ASSASSINIO AL CASTELLO
GIALLO LEGGERMENTE PAGLIERINO
COMICO GROTTESCO
CON TRACCE DI MUSICA QUA E LA
IN DUE ATTI
DI
DOMENICO PLATANIA
rielaborazione e traduzione
in dialetto siciliano di
delitto al castello di
aldo cirri
Personaggi in ordine di apparizione
Ignazio Cacanaca detto Gnagn - Barone siciliano
Baronessa Giuseppa Cacanaca detta Pidda - Sorellastra del barone
Baronessina Teresa Cacanaca detta Tet - Figlia del barone
Dottor Federico Minicucco detto Fif - Spasimante della baronessa
Conte Francesco Scarrozzo detto Cicci - Fidanzato della baronessina
Donna Antonina detta Nen - Amministratrice del castello
Donna Sebastiana detta Tata Nella - Governante e balia
Gaspare detto Aspanu - Maggiordomo
Franz Von Crastun - Commissario di polizia
Alfio Sucavento - Agente di polizia
Notaio Puddu Pitta - Notaio di casa Cacanaca
Pierluigi Pianura - Arbitro federale di calcio
Voce fuori campo - Narratore
LAZIONE SI SVOLGE IN SICILIA NEL 1920
PRIMO ATTO
La scena si svolge allinterno di un ampio salotto arredato con solidi mobili di stile antica Sicilia. Sul fondo una vetrata che, coperta in parte da una tenda, d sul giardino, dalla quale si vedono, ad ogni colpo di fulmine, in controluce, le sagome degli alberi. A destra della vetrata un enorme camino acceso in pietra lavica e alla sinistra della stessa spicca unarmatura medievale. Nellangolo sistemata una colonnina con sopra un busto di marmo. Sulla parete di destra una porta con accanto un orologio a pendolo. Sulla parete di sinistra armi e trofei, una porta che da verso lesterno e altri mobili che arredano il salone. Al centro un divano con due poltroneed un divanetto. Poco pi avanti alla vetrata, sulla sinistra, la poltrona personale del barone Gnagn a schienale alto con poggiapiedi ed accanto un piccolo scrittorio con una lampada, il telefono e varie carte e libri.
Allapertura del sipario sera e la scena in penombra, il barone Gnagn, seduto sulla sua poltrona con una coperta sulle gambe, illuminato dallalto, sta trafficando con le mani dentro un piccolo cofano di legno che tiene in grembo. E molto vecchio, quasi paralitico, tremante, si muove a fatica aiutato solo dal maggiordomo. Fuori imperversa un temporale con lampi, tuoni e pioggia violenta.
SCENA PRIMA
VOCE FUORI CAMPO - (lugubre) Questa sera, signore e signori, vogliamo narrarvi fedelmente i fatti terribili e misteriosi avvenuti nellanno del Signore 1920, in una remota contea a nord di Passopisciaro, ai piedi del maestoso Etna, nellantico castello di Palle rotonde, altrimenti detto Round balls dai turisti e Baddi tunni dai siciliani.
Vi prego, signore e signori, di prestare la massima attenzione alla narrazione di questa vicenda, affinch ognuno di voi possa trarne le proprie conclusioni, ma specialmente perch (cambiando tono) mi siddiu a ripetiri du voti i stissi cosi. (di nuovo lugubre) E come ogni storia di delitti che si rispetti, la vicenda comincia cos : (pausa) E una notte buia e tempestosa, il vento e la pioggia si abbattono con violenza sulle antiche mura del castello, quasi a voler penetrare tutti i segreti di cinquecento anni di storia. Il castello abitato da sempre dai Cacanaca, glorioso e nobile casato siciliano dorigine normanna, che, malgrado il nome, (letteralmente: Uomo che fa i propri bisogni nella culla) vanta un brillante primo premio al tiro alla fune ed un terzo al tiro libero alla palombella con fionda senza elastico, nei Giochi delle torri del 1840. Nel maniero tutti dormono. Soltanto una persona veglia, intenta ad unoscura attivit, si tratta del barone Gnagn, ultimo discendente della dinastia, maledettamente ricco, molto vecchio, stolto e quasi del tutto rimbambito.
Il barone fa un gesto scocciato verso lalto
V.F.C. - Quando ad un tratto qualcuno bussa alla porta.
Il barone Gnagn sobbalza sulla poltrona e affannosamente chiude il piccolo cofano.
BARONE GNAGN Cu ddocu?
ASPANU Voscenza mi scusassi, sugnu Aspanu, eccillenza, su si voli jiri a cuccari, a stanza pronta.
BARONE GNAGN Staju vinennu ! (Intona, dal motivo Vecchio scarpone)
Mi dicon stolto, ma non vero niente
Sono il barone Cacanaca Gnagn
I miei parenti sono tutti in attesa
Che io muoia gi
Non vedon lora di lasciarmi in mutande
Le mie ricchezze essi voglion spolpar
Li provan tutte con pistole e veleni
La notte e tutti i di.
V.F.C. Il barone Gnagn si alza faticosamente dalla poltrona, stringendo a se il cofanetto come a proteggere una cosa cara, poi, barcollando, comincia ad aggirarsi furtivamente per la stanza come per cercare qualcosa.
Il barone Gnagn si avvicina verso la scrivania, apre qualche cassetto perplesso, poi scuote la testa e si avvicina allarmatura, apre la celata dellelmo, ma scuote ancora la testa non convinto. Si avvicina allora allorologio, apre lo sportellino del meccanismo, guarda dentro, tenta di infilarci il cofanetto, ma si rende conto che non centra. Poi, come colpito da unidea, si avvicina al busto marmoreo, lo solleva faticosamente, vi infila il cofanetto e sempre lentamente si rimette a sedere sulla poltrona.
BARONE GNAGN Poi trsiri, Aspnu.
Aspanu entra da destra. E il classico maggiordomo, sempre in smoking, devoto, compto che parla ed agisce senza spostare un muscolo del viso. Porta un candelabro acceso.
ASPANU - ( Intona, dal motivo Come facitte mammate)
Sta suonando mezzanotte (Quannu mammete tha fattu)
ed ancora sono in piedi,
guarda un po questo babbeo
sempre pronto a comandare.
Prima o poi io lavveleno (timpast di carne bella)
o lannego nella vasca
me lo tolgo alfin di mezzo
e ritorno a respirar.
Sono sempre indaffarato (U panaru chinu chinu)
non ho un attimo di pace
ho deciso che lammazzo
cos torno in libert
Aspanu, si avvicina al barone Gnagn e lo aiuta ad alzarsi.
BARONE GNAGN - Amuninni. (Escono da sinistra)
V.F.C. - Aspanu accompagna nella sua stanza il vecchio e rincoglionito barone Gnagn, (Questi si volta verso il pubblico scuotendo le mai come per dire che palle) mentre la notte stende il suo nero mantello fin nel cuore del castello... Mizzica ! Marrinisciu macari a rima!
SCENA SECONDA
V.F.C. - Ma quella notte il castello di Baddi tunni non trova ancora pace... lentamente una porta si apre cigolando...
Si apre una porta di destra senza cigolio ed entra la baronessa Pidda circospetta e impaurita, in camicia da notte, porta un candelabro acceso. La scena si rischiara.
V.F.C. - ... Ehm... la porta si apre cigolando.
La baronessa Pidda, seccata, posa il candelabro, va alla porta e la fa oscillare avanti e indietro sui cardini per dimostrare che non c niente da fare: la porta non cigola.
V.F.C. - ... La porta si apre cigolando...
La baronessa Pidda allarga le braccia e con la voce imita lo scricchiolio della porta.
BARONESSA PIDDA- Screeeeekk !
V.F.C. - Grazie !
La baronessa Pidda riprende il candelabro e latteggiamento timoroso e sospettoso di prima. Comincia ad aggirarsi per la stanza come in attesa di qualcuno, poi un lampo illumina la vetrata, la baronessa sobbalza e, contemporaneamente, un uomo bussa alla vetrata. La baronessa rimane per un attimo titubante, poi posa il candelabro e spalanca la vetrata. Entra il dottore Fif bagnato fradicio con un lungo mantello nero. I due si guardano rapiti, tenendosi per mano.
V.F.C. Ed ecco che la storia si arricchisce di due nuovi personaggi: lei, la baronessa Pidda, odiata sorellastra del barone Gnagn, erede in seconda dellimmensa fortuna dei Cacanaca. Dallaspetto irreprensibile, ma in realt un po leggerina...
La baronessa Pidda si scioglie dallabbraccio e afferra minacciosa il candelabro.
V.F.C. - Mi perdoni Milady !
La baronessa Pidda si rigetta fra le braccia di Fif.
V.F.C. Lui, il dottor Fif, medico di famiglia, da sempre spasimante della baronessa Pidda, scapolo, distinto gentiluomo ma un po avido, ingordo e...
Senza smettere di guardare negli occhi la baronessa, Fif allunga una mano e afferra la lampada posta sul tavolinetto.
V.F.C. Ehm, ...Scusi, forse ho esagerato...
Fif lascia la lampada.
V.F.C. - Due personaggi importanti nella nostra storia.
I due si guardano teneramente negli occhi.
BARONESSA PIDDA - Oh ! Caro e pur-caro !
FIF Oh! Carissima e pur-carissima
BARONESSA PIDDA - FIF Oh ! Finalmente suli!
BARONESSA PIDDA - (Intona, daRose rosse)
Solo pene per noi (Rose rosse per te)
ci riserva il barone: (ho comprato stasera)
non consente alle nozze
mio fratello Gnagn. (cosa voglio da te)
Mi viene di strozzarlo
di dargli un pugno in testa
e il suo grugno spaccar
col liquido infiammabile
ridurlo tutto in cenere
e vederlo crepar.
Sarebbe allora bello
Unire i nostri cuori
E i suoi soldi incassar
E questo il nostro sogno
Da poter realizzar
O dolce amore io vivo soltanto per te
Ma mio fratello bacucco soppone perch
Vivo solo per te
mio diletto Fif
senza te non potrei
accoppare Gnagn
FIF - Si, cara, non ti lassu cchi! (Intona, da Montagne verdi)
Oh, amata Pidduzza mia
Siamo nati per stare insieme
Allasilo ti ho conosciuta
e dallora sei stata mia
il tuo futuro averti accanto a me
con te vicino chi si oppone perir
(assieme a Pidda) Il nostro amore prima o poi trionfer
FIF Avi na jurnata caspettu stu mumentu!
BARONESSA PIDDA Macari ju, nhaju fattu autru ca pinsari a tia cu na smania e na passioni ca mancu tu poi immaginari...
FIF (Con trasporto) Mancu lacqua a sdiluviu ca haju pigghiatu arrinisciu a stutari u focu damuri ardenti ca sentu ppi tia!
BARONESSA PIDDA (incredula) Ma pirch, sta chiuvennu forti? A mia mi pari ca sta simuliannu.
FIF Simuliannu? Ma su lacqua sta cascannu a linzolu!
BARONESSA PIDDA (con passione, quasi declamando) Oh, amuri miu fucusu, omu di pettu ca non canusci piriculu! Cu stu cauru ca hai di intra e lacqua ca tassappanavu di fora, (cambiando tono) non criru ca tarrifriddi. Ascuta a mia, megghiu ca ti levi u mantellu vagnatu, nassittamu e parramu tanniccchia!
Fif si toglie il mantello e si siede con la baronessa Pidda sul divano.
FIF Si, hai ragiunu. Gi mi sentu n-pocu annanfaratu. (Con intensit) Ppi quantu tempu ancora ci dobbiamo ammucciari ? Quann ca finalmente ni putemu maritari?
BARONESSA PIDDA (Con passione) Non tabbarruari, amuri troppu duci! Sentu ca non passer assai e poi macari nuatri saremu filici! U me fratastru, u cunsensu ppu matrimoniu o nu duna cu bonu o allura (sibillina) sar peggiu ppi iddu!
I due sostano ancora per un attimo, occhi negli occhi, poi lentamente escono da destra, prendendo il candelabro, la scena cade nellombra, con i fulmini che ogni tanto illuminano la vetrata.
V.F.C. Mentre sembra tornare il silenzio e la pace, ad un tratto la solita porta si apre cigolando.
SCENA TERZA
Si apre la porta di sinistra senza cigolare ed entra donna Nen nellombra.
V.F.C. - Ed entra un personaggio singolare.
Donna Nen entra nella stanza in ombra, ancora non si distingue chi sia. Barcollando si guarda intorno come se cercasse qualcosa, comincia ad aprire cassetti, apre lorologio, la celata dellarmatura, poi, sempre barcollando, si avvicina al busto di marmo e ci traffica intorno.
V.F.C. - Chi mai questo misterioso personaggio che cerca qualcosa che qualcuno ha nascosto da qualche parte ?
