Animali

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Animali
questo spettacolo contiene molte storie di animali come quella.. 

di

Luigi Gozzi



ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
B - Il viaggiatore che, superata l'ultima curva
si fosse immesso nel rettilineo che conduceva
nel paese di Mercatale alla casa dei contadini Radicchi
avrebbe potuto scorgere sulla destra
un piccolo edificio di semplici mattoni:
il pollaio che ospitava quattordici galline e un gallo...
(pausa)
A - Nell'oscurità della notte, sotto i grandi alberi
del Paseo Nuevo di Barcellona si aggiravano
molte ombre furtive e per il momento silenziose.
Improvvisamente risuonò una voce solenne:
‘Cani! Perros!‘ L’assemblea cominciava i suoi lavori...
(pausa)
B - Tutto intorno il luogo sembrava deserto: una furia devastatrice si era esercitata all’improvviso 
sugli animali e sui vegetali,fatti a pezzi e lacerati violentemente gli uni e gli altri.Di lì era certamente passato un essere violento e incontrollabile...
(pausa)
A - Nel cielo sereno di lontano si scorgeva 
un punto oscuro che rapidamente si stava avvicinando... Chi era? Cos’era? Un uccello? Un aereoplano? 

SCENA SECONDA
C - Una nave! 
A - Una nave? 
C - Una nave spagnola
A - Allora è quella...
B - Certo, è quella!
C - una nave mercantile sta arrivando al porto di Genova...
A - E dentro la nave...
B - ...c’è la stiva
A - ...e dentro la stiva...
C - C’è molta roba...
A - Guarda meglio...
C - ...c’è una cassa, spedita 
da un negozio di Barcellona a uno di Genova...
A - ...e dentro la cassa...
C - ...la cassa è tutta piena 
di dolcetti buonissimi chiamati trabucos
A - ...guarda bene in mezzo ai dolcetti...
C - ....in mezzo ai trabucos ci sono due bambini...
B - Due bambini?
A - Sì. E chi c’è ancora?
C - Vedo, vedo...mi sembra un cane, un cagnino,
un cagnetto, un piccolo cane, un cane molto piccolo
A - E’ certamente il cane Pulga, il quale 
ha ipnotizzato i due bambini 
e li fatti entrare nella cassa di dolci 
spedita da Barcellona a Genova.
C - Allora dentro la cassa ci sono i due bambini e Pulga.
B (mostra una patata) - Guardate che cosa ho trovato! 
A - E’ quello che è rimasto della cucina 
dei marchesi spagnoli di Las Casas. 
Come l’hanno lasciata i ladri.
B - Il cuoco è per terra imbavagliato e legato
A - Come l’hanno lasciato i ladri, dopo aver completamente
saccheggiato la cucina dove era pronto 
il grande pranzo di nozze dei marchesi di Las Casas
B - Non c’era rimasto niente. 
A - Una settimana fa è stato rubato il famoso, il fastoso pranzo di nozze di un marchese spagnolo, imbavagliati 
i cuochi, seminato il terrore nelle cucine
C - Quand’è stato?
B - Una settimana fa, mercoledì scorso (secondo calendario reale).
A - Tolto il bavaglio, l’uomo
C - Il capocuoco?
A - Sì, il capocuoco, più istupidito del solito, 
ha detto “cani!”
C - Lui voleva dire : ”sono stati i cani”.
B - Anche i due bambini hanno detto la stessa cosa: 'perros!’‘Sono stati cani!’ Avevano visto 
i cani che entravano... 
C - Nella cucina del marchese spagnolo?
A - Certo. Allora Pulga ha voluti punire i bambini che avevano fatto la spia, li ha ipnotizzati 
e li fatti entrare nella cassa dei trabucos 
che partiva per Genova.
B - E chi era stato invece a rubare 
il pranzo del marchese spagnolo?
A - I cani. Erano stati i cani del Girasole Azzurro. 
C - Il Girasole Azzurro? cosa c’entra il Girasole Azzurro?
A - Il Girasole Azzurro è una società segreta 
di cani ladri, basta guardargli sulla coda, 
hanno tutti un girasole azzurro dipinto sulla coda.
I due bambini avevano testimoniato contro i cani
C - Il Girasole Azzurro quella famosa banda di cani ladri
che si propone di vivere onestamente rubando
A - Erano loro che avevano derubato 
il marchese spagnolo del suo pranzo,
capitanati dal terribile Pulga
B - Ma chi è questo Pulga?
A - Pulga in spagnolo significa pulce; 
vuol dire che il cane Pulga
non è più grande di una pulce. 
(A disegna per terra con la mano la cassa tutto attorno a C che è seduta)
SCENA TERZA 
B - Allora?
C - Due bambini?
A - Sì. Un bambino e una bambina.
C - Faccio la bambina?
A - La bimba, cioè la bambina di chiama Adele
C - Io sono Adele, sto andando a Genova,
e chiamo mio fratello: mio fratello si chiama... Juan.
Juan! Juanito! Dove estamos aquì, Juanito?
A - Smettila. Dì la tua battuta ( dà a C un foglietto)
C - (legge) Juan dove siamo? E’ tutto qui, 
poi, parentesi, piange. 
B - (leggendo un foglietto) Faccio Juan: Adele, sono qui, 
ma non so dove siamo.
C - Nient’altro?
B - No. Cosa debbo dire?
A - Va bene, va bene anche così. Io faccio il cane Pulga, cane piccolissimo, cane quasi invisibile: 
il cane Pulga udendo le voci dei bambini 
comprende il loro disinganno e la loro disperazione
e ritenendo di averli già puniti a sufficienza 
li vuole consolare e, con quanta voce ha in gola, abbaia, e abbaia...(apre la bocca ma senza suono)
C - Non si sente niente....
A - Il cane era così piccolo che i due bambini 
non sentivano quasi niente: un minuscolo rumore
come lo sfogliarsi di una rosa,
come un batter di palpebre
lieve come un sorriso e perfino 
più leggero di un sospiro...
C (e anche B) - Bello! Bravo! (applaude) 
B - E poi non è successo più niente? 
A - E’ successo che i bambini si sono consolati,
si sono mossi per la cassa, hanno trovato i dolcetti...
B - ( le sono caduti di tasca dei dolcetti) Buoni 
questi dolcetti spagnoli!
A - E scartavano i dolcetti, 
e se li mettevano in bocca...(eseguono)
C - E dicevano: buono!
B - Buono! 
C - La nave è arrivata in Italia:
siamo a Genova nella lussuosa pasticceria
del signor Rondella. Attenzione! 
Aprono la cassa dei dolcetti.
Tutti vogliono sapere dei misteriosi rumori 
che si sono uditi - silenzio, per favore! - 
da dentro la cassa. (ascolta)
A - Presto!
B - Facciamo in fretta!
B e C - Cosa succede? Chi ci capisce niente? Per forza
è genovese! Dov’è il signor Rondella? 
perché non aprono la cassa? 
A - St! La cassa è stata aperta e subito, all’improvviso, viene fuori una specie...non mi viene la parola...
una specie di..
B - di fuoco d’artificio
A - No!
C - di schizzo d’acqua, come quando...
A - No!
B - di nuvola di gas tossico!
A - No!
C - di miccia accesa, di bomba inesplosa
A - No!
B - di segnale d’allarme, anche prima...
A - No! 
C - di pianto disperato!
A - No!
B - di pallottola vagante!
A - Ecco sì, brava, una specie di pallottola vagante
che si precipita dentro un bicchierino di ...
di che cosa? di rosolio, mi pare...siamo 
in una pasticceria, no? E...e lo prosciuga! 
(mostra un bicchierino da liquore)
C - Guarda! guarda! (guarda dentro il bicchiere; anche B)
B - E cos’è?
A - E’ un cane, no?
B - Un cane?
C - Non vedi che ha le zampe?
B - E cosa fa nel bicchiere?
A - Se l’è bevuto tutto
C - Sarà ubriaco.
A - Sì, un cagnino ubriaco. Questo cane, 
che è poi il piccolo cane Pulga
non è solo un ladro, è anche un ubriacone.
Passata la sbronza, Pulga si ritrova nel bresciano 
e si chiama Cacino:col suo nuovo nome il nostro eroe...
B - No, basta con questa storia del cane ladro!
A - Col suo nuovo nome il nostro eroe
si ritrova nel bresciano e si chiama Cacino...
C - Cambiamo storia.La storia della gallina Cicuta...
A - Adesso si chiama Cacino e si ritrova nel bresciano...
C - La storia della gallina Cicuta 
e del pollaio di Mercatale!
A - Nel bresciano...
B - Mercatale è nel bresciano?
C - Mercatale, in provincia di Firenze! A Mercatale!
A - E Cacino?
B - La storia di Cacino la riprendiamo dopo. A Mercatale!
C - A Mercatale!
A - Va bene. A Mercatale!
(musica) 
SCENA QUARTA
B - Il viaggiatore che, superata l'ultima curva
si fosse immesso nel rettilineo che conduceva
nel paese di Mercatale alla casa dei contadini Radicchi
avrebbe potuto scorgere sulla destra
C - un piccolo edificio di semplici mattoni:
il pollaio che ospitava quattordici galline e un gallo 
A - Era una mattina d’autunno, piovigginosa...
B - Intorno per ora non si vede nessuno...
Il pollaio sembra deserto e abbandonato: 
i polli sono già scappati...
A - I polli sono già scappati? Ricominci? 
Dici che i polli sono già scappati?
Va bene, va bene: se i polli sono già scappati...
B - I polli sono già scappati per andare a Cutigliano:
da Mercatale a Cutigliano. Un viaggio disastroso.
Tanto è vero che nel viaggio muoiono 
tutte le galline...
A - Tutta colpa di quello sciocco di Rosolaccio...
B - Rosolaccio è il nome del gallo 
del pollaio di Mercatale.Rosolaccio 
è uno dei galli più belli...
A - un gallo che si lascia mettere... i piedi...
cioè insomma le zampe sul collo da una gallina qualsiasi,che lascia che questa gallina 
faccia quel che le pare...
B - Questa secondo te sarebbe la gallina Cicuta... 
C - (ricomparendo) Ma, veramente Cicuta...
A - Ecco:questa giovane gallina, 
dopo infiniti altri capricci...
B - E’ stata Cicuta...
A - Ah, meno male che lo riconosci...
B - Certo che lo riconosco: è stata Cicuta a fare in modo
che le sue quattordici compagne galline,
che se ne stavano tranquille a Mercatale 
nel pollaio dei contadini Radicchi ,
si mettessero in viaggio per la Toscana e l’Italia 
per andare poi dove? a Cutigliano.
A - A Cutigliano!
B - A Cutigliano.Un viaggio disastroso. 
Non si salverà nessuna gallina. Nessuna.
A - E Rosolaccio...
B - Cosa poteva fare Rosolaccio? Cicuta... 
A - Un momento! un momento!
E’ meglio che facciamo un passo indietro.
Torniamo a prima della partenza.
B - A prima della partenza?
A - Tu ( a C), vatti a cambiare. 
Proviamo a ricostruire quello che è successo.
Allora: le cose era da un pezzo che andavano piuttosto male nel pollaio di Mercatale; 
quindici conviventi di sesso femminile 
ovvero galline non sono facili da governare; 
se poi mettiamo in conto la giovane età di Cicuta,
il suo carattere orgoglioso e altero, poco socievole...
B - Meno male che lo riconosci
A (a C)- Vuoi sbrigarti? 
Ma è stata senza dubbio l’incapacità del marito, 
il predetto Rosolaccio, la sua mancanza 
di autorevolezza, di credibilità, insomma 
la sua stupidità a rendere la situazione 
del tutto insostenibile
B - Guarda che te lo riconosco: può darsi che Rosolaccio, 
un gallo di provincia,bello come sanno esserlo
solo i galli di provincia,non fosse il personaggio 
più adatto a comprendere le ambizioni di Cicuta, 
la sua determinazione, il loro grado di pericolosità.
A (a C)- Vuoi entrare?
B - La verità è Cicuta voleva sfondare, non sapeva 
neanche lei in che campo, ma voleva assolutamente sfondare.
E soprattutto Cicuta non guardava in faccia nessuno.
C(entrando)- Ci sono, sono pronta! Faccio l’entrata! 
(esce e rientra subito)
A - Sì, era ora...
B - Ricominciamo.
A - Il viaggiatore giunto al paese di Mercatale, nei pressi 
della casa dei contadini Radicchi
avrebbe potuto scorgere sulla destra
B - un piccolo edificio di semplici mattoni:
il pollaio che ospitava quattordici galline e un gallo
A - Era una mattina d’autunno, umida 
e un po' piovigginosa...
B - Il gallo Rosolaccio passeggiava 
nel vialetto davanti al pollaio 
C (finalmente comparendo) - Cosa fai qui da solo?
B - Ti aspettavo.
C - Aspettavi me? Sicuro che aspettavi me e non...
B - ....aspettavo te, aspettavo la mia..
C - ....la tua Cicutina, vero Rosolaccino?
B - Sì, ammise Rosolaccio.
(pausa)
B - Ci fu una pausa perché tutti e due avevano trovato dei lombrichi da beccare.
(pausa) 
C - Rosolaccio, ti ricordi che mi hai fatto una promessa?
B - Io?
C - Devi promettermi di non invitare mai un’altra gallina 
a mangiare i lombrichi in questo vialetto . 
B - Un’altra gallina, ma no!
C - Non so se hai capito: mai! Né a colazione né a pranzo!
B - Ho capito: mai!
C - Promettilo
B - Prometto. Giuro, anche. Nessun altra gallina
C - Altrimenti io scappo a Cutigliano 
da mio cugino Arsenico
B - Ti prego, non dirlo. Non devi neanche pensarlo.
C - Guarda che l’ho già detto.(pausa) 
Anzi, no. Ci ho ripensato.
B - Ritiri quello che hai detto?
C - No
B - Cicuta!
C - Cicuta ha deciso: o mi prometti 
di portarmi con tutte le galline e anche i pulcini 
a Cutigliano, o a Cutigliano ci vado da sola 
e non mi vedi mai più
B - Accompagnarti a Cutigliano con tutto il pollaio?
C - Non ho detto con tutto il pollaio. Il pollaio
lo puoi anche lasciare qui. Ho detto: 
tutte le galline e tutti i pulcini.
B - Ma come faccio a indurre le galline?
C - Sentitelo! Come faccio a indurre le galline?
Ecco il bene che vuole alla sua Cicuta, 
la sua Cicuta che vive solo per lui! Come faccio? 
Come faccio! Che infame! Che disonesto! 
Ah, povera, povera Cicuta! (sviene)
B - Aiuto! Aiuto! 
(si china su di lei, cerca di farla riavere, corre qua e là)

