Apparenze
Stefano Palmucci
- APPEARANCES -
(2013)
Cinque pezzi facili per il teatro
Stefano Palmucci - Apparenze
Apparenze (Appearances) Cinque pezzi facili per il teatro cod. op. 907406A
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Stefano Palmucci
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Oggi sempre pi difficile saper distinguere ci che da ci che sembra, e vi-ceversa, in ogni campo del vivere quotidiano. Il teatro pu sintetizzare questa perce-zione mostrando come alle volte un velocissimo colpo di scena possa modificare dra-sticamente la prospettiva dello spettatore e confutare in un attimo quelle che prima erano considerate apodittiche certezze. Lautore si diverte a spiazzare il pubblico con questo sottile filo conduttore che lega tra loro i cinque quadri.
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Provini
Il Maestro seduto di profilo rispetto alla scena, lattore in piedi di fronte al pubblico.
Maestro - (profondamente assorto, bofonchia) vdfr .
Attore 1 - prego?
Maestro - vada.
Attore 1- (indeciso) ah si dunque, mi farete sapere?
Maestro - (si riprende) cosa?
Attore 1 - come sono andato, se ho avuto la parte.
Maestro - (lo guarda come se lo vedesse per la prima volta) come crede di es-sere andato?
Attore 1 - mah, mi pareva benino.
Maestro - lei un cane.
Attore 1 - prego?
Maestro - (alzandosi) ecco bravo, preghi. Preghi pure, faccia il frate, il prete, il chierico, il monaco ma, dia retta, si tolga dalla testa lidea di reci-tare. Lei un cane, una ciofeca, unameba. negato, ci metta una pietra sopra.
Attore 1 - mah
Maestro - vada, vada. Grazie del tempo che ci ha dedicato, che ha perso, ma badi che ne ho perso anche io. E ne ho pochissimo, a disposizione. Avanti il prossimo.
(Attore 1 esce mestamente. Entra Attore 2, il Maestro si siede)
Attore 2 buongiorno.
Maestro - che ha portato?
Attore 2 - lInfinito, di Giacomo Leopardi.
Maestro - ah, lInfinito. Che originale. Le hanno spiegato che questo non il festival della sperimentazione e dellavanguardia, glielo hanno spiegato?
Attore 2 - beh se crede, maestro, ho anche
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Maestro - per carit. Poi magari mi rinfaccia di avere compresso la sua espressivit. Sentiamo. Sentiamo pure questo Infinito.
Attore 2 - (dopo un momento di concentrazione, declama) Sempre caro mi fu questermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dellultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando
Maestro no.
Attore 2 - (respira) Sempre caro mi fu questermo colle .
Maestro - no!
Attore 2 - (prova a cambiare gli accenti) Sempre caro mi fu questermo colle
Maestro - (come soffrendo) ahhah
Attore 2 - e questa siepe, che da tanta parte
Maestro - (c.s., si contorce) mmm
Attore 2 - dellultimo orizzonte il guardo esclude
Maestro - basta, basta, piet. Piet. Non chiedo molto, solo un minimo di ca-rit cristiana per i miei timpani, per i miei padiglioni, per le mie cartilagini . Vada.
Attore 2 - non capisco, maestro dove ho sbagliato?
Maestro - dove ha sbagliato.
Attore 2 - si dove non mi pareva di
Maestro - tutto, ha sbagliato. Tutto. Dallinizio alla fine, dalla a alla zeta, dallalfa allomega, le basta?
Attore 2 - se mi permette, maestro, no. Non mi basta.
Maestro - lei non ha compreso Leopardi. Non lo ha capito. Come pu esprimere Leopardi se non lo interiorizza, se non lo assimila? Co-me pu strizzare acqua da una spugna se prima non lha inzuppa-ta? Come pu pretendere una reazione se prima non compie unazione? Come pu espirare se prima non ha inspirato?
Attore2 - ma maestro, io ho studiato
Maestro - ha fatto male. Avrebbe meglio impiegato il suo tempo, fatica e denari per andare al cinematografo, agli incontri di pallone, ai giardini pubblici
Attore 2 - il mio insegnante di recitazione
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Maestro - era un incapace. evidente. Un inetto, un cialtrone. Non solo non le ha trasmesso nulla, ma addirittura lha incoraggiata. Si metta il cuore in pace, dia retta, vada. E ringrazi di non avere incontrato un discendente di Leopardi, altrimenti lavrebbe gi citata in tri-bunale per danni.
(Attore 2 esce un po stizzito)
Maestro - il prossimo.
(entra attore 3)
Attore 3 buongiorno.
Maestro - (lo osserva) profilo.
(Attore 3 si mette di profilo)
di fronte . passo avanti. Bene, cosa ha portato?
Attore 3 - La luna. Federico Garcia Lorca.
(il Maestro fa un gesto benevolo, come per dire prego)
Quando spunta la luna, tacciono le campane, ed i sentieri sembra-no impenetrabili. Quando spunta la luna
Maestro - (sorpreso) cosa fa?
Attore 3 - mah mi pareva che mi avesse fatto cenno di cominciare.
Maestro - ah, vero, scusi, sbaglio mio. Intendevo dire che pu andare.
Attore 3 - ma come, senza neppure
Maestro - si, senza neppure. Lei una capra. Una capra assoluta. Vada, vada pure.
Attore 3 - ma non capisco, maestro, io, sono tre ore e un quarto che aspetto, e adesso che finalmente venuto il mio turno, non mi concede neppure la possibilit
Maestro - glielho concessa, la possibilit. Se l giocata. Male, e ora pu an-che andare.
Attore 3 - ma come? lei non pu valutarmi cos, dopo appena il primo verso
Maestro - il primo verso non doveva neppure pronunciarlo, caprone duna capra. Lei si gi totalmente qualificato quando ha pronunciato il nome del poeta.
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Attore 3 - Garcia Lorca?
Maestro ecco, vede? Insiste. E si conferma capra. Capra che pi capra non si pu.
Attore 3 - che c che non
Maestro - Garcia, si pronuncia, Garcia. Non Garcia, come lo dice lei. Vede dove la metto, la lingua, Garcia. Se non lo sa, era spagnolo, Lorca, andaluso, non romagnolo. Capra!
Attore 3 - sar stato pure andaluso, ma non per questo Maestro - (con commiserazione) dia retta vada. (Attore 3 esce mestamente).
Avanti. Sono finiti? Ce n ancora uno? Bene, abbiamo quasi fini-to.
Attore 4 buongiorno.
Maestro - che ha portato?
Attore 4 - Ieri in un pomeriggio di sole.
Maestro - (colpito) ah, Heiner Muller. Scelta ammirevole.
Attore 4 - lho studiato a Berlino. Ho frequentato lAccademia delle belle arti per quattro anni.
Maestro - con Waisermann?
Attore 4 - Manheimer. Waisermann in quel periodo conduceva un corso di insegnamento parallelo a Francoforte.
Maestro - la ascolto.
Attore 4 - (dopo lunga e profonda meditazione) Traversando la morta citt di Berlino, di ritorno da qualche estero,
Maestro - (in estasi) bene, un respiro.
Attore 4 - ho sentito per la prima volta il bisogno
Maestro - cresca qui.
Attore 4 di disseppellire mia moglie dal suo cimitero
Maestro - (in crescendo) ancora, forza
Attore 4 su di lei ho buttato io stesso due palate
Maestro - di pi, il diaframma!
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Attore 4 - e di vedere cosa rimasto di lei
Maestro - usi il diaframma, ho detto!
Attore 4 ossa che non ho mai visto
Maestro il diaframma, perdio!! Bestia! Ce lha lei il diaframma? Lo sa cos? Sa di cosa parlo quando dico: diaframma?
Attore 4 - si, maestro, a me sembrava
Maestro - che cosa le sembrava? Che cosa? Me lha fatta tutta di testa, questa frase. Non si pu interpretare Heiner Muller di testa, non si pu! Si deve fare di petto, di stomaco, di viscere! Cosa le hanno inse-gnato a Berlino?
Attore 4 - beh, l si recitava in tedesco
Maestro - e cosa centra? Che cosa centra? Io le parlo di arnesi, di strumenti, di attrezzi, lei mi parla di suoni. Vada, vada pure
Attore 4 - ma maestro.
Maestro - vada, ho detto, e ringrazi la mia sciatica se non la prendo a calci.
(Attore 4 esce)
abbiamo finito? oh, finalmente che giornata!
Il maestro si pone al centro della scena e guarda verso il fondo della sala, come se non riuscisse a vedere bene a causa dei fari).
come come sono andato?
