Aspettando
Sabato
Commedia in tre atti
di
Alfio Messina
Personaggi:
Orazio Resta: avvocato
Carmelina: sua moglie
Luana: la figlia
Francesco: fidanzato di Luana
Nicoletta: la cameriera
Alfredo Ballo: un amico
Turi Cappa: il pecoraio
Jano Cappa: fratello di Turi il pecoraio
Tiziana: la segretaria dello studio Pritti
Cav. Torretta: cliente
Sig.ra Adelasia: moglie del cav. Torretta
Giovanni, ispettore di polizia: amico di Orazio
Agente di polizia
In un paese
Ai giorni doggi
Atto Primo
Scena unica.
Le azioni si svolgono nello studio dellavvocato Resta Orazio.
A sinistra si trova una porta che conduce in un ingresso e in un corridoio. In
fondo c' una porta a vetri da cui sintravede un bel giardino e accanto ad
essa una scrivania colma di libri, fascicoli o incartamenti. Dietro il mobile
vi una poltrona da studio; davanti al mobile due comode sedie per i
potenziali clienti. A destra altra porta che comunica con le stanze della casa.
Un divanetto a sinistra e un appendiabiti. Addossate alle pareti, ci sono delle
belle librerie piene di libri ben ordinati. Tra una libreria e laltra alcuni
quadri dindefinita epoca.
PRELUDIO
Dalla sala provengono due uomini che si dirigono verso il palco quando il
sipario ancora chiuso. Essi si riveleranno essere Turi e Jano, due fratelli
pecorai protagonisti della quarta scena. Sono uomini rozzi ed analfabeti di
circa, rispettivamente, sessanta e cinquantacinque anni; puzzano di formaggio
pecorino. Turi veste un abito scuro, giacca e gilet di velluto e porta in testa
una coppola nera; una volta ogni tanto scrolla la gamba come se avesse un tic.
Con s porta una bottiglia di latte. Jano, anche lui vestito di velluto, porta
una coppola marrone ed ha le tasche della giacca rigonfie in modo appariscente.
Turi - (a voce alta) Andiamo Jano dovremmo essere vicini. Sei la solita
lumaca.
Jano Caso mai lumaco, al maschile. da un po che ripeti: Dovremmo essere
vicini. Ma non arriviamo mai.
Turi Sempre a lamentarti, cammina piuttosto.
Jano (ad uno spettatore) Scusi, sa dirmi dove si trova lo studio
dellavvocato Resta? No eh
Turi Cosa vuoi che ne sappia non nemmeno di qua!
Jano Tu come fai a saperlo?
Turi Fiuta Non senti lodore diverso?
Mentre Jano fiuta lo spettatore, Turi avanza.
Jano Quale odore? Io non sento nulla.
Turi (Ad uno spettatore) Scusi lavvocato Resta?
Jano Questo fa lodore tipico di qua? Fammi la cortesia cammina Questo per
non darmi retta. Se mi avessi ascoltato
Turi Per una volta facciamo come dice la legge. La deve pagare quel quel
Jano Amico!
Nel frattempo sono giunti sul palco.
Turi (si ferma di scatto) Ti avevo pregato ti avevo proibito di non nominare
quella parola.
Jano E che ho detto di male?! Hai sempre detto che lamicizia importante,
che lamore anima la vita
Turi Una volta! Ora la vera amicizia quella tra me e Gelsomina!
Jano - Lamicizia falsa, ingannevole. Lamore non esiste: sono tutte
fantasie.
Turi Hai ragione! Mi devo ricredere.
Jano Finalmente! Quando ti ripetevo che lamicizia vera non esiste mi
prendevi a sassate. Ora invece
Turi - Cammina e vediamocela tutta!
Jano E va bene! Visto che sei fissato... vediamocela!
Scompaiono dietro il sipario.
SCENA Ia
Avvocato e Carmela, sua moglie.
Lavvocato un uomo sempliciotto di circa cinquantacinque anni; capelli
bianchi, fisico asciutto. Veste con giacca e cravatta: un classico n raffinato
n ricercato.
Allapertura della tela egli passeggia leggendo delle carte che ha tra le mani.
Dalle riflessioni si capisce che ha la mente confusa.
Avvocato - Che cosa ingarbugliata! Vediamo se scrivessi
Carmelina - (moglie di Orazio. Stessa et del marito; anche lei sempliciotta,
ma ben sistemata. Entrando dalla porta di destra) - Orazio, senti. Ti volevo
dire che
Avvocato - (immerso com nei suoi pensieri, continua a passeggiare senza
accorgersi della presenza della moglie) - No, noForse meglio se concludo con
larticolo
Carmelina - (alzando la voce) - Orazio, Orazio!
Avvocato - (sobbalzando) - Che che successo
Carmelina - Sono io, tua moglie.
Avvocato - Lo vedo chi sei, purtroppo!
Carmelina - Sempre lo stesso. Quando sei immerso nel tuo lavoro e ti chiamano
sobbalzi da far paura.
Avvocato - (con tono sostenuto) - Per i nervi! Sai benissimo che quando lavoro
non voglio essere disturbato; perch mi chiami?
Carmelina - (sminuendo) - Allora, siccome sei sempre chiuso in questa
cassaforte, in mezzo a tutto questo macello di libri e libroni, dimmi quando
posso parlare con te, fissami un appuntamento.
Avvocato - Il macello, come lo chiami tu, cultura senza la quale rimarrei
ignorante. Oso ricordarti che se io non fossi in mezzo ai libri, non potremmo
mantenere il tenore di vita che abbiamo. Dunque, cosa mangeremmo, cara
consorte?
Carmelina - Proprio questo volevo dirti: cosa facciamo mangiare sabato ai tuoi
colleghi?
Avvocato - (con sorpresa) - Devo dargli da mangiare io?
Carmelina - Oh Signore mio! Come devo fare con questo marito. Dimentica tutto!
Avvocato - Sono diventato cretino! Dimentico tutto! Il problema principale
consiste nel fatto che non mi fate pensare, non mi fate concentrare; non mi
date nemmeno il tempo di dire pio. Andatevene in vacanza tutti quanti in modo
tale che io concluda in santa pace le mie cose!
Carmelina - Ci andrei ben volentieri, e come! Hai dimenticato che hai invitato
i tuoi colleghi e gli amici a cena?
Avvocato - Io ho li invitato? Sei stata tu ad insistere tanto!
Carmelina - Il problema non risolto.
Avvocato - Il problema te lo darei io!
Carmelina - Giacch non mi dici niente, faccio tutto a modo mio.
Avvocato - Non una novit! (Irritato) - Ti rendi conto che mi disturbarmi per
una cena che si svolger il sabato della settimana entrante?
Carmelina - Ma io devo sapere Devo preparare Nicoletta il servizio il men
Avvocato Che mi racconti! Domani ho una causa importantissima, forse la pi
importante della mia carriera, e tu dici che io devo pensare a ci che
mangeremo fra una settimana? Tu minimo minimo sei lesa.
Carmelina - (con tono sostenuto) Io ho voluto ricordartelo e avvisarti, ora
vedi tu! Scorbutico! (Guadagna luscio)
Avvocato - (guardandola impietrito) - Non mi comprende! Non considera il lavoro
che faccio Pensa alla cena. Io sto impazzendo e lei (Siede nella poltrona da
studio. Pausa. Cerca di concentrarsi nel lavoro interrotto in precedenza. Scrive
qualcosa su un foglio. Dopo un po) - Vediamo come suona ora: concludendo No,
forse meglio: in conclusione (Corregge la bozza).
SCENA IIa
Orazio e Luana, sua figlia.
Luana - (giovane ventenne. Veste alla moda. Carattere vivace e spigliato. Entra
dalla porta sinistra) - Paponzolo Paponzolino!
Avvocato - (disperandosi) - Non possibile! Non si pu continuare cos!
Metter una catena nella porta!
Luana - Ciao, papino. Perch fai quella faccia cos sconfortata? Sono io, la
tua figlioletta.
Avvocato - (diretto al pubblico) - Stamattina mi considerano o cretino o cieco.
(Alla figlia) - Lo vedo che sei mia figlia!
Luana - (avvicinandosi e facendogli delle moine) - Avanti paponzolo, non fare
lo scorbutico. Calmati, rilassati.
Avvocato - (nervoso) - Sono calmo, rilassato!
Luana - Lo vedo che sei calmo!
Avvocato - (c. s.) - Ma come faccio a stare calmo e tranquillo se mi disturbate
ogni minuto. Non taccorgi che sto lavorando?!
Luana - Va bene, scusami, non volevo disturbarti. (Sempre accarezzandolo) - Mi
perdoni?
Avvocato - (guardandola) - Luana avanti spara. Che c? Che cosa vuoi?
Luana - (sviando il discorso e spostandosi verso il divano) - Ma niente sono
passata per vedere come stai.
Avvocato - (sentenziando) - Quando il diavolo accarezza, vuole lanima. Sputa
losso!
Luana - Sto uscendo.
Avvocato (come se sapesse gi) E lo studio?
Luana - Gi fatto. Dai Papino su!
Avvocato - Dove vai?
Luana - Pap: <<Dove vai, con chi stai, cosa fai?>>. Dai paponzolo
fare lingenuo non da te!
Avvocato - (scattante ed infastidito) - Ti prego, non chiamarmi paponzolo;
massomiglia a quello che vende meloni al mercato.
Luana - Okay, papino; ma mi controlli come si faceva cinquantanni fa.
Avvocato - Giusto! Non nel diritto di un padre sapere dove va e con chi va la
propria figlia. Una cosa del genere arretrata di cinquant'anni.
Luana - Ma dai pap sto uscendo con Ale.
Avvocato - Brava, ora ci siamo. Posso dirti no?
Luana - (categorica) - No! (Si alza e si reca nuovamente dal padre)
Avvocato Allora, perch sei venuta da me?
Luana - Dai papino non fare cos! (Accarezzandolo) - Io sono la tua
figlioletta. (Poi tutto di un fiato) - Mi serve una cinquanta.
Avvocato - Ah, ecco lo scopo di tante carezze: una cinquanta. Di che cosa? Di
pantaloni, di camicia
Luana - Ti prego non farmi perdere altro tempo che hai capito perfettamente.
Avvocato - (mettendo mano al portafogli) - E gi, non devo farti perdere altro
tempo. Io invece posso perderlo! Ecco qua la cinquanta.
Luana - Grazie pap! (Baciandolo) - Scusami se ti ho disturbato.
(Accarezzandolo affettuosamente) - Se avessi saputo che il tuo lavoro era cos
importante non sarei nemmeno entrata.
Avvocato - Immagino! Vattene Ma ti raccomando, stai bene attenta
Luana - (anticipando il genitore ed elencando noiosamente) - alle amicizie che
frequenti, non salire in macchina di sconosciuti, scegliti bene gli amici, non
fidarti di nessuno
Avvocato - S, prenditi pure gioco di me, tanto voi figli piangete sempre sulle
spalle di noi genitori.
Luana - (allontanandosi) - Ciao papino, e grazie.
Avvocato - (affettuosamente) - Stai attenta, mi raccomando.
Luana - Non pensarci! E ti raccomando non lavorare troppo. (Esce dalla scena)
Avvocato - (rimasto solo parla a voce alta) - Non lavorare troppo non mi
lasciano fare nemmeno il necessario! Che figlia di buona madre che ho fatto!
(Sospirando) - Ah Una volta i nostri genitori ci davano la cinquanta. Se non
stavamo attenti cera anche la sessanta! I figli Vediamo se posso continuare.
(Cerca di concentrarsi nuovamente sul lavoro) - Dunque, eravamo Bene (Dopo
una breve pausa)
SCENA IIIa
Avvocato e Nicoletta, la cameriera.
Nicoletta - (entra dalla parte sinistra Nicoletta, la cameriera. un tipo
molto semplice, ingenua ed un po tonta, ma ha sempre la risposta pronta.
Corporatura robusta, pienotta e non tanto alta. Indossa un grembiule bianco e
abiti pacchiani di cattivo gusto tanto da suscitare ilarit. Interrompe
lavvocato.) - Avvocato, mi scusi.
Avvocato - (intento com a preparare il suo discorso, con il capo chino sulle
carte, non si accorge della presenza della cameriera e recita) Dunque, visto
lart. 151, nonch, con riferimento a quanto esposto nellarticolo
Nicoletta - (insistendo e alzando la voce anche esageratamente) Avvocato,
avvocato!
Avvocato - (sobbalzando) - Chi , che c, che successo!
Nicoletta - Sono Nicoletta, non mi riconosce?
Avvocato - (nervoso) Stamattina sono impazzito. Non riconosco nessuno. Lo
vedo: sei Nicoletta. Oggi non si pu lavorare in santa pace. Questa gi la
terza volta!
Nicoletta - (losserva ammutolita e sbigottita poich non si aspettava tale
reazione) - Ma forse non si sente bene?
Avvocato - (c. s.) - Sto benissimo!
Nicoletta - Ha detto che gi la terza volta?! Io, qui dentro, oggi, la
prima volta che metto piede, ed la prima volta che la chiamo. Vi porto una
pignatella dinfuso di camomilla? Sa, mia nonna mi ha insegnato una ricetta
che ha un effetto immediato. Il trucco sta nel momento in cui si mette la
camomilla.
Avvocato - Non ho bisogno dinfusi o di ricette, ma solo di un po di pace, (in
crescendo di tono) - tranquillit, serenit. Ti avevo detto che non volevo
essere disturbato da nessuno! (Sottolineando le parole) - nes-su-no.
Nicoletta - Ha ragione, ma dallaltra parte ci sono due persone che insistono
per parlare con lei. Io glielo ho detto che lei non c perch impegnato a
studiare da questo lato, ma quelli non mi credono e non vogliono sentire
ragione: sono molto insistenti.
Avvocato - (al pubblico) Ma dove ti ho trovato! (Alla cameriera) Perci, tu
dici alle persone che non ci sono, ma sto studiando da questa parte.
Nicoletta - (con fare smarrito) - Ma veramente ho detto che lei non c
impegnato
Avvocato - Da questa parte, ho capito
Nicoletta - Allora ho sbagliato?
Avvocato - Nooo!
Nicoletta - (non ricevendo risposta) - Cosa devo fare?... Avvocato!
Avvocato Che vuoi fare
Nicoletta - Mi hanno detto che urgente: si tratta di vita o di morte.
Avvocato - Faccio il dottore io? Mandali qui accanto, dal dottor Carlo!
Nicoletta - Gi! Non ci avevo pensato! Giustamente se si tratta di vita o di
morte hanno bisogno del dottore! Li mando direttamente alla guardia medica. (Va
per uscire)
Avvocato - Dove vai? Se sono venuti qua, pensi veramente che sono cos stupidi
da non sapere chi il medico e chi lavvocato? (Pausa. Sbuffa e depone le
carte che leggeva) - Ti hanno detto che una questione di vita o di morte?
Nicoletta - Sissignore. Poi ognuno sa i fatti della propria casa.
Avvocato - Falli entrare. Tanto oggi, ormai, finita a puzza!
Nicoletta - (annusa laria e inizia ad aggirarsi per la stanza cercando nei
diversi angoli per individuare gli odori; lavvocato la segue attentamente con
lo sguardo. Dopo aver ispezionato buona parte della stanza) - Avvocato, io non
sento niente!
Avvocato - (la guarda stupito) - Ma che
Nicoletta - Dico io: lei oggi strano! Non mi ha forse detto che c puzza?
Avvocato - (sempre pi nervoso) Basta, basta! Fai entrare i signori, vai!
Nicoletta - (obbedendo allavvocato raggiunge la porta) - Per me, non sta bene
Prima dice che c puzza, poi
- Nicoletta esce mentre lavvocato borbotta per aver interrotto il suo lavoro.
SCENA IVa
Detti e i fratelli pecorai: Turi e Jano.
Nicoletta (Chiudendosi le narici con le dita) Avvocato ho trovato la puzza!
(introduce le persone: Turi e Jano.) Entrate, prego.
Turi - (subito dietro Nicoletta) - Grazie, bella signorinella mia! Se mi vieni
a trovare dove ho le pecore, ti faccio assaggiare un po di ricotta calda
calda, che ti allunga la vita. Ricotta solo io so fare!
Jano - (anche lui dietro la cameriera) - Ed io le faccio assaggiare un po di
formaggio primo sale
Turi - (intervenendo prontamente) - Bestia, le fai assaggiare il formaggio
primo sale?
Jano - Perch non buono?
Nicoletta - (interrompendo i due uomini in modo sgarbato) - Per il momento
entrate e parlate con lavvocato, poi la ricotta e il formaggio primo o secondo
sale li fate assaggiare a vostra sorella!
Avvocato - (si alza) - Avanti, accomodatevi.
Turi - (ossequioso si scappella in segno di rispetto, mentre Jano rimane ad
osservare la cameriera che disgustata svia lo sguardo) - Buongiorno avvocato.
(Gli va incontro, poi accortosi che il fratello non segue lo richiama). - Jano,
saluta lavvocato, non fare il solito zoticone!
