Ascensore due. Interno quattro.

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ASCENSORE DUE INTERNO QUATTRO

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Titolo

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ASCENSORE DUE INTERNO QUATTRO

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

30 .09.2017

Anno di stesura

2017

Genere

Commedia

Atti

1

Durata (min)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

0

Personaggi femminili

2

 Minimo attori maschili

0

Minimo attrici femminili

2

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice Opera 929656A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI:  Angeletti in questa divertente commedia riesce a fare incontrare, loro malgrado una donna in carriera e un “travestito”, prigioniere in un ascensore che inavvertitamente ha bloccato la sua corsa : le due protagoniste, dopo l’imbarazzo e l’antipatia iniziale imparano a conoscersi fino addirittura a stimarsi : ma quando l’ascensore finalmente riprende la sua corsa verso l’alto … ognuna  ritorna alla propria vita, ai propri affetti ma con un’esperienza che segnerà per sempre il loro futuro : e il finale come in tutti i testi di Angeletti sarà una grandissima sorpresa …

ASCENSORE DUE INTERNO  QUATTRO

COMMEDIA

ATTO UNICO

di:

Giuliano Angeletti

Numero Posizione S.I.A.E. N.198563 CODICE OPERA 929656A

PERSONAGGI

MARISA

INGRID  

PERSONAGGI ( caratteristiche)

INGRID ( donna sui quarant’anni di professione architetto , ha lo studio all’ultimo piano dello stabile: la voce di Ingrid è molto femminile)

MARISA ( travestito sui trent’anni  che svolge le sue prestazioni in appartamento , la voce di Marisa è strettamente maschile)

SCENA:  ( il palcoscenico con  barriere simboliche può rappresentare un ascensore)

FONO:  ( rumori  ascensore e rumori esterni sul pianerottolo)

INGRID, MARISA

( domnenica  sera, ora indefinita)

( Ingrid un architetto per interni , entra nell’androne del palazzo dove ha lo studio;  ha molta fretta chiama l’ascensore  per salire al decimo piano dove ha l’ufficio , arriva l’ascensore : entra , ma nel frattempo entra un’altra  donna vestita con abiti molto provocanti)

MARISA:  ( con educazione e quasi timorosa )  posso!

INGRID:  ( educata ) prego !

( Ingrid  fa l’atto di pigiare il tasto  che rappresenta il numero del piano: ma prima si rivolge alla  compagna di viaggio )

INGRID: ( gentile) signora lei a che piano!

MARISA: ( gentile) io al settimo , grazie

INGRID: e io al decimo

( pausa)

( Ingrid pigia i due tasti  che raffigurano il piano sette e il piano dieci)

( fono:  si sentono i rumori fuori scena dell’ ascensore che si muove e sale per  qualche piano  poi da uno scossone e  si blocca)

INGRID : ( perplessa)  siamo già arrivati  al settimo piano ? A me sembra che siamo andati troppo veloci ?

MARISA:  ( perplessa) signora : non siamo arrivati  al settimo piano: perché ho visto accendersi la luce dei piani che stavamo facendo:  e ho visto che si è acceso la luce fino al quarto piano : secondo me siamo fermi al quarto!

INGRID: sicuramente ,  qualcuno  ha chiamato :  e l’ascensore si  è fermato !

( pausa)

MARISA: ( preoccupata) ma come mai la porta non si apre !

INGRID: signora  non si stia ad allarmare:  vedrà  che tra un minuto si aprirà: entrerà gente e riprenderemo la risalita

( pausa)

MARISA: ( timorosa) ma ormai è passato troppo tempo : la porta non si apre : e qui non si sente nessuno !

INGRID: ( calma) signora, non si faccia prendere dal panico: vediamo di cercare di risolvere la situazione

( si avvicina ai tasti del comando )

Dunque: questi sono i tasti per salire e scendere: qui ci sono i piani

(continua ad esaminare  il pannello di comando)

Ecco questo è il tasto da premere per dare l’allarme: sicuramente questo tasto sarà in comunicazione con i tecnici  che sono attivi  ventiquattrore su ventioquattro : ( legge) e la ditta di manutenzione : è proprio della nostra città e a pochi isolati da questo stabilre

(pausa)

Quindi dovrebbero venire in un attimo

MARISA: ( ormai senza più pazienza ) ma cosa aspetta:  “ prema “ quel tasto  e basta : non hop bisogno di sentire “ la divina commedia”  “ prema “ quel tasto e speriamo che arrivino presto a toglierci da questa  situazione

INGRID: ( calma)   signora  ecco!

(preme il tasto dell’allarme)

“ premuto” e adesso non ci rimane che aspettare  …

MARISA: ma signora! Aspettare che cosa! Lei ha premuto un “ allarme”  ma non si è accesa neppure la luce rossa

( si avvicina al pannello di comando)

( lo esamina con cura )

Dunque, tenendo premuto il tasto si deve accendere la luce e partire un effetto sonoro !

(pausa )

( alterata)

Io non ho visto, né sentito niente !  Per me questo “ segnale di allarme “ non funziona !  Noi siamo prigioniere  dentro questa scatola

Aiuto!

Aiuto!

(pausa)

Nessuno ci può sentire, siamo di domenica sera: in un palazzo dove per l’ottanta per cento sono uffici

( con angoscia)

chissà quando usciremo di  qua!

Aiuto!

Aiuto!

INGRID:  ( cerca di mantenere la calma) signora si calmi,  sarà sicuramente un problema di corrente ( cerca una giustificazione)  sì ci sarà un guasto da qualche parte , sono sicuro che i tecnici interverranno sicuramete entro breve tempo

( a voce alta)

siamo a Milano e in pieno Centro

(pausa)

Tra pochi minuti , sento che saremo fuori di qua!

( Ingrid guarda la sua inaspettata compagna di viaggio e trattenendoi un sorisino ironico)

Permette signora: noi due non ci siamo ancora presentate

( tende la mano) il mio nome è Ingrid

( la sconosciuta a sua volta tende la mano)

MARISA:  ( stringe la mano ad Ingrid) il mio nome è  Marisa

INGRID: ( sempre ironica) il piacere è mio !

