Avanti… a chi tocca (storia tragicomica di un avvocato)

AVANTI..A CHI TOCCA

(storia tragicomica di un avvocato)

ATTOUNICO

(con breve intermezzo)

di

RENATO FIDONE

PERSONAGGI

Carmelo Zaccaria.avvocato

Onofrio Scorciavitelli.il suo segretario

Gaetano Malandrinoun cliente

Cicca Beccafico....sua moglie

Carmela....sua figlia

Epoca presente. In un paese della Sicilia. Ogni riferimento a fatti o a persone puramente casuale e dettato dalla fantasia dell Autore.

Donnalucata - Scicli ( prov. Rg ) agosto 1997

RENATO FIDONE - VIA LIDO 47 97018 SCICLI (Rg) 0932.937912 abit. 0932. 830008 abit. estate e festivi - 333.6016300

EDIZIONE 2013

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SCENA

Lo studio di un avvocato, a prima vista si capisce che non naviga nelloro. Una misera

scrivania colma di carte, libri, fascicoli, un vecchio telefono, ecc. una logora poltrona

sgangherata vi sta dietro, tre sedie completano larredamento, la luce fioca.

La musica malinconica di un sax, precede lapertura del sipario.

*********************

AVVOCATO : ( capelli per aria, vestito in modo sciatto, occhiali spessi, sulla 50na, nevrastenico, seduto sulla poltrona, spulcia nervosamente delle ricevute.) Affitto : 300 mila, ladro e usuraio, luce 185 mila, banda di disonesti, telefono: tagliatomeglio, non mangerete con i miei soldi, infami. Spese varie : fotocopie, diritti di cancelleria, mance per oleare le pratiche, ecc..ecc..720 mila, corrotti e tangentisti!! Alla forca.alla forca, devono andare. Ed ecco lultima perla : il segretario1.000.000 di lire (battendo il pugno con violenza sulla scrivania facendosi male) Maledetto!! (istericamente sottovoce) Lui e suo zio. Volete sapere perch suo zio? ( al pubblico) Perch la colpa tutta sua, del sindaco, si capisce. Lui, il sindaco che fa? Mi obbliga, gentilmente, si capisce, ad assumere come segretario il suo caro nipotino, un genio, prossimo alla laurea in legge, dice luiCornelio, fagli fare un po di pratica, gli mancano poche materie alla laureagli far bene (al pubblico e col sangue agli occhi) Lo sapete quante materie gli mancano al cretino ? Tutte..per Diotutte!! (alzandosi) Ma ditemi voi se ho ragione o no! Un avvocato che si rispetti, (guardandosi con una buona dose di schifo) mettiamo non sia io, deve avere come minimo una segretaria, possibilmente bella, attraente e se vogliamo arrivare al massimo, al top, come si dice oggi, della fortuna, anche preparata, intelligente, perspicace e perch no, diciamolo pure, anche compiacente! Proprio cos! Che male c? (guardandosi con un po di disgusto, c.p.) Io sono un avvocato e anche se non sonobellissimo, sono pur sempre un onesto professionista, cazzo! (sempre pi alterato) Ma lolo sapete quante donne pagherebbero chiss che per avere..per averecome amante un avvocato. Lo confiderebbero alle amiche, perch cos, credetemifanno a gara le segretarie per avere come amante un avvocatoun..un..medicoun ingegnereun architetto e poi tra di loro si fanno i complimentilo sai che sono lamante del dott. Caio o dellavvocato Tizio o dellingegnere Sempronio, e come se fossero le loro mogli, e se ne vantano, sapeste come se ne vantano. Alcuni colleghi, addirittura, ne hanno duedi amanti si capisce, pi la moglie.Voi direte come fanno, dicosivoi mi capiteinsomma, come fanno ad accontentare tutte e treLoro si organizzano, una sera una..una sera dopo laltra e cos viaQualche pilloletta azzurraQualche regalino.Io queste cose le so, miei cari amici, perch anche tra di noi ne parliamo. Certo, io, non posso dire niente di niente, faccio fintaquello sifaccio finta di avere una segretaria compiacente, ma solo finta. Loro non sanno cosa mi tocca subire. Loro non sanno che come segretario ho un deficiente, un balbuziente, un nulla tenente con un piede pi corto dellaltro e poi.poi sapeste quanto brutto, allanima di quanto brutto. E non solo, sapete gi quanto mi costa. (disperato) Quanto sono disgraziato!! (portandosi la testa tra le mani) (bussano) Avanti(al pubblico) Adesso lo conoscerete! ( bussano ancora) Abbiate pazienza nel sentirlo e nel vederlo. (bussano) Avanti!! Adesso lo conoscerete. (bussano ancora) AvantiavantiNon ci fate caso, delle volte rischio di perdere il cliente perch qui si fa notte ed il deficiente deve ancora annunciare chi c in sala daspetto(bussano) (gridando) Avanti!! (disperato) Voi capite che non posso alzarmi ogni qualvolta bussano alla porta(sottovoce) Ho paura che si presenti qualche creditore! E poi anche per principioHo il segretario? Bene, che faccia il segretario! (bussano) Avantisangue di Giuda! (lentamente si apre la porta e si affaccia timidamente Onofrio, sulla 30na, gli occhi spiritati, da ebete, con un basco calato sugli occhi, baffetti alla Hitler, zoppica vistosamente, balbetta in modo esagerato) Bu-bu settete?

ONOFRIO : Popo popo.

AVVOCATO : ( si alza minaccioso ) Ti fa male il pop.? Forse stai troppo seduto, poverino. (sfottendolo)

ONOFRIO : Nono, volevo dire Posso entrare?

AVVOCATO : (ironico) Ah, lui voleva entrare.e dove volevi entrare?

ONOFRIO : Ququ ququ

AVVOCATO : ( c. s.) Sono le ore otto. Abbiamo trasmesso il segnale orario. ( poi diventando serio) Ti ho fatto una domanda : Dove volevi entrare?

ONOFRIO : Qu!

AVVOCATO : Bene. Abbiamo, finalmente, capito dove volevi entrare. E dimmi una cosa, neo-laurendo in legge e nipote del tuo illustrissimo zio sindaco di questo maledetto e schifoso paese, quando hai aperto quella fottutissima porta

ONOFRIO : Quququale?

AVVOCATO : (la indica gridando) Quella, maledetto. (Onofrio annuisce) Ebbene, quando hai aperto quella

ONOFRIO : Fottutissima

AVVOCATO : (contrariato) Non ripetere le mie parole, maledetto. Quando hai aperto quella(Onofrio si trattiene) fottutissima porta, cosa hai fatto, di fatto, per Diana!

ONOFRIO : Soso.soso

AVVOCATO : Che saibestia, che sai somaro, che sai?