Jano - (saluta anche lui togliendosi il copricapo) - Salutiamo avvocato.
Avvocato - Nicoletta, puoi andare grazie.
Nicoletta - (va via)
Turi - (riferendosi alla cameriera) - Quella bella ragazza brusca. Fa sempre
cos?
Avvocato - Scusatela, non fate caso! un tipo particolare.
Turi - (movimento circolare della gamba) Lei ci deve scusare se labbiamo
disturbato, ma una cosa destrema urgenza: si tratta di vita o di morte.
Jano - Gi, pi di morte che di vita.
Avvocato - Allora veramente importante!
Jano Importantissima.
Avvocato - (sedendosi) - Sedetevi, starete pi comodi.
Turi - (Siede anche lui e posa la bottiglia di latte vicino ai suoi piedi)
Signor avvocato, mi sto rivolgendo a lei primo: perch mi hanno detto che lei
bravo Secondo: perch io sono un uomo di correttezza e di legge.
Avvocato - Questo vi fa onore
Turi - A me piace spartire la legge con il coltello: giusta!
Jano - (seduto anche lui) - A me col bastone.
Avvocato - Avete fatto bene. Sapete, io ho un motto!
Turi - (travisando) - Ci dispiace!
Jano - Vostro padre?
Avvocato - No. Cosa?
Turi - Allora vostro fratello?
Avvocato - Non ho fratelli, ma che centra
Jano - Sar un cugino, un parente
Avvocato - Assolutamente.
Turi - (alterandosi e movendo la gamba) - Chi questo morto?
Avvocato - (cerca di mantenere la calma; sottolinea le parole) - Il motto non
un morto.
Jano - Allora un morto vivo?
Turi - (al fratello) - Che dici bestia! (Poi allavvocato con tono dossequio)
- Avvocato, per cortesia, non cominci a parlare gi di legge attorcigliando le
parole, perch non ci capisco niente!
Avvocato - (al pubblico) - Che cosa devo spiegare a questi individui! (Agli
uomini) - Il motto una massima
Turi - Chi Massima?
Jano - La sua segretaria!
Avvocato - (disperandosi) - Ma no un modo di dire.
Turi - Ah, una specie di proverbio.
Avvocato - Esattamente! Il mio : Chi si metti contro lavvocato Resta, perde
pure la testa!
Turi - Se per questo anchio ne ho uno: con Turi il pecoraio - che sono io -
sinfiamma il pagliaio.
Jano - e nel frattempo le pecore scappano! Stupido!
Turi - Un giorno di questi ti rompo le corna...
Jano - (si alza per scagliarsi contro il fratello) Ed io mi dimentico di essere
tuo fratello e
Avvocato - (interviene per rappacificare) - Calma, calma, per favore! (I due
uomini si calmano) Oh, Bene! E allora (Lavvocato freme poich ha molto da
fare. I due uomini si guardano in viso. Poi) - Procedete.
Turi e Jano - Si guardano in faccia senza aver capito cosa intende dire
lavvocato.
Turi - (a Jano) - Per dove?
Jano - Che cosa?
Turi - (c.s.) - Ha detto di procedere?
Jano - (allavvocato) - Mi scusi, cosa vuole intendere dire.
Avvocato - (stupito) - Andate avanti!
Turi - (con tono calmo di chi vuole confermato ci che ha capito) - Avvocato,
ma
Avvocato - (innervosito) Vi prego: andate avanti!
Jano - Va bene, non varrabbiate!
Turi - Per, per andare avanti (guardandosi attorno) - salgo?!
Avvocato - (c. s.) - Quello che volete fare fate: salite, scendete, basta che
andate avanti.
Turi - Osservato incredulo il fratello, che conferma con la testa; si alza e
solleva una gamba dopo averla scrollata e cerca di mettere il piede sopra la
scrivania, traducendo alla lettera le parole dellavvocato. Il fratello
interviene per aiutarlo.
Jano - Turi ci riesci o ti aiuto io?
Turi - Vediamo, penso di farcela.
- Si procede a soggetto.
Avvocato - (che non capisce le intenzioni di Turi si alza) - Ma che fate?
Jano - Mi spieghi, come fa mio fratello ad andare avanti se c il tavolo.
Avvocato - (alzando gli occhi in cielo) - Santa pazienza! Sedete sedete, per
favore Torniamo indietro.
Turi e Jano senza indugio, si alzano e vanno verso la porta da cui sono
entrati. Lavvocato li chiama.
Avvocato Ma dove andate?
Turi Torniamo indietro?!
Jano Ti ho avvisato che questo non capisce niente!
Avvocato Nel discorso. Sedete per favore e dite: perch siete venuti da me?
(Freme. Si mette a passeggiare nello studio).
Turi - (dopo essersi seduto, seguito dal fratello, insegue con lo sguardo
lavvocato) Signor avvocato io sono qui per la capra e i broccoli.
Avvocato - Che cos una nuova fiaba di Febo o di Esopo?
Turi - No! La capra mia
Jano - Precisiamo: nostra.
Turi - I broccoli no, e questi signori che ha citato lei non centrano niente.
Jano - Non li conosciamo!
Avvocato - (frenando il nervosismo che lo rode) - Che centrano la capra e i
broccoli. E voi chi siete?
Turi - (dopo aver accolto linvito) - Allora, io mi chiamo Turi Cappa e faccio
il pecoraio, questo...
Jano - (si presenta) - Jano Cappa, fratello di questindividuo e proprietario
insieme con lui delle pecore.
Avvocato - Bene! Cosa volete?
Turi - Fare causa a Ciccio.
Jano - Lo zozzo.
Avvocato - E chi Ciccio lo
Turi - Lo zozzo!
Avvocato - Appunto, questo signore chi ?
Turi e Jano - (ridono insieme in modo sarcastico).
Turi - (continuando a ridere) - Signore, aaah signore! (Smettendo di ridere si
alza e sottolinea le parole con i movimenti) - Quello una cosa schifosa che
si merita la testa schiacciata come una formica; cosa scannarlo! (Lavvocato
rabbrividisce alle parole cos dure) Cosa puzzolente! E pensare che era un
amico. (Sentenziando) - Si ricordi, caro avvocatello mio, che lamicizia ha
sempre un intento. Stia sempre attento perch gli amici sono quelli che
lammazzano a tradimento. Un estraneo certe cose non le fa, mentre un amico,
dal quale non te laspetti, ti conficca un coltello nelle spalle senza che te
naccorgi. Meglio un animale per amico che una persona! Lamicizia (Esasperato
ed esagerando) - Questo pezzo di cosa lorda e verme puzzolente, ma io io lo
ammazzo, lo faccio a polpette (A soggetto).
Jano - Turi, che fai? Calmati! Lo dovevi fare prima di venire qua, alloscuro
di tutto! Vede, caro avvocato, mio fratello ha ragione. Ciccio era un intimo
amico suo. Ma dopo quello che ha fatto (Si agita anche lui) Per se viene
nella masseria gli faccio diventare il cervello come la ricotta.
Avvocato - (fa del suo meglio per calmarlo) - Va bene, calmatevi, calmatevi e
sedete. Ditemi che centra questo Ciccio.
Turi - (ancora ansimante, siede) - Come che centra! stato lui che mi ha
ammazzato la capra!
Avvocato - E come lha ammazzata?
Jano - Non lha ammazzata vera e propria, ma lha fatta morire dal dolore!
Avvocato - (molto confuso) - Continuo a non capire niente! La capra, morta o
non morta?
Turi - Chi mi ha consigliato questavvocato! Dunque, io ho le pecore (vedendo
che Jano disapprova) - in pratica noi abbiamo le pecore e le pecore devono
mangiare. In mezzo alle pecore ci sono un paio di capre, che fanno un latte ma
un latte (ricordandosi di aver portato una bottiglia di latte si d una manata
in testa) - Mih testa vuota lavevo scordato! (la prende e la porge
allavvocato) - Qua ce n una bottiglia. Lo assaggi! speciale, dolce,
leggero e nutriente. Amo le capre pi dogni altra cosa: sono le mie vere
amiche.
Jano - (mette le mani in tasca e tira fuori un involucro per parte) - Ed io le
ho portato un po di formaggio che come le caramelle, ma che dico come lo
zucchero. Non per vantarmela, ma come facciamo il formaggio noi Cappa, non ci
riesce nessuno! (Posa i due pezzi di formaggio sulla scrivania).
Avvocato - (allungando una mano per prendere il latte e poi il formaggio) - Vi
ringrazio, assagger tutto dopo. (Riconducendolo al discorso) Allora com
finita?
Turi - Come vuole. (Posa la bottiglia sul tavolo e riprende il discorso) - Come
le stavo dicendo, io ho le pecore e le capre che hanno bisogno di mangiare ogni
giorno! E cos le porto in giro nelle nostre campagne. Oggi, purtroppo, tutti i
terreni sono recintati e non si pu entrare!
Jano - Fossero coltivati pazienza! Mi fa una rabbia vedere quei terreni
recintati e lasciati in abbandono con tanta erba fresca, che lei non pu
capire!
Avvocato - Penso di aver compreso di cosa si tratta.
Jano - (esultando) - Oh, meno male!
Avvocato - Bene, si tratta di una violazione di propriet privata e vi
Turi - (cambiando atteggiamento) - Che state dicendo avvocato. Io non sono
entrato in nessun posto.
Avvocato - Ma allora?
Turi - Le pecore e le capre
Jano - Mio fratello voleva dire che le pecore e le crape, sono scappate.
Turi - (Difendendosi) - Io, per, non ero presente!
Jano - E io nemmeno!
Turi - Gelsomina entrata per prima.
Avvocato - E chi sarebbe, vostra moglie?
Turi - No, non sono sposato.
Avvocato - Allora?
Turi - La mia crapa, quella che ha fatto il latte che lei ha rifiutato di bere.
(Con fare affettuoso) - come se avessi una figlia. Io parlo con tutte le
pecore, ma soprattutto con le crape. Gelsomina speciale, mi capisce a volo
Jano - Certe volte meglio parlare con gli animali che con le persone.
Avvocato - (esausto, non c la fa pi) - Va bene, va bene cosa successo!
Turi - successo che cerano dei broccoli e la capra Gelsomina li ha mangiati,
ma non con il gambo solo il fiore, cio la giubba.
Avvocato - Levando la parte del fiore nei broccoli, cosa resta?
Turi - Il gambo!
Avvocato - E del gambo che se ne fa?
Jano - Nemmeno questo sa avvocato?!
Turi - Fanno gli altri broccoli.
Avvocato - Ricapitoliamo, per vedere se ho capito bene! La capra Gelsomina
entrata nel terreno di Ciccio
Turi - Perch cera un buco nella rete di recinzione!
Avvocato - Nel terreno cerano piantati alcuni broccoli
Turi - E lei ha mangiato solo le giubbe (cime), lasciando a Ciccio i gambi e
le foglie.
Avvocato - Fin qui ci siamo! Poi che cosa successo?
Turi - Si sentita male.
Avvocato - Oh Santa Pazienza! Mi dispiace per la capra. Deve essere stato un
dolore forte per voi la perdita di un animale cos affettuoso.
Turi - Ancora non lho perduta!
Avvocato - Lavete imbalsamata!
Turi - Avvocato mi pare che lei capisce le cose al contrario.
Jano - Che tavevo detto io?
Avvocato - Se mavete detto che era morta!
Turi - Quale morta! La capra s sentita male e non ha prodotto il latte che mi
ha sempre fatto. Dunque io voglio che il Ciccio mi rimborsi i soldi del latte
perso per una settimana e, se si pu fare, anche i danni morali.
Avvocato - Fatemi capire, voi volete che il proprietario dei broccoli che ha
mangiato la capra
Turi - (interrompendolo) - Avvocato, il proprietario dei broccoli non ha
mangiato niente, ci mancava solo che mangiava la crapa. Sarei uscito e gli
avrei dato un colpo di bastone da stenderlo per tutta la sua lunghezza.
Avvocato - Non mi avevate detto che non eravate presente?
Turi - (accortosi del passo falso) - Eee Io non ero presente.
Avvocato - Vi ha raccontato tutto la capra! Dite, dite
Turi - Dite, dite
Avvocato - No, no, dite voi
Turi - (guardandosi attorno) - Voi, chi?
Avvocato - Voi chi, voi!
Jano - (al fratello) - Fratello voi.
Turi - (c.s.) - Avvocato, qua siamo: io, lei e mio fratello.
Avvocato - (spazientito) - Voi nel senso di lei, continui lei; anzi no,
continuo io. (sbuffando) La capra
Turi - Gelsomina.
Avvocato - (c.s.) - Per lappunto, ha mangiato i broccoli, si sentita male,
ma non morta e non ha fatto il latte per una settimana.
Jano - (tira un respiro di sollievo) - Oh! Diamo via ai fuochi dartificio, ha
capito finalmente!
Turi - La stessa cosa Margherita.
Avvocato - (mettendosi le mani ai capelli) No! E chi Margherita?
Turi - La sorella.
Avvocato - La sorella di chi, di Ciccio?
Turi - No, chi la conosce.
Avvocato - Ma allora di chi?
Jano - La sorella pi piccola di Gelsomina, anche lei ha mangiato i broccoli.
Avvocato - Perci, a quanto ho capito, Gelsomina non era sola! Allora: le
vostre capre si mangiarono i broccoli di Ciccio fin qui ci siamo?
Turi - Esattamente. Gelsomina e Margherita si mangiarono i broccoli; Romanello,
Lucia e Agnese si mangiarono le lattughe perch broccoli non ce nerano pi.
Avvocato - Sentite prima che andiamo avanti, ci sono altri personaggi in questa
storia?
Jano - Certo che ce ne sono! (Al fratello) - Ti sei dimenticato Peppino.
Avvocato - E chi sarebbe?
Jano - Il crasto (montone), avvocato!
Avvocato - (esausto) Basta, basta!
Turi - Ora siccome io sono un uomo di legge, perch mi piace dividerla giusta,
al signor Ciccio non ho fatto niente.
Jano - Invece per giusta legge, quando la capra si sentita male, che doveva
fare?
Avvocato - Sono curioso di saperlo.
Jano - Prendere il bastone e dargliene un colpo nel Padre Nostro.
Avvocato - Alla capra!
Jano - Preciso!
Turi - Siete pazzo? A Ciccio. Perch lui quando irrora le piante coi veleni,
deve esporre un cartello (Segnando con le mani) - grande cos, dove c
scritto: Zona avvelenata!
Avvocato - (finalmente ha tutto chiaro) - Ecco perch si sentita male la
capra!
Turi - Logico, lui doveva avvisare i passanti che le culture erano irrorate col
veleno.
Avvocato - (falsamente) - Certamente, avvelenare i prodotti nella sua
propriet? un pazzo! (Cambiando tono) - Sentite signor
Turi - Turi.
Avvocato - Signor Turi e fratello (Si mette seduto) - io avvendo appurato che
la cosa grave e delicata, e siccome sono molto impegnato con una causa di
lunga durata anzi molto lunga
Jano - Assai lunga?
Turi - Quanto?
Avvocato Almeno cinque anni.
Turi Cinque anni per una causa?
Jano - Te lavevo detto che era meglio agire a modo nostro. I tempi della legge
sono lunghi e imprevedibili.
Avvocato - La questione molto delicata. Perci vi consiglio di raccomandarvi
ad un altro avvocato.
Turi - (agitandosi) - Non mi difende Gelsomina? Che razza davvocato senza
cuore !
Avvocato - State calmo, non pu essere, credetemi.
Turi - (si alza dalla sedia e minaccia lavvocato) - Appena ti ho visto, ho
pensato: questo non capisce niente! Ti si legge in faccia pezzo di cause perse!
Jano - (con gesto dapprovazione) - Finalmente!
Avvocato - (scatta in piedi e risponde con lo stesso tono) - Chi siete voi per
venirmi ad insultare in casa mia?
Turi - Devi ringraziare Dio che non ho il mio coltello a portata di mano, se no
ti sistemerei per le feste. Me ne vado altrimenti faccio una strage.
Avvocato - Andate, andate. Nicoletta! Nicoletta!
Jano - Turi calmati! (Gli mette le mani addosso per calmarlo).
Turi - (al fratello) Io non mi calmo, va bene! E levami le mani daddosso.
Jano - Te la prendi con me?
Turi - Me la prendo con chi mi pare e piace!
- I due si scambiano qualche battuta, mentre lavvocato non sa come
intervenire.
Avvocato - (Alzando la voce) - Nicoletta, Nicoletta.
Jano - Perch siamo qui, se no! Prima o poi ti sciolgo in mezzo alla ricotta.
(Escono scambiandosi accuse).
Nicoletta - (entrando) - Avvocato per caso ha chiamato?
Turi - Rientra.
Avvocato - Di nuovo qua? Nicoletta, accompagna questo cafone fuori!
Turi - Cafone c lei, io il pecoraio faccio!
Avvocato - (sempre da dietro la scrivania) - Perch siete tornato, per farvi
ammazzare. (Afferrando un taglia carte).
