Apri gli occhi
APRI GLI OCCHI
-LA PAGINA BIANCA -
di
Matteo Tibiletti
(in collaborazione con Alessandra Giudici)
PERSONAGGI
PAOLO (uomo sui trentanni)
ANNA (donna sui trentanni)
BIOGRAFIA DELLAUTORE
Matteo Tibiletti nasce a Varese il 23/10/1978. Da sempre coltiva una profonda passione per il cinema, la fotografia e per la scrittura creativa. Autore di sceneggiature, racconti, poesie e copioni teatrali si cimenta spesso come regista di brevi cortometraggi o shooting fotografici (su www.youtube.com/teotibi e www.flickr.com/teotibi presente tutta la sua produzione). Nel 2009 ha pubblicato tramite il sito www.lulu.com una raccolta dei suoi migliori scritti dal titolo LO SCONOSCIUTO. Ha frequentato per cinque anni la Scuola di Teatro Citt di Varese. Dal 2008 uno dei membri fondatori, attori e registi dellAssociazione culturale Compagnia Dusedi Besozzo. Da gennaio 2012 regolarmente iscritto alla SIAE come autore teatrale e fotografo.
DATI DELLAUTORE
NOME E COGNOME: Matteo Tibiletti
NATO A : Varese il 23/10/1978
RESIDENTE IN: Via C. Goldoni 41/B, Varese (VA)
CELLULARE: 3462219045
INDIRIZZO MAIL: tibilettimatteo@gmail.com
POSIZIONE SIAE: 213623
APRI GLI OCCHI
Quanto contano i sogni nella vita reale?
Paolo in seduto su uno sgabello e sta ruotando su se stesso in maniera vorticosa. Di sottofondo, la musica Mad World. Anna, che in piedi accanto a lui, di tanto in tanto lo spinge per farlo ruotare ancora. Dopo un po, Anna si mette solo ad osservarlo in silenzio e poi se ne va.
Paolo finisce di ruotare su se stesso.
PAOLO: Non ricordo pi nulla! E mi gira tutto come dopo un turno sulle montagne russe come quando ero bambinoio non volevo scendere dalle giostre ed emozionato mi arrabbiavo perch chi mi stava attorno non voleva capire !...
Non ricordo perch sono qui pazzesco!
Buio. Luce improvvisa.
PAOLO: Respirazione aerobica: (citando una sorta di dizionario) processo fisiologico macroscopico che consiste nella assunzione di O2 e nel rilascio di CO2 da parte di organismi pluricellulari. In biochimica si usa il termine respirazione in senso microscopico per riferirsi ai processi molecolari che implicano consumo di O2 e formazione di CO2 da parte della cellula.
Tutto si muove per mezzo della respirazione, eppure ogni passo che facciamo siamo sempre pi oppressi da un senso di colpaquasi ci sentissimo in colpa per aver rubato quellaria preziosa a chi riteniamo averne pi bisogno di noi!
Questo lunico pensiero che mi torna alla mente, mentre mi rendo conto di non ricordare pi nulla del mio presente e del mio passato: ma cosa successo? E come se la pellicola scorresse veloce con rapidi lampi bianchi, il film finito? Oppure solo linizio e devono ancora cominciare i titoli di testa?
Buio.
Paolo in seduto al tavolo, davanti a s il portatile.
PAOLO: (scrivendo e leggendo ad alta voce) ..E le responsabilit del padre ricaddero su di lui. E questi ancora attonito osservava lo scorrere delle cose, come davanti al grande schermo di un cinematografo di provincia. La vita gli era scivolata tra le dita mentre la guardava come si guarda la pioggia dalle finestre appannate in una giornata dinverno
Si ferma, guarda quanto scritto, sembra soddisfatto.
PAOLO: Ora s che funziona, non vero?...Anna?
Si abbassano le luci.
Anna in piedi accanto alla quinta di sinistra, come se guardasse fuori dalla finestra. Paolo seduto al tavolo con il suo portatile.
ANNA: Piove ancora.
PAOLO: (distrattamente) Cosa?
ANNA: Piove.
PAOLO: Come dici?
ANNA: (irritata) Ho detto che piove!
PAOLO: (sempre pi assente)in che senso?
ANNA: (voltandosi verso di lui) Non esisto p per te
Paolo finalmente alza lo sguardo verso Anna.
PAOLO: Cosa hai detto?
Buio.
SI ODE UNO SPARO DI PISTOLA.
- 1 -
Lentamente dal buio si scorge la figura di Anna seduta su di una sedia al centro di un salotto.
ANNA: Dopo un po tutto finisce, lho sentito ripetere dai
miei tante di quelle volte, quella che ricordo di pi il giorno della loro
separazione. Per spiegarmi che pap se ne doveva andare di casa, mia madre mi
ha detto che tutte le cose prima o poi finiscono e che anche il suo rapporto
con pap era finitoio da allora ho vissuto nellangoscia che anche il loro
amore per me finissecos come lamore di Paoloquando continuo a cercare la
sua considerazionemi sembra di essere tornata a 5 anni, quando mio padre se
n andato. Le volte in cui mi veniva a trovare, cercavo sempre di attirare la
sua attenzione, ma lui era sempre pensierosoil lavoro dicevama sapevo che non
gli faceva piacere venire a casa, rivedere la mamma forse gli faceva del
malemaio cosa centravo?!
Mentre se ne andava dopo avermi detto appena qualche parola, io correvo alla
finestra, lo guardavo salire in macchina, girare la chiave, partire ed
andarsene senza guardare una sola volta verso di mesembrava che non gliene
importasse, mentre io pensavo: non te ne andareMio marito come mio
padretotalmente assentelavessi fatto di proposito non sarei riuscita con
altrettanta precisione a scegliere, nel mazzo, quello
meno adatto a me
Si abbassano le luci.
Squilla il telefono. Paolo entra di corsa e trafelato, prende il ricevitore.
PAOLO: Pronto?
Niente.
PAOLO: Pronto?!
Niente
PAOLO: Pap, sei tu?
Niente
PAOLO: Pap lo so che sei tu, perch non rispondi?
