Azzuffata consigliare

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“ Seduta Consiliare“ di Giuseppe Fazio Roma 2008

“Azzuffata Consiliare”

Commedia in due atti di

Giuseppe Fazio

Autore: GIUSEPPE FAZIO

Posizione SIAE: 150318

Titolo :  AZZUFFATA CONSILIARE

Genere : Commedia brillante

Atti: Due

Personaggi:   7 UOMINI           5 DONNE

Trama: in una seduta del consiglio comunale si parla di tutto di più, tranne che dei punti all’ordine del giorno. C’è chi parla in versi, c’è chi tartaglia, c’è chi si rifà il trucco, il Presidente flirta con il segretario, i consiglieri si sfidano in giochi assurdi, si insultano continuamente, per finire ci sarà una grande azzuffata, ma nonostante il fracasso c’è chi continua a dormire serenamente.

Aula consiliare: al centro, rialzato, lo scranno dove siederanno il segretario ed il presidente del consiglio, davanti, più in basso quello dove siederà l’amministrazione. A destra gli scranni della maggioranza a sinistra quelli della minoranza. In aula ci saranno la bandiera italiana e il gonfalone del comune. Su ogni scranno ci saranno  delle bottiglie d’acqua , bicchieri, fogli di carta e  matite.  Appeso al muro al centro  un crocifisso.

Ai giorni nostri.

PERSONAGGI

SEGRETARIO

Veste con minigonna, molto fanatica, flirta con il presidente.

Consiglieri lista INPS (Insieme Nel Popolo Sovrano)

SPADA

Presidente del consiglio comunale. Abbagliato, estasiato dal segretario.

STANCO

Capogruppo. Parla lentamente, come se stesse facendo un comizio, con lunghe pause.

AMATO

Dorme continuamente.

BEATO

Parla lentamente e sempre in rima. Veste elegantemente con sciarpa e foulard.

FORTE

Si emoziona facilmente, infatti quando prende la parola comincia a tartagliare.

MANGIA

Dai modi poco fini, la maggior parte del tempo pensa agli affari suoi.

Consiglieri lista DDT (Democrazia e Diritti per Tutti)

LA PECORA

Capogruppo. Parla da vero politico, ha sempre una gran quantità di fogli sul banco. Molto cinico, quando si arrabbia parla ansimando come se avesse una crisi respiratoria.

LEONE

Sempre distratto, si pulisce le orecchie, le unghie, il naso e ride facendo un ghigno.

MUTO

Sempre attenta e pronta a mormorare con Pesce su tutti gli interventi della maggioranza.

PESCE

Fa comunella con Muto.

ZAPPALÁ

Tipo rozzo, vorrebbe imitare il suo collega La Pecora, ma inutilmente.

Disposizione dei Consiglieri

Presidente Segretario

Assessore

         Muto                                           Amato

   Pesce                                                          Forte

                                                      Leone                                                                      Mangia

                                         Zappalà                                                                                        Beato

                              La Pecora                                                                                                        Stanco

Aula consiliare: al centro, rialzato, lo scranno dove siederanno il segretario ed il presidente del consiglio, davanti, più in basso quello dove siederà l’amministrazione. A destra gli scranni della maggioranza a sinistra quelli della minoranza. In aula ci saranno la bandiera italiana e il gonfalone del comune. Su ogni scranno ci saranno  delle bottiglie d’acqua , bicchieri, fogli di carta e  matite.  Appeso al muro al centro  un crocifisso.

Ai giorni nostri.

Trama: in una seduta del consiglio comunale si parla di tutto di più, tranne che dei punti all’ordine del giorno. C’è chi parla in versi, c’è chi tartaglia, c’è chi si rifà il trucco, il Presidente flirta con il segretario, i consiglieri si sfidano in giochi assurdi, si insultano continuamente, per finire ci sarà una grande azzuffata, ma nonostante il fracasso, c’è chi continua a dormire serenamente.


ATTO I

(Inizia l’inno nazionale si alzano, mano sul petto e cantano)

PRESIDENTE

Buonasera a tutti e benvenuti a questo pubblico consesso. Procediamo subito con l’appello…segretario se vuole!

SEGRETARIO (assorta)

Io non voglio niente grazie ho preso un caffè poco fa…

PRESIDENTE

Dico…quando vuole lei iniziamo!

SEGRETARIO

Ah…si quando vuole lei!

PRESIDENTE

Per me possiamo andare!

SEGRETARIO

Dove?

PRESIDENTE

Andare con l’appello!

SEGRETARIO

Certo, l’appello! (ognuno risponderà dicendo, presente) Amato…Beato…Coniglio…

PESCE

Assente.

SEGRETARIO

Forte…

PESCE (gridando)

Assente.

FORTE

Presente, che assente?! Ognuno risponda per se.

PESCE

E come risponde se è assente?

PRESIDENTE

Scusate, andiamo avanti.

SEGRETARIO

No, torniamo indietro, perché io devo scrivere i presenti!

FORTE

Infatti, io sono presente.

SEGRETARIO

E l’assente?

PESCE

L’assente è assente!

SEGRETARIO

Torniamo indietro!

PRESIDENTE

Segretario ricominci da capo per favore.

FORTE

Forse è meglio!

SEGRETARIO

Amato…Beato…Coniglio…Coniglio…Coniglio…

PESCE

Io non lo dico, se lo volete dire che è assente…altrimenti restiamo a chiamarlo fino a domani.

STANCO

Assente per motivi di studio!

MUTO

Di studio! Sono 40 anni che studia! Che vuole fare lo scienziato pazzo!

PRESIDENTE

Cortesemente invito i consiglieri ad astenersi da commenti superflui. Vada avanti segretario.

SEGRETARIO

Forte, La Pecora, Leone, Mangia, Muto, Pesce, Spada, Stanco, Zappalà, 11 presenti e un assente.

PRESIDENTE

La seduta è valida, procediamo alla nomina degli scrutatori…per la maggioranza? (alzano la mano, Stanco e Mangia) Stanco e Mangia. La minoranza?! (alzeranno la mano Pesce e Muto)

PESCE/MUTO (contemporaneamente)

Vuoi farlo tu?

PESCE

No, è uguale fallo tu.

MUTO

No, fallo tu non c’è problema!

PESCE

Non c’è problema fallo tu...

MUTO

Fallo tu…

PESCE

No tu…

MUTO

No tu…

PRESIDENTE

Decidetevi, lo fa Pesce o Muto?

PESCE (contemporaneamente)

Lo fa Muto.

MUTO (contemporaneamente)

Lo fa Pesce.

LA PECORA

Tra i due litiganti il terzo gode…lo fa Zappalà!

ZAPPALÁ

Io sono il quarto…(conta) uno, due,  tre e quattro, il terzo è Leone lo deve fare lui!

LEONE

No, io no. Ormai ha detto che lo fai tu e basta.

ZAPPALÁ

Ma che vuol dire se ha sbagliato a contare!

LEONE

Non m’interessa, non voglio responsabilità!

ZAPPALÁ

Ma che significa, tu sei il terzo!

LA PECORA

Ma che terzo e quarto, Segretario scriva Zappalà!

ZAPPALÁ

Lo faccio io…(a Leone) poi ne parliamo fuori noi due.

PRESIDENTE

Finalmente…prima di dare inizio ai lavori del consiglio, ci sono comunicazioni? (alzeranno contemporaneamente le mani Beato e Zappalà) Prego consigliere Beato dica pure!

BEATO

Forse il consigliere Zappalà ha alzato la mano prima di me.

ZAPPALÁ

No, non fa niente, ci sono abituato ai favoritismi, dica pure!

BEATO

No, se lei ha alzato prima, deve parlare prima, quel che è giusto è giusto!

PRESIDENTE

Consigliere Zappalà, a parte che qui non si fanno favoritismi per nessuno, la prego di non attaccarsi a queste piccolezze, credo che non sia importante parlare per primo o secondo!

ZAPPALÁ

Ci mancherebbe altro, ma siccome la storia si ripete tutte le santa volte, e tutte le volte perdo il primo posto per un pelo. Vediamo se qualche volta riuscirò a vincere!

PRESIDENTE

Ma cosa deve vincere!

SEGRETARIO

A dire il vero, il consigliere Beato era partito prima, ma poi Zappalà l’ha superato nell’alzata!

BEATO

La precisione quieta ogni discussione.

PRESIDENTE

Abbiamo decretato il vincitore della gara, contento consigliere Zappalà? Ha vinto lei…prego.

ZAPPALÁ (alzandosi)

Ce l’ho fatta finalmente, sono soddisfatto. Io dovevo fare l’interrogazione al sindaco, ma se non c’è non posso interrogarlo! Quindi do la parola al consigliere Beato. (siede)

PRESIDENTE

A parte che lei non ha la facoltà di dare la parola a nessuno, e poi…ha fatto tante storie perché non è mai riuscito a parlare per primo ed ora non vuole parlare?

ZAPPALÁ

Ma se il sindaco non c’è come l’interrogo?

PRESIDENTE

Il sindaco o un delegato verrà sicuramente, anche perché deve rispondere all’interrogazione!

ZAPPALÁ

Rispondere?! Se ancora non l’ho interrogato?!