Turi - (con atteggiamento malavitoso avvicinatosi alla scrivania, afferra la
bottiglia di latte e il formaggio) - Il latte Ho dimenticato il latte. Lei non
merita un latte cos il latte di Gelsomina.
Avvocato - (irritato) - Vi ho detto di andare via.
Nicoletta - E dai, su, andate via!
Turi - No! Prima devo dire una cosa: cercate di cambiare il motto, perch
quello che avete fa puzza! Io vi consiglio: Allavvocato Resta prima o poi gli
spaccano la testa! Cause perse!
Avvocato - (c.s., ancora pi di prima) - Fuori, fuori! Prima che dimentico di
essere un uomo di legge.
Nicoletta - (spingendo leggermente il pecoraio) - E andatevene, non lo fate
innervosire pi!
Turi - (con fare calmo a Nicoletta) - Me ne vado (Allavvocato) - Addio, cause
perse! (Si appresta a guadagnare luscita con molta calma e guardo attentamente
la cameriera) - Bella mia vieni con me. Che ci fa una bella Cotoletta come te
con un tipo come lui?!
Nicoletta - (con fare spartano) - Quel che ci farebbe tua sorella se fosse al
mio posto.
Turi - (sorpreso da tale risposta) - Caspita che sei calda!
Nicoletta - (c. s. mostrando il palmo della mano) - La mia specialit e fare
diventare caldi a furia di queste cotolette (E carica con tutta la sua forza
sul pecoraio buttandolo fuori)
Avvocato - Fuori! Villano!
SCENA Va
Avvocato e Nicoletta.
Avvocato - (spossato) Ci vuole una pazienza. Da dove sono spuntati?!
Nicoletta - (rientrando) - Che tipo! Mi ha indisposto. Perch cera lei
altrimenti lavrei massacrato. Pezzo di villano, facchino e maleducato!
Avvocato - (ancora nervoso) - Nicoletta, se dovessero ritornare non ti
rischiare a farli entrare perch uccido te, capito!
Nicoletta - (c.s.) - Avvocato, ma si calmi; ormai se ne sono andati.
Avvocato - (sempre con tono sostenuto) - Come posso stare calmo se fai entrare
nel mio studio individui come quelli. Ho perduto unora di lavoro e ancora non
sono riuscito a completare larringa.
Nicoletta - (stupita) - Avvocato, deve preparare unaringa nel suo studio?
Avvocato - Perch secondo te, dove la dovrei preparare?
Nicoletta - In cucina, mi pare logico!
Avvocato - Ma che cosa?
Nicoletta - Come che cosa?! Laringa.
Avvocato - Sono circondato da ignoranti! Che cosa hai capito? Larringa con due
erre, cio il discorso, non laringa, il pesce.
Nicoletta - Oh! Mi dove scusare, ma mi sembrava daver capito unaringa.
Avvocato - (calmatosi) - In ogni caso ora basta, ho perduto abbastanza tempo e
non voglio perderne pi. Chiunque viene non mi devi disturbare
as-so-lu-ta-men-te! Hai capito?
Nicoletta - Certamente, non la devo disturbare as-so-lu-ta-men-te.
Avvocato - Vai, vai
- Lavvocato rimasto solo si mette seduto dietro la scrivania cercando di
riprendere il lavoro. Dopo una breve pausa nuovamente interrotto da
Nicoletta.
Nicoletta - (con timore) - Avvocato avvocato!
Avvocato - (non crede ai suoi occhi) - No, non pu essere, non ci posso
credere. Di nuovo tu?
Nicoletta - Avvocato, io lo so che lei non vuole essere disturbato.
Avvocato - Se lo sai perch lo fai?
Nicoletta - (Titubante) - Dallaltra parte c un signore
Avvocato - Io non ci sono! Chiaro?!
Nicoletta - Ma come non c, ma se qui?
Avvocato - Siamo a cavallo. (Alzando la voce) - Non ci sono per ne-ssu-no!
SCENA VIa
Detti e Alfredo, un amico dellavvocato.
- Dalla porta di sinistra si affaccia un signore ben vestito della stessa et
del protagonista: Alfredo. Un vecchio amico di Orazio. Si presenta ben
sistemato ed elegante. Un tipo gentile e donnaiolo. Sempre pronto a mostrare a
tutti che ha fatto un salto di qualit.
Alfredo - (a met sulluscio) - Nemmeno per me?
Avvocato - (breve pausa. Poi riconoscendo lamico si alza e gli va incontro) -
Alfredo! Carissimo amico mio?
Alfredo - (gli va incontro e labbraccia) - Vecchio avvocato di cause perse,
come stai?
Avvocato - Vi siete dati la voce questa mattina oppure un complimento e io
non lo capisco!
Alfredo - Ma che dici?
Avvocato - Nicoletta, chiama la signora. Dille di venire subito nello studio.
Nicoletta - Va bene, con permesso. (Esce da destra).
Alfredo - (Dopo aver osservato attentamente la cameriera in tutti i suoi
movimenti si rivolge allavvocato) - Lhai scelta in carne. Dimmi, com a
letto?
Avvocato - Dai, Alfredo, ma che dici?
Alfredo - Il passato non si dimentica. Ti ricordi quando ci divertivamo a
conquistare le ragazze?
Avvocato - Acqua passata! Ora sono un avvocato serio, sposato e dedito al
lavoro! Da quanto tempo non ci vediamo?
Alfredo - Precisamente dieci anni!
Avvocato - Cos tanto?
Alfredo - Caro mio, il tempo passa inesorabile.
Avvocato - Hai ragione! Il bello che non torna pi! A guardarti sembra che
questi anni per te non sono passati. Siediti e raccontami che fai, come stai.
(Siedono sul divano) Ti sei sposato?
Alfredo - Non sono pazzo! Visto come vanno i matrimoni, preferisco restare
zitellone.
Avvocato - (guardandolo ancora incredulo) - Alfredo! Chi lo doveva dire, dopo
dieci anni.
Alfredo - Alfredo una volta! Ora mi chiamo Fred e sono il dirigente di una
frabbrichetta che costruisce pennelli. E siamo in espansione!
Avvocato - Mi fa veramente piacere. E pensare che abbiamo fatto gli stessi
studi.
Alfredo - Quasi Ti ricordo che a me piaceva studiare pi lanatomia femminile
che le leggi dello Stato e non sono riuscito a laurearmi. Tu come te la cavi,
dimmi di te.
Avvocato - Non posso lamentarmi. Certo, resto sempre un avvocato di un piccolo
paese, ma mi trovo bene. Anche se alcune volte mi capitano certi tipi
Alfredo - la vita. Se ne incontrano tanti di tipi strani. (Annusando laria)
- Senti un po, Orazio, che tipo di profumo usi per ambienti?
Avvocato - Veramente io sono contrario alluso di profumi, perch?
Alfredo - da quando sono entrato che sento nellaria uno strano fetore.
Avvocato - Saranno i prodotti che usa Nicoletta. Che tipo di fetore senti?
Alfredo - Beh, cambiali, altrimenti, i clienti scappano. Sembrano preparati con
formaggio pecorino stagionato.
Avvocato - La puzza che hanno lasciato quei villani dei pecorai! Due di quei
clienti che non avrei voluto conoscere!
Alfredo - Perch?
Avvocato - Ignoranti quanto luomo primitivo e pazzi; pensa che uno dei due
convinto di parlare con le pecore.
Alfredo - Non c da meravigliarsi, quante persone ci sono al mondo che parlano
con i propri animali. Per ti hanno infestato per bene la casa.
SCENA VIIa
Orazio, Alfredo e Carmelina.
- Entra dalla porta di destra Carmelina.
Carmelina - (andando incontro allamico) - Alfredo carissimo, come stai?
Alfredo - (anche lui le va incontro) - Carmelina mia, sei sempre fresca e bella
come una volta!
Carmelina - Purtroppo gli anni girano anche per me.
Avvocato - Ad essere sincero, li fa girare agli altri!
Alfredo - Mi sono sempre chiesto come ha fatto una donna bella come te, a
sposare uno come lui!
Avvocato - Come ha fatto lei? Come la sopporto io!
Alfredo Era una battuta, Orazio.
Carmelina - Come mai da queste parti?
Alfredo - (molto sorpreso) - Oh! Questa bella! Non mi hai
Carmelina - (interrompe Alfredo e senza far capire niente al marito) - Sei
venuto per affari, vero? S
Alfredo - (anche se non riesce a capire sta al gioco) - S, proprio cos per
affari! Ne approfitto perch vogliamo espanderci anche qui e quindi proporre i
nostri prodotti ad alcune ditte locali. Dicevo a tuo marito che siamo una ditta
in espansione. Ma mi raccomando non dite niente a nessuno. Non vorrei che la
concorrenza o gli amici insomma, in questi giorni mi piacerebbe rilassarmi.
Carmelina - Certo! Naturalmente resterai a pranzo da noi e tutto il tempo che
vuoi, vero Orazio?
Avvocato - Certamente, cos puoi sbrigare con calma i tuoi affari. Nicoletta!
Carmelina - Ha ragione Orazio. Abbiamo una bella stanza per gli ospiti.
Alfredo - Veramente, (lanciando unocchiata a Carmelina per chiedere conferma)
non vorrei disturbare!
Avvocato - Quale disturbo, dopo dieci anni che non ci vediamo, ne abbiamo di
cose da raccontarci! Nicoletta! mai possibile che questa benedetta cameriera
non mi sente quando la chiamo!
Carmelina - Non ti sente perch sar nel giardino. Vai tu!
Avvocato - Permettimi Fred! (Andando verso la porta di sinistra) - E dire che
abbiamo la cameriera! (Via).
Alfredo - (i due restano soli. Alfredo vuole capire) - Ma scusami, mi vuoi
spiegare cortesemente cosa succede? Fammi capire perch mi sento preso dalle
bombe: non mi hai telefonato tu chiedendomi e pregandomi di venire?
Carmelina - S vero, sono stata io. E non sai quanto ho dovuto faticare per
trovarti! Per non ti aspettavo cos presto, tanto che mi hai colto di
sorpresa. Orazio, per, non sa niente e non deve sapere niente. Ti raccomando.
Alfredo - Scusami, ma non capisco! E soprattutto mi chiedo come hai avuto il
mio numero di telefono.
Carmelina - Ti ho trovato grazie al caso e ad un elenco telefonico; non ti
preoccupare, ti spiegher tutto dopo, quando Orazio si recher al tribunale.
Alfredo - Un elenco telefonico, eh! Non puoi dirmi tutto ora?
Carmelina - No. Deve essere una sorpresa.
Alfredo - Spero non si tratti di una cosa grave.
- Rientra Orazio.
Avvocato - (avendo udito lultima battuta) - Chi grave?
Carmelina - Nessuno! Parlavamo delle piccole incertezze finanziarie del
mercato.
Avvocato - Come come incertezze finanziarie?
Alfredo - Ha ragione tua moglie. Non c un titolo che ti permette di
guadagnare: oggi guadagni, domani paghi.
Carmelina - Alfredo, andiamo dallaltra parte, cos ti puoi rilassare e
riposare del lungo viaggio. Ti faccio vedere la casa.
Avvocato - Ottima idea! Io non vengo. Mi dovete scusare, ma ho una conclusione
da preparare per una causa importante. Devo finire al pi presto!
Alfredo - Il lavoro ti prende molto tempo, vero?
Carmelina - In pratica non c mai e meno male che lo studio qui, in casa, se
no, non lo vedremmo mai.
Alfredo - Anchio non ci sono mai a casa.
Avvocato - (non vuole perdere altro tempo) - Allora
Carmelina - Abbiamo capito, ce ne andiamo. Vieni Alfredo.
Avvocato - (correggendo la moglie) - Fred!
Carmelina - E chi Fred?
Alfredo - Sono io, mi faccio chiamare cos!
Carmelina - Bello, pi moderno, giovanile.
Alfredo - Certo, mi sembrato pi adatto alla mia persona, pi consono
allambiente pi evoluto dove vivo.
Avvocato - (insistendo) - Scusatemi ancora
Alfredo - Ma figurati: il lavoro lavoro e non si scherza.
Avvocato - Carmelina, fai strada tu.
Carmelina - Vieni Alfredo, oh, scusami Fred!
Alfredo - Ma dai su, adesso non prendetemi in giro, per favore!
- Escono dalla porta di destra accompagnati da Orazio.
Avvocato - Finalmente! (Andando a sedere dietro la scrivania, riflette ad alta
voce) - Per, chi lavrebbe detto che il figlio di don Carmelo Ballo, diventava
un dirigente dazienda, un civilizzato! Possiamo cambiare nome, connotati, ma
il cuore e lanima restano sempre quelli che sono, sia qua come in qualunque
parte del mondo Fred! Sembra un titolo di un film: Fred, il figlio di don
Carmelo Ballo, civilizzato! Mah! Ci mancava solo lui.
SCENA VIIIa
Avvocato e Tiziana.
- Lavvocato si appena seduto quando dalla porta di sinistra saffaccia
Tiziana, la segretaria dello studio legale Pritti, molto giovanile e frivola.
Trentenne.
Tiziana - Cuc Da oggi ti amo sempre di pi.
Avvocato - (portandosi una mano alla tempia) - No, non pu essere; oggi non
finir mai! (Chiude nervosamente tutte le carte).
Tiziana - (entrando) - Il nostro amore non finir mai!
Avvocato - (freddo) - Tizzi, ti prego, se ti sente qualcuno, il nostro amore,
come lo chiami tu, non finir mai, la mia vita terminer prima del previsto. Ti
ho detto che questo scherzo non mi piace!
Tiziana - E va bene non fare cos che diventi brutto ed insipido. (Fermatasi
davanti alla scrivania, porge la mano) - Bacio, bacio, bacio, bacio.
Avvocato - (c.s.) - Come devo fare con te! Ti ho detto che questo gioco
pericoloso.
Tiziana - (ritirando la mano) - Allora non mi vuoi bene.
Avvocato - (affettuoso) - Il bene che posso volerti lo stesso di quello che
pu provare un padre per una figlia!
Tiziana - Io non ti voglio come padre, ne ho gi avuto uno e mi sembrato
anche troppo.
Avvocato - (con tono di rimprovero) - Aaaa non diciamo sciocchezze! Ogni volta
che mi vieni a trovare mi fai venire un blocco
Tiziana - (avvicinandosi allavvocato sempre di pi. Provocante lo accarezza
scapigliandolo) - Ma ci sono qui io che posso rimuovere tutti i blocchi di
questo mondo.
Avvocato - Ti prego stai calma! Io sono un uomo maturo, ma posso anche non
rispondere di me stesso.
Tiziana - (insistendo con i suoi atteggiamenti) - E dai, forza, ti prego,
lasciati andare. A me piacciono gli uomini maturi: pi maturi sono e meglio .
Avvocato - (si alza per sfuggire alle moine della ragazza, poich sente che
potrebbe cedere) - In unaltra situazione, in un altro posto Che figura faccio
se entra mia moglie; chiss cosa pu pensare.
Tiziana - Chi, quella strega!
Avvocato - Non dire queste cose! Io amo mia moglie!
Tiziana - A s! Se entro due secondi non mi dai un bacio, mi metto ad urlare
come una forsennata e dico a tutti che mi hai violentato.
Avvocato - Non dire stupidaggini!
Tiziana - (sempre con un atteggiamento di sfida e provocante) - Forse non ti
piaccio, non ti attiro?
Avvocato - (asciugandosi il sudore) - Altro che! (Si avvicina) - Tu sei un
angelo della giovinezza, della freschezza, della felicit
Tiziana - Allora cosa aspetti? (CS) - Violentami.
Avvocato - Non esageriamo.
- La ragazza lo tira a se e gli da un bacio. Simultaneamente entra dalla porta
di destra. Alfredo che resta immobile davanti a quella scena inaspettata.
SCENA IXa
Detti e Alfredo.
Alfredo - (entrando. Dopo una breve pausa) - E bravo Orazio!
Avvocato - (staccatosi velocemente dalla ragazza, imbarazzato, cerca di
giustificarsi) - Al Fred, non come pensi tu!
Alfredo - Questa una frase fatta!
Tiziana - (sistemandosi) - Ha ragione lavvocato, non come sembra!
Avvocato - Sai in queste situazioni tu cosa potresti pensare
Alfredo - (sarcastico) meglio che ti cerchi un avvocato!
Avvocato (cs) Alfredo!
Alfredo - (rassicurandolo) - Non ti preoccupare, vecchio mio! (Interessato) -
Piuttosto perch non mi presenti questa graziosa signorina?
Avvocato - (ancora frastornato) - Hai ragione, scusami. Alfredo ti presento
Tiziana, la segretaria dello studio dellavvocato Pritti col quale abbiamo
strette relazioni.
Alfredo - (sottovoce allavvocato) - Vi dividete la segretaria?
Avvocato - I giorni dispari io e quelli pari lui! Ma vah!
