Aria paesana

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Farsa in un atto di peppino de filippo

ARIA PAESANA

Farsa in un atto di peppino de filippo

Rielaborata per teatro dilettantistico da antonio(tonino) termine

PERSONAGGI           

ZIO GIOVANNI

ZIA TERESA

VITTORIO   loro nipote

SALVATORE servitore

VINCENZINO amico di vittorio

EGIDIO compare di famiglia

SIGNORA ORSOLA amica di teresa

ANGELA figlia di orsola

La scena deve rappresentare una sala da pranzo:

Al fondale di destra un piccolo tavolino con un giradischi, possibilmente vecchio, e un quadro in parete; al fondale di centro  un mobile con una pianta al lato e in parete un quadro; al fondale di sinistra un altro mobile con sopra delle riviste e giornali  alla rinfusa. Al centro del palco un tavolo con quattro sedie con sopra un vaso con fiori non tanto freschi e una moltitudine di fogli da disegno.

Ai lati dei fondali, davanti,  due grosse piante.

 Le entrate e le uscite dei personaggi, devono avvenire dalle aperture tra il lato sinistro e destro della scenografia, chiuse con un telo nero, immaginando due ipotetiche porte della stanza.

Il sipario si leverà lentamente sul motivo di un disco. Vincenzino è il primo in scena, seduto vicino al giradischi, fischiettando lo stesso motivo del disco. Dopo poco Salvatore, il servo di casa,  entra da destra, tra le mani una macchinetta del caffè, si ferma un istante presso il giradischi, ed esce poi per la sinistra, canticchiando malamente lo stesso motivo del disco, sotto lo sguardo interrogativo di Vincenzino.

Vittorio– (  entra dalla destra annodandosi la cravatta.  Ferma il disco,  si rivolge a Vincenzino )     Immagino come ti sarai diverito……………

Vincenzino– ( alzandosi ) Tanto!… ho ballato tutta la notte. Questa mattina ho ripreso la corriera ed eccomi qui un’altra  volta. Caro Vittorio, le grandi città, sono grandi città!!

Vittorio – Senza dubbio!

Vincenzino– Mi sono divertito immensamente. Già avevo fatto due giorni a Milano, un giorno a Roma e cinque a Napoli…. Immagina un pò se potevo pensare a raccomandare i prodotti della mia Casa! ( con aria insufficiente )  Non sono riuscito a vendere una sola penna stilografica!

Vittorio– Nessuna volontà di fare il rappresentante!

Vincenzino– A me piace la vita spregiudicata, allegra, senza problemi! In questo paese invece ( tono esasperato) è una vera sofferenza………

Vittorio – Per me si tratta di poco tempo ancora, poi, vi saluto tutti. ( cenno con la mano)

Vincenzino – Conoscerai la vera vita…… imparerai a vivere!

Vittorio – Soprattutto voglio crearmi un avvenire, una vita indipendente.

Vincenzino – Certamente…. Ormai sei maturo per fare questo passo.

Vittorio - ( fa girare nuovamente il disco e accenna un movimento di gambe ) Mi piace questo motivo.

Vincenzino – E’ uno dei grandi successi americani.

Salvatore – ( entrando con premura da sinistra ) Basta….. basta….. smettetela di suonare. ( tono allarmato) Lo zio è tornato proprio adesso!!!

Vittorio – ( fermando il disco  e con tono irritato ) Santo Iddio…. Ma è un vero martirio ( allargando le braccia )

Vincenzino– Che novità è questa? Non puoi neanche far suonare un disco quando ti pare e piace?

Vittorio  - ( stesso tono ) Zio Giovanni è fatto così….. ha le sue idee!! ( fare l’atto con la roteazione delle mani )

Salvatore – ( con aria entusiasta ) A me, invece, piace tanto sentirlo cantare. E’ bello…. ( pausa, poi con tono rispettoso  )…  Ma, come fate per farlo girare?

Vincenzino – ( sorridente, avvicinandosi all’oggetto ) E’ facilissimo….. (mimando le parole ) si sposta  questa leva e il disco gira, poi  si mette sul disco il picchetto e il disco suona!! ( il giradischi deve suonare )

Salvatore  - Ih, che bello!!! ( battendo le mani )

Giovanni–  ( la voce deve sentirsi al di fuori della scena ) Salvatore!! … Salvatore!!….

Salvatore– ( spaventato ) Il padrone, il padrone ha sentito!! ( contemporaneamente Vittorio ferma il disco, Salvatore si avvicina alla porta di sinistra ) Subito padrone……

Vittorio– Se questo apparecchio fosse il diavolo, zio Giovanni ne avrebbe meno antipatia. Sarà meglio  scendere un po’ e fare quattro passi. Vado a vestirmi e torno subito!

Vincenzino – Ti aspetto…. Ma non vorrei che restando qui, i tuoi se la prendessero a male…. Lo sai che zio Giovanni e zia Teresa credono che io ti porti per cattive strade.

Vittorio – Non fare lo stupido…. Io faccio il comodo mio …. Non temere, aspettami.

Vincenzino – Fai presto.

Vittorio – Cinque minuti ( ed esce dalla parte sinistra della scena )

Salvatore - ( indicando timidamente il giradischi ) A me, invece, piace tanto sentirlo suonare, è bello!! Ma suona tanto forte… che il padrone…

Vincenzino – Si può farlo suonare  in sordina, è facile, vuoi vedere? Si abbassa il volume ( nell’istante prende una tovaglia e la mette sopra il giradischi in modo da attutirne il suono ) Senti!  ( Poi ritoglie la tovaglia e la voce torna normale )

Salvatore – ( meravigliato )  Che bello!!

Vincenzino – Sai ballare?

Salvatore - ( timidamente ) No.

Vincenzino – T’ insegno io. ( sul motivo del disco, accenna qualche passo di danza che Salvatore deve imitare goffamente ) Bravo…bravo sempre così..

Giovanni – ( entra dalla sinistra, inosservato. Si ferma un istante a guardare i due che ballano, poi con aria decisa si avvicina al giradischi e lo spegne. Vincenzino vede Giovanni e si allontana da Salvatore il quale preso dalle mosse di danza goffamente imitate, non si accorge della presenza del padrone. Girandosi  lo vede e spaventato cerca di giustificarsi con gesti confusi ) Quante volte ti ho detto che quello strumento non voglio sentirlo? Quante volte?!

Salvatore– Ecco, padrone…..

Giovanni– Basta!! ( e come un atto abituale, con calma ) Girati!

Salvatore - ( con tono spaventato) Ma io….

Giovanni – ( tono severo e forte ) Girati! ( Salvatore con aria rassegnata, testa china, gira le spalle all’uomo, il quale gli assesta un calcio nel sedere )  Ecco!! Va via!!!

Salvatore - ( tono di voce piagnucoloso) Ecco!…. Bella vita……. Bella ricompensa …( al pubblico, invitandolo a partecipare alla strofa ) Più sei buono e ti tirano le pietre.. più sei bravo e ti tirano le pietre…. Più lavori e ti tirano le pietre…Qualunque cosa fai, qualunque cosa dici… tu sempre pietre in faccia prenderai!!!( scuotendo la testa esce dalla scena a destra. Il tutto mentre gli altri due guardano la scena con aria sbigottita )

Giovanni – ( a vincenzo con tono ironico, indicando il giradischi ) Questa pure fu una delle vostre belle idee! Non bastava la radio del caffè, qui di sotto, che ci delizia tutto il  santo giorno!!

Vincenzino– Vi sbagliate,  fu Vittorio…. Che profittando della mia andata a Napoli, mi pregò caldamente di comprargli  un giradischi, ed io….

Giovanni– ( sempre ironicamente ) Così da due mesi non sentiamo altro che sempre la stessa musica  ( deve accennare goffamente il motivo )….. la mia testa è diventata un pallone!! Ma già ( sempre ironico) quelle sono le macchine del progresso, come dice mio nipote. Da quando ha comprato questo aggeggio ( indicandolo con il dito ) questo paese è diventato l’inferno per lui! Se ne accorgerà, o si, se ne accorgerà poi!

Vincenzino – Difatti…. Dice che deve andare a Milano perché ha vinto un concorso importantissimo…. E non appena lo manderanno a chiamare…..

Giovanni – Già!…

Vincenzino- E voi?

Giovanni– E io cosa c’entro? Sono vecchio ormai, lui è giovane ed a diritto a vivere come meglio gli piace. Avrei dovuto ostacolare la sua aspirazione? Sarei stato un egoista. Invece mi è piaciuto raccomandarlo a quel mio compare, persona importantissima,  e sono riuscito a fargli ottenere quello che lui voleva! Certo ( di nuovo tono ironico ) se gli amici non avessero parlato continuamente di Roma, Napoli, Milano…… come le “ Mille e una notte “: locali notturni, donne, divertimenti…….. Se gli amici avessero parlato meno……

Vincenzino – ( con aria offesa ) Don Giovanni….. se parlate degli amici…..  posso garantirvi….