PRESIDENTE

Non alla sua, a quella del consigliere Muto!

MUTO

Si fa per dire!

PRESIDENTE

Come per dire, non ha fatto un’interrogazione lei?

MUTO

Si, dico si fa per dire muto!

PRESIDENTE

Ma scusi lei non si chiama Muto?

MUTO

Si, ma solo di cognome!

MANGIA

Perché si voleva chiamare pure di nome?!

MUTO

Non c’è bisogno di spirito, andiamo avanti.

PRESIDENTE

Se permette i lavori del consiglio li dirigo io, quindi andiamo avanti lo dico io.

SEGRETARIO

Meglio se torniamo indietro, ho perso alcune parole!

PRESIDENTE

Poi gliele darò io…le parole che ha perso! Dunque, consigliere Zappalà faccia l’interrogazione.

ZAPPALÁ

Ma a chi la faccio se il sindaco non c’è?!

PRESIDENTE

Di nuovo?! Le ho già detto che il sindaco arriverà da un momento all’altro.

ZAPPALÁ

E quando arriva lo interrogo!

PRESIDENTE

Abbiamo capito, farà l’interrogazione alla prossima seduta consiliare, magari ci sarà il sindaco!

ZAPPALÁ

Lei mi assicura che ci sarà il sindaco?

PRESIDENTE

Io non posso assicurarle niente.  Mica il sindaco è obbligato ad essere presente a tutte le sedute del consiglio comunale!

LA PECORA

Tutte! Presidente, ci accontenteremmo che fosse presente almeno ad una l’anno!

ZAPPALÁ

Non si potrebbe dire al sindaco che la prossima seduta consiliare deve essere presente perché io devo interrogarlo di persona?

PRESIDENTE

Ma che dice, cos’è un’interrogazione scolastica?! Vuole farla l’interrogazione o andiamo avanti?

ZAPPALÁ

Va bene, visto che è così, meglio che la faccia adesso. A chi guardo?

PRESIDENTE

In che senso scusi?

ZAPPALÁ

Il senso dove guardare me lo deve dire lei! Dico mentre faccio l’interrogazione a chi guardo, a chi la proclamo, devo parlare con qualcuno! Oppure io me la canto e me la suono?

PRESIDENTE 

A me…guardi me!

ZAPPALÁ (leggendo)

Va bene, guardo lei. Signor sindaco, io interrogo…visto che è lei dico signor presidente?

PRESIDENTE

No…non c’è bisogno, legga come ha scritto e vada avanti per favore…

ZAPPALÁ

Vado avanti…dunque, signor sindaco io interrogo la signorina sua, per sapere quanto tempo deve ancora passare affinché lei mandi una squadra di uomini, o di donne, o misti, uomini e donne, veda lei, che in questo caso non è lei ma il sindaco, per pulire le erbacce che deturpano le tombe del nostro cimitero. È una cosa indecorosa solo a vedersi. Già i nostri poveri morti sono sconfortati perché si trovano nel posto dove si trovano, e per di più devono vivere in condizioni indegne? Io vorrei vedere lei al loro posto, non è riferito a lei ma al sindaco, io vorrei vedere lei al loro posto, vorrei vedere come si comporterebbe, sono sicuro che lei pulirebbe la sua tomba tutti i santi giorni. Quindi come dice un famoso passo del Vangelo, non fare ad altri ciò che non volessi venisse fattoti a te stesso, che in questo caso invertendo la formula come in matematica diventa, fai ad altri ciò che volessi venisse fattoti a te stesso. Penso di essere stato abbastanza chiaro e chiarificatore e concludo appellandomi a lei signor sindaco, che non è lei…

PREDIDENTE

L’abbiamo capito che non sono io il sindaco non c’è bisogno di ribadirlo ogni volta!

ZAPPALÁ

E se la prende con me se non è sindaco? (la minoranza sorride)

PRESIDENTE

Ma cosa dice? Non me la prendo con nessuno, dico solo che è sottinteso che non sono io!

LA PECORA (cinico)

Presidente, si sa che gli è rimasta qui la sua candidatura a sindaco, stia sereno ci sarà tempo.

PRESIDENTE

Questi sono e rimangono solo dei suoi pensieri personali, che oltretutto non hanno fondamento! 

MUTO

L’uccello in gabbia o canta per invidia…

PESCE

O canta per rabbia!

PRESIDENTE

Consigliere Pesce e consigliere Muto, non ammetto che nel consiglio si facciano queste illazioni fuori luogo, ripeto che questi sono e restano solo dei vostri giudizi puramente personali. Per cui, non permetto che in questa sede, dove si dovrebbe fare l’interesse dei cittadini si ironizza su argomenti e chiacchiere di piazza. Credetemi, sono sconcertato, rammaricato, mi dispiace soprattutto per i cittadini che hanno posto la loro fiducia in voi…

FORTE

Presidente, la gente ha già capito di aver sprecato i voti!

STANCO

Sono contento per alcuni, così vedranno la differenza tra noi e loro.

LA PECORA

La differenza è che i nostri elettori sono stati liberi di votare, i vostri sono stati tutti voti incanalati, dietro promesse e favoritismi. E lo sanno tutti lo sanno!

PRESIDENTE

Cortesemente, prego i consiglieri di evitare questi atteggiamenti, da campagna elettorale, da comizio, perché tanto ormai quello che è fatto è fatto. È inutile fare demagogia, tutti i cittadini sono e saranno sempre liberi di esprimere le loro preferenze. È ovvio che una lista deve pur vincere, ma quello che conta è che si faccia di tutto per il benessere dei cittadini. Ed ora proseguiamo con i lavori del consiglio. Prego consigliere Zappalà prosegua.

ZAPPALÁ

Proseguo se trovo il punto…dov’ero arrivato?! Si…penso di essere stato chiaro e chiarificatore, e concludo appellandomi a lei…appellandomi al signor Sindaco, al suo buon senso civico e civile, esortandola a dare un aspetto migliore al nostro cimitero, un aspetto attraente, affascinante,  rendendo così la permanenza all’interno di esso meno dura e più gradevole alla vista e all’anima dei morti suoi, non suoi presidente, del sindaco. Grazie. (porta l’interrogazione al presidente)

PRESIDENTE

Grazie. Consigliere Zappalà, mi sembra che nell’interrogazione manchi l’interrogante!

ZAPPALÁ

Veramente manca l’interrogato non l’interrogante!

PRESIDENTE

Intendevo il nome  dell’interrogante!

ZAPPALÁ

Sono io l’interrogante!

PRESIDENTE

Lo sappiamo che è lei, ma l’interrogato cioè il sindaco o chi per lui non lo saprà se nell’interrogazione non è specificato!

ZAPPALÁ

Ed io per questo volevo interrogarlo di persona!

PRESIDENTE (porgendogliela)

Gentilmente scriva il suo nome e la firmi...Consigliere Beato…prego.

ZAPPALÁ

Presidente io mi chiamo Zappalà!

PRESIDENTE

Lo so che si chiama Zappalà!

ZAPPALÁ

E allora perché devo scrivere beato?

PRESIDENTE

Non dicevo a lei.

ZAPPALÁ

Come no?! Ha detto scriva il nome consigliere Beato!

PRRESIDENTE

Dicevo al consigliere Beato di prendere la parola. Prego consigliere.

ZAPPALÁ

Ah…mi scusi! Prego consigliere Beato può prendere la parola, visto che è arrivato secondo!

PRRESIDENTE

Il suo è un vizio quello di dare la parola!

ZAPPALÁ

No, lo faccio per lei, così non si scomoda!

PRRESIDENTE

La ringrazio ma io mi voglio scomodare, è per questo che sono qui. Prego consigliere Beato.

BEATO

Grazie signor presidente, la mia è soltanto una segnalazione niente più. Posso? Posso? Posso?

ZAPPALÁ (dopo aver firmato riconsegna l’interrogazione al Presidente)

Prego dica! (al Presidente che guarda truce) Se lui continuava a dire posso, posso, posso!

PRESIDENTE

Prego, dica.

BEATO

Grazie. Sarò breve conciso e fugace, come un coniglio braccato dall’aquila rapace!

MUTO

Coniglio non c’è!

PRESIDENTE

E neanche l’aquila mi pare, cortesemente consigliere Muto stia…zitto…prego consigliere Beato.