MARISA: ( con angoscia)  sicuramente questo non è il modo e il momento migliore per fare conoscenza

INGRID: ( sempre ironica)  sicuramente, è meglio farlo davanti ad un “aperitivo” o a un buon “ caffè”

( entrambe ridono  cercando di sdrammatizzare)

MARISA: ( con angoscia) intanto siamo chiusi qua dentro !

( Marisa si getta con furore sui tasti di comando e li preme violentemente tutti : poi infine delusa ritorna a l suo angolo)

INGRID: ( cerca di calmarla)  signora, stia calma : con il suo isterismo  non solo non è riuscita a movimentare la macchina ma è riuscita ad irritare anche me !

MARISA:  ( si accascia e si siede nell’angolo della piattaforma)  mi scusi signora Ingrid: non volevo farle perdere la pazienza, ma deve capire che io ho sempre odiato gli ascensori

(pausa)

E li odiavo fin da piccola: sapesse come mi facevano paura queste scatole rumorose : perché una volta erano rumorosimme

(pausa)

Con quel rumore “ angoscioso” delle funi che andavano su e giù !

( pausa)

Da piccola avevo paura che cadesse

(pausa)

Avevo paura di morire , così cadendo come “ un sasso nel vuoto”

(pausa)

Dopo diventando grande ,  la paura di cadere mi era passata : ma avevo una  paura ancora peggiore

( pausa)

Io ho il terrore di rimanere  chiusa dentro questa “ scatola” e di morire “ soffocata”

( batte i pugni contro la paratia)

INGRID: ( cerca di calmarla)  signora, si calmi : cerchi di tranquilizzarsi ! Adesso gli ascensori non sono più quelli di una volta : ora sono silenziosissimi,  e poi  non cadono più perché se prendono velocità  scattano i sistemi di sicurezza e  si femano di colpo ; e poi  per quanto riguarda il morire soffocata come dice lei : è praticamente impossibile , vede quelle griglie, li ci sono i pannelli , ha visto quelli lassù laterali ed anche sul soffitto

(Marisa curiosa si avvicina per vedere meglio)

MARISA: ( calmandosi) ho visto!

INGRID: ( le indica con il dito indice)  quelle griglie servono per  mantenere costante la temperatura dell’aria  nell’interno dell’ascensore : almeno credo, pur non essendo un’esperta

MARISA: ( di nuovo agitata) così con quel “ almeno credo”  tutta la sua “ sicurezza” se ne va a farsi “ fottere”  lei non è sicura e parla solo per sentito dire ( alterata) allora tanto vale che rimanga in silenzio e aspetti come me la salvezza da parte della “ provvidenza”

( silenzio)

INGRID:  ( calma)  signora, posso chiederle scusa

MARISA: (calma) guardi signora che non ce ne è bisogno: quelle bocchette: dalla fattezza mi sembrano effettivamente  delle “ bocchette” di aspirazione d’aria

INGRID: Signora visto che , purtroppo dovremmo rimanere chiuse in questo posto chissà per quanto tempo : potremmo veramente darci de tu

MARISA: ok Ingrid : diamoci del tu

( pausa)

Però io non capisco quel suo purtroppo ( altertata) io le faccio veramente “ schifo”

INGRID: ( cerca di scusarsi) no, non intendevo dire questo con il mio “ purtroppo”  il mio “ diniego” era  più che altro diretto verso questa “ macchina” che ci tiene bloccati chissà in quale “ piano” 

( pausa)

Io devo andare con urgenza su nello studio a prendere una pratica: perché domani mattina ho un  appuntamento  importante : una riunione dove si deciderà l’arredamento di un palazzo intero tutto adibito ad uffici

MARISA:  ( curiosa) di che cosa ti occupi Ingrid !

INGRID:  io sono “ architetto e architetto per interni “

MARISA: “ arredatrice”

INGRID: no “ architetto per interni”  io mi occupo di altre cose oltre oltre che l’arredamento : io posso costruire ed arredare : ho uno studio abbastanza avviato e  svolgo la mansione di consulente sia nel pubblico che nel privato, il mio è un lavoro che non ha orari : comincio la mattina verso le ore nove , e finisco verso le ventidue … tante volte  solo mangiando un “ tramezzino” : è dura la vita quando si lavora in proprio : il mondo è pieno di “ squali”  i quali non aspettano altro di vederti in difficoltà per poi sbranarti :  ormai per riuscire  a “ tirare la pagnotta” bisogna vcivere con il “ coltello tra i denti”  ed andare sempre  “ all’arrembaggio” come  i “ pirati della filibustsa”

( pausa)

E tu Marisa di cosa ti occupi!

MARISA: ( subito in imbarazzo, ma poi decisamente spigliata)  anch’io  mi occupo di  “ consulenza” magari un pochino più “ intima”  consulenza si ma  con il “ pubblico” ma io ricevo solo in “ privato”  infatti avevo un appuntamento al settimo piano con un “ cliente “ molto “ facoltoso” ed anche molto “ generoso”

INGRID:  ( perplessa si tocca il mento per pensare)  io dei pochi inquilini che abitano al  settimo piano, conosco solo il  Dottor  Martellini  Ettore : un ottimo chirurgo

( pensa)

Conosco bene  anche sua moglie Fabrizia e i loro due figli Norberto e Daniela  due bravissimi ragazzi : ma non penso  sia lui … Ettore è un uomo normale

MARISA:  ( alterata)  ma come, Ingrid mi deludi! Non penserai  che  con me ci vengono solo i “ pervertiti” (ride di gusto) allora sapessi quante persone cosidette “ normali” sono invece molto più “ pervertite” dei “ pervertiti “ stessi

INGRID: ( perplessa) io questo non lo so: perché è un mondo che per fortuna io non conosco e non voglio assolutamente conoscere

(pausa)

Marisa!

MARISA: si!

INGRID: mi è venuta in mente una cosa!

MARISA:   dimmi!

INGRID: proviamo a chiedere aiuto con il cellulare

MARISA: prova con il tuo!