SCENA QUINTA
A - Lo svenimento - ovviamente simulato! - di Cicuta
provoca una certa confusione. Rosolaccio 
continua a gridare...
B(correndo in qua e là) - Aiuto! Aiuto! (poi esce)
A - Le altre quattordici - quattordici! - galline 
si agitano nel pollaio:cosa succede? Cosa fa Cicuta? Cosa fa Rosolaccio? Risposte confuse: ‘Rosolaccio invoca aiuto’, ‘Cicuta è sdraiata per terra...’
E’ stato a questo punto che si è sentito il grido 
di una delle galline,probabilmente la gallina Carciofo, il grido è stato: ‘Cicuta muore!”
Muore proprio Cicuta? E’ già morta? Ma figuriamoci!
Ne devono succedere di cose prima che Cicuta muoia.
Per ora siamo solo in ritardo 
sulla partenza dell’intero pollaio, poi
si farà il viaggio disastroso in cui - l’ abbiamo 
già detto - tutti moriranno. Tranne Cicuta, Cicuta no. Cicuta muore più tardi, e... per fare morire 
la perfida gallina deve comparire - più avanti, 
molto più avanti nella storia, un personaggio...
un personaggio...particolare... l’assassino...
il suo nome è ... No, non posso, non è ancora arrivato il momento di dirlo...(pausa;si alza, porta fuori la sedia) 
Ma vedo che Rosolaccio rientra, ha smesso di piovere, 
la nostra Cicuta sta riprendendo i sensi, 
apre gli occhi, parla.
C (si solleva) - Dove sono?
B - Sull'àia, mi pare
C - Non mi ricordo niente
B - Ovviamente. Prova ad alzarti
C - Mi gira la testa. Cosa facevo per terra?
B - Eri stesa a terra come morta
C- Adesso ricordo. E’ stato il dolore a farmi svenire,
il dolore di non essere capita dal gallo...
B - Cicuta! per favore, non svenire più!
C - Mille volte posso svenire, diecimila 
perché il gallo al quale ho dato...
B - Cicuta! ti accompagno a Cutigliano! Te lo giuro!
C - A Cutigliano? Quando?
B - Fra due settimane
C - Con tutte le galline e tutti i pulcini?
B - Con tutte le galline e tutti i pulcini.
C - Giuralo!
B - Te lo giuro!
C - Bene. Fra due settimane a Cutigliano! (esce ) 
SCENA SESTA
B(rimasto solo) - Questo gallo, questo Rosolaccio 
è davvero troppo stupido,da solo non se la caverà mai. Ci vuole qualcuno che lo aiuti: una parte 
da consigliere autorevole. Un pollo così nella storia si chiama...potremmo chiamarlo...Rubino; 
ecco allora Rosolaccio va a trovare Rubino: gli porta 
i suoi saluti e i suoi omaggi, questo Rubino
(entra A come Rubino: cravatta sgargiante) 
sarà un filosofo ma un po’ di arie se le dà...
comunque Rosolaccio gli chiede:“Come faccio 
a portare le galline a Cutigliano?”, ”se lo hai giurato, devi farlo”, dice Rubino. ”Eh, sì!”, 
”Quante sono le galline?”“Quattordici”, 
“Senza contare Cicuta? Conta anche Cicuta, è meglio.” Fin qui , non era semplicissimo, ma Rosolaccio 
ci arrivava, poi Rubino dice “devo pensare”, 
“vengo dopo?” “no, no puoi restare”. Sta un po’ 
in silenzio, si capisce che pensava, poi dice:
A - Lo vedi come ti sei ridotto 
per aver dato sempre ragione a quella...
come si chiama?...
B - Cicuta
A - Cicuta! Dì “è vero”!
B - E’ vero!
A - per averla accarezzata e lodata... Dì “è vero”!
B - E’ vero!
A - per averla abituata a considerarsi più delle altre...
B - E’ vero!
A - per averla fatta diventare la tua padrona dispotica!
B - E’ vero!
A - Sei venuto per questo a chiedermi consiglio?
B - Sì.
(pausa)
A - Conosci la salvia?
B - Sì
A - E il rosmarino?
B - Anche quello
A - E lo spigo?
B - Anche
A - E la menta? e la melissa? e la bocca di lupo?
e la nipitella? e la santoreggia? il pepolino?
Le hai contate?
B - No
A - Le ho contate io. Sono tutte piante 
della famiglia delle Labiate
B - Ho capito
A - Nello stesso modo la carota, il sedano, il prezzemolo, la cicuta,proprio la cicuta, tutte queste invece 
sono della famiglia delle Ombrellifere. 
Hai capito?
B - Sì
A - No. Non hai capito niente. Comunque 
tu vuoi indurre quindici o anche solo quattordici galline ad andare a Castelfranco Emilia...
B - a Cutigliano
A - Fa lo stesso. Per ottenere questo risultato 
bisogna studiare il carattere di ognuna delle galline e vedere se di tutte si possono fare tre o quattro gruppi; esempio, galline golose: 
a Cinisello Balsamo...
B - a Cutigliano...
A - A Cutigliano, si mangia da scoppiare. 
Galline vanesie, Catanzaro...
B - Cutigliano...
A - Cutigliano è la capitale della moda. Mi segui?
B - Sì...bisogna ...
A - ...bisogna indagare, e poi secondare le...
B - le idee...
A - le propensioni, le preferenze delle varie galline.
Hai capito? 
B - Si, ho capito....
A - No. Non hai capito niente. Pazienza... (esce)
C ( da fuori) -Rosolaccio! Rosolaccio! Quando si parte?