Voce f. s. - vada le faremo sapere.
FINE
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Uno di loro
Personaggi:
-Sam - padre
-Susan - madre
-Robert - figlio
-Humphrey
-Avv. Rumpole
-Un cameriere
Interno di un ristorante, Sam e Susan entrano e si siedono.
Susan - (sedendosi) rifletti Sam. Non pu essere che quello.
Sam - ma te la vuoi finire?
Susan - io me la posso anche finire, caro. Ma questo non cambier la realt delle cose.
Sam - nostro figlio ci ha invitato a pranzo in un ristorante. E questa la realt delle cose. Punto.
Susan - e non ti sembra un po' strano?
Sam - non mi sembra per niente strano, Susan. Da che mondo mondo, da quando i cavernicoli hanno inventato la caverna-ristorante, la gente si invita a pranzo. O a cena, che la stessa cosa.
Susan - oh, si, si. Solo che in venticinque anni di vita, nostro figlio, questa la prima volta che ci invita.
Sam - e allora? La prossima volta sar la seconda, cos ti sentirai pi tran-quilla.
Susan - lo spero. Per adesso non mi sento tranquilla per niente.
Cameriere (che si avvicinato) buongiorno. I signori vogliono ordinare?
Susan stiamo aspettando una persona, grazie.
(il cameriere si allontana)
Sam - io lo trovo un modo molto carino per festeggiare la laurea.
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Susan - la festa di laurea l'abbiamo fatta tre giorni fa, Sam, con tutta la fami-glia riunita. E con gli amici hanno gi fatto bisboccia per due notti.
Sam - non capisci niente, Susan. Invitare a pranzo i genitori ha un significato diverso. E' un modo per affermare la propria indipendenza e auto-nomia, una tappa nel suo percorso di emancipazione dalla famiglia di origine. Una sorta di rito tribale moderno ...
Susan - stai cercando di convincermi, Sam, ma non riesci a convincere nep-pure te stesso. Lui vuole dirci qualcosa. Dobbiamo prepararci.
Sam - io mi sento gi prontissimo.
Susan - s. Gi me lo immagino: tu che sbianchi di botto e finisci con la faccia riversa sulla scaloppina ai ferri.
Sam - pensavo di prendere un filetto al pepe, oggi.
Susan - ... su quello che sar.
Sam avr cura di non macchiare la camicia, se questo che ti preoccupa.
Susan - con tutto ci che ci sta capitando, avr proprio il tempo di preoccu-parmi di una macchia sulla tua camicia.
Cameriere (che si avvicinato) gradiscono un aperitivo, intanto?
Susan per me un po di vino bianco.
Cameriere fermo?
Susan frizzante.
Cameriere e lei?
Sam acqua e limone, grazie.
Cameriere subito. (via)
Sam - comunque. Facciamo pure l'ipotesi assurda che oggi nostro figlio vo-glia annunciarci di essere ... omosessuale.
Susan - (guardandosi intorno) ... ssstt ...
Sam - perch diamine avrebbe architettato di invitarci fuori a pranzo per comunicarcelo?
Susan - quello che sto cercando di dirti da quando siamo usciti, Sam, lo vedi che non mi ascolti?
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Sam - io ti ascolto sempre, Susan. Tranne mentre sto guidando in un ingor-go bestiale e tu mi parli di oltre tre cose contemporaneamente.
Susan - se avesse voluto dirci ... che so ... che va a vivere da solo, che ha tro-vato lavoro o che diavolo altro, avrebbe potuto farlo tranquillamente a casa ieri sera.
Sam - appunto. E allora? Perch ci avrebbe convocato qui per dirci una cosa del genere?
Susan - per l'unica spiegazione possibile, tesoro. Aveva bisogno di un am-biente pubblico e frequentato affinch fossimo costretti a controllare le nostre reazioni.
Sam - perch? A casa nostra non le avremmo controllate?
Susan - di fronte ad una notizia come questa? Chi pu sapere come avrem-mo reagito? Non lo sappiamo noi stessi neppure ora.
Sam - secondo me di fronte ad unipotesi di questo tipo, casa o ristorante, cambia poco.
Susan - ma mettiti nei suoi panni. Avr vissuto la scena nella sua testa un migliaio di volte in questi anni. Avremmo potuto urlare, strepitare, saremmo potuti svenire, collassare...
Sam - soprattutto tu.
Susan - io o te, non importa, tesoro. Pensa con quanta angoscia ha deciso al-la fine di invitarci qui.
Sam - stato carino a terminare il suo corso di studi, prima ...
Susan - scherza, scherza pur sempre, tu...
(il cameriere serve laperitivo)
Sam - magari ci ha invitato qui proprio per presentarci la sua ragazza.
Susan - s, di sicuro. Lo hai mai sentito parlare di una ragazza? Ha mai por-tato una ragazza a casa in questi anni? Qualcuno del nostro giro di amici ti ha mai riferito di averlo visto con una ragazza?
Sam - beh, no. Ma cosa c'entra? Robert un tipo riservato.
Susan - per nascondere una ragazza al nostro giro di amici non basta essere riservati, caro. Bisognerebbe essere agenti del servizio segreto israe-liano.
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Sam - ad ogni modo tra poco arriver e ce lo dir.
Cameriere (che si avvicinato) tutto a posto, signori?
Sam perfetto, grazie
(cameriere via)
Susan - vuoi un altro segnale di conferma della mia ipotesi?
Sam sentiamo.
Susan - vedi camerieri di sesso femminile, aggirarsi qui intorno?
Sam - (si gira intorno) non mi pare. E cosa significa?
Susan - con ogni probabilit, Sam, questo un posto per "quelli".
Sam - per ... "quelli"?
Susan sveglia, Sam. Questo un locale per ... "loro", per quelli attratti dal loro stesso sesso.
Sam - (si guarda ancora intorno) secondo me nel tuo aperitivo c'era della dro-ga.
Susan - sai che faccio, ora? Vado a incipriarmi il naso. Le toilette la dicono lunga sulle caratteristiche di un posto. Senza contare che potrei anche imbattermi in qualche "maschietto" che si incipria il naso.
Sam mi pare che sia anche di pessima qualit, la droga.
Susan avranno bagni separati, in questi posti? Oppure saranno promiscui anche quelli?
Sam nessuno ti impedisce di andare a verificare, cara.
Susan facciamo cos. Io vado al bagno delle signore, tu controlli quello dei maschietti.
Sam il massimo che posso controllare che vi siano i lavandini per lavarsi le mani.
Susan ci vediamo qui, tra cinque minuti.
Sam dobbiamo sincronizzare gli orologi?
Susan finiscila, Sam. E occhi aperti.
(Susan si avvia con un certo impeto, Sam le lancia uno sguardo di compassione, poi si alza anche lui per la parte opposta. Da qualche battuta sono entrati e si stanno sedendo in tavolo attiguo Humphrey e Rumpole).
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Rumpole spero non le dispiaccia se ho preferito incontrarla qui. Oggi era fondamentale che ci vedessimo e questo purtroppo era lunico mo-mento della giornata che le potevo dedicare.
Humphrey ma vorr scherzare? anzi, gliene sono grato.
Rumpole bene. Daltronde spesso i pranzi di lavoro sono pi proficui delle riunioni in studio.
Humphrey vero. Dunque, mi spieghi bene per cortesia come si svolger la faccenda, domani.
Rumpole certo Humphrey, sono qui apposta per esporle tutto quanto, le far un quadro completo ed esaustivo, non si preoccupi.
Humphrey il fatto che sono un po nervoso
Rumpole lo capisco bene. Ma si ricordi che lavversario pi insidioso col quale dovr lottare domani sar la sua emotivit.
Humphrey cercher di fare del mio meglio.
Cameriere (che si avvicinato) signori?
Humphrey il solito per me.
Rumpole andr bene anche per me.
Cameriere subito. (via)
Rumpole lei vuole vincere, Humphrey?
Humphrey lo desidero con tutto me stesso, avvocato.
Rumpole e allora segua alla lettera le mie istruzioni, si sforzi di rimanere sereno e compassato e vedr che li lasceremo col sedere per terra.
Humphrey mi fido ciecamente di lei, avvocato, mi dica pure.
Rumpole sar una udienza dibattimentale, Humphrey, per la prima volta lei e sua moglie vi troverete di fronte, nello stesso ufficio, con il giudi-ce che vi porr delle domande e star ad ascoltare.
Humphrey daccordo.
Rumpole quella vecchia volpe del mio collega avr opportunamente istruito sua moglie per cercare in tutti i modi di provocarla e farla uscire dai gangheri.
Humphrey ex moglie.