BEATO

La mia era una metafora, un’allegoria…Signor presidente, signori colleghi consiglieri, ormai da tempo è ben nota a tutti la mia arte del poetare, ed è proprio grazie a questa mia vena artistica che oggi sono qui a denunciare. Mi trovavo a fare una delle mie lunghe passeggiate che uso fare in queste belle giornate, quando al mattino il sole, non forte e non piano ti prende e ti guida per mano. Ed io lasciandomi guidare, mi perdo nei miei pensieri a meditare. Nel mezzo del cammin della mia passeggiata, mi ritrovai sotto i piedi la strada dissestata! Ohimè, dissi spaurito e assai turbato, tale dissesto va subito segnalato! E non pensandoci su neanche un momento, rilevai i punti di riferimento. Non avendo infatti il metro appresso, presi come punto di riferimento un bel cipresso! Mi accingo a finire presidente, ma voglio indicare il punto esattamente. Avendo poc’anzi il cipresso nominato, si capisce che parlo della via Spampinato, ma per molti questa via è un mistero, perché l’intendono tutti come la salita del cimitero. Tornando all’indicazione, cercherò di svelare il punto con precisione. Salendo fino al settimo cipresso lato mare, due passi e mezzo a manca si dovrà fare. Arrivato al punto suddetto, si dovrà compiere un piccolo giretto. Ponendosi poi con fronte a ponente, tre quarti di passo in su verso levante, eseguendo la rotazione su menzionata, fare attenzione alla gamba incrociata. Svio un attimo il discorso presidente, perché a me con l’incrociata successe l’incidente, e quindi per evitare agli altri il ruzzolone, consiglio di virare con molta attenzione…

PRESIDENTE

Consigliere la prego di…

BEATO

Mi appresto a finire presidente ma vorrei essere esauriente…dopo la fallace virata verso il mare, si guardi a piombo in giù, il punto non si potrà mancare. Per facilitare tale operazione, ho preparato una mappa con molta precisione. Avendo fatto il mio dovere di consigliere, invito l’amministrazione ad intervenire. Grazie. (porta la mappa al Presidente e torna al posto)

PRESIDENTE

Grazie a lei consigliere Beato per le sue precise ed inequivocabili segnalazioni.

BEATO

Dovere presidente, dovere.

PRESIDENTE

Ma scusi, io sono passato due giorni fa dalla via Spampinato e non mi sono accorto del dissesto!

BEATO

Era in macchina?

PRESIDENTE

Si.

BEATO

In macchina non se ne poteva accorgere! Ma a piedi si, si figuri che per poco non cadevo a gambe all’aria, come si suol dire! Non voglio esagerare ma il buco potrebbe contenere più d’un uovo!

PRESIDENTE

Un uovo?!

BEATO

Si…forse due!...Uova di struzzo però signor presidente, che equivalgono a circa 25 uova di gallina. Non vorrei sbagliarmi, ma ad occhio e croce il buco misurerà 40/45 uova più o meno.

MUTO

E dagli a fare frittate con tutte queste uova!

LEONE

Con gli asparagi!

PESCE

O con le patate!

PRESIDENTE

Prego i consiglieri di astenersi da commenti superflui. Grazie ancora al consigliere Beato.

BEATO

Non c’è di che. È il nostro dovere quello di vigilare e segnalare, affinché la macchina…

MUTO

Vigilare?!E che siamo vigili urbani...(entra un Assessore, saluta con un gesto e va a sedersi)

BEATO

Dicevo, vigilare e segnalare affinché la macchina amministrativa si metta in moto per risolvere i problemi dei cittadini del nostro comune. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Bene, passiamo al 1° punto all’ordine del giorno, e cioè di dare per letti i verbali della seduta precedente. Si propone di approvare i verbali dal 6 al 15, chi è favorevole stia seduto chi è contrario si alzi. (tutti seduti) Approvato all’unanimità. Procediamo con il secondo punto, approvazione stralcio piano regolatore generale. Visto che è arrivato, assessore se vuole presentare, illustrare il punto?! (Zappalà alza la mano) Consigliere Zappalà cosa c’è?

ZAPPALÁ

Volevo chiedere all’assessore se il sindaco verrà, perché devo fargli l’interrogazione!

PRESIDENTE

Consigliere Zappalà non l’ha già fatta l’interrogazione?!

ZAPPALÁ

Quando?

PRESIDENTE

Ma l’ha letta prima?!

ZAPPALÁ

L’ho letta a lei, ma lei non è il sindaco, ora la voglio leggere al sindaco!

PRESIDENTE

Ma se il sindaco non c’è!

ZAPPALÁ

Apposta chiedevo all’assessore se il sindaco verrà!

PRESIDENTE

Non è necessario che la legga al sindaco in persona, basta che pervenga alla giunta comunale!

ZAPPALÁ

Siccome lei ha detto che il sindaco sarebbe arrivato!

PRESIDENTE

Ho detto il sindaco o un suo delegato.

ZAPPALÁ

E chi è il delegato?

ASSESSORE

Sono io il delegato.

ZAPPALÁ

Mi faccia vedere la delega.

PRESIDENTE

Ma che cosa dice, mica siamo ad un posto di blocco, mi faccia vedere la delega!

FORTE (ironica)

Favorisca patente e delega prego!

LA PECORA

Presidente, diciamo che noi avremmo il diritto di vederla la delega, ma diciamo anche che questa amministrazione amministra all’acqua di rose, e quindi diciamo che soprassediamo…ma ribadisco per chiarezza, che noi potremmo esigere la visualizzazione della delega.

ASSESSORE (sventolando un foglio)

Ecco la delega, questa è la delega ed io sono il delegato!

PRESIDENTE

Assessore per cortesia anche lei, non accondiscenda a queste scenate. La delega è agli atti, quindi quando i consiglieri vorranno il segretario li accontenterà.

SEGRETARIO

Io li accontenterò per quanto mi è possibile, ma agli atti io non ce l’ho!

ASSESSORE (porgendola al segretario)

Ecco la delega! Ora ce l’ha!

SEGRETARIO

Ora ce l’ho! (sventolandola) La delega è agli atti, chi la vuole vedere!?

ZAPPALÁ

Io!

LEONE

Anch’io la voglio vedere!

PRESIDENTE

Non mi sembra il momento di vederla! E neanche di sventolarla, dico bene segretario?

LA PECORA

L’ho detto e lo ribadisco che qui si fa tutto all’acqua di rose! (la minoranza vocifera)

STANCO

Di rose se non sbaglio si fa l’acqua di colonia! (la maggioranza ride)

LA PECORA

E fanno anche le battute! Siamo in completa anarchia e hanno anche lo spirito di scherzare.

MUTO

Scherzateci, scherzateci col fuoco, prima o poi vi brucerete!

MANGIA

E noi il fuoco lo spegniamo con l’acqua di rose!

PRESIDENTE

Per cortesia prego tutti i consiglieri di smetterla con le battute ironiche. Vorrei dire al capogruppo di minoranza che nessuno è perfetto come si suol dire! Sbagliano le più alte cariche dello stato e non è concesso a noi?! Cerchiamo invece di prendere spunto per migliorare, da questi piccoli errori, da queste piccole pecche. Dunque, prendiamo atto della consegna della delega, che il segretario metterà agli atti e sarà a disposizione di tutti i consiglieri, ma sicuramente non durante la seduta consiliare. Procediamo, assessore se vuole illustrare il punto in discussione!

ASSESSORE (legge con impaccio)

Certamente. Si chiede a questo magnifico consesso di approvare il secondo punto all’ordine del giorno, e cioè lo stralcio del Piano Regolatore Generale. Il Piano Regolatore Generale è lo strumento principe e principale che un comune deve avere, e questa amministrazione si è prodigata fin dal primo giorno a fare in modo che ciò avvenisse al più presto possibile. Per la qual cosa si chiede ai signori consiglieri di approvarlo all’umanità…all’unanimità, così facendo favoreggerete la crescita e lo sviluppo economico del nostro comune. Grazie.

MANGIA (applaudendo)

Bravo! Bravo!

PESCE

Bravo che?

MUTO

E che siamo all’opera dei pupi!?

MANGIA

Perché non si può fare un applauso?

PRESIDENTE

Prego i consiglieri di non fare applausi, encomi e battute varie, perché non è uno spettacolo e soprattutto non aiutano i lavori del nostro consiglio. Siamo qui per lavorare esclusivamente nell’interesse dei cittadini, non per fare i teatranti, senza offesa per i teatranti…

LA PECORA

Presidente chiedo la parola!

PRESIDENTE

Consigliere…mi dia almeno il tempo di aprire la discussione sul punto!

LA PECORA

Considerato il modo con cui vengono diretti i lavori di questo consiglio, diciamo che è superfluo rispettare queste piccole formalità!

PRESIDENTE

Consigliere, diciamo che oggi è ironico?!

LA PECORA

Mah…diciamo che mi aggrego ai presenti! Prego…se deve dare la partenza alla discussione!

FORTE

Partenza?! E che è una gara?!

PESCE

Pronti partenza via!

STANCO

Non ho parole!

LA PECORA

Se vuole può comprare  una vocale consigliere Stanco!

STANCO

Se questo l’aiuta a tirarsi su il morale, continui a fare le battutine. Lo sappiamo che le rode essere di minoranza, ma deve avere pazienza per 5 anni, che ci vuol fare!

LA PECORA

Non si preoccupi, un po’ per uno non fa male a nessuno!

PRESIDENTE

Basta. Sinceramente sono esterrefatto da queste bassezze che fanno perdere soltanto del tempo! Pregherei vivamente i consiglieri, per l’ennesima volta, di intervenire quando è necessario e nei modi opportuni. Grazie. Dichiaro aperta la discussione sul punto illustrato dall’amministrazione.

LA PECORA

Chiedo la parola presidente!

PRESIDENTE

Prego.