SCENA SETTIMA
C (entrando, a B.) - Sei pronto? Hai scritto tutto? 
Hai convinto le galline a partire?
B- Ho fatto come mi ha detto Rubino, ho diviso le galline in tanti gruppi:galline golose, galline mondane, galline curiose, galline scansafatiche. 
E ho promesso: a Cutigliano! Premi insuperabili 
per tutte, e poi: nuove ricette per le golose, 
per le mondane interminabili sfilate di moda,
prêt-à-porter, accessori, gioielli; 
per le scansafatiche tutti gli elettrodomestici: cucine, frigoriferi, tritacarne, asciugacapelli...
C - Vogliamo partire?
B - Sì, tutte le galline sono pronte. Siete pronte?
A - Sì. Le galline sono tutte pronte. 
C - No! Io non sono pronta! Io non parto!
B - No? Cicuta non parte e non vuole partire e non vuole
che parta nessuno? E non vuole neanche dire perché?
C - Perché di sì
B - Me l’aveva detto Rubino! (la strattona) 
Non vuoi partire? 
C - Ohi! Aiuto!
B - Non vuoi partire? (la strattona)
C - Aiuto!
B - Vuoi partire o no? Me l’aveva detto Rubino!
C - Sì! sì!
(C viene spinta fuori) 
SCENA OTTAVA
B(rientrando)- ...i polli sono partiti...meno male...
non se ne poteva più...non ne potevo più...
(si riaffaccia) I polli sono già partiti!
I polli sono partiti e ci troviamo immediatamente
inevitabilmente nel mezzo di un’altra storia. 
La storia, quest’altra storia è già cominciata. 
(mette gli occhiali scuri)
Da un pezzo.
(toglie gli occhiali)
Non se n’è accorto nessuno? Che la storia è già
cominciata? No, nessuno, a quanto pare. 
Queste storie si capiscono dopo. Dopo.
Dopo si possono raccontare, mettere in ordine 
(mette gli occhiali) 
I particolari: il sangue dappertutto, il cranio fracassato, 
la gola tagliata, il cadavere bruciato...
(toglie gli occhiali)
Cosa c’entro io? Cosa c’entra lui, il personaggio,
il personaggio di cui vi sto parlando, di cui
vi voglio raccontare, cominciando da...
(mette gli occhiali) 
la mancanza di emozione, la mano ferma,
il passo risoluto, l’improvvisa apparizione,
subito dopo: l’improvvisa scomparsa, 
non c’è più, chi è stato, cos’è successo?
(toglie gli occhiali)
Lista delle vittime: un canarino a Campiobbi,
le formiche dell’Argentario, il volpino di Piombino, 
tre tortore a Tortona, due galline a Firenze
l’oca del Campidoglio...una scia di sangue
che attraversa l’Italia da nord a sud, da est a ovest
(mette gli occhiali) 
..........
(toglie gli occhiali)
gli occhiali neri sono insopportabili in palcoscenico
(mette gli occhiali) 
gli occhiali neri nascondono gli occhi dell’assassino, 
gli occhiali neri nascondono il nome dell’assassino, 
il nome dell’assassino nasconde
l’identità dell’assassino
(toglie gli occhiali)
il nome dell’assassino è Gatto Rosso, l’autore
di innumerevoli delitti è il Gatto Rosso. Indossa
sempre gli occhiali scuri 
che non si vedano i suoi occhi
(mette gli occhiali) 
Per fare paura.
(toglie gli occhiali)
La paura del Gatto Rosso è che...
insomma il Gatto Rosso teme a sua volta...
che una persona, in particolare una persona
sappia dei suoi delitti, dei suoi crimini.
(mette gli occhiali) 
Una persona: miss Pantofle, in italiano Pantofola,
la figlia del Gatto Rosso, una graziosa gattina
allevata in Inghilterra nei collegi più rinomati.
Miss Pantofle deve pensare che suo padre
è un caro buon gatto, il migliore dei gatti. (esce)

