Anna Lucasta

ANNA LUCASTA

Commedia in tre atti e sei quadri

Di PHILIP YORDAN

Versione italiana di Franca Savioli

PERSONAGGI

STELLA

KATIE

TERESA

STANLEY

FRANK

JOE

ANNA

DANNY

LESTER

EDDY

NO

BLANCHE

RUDOLF

UN POLIZIOTTO

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

PRIMO QUADRO

Il salotto in casa Lucasta. Siamo in Pennsylvania all'inizio del 1941.

(Sono in scena Katie e Stella. Eolie legge un libro, Stella si sta allargando un abito e mangia dolci da una scatola).

Stella - Ho scelto un brutto momento per fare un ragazzino!

Katie - Cosa preferisci, un maschio o una femmina?

Stella - Non m'importa. Purch non sia una via di mezzo.

Katie - Almeno c' questo di buono: per quanto difficili i tempi, le scuole sono ancora gratuite.

Stella - Le scuole un corno! A che ti sono servite le scuole? A trovare Stanley? E tutti gli studi di questo mondo non mi sarebbero di alcun aiuto con Frank. Quello che non sa non lo vuole neppure imparare. Per sei anni non ha fatto che urlare che lo stavo defraudando della pi grande esperienza umana: la paternit! . Adesso che sono incinta dice che sono stata sbadata. Allungher tutto l'orlo invece di impazzirmici ogni mese. Cos sembrer un barile fin da adesso. (Entra Teresa con un vassoio su cui ci sono: un piatto di panini, un piattino di burro, pepe, sale e posapiatti).

Teresa - I ragazzi non sono ancora rientrati? M'era sembrato di sentire Stanley poco fa.

Katie - Era rientrato per prendere la chiave della cassetta delle lettere. C' posta per pap.

Teresa - Posta per Joe? E chi diavolo gli scrive?

Stella - Scommetto che non una lettera d'amore.

Teresa - Lettera d'amore! L'ho curato di quel male trent'anni fa.

Stella - Ecco, sentiremo di nuovo la vecchia storia dello stufato.

Katie - Io non l'ho mai sentita.

Teresa - Beh, cara Katie, appena sposati, Joe ricevette una di queste famose lettere appassionate da una ragazza di Bessemer e cerc di nasconderla, ma l'ho sistemato io!

Katie - E come?

Teresa - La trovai, la stracciai e gliela servii insieme allo stufato a pranzo. Se ha mai ricevuta un'altra lettera d'amore deve averla strappata prima che potessi cuocerla!

Stella - Sai, mamma, pu darsi che sia stato questo continuo defraudarlo di queste cose piacevoli che lo ha fatto impazzire.

Teresa - Non mi parlare cos! E non dire che tuo padre impazzito!

Stella - Beh, come vorresti che chiamassi quelle crisi che lo costringono a letto per giorni e giorni e gli hanno fatto perdere tutti gli impieghi che ha avuto da due anni a questa parte?

Teresa - solo che Joe ha quelle strane cose .

Stella - Ha cosa?

Teresa - Il dottore dice che pap ha strane cose quass.

Katie - Intendi dire che ha una psicosi, mamma.

Teresa - Ah s? Beh, gli procura ugualmente dei mal di testa.

Stella - Ma che diavolo sono queste cose?

Katie - Questo accade quando un uomo ha un segreto troppo pesante da sopportare: non se ne pu disfare, e cos si accascia sotto il peso di quel segreto.

Stella - L'unico carico che pap deve sopportare quello che inghiotte gi al locale di Mike.

Teresa - Tuo padre sopportava il suo gin da gentiluomo, ma il dottore dice che l'alcool veleno per lui, dal suo primo attacco.

Katie - Lo ha avuto proprio prima che io venissi qui, vero mamma?

Teresa - E so cosa glielo ha procurato. Joe ha fatto del male due anni fa e non avr pace finch non lo avr riparato. Ah! ma non parlando di lui che ti sfamer.

Stella - Immagino che ci sia di nuovo stufato.

Teresa - Ti fa bene.

Stella - Per favore non dirmi che dovrei essere contenta di avere pane e acqua. Questo, quando volessi, potrei ottenerlo in galera. (Si ficca un dolce in bocca).

Teresa - (afferrando la scatola dei dolci) Se non mangi dei cibi solidi invece di tutti questi dolci darai alla luce un dolciume di cioccolata. (Teresa sente qualcuno nell'ingresso) Sei tu Stanley?

Stanley - (vicino alle scale) S, mamma.

Teresa - Dove vai?

Stanley - Porto una lettera. su a pap.

Teresa - Portala a me, ragazzo.

Stanley - (entrando in camera) Che vuoi farne, mamma? Non sai leggere.

Katie - Non parlare cos a tua madre!

Teresa - So leggere la Bibbia e gli inni, il che non ti farebbe male. E so leggere anche questo perch la calligrafia chiara. Dietro c' scritto: Da Otis Slocum - Bessemmer - Alabama . tutto ci che mi occorre sapere, perch Otis Slocum non una ragazza, ma un uomo in gamba.

Stella - Grazie a Dio non avremo quella lettera nello stufato.

Teresa - No, Stella, questa, Joe, la potr avere cos com'. (Teresa esce e va su per le scale).

Katie - Niente di nuovo, oggi?

Stanley - No, no. Niente di importante. Ma faceva un freddo cane a star in fila in attesa di ordini da Washington prima di poter fare qualsiasi cosa. (Entra Frank).

Frank - (mostrando il suo cappotto a Stella, col braccio alzato per farle vedere lo strappo all'ascella) Guarda che strappo! Ogni volta che alzo il braccio il vento mi taglia come un coltello.

Stella - Toglilo. Te lo cucir.

Frank - Lo hai cucito ieri.

Stella - Ti metter una pezza.

Frank - Ti stai facendo sbadata in pi d'una cosa. (Afferra un panino e ne mangia un pezzo).

Stella - Ma senti un po' chi parla! Guardalo l il grande uomo. Quante volte ti ho detto di lavarti le mani prima di mangiare?

Frank - Per quale ragione? La sporcizia non ha mai fatto male a nessuno. Fa bene.

Stanley - Tutte quelle storie sulla sporcizia e sui microbi sono fandonie, vero Frank?

Frank - Ripeti le mie parole, ragazzo, ripeti le mie parole.

Stella - Non hai mai un'idea tua, Stanley?

Frank - Si porta bene. Non conosco altri, in questa casa, che abbiano idee migliori.

Katie - Quando mi hai chiesto di sposarti, Stanley, anche quella fu un'idea di Frank?

Frank - Quello un pasticcio nel quale Stanley si messo da solo. (Interrompendosi) Ehi! mamma, spicciati con questa cena, hai capito?

Stella - Ha portato una lettera su a pap.

Frank - Una lettera da ohi?

Stanley - Da un suo amico cafone che vive a Bessemmer.

Stella - Probabilmente vuole derubarlo.' Credono ancora che le vie siano lastricate d'oro, qua al Nord.

Stanley - Potete tutti lasciarvi convincere da pap a mandare dei soldi a quei cafoni di Alabama, ma non toccher i miei.

Frank - Quanto hai?

Stanley - Quanto te, ci scommetto.

Frank - Allora non hai un soldo e devi 5 dollari a mamma.

Katie - Stanley non deve niente a nessuno e ha 20 dollari messi da parte.

Frank - Ecco il tipo di moglie che mi occorre, una buona amministratrice.

Stella - Buono a nulla,... arraffatore di denaro...

Frank - Dov' il tuo umorismo?

Stanley - Anche se avessimo molto denaro non sarebbe giusto mandarlo gi nel Sud. Lo sai perch?

Frank - Ti seguo, ragazzo. Continua.

Stanley - una questione di principio. Ciascuno si deve fare una strada da solo. Questa democrazia. Ognuno deve pensare a se stesso.

Frank - Questa non democrazia. Democrazia significa tutti per uno e uno per tutti.

Stella - E tu sei quell'uno.

Frank - Lo ero finch tu non ti ci sei aggiunta come seconda. Questa non una questione di democrazia! voler aiutare troppo la gente. Nessuno ha mai fatto niente con l'esagerazione. Prendi noi, ad esempio. Dove saremmo, se fossimo rimasti ad Alabama?

Stella - E dove credi che stiamo, ora?

Frank - In Pennsylvania.

Stella - E a cosa servito?

Frank - Non so quanto sia servito a voi. Ma so quanto servir a me, non appena questo paese si riassesta un po'!

Stella - Tu provati a piantarmi...!

Frank - Che donna! Deve sempre mettere tutto su di un piano personale. Dov'ero rimasto?

Katie - Stavi riassestando il paese.

Frank - Ah si. Bene, il paese non si riassester mai finch regaler qualcosa. Prendi ad esempio questo nuovo affare, questa legge sugli affitti e prestiti; credi che sia giusta?

Stanley - Certo che giusta. Ho sentito un tizio...

Frank - Beh, chi parla? io o te? Io. Questa legge completamente sbagliata. Credi che saremo pagati per tutta questa roba? Non lo saremo. Stiamo solo pagando per le guerre degli altri.

Stanley - Questo quello che ne sai tu. Ma noi faremo questa guerra. Solo ieri sera ho sentito un tizio parlarne. Diceva...

Frank - Lo vedi! Lo vedi! a che serve? Il guaio tuo che ascolti troppe chiacchiere.

Stanley - Il guaio mio che ascolto troppo te!

Frank - Senti, se vuoi davvero sapere perch non dobbiamo mandare soldi a quella gente del Sud, te lo dico io.

Katie - Perch, Frank?

Frank - Perch un'esagerazione. Ebbene ho sentito un tale l'altro giorno, un tipo in gamba, che diceva... diceva... Prendi ad esempio quei paesi dell'Europa e della Germania che si combattono. Quanto pi noi manderemo, tanto pi essi combatteranno . Ed aveva ragione. Aveva ragione al cento per cento. Quello che dovremmo fare lasciarli combattere finch sono sfiniti. E quando sono sfiniti avranno fame. E quando avranno fame troveranno il modo di mangiare. E l'unico modo per mangiare quello di lavorare. Le uniche persone che mangiano senza bisogno di lavorare sono i politicanti. E non appena questo paese si riassesta, ecco quello che far: il politicante.

Stella - Allora s che il paese si trover col culo per terra.

Frank - Come sono sceso in basso, sposandoti. Per Dio! Il guaio di questa famiglia che li togli dal marciapiede e ricadono in una cloaca. (Joe scende in vestaglia) Ciao, Joe.

Joe - Katie.

Katie - Come ti senti, pap?

Joe - Come mille diavoli che danzano. (A Stanley) Alzati. Ho un terribile mal di testa. (Joe si siede a tavola) Quando cerco di leggere questa lettera le parole corrono via come tanti insetti. Me la vuoi leggere tu, Katie?

Katie - Certo, Joe.

Frank - Dobbiamo interrompere il mio pranzo, per questo? (Entra Teresa dalle scale).

Joe - Voglio che tutti ascoltino perch da Otis Slocum, il mio pi vecchio amico, ed sicuramente importante. Mamma si ricorda di Otis.

Teresa - Quello s che era un bel ragazzo. Dritto come un fuso, con occhi cos belli e modi cos dolci. passato molto tempo. Eravamo tutti cos giovani ed io ero cos carina. (Frank le d un'occhiata incredula) Il Nord non ha fatto bene al mio aspetto e neanche ad altre persone. Ma ero carina e... graziosa.

Frank - Ah! sciocchezze!

Teresa - Non chiamarle sciocchezze! Faccia buffa.

Stanley - Mamma, tira la testa fuori dalla sabbia dell'Alabama!

Joe - Sta zitto. Leggi la lettera, Katie.

Frank - Se vuole che gli mandiamo i nostri abiti vecchi sfortunato perch ce li abbiamo addosso.

Teresa - Silenzio. Fai leggere la lettera a Katie.

Katie - (leggendo) Mio caro amico Joe Lucasta. Spero che tu stia bene e che tu abbia fatto fortuna lass al Nord .

Stella - Ci siamo.

Katie - Stiamo passando dei giorni difficili, quaggi e non ho pi la forza di un tempo. Il dottore dice che ho lavorato troppo e che devo andarci piano da oggi in poi. Tutti i miei figli e le mie figlie si sono sposati, tutti eccetto Rudolf. Rudolf molto inquieto per via di una ragazza...

Stanley - Digli di farsi una doccia. (Frank e Stella ridono insieme).

Joe - Silenzio! Continua a leggere, Katie.

Katie - Le donne brave e sane sono rare da queste parti per via dei tempi difficili e del vivere disordinato. Cos ho venduto la met della mia terra e d a Rudolf il denaro perch possa trovarsi una brava moglie quando viene su al Nord. Porter 800 dollari, Joe (Stanley emette un fischio) e voglio che tu gli scelga una moglie buona e forte, sana e timorata di Dio! So che farai questo in memoria dei tempi passati. Perci, che Dio ti benedica Joe, e sii buono col mio ragazzo Rudolf. Otis Slocum .

Stella - Ma cosa crede, quel contadino. Che si possa comprare una moglie come si comprano i maiali?

Frank - Talvolta i maiali sono una spesa pi felice. (Butta) Ma quando diavolo mangeremo?

Teresa - Ti porto la cena in un attimo. (Esce).

Stella - Ottocento dollari!

Frank - molto per un campagnolo.

Stanley - S, veramente, troppo.

Stella - Per ventinove dollari potrei comprare quel meraviglioso cappotto che sta nella vetrina di Simons.

Frank - Dobbiamo comprare un letto nuovo per Stella e me. Mi sono stufato di inchiodare quei maledetti affari nel bel mezzo della notte.

Stella - Che intendi fare, pap?

Joe - Eh?

Stella - Circa Rudolf.

Joe - Mi occuper di lui. Ci sono molte brave ragazze che sarebbero liete di avere il figlio di Otis Slocum gratis.

Frank - Hai ragione, pap. Dobbiamo trovargli una moglie gratis. Ottocento dollari s che sono soldi. Ne abbiamo molto bisogno.

Joe - Cosa intendi dicendo ne abbiamo bisogno? Cosa c'entriamo noi con quei soldi?

Fbank - Beh, se disposto a pagare per una moglie e noi gliela troviamo gratis non lo stiamo mica imbrogliando, vero?

Stanley - un affare, ecco cos'.

Katie - Non ti vorrai abbassare cos!

Stanley - Katie, non mi lanciare quello sguardo pieno di fuoco infernale!

Joe - l, all'inferno che finirai se cerchi di rubare il denaro di Otis Slocum!

Frank - Quello che Joe desidera di lasciar andare tutto quel denaro all'inferno!

Stella - Pap, in tutta la tua vita non hai mai avuto ottocento dollari.

Stanley - Pensa a quella meravigliosa macchina che c' gi in piazza per soli cento dollari. Ha un tendone impermeabile ed ben molleggiata.

Joe - Smettila! Vuoi smettere di spendere i soldi di Otis Slocum? Non te lo permetto.

Frank - Non li hai ancora! Non devi fare nulla! Ce li prenderemo da soli!

Joe - Ho detto di no!

Stanley - Ti ha gi detto che tu non devi fare nulla!

Frank - Se non li prendiamo noi, lo far qualcun altro. Che possibilit si offrono a un campagnuolo con quella somma in questa citt?

Katie - Non permettere loro di far nulla. disgustoso!

Frank - Tappate la bocca a quella donna!

Joe - (mormorando tra s presso la finestra) Non lo far! (Entra Teresa con lo stufato).

Teresa - Ecco il pranzo.

Katie - Mangi con noi, mamma?

Teresa - No, ho gi mangiato. (Tutti meno Teresa si muovono verso il tavolo e si siedono. Teresa va verso il fuoco. Joe serve lo stufato. Tutti ne ricevono una porzione meno Frank).

Frank - Ci deve essere una ragazza veramente a posto da trovare per Rudolf.

Stella - Tutte le ragazze che conosco sono sposate o hanno figli. C' la sorella di Mary. Ma da che andata a Boston non la guarderebbe neppure uno sporco contadino.

Stanley - Che ne diresti della figlia di Tom. Lui ci pagherebbe per togliergliela di torno. (Joe passa un piatto a Stella dietro alla schiena di Frank).

Fbank - Che diavolo accade! Che hai detto Stanley?

Stanley - La figlia di Tom.

Frank - S, un'idea, Stanley. Sarebbe contenta di avere qualsiasi cosa che porta i pantaloni. (Frank agguanta un piatto) Parlale domani, Stella.

Stella - L'andr a trovare dopo colazione.

Frank - Bene.

Katie - (alzandosi) Avete pensato a tutto. Non vi neppure passato per la mente che Rudolf possa avere delle idee personali sui requisiti di una moglie. Se sprecaste meno tempo decidendo il modo di imbrogliare il prossimo e ne usaste un po' di pi per migliorare voi stessi, potreste forse guadagnare ottocento dollari.

Frank - Katie ha ragione. Hai perfettamente ragione, Katie. Dobbiamo trovare qualcosa di buono per questo tizio. Non possiamo correre rischi.

Katie - Oh, a che serve!

Teresa - So chi potremo dare a Rudolf.

Stanley - Chi, mamma?

Teresa - Anna.

Joe - (dopo una pausa) Chi dici, Teresa?

Teresa - Ho detto Anna.

Joe - Sei forse impazzita?

Teresa - No, Joe. Mi venuta quest'idea come una grande luce. Ecco un'occasione per Anna di rifarsi una vita.

Joe - Avevo stabilito che non si parlasse pi di lei in questa casa!

Teresa - Ed io ho rispettato la tua decisione, Joe. Non parliamo male di Anna, e questo bene per lei; una buona occasione per farle del bene.

Stella - una poco di buono, ma andrebbe bene per lui.

Katie - Stai parlando di tua sorella!

Stella - E con questo? una perfetta sgualdrina!

Teresa - Non lo dire, Stella! Nessuno ha il diritto di chiamarla cos!

Katie - Non pu essere stata peggiore di alcuni di noi.

Stella - Perch mi guardi?

Teresa - Anna era buona, Katie. Ma nessuno ha saputo comprenderla. E il mio amore non stato abbastanza forte di trattenerla in questa casa.

Stella - Non sarebbe rimasta comunque. Ma pap ha avuto il coraggio di scacciarla.

Frank - stata l'ultima volta che abbia dimostrato di avere del coraggio. (Joe si alza e attraversa la stanza verso la sinistra).

Teresa - Pap non le ha permesso di spiegarsi. Non l'ha mai capita.

Stella - Ha capito abbastanza quando l'ha sorpresa a rotolarsi nel fieno con...

Joe - Tu sta zitta o ti schiaffeggio.

Frank - (alzandosi) Provaci! Nessuno schiaffegger mia moglie se non io!

Stella - Tu e chi altro? (Frank zittisce Stella).

Frank - Beh, adesso sistemiamo questa faccenda. E cerchiamo di restar calmi. Ecco un'occasione per considerare la questione dal punto di vista umano.

Stanley - Cosa?

Frank - Abbiamo tutti diversi punti di vista riguardo a questo problema, cos mettiamoli tutti insieme e facciamo come dico io. Chiunque pu vedere che mamma ha ragione. Ha perfettamente ragione. Ha centrato. Anna la ragazza per Rudolf. Perci l'andremo a prendere!

Joe - Mai! Mai in questa...

Frank - Ma devi parlare sempre? Vuoi essere l'unico a non considerare la faccenda dal punto di vista umano? E va bene. Consideriamo la cosa dal punto di vista di Anna. Ha tutto quello che Rudolf cerca... bella e ha molta esperienza.

Stella - Due anni sono lunghi. Pu darsi che sia cambiata.

Stanley - Henry Ledbelly l'ha incontrata in un bar a Brooklyn e lei gli ha dato una sua fotografia. tale e quale al giorno in cui pap la sorprese nel...

Teresa - Stanley!

Stanley - Non dimostra un giorno di pi; mamma.

Stella - E se non ne volesse sapere di Rudolf?

Joe - Smettete queste chiacchiere! Non avete sentito Katie leggere la lettera? Non avete sentito Otis chiedermi di trovargli una donna sana e timorata di Dio?