LA PECORA (mette l’orologio sul banco, indossa gli occhiali e legge dei fogli, poi beve)

Grazie…Signor presidente, lei dice il punto illustrato dall’amministrazione…Se quello è illustrare signori miei…io sono un poeta…

BEATO

Poeta?! Questa si che è bella! Ma che cosa ha mai scritto mi dica, che si dichiara poeta?!

LA PECORA

Era una metafora, ho detto un’allegoria…

BEATO

No, ha detto una fesseria!

PRESIDENTE

Ho appena detto di intervenire nei modi previsti…cortesemente prego i consiglieri di non interrompere i colleghi, avranno modo di ribattere! Prego consigliere!

LA PECORA

Grazie presidente…diciamo che come al solito non mi si fa finire il discorso. Intendevo dire che l’amministrazione non ha illustrato un bel niente, ne per quanto riguarda il PRG e ne per i punti delle sedute precedenti, ma si limita solo a dire due parole proprio essenziali, mentre sarebbe opportuno invece esporre dettagliatamente i punti, a maggior ragione quello di oggi, che tratta del piano regolatore generale, uno strumento importantissimo, e proprio perché tale, da valutare attentamente in tutti i minimi particolari. Ed è per questo che noi della lista D.D.T….Democrazia e Diritti per Tutti, chiediamo che venga rinviato…in modo che ci si possa incontrare con i colleghi della maggioranza, con la giunta e anche con una rappresentanza di cittadini, in modo da individuare le zone adatte all’urbanizzazione del nostro territorio. Non mi dilungo ad elencare le varie zone da noi riscontrate, perché ripeto, siamo disposti  ad un tavolo di trattative per concertare assieme sul piano regolatore generale, affinché non si facciano scelte frettolose ma soprattutto dannose e irrevocabili per il nostro comune. Quindi noi della lista D.D.T. riteniamo doveroso e dovuto il rinvio del suddetto punto all’ordine del giorno, per i suddetti motivi. Grazie.

SEGRETARIO (gli cade la penna)

Ops…un attimo, mi è cascata la penna!

PRESIDENTE (si abbassa, tossisce, sbatte la testa, alzandosi sarà sconvolto)

Non si preoccupi gliela prendo io…ecco la penna!

SEGRETARIO

Grazie, mi dispiace!

PRESIDENTE

Oh no…anzi faccia pure, gliela riguardo…uhm…riprendo io quando vuole…cioè quando ricasca…Consigliere se ho ben capito la sua è una richiesta da mettere in votazione!?

LA PECORA

Certo, cos’altro poteva essere?! Presidente, è rimasto sconvolto dalla mia proposta o l’ha sconvolta qualcosa’altro?! (la minoranza ride)

PRESIDENTE

Non sono per niente sconvolto. Bene, mettiamo in votazione la proposta della pecora…

LA PECORA (si alza, alterandosi in crescendo)

E no, questo è troppo presidente, io non mi sono mai permesso di offenderla, ne lei ne nessuno, ed esigo che gli altri non offendano me, perché su tutto ci si può controbattere ma non sul personale. Questo  è un segno di maleducazione, che va al di là di ogni limite. A me, che sono stato sempre ligio al dovere, e con abnegazione ho portato avanti onestamente e educatamente la politica in questo comune, solo ed esclusivamente negli interessi dei singoli cittadini. Trascurando la famiglia e anche i miei interessi personali, facendo sempre quelli altrui, ed ora devo pure sopportare questi insulti, diciamo gratuiti, no, non è giusto, non ci si comporta così, lei che ripete sempre di non scendere a tali bassezze, invece è il primo che si abbassa, e non è la prima volta che lo fa, ma ora basta. A verbale, segretario a verbale.

PRESIDENTE

Consigliere ma con chi c’è l’ha scusi. A verbale cosa?

LA PECORA

Non facciamo i finti tonti! Perché qui tonto non c’è nessuno!  Segretario metta a verbale! Tutto a verbale, e no, ora basta, a verbale, a verbale, a verbale!

ZAPPALÁ

Si, a verbale!

MUTO

A verbale!

PESCE

A verbale!

LEONE (ridendo)

A verbale.

PRESIDENTE

Se gentilmente mi vuole dire cos’è successo!

LA PECORA (la minoranza ripeterà in ordine di posto la parola “Tutti”)

Presidente, lei mi ha chiamato pecora, e qui l’abbiamo sentito tutti!

STANCO

Certo che l’abbiamo sentito tutti, lei non si chiama pecora!?

LA PECORA

Pure lei continui ad offendere, continui, a verbale! Io mi chiamo La Pecora, non pecora.

PRESIDENTE

Ed io come l’ho chiamata scusi?

LA PECORA

Lei ha detto, mettiamo in votazione la proposta della pecora.

PRESIDENTE

E dove ho sbagliato?!

LA PECORA (c.s.)

La Pecora, non della pecora, ogni volta che dice de prima del mio nome, ci vuole una pausa!

PRESIDENTE

Devo dire pausa?!

LA PECORA

Non c’è bisogno che lo dica, basta che la fa. De…pausa…La Pecora…

ZAPPALÁ

A verbale la pecora…la pausa!

LEONE

A verbale.

PESCE

Pausa a verbale.

MUTO

L’abbiamo sentito tutti!

LA PECORA

Ah l’abbiamo sentito!

MUTO

L’abbiamo sentito?!

LA PECORA (minaccioso)

Avete sentito la pausa?!

MUTO

No. E chi l’ha sentita! Voi l’avete sentito? (la minoranza risponde “Non l’abbiamo sentita”)

LA PECORA

E allora perché dici che l’hai sentita?

MUTO

No…dicevo che abbiamo sentito che non si è sentita la pausa…La dobbiamo finire con queste prevaricazioni! È inudibile!

LA PECORA

Inaudibile!

MUTO

Si…inudibile, è stata una pausa inudibile! (vociferano tutti)

PRESIDENTE (suona il campanello)

Ma che inudibile, quali prevaricazioni, silenzio, silenzio. Consigliere se involontariamente l’ho offesa chiedo scusa, ma mi creda non è mai stata e non era mia intenzione…fatto sta che il suo cognome porta un po’ al fraintendimento!

LA PECORA

Si…il fraintendimento! Vuoi vedere che la colpa è del mio cognome!?

PRESIDENTE

Non la colpa non è di nessuno, se mai sarebbe solo colpa mia, ma le ripeto che non l’ho fatto apposta e mi scuso nuovamente, d’ora in poi farò più attenzione nel pronunciare il suo nome. Quindi, mettiamo in votazione la proposta de…(pausa) può bastare la pausa?

LA PECORA

Non faccia pure l’ironico adesso! Oltre il danno la beffa no, eh!

PRESIDENTE

Che ironico, le chiedo veramente, così segno il tempo della pausa e non la offendo più. Quindi votiamo la proposta De…La Pecora, di rinviare l’approvazione dello stralcio del Piano Regolatore Generale, chi è favorevole stia seduto chi è contrario si alzi. (Leone alza la mano ma viene redarguito dagli altri, la maggioranza alza la mano. A voto concluso Mangia resta con la mano alzata)Quindi…cinque favorevoli…sei contrari…la proposta viene bocciata.

ZAPPALÁ

E ti pareva!

PRESIDENTE

Consigliere Mangia, la votazione è conclusa può abbassare la mano.

MANGIA

Lo so, ce l’ho alzata per un altro motivo!

PRESIDENTE

Vuole la parola?

MANGIA

No, vorrei andare in bagno. Siccome prima di venire ho mangiato tre fette d’anguria, capisce con questo caldo, ma l’anguria si sa che ci fa…

PRESIDENTE

Vada…vada, non c’è bisogno di chiarimenti. (Mangia esce)

ZAPPALÁ (guardando l’orologio)

Segretario, a verbale che Mangia esce al 18° minuto!

SEGRETARIO (sarcastica)

Ah…e chi entra in campo al suo posto? (le ricade la penna) Oh la penna!

ZAPPALÁ

Entro io in campo per prendere la penna!

LEONE

Anch’io!

PRESIDENTE

Non c’è bisogno la prendo io la penna. (c.s.) Ecco la penna!

SEGRETARIO

Grazie. Mi scusi, oggi mi casca tutto dalle mani!

PRESIDENTE

Lo lasci cascare…uhm…Proseguiamo…proseguiamo…dov’eravamo arrivati?

LA PECORA

Segretario, io le chiederei di fare attenzione con le cascate della penna, altrimenti ogni volta il presidente  ci casca dalle nuvole! (la minoranza ride)

PRESIDENTE

Almeno serve a farle tornare il buon umore! E comunque non casco da nessuna parte io!

LA PECORA

Si vede presidente, si vede!

PRESIDENTE

Quindi, proseguiamo, dichiaro aperta la discussione. (Leone alza la mano) Prego consigliere Leone. (Leone si alza e va per andare con una smorfia di dolore) Consigliere che c’è sta male?

LEONE

No, perché?

PRESIDENTE

Siccome vedo che sta uscendo con una smorfia di dolore, pensavo avesse un malore!

LEONE (facendo scongiuri)

No…no devo andare in bagno!

PRESIDENTE

Pure lei!

LEONE

Perché io non ci posso andare?

PRESIDENTE

Ma non è necessario che alziate la mano per andare in bagno. La mano si alza per prendere la parola e per votare, altrimenti qui nascono sempre fraintendimenti!?