Alfredo - (prendendo la mano della signorina) - Perdonate, signorina Tiziana, a
me piace molto scherzare. (Baciandole la mano) - Molto lieto, Fred!
Tiziana - (resta affascinata) - Piacere, Tizzi. (Rimangono a fissarsi luno con
laltra)
Alfredo - (sempre guardando la ragazza) - Che manina gelida che avete! Ma come
si dice mano fredda cuore caldo.
Tiziana - (sempre frivola) - In quanto a calore non mi lamento, potrei
bruciarvi
Alfredo - Non vi preoccupate per questo, perch fuoco non brucia fuoco e in me
c sempre un incendio.
Avvocato - Scusate se vi disturbo, non vorrei fare il pompiere, ma siccome in
questa stanza ci sono tante cose che possono bruciare, vi consiglio di ardere
in un altro posto.
Tiziana - (ricomponendosi) - Io devo andare. Avvocato noi ci vediamo!
Avvocato - Ora sono diventato avvocato. Perch sei venuta?
Tiziana - Sono venuta per quella causa di domani mattina, ma non ha importanza,
poi ripasso. (Ad Alfredo) - Beh! Piacere di avervi conosciuto.
Alfredo - Il piacere stato mio! Laccompagno!
Tiziana - Grazie. Siete un vero gentiluomo.
Alfredo - Prego, accomodatevi. (A soggetto).
- I due escono di scena guardandosi negli occhi fino a quando scompaiono e
senza curarsi della presenza dellavvocato. Alfredo accompagna la ragazza
squadrandola dalla testa ai piedi.
Avvocato - (dopo averli accompagnati con lo sguardo) - Arrivederci Meno male
che era innamorata di me! Possibile che lessere umano cambia cos rapidamente
la faccia?! Com facile dire amore. (Va dietro la scrivania e siede. Prende le
solite carte e le osserva, dopo di che) - Basta, non ne voglio sentire pi di
queste cartacce maledette basta basta bastaaa! (Lancia le carte in aria
mentre si chiude il sipario).
Sipario
Atto Secondo
Mattina seguente.
SCENA Ia
Nicoletta ed Alfredo
Nicoletta - (seduta sul divano con un piumino in mano, che usa a mo di ventaglio,
brontola con se stessa) - Pulisci qua, pulisci l, fai questo, fai questaltro
sono sempre in movimento! Ogni giorno la stessa storia, stessa vita. Senza mai
un minuto di riposo - (sbuffando si alza e a malincuore inizia a spolverare) -
Ho detto allavvocato: carissimo avvocato, io in qualit di cameriera sono
stanca e non ce la faccio a badare a tutto. Pulizia cucina, cucina - pulizia;
stira - lava, lava - stira. Lui che cosa mi ha risposto: <<S, Nicoletta,
dopo dopo>>. sempre impegnato fresco! (Pausa. Siede nella poltrona
dellavvocato e sbadiglia). - Quanto mi piacerebbe cambiare vita! Frequentare
il teatro, lopera gi lopera pi dellopera che si fa in questa casa!
(Sospirando. Fra una battuta e laltra accenna a spolverare) - San Nicoluccio,
almeno fammi incontrare un bel giovane (Guardando verso il cielo in segno di
supplica) - Non fa niente se non bello, mi basta che sia possidente! Cos non
farei pi la cameriera anzi assumerei un bel moro e comanderei tutto il santo
giorno, perch il comandare bello assai! (C. s.) San Nicoluccio una candela
al giorno!
Alfredo - (entrando nello studio) Orazio ci sei? - (avendo scorto Nicoletta
seduta) - Ma brava! Vedo che battiamo la fiacca!
Nicoletta - (alzandosi di scatto riprende a lavorare) - Guardi che io sono sola
e non batto nessuno!
Alfredo - E cosa facevi seduta?
Nicoletta - (con superficialit) - Cosa facevo stavo spolverando la scrivania
dellavvocato.
Alfredo - E di quando in qua si spolvera seduti?
Nicoletta - Il dottore mi ha ordinato: <<Nicoletta, quando ti stanchi, ti
raccomando di riposarti, perch il tuo cuore ne pu risentire!>> Va
bene?! - (Incalzante) E poi a lei che cosa gliene frega di come pulisco io!
Alfredo - (corteggiandola) - Oh, su, non tarrabbiare bellissima Cotoletta mia!
Dicevo tanto per dire.
Nicoletta - (offesa) - Primo non sono la cotoletta di nessuno; secondo non
marrabbio, terzo non sono cose che riguardano lei!
Alfredo - (c. s.) - Quanto siamo permalosi! Il mio voleva essere un
complimento Cosa c di pi buono di una bella cotoletta impanata a dovere,
quando si ha fame? Quindi puoi considerarlo un bel complimento! (Avvicinandola)
- Non vedo cosa ci sia di male, tu in fondo sei una bella ragazza.
Nicoletta - (risentita) - Io bella? Senta, guardi che con me non attacca.
Alfredo - Mica faccio lattacchino!
Nicoletta - (intuendo che si sta prendendo gioco di lei) - Attacchino e
Arlecchino di vostra nonna ed anche di vostra
Alfredo - Aaaa! Da una ragazza puritana come te non bello sentire certe
cose.
Nicoletta - Io so parlare cos! Perch mio nonno mi ha insegnato che parlare
spartano non inganno, anzi bello e sano.
Alfredo - (cerca di abbindolare la ragazza attraverso le parole) - Tuo nonno
vissuto in altre epoche, dove la comunicazione avveniva tramite un solo
linguaggio: quello delle parole fine a se stesse! Invece, importante
esprimersi prima di tutto con gli occhi, che devono comunicare ci che hai
dentro. Se ci non basta, e non ci si riesce a sintonizzarsi, allora
intervengono le parole attraverso la bocca. Lessenziale esprimere il
sentimento, comunicare col cuore...
Nicoletta - (ha ascoltato con la bocca aperta senza aver capito niente.) - Ma
che sta dicendo? Come fa una persona a parlare con il sentimento e con il
cuore? Io a stento parlo con la bocca.
Alfredo - (c. s.) - Ti faccio un esempio. Per, ho bisogno della tua
collaborazione. - (si avvicina alla ragazza) - Guardami negli occhi - (la
guarda fissa negli occhi. Pausa.) - Non senti cosa ti voglio dire?
Nicoletta - (dopo averlo attentamente guardato negli occhi) - Perdonatemi, ma
io non sento proprio niente!
Alfredo - Ecco, questo un esempio di comunicazione fallita.
Nicoletta - Per me una cosa scema!
Alfredo - Giacch non riesco a comunicare con gli occhi ci che ho dentro, uso la
parola: cosa vedono i miei occhi?
Nicoletta - Che vedono?
Alfredo - Vedono una bella ragazza, comunicano al cuore e al sentimento questa
visione che si traduce in sensazione e dunque la bocca pronuncia, grazie alle
parole, il risultato del sentimento e del cuore e cio: sei una bella ragazza.
Nicoletta - (appare confusa. Incredula) - Lo dite veramente? Vi ha mandato San
Nicoluccio bello?
Alfredo - (c. s.) - Come oserei prendere in giro un margheritone appena
sbocciato il cui profumo si espande per tutta la stanza
Nicoletta - (cedendo) - Allora vero! Lui vi ha mandato! Che belle cose sapete
intrecciare! (Poi ripensandoci) - No, non pu essere, mi state prendendo in
giro.
Alfredo - (insistente) - Guarda, tocca il mio cuore e senti come batte forte
Nicoletta - (mette la mano nel petto dAlfredo) - Mi pare normale.
Alfredo - Secondo te perch batte?
Nicoletta - Naturale, perch siete vivo.
Alfredo - No, che dici! (Prendendole la mano) - Se non ci credi ascolta meglio.
(Riavvicina la mano della ragazza al petto e, tirandola a se, tenta di
baciarla)
Nicoletta - (reagendo gli d uno spintone e una scarica di ceffoni che fanno
cadere Alfredo sul divano, il quale ribaltandosi lo scaraventa per terra) - Lo
dicevo che eravate un pezzo dimbroglione. Se ci tentate unaltra volta, vi
spacco la testa con un colpo di legno!
Alfredo - (si alza lamentandosi per il colpo subto) - Che bestione sei! Aah
che dolore. Che ti d da mangiare il tuo sciagurato padrone!
Nicoletta - (minacciandolo con il piumino) - Questo non niente! Non avete
ancora visto ci che viene appresso se vi avvicinate ancora.
Alfredo - (si tocca le varie parti del corpo per il dolore) - Come siete
rimaste incivili!
Nicoletta - (mentre spolvera nervosamente) - Stia attento perch qui siamo pi
civili di dove abita lei e cio nel porcile!
Alfredo - (altezzoso) - Beh! Non esageriamo adesso. Tu sei sempre una colf e
dunque devi mantenere il tuo ruolo.
Nicoletta - Io sar e sono una colfa ma lei un porco civilizzato, va bene
ora! Adesso comunichi ai suoi occhi, che poi comunicano al suo cuore, che
quando vedono la mia persona, vedono un bel bastone e dunque gira a largo da me
se non vuoi il sentimento spaccato in due!
Alfredo - Peccato, hai perso una grandoccasione.
Nicoletta - Le occasioni come queste me le faccio con le uova! E come le
piegava belle quelle parole. Addio! - (Lo pianta in asso e va via da sinistra)
- Oggi, non ci si pu fidare di nessuno!
Alfredo - La solita mentalit antiquata. (Mentre sistema il divano) I tempi
cambiano, ma queste donne sono rimaste sempre diffidenti e legate a pregiudizi.
(Accusando i dolori) - Oh, la bestia! Aah
SCENA IIa
Alfredo, Orazio. Poi Nicoletta.
Avvocato - (entrando dalla porta di sinistra) - Che fai ti lamenti di mattina?
Non hai dormito bene per caso? (Appende la giacca nellappendiabiti)
Alfredo - Ho notato che in questo paese la mentalit rimasta quella di molti
anni addietro.
Avvocato - Scommetto che hai tentato di rimorchiare Nicoletta! Lho vista un
po incandescente.
Alfredo - Con quellelefante? Che dici Orazio rimorchiare nemmeno fossi un
traghetto!
Avvocato - Ho indovinato, vero?
Alfredo - (irritato) - Va bene e allora? La natura mi ha fatto maschio per
questo, no?
Avvocato - (invitando alla calma lamico) - Non tarrabbiare; ti conosco troppo
bene. Sappi, per, che d certe cotolette che sono un piacere!
Alfredo - E tu come fai a saperlo? (Con tono allusivo) - Naturale essendo la
tua cameriera tu Dimmi un padrone che non si fatto la propria cameriera!
Avvocato - Sei completamente fuori strada, amico mio! Tu non sai quante
denunzie ha ricevuto per lesioni aggravate da parte di onesti cittadini con
le mani lunghe, e quante volte ho dovuto difenderla legalmente. Addirittura ha
spedito qualcuno in ospedale. (Accompagna le parole con i gesti) - Loro
allungano le mani e Nicoletta una bella cotoletta! Perci stai attento!
Alfredo - (toccandosi un braccio) - Meno male che mi hai avvisato in tempo!
Entra Nicoletta e, dopo aver dato unocchiataccia ad Alfredo che nel frattempo
si allontana da lei, si rivolge allavvocato.
Nicoletta - Avvocato, chiedo scusa, ma ci sono un paio di signori che vogliono
parlare con lei.
Avvocato - Devono perdere molto tempo? Perch io, quanto prima, devo uscire.
Nicoletta - Che posso saperne io!
Avvocato - Avanti falli entrare.
Nicoletta - Va a chiamare i clienti.
Alfredo - Orazio senti ti devo chiedere una cosa.
Avvocato - Dimmi.
Alfredo - Siccome la macchinetta del bancomat non funziona avresti
cinquantamila lire. Te li restituisco appena ne trovo una funzionante.
Avvocato - Ma sicuro. (Mettendo mano al portafogli) Ho solo un biglietto da
cento, va bene?
Alfredo - Benissimo, grazie.
Avvocato - Ecco qua. (Consegna i soldi). Ti bastano?
Alfredo - Se non puoi altro!
Avvocato - Ti faccio un assegno?
Alfredo - No, non occorre. Grazie, e scusami ancora se approfitto
SCENA IIIa
Detti, il cavaliere Torretta e signora.
Nicoletta - (introduce i signori Torretta) - Avanti accomodatevi.
Cav. Torretta - (il cavaliere Torretta un signorotto di circa cinquant'anni.
Malgrado la vita agiata veste abiti comuni. La moglie Adelasia, chiamata dal
marito Adesia, della stessa et, invece si gode i soldi del consorte. Si
presenta bene ed elegante, accattivante.) - Grazie. (Va verso lavvocato) -
Carissimo avvocato come stai?
Avvocato - Che piacere mi fa questa visita.
Torretta - Il piacere tuo, caro Orazio. Io, sinceramente parlando, ne farei a
meno.
Adelasia - Ma che dici?
Alfredo - (alla vista del cav. Torretta, Alfredo se la svigna di soppiatto
dalla parte destra ma notato dai due clienti.).
Avvocato - Cavaliere Torretta, la trovo in forma.
Torretta - Cavaliere la buonanima di mio padre. Io sono niente, se non un
semplice cittadino che paga le tasse.
Adelasia - Non puoi dire niente, perch sei sempre discendente di un cavaliere
riconosciuto dal Capo dello Stato! La stessa cosa, per esempio avviene con un
discendente di un Barone, o di un Conte, il figlio come lo chiamano? Sempre con
lo stesso titolo: Baronetto per titolo, o Contino per titolo. Dico giusto
avvocato?
Torretta - Conosci mia moglie.
Avvocato - Giustissimo, cara signora Adelasia. Lei sempre affascinante!
Adelasia - Cerco di godermi la vita, galante mio avvocato.
Torretta - (per rispondere alla moglie) - Ma scusa, allora il figlio di un
ciabattino prende il titolo di ciabattino per discendenza?
Adelasia - Ma che centra? Si sta parlando di titolo nobiliare, non di mestiere.
Testa vuota! Ti ho sempre detto che queste cose non sono per te.
Torretta - Adesia stiamo attenti a come parliamo ti ho detto: stiamo attenti.
Avvocato - (da paciere) - Accomodatevi prego! (dopo essersi seduti tutti) -
Torretta - Senti, Orazio, chi era quel signore che si trovava qui poco fa? Mi
pare di conoscerlo! A proposito dov? (Si gira per cercarlo)
Avvocato - un vecchio amico mio ed di passaggio. nativo delle nostre
parti, ma abita a Milano dove si civilizzato e com convinto! Si chiama
Fred, un bravo ragazzo.
Torretta - Forse mi sbaglio, ma assomiglia ad un truffaldino e mascalzone
Adelasia - Tu sei il solito stupidotto. Se fossi stato attento, non avresti
perso i soldi cos facilmente!
Avvocato - Ma che successo?
Torretta - Uno che assomigliava allamico tuo (Ripensandoci) - Non sono
riuscito a vederlo bene, per era preciso lui Che ne dici Adesia?
Adelasia - Io non ho conosciuto bene questo signore, ma mi pare che portasse i
baffi e una strana cicatrice dietro lorecchio.
Torretta - Aveva i capelli ricci...
Avvocato - Vi assicuro che Fred non ha n baffi n capelli ricci. Non mi avete
detto che cosa successo.
Adelasia - successo che, il signore qui presente, si fatto fregare
venticinque milioni.
Avvocato - Come vi posso aiutare?
Torretta - Purtroppo tardi. In ogni modo, oggi siamo venuti per una questione
di vicinanza.
Avvocato - Parli pure, di che si tratta. (Prende carta e penna per appuntare)
Torretta - Il vicino
Adelasia - Che un vero mascalzone e maleducato
Torretta - (alla moglie) - Adesia parli tu o parlo io?
Adelasia - Avanti parla tu, vediamo cosa dici!
Torretta - Come ti stavo dicendo, il vicino del villino dove stiamo
Adelasia - Solo in inverno, perch in estate, siccome fa caldo, e io non lo
sopporto, ce nandiamo a villeggiare a mare, a Stazzo.
Torretta - (alla moglie) - Cosa vuoi che interessi allavvocato dove siamo in
estate! (Allavvocato) - Allora ti dicevo che il vicino senza dire niente, ha
pensato di
Adelasia - Costruire una cucina sopra il nostro muro.
Torretta - (guardando la moglie) - ha costruito un muro alto sei metri sopra
il nostro muro per nascondere la costruzione di una cucina.
Adelasia - E io cosa ho detto?
Avvocato - Non aveva consensi, progetti, permessi?
Torretta - No, niente.
Avvocato - Bene, prima di tutto prepariamo una bella lettera affinch demorda.
Non vi preoccupate, sistemeremo tutto.
Torretta - Possiamo spuntarla?
Adelasia - Certo che la spuntiamo: la legge dalla nostra parte.
Avvocato - In questo caso credo che la signora Adelasia abbia ragione.
