Avventure in biblioteca

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FILIPPO MUSSI, SERENA AROSIO, LAURA AROSIO

AVVENTURE   IN   BIBLIOTECA

Commedia avventurosa per ragazzi adolescenti

PRESENTAZIONE  DELLA  RISTAMPA

Le richieste del testo di Filippo Mussi, Serena e Laura Arioso  “Avventure in biblioteca” sono giunte al Gatal per mesi da tutta Italia. Insegnanti di scuola media e elementare, che avevano consultato sul sito la traccia, concordavano sul titolo e sulla trama avventurosa del copione, e ne sollecitavano l’invio per la messa in scena con i propri allievi. Ogni volta erano necessarie delle fotocopie, perché l’originale era ormai esaurito. Questo uno dei motivi che ci hanno indotto alla ristampa del testo. Ma ci sono altre motivazioni assai più importanti. Il valore dell’opera, indubbiamente, che è rivolta ai ragazzi e agli adolescenti per avvicinarli al teatro in modo abile e convincente. Con il pretesto di vietare loro di accedere alla biblioteca del paese, li si ingolosisce sino a renderli clandestini e a vivere di persona le pagine dei libri.

Oggi l’appetito a leggere è sostituito dalla tecnologia dei mezzi rapidi di informazione e consultazione; troppo rapidi e altrettanto superficiali; sicché, il messaggio a sfogliare i capitoli e le parole raccolte nei libri diventa l’avvertimento positivo a fermarsi per capire, emozionarsi, riflettere e godere dell’universo che gli stessi contengono.

La struttura della vicenda, definita dagli autori “commedia avventurosa”, pone in azione la possibilità di veder recitare insieme adulti e ragazzi, in un clima fatto di intelligente umorismo, fantasia e, soprattutto, creatività. La realizzazione scenica delle storie lette dai ragazzi: il libro  dell’ orrore; la drammatica fine del Titanic; il giallo per la scoperta dell’assassino, e l’isola del tesoro, vale una sfida teatrale fascinosa da affrontare, appunto, insieme. Estremo valore educativo, mai abbastanza rilevato e qui posto in evidenza come una necessità.

Dunque, sono molteplici le giustificazioni alla ristampa di Avventure in biblioteca la cui edizione originaria risale al 2003.

Teatro come gioco di sapido divertimento, ingegnoso e stimolante come suggerito anche dal titolo dell’opera, cui auguriamo di continuare la fortunata passeggiata nelle sale teatrali scolastiche e delle comunità parrocchiali.

   Roberto Zago

PERSONAGGI    IN    ORDINE    DI    APPARIZIONE

Donna delle pulizie    Signora delle pulizie nell’ufficio del sindaco

Statua                            Nell’ufficio del sindaco, poi in piazza

Sindaco                     Sindaco di una piccola cittadina italiana, si travestirà da statua con la fascia

tricolore a partire dalla terza scena del primo atto

Segretaria                      Segretaria del sindaco

Assessore           Assessore della cultura

Bibliotecario   Direttore della biblioteca

PostinoIl postino della città

Davide Ragazzo della banda

Fabio Ragazzo della banda

Ale     Ragazzo della banda

Linda  Ragazza  della banda

Cinzia Ragazza della banda

Virgilio                             Vigile urbano

Annunziata                      Turista americana in visita alla città

Marta Ragazza della banda

Tito     Ragazzo della banda

Sarah   Ragazzina, personaggio del libro dell’orrore

AndrewRagazzino, personaggio del libro dell’orrore

MammaPersonaggio del libro dell’orrore

Mostro   Personaggio del libro dell’orrore

Jack        Personaggio del libro sul Titanic

Rose       Personaggio del libro sul titanic

Fletcher                                    Investigatrice, personaggio del libro giallo

Elsa                                           La modella, personaggio del libro giallo

Paolo                                         Il giardiniere, personaggio del libro giallo

Carol                                          La moglie di Amyas, morto assassinato, personaggio del libro giallo

Amyas                                        Il marito pittore, personaggio del libro giallo

Franco                                        Il maggiordomo, personaggio del libro giallo

Carla                                           La figlia di Amyas, morto assassinato

PjPappagallo parlante, personaggio del libro di avventura

Mozzo                                        Personaggio del libro di avventura

SINOSSI

Il testo è pensato per un gruppo di ragazzi o adolescenti. Racconta dello stratagemma architettato dal sindaco per invitare i ragazzi alla lettura all’interno della biblioteca della sua città: basterà vietarne l’ingresso per creare un clima di mistero che attirerà i nuovi lettori.

Protagonista è un gruppo di sette ragazzi molto simpatici, che scopriranno come è possibile vivere avvincenti

avventure immedesimandosi nei personaggi di libri famosi.

Il primo atto narra dello stratagemma inventato dal sindaco e dall’ingresso furtivo e avventuroso dei ragazzi in biblioteca. Il secondo atto vede l’interpretazione di diversi brani tratti dai libri che i ragazzi stanno leggendo furtivamente in biblioteca.

Data la numerosità dei personaggi è possibile che un unico attore possa interpretare diversi personaggi.

SCENOGRAFIA

Poiché sono necessarie diverse ambientazioni, sia reali (ufficio del sindaco, piazza del paese e interno della biblioteca) sia di fantasia (in corrispondenza con le vicende narrate nel secondo atto), si suggerisce l’impiego di prismi rotanti che rappresentano le tre scene essenziali dello spettacolo, alfine di effettuare cambi veloci di scene, e di renderli sufficientemente coreografici.

Ma nel secondo atto i diversi ambienti fantastici potrebbero essere delimitati mediante l’uso delle luci.

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ATTO   PRIMO

All’apertura del sipario tutto è in disordine. Una canzone iniziale, cantata dai solisti e dai cori, ovvero una coreografia guidata dalla statua, servirà per predisporre la prima scena.

Alla conclusione della coreografia la scena è pronta. Rappresenta un ufficio comunale, nel quale fa bella mostra si sé una statua immobile.

Scena prima

 UFFICIO COMUNALE

La donna delle pulizie è già nell’ufficio a fare le pulizie e spolvera la statua che starnutisce.

Donna pulizie   (stupita) Devo smettere di stare sveglia tuta la notte a guardare la tele. Poi al mattino mi

Mi sembra che anche le statue si muovano. Ma…

Statua               (toglie un fazzoletto e si pulisce il naso, non visto da Donna delle pulizie, poi subito immobile                 

                        col fazzoletto in mano)

Donna pulizie   Sì, devo proprio dormire di più…

Sindaco            (entrando, arrabbiatissimo con tutti gli altri al seguito)No, no, no! Non è possibile! Non ci           

credo! (cercando di leggere su un foglio) Zero, proprio zero. Vedo bene? Samantha!

Samantha!

Segretaria(entrando) Sì, signor sindaco, mi ha chiamato?

Sindaco             Mi porti gli occhiali!

Segretaria         Guardi che li ha in mano!

Sindaco              Ah, bene, grazie. Dunque, dicevo…(arrabbiatissimo) Zero! Che assurdità! Ma che cosa

 vuol dire questo zero?

Assessore     (esitante) Vuol dire che anche quest’anno non abbiamo avuto nessun iscritto.

Bibliotecario       Proprio così, purtroppo, nessun ragazzo iscritto alla biblioteca di Via Co Vento. Nemmeno

 Uno!

Assessore          (tira per le lunghe) Eh…perché…

Sindaco              Eh perché?

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Assessore        Ma scusi, proprio a me lo chiede?

Sindaco             (alzandosi in piedi) Certo proprio a a Lei. Non è Lei l’assessore della cultura? A chi

Lo dovremmo chiedere, se no? Forse alla donna delle pulizie, eh? (indica una signora

di mezza età che sta lavando i vetri sul fondo della scala)

Assessore           (con un sorrisetto ironico) Senta, io volevo solo dire che quelli sono quartieri facili, pieni

di ragazzi per bene, educati, che non gridano, non litigano, non dicono mai parolacce,

proprio dei bravi ragazzi, insomma tranquilli, che amano tanto passare i pomeriggi in

biblioteca. Invece nel quartiere di Via Col Vento….

Bibliotecario       Ecco, appunto. In questo quartiere ci sono ragazzi scalmanati. Dei veri selvaggi, degli

aborigeni, degli zulù, signor Sindaco, che giocano, corrono e urlano tutto il giorno.

Altro che leggere, altro che venire a chiudersi in biblioteca!

Sindaco              (avvicinandosi minaccioso al bibliotecario) Lei chiuda il becco, caro il mio bibliotecario,        

che le conviene. Sono tre anni che lavora in Via Col Vento, e con quale risultato? Con

quale risultato, eh? Avanti, lo dica il suo bel risultato, lo dica dunque! Chiaro e forte!

Bibliotecario      (a testa bassa) Zero

Sindaco               Zero, appunto! Uno zero come Lei.

Assessore          Non dica così, signor sindaco, non sia ingiusto, adesso. (indica il bibliotecario che è

Rimasto a testa bassa, avvilito) Il ragazzo è preparato.

Sindaco               (ironico) Ma va.

AssessoreMa non lo sa che è diplomato?

Sindaco                Però.

Assessore             Poi si è anche laureato.

Sindaco                 Davvero?

Assessore       Documentato, aggiornato, informato, specializzato. E’ un ragazzo che ha studiato,

ed è pure cognato!