Donna Nen trova quello che cercava, si avvicina alla poltrona di barone Gnagn e accende la lampada del tavolinetto.
DONNA NENE (sempre ondeggiando, intona, da Il valzer del moscerino)
Ullalla Ullalla Ullallala
Ma che buono e gentil questo vino,
Ullalla Ullalla Ullalalla
Io minebrio e voglio cantar, la, la, la
Ma c quel barone che non lo perme-tt (emette singhiozzo)
Non vuole che gusti il bel nettar subli-m (idem)
Mi priva lassaggio, il degusto e il sorse-t (idem)
Rischiando oltremodo larsu-r, la, la, la. (idem)
Ullala Ullala Ullalala
Nellabotte di rovo lannego
Ullalla Ullalla Ullallala
Cos impara a privarmi del vin, la, la, la
V.F.C. - Ah ! Ma donna Nen, amministratrice da oltre ventanni di casa Cacanaca, amante appassionata del buon vino, o meglio, dellalcool sotto qualsiasi forma.
Donna Nen ha in mano una bottiglia di wisky, barcolla, d due o tre robusti sorsi, sorride e solleva la bottiglia al pubblico con un colpo di singhiozzo. Si guarda un po attorno, poi si muove in cerca di un nuovo nascondiglio, vede larmatura, si avvicina barcollando, apre la celata e vi infila la bottiglia soddisfatta. Appena chiude la celata, si sente il rumore della bottiglia che cade dentro larmatura e va in frantumi con un gran fracasso. Donna Nen, sempre barcollando, allarmata, corre a spengere
la luce, poi esce da destra. Dopo un po, da sinistra con un candelabro in mano, entra Aspanu che accompagna il barone Gnagn in camicia da notte.
SCENA QUARTA
BARONE GNAGN Aspanu,u sentisti macari tu stu rumuri, ?
ASPANU Non ci fici casu, baruni. Cca non c nuddu.
BARONE GNAGN Sta storia non mi sta piacennu, macari prima ntisi rumuri. Stanotti, o casteddu, a qualcunu non ci voli calari u sonnu e sarrimina troppu.
ASPANU - Forsi fu u jattu, signore.
BARONE GNAGN Ca quali jattu, chi ci vai ncucchiannu! E, nveci, qualcunu ca sta circannu qualchi cosa ca non trova, u sentu! (Il barone Gnagn si aggira un po per la stanza, poi fa cenno a Aspanu) Ti ni poi jiri, Aspanu, non haju cchi bisognu di tia !
ASPANU E sicuru ca non avi bisognu? ?
BARONE GNAGN Si, ti ni poi jiri !
Aspanu accende la luce sul tavolinetto e fa per uscire da destra.
ASPANU - (sulla porta, con aria tetra) Allura, ci auguru di passari na bona nuttata. (lugubre) Ah! Ah! Ah!
Il barone fa cenno a Aspanu di andarsene. Dopo luscita di Aspanu, il barone si guarda intorno, poi furtivamente, si avvicina al busto di marmo, si ferma a met strada, si volta verso la porta, la apre, guarda se c qualcuno, poi la richiude a chiave. Si avvicina al busto, lo solleva con fatica e tira fuori il cofano, si guarda attorno, raggiunge la poltrona e si siede. Apre lentamente il cofano e, guardando dentro, assume unespressione di stupore e di terrore. Nello stesso istante, dopo che si spenta la luce del tavolinetto, scoppia un tuono seguito da un lampo che illumina la vetrata mostrando un individuo con cappello in controluce. Nel buio si sente della confusione, poi un altro tuono esplode e un lampo, dalla vetrata, illumina la porta-finestra spalancata ed il personaggio, che nel frattempo entrato nella stanza, nellatto di sollevare un coltello. Poi la stanza ricade nel buio.
V.F.C. - Un urlo squarcia la notte !
Nel buio si sente un tentativo di urlo, una specie di gracidio con qualche colpo di tosse.
V.F.C. - E questo sarebbe un urlo ?
Nel buio si sente raschiare la gola, prendere fiato e poi urlare.
V.F.C. - Ooooooh ! (di soddisfazione)
Pausa.
V.F.C. - Il misfatto stato compiuto !
Si comincia a sentire da lontano, fuori scena, un accorrere e un vociare di gente.
TATA NELLA - (da fuori la porta) Baruni Gnagn !
TET - (c.s.) Op !
ASPANU - (c.s.) Signore !
Da fuori, Aspanu scuote la porta, ma chiusa.
TET - Aspanu ! A porta chiusa di intra, lamu a sfunnari!
ASPANU - Ma barunissina, ha ficimu arriparari lautru jornucustau tre liri e uttanta... no sacciu si u casu di scassari a firmatura !
TET Tri liri e ottanta ? Accuss assai ?
ASPANU - Annunca, macari u baruni so patri si lamintau du prezzu. Ma chi voli, di sti tempi n-falignami costa nira di Diu, costa!
TET - Allura chi facemu... pap... pap... a putemu sfunnari a porta ?
BARONE GNAGN - (rantolando) N... no... passati du... jardinu...
TET - (c.s.) Bih, veru ! Grazii papino! Amuninni !
SCENA QUINTA
Dalla vetrata, ancora spalancata, entrano Tata Nella, Tet e Aspanu (tutti in vestaglia meno Aspanu). Questi ultimi due tengono in mano un candelabro ciascuno, la scena si rischiara e si vede il barone Gnagn con la testa poggiata sullo scrittoio con un coltello nella schiena e il cofanetto di legno sul pavimento aperto e vuoto.
V.F.C. - Una tremenda scena si presenta agli occhi dei tre personaggi.
TATA NELLA - Aaaaaaah ! Delittu ci fu!
NENE (Intona, da Maramao perch sei morto)
Oh, pap sei tu defunto
Sei trafitto da coltel
Chi lha fatto da lodare
Perch avaro eri tu
Oh pap, oh pap, eri un gran taccagno
Non volevi, non gradivi
darmi i tuoi soldin
Oh pap sei trapassato
Finalmente giunta lora,
Tanto attesa dal mio cuore,
Che lasciassi tutto a me
TATA NELLA- Ma comu potti succediri na disgrazia accuss grossa? (Intona, daUnavventura)
Non sar un bel miraggio
Quel che vedo non un sogno, poesia
Tutto vero, gi estinto
Mamma mia quanto rompeva
Sempre addosso a comandar
A scocciare e scombinar
Sono felice (innamorato)
Quanto non sai (sempre di pi)
Sento nellanima un gran calor, un gran calor
No, non , solo un miraggio!
ASPANU - Certu ca,u baruni, non era ancora tantu vecchiu.
Improvvisando un girotondo,Tet, Tata Nella e Aspanu, intonano, con voci da bambini, da Oh, che bel castello)
TETE-TATA NELLA-ASPANU
Oh che bel delitto - avvenuto nel castello
Siam contenti tutti - che il tiranno non c pi
Non sappiamo come - festeggiare questo evento
Brinderemo assieme - e gran festa noi farem
Non chiaro chi - noi dobbiamo ringraziare
Per la gioia andiam - gi per terra ol ol
Vanno gi per terra.
Appena rialzati, Tet si avvicina raccapricciata, fa qualche tentativo di toccare il corpo, ma lo spavento glielo impedisce. Tata Nella guarda terrorizzata il corpo.
TATA NELLA U cu... cuteddu !
TET Oh, Madonna du Carmunu !
TATA NELLA - U cu... cuteddu ... ppi bistecchi !
TET - (cambiando tono) Ca quali, chiddu ppu filettu!
TATA NELLA (impermalosita, cambiando tono) Ma, voscenza chi voli diri ca non canusciu cchi mancu u cuteddu ppi bistecchi ?
TET - Ma nu viri ca avi a lama stritta... chiddu ppu filettu !
TATA NELLA Vossia mha scusari sinsistu, signurinedda, tuccassi comu tagghenti, (lo tocca) u fici ammulari a simana passata !
ASPANU - Cu purtai ju stissu nto ammula forfici e cuteddi
TET - (toccandolo a sua volta) Forsi hai ragiuni !
TATA NELLA (soddisfatta) Non ci u dissi ju ca era chiddu ppi bistecchi! ?
TET - (scoppiando improvvisamente a piangere) Op... op... oh, op !
SCENA SESTA
Da destra entrano di corsa la baronessa Pidda e Fif fermandosi di colpo imbarazzati. La baronessa Pidda in vestaglia, Fif con la camicia fuori dai pantaloni, la cravatta allentata, i capelli scompigliati e unimpronta di rossetto sul collo della camicia.
TET - Pidda... Dutturi Fif !
FIF - ... Ehm... cchi prestu daccuss non ca puteva arrinesciri... ma fici di cursa e non appi mancu u tempu di vistirimi...
BARONESSA PIDDA - E... u chiamai ju, Tet... to patri... non stava tantu bonu...
TET - Difatti ! (mostrando il cadavere)
BARONESSA PIDDA Oh, Bedda Matri!!!
La baronessa Pidda si appoggia alla scrivania per non svenire. Fif resta per un momento senza fiato, poi si avvicina al cadavere, gli tasta il polso, gli solleva la testa, toglie il coltello e lo pone su un vassoio tenuto da Aspanu. Dopo, appoggia lorecchio sulla schiena, riprende il coltello e lo riconficca con forza nel corpo del barone.
FIF (con solennit) Non cchi vivu. O megghiu, precisamenti mortu !
La baronessa Pidda scoppia in lacrime.
TATA NELLA E ora chi facemu ?
TET E lura davvisari a pulizia !
BARONESSA PIDDA E lura di pinsari u funirali!
FIF E lura di chiamari u nutaru ppu testamentu!
TATA NELLA E lura di cunzari a tavula cu n-postu menu!
TET E lura daccattari i vistiti niuri ppu luttu !
FIF E lura di priparari u certificatu di morti !
BARONESSA PIDDA E lura ca finalmente mi maritu!
ASPANU Cu sapi chi ura ?
V.F.C. E lora che la finiste!
FIF - (piano alla baronessa Pidda) Chi ti lassau, u vecchiu ?
BARONESSA PIDDA - (piano) Ancora nu sacciu, ora mimformu, (poi a Tet) Tet, ppi casu, u sai comu namu a spartiri chiddu ca lassau to patri ?
TET - (acida) Chi dumanna! A cosa sicura ca ju sugnu (scandendo con fierezza) lunica e ligittima eredi!
MUSICA ( poche note per rafforzare laffermazione)
SCENA SETTIMA
DONNA NENE - (che nel frattempo entrata da sinistra barcollando ubriaca) S... ssaluti a sta bella cumpagnia... chi... sssssuccessi ?
TATA NELLA - Donna Nen, successi na cosa terribili...
DONNA NEN - (correndo verso Tata Nella barcollando ma con il viso trasfigurato dal terrore) S... si ciaccavu a vutti du Cerasolu di lEtna?
TATA NELLA - (tragica) No... Ammazzanu u baruni Gnagn !
DONNA NEN - ... Mi pareva cava successu !
Donna Nen si siede tirando un sospiro di sollievo. Tata Nella, la baronessa Pidda e Tet, ricordandosi improvvisamente di quello che successo, si guardano tra loro e poi scoppiano contemporaneamente a piangere. Donna Nen cerca di parlare, ma con la voce non riesce a superare i lamenti delle tre donne.
DONNA NEN - (urlando) Ooooh ! A finiti si o no?
I pianti si interrompono bruscamente.
DONNA NEN - Mancu ssu ssava rumputu qualche vutti ! A pulizia a chiamastuvu ?
TET - Oh Madonna du Carmunu , a pulizia! E ora chi ni po succediri ?
ASPANU - Su a barunissina Tet ci pirmetti, nta lultima casa unni appi lonuri di serviri, quannu ammazzanu u patroni di casa, desunu : du ergastoli, tri cunnanni a vintanni, una a chinnici anni di lavori forzati, du anni ca cundiziunali e tri pinitenzi !
TATA NELLA - Pinitenzi ?
ASPANU - S, du Ave Maria, tri Gloria e Patri e quattru Patri Nostru a lu giardineri.
TATA NELLA E pirch ?
ASPANU Pirch era n-jittaturi, na cucca ca nu jardinu siminava sulu crisantemi!
TET - E tu ?
ASPANU - Ju, fui assoltu ppinsufficienza di provi.
TATA NELLA - Ma lassassinu non sempri u maggiordomu ?
ASPANU Dda vota no! Ju aveva u morbillu.
TATA NELLA U morbillu ?
ASPANU - S, macari maffruntu a dillu. Haju na speci dallergia ppi lomicidii fatti in casa! Mi fanu veniri u morbillu !
Tutti, in maniera discreta, si allontanano di qualche passo da Aspanu.
FIF - Forza, telefunamu a pulizia !