Adelasia - Glielo dica nuovamente che ho ragione, perch io glielo dico sempre
e non mi crede mai. Almeno cos, forse detto dagli altri, una volta ogni tanto,
mi prende in considerazione!
Torretta - (ripensando al discorso di prima) - Per, pensandoci bene mi devi
perdonare se insisto ma voglio conoscere il tuo amico.
Avvocato - Per togliervi ogni dubbio lo chiamo subito. (Si alza per andare a
chiamare Alfredo, ma bloccato dalle parole della signora Adelasia)
Adelasia - Lasci stare, avvocato! (Al marito) - Ma che vai razzolando ancora!
Ti dico che quello non era il truffatore che pensi tu.
Torretta - Tu non puoi sapere
Adelasia - Tu piuttosto che cosa ne puoi sapere! Quello aveva i baffi sensuali,
era gentile (quasi rapita da ricordi lieti) - affascinante; ogni parola che
diceva sembrava vellutata. Poi, quando ti fissava negli occhi ti faceva
sentire nuda
Avvocato - In effetti, lo ha spogliato un po!
Torretta - Quanto sento, quanto sento voi vedere che tu lo hai conosciuto
meglio di me.
Adelasia - (ripresasi cerca di negare) - Che vai pensando! Dubiti di tua
moglie?
Torretta - (secco) - S! Vado pensando quello che tu mi dai da pensare. Ecco
perch tu mi spingevi a concludere laffare, altro che storie! Ora mi tutto
chiaro La cena in casa laperitivo linvito per il cinema
Avvocato - Ma cavaliere che pensa
Adelasia - Lo faccia pensare che gli fa bene. Almeno sa fare una cosa.
Torretta - Brutta svergognata che non sei altra Non ti bastato quello che mi
hai fatto passare anche con il rappresentante me le hai fatte, vero?
Avvocato - Cavaliere la prego non sta bene insinuare
Torretta - (cambiando tono anche nei confronti dellavvocato) - Lei si limiti
ad ascoltare i fatti! Questa donna mi deve dare una risposta (alla moglie) -
Parla!
Adelasia - Anche quando la risposta fosse affermativa? Mike in confronto a te,
era il sole!
Torretta - (si lancia contro la donna e lafferra per il collo. Lavvocato
intervenuto tempestivamente riesce a fermarlo dopo qualche secondo di lotta) -
Carogna cagna schifosa.
Avvocato - Basta cavaliere, si fermi prima che soffoca!
Torretta - La voglio strangolare.
Adelasia - La donna dopo essersi svincolata dalle grinfie del marito, raggiunge
il divano e si siede toccandosi il collo.
Torretta - Maledetta lei e il giorno che la incontrai. Non le sono bastati i
maschi di prima, ancora continua. Pensa che una volta la trovai sopra la
scrivania del mio ufficio insieme con il geometra della mia ditta. Un impiegato
che godeva della mia massima fiducia. Nel mio ufficio capisci!
Avvocato - Pu darsi che stavano prendendo le misure
Torretta - Unaltra volta la scopr nel mio letto, a casa mia, con lingegnere.
Avvocato - Siamo sempre nel campo delle misurazioni.
Torretta - Nel mio letto capisci?
Avvocato - E col tabaccaio? Almeno quelli erano nel campo tecnico, istruiti ma
il tabaccaio...
Adelasia - Lei difenda le sue corna.
Torretta - Anche tu conosci questa storia?
Avvocato - Ma no, sono voci che circolano. La gente non sa che dire e inventa
Torretta - In questo caso non inventa nulla, perch fu vero!
Adelasia - (attacca) S perch tu sei una cosa viscida, insensibile.
Torretta - (cerca di lanciarsi su di lei ma ancora trattenuto dallavvocato)
- Stai zitta vipera! Hai capito, avvocato stata con tutti i miei amici:
chiamiamoli amici! Lamicizia era mia moglie. Quante volte: <<Accompagno
io tua moglie>>. Ed io ammuccavo (ingoiare sinceramente senza badare a
ci che si manda gi)! Mentre ammuccavo sinceramente, loro sammuccavano luno
con laltro Quando si trova un amico, si trova un corvo bianco. (Alla moglie)
- Ninfomane.
Adelasia - A me ninfomane? Incapace e passivo!
Torretta - A me passivo? Io sono attivissimo! Mi alzo alle sei di mattina e
lavoro tutto il giorno?!
Avvocato - Cavaliere, passivo credo che voglia intendere unaltra cosa.
Torretta - E che cosa?
Avvocato - fa cenno con le mani per dire niente.
Torretta - Passivo?! A me?
Adelasia - S, a te.
Avvocato - Finiamola ora, per favore. Calmatevi entrambi.
Torretta - Mi calmo? Questo lei non lo doveva fare. Il troppo troppo!
Avvocato - S, perch quelli di prima erano altre cose.
Torretta - Il passato si perdona.
Adelasia - Lo lasci stare che ora si calma! Lo conosco bene. Fa cos ma dopo
come se non fosse successo niente.
Torretta - Ti uccido! Se ti dico che ti uccido lo faccio veramente.
Adelasia - Ma finiscila quante cose hai detto nella tua vita e non hai fatto
mai! Io cosa devo dire? (Allavvocato) - Quante volte ritornato a casa
inzuppato di profumo. (Al marito) - Ti ho detto mai qualcosa?
Avvocato - Ma perch pure lui
Adelasia - (padroneggiando la scena) - Come no! Osservatelo bene: la vittima.
Non sembra un santo? Quanto ho inghiottito! Comera simpatico, tutto allegro e
contento; mi diceva che doveva concludere un affare e invece se la faceva con
un paio di gatte morte, compresa unamica mia intima! Cos, io lho pagato con
la stessa moneta. Lui con lamica mia ed io con gli amici suoi.
Avvocato - Almeno la cosa restava nellamicizia.
Adelasia - Si divertito lui e mi sono divertita io.
Torretta - Ora basta! Avvocato incomincia a scrivere le carte per il divorzio,
quanto pi rapido possibile. Anzi ti nomino mio avvocato di fiducia.
Adelasia - Giusto, bravo! Io lo faccio citare come testimone di tentato
omicidio.
Torretta - Avvocato proceda.
Avvocato - Signori miei cerchiamo di stare calmi e ragioniamo. Una causa di
divorzio non sinizia cos, su due piedi. Ci vuole tempo ed giusto che prima
se ne discuta; invece meglio ed mio dovere, trovare i punti in comune della
coppia su cui costruire una specie di compromesso.
Torretta - E in questo caso i punti in comuni quali potrebbero essere le
corna!
Adelasia - Esattamente, corna lui, corna io!
Avvocato - Giusto scusate volevo dire no! In pratica insomma come dire
Adelasia - E su, avvocato, lunico punto in comune linfedelt, perch per il
resto (gesticola con le mani) - si inaridito tempo fa.
Torretta - Allora, siccome c il deserto, perch non vai a cercarti un altro
posto!
Adelasia - (alzatesi di scatto) - Oooh, per chi mi hai preso?
Torretta - Per quello che sei: una sgualdrina!
Adelasia - (offesa aggredisce il marito mettendogli le mani al collo. Questa volta
il marito che si tiene il collo dopo essersi svincolato).
Avvocato - (interviene per dividerli e per calmare gli animi, ma riceve anche
lui una botta in testa) - Signori miei, per favore! Cerchiamo di stare calmi e
civili. Vi ricordo che qui siamo in uno studio rispettabile davvocato.
Torretta - Tu chi difendi? A me o a lei?
Avvocato - Io sono per la legge e basta!
Torretta - Allora sai che ti dico, tu tieniti la legge che io so cosa fare.
Adelasia - E pure io! (Pausa. Cambiando tono ed osservando il marito per
accattivarselo) Peppuccio... Peppuccio Peppuccio Peppuccio tu hai un cuore
grande e sai perdonare. Io ho un cuore altrettanto grande e so perdonare il
passato appartiene al passato e gli errori del passato servono a non ripetere
gli sbagli (Il cavaliere, di spalle, fa finta di non sentire, ma da delle
sotto-occhiate) Peppuccio Peppuccio Peppuccio, perch non pensiamo al
presente?
Torretta - E questo vero. (Si gira e losserva negli occhi, poi) In fondo ci
vogliamo bene. Per devi promettermi che mi dirai sempre tutto.
Adelasia - Io ti dir tutto, se tu mi dirai tutto.
Torretta - (guardandosi teneramente negli occhi mentre lavvocato li osserva
stupefatto) - Tutto tu, tutto io! Va bene cos, colombina mia?
Adelasia - Anche per me, piccione mio!
Avvocato - rimane allibito senza dire una parola.
I due continuano a guardarsi negli occhi, si baciano e cos facendo raggiungono
luscita. Torretta prima di uscire...
Torretta - Avvocato manda avanti quella lettera per il vicino, che poi ci sentiamo.
Insieme - Tutto tu, tutto io (Escono)
Avvocato - (dopo una pausa si riprende) - Che dolcini: Tutto tu, tutto io
cornuto lui e cornuta lei. Dal divorzio alla pace consensuale di corna. Mah! Ho
bisogno di rinfrescarmi le idee. Colombina mia piccione mio cornuto tu,
cornuta io. (E cos dicendo esce dalla scena dalla porta sinistra)
SCENA IVa
Alfredo e Tiziana.
Breve pausa. Entra Alfredo, il quale, dopo essersi accertato che non c
nessuno, va a dare una sbirciatina ai documenti sulla scrivania. Tira un
sospiro di sollievo. Poi si avvia nel giardino. Dalla porta sinistra entra
Tiziana con un paio di cartelle in mano.
Tiziana - (dalluscio) - Amoruccio mio, dove sei? Cuc lo sai che ti amo ogni
giorno di pi!
Alfredo - (alzandosi e facendosi notare) - Adesso che lo so, posso
conversartelo pure io.
Tiziana - (sorpresa) - Oh, Fred
Alfredo - Che brutta frase. La prima stata pi gradevole e mi piacerebbe
risentirla.
Tiziana - Quale?
Alfredo - Adesso non fare lingenua. Capisco che sono pi brutto dOrazio, ma
puoi provarci.
Tiziana - E a fare che cosa?
Alfredo - Semplice: ad amarmi!
Tiziana - Che dici. Con lavvocato ho un ottimo rapporto
Alfredo - (con fare sottile) - S, lo so, ho sentito. Sai pure che sposato!
Tiziana - Certamente! Ti ripeto che lui come come
Alfredo - Un amante?
Tiziana - Ma dai smettila!
Alfredo - Un fidanzato!
Tiziana - Ma che! Un padre ecco, s un padre. Daltronde mi ha seguito ed
aiutato da quando ero alluniversit fino alla laurea! Grazie a lui ho anche
trovato lavoro.
Alfredo - Li conosco gli aiuti dOrazio. Pensa che quando eravamo giovani
aiutavamo le ragazze a vicenda: una volta lui e una volta io. Era un
divertimento come un altro.
Tiziana - E ora non vi divertite pi?
Alfredo - Ora siamo persone serie e lavoratori. Io scorazzo per lItalia e lui
fra le aule del tribunale. Io guadagno mille e lui dieci. La vita ci ha sempre
diviso negli amori e negli affari. Ma perch dobbiamo parlare di lui? Quando
esci con me per impazzare fra discoteche e pub?
Tiziana - Beh veramente, io
SCENA Va
Detti e Orazio.
Avvocato - (entra Orazio) - Oh, carissima Tiziana, gi qui!
Tiziana - Buongiorno avvocato.
Avvocato Buongiorno. Fred, sai poco fa cerano due signori che pensavano di
averti gi incontrato.
Alfredo - A me? Ma se sono dieci anni che non metto piede in questa terra
desolata.
Avvocato - Io glielo ho detto che non era possibile, ma erano cos convinti di
conoscerti... Mah non ci pensiamo, specialmente per i tipi che sono! Tiziana?!
Tiziana - Sono qui per ricordarle che oggi deve essere in tribunale per la
causa della ditta Caldirax. Lavvocato Pritti laspetta alle dieci e mezza
precise al bar del tribunale, cos potete discutere degli ultimi dettagli.
Avvocato - S, lo so cosa maspetta oggi! da due settimane che cerco di
concludere vedremo. Tu, Fred, non ti preoccupare, fai come se fossi a casa
tua. Anzi fammi un piacere, mi chiami Carmelina? (Guarda lorologio) Accidenti,
gi tardi!
Alfredo - Certamente. La chiamo subito! (Poi rivolgendosi a Tiziana) - Gentilissima
signorinella mia, anima del profumo dei fiori, permettete un momento?
Tiziana - Ma vi pare, fate pure! (Che rimane ancora incantata dalle parole di
Alfredo)
Alfredo - (c.s.) - Grazie, con permesso. Torno subito. (Esce sempre non
abbandonando lo sguardo della ragazza)
Avvocato - Tiziana Tiziana
Tiziana - Scusami avvocato, ma questo tuo amico sa dire delle parole che
incantano.
Avvocato - Stai attenta perch un buon incantatore!
Tiziana - Me ne sono accorta. Bene, io vado in ufficio. Ci vediamo dopo in
tribunale, va bene?
Avvocato - Io vi raggiunger al pi presto; il tempo di prendere queste
scartoffie.
Tiziana - Beh (Guarda verso luscio da dove andato via Alfredo) -
Arrivederci a pi tardi. (Come prima. Non si muove)
Avvocato - Tiziana, arrivederci!
Tiziana - Perch va via?
Avvocato - Veramente lo hai detto tu: arrivederci!
Tiziana - Hai ragione. Non so che cosa mi succede.
Avvocato - So io cosa ti succede. Ciao, ciao.
Tiziana - (poich Alfredo non ritorna) - Vado via. Salutami tanto Fred.
Avvocato - Non ci pensare!
Tiziana - (uscendo) - Mi sento tutto un profumo
Avvocato Attenta alla strada! Se non mi sbrigo finisce che perdo tutto.
(Prende alcune carte e le pone nella borsa che si trova sul tavolo. Senza
volerlo questultima cade a terra dalla parte interna) - Maledizione! Lo sapevo
io! caduta Come possono succedere tutti gli accidenti quando ho premura!
(Orazio si china dietro la scrivania per raccogliere il tutto. Entrano nello
studio la moglie ed Alfredo)
( Lavvocato rimane sotto la scrivania per tutto il tempo del dialogo tra la
moglie e lamico, incuriosito dai discorsi della consorte ignara della sua
presenza.)
SCENA VIa
Orazio, Carmelina ed Alfredo. Poi Nicoletta.
Carmelina - (entra seguita da Alfredo) - Orazio che c! (Non vedendo il marito
si rivolge allamico)
Avvocato - Alza la testa ma sbatte nella scrivania. Non fa in tempo a parlare
per il dolore. Si tocca la testa.
Alfredo - Boh! E Tiziana?
Avvocato - Sta per intervenire ma bloccato dalle parole della moglie. Da questo
momento in poi rimane sotto la scrivania, non nascosto al pubblico, e compie
una serie di gesti nei confronti della moglie e dellamico.
Carmelina - Quella gatta da strada con mio marito ci sta tentando da un po, ma
vedrai come finir Comunque, poich non c napprofittiamo due minuti per
stare insieme e per spiegarci.
Alfredo - E ci pensi ora? Quando ci siamo conosciuti ti ho pregato di venire
con me, di lasciare quel brutto, antipatico dOrazio! Ti avrei portato nel
tempio della mondanit, della cultura, della civilizzazione. Ti saresti
emancipata, divertita, erudita, ma tu niente, irremovibile. Sei rimasta in
questo piccolo borgo di campagna. Che cosa hai trovato di meglio rispetto a me
in quella specie di beccamorto!
Avvocato - Si rode il fegato e fa una serie di gestacci verso lamico.
Carmelina - Non potendo comprare disprezzi!
Alfredo - Che c da disprezzare uno come quello! Se fossi venuta con me,
avresti dimorato in una bella villa con vista sul lago, a due passi da una
metropoli come Milano!
Carmelina - Sicuramente sarei diventata come dici tu, ma non disprezzare questo
paese perch ci sei nato anche tu!
Alfredo - Questo il guaio peggiore! Almeno fossi nato a New York! Avrei
conquistato il mondo!
Carmelina - Basta, basta, calmati. Non ci pensiamo pi alle cose passate.
Finalmente posso dirti che ti ho chiamato
Alfredo - Allora vero che mi hai chiamato tu?
Carmelina - S, vero! Ma lui non sa niente!
Alfredo - (abbracciandola) - Finalmente hai capito con chi stare! Fuggiremo
stanotte anzi ora stesso!
Avvocato - c.s. rodendosi ancora di pi
Carmelina - (allontanandosi) - Ma dai smettila. Ormai ho fatto una scelta e
questa resta. Anche se
Alfredo - (approfittando della debolezza della donna le si avvicina e
labbraccia nuovamente) - Non ti preoccupare ti rapir per portarti nella mia
alcova. Dove le notti saranno eterne e il giorno rimarr un ricordo di
fanciullezza
Carmelina - (svincolandosi) - No! Sempre ad una cosa pensi Non sei cambiato
per nulla! Finiscila di fare lattore con me!