Sindaco                 (ridendo) Insomma…raccomandato!

Segretaria            Signor sindaco, c’è qui il postino con una raccomandata urgente.

Sindaco           Lo faccia entrare.

Segretaria             (uscendo) Subito signor sindaco!

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Assessore                  La verità è un’altra, signor sindaco. La verità è che la biblioteca di Via Col Vento

non ha funzionato, né mai funzionerà. I ragazzi di quel quartiere non sanno cosa                      

farsene dei libri. Preferiscono giocare a calcio, fare corse in bici, chiacchierare e

scherzare. Ecco il problema.

Postino                       (entra con le cuffie in testa ballando una canzone a tutto volume)

Statua                        (balla la medesima canzone, insieme al postino, senza che nessuno se ne accorga)

Postino                        (quando la musica si abbassa) E’ permesso? Buongiorno signor sindaco, buongiorno

a tutti.

Tutti                           Buongiorno.

Postino                       Raccomandata urgente dalla Francia.

Sindaco                      Ah, benissimo. Dia a me. La stavamo appunto aspettando!

Postino                       Una firma sulla ricevuta, per piacere. (continua a ballare tenendo in mano il

foglietto della ricevuta)

Sindaco                       Si fermi per piacere, non riesco a firmare.

Postino                       (che non ha capito perché ha le cuffie) Cosa?

Assessore                   Si fermi! (rincorre il postino e mette in pausa il CD. Il postino e la statua si

Bloccano di colpo) Oh, finalmente.

Sindaco                       Ecco qua.

Assessore            Ma si è bloccato! Come faccio a rimetterlo in moto?

Bibliotecario               Schiacci  PLAY.

Sindaco                       (schiaccia il tasto, riparte la musica, il postino e la statua ricominciano a ballare

all’ unisono) Benissimo, buon lavoro e buona giornata.

Tutti Buongiorno a lei.

Statua                         (appena il postino è uscito si blocca di colpo)

Bibliotecario               C’è qualcosa di strano nel suo ufficio, signor sindaco, non riesco a capire…

Assessore                    (sottovoce al bibliotecario) Devi smetterla di bere, te l’ho già detto mille volte.

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Sindaco                      (che nel frattempo aveva aperto la lettera, sconsolato) E allora…questo

                                        Benedetto gemellaggio non lo faremo mai.(drammatico) Mai! (suona un campanello

                                   per chiamare la segretaria che si affaccia subito alla porta) Samantha? Portami

 l’incartamento n. 87 bis, per piacere.

Segretaria                   Subito. (esce a prenderlo)

Assessore                   Di che si tratta?

Sindaco                       Si ricorda quella delibera per il gemellaggio con Parigi? Ecco, era quasi tutto

                                    Pronto , anche dalla Francia stavano per darci l’OK, anzi, stavano finalmente per

                                    scegliere la nostra città. Ma adesso, proprio all’ultimo…questa lettera è proprio

una bella mazzata.

Segretaria                   (consegnando un pacco di fogli) Ecco qua.

Sindaco     Bene grazie! Metta pure lì.

Segretaria                    Dove?

Sindaco                         (non guardandola neppure) Lì, lì.

Segretaria                       Ah…subito, signor sindaco. (appoggia i plichi in braccio alla statua che d’ora in avanti

Resisterà a fatica nella sua posizione)

Sindaco                     Sentite cosa ci vengono a dire adesso, dopo mesi di trattativa, documentata da

Questo incartamento, sentite, sentite…(legge la lettera appena arrivata) “Egregio

Signor Sindaco, ecc. ecc., i dati che ci avete inviato ecc.ecc.,i vari aspetti evidenzia-

ti, le finalità comuni, gli ideali, le empatie” ecco qua, questo è il punto “purtroppo

 però le percentuali dei ragazzi iscritti nelle Vostre biblioteche pubbliche sono molto

più basse delle nostre, troppo basse perché una città come Parigi che della cultura 

ha fatto la sua bandiera…”

Assessore                     (minimizzando) La sua bandiera!

Sindaco                         (furente) La sua bandiera!

Assessore                      (minimizzando e rivolgendosi alla segretaria) Questi francesi, sempre sciovinisti.

 Segretaria                    (che non capisce) Sciovi che?

Assessori                       Gasati, montati, superbi, pieni di boria.

Sindaco                          Silenzio, per favore! (riprende a leggere calcando le parole) “Perché una città

come Parigi che della cultura ha fatto la sua bandiera possa gemellarsi con la

vostra città”…

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Segretaria                  (ripetendo) Con la nostra città…

Sindaco                    (ripetendo) Con la nostra città…

Bibliotecario               Così, se non aumentano i lettori…

Segretaria                   Niente gemellaggio con Parigi.

Bibliotecario               (pensieroso) Accidenti, tutta colpa della biblioteca di Via col Vento. Anzi, colpa

                                    dei ragazzi!

Segretaria                   Eh, no! La colpa è sua, caro signor bibliotecario, e anche dell’assessore alla cultura,

                                    questo è chiaro!

Assessore                    (alzando le spalle) Uffa, quante storie. Possiamo sempre gemellarci con qualche

                                    Altra città, no?

Sindaco                           Neanche a parlarne! O Parigi, o Parigi. Non accetto altre candidature! C’è in gioco il

                                     Prestigio della nostra città! Piuttosto voi, datevi un po’ da fare per attirare i ragazzi

                                    In biblioteca.

Bibliotecario               (depresso) Ci abbiamo già provato…

Segretaria                   Con un metodo sbagliato…

Bibliotecario               Proprio tutto abbiamo tentato…

Assessore                    Pensato, architettato…

Sindaco                        Ma non bene programmato…

Assessore                    Gli abbiamo regalato…

Bibliotecario                Caramelle e cioccolato…

Sindaco                        Con un magro risultato…

Bibliotecario                 Un lavoro assai accurato…

Assessore                     Tutto documentato….

Bibliotecario                 Registrato, valutato…

Sindaco                         (ironico) E magari anche approvato!

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Assessore          (convinto) Però l’impegno c’è stato!

Segretaria          (rivolta al pubblico e allargando le braccia9 Ma cos’è che non ha funzionato’

Donna  pulizie     (parlando dal fondo della sala) Io lo so dove hanno sbagliato!

Tutti si girano verso di lei stupiti. Il sindaco lascia cadere l’incartamento che teneva ancora in mano. L’assessore e il bibliotecario si chinano contemporaneamente  per raccoglierlo picchiando una sonora zuccata che li fa cascare a terra. La segretaria invece rimane bloccata a bocca aperta.

Sindaco                 Cosa ha detto lei?

Donna pulizie        (andando vicino al sindaco) Ho detto che credo di sapere dove hanno sbagliato questi

                              due bravi signori qua. (indica l’assessore e il bibliotecario)

Sindaco                 (impaziente) E allora, avanti parli! Dica quello che pensa.

Segretaria             (facendole coraggio) Avanti, signora Maria! Non sia timida adesso!

Assessore              (rialzandosi ancora dolorante, con aria scettica) Sì, adesso sentiamo l’esperta!

Bibliotecario          (grattandosi la testa) L’esperta, già, già. Sentiamo l’esperta!

Sindaco                     (deciso) Silenzio, ce l’avete un’idea sul da farsi’ Eh? (bibliotecario e assessore scuotono

                               la testa come due pupazzi sincronizzati)

Sindaco                  No, vero? Dunque sentiamo cosa ha da dire la signora. Prego, siamo tutti orecchi.

Donna pulizie         Ecco, io credo che l’errore sia stato proprio questo vostro voler attirare a tutti i costi i

                               Ragazzi del quartiere in biblioteca. Avete fatto mille complimenti, li avete invitati,

                               avete scritto lettere ai genitori. Sbagliato, completamente sbagliato

Assessore               (sorpreso) Sbagliato?

Bibliotecario           Perché sbagliato?

Donna pulizie           Come si vede che non conoscete i ragazzi del quartiere. Io invece sì che li conosco bene,

perché io vivo proprio nella casa rossa di Via col Vento. Sissignore. Ve lo dico io come

sono i ragazzi del quartiere! Senza pensieri e allegri, ma furbi come gatti randagi. E

 sapete cosa avranno pensato di tutte le vostre moine?

Bibliotecario          No, confesso che non lo so.

Assessore              Neanch’io lo so.

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Donna pulizie        Che erano una trappola, una trappola per incastrarli. Una trappola per convincerli a fare

                             qualcosa di estremamente, terribile, definitivamente noioso: leggere, appunto.

Bibliotecario          (declamando come un poeta ispirato) Ma leggere non è noioso. Leggere è vivere! Leggere

                             è una splendida, magica, travolgente, straordinaria avventura!

Assessore             Ben detto, caro cognato. Davvero ben detto. (lanciando un’occhiata di sfida alla donna

                              delle pulizie. Ha capito? Leggere è una straordinaria avventura!

Donna pulizie        (senza scomporsi) Non dico mica di no. Anzi personalmente sono d’accordo con lei,

                              signor bibliotecario. Ma loro, i ragazzi voglio dire, ancora non lo sanno. Sanno però che

                              nelle trappole per topi ci si mette il formaggio. E credono che le vostre caramelle e i

                              vostri cioccolatini siano più o meno la stessa cosa: una trappola per incastrarli. Per

                         questo girano alla larga, è naturale!

