Appuntamento nel Michigan

Stampa questo copione

 


Commedia in un atto

di Franco CANNAROZZO

da IL DRAMMA n. 183 del 15 giugno 1953

LE   PERSONE

BILLY, il condannato a morte

PADRE BROWN, pastore del penitenziario

Mrs. BROWN, sua madre L'agente SAM

Secondo agente

VOCI:

Voce di Jennie
Voce di nonno Dick

Voce di Burt

Voce di Kate


La scena: la cella di un penitenziario. Una comoda branda a sinistra, un lavabo alla parete, ai piedi della branda; alla parete di fronte, una finestrella alta, con inferriata. Sul fondo, una porta di ferro. Fuori piove a dirotto, di tanto in tanto un tuono lontano, raramente un lampo e un tuono vicino.

(Billy indossa la solita uniforme dei detenuti. È se­duto sulla branda, i gomiti sulle ginocchia, il mento sui pugni. Osserva la finestrella. Scena aperta, statica, per qualche secondo. Si odono poi dei passi oltre la porta di ferro. I passi si avvicinano, si fermano die­tro la porta. Rumore di chiavistello: la porta si apre cigolando. Appare l'agente Sam nell'uniforme di secondino americano. Dietro lui c'è padre Brown: è anziano, ha qualche ruga, i capelli bianchi con qualche riga scura; veste come i pastori protestanti).

L'agente Sam           C'è padre Brown, Billy.

(Billy gira lentamente la testa verso la porta).

Brown             (si fa avanti)   Salve, Billy.

Billy               (leggermente ironico)   Salve, padre Brown.

Brown             (verso l'agente)   Lasciaci soli, Sam.

L'agente Sam           Bene, padre Brown.

(Si ritira,richiude la porta. Billy ha alzato il capo e fissa il pastore).

Brown            Come va, Billy?

Billy               (ironico, sorridendo)   Non potrebbe andar meglio. (Ridacchia, si alza)  Non vuole sedere, pa­dre Brown? Qui sono un po' a casa mia.

Brown            Sì, Billy, grazie. (Siede sulla branda).

Billy               (trae di tasca un pacchetto di sigarette, ne offre)   Una sigaretta?

Brown            Toccherebbe a me offrirtela. (Sorride).

Billy              Una volta tanto le parti possono inver­tirsi, no? Almeno (sorride)  per le sigarette.

Brown            Come vuoi. (Prende una sigaretta)  Gra­zie.

(Billy prende una sigaretta per sé, accende un fiammifero, dà fuoco alla sigaretta del Pastore, poi alla propria, aspira una larga boccata di fumo. Pa­dre Brown aspira una boccata breve, osserva la si­garetta aspira un'altra boccata, poi osserva Billy).

Billy              Son buone. Qui hanno grandi attenzioni per me. Davvero! Almeno da qualche giorno in qua. Non mi manca niente. (Ride amaro)  Per poco non credo di essere in villeggiatura... Il costume ce l'ho! (Ride ancora)  Però mi fanno pensare alla massaia che ingrassa il maiale per tirarne fuori il meglio, dopo... Ma forse manco di gratitudine...

Brown            No. Forse no. È un pensiero come un altro, il tuo, e nessuno ti può vietare di pensare.

Billy               (perplesso)   Già, nessuno può vietarmi di pensare. Almeno per qualche ora ancora. Poi una leva che si abbassa e frrr!, il maiale è cucinato. (Ride amaro, quasi un singhiozzo. Si avvicina al lavabo).

Brown            Non pensarci, Billy.

Billy               (getta la sigaretta nel lavabo, ride ancora basso)   Non ci penso tanto. Rifletto sulla mia nuova personalità. Sono un condannato a morte. È una buona esperienza, padre Brown. Peccato che non possa sfruttarla. (Con una certa vivacità)  Certo che un condannato a morte è sempre un condan­nato a morte. Un personaggio importante, voglio dire. Tutti hanno delle premure per lui, dal gover­natore al carceriere. Per loro è come se io fossi già cadavere, carbonizzato, e si deve rispetto ai morti, così almeno ci hanno insegnato a scuola. Soltanto i giornali continuano a essere irriverenti. Fino a un certo punto, s'intende. Del condannato a morte pubblicano la fotografia, in serie, da quando por­tava i calzoni corti sino al momento del delitto. Pub­blicano anche la fotografia della moglie, se ne ha, (accalorandosi)  dei figli, se ne ha, e dei parenti fino al settimo grado. Poi giù articoli su sei colonne, come suole farsi per i divi del cinema.  In  fondo c'è poca differenza tra la sedia elettrica e la mac­china da presa.

Brown             (si alza, si avvicina al lavabo, vi getta il re­sto della sua sigaretta, mette una mano sulla spalla di Billy)   Non pensare ai giornali, Billy... Siediti vicino a me.