SCENA NONA
C - Finalmente sono arrivata a Cutigliano.
A Cutigliano non c’è nessun altra gallina
del pollaio di Mercatale. Si sono perse per strada.
Due a Firenze, una a Cecina, un’altra non so...
Sono morte tutte, le galline. Tutte e tredici.
Due o tre,o anche quattro forse le ha uccise
Cicuta: affogate, strangolate, 
giù dalla torre di Pisa...
Sono io Cicuta. Sono stata io, Cicuta.
Sono finalmente arrivata a Cutigliano.
Da sola. All’ultimo momento Cicuta aveva spinto 
il gallo Rosolaccio giù da un dirupo e Rosolaccio
era caduto nel fiume. Silenzio. Si sentiva solo
un cane che abbaiava lontano, nella campagna...
Sono arrivata a Cutigliano completamente pazza.
Figuratevi che non facevo più il mio solito verso,
ma parlavo varie lingue, per lo più inglese e francese...
No, non è così: è che invece di fare 
il mio solito verso che sarebbe “coccodè”,
mi ero messa a fare “chicchirichì”, 
e mi veniva anche piuttosto bene, 
come è stato constatato dal professor Lindenhof di Vienna,
noto neurologo e studioso dei linguaggi 
dei polli che in vacanza anche lui a Cutigliano, 
si era vivamente allarmato per le mie condizioni mentali 
e mi sottopose perciò a vari esperimenti 
ma io non smisi mai di fare chicchirichì.
Per questo il professor Lindenhof si stancò 
e decise di portare Cicuta all’Aprica, 
in Valtellina, c’è un manicomio per polli.
A - Scena: l’Aprica
B - vicino a Como?
A - a Sondrio
B - scena: l’Aprica, vicino a Sondrio
A - manicomio per polli
B - parole chiave: Aprica, Sondrio, manicomio, polli
A - ‘Dottore! signor direttore!’ 
A - ‘Che c’è? che c’è?’ 
B - ‘E’ arrivato il professor Lindenhof!’ 
A - ‘Professore!’ ‘Herr Doktor!’
‘E la gallina? dov’è finita la gallina?’
B - Cicuta! Cicuta!
A - Cicuta!
C (si avanza e non dice niente)
A - Non dice niente? Sarà il viaggio...la confusione...
‘Cominciamo le cure, professore Lindenhof?’ 
‘Jawohl , Herr Doktor!’
B - Manicomio dell’Aprica, Sondrio,
prima cura: elettrochoc
A - Nessun risultato.
B - Manicomio dell’Aprica, Sondrio,
seconda cura: lobotomia
A - Nessun risultato.
B - Come sopra, Sondrio,
proviamo: camicia di forza, reclusione
A - Nessun risultato per ora. 
Facciamo un altro tentativo: 
proviamo a metterla con altre galline
Vediamo come reagisce a contatto 
con galline che fanno coccodè.
(A e B fanno le galline)
A - Coccodè! Coccodè!
B - Coccodè! Coccodè!
C - Brave le mie galline! Avete fatto l’uovo?
Chicchirichì! Chicchirichì!
A - Per fortuna che facciamo 
delle galline già pazze, altrimenti
ci sarebbe da impazzire! Coccodè!
B - Eh, già, a sentire una gallina 
che fa chicchirichì,invece che coccodè
A - Però se quella lì, che non so neanche come si chiama
fa chicchirichì, io posso fare miao-miao
C - E io faccio: Chicchirichì!
A - Miao-miao!
B - Se quella gallina fa chicchirichì e quell’altra
fa miao-miao, io posso fare be-be
C - Chicchirichì!
B - Be! be!
A - Miao!Miao!
B - Io faccio anche perepepé
C - Chicchirichì!
B - Perepé! Perepé!
A - Miao!Miao!
B - Be!Be!
A - io faccio anche: cià,cià,cià!
C - Pronti? One, two, three: Chicchirichì!
A - Cià! Cià! Cià!
B - Perepé! Perepé!
A - Miao! Miao!
posso anche fare: Bum! bum!
B - Be! Be!
C - Chicchirichì!
A - Bum! Bum!
B - Perepepé! Perepepé!
A - Cià! Cià! Cià!
B - Be! Be!
A - Miao!Miao!
(anche bis; poi tutte smettono un po’ alla volta, calando di volume)
A - Niente...fallimento...Facciamo un ultimo tentativo.
( A infila in testa a B la cravatta da Rosolaccio)
B - Bau, bau!
A - Un gallo-cane . L’avevamo qui da diverso tempo 
(spinge B in mezzo alla scena; B si trova di spalle a C)
B - Bau! Bau! (si volta)
C - Chicchirichì! (si volta)
(i due si guardano e si riconoscono)
B - Chicchirichì!
C (a parte)- ....che significa: ti rovino, ti massacro, 
ti faccio a pezzi,ti ho ritrovato, 
maledetta gallina Cicuta, ti mangio viva!
Coccodè!
B (a parte)- ... che significa: ti credevo affogato, 
maledetto cretino, maledetto Rosolaccio, 
sei peggio di prima,sei peggio che mai! Cosa vuoi farmi?
Chicchirichì!
C - Coccodè!
B - Vuoi sempre aver l’ultima parola! Chicchi...
(i due polli che stanno per venire alle mani, sono bloccati da A)
A - Chissà cosa c’è dietro! Credo una brutta storia.
Sicuramente i due si conoscevano da prima.
Ma può darsi che si ricordino male. Si ricordano 
così male che sono tornati alla loro fissazione.
B - Bau!bau!
C - Chicchirichì!
A - Rimettiamoli nei loro recinti. Esperimento fallito.
(A butta Fuori B e C) 
SCENA DECIMA
(A rientra subito con in mano una cartella da disegno )
A - Dunque: adesso la storia di un cane vero, o vero cane. 
Tema: cane alla ricerca della sua autentica vocazione...
Il cane si chiamava Tarabaralla, nome certamente impegnativo 
per chiunque, ma soprattutto per un cane 
alla ricerca della sua vocazione...
(estrae dalla cartella una prima immagine) 
Tarabaralla aveva cominciato la sua carriera 
di cane....No, qui siamo già più avanti...
(altra imm.) Dovrebbe essere questa l’immagine giusta...Tarabaralla aveva cominciato la sua carriera 
come cane da pastore all’Aprica.
E svolgeva il suo compito con molto scrupolo e molto zelo.
Tutto questo zelo però non aveva impedito che gli scappasse 
una pecora. E’ vero che la ritrovò quasi subito 
ma la ritrovò appunto perché se l’era lasciata scappare.
Non sono sicura che sia questa la carta giusta...
(altra imm.)Ah, ecco, ecco, l’ho trovata!
Allora Tarabaralla con un senso di grande dignità 
dichiarò a se stesso ‘Non son più degno di guardare le pecore’ 
e scappò anche lui dall’Aprica.
B (entrando,esce subito)- E’ una storia lunga?
A (altra imm.)- Qui siamo a Cordeno dove Tarabaralla... 
no, qui siamo quando incontra Cicuta...(altra imm.) 
e qui (altra imm.) quando Tarabaralla decise 
di arruolarsi come cane-soldato, dopo la parentesi 
di Cordeno che non riesco più a trovare, 
pazienza sarà per un’altra volta... (altra imm.) 
Tarabaralla s’arruolò nei cani- soldato, 
ma capì quasi subito che nemmeno quella 
era la sua vera vocazione! Figuriamoci!, 
aveva paura a sparare col fucile! E così
Tarabaralla era scappato di nuovo 
e alla fine probabilmente era tornato 
sull’Aprica a fare il guardiano di pecore.
B(rientrando)- Finisce così la storia del cane...come si chiama?
A - No, finisce che Tarabaralla, a un certo punto,
sentì un abbaiare e gli parve strano...
B - Per forza: era il gallo Rosolaccio che abbaiava.
A - Da questo momento la vita del nostro eroe ebbe davvero una svolta: Tarabaralla si avvicina al manicomio dei polli 
e non incontra l’autore dei bau, il gallo-cane, 
ma la gallina Cicuta, che lo convince di essere lei 
un gallo principe rinchiuso in manicomio 
per ragioni dinastiche, e chiede di essere aiutata a fuggire. 
E quella notte Tarabaralla sentì che doveva decidere 
se dedicarsi alla nuova missione o restare 
nella comoda ma inerte situazione in cui si trovava.
Pensò tutta la notte se partire o no col principe Gallo...
B (si affaccia di nuovo) 
A (fermandola con un gesto) - Al mattino la decisione era presa. 
D’ora in avanti Tarabaralla avrebbe lottato al fianco
dei perseguitati, degli indifesi, dei maltrattati, avendo identificato nei polli una delle categorie più esposte; 
in questo tra l’altro aveva ragione: stipati nelle stie, 
privati delle loro stesse uova, morti quasi tutti di morte violenta, arrostiti,bolliti, in umido, in fricassea, 
in gelatina, non c’è nessuna speranza per chi nasce pollo... 
B (affacciandosi) - Adesso basta! noi 
ci stiamo stancando di aspettare...
C (entrando) - Vogliamo cominciare la scena mia 
con questo povero Tarabaralla?
A - Va bene, va bene. Ho finito.
Dunque: Tarabaralla attratto dai bau-bau di Rosolaccio, in manicomio incontra invece Cicuta e convinto dalla sue parole, decide di farla fuggire...
C - Io quando entro?
A - In un notte di tempesta, mentre la pioggia cadeva facendo...
B - Tin, tin, tin,tin,tin.
A - E il cuore di Tarabaralla faceva...
B- Tum, tum, tum. Tin, tin, tin. 
A - Cicuta, in groppa a Tarabaralla, fuggì vero l’ignoto!
C - No, scusa, ma io niente, non faccio niente?
A - Se sei la protagonista!
C - Muta!
A - Nel racconto Cicuta non ha fatto altro che parlare! 
E il buon cane, convinto dalle parole della gallina...
C - Non sono una gallina,Tarabaralla. Sono un gallo,
un gallo-principe, anzi il principe Gallo spodestato,
cacciato dal trono dai suoi perfidi cugini.
Avanti, alla riconquista del mio regno!
Alla riconquista del regno del principe Gallo!
(escono A, B e C; rientra subito B)