Frank - Come fai a sapere che non timorata di Dio? Le hai sicuramente messo il timor di Dio addosso. D'altronde tutte le donne sono fatte allo stesso modo e se noi non glielo diciamo quel cafone non si accorger di nulla. Consideriamo il lato umano della questione.

Teresa - Joe, devi dare ad Anna questa possibilit di redimersi.

Joe - No... no!... no!... Teresa, sei impazzita? Non ritorner mai in questa casa! Niente che voi possiate dire pu farmela riprendere. L'ho giurato due anni fa e lo giuro ancora oggi! Non rientrer in questa casa! (Joe va su per le scale. Le sue ultime parole si sentono mentre scompare).

Frank - Penso che faccia sul serio.

Katie - Perch la odia tanto, mamma? sempre stato cos nei suoi confronti?

Teresa - No, le voleva molto bene. La guardava crescere come se fosse l'unico fiore del suo giardino.

Stella - Usava picchiare di santa ragione me e Stanley ma non ha mai toccato lei.

Stanley - Lei, se lo rigirava intorno al dito mignolo.

Katie - Ma come pu un solo errore aver fatto mutare un tale amore in odio?

Frank - (astutamente) Pu darsi che non la odii!

Katie - Cosa intendi dire, Frank?

Stanley - So, quello che Frank intende dire. Quella vecchia volpe vuol lavorarsi Rudolf da solo, per beccarsi gli ottocento dollari.

Stella - E gli permetterai di farlo?

Teresa - Che modo di parlare questo? Io so cosa tormenta Joe. La rivuole qui, ma quel suo ostinato e testardo orgoglio che non pu ammettere di aver sbagliato. Vado a parlargli.

Frank - Va bene, mamma. Sei tu che devi farlo. Va ad addolcirlo come facevi quando eri tanto carina.

Katie - Non ti rendi conto di quello che fai, mamma. Vogliono che ritorni solo per venderla come una schiava.

Teresa - Una schiava! Figlia, non so di cosa tu stia parlando! Voglio solo che Anna ritorni a casa, ecco tutto. Far andare Joe a riprenderla. Gli far cambiare idea. Vedrete! Vedrete! (Teresa esce e sale le scale).

Stanley - Credete che riuscir a far vedere la luce a quel bisonte?

Frank - Beh, se non ci riesce credo che dovr parlargli io.

Stella - Se non pago una caparra per quel cappotto di ventinove dollari, qualcuno sicuramente lo comprer. una vera occasione, vera pelliccia.

Katie - Non mi sognavo neppure che potesse esserci della gente cos inumana.

Stella - Almeno non siamo degli ipocriti.

Katie - Chi un ipocrita!

Stella - Tu! Tutte quelle fandonie sulla schiavit! Non vuoi che ritorni perch neppure tu sei troppo contenta all'idea di viver sotto lo stesso tetto con una donna da marciapiede.

Katie - Questo non mi mai passato per la mente. Mi piacerebbe conoscere Anna. Ho l'impressione che somigli molto a sua madre. E non ho mai incontrato nessuna donna pi dolce o migliore di Teresa.

Frank - Hai ragione, Katie. Hai ragione al cento per cento. Adesso guardi le cose dal punto di vista umano. C' molto di Teresa, in Anna. Ha quel modo di fare cos persuasivo.

Teresa - (fuori scena) Per favore, Joe, per favore.

Joe - (fuori scena) No, no, no! Non lo far, Teresa!

Frank - Solo che Teresa sembra aver perduto un poco della sua vivacit.

Teresa - (c.s.) Te ne supplico in ginocchio.

Joe - (c.s.) inutile! Non lo far n per te e neppure per Dio in ginocchio. No! No!

Frank - Immagino che dovremo picchiarlo, Stanley. (Joe viene gi seguito da Teresa e va allarmadio per prendere il cappello).

Teresa - Non c' bisogno che ci vada tu, Joe. Andr io stessa a riprenderla.

Joe - Tu occupati dei tuoi affari e fa come ti dico.

Teresa - Se non le offriamo questa occasione pu darsi che non ne avremo mai un'altra.

Job - Levati di mezzo.

Teresa - Joe, per favore. Joe! (Lo afferra).

Joe - Lasciami e levati d mezzo. Ti vuoi levare di mezzo? (La butta rudemente da una parte. Teresa cade).

Frank - Adesso vedi cosa hai fatto?

Katie - (andando verso di lei) Ti sei fatta male, mamma!

Teresa - No, no, sto bene. solo il ginocchio...

Katie - Faresti meglio a metterti qualcosa.

Teresa - Frank! Stanley. Fategli dare ad Anna un'altra opportunit. Fateglielo fare!

Frank - Certo, mamma. Affidamelo. (Katie conduce Teresa fuori dalla stanza) Vai su, Stella. (Stella segue Katie su per le scale) Tu pure, Stanley.

Stanley - Mamma ha chiesto anche a me di parlargli.

Joe - Non parlo con nessuno di voi.

Frank - No, infatti. Sono io che ti parlo e tu mi ascolterai.

Joe - Esci dalla mia casa!

Stanley - Vogliamo solo poter ragionare, pap.

Joe - Tu pure, vattene!

Frank - Di' un po'!... Dovremmo essere noi a scacciare te!

Stanley - Chi ha pagato la pigione per due anni! (Joe d uno schiaffo a Stanley. Stanley si slancia verso Joe. Frank li separa mettendosi fra di loro e tenendoli alla distanza d un braccio uno dall'altro).

Frank - Smettetela. (Spinge Stanley via ma trattiene Joe) E adesso fila via come ti ha detto. (Stanley se la squaglia) Accidenti! Odio vedere scene di questo genere. Il figlio che alza la mano sul proprio padre! Questo male, Joe. Questa una cattiva educazione. Non hai ottenuto molto neppure da Stella. stato difficile domare quella donna. No, mi sembra proprio che l'unica che tu abbia coccolato sia Anna. Le volevi molto bene, vero, Joe?

Joe - S.

Frank - E invece stato il tuo pi grande errore. Beh, stato un vero peccato. Ma come dice il proverbio: un vento cattivo quello che non ha una fodera d'argento , e possiamo ancora tirar fuori qualcosa di buono da tutto questo pasticcio, io e te.

Joe - So quello che intendi. Puoi risparmiarti il fiato.

Frank - Ah, certo, certo. Dovresti sapere che non sono un tipo che spreca le parole. Ci sono modi pi spicci di ottenere le cose. (Questo lo dice con m gesto sinistro del pugno) Quando poco fa sei stato su stavamo discutendo le ragioni che ti hanno fatto scacciare Anna. Nessuno sembrava aver la risposta adatta al quesito. Perch lo hai fatto, Joe?

Joe - Per Dio, sai bene perch? L'ho trovata a rotolarsi nel fango come un maiale. Ho fatto quello che il libro degli Inni sacri mi diceva di fare.

Frank - Gli Inni sacri? Non sei un uomo religioso, Joe. Non si riesce neanche a trascinarti in chiesa. Preferisci riposare nel tuo letto. No, non stato il libro degli Inni. Mamma dice che stato il tuo orgoglio. Non puoi mai essere stato orgoglioso di questa famglia. E perci cosa te l'ha fatta scacciare? Perch non vuoi riaverla qui?

Joe - Perch non vi permetter di rubare il denaro di Otis Slocum.

Frank - Dio! Non c' nulla al mondo che io possa odiare pi di un bugiardo!

Joe - Non una bugia, la verit.

Frank - Hai ricevuto notizia di Otis solo oggi. Eppure hai tenuto Anna lontana da questa casa per due lunghi anni. Adesso ti dar una ultima opportunit di dire la verit, Joe. Su, sbottonati. Ti risparmierai molto sudore.

Joe - Non so di cosa tu stia parlando. Non c' altra verit se non quella che ho detto.

Frank - Oh! si che c'! Hai paura di lei! questo che ti rode il cervello. Hai paura di lei!

Joe - Paura! E cosa pu farmi?

Frank - Non lo so. Che cosa ti fai

Joe - Niente, niente!

Frank - Niente, ma solo il suo nome sufficiente per renderti un povero vecchio tremante; hai paura!

Joe - Sei un demonio meschino e perfido a parlarmi cos! Sono bugie, bugie!

Frank - Allora provalo a tutti noi, riportandola qui, mostrando a tutti noi che puoi comportarti come un padre verso di lei. Un padre buono e generoso, Joe.

Joe - No, no!

Frank - Hai fifa, eh? Beh, ti dovr dare un po' di coraggio. qui che ne hai bisogno. (Gli d un pugno sulla pancia, con malignit) Proprio qui, mi dispiace, mi dispiace. Oh, ti ho forse fatto male, Joe? (Gli d uno schiaffo) Sei a terra, Joe. Dovremo fare questo pi spesso al tuo ritorno. Hai appena il tempo per prendere il treno della sera per New York.

Joe - Non posso! Non posso farlo!

Frank - Oh! ma devi farlo, Joe.

Joe - F... forse, forse domani.

Frank - Oh, no, no, stasera! (Chiamando) Stanley!

Stanley - (fuori dalla scena) S?

Frank - Vieni qua. Qual era il nome di quel locale in cui Ledbelly vide Anna?

Stanley - (entrando) Il bar di No a Brooklyn. Ci va?

Frank - Tuo figlio ti ha fatto una domanda.

Joe - (guardando prima l'uno e poi l'altro) Non ho i soldi per il viaggio.

Frank - Va su a prendere i 20 dollari, Stanley.

Stanley - Quei soldi oltre ad essere miei sono anche di Katie.

Frank - Tu pure vuoi fare delle difficolt? (Stanley va al piano superiore. Frank va all'armadio per prendere il cappotto) Proprio per dimostrarti che non nutro risentimento per te, Joe, ci fermeremo da Mike a bere qualcosa. Ah, no, no, dimenticavo. Non lo sopporti pi. Beh, cos va bene. Ti offrir una bella tazza di t caldo con molto limone. Questo ti sistemer i nervi. Devi mantenerti calmo, Joe.

Teresa - (spuntando sulle scale) Va, Frank? Va sul serio?

Frank - S, mamma. Ha cambiato idea.

Teresa - Questo s che il mio buon Joe.

Frank - Vieni, Joe. Stai perdendo tempo. Quando bisogna andare, bisogna andare.

Teresa - Sapevo che lo avresti fatto. Che Dio ti benedica. Riavremo la nostra Anna con noi.

Frank - S, riavremo la nostra Anna. (Stanley scende. Va all'armadio per prendere il cappello. Ha in mano un salvadanaio a forma di maialino).

Stanley - Andiamo.

Frank - (afferra il salvadanaio. Lo tiene sollevato e lo scuote) Non un suono delizioso?

SECONDO QUADRO

Nel bar di No a Brooklyn. La stessa notte. (In iscena ci sono No ed Eddy).

Eddy - (attraversa la scena andando verso la finestra) Che c'?

No - (sulla porta) Sta succedendo qualche cosa gi dallo zio Ben.

Eddy - (guardando con attenzione la bevanda nel suo bicchiere) Ehi, dico, guarda qui.

No - Sto guardando.

Eddy - sporco qui dentro.

No - Dove?

Eddy - Proprio qui.

No - (prendendo il bicchiere) solo per via del ghiaccio. (Pesca col cucchiaio nel bicchiere e tira fuori qualcosa).

Eddy - Hai messo il dito nel bicchiere.

No - (riattraversa. Andando verso il bar) Non ne morrai.

Eddy - Se il barista del Chambers avesse fatto una cosa simile gli avrei spezzato le gambe.

No - Questo avrebbe certamente riempito le tue notti di sogni dolcissimi.

Blanche - (entra correndo e va verso Eddy) Salve, No. Oh! Eddy, posso sedermi vicino a te? Vogliamo far finta che tu mi abbia condotto qui?

Eddy - (si alza) Perch non la smetti? Non posso venire qui senza trovarti, tra i piedi.

Blanche - Non voglio niente da te. Qualcuno ha rotto un vetro di Ben con un sasso e credo che la polizia mi stia cercando. (Entra uno della polizia. Eddy si siede al tavolo) Oh! hai proprio ragione, Eddy. La classe degli impiegati municipali va sempre pi gi. Ho sentito dire che le met dei poliziotti sono reclutati fra i criminali.

Il Poliziotto - Suvvia, tira fuori quei binocoli.

Blanche - Dite a me?

Il Poliziotto - (afferrando la sua borsetta) Va bene, vediamo un po'. Caso mai qualcuno cercasse di vendervi un paio di binocoli, vi avverto, cari signori, che roba rubata.

Blanche - Il fatto che sono molto amica di Eddy dovrebbe bastarvi. Non ho bisogno di scendere in basso fino al punto di rubare dalla vetrina di un monte di pegni. Grazie, Edward, credo che mi stessi offrendo un rhum cola, quando ci hanno interrotto con tanta mala grazia.

Anna - (entra.) Salve, No!

No - Saluti, bella.

Anna - (attraversa la scena e va verso il bar) Un gin doppio.

Il Poliziotto - (attraversa e va vicino ad Anna) Poco fa qualcuno ha rotto la vetrina di Ben con un sasso, ed ha rubato un paio di binocoli. Hai nulla da dire?

Anna - Sono passata per il viale. Non ho nulla contro lo zio Ben. troppo buio per tirare sassi. E poi! Cosa volete che ne faccia dei binocoli. (No le mette il bicchiere davanti. Anna prende il bicchiere e allontana spingendolo il poliziotto ad un metro di distanza) Datemi aria.

Il Poliziotto - Calmati, fanciulla.

Blanche - Cos va bene, Anna.

Anna - Ol, Bianche. Perch non restituisci a quest'uomo i suoi amati binocoli?

Blanche - Ma guarda un po' che colpo mancino! quello che ti dico sempre, Eddy. Non sai mai come la pensi, lei.

Anna - Lui sa come la penso.

Il Poliziotto - Beh, evitate di bere troppo, se volete stare in buona con me. (Esce).

Anna - (mentre No attraversa e va al tavolo) Dove diavolo sono andati tutti quanti stasera? Le strade sembrano un cimitero. Le case delle pietre tombali. Tutto fermo.

No - Quando il treno va troppo svelto, Dio mette i freni per darti modo di pensare. (Ritorna verso il bar).

Anna - Non voglio pensare. Voglio bere. (Spinge il suo bicchiere in avanti) Riempilo di nuovo.

No - Non hai pagato il primo, bellezza.

Anna - Non mi fai credito?

No - Io te lo farei, ma devo pensare al padrone.

Anna - Pesca nel tuo cuore e tira fuori dei pezzettini di ghiaccio.

Eddy - (mettendo un biglietto di banca sul tavolo) Pagati il primo e lascia la bottiglia.

Anna - (Buttando i soldi in terra) Sono difficile, quando scelgo con chi voglio bere!

Blanche - (attraversa e raccoglie il denaro) Certa gente non ha la minima educazione. Mi prender un rhum cola, No. (Oli porge la banconota).

Eddy - Dagliela, No.

Blanche - Grazie, Eddy.

Eddy - Ma va nell'altra stanza.

Blanche - (mettendo la banconota nella borsetta) Oh! non vorrei disturbare la festa.

No - (strappando la banconota a Bianche) Questa per la festa.

Blanche - (uscendo) Che atmosfera mercenaria! (Anna si volta e va verso la porta).

Eddy - (impedendole di uscire) Anna, adesso prima di dire no, ascolta quello che ti devo dire.

Anna - Vuoi o no piantarla d'infastidirmi?

Eddy - (presso il tavolo) Perch non divieni pi saggia?

Anna - So tutto ci che voglio sapere.

Eddy - Non ti rendi conto di quello che fai, Anna. Agganci un uomo per un dollaro e poi sparisci per un mese. Queste non sono le regole del gioco. Lavora sodo per un anno mentre lo puoi, metti da parte i soldi e poi potrai riposarti per dieci anni.

Anna - Hai pensato a tutto, proprio come un agente di assicurazione.

Eddy - (appoggiandosi al tavolo) Non ragioni, bambina. L'altro anno ti offersi una camera al Chambers e tu hai preferito servire stufati per dodici dollari alla settimana. Adesso son qui ad offrirti una stanza di primo ordine al primo piano. Che ne pensi?

Anna - Vatti a nascondere.

Eddy - (seguendola) Non c' tempo per scherzare.

Anna - Ed io non ho tempo per ballare.

Eddy - Sei troppo volgare per la tua et. Quello di cui hai bisogno sono un paio d'anni di riformatorio per addolcirti.

Anna - Mi fai morire di paura, verme!

Eddy - Adesso mi fai arrabbiare...

Anna - Vattene, sparisci, fila via.

Eddy - (afferrandola) Ti insegner io...

Anna - (si dibattono) Levami le tue sporche mani di dosso. Lasciami, maledetto! Lasciami! (Lo brucia sul collo con la sigaretta).

Eddy - (lasciandosi cadere su di una sedia) Ah, piccola cagna.

Anna - Figlio d'una puttana!

Blanche - (rientrando frettolosamente) Che t'ha fatto, Eddy?

Eddy - Mi ha bruciato con la sigaretta, proprio sul collo.

Anna - E lui mi ha strappato il cappotto.

Blanche - Beh, sapete comprendervi per davvero!

Anna - Io non perdo il mio tempo con dei vagabondi di porto. (No rientra con il resto di Eddy).

Blanche - Beh, scusatemi, se sono ancora qui.

Eddy - Tu non c'entri. (Verso Anna) E tu faresti bene a cambiare idea e a piantarla di essere tanto schizzinosa. Un giorno avrai bisogno d'un compagno.

Anna - Preferirei la compagnia dei topi.

Eddy - Continua cos e ce l'avrai presto. (Esce).

Blanche - Stupidella. Non puoi trattare cos un uomo importante come Eddy.

Anna - (levandosi il cappotto vicino alla tavola) Mi fa voltare lo stomaco.

Blanche - E con questo? Ti pu far salire in alto. Il Chambers. Quella s che carriera. E che importa se ti nausea? Con un sorriso ed una risata puoi fargli fare ci che vuoi e poi taglia corto. Questo il mio sistema.

Anna - (andando verso uno sgabello del bar) Non vedo diamanti su di te!

Blanche - Ce ne avevo. Erano rocce! Abbastanza grandi da far strabuzzare gli occhi. E ce li riavr. Non sono ancora finita. Ho ancora della stoffa e la voglio far fruttare. (Tossisce).

Anna - Calmati. Ehi, No. Che ne diresti d'un bicchiere d'acqua?

Blanche - (prendendo uno specchio e guardandosi) Madonna santa! E quella sarei io? Devo ricominciare a comprare quei ceroni, Beh, per quanto tempo credi che avrai quelle guance morbide e quei bei denti? Non per molto, ci scommetto. (No rientra con un bicchiere d'acqua).

Anna - Fino a che ne avr bisogno. (No posa il bicchiere davanti ad Anna) Grazie. (Anna intinge il pettine nell'acqua e si pettina).

Blanche - Ehi, No, la memoria mi inganna o c' un bicchierino che mi devi portare?

No - La memoria ti sta facendo un brutto scherzo. (Esce).

Blanche - (raddrizzando la sedia) Accidenti, ho poca fortuna stanotte. Tutti i ponti devono essere caduti in acqua. Non ho visto nessuno che li attraversasse.

Anna - E quando s'incontra qualcuno sembra che sia proprio uscito dal fiume.

Blanche - (seduta alla sinistra del tavolo) Senti, in momenti come questi lascia perdere e non avere tante fisime, e non essere tanto schizzinosa. Accidenti! I miei piedi bruciano! Devo comprarmi un paio di scarpe. E i giornali dicono che avremo dell'altra neve.

Anna - Va a prendere una pala.

Blanche - Sai, stavo pensando...

Anna - Pensare come desiderare. Non si conclude niente.

Blanche - Ma continuo a pensare. Se io e te ci mettessimo insieme potremmo vivere fino all'estate.

Anna - Parli come se qualcosa di buono dovesse accadere d'estate.

Blanche - Far pi caldo.

