Ayra la principessa degli elfi

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testo teatrale

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di

Guerrino Filippini

AYRA LA PRINCIPESSA DEGLI ELFI

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PRIMO ATTO



PARTE I

Scena 1

Il palcoscenico è diviso a metà. Una metà buia e l’altra metà illuminata. La scena potrebbe essere divisa da un paravento nero o da una tenda sempre nera. I personaggi nella metà buia rimangono bloccati e non si muovono.

Tre ragazzi che parlano ed uno di loro ha in mano il libro di Ayra La Principessa degli elfi. La scena si svolge in un oratorio. Intorno ci sono altri ragazzi che mimando dei giochi ballano.

Da una parte un ragazzo/za (di colore o ancora meglio in carrozzina perchè portatore di handicap). Il ragazzo/za guarda con invidia gli altri.

La musica sfuma ed i ballerini sullo sfondo si bloccano. Uno dei ragazzi si avvicina alla ragazza che ha in mano il libro.

MARCO Ma non mi dirai che credi a quello che c’è scritto lì dentro.

Il corpo di ballo esce cercando di farsi notare il meno possibile.

CLAUDIA E perché no?

MARCO Eppure sei bella che cresciuta

CLAUDIA Ma tu l’hai letto?

MARCO Veramente no

CLAUDIA E come fai a dire che sono stupidate allora?

Mentre i tre parlano tra di loro si avvicina al gruppetto un’altra ragazza

PAOLA Ma dai è un libro di favole. Sarà anche un bel racconto ma non ci crederai mica? Sono tutte fandonie

CLAUDIA Ma non l’hai letto neanche tu e poi sei la solita e non perdi occasione per essere polemica. Basta solo leggere l’introduzione che dice.....

Musica di sottofondo l’illuminazione lentamente si spegne e si illumina l’altra parte della scena. La scena è allestita come se fosse un bosco. Su un trono fatto da un ceppo di legno una ragazza, truccata da elfa, ed intorno una serie di altri elfi. La musica lentamente sfuma.

VAIRÈ Uffa Ayra ancora quella maledetta pergamena.

DERON Basta non ne possiamo più. Ci hai letto pezzi di quella storia ormai tantissime volte.

AYRA Si ma questa parte di storia sicuramente non la conosci

Si avvicina al gruppetto un altra elfa. Elfrith soprannominata la rovina tutto

Elfrith rivolgendosi ad Ayra.

ELFRITH Ancora con quel manoscritto? Ma basta!! Non ne possiamo più di ascoltare storie tra elfi ed umani. Sono solo racconti di bambini.

AYRA Ma se non hai mai voluto leggerlo ne sentire cosa raccontano le storie. Sei sempre la solita... "rovina tutto". Basta solo leggere l’introduzione che dice.....

Si spengono le luci e dalla scena esce il narratore. Riflettore puntato sul narratore che rimane sul proscenio da una parte. Sottofondo musicale

NARRATORE Un tempo lontano uomini, elfi ed alte creature del mondo vivevano in un unico mondo. Vivevano in perfetta armonia aiutandosi l’un l’altro.

La musica aumenta di volume e la scena viene illuminata il sipario di divisone tra le due scene si alza ed i personaggi secondari iniziano a ballare. Il tema del balletto deve essere la gioia di stare insieme e quindi sarà un balletto comunitario in cui elfi ed umani sono mischiati.

Mentre il balletto prosegue il narratore.....

NARRATORE C’era anche rispetto e comprensione reciproca e amavano entrambe le razze lo stare insieme e ballare e danzare.

Un insieme di elfi e di umani escano da dietro le quinte danzando e ballando suonando dei strumenti a fiato (pifferi)

Attraversa  tutta la scena osservando i ballerini il ragazzo/za (di colore o ancora meglio in carrozzina perchè portatore di handicap)ed esce dalla parte opposta.

NARRATORE Poi qualche cosa è successo. Qualcosa di inspiegabile. L’uomo,ma anche gli elfi e senza una ragione apparente, cominciano a diventare violenti. Cominciano a desiderare cose l’uno dell’altro.

Durante il balletto un umano si blocca ed osserva un amuleto al collo di un elfo e poi...... lo strappa dal collo. La musica si blocca improvvisamente ed anche i personaggi del balletto che rimangono immobili.

NARRATORE Trascendono, entrambe le razze, in azioni sempre più violente nei confronti dell’altra

Riprende il balletto con un’altra musica più incalzante dove uomini ed elfi tentano di farsi del male e di combattersi. L’illuminazione della scena assume una colorazione rossa.

NARRATORE Alla fine, stufo di quello che stava succedendo, Colui che tutto vede e sa ha diviso uomini ed elfi in mondi e in tempi diversi.

I due gruppi, sempre ballando si dividono e ritornano ai loro posti originari. Il sipario nero tra i due si richiude nuovamente.