LA PECORA

Presidente vedo che continua a fare sarcasmo gratuito sulle mie spalle!

PRESIDENTE

Sarcasmo?! Consigliere La…Pecora, ho solo detto che dobbiamo evitare i fraintendimenti. Mica ogni volta che uso questo vocabolo vuol dire che ironizzo su di lei!

LA PECORA

Lasciamo andare.

LEONE

Infatti lasciatemi andare in bagno!

PRESIDENTE

Ma nessuno glielo sta impedendo. Vada, vada che è meglio.

LEONE

Certo che è meglio, altrimenti me la faccio addosso! (si avvia)

ZAPPALÁ (c.s.) (rientra Mangia)

Segretario a verbale che al 21° Leone esce e Mangia…

LEONE

Chi mangia, devo andare in bagno e di corsa, non a mangiare! (esce)

ZAPPALÁ

Leone esce e Mangia entra…

SEGRETARIO

Consigliere la ringrazio, ma sono capace di badare sia alle entrate che alle uscite dei giocatori…cioè dei consiglieri, sa…è il mio mestiere, grazie per l’aiuto!

ZAPPALÁ

Va bene come vuole. Però se per prendere la penna le serve aiuto, sono a disposizione!

SEGRETARIO

Grazie, la terrò presente!

MANGIA

Chiedo la parola presidente. Io volevo dire che il mio voto è favorevole…

PRESIDENTE

Consigliere…veramente non siamo ancora in dichiarazione di voto…

LA PECORA

L’ho detto e lo ribadisco che qui ognuno fa come gli pare, dire che siamo in anarchia è dire poco.

MANGIA

Ma che farfuglia? Ho detto solo il mio voto…prima o poi non si deve votare? Può darsi che l’anguria faccia di nuovo effetto e non ci sarò per le votazioni, così almeno ho già votato!

PRESIDENTE

Consigliere Mangia, siamo ancora in discussione, non in fase di dichiarazione di voto, se ha da dire qualcos’altro sull’argomento!

MANGIA

Quale argomento?

PRESIDENTE

La discussione!

MANGIA

C’è stata una discussione? Che ne so io, ero in bagno! Me la sono persa! Chi si è accapigliato?

PRESIDENTE

Ma quale accapigliare, e accapigliatura!  L’argomento in discussione, il punto all’ordine del giorno, viole la parola per intervenire a tale proposito o no!?

MANGIA

No, lascio la parola. (si siede)

AMATO (alza la mano)

Prendo la parola e vado in bagno! (esce)

PRESIDENTE

Prende la parola e va in bagno! Mah! Oggi tutti incontinenti?

BEATO (alzandosi)

Galeotta fu la fetta, del cocomero succoso, ma si sa che dell’estate, è il frutto desioso, ne mangiamo in abbondanza, trascurando il suo effetto, fatto sta che di sicuro, manda tutti al gabinetto! Che versi…mi vengono così, estemporanei, al momento…che estro…che vena poetica, vediamo il consigliere La Pecora se sa fare di meglio, visto che si dichiara poeta! Poeta!!

PRESIDENTE

Consigliere Beato, apprezziamo tutti la sua vena poetica, ma…la prego, questo non è ne un salotto letterario, ne tanto meno una gara all’ultimo verso.

BEATO

Mi scusi presidente, ma quando la poesia mi nasce in cuor spontaneamente, fatica faccio a non…proclamarla…Mi è mancata la rima, mi capita sporadicamente. Chiedo venia presidente, ma la colpa non è mia, sol che’l corpo e la mia mente son pervasi da poesia. D’ora in poi mi frenerò, pur se contro volontà, e dei versi miei soavi, nessun suono sentirà. (siede)

PRESIDENTE

Bravo, si freni. Andiamo avanti con la discussione.

FORTE

Presidente chiedo...chiedo...chiedo la parola.

PRESIDENTE

Prego consigliere.

FORTE

Grazie. Io volevo solo dire che il…il…piano regolatore è uno strumento importantissimo, è il pi..pi..pi..pilastro di un co..co..co..comune. (beve per calmarsi) Io volevo co..co..co..co..

MANGIA (applaude)

Facciamole un applauso d’incoraggiamento! Brava! Brava! Forza che ce la fai!

PRESIDENTE

Mangia!

FORTE

No…se..se mangio è peggio…

PRESIDENTE

No…Mangia dicevo al consigliere Mangia di non applaudire, ripeto per l’ennesima volta, cerchiamo di mantenere un comportamento un atteggiamento idoneo, adeguato, cerchiamo di essere costruttivi! Non siamo ne in piazza, ne al cinema e neanche in teatro!

LA PECORA

Teatro?! Altro che teatro, qui  sembra di stare all’opera dei pupi! (la minoranza riderà) Manca solo il puparo, perché di pupi ce ne sono abbastanza!

STANCO

Perché non lo fa lei il puparo! Visto che è abituato a farlo! E da quello che abbiamo potuto vedere in altre occasioni, devo dire che lo fa benissimo! (la maggioranza riderà)

LA PECORA

Presidente non permetto che facciano simili illazioni. Segretario metta a verbale! (tutta la minoranza ripeterà “a verbale”) Non è la prima volta che il consigliere Stanco fa queste battute sarcastiche, oltretutto senza senso. Sia chiaro che prima o poi lei passerà dei guai, glielo dico con molta franchezza, prima o poi  io impugnerò i verbali e poi ci vedremo davanti al giudice! Cosi vedremo se avrà ancora la voglia di fare le battutine!

STANCO

E l’impugni…l’impugni, che poi l’impugno anch’io! Così l’impugniamo tutt’e due! SEGRETARIO

Fino a prova contraria i verbali li ho in pugno io! E li posso impugnare solo io!

PRESIDENTE (vociferano tutti)

Basta…prego i consigliere di placare gli animi. Se cominciamo ad impugnare i verbali finisce che passiamo più tempo in tribunale davanti ai giudici che qui in consiglio a fare l’interesse dei nostri concittadini! Impugniamo invece la calma e cerchiamo di lavorare serenamente. Grazie. Consigliere Forte, scusi per l’interruzione, prego vada avanti.

FORTE

Si. Dicevo che il pi..pi..pi..piano regolatore è uno strumento importantissimo per il co..co..co..comune, ed io volevo co..co..co..co..

MANGIA

Ma perché usi le parole che iniziano con co? Non vedi che non ci riesci! Cerca una parola equivalente! Cos’è che vuoi dire, te lo trovo io un sinomino…un sinonimo!

FORTE

Co..co..co..co..

MANGIA

Co..co..co..che?

FORTE

Io vo..vo..vo..

MANGIA

Voglio!

FORTE

No…no..no..io vo..vo..vo..

ZAPPALÁ

Volare!

FORTE

No…no..no..io vo..vo..vo..

PESCE

Votare!

STANCO (comincia come una gara a cui partecipano tutti)

Vorrei!

FORTE

Si. Vorrei fare i co..co..co..

PESCE

Conti?

STANCO

Complimenti!

LEONE

Condoglianze!

MANGIA

Considerazione!

BEATO

Congratulazioni!

FORTE

Si. Io vorrei fare le co..co..co..

PRESIDENTE

Congratulazioni!

FORTE

Oni…alla..alla..alla..

BEATO

All’amministrazione!

STANCO

Alla giunta!

ZAPPALÁ

Ad…Allah…allah…quello che si prega così. (imita)

PRESIDENTE

All’assessore!

FORTE

Si…alla…alla…ssessore…pe..pe..pe..

ZAPPALÁ

Alla tromba!

LA PECORA

Si  alla trombetta!

ZAPPALÁ

Pensavo intendesse l’assessore quello che suonava la tromba nella banda, come si chiama…coso…quello che era nella vecchia amministrazione…già ora non c’è più lui…

LA PECORA (lo guarda truce)

Muto!

MUTO

Che c’è?

LA PECORA

Muto lui non tu!

MUTO

Muto sono io lui è Zappalà!

LA PECORA

Si, lei è Pesce, lui è Leone ed io sono La Pecora!

STANCO

La fattoria è al completo!

PESCE

No, manca Coniglio!

LA PECORA

Muta!

PESCE

Io sono Pesce…

LA PECORA

E apposta siccome sei pesce devi stare muta…Andiamo avanti che dobbiamo vincere!

PRESIDENTE

Prego consigliere Forte continui.

FORTE

Pe..pe..pe..

STANCO

Per?

LA PECORA

Perché!

FORTE

Si…si…perché.

MANGIA

Quanto stiamo?

MUTO

Due a uno per voi!

PESCE

Ma che! Stiamo due pari! (tutti vociferano)

PRESIDENTE (suonerà il campanello)

Silenzio. Silenzio. Segretario quanto stiamo?

SEGRETARIO

Tre a uno per la maggioranza! La prima l’ha indovinata il consigliere Stanco, la seconda il consigliere Beato, la terza il presidente e la quarta il consigliere La…

PRESIDENTE

La che?

SEGRETARIO

Pecora. Ho fatto la pausa per non fare fraintendimenti!

