Astuzie e gelosie

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Astuzie e gelosie

commedia brillante in due atti  

di Fulvio Barni e Maria Letizia Ceccuzzi

Liberamente tratta da “La Gelosia” di Anton Francesco Grazzini detto “il Lasca”

Personaggi:

Giovacchino: un vecchio signore

Lucia: moglie di Giovacchino

Giulio: figlio di Giovacchino e Lucia

Orsola: loro giovane domestica

Il Mosca: loro domestico

Lazzero: un vecchio signore

Camilla: nipote di Lazzero

Agnese: loro domestica

Giannino: loro domestico

Piero: innamorato di Teresa, sorella di Giulio

Riccio: suo domestico

Siamo in una piccola piazza di Firenze dove sulla destra ci sono i portoni di casa di Giovacchino e Piero, e sulla sinistra quello di Lazzero. Agli angoli del fondale due uscite fungono da strade.

La vicenda potrebbe svolgersi tranquillamente sia verso la metà del cinquecento, com’è collocata la commedia originale, sia fino alla fine del XIX secolo. Quando le case, le strade e le piazze erano prive d’illuminazione elettrica. Tanto è vero che i personaggi, o gruppi, ogni volta che entrano in scena hanno con se una lanterna.

La trama

Piero è innamorato di Teresa, figlia di Giovacchino, al quale chiede la mano e gli viene concesso di sposarla. Lazzero, però, vecchio e ricco vicino di casa, s’invaghisce a sua volta di lei e riesce a farsi promettere da Giovacchino la mano della figlia togliendola così a Piero. Giulio, fratello di Teresa, e Piero, amici fraterni, insieme ai loro astuti domestici, “il Riccio e “il Mosca”, architettano uno stravagante piano per far rinunciare Lazzero alle nozze. E per il vecchio ricco, oltre al danno anche la beffa, perché Giulio, innamorato della di lui nipote Camilla, sempre sorvegliata a vista e tenuta sotto chiave, riesce con uno strattagemma a passare la notte con lei.

La scena è vuota. Entrano dal lato dove si trova la casa del signor Giovacchino, Orsola e Giulio. Orsola ha in mano una lanterna per far luce.

Giulio: Il Riccio dovrebbe essere qui tra poco.

Orsola: Speriamo che arrivi alla svelta perché è un freddo che si gela.

Giulio: Non stare in mezzo alla strada, però, non ti devono vedere vestita così.

Orsola: Ma non lo vede che sono da una parte.

Giulio: E togli questo lume che attira l’attenzione ….

Orsola: O chi vuole che ci sia per le strade a quest’ora?

Giulio: T’ho detto togli questo lume.

Orsola: Ma io ho paura di restare qui al buio!

Giulio: E di che hai paura?

Orsola: Di preciso non lo so, però ho paura.

Giulio: Ti ricordi quello che devi fare? …..

Orsola: Mi ricordo benissimo …. Però sia chiaro che se mi succede qualcosa la colpa sarà tutta la sua, èh.

Giulio: Stai tranquilla che non ti succederà niente ……

Orsola: Speriamo bene …… (modo di dire) ma il giorno dopo era morto …….

Giulio: Hai capito o no quello che ti ho detto?

Orsola: Che m’ha detto?

Giulio: Allora mi prendi in giro! ….Devi togliere questo lume se no ti possono vedere.

Orsola: Ho capito, ma dove lo metto?

Giulio: Portalo in cucina, in camera tua, dove ti pare, basta che lo togli dal mezzo.

Orsola: E poi che devo fare?

Giulio: Ti metti dietro la porta di casa e aspetti il cenno che ti farà Piero.

Orsola: Che idea che vi è venuta tra tutti …. Speriamo bene ……

Giulio: Qual è il cenno che ti farà Piero?

Orsola: Batterà tre volte le mani, così …. (batte tre volte le mani)

Giulio: Va bene. …. E dopo che devi fare? …..

Orsola: Apro la porta e vengo fuori.

Giulio: Benissimo. Ora entra in casa e stai con l’orecchi tesi.

Orsola: Cercate di fare una cosina di giorno però, èh. Non è che staremo qui tutta la notte. (fa per uscire)

Giulio: Chiacchiera meno e fai quello che devi fare ….. (Orsola torna indietro)

Orsola: Senta signor Giulio, ma perché non mi spiega di preciso a che serve quello che m’ha detto di fare?

Giulio: Ora non c’è tempo. Quando è finito tutto te lo spiego.

Orsola: Bel discorso! Quando è finito tutto forse ci sono già arrivata da me. Io lo voglio sapere ora.

Giulio: Orsola, non cominciare, èh. T’ho detto che dopo te lo dico.

Orsola: E io ritorno in casa e vado al letto …. (fa per uscire)

Giulio: O vieni qua che te lo dico, su. Tanto se no mica mi dai pace.

Orsola: O cominci, su ……

Giulio: Te lo conosci Piero Miraboni?

Orsola: Ma che discorsi fa? ….. Certo che lo conosco. Sta qui accanto.

Giulio: Tempo fa mi disse che era innamorato di mia sorella e che l’avrebbe sposata volentieri.

Orsola: E che c’è che non va bene? ….. mi sembra un bravo ragazzo …..

Giulio: A me andava benissimo ….. Allora ne parlai al mio babbo, a la mia mamma e a Teresa …. andava bene anche a loro. Tutti felici e contenti.

Orsola: Se nonché è successo qualcosa ……

Giulio: La cosa sembrava fatta e a quest’ora sarebbero già sposati se non  fosse entrato nel mezzo quel rimbambito di Lazzero …… che gli venisse un accidente …..

Orsola: Lazzero? ….. (indica il luogo) Lazzero che sta di casa qui davanti….

Giulio: Proprio lui! ….. hai visto che spesso viene in casa nostra perché è in affari col mio babbo.

Orsola: Viene quasi tutti i giorni ……

Giulio: Mia mamma, per essere cortese, spesso gli dice di fermarsi a cena o a pranzo e lui, gli venisse un altro accidente, non rifiuta mai.

Orsola: E nemmeno mangia poco …...

Giulio: Insomma …. praticamente s’è innamorato di Teresa e ora la vuole sposare.

Orsola: Ma chi? Quel rincoglionito?

Giulio: Si! E siccome ha detto che di dote non vuole niente, Il mio babbo ha abboccato subito … Però nello stesso tempo ha preteso che a Piero glielo dicessi io.

Orsola: E il signor Piero che ha detto?

Giulio: O che vuoi che abbia detto, poveraccio. Gli è dispiaciuto. Ha detto che il mio babbo non è una persona seria, che avrebbe rinunciato anche lui a la dote, ma non c’è stato niente da fare. Il mi’ babbo la vuole dare a Lazzero in tutti i modi.

Orsola: Povera signorina Teresa, mi dispiace ….

Giulio: E ora l’unica possibilità di salvezza per Teresa e Piero è di fare in modo che queste nozze non si facciano.

Orsola: E che avete pensato di fare?

Giulio: Siccome, il Riccio, il domestico di Piero, è stato per parecchi anni a servizio da Lazzero, e di lui si fida, abbiamo pensato di fargli credere che Teresa è da anni l’amante di Piero e che tutt’ora si vedono di nascosto due volte la settimana.

Orsola: Però!Bella pensata! Bravi …..

Giulio: E che se Lazzero volesse, Riccio gli fa vedere come si svolge tutta la manfrina di quando s’incontrano….

Orsola: Perché no. Potrebbe funzionare …..

Giulio: Infatti Lazzero ci ha creduto subito. Tanto è vero che domenica doveva dare l’anello di fidanzamento a Teresa, ma ha fatto sapere al mio babbo che ci vuole pensare ancora qualche giorno.

Orsola: E siete sicuri che questa cosa riesce?

Giulio: Non lo so! Comunque per non mandarla tanto a lungo abbiamo pensata di farla stanotte.

Orsola: E che farete?

Giulio: Teresa non ha voluto partecipare, ecco perché ha convinto te a prendere il su posto.

Orsola: Ora forse comincio a capirci qualcosa ….. e come si dovrebbe svolgere questa cosa.

Giulio: Il Riccio porterà Lazzero a casa nostra, in modo che veda e senta Piero che farà strani cenni.

Orsola: E se Lazzero si accorge che io non soni la signorina Teresa?

Giulio: Speriamo di no! Comunque  ‘l Riccio lo terrà a distanza e poi la luce debole non l’aiuterà.

Orsola: È una bella invenzione. Mi auguro che riesca ….. Prima di tutto per la signorina Teresa.

Giulio: (entusiasta) E se tutto va bene qualcosa dovrebbe toccare anche a me che sono innamorato pazzo di Camilla, la nipote di Lazzero che sta in casa con lui.

Orsola: Secondo me ne volete fare troppe in una volta sola.

Giulio: Il Riccio m’ha detto che ha pensato ad un’astuzia e farà in modo che questa sia una bella notte anche per me.

Orsola: Io l’aiuto volentieri, basta che non mi metta nelle peste col suo babbo e la sua mamma e mi mandino via dal lavoro.

Giulio: Fidati di me …….

Orsola: Di lei mi fido, è del Riccio che mi fido poco. È un capo matto di prima categoria.

Giulio: O forza, su, vai a posare il lume e fai tutto quello che t’ho detto…..

Orsola: (mentre esce) E dai con questo lume …. Certo che però quando ci si mette è noioso un bel po’.

Giulio: Riccio non si vede ….. è meglio che lo chiami perché è l’ora …. Riccio …. Riccio ….

Riccio: Chi è? … (entra) Ah, è lei signor Giulio?

Giulio: Ma non eravamo rimasti per le sette?

Riccio: Infatti hanno battuto in questo momento le sette …. Forse è meglio chiamare il signor Piero, in modo che quando arriva Lazzero, sia tutto pronto.

Giulio: Dov’è Piero?

Riccio: Nella camera a pianterreno che aspetta.

Giulio: Vai a chiamarlo, forza.

Riccio: Ci vado subito. (esce)

Giulio: Speriamo che vada tutto liscio …… Certo, che il mio babbo e Lazzero non ci rimarranno per niente bene. A me non me ne frega niente, peggio per loro! (rientrano Riccio e Piero)

Piero: Giulio …. noi siamo pronti ….

Riccio: Avete preparato tutto come siamo rimasti d’accordo?

Giulio: È tutto a posto ….. Anche l’Orsola è pronta.

Riccio: E dov’è?

Giulio: Davanti alla porta che aspetta.

Riccio: Vestita?

Giulio: O che nuda? …. Con questo freddo …

Riccio: Volevo dire se è vestita con i panni della Teresa.

Giulio: Con quelli che Teresa porta per le feste. Lazzero l’ha vista parecchie volte vestita così.

Riccio: O su, ora andate in casa. Lazzero potrebbe arrivare da un momento all’altro. Non si sa mai. Mi sembra strano che non sia già venuto … (concitato ai due) Eccolo che arriva! ….. in casa, forza ….. Signor Piero, lei se lo ricorda che deve fare, vero.

Piero: Stai tranquillo …. (i due escono – entra Lazzero adagio, adagio con una lanterna in mano)

Lazzero: Hai capito quello che ti ho detto?

Riccio: O con chi parla che un vedo nessuno? (entra Agnese)

Agnese: Andate pure signor Lazzero, penso a tutto io …. E buona fortuna ….

Lazzero: Buona Fortuna? O che devo passare il mar Rosso che ho bisogno della fortuna? Appena ho risposto a quelle lettere, torno a casa e vado subito al letto.

Agnese: Fate come volete …. Il padrone siete voi.

Lazzero: Vai  in casa e aspettami sveglia e ad una cert’ora metti il fuoco al letto.

Agnese: Andate tranquillo sgnor Lazzero, vi ho detto che penso a tutto io.

Lazzero: Ora chiudi la porta e vai in casa, su. (Agnese esce)

Riccio: Hanno finito ….. Voglio nascondermi per sentire se dice qualcosa. (Riccio si nasconde)

Lazzero: Stanotte c’è una tramontanina che ti spella l’orecchi. Meno male che ho messo il cappello ….. Sono uscito giusto perché voglio vedere con i miei occhi se quello che mi ha detto il Riccio è vero. Anche se mi sembra molto strano, èh. La famiglia di Teresa è tra le meglio di Firenze ……. Èèèèèh, bisogna che chi ha le figliole in casa e la moglie giovane ci stia più che attento, se no ….. (Riccio entra all’improvviso)

Riccio: Buona sera sor Lazzero ….

Lazzero: Oh! …. Chi è? …. Ah, sei te, Riccio? …… Buona sera …..

Riccio: È parecchio che siete arrivato?

