Antilope equinuus

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Il diavolo era talmente stanco,

da lasciare tutto agli uomini

che sapevano fare meglio di lui.

    Leonardo Sciascia

ANTILOPE EQUINUUS

atto unico

di Ivano Bertoletti

Personaggi

MAURO

PIERRE

ANTON

JACK

GUARDIA

LA RADIO

CORO (composto da Mauro, Pierre, Anton)

In un futuro che è dietro l’angolo.

Tavolo. Sedie. Una radio antica.

Sono in scena Mauro e Pierre.

PIERRE - (Accanto alla radio) Cos’è questa roba?

MAURO - Già, tu non l’hai mai vista.

PIERRE - È più di un anno che non vengo alla baita.

MAURO - È una radio della metà del XX secolo. Era di un mio avo. L’ho trovata tra la valanga di roba che mio padre aveva portato nella cantina che sta qua sotto.

PIERRE - È fantastica, Mauro. E funziona?

MAURO - Certo.

PIERRE - Incredibile. Ma funziona come la nostra radio?

MAURO - In tutto e per tutto. L’ho fatta sistemare da un esperto. (L’accende) Vedrai, è perfetta.

PIERRE - Troppo bella. Vetusta, ma bella.

Mauro si siede.

MAURO - Pierre, come ti senti?

PIERRE - Deciso. Io sono deciso a chiudere questa storia. (Lo fissa) E tu?

MAURO - Deve finire.

PIERRE - Per te è più difficile. Jack è tuo cognato.

MAURO - Tu sei il suo miglior amico.

LA RADIO - La mezzanotte è trascorsa da mezz’ora. Le strade sono quasi deserte. L’astro lunare è lucente. Non c’è vento. Placida è la notte. Possibilità di leggere foschie in zone non cittadine. Si consiglia a chi è ancora in viaggio di procedere sempre con prudenza.

PIERRE - Gli altri sono in ritardo.

MAURO - Un po’.

PIERRE - Sarà una lunga notte.

MAURO - Può darsi.

Silenzio.

PIERRE - (Si siede) È unico.

MAURO - Cosa?

PIERRE - L’amore.

MAURO - Ti ascolto.

PIERRE - Passano i decenni, i secoli, ma l’amore è sempre uguale. Nella nostra società è così facile chiudere una porta ed aprirne un’altra. Invece io soffro, sto male. Non voglio rinunciare. Perchè? È cambiata ogni cosa, ma lui è lì, silenzioso, misterioso e non ti dà pace.

MAURO - Cosa vuoi che ti dica? che non è così? Invece è così. Quando si ama, ci si imprigiona. Non c’è scampo.

La voce di Anton proviene dalla radio.

ANTON - Ehi, Mauro, mi senti?

MAURO - Sì, Anton, ti sentiamo.

ANTON - Chi è già arrivato?

MAURO - Pierre. Da poco. E tu?

ANTON - Sono ormai vicino alla baita. Sono un po’ in ritardo.

MAURO - Nessun problema. Abbiamo tutta la notte davanti.

ANTON - Già. Tutta la notte.

PIERRE - Io ho bisogno di lei.

MAURO - Tu l’ami ugualmente?

PIERRE - Sì.

MAURO - Perché tua moglie te l’ha nascosto?

PIERRE - Non voleva che sapessi del suo passato.

MAURO - Temeva che l’avresti lasciata.

PIERRE - Lui l’ha presa, ricattandola. Lui ha scoperto il suo ieri.

MAURO - Non sempre il passato ritorna, ma spesso lo fa. E ora lei te l’ha detto.

PIERRE - È stanca di essere usata, umiliata.

MAURO - E il suo passato non può rivivere.

PIERRE - Sarebbe rovinata.

LA RADIO - Dalla mezzanotte, da poco trascorsa, è entrata in vigore una nuova legge sul fumo. È fatto divieto assoluto di fumare in ogni autovettura. Nella propria e in quella altrui. Durante i prossimi trenta giorni, i trasgressori saranno puniti con una pena di venticinque anni di reclusione, poi sarà l’ergastolo.

PIERRE - E tua sorella?

MAURO - Sempre peggio. Lui continua a maltrattarla. Mia sorella ha paura perché Jack l’ha minacciata di morte se dovesse andarsene.

Entra Anton.

ANTON - Sono qui.

MAURO - Bene.

PIERRE - Ciao, Anton.

ANTON - Jack arriverà?

MAURO - Senza dubbio.

ANTON - Sicuro?