Billy              Ma padre Brown! (Affettando stupore)  Non parli così dei giornali. Sono una gran cosa, specialmente nel nostro paese. Tengono informata la gente... I giornali dicono tutto quanto riguarda il condannato a morte: quant'è alto, come cammi­na, quanti vestiti ha avuto, il suo numero di scar­pe, senza trascurare naturalmente le sue caratte­ristiche antropometriche che inevitabilmente de­nunciano la sua tendenza a delinquere. Fors'anche manipolano una tara ereditaria nel roseo intento di convincere la giuria a proporne il ricovero in un manicomio criminale, ma nessuno (violento)  nessu­no si sofferma ad analizzare i « veri » motivi che hanno determinato in lui la volontà di uccidere. (Ironico ma duro)  Perché lei sa, caro padre Brown, che una profonda ragione esiste se un uomo, nor­male e rispettato per trentasei anni, diventa di punto in bianco un assassino, vero? (Guarda il pa­store diritto in faccia).

Brown             (sereno)   Certo, Billy, certo: sempre esi­ste una profonda ragione. È la stessa profonda ra­gione della quale non hai voluto parlare in tribu­nale.

Billy               (cupo)   Non ne valeva la pena. Non mi avrebbero capito. (Violento)  Non mi avrebbero po­tuto capire... (Sarcastico)  Perché parlarne dal mo­mento che per tutti io sono un criminale? Chi com­mette un delitto è un criminale; era predestinato che lo fosse, come un uccello a volare, una mucca a muggire... Tutta una società può confermarle questa predestinazione, potrà parlargliene con co­gnizione di causa, citando regole e diagrammi, ma­neggiando l'assassino come una cavia umana, vol­tandolo e rivoltandolo per scoprire in lui il tumore maligno della criminalità... E poi arrivano i criminologi, i quali, dopo aver consultato il paradigma delle formule fisse, le diranno che il soggetto do­veva « necessariamente »rivelarsi criminale, poi­ché le sue caratteristiche somatiche coincidono con la formula ics o ipsilon...

(Ride forte. Padre Brown fa l'atto di parlare, ma l'altro continua, ironico e quasi calmo) 

Sono formule meravigliose che rag­giungono persino la quadratura del circolo. Como­de soprattutto. Semplificano le istruttorie, catalo­gano gli uomini come calzature, scaricano i giudici di qualsiasi responsabilità morale. Formula prima: cranio sferoidale più naso camuso uguale a gras­satore; se poi vorrà aggiungere un occhio strabico, avrà un magnifico esemplare di uxoricida. Formula seconda: occhi bovini più statura bassa più denti cariati uguale a rapinatore; con un supplemento di piedi piatti avrà un ottimo sicario. E così via. Per­sino lei, padre Brown, è destinato a rivelarsi un criminale: occhi stretti, dita a spatola, fronte con­vessa... Uhm! Dovrebbe saltarne fuori almeno uno scassinatore... (Ride)  Mi scusi, sa? Scherzavo! (Va a sedere sulla branda, accende una sigaretta).

Brown             (mentre Billy accende la sigaretta)   Cal­mati, Billy, non pensarci...

Billy               (fumando, sempre sarcastico)   È buffo, però! Secondo queste teorie, se ho agito come ho agito, non è perché abbia avuto una precisa vo­lontà di uccidere, ma perché vi sono stato portato dalle mie nocive caratteristiche antropometriche. Al mio posto quindi dovrebbe esserci Madre Na­tura...

Brown             (deciso)   Billy.

Billy               (volge la faccia a guardarlo)   Sì, padre Brown.

Brown             (si avvicina a Billy)   Se la vita ci pone al bivio tra il bene e il male, è giusto che sia punito colui che avrà scelto la strada del male.

Billy               (duro)   Dovremmo stabilire prima i pro­fili del bene e del male, padre Brown. Ed è qui che non ci troveremo mai d'accordo. Il marcio è nel congegno della nostra società, nella base che sta a sostegno di questo nostro inferno pulito dove ogni milione di persone porta sulle spalle cantando un seggio dei dignitari della ricchezza.

Brown             (stupito)   Non vorrai farmi credere che hai ucciso perché mosso dallo sdegno per la ingiu­stizia sociale, spero.

Billy               (alzandosi, violento)   E perché no? Che cosa mi ha spinto in realtà a uccidere se non una delle molteplici manifestazioni della ingiustizia so­ciale? O anche lei, padre Brown, intende ricorrere alle famose formule fisse?

Brown             (lievemente perplesso)   No, no... non volevo dire questo. Volevo farti capire cheesistono altre strade per arrivare alla giustizia...

Billy               (interrompe amaro)   A quali strade vuole alludere, padre Brown? Forse all'acuto senso di responsabilità che prima o poi non tarderà a pene­trare la coscienza del popolo che si deciderà, così, a rivendicare i propri diritti e la propria dignità?

Brown             (sereno)   Forse, Billy... Ma ci sono altre strade...