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Rumpole dovr solo fare attenzione a non cadere in uno degli infidi tra-nelli che cercheranno di tenderle. Lei non si lasci irretire, sia superio-re, voli alto, e descriva le situazioni cos come le ricorda, senza inven-tare nulla.
Humphrey certo. Non ho bisogno di inventare nulla.
Rumpole fondamentale che riesca a mantenere sempre lucidit e auto controllo. Probabilmente dovremo aspettarci anche alcuni colpi bassi, da parte di sua moglie.
Humphrey ex moglie. Colpi bassi, dice? Di che tipo?
Rumpole beh, non possiamo saperlo con certezza. Ma per la mia esperien-za professionale, suppongo che il loro primo obiettivo sar quello di puntare con lartiglieria pesante al cuore del problema per cercare di screditare il nostro punto di forza.
Humphrey che sarebbe?
Rumpole leccessiva presenza di sua suocera nel vostro mnage familiare.
Humphrey ex suocera. Molto ex.
Rumpole comunque al di l di ogni singola argomentazione, quello su cui dobbiamo lavorare ora la costruzione di una sua forma mentis, che le consenta di affrontare ludienza con compassato distacco per tutto il tempo che durer.
Humphrey ah e come ci riusciamo?
Rumpole ecco, generalmente, in questi casi, molto utile inscenare una sorta di simulazione del dibattimento. Questa pratica spesso risulta fondamentale per preparare psicologicamente il cliente al clima che respirer in udienza.
Humphrey mi piace. Proviamo.
Rumpole bene, dunque lei cominci ad immaginare che io sia sua moglie durante ludienza. Facciamo conto che qua si trovino i due avvocati, l il giudice, e l il cancelliere che verbalizza.
Humphrey ho capito, lei la mia ex moglie. Sono pronto. Attacchi pure.
Rumpole probabilmente il giudice, sollecitato dalle memorie del mio col-lega, le chieder i motivi dell avversione nei confronti di sua suocera.
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Humphrey ex suocera. Nessuna avversione, signor giudice, io ero affe-zionatissimo a mia suocera, sino a quando non ha praticamente deciso di venire a vivere da noi.
Rumpole bene, ora parla sua moglie. Sua ex moglie. Probabilmente dir qualcosa del tipo: mia madre non affatto venuta ad abitare con noi. Dava solo una mano nei lavoretti domestici intanto che noi eravamo fuori al lavoro.
Humphrey lavoretti domestici? Ellie, sii sincera: quella stava pi a casa nostra che a casa propria.
(Sam e Susan rientrano ed ascoltano sempre pi allibiti la discussione)
Rumpole (rientra in s) bene. (Poi, come moglie) per forza. Faceva la dome-stica intanto che noi eravamo al lavoro. E stato grazie alla sua dispo-nibilit se abbiamo potuto fare tanti straordinari da pagare il mutuo cos velocemente. Altrimenti come avresti potuto trovare la casa in ordine ed un piatto di minestra calda a qualsiasi ora di nostro rientro?
Humphrey avremmo potuto prendere una donna di servizio. Come fanno tutte le famiglie normali.
Rumpole e con quali soldi lavremmo pagata, visto che i nostri stipendi fi-nivano regolarmente nel calderone per estinguere il mutuo della ban-ca?
Humphrey ci avremmo messo qualche mese in pi, e con questo? Dove sta scritto che i mutui si pagano tutti in due anni?
Rumpole comodo, da parte tua, tirare fuori ora tutte queste argomenta-zioni. Avresti dovuto farlo quando tornavamo a casa stanchi morti e trovavamo il bucato fatto ed i vestiti stirati. Perch allora non dicevi nulla? Oppure mia madre ha diritto di presenza solo quando ti stira le mutande?
Humphrey me le compra pure, le mutande. Non posso neppure scegliere il colore delle mie mutande.
Rumpole - ti pare un motivo per chiedere il divorzio?
Humphrey Ellie, quella donna ha scelto il nome di nostro figlio!
Rumpole questo non vero. Lo abbiamo scelto insieme.
Humphrey gi, tu e lei!
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Rumpole e come facevo a discuterlo con te, se non mi parlavi neppure? Humphrey non cercare di spostare il tiro sulla mancanza di dialogo.
Rumpole (rientra in s) bene. (Poi, come moglie) come posso evitare di tirare in ballo questo argomento? Te ne stavi settimane senza parlarmi.
Humphrey io? Avevi un bel modo tu di parlare: mi lasciavi i bigliettini at-taccati al frigorifero, con le istruzioni per tutta la giornata.
Rumpole per forza. Lavoravamo tanto per pagare quel benedetto mutuo che facevamo orari incompatibili. Non ci incontravamo mai. O me-glio. Avremmo potuto incontrarci, se tu non avessi approfittato di ogni raro momento libero per andartene al golf.
Humphrey ah, mi rinfacci il mio hobby preferito, dunque? Beh, sappi che se non fosse stato per questo mio hobby che mi permette di rilassarmi un attimo, di staccare la spina e di non pensare ai problemi del ma-trimonio almeno una volta ad ogni morte di Papa, sarei scoppiato ben prima!
Rumpole non ti rifaccio il tuo hobby, caro, affatto. Ero ben contenta se riu-scivi a rilassarti e divertirti anche senza di me. Se non altro per dare respiro al nostro rapporto. Ho solo il sospetto che non tutte le tue uscite siano state dirette al golf.
Humphrey ecco. Ci risiamo con la mancanza di fiducia. Perch non hai as-sunto un investigatore privato, per fugare i tuoi dubbi?
Rumpole (rientra in s) attento, ora vado sul pesante. (Poi come moglie) io ho sempre avuto fiducia in te, caro, non ho mai avuto bisogno di un in-vestigatore privato, ma mi dici come posso spiegarmi altrimenti il tuo calo di desiderio?
Humphrey te lo spiego subito, cara. E difficile, molto difficile, mantenere alto il desiderio, se quando andiamo a dormire tu ti infili i calzettoni e la camicia da notte di flanella della nonna.
Rumpole non colpa mia se ho sempre i piedi freddi.
Humphrey potevi farti un pediluvio prima di coricarti. Te li avrei massag-giati volentieri.
Rumpole complimenti. Finora molto bene!
(Il cameriere porta le bevande. I due commensali versano. Entra Robert che si reca dai genitori)
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Robert scusate il ritardo. Come avete fatto a parcheggiare? C un traffico bestiale.
(i due tacciono, basiti. Robert nota Rumpole e va a salutarlo).
Carissimo, che piacere. Posso presentarle i miei genitori?
Rumpole (che si alzato) ben volentieri. Vuole scusarmi un momento, Humphrey? (segue Robert al tavolo dei genitori).
Robert mamma, pap: da domani, lavorer per questo signore!
(Susan caccia un urlo e finisce con la faccia riversa sul tavolo, Sam estrae il fazzo-letto e cerca di rianimarla. Sorpresa degli altri. Musica e sipario).
FINE
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Kaufmann e il dottor X
Studio medico del dottor X. Seduti alla scrivania stanno, da una parte, lo stes-so dottor X e dallaltra Kaufmann. In centro una poltroncina allungabile.
Dottor X che intenzioni ha, Kaufmann?
Kaufmann voglio continuare la terapia.
Dottor X la sua terapia si conclusa sei settimane fa.
Kaufmann ma io non sono ancora guarito.
Dottor X forse il caso che si faccia vedere da un collega, Kaufmann. Glie-ne posso consigliare di ottimi.
Kaufmann per carit. Lei sa quanti io ne abbia provati prima di lei, dottor X. E tutti con risultati disastrosi.
Dottor X beh, per la verit, non che con me sia andato molto oltre.
Kaufmann solo con lei ho trovato la speranza di poter guarire, un giorno.
Dottor X lei non guarir mai, Kaufmann, se lo deve mettere in testa. Si legga la diagnosi che le ho fatto quando lho dimessa. Il suo caso di-sperato, lei cronico, la scienza medica si arresa di fronte al suo caso, ha alzato bandiera bianca.
Kaufmann ma io ho ancora bisogno del suo aiuto, dottore. Non sono anco-ra pronto per affrontare il mondo l fuori senza il suo sostegno.
Dottor X nel momento in cui lei uscir da qui, gli squali che stanno l fuori la sbraneranno, Kaufmann. Che sia adesso o tra un mese, per me come medico, non cambia nulla.
Kaufmann le sue sedute sono cos salutari per me, dottore. Sono un bal-samo terapeutico.
Dottor X il balsamo si paga, Kaufmann.