Come hanno raggiunto la loro posizione la musica cessa e le luci si spengono. Buio totale. Qualche istante con le luci spente. Poi si riaccendono le luci su entrambe le scene. ELFRITH e PAOLA sono scomparse. Qualche istante con la luce accesa poi nuovamente buio totale per qualche secondo. Le luci si riaccendono su entrambe le scene ed i personaggi di ELFRITH e PAOLA sono nelle scene opposte. Buio totale per far uscire i personaggi che non recitano nella scena successiva.



scena 2

Si accendono le luci solo sulla scena dell’oratorio. I personaggi sono solo tre.

Elfrith sta al centro e si guarda intorno. Musica di sottofondo. Poi....

I TRE UMANI CONTEMPORANEAMENTE E tu chi sei?

ELFRITH Al versit up tier?

Elferith chiude gli occhi. Si mette le mani alle tempie spremendo le meningi come se stesse pensando intensamente. Gli altri ragazzi si guardano e la guardano con spavento e curiosità. Poi

ELFRITH Al cost ur Ayra, Deron ast am carset it? Ta.......ta ur set in corat afttet? Sors at in simonsitait. Rost uret? Mrit sucheret tu? Ercatet sunterim ra? At am risetet os carat?

Elfrith mostra meraviglia come se non capisse cosa sta succedendo.

Il narratore da dietro le quinte.

NARRATORE Elfrith parla una lingua antica che gli uomini hanno ormai dimenticato e dice....

L’attrice che impersona Elfrith ripete, con la stessa drammaticità le parole dette nella sua lingua.

ELFRITH E voi chi siete? Dove sono Ayra, Deron e gli altri? Ma... ma dove mi trovo? Questo non è il mio bosco. Cosa è successo? Allora Voi chi siete? Cosa volete da me? Non mi farete mica del male?

MARCO Ma che dice questa pazza? Che lingua strana parla e.. e che strana persona. Come è vestita guardate?

CLAUDIA Guarda che naso e che orecchie sembra....

MARCO Si sembra un’......

CLAUDIA Elfa.

Degli occhi di Elfrith spuntano delle lacrime. L’Elfa è spaventata e non sa cosa fare si agita.

Vorrebbe scappare ma Marco la trattiene urlando e fermandola

MARCO Ferma ferma. (urlando)

Elfrith si ferma intanto entrano da dietro le quinte altri ragazzi (tre o quattro formando un capannello di 5/6 ragazzi) intorno al gruppetto.

UN RAGAZZO Ma che succede e questa chi è?

UNA RAGAZZA Ma ma dov’è Paola.

UN’ALTRA RAGAZZA Che fine ha fatto Paola?

UN ALTRO RAGAZZO Oddio e questa chi è da dove viene?

Elfrith piange a dirotto.

MARCO Calmi Calmi tutti. Non spaventiamola e poi vediamo di trovare una soluzione e di capire.

CLAUDIA Si e Paola?

Silenzio i ragazzi si guardano tutti in faccia. Elfith piangendo si siede in terra e lentamente anche gli altri si siedono intorno. Elfrith tra i singhiozzi

ELFRITH Si hi versit up tier? Crit...ro istrcrit ter arnt usmani. Hi set in corat afttet? Hiret in versum ti?

Nuovamente il narratore da dietro la scena

NARRATORE Ecco la traduzione

Di nuovo Elfrith

ELFRITH Si ma voi chi siete. Anzi no immagino che siete umani. Ma dove mi trovo? Perchè mi avete portato quì?

Uno dei ragazzi, Sandro, interviene.

SANDRO Cerchiamo di capire che dice e di farci capire. Così, forse, possiamo anche capire che fine ha fatto Paola.

MARCO Hai ragione

Si alza la musica e le luci si abbassano quelle sulla scena dell’oratorio per aumentare invece in quella degli elfi. La scena è similare a quella degli umani Paola si guarda intorno incuriosita e spaventata mentre gli elfi la guardano anche loro con curiosità


I TRE ELFI CONTEMPORANEAMENTE Al versun up tier?

PAOLA E..E Voi chi siete?

Gli elfi si guardano in faccia con fare interrogativo. Poi chiudono gli occhi alcuni secondi premendosi con le dita le meningi. Poi tutti insieme.


I TRE ELFI CONTEMPORANEAMENTE E tu chi sei?

Paola si guarda intorno.

PAOLA Ma....ma... dove mi trovo? Voi chi siete? Ma ma voi assomigliate alle figure..... Tu sembri..... Ma dove mi avete portato? Cosa mi avete fatto?

Paola scoppia a piangere e continua a pronunciare parole e frasi. Alcune senza senso.

Non è possibile. Dove sono i miei amici. La mia famiglia. Aiuto ma che mi è successo.



AYRA Ma stai in silenzio un attimo? Vuoi smettere di piangere? Siamo noi che vorremmo sapere chi sei e come mai stai al posto di Elfrith. Certo forse nel cambio ci abbiamo guadagnato ma....

Ayra ci pensa un attimo poi.

AYRA Ma forse no tu devi essere simile ad Elfrith.