Giovanni– ( interrompendolo ) Cosa c’entrano gli amici?! …. Gli amici non c’entrano. Io parlo di Voi. Speriamo che gli vada tutto bene. Al contrario, la porta di casa mia resterà chiusa per sempre. (ironicamente) Mi spiego?

Teresa– ( deve entrare dalla sinistra tendendo una camicia tra le mani ) Vittorio? ( vedendo poi Vincenzino, con aria  di rimprovero gli dice ) Ah, voi siete ancora qua?

Giovanni – ( tenendo lo stesso  tono ironico, accompagnato con gesti delle mani ) E’ da un pezzo che ci onora della sua gentile ed onorata presenza ( inchinandosi )

Vincenzino – ( con tono signorile ) Attendo Vittorio…. È in camera sua…

Teresa– ( chiamando verso la porta di destra ) Vittorio!! Vittorio!! Vittoriuccio !!!

Vittorio – ( sta entrando dalla stessa porta ) Eccomi zia, cosa c’è?

Teresa – ( porgendo la camicia ) Voglio che ti cambi la camicia. Ieri sera, mentre giocavi a briscola col compare Egidio, ho visto che avevi i polsini sporchi.

Vittorio– ( guardandosi le maniche ) Già!….Ma sai, si sporcano facilmente quando uno lavora ….

Teresa– Vuoi cambiarla?

Vittorio -  Zia, mi sono vestito adesso, me la trovo pronta per domani mattina…. ( a Vincenzino, facendogli ammirare l’abito che indossa.) Ti piace il nuovo vestito?

Vincenzino- (ammirando e toccando ) Bene, bene…

Vittorio – ( alla zia ) Ti piace zia?

Teresa– Tanto! E’ veramente bello!

Giovanni – Fammi vedere ( Vittorio si deve avvicinare e lui comincia a guardarlo ) Mi sembra un po’  troppo attillato! Peccato! Questa stoffa poi, un colore….

Vittorio – E’ la moda zio. Ma senti che stoffa ……

Giovanni– ( toccando l’abito ) La stoffa è buona… ma hai speso molto!!!

Vittorio– Si capisce, il primo sarto del paese, vero Vincenzino?

Giovanni – ( ironicamente ) Ah, voi lo avete indirizzato giù in paese? ( rivolto alla moglie e con tono ironico )   Terè, hai sentito, è stato lui a fargli cambiare sarto…..

Vincenzino – Calma… calma…. Lui ( indicandolo ) mi pregò di accompagnarlo……

Giovanni- ( interrompendolo e guardando il nipote ) Il nostro sarto, don Rocco, ti ha servito per tanti anni, ti ha fatto i primi pantaloni lunghi…….

Vittorio– ( con voce irritata ) Zio, non facciamo paragoni….

Giovanni – Perché, che hai da dirgli? E’ cavaliere, ha un fornito negozio che conduce in modo egregio, è barbiere….. che altro deve saper fare?

Vittorio– ( sempre ironicamente ) Il sarto! Sarà cavaliere, saprà fare la barba…… ma non sa cucire….

Giovanni – ( in tono scandalizzato ) Gesù, spero che scherzi! Ma se quello veste la miglior aristocrazia della Provincia

Vittorio – ( tono ironico ) Si, qualche contadinotto, qualche pecoraio.  Mi voglio rovinare, mettiamoci anche qualche  taverniere…..

Giovanni– ( tono abbattuto ) Ormai con te non si ragiona più su certi argomenti.

Teresa – ( tono bonario) Va bene, non è il caso di farne una discussione. E’ stato un capriccio e la prossima volta Vittorio si farà servire da don Rocco.( l’uomo verso il pubblico deve far

segno di non essere d’accordo )

Giovanni– Speriamo. Ho incontrato questa mattina don Rocco in farmacia, quasi piangeva poverino  “ Ma come? ( deve mimare e cambiare tono di voce, come se fosse un’altra persona   ) Il signorino si è fatto il vestito nuovo da un altro?”. ( tono normale rivolgendosi a Vittorio ) Gli ho promesso, dico, gli ho promesso, che ti farai da lui il cappotto nuovo per quest’inverno. Siamo d’accordo?

Vittorio – ( con aria insufficiente) D’accordo zio….

Giovanni– ( trionfante ) Qua la mano …

Vittorio – ( aria insufficiente ) Qua la mano…..  ( e fare l’atto di stringersi la mano)

Teresa-  ( tono amorevole ) Adesso non ti sciupare il vestito, sei bellissimo…

Vittorio– Stai tranquilla zia. ( poi si deve rivolgere a Vincenzino ) Vado a prendere il cappello  ed usciamo. ( esce dalla sinistra )

Teresa- ( ammirando il giovane con aria sognante ) Come è bello, come è elegante. Che bella figura!

Giovanni– La stessa del padre buon’anima.

Teresa – Quanto ci costa. Sono venticinque anni che vive con noi. Da quando morirono i suoi genitori lo prendemmo con noi. Com’era bello!!!  Bello come un batuffolo di ovatta!!

Giovanni– L’ammirazione di tutto il paese. Forse l’invidia di tutto il paese!

Vincenzino – Ormai è cresciuto e….

Giovanni -  ( sentendo la voce dell’uomo, si innervosisce ) Mmm, perché secondo voi doveva rimanere piccolo? Voi siete cresciuto?

Vincenzino- ( deve rispondere con i gesti delle maniin segno di essere d’accordo)

Giovanni- E lasciate crescere anche gli altri. Voi aprite la bocca solo per dire fesserie…

Teresa– Intanto, ecco come ci ricompensa! ( imitando più o meno la voce di Vittorio ) Voglio partire… voglio partire. Devo andare a Milano, ho vinto il concorso…. Devo crearmi un avvenire!!!

Giovanni – ( rivolto alla donna ) Terè, lascialo vivere, lasciagli fare quello che vuole…. Tu non capisci niente! ( contemporaneamente Teresa risponde con i gesti della mano,  come per ringraziare ironicamente l’elogio del marito )

Vittorio– ( entrando dalla destra. Deve rivolgersi all’amico ) Eccomi pronto. Hai una sigaretta?

Vincenzino– No.

Teresa– Non hai sigarette? ( si dirige verso una delle uscite e forte, mentre Vittorio parlotta con l’amico e Giovanni osserva la scena,) Salvatore! Salvatore?

Salvatore – ( dal di fuori ) Cosa volete?

Teresa– Vai a prendere per il signorino un pacchetto di sigarette e torna subito.

Vittorio – Lascia stare zia, adesso scendo  e le compero da me.

Teresa– ( avvicinandosi ) Non sta bene che tu vai da quella persona.

Vittorio – (  con tono meravigliato ) Perché?  E’ una brava persona la tabaccaia.

Giovanni – Tu non andarci…. Si è saputo che la signora tabaccaia da un po’ di tempo a questa parte  non si comporta bene ( bisogna accompagnare la frase con il gesto delle corna e un sorriso ironico ) verso il marito. Per solidarietà abbiamo deciso di non frequentare la bottega.

Vittorio – Poverino!! Ah le donne! ( si rivolge all’amico ) Andiamo Vincenzì.

Teresa – Aspetta…. Dove vai?

Vittorio – Al bigliardo, perché?

Teresa– Alle sei  verrà qui Angela con la madre …. Te ne rammenti! ….  Vengono per  combinare il matrimonio………

Vittorio – ( con calma, ma distaccato ) Ormai te lo sei ben impresso  nella  mente eh?…..

Teresa– Perché? Ieri sera c’eri anche tu, quando con la signora Orsola fissammo l’appuntamento per oggi… ( contemporaneamente Giovanni deve gesticolare di nascosto, la disapprovazione delle parole  dette dalla donna )

Vittorio –  ( mimando con le mani le parole ) Ma come si può discutere un matrimonio senza conoscere l’altra parte!

Teresa– ( con calma ) La conoscerai oggi e vedrai (con enfasi) che ti piacerà…… è una buona e virtuosa ragazza: educata nel Collegio delle Rondinelle, tutta casa e chiesa!

Vittorio – Comprendo, ma devi capire….( ma deve osservare Giovanni, che non visto da Teresa, gli fa dei cenni come per dire “ Lascia correre per adesso, io sono d’accordo con te “ ) …. Va bene zia, farò come vuoi, alle sei sarò qui….