ONOFRIO : So-sosono uscito da-da dalla sala daspetto(accennando ad un timido sorriso allavvocato che, invece, sconvolto, prendendosi la testa tra le mani, silenzio; Onofrio giocherella con le dita, lo sguardo abbassato come se attendesse un rimprovero)

AVVOCATO : (dopo un attimo, cercando di ricomporsi e di avere pazienza) Dunquecalma. (passeggia nervosamente) Vai vicino alla porta e bussi poi rientri per annunciarmi il cliente successivo, hai capito? ( Onofrio obbedisce, va alla porta e bussa, dallaltra parte una voce sguaiata e rozza rispondesgraziatamente)

VOCE : Avanti cosa morta! Mi stannu vinennu i piaghi nt culu, avi dui ori ca sugnu ssittatu nta stu schifu di seggiacosa laria, quannu tocca u m turnu? (si ode un fracasso indescrivibile, poi bussano alla porta)

AVVOCATO : Avanti! ( poi rientra Onofrio con un occhio pesto, il basco sconnesso, la camicia fuori dai pantaloni, dolorante) Ma cosa ti successo?

ONOFRIO : Ci-cici-ci..

AVVOCATO : Se col ci-ci ti viene male, cambia sillabache so.ti-ti.mi-miba-baco-coca-ca..

ONOFRIO : Ci-ci

AVVOCATO : Lascia perdere, facciamo lultima prova. (pausa) Sentimi bene, Onofrio. Prima di rispondere, rifletti bene! Quando hai aperto questa porta

ONOFRIO : (timidamente) Qu-qu.qu-qu.

AVVOCATO : Lascia perdere il cuc

ONOFRIO : Volevo di-di. volevo di-di.volevo dire quando!

AVVOCATO : Oramaledizioneora! Hai capito? Quando hai aperto quella .ora .(Onofrio annuisce e si porta le mani alle orecchie come

fossero delle cuffie) Bene! Dopo averla aperta, sentimi benemi raccomandorifletti beneNon dire la prima minchiata che ti viene in mente, rifletti! Dopo averla aperta cosa hai fatto? ( lavvocato lo vuole aiutare mimando di fare un passo avanti, latmosfera come agli esami; Onofrio guarda in alto, il soffitto, sposta solo gli occhi, lavvocato segue il suo sguardo, incuriosito) ma cosa guardi, ti fanno male le orecchie?

ONOFRIO : Mi co-comi co-co.

AVVOCATO : Ma quale co-comaledetto!!

ONOFRIO : Mi concentro, avvo-voavvocato!

AVVOCATO : (incoraggiandolo, nervosamente ) Avantiavanti

ONOFRIO : (ripete, senza capire) Avanti.

AVVOCATO : (come se avessero bussato) Avanti!

ONOFRIO : (c.s.) Avanti!

AVVOCATO : Avanti? Ma perch dici avanti?

ONOFRIO : Voi avete detto avanti.

AVVOCATO : Avanti? E che c entri tu con. avanti? Avanti lo dico io e basta! Non farmi confondere , seguimi. ( passeggia spiegando e Onofrio gli v dietro, a soggetto) (pacatamente) Con calma, ripetiamo. Quando hai aperto questa porta, questa qua..ora, tu sei(alzando la gamba destra come per fare un passo, poi si gira e trova Onofrio dietro di lui) Ma che ci fai qua?

ONOFRIO : Mi avete detto, seguimi

AVVOCATO : Ma non in quel senso, cretino! Volevo dirti stai attento.

ONOFRIO : Mi po-pomi posso far male?

AVVOCATO : (sullorlo di una crisi di nervi) Ma quale male? Basta!! ( sbatte una mano sulla scrivania procurandosi un indescrivibile dolore che a stento riescea trattenereun secondo di pausa ) Per lultima

voltaconcentrati(Onofrio c.s.) Quando hai aperto questa porta seieee.( mima un passo avanti)

ONOFRIO : (esplodendo) Sono uscito dalla sala daspetto!! ( lavvocato gli si scaglia contro come una belva si avventa su di lui mordendogli lorecchio, poi si accascia sulla scrivania, distrutto; dopo un attimo di silenzio Onofrio gli dice candidamente) Ho sbagliato?

AVVOCATO : (quasi piangendo) Onofriotu sei entrato in questa maledetta stanza..hai capitoentratoe non uscito dalla sala daspetto fottutissima, sisi(confuso) sei anche uscito da quella schifosa sala daspetto, ma quello che conta che sei entrato qua dentro hai capito? ( lavvocato sfinito, Onofrio mortificato) Quando tu bussi a questa porta e io ti dico avanti.tu..tuentri, hai capito, entri? Entri in questa maledettacazzo di.

ONOFRIO : .stanza! Ho ca-caca-ca , ho capito!

AVVOCATO : Bravo! ( quasi supplicandolo) Allora, benedetto figliolo, perch devi dire Posso entrare se di fatto, dopo aver bussato sei gi dentro prima che io ti dica Avanti? (Onofrio seduto con lo sguardo abbassato e lavvocato gli gira attorno) Onofrio, io lo so che non lo fai appostavero? (Onofrio annuisce) Bravo! Tu sei fatto cos, sei naturale naturale, sei nato cos. Il tuo problema proprio questo

ONOFRIO : Qu-ququ-qu

AVVOCATO : (distratto) Il cuc! (correggendosi) Ma cosa mi fai dire! Il tuo problema, volevo dire, il fatto di essere nato! Tu caro Onofrio, non dovevi nascere! (Onofrio si intristisce) No, non dovevi nascere, saresti stato un problema in meno per tutti. Non avresti fatto soffrire la tua povera mamma, quel disgraziato di tuo padre(Onofrio scuote il capo) Si..si, anche tuo padre. Che grande fardello sarai stato per lui..(Onofrio c.s.) E invece si, poverino, chiss quali progetti avr avuto in mente per te, quante soddisfazioni avrebbe voluto che tu gli avessi dato. E invece

seisei cresciuto coschiss come avr sofferto? E vero? O no! Mi capisci quello che dicoTuo padre non ha sofferto?

ONOFRIO : (sommessamente) Mio.mio.pa-pa mio pa-pa.mio padre non lho mai co-coco-coconosciuto(lavvocato commosso gli accarezza la testa)

AVVOCATO : (dolcemente) E morto prima che tu nascessi?

ONOFRIO : Nono!

AVVOCATO : E morto quando eri ancora piccolo?

ONOFRIO : Nonono!

AVVOCATO : Ma avrai pur avuto un padre? Forse la tua mamma era una ragazza madre, avr avuto da giovane una sbandata?

ONOFRIO : Sisi lanno scorso!

AVVOCATO : Lanno scorso? E con chi? (commiserandolo)

ONOFRIO : Una Fi-Fiuna Fi-Fiuna Fiat Uno! (lavvocato ripiomba nello sconforto di prima) Avvocato ve lo giuro, era una Fi-Fiuna Fiat Uno. (lavvocato si mangia le mani, poi cerca di calmarsi, guarda il soffitto, sorride in modo schizzofrenico)

AVVOCATO : (dandosi un contegno) Onofrio, lasciamo perdere fatto che tu sia nato, tanto non c pi rimedio, ahim! Lasciamo perdere tua madre e tuo pa

ONOFRIO : Mio pa-pa

AVVOCATO : Va beneva bene, tua madre ha avuto un incidente da ragazzaecc.ecc

ONOFRIO : una Fiat

AVVOCATO : Sisi..., (minimizzando) una Fiat Punto

ONOFRIO : Unoavvocato, una Fiat Uno!