La baronessa Pidda si avvicina alla scrivania, alza la cornetta e compone un numero.
BARONESSA PIDDA - Pronto... polizia... chi ?... Ah ! ... s... s ...
TET - Cu ?
BARONESSA PIDDA - (a Tet imbarazzata)... Ehm... dici ca Il meglio del malaffare, bische e divertimenti clandestini, prezzi onesti e sconti per comitive... (al telefono) No... mi scusi... sbagghiai, ceccavo il commissariato e...(pausa) ah... il commissario ddocu ?... grazie, mu passassi!
TATA NELLA - (ridendo) Chissu u postu giustu ppa pulizia !
BARONESSA PIDDA - (al telefono, con tono marcatamente affettto) Pronto... cummissariu lei ?
La baronessa Pidda allontana con una smorfia la cornetta dallorecchio come se qualcuno ci avesse urlato dentro
TELEFONO Pronto! Montalbano sono!
BARONESSA PIDDA Muntalbanu? Bih! E chi centra? Sbagghiu ci fu ! Ju, veramenti, vuleva parrari cu so collega, u cummissariu di Lassassiniu o casteddu Sisichi fa, mu passa lei ? Matri, quantu gintili! Grazii, grazii(agli altri, fuori di s dalla contentezza) Ahu!Parrai cu Muntalbanu!... (pausa)Cummissariu?...Mi peddoni se la distubbo, sono la baronessa Pidda dei Cacanaca, vorrei pregalla di venire qui da noatre... per mio fratellastro... s, un incidente usuali nei castelli nobiliari... Comu ha stato?... Chi boli ca ci dico Como?...Ce lo addumannu a lui stesso medesimo? Non penzo ca cavi tutta questa manciaciume darrisponnere perch sdivacato nta na pottrona e non si move cchine, manco a cannunati... su paralizzatu ?... Veramenti nu sacciu, forsi arristau acciuncato per via di un cutello che avi azziccatu sulla carina... s, si uno di quelli ppi le bistecchi... s...
TATA NELLA Du filettu!
BARONESSA PIDDA - (Al telefono fa cenno a Tata Nella di tacere) S... grazii cummissariu, vinissi nta n-sautu, lo spittamo gioisi (riattacca) Chi parrari strogotu ca avi stu cummissariu!Dissi ca sta arrivannu!
TET Forsi megghiu ca telefunu a Cicci. (va al telefono e fa il numero)
BARONESSA PIDDA - (a parte) Ddu pagghiolu senza ciriveddu, ca ci pofari u pani cottu di quantu cchi vecchiu di idda !
FIF - (alla baronessa Pidda) Parra alleggiu ca ti senti !
TET - (al telefono) Pronto, casa Scarrozzo... ancora ? (agli altri) E nautra vota Il meglio del malaffare bische e divertimenti
TATA NELLA Cha essiri ppi forza n-falsu cuntattu nta linia du telefunu.
TET - (al telefono) No.. mi scusi... ma che numero avete ?... 368972, no, io chiamavo il signor Cicci Scarrozzo al 368472. Ah! (furente) Macari Cicci ddocu !
Tutti ridacchiano eccetto Aspanu che non ride mai.
TET - (fulminando gli altri con lo sguardo) ... Cicci ! Chi ci fai a stura nta n-postu comu a chissu? Parra!... Ci isti ppi chiamari u cummissariu ?... (commossa) S, lammazzanu, (sospettosa) ma tu comu u sapevi?... Tu dissi u dutturi Fif... e quannu u viristi ?... (guardando Fif)... Era ddocu, a Il meglio del malaffare?
BARONESSA PIDDA - (seccatissima) Dutturi Fif, pritennu na spiegazioni !
FIF - (prendendola da parte) Mi ni ji appressu a Cicci, ppi scupriri unni si ni jieva a sira, pirch, secunnu mia, malacunnutta !
BARONESSA PIDDA Chissa megghiu ca ca cunti a Tofulu !
I due continuano a discutere in controscena.
TET - (sempre al telefono) ... Va beni, spicciti a veniri, appoi ni facemu i cunti !
Tet riattacca il telefono e vede la discussione in corso tra Fif e la baronessa Pidda.
TET - (insinuante) Pidda, non capisciu pirch ta pigghi accuss caura cu dutturi ?
BARONESSA PIDDA - (accorgendosi che rischia di scoprire la sua relazione con Fif, cerca di mascherare la sua gelosia) Ehm... vogghiu... vogghiu ca cu veni al castello... ha essiri galantomu di sicura muralit...ebona custumanza (dando di nascosto una violenta gomitata a Fif)
Tet ridacchia.
ASPANU - Su a barunissa Piddami cunsenti, ju e Tata Nella, jiemu a priparari ppi quannu veni u cummissariu.
BARONESSA PIDDA - S Aspanu e... pripara macari u t.
ASPANU U staiu jiennu a priparari, immantinenti, comu voli a barunissa.
Aspanu e Tata Nella escono da sinistra.
TET Jiu vaiu a vistirimi (esce da destra passando sprezzante davanti alla baronessa Pidda)
BARONESSA PIDDA Macari ju ! Dutturi Fif, aspettassi cca ca stamu vinennu ! (esce da destra, anche lei con fare sprezzante)
Fif fa un inchino.
SCENA OTTAVA
Donna Nen, che per tutto il tempo stata stravaccata sul divano, si alza barcollando e comincia a guardarsi intorno. Fif, imbarazzato cerca di sistemarsi la camicia e la cravatta. Donna Nen va verso larmatura, apre la celata e sospirando annusa il whisky versato dalla bottiglia rotta. Poi richiude e va a caccia di unaltra bottiglia, comincia ad aprire e chiudere tutti i mobili della stanza. Fif segue incuriosito le manovre.
FIF - Donna Nen,... ma chi sta cumminannu ?
DONNA NEN - (senza degnarlo di uno sguardo) Staiu circannu u corpu du riatu !
Fif per un po segue la scena, poi, come colpito da unidea, si avvicina con noncuranza alla vetrata e da dietro la tenda tira fuori una bottiglia che nasconde dietro di se. Poi, sempre con noncuranza, si avvicina a Donna Nen.
FIF - Donna Nen !
Donna Nen si ferma, ma continua a girare gli occhi a destra ed a sinistra
DONNA NEN - (quando pi, quando meno, parla sempre un po biascicando da alcolizzata) Dutturi, circassi di non farimi perdiri tempu, staiu travagghiannu ppa giustizia !
FIF - Donna Nen, ppi casu u corpu du riatu assumigghia a chistu?
Donna Nen si ferma con gli occhi che le brillano.
DONNA NEN - Dutturi Fif, lei troppu spertu e i cosi i capisci a volu. (si avvicina) Viremu, ma facissi tuccari sta prova.
Fif nasconde di nuovo dietro di se la bottiglie.
FIF Su ju ci fazzu tuccari a prova, lei per ma duna qualchi nfurmazioni ?
DONNA NEN Non c problema, sugnu a disposizioni! (cercando di sbirciare dietro Fif)
FIF Quantavi ca lei lamministratrici da casa Cacanaca ?
DONNA NEN Trentacincanni. Di quannu cuminciamu a fari u liquori Lava di lEtna !
FIF Allura lei canusci tuttu chiddu ca ha successu nto casteddu, laffari fatti, unni si trovunu i documenti (tirando fuori la bottiglia e facendola oscillare davanti agli occhi di donna Nen)
DONNA NEN - (lo guarda sospettosa) Dutturi Fif, u tistamentu nu sacciu unni e mancu sacciu a cu ci tocca leredit. Su poi lei pensa dabbiarici u saccu sulu pirch fa u fissa ca barunissa Pidda, taliassi ca non ci nesci nenti, ntappau ! (rapida si avvicina a Fif che rimasto come un baccal, gli strappa la bottiglia ed esce da sinistra)
Fif per un po rimane perplesso, poi si riprende ed esce da destra portando via un candelabro. La scena cade nella penombra.
V.F.C. - Signore e signori, questo non che il prologo dellinquietante assassinio avvenuto nel castello di Baddi tunni. Ma quante ombre incombono ancora su questo oscuro avvenimento ? Perch il barone Cacanaca stato ucciso ? Quale motivo lo spinse a nascondere il cofanetto ? Che cosa conteneva il misterioso cofanetto ? Ma soprattutto, chi lassassino del vecchio e rincoglionito barone Gnagn ? (Il barone Gnagn, senza alzarsi fa un gesto scocciato, poi torna a fare il cadavere) Soloil seguito della storia ci sveler questi raccapriccianti misteri. MUSICA
SCENA NONA
Si sente suonare il campanello, poi un vociare che si avvicina.
BARONESSA PIDDA - (da fuori) Saccumudassi, ddu gran cosa fituehm, ddu svinturatu di me frati cca banna.
Da sinistra entrano la baronessa Pidda, il commissario Von Crastun, lagente Sucavento e Aspanu. Il commissario porta enormi baffi che sono tuttuno con le sue basette veste di scuro ha sempre una bombetta in testa e una lente sullocchio destro, parla con forte accento tedesco ed terribilmente distratto. Lagente Sucavento un tipo anonimo, in divisa da polizia lombra del commissario e gli parla sempre nellorecchio. Il commissario entra e comincia ad aggirarsi per la stanza osservando tutto e poi fermandosi davanti al cadavere.
COMMISSARIO (Intona, da Lil Marlen)
Esser contento di stare qvi con foi
scoprire tebbo chi stato lassassin
di Gnagna Naca cran baron
io scoprir il malfattor
Oh si, lo sveler
Oh si, lo sveler
Esser Fon Crastun illustre intacator
con Sucavento secucio e gran teston
Sento che presto riuscirem
A smascherare lassassin
Ma si, sar cos
Ma si, sar cos.
COMMISSARIO - Immacino qvesto essere catafere ? (annusa laria) Ya essere proprio catafere !
BARONESSA PIDDA -(al pubblico)Matri, quantu parra streusu! Cummissariu ... COMMISSARIO - (interrompendola) Frau Pidda, qvi sono io che fare tomante !
BARONESSA PIDDA - S... s..Ci vuleva sulu addumannari su lei estiru!
COMMISSARIO Io non capire
Sucavento gli parla allorecchio
COMMISSARIO Ya, io di oricine tetesca, ma nato Italia, essere altoatesino.
BARONESSA PIDDA Limpurtanti ca ni capemu
COMMISSARIO - Gut ! Qvante perzone essere al castello in momento telitto ?
BARONESSA PIDDA - (fa rapidamente il conto) Sei.
COMMISSARIO - Preco, fare fenire qvi !
BARONESSA PIDDA - Aspanu, senza addimurari, dicci allautri di passari cca banna.
ASPANU Subitissimu barunissa (esce da destra)
COMMISSARIO - (accorgendosi del cofanetto) FrauPidda cosa essere qvesto piccolo cofano qvi su pavimento ?
La baronessa Pidda lo guarda, si avvicina e fa per prenderlo.
COMMISSARIO - Nein ! (urlando)
La baronessa Pidda fa un salto.
COMMISSARIO - Non toccare, possibile impronte assassinen !
BARONESSA PIDDA - (riprendendo fiato) N... nu sacciu, cummissariu, me frati era gilusu di so cosi.
COMMISSARIO (Ad ogni domanda, avanza verso la baronessa facendola indietreggiare) Contenere forse tocumenti ? Tenaro ? Cioielli ?
BARONESSA PIDDA (impaurita) Nu sacciu, cummissariu...
COMMISSARIO (incalzante) Foi non sapere ?
BARONESSA PIDDA - N... no...
COMMISSARIO - Und... (Sucavento si avvicina e gli parla nellorecchio) ... ti sembra qvesto essere momento ?... (piano a Sucavento, poi alla baronessa Pidda) Frau Pidda, sapete tirmi tove trofare toilette ?
BARONESSA PIDDA - ... Ma cummissariu... me frati ni faceva usu raramenti...
COMMISSARIO - Zilenzio ! Nichts commenti ! Tofe trofare bagno ?
BARONESSA PIDDA - ... E dda n-funnu, a manu ritta.
Sucavento guarda il commissario, poi scappa da sinistra accennando un saluto imbarazzato alla baronessa Pidda che lo guarda esterrefatta.
SCENA DECIMA
Si sente bussare alla porta.
BARONESSA PIDDA - Avanti !
Entra da sinistra Aspanu con la faccia piena di puntini rossi.
BARONESSA PIDDA - Aspanu ! Chi ti successi ?
ASPANU - Comu ci dissi antura, barunissa, mi vinni u morbillu da omicidiu.
BARONESSA PIDDA - (che si era avvicinata, si allontana imbarazzata da Aspanu)... Ehm, cosa vuoi, Aspanu ?