Teresa – (contenta) Bravo!

Vittorio – Vado allora ( deve fare l’atto di salutare i due personaggi. Poi si avvicina a Vincenzino e si allontanano dalla parte destra )

Giovanni – (  notando lo scuotimento della testa di Teresa) Vorrei sapere perché devi prendertela tanto a cuore. Vuoi proprio ammalarti? Vuole andare via…. Che vada! Ormai è un giovanotto….

Teresa – ( con la voce forte ) Parli proprio bene tu! Lui vuole andare via e noi glielo permettiamo!!

Giovanni – ( in tono ironico ) Uhm…vorresti mettergli le catene al piede?

Teresa-  Dici davvero. Bisogna, per il suo bene, fare tutto il possibile per non fargli commettere questa stupidaggine! Di questi tempi allontanarsi dal proprio paese…….Meno male, oggi verrà qui anche il compare Cav. Egidio ed anche lui gli farà un discorsetto, come si deve.

Giovanni – ( in tono poco convinto ) Hai fatto bene. ( adesso cambiare il tono con ironia ) Il compare Cavaliere è un uomo molto (  tono ironico ) dico molto autorevole…….. Tanto autorevole che sua moglie gli sfascia sempre ‘a capo….. (sorrisetto ironico)

Teresa– ( in tono adirato) Dio non voglia, ma se Vittorio dovesse andar via, noi da questa casa ce ne andiamo!!!

Giovanni– Dopo una vita passata tra queste quattro mura io cambio casa? Che bella pretesa…….

Teresa– Allora dimmi come faremo?

Giovanni – ( in tono angosciante) Lasciami respirare, lasciami vivere in pace!!! (allargando le braccia)

Teresa- ( non sentendo le parole di Giovanni, in tono normale ) Ci trasferiamo nella nostra proprietà di Ranocchia!

Giovanni - ( in tono paziente ) Ci trasferiamo a Ranocchietta, contenta?

Teresa– ( continuando a non ascoltare il marito, sempre in tono normale ) L’unica speranza è il matrimonio con Angela….. Angela  è una ragazza  piacente, chissà che non sia capace di fargli cambiare idea.

Giovanni  - Ho capito, arrivati a questo punto della discussione, come al solito ti pianto e me

ne vado. ( fa l’atto di uscire )

Teresa– ( come destata da un sogno ) Perché?

Giovanni– ( fermandosi) Perché sei  ‘na capo tosta! Batti sempre questo tasto: Angela, Angela eternamente Angela! Uffa!! Angela  è una ragazza cresciuta nel collegio delle Colombelle …..

Teresa– ( con tono irritato) Rondinelle…. Rondinelle…..

Giovanni - Colombelle…. Tortorelle…. Rondinelle… ma che vuoi che sappi come far innamorare un uomo come Vittorio!! Sai quante e quali donnine avrà intorno…. ( tono ironico) Teresa mia cara, altra qualità di carne ci vuole per Vittorio!!! ( ed esce seguito dalla moglie. Appena scomparsi dalla scena, deve entrare di corsa Salvatore.)

Salvatore– Ecco le sigaret… ( deve fermarsi tendendo il braccio dove tiene l’oggetto.. notando che nella stanza non c’è nessuno, depone le sigarette sul tavolo,  fa l’atto di uscire, ma si ferma vicino al giradischi. Lo deve guardare con curiosità. Deve far l’atto di toccarlo  con aria timorosa, tremolante. Poi, sempre con aria sbadata, mette l’asta sul  disco e subito comincia a suonare. Deve fare un balzo di stupore, poi impacciatamente cerca di chiuderlo, senza riuscirci. Deve incominciare ad accennare un movimento goffo di danza. .Non deve accorgersi che sta arrivando gente.)

Giovanni – ( entrando dalla sinistra, seguito da Teresa ) Guardalo….. è lui!! ( e non visto si avvicina furtivamente dietro le spalle di salvatore )… Bravo!!

Salvatore– (fare un salto, per dimostrare stupore e paura ) Sig…sig…. signor Gio… Giovanni!!!

Giovanni – ( senza scomporsi, fa cessare il suono. Poi si rivolge alla donna ) Insomma, ho ragione si o no?

Salvatore – Ma padrone….. io….

Giovanni – ( senza cambiare tono di voce) Quante volte te lo devo dire che non mi piace sentire questo strumento? Devo tollerare anche te, oltre mio nipote?….. Girati!( Salvatore con aria rassegnata deve girarsi per voltargli le spalle ed aspettare il solito calcio. Giovanni prende la mira, ma deve far la mossa di perdere l’equilibrio non riuscendo a restare in piedi su una gamba, , quindi con rammarico rinuncia al  tiro) Per questa volta non fa niente…. Va via!  ( e si allontana per andare a sedersi )

Salvatore – ( tra se) Meno male, sono stato graziato!!

Giovanni – Non farti sorprendere un’altra volta, perché ti rimetto sulla strada. Ritornerai a chiedere l’elemosina  come quando era in vita quello sfaccendato di tuo padre.

Salvatore – ( senza curarsi delle parole, vedendo la donna ) Le sigarette……                             ( contemporaneamente deve suonare un campanello)… L’ingresso ………( aggiunge indicandolo)

Giovanni– Ebbene? Vai ad aprire la porta. ( Salvatore esce di scena ) Quello fa lo spiritoso perché sa che tu lo proteggi. ( parlando alla donna, che non deve ascoltarlo. Deve guardare verso l’entrata della scenografia )

Salvatore – ( ritornando)  C’è Madre Orsola con una monaca….( indicando con la mano)

Giovanni-  ( alzandosi) Cosa dici? Vuoi dire la signora Orsola ? ( abbassando il tono di voce) Stupido, quella è permalosa e nervosa…..( Poi volge lo sguardo verso l’esterno e forte)

Accomodatevi signora Orsola!!

Orsola– ( tutta vestita di nero, monacale.  E’ seguita, per mano,  da una ragazza vestita da collegiale, occhiali con lenti spesse; pettinata con le trecce e deve camminare goffamente ) Grazie! ( deve chinare la testa ) Salute e bene!. 

Giovanni – ( vedendo le due donne deve fare un salto di spavento. Tra se ) Hanno aperto le porte del Convento!!

Teresa-  ( andando incontro per salutare ) Buonasera signora Orsola. ( Si rivolge a Salvatore) Le sedie… ( Si deve contemporaneamente movimentare la scena con Salvatore che prende le sedie e le porge alle nuove venute.)

Orsola – ( sedendosi insieme alla figlia, sempre tenendola per mano) Grazie ragazzo. Ragazzo grazie, grazie ragazzo!

Giovanni  - ( Ironicamente) Ragazzo spazzola!!

Orsola – ( tono risentito)  Cosa avete detto?

Giovanni  - ( Tono impacciato indicando Salvatore ) Dicevo al ragazzo di prendere la spazzola…. Siete impolverata.

Orsola – Grazie….

Teresa – Signora Orsola, un bicchierino di nocillo lo accettate?

Orsola – Perché tanto fastidio.

Giovanni– ( sempre ironicamente) Per noi  è un piacere. Lo teniamo in casa apposta per offrirlo agli ospiti di riguardo…come siete Voi e la Vostra leggiadra  figlia. ( la ragazza deve rimanere sempre impassibile, assente. Da quando è entrata muove lentamente la testa a destra e sinistra. Giovanni la guarda con aria stupefatta ed incredula ) Salvatore, in dispensa , nella terza scansia, prendi la bottiglia  di nocillo ( e deve porgere la chiave all’uomo che esce ) la “madama Pompadour”, la bottiglia dimezzata. ( A Teresa, ironicamente ) La “Pompadour” quando nessuno la vede si scola il contenuto…. Giustamente anche lei vuole la sua parte, se lo porta tutto il giorno sullo stomaco!!

Teresa – ( senza far caso alle parole di Giovanni, si rivolge alla donna ) Vittorio a momenti sarà qui!!

Orsola – ( sempre in tono sostenuto) Come, non c’è? Sapeva che saremmo venute?

Teresa– ( impacciata ) Si

Orsola – ( sempre sostenuta ) Poca cortesia allora, verso di me e verso mia figlia.

Teresa – Ha dovuto uscire per un affare urgente.

Orsola– Lo aspetteremo allora. ( un istante di silenzio deve regnare nella sala)

Teresa – ( cercando di rompere il silenzio) Vedi Giovanni, che bella figliola ha la signora Orsola. Tu la conoscevi?

Giovanni – ( imbarazzato )…….Da grande no. La ricordo piccina, prima che entrasse nel convento delle… delle Cornacchie…

Teresa  - ( immediatamente) Delle Rondinelle!!