Anna - S, e tutto puzzer e suder per nostro uso e consumo. No, preferisco la neve, morbida, pulita e fresca. Fa sembrare tutto migliore di quanto non sia.

Blanche - Vorrei che facesse quest'effetto anche a me.

Anna - Ho fatto un uomo di neve una volta. durato tutto un inverno. Poi un giorno quando sono tornata da scuola non l'ho pi trovato.

Blanche - Proprio come un uomo! Eccetto che io non ne ho mai avuto uno che sia durato tutto un inverno.

Anna - Immagino che sia tutto un sogno! L'unica cosa importante il denaro, quando non si ha.

Blanche - (alzandosi) Questa buona. Lo sai che sei intelligente, Anna? Non ci avevo mai pensato. L'unica cosa sono i soldi, quando proprio non si hanno.

Anna - Ma intendi passare qui tutta la notte?

Blanche - Beh, non c' bisogno di prenderla su questo tono! Resto solo un po'. Accidenti! I miei piedi mi uccidono. (Bianche attraversa verso il bar) Hai da fumare?

Anna - Sai che le sigarette si vendono da ogni tabaccaio? (Tira il portasigarette sul bancone).

Blanche - S, ma mi limito col tabacco. Mi fa male. (Vuota quasi completamente il portasigarette) Grazie, bambina. Adesso l'unica cosa che mi occorre qualcosa da bere.

Anna - Non posso aiutarti in questo.

Blanche - (gridando) Ehi, No, muoio dal desiderio di bere qualcosa

No - (entra e alza il bicchiere dell'acqua) Ehi, stai disturbando i clienti qui davanti. (Si volta per andarsene).

Blanche - Sssst! (No si ferma e si volta. Bianche cerea nel suo vestito) No, che ne diresti di comprare un bel paio di binocoli? (Li tira fuori) Guardali bene. Vedi cosa ti riesce di vedere.

No - Senza guardare posso vedere da uno a dieci anni di lavori forzati. Restituiscili allo zio Ben.

Blanche - Perch? Non mi ha forse derubata? Non gli ho forse pagati gli interessi per quattro anni per i miei gioielli, il mio cappello e il manicotto di persiano? Per non parlare dei miei accessori elettrici? E poi, perch le polizze erano scadute da sessanta giorni, non ha forse venduto tutto? Cos ora non ho pi niente da mettermi se mi si presenta l'occasione di andare in societ.

No - Vieni meno alle leggi e verrai meno anche tu!

Blanche - Non ho rotto quella vetrina. E non ho neppure rubato quei binocoli. Camminavo per la strada, per i fatti miei, e improvvisamente ho visto il buco nella vetrina e questi binocoli che stavano proprio sull'orlo della vetrina: mi sono caduti fra le mani, li ho trovati!

No - Se prendi quegli affari, non sei diversa da quei mascalzoni l in Europa che si rubano le nazioni.

Blanche - Trovo un paio di binocoli e mi s chiama subito Hitler! (No esce) Che paragone ignorante. Forse sarebbe pi fine restituirli. Credete che ci sia una ricompensa per chi restituisce oggetti perduti?

Anna - Puoi sempre provare.

Blanche - (guardando Anna coi binocoli alla rovescia) Oh, Anna, sembri mille miglia lontana!

Anna - E piantala, una buona volta. Piantala!

Blanche - Stavo solo cercando di sollevarti il morale. Resta pure depressa, per quello che me ne importa. (Va verso la porta) Dove dormi stanotte?

Anna - Resto qui per scoprirlo.

Blanche - Questa notte non mi importa davvero quale sar il letto che mi accoglier. Basta che sia caldo. Ciao, adesso. (Esce).

No - (entra portando parecchi sandwiches involtati nella carta) meglio che tu vada a casa, Anna. Fuori si muore di freddo. (Posa i sandwiches sul bancone e va verso la porta e la spranga) Ti ho preparato un paio di sandwiches.

Anna - Grazie, No. Che ne diresti di qualcosa da berci assieme? (No le d dieci centesimi. Lei li prende) Sai dove una signora pu dormire con dieci cents?

Danny - (fuori scena. Bussa alla porta) Avanti, aprite!

No - chiuso.

Danny - (fuori scena) Aprite a un marinaio accaldato in una notte cos fredda.

Anna - Ehi, No. Danny Johnson. Fallo entrare.

No - Adesso non riuscir pi ad andare a casa, a dormire. (Apre la porta. Danny entra con il suo sacco).

Danny - Salve, No! Per Dio, fa proprio freddo, Non chiudere la porta. C' un marinaio spilorcio l fuori. Ehi, Lester, paga per il tass e non discutere, sul prezzo. Vieni dentro subito, c' la corrente. (Veda Anna) Anna, bambina mia. (Va verso di lei).

Anna - Danny caro.

Danny - (afferrandola) Ti ho cercata dappertutto. Accidenti! Mi fa proprio bene, rivederti.

Anna - Calmati. Non sono un sacco di patate,

Danny - Sei dimagrita, bella.

Anna - S, fra le altre cose.

Danny - Ma sei sempre una bella ragazza. (Entra Lester contando il resto) Ehi, Lester, guarda chi ha trovato !

Lester - Non perdi tempo davvero.

Danny - No, questa la ragazza per cui faceva pazzie.

Lester - Oh, scusate.

No - (cominciando a chiudere la porta) La carovana finita?

Dannt - Oh, certo, No. finita. Non ce ne sono pi. Voglio presentarti Lester. il tesoriere.

No - Salve, Lester. Che prendi?

Danny - Voglio farti conoscere Anna Lucasta. E quando hai conosciuto Anna puoi dire di aver conosciuto qualcuno.

Lester - Come sta?

Anna - Credo che si possa dire di aver veramente conosciuto qualcuno quando hai conosciuto Lester.

Dannt - Conosco solo i migliori, io.

No - Se mi scusa, signor tesoriere, chiudo tutto qui. E voi mi farete sapere quando finito il trattenimento.

Dannt - La notte non ancora finita, No.

No - proprio di questo che temo.

Dannt - (sedendosi e tirandosi Anna sulle ginocchia) Perch non mi hai scritto? Abbiamo messo la citt sottosopra per cercarti. Siamo venuti qui per fare un ultimo tentativo, vero Lester?

Lester - cos. Gli ultimi tentativi di solito sono i migliori.

Anna - (ride) Il tuo amico ha stoffa.

Dannt - S, me lo porto dietro per educare i miei istinti migliori. Dice che sono un gentiluomo ma ancora rozzo. Rozzo lo sono di certo, vero bambina? E ti piace, vero? (La bacia. Lei ride).

Lester - Forse dovrei andare a scrivere una lettera.

Dannt - No, no, resta qui e divertiti.

Lester - Divertirmi! (Anna ride) Beh, saremmo pi cortesi se offrissimo da bere alla signora.

Anna - Non potevi pensarci tu, a questo?

Danny - La mia mente corre verso altre cose.

Anna - (scivolando gi dalle sue ginocchia) S, ma calmati. Siamo in compagnia, te ne ricordi? (Va da Lester) Hai parlato di bere, marinaio?

Lester - Scusi se mi sono intromesso.

Anna - Non chiedere mai scusa, sei troppo bello.

Danny - Beh, non lo sconvolgere. il suo primo viaggio, questo.

Lester - Sentilo! Il vecchio lupo di mare.

No - (entrando da sinistra) Suvvia, gente. Che volete? Sbrigatevi!

Dannt - Un whisky liscio.

Lester - Birra.

Anna - E...

No - (indicandola con un dito e presentandola) Gin doppio.

Anna - S, riempimi bene il bicchiere.

Dannt - (andando al suo sacco) Di' un po', Lester, quanto ci costato quel tass?

Lester - Che t'importa? Ne valeva la pena, no?

Dannt - (aprendo il sacco sotto il bancone) Scommetto che c' costato venti dollari il ritrovarti. Siamo stati al Savoy da Small e poi da Pietro il Creolo, nel villaggio. Credevo che avessi lasciato la citt e ti fossi rimorchiata un tipo in vista.

Anna - Smettila di sfottere.

Dannt - Non sto sfottendo. Chiedilo a Lester. Ma tutto a posto ora, bambina. Ti ho ritrovata e non mi sfuggirai mai pi, puoi scommetterci la testa. (Prende una collana pesante dal sacco e gliela lega al eolio) Che te ne pare?

Anna - Mette in risalto i miei pregi, Lester?

Lester - (piano) Beh, s.

Danny - A Lester piace la semplicit. Vedrai quando trovo l'altro pezzo. (Prende dei braccialetti dal sacco) Ah, ecco!

Anna - Sembrano dei bracciali da caviglia.

Dannt - difficile ingannarti, eh? (Pescando ancora nel sacco) Dov' pap, Lester? Non trovo pi pap. Ah, eccolo. (Mette una statuetta sul bancone) Credevo di averlo perduto.

Anna - E questo dove lo metto?

Dannt - Questo non lo devi portare. qualcuno che imparerai a conoscere bene, bella.

Anna - Un altro enigma delle Indie occidentali. Come si smonta?

Dannt - (togliendole la statua di mano) Ehi! Non lo fare arrabbiare! Trattalo con rispetto e ti far dei piaceri. Perfino in questo momento sta decidendo qualcosa di molto importante per te.

Anna - Sai di cosa stia parlando, Lester?

Lester - Oh, una cosa importante.

Dannt - Dille chi pap Agone.

Lester - Vedi, quello un modello di Agone, la divinit del mare di Haiti. Pare che sia buono con i marinai.

Dannt - Sul serio, hai capito? Il mio viaggio finito e non voglio pi riarruolarmi per essere legato per altri quattro anni.

Anna - Che successo: ti buttano fuori?

Danny - Buttare fuori me? La senti, pap?Perfino l'ammiraglio mi ha pregato in ginocchio di non tagliare la corda. Non cos, Lester?

Lester - S, piangeva come un bambino.

Anna - E che farai allora?

Danny - Mi comprer una Buick '38 e ricomincer a fare il tassista. E pap sar la mia mascotte.

Anna - E Lester dove si metter?

Danny - Lui resta ancora coi cavalloni.

No - (a Lester agitando mezzo dollaro) C' ancora il doppio gin della signora.

Dannt - Pagati, pagati.

No - Grazie, Lester.

Dannt - Portamene un altro, No. (No esce) Alla tua salute.

Anna - Alla tua. (Bevono) Di dove sei, Lester?

Lester - Di Hartfort. Nel Connecticut.

Anna - Ah, sei di vero sangue bleu, allora.

Danny - Mastica perfino un po' di francese.

Anna - Davvero? Di' qualcosa in francese, Lester.

Lester - Oh, so solo poche parole.

Anna - Scommetto che sono quelle giuste!

Danny - (distogliendo la sua attenzione da Lester) S... ma stavo dicendo...

Anna - Ah, gi. Che dicevi, Danny?

Danny - Ti parlavo del mio grande piano.

Anna - Ci hai detto che torni a fare il tassista.

Danny - Quello solo il principio. Sai com' nella marina. Vieni sbattuto a destra e a sinistra. Quello che mi occorre un'ancora, bellzza.

Anna - S, certo, intorno al collo.

Dannt - Non ci vedo niente di buffo. Credi che io passi tutto il mio tempo con le ragazze, bevendo, e facendo all'amore, vero?

Anna - (assentendo) Hum, hum...

Dannt - Beh, ti sbagli, sai? Ci sono due lati nella mia natura. Tu conosci solo quello pi debole. Ce n' anche un altro. Quello che mi fa desiderare una casa con qualcuno dentro. Qualcuno che mi attenda dopo una giornata di lavoro e a cui dire...

Anna - Passami una bistecca.

Dannt - Cosa intendi?

Lestee - Intende dire che cerchi una cuoca. (Va verso il pianino automatico).

Dannt - Cosa stai cercando di fare? Vuoi mettere tutto in ridicolo?

Anna - Che cosa? Dove vuoi arrivare?

Dannt - Il mio piano. Ti parler francamente, bellezza. Una casa senza una donna solo un mucchio di mattoni freddi. Mettiamoci insieme. Che ne dici, bambina?

Anna - Mi stai chiedendo di sposarti, Danny?

Dannt - Sposarti? Dio buono! Non dirai mica sul serio?

Anna - Cosa credi?

Dannt - L'hai detto in maniera cos strana che m'hai fatto venire la pelle d'oca. (Anna ride, Lester lascia cadere la moneta nellorganino automatico) Non mi dovresti spaventare cos. (Anna continua a ridere. La musica ricomincia) Che t' successo? Sei impazzita?

Anna - Certo, sono pazza. Tu pure lo sei. Tutto il mondo lo , stasera. vero, Lester? (Andando verso Lester e cominciando a ballare) Su Lester. Balliamo.

Lestee - Non so ballare.

Anna - Perch? Tu pure hai la pelle d'oca?

Lester - solo che non so ballare.

Anna - Sai camminare, no?

Lestee - Certo... ma...

Anna - Serve solo questo. (Comincia a ballare verso Danny che lentamente comincia a seguire il ritmo. L'organino suona One O'Clock Jump) Ole. (Anna balla un Shortie George . Va verso Danny e ballano un Lindy).

No - (entra con le ordinazioni) Smettetela! Voi marinai non rispettate gli avvisi? proibito ballare. E inoltre c' chi vorrebbe andare a letto.

Dannt - una buona idea.

No - Chi. paga questa volta?

Anna - Chi credi che pagher?

Dannt - Forza, sorridi, Lester: non vuoi essere felice?

Anna - Lester non sa se preferisce essere felice o buono. (Entra Joe).

Dannt - Ma noi lo sappiamo, vero?

Anna - Certo che lo sappiamo.

Dannt - Alla tua salute.

Anna - Alla tua.

Joe - Anna!

Anna - Ma guarda chi si vede! Che vuoi?

Joe - Sono... Sono venuto a trovarti e... e a parlarti, Anna.

Anna - L'ultima volta me ne hai dette tante da bastarmi per tutta una vita. Non devo sopportarti anche qui. Vattene!

Dannt - Chi questo vecchio?

Anna - Ragazzi, nervi a posto: vi presento il mio vecchio.

Dannt - Cos' che ti preoccupa, pap?

Joe - Voglio parlare a mia figlia, da solo.

Lestee - Andiamo, Danny.

Anna - Niente da fare. Restate, ragazzi.

Lestee - Non puoi rifiutarti di parlare con tuo padre!

Anna - E chi te lo dice? Mi disse quello che pensava di me due anni fa, e m'ha cacciata di casa.

Dannt - T'ha cacciata di casa?

Anna - Certo, e si comport da maniaco. Disse che gli avevo spezzato il cuore e distrutta la vita perch avevo peccato una volta o forse due.

Joe - Sono qui per chiederti di dimenticare il passato e... e per dirti di tornare a casa con me, Anna.

Anna - Perch questo cambiamento, pap? Stai pensando di entrare in questo genere di commercio?

Lestee - Non parlare cos, a tuo padre!

Dannt - Perch ti immischi, perch non stai zitto?

Joe - Non sono solo io a chiederti di tornare. ... tutta la famiglia.

Anna - Che successo? Credono forse che abbia soldi e che sia carica di grossi diamanti?

Joe - Vogliono... vogliono solo che torni a casa, Anna.

Anna - Non star mica male mamma, no?

Joe - Male? No, no, sta bene... ma ti vuole vedere sul serio. Questa la verit, Anna. Vieni?

Anna - Non posso.

Joe - Perch?

Anna - E perch diavolo credi che non possa?

Dannt - Perch state tormentando la ragazza, e la sconvolgete cos?

Joe - Tu non t'impicciare, marinaio. Questi non sono affari tuoi.

Dannt - E chi ve lo dice? So quello che lei pensa e lo sapreste pure voi se aveste un briciolo di cervello. Essa non appartiene pi alla vostra casa e avreste dovuto pensare a questo prima di scacciarla.

Lestee - Che diritto hai di parlare cos, Danny! Certo che appartiene ai suoi, se la vogliono. Hai da offrirle qualche cosa di meglio?

Dannt - Perch non ti calmi? Chi t'ha chiesto la tua opinione?

No - Lascia che il ragazzo parli. Mi piace quello che dice.

Anna - Beh, almeno Lester non si fida di pap Agone.

Dannt - No, lui prega ancora ai piedi di sua madre.

No - Anche questo ha i suoi vantaggi, ma se vuoi il consiglio del servitore di Gin Numero 1, Anna, vai. Almeno cos avrai tempo per pensare.

Dannt - Per pensare. E chi diavolo vuol passare la propria vita a pensare?

Anna - Potresti provarci per cinque minuti.

Joe - Ho il biglietto del treno per te in tasca, Anna. Vieni per favore?

Anna - La famiglia... Stanley ha sposato una delle ragazze Poster, che sono di Scranton, non cos?

Job - Caterina. Una ragazza molto simpatica. Ti piacer, Anna.

Anna - Immagino che mamma faccia ancora le frittelle e le pesche sciroppate. E con la biancheria pulita e odorosa.

Joe - Vieni?

Anna - Va bene. Tanto che ci rimetto?

Dannt - Mente. Solo la testa.

Anna - Almeno sono tre pasti assicurati e un letto.

Dannt - Potrai avere questo anche con me.

Anna - Sono stata molti mesi senza queste cose quando tu navigavi.

Joe - Beh, vai a prendere le tue cose, adesso.

Anna - Calma. Le porto tutte addosso. Mi ricorder di te, No, ogni volta che avr sete.

Dannt - Mandami una cartolina cos concepita: La mia finestra quella con la crocetta .

Anna - La metterai in cornice?

Dannt - S, col cavolo!

Anna - Bravo tassista. (Lo bacia) E sii buono con Lester, me lo prometti? Lascia che educhi i tuoi istinti migliori.

Danny - Non riuscir mai a farmi tornare a casa a mangiare pesche sciroppate. (Bianche sbuca improvvisamente battendo i denti dal freddo, bloccando luscita ad Anna e a Joe).

Blanche - Cos finalmente ti sei trovato un vecchio che ti mantenga, eh?

Anna - S, questo il mio vecchio. (Anna e Joe escono).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Il salotto di casa Lucasta. Quattro giorni dopo. Di sera.

(In scena c' Teresa che apparecchia la tavola cantando: You batter mind . Stanley entra con le braccia piene di legna. Ne mette prima un pezzo e poi un altro sul fuoco).

Teresa - Stai attento a quella legna e non metterla su tutta prima che arrivi Rudolf. La legna costa cara.

Stanley - Non ho sentito caldo per mesi, mamma. Se facciamo i grandiosi per Rudolf voglio trarne profitto.

Teresa - Vogliamo che il ragazzo si senta a suo agio. Non vogliamo arrostirlo come un pistacchio. Katie mi aveva promesso di darmi una mano con la cena. su con Anna?

Stanley - No, fuori.

Teresa - Dov' andata?

Stanley - Che vuoi che ne sappia. Non mi dice niente.

Teresa - Avete bisticciato di nuovo? Perch, Stanley?

Stanley - Non discuto i miei affari privati con nessuno. Ma meglio che Katie rinsavisca. (Katie entra frettolosamente).

Katie - Mi dispiace di aver fatto tardi, mamma. Sono stata a trovare delle persone che mi hanno fatto attendere.

Stanley - Che razza di persone?

Katie - Mi impiego alla biblioteca. Comincer a lavorare luned.

Teresa - Non sei pi felice qui, Katie?

Katie - Non si tratta di questo, mamma. Voglio guadagnare dei soldi ed essere indipendente.

Stanley - stanca di me.

Katie - Solo della tua mancanza di volont e di quello che sei deciso a fare.

Teresa - Cosa ha fatto, ora, Katie?

Katie - Non si tratta solo di lui; mamma. Segue le orme di Frank e Stella come al solito.

Teresa - In cosa?

Katie - Tu non sai che cosa hanno deciso di fare, non appena Rudolf entri in questa casa.

Teresa - Tutti speriamo la stessa cosa, Katie. Cio che a Rudolf piaccia Anna; e che lui piaccia a lei. Tu sei dalla parte di Anna, no? Ti comporti come se ti fosse simpatica.

