Augustinus
( Vita di Aurelio Agostino
Santo e Dottore della Chiesa )
Dramma storico in XVI scene
di
Lino DOrta
AUGUSTINUS
di Lino DOrta (n. SIAE 863665A)
Prologo
Vestita di un lungo, leggerissimo velo bianco, uneterea figura femminile - che rappresenta la parte laica dellanima di Aurelio Agostino e al tempo stesso quella della seconda donna che egli lasci dopo aver avuto con lei una relazione a Milano - entra volteggiando come se volasse. Si muover sul palcoscenico, in questo modo, anche nelle sue apparizioni introducenti le scene successive.
Anima : Anche unanima pu invecchiare? Non so. Ma so che niente pi triste
per una donna che accorgersi dessere giunta al limite di quellombra che
al tramonto della vita caccia i raggi del sole; e nulla pi amaro del
rimpiangere i momenti di gioia, ricevuta e data, non goduti in
giovent.
A Milano Aurelio Agostino tocc il culmine della sua crisi di
conversione al celibato e poi al cristianesimo, e l rinunci ancora ad una
donna. Chi fu la donna, la sua seconda donna, che abbandon? Di lei,
come della prima, non si conosce il nome. Ma anche di lei non difficile
intuire le pene delladdio, ancora pi duro ad accettarsi se avviene quando
gli anni presagiscono il disfarsi della floridezza, come quella della frutta
non colta.
Agostino la lasci, dunque, per imboccare una strada dove albe rosate e
giorni lieti non hanno dimora: i loro sogni erano diversi.
Alla fine egli approd, nella sua Numidia, vecchio e malato, ma felice
di aver cercato e forse trovato quello che per altri non c stato e
non c : Dio.
Ed ora, Agostino, sei ad Ippona, vescovo di quella citt africana. Corre
lanno 430 e i Vandali di Genserico assediano la citt. Ciononostante, sei
al tavolo di lavoro e continui a scrivere. Cosa ti assorbe tanto, Agostino?
Scena I
Lo studio del monaco Agostino, vescovo dIppona; dalla finestra arrivano a tratti i clamori e barbagli di fiamme dellassedio. Agostino ad un clamore pi forte si alza dalla sedia, preoccupato, per andare alla finestra.
Nel frattempo entra il confratello Possidio porgendogli una bevanda.
Possidio La medicina, reverendissimo Padre Agostino.
Agostino ( tornando lentamente al tavolo):Grazie, PossidioEh (tossisce), forse sto
per morireIntanto Ippona assediata dai barbari di Genserico calati dalla
Spagna: i Vandali, come li chiamano.
Possidio Maqual la ragione dellodio che li spinge ad assalirci?
Agostino Hanno sconfitto i mercenari Goti del generale Bonifacio, con cui la
Corte imperiale di Ravenna ha tentato di fermarli. Nellinseguirli hanno
valicato le colonne dErcole e si sono gettati su questa fiorente terra come
su di una preda. Capirai, ora, il perch della loro furia
Possidio Cosa ne sar di noi?
Agostino Temo che anche Ippona, come tutta la Numidia, compresa la citt di
Tagaste dove nacqui, sia destinata a perire
Possidio Che tragico destino ci attendeEppure qualcosa dovr essere tentata per
scongiurarlo
Agostino Se Roma a suo tempo caduta per mano dei Goti di Alarico, i quali nulla
hanno poi potuto contro i Vandali, anche questa citt votata alla morte.
E noi con essa.(brevissima pausa per sorbire un sorso della bevanda)
Possidio Certo, se penso alla loro furia, che pu anche contaminare le donne nella
carne
Agostino Non di questo che dobbiamo aver paura. Dobbiamo temere la perdita
della fede, la corruzione del nostro interno. Le donne, se manterranno
la fede nel Signore, potranno salvarsi.
Possidio Vuoi dire chela violenza non porta offesa al pudore, finch lanima
rimane casta ?
Agostino Certo. Proprio questo ho voluto scrivere ad Onorio.
Possidio AdOnorio?
Agostino S, per ribadire a lui, mio coadiutore africano, ed agli altri presuli, che
temo soprattutto la nostra diserzione morale: essa ci allontana da Ges
Cristo pi di quanto le fiamme distruggano le nostre case terrene e la
crudelt dei barbari strazi i nostri corpi!
Possidio Ma quando tu sali sulle mura fra i difensori, o quando fai risuonare
leco della tua voce fra le volte della basilica, come fai a dare tanta forza
danimo a chi ti ascolta?
Agostino Forse perch a chi combatte ed a chi prega ricordo questo: non sei stato
creato per restare legato alla terra, ma per guadagnarti il cielo; chiamato,
cio, non a godimenti temporali, effimeri, ma ad una felicit eterna. Possidio Perdonami, ma non riesco a comprendere in che modo potr, anchio,
accettare la morte con serenit, pregustando la gioia della futura felicit
Agostino Ti faccio un esempio. Se tu fossi sposato, certo non vorresti che tuo figlio
e tua moglie morissero prima di te; ed anchessi non vorrebbero che tu
morissi prima di loro. Dio pu accontentarvi tutti insieme? Lasciate allora
che disponga come vuole: Egli sa come mettere ordine in ci che ha
creato. Contentiamoci di obbedire alla Sua volont, che grande (pausa).
Ma ora ho bisognodi restare un po solo: debbo completare la stesura di
dellultimo trattato al quale per gli impegni pastorali che ben
sai posso dedicarmi soltanto sottraendo ore al sonno. E prima che sia
troppo tardi, prima che i Vandali distruggano questa sede e mettano in
fuga il mio gregge dAfrica, il cui esodo viene reso pi catastrofico dal
panico dei vescovi stessi
Possidio accenna ad una genuflessione ed esce.
Agostino Che pena vedere Ippona assediata dalle orde barbare e devastata dalla
peste! Signore, Ti prego, dammi forza, fa chio non tralasci di
trasmettere ai fedeli lilluminazione che Tu stesso mi hai dato:
dal mondo che muore sorge la vita che vuol nascere, dalla morte
corporale viene la rinascita, con gli angeli ed i santi, nella Citt Tua!
(comincia a rileggere mentalmente una pagina e impugna la penna per iniziare a scrivere: poi si ferma e)
Nei miei scritti ho gi ammesso dessere caduto in tanti errori
Non basta, mio Dio? Questa logorante condizione - dovere e saper
convincere il mio gregge, che soffre pene sempre maggiori, ad accettarle
nella fiducia della Tua ricompensa eterna forse un segno di punizione
terrena, per me? Non ho rivissuto con dolore, condannandoli, gli sbagli
della mia vita?
Cercare Te, o Dio, significa cercare lanima, attraverso il pensare, il
ripiegare su me stesso, il confessarmi, per indagare e chiarire tutti
i problemi che assillano luomo. Lho fatto! E devo tuttora patire questa
incertezza che mi rimorde la coscienza ed offusca la memoria di salvezza
delle mie Confessioni? Ed allora, dove ancora ho sbagliato? (pausa, come per ricordare) Certo, da giovane ho compiuto tanti errori. Mi raccontava mia
madre Monica che ero molto intelligente, ma ribelle, inquieto. Il clima di
questa terra africana mi rendeva non incline alla concentrazione faticosa,
ma sfrenato, esuberanteNe ho commesse di arroganti bravate! Ho
ancora ben presente il vergognoso episodio del furto delle pere e il dolore
che con esso arrecai a mia madre
(buio)
Scena II
Cartagine (Numidia). Sbocco in citt di una strada periferica.
Entrano in scena, rincorrendosi e ridendo, tre adolescenti, fra cui Agostino giovane; hanno delle pere nelle mani e accennano a lanciarsele.
Lelio Che risate! Hai visto la faccia del proprietario del frutteto quando ha
scoperto di essere stato giocato?
Agostino S, era talmente verde in volto che ho creduto stesse per avere un travaso
di bile! Ma il pi bravo a beffarlo stato Onorio (al quale Agostino lancia
una pera che Onorio prende al volo e, ridendo, finge di addentare. Poi)
Onorio Il merito lha chi ci ha generato cos agili e pronti a sfruttare ogni
occasione propizia! Certo, era da molto tempo che non ci divertivamo
tanto. E lasciare tutte quelle pere mature sullalbero era proprio un
peccato, no?
Agostino Fammi il favore di non pronunciare la parola peccato: mi fa ricordare
le prediche di mia madre!
Lelio Certo, Agostino, hai un coraggio che reputo ammirevole, se penso alle
regole della tua educazione in famiglia
Agostino Ognuno ha i genitori che gli capita di averePiuttosto, hai notato come
sono riuscito a sviare il padrone del frutteto?
Lelio Io no, stavo tentando di fuggire: forse Onorio.
Onorio Nemmeno io: ero ancora intento a scendere dal pero.
Agostino Allora ve lo dico. Resomi conto del pericolo..
Lelio E che pericolo: correva verso di noi armato di un grosso bastone!
Agostino: Appunto, ho deciso di corrergli incontro a mia volta. Intanto
con una mano mi coprivo una guancia e gli gridavo Padrone, lho
appena visto e inseguito quel ladro di pere, ma mi ha colpito sul volto!
Ora sta scappando per quel viottolo. Se torni indietro dallaltro lato del
campo te lo troverai di fronte ; ma bada a te, sii prudente!.