Niente
PAOLO: Allora facciamo cos, parlo ioCiao pap, come stai? Io sto bene.s e anche Anna sta benestiamo bene tutti e due un peccato che tu e la mamma non veniate mai a trovarci un peccato perch davvero tanto che non vi vediamoanzi forse dovrei essere pi preciso da quando ci siamo sposati che non vi vediamomeglio ancoraAnna non vi ha mai conosciuti, visto che al matrimonio non ceravate! Per sarebbe sicuramente contenta di incontrarvi se soltanto vi degnaste di farvi vivie pensare che basterebbe cos pocoanche solo(pausa)Ti assicuro che se sapesse di questa tua abitudine per le passerebbe la voglia di sapere chi siete (sorride)hai un che di maniacale cos sai?...avantiper favore, d qualcosa
Niente
PAOLO: Pap?...
Si ode il rumore della comunicazione che viene interrotta.
Buio
- 2 -
Paolo e Anna sono a tavola, stanno mangiando. PAOLO immerso nella correzione di un manoscritto, mentre Anna sta pranzando. Anna cerca, guardandolo di attirare la sua attenzione od unoscambio di sguardi, ma inutilmente.
ANNA: Mi passeresti lolio?
Paolo non risponde
ANNA: Oh?
Niente.
ANNA: Ehi?
Niente.
ANNA: Paolo?! Mi senti? Sto parlando con te!
Niente
ANNA: (a parte) E incredibile! Quando in questo stato di demenza creativa non lo sopporto!
(ANNA prende un tappo di sughero dalla tavola e glielo tira con forza sulla testa.)
Paolo ha un sussulto
PAOLO: Ahia! Che c?!
ANNA: Paolo, ti stavo giusto chiedendo se per favore mi passi lolio, cos posso condire linsalata.
PAOLO: Ah, ok. S, subito.
Ma non esegue e torna a leggere.
ANNA: (a parte) dico, lo avete visto?! come se non fossi nemmeno qui! Potrebbe anche esplodergli una granata sotto gli occhi, che avrebbe la medesima reazione se non si parla del suo lavorolui assente!
Pausa
ANNA: (accondiscendente) Paolo, cosa stai scrivendo?
PAOLO (come mosso da un fluido nuovo e vitale): Cosa sto scrivendo?! Ohsapessi, sto riscrivendo una vecchio racconto, lo voglio dilatare in un romanzo perch una casa editrice qui in provincia sembra interessata a produrlo! Ho parlato del soggetto e sono sembrati entusiastisolo che ci sono un paio di cose che ancora non funzionanoe allora ci sto rimettendo mano.
ANNA (a parte): Che vi avevo detto?! Ora un fiume in piena! E di che parla?
PAOLO: Te ne avevo parlato tempo fa, ricordi?
ANNA: No
PAOLO: (in difficolt)..Behcome ti avevo accennato qualche tempo fa, il protagonista del mio racconto ha un rapporto edipico con la madre, che per ha avuto rapporti incestuosi con suo fratello tempi addietro per cui si sviluppano intricati e torbidi intrighi riguardo alle sue parentele. Tutto ci alle spalle del padre, figura austera e dura che per nel frattempo praticamente divenuto vegetale a causa di un gravissimo incidente dautoche lo ha ridotto ad un tronco umano, perennemente sdraiato su di un lettino ed attaccato ad un respiratoreche la madre staccher prima della finecon grande sorpresa da parte del protagonista che a questo punto, nonostante lamore inespresso, sar costretto ad uccidere anche lei!
ANNA: (perplessa)Ah
PAOLO: Bello vero?
ANNA: Mmme come finisce?
PAOLO: Oh, lui si suicider impiccandosi ad un palo della luce, ma non morir per strangolamento, poich in quel momento sar un fulmine, simbolo della punizione divina, a folgorarlo e portarlo a morte per incenerimento.
ANNA: Sembraallegro!
PAOLO: Mi stai dicendo che non ti piace?
ANNA: No, ho solo detto che forse
PAOLO: Forse, cosa? splendido, non percepisci la provocazione? Il profondo messaggio? La voglia di uscire dagli schemi della narrazione per stereotipi standard, ormai privi di vera ispirazione poetica?.il pubblico ne rimarr entusiasta!
ANNA: (tra s) Ispirazione poetica? Narrazione per stereotipi? Si rimesso a giocare con il dizionario?! Giochino molto utile! Certo gli effetti ( A Paolo) EhmScusami Paolo, quale sarebbeil messaggio?
PAOLO: Ma come quale? Il messaggio la responsabilit che ogni genitore ha verso il proprio figlioognuno di noi il risultato degli errori dei nostri padri e delle nostre madri!
ANNA: Quindi, tu sei cos perchehm intendo direCon ci discolperesti tutti i figli dai propri errori?
PAOLO: noma accuserei i padri degli errori dai quali loro stessi, spesso fuggono..anche attraverso la mortepur di non affrontare i problemi dei propri figli.
Pausa di silenzio
ANNA: C per caso qualcosa di autobiografico in tutto questo?
PAOLO: Per uno scrittore difficile non trasmettere qualcosa che non riguardi anche solo da lontano la propria vita privata.
ANNA: (sarcastica) Ma tu non sei uno scrittore.
PAOLO (sorride di sbieco) Molto divertente!...beh, non sar uno scrittore, ma ho una vita privata.
ANNA: Daccordo, ora raccontami davvero di cosa parla il tuo libro.
PAOLO: Ma te lho appena detto!
ANNA: Mi hai appena detto solo un mucchio di idiozie
PAOLO: Ma come sarebbe?!
ANNA: Paolo, nonostante tu ormai ne sia convinto, non sono cos stupida come credi
PAOLO: Si pu sapere di cosa stai blaterando?
ANNA: Senti, sono mesi che scrivi e riscrivi qualcosa ma ancora non so cosaforse quel che stai scrivendo ha a che vedere con tuo padre, questo possibilevisto che ne parli sempre! Oppure ha a che vedere con me e con la nostra instabilit coniugalein fin dei conti, ti conosco abbastanza per poter dire che quando non sai a cosa aggrappartinon che ti ispiri ma proprio prelevi a piene mani dalla tua vita privataquindie ad ogni modo non penso proprio che un qualsiasi editore ti darebbe corda dopo aver sentito il soggetto di cui mi hai parlato ora!
PAOLO: (spazientito) Mi lasci lavorare per favore?