Bibl. e Ass.            Possibile?

Sindaco                 Non faccia caso a questi due, signora. Dica piuttosto, come ci consiglia di agire?

Donna pulizie        (all’assessore e al bibliotecario) Posso?

Sindaco                  (fulminandoli con lo sguardo) può, vero?

Bib. e Ass.              (alzando le braccia in segno di resa9 Può, può. Certo che può.

Donna pulizie         Allora, sapete cosa ho fatto io quando i miei bambini non volevano mangiare la

                               Minestra?

Assessore              (al bibliotecario) Cosa c’entra adesso la minestra, me lo spieghi? Non stavamo

                               Parlando di libri?

Bibliotecario          Ssst! Sentiamo cos’ha da dire. La faccenda mi interessa. Neanche a me piaceva la

minestra, da ragazzo. (alla donna delle pulizie) Su, vada avanti, per piacere. Cosa

 ha fatto, lei’

Donna pulizie         (parlando molto lentamente) Ebbene…

Sindaco                  Ebbene?

Bibliotecario          Ebbene?

Donna pulizie        (suspence. Squadra tutti negli occhi) Ebbene: preparavo un bel minestrone fumante

lo mettevo in tavola e ne riempivo due piatti pieni, uno per me e uno per mio marito.

 Ma a loro niente, neanche un mestolino. Gli dicevo che non era roba per bambini, 

assolutamente no! Per loro c’erano gli hot dog e buon appetito. Poi facevo finta d’aver

qualcosa da sbrigare in salotto e andavo via.

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  Assessore       (confuso) E allora?

  Bibliotecario       Ma come! Possibile che non hai capito? I bambini andavano di nascosto a

                              mangiarsi la minestra. (alla donna delle pulizie) Dico bene? L’avrei fatto

                              anch’io, accidenti. Solo per il gusto di disobbedire.

  Donna pulizie      (al bibliotecario) Bravo. Lei ha già capito. La stessa cosa va fatta con i ragazzi

                              della biblioteca di Via Col Vento. Almeno…io farei così. E adesso, se volete

                              scusarmi….(riprende il lavoro interrotto)

Sindaco                 A me sembra una buona idea. Proviamo?

Bibliotecario         Proviamo.

Assessore             (distratto) A fare il minestrone?

Bibliotecario         (sbuffando) Vieni con me, cognato, che te lo spiego io cosa dobbiamo fare.

Sindaco                 Signora segretaria, metta questa lettera nell’incartamento 87 bis.

Segretaria             (riprende l’incartamento dalla statua che stava morendo dalla fatica, quasi

                              piegata a terra e tuta sudata) Va bene signore. Aggiorniamo la seduta a domani

                              sera.

Parte la musica, escono tutti. Cambiano le luci. La statua comincia a ballare e riprende la coreografia del cambio scena che predispone alla Scena seconda.

Scena   seconda

LA PIAZZETTA

La scena si apre su una strada o su una piazzetta di periferia. Sul fondo un edificio moderno con una porta sbarrata. All’angolo c’è un vigile che fa la guardia. Sui muri dell’edificio sono appesi grossi cartelli sui quali c’è scritto in stampatello  “VIETATO ENTRARE”. Una statua in mezzo alla piazza. E lo stesso attore che interpretava la statua nello studio del sindaco, ma ha un’altra posa.

All’improvviso sbuca un gruppo di ragazzi che corrono e uralno.

Davide                    (alzando le braccia in segno di vittoria) Primo! Ho vinto, ho vinto io!

Fabio                      Non vale, sei partito prima del via!

Davide                    (mostrando i pugni, con aggressività) Vuoi botte?

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Fabio                     Ma va a fa’ un bagno.

Davide                    Ehi tu, ciucciami il calzino.

Ale                          (si mette in mezzo e li separa) Dai, Davide, piantala! E tu, Fabio, lascialo perdere. E’ solo

                               un gioco, no?

Linda                      (si accorge per prima dei cartelli e li mostra agli altri) Ehi ragazzi, guardate qui. Ieri

                               Non c’erano, vero Cinzia?

Cinzia                     No, è la prima volta che li vado.

Ale(leggendo) “Vietato Entrare” Oh, bella questa! E perché?

Davide       E io che ne so? Chiediamolo a Virgilio! (indica il vigile che fa finta di non vederli)

Fabio                       Dai Linda, chiediglielo tu!

Linda                       (con il suo miglior sorriso) Ciao Virgilio…

Virgilio                    Buongiorno Linda.

Linda                       (indicando la biblioteca) Cosa significano quei cartelli là?

Virgilio                    (scandendo bene le parole) Voglion dire che per un po’ entrar dentro non si può.

Ale                           (ridendo) Sentitelo, parla in rima!

Virgilio                     (seccato) Sì, mi va d’esser poeta, c’è qualcuno che lo vieta?

Tutti                         (impressionati) No, no, certo che no. Ci mancherebbe faccia pure.

Linda                        Per  noi faccia pure, per carità! (indica la biblioteca) Ma cos’è sta novità?

                                 (ai ragazzi) Capperi, ho parlato in rima anch’io. Che sia contagioso?

Fabio                        (ridendo) la terzina si cura con l’aspirina.

Cinzia                        La rima baciata con l’acqua ossigenata.

Ale                            L’ottonario, se non è ereditario…

Statua                       …meglio curarlo al giusto orario.

Tutti                          (ridono di gusto, fischiando e lanciandosi invettive a soggetto)

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Davide                        (ai ragazzi) Piantatela di fare casino! (poi al vigile) Insomma, la biblioteca è chiusa.

Virgilio                        Sì.

Davide                         E non si può entrare.

Virgilio                        No.

Davide                         E perché?

Virgilio                        Ordinanza comunale.

                                    E di più non domar dare!

Davide                         E tu perché sei qui?

Virgilio                        (si mette sull’attenti. Anche la statua si mette sull’attenti, non vista)

                                    Io son qui per arrestare…..quelli che cercano di entrare.

Davide                             Perbacco. Ma allora è una cosa seria! (rivolgendosi alla banda) Chissà cosa c’è sotto!

Ale                                   (non sentito da Virgilio) All’erta ragazzi, abbiamo bisogno di maggiori informazioni.. 

Entra in scena Annunziata turista americana-sicula dall’accento divertente. Mischia inglese e parlata siciliana o napoletana.

Annunziata                  Schius me, whereis the centralparc?

Virgilio                         (Virgilio che non ha capito) Whot?

Annunziata                  U’ parco comunalo.

Virgilio                         Ah, i giardini pubblici.

Annunziata                   Yeah, this taun is very biutiful.

Virgilio                         (che non ha capito) Sì, lo vedo anch’io Beautiful, oggi c’è la 2340ma puntata.

Annunziata                    Biutiful, beddu, beddu.

Virgilio(che non ha capito) Ah!

Annunziata                  (attratta dal fisico possente di Virgilio) Iu are a men veri strong.

VirgilioCome?

Annunziata                     Veri strong.

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Virgilio                           (arrabbiato) Scemo?!? Ma è il modo di parlare? Lei come si permette?

                                       (rivolgendosi ai ragazzi) Avete sentito’ mi ha detto che sono scemo!

Linda                               Ma no, che hai capito? Ha detto che hai un bel fisico, che sei forte. Sicuramente

                                        Le piaci.

Virgilio                             (lusingato dalla osservazione della bella turista) Mi scusi, gentile signora, non

                                         Avevo capito. Senta signora, sono molto felice di averla incontrata.

                                         L’ accompagno io al central Park. Attenda solo un attimo.

                                         (si rivolge ai ragazzi) Ma voi ricordatevi che io…(assunse una posa oratoria

                                         Imitato dalla statua. Gridolini entusiasti di Annunziata, che si è innamorata

                                         Del bel vigile)

                                         Io sono il vigile Virgilio

                                         Pronto e forte nel periglio

                                         Chi fa il furbo io lo piglio

                                         Poi lo sgrido, l’attorciglio

                                         Con rigore e con cipiglio

                                         Fosse pure anche mio figlio

                                         State buoni, vi consiglio

                                         Da lontani vi sorviglio

Fabio                                Vi sorviglio? vorrai dire “ vi sorveglio”!

Virgilio                              ( alzando le spalle sbuffando) Beh, è una licenza poetica, no? (si avvicina

                                          a Annunziata e le strizza l’occhio, uscendo cerca di fare conoscenza con un

inglese stentato9 What your name?

Annunziata                        Annunziata Calogero, from San Diego Beach. (esce insieme a Virgilio che ha

                                          Preso la sua bicicletta)

Tutti                                   (ridono e scherzano sul vigile, a soggetto, fischi e lazzi, imitazioni varie di lui e

                                           di lei languidamente a braccetto lungo la via)

Fabio                                  Allora, Davide, se ne sono andati?

Davide                                Sembra proprio di sì.

Linda                                  Certo che è un bel mistero, ieri non c’era niente e oggi tutto a un tratto…

Ale                                     ….questi strani cartelli.

Davide                               Avete sentito Virgilio: “ordinanza comunale”.

Linda                                  Cose da matti. Vietato entrare. Perché, ci sarà qualche pericolo?

Cinzia                                 Sì, certamente.

Tutti                                   Eh?!?!

                                                                                   12

Linda                                Certo, a entrare in biblioteca c’è il pericolo…(suspance) di annoiarsi a morte.