ASPANU - Barunissa, chiddi ca lei mi fici chiamari, aspettunu nta bibliuteca.
BARONESSA PIDDA Va beni, falli trasiri.
SCENA UNDICESIMA
Aspanu si fa da parte e nellordine, da destra, entrano in fila indiana, la baronessina Tet, Fif, Donna Nen, Tata Nella, evitando accuratamente la vicinanza con Aspanu. Tutti si dispongono nella stanza sorvegliando il maggiordomo con la coda dellocchio.
COMMISSARIO - Signori !
Tutti sobbalzano. In quel momento arriva da sinistra Sucavento, si sta tirando su i calzoni, indaffarato con le bretelle e non si accorge che la stanza affollata. Continua cos per qualche secondo poi, finita loperazione si d due spolveratine alla giacca e alza la testa accorgendosi che tutti lo stanno a guardare, diviene smorto ed ha un mancamento. Aspanu da dietro lo sostiene, Sucavento si riprende, spalanca gli occhi e vede in faccia il maggiordomo, fa un salto e si mette a fianco del commissario imbarazzatissimo.
COMMISSARIO - Sucavento !
Sucavento scatta sullattenti.
COMMISSARIO - Afere tu fatto cacca ?
Sucavento fa cenno di s.
COMMISSARIO - Pene ! Baronessa Pidda, folete presentare signori ?
BARONESSA PIDDA - Certu cummissariu. A barunissina Tet Cacanaca, figghia du poviru baruni Gnagn...
TET - Ligittima.. figghia li-gi-tti-ma sugnu! (fulminando la baronessa Pidda)
BARONESSA PIDDA - (proseguendo)U dutturi Fif, medicu e amicu di famigghia... Donna Nen, amministratrice da casa Cacanaca... Tata Nella, guvirnanti e balia... Aspanu, u maggiordomu... barone Gnagn Cacanaca, u mortu cadaviri.
Ognuno fa un piccolo inchino con la testa quando viene presentato, il barone Gnagn emette un rantolo.
V.F.C. - Ed io ?
COMMISSARIO - (seccatissimo) Voi molto melio stare zitto ! Pene, molto pene signori, dofe foi erafate in...
Si sente bussare alla porta.
SCENA DODICESIMA
Da sinistra entra trafelato Cicci, fidanzato di Tet.
COMMISSARIO - Chi... ah ! Siete foi, herr Cicci Scarrozzo !
CICCI - (Intona, da Lemozione non ha voce )
Io son Cicci il pi bello (Io non so parlar damore)
Tutti quanti me lo dicon (Lemozione non ha voce)
Non c al mondo fra i pi machi
Che mi possa eguagliar
Sono sempre elegante (La mia anima si espande)
Raffinato e impomatato (Pur geloso son di te)
Se qualcuno poi lo nega (Ma la fiamma poi saccende)
Deve rendere ragion (E ritorna con i baci tuoi)
Uno di questi il baron, (Fra le tue braccia dormirei,)
barone Gnagna (teneramente)
Con le mie mani strozzer, (La mia compagna tu sarai,.)
a pezzettini lo far
Oppure io lo chiuder,
in una cassa
E soffocare lo far,
con lacido lo squaglier
CICCI - (trafelato) Bona sera cummissariu, bona sera Tet, bona sera a tutti pari.
BARONESSA PIDDA - (insinuante) Ma Cicci... tu canusci u cummissariu ?
CICCI - (che cade nel tranello) S, ni viremu o spissu a Il me ....
COMMISSARIO - Herr Cicci !
TET - (minacciosa) Cicci ! Chi voi diri ?
CICCI - Ju e u cu... cummissariu ni viremu o spissu a Il me...
TET A il me?
CICCI - ... A il... Merendero... s, na pasticceria vicinu a villa cumunali, unni...
TET - Cicci ! Sacciu tutti cosi ! Chi ci facevi nta su postu ?
CICCI - ... Ehm... aiutava u cummissariu a fari lindagini.
COMMISSARIO - Ya ! Lui aiutare me !
TET - Non ci criru!
COMMISSARIO Invece, tofete credere... foi, piuttosto (sempre a Tet) tofe erafate in momento telitto ?
TET - (confusa) Ju... ju era nta me stanza !
COMMISSARIO (incalzandola) A cosa fare ?
TET - A... durmeva, si durmeva a sonnu chinu!
COMMISSARIO - Afere prove ?
TET - Ma comu fazzu a aviri i pro...
COMMISSARIO - Zilenzio ! Foi essere sospetta !
TET - Ma ju...
COMMISSARIO Pipita masculina! (Si accorge troppo tardi di aver parlato in dialetto siciliano ed ha un attimo di confusione)
TATA NELLA Ma chi di Rannazzu?
BARONESSA PIDDA No, mi dissi ca Alto e Atesinu
COMMISSARIO - Zilenzio, qvi essere tutti sospetti, atesso io cominciare mia intacine, foi tutti potete antare...
Il commissario dice lultima battuta girandosi verso il pubblico. Tutti, di corsa, facendo una gran confusione, cercano di uscire.
COMMISSARIO - (girandosi improvvisamente e urlando) Ma !
Tutti si bloccano.
COMMISSARIO - Tofere rimanere tutti a mia tisposizionen !
Tutti ripartono di corsa uscendo da destra.
SCENA TREDICESIMA
Il commissario resta per un attimo ad osservare la fuga generale, poi si rivolge a Sucavento.
COMMISSARIO - Sucavento !
Sucavento scatta sullattenti.
COMMISSARIO - Guarda se nessuno sentire !
Sucavento fa rapidamente il giro delle porte e finestre, poi guarda il commissario e scuote la testa.
COMMISSARIO - Gut, tare me manovale !
Sucavento si fruga dentro la giacca, tira fuori un piccolo volume, parla allorecchio del commissario e glielo porge.
COMMISSARIO - Si tice manuale ? (risentito) E io cosa afere tetto ?
Sucavento allarga le braccia.
COMMISSARIO - (sfogliando) Tunque... assassinio allopera... assassinio sullOrient Express... assassinio in Cattetraleassassinio in ristorante cinese... invito a cena con assassinio... nein, qvesti essere ci tutti collautati... assassinio senza mofente... pasta alla Norma... uhm cosa essere qvesto ? Bellini ?
Sucavento parla allorecchio del commissario e mima il grattugiare della ricotta.
COMMISSARIO - Mit melanzane fritte e ricotta salata ? (Sucavento annuisce)... Gut ! (Continuando a leggere) Assassinii per strata... assassinii nella toccia...ah ! Ecco qvi ! Assassinio in castello... (legge) In caso di assassinio in castello, il perfecto commissario tovr subito fetere se catafere essere morto... (il commissario guarda Sucavento e fa cenno di s)... Poi se catafere essere morto, fetere se finestre essere chiuse o aperte... Sucavento !
Sucavento va alla porta-finestra e lapre, poi si avvicina al commissario gli batte sulla spalla e gli indica con un gesto che lha aperta e che prima era chiusa.
COMMISSARIO - Porta-finestra essere aperta !
Sucavento rimane perplesso con il gesto a mezzaria.
COMMISSARIO - (legge) Se finestre chiuse, cuartare se in stanza essere altri intizi
Il commissario posa il libro e insieme a Sucavento comincia a frugare in tutti i cassetti del mobili della stanza, poi, finito il giro, riprende il libro.
COMMISSARIO - (legge) Se non trovato niente mobile, cuartare tentro armatura
Sucavento apre la celata dellarmatura e sente odore di wisky, poi toglie un piede dallarmatura e trova i cocci della bottiglia nascosta da donna Nen.
COMMISSARIO - (legge) Qvanto essere sicuri di non trofare intizi... (volta pagina)... taliare a fettine fini la cipolla und fare rosolare il burro a fuoco lento... Sucavento, trofare subito cipolla und burro !
Sucavento parla allorecchio del commissario.
COMMISSARIO - ... Io afere saltato pacina ?... Ya... peccato (legge) ... Qvanto essere sicuri di non trofare intizi, penzare a persone sospette in castello
Il commissario posa il libro e comincia a passeggiare su e gi per la stanza.
COMMISSARIO - Tunque... Herr Cicci essere stato con me in In melio del malaffare,... Baronessina Tet und baronessa Pidda, possibile assassine... tutta servit... (il commissario si ferma perplesso, riprende il libro e legge) Se tofete interrocare servit... (volta pagina)... sventrare mit coltello affilaten e toliere tutte interiora (perplesso) ... sventrare servit ?... (getta via il libro)... Sucavento ! Antiamo ad interrogare servit !
Il commissario esce da sinistra, Sucavento allarga le braccia, raccoglie il libro ed esce anche lui spegnendo la luce.
SCENA QUATTORDICESIMA
V.F.C. - Inizia cos la caccia al misterioso assassino del castello. Ma mentre il mistero resta ancora fitto, un nuovo angoscioso avvenimento contribusce a rendere quasi impenetrabile quellenigma!
Dalla porta-finestra entra un personaggio con impermeabile e cappello, per un attimo un lampo lo inquadra in controluce.
V.F.C. Unombra penetra nella stanza ! Che cosa cerca?
Il personaggio misterioso si avvicina al cadavere, lo solleva e se lo carica in spalla, nel fare questoperazione il coltello cade dal corpo.
V.F.C. - Il coltello !
Il personaggio si guarda intorno.
V.F.C. - Dietro di te.
Il personaggio lo trova, lo raccoglie e con un gesto ringrazia.
V.F.C. - Chi cavolo... Ehm... Di chi mai questombra che si sta impadronendo del cadavere ? Lassassino ? O qualcuno che vuole far sparire le prove ? O un bieco necrofilo ? Il personaggio fa un gesto come per dire : Ma che dici ?
V.F.C. - (solenne) Nessuno lo sa ! MUSICA
SCENA QUINDICESIMA
La scena resta vuota per un momento, poi da lontano si sentono arrivare delle voci. Da sinistra entrano il commissario, Sucavento, la baronessa Pidda e il dottore Fif. Sucavento si accorge della scomparsa del cadavere, si avvicina alla poltrona, constata il fatto e tenta di richiamare inutilmente, con gesti e capriole, lattenzione del commissario mentre questi intento a discutere con Pidda e Fif.
BARONESSA PIDDA - (seccata) Non capisciu cummissariu, comu putiti suspittari di mia e du dutturi..., e comu putiti diri ca a servit non centra ?
COMMISSARIO - Macciortomo und covernante afere alibi di ferro !
FIF - (seccato) Cummissariu ! Ju vulissi sapiri chi caddu di alibi ponu aviri su Aspanu lultimu ca ristau n-cumpagnia du barone Gnagn e perci u cchi suspettabili ?
BARONESSA PIDDA - (arrabbiandosi) Senza cuntari, appoi, ca a Tata Nella, du uri prima du dilittu, na visti nuddu, scumpariu da circolazioni !
COMMISSARIO - (quasi urlando) Baronessa Pidda, io tire che servit afere alibi di ferro !
BARONESSA PIDDA - (urlando) Mu dici ppi favori qual stu alibi ?
Il commissario si guarda intorno, fa cenno a baronessa Pidda e a Fif di avvicinarsi, poi si mette tra i due e parla sottovoce facendo un gesto chiarissimo, come per dire che, mentre si consumava il delitto, il maggiordomo e la governante stavano in intimit. Fif scoppia a ridere. Baronessa Pidda si stizzisce ancora di pi.
FIF - Ah, ah, ah ! Aspanu e Tata Nella ! Ah, ah, ah !
BARONESSA PIDDA - Cummissariu ! E lei chistu mu chiama alibi ?
COMMISSARIO - Ya, per me qvesto essere alibi di ferro !
Sucavento, per attirare lattenzione del commissario sventola delle bandierine.
FIF Su ppi chissu, allura macari ju e Pidda...
BARONESSA PIDDA - Dottor Fif ! Nuddu ca dumannatu a so opinioni !
COMMISSARIO - Mmmm... allora miei sospetti essere ciusti... (con tono di accusa) baronessa Pidda, doctor Fif, cosa essere fra voi due, afanti confessare tutto, ormai afere scoperto fostro cioco, parlaten ! (minaccioso)
Baronessa Pidda e Fif si guardano.
BARONESSA PIDDA - (imbarazzata) ... S... s... cummissariu, ju e u dutturi ni... vulemu beni di quannu erumu nichi, du primu annu dasilu. Ddu citrolu, mortu e bonu, du me fratastru non mha vulutu mai dari u cunsensu ppi maritarimi. Su ti mariti prima di trentanni, non ti dugnu mancu n-sordu, accussi mi diceva. Ma lei non pinsassi mali... nuatri non vulevumu a morti di Gnagn...
FIF Veru , cummissariu, nuatri u vulevumu beni a ddu gran cosa fitusu, mammaluccu vavusu e ammuccapassuluni du...