ANNA: Allora, anche su questo non vuoi dirmi la verit? Anche su sciocchezze come queste non vuoi
PAOLO: Anna?! Per favore! Ho quasi finito e tu continui a distrarmi!
ANNA: Ok, ok, non dico pi niente. (pausa) Ora mi passi lolio per favore
Paolo finisce di scrivere.
Anna allunga la mano e prende, molto scocciata, loliera per servirsi da sola.
PAOLO: Behsi fatto tardi, oradevo proprio scappare
ANNA: Non finisci nemmeno di pranzare? Hai scritto tutta la mattina..e anche ieri notte
PAOLO: Anna, questa per me una grandissima occasione! Lo capisci vero? Non posso gettarla viaaltrimenti come ti tiro fuori da questo scantinato!
ANNA: Tirarmi fuori?E da quando ti interessa cos tanto tirarmi fuori da qui?
PAOLO: Ma perch non quel che meriti e lo sai!
ANNA: Ah no? (a parte) Ipocrita!
PAOLO: Come dici?
ANNA: Niente, riflettevo ad alta voce.
PAOLO: Mia moglie deve poter meritare di pi!
ANNA: Davvero?A me sembra che tu lo dica pi per te che per me
PAOLO: Che cosa vorresti dire?
Pausa
PAOLO: Ahhh..senti, vedrai che andr tutto benevado e torno, ok? Tu aspettami vado.
ANNA: In bocca al lupo
PAOLO: Crepi!
ANNA: (tra s) Che faccia tosta!
Buio.
- 3 -
Le luci si alzano e questa volta ad essere da solo e seduto sul palco PAOLO.
PAOLO: Dopo un po finisce tutto Non provo pi niente per Anna. Mi vergogno persino a dirlo, ma non so pi andare avanti cos. Non penso a lei come una volta, non pi nei miei pensieri, semplicemente scivolata via. Esattamente come mio padre. Per quanto io faccia di tutto per essere diverso, spesso mi ritrovo a comportarmi esattamente come avrebbe fatto lui in quella situazione e non lo sopporto! Io non sono come LUI! Anche se mi sorprendo a commettere i suoi stessi errori. Bastava che mi parlassi un po'!!!. Cos'erano quei lunghi silenzi a tavola? A cosa pensavi? Sicuramente non alla tua famiglia. Non mi hai mai rimproverato...Negli anni di scuola sentivo i miei compagni che parlavano dei loro genitori e quando prendevano un brutto voto percepivi, nel tono della voce, quel timore riverenziale che ti fa capire che hanno paura del giudizio di qualcuno. O meglio temono di deludere la persona per la quale nutrono un profondo e spesso incondizionato rispetto. Credo tu non abbia mai fatto nulla per guadagnarti il mio rispetto, probabilmente non ti mai nemmeno importato. Anna prima parlava con me, ed in me ci credeva, mi spronava, mi dava un parere, sempre! Ora non pi, adesso non crede pi in me, e molto probabilmente non crede pi in nullaesattamente come te non le importa pi di nulla.
E tutto cos tristeeppure cosnonnon c pi nullastiamo affondando
Buio
- 4 -
Si alzano le luci sul palco. Anna e Paolo stanno facendo ginnastica. Anna salta la corda, Paolo solleva due manubri seduto su di una sedia.
ANNA: E davvero dura.. dura tirare avanti, siamo sposati da otto anni e lunica cosa che riusciamo a fare con una certa sincronia di movimenti la ginnastica da salotto.
PAOLO: Anna ti stai lamentando ancora?
ANNA: No, ti ho dato questimpressione?
PAOLO: (ironico) Noooo!
ANNA: E che io ho non ho buttato gi un chilo nelle ultime tre settimane e tu hai dei maniglioni che sembrano delle scialuppe di salvataggio
PAOLO:Ma perch non faccio movimento
Anna si ferma e lo guarda mentre solleva i manubri.
PAOLO: Ma questo non movimento vero e proprioquesto sgranchirsi le ossadai, non essere cos superficiale!...per avere un fisico perfetto dovremmo fare tuttaltro lavoro
ANNA: Ah s e quale?
PAOLO: Beh, tu ad esempio dovresti anche solo COMINCIARE a lavoraree saremmo un bel pezzo avanti!
ANNA: Senti, lavoratore, tu sono sei mesi che stai scrivendo il tuo romanzomi chiedo se vedr mai la lucee se soprattutto qualcuno lo vorr mai produrreoppure se finiremo quel poco di risparmi che ancora ci restano dal tuo ultimo lavoro serio!
PAOLO: Positiva e rassicurante come al solito vedo! Ti sei svegliata di buonumore stamattina! Cos ora salta fuori anche che non ti piace quel che scrivo?!
ANNA: Non ho mai detto questo
PAOLO: Ma lo hai pensato!
ANNA: Mi vietato pensare?
PAOLO: Assolutamente no, anzi mi stupisce che tu sia ancora in grado di farlo!
ANNA: Cos, stai cercando di irritarmi?
PAOLO: Ci sto riuscendo?
ANNA: Nemmeno per idea
PAOLO: E come mai?
ANNA: Perch per irritarmi dovrei tenere in qualche considerazione ci che dici
PAOLO: E non lo fai?
ANNA: Tu con me lo fai?
PAOLO: Certamente
ANNA: Ah s?
PAOLO: Certo!
ANNA: Beh, sei molto bravo a celare il tuo interesse per la mia persona, laltro giorno per passare dal salotto alla cucina mi hai camminato sui piedi e non te ne sei nemmeno accorto.
PAOLO: Ma quando?
ANNA: Lo vedi?
PAOLO: Per me viaggi troppo con la fantasia
ANNA: Lo facessi, forse non mi accorgerei che mi cammini addosso
PAOLO: Ma io non ti cammino addosso!
ANNA: Certo, sono io che viaggio troppo con la fantasia
PAOLO: Una volta non la pensavi cos se mio padre fosse quisai, lui diceva sempre.
ANNA: Tuo padre? E Quando ti avrebbe parlato?
Cala improvvisamente il buio. Rimane la luce solo su Paolo.