AVVOCATO : Si va bene, PuntoUnoche importanza ha? Ma tuecco si, parliamo di te. Tutu, ti rendi conto che tuo zio(sedendosi)

ONOFRIO : il sindaco! (rimarcando)

AVVOCATO : Gi, il sindaco! Tuo zio mi ha detto che dovresti diventare avvocato. Mama..ma lo capisci cosa vuol dire fare lavvocato? Le arringhe,le cause, i clienti, lappello, paroleparolefiumi di parole. Bisogna essere scaltri, furbi, bisogna far apparire bianco il nero e nero il bianco! E tu dimmi, come farai? Come farai, Sangue di Giuda. (pugno sulla scrivania e smorfia di dolore)

ONOFRIO : Per via della ba-baba-badella balbuzie, vero avvocato?

AVVOCATO : Diciamo che la balbuzie un grosso handicapun vero problema. Ma..ma non hai solo quello purtroppo. Seitutto un handicap! (Onofrio durante tutta la battuta con il capo abbassato, mortificato) La zampascusail piede, c troppo dislivello tra un piede e laltrometti una zeppa, una suola finta, un qualcosama rialzati. E poi il nomeOnofrio! Ma non potevi chiamartichessCarmelo, Giuseppe, Giovanni, Antonio, Cornelio come me. Lui si chiama Onofrio! Il cliente appena sente il nome, gli ripugnaE poi c il cognome, che tutto un programma Scorciavitelli Assurdo, impronunciabile, macabro..mostruoso! Senti Avvocato Onofrio Scorciavitelli il cliente non manco in tempo a leggere il tuo nome e cognome e scappa terrorizzato. Dillo tudai..dillotu!

ONOFRIO : Per intero?

AVVOCATO : Si capisce! Daidaidillo!

ONOFRIO : Avvo-voavvo-vo(lavvocato fa finta di appisolarsi) Avvocato Ono-no..Ono-noOnofrio (lavvocato russa) Sco-sco..sco-sco- Scorciavi-viScorciavi-vi(lavvocato russa pi di prima) Scorciavitelli! (esultando) Avvocato Onofrio Scorciavitelli, piacere! (allavvocato) Avvocato

AVVOCATO : (alzandosi) Son qui, ho sentito sai? Ho sentito tutto. Non dormivo, ti solo dimostrato che potevo anche addormentarmi. Non lho fatto perch, malgrado tutto, ti rispetto. ( pausa ) Ma tu devi capire che hai impiegato 3 minuti e 45 secondi per dire nome, cognome e professione, uneternit, mi pare, o no?

ONOFRIO : Sono stato un po le-lele-lelento?

AVVOCATO : Lento? Tu sei una calamit, uno Tsunami.un pericolo pubblico! Metti caso ti presenti ad un tizio e siete sulle striscie pedonali ., avete il tempo di essere travolti non una ma cento volteche dicomille volte. Oppure ti presenti ad un tizio che aspetta il tram o lurbano da mezzora, sicuro che glielo fai perdere! (pausa) Onofrio, tu sei un fallimento totalesei una papalla al piede! (con autorit) Scorciavitelli Onofrio, nipote del sindaco

ONOFRIO : (sullattenti) Pre-prepresente, agli ordini!

AVOCATO : TU FAI SCHIFO!!! (Onofrio abbassa il capo, sta per piangere, poi dopo un attimo di silenzio, lavvocato cerca di consolarlo) Onofrio, dai, non fare cos! Io voglio aprirti gli occhi, voglio aiutarti a migliorarelo faccio per te!

ONOFRIO : e per mio zio il si-siil sindaco. (piange)

AVVOCATO : (distrattamente) e per tuo zio(correggendosi) Ma che centra tuo zio? Lo faccio solo per te e basta. (Onofrio seduto, piange, ogni tanto si asciuga le lacrime col lembo della giacca dellavvocato) Io comprendo il trauma di crescere senza padre, tua madre che ha dovuto sgobbare per farti crescere sano e forte(guardandolo con disgusto) A proposito, la tua povera mamma che mestiere ha fatto in tutti questi anni?

ONOFRIO : Ne-nenessuno, avvocato! (singhiozzando)

AVVOCATO : Ma come avete campato?

ONOFRIO : E stato lo zio

AVVOCATO : sindaco? (Onofrio annuisce) E bravo lo zio sindaco (con malizia) ! Ma parente di tua madre?

ONOFRIO : No!

AVVOCATO : Di tuo padreinsomma di colui che

ONOFRIO : No!

AVVOCATO : Ma allora perch lo chiami zio?

ONOFRIO : La mamma me-meme lo diceva sempre da pi-pida pi-pida piccolo! (singhiozza c.s., lavvocato annuisce) Ogni volta che venivalo zio.

AVVOCATO : Immagino che veniva spesso, lo zio?

ONOFRIO : Sisi, era la mamma che gli telefonava Pro-proprontopronto Onofriomi sento male.ti prego vieni, ho bisogno di te!

AVVOCATO : Ma come, anche il sindaco si chiamava Onofrio? ContinuacontinuaAnzi continuo io. Allora tua madre gli telefonava e lui si precipitava per visitarla, ci scommetto!

ONOFRIO : E co-cocome lo sapete?

AVVOCATO : Cos, ho tirato a indovinare!

ONOFRIO : Quntera bu-bubu-bu.

AVVOCATO : (con intenzione) Tua madre, vero?

ONOFRIO : No, lo zioQuant era buono!

AVVOCATO : Gi! E tua madre come sta?

ONOFRIO : E mo-mo morta sei mesi fa!

AVVOCATO : E come campi?

ONOFRIO :Con lo sti-sticon lo stipendio che mimi mi date voi. (singhiozzando)

AVVOCATO : (schifato) Quant buono lo zio sindaco, eh? (consolando Onofrio) E non ti asciugare con la mia giacca, cazzo! (gli porge il suo fazzoletto) Tieni, prendi! Su, su dai, vedrai che sarai pi fortunato! Ancora sei giovane, intelligenteSi fa per dire, certo. (pausa, gurdandolo attentamente con commiserazione) Se..se almeno risolvessimo questo maledetto problema della balbuzie. (pausa, gli tende la mano) Alzati. ( Onofrio ubbidisce, fortemente impacciato, assume una posizione arcuata in avanti) E poi c la gamba. Dovresti farti fare un rialzo di 10 cm, un bel tacconee sei a posto, che ci vuole? ( lo guarda sconcertato, qualche secondo di pausa, poi gli gira attorno un paio di volte scuotendo la testa) Cerca..cerca di raddrizzarti un po, per la unciarmi(come se fosse un militare) Petto allinfuori, pancia indentro, diritto, busto eretto, respirare a pieni polmoni, rilassati, respira, rilassati, inspira, respira, inspira, respira, rilassatiinspirare col nasouno, due, uno, due.riposa. (Onofrio assume posizione strane a soggetto, alla parola riposa, si riaffloscia come prima, come un sacco vuoto) Vedi, caro Onofrio, la balbuzie un fatto psicologico, la balbuzie, tu, c lhai qua, in testa, prima di averla nel parlare. Tu che di testa non sei tanto attrezzato! Insomma, se non risolviamo questo problema di testa non ne veniamo a capo, hai capito? Tu devi convincerti che quando parli con gli altri non hai problemi e che quello che dici giusto che tu lo dica, decisodecisola decisione la medicina per questa malattia, la decisione e la convinzione, capito? Devi essere deciso e convinto di quello che dici, ok? Ah, unaltra cosa! Prima fai un bel respiro profondouno, due, tre volte, poi come un proiettile dici quello che devi direconvinto! Un silurouno schioppo di fucile, cazzo!! Allora Onofrio, tu eri entrato per annunciarmi che cosa? Preparati, rilassati, deciso, convinto(Onofrio esegue i comandi, poi come un fiume in piena.)