Tutti                                  (ridono)

Fabio                                 E’ proprio vero.

Ale     Comunque a me quei cartelli, con su scritto “Vietato Entrare) non piacciono

Neanche un po’.

David  Hai ragione, danno proprio sui nervi.

Ale      (alzando la voce) Anzi, dirò di più. A me fanno proprio venir voglia di…di

                                          Entrare dentro, ecco!

Tutti    (a soggetto) Anche a me, anche a me.

Fabio                                 E  allora?

Cinzia  E allora entriamo.

Ale        Certo, non c’è nemmeno da discuterne!

Linda                         (dubbiosa) Ma se ci fosse davvero qualche pericolo?

Ale         esaltandosi) Meglio, no?

Entrano in scena Marta e Tito. Sono due amici per la pelle

Ale        (ai compagni) Guarda che arriva la famiglia “Cuore”!

Marta                                   (a Ale) Cretino! (a Tito) Non fargli caso, Tito, la sua è tutta invidia.

Tito       Ciao, ragazzi, come vi butta?

Fabio                                     Niente, si parlava di entrare in biblioteca.

Tito        (gesticolando) Che cosa? Per caso vi si è rammollito il cervello?

 (a Marta) Marta, hai sentito? Vogliono andare in biblioteca. Ma dico:

siete impazziti?

Linda      (risentita) Guarda che ci andiamo mica a leggere, sai? Cin andiamo perché

 È proibito! Non hai visto quei cartelli?

Tito         (sollevato) Ah, ecco, meno male! (poi velocemente) Se è per fare una cosa

Che non si può fare, allora sono d’accordo. A me non piace fare le cose che si

                                               possono fare. A me piace soltanto fare quelle cose che non si possono fare.

                                               (pausa) Chiaro?

                                                                                   13

Tutti tranne Marta (ironici) Limpido.

Cinzia                                Ma che ha detto?

Marta                                Che ci sta.

Cinzia                                (agli altri) Tito ci sta!

Tutti                                  Ah, bene!

Davide                               (avvicinandosi alla biblioteca) e studiando meglio l’edificio)

                                          Allora, ragazzi, da dove entriamo?

Linda                                  La porta è chiusa!

Fabio                                  Anche le finestre del piano terra sono chiuse!

Davide                                Cavoli! Neanche fosse il Pentagono!

Marta                                 (che non ha capito, a Tito) Il penta..che?

Tito                                     (dandosi importanza) Niente, niente, è roba americana. Comunque è un posto

                                            molto protetto!

Marta                                  Ah, ecco. Grazie Tito.

Tito      (galante) Sempre ai suoi servizi, signorina.

Linda                                    hi, voi due, cos’è questa? La duecentosessantesima puntata di….(una tele-

novela di moda). Venite qui e dateci qualche idea anche voi!

Marta                                  (si avvicina, alza la testa, indica qualcosa con la mano)

                                            Quella lì mi sembra una finestra aperta.

Tutti                                    (a naso in su) e’ vero, è aperta!

Ale                                       Ah sì. L’avevo già notata anch’io. Ma volevo lasciare a qualcun altro il piacere

                                            Della scoperta.

Tutti                                    Eh sì, già…sì,sì, ci crediamo…

Nessuno risponde, ma tutti compresa la Statua si girano a guardare Ale con aria di compatimento.

Linda                                   E come ci si arriva fin lassù?

                                                                                  14

Tito                                  Proviamo a salire uno sulle spalle dell’altro. Forse così ce la possiamo fare.

Tutti                                 (poco convinti9 Beh, proviamo.

Tentativo a soggetto dei ragazzi. Non riescono a salire, cascano a terra.

Davide                              Aspettatemi un secondo. (esce di scena)

Fabio                                (massaggiandosi il sedere) Ci vorrebbe proprio una scala, accidenti!

Ale                                    Certo, una scala ci farebbe proprio comodo. Ma dove la troviamo’

Davide                              (rientrando trionfante con una scala. A soggetto si gira rischiando di colpire

                                         In testa qualcuno. Tutti schivano la schivano abilmente)

Tutti                                 (entusiasti) Una scala!

Davide                              E di chi è il merito?

Tutti                                 Tuo!

Davide                              (soddisfatto e tirandosela un po’) Non sono un genio?

Tutti                                  (convinti) Sei un mito!

Ale                                    E guardate questa! (estrae una torcia elettrica)

Tutti                                  Una pila.

Ale                                     E allora ragazzi? (saluti e passaggi all’americana tra ragazzi. La statua imita.

Tutti                                   (fuschi e applausi di approvazione a soggetto)

Linda                                  (eccitata) E ora all’arrembaggio, miei prodi!

Accostano la scala alla biblioteca. Uno fa ilpalo a destra e uno a sinistra.

Fabio                                  (di vedetta a un angolo) Allarme, Virgilio a poppa! Presto, fate sparire quella

                                           Scala!

I ragazzi appoggiano a terra la scala in fretta e furia. Fingono di parlare di calcio litigando su Inter e Iuve. Le ragazzine estraggono foto di cantanti di turno e VIP. Parlano a soggetto, creando molta confusione.

                                                                                   15

Virgilio     (entrando fischiettando, passeggiando con aria sospettosa)

A quanto pare…son qui solo a chiacchierare!

Tutti                               (falsi) Sì, sì, proprio così.

Virgilio               (rivolto al pubblico) Non prepara la brigata qualche brutta birbonata?

Tutti(falsi) No davvero, no sicuro.

Tito                                 Stiamo bravi t’assicuro.

Virgilio                            E va bene , me ne vò

Ricordatevi, però…

Che son vigile Virgilio.

Tutti                                 (in coro) Pronto e forte nel periglio

Chi fa il furbo io lo piglio

                                         Poi lo striglio, l’attorciglio

                                         Con rigore e con cipiglio…

                                         Fosse pure anche mio figlio…

Virgilio                             (minaccioso col dito, imitato dalla statua)

                                        State buoni, vi consiglio:

                                        da lontano…

Tutti                                (insieme a Virgilio)…vi sorviglio! (risata generale)

Virgilio                            (al pubblico strizzando l’occhio) Ormai è fatta! (esce di scena fischiettando

                                        allegramente)

Fabio                               (scrutando l’orizzonte) Se ne è andato! Finalmente!

Cinzia                              Mamma mia, che spavento!

Tito                                 Forza adesso con quella scala. Sbrighiamoci prima che torni.

Ale                                  Dai, muovetevi.

Cinzia                             Ho paura!

Fabio                              Imbranata, salta…

                                                                                  16

Scena   terza

 INTERNO  DELLA  BIBLIOTECA

Parte la musica del cambio scena orchestrata dalla Statua. Mentre i ragazzi scalano, la scena gira e si apre sull’interno della biblioteca di Via Col Vento. Sul fondo si vedono alti scaffali stracolmi di libri, dai quali pendono cartelli con la scritta “VIETATO LEGGERE”

In un angolo c’è un tavolino, su cui sono appoggiati vari libri alla rinfusa e sopra di essi un altro cartello con la dicitura “VIETATO TOCCARE”. Nell’altro angolo, davanti agli scaffali, si trova un’altra grossa statua di gesso: è il Sindaco travestito, che è lì per controllare i ragazzi.

I sette ragazzi entrano nella biblioteca camminando in punta di piedi: sembrano sette Pantere Rosa in azione. Davanti a tutti c’è Ale con la torcia elettrica, che guida il gruppo, gli altri seguono in fila per due.

Ale                                 (rivolto ai primi due) Ssssssst!

Tutti , a turno ripetono “Sssssst” a quelli che li seguono, anche gli ultimi due, che non hanno dietro nessuno.

Ale                                 (rivolto al pubblico) Ssssst!

Tutti                               (rivolti al pubblico)  Ssssst!

Poi i ragazzi riprendono a camminare, sempre in punta di piedi. Compiono tutto il giro del palco, finchè arrivano davanti alla statua di gesso.

Ale                                 (sbattendo contro la statua) Aaaah!!

Tutti, tranne Linda         (correndo verso l’uscita) Aaaaah!!

Linda                                   (ironica) Ehi, razza di fifoni, dove andate? Non avete visto che questa è una statua?

Marta e Tito                   (balbettando) una statua?

Fabio                               (tremando)…sicura che è…che è proprio una…una statua?

Linda                               Ma certo . cosa vuoi che sia’

Ale                                  (dubbioso)…hai guardato bene’ potrebbe essere un…ehm..ehm…fantasma!

Linda                               Un fantasma? Guarda un po’ cosa c’è scritto qua sotto…(legge) Zenobio Timoteo

Chivalà, benefattore e cittadino esemplare, le cui virtù preclare…bla bla bla”, caro

                                        Il mio cuor di leone?

Ale                                  (bluffando) Ah!ah!ah! ma certo che ho capito…..l’ho capito subito, io! L’ho fatto

                                       apposta a spaventarmi, per vedere chi era tanto idiota da abboccare!!

                                                                                  17

Tutti(sbuffando in coro) Ma va là!! Smettila di raccontare palle!

Ale   (indispettito) Così non mi credete, eh?

Tutti NO!

Ale    (ridendo) E fate bene!! Guardate sto ancora tremando…

Tutti ridono. Poi si mettono a osservare la biblioteca con maggiore attenzione.