MAURO - Ci sarà.

ANTON - Sì. Ci sarà. (Si siede)

Silenzio.

PIERRE - Questa notte tutto terminerà.

MAURO - In un modo o nell’altro.

ANTON - Mio cugino non deve più toccare la mia bambina.

PIERRE - Tutto deve finire.

ANTON - Mai più.

PIERRE - Mauro, cosa credi? Ci ascolterà? Rinuncerà?

MAURO - Temo di no. Conoscendolo, temo di no.

ANTON - E se così fosse. Noi siamo pronti?

PIERRE - Io, sì. (Guarda Mauro che tace) E tu?

MAURO - Jack è mio cognato, ma è anche il mio nemico. Questa è la notte conclusiva. Deve esserlo.

ANTON - Sento che la notte ci sarà amica.

MAURO - Cioè?

ANTON - Mah… ho una sensazione positiva.

Silenzio.

PIERRE - Ho incontrato un paio di macchine della Guardia di Stato.

MAURO - Quelli li trovi ovunque.

Silenzio.

MAURO - Penso alla madre di Jack. Lei piangerà.

ANTON - Altri non piangeranno più.

Silenzio.

Entra Jack.

JACK - Eccomi! (Li guarda) Sono l’ultimo, ma ho avuto un contrattempo. (Vede la radio) Ehi, cognato mio, cos’è questo catorcio?

MAURO - È una vecchia radio che aveva mio padre.

JACK - Sarà stata di qualche tuo bisavolo. E va?

MAURO - Sì. È accesa.

JACK - Ma ci pensate, questa era la loro radio.

ANTON - Magari vivevano meglio di noi.

PIERRE - Difficile. Negli anni quaranta del XX secolo ci fu una lunga, devastante guerra.

MAURO - Una volta le disfide non finivano mai.

LA RADIO - La foschia tende ad aumentare. Probabile riduzione, non preoccupante, della visibilità in alcuni tratti. Si sta indagando su un’eventuale scomparsa.

JACK - E come si sente bene. Chissà quanto hai speso per rimetterla a posto.

MAURO - Beh, sì, ma sono soddisfatto.

JACK - Soldi tuoi, se ti piace questa…

Entra la Guardia. Jack si blocca. I tre si alzano. Tutti e quattro sono intimoriti dalla sua presenza. La Guardia di Stato, oltre a un cinturone con la pistola, può differenziarsi dagli altri perché indossa una divisa completa o solo una camicia diversa o perché calza stivali.

GUARDIA - Chi ha ucciso Jack Chattanooga?

Gli interventi del coro possono essere recitati oppure eseguiti a tempo di blues.

CORO - (Dopo attimi di silenzio) Nessuno ha ucciso Jack, no, no, no, no, nessuno ha ucciso Jack, oh, no.

JACK - Io sono Jack Chattanooga.

GUARDIA - Lei è Jack Chattanooga?

JACK - Sì.

GUARDIA - Lei è vivo.

JACK - Sono vivo e sono Jack Chattanooga. (Dà alla Guardia il suo documento di riconoscimento)

GUARDIA - Lei dovrebbe essere morto.

CORO - Tu sei morto, Jack, sei morto, morto, morto. Tu sei morto, Jack, oh, sì.

GUARDIA - Chi ucciderà Jack Chattanooga?

JACK - Perché dovrebbero uccidermi?

La Guardia gli restituisce il documento, avvicinandosi, sospettosa, a lui. Sono viso a viso.

GUARDIA - Da quando è qui?

JACK - Sono appena arrivato. Pochi minuti.

GUARDIA - Lei ha fumato.

JACK - Sì, una sigaretta.

GUARDIA - Dove?

JACK - Nella mia macchina, appena prima di arrivare.

GUARDIA - Ha fumato nella sua macchina?

JACK - Sì.

GUARDIA - Circa un quarto d’ora fa?

JACK - Sì.

GUARDIA - Ha commesso un grave reato.

JACK - Perché? Io posso fumare nella mia auto.

GUARDIA - Non più.

JACK - Non più?

GUARDIA - Sì.

JACK - Ma la legge me lo permette.

GUARDIA - Che ore sono?

JACK - L’una meno venti.

GUARDIA - Da mezzanotte è entrata in vigore una nuova legge.

JACK - Non può essere vero.

GUARDIA - Divieto assoluto di fumare su qualsiasi autovettura.

JACK - Io… io non sapevo.

GUARDIA - La legge (guardando gli altri tre) cosa fa?