Interviene nel discorso anche Deron

DERON Intanto siamo Elfi. Poi qui non ti abbiamo portato noi.

Paola ancora singhiozzando

PAOLA Che strano. Voi parlate la mia stessa lingua l’italiano come me. Ma....ma come è possibile?.

scena 3

Paola si guarda intorno osserva tutti e poi si avvicina ad Ayra. Le lacrime lasciano il posto alla curiosità. Scruta tutti ma poi più attentamente Guarda Ayra. Girandole intorno ed osservandola.

PAOLA Ma....ma tu sei Ayra?

AYRA Si. Ma tu come sai il mio nome?

PAOLA Attraverso un libro di favole che stavo leggendo.

AYRA Deve essere come il nostro mixrest. (Ayra rimane un attimo in silenzio poi) Un libro che raccoglie la nostra storia e le ........, come le definite voi, leggende? (Paola annuisce con la testa) Ecco vedi Ayra è il mio nome ma è anche il nome di colei che mi ha preceduta e di tutte quelle che ci sono state prima di me. C’è un’Ayra che è nata o che deve nascere e che succederà a me tra tre a quattrocento dei vostri anni.

PAOLA Tre o quattrocento anni? Ma quanto vivete? Dipende più di cinquecento dei vostri anni. Ho molte domande da farti. Vorrei....

AYRA Aspetta a chiedere prima vorrei ospitarti nella mia hratt. (pausa) La mia casa. Così potrò soddisfare le tue e le mie curiosità e domande e scoprire che fine ha fatto Elfrith. Che, è vero, è una "rovina tutto" ma che è disponibile sempre con tutti. Pronta ad aiutare chiunque ma ha solo un grosso difetto...... o è un pregio? Non so ma so che è curiosissima anche se incredula. È la più intelligente di tutti noi.

Lentamente si alza la musica tutti gli attori si immobilizzano si accendono le luci anche dell’oratorio. Anche gli attori presenti nell’oratorio rimangono immobil. Entra in scena il ragazzo/za (di colore o ancora meglio in carrozzina perchè portatore di handicap) che gira intorno ai vari attori delle due scene senza dire nulla. Poi esce. Si spengono le luci sugli elfi rimangono accese quelle dell’oratorio.

 

CLAUDIA Come possiamo fare per comunicare?

Davanti a Elfrith c’è Sandro

SANDRO Io Sandro. Tu? (facendo il gesto con la mano indicandosi prima lui e poi Elfrith)

ELFRITH  (ripetendo il gesto fatto da Sandro e scandendo le parole di Sandro) Sandro

MARCO (indicando un tavolo) Tavolo

ELFRITH Tavolo

CLAUDIA La ragazza apprende in fretta. (rivolgendosi ad una delle ragazze del gruppo) Prendi un po’ quei libri per bambini che usiamo per i più piccoli. Ci sono le figure con sotto il nome degli oggetti.

I ragazzi si siedono in terra e porgono i libri ad Elfith. A turno, indicando figure poste sul libro

che ha in mano Elfrith sillabano il nome degli oggetti rappresentati. La musica si alza e si fa sempre più intensa. La luce si abbassa di intensità rimane penombra.Penombra anche sull’altra scena quella degli elfi. I ragazzi dell’ambientazione elfa si alzano e modificano la scena trasformandola in un interno di una casa elfa e poi escono tutti. Si riaccende la luce sull’oratorio

CLAUDIA Certo ha imparato in fretta.

MARCO Noi ci avremmo messo un anno per imparare se basta poi. Pensa studio l’inglese da due anni ed ancora non so spiaccicare una frase.

CLAUDIA Certo hai quattro in inglese. Se studiassi un po’ di più forse impareresti prima.

PAOLO (guardando prima Marco e poi Elfrith) Lui è quello che noi definiamo somaro. Cioè uno che non ha voglia di studiare.

ELFRITH L’inglese? Cosa essere? Spiaccicare ? Somaro? Studiare?

SANDRO Niente poi ti spieghiamo. Ragazzi già è stato difficile arrivare a questo punto. Per favore non complichiamoci la vita.

CLAUDIA Elfrith parlaci di te. Chi sei? Da dove vieni? Come hai fatto ad imparare in così poco tempo la nostra lingua? Come sei arrivata qui e cosa è successo alla nostra amica Paola? Ma forse è meglio andare in una casa. Qui se viene don Cesare non sapremmo proprio come spiegare la presenza di Elfrith.

MARCO Si forse è meglio. C’è la casa di mio zio che ora è vuota perchè è andato ad abitare nella casa nuova. Ho le chiavi possiamo andare lì. C’è rimasto ancora qualche mobile ed i letti. Ci avrei voluto organizzare una festa. (l’ultima parte della frase Marco la dice rivolto al pubblico come se fosse una considerazione tra se e se)

Si spegne la luce e si accende sulla casa degli elfi. Da una tenda entrano via via i vari personaggi

AYRASei stanca?

PAOLA Un po’ si abbiamo camminato in mezzo al bosco per almeno due ore.