E rimasto un attimo sconcertato, ma la mia recita devessere stata
perfetta, perch subito ha detto : Non preoccuparti, sono capace di
badare a me stesso. Ora sentir il mio bastone!, ed tornato indietro
di corsa. Cos voi due avete avuto il tempo di scendere dallalbero e di
filarvelaAh, ah
Lelio Grande Agostino! Senza il tuo stratagemma la mia schiena avrebbe patito
chiss che bastonatura!
Onorio E poi il colpo di genio finale stato quello di farci nascondere dietro il
muretto divisorio che separa il frutteto dalla stradina e di l sbirciare
landirivieni disperato e furioso del padrone dopo che ha scoperto di
essere stato giocato!
Agostino Certo vi ho fatto rischiare un po, ma ne valsa la pena!
Lelio Sei un maestro in queste trovateVolete ancora un frutto?
Onorio Io no. Piuttosto, Agostino, ora che abbiamo soddisfatto in qualche modo
lappetito e ci siamo anche divertiti, ci racconti come andata a
finire, invece, con quella giovane che avevi incontrato a teatro?
Agostino Quale giovane?
Onorio Dai, non fare lo gnorri! Io me nero accorto di certi sguardi fra te e lei
Lelio Anchio, se per questo.
Agostino Vi dico che non so di cosa parliateComunque non successo
niente (ancora).
Onorio Vedi, allora, che non ci sbagliavamo? E nemmeno credo dingannarmi se
insisto nel dire che qualcosa, invece, devessere successo: gli sguardi
erano troppo eloquenti Via, dicci almeno come si chiama!
Agostino (un po nervoso) Ma se non lo so nemmeno io!Certo, mi piaceva (e
forse anche io a lei); tuttavia non ci siamo detti alcunch.
Lelio Solo sguardi?
Agostino Solo sguardi.
Onorio (con sicurezza) Non direi proprio!
Agostino (incredulo ma incuriosito) Perch?
Onorio Perch il caso vuole che proprio adesso si stia dirigendo verso di noi
una giovane che mi sembra rassomigliare tanto a quella tizia! Non sar
giunta, nel frattempo, lora di un vostro appuntamento?
Agostino Eh, ma che dici? Ne sei certo? Dove la vedi?
Lelio Eccola l!Anche a me sembra la giovane del teatro!
Onorio (ridacchiando) Ci terrei molto ad assistere allincontro, manon vorrei
diventare tuo complice anche in questaltra avventura e inimicarmi del
tutto tua madre. Lelio, che ne pensi: ce ne andiamo?
Lelio Ma s, lasciamolo solo con la sua conquista!
(Onorio e Lelio escono ridendo)
Scena III
Ibidem.
Agostino scruta verso il fondo della stradina, poi sorride.
Entra una giovane donna.
Agostino Benvenuta.
Giovane d. Salute a te. Come ti chiami?
Agostino Agostino. E tu?
Giovane d. E prudente che io non dica ancora il mio nome.
Agostino Perch?
Giovane d. Lo capirai. Questa citt troppo piccola: anche i muri hanno orecchi.
Agostino E ci potrebbe costituire un problema?Per me, comunque,non sar
dostacolo non sapere al momento come ti chiami.
(accenna ad un sedile in pietra) Vuoi sederti accanto a me?
Giovane d. Volentieri. Dunque, piace anche a te il teatro?
Agostino S, e (audace) mi piacciono coloro a cui piace.
Giovane d. Non perdi tempo nel manifestare le tue intenzioni
Agostino Perch dovrei? Al di l del comune interesse per il teatro, mi piaci molto
tu, come persona.
Giovane d. Vuoi dirmi perch?
Agostino Sei molto bella: occhi splendidi, sguardo intenso, labbra sensuali e
invitantiSe tu volessi
Giovane d. Piano con gli inviti! Non hai un po troppa fretta?
Agostino Quando avverto quello che sento ora per te non ne faccio mai mistero!
Giovane d. Sei certo di quello che dici?
Agostino Certissimo, pi ti guardo e pi ti desidero
Giovane d. Se non sai nemmeno come mi chiamo e come vivo!
Agostino Che vuol dire? Mi basta che tu sia qui, con me. E darti un nome di
fantasia rende tutto pi misterioso, pi intrigante
Giovane d. Sei giovane. I tuoi parenti potrebbero
Agostino Intanto non lo sanno (le prende la mano) E anche se lo sapessero,
potrebbero mai impedirmi di amarti?
Giovane d. Amarmi?Ma, ripeto, non conosci nulla di me!
Agostino Che importanza ha? Ti voglio e basta (le cinge una spalla con un
braccio e con laltro lattira a s).
(buio)
Scena IV
Anima: E quella seconda donna avrebbe compreso che cosa significasse il rimpianto di dolcezze ormai dimenticate; dolcezze il cui ricordo pu mitigare lasprezza dun addio; quelle dolcezze che Agostino aveva condiviso con lei, insegnandole a ricordare quegli attimi per meglio affrontare il momento del loro dissolversi.
Le aveva detto che le letture dei neoplatonici gli avevano fatto capire che lamore vero quello maturo, verso una persona che, pi che essere bella, ha lanima bella. E sottoline che per Platone lamore leros mediatore, il desiderio di ci che non si ha, di qualcosa che pu completarci.
Il suo primo amore giovanile le precis era del primo tipo di quelli teorizzati da Pausania, retore sofista, che divideva lamore materiale da quello spirituale. Era, cio, un amore terrestre, di soli sensi. Il nostro, invece le assicurava fatto di cuore e danima.
Ma fu proprio cos? Non lo diceva, forse, solo per chetare le inquietudini del suo intuito femminile?
Ricordi allora, Agostino, il colloquio drammatico che avvenne fra te e tua madre e quanto le dichiarasti sulla tua prima passione?
Tagaste. Casa di Monica ed Agostino.
Quadro I
Monica (con voce rotta) No, figlio mio, no. Non puoi farmi questo! E non dovevi
dirmi ci che mi hai appena detto! Non ho fatto pressioni su di te
nemmeno quando eri bambino: arrivai a non farti battezzare perch
volevo proprio quello che tu ora hai negato: che il battesimo fosse da te
prima capito e tu potessi giungervi solo dopo unadeguata conoscenza.
Fosti perci iscritto soltanto fra i catecumeni; ed io pensai ad educarti, a
prepararti solo coi principi della fede nel Signore Iddio.
Agostino Non volevo dir questo, madre. Le dottrine filosofiche che devo
conoscere e le letture di cui pure devo nutrirmi da ultimi Epicuro e
soprattutto l Ortensio di Cicerone mi lasciano nellincertezza
e mi inducono a cercare ancora la Verit anche fuori dei principi
educativi ricevuti.. Questo tutto.
Monica Questo tutto? No, questo non tutto. Tuo padre Patrizio era pagano -
non dimenticarlo - e tu sai quanto ho dovuto lottare per avviare voi figli
al cristianesimo: ho pregato Iddio perch Egli vi facesse da padre
Agostino Ma la mia educazione terrena lavevate affidata ai maestri di scuola
Ricordo ancora quei giorni di noia e di terrore: metodi dinsegnamento
ripetitivi e insegnanti senza fantasia. Ma se non studiavo abbastanza, il
maestro mi picchiava. E voi genitori ridevate dei lividi delle mie
bastonature. Ebbene, questo mi feriva ancor pi
Monica Se ricordi, la Bibbia dice Chi risparmia la verga, odia suo figlio!
Daltronde noi, sapendoti intelligente e volitivo, compimmo anche
sacrifici per inviarti alla scuola secondaria di Madaura. E invece fu
proprio l che cominciasti ad allontanarti dalleducazione ricevuta e a
cedere alle tentazioni della carne; al punto che dovetti intervenire
pi volte per avvertirti che stavi prendendo una strada sbagliata
Agostino Questo vero: non riuscivo a frenare gli impulsi della mia natura, ma,
a vostra volta, perch non comprendeste che un matrimonio anche
se in giovane et, come usa nella nostra terra - avrebbe potuto fare da
remedium concupiscentiae? Avrebbe insomma potuto indirizzare al
giusto fine i miei naturali impulsi di uomo? Invece avete pensato
soprattutto allistruzione, mandandomi poi a Cartagine per studiare
retorica. Ed allora, madre, non solo colpa mia se in quella citt ho
conosciuto la donna che conquist tu dici irret il mio cuore.
Monica Lo ribadisco: irret; tant vero che state per avere un figlio!
Agostino Certo. Ora, sia pure fuori del matrimonio, ne nascer un bimbo. La vera
causa di tutto, probabilmente, nacque dalle tue preoccupazioni da
donnetta.
Monica Ecco, ora disprezza pure tua madre per questo(con voce tremante) Ma
quanto, quanto dovr piangere? Come se non bastasse il gran dolore che
mi hai arrecato accompagnandoti a quella brigata di eretici manichei!
(piange) Forse avrei potuto anche accogliervi in casa tutti e tre, se tu non fossi
caduto in uneresia cos grave. (con risolutezza) Ma ora vattene e - te lo
dico, bada, con grande strazio non venire a cercarmi con tuo figlio e la
tua concubina, se non sarai prima tornato nel solco della Cristianit!
Agostino esce a capo chino, allargando le braccia come rassegnato.
Monica si lascia andare su di un divanetto e piange sommessamente, a lungo, finch si assopisce. Nel sonno, agitato, ha dei singulti. Allimprovviso sente una voce:
Voce Perch piangi? Non vedi che dove sei tu, l anche lui?
