Assassinio in casa Wilson

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ASSASSINIO IN CASA WILSON

ASSASSINIO IN CASA WILSON

Commedia in due atti

di Paolo Corsi


Personaggi:

Edward Standford (detto Eddy)        autore Brian Ohrostovskj                               assassino                   Susan Barkley                                     complice                      Jeff Peterson                                        detective   Clara O’Neil                                          padrona di casa         Louise Mellrow                                    fidanzata di Eddy                        

 

Ambientazione unica, nell’appartamento di Eddy.

La vicenda si svolge nell’arco di una giornata.


PRIMO ATTO

Scena I

(In casa di Edward Standford, scrittore alle prime armi; la stanza è molto disordinata: libri, indumenti, disordine un pò dappertutto. Un divano con un tavolino al centro. Edward è spaparanzato sul divano, cravatta slacciata, una scarpa infilata e l'altra per terra, le maniche della camicia rimboccate. Sta dormendo e russando. Comincia a suonare il campanello insistentemente)

EDDY: (ridestandosi a fatica) ma che diav … un momento, diamine, un momento … ho sentito … (si alza e va ad aprire barcollando) … arrivo (apre la porta, appare Clara) … signora O’Neil, che piacere rivederla

CLARA: ne è proprio sicuro?

EDDY: ah, a lei non si può nascondere niente, eh?

CLARA: mi fa entrare?

EDDY: come no? (si tira in parte e la invita ad entrare con un gesto plateale) faccia come fosse a casa sua

CLARA: (calcando) E’ casa mia! si risparmi queste battute, signor Standford. Sarà ben in grado di immaginare il motivo della mia visita

EDDY: immagino sia lo stesso della settimana scorsa …

CLARA: e di quella prima, e di quella prima ancora … l’aff..

EDDY: l’affitto, lo so, lo so, sono un po’ in ritardo, ma le ho già detto che è solo questione di giorni … sto per consegnare un nuovo lavoro

CLARA: seh, ci vuole coraggio a chiamarlo lavoro

EDDY: guardi che i miei scritti sono molto apprezzati

CLARA: me ne consolo, spero anche ben retribuiti

EDDY: senta, gliel’ho già spiegato la settimana scorsa …

CLARA e EDDY: e quella prima, e quella prima ancora …

CLARA: Senta, giovanotto, le risparmio la fatica di recitarmi la solita tiritera. L’avverto che questa è l’ultima volta. L’affitto!

EDDY: … deve aver pazienza, sa, ultimamente ... gli impegni ... gli editori ... le presentazioni dei libri ... Ma provvedo subito [apre il cassetto del tavolino] .. quanto le devo ?

CLARA:    sono tre mesi, signor Standford, al prezzo pattuito ... non sa fare il conto ?

EDDY: certo, certo ... dunque sono esattamente ... millecinquecentosessanta sterline, dico bene?

CLARA: dice bene, stavolta

EDDY: è un bel prendere, però, per un sottotetto mansardato, deve ammetterlo

CLARA: signor Standford, non l’ho obbligata io a sistemarsi qui e tantomeno la voglio trattenere a tutta forza

EDDY: certo, certo … dicevo così, per dire … in fondo, è così carino … (finge di frugare nel cassetto) ... vediamo ... oh, disdetta, ho dimenticato di depositare l'ultimo assegno del mio editore e purtroppo non è nemmeno trasferibile …

CLARA: e non può usare uno dei suoi?

EDDY: beh, capirà che la cifra è piuttosto importante … non è che dispongo di tutta questa liquidità … mi dia almeno il tempo di depositare questo

CLARA: le concedo un giorno

EDDY: ma il denaro non sarà disponibile così presto, lei sa come sono le banche …

CLARA: infatti mi darà anche un assegno dei suoi, così, per stare più tranquilla

EDDY: grazie per la fiducia …

CLARA: (sarcastica) non c’è di che

EDDY: bene, così, visto che abbiamo trovato l’accordo, che ne direbbe di una tazza di tè, Clara?

CLARA: non pensi di imbambolarmi con le sue smancerie

EDDY:  e va bene, ho capito, non si arrabbi … (invita la padrona di casa ad alzarsi) passerò in banca e le farò avere l’assegno in giornata (la accompagna con decisione verso la porta) ... ora se mi permette, sa, sono molto occupato.

CLARA:    lei tiene molto occupata anche me signor Standford … a ricordarle i suoi debiti!

EDDY:      le consiglio una bella vacanza!

CLARA:    le consiglio di farsi trovare entro oggi con l’assegno

EDDY: ce la farò

CLARA: lo spero per lei .. signor Standford .. (in tono spregiativo) ...scrittore! (esce sbattendo la porta)

EDDY: (sbuffando) oh, ma questa qui saprebbe sfinire un esercito! … Dannazione a me e a quel Miller a cui ho promesso il romanzo. Se ne approfittano di uno che è agli esordi e non mollano un centesimo prima della consegna, questi editori del cavolo. Solo perché uno è nel bisogno …

(suona il campanello)

Scena II

EDDY: santo iddio, ma che vuole ancora quella vecchia pazza (si dirige risoluto verso la porta e la apre di scatto) … Avevamo detto entro oggi! (sulla soglia appare Louise)

LOUISE: prego?

EDDY: Louise! Scusami, credevo fosse …

LOUISE: la padrona di casa

EDDY: già, ma come …

LOUISE: l’ho incrociata sulle scale e a giudicare dall’espressione non è difficile capire che è stata qui

EDDY: non è colpa mia se non le sono simpatico

LOUISE: magari lo diventeresti se pagassi l’affitto con più regolarità

EDDY: ti prego, non ti ci mettere anche tu, sono già abbastanza nei casini

LOUISE: (guardandosi attorno) ma che hai combinato? Sembra la scena di un dopo rave- party!

EDDY: scusa, non ho avuto tempo di occuparmi della casa

LOUISE: non importa, ti do una mano (incomincia a riassettare)

EDDY: no, Louise, non occorre … lascia stare, mi arrangio

LOUISE: (continuando a riassettare) ma a chi la vuoi raccontare? Si vede fin troppo bene che per queste cose non ci sai fare

EDDY: non è vero, è che sono stato molto occupato

LOUISE: ah già, è vero e … a proposito, come va il romanzo?

EDDY: … non l’ho ancora cominciato

LOUISE: ma, Eddy, sei impazzito? E che hai fatto per tutto questo tempo, oltre a devastare l’appartamento?

EDDY: ti prego, non ne parliamo

LOUISE: e con Miller, come pensi di fare? Quello lo sta aspettando da giorni

EDDY: lo so, lo so, accidenti

LOUISE: e allora?

EDDY: che vuoi che faccia? Lo devo scrivere!

LOUISE: beh, ma allora vuol dire che hai già tutto in testa!

EDDY: come no? Basta solo che me la spacchi e ne versi il contenuto su carta …

LUOISE: caspita, sei proprio alla frutta …

EDDY: grazie per l’incoraggiamento

LUOISE: ma dai, stavo scherzando. Secondo me ce la puoi fare, in fondo anche l’altra volta …

EDDY: l’altra volta era diverso Louise, sapevo già perfettamente cosa scrivere, per questo ho fatto presto

LUOISE: mentre ora?

EDDY: non ho la minima idea di dove cominciare, per la miseria, e più ci penso e peggio è. Ho la testa più vuota del portafoglio.

LUOISE: e questo la dice lunga

EDDY: Louise, non mi sei di aiuto

LOUISE: e invece si, cerco solo di sdrammatizzare, perché è questo che dobbiamo fare. Tu hai solo bisogno di metterti tranquillo, toglierti ogni pensiero che non sia utile al lavoro

EDDY: è una parola!

LOUISE: … a dir il vero ero venuta per proporti una bella cenetta questa sera alla Taverna Blu, Alessandra mi ha detto che il nuovo cuoco è eccezionale … ma, visto come stanno le cose, mi sa che è meglio rimandare

EDDY: temo proprio di si …

LOUISE: in ogni caso, non ti voglio vedere con quella brutta cera … dunque, facciamo così, ora me ne vado e ti lascio tranquillo per tutto il tempo che ti occorre. Tu cerca di concentrarti e di far uscire le cose da quella testa … magari senza farti del male ... chiamami se hai bisogno di qualcosa. Quanto a Miller, cercherò di tenertelo un po’ buono

EDDY: grazie … e già che ci sei, vedi se riesci a fare qualcosa anche con la padrona di casa

LOUISE: ci provo, ma, mi raccomando, tu comincia subito (gli si avvicina e gli dà un bacio), dai campione, facci vedere cosa sai fare, ok?

EDDY: (poco convinto) ok

LUOISE: ti chiamo domani. Ciao.

EDDY: ciao

(LOUISE esce)

Scena III

(Eddy sospira e si lascia cadere sul divano, in una posizione simile a quella dell’inizio. Dopo un po’ suona il telefonino)

EDDY: noo, lasciatemi in pace (il telefonino continua a suonare e Eddy si mette a cercarlo. Alla fine lo trova sotto un cuscino). Pronto! ... ah …Miller! Come sta? Si, anch’io bene, grazie. Il romanzo? .. quasi pronto.. si.. solo gli ultimi dettagli ... vedrà che le piacerà ... beh domani no ... certo che mi ricordo gli impegni presi, ma come le ho detto ... ancora qualche ritocco perchè sia perfetto ... diciamo … un'altra settimana? .. no no no che dico? Mi bastano quattro giorni ... tre ... due, la prego almeno due ... glielo prometto ... va bene signor Miller .. fra due giorni ... ci conti ... la saluto. (Si alza e comincia a passeggiare nervosamente per la stanza) Allora, vediamo un pò: un assassino, ovviamente mi serve un assassino .. e che fa un assassino? .. uccide qualcuno .. quindi mi serve una vittima .. è ovvio che mi serve una vittima ... si perchè un assassino uccide una vittima .. è così che funziona... (si ferma) no, così non ci arriverò mai! (si avvicina al carrello dei liquori e si scola un whisky d'un fiato, poi riprende a camminare avanti e indietro). E perchè un assassino uccide una vittima? Ci vuole un movente! .. già, un movente è qualcosa che muove qualcuno ad uccidere qualcun'altro (indugia un attimo, poi va a scolarsi un altro whisky) .. al movente ci pensiamo dopo  .. tanto al giorno d'oggi ci si ammazza anche per niente ... piuttosto, come avviene l'assassinio? ... (si porta le mani alla fronte per il mal di testa, poi fruga in un cassetto e tira fuori una pillola che ingoia) ... meglio pistola o coltello, veleno oppure oggetto contundente ... un'esplosione accidentale? Un incidente provocato? ... beh, anche questo è un dettaglio ... accidenti … (si massaggia le tempie, quindi ingoia una seconda pillola e ci beve dietro un altro whisky) ... e l'assassino ha agito da solo oppure aveva un complice ... e quali sono i rapporti del complice con l'assassino? ... e quelli della vittima con il complice? (prende il flacone delle pillole e con un gesto di stizza ne versa un bel pò nel palmo della mano e le ingoia con un ennesimo whisky, poi ricomincia a camminare barcollando e farfugliando) ... e il sesso? Cominciamo da quello anatomico ... l'assassino è maschio o femmina ... e la vittima  ... è ... è .. maschio .. femmina .. oppure  ... oppure … (stramazza sul divano apparentemente privo di sensi).