INGRID: il mio cellulare è in ufficio dentro la cartellina dei documenti per  la riunione di domani : proviamo con il tuo

( Marisa tira fuori dalla borsetta il cellulare)

MARISA: ( delusa) è scarico!

INGRID: ( alterata) che “ sfiga” oggi è veramete una giornata dove  va tutto in “ merda”

MARISA:  ( delusa guarda il cellulare) cosa ci posso fare: a casa, nella fretta  mi sono  dimenticato di  metterlo sotto carica

INGRID: ma non hai dietro neppure la “ batteria alternativa”  sai quella portatile, la vendono perfino i cinesi

MARISA:  quella io non l’ho mai comprata: anche se mi sono sempre proposto di prenderla

INGRID: allora non ci resta che armarci di pazienza ed aspettare !

MARISA:  ( in preda allo sconforto) ma per quanto tempo dovremmo aspettare: meno male che hai detto :  non dobbiamo preoccuparci siamo a Milano, la città più efficiente d’Italia

(alterata)

Ma è l’Italia di per se che è ridotta male !

INGRID: magari qualcuno chiama l’ascensore e lo vede “ occupato” allora  capisce chè c’è qualcosa che non va e chiama i tecnici

MARISA:  ragiona: se qualcuno chiama l’ascensore e lo vede occupato :  chiama quello a fianco e non i tecnici : e poi ormai siamo a mezzanotte …

( Marisa canta)

Ti ricordi quella canzone che faceva: “ Mezzanotte è l’ora delle streghe, presto correre a casa”

INGRID: si ma non mi ricordo chi la cantava ! io invece mi ricordo “ dammi un bacio a mezzanotte “  ma questo verso non mi viene in mente chi la cantava ! Io cosa vuoi, non sono molto  preparata su queste cose : pensa che non mi ricordo di avere visto “ il festival di Sanremo” 

MARISA:  neppure io : sai non mi vergogno di dirti che appena mi butto sul divano con l’intento di vedere qualche programma televisivo io ( ride) mi addormento come una vecchietta

INGRID:  voglio confessarti che la solita cosa succede sempre più spesso anche a me : ormai l’età avanza ; a pensare che solo quanche anno fa : quando non ero ancora sposata io con le mie amiche  partivamo da Milano , il sabato pomeriggio

( Pausa)

Andavamo a fare le “ seratone” in Versilia come “ quattro vere pazze” e poi tornevamo a casa il lunedì mattina alle cinque e alla otto direttamente in ufficio senza neppure toccare il letto

(pausa)

Pensa: mi truccavo in “ macchina” mentre ero  in colonna a “ semaforo rosso” , oppure nello stesso “ bagno dell’ufficio” : se ci penso : dopo una nottata così intensa : rimanevo  “ rincoglionita”  per due giorni di fila

(pausa)

Però potevo dire di avere “ veramente vissuto”  , molto di più che la gente che passava lo week end ai “ laghi” oppure  “ nella pace della Val Brembana”

(pausa)

Sapessi Marisa , quanto tempo abbiamo per goderci la pace quando siamo stesi dentro una bara  in un bel cimiteto

MARISA: si hai pienamente ragione, la vita va goduta  per  quanto è pssibile nella maniera più intensa

INGRID: è verissimo: e se  penso  solo a quanto tempo ho sprecato , creandomi delntro dei “ patemi”  , delle “ fisse” che poi si sono rivelati non solo inutili nei miei rapporti sociali : ma dannosi per me stessa !

MARISA: Ognuno ha la propria vita , il propri “ patemi” le proprie “ fisse”  e le proprie soddisfazioni : sempre meno perché la vita è fatta più di “ dolore “ che di “piacere”

INGRID: ( guardando Marisa e provando un senso di pietà) e poi per tu : la vita deve essere stata  ancora molto più dura

MARISA: (a disagio)  hai capito subito che sono un uomo, anche se dentro di me mi sento molto donna e forse più donna di tantissime donne

INGRID:  Marisa, ho capito:  tu sei una donna, ragioni da donna, vivi da donna: ma sei imprigionata in un corpo da uomo ( pausa) un corpo  da cui non vedi l’ora di liberarti !

MARISA: ( compiacente nei confronti di Ingrid) sì: vedo che tu hai capito benissimo : per cui  quando tu parlavi di sofferenza io ti comprendevo : perché io sono anni che soffro … prima quando ero vestito da uomo , ma mi sentivo donna : e ora che sono vestito da donna : ma sotto sono ancora un “uomo”  e mi vergogno …

( pausa)

Perché io mi vergogno di più per il mio “ pisello” che per le incomprensioni e le battute ironiche della gente : perché  capisco che sono dettate dall’ ignoranza  e dalla non tolleranza

(pausa)

Ma lo sai : che mi hanno già “ picchiata”  tre volte: un gruppo di “ ragazzotti” mi hanno aspettato mentre uscivo di casa  e una volta me ne hanno dato talmente tante che hanno dovuto ricoverarmi all’ospedale

(pausa)

E poi al Pronto Soccorso: nel momendo del ricovero: non sapevano se mettermi nel reparto “ maschile” o “ femminile”

INGRID: ma questo deve essere successo molto tempo fa: ora i reparti in ospedale sono  “ misti” 

MARISA: si! È successo tempo fa: ma l’imbarazzo e la vergogna che ho dovuto subire  non solo non mi è passata ma è ancora viva nella mia mente !

E penso : non mi passerà più

(alterata)

Ecco perché muoio dalla voglia di “ liberarmi” di questo “ pisello” che non mi serve a niente : lo odio … come odio il mio corpo : ormai non ce la faccio proprio più !

INGRID: ti capisco mia cara: sapessi quanto ti capisco

MARISA: ( alterata) tu mi capisci ora : e solo in questo momento perché siamo chiusi dentro un ascensore : ma sono confinta che fuori di qui , sei solo una donna “ criticona”, “ benpensante” e “ giustizialista”  per cui è molto meglio che lasciamo perdere e non ne parliamo proprio più

( silenzio)

INGRID: mi dispiace che tu te la sia presa:  ma sai anche che io non ho detto niente per offenderti , per cui io non devo giustificarmi di niente!