Monica si risveglia, restando un po interdetta. Poi ricorda a se stessa:
Monica Che sogno ho fatto! Ero cos avvilita e piangevo per lallontanamento dalla
Fede di mio figlio, quando mi apparso un giovane pieno di luce e mi ha
detto come mi ha detto? Ah : Non vedi che dove sei tu, l anche lui?
Ma che cosa volevano dire, mio Dio, quelle parole? ForseMa s!Che
nella Tua bont hai voluto annunciarmi che Agostino sarebbe tornato alla
mia stessa fede, a Te Soltanto questo
(prende una penna e scrive qualcosa su di foglio; poi rilegge ad alta voce)
Figlio diletto, Iddio mi ha mandato in sogno un messaggio: presto la mia
angoscia attuale si dissolver ed avr la gioia di saperti tornato alla fede cristiana. Certa che ci si avverer, non voglio che tu ed i tuoi cari restiate lontani da questa casa dove, se tornerai, ritroverai tutto lamore di madre che sempre ti ho dato e ti dar. Non farmi attendere. Ti abbraccio.
(chiamando) Annah!
Annah (entrando) Padrona, dimmi.
Monica Annah, devi andare a casa di Romaniano, il benefattore di mio figlio:
in questo momento Agostino dovrebbe essere suo ospite. Consegnagli
questo biglietto.
Annah Sar fatto, (nelluscire).Ma se non ci fosse?
Monica Lo lascerai a Romaniano perch glielo consegni.
Annah Va bene.(esce)
(buio)
Quadro II
Monica (a se stessa, torcendosi le mani)Dunque non stato come io speravo:
Agostino ha interpretato la frase del sogno non vedi che dove sei tu
anche lui? - addirittura nel senso opposto al mio, e cio che sar io a
diventare manichea!
Signore Iddio, com possibile? Mio figlio non pu tentare di trarmi in
inganno con la sua mente acuta e sottile ma infatuata da quelle false
dottrine! Sono disperata: non posso farcela, da sola. Occorre che
intervenga qualcuno di maggiore o pari cultura e intelletto(riflette un
po; e quasi in lacrime:) Annah!
Annah (entrando) Comanda, padrona! Mache coshai?
Monica NullaRecati subito dal vescovo Antigono. Riferisci che, nonostante i
colloqui che gi mi ha concesso, debbo ancora parlargli. Digli che il motivo
sempre lo stesso: lui capir.
AnnahVado subito. ( esce).
Monica singinocchia dinanzi a un crocifisso e inizia a pregare in silenzio, ma scossa da qualche singulto.
Subito dopo bussano alluscio. Va ad aprire.
AnnahPadrona , c il vescovo Antigono.
Antigono (entrando): Figliola, ho incontrato Annah che mi ha detto della tua
richiesta: giacch transitavo qui vicino, ho ritenuto giusto venire io stesso.
Mi dici, dunque, che cosaltro ti angustia?
Monica (trattenenendo a stento le lacrime) Eccellentissimo, so bene che ti ho
spesso sollecitato affinch ti incontrassi con mio figlio Agostino per
convincerlo a lasciare la strada piena di errori da lui imboccata col seguire
dottrine religiose ereticheMa debbo ancora insistere!
Antigono Monica, so quanto tu tieni a che tuo figlio ritorni allovile, ma ti ho anche
detto che pericoloso tentare di persuaderlo con un contraddittorio
a rinunciare alle sue idee. Egli gi famoso per le sue qualit dialettiche,
possiede un eloquio scorrevole, brillante; ed ben convinto delle
sue tesi. Ti ripeto che non mi sembra n facile, n opportuno anche per
un vescovo come me tentare la strada del convincimento razionale
Monica Ma perch?
Antigono Perch alla fine il passo potrebbe anche rivelarsi controproducente.
Occorre aver pazienza, attendere, pregare.
Monica (tremante) Perdonami, se sono ostinata.Il dolore che mi attanaglia troppo
forte per rassegnarmi ad aspettare. Te lo chiedo per nostro Signore: cerca
ancora di fare qualcosa per farlo rinsavire
Antigono Ascolta, certamente pu esserti di conforto sapere che anchio, da giovane,
fui affidato dai miei genitori ai manichei. Ma fu proprio leggendo e
rileggendo i loro testi che capii, pian piano, gli errori di quella dottrina e la
lasciai; cos accadr, vedrai, anche con tuo figlio.
Monica (quasi in lacrime) Non so se potr farcela, da solaTi supplico: intervieni
tu, chiamalo(scoppia in lacrime)
Antigono Monica, ora me ne devo andare. Ma, ors, datti pace! (come facendo una
profezia) Non proprio possibile che si perda un figlio di tante lacrime!
Monica (colpita, ha un sorriso di gratitudine) Antigono, sono parole, le tue, che
addolciscono la mia amarezza perch vengono dal Cielo: te ne ringrazio.
Monica bacia le mani di Antigono, che la benedice ed esce.
Scena V
Lo studio del monaco Agostino, vescovo dIppona
Agostino Tardi ti ho amato, o Dio, bellezza tanto antica e tanto nuova. S, tardi, perch Tu eri con me ed io non ti vedevo.
Certo, mi sviai quasi nove anni dietro le dottrine dei manichei,
nonostante la trepida sollecitudine con cui mia madre cercava di farmi
intuire quellerrore.
Poi Tu, Signore, facesti in modo che mi sorgesse il desiderio di andarmene ad insegnare a Roma. La ragione ufficiale era per trovarvi un ambiente
scolastico meno precario, pi ordinato; ma il farmi fuggire da Cartagine
il lasciarmi allettare da Roma era in realt un tuo disegno, o Dio. Per
correggere i miei passi sbagliati ti servivi di frenesie e di lusinghe di altri
uomini e della mia stessa, ostinata, ricerca di una falsa felicit.
E le vere ragioni del farmi lasciare lAfrica non me le palesasti; e nemmeno a mia madre: quando le annunciai di voler imbarcarmi per Roma,
ne pianse dolorosamente e mi segu fino al mare. Con dolce violenza mi
invitava a ripensarci; se proprio dovevo partire, sarebbe venuta con me.
Non sopportai oltre la sua ingerenza e allora la ingannai dicendole
una bugia. Cio che ero andato al porto soltanto per non lasciare solo un
amico la cui nave avrebbe fatto vela al primo vento dellalba. Ma la Tua
misericordia mi ha perdonato anche queste altre lacrime di mia madre!
Che accadde? Poich ella si rifiutava di tornare a casa senza di me, in
qualche modo riuscii a persuaderla che per quella notte, mentre io facevo
compagnia allamico in partenza, si rifugiasse in una chiesuola, dedicata
a San Cipriano, vicina al porticciolo.
Forse, mentre lei restava assorta a pregare, le mandasti altri pensieri; forse
si addorment
Spir dunque il vento e gonfi le vele: la spiaggia fugg dal nostro
sguardo. La mattina lei fu per impazzire dal dolore, ma non curasti i suoi
gemiti: volevi chio fossi trascinato nelle mie passioni per poi strapparmene
del tutto, e forse volevi castigare nel suo dolore troppo umano il retaggio
materiale di Eva, cio di madre troppo legata a colui che aveva partorito.
Eppure, dopo avermi accusato del crudele tradimento, ella di nuovo mi
raccomand a Te. Torn alle sue consuete incombenze; ed io intanto
veleggiavo verso Roma.
Scena VI
Anima : Fu amara la rivelazione del frutto di un amore terreno s, ma intenso, e non volgare. E avrebbe scatenato un turbinio di pensieri in quella donna che, qualche tempo dopo, a Milano, si sarebbe unita a lui.
La citt di cui era vescovo Ambrogio sarebbe divenuta per Agostino teatro di un crogiuolo di sentimenti e di idee nel quale si sarebbero fusi i suoi amori terreni, le sue conquiste filosofiche, le sue riscoperte della Verit cristiana; del Dio di quellamore che, tuttavia, presto egli dovr negare anche alla sua seconda donna, fatta s di carne, ma anche di quellimpalpabile essenza che lanima.
Anno 383. Milano. Attesa ed ingresso dello studio di Ambrogio vescovo. C andirivieni di persone.
Agostino sta entrando e vi incontra lamico Elpidio che gi attende dessere ricevuto da Ambrogio.
Elpidio Agostino, che sorpresa! Ti avevo lasciato a Cartagine come promettente
maestro di retorica e invece ti ritrovo a Milano! Che ci fai qui? Come
stai?
Agostino Sto bene, grazie. E tu, Elpidio? E passato del tempo, e forse non sai che
a Cartagine non trassi, alla fine, grandi profitti dalla mia professione.
Elpidio Com possibile? Con la tua scuola teri gi procurata una buona fama
Agostino A che serve una scuola di retorica se poi quegli allievi non vogliono
studiare, sono chiassosi e indisciplinati, intenti solo a compiere scherzi
pericolosi e, credimi, assai peggiori delle malefatte combinate da me
stesso alla loro et? Non ne potevo pi di loro
Elpidio Questo mi lascia gravemente sorpreso!
Agostino GiCos, avendo saputo che a Roma gli studi erano pi seri, e gli
studenti pi attenti, decisi di trarre il dado: e mi recai l.
Elpidio A Roma?E la dottrina di Mani che avevi abbracciato? Continui a seguirla?
Agostino In verit vi ho scoperto altri errori, oltre a quelli ricordi? di cui
discutevamo noi due quando avevamo rilevato che la setta di Mani
utilizzava copie contraffatte delle Sacre Scritture.