ONOFRIO : Avvocatoinsaladattesacisarebbeunclientemolto nervoso e ma-mama-ma.

AVVOCATO : Fermatifermati! Ti sei bloccato a ma-ma.perch? Ti ricorda qualcosa di triste, di pesante, di terribile? (Onofrio si tocca locchio pesto) Locchio? E che centra locchio?

ONOFRIO : (indicando la sala daspetto) E stato quello l, ma-ma manesco, state attento avvocato!

AVVOCATO : Ecco scoperto il mistero! Quando c qualcosa che ti turba tu balbetti, cos? (Onofrio annuisce) Bene, vai e fallo passare, ci penso io. ( poi lavvocato lo ferma dandogli un foglietto con degli appunti) Ah, dimenticavo. In questo foglietto c scritto quello che devi comprare e poi porti tutto a casa, tieni le chiavi nel caso mia moglie non ci dovesse essere, mi raccomando fai le cose con calma, ok? Dopo che annunci il tizio manesco, vai. (lavvocato si siede sulla sua poltrona poi Onofrio esce dalla porta, BUIO, sulle note del sax, cala velocemente il sipario.)

Breve Intermezzo

Stessa scena di prima, qualche secondo dopo.

VOCE ONOFRIO : Avanti a chi to-toa chi tocca

VOCE CLIENTE : E cu tavissi a tuccari cosa laria! Vattinni e nun ti fari vidiri cchi. (il solito trambusto, poi dalla porta compaiono Gaetano Malandrino, sulla 40na, il classico uomo donore, coppola, baffi, occhiali neri, fuma in continuazione, prende la sigaretta col pollice e lindice, veste di nero; la moglie Cicca, anche lei sulla 40na, veste in modo volgare, da marciapiede, poi la figlia Carmela sui 20 anni che ha due trecce ridicole, le guance rosse, le labbra a cuoricino, che la fanno apparire inverosimilmente pi piccola, la bocca piena di gomme da masticare, con cui fa continui palloncini, non sembra essere una cima dintelligenza, alla loro vista lavvocato disgustato)

AVVOCATO : Pre-preprego, accomodatevi pure(i tre si erano gi seduti, porge la mano a Malandrino) Avvocato Zaccaria, lei sarebbe

GAETANO : (senza ricambiare il saluto e con la massima calma) Io sarebbi Malantrino Gaetano del fu Salvatore! (lavvocato sconcertato)

AVVOCATO : Benebenee la signora?

GAETANO : Essa sarebbi Francisca Beccafico, Cicca per gli intimi, in Malantrino

AVVOCATO : .e la bambina? (Carmela fa palloncini di continuo)

GAETANO : Ci addomandassi a so matri!

AVVOCATO : Allora lei non il padre?

GAETANO : (alzandosi di scatto e volendo intimidire lavvocato) Ci dissi ca io sono Gaetano Malantrino del fu SalvatoreMi sono spiegato? (si siede)

AVVOCATO : (impaurito) Certo, certo, si capisce! Mi..mi scusi se ioinsomma, mi sono espresso male. Si vede ad occhio nudo che lei (temendo di sbagliare) si certoperch lei .il ..il padre .

GAETANO : (con calma) E che cosa potrei essere, uno qualunque? Unu di strata ca ci pigghia lo schiribizzo, non avennu cchi fari, di veniri nti lei a rumpirisi i cabbasisi e fari anticammira dui uri, con i piaghi e li ammorroidi nto coppino, ossia ntel culo?

AVVOCATO : Gi, appunto! (timidamente) Volevo dire che se non fosse il padre, potrebbe essere uno(Gaetano scuote leggermente la testa, lavvocato c.s.) uno(con la paura di sbagliare)

GAETANO : Uno, chi!?

AVVOCATO : Un parente,no? (c.s.) Uno zio

GAETANO : (piccola risata ironica) Uno zio!!! E secondo lei io avessi la faccia di uno zio chiunque, diciamo? Mi guardassi beni, avvocato Saccarina!

AVVOCATO : Ma si, ha ragione, si vede a prima vista che lei il padre

GAETANO : Naturale, e chi sugnu pupu? Chista bella!!

AVVOCATO : E mi dica, leiandr a scuola.?

GAETANO : Si spiegassi avvocato, mi staiu cunfunnennu. Lei iu, lei me figghia la disonorata o essa me mugghieri?

CICCA : (risentita, quasi gridando) A scola i? Scansatini, chi ci paru una di chissi? A mia listrozioni m patri e m matri me lanno imparata pp mia e pp lamici e chi sorti distrozioni

AVVOCATO : Certocapisco, ma io volevo dire se la sua figliola va a scuola, ha delle conoscenze(Carmela fa scoppiare una grossa bolla della gomma da masticare)

CICCA : Ci vci v.! Nfatti idda ci curpa, sta maliditta scola se successo chiddu ca successi.

AVVOCATO : E dove vdove vquesta bella signorina? ( Carmela con le dita indica 3 ) Bene, tersa superioremagistrale?

CICCA : (schioccando la lingua, con decisione) Mai!

AVVOCATO : Terza media?

CICCA : (c.s.) Mai!

AVVOCATO : (meravigliato) Terza elementare? Alla sua et?

GAETANO : Dice ca nunnaveva i basi, che si doveva rinforzare(pallone Carmela)

AVVOCATO : (sconcertato) Va benee ditemi, convive?

GAETANO E CICCA : (allarmati) Cc cui? (si alzano di scatto e lavv. si spaventa maledettamente)

AVVOCATO : Ma perch vi allarmate?

GAETANO : Avvocato, vossia forsi non ha capito che io mi chiamo Malantrino Gaetano del fu

AVVOCATO : (remissivo) .Salvatore

GAETANO : Appunto, e vi dovesse abbastare. M figghia non convive con nessuno, mi sono spiegato? M figghia non convive e basta!

AVVOCATO : Ma io non intendevo dire questo

GAETANO : E allora si spiegassi schiaru, siete o non siete laurato?

AVVOCATO : Laurato?

GAETANO : Siete avvocato? Allora siete laurato! Spiegatevi bene, allora.

AVVOCATO : Ma io voglio sapere..insomma, mi voglio rendere conto In sostanza, signor

GAETANO : Malantrino Gaetano del fu

AVVOCATO : (annoiato) SalvatoreSi va beneva bene! Signor Malandrino,

io devo sapere con chi ho da fare, devo conoscere chi ho davanti!

GAETANO :(minaccioso) Vossia avi a chi fari con persone positive, ca si fannu i fatti so, mi sono spiegato?

AVVOCATO : Non metto in dubbionon lo metto in dubbio. Comunque, andiamo avanti

GAETANO : (con un cenno alla moglie ed alla figlia di farsi avanti, poi allavvocato) Ci piaci accuss?