MARISA: scusami: io ho generalizzato

(pausa)

(alterata)

Io non ho niente contro di te , ma fuori oltre questa barriera ( segna con il dito indice la porta dell’ascensore) il mondo purtroppo è così ! Purtroppo l’Italia è così ! Perché l’italiano medio è un ipocrita, bigotto e benpensante … mentre se entri nell’intimità è solo un frustrato in preda a  “ ignobili vizi “ che lo rendono ancora più “squallido” ed io lo sto vivendo di persona!

Adesso : lasciami stare…. Ho voglia solo di stare sola !

INGRID: ( calma) va bene: se vuoi stare sola ! Io ti posso assicurare che non ti rivolgerò più la parola!

( tra le due cala il silenzio)

(Marisa si alza e si avvicina alla porta dell’ascensore, la esamina con cura e poi parla tra se e se)

MARISA: maa che piano saremo?

INGRID:  non so: a me non pare che la “ macchina” si mossa molto prima di bloccarsi

MARISA: secondo me: dovremmo essere tra il terzo o quarto piano?

INGRID: si ma questo cosa cambia: rimaniamo sempre prigionieri?

MARISA: ( fiduciosa) si ma se noi, per un caso fortiuto: ci siamo fermati all’altezza di un piano : e forziamo la porta  ,  con un po’ di fortuna riusciamo ad uscire

INGRID: ( perplessa) ma facendo così, roviniamo l’ ascensore

MARISA: ( alterata) allora è meglio rimanere prigioniera in questa “ bara” di metallo : perché se ci sediamo ad aspettare i tecnici qua non solo facciamo notte, perché siamo già a notte … ma facciamo mattina sempre sperando che qualcuno domani si ricordi di noi

INGRID: io però aspetterei ancora un pochino, per farlo abbiamo tempo e poi bisogna avere fiducia: siamo a Milano e non in un paesino sperduto

MARISA: ( alterata) in un paesino sperduto , non ci sono palazzi  come questi, per cui non ci sono neppure ascensori e se ci fossero , sicuramente non sono sofisticati come questo: comunque se vuoi  : prima di cominciare a “ danneggiare” l’ascensore per cercare di uscire da qui dentro : perché anche se siamo a Milano e non  nel “ terzo mondo”  in questo momento le cose non cambiano

( pausa)

( a voce alta)

Per adesso non si è ancora visto nessuno!

Nessuno!

Non c’è un “ cacchio” di nessuno a cui possa “ fregare” di due donne rimaste chiuse dentro un’ascensore

( Alterata si lascia cadere sul pavimento della piattaforma e incrocia le gambe  nude)

INGRID: hai pienamente ragione : ho detto una “ cazzata”

( Marisa rimane in silenzio)

INGRID: cos’è questo silenzio : ho detto che ho sbagliato , mi sono scusata : cosa vuoi di più?

( Marisa rimane in silenzio, senza darle troppa importanza : allora Ingrid )

INGRID: e poi anche volendo, io nella borsetta : ho solo una bottiglia d’acqua, ma solo perché il” medico” mi ha più che consigliato di bere “ un litro e mezzo “ di acqua il giorno: per il ricambio idrico: ma io per natura bevo pochissimo  e questo non va bene! Allora se io la prendo e la metto nella borsa: la vedo e allora bevo

(pausa)

Per il resto: sai cosa ho nella borsa:  la “ trusse” di trucchi: due rossetti :  vari  tipi di pettinini: non ho niente con cui si può “ scassinare” una porta!

(nel sentire tutto ciò Marisa vuota la borsa ; e dalla borsa escono delle chiavi a brugola:  un “ coltellino multuso” svizzero: e poi, trucchi , rossetti e uno “ spray al peperoncino”

( Ingrid vede tra le cose il rossetto e lo spray al peperoncino)

INGRID:  ma Marisa: lo sai che hai un “ rossetto rosa favoloso”  io  ( si avvicina a Marisa  e lei passa il rossetto a Ingrid)

MARISA:  ( contenta) è un bel prodotto; è veramente “ ottimo” quando te lo dai sembra che tu rimanga avvolta in un caldo abbraccio di sensualità

INGRID: ( euforica) posso provarlo!

MARISA: si certamente: anzi ti dirò di più te lo regalo!

INGRID: ( euforica sembra avere dimenticato il dramma che sta vivendo) ma non  posso accettare ti ringrazio , ma non posso : non devi!

MARISA: si che posso! Lo vedi è nuovo : l’ho comprato ieri  in profumeria in  “ Corso  Napoleone” 

INGRID: ( ha il rossetto in mano) ma non posso accettare, costa una  “ cifra” …

MARISA: ( sarcastica) una cifra! Ma scherziamo: voi donne in “ carriera “ magari spendete mille euro per un computere e lesinate venti euro per sembrare più belle

INGRID: hai ragione! Ma vedo che hai anche lo “ spray “ al peperoncino!

MARISA: si : capisci tu la notte sei  a casa a farti coccolare da tuo marito  e magari ci scommetto che hai anche dei figli

INGRID: ( con voce sommessa) no figli no: non ne abbiamo!

MARISA: ( con sicurezza) immagino che con ne avete voluti perché potevano essere di  ostacolo per le tue ambizioni  riguardo al lavoro: perché il lavoro per te è diventato un obiettivo primario , superiore a tutti gli affetti … vero

( silenzio)

Non controbatti: vero: non riesci neppure a trovare le parole per replicare perché lo sai che sto dicendo la verità

INGRID: ( con angoscia) la mia vita affettiva, è allo “ sfascio” , e sono anni che mio marito non mi fa “ una coccola” ed io ho veramente bisogno di “ coccole”

MARISA: ti sei mai domandata di chi fosse la colpa!

INGRID: mio marito è avvocato, ed è sempre preso con cause e pratiche varie : non ha più tempo per me

MARISA: e neppure tu per lui!