Katie - Anna piacerebbe a chiunque. una ragazza intelligente, carina e molto patetica. Ma non voglio essere compromessa in un piano che la sfrutti a vantaggio di altri.

Teresa - Parli di me, Katie?

Stanley - No, critica me perch penso, come Frank e Stella, che se facciamo di Anna una ragazza rispettabile riuscendo a farla sposare a questo contadino, certo aspiriamo ad avere un po' delle patate che porta con s.

Teresa - Chi ti dice che porter delle patate?

Katie - Intende parlare degli ottocento dollari.

Teresa - Oh!... Beh, se si sposano sono certa che vorranno aiutarci un po'.

Stanlet - Non le avrai mica parlato di questo, mamma, vero?

Teresa - Oh! no di certo. Devo prima vedere se Rudolf abbastanza buono per Anna.

Katie - Vivi proprio nelle nuvole, mamma, vero?

Teresa - Mi sento proprio in Paradiso, da che Anna ritornata a casa. Mi fa tanto bene sentire la sua voce di nuovo anche se un po' spinta. M'ha fatto morire dalle risate ieri sera a letto parlandomi dei tipi buffi che ha dovuto servire in quel ristorante di Brooklyn.

Stanley - Ah, cos! Serviva carne, eh?

Teresa - S, Stanley, viveva facendo questo. Ho sempre saputo che Anna era buona, in fondo, e che non sarebbe finita su di un marciapiede per aver solo fatto un errore.

Stanlet - Credi che abbia sbagliato una sola volta, mamma?

Teresa - So che Anna buona e nessuno pu farmi credere il contrario. L'ho capito la prima notte che tornata a casa, quando s' accoccolata fra le mie braccia e s' addormentata piangendo. S' svegliata una volta durante il sonno e m'ha detto: Nevica?. E io ho detto: S, amore, nevica. E lei m'ha risposto: Ah, bello , e s' riaddormentata proprio come una bambina.

Katie - Mamma, sei meravigliosa. Andiamo a preparare il pranzo. (Entra Joe).

Teresa - Joe! Non sei andato alla stazione ad incontrare Rudolf?

Joe - E che ci andavo a fare? Ci sono andati Stella e Frank.

Teresa - E tu sei rimasto inchiodato a una sedia nel locale di Mike.

Joe - E che c' di male? Almeno si sta fra amici, l!

Teresa - Cerca di non ubriacarti e mettiti un po' a posto, prima che arrivi il figlio del tuo migliore amico.

Joe - Lasciami in pace.

Teresa - Vieni, Katie. Andiamo a preparare il pranzo. (Escono Teresa e Katie).

Stanley - Che t' successo, pap? Sei nervoso come un cane pieno di zecche.

Joe - Sta attento a te. Questo vecchio cane sa ancora mordere.

Stanley - quello che ti dicono le ragazze gi da Mike?

Joe - Dio punisce coloro che deridono i loro genitori.

Stanley - Mi sembri un Inno Sacro! Sono troppo svelto per quella roba! (Entra Anna che sente l'ultima frase. Porta il libro degli Inni Sacri in mano).

Anna - Certo, Stanley. Scommetto che se stessi per dieci anni ad Harlem riusciresti perfino a ballare.

Stanley - Due anni a New York non t'hanno fatta molto in gamba.

Anna - Che c' pap? Che, Stanley ti sta sfottendo per via degli Inni Sacri? (Mette il libro degli Inni Sacri vicino a Joe).

Joe - Dove l'hai trovato?

Anna - Mamma m'ha detto che il tuo Vangelo e la tua guida. Cos ieri sera l'ho tirato fuori. M'ha fatto addormentare e fare dei sognacci. Non capisco perch la gente voglia cantare della morte e dell'inferno.

Joe - Qui parla molto anche del Paradiso, e sul come bisogna arrivarci. Benlah Land . Mio padre e mio nonno cantavano e ricantavano Dwelling in Benlah Land fino a restare senza fiato.

Stanley - E senza gin.

Joe - Non ti permetto di chiamare mio padre un ubriacone... pagano!

Anna - Stanley, ma perch smonti sempre la gente? Pap stava proprio per lanciarsi. Su, pap, comincia Dwellin in Benlah Land .

Joe - Non mi ricordo il motivo.

Anna - Su, via, come fa?

Joe - Ti dico che non me lo ricordo.

Anna - (prendendolo per mano, vuole tirarlo fuori dalla sedia) Suvvia, pap; alzati.

Joe - No, no!

Anna - (prendendogli anche l'altra mano e tirandolo fuori dalla sedia) Ah, suvvia! Mettiti qui. Tu canta e noi balliamo. (Adesso Anna vicina a Joe pronta per ballare. Non appena Joe sente il suo corpo accanto al suo si gela e viene preso dal terrore).

Joe - Lasciami! Non mi toccare! Sei forse impazzita? (Agguanta il cappello ed esce correndo di casa, mentre Katie entra proveniente dalla cucina).

Anna - Beh, che c' adesso? Non si pu neppure ballare in questa casa?

Stanley - Quello era il Lindy, Anna?

Anna - Il Lindy? Non facevo nulla di speciale. Ho imparato a ballare il Lindy la prima sera che stavo a New York al Savoy. Magari fossi ancora l!

Stanley - Ci siamo presi molta pena e abbiamo avuto molte spese per portarti a casa, Katie ed io. Abbiamo speso fino all'ultimo centesimo.

Katie - Quei soldi sono stati spesi bene se riusciamo a rendere Anna felice.

Anna - Credo che tu sia convinta di quello che dici, Katie. Scommetto che anche tu eri felice quando sei entrata in questa casa.

Stanley - Almeno ha un uomo che pu chiamare suo.

Anna - Dato che sei mio fratello non posso fare commenti.

Stanley - Non mi tocchi con queste stoccate. Tientele per quando tornerai in marina.

Anna - E cosa intendi con questa stoccata?

Stanley - Ti ho visto -indirizzare una lettera ad una nave.

Katie - Stanley studia per diventare un cane accompagnatore.

Stanley - Se non erro solo un vecchio cane di quelli che guidano i ciechi.

Katie - Un animale molto in gamba. Protegge gli infelici. (Entra Stella vestita per uscire. torva).

Anna - Ciao, Stella. Su quel treno di Alabama non c'erano dei porci?

Stella - E chi ha parlato di porci?

Anna - A sentire parlare Stanley e Frank penseresti davvero che Otis Slocum ci sta inviando il suo esemplare di esposizione.

Stella - senza dubbio della campagna.

Stanley - Allora ci proprio montato su quel treno!

Stella - Ah, s! Frank gli sta fissando una camera gi al Meriwether.

Stanley - Che faccia ha?

Stella - Aspetta a vederla. Avrai una sorpresa.

Anna - peggio di quanto ti aspettassi?

Stella - Dipende dal punto di vista.

Anna - Intendi che perfino troppo stupido per... per me?

Stella - E tu che c'entri?

Anna - quanto mi sono chiesta da quando mamma mi ha detto che doveva arrivare.

Stanley - Mamma ha detto che non te ne aveva neppure parlato. .

Anna - No, non direttamente, ma siete tutti pieni di doppi sensi, e, credimi, ho imparato qualcosa in due anni, e dovrei essere proprio stupida per non capire che tutti, qui, state cercando di rendermi una persona rispettabile.

Stella - Questo non ha mai fatto male a nessuno.

Anna - Non credo che ti abbia procurato molto. Preferirei essere quella che sono piuttosto che sposare Frank.

Stella - meglio che tu dica questo seriamente. Non ti fermeresti a nulla tu.

Anna - Frank, non si fermerebbe a nulla.

Stella - Ah, cos! Beh, sta attenta a te se ti pesco a fargli l'occhietto.

Anna - Non ti preoccupare, Stella. Non il mio tipo. Preferirei fare l'occhietto al porco... col suo fango e tutto il resto.

Katie - Non permettere che ti facciano questo. Non si preoccupano affatto di farti diventare rispettabile. Vogliono solo i soldi di Rudolf.

Stella - Sei impazzita!

Katie - Non ci manca molto, con tutti voi!...

Anna - Ah, cos il contadino ha quattrini, eh? Quanto? Cinquanta dollari, scommetto.

Stanley - Cinquanta dollari! Quell'uomo si chiama denaro.

Stella - Sta zitto!

Anna - Credevo si chiamasse uomo di fatica. A parte gli scherzi, quanto ha la nostra vittima?

Katie - Il padre gli ha dato ot...

Stella - Ottantacinque dollari.

Katie - Ottocento dollari.

Anna - Ottocento! Non c' male.

Stella - Beh, dimenticalo. Non si prender una cotta per te. Non neppure il tuo tipo.

Anna - Chiunque, potrebbe essere il mio tipo con ottocento dollari. Sa parlare?

Stella - Non s'azzitta mai.

Anna - Beh, se sa dire di s dovrei riuscire a portarlo dove voglio.

Katie - Non puoi farlo, Anna. Non puoi.

Anna - E perch no? Mi sembra un affare. Non vuoi che divenga rispettabile, come dice Stella?

Katie - Ti abbasseresti troppo, se facessi una cosa simile.

Anna - Comunque non sono molto in alto. E poi se la famiglia vuol fare qualcosa per me, dovrei essere riconoscente per questa occasione che mi si presenta.

Katie - Lo fanno per se stessi.

Anna - Beh, so badare a me stessa; certo... sposer la vittima! Prima , meglio ! Cos, dopo tutto, sar una sposa! Questo dovrebbe far piacere a tutti. Specialmente a pap! (Katie esce) Ho urtato Katie. Beh, dovrebbe essere meno suscettibile a quest'ora. Non essere tanto triste, Stella. Sei preoccupata, vero? Hai paura che Anna se la svigni con tutto il gruzzolo. Ti mostrer che sono meno marcia di quel che credi. Divider il gruzzolo del povero scemo, con te. Faremo met per uno. (Entra Frank).

Stanley - Davvero, Anna?

Anna - Certo. Non crederai che voglio addossarmi questo peccato da sola, no? Ciao, Frank.

Stella - Lo hai sistemato ?

Frank - (molto sicuro di s e presuntuoso) Certo! L'ho portato un po' a spasso e gli ho offerto un paio di birre. Gli venuto subito sonno. Poi l'ho riportato al Meriwether e l'ho guardato mentre disfaceva le valige. Ora pronto per fare una lunga dormita. Io e te andremo gi da lui domani mattina presto, gli offriremo la colazione e lo porteremo in chiesa.

Stanley - Che, non viene su a cena?

Frank - No, no. Ha mangiato in treno.

Anna - Mamma sar molto dispiaciuta di questo. Sarebbe meglio che qualcuno la avvertisse.

Frank - Vuoi farlo tu, Anna?

Anna - (con cognizione di causa) Oh, s, certo..., certamente! (Esce Anna).

Frank - Le hai detto di Rudolf?

Stella - No!

Stanley - Di' un po', che questo mistero? Voi due avete combinato qualche cosa.

Frank - Dobbiamo trovare una scappatoia, Stanley. Rudolf non esattamente quello che ci aspettavamo.

Stanley - Ha un anello al naso?

Frank - No, ma ne ha uno al dito per il quale al monte dei pegni darebbero circa dieci dollari.

Stella - Glielo ha dato suo padre quando si laureato in agraria, all'universit.

Stanley - (a bocca aperta) Laureato all'universit?

Stella - Con la lode!

Frank - Otis ci ha davvero fatto un brutto scherzo.

Stanley - Lo faremo ancora sposare ad Anna, vero?

Frank - Non possibile. troppo onesto. Si accorgerebbe in un attimo.

Stanley - E come faremo a prendergli i soldi?

Frank - Questo il problema.

Stanley - Ma sei sicuro che li abbia?

Frank - Che diavolo! S! Ha un portafoglio nella tasca interna della giacca che lo fa camminare tutto buttato da una parte.

Stanley - Se solo non avessimo ascoltato mamma quando ci consigli di far tornare Anna. Avremmo preso la figlia di Tom per lui. dedita alla casa come pu esserlo il peccato, ma almeno vergine.

Stella - Senti, genio, Frank ha detto a Rudolf che Otis ci aveva accennato che egli desiderava sposarsi e sapete cosa gli ha risposto?

Stanley - Che cosa?

Stella - (imitando la voce di Rudolf) Ah! quella era un'idea di pap. Io ci metter il tempo che credo e trover la donna adatta. E so qual il tipo di donna che desidero.

Frank - Dobbiamo impedirgli di incontrare Anna. Non possiamo permettere che ci svergogni.

Stanley - Avrete il vostro da fare. Ci tiene a quel denaro!

Frank - Chi le ha parlato del denaro?

Stella - Stanley.

Stanley - Non vero. stata Katie. Ha rovinato tutto.

Stella - Sei stato tu a dire che il suo nome era denaro.

Stanley - Solo dopo che Katie aveva detto...

Frank - Porco D... Non posso lasciare voi due soli un minuto! Appena mi volto uno di voi fa un pasticcio. Beh, c' solo una cosa da fare. Devo portarlo via di qui. Con una scusa qualunque lo porter a Scranton. Lo far domani, dopo la messa.

Stella - Sfammi un po' a sentire. Non voglio compromettermi con la polizia. Non porterai nessuno a spasso.

Frank - Cosa intendi dire? Credi forse che io abbia l'intenzione di dargli una botta in testa e rubargli i quattrini?

Stella - Tu non salirai in macchina con lui senza di me.

Frank - A volte mi domando se voi Lucasta abbiate una sola idea giusta in testa.

Stanley - Lascia da parte le idee giuste. E occupiamoci di qualcosa di pi pratico.

Frank - Non ti occupare di niente. Lascia fare a me. Tu hai fatto gi troppo. Ed anch'io. Dobbiamo trovare un nuovo modo per affrontare la questione. E so quale sar. Sissignore. Lo convincer a fare speculazioni, gli far investire i soldi in qualcosa di speciale. Devo conquistarlo attraverso i suoi interessi. E qual il principale interesse per Rudolf? L'agricoltura, no? Devo trovare qualche strumento agricolo di cui s'innamori... qualcosa come un nuovo tipo di zappa. (Entra Teresa seguita da Anna).

Teresa - Frank! Che questa storia che mi dice Anna. Rudolf non viene a cena?

Frank - completamente a terra, mamma. un viaggio lungo, da Alabama.

Teresa - Era troppo stanco per venire a conoscerci, per conoscere Joe, il pi vecchio amico di suo padre?

Frank - Gli ho spiegato, mamma, che Joe non stato troppo bene, ultimamente. E ha convenuto che domani sarebbe stato lo stesso.

Teresa - Non sono mai stata tanto delusa. Avevo preparato una vera cena del Sud, per il ragazzo. Credo che si stia comportando in maniera scorretta. Non credo che si stia dimostrando sufficientemente rispettoso.

Frank - Hai ragione, mamma, hai ragione al cento per cento. Non dimostra molto rispetto, ma capirai... questi contadini del Sud...

Teresa - Gli hai detto che lo aspettavamo?

Frank - Ah, certo, ma che vuoi fare quando un nomo sfinito e non vuole altro che un letto? Era proprio stanco, vero Stella?

Stella - Non poteva quasi camminare. (Qualcuno bussa alla porta d'entrata).

Stanley - Qualcuno bussa!

Teresa - Guarda un po' chi , Stanley. Non sono mai stata tanto delusa. (Stanley va ad aprire).

Rudolf - (fuori scena) Abita qui il signor Lucasta?

Stanley - (mette la testa dentro alla camera) Frank, Rudolf.

Teresa - Bene. Bene! Digli di entrare.

Stanley - Vuole entrare, per favore? (Rudolf entra).

Rudolf - Spero di non aver interrotto la vostra cena, Frank, ma non mi sarei sentito a posto se non fossi venuto su a porgere miei rispetti.

Teresa - Ero certa che non mi avresti delusa dopo che ti avevo preparato una cena che ti far venire la nostalgia di casa. Siamo tutti molto contenti di vederti, Rudolf.

Rudolf - Grazie, signora. Lei la signora Lucasta, immagino.

Teresa - cos, ed io ti avrei riconosciuto ovunque. (Rivolta verso gli altri) l'immagine vivente di suo pap alla sua et. Cos alto, bello.

Rudolf - Ma signora Lucasta, mi confonde.

Teresa - Ah! Non ti sentire a disagio; devi sentirti come se fossi a casa tua e devi permettermi di trattarti come se fossi mio figlio Stanley.

Frank - Che Dio ce la mandi buona!

Teresa - Cosa dici, Frank?

Frank - Non ho aperto bocca.

Teresa - Non vero quello che dice Frank: che sei troppo stanco per mangiare?

Rudolf - Stanco? No, signora. Non sono mai troppo stanco per mangiare.

Teresa - cos che mi piace sentir parlare i miei figli. T'ho preparato del mais, pane di grano duro e pollo fritto.

Rudolf - Pare proprio di stare a casa.

Teresa - Beh, devo tornare ai miei fornelli. Frank, presenta Rudolf a tutti. proprio un ragazzo in gamba. (Sorridendo compiaciuta esce).

Frank - Rudolf, voglio presentarti un altro ragazzo in gamba: Stanley.

Rudolf - Come stai, Stanley? Tu sei il fratello di cui m'ha parlato Stella?

Stanley - S, sono io.

Frank - E... eh... conosci Stella, naturalmente.

Rudolf - Piacere di nuovo, Stella.

Stella - Anch'io, naturalmente.

Frank - Ehm... ehm... e questa Anna.

Rudolf - Chi?

Frank - Anna.

Rudolf - Come stai, Anna? Sei una vicina di casa?

Anna - Una vicina?

Stella - Mi sono dimenticata di dirti che avevo una sorella.

Anna - Sono stata via per molto tempo. E non si sono ancora abituati ad avermi qui.

Rudolf - Non ci si dovrebbe mettere molto ad abituarsi a te.

Anna - Di solito, infatti, cos.

Frank - (schiarendosi la gola) Ehm... signor Rudolf vuole lavarsi le mani?

Rudolf - Credo di essere a posto, grazie. Mi sono fatto un ottimo bagno. Mi son tolto tutto quel sudiciume del viaggio ed ora mi sento proprio bene.

Anna - Credevo che Frank ti avesse fatto ubriacare e ti avesse messo a letto.

Rudolf - Ubriaco per aver bevuto due birre! Beh, non davvero, bench non sappia bere come Frank: un vero bevitore di liquori. Lui s che sa bere.

Anna - Ti diamo tempo, sei ancora giovane.

Rudolf - Neanche tu sei tanto vecchia.

Frank - (schiarendosi la gola) Ehm... Rudolf... Rudolf che ne diresti se facessimo una corsa a prendere un altro paio di birre prima di cena?

Rudolf - No grazie. Mi sento benissimo. Proprio bene. Solo, fa un po' caldo qui dentro, no?

Anna - Levati la giacca. Non fare complimenti.

Rudolf - Beh, se le signore non hanno nulla in contrario...

Stella - Fa pure.

Rudolf - Grazie. Credo che accetter. Sento proprio caldo. (Rudolf si leva la giacca. Anna la prende. Il suo braccio si piega sotto il suo peso).

Anna - Beh, per forza. Che ti porti in giro, la pistola?

Rudolf - No, quelli sono i soldi.

Anna - (tirando fuori il portafoglio e dandoglielo) Tientelo addosso, ragazzo. Non si pu mai sapere, di questi tempi...

Rudolf - Credo di non dovermi preoccupare della gente di questa casa.

Frank - Ad Anna piacciono gli scherzi.

Anna - Suvvia, Frank. Non so farli bene come te.

Rudolf - (prendendo il portafoglio) Dio! Non una cosa tremenda? Pap me li ha dati spicci! non ha fiducia nelle banche.

Frank - Non si sicuri a portare in giro tutti quei soldi.

Stella - Ci sono dei brutti tipi al Nord.

Stanley - Ci sono degli individui che ti deruberebbero proprio di quell'anello.

Anna - Un bel pezzo d'oro. Un ricordo di qualche ragazza, scommetto.

Rudolf - No, mio padre me l'ha regalato il giorno...

Stella - ...che si laure in agraria.

Anna - Avanti! Scommetto che sai leggere e scrivere.