BARONESSA PIDDA - Fif !
FIF - Scusami, mia cara... mi sciddicau a manu! Nuatri nu putevumu ammazzari.. (risoluto) erumu nsemi..
BARONESSA PIDDA - Fif ! (dignitosa) Cummissariu, lunicu nostru dilittu chiddu di vulirini beni, ma non semu assassini !
Sucavento tira per la giacca il commissario, ma questi lo strattona spazientito
COMMISSARIO Sucavento! Tu smettere fare babbeo!
Sucavento, sconsolato per i tentativi di avvisare il commissario andati a vuoto, dopo aver provato diversi posti per sedersi, sceglie la poltrona del barone.
FIF Si, non semu assassini!
COMMISSARIO Eh, eh, io furbo perch balla raccontata a foi su servit avere fatto scoprire fostro gioco...
FIF - (stupito) Pirch, non vero ca Aspanu e Tata Nella...
COMMISSARIO - Nein, essere solo mio trucco !
BARONESSA PIDDA -(a parte tra i denti) Bruttu passuluni germanisi, mangia patati.
COMMISSARIO - Signori ! (poi insinuante) Foi afere fatto vostro comoto, ma essere sospetti come altri e...
E a questo punto che il commissario nota Sucavento seduto nel posto prima occupato dal defunto.
COMMISSARIO - Sucavento, cosa tu fare poltrona barone? Tofe essere catafere ?
La baronessa Pidda lancia un urlo e sviene, Fif la sostiene trascinandola su di una poltrona.
COMMISSARIO - Sucavento, controlla tutta stanza, porte, finestre, impronte und tracce. Doctor Fif, antare a chiamare tutti li altri !
FIF E comu a lassu a barunissa Pidda?
COMMISSARIO - Antare !
FIF - S... s... (esce)
COMMISSARIO - (avvicinandosi alla baronessa Pidda svenuta) Fraulein, lei svegliare, situazionen essere crave, non potere svenire proprio ora !
BARONESSA PIDDA -(aprendo gli occhi) Ah, no?
La baronessa si riprende, Sucavento parla allorecchio del commissario .
COMMISSARIO - Dofe ?
Sucavento indica accanto alla poltrona, il commissario si avvicina.
COMMISSARIO - Cocce sangue... uhm... la traccia uscire da porta-finestra, gut ! Catafere essere uscito da porta di ciardino !
Sucavento parla di nuovo allorecchio del commissario.
COMMISSARIO - ... Hum... ci, catafere, non uscito da solo, ma accompagnato !
Sucavento allarga le braccia.
SCENA SEDICESIMA
Da destra entrano tutti.
COMMISSARIO Signori, setuti !
Ognuno prende posto nella stanza. Cicci sta per sedersi sulla poltrona del barone Gnagn.
COMMISSARIO - Nein !
Cicci sobbalza.
COMMISSARIO - Qvella essere poltrona catafere ! Possibili tracce !
Pausa. Il commissario, camminando lentamente, passa in rassegna uno per uno tutti i presenti, fulminandoli con lo sguardo. Ognuno subisce con timore locchio accusatore del commissario. Finito il giro, il commissario da le spalle a tutti creando tensione, poi si volta di scatto improvvisamente.
COMMISSARIO - (forte) Il colpefole ! (tutti sobbalzano)
Pausa ad effetto.
COMMISSARIO - Il colpefole, sa certamente che sospetti concentrati su di esso. (pausa) Colpefole sa che ha commesso crosso errore facento sparire catafere. (pausa) Assassinen, signori, sa che non potere fare altri errori perch si tratito troppo, und intizi portare tutti stessa direzionen. (pausa) Assassinen potrebbe essere frau Pidda, con suo spasimante doctor Fif...
TET Oh, la gran tappinara..Me patri non vuleva
COMMISSARIO - Silenzio !... Chi pi di loro afere interesse a soldi und propriet barone Gnagn ?
FIFI - Ma cummissariu...
COMMISSARIO Io tetto silenzio ! (pausa) Assassinen potrebbe essere baronessina Tet !
TET - Ma cummissariu, leredit spetta a mia di dirittu !
COMMISSARIO - Ya, ma uccitere barone Gnagn, fare catere sospetti su frau Pidda e doctor Fif, per lefare essi di mezzo ! (pausa) Possibile colpefole essere herr Cicci...
CICCI - Ma cummissariu... ju era cu lei a Il me...
COMMISSARIO - Silenzio !...Nessuno potere controllare vostri movimenti ne Il melio del ma
Tet tira un calcio nello stinco ad Cicci.
COMMISSARIO - Assassinen potrebbe essere Tata Nella, lei brava usare coltello come qvello che ucciso barone Gnagn !
TATA NELLA - M... ma...
COMMISSARIO - Silenzio ! Anche tonna Nen essere sospetta, una certa bovtilia essere stata trovata in stanza...
DONNA NEN Na schifezza di marsala allovu!
COMMISSARIO - Silenzio ! (guarda tutti minacciosamente) Ognuno di foi afere mani inzanguinate ! (incalzante) Tutti foi potere essere assassinen !
Il commissario resta per un attimo con il dito puntato sul gruppo che lo guarda con timore, poi, improvvisamente, piagnucolando come un bambino, cade sulla prima poltrona a portata di mano.
COMMISSARIO - ... Sniff..., ma io non riuscire a capire chi colpefole...
Tutti, restano un attimo perplessi, poi si avvicinano e fanno cerchio intorno al commissario.
BARONESSA PIDDA - Avaja... cummissariu, non sa pigghiassi, non facissi accuss. Semu sicuri ca su lei simpegna tannicchia supecchiu ca fa.
COMMISSARIO - (piagnucolando) No... non afere fortuna...
TATA NELLA (dolce) Cummissariu voli essiri ajiutatu di nuatri?
COMMISSARIO - ... No... sniff...
TATA NELLA - (materna) Voli essiri purtatu a fari pip ?
COMMISSARIO - ... No...
FIFI Vinissi cu mia, cummissariu, (lo fa alzare)... amuninni a fari na passiata, accuss non ci pensa cchi...
Si avviano verso sinistra, tutti intorno al commissario, che continua a piagnucolare, incoraggiandolo con paroline dolci. Sucavento, per consolare il commissario tira fuori un lecca lecca e glielo porge. Il commissario lo lecca tutto contento.
FIFI -(Come ad un bambino) Sugnu sicuru ca nu giardinu qualche traccia a truvamu. Accuss sulu, u nostru beddu cummissariu, po truvari ddu vastasu e facchinu ca si permisi dammazzari u baruni Gnagn! Cuntentu ? Forza, amuninni...
Continuando a soggetto su questo tono, il gruppo esce lentamente da destra.
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
SCENA PRIMA
MUSICA
La mattina dopo. Il temporale finito e il sole entra dalla porta-finestra del giardino, il commissario e Sucavento sono alla scrivania e con lente di ingrandimento, pennellino ed altri accessori, stanno cercando le impronte digitali sul cofanetto di legno del barone Gnagn. Il commissario, dopo aver osservato lesterno, ora ne esamina linterno. Sul lato destro del proscenio si trova un occhio di bue
V.F.C. - La terribile notte passata ma il mistero ancora impenetrabile. Dubbi su dubbi assillano il commissario e il suo aiutante, rendendo le indagini sempre pi complicate. Riusciranno i due a districare il terribile enigma ?
COMMISSARIO - (alzandosi) Nicht, maletizionen ! Solo impronte barone Gnagn ! (piagnucolando) Solo qvelle!
Sucavento parla allorecchio del commissario.
COMMISSARIO - (guardandolo) Sucavento !
Sucavento scatta sullattenti.
COMMISSARIO - Io non folere piancere ancora! Tu nicht capisciuto. Ieri sera io piancere per trucco, ya, cos assassinen fare passo falso !
Sucavento guarda in alto.
COMMISSARIO - ... Ehm... trucco non funzionato, colpefole essere furbo!
I due si chinano sulla scrivania per continuare ad esaminare il cofanetto. Sucavento indica qualcosa.
COMMISSARIO - (guardando con la lente) Nein, Sucavento, qvella essere cacca di mosca !
Il commissario chiude il cofanetto lo rigira di lato e continua a guardare. Sucavento indica qualcosa.
COMMISSARIO - (c.s) Nein, Sucavento, qvella essere cacca di tarlo !
Il commissario rigira sottosopra il cofanetto e continua la sua indagine. Sucavento indica ancora qualcosa. Il commissario scosta la lente, poi guarda ancora con essa, poi prende il cofano e lo porta alla luce, lo annusa, lo rigira, lo riannusa.
COMMISSARIO - Yaaa, Sucavento, qvesta essere cacca assassinen ! Gut (riporta il cofanetto sul tavolo e lo apre). Qvesto essere crosso intizio, Sucavento, ora noi afere traccia per scoprire colpefole !
Sucavento parla allorecchio del commissario.
COMMISSARIO - (perplesso) Ya... giusto, perch assassinen fatto cacca in cofanetto ? Noi tofere scoprire anche qvesto !
Sucavento allarga le braccia, poi i due piano piano si chinano fino a terra per continuare ad esaminare il cofanetto.
SCENA SECONDA
Da sinistra entra Cicci. Sucavento e il commissario, impegnati con il cofanetto, non se ne accorgono, Cicci si ferma sulla porta ad osservare lattivit dei due.
CICCI - Cummissariu.
Il commissario caccia un piccolo urlo e, girandosi di scatto, d un colpo al coperchio del cofanetto che si chiude sulle dita di Sucavento, il quale spalanca la bocca e gli occhi come se urlasse, ma senza emettere alcun suono.
COMMISSARIO Botta di vilenu, mi scantai (allespressione pronunciata, segue imbarazzo)
CICCI (verso il pubblico) Su chissu Altu e Tisinu, ju sugnu na giraffa. (Al commissario) Non vuleva fallu scantari
COMMISSARIO - ... Io scantare ? Oh... oh... herr Cicci, noi di polizia essere abituati a pericolo ! (si mette un sigaro in bocca, ma non riesce ad accenderlo poich gli balla sulle labbra)
Cicci si avvicina al commissario con fare circospetto. Intanto Sucavento esce da destra dolorante, alla ricerca di una medicazione.
CICCI - (a mezza voce) Cummissariu.
COMMISSARIO - Ya ?
CICCI - Lei mha pirdunari, ma ci ricordu ca ju... Ehm...ju lalibi ci lhaju.
COMMISSARIO - Alibi ?
CICCI - S,... non su ricorda unni ni vistumu ajeri sira?
COMMISSARIO - Ieri sera ?
CICCI - Cummissariu... (si avvicina e gli parla nellorecchio)
COMMISSARIO - (irritatissimo) Herr Cicci ! (Cicci sobbalza) Io non potere fare favoritismi ! Io non visto foi ! Foi non visto me. Perci, foi essere sospetto come tutti !
CICCI - (con noncuranza) Allura voli diri ca ddu signuri, ca ajeri sira puntava azzardusu a zicchinetta non era lei, ma unu ca cassumigghiava ! E cuntentu ora?
Il commissario, preoccupato, si avvicina a Cicci.
COMMISSARIO - ... Ehm... foi afete visto mie ciocate con crosse somme ?
CICCI - (entusiasmandosi) S, Cummissariu !
COMMISSARIO - ... Ehmcosa altro afere visto foi in particolaren
Il discorso prosegue a soggetto, i due esaltano le grazie delle ragazze presenti a Il meglio del malaffareentusiasmandosi sempre di pi, al punto da imitarne le forme e le movenze.
SCENA TERZA
Da destra entrano Tet e Sucavento e trovano Cicci e il commissario che, al culmine dellentusiasmo, stanno improvvisando una specie di danza del ventre, ricordo dei bagordi trascorsi a Il meglio del malaffare
TET - Cicci.,.. cummissariu ?
I due si fermano imbarazzatissimi.
COMMISSARIO - ... Ehm... no... noi stare ricostruire scena telitto !
CICCI - ... S... s staiu aiutannu u cummissariu nellindagini.
COMMISSARIO - Ya... lui aiutare me.
TET - (seccata) E lindagini i faciti ballannu ?
COMMISSARIO - Ya... essere nuofo sistema intacine.
CICCI - S... s...
COMMISSARIO - ... Intacine tenere conto di tutti movimenti di assassinen.
CICCI - S... s...
TET - (c.s.) Macari chiddi de balli orientali ?
COMMISSARIO - (riprendendo un certo contegno) ... Tutto essere po... possibile... Ehm... comunquen, baronessina Tet, foi stare attenta, essere sospetta come tutti, in castello !
TET Ma quantu bravu u cummissariu ca usa sistemi moderni ppi fari lindagini. Ju, purtroppo, arristai arreri, non mhaju aggiurnata e allura mi servu di metudi antichi (mostra le mani) ppi parrari cu Cicci a propositu di certi spassi ca iddu o spissu o spissu si pigghia!