Scena IV

(stacco)

EDDY:      (apre gli occhi, solleva il capo , si guarda attorno poi scatta in piedi come una molla) ci siamo, ci siamo! [Guardando l’orologio da polso] Oddio, ma quanto ho dormito? …Però mi ha fatto bene … mmh quante nuove idee! (tira fuori un computer, lo sistema sul tavolino, si siede e comincia a scrivere parlando ad alta voce) ..Allora...Quella notte la furia del temporale aveva deciso di mostrare tutta la sua potenza, imperversando sulla casa dei Wilson. Solo Ted Wilson era in casa, ancora sveglio a sbrigare noiose faccende burocratiche … (si alza in piedi e comincia a raccontare a se stesso, camminando avanti e indietro) ... Non si accorse, il povero Ted, che, coperto dai rumori del temporale (rumori di temporale e lampi fuori scena) qualcuno si era introdotto in casa ...

(appare l'assassino, con passo felpato, si avvicina lentamente dietro a Eddy, il quale si è risieduto ed ha ricominciato a scrivere)

... Se Ted si fosse girato, forse avrebbe fatto in tempo a scorgere il balenare di una lama  sopra la sua testa …

(l'assassino estrae un grosso coltello e lo solleva in alto, poi Eddy si interrompe)

... no, no, una lama è giù di moda ... meglio ... una calza di nylon!

(l'assassino si blocca sul momento di colpire Eddy e, disorientato, mette via il coltello, fruga in una tasca ed estrae soddisfatto una calza di nylon, Eddy riprende a scrivere)

.. se il povero Ted avesse sollevato gli occhi, avrebbe forse visto, riflesse nello specchio del vecchio comò, due braccia sollevarsi in alto, pronte ad avvinghiarlo ...

(interrompendosi ancora, sul punto in cui l’assassino lo sta per aggredire)

... no, no, troppa fisicità ... no, meglio una rivoltella ..

(l'assassino si blocca e, con un gesto di impazienza, mette via la calza e ricomincia a frugare nelle tasche fino a trovare ed estrarre una rivoltella)

... si, si, così è più moderno, più pulito, più efficacie, un colpo alla nuca e via ... (riprendendo a scrivere) ... era una lucente rivoltella quella che Ted aveva puntata alla nuca …

(l’assassino mette via la pistola nera ed estrae una pistola argentata)

…un colpo sordo e, dopo un istante, la testa del povero Ted, sbattendo sullo scrittoio, lo avrebbe inondato di sangue … il sangue schizzato ovunque … anche sull’impermeabile dell’assassino …

(l’assassino si ritrae di scatto controllandosi i vestiti)

… mentre dal cranio fracassato, sarebbe poi cominciata a fuoriuscire viscida materia cerebrale

(l’assassino fa una smorfia di disgusto)

… sul pavimento si sarebbero in breve cosparse le maleodoranti sostanze organiche fuoriuscite dal corpo del povero Ted …

(l'assassino trattiene a stento un conato di vomito, si tappa la bocca con una mano e scappa fuori scena)

… che dava così il suo triste e macabro addio al mondo!

EDDY:      (si rialza in piedi e ricomincia a raccontare, passeggiando) ma perchè Brian Ohrowstoskj, questo era il nome dell'assassino, lo voleva morto? Il movente era il più classico dei classici: il denaro! La bella Susan Barkley, un tempo fidanzata di Brian, se la spassava ora con il facinoroso Ted. Chi avrebbe potuto resistere al fascino di Susan? …

(entra Susan che si avvicina a Ted con sensuali movenze)

Bella e fatale, irresistibile e implacabile! Ma di Ted, a Susan, interessava solo il denaro, che avrebbe ottenuto alla sua morte, grazie all’assicurazione che lo stesso Ted aveva incautamente stipulato a suo favore … quindi, lei e Brian Ohrowstoskj, l'amante di sempre, avrebbero potuto vivere la vita a lungo sognata. Per questo, Susan, stava aspettando Brian in macchina, con il motore acceso, pronta per la fuga …

(Susan comincia ad agitarsi per non essere al proprio posto)

Guai se qualcosa fosse andato storto... guai se qualcuno non fosse stato al proprio posto!

(Susan scappa via in preda all'agitazione)

si stava per consumare un delitto perfetto, ... perfetto forse anche per il detective Jeff Peterson. Infallibile, prestante, intelligente, bello …

(entra il detective che si atteggia nella tipica posa di James Bond, con la rivoltella in mano)

97 casi affidati a lui per 97 casi risolti, un genio dell'anticrimine … Venerato dai contribuenti e invidiato dai colleghi, quando si metteva sulle tracce di un criminale era meglio di un segugio … Nessuno lo poteva schiodare dalla sua postazione in Centrale, l’orecchio incollato alla radio delle volanti …

(Jeff incomincia ad agitarsi)

… controllava tutto e tutti, pronto a scattare al minimo segnale e a balzare sulla preda prima di chiunque altro…!

(Jeff se ne esce di scena in fretta, preoccupato per aver abbandonato la postazione)

mi piace ... si, si , mi piace proprio ... intrigante ... con quei personaggi così azzeccati poi

(entrano in scena i personaggi a mano a mano che Eddy li nomina, come in una presentazione, senza che lui si accorga di loro)

… Brian Ohrostovskj, l'assassino

... Susan Barkley, la complice

... Jeff Peterson, il detective di polizia.

(suona il campanello della porta di ingresso, i personaggi corrono a nascondersi, Eddy sembra non accorgersi del campanello, che suona di nuovo... poi, ridestatosi di colpo, va ad aprire)

Scena V

EDDY:      un momento!

(entra Louise)

LOUISE: scusami tanto caro, ma, conoscendoti, ho pensato che oltre alla testa ed al portafoglio avrai senz’altro vuoto anche il frigorifero

EDDY: e allora?

LOUISE: non penserai di startene rintanato in casa due giorni e due notti senza mangiare nulla

EDDY: potrebbe anche essere, visto il poco tempo a disposizione … e le continue interruzioni

LOUISE: ho capito, hai ragione, ma a stomaco vuoto non funziona nemmeno il cervello, perciò, poche storie e dimmi cosa ti serve, che ti vado a fare un po’ di spesa

EDDY: ma non lo so Louise, porta qualcosa di pronto, qualcosa che non mi debba cucinare, insomma fai un po’ tu, ma poi, ti prego, lasciami lavorare in pace

LOUISE: vado, torno, sparisco. Promesso!

EDDY: brava

LOUISE: però, non è che magari è tutta una scusa per liberarti di me e stare in altra compagnia, vero?

EDDY: ma dai, Louise, sei la solita gelosa… Ho ben altro per la testa!

LOUISE: sicuro?

EDDY: sicuro

LUOISE: ehm … bacio (si protende verso di lui per ricevere un bacio)

EDDY: (un po’ seccato) ok, bacio

(i due si danno un bacetto e Louise esce)

Scena VI

(Eddy rimane per un attimo appoggiato alla porta e i personaggi escono dai loro nascondigli, poi Eddy si gira e li vede)

EDDY: e voi, chi diavolo siete?

SUSAN:    come, non ci riconosci?

JEFF: (fissando Eddy)  ..no, direi proprio di no!

BRIAN:     eppure siamo proprio come ci ha descritto!

EDDY: per favore, vi prego di lasciar perdere … oggi non è proprio giornata … in casa non c’è il becco di un quattrino e l’oggetto di maggior valore qui dentro è il forno a microonde

JEFF: ehi, ma per chi ci hai preso, per dei ladri?

EDDY: ok, ok … ho capito … allora diciamo che non compro niente, niente enciclopedie, niente aspirapolveri, niente di niente, chiaro?

BRIAN: oh questa è bella!

SUSAN: non ci riconosce proprio, è incredibile!

EDDY: ma riconoscere chi? Io non vi ho mai visto in vita mia

SUSAN: sicuro? (gli si avvicina con movenze sensuali e gli porge la mano che lui stringe con diffidenza) … piacere, Susan Barkley

BRIAN: (si avvicina a stringergli la mano) Brian Ohrostowskj

JEFF: (assume la posa alla James Bond, poi tende anche lui la mano) Jeff Peterson

EDDY:      (rimasto a bocca aperta) ... è uno scherzo … vorreste forse farmi credere di essere ...

BRIAN: i tuoi personaggi!

SUSAN:    ... freschi, freschi di stampa ... eh..eh!

EDDY:      (sospettoso) chi vi ha mandato? Miller? Come fate a conoscere i nomi dei miei personaggi?

JEFF: Eddy, ma noi siamo i tuoi personaggi!

EDDY: mi chiedo come faceva Miller a sapere … mah, gliene avrò accennato e poi mi sarò dimenticato tutto … effetto dello stress

SUSAN: ma l’editore non c’entra nulla

EDDY: ah no? E allora chi altro poteva sapere? … no, è impossibile ... o ve ne andate subito o chiamerò la polizia!

JEFF: non disturbarti, è già qui: detective Jeff Peterson, 97 casi affrontati per 97 casi risolti ... ricordi?

EDDY: ricordo, ricordo ... come ricorderebbe chiunque mi avesse sentito mentre scrivevo!

BRIAN:     e secondo te come saremmo entrati in casa tua?

SUSAN:    dai Eddy, fai uno sforzo d’immaginazione, ancora uno soltanto …

EDDY:      (si siede sul divano e si sfrega le mani energicamente sul volto) mi sveglio, mi sveglio ... si, ora mi sveglio! (tenendo gli occhi chiusi) ora apro gli occhi ... e voi non ci siete più! (esegue e balza sul divano con un grido) ... perchè vi vedo ancora?

JEFF:  su Eddy, non è mica una tragedia! In fondo ne succedono di cose strane anche nella realtà, non trovi?

SUSAN:    calmati... non aver paura, va tutto bene!

EDDY:      no, invece, non va bene un accidenti!

JEFF: senti, caro autore, non è successo niente di così grave: ci hai dato dentro un pò troppo, sei uscito dal seminato ... e noi ti abbiamo seguito!

EDDY:      .. beh, se le cose stanno così ... (indica il computer) ... prego, rientrate pure!

BRIAN:     oh bella! Non so come sono uscito, figurarsi se so come rientrare!