Elpidio Altri errori ancora? E quali?
Agostino Ora non posso parlartene a lungo, n questo mi sembra il posto giusto.
Ti dico solo che nella sua dottrina sugli astri Mani si basato su dati che
sono risultati sbagliati. E tali dati essendo matematicamente misurabili -
non potevano e non dovevano essere errati. Lui, che presume di sapere
tutto, allora pu aver fallito in tante altre cose! Ne ho parlato anche con il
loro famoso vescovo Fausto, ma egli non ha saputo darmi convincenti
risposte. Ne ho dedotto che i manichei cercano di confutare i sistemi degli
altri, ma non danno dimostrazione della giustezza dei propri principi.
Elpidio E, se posso chiedertelo, a Roma com andata?
Agostino Alloggiavo presso un manicheo, se questo che vuoi sapere. Ma mi hanno
colpito i dibattiti che si tenevano presso il circolo biblico di Girolamo e, soprattutto, le letture degli accademici Arcesilao e Carneade, che sul piano filosofico mi hanno indotto a non esser certo di nulla , a dubitare della verit dogni principio. Peraltro il vivere ancora fra i manichei sempre accoglienti con i loro mi ha offerto una buona occasione per migliorare la mia condizione dinsegnante.
Elpidio Perch, anche a Roma gli allievi?
Agostino No. Non dal lato dellinteresse allo studio e della disciplina, ma sotto laspetto economico. Al momento di dovermi pagare le lezioni loro impartite, mi lasciavano per passare ad un altro insegnante
Elpidio Toh! E come sei riuscito a risolvere il problema?
Agostino In questo modo: un amico manicheo conosceva molto bene il prefetto di Roma, Simmaco; questi, che pagano, era appena tornato da Milano con lincarico datogli dallimperatore Valentiniano di inviare in quella citt un maestro di retorica. Il mio amico si ricordato di me ed in tale veste mi ha presentato al Prefetto.
Elpidio Devi ammettere che il tuo stato il classico caso di chi ha trovato un amico e con esso un tesoro!
Agostino Certo: gli devo molto. Cos Simmaco, dopo avermi conosciuto, ha voluto saggiare le mie qualit di retore e ne rimasto ben impressionato. Penso anche che lui, pagano convinto, preferisse ovviamente che a Milano sede imperiale, ma fitta di fermenti cristiani nel ruolo di docente si mandasse un manicheo notoriamente anticristiano come me.
Elpidio Quindi sei venuto a Milano, e
Agostino e pieno di gioia perch una cos prestigiosa scelta era caduta su di me. Ma poi le cose si sono ulteriormente evolute, e non nel senso che auspicava Simmaco!
Elpidio Intendi dire che non sei pi anticristiano?
Agostino S, proprio questo, amico mioMa vedo arrivare mia madre, che mi ha raggiunto a Milano per parlare col vescovo Ambrogio
Elpidio Bene. Non mi resta che salutarti e formularti auguri di cuore dogni successo.
(Si abbracciano. Elpidio si avvia verso lo studio di Ambrogio. Entra Monica)
Agostino E cos, madre, hai voluto farmi questa sorpresa, raggiungendomi a
Milano
Monica Figliolo mio, sai bene quanto tenga a te, alla tua salute fisica ed a quella
spirituale!
Agostino Anchio tengo tantissimo a te, ma (con un accenno dironia) non ti
sembra, madre mia, chio sia abbastanza adulto da potermi difendere
direttamente dagli eventuali pericoli per la mia integrit spirituale?
Monica Non farmene una colpa. Non come credi. So che stai attraversando
momenti di travaglio interiore sempre pi intensi e desidero esserti
accanto con la preghiera, senza volerti imporre nulla. Se ora hai deciso di
seguire il mio consiglio di chiedere un incontro con Ambrogio, forse
solo in grazia di unispirazione divina.
Agostino (conciliante) Va bene. E anche per questo che ho deciso di cedere alle tue
pressanti insistenze ed ho iniziato a frequentare la basilica dove Ambrogio
tiene le sue omelie. Devo dire che mi incuriosiscono pi le sue qualit
oratorie: sul piano formale, peraltro, mi sembrano meno eleganti e
avvincenti di quelle del vescovo manicheo Fausto, ma nei contenuti
Monica (trepidante)S?
Agostino nella predicazione di Ambrogio avverto pi bont, verit, sapienza.
E per questo che vorrei finalmente avere loccasione di parlargli: ma noto
che preso dai suoi incarichi. C sempre tanta gente intorno a lui
Monica Devi avere pazienzaVedrai che appena avr un attimo di tregua si
accorger della tua presenza.
(buio)
Scena VII
Cassiciaco (Milano). Abitazione di Agostino: interno e un tratto di giardino con albero
di fichi. Entra la giovane donna che Agostino conobbe a Cartagine e con cui convive.
G. donna (un po affannata) Eccomi qua. C voluto un po per finire di
riordinare, ma ora sono tutta per voi. Ho portato un po di fichi
Agostino Grazie. (con lieve impaccio) Accomodati
G. donna Non fa nulla, non preoccupartiAllora per quale motivo mi avete
chiamata?
Agostino C un problema, non sempliceRiguarda noi due. (risoluto) Ma forse
bene che ne parliate fra voi donne. Riuscite ad intendervi meglio.
G. donna Sei anche tu di questavviso, Monica?
Monica S, preferibile. Ed ancora meglio se, per ora, parliamo da sole, senza
Agostino.
(Agostino discretamente si allontana ed esce in giardino)
G. donna Va bene.Dunque?
Monica Ecco.Mia cara, avrai ormai compreso che a Milano Agostino comincia a
raccogliere i frutti del suo sapere e della sua profonda intelligenza. Egli,
peraltro, va anche intraprendendo un sia pur timido cammino verso la
fede cristiana. Un percorso lento, faticoso, che non pu, non deve trovare
altri ostacoli in aggiunta a quelli che gli creano le sue stesse incertezze.
G. donna Me ne rendo conto. Ebbene?
Monica In questa situazione di fragilitinteriore, ogni difficolt dovuta alle
vicende e alle condizioni della vita quotidiana rischia di diventare
esiziale. Comprendi?
G. donna A dire il vero, non molto.
Monica Voglio dirti che la condizione ideale oltre allimportante incarico
finalmente ottenuto qui a Milano sarebbe il rendere stabile, legittima
anche la sua unione coniugale con te.
G. donna Certo. Ne sarei ben lieta! E da tanto che attendo questo momento
Monica Ma, vedi, proprio questo il problema: purtroppo non sembra che
ci possa avvenire.
G. donna Che vuoi dire, Monica?
Monica Me ne dispiace, ma non ho buone notizie al riguardo. Ne avevamo fatto
richiesta ai rappresentanti dellautorit imperiale, cercando anche
lappoggio di qualche amico, ma ci stato recisamente ribadito che fra te
ed Agostino non potranno essere celebrate le iustae nuptiae. Insomma,
non potete unirvi in matrimonio.
G. donna (quasiimplorante) Ma perch?
Monica Lo dispone la legge. E forse voi due, nel decidere a suo tempo di unirvi e
di convivere, non avete ben ponderato questo aspetto.
G. donna Ma Agostino che cosa ne pensa ?
Monica Agostino? Guardalo proprio adesso. Ti sembra la stessa persona che hai
conosciuto? Fino ad oggi se n stato ad attendere timidamente un cenno
dinvito delloccupatissimo Ambrogio, e ora sta l fuori aspettando lesito
del nostro colloquio. Questo non ti fa comprendere in quale intimo
travaglio egli si trovi?
G. donna Qualcosa avr pur osservato al riguardo
Monica Di fronte ad una drastica disposizione di legge, che osservazione avrebbe
potuto far valere?
G. donna Ma, insomma, quale ragione vieterebbe di sposarci?
Monica (incerta) Forse bene che te la riveli lui stesso.
(fa cenno ad Agostino di avvicinarsi)
Agostino Desideri, madre?
Monica Spiegale tu nei giusti termini legali perch la vostra unione non pu
essere legittimata secondo la legge romana. Io intanto uscir per alcune
commissioni. Vi saluto (si allontana)
Agostino Se cos, va pure.
G. donna (quasi in lacrime) Agostino, perch questa sfortuna per noi?
Agostino Non sfortuna. La nostra, soprattutto la mia, stata una leggerezza.
Non avrei mai potuto, a quel che pare, illudermi di regolarizzare la
nostra unione. Sono costernato
G. donna Ma dimmi la verit, come motivavi con te stesso la nostra relazione?
Agostino Devo ammetterlo: mi ero indotto a convivere con te pi per rimediare
alla naturale concupiscenza che mi tiranneggiava, che per assolvere
i doveri che danno dignit allunione coniugale: il governo della famiglia
e leducazione dei figli. Ci non vuol dire che io non ti stimi e non tenga a
te, ma
G. donna Eppure ti ho sempre amato e servito con fedelt, consolandoti quando le
tue ricorrenti angosce
Agostino Ti capisco; e ne soffro anchio.Ma tu sai che, da due anni, sono preso
dai dubbi di una ricerca sempre pi sofferta della verit, che ora - forse
grazie allinflusso di Ambrogio - comincia ad apparirmi meno lontana.
G. donna E dunque?A quale conclusione vuoi giungere? Che ne sar di me?
Agostino E una conclusione molto amara, ma non possiamo far nulla per evitarla.