Rudolf - Certo. So pure che due pi due fa quattro.

Anna - Ma no!

Frank - Beh,... noi... non voglio impicciarmi, Rudolf, ma se segui il mio consiglio la prima cosa che farai luned mattina sar di mettere quei soldi in banca.

Rudolf - Grazie, Frank. Era gi stabilito.

Frank - Ti accompagner e ti presenter all'amministratore.

Stella - Cos si sistema tutto.

Rudolf - molto gentile da parte tua, Frank.

Frank - Che t'hanno insegnato all'Universit, Rudolf?

Rudolf - Insegnato? Beh, tutto quello che volevo imparare.

Frank - Ad arare ed a zappare, immagino.

Rudolf - Arare e zappare? Quelle son cose che sapevo fare a dieci anni.

Frank - Ah, s? Ma immagino che ci siano sempre delle nuove invenzioni come ad esempio aratri e zappe meccaniche.

Rudolf - Hai mai sentito parlare di trattori, Frank?

Frank - S... s... Oh. certo! C'era un tipo che incontrai per caso l'altro giorno. Un tipo in gamba. Diceva delle cose interessanti, su questi trattori. Aveva dei progetti con se di un nuovo tipo di trattore che diceva essere il pi moderno. Fammi pensare, come si chiamava?

Rudolf - Non sar Me Cormick?

Frank - No, no, non credo che fosse Me Cormick.

Rudolf - Non era Deer, per caso?

Frank - Ehm... eh... Deere... come si scrive?

Rudolf - D.E.E.R.E.

Frank - Deere. Mi pare di s. S, s, si chiamava cos. Signor Deere.

Rudolf - Beh... dovrebbe saperne qualcosa. Dopo Me Cormick il pi grande produttore di trattori del mondo.

Frank - Oh... beh... allora non doveva essere lui. Quello di cui parlo era solo un inventore, capisci. Un inventore privato.

Rudolf - Ah, beh... Quand'ero ragazzo mio padre m'ha insegnato di tenermi sempre lontano dalle nuove invenzioni finch non siano divenute sicure. (Tastando il portafoglio) Questi sono soldi che pap s' guadagnati con l'aratro e la zappa di vecchio tipo.

Frank - (ride) Si, tuo padre davvero un buon uomo. Dimmi, Rudolf, di cosa t'interessi particolarmente in agricoltura?

Rudolf - Mi interesso di tutto ci che entra ed esce dalla terra. Ma all'Universit mi sono specializzato in fertilizzanti.

Frank - Fertilizzanti? Ma come, non puro e semplice concime?

Stella - Dovresti conoscere qualcuno che si occupa di questo, Frank. (Entra Joe completamente ubriaco. Cammina barcollando fino al divano e vi cade sopra).

Frank - Quello Joe. Credo di averti gi detto che non molto forte.

Stella - A me, sembra che lo sia abbastanza.

Anna - Pfff. (Joe si alza e ricade gi subito).

Rudolf - Salve, signor Lucasta. Molto piacere di conoscervi. Ho sentito parlare di voi tutta la mia vita.

Joe - Otis!

Rudolf - No, sono il figlio di Otis, Rudolf.

Frank - Rudolf!

Joe - Ah! S, Rudolf. Come sta il mio vecchio amico Otis?

Rudolf - Pap sta benissimo, signor Lucasta. Vi manda i suoi migliori auguri.

Joe - O... Otis m'ha detto, Otis m'ha detto... mi dice di trovarti una buona moglie.

Rudolf - Me l'ha gi detto Frank. proprio degno di pap. Crede che io porti ancora i pantaloni corti.

Joe - (alzandosi) Sta... a... attento alle donne.

Rudolf - Ah, certo.

Joe - ...e al vino. Se le prime non ti hanno, toccher al secondo.

Rudolf - Non avranno me, signore. Star all'erta.

Joe - E non permettere a nessuno di toccare il tuo denaro.

Rudolf - No, signore. Quello lo metter in banca finch non sar pronto per usarlo.

Joe - S, meglio metterlo... meglio metterlo l.

Frank - Meglio mettere seduto te, Joe. (Lo spinge in una sedia. Joe si rialza subito).

Joe - Lasciami. Non vedi che sto parlando al mio vecchio amico O...tis?

Frank - Peccato che non ti possa sentire. a mille miglia di distanza.

Joe - Quello Otis!

Frank - Rudolf... Vieni.

Joe - No, lasciami... Non ho p... paura di te. Ti p... picchier.

Frank - Su, su, Joe. Vuoi camminare da solo o ti devo portare in braccio?

Joe - T... ti... p... picchier.

Anna - Oh, per l'amor del Cielo pap: ti vuoi proprio esibire?

Joe - T... tu! N... non mi p... parlare! Io mi t...tengo lontano da te. T...tu tienti lontana da me o ti... schiaffeggio! (Joe schiaffeggia l'aria, perde l'equilibrio e cade a faccia avanti).

Frank - Prendigli i piedi, Stanley. (Frank gli alza le spalle e Stanley lo prende per i piedi) Chiama mamma, Stella, l'unica a cui permette di spogliarlo. (Frank e Stanley portano via Joe. Stella va in cucina).

Rudolf - Non posso credere che questo sia il Joe Lucasta di cui ho sentito parlare tutta la mia vita.

Anna - Non posso credere che tu sia il Rudolf di cui ho sentito parlare da tre giorni.

Rudolf - So di essere un cafone, ma dammi tempo.

Anna - Chi ti ha detto che sei un cafone?

Kudolf - Il modo in cui vi comportate mi fa capire chiaramente quello che pensate.

Anna - Non sai accettare qualche scherzo?

Kudolf - Dipende da chi. Non mi importa accettarlo da Frank perch, scusami, ma anche lui un cafone. Accidenti, proprio stupido.

Anna - Gli hai dato delle stoccate, a proposito di quei trattori.

Rudolf - Cosa sta cercando di fare? Vuole vendermi qualcosa?

Anna - Non me ne meraviglierei. Siedi qui.

Rudolf - Grazie.

Anna - Sigaretta?

Rudolf - Grazie. Spero che non ti offenderai se non lo prendo molto in considerazione.

Anna - E chi m' lui?

Rudolf - tuo cognato, e sembra governare questa casa.

Anna - Non governa me, fratello.

Rudolf - Ah! s... hai detto di essere stata via molto tempo. Dove?

Anna - A Brooklin.

Rudolf - Ehi, dico, non sarai mica sposata. Vero?

Anna - Mi vedi forse portare un anello?

Rudolf - Credevo che fossi una di quelle che divorziano per seguire l'ultima moda.

Anna - Sai scherzare anche tu. Cosa ho che alla moda?

Rudolf - Mi piace il tuo gusto - quel vestito - niente di vistoso, ma molto carino. E lo riempi bene.

Anna - D! Sai che hai metodo? Scommetto che le ragazze gi ad Alabama si struggono di lacrime per te.

Rudolf - Dobbiamo continuare a sfotterci, per dirla a modo tuo?

Anna - Mi sembri un po' nervoso.

Rudolf - Ti sembro toccato?

Anna - No. E non ti si addice questa parola.

Rudolf - N pi ne meno di quanto ti si addica questo modo di parlare slang . una messa in scena per far sapere a tutti che sei stata a Brooklin?

Anna - Io non ho bisogno di messe in scena. Questo lo lascio fare a te.

Rudolf - Voglio solo cercare di fare amicizia. Mi sei piaciuta appena ti ho vista.

Anna - Stella mi disse che saresti stato un colpo per me. Non credevo che intendesse uno che lavora alla svelta.

Rudolf - Nessuno mi ha mai detto questo se non quando mietevamo il raccolto.

Anna - Beh, sta attento! Non sono un campo di spinaci.

Rudolf - Non c' bisogno che tu mi dica questo.

Anna - Non c' bisogno di dire ad una ragazza che riempie il suo vestito.

Rudolf - Oh! Sei un po' ritrosa?

Anna - Ritrosa! Questa s che una novit.

Rudolf - Non t'ho detto nulla che non avrei potuto dire alle mie sorelle. Loro non si offendevano mai.

Anna - Forse sar la mia mentalit pornografica.

Rudolf - Ah! non dire questo. Sei solo un po' ritrosa e questo mi piace.

Anna - Pensa a modo tuo, allora.

Rudolf - Allora possiamo dimenticare la nostra piccola lite e ricominciare da capo?

Anna - Certo, se sai da che parte andiamo!

Rudolf - Non c' bisogno di saperlo, se viaggiamo insieme.

Anna - Io viaggio sola, fratello.

Rudolf - Anch'io, di solito. Ma quello che mi piace''pi di tutto di salire sulla mia macchina, dopo una dura giornata di lavoro, solo, e filare senza avere la pi pallida idea di dove stia andando, fino a quando mi trovo in un posto che proprio quello adatto. Allora scendo e mi sdraio sotto un grosso albero o anche sotto le stelle e penso a tutto quello che far a questo mondo quando avr l'abilitazione per l'insegnamento, e poi mi addormento e faccio dei sogni meravigliosi.

Anna - Non parli di quello che sogni. Ma immagino che siano donne.

Rudolf - Diavolo, certo! Non ci sono bei sogni senza donne!

Anna - Posso farne uno senza un uomo e dire di aver fatto un bel sogno.

Rudolf - Sembra che tu ce l'abbia con gli uomini. Che hai?... Una delusione d'amore?

Anna - (ride) Rudolf, mi farai morire! Sembro davvero una ragazza che soffre d'amore?

Rudolf - Sembri una che abbia tutto il diritto di essere corrisposta.

Anna - Beh, cosa intendi dire?

Rudolf - Non vorrai mica che ti faccia un complimento, no? Non dopo aver accolto in quel modo il primo.

Anna - Beh... provaci. Pu darsi che non ce l'abbia poi troppo con te.

Rudolf - Beh, qualsiasi cosa tu abbia, mettila da parte.

Anna - (mettendo un qualche cosa di immaginario da parte) messa da parte.

Rudolf - (in modo caldo e sincero) Sei carina, Anna, mi piaci molto.

Anna - Beh, allora va avanti. Fammi quel complimento.

Rudolf - Non ti basta? Ho detto che mi piaci.

Anna - Beh, ora che ci penso, forse s.

Rudolf - Allora possiamo essere amici. (Le offre la mano).

Anna - Certo non dovrebbe essere difficile. (Mette la sua mano fra le sue).

Rudolf - Accidenti! Come sono soffici le tue mani! Soffici e fresche come la terra. Mi piace tanto prenderla e lasciarla scorrere fra le mie, cos. Anche le dita sono morbide. Sembrano di velluto!

Anna - Ehi, dico, presto metteranno in musica le tue parole.

Rudolf - Che ha la tua voce!

Anna - Non lo so. Ti fa rabbrividire!

Rudolf - No, musica per me; come quella del merlo, aspra a volte, ma di solito molto dolce.

Anna - Rudolf, d cosa ti occupi? Sei solo un esperto universitario!

Rudolf - Se questa l'impressione che ti faccio... Va bene, sono solo un esperto universitario.

Anna - Beh, non credo che tu faccia sul serio, quando mi dici che ho la voce dolce come un merlo le mani soffici come la terra.

Rudolf - Quando lo dici cos mi sembra sciocco mi fa apparire semplicemente stupido.

Anna - No, non voglio che tu la prenda cos. Sei un tipo cos strano. Non ho mai incontrato un uomo come te.

Rudolf - Ed io non ho di certo mai incontrato qualcuna come te. Davvero, mai. Cos simpatica e carina eppure cos comprensiva. Mentre sfotti, come tu dici, sembra che tu stia guardando la gente controluce, leggendo i loro pensieri.

Anna - Secondo te non sempre li leggo bene.

Rudolf - Credo che questo dipenda dal fatto che tu non hai fiducia nella gente. Qualcuno deve averti fatto del male.

Anna - Pi d'uno, fratello.

Rudolf - Perch qualcuno dovrebbe farti del male! Sei cos simpatica, come un animale giovane con occhi tristi. Ecco, ecco chi sei, sei Trudy.

Anna - Trudy!

Rudolf - Era una cavallina che pap tir su. Amavo Trudy pi di qualsiasi altra cosa al mondo.

Anna - Non la ami pi!

Rudolf - morta. E ho pianto! Ho singhiozzato per una intera settimana.

Anna - D, che vorresti farmi! una cosa orribile venirmi a dire che somiglio a qualcosa che morto.

Rudolf - Oh! Tesoro. Mi dispiace. Non volevo farti piangere.

Anna - Beh, ci sei riuscito lo stesso. Dammi il tuo fazzoletto.

Rudolf - (asciugandole gli occhi) Lascia fare a me.

Anna - Sono proprio una sciocca.

Rudolf - Dio! Sei bella quando piangi. (Anna lo guarda. Lui la prende fra le braccia e la bacia appassionatamente. Entra Teresa e vede l'abbraccio).

Teresa - Alleluia!

Rudolf - (alzandosi) Oh, signora Lucasta. Io...

Teresa - Non dir nulla, tesoro. Lascia solo che ti abbracci. (Rudolf va verso Teresa) E che Dio ti benedica perch vuoi bene alla mia Anna!

Anna - Non fare l'idiota, mamma. Non voler costruire qualcosa dal nulla.

Rudolf - Nulla! Se era nulla, aspetta che mi ci metta.

Anna - Smettetela adesso tutti e due. Pu darsi che tu faccia sul serio, Rudolf, ma io no.

Teresa - Non puoi farmi credere, tesoro, che non lo ami. Ho visto come lo baciavi.

Anna - Ho imparato a baciare molto tempo fa!

Rudolf - Mi hai baciato come se fossi un tuo fratello maggiore. Ti insegner io a baciare sul serio.

Anna - Non puoi insegnarmi nulla e rimarrai il mio fratello maggiore.

Tekesa - Non lo ami, tesoro? Come puoi farne a meno! il ragazzo pi bello che io abbia mai visto.

Anna - Certo che bello, bello come la seta. Ma la seta non per me e nessuno lo sa meglio di te.

Rudolf - Cosa c' che possa somigliare alla seta in me! Per Dio, sono rozzo, e tu lo sai! Scusate il mio linguaggio, signora.

Teresa - Di' quello che ti pare. Falle una buona lavata di testa. Nessuno l'ha mai picchiata quando era piccola. Questo il male. Forza!

Rudolf - Non ti piaccio, Anna. Nemmeno un poco!

Anna - Certo che mi piaci. Pi di un poco. Ma non abbastanza da sposarti. questo che mamma vorrebbe.

Rudolf - Che cosa credi che io voglia! Stavo proprio per dichiararmi quando mamma cominci ad innalzare lodi al Signore.

Anna - Grazie, Rudolf, ma la risposta no!

Teresa - Ma come, tesoro. L'altra sera a letto mi hai detto che avresti avuto piacere di sposarti si ti fosse capitato l'uomo adatto.

Anna - Si dicono cose strane, a letto.

Teresa - So che parlavi sul serio. So che non scherzavi.

Anna - Non certo quanto scherzate voi adesso. Chi ha mai sentito niente di pi pazzesco! Un tizio viene in casa a salutarti e dopo dieci minuti si cerca di farlo sposare alla propria figlia.

Rudolf - Nessuno sta cercando di farmi sposare chi non voglio io. E non ci vogliono dieci minuti per innamorarsi: ci vogliono appena dieci secondi.

Anna - Rudolf, sei proprio un bambino. Non sai niente. Pensi che tutto sia come sembra.

Rudolf - Credevi che fossi un poco di buono, dapprincipio.

Anna - S, e poi mi sono accorta che non cos. Tu, credi che io sia buona.

Rudolf - So che sei buona, Anna.

Teresa - buona.

Anna - Tu e mamma siete una coppia formidabile.

Rudolf - Beh, che ne diresti se ci raccontassimo tutti i nostri peccati e poi decidessimo se ci amiamo o no?

Anna - Non credo che ci baster il tempo.

Teresa - Anna, tesoro mio, non vedi che succede? Il Signore ha mandato in casa questo bel ragazzo, proprio per te. L'ha mandato in risposta alle preghiere, le mie e quelle di Katie, perch non sei mai stata fortunata. E il ragazzo si innamorato di te, subito. Questa pure opera di Dio. Dio ti offre la possibilit di amare e di essere felice. Non vorrai spezzargli il cuore e anche quello di Rudolf, vero?

Anna - Dio pu sopportare tutto, mamma, ma Rudolf non cos forte.

Rudolf - Sono pronto a correre questo rischio.

Anna - Cieco! Senza sapere di pi di quanto tu non abbia compreso in dieci secondi?

Rudolf - Non voglio sapere altro.

Anna - Sei pi scemo di quanto non pensassi.

Rudolf - Va bene. Allora sono uno scemo. Sar l'unico a soffrirne.

Anna - S, ma brutto stupido, non capisci che non voglio essere io a farti soffrire?

Rudolf - Perch? Perch mi ami?

Anna - No, Rudolf. Non potrei innamorarmi in dieci secondi.

Rudolf - Quanto ti ci vorrebbe?

Anna - Questa domanda potreste entrambi rivolgerla a Dio.

Rudolf - Preferiresti davvero non sposarmi. Non cos?

Anna - Ma quanto strana la vita! Si crede di desiderare una cosa e appena uno l'ha avuta, non si sa che diavolo pensare.

Rudolf - Beh, non devi prendere una decisione stasera. Dormici sopra. Mi tratterr qui per qualche tempo.

Anna - Non se ne trovano migliori di te, Rudolf.

Rudolf - Se potessi credere che dici sul serio, Anna...

Anna - C' una cosa che scoprirai in me. Non mentisco troppo spesso.

Rudolf - E non mi importerebbe che tu lo facessi. Perch so che non mentiresti per salvare te stessa, ma solo per non fare soffrire gli altri.

Anna - E che si pu fare, con un tipo come te?

Teresa - Amalo, figliola, fallo felice.

Rudolf - Tua madre ha ragione. Suvvia, deciditi. Di' che mi sposi.

Anna - A tuo rischio e pericolo, Rudolf.

Rudolf - Accetto.

Anna - Va bene, sciocco.

Rudolf - Ti render felice, Anna. (Rudolf la bacia. Entra Frank seguito da Stanley).

Frank - Che diavolo succede, qui?

Teresa - Si sposano! si sposano!

Stanley - Chi? Rudolf e Anna?

Frank - Chi l'avrebbe mai detto! Congratulazioni, Anna. Ti sei data da fare, eh?

Anna - Io non ho fatto niente, Frank.

Rudolf - Io s. Si difesa energicamente ma ho vinto con l'aiuto di mamma.

Anna - Lui non ha bisogno di aiuti. Fa tutto da solo. (Entra Stella).

Stella - Mamma, vieni a preparare questo mais. Io non sono una brava donna del Sud.

Teresa - Stella, bambina! Bacia la sposa.

Stella - Quale sposa?

Teresa - Anna. Sposer Rudolf.

Stella - Hai fatto un bagno nel gin di pap?

Teresa - No, ma ora preparer qualcosa per festeggiare l'avvenimento.

Stanley - Mi sembra che sia giusto, Stella.

Rudolf - Stringi la mano a tuo cognato.

Stella - Chi l'avrebbe detto!

Frank - proprio quello che ho detto io.

Anna - Dalle un bacio, Rudolf. Ha bisogno di un tonico.

Rudolf - Certo. Come va, sorella? (Rudolf bacia Stella).

Stella - Accidenti! Ora so cosa si intende quando si parla del profondo sud!

Frank - (allontanando Stella) Ah, cos? Mamma, Joe andato a letto con le scarpe. Faresti meglio a spogliarlo. Non si vuole neppure levare il cappello.

Teresa - Oh, al diavolo Joe. Vado a preparare qualcosa che ci renda tutti felici. (Esce).

Frank - Beh, questa s che una bella sorpresa.

Stella - Quando contate di sposarvi?

Rudolf - Non appena avremo fatto le carte. Forse potremmo farle stasera.

Frank - possibile. Ma in questo stato bisogna aspettare tre giorni. Lo sai?

Rudolf - E che sono tre giorni, quando abbiamo tutta la vita davanti a noi?