SUSAN:    il fatto è che noi non siamo padroni delle nostre azioni, sei tu che ci devi muovere...

Scena VII

 (Eddy rimane imbambolato, non sa che pensare. Suonano alla porta, ma nessuno si muove)

SUSAN: (dopo l’ennesima scampanellata) Suonano alla porta

JEFF: (assumendo una atteggiamento da poliziotto in azione) E’ meglio che io mi nasconda, non si sa mai, l’effetto sorpresa è il mio forte (estrae la pistola se ne va in cucina)

EDDY: (va ad aprire) Signora O’Neil …

CLARA: Salve, è passato in banca?

EDDY: ehm… è già ora? È che … (ha un’idea improvvisa, indica Brian e Susan) ho avuto visite!

CLARA: non c’è un attimo di pace in questo condominio. Qui c’è sempre il via vai di ufficio postale nell’ora di punta. Voi siete nuovi, non vi ho mai visto.

BRIAN: ha ragione (si presenta) piacere, sono Brian Ohrostowskj, l’assass..

EDDY: (intromettendosi per bloccarlo) Assss…(cerca nella mente qualcosa di plausibile) ssssssicuratore! Il mio assicuratore. Brian

(Brian e Susan si guardano increduli)

BRIAN: ma dove sta scritto? Io non intendo assolutamente essere …

EDDY: (dando una gomitata a Brian) ah, ah, e poi sarei io quello che è sempre in vena di scherzare!

CLARA: (Un po’ perplessa/sospettosa, si rivolge quindi a Susan) E lei, è la sua segretaria?

SUSAN: (ingenua) Noooo, io sono la compl…

EDDY: (si intromette ancora, per bloccarla) Com… com… com…(cerca nella mente qualcosa di plausibile) … pagna! La sua compagna, si!

SUSAN: Ehi, ma questo non è ve…

(Eddy le una gomitata)

CLARA: (con disappunto) compagna!?

EDDY: (correggendosi) Moglie! Clara le presento Susan, la moglie di Brian.

(Susan e Brian parlano contemporaneamente)

SUSAN: si, Brian e io siamo sposati da sei anni …

BRIAN: si, Susan e io ci siamo appena sposati …

(si interrompono, attimo di panico)

SUSAN: si, Brian e io siamo appena sposati …

BRIAN: si, Susan e io ci siamo sposati sei anni fa

(si interrompono, attimo di panico)

BRIAN: volevo dire … appena ri-sposati

SUSAN: siamo insieme da sei anni …  

JEFF: (entra, sospreso dalla vista di  Clara, la guarda come si guarda un alieno, la studia per un attimo) Eddy, hai creato un nuovo personaggio ?

(Eddy da dietro Clara gesticola come un matto a Jeff)

CLARA: Prego? (si gira e sorprende Eddy a gesticolare) a che gioco stiamo giocando, signor Standford? Chi è questa gente?

EDDY: nessun gioco, signora, solo una visita di cortesia, tra l’altro breve …

CLARA: bene!

EDDY: (a Jeff) ho già presentato Brian e Susan alla signora O’Neil, mia padrona di casa … vuoi provvedere …?

JEFF: (va a stringere la mano a Clara) certamente, tanto piacere signora, io sono Jeff… (si guarda attorno un po’ spaesato)

(Susan e Brian cercano di gesticolare, non visti da Clara, per suggerire a Jeff di aver detto di essere marito e moglie, ma Jeff fraintende)

JEFF: (sicuro di aver capito) sonoil marito di Susan!

CLARA: un altro?!?!

EDDY: (esplode in un gesto di rassegnata disperazione) l’eeex !… Jeff intendeva dire l’ex-marito, non è vero? Perché l’attuale marito è Brian, come ben sappiamo

SUSAN: beh, è un po’ complicato … ho sposato Brian, poi Jeff e poi di nuovo Brian …

EDDY: pensi, due mariti e tre matrimoni in sei anni

CLARA: complimenti!

SUSAN: in effetti è una storia un po’ inusuale …

CLARA: a dir poco! … e se è per questo, trovo strano anche che stiate in compagnia

BRIAN: perché, che c’è di strano?

CLARA: oh mamma! ai miei tempi le cose andavano diversamente … e il mondo non era certo peggiore! … comunque sia, signor Standford, sono qui per l’assegno!

EDDY: L’assegno! Ehm  (cerca di prender tempo…e trovare una scusa) Ehm…Ma è proprio per questo che ho fatto venir qui il mio assicuratore! Vero Brian? (Brian lo guarda esterefatto). Brian, l’assegno… quello per il premio della mia polizza…che ti ho dato ieri sera

CLARA: ma non doveva andare in banca con quello dell’editore?

EDDY: si, dovevo, ma la verità è che non mi ricordo più dove l’ho messo. Lei mi ha dato solo un giorno di tempo e non era il caso che lo sprecassi a cercarlo, magari inutilmente … così ho pensato subito a Brian …

BRIAN: ma Eddy, io non ho nessun …

EDDY: ci scusi un momento Clara (tira in disparte Brian come se dovessero parlare di affari e fa cenno a Susan e Jeff di occuparsi di Clara)

JEFF: allora signora, lei è la padrona di casa?

CLARA: esatto

BRIAN: (in disparte con Eddy) Eddy, io non ho nessun assegno

EDDY: dobbiamo fare qualcosa. Pensa a qualcosa. Cosa faresti tu?

BRIAN:  io… io sono un assassino (Guarda Clara con chiare intenzioni omicide)

SUSAN:  (a Clara) e che altro fa di bello nella vita?

CLARA:    mi basta e avanza questo! Solo in questo stabile ho sette appartamenti ed altri tre nel palazzo qui difronte!

JEFF: caspita, una bella fortuna, sono tutti occupati?

CLARA: beh, è probabile che tra pochi giorni uno si liberi …

EDDY: (tossisce, non si sa se a Clara o a Brian  per distorglielo dallo sguardo assassino)

CLARA: ma forse anche no … dò sempre una possibilità alle persone …

EDDY: E’ quello che sostengo sempre anche io (dà una gomitata a Brian per distoglierlo definitivamente dall’intento di farla fuori)

CLARA: e di voi che mi dite? Del signor Standford so già quello che fa, o meglio che non fa

EDDY: forza Brian, pensiamo a qualcosa o ci troviamo tutti in mezzo alla strada

JEFF: ah, ah, ma lo sa che è proprio simpatica … e poi vedo che conosce bene mio … cugino

SUSAN e BRIAN: …. Cugino ?!?!

JEFF: cugino? Ho detto cugino? (fa un gesto minimizzante come per giustifcarsi, davanti allo sguardo attonito di tutti, poi cerca di uscirne inventando) Sii, mio cugino… beh, ecco, ad essere precisi non è che siamo proprio cugini. Il fatto è che … le nostre mamme si volevano un bene dell’anima … poverette, abbandonate dai rispettivi mariti si facevano coraggio l’un l’altra, volendosi bene come due sorelle … e quindi … fin dai tempi della scuola tutti quanti ci hanno sempre chiamato cugini (sospira con sollievo per essersela cavata)

CLARA: (spazientita, quindi categorica) l’assegno, signor Standford.

EDDY: (si gira verso Brian e con un misto di indecisione e sicurezza invita con garbo Brian ad intervenire  ): Brian… Puoi provvedere tu per cortesia ?

BRIAN:  (non sa che fare, poi ha un’illuminazione) stavamo per prenderci un tè, perché non si unisce a noi?

CLARA: non è il caso, ho un sacco di cose da fare

EDDY: (rinunciatario) la signora Clara non ama questi salamelecchi

BRIAN:  (con tono persuasivo)  via, signora, non saranno quei dieci minuti a crearle difficoltà (fa un cenno a Jeff, non visto da Clara, per far intendere di avere in mente qualcosa e cercare la complicità degli altri)

JEFF: Ehm… a noi fa piacere conoscere gente, specialmente se interessante come lei

CLARA: (lusingata) beh, quand’è così, visto che insistete … mi fermerò un attimo

SUSAN: perfetto, vado a preparare il tè

BRIAN: (a Susan) un momento cara (estra dalla tasca davanti dei pantaloni un flaconcino) puoi riportare di là (sottolineando con intenzione) le pasticche per il mal di gola (le lancia il flaconcino)

(Susan, Brian e Jeff si fanno un cenno d’intesa, poi Susan esce a preparare il tè)

JEFF: benissimo, mettiamoci comodi (si siedono)

BRIAN: ho sentito che lei ha un bel po’ di inquilini da gestire

JEFF: deve essere una bella fatica

CLARA: se fossero tutti come il vostro amico, non c’è dubbio … mi dà più lavoro lui di tutti gli altri messi insieme

EDDY: così non rischia di annoiarsi

CLARA: grazie, ne farei anche a meno …

(rientra Susan con un vassoio e le tazze)

SUSAN: ecco qui, una bella tazza di tè per ciascuno (a Clara) latte o limone?

CLARA: latte, naturalmente

SUSAN: naturalmente (serve, poi si siede)

(i cinque sorseggiano rimanendo qualche momento in silenzio)

JEFF: e mi dica, riguardo agli appartamenti, fa tutto da sola?

CLARA:    (sorseggia il tè e ad ogni sorso i tre la osservano con evidente interesse) certamente! Tutto da sola, da sempre. Chi fa da sé fa per tre … anche se con inquilini come il vostro amico, non immaginate quanto sia faticoso

BRIAN:     oh, lo immaginiamo, lo immaginiamo !

CLARA:    nove volte su dieci riesce a non farsi trovare ... (sbadiglia) … mamma mia che sonno!

BRIAN,SUSAN,JEFF: (contemporaneamente) sarà il troppo lavoro!

(Clara li guarda sorpresa)

SUSAN:    beva ancora un pò di tè, le farà bene !

CLARA:    è anche molto buono ... però ... non riesco a tenere ... gli occhi ... aperti ... (sbadiglia) scusate … che stanchezza,io andrei a casa…(si alza )

SUSAN: sarà …(non sa cosa dire, quindi dice la cosa più ovvia) … la stanchezza..

(Sguardo disarmato dei tre, Clara esclusa, per la genialata che ha detto Susan)

CLARA: sarà … è che … veramente, non riesco a tenere … gli occhi … aperti (stramazza sul divano)

EDDY: (balza in piedi) o mio Dio, che succede? (cerca di rianimarla) signora, signora!

(Susan comincia a ridacchiare)

EDDY: per la miseria, sta a vedere che è morta … ci mancherebbe solo questa … (notando Susan) ma ti sembra il momento di ridere?

BRIAN: tranquillo Eddy, sta benissimo, è solo addormentata

EDDY: e tu come lo sai?

SUSAN: le ho messo del sonnifero nella tazza

EDDY: sonnifero? …Quale sonnifero ?!!