Ha un fondamento di freddo diritto, ma tuttavia la sola in grado di farmi
trovare la pace che pu venire da un avvicinamento alla fede cristiana.
G. donna Ti prego, che vuoi dire?
Agostino Intendo dire che il primo, indispensabile passo verso la conquista della
verit per me non pu che essere il battesimo.
G. donna Ma non unevidente, penetrante specie di infedelt lasciare la donna
amata per raggiungere la meta di quella che tu chiami la verit?
Eri legatissimo a me!
Agostino Ancora lo sono! Ed ora il mio cuore ferito a sangue. Ma conoscere, per
me, significa giungere forse a Dio: per conoscerlo debbo anche
avvicinarmi alla fede attraverso i suoi sacramenti.
G. donna Ebbene, io stento a credere in un Dio che, per salvare una persona, ne
costringe unaltra a buttar via la sua vita! E non comprendo che nesso c
con leventuale regolarizzazione della nostra unione.
Agostino Il nesso purtroppo c: la legge imperiale che la vieta. Il motivo sta
nella differenza di classe sociale fra noi due. Io, essendo cittadino
romano, non posso sposare te che, in quanto ex attrice, sei purtroppo
parificata ad una libertina. In pi un altro disposto imperiale, per favorire
i giusti matrimoni e la procreazione, stabilisce che i celibi soffrano di
svantaggi di carattere personale e successorio. Ma questo sarebbe il
menoInsomma io potrei tenerti solo come miaconcubina.
G. donna Mi stai dicendo la verit?
Agostino S
G. donna E una verit drammatica!Ecco perch Monica parlava di impedimento
a celebrare legittime nozze!
Agostino S, il motivo questo. E una legge di Augusto imperatore che volle cos
arginare la corruzione dei costumi e la conseguente diminuzione della
natalit fra i cittadiniSono desolato. Non so pi che cosa fare o dirti
G.donna (quasi in lacrime)Non riesco ad accettare le ragioni di quanto mi dici: ti ho
sempre amano ed onorato, ti ho seguito dovunque! (breve pausa) Ma se
per il tuo bene futuro e per quello di nostro figlio Adeodato, sono pronta, da
consapevole liberta, ad affrontare una cos immensa rinuncia. (amara) In
questa vita, di cui poco sappiamo, non Dio che temo, ma sono i Suoi
studiosi che mi fanno tremare. Che Ges vi ottenga il perdono di Dio per la
dolcezza e lamore che ora respingete!Avrei dovuto rivelarti subito la mia
professione di attrice, anche se dicevi che non importava sapere che cosa
facessi. Non volesti sapere nemmeno il mio nome, perch affermasti un
nome avrebbe finito col separarmi da te. (con dignit) Me ne torner in
Africa, io sola. Non ti dimenticher, ma soprattutto sappi che nessun altro
uomo entrer nella mia vita. Consacrer a Dio il resto dei miei giorni: non
Lui che mi manca.
(Agostino esita un attimo, poi abbraccia commosso la g. donna)
(Buio)
Scena VIII
Lo studio del monaco Agostino, vescovo dIppona
Agostino Dopo giorni di attesa ero riuscito ad incontrare Ambrogio, a conoscere leloquenza con la quale donava al Tuo popolo, o Dio, lispirazione e la serenit del Verbo. Egli mi accolse come un padre e si rallegr del mio arrivo a Milano con amore pastorale. Allinizio gli ricambiai laffetto pi per la benevolenza dimostrata verso di me che come un maestro di verit. Ma non riuscivo mai a trovarlo libero dagli impegni per potergli confidare i miei affanni e chiedergli illuminazione e conforto.
Allora correvo in basilica; e nelle sue prediche, oltre alle parole cos amabili, presero ad entrami nel cuore anche le cose che diceva. Sicch col tempo mi parve che anche la dottrina cattolica, fino allora per me non sostenibile contro le tesi manichee, potesse invece essere difesa senza temerariet.
Me ne convinsi ancora pi quando lo udii spiegare le antiche Scritture con uninterpretazione spirituale (io le avevo interpretate alla lettera e ci mi aveva alienato i cattolici). Compresi che anche la fede cristiana era in grado di avvalersi di saggi, con laiuto dei quali essa poteva combattere ad armi pari. E quindi - ne dedussi - il manicheismo non aveva affatto vinto.
Desiderai, allora, fortemente provare se i manichei potessero essere sconfitti con qualche sicuro argomento. Ma fu con il farmi ritrovare a Milano alcuni miei vecchi colleghi e conoscere nuovi amici che Tu, Signore, mi offristi il destro per una vittoriosa battaglia.
Anima Fu proprio in questo modo che ad Agostino si aprirono la mente e il cuore per riscattarne lui diceva una vita grigia di vana sensualit. Pi lapprofondiva, pi scopriva la logica interiore della tradizione cattolica, cio universale, che tutto tenta di salvare ed armonizzare in una sintesi pi alta.
Agostino Intanto per mia madre Monica, che vedeva ormai vicina la mia conversione, un matrimonio restava la condizione indispensabile perch potessi chiedere di essere battezzato. E siccome conosceva la mia esuberanza fisica, cerc a Milano una ragazza brava e di buona famiglia con la quale validamente sposarmi. Trovatala, e soddisfacendo ella anche me, ne fu fatta richiesta. La fanciulla, per, era ancora troppo giovane: occorrevano due anni perch divenisse nubile. Ed io, che non ce la facevo ad attendere, nel frattempo ricaddi nellerrore prendendomi unaltra concubina, con disperazione di mia madre.
Oltre a lei, anche lamico di giovent Alipio, che intanto mi aveva raggiunto a Milano, mi rimproverava di ci
(Buio)
Scena IX
Anima Eccolo, dunque, quel momento: di nuovo una donna sar abbandonata (e
Monica, trepida madre , ne prover grande sollievo) come mera occasione di
dissolutezze. Cos come se nulla rilevasse; come se nel corpo femminile non
dimorasse unanima.
Eppure alla sapienza filosofica e alla ricerca del Dio che lo indurranno a
quellulteriore abbandono non sarebbe stata di ostacolo lamorosa cura
terrena di una persona. Era davvero il celibato, per lui, lunica via per
giungere alla Verit?
Cassiciaco (Milano). Labitazione di Agostino: linterno e un tratto di giardino con albero di fichi.
Alipio Ascolta, Agostino, hai speso il tuo acume e la tua forza di persuasione per allontanare me dalle infatuazioni per i violenti spettacoli del circo, e ci sei riuscito pienamente. Possibile che tu non sia capace di ottenere altrettanto da te stesso?
Agostino Che cosa intendi dire?
Alipio Lo sai bene. Mi riferisco alla difficolt di liberarti dallossessione per le donne.
Agostino Non posso negare che perdura la mia soggezione alle passioni della carne. Ogni tanto mi sembra di avercela fatta, ma poi mi accorgo desserne succube. E questo non mi d pace.
Alipio Eppure credo che tu abbia compreso che , se vuoi davvero come mi sembra daver capito ritirarti dal mondo per vivere di sapienza filosofica e ricerca del vero, puoi farcela ad affrancarti dai lacci della vita materiale. Detto in parole chiare, a restare scapolo.
Agostino E questo il punto. Non facile per me, Alipio(si sente bussare: Agostino va ad aprire) Ma guarda chi arrivato: Nebridio!
(Entra Nebridio)
Nebridio Carissimi!
Agostino Come stai?
Alipio Salute a te, Nebridio. Sei pronto ad unirti a noi?
Nebridio Certo, ho lasciato Cartagine per questo!
Agostino Allora vieni, accomodati. Ascoltatemi. Siamo qui per capire se, disgustati come eravamo dai fortunosi affanni della vita, avevamo fatto bene a prendere una decisione forte: ritirarci dalla folla e vivere tutti insieme e daccordo nella ricerca di una vita vera e serena. Il mio conterraneo Romaniano ci ha aiutati e ci sorregger ancora nellamministrare la nostra piccola comunit. Ma era anche necessario che io avessi conferma della giustezza di questa scelta. Perci ho voluto sentire il parere del vecchio Simpliciano, gi precettore di Ambrogio
Nebridio Avrai ben ponderato ci. Dunque?
Agostino Mi sono recato da lui egli ho aperto il mio cuore, narrandogli i miei tormenti interiori. Mi ha ascoltato attentamente. Poi ha voluto raccontarmi della conversione al cristianesimo delloratore pagano Vittorino
Alipio Chi, Mario Vittorino, il famoso retore?
Agostino S, quello che aveva disprezzato e denigrato il cristianesimo: ebbene,
nel convertirsi Vittorino ebbe la forza di rinunciare a tutto, anche allinsegnamento. Al di l di quellepisodio, Simpliciano deve aver intuito che con gli esempi poteva aiutarmi a prendere una conclusiva decisione. Ed ha saputo incidere profondamente nel mio intimo.
Nebridio Allora sei anzi, siamo ! - a buon punto.
Agostino Forse hai ragione. Nel frattempo ho letto i libri dei filosofi neo platonici Porfirio e Plotino i quali mi hanno di pi introdotto sulla via della verit, ma ho ancora bisogno di qualcuno che mi aiuti ad orientare la ricerca. Ho pensato a Ponticiano, un altro amico africano giunto da poco a Milano. Intanto tu, Nebridio, devi farmi un favore.
Nebridio Dimmi pure, Agostino.