PRESIDENTE

Allora siamo quattro a uno, le risposte del presidente valgono doppie! (la minoranza vocifera)

ZAPPALÁ

Ma quando mai, ma chi l’ha detto?

LA PECORA

Con voi non si può fare niente, non sapete giocare lealmente! Siete assetati di vittoria, di potere!

PRESIDENTE

Ma se la regola è questa!

ZAPPALÁ

E ti pareva che non c’era la regola a vostro favore. Ma mi faccia il piacere.

PESCE

Io non ci gioco più!

MUTO

E neanche io!

STANCO

Regaliamo…regaliamo. Presidente, annulliamo la regola. Facciamogli vedere che siamo superiori, e non ci attacchiamo alle regole. Vogliono vincere a tutti i costi! Regaliamo!

MANGIA

Regaliamo.

AMATO

Regaliamo!

LA PECORA

Non regalate un bel corno. La regola si deve annunciare prima, altrimenti non è valida. Se volete giocare bene, altrimenti basta. Ma diciamo per chiarezza che non ci state regalando niente.

PRESIDENTE

Va bene, a verbale che la regola per questa volta non vale. Ricapitolando, il risultato è di tre a uno per noi, giusto? Prego consigliere Forte, vada avanti.

FORTE

Do..do..do..

LA PECORA

Dopo?

BEATO

Dopodiché?

MANGIA

Dopo di ciò?

FORTE

Do..do..do..

STANCO

Dopodomani?

MUTO

Dopobarba?

PESCE

Dopoguerra?

LEONE

Doposcuola?

PRESIDENTE

Dopotutto?

ZAPPALÁ

Ma che parola è, le abbiamo dette tutte!

ASSESSORE

Posso?

LA PECORA

No, lei non può parlare, non fa parte del consiglio e se suggerisce perdono un punto!

ASSESSORE

No dico posso andare?

STANCO

Vada, vada altrimenti, dicono che ci suggerisce. (L'assessore esce) Quindi do, dolore!

FORTE

Do..do..dov’ero arrivata?

PRESIDENTE

Ah…era…era…segretario dov’era arrivata?

SEGRETARIO

Cosa?

STANCO

Segretario, se lei però non sta attenta, di chi ci dobbiamo fidare!?

ZAPPALÁ

Segretario forse ha bisogno di una mano!

SEGRETARIO

Scusatemi, mi ero distratta un attimo perché…perché…mi era caduta la penna. (la fa cadere)

MUTO

E sempre con sta penna!

SEGRETARIO (il presidente andrà sotto il banco per la penna)

Ah…si…si…ora mi ricordo. Si…si…Era arrivata alle parole, assessore e perché! Si…si…assessore perché…si…si…

ZAPPALÁ

Andiamo avanti!?

PRESIDENTE (uscendo di scatto)

Ecco la penna! Consigliere Zappalà deve smetterla di fare le mansioni da presidente, sono io il presidente e tocca a me dirigere i lavori del consiglio! Andiamo avanti !

ZAPPALÁ

Ma se lei invece di andare avanti va sotto il banco a…a…cercare la penna!. Lo sostituisco io, così la sotto ci può stare quanto vuole a giocare con la penna!

PRESIDENTE

Io non devo giocarci con la penna chiaro?! Prego consigliere Forte vada avanti.

FORTE

Si…pe..pe..perché è stato il mo..mo..mo..

LA PECORA

Motore!

FORTE

Si…motore…

LA PECORA (tutta la minoranza esulta)

Forza che rimontiamo!

FORTE

Pe…pe…perché ci ha me..me..me..

MUTO

Messa!

MANGIA

Messina!

ZAPPALÁ

Melano!

STANCO

Messo!

FORTE

Si…messo…

STANCO (esulta la maggioranza)

Non abbiamo bisogno della regola noi!

FORTE

Ha me…messo il cu..cu..cu..

LEONE

Culo!

MANGIA

Cucù, l’orologio a cucù?

MUTO

Cuscino!

PESCE

Quadro!

STANCO

Custode!

BEATO

Cuore!

FORTE

Si…cu..cu..cuore…

LA PECORA

Lo stavo per dire io!

BEATO

Ormai l’ho detto io. Cinque a due!

FORTE

Ha me..messo il cu..cu..cuore e ha ca..ca..ca..

ZAPPALÁ

Ha ca…ca…è andato in bagno!

MANGIA

Ha caduto!

PESCE

Ha capito!

FORTE (tutto d’un fiato)

Capito! Si ho capito che io non posso mai parlare! Ogni volta che cerco di fare un intervento dovete mettervi a giocare. Basta non parlo più cosi la finite di giocare, e che minchia! (siede)

ZAPPALÁ

Si ma chi ha vinto?

PRESIDENTE

Basta non ha vinto nessuno, il consigliere Forte ha ragione, non siamo qui per giocare. Scusi consigliere se l’abbiamo interrotta. Concluda, stia tranquilla che nessuno la interromperà!

FORTE (si rialza)

Speriamo. Quindi, stavo cercando di dire che finalmente abbiamo il piano regolatore generale, perché la..la..la..l’assessore ha fa..tu..tu..tu..il po..po..po..ho finito. Grazie. (siede)

PRESIDENTE

Grazie consigliere Forte per il suo intervento e ci scusi ancora per prima. Andiamo avanti…

STANCO

Presidente chiedo la parola.

PRESIDENTE

Prego.

STANCO

Grazie. Ha perfettamente ragione il capogruppo di minoranza La...Pecora quando dice che il PRG è uno strumento importantissimo per un comune, che deve essere analizzato e ben ponderato, in tutti i minimi particolari. È però anche vero che se si portano le cose per le lunghe non se ne viene mai a capo. Anzi c’è anche un proverbio che dice, le cose lunghe diventano serpi. E di serpi non ne abbiamo bisogno, anche perché ne abbiamo già qualcuna in seno!

LA PECORA

A verbale, a verbale, adesso è troppo, mi si da pure della serpe è troppo, questa volta si che impugnerò i verbali. Presidente stavolta è troppo. A verbale. (la minoranza ripeterà a verbale)

PRESIDENTE

Chi le ha dato della serpe?

LA PECORA

L’abbiamo sentito tutti il consigliere Stanco, o non l’abbiamo sentito?! (la minoranza c.s.)

STANCO

Ma che avete sentito?! Avete sentito un comune aneddoto! Un proverbio. Forse il consigliere La…Pecora ha la coda di lana…volevo dire di paglia!

LA PECORA

Io non ho nessuna coda! E la smetta di offendermi! Maleducato! Segretario tutto a verbale!

PRESIDENTE

Cortesemente consigliere La Pecora, mi sembra un po’ eccessiva la sua reazione, faccia concludere il consigliere Stanco, poi se vorrà prenderà la parola.

LA PECORA

Non ho niente da dire!

STANCO

E allora stia zitto e mi lasci parlare, come l'ho lasciata parlare io!

LA PECORA

Stia zitto lei non lo può dire, ha capito, lei non lo può dire, ha capito, lei non lo può dire stia zitto!

PRESIDENTE

Lui non lo può dire ma io si, quindi cortesemente stia zitto e faccia parlare i colleghi.

LA PECORA

Il suo collega non stava parlando, ma stava offendendo come fa sempre d’altronde!

PRESIDENTE

Secondo il suo punto di vista, comunque consigliere Stanco, vada avanti e si moderi, prego.

STANCO

Dicevo della serpe in seno, non per dare della serpe a qualcuno, non mi permetterei mai, solo per capire, soprattutto io stesso, il motivo del perché oggi bisogna concertare, individuare, determinare sul PRG, quando lo stesso è stato ideato, architettato e progettato, dalla ex amministrazione, che faceva capo alla lista DDT, di cui i fautori sono oggi consiglieri di minoranza. Forse oggi si sono resi conto loro stessi di aver fatto scelte sbagliate?! O forse è una strategia attuata solo per far perdere del tempo, per far si che scada il termine ultimo d’approvazione, cosicché  non si faccia in tempo a mandare il PRG al genio civile e far cadere così la colpa sull’amministrazione?! Dicendo magari che non ha avuto la capacità, la competenza di portare avanti il PRG?! Questa è solo una mia riflessione, una mia paura, quindi io come capogruppo della lista INPS, Insieme Nel Popolo Sovrano, dichiaro intanto la volontà assoluta di approvare lo stralcio del PRG, poi, nulla vieta in futuro di fare degli emendamenti su cui, come diceva il capogruppo del DDT, ci si confronti per trovare, individuare le aree da potenziare, da modificare, cosicché si possano sfruttare al meglio le risorse del nostro comune. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie consigliere Stanco. (La Pecora si alza farà capire a tutta la minoranza di uscire. La maggioranza parlotterà.) Se non ci sono altri interventi…io passerei alla votazione…consigliere La…Pecora…consigliere…La Pecora…La Pecora! Senta…La Pecora! (la minoranza uscirà)

STANCO

Altro che pecora è testardo peggio di un montone! Ha fatto sempre così, è la sua tattica, quando non può vincerla su un punto, abbandona e fa abbandonare l'aula consiliare.

PRESIDENTE

E poi dice che non fa il puparo!

FORTE

Infatti, sembrava la chioccia con i pu…pu…pu…

MANGIA

Pulcini. A scusa lo volevi dire tu?