SUSAN: le pasticche di Brian (ridà a Brian il flacone, che lo rimette nella tasca anterioire dei pantaloni) non sono per il mal di gola ...

EDDY: (a Brian, sbottando incredulo) e tu te ne vai in giro con un flacone di sonnifero in tasca?! (indicando la tasca davandi dei pantaloni) 

BRIAN: Certo, sono un assassino!

JEFF: cosa mi tocca fare, collaborare con un assasino, io, detective Peterson, paladino della giustizia … 

EDDY: (a Jeff) quindi lo sapevi?

JEFF: certo, io so sempre tutto

EDDY: (a Susan) e pure tu?

SUSAN: sono la sua complice, no?

JEFF: (si china su Clara, quindi a Susan) accidenti, ma quanto ne hai messo?

SUSAN:    ho voluto essere prudente!

EDDY: (a Brian, sbotta al limite della pazienza) e così tu hai pensato di far ingoiare un flacone di sonnifero alla mia padrona di casa?!?

BRIAN: un assegno mica ce l’avevo!

JEFF:  eh, già, ha ragione

EDDY : andiamo bene!

BRIAN: sei stato tu a dirmi di fare a modo mio. E io faccio solo in questo modo! Che ci posso fare?

SUSAN: siamo personaggi, Eddy…

EDDY: si, va bene, hai ragione … ma adesso che facciamo?

BRIAN: la portiamo nell’altra stanza, che altro vuoi fare?

JEFF: con tutti i problemi che hai, se la vecchia si fa un pisolino è meglio, no? Almeno per un po’ avrai un problema in meno

EDDY: (si fa persuaso…) va bene, portiamola di là.

(Eddy e Brian portano via Clara)

Scena VIII

SUSAN: senti Jeff, tu credi che io sia carina-ma-stupida perché Eddy mi ha pensato così, o pensi che io sia stupida-stupida di mio?

JEFF: Ma che domane fai? ….Guarda me, io sono intelligente perché sono intelligente. Altrimenti come potrei fare il detective

SUSAN: … dunque, io sono carina perche sono carina, altrimenti come potrei fare la stupida? 

JEFF: Beh dolcezza, carina sei carina (le lancia un’occhiata di apprezzamento).

SUSAN : carina sono carina e su questo non ci piove, ma per il resto, come mi dovrei comportare?

JEFF: credo che Eddy ti voglia sfrontata e provocante, una per la quale gli uomini si azzuffino, e determinata nell’ottenere ciò che più desidera: il denaro … Ti è chiaro?

SUSAN: penso di si

JEFF: Non devi pensarlo, devi esserlo. E’ l’autore chepensa. Il personaggio deveagire

SUSAN: Si…

JEFF: ok, fammi vedere

SUSAN: che vuoi dire?

JEFF: fammi vedere come lo sai fare … prova con me … mi devi conquistare … far cadere ai tuoi piedi

SUSAN: (ride) ok

(Susan si avvicina a Jeff provocandolo con la sua sensualità)

JEFF: ehm … direi che … non c’è male

(i due si lasciano andare e si avvinghiano)

Scena IX

(Entra Louise con la spesa e le chiavi in mano)

LOUISE: (vede la scena, quindi osserva le chiavi che ha in mano e con le quali ha aperto la porta, guarda verso la porta, perplessa e poi torna a guardare i due). Scusate devo aver sbagliato piano…

(Louise esce dall’appartamento. Entra Eddy dalla cucina, rimboccandosi la camica nei pantaloni dopo la faticaccia di aver trascinato via Clara)

EDDY: mio dio quanto pesa la vecchia, a momenti mi spezzo la schiena … (vede Susan e Jeff avvinghiati) Hei, che state facendo? io non ho mai scritto nulla del genere

JEFF: non ti preoccupare Eddy, stavamo approfondendo lo studio del suo personaggio.

SUSAN: il fatto è che non so come devo comportarmi

EDDY: beh… insomma, io ho immaginato Susan, ammaliante e seducente, una femme fatal

SUSAN: credi che possa andare bene così?

(Susan improvvisa una serie di moine sensuali attorno a Eddy)

JEFF: dacci dentro Susan

(Rientra Louise con la spesa e le chiavi e rimane attonita alla visione della scena)

EDDY: si Susan, così vai bene, ma ti vorrei ancora di più …

LOUISE: ehm, ehm,  scusate il disturbo

EDDY: (imbarazzato) Louise! Sei già tornata?

LOUISE: si, sono già tornata. Troppo presto, forse?

EDDY: che vuoi dire?

LOUISE: magari ho interrotto qualcosa …

EDDY: no, no, non ti preoccupare … ora ti spiego … ecco, loro sono …

JEFF: (anticipa Eddy e si presenta) piacere, detective Jeff Peterson (Eddy si sbatte la mano sulla fronte disperato)

LOUISE: detective?

EDDY:      (improvvisando) si, si, e tra i migliori .. me lo hanno consigliato in molti!

LOUISE:   non capisco...

EDDY:      (prendendo sottobraccio Louise) cara, non te l'avevo detto per non allarmarti, ma è da un pò di tempo che ricevo delle minacce …

JEFF:        già ... la padrona di casa!

EDDY:      (dopo un'occhiataccia a Jeff) così ho deciso di assoldare qualcuno che faccia dei controlli.

LOUISE: controlli, di che tipo?

JEFF: cimici. Eddy è un brillante scrittore e a qualcuno potrebbe venire in mente di rubargli qualche idea

LOUISE:   capisco …  e addosso alla signorina ne ha trovate? Poco fa mi sembrava molto impegnato nella ricerca

EDDY:      come? Ah, no, niente di strano, Susan è…. è… sua moglie!

SUSAN:    si, Jeff e io siamo sposati … da sei anni ... e siamo praticamente inseparabili.

LOUISE:   anche sul lavoro ?

JEFF:        no, in realtà Susan mi ha solo accompagnato qui da Eddy.

SUSAN:    sono la nuova segretaria di Miller, il suo editore.

EDDY:      Esatto! così il cerchio si chiude: „sa Miller, sono preoccupato per delle minacce che ricevo ... Standford, si prenda qualcuno del mestiere per fare delle indagini ... a proposito, c'è giusto il marito della Barkley, la nuova segretaria, che è della polizia ... „  capisci ora ?

LOUISE:   (non sa se crederci o meno) guarda caso ... le coincidenze! (alterata) E tu, Eddy, davi una mano al detective nelle ricerche?

BRIAN: (entrando, anche lui aggiustandosi la camicia dentro i pantaloni per lo sforzo di aver trascinato Clara) La signora sul letto è ancora stordita. Ci vorranno due ore prima che si ripigli dagli effetti del mio flacone (toccandosi compiaciuto la tasca davanti dei pantaloni, dove è il flacone)

LOUISE: (allibita) Prego?

BRIAN: (si accorge ora di Louise. Si blocca) Salve, sono il marito di Susan!

LOUISE: Un altro?

(Eddy esplode in un gesto di rassegnata disperazione)

EDDY: noo, Jeff intendeva dire l’ex-marito, non è vero? Perché l’attuale marito è Jeff, come ben sappiamo

SUSAN: beh, è un po’ complicato … ho sposato Jeff, poi Brian e poi di nuovo Jeff…

EDDY: pensa, due mariti e tre matrimoni in sei anni

LOUISE: (inquisitoria-ironica a Eddy) E tu, sarai il suo prossimo?! (a Brian) o tocca di nuovo a lei?

BRIAN: veramente io …

LOUISE: lasci stare! Non voglio sapere nulla di ciò che accade qui, anche se mi sembra abbastanza evidente. Depravati!

EDDY: ma quali depravati, Louise?

LOUISE: hai fatto di tutto per sbarazzarti di me ed avere campo libero per non so quali tue … faccende

EDDY: Louise, non potevo sapere … questi sono capitati qui all’improvviso

LOUISE: certo, caduti dal cielo

EDDY: più o meno una cosa del genere

LOUISE:   smettila! Non ti basta umiliarmi, vuoi anche prenderti gioco di me davanti ai tuoi…  amichetti!

EDDY:      Louise, le cose non stanno proprio così, credemi ...

LOUISE:   e come stanno allora? Dimmelo una buona volta … ho il diritto di saperlo!

(pausa di alcuni secondi durante la quale tutti quanti guardano Eddy)

EDDY:      ok, Louise, siediti ed ascolta attentamente. Ti dirò tutta la verità e ti scongiuro di crederci, anche se non ti sarà facile… (Louis si siede) ho promesso a Miller di consegnare il romanzo entro la settimana, ma sono più scarico di una pila esausta .. non mi vengono idee ... non riesco a concentrarmi ... insomma, sono disperato! Dopo che sei stata qui stamattina mi ha chiamato Miller .. ed ho avuto un attacco di panico. Ho bevuto del whisky, ho preso delle pillole, insomma ho fatto un pò di confusione … e devo essere svenuto. Poi mi sono ripreso ed improvvisamente sono cominciate a venire le idee, tante interessanti idee! Mi sono messo a scrivere di getto. Poi sei tornata per la spesa e dopo che te ne sei andata ho chiuso la porta, mi sono girato, ed ho trovato questi tizi in casa mia!

BRIAN:     è vero!

SUSAN:    è andata proprio così!

JEFF:        confermo!

EDDY:      ero a dir poco sbigottito, mentre cercavo di capire che cosa fosse successo ... fino a quando ... ho dovuto prenderne atto: (pausa, poi con gravità) loro, Louise, sono i miei personaggi, i personaggi del mio romanzo, hanno preso forma dai miei pensieri e sono piombati nella realtà, così come anche tu ora li vedi.

LOUISE:   (calma, si alza, sospira profondamente) bene Eddy. Credo che questa volta tu abbia passato il limite (urlando) della decenza! (arrabbiatissima al punto che non le vengono le parole) Ho sopportato le tue fantasiose stravaganze anche troppo. Ma il troppo è troppo, quando è troppo. Quanto a voi, signori, continuate pure … qualunque cosa steste facendo… io tolgo il disturbo (esce)

EDDY(inseguendola ) no Louise.. Louise ... ti prego ... lo so che è .... incredibile, aspettami!

JEFF: Eddy, lasciala andare. Questo genere di arrabbiature alle donne poi passa sempre.

EDDY: (torna indietro sconsolato, si siede in mezzo al divano, con gli altri attorno) perfetto … in un colpo solo rischio di perdere lavoro e ragazza!

SUSAN:    suvvia Eddy, ancora non è successa né l’una né l’altra cosa. A tutto c’è rimedio.

JEFF: tanto dopo queste scenate le donne tornano sempre.

BRIAN: esatto. Ma quello che non torna è il tempo che sta passando. Per prima cosa pensa a finire il romanzo. Poi penserai a Louise.

EDDY: seh, il romanzo … è una parola … con voi qui tra i piedi, poi …

JEFF: ma noi siamo qui proprio per quello!