Agostino Il nostro comune amico Verecondo, che qui a Milano gestisce una scuola di grammatica, chiede che qualcuno di noi lo aiuti nellinsegnamento. Ho pensato a te.
Nebridio Te ne ringrazio. Ma per quale motivo?
Agostino Perch sei bravo in quel ramo. E ti prego di farmi contento.
Nebridio Alipio, che ne dici?
Alipio Se ha scelto te, avr certo avuto una valida ragione.
Agostino E vero, ti stimo. E so anche che in questo momento riesci meglio di noi a resistere alle tentazioni del mondo.
Nebridio Non mi resta che accontentarti. Quando dovrei andare?
Agostino Anche subito. E bene che tu sappia al pi presto di che cosa esattamente
Verecondo ha bisogno. (bussano) Ah, questi sar lamico Ponticiano
Nebridio Allora vado (fa un cenno di saluto ed esce).
(Entra Ponticiano)
Ponticiano Salve. Che piacere vedervi
Agostino Salute a te, Ponticiano. Ben arrivato.
Alipio Salve. Come stai?
Ponticiano Bene, grazie. E voi? Non male, mi pare.
Agostino Non ci lamentiamo. Stiamo cercando di organizzare al meglio il nostro cenacolo filosofico. Scusa, sposto qualche libro
Ponticiano Non preoccuparti, non mi d fastidio Piuttosto - scusami tu - leggo sul frontespizio che uno di questi libri contiene le epistole dellapostolo Paolo (sorridente) Come cattolico convinto mi congratulo con te. Non mi aspettavo che leggessi testi della cristianit. Credevo ti dedicassi solo a quelli stimolanti i tuoi interessi filosofici.
Agostino Nella ricerca della verit che mi assilla, leggo spesso i vostri testi.
Ponticiano Ci mi fa ricordare del monaco egiziano Antonio. Non lo conoscete? E un patriarca dei cenobiti, morto trentanni fa, che ebbe la forza danimo di rinunciare ai beni terreni e di ritirarsi nel deserto per vivere solo in preghiera e penitenza. Dopo la conversione al cristianesimo egli divenne famosissimo per i ripetuti miracoli operati.
Alipio Non ne abbiamo mai sentito parlare. Eppure
Nebridio importantissimo per noi: vero, Agostino?
Agostino Certo. Sono fatti che sollecitano ancor pi le nostre meditazioni.
Ponticiano Allora posso parlarvi anche di un altro caso di conversione?
Agostino D pure, ti ascoltiamo volentieri!
Ponticiano E un episodio al quale ho assistito personalmente. Quando ero ufficiale dellesercito imperiale a Treviri, profittando del fatto che limperatore era impegnato con i circensi, mi ero recato con altri tre ufficiali, miei amici, a fare una passeggiata nelle campagne circostanti. Passeggiavamo a coppie. Ad un certo punto ci separammo dagli altri due. Costoro simbatterono in un casolare doverano dei seguaci del monaco Antonio - quello di cui vi dicevo coi quali iniziarono a conversare. Quando poi li rintracciammo erano sempre l: a furia di parlare con i monaci e di leggere gli scritti di Antonio che quelli custodivano, ne erano rimasti colpiti e si erano convinti al punto che erano ormai fermi, fermissimi nel proposito di dedicarsi anchessi alla vita monastica. E dire che tutte due avevano le fidanzate! Quelle, poi, saputa la notizia, si consacrarono anchesse al Signore.
Agostino Non so come ringraziarti, Ponticiano! Quanto mi dici mi metteancor pi sottosopra. Mi fa vergognare di non essere ancora riuscito a prendere una decisione sul mio celibato. E cos, Alipio?
Alipio Gi, ma noto che sei, ora, sulla buona strada. Non so se Ponticiano ha la mia stessa impressione
Ponticiano Io ora debbo andare. Maposso direche Alipio nel giusto. La medicina che porr fine al tuo tormento interiore ormai a portata della tua mano. Iddio ti assister. Tu abbi fede, Agostino. A presto!
(si salutano con affetto. Ponticiano esce)
Agostino Alipio, lincontro con Ponticiano mi lascia ancora pi angosciato: ho
bisogno di un conforto, di una liberazione
Alipio Me ne rendo conto. Ma vedrai che presto il tuo cuore trover la giusta
ispirazione.
Agostino Usciamo in giardino: ho come bisogno daria. Fammi un favore, prendi
quel libro:
Alipio Le epistole di Paolo?
Agostino S. Sediamoci l, sotto lalbero di fichi (si siede)
Alipio Va bene (si siede anchegli; poi) Se vuoi, ti lascio un po solo
(Agostino ha un cenno di grato assenso e prende a scorrere il libro. Alipio
si allontana di tre/quattro passi, ma lo segue con sguardo partecipe e si
mette a pregare in silenzio per lui.
Agostino poco dopo si rialza in piedi: ha un fremito drammatico per la
lotta scatenatasi al suo interno fra la passione e la ragione. Scoppia a
piangere. Subito dopo grida, guardando in cielo)
Agostino Fino a quando, o Signore, durer la tua ira contro di me?
Voce dangelo (quasi in un canto ripetuto) Prendi, leggi! Prendi, leggi!
(Agostino resta stupito, quasi incantato. Poi ha come unintuizione e)
Agostino E un comando divino! (fa cenno affannoso ad Alipio di avvicinarglisi,
apre a caso una pagina delle lettere di San Paolo e legge ad alta voce il
brano che gli capita sotto gli occhi)
Non nelle crapule e nellubriachezza, non nelle mollezze e nella disonest, non nella discordia e nellinvidia, ma rivestitevi del Signore nostro Ges Cristo e non abbiate cura della carne, n delle concupiscenze. (si volge ad Alipio con serenit) Una luce vivissima sta inondando la mia anima, che sfavilla di grazia(ispirato e deciso) Iddiosta trionfando!
Alipio (prende il libro, guarda ci che Agostino gli mostra e continua a leggere)
Chi debole nella fede, fa di assisterlo!. Agostino, questaltro brano non pu che riferirsi a questo grande momento!
(Si abbracciano commossi)
Agostino Corriamo a dirlo subito a mia madre: chiss quanto ne gioirEd a tutti
gli amici! Ora sono certo di me: voglio lasciare la cattedra di retorica. La
vera sapienza nel Cielo!
(buio)
Scena X
Lo studio del monaco Agostino, vescovo dIppona
Agostino Corsi da Monica e le rivelai laccaduto. Mi si gett al collo lacrimando
di gioia, di cui io restai a mia volta come inondato.
Erano, quelli, giorni di vacanza estiva della scuola di retorica e ne
approfittai per leggere i salmi che, Signore, mi riempirono di un amore
ancora pi intenso per Te!
Al termine delle vacanze mantenni limpegno di rinunciare alla scuola e detti le dimissioni ufficiali. Quanto alla giovanissima promessa sposa, fu mia madre a prendersi il delicato incarico di comunicarle, con tatto e con giuste parole, la mia decisione di mantenere il celibato. E non ne residu rancore.
Anima Anche quella seconda donna, che aveva creduto alla sincerit di Agostino
amandolo senza calcoli e finzioni e lasciandosi condurre per un sentiero
che sarebbe sfociato nellignoto, fu dunque messa da parte.
Egli era stato come risucchiato dalla voracit sociale del suo credo e del
suo destino di fede; e scomparve come tanti fanno, non senza colpa,
dopo aver illuso e lasciato alla perdizione unanima.
Agostino Avevo chiesto ad Ambrogio a quali libri delle Sacre Scritture rifarmi per meglio ricevere la Tua grazia. Mi consigli quello di Isaia che, a dire il vero, allora trovai troppo difficile. Ma i tempi erano maturi.
Intanto ci eravamo trasferiti a Cassiciaco, in una sobria, tranquilla villa di campagna che lamico Verecondo aveva posto a nostra disposizione. Creammo l un primo modello di Comunit e per qualche mese perfezionammo il cenacolo di filosofia, alle cui sedute, con piacevole sorpresa di tutti, partecip non di rado anche Monica con parole di grande saggezza ed acume.
Ormai la nostra esperienza in Italia andava concludendosi. Avendo raggiunto quanto cercavo, decisi di tornare in Africa, a Tagaste, per attuarvi la nostra comunit apostolica. E nel maggio del 387, con Monica e la comitiva di amici, ci incamminammo per Roma, diretti ad Ostia dove ci saremmo imbarcati per lAfrica. Vi giungemmo stanchi, ma contenti.
Prendemmo alloggio in una casa quieta, circondata da un orto-giardino. Rimandammo di qualche mese la partenza anche per consentire a mia madre, che appariva molto stanca, di rimettersi dalla fatica del lungo viaggio.
Pass intanto lestate e parte dellautunno. Una sera
(buio)
Scena XI
Ostia Tiberina, interno di abitazione con finestra sul tramonto.
Monica sta riponendo un utensile da cucina ,mentre Agostino si avvicina alla finestra e vi si appoggia per contemplare il tramonto)
Agostino Che bel tramontoChe paceQuesta visione aiuta a dare tregua ai miei intimi tormenti. Ne avevo bisogno.
Monica (lo raggiunge alla finestra) E vero. E tutto molto tranquillo, sereno. E giova anche allintelligente sensibilit del tuo figliolo Adeodato.
Agostino Hai ragione, questo bene per lanima si va sempre pi diffondendo nella nostra famiglia e allinterno di tutta la comunit. Chiedo al Signore di conservarci anche in futuro tanta pace.