Davide  (indicando i cartelli)    Avete visto? Divieti anche qua. Ma è proprio una mania!

Tito    A meno che…

Cinzia A meno cosa?

Tito    A meno che qui ci sia nascosto qualcosa di grosso. Che so: documenti che

 scottano, piani segreti, prove di complotti. Non vedete i film di spionaggio,

voialtri?

Marta                             (estasiata) Ooh, tito, quante cose sai, tu! E come parli bene…vero ragazzi?

Tutti si mettono a fischiettare per non rispondere

Fabio                                 Ssssst! Mi sembra do aver sentito rumori…

Cinzia                                 Sì, è vero. Sento dei passi…chi sarà?

Tito                                    (preoccupato) Forse sono gli agenti dell’Interpol che vengono ad

                                           Arrestarci…Aiuto!!! Voglio il mio avvocato!

Fabio                                  State calmi. Nascondiamoci, in fretta. E che nessuno fiati.

Mentre tutti si abbracciano spaventati, compare in scena la Donna delle pulizie.

Donna pulizie                     (che sta cercando il suo scovolino o la scopa o lo straccio)

                                           Ah, ecco qua dove l’avevo messo. Maledizione alla mia distrazione.

(esce)

Dopo qualche secondo ricompaiono i ragazzi, furtivi e spaventati.

                                                                                  18          

Tito                             Maledizione, bisogna stare attenti. Ci può capitare di tutto!

Marta                         Io ho un po’ paura. Voglio andarmene.

Tito                             (rassicurandola) Non ti preoccupare, ci sono qua io.

Davide                         La piantiamo? Non perdiamo tempo. Quindi basta con le chiacchiere.

                                    Questo è il momento di agire. Ora ficcheremo i nostri curiosissimi nasi

                                    dentro quei vitatissimi libri. Non è vero ragazzi?

Ale                               (prendendo subito un libro e sfogliandolo, mentre tutti seguono il suo

                                     esempio) Cavoli, come sono emozionato! E’ la prima volta che prendo

                                     in mano un libro di lettura! Se mi vedesse la mia professoressa di italiano.

Tito                              E se mi vedesse la mia maestra!

Marta                           O la mia…

Linda                             ….penserebbero a un miracolo!

Cinzia                           …oppure a una allucinazione! A un miraggio!

Fabio                            Sono sicuro che si sentirebbero male!

Marta                           Forse potrebbe anche morire…aaaah (simula un attacco di cuore, e si distende

                                     A terra fingendosi morta).

Davide                          (fingendo di piangere e guardando verso Marta, sempre a terra)

                                     Povera maestra! Il suo cuore non ha retto a una gioia così grande. Vedere i

                                     suoi alunni, e proprio quelli più svogliati, con un libro in mano!

Linda                             In fondo è morta contenta (rivolta verso gli altri e verso il pubblico, con

                                      enfasi e piglio da oratore) Per tutta la vita questa donna intrepida e tenace

                                      ha inseguito un sogno, un solo, grande, magnifico sogno. Fare dei suoi alunni

                                      degli appassionati lettori. Per questo sogno era disposta a tutto, anche allo

                                      estremo sacrificio. E come gli eroi ella è morta sul campo, guidando l’ultimo

                                      assalto vittorioso: l’assalto alla biblioteca. Onore e gloria alla valorosa maestra!

Tutti                              (ridono e applaudono) Brava! Bene! Bis!

FINE  PRIMO  ATTO

19

SECONDO   ATTO

Scena  quarta

INTERNO  DELLA  BIBLIOTECA

Il secondo atto ricomincia dal punto in cui era terminato il primo atto.

Linda                    …Per questo sogno la maestra era disposta a tutto, anche all’estremo sacrificio. E come

                                Gli eroi ella è morta sul campo, guidando l’ultimo assalto vittorioso. L’assalto alla bibliote

                             ca. onore e gloria alla valorosa maestra!

Tutti                     ( ridono e applaudono9 Brava! Bene! Bis!

Ale                        Bis? Ma che, siete matti? E state un po’ in silenzio, prima che qualcuno si accorga che

                              siamo  qui. Il caso è serio e dobbiamo prendere tutte le precauzioni.

Tito                        Sì, ottima idea.

Fabio                     Presto muoviamoci, prima che sia troppo tardi.

Spengono le luci.  Atmosfera raccolta, inizia l’operazione spionaggio.

Davide                   Da dove cominciamo ragazzi? Qui tutto è molto sospetto.

Marta                     Io direi che potremmo incominciare da quello scaffale. Che ne dite?

Rumore di chiave che gira nella toppa.

Ale                         Occhio ragazzi, arriva qualcuno.

Cinzia                     Io ho paura!

Fabio                      Silenzio, nascondiamoci e che nessuno fiati.

Si nascondono silenziosi dietro gli scaffali mentre entra il vigile Virginio con una grossa pila.

Virgilio                   Chi ha come me gli occhi di lince

                               scopre subito cosa non lo convince:

                               la biblioteca ha un aspetto

                               che a dir poco è molto sospetto.

                               Che qualcuno si nasconda

                               mentre fuori faccio la ronda?

                                                                                 20

                                 (finge di guardarsi in giro e di non trovare nessuno9

                                 Qui i segreti sono troppo importanti,

                                 stiamo all’erta contro i furfanti.

                                 (strizza l’occhio al pubblico ed esce chiudendo la porta a chiave)

I ragazzi lentamente e con fare circospetto escono dai loro nascondigli.

Davide                      Avete sentito? Qui c’è sotto qualcosa che scotta!

Cinzia                        Io voglio andarmene. E’ troppo rischioso.

Fabio                         Sei sempre a piagnucolare. Piantala, è venuto il momento di agire.

Tito                            Adesso ognuno prenderà un libro a caso.

Linda                          Diamo inizio alle indagini.

Ale                             Ehi ragazzi state un po’ a sentire! (leggendo un libro). Era il lontano giugno 1878,

                                       John Brian, famoso antiquario di Londra, veniva in Italia ogni anno per lavoro, a caccia

                                  di pezzi rari.

                                  Quell’anno era venuto per comprare la “Pendola del destino, oggetto di grandissimo

                                  valore. E, per la prima volta, era venuto in Italia con tutta la sua famiglia, per una

                                  breve  vacanza. C’erano tutti: John Brian l’antiquario, sua moglie, Andrew, il figlio

                                  maggiore che compiva in quel giorno i suoi 12 anni, e Sarha, la sua sorellina minore.

Cambiano le luci e vanni sulla scena.

                                                                 Scena  quinta

  Il  libro  dell’orrore

Andrew                    Sarah, piantala, non sarai certo tu a rovinarmi il compleanno!

Sarah                       (sulla bici nuova di Andrew) Prendimi se ci riesci…

Andrew                    Sarah, la smetti di girare intorno? Si o no?

Sarah                       (cade con la bici) Aaaaaah!

Andrew                    Maledizione, sei la solita imbranata. Guarda mi hai rovinato la bicicletta nuova!

Sarah                       (ironica , scherzandolo9 Davvero?  E dove?

                                                                                  21

Andrew                      Ora ti faccio vedere io una stampa sul muso.

Sarah                          Oh, che paura…(e gli dà uno schiaffo)

Andrew                       (si ribella e litigano)

Mamma                      (entrando) Ragazzi, smettetela! Sapete benissimo che il papà ha appena acquistato

                                        Una pendola di grande valore. Il conte Ramponi, che l’ha venduta, dice che i suoi avi

                                      la chiamano  “la pendola del destino”. E’ una pendola stupenda, con un solo difetto

                                    nel meccanismo degli anni. Desidero che non ci giochiate intorno. E guai a voi se la

                                    rompete. Ci siamo intesi?

Andrew e Sarah          (insieme) Sì, mamma.

Mamma                      (comparendo) Forza allora, a letto, che è già ora di dormire (esce con Sarah)

Andrew                        (raccoglie la bici)Arrivo subito. (appoggia la bici e rompe una lancetta alla pendola)

                                         Rompo le lancette, così domani potrò incolpare Sarah.(sbadiglia) Aaaah, che sonno…

Le luci si spengono e si riaccendono immediatamente.

Andrew                          (sbadiglio) Mmmmm, che sonno. Maledizione, mi sono svegliato male, come ieri. Mi

                                   sembra di rivivere la stessa giornata, che strano…

Sarah                          (entra con la bici nuova di Andrew)

Andrew                       Sarah, piantala di usare la mia bici!

Sarah                           Prendimi se ci riesci.

Andrew                        Sarah, la smetti di girare intorno? Sì o no?

Sarah                           (cade con la bici nello stesso modo del giorno prima)

Aaaaah!

Andrew                        (pensando) Non è possibile! Sto rivivendo le stesse situazioni di ieri…come se

                                     Il tempo si fosse fermato di colpo. Che strano!

Musica mostruosa, cambio di luci, appare un terribile mostro, vorace, sporco di sangue, ripugnante, con lunghe unghie e denti aguzzi sporchi di sangue, che lancia un grido sovrumano, spaventoso, proveniente dalle tenebre più oscure, che fa rabbrividire Andrew.

Mostro                        (con voce falsata9 Andrew, per te è la fine!

                                                                                  22

Andrew                         (spaventato) Ma chi sei?

Mostro                          Sono il mostro del tempo, e sono venuto per distruggerti!