( Marisa raccoglie dalla sua borsa svuotata il coltellino svizzero : si alza apre la lama e cerca di forzare la porta dell’ascensore)

MARISA: ( impreca) “ porta bastarda” ( armeggia con il coltellino tra le fessure) siamo fermi tra un piano e l’altro , siamo bloccati … prigionieri come topi  ( impreca)  bastava  trenta centimetri in più verso l’alto e forzavamo la porta e uscivamo…. Invece!

( si mette le mani sulla testa dalla disperazione e si lascia scivolare verso il suo angolo della piattaforma)

INGRID: ( apre la bottiglia d’acqua) ne vuoi !

MARISA: ti ringrazio, sto morendo di sete: ormai sono disidratata!

INGRID: bevi pure,  basta che me ne lasci un sorso!

MARISA: ne avevo proprio bisogno

( Marisa beve a garganella poi passa la bottiglia a Ingrid la quale beve attaccandosi all bottiglia )

INGRID: adesso abbiamo finito anche l’acqua.

( candida)

Non avevo sete: però mi serviva a tutti i costi la bottiglia

MARISA: ( subito non capisce) Come Ingrid, ti serviva la bottiglia vuota ?

INGRID: ( con imbarazzo) si mi serviva, perché ormai io non ce la faccio più a tenerla

MARISA : ho capito : ti scappa: non vedo cosa ci sia da vergognarsi

INGRID: si mi scappa la “ pipì” e mi scappava da quando sono entrato in questa scatola , contavo di “ andarla a fare” lassù nello studio , ma sono prigioniera in questa scatola di “ merda” …  allora avrei pensato di farla dentro la bottiglia e poi con il foro che hai aperto nella porta … farla colare fuori

MARISA: si allora falla nella bottiglia , poi ci penso io a farla scivolare fuori dalla porta

INGRID: ti ringrazio, ormai non ne potevo più di tenerla :

(pausa)

Ormai mi faceva male anche la “ pancia”

MARISA: ma sei matta a tenerla, lo sai che reprimere gli stimoli fa male … dai falla

( Ingrid prende  la bottiglia , ma non si muove )

INGRID: ( si tira goffamente giù le mutandine , ma non la fa)

MARISA: ( capisce la situazione ) vuoi che mi giro da un’altra parte

INGRID: ( scusandosi) forse è meglio: sei sempre un uomo

MARISA: ( china la testa) mi sento come offesa !

( Ingrid in quel momento capisce di avere sbagliato)

INGRID: scusami Marisa, non ti voltare guarda pure

MARISA: ( soddisfatta)  grazie Ingrid , per la prima volta nella mia vita mi sento accettata !

( piange di commozione)

INGRID: ( cerca di consolarla) non fare così, dai Marisa!

( Ingrid fa la pipì nella bottiglietta , la mette a lato, poi prende un fazzolettino di carta e si pulisce le parti intime, poi si tira su le mutandine)

INGRID: ( soddisfatta) meno male, ormai non ce la facevo proprio più: ora mi sembra di rinascere

( Marisa guarda Ingrid interessata)

MARISA:  ( soddisfatta) Ingrid ti ringrazio, per avermi accettato come donna!

INGRID: ( sorridente ) Marisa, tu sei più donna di tantissime donne che conosco, e per me non ci sono problemi in intimità

MARISA: ( grazie) Ingrid, posso chiederti una cosa, ma non so se puoi permettermelo …

INGRID: ( ride) tutto puoi permetterti!

(pausa)

Dimmi pure, senza timore

MARISA: ( calma) sai Ingrid che presto mi farò operare

INGRID: si me lo hai detto e ne sono molto felice! Ma dimmi dove vuoi arrivare!

MARISA: ( con titubanza) io vorrei vedere la tua “ figa” perché deve essere bellissima

INGRID: ( eccitata ma titubante) bellissima! Ma scherziamo, è uguale a tutte le altre

MARISA: ma io vorrei vedertela ! Sempre se tu vuoi e ti fa piacere!

INGRID: piacere, mi fa piacere: però sono un pochino imbarazzata  non per fartela vedere : ma solo perché non è depilata bene : e io …

MARISA: al limite lo deciderò io se è o non è un bel vedere, fammela vedete

INGRID: ( sessualmente eccitata) sai non mi è mai successo un fatto simile : questa è per me un’esperienza nuova : comunque è come se la “ facessi vedere “ ad una amica

MARISA: ( eccitata) si considerami un’amica

INGRID: allora se veramente ti piace, guardala bene

( Ingrid si toglie le mutandine e si tira su la gonna , Marisa si inginocchia verso la “ vulva” di Ingrid per vederla meglio)

INGRID: ( eccitata) ti piace

MARISA: si tanto

INGRID: tanto quanto!

MARISA: la tua figa è un “ paradiso”

INGRID: allora guardalo bene il tuo “ paradiso”

MARISA: (eccitata) si voglio farmi fare la “ figa” come la tua: posso fotografarla

( prende il telefonino )

INGRID: si tesoro fai tante foto

( Marisa scatta tante foto, ed infine posa le sue labbra sulla vulva di Ingrid che rimane sorpresa del bacio ma si sente bagnata)

INGRID: ( eccitata) ma questo non era nei patti !

( con la mano allontana Marisa e si ritira su le mutandine)

INGRID: ( con imbarazzo) ma Marisa,  cosa hai fatto

MARISA: è così bella che l’ho baciata e poi pensavo ti piacesse!

INGRID: ( con imbarazzo)  si che mi piace: però non era “ lavata”  avevo appena fatto “ pipì”  e “ odorava”

MARISA: odorava di “ figa” non provare vergogna di una cosa di cui devi andare fiera

INGRID: ( sempre con imbarazzo) ma non è proprio come la vorrei :  ho l’appuntamento con la mia estetista , proprio domani sera sul tardi per la depilazione completa

MARISA: ( ride) domani sera sul tardi; subito dopo il lavoro naturalmente

( ride di gusto)

Prima il lavoro naturalmente e dopo aver fatto il proprio dovere , se rimane un pochino di tempo ci dedichiamo a noi stesse !