PAOLO: Ora la strozzo! A volte quando fa cos mi verrebbe voglia di dirle che io e mio padreAhhh! Si mia cara, certe chiacchierate!! E se fosse qui adesso! Sai le risate che ci faremmo alle tue spallericordo quando eravamo a tavola ee e niente(pausa) in effetti non diceva proprio nulla mio padre, lo ricordo benestava seduto, mi fissava severo e non faceva altro che fumaree mi guardavafumava e mi guardava, fumava e mi guardavamai che mi abbia detto qualcosa perchiss se lavesse fattoforse ora.almeno saprei cosa dire! E invece sono qui a farmi insultare da questa inquilina abusiva che passa le giornate a lamentarsi di tutto, senza fare uno sforzo per trovarsi un lavoro!
Torna la luce
ANNA: Allora? Che diceva tuo padre?
PAOLO: Lasciamo stare!
ANNA: Ecco meglio pensavo volessi ammorbarmi con la storia della tua famigliane ho gi sentite abbastanza sui tuoi genitori per capire che non ci avrebbero mai aiutato seriamentesono passati otto annie chi li ha pi sentitituo padre poi
PAOLO: Behe che mi dici della tua famiglia allora?quando c stato da parlarne tu invece hai sempre tergiversatosei sempre stata restia a parlare del tuo passato e di ci che ti riguarda da vicino.
ANNA: Il fatto che non c mai stato nulla di eclatante che valesse la pena dessere raccontato.
PAOLO: Oh questo lavevo capito benissimonon sei mai stata una donna imprevedibile.
Cala di nuovo il buio. Luce solo su Anna.
ANNA: E invece sono molto pi imprevedibile di te, stronzo! La mia vita stata un continuo succedersi di avvenimenti totalmente imprevedibili! Ma guarda un po questaltro?! E chi si crede di essere con quella faccia da bolso? Indiana Jones?! Io mio caro ho vissuto finch non ho incontrato te! E sai che saliscendi di emozioni e sesso prima di imbattermi in quella faccia da perdente! Se solo penso che mi sono innamorata di lui semplicemente perch la sua faccia mi ricordava il muso di un cockersempre con il broncio e le orecchie basse! Ahhh ma quale amore?! Lamore un' illusione per chi non crede pi in se stesso e pensa di poter trovare nel prossimo quel che ha perduto per strada!
Buio.
- 5A -
Si ode squillare il telefono.
Paolo seduto ad una scrivania e scrive sul suo portatile, sembra molto eccitato.
Poco dopo entra Anna. E rientrata solo in quel momento. Paolo come se non se ne sia accorto.
Anna rimane ad osservarlo mentre non risponde al telefono.
ANNA: Ma non senti?
PAOLO: Ah s, ciao!
Anna sbuffa e va al ricevitore e risponde
ANNA: Pronto?
Niente
ANNA: Pronto?!
Niente
ANNA: Uffsempre cos
Riaggancia
ANNA: Ma sei ancora l? Quando ti decidi ad andare a letto?
PAOLO: E tu? Ti sei divertita? (canzonatorio) con le tue amiche?
Silenzio.
ANNA: Dai, smettila sono le quattro del mattino!
PAOLO: Lo sono pure per tee comunque ora non posso, sto lavorando!
ANNA: Ma se sei disoccupato!
PAOLO: Senti chi parla! E comunque se continui a parlare disoccupato lo sar in eterno!
ANNA: Ah, e cos la tua disoccupazione legata al fatto che cerco di comunicare con mio marito!
PAOLO: Certo! Anche al fatto che mia moglie pensa di poter fare la mantenuta con un marito in cerca di lavoro.
ANNA: Spero solo che tu stia scherzando!
PAOLO: No. Hai altre spiegazioni?!
ANNA: Certo, un centinaio, cos come ne ha il nostro consulente matrimoniale!
PAOLO: Sei ubriaca. E comunque noi non abbiamo un consulente matrimoniale!
ANNA: Ci metto poco a trovarne uno!
PAOLO: Anna! I consulenti matrimoniali costano! Ammettilo, non ti permesso mollarmi, costa troppo! E tu non hai un centesimointendo dire tuo! Vuoi chiedere i soldi ai tuoi? Puoi sempre provare, saranno immagino felicissimi di aiutarti!
Anna sorride maligna.
ANNA: Cretino!
Paolo la guarda sbuffando
PAOLO: Cinque minuti e ho finito, daccordo ?
ANNA: Ma non hai detto la stessa cosa tre ore fa, quando stavo uscendo?
PAOLO: Certo e se non vai a dormre te lo ripeter anche tra tre ore!
ANNA: Ma almeno quel che stai scrivendo serve a qualcuno?!
Anna comincia a prepararsi per andare a letto.
PAOLO: Certo che servemi hanno commissionato un lavoro!
ANNA: Davvero? Ma non avevi chiuso con le case editrici perch dicevi che non possono permettersi di pubblicare i tuoi testi cos come li vorresti vedere pubblicati tu?
PAOLO: Certo, ma in questo caso conosco bene leditore, ha detto che vuole rispettare a pieno le mie intenzioni
ANNA: Anche questa lho gi sentita
PAOLO: Senti, non meglio se ti metti a dormire?
ANNA: S, va beneforse meglio, signor genio
PAOLO: Ah ah ah! Vedremo poi chi ha ragione
ANNA: Mica questione di ragioni questione di sonno
PAOLO: Te lho detto, mi manca poco.
ANNA: (un po spazientita) Vuoi del caff?
PAOLO: Si grazie, ma solo se lo fai anche per te
ANNA: Io voglio dormire, mica sono impazzita!
PAOLO: Allora lascia stare
ANNA: Va bene
Pausa, si guardano. Anna esce.
PAOLO: Grazie.(ironico)
Musica. Buio
- 5 -
Le luci si alzano lentamente sul palco. Coreografia di corpi avvolti in un sacco aperto sui due lati. Un lento risveglio al ritmo di musica. Dal sacco, ai lati opposti spunteranno le teste ed in seguito i corpi di PAOLO e ANNA.
Una volta fuoriusciti mimeranno un risveglio vero e proprio dal lavarsi al vestirsi, posti ai lati opposti del palco, ma con simultaneit di gesti.
Buio.
- 6 -
Anna intenta a sistemare casa. In quel momento entra Paolo
PAOLO: Ciao. (su di giri)
ANNA: Ciao. (molto fredda)
ANNA: Com andata?
PAOLO: Hanno detto che leggeranno il mio libro e mi faranno sapere, ma sembravano entusiasti del soggetto che ho proposto loro!