Alfredo (Viene fuori tutta la falsit, con recitazione) E va bene, vuol dire
che continuer a soffrire come ho fatto in tutti questi anni. Allora perch mi
hai chiamato, per farmi di nuovo male? Cos questo mistero?
Carmelina - Vuoi farmi credere che in tutti questi anni hai pensato a me e che
non ci sono state altre donne!
Alfredo - (imbarazzato) - Di pensarti ti ho pensato ma non avendo legami
Carmelina - Ti sei consolato con questa e quella. Lasciamo correre. Ti ho
chiamato perch sei lunico che mi pu aiutare. da un po che medito e sto
organizzando tutto alla perfezione, o almeno credo. Nessuno deve sapere!
Alfredo - Una cosa segreta - segreta?
Carmelina - Non deve sospettare di nulla. Hai presente un delitto perfetto?
Devessere un delitto perfetto.
Alfredo - Uno di quelli descritti nei gialli di Agatha Crhistie?
Carmelina - No, ancora meglio. molto sospettoso. Dunque deve essere
architettato ancora meglio.
Alfredo - Sicuro, non si accorger di nulla. Lascia fare a me, che sono un
esperto!
Carmelina - Ho gi pensato a tutto io. Deve avvenire durante la cena alla
presenza dei suoi colleghi, esattamente sabato prossimo, nel bel mezzo di un
brindisi.
Alfredo - Come nei film!
- Entra Nicoletta.
Nicoletta - Avvocato! Oh, scusate signora, non pensavo di trovare lei!
Carmelina - E allora?
Nicoletta - Stavo cercando lavvocato.
Carmelina - Lavvocato uscito.
Nicoletta - Non lho visto e non mi ha detto niente! Di solito
Carmelina - Che ti doveva dire? diventato cos stonato che non si ricorda nemmeno
dove abita. Di che cosa si tratta?
Nicoletta - C un signore al telefono e vuole sapere se pi tardi pu essere
ricevuto dallavvocato?
Carmelina - Penso di s.
Nicoletta - Allora che faccio? Che gli dico?
Carmelina - Che gli vuoi dire? Lo vedi lavvocato? No, dunque?
Nicoletta - Ah, ho capito! (Va via)
Carmelina - Chiss cosa ha capito.
Alfredo - Mi sembra un po tonta.
Carmelina - Un po? Tutta!
Alfredo - Ma dimmi, tornando al discorso di prima, di cosa si tratta?
Carmelina - Vieni con me dallaltra parte che ti spiego nei dettagli il piano.
Ti faccio vedere le cose che ho gi preparato.
Alfredo - Come vuoi. Andiamo
Alfredo e Carmela escono dalla scena. Orazio si alza incredulo, sbiancato e
cadaverico.
Avvocato - Non ci posso credere (Mentre raccoglie le carte e le sistema in
borsa) Stai insieme con una persona per trent'anni e in cinque minuti ti rendi
conto che non la conosci bene! Hai capito! Ha cercato il complice; non ha
nemmeno il coraggio di farlo lei stessa, con le sue mani. Vigliacca! Sono stato
un cattivo marito? E perch? No ho eredit, non possiedo niente; soldi peggio
di peggio Allora? E quellaltro (sottolineando) - amico Aveva ragione il
pecoraio: gli amici ti conficcano un coltello nelle spalle Dov finita
lamicizia Vuole la mia pelle! - (Sta per uscire, ma sincontra con
Nicoletta.) Non ci poso credere.
Nicoletta - (sorpresa) - Avvocato! Da dove sbucato? Prima non cera ora c
Avvocato - Ci sono ma fra un paio di giorni mi verrai a trovare nel luogo
eterno perch tu, almeno tu sei una serva fedele mi verrai a trovare, non
vero?
Nicoletta - Non capisce e non sa cosa rispondere. Annuisce.
Avvocato - Brava. - (Mesto esce, seguito dallo sguardo smarrito di Nicoletta)
Brava
Nicoletta - (resta imbambolata) - Sempre pi strano! Fedele fino ad un certo
punto fino a quando mi paga altrimenti c: ciao, ciao! (Saluta il pubblico e
va via)
Sipario
Atto Terzo
Sabato mattina. Scena vuota.
SCENA Ia
Nicoletta, Jano e poi lavvocato.
Nicoletta - (entrando seguita da Jano) - Le dico che non possibile ed
inutile che insiste. Lavvocato stato chiarissimo: Non farli entrare se no
li uccido. E siccome di questi tempi un po strano, mi preoccupo che lo fa
veramente, ed io morti sulla coscienza non ne voglio. Lei insiste!
Jano - Non ti preoccupare, non mi succeder nulla. Lavvocato un uomo di
legge e non farebbe mai una cosa del genere. Poi bisogna vedere se ha una
pistola Ancora deve nascere quello che mi ammazza con le sole mani.
Nicoletta - Cos dice Allora aspetti qui che vado a chiamarlo.
- Appena si allontana di qualche metro, Jano fa alcuni apprezzamenti.
Jano - Bella! Sei troppo bella! bella veramente
Nicoletta - (arrestatesi di colpo si gira lentamente) Se continua cos, Ha
trovato la persona che l'ammazza con le sole mani.
Jano - Se mammazzi tu io divento un uomo felice. (Guardandola pi
attentamente e girandole attorno sotto lo sguardo curioso di Nicoletta) Sei
proprio come ti ho pensato, ti ho immaginato, ti ho sognato
Nicoletta - Oh, oh ora si svegli perch il sole gi alto!
Jano - E perch mi devo svegliare se i miei occhi vedono questo bab dolce -
dolce? Io non sono venuto per lavvocato
Nicoletta - No! E allora?
Jano - Io sono venuto apposta per te. Laltro giorno, quando sono venuto con
mio fratello, la tua presenza mi ha rivoltato la vita. In questi giorni non ho
fatto altro che pensare a te. (La guarda estasiato) Non sono riuscito a stare
in campagna senza vederti e mi sono deciso a venire qua Per te, solo per te.
Pensa che ho lasciato le pecore da sole.
Nicoletta - Per me? (Al pubblico) Qua ce n un altro che vuole assaggiare
qualche cotoletta. Ma possibile che li trovo tutti io?
Jano - Nicoletta, o mia diletta mi voi maritare?
Nicoletta - Come? Cos faccio la pecoraia al posto della cameriera. No, grazie,
mi contento zitella!
Jano - (offeso) Primus non vedo cosa ci sia di male a fare la pecoraia
meglio di fare la ladra
Nicoletta - No, che centra!
Jano - Secundus mia moglie non deve fare n la pecoraia n la cameriera a
nessuno, anzi deve fare la signora di classe. Lei deve pensare solo a me e se
ci sono bambini ai bambini!
Nicoletta - Senta, signor pecoraio ho avuto altre proposte
Jano - (affliggendosi) Lo sapevo io! Sei gi fidanzata o peggio sei maritata!
Nicoletta - No, quale! N luno, n laltro. E che non la conosco, non so chi
siete
Jano - (dandole la mano) Jano Cappa, ma se accetti, per te, mi cambio pure il
nome. Lo faccio diventare pi moderno. Per esempio: Seby.
Nicoletta - E chi ?
Jano - Chi , chi?
Nicoletta - Seby.
Jano - No, dicevo che se accetti di diventare mia moglie, io ora mi chiamo Jano
Cappa, in seguito cambier il nome in Seby Cappa (Nicoletta confusa) Seby
pi nobile, pi pulito
Nicoletta - (al pubblico) - Ma sempre una cappa e puzza di formaggio fa!
Jano - Allora, che ne pensi?
Nicoletta - Ma veramente cos (risoluta) e poi una signora come me se ne va
ad abitare in una capanna sperduta nei boschi?
Jano - Che vai pensando?! Io porterei mia moglie in una capanna? Mi paragoni a
quel cretino di mio fratello Turi? Io ti ho detto che mia moglie deve fare la
femmina di classe; io ti porto in una reggia.
Nicoletta - (pi interessata) Possedete una reggia?
Jano - Beh, una reggia vera e propria, no. Si fa per dire. Per ho una villa in
paese che una perla verde. Ci sono due piani, dodici stanze, una piscinetta
davanti e tremila metri di boschetto di dietro. Senza contare che nei fianchi
tutto prato, per le pecore sai.
Nicoletta - (entusiasta) - Ma allora una bella villa! (Frenandosi) - S, per
per mantenerla
Jano - Tu per questo non ti preoccupare. Ci pensa il formaggio a fare soldi!
Nicoletta - Dodici stanze, per, non sono facili a pulire!
Jano - E qual il problema? Prendiamo un Mauriziano!
Nicoletta - (al pubblico) Vuoi vedere che stavolta San Nicoletto ha centrato
lobiettivo e mi licenzio veramente.
Jano - Se vuoi pensarci, io aspetto; ma sappi che lattesa mi distrugge. Non mi
fare aspettare assai perch muoio. (Guardandola) Che sei bella!
Nicoletta - Veramente?
Avvocato - (da fuori) Nicoletta! Nicoletta!
Nicoletta - Giusto, giusto ora, lavvocato Se ti trova qua, tammazza.
Nasconditi presto! (Rispondendo allavvocato) - Sono qui, avvocato!
Jano - Dove mi nascondo? (Confuso e con fifa, si aggira per la stanza senza
trovare un rifugio) -
Nicoletta - (dopo un po dincertezza indica la scrivania) - L, sotto la
scrivania!
Jano - Solo per te! Perch Jano Cappa, non scappa davanti a nessuno! (esegue)
Avvocato - (entrando) - Ti trovi sempre nei posti pi diversi. Quando penso di
trovarti in cucina, sei nel bagno, quando sono sicuro di trovarti qua, sei in
terrazza Si pu sapere che fai qui?
Nicoletta - (sicura e spartana) Vedete avvocato, io faccio per modo di dire la
cameriera Se fossi solo cuoca, mi troverei solo in cucina, se fossi
giardiniera in giardino; ma siccome con gli stessi soldi faccio la tutto
fare ecco spiegato il motivo perch mi trovo dappertutto!
Avvocato - Che cosa vuoi dire? Forse quanto ti pago non basta?
Nicoletta - Veramente dopo cinque anni un piccolo aumento ci vorrebbe.
Avvocato - Poi, poi ne parliamo. Che fai qua?
Nicoletta - Poi, poi Pulizie! Ecco!
Avvocato - Solo con le mani? Va bene che dobbiamo risparmiare, ma (annusa
laria) Cos questa puzza?!
Nicoletta - (facendo finta di niente) Quale puzza? Io non sento niente
Avvocato - Ma c puzza di (sempre annusando laria) di di formaggio. (Di
scatto) Sono ritornati i pecorai?
Nicoletta - No, no! Chi li ha visti pi.
Avvocato - Ti ho detto: <<Non li fare entrare perch se non posso
ammazzare loro, ammazzo te>>. Chiaro?
Nicoletta - Con le mani?
Avvocato - Con le mani, con una sedia, con i libri, con tutto quello che mi
capita tra le mani. Sar che non pi io, ma sento una puzza di formaggio! (Si
avvia verso la poltrona dietro la scrivania).
Nicoletta - (preoccupata) Avvocato, che fa?
Avvocato - (arrestandosi e guardandola sorpreso) Se ci permetti vorrei sedermi.
Nicoletta - Giusto giusto nella poltrona della scrivania?
Avvocato - Nicoletta, che cosa hai stamattina? Mi siedo in quella poltrona da
quando ho fatto questo studio e tu ora non vuoi farmi sedere?
Nicoletta - (imbarazzata) No sa e poi oggi sabato. Lei mica lavora di
sabato?!
Avvocato - Non posso lavorare?
Nicoletta - Tutti i santi giorni seduto in quella poltrona pure oggi?!
Avvocato - (fa alcuni passi verso la scrivania dopo aver fatto un movimento di
stizza con la testa. La cameriera visibilmente preoccupata. Poi, quando
arriva allangolo interno della scrivania e tutto sembra destinato a far
scoprire Jano, si ferma di scatto) Forse hai ragione. Tanto pi che questo pu
essere il mio ultimo sabato. Meglio me lo godo tutto. Grazie, Nicoletta, se non
ci fossi tu!
Nicoletta - Allora aumentiamo?
Avvocato - Dopo dopo ne parliamo. Invece sai che faccio? Esco, vado a comprare
il giornale, e, quando torno, non ci sono per nessuno. Sono in vacanza.
Nicoletta - Oh, cos si fa! E dove va?
Avvocato - A comprare il giornale.
Nicoletta - Questo lho capito. Dove va in vacanza!
Avvocato - Poi te lo dico! (Via)
Nicoletta - (tira un sospiro di sollievo. Appena esce lavvocato) Seby, Seby!
(Pi forte) Seby! (Ma Jano non si alza)
Avvocato - (affacciandosi dalla porta) A chi chiami?
Nicoletta - Chi io? A nessuno sto cantando! (Canticchia inventando un
motivetto) Seby, Seby oh, my baby
Avvocato - (la guarda stranizzato) Apri tutte le porte. Poi spruzza un bel po
di profumo, vediamo se va via questo fetore.
Nicoletta - (riflettendoci su) Avvocato, non mi ha detto dove va in vacanza.
Avvocato - In via V. Emanuele, presso casa Resta. Ti saluto, vah! (Scompare).
Nicoletta - (lo accompagna per accertarsi che va via) Ecco, bravo, cos si fa!
(Poi, chiusa la porta, riflette sulle parole dellavvocato) Ma, via V. Emanuele
la strada che passa qua davanti E casa Resta non casa sua? pazzo
veramente! (In seguito si dirige verso la scrivania per far uscire il pecoraio)
Jano, Jano!
Jano - (affacciandosi) Si pu?
Nicoletta - Meno male che non sei uscito quando ti ho chiamato: Seby!
Jano - E chi Seby?
Nicoletta - Ma come chi ? Non mi hai detto che avresti cambiato nome?
Jano - Vero! Labitudine. (Alzandosi, spavaldamente) Devi dire a quel signore
che se la prossima volta ti tratta cos, lo sistemo io per le feste!
Nicoletta - Una prossima volta non ci sar
Jano - Perch?
Nicoletta - Hai detto che mi porti con te?
Jano - Sicuro, anche in questo minuto. (Rallegrato) Allora accetti?
Nicoletta - Certo! (Confusa) Prima per devo avvisare preparare le cose Ora,
per, vattene prima che torna lavvocato o viene qualcun altro. Io nel
frattempo cerco di sistemare le cose. Torna fra unora. Anzi no mezzora
Jano - (teneramente) Bellissima cotoletta mia, verr a rapirti!
Nicoletta - (anche lei teneramente) Non c bisogno vengo io. Prima giurami
che tutto vero
Jano - Vero come il cielo, come lacqua e la terra Giuro sopra ci che vuoi
tu, pure sulle pecore!
Nicoletta - (al pubblico) Non ci posso credere! (A Jano) E mi prendi pure una
Mauriziana?
Jano - Due per te due!
Nicoletta - Per senti, Seby non meglio che ti chiamo Jano? S, Jano pi
bello! Se ci sposiamo mi devi promettere che farai il bagno ogni giorno.
Jano - Per te mi metto in ammollo tutta la giornata come lo stocco e il
baccal.
Nicoletta - Avanti, ora vattene, prima che spunta qualcuno!
Jano - Hai ragione! (Titubante muove un passo, poi si ferma) Alloraciao.
Nicoletta - Ciao, ciao (spingendolo verso luscita. Ma dallinterno si sentono
delle voci che si avvicinano).
Luana - Francesco, no! Parliamo.
Nicoletta - (bloccandolo) No, fermo
Si ripete la scena di prima. Jano scappa dietro il divano, poi verso la porta
di destra, dietro la scrivania.
Nicoletta (Lo afferra per un braccio e dopo avergli fatto compiere un giro,
lo spinge verso la porta del giardino) Aspetta esci da qua.
Jano - (Fa una smorfia di dolore)
Nicoletta Amoruccio mio, ti sei fatto male?
Jano (falsamente, mentre si tiene il braccio dolorante) No, amore mio.
Nicoletta Allora nasconditi!
Jano esce giusto in tempo perch entrano Luana e Francesco.
SCENA IIa
Nicoletta, Jano, Luana e Francesco, il suo ragazzo.
Luana - (entrando) Entra qui, che ne discutiamo. Pap uscito. Qui staremo in
pace. (Vedendo Nicoletta) Nicoletta, tu qui? Che cosa fai?
Nicoletta - Oggi tutti mi chiedono cosa faccio, come se non sapessero il mio
ruolo in questa casa: pulizie dal mattino fino a sera. Cara signorina!
Luana - Senza niente in mano?
- Dai vetri della porta contemporaneamente sintravede Jano che lancia baci
allinnamorata. I due giovani non si accorgono di nulla perch gli rivolgono le
spalle. Scena a soggetto. Nicoletta, compiacente, cerca di far finta di niente,
ma non pu non vederlo.