AYRA Non so a quanto corrispondono due ore. Comunque si abbiamo camminato per un buon arco di.... quello che tu definisci tempo.

PAOLA Spiegami, tutte le persone che abbiamo incontrato, e che in verità mi guardavano in modo strano, parlavano una lingua che non capisco. Immagino sia la vostra lingua ma, come mai tu parli la mia lingua? Come l’hai imparata?

AYRA L’ho imparata da te.

PAOLA Da me?

AYRA Si. I tuoi ricordi sono i miei ricordi. I ricordi degli alberi sono i nostri. La fame di un qualsiasi animale vicino a noi è la nostra fame. La sofferenza di uno di noi o di qualsiasi cosa vegetale o animale è la nostra sofferenza. Siamo un tutt’uno con il mondo che è intorno a noi di cui siamo parte integrante e da cui dipendiamo in tutto e per tutto e lui dipende da noi. Ma a proposito hai fame?

PAOLA Veramente si.

Musica ed nuovo cambio di scena. I ragazzi della scena umana si alzano e modificano la scena trasformandola in un interno di una casa. Poi escono tutti dalla scena. Claudia apre la porta ed entra. Di seguito gli altri. Elfrith entra coperta da un lenzuolo colorato che Claudia gli toglie dopo aver chiuso la porta.

CLAUDIA Eccoci (accendendo la luce)

CLAUDIA Meno male che non si è accorto nessuno.

SANDRO Veramente qualcuno si è accorto.

CLAUDIA Chi?

SANDRO Mastro Giuseppe. Era difficile non notare Elfrith. L’hai coperta con quel telo abbiamo camminato per il paese ed era circa mezzogiorno è già fa caldo. Forse non ti sei accorta che siamo in piena estate? E meno male che non si è sentita male con questo caldo.

GIANNA Anzi che hai scelto delle strade poco frequentate ed abbiamo incontrato solo il Sor Giuseppe. L’ha scrutata dall’alto in basso.

CLAUDIA Almeno non si è accorto che era diversa da noi. Avrà pensato ad uno scherzo tra ragazzi. Comunque effettivamente l’unica cosa che mi preoccupava è che poteva sentirsi male con questo caldo.

ELFRITH Non ho sentito......caldo?

MARCO Si caldo è quando...... (riflette per dare la sensazione di caldo poi prende la mano di Elfrith e la avvicina alla lampadina)

ELFRITH Trchic (a voce alta anzi quasi urlando)

SANDRO Che hai detto

ELFRITH (guardando con rimprovero Marco) Male e non è buono

MARCO Non sapevo....., scusami, come spiegarti.

La musica aumenta d’intensità e si spengono le luci.

SECONDO ATTO

PARTE 2

scena 4

Si apre il sipario. La scena è quella della casa umana. I ragazzi sono seduti intorno ad un tavolo. Entra una ragazza.

GIANNA Uffa che faticata. Ecco qua. (poggiando una busta e sedendosi)

MARCO Meno male si mangia. I ragazzi aprono la busta e tirano fuori dei pezzi di pizza e delle bevande. Claudia offre un pezzo di pizza ad Elfrith che inizia a mangiarlo prima con circospezione poi con avidità. Anche gli altri prendono un pezzo di pizza ed iniziano a mangiare.

ELFRITH Buono tras i?

CLAUDIA Cosa è? (guardandola con fare interrogativo per sapere se ha indovinato la traduzione)

ELFRITH (annuisce con la testa)

SANDRO pizza

Gianna si versa in un bicchiere la coca cola (od altra bevanda gassata)e lo versa anche nel bicchiere di Elfrith.

Elfrith beve un sorso della bevanda e lo sputa (spruzza) addosso a tutti mettendosi a tossire.

ELFRITH Tras i? (qualche secondo di riflessione)

Cosa è? Carish
(qualche ulteriore secondo di
riflessione)

Cattivo

Uno dei ragazzi versa in un bicchiere dell’acqua naturale e la porge ad Elfrith che beve con avidità. Poi riprende a mangiare.

MARCO Ci spieghi come è stato possibile che in così poco tempo tu sei riuscita ad imparare a parlare la nostra lingua?

ELFRITH Semplice. Nella terra da cui vengo siamo tutti capaci di apprendere in tempi.......corti? Si dice così?

GIANNA Brevi

ELFRITH Si brevi. In quanto riusciamo ad essere spirituali con chi sa più di noi.

CLAUDIA Spirituali?

ELFRITH Come posso spiegare? Riusciamo ad sapere tutto quello che l’altro sa.

MARCO Leggete nel pensiero. Ma così uno non ha più segreti. Ma allora tu leggi anche nel nostro pensiero.

ELFRITH No no. Non è così....... Facile? Noi possiamo sapere, ma non so dirvi come avviene, solo quello che l’altro vuole far sapere.

(pausa nel discorso in quanto per

qualche attimo riflette poi) In verità poi noi non abbiamo segreti l’uno per l’altro. Non c’è bisogno. Nella nostra terra noi percepiamo anche il pensiero degli animali e delle piante.