SCENA UNDICESIMA

B - Non c'è più nessuno in giro. Possiamo riprendere la storia
del Gatto Rosso. Quasi tutti i cani del Girasole Azzurro
sono stati acchiappati dal Somaro volante 
e portati all'isolotto di Cerboli...Il Gatto Rosso no, 
quello lo devono ancora prendere! (ride ed esce)
A - Cicuta si è persa, non trova più i suoi cugini o meglio
i cugini del principe Gallo. Lascio qui questa
scritta per ricordarci che la storia non è ancora finita. 
(lascia a terra un foglio con scritto 'gallina Cicuta' ed esce)
B(rientra)- I cani ladri del Girasole Azzurro
stanno dando la caccia al Gatto Rosso. 
Per sfuggire all'inseguimento il Gatto Rosso cambia colore. 
Il Gatto Rosso diventa il Gatto Verde. (esce)
C(come Pantofle)- A questo punto io comincio a recitare 
la graziosa Miss Pantofle, a pussycat ,
la quale in attesa di vedere suo padre,il famoso
Gatto Rosso si si è iscritta alla prestigiosa scuola di Cimabue, 
cane pittore. Anche Miss Pantofle vuole diventare famosa. (esce)
B(rientra)- Posso aggirarmi dove voglio senza pericolo.
Non sono più il Gatto Rosso ! Sono il Gatto Verde! (esce)
C(rientra)- Miss Pantofle è particolarmente abile,
così dice il suo maestro nello schizzare e disegnare
rapidamente il ritratto di tutti quelli che incontra.(esce)
B(rientra)- Nessuno mi riconosce. Anzi mi hanno chiesto:
hai incontrato per caso il Gatto Rosso? 
Io? mai visto il Gatto Rosso? (esce)
C (rientra;ha la faccia sporca di colore)- 
Che cosa è successo oggi a Miss Pantofle?
Ecco che mentre passeggiva è comparso su in cielo
un uccello forse, un aereolpano che passava rapidissimo
sotto le nubi. Ho afferrato matita e pennello e ho schizzato,
ho disegnato senza nemmeno guardare...mentre scopariva...(esce)
B (rientra)- Pantofola! Dove sei Pantofolina? Non riesco 
più a trovare la mia bambina, la mia gattina! Dove
sei finita Pantofolina? (esce)
C (rientra: c.s. la facccia è più sporca)- 
Solo più tardi miss Pantofle si è accorta
di aver schizzato e disegnato, di aver rapidamente 
dipinto con le ali un somaro e sul dorso del somaro
un cane, un cagnino, un cagnetto: ma quel cagnino è Cacino! (esce) 
B (rientra) - Pantofola! Pantofola! L’ho finalmente trovata...
Anzi credevo d’averla trovata, raggiunta..Ma Miss Pantofle....
mia figlia, non mi ha nemmeno riconosciuto. Miss Pantofle! (esce)
C (rientra: c.s.)- Lo conosco quel cagnino, l'ho riconosciuto: 
è il cagnino Cacino, l'ho visto un giorno con mio padre. 
Cosa succede? Dove vanno quei due,l’asino e il cagnino? (esce)
B (rientra)- E’ tanto che ti cerco, Pantofola. Ho dovuto 
tingermi di verde per sfuggire ai nemici, 
ma sono sempre io, tuo padre’ (esce)
C (rientra:c.s.)- Allora quei due vanno da mio padre? Dov’è mio padre, 
il mio caro padre, il Gatto Rosso? Lo cerco da settimane, 
da mesi, non so più niente di lui. (esce)
A (entrando) - Il principe Gallo: non ci capisco niente!
Dov'è, cosa fa in questo momento, cosa ha in animo.
Tarabaralla - sto facendo Tarabaralla - è un cane
che inseguendo la sua vocazione ha fatto 
la sua scelta di vita: collaborare col principe Gallo! 
Così vado agli appuntamenti col principe, 
ma lui non viene,arriva tardi, non mi dice niente...
B (rientra)- Pantofola! Pantofola! Dove sei? Dove sei?
Perché hai respinto il tuo babbino? (esce)
A - ...mai una volta che sia puntuale, aspetto delle ore!
Ma la cosa che più mi preoccupa e che mi confonde è che continua a raccontare a me che sono un cane fedele e onesto
delle cose senza senso. E scambia un rospo per suo cugino
che dovrebbe essere un galletto, confonde l’altro cugino con un anatroccolo,non riesco a capire,certe volte proprio non riesco... (esce)
B(rientra)- Pantofola! Pantofola! Dove sei? Aspettami, Pantofola!
(esce)
A(entrando)- Ho appena visto il principe Gallo. Mi ha 
detto tutto, come se improvvisamente gli fosse venuta
una gran paura; mi ha detto: mio buon amico, non sono, 
come credi,un principe, non sono neanche un gallo, 
sono una gallina, mi chiamo Cicuta, 
e ti domando perdono di averti ingannato,
ma ero così spaventata, bisognosa di aiuto! Perdonami!
B(entrando, molto in fretta)- Pantofola! Pantofola! Non andartene! (esce di corsa)
A - E se n’è andata. Cicuta! Ci rivedremo? Non so, mi ha
risposto,” ho un cattivo presentimento...”
B(rientra in fretta)-Pantofola! Pantofola! Cosa devo fare? 
(vede il cartello 'gallina') Non ho trovato Pantofolina, 
mi accontenterò di una gallina! (afferra il cartello ed esce)
A - Infame Gatto Rosso, momentaneamente verde! Perché
hai ucciso la gallina Cicuta, infida ma dolce e cara creatura?
Ti prometto, Gatto Rosso, non avrò pace finché non ti avrò catturato e punito!(indossa una mascherina nera)
Da questo momento pur continuando ad essere Tarabaralla
sono il Cane Nero, vendicatore degli innocenti e dei maltrattati.
A noi due, infame Gatto Rosso! (esce ) (musica) 
FINE DEL PRIMO ATTO









ATTO SECONDO 
SCENA PRIMA
A(riflette)- Niente più cani ladri, 
sono stati catturati dal Somaro Volante, 
anche Cacino, e ora sono confinati...sono confinati...
C - Sull’isolotto di Cerboli
A - Sì, sì, l’isolotto di Cerboli
C - ...deserto, disabitato, a pochi chilometri
dalla costa toscana, e a circa otto dall’Elba,
coperto di cespugli di rosmarino e di lentisco...
A - E il Gatto Rosso?
B - Non so niente, è un pezzo che non lo vedo.
Si è tinto di verde.
(pausa)
A - E il Gatto Verde?
B - Non so niente, è un pezzo che non lo vedo.
Si è mimetizzato.
A - Il Somaro Volante gli sta dando la caccia,
anche il Cane Nero, anche i cani poliziotto, anche....
B - ( silenzio)
(pausa)
A - I cani poliziotto...sono molto organizzati, 
collaborano col Somaro Volante...
C - Miss Pantofle è decisa ad andare alla ricerca del padre...
(pausa)
A(incalza)- Marchino lo vuole proprio catturare, il Gatto Rosso...
B - Adesso si chiama Gatto Verde
A - E se un bel giorno piove?
B(scatta)- Cosa c’è? Cosa volete dire? Certo che
un giorno o l’altro piove, anzi quando comincia a piovere
non la smette più, e così vengono le alluvioni,
i fiumi straripano, la gente rimane senza casa ,
il Gatto Verde si bagna e torna rosso
e al suo inseguimento c’è sempre quel maledetto
Cane Nero che anche lui si bagna, si stinge e torna bianco
ma il Gatto Rosso è così svelto e agile che lo fa precipitare,
il Cane Stinto, una volta Nero, giù dal dirupo
e così Tarabaralla muore sfracellato (ride)
A - E il Gatto Rosso?
B - Si salva, lui si salva sempre
A - Però viene catturato dall’asino volante Marchino
B(si contorce)- Sì, ma...
A - Viene portato all’isolotto di Cerboli...
(a C) Dì qualcosa, dopotutto è tuo padre
C - Ero rimasta al Gatto Verde.. Oh, my father!
A - Il Gatto Rosso viene portato a Cerboli
B - Il Gatto Rosso viene portato a Cerboli? E’ così?

SCENA SECONDA
(A e B saltano sulle sedie)
A - Sì, l’ho già detto io.
B - E...i cani? I cani del Girasole Azzurro?
A - Anche. Ma loro non vogliono restare col Gatto Rosso
B - Non è così, non è così: i cani hanno una grandissima paura,
quando vedono che arriva il Gatto Rosso.Sono terrorizzati!
A - Desiderano partire al più presto 
dall’inospitale isolotto di Cerboli
C - E’ sempre rosso o è ritornato verde mio padre?
B - Il Gatto Rosso appena sbarcato nell’isola, 
si lancia alla caccia dei cani ladri...
A - I quali cani ladri sono già partiti, 
hanno affittato una barca...
B - Ma è disabitato l’isolotto di Cerboli...
C - Sì, deserto e disabitato, situato a pochissimi chilometri...
A - Allora hanno assalito una barca di due gitanti di Piombino
C - E mio padre? posso sapere dov’è adesso mio padre?
B - Sceso d’un balzo, il Gatto Rosso era furibondo 
si lanciò ad azzannare i cani...
A - ...i cani erano già partiti, sotto la guida di Cacino,
“alzate le vele” aveva gridato il piccolo capitano
B - ...disperato, incattivito, avvelenato il Gatto Rosso 
voleva distruggere il mondo
A - i cani del Girasole Azzurro si allontanavano 
col favore del vento
B - si slanciò di balza in balza, ormai privo di ragione, impazzito
A - “Avanti, cani!”, gridava Cacino, 
detto da allora capitan Cacino,”avanti miei prodi!”
B - “che tu crepi, Somaro Volante, 
e che crepino anche questi maledetti cani!” 
(cade il più clamorosamente possibile)
Era così furibondo il Gatto Rosso 
che gli capitò di cadere, si era ferito.
Mi sono fatto male! Ho battuto la testa!
C - Povero babbo!
A - Nonostante questo avvertimento, il Gatto Rosso
non si ravvide. Era rimasto solo sull’isolotto di Cerboli...
B - Mi sono fatto male: ho battuto la testa.
C - Oh, daddy!
B - Non ho più voglia di fare il Gatto Rosso!
C - Se ti piaceva tanto!
B - Sì, ma adesso mi tocca di stare da solo a Cerboli per un pezzo
e non mi succederà niente. E poi mi sono fatto anche male!