Kaufmann lo so, dottore. Le assicuro che al pi presto provveder
Dottor X questo un ritornello che ho gi sentito. Lei in arretrato coi pa-gamenti di tredici settimane.
Kaufmann ho dovuto sistemare delle pendenze in banca, ma le garantisco che al pi presto
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dottor X oggi purtroppo lo psicanalista divenuto uno status symbol. Siamo come le amanti: non solo bisogna averle, ma anche ostentarle. Al-trimenti non si nessuno.
Kaufmann - non il mio caso, dottore. Io non sono nessuno comunque. Ho davvero bisogno del suo aiuto. La supplico, non mi mandi via.
Dottor X - (sospiro) si accomodi, per questa volta.
(Kaufmann si sdraia sulla poltroncina allungabile, Dottor X si siede sulla sedia di Kaufmann.)
Ha elaborato la nostra ultima seduta?
Kaufmann - si dottore. Avrei pensato di dare avvio al nuovo corso facen-domi crescere i baffi, cosa ne dice?
Dottor X che una pessima idea. I baffi, il pizzetto, la barba sono orpelli, maschere, espedienti. Lei ha bisogno di espedienti per rapportarsi con il prossimo? questo il messaggio che vuole dare?
Kaufmann - no, dottore.
Dottor X - e allora niente baffi. Si cambi la montatura degli occhiali, piutto-sto. Un modello moderno, in osso di tartaruga, per esempio. Poi?
Kaufmann - avrei pensato di iscrivermi a un corso di musica. Ma prima di scegliere lo strumento volevo confrontarmi con lei. Sono indeciso tra il violino e il saxofono.
Dottor X - adesso scrivo su questo foglio lo strumento adatto per lei. Poi mi dir quello che preferisce, che naturalmente risulter sbagliato. Questo per dimostrare scientificamente la sua sistematica fallacit, anche ai fini di un eventuale saggio che potrei pubblicare sul suo caso, per quanto di-sperato. Dica pure.
Kaufmann - il saxofono.
Dottor X - legga qua (gli porge il foglietto).
Kaufmann - (legge) il violino.
Dottor X - perch lei deve scegliere il violino?
Kaufmann - perch?
Dottor X - perch il violino appartiene alla famiglia dei legni. Mentre il saxo-fono a quella degli ottoni. Gli strumenti della famiglia dei legni hanno gi una propria anima, che quella del legno con cui sono forgiati. Negli
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ottoni invece lanima deve metterla il suonatore. E lei che cosa ci mette, se unanima sua non ce lha?
Kaufmann - lo vede, dottor X, quant preziosa per me la sua guida? Come potrei sopravvivere senza? Come potrei districarmi tra le miriadi di al-ternative che ci sono l fuori? Non mi abbandoni, la scongiuro.
Dottor X e allora mi paghi, se sono cos importante per lei.
Kaufmann - la pagher, dottore.
Kaufmann - andiamo avanti. Dove eravamo arrivati lultima volta?
Kaufmann - no dottore, no, la prego.
Dottor X - ah, gi. La sua maturit.
Kaufmann - oh no
Dottor X - lei arriv molto impreparato a quellesame, vero? Vogliamo ri-percorrerlo insieme?
Kaufmann - fu un vero trauma. L'esperienza pi angosciante della mia vita.
Non me la faccia rivivere, per carit.
Dottor X - zitto, siamo qui apposta, invece.
Kaufmann - non ero assolutamente pronto per sostenere lesame di maturi-t, dottore. Fu unimposizione insopportabile da parte della mia fami-glia. Avevo appena ventinove anni.
Dottor X - mi descriva lesperienza compiutamente, nei minimi dettagli.
Kaufmann - no, dottore, la prego. Abbia piet.
Dottor X - forza, la conduco io. Il professore di estimo di cui mi parlava, quello esageratamente grasso e sudaticcio, che puzzava come un elefan-te, che domanda le fece?
Kaufmann - mi chiese mi chiese la differenza tra oh Dio, no.
Dottor X - la differenza tra stima e misura, vero? E perch lei non seppe ri-spondere? Era la domanda pi semplice che le potesse fare, perch non si era preparato neppure quella?
Kaufmann - io la sapevo, la risposta, la sapevo, era solo che
Dottor X - siii, dicono tutti cos. A casa la sapevo, in pullman la sapevo, la sapevo sino in corridoio, ma ora mi sfugge, vero?
Kaufmann - no, dottore. Io la sapevo veramente.
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Dottor X - e con la professoressa di lettere, quella vecchia laida affetta da una grave forma di alitosi fetida, cosa prov quando il suo effluvio nau-seabondo le raggiunse la faccia e le penetr le narici?
Kaufmann oh, mio Dio !
Dottor X - che cosa le domand?
Kaufmann - quellorribile megera non posso non posso.
Dottor X si, che pu. Forza. Le chiese ?
Kaufmann - mi chiese il il
Dottor X il ?
Kaufmann - il Manzoni.
Dottor X - il Manzoni! La domanda pi banale e scontata del secolo! Lo sa che agli esami di maturit il novanta per cento delle domande di lettere verte sul Manzoni, lo sa? E perch non si era preparato neppure sul Manzoni?
Kaufmann - ma no, dottore. Io ero molto preparato sul Manzoni. Lo avevo studiato tre anni molto approfonditamente.
Dottor X - ah, s? E perch allora non rispose?
Kaufmann - perch in quel momento non mi uscivano le parole di bocca, mi si erano strozzate in gola.
Dottor X - sii, facile dire cos ora. E come mai adesso le parole le escono senza problemi? Come mai, quando si tratta di giustificarsi, le parole le trova e anche in abbondanza? Eh?
Kaufmann - non lo so dottore, me lo dica lei, se lo sa.
Dottor X - certo che lo so, Kaufmann, si capisce che lo so. Ma non le dico un piffero di niente!
Kaufmann lei me lo deve dire, dottore! Io
Dottor X - Io cosa?
Kaufmann - io niente
Dottor X - no, no, dica pure, io cosa?
Kaufmann - no, nulla, dottore.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dottor X - glielo dico io cosa stava per dire. Sono il suo analista, Kaufmann, cosa crede? Lei per me un libro aperto, io le leggo il pensiero quando ancora non ben formato nella sua testa, lo sa?
Kaufmann - si, dottore
Dottor X - stava per dire: Io la pago per questo! Vero? Vero? Beh, si ver-gogni. A parte il fatto che lei non mi paga, anche nel caso, non mi pa-gherebbe per questo. Affatto. Lei mi pagherebbe per curarla, non per ri-spondere alle sue stupide domande da Rischiatutto.
Kaufmann no, certo io
Dottor X - non devo rispondere alle sue stupide domande, ha capito?
Kaufmann certo dottore, ho capito. Niente pi domande.
Dottor X - alle risposte ci deve arrivare lei con la deduzione psicologica, che cosa si crede? Questa una seduta terapeutica, Kaufmann, mica una conversazione fra amici. Si credeva di essere al bar, si credeva?
Kaufmann - mi scusi, dottore, avevo pensato che
Dottor X - sono io qui che conduco il gioco, chiaro? Sono venticinque anni che faccio questo mestiere, lo conosco bene e sono anche molto qualifica-to se le interessa saperlo, o forse crede di potermelo insegnare meglio lei?
Kaufmann - assolutamente no, dottore. Mai e poi mai mi permetterei di mettere in dubbio la sua professionalit.
Dottor X perch, nel caso, io ci metto mezzo secondo a spedirla da un mio collega, ha capito?
Kaufmann oh, no, dottor X, non pu farmi questo.
Dottor X lei faccia unaltra gaffe del genere e si ritrova dritto sparato sulla poltrona del collega.
Kaufmann le domando scusa, dottor X, mi sono espresso male.
Dottor X - si espresso malissimo, Kaufmann, per fortuna che sono tolleran-te. Figurati un po. Un insicuro, disagiato cronico, patologico fin dentro le ossa, neppure diplomato che si mette a fare le pulci a me. Ma stia un po zitto, stia, che meglio. E pensi a come pagarmi, piuttosto!
Kaufmann - si, dottore
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dottor X - lasciamo perdere la maturit, per ora, la riprendiamo la prossima volta.
Kaufmann - grazie.
Dottor X - il percorso terapeutico prevede a questo punto le domande di quoziente intellettivo.
Kaufmann - oh no, quelle proprio no, dottore.
Dottor X - silenzio. Mi ha fatto inquietare abbastanza, per oggi. Cerchi di ri-spondere a qualcuna di queste domande, se ci riesce.
Kaufmann - non ci sono portato.
Dottor X - lo so, Kaufmann, lei non portato per niente.