Andrew                         Cavolo, sono nei pasticci. Questo mi vuole ammazzare.

Mostro                          (rivolto a Andrew) Che dici? Ti strappo prima il cuore, oppure preferisci che ti

                                      srotoli l’intestino per giocarci a saltare la corda?

Andrew                         (impavido, difendendosi) Questo è tutto da vedere!

Mostro                          Io sono il tuo peggior incubo, proveniente dalle tenebre più profonde e

                                      misteriose. Se vuoi che il tempo ricominci a scorrere mi devi battere, e devi

                                      farlo ora. O mai più. Solo se vincerai potrai vivere ancora!

Andrew                          Non mi fai paura. Dimmi le condizioni.

Mostro                           Se vinco io è la fine, per te e l’universo. Se vinci tu ricomincerai a vivere, a

                                       partire dalla festa del tuo dodicesimo compleanno!

Andrew                          Ci riuscirò, non ti preoccupare mostriciattolo!

Mostro                            Non ti illudere, microbo, sei un parassita che non merita di continuare a vivere.

                                        (lancia un urlo spaventoso, cerca di prendere Andrew che sfugge e lo fa cadere a 

                                        terra) Ohi, ohi, ohi!

Donna pulizie                     (che passa nella scena) Scusate, ma è venuta l’ora di pulire. Cos’è questa pendola?

                                             Non l’ho mai vista! Come è vecchia, ed è anche rotta. Guarda, non ha nemmeno le

                                        lancette: è ferma!

Andrew                           (approfitta del contrattempo del mostro) Ma certo! La pendola! Perché non ci ho

                                             Pensato prima. Senza le lancette si è fermato il tempo e per qualche strano sorti-

legio ha richiamato il mostro del tempo. Devo aggiustarla prima che il mostro si

                                        risvegli! (urla) Banzai!!! (si lancia sulla pendola per ripararla)

Mostro                            (ha un sussulto, e urla) Ti svertebro! Aaaah! (morte del mostro)

Silenzio innaturale, poi uccellini che cantano. Andrew, rientra, è mattina e si sta svegliando.

Andrew                         Mmmmmm! Che sonno e che bella giornata!

Mamma                         Buon giorno andrew, e buon compleanno. (lo bacia)

Andrew                          Grazie, mamma.

Mamma                         Guarda il regalo per il tuo compleanno!

23

Andrew                           Una bici nuova! Grazie, l’aspettavo tanto! Ma dov’è Sarah?

Mamma                          Sarah’ e chi è’ una tua nuova amica di Roma che hai invitato alla festa di

                                        compleanno?

Andrew                            Sarah, ho detto!

Mamma                           Sarah? E chi è?

Andrew                            (incredulo) Come, chi è? Sarah, mia sorella, no!

Mamma                           Ma che hai caro? Tu non hai sorelle, sei figlio unico! Mi sembri strano.

                                         Non stai bene, forse?

AndrewMa che sta accadendo? E’ sparita mia sorella Sarah? Ma com’ è possibile?

(una pausa, poi di colpo9 Un momento: la pendola! (la controlla velocemente) 

 Ecco, lo sapevo, è questo il difetto! Manca l’anno in cui è nata Sarah!

Scena  sesta

 INTERNO  DELLA  BIBLIOTECA

Cambia la scena e torna sui ragazzi in biblioteca.

Ale                                    Allora, che ne dite’

Cinzia                               E’ stato veramente terribile. Che paura!

Fabio                                Sei sempre la solita piagnona.

Davide                             Certo che è stato veramente interessante. Potesse capitare anche a me la

                                        stessa cosa con mia sorella!

Linda                                Sei il solito cretino maschilista.

Ale                                   Piantatela ragazzi. E tu, Marta, che hai trovato?

Marta                               Ascoltate questo ragazzi. (leggendo) Sono trascorsi 84 anni e ancora sento

                                         l’odore della vernice fresca. I servizi di porcellana non erano mai stati usati,

                                         nessuno aveva mai dormito tra quelle lenzuola.

                                         Il Titanic era chiamato la nave dei sogni,…e lo era…lo era davvero.

                                         Sulla nave conobbi Jack.

                                                                                   24

                                                                 Scena settima

Il  librosul   Titanic

Sirena della nave: è la partenza.

Jack                                 (illuminato per la prima volta da uno spot; grida dal parapetto della nave)

                                        Sono il re del mondo!

Rose                                (illuminata per la prima volta) Senza rendermene conto mi innamorai di lui.

                                         Ma non volevo ammetterlo a me stessa.

Jack                                  (si avvicina a Rose) Rose, lascia la cena. Lascia quella gente noiosa e piena

                                         Di soldi, ma senza vita. Non è gente per te! Vieni con me.

Rose                                 Jack, non è possibile. Non posso. Siamo troppo diversi.

Jack                                  Devo parlarti!

Rose No, Jack, no, Jack, sono fidanzata, sto per sposare Cal.…amo amo Cal!

Jack, io….

Jack                                  No, no. Lascia che mi spieghi. Non sono un idiota, so come funziona il

                                         Mondo, ho solo dieci dollari in tasca, on ho niente da offrirti e questo

                                         lo so! Lo capisco! Sono diverso da Cal, dai tuoi amici. Non capisci che ti

                                         tengono in trappola, Rose, e morirai se non ti liberi?

Rose                                 Non spetta a te salvarmi, Jack. Adesso torno dentro a mangiare al ristorante.

Lasciami in pace! (fa per entrare, ma si blocca pensierosa. Un attimo di pausa,

                                         poi si volta, adagio) Jack, ho cambiato idea. Mi hanno detto che…

Jack                                   Sssst! Dammi lamano. (la porta al parapetto) Adesso chiudi gli occhi, forza…

                                          e adesso vieni, su…ora aggrappati alla ringhiera, tieni gli occhi chiusi e non

                                          sbirciare.

Rose                                  Non sbircio.

Jack                                    Adesso Sali sulla ringhiera, reggiti, reggiti, tieni gli occhi chiusi. Ti fidi di me?

Rose                                   Mi fido di te.

Jack                                    Va bene…apri gli occhi.

Rose                                   Sto volando, Jack!!!

                                                                                  25

Jack                                 Ti amo Rose…

Jack                                 Anch’io Jack. (sta  per baciare Jack)

Donna pulizie                  (entrando) Scusate, devo proprio pulire il parapetto. Sempre a me i lavori

                                        Più pesanti, anche sul ponte di questa lurida nave…

Jack                                  Maledizione, ma chi è questa qui?

Musica e cambio di luci

Marta                             (leggendo) Quella fu l’ultima volta che il Titanic  vide la luce del giorno, difatti

la sera stessa sarebbe avvenuta la tragedia! Uomini, donne e bambini persero la

 in  quelle acque gelide, mentre ancora cercavano la salvezza.

Tutti corono provocando il caos, gridando disperatamente su una musica di tempesta nel dramma assoluto, fino a che il Titanic affonda.  

Rose Sto gelando!

Jack   Ci vorranno un paio di minuti per organizzare le barche e poi verranno a

                                         prenderci .io ho intenzione di scrivere una vibrante lettera alla White Stars,

riguardo all’accaduto.

Rose                                 Ti amo Jack.

Jack                                   Non farlo, non dire addio, non ancora, mi hai capito?

Rose                                  Io ho tanto freddo.

Jack                                   Senti, Rose, tu te la caverai, andrai avanti con la tua vita e avrai molti bambini,

                                          li aiuterai a crescere. Morirai quando sarai vecchia, al calduccio, nel tuo letto,

                                          non qui, non stanotte, non così. Sono stato chiaro?

Rose                                  Non sento più il mio corpo.

Jack                                    Vincere quel biglietto, Rose, è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata:

                                           mi hai portata a te e io me ne sono grato, Rose, me ne sono grato. Devi farmi

                                           quest’onore, devi promettermi che sopravvivrai, che non ti arrenderai,

                                           qualunque cosa accada, per quanto grave sia la situazione. Promettimelo

                                           adesso, Rose, e non dimenticare mai questa promessa.

                                                                                  26

Rose                                Lo prometto.

Jack        Non la dimenticare mai.

Rose                                 Non la dimenticherò, Jack. Non la dimenticherò mai!

Scena  ottava

INTERNO   DELLA  BIBLIOTECA

Si abbassano le luci e tornano sulla scena dei ragazzi. Musica triste di sottofondo.

Marta 1500 persone finirono in mare quando il Titanic sparì sotto i nostri piedi. C’erano

20 scialuppe nelle vicinanze, solo una di loro tornò indietro, una! Sei persone

furono salvate dall’acqua, una di queste ero io. Sei su 1500!!! In seguito le 700

persone sulle scialuppe non poterono fare altro che aspettare: aspettare di

morire, aspettare di vivere, aspettare un perdono che non sarebbe mai arrivato.

Cinzia                             Commovente, ho ancora le lacrime agli occhi.

Marta                             Veramente romantico. Anch’io voglio conoscere uno come Jack.

FabioSì, Jack lo squartatore!

Marta                              Sei il solito cretino!

Davide                             Che palle, le solite storie per donnicciole.

Linda                                Ma piantala, tu. Ti ho visto che piangevi di nascosto, e ti sei soffiato il naso

10 volte!

Tito                                   A me sembrava che Jack assomigliasse un po’ a qualcuno!

Marta                                Ma no, sarà solo l’impressione!