ANNA: Davvero?! Beh fantastico, no?(sempre pi fredda)
PAOLO: Certo meraviglioso ed per questo che stasera dobbiamo vederci con loro!! Ci portano fuori a cena stasera. La mia prima vera cena daffari!(eccitatissimo)
ANNA: Oh davvero?! (neutra)Va bene esci pure se vuoi.
PAOLO: No senti forse non ci siamo capitiho detto che DOBBIAMO vederci con loro!
ANNA: E allora?
PAOLO: Allora ci saranno leditore ed il suo socio
ANNA: E quindi?
PAOLO: E quindi sottinteso che sei inclusa anche tu nel DOBBIAMO vederci con loro.
ANNA: Mi stai dando degli ordini?
PAOLO: No, ti sto chiedendo di non rovinare tutto anche questa volta!
ANNA: Rovinare tutto? ANCHE QUESTA VOLTA? Come sarebbe a dire?
PAOLO: Voglio dire che forse per la prima volta mi sta accadendo qualcosa di straordinario
ANNA: Ho gi detto che sono molto contenta per te
PAOLO: Anna
Silenzio
PAOLO: Vediamo se riesco a spiegarmi meglio: qui non conta il tuo desiderio di venire a cena con me ed il mio editore, qui conta soltanto il fatto che se non ottengo questo lavoro, se non mi pubblicano il libro in questa casa non si mangia, chiaro? E visto che tu passi le giornate a lamentarti di me ma non cerchi di cambiare la situazione in nessun modo sei moralmente ed in questo caso pure fisicamente obbligata a eseguire quello che ti sto gentilmente chiedendo insomma, qualcosa sta cominciando a muoversi nella direzione giustaper una volta nella nostra vita
ANNA: Nella nostra vita?
PAOLO: S, Anna! Nella nostra vita! Nonostante tutto, sei mia moglie e questo lo abbiamo deciso insieme!...Nonostante quel disprezzo che da un po di tempo a questa parte ti leggo sempre negli occhi!
ANNA: Quindi mi stai dicendo che mi vuoi portare fuori a cenaad una cena di affari? Io, tu e il tuo editore?
PAOLO: Ed il suo socio
ANNA: Ed il suo socioSa di molto romantico
PAOLO: Sto solo cercando di fare una buona impressione.. e un marito di solito esce a cena con sua moglie, ha il permesso di farlo o sbaglio?
ANNA: Parlando di UN marito qualunque noe parlando di te che il discorso cambia
PAOLO: Anna, per lultima volta, oggi ci portano al ristorantefai conto che ti sto offrendo una cena, se non vieni, da domani sarai costretta ad offrirmela tu e magari per molto tempo. Pensaci bene.
Si guardano.
ANNA: (un po seccata) Vado a prepararmi
PAOLO: Fa in fretta.
Anna esce.
PAOLO: Ho una fame, sai?!...oggi mi hanno tenuto in ballo per mezzora ma stato molto eccitante parlare cos del mio lavoroe vedere che dallaltra parte cera un reale interesse per quel che ho scritto, non mi era mai successo! E invece pare che questa volta sia la volta buona! E solo che il finale che non mi convince, devo trovare il modo di sostituirlovoglio inserire la svolta colossale che dia la il colpo di grazia al lettoreci sto perdendo il sonno per questoe tu lo sai.
Ride.
Anna entra in quel momento.
ANNA: Eccomi qui!
PAOLO: Wow ! gi fatto?...
ANNA: Allora dove mi porti?
Buio
-7 -
Coreografia che rappresenta la vita di coppia dei due. Gesti di avvicinamento e allontanamento continui. Musica di Rond Veneziano. Anna vestita di bianca con velo. PAOLO, di nero, con cravatta. Lo stile della coreografia ha landamento di una danza antica.
Al termine i due si troveranno molto lontano tra loro, ai lati opposti del palco.
- 8 -
SI ODE UNO SPARO.
Trafelati rientrano Anna e Paolo.
PAOLO: Oh Merda!!
ANNA: Paolo, per favore, stai calmo!
PAOLO: non dirmi di stare calmo! Cosa facciamo adesso?!
ANNA: Per favore, prenditi un bicchiere dacqua, respira, ma ti prego, stai calmo!
PAOLO: Ti ho detto e ti ripeto che non voglio sentirti dire queste cazzate va bene?! Mi spieghi cosa facciamo adesso? Rispondimi! O non sei in grado neanche di fare questo?!
ANNA: (cercando di calmarlo) Smettiladobbiamo mantenere la calma, capisci? Non possiamo farci prendere dal panico dobbiamo aiutarci lun laltro per uscire fuori da questa situazione..
PAOLO: Ma ti rendi conto delle cazzate che stai dicendo?!
Anna si fa avanti e gli da uno schiaffo
ANNA: Adesso basta, chiaro?!Siamo in questa situazione, ma non te ne sto facendo una colpaso perch lhai fattoe ora sono qui con te, daccordo?!
PAOLO: Cosa ne facciamo ora del corpo?
ANNA: Fammi pensare.
PAOLO: ( scioccato)Tu non sai nemmeno come si prende in mano una pistola! E successo tutto cos in fretta! tremo ancora! mentre guardavo quel maiale che cercava di violentartiio non ci potevo credere che stesse succedendo proprio a noi ho chiuso gli occhi e (alza il braccio come a riptetere il gesto di sparare)se soltanto
ANNA: (lo interrompe abbassandogli il braccio) Se che cosa? Se che cosa? Se non avesse perso la pistola? Se non gli fosse caduta di mano mentre mi metteva le mani addosso?!
PAOLO: (tremante) Ma cosa ci successo?
Silenzio.
ANNA: Tu credi che qualcuno possa averci visto?
PAOLO: No.
ANNA: Per potrebbero averlo fatto, non credi?
PAOLO: lo so, lo so, non ripetermi cose che gi so per favore!
ANNA: E allora?!
PAOLO: Allora finiscila, sono gi abbastanza nervoso per stare a sentire anche le tue stronzate!
ANNA: Paolo!! forse non hai capito la situazione! Qualcuno potrebbe averci visti, magari ci ha spiatiseguiti fin qui.. !
PAOLO: Forse dovremmo chiamare la polizia.
Silenzio.
ANNA: No!