BRIAN: è per questo che siamo usciti dalla tua immaginazione

EDDY: ma quale immaginazione, se non so farmi venire uno straccio di idea

SUSAN: Eddy, noi ti possiamo aiutare

EDDY: (improvvisamente interessato) davvero?

SUSAN: certo, siamo qui apposta. Noi sappiamo molte cose

BRIAN: sappiamo di cose che sono dentro la testa dell’autore, di cui nemmeno lui sa

JEFF: noi ci siamo stati, è da lì che veniamo

EDDY: è pazzesco

JEFF: e cosa non lo è al giorno d’oggi?

BRIAN: provaci, Eddy, almeno provaci

EDDY: (si siede mettendosi la testa fra le mani) ... devo aver proprio toccato il fondo! (pausa, poi rivolto verso i tre con fare risoluto) … D'accordo! Volete che giochi? E allora giochiamo! Tanto disperato lo sono già di mio … a questo punto tanto vale che prenda le cose come vengono. Chi siete? E chi se ne frega! Da dove venite? Non me ne importa un fico secco! … va tutto bene, purché mi possiate dare una mano

BRIAN: e vvaii!

JEFF: questo è parlare!

SUSAN: siamo tutti con te!

EDDY: mi fa piacere … anzi, sapete che faccio? (prende tre fogli di carta e li consegna a ciascuno dei tre) vi do carta bianca, datevi da fare

SUSAN: ma, Eddy, che intendi fare?

EDDY: io? Assolutamente nulla, se non andarmi a mettere un po’ in sesto

JEFF: ehi, dico, non pretenderai mica …

EDDY: eh, no! Pretendo eccome, invece! Voi mi avete ficcato in questo pasticcio e voi mi tirerete fuori

SUSAN: ma, Eddy …

EDDY: (comincia ad allontanarsi) vi conviene non perder tempo

BRIAN: ma, Eddy …

EDDY: (si allontana ancora di più) ogni secondo è prezioso

JEFF: ma, Eddy …

EDDY: stupitemi! (esce)

SUSAN, BRIAN, JEFF: ma Eddyyyyy …!!!!!

(buio)

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

(Si riprende la scena così come lasciata alla fine del primo atto)

Scena I

SUSAN:    beh, che si fa? Qualcuno ha qualche idea?

JEFF: che razza di domande fai? A noi le idee non vengono, semmai è l'autore che ce le mette in testa!

SUSAN:    eppure qualcosa dobbiamo inventarci. Su, ragazzi, in fondo potrebbe essere interessante … per una volta sfuggiamo alla dittatura dell'autore e proviamo a metterci del nostro!

BRIAN: ma che cavolo dici? Da quando in qua sono i personaggi a scrivere l’opera?

SUSAN: e da quando in qua i personaggi se ne vanno a spasso nel mondo reale?

JEFF: è evidente che qualcosa è andato all’aria. Ma noi che ci possiamo fare?

SUSAN: proprio niente, se non dare il nostro contributo, che però non è poco. Insomma, chi può conoscerci meglio di noi stessi?

JEFF: non solo, chi meglio di noi conosce l’autore, dal momento che ne siamo parte?

BRIAN: ma quanta filosofia! Qui però servono fatti, non chiacchiere

JEFF: anche questo è vero. Dobbiamo metterci subito al lavoro, ma da dove partiamo?

SUSAN:    una traccia l'abbiamo già, possiamo lavorare sulle bozze di Eddy.

BRIAN: proviamo a mettere in scena la vicenda. Ci aiuterà a capire se funziona.  Jeff, per il momento tu farai Ted Wilson, la vittima, … siediti qui (Jeff esegue) … Susan, vicino a lui (si posiziona), mentre io sto fuori ad aspettare un cenno di Susan per entrare e ammazzare Ted (Brian esce)

(Susan e Jeff si posizionano. Si crea un’atmosfera su luci-musica da thriller. Susan si scosta e poi fa un cenno. Entra Brian con un coltello. Brian avanza lentamente col coltello in mano e fa per colpire Jeff-Ted)

SUSAN: (urlando disperata) Nooooooo

(luci e musica da thriller si interrompono bruscamente)

BRIAN: ma che fai? così svegli tutto il vicinato! Sei la mia complice, mica una sentinella irlandese!

SUSAN: no, io dicevo “no” a te. Che stai facendo?

BRIAN: come che sto facendo, cosa vuoi che faccia? Sono l’assassino, sto per uccidere, non si capisce?

SUSAN: ma s’era detto che il coltello non andava bene, non ricordi?

BRIAN: un momento, questo l’aveva detto l’autore, ma ora abbiamo la libertà di fare di testa nostra … e a me piace il coltello, va bene?

JEFF: Beh se posso dire la mia… perché a questo punto posso, vero?

BRIAN: Certo che puoi. L’autore non c’è. Possiamo dire quello che vogliamo, pensare quello che vogliamo…

JEFF: Bene… Allora io dico che a me il coltello non piace. Non vorrei che ti scappasse e mi facessi male sul serio.

SUSAN: prova la calza …

BRIAN: (spazientito) e va bene, proviamo con la calza

(rifanno la scena, ritornano luci e musica da thriller di prima, stavolta Brian avvinghia il collo di Jeff-Ted con la calza e lo trascina per terra. Per un bel po’ i due rotolano in qua e in là …)

SUSAN: (fingendo per la scena, con convinzione) Oddio, O mio dio….Oddio, Ted caro…

(ma i due rotolano dimenandosi per un tempo decisamente troppo lungo. Jeff-Ted non cede a morire)

SUSAN: (sempre meno convinta) Oddio, O mio dio….Oddio…. ragazzi, però così facciamo notte!

(luci e musica da thriller si interrompono bruscamente. I due si fermano)

JEFF: il problema è che non si sa mai quanto uno ci mette a schiattare

BRIAN: Già e poi come faccio io a sapere che non sta fingendo? … mica posso mollare se non sono sicuro di averlo accoppato

SUSAN: scusami se ti ricordo un particolare: lo devi ammazzare per finta!

BRIAN: non so se sono capace di ammazzare per finta

JEFF: facciamo così: rivoltella e non se ne parla più … almeno quella non lascia dubbi

BRIAN: che palle, prima tante storie sulla liberazione dalla tirannia dell’autore e poi si finisce col fare comunque quello che dice lui

SUSAN: non te la prendere, può anche capitare che un autore scriva un buon testo … non sono tutti da buttar via e certe volte hanno delle buone idee.

BRIAN: e vada per la rivoltella

(riprovano. Stesse luci e musica da thriller. Brian entra e spara da dietro a Jeff, che cade all’indietro)

BRIAN: ma che fai, cadi all’indietro?

(luci e musica da thriller si interrompono bruscamente)

JEFF: e dove vuoi che cada?

BRIAN: la pallottola ti spinge avanti, è in avanti che devi cadere

JEFF: ma no, è indietro, la vittima si contrae sempre dalla parte che riceve il colpo.

BRIAN: Cade in avanti ti dico

SUSAN: per me è prima avanti e poi indietro

BRIAN: e che facciamo? “Avanti e ‘ndrè che bel divertimento?”

JEFF: facciamo che resto fermo dove sono … vedendomi immobile penseranno che sono morto

SUSAN: o che ti sei addormentato

BRIAN: senti, cadi un po’ dove ti pare e finiamo questa scena

(Stesse luci e musica da thriller. rifanno la scena, Jeff cade e stramazza a terra in modo buffo. La posizione che assume a terra è tipicamente quella disarticolata di un morto), Susan e Brian fuggono fuori)

Scena II

(Entra Clara, barcollando e ancora assonnata)

CLARA: (strascicando le parole) ma cosa sono questi colpi? Signor Standford, signor Stan.. (vede il “cadavere” di Jeff-Ted) ahhhhhh! Chi è? Che è successo? Aiutoooo!!

(rientrano di corsa Brian e Susan)

SUSAN: signora O’Neil, si è svegliata?

CLARA: (indicando Jeff) lì, lì per terra, un morto! Aiuto polizia

JEFF: (alzando solo la testa) La polizia? (sentendosi chiamato balza energicamente in piedi) Chi è che è morto?

CLARA: ahhhhhh! (sviene per lo spavento, tra le braccia di Brian)

BRIAN: signora O’Neil! Signora! Aiutatemi

(stendono Clara sul divano e cominciano a schiaffeggiarla finché non si rianima)

CLARA: ehi, basta, basta … sto bene

SUSAN: come si sente?

CLARA: meglio, ma … ma che succede? (a Jeff) lei era steso per terra … che razza di scherzi sono? … e che mi è successo? Voglio immediatamente delle spiegazioni

JEFF: le spiegheremo tutto, ma ora si calmi

SUSAN: stavamo bevendo un tè assieme, se lo ricorda? (Clara annuisce), improvvisamente si dev’essere sentita male ed è svenuta. L’abbiamo soccorsa e sdraiata di là sul letto

CLARA: ho capito, ma ora, cos’è questa storia del morto non morto … e dov’è il signor Standford? Qui succedono troppe cose strane.

(i tre si guardano l’un l’altro per un momento)

JEFF: va bene, Clara, è giusto che sappia la verità

(Susan e Brian lo guardano stupiti)

JEFF: Siamo attori!

SUSAN: Davvero?

JEFF: Sì, Susan cara (le fa un vistoso occhiolino) ora puoi smettere di fingere.

BRIAN: Esatto, noi facciamo… teatro

CLARA: degli attori di teatro? Ma come? Lei non è suo cugino e lei la moglie e lei il marito della moglie di lui …

BRIAN: E’ tutto vero, si, ma siamo anche attori di teatro … è un problema?

CLARA: no, al contrario, mi piace il teatro.... ma cosa ci fate in casa mia?!

JEFF: Vede signora O’Neil, il teatro è in crisi, la gente si chiude in casa a guardare la tv e viene sempre meno a teatro. E’ dura tirare avanti senza fondi. Noi non abbiamo più nemmeno una sala prove. Ed Eddy ci ha messo a disposizione il suo appartamento per provare la nostra prossima commedia.

BRIAN: è proprio così. Un grand’uomo il suo Eddy

SUSAN: Già, un animo nobile.

CLARA: Dunque stavate provando?

BRIAN: Provando sì. O per meglio dire stavamo creando (enfatizzando alla Gasmann il concetto) A lei non dispiace vero se lo facciamo qui?

CLARA: tuttaltro! Da giovane recitavo nella filodrammatica del reverendo padre Brown. Ho sempre avuto un debole per il teatro … perché non continuate? Mi piacerebbe assistere

JEFF: va bene

CLARA: davvero? E’ fantastico. Non vado più a teatro per via del mio lavoro, non sapete quanto mi tiene occupata. Ed ecco che il teatro viene da me!