Lazzero: Sono arrivato in questo momento …..

Riccio: Ho sentito che parlavi ….. Pensavi alla vostra futura moglie?

Lazzero: Vedrai che  lei in casa mia non c’entra. Chi la vuole la prenda pure! …..

Riccio: Non avete mica parlato con nessuno del piacere che vi faccio stasera? ……

Lazzero: Stai tranquillo che io i patti li rispetto …. non l’ho detto neanche all’Agnese.

Riccio: Se disgraziatamente arrivasse all’orecchi del signor Giulio o del signor Piero mi darebbero una scarica di botte. Voi lo sapete bene che sono tutti e due un po’ matti, vero? ….

Lazzero: Non aver paura. A me basta vedere se è vero quello che mi hai detto ….. Senti, dove mi devo mettere per vedere bene e sentire tutto?

Riccio: Tanto per cominciare spengete cotesto lume, perché c’è una luna piena che sembra giorno. (Lazzero spenge il lume)

Lazzero: (guarda in giro) È vero, mica mi ero accorto …

Riccio: Dunque, tanto perché sappiate tutto, il signor Piero subito dopo cena è andato al letto. Fa sempre così quando si deve incontrare con Teresa.

Lazzero: Ci vuole andare riposato, questo farabutto …..

Riccio: Gli ho detto che dovevo uscire perché stasera veniva a trovarmi un mio fratello da Bologna.

Lazzero: E questo che c’entra?

Riccio: Ora ve lo dico.  Vi faccio mettere un vestitaccio e un giubbottaccio di quelli miei così quando viene il signor Piero e vi vede gli dico che siete mio fratello.

Lazzero: Basta che non senta freddo, però, èh ….. E dammi anche qualcosa per coprirmi il capo se no finisco di affogare dal catarro.

Riccio: Ho portato anche un cappellaccio, state tranquillo.

Lazzero: E anche le scarpe che siano belle pese perché mi prende subito freddo ai piedi.

Riccio: Ho portato un paio di scarponi e poi vi faccio mettere anche una barba finta.

Lazzero: A che ora si trovano per solito Piero e la Teresa?

Riccio: Tra una mezzoretta. Ma se siamo pronti prima vado a chiamarlo.

Lazzero: Mi sta tutto bene, però mi è venuto un dubbio.

Riccio: Che genere di dubbio?

Lazzero: Che mi riconosca dalla voce.

Riccio: Fate finta di essere fioco, perdio. Ci vuole tanto a capirlo …… oppure parlate un’altra lingua …. lo conoscete il dialetto Romagnolo?

Lazzero: No! E pensare che lo dico sempre io, al giorno d’oggi è utile parlare qualche lingua in più.

Riccio: Ma me lo dite come fa il signor Piero a pensare che proprio voi siete qui?

Lazzero: Hai ragione! E poi se si fida di te non ci pensa davvero. Sbrighiamoci, su, prima che faccia più freddo.

Riccio: Si, si è vero. Anche perché si fa alla svelta  a fare tardi. (escono – entra Orsola)

Orsola: (si guarda l’abito) È proprio vero quando dicono che un bel vestito fa bella anche la stanga di un carretto …. Guarda qua che roba ….. Sembro davvero Teresa …. Quel vecchiaccio rincoglionito di Lazzero ci cadrà  senz’altro …….. (si guarda intorno) Ma qui non si vede nessuno ….. fa freddo e poi comincio ad aver paura al buio da sola…… forse è meglio se rientro dentro ….. (Lucia chiama Orsola)

Lucia: Orsola ….. Orsola ….

Orsola: (si agita) Oddio! Questa è la voce della signora  Lucia…..

Lucia: Orsola, dove sei? …..

Orsola: E ora che gli invento? ……..

Lucia: Ma dove sarà andata questa sciagurata …. Credo che con questa ragazza ci ricaveremo una poco di buono …..

Orsola: Potrei scappare ma dove vado ….. (entra Lucia)

Lucia: Orsola, ma sei diventata sorda?

Orsola: Oddio, mi ha visto ……. bisogna che inventi subito qualcosa ….. farò finta di essere sonnambula …. (cammina come un automa)

Lucia: Orsola. Ma che fai fuori con questo freddo? ….. (le guarda il vestito) Ma guarda questa sciagurata. Si è messa il meglio vestito di mia figlia.

Orsola: Chi è che mi chiama? …. Io non sono sveglia, io dormo ….

Lucia: Come, sarebbe a dire, dormi …. chi te l’ha dato l’ordine di mettere questo vestito? ….. a che ti serve? ….

Orsola: (fa finta di avere un sussulto) Chi è che fa tutto questo chiasso? .… Dormivo tanto bene.

Lucia: Voglio sapere chi ti ha detto di mettere il vestito della Teresa? ……

Orsola: Oh, poveretta me …. È tardi e ancora devo fare il pane …..

Lucia: Secondo me è ubriaca …

Orsola: L’impasto ormai è troppo lievito e devo rifarmi da capo ….

Lucia: Lascia stare il pane  e dimmi perché ti sei messa il vestito di mia figlia?

Orsola: (sempre facendo la sonnambula) Ho messo anche le scarpe …. Perché? Non sto bene vestita così?

Lucia: Dimmi chi ti ha vestita così e che fai fuori a quest’ora? ….

Orsola: Voi mi avete vestita, e che faccio fuori a quest’ora non lo so.

Lucia: Io non ti ho vestita davvero …….. e spiegami perché non sai che cosa fai fuori a quest’ora?

Orsola: Mi ricordo che sono andata al letto, ma perché  ho questo vestito e perché sono qui non lo so.

Lucia: Oh poveretti noi! …. Forse l’avrai fatto nel sonno, apposta non ti ricordi …

Orsola: Si, si … ecco … l’ho fatto nel sonno …. Ora mi ricordo ….

Lucia: Mi sono svegliata perché ho sentito un rumore e pensavo fosti te. Ma in casa non ti ho trovata.

Orsola: Grazie, signora. Se non era per lei chissà che mi succedeva. Poteva passare di qui qualche ragazzaccio e dopo avermi spogliata tutta mi faceva qualche orrendezza ….

Lucia: Andiamo, orrendezza ….. Cerca di bere meno la sera che così resti sveglia …. (la spinge) Ora entra in casa, su ….. Per me c’è sotto qualcosa …. Mi sbaglierò ma penso che sia così ….

Orsola: Mica sarà stato qualche spirito maligno a farmi questo scherzo?

Lucia: Per ora torna in casa e facciamo finta che un sia successo niente, su … però lo voglio trovare il capo di questa matassa. (le due escono – entrano Giulio e Piero)

Giulio: Hai sentito quante gliene ha inventate il Riccio a Lazzero? Non ce la facevo più dal ridere.

Piero: Se ti avesse sentito sarebbe andata a monte ogni cosa …. Però mica sapevo niente di quel fratello che veniva da Bologna ….

Giulio: Basta che noi non siamo qui per fare una cosa e lui ne faccia un’altra.

Piero: E ora che dobbiamo fare?

Giulio: Bisognerebbe sapere quello che farà fare il Riccio a Lazzero.

Piero: E come si fa a saperlo?

Giulio: Per ora è meglio se stiamo nascosti, poi secondo quello che gli dirà di fare noi agiremo di conseguenza …

Piero: Allora è meglio se ritorniamo a casa mia, così se mi chiama rispondo da lì.

Giulio: Secondo me hanno da fare per un bel pezzo …… Non hai sentito che Lazzero aveva freddo anche per togliersi le scarpe? …. (i due escono - entra Mosca)

Mosca: (si guarda intorno) E ora dove lo trovo? …. Sapessi almeno che devo fa’ …..

Piero: Giulio, ma quello non è il Mosca?

Giulio: Mi sembra e non mi sembra ….

Mosca: Io non lo so, èh, ma ho come l’impressione che sotto a questa cosa ci sia qualche imbroglio.

Giulio: Mosca …. O Mosca…. Mi senti?

Mosca: Chi è che mi chiama? …… (Giulio e Piero rientrano)

Giulio: Sono Giulio.

Mosca: Bene. Cercavo proprio lei …..

Giulio: Perché sei qui? ……. Che ti avevo detto di fare?

Mosca: Di aspettare nella camera a pianterreno e di non uscire finché non veniva lei a dirmi quello che dovevo fare.

Giulio: E allora perché sei venuto via? …

Mosca: Perché c’è un inciampo … per quello che mi è sembrato di capire la sua mamma ha trovato l’Orsola fuori, vestita in un certo modo.

Giulio: E che gli ha detto? S’è arrabbiata?

Mosca: Non ho capito bene, ma voleva sapere che faceva fuori a quell’ora, chi l’aveva vestita in quel modo e chi aspettava ….

Giulio: E l’Orsola che gli ha risposto? …..

Mosca: Non lo so perché hanno salito le scale e sono andate di sopra.

Giulio: Speriamo che non l’abbia sentite Lazzero se no abbiamo perso tempo e basta.

Mosca: Sono venuto a cercarla per dirglielo, perché ho pensato che fosse una cosa importante per l’imbroglio che contate di fare …

Giulio: (dice di fare silenzio) Sssscccchhhh… parla piano …. Hai fatto bene … Ora va da mia mamma e digli così: Ha detto Giulio di lasciare libera l’Orsola. Tra poco arrivo io e gli spiego tutto …. Vai, corri ….

Mosca: Ci vado subito …

Giulio: Aspetta, non andare via …..

Mosca: Dica signor Giulio ….

Giulio: Digli che mi raccomando di stare attento al mio babbo che non si svegli …. Va e torna con la risposta …

Mosca: Faccia conto che sia già tornato …. (esce)

Piero: Speriamo che tua mamma non l’abbia già svegliato per raccontargli che ha trovato  l’Orsola fuori.

Giulio: Non credo. Curiosa com’è ancora sarà lì che interroga l’Orsola.

Piero: E se a tua mamma non gli sta bene quello che vogliamo fare, come si rimedia? ….

Giulio: Se mai il problema è come si fa a trattenere Lazzero.

Piero: Almeno potessimo parlare con Riccio. Lui lo troverebbe senz’altro un rimedio.

Giulio: Aspettiamo che ritorni il Mosca. Avesse lui un’idea.

Piero: La vedo scura …. A me non viene in mente niente. (entra il Mosca)

Giulio: Ecco il Mosca che ritorna ….. Alllora, si è svegliato il mio babbo?

Mosca: No, dorme e russa. Sfiata come un mantice. L’ho sentito io.

Giulio: Mia mamma e l’Orsola che facevano? …

Mosca: L’Orsola piangeva e  sua mamma la interrogava. Però non è riuscita a cavargli una parola di bocca ….

Giulio: Brava Orsola! ….. Gliel’hai detto quello che ti ho detto di dirgli?

Mosca: Gli ho detto tutto quello che mi ha detto di dire.

Giulio: E mia mamma che ha risposto? …..

Mosca: Voleva sapere in tutti i modi cos’era successo, ma io gli ho detto di aspettare lei che le avrebbe spiegato tutto e di stare attenta a che il signor Giovacchino non si svegliasse.

Giulio: Bravo! Hai fatto bene! … E ora tanto che ci sei aiutaci a fare un’altra cosa.

Mosca: Sono qui apposta. Ditemi che devo fa’.

Giulio: Vorremmo parlare con Riccio. Però è dentro casa di Piero, ma insieme a lui c’è una persona che non  dovrebbe sapere che siamo qui.

Mosca: Ho visto che la porta è aperta. Entro dentro, lo chiamo e gli dico che venga fuori.

Giulio: Allora non ci siamo capiti. Quello che è con lui non deve vedere ne sentire nessuno.

Mosca: Ma se due persone sono insieme, come si fa a fare in modo che uno dei due non veda e non senta.

Giulio: E che ne so! ….. fai come ti pare ….inventa qualcosa …… ma fa in modo che il Riccio venga qui.

Mosca: L’unica possibilità è che dovrei essere invisibile! ….. se no non saprei proprio come fare.

Giulio: Che cosa si può inventare ….. Mosca, per piacere, studia qualcosa che il tempo stringe.

Mosca: Penso di aver trovato il modo.

Giulio: Davvero? … Parla, su ….

Mosca: Fate così: Andate su uno di voi e prendete una pentola, o meglio un fiasco, e lo fate cadere per terra. Riccio sente il tonfo e capisce subito che è stato fatto apposta e verrà a vedere che è successo. Appena arriva ci parlate.

Giulio: Bravo Mosca! ….. Vacci te Piero che è casa tua, svelto. (Giulio esce)

Mosca: Io comunque non ho capito niente di quello che volete fare ….. Ma si può sapere che avete inventato?