Billy               (amaro)   Già, le cosiddette strade del Si­gnore... Ma vedo che sto divagando e me ne dolgo. Non è questo che l'ha guidato a me, padre Brown, lo so. Lei ha una divisa da custodire, non potrebbe non darmi torto. Per lei io sono Billy il condan­nato a morte, il candidato al processo supremo. (Sereno)  Secondo lei, c'è la mia anima da salvare. (Violento)  Io dico invece che la mia anima, se un'anima veramente abbiamo, è salva. È salva forse in virtù di quello stesso gesto che gli uomini chia­mano delitto e per il quale sono stato condannato a morte...

Brown             (accorato)   No, Billy, non parlare così... Sei in errore, in errore, capisci?... Il tuo è un paradosso!

Billy               (più calmo)   Sì, un paradosso. Ma che cosa enuncia un paradosso, se non una verità crudele? (Comincia a commuoversi)  Non la mia anima deve essere salvata, ma quella dell'uomo che ho ucciso. (Con foga commossa)  Io amavo gli uomini, padre Brown! Amo ancora gli uomini! Ed ho sempre nutrito fiducia in un ideale di fratellanza, di dol­cezza, di serenità, di pace, contro il quale gli uomini hanno scagliato il fango della loro irrisione, l'orrore della loro perfidia...

Brown            Tu hai capovolto il principio del bene, Billy, se credi di aver potuto fare giustizia ucci­dendo.

Billy               (trepidante)   Crede, padre Brown? (Con angoscia)  Ma il bene, così com'è concepito, è male, perché in male si risolve.

Brown             (prende Billy per mono, si siede sulla branda, se lo fa sedere accanto)   Ascolta, Billy: perché vuoi tormentarti inutilmente?

Billy               (accorato)   Già, inutilmente! (Getta in un angolo la sigaretta spenta)  Che ora è?

Brown             (triste)   Manca poco alla mezzanotte.

Billy               (in tono sommesso)   Mezzanotte... (Con angoscia)  Mezzanotte! (Violento)  L'ultima mezza­notte... (Afferra il Pastore per le braccia, lo scuote gridando)  L'ultima mezzanotte della mia vita, pa­dre Brown! (Si alza di scatto, fa alcuni passi, si os­serva in giro)  L'orologio per me non esisterà più. Non potrò più guardare le ore... Non avrò più motivo di guardare le ore. (Con lo sguardo per­duto verso la finestrella)  Il mondo sarà oscuro per me, entrerò in un silenzioso mondo notturno! (Urla)  È impossibile che io possa morire! Sono ancora giovane... (Si volge al Pastore, gli si avvi­cina)  Amo la vita! (Feroce)  Amo la vita, padre Brown, amo il sorriso delle ragazze, amo le canzoni delle foreste... Amo i campanili, e le campane che suonano sulle ah" delle rondini... Amo le case soli­tarie, i comignoli che fumano nel silenzio, la voce dei campi, il mare... (Grida)  Il mare!

Brown             (con dolcezza)   Billy, non vuoi proprio pensare a « dopo »? (Lo fa sedere ancora)  Non ti senti di pensare a « qualcuno », qualcuno al di fuori e al di sopra di noi... Non vuoi proprio cre­dere in « qualcuno » che abbia voluto predisporre questa nostra vita per uno scopo che può coin­cidere col tuo ideale irriso?

Billy               (calmo ma duro)   Perché mettere in rela­zione una realtà sudicia con un mondo che, se esiste, da un significato reale alla nostra esistenza? È come voler giustificare questa realtà; è come volerne purificare i bassi interessi, attribuendo la colpa, per un fine del tutto fantastico e mai rive­latosi, a quello stesso mondo superiore che do­vrebbe garantire, non dico la felicità, ma la concordia, la bontà, la giustizia, la pace, in una sola parola, il bene. (Perplesso)  Sì, sarebbe un'altra vita la nostra, se veramente potessimo «sapere». (Duro)  Ma io non fabbrico un aratro per non arare, non costruisco un focolare per non dar ca­lore... (Sfiduciato)  Oh, padre Brown, non chiami in causa, ora quell'Ente supremo che io venero e rispetto nella immagine che io mi sono fatta e che certamente non corrisponde alla sua, padre Brown, come si può venerare e rispettare un maestro one­sto, buono e paziente, che ci ha indicato la strada del sorriso... (Con foga)  Non venga a parlarmi di quel Cristo crocifisso dalla vigliaccheria di quegli stessi uomini che egli voleva salvare. (Con dol­cezza)  Non lo faccia, padre Brown. Sono più vicino a Cristo di quanto lei non creda. (Triste) 

Anche se ho ucciso. (Con angoscia)  Ma io non avrei voluto vedermi costretto a uccidere! Non avrei voluto che la società mi costringesse a un gesto che io stesso ho sempre condannato...

(Si in­terrompe. Si odono alcuni passi al di là della porta di ferro. Egli ascolta con attenzione, i passi vanno oltre la porta, si spengono).

Brown            Sei sposato, Billy?

Billy               (distratto)   Sposato?... No, no. Non ho nessuno al mondo. Tutti coloro che amavo se ne sono andati prima di me...

Brown             (con dolcezza)   Ti staranno aspettando, Billy.