SCENA TERZA
(pausa; mettono in ordine: sedie ecc.) 
C - Perché poi mettiamo in ordine? Perché dobbiamo mettere a posto?
A - Lo sai benissimo, è un modo per scaricare l’ansia
B - Che ansia? C’è dell’ansia? Chi ha dell’ansia?
C - E’ per la battaglia? la battaglia è già in corso? (esce)
B - Che battaglia? Chi fa la battaglia? Chi ha detto battaglia?
A - no
B - no?
A - no, non c’è nessuna battaglia. Ci sarà.
B - Quando?
A - Non so. Non è stato comunicato.Quando sarà il momento.
B - Quando?
A - Più avanti
C - Quando i due eserciti saranno schierati
B - Avanti! all’assalto!
A - no, si debbono ancora schierare
B - e quando si schierano?
C - alla prossima scena i due eserciti sono già schierati
A - Alla prossima scena? Perché alla prossima scena?
C - Pensavo che alla prossima scena...
A(a C) - Non dire quello che non sai. 
B - Potremmo sapere almeno di che eserciti si tratta?
A - i cani ladri sono sbarcati a Piombino
C - i cani poliziotto si sono accampati a Viareggio (esce)
B - Ci sarà la battaglia?
A - Sì, la battaglia!
B - Chi vincerà?
A - I cani ladri
B - I cani poliziotto
C - Un momento, un momento, non c’è ancora la battaglia! (da fuori)
A - No, niente battaglia, per ora.
B - Succede sempre così quando la storia si complica
C (rientra)- Quante complicazioni!
B - Certo più si complica la storia, più ci sono complicazioni
C - Succede spesso nelle storie a puntate
A - Questa non è una storia a puntate
B - E’ come se lo fosse

SCENA QUARTA
(viene montata una tenda canadese) 
A - I cani ladri sono già sbarcati a Piombino.
Hanno depredato un armaiolo, due armaioli, tre, quattro
armaioli. Sono tutti armati, i cani. Sotto la guida di Cacino,
stanno arrivando a Viareggio!
C(ride)- Ma non ci fu nessuna battaglia di Viareggio!
B - difatti era già la stagione dei bagni
C - no, non fu per quello
B - no? e perché allora?
C - Non ci fu per colpa, o per merito del gallo Rosolaccio
B - Chi è il gallo Rosolaccio?
A - Ma non ti ricordi? Rosolaccio, 
i polli di Mercatale, la gallina Cicuta
B - E’ morta Cicuta, no?
A - Certo. E Rosolaccio è stato ricoverato 
al manicomio dei polli, all’Aprica
B - Perché faceva miao miao
C - no, faceva : stump, stump
B - no: sgrunt,sgrunt
C - e anche:clop, clop
A - No, dài,non ricominciamo tutto da capo!
C - Certo che no: faceva:
B - Chicchirichì!
C - faceva: bau bau
B - come un cane
A - per questo era al manicomio dell’Aprica
B - Cose da pazzi!
A - lo dimisero, aveva ricominciato a fare
B - Chicchirichì!
C - era disoccupato, provò vari lavori, non ne trovava uno decente, 
si specializzò e prese il diploma da pollo-sveglia.
Fu fortunato e fu ingaggiato dall’esercito
dei cani poliziotto che dormivano fino a tardi,
mentre le battaglie di solito si fanno al mattino presto.
Solo che... (ride)
B - Che cosa c’è da ridere?
C - niente, solo che la notte prima della battaglia...
B - si sapeva che era la notte prima della battaglia?
C - sì, ci si mette d’accordo prima; quella notte un topo chiamato...
B - oddio,anche il nome del topo; non ce lo ricorderemo mai
C - è lo stesso, niente nome del topo; questo topo affamato, 
anche lui disoccupato, diede un morso a Rosolaccio che dormiva, il gallo si destò di colpo e fece...
B - Chicchirichì!
A - un chicchirichì potentissimo per il dolore del morso 
e si svegliarono tutti i cani poliziotto e i cani ladri 
e siccome era anche notte nessuno capì cosa stava succedendo 
e tutti cominciarono a fuggire e non smisero che quando furono molto lontani di là degli Appennini, a Bologna, 
a Modena, a Parma...Dopo fecero sapere 
che era stata una ritirata strategica.
B - Non la sapevo questa storia del topo, della fuga...
A - Delle volte per capire la storia 
bisogna far caso ai minimi particolari

SCENA QUINTA
C - L’ora esatta, la temperatura e il grado di umidità, 
se aveva già fatto colazione quella mattina, 
di che umore era il suo cavallo, esattamente 
le note che risuonarono quando si attaccò la battaglia.. 
(squilli di tromba ) 
B - La battaglia!
C - La battaglia di Padenghe!
B - Ci siamo arrivati! A Padenghe!
C - Padenghe è vicino al lago di Garda!
(di nuovo suona la tromba) 
A - Soldati!Cani!Soldaticani!
Ladri! Soldaticaniladri!
B e C -Sì!/ No!/ Evviva Cacino!/ Evviva!/ Cos’è successo?
A - Sta per cominciare la battaglia di ...
B e C - di Padenghe! La battaglia di Padenghe!
A - Soldaticaniladri del Girasole Azzurro!
B e C -Si!
A - Soldaticaniladri! che cosa pensavate che io pensassi?
che cosa volevate che io volessi?
che cosa proponevate che io proponessi?
B - La vittoria! e che noi ci battessimo da eroi!
C - se non da eroi, almeno...
B - no, da eroi o niente!
C - Capitano Cacino, ci stavamo battendo da eroi!
(pausa)
A - Soldaticaniladri! che cosa supponevate che io supponessi?
C - Che avremmo vinto!
B - Certo che avremmo vinto
C - Vittoria! Vittoria!
B - Un momento: e i nemici?
A - Che cosa vi aspettavate che io mi aspettassi?
Soldaticaniladri! che cosa pretendevate che io pretendessi?
B - Avanti, avanti! fateli fuori!
C - Vittoria! Vittoria!
A - Soldaticaniladri! che cosa credevate che io credessi?
B - Niente, si figuri, capitano
C - Capitano Cacino, sta andando male
B - Ci sono troppi cani ladri morti,generale
A - Che cosa desideravate che io desiderassi?
B - di fare sfracelli
C - di provare a vincere
B - di vincere e stravincere, e che tutti ci battano le mani
C - io preferirei tagliare la corda e andare a casa
B - anch’io (escono B e C portandosi via la tenda)
A - Che cosa speravate, soldati, che io sperassi?
E poi: che cosa concludevate che io concludessi?
Ho già concluso: siamo stati sconfitti
a Padenghe, a dieci chilometri da Desenzano
vicino al lago di Garda. Mi allontanai subito, 
i cani poliziotto davano la caccia 
allo sconfitto generale Cacino.
Bisognava fuggire. Nuovo capitolo: la fuga di Cacino. (esce)

SCENA SESTA
A(rientra)- Dov’è la tenda? Chi ha preso la tenda? 
Quei maledetti poliziotti...Con calma: sono ricercato, 
perciò sono fuggito, perciò il posto non è più lo stesso 
e perciò la tenda non c’è più! Non sono più a Padenghe! 
o a Gardone! non sono più sul lago di Garda!
Sono dalle parti di Como. Devo fuggire ancora? 
O sono già fuggito abbastanza? Maledetti...
a questo punto della fuga uno è stanco e si riposa, 
prima però devo dire la battuta: 
Maledetti cani poliziotto, non mi avrete mai! 
(si stende e si addormenta; sonno agitato) Naturalmente 
ho il sonno agitato!(si rivolta ancora) Ho il sonno agitato.
Sono allarmato dall’idea di essere inseguito dai cani poliziotto 
e di dover scappare per tanto tempo. Continuo a scappare...
Cacino comincia ad essere molto stanco di questa fuga e allora, nel sogno, si immagina un altro che continua a correre 
al suo posto, cioè sognando Cacino pensa di essere un altro, oppure di essersi cambiatoo per esempio di trasformarsi 
in un altro...Qui bisogna farsi venire una buona idea:
Cacino è così piccolo che potrebbe vestirsi ...
da cavallo che è un animale grande e corre forte. 
Nessuno si può immaginare che io diventi un cavallo! 
Forse mi è venuta un’idea migliore: potrei vestirmi da... 
da liofante...no, non è liofante, è un altro animale 
ancora più grande, grandissimo, che si chiama? 
come si chiama?...lufante, no, lelefante, no, non è così, 
com’è la parola? si dice: levante, no,gufante, lodante...
la parola esatta è: elefante. (si alza a sedere) Ho detto: elefante. Nel sogno, se volevo, potevo dire: drago, 
drago con le ruote, zombi, vampiro, aquila a due teste, liocorno, grifone, sirena, centauro, capricorno, pesce gatto, streptococco, echinoderma...Se volevo...
(A si nasconde dentro il suo sacco a pelo;entrano B e C)
B - Cacino!
C - Cacino!
B - Non risponde!
C - Perché non rispondi, Cacino?
B - Guarda che c’è di mezzo la trasformazione, la metamorfosi
C - quella vera
B - non quella da cane in elefante
C - No, quella non conta; noi stiamo dicendo 
la trasformazione da cattivo a buono, 
B - da ladro a onesto. Non è una cosa semplice
C - Delle volte non riesce affatto, oppure dura pochissimo:
mezz’ora, un’ora.Dopo uno torna ladro, come se niente fosse...
(pausa)
B - Cacino!
C - Non risponde!
B - Cacino, dì qualcosa! (pausa) Rispondi, altrimenti noi...
C - Noi altrimenti apriamo il sacco...
B - ...apriamo il sacco a pelo e così rispondi per forza!
C - Per forza! Guarda che poi rispondi per forza!
(pausa) 
C - Apriamo? 
B - Sì (aprono il sacco a pelo) 
C - Ma non c’è! Cacino non c’è!
B - Dov’è andato?
C - E’ fuggito, è scappato!
B - E questa roba cos’è? Il sacco è tutto pieno di...
C - Di roba sua...di Cacino...sono...io credo che siano...
B - I furti di Cacino!
C - Sì, i furti, le truffe, i raggiri, le ruberie, 
gli imbrogli, le rapine, i rapimenti...
che tutto il tempo ha fatto quel ladro di Cacino
B - Tutto il tempo...(frugando) Questo è... 
C - Facile: il furto della margheritina rossa 
alla ricamatrice di Brescia
B - E questo è il furto del cavallone nero 
della contessa dalle parti di Bergamo
C - Le tre barche sul lago di Garda
B - Un’intera armeria a Piombino;
C - Un’altra a Talamone.
B - Un furgone portavalori a Milano.
C - Due fuoristrada a Lodi 
B - Poi c’è il furto del famoso pranzo dei marchesi di Barcellona
C - Sì, e il conseguente rapimento 
dei due bambini sul mercantile per Genova
B - E’ la nave spagnola...è di lì che abbiamo cominciato
C - Non è che dobbiamo riprendere la storia da principio?
B - No, direi di no...(se ne vanno )
A(rientra di corsa) Via, via! Sì, certo, la sera stessa
ho passato il confine svizzero.Non ho più voglia di scrupoli, rimorsi, ripensamenti...Neanche di fughe e di avventure! 
Basta Cacino e tutte le avventure di Cacino!
Via! Cambiare! cambiare posto, cambiare ricordi, modo di vivere e di pensare. Cambiare il proprio destino! La Svizzera! (esce)