Giulio: Te hai più fretta di quello che morì di notte …… Al tempo giusto saprai tutto. (si sente cadere qualcosa) Questo è Piero che ha buttato in terra la pentola.

Mosca: Al rumore sembra più che abbia buttato per terra un catino. (torna Piero)

Piero: Penso che il Riccio dovrebbe aver capito ……

Mosca: Ah, ci credo! Un tonfo in quel modo lo dovrebbero aver sentito anche in Francia. (arriva Riccio)

Giulio: Eccolo, il Riccio …. (è seguito da Lazzero che indossa quasi degli stracci)

Piero: Ma c’è anche quell’altro dietro? ….. questa non ci voleva.

Giulio: (quasi sottovoce) Riccio, ti dobbiamo parlare con urgenza …

Riccio: (concitato) Fate finta di litigare, forza … te Mosca entra in mezzo e fai finta che li vuoi dividere … dai …. fate chiasso, però, e camuffate la voce …..

Giulio: Delinquente che non sei altro … io ti spacco la testa …

Piero: Delinquente a me? Ma io ti rompo le costole, sai ….. farabutto ……

Mosca: (è entrato in mezzo) Basta …. basta …. fatela finita che siete adulti ormai. (anche Riccio interviene)

Riccio: Smettetela e fate le persone per bene, su. (sottovoce a Mosca) Prendi questo cappello e nascondilo …..

Lazzero: Non t’intromette, Riccio, che non c’è niente da guadagnarci  a mettersi contro questi assassini….

Riccio: Ma non lo vedete che si ammazzano? ….

Lazzero: E che te ne frega. Lasciali liberi che si ammazzino tra se.  Torniamo dentro.

Riccio: Forse avete ragione voi …. non ne vale la pena (se ne vanno –la zuffa continua)

Giulio: Te non mi dovevi offende’ ….hai capito?

Piero: Sei te che hai cominciato per primo ….

Mosca: (sottovoce)  Basta …. basta …. smettete che sono andati via ….

Piero: Ma perché il Riccio ci ha fatto fare questa messa in scena?

Mosca: Se ha detto di farla significa che a qualcosa serve …. Intanto mi ha dato il suo cappello …. Senz’altro tornerà a prenderlo …. (Mosca posa il cappello in terra -  entra Riccio)

Giulio: E Lazzero dove l’hai messo?

Riccio: L’ho chiuso in prigione.

Piero: Come in prigione?

Riccio: Finché non torno io non può uscire.

Giulio: Ma così’ si accorge che c’è sotto qualcosa .…

Riccio: Gli ho detto che tornavo a prendere il cappello che m’era caduto.

Piero: Però mica puoi tenerlo chiuso un’ora, èh …

Riccio: Voi non vi preoccupate. Lasciate fare a me che ci penso io ….. piuttosto andiamo via da qui. Col chiasso che avete fatto non vorrei che qualcuno avesse chiamato le guardie.

Piero: E dove si va?

Riccio: A casa vostra. Così mi spiegherete tutto e vedremo il da farsi. (escono tutti – entra Giannino)

Giannino: (urla) Agneseeeee …… Agneseeee …… (entra Agnese)

Agnese: Non sono mica sorda, èh …. chi è che mi vuole?

Giannino: Sorda no, ma cieca si. Qui ci sono io solo.

Agnese: Dimmi che vuoi senza farci tanti ricami, su, sentiamo.

Giannino: Devo andare un attimo in un posto a fare una cosa. Aspettami sveglia e quando arrivo aprimi senza che il signor padrone se ne accorga.

Agnese: Mi dispiace ma io non voglio prendere brontolate per te.

Giannino: Ma tanto il signor Lazzero non torna mica per ora …..

Agnese: E se per disgrazia torna e non ti trova?

Giannino: Ti dico che almeno per oretta non torna. Dammi retta.

Agnese: E io ti rispondo che ora vado in casa e chiudo a chiave il portone.

Giannino: (mentre esce) Allora io vado, èh ….. e fai come ti ho detto, non fare tanto la preziosa.

Agnese: (urla) Gianninooo …. Gianninooo ……

Giannino: Ma non sono qui! …..si può sapere perché urli? …. ti si potesse seccare la lingua ….

Agnese: Guarda Giannino che per quanto è vero ‘l Vangelo, se vai via ti chiudo fuori e dopo per me puoi  chiamare quanto ti pare che non apro. (entra in casa)

Giannino: Torno presto ….non aver paura …. (Giannino esce - entrano Giulio e Piero)

Giulio: Riccio dov’è? È rimasto in casa?

Piero: No, è dietro con Mosca che gli sta spiegando tutta la faccenda.

Giulio: L’avrebbe fatto con la voglia se non fosse riuscito a saperlo prima di giorno. (entrano Riccio, Mosca e Orsola)

Piero: Ecco il resto della compagnia ….

Giulio: (a Orsola) Eccola questa balorda ……. Me lo dici come hai fatto a farti scoprire da mia mamma?

Orsola: La colpa è sua e di quei maledetti zoccoli ……

Giulio: Mia? E io che c’entro che nemmeno c’ero?

Orsola: Sono cascata per le scale per portare dentro quel maledetto lume come voleva lei … ho levato le ciabatte per non fare rumore, ma quando sono stata in cima mi era preso freddo ai piedi, allora ho visto gli zoccoli e li ho messi. Ma siccome sono poco avvezza a camminare al buio, sono scivolata e mi è partito il primo zoccolo. Per cercare di riprenderlo mi è partito anche l’altro e ho volato tutte le scale.

Giulio: Va bene … va bene, basta …. Riccio, vai da Lazzero, forza …

Riccio: Si, perché è  l’ora di liberare il prigioniero.

Giulio: Ascoltami, Orsola …

Orsola: Mi dica, signor Giulio.

Giulio: Vai in casa e fai tutto quello che avevamo stabilito ….. Dopo non venire a dirmi che non avevi capito, èh.

Orsola: Non sia tanto noioso, però, èh, perché ho capito tutto.

Giulio: Meno male!

Orsola: Ora perché sono caduta se no fino a qui avevo fatto tutto bene.

Giulio: Certo! Non avevamo neanche cominciato.

Riccio: Te Mosca vai dentro casa con l’Orsola. Però mettiti buono da una parte e non farti vedere ne sentire.

Mosca: D’accordo! Mi ci metto anche seduto.

Piero: Seduto no perché poi ti addormenti.

Giulio: Stai con l’orecchi tesi, che se avessimo bisogno ti si chiama ……Orsola, muoviti.

Riccio: (a Mosca) E stai attento che l’Orsola non faccia qualche scemenza.

Orsola: Forse se assomigliassi a te, sciagurato.

Riccio: Vai, che vestita così faresti muovere anche le statue di marmo …. avviatevi che arrivo subito. (Orsola e Mosca escono)

Giulio: Riccio, guardiamo se ci riesce di portare in fondo questa faccenda senza altri intoppi.

Riccio: Lei signor Giulio vada in casa con Piero al piano di sopra e finché non vengo a chiamarvi state nascosti ….. (a Piero) Ah, ho detto a Lazzero che ho fatto credere a lei che lui è mio fratello. Quando lo dirò, lei faccia finta che lo sapeva ….

Piero: Va bene, ho capito …

Giulio: Ma invece di andare su in casa non mi potrei mettere in un posto dove possa vedere e sentire?

Riccio: Si metta qui fuori, ma stia nascosto bene …. A parte che con questa poca luce non la vedra.

Giulio: (a Riccio) Datti da fare, forza,  che se no tra poco si fa giorno. (Riccio esce)

Piero: Mi sa mill’anni di vedere come va a finire questa storia.

Giulio: Chi l’avrebbe mai pensato che Lazzero, una persona stimata, si facesse convincere da uno qualunque e mettesse a rischio la sua reputazione.

Piero: Io invece mi meraviglio di come ha potuto credere che una ragazza seria come Teresa fosse diventata la mia amante.

Giulio: Moglie la doveva prendere quando era il momento, non ora che dovrebbe pensare al posto al cimitero.

Piero: Oh, oh, eccoli. Hanno aperto la porta nasconditi .... io entro in casa. (Piero esce – Giulio si nasconde– entrano Riccio e Lazzero – Lazzero è quasi vestito di stracci. Irriconoscibile)

Riccio: (indica per terra) Il cappello l’ho perso proprio qui, vedete, (lo raccoglie) e per fortuna che l’ho ritrovato.

Lazzero: E non potevi dirmelo dove l’avevi perso? C’era bisogno di portarmi fuori a farmi vedere il posto? ….. piuttosto, spiegami un po’ perché mi avresti chiuso nel cortile.

Riccio: Ma mica l’ho fatto apposta, èh. Quando sono uscito e ho tirato il cancello si vede che è sceso il chiavistello di fuori senza neanche accorgermi.

Lazzero: Mi era preso un freddo ai piedi che manco te l’immagini …

Riccio: Voi vi lamentate del freddo ai piedi, e allora io che devo dire che c’è mancato pochissimo che morissi?

Lazzero: Perché stavi per morire?

Riccio: Perché quando sono ritornato a prendere il cappello, quei delinquenti ancora si accapigliavano. E poi avevano tirato fuori anche i coltelli.

Lazzero: Mica ti sarai messo a fare a botte anche te? ….

Riccio: Macché …. Sono rientrato nel mezzo per dividerli ma un altro po’ mi ammazzono. Uno dei due mi è arrivato col coltello a la gola.

Lazzero: Ma anch’io però potevo morire congelato …..

Riccio: L‘importante è che non sia successo niente e che siamo tutt’e due vivi e vegeti.

Lazzero: Ora però non farla tanto lunga, su ….. vai a chiamare Piero, dai …

Riccio: Ci vado subito. E mi raccomando, parlate il meno possibile e fate la voce fioca . Dirò quasi tutto io ….

Lazzero: Ho capito …. vai a fare quello che devi fare, cammina …. (Riccio esce) Però mi sembra di essere coperto abbastanza bene. Il capo, che è il più importante di tutto l’ho al caldo …. E poi questa cosa mica durerà tutta la notte …. Appena ho visto e sentito quello che m’interessa ritorno subito a casa e vado al letto …. Oh, ma escono già di casa? ….. Se non ci vedo male quello è Piero per davvero ….. (entrano Riccio e Piero)

Riccio: Signor Piero, questo  è quel mio fratello che gli ho detto. (Lazzero si toglie il cappello in segno di rispetto)

Piero: Perché nonn gli hai dato un posto dove dormire?

Riccio: Più tardi gli rimedierò qualcosa, tanto non è mica stanco…

Piero: (a Lazzero) Hai cenato?

Lazzero: Sissignore. Grazie.

Piero: Rimetti il cappello, lo senti come sei raffreddato ….

Riccio: Ma mica è colpa del freddo.

Piero: E da che viene la voce fioca?

Riccio: Gli è cascata l’ugola.

Piero: È stato il mal francese?

Lazzero: No, no … scesa ….scesa ….

Riccio: Soffre di dolori malinconici …

Lazzero: No, no … umidezza …. umidezza ….

Piero: (a Riccio) Ma che dice?

Riccio: Dice che gli è venuto dalla freddezza ….

Lazzero: No, no … umidezza …. umidezza ….

Piero: O su, basta con le chiacchiere, andiamo. (Piero si avvia verso casa di Cassandra)

Riccio: (sottovoce a Lazzero) Venite anche voi, ma non v’avvicinate troppo, però, èh. (s’incamminano)

Lazzero: Ormai ci sono e voglio vedere e sentire bene.

Riccio: Fermatevi qui, che da qui vedete e sentite bene lo stesso.

Lazzero: Si, si vedo bene. (Piero batte una volta le mani) Ma che fa?

Riccio: Batte le mani. È il segnale perché Teresa apra la porta. (Piero batte ancora due volte)

Lazzero: Ma quanto continua a battere le mani?

Riccio: Zitto …. Teresa ha aperto l’uscio …. eccola … la vedete bene?

Lazzero: La vedo si quella poco di buono …. la vedo più che bene ….

Piero: (si abbracciano) Anima mia, che voglia che avevo di vederti .

Orsola: Anch’io, sostegno della mia vita.

Lazzero: Maremma maiala, ma questi fanno sul serio ….

Riccio: Sccchhh ….. zitto! …. parlate piano ….vi volete far sentire?

Lazzero: È lei …. È lei …. questa maia….. non la voglio più questa gran …….

Riccio: Piano, Lazzero … piano che vi sentono …..

Piero: Amore, chiudi la porta e andiamo.

Orsola: Dove andiamo caro? A casa tua?