Billy               (angosciato)   Oh, no, padre Brown, non sia così crudele... Non mi illuda, padre Brown... Tutti noi corriamo dietro a chimere, per tutta la vita, e ci carichiamo di delusioni, di tormento... Ma questa no, padre Brown, sarebbe la più terri­bile, la più dolorosa... (Quasi urlando)  Non c'è nessuna luce in quelle tenebre! Nessuna luce potrà illuminare quel silenzioso mondo notturno! (Dispe­rato, quasi singhiozzando)  È la più odiosa men­zogna, questa, padre Brown, e non venga a dir­mela qui, in questo momento, in questa cella...

Brown             (sereno)   Billy, non è una menzogna la mia, credimi. Poche menzogne ho detto in vita mia, ma non così terribili come sarebbe questa se una menzogna Fosse. Io « so » che troverai qualcuno...

Billy               (interrompe quasi urlando)   No, no! No!

Brown             (con dolcezza)   Guardami, Billy, ti prego...

(Billy lo guarda. Breve pausa) 

Credi che potrei mentirti in questo momento? (Esita)  È quasi mezzanotte, Billy, non potrei dire bugie... non potrei...   .

Billy               (con voce strozzata)   Oh, padre Brown!

Brown            Abbi fede, Billy!

Billy               (duro e calmissimo)   No, padre Brown. Lei non riuscirà mai a piantare la sua illusione nel terreno della mia paura...

Brown             (sereno)   Hai paura, Billy?

Billy               (commosso) Sì, padre Brown: un disa­gio... Un disagio che mi fa sentire freddo...

Brown            Hai anche le mani sudate, vero?

Billy               (in tono sommesso)   Sì, hoanche le mani sudate.

Brown            Questa è paura, Billy: paura!

Billy               (con violenza)   È la carne che trema... È questa mia inutile carne che ha paura...

Brown            E il tuo spirito?

Billy              È sereno. Forse non è mai stato così sereno come in questo momento.

Brown            Dunque non teme nulla.

Billy              No, non teme nulla.  Non  « può » te­mere nulla.

Brown            Bene, Billy, sono contento. Per te... e per il tuo spirito... Chi ti piacerebbe rivedere in questo momento?

Billy              Delle persone che ho amato?

Brown            Sì.

Billy              Oh, nessuno... (Trasognato)  Nessuno all'infuori di Kate.

Brown            È la tua donna?

Billy               (in tono sommesso)   « Era » la mia don­na:  è morta.

Brown            Come la ricordi?

Billy               (con dolcezza, trasognato. La pioggia ha diminuito di intensità)   Non so, mi riesce diffi­cile a dirlo. Kate era una strana ragazza. Pensando a lei, mi sento avvolto dalla sensualità dolce della primavera. (Pausa. Ha lo sguardo perduto nel vuoto)  C'era qualcosa di illogico in lei, come una astensione intima dal partecipare alla vita comune, alla vita degli altri, intendo, per una aspirazione ad una realtà fantastica e meravigliosa che lei sol­tanto riusciva a vedere... (Comincia a commuo­versi)  Mi parlava sempre di una sua strada stupe­facente...

(Brown comincia a parlare, ma la sua voce « non si udrà». Lo si vedrà soltanto parlare e fare gesti normali, ordinari. Si comporterà così per tutta la durata della voce di Kate. Billy si ferma ad ascoltare una voce che soltanto lui ode).

Voce di Kate (si ode dall'alto, atona, quasi un bisbiglio, attraverso un microfono sensibilissimo)  C'è una strada che non ho mai visto, ed è una strada che mi piace, morbida, strana... Ha una cor­donata breve, e vi passa spesso un cavallo nero. Larghe zone di sole ne seguono la lunga fuga di­ritta. È lastricata in porfido, ed è bello cammi­narvi. Si vedono alberi diritti ai lati e prati verdi che a rotolarcisi debbono tingere. È proprio quella che si dice una strada pulita. Poi si arriva ad un punto dove la strada finisce, e comincia il mare, un mare verde, tranquillo... (Allontanandosi)  Un mare verde, tranquillo... Un mare verde, tran­quillo...

Brown             (come se continuasse)   ... e noi siamo qui per questo, per ricordare i loro volti...  (Conti­nua a parlare mimicamente, senza farsi udire. Billy ha annuito distratto, poi torna ad ascoltare rapito).

Voce di Kate           Questa valle è come un letto di bimbo. Vorrei dormire in questa valle come un bimbo nella culla e pensare alle foglie che tor­nano nel bosco e agli uccelli che volano sui tetti. (Con qualche calore)  Questi saranno i nostri giorni più felici, Billy! Vado pazza per le passeggiate nel bosco. Mi piace calpestare i tappeti di foglie cadute nel bosco. Guarda, ci sono foglie rosse e foglie gialle... Ci sono anche foglie nere e non so a che pianta appartengano... Ci sono persino foglie az­zurre... Questi saranno i nostri giorni più felici... (Allontanandosi)  Questi saranno i nostri giorni più felici... I nostri giorni più felici...

Brown             (come se continuasse)   ... tutto poi ci sarà apparso  più chiaro,  ogni nebbia  se  ne sarà  an­data...