PAOLO: No?!...ma
ANNA: (sottovoce, quasi sibilato) Non capisci?!
PAOLO: (quasi intimorito dallatteggiamento di Anna)Capire cosa?
ANNA: Se chiami la polizia, sar la fine.
PAOLO: Ma di cosa stai parlando? Sei sicura di stare bene? Stai calma!
ANNA: Paolo, non lo puoi fare! Non ora che le cose cominciavano a sistemarsi!...ricordi quel che mi hai detto prima di uscire stasera? Sono tua mogliee questo lo abbiamo deciso insieme! Non mi importa quel che successo! Davvero! Non credevo avrei avuto la forza di starti ancora accanto se mai fosse accaduto qualcosa di grave ed inveceora sento che possibile! Siamo sempre stati due perdenti nella vita, ma non lasciamoci sconfiggere anche questa volta! Ricordi cosa ti ha detto il tuo editore? Che il tuo libro potrebbe essere davvero un successo! Che potrebbe portarci parecchia fortuna! E soprattutto molti soldi! E sai bene quanto abbiamo bisogno di quelli, oltre ad una bella dose di stima reciproca non roviniamo tutto, ti supplico!
PAOLO: Ma Anna era legittima difesa!
ANNA: No, non stata affatto legittima difesae tu lo sai bene!
PAOLO: Ma cosa stai dicendo?
ANNA: Paolo questo non un film! E che se soltanto riflettessi su tutto quello che successo con la calma che tu chiedi a me di mantenere, capiresti che siamo in guai seri! non si tratta di legittima difesa! Ragiona!, quando sei arrivato lui mi aveva gi preso! e mentre cercavo di divincolarmi dalla sua stretta lui inciampato e e poi... gli caduta a terra la pistola
PAOLO: Si per
ANNA: Tu hai raccolto la pistola e gli hai sparato in pieno petto.
PAOLO: Ma lui stava per
ANNA: Lui non si mosso! Ha solo continuato a guardarti negli occhi, mentre lo uccideviEro l con te! Mi ricordo bene cosa successo! E poi siamo scappati via! Questo aggraverebbe tutta la situazione! Siamo fuggiti e ci siamo portati via anche la pistola! Capisci?
Paolo si siede, disperato
PAOLO: Oh mio Dio
ANNA: Mi hai difeso!, mi hai difeso! Per sono soltanto io ad averlo capito! Non cerano testimoni, nessuno capisci? Nessuno che possa confermare qualsiasi indizio a nostro favore! Se tu vai alla polizia e confessi tutto ora, ti diranno che hai sparato per uccidere ad un uomo disarmato!
PAOLO: Ma
ANNA: Non c nessun MA! avresti dovuto tenerlo sotto tiro e se avesse provato a muoversi, avresti potuto sparare prima in aria per spaventarlo e poi al limite verso di lui, ma solo per ferirlo! Solo che tu non lo hai ferito.
Paolo senza parole, immobile
ANNA: Ecco perch non voglio che tu chiami la polizia! Voglio uscirne, amore mio, come se nulla fosse mai successo, va bene? E non solo per i soldi, ma perch sono stanca anche io di vivere una vita in cui cerchiamo continuamente di rovinarci a vicenda! Sul serio! Siamo di fronte ad una scelta molto precisa: rimanere vicini ed affrontare quel che ci accaduto, oppure andare alla polizia e vedere le nostre strade separarsi per sempre.
Lo scuote
ANNA: Forza, rialzati! Quel bastardo mi stava facendo male davvero e se non fossi arrivato tu, sarebbe andato avanti!
PAOLO: Ci scopriranno
ANNA: Smettila per favore, non proprio il momento questo per perdersi danimo!
Lo alza in piedi
PAOLO: Non capisco
ANNA: Ma di che cosa stai parlando
PAOLO: C qualcosa di strano come se tutto avesse un tono cos surreale ora
ANNA: Basta Paolo! Io ho fatto come mi hai chiesto, sto mantenendo la calma, va bene? Ma ora non devi essere tu a lasciarmi sola!
PAOLO: Non questoanche tutu sei diversa
ANNA: Avanti, andiamo, ti aiuto io
PAOLO: Come?
ANNA: Ti aiuto a nascondere il corpo.
PAOLO: Dove?
ANNA: In cantinal perfetto poi quando far buio lo porteremo nel bosco e lo sotterreremo, daccordo?
PAOLO: Stai parlando sul serio?
ANNA: S, parlo sul serioci siamo dentro tutti e due, non ti lascio solo.
Pausa
Paolo si alza. Ed estrae dalla tasca la pistola.
Pausa di silenzio.
PAOLO: E questa?
ANNA: Mettila via, ma non nasconderla, potremmo averne bisogno.
PAOLO: Intendi dire per noi due?
ANNA: Ma cosa stai dicendo?! Assolutamente no! Senti ti devi calmare per favore. Devi essere lucido e ragionare!
Paolo fa cenno di si con la testa
PAOLO: Ti chiedo scusa
Pausa
PAOLO: Sono calmo.
Anna sorride.
ANNA: Bene, Ora per andiamo, dobbiamo metterci al lavoro, Io ti aspetto gi.
PAOLO: Daccordo.
Buio.
- 9 -
Allalzarsi delle luci la musica della canzone di De Andr DISAMISTADE invade il palco. Anna e PAOLO sono in piedi, di fronte al letto, in pigiama, ondeggiano come in trance, mimano un rapporto, intrecciando mani, braccia e volti, procedendo a ritmo di musica.
Dun tratto. Buio.
- 10 -
PAOLO urla. Le luci si accendono su di lui. E solo sul palco.
PAOLO: Lo ricordo bene!Erano i primi giorni destate. Faceva caldo e avr avuto allincirca otto o nove anni. Ero in piedi sul balcone. Mentre tu stavi partendo con i tuoi amici per il mare. Fu allora che udii mia madre singhiozzare dallinterno della stanza. Rientrai per vedere cosa fosse successo. Lei era l, in un angolo, mi guardava e si vergognava. Mi disse Vai a salutare tuo padre. Io non capivo cosa stesse succedendo. Sono dovuti passare parecchi anni perch capissi tutto, perch comprendessi il male che le stavi facendo e che le avresti fatto nei giorni a seguire. Facendo finta di niente. Le cose sarebbero finite molto presto. E per fortuna non finirono in discordia. Ma anche ora che tutto dovrebbe essersi risoltoio sento che lo solo per voi due, perch quando chiudo gli occhi sento ancora quel singhiozzare aldil delle persiane semi abbassate ed il senso di colpa mi assale, come se sentissi daver agito io al posto tuo, daver causato io quella sofferenza.