Piero: Si, amore mio dolce. Ho fatto preparare il nostro solito, dolce giaciglio ….

Orsola: Si, luce dei miei occhi .…. E là ci abbandoneremo alle gioie dell’amore in barba a quel vecchiaccio di Lazzero che mi vuole per forza in sposa.

Lazzero: Ma lo senti che cose che dice ‘sta gran maia……

Riccio: Sccchhhh …. sor Lazzero! …… Se ci scoprono per me è finita ….

Piero: Non ti è sembrato, cara, di sentire qualcuno che parlava?

Orsola: Non ti preoccupare caro, sarà quel rimbambito di Lazzero che dorme sonni agitati perché ha dolore i lati della fronte.

Lazzero: Ce l’ha con me ‘sta gran pezzo di ….

Orsola: Mosca …. Mosca …. (entra Mosca)

Mosca: Dica, signorina Teresa.

Orsola: Mettiti davanti alla porta e avvertici subito se arriva qualcuno.

Mosca: Non mi muovo da dove ha detto lei.

Lazzero: Che gli venisse un colpo. Quel farabutto di Mosca gli fa anche da ruffiano.

Orsola: (a Mosca) Fai buona guardia e quando senti bussare alla porta aprimi.

Mosca: Desidera altro, signorina?

Orsola: No. Fai quello che ti ho detto e cerca di farlo bene.

Mosca: Vada tranquilla che io da lì non mi muovo. (esce)

Piero: Entra, mia cara …. (Orsola vede Riccio e Lazzero)

Orsola: Piero chi sono quei due?

Piero: Riccio e un suo fratello venuto da Bologna.

Orsola: Sei tu Riccio mio?

Riccio: Si signorina Teresa. Se avesse bisogno di me mi chiami pure.

Piero: Andiamo mia dolce Teresa.

Orsola: Andiamo pure mio dolce conforto ……. Andiamo dove più ti piace. (s’incamminano)

Riccio: (a Lazzero) Che ve ne pare? Vi ho detto la verità o no?

Lazzero: Mi pare che non vada bene per niente.

Piero: Riccio!

Riccio: (si avvicina) Dica signor Piero.

Piero: Vieni qua. (gli parla nell’orecchio) Ci siamo capiti?

Riccio: Ho capito tutto. Vada tranquillo. (ritorna da Lazzero) Allora, avete visto se dicevo il vero?

Lazzero: Me lo hai già detto. Che fai, me lo ridici un’altra volta? (Piero e Orsola si sono fermati a parlottare poi escono)

Lazzero: Ho visto e sentito anche troppo. Accidenti alle mogli e a chi le piglia anche così.

Riccio: Così, come? ……

Lazzero: Così di cuore verso gli altri uomini ……

Riccio: Sono spariti. Chissà che faranno ora? …..

Lazzero: Ma che fai, mi prendi per il culo? …. Che cosa faranno secondo te? ……

Riccio: Più o meno me lo immagino. Ho fatto tanto per dire qualcosa …… ho visto che non ci siete rimasto per niente bene.

Lazzero: Perché, te come ci saresti rimasto?

Riccio: Come voi!

Lazzero: Non vedo l’ora che sia domattina per parlare con Giovacchino.

Riccio: Non vi venisse l’idea di raccontagli di questa sera, èh?

Lazzero: Non ti preoccupare, troverò una scusa, oppure gli risponderò come fanno le donne: perché si, o perché no ……. non la voglio più nemmeno se Giovacchino mi desse tutta Firenze per dote.

Riccio: Se non era per me però, ve la pigliavi così e zitto, èh.

Lazzero: È vero …. ‘sta gran pu…… chi l’avrebbe mai detto …. A vedella così sembrava tanto devota e invece ……..

Riccio: È quando si naviga nelle acque tranquille che si rimane fregati.

Lazzero: Secondo te Riccio se la sposassi lo stesso smetterebbe di fare la civetta?

Riccio: Ma chi? Quella lì’? Sono sicuro che farebbe il doppio di quello che fa ora.

Lazzero: Ma con me non l’avrebbe il tempo e le comodità che ha ora. Hai visto come tratto mia nipote? Fuori non la vedi mai. Salvo la domenica per la messa e appena finita, subito a casa.

Riccio: Pregate Dio che non gli ci prendavoglia …… perché se lo volesse fare chi la terrebbe ora che voi non siete in casa ……... anzi, lo potrebbe fare anche prima di domattina.

Lazzero: Che cosa potrebbe fare?

Riccio: Ovvia, sor Lazzero …… qualche scorno, qualche cosaccia ….. come vi devo dire …..

Lazzero: No caro, perché’ in casa ci sono l’Agnese e Giannino che la sorvegliano e lei è chiusa bene a chiave in camera.

Riccio: E se si addormentassero lei non potrebbe uscire?

Lazzero: No perché la porta si apre solo da fuori e la chiave l’ho io nella borsa.

Riccio: Badatela bene perché alla fine vi succederà la stessa cosa di chi le tiene sciolte.

Lazzero: Lasciamo stare i discorsi che si sono fatti anche troppi. Riportami là che voglio rimettere i miei vestiti perché mi sta per riprendere freddo ….

Riccio: Ma ora mica si può rientrare in casa, èh.

Lazzero: E perché non si può rientrare?

Riccio: Perché dentro c’è Piero con la Teresa.

Lazzero: Questa è bellina per davvero.

Riccio: Prima delle dieci i vostri vestiti non le potete riavere. Neanche se fate i salti mortali.

Lazzero: Per le dieci io sono già morto dal freddo sei volte.

Riccio: E io che vi posso fare? …. Saltellate in su e giù così vi riscaldate.

Lazzero: Fai meno lo stupido che ormai sei grande.

Riccio: Allora non so che dirvi.

Lazzero: Però potresti entrare e far finta di cercare qualcosa. I vestiti li ho messi sopra alla panca vicino al letto ……  (apprensivo) Oh madonnina …..  se Piero li vede siamo rovinati ….

Riccio: Meglio! Piero ha altri pensieri in questo momento. Altro che mettersi a guardare i vostri vestiti,

Lazzero: Vai a prenderli e torna subito, su. Così muoio dal freddo.

Riccio: M’insegneresti a far bene! Avete visto quando mi ha parlato nell’orecchio?

Lazzero: Ho visto, e allora?

Riccio: Mi ha detto di non entrare assolutamente in casa e di non chiamarlo prima delle dieci.

Lazzero: E te vorresti che io stessi fino a le dieci con questi vestiti leggeri? Ma io muoio davvero dal freddo, èh .....

Riccio: Siete stato sfortunato. Per l’appunto stasera gli è preso voglia di portarla a casa sua.

Lazzero: Perché quell’altre volte dove andavano?

Riccio: Sempre in casa della signorina.

Lazzero: Almeno potessi prendere la chiave per rientrare in casa.

Riccio: Ma non ci sono l’Agnese e Giannino svegli che badano la vostra nipote.

Lazzero: Mica mi posso far vedere conciato così.

Riccio: Perché se aprite con la chiave non vi vedono?

Lazzero: No perché li chiamo da basso e gli dico di andare al letto.

Riccio: Mi rincresce tanto sor Lazzero…. non vi potete immaginare nemmeno quanto, ma fino alle dieci non vi posso far niente.

Lazzero: Guarda se mi trovi almeno un posto al caldo, se no ci vado da me a riprendere i vestiti, èh.

Riccio: Siete diventato matto? Volete fare una figuraccia proprio ora che è andato tutto bene?

Lazzero: Allora vuoi che muoia dal freddo?

Riccio: No, ma non saprei proprio cosa farvi …. Aspettate che forse mi è venuta un’idea …

Lazzero: Non inventare un’altra scemata delle tue, èh.

Riccio: Ho pensato come levarvi dal freddo …. Vi ricordate che ha detto Teresa a Mosca?

Lazzero: Me lo ricordo si, mica sono scemo.

Riccio: Mosca dovrebbe essere davanti alla porta. Ora ci parlo e gli dico se vi fa entrare al caldo.

Lazzero: (che ha quasi le convulsioni per il freddo) E allora parlaci, dai, che aspetti che muoia?

Riccio: (fuori scena) Mosca ….. Mosca ….

Lazzero: In questi vestiti che mi ha dato il Riccio ci passa un freddo ….. manco fossero fatti con le ragnatele.

Mosca: (fuori scena) Chi è?

Riccio: Non lo fare il furbo, Mosca, che hai capito che sono il Riccio.

Mosca: Che è già l’ora di riportare la scrofa a casa?

Riccio: (entra in scena seguito da Mosca) E parla pulito per piacere ….. sei sempre il solito sboccato ….

Mosca: (vede Lazzero) Scusa, non avevo visto che c’era qualcuno con te …. chi è quest’uomo?

Riccio: È mio fratello. Viene da Bologna.

Mosca: E che ci fa qui a quest’ora. Piglia il fresco?

Lazzero: Venisse un accidente anche a te ….

Riccio: Mi fa compagnia.

Mosca: E di che aveva paura il signor Piero? Che Lazzero lo scoprisse ….. Fortuna che presto la sposa, così la finiamo di passare tutte queste nottate al freddo.

Riccio: Anch’io non vedo l’ora come te …… Anche se secondo me Piero seguiterà a zupparci lo stesso anche dopo sposata.

Mosca: A parte che Lazzero non può altro che ringraziare Dio che Piero gli spiana la strada.

Lazzero: (tra se) Tu morissi prima di giorno, brutto maldicente! (trema tutto) Brrr … brrr…..

Mosca: Il cavallo di Piero è giovane e allarga il sentiero, cosi quello di Lazzero ci passa meglio ….. Penso che Lazzero per cavallo avrà una brenna debole e restia.

Lazzero: (tra se) Delinquente, farabutto ….. (trema tutto) Brrr … brrr…..

Mosca: I cavalli vecchi se non trovano la strada larga non sanno dove andare, inciampano e tornano indietro …… È troppa fatica cavalcarli.

Lazzero: Sfacciato che non sei altro ……

Riccio: Senti Mosca, ti ho chiamato perché ho bisogno di un piacere da te.

Mosca: Dimmi che posso fare.

Riccio: Dovresti far entrare mio fratello a scaldarsi un pochino se no mi muore dal freddo. Lo vedi come trema.

Lazzero: (trema tutto) Brrr … brrr…..

Mosca: Già! Mi sembra l’ambasciatore del freddo.

Riccio: Se vuoi fare un opera di bene fallo scaldare in modo che si riabbia un pò.

Mosca: E come lo scaldo? Lo massaggio?

Riccio: Non fare i discorsi a coglione …… o gli accendi il fuoco, o lo metti dentro al letto.

Mosca: (ride sguaiato e si agita mentre guarda Lazzero) Ah, ah, ah, ah,

Riccio: Ma di cosa ridi? …. Che hai visto?

Mosca: A guardarlo bene non si capisce se è un uomo vero ….

Riccio: Perché ti sembra finto?

Mosca: Ah, ah, ah, ah …… sembra che tu abbia vestito un manichino da sarti.

Lazzero: (a Mosca) A me sembra che tu sia parecchio coglione ……

Mosca: Ah, ah, ah, ah ….. Pensavo fosse un pupazzo di cenci invece è un animale che parla.

Lazzero: (arrabbiato) O la fai finita, o ti do quattro tonfi nei denti.

Mosca: Ah, ah, ah, ah …… s’arrabbia …. Allora capisce anche …..

Riccio: Ora basta, però, èh, se no avanti l’ultimo arrivate alle mani.

Lazzero: Lui non è contento finché non gli ho dato almeno un cazzotto nel capo.

Riccio: (a Lazzero) Non ve la prendete Giovanni, Mosca è di Siena e voi sapete che i senesi sono abituati a prendere in giro la gente.

Mosca: Perdonatemi Giovanni, ho pensato che voi foste un uomo scherzoso come Riccio.

Lazzero: Se sei di Siena allora non c’è da meravigliarsi. Comunque portami rispetto. Se non altro per l’età che ho.

Mosca: Mi dispiace se vi siete offeso.

Riccio: Allora per farti perdonare portalo dentro e accendigli il fuoco.

Mosca: Il fuoco non lo posso accendere perché farei rumore e sveglierei il signor Giovacchino. Però gli posso dare una coperta e lo faccio stendere sul letto ….. (a Lazzero) Venite con me.

Lazzero: Vengo, vengo…. eccomi …. (trema tutto) Brrr … brrr…..

Riccio: (a Lazzero) E non uscite di casa finché non vi chiamo. Prima devo riportare a casa Teresa e dopo che il sor Piero sarà andato al letto andiamo  al letto anche noi. Avete capito?