Giovanni – Scusate ( chinando il capo. Poi sempre guardando la ragazza, piano alla madre). Ma perché muove la testa così?

Orsola – E’ un vezzo

Teresa– ( ironica ) E’ un vezzo.

Giovanni– ( ironico ripete) E’ un vezzo….. Veramente bella!! ( nell’istante entra Salvatore con il vassoio, completo di bottiglia e bicchierini ) Coso, dai a me. ( prende la bottiglia, una bottiglia a forma di donna. la osserva) E’ al segno giusto…..però mi pareva più scuro.

 ( guarda Salvatore, il quale assume un’aria disinvolta ) Pazienza!! ( e comincia a mescere il contenuto nei bicchierini ). Cara “Pompadour” quanto sacrificio fai a portare tutto il giorno

questo fardello! Fortunatamente, ogni tanto,  c’è qualcuno che ti allevia da questo triste peso!

( gli altri, pur imbarazzati, devono far finta di nulla, sentendo questo monologo) Ehi tu, coso, servi! ( rivolgendosi a Salvatore: il quale prende ogni bicchierino e comincia a porgere agli ospiti)

Orsola– Grazie. Prendo anche quello per la bambina ( e fa l’atto di prendere l’oggetto, lo porge alla ragazza. In tono forte) Angela il liquore!!

Angela– ( deve prendere l’oggetto con indecisione ). Grazie ( e immediatamente deve bere tutto d’un fiato. Contemporaneamente deve far l’atto di sentirsi soffocare e tossire)

Orsola– ( batte immediatamente con il palmo della mano la schiena della ragazza ed indicando il soffitto, le dice, avendo cura di scandire bene la parole)    La Madonna…… guarda la Madonna!             ( Angela guarda in aria e cessa di tossire, mentre Orsola dice a Giovanni) E’ troppo forte, non è abituata.

Teresa – Povera bimba…..

Orsola – ( carezzando la ragazza) Povera creaturina……

Giovanni – ( tra se) Povera disgraziata! ( a Salvatore) Tu, porta via tutto ( e deve porgergli il vassoio con il contenuto. Salvatore prende il tutto e correndo esce dalla scena.. Contemporaneamente si deve sentire un rumore  di vetri rotti ) Oddio! ( tono preoccupato) la “Pompadour” è caduta….  la “Pompadour” ci ha lasciato, Terè! ( nel frattempo deve riapparire Salvatore con la braccia larghe in segno di scusa)……… Disgraziato!! ( deve far l’atto di  avventarsi contro il servo, il quale cerca di evitare il colpo).

Teresa – ( immediatamente, deve sdrammatizzare la scena ) Dunque, cara signora Orsola, voi siete veramente contenta  che Vittorio sposi la vostra Angela?

Orsola – ( con aria insufficiente) Ma…..

Giovanni – ( sarcastico, immediatamente) Pure!

Orsola– ( continuando imperterrita) …. Si, non trovo niente in contrario…( far notare le gesta  ironiche non viste, di Giovanni verso la donna come dire “ volessi qualcos’altro”,) Sono contenta, pur sapendo che maritando mia figlia resterò sola completamente: Sono vedova da vent’anni lo sapete.

Giovanni -  ( ironico) Vent’anni!! Come passa il tempo, poverina….

Orsola– ( risentita) Perché poverina…..

Giovanni – ( ironico e malizioso) Nel senso che……… ( accompagnare con il gesto delle mani la malizia)

Orsola– ( sempre risentita) ….Nessun senso!! Io sto bene così!

Giovanni – Ci state bene?

Orsola– ( in tono altezzoso ed indispettito) Benissimo!!

Giovanni– E restateci per altri cent’anni!

Orsola-  Come prima condizione al matrimonio, è che maritandosi, mia figlia dovrà rimanere qui in paese…. ( in tono imperioso alzandosi ) Da Montespina non si parte!!! Non si parte da Montespina !!!

Giovanni– ( in tono scherzoso) Signori si scende!!

Teresa – ( immediatamente) Si capisce questo è anche il nostro desiderio.…. Vittorio porta una dote di svariati milioni oltre le proprietà di …..

Orsola– ( tenendo sempre un contegno altezzoso) La mia bambina anche di più…….

Giovanni – ( piano alla moglie) Terè …. credo che  a Vittorio rifiliamo una “patacca”….

Teresa– ( imbarazzata, alla donna) ……Sono giovani tutte e due, chi potrà essere più felice di loro? ( Giovanni tossisce in segno di mancato accordo)

Orsola– Voi, don Giovanni, che ne dite?

Giovanni – (tra se) Ditemi voi se posso rispondere?….. (alla donna) Cosa posso dire? ( fa l’atto di prendersi un sigaro dalla tasca e fa per accenderlo)……Scusatemi,  disturba il fumo?

Orsola– ( subito e forte) Si….. la bambina!!

Giovanni – ( innervosito dalla risposta, scontento rimette via il sigaro) ….Mi sembrava che  la “bambina” amasse il fumo, ormai siamo moderni…… Ah, già, la “bambina” vive nel Collegio delle ”Civette”……..( le donne si girano di scatto)…… delle “Rondinelle”…. ( per togliersi dall’imbarazzo, si allaccia immediatamente alla domanda di Orsola )….. Io sono contento quanto lo siete voi, ma più di noi lo debbono essere i ragazzi. Come a voi sta a cuore la felicità di vostra figlia, pensate a noi quanto ci possa stare a cuore quella di nostro nipote!! (      indicando con un gesto poco rassicurante la ragazza ). Noi purtroppo non abbiamo avuto figli, Vittorio, quindi è per noi più d’un figlio….. ( pausa ) … Vorrei chiarire un punto che mi pare importante: se non dovessero piacersi i due ragazzi, amici più di prima……

Orsola – ( sempre altezzosa) Certamente, bisogna vedere se la “bambina” è attratta dal giovanotto! (Giovanni accompagna la frase con gesti ironici)……. Si capisce, se non dovessero piacersi, amici più di prima….

Giovanni – Siamo poche le famiglie in paese ed è bene guardarci con cordialità. Ogni gioia, ogni dolore è comune…… ( pausa )….. Chiariamo dunque: amici più di prima!!!

Orsola– Amici più di prima!

Giovanni– Voi che ne dite Angela? ( a Teresa) Più di tutto è la …. ( tono ironico)….. la donna  che deve dare il suo parere. Come si dice? La donna è l’angelo tutelare della famiglia: il profumo e la gioia del focolare domestico. ( di nuovo verso la ragazza ) Allora? Che ne dite Angela, siete contenta di sposare Vittorio? ( la ragazza deve rimanere impassibile, sempre con il suo tic.) Siete contenta di sposare Vittorio? ( deve ripetere la frase). Angela? ( ad Orsola) Ho detto qualcosa che non dovevo? Perché non risponde?

Orsola – ( questa volta confusa)…. Voi forse non sapete signor Giovanni………….Angela è ….. è un  po’…..ma che dico…. lievemente sorda….

Giovanni – ( dopo breve pausa) Amici più di prima vero? ( a Teresa piano) ….Oltre ad avere il “ Vezzo “  di essere ciecata, di muovere la testa a mo’ di batocchio, è pure sorda! ……… No, quella non deve vivere nel Collegio delle….. delle “Cose” la, come accidenti si chiamano?! Quella deve vivere nel Collegio della Madonna di MonteVergine!! Soltanto San Gennaro può metterci le mani!!…

Orsola-   (  incurante  dell’imbarazzo procurato ) Da parecchio la sto facendo curare e migliora di giorno in giorno. Fu la conseguenza di un violento attacco di morbillo! ( si rivolge alla ragazza, scandendo la parole )  Angela! Rispondi al signor Giovanni….. guarda la bocca…. I movimenti…. ( Angela  lentamente, con aria assente, si gira verso l’uomo e attende a bocca aperta che costui parli )

Giovanni– ( tono forte, imbarazzato) Voi…. Siete contenta di sposare?…. di sposare?…….

Orsola– ( risentita) Non occorre di parlare forte…. Basta scandire bene le parole…. Capisce subito!!

Giovanni– ( scandendo le parole) Uhm! Voi…. Siete contenta di sposare? ( La ragazza non

risponde. Giovanni si rivolge ad Orsola) Non ha capito!…. ( poi ripete la frase verso la

ragazza che resta ancora impassibile) Voi siete contenta…. siete contenta…. voi…. Angela….( innervosito si rivolge piano a Teresa)  Ti pare possibile fare questo regalo a Vittorio!!! ( Poi di nuovo verso Angela, accompagnando le parole con i gesti della mano) Voi siete contenta di sposare?…..