Buio.
- 11 -
Si ripete la scena precedente, con la coreografia sognante per poi nuovamente interrompersi con lurlo di Anna.
ANNA: Era sera ed ero triste, non volevo andare a dormire, quasi sapessi che il giorno dopo non ti avrei rivisto. Un asinello verde grande come me che mi avevi portato tu, questo ricordo e tu che mi hai presa in braccio e mi hai distesa nel letto. Sei rimasto poco, come sempre, e io mi sono alzata e sono tornata nel salone con i grandi. Le persone si ostinano a non raccontare lo cose ai bambini che, forse per istinto, le conoscono gi molto prima di loro.negare non dimostra forza ma debolezza, avrei affrontato la situazione
se l'aveste affrontata anche voi!!!
- 12 -
Si ripete la scena precedente, con la coreografia sognante
- 13 -
Squillo del telefono.
Luci sul palco. Anna e Paolo sono a letto. Paolo si alza e di corsa va a rispondere al telefono.
PAOLO: Pronto?
Nessuno
PAOLO: Pronto?!
Riattacca spazientito
Anna resta in silenzio e lo guarda. Paolo ricambia lo sguardo e fa cenno di no con la testa.
ANNA: Che ore sono?
PAOLO: Sono le 7 e mezza
ANNA: E presto
PAOLO: Gi. Ancora dobbiamo aspettare.
ANNA: Passer.
PAOLO: Vorrei che fosse gi notte, vorrei potermi gi liberare di questo peso!
ANNA: Lo so, lo so, per favore, stai calmoora vieni qui.
Paolo si va a sedere sul bordo del letto.
Paolo e Anna si guardano.
PAOLO: Anna io
ANNA: Shhhht!
Gli mette una mano sulla bocca e sorride.
Silenzio. Si guardano con tenerezza.
Pausa.
PAOLO: Non ti ho mai sentito tanto vicina come in questo momento
ANNA: E perch non ti sei mai realmente accorto di meio ci sono sempre stata
PAOLO: Possibile che la morte ci stia riavvicinando? un pensiero cos tetro..ma lo sento talmente vero ora..
ANNA: Il problema che cerchi sempre di dare delle spiegazioni cos filosofiche a tutto! (sorride) certo a volte accadono cose cos terribili e strane da non poter credere che ne nasca qualcosa di positivoeppure
PAOLO: Sai a cosa pensavo ora?
ANNA: A cosa?
PAOLO: E pazzesco manon riesco a distogliere i miei pensieri dal finale del mio librodovrei essere sconvolto e invece mi sembra di essere pi leggero e di avere quasi sotto mano la soluzione
ANNA: In che senso?
PAOLO: Ogni volta che mi siedo al tavolo per scrivere il finalemi manca ogni volta qualcosavorrei che risultasse una sorpresa anche per meinvece ogni cosa diviene poi troppo banale e non vale la pena dessere inserita.
ANNA: Forse pensi troppo, dovresti semplicemente guardare meglio dentro di tenon so, aprire gli occhi
PAOLO: Aprire gli occhi
ANNA: Gi
PAOLO: Tu come stai ora?
ANNA: Anche per me strano manon ho pi paura. Ce la faremo.
PAOLO: Le tue ferite?
ANNA: Niente. Non sento pi nulla. (sorride)
PAOLO: Forse la pagheremo per tutto questo
ANNA: Qualcuno che tu dovresti conoscere bene una volta ha detto la morte si sconta vivendo forse non dobbiamo pi avere paura.
Buio
PAOLO: (sottovoce) Portiamo subito il corpo nel bosconon voglio pi aspettareVai in garage, metti in moto e aspettami sul retro.
ANNA: Daccordo.
- 14 -
Ricomincia la musica dei Massive Attack, di nuovo la coreografia del sacco di juta, questa volta per sia PAOLO che Anna si agitano parallelamente in due singoli sacchi, dai quali ne emergono con la testa e con tutto il resto del corpo, quasi contemporaneamente.
Danno entrambi le spalle al pubblico. Dopo poco avanzano, contemporaneamente verso il proscenio. In silenzio, solennemente.
- 15 -
Luci bianche oniriche su PAOLO
PAOLO: Ho sognato e tu mi hai deriso anche in questo, dov la tua responsabilit, dove il mio destino? Tu sei svanito nel nulla abbandonandomi allo scherzo del sonno! Sono rimasto a guardare impotente al risveglioIl tuo silenzio palpabile come la tensione che in me non lascia spazio al perdono. E fu in estate che svanisti come la polvere, trasportato dal ventoe la domande senza risposta rimasero chiuse tra le mie labbra, quando ancora non avevo avuto il tempo di crescere per poterti comprendere.
- 16A -
Le luci si abbassano, alzandosi su Anna.
ANNA: Ho sognato dessere per te qualcosa in pi di un errore, ho desiderato con la forza, lamore che non mi hai donatoe ora il risveglio non dolce come lo schiudersi del sogno. E rimasta la forza e lamore le ha ceduto il posto, il dolore rimasto sulla pelle dimenticando il resto nelle lacrime che via via sono andate scivolando nel passato. Anche qui non sei venuto a salvarmi, anche qui sei rimasto distante. Il ricordo di te si addormenta ogni notte con il mio pensiero, ma non ho potuto rincorrerlo, questa volta mi ha travolto, e non lho potuto guidare
Buio. La musica si ferma. Luci improvvise. Nessuno sul palco. Entra Anna, correndo, eccitatissima.
- 16 -
ANNA: Paolo! Paolo!
Paolo non risponde. Lei si guarda attorno.
ANNA: Coraggio, Anna, stai calma, vedrai che andr tutto beneforza! Ora tocca a te.
Sospira
Paolo entra in quellistante.
PAOLO: Ciao tesoro!
Paolo entra e abbraccia Anna. Anche lui pare molto emozionato.
ANNA: Pianopiano, fai attenzione!
PAOLO: Che cosa ha detto il medico?