( ironica)

Ma Ingrid: non riesci proprio a capire che la vita è unica e purtroppo ci consentono di viverla una sola volta

INGRID: ( sempre in imbarazzo) hai ragione, ma purtroppo : io ho degli impegni di lavoro e li devo rispettare perché il successo della mia impresa è anche quello della serietà ed affidabilità … ed io sono una donna  che nel lavoro è molto più che affidabile

MARISA: ( ridacchia)  si sul lavoro ! Immagino : quello sicuramente …

(pausa)

 Ma quante volte hai tradito te stessa

( silenzio)

INGRID: io non capisco cosa vuoi dire !

MARISA: volevo dire, quante volte , hai desiderato ad esempio di essere ai “ laghi” e invece sei dovuta andare in ufficio

INGRID: ( alterata) ma cosa stai dicendo: il lavoro è lavoro!

MARISA: ( si arrende ) come non detto , fai finta che io non abbia detto niente!

( i due si siedono ad angolo opposto sul pavimento dell’ascensore)

( pausa)

MARISA: Ingrid, per favore mi passeresti la bottiglia vuota !

INGRID:  certamente

( passa la bottiglia a Marisa)

MARISA: ( con imbarazzo) mi scappa la pipì

INGRID: ( ride ) di cosa ti preoccupi : falla!

( Marisa è in imbarazzo, perché sta cercando di fare “ pipì”  come fanno le donne )

( Ingrid vede il suo imbarazzo)

INGRID: ( sorridendo) falla pure in piedi, avrai tempo per farla “ accucciandoti” dopo che ti avranno operato!

( Marisa sentendosi compresa sorride, e si alza facendo pipì con pudore voltandosi verso l’angolo)

INGRID: ( decisa) no! Non voltarti , falla davanti a me … come io l’ho fatta davanti a te

MARISA: ( in difficoltà) ma Ingrid, io sono una donna

INGRID: si , non lo metto in dubbio : ma sei una donna dentro il corpo di un uomo , per cui non devi avere così … “ pùdico”  adesso falla davanti a me, come ho fatto io !

MARISA: va bene posso provare, ma mi sento come bloccato: perché io mi vergogno del mio “ coso”

INGRID: ma è come se io mi vergognassi della mia “ cosa” , dai non avere timore!

MARISA: ( perplessa) va bene, selo vuoi … io lo posso fare solo per te : ma io non ci tengo proprio , perché lo sai che mi vergogno e lo voglio “ togliere”

INGRID: ( curiosa) dai coraggio: fallo senza timore, tanto il tuo “ coso” presto  lo “ togli”

MARISA: (decisa) si voglio operarmi al più presto: sapessi è una vita che ci penso: e mi ci sono voluti anni per mettermi via i soldi

( pausa)

Ecco, se vuoi vedermi il “ coso” e vedemi mentre faccio “ pipì” eccoti accontentata!

( Marisa si tira su la gonna fa la pipì dentro la bottiglia di plastica)

MARISA: ( con vergogna) hai visto!

( intanto si ritira su lemutandiine di pizzo e si avvicina alla fessura praticata alla porta di ingresso dell’ascensore e fa scivolare con attenzione la pipì fuori dalla porta e quindi nel vuoto, dopo va a sedersi nel suo angolo)

MARISA: ( con vergona) lo hai visto, non è un granchè e per me è diventato solo un “ problema” sei fortunata tu che  in mezzo alle tue gambe hai una “ cosa “ meravigliosa che io ti invidio

( pausa)

INGRID: la natura ci ha creato cosi: ( silenzio) purtroppo!

(pausa)

INGRID: ( piacevolmente sorpresa) Marisa: ma lo sai che in mezzo alle tue gambe hai un prodotto niente male: “ bello grosso e lungo ” molto di più di quel “ deficiente” che ho sposato , e sei molto più “ dotato” di  alcuni che ho visto e preso quando ero giovane

(pausa)

Sai cosa ti dico: è un peccato che tu voglia “ tagliartelo”

MARISA: ( afflitto) mi è diventato scomodo: io non lo voglio, non lo ho mai voluto , fin da piccolo

( pausa)

( piange)

( Ingrid si avvicina a Marisa per consolarla: le due donne si siedono vicino)

INGRID: ( cerca di consolarla) dai non prendertela, ti capisco: la mia era solo una “ battuta” , però devi capire che io ho visto il tuo “ coso” dal punto di vista “ femminile” : perdonami , io non volevo assolutamente offenderti: cerca di capire

(pausa)

Io sono contenta che presto diventerai donna!

( pausa)

Ti prometto che “ dopo” che ti sarai “ operata” diventeremo amiche,  e ci vedremo una volta alla settimana per un caffè

(pausa)

Ma adesso non piangere, e quello che ti ho detto ti prometto che lo farò!

(Marisa smette di piangere)

MARISA: ( con un singulto)  io pensavo che tu, capissi il mio “ disagio”  e la mia lotta “interiore” la mia situazione fatta di continua sofferenza : invece ….

(pausa)

Tu ti stai comportando come “ le altre” e gli “ altri” che lo hanno visto ….

( piange di nuovo, questa volta sulle spalle di Ingrid, perché entrambe sono ancora sedute vicino)

Io sono e sarò sempre “ sola” nel mio dolore…

INGRID: ( l’abbraccia) no che non sarai più sola!  Io d’ora in poi sarò sempre vicino a te :

( da un bacio sulla guancia a Marisa che rimane sorpresa : però non dice niente: anche Ingrid; capisce che si è lasciata troppo andare e cerca di mantenere un leggero distacco)

INGRID: sai Marisa!

MARISA: dimmi!

INGRID: in questo momento, avrei voglia di fumarmi una bella sigaretta!

MARISA: ( sorridente) una sigaretta! Mi stupisci Ingrid , io pensavo tu fossi una salutista!

INGRID: si sono una salutista , e non solo sono anche una “ antifumo” incallita : una di quelle donne “! Intolleranti”

(pausa)

Sai che io sono anni che non fumo!

(pausa)

Ma pensa che quando ero giovane fumavo quasi un pacchetto di sigarette al giorno

MARISA: che sigarette fumavi ?