AVVOCATO : (sullorlo di una crisi di nervi) Sisicos va bene. Ma torniamo a noi(Gaetano come primai tre ritornano indietro)

GAETANO : Ci piaci accuss, mancu?

AVVOCATO : c.s., tanto per assecondarlo, li guarda distrattamente) Va be-necos va bene.

CICCA : Ma navimu a fari u ritrattu?

GAETANO : Muta, vogghiu vidiri unni ntappa.

AVVOCATO : Non ho capito

CICCA : M maritu voli diriunni scattaunni sdirrubba v! Ma lei non capisci la nostra lingua sicula? E di unni schifu veni, dal nordi?

AVVOCATO : Io sono napoletano!

GAETANO : Ah, perchisso. Allora lei Taliano, e si capisci can un capisci. Ma nella nostra bedda terra di Sicilia, nella nostra bedda Trinacria cu ci porta. Vossa prima di veniri cc si doveva astroireantare a scuola di lingua sicula

AVVOCATO : E infatti io non volevo venire! E stata mia moglie, tutta una storia, ma non voglio annoiarvi con la mia vita

GAETANO : Ma prego, si sfogassi pure( i ruoli si invertono, lavvocato aveva bisogno di sfogarsi e racconta la sua storia dimenticando di essere avvocato)

AVVOCATO : (assorto nel racconto) Caro sig. Malandrino, io ero un avvocato di grido(i tre si guardano senza capire)

GAETANO : Mischinu!

AVVOCATO : Avevo il fior fiore dei clienti. Tutte persone di peso

GAETANO : Come a noi, v!

AVVOCATO : Tutto filava per il verso giusto. Il destino si presentava per me tutto rose e fiori, quando a un certo punto i miei occhi videro una creatura celestiale, sublimedivinaMaria( come in estasi)

GAETANO E CICCA: (con gli occhi sbarrati, sul punto di piangere) Ci cumparu a Maronna??

AVVOCATO : Quasi! Sarebbe stata la compagna della mia vita!

CARMELA : (fa scoppiare un pallone e spezza latmosfera) Mi st parennu nfilm, matri.

CICCA : Muta statti, botta di vilenu!

GAETANO : Ci morsi?

AVVOCATO : (dispiaciuto) No!

GAETANO : Mi scusassi lintemperanza della curiosit. Pirch dissi sarebbe stata, vi siete lasciati?

AVVOCATO : (c.s.) No!

CICCA : Tanuzzu, ma fallu continuari, no? Ci stuccasti nt cchi bellu, e chi modi sunnu?

AVVOCATO : (sempre immerso nei ricordi) Ci conoscemmo ad un party e il giorno dopo le chiesi la mano

CICCA : Sulu a manu?

GAETANO : Ma quantu si ngnuranti!, Cchi ci puteva ddummannari u peri? (lavvocato non li sente)

CARMELA : Mamma, chi dici ca si spusunu?

CICCA : (asciugandosi le lacrime) Muta, ora videmu. (Carmela sbuffa poi botto)

GAETANO : Appoi vi siete asposati, veru?

AVVOCATO : (c.s.) Si!

CICCA : (a Carmela) Si spusarru, cuntenta?

CARMELA : Avaia, senza canuscirisi i carattiri? Mah!

CICCA : Muta, botta di vilenu!

GAETANO : U sapiti chi fazzu? Ora vi sparu se nun ci la finiti di disturbari lavvocato, mi sono spiegatu? Camurria, vi dovete fari accanusciri unni e gghiar.

AVVOCATO : Grazie, sig. Malandrino, ma non importa.

GAETANO : Continuassi, prego.

AVVOCATO : Grazie. ( dopo un attimo di pausa ) Quanto era dolcemi coccolava

GAETANO : (a Cicca) Chi ci faceva?

CICCA : U nnacava, no?

GAETANO : Mischinu!

AVVOCATO : Mi viziava(poi dun colpo, turbandosi) Poi un giorno

GAETANO : Vi lassau?

AVVOCATO : (scuotendo il capo) No!

CICCA : Menu mali.

AVVOCATO : Era una giornata grigiapiovevaPensavo a lei, a Maria, sola, in quel letto enorme, ancora caldo. Decisi di chiudere lo studio e ritornare a casa. Volevo fare una sorpresa a.Maria. Fu proprio

una bella sorpresa. Aprii il portone, posai la borsa sulla consolle, pian piano salii le scale. La porta della camera da letto era socchiusa, la scostai per vedere se era ancora la letto, dove lavevo lasciata qualche attimo prima(tutti sono assorti nel racconto)

GAETANO : (impaziente) Avvocato, sangu di la marina, voghiu sapiri se cera o no!

AVVOCATO : Cera!

CICCA : Mi sta parennu nfilmsi di Iccichocchi

GAETANO : Scusassi linvasioni malarucata, avvocatu! Ma livatimi una curiosit. A stu puntu nuatri vulemu sapiri se era sula o si attrovava in compagniae se ppi casu, visto largomentazioneinsommaun po delicata e pilusa, nun fussi u casu di fari nesciri a picciridda( c.s. palloni)

CICCA : Ma chi dici, scemunitu, film i piluchistu? Ncuntu .Continuassi avvocatu, videmu unni antappaIu lhaiu caputu, nun parru ppi nun svilari u finali

GAETANO : Fai na cosa i chissi e ti sparuAvanti avvocato, seguitassi

AVVOCATO : Era a letto concon

GAETANO : Cc cui, Sangu di Giuda?

AVVOCATO : Con il dott. La Mazza, il nostro medico di famigliaDioDio, che vergogna!! (si accascia sulla scrivania piangendo, tutti si asciugano le lacrime)

GAETANO : Stu curnutu di La Mazza!

CICCA : (asciugandosi le lacrime) Ma u curnutu lavvocato! ( Gaetano conforta lavvocato)

GAETANO : Susu dai, avvocato, facitivi forza, acqua passsata!

CICCA : Mischinu, cu u sapi quantu duluri ca ebbi a sentiri

GAETANO : Lavrete di sicuro sdirregnata!

AVVOCATO : (riprendendosi) Come dite?

GAETANO : Insomma, lavrete mandata affan..

AVVOCATO : Lho perdonata, lamavo troppo!

GAETANO : Minchia chi sorti di curaggiu!

CICCA : Avete fatto bene!

AVVOCATO : Mi giur che non avrebbe pi sbagliato, che era stato solo un momento di depressione

GAETANO : Appoi comu finu?

AVVOCATO : Dopo un anno rimase incinta, cos almeno, mi disse.

CICCA : I figghi conzunu sempri tuttu, sunnu a grazia di Diu. (guardando la figlia con lo sguardo minaccioso)

AVVOCATO : La seguiva un ginecologo famoso di Napoli, il dott. Trombatore. Due volte a settimana andava da lui per i controlli. Quel giono lei and a piedi, lo studio era a due passi da casa nostra

GAETANO : Una bella comodit.

AVVOCATO : Quella volta cera lo sciopero degli avvocati e decisi di passare dal studio del medico per prenderla, evitandole cos, la fatica della strada. (tutti sono assorti nellascoltare il racconto) La porta dello studio era aperta, entrai, non vidi nessuno, chiamai, niente, non cera neanche linfermiera. Apr la porta della stanza dove visitava e(botto pallone, succede il pandemonio, la madre la vuole colpire, a soggetto)

GAETANO :(spavento di tutti) Disgraziata, di unni ti spercia. Dunchi, avvocatu, idda cera? Mi stati facennu mpazziri!