Billy              Quanti anni ha, padre Brown?

Brown             (sorpreso)   Chi, io?

Billy              Sì.

Brown            Oh, parecchi! (Ride bonario, confuso)  Cinquantanove. Vado per i sessanta. Come vedi, ho i capelli tutti bianchi e parecchie rughe...

Billy               (tranquillo)   Io non ho rughe. Non avrò mai rughe!

Brown             (lo guarda turbato, gli prende le numi)  Vorrei... Vorrei potertene dare qualcuna delle mie, Billy, di cuore...

Billy              Lo so, padre Brown. Grazie. Mi dispiace di averla addolorata coi miei discorsi di prima.

Brown            Oh, non pensarci, Billy! So che sei un buon   figliolo...   Chi   vorresti   rivedere   in   questo momento, oltre a Kate?

Billy              Oh, nessuno! Nessuno d'altri, credo... (Con calore)  Mia madre, forse... Sì, la mamma! (In fretta)  La sua vive ancora, padre Brown?

Brown             (commosso)   Sì. ma è vecchia ormai. Da giovane era tanto bella... Lo è ancora, s'intende!

Billy              Oh, lo credo! Non c'è nessuna donna più bella di una mamma.

Brown            È vero. Quando ero ragazzo, mi con­duceva ogni giorno a passeggiare nel bosco...

Billy              Nel bosco?

Brown            Sì... C'era un gran bosco attorno alla nostra casetta... Una casa semplice... Dava proprio sopra un torrente bizzarro e chiacchierone che la gente del luogo chiamava « torrente della mano che batte »...

Billy               (piacevolmente sorpreso)   Oh! Sa di torta di mele, questo nome, di fragole acerbe... Dove si trova il torrente?,

Brown            Nel Michigan. Ci sei mai stato?

Billy              No, mai. Però so che è un bel pesto...

Brown             (in tono sommesso ma sicuro)   Ci andrai, Billy,  ci andrai...   (In fretta vedendo che l'altro vorrebbe reagire)  Il torrente  prende il nome dal fatto che una cascatella, precipitando nell'incavo di una roccia, dà un suono come di battimani, così. (Batte le mani due volte)  Buffo, vero?

Billy               (perplesso e distratto)   Già, buffo. (Trepi­dante)  Padre Brown.

Brown            Sì, Billy.

Billy               (trepidante)   Crede... (Esita)  Crede proprio che andrò nel Michigan?

Brown             (con fermezza)   Non lo credo, Billy: « lo so ». (In fretta)  iltorrente lo riconoscerai su­bito. Ha tanti macigni a forma di scatola lungo le sponde, e le acque vi rotolano pazze, gridando chiassose giorno e notte. Poi la sera arrivano le rane.

Billy              Mi piacciono le rane nel silenzio della campagna, con quel loro buffo verso. (Imita il verso della rana)  Graaaa... graaaa...

Brown            Non così, Billy, ma così. (Imita con le mani davanti alla bocca)  Greeee... greeee... greeee... Tra la « e » e la « i ».

Billy              È vero, ora che ci penso.

Brown            Prova un po'

Billy               (si porta le mani davanti alla bocca e imita)    Greeee...   greeee...  greeee...   (Poi  ride  sereno).

Brown             (ridendo)   Sì, così va meglio.  Non è facile imitare il verso delle rane, sai?

Billy              È vero, non è facile. Un mio amico lo imitava benissimo, ma anche lei lo fa molto bene, padre Brown.

Brown            Grazie, Billy.

Billy              Com'era la sua casa nel Michigan?

Brown            Oh, ti piacerà! Non potrà non piacerti. Mi è rimasta sempre nel cuore e, quando la ricordo, mi sento rinfrescato nel sangue, nei pensieri... mi sento come un'erba fresca di buon mattino. Vorrei poterla   ricordare  molto  più  spesso, Billy. Vorrei che rutti potessero ricordare più spesso la casa della prima infanzia, piena di risate e di speranze.

Billy               (malinconico)   Forse l'umanità resterebbe fanciulla e continuerebbe a fare aquiloni di carta.

Brown            Certo, certo! (Ride basso, seguendo un pensiero)  La mia è una piccola casa,  la mia del Michigan intendo, molto piccola veramente, ma a me faceva l'effetto di un palazzo addirittura, da ragazzo, con le sue tre camere dalle pareti gialle e con la sua cucina a fornelli che era la dispe­razione di mia madre... (Ride basso).

Billy              Era in legno?

Brown            No, in muratura. L'aveva costruita uno dei miei avi. Poi nonno Dick la rimodernò un po­chino, ma restò sempre di vecchio stampo, senza conforti veri e propri, così com'è oggi... come la vedrai tu. Ha il tetto spiovente, in legno di pino. Ogni anno vi fanno il nido le rondini più pazze. Ricordo che erano sempre loro a chiamarmi dalia finestra per dirmi che la primavera era arrivata. E tutt'attorno il verde dilaga fino al limite bianco delle foreste di betulle, scavato dai fremiti dei fras­sini, dalla liquida chiacchierata del torrente... Tutto è ancora qui, nei miei occhi, e vi resterà sempre, fino a quando non tornerò, laggiù, nel Michigan. Allora vi sarà ancora. Per sempre.