BRIAN: si metta qui, allora, e dica anche lei quale scena le piace di più

(inizia di nuovo la scena, con Brian che entra con il coltello)

CLARA: (balza in piedi) oh, è l’assassino, quello dev’essere l’assassino, l’ho riconosciuto dal coltello!

BRIAN: (seccato) bene signora, ed ora che ha fatto questa scoperta sensazionale, vorrebbe stare un po’ in silenzio e farci continuare la scena?

CLARA: certo, scusate … è che sono così eccitata!

(Brian torna fuori e rientra con la calza)

CLARA: (balza ancora in piedi) è l’assassino, ah ah, cosa crede che non l’abbia riconosciuta? Adesso non ha più il coltello, ma quella calza è molto sospetta. Io dico che lei è l’assassino, ne sono assolutamente certa

SUSAN: signora, abbia pazienza, cerchi di trattenersi fino alla fine della scena

CLARA: va bene va bene, scusate, non parlo più

(di nuovo, Brian stavolta con la rivoltella)

CLARA: (balza in piedi) ma cosa credete, che sia stupida? Adesso è ancora più evidente che è l’assassino

BRIAN: (perdendo la pazienza, le si rivolge minaccioso) ah si? Bene signora Fletcher  vediamo se indovina anche chi è la vittima (le punta contro la pistola)

SUSAN: (frapponendosi) perché non facciamo una pausa eh? (ammiccando a Brian e Jeff) e magari ci prendiamo ancora un po’ di tè?

JEFF: mi pare un’ottima idea! Clara, spero che ci vorrà fare compagnia

CLARA: un tè con gli attori! Che emozione, Come no!

SUSAN: bene, andiamo in cucina, staremo più comodi

(escono)

Scena III

(rientra Eddy, si guarda attorno e poi va in camera da letto)

(esce Susan dalla cucina, seguita da Jeff e Brian che trasportano Clara di nuovo addormentata)

SUSAN: stavolta ho raddoppiato la dose, dovremmo avere più autonomia

(si dirigono verso la stanza da letto)

SUSAN: fermi, fermi, c’è Eddy di là, non possiamo portarcela

BRIAN: e perché no?

SUSAN: non credo che gli piacerebbe sapere che abbiamo drogato per la seconda volta la sua padrona di casa … e poi è già anche troppo turbato, dobbiamo evitargli nuovi traumi

BRIAN: ma allora, dove la mettiamo?

JEFF: ... nello sgabuzzino, non si accorgerà nessuno e la tireremo fuori a lavoro finito, quando tutto ci potrà venir perdonato

BRIAN: ok

(sistemano Clara e si siedono attorno al computer. Entra Eddy)

EDDY: ah, siete qui. Allora, come procede? Bello eh, fare gli autori?

SUSAN:    abbiamo avuto qualche contrattempo, ma non sta andando male

EDDY:      quale contrattempo?

BRIAN: bah, cose da poco.

JEFF: Piuttosto, perché non ti riunisci a noi e vediamo di concludere insieme?

EDDY:      no, scusate, non me la sento ancora. Non riesco a pensare a qualcosa di diverso dai miei guai!

BRIAN:     facciamo cosi: per prima cosa buttiamo giù una roba da premio Pulitzer, poi, a Louise dirai che sei dispiaciuto per averla presa in giro, ma che noi eravamo soltanto degli attori che ti stavano aiutando a scrivere la storia.

SUSAN: ma si! Vedrai, una serata romantica con la scusa di festeggiare la pubblicazione metterà le cose a posto!

EDDY:      si, potrebbe funzionare, ma  … e voi? Non vorrei sembrarvi scortese, ma anche voi continuate a far parte dei miei problemi

JEFF: non preoccuparti per noi, ci leveremo dai piedi in qualche modo

SUSAN  ma potremmo anche fermarci qui, nella tua vita … è così divertente ...

(Eddy gli manda un’occhiataccia)

SUSAN  : ok, ok, come non detto

BRIAN: alla peggio ci metteremo a cercare un altro autore …

EDDY: questa dei personaggi che cercano un autore mi pare di averla già sentita …

JEFF: comunque, credo che il primo problema da affrontare sia il tuo impegno con l’editore, o no?

EDDY: hai ragione. Forse se comincio ad affrontare un problema alla volta riuscirò a venirne fuori

BRIAN: questo è parlar bene! Forza allora, diamoci dentro

(Eddy si unisce al gruppo, mettendosi al centro sul divano)

EDDY: mi pare ci fosse qualche dubbio sull’arma del delitto

BRIAN: io dico coltello

JEFF: no, no … l’ultima soluzione, quella della rivoltella è la migliore. Non sarà originale ma è efficace

BRIAN: (scocciato) basterà solo mettersi d’accordo su come far cadere a terra la vittima…

EDDY: perché?

BRIAN: ..no… dico, se si dovesse fare in teatro

EDDY: che c’importa? in quel caso sarebbe un problema del regista

BRIAN: giusto, che lavorino un po’ tutti, diamine!

EDDY: … e del movente, che ne pensate ?

BRIAN:     è classicissimo ma è anche realistico e credibile. Il denaro, l’energia che fa muovere tutto

EDDY: bene, e anche su questo ci siamo! I personaggi, ovviamente, non li posso cambiare o eliminare, altrimenti avrei già risolto almeno uno dei miei problemi!

JEFF: spiritoso!

SUSAN:    io avrei una piccola richiesta: non mi potresti ridimensionare un pochino? In realtà io non sono bella e fatale come mi descrivi! E poi tutti sanno che bella e fatale è sinonimo di stupida e leggerina!

EDDY: mi dispiace, ma mi servi proprio così.

JEFF: io non ci vedo niente di male

BRIAN:     nemmeno io, anzi, se posso dir la mia, a gran parte del pubblico piacerà un sacco. Come si dice: piuttosto che intelligente e brutta come una cozza …

SUSAN:    ha parlato Adone …!

EDDY:      basta così ragazzi, è solo un romanzo! Si va beh, voi siete reali, a quanto pare, ma per i lettori sarete solo immaginari ed ognuno vi immaginerà a modo suo … (sospira) ho bisogno di bere qualcosa, scusatemi un momento … voi continuate pure (va in cucina)

SUSAN:    cosa ve ne pare?

JEFF: credo possa funzionare!

BRIAN:     io ci sto prendendo gusto!

JEFF: si, si, è divertente, ma dobbiamo concludere qualcosa al più presto, altrimenti Eddy finirà veramente nei guai!

SUSAN:    era il momento della tua entrata in scena, Jeff. Il delitto è avvenuto, io e Brian ce ne siamo già andati, dopo aver preso il denaro dalla cassaforte, per depistare le indagini.

JEFF: entro io e comincio ad indagare, frugare, curiosare … e ad avere i primi sospetti.

BRIAN:     io e Susan, ovviamente, abbiamo evitato di sparire dalla circolazione, altrimenti per la polizia tutto quanto sarebbe fin troppo chiaro! Abbiamo deciso di stare al gioco, recitare da innocenti in attesa del momento buono per tagliare la corda

JEFF: ma io non sono uno stupido, fiuto subito l’odore di bruciato e vi metto sotto pressione fino a farvi cedere

BRIAN: bello! si … magari ci mettiamo un po’ di azione … tipo, che ne so … io potrei cercare di fuggire

JEFF: al che io ti bloccherei e ti ammanetterei, poi farei entrare Susan che vedendoti in manette si vedrebbe senza scampo e confesserebbe immediatamente

SUSAN: si, è molto credibile

JEFF: dici?

SUSAN: detta così, sembrerebbe di si

BRIAN: perché non proviamo? E’ un metodo collaudato

JEFF: d’accordo! Tu Susan esci di scena e tu Brian siediti qui

(Brian si siede su una sedia e Susan esce)

JEFF: ok, sei pronto?

BRIAN: si

JEFF: vediamo che succede … (entrando nei panni del detective) e così, per portare a compimento il vostro piano … lo hai ucciso! Farai così tanti anni di galera da non ricordare più quando ci sei entrato …

(Brian balza in piedi e cerca di aggredire Jeff, che però scansa il colpo e mette Brian fuori combattimento spingendolo contro il divano e bloccandolo da dietro)

JEFF: e così vuoi fare anche il furbo, eh? Ma non sai con chi hai a che fare …

(tenendo bloccato Brian, tira fuori le manette, spinge Brian a piegarsi in avanti, quindi armeggia da dietro per ammanettarlo. In quel mentre entra Louise)

LOUISE: (vedendo la scena equivoca) la situazione sta degenerando

(Jeff e Brian si ricompongono alla svelta e si girano verso Louise)

JEFF: ma chi diavolo … oh, Louise, sei tornata

LOUISE: già, bella stupida che sono, mi ero illusa di aver mal giudicato la situazione ed ero tornata per chiarire, ma vedo invece che non mi ero sbagliata affatto … siete proprio dei depravati!

BRIAN: ma perché, che abbiamo fatto?

LOUISE: oh, a voi sembrerà tutto normale, immagino … ma non vi vergognate a fare queste sozzerie … prima un marito con la moglie, poi un altro marito con la stessa moglie … (esasperata) ora persino un marito con l’altro marito!!

JEFF: (comprendendo l’equivoco) no, no, no … Louise, hai frainteso …io e Brian non stavamo facendo quello che pensi tu

LOUISE: ah no? (indicando le manette che penzolano da un polso di Brian) e quelle cosa sono?

JEFF: manette

LOUISE: dovresti prendere il modello con il rivestimento leopardato … una volta ne ho viste un paio nella vetrina di un sexy shop

(entra Susan)

SUSAN: ma quanto dovrebbe durare questo interrogatorio? Dovreste darmi un segnale per la mia (vede Louise e si blocca) … oh, Louise

LOUISE: ed ecco ricomposto il triangolo!

SUSAN: come?

LOUISE: adesso chissà come va avanti la scena … certo è che io non voglio averci a che fare … non vorrei che vi venisse in mente di cambiare … geometrie (fa per andarsene)

SUSAN: Louise, aspetta, che cos’è questa storia?

JEFF: (a Susan) Louise si è fatta un’idea sbagliata …  

LOUISE: non credo di voler sapere qual’ è quella giusta

SUSAN: non è come credi … noi non siamo quelli che pensi

LOUISE: (sconfortata) ormai ne ho sentite tante che nemmeno io so più cosa penso. Voi dunque non siete … quelli … insomma, in realtà siete …

BRIAN: i personaggi del romanzo di Eddy

LOUISE: (si alza) lo sapevo, che stupida, tornare qui sperando che … non importa, salutate Eddy da parte mia (fa per andarsene)

JEFF: no, aspetta … c’è qualcosa che devi sapere

LOUISE: ma va?

JEFF: siediti un momento … ti prego (Louise si risiede, poco convinta) beh, vedi, in realtà non è che siamo veramente i personaggi del romanzo, come ti ha detto Eddy … facciamo finta di esserlo

LOUISE: non capisco

BRIAN: siamo degli attori.