Lazzero: Si, si, ho capito…. (trema tutto) Brrr … brrr….. (Lazzero e Mosca escono dal lato della casa di Giulio)

Riccio: Oooooh ……. finalmente le cose cominciano ad andare per il verso giusto.

Giulio: Riccio …. Riccio ….

Riccio: Chi è che mi chiama?

Giulio: O Chi sarà? ….. il prete di Scandicci! …… sono Giulio ….

Riccio: Venga, venga che sono solo …. guardavo appunto di lei. (entra Giulio)

Giulio: Certo che Lazzero l’avete conciato bene, èh.

 

 Riccio: Avete visto e sentito tutto?

Giulio: Ho sentito, ma non ho visto .

Riccio: Speriamo che seguiti tutto bene. Siamo appena a metà dell’opera.

Giulio: Ora parliamo di quello che dovrebbe toccare a me.

Riccio: Per ora no. Ancora è troppo presto ….. ecco Mosca …..

Giulio: Che ne hai fatto di Lazzero?

Mosca: L’ho messo in camera sua.

Giulio: In camera mia? E per fa che?

Riccio: Ma come. Non ha sentito che Lazzero era quasi morto dal freddo ….

Giulio: È vecchio poraccio, e oltre ad averci pochi panni addosso, mi sa che c’aveva anche poco nello stomaco. Però è una lezione che ci vorrebbe a tutti i vecchi che cercano le mogli giovani.

Mosca: Gli ho messo tanti panni sopra che non gli si farebbe a portarli nemmeno con una carretta.

Giulio: È entrato dentro al letto?

Mosca: Si. Tutto vestito. S’è cavato le scarpe e basta.

Giulio: E quando lo portate fuori?

Riccio: Quando abbiamo fatto i nostri comodi ….andiamo dietro che gli spiego che deve fare. (i tre escono verso casa di Piero)

Fine primo atto

Giannino: (tra se) Qui non c’è anima viva. Eppure Riccio mi ha detto che ci dovevamo trovare qui a quest’ora. Speriamo che questa cosa si faccia, così prendo i soldi stabiliti e me ne vado. Però secondo me dev’essere successo qualcosa. Non si vede nessuno …. Anzi, lo sai che faccio? Lascio la porta socchiusa e vado a cercare il Riccio …… Si ma a quest’ora dove lo trovo ….. forse è meglio se l’aspetto dove avevamo detto. Se vengono, bene, e se no faranno come gli pare …. (Giannino esce - entrano Riccio e Giulio)

Riccio: Allora è tutto chiaro?

Giulio: Ho capito tutto.

Riccio: Come arriva davanti alla porta entra. Sono già d’accordo col Giannino.

Giulio: All’Agnese ci pensa lui?

Riccio: Pensa a tutto lui. Lei gli dia i soldi pattuiti e lui l’accompagnerà di sopra …….

Giulio: Sarà la prima cosa che farò.

Riccio: Stando a quello che ha detto lei, Camilla non dovrebbe fare storie?

Giulio: Lei non sa niente, ma quando mi vede non si metterà di certo a urlare. Sarà piuttosto contenta.

Riccio: Non si dimentichi niente, èh, mi raccomando.

Giulio: Non dubitare ……  ma Mosca che fa?

Riccio: È andato intorno al fuoco a bere con l’Orsola e il signor Piero.

Giulio: Chiamalo e digli che vada verso casa e aspetti là che tra poco riporti l’Orsola.

Riccio: Allora mi sa che è meglio che lo chiami subito …. Mosca …. Mosca ….

Mosca: Chi è che mi chiama?

Riccio: (fuori scena) Vieni giù, andiamo, che c’è il sor Giulio che ti vuole ….

Giulio: Però, che vita, èh ….. intorno al fuoco a bere e a raccontare novelle ….

Riccio: Tanto non aveva da fare niente … (entra Mosca)

Mosca: Manca qualcosa?

Giulio: Vai a casa e aspetta lì. È l’ora che l’Orsola vada al letto. Appena lei è andata al letto ritorna qui.

Mosca: Farò come ha detto lei, signor Giulio. Stia tranquillo.

Giulio: Te Riccio quando hai accompagnato l’Orsola  puoi andare a casa. Penso che non ci sia più bisogno di te.

Riccio: Si ricordi che la camera di Camilla è chiusa da fuori e si apre con la chiave più piccola.

Mosca: (di scatto) Accidenti alla mamma del maiale! Mi sono scordato di prendere la chiave nella borsa di Lazzero.

Riccio: E allora come l’apre la porta. Con le chiacchiere?  

Giulio: La borsa è sopra al letto. Vai a prenderla, Riccio. (si sentono dei rumori)

Mosca: Zitti! Mi è sembrato di sentire un rumore ….. (Riccio e Giulio se ne vanno -  Mosca va a vedere –  è Giovacchino)

Giovacchino: (fuori scena) E te che ci fai qui a quest’ora?

Mosca: Avevo da fare col signor Giulio. (entrano in scena)

Giovacchino: Hai a che fare qualcosa con quel romagnolo che è in casa mia?

Mosca: L’ho trovato che moriva dal freddo mentre aspettavo il vostro figliolo.

Giovacchino: E perché l’hai fatto entrare in casa?

Mosca: Si è raccomandato tanto e allora l’ho aiutato per pietà.

Giovacchino: E siccome te sei misericordioso lo hai messo nel cortile al freddo così finisce di morire.

Mosca: Lo volevo mettere in camera mia, ma in quel momento mi ha chiamato il signor Giulio. Sono corso fuori ma quando ho tirato l’uscio non mi sono accorto che si  era chiuso.

Giovacchino: E perché ci hai messo così tanto a tornare?

Mosca: Perché il signor Giulio mi ha trattenuto.

Giovacchino: E ora dov’è?

Mosca: A casa di un suo amico.

Giovacchino: E a fare che? A giocare immagino.

Mosca: No signore.

Giovacchino: E allora sarà a spendere i miei soldi con qualche femmina.

Mosca: Nessuna delle due, signore.

Giovacchino: (alterato) E allora dimmi che fa, perdio senza farmi fare tante domande ….

Mosca: Guardano una commedia.

Giovacchino: Quel poveraccio aveva voglia ad aspettare te. Fortuna che gli è venuto in mente di chiedere aiuto.

Mosca: Ha fatto parecchio rumore?

Giovacchino: Neanche poco …. urlava e batteva i piedi come se sotto avesse avuto il fuoco.

Mosca: E così vi ha svegliato …..

Giovacchino: Ci credo! ….  Ho chiamato mia moglie e siamo scesi. Diceva che era romagnolo e che era arrivato stanotte a Firenze …. Ma ha detto anche che era stato ingannato da te.

Mosca: E voi che gli avete fatto?

Giovacchino: Che gli abbiamo fatto! L’abbiamo portato dentro e gli abbiamo acceso un bel fuoco …. Ne aveva proprio bisogno, poveraccio.

Mosca: Posso fare qualcosa per voi?

Giovacchino: Accendimi un lume nello scrittoio. Tanto ormai per questa notte non dormo più. Almeno faccio qualcosa di utile.

Mosca: Subito, signor Giovacchino.

Giovacchino: Quando torna Giulio aiutalo per andare al letto, poi va da quel romagnolo e tienigli compagnia fino a giorno che poi lo mandi via.

Mosca: Farò come avete detto voi.

Giovacchino: (s’incammina) Vieni via, mi sembra che arrivi qualcuno. Ci dovessero scambiare per ladri, fuori a quest’ora. (escono – entra sospettoso Piero)

Piero: Non c’è nessuno …… no, no, non c’è nessuno …… vieni Riccio ……(entra Riccio)

Riccio: Signor Piero se vuole può andare al letto, tanto ormai la cosa è fatta.

Piero: È l’ora che tu riporti l’Orsola a casa …. la chiave l’hai presa?

Riccio: Si, si, è tutto a posto ……. vada signor Piero e dica all’Orsola che l’aspetto qui.

Piero: Orsola è fuori, la sento parlare.

Riccio: Orsola, muoviti che ti accompagno a casa. (entra Orsola)

Orsola: Meno male perché che non vedevo l’ora che questa storia finisse.

Riccio: (a Piero) Lei vada a casa, su.

Piero: Ormai ero curioso di vedere come andava a finire la cosa di Giulio.

Riccio: E che vuole vedere? ….. Mica vorrà andare anche lei con Giulio in camera  della Camilla?

Piero: Vorrà dre che l’aspetterò sveglio …… Buona notte. (esce)

Riccio e Orsola: Buonanotte …

Riccio: Forza, brava donna, andiamo a letto.

Orsola: Non ce la faccio più a tenere gli occhi aperti.

Riccio: (ironico) Allora, come’è andata stasera col signor Piero?

Orsola: E che ne so io. Lo domandi a me?  Domandalo a lui .…. Forza, chiama Mosca …

Riccio: Mosca …. Mosca …. (Mosca entra)

Mosca: (con tono di disgrazia)  Oddio che è successo …… poveretti noi …… ci mancava anche questa.

Riccio: (preoccupato) Che è successo? … racconta ….

Mosca: Quel cretino di Lazzero si è messo a far chiasso e ha svegliato il signor Giovacchino …..

Riccio: Mica l’avrà riconosciuto?

Mosca: Per ora sembra di no, per fortuna ... Aspettatemi per qui che vado a vedere se è tutto tranquillo, poi torno e vi racconto tutto …… (i tre escono – entra Giannino)

Giannino: Il sor Giulio è già dentro casa. I soldi me li ha dati, e domani mattina ritorno dritto, dritto a casa mia senza neanche dire niente al signor Lazzero .…. ora, però, devo cercare di portare fuori l’Agnese perché il sor Giulio possa entrare nella camera della Camilla senza essere visto …… Agnese ….. Agnese …..

Agnese: (fuori scena) Si può sapere che ti manca questa volta? ……

Giannino: Vieni fuori, incanta diavoli …..

Agnese: (fuori scena) Non potevi salire te? Ti pare giusto che una donna della mia età sia per le strade a quest’ora?

Giannino: Te puoi andare tranquilla per tutta Firenze e a tutte l’ore, che tanto ormai non ti salta addosso più nessuno. (Agnese entra)

Agnese: Stai attento testa matta ……. Vedrai se tutte queste cose che mi dici prima o poi te le faccio ripagare ……. Che vuoi, che sei sceso in questo momento da casa? …..

Giannino: Devi portare gli occhiali al signor Piero. Li ha lasciati nello scrittoio quando stamani faceva i conti col signor Lazzero.

Agnese: Non potevi salire te a prenderli invece di farmi fare due volte le scale. Te sei più giovane di me.

Giannino: Io devo portare due lettere del signor Lazzero al corriere se no se ne va ……. però non ti mettere a traccheggiare, èh, se no lo trovi al letto.

Agnese: Se hai fretta lo sai cosa devi fare? Vai a prenderli da te e glieli porti ….. dove hai detto che sono questi occhiali?

Giannino: Dovrebbero essere nello scrittoio sopra al tavolo ….. e due …. (i due escono - entra Orsola e Riccio)

Orsola: (pensierosa) Madonna santa, Riccio, in che peste ci siamo messi …. E ora che succederà?

Riccio: Non ti preoccupare che non succede niente.

Orsola: Bisogna sperare che Giovacchino non riconosca Lazzero se no l’abbiamo fatta la frittata.

Riccio: Di questo non mi preoccuperei perché se Lazzero non vuole passare da coglione ha tutto l’interesse di non essere riconosciuto.

Riccio: Comunque, male che vada, noi neghiamo tutto. Sono già d’accordo con Giulio e Piero.

Orsola: E se il signor Giovacchino ci trova qui che cosa gli si diciamo?

Riccio: Ma ti pare che con questo freddo riesce fuori un’altra volta…….

Orsola: Speriamo bene, ma ho paura che ormai questa cosa abbia preso una piegaccia.

Riccio: Stai tranquilla che in qualche modo io e Mosca ti ci si fa arrivà’ in camera tua. La Teresa è nel  letto che dorme, la signora Lucia di questa cosa e al corrente e è d’accordo, sicché ….

Orsola: Sicché, un accidente. Io la penso sempre come prima …. Speriamo che vada tutto bene.

Riccio: Ma il Mosca quanto ci mette a tornare. Io vado via, èh.

Orsola: E mi lasci qui da sola? Sei proprio un bell’amico ….. Eccolo Mosca.

Riccio: Perché ci hai messo tanto?

Mosca: Volevo essere sicuro che il signor Giovacchino fosse sempre nello scrittoio.

Riccio: Ma insomma, chi l’avrebbe svegliato?

Mosca: Quell’imbecille di Lazzero che si è messo a battere i piedi per terra e a strillare.