Angela– ( finalmente, con aria sciocca, nascondendosi la faccia, in segno di vergogna, muove la testa freneticamente, accondiscendendo)

Teresa – ( rivolta a Giovanni) Vedi,  le fa piacere!!…

Giovanni– ( sempre piano alla moglie)  Tu dici?  Ma avrà capito cosa deve fare come donna……..

Teresa – ( sdrammatizzando la situazione, in tono normale si rivolge ad Orsola ) La casa dove andranno ad abitare, i nostri giovani, dopo il matrimonio,  si trova appena cento metri da qui. Dal balcone della nostra camera da letto si vede benissimo. Giovanni l’ha fatta rinnovare del tutto.

Giovanni– Da cima in fondo. Ho affidato i lavori a compare Egidio. Ho fatto rifare tutti i pavimenti….

Orsola- ( interrompendolo, con aria di superiorità) Era ovvio………

Giovanni– ( facendo finta di nulla)  Ho fatto ricavare da uno stanzino, vicino alla camera da letto, un magnifico bagno come quelli che si usano in città…

Orsola– ( s. tono)  Era ovvio…..

Giovanni– ( continuando ) …. Ho fatto rifare tutto il porticato…

Orsola - ….Era ovvio….

Giovanni- ( innervosito) Giusto Terè…era ovvio pure il porticato!! ( si rivolge ad Orsola) Venite nella nostra camera da letto, così potrete vedere, dal balcone,  anche voi la casa…

Orsola - ( alzandosi impettita) Era ovvio…..

Giovanni– ( ironico a Tersa) Terè “Era ovvio” vuole vedere la casa…..

Orsola – ( si rivolge alla figlia invitandola ad alzarsi) Andiamo a vedere la casetta….

Angela -  ( sempre con aria assente e con il suo tic, alzandosi)  La calzetta?

Orsola– ( ripetendo) La casetta, la casetta….

Angela - ( volgendosi a Giovanni) La calzetta?

Giovanni– ( incamminandosi dietro le due donne, verso destra) Non la calzetta…. La casetta….( poi spinge la ragazza, non visto dalla madre, forte verso l’uscita e forte ripete) la casetta!!!!

Salvatore-  ( appare dall’entrata di sinistra, mentre Teresa stava seguendo gli altri) Fuori c’è il compare,  il signor Egidio….

Teresa – ( si ferma ) Fallo entrare!! ( Salvatore deve uscire, ed immediatamente deve apparire l’altro personaggio)

Egidio– ( salutando la donna) Comare carissima, che novità ci sono?

Teresa – E’ il momento di dire a Vittorio quattro paroline come le sapete dire voi, caro compare.

Egidio– Non ha cambiato idea?

Teresa – E’ più convinto di prima….

Egidio– ( con aria piena di boria) Lasciate fare a me.

Teresa - Andiamo, di là c’è anche la signora Orsola con sua figlia. ( indicando il posto)

Egidio– Ah! Sono contento! Cara comare avete visto, come è intelligente quella ragazza. E’

ancora all’orfanotrofio….

Teresa – Ma no caro compare, è nel Collegio delle Rondinelle…

Egidio– Già, avevo dimenticato

Teresa – Ha avuto due giorni di vacanza, così, insieme alla madre, abbiamo approfittato per presentarla a Vittorio…

Egidio– Ah bene, vado a raggiungerle, ci penso io . ( e si allontana: Appena sparisce dalla scena, deve entrare Vittorio)

Vittorio– Come ti avevo promesso, eccomi di ritorno, zia

Teresa – Bravo figliolo ( accarezzandolo. Poi volgendosi verso un fuori scena, urlando) E’ ritornato Vittorio…. C’è Vittorio…. 

Vittorio  - ( nel frattempo si sposta verso il giradischi occupandosi di attivarlo, senza volgere lo sguardo altrove)  Chi c’è ? ( domanda, continuando la sua opera)

Teresa – La signora Orsola ,  sua figlia e compare Egidio…. ( nel frattempo devono entrare i personaggi)

Orsola – ( entrando seguita  dai due uomini, deve accostarsi alla ragazza e di nascosto parlarle)    Ricordati, deve salutare prima lui. Non gettarti immediatamente, come al solito, addosso….. frena per un istante il tuo istinto…. Mi raccomando….(  la ragazza  freneticamente  muove il capo in segno di consenso. Ed entrano tutti )

Giovanni – Vittorio, saluta la signora Orsola, la signorina Angela.

Vittorio – ( rivolgendo appena il capo con indifferenza) Buonasera…

Orsola – Buonasera ( marcare la scena del trattenimento allo slancio della ragazza verso il giovane)

Giovanni – Vittorio, lascia state il giradischi. Saluta la signora Orsola.

Vittorio– ( questa volta si gira e baciandole la mano, rispettosamente) Buonasera signora.

Giovanni– E sua figlia? Non la saluti?

Vittorio - ( rivolto all zio) Scusami zio, ero distratto…… ( volge lo sguardo alla ragazza e appena la vede fa un balzo di disapprovazione, quasi di svenimento)  Buo…..buonasera….( con voce strozzata. A Orsola) Vostra…. Vostra figlia?

Orsola – ( tono sicuro)  Certamente!!

Vittorio - ( ancora più stupito) Ah!!….. ( e guarda furtivamente lo zio, il quale a sua volta indica con un gesto della mano Teresa, come per dire “ La colpa è sua, io non c’entro niente”. Fattosi coraggio ritorna a guardare la ragazza). Tanto fortunato!!

Orsola– ( immediatamente blocca la ragazza, che prontamente stava assaltando il giovane) La fortuna è sua, rispondo io per lei.( continuando a bloccare l’intemperanza della giovane)

Egidio – Caro compare!

Vittorio – Buonasera, caro compare. Scusatemi, l’emozione mi ha impedito di notarvi.

Egidio– Scusato. ( mentre si salutavano) Anzi devo essere io a scusarmi per non essermi congratulato immediatamente per il matrimonio…

Vittorio – ( con aria stupita) Quale matrimonio?

Egidio– ( guardando anche gli altri personaggi. Alcuni dei quali mostravano segni di indifferenza)  Mi fa piacere, perché questo matrimonio, s’ha da fare…..

Giovanni- ( immediatamente con ironia) E’ arrivato Don Abbondio…..

Vittorio – ( sottovoce allo zio) Ma zio di cosa parla?

Giovanni – Non dargli retta ( piano). Don  Rodrigo ha detto che “Questo matrimonio non s’ha da fare”!!

Teresa – ( ad Orsola) Vogliamo lasciare un po’ soli i ragazzi? E’ bene che si parlino senza soggezione. Che ne dite?

Orsola– ( preoccupata) Non corre nessun pericolo la mia bambina? Sapete, non ha mai visto un uomo…. E non vorrei che vostro nipote approfittasse della bontà della bambina……

Teresa–  ( risentita) Volete scherzare? Vittorio è un gentiluomo!!! ( e contemporaneamente fa cenno ai due uomini di uscire alla chetichella)

Giovanni–  ( piano al suo vicino) E’ bene uscire alla chetichella. Non vorrei creare un trauma a  Vittorio….

Egidio – Certamente  ( E tutti escono. Angela rimane ferma come è entrata, sempre con il suo tic in evidenza. Vittorio, seduto, deve meravigliarsi vedendo gli altri uscire, e mentre Giovanni si allontana, con le mani fa cenno per chiedergli  “cosa stesse accadendo”. L’altro, uscendo gli risponde, con cenni di non preoccuparsi)

Angela – ( mentre l’altro  cerca di occupare il tempo guardando delle carte. Con voce maliziosa)  Non parlate?
Vittorio – ( senza girarsi) Cosa devo dire?

Angela – ( essendo sorda e non vedendo la bocca, non capisce) Non parlate?

Vittorio – ( ignaro della menomazione della ragazza, e non interessandosi, ripete) Cosa devo dire?

Angela – Non parlate?

Vittorio – ( si gira meravigliato e tra se ) Ma che è sorda?  ( poi forte) Cosa devo dire?

Angela– (  finalmente capisce, e con aria vergognosa, facendo un mondo di smorfie)  Che dite?

Vittorio – (  tra se) E’ sorda. ( ad Angela) Ma che sei sorda?

Angela –  ( non capendo, travisa le parole) Non salto alla corda io!

Vittorio– ( stupito) Eh?….( scimmiottandola) Non salto alla corda io?….Cosa vuol dire?…..Mah!!… Voi dunque dite di volermi bene…( tutto questo discorso, deve essere fatto nella più indifferenza possibile da parte dell’uomo. Mentre  la ragazza deve improntare questa scena tra equivoci, causa la sordità e smorfie piccanti)

Angela – ( con un inchino risponde) Angela Esposito fu Rocco!!