Monica Sarai accontentato, vedrai. Ora tu sei come una pecorella rientrata allovile che trova la premura di un amorevole pastore: il futuro sar sempre pi roseo!
Agostino Gi, il futuro. Per quello prossimo, posso sperare. Ma non ogni futuro ci
attende qui. Come sar, cio, quello celeste?
Monica Vuoi dire la vita che ci aspetta dopo la morte?
Agostino S, quella. Mi chiedo, ad esempio, come sar la vita eterna dei beati, che
nessun occhio od orecchio umano ha potuto finora descrivere
Monica Io non riesco ad immaginarmela: ma sono certa che devessere
qualcosa di incomparabile con qualsiasi genere di felicit terrena.
Agostino E vero: anchio credo che la gioia dei sensi e del corpo, per quanto vivida,
non potr mai reggere il confronto con la festa di quella vita. Anzi non pu
nemmeno essere menzionata come termine di paragone.
Monica Ma io mi domando: il nostro spirito quanto dovrebbe elevarsi per
avvicinarvisi, per tentare di coglierne lessenza?
Agostino Moltissimo. Quanto, forse, la grandezza di tutto il creato.
Monica Tanto?
Agostino E poi di pi, di pi
Monica Forse annullarsi quaggi, per ascendere cos in alto?
Agostino Come ascendere in noi stessi, in un anelito di vita celeste oltre sole, luna,
stelle
Monica Oltretutto il firmamento?
Agostino S,oltre tutte le stelle, anche le pi piccole, le pi lontane eccole, come
quelle- le scorgi? - mi pare di vederle scorrere in un turbine di luce
(inizia una lievissima musica di sottofondo)
Monica E vero, mi sento come attrarre, come sollevare al di sopra di esse, di percorrerle verso uno stato di letizia sempre pigrande, sconfinata
Agostino E la gioia, la gioia dellInfinito. L vita, l la sapienza creatrice di tutte le cose, quelle di ora, del passato e del futuroSe la nostra anima tacesse, ascolterebbe ci che queste cose ci dicono: non ci siamo fatte da sole. E la Sapienza - che ci ha fatte (quasi sillabando) non si fa, ma .
(accentuazione delle luci)
Monica (anchessa lentamente) cos come era e cos sar sempre
Agostino il passato ed il futuro non sono in Lei, dato che Essa eterna
Monica come la gioia dei beati
(la musica incalza)
Agostino come la gloria di Dio, Sapienza eterna, stabile sopra ogni cosa, immensami sembra di avvertirla, di esserne come abbagliato infinitamente
( musica celestiale al diapason, poi dissolvenza delle luci e
buio )
Scena XII
Lo studio del monaco Agostino, vescovo dIppona
Agostino Mentre cos parlavamo assetati di lei, eccola, dunque, la Sapienza eterna: lassaporammo con tutto limpeto del cuore e sospirando vi lasciammo come prigioniere le primizie dello spirito mentre ritornavamo al suono della nostra voce, dove la parola comincia e finisce
La sfiorammo, quindi, quella Sapienza. E fu quel contatto, quellattimo di intelligenza sublime, che lasci la mente soffusa in uno stato di indicibile felicit, a darci come unidea della vita eterna. La vita racchiusa in questinvito: entra nella gioia del tuo Signore. E quando? Forse quando tutti risorgeranno, sebbene non tutti saremo mutati in ci.
Cos discorrevamo, dopo quellestasi inarrivabile; e il mondo con tutte le sue lusinghe ci si rivelava sempre pi vile.
E Monica disse :
(voce di Monica) Figlio mio, nessuna cosa, ormai, mi attira quaggi. Ormai non ho pi nulla da sperare dal mondo. Prima desideravo vivere ancora un po per vederti diventare cristiano cattolico. Dio mi ha concesso di pi e meglio: vederti disprezzare la felicit terrena e servire Lui. Che ci faccio, qui?
Agostino Non ricordo bene cosa le risposi. Sta di fatto che, nel giro di cinque giorni, dovette mettersi a letto perch ammalatasi con forte febbre, al punto che un giorno perse conoscenza. Poi si riebbe; ma soffriva, con pazienza. Finch ci disse che riteneva che quel letto fosse la sua ultima sponda, aggiungendo:
(voce di Monica) Seppellite vostra madre qui, anche se non la nostra terra, senza darvene pena. Vi prego di una sola cosa: ricordatevi di me allaltare del Signore ovunque voi siate.
Agostino e dopo altri quattro giorni, a 56 anni det, quellanima benedetta lasci il suo corpo. Era il 27 di agosto dellanno 387.
Mi fermai a Roma per quasi un anno, approfondendo la conoscenza dei vari monasteri e proseguii la stesura di due opere sulla grandezza dellanima e sul libero arbitrio. Poi, nella tarda primavera, salpammo per lAfrica.
(buio)
Scena XIII
Anima Cos, Agostino lott, resistette, soffr e vinse. Gli altri a volte sentivano
anche piet per lui che pareva immolarsi sullaltare della ricerca di Dio. Ma
non era, egli, un uomo di pallide virt e di perdonabili vizi. Alla vita dava
un valore per se stessa, come mezzo per giungere a quella Verit che si
rivela a pochi ma agisce segretamente in ogni persona.
E fu il vescovo Valerio ad accorgersi delle sue rare qualit. Ma di questo
Agostino non aveva mai parlato. Nemmeno a sua sorella Perpetua, quando
era divenuta badessa
Anno 395, Ippona. Interno della comunit di monache fondata da Agostino e di cui
madre superiora la sorella di Agostino, Perpetua, che seduta al tavolo di lavoro.
Sorella Maria (entrando in scena) Madre, il nuovo vescovo di Tagaste, padre Alipio,
arrivato. E accompagnato da Evodio
Madre Sup. Falli accomodare.
Sorella M. Prego
Alipio ed Evodio La pace sia con voi.
Madre Sup. Anche con voi.
Alipio Come state?
Madre Sup. Bene, per grazia del Signore. E voi?
Alipio Non ci lamentiamo. Abbiano lappoggio di Dio.
Madre Sup. Avete avuto difficolt a raggiungere questa casa?
Alipio No. E abbastanza vicina alla nostra.
Madre sup. (indicando delle sedie). Accomodatevi. Avete notizie di mio fratello
Agostino?
Alipio Da quanto tempo ti mancano?
Madre Sup. Molto, anche troppo: sempre pi impegnato, a quel che dicono.
Alipio Allora ti do la grande notizia: stata una lotta dura, con qualche
momento di forte tensione fra gli elettori ed il popolo, ma alla fine il
vescovo Valerio lha spuntata: sar Agostino il prossimo vescovo
dIppona!
Madre Sup. Dio sia ringraziato!
Sorella Maria Gradite una tisana? E fatta con le nostre mani
Alipio S,grazieDunque, Valerio riuscito a vincere lopposizione di qualche collega. Certo, Agostino stato eletto senza osservare il canone 8 del Concilio di Nicea, procedura che ai pi ortodossi apparsa una forzatura. Ma il grande valore morale della designazione resta intatto; vero, sorelle ?
Sorella M. (porgendo la tisana ad Alipio) Se devo essere sincera, ho qualche dubbio.Giacch vi stato addirittura qualche momento di forte tensione, Valerio ha rischiato molto nel farlo nominare vescovo e suo successore.
Alipio Ma cera daltronde, fra tutti gli eleggibili, qualche prete avente pi cultura
e carisma di Agostino?
Madre Sup. Giusto. Ma in che consistono i particolari meriti riconosciutigli?
Alipio Anzitutto nel successo conseguito nella ricerca della verit. Ricerca rigorosa
e difficile, che non ha chiuso gli occhi di fronte agli ostacoli incontrati sulla
strada della fede.
Sorella M. Va bene, ma anche altri sono approdati alla verit nello stesso modo.
Alipio Agostino, tuttavia, ha fatto di pi: ha anche combattuto e vinto perch certi
errori non deviassero altri uomini dalla via verso la vera fede.
Sorella M. Voi dite?Ad esempio?
Alipio Intanto ha fatto giustizia delle tesi dei manichei, intuendo e chiarendo che
nel mondo non esiste il male assoluto, ma solo gradi inferiori di essere
rispetto a Dio. Questi esseri, avendo meno essenza del loro Creatore, sono
soggetti a sbagliare e, quindi, anche a commettere il male.
Sorella M. E cosaltro ha fatto?
Evodio Ha ben combattuto altre due teorie eretiche: quella del vescovo numida
Donato di Case Nere e quella del monaco irlandese Pelagio.
Sorella M. Perch? Che cosa sostenevano costoro?
Alipio Donato sosteneva che la Chiesa fatta di uomini perfetti, i quali perci non
debbono avere contatti con le autorit laiche, altrimenti perdono la
perfezione e addirittura la capacit di conferire i sacramenti.
Sorella M. Ed Agostino come gli ha risposto?
Alipio Che i sacramenti sono validi indipendentemente da chi li amministra perch,
attraverso il sacerdote , Cristo che opera. N la Chiesa pu restringersi ad
una minoranza di adepti che si isolano dal resto degli uomini.
Evodio Anche Pelagio presto se ne dovr accorgere
Madre sup. In che senso? Cosa intendi dire?
Evodio Mi spiego. Quel monaco sostiene che il peccato originale non ha indebolito
la libert delluomo, che quindi pu operare il bene senza laiuto della
grazia, della redenzione portata da Cristo e dei sacramenti.