AVVOCATO :Si, ma non era sul lettino delle visite

GAETANO : Ah, no? Unnera ficcata sta santa fimmina?

AVVOCATO :Era sul divano e sopra di lei cera il dott. Trombatore

GAETANO : (nervoso) Ma nsumma, vi vuliti spiegari? Era supra o sutta o divanu? Estu dutturi Trummadoru stava(unendo i due indici della mano, lavv. anuisce) Minchia chi fimmina, ma allura malata? (Cicca piange, mentre lavvocato si accascia sulla scrivania piangendo, Carmela fa palloni) Ma chi cosa ci chianciti, avvocatu? Cc c di piagghiari a lupara e di spararicci nta testa, pp nun diri in qualche altra parte del corpo, v! E scusatimi, nun ditimi ca lavete perdonata?

AVVOCATO : (sommessamente) Si!

GAETANO : Allura nta testa ci vuliti i corna pp forza, eh!

CICCA : (ancora comossa) Ma unaltra prova ce la deve far fare!

GAETANO : Si capisci. C a forza di fari provi al nostro avvocato corna ci nni nasciunu no dui, ma na fabbrica sana sanae si minta a fari buttuna

CICCA : Appoi u figghiu ci nascu?

AVVOCATO : Tutto falso, non era incinta, se lera inventato. (pausa) Vi chiedo scusa, non volevo annoiarvi con la mia storia, ma mi ci avete quasi costretto.

GAETANO : Per, avvocato, mi dovete scusare, ma come mai siete arrivato in Sicilia? Viditi ca cc duttura ci nn unu ogni casa. Occhi aperti e manu o cuteddu, comu si dici!

AVVOCATO : Dovevamo andare via da Napoli, ormai ero diventato lo zimbello del tribunale, della Procura, insomma, di tutto lambiente. Un collega di Catania mi diede lopportunit di aprire questo studio eeccomi qua! Pazienza.

GAETANO : E chi sorti di pacienza!

AVVOCATO : (facendosi coraggio, alzandosi) B, pensiamo a noi.

GAETANO : Giustu. Pinsamu a nuatri. A vostra mugghieri megghiu ca ci pinsati vui.

CICCA : Mischinu!

GAETANO : (deciso) Avvocato, noi dobbiamo fare una bella denuncia.

CICCA : Nostra figghia stata rapinata!

AVVOCATO : E che cosa le hanno rubato?

CICCA : Chista bella! A na picciuttedda giovanibedda, signorina, tali e quali a fici so matri, un malacarni comu a chiss, chi cosa ci putissi arrubbari, avvocato?

AVVOCATO : E lo vuole sapere da me? E io che ne so, abbiate pazienza.

GAETANO : Ma lei proprio aggenovo. (indicando la figlia) Sta disgraziata, questa strafalaria, questabobonun facissi parrari a matula.se ne forgita con un debosciatoscansafatichi.

AVVOCATO : Forgita? Ma che vuol dire, come parlate?

CICCA : Foiuta, no? Voi a Napoli, come dite quannu na picciotta scappa cc npicciottu?

AVVOCATO : Sono fuggiti! E ci voleva tanto, perdinci. E ditemi, le ha usato violenza?

GAETANO : Avvocato, allura lei nun si voli renniri cuntu ca m figghia stata stuppata!

AVVOCATO : Stuppata? Ma che vuol dire?

GAETANO : (alterato) Ma nzumma, comu cazalora ci lhaiu a spiegari ca ss cosa ficus a pigghiau a tradimentu, con laggenovit

AVVOCATO : Ah, ho capito, vostra figlia stata stuprata!

CICCA : Bravu! Chissu ca dici vossia. Comu parra beni, mischinu!

AVVOCATO : Grazie signora. Ora per, dobbiamo sentire la signorina Carmela. Mi dica, come sono accaduti i fatti e, soprattutto, se conosceva lo stupratore

CARMELA : (grosso pallone, botto) Iddu si chiama Alfiu Cammarata, di nciuri ci diciunu Nascatorta. (dalla borsetta prende una fota e la porge allavvocato) Chistu ?

AVVOCATO : (sorpreso) Ah, ha pure una foto?

CARMELA : Sa fici a stissa matina della fuitina.Ci piaci?

GAETANO : Ma chi dummanni ci fai allavvocato, bestia?

AVVOCATO : Lascilasci stare, signor Malandrino. E mi dica, lui come si accorto di lei?

CARMELA : Di m matri?

CICCA : Di mia? E quannu mai!

GAETANO : (sospettoso) Cchi sta storia, Cicca? (minaccioso)

CICCA : Ma se mancu u canusciu, Tanuzzu?

AVVOCATO : (stufo) Un momentoun momento signori, vi prego.Io intendevo lei, vostra figlia.

GAETANO : E scusassi, lei a chista cc ( indicando la figlia ) a chiama Lei? E comu ni putevumu capiri.

AVVOCATO : Le do del lei..cosper rispetto, non ci conosciamo a fondo e quindi

CICCA : Prisentiti, cosa laria.

CARMELA : (porgendo la mano e facendo un bel botto) Piacere, Malantrino Carmela

AVVOCATO : (distratto) .del fu Salvatore

GAETANO : (gridando e toccandosi) Avvocatoquali fu e fu didi Gaetano, iu vivu sugnu vivu e vegetali. Salvatore m patri era, paci allanima sua. (si segna)

AVVOCATO : Gigi..scusate, labitudine. Quindi, leicio..Carmela, aveva notato la sua presenzacio di questo ragazzocio di Alfio, giusto?

CARMELA : Alfiu, certu! Lavevo notata la sua presenza, eccomu. Ogni gghiornu appena iu nisceva d scola iddu mi faceva i giri cc muturiU sapi avvocatu, aveva Ncavasacchi 500 cc 4 marmitti, faceva nu sgrusciupareva na Ferrari(imita il rumore)

GAETANO : (cercando di afferrarla) Bestia. Ti facevi i giri cc iddu, tappinara!

CARMELA : Ma quali giri? Iddu era ca mi girava ntornu...giravagirava

AVVOCATO : E come successe che quel giorno..Di sicuro che la fece salire con la forza.

CARMELA : Iddu si firm e mi dissi Carmela acchiana e iu ci dissi No!

GAETANO : Brava, figghia mia!

CARMELA : Poi i dissi Carmela, acchiana! e iu ci dissi no!

CICCA : Specchiu di larma mia!

CARMELA : Poi mi dissi Ppi lultima vota ti dicu, Carmela acchiana e iu ci dissi(tutti attendono la risposta) SI!! (il padre e la madre cercano di acchiapparla, lavvocato si mette in mezzo e lo investono di botte)

GAETANO : Disgraziata!

CICCA : Disonorata! ( lavvocato esausto,i capelli arruffati, gli occhiali di traverso)

AVVOCATO : Vi prego, calmatevi, Carmela, si sieda da questa parte. ( lavvocato la tira a se) Continuiamo. Dopo che lha fatta salire dove lha portata?

CARMELA : (sempre masticando una enorme quantit di gomma, poi un grosso pallone) A villa!