Anna - Ci vogliono solo tre giorni per fare il giro del mondo in aereo.

Rudolf - Facciamolo per viaggio di nozze. Ci basteranno mille dollari? Li ho qui.

Frank - (a bocca aperta) Mille?

Rudolf - Certo. Pap me ne ha dati ottocento come regalo di nozze per la sposa. E ne ho ritirato alcuni dei miei per tirare avanti.

Anna - Tientili stretti, ragazzo.

Frank - Rudolf, non dirai mica sul serio che vuoi portare la nostra piccola Anna in aereo? Non possiamo permetterci il lusso di perderla.

Stella - Non possiamo permetterci il lusso di perdere Rudolf.

Rudolf - Siete tutti molto premurosi. Ma non preoccupatevi, non correremo alcun pericolo. (Entra Katie).

Katie - Anna cara. Mamma mi ha dato la buona notizia. Sono certa che sai quello che penso.

Anna - Pensi quello che penso io, Katie. C' qualcosa che non va.

Rudolf - Ma per me va benissimo.

Frank - Rudolf non conosce Katie. Questa Caterina, la moglie di Stanley.

Katie - Congratulazioni, Rudolf.

Rudolf - Grazie, Katie. Sono molto lieto di conoscerti.

Stanley - Puoi baciarla.

Rudolf - Grazie, Stanley. (Rudolf bacia Katie).

Stella - Non c' male, eh, Katie?

Frank - Beh, non diamo l'impressione a Rudolf che tutte le nostre donne siano delle fraschette, (Entra Teresa con un vassoio su cui ci sono una bottiglia di cognac e dei bicchierini. Teresa e Katie versano da bere a tutti).

Teresa - Ho tenuto questa bottiglia dai tempi del proibizionismo. Forza tutti, beviamo alla copia felice.

Frank - Dove diavolo l'avevi nascosta, mamma!

Teresa - Proprio vicino al lavandino. Dove non vai spesso.

Stella - Quella stoccata te la sei proprio andata a cercare.

Frank - Vuoi rovinare questa bella festa?

Teresa - Tutti devono mettere da parte i loro guai, e le loro preoccupazioni per essere felici con Anna e Rudolf. Adesso ci vuole un discorso.

Frank - Certo, certo. Sar molto lieto di...

Teresa - No, non tu. Cambiamo un po'. Fa fare un discorso a Rudolf.

Frank - Va bene, va bene. Se vuoi qualcosa che venga direttamente dalla terra.

Rudolf - Sono senza parole, mamma.

Teresa - Non dire questo. Ti ho sentito mentre le facevi la dichiarazione.

Rudolf - Mamma pure s' portata bene. Ha condotto perfino il Signore in questa stanza a benedirci.

Teresa - Tesoro, non era necessario che lo facessi. Era qui fin da quando Anna tornata a casa e vi seguir ovunque andrete. Ed a lui che dobbiamo rivolgere questo discorso. A Dio! E dobbiamo rin-graziarLo per tutto!

Stanley - Anche per il cognac!

Teresa - E perch no? il migliore. L'uomo che me l'ha venduto era un contrabbandiere, uno che stava molto in alto.

Frank - E adesso sta molto in basso. In una cella a Leavenworth.

Stella - Beh, ne vogliamo parlare, o lo vogliamo bere?

Stanley - Certo. Al diavolo i discorsi. Ecco, ad Anna.

Teresa - Aspetta. Alla salute di Anna e di Rudolf.

Tutti - Ad Anna e a Rudolf.

Anna - Alla salute!

Rudolf - (ad Anna che comincia a bere) Aspetta, tesoro, prima loro bevono alla nostra salute, poi noi alla loro.

Anna - Ah, cos che si fa?

Tutti - Ad Anna e Rudolf.

Rudolf - Adesso alzati, Anna. Mettimi un braccio intorno alla vita. E ora da parte della mia futura sposa vi ringrazio tutti ed insieme ringrazio te, buon Dio. (Rudolf e Anna bevono. Si sente un terribile colpo sul soffitto) Che c'?

Frank - Dio che caduto dal letto.

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

PRIMO QUADRO

La casa dei Lucasta. Tre giorni pi tardi. (La scena vuota. Frank entra portando una brocca con un liquore. Ne versa il contenuto in una bottiglia).

Teresa - (dalla cucina) Sei tu, Stanley?

Frank - No, son io, mamma.

Teresa - (fuori scena) Oh! Frank, ti dispiace fare una corsa su e dire a Katie che ti dia lo sposo e la sposa?

Frank - Lo sposo e la sposa?

Teresa - (fuori scena) S. Sono sotto al mio letto.

Frank - Smetti di bere fino a dopo la cerimonia.

Teresa - (entrando) Cosa intendi dire?

Frank - Sei abbastanza sbronza, no? Anna sta su a vestirsi e Rudolf sta gi alla sua pensione ad aspettare. Non sono sotto nessun letto.

Teresa - Parlo dello sposo e della sposa piccoli che vanno messi sulla torta.

Frank - Beh, e perch non l'hai detto? (Chiamando su per le scale) Katie?

Katie - (fuori scena da su) S?

Frank - Prendi lo sposo e la sposa sotto il letto di mamma.

Teresa - Sono in una scatola di cartone.

Frank - Sono in una scatola di cartone.

Katie - (fuori scena) Va bene.

Frank - Non capir mai che razza di cervello hanno le donne. Se non vogliono capire qualcosa non ci sono santi che possano farglielo capire. Ma se dici loro che ci sono uno sposo e una sposa in una scatola sotto un letto, capiscono a volo di che si tratta.

Teresa - Ma ovvio, Frank. Le donne fanno finta di essere stupide, gli uomini ci nascono. Salve, Joe. (Joe entra dalla porta d'entrata. Comincia a salire le scale).

Frank - Dove sei stato, Joe? Credevo che stessi troppo male per uscire.

Joe - Mi sento un po' meglio. Credo che far una passeggiatina, Frank.

Teresa - Sei tornato in te, Joe. Condurrai Anna all'altare.

Joe - No, Teresa. Non sono divenuto pagano. Lascer che voi portiate Anna in chiesa.

Frank - E tu torna a letto e restaci.

Joe - Voglio entrare ed uscire quando mi pare, Frank. In questo momento mi va di guardare i preparativi dello sposalizio. Mio Dio! Tutti pronti per un'orgia, vero?

Frank - Se pensi di andare gi alla chiesa a fare un baccano indiavolato faresti bene a levartelo di testa. Perch al primo accenno ti pianto la testa nel truogolo.

Teresa - Non dire sciocchezze, Frank. Perch Joe dovrebbe mandare all'aria il matrimonio?

Frank - (ridendo) Non lo capiresti, mamma. Sei troppo giovane e graziosa. (Entra Rudolf con la sua borsa e una valigetta che mette dietro al divano).

Eutjolf - Frank, mamma, dove diavolo Stanley?

Frank - Stanley non s' fatto vedere con l'automobile?

Etjdole - No, aveva promesso di essere al Mariwether un'ora fa.

Frank - Temo che stia facendo una gita di piacere. Quella macchina stata il suo sogno per un mese.

Joe - Stella sognava una pelliccia. L'ha avuta?

Teresa - E chi dovrebbe comprare una pelliccia a Stella?

Joe - Qualcuno deve aver comprato la macchina a Stanley.

Rudolf - L'ho comprata io per il mio viaggio di nozze, signor Lucasta.

Joe - Il tuo viaggio di nozze? Stento a crederlo. Vedo ancora tuo padre che conduce via tua madre in una di quelle vecchie carrozze alte. Proprio come se fosse ieri.

Rudolf - Spero che vi sentiate abbastanza bene per venire in chiesa.

Joe - Frank pensa che sia meglio che io non venga.

Frank - Sarebbe un vero peccato che gli venisse un attacco e decidesse di picchiare il predicatore.

Joe - Beh, a quanto pare nessuno dei padri sar presente alla cerimonia. Immagino che tu non abbia ricevuto notizie da Otis.

Rudolf - No, signore. Gli ho telegrafato e gli ho scritto. Mi aspettavo che prendesse il treno. Spero che non sia arrabbiato con me.

Joe - Non con te, figlio. Ma pu esserlo, e molto, con qualcun altro.

Teresa - Con chi, Joe?

Joe - Oh, solo con qualcuno su cui aveva il diritto di contare, ma che lo sta tradendo perch stato messo in trappola da tanti demoni.

Frank - Dice sempre delle cose odiose.

Joe - Beh, se nessuno ci trova da ridire mi faccio un'altra passeggiata.

Frank - Sta attento a non cadere nel truogolo.

Joe - Ci star attento, Frank. (Esce).

Frank - Non un tipo insopportabile quello, da aversi ad un matrimonio? (Frank porta una scatola di liquori in cucina).

Rudolf - Senti, mamma. Stanley talmente in ritardo che ho portato quass le nostre valige. Che ne dici di questa che ho comprato per Anna?

Teresa - Oh, bellissima. Come sar elegante, cos.

Rudolf - Vuoi tenerla al sicuro per me? C' qualcosa qui dentro, a cui Anna tiene molto e vi ho messo anche il regalo di nozze di pap oltre agli ottocento dollari.

Teresa - Mio Dio! Bisogna metterla al sicuro. Ah, ho capito. La metter sotto il mio letto.

Rudolf - Di', mamma, credi che dovremo andare in chiesa a piedi?

Teresa - A piedi?

Rudolf - Beh, e che facciamo se Stanley .non arriva in tempo?

Teresa - Beh, smettila di crucciarti. Su, lascia che ti dia un bicchierino di liquore. Ti far bene ai nervi.

Rudolf - Credo che mi farebbe bene. (Alea una bottiglia sul tavolo).

Teresa - Quella una delle bottiglie che stata riempita da Frank. (Portando una bottiglia a tavola) Giurerei su questa. Ho spremuto l'uva io stessa. Ecco!

Rudolf - Il mio stomaco sottosopra.

Teresa - Riandr a posto appena vedi Anna. cos bella col vestito da sposa di Stella. Io sono scoppiata a piangere.

Rudolf - Accidenti! La amo. Solo a parlare di lei tremo tutto.

Teresa - E lei ti ama allo stesso modo, tesoro.

Rudolf - Davvero, mamma? Mi ama sul serio?

Teresa - Certo. Sai da quando Joe ha avuto quest'ultimo attacco, lei e Katie hanno dormito nella stessa stanza e Katie m'ha detto che non ha mai sentito parlare di qualcuno nel modo in cui Anna parla di te. Katie dice che Anna le ha detto Katie, quel Rudolf non sembra vero. un angelo .

Rudolf - Non dirmi questo, mamma. facile essere buoni con Anna. cos facile essere buoni i primi tempi che si innamorati. Ma voglio che sia sempre cos.

Teresa - Dovrai avere pazienza con lei. A volte fa la pazzerella.

Rudolf - Se lo so! Ha un caratterino... e me ne sono accorto anche in soli tre giorni.

Teresa - Perch? Cosa ti ha combinato?

Rudolf - Oh! Solo che avevo pensato di passare la luna di miele a New York. Volevo tornare in tutti i posti che gi conosce, con lei. Ma non vuole andare in nessun luogo di New York. Credo che non sia stata molto felice, l.

Teresa - No, non lo stata. Immagino che sia un segreto dove voi passerete la luna di miele. (Sussurra) Ditemi, andate alle cascate del Niagara?

Rudolf - No, mamma. Ti ci porteremo l'anno prossimo. Ho telegrafato ad un professore dell'Universit che ha una casetta in montagna e che mi prester.

Teresa - Che bello! Le piacer molto. E poi vi andrete a stabilire alla fattoria di tuo padre?

Rudolf - Beh, pu darsi; per qualche tempo, ma quello che conto di fare il professore. Non appena avr l'abilitazione.

Teresa - Mi gira la testa solo a pensare che personaggio diventerai!

Rudolf - Beh, non mi fare apparire un pallone gonfiato, mamma.

Teresa - Devi essere presuntuoso, con un cuore cos grande.

Katie - (fuori scena) Mamma, vuoi venire a vestirti?

Teresa - Certo, Katie! Vengo, vengo. (Abbracciando Rudolf) Ragazzo mio! Ragazzo della mia Gara Anna!

Rudolf - Spero di esserlo sempre.

Stella - (fuori scena) Mamma, vuoi venire?

Frank - (rientrando dalla cucina) Mamma, le ragazze stanno ululando che ti vogliono.

Teresa - Vengo. Non ci metto neppure cinque minuti ad indossare i miei fronzoli matrimoniali. Ma Stella mi deve insegnare a mettere quel cappello nuovo che mi ha comprato. Non riesco a capire quale sia il davanti e quale il dietro. (Esce).

Frank - (a Rudolf, offrendo) un bel sigaro, Rudolf.

Rudolf - (prendendolo) Lo fumo con piacere. Peccato che il signor Lucasta non possa venire.

Frank - S, Rudolf. Non ti preoccupare. Io mi occuper di tutto. Ti porter Anna all'altare e se per caso Stanley non si facesse vivo far pure da testimonio. Accertati che il matrimonio venga trascritto.

Rudolf - Sar mglio che ti dia l'anello ed i documenti per ogni evenienza. (D a Frank l'anello e le carte).

Frank - Molto fine. Non troppo caro ma di gusto eccellente. Ecco la licenza. Questi certificati di buona salute sono una novit rispetto a quando mi sono sposato io. Ma un'idea eccellente. S, tutti pieni di salute. Solo pochi giorni fa ho sentito un tizio che diceva - ed era un tipo in gamba - che il guaio di molti matrimoni moderni consiste nel fatto che vengono contratti in piena ignoranza. Ed aveva ragione. Aveva ragione al cento per cento.

Etjdolf - meraviglioso quante persone ignoranti si sposino.

Frank - Vero? A proposito, sono lieto di vedere dalle proporzioni del tuo portafoglio che hai accettato il mio consiglio e che hai messo quei soldi in banca.

Rudolf - Certo, Frank. Anna la mia banca.

Frank - Anna?

Rudolf - S. Sono al sicuro, con Anna, Frank.

Frank - Credi? Credo che sia molto generoso da parte tua, Rudolf. Molto generoso. (Si sente il clakson di una macchina e il rumore di una macchina che si ferma).

Rudolf - Stanley?

Frank - Certo, certo. Quella la Chewy. (Entra katie).

Katie - Rudolf, vattene. La tua sposa scender presto e non devi vederla che in chiesa.

Rudolf - Bene! Non potrei darle un'occhiatura?

Katie - No, porta sfortuna!

Rudolf - Dammi l'anello ed i documenti, adesso che arrivato Stanley.

Frank - (ridandoglieli) Sar meglio che li tenga tu finche non siamo in chiesa. Stanley cos sbadato.

Rudolf - Certo, certo. quasi l'ora fatale.

Katie - S, ci manca poco ormai, Rudolf. Forza, sta in gamba!

Rudolf - Certo, Katie. Di' ad Anna che la amo e dalle questo da parte mia. (Bacia Katie).

Katie - Certo. D a Stanley di spicciarsi a tornare a prenderci.

Rudolf - Va bene, certo. Va bene. (Esce).

Stella - (fuori scena) Katie, ha detto mamma di portare su quella valigetta!

Katie - Va bene.

Frank - (con la valigetta in mano) Intendi questa?

Katie - S, penso sia quella. Il regalo di Rudolf ad Anna. (Prendendo la valigetta fa per andarsene).

Frank - Spero che Anna abbia messo quei soldi al sicuro.

Katie - (tornando indietro) Quali soldi?

Frank - Gli ottocento dollari.

Katie - Non sapevo che li avesse.

Frank - Suvvia! Avete dormito insieme. Deve averli nascosti in qualche posto nella tua camera.

Katie - Ti dico che non so niente.

Frank - Beh, immagino che dovr perquisire la stanza io stesso.

Katie - Sar meglio che tu non ci metta piede.

Frank - Che cosa faresti?

Katie - Provaci e vedrai! (Entra Stella).

Stella - Che succede?

Frank - Katie non vuole dirmi dove Anna ha nascosto i soldi.

Stella - Chi ha detto che li ha?

Frank - Rudolf ha detto di averglieli dati.

Katie - (presso la tavola) Sapete cosa faccio? Vado a cercare un poliziotto che vi impedisca di rubarli.

Stella - E chi ruba? Si offerta di dividerli con noi.

Katie - Non aveva conosciuto Rudolf, allora. Parlava il vostro linguaggio, allora. E scherzava.

Frank - Farebbe bene a non scherzare con cose del genere. Quattrocento dollari appartengono a noi! Rientra nei patti.

Katie - Quali patti? Questo non un affare. un matrimonio d'amore. Quei due ragazzi si amano, se sapete cosa significhi.

Frank - Ah, sciocchezze! Lo porta solo in giro.

Stella - Non crederai che una che ha fatto la vita possa innamorarsi sul serio.

Katie - Dio! Non vi avessi mai conosciuto! A volte mi fate quasi vergognare del mio sangue! Ci sono molti a cui fa comodo pensare che siamo tutti come voi due, e non solo coloro che una vita disumana ha reso duri, marci e imbroglioni.

Frank - Fandonie! Nessuno mi ha trattato in maniera disumana. Vorrei che ci provassero. Sono quello che sono per decisione personale e per spirito di osservazione, perch osservo e noto chi che va avanti in questo mondo. Sono i violenti, i forti. E vanno avanti perch prendono quello che un altro non degno di avere e non ascoltano le parole di una debole donna. (Entra Anna).

Anna - Accidenti, Frank! Sei davvero infervorato, ragazzo! Il predicatore dovrebbe permetterti di dire qualcosa in chiesa!

Stella - Vieni gi!

Frank - Per Dio! Che sposa! Chi lo avrebbe mai detto che due persone potessero sembrare cos diverse con lo stesso vestito.

Stella - Quando lo portavo eri un po' diverso anche tu. Si vedeva dove cominciava il torace.

Frank - Aspetta un paio di mesi e poi guardati allo specchio.

Stella - E smettila!

Anna - Ehi, smettetela di litigare la mattina delle mie nozze. Che c', Katie? Hai pianto?

Katie - No, cara. No di certo. Ti porter il tuo bouquet. (Esce e va in cucina).

Stella - Conviene davvero vestirti bene, Anna!

Anna - Grazie, Stella.

Frank - (trastullandosi con la valigetta da viaggio) S, ho la sensazione che ne saremo ben ricompensati.

Stella - Vedrai quello che ti capita se lasci impronte sporche sulla valigetta nuova di Anna.

Anna - per me?

Stella - Da parte di Rudolf. L'ho aiutato nella scelta.

Anna - A. S. Anna Slocum.

Stella - C' qualcosa dentro che ti far felice.

Anna - Che ?

Stella - Apri e vedrai.

Frank - Ci ho provato. chiusa a chiave.

Anna - (scuotendo la valigia) Scommetto che quel meraviglioso vestito da viaggio.

Stella - proprio cos. Anch'io non mi sono trattata male. (Si mette la pelliccia. Una bestia spaventosa).

Frank - Quando andr in calore avrai tutti i cani del vicinato che ti verranno dietro. (Si sente il clakson di un'auto).

Stella - Ecco Stanley! Spicciati, mamma.

Teresa - (fuori scena) Vengo, vengo. (Entra Katie col bouquet).

Katie - Sono cos eccitata che non riuscivo quasi a" legare il flocco.

Anna - Oh! quanto bello. (Tuffa la faccia nel bouquet).

Katie - Rudolf ha un gusto meraviglioso in tutto.

Teresa - (appare) Beh, l'ho messo bene, questo cappello?

Stella - Dio mio! No, l'hai messo sottosopra.

Teresa - E chi se ne accorgerebbe? (Rivolta il cappello. Vede Anna e va verso di lei) Mia piccola bambina! Sei cos bella! Ho vissuto solo per questo. (Piange).

Anna - Mammina cara. Ti voglio tanto bene.

Fbank - (sfottendo) Vehh, vehh...

Stella - Ehi, non ti starai mica innamorando di noi, no?

Katie - S, di un coccodrillo!