Madre sup. Cosapotr obiettargli Agostino?
Evodio Che dopo il peccato di Adamo abbiamo bisogno della grazia per salvarci. Luomo non ha meriti propri: quelli acquisiti sono doni provenienti da Dio. Solo Lui pu salvarci perch ha dato se stesso per noi.
Madre sup. Certo, Agostino un grande filosofo e un acuto polemista. Anche ad Origene, il fondatore della mistica cristiana di lingua greca, se ben ricordo ha dato una pungente replica
Alipio Se vuoi, chiamala cos. In effetti Origene sosteneva che la creazione del mondo sia eterna, non potendosi ammettere un mutamento della volont divina. Per cui una volta pose il quesito Che cosa faceva Dio, prima di creare il cielo e la terra?.
Sorella M. Cosa? Che domanda!
Alipio Non tanto peregrina. Ma sai Agostino scherzosamente come ha replicato?
Sorella M. No, non saprei.
Alipio Harisposto: Dio? Preparava linferno per quelli che fanno certe domande.
Madre sup. Immagino come sono rimasti i seguaci di Origene
Alipio Eh,un po maleAgostino poi precis che Dio il creatore non solo di ci che nel tempo, ma del tempo stesso. Prima della creazione il tempo non cera: non ha senso chiedersi che cosa facesse allora Dio.
Evodio Quindi egli dice - la vita umana si svolge fra memoria, attenzione e attesa: dimensioni temporali tutte contenute nel presente. Rispetto alla concezione pagana di una storia circolare, di un eterno ritorno, Agostino vede la storia come libert, in cui i grandi eventi (come lavvento del Cristo) sono linizio di unepoca che non finir.
Madre sup. Oracapisco ancora meglio perch Valerio ha voluto ordinare vescovo coadiutore di Ippona Agostino!
Alipio Tieni conto, poi, anche di un altro suo titolo di merito morale. Appena tornato in Numidia, egli ha venduto tutti i suoi beni per donarne il ricavato ai poveri
Evodio E linsegnamento che viene dallaltra sua grande opera, La citt di Dio? Vi lottano due citt: quella di Dio e quella terrena, soggetta a Satana, mai nettamente distinguibili. Solo alla fine del mondo sapremo a quale delle due abbiamo aderito; sicch ora luomo pu cercare di intuirlo solo se si interroga con sincerit e con laiuto dello Spirito Divino
(si sente il suono lontano di una campanella)
Alipio Sorella, dobbiamo andare: ci attende la preghiera del vespro.
Madre Sup. Vi ringrazio moltoper la visita e bella notizia
Alipio Grazie a voi per lospitalit. La pace sia con tutti noi e con il grande Agostino.
(buio)
Scena XIV
Anima In lui la lotta fra passione e fede era stata via via assorbita dalla competizione fra fede e ragione. I residui legami filosofici con i neo platonici e gli scettici facevano s che spesso lapparente conquista della Verit assoluta prestasse il fianco ai subdoli assalti di un certo relativismo.
Ci arrecava allanima di Agostino momenti di tormento quasi ossessionante. Anche questa mia anima ne pativa. Finch un giorno
Un mattino di primavera, sulla spiaggia di Ippona. Agostino, da poco vescovo di quella citt, sta passeggiando lungo la riva, pregando e meditando. Poi rompe il silenzio.
Agostino Non riesco ancora a capire, a penetrare questo mistero della Tua Trinit: forse colpa dei residui lacci intellettuali che ancora mi trascino dalle mie erronee esperienze neoplatoniche e scettiche?
Aiutami Tu, Signore! Per quanto io mi scervelli e cerchi poi rifugio nella fede, lessere tu uno e trino non ancora pienamente accettato dalla mia mente. E unossessione, un tormento per me, debole uomo desideroso di darvi una spiegazione
(Agostino si intanto approssimato ad un bambino che, con una grossa conchiglia, si affanna a prendere ripetutamente acqua dal mare che poi versa in una buca scavata nella sabbia. Agostino lo nota e, sorpreso ed incuriosito, non pu fare a meno di chiedergli)
Agostino Bambino, mi dici che cosa vuoi fare portando continuamente con la
conchiglia lacqua dal mare per versarla in quella buca nella sabbia?
Bambino Semplice: voglio mettere nella buca tutta lacqua del mare.
Agostino Ho capito bene? Hai detto tutta lacqua del mare?
Bambino S!
Agostino MaEppurenon mi sembri cos piccino. Possibile che tu non comprenda
che tutta lacqua del mare non pu entrare in una buca nella sabbia?
Bambino Ed possibile che, a tua volta, tu non ti renda conto che il mistero della
Trinit di Dio non pu essere compreso dal tuo semplice intelletto di
uomo?
(Agostino resta per un attimo perplesso: si volge verso il cielo come per misurare la
vastit del mistero divino, poi si gira verso il fanciullo che, per, nel frattempo scomparso).
Agostino (scosso) Signore, hai voluto mandarmi unangelo per farmi capire quanta
presunzione mi condizioni ancora! Te ne ringrazio con tutto il cuore. E ti chiedo umilmente perdono!
(buio)
Scena XV
Anima Ora Agostino vicino alla meta. E malato, ma le sue sofferenze, lunghe e dure, sono destinate a svanire, coperte da una piet tenue come la leggera, azzurrina cenere sparsa sui carboni accesi, che prelude a qualcosa di supremo.
Ippona, anno 430: lo studio di Agostino vescovo. Sono passati due mesi dallinizio del lungo assedio. Ogni tanto se ne avvertono i clamori. Agostino sul letto, morente, assistito da Possidio e da un altro confratello. Sulle pareti sono affissi dei cartigli con delle scritte.
Agostino (sta tentando dibere, tossisce. Poi, debolmente) Leggere i salmi penitenziali su quei cartiglimi di grande aiuto ad attendere nella preghiera e nella penitenza lormai vicino trapasso. (si sente bussare) Chi alla porta?
Confratello Vado a vedere(Va alluscio. Confabula brevemente con qualcuno. Tornando) Padre reverendissimo, horitegno a dirvelo: unammalata che, avendo sentito in citt delle vostre capacit taumaturgiche, da diversi giorni viene a chiedere un vostro intervento per lei
Agostino Posso io, (tossisce) bench prossimoa morire, ignorare una tale richiesta? Non mai troppo tardi perimpetrare laiuto del Signore eguarire in Suo nome. Falla entrare aiutalaVieni, figliola.
I frati fanno entrare, sorreggendola, unammalata, alla quale Agostino fa cenno di avvicinarsi. Lammalata singinocchia vicino al letto.
Agostino Lascia chio pongale mani sul tuocapo e preghi per te il Signore
(breve pausa)
Ammalata Signore Iddio, cheavviene? Mi sentomeglio, come guarita (scoppia a piangere di gioia)E un miracolo!Grazie, Padre Agostino, grazie! Permetti che baci la tua mano
Agostino Bastaadesso vaTi benedico.
(I frati con dolce fermezza accompagnano lammalata fuori della stanza, mentre Agostino accenna a benedirla.Poi rientrano)
Agostino Ora non resta che attendere un cenno del Signore per me un segno della Sua chiamataSento che ormai vicina
Come sonostancoMahanno tolto lassedio? Cosquesto silenzio questa pace? E questa lucesempre piintensa unaluce la Lu-ce
Agostino si lascia andare, come assopito e, reclinando il capo, non si muove pi. I
frati si accorgono della sua morte e, mentre uno dei due singinocchia ai piedi del
letto, prendono a piangere sommessamente. Inizia una musica celestiale (la stessa
dellestasi)
(buio)
Scena XVI
Anima Assunta alla visione della Luce, lanima di Agostino ha ritrovato anche
me, questanima che parte della sua. Ora contempliamo insieme, con
gioia immensa, il Mistero Divino.
E in vita, cosa rest del suo esempio? Ecco quanto di lui scrisse Possidio.
La cella di frate Possidio, divenuto vescovo di Guelma, con tavolino da studio.
Possidio (sta rivedendo e correggendo la storia della vita del Santo che ha appena finito di scrivere. Prende a rileggere ad alta voce )
<Un giorno eravamo a tavola con Agostino; conversando egli ci disse: Di fronte a queste calamit, io domando a Dio di liberare la citt dallassedio, o, se tale non il suo disegno, di dare ai suoi servitori il coraggio necessario per fare la sua volont; o almeno di togliermi da questo mondo e di ricevermi nel suo seno.
Dopo queste parole, e secondo la sua preghiera, tutti noi rivolgemmo allOnnipotente gli stessi voti.
Nel tredicesimo mese dellassedio la febbre lo costrinse a mettersi a letto, colpito da quella che sarebbe stata la sua ultima malattia. Il Signore aveva ascoltato la preghiera del suo servo, perch questi ottenne per s - e a suo tempo per la sua citt - ci che aveva domandato.
Fino allultima malattia non aveva mai tralasciato di predicare la parola di Dio, con grande ardore, coraggio e rettitudine di spirito e di giudizio. Secondo lespressione della Scrittura, egli si addorment con i suoi padri sotto i nostri occhi, mentre confondevamo con le sue le nostre preghiere.
Non fece testamento, perch era cos povero che non aveva nulla da lasciare>.
(poi, come riflettendo) Fatta, ovviamente, eccezione per la lezione della sua vita e della sua opera, che non morr mai.
(Cala la tela)
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