Orsola: E perché strillava? …. Mica gli avrai fatto qualche scherzo strano …..

Mosca: L’avevo chiuso nel giardino all’addiaccio.

Riccio: Ah, poveraccio. Tanto non era già pieno di raffreddore e catarro ….. Però ti avevo detto di farlo riscaldare.

Mosca: In questo momento però è davanti al fuoco che si riscalda.

Riccio: Accompagna l’Orsola a casa che è l’ora che vada al letto.

Mosca: Mi sembra che ne abbia proprio bisogno.

Orsola: Non ne sto in piedi dal sonno. Io non sono abituata alle nottate.

Riccio: Mi raccomando Mosca, cerca di trattenere Lazzero con qualche scusa. Non fare di nuovo il coglione come prima. Io aspetto che Giulio abbia fatto la faccenda con la Camilla e torno a prenderlo.

Mosca: Te fai quello che devi fare che resto ci penso io … andiamo Orsola …. (Orsola e Mosca escono)

Riccio: Prima succede una cosa, poi ne capita un’altra ….. Speriamo che prima che faccia giorno questa cosa finisca bene. (entra Agnese – ha con se una bugia con una candela)  E quella chi è? … Ma è l’Agnese, la cameriera di Lazzero ……. Forse è meglio se non mi vede ….. (Riccio si nasconde- Agnese attraversa la scena e si dirige verso casa di Piero)

Agnese: Speriamo che Piero non sia andato al letto … ci ho messo un po’ ma non riuscivo a trovarli. (esce dall’altro lato) O voi di casa …. Ho portato l’occhiali del signor Piero ……

Riccio: (tra se) Questa è la prova che Giannino ha portato dentro casa Giulio.

 

Agnese: Nn risponde nessuno ….. Eppure il signor Lazzero è poco che è tornato. Possibile che già dormono. Però vedo che l’uscio è aperto.

Riccio: Speriamo che la faccia corta perché vorrei andare al letto anch’io …..

Agnese: Riccio …. Riccio ….. ho portato l’occhiali del signor Piero ….. secondo me dormono davvero ….. allora lo sai che faccio? Vado al letto anch’io. Tanto se dorme gli occhiali non gli servono …. (torna indietro attraversando la scena)

Riccio: Ormai è lontana, anche se mi vede non può riconoscermi. (esce dal nascondiglio e va verso la casa di Piero)

Agnese: Questa notte c’è un’arietta gelida che ti fa cascare gli orecchi …… (Agnese esce – entra Lazzero vestito di stracci, irriconoscibile)

Lazzero: L’ho avuta saporita questa notte, vai ….

Agnese: (Agnese è fuori scena - si sente bussare) Speriamo che mi senta ….

Lazzero: Per rifinirla, poi, quel delinquente di Mosca mi ha rinchiuso fuori all’addiaccio …… robba da rimanerci stecchito se non mi mettevo a strillare. Meno male che il signor Giovacchino  mi ha sentito ……

Agnese: Vuoi scommettere che il signor Lazzero s’è addormentato ….. (si sente bussare ancora)

Lazzero: Fortuna che Giovacchino e sua moglie so’ persone per bene ….

Agnese: Questo è proprio un bel lavoro. E ora come faccio?

Lazzero: E chi l’avrebbe mai pensato che Piero e Teresa fossero amanti…. Vergognosi tutti e due.

Agnese: (si sente bussare ancora) Apritemi che sono rimasta fuori e non ho la chiave…..

Lazzero: E quel farabutto di Mosca l’ha anche riaccompagnata a casa …..

Agnese: Ora provo per l’ultima volta, poi lo sai che faccio? Vado a casa di mia sorella. Mica voglio morire dal freddo, èh. (si sente bussare ancora)

Lazzero: Mah, è meglio che vada a casa prima che mi riprendano i tremori pel freddo….

Agnese: (entra) Andiamo, andiamo …. faccio come ho detto, tanto dormono come tassi e non mi sentono ….. il signor Lazzero poi, che è sordo come una campana ….. (vede Lazzero in lontananza e si spaventa) Oddio c’è un uomo.

Lazzero: Ma quella non è l’Agnese?

Agnese: Oddio come mi guarda fissa … oddio che paura …… chissà che intenzioni ha.

Lazzero: Agnese, ma che fai fuori a quest’ora?

Agnese: Sono dovuta uscire per fare una cosa, ma il mio padrone pensando che fossi già andata al letto deve aver chiuso il portone e sono rimasta fuori ….

Lazzero: Te devi essere ammattita …. chi è che ti ha chiuso fuori? … O scimunita ….

Agnese: Ve l’ho detto. Il mio padrone. Perché non ci volete credere ….

Lazzero: E come si chiama il tuo padrone?

Agnese: Lazzero …. Lazzero Montelecchi ….

Lazzero: E io chi sarei secondo te ….. ubriaca …..

Agnese: E che ne so io ….. senz’altro qualche maniaco …. che vi dovreste vergognare a dar noia ad una donna di una certa età ….. andate per i fatti vostri se no urlo…..

Lazzero: (si altera) Questi sono proprio fatti mia, sciagurata ….. dimmi che ci fai fuori a quest’ora?

Agnese: Levatevi di davanti delinquente….. pensate di essere bravo a mettervi contro una donna sola, èh.

Lazzero: Ora ti faccio vedere chi sono io  …. (si toglie il cappello e comincia a togliersi gli abiti)

Agnese: Oddio signore si sta spogliando …… (mani congiunte) Speriamo che non sia tanto violento, Con questi uomini non ci si capisce mai niente.

Lazzero: Mi levo questa roba di dosso e poi te ne accorgi chi sono …..

Agnese: (agitata) Non vi spogliate o urlo …..

Lazzero: Ma se non mi spoglio come faccio a farti vedere ….

Agnese: (più tranquilla)O, su, spogliatevi, ma qualcosa lasciate addosso però, non vorrei vi prendesse un coccolone.

Lazzero: Mi riconosci ora?

Agnese: Ossignore! …… avete il viso uguale, uguale al mio padrone ….

Lazzero: Agnese non la fare tanto lunga. Ti dico che sono io, Lazzero, perdio …..

Agnese: Oh Gesù, questo è qualche fantasma …… (si segna) Nel nome del padre, del figliolo e dello spirito santo …..

Lazzero: Perché hai lasciato la Camilla sola … eppure ti avevo detto di rimanere sempre vicino a lei …… Giannino dov’è?

Agnese: Se non l’avessi visto poco fa entrare in casa direi che è proprio il signor Lazzero.

Lazzero: Chi c’è in casa in questo momento?

Agnese: Il mio padrone, ve l’ho detto, e Camilla che dorme ….

Lazzero: Questa è proprio scema! …. Il signor Lazzero sono io …. Hai capito, o no?

Agnese: Certo che però gli assomigliate parecchio, èh ….

Lazzero: Ti dico che Lazzero sono io, accidenti a te!

Agnese: Non può essere che siete lui perché lui è in casa.

Lazzero: O questa l’hanno stregata, o a me mi è entrato il diavolo in corpo ….. Agnese, io sono Lazzero in carne e ossa, ti dico ….. che ti venisse il vermocane …..

Agnese: (piagnucolante) Ma che cose mi dite, signore ……

Lazzero: Dio ti mandi un …… oh, poveretto me …. Questa l’hanno fregata, via, non c’è niente da fare ….. allora in casa con la Camilla c’è Giannino o Riccio?

Agnese: (ha come un lampo) Ora ho capito ….. Ecco perché Giannino mi ha mandato a portare  gli occhiali al signor Piero ……

Lazzero: Ma te l’avevo detto o no che non ti dovevi muovere da casa?

Agnese: Ma io che colpa ho? …… Ho visto passre un uomo vestito con i panni uguali ai vostri che sembrava tutto voi ….

Lazzero: E non l’hai riconosciuto chi era?

Agnese: Macché! Per me eri voi che andavi al letto.

Lazzero: Balorda che non sei altro …..

Agnese: Nel viso non l’ho visto perché ero mezza adormentata davanti al camino ….. e poi siete passato senza fare una parola …..

Lazzero: Cosa vorresti dire, sono passato senza fare una parola. Ancora non hai capito che quello non ero io ….

Agnese: Ah, già, è vero, quello non eri voi ….

Lazzero: Agnese smetti di fare confusione per piacere, che mi hai già ubriacato il cervello ….

Agnese: Se foste andato al letto presto come fate tutte le sere questa cosa non sarebbe successa ….

Lazzero: E Giannino che faceva quando è arrivato quell’uomo ……

Agnese: Giannino l’accompagnava, come di solito fa con voi.

Lazzero: E ora dov’è?

Agnese: È andato a portare due lettere al corriere. Mi ha detto che ce l’avete mandato voi….

Lazzero: A portare che cosa? ……. (tassativo) Voglio sapere punto per punto come sono andate le cose …. Forza, comincia a raccontare.

Agnese: Io e Giannino eravamo in casa ed a un certo punto si sente aprire il portone. Allora Giannino fa: “Questo deve essere il signor Lazzero”. Prende la lanterna, scende giù e insieme a voi ritorna su ……

Lazzero: (urla) Lo vuoi capire o no che quello non ero io!

Agnese: Insomma, ritorna su insieme ad un uomo che sembrava tutto voi. Va bene così?

Lazzero: Arriva in fondo, forza.

Agnese: Aveva il cappello, la sciarpa, le scarpe e tutti gli altri panni uguali ai vostri.

Lazzero: Agnese, quelli non erano uguali ai miei, erano i miei vestiti … delinquenti, farabutti …..

Agnese: Arrivati su, svelti, svelti, senza dire nemmeno una parola, andarono alla volta della camera. Con la chiave aprì la porta, entrò, e richiuse subito. Anche Giannino entrò con lui ma poco dopo uscì e mi disse che doveva portare le lettere al corriere, e io gli occhiali al sor Piero come vi ho già detto.

Lazzero: Questa è proprio malizia da ladri!

Agnese: E mi ha messo anche fretta! ….. tant’è che mi è riuscito a prendere questo mozzicone di candela e questo fazzoletto per coprirmi il capo e basta.

Lazzero: E ora dov’è andato quell’impiccato di Giannino?

Agnese: Ah, ma allora siete duro, èh, non ve l’ho già detto? …. (cantilena) A portare le lettere al corriere.

Lazzero: Senz’altro si sono messi d’accordo lui e Riccio e hanno dato i miei vestiti a qualcuno …. Questi pezzi da galera …..

Agnese: Ma voi perché vi sareste conciato così? …. Sembrate il parente di un cenciaio ….

Lazzero: (non sa che rispondere) Perché …. perché ….. perché i miei erano fradici …..

Agnese: Avete fatto il bagno in qualche fontana, perché non mi sembra che piova ….

Lazzero: Ma io posso fare come mi pare o devo chiedere il permesso a te …..

Agnese: Veramente ci fate sempre come vi pare, ma spesso vi ritrovate in mezzo ai guai come stasera …..

Lazzero: La colpa è senz’altro del Riccio, non ce niente da fa’ ……. che gli si rompesse l’osso del collo al primo passo che fa.

Agnese: Signor Lazzero! Ma che sono parole da dirsi queste?

Lazzero: Vatti a fidare di certa gente! ….. mi hanno conciato bene, vai …. Ho sopportato più parolacce questa notte che non si direbbero neanche ad un pellaio ….

Agnese: Èèèèh …. signor Lazzero …. Purtroppo tutte non si riescono a parare.

Lazzero: (tra se) Ma poi per fare che cosa! Per scoprire che la mia futura moglie è puttana da sempre e che ora ho la nipote che non è da meno? …. Io boh, un lavoro come quest’anno non si era mai visto!

Agnese: Misericordia divina, aiutaci a strecciare questa matassa.

Lazzero: Ma qualcuno se ne pentirà, èh ….. ai voglia te se se ne pentirà …..  anzi voglio proprio andare a casa di Piero.

Agnese: E io rimango  qui sola?

Lazzero: Vieni anche te …… non ho nessuna intenzione di essere assassinato proprio in casa mia. (entrano Piero e Riccio – Agnese e Lazzero parlottano tra se dall’altro lato della scena)

Piero: Ma quello non è Lazzero?

Riccio: (agitato a Piero) Si, è lui. Corra, vada subito in camera sua. Faccia sparire dal letto le coperte i lenzuoli e metta sottosopra tutta la stanza …..

Piero: Spiegami perché devo fare questa cosa. (Riccio va a  nascondersi)

Riccio: Faccia come le ho detto che dopo gli spiego perché. Svelto …. (Piero e Riccio escono – Lazzero s’incammina seguito da Agnese)

Lazzero: Mica si possono prendere in giro così le persone per bene, èh ….