Kaufmann - s, vero.
Dottor X se vado in vacanza lultima settimana di giugno e la prima setti-mana di luglio, qual la mia prima settimana di vacanza?
Kaufmann la prima di luglio
Dottor X no, lultima di giugno. Quanti moschettieri erano i tre moschet-tieri?
Kaufmann - quattro.
Dottor X - tre, i tre moschettieri.
Kaufmann - ma c'era anche...
Dottor X- i tre moschettieri, tre, basta. Due gemelli mangiano per cinque an-ni gli stessi alimenti, eppure uno secco e laltro e magro, come mai?
Kaufmann ne mangiano in quantit diverse?
Dottor X no, Kaufmann. Secco e magro sono sinonimi.
Kaufmann non ci avevo pensato.
Dottor X come demente e deficiente, sono sinonimi.
Kaufmann ok, chiaro.
Dottor X - se tanto mi da tanto, quanto mi da quanto?
Kaufmann - tanto.
Dottor X - no, quanto.
Kaufmann - molto.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dottor X - eh, buonanotte. Prima che sua moglie morisse lei era vedovo o sposato?
Kaufmann vedovo.
Dottor X - no, sposato
Kaufmann - con lei?
Dottor X - con me?
Kaufmann - mi scusi, mi sono confuso.
Dottor X - e allora cerchi di non confondersi! Sono mesi che le faccio le stes-se domande. Basta che io accenni ad incalzarla e lei perde la trebisonda.
Kaufmann - proprio cos. Ha ragione.
Dottor X - certo che ho ragione, ci mancherebbe. Sto a perdere il tempo con lei, io. E non vengo neppure pagato. Su, vada adesso, il suo tempo scaduto.
Kaufmann - non mi sospenda la terapia, dottore, la imploro.
Dottor X - ora deve andare, ho un altro paziente dopo di lei. Un paziente in regola con i pagamenti.
Kaufmann - mi fissi unaltra seduta.
Dottor X - quando mi porter la grana.
Kaufmann - gliela porter. Mi fissi la seduta.
Dottor X - dovr aspettare un bel po. Ho lagenda piena.
Kaufmann - gioved prossimo.
Dottor X - gioved del prossimo anno.
Kaufmann - non scherzi, dottore, vengo gioved prossimo alle quindici.
Dottor X - ho appuntamenti fino alle venti.
Kaufmann - benissimo, verr alle ventuno.
Dottor X - sar a cena.
Kaufmann - passer io a prenderle qualcosa al ristorante cinese.
Dottor X - odio la cucina cinese. Non la prima volta che glielo dico. Troppi fritti.
Kaufmann - solo involtini primavera, allora. E nuvole di drago. Staremo leggeri.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dottor X - pu darsi che nel frattempo per gioved riesca a infilare qualche altro appuntamento, forse anche fino le ventitr.
Kaufmann - attender con pazienza, non si preoccupi.
Dottor X certo che non mi preoccupo, lei il paziente, cosa vuole, che pa-zienti io?
Kaufmann - grazie, dottor X.
Dottor X - grazie un corno. Gioved mi porti i soldi, piuttosto.
Kaufmann - (si alza, contento) le porter un acconto.
Dottor X - ci conto, almeno un acconto.
Kaufmann - allora a gioved, dottore.
Dottor X - arrivederci, Kaufmann. E a casa, almeno, elabori la seduta come le ho insegnato.
Kaufmann - ci pu contare dottore. Arrivederci e grazie di cuore.
(si danno la mano, mentre Kaufmann si avvia, il dottor X si reca allinterfono.) Dottor X pu fare entrare il prossimo, miss Marple.
Miss Marple (voce dallinterfono) subito, dottor Kaufmann.
Kaufmann (sulla porta) devo dire qualcosa alla mamma?
Dottor X (aprendo un fascicolo) che non mi aspetti per cena, come al solito.
Kaufmann daccordo. Ciao pap.
Dottor X (senza alzare gli occhi dal fascicolo) ciao.
(Kaufmann chiude la porta).
FINE
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Stefano Palmucci - Apparenze
La fila
Personaggi:
Benny - utente
Lenny - utente
Jeanny - utente
Penny - utente
Renny - utente
Maggy addetto postale
Benny seduto su una sedia, di fronte al pubblico, accanto a lui alcune sedie vuote. Ha una borsa nera. A destra un tavolo con sedia.
Lenny - (entra dalla quinta opposta al tavolo, si reca sino ai pressi del tavolo mede-simo e vi si sporge. Fa qualche passo indietro, poi si rivolge a Benny)non c ancora nessuno? .
Benny (scuote la testa per dire no).
Lenny (guarda lorologio mentre passeggia) sono le otto e un quarto, a che ora hanno intenzione di aprire. La gente deve andare a lavorare. Lei il primo?
Benny cera una signora prima di me, poi andata via.
Lenny deve fare molto?
Benny no, non credo. Se vuole fare prima lei, non c problema.
Lenny grazie. Ho una fretta del diavolo. Due riunioni solo stamattina in due sedi diverse.
Benny io non ho urgenza.
Lenny (scrutando dietro il tavolo) che facciano sciopero questa mattina? Questi statali fanno i loro comodi, se fossero privati arriverebbero prima, gliela suonerebbe il padrone, la sveglia. (momento di silen-zio) Boh, qui non si vede nessuno. inaudito.
Jeanny (giunge da fuori e si siede accanto a Benny) ancora chiuso?
Benny s, nessuno ha aperto. arrivato solo questo signore ma un utente anche lui.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Lenny con una fretta bestiale, tra laltro. Spero che si sbrighino ad aprire, altrimenti io chiamo i giornali. E per fortuna che cortesemente il signore mi ha ceduto il posto.
Jeanny veramente la prima sarei io, sono andata un momento ad aggior-nare il disco orario, ma ero qui da ancora prima del signore.
Benny si, vero. Lei era gi qui quando sono arrivato io.
Lenny beh, per poi se ne andata. Per un motivo o per un altro se ne andata, quindi ha perso il diritto, mi dispiace.
Jeanny dispiace pi a me, se permette. Se questo signore (indica Benny) vuole cederle il posto padronissimo, ma io non posso permet-termi di cederlo. Ho la baby sitter che star gi sulla porta di casa per uscire, ogni secondo prezioso.
Lenny i suoi problemi familiari qui non interessano, se li gestisca come meglio crede. Il fatto che quando sono arrivato io, a fare la fila cera solo questo signore, che poi mi ha ceduto il posto.
Jeanny complimenti. Bella cavalleria.
Lenny avete voluto la parit dei diritti.
Jeanny no, lei prevarica, altro che parit.
Lenny io non prevarico, se lei era qui poi si allontanata, allora mi ha ce-duto il posto e adesso tocca a me. Se arriva limpiegato.
Jeanny io credo che se avesse avuto di fronte un uomo, avrebbe fatto meno larrogante.
Lenny se avessi avuto di fronte un uomo, avrebbe avuto lintelligenza di capire da che parte sta la ragione e da che parte sta il torto.
Jeanny ah, complimenti. Dalla mancanza di cavalleria al maschilismo pi becero. Facciamo progressi. Se ci fosse anche un solo uomo vero, in questa stanza, non le permetterebbe di fare il prepotente a que-sto modo.
Lenny oh, oh. Ha sentito? (a Benny) Questa era per lei. Stamattina la signo-ra ne ha per tutti.
Benny se vuole fare prima di me, signora, io non ho problemi ad aspettare.
Jeanny grazie, lei veramente gentile. Anzi, no. Rettifico, lei : corretto.
Solo corretto. Perch io sono arrivata per prima, e mi sono assen-tata appena cinque minuti.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Lenny- cinque minuti o un ora non contano, il principio che se uno esce dalla stanza non pu pi considerarsi parte della fila. Mi sembra pacifico.
Jeanny potrei aver detto al signore (Benny) di tenermi il posto.
Lenny il signore un utente come noi, pu tenere solo il proprio posto. Jeanny e se me lo volesse cedere?
Lenny beh, allora sarebbe un altro discorso: ma per cedere a lei il posto, lui dovrebbe rinunciare al proprio ed uscire. (A Benny) Lei vuole usci-re?
Benny no.
Jeanny e se fossimo insieme? Potremmo fare le nostre operazioni insieme. Potrei essere una sua amica, sua moglie(a Benny), no?
Benny eh no, guardi, lei anche una bella donna, mi farebbe piacere, ma io di moglie ne ho gi una, mi basta e mi avanza, per carit.