Intanto, Sucavento con locchio di bue scruta in sala fra gli spettatori e prende appunti.
COMMISSARIO - ... Ehm... ya, herr Cicci, noi afere terminato!
CICCI - Ma cummissariu... ancora avissimu a...
TET - (arrabbiata) Cicci, ti dispiaci veniri cu mia dda banna? Tavissi a diri du cosi di faccia facci !
CICCI Difafacci ? S... s tesoro...Amuninni
COMMISSARIO - Fraulain Tet ! Io folere interrocare amministratrice castello... come chiamare... ?
TET - Donna Nen ? A fazzu chiamari !
COMMISSARIO - Ya... Tonna Nenna... Ninna... Nen... Ya. Ehm, proprio lei !
CICCI - (sollecito) Non megghiu ca a chiamu ju ?
TET - (fulminandolo) No ! Tu veni cu mia ! (esce da destra, seguita da Cicci con la coda tra le gambe)
SCENA QUARTA
Sucavento parla allorecchio del commissario indicandogli locchio di bue. Si avvicinano al congegno luminoso e, dopo aver letto gli appunti che Sucavento gli porge, il commissario scruta in sala. Scambiandosi in continuazione il comando dellocchio di bue e seguendo gli appunti di Sucavento, mimano le fattezze di immaginari spettatori presenti in sala, fino a quando il commissario non si spazientisce.
COMMISSARIO - Sucavento !
Sucavento scatta sullattenti.
COMMISSARIO - (avvicinandosi alla scrivania) Forse meglio continuare esame di piccolo cofano.
Il commissario riprende il cofanetto, lo apre e continua la sua indagine insieme a Sucavento. Questi, sempre con pi insistenza guarda prima lorecchio destro e poi quello sinistro del commissario, notandovi qualcosa al loro interno. Il commissario se ne accorge.
COMMISSARIO Cosa tu cuardare ?
Sucavento parla allorecchio del commissario distanziandosi leggermente.
COMMISSARIO - Io afere orecchie sporche?
Sucavento dice di si con la testa
COMMISSARIO - Nein, Non essere possibile, perch superiori essere sempre puliti !
Riprendono a scrutare il cofanetto. Intanto da sinistra entra Donna Nen, come al solito ubriaca, si ferma per un attimo sulla porta, poi incuriosita dalla strana attivit che si svolge presso la scrivania, si avvicina ed osserva i due chini sul cofanetto che le danno le spalle e non si accorgono del suo arrivo. Dopo un po il commissario alza perplesso la testa annusando laria, Sucavento lo imita, dopo un secondo, Donna Nen, incuriosita, annusa laria anche lei.
COMMISSARIO - Sucavento... non sentire anche tu... forte otore wisky ?
Sucavento annuisce e si china ad annusare il cofanetto per sentire se lodore proviene da l.
COMMISSARIO - Forse in cantina botte rotta ?
Annusando, il commissario si volta piano piano, finch non si trova davanti a Donna Nen di fronte, fa un sobbalzo spaventato e, con un colpo chiude il coperchio del cofanetto, questa volta sul naso di Sucavento, che, coprendoselo con la mano, saltella dal dolore ed esce da destra.
COMMISSARIO - (appoggiandosi alla scrivania spaventato)... Tonna Nen...io no... non afere sentito arrifare...
DONNA NEN - (pi ubriaca del solito) Ssssssalve, cummissssssariu...
COMMISSARIO - (riprendendosi) Tonna Nen, io fatto fenire perch tofere interrocare .. foi sietere.
Donna Nen, si gira intorno.
COMMISSARIO - Cosa foi cercare ?
DONNA NEN - Sssssugnu cunfusa sssssupra quali putruna assssssittarimi...
COMMISSARIO - Preco, foi setere, io tofere parlare !
DONNA NEN - (guardando ancora) ... Cummisssssariu... lei prifirisci u divanu o a putruna ?
COMMISSARIO - (esasperato) Tonna Nen, foi sssietere !
DONNA NEN - (avvicinandosi ad un palmo dal viso del commissario) Ma pirch fa vuci... stasssssi attentu ca ci po scuppiari qualchi vina !
Il commissario, avvelenato dalla fiatata alcolica di donna Nen, barcolla reggendosi ad una poltrona.
DONNA NENE- (c.s.)... Che co...cosa avi cummissssariu ? E ppi cassssu mbriacu ?
Il commissario, ripresosi, corre alla porta- finestra, la spalanca e respira a pieni polmoni ed esegue alcuni esercizi ginnici. Donna Nen, intanto, solleva un cuscino del divano, tira fuori una bottiglia nascosta e comincia a sbevacchiare stravaccata sul divano.
COMMISSARIO - (rientrando) Gut, tonna Nen, io fare fenire qvi per interrocare. Tunque foi, prima di telitto, essere entrata in qvesta stanza, ya ?
DONNA NEN Ju trasii... nta sta stanza ?
COMMISSARIO - Foi tovere rispontere !
DONNA NEN - Ju... ma u sapi, cummissariu, ca lei propriu beddu cu sti baffuni ?
COMMISSARIO - Tonna Nen, rispontere a mia tomanta !
DONNA NEN - Ju... ma comu ... trangilusu... ju, quannu ammazznu u vecchiu bracilittuni... stava assaggiannu lannata 1918 du Mandarancicerellu
COMMISSARIO - Cosa essere Mantarancicerello ?
DONNA NEN - ... E un... uhm... comu si chiama ?
COMMISSARIO - Uno wisky ?
DONNA NEN - ... No... lautru... u cosu...
COMMISSARIO Una crappa?
DONNA NEN - ... No... un... opi... un api...
COMMISSARIO - Uno aperitifo ?
DONNA NEN - Giustu!... S bravu...Mandarancicerellu. Mannarinu, aranciu e broru di ciciri! (poi perplessa)... chi mi stava dicennu a propositu di lapiritivu?
COMMISSARIO - (spazientito) Tonna Nen, folere tire che foi afere esaminato Mantarancicerello in cuesta stanza ?
DONNA NEN - S, proprio nta sta stanza.
Il commissario si asciuga il sudore. Da destra entra Sucavento con il naso paonazzo e si piazza dietro al commissario.
COMMISSARIO - Tonna Nen, qvando foi afere visto lultima folta barone Gnagn ?
DONNA NEN Ajeri sira...
COMMISSARIO - Tofe ?
DONNA NEN Era assittatu na dda putruna, e non stava tantu bonu di saluti...
COMMISSARIO - (trattenendosi) Tonna Nen, barone Gnagn, afefa crossi problemi finanziari ?
Donna Nen si alza barcollando e si avvicina al commissario, sempre alla distanza di un palmo dal viso, il commissario intuisce la manovra e trattiene il fiato. Dietro il commissario c Sucavento.
DONNA NEN - Cummissariu, ma non criru ca macari a lei cinteressunu i soldi de Cacanaca... non ca ca scusa di scupriri cu ammazzau u baruni,... vinni a nfilari i baffi nto casteddu ppi picciuli... ?
Durante tutta la frase di Donna Nen, il commissario trattiene il fiato per non sentire lalito pestilenziale dellamministratrice, ma alla fine, pressato dalla donna, si divincola per riprendere fiato, cos lultima parte della frase di Donna Nen, va a finire in faccia a Sucavento.
DONNA NEN - ... Ma chi cinteressa de debiti di ddu carduni du baruni... cummissariu... (guardando Sucavento da vicino)... si tagghiau i baffi... ?
Sucavento, oppresso dalla fiatata alcolica, si tiene allo schienale di una poltrona per non svenire.
COMMISSARIO - (ripresosi) Tonna Nen !
DONNA NEN - Co... cosa... (voltandosi)... cummissariu, botta di vilenu... accuss currennu ci criscenu i baffi? E comu fici?
COMMISSARIO - Tonna Nen ! Folere federe conti di casa Cacanaca ! Y!
Donna Nen fa per avvicinarsi.
COMMISSARIO - Foi rispontere da tofe siete !
DONNA NEN - (squadrandolo) ... Hum... va beni... vinissi appressu a mia... !
Donna Nen si avvia verso destra, ma sulla porta si ferma e si volta verso i due che la seguono. Il commissario e Sucavento, accorgendosi che Donna Nen sta per parlare, fanno un salto di lato per evitare la fiatata.
DONNA NEN - ... Cummissariu, ju ci fazzu viriri i cunti, ma lei non ha ciatari cu nuddu...
COMMISSARIO - Melio non fiatare foi! Antiamo !
I tre escono da sinistra.
SCENA QUINTA
Da destra entrano la baronessa Pidda, il dottore Fif, Cicci e Tet. Si dispongono velocemente nella stanza, la baronessa Pidda seduta davanti alla scrivania, Fif su di una poltrona a sinistra. Cicci, con un occhio pesto, appoggiato sulla sporgenza del camino. Tet seduta sulla poltrona posta a destra. Tutti e quattro, spudoratamente, si ignorano a vicenda.
V.F.C. - Nel castello di Baddi tunni la tensione aumenta. Chi stato il primo a scoprirsi ? Chi ha destato sospetti con una mossa falsa ? (poi con tono lugubre) Se normalmente la paura fa 90... nel castello faceva 180 ! MUSICA(breve e intensa)
In scena, tra i quattro, tutto tace.
V.F.C. Insomma, vogliamo andare avanti con la commedia o continuare a fare le belle statuine ? MUSICA(breve e intensa)
Tutti e quattro, per un attimo guardano in alto, passeggiano nervosamente, poi si rimettono nelle posizioni di prima apparendo sempre pi contrariati.
TET Ju non haju nenti chi diri !
CICCI- (senza guardarla, indicandosi locchio pesto) Tu,ha parratu macari assai!
TET - (voltandosi inviperita) Certu, ju ppi tia avissi a stari sempri muta, specialmente quannu ti ni vai a fari i porci commudi nna certi posti !
CICCI - (allusivo) Su ppi chissu, non sugnu u sulu cca intra ca ci va !
FIF Chi voi diri ?
BARONESSA PIDDA Chiddu ca dissi !
FIF Pirch, ppi casu mha vistu ?
CICCI - No, ma canusciu qualcheduno ca tha vistu !
TET - (a Cicci) Aaaaah ! Allura ricanusci ca cha statu ?
BARONESSA PIDDA Ma non lhai caputu ancora ca tutti e dui ci vanu o spissu!
TET - Tu statti muta brutta culumbrina...
Durante la discussione i quattro convergono lentamente al centro della stanza aumentando il tono e il volume della voce, degenerando poi a soggetto la litigata, mettendosi anche le mani addosso finch la V.F.C. non interviene.
V.F.C. - Oooooooooooh ! MUSICA(breve e intensa)
I quattro si interrompono.
V.F.C. E dove siamo? Al mercato del pesce ? (pausa) Avanti, forza, senza litigare ! Comportatevi come il vostro rango esige!
I quattro assumendo degli atteggiamenti pi distinti, si allontanano leggermente gli uni dagli altri e si esprimono con un tono e un linguaggio esageratamente ricercato.
TET - (distintamente) Dottor Federico, la prego, non scendiamo a basse volgarit, la invito a mantenere il voi e di non cedere alla scortesia.
FIF - (andando a baciarle la mano) Mi perdoni, baronessina, stato un momento di debolezza. Faccio ammenda dei miei, spero, perdonabili falli.
CICCI - Chiedo venia anche per me, le emozioni mi hanno provocato un imperdonabile, quanto detestabile atteggiamento.
BARONESSA PIDDA (con blesit marcata) Cara Teresa, condivido la vostra esigenza di mantenere inalterata letichetta e la cortesia, come richiede la tradizione della casata dei Cacanaca, rimuovendo in tal guisa il rischio di scadere in volgari incongruenze stilistiche di galateo. (Tet si appoggia alla spalliera di una poltrona e il discorso assume il tono di un comizio) Auspico, pertanto, un atteggiamento di subordinazione similare e privilegiata, verso fondatezze chiarificatrici e dietro garanzie pseudo-autarchiche...! Concludo, asserendo, che la problematica interattiva assimilata, abbia, nel rispetto di un pi demagogico contenzioso strutturale, il pi ampio e plurilaterale eufemismo caratteriale, al fine di unequa analisi analettica e patriottica ! Viva i Cacanaca ! Viva la Sicilia ! Viva il re ! (si odono applausi fragorosi da stadio)
TUTTI - (allunisono) Viva ! (poi) Bene ! Brava ! Bis !
Tet accorre con un fazzoletto ad asciugare il sudore della Baronessa Pidda, Fif le stringe vigorosamente la mano, Cicci le riempie un bicchiere dacqua e poi le bacia la mano.
TETE - Brava !