SCENA SETTIMA
C( ha in mano una valigetta )- Tocca a me partire: parto, sì 
ho deciso, questa volta non cambio idea. Non posso
continuare a fare la pittrice da strapazzo...
Andare, Pantofola, andare. Ho preso tutto? O faccio meglio
a prendere la valigia più grande? Il fatto è che non so 
cosa debbo mettere in valigia. Per forza, non so 
dove debbo andare per....per scovare, per trovare 
questo benedetto padre... Dove sarà finito 
il Gatto Rosso...sì, il Gatto Rosso è mio padre
e non lo vedo da settimane, da mesi ormai, non so cosa
darei per sapere cosa gli è successo...Credo proprio che
prenderò l’altra valigia, ci sta più roba, 
potrei averne bisogno...
(cambio valigia; intanto entra B che va a sdraiarsi)
C - Ho cambiato valigia, questa va meglio.
Per prima cosa vado a Brescia, voglio parlare 
con mistress Miauleny.(chiama) Mistress Miauleny!
B (fa segno di no con la mano) - No, non sono mistress Miauleny.
C - Cosa fai lì?
B - Sto aspettando di fare il Gatto Rosso
C - Dopo, più tardi. Adesso per piacere fammi mistress Miauleny
B - Non so l’inglese
C - Neanche mistress Miauleny sa l’inglese, 
in realtà si chiama Miaulena e non si è mai mossa da Brescia. 
Please, tanto dico tutto io. Steady? Go! Oh, mistress Miauleny!
B - Miss Pantofle! La mia cara Pantofolina!
C - Poi mistress Miauleny ha detto:
”how wonderful to see you again !’ 
B - Non so l’inglese, te l’ho già detto!
C - Traduzione ‘Oh meravigliosa la tua vista di nuovo!
Tu non puoi sapere come sono stata in pena per te!”
B - Miss Pantofle! La mia cara Pantofolina!
C - Poi, è sempre lei che parla:” per fortuna mi hanno detto
quasi subito che non ti era successo niente di male”
B - Miss Pantofle! La mia cara Pantofolina!
Ma Pantofola non dice mai niente? Parlo sempre io?
C - Mistress Miauleny, sono venuta a Brescia...
B - Devo dire: oh, miss Pantofle...?
C - No, non importa
B - Prima è venuto bene, no?
C - Sì; sono venuta a Brescia per chiederle
quanto tempo è che lei non vede mio padre
B - ...che poi è il Gatto Rosso
C - Appunto; lei mi dice tutta tremante:
“sarà stato quest’estate, era tutto tinto di verde”
B - è vero, si era tinto di verde
C - E io:”si era tinto di verde? perché si era tinto di verde?’
B - Non so...si era tinto di verde...
C - E io che non gli volli credere, quando lo vidi tutto verde,
io che lo cacciai e non gli volli parlare... (piange)
(pausa)
B - Miss Pantofle! (sbadiglia)
C - Mistress Miauleny! può dirmi 
dove pensa che sia ora il mio babbo?
B - Non lo so, davvero. Non ne ho idea. Cosa debbo dire? (sbadiglia)
C - Va bene così. Poi ho chiesto alla cara Miaulena se, secondo lei,
c’era qualcuno che poteva aiutarmi nella mia ricerca.”Non so”
ha detto lei, che non aveva nessuna voglia di parlare,” 
uno di quei cani,ce n’era uno piccolo piccolo, erano amici, 
mi sembra”,“Il signor Cacino, per esempio”, 
“certo il signor Cacino va benissimo”.
Buona parte della conversazione si è svolta in inglese.
B - Guarda che io l’inglese non lo so, te l’ho già detto.
Miss Pantofle! La mia cara Pantofolina! (si addormenta)