Lenny signora, non per cattiveria, davvero. Mi sta pure simpatica. In al-tra occasione avrei ceduto volentieri il posto, le avrei steso il tap-peto rosso. Ma oggi per me una giornata davvero campale. Cam-pa-le. Sto con lacqua alla gola da quando mi sono svegliato.
Jeanny eh, ognuno abbiamo la nostra razione di grane quotidiane, non si preoccupi.
Lenny devo solo fare un bonifico su conto corrente, ci metto un nanose-condo. Il pi che arrivi limpiegato.
Jeanny speriamo.
(entrano Penny e Renny, si guardano un po attorno).
Penny ancora chiuso?
Lenny serrato. Nessuna notizia.
Penny ma sono usciti, o cosa?
Jeanny no, signora, venuta la donna delle pulizie ad aprire, ma ancora non arrivato limpiegato.
Penny ah, pensa un po. Noi su diglielo Renny
Renny noi dovremmo solo spedire un pacchetto. Se ci faceste la cortesia, ce la sbrigheremmo in pochi secondi.
Jeanny eh, cascate male, questa mattina. Abbiamo giusto finito di discute-re su chi dovesse avere la precedenza, sono stata appena scavalca-ta a prepotenza dal signore.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Lenny la signora uscita e pretende di essere considerata ancora in fila. Jeanny mi sono assentata due minuti, ma ero arrivata allalba con la donna
delle pulizie, quando lei era ancora a fare la nanna, probabilmen-te.
Lenny si, prima erano cinque minuti, adesso sono diventati due
Penny il signore (rivolta a Benny)
Lenny lui lunico che non ha fretta, per sua fortuna.
Benny si, io ho la mattinata libera, se volete passare fare pure.
Penny no, il fatto che noi abbiamosu diglielo Renny.
Renny si, noi abbiamo la macchina in divieto. Allora per evitare la con-travvenzione dobbiamo sbrigarci il pi velocemente possibile. E dato che dobbiamo fare loperazione pi semplice, solo spedire un pacchetto
Lenny ah, guardi che qui tutti abbiamo le nostre rogne: la signora ha la baby sitter che scappa, io ho una riunione tra neanche venti minu-ti, insomma, ognuno stia al suo posto, per favore.
Penny tranne il signore (indica Benny) che mi pare disponibile a
Benny per me fate pure. No problem.
Penny il fatto che noi siamo anche su, diglielo Renny.
Renny si, mia moglie disabile. Abbiamo il patentino anche per parcheg-giare nei posti riservati. Vi abbiamo chiesto la gentilezza, ma in pratica sarebbe nostro diritto.
Lenny cosa? I disabili hanno diritto di scavalcare le file? Questa la prima volta che lo sento. Avete i vostri bravi posticini per le auto al ci-nema, nei ristoranti, ai centri commerciali, potete posteggiare vi-cino le entrate, ma non passare avanti la gente in fila.
Jeanny avete detto di avere la macchina in divieto. Perch non avete par-cheggiato nei posti riservati?
Penny perch non ne abbiamo trovati, qui vicino.
Jeanny beh, comunque il patentino serve per i posti auto, ma non avete nessun privilegio sulle file. Non sta scritto da nessuna parte.
Penny non c nessuna legge scritta, ma una consuetudine molto diffusa quella di dare la precedenza alle persone con disabilit.
Lenny ah, beh, se solo una consuetudine, non detto che la si debba sempre rispettare. C caso e caso. Oggi, per esempio, anche se lo
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Stefano Palmucci - Apparenze
volessi e le assicuro che lo vorrei veramente - non mi posso asso-lutamente permettere di rispettarla. Ho una riunione importante tra meno di venti minuti. Non so gli altri
Jeanny io, neppure a parlarne. La mia baby sitter sar gi uscita per la scuola e lasciato la creatura urlante in balia di s stessa. Per me una questione di vita o di morte, lo capite, no?
Benny per me ho gi detto che potete passare quando volete.
Penny beh, se non un proprio diritto, possiamo almeno metterlo ai voti, visto che siamo in democrazia, qui siamo tre contro due, mi pare.
Lenny no, il signore ha detto che la lascia tranquillamente passare, non che voterebbe a suo favore. Tra laltro non potrebbe nemmeno, espri-mersi sul nostro diritto al posto nella fila.
Jeanny ci mancherebbe che adesso ci mettessimo a votare. Vorrete farmi ridere. Io non partecipo a nessuna votazione. Ho dovuto cedere allarroganza e alla prepotenza per la prima posizione, ci manche-rebbe che perdessi anche la seconda.
Renny mi sembra che non stiate dando un bellesempio di civilt.
Lenny macch civilt, su, la smetta, che cosa centra la civilt. Sar bella la sua, di civilt. Fare leva sulla propria disabilit per pretendere privilegi. E vergognoso a dir poco.
Jeanny che poi a me non pare neppure di vederla, questa disabilit. Lei ce lavr pure, signora, non discuto, ma sa quanti ce n, che fingono per profittarsi ingiustamente?
Penny no, io non fingo signora, stia sicura. Io sono su, diglielo Renny
Renny si, mia moglie disabile certificata da otto diverse strutture sanita-rie. Vi faccio vedere il tesserino e le certificazioni. (inizia a frugare nel portafogli).
Penny qui in pubblico non posso, ma se ha la compiacenza di seguirmi in bagno, signora, le mostro volentieri la mia disabilit, cos si leva la curiosit.
Jeanny si figuri. Poi non mi permesso lasciare la stanza, neppure per an-dare in bagno. Il signore mi farebbe perdere anche la seconda po-sizione.
Lenny (a Penny) signora, lasci stare, guardi, non interessa. La sua disabili-t, vera o presunta, non pertinente. Il fatto che ognuno deve
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Stefano Palmucci - Apparenze
stare al proprio posto, in questa benedetta fila. Punto. Non c san-to.
Renny la disabilit di mia moglie non affatto presunta, guardi un po qua. (mostra dei fogli).
Lenny (con noncuranza, senza guardarli) si, si, va bene non lo metto in dubbio. Io dico solo che per la nostra fila non ha rilevanza.
(Giunge trafelata Wendy)
Wendy buongiorno (mentre appoggia il soprabito e prende posto nella scriva-nia). Scusate ma oggi tutto quello che mi poteva capitare mi ca-pitato, e anche di pi.
Lenny si figuri, noi qui non sapevamo come trascorrere la mattinata. Jeanny si, se lasciavate un mazzo di carte nella sala di attesa, almeno
Wendy (non coglie) daltronde questi sono i risultati dei grandi capoccioni che gestiscono il personale. Se in un ufficio si lasciano due perso-ne, una che chiude la sera e laltra che fa lapertura, se a questa capita uno spino, lufficio resta chiuso. Lo capisce anche un bam-bino.
Penny comunque a rimetterci sono sempre i cittadini.
Wendy non mica vero, signora. Anche noi addetti, che facciamo il nostro lavoro con passione da tanti anni, ci sentiamo mortificati a non po-tere fornire un servizio, non dico efficiente, ma almeno decente. Ma landazzo questo, se hai voglia di lavorare, di fare, di miglio-rare, ti ghettizzano, ti emarginano, ti (cerca la parola) stigmatiz-zano, ecco. Chi il primo?
Lenny sono io (si accomoda) devo fare un bonifico su un conto corrente. Wendy si.(ci pensa) eh, devo accendere la macchina delle ricevute. Si de-
ve scaldare. Lei ha fretta?
Lenny ne avevo mezzora fa, si figuri adesso.
Wendy qui ci vogliono una ventina di minuti perch si scaldi e cominci a funzionare.
Lenny come, venti minuti?? Io tra venti minuti sto gi relazionando in consiglio di amministrazione.
Wendy va in centro?
Lenny si.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Wendy allora guardi, si fermi nella frazione di Sezze. Li c un ufficio po-stale con quattro addetti. Senzaltro uno di loro ha fatto lapertura e ha acceso la macchina delle ricevute per i bonifici.
Lenny non ho parole. Mezzora di fila, per sentirmi dire di andare nellufficio di Sezze. Robe da chiodi. Da chio-di. Scriver una let-tera alla sua direzione.
Wendy eh, qui lo ha visto anche lei come siamo combinati. L sono in quattro e io qui da sola. Se me la fa avere, quella lettera, gliela fir-mo anchio.
Lenny arrivederci (esce seccatissimo).
Wendy chi c?
Jeanny tocca a me. (si accomoda) Devo pagare questo bollettino. (glielo por-ge)
Wendy faccia vedere. (lo esamina) si. Ha i contanti?
Jeanny si, cinquanta.