Billy              Dev'essere proprio quello che si dice un bel posto.

Brown            Sì, così Billy. La vita laggiù scorre senza male, come un silenzioso fiume d'amore. Troverai mia sorella Jennie, nonno Dick... Jennie ha qual­cosa in comune con la tua Kate... E nonno Dick... (Ride piano)  Sono tutte due laggiù, nel Michi­gan... e ti aspettano... (In fretta)  Nonno Dick è un gigante burlone, un cacciatore irriducibile... Si mette sempre sulla soglia con la sua enorme pipa unta tra i denti a osservare i fitti stormi di folaghe che arrancano verso la regione dei grandi laghi.

Billy               (stupito e commosso)   Oh, non credevo che ci fossero posti così!

(Brown annuisce. Continua a parlare ma la sua voce non si ode per tutta la durata della voce di nonno Dick).

Voce di nonno Dick  (vociane, brioso)   Il tor­rente fa la voce grossa. A giorni disgela. Donne, preparate le cipolle e il rosmarino: domani vado a caccia!

(Ride. La risata si allontana. Si ode lo scroscio del torrente e il vento tra gli alberi. Poi tutto cessa).

Brown             (come se continuasse)   Jennie ti acco­glierà con gioia. Porta le trecce, ricordalo, grosse trecce bionde che a toccarle lasciano l'oro sulle dita come le ali delle farfalle... A quest'ora Jennie sarà con la tua Kate, certamente...

(Continua a parlare senza fare udire la voce, mimicamente, per tutta la durata della voce di Jennie).

Voce di Jennie          (sempre atona)   Questo è il « torrente della mano che batte ». (Batte due volte le mani)  Porta lontano foglie cadute... Sono foglie che non tornano più... (Supplichevole)  Oh, sei tu Billy? Ti aspettavo con Kate... Dov'è Kate? (Can­terella)  È bello correre con l'erba al ginocchio mentre il vento si scalmana nel bosco... (allonta­nandosi)  mentre il vento si scalmana nel bosco...

Brown             (come se continuasse)   C'è strana gente nel Michigan, vedrai, ma buona gente. Incon­trerai un certo Burt. Lo conoscono tutti laggiù. Porta un cappellino buffo, più piccolo di un piccolo imbuto, troppo piccolo per la sua grossa testa. Fischietta tra i baffi mentre cavalca un ronzino spelacchiato che sembra lì lì per afflosciarsi sulle gambe secche. Se piove, lui è sempre fuori, con il suo cappelluccio liso, sulla groppa di quel po­vero ronzino, a cantare una nenia che lui solo conosce e che nessuno riesce a imitare...

(Continua a parlare mimicamente. Billy ascolta qualche cosa nell'aria).

Voce  di Burt           (avvicinandosi,  sgraziata)    Ho rotto il vaso di coccio...  (Canterella)  Ho rotto il vaso di coccio / ma il fiume mi porta acqua di più. /  Tutte le rose sono già in boccio / ma la mia rosa è una farfalla blu...

Voce di Jennie          (atona)   Che cerchi, Burt?

Voce di Burt           Non lo so, Jennie, ma cerco qualcosa che gli altri hanno perduto... (Ride sgra­ziatamente mentre si allontana).

Brown             (come se continuasse)   ... d'estate, poi, Burt porta sempre a Jennie una foglia di gelso piena di  lucciole, ogni sera, ed è  tutto felice...

(Billy scoppia in lagrime, singhiozza piano col volto tra le mani.  Padre Brown gli passa un braccio sulle spalle mentre continua)

                        ... di quel dono. E Jennie resta a guardare la foglia piena di lucciole fino all'alba. Quella foglia è come un lembo di cielo stellato tra le sue bianche mani...

Billy               (prorompe tra i singhiozzi)   Oh, padre Brown! Crede che potrò andare nel Michigan? Sarebbe terribile, terribile se...

Brown            Non dirlo, Billy! Tu andrai nel Michi­gan. Vedi?, l'importante è che tu sappia di andare nel Michigan...

Billy               (piange ancora ma senza singhiozzi)   Sì, sì...

Brown            Forse starete un po' stretti nella mia casa sul torrente, ma ci starete felici, e questo è ciò che conta. Ricorda di togliere gli stivali a nonno Dick...

(Billy coprendosi il volto continua a pian­gere. Padre Brown continua) 

... quando si è addor­mentato. È così affezionato ai suoi stivali che se li porta anche a letto... Fa' piano, però, perché se si sveglia, è capace di urlare fino al mattino...

Billy               (solleva la faccia ridendo tra le lagrime)  Sì, padre Brown, farò piano... Farò pianissimo... (Si asciuga gli occhi, si soffia d naso, trae le siga­rette, si alza)  Un'altra sigaretta?

 Brown           Sì, grazie, ma delle mie.