CLAUDIA Come? Animali e piante?

ELFRITH Si ma non vi aspettate che siano pensieri. Le definirei più sensazioni.

SANDRO Ma puoi ascoltare anche noi?

ELFRITH Solo alcune piccole cose adesso e solo quando sono espresse in modo insistente da voi. Incomincio a percepire le vostre ........ come le definite.

(guardando Gianna)

ELFRITH Si emozioni

GIANNA Ma l’avevo solo pensato.

ELFRITH L’hai pensato con forte intensità perchè ho percepito solo questa parola.

CLAUDIA Ma con il tempo, allora, potrai anche leggerci nel pensiero.

ELFRITH No, se tu non vuoi, sento solo le emozioni più forti. Anche nella mia terra è così. Infatti...

Elfrith continua a parlare ma la musica di sottofondo aumenta di intensità. Gli altri la guardano affascinati seguendo con interesse ciò che sta raccontando. La scena diventa lentamente buia mentre si illumina l’altra scena. Quella dentro la casa elfa.

AYRA Il nostro mondo, come ti ho già detto, è in noi e noi siamo in lui. Tutti noi siamo una parte integrante del mondo che ci circonda e quello che una di noi sa anche tutti gli altri la sanno.

PAOLA Ma... ma allora leggete nel pensiero.

AYRA No questo non lo possiamo fare. In noi si formano delle sensazioni e le sensazioni sono quelle che condividiamo. Poi esiste una parte di noi che è la parte privata fatta di sentimenti, di emozioni e soprattutto gli elementi significativi del nostro essere come elfi unici. In questa parte c’è tutto il nostro essere diversi l’uno dell’altro ovvero la curiosità, la disponibilità, la gentilezza, la loquacità, la sicurezza nelle scelte e di contro tutta quella parte negativa costituita dal modo in cui ci rapportiamo tra di noi. Insomma quello che voi definite carattere ovvero l’insieme di pregi e difetti.

PAOLA Come noi. Con l’unica differenza che noi esprimiamo quello che siamo con le parole, con i gesti e con il modo con cui ci rapportiamo con gli altri.

AYRA No non come Voi noi non possiamo fare una cosa fondamentale

Gli attori rimangono bloccati nella loro posizione.

PARTE 5

scena 5

Si accende la luce sulla scena della casa umana

ELFRITH Cos’è questa cosa tutta nera? (indicando il camino)

SANDRO Un camino. Non lo hai mai visto?

ELFRITH No. A cosa serve?

MARCO Per scaldarsi e scaldare la casa l’inverno.

ELFRITH Inverno? Scaldarsi?

CLAUDIA Si scaldarsi l’inverno quando fa freddo. Quando scende la neve. Quando l’acqua ghiaccia.

(Claudia si alza e prende un libro di quelli che aveva utilizzato per istruire Elfrith. Lo apre e gli mostra una figura)

ELFRITH Da noi succede solo sulle montagne e quando dobbiamo salire dove fa.....freddo?

(gli altri annuiscono con la testa alla

domanda) Ci copriamo con dei vestiti pesanti e accendiamo quello che voi chiamato fuoco.

GIANNA Qui c’è un periodo dell’anno che fa freddo e quindi, per non bruciare la casa, accendiamo il fuoco qui dentro. Il fuoco ci scalda e serve pure per cucinare. Le nostre mamme l’inverno lo usano spesso per cucinare del buon cibo caldo.

MARCO A proposito con i genitori di Paola dovremmo trovare una scusa plausibile. Tra un po’ la cominceranno a cercare. Se vengono qui cosa gli diciamo?

 

SANDRO Inventiamoci una storia. Troviamo una scusa. Non so.

CLAUDIA Possiamo dirgli che è andata a dormire da Giulia. (indicando una delle ragazze presente) Tu sei sua amica e...

ELFRITH Perchè dite queste cose e non raccontate la verità. Questo non è buono. Ha ragione Ayra quando raccontava che gli umani erano falsi ed ingannavano pure gli amici. Lei diceva che poi dall’inganno è nato tutto il male degli umani.

MARCO Sei brava tu ma secondo te come possono credere i nostri genitori a questa storia?

ELFRITH E perchè non dovrebbero crederci? Se non ci credono significa che voi siete abituati a ........ mentire? Eppure sento che voi siete sinceri.

GIANNA Non tutti gli umani sono sinceri. Anzi pure noi,in molte occasioni, non lo siamo.

ELFRITH Ma allora se anche voi alcune volte non siete sinceri, avrete pure anche altri.......

Si spegne la luce della scena degli umani per illuminarsi quella degli elfi. I personaggi si sono tutti raccolti in un angolo della scena dove in terra c’è un fuoco. Il resto è tutto in penombra. Sono in semicerchio seduti interra intorno al fuoco.

PAOLA Non capisco cosa vuoi dire. Il vostro essere diversi dall’aspetto definisce anche il vostro carattere?