FORTE

No, era per farti giocare!

STANCO

Maledetto lui e tutti quelli che gli hanno dato il voto!

AMATO

Cornuti!

MANGIA

Ma che risolve a fare così!

STANCO

Niente. Ci deve far perdere solo tempo per un suo capriccio!

MANGIA

Presidente vada a chiamarlo chissà rientra!

STANCO

Si e quando. Se non passa un’ora come da regolamento non entrano e non li fa entrare.

PRESIDENTE

Infatti!

STANCO

A parte che già sono spariti, neanche si fanno trovare, si nascondono o nei vicoli o in macchina.

PRESIDENTE

Va bene, pazienza, dobbiamo sospendere la seduta per un’ora!

BEATO

Che carini quei pulcini, tutti in fila e ordinati, mamma chioccia sotto l’ala, tutti fuori l’ha portati. Non ci resta che aspettare, il puparo con i pupi, nel frattempo vi delizio a cantare le mie lodi…

PRESIDENTE

Beato lei consigliere Beato, appunto, che in questi momenti ha voglia di cantare. Sospendiamo la seduta per un’ora! (la maggioranza esce in fretta, il segretario intenta a rifarsi il trucco )

BEATO (rimasto solo)

Se faccio Beato di cognome, devo farlo anche di professione! Poveri d’animo, chi non ama la poesia è povero d’animo!  E si…la poesia è per molti ma non per tutti. Dico bene segretario? Lei si che è un’intenditrice, una cultrice della mera poesia. Sono onorato di farle ascoltare i miei versi. Le declamerò l’ultima raccolta di poesie dal titolo “Ultima raccolta”. (Chiude gli occhi e comincia a declamare gesticolando, mentre il Segretario non lo ascolta neanche, intenta a smaltarsi le unghie) L’autunno viene e la foglia volerà. L’inverno viene e la neve scenderà. La primavera viene e il fiore sboccerà. L’estate viene e l’autunno tornerà. Grazie, grazie. La vita è una sola, e ognuno si consola, amor che amato avrà, mai più lo scorderà. Grazie. O dolce compagnia che fuggi tutta via…(scemando, buio)

FINE I ATTO


 ATTO II

BEATO (in scena credendo di declamare per il segretario)

In su e in giù per la valle, volano e librano le farfalle, in su e in giù per i monti si susseguono i tramonti. In su e in giù per i dirupi vanno e vengono i lupi, in su e in giù per la salita, va e viene la vita. Grazie. Il gatto fa miao miao, il cane fa bao bao, il piccione fa cu cu, uniamo i nostri cuori e non ci lasciamo più. Grazie. Un giorno disse il grillo alla formica, il pane per l’inverno tu ce l’hai, perché non me ne dai una mollica, stai certa che di fame non morrai! Grazie. Vola vola l’ape gaia...

SEGRETARIO (entra, siede, guarda l’orologio, esce e rientra subito)

Consigliere Beato, dobbiamo riprendere la seduta!

BEATO

Va bene. Chiudo la mia disquisizione. Vola vola l’ape gaia, vola vola la ghiandaia, vola vola il fringuello, è volato anche il mio uccello! Grazie. Spero di non averla annoiata con i miei versi…Segretario! Segretario!

SEGRETARIO (intenta a rifarsi il trucco)

Eh…si, li ho già chiamati…se si sbrigano ad entrare…così riprendiamo!

BEATO

Si…Se vuole le porto il volume dell’ultima raccolta…certo con la dedica! Per me è un onore, perché vedo che lei è attratta, affascinata dalla poesia, e colgo anche la sua bramosia di leggerlo. (Rientra tutta la minoranza e prenderà posto parlottando, dopo rientrerà tutta la maggioranza)

PRESIDENTE

Bene. Riprendiamo la seduta, segretario vuole fare l’appello!

SEGRETARIO

Certamente. (farà l’appello e tutti risponderanno presente, salterà Coniglio)

LA PECORA

E Coniglio?

MANGIA

Coniglio non c’è!

LA PECORA

Lo vediamo che non c’è, ma deve chiamarlo nell’appello!

MANGIA

Ma se non c’è che lo chiama a fare?

LA PECORA

E l’appello si fa apposta, per vedere i presenti e gli assenti!

SEGRETARIO

Ricomincio l’appello. Scusatemi è stata una svista!

PRESIDENTE

Non si preoccupi segretario, ricominci!

SEGRETARIO

Amato, Beato, Coniglio, Coniglio, Coniglio…

MANGIA

Ci risiamo! Non c’è ne coniglio e ne la lepre! A che serviva chiamarlo, a perdere solo del tempo!

LA PECORA

Lo sappiamo che per voi le regole sono un optional, le applicate solo a convenienza!

STANCO                                                                                                                                               

Ma se nel gioco di prima non l’abbiamo applicato la regola, cosa blateri! (vocifereranno tutti)

PRESIDENTE (suona il campanello)

Basta…basta…silenzio. Andiamo avanti, segretario continui con l’appello!

SEGRETARIO

Dov’eravamo arrivati?

ZAPPALÁ

Al coniglio. (ride la minoranza)

PRESIDENTE

Si, alla frutta. Coniglio è assente, vada avanti segretario!

SEGRETARIO (continuerà l’appello, poi)

11 presenti e un Coniglio...cioè un Coniglio assente. Quindi 11 presenti e un assente!

PRESIDENTE 

La seduta è valida. Andiamo avanti. (si alza) Prima di tutto io volevo dire solo due parole riguardo al piano regolatore generale che è indiscutibilmente uno strumento…(suona il cellulare di Beato e prontamente lo spegne) Dicevo è uno strumento…(cellulare di Pesce) Dicevo è uno strumento… (cellulare di Zappalà, simultaneamente quello di Muto e Forte)

SEGRETARIO

Gli strumenti si stanno accordando!

PRESIDENTE

Infatti stiamo dando vita a un concerto?! Cortesemente pregherei i signori consiglieri che hanno dimenticato di spegnere i cellulari di farlo, grazie.

STANCO

Presidente io non posso spegnerlo, oggi devo essere reperibile!

PRESIDENTE

Va bene, ma almeno abbassi la suoneria!

MUTO

Presidente pure io devo essere reperibile. Perché tra poco mia figlia mi chiamerà e devo dirle come preparare la cena. Sa com’è è ancora inesperta!

ZAPPALÁ

Queste ragazze d’oggi! Anche mia figlia è nella stessa situazione sa! A 18 anni non sa ancora preparare neanche un piatto di pasta.

MUTO

La pasta! Mia figlia neanche il latte è capace di riscaldare!

ZAPPALÁ

L’altro giorno voleva fare la pasta all’olio! Ha riempito la pentola di olio e ha buttato la pasta!

MANGIA

Ha  fatto bene a buttarla, le cose fritte fanno male al fegato e non lo volete capire!

ZAPPALÁ

Ha buttato la pasta nella pentola, l’ha cotta nell’olio. Se le ragazze d’oggi non sanno cucinare la colpa è delle mamme che non le insegnano!

MANGIA

E ti pareva! I papà non c'entrano mai! I papà non hanno colpe!

PRESIDENTE

Cortesemente, andiamo avanti con i lavori del consiglio e lasciamo perdere di chi sono le colpe!

ZAPPALÁ

Lasciamo perdere niente! Si deve sapere di chi è la colpa!

PRESIDENTE

Si, ma questa non è la sede giusta per parlare dei figli!

ZAPPALÁ

Certo perché lei non ne ha!

PRESIDENTE

Non è questo il punto, il fatto è che questo non è ne il momento ne il luogo per parlarne!

PESCE

Per lei qui non si può parlare di niente!

PRESIDENTE

Qui si può parlare di qualsiasi argomento, ma deve essere di pertinenza del consiglio comunale e soprattutto deve essere all’ordine del giorno…

PESCE

Perché non possiamo metterlo all'ordine del giorno?! Chi è d’accordo alzi la mano. (Muto e Pesce alzano la mano ma La Pecora gliele fa abbassare) Forse è meglio fare un altro giorno!

PRESIDENTE

Si…forse è meglio. Quindi risolta la questione dei cellulari torniamo a noi…

ZAPPALÁ

Presidente dimenticavo, anch’io devo essere deperibile!

PRESIDENTE

Deperibile?!

ZAPPALÁ

Perché io non posso esserlo. O ci sono delle corsie preferenziali?! Delle preferenzialità! Possono esserlo solo i consiglieri della maggioranza?

STANCO (la maggioranza vocifera)

Semmai reperibile non deperibile! Io faccio un lavoro che richiede la reperibilità, mica lascio il cellulare acceso per mandare sms o dire a mia figlia come deve cucinare!(vociferano tutti)

PRESIDENTE (suona il campanello)

Basta…basta!

ZAPPALÁ

Presidente ha mai sentito suonare il mio?

PRESIDENTE

Non so…ora non ricordo!

ZAPPALÁ

Non ricorda perché non l’ha mai sentito, io non lo faccio suonare, perché prima di entrare gli metto sempre il vibratore!

PRESIDENTE

Vuole dire il vibra call?

ZAPPALÁ

No…no, il vibratore!