Riccio: (fuori scena – è disperato) Oh poveretto me …. quant’era meglio se non ero mai nato, oppure ero morto nella culla …..

Lazzero: Questa è la voce del Riccio……

Riccio: Che gran disgrazia ….. Questa non mi ci voleva ……

 

Lazzero: Toh! È quel delinquente …. (Riccio entra)

Riccio: (finge di piangere) Che dirà il signor Piero appena lo saprà …..

Lazzero: Che ti è successo, Riccio.

Riccio: Chi l’avrebbe mai pensato ….

Lazzero: Me lo vuoi dìre che è successo?

Riccio: È successo che per fare un favore a voi sono rimasto fregato io …..

Lazzero: Dimmi che ti hanno fatto almeno ….

Riccio: È entrato un ladro in casa del signor Piero ….

Lazzero: Che cosa gli hanno rubato?

Riccio: È tutta colpa mia ……

Lazzero: Perché è colpa tua?

Riccio: Per il troppo bene che voglio a voi….

Lazzero: Che significa per l’troppo bene che mi vuoi?

Riccio: Per stare dietro a voi mi sono dimenticato di chiudere il portone di casa, così qualcuno è entrato e ha rubato tutto …..

Lazzero: Ma che cosa hanno rubato?

Riccio: Una scatola con dentro gioielli e molti soldi … e anche i vestiti che erano sopra al letto.

Lazzero: Porca puttana! Allora sono stato derubato anch’io. I vestiti sopra al letto erono i miei.

Riccio: Non lo so se erano i vostri. Non li ho visti bene. Però sono spariti ….

Lazzero: I vestiti erano miei, dammi retta …… Lo so bene che lì un ci so’ più.

Riccio: (rincuorato) Allora se sapete che  non ci sono più, sapete anche chi li ha rubati!

Lazzero: No, ma sono sicuro che il ladro è in casa mia.

Riccio: Come in casa vostra! …. E come fate a saperlo? ….

Lazzero: L’Agnese ha visto entrare in casa un uomo che aveva addosso i miei vestiti

Riccio: Magari fosse davvero in casa sua, così lo prendiamo senz’altro.

Lazzero: È lì ti dico. E si è chiuso anche dentro.

Riccio: Venite con me ….. (va verso casa di Lazzero)

Lazzero: Dimmi che vuoi fare ……

Riccio: Metto un legno di traverso al portone in modo che non possa uscire ….. (esce)

Lazzero: (all’Agnese) Ha ragione …. Però è ideoso il ragazzo, èh ……

Agnese: Speriamo che san Brandano ci tenga sopra al capo la mano …. (Riccio rientra)

Riccio: Fatto! …… il ladro non può scappare.

Lazzero:  Ho capito, ma quando lo prendiamo? ….

Riccio: Quando prendiamo chi?

Lazzero: Come chi? …. Il ladro, no?

Riccio: Non abbiate fretta.  Prima bisogna pensare a come poter fare per prenderlo, poi si prende.

Lazzero: Te dici bene, ma io muoio dal freddo, però.

Riccio: (all’Agnese) Ma tu non avevi una sorella che abitava qui vicino ….

Agnese: Si, è poco lontano da qui.

Riccio: Ecco, andate da lei e restateci finché non vengo a chiamarvi io.

Lazzero: E te intanto che farai?

Riccio: Prima cosa vado a chiamare i Mosca per farmi dare una mano, così saremo più sicuri di prenderlo.

Lazzero: Dovresti chiamarer anche Piero e digli che gli hanno rubato tutta quella roba.

Riccio: Ma neanche per sogno! Finché non abbiamo preso il ladro a lui non gli dico niente.

Lazzero: Forse hai ragione. Tanto ormai è questione di poco …. Il ladro è dentro casa mia e neanche può fuggire.

Riccio: Appunto! ….. Ora però andate, su. Non aspettate che vi riprendano le convulsioni per il freddo.

Lazzero: Si, si …. andiamo Agnese …. (s’incamminano)

Agnese: Speriamo che vada tutto bene …. (si fermano)

Lazzero: Ma come farete per entrare in casa?

Riccio: Qualcosa studieremo …… alla più puttana sfonderemo la porta ….

Lazzero: Fate qualunque cosa purché lo prendiate ….. Oddio, magari se la porta vi riuscisse a salvarla sarebbe meglio. (escono)

Riccio: Meno male …. Anche questa mi è riuscita di ricucirla …. Se non mi fosse venuta questa idea quel coglione di Mosca mi avrebbe guastato tutto il disegno. (entra Mosca)

Mosca: Speriamo che riesca a trovare qualcuno ….

Riccio: Eccolo il Mosca …. certo che te non sei una persona su cui fare affidamento, èh.

Mosca: Perché, è andato storto qualcosa?

Riccio: Ti avevo detto di trattenere Lazzero in casa ….

Mosca: Mi è sparito di sotto gli occhi in un baleno …..

Riccio: Ma te dove eri, scusa ….

Mosca: Ero andato a bere ……. Lui era davanti al camino ….. mica pensavo che sparisse alla svelta in quel modo.

Riccio: Stava per scoprire tutto …. Meno male che mi è venuta subito un’idea.

Mosca: Ora dove è andato Lazzero?

Riccio: Qua vicino. In casa di una sorella dell’Agnese.

Mosca: E che sono andati a fare?

Riccio: Dopo te lo dico, ora ci sono da fa’ altre cose.

Mosca: Dai, dimmelo, Riccio …

Riccio: Ah, ma allora non hai capito che devo fare una cosa importante e alla svelta ….

Mosca: Hai bisogno di me?

Riccio: Per ora no ma stai pronto che se avessi bisogno ti chiamo …… Ora vattene da qui, su …. Sparisci …

Mosca: Se mi vuoi chiamami che sono per qui …. (Mosca esce)

Riccio: È meglio che chiami subito il signor Giulio. Non è di fuori che Lazzero ritorni all’improvviso …. (si avvicina alla casa di Lazzero e fa uno starnuto) Accciùùùù …. questo è il segnale che devo fare …. Accciùùùù …. Però il signor Giulio non si vede. Mica si sarà addormentato …. Accciùùùù …. Ora vedrai che succede, èh, torna Lazzero e devo inventargli un’altra cosa. (fuori scena si sente la voce di Giulio)

Giulio: Che c’è Riccio. È già l’ora?

Riccio: (agitato) Scenda subito signor Giulio …. svelto …. venga via ….

Giulio: Ma perché. Che è successo? ….

Riccio: Come glielo devo dire …. Venga via subito …..

Giulio: Eccomi … arrivo ….

Riccio: (tra se) Caro signor Lazzero, se mi riesce di fare quello che ho in mente, verrà fuori la più bella opera che un uomo abbia mai potuto fare. (entra Giulio – è vestito con gli abiti di Lazzero)

Giulio: Ma che è tutta questa fretta? C’è qualcosa di nuovo?

Riccio: Un altro poco e andava a puttana ogni cosa.

Giulio: Tanto ormai mi sembra che la cosa sia riuscita …. E poi ho promesso a Camilla che la sposo.

Riccio: Come sarebbe a dire la sposa ……

Giulio: Camilla è la più onesta e gentile ragazza di tutta la città.

Riccio: Però mi sembra che non ha dovuto tribolare tanto per convincerla …..

Giulio: (offeso) Allora siccome hai fretta, non ti racconto niente.

Riccio: No, no … qualcosa mi dica lo stesso …. alla svelta ma me la dica.

Giulio: Prima che io potessi appena toccarla con un dito, ha voluto che gli promettessi di sposarla.

Riccio: (ride)  Eh …. Eh …  lei scherza ….

Giulio: No, no, dico sul serio …

Riccio: E senza il consenso di Lazzero e del suo babbo?

Giulio: A me basta che sia contenta lei ….

Riccio: Allora presto Camilla sarà  sua moglie?

Giulio: Ti ho detto di si, come te lo devo dire, in francese?…

Riccio: Allora ormai la cosa è sicura ……

Giulio: Domani comincio a preparare gli atti matrimoniali ……

Riccio: Però la prenderà senza dote.

Giulio: Avrò anche la dote.

Riccio: Allora Lazzero verrà a sapere tutto. L’inganno con l’Orsola e le villanie mie e del Mosca.

Giulio: Non potevo fare altro. Se non avessi agito così, Camilla non avrebbe mai acconsentito …..

Riccio: Lo poteva dire a me che in qualche modo avrei risolto.

Giulio: Ma che t’importa. Ormai è andata.

Riccio: M’importa invece, perché non posso portare in fondo quello che avevo in mente.

Giulio: Mi dispiace ma ormai non c’è rimedio.

Riccio: Se mi avesse detto che voleva sposare Camilla, avrei agito in un altro modo.

Giulio: Mica sono indovino.

Riccio: E ora lo sa che succede? Che tutta la colpa sarà la mia. Lazzero si metterà d’accordo col suo babbo e come minimo io perdo il lavoro. Sen non gli viene voglia di denunciarmi. Allora è meglio se me ne vado subito da me. Arivederla sor Giulio ….

Giulio: Mi lasci qui da solo?

Riccio: Secondo lei è tempo di star qui a traccheggiare? (esce)

Giulio: Riccio, non andare’ via …… non posso mica farmi vedere vestito così …. Almeno mi avesse detto come è rimasto con Lazzero …. E ora che faccio …. Vado a casa mia o a casa di Piero? ….. Mosca ….. Mosca …..

Mosca: (fuori scena) Chi è che mi chiama?

Giulio: Sono io, Giulio. (entra Mosca)

Mosca: È solo? il Riccio dov’è ….

Giulio: È scappato.

Mosca: Perché è scappato ….

Giulio: Perché gli ho detto che per avere l’amore di Camilla le ho dovuto promettere di sposarla.

Mosca: (ironico) Allora v’imparentate con Lazzero ….

Giulio: Hai capito perfettamente.

Mosca: Ed è per questo che è scappato?

Giulio: Penso di si.

Mosca: Sembrava tanto furbo e coraggioso, invece …….

Giulio: Almeno sapessi come è rimasto d’accordo con Lazzero.

Mosca: Non si preoccupi che so tutto io.

Giulio: E come fai a saperlo ….

Mosca: Me lo ha detto il signor Piero che ha sentito quando parlavano.

Giulio: Ma insomma, Lazzero dov’è …..

Mosca:  È andato a cercare gente per prendere lei in casa sua pensando che fosse un ladro.

Giulio: E chi gliel’ha inventata questa cosa ….

Mosca: Ci vorrebbe troppo per spiegargli tutto. Comunque non si preoccupi, se Riccio non ha voluto portare in fondo questa cosa, ci penserò io.

Giulio: E come farai?

Mosca: Ha detto che ha promesso a Camilla di sposarla?

Giulio: Certo. Ho detto così.

Mosca: Allora andiamo da lei che vi dirò che cosa  dovete fare. (escono – entra Riccio)

Riccio: Prima di andare via sarebbe meglio che lo dicessi almeno al signor Piero. Oppure bisognerebbe che trovassi il Mosca così glielo farei dire da lui ….. se mi fosse riuscito quello che avevo in mente sarebbe stata una grande cosa, ma sono stato sfortunato ….. sento dei passi. Chi sarà? È meglio non farsi vedere. (si nasconde – entra Giulio e Mosca)

Giulio: Mi sembra che quello che hai pensato potrebbe funzionare.

Mosca: Però ci vorrebbe che ci fosse anchel Riccio.

Giulio: E perché?

Mosca: Perché senza di lui è difficile che venga fuori l’effetto che si vuole.

Giulio: Che vuoi sapere dove sarà arrivato il Riccio a quest’ora …..

Mosca: Comunque lei vada a casa del signor Piero e ci rimanga finché non gli faccio sapere qualcosa …. vada.

Giulio: D’accordo. (esce)

Mosca: (tra se) In mente ho due idèe, e tutte e due valide per appacificare ogni cosa. Certo, con Riccio sarebbe tutto più sicuro e credibile, ma vai a sapere dov’è. (Riccio entra fischiettando e facendo finta di passare di lì per caso) Riccio, meno male che sei tornato, è il padreterno che t’ha mandato.

Riccio: (agitato) Mosca! Ma che fai qui …. Scappa ….. vatti a nascondere ….

Mosca: E perché dovrei fuggire?

Riccio: Perché Giulio ha deciso di sposare Camilla. Lazzero e Giovacchino scopriranno l’inganno e ci puniranno.

Mosca: Veramente a me il signor Giulio mi ha detto il contrario.