CORO - Non ammette ignoranza, Jack. Lo sai, Jack, tu lo sai che la legge non perdona, tu lo sai, Jack, oh, sì, Jack.

GUARDIA - È fortunato. Da oggi, per un mese, la pena è solamente di venticinque anni. Poi sarà l’ergastolo.

JACK - Venticinque anni… sono un’eternità.

GUARDIA - Per un reato così grave, venticinque anni mi sembrano pochi. Deve ringraziare la sua buona stella.

JACK - La mia buona stella?

GUARDIA - Pensi se lo avesse compiuto fra trentuno giorni.

JACK - Beh… sì, visto sotto questo aspetto.

GUARDIA - C’è una macchina sporca di sangue.

Silenzio.

GUARDIA - Di chi è la macchina insanguinata?

JACK - È… la mia.

GUARDIA - Come mai?

JACK - Niente. Uno stupido animale è sbucato dal bosco, improvvisamente.

GUARDIA - E?

JACK - L’ho ucciso.

GUARDIA - Che animale?

JACK - Una strana antilope.

GUARDIA - Perché strana?

JACK - La coda era particolare. Come quella di un cavallo.

GUARDIA - Cosa?!

JACK - Un cucciolo.

GUARDIA - Cosa?!

JACK - Non ho potuto farci niente. Mi è balzata davanti a due, tre metri.

GUARDIA - Lei non si rende conto.

JACK - Di che?

GUARDIA - Si tratta di un animale raro.

JACK - Sempre di una bestia stiamo parlando.

GUARDIA - Stiamo parlando dell’Antilope Equinuus.

JACK - Mai sentita.

GUARDIA - Lei ha compiuto qualcosa di orrendo.

JACK - Io? Per un’antilope?

GUARDIA - Un’Antilope Equinuus.

JACK - Va bene, un’Antilope Equinuus. E allora? Se avessi ucciso un bambino?

GUARDIA - Un cucciolo di uomo? (Sorride, sarcastico) Ma sa quanti ne muoiono ogni giorno per fame, malattie e altro. (A Pierre) Lei è avvocato. Lo dica lei a Jack Chattanooga qual è la pena per l’investimento di un bambino.

PIERRE - Beh, evento involontario perciò omicidio colposo. Attenuanti, sconto, condizionale… direi, non più di sei mesi, probabilmente pochi giorni.

JACK - Ma come può essere?

GUARDIA - Lei è un ottuso. Esistono soltanto centotre Antilopi Equinuus in tutto il pianeta. È una specie in via d’estinzione. Una specie protetta. Centodue! Ora sono centodue. Lei ne ha eliminata una! E per di più, un cucciolo! Ma riesce a capire l’aberrante delitto che ha compiuto?

JACK - Forse… comincio a capire…

CORO - Cosa hai fatto, Jack? cosa, cosa hai fatto, cosa hai fatto, Jack? che cosa hai fatto? Oh, yeeee.

LA RADIO - Con profonda mestizia dobbiamo annunciare che i rilevatori hanno accertato la morte violenta di un cucciolo di Antilope Equinuus. Ora soltanto centodue esemplari di questa specie sono presenti nel nostro mondo. Non appena possibile vi aggiorneremo sulle cause del grave e mostruoso crimine.

La Guardia annusa l’aria.

GUARDIA - Jack, ha toccato il cadavere?

JACK - No, assolutamente.

GUARDIA - Cos’ha fatto?

JACK - Dopo il colpo, frenai, feci inversione e, senza scendere, illuminai l’animale e così notai la particolare coda cavallina. Altra inversione e giunsi costì.

GUARDIA - Ammissione di colpa. Reato certo. Il fumo in macchina è un’inezia.

JACK - Non direi, ho preso venticinque anni.

LA RADIO - Con grande sensibilità e notevole spirito di solidarietà, il waw.antilopeequinuus.uff.fa ha proclamato per domani un giorno di lutto in tutta la regione, a causa della incommensurabile perdita del cucciolo di Antilope Equinuus. Varie manifestazioni verranno organizzate nella funerea giornata.

GUARDIA - Jack, una notte così non la dimenticherà mai. Strano, però.

JACK - Cosa?

GUARDIA - Lei ha investito il cucciolo sulla 320, giusto?

JACK - Sì.

GUARDIA - (Come se lo dicesse a se stesso) Come mai il cucciolo era là? Le Antilopi Equinuus stanno da tutt’altra parte.

JACK - Cosa vuol dire che il fumo è un’inezia?