AYRA Direi di si (mostrando i personaggi che sono intorno al fuoco) Lui è colui che si rende utile procurando il cibo che mangiamo. Lei è quella che ce lo prepara. Io quella che ha la memoria di tutto e a cui tutti si rivolgono per consigli e suggerimenti. Ognuno di noi serve la comunità secondo le proprie capacità e caratteristiche.

PAOLA E quella con cui mi sono scambiata? Mi pare che la chiamavate..... rovina tutto.

AYRA Elfrith è l’innovazione, la curiosità la sperimentazione. È colei che ci fa progredire, che ci stimola che ci induce a migliorare. Ognuna di noi ha un suo compito ed il compito è una parte fondamentale del carattere. Tutti insieme noi siamo un uno. Ma nonostante ciò ognuno è se stesso ed ha la sua vita, la sua libertà, le sue idee. Tutto ciò però è condiviso con tutti. Ma da voi?

PAOLA Da noi è come da Voi. Anche da noi .........No da noi non è così. Sapete a volte ci capita di......per esempio un giorno mentre ero con papà......

Buio. Musica. Il telo che separa le due ambientazioni non c’è più. La scena si illumina con una luce soffusa rossa. I personaggi rimangono immobili. Entra il ragazzo/za (di colore o ancora meglio in carrozzina perchè portatore di handicap)che si mette da una parte ad osservare quello che avviene in scena. Entra una ragazza ed un ragazzo. La ragazza tiene per mano un’altra ragazza. I tre si muovono ballando. Da un’altra parte del palcoscenico entra un personaggio curvo, trasandato e con barba lunga e con una ciotola in mano. Si avvicina e chiede l’elemosina. Il ragazzo lo spintona e lo manda via. Entra un altro ragazzo su una sedia a rotelle. Con i gesti chiama i tre che si voltano senza vederlo. Il ragazzo sulla sedia a rotelle esce. Entrano due ragazzi vestiti da zingari. Sempre ballando i tre scappano. La scena diventa buia e la musica sfuma. Anche il ragazzo esce.

PARTE 6

scena 6

La separazione ritorna a dividere le due scene. La scena è quella degli elfi. L’illuminazione e la collocazione degli attori è identica a quella della scena precedente. Paola sta singhiozzando.

DERON Perchè piangi giovane ragazza umana?

PAOLA Perchè ho dei genitori, degli amici a cui voglio bene. E non so se li vedrò più.

AYRA Li rivedrai molto presto.

PAOLA Come fai ad essere così certa? Questa è opera tua?

AYRA No. Ma lo so perchè lo sento.

PAOLA Lo senti?

AYRA Ma allora non mi ascolti quando ti parlo. Lo so perchè qui tutto dice così.

PAOLA Arti magiche?

AYRA Ma cosa è la magia se non estrema gioia, benessere spirituale e corporale, serenità ed assoluta tranquillità. La magia è un modo di essere più che una cosa da fare o che si fa. La magia è dentro di te.

PAOLA Ma io non sento nulla dentro.

AYRA La differenza sta proprio tra l’io ed il noi.

PAOLA Io? Noi? Ma Ayra rispondimi. Non mi hai parlato di Voi. Oggi, quando sono arrivata qui nel bosco e poi dal bosco mi avete portato a casa tua e dalla tua casa mi avete portato qui, abbiamo incontrato pochissime persone e tutte molto lontane. Ma Come siete? Come vivete? Come sono le vostre città? Come vi divertite? I grandi lavorano e che lavori ci sono? Chi comanda? Ci sono soldati e poliziotti? Come è la vostra scuola? Gli adulti dove sono? Perchè immagino che voi siete dei ragazzi, vero? Ho paura che quello che mi avete detto sia tutta una presa in giro.

TUTTI GLI ELFI INSIEME In giro?

AYRA Dovresti ormai sapere che noi non diciamo bugie. Non potremmo mai dirle. Certo non siamo .......mi pare che da voi esista un detto... stinchi di santi?

(Paola annuisce con la testa)
Ma non è nostro uso prendere in giro nessuno.

Si spengono le luci e si accendono sull’altra scena. Anche qui gli attori sono rimasti nella posizione del quadro precedente.

ELFRITH Da quel libro mi avete fatto vedere tante figure. Alcune non le ho capite. Non so a che cosa servono. Il vostro poi è un mondo rumoroso. Sento strani rumori. Suoni anche violenti. Da cosa sono prodotti?

CLAUDIA Sono macchine

ELFRITH Macchine?

MARCO Macchine. Le hai viste disegnate o fotografate su quel libro

ELFRITH Tutti quegli oggetti senza senso.

SANDRO Ogni oggetto serve a qualche cosa ed ha una sua utilità

ELFRITH Del tipo?

GIANNA Tipo l’automobile che serve per spostarsi. Tu monti sopra l’auto. Papà o mamma la mettono in moto e si va verso un posto.

ELFRITH Ma avete le gambe. Non ci potete andare a piedi?