Riccio: La vuoi fare una cosa fatta bene? Vieni via con me. Dammi retta …..

Mosca: Ma mica crederai che riesce solo a te a venir fuori da una situazione balorda come questa.

Riccio: Magari ti riuscisse a convincere Giulio e Piero a farsi l’affari loro e a non fare parola con Lazzero e Giovacchino ….

Mosca: Sono sicuro che mi riuscirà ….. (si sente tossire – è Lazzero)

Riccio: Ecco Lazzero …… hai pensato bene a quello che vuoi fare?

Mosca: (si batte la testa) Ho tutto qui dentro…. andiamo a casa del signor Giulio che ti spiego tutto. (entra Lazzero)

Lazzero: Quei delinquenti questa notte mi hanno fatto le peggio cose …… e pensare che sarei pronto anche a perdonarli se non mi avessero toccato la Camilla ….. non vedo l’ora di sapere chi è il ladro che è entrato in casa mia. (guarda verso casa sua) Ma …. Ma …. A me sembra che sia fuggito. La porta è accostata ….. Camilla ….. Camilla …..

Camilla: (fuori scena – il tono è gioioso) Zio Lazzero, siete voi?

Lazzero: Certo che sono io. Perché, aspettavi qualcun altro …..

Camilla: Non pensavo che tornaste così presto.

Lazzero: (tra se) Boh! Che ti devo dire …. mi sembra tanto allegra …. Non è che alla fine invece di rimanerci male si sia divertita …. (Camilla entra) Com’è che sei tutta allegra?

Camilla: Se non sono allegra ora che sono giovane quando volete che lo sia ….

Lazzero: E io che pensavo di trovarti con gli occhi rovesciati dal dispiacere.

Camilla: E perché avrei dovuto?

Lazzero: (tra se) Mi domanda anche perché …. per la vergogna, perdio… (a Camilla) dimmi perché sei tanto contenta?

Camilla: Ma dai che lo sapete anche voi.

Lazzero: O come faccio a saperlo ….. mica ti ho mandato qualcuno a portarti una bella notizia.

Camilla: Se ce l’avete mandato voi c’è bisogno di domandarmelo?

Lazzero: Eppure non sono ubriaco, perché ho bevuto poco e annaffiato. La febbre alta non ce l’ho. Dormire non dormo perché sono sveglio …. Allora vuol dire che sono diventato scemo! ….

Camilla: Non capisco che cosa volete dire ….

Lazzero: Chi è stato che ha fatto uscire di casa L’Agnese e Giannino?

Camilla: Sarà stato quell’ uomo che è venuto mandato da voi ….

Lazzero: Che cosa? Racconta …. racconta ….

Camilla: Ad un certo punto è venuto un uomo a dirmi che voi mi avevi data in sposa a lui. Io lì per lì non ci volevo credere. Ma poi mi ha fatto vedere che addosso aveva i vostri vestiti e allora gli ho creduto.

Lazzero: E dopo che è successo?

Camilla: Che è successo …… è successo che tanto presto ci dovevamo sposare e allora abbiamo cominciato a consumare il matrimonio.

Lazzero: (alza la voce) E non ti vergogni, sciagurata? Quello ti ha ingannata e poi ti ha sedotta.

Camilla: No, zio, non è possibile perché lo conosco bene.

Lazzero: Dimmi come si chiama.

Camilla: È una persona per bene, state tranquillo.

Lazzero: Un bravo truffatore vorrai dire.

Camilla: Non dite così, perché ci rimarrete male quando saprete chi è. (entrano Giovacchino e Mosca)

Lazzero: Ti avrà dato un nome falso, scimunitella.

Giovacchino: (con tono cordiale e a braccia larghe) Caro il mio Lazzero ….

Lazzero: (anche lui cordiale e nell’atto di abbracciarlo) Giovacchino mio caro ….

Giovacchino: (serio) Sono venuto per raccomandarvi il mio figliolo.

Lazzero: Il vostro figliolo? ….. E che c’entro io con il vostro figliolo.

Giovacchino: La sua salute dipende soltanto da voi ….

Lazzero: Ma che dite …

Giovacchino: Solo voi potete salvarlo da morte sicura…..

Lazzero: Ma da quale morte …. E poi io mica sono un dottore ….

Giovacchino: Tanto più che presto diventerà vostro genero.

Camilla: (finge di star male) Oh … oh … il mio futuro marito sta male …..

Giovacchino: Si! E solo Lazzero lo può salvare.

Camilla: Vi prego, zio, salvatelo …..

Lazzero: Dio ci aiuti … io stanotte divento matto … mi sembra di essere capitato in mezzo a un canile. Tutti abbaiano da tutte le parti.

Giovacchino: Mosca, vai a chiamare Riccio che così racconta tutto a Lazzero. Ah, e a Piero digli che lo risarciremo io e Lazzero del danno che ha subito. (Mosca esce)

Lazzero: Ma di che danno parlate …

Giovacchino: Ora viene Riccio e vi racconta tutto …. èèèèhh….caro Lazzero, la vita qualche volta fa nascere casi stravaganti, ma questo è proprio stravagantissimo.

Lazzero: Infatti, non mi rendo nemmeno più conto di dove sono. (entra Riccio)

Giovacchino: Ecco Riccio. (apprensivo) Come sta Giulio?

Riccio: È vivo, sano e fuori pericolo.

Giovacchino: Meno male.

Riccio: (a Lazzero) Dov’è l’Agnese?

Lazzero: Che vuoi dall’Agnese.

Riccio: Vorrei che testimoniasse perché ora vi racconto una cosa da non credere.

Lazzero: È poco lontano da qui. In casa della sua sorella.

Riccio: (lo prende in giro) Ve li hanno dati là i vestiti che avete addosso?

Lazzero: Fatti gli affari tuoi, somaro.

Riccio: Ci proverò ….. Ora però ascoltatemi.

Lazzero: Parla, ma non ricominciare con i discorsi strani, èh …..

Riccio: Perché non andiamo in casa del signor Lazzero che almeno ci mettiamo seduti?

Giovacchino: Per me va bene.

Lazzero: Ma che avrai mai da dirci …..

Riccio: Venga anche lei signorina Camilla. (i quattro escono- entra Giannino)

Giannino: Io mi potrei chiamare benissimo disgraziato invece che Giannino. Forse sarebbe meglio. Ho perso al gioco tutti i soldi che mi ha dato il signor Giulio …… e ora a casa mia che ci vado a fare senza manco un quattrino .…. bisognerebbe che trovassi il signor Giulio e mi facessi dare qualche altro soldo … certo, mica gli dico che li ho persi al gioco ….. qualche scusa la troverò …… (fuori scena si sente Mosca)

Mosca: Ma ti pare che ora devo andare a sentire come procede l’ultima pensata che abbiamo avuto e poi torare’ a raccontarla al signor Giulio ….. (entra)

Giannino:  Dove vai Mosca …..

Mosca: Guarda chi c’è …… che fai qui da solo?

Giannino: Mica sai dov’è Riccio?

Mosca: Che vuoi dal Riccio?

Giannino: Gli devo parlare in tutti i modi prima che faccia giorno.

Mosca: Che vuoi sapere quale terra regge il Riccio. Però se vuoi parlare col signor Piero ti porto da lui.

Giannino: Portami da lui che va bene lo stesso.

Mosca: Devi ancora riscuotere?

Giannino: No, ma siccome io sono un disgraziato per natura, i soldi me li hanno rubati tutti all’osteria. Volevo tornare a casa mia, ma senza neanche un soldo dove vado ……

Mosca: Vieni con me che ti faccio parlare con il signor Piero e vedrai che in qualche modo lui ti rimedia la cosa. (i due escono – entrano Lazzero e Riccio)

Lazzero: (alterato a Riccio) Non vedevo l’ora di parlarti da solo, pezzo di somaro …. Quante stupidaggini hai raccontato in casa mia …….

Riccio: Bella riconoscenza, la vostra! ….. con le stupidaggini che ho detto, ho salvato il vostro onore, quello di Teresa, di Piero e di Camilla.

Lazzero: E quello che hai detto di Giulio è vero?

Riccio: È vero si! Lui era innamorato della vostra nipote e tutte le sere, non potendo vedere lei, usciva fuori e si metteva a guardare la vostra casa. Quando stasera siete uscito per venire con me a cambiarvi in casa di Piero, ha visto e sentito tutto quello che si diceva.

Lazzero: Porca miseria. Non ce l’ho fatta una bella figura ….

Riccio: Allora che ha fatto? È entrato in casa di Piero, ha messo i vostri vestiti e aiutato da Giannino è entrato in casa vostra …. quello che poi ha fatto con la Camilla ….. non c’è bisogno che ve lo spieghi, vero ….

Lazzero: Ora ho capito com’è andata …..

Riccio: Quando è uscito da casa del signor Piero non ha chiuso la porta, è arrivato un ladro vero e ha rubato tutto.

Lazzero: È vero! Anche l’Agnese mi aveva detto che aveva trovato la porta aperta.

Riccio: Quando Giulio è tornato per cambiarsi i vestiti, il signor Piero l’ha visto e ha pensato che il ladro fosse lui, apposta lo ha chiuso dentro casa vostra. E ora è arrabbiato nero con Giulio.

Lazzero: (dubbioso) Qualcosa però non torna ….. ma se Piero era in camera con la Teresa, come ha fatto il ladro a rubare?

Riccio: (sta mentendo) Perché ad un certo punto …. così …. tanto per cambiare. Erano saliti nella camera di sopra.

Lazzero: Mmmmm ….. e come ha fatto a uscire se il portone era chiuso da fuori con il bastone di traverso che ci avevi messo te ….

Riccio: Può darsi che a forza di scuotere il portone il legno è caduto ….

Lazzero: Èh, si …. È andata senz’altro così ….. e senti una cosa ….. pensi che Giovacchino ci crederà a quello che gli hai detto a proposito di come mi sono trovato  in mezzo a questa storia?

Riccio: Ci crede si. Lui di me si fida.

Lazzero: Però con Giannino come facciamo che sa tutto di come è andata tra la Camilla e Giulio?

Riccio: E che ve ne frega a voi. La Camilla non si sposa con Giulio ….

Lazzero: Ah, già, è vero.

Riccio: Quello che bisogna fare, semmai, è calmare Piero.

Lazzero: E come facciamo? Hai in mente qualcosa? …..

Riccio: L’unica cosa che lo farà stare calmo è fargli sposare la Teresa.

Lazzero: Ah, per me la può prendere quando vuole. Io non la voglio più di certo.

Riccio: Aspettatemi qui che torno subito. Vado a parlare con il signor Giulio e il signor Piero ….

Giovacchino: (con tono cordiale e a braccia larghe) Lazzero mio caro ……

Lazzero: (anche lui cordiale e nell’atto di abbracciarlo) Caro il mio Giovacchino ….

Giovacchino: Sono in pensiero che Piero faccia qualche brutto scherzo al mio Giulio.

Lazzero: Ma no, state tranquillo che si rimedia tutto.

Giovacchino: Speriamo! …. Ma voi l’avreste mai pensato che il mio figliolo sarebbe diventato il marito della vostra nipote?

Lazzero: Ma neanche lontanamente.

Giovacchino: Se devo essere sincero nemmeno io …… Ora però è arrivato il momento di sistemare anche le nostre cose, èh …..

Lazzero: E quali cose abbiamo da sistemare?

Giovacchino: Ma come! Non vi ricordate più? ….. Non volevate sposare mia figlia Teresa …..

Lazzero: Ma per carità! …. Dio me ne guardi! …. Non voglio più prendere moglie …..

Giovacchino: Ma se fino a giorni fa eravate innamorato cotto ….

Lazzero: No, no, datela pure a Piero.  Ho sentito dire che è tanto innamorato della Teresa.

Giovacchino: Se dite così mi fate rimanere male, però!

Lazzero: Vi ringrazio tanto ma la Teresa sta meglio in mano a Piero che è giovane che in mano mia … tanto io e voi diventiamo parenti lo stesso.

Giovacchino: Avete detto proprio bene, largo ai giovani ….. E ora andiamo a dare la notizia a Piero così perdonerà senz’altro Giulio ….. (escono)

Riccio: (al pubblico) Carissimi spettatori, ora, in casa, tutti insieme, decideranno dove e quando fare le nozze, mentre brinderanno alla salute degli sposi. Poi, siccome noi tutti ne abbiamo bisogno, ce ne andremo a dormire e non ci sveglieremo prima del tardo pomeriggio. Perciò, se volete un consiglio, andate al letto anche voi ….. però prima di andare via, se vi siete divertiti, regalateci un applauso ……. Buona notte.

Fine

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