LA RADIO - Il CES, il Comitato Esequie Straordinarie, riunitosi immantinente, ha deliberato all’unanimità la posa subitanea di una stele nel luogo dell’atroce omicidio, a imperitura memoria del povero cucciolo.

GUARDIA - Lei è molto fortunato, Jack, perché il suo delitto è involontario.

JACK - Quindi?

GUARDIA - Quindi la pena è l’ergastolo.

JACK - Non è possibile!

GUARDIA - Solamente l’ergastolo.

JACK - E io sarei fortunato?

GUARDIA - Sì. Però la sua fortuna si ferma qui. (Fissa Pierre) Vero, avvocato?

Pierre abbassa lo sguardo. Tace.

GUARDIA - Glielo dica, avvocato. Lei sa.

JACK - Cosa sai, Pierre?

LA RADIO - Notte lorda di sangue.

PIERRE - Due reati: un ergastolo più venticinque anni, diventano… la pena capitale.

Jack rimane paralizzato.

GUARDIA - PER IL POTERE  A ME CONFERITO

JACK - Non è giusto!

GUARDIA - DALLA CORTE MAXIMA

JACK - Mauro! Anton! Pierre!

GUARDIA - IN NOME DEL KONSIGLIO SUPREMO

JACK - Non voglio morire!

GUARDIA - IO GUARDIA DELLO STATO

JACK - (Cade in ginocchio) La supplico!

GUARDIA - CONDANNO JACK CHATTANOOGA

JACK - La prego.

GUARDIA - ALLA PENA DI MORTE

JACK - No! No!

Mentre la guardia lo prende per un braccio e lo fa alzare.

CORO - Fatti forza, Jack. fatti forza, forza, forza, Jack. Fatti forza, Jack, oh, sì.

GUARDIA - È PREVISTA

JACK - Pietà, abbia pietà di me. (Piange)

GUARDIA - L’ESECUZIONE IMMEDIATA.

CORO - Oooh, yeeee.

Mentre la Guardia spinge Jack finchè non escono, i “no” disperati e dolenti di Jack fanno da sottofondo al Coro.

CORO - Che brutta notte Jack, brutta, brutta, brutta, Jack. Oh, sì notte terribile, notte da tregenda, Jack, oh, sì.

Silenzio.

I tre si guardano.

MAURO - Non ci siamo nemmeno sporcate le mani.

PIERRE - Vero.

ANTON - Vero, ma non del tutto. (I due lo fissano) Voi non vi siete sporcate le mani.

MAURO - Perché, tu?

ANTON - Io, sì.

MAURO - Spiegati.

ANTON - L’Antilope Equinuus l’ho buttata io sotto la macchina di Jack.

Silenzio.

Due colpi di pistola all’esterno, distanziati di pochi secondi.

PIERRE - Tu sapevi tutto di questo animale.

ANTON - Sì. Ho rapito il cucciolo e nel bosco, al limitare della strada, ho atteso il passaggio di Jack.

MAURO - È andato tutto a meraviglia.

PIERRE - La buona stella di Jack non brilla più.

MAURO - Comincia a brillare la nostra.

ANTON - Tutto è compiuto. Vorrei tornare alla mia magione.

PIERRE - Anch’io.

MAURO - Sì. Andiamocene.

Entra la Guardia.

GUARDIA - Jack Chattanooga si è mosso. Lo stupido. Ho dovuto usare un secondo proiettile.

LA RADIO - Con sommo gaudio, vi comunichiamo che l’assassino dell’Antilope Equinuus è stato catturato ed è già stato giustiziato. Ancora una volta la justitia trionfa su tutte le nequizie degli uomini scellerati.

GUARDIA - Oltre che una Guardia di Stato, io sono una Eco Guardia Speciale.

Annusa l’aria.

GUARDIA - Siamo le migliori Eco Guardie perché il nostro olfatto, già più sviluppato della media, l’abbiamo potenziato notevolmente con mesi di applicazione e di pratica.

Silenzio.

GUARDIA - Io fiuto odori, profumi che un uomo normale non sente.

Silenzio.

GUARDIA - L’Antilope Equinuus emana un odore caratteristico, unico, che solo quelli come me percepiscono.

Silenzio.

GUARDIA - Questo odore non era addosso a Jack Chattanooga. (Annusa l’aria) Questo odore è qui. È inequivocabilmente tra di voi.

Silenzio.

GUARDIA - CHI HA INCASTRATO JACK CHATTANOOGA?

FINE

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