GREGORY

            Tutto quello che non è successo. Bevi, la tua medicina, tesoro, e ti sentirai subito meglio.

ELISABETH

            .. è solo un frutto della mia fantasia! Non esiste nulla, non è mai esistito nulla!

GREGORY

            Solo le tue allucinazioni. Bevi, Elisabeth.

ELISABETH

            Io .. io ..

GREGORY

            (PORGENDOLE IL BICCHIERE) Ti farà bene, vedrai.

ELISABETH

            Oh, Greg, io ..

GREGORY

            Elisabeth, non sopporto di vederti soffrire. Ti amo troppo, ti prego, bevi.

ELISABETH

            Tu .. davvero mi ami?

GREGORY

            Infinitamente. Perché me lo chiedi, non mi credi? (LE METTE IL BICCHIERE VICINO          ALLA BOCCA)

ELISABETH

            (PRENDENDO IL BICCHIERE, STA PER BERE) Ti credo ..

            (STA PER BERE QUANDO DALLA SOFFITTA ESCE TURNER IMPUGNANDO LA             PISTOLA E CON L'ABITO DELLA TRAVIATA SUL BRACCIO)

TURNER

            Signora Burton!!

ELISABETH

            Turner!

GREGORY

            Turner? Chi è questo Turner?!

ELISABETH

            Te l'avevo detto ... un uomo .. È stato lui a prendere la pistola ...

GREGORY

            Lo vedo.

TURNER

            Perché, ancora pensava che fossi un fantasma?

GREGORY

            Che cosa vuole? Da dove è entrato?

TURNER

            Dallo stesso posto da cui è entrato lei: la soffitta. Ci sono molte cose interessanti, là sopra. Non è vero signor Burton?

GREGORY

            Ma di che cosa sta parlando?

TURNER

            Di quello che ha appena trovato. (MOSTRANDO IL VESTITO) Erano nascosti molto bene,   non è così?

ELISABETH

            Erano lì .. erano nel suo vestito ..

TURNER

            Già, dove tutti potevano vederli ma nessuno poteva saperlo, tranne chi glieli aveva regalati e           la guardava dal palco reale.

GREGORY

            Sbaglio, signor Turner, ma ancora non mi ha detto chi è. Immagino un poliziotto.

TURNER

            Assolutamente no. Infatti non ho neanche le manette e sarò costretto ad arrangiarmi in un         altro modo.

ELISABETH

            (ALLARMATA METTENDOSI DAVANTI AL MARITO) Che cos'ha intenzione di fare,       Turner?

TURNER

            Prima di tutto recuperare i gioielli. Mi vuole dire dove li ha messi, signor Burton?

GREGORY

            Se li cerchi da solo. Io li ho dovuti cercare per un anno.

TURNER

            Io spero di metterci molto meno, visto che il grosso del lavoro l'ha fatto lei.

(INTANTO È SCESO DALLE SCALE E SI GUARDA INTORNO NEL SALOTTO) Io li avrei messi ... (GUARDA LA SCATOLA E LA APRE) .. esattamente qui. Infatti ... (METTE LA SCATOLA IN TASCA)

GREGORY

            Bravo!

TURNER

            Signora, vuole essere così gentile da aiutarmi a legare suo marito. Come vede ho una mano   occupata ...

GREGORY

            Non ti muovere, Elisabeth!

TURNER

            Non gli farò del male, ma non voglio che lui lo faccia a noi. Venga.

GREGORY

            Elisabeth, non vorrai aiutare questo farabutto, È l'assassino di tua zia! Non l'hai capito? L'ha    detto lui stesso che non è un poliziotto!

ELISABETH

            (CONFUSA) Io ... è vero?

GREGORY

            Mi ucciderà e poi ucciderà anche te!

TURNER

            Adesso basta, Signor Burton, Signora, mi aiuti a legare quest'uomo ... Sì, è vero, non sono            un poliziotto ..

(TURNER HA LE SPALLE ALLA PORTA DELLA COMUNE, ELISABETH È DAVANTI ALLA FINESTRA APERTA E GREGORY VICINO ALLA SCALA DELLA SOFFITTA. È PIÙ O MENO QUESTA LA SCENA CHE JAMES, TORNANDO A CASA, VEDE DALL’ESTERNO, DALLA FINESTRA APERTA. CREDENDO CHE TURNER, CON LA PISTOLA PUNTATA VOGLIA UCCIDERE LA SIGNORA (GREGORY È FUORI DAL SUO RAGGIO VISIVO), SI PRECIPITA DENTRO CASA, APRE LA PORTA DELLA COMUNE E VIBRA UN COLPO IN TESTA A TURNER CHE CADE PERDENDO I SENSI )

JAMES

            Tutto bene, signora?