Teresa - (scoppiando a ridere) Katie, mi farai morire! Adesso so a che cosa mi ha fatto sempre pensare, (involgendosi ad Anna) Anna, ti devo chiedere scusa se ti mando all'altare con un coccodrillo, ma non c' di meglio.

Anna - Ma non lo fare arrabbiare adesso, non pu sopportare l'idea di darmi via.

Fbank - Porco D...! Questa famiglia non avr mai un po' di dignit. (Porta via Anna prendendola per il braccio) Vieni ragazza.

Teresa - (prendendo la valigia) Ecco qualcosa che il coccodrillo non avr.

SECONDO QUADRO

La stessa scena. Un'ora dopo.

(La porta d'entrata aperta e Rudolf porta Anna in casa in braccio e la posa).

Rudolf - Come va, signora Slocum?

Anna - Benissimo. (Mostrando il piede con la sola calza) Solo che hai lasciato la mia scarpa nel portico, all'entrata.

Rudolf - Gi cominci a scalciare, eh? (Rudolf va a prendere la scarpa. Anna mette il bouquet sul tavolo e si toglie il velo. Rudolf toma con la scarpa e un pezzo di cartaccia fra i denti. Si mette la scarpa sul piede di Anna).

Anna - Che ?

Rudolf - Qualcuno ha messo un biglietto sotto la porta.

Anna - Per chi ?

Rudolf - Non c' scritto. (Leggendo a stento) Ci siamo raffreddati a furia d'aspettare qui fuori. Cos ci siamo andati a scaldare io e pap Agone. Che significa questa parola?

Anna - (leggendo spaventata) Agone!

Rudolf - Agone! P.S. Ritorner pi tardi. Saranno degli invitati al banchetto nuziale, immagino.

Anna - S, s, invitati.

Rudolf - (prendendola fra le braccia) Beh, ce l'abbiamo fatta. Stiamo viaggiando insieme sul serio.

Anna - Andiamocene via di qui presto, vuoi? Senza perder neppure un minuto.

Rudolf - Non appena avr riportato la gente a casa e avremo mangiato qualcosa, partiremo.

Anna - Non voglio aspettare neanche questo. Voglio andarmene ora.

Rudolf - Che hai, tesoro? Tremi tutta.

Anna - Questa casa mi fa paura. Me ne voglio andare di qui. Voglio restare sola con te. Sola con te, Rudolf.

Rudolf - Certo, tesoro. Ti porto via.

Anna - Adesso Rudolf? Metti la valigia sulla automobile e andiamo via!

Rudolf - Tesoro, non posso lasciare tutti ad aspettare fuori dalla chiesa.

Anna - Frank li porta tutti da Mike a bere. Si sbronzeranno e rideranno perch siamo riusciti a far loro uno scherzo.

Rudolf - Ma cara, quando ti sarai messa l'abito da viaggio sar di ritorno con loro; berremo qualcosa e poi ce ne andremo.

Anna - Al diavolo l'abito da viaggio! Voglio andare via cos come sono!

Rudolf - Che t' successo, tesoro? Ti comporti in modo strano. abbastanza grave il modo in cui s' comportato tuo padre. Non voglio che mio padre sappia che sono scappato senza salutare tua madre e Katie e tutti.

Anna - Ah, certo, certo, per carit non offendiamo Otis Slocum.

Rudolf - Non vorremo mica litigare per la prima volta ora che siamo appena usciti di chiesa?

Anna - Non ho pi voglia di litigare.

Rudolf - Non litigheremo mai. Saremo felici per tutta la vita.

Anna - Forse questa non durer a lungo se non mi porti via subito.

Rudolf - Tesoro, di che cosa hai paura?

Anna - Ti ho detto che questa casa. Odio tutto qui. Voglio andarmene per non ritornare mai pi.

Rudolf - Non devi fare niente che non vuoi. Saremo fuori di qui fra poco, se corri a metterti quel vestito mentre io...

Anna - Non mi lasciare Rudolf. Non mi lasciare.

Rudolf - Non lo far mai. Ti amo, cara.

Anna - Oh, caro. Rudolf. Stringimi. Stringimi fino a soffocarmi.

Rudolf - Soffocarti. Ma se cominci a viver ora!

Anna - Grazie, Rudolf. Grazie di tutto.

Rudolf - Perch ti preoccupi tanto. Via. Via! Adesso farai come ti dico, eh?

Anna - Penso di s.

Rudolf - E sta su col morale! Vuoi stare sa? Non abbiamo tempo per piangere. Ecco, da brava. (La bacia) Sar di ritorno prima che tu possa sentire la mia mancanza. (Rudolf esce velocemente. Anna prende il bouquet e il velo da sposa e va su per le scale. Si sente la Ohewy in partenza. Poi il rumore di una Buick che arriva).

Dannt - (fuori scena) Buon giorno, amico.

Kudolf - (fuori scena) Buongiorno.

Danny - (c. s.) C' nessuno in casa?

Rudolf - (c. s.) Vado a prendere la famiglia. (Appare Anna sulle scale).

Danny - (fuori scena) Se non c' nulla in contrario vado ad attendere dentro.

Rudolf - (c. s.) Per me va bene.

Danny - (c. s.) Grazie, amico. (La Ohewy parte Danny entra) Ciao, dolcezza, hai ricevuto il mio biglietto?

Anna - S, Danny.

Danny - Beh, eccomi.

Anna - Non ti togliere il cappotto.

Danny - Perch?

Anna - Te ne devi andare di qui.

Danny - Che succede, che stato? Perch sei agghindata per una festa in maschera?

Anna - Mi sono sposata poco fa.

Danny - Scherzi sempre. Cosa vuoi? Farmi venire la pelle d'oca? (Guardando le decorazioni nuziali) Sembra proprio che qualcuno si sposi. Ma non puoi essere tu.

Anna - Perch?

Danny - Perch ho ricevuto la tua lettera solo ieri quando sono andato a ritirare i miei documenti e mi sono precipitato fin quaggi come mi avevi chiesto di fare.

Anna - Ascolta Danny. Dopo due giorni credevo di non poter resistere qui e cos ti ho mandato a chiamare. Non credevo che ti saresti fatto vivo per almeno un'altra settimana.

Danny - Beh, aspetta un p! Tu non sei sposata. Ehi, dico, ma chi era quel tipo con la Chewy e il frac?

Anna - Mio marito. Torniamo adesso dalla chiesa. (Mostra l'anello).

Danny - Ma come mai? Come hai fatto a metterti in questo pasticcio, ragazza? Quel tuo buffo padre ti ha forse giocato un brutto tiro?

Anna - No. Non c' niente di scorretto. opera mia.

Danny - Chi questo tizio? Di che si occupa? Ha una faccia da sbirro.

Anna - l'uomo pi in gamba che io abbia mai conosciuto, Danny.

Danny - Quando hai conosciuto quel figlio di p...?

Anna - Dopo che sono tornata a casa.

Danny - E che t'ha fatto? T'ha fatto la fattura?

Anna - Non lo so. Certo mi sembra di volare.

Danny - Su, smettila. Stai parlando con Danny Johnson. Te ne ricordi?

Anna - S, anche tu sei in gamba, Danny.

Danny - (versandosi da bere) Non c' bisogno che cerchi di imbrogliarmi. Che ci guadagni? ricco questo disgraziato?

Anna - Non me ne importerebbe anche se non avesse un soldo.

Danny - Oh! Allora ce li ha i soldi. Beh, comincio a capire. Perch non l'hai detto subito? (Si versa da bere, beve, ma sputa, subito fuori tutto) Perdinci! Che roba questa?

Anna - Si ricevono ogni sorta di sorprese, in questa casa.

Danny - Davvero e in pi modi. Dove vuoi che andiamo? Io e te, intendo.

Anna - Senti, Danny. Sei un ragazzo che sa accettare uno scherzo, no?

Danny - Beh, dipende. Cos' che ti preoccupa tanto?

Anna - Te la squagli? Te ne vai prima che ti veda?

Danny - Ti vergogni di me, eh?

Anna - No, sai che non vero. solo che io e te e gli altri... lui non sa nulla di questo e voglio impedirgli di saperlo, se posso.

Danny - Per quanto speri di ingannarlo?

Anna - (si alza) Spero di riuscirvi... se riesco ad allontanarmi da tutto e da tutti, presto. Lo amo, Danny.

Danny - Lo dicevi anche a me, piccola.

Anna - Innamorata di te? Non possibile perch non ho mai saputo cosa significasse prima di adesso.

Danny - Beh, ti comportavi come se lo fossi ogni qualvolta scendevo a terra.

Anna - Ero contenta di vederti. Ti pensavo perfino quando eri lontano e avevo nostalgia di te. Ma noi, noi volevamo solo godere e mandavamo al diavolo il domani.

Danny - Questo l'unico modo di vivere. Cosa conti di fare? Passare la vita sposata ad un uomo che ti bacia dopo colazione prima di uscire, che passa la vita in ufficio mentre tu stai a casa? E quando torna ti suona il violino? Ma questo suicidio.

Anna - Oh certo! Ma Rudolf non affatto cos.

Danny - Rudolf! Hai sposato un tizio che si chiama Rudolf . Ma quello non un nome. un sigaro.

Anna - Mi dispiace che non ti piaccia il suo nome, perch il suo cognome Slocum.

Danny - Slocum! Sei la signora Rudolf Slocum. Lo sai?

Anna - Certo.

Danny - Santa pace! Rudolf Slocum, si direbbe un contadino.

Anna - Lo .

Danny - Non posso crederlo. Pap Agone. Non posso crederlo. Dovrei picchiare questo tizio. Sono arrabbiato. Lo aspetter e gliele dar di santa ragione.

Anna - (prendendo il suo cappotto e dandoglielo) Ve ne andrete subito. Tu e il tuo pap Agone!

Danny - Lasciarti con questo contadino! Non essere sciocca. Non il tipo. Impazzirai in un mese, senza luci, senza musica e senza un uomo che possa portarti in giro a divertirti. questo che ti voglio dare, piccola. Per questo son qui.

Anna - Ho finito con queste cose, Danny. Non le voglio pi.

Danny - Non si finisce mai, una volta che se n' sentito il sapore. E tu ce l'hai nel sangue. Ti ci sei buttata come un'anatra nell'acqua. Io lo so. Ti ho avuta all'inizio.

Anna - Ti dico che ho finito. Non ritorner mai a quella vita.

Danny - Non ti ci puoi sottrarre. Chiunque te lo legge negli occhi. Come ho fatto io appena t'ho visto. Tu non appartieni ad un solo uomo. Non ti attaccheresti mai ad un uomo. Non puoi.

Anna - Lo posso. Lo far. Accidenti a te! So, so che cerchi di... di farmi paura.

Danny - Cerco di risparmiarti molto dolore, bambina. Va con questo cafone che hai sposato e sotterrati in una fattoria. Ma un giorno qualcuno si trover a passare di li' e ti scorger in un campo, e dovr solo toccarti perch tu divenga debole come l'acqua. inutile che litighiamo, Anna. Tu sei dei nostri... Noi, siamo la gente in gamba... la gente come me e te. Innumerevoli sono le volte che abbiamo arsa la terra. Resta con me e la incendieremo tutta.

Anna - Hai finito?

Danny - S, ho finito.

Anna - Allora te ne vai?

Danny - Certo, me ne vado.

Anna - E per favore non mi cercare. Non ti voglio pi rivedere.

Danny - Me ne ricorder, quando ritornerai strisciando per terra. Probabilmente ti riprender lo stesso, perch in queste cose sono debole quanto te. Non ci posso fare niente.

Anna - Addio.

Danny - Questo non un addio. (Entra Joe).

Joe - Come state?

Danny - E voi, come state?

Joe - Avete una bella macchina, l fuori.

Danny - Sono lieto che vi piaccia.

Anna - Addio, Danny.

Joe - Scusa, ma ho saputo che hai sposato qualcuno poco fa, in chiesa.

Anna - Danny venuto a congratularsi con me.

Joe - (va al focolare, attizza il fuoco, smuove le ceneri) Ah s?

Danny - Anche con te, pap. Dovresti essere un uomo fiero, oggi.

Joe - Ti ho gi visto in qualche posto.

Danny - Certo, a Brooklin, la settimana scorsa.

Joe - Ah s. Sei il marinaio che la baciava al bar.

Danny - Oh, beh, sapete com'. Che c' di male in un bacio tra amici?

Joe - Niente, niente... per tipi come voi.

Anna - Mi dispiace, ma non c' tempo per una predica. Devo vestirmi, e Danny se ne deve andare.

Joe - Figlia, spicciati. Non fare attendere Danny.

Anna - Non aspetta mica me. Vuoi andartene, Danny?

Joe - meglio che aspetti. Avrai bisogno di qualcuno.

Anna - Perch?

Joe - Per portarti via.

Anna - Parto in macchina con mio marito fra pochi minuti.

Joe - Credi? Credi che avr voglia di farlo quando sapr tutto di te?

Anna - Che intendi dire?

Joe - Quando sapr come ti ho trovato l dietro? E che sei stata a letto con ogni sorta di mascalzoni in citt? Quando sapr che hai mandato a chiamare Danny per portarlo a letto e non perch ti facesse le sue congratulazioni?

Danny - Ehi! Non sperare tanto, pap. E di un po': che percentuale ti danno per mandare a monte il matrimonio della tua piccola figlia?

Anna - Questa stata la pi importante occupazione della sua vita. Rovinarmi. Ma mi si offre questa possibilit e se me la guasti, se osi solo aprire la bocca con Rudolf, giuro, per Cristo, che t'ammazzo. ;

Danny - Non avrai bisogno di ammazzare. Se gli vuoi tappare la bocca gliela sistemo io in modo tale che Rudolf non capir una sola parola di ci che dir.

Joe - Rudolf non avr bisogno di ascoltare nulla da me. Io non gli devo dire nulla.

Anna - Su chi conti?

Joe - Sull'unica persona che rispetto, Anna, e di cui lui si fida. Otis.

Danny - E chi diavolo Otis?

Anna - Suo padre.

Danny - Come non capirlo subito che suo padre doveva chiamarsi Otis?

Anna - Ah, in questo modo viscido che vuoi risolvere la faccenda. Eh? Lo dici a Otis Slocum!

Joe - Lo sa gi. Gli ho scritto l'altra domenica quando mi sono riavuto dal mio attacco e tua madre m'ha detto quello che eri riuscita a fare Rudolf. (Mostra un telegramma) Otis gi in viaggio. Sarebbe f gi qui se il treno fosse in orario.

Danny - Bambina, sai quello che fai? Nuoti fra un barracuda e un pescecane. Questo vecchio i bastardo e il suo amico del cuore vogliono mangiarti pezzo per pezzo. E questo tuo Rudolf un maledetto mollusco che galleggia vicino a loro mentre compiono; l'opera.

Anna - Rudolf non debole. Mi ama e soffrirebbe tutte le pene dell'inferno per me. Ma nessun uomo E potrebbe nel giorno delle nozze sopportare l'inferno che gli avete preparato voi.

Joe - Perch hai rimandato tutto al giorno delle nozze? Perch non gli hai detto tutto tu stessa fin dapprincipio ?

Anna - Non l'ho ingannato, pap, l'ho combattuto. Mamma deve averti detto quanto io abbia ' cercato di impedirglielo, ma mi interrompeva ogni volta. So che per te difficile credere questo, perch mi odi per quello che sono stata. Ma vero. Posso dirti una cosa? Sto, sto... aspettando di restare sola con lui come... come se fosse il primo uomo. Non volete, per favore, tu e Otis... non volete darmi il modo di andarmene? Se rovino tutto, ti prometto una cosa... Non ti seccher mai pi... Sapr dove andare e cosa fare.

Joe - un vero peccato. E non mi hai convinto con la tua triste storia e proprio perch non ne sono convinto ho scritto una lettera ad un altro interessato e l'ho imbucata poco fa. Anche se tu fossi con il Rudolf, quando ricever nuove da questo interessato dovr disfarsi di te.

Danny - Ah, dunque c' un terzo a mangiare? Prima che finisca, bambina, nuoterai in mezzo ad una giovane scuola di pesci.

Joe - strano che tu abbia detto questo, marinaio. Perch proprio l che ho scritto, ad una scuola. Mia moglie m'ha detto che Rudolf sperava che la | sua Universit gli trovasse un posto di professore. Perci la mia lettera era indirizzata ad un tale che si occupa delle nomine l. Non raccomander di certo nessuno la cui moglie potrebbe insegnare ai giovani quello che non trovano sui libri.

Anna - Vecchio idiota! Cos non lo proteggi, ma Io distruggi.

Danny - Se vuoi rimanere qui e permettere ad essi di masticare questo figlio di pap che hai sposato e di usare te come salsa, fa' pure. Ma io sono venuto quaggi per riportarti dove appartieni. Deciditi.

Anna - Beh, pap, hai fatto un altro bel servizio. Qualcosa mi diceva di non tornare a casa con te. Perch ci avrei rimesso ancora una volta. Vecchio rimbambito! Il tuo cervello tanto ingarbugliato che non vedi pi quello che fai. Non ti bastava aver rovinato me?,Dovevi rovinare anche questo povero ragazzo? Povero Rudolf.

Joe - Oh, non fare finta di piangere per lui.Non ti importa quale uomo faccia all'amore con te, purch sia un uomo. Tu ritornerai col tuo Danny, ai tuoi tre pasti e a un letto in cui buttarti... con Danny.

Danny - Non mi piace quello sguardo nei suoi occhi, ragazza. Faresti bene ad uscire di qui, subito.

Anna - Oh, che vada al diavolo! Gli darei io stessa un pugno.

Danny - Fa come ti dico. Prenditi il cappotto.

Anna - Disgustoso vecchio idiota salmodiante.

Joe - (avanzando verso di loro con l'attizzatoio sollevato) Vattene dalla mia casa, marinaio, e portala via con te.

Danny - Apri la porta e fila alla macchina.

Joe - Portala via nella tua maledetta macchina e conducila all'inferno.

Anna - Non lo colpire, Danny.

Danny - (afferra Joe e gli toglie lattizzatoio di mano lo fa girare su s stesso e lo spinge facendolo cadere per terra) Piantala, vecchio bastardo! (Danny ed Anna escono. Joe alza una sedia e la lancia dietro a Danny. Frank entra dalla cucina in tempo per sentire la porta d'entrata sbattere. Ha in mano un tavolo da bridge piegato e quattro sedie anch'esse chiuse).

Fkank - Chi che se n' andato? (Joe rimane in silenzio. Frank va alla finestra) Ma come, Anna. Sale su una Buick con un tale! (Rumore della Buick che si allontana) Dove diavolo se ne va? (Va verso Joe che muto come prima) Questa opera tua, nevvero?

Joe - T'avevo detto che questo vecchio cane sapeva ancora mordere.

Fkank - (andando minaccioso verso Joe) Ho lavorato molto per avere quegli ottocento dollari. Tu hai rovinato tutto proprio quando avevo quel denaro in mano.

Joe - Non mi toccare!

Frank - Non ti tocco. Ma non vivrai pi in questa casa. Dormirai l fuori in quel fienile, come un cane.

Joe - i No! No!

Fkank - S, nel fienile dove hai sorpreso Anna.

Joe - No! No!

Frank - E non ti chiamer pi Joe perch un nome troppo bello per un cane. Da oggi in poi sei garzone . Su, garzone, ritorna al tuo fienile. (Joe non si muove. Frank scatta) Garzone! (Joe esce passando davanti a Frank e andando verso la cucina).

TERZO QUADRO

Il bar di No. Otto giorni dopo.

( tardi, quasi l'ora di chiudere. No siede dietro il bancone e parla a Rudolf che sta finendo di scrivere un biglietto e lo chiude in una busta).

No - Sar triste di vederti andar via.

Rudolf - Mi piaciuto parlarti, No.

No - Non ti piaciuto nulla, e meno di tutto il mangiare. Un contadino che si nutre di sandwiches! come dare semi d'uccello ad un cavallo.

Rudolf - Ho avuto tutto quello che volevo. Se mia cognata Katie mi scrive o mi telegrafa qui, mi inoltri la posta... (Passa a No un foglietto di carta).