FIF - Bel discorso !
CICCI- Complimenti !
Le effusioni continuano per un po
V.F.C. N-mumentu! Sculicenzia! Nsumma, ci la vuliti finiri cu stu parrari mbramaticu, si o no? Chista na cumeddia n-dialettu sicilianu ! Ora, basta!
TETE ( Verso V.F.C.) Lei, stia zitto! Sporco servo, leccapiedi dellautore.
La baronessa Pidda riprende con tono autoritario, ma teatrale,.
BARONESSA PIDDA Signori ! La polizia sospetta tutti e noi non possiamo subire un simile ricatto che getta fango sullonore della nostra antica famiglia. Voi capite che nessuno di noi, sottolineo nessuno, pu essere accusato del delitto, la dinastia dei Cacanaca subirebbe il pi duro colpo della sua centenaria storia. Ohim... tutta la nobilt della Sicilia ci additerebbe con disprezzo, saremmo privati dei nostri beni, delle terre e dei castelli e... (tragica) ed il re non ci riceverebbe pi a corte !
TET Madonna del Carmelo !
FIF - (piagnucolando) Rischierei di essere radiato dallordine dei medici, perderei la mia clinica e quei pochi milioni di lire che mi restano !
TET - Ahim ! Non potrei pi riposare quei miseri otto mesi di vacanza alle Maldive e nel mio chalet in Svizzera...
CICCI - ... Non mi farebbero pi lo sconto al Casin di Mongiuffi e nemmeno a Il meglio del malaffare. (Cicci messo a tacere da Tet con un sonoro ceffone)Ahi ! !
TET - (arrabbiata) Non muntuari cchi ssu postu avanti a mia!
BARONESSA PIDDA - Signori ! Facciamo una tregua nelle nostre questioni personali e facciamo unalleanza per uscire da questa incresciosa situazione.
FIF - Giusto !
CICCI - Ben detto !
TET - Sono daccordo !
Si avvicinano, fanno capannello al centro della stanza e sottovoce cominciano a discutere come dei cospiratori.
SCENA SESTA
V.F.C. - Che cosa si stava tramando di cos tanto segreto nel castello? Un nuovo crimine ? Una nuova accusa ?
Da destra entra Aspanu, ancora con il morbillo, vedendo il gruppo riunito al centro della stanza resta sulla porta in attesa degli eventi. Ha in mano un vassoio con una lettera. Dopo un po nel gruppo scoppia una risata.
TUTTI - Ah, ah, ah !
CICCI - ... A sapiti chidda du cani e du cavaddu ?
TUTTI - No, no, dai, cuntannilla..
CICCI - Allura : c n-cane e n-cavaddu ca stanu parrannu du cchi e du menu, n-certu puntu u cani caddumanna o cavaddu : Mu spieghi comu mai i cavaddi aviti i buchi du naso accuss larghi ? E u cavaddu carrispunni: Volissi viriri a tia comu facissi a pulizziariti u nasu che zocculi savissi i buchi nichi!
TUTTI ah, ah, ah !
V.F.C. - E vecchia !
CICCI Ma va cucchiti !
TET - Ma chissu cu si criri di essiri...
BARONESSA PIDDA Statti mutu...
FIF - (alla baronessa Pidda) Psss... Pidda, c u maggiordomu.
La baronessa Pidda si volta, vede Aspanu e si ricompone in un cipiglio pi adatto ad una baronessa.
BARONESSA PIDDA - ... Ehm... s, Aspanu ?
ASPANU - Barunissa, arrivau na littra.
BARONESSA PIDDA - (teatrale) E cu a purtau ?
ASPANU - No sacciu ! Non c indirizzu e mancu francubullu, cu fu, a misi direttamenti na buca da posta.
La baronessa Pidda fa per prenderla, poi si ricorda del morbillo di Aspanu.
BARONESSA PIDDA - ... Ehm... Aspanu, lassala supra u tavulinu e ti poi arritirari.
Aspanu esegue ed esce da destra con un inchino. La baronessa Pidda si avvicina al tavolo, calza un paio di guanti e prende la busta.
FIF - Non c indirizzu e mancu mittenti.
La baronessa Pidda si avvicina alla scrivania, prende un tagliacarte e apre la lettera. Comincia a leggere e lespressione le si trasforma in terrore, finch caccia uno strillo e sviene. Fif la prende al volo e la fa sedere su di una poltrona. Cicci prende la lettera lasciata cadere dalla baronessa Pidda, la legge spaventandosi anche lui.
TET - (allarmata) Cicci, chi c scrittu ?
CICCI - (leggendo) La vendetta il pi amaro dei frutti, ma qualcuno sentir un sapore molto pi disgustoso firmato Un fantasma
TET Madunnuzza du Carminu !
FIF - (continuando ad assistere la baronessa Pidda) Cu a potti scriviri?
CICCI - Forsi lassassinu ?
TET - ... E ...e a cu ci a mannau?
FIF Pidda ppi favuri, cerca darripigghiariti, pirch non chistu u mumentu di farisi veniri i svinimenti.
SCENA SETTIMA
Da sinistra entrano il commissario, Sucavento, Aspanu, Tata Nella e Donna Nen.
DONNA NENE U cummissariu c !
COMMISSARIO (Intona, daNessun dorma)
Riuscir, riuscir
Anche se non capisco, qvello che successo
Chi lha ammazzato, perch lha fatto
Ma il mister io sveler, (il tuo mistero)
e lassassino prenter-oo, con le mie forze
senza aiuto alcuno, (tramontate stelle,)
senza Sucavento (tramontate stelle)
prima della penzione,
riuscir, riuscirooo (allalba)
BARONESSA PIDDA (Intona, da I giardini di marzo)
Che giorno , non si sa pi (Che anno , che giorno )
Forse sabato (Questo il tempo)
o domenica chiss (Di vivere con te)
Qui il tempo s fermato (Le mie mani come vedi)
non scivola pi (non tremano pi)
e il commissario (e ho nellanima)
il qui Von Crastun (in fondo allanima)
non la smette di investigar (cieli immensi e immenso amore)
E poi ancora, lui continua, (E poi ancora, ancora amore,)
a osservar (amor per te)
A scoprire (Fiumi azzurri)
Lomicidio non cosa sua (le colline e praterie)
Sento scorrere pianissimo (Dove corrono dolcissime)
Le settimanemie (le mie malinconie)
Oramai sono convinta (Le mie mani come vedi)
che qui morirem (non tremano pi)
Come il barone (E ho nellanima,)
sento nellanima (in fondo allanima)
destino (cieli immensi )
sento arrivar (e immenso amore)
pugnalate oppur veleni (e ancor amore ancora amore,)
per tutti noi (amor per te)
COMMISSARIO - Cosa essere successo ? Io afere sentito critare ?
CICCI Cummissariu, liggissi ! (porgendo la lettera)
COMMISSARIO - ...Osotsugsid uip otlom eropas..., ahu, scritta a peri di jaddina ! (Non sa cosa fare per limbarazzo)
TATA NELLA Peri di jaddina ? Scusassi, cummissariu, chi dissi, ca no ntisi bonu?
COMMISSARIO - (confuso) Ehmio afere detto:pre de jardin. Essere antico moto di tire francese che folere significare patre del ciardino. Ciardiniere! Ecco !
TATA NELLA (decisa) Ca quali pira e puma, lei dissi peri di jaddina, ca n-talianu voli diri zampe di gallina. Ma lei sicuru ca Altu e macari tisinu o da Trizza?
COMMISSARIO Nein ! Io afereio achtung wurstelkraus kartofel
TATA NELLA Matri, e chi ci sta niscennu da vucca. Bonu, bonu, ppi carit! Sintissi, non megghiu ca sintemu a registrazioni ? (Guarda verso lalto)A lei ca si trova ddocu a supra, lei ca sta cuntannu a storia, ppi favuri, nu fa sentiri nautra vota chiddu ca dissi u cummissariu? Quannu parrau de peri!
V.F.C. Ma dove credete di essere? Eh? Stasera mi avete proprio stufato! Non ne posso pi delle vostre continue interruzioni. Basta! Sono costretto ad ammonirvi!
Entra in scena da sinistra un attore vestito da arbitro, il quale, dopo aver fischiato, con un cartellino giallo ammonisce prima Tata Nella poi Cicci ed infine esce.
CICCI (rivolto in alto) Scusassi, ma pirch ammunivu macari a mia, ju chi centru?
V.F.C. - Centra si! Ho la prova TV che lei ha aizzato la Tata Nella ad avanzare certe pre-te-se. E adesso riprendiamo da dove abbiamo sospeso. Senza perdere altro tempo!
Sucavento parla allorecchio del commissario
COMMISSARIO (Riprende come prima, controllando la lettera) Ma che lingua essere qvesta ?
Sucavento parla allorecchio del commissario che, imbarazzato rigira il documento sottosopra e legge in silenzio. Finita la lettura, squadra tutti i presenti.
FIF - Cummissariu... ppi lei, cu a scrissi sta littra ?
TET - Forsi lassassinu ?
COMMISSARIO - Pene, molto pene, qvesta essere feramente mossa falsa, atesso tofere per forza succetere qvalcosa...
BARONESSA PIDDA - (ancora semisvenuta)... Cu... cummissariu...
COMMISSARIO - Silenzio ! (tutti sobbalzano) Signori, assassinen stare per svelare suo nome, qvesta lettera essere stata scritta per paura di qvalcuno, perch chi afere scritto lettera sa che assassinen sospetta di qvalcuno che afere visto lui, ma assassinen non potere muovere poich chi scritto lettera non potere svelare colpefole in qvanto, autore di telitto, non sapere che chi visto lui, avere scritto lettera, oppure essere sospettato dopo che telitto conzumato !
TUTTI (meravigliati) Oooh! Bravo! Complimenti! Bel discorso! (Gli stringono la mano complimentandosi)
Il commissario, si asciuga il sudore dalla fronte e si ferma stupito di se stesso per essere riuscito a fare un discorso cos complicato. Poi, mentre tutti lo stanno ancora a guardare a bocca aperta per lesploit, il commissario sussurrando cerca di ricostruire, fra se, il discorso per riuscire a capire qualcosa di quello che ha detto.
COMMISSARIO - (a parte fra se) ... Se assassinen scritto lettera, colpefole non visto telitto... no, no... se chi scritto lettera essere assassinen, non visto omicitio... no, no... come tiafolo afere detto...
BARONESSA PIDDA - Cummissariu !
COMMISSARIO - (c.s) ... Se telitto scritto lettera... (scuotendosi) ... e... ehm... ya baronessa ?
BARONESSA PIDDA - Cummissariu, allura, camu a fari ?
COMMISSARIO - ... Ehm... gi... tunque... noi...
Sucavento si avvicina e gli parla allorecchio, il commissario cambia espressione illuminandosi.
COMMISSARIO - Gut ! (pausa) Signori, ora noi uscire tutti da stanza e rifare scena telitto, ya. Poi tutti antare separati in loro stanze, se autore lettera essere uno di foi, assassinen lo cercher per venticarsi, qvinti chi scritto lettera uscir da sua stanza per salvarsi da accoltellamento !
FIF - Giustu !
CICCI Salaratu! Ma quantu spertu !
COMMISSARIO - Tutti via, uscire da stanza !
Mentre tutti escono, il commissario tra se tenta ancora di ricostruire il discorso fatto prima.
COMMISSARIO - ... Se lettera avere scritto assassinen, colpefole nascosto coltello... no, no... se coltello scritto lettera...
Tutti sono usciti, Sucavento si avvicina e parla nellorecchio del commissario.
COMMISSARIO - ... Come ?...Ah, pene, pene ! Sucavento, essere aperta vetrata giartino ?
Sucavento fa cenno di s.
COMMISSARIO - ... Luci essere spente...
Sucavento annuisce ancora.
COMMISSARIO - Gut, noi uscire !
Sucavento, precedendo il commissario, esce da destra spegnendo la luce, la scena appena illuminata da uno spiraglio di luce che esce dalla porta aperta di sinistra, nella penombra si sente la voce del commissario che parla tra se uscendo.
COMMISSARIO - ... Se lettera ucciso coltello... assassinen nascosto colpefole... no, no... come tiafolo afere fatto tiscorso prima... (sfuma la voce del commissario, la porta si chiude)
MUSICA
SCENA OTTAVA
V.F.C. - Ecco, tutto sembra ritornato come la notte del delitto. Nel frattempo si fatta sera...
La luce del giorno irrompe ancora dalla porta-finestra che d nel giardino.
V.F.C. - ... Ehm... nel frattempo si fatta sera !
Tutto rimane come prima.
V.F.C. - (urlando) Si fatta sera !
Di colpo si spengono le luci e cade la sera.