            (A QUEL PUNTO SI ACCORGE DELLA PRESENZA DI GREGORY)

GREGORY

            Tutto bene, grazie.

JAMES

            Ah, signore .. lei qui?

GREGORY

            Già, intervento tempestivo; James. Bravo!

JAMES

            Dovere, signore.

            (FA UN PASSO AVANTI MA GREGORY GLI PUNTA LA PISTOLA)

GREGORY

            Stia indietro, James! E non muoverti neanche tu, Elisabeth.

JAMES

            Suppongo che a questo punto sia inutile chiamare la polizia. ..

GREGORY

            La polizia la chiamerà Camille quando tornerà e troverà due uomini uccisi da una pazza che             poi si è suicidata.

JAMES

            E io dovrei far parte della strage, signore?

GREGORY

            Temo proprio di sì, James. E visto che ci tiene tanto, le dò anche la precedenza.

ELISABETH

            (GLI SI AVVENTA CONTRO) Gregory, ma sei impazzito!?

            Ma cosa vuoi fare? Greg! Greg!!

GREGORY

            (DANDOLE UNO SPINTONE E ALLONTANANDOLA) Vattene Elisabeth! Stai lontana!          Addio, James!

(SPARA. MA LA PISTOLA EVIDENTEMENTE È SCARICA. PROVA ANCORA.

MA NON C'È NEANCHE UN COLPO)

            Ma cosa ..

JAMES

            (TIRANDO FUORI I PROIETTILI DALLA TASCA) Cercava questi, signore?

GREGORY

            James, li ha tolti lei?

JAMES

            Me l'aveva detto lei di togliere di mezzo tutto ciò che poteva danneggiare la signora ...

GREGORY

            Maledetto! Mia moglie non aveva le chiavi della scrivania!

JAMES

            Ce le aveva lei, signore. E io mi sono permesso ..

GREGORY

            (AVVENTANDOSI SU DI LUI CON VIOLENZA) Bastardo Disgraziato!

(IN QUEL MOMENTO TURNER, RIPRENDENDO I SENSI, SI AVVENTA CONTRO GREGORY. NE SEGUE UNA LOTTA FURIOSA. POI, SEMPRE LOTTANDO CON OGNI MEZZO SI SPINGONO DENTRO LA COMUNE E DAI RUMORI DI OGGETTI FRACASSATI SI CAPISCE CHE LA COLLUTTAZIONE CONTINUA DURISSIMA. NEL FRATTEMPO JAMES RACCOGLIE DA TERRA LA PISTOLA E CI RIMETTE I PROIETTILI ED ESCE VALOROSAMENTE VERSO LA COMUNE)

ELISABETH

            James, per carità ...

(AD UN TRATTO SI SENTE UN COLPO. TUTTI I RUMORI CESSANO. ELISABETH È TERRORIZZATA. GUARDA CON ANSIA VERSO LA COMUNE. ENTRA GREG, PIEGATO IN DUE, BARCOLLANDO CHE CADE PER TERRA. LA MOGLIE SI PRECIPITA DA LUI)

ELISABETH

            Greg!! Greg!! O Dio mio, Greg!!! L'avete ammazzato!!! (ENTRA TURNER TUTTO           SCOMPOSTO TENENDOSI UNA MANO. JAMES LO SEGUE)

TURNER

            (SECCATO) Non poteva stare più attento, James?

JAMES

            Sono desolato, signore. Ma in quella confusione ..

TURNER

            Forza, mi aiuti a legare quest'uomo.

(TIRANO SU GREGORY SVENUTO, LO METTONO A SEDERE SU UNA POLTRONCINA DI FACCIA AL PUBBLICO E LO LEGANO)

TURNER

            Ecco l'assassino di Cecil Milton, signora Burton.

            Ora non le potrà più fare del male.

ELISABETH

            Greg .. io .. fatemi capire, vi prego ... chi è lei, chi è mio marito .. i gioielli ... lei non è un          poliziotto, vero?

JAMES

            No. Torno adesso dal distretto e a lui non l'hanno mai visto

TURNER

            La polizia non ne sa niente di questa storia. È una faccenda che riguarda solo l'ambasciata.

ELISABETH L'ambasciata?

TURNER

            Sì, del paese da cui provengono quei gioielli. Vede, signora, quei gioielli appartengono alla       corona e la .. diciamo .. debolezza del sovrano che li ha regalati a sua zia è stato un fatto           piuttosto imbarazzante. Per questo il governo mi ha incaricato di recuperarli. Certo, le verrà         offerta in cambio una grossa cifra ..

ELISABETH

            Mia zia ..