AVVOCATO : Di sua propriet? Voglio dire.di Alfio?

CARMELA : (sorrisino) Ma quali Alfiu? A villa comunali era! (risata da ebete)

GAETANO : Ma chi ci ridi, debosciata e rimbambita!

AVVOCATO : Va bene. Una volta arrivati l, cosa successo?

CARMELA : (Gaetano e Cicca sono pronti ad aggredirla) Iddu mi dissi Carmela scinni E iu scinnii, appoi mi ha ammottato nta la larvulu grossu

AVVOCATO : Larvolo? E che ?

CARMELA : Ma nsommami ha spintonato contro lalbero!

AVVOCATO : BenebeneQui abbiamo la violenza, la minaccia. Certamente tutto ci contro la sua volontE poipoi?

CARMELA : (Gaetano e Cicca si mordono le mani pronti a intervenire) Appoi mi dissi Carmela ti vogghiu e iu ci dissi No (sospiro di sollievo dei genitori)

AVVOCATO : Quindi lei, Carmela, si rifiutata di acconsentireE poi?

CARMELA : Appoi mi dissi Carmela, ti vogghiu e iu ci dissi No (i genitori c.s.)

AVVOCATO : Avr reagito con la forza?

CARMELA : Appoi mi dissi Pp lultima vota, Carmela ti vogghiu e iu ci dissi(atmosfera elettrica, tutti aspettano la risposta, lavvocato guarda i genitori, preoccupato)

AVVOCATO : (convincente, a m di suggerimento, capendo il momento delicato) Certamente si sar rifiutata, non vero?

CARMELA : (timidamente) Iu ci dissiAlfiupigghimi, sugnu tua (pandemonio generale, i genitori lafferrano, lavvocato come sopra nel mezzo, poi riesce a sgattaiolare sotto le logo gambe, arriva ad una sedia e vi sale gridando)

AVVOCATO : (gridando) Basta! Perdinci!! (silenzio, tutti ritornano al loro posto) Questo uno studio legale, non il mercato del pesce! Ma si pu sapere chi vi ha mandato?

GAETANO : Il sindaco ci ha mandati!

AVVOCATO : (con il sangue agli occhi) Chi?

GAETANO : Il Sindaco!

AVVOCATO : (su tutte le furie) Fuori, andate via!

GAETANO : Ma io sono Gaetano

AVVOCATO : Io me ne frego di chi siete voidi vostro padre, di vostra moglie, di vostra figlia e del sindaco! FUORI! (i tre si avviano verso la porta della comune)

GAETANO : Avvocato, voi scherzate col fuoco! A Gaetano Malantrino, questaffronto, nessuno mai lo aveva fatto!

AVVOCATO : ( aprendo la porta ) C sempre una prima volta, FUORI!!! (i tre fuori a malincuore, lavvocato ritorna alla scrivania e si stringe la testa tra le mani, poi si ode bussare) Avanti.(entra Onofrio che apre la porta)

ONOFRIO : Pe-pepermesso

AVVOCATO : Avantiavanti..Onofrio!

ONOFRIO : Avocato, ho fa-faho fatto tu-tututto qu-qu quello che mi avete de-de detto.

AVVOCATO : Bravo, dammi la chiave!

ONOFRIO : (consegnando la chiave) Ho trovato il po-poportone aperto

AVVOCATO : E come mai? Mia moglie era in casa?

ONOFRIO : (imbarazzato) Nocio si, era in casa a le-le.

AVVOCATO : Era allegra?

ONOFRIO : No..noera a le-le.

AVVOCATO : C qualcosa che ti turba, vero?

ONOFRIO : Allanima se mi tu-tu..se mi turba

AVVOCATO : (su tutte le furie) Perdinci, parla!

ONOFRIO : Era a le-leera a letto!

AVVOCATO : A letto? ( agitato) Forse stava male?

ONOFRIO : Sifo-foforse un po!

AVVOCATO : Che significasiforseun poParla chiaro, maledetto!

ONOFRIO : Cera pure il do-doil do-do il dottore.

AVVOCATO : Il dottore? Vuol dire che la stava visitando?

ONOFRIO : (con la mano destra indica quasi)

AVVOCATO : E chi era questo medico?

ONOFRIO : (fortemente in soggezione) Eraeramio zioil

AVVOCATO : il sindaco? (distrutto) O no, Dio mioDio mio! Anche qua!!!

ONOFRIO : Avvocato, quant bu-buquant bu-bu.

AVVOCATO : (sommessamente) Quant buono tuo zio, vero Onofrio?

ONOFRIO : Nonoavvocato, quant bu-buquant buttana vostra moglie. (esce per la porta, lavvocato va alla scrivania e con una mano si copre la faccia, distrutto,poi rientra Onofrio e annuncia) Avvocato c mio zio, il Si Siil sindaco. Lo fa-falo faccio entrare?

AVVOCATO : ( con strana calma ) No..vado io, tu rimani qua. ( si toglie la giacca, la poggia sopra la poltrona, si leva gli occhiali, li poggia sulla scrivania, riavvolge le maniche della camicia e si avvia per uscire, appena uscito, richiude la porta e si ode un baccano infernale, tipico di una lotta corpo a corpo, poi silenzio e ritorna in scena con un occhio pesto, i capelli arruffati, la camicia fuori dai pantaloni, la cravatta col nodo disfatto chiara la lotta col sindaco)

ONOFRIO : E lo zio dov?

AVVOCATO : Aveva fretta, dovuto andare. ( riprende gli occhiali, rimette la giacca, si risistema; sereno, indossa il cappelloprende la borsa..)

ONOFRIO : Andate a ca-caa casa?

AVVOCATO : No, Onofrio. Non ho pi una casa. ( lo prende sottobraccio e si avvianopoi..) Dimmi una cosa, piuttosto, da te c un altro posto per dormire?

ONOFRIO : (contento) Si ca-casi capisce avvocato.

AVVOCATO : Per mi devi giurare che tuo zio a casa tua non viene pi!

ONOFRIO : No..no..lui veniva qu-ququando mia madre era vi-viviva.

AVVOCATO : Allora andiamo, staremo bene assieme, vero Onofrio?

ONOFRIO : Vi preparo certe pi-picerte pi-picerte pietanzeda leccarvi i ba-ba..i ba-bai baffi.!! Lo facevo per mia ma-ma..mia madre. Sono contento, cos non sa-sanon sar pi so-sopi solo.

(pian piano sottobraccio si avviano come due vecchi amici, parlottando sottovoce, sulla musica del solito sax, cala il siparo)

FINE DELLA COMMEDIA

AVANTI.A CHI TOCCA

(STORIA TRAGICOMICA DI UN AVVOCATO)

Atto Unico

con breve intermezzo

di

RENATO FIDONE

EDIZIONE SETTEMBRE 2013

BIOGRAFIA DI RENATO FIDONE

SETTEMBRE 2014

RENATO FIDONE nato a Scicli (Rg) il 13.4.1950. Laureato in Scienze Sociali alluniversit DAnnunzio di Chieti/Pescara, ha lavorato presso il di D.S.M di Modica (Rg) coordinando dal 1990 il Servizio Sociale Dipartimentale della AUSL 7, oggi ASP Ragusa. Dall 1.10.2011 in pensione.