CLAUDIA Si usa la macchina.

ELFRITH Macchina?

CLAUDIA Macchina, automobile è lo stesso modo per definire un unico oggetto.

ELFRITH Certo siete molto strani voi umani. Ma, a proposito di stranezze. Quando sono arrivata tra di voi eravamo in un posto al chiuso. Poi mi avete messo addosso una specie di pelle, vestito, coperta, insomma un oggetto che non mi faceva vedere nulla e mi avete portato qui. Ma così non avete soddisfatto la mia curiosità.

SANDRO Cioè?

ELFRITH Siete tutti uguali?

CLAUDIA Come uguali?

ELFRITH Voi mi avete parlato di adulti. Di grandi. Da alcune immagini su quel libro ci sono umani diversi anche di colore di pelle. Questa è una vostra casa dove, dite, che vivete moltissimo tempo della vostra vita. Noi, invece, passiamo la maggior parte della nostra vita fuori dalla casa. La casa la usiamo quando piove, ed a volte, nemmeno sempre, per dormire, se non fa troppo caldo, altrimenti dormiamo fuori.

CLAUDIA Sai ti abbiamo coperta per non farti vedere.

ELFRITH (con meraviglia) Per non farmi vedere? E perchè?

GIANNA Perchè avevamo paura della curiosità delle persone.

ELFRITH Ma la curiosità non fa male.

SANDRO Forse nel tuo mondo.

CLAUDIA Vedi noi viviamo molto tempo in casa perchè per noi la casa è un posto sicuro. La casa ci difende dagli altri. Ci possiamo chiudere dentro.

ELFRITH Vi difende dagli altri? Vi potete chiudere dentro?

GIANNA Scusa ma la vostra casa non ha porte? Non ha serrature?

ELFRITH Certo che no. Di solito ha solo una tenda che serve solo a non far vedere l’interno quando qualcuno di noi desidera un po di riservatezza. Spesso però la tenda rimane scostata. La tenda indica principalmente che dentro in quel momento non c’è nessuno.

SANDRO Da noi, se la porta fosse fatta di stoffa, la casa sarebbe immediatamente svuotata dai ladri.

ELFRITH Ladri?

MARCO Si ladri. Sai Le persone non sono tutte buone.

ELFRITH Ma come siete? Spiegatemi il vostro mondo. Descrivetemi chi siete, cosa fate, come vivete. Poi mi piacerebbe sapere quali sono i vostri sentimenti e soprattutto il rapporto che esiste tra voi.

Buio completo. Voce del narratore

NARRATORE Due mondi paralleli. Quale è l’umanità elfa e quella umana. Per capire dobbiamo entrare nelle due società. Nei due modi diversi di vivere. Come sono, quali sono le diversità fondamentali, cosa li caratterizza. Pregi e difetti delle due società. Pregi e difetti delle due comunità.

PARTE 7

scena 7

Cambia la scena e si illumina quella dove c’è il gruppetto degli elfi

PAOLA Ma....ma la vostra sembra una civiltà.......perfetta ..... utopistica?

AYRA Perchè utopistica? Perchè non c’è violenza tra di noi?

PAOLA Be si.Mi dite che vivete in pace, senza guerre.

AYRA Pensi che per fare male ad una persona sia necessario colpirla procurargli delle ferite fisiche? Cara Paola si può uccidere anche con le parole o con il modo di comportarsi. Mi pare, da quello che tu ci hai raccontato, che anche da voi è così.

PAOLA Ma a me sembra che da voi ciò non avvenga.

AYRA Perchè credi che noi ti abbiamo tenuta nascosta ed abbiamo evitato che gli altri ti vedessero? Forse perchè la nostra è una società perfetta? No non è così. Noi siamo semplicemente diversi. Abbiamo un altro modo di rapportarci tra di noi. Il nostro modo di "essere", e quindi di vivere, è semplicemente diverso dal vostro ma molti difetti che avete voi, purtroppo, li abbiamo anche noi.

PAOLA Eppure date l’impressione di vivere in armonia e felicità.

DERON No non è così. Anche noi siamo capaci di offendere e di fare del male. Solo che lo facciamo in un modo diverso dal Vostro. Noi riusciamo a fare del male con le parole e con il modo di agire.

AYRA Già il non condividere le conoscenze con qualche d’uno è un modo di fare del male.

 

PAOLA Da noi si chiama egoismo.

AYRA Da noi è ben più grave visto che la nostra società è costruita sulla dipendenza delle informazioni e sullo sviluppo delle singole capacità dell’individuo.

Su uno schermo, posizionato da altra parte del palco, appaiono delle diapositive mentre si alza la musica

La società degli Elfi

Immagini in bianco e nero di varie situazioni

situazione uno

Due individui che accudiscono a delle piante. Le curano. Raccolgono i frutti. Lavorano con attrezzi realizzati con legno e pezzi di pietra a forma di vanga o zappa.

situazione due

Due individui seduti su un tavolo e l’uno insegna a scrivere all’altro.

situazione tre

Un individuo che realizza degli attrezzi da lavoro

situazione quattro

Un individuo (Ayra) che parla ed altri intorno che ascoltano

situazione cinque

Un individuo che si addentra in un fitto bosco ed incontra un albero con dei frutti strani. L’elfo assaggia il frutto. Immagine successiva l’elfo mostra il frutto e spiega, con i gesti, dove è.