Vittorio – Allora?…..  Brava, ti chiami così?

Angela – ( sempre a vanvera) Diciotto anni!!

Vittorio – (  divertendosi tra se, scimmiottando) Angela Esposito, diciotto anni….

Angela – ( scimmiottando la frase) Si, si, vi voglio bene!!

Vittorio – ( tra se) E’ un fenomeno, capisce  all’incontrario.( Le gira le spalle e si mette a suonare il giradischi)

Angela – ( guardandolo) Che state facendo?

Vittorio – ( senza girarsi) L’uovo!

Angela - ( non capendo) Bravo, bravo… è bello. Anch’io ogni mattina faccio lo stesso.

Vittorio – ( tra il sorridente e l’incredulità) Brava, è una comodità avere in casa  una che ti fa l’uovo tutte le mattine…

Angela– (       sempre non capendo, interrompendolo, con voce animosa ) Zia Teresa mi ha

detto che voi mi volete bene!!!

Vittorio – ( impassibile) Zia Teresa è scema

Angela - ( ripete) Zia Teresa mi ha detto che mi volete bene.

Vittorio – Zia Teresa è impazzita .

Angela– ( nervosamente) Lo dice Zia Teresa. ( tra se) Ma che è sordo questo?

Vittorio–  ( rivolto verso la ragazza ) Ho capito bene. Io, non sono sordo….io!

Angela – ( continuando a non capire) Mi sa che è un poco sordo!

Vittorio -  ( irritato, cercando di imitare la frase) Io non sono sordo!

Angela – Gesù! Gesù!! ( mettendo la faccia tra le mani) Un bacio? No, un bacio no, Gesù Bambino non vuole!!( e scappa )

Vittorio– ( accompagnando con un gesto della mano) Va all’inferno!

Egidio – ( entra immediatamente) Ho visto Angela, che brava ragazza. Beato chi se la sposerà. Ah se avessi trent’anni di meno…..

Vittorio – ( ironicamente) Sai che bella coppia, caro compare! Ha talmente le cose al punto giusto, che per completare l’opera Dio ha aggiunto un altro tocco di classe: è sorda come una campana! Non sente neanche le cannonate!

 Egidio – ( si deve sentire impacciato) Oddio….diciamo che, data la giovane età, deve maturare….  è ancora …. Diciamo ancora acerba…

Vittorio- Quella è uno sbaglio della natura! Certo,  non tutte le ciambelle escono con il buco, caro compare.

Egidio – Maturerà ( tono non convinto)….. maturerà.  Ma dire che è anche sorda non vi sembra di eccedere…..

Vittorio– No, è sorda

Egidio– Sente, sente.

Vittorio – Non sente.

Egidio– Sente! E poi ( tono infastidito) non è l’orecchio che deve sentire, ma il cuore! Comunque si sta curando  e presto guarirà.

Vittorio – ( tra se) Neanche  San Gennaro con tutto il “Consiglio d’Amministrazione” riuscirà a fare un miracolo……

Egidio– ( tono autoritario) Mio caro compare, sai che sono il tuo secondo padre, chiaro? Ma è un po’ di tempo a questa parte che non sei del tuo solito umore. Sembra che con la tua testa ti trovi già in un altro posto….

Vittorio – Certamente non in questo paese….

Egidio– Ma quello che hai in questo paese non lo trovi certamente a Roma, Genova, Torino…….( rimarcare) Milano!!

Vittorio – Milano?  (nell’istante entra, non vista dal giovane, Teresa che resta in ascolto scambiando cenni con Egidio)

Egidio - ( vedendo la donna, deve cercare di aumentare la sua autorità nelle parole) Vittorio io sono il tuo compare e ti proibisco di andare a Milano!

Vittorio – ( con calma) Come?

Egidio– ( con forza maggiore) Te lo proibisco!!

Vittorio – ( con aria sfottente) Davvero?

Egidio–( s.t.) Proprio così!

Vittorio -  ( con tono ironico, ma cercando di essere accondiscendente)  Allora, dal momento

che voi me lo proibite in modo assoluto….. ( pausa di riflessione)  io non posso che rispettare il vostro desiderio, e quando mi manderanno a chiamare ……… mi farò richiamare!! –

Egidio  - ( con boria, non capendo di essere preso in giro, si deve gonfiare guardando la donna

come per dire “ Vedete come sono  potente “)  Molto bene…. Bravo….. sei un uomo.

Orsola- ( entrando contemporaneamente, seguita da Angela e Giovanni)  Signora Teresa, noi vi diamo la buonasera. Perché è già tardi e la bambina si può stranire…..

Giovanni - ( ironicamente interrompendola) Poverina….. la piccola si stranisce ……..

Orsola  - ( come se nulla  accadesse, ma con tono di voce rimarcato) Discuteremo in seguito, con calma e riflessione il matrimonio…..

Giovanni – ( piano a Vittorio) E’ arrivato  l’Innominato!!!!…..

Teresa – Vi accompagno……( qui devono esserci i convenuti saluti: Orsola impettita tende appena la mano. Giovanni che si china, facendo una riverita genuflessione. Angela nel salutare Vittorio, dove fare tutta la smorfiosa, lui da la mano, senza neanche guardarla. Ed escono)

Egidio– ( a Giovanni) Caro compare, anch’io devo darvi la buonasera.

Giovanni- ( salutandolo) Ci vediamo domani al Circolo.

Vittorio – ( salutandolo) Buonasera, caro compare.

Egidio– ( con aria imponente) Buonasera e giudizio!

Vittorio -  State tranquillo, dormite su mille cuscini…..

Egidio– ( uscendo a Giovanni) Compare, io in paese sono una potenza….

Giovanni– ( tono ironico) Uhm!!…. Come mai sei una potenza?  ( nell’istante deve entrare Salvatore con una lettera in mano che consegna direttamente a Vittorio)

Egidio-  Vostro nipote non parte più…

Giovanni – (s.t.)  Ah! Chi te lo ha detto?

Egidio – L’ho voluto io! Gli ho detto:  Ti proibisco di andare a Milano…

Giovanni– (s.t.) Che bravo, e dimmi, lui che t’ha risposto?

Egidio– Ha risposto: Va bene! ( nel frattempo Vittorio sta leggendo la missiva e dal volto deve apparire una buona notizia)

Giovanni– ( prendendo l’uomo per un braccio, con ironia) E’ meglio che ci vediamo domani al circolo…. Uomo potente! (ed escono di scena)

Vittorio – ( appena letto) Salvatore, è la chiamata da Milano… devo partire( e deve rileggere a voce alta il contenuto della missiva)… Devo trovarmi a Milano il giorno sette entro le ore dodici….. Oggi è cinque….devo partire subito allora! Che treni vi sono in partenza oggi?

Salvatore – ( con aria smarrita) I treni? Uno è partito ieri…..

Vittorio–  ( con tono agitato)  l’altro chissà quando passerà

Salvatore – Forse stasera….. io so che ne passa uno al giorno….

Vittorio – Sai cosa devi fare? Vai al caffè in piazza…..

Salvatore  - (deve far  l’atto di uscire) Subito.

Vittorio – Dove vai?

Salvatore – Al caffè in piazza….

Vittorio  - A che fare?

Salvatore – Già …….ditemi

Vittorio – Val al caffè…( Salvatore deve far l’atto di uscire, ma l’altro lo trattiene) Aspetta. Lì ci troverai Vincenzino.

Salvatore – Va bene ( e fa l’atto di uscire)

Vittorio – Aspetta!! Che devi dire a Vincenzino?

Salvatore – Già , ditemi…

Vittorio– Gli dirai di venire subita da me…..( Salvatore, non si muove) ….Beh! Adesso non ti muovi? Scappa ( e lo deve spingere)  Và, presto  ( Salvatore, correndo esce)

Giovanni– ( scansandosi per far passare Salvatore) Coso, dove vai?

Salvatore - ( da fuori scena, forte) Vado al caffè…. Torno subito….

Giovanni- ( rivolgendosi a Vittorio, seguito anche da Teresa) Cosa è successo?

Vittorio– ( con aria contenta) Zio…. È arrivata la lettera…. Devo trovarmi a Milano il sette alle dodici, leggi…. Il direttore mi raccomanda la puntualità, senti ( e leggi lui) …..” Raccomandiamo la puntualità “ e poi ( sempre con gli occhi  sul foglio) “ Presso la nostra cassa troverà una somma occorrente per le spese  di viaggio e eventuale momentaneo pernottamento in albergo”…. Ho mandato a cercare Vincenzino, perché lui è pratico di viaggi e saprà certo dirmi a che ora potrò partire. Credo poi utile portare con me solo il necessario, quando riceverete il mio indirizzo stabile, mi manderete tutto il resto. Ti pare zio?