INGRID: “ Marboro “

MARISA: sigarette molto forti

INGRID: erano di “ tendenza”  e poi mi piaceva il pacchetto con in colori bianco – rossi ! E tu cosa fumi

MARISA: io prima fumavo “ Camel “ ora invece ho deciso di ridurre la nicotina, e quindi fumo sempre  “ Camel “ ma le “ ligth”

INGRID: (ride) ma cosa vuoi che cambia tra le “ classiche” e le “ light” , cambia solo il colore del pacchetto !

MARISA: (calma) non credo proprio: se nel pacchetto c’è scritto “ light” vuole dire che sono veramente più leggere ed hanno meno nicotina : perché se fanno un controllo e scoprono che non è vero, tu sai meglio di me che oltre ad una mega multa , vanno anche nel penale.

INGRID: ( abbraccia e da un bacio a Marisa) ti voglio bene Marisa, anche perché ammiro la tua ingenuità

( entrambe ridono)

MARISA: sai che cosa c’è io fumerei : però qui dentro non c’è un gran che come ricambio d’aria

INGRID: però per me c’è aria abbastanza ; e poi pensa se dovessero cedere le funi : che volo che facciamo

( Marisa si aggrappa ad Ingrid in modo morboso ma istericsamente)

MARISA: ( sconvolta) non ci voglio pensare! Non ci voglio pensare!

( abbraccia ancora più morbosamente Ingrid)

( Ingrid da un bacio rassicurante a Marisa)

INGRID: ( rassicurandola) non ti preoccupare,  non succederà mai !

MARISA: ( incerca di certezze) ma sei sicura !

INGRID: si tesoro sono sicura, non preoccuparti

MARISA: sicura … sicura …

INGRID: ti ho detto di si !Fidati!

( silenzio)

MARISA: ho troppo voglia di fumare:  sai che prima io non ci pensavo : ma ora per colpa tua comincio a sentirne “ la dipendenza”

INGRID: ne senti la dipendenza, perché la “ nicotina” crea dipendenza

( pausa)

MARISA: Non importa, si facciamo una “ siga” magari in due ,  anche se inquiniamo questo  “ angusto “  l’ambiente

INGRID: ( ride) questo “ angusto” ambiente , che parola “ forbita” che hai usato : non mi sembra che sia farina del tuo sacco : dove l’hai sentita!

MARISA: “ angusto” è il contrario di “ augusto” : io ho fatto il “ classico” : cosa pensi che solo per il fatto che mi guadagno da vivere facendo “ marchette” sono una ignorante!  ( ride)

INGRID: non ho mai pensato questo, anzi ti stimo molto : ma adesso dammi quella sigaretta: ora più che mai ne sento il bisogno anch’io !

( Marisa tira fuori la sigaretta : l’accende : fa “un tiro”  e poi la passa a Ingrid che a sua volta  “ tira “ e la ripassa a Marisa, e così via fino a che la finiscono)

INGRID: ( aspira il fumo con pachevolezza) fumare, è un grande piacere lo era prima quando i miei me lo proibivano e io andavo a fumare di nascosto nel giardino : mi ricordo che un tempo fumavo di tutto : dalle “ MS” alle “ Muratti”  non avevo preferenze ; solo mi affascinava il “ proibito” ma ero solo una ragazzina chge voleva sembrare più grande

(pausa)

Ed ora invece sono una donna , ormai vecchia che vuole tornare ragazzina

MARISA: è purtroppo il giro della vita!

INGRID: una vita la mia, bruciata dal troppo studio: bruciata da un fidanzamento troppo giovane e da un matrimonio che ormai sono anni che è finito: eppure stiamo sempre insieme e non abbiamo divorziato

( pausa)

Sai Marisa che io sono ormai secoli non faccio l’amore con mio marito ! e a volte ne seto proprio il bisogno , ma quando mi avvicino , lui sembra quasi che si nega: perché inventa un “sacco” di scuse: domani ho una riunione, stasera sono stanco

( pausa)

Io ormai: non ce la faccio proprio più ! La mia vita sentimentale , è un vero disastro

MARISA: ma avete provato a parlarne : ad andare da uno psicologo e fare un po’ di terapia di coppia ?

INGRID: ( alterata) terapia di coppia ma scherziamo : a lui ormai non interessa più la coppia, ma la partitella e le cene con gli amici ; ( a voce alta) di queste non ne perde una !

(pausa)

Gli chiedo qualcosa io! E sembra che per lui ogni cosa “ cada dal cielo” … il mio è un matrimonio fallito ma che nessuno dei due vuole sciogliere …

( pausa)

Come vedi: anch’io dietro questa “ parvenza “ di normalità: sono una donna fallita , piegata e schiava dalla vita , ma che non ha neppure più la forza di rialzarsi

( pausa)

Allora mi sono gettata a capofitto sul lavoro

( a voce altae soddisfatta)

E in questo caso: mi sento veramente “ appagata”

( Marisa abbraccia Ingrid cercando di consolarla)

MARISA: ( la bacia sulla guancia) povera mia Ingrid, neppure la tua vita è felice!

( le due si abbracciano)

INGRID:  Marisa, perché tu avendo la possibiltà di scieglierti il nome con tanti nomi esotici ti sei scelto proprio il nome Marisa, che è un nome comunissimo se non banale!

MARISA: il nome Marisa, per me non è banale: per me è un nome importante

( pausa)

Marisa è il nome di una cara amica, confidente ed unica: una delle poche persone  che aveva capito e compreso il mio stato e la mia sofferenza

INGRID: è ancora una tua amica!

MARISA: ( orgogliosa) lei è una donna meravigliosa : una donna bisex , una donna con la mentalità molto aperta

INGRID: vive in città!

MARISA: no in questo momento vive a “ Forte dei Marmi” in Toscana dove convive con un'altra donna molto affascinante una modella

INGRID: ( curiosa) una modella che fa sfilate di moda! Deve essere una donna bellissima

MARISA: Marisa vive di sfilate di moda e di modelle perché lei vive si al “ Forte” ma lavora a Firenze

INGRID: fa la pendolare ! E dove lavora?