V.F.C. - Siamo duri dorecchi eh ?... Nel frattempo si fatta sera e il buio circonda il
castello, la stanza silenziosa, solo il rumore del temporale rompe quel terribile silenzio.
Tutto tace.
V.F.C. - Lo vogliamo fare un po di temporale ?
Scoppiano improvvisamente una valanga di tuoni e fulmini.
V.F.C. - E sufficiente un temporale, non la seconda guerra mondiale !
Lampi e tuoni si riducono di intensit
V.F.C. -Ooooooh !(di soddisfazione) Cosa sta per succedere nella stanza maledetta ?
Un lampo illumina la vetrata dove si vede in controluce una figura con cappello ed impermeabile che trasporta un pesante fardello, lo deposita sulla poltrona, poi si aggira furtivamente per la stanza come in cerca di qualcosa. Al momento in cui lindividuo si trova tra la tenda e larmatura, si accendono improvvisamente le luci e si spalanca la porta di sinistra.
SCENA NONA
Da destra entrano il commissario, Sucavento e dietro tutto il resto dei personaggi. Il misterioso individuo si nasconde a malapena dietro la tenda, restando visibile, ma senza che si possa distinguere la faccia o qualche altro particolare. Sulla poltrona c di nuovo il cadavere con il coltello.
COMMISSARIO - (urlando) Aaaaah ! Fermi tutti, non afere pi scampo, uscire fuori di tenta, ormai io afere scoperto cioco !
TATA NELLA - Cu... cummissariu u mortu !
COMMISSARIO - (perplesso) Come... catafere ? Chi... (al misterioso individuo)... tu afere riportato cadafere in poltronen ? Afanti uscire di tenta !
Il commissario vorrebbe avvicinarsi per smascherare lindividuo, ma ha una paura matta.
COMMISSARIO - Sucavento ! Vai a smascherare uomo tietro tenta !
Sucavento scuote la testa.
COMMISSARIO - Come ? Tu tisobbetire mio ordinen ?
Sucavento annuisce.
COMMISSARIO - (avvicinandosi) Sucavento ! Io ti imponco smascherare intivituo ! (Sucavento ostinato) ... Sucavento tu no ubbetire a superiore ? (c.s.) ... Acente Sucavento fare tuo tofere di poliziotto se non folere antare a tiricere traffico stratale!
Sucavento stringe i denti, si fa di mille colori, fa cento smorfie dilaniato da unatroce lotta interiore, poi, con un tremendo sforzo, mentre tutti lo stanno a guardare ansiosi, pronuncia lunica sua parola in tutta la commedia.
SUCAVENTO - NO !
Sucavento, dopo il tremendo sforzo, crolla su di una poltrona esausto. Un mormorio stupefatto serpeggia nella stanza, per un attimo vengono dimenticati il cadavere e il misterioso individuo, il quale, approfittando della situazione, cerca di sgattaiolare dalla porta-finestra del giardino.
FIF - Cummissariu, sta scappannu !
Tutti si riprendono, il commissario, estraendo una pistola, fa un passo avanti cercando di bloccare lindividuo, ma la fifa lo blocca.
COMMISSARIO - Alt ! Fermo !
Lindividuo si ferma sempre mezzo nascosto dalla tenda.
COMMISSARIO - Pene ! Ora tu tire chi sei ! Afanti uscire fuori !
Per un attimo tutto tace, lindividuo non si muove, poi, prima pianissimo, poi sempre in crescendo, una risata diabolica si leva dal cadavere.
BARONE GNAGN - Ah, ah, ah !
Quando la risata giunge al culmine, il barone Gnagn si solleva a sedere ghignando. Tutti inorridiscono.
BARONESSA PIDDA - Gnagn !
TET - Pap !
ASPANU - Patruni !
FIF - Baruni !
DONNA NENE - Eccillenza!
TATA NELLA - Eminenza
COMMISSARIO - Cadafere !
Il barone Gnagn continua a ridere per un po, poi fulminando tutti :
BARONE GNAGN Ah, ah, ah ! Va mbrugghiai a tutti !
BARONESSA PIDDA - ... Ma Gnagn...
COMMISSARIO - Ma allora... assassinio ?
BARONE GNAGN Ca quali, non c mai statu assassiniu.
CICCI - E a littra ?
BARONE GNAGN - Oh, nautra bella pinsata du cummissariu, ppingannari nassassinu ca mancu esisteva !
TET - Cummissariu !
COMMISSARIO - (affranto) Ya, essere fero, io scritto lettera per costrincere assassinen a tratirsi... ma... non antare mai bene niente a me ! (piagnucola e si sieda su di una poltrona)
FIF - Ma allora... chiddu cu ? (indicando lindividuo dietro la tenda)
BARONE GNAGN - E n-amicu! U nutaru Puddu Pitta.
Dalla tenda, togliendosi cappello e impermeabile, esce un uomo di mezzet e si avvicina al barone Gnagn.
BARONE GNAGN Mha datu na manu ppi fari sta sciniggiata !
TET Mancu u spaventu ca namu pigghiatu!
BARONESSA PIDDA - (cercando di fingersi seccata) Gnagn, ppi favori, cerca di non moriri cchi!
TATA NELLA Speriamo ca non si scordunu di turnarimi u cuteddu!
ASPANU - E u terzu murbillu ca pigghiu
DONNA NENE Ora ca finiu u luttu, pozzu turnari allassaggiu du vinu.
TATA NELLA Ma si po sapiri pirch lha fattu ?
BARONE GNAGN Vu dicu subitu. Prima livatimi, ppi favuri, stu cosu da carina.
TETE - Tu levu ju, pap. (gli estrae il coltello e lo passa a Tata Nella)
BARONE GNAGN Grazi! Allura, u fici apposta! A mucciuni, vuleva virificari, pirch nta sta casa maviti tutti supra a panza.
TATA NELLA E, allura?
BARONE GNAGNA E allura, capii ca nuddu mi voli beni
BARONESSA PIDDA (con ipocrisia) Ma chi vai dicennu..
TETE (c.s.) Pap, non ci cririri..
TATA NELLA (c.s.) Ma quannu mai sti cosi
ASPANU (c.s.) Ppi lei dassi macari a vita
DONNA NENE Ju, macari na vutti leggia!
BARUNI GNAGNA N-mumentu, nhaju finutunuddu mi voli beni pirch mu meritu!
TUTTI (increduli) Eeeeeeh ?
BARUNI GNAGNA Mu meritu, pirch vhaju asfissiatu a vita cu li me fissazioni e i me priputenzi!
TUTTI - (di compiacimento) Aaaaah!
BARONE GNAGNA Allura, ppi farimi pirdunari, pinzai ca giustu ca vajutu a rializzari tuttu chiddu ca disidira u vostru cori. Accuminciamu cu Pidda. A me surastra ci dugnu na bona doti e a binidizioni ppi maritarisi. A stissa cosa ppi me figghia Tet. A Nen a fazzu prupritaria da cantina cu tutti i centu vutti. O cummissariu ci arrialu lenciclopedia Mille soluzioni per mille delitti. Poi, n-vitaliziu ppi Aspanu accuss, finalmente, si po manteniri n-cammareri. A Tata Nella, ci accattu na fabbrica di cuteddi e, ppi finiri, a Sucaventu, ci offru na bella vacanza di se misi a Taurmina.
TUTTI Bene, evviva!
BARONESSA PIDDA - ( Intona, da Oh mama, oh mama)
Oh finalmente siamo (Oh mama mama mama)
Noi tutti allor felici (Oh mama mama mama)
Realizzar i nostri sogni ognor (Sai perch- mi batte il corazon)
Con labito da sposa (Ho visto un bel muchacho)
Mi voglio maritare (Ho visto un bel muchacho)
Oh Gnagn che bello che sar (Oh mam innamorata son)
Tet sar contenta (Ho visto in rancho grande)
Assieme a Cicci bello (ho visto il rancho grande)
Sento che raggianti noi sarem (mam - mi batte il corazon)
Le botti di Nen (ho visto un bel muchacho)
La fabbrica di Nella (ho visto un bel muchacho)
Oh Gnagn ti ringraziam di cuor (oh mam- innamorata son)
(solo attori) oh oh oh oh che delizia (ahi ahi ahi ahi che Pedrito)
(solo attrici) oh oh oh oh che goduria (ahi ahi ahi ahi che marito)
(tutti) oh oh oh oh che bellezza (ahi ahi ahi ahi che Pedrito)
Che bello oh oh oh (che Pedrito oh oh oh)
Asdrubale in pensione (Oh mama mama mama)
Von Crastun indagatore (Oh mama mama mama)
Sucavento alfine a riposar (Sai perch mi batte il corazon)
E tutto quanto bello (Ho visto un bel muchacho)
Mi sembra di sognare (Ho visto un bel muchacho)
Oh Gnagn sarai nei nostri cuor (Oh mam innamorata son)
(tutti) Sarai nei nostri cuor
BARONE GNAGN E ora, su pirmittiti, cu nutaru Puddu Pitta, jiemu a scriviri lattu di tuttu chiddu ca vha dittu! (esce da destra con il notaio)
SCENA DECIMA
Mentre tutti si congratulano tra loro, il commissario comincia a piagnucolare sulla poltrona.
COMMISSARIO - Possibile io non riuscire a scoprire telitti.. io afere stutiato manovale... libri... afere fatto corso per corrispontenza... ma colpefole sfuccire sempre.
Il commissario continua a soggetto, riuscendo pian piano ad attirare lattenzione degli altri che gli si fanno intorno.
CICCI - Avaja, cummissariu, non si pigghiassi di colira.
COMMISSARIO - Ci... tire bene...
TET Ci voli scummettiri ca a prossima vota lassassinu u scopri subitu subitu ?
COMMISSARIO - No... non folio pi fare commissario
BARONESSA PIDDA Non sabbarruassi, prima o poi, qualche dilittu nta tutti sti castelli ca ci sunu n-Sicilia ha succediri, no? Avissi fiducia!
COMMISSARIO - (sempre piagnucolando) ... No...
FIF - Voli ca ammazzamu a qualcunu ?
COMMISSARIO - ... No...
TATA NELLA O allura, ci u facemu ammazzari a Aspanu, accuss lei sapi, n-partenza, ca lassassinu u maggiordomu ? Chi dici ?
COMMISSARIO - (c.s.) ... Hum... no...
CICCI U voli accattatu bellu gilatu al pistacchio ?
BARONESSA PIDDA U purtamu a fari pip ?
Sucavento, per consolare il commissario tira fuori un astuccio con dellacqua saponata per le bolle di sapone e glielo porge. Il commissario tutto contento lo apre e comincia a produrre bolle. Da fuori scena arrivano una gran quantit di altre bolle che, illuminate da fasci di luce variamente colorati, creano un ambiente surreale.
CICCI - (facendo alzare il commissario) Vinissi cu nuatri cummissariu, ci facemu fari bellu giru. Peri peri, sempri qualche mortu u truvamu e lei, accuss, po fari a so bella indagini! Chi ni dici?
Lazione continua a soggetto su questo tono, tutto il gruppo circonda il commissario, esce dalla porta-finestra del giardino. La scena resta vuota, mentre prosegue lemissione di bolle sempre pi grosse, fino alla chiusura del sipario.
V.F.C. Del seguito di questa storia possediamo soltanto frammentarie e lacunose notizie. Del barone Gnagn, si sa soltanto che visse felice e contento. Il commissario, invece, in un momento dira, uccise Sucavento perch aveva scoperto che il suo vero nome non era Von Crastun Franz, altoatesino di origine tedesca, ma Di Pecorone Mansueto nato a Mungiuffi, in provincia di Messina. Con successo, smascherandosi da solo e senza alcun aiuto, finalmente riusc a scoprire il suo primo delitto. Al castello, le due baronesse con i rispettivi mariti, si dedicarono allo studio ed alla ricerca ottenendo sensazionali risultati. Per le loro indagini sugli effetti del pur sulluomo, ed in particolare per la preziosa analisi sullargomento Il pur senza patate pu nuocere alligiene mentale, conseguirono il prestigioso premio Mannaggia allacqua ragia. Di Aspanu si sa soltanto che mor di rosolia, curata erroneamente come morbillo. Tata Nella, oltre alla fabbrica di coltelli, ne acquis altre per la produzione di falciatrici, di rasoi e di ghigliottine. Lultima, quella delle ghigliottine, le fu fatale: per provare il primo modello, si decapit. Infine, donna Nen fu trovata, dopo ventanni di ricerche, dentro la botte da seimila litri del nuovo Liquore alle melenzane, Riserva Reale del 1928, perfettamente conservata e con ancora il sorriso sulle labbra.
Allapparire dello splendido sole della bella e antica Sicilia, fin la tragica storia di quella terribile notte al castello di Baddi tunni,
SIPARIO
FINE DELLA COMMEDIA
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