Giovanni – ( rispondere evasivamente, mentre la donna deve apparire afflitta)  Già!

Vittorio – Sei contento zio?

Giovanni–  Io …… si….ma ( indica Teresa la quale è andata a sedere al tavolo, con la testa tra le mani, in segno di sconforto)

Vittorio – ( si avvicina alla donna) No zia…. Così no! Credi pure che se a te dispiace di vedermi partire, anche io ne sono addolorato…. Ma tu non puoi comprendere  tante cose!!…. Perché tanto avvilimento? Forse non dovremo più rivederci? Sei ancora giovane ed io ti giuro che verrò a trovarvi spesso. Vedrai, questa mia decisione  sarà per me una grossa fortuna , un domani  vedrete i frutti e mi ringrazierete. ……. ( questa battuta deve essere detta con grande commozione) Poi ti prometto, e te lo giuro sull’anima dei miei genitori: se dovessi trovarmi male….. io ritornerò qui un’altra volta!…. Via questo brutto muso e ridi, stai allegra …… ( cercando di scuoterla ) …. Su, ridi….( Teresa deve accennare un falso sorriso) Vedi zio Giovanni, ….. non è triste come te, e sai perché? perché ha compreso  che una nuova vita mi gioverà….. mi potrà creare un avvenire….

Salvatore - ( entra, seguito da Vincenzino) Ecco il vostro amico.

Vincenzino – Mi hai fatto cercare?

Vittorio – Mi è arrivata la chiamata….

Vincenzino – Ho saputo, me lo accennava Salvatore

Vittorio – Devo trovarmi a Milano il giorno sette alle ore dodici.

Vincenzino – Non c’è tempo da perdere, devi partire alle sette e tre  (guardando l’orologio)…. Arriverai a Roma e prosegui per Orte, Bologna , Ancona, Campobasso……

Giovanni– ( interrompendolo) Che deve partecipare al Giro d’Italia?

Vittorio – Cosa ci vado a fare a Ancona, Campobasso…..

Vincenzino - …. Si tratta di coincidenze, terni speciali, rapidi, diretti , accelerati, tradotte….

Giovanni – ( a Teresa) Ma siamo sicuri che questo ha viaggiato?….. ( a Vittorio) Dammi retta, informati bene al botteghino della corriera….

Vittorio – ( convinto) Sicuro! Che ora è?

Vincenzino – Sono le sei e dieci ( guardando l’orologio)

Vittorio– Devo fare presto allora!

Teresa– Ma come? …….  Non c’è un altro treno?

Vincenzino – Ce n’è un altro domani sera alla stessa ora….

Vittorio – Non posso domani sera, rischiare di arrivare tardi il mio primo giorno non farebbe

una bella impressione….

Vincenzino – Allora sbrigati!

Vittorio – Cosa debbo fare?

Vincenzino– Devi prepararti le valigie?

Vittorio – Certo!….  Una sola valigia però…. ( si deve rivolgere alla zia) C’è una valigia zia?

Teresa – ( con aria sempre distratta) Una valigia?

Vittorio – ( a Salvatore) Una valigia….

Salvatore – ( con aria  confusa) Valigia?

Vittorio – ( indispettito) Santo Dio, zio c’è una valigia?

Giovanni – Questo dorme, ( rivolto a Salvatore) certo che c’è! In corridoio, sull’armadio, c’è la valigia dove ci ha partorito dentro la gatta. Prendi quella…. Muoviti!!

Salvatore – Subito! ( uscendo)

Vittorio – ( rivolto a Vincenzino) Tu mi accompagnerai alla corriera?

Vincenzino– Fino in paese!

Vittorio– ( con aria felice) Dici davvero? (Nell’istante anche Giovanni si siede, vicino alla moglie, con aria triste)

Vincenzino– Certo, anzi chissà che anch’io non mi trasferisca a Milano, allora sai come ci divertiremo…

Vittorio – ( deve rispondere guardando i movimenti dei parenti. Teresa si porta spesso il fazzoletto sul volto in segno di pianto)…. Lo spero.  Zia? Perché questa malinconia? Credi che sparisca per sempre?

Teresa -  ( dolcemente accarezzandolo) Vittorio …. Vittorio……

Vittorio– Allora, coraggio, aiutami a preparare la valigia.

Salvatore - ( entrando con la valigia in mano) Ecco la valigia……

Vittorio– ( a Salvatore) Vieni con me, mi aiuterai a mettere fuori gli abiti, la biancheria……( e si allontanano)

Teresa– ( alzandosi e seguendoli) Vengo io, tu non sai dove mettere le mani …..

Vincenzino – ( a Giovanni) Don Giovanni…. Datevi coraggio….

Giovanni– ( con aria distaccata) Per quale ragione, io me lo aspettavo…

Vincenzino– Vedrete, Vittorio ritornerà..

Giovanni–E credete che ci ritroverà tutto quello che lascia?

Vincenzino – Non capisco

Giovanni– Mi capisco io….

Teresa -  ( entrando con in mano la biancheria dell’altro, seguita da Salvatore sempre con la valigia in mano)  Vai a prendere l’altra roba ( mentre deve far l’atto di deporre la mercanzia nella valigia)

Vittorio – ( entrando con l’altra roba. Deve esserci un continuo movimento di gente che entra ed esce per sistemare il tutto. Sotto gli occhi vigili di Giovanni e Vincenzino)

Salvatore – ( rivolto a Vincenzino) E’ lontana Milano?

Vincenzino– Circa 18 ore. Sai un’ora di coincidenza qui, un’ora di coincidenza lì, una fermata qua, una fermata là, se ne passa una giornata intera!

Teresa- ( meravigliata)  18 ore?! Sarà bene allora preparargli qualcosina da mangiare: due pagnotte di pane, salame, provolone……( e prende Salvatore per un braccio, uscendo di scena)

Vittorio – ( rientrando a Vincenzo) Fammi il favore, vai al botteghino della corriera a farmi il biglietto, così guadagno tempo, è già tardi…

Vincenzino – Sicuro, ti aspetto alla corriera. Buona sera Don Giovà….. ( ed  esce, mentre l’uomo risponde con un gesto della mano)

Vittorio – Senti zio, da Milano ti farò sapere se mi occorre qualcosa…

Teresa– ( deve apparire con un paniere, coperto con un tovagliato)   Qui c’è un pò di tutto: salame, provolone, pane, vino, qualche uova sode e una bottiglia di marsala….

Vittorio  - ( con aria  scandalizzata ) Troppa roba zia! Troppa roba!!

Teresa – Vedrai che non sarà troppa…. 18 ore di viaggio sono tante….

Vittorio - ( con remissione) Va bene. ( poi deve rivolgersi a Salvatore) Chiudi tutto, poi prendi il cappello e bastone dello zio e lo scialle della zia……. Corri, perché è già tardi….

Giovanni– ( con una mano deve fermare Salvatore, pronto per uscire) Aspetta  ….. Ti accompagnerà  Salvatore…. Noi lasciaci qua …. È meglio, hai voluto partire …. parti e il Cielo ti benedica …..

Vittorio-  ( tono incredulo) Perché? Non vi fa piacere accompagnarmi alla fermata della corriera? E’ a due passi….

Giovanni-  Non è perché non ci faccia piacere, anzi… sai…. Comprendimi, per la zia sarebbe oltre che doloroso anche troppo faticoso…. ( qui bisogna mimare la disapprovazione della donna alle parole dell’uomo) Sai soffre di gambe, la tosse l’uccide, l’asma la soffoca e questa  è una delle giornate non buone per la sua salute –

Teresa – ( con stizza) Parla per te!!

Giovanni  - ( senza interessarti alla donna) Va con l’aiuto di Dio e con la nostra benedizione !

Vittorio – ( con aria triste) Come volete! ( abbraccia la zia) Ci rivedremo, zia……

Teresa– ( commossa, con voce singhiozzante) Non dimenticarci, Vittorio…. Non dimenticarci! Stai sempre attento:  la sera non rincasare tardi, non mangiare cose che ti possono far male,  attento alle persone che frequenti, stai attento a non prendere freddo….. hai la maglia di lana?

Vittorio– Si

Teresa– ( nello staccarsi)  Oh senti: nella corriera non metterti subito accanto allo sportello…. potrebbe aprirsi e…..  e scrivi, scrivi, mi raccomando!!

Vittorio– Tutti i giorni e appena sarò a Milano ti manderò un telegramma….

Teresa– Aspetta, se a Milano dovessi sentirti poco bene ….  Fammelo sapere…. Ti manderemo subito il nostro medico!