No - Ventunesima strada, Bessemer, Alabama.

Rudolf - (dando a No la busta chiusa) E metti questo biglietto al sicuro, vuoi?

No - Non c' luogo pi sicuro della mia tasca. Ma ti dico che Anna non ama quel Danny. Puoi credere a uno che in questo bar vede molti che fanno all'amore. Anna non ama quel marinaio. Ciononostante credo che lui si preoccupi che non le accada nulla di male. E poi Anna sa difendersi da sola... se sai cosa intendo.

Rudolf - Certo. Stai cercando di rallegrarmi, No.

No - Beh, non serve a nulla dire bugie e mentire sul suo conto perch sei venuto qui per sapere la verit, e di certo l'avrai saputa, fresca fresca, da quella chiacchierona di Bianche.

Rudolf - Non sono venuto a spiare. Sono solo venuto a cercarla. Sapevo tutto prima di venire. E l'ho saputo il giorno del mio matrimonio.

No - Anna ritorner! Se tu non dovessi tornare a casa! Anna ritorner qui, un giorno, presto. Lo so. Vedo molte persone. So come si comportano. So che Anna non innamorata di quel Danny e ritorner qui.

Rudolf - quello che temo. Ritorner qui.

No - Beh, se sei qui e lei viene qui,... allora viene da te, non cos? Questa matematica.

Rudolf - All'Universit la chiamano logica, No. Ma dovrebbe essere qualcosa che non insegnano all'Universit a farci riunire.

No - L'andare all'Universit non impedisce ad un uomo di mettersi nei pasticci con una donna e niente che insegnano l potr tirarlo fuori da essi. Quando la vita ti d una batosta, rendigliela.

Rudolf - S, No, quello che voglio cercare di fare. Ma in questo momento l'unica cosa che desidero ascoltare la sua voce che dice: Stringimi forte, stringimi forte fino a soffocarmi. (Entra Bianche).

Blanche - Salve! Ancora da queste parti?

Rudolf - Sto per andarmene, Bianche.

Blanche - una notte adatta ad un assassinio.

Rudolf - C' una cosa per cui possiamo sempre contare su di te.

Blanche - Cio?

Rudolf - Un bis. Che prendi stasera? Un rhum?

Blanche - Certo. Grazie, signor Alabama. Nonostante le tue stoccate sei sempre un gentiluomo del Sud. Parlavo con Eddy, No, quello del Chambers.

No - Con lui!

Blanche - Sembra che sia nei pasticci.

No - Potrebbe esserlo facilmente.

Blanche - Oh! Non per qualcosa che abbia fatto. Qualcuno sta cercando di fargli un brutto tiro. Eddy il padrone di una casa molto alla moda, signore di Alabama. Solo le persone pi rispettabili la frequentano - sai - milionari e senatori in vacanza.

Rudolf - Un club politico.

Blanche - Pu darsi che ci si vada a parlare di politica, ma per berci devi spendere almeno dieci dollari. Ma come dicevo, Eddy inguaiato. Circa due settimane fa, una delle ragazze del Chambers stata picchiata da uno dei clienti perch trovava da ridire sui suoi modi. Questo tipo le ha dato un pugno e lei ha fatto casa del diavolo. Cos Eddy l'ha messa alla porta. Beh, aveva ragione! Non ci si pu comportare cos, in un posto come il Chambers!

Rudolf - Comportati sempre come una signora.

Blanche - Certo. Beh, adesso vuol querelare Eddy per via del pugno che le ha dato il senatore. Figurati! Vuol far credere che non ci vede pi bene e che deve portare gli occhiali. Ma come, se quella vecchia puttana riusciva a vedere una monetina da venticinque centesimi sul marciapiede a cento metri di distanza. (Entra Katie).

Katie - Rudolf!

Rudolf - Che fai qui? Che successo?

Katie - Nella tua lettera mi dicevi che saresti partito per Alabama, se non avessi ricevuto notizie entro questa sera. Non mi sono fidata di una lettera ed ho pensato che avrei potuto trovarti qui.

Rudolf - Intendi dire che hai sue notizie!

Katie - Ha restituito il vestito da sposa di Stella e mi ha scritto questo bigliettino. Non dice molto, ma almeno c' il suo indirizzo. (Rudolf si scosta per leggere il bigliettino. Katie si siede ad un tavolino. Guarda Bianche).

Blanche - Forza, guarda bene. S, sono proprio quella che credi!

No - Tu pensa agli affari tuoi e lascia che gli altri facciano altrettanto.

Blanche - Come faccio a sapere che lei non del mestiere? Purch non venga a rovinarmi la piazza.

No - Se tu non fossi mezza sbronza ti accorgeresti che una signora.

Rudolf - Sai nulla, Bianche, di Danny Johnson?

Blanche - E chi Danny Johnson?

Rudolf - Faceva il marinaio.

Blanche - Non sapevo che i marinai avessero un cognome e non sono mai andata con loro.

Rudolf - un amico di Anna Lucasta.

Blanche - Mai visto Anna con un marinaio. Le dicevo sempre: Anna, non avere dei marinai nella propria vita come mangiare un intero pasto senza sale . Aspetta, sto mentendo di nuovo. Anna conosceva un marinaio. In verit stato lui a portarla qui la prima volta. S, uno delle Indie occidentali che distribuiva collanine e frescacce. Ed era pure altezzoso. Ha avuto il coraggio di dirmi che non ero il suo tipo. S, mi ricordo: si chiamava Danny.

Rudolf - Vive ad Harlem. Hai la minima idea dove dovremmo andare a cercarlo?

Blanche - Che ho l'aria d'essere un archivio? Ma se stava con Anna saprei dove cercarlo.

Rudolf - Dove?

Blanche - Al Savoy. Anna preferisce ballare che mangiare. Accidenti,, mi basta nominare il ballo perch i piedi mi dolgano.

Rudolf - Dov' il Savoy, No?

No - A Passeggiata Lennox, vicino alla cento-quarantesima strada.

Rudolf - La centoquarantesima di Lennox. Grazie. Andiamo, Katie?

Katie - Non preferiresti andare solo?

Rudolf - Diamine, no!

No - Fammi sapere come va.

Rudolf - (d a No un biglietto di banca) S, No. Questo coprir le ordinazioni... e il resto vuoi usarlo per comprare un paio di scarpe nuove a Bianche!

No - buono, da parte vostra, questo.

Blanche - Grazie, signore di Alabama. Senti, non per impicciarmi dei tuoi affari. Vai ad Harlem per cercare Anna?

Rudolf - S. Bianche. Questa sua cognata.

Blanche - Ma davvero! Non sei mica suo fratello, no?

Rudolf - No, solo un amico. Addio, Bianche.

Katie - Non ti guardavo per curiosit. Stavo solo pensando che avevi una faccia molto simpatica,

Blanche - Via, non ditemi queste cose! Non posso accettarle. E poi, sapete, scherzavo. So che non siete del mestiere.

Katie - Addio, Bianche. (Escono Rudolf e Katie).

Blanche - Addio. No, credi davvero che sia un amico di Anna?

No - Un buon amico.

Blanche - Le persone buone mi fanno sempre paura.

No - Certo. Perch sono quelle che pagano veramente per i tuoi peccati.

Blanche - Che intendi dire?

No - I buoni pagano sempre per i cattivi. Guarda quelli che combattono in Europa. Chi pagher per quello che fanno quei disgraziati? Non certo essi. Pagheranno tutti gli uomini amanti della pace. E noi pagheremo. (Entrano Anna e Lester. Anna molto accesa e sfrontata).

Anna - Salve, Bianche! Come ti va la vita? Salve, No! Come stanno tutti i sudici animali di questa Arca? Vi presento il grande amante! Lester, ti presento Bianche, No ti presento Lester, Lester ti presento Anna. (Lo bacia in piena bocca) Che tipo! Su, No, il solito! E non a credito. Lester paga in contanti per tutto e quando dico tutto intendo tutto! Vero, ragazzo? Che c', No? Sei paralizzato? Stura la bottiglia e fa scorrere il gin. Ti sei gi dimenticato!

No - Ne hai gi avuto abbastanza.

Anna - Cosa intendi per abbastanza? Non ho neanche cominciato. Non riesco ad avere abbastanza di niente. Neppure di Lester.

Lester - Cerca di calmarti.

No - Perch non vai a dormire? Sei sfinita.

Anna - Io stanca? Cosa credi che mi abbia stancato, Lester? lui che si stanca. Si addormenta come un bambino fra le braccia della mamma.

Blanche - Se vuoi puoi dormire a casa mia.

Anna - Niente da fare. Conosco quel detto Cominciamo insieme . Io comincio con Lester. Nevvero, Lester? Non ti ho forse promesso di amarti per sempre? Suvvia dimmelo. Qui sei fra amici. Parla! Non hai mica paura che Danny ti senta, no?

Lester - Lo sai che non ho paura di Danny.

Anna - Come sai essere quando lui non c'? O c'! D un poco, dove abbiamo lasciato Danny? Non mi ricordo dove l'ho visto l'ultima volta.

Lester - Lo abbiamo lasciato ieri sera al suo garage.

Anna - Ah gi! Stava sotto la sua maledetta Buick. Vero! Che spettacolo! Grasso da capo a piedi! Hai mai visto Danny coperto di grasso, No!

No - No, mai.

Anna - Beh, dovresti vederlo. tanto carino! Non trovi che Danny sia carino, Lester?

Lester - No. E non trovo carina neppure te in quelle condizioni.

Blanche - Che ne diresti se facessi una corsa al Savoy!

No - No. Non ti immischiare in questa faccenda.

Anna - Ho sentito qualcuno parlare del Savoy.

No - Bianche pensava che forse Danny ti star cercando l.

Anna - Al Savoy! Danny giace sotto al suo tass nel Jersey.

Blanche - Nel Jersey!

Anna - Certo. Danny tornato a fare il tassista a Hackensack.

No - Abbiamo sentito dire che vivevi ad Harlem.

Anna - Chi ve l'ha detto, per l'amore del cielo?

No - solo una diceria.

Anna - Non date retta alle dicerie. Di', Lester, bisogna sventolare un fascio di bigliettoni in questa lurida catapecchia per riuscire a bere qualcosa?

Lester - Un paio di birre, No.

Anna - Birre! E ch' successo? Sei diventato tirchio? Ieri sera buttavi i soldi a destra e a sinistra. Il pezzo grosso di Hartford ha avuto un compleanno, e sua madre gli ha mandato cinquanta dollari. Spendili, ragazzo, spendili. Per me un doppio gin!

No - Non avrai neppure una birra, Anna.

Anna - Oh, piantiamo questi salmodianti, Bianche. Tenetevi il vostro sporco liquore e i vostri fetidi soldi! Io ho soldi. Ho i soldi di Danny, di quel grassone. Andiamo al Savoy, Bianche.

Blanche - Vieni, Anna. (Anna butta dei soldi in faccia a Lester. Lester si arrabbia. No si interpone ed afferra Anna).

No - Non andrai al Savoy.

Anna - E chi lo dice!

No - Io. Tu resti qui. Ti voglio parlare a quattro occhi, Anna.

Anna - Ti voglio parlare a quattr'occhi, Anna . Voglio parlarti a quattr'occhi. Vuoi chiedermi di venire a casa con te?

No - No. Voglio riformarti qui.

Anna - Sentilo! Quello che mi fa ingozzare liquoraccio. Questa s che buona. Vecchio fetente, lasciami!

No - Lasciateci soli. Capito!

Blanche - Oh, certo! Vieni, Lester.

Anna - Eccoti una buona occasione! Va ad imparare il mestiere da una vera esperta.

Blanche - Piccola puttana! Non hai un briciolo di umana decenza in te e non l'hai mai avuto.

No - Lasciala perdere, Bianche!

Blanche - Non mi farei vedere in sua compagnia... (Entra Danny che si ferma davanti a Lester. Vede Anna e le si ferma accanto).

Danny - Ah! Eccovi. Se state cercando di fuggire non dovreste lasciare una scia di doppi gin dietro.

Anna - Ho un piano importante per te. Indovina?

Danny - Dimenticami, bambina. Avrai bisogno di tutto il tuo coraggio per il tuo piano. Ti ha preso per i tuoi soldi, Lester?

Lester - No. Non ci ha neanche provato.

Danny - degno di lei. Risparmia i fessi e spreme ben bene i suoi amici.

Anna - Non ti ho chiesto niente.

Danny - Ma certo, mi sei costata parecchio tra vestiti, cappelli e regali.... e cassette di liquori. Senza parlare del fatto che hai messo la mia macchina fuori gioco cercando di guidarla mentre eri ubriaca. (Anna ride) S ridi... continua a ridere. Ridi pure a questo. (Tira qualcosa fuori dalla tasca) Vedi che questo? E la testa di pap Agone. L'hai staccata dal corpo e con essa m'hai portato via la fortuna. Se volevi suicidarti dovevi farlo proprio con la mia Buick! (A Lester) Dove avete dormito voi due ieri notte?

Lester - Impicciati dei tuoi maledetti affari.

Danny - Povero stupido!

Anna - Che te ne importa?

Danny - Ti avevo detto di tenerti lontano da lei se non volevi finire dentro. La tua licenza non scaduta stamattina?

Lester - Sono affari miei.

Danny - E sei fortunato a cavartela con trenta giorni, per avere fatto lo scemo con lei. Questa bambina sta diventando pazza. Va verso il precipizio. Annegher e trasciner tutti con s. Ho visto una ragazza, ad Haiti, diventare cos per questioni religiose. Andava in giro accoltellando i suoi amici e coron tutto lanciandosi nella Shark Bay.

No - Ma questa non Haiti, marinaio. C' sempre stato un pizzico di paganesimo in te che non si addice ad un bar cristiano. Se ti ha fatto perdere la fortuna perch l'hai seguita?

Danny - E perch credi che l'abbia fatto? Per vederla seduta in una bettola tutta notte a ridere come una pazza? Per portarmela a casa e sentirmi chiamare grassone? Non voglio finire sulla sedia elettrica per averle staccato la testa. quello che finirei per fare se passassi un'altra notte con lei.

Anna - No! Tu non picchi le donne, solo i bambini.

Danny - Ah! Smettila! Non cominciare! Dammi quello che rimasto dei soldi che t'avevo dato da tenere. (Anna butta la sua borsetta per terra. Danny la apre ne prende delle banconote e le lascia degli spicci) Non avrai bisogno di soldi, dove finirai. Mi riprendo anche l'orologio da polso. Non vorrai che continui a pagare le rate perch qualcuno te lo rubi, no?

Anna - (buttando l'orologio per terra, volutamente) una sporca trappola, comunque. Ha smesso di funzionare appena mi sono messa a letto con te.

Danny - (raccoglie l'orologio) Ah, falla attaccare alla bottiglia, No. Lascia elio si stordisca cos. La nave ancora nel bacino, Lester?

Lester - S.

Danny - Vieni. Ho una macchina fuori. Ho fatto parecchi favori a Boats Casey. Pu darsi che ti tratti bene se gli dico come sono andate le cose.

Lester - Grazie, Danny. Posso dirglielo da solo.

Danny - (guardando l'uniforme di Lester) Perdinci, quell'uniforme mi fa venire la nostalgia. Resta col mare, marinaio, resta col mare guidare e fottere non sono pi cose piacevoli come un tempo . Vieni, ragazzo. (Danny e Lester escono).

Bianche - Beh, come dico sempre, se dormi coi cani ti alzi con le pulci. Io prendo un rhum-cola, No, doppio.

No - Muoviti, chiudo.

Bianche - Ma se non sono neppure le due!

No - Ho detto che chiudo.

Bianche - Beh, dammi i miei soldi per le scarpe.

No - (dandole un biglietto di banca) Ah, certo, certo. Prendilo, e tienti il resto.

Bianche - Grazie. Quello era un tipo simpatico, chiunque fosse.

No - S, chiunque fosse. Andiamo.

Bianche - Non mi mettere tanta fretta! Anna, sono stata al Chambers, stasera, a vedere Eddy. Ha cacciato una delle sue ragazze e lei sta cercando di dimostrare che lui la stava picchiando, proprio mentre lui stava qui, a farsi bruciare il collo da te. Ora Dio solo sa che tu non mi hai mai dato ragione di volerti fare un piacere, ma quando vedo uno che si rovina come stai facendo tu il mio istinto mi suggerisce di cercare di salvarlo. Ora, qualunque cosa tu possa dire, Eddy un tipo in gamba e se vai a dirgli che lo aiuterai ti d pure la camicia. Difatti credo che potrai metterti nella stanza da cui ha cacciato quella puttana.

Anna - Grazie, Bianche. Grazie per aver tentato di salvarmi.

Bianche - Prego! Strano che le persone che meno se lo meritano abbiano tanta fortuna. Oh, Anna, nevica! (Bianche esce. No chiude la porta a chiave e tira gi le serrande delle finestre mentre Anna conta gli spicci che Danny aveva buttato sul tavolo).

Anna - Un dollaro e quaranta centesimi. Bevia-mocisu, No. Tu ed io.

No - Non bevo.

Anna - Sei un angioletto, eh? Volerai su in cielo, un giorno o l'altro, vero?

No - Non c' paradiso e non c' inferno. Questo tutto quello che hai, ed meglio che cerchi di godertelo.

Anna - Ecco il mio dollaro e quaranta. Che ne diresti di un po' di cooperazione da parte tua? (Fa suonare le monete).

No - Fuori orario il mio gin diviene champagne e non vuole frizzare per un dollaro e quaranta la bottiglia.

Anna - Tienti la tua robaccia! (Si alza e va verso la porta).

No - Dove vai?

Anna - Ho un appuntamento. Apri.

No - Con chi?

Anna - (guardando attraverso il listello della finestra) Con un uomo di neve. (Batte il pomo della porta) Su, No, apri.

No - Un tipo ti ha aspettato una intera settimana. Diceva che aveva un appuntamento con te per una luna di miele.

Anna - Rudolf?

No - Credo che quello sia il suo nome. Noi lo chiamiamo il signore di Alabama, Bianche ed io.

Anna - Bianche?

No - S. Sono divenuti proprio amici, in modo puramente platonico.

Anna - Dov' andato?

No - Beh, parte per Alabama stanotte, ma proprio; adesso andato al Savoy a cercarti.

Anna - Mi vuole vedere?

No - Non certo andato l a fare lezione di ballo,

Anna - Ma non gli hanno detto niente? Non successo niente dopo che sono partita?

No - Secondo lui c'era una specie di festa. Era i un nuovo tipo di festa familiare perch nessuno poteva sedersi. Tuo padre aveva rotto tutti i mobili. Non so come la prenderai, Anna... ma non hai pi un J padre.

Anna - Pap... morto?

No - Uhm... uhm.

Anna - Mamma... che accaduto a mamma?

No - Beh, non credo che salti di gioia. Delle due persone che le erano pi care una morta e I l'altra... Bisogna che pensi agli altri, qualche volta, Anna. Ti far sentire meglio.

Anna - S, hai ragione, No. Stasera voglio proprio fare qualche cosa di importante per qualcuno.

No - (tira fuori una lettera) Quel qualcuno ha lasciato questa lettera per te.

Anna - (aprendo la lettera) Non una lettera. E solo una frase.

No - Che ti dice?

Anna - Amore, non ti basta che ti amo? . (Comincia a piangere) Riesce sempre a commuovermi.

No - (tira fuori l'orologio) Se n' andato di qui solo dieci minuti fa. Lo puoi ancora raggiungere prima che lasci il Savoy.

Anna - strano. Volevo andare al Savoy. Il tass che abbiamo preso veniva da questa parte e cos siamo venuti qui, invece. L'ho quasi incontrato.

No - I tass vanno ancora nella direzione opposta.

Anna - Beh, No, grazie per tutti i doppi gin, Mi hanno aiutato molto anche se non valevano il loro prezzo. Apri.

No - (apre la porta. La neve cade) Ti rivedr, vero, bambina?

Anna - (guardando la neve) Pu darsi. Ma ho la speranza che tu non mi riveda pi. (Esce. No resta vicino alla porta aperta, guardandola mentre scompare).

FINE

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