Billy              No, padre Brown, delle mie. Ne ho troppe. (Ride piano impacciato)  Non riuscirò a fumarle tutte...

Brown             (prende una sigaretta, accende svelto un fiammifero dando fuoco a quella di Billy e alla propria)   Nel Michigan c'è un buon tabacco, Billy. Certo non potrai prendere il campione da quello che fuma nonno Dick. (Ride basso)  È così puzzolente che fa scappare persino i cavalli d'at­torno. Ma c'è del buon tabacco, laggiù, che fa fumo come nuvole d'oro. (Con impeto, come a un'idea)  Billy, hai detto che ti piacerebbe rivedere tua madre...

Billy              Sì.

Brown             (alzandosi)   Ti fa niente conoscere la mia? È una buona mamma, sai? Sarà poco diversa dalla tua, avranno certo lo stesso cuore, gli stessi occhi...

Billy               (commosso)   Oh, padre Brown! Sarei fe­lice... Ma è troppo tardi... È quasi mezzanotte...

Brown             (nervoso, impaziente)   No no, faremo a tempo, Billy... (Chiama)  Sam, Sam... (Picchia alla porta).

L'agente Sam            (riapre)   Sì, padre Brown. (Dà una occhiata diffidente al prigioniero).

Brown            Sam, va dabbasso a chiamare mia madre, per piacere. So che mi sta aspettando in piedi ancora. Dille... dille che c'è un amico che vuole vederla... Un amico che va da Jennie e da nonno Dick... nel Michigan...

L'agente Sam            (stupito, perplesso)   Da Jennie e da nonno Dick... nel Michigan: bene, padre Brown.

(Richiude la porta. Si odono i passi di Sam che si allontana).

Brown             (fa qualche passo nervosamente per la cella, si ferma doranti a Billy)   Mia madre abita con me, nell'alloggio annesso al reclusorio... È tanto vecchia! Non si muove mai di casa, si limita a fare un giro nel giardino, di tanto in tanto.

Billy              Si stancherà a venire fin quassù.

Brown            No no, e poi c'è l'ascensore...  (Ride commosso)  Sarà contenta di conoscerti, sarà con­tenta di salutarti... (Commosso, impaziente)  Que­sta sigaretta fa troppo fumo... (Si passa un dito sugli occhi)  Non farci caso se ti sembra vestita in modo buffo. Veste alla foggia delle donne del Michigan di quarant’anni fa... Ma è molto buona.

Billy              Ne sono convinto.

Brown            Mi si è spenta la sigaretta.

Billy              Gliel'accendo subito... (Esegue).

Brown             (aspirando una boccata)   Un po' forte questo tabacco, vero?

Billy               (impacciato)   Forse. A me piace però. Mi dispiace se ha dovuto fumare controvoglia...

Brown            No no, che dici! È bene cambiare qualità talvolta. Io veramente fumo la pipa...

(S'in­terrompe, rumore di passi nel corridoio. 1 passi si avvicinano, si fermano dietro la porta che si apre. Appare Mrs. Brown).

Mrs. Brown   (capelli candidi, fragile, vestita all'an­tica, porta un fazzoletto al collo)   Chi va da Jennie e da nonno Dick, Jackie?

Billy               (getta il resto della sigaretta dicendo)   Io, signora Brown.

Mrs. Brown   (con voce strozzata)   Tu, figliolo? (Entra, si avvicina a Billy, gli prende una mano).

Brown            Billy non è mai stato nel Michigan, mamma. È bene che Billy vada nel Michigan, non credi, mamma?

Mrs. Brown  Oh, laggiù c'è tanta pace!

Brown            Puoi andare, Sam, grazie.  

(L'agente Sam un po' dubbioso esce e richiude la porta).

Billy              Si sieda, signora.

Mrs. Brown   (sedendo)   Grazie, figliolo.

Brown            Puoi chiamarla mamma, se vuoi, Billy... se ti fa piacere...

Billy               (commosso)   Ma certo che mi fa piacere.

Mrs. Brown  Siediti vicino a me, Billy.

(Billy siede. Mrs. Brown gli prende una mono, lo guarda negli occhi, gli assesta un ciuffo sulla fronte) 

Padre Brown ti ha parlato di Jennie, di nonno Dick e di Burt, vero?

Billy              Sì... mamma. Penso che deve essere bello stare con loro... (esita)  nel Michigan.

(Mrs. Brown trae da una tasca interna un involtino).

Brown            Cos'hai portato, mamma?

Mrs. Brown  Oh, è un fasciacollo, un fasciacollo di seta turchina. È per Jennie. Billy lo por­terà a Jennie. Mettilo tu, figlio mio, per il mo­mento. Poi lo darai a Jennie. (Mettendogli il fasciacollo attorno al collo) È una ragazzaccia, quella! Pur di correre nei boschi prenderebbe chi sa quale malanno. (Confidenziale)  A Jennie piac­ciono tanto i fasciacolli di seta turchina...

Billy               (con voce strozzata) Glielo porterò, mamma.