Tito                                    Eppure aveva qualcosa di silile al vigile Virgilio!

Ale                                     Certo che questo posto comincia a entusiasmarmi. Possiamo vivere 100

 avventure solo con la fantasia, senza neanche muoverci.

Sindaco                              (che è stato immobile fino allora) Etciù!

Ale                                      Avete sentito anche voi?

                                                                                  27

Cinzia        Sì, io sì, è meglio che ce ne andiamo!

Tito   Calma, baby.

Ale    Eppure qualcosa si è mosso in questa stanza. Qualcosa non mi convince.

Sindaco (ancora) Etciù!

Ale     Avete sentito o siete sordi?

Davide                               E’ la vostra fantasia. Chi volete che ci sia qua dentro?

Fabio                                 Stiamo all’occhio, raga.

Linda  Basta chiacchiere, fifoni! Questa sì che è una storia con la maiuscola!

                                          Questa sì che è da sballo! Un grande giallo. (leggendo) Siamo sul luogo

del delitto. Sedici anni dopo la morte del signor Amyas viene riaperto il

caso del suo omicidio. La signora Fletcher ha radunato tutti i sospetti sul

luogo del delitto…                 

Scena   nona

IL LIBRO  GIALLO    

Cambio di luci, sono tutti sul luogo del delitto.

Fletcher                           Ricordo  a tutti che siamo qui per tentare di ricostruire il delitto del

                                        Signor Amyas. (luci su Amyas) Sedici anni fa era stata accusata sua moglie,

la signora Carol (luci su Carol), che si è spenta da poco in carcere. Eppure c’è

qualcosa che non mi convince…

Elsa   (la ragazza che Amyas dipingeva quando è morto avvelenato)

                                         Vuol dire che lei ci ha fatti venire con l’idea che uno di noi potrebbe essere

                                         l’assassino’ e’ una azione stupida e offensiva.

Paolo                                (il giardiniere di casa Amyas) Se il signor Amyas non si è suicidato e sua moglie

                                         Non l’ha ucciso, l’assassino deve essere per forza uno di noi.

Fletcher              Elementare. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di ricostruire i fatti!

                                         Il signor Amyas viveva in questa casa con la moglie Carol. Faceva il pittore, e

                                         aveva sempre in casa qualche modella, di cui regolarmente si innamorava. Nel

                                         giorno del delitto era presente in casa la signorina Elsa (la indica) che stava

                                         posando per un quadro. Quel giorno in casa c’erano altre tre persone, oltre alla

                                         moglie: la figlia del signor Amyas, la qui presente signora Carla (la indica) che

 28

allora aveva 13 anni. Il signor Franco maggiordomo in casa Amyas (lo indica)

E il signor Paolo (lo indica) giardiniere di casa.

Ricordo a tutti che il signor Amyas è stato avvelenato con del cianuro. E che

Sulla bocchetta del cianuro c’erano le tracce della signora Carol, sua moglie,

che è stata accusata e condannata. Signor Paolo, ricordi la sua testimonianza

al processo!

PaoloDunque, io ero il giardiniere. Era estate e le finestre erano aperte. Ho potuto

                                        ho potuto sentire tutto quello che si dicevano marito e moglie.

Fash-back nella casa

AmyasCaroline, avrei preferito non parlarne, ma Elsa non riuscita a stare zitta.

Carol Vuoi evitare le scenate prima di aver finito il quadro, vero?

AmyasGrazi a Dio tu le cose le capisci.

Carol Sì, io le cose le capisco ma non pensare che le accetti. Vuoi davvero sposare

Elsa?

AmyasSono innamorato di Elsa. Non posso rinunciare a lei. Me ne andrò con lei.

L’aiuterò a fare le valige e la seguirò, dovunque vorrà andare.

Carol                                Fa come vuoi. Ti ho avvertito.

Amyas                             Che significa?

Carol                                Maledetti, tu e le tue donne! Non meritate di stare al mondo.

Amyas                             (con tono di biasimo) Caroline.

Carol                                Credi che non lo pensi davvero? Sei troppo crudele, troppo.

AmyasCaroline!

Ritorno alla scena principale.

Fletcher                            Voglio far notare che quella conversazione avrebbe anche potuto essere

                                          Diversa.

Paolo                                 Io l’ho riferita esattamente come la ricordavo, ma sono passati sedici anni..

Fletcher                             Una ragione in più per dubitarne…

                                                                                 29

Paolo                                Pensa dunque che abbia detto il falso?

Fletcher                            non in particolare. A lei ora signor Franco, ex cameriere in casa

Amyas. Ci dica cosa ricorda!

Franco                               Io ci tengo a confermare subito quello che ho detto al processo.

                                          Non ho testimoni ma giuro solennemente che ho visto la signora

                                          Carol, la moglie del signor Amyas, cancellare le impronte dalla

                                          Bottiglia di birra.

Fletcher                             Ecco il punto! Le tracce del veleno erano nel bicchiere da cui ha bevuto

Amyas e non nella bottiglia di birra! Dunque Carol credeva che il veleno

                                          Fosse nella bottiglia e per questo ha cancellato le impronte. Se fosse

                                          Stata lei ad avvelenare suo marito avrebbe saputo che il veleno era nel

                                          Bicchiere!

Franco                               E’ vero!

Paolo                                 (pensieroso) Già…

Fletcher                             Ora sappiamo che la signora Carol cercava di nascondere qualcosa

Quando ha tolto le impronte dalla bottiglia. Lei sa che cosa poteva

Nascondere sua madre, signora Carla?

Carla   Io?

Sì, lei. Non era forse la figlia prediletta?

Carla   (ammettendo a testa bassa) Sì, è vero.

Fletcher                             Non ha niente da aggiungere?

Carla                                  Io, beh…, insomma, avevo già tirato brutti scherzi a mio padre. Volevo

                                          vendicarmi perché mi aveva mandato in collegio. Una volta avevo già

alterato la birra per fargli dispetto!

Fletcher                            Certamente sua madre se n’è ricordata quando ha trovato suo marito con

 la  bottiglia e il bicchiere vicino.

Carla                                Non penserà che abbia ucciso mio padre’

Fletcher                           Forse per sbaglio; come uno dei soliti dispetti, per un errore di dose che si è

 trasformato in tragedia.

Elsa                                     Ecco l’assassina!

                                                                                 30

Carla                                (guardandosi intorno, spaventata) Ma non diciamo assurdità! Non penserete

                                         che sia vero!

Fletcher                           (qualche secondo di silenzio in cui guarda tutti i presenti) No, non ci penso:

                                         sarebbe troppo facile. Ma sicuramente sua madre lo ha pensato; che fosse

                                         uno dei suoi soliti scherzi, trasformato per sbaglio in tragedia. Il marito ormai

                                         era morto, e lei non ha pensato ad altro che salvare la sua figlia preferita,

                                         cancellando le tracce del delitto.

Elsa                                   No! Ma allora…. non c’è altra soluzione!

Fletcher                            Io credo che ci sia, invece. Penso che la conversazione che abbiamo ascoltato

                                         dal signor Paolo potrebbe essersi svolta in un altro modo. Per esempio così:

Ancora flasc-bask.

Amyas                              Ti  ho già detto che preferisco non parlarne.

Carol                                 Vuoi evitare le scenate prima di avere finito il quadro, vero? Io ti conosco! Ti stai

                                          Comportando molto male. Quella ragazza farà la fine delle altre, non sei più

                                          Innamorato di lei, la tieni qui solo perché vuoi finire il quadro.

Amyas                               E’ l’unica cosa che m’importa.

Carol                                  Dovrebbe importarti anche di lei.

Amyas                                Le passerà.

Carol                                   Devi dirglielo subito. Oggi. Non puoi continuare così, sei crudele.

Amyas                                 D’accordo, la inviterò a fare le valige. Ma il ritratto…

Amyas                                 Maledetto ritratto! Maledetti tu e le tue donne! Non meritate di stare

                                            al mondo.

Amyas                                 (con toni di biasimo) Caroline…

Carol                                    Credi che non lo pensi davvero? Sei troppo crudele, troppo!

Amyas                                 Caroline!

Ritorno alla scena.

                                                                                  31

Fletcher                                Ecco cosa si sono detti, quel giorno, Amyas e Carol. La signora Carol ha chiesto

                                            pietà, ma non per se stessa, per la ragazza che Amyas usava come modella.

                                            E il signor Amyas non ha detto: “l’aiuterò a fare le valige”, bensì: “l’inviterò a

                                            fare le valige”. Una frase che certamente Amyas aveva già pronunciato per

                                                  altre, ma questa volta si trattava di lei, Elsa, e la sua reazione è stata terribile.

                                            Lei ha trovato il cianuro e, quando Amyas le ha chiesto la birra, gliel’ha messo

                                            nel bicchiere. In posa per il ritratto, lo ha guardato bere. L’ha visto provare le

                                                  prime fitte, l’irrigidimento degli arti, la lenta paralisi. Seduta di fronte a lui, ha

                                            assistito alla sua morte. Confessi, Elsa!

Elsa                                     (finalmente confessa. Grida, dispera rata) Meritava di morire! E’ la sola

                                            punizione che ci voleva per lui! (piange) Si è preso gioco di me, e di tante altre

                                            ragazze prima di me, e chissà di quante altre dopo. Non potevo sopportarlo

                                            oltre….