SCENA OTTAVA
C - Il signor Cacino! Chiedere notizie
al signor Cacino! Speriamo che passi qualcuno.
Potrei chiedere direttamente se conoscono il Gatto Rosso...
ma non mi sembra il caso. Ho già notato che a sentir dire 
‘Gatto Rosso’molta gente, si spaventa, si allarma...
Insomma, io ho sempre pensato al babbo come al gatto 
più buono e caro al mondo, ma ci deve essere qualcuno 
che non capisco per quale ragione,ha un’opinione 
del tutto differente, e lo ritiene un gatto cattivo,
il più cattivo che ci sia e che si possa incontrare, 
e che anzi non è proprio il caso di incontrarlo.
(nel frattempo è entrata A come Cacino)
A - Non si sa come ma in qualche modo miss Pantofle è già 
arrivata a destinazione. Evidentemente gli animali
che ha interrogato le hanno dato le informazioni giuste...
C - Oppure tutti quegli animali non mi hanno dato 
le informazioni giuste ma ci sono arrivata lo stesso.
A - Miss Pantofle!
C - Signor Cacino!
A - Brava, signorina! Chi pensava mai di vederla qui, in Svizzera!
C - Signor Cacino!
A - Ho già capito tutto: lei deve assolutamente ritrovare suo padre.
Lei vuole qualche informazione da me per ritrovare
suo padre il Gatto Rosso, oltretutto è convinta
che io sia un suo buon amico. Di suo padre.
Figuriamoci! Ma qualcosa so e qualcosa le dirò
C - Signor Cacino!
A - Il Gatto Rosso si trova in un’isoletta del Tirreno
C - Signor Cacino!
A - O almeno si trovava qualche tempo fa 
su questa isoletta chiamata Cerboli
C - Signor...
A - Vicino a Piombino, pochi chilometri...
C - Signor Cacino!
A - Cosa ci sia andato a fare di sicuro non lo so, dicono
sia arrivato in volo col suo amico l’asino Marchino, 
che il posto gli è piaciuto moltissimo e che vuole 
fondare una colonia agricola per gattini abbandonati 
e orfani di tutte e due i genitori...
C - Signor Cacino!
A - Isolotto di Cerboli. Lo trova là. Non la trattengo. (se ne va)
C - Signor Cacino! (si allontana) 
SCENA NONA
A(solo)- Non ho nessuna voglia di spiegarle
che suo padre a Cerboli sconta i suoi delitti
Non sopporto più queste situazioni tra la pietà e la menzogna;
uno tace e l’altro finge di non aver capito, 
e quando si mente è come se si dicesse la verità.... 
(pausa)
Meno male che finalmente di Cacino non c’è più niente da dire...
Mi tocca invece di fare il gallo Rosolaccio, perché... 
Ah, sì...dunque miss Pantofle è arrivata, 
non so come, a questo punto non ha importanza, a Viareggio 
e, sempre non si sa come, si incontra con il gallo Rosolaccio;
qui bisogna dire: vi ricordate di Rosolaccio, Cicuta eccetera?
Rosolaccio sta fabbricando una barca, 
adesso si dedica alle barche...e arriva Pantofola... 
Cosa posso fare per lei, signorina...?
C - Miss Pantofle.
A - Cosa posso fare per Miss Pantofle?
Miss Pantofle mi ha già raccontato e spiegato che deve assolutamente raggiungere suo padre all’isolotto di Cerboli, 
e perciò mi chiede se io posso aiutarla in qualche modo...
Ma noi, signorina, non ci siamo già conosciuti? tanto tempo fa?
C - Direi di no...
A - Qui a Viareggio...oppure prima, 
quando stavo a Mercatale in Val di Pesa....
C - Se lei è, come mi dice, il gallo Rosolaccio di Mercatale, 
lei mi sembra molto cambiato dai tempi di Cicuta, 
del pollaio di Mercatale...
A - Sono contento, gentile signorina Pantofola, 
che lei l’abbia notato.Una volta, quand’ero giovane, a Mercatale, dicevano tutti che Rosolaccio era un gallo bellissimo, 
ma che...era anche un gallo piuttosto...sprovveduto, 
gli davano dello sciocco, lo trattavano da povero stupido...
C (quasi a parte)- Non sta esagerando?
A - E’ così. Dicevano: ‘com’è bello quel gallo! ma come è stupido!’.
Poi, con tutto quello che è successo, ho cominciato a capire. 
E Rosolaccio ha smesso di essere il gallo sciocco e vanesio... 
C - Forse il signor Rosolaccio si sottovaluta! 
A - Gira di qua, gira di là, ero arrivato a Viareggio. Mi sono trovato subito bene, ho fatto molte conoscenze, 
mi invitano dappertutto, sono amico di tutti... 
Fra un po' a Viareggio comincia la stagione dei bagni...
C - La stagione dei bagni?
A - Lei, miss Pantofle, non è qui per la stagione dei bagni?
C(improvvisamente)- No, io veramente devo raggiungere 
al più presto l’isolotto di Cerboli!
A - L’isolotto di Cerboli?Selvaggio, primitivo...Se lei, signorina...
se vuole c’è la mia barca, è una buona barca. 
(mostra una barchetta) Tutto è pronto, 
faccia conto che siamo già in mare...
B (svegliandosi)- Che possano morire e crepare tutti,
abbrustoliti e inceneriti, che crepiate
decapitati, affettati e divorati dai topi!
Che vi impalino, vi fucilino, vi impicchino tutti!
Che se ne avete bisogno ci pensa il Gatto Rosso!
C(grida)- Gatto Rosso! Gatto Rosso! sta arrivando Pantofola!
B - Chi se ne frega!
C(c.s.)- Pantofola, Miss Pantofle, tua figlia!
B - Ah, certo, mia figlia! Pantofolina! 
sei venuta a trovarmi...(piagnucola) 
C - Signor Rosolaccio, ci vuole molto per arrivare a Cerboli?
A - A Cerboli? All’isolotto di Cerboli? 
Ci saremo presto: il vento è favorevole...
B - Cara, cara Pantofolina, vuoi sempre bene a tuo padre?
C - Miss Pantofle sta navigando verso Cerboli!
B - Che spino atroce mi hai piantato quando ti ho cercato,
nel cuore! non mi hai nemmeno riconosciuto
C - Signor Rosolaccio, quanto c’è ancora?
B - Questo spino atroce mi condurrà alla tomba
C - Dobbiamo arrivare il più presto possibile all’isolotto di Cerboli
B - Verrai, Pantofola, verrai alla mia tomba? Verserai
una lacrima sulla tomba spoglia di tuo padre,il Gatto Rosso?
C - Lei capisce?A Cerboli c’è il Gatto Rosso, mio padre;
è probabilmente stanco, vecchio, malato. 
A - Ma siamo già in vista di Cerboli, miss Pantofle!
B(si alza a fatica)- Una barca! una barca!
Una barca! una barca!
C - Babbo! babbo!
B - Una barca! una barca!
C - Babbo! babbo!
B - Una barca! una barca! 
(si incontrano e si abbracciano; A si allontana con la barca)
C - Babbo! babbo! sei proprio tu?
B - Pantofolina! sei tu, sei proprio tu?
C - Babbo!... così bianco...
B - ...così sfinito e malato e quasi cieco...
C - Babbo! babbo!
B - Pantofolina! ti stringo ancora tra le mie zampe! E’ vero?
C - Sì, è vero; E tu dimmi: è vero che ho ritrovato il mio babbo,
malato sì, vecchio sì, ma così caro e buono!
B (la allontana bruscamente da sé)
C - Babbo! perché mi allontani dalle tue zampe? Perché mi scacci?
B - Perché il Gatto Rosso non è il tuo babbo buono! 
E’ venuto il momento: perché è un assassino; 
un assassino che ha più delitti sulla coscienza 
che non siano le onde del mare! (singhiozza)
C - Oh, babbo! (piange e singhiozza)
B - Non chiamarmi più babbo, chiamami mostro,
chiamami avanzo di galera, assassino. E poi
maledicimi e vattene via di qui!
C - No, io resto. Io resto perché tu sei sempre il mio babbo
e io la tua Pantofolina. Babbo e Pantofolina...
Pantofolina e babbo...
B - Un momento, Pantofolina, un momento, dimmi tu prima una cosa:
Pantofolina, tu vuoi sempre bene al tuo babbo?
C - Sì, certo che voglio bene al mio babbo. 
Però volevo fare una domanda
B - Sì, certo. Dimmi anche che mi perdoni
C - Certo che ti perdono, babbo, a questo punto...
Ma debbo farti una domanda : perché tutti questi delitti? 
cosa ti eri messo in testa? Eh, babbo?
B - Non so, ora non mi ricordo più. Mi hai perdonato, Pantofola?
C - Si, te l’ho detto: ti ho già perdonato. Però senti, 
mettiamo lì un’altra idea, è un pezzo che ci penso, 
è un’idea così, forse un po’ strana, non sapevo cosa inventarmi: 
che il mio babbo abbia fatto tutto questo, tutti questi delitti
anche perché gli andava, gli andava bene fare così,
ma poi l’hai fatto anche perché dopo io facessi diverso da lui, 
io fossi buona, educata, gentile...
Il bene che viene dopo il male... 
Cosa ne dici? E’ una domanda che mi sto facendo da tanto tempo. 
E’ una domanda che forse era meglio se la facevo prima: 
il Gatto Rosso dev’essere morto nell’isolotto di Cerboli. 
SCENA DECIMA E ULTIMA
(A distende a terra una mappa geografica)
C - Le storie sono finite?
A - Non so.Il Gatto Rosso è morto a Cerboli (indica sulla mappa),
C - Cacino ha preso la cittadinanza svizzera (indica)
A - L’asino Marchino sta ritornando dal Giappone,
ha dato la caccia ai cani ladri di quel paese (indica)
C - Rosolaccio adesso risiede a Viareggio...(indica)
A - E miss Pantofle? E’ tornata in Inghilterra?
C - Sta partendo adesso. Col treno. (indica)
B(si è alzata e viene vicino alle altre e alla mappa) - Ci sono
dei nuovi personaggi: un ranocchio Frog o Froggino di Gardone
e la piattola Clelia, di Piazza Santo Spirito a Firenze
lo scorpione Sbrinze, il topo Guccio ...
C - E degli altri ancora che abbiamo già conosciuto, che vedrai 
se non si fanno vivi: c’è il gallo filosofo Rubino, 
la gatta Miaulena di Brescia, le galline pazze dell’Aprica...
(musica) 
A - E tutti questi personaggi, 
qui sempre presenti, oppure quelli che non abbiamo mai visto,
e quelli che ricompaiono dopo molto tempo
- speriamo di non dimenticare nessuno - 
tutti quanti vengono fuori e si incontrano tra loro,
e si raccontano quello che è successo, 
anche se lo sanno già, se lo raccontano di nuovo 
e continuano a raccontarlo ancora ad altri che sopravvengo
che tutti parlano e a volte gridano, si accapigliano, 
si insultano,e si lasciano e si riprendono, 
e chi vuole andare avanti,e chi vuole tornare indietro, 
e si inventano nuove storie e nuove avventure
e a un certo punto c’è una gran confusione, 
una grandissima confusione....e sembra 
che non si sappia più cosa dire.
( pausa, anche la musica si arresta; c’è un silenzio breve ma quasi imbarazzante)
B - Il viaggiatore che, superata l'ultima curva si fosse immesso 
(la musica riprende fino alla fine decisamente più rumorosa)
C - nel rettilineo che conduceva
nel paese di Mercatale alla casa dei contadini Radicchi
A - avrebbe potuto scorgere sulla destra
C - Nell'oscurità della notte, sotto i grandi alberi
del Paseo Nuevo di Barcellona 
B - si aggiravano molte ombre furtive e per il momento silenziose.
A - Improvvisamente risuonò una voce solenne:‘Cani! Perros! ‘
C - Tutto intorno il luogo sembrava deserto: 
B - una furia devastatrice si era esercitata 
sugli animali e sui vegetali,
A - Di lì era certamente passato
un essere violento e incontrollabile...
C - Nel cielo sereno di lontano si scorgeva un punto oscuro
che rapidamente si stava avvicinando...
A - Chi era? Cos’era? Un uccello? Un aeroplano?
(musica a sovrastare le voci) 

FINE

Animali di Luigi Gozzi è stato messo in scena al Teatro delle Moline il 15 febbraio 1999

attori
Alessandra Frabetti
Marinella Manicardi
Mirella Mastronardi

regia Luigi Gozzi
scena Davide Amadei
musiche Antonia Gozzi

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