TURNER

            Si, aveva accettato questo "piccolo" presente. Ma a patto che alla sua morte sarebbero        tornati alla corona. Ma alla sua morte non furono più trovati.

ELISABETH

            Mio marito, allora ..

TURNER

            Lo sa. Glielo devo ripetere un'altra volta?

ELISABETH

            Che ne sarà di lui?

TURNER

            Lo deciderà la polizia.

JAMES

            Sarà meglio andarla a chiamare. Permette signora?

TURNER

            Vada James.

JAMES

            Mi dispiace, signora. Ma tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per il suo bene e per amore della           signorina.

TURNER

            È grazie a lui che è finita così. Ha sempre sospettato qualcosa e si è fidato di me.

JAMES

            Non sempre. Si tocchi la testa, signore.

            (ESCE)

GREGORY

            (COMINCIANDO A RINVENIRE)

            Elisabeth .. Elisabeth ...

ELISABETH

            (INGINOCCHIANDOSI VICINO A LUI) Greg!

GREGORY

            Elisabeth .. amore

ELISABETH

            Signor Turner .. signor Turner, per favore, potrebbe accomodarsi nell'altra stanza?. Vorrei            restare un attimo sola con mio marito

TURNER

            Lo ritiene davvero opportuno?

ELISABETH

            Sì, non si preoccupi. La prego.

TURNER

            Come vuole. Ma stia attenta.

ELISABETH

            E cosa può farmi? È legato

TURNER

            Come vuole. (ESCE)

GREGORY

            Elisabeth

ELISABETH

            Aspetta, Gregory ... (PRENDE IL SUO FAZZOLETTO, LO BAGNA CON DEL    PROFUMO E GLI TAMPONA LA FRONTE)

            Come va, amore?

GREGORY

            Hai visto che mi hanno fatto?

ELISABETH

            Sì, amore, l'ho visto.

GREGORY

            Sono andati a chiamare la polizia, vero?

ELISABETH

            Sì, Greg.

GREGORY

            Mi impiccheranno, lo sai, amore? (LEI NON RISPONDE) Tu vuoi che mi uccidano?

ELISABETH

            No.

GREGORY

            E allora aiutami amore. Aiutami. Slegami, ti prego.

ELISABETH

            Perché?

GREGORY

            Ti amo Elisabeth... ti ho sempre amata. Da quanto ti ho incontrato, a Venezia ...

ELISABETH

            (HA UN MOTO DI DISGUSTO)

GREGORY

            Mi devi credere.

ELISABETH

            Mi hai fatto soffrire molto, Gregory.

GREGORY

            Lo so. Tra me e te ci sono sempre sta ti quei

            maledetti gioielli, però credimi, amore, a modo mio ti ho voluto un'infinità di bene. Ho         amato la tua debolezza, la tua sofferenza e tu ... tu non sei mai riuscita ad odiarmi, non è        vero?

ELISABETH

            Sì, è vero. Non ci sono riuscita. Ma non sapevo quello che mi stavi facendo.

GREGORY

            Lo sapevi e mi amavi lo stesso. Di più. Non sono colpevole di quello che tu hai accettato e      desiderato. Non il solo.

ELISABETH

            Stai dicendo delle cose terribili.

GREGORY

            Il nostro amore era terribile. Ma era un amore ... Aiutami, Elisabeth.

ELISABETH

            Stai sudando, Greg.

GREGORY

            Non farmi impiccare. Tu. sola puoi salvarmi. Non uccidermi, Elisabeth

ELISABETH

            Tu stavi per farlo, poco fa.

GREGORY

            No, non l'avrei mai fatto! Ti avrei portato con me.

ELISABETH

            Fa caldo, non trovi?

GREGORY

            Non ti avrei mai ucciso, Elisabeth, mai! (PIANGENDO) In un anno avrei potuto farlo tante        volte! Credimi! Devi credermi.

ELISABETH

            (BACIANDOLO TENERAMENTE) Ti credo, amore ... (GLI PASSA LE DITA SULLA            BOCCA) Hai la bocca arsa .. (GLIELA BAGNA CON UN FAZZOLETTO) Va meglio?             Aspetta ... (VA A PRENDERE IL BICCHIERE DI LATTE) Tieni, amore, bevi, ti farà bene.             (LUI SPOSTA LA TESTA) Bagnati almeno le labbra ... non hai sete? .. Perché non        bevi? Non ti piace questo latte? O hai paura che ci sia qualcosa che può farti male? Ma c'è     solo il mio sonnifero, vero?

            (GREGORY NON BEVE)

            Vorrei tanto averti creduto, amore.