Da oltre 40 anni impegnato con il Teatro Amatoriale e dal 1984 dirige la Compagnia Teatrale Gli Amici di Matteo, di cui ne il Presidente/Legale Rappresentante.

Nel 1988 fonda, assieme agli altri componenti dellepoca della compagnia, il Teatro Piccolo Stabile, una struttura teatrale di 99 posti, adiacente alla sede della compagnia, utile per le prove degli spettacoli e per eventuali rappresentazioni.

Come autore ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:

Premio Speciale alla Carriera dal Comune di Scicli per il 60 anno det 2010 Primo Premio al Concorso Internazionale Teatro di Locarno 1998 Premio Regionale Alessio Di Giovanni sez. Teatro Raffadali (Ag) 1999 Premio Ulivo dOro Catania 1995 Premio Ulivo dArgento Ragalna 1991 Secondo classificato al Premio Scena Zafferana Etnea 1992 Premio Speciale del Comune di Agnone (prov. di Isernia) 1992 Targa di Riconoscimento Speciale dalla Compagnia Le 4 C di Agnone (Is) 1992 Secondo Premio al Concorso Internazionale San Giuliano Milano 1989 Terzo Premio al Concorso Regionale Scrivere in Dialetto Catania 1988 Terzo Premio al Concorso Regionale Ulivo dArgento Ragalna 1998 Migliore Testo di Autore Meridionale Soveria Mannelli (Cz) 1988 Migliore Novit Teatrale al Festival Nazionale di Termini Imerese 1987 Premio Speciale come Miglior Autore alla Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1988 Premio Speciale come Miglior Autore alla Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1989 Premio Sezione Cultura Giornale di Scicli 1985

Ha ricoperto per conto della F.I.T.A. ( Federz. Italiana Teatro Amatori ) la carica di Presidente Provinciale e Regionale. Al Congresso Nazionale FITA del 16.5.2000 stato eletto Presidente del Collegio dei Sindaci.

Nel 2008 viene eletto Consigliere Regionale con la delega di Direttore Artistico e responsabile delle attivit teatrali e dei rapporti con le compagnie affiliate. Nellultimo congresso FITA SICILIA del giugno 2012 a Pergusa, stato rieletto Consigliere Regionale e riconfermato Direttore Artistico regionale

Ha scritto diversi monologhi recitati dallattore Enrico Guarneri, in arte Litterio e ha svolto in alcune occasioni le funzioni di esperto nei progetti PON delle scuole pubbliche e di direttore artistico in particolari avvenimenti artistici e teatrali. Viene chiamato di sovente, vista la sua ampia conoscenza ed esperienza nel panorama teatrale siciliano, dalle compagnie amatoriali, come consulente per gli allestimenti dei cartelloni teatrali.

Autore, tra laltro, di poesie dialettali e in lingua, collabora con un gruppo di musica folk , scrivendo i testi di alcune canzoni, racchiuse in un cd e recentemente pubblicato e regolarmente registrato alla siae.

I suoi lavori teatrali, rappresentati in Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata, Toscana, Lombardia, Belgio, Svizzera, Francia, Canada, e N.Y., da numerose compagnie della Sicilia e oltre, sono tutelati dalla SIAE, cui iscritto dal 1984, divenendone Socio il 12.3.1997. Dal 22 maggio 2010 ha acquisito il diritto allassegno mensile di professionalit, riconoscimento riservato agli autori ultra sessantenni pi rappresentativi. Da oltre 25 anni socio del sindacato ANART, associazione nazionale autori radiotelevisivi e teatrali.

Elenco dei suoi lavori depositati alla SIAE :

1.AMURI DI FRATI (1981) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

2.E TUTTA UNA CONGIURA (1982) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

3.LA CASA POPOLARE (1982) commedia in 1 quadro e 3 tempi (scena unica nei 3 tempi) 9 personaggi

4.ALLE DONNE PIACE COLA (1980) commedia in 3 quadri e 2 tempi (3 scene in un unico spazio)11 personaggi

5.LA COSCIENZA NON BASTA (1980) commedia in 2 tempi ( scena unica )9 personaggi

6.LA POESIA E UNA COSA SERIA (1986) commedia in 3 atti ( scena unica )12 personaggi

7.LA POSIZIONE SOCIALE (1984) commedia in un atto (scena unica) 6 personaggi

8.IL PROBOVIRO (1986) da G.Fava rid. e adatt.in 3 atti (3 scene in un unico spazio) ( 50% dei diritti) 12 personaggi e 3 comparse

9.SOLI SULLA NAVE DEL PIACERE AVVINTI DAL DESTINO (1987) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 13 personaggi

10.LO SPIRITO DI MIA MOGLIE (1988) commedia brillante in 2 tempi (scena unica)7 pers.

11.I SOLITI IDIOTI COLPISCONO ANCORA (1989) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

12.VI PRESENTO MIA SORELLA (1991)commedia in 3 atti (scena unica)versione in lingua italiana di Amuri di Frati 10 personaggi

13. MEGLIO UN UOMO VERO CHE UN PRETE FINTO (1992) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

14.FERMATA A RICHIESTA (1992) atto unico grottesco (scena unica) 3 personaggi

15.DONNA PIACENTEQUASI VEDOVA, CERCA MARITO (1993) commedia brillante in 2 quadri e 3 atti (scena unica)11 personaggi

16.UN PRONTO SOCCORSO QUASI PRONTO (1993) farsa in un atto (scena unica) 8 pers.

17.IL FILO SPEZZATO (1994) dal romanzo di Nicola Caporale Lamica dinfanzia commedia drammatica (due scene in un unico spazio) 6 personaggi

18.NON TI PAGO (1994) da E.De Filippo- riduzione dialettale e adattamento in 3 atti- (30% dei diritti) 12 personaggi-scena unica

19.IL PARACADUTE, ovvero, come intrappolare un taccagno (1995) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

20.AVANTI A CHI TOCCA , storia tragicomica di un avvocato (1997) atto unico brillante (scena unica) 5 personaggi

21.LEREDI UNIVERSALI (1998) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

22.ASPETTA ESPERA (2002) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

23.IL RITORNO DEI SOLITI IDIOTI (2002) commedia brillante in 3 atti e 1 quadro (scena unica) 12 personaggi

24.U PARANINFU SICILIANU (2004) da Lu Paraninfu di L.Capuana, riduzione e adattamento-11 personaggi-(due scene)

25.MA CHE BELLA FAMIGLIA!! (2005)commedia tragicomica in 3 atti, 10 personaggi in unica scena

26.ALLOMBRA DELLA TORRE (2010) trasposizione teatrale e libero adattamento dal romanzo di M. Giardina La Risacca ( tre scene in un unico spazio con giochi di luci)

27.EMPORIO LOMAZZO, tutto a met prezzo (2012) commedia brillante in due tempi (scena unica) 12 personaggi

28.LULTIMO ESAME (2012) atto unico con finale a sorpresa (scena unica) 4 personaggi

29.ALBERGO SPLENDOR, storie di donne sole (2013) commedia in due tempi (scena unica) 12 personaggi

RENATO FIDONE

Via Lido, 47 97018 SCICLI (Rg) - Tel.: 0932 . 937912 casa 0932. 830008 estate e festivi

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