JEFF  Esatto. Eddy ci ha chiesto una mano per il romanzo, lo aiutiamo ad inventare la storia e già che ci siamo la rappresentiamo per avere un’idea di come viene

LOUISE: ma … davvero? Tutto qui?

BRIAN: tutto qui

LOUISE: ma perché Eddy non me l’ha detto subito? Che ci sarebbe stato di male?

JEFF: non è facile per un autore ammettere di non aver fatto tutto da solo

BRIAN: siamo il suo piccolo segreto … e lui ci paga perché resti tale

LOUISE: ho capito, ma perché inventarsi quella storia assurda? Mi sembrava di essere dentro una commedia …

JEFF: beh, si può dire che lo fossi

BRIAN: stavamo provando e, sai come succede agli attori, a volte ci si lascia prendere la mano e si finisce con l’identificarsi troppo con il personaggio

LOUISE: ma Eddy dov’è?

SUSAN: (sorpresa, come chi si ricorda d’improvviso di una cosa) credo sia di là in cucina, te lo vado a chiamare (esce)

LOUISE: non so che dire … così la cosa potrebbe avere un senso … ma non mi va giù di essere stata presa in giro … e proprio dal mio fidanzato!

(rientra Susan facendo un cenno sconsolato a Jeff e Brian)

SUSAN: mi devo essere sbagliata, Eddy non è di là

BRIAN: (allarmato) non è di là?

SUSAN: sarà uscito senza che ce n’accorgessimo

JEFF: mi pare dicesse di voler prendere una boccata d’aria … sarà uscito a fare due passi

LOUISE: allora l’aspetterò un po’ qui, se non vi dispiace

SUSAN: anzi, sarà un piacere fare due chiacchiere con la fidanzata del nostro Eddy

LOUISE: ma voi, lo conoscete da molto?

BRIAN: no, non molto tempo, per la verità … ma molto a fondo

JEFF: è una persona in gamba

SUSAN: dolce e sensibile

LOUISE: (a Susan) e tu che ne sai? Pensi di conoscerlo meglio di me?

SUSAN: beh, diciamo che io sono dentro i suoi pensieri (Louise la fulmuina con uno sguardo, gelosa quale è) … cioè voglio dire…ecco,gli sono stata molto vicina

LOUISE: vicina quanto? E quando?

SUSAN:  no, no, non farti strane idee … sarebbe lungo spiegarti, ma non c’è niente di male, te l’assicuro

JEFF: stavolta non ti stiamo mentendo …

SUSAN: è la verita

BRIAN: fidati

LOUISE: (dapprima perplessa, poi un po’ più accondiscendente) mi sa che avete ragione su Eddy … ma continuo a non capire cosa stia succedendo …

SUSAN: non pretendere di capire sempre tutto, a volte bisogna fidarsi

LOUISE: … va bene, voglio essere un po’ ottimista, tanto che mi costa?

SUSAN: brava

LOUISE: visto che Eddy non torna, forse è meglio che ripassi più tardi

JEFF: più tardi ti potrai chiarire anche con lui, vedrai

LOUISE: lo spero

SUSAN: sarà così, contaci

LOUISE: allora, a più tardi

SUSAN: a più tardi

(Louise esce)

Scena V

BRIAN: ma che diavolo è successo di là? Eddy non doveva solo andare a bere qualcosa?

SUSAN: … era avanzato del tè …

(corrono tutti e tre in cucina, poi escono trasportando Eddy)

JEFF: porca miseria, questa non ci voleva, ora dovremo far davvero tutto da soli … mettiamolo qui sul divano (eseguono) … ed ora, a noi

SUSAN e BRIAN: a noi!

(escono)

Scena VI

(Il divano con Eddy addormentato è in primo piano ma in penombra, mentre si illumina la scena dietro: si intravvede Ted seduto allo scrittoio. Entra Brian, furtivo, si avvicina a Ted da dietro. Alza la mano armata e spara! Ted oscilla avanti, poi indietro, poi avanti, poi indietro, ecc. quindi poi stramazza al suolo La musica si interrompe di colpo. Brian si avvicina al cadavere e si china per esaminarlo, entra Susan

[nota: Ted dovrebbe essere impersonato da qualcuno degli attori camuffati]

SUSAN:    Allora?

BRIAN:     (sussulta per lo spavento) accidenti, vuoi che muoia anch’io??

SUSAN:    scusami, ma non ce la facevo più ad aspettare … è .. è morto?

BRIAN:     tu che ne dici?

SUSAN:    (si avvicina ad esaminare il cadavere) che impressione … non posso credere che l’abbiamo fatto davvero!

BRIAN:     non vorrai mica tirarti indietro, ora!

SUSAN:    non intendevo questo.

BRIAN:     forza, mettiamo un po’ tutto a soqquadro e portiamo via il denaro … dovrà sembrare una rapina. (eseguono. L’appartamento torna così nello stato confusionale in cui si era presentato all’inzio della commedia)

BRIAN:     direi che così può bastare. Adesso andiamocene e procediamo col piano.

SUSAN:    ok, domani mattina ci presenteremo qui, ignari di tutto, recitando la nostra parte.

BRIAN:     poi, quando le acque si saranno calmate, incassati i soldi dell’assicurazione, faremo sparire le nostre tracce… è ora di sgomberare, andiamo …

(Susan indugia guardando il cadavere, Brian l’afferra per un braccio e la porta via)

           … andiamo!

(Buio. Il cadavere “esce” di scena)

Scena VII

(Rientrano Jeff, Brian e Susan)

JEFF: dunque, signorina, lei è la segretaria!

SUSAN:    esattamente, detective.

JEFF: e com’erano i suoi rapporti con Ted Wilson ?

SUSAN:    oh, molto buoni, davvero … lei avrà saputo che in passato c‘era stato qualcosa tra noi … si, insomma, avevamo avuto una storia … ma ci siamo presto accorti che le cose sarebbero funzionate meglio rimanendo solamente amici.

JEFF: capisco. E lei, signor Ohrostowskj, se non sbaglio lavora qui come giardiniere.

BRIAN:     non sbaglia detective, da due anni.

JEFF: voi due siete fidanzati?

SUSAN:    si, ci siamo conosciuti proprio in questa casa!

JEFF: (passeggia per un po’ in silenzio) povero signor Wilson. Ucciso per pochi soldi. E chissà a chi finiranno ora tutti i suoi beni. Non aveva eredi, per cui …

SUSAN:    credevo fosse assicurato!

JEFF: in effetti è vero, una polizza esiste … lei ne conosce anche il beneficiario?

SUSAN:    no, non ho idea di chi possa essere!

JEFF: ignora forse che Ted Wilson aveva indicato proprio lei come beneficiaria in caso di morte?

SUSAN:    oh, davvero?

BRIAN:     che sorpresa!

JEFF: ebbene si, lei era la beneficiaria all’atto della stipula … ma non lo è più alla data attuale!

SUSAN:    come?

JEFF: eh si, cara signorina Barkley, in tempi recenti Ted Wilson ha avuto un ripensamento ed ha fatto cambiare il beneficiario

SUSAN: …e … se posso chiedere, chi sarebbe il fortunato?

JEFF: (sorpreso dalla battuta di Susan, esce dal personaggio, parlando sottovoce) ehi, ma questa non l’avevamo concordata. Che ti salta in mente?

SUSAN: (sottovoce) la libertà del personaggio, Jeff … se tutto è pianificato e concordato, che libertà è?

BRIAN: (sottovoce) ehi, personaggi liberi, guardate che così non ne veniamo più a capo. Vi dispiace rientrare, per favore?

JEFF: (di nuovo, in voce, nel personaggio) perché, signorina, saperlo le cambierebbe forse qualcosa?

BRIAN: no, detective, ma deve ammettere che la curiosità della signorina Barkley è legittima

SUSAN: del resto, cosa cambierebbe se ci svelasse il nome del nuovo beneficiario?

JEFF: (sottovoce) grazie tante, cercavo solo di prendere tempo … mi hai fatto una domanda del cavolo… (in voce) soddisferò subito la vostra curiosità (riprende a passeggiare in evidente difficoltà nell’improvvisare una risposta)

BRIAN: ebbene?

JEFF: non c’è fretta, signor Ohrostowskj …

(entra Clara, uscita dallo sgabuzzino, ancora tutta rintronata dal sonnifero, e si mette a vagare per la stanza. Jeff la vede ed ha un’illuminazione)

JEFF: la cara zia Clara!

SUSAN e BRIAN: (guardando verso Clara) eehhh?

JEFF: la persona alla quale Ted Wilson era più affezionato

CLARA: (farfugliando, come ubriaca) l’afff… l’afffitt … l’afffitto … il signor Standford … l’assegno … sono qui per l’assegno … signor Standford (continuando a camminare come una zombie, esce in cucina)

(Brian e Susan si affrettano a coprire Eddy sul divano con un telo)

BRIAN: (sottovoce, a Jeff) stai tirando Clara dentro la storia, succederà un casino!

SUSAN: (sottovove) ci metterai ancora più nei pasticci

JEFF: (sottovoce, piccato) chi di libertà ferisce, di libertà perisce … (in voce) e questo (tira fuori un assegno) è l’assegno allegato alla polizza …

BRIAN: (sottovoce) e quello, da dove spunta?

JEFF: (sottovoce) mi sono preso qualche libertà anch’io

BRIAN: (si avvicina a Jeff e gli toglie l’assegno, poi sottovoce) fa vedere … (in voce) un assegno per la signora Clara O’Neil

CLARA: (esce in quel momento dalla cucina, sempre piuttosto rintronata) un assegno? Per me? (va verso Brian) ah, certo, lei è l’assicuratore (gli prende l’assegno, ma Brian non lo molla)

BRIAN: si sbaglia, io sono l’assassino (tira a sé l’assegno, ma anche Clara non lo molla)

CLARA: lo so, è quella storia dell’attore, che però è un assicuratore (tira a sé l’assegno)

SUSAN: (interviene e prende l’assegno) Brian, quel che è giusto è giusto, l’assegno è per la signora O’Neil … è Eddy che ha deciso così

BRIAN: ma tu che gioco fai? Dovresti essere la mia complice

CLARA: e invece è la moglie del cugino del signor Standford … o forse lo è stata … non me lo ricordo più …

JEFF: non si preoccupi, l’importante è che lei venga pagata, come vuole il nostro caro Eddy

SUSAN: lui si che è proprio una brava persona

BRIAN: pensi ai sacrifici che ha fatto per onorare il suo debito … e ora sarà costretto a farne degli altri

JEFF: e non potrà più aiutare nemmeno noi

SUSAN: allora, addio prove

BRIAN: addio compagnia

JEFF: (con enfasi) addio teatro!