Nicoletta - Infatti, stavo andando a prendere gli strofinacci.
Luana - Nicoletta, cosa hai? Perch fissi la porta del giardino? Che ti
succede.
- Anche i due giovani si girano verso la porta; Jano scompare.
Nicoletta - (molto imbarazzata) Niente, un passero, solo un piccolo passero!
(Si avvia verso la porta di sinistra cantando) Mi voglio maritare con un
moretto bello, pi presto me lo sposo e pi presto riposo!
I due giovani restano di stucco.
Francesco - Che tipo di cameriera quella?
Luana - Quel tipo che non serve a casa vostra!
Francesco - Visto! Mi attacchi sempre e poi dici che sono io!
Luana - In alcuni momenti ci vuole.
Francesco - (sbuffa) Uffa, uffa, uffa e arciuffa. (Si mette a passeggiare
nervosamente).
Luana - Ti prego fermati.
Francesco - (si siede nel divano e, nervoso, prende una sigaretta).
Luana - In questa casa non si fuma.
Francesco - (insofferente) Che cosa posso fare? Dimmi almeno una cosa che posso
fare.
Luana - Puoi riparare al danno fatto.
Francesco - Per te facile. Ma com successo?! Non riesco a capire.
Luana - Ormai successo e basta. Ora si tratta solo di riparare.
Francesco - Tu non mi capisci.
Luana - Che cosa devo capire, dimmi.
Francesco - Ti ho detto un sacco di volte che ho una carriera davanti
Luana - E non puoi comprometterti con una ragazza come me. Ti sconosco...
Francesco - Ma no, dai! che io
Luana - Che cosa ti trattiene allora? Io voglio sapere le tue intenzioni
perch, se come penso, devo prendere una decisione importante.
Francesco - (sinnervosisce) - Mannaggia a me quando Ma dico, potevi stare pi
attenta!
Luana - Io! Tu doveri?
Francesco - Senti io non mela sento e basta!
Luana - E no, mio caro! Tu devi addossarti la tua parte di responsabilit.
Francesco - Mi stai minacciando forse?
Luana - E perch? Quello che forse ho dentro non anche tuo?
Francesco - E chi lo sa?
Luana - Come, come? Stai forse mettendo in dubbio che potrebbe essere tuo
figlio?
Francesco - No! Per
Luana - Per un corno! Quand cos... vai via, vattene brutto vigliacco!
Sparisci davanti ai miei occhi.
Francesco - Calmati non fare cos, cerchiamo di ragionare. Ancora
Luana - Che cosa vuoi ragionare. Io con uno come te non voglio avere a che fare
nulla. Finalmente ti conosco come sei.
Francesco - Dimmi, come sono? In fondo stiamo insieme da appena un anno e tu
Luana - Ed io ho un ritardo di venti giorni, ecco cosa ho! (Piange)
Francesco - Beh, senti io ho un nome da rispettare. Si potrebbe cercare
unaltra soluzione.
Luana - Certo, prima la carriera, ora uscito pure il nome, in seguito chi sa
che cosa E che tipo di soluzione vorresti prendere? Laborto? Fammi il favore:
sparisci. Non ti voglio pi vedere.
Francesco - Va bene faccio come vuoi tu! Ma guarda che non torno indietro.
(Guadagna luscita di destra e va via)
Luana - (Rimasta sola piange amaramente.) Vigliacco chi sei? Come ho fatto a
conoscerti? Maledetto!
- Entra Orazio Resta.
SCENA IIIa
Luana e suo padre. Poi Nicoletta.
Avvocato - Luana, figlioletta mia, perch piangi? Alla tua et non si deve
piangere bisogna godersi la vita e divertirsi.
Luana - Papino, lasciami piangere, ne ho tanto bisogno.
Avvocato - E oggi siamo in due ad avere questo bisogno.
Luana - Non mi prendere in giro, io ne ho bisogno pi di te.
Avvocato - Al contrario! Credimi se ti dico che ne ho pi bisogno io Ho
necessit di sfogarmi anchio. Dopo una vita di sacrifici, di rispetto, che mi
tocca? Purtroppo figlia mia le persone non le conosci mai per quello che
effettivamente sono!
Luana - Mi trovi perfettamente daccordo. Proprio quando pensi di conoscere
bene quella persona, in tutti i suoi aspetti, nei suoi comportamenti, proprio
quando pensi damare quella persona, allimprovviso accade qualcosa che ti
rivela un lato sconosciutissimo. Allora ti crolla il mondo addosso cos come
caduto addosso a me.
Avvocato - Brava, cos ! C a chi cade il mondo addosso e c chi lascia il
mondo per unaltra vita! Io e tua madre per esempio, una vita passata assieme,
da gennaio a dicembre, notte e giorno e alla fine scopro di avere al mio fianco
una donna diversa.
Luana - Pap, non credo che tu e mamma? Sono cos gravi questi problemi?
Eppure non sembra.
Avvocato - Il fatto questo: non sembra! Non tutto ci che appare vero!
Luana - Dovete divorziare?
Avvocato - Il nostro un divorzio che dura in eterno.
Luana - Assurdo! Ti sei occupato dei divorzi degli altri e ora devi difendere
il tuo. Non ci posso credere. Ma ne sei proprio sicuro?
Avvocato - Sicuro come la morte che mi aspetta.
Luana - Senti, io oggi non sono in me e non ti capisco molto bene. Ho
limpressione di vedere continuamente persone estranee.
Avvocato - Oggi sabato?
Luana - S, ma che importanza ha? Per te i giorni della settimana sono stati
sempre uguali
Avvocato - Oggi un sabato speciale. Cara figlia mia, arrivato il capolinea
della mia vita.
Luana - Come fai! Oggi i divorzi sono allordine del giorno e tu lo sai meglio
di me. Scommetto che avete litigato per la festa in tuo onore.
Avvocato - Certo, bisogna festeggiare in mio onore prima delladdio.
Luana - Ma dai papino non la prendere cos malamente. Io vivo in questa casa e
non mi sono accorta che tu e la mamma avete problemi.
Avvocato - Lhai detto pure tu: vivi accanto ad una persona senza mai
conoscerla fino in fondo. Una sconosciuta, una carnefice che ha preparato
laltare per immolare la sua preda.
Luana - Basta, pap, ti prego; adesso sei tu lo sconosciuto.
Avvocato - In questo mondo apparente anchio non mi riconosco pi. Stamani mi
sono visto allo specchio e non ho riconosciuto limmagine riflessa. Chi sei?
Gli ho chiesto. Nessuna risposta. Ma forse meglio non pensarci tanto prima o
poi Accetto con rassegnazione il mio destino che finisce con un brindisi.
Piuttosto tu, perch sei cos triste? Se io sono uno sconosciuto tu sei
irriconoscibile. Dov la mia cinciallegra che affronta tutto con filosofia?
Luana - Non c; non esiste pi! Sono stata tradita. (Singhiozza e piange).
Avvocato - Qualche ragazzo, eh?!
Luana - Il ragazzo centra. Non c pi e non lo voglio pi. - (c.s.).
Avvocato - (rincuorandola) - Avanti, su, non piangere che mi fai male. Allora,
Dimmi
Luana - Non posso Tu non capiresti!
Avvocato - Mi sforzer. Ti giuro: ce la metter tutta Dai forza dopo ti
sentirai meglio.
Luana Lui se n andato non c pi ma forse
Avvocato Ma forse?
Luana Forse il frutto c!
Avvocato - Anche Adamo mangi il (Improvvisamente molto serio, cambia tono)
cosa vuoi farmi capire con: il frutto?
Luana - Frutto
Avvocato - Frutto frutto?
Luana - Frutto!
Avvocato - Ma che frutto: banane, pesche, pere.
Luana - Pap
Avvocato - Pap un cavolo, anzi una pera!
Luana - Adesso non ti ci mettere pure tu! Ci manca solo che fai il solito
genitore con la mentalit antica.
Avvocato - Anche tu mi tradisci!
Luana - Questa la frase che disse Giulio Cesare.
Avvocato - Ed la storia che si ripete! (Amaro) Avevo fiducia in te.
(Alterandosi) - Perch ti ho dato unistruzione, ti ho mandato a scuola, per
fare queste cose? E come genitore che cosa ti ho insegnato? Quando ti dicevo
scegliti bene gli amici, te lo dicevo soprattutto in questo senso. E gi, voi
giovani volete essere liberi, senza schemi, senza regole fisse, ma poi andate
a sbattere come i moscerini nel parabrezza della macchina.
Luana - Hai ripetuto tu stesso che le persone non si conoscono fino in fondo.
Avvocato - (scattando) - E chi il maled
Luana - Non lo so!
Avvocato - (smarrito) Che vuol dire: non lo so! Forse sono cos tanti coloro
(pentito per ci che ha insinuato) - No, no, non pu essere ci che mi viene in
testa!
Luana - Pap adesso mi stai offendendo.
Avvocato - (alzando la voce) Tu lo hai gi fatto! Hai tradito la mia fiducia!
Luana - Che importa chi ? C e basta!
Avvocato - Senza un padre? Io voglio sapere!
Luana - Il figlio dellavvocato Pritti.
Avvocato - Il figlio del mio collega? Il padre una bravissima persona, non so
il figlio
Luana - Una carogna!
Avvocato - Giusto! Una carogna, un maledetto irresponsabile... (pausa) - Per
volendoci pensare anche colpa tua se
Luana - Mia, solo mia, hai ragione. (Piange)
Avvocato - (il padre abbraccia la figlia consolandola.) - S, hai ragione,
scusami. Ormai il fatto fatto e come si diceva una volta: le cose fatte si
mangiano. Il pianto in questo caso perfettamente inutile.
SCENA IVa
Detti e Carmelina. Poi Nicoletta.
- Entra Carmelina.
Carmelina - Ecco dove siete padre e figlia!
Avvocato - (al pubblico) Si avvicina la mia boia. (Alla moglie) Dove pensavi di
trovarci?
Carmelina - Ma, come io sto impazzendo per sistemare le cose per stasera e voi
due, invece di darmi una mano, ve ne state belli stravaccati qui.
Luana - Mamma, io non ho lo spirito di fare niente.
Carmelina - Luana, proprio tu mi devi dare una mano. Stasera c anche il
figlio del cavaliere Torretta un bel giovane interessante.
Avvocato - Chi, il figlio dei cornuti consenzienti? Non sia mai! Meglio
ragazza madre che un membro di quella famiglia.
Carmelina - Orazio, sei fuori di senno per caso, e questo linguaggio? Non hai
mai usato un tale linguaggio in casa!
Avvocato - E ora giunta lora di parlare come voglio io.
Carmelina - Sempre pi strano! Comunque, quando volete venire dallaltra parte
mi fate un favore. (Si ferma allimprovviso ed annusa laria) Ma come ci
potete stare in questa stanza col fetore di formaggio pecorino che c. (Apre
la porta del giardino) Devo dire a Nicoletta di aprire spesso questa porta. C
troppa puzza! Luana, dallaltra parte c ancora Francesco, messo in un
angolo senza dire una parola. Come mai? Di solito ha una parlantina pi sciolta
di un predicatore. Questo ragazzo a me non piace!
Luana - Lui non mi interessa proprio. Lo senti pap che faccia tosta? Ancora
qui! Non si degnato neppure di lasciare questa casa.
Carmelina - Avanti, su, non fatemi perdere altro tempo.
Avvocato - Luana non fare perdere il treno a tua madre! (Alla moglie
sgarbatamente) - Ma chi ti trattiene?
Carmelina - Mah! Io sono dallaltra parte. Speriamo che vi passa a padre e
figlia! Dopo tutto la festa per lavvocato Orazio Resta
Avvocato - Sicuro che la mia festa? Oppure la festa della liberazione.
Carmelina - Stonato, quella il venticinque Aprile.
Entra Nicoletta tutta giuliva, vestita di nero, col grembiule bianco e con un
copricapo da cameriera.
Nicoletta - (cantando a mo di barbiere di Siviglia) Eccovi qui! Eccovi qui!
Carmelina (breve pausa di stupore da parte di tutti) Certo, in questa casa
esiste solo questa stanza.
Avvocato - (guardandola attentamente) E chi questa?
Nicoletta - Avvocato, sono io, Nicoletta. Non sono simpatica cos?
Avvocato - Meno male che non siamo a Pasqua, altrimenti lavrei scambiata per
un uovo!
Carmelina - Spiritoso! Cos pi elegante, no?! Stiamo facendo le prove.
Avvocato - (lancia unocchiata alla moglie.) Le tue cose! (Alla cameriera) Che
c?
Nicoletta - (Cs) C un signore che vuole parlare, che vuole parlare con lei.
Tutti - La guardano stupefatti come fosse una matta.
Avvocato - Non ci sono, mi devo preparare per il viaggio. E poi lo sai che oggi
non giornata di ricevimento?
Nicoletta - (c.s.) Questo lo so! Questo lo so! Questo lo so!
Avvocato - E smettila di cantare!
Nicoletta - (Normale) Ma allora parte veramente! Scusate. Sono contenta e non
so il perch! Quel signore mi ha detto che si trova qui per dovere e non per
piacere.
Avvocato - Chi ? Si presentato?
Nicoletta - S, un Ispettore di polizia.
Avvocato (Come se avesse trovato la soluzione ai suoi problemi) La polizia?!
Fallo entrare.
Nicoletta - (riprende a cantare) Sissignore, come vuole lei come vuole lei
lalalalalala! (Esce)
Carmelina - Io sono dallaltra parte. (Via per la porta di destra).
Avvocato - Vai vai. Ora ti raggiungo affinch si compia il dovuto!
Luana - Ed io sono nella mia stanza.
Avvocato - Luana, prima che te ne vai dammi lultimo saluto.
Luana - Perch parti?
Avvocato - Io non vorrei partire, ma c qualcuno che ha gi fatto il
biglietto senza ritorno!
Luana - Scommetto che stata la mamma! Quella doveva fare la manager. Beh,
ciao papino!
(Lo bacia. Il padre abbraccia la figlia come se fosse veramente lultimo
saluto, con una lacrima sugli occhi).
Avvocato - E non ti preoccupare perch io veglier su di te per il tuo bene e
non permetter che alcuno ti faccia del male.
Luana - Sei strano; prima mi fai la morale ed ora mi dici di non preoccuparmi e
che veglierai su di me come se tu fossi un angelo. Hai ragione: un sabato
particolare. Siamo tutti morti dentro! (Esce da destra).
Avvocato - Ancora no! E siccome non ho fatto male a nessuno, il Signore pu
darmi pure i gradi dangelo e con le ali posso volare. (Esce anche lui).
SCENA Va
Nicoletta, Ispettore di polizia, lAvvocato e Carmelina.
Nicoletta - (da dietro le quinte) Io dicevo proprio questo: dov andato?
(Entrando) - Avanti si accomodi.
Ispettore - (lispettore di polizia un amico di Orazio. Si presenta in
borghese. Entrando) Sono dovuto andare dal collega in macchina. Grazie.
- Dialogo veloce e puntuale -
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Grazie!
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Grazie!
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Che facciamo? Dura molto?
Nicoletta - Che cosa?
Ispettore - Grazie.
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Va bene vah! Ci siamo capiti. Lavvocato?
Nicoletta - Era qui poco fa. Sa ispettore un uomo strano e oggi pi strano
degli altri giorni. Vado a chiamarlo dallaltra parte.
Ispettore - Grazie!
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Grazie!
Nicoletta - Prego!
Ispettore - Di nuovo? Avrei una certa urgenza.
Nicoletta - Oggi siete tutti nervosi? Questo sabato ha fatto un sacco di danni.
(Esce da destra cantando) - Lalalala.
Ispettore - I giorni non sono per tutti uguali: lo stesso giorno pu essere
bello per alcuni, ma brutto per altri. Nello stesso giorno c chi ruba e c
chi arresta! Chi nasce e chi muore; chi piange e chi ride!
Nicoletta (canticchiando laria precedente) Ecco qua lavvocato. (Attraversa
tutta la scena ed esce) - Lalalala.
Avvocato - Oh, caro Giovanni, che piacere.
Ispettore - Orazio, finalmente ci vediamo in ambienti diversi da quelli del
tribunale.
Avvocato - Almeno una volta, mi pare giusto.
Ispettore - (riferendosi alla cameriera) Dove lhai trovata, in qualche
istituto?
Avvocato - una brava ragazza, un po in pietra ma educata. Oggi per
tutta strana! Non lho mai vista cos contenta. Di solito sempre scontrosa.
Almeno per lei questo sabato festa.
Ispettore - (annusando laria) C un fetore qui dentro. Che profumo ?
Avvocato - Boh! Non te lo so dire. Allora, amico mio, cosa mi dici, come stai
Come siamo diventati! Una volta eravamo sempre in giro per divertimento. Oggi,
tu per una cosa, io per unaltra, siamo in giro per lavorare.
Ispettore - La vita ci porta in strade e in situazioni diverse per ognuno di
noi.
Avvocato - Ma dimmi: tua moglie, i tuoi tre figli.