Wendy ahnon li ha giusti? Perch purtroppo ho la cassa chiusa, la chia-ve se l portata via il mio collega, che arriva alle dieci e trenta. Quindi non ho il resto.
Jeanny io devo pagare. Il bollettino mi scade oggi.
Wendy (fruga nella sua borsa) non posso neppure cambiarglieli personal-mente, perch ho il portafogli vuoto, devo fare bancomat.
Jeanny (si volge agli altri) qualcuno di voi ha da cambiare cinquanta? Benny eh, no, mi dispiace.
Renny noi, no. Assolutamente. Jeanny (a Wendy) come possiamo fare?
Wendy o va in un bar, a farseli cambiare e poi torna, ma non ce n qui vi-cino oppure, gi che prende la macchina, pu andare a pagarlo nellufficio di Sezze.
Jeanny si, con la creatura che piange a casa, ho il tempo di andare a Sezze.
Wendy sono dieci chilometri, con la macchina ci mette setto-otto minuti.
Jeanny grazie. Sono in fila da stamattina allalba per sapere quanto ci vuo-le ad arrivare a Sezze.
Wendy signora, mi dispiace, questa la situazione. Io di pi non posso fa-re. Colpa della scriteriata gestione del personale da parte della Di-rezione.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Jeanny si, ho capito il ritornello. Arrivederci (esce seccatissima).
Wendy chi c?
Penny (a Benny) facciamo noi?
Benny prego, prego.
(Penny si accomoda, Renny le si mette accanto in piedi).
Penny (a Wendy) dovremmo spedire questo su, daglielo Renny.
Renny si. (estrae un piccolo pacchetto e lo porge a Wendy)
Wendy ok (lo pesa). Eh, sarebbero otto e venticinque. Avete i francobolli? Penny no. Possiamo pagare.
Wendy eh, ma, vedete, noi i francobolli li teniamo in cassaforte, che chiusa fino allarrivo del collega. La macchina affrancatrice rotta, dovrebbe passare il tecnico in giornata, ma non so dirle a che ora.
Penny e quindi?
Wendy o ripassate dopo le dieci e trenta, oppure andate anche voi a Sezze.
Penny abbiamo lauto in divieto di sosta. Tu che dici, Renny?
Renny intanto direi di recuperare la macchina, se non gi finita in con-travvenzione. Poi potremo decidere se andare da un tabaccaio a comprare i francobolli, oppure arrivare a Sezze.
Penny (a Wendy) otto e venti, ha detto?
Wendy otto e venticinque.
Renny mia moglie disabile, ha diritto ad uno sconto?
Wendy eh, no. Non mi risulta. Mi dispiace per sua moglie, ma da regola-mento postale non previsto alcuno sconto.
Penny va bene, pazienza. Noi comunque adesso recuperiamo la macchina, poi vedremo il da farsi.
Wendy daccordo, arrivederci.
(Penny e Renny escono. Benny si siede).
Wendy tocca a lei. Dica pure.
Benny ecco, io (estrae dalla borsa una pistola) vorrei tutti i contanti (punta la pistola sulla faccia di Wendy).
(Wendy allibita, poi realizza, si spaventa, alza le mani tremando senza riuscire a parlare)
Stia serena, tranquilla, mi dia i soldi e vedr che tutto andr bene.
Wendy (deglutendo) non ho la chiave.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Benny prego?
Wendy non ho la chiave della cassaforte. Non un scusa, ce lha il collega.
Lho detto a tutti quelli prima di lei.
Benny (spiazzato) ah hmm (ci pensa) quando viene il suo collega? Wendy alle dieci e trenta. A volte, qualche minuto prima.
Benny (perplesso, consulta lorologio, ripone la pistola nella borsa e, pensieroso, si alza. Poi sulla porta) per Sezze, si prende la statale?
(Wendy annuisce con le mani alzate, Benny esce, musica e sipario)
FINE
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Stefano Palmucci - Apparenze
Lincidente
Personaggi:
Jim
Ellen
Bob
Dawson
Ernest
Hillary
Charlie
Jim trascina Ellen da dietro una quinta sin sul proscenio tenendola per un braccio ed indicandole unimmaginaria linea sul palcoscenico.
Jim lo sa come si chiama questa? Lo sa? Si chiama corsia di sorpasso. E lo sa perch? Perch qui si fanno i sorpassi.
Ellen ma io non volevo fare un sorpasso.
Jim appunto, benedetta signorina. Se non voleva fare un sorpasso, che ca-volo ci faceva ferma sulla corsia di sorpasso!
Ellen mi sono fermata perch ho visto un gatto.
Jim un gatto.
Ellen si, un gatto grigio con le striature nere.
Jim un gatto grigio con le striature nere.
Ellen si, era proprio l. Ora non lo vedo pi.
Jim ah, non lo vede pi? Non lo vedo neppure io e non lho veduto nep-pure prima.
Ellen davvero? strano, lei era proprio dietro di me. sicuro di non aver-lo visto?
Jim si, sono sicuro. Ed anche se lo avessi visto avrei dato una bella occhia-ta allo specchietto retrovisore, prima di inchiodare.
Ellen sbucato fuori allimprovviso. E un miracolo che sia riuscita ad evi-tarlo.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Jim un miracolo che nessuno si sia fatto male. Guardi quelle macchine accartocciate, poteva finire in tragedia, per colpa del suo fantomatico gatto.
Ellen non era fantomatico. Io lho visto, con questi occhi.
(dalle quinte esce Bob, rivolto a Jim)
Bob senta un po lei, si pu sapere che cosa le preso? La sua stata una manovra da criminale!
Jim lo dica a questa signorina, lo dica. S fermata di botto sulla corsia di sorpasso perch pare abbia visto un gatto.
Bob un gatto?
Ellen si, un gatto, era proprio l.
Bob un gatto? E di che colore era?
Jim che le interessa di che colore era. Gatto o non gatto, la signorina si fermata di botto in piena corsia di sorpasso.
Bob e lei perch ha sterzato, scusi?
Jim come perch ho sterzato? ma cose da matti, mi domanda perch ho sterzato. Cosa voleva, che tirassi dritto e finissi dentro la macchina della ragazza?
Bob ma no, doveva frenare anche lei!
Jim certo, dovevo frenare anche io, e magari fumarmi anche una bella si-garetta, nel frattempo. Cosa crede, che se avessi avuto il tempo di frenare, non lo avrei fatto?
Ellen allora decisamente lei non stava rispettando la distanza di sicurezza.
Jim non stavo rispettando certo che non stavo rispettando la distanza di sicurezza, lei ha mai visto qualcuno in questo tratto di strada e con questo traffico bestiale che rispetta la distanza di sicurezza?
Bob questo non conta, lei doveva rispettare la distanza di sicurezza, su questo non ci piove. E se la signorina ha frenato di botto, come lei sostiene, doveva andarci dentro. E se nessuno rispettava la distanza, come lei sostiene, avreste fatto un bel tamponamento in serie e lultimo avrebbe pagato i danni di tutti.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Jim ma senti questo. Come lei sostiene, come lei sostiene ma mi faccia il piacere, io le ho riportato delle situazioni di fatto, altro che come lei sostiene.
Bob la situazione di fatto che lei ha sterzato, ed ha provocato tutto lincidente.
Jim io non ho provocato un bel nulla, caro signore, le ho spiegato che la causa di tutto stata la ragazza che ha frenato per non investire un gatto. Qui ci sono delle responsabilit evidenti e precise. Non prova-teci. Che non vi salti in mente di provare a scaricare il barile. Tutti qui hanno visto come sono andate le cose.
Bob mah, comunque sta arrivando la stradale, poi spiegher a loro.
Jim ci pu scommettere che glielo spiegher. tutto perfettamente rico-struibile, ci sono i testimoni.
Bob - lei signorina si sente bene?
Ellen si grazie, ho solo un po di dolore a questa caviglia.
Bob - si sieda, mi faccia vedere.
Jim cos lei, un ortopedico?
Bob ho lavorato come commesso in una sanitaria, tempo fa.
Jim uh, allora stia tranquilla signorina, i suoi piedi sono in buone mani.
Bob (ignorandolo) le fa male se ruoto il piede?
Jim anche io avverto un dolore qui in fondo alla schiena, questo non le in-teressa?
Ellen ahi!
Bob si procurata una bella storta signorina, farebbe meglio a farsi vedere in ospedale.
Ellen lei dice?
Jim eh, vuole mettere in dubbio la diagnosi dellesperto?
Bob (ad Ellen) sa che lei, signorina, ha una gran bella caviglia? Parlo da un punto di vista professionale. proprio ben strutturata.
Ellen grazie.
Jim e la struttura del mio fondo schiena, come la trova?