Mrs. Brown   (gli torna a prendere le mani)  Dammi le tue mani, figlio mio. Tienile fra le mie... Hai freddo?

Billy               (sereno, tranquillo)   Non più ora... (Ride piano)  Il « torrente della mano che batte »? Dev'es­sere fredda l'acqua di questi tempi...

Mrs. Brown  È sempre fredda l'acqua di quel torrente. Io mi ci bagnavo lo stesso però, e stavo bene. Nonno Dick mi sgridava, ma non si avvi­cinava perché sapeva che non avevo il costume. (Ride piano, leziosa)  Poi mi faceva trovare l'ac­cappatoio caldo e una tazza di latte e rum bol­lenti... Sai dove trovare nonno Dick e gli altri, vero Billy?

Billy              Sì, mamma. Padre Brown me lo ha spiegato.

Mrs. Brown   (ispirata, con lo sguardo nel vuoto)   

Vedrai enormi distese ondeggianti di buffalograss, verdi, e immense praterie, e brughiere colme di eriche, e frotte di cavalli selvaggi più veloci del vento, su su, fino ai grandi laghi... Vedrai gli uccelli cantare sulla pace di tutti, e gli uomini tornare fanciulli...

Billy              Sì mamma...

(Dei passi nel corridoio. La porta si riapre cigolando. Appare l'agente Sam in compagnia del secondo agente).

L'agente Sam            (turbato)   Billy, è l'ora.

(Billy che si è voltato a guardare si irrigidisce, torna a fissare la signora Brown, poi padre Brown. Infine si alza lentamente).

Mrs. Brown   (si alza senza lasciargli le mani)  A Jennie dirai che metta il vestito nuovo, quello che nonno Dick le portò da Toronto, a fiorellini rossi e neri...

Billy               (annuisce a lungo)   Glielo dirò... mamma.

(Il secondo agente dà un'occhiata stupita all'agente Sam. Entrano nella cella).

Mrs. Brown  A nonno Dick dirai di non tor­nare  tardi  dalle  sue  partite  di  caccia  alla  volpe argentata e che non fumi a stomaco vuoto, al mat­tino, quel suo orribile tabacco...

Billy              Sì, mamma...

Secondo agente   (sottovoce all'agente Sam)   Ma che stanno dicendo?

L'agente Sam            (sottovoce)   Non so... non ci capisco niente...

Mrs. Brown  Copriti bene, Billy, figlio mio... L'aria è fredda nel Michigan... (Lo abbraccia du­ramente).

Billy              Sì, mamma... (Si volge agli agenti)  An­diamo... Sono pronto... Arrivederci... Arrivederci...

(L'agente Sam esce per primo. Il secondo agente si pone alle spalle di Billy che segue Sam. Padre Brown li segue. Mrs. Brown resta ad osservare la porta aperta, mentre i passi si allontanano ritmi­camente fino a spegnersi. Si abbatte sulla branda con un lembo della gonna sulla bocca). (La luce si abbassa gradatamente. Si ode un ronzio costante in aria, poi il ronzio va crescendo. Quando la luce si sarà spenta del tutto, il ronzio cesserà di colpo. Si ode allora, dapprima lontano, poi sem­pre più distinto, un suono d'arpe, che resterà fino alla fine ad atmosfera. Si ode lo scroscio del torrente).

Voce di Billy            (senza microfono)   Kate... (Chia­ma)  Kateeee...

Voce di Jennie          (senza microfono)   Billy... (Chia­ma)  Biiiilly... È qui...

Voce di Kate            (senza microfono, lontana)   Biiiilly, sono quiiii!

Voce di Billy            (senza microfono)   Dove sei, Kate?

Voce di Kate            (senza microfono, più vicina)   Siamo vicino al « torrente della mano che batte » ...

Voce di Billy            (s. m.)   Oh, eccovi! (Vicino)  Tu sei Jennie?

Voce di Jennie        (s. m.)   Quanto ti abbiamo aspettato, Billy!

Voce di Kate            (s. m.)   Billy, amore mio... Vieni sul  mio cuore...  Guarda,  Billy,  quella è  la  mia strada... è la strada che cercavo...

Voce di Jennie          (chiama, s. m.)   Nonno Dick, nonno Diiiick! È arrivato Biiiilly!

Voce di nonno Dick(s. m., lontana)   Vengo, vengo...

Voce  di  Billy         (s. m.)    Jennie, questo è un fasciacollo che ti manda tua madre...

Voce di Jennie         Oh, ma è magnifico!

Voce di nonno Dick(rumorosa, vicina) Ehi, giovanotto! Finalmente ci vediamo! Guarda, è tem­po di folaghe questo: prendi quegli stivali che sono sotto l'armadio e andiamo nel bosco...

Voce di  Burt           (avvicinandosi, canterella)  Ho rotto il vaso di coccio / ma il fiume mi porta acqua di più. / Tutte le rose sono già in boccio / ma la mia rosa è una farfalla blu!

F I N E

* Copyright 1953 by Franco Cannarozzo

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 0 volte nell' ultimo mese
  • 1 volte nell' arco di un'anno