Fletcher                               Non ci sono più dubbi. Signor Franco, chiami la polizia, per favore.

Scena   decima

                                                     INTERNO  DELLA  BIBLIOTECA

Torna la scena sui ragazzi in biblioteca

Linda                                    Allora, che ve ne pare?

Ale                                       Grande, un vero giallo!

Cinzia                                   Io ho avuto paura!

Fabio                                   Sei sempre la solita!

Tito                                          Invece il maggiordomo mi ricordava qualcuno, ma non mi viene in mente chi…

Ale                                       Forse Virgilio?

Tito                                      Ah, è vero, proprio lui!

Davide                                      Avete troppa fantasia, state a sentire questa. (legge un altro libro) Per parecchi

                                                  anni sull’isola non si era sentita alcuna voce umana! Adesso sembrava comple-

tamente deserta. Ma era solo un’apparenza perché almeno due galeoni

                                                  avevano fatto naufragio in punti differenti. E quella che si sentiva era una voce

                                            particolare. Sembrava quasi inumana. Anzi, non lo era affatto!

                                                                                  32

Scena  undicesima

                            IL  LIBRO  D’AVVENTURA: L’ISOLA  DEL  TESORO

Cambio di luci, rumori di foresta tropicale

Pj                              (pappagallo parlante, un po’ ubriaco, appollaiato su un trespolo)

                                  Ehi, merluzzo di un capitano! Già hai una gamba ricavata da un pino nano,

                                  l’unico occhio che ti è rimasto funziona a intermittenza, hai una barba che

                                  potrei farci il nido, in più ti vengono in mente idee malsane, come quella di fare

                                  una crociera su quest’isola deserta!

Capitano                   (tipico bucaniere. Occhio bendato, gamba di legno, barba incolta, stampella per

                                   camminare) Chiudi il becco, pennutaccio della malora! E ricordati che il mio

                                   stomaco funziona ancora benissimo e un giorno o l’altro ti faccio rosolare in

                                   padella! E poi non sono un merluzzo. Sono Stokkafis, il capitano Stokkafis!

Mozzo                       (un po’ imbecille, entra di corsa, ansimando e tenendo in mano una vanga)

                                   Capitano! Capitano! Ma sul depliant della crociera non c’era scritto che

                                   avremmo dovuto fare anche giardinaggio!

Capitano                    Oh, santa Caravella Vergine! Ma sono proprio circondato da imbecilli!

                                    Ve lo ripeto per l’ultima volta: non siamo venuti su questa maledetta isola

                                    Deserta, che ora non è più deserta, per fare una crociera o per piantare

                                    Margherite! Asini, non l’avete ancora capito? Stiamo cercando un tesoro!

Mozzo                        Un tesoro?

Pj                                (rivolto al pubblico) Lo sapevo che il mio padrone si è sciroppato il cervello!

Mozzo                         Ah beh, se è così, va bene. Allora scaviamo? Sì, ma dove scaviamo? Scusi.

                                     Signor capitano, ma dove lo troviamo un tesoro su un isola così grande?

Capitano                     Don’twhorry! (estrae una mappa enorme, grande come un lenzuolo) Ecco,

                                     miei prodi. Questo è il grande segreto del Capitano Stokkafis: grazie a questa

                                     mappa del Touring Club, trovare il tesoro sarà un gioco da ragazzi!

Guardano tutti la mappa che è abbastanza grande da coprirli tutti e tre.

Capitano                     Ecco, noi siamo qui, e il tesoro si trova esattamente qui.

Pj                                 (tira fuori la testa dalla mappa e si rivolge al pubblico) Siamo proprio messi

                                     Bene. Il nostro capitano sta guardando la mappa al contrario! (gira la mappa

                                     Al capitano) Ehi merluzzo! Il nord sta in alto! Occhio di triglia lessa, noi non

                                     Siamo in mezzo all’oceano! E infine, faccia di tonno, il tesoro si trova esattamente..

                                                                                             33

Capitano                    (interrompendolo e tappandogli il becco9 Ssssst! OK,OK, hai ragione, ma non

                                    Gridare. Non vorrei che qualcuno ci sentisse!

Mozzo                        (protestando) Capitano! Capitano! Il depliant dell’agenzia viaggi parlava di una

                                    breve sosta sull’isola Deserta, con presentazione degli ultimi prodotti sponsorizzati

                                    dalla rivista “Mozzi e ramazze”!

Capitano                    (arrabbiato) Che diavolo stai farneticando? (rivolto al pappagallo) Hei, Pj, ma dove

                                    Diavolo hai scovato questa mezza tacca?

Pj                                No ci posso fare niente! Ormai è quasi impossibile trovare gente disposta a salire

                                   sulla  vostra bagnarola per viaggiare attraverso i sette mari con quello schifo di paga

                                   che date! Ho dovuto arrangiarmi con un po’ di pubblicità!

Capitano                    Va bene, va bene. Ma adesso muoviamoci. Basta con le ciance! In marcia!

                                    (consulta la mappa)

Mozzo                        (tocca una spalla al capitano) Capitano! Capitano! Mi è sembrato di sentire degli

                                    strani rumori!

Capitano                     Devi smetterla di bere whisky a colazione! Il dottore ha detto latte e marmellata.

                                     Hai capito?

Pj                                  (toccandogli l’altra spalla, spaventatissimo) Capo! Capo! Anch’io ho sentito dei

                                      rumori sospetti!

Capitano                      (spostando la mappa scocciato) La piantate di rompermi le scatole? Non vedete

                                      Che sto lavorando? Siete i soliti piscioni!

Rumore spaventoso dietro le quinte. I tre si fermano spaventati  e guardano oltre le quinte. Silenzio per un momento e poi altro tumore di vetri rotti.

Capitano, Pj, Mozzo    (a soggetto) Aiuto! Aaaaah! Scappiamo!

Scappano come presi dal panico, in direzioni diverse, scoordinati e comici, cadono, si rialzano, staccano la gamba di legno al capitano. Attimo di silenzio irreale, entra Donna delle pulizie con un spolverino, facendo finta di spolverare.

Donna pulizie                Polvere, polvere, sempre polvere! anche in un’isola deserta è pieno di polvere!

Scena   dodicesima

                                               INTERNO  DELLA  BIBLIOTECA

                                                                                     34

Cambio di scena, si torna in biblioteca. I ragazzi ridono divertiti.

Davide                                 Non sapevo che i libri facessero anche ridere.

Fabio                                    Neanch’io…a scuola si leggono delle cose così noiose! Ma qui, ragazzi,

                                              è uno spasso per davvero!

Ale                                        Perché non ci veniamo tutti i giorni?

Cinzia                                    Io ci sto!

Linda                                     Io pure!

Tutti                                      (con grande entusiasmo) Anch’io, anch’io!

Marta                                    (rivolgendosi agli altri) Silenzio!!

Tutti                                       (rivolti al pubblico) Ssssssst!!

I ragazzi aprono ciascuno un libro, si mettono comodi dove meglio credono e cominciano a leggere. A questo punto la statua si muove e si porta al centro del palcoscenico. Mentre parla, si toglierà un po’ alla volta il suo travestimento così svelando la sua identità.

Sindaco                                  (declamando) Guarda qui che risultato!

                                                Il sistema ha funzionato…

                                                Ora a questi la lettura

                                                non farà mai più paura! (lancia in aria il cappello a bombetta)

Sfoglian libri a cento, a mille!

                                                Su, stupitevi, mie pupille!

                                                Quella donna fu ben cestra,

                                                nel parlar della minestra…(butta via la parrucca e i baffi finti)

                                                E a veder la conclusione

                                                Devo dir che avea ragione.

                                                Che successo!!! son sincero:

                                                son contento per davvero! (si toglie il mantello)

                                                E non è per il miraggio

                                                Del famoso gemellaggio.

                                                Con Parigi, sacripante!

                                                Non è poi così importante!

                                                E nemmeno mi prospetto

                                                di essere rieletto.

                                                A veder questi ragazzi

                                                che ora leggon come pazzi,

                                                son contento: questo è il succo.

                                                                                               35

                                                   Non c’è inganno e non c’è trucco!

                                                   Anzi…adesso vi saluto

                                                   E mi siedo zitto e muto.

                                                   La lettura gente mia

                                                   è una vera malattia.

                                                   È intrigante, un po’ curiosa,

                                                   è perfino contagiosa…(prende un libro dal tavolo)

                                                   C’è una storia che mi aspetta:

                                                   non vi posso dar più retta.

Si siede in mezzo ai ragazzi e comincia a leggere anche lui. Entrano allora in scena il bibliotecario e l’assessore alla cultura. Si guardano un po’ in giro,  fanno un saluto al sindaco che non li nota nemmeno, tanto è assorto nella lettura. Allora i due vanno nel proscenio, camminando in punta di piedi e rivolgendosi al pubblico.

Bibliotecario                             La commedia è terminata.

                                                    Salutiamo la brigata…(saluta)

                                                    Buona serata, gente mia!

                                                    Chi è già stanco può andar via…

 Assessore                                 Ma chi vuol restare qua,

                                                    trova libri in quantità!

Bibliotecario                              E se qualcuno non ama la strada maestra…

Assessore                                   (entusiasta) passi pure anche lui dalla finestra!!!

Tutti i lettori                                Ssssssst

Coreografia finale

F I N E

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