(entra il vigile Dawson)
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Stefano Palmucci - Apparenze
Dawson buongiorno, agente Dawson, polizia stradale, cos successo qui? Abbiamo fatto un bel tamponamento.
Jim buongiorno, agente, senta come sono andate le cose. Stavo effettuando un sorpasso su questa corsia ed avevo davanti a me lauto di questa ragazza
Dawson (nota la ragazza seduta) si fatta male, signorina?
Ellen solo una piccola storta, grazie.
Bob io non sottovaluterei il problema, mi pare si stia gonfiando la caviglia.
Dawson faccio venire unambulanza. (verso fuori) Kate, fa venire unambulanza.
Jim ma quale ambulanza, uscita dallauto saltando come una cavalletta ed ha camminato senza problemi fino ad un minuto fa.
Bob - magari in un primo momento lo stress dellincidente le ha funto da sedativo.
Jim grazie dottor Barnard, la sua diagnosi far scuola. Qui, caviglia o non caviglia, ci sono delle responsabilit precise, mi dispiace ma bisogna che saltino fuori.
Dawson la faccio arrivare comunque, non si sa mai.
Jim le stavo dicendo, agente
Ellen (prova ad alzarsi) ahi!
Dawson non si sforzi, signorina, resti seduta. Ora la portiamo in ospedale cos potr fare tutti gli accertamenti del caso.
Ellen va bene, in effetti mi pare si stia gonfiando, mi fa un male cane.
Bob sono traumi maledetti, una volta un tizio che si era fatto una storta che pareva da niente si sforzato di camminarci sopra una mezza giornata e poi se ne dovuto stare sdraiato un mese intero.
Jim possiamo parlare di quello che successo? Cos liberiamo lagente che avr anche altro da fare, immagino.
Bob per carit. Spieghi pure allagente la sua versione dellincidente.
Jim ecco, mi lasci dire, per piacere. Dunque mentre mi trovavo nella corsia di sorpasso
Bob - senza rispettare la distanza di sicurezza.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Jim ma lasci perdere la distanza di sicurezza, cera un traffico bestiale, ci stavamo approssimando ad un semaforo era impossibile per chiun-que rispettare la distanza di sicurezza.
Dawson ma lei la stava rispettando o no?
Jim in un primo momento, certamente che la rispettavo, poi man mano che ci si approssimava al semaforo, la distanza si accorciata, come succede normalmente.
Dawson beh, la riduzione della distanza non che avviene da s, occorre che qualcuno la induca.
(interviene Ernest che si era avvicinato)
Ernest posso permettermi di intervenire? Sono il conducente nonch pro-prietario della vettura bianca, lultima della fila.
Dawson dica pure.
Jim come dica pure, agente? stavo riferendo io!
Ernest oh mi scusi, non volevo interrompere, mi pareva avesse terminato il discorso.
Jim lo avevo appena cominciato. Solo che il mio auditorio era pi interes-sato alla caviglia della signorina che alla mia versione dei fatti.
Dawson senta, lei, si calmi e non faccia illazioni fuori luogo. Non sar ma-le se ascolter prima il signore, lei mi pare ancora leggermente alte-rato.
Jim sono leggermente alterato perch qualcuno qui sta cercando di sottrar-si alle sue responsabilit con la scusa del dolore alla caviglia e facen-do gli occhi dolci.
Ellen per caso si riferisce a me?
Jim no, come le viene in mente? Mi riferivo al gatto.
Ernest quale gatto?
Dawson se ci sono delle responsabilit stia tranquillo che emergeranno to-talmente dai miei accertamenti. Mi lasci lavorare, favorisca.
(Jim bofonchia e si mette in disparte)
Dica pure lei.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Ernest ecco, agente, mentre stavo approssimandomi al passaggio venendo da direzione sud, sbucata dimprovviso la vettura del signore, proprio dietro a quella di una signorina.
Dawson la qui presente? (indica Ellen)
Ernest si, esatto la qui presente (si blocca) scusi un attimo signorina.
Ferma cos. Mi faccia vedere. Un attimo che mi metto in controluce.
Sa che lei ha un profilo davvero interessante?
Ellen come?
Ernest lei ha un profilo molto interessante. Non fraintenda, parlo da un punto di vista puramente artistico. Modestamente, dipingo.
Ellen ah, si?
Jim benissimo, abbiamo un pittore, un podologo, altro? Tutti interessati al-la signorina, e nessuno interessato alla dinamica dellincidente.
Dawson le ho detto di stare tranquillo. Adesso ci arriviamo.
Ernest posso lasciarle il biglietto? In caso fosse intenzionata a posare.
Ellen grazie, ma non credo.
Ernest ci pensi su. Sarebbe davvero molto gratificante poterla ritrarre in posa.
Jim dal punto di vista professionale il podologo, poco fa, non era interes-sato al mio deretano dolorante, per caso pu interessare lei? Sarei lie-to di mettermi in posa.
(arriva Hillary)
Hillary Ernest, Ernest, hai visto i miei occhiali?
Ernest no cara, non li ho visti.
Hillary non riesco a trovarli, li avevo appoggiati sul cruscotto.
Ernest se li avevi appoggiati sul cruscotto saranno saltati via con lurto.
Hillary ma no, scemo, li avevo appoggiati dopo lo scontro, e ora non ci so-no pi.
Ernest beh, io non li ho presi, forse li hai spostati sovrappensiero. Hillary (a Jim) lei quello che ha provocato tutto?
Jim niente affatto, cara signora, stata quella signorina che ha inchiodato i freni perch aveva visto un gatto.
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Stefano Palmucci - Apparenze
Hillary oh povera creatura (a Ellen) riuscita ad evitarlo?
Ellen si, credo di s
Hillary s fatta male?
Jim vuole aggiungersi anche lei allo stuolo dei soccorritori? Dovr sgomi-tare tra la concorrenza.
Hillary lei comunque non doveva sterzare cos allimprovviso. Ci venuto addosso.
Jim e cosa avrei dovuto fare, secondo lei? Volatilizzarmi? Ci ho provato, sa? Ma non ci sono riuscito.
Hillary io ho visto bene tutta la dinamica, anche se la signorina si ferma-ta allimprovviso, secondo me lei aveva ancora sufficienti margini di manovra.
Jim - ma cosa vuole avere visto lei, che si persa persino gli occhiali.
(entra Charlie)
Charlie - (si avvicina con una cartella in mano ed una penna) allora, ci siete tutti?
Bob prego?
Charlie quelli dellincidente, ci siete tutti?
Jim lei chi , scusi?
Charlie sono Charlie. Grazie, Dawson, puoi andare.
(Dawson esce di scena)
Tutti da questa parte, prego.
Jim (verso Dawson) ehi dove va, agente? Mi ha detto che mi avrebbe lascia-to spiegare
Charlie lasci perdere, Jim. Poi avr tutto il tempo che vuole.
Jim che cosa intende, scusi? Lei un superiore dellagente?
Charlie beh, superiore, diciamo che ho funzioni diverse che, si, in un certo
senso potrebbero essere definite superiori...
Jim e come fa a conoscere il mio nome?
Charlie (come preso in fallo) eh, lo conosco perch
Jim insomma, mi vuole dire
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Stefano Palmucci - Apparenze
Charlie ma cosa vuole che le dica? guardi lei stesso quellammasso di rot-tami. Che cosa vi credevate? di poterne uscire
Jim - (comprende e completa la frase allibito) vivi? (resta incredulo)
Charlie (fa un gesto sconsolato) mi spiace, figliuolo.
Jim (si tocca il corpo ancora incredulo) manon possibileio
Charlie le pare ancora di avere consistenza, vero? normale. Il corpo umano non altro che un flusso di energia, che non si disperde dopo la morte, viene solo proiettato in unaltra dimensione. Venga con me: prender coscienza di un sacco di cose interessanti. (verso gli altri, come per fare lappello) dunque, vediamo se ci sono tutti. Bob?
Bob si
Charlie Ellen?
Ellen presente.
Charlie Jim labbiamo gi segnato Ernest?
Ernest dica.
Charlie Hillary.
Hillary sono qui.
Charlie tutti dietro di me. Ci facciamo una bella passeggiata.
Bob la signorina ha preso una brutta storta, non in grado di camminare.
Charlie davvero? Faccia vedere (si china sulla caviglia di Ellen e la esamina) sa, signorina, che lei ha proprio una gran bella caviglia?
Ellen - grazie
Charlie proprio ben strutturata
(tutti sono presi dalla caviglia di Ellen, tranne Jim che rimasto inebetito, cala il si-pario)
F I N E
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