Giovanni – ( ironico) E sì, come se a Milano non ci fossero medici.  Ma che dici? La ci sono  dottori solo per i “cristiani”, mica ci sono: galline, asini, porci…….. li guardano solo gli uomini! Si vede che sei ignorante! Lascialo andare, è tardi!

Teresa – ( baciandolo ripetutamente) Vai.. figlio mio! Vai…..

Vittorio – Arrivederci! ( poi si avvicina a Giovanni) Grazie zio… Grazie di tutto quello che hai fatto per me.

Giovanni– Vittorio, noi non abbiamo fatto niente per te. Abbiamo fatto il nostro dovere. Ora tu pensa a fare il tuo. Sei un uomo e non più un ragazzo, Milano è una grande città e ti potrà

dare tante soddisfazioni…. ( e lo bacia)

Vittorio– ( commosso si gira e si rivolge a domestico) Salvatore prendi tutto ed andiamo! ( In silenzio la scena si deve movimentare nei due personaggi che escono e due che seguono il loro allontanamento.)

Teresa– ( sventolando il fazzoletto) Buon viaggio……

Vittorio  - ( da fuori campo) Grazie zia!…. Salutami gli amici….

Teresa – ( sedendosi al tavolo si soffia il naso con un rumore assordante, tanto da far sobbalzare Giovanni, che sottolinea il disappunto con un verso elle mani. Continuare  il lamentoso piagnisteo)  Sei stato tu…. Tu! ( con aria minacciosa) Sei stato tu  che lo hai incoraggiato a partire!!

Giovanni– Io!?!

Teresa– Si tu…. Proprio tu! Tutto hai fatto per convincerlo, perfino la lettera di raccomandazioni…..

Giovanni– Non cambi mai. Sempre la stessa brontolona, ignorante, non capisci niente. Come puoi pensare una cosa simile? Non hai capito che nessuna forza al mondo sarebbe stata capace di trattenerlo e che se avessi cercato do farlo avrebbe finito con l’odiarci? Questa casa sarebbe diventata per  lui una prigione! Ma tu cosa vuoi capire, sei donna…..

Teresa– Io capisco solamente che un avvenire avrebbe potuto crearselo anche qui…. Occorreva proprio andare tanto lontano?

Giovanni– ( interrompendola ironicamente) E’ partito per l’America…..

Teresa-  ( ignara della battuta) A Milano….. La nebbia…. E se si perde…chi lo trova più… il gelo…… le bufere di neve……

Giovanni – ( stesso tono) Oh….. Milano, mica Polo Nord! Ignorante! A Milano quando c’è la nebbia ci sono i fari che illuminano i passi che fai e le sirene  ti avvertono se c’è un muro  di fronte a te! Il  freddo? Ma se pure le strade sono riscaldate…. Ci sono le genti addette ad accendere i camini che riscaldano  dove si passeggia…. Ma che vuoi capire tu, che non hai studiato!!!

Teresa  - ( sempre ignara delle battete dette da Giovanni, assente continua il suo discorso) Se si ammalerà, se gli succedesse qualche disgrazia. Dio non voglio pensarci!! ( questa volta  come se si accorgesse per la prima volta del marito) Tu sei stato tu, tu! Vittorio, se non fosse stato incoraggiato, non lo avrebbe fatto…. È tanto caro povero ragazzo, tanto buono! ( pausa e cambio tono, imperioso)   Domani cambieremo casa… Ci trasferiremo nella proprietà di Spinazzola.

Giovanni- ( tono paziente) Come vuoi tu, purchè  si finisca tutta questa sceneggiata….

Teresa – (s.t.) Finirà…. Finirà, perché qui non voglio rimanerci…. Vedrai!

Giovanni– Perché non vai a letto? Tutte le sere a quest’ora sei a letto, questa sera no?

Teresa– Vado, vado! ( si alza) Mi mandi a letto eh? Come puoi pensare che io possa dormire? ( piagnucolando nuovamente) Non potrò dormire più, ( Giovanni deve mimare le frasi con i gesti delle mani) Né mangiare più, né respirare più. Vittorio era tutto per me… e ora? Io sola qui, lui solo sul treno….

Giovanni  - (interrompendola)  Che disgrazia mi doveva capitare, ma guardatela? L’estasi di Santa Teresa….

Teresa– ( continua imperterrita il suo piagnisteo)  Con tanti pericoli che ci sono oggi al mondo! Povero Vittorio…. Caro Vittorio….. ( pausa, poi a Giovanni)  Tu, sei stato tu!!

Giovanni - ( alzando, disperato)  Sono stato io e non parliamone più!! ( nervosamente mette le sedie a posto, guarda l’orologio. Nell’istante, si accorge che sotto il tavolo c’è una busta. Si guarda intorno, poi si china e la prende, legge il nome sulla busta) Guarda…. Una lettera

per…  Vincenzino ( la deve mostrare alla donna, lei deve volgere appena lo sguardo, con indifferenza, risponde soltanto con  un gesto della mano. L’uomo gira, rigira la busta , si accorge che è aperta. Si deve guardare intorno, come se si sentisse spiato; la riguarda, poi l’apre) La scrittura è di Vittorio….. e cosa ha da dire a Vincenzino?……

Teresa – ( sempre con aria assente) Che t’importa…… ( l’uomo deve far finta di leggere mentalmente. Dalle espressioni del viso, e delle mani bisogna far comprendere il contenuto drammatico della missiva. Deve traballare ed accasciarsi su di una sedia e tendere la mano alla donna)

Giovanni – ( con voce soffocata e l’espressione dolorosa) … Terè….. Terè…..  le…leggi….    ( porgendo il foglio)

Teresa– ( sempre con aria assente, quasi irritata) Non ti avevo detto di farti gli affari tuoi, ma tu no! ( prende la lettera ed a voce alta comincia a leggere, mentre l’uomo si deve tenera la testa fra le mani in segno di dolore)…….. “ Mio adorato Vincenzino, quando leggerai  queste mie parole il mio corpo non sarà più accanto al tuo. Il nostro amore, come è cominciato, così è finito”……( rivolta all’uomo, che non ascolta)… Giovà, ma di quale amore parla?( senza attendere risposta, continua a leggere)… “ Nel mio cuore, non resterà solo il ricordo delle tue attenzioni, delle tue carezze: mi hai insegnato a vivere, ad apprendere le belle cose della vita, a conoscere il vero affetto, il vero amore! Le tue affettuose premure sarranno per me quella forza vitale per continuare a sognare. Sarò capace di trovare qualcun altro come te? Non ti saluto con un arrivederci …. Non rimpiangermi, tuo Vittorio “…..( anche la donna deve fare la faccia incredula, gettarsi di peso sulla sedia) …… Giovà…. Giovà spiegami …. Giovà … Ma cosa sta succedendo!!!……. ( contemporaneamente deve far l’atto di svenire; mentre l’altro rimane impassibile, scuotendo solo la testa. Nell’istante deve apparire il domestico)

Salvatore – E’ partito!……  Ho perso il mio amore! ( dette con commozione, deve sedersi e deve far l’atto di asciugarsi con il dorso della mano le ipotetiche lacrime )

Giovanni– ( guarda l’uomo e con voce soffocata) Pure con lui!!

Contemporaneamente si chiude il sipario!

F I N E

 

MATERIALE OCCORRENTE

Bottiglia  (possibilmente a forma di donna o qualcosa simile ) con bicchierini  e vassoio -

Camicia –

Chiave –

Cinta –
Cravatta –

Fazzoletto –

Fogli grandi da disegno –

Fiori con vaso (2)–

Fotografia incorniciata –

Giornali e Riviste –

Giradischi con disco funzionante –

Lettera (2) -

Macchinetta del caffè –

Mobili: tavolo con 4 sedie. 2 Mobili bassi e Consolle –

Occhiali –

Pacchetto di sigarette –

Paniere coperto con tovagliolo –

Piante (4) –

Quadri (3) -

Sigaro –

Tovaglia –

Valigia -

I personaggi devono vestire:

- Giovanni : camicia, gilet, pantalone con bretelle e coppola - 

- Teresa:   gonna lunga, camicia colorata,  foulard in testa e grembiule –

- I 2 Giovani: con abiti completi ma con colori sgargianti –

- Egidio:   con abito completo, ma sgualcito e cappellaccio in testa –

- Le due donne: con abiti scuri, accollatissimi come le suore;  tutte e due con cappello in testa   

   pressato -

- Servitore: come il  padrone, senza gilet e più trasandato, aggiungere un grembiule –

Il trucco, per tutti deve risultare normale, con aggiunta di fard più marcato alle donne  sulle guance -

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