Ispettore - Quattro, caro Orazio, sono quattro.
Avvocato - Ti sei dato da fare.
Ispettore - Purtroppo capitato. Ma ora, a distanza di qualche anno ti dico:
menomale che capit. Sinceramente quando sono a casa vorrei essere a lavorare,
scappare come un pazzo; ma quando sono fuori, non vedo lora di tornare a casa.
I figli sono problemi, ma sono la vita. Poi basta osservare il pi piccolo per
capire quanto amore prova un padre e che la vita continua.
Avvocato - Certo, hai ragione! Io ne ho una sola, perch non stato possibile
averne altri. Ora, che si fatta una bella calandrona, quando la vedo mi si
smuove il cuore.
Ispettore - Lamore per i figli cambia sempre in base allet e cresce come
crescono loro!
Avvocato - Al contrario di quello di mia moglie.
Ispettore - Perch ci sono problemi con Carmelina?
Avvocato - Problemi? Ci sono problemoni. Il Signore ti ha mandato qui. Siediti
che ti racconto tutto.
Ispettore - Non posso, mi dispiace. Orazio mi rincresce ma la mia non una
visita di cortesia. Devo operare un arresto.
Avvocato - Un arresto in casa mia?
Ispettore - Purtroppo s.
Avvocato - Gi sai tutto?
Ispettore - Sappiamo ogni cosa ed un bel po che siamo sulle sue tracce, ma
ci sfugge sempre.
Avvocato - Ma se sempre qua.
Ispettore - (incredulo) - Non possibile?! Vuoi affermare che la sua base
stata ed la tua casa?
Avvocato - Dai Giovanni, tu non sei mai stato una cima nello studio, ma sai
che sono trent'anni che vive con me.
Ispettore - Ma di chi stai parlando.
Avvocato - Come di chi, di mia moglie!
Ispettore - E che centra tua moglie?
Avvocato - Complice, anzi no, lartefice, la mente diabolica.
Ispettore - Vedi un po! Supponevamo che avesse un complice, ma non potevamo
certo pensare a tua moglie! Insospettabile! (Riflettendoci su) - Ma nooo! Non
ci credo. Proprio Carmelina non la vedo come complice!
Avvocato - E invece s! Mi vuole uccidere!
Ispettore Addirittura! Mi stai dando un colpo al cuore! Ma lamicizia
amicizia, il dovere dovere. Hai capito il nostro amico! Si cercato come
complice la moglie di un avvocato rispettabile.
Avvocato - Quale amico?
Ispettore - Un nostro comune amico.
Avvocato - E chi?
Ispettore - Come chi?! E allora di chi stiamo parlando: Alfredo Ballo. Sappiamo
che in questa casa.
Avvocato - Esattamente! Ma si pu sapere che cosa ha fatto?
Ispettore - un bel po che la polizia gli sta dietro. Il nostro caro amico ha
girato tutta lItalia, facendo truffe a destra e a manca. Ci siamo arrivati
sempre vicino, ma riuscito a farla franca. Finalmente ha fatto un passo
falso.
Avvocato - No, no! Aspetta. Non ci posso credere: Fred! Tutto quel fumo, i
vestiti nuovi, le case al nord, la carriera la ditta in espansione. Ecco
perch fabbricava pennelli per imbrattare le persone.
Ispettore - Esatto! Tutto frutto di truffe che ha architettato un po qua un
po l.
Avvocato - Aveva ragione il cavaliere Torretta.
Ispettore - stato truffato anche lui. Ed stato lui ad avvisarci del
possibile sospettato in casa tua. Poi abbiamo confrontato le nostre notizie e
cos siamo giunti a te.
- Entra Carmelina.
Carmelina Orazio Oh scusa non sapevo che fossi in compagnia.
Avvocato - (tirando a se lIspettore) Ecco la complice! (A Carmelina) Non lo
riconosci pi? Questo Giovanni, lamico mio ispettore.
Carmelina - Giovanni Lanzafame? Non tavevo riconosciuto!
Ispettore - E certo non ci vediamo da quando partii per Roma; almeno sono
passati quindici anni. Con tuo marito ci vediamo in tribunale una volta ogni
tanto.
Carmelina - Sei cambiato abbastanza! Adesso sei qui?
Ispettore - S, da un paio danni.
Carmelina - Mi ha fatto tanto piacere vederti.
Avvocato - Giovanni venuto a darmi una brutta notizia, una di quelle che
porta tanto amaro in bocca.
Ispettore - Gi!
Carmelina - Che successo, parla!
Ispettore - Come ti ha detto Orazio, una notizia che non fa piacere: sapere
che la persona accanto a te, cresciuta insieme con te, con gli stessi giochi di
strada, con le stesse avventure, un ladro tremendo.
Carmelina - Signore mio! (Ad Orazio) Come tu in tutti questi anni E io non me
ne sono mai accorta! Tu, un ladro!
Ispettore - Carmelina, Orazio un ladro? Quello non riuscirebbe a rubare due
galline!
Avvocato - Grazie, Giovanni!
Carmelina - Ma allora chi?
Avvocato - Il tuo caro amico complice quello che vive nel lusso, nel bene,
amato dalle donne quello il ladro! Piuttosto controlla loro prima che
scompare.
Carmelina - Ma chi, Fred?
Avvocato - Alfredo.
Ispettore - Per lanagrafe Alfredo Ballo, per altri : Jonny Branti, Frank
Cavalli, Billy Baunti, e tanti altri.
Avvocato - Sempre fissato coi nomi americani.
Ispettore - Esatto! Fanno sempre un certo effetto sulle persone. Purtroppo per
lui, proprio questo lo ha tradito: luso di nomi americaneggianti e di cognomi
italiani. Anche se dobbiamo ringraziare il cavaliere Torretta per il suo
spirito di osservazione e per la prontezza con la quale ci ha avvertito.
Carmelina - Hai capito?! Tutto il lusso, i vestiti, i villini
Avvocato - Chi lavrebbe mai detto.
Ispettore - A chi lo dici! Purtroppo tocca a un amico, uomo di legge, arrestare
un amico ladro.
Avvocato - Parli tu! Allora io che devo dire? Amicizia! Chiamalo amico uno che
viene a nascondersi in casa tua.
Carmelina - Oggi non lho visto. In camera sua non c!
Ispettore - Non ti preoccupare, lo stiamo aspettando: io dentro e due pattuglie
fuori che tengono docchio la casa. Se non c, vuol dire che fuori. Se lo ,
come entra, i miei colleghi larrestano di sicuro.
Carmelina - Siamo circondati e non me ne sono accorta?
Avvocato - Anchio! Sono andato a comprare il giornale e non me ne sono reso
conto.
Ispettore - Carmelina, non ti allarmare: non sar sparato alcun colpo.
Avvocato - Meglio cos. Giovanni, giacch ci sei, ti voglio invitare stasera ad
una cena insieme ai miei colleghi, cos assisterai in diretta ad un evento
eccezionale: (sottovoce) la mia morte.
Ispettore - Che dici, Orazio, ancora con questa storia.
Avvocato - Vedrai! Tu vieni e osserverai coi tuoi occhi. Carmelina, offri un
caff a Giovanni.
Carmelina - Gi! Scusami Giovanni. Nicoletta, Nicoletta! Ci fosse una volta che
sente! Permetti (Esce da sinistra chiamando Nicoletta). Nicoletta.
Ispettore - Visto che Alfredo non c, nellattesa laccetto ben volentieri.
Avvocato - Allora accomodiamoci in salotto! (Escono dalla porta di destra). Ti
voglio raccontare come ho sentito dire a mia moglie e allamico Fred s,
amico si fa per dire
SCENA VIa
Alfredo, Nicoletta, Carmelina e detti. Poi un Agente di polizia e Jano.
- Pausa. Si offuscano le luci; la scena vuota. Dopo un po Alfredo, dopo
essersi accertato che nella stanza non c nessuno, entra dalla porta di destra
vestito da donna. Egli, dopo aver sistemato la gonna, i capelli (indossa una
parrucca), fruga fra i cassetti della scrivania per rubare qualcosa. In seguito
attraversa tutta la scena di soppiatto, come se stesse fuggendo di nascosto da
qualcosa. Dapprima decide di uscire dalla porta di sinistra ma ci ripensa e
cos si dirige verso la porta di fondo. Nello stesso tempo si apre la porta di
sinistra ed entra Carmelina, seguita da Nicoletta. Alfredo non fa in tempo a
scappare.
Carmelina Scusi, lei chi ?
Alfredo - (con voce in falsetto) Oh, buongiorno, io sono una cliente
dellavvocato Resta. Lo stavo aspettando, ma visto che non arriva, scappo via
Nicoletta - Ma, un momento lei da dove entrata?
Alfredo - Oh, che bella dalla porta naturalmente, no!
Nicoletta - Ma se fino a poco fa cero io che pulivo
Carmelina - Allora chi , si pu sapere? Oh, Dio, lamante di mio marito! E
quelli quelli sono i miei vestiti!
Alfredo - No, le ho detto che sono una cliente e siccome ho molta premura devo
scappare. (Cerca di svignarsela).
Carmelina - No, no, un momento! Lei di qua non esce.
Alfredo - Accelera il passo
Nicoletta - (lo blocca dalle spalle) La signora ha detto un momento.
Alfredo (agitandosi) E lasciami stare, cotolettaccia!
Nicoletta Cotolettaccia a me?! (Gli molla una sberla che fa atterrare sul
divano Alfredo, che vi stramazza come se fosse stato colpito da un treno in
corsa).
Carmelina - Orazio! Giovanni! Orazio!
Alfredo - (lamentandosi) Ahai ai
Nicoletta - (che nel frattempo si messa su Alfredo per impedirgli di
scappare) Non ti rischiare pi a chiamarmi cos, perch ti macino! (Gli tira
via la parrucca. Stupita) Signora venga a vedere! Quel galantuomo che diceva
di essere innamorato di me, mezza femmina cio mezzo maschio ma che dico
Osservi cosa ha nel petto (Mostra un involucro).
Carmelina - (si avvicina) Che dici Nicoletta? (Apre linvolucro) Tutto loro?!
Alfredo?! Oh, mamma mai, non capisco pi niente.
Entrano Orazio e lIspettore.
Avvocato - Che successo?
Carmelina - Giovanni, vieni a vedere.
Ispettore - Guarda, guarda. Il nostro caro Alfredo!
Carmelina - E ha rubato tutto loro.
Avvocato - Brutto traditore e ladro.
Alfredo - Per carit, portatemi allospedale, mi sento tutto rotto. E levatemi
di dosso questo canterano
Nicoletta - Vuoi le altre?
Ispettore - No, Nicoletta. Lascialo andare che ora lo porto in un ospedale con
le grate.
Entra un agente di polizia in borghese che porta Jano in manette.
Agente - Permesso? Ispettore, guardi che cosa abbiamo pescato qua fuori.
Nicoletta - Jano! Tu che hai fatto?
Jano - Io non ho fatto proprio niente. (Riferendosi allagente) - questo qua
che non vuole capire!
Agente - Lo abbiamo trovato che si nascondeva dietro un gelsomino nel giardino.
stata la puzza di formaggio che emana a guidarci. Sar sicuramente un
complice-ladro! E se permette: un ladro puzzolente!
Avvocato - (dopo averlo fissato per qualche secondo) Il pecoraio!
Ispettore - Lo conosci?
Avvocato - No! Anzi s. Cio no Insomma venuto laltro giorno nello studio
col fratello...
Ispettore - E ora sono tornati per rubare!
Nicoletta - No! C uno sbaglio! Questuomo non un ladro! venuto apposta
per me, e siccome si spaventava che lavvocato lammazzava, allora io lho
fatto scappare dalla porta!
Ispettore - Bella pensata. Ma non sapevi che la casa era circondata!
Jano - Io, vedendo questo che girava nel giardino, mi sono nascosto perch
pensavo fosse un ladro! Potevo immaginare che il giardino fosse pieno di
poliziotti?
Ispettore - Orazio, lo portiamo dietro le sbarre?
Nicoletta (a supplica verso lispettore) No, signor ispettoruccio bello.
Come ora che ho trovato un fidanzato, lei me lo porta via?
Avvocato - Liberalo cos sistemiamo Nicoletta.
Ispettore - Lascialo e porta via questo. Controlla se ha la cicatrice dietro
lorecchio.
- Lagente toglie le manette a Jano e le mette ad Alfredo, dopo di che
controlla se ha la cicatrice.
Avvocato - Ma guarda un po.
Nicoletta e Jano - (abbracciandosi) - Grazie, grazie.
Jano - Al pi presto sarete tutti invitati alla festa del nostro matrimonio.
Nicoletta - Gioia mia!
Jano - Colombina mia! (I due si guardano negli occhi come due innamorati).
Agente - S, signor ispettore, proprio lui. (Lispettore fa un cenno e
lagente porta via Alfredo)
Avvocato - E tu saresti un amico. Bellamicizia!
- Escono lagente e Alfredo.
Carmelina - Nicoletta, porta una bottiglia di spumante e un paio di bicchieri
perch dobbiamo fare un brindisi.
Nicoletta - Subito signora. Jano mi dai una mano?
Jano - Due? Te ne do due! (Escono da destra).
Avvocato - Ecco qua! Ci siamo! Il brindisi la mia ora!
Carmelina - Orazio, ma che cos questa storia?
Avvocato - Bene alla luce di testimoni. vero o no che tu, con quel
bellamico, stavate preparando un delitto perfetto?
Carmelina (sorpresa) Che tinventi?
Avvocato - Lo neghi? Ho sentito tutto! Quando parlavate ambedue qui, io (indica
sotto la scrivania) ero l! Ed ho capito tutto: sabato durante la festa con i
colleghi nel momento del brindisi. Chiss cosa avresti messo dentro il
bicchiere per farmi venire un infarto. Davanti agli amici: testimoni a tuo
favore. Ho sentito con le mie orecchie: Meglio di un giallo di Agatha
Christie.
Carmelina - (scoppia a ridere) Ah, ah, ah, ah ora capisco finalmente.
Ispettore - Carmelina veramente non vedo cosa ci sia da ridere
Carmelina - Ed anche tu hai creduto ad una simile (continua a ridere) Ah, ah,
ah
Avvocato - Hai visto Giovanni? Ride!
Carmelina - Scusami Giovanni. tutto un equivoco! I colleghi di Orazio hanno
preparato una targa ricordo in occasione del suo venticinquesimo anno di onesta
attivit che per puro caso coincide col suo compleanno. Cos ci siamo messi
daccordo che la consegna della targa doveva avvenire durante il brindisi,
compresi i fuochi dartificio. Io ho avuto il compito di organizzare tutto.
Volevo che ci fossero i pi intimi amici e anche quelli che vivono lontano, e,
in effetti, stasera dovrebbero arrivarne un paio. Non ho pensato a te, scusami
Giovanni, perch sapevo che ti trovavi ancora a Roma e col servizio che fai
Invece, riusc a rintracciare Alfredo ma solo per puro caso, un vecchio elenco
telefonico di Milano.
Ispettore - Hai capito?! Noi lo abbiamo cercato in tutti i modi e tu lo hai
rintracciato tramite un semplice elenco telefonico.
Carmelina - S, gli ho telefonato ed ho lasciato un messaggio nella segreteria
telefonica. Lui doveva preparare alcuni mortaretti e fuochi dartificio, una
volta era un esperto. Il tutto doveva avvenire appunto durante la consegna
della targa e cio nel momento del brindisi. Naturalmente doveva essere una
sorpresa.
Avvocato - Allora non era veleno? Delitto perfetto?
Carmelina Ma che?! Come posso avvelenare luomo che amo!
Ispettore - Lo dicevo io che Carmelina non era cosa!
SCENA ULTIMA
Detti meno Agente ed Alfredo. Poi Luana e Francesco.
Entrano Luana e Francesco.
Luana - Mamma, pap la mia e la vostra stanza a soqquadro. scomparso tutto
loro.
Francesco - Abbiamo controllato ma non c nessuno.
Avvocato - Vieni bambina mia, e anche tu, Francesco. (Li abbraccia) Il ladro
al sicuro. Non vi dovete preoccupare di cosa succeder della carriera il
nome limportante volersi bene. Non fate come ho fatto io! (Stringendosi
alla moglie) Veramente non si conosce mai fino in fondo una persona e
soprattutto s stessi. Scusami amore mio! Non potr mai essere perdonato,
perch ho dubitato della cosa pi bella del mondo: lamore! (Si abbracciano).
Entrano Nicoletta e Jano, portando bicchieri e spumante. Mentre Nicoletta
divide i bicchieri Jano stappa la bottiglia e poi versa lo spumante
ringraziando e augurando a tutti.
Nicoletta - Evviva, auguri a tutti quanti!
Avvocato - Brava Nicoletta!
Tutti - (Brindano e verso il pubblico) Auguri.
A soggetto.
- Marito e moglie si abbracciano, con loro anche i giovani. Nicoletta e Jano
brindano festosi.
Fine