Anna tace e sorride.
PAOLO: Ma allora
ANNA: Tocca a noi...
Paolo sorride.
PAOLO: Quando?
ANNA: Se va tutto come devea dicembre.
ANNA: E il tuo libro?
PAOLO: Quale libro?
ANNA: il tuo
PAOLO: Ah, il complesso dedipo, misto a bordello Turco con finale apocalittico?
Anna ride
ANNA: S, quello!
PAOLO: Credo riscriver il finale, non mi convince per niente.
ANNA: Ah, perci
PAOLO: Ma perch a te piaceva?
ANNA: Posso essere sincera?
PAOLO: Devi
ANNA: Era proprio brutto
Paolo ride.
PAOLO: Ah ma ora.
ANNA: Ora com?
PAOLO: Ora lui viene investito da un camion carico di benzina, mentre attraversa la strada che porta alla chiesa nella quale si sta sposando la madreil camion prende fuoco, esplode, lui muore carbonizzato mentre la madre, che assiste dalla chiesa, colta da infarto. Rimarr il vedovo, che si annegher nellalcool per dimenticare.
ANNA: Ah.
PAOLO: Bello vero?
ANNA:mmmcertomolto
PAOLO: Gi
Pausa
ANNA: Senti, Paoloio
PAOLO: (interrompendola) Stavo scherzandoancora non ho trovato un finale adattoma ci sto lavorandopiuttostoho trovato lavoro al negozio del pesce qui allangolo
ANNA: Dici sul serio?!
PAOLO: S, hanno detto che mi prendono in prova per un mese
ANNA: Ma a te il pesce non piace!
PAOLO: Neanche il finale del mio romanzo, eppure lho scritto
Anna ride. Paolo anche..
ANNA: (indicando il pancione) Ancora non mi rendo conto.
PAOLO: Nemmeno ioma chi ci riesce mai veramente? Cos a freddo.
Si abbracciano.
ANNA: (staccandosi improvvisamente dallabbraccio) Non te ne andrai anche tu, vero?
Buio
- 19 -
(Musica improvvisa e angosciante)
Luce. Anna sta cercando di divincolarsi dalla stretta di un uomo. Paolo entra poco dopo. E rimane pietrificato dalla scena. Laggressore, a seguito di una gomitata di Anna, lascia cadere la pistola. Paolo, senza pensarci troppo la raccoglie, prende la mira con un po di indecisione. Nel frattempo laggressore si fermato, terrorizzato dalla situazione. Anna sorride nervosamente.
ANNA: Paolo
Paolo spara. Silenzio. Poco dopo, con sorpresa laggressore fugge via. Anna cade a terra, morta. Paolo, immobilizzato rimane fermo a guardare la moglie mentre muore e poi cade in ginocchio.
- 20 -
Si abbassano e rimane solo Paolo. E sconvolto. Si siede al tavolo e comincia a scrivere sul suo portatile.
PAOLO: La verit, sebbene incredibile, gli appariva ora come un limpido specchio di quel che era realmente avvenuto e finalmente si accorse di non mai sognato. Quella rivelazione stregata dal silenzio mistico nel quale era piombato lo aiut, ispirando il suo talento. Mise mano finalmente a quella pagina bianca che per mesi lo aveva tormentato e sulla quale egli stesso aveva proiettato la propria vita, cercando di riempire, con linchiostro e il dolore, luna e laltra
Pausa, respira profondamente, quasi piange.
PAOLO: Quella sera, lestraneo, quasi il male personificato, aveva cercato di strappargli lunica cosa al mondo che avesse avuto un senso, lui aveva cercato di difenderla con i dentima la fretta, la paura e forse lincapacit di essere un uomo anche in quel momento, lo aveva fatto tremaree la pistola trem con lui
Lestraneo era fuggito senza attendere un istante di pi e da quel momento lui aveva continuato a sognare una vita che non sarebbe mai stato in grado di vivereUn figliosuo figlio
pausa, appoggia la penna, si prende la testa tra le mani
PAOLO:suo figlio
Riprende la penna
PAOLO: Lei gli aveva detto di aspettare un figliochiss quale responsabilit sarebbe stata per lui, che ancora non riusciva ancora a rendersi conto di nulla che continuava a vivere nellattesa di poter riempirequella pagina biancache ora pareva galleggiare nella sua mente, come fosse lesistenza che non era mai riuscito a vivereNascose il corpo della donna, nella cantina, rimpiangendo la sua voce che ora era diventata muta come le pareti di quella casa ormai satura di dolore. Quando venne la notte caric il fardello nel cofano dellauto e si diresse, frastornato, verso il bosco. Trovato che ebbe un luogo adatto, seppell il corpo, consapevole che nessuno oltre lui avrebbe potuto sapere di quella disgrazia. Abbandonati entrambi al proprio destino da una vita che li aveva rinchiusi nella loro solitudine.
lunga pausa.
PAOLO: E le responsabilit del padre ricaddero su di lui. E questi ancora attonito osservava lo scorrere delle cose, come davanti al grande schermo di un cinematografo di provincia. La vita gli era scivolata tra le dita mentre la guardava come si guarda la pioggia dalle finestre appannate in una giornata dinverno
VOCE DI ANNA FUORI CAMPO : (come uneco) Piove ancora.
Ride nervosamente.
PAOLO: (si alza e barcolla) Lho finito! E questo si che un finale! Anna! Leditore e il suo socio rimarranno a bocca aperta e finalmente noi potremo cambiare vita! Mi spiace non averti detto subito di cosa parlava il mio libroma ne ero cos geloso da non volerlo condividere con nessunosai non mi capita spesso di imbroccare la strada giustaora invece e sai unaltra cosa? Avevi ragione!, c molto di autobiografico in quel che ho scrittoora sarai davvero orgogliosa di me
Si volta di scatto, ma c solo buio alle sue spalle.
PAOLO:..Vero Anna?
Nulla.
PAOLO:Vero?....Anna?
Squilla il telefono. Paolo risponde
PAOLO: Pronto?
Pausa
PAOLO: Ciao papfinalmentecome sto? Oh benissimo e tu? Anna?...Anna in cucina molto presa.. sapessi com brava a cucinare! Ma perch non venite qui una sera, tu e la mamma? Cos potreste.
Lentamente si abbassano le luci e si alza la musica.
FINE