Terminate le diapositive.....

AYRA Potrei portarti tanti altri paragoni simili ma credo che questo possa bastare per definire il nostro modo di essere e di vivere.

PAOLA Ma mi dicevi che è stato necessario nascondermi. Perchè?

Scena del mondo umano. Elfrith con vicino Claudia guardano da una finestra

ELFRITH Ma allora ecco come è il vostro villaggio. Mi apre angusto e stretto e pieno di.... case?

CLAUDIA Questo più che un villaggio è un piccolo paese. Dovresti vedere le città che cosa sono.

ELFRITH Le città?

SANDRO Si le città. Vedi qui nel nostro paese ci sono circa 800 1000 persone mentre nella città ci vivono due o tre milioni di persone.

ELFRITH Accidenti e come fate a vivere così?

CLAUDIA Ci viviamo. Anzi ci piace. Ci da sicurezza.

ELFRITH Noi non potremmo. Amiamo stare insieme ma quando poi diventiamo troppi pensiamo che poi non riusciamo a comunicare nel giusto modo con tutti.

MARCO Hai ragione anche noi preferiamo parlare con pochi. Ed anche quando siamo in pochi non riusciamo a farci capire.

ELFRITH Ma mi avete descritto un quadro dei vostri simili certo non proprio bello e nonostante ciò voi volete comunque vivere a così stretto contatto?

CLAUDIA Be ci sono dei svantaggi ma anche molti vantaggi. La nostra è una società tecnologica e basata su valori molto diversi dai vostri. I nostri sono più valori materiali.

Sullo schermo posizionato in altra parte del palcoscenico cominciano a susseguirsi dei filmati

filmati

Serie brevissima di filmati, se possibile, in bianco e nero

filmato uno

Inquadratura panoramica del traffico di una grande metropoli

filmato due

Filmato di edifici in costruzione

filmato tre

Filmato di manifestazioni e/o di violenza oppure scene di guerra.

filmato quattro

Filmato di una discussione in famiglia

filmato cinque

Inquadratura di scene con bambini affamati e/o deperiti

Terminati i filmati riprende il dialogo.

CLAUDIA Ce ne sono di cose cattive e non buone ma questo credo che sia già sufficiente per farti capire chi siamo.

ELFRITH Ma spero proprio che non siate tutti così. Voi, per esempio, non mi pare che siete come quelli che tu mi hai descritto. (Elfrith rimane un po’ in silenzio poi)

A proposito non mi hai detto perchè mi hai nascosto con la coperta?

PARTE 8

scena 8

Illuminazione di entrambe le scene.

AYRA E CLAUDIA (i due personaggi parlano contemporaneamente)

Perchè sei diversa.

ELFRITH E PAOLA (contemporaneamente) Diversa? Come diversa?

AYRA E CLAUDIA Non sei come tutti noi e gli altri avrebbero potuto farti del male.

ELFRITH E PAOLA Farmi del male?

AYRA E CLAUDIA Si perchè non parli la nostra lingua, perchè non hai il nostro stesso aspetto fisico, perchè il tuo modo di muoverti e di agire è diverso dal nostro. Insomma non sei come noi.

ELFRITH E PAOLA Ma come? Voi avete tentato di capirmi. Gli altri non avrebbero potuto fare la stessa cosa?

AYRA E CLAUDIA Qualcuno si ma molti altri no.

ELFRITH E PAOLA Ma perchè? Io.......... (le due figure di Elfrith si rivolgono l’una nel verso dell’altra come se, nonostante la tenda possano vedersi)

ma perchè? Noi non vogliamo fare del male a nessuno

AYRA E CLAUDIA Si ma siete diverse da noi.

Buio completo. Si alza il sipario nero. Scena completamente vuota. Si accende un riflettore che illumina Paola seduta in terra che legge un libro. Ayra la principessa degli elfi. Si accende un altro riflettore in altro punto del palcoscenico che illumina un ragazzo possibilmente di colore oppure (ancora meglio) un portatore di handicap.

IL RAGAZZO Paola sono quasi le otto non vai a casa?

PAOLA Si Omar/Marco/Giulio (in base al tipo di handicap e/o se è di colore) ora vado.

L’ideale sarebbe che fossero diversi gli attori che interpretano i personaggi di colore e/o portatori di handicap e che alla fine entrassero tutti in scena ponendo insieme la stessa domanda a Paola.

Un attimo di silenzio poi.......

Aspetta vengo con te e ti accompagno. Così parliamo un po’ e mi racconti qualcosa di te.

I ragazzi escono insieme dalla scena.
Musica.
Entra il corpo di ballo e balletto finale.

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