CLARA: … beh … mi dispiace, ma … non so cosa farci

SUSAN: potrebbe mostrarsi un po’ generosa

CLARA: non cercate di farmi sentire in colpa, questi soldi sono miei, mi spettano

JEFF: per carità, siamo tutti d’accordo

SUSAN: ci mancherebbe

BRIAN: quel che è giusto è giusto

JEFF: non parliamone più … anzi (ammiccando verso Susan e Jeff) perché non ci beviamo su una bella tazza di tè?

BRIAN: ottima idea … ci penso io … ho già tutto l’occorrente (va in cucina)

CLARA: veramente io non …

SUSAN: non ci faccia questo torto, signora! Ora che ha avuto ciò che voleva ha un motivo in più per stare un po’ con noi in allegria

CLARA: beh, siete ben dei tipi strani, devo dirlo … però siete anche simpatici

BRIAN: (entra con il tè) ecco qua, questa, signora O’Neil, è per lei … ci ho già messo tutto

CLARA: tutto?

BRIAN: intendo, latte e zucchero … tre cucchiaini, vero?

CLARA: esatto, il tè mi piace dolce (ne prende un bel sorso) ehmm, come fate voi il tè non lo fa nessuno

BRIAN: può ben dirlo! (le riempie di nuovo la tazza) non faccia complimenti

CLARA: poi mi dovrete dire quale tipo di miscela usate … è così rilassante (ha un mancamento, gli altri la sorreggono)

JEFF: signora O’Neil, dovrebbe controllare l’assegno … manca la sua firma

CLARA: la mia firma?

JEFF: si, per riscuoterlo lo deve firmare

CLARA: (barcolla e gli altri la sostengono) oddio, non so se ce la faccio … gli occhi mi si chiudono

BRIAN: coraggio, l’aiutiamo noi … (le mette in mano una penna) ecco, proprio qui (Clara firma) … benissimo

JEFF: ora può andare a riposarsi

CLARA: ah … si, è la cosa migliore … ma prima, potrei avere ancora un goccio di quel tè?

SUSAN: quanto ne vuole (riempie la tazza e la mette in mano a Clara)

(Jeff e Brian aiutano Clara ad alzarsi e l’accompagnano verso il ripostiglio)

JEFF: venga, Clara, l’accompagnamo a farsi un meritato riposino.

(chiudono il ripostiglio e tornano in scena)

SUSAN: (a Brian) ma che le hai fatto firmare?

JEFF: quello non era un assegno, vero?

BRIAN: un piccolo regalo per Eddy, una ricevuta del pagamento di tutto l’affitto arretrato

SUSAN: sei grande Brian!

BRIAN: beh, era il minimo (appoggia la ricevuta sul tavolino) …

JEFF: molto bene! dunque, dov’eravamo arrivati?

BRIAN: al punto cruciale dell’interrogatorio

JEFF: riprendiamo da lì

(riprendono le posizioni dell’inizio della scena)

JEFF: (riprendendo il ruolo del detective) ebbene si, signorina Barkley, qualcosa ha fatto cambiare idea a Ted Wilson. Lei ha una spiegazione a questo suo ripensamento?

BRIAN:     detective, dove vuole arrivare?

JEFF: cerco solo la collaborazione di tutti per risolvere questo caso … e penso proprio che, a questo punto, sia utile che voi due mi accompagnate alla centrale. Ci sono molte cose che potreste aiutarmi a chiarire. Spero che per voi non sia un problema!

BRIAN:     si figuri, siamo a sua completa disposizione! (escono)

(Pausa. Rientra Jeff, visibilmente soddisfatto)

JEFF: caro detective Peterson puoi pure segnare “novantotto” sul tuo curriculum. L’ultimo caso è stato così semplice che quasi stento ad attribuirmene il merito. Non so se più abbia fatto la mia arguzia o l’ingenuità di quei due. E’ bastato un mezzo giro di vite e quelli sono crollati come mura d’argilla. Al povero Ted Wilson interesserà ben poco, ma almeno la giustizia questa volta ha fatto il suo corso!                (esce)

(buio)

Scena VIII

(La scena si ripresenta come all’inizio, con Eddy steso sul divano ed il telefonino che comincia a suonare. Dopo parecchi squilli Eddy si desta, toglie il telo che lo ricopre, cerca il telefonino e risponde)

EDDY:      pronto? … Miller! … Guardi, io non so cosa mi sia successo … ma lei deve capire … come? … il romanzo? … lo ha trovato entusiasmante … ma … non capisco … come? … i personaggi azzeccati … si, si la sto ascoltando … mi sento bene si … da lei questa sera per l’annuncio alla stampa specializzata … D’accordo … alle nove … va bene … a.. arrivederci! (posa il telefono rimanendo per un pò immobile con lo sguardo nel vuoto, poi si ridesta ed incomincia a guardarsi attorno e a cercare i personaggi) … Brian … Susan … Jeff … dove vi siete cacciati? … ma dove diavolo … (suona il campanello, Eddy  va ad aprire. Entra Louise con un fascicolo)

LOUISE:   oh, Eddy, è fantastico! L’ho già letto tutto!

EDDY:      letto … che cosa?

LOUISE:   dai, non scherzare, questa cosa è troppo importante e troppo bella!

EDDY: ma di che stai parlando?

LOUISE: il tuo romanzo, cretinetti! … Mi ha telefonato Miller per invitarmi alla presentazione di questa sera e mi ha proposto di passare da lui per averne una copia in anteprima … è a dir poco entusiasmante! Sei stato grande! … Beh, non dici niente? Miller era incredulo e ammirato per la tua fantasia. Ha detto che gli sembra impossibile che tutte quelle cose siano uscite da una mente sola.

EDDY: eh, sembra impossibile anche a me

LOUISE: beh, tutto qui quello che hai da dire?

EDDY:      scusami, cara … è che non ricordo … non sei più arrabbiata?

LOUISE:   io? e quando mai? Sono giorni che non ci vediamo! Del resto so quanto sia importante per te startene tranquillo mentre lavori a qualcosa di nuovo!

EDDY:      no, no, no, un momento, un momento … tu non sei passata qui stamattina?

LOUISE:   certo che no! … ma, Eddy, ti senti bene?

EDDY: si, sto bene è che sono un po’ frastornato

LOUISE: posso capirlo … certo che quel Brian, quella Susan e quel Jeff te ne hanno prese di energie!

EDDY:      allora li hai conosciuti anche tu?

LOUISE:   ma certo, è tutto scritto qui! (apre il fascicolo ad una pagina a caso)  “… era una lucente rivoltella quella che Ted Wilson aveva puntata alla nuca “ (cambia pagina e legge ancora) “… la bella Susan e Brian Ohrostowskj, l’amante di sempre, avrebbero così potuto realizzare il loro sogno …” (cambia ancora pagina) e poi ancora:  “… l’infallibile detective Jeff Peterson, 97 casi affidati a lui per 97 casi risolti, un genio dell’anticrimine …” visto? So tutto di loro!

EDDY: (incredulo) lo vedo

LOUISE: e che genialata, alla fine, infrangere i sogni dei malfattori facendo ereditare tutto alla zia Clara

EDDY: (strabuzzando gli occhi) zia Clara ??!?

LOUISE: si, che c’è di strano?

(Eddy comincia a camminare pensieroso per la stanza)

LOUISE: si può sapere che cos’hai?

EDDY: non so proprio cosa pensare

LOUISE: e a che dovresti pensare? Hai solo da goderti il momento

EDDY:      (comincia un po’ alla volta a ridere, sempre più forte) Non ci posso credere … tutto questo è successo … e io non mi ricordo niente!

LOUISE:   Non ti capisco Eddy…

EDDY: Ho scritto un romanzo … e non mi ricordo neanche di che cosa parla!!

LOUISE:   dev’essere l’effetto dello stress, ho già sentito parlare di fenomeni di questo tipo.

EDDY: mi sembra impossibile … (continua a cercare nella stanza i tre personaggi)

LOUISE: ma che fai?

EDDY: niente, niente

LOUISE: si, si, è sicuramente lo stress … ma non ti preoccupare, vedrai che dopo qualche giorno di riposo tutto quanto ti apparirà più chiaro! L’importante è che tu ci sia riuscito!

EDDY:      ti giuro che loro erano qui, Louise!

LOUISE: loro, chi?

EDDY: i miei personaggi, Susan, Brian e Jeff

LOUISE: certo che erano qui

EDDY: allora lo confermi anche tu?

LOUISE: erano dentro la tua testa e visto che la tua testa era qui … (ride)

EDDY: no, no, Louise, intendo dire che sono stati qui con me davvero … anzi, se devo dirla tutta, sono loro che hanno sviluppato la storia

LOUISE: questo non mi sembra affatto strano, in verità ho sempre pensato che succedesse così … il famoso momento creativo

EDDY: cosa?

LOUISE: ma si, è normale, che cos’è una storia se non l’insieme delle storie dei personaggi?

EDDY: ma quelli parlavano, Louise e si muovevano persino

LOUISE: e che altro vorresti che facessero … non sono forse la rappresentazione delle diverse realtà umane? Quando parlano sei tu che parli attraverso di loro e quando si muovono sei tu che ti muovi attraverso loro

EDDY: (esasperato) Louise!! Scendi con i piedi per terra, per favore! Ti sto dicendo che li vedevo, li sentivo e ci parlavo nel vero senso della parola … abbiamo anche lavorato assieme, su questo divano … poi … poi sei arrivata anche tu e ti sei arrabbiata perché non ho saputo spiegarti la presenza di queste persone …

LOUISE:   lo vedi che te lo sei sognato! Me ne ricorderei, non ti pare?

EDDY: (rimane sorpreso, poi riflette un momento, fa un sospiro e si rasserena, sorridendo a Louise) un sogno … tutto quanto solo un sogno

LOUISE: (sventolandogli il romanzo davanti agli occhi) che per fortuna è diventato realtà

EDDY: si, hai ragione … (indugiando un attimo, poi divertito) … sai qual è la cosa più divertente? Che nel sogno c’era anche la O’Neil, che mi tormentava per gli arretrati da pagare

LOUISE: (vede la ricevuta sul tavolino) beh, questo è certo che te lo sei sognato, perché a quanto vedo sei perfettamente in regola (porge la ricevuta a Eddy)

EDDY: (guarda la ricevuta incredulo) ho già anche pagato l’affitto! Ma oggi è la mia giornata!

LOUISE:   e allora andiamo a concluderla in bellezza (trascina con sé Eddy, che però si ferma un momento) … beh?

EDDY: (scuote il capo e sorride) che sogno!               

(Louise lo trascina con sé. I due escono sbattendo la porta. Nello stesso istante si apre la porta dello sgabuzzino, dove appare Clara che sta russando fragorosamente)

(Buio. Musica)

FINE

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