MARISA: lei vive di “ creatività” è una delle “ creatrici” di moda di “ Gucci”

INGRID: ( guarda interessata l’abbigliamento di Marisa) ecco perché il tuo abito e tutti gli accessori . borsetta, scarpe cintola sono tutti di “ Gucci”

MARISA: ( ride maliziosa) anche le calze e tutto l’intimo, meno il profomo che è “ Dior”

( entrambe ridono)

( pausa)

INGRID: ( guardando Marisa negli occhi) lo sai Marisa che per essere un uomo tu hai delle gambe meravigliose e con una depilazione perfetta

MARISA: ( civetta) sai io vado dall’estetista ,  una volta ogni quindici giorni : naturalmente fuori orario per evitare sai bene cosa ..

INGRID: si ho capito, ma sei che sei anche una donna molto tonica

MARISA: io vado in palestra, tre gioni la settimana:  mi tengo in forma !

INGRID: infatti, non hai cellulite : io invece ho un pochino di pancetta, le tette cadenti e una serie di rughe che neppure le migliori creme riescono a cancellare

(pausa)

( musica)

( Ingrid sfiora le gambe a Marisa)

MARISA: ( si sente toccare ed è compiaciuta) le rughe, la pancetta e le smagliature si possono togliere …

( intanto Ingrid continua ad accarezzare le gambe di Marisa)

MARISA: ( lascia fare) hai delle mani molto delicate Ingrid

INGRID: ( continua ad accarezzare le gambe)  sai Marisa che per me è la prima volta che accarezzo le gambe ad una “ donna” e le tue le trovo bellissime, ed inanzitutto perfette

(pausa)

Le tue gambe sono affusolate, senza cellulite e soprattutto dritte , molto più belle di quelle di una donna

( pausa)

Perdonami tu sei più di una donna: tu sei una “ superdonna” … ed è un piacere, accarezzarti :  ti ringrazio per le sensazione che mi stai facendo provare: perché con te provo sensazioni che non ho mai provato neppure con mio marito

MARISA: ( compiaciuta) per forza lui sono secoli che non ti tocca!

INGRID: lo sai che è la prima volta che prendo l’iniziativa in amore e sento anche di volerti bene !

MARISA: ( eccitata a sua volta ma senza darlo da vedere) si io ne sono molto lusingata ma io generalmente preferisco gli uomini , anche se con te sento che è diverso

(pausa)

Oh! Oh! Oh!

INGRID: ( compiaciuta ed eccitata) ti piace! Vero e ti piace tanto!

MARISA: sì ! Sì ti sento dentro di me!

( si spengono le luci )

MARISA: ( con stupore) ma cosa stai facendo ! Io non voglio ! Non voglio …. No … No… No …

INGRID:  per una volta lasciami fare: tanto hai detto che te lo fai tagliare

MARISA: si ! Ma così no!  Si ! Si Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…

( pausa)

( si riaccendono le luci e cessa la musica )

( l’ascensore da uno scossone: si sente il rumore delle funi)

INGRID: ( si rianza e si veste e torna fredda ) forse ci siamo,  finalmente questa macchina ha ripreso a funzionare

( anche Marisa si veste e si rialza di scatto)

MARISA: ( anche lei fredda) finalmente , ho proprio bisogno di aria pura !

( rumore dell’ascensore che si nuove )

MARISA: ( raccoglie le sue cose e prende lo specchietto dalla borsa ) ho un viso orribile , bisogna che appena esco corro subito in bagno a truccarmi

INGRID:  dai che sei bella anche sensa trucco!

MARISA: lo so : ma sai gli uomini sono esigenti

INGRID: quanto tempo è che siamo rimaste prigioniere!

MARISA: solo un’ora e sembrava un’eternità ! Chissà il mio “ cliente” come è in pensiero!

( rumore dell’ascensore: piano sette)

MARISA: io sono arrivata Ingrid: è stato un piacere fare la tua conoscenza

INGRID: il piacere è tutto mio, tante belle cose !

( Marisa esce dall’ascensore ed esce di scena)

(pausa)

INGRID: ( esce dall’ascensore anche lei) sarà meglio che i tre piani che mancano per arrivare allo  “ studio” me li faccio a piedi …

( musica )

( domenica  sera, ora indefinita)

( Ingrid un architetto per interni , entra nell’androne del palazzo dove ha lo studio;  ha molta fretta ghiama lo’ascensore  per salire al decimo piano dove ha l’ufficio , arriva l’ascensore : entra , ma nel frattempo entra un’altro  uomo molto afascinate vestito con abiti molto alla moda , l’uomo ha con se uno zainetto )

MAURO:  ( con educazione )  posso!

INGRID:  ( educata ) prego !

( Ingrid  fa l’atto di pigiare il tasto  che rappresenta il numero del piano: ma prima si rivolge al compagno di viaggio )

INGRID: ( gentile) signore lei a che piano!

MAURO: ( gentile) io al decimo , grazie

INGRID: che combinazione anch’ io al decimo:

MAURO: ( gentile) io avrei un appuntamento con l’architetto  Ingrid Grimaldi

INGRID: guarda caso: sono io l’architetto Ingrid Ines Grimaldi : ma lei ha preso un appuntamento !

( pausa)

MAURO: ormai sono anni che ogni domenica sera ho con lei un appuntamento

( i due si abbracciano e si baciano)

INGRID: sono proprio contento che tu non te lo sia fatto “ tagliare”

MAURO : no! Non potevo farmelo tagliare : perché io ti amo troppo

(pausa)

 perché Ingrid io posso amarti sia come “ Mauro” che come “ Marisa”

INGRID: Perché Mauro io  posso amarti sia come “ Ingrid” che come “ Ilario”

(pausa)

Che sorpresa hai preparato per me stasera!

MAURO: questa notte io mi vestirò da “ crocerossina” e tu da “ artigliere “  ferito

( pausa)

Così io ti dimostrerò come una “crocerossina” cura il suo “ artigliere”

INGRID: ( baciandolo ) ed io ti dimostrerò come un “ artigliere” ama la sua “ crocerossina”

SIPARIO

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