            (LO BACIA TENERAMENTE. IN QUEL MOMENTO ENTRA TURNER)

TURNER

            Sono arrivati. È pronto, signor Bower?

GREGORY

            Sono pronto.

            (SI ALZA E SI AVVIA VERSO LA PORTA ACCOMPAGNATO DA TURNER. ENTRA    CAMILLE DI CORSA)

CAMILLE

            Signore?! Cosa è successo, signore? Cosa ci fa qui la polizia?

GREGORY

            Un piccolo incidente, Camille. (LE DA' UN BACIO APPASSIONATO DAVANTI ALLA     MOGLIE)

            Grazie per la tua affettuosa disponibilità, Camille ..

CAMILLE

            Ma dove va? Dove la portano?

GREGORY

            In prigione. Pare che io sia un ladro e un feroce assassino. Mi amerai lo stesso, Camille?

CAMILLE

            Dovrei decidere, signore. Ma penso di sì, signore.

GREGORY

            Addio amore.

CAMILLE

            Addio.

GREGORY

            Dicevo a mia moglie, Camille. (ESCE)

(TURNER SI AVVICINA AD ELISABETH, LE, TOGLIE IL BICCHIERE DI MANO E LO TENDE ALLA CAMERIERA)

TURNER

            Camille! (LA CAMERIERA SI AVVICINA E LO PRENDE.

DURANTE LA SCENA CHE SEGUE, IN PRIMO PIANO, IN SECONDO PIANO, CAMILLE, ANCORA AGITATA PER GLI AVVENIMENTI, SI BEVE TUTTO IL CONTENUTO DEL BICCHIERE)

TURNER

            È andato via.

ELISABETH

            Sì. (POI SI ACCORGE CHE TURNER HA UNA MANO CHE SANGUINA) Ma lei è           ferito ..

TURNER

            James non è un buon tiratore.

ELISABETH

            Posso aiutarla?

TURNER

            Certo.

            (DISINFETTA LA FERITA E GLI FASCIA LA MANO. TURNER LA GUARDA      INTENSAMENTE) Potrò venire a trovarla, qualche volta?

ELISABETH

            Forse. Più in là.

TURNER

            A proposito. Mi chiamo Andreas. Andreas Platiel.

ELISABETH

            A presto, signor Platiel.

TURNER (INDICANDO LA MANO FASCIATA)

            Dovrò comunque riportarle il fazzoletto.

CAMILLE

            L’accompagno, signore.

            (TURNER SI ACCORGE CHE LA CAMERIERA HA IN MANO IL BICCHIERE VUOTO)

TURNER

            Ma signorina, cosa ha fatto? Cosa ha bevuto ..

CAMILLE

            Oh, mi scusi, non dovevo ... Ma ero così agitata ...

ELISABETH

            Oh Dio! Santo cielo!

CAMILLE

            Ma cosa c'è?

TURNER

            Come si sente, signorina?

CAMILLE

            Non bene. Perché?

ELISABETH

            Lei sa cosa c'era in quel latte, Camille?

CAMILLE

            Certo, il suo sonnifero signora. Per questo mi sento già meglio.

ELISABETH

            Si sente..?

CAMILLE

            Si, già molto più tranquilla.

ELISABETH

(A TURNER) Allora non c'era niente li dentro! Non mi voleva avvelenare! Non ha tentato di uccidermi!

TURNER

            Ma ha tentato di ammazzare me. E anche James, non le basta?

ELISABETH

            (SENZA ASCOLTARLO) ... Diceva la verità ...

TURNER

            E sua zia? Se lo ricorda come ha trovato sua zia?

            Non è abbastanza quello che ha fatto?

ELISABETH

            (A TURNER) Mi amava ...

TURNER

            Forse non è mai abbastanza.

ELISABETH

            Forse .. forse lui mi amava davvero.

JAMES

            (ENTRANDO DALLA COMUNE) È arrivata la sua carrozza.

TURNER

            Spero che risolverà presto questo dubbio. Il dubbio non lascia mai posto a nient'altro.       Arrivederci, signora.

ELISABETH

            Arrivederci

CAMILLE

            L'accompagno. (ESCE CON TURNER)

ELISABETH

            Forse ... forse ... mi amava ...

JAMES

            Vuole che chiuda le tende, signora?

ELISABETH

            Grazie, James ... (LUI VA A CHIUDERE LE TENDE MENTRE LEI SI SIEDE AL     PIANO. )

            Forse ... (INIZIA A SUONARE E CALANO LE LUCI)

fine

    Questo copione è stato visto
  • 1 volte nelle ultime 48 ore
  • 1 volte nell' ultima settimana
  • 4 volte nell' ultimo mese
  • 4 volte nell' arco di un'anno