STANCO

La vibrazione!

ZAPAPLÁ

E certo…il vibratore che fa…la vibrazione, ha scoperto l’America!

BEATO

C’è chi vibra e c’è chi trilla, c’è chi suona e c’è chi squilla, c’è chi canta e chi fa bau, e c’è pure chi fa miao. Fatto sta che il cellulare ci fa sempre litigare! Grazie! Versi estemporanei signori!

PRESIDENTE

Fate come volete, mettete il vibra call, mettete la vibrazione, mettete quello che vi pare l’importante che non si sentano suoni e canti oh…stavo dicendo che il PRG è uno strumento importantissimo per un comune...(si sentono vari cellulari che vibrano, Stanco lo prende ed esce, Mangia, Forte e Leone smanettano col cellulare, poi Muto e Pesce rispondono e parlano a bassa voce)…quindi dobbiamo veramente ringraziare il nostro assessore se fin dal primo momento si è adoperato per far si che il piano regolatore fosse approvato…(si accorge che gli vibra il cellulare) scusate ma devo assolutamente rispondere…(il Segretario si rifà il trucco)

MUTO

Prendi le uova…certo di gallina, perché abbiamo uova di struzzo in casa? Rompile nel piatto…no il piatto…devi rompere le uova nel piatto e poi le sbatti.

ZAPPALÁ (rispondendo)

Che c’è, ancora sono al parlamento. Sciagurato, disgraziato, gli ho detto mille volte che non deve correre con la carriola…che si è fatto…un braccio? Quando arrivo a casa l’altro glielo rompo io!

BEATO

Il cellulare è il progresso, ma rende l’uomo schiavo di se stesso!

ZAPPALÁ

La carriola che s’è fatta?

MUTO

Le hai sbattute? Quale buccia? Le hai sbattute con tutte le bucce?... Ma le dovevi togliere le bucce! Sbattere intendevo il bianco e il rosso…

PRESIDENTE (chiudendo il cellulare)

Scusate per l’interruzione, ma era una telefonata importante che riguarda un progetto del nostro comune. (gli altri continuano imperterriti, poi uno alla volta smetteranno di parlare al telefono, Stanco rientra) Dicevo che il PRG è il solo strumento che può dare la possibilità di ampliamento e di sviluppo. Quindi dopo aver ancora una volta ringraziato a nome di tutti la giunta comunale, esorto tutti i consiglieri a contribuire fattivamente e concretamente all’atto finale di questo iter, atto che mi permetto di dire a cui siamo  obbligati, se vogliamo davvero far ripartire il nostro comune. Bene se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione!

LA PECORA

Gli interventi ci sono, ma è inutile farli, visto che non vengono mai presi in considerazione. PRESIDENTE

Consigliere La...Pecora, per fortuna siamo in democrazia, quindi c'è libertà di parola ma anche libertà di scelta! E non tutti possono essere d'accordo con determinate scelte!

LA PECORA

Presidente chiedo la parola per dichiarazione di voto!

PRESIDENTE

Veramente la parola l'aveva presa senza chiederla. Non è un monito, solo per farle notare che anche uno attento e meticoloso come lei a volte incappa in qualche pecca omettendo il regolamento! Ma ripeto non è un monito, può succedere a tutti.

LA PECORA

Nessuno è perfetto!

PRESIDENTE

Appunto, prego! Le do la parola!

LA PECORA

Grazie. Per la parola e per il monito. Non voglio dilungarmi ancora sull'argomento, perché come ho appena detto è inutile, proporre e disporre perché qui ci si sa solo opporre. Come capogruppo della lista DDT dichiaro la nostra astensione riguardo l'approvazione del PRG. Noi ci asteniamo!

ZAPPALÁ

Si, io mi astemio. (Tutta la minoranza ripeterà)

STANCO

E io mi ubriaco! (la maggioranza ride)

ZAPPALÁ

E perché siete ubriachi che combinate minchiate! (vociferano tutti)

PRESIDENTE (suona il campanello)

Cortesemente, silenzio, basta. Mettiamo in votazione il secondo punto all'ordine del giorno, e cioè l'approvazione dello stralcio del PRG, chi è favorevole stia seduto chi è contrario si alzi!

ZAPPALÁ (Leone e Pesce esitanti alzano la mano, ma Zappalà gliela abbassa)

Noi siamo tutti astemi, quindi non c'è bisogno che alziamo la mano. 

PRESIDENTE

Quindi, sei favorevoli e cinque astenuti, il punto viene approvato!

LA PECORA (applaudendo)

Complimenti, bravi, così si fa, continuate così. Bravi, fate sempre orecchie da mercante!

PRESIDENTE

Consigliere, allora anche lei fa spettacolo di piazza, basta, è inutile questa sua sceneggiata!

LA PECORA

Ha ragione presidente è inutile combattere contro i mulini a vento, mi scusi per lo sfogo!

PRESIDENTE

Bene, passiamo al 3° punto all'ordine del giorno, (fa cadere il foglio e si abbassa) oh mi è caduto il foglio, se non sbaglio è l'approvazione del regolamento per l'assegnazione borse di studio e sussidi alle famiglie bisognose. Mi corregga se sbaglio segretario!

SEGRETARIO

Fa benissimo...non sbaglia! Presidente!

PRESIDENTE (si rialza)

Scusate ma oggi una volta la penna del segretario, una volta i miei fogli...

ZAPPALÁ

Se vuole ci sto io seduto li a raccogliere tutto!

PRESIDENTE

Non si disturbi grazie, cercherò di fare più in fretta possibile a raccogliere gli oggetti caduti!

LA PECORA

Fare attenzione a non farli cadere no eh?!

PRESIDENTE

Dunque, dicevamo del regolamento, sul quale c'è stato un grande lavoro certosino, fatto con attenzione e grande senso di responsabilità dalla commissione eletta, e dall’amministrazione comunale e dai cittadini, proprio per rendere il regolamento più comprensibile e soprattutto usufruibile per i nostri concittadini. Approfitto per ringraziare personalmente la commissione sia per il lavoro svolto, e sia per la dichiarata disponibilità per eventuali pareri futuri.

Quindi è ora compito del consiglio comunale approvare il suddetto regolamento, in modo da poterlo rendere operativo fin da subito, affinché sia gli studenti e sia le famiglie con basso reddito possano usufruire dei sussidi economici previsti.  Dichiaro aperta la discussione.

ZAPPALÁ (beve e sputa l’acqua)

Ma che schifo sempre la stessa acqua!

MANGIA

Dalla prossima volta vediamo se ci fanno trovare un po' di champagne?!

ZAPPALÁ

Presidente io avevo scritto un interrogazione sull’acqua.

STANCO

Scrivere sull'acqua mi sembra un po' difficile!

ZAPPALÁ

Difficile per voi!

FORTE

Forse lui ha dei poteri soprannaturali!

ZAPPALÁ

Non ho nessun potere, io quando c'è qualcosa che non va, scrivo su tutto.

PRESIDENTE

Basta con queste discussioni.

ZAPPALÁ

Basta un corno, presidente io ho fatto un'interrogazione, che quando c’eravamo noi al governo l’acqua per il consiglio doveva essere acqua minerale non acqua del rubinetto.

PRESIDENTE

Stia tranquillo non è inquinata, l’abbiamo fatta analizzare più volte, e visto che è potabile la usiamo, cosi diamo anche l’esempio ai cittadini, e poi risparmiamo anche qualche euro. Coi tempi che corrono!

ZAPPALÁ

E allora togliete l’etichetta, cosi uno non si illude. Lo sa che questo è un reato perseguibile?

PRESIDENTE

Un reato?!

ZAPPALÁ

Come no, dichiarazione del falso in etichetta! A verbale segretario, questo è abuso di potere, a verbale, a verbale che vogliono farci bere l'acqua falsificata, a verbale.

PRESIDENTE

Ma cosa dice, quale abuso di potere, chi vuole farla bere, nessuno la sta obbligando!

ZAPPALÁ

E se uno ha sete che fa?

PRESIDENTE

Beve!

ZAPPALÁ

Ecco, visto che devo bere per forza! Ma io non bevo. Piuttosto muoio di sete ma non bevo!

STANCO

Vuol dire che non ha sete se non beve!

ZAPPALÁ

Anzi faccio lo sciopero della sete. Segretario a verbale, a verbale che io sciopero di sete.

PRESIDENTE

Faccia lo sciopero che vuole basta che ci lascia andare avanti!

ZAPPALÁ

Certo a lei che gli frega se io muoio di sete?! A verbale che il presidente mi fa morire di sete! Non si scherza con la morte. La morte è una cosa seria, la morte è una e non va sprecata!

PRESIDENTE

Ma che dice, se mai la vita è una!

ZAPPALÁ

Perché di morte ce n’è sono due? Se lei muore oggi che fa morirà pure domani? Era per fare un esempio, non è che gliela sto chiamando, per farle capire che si muore una volta sola nella vita!

PRESIDENTE

Infatti, quindi non la sprechi la sua facendo gli scioperi. Andiamo avanti.

ZAPPALÁ

Andiamo avanti?! La pensa così?! E io vado avanti con lo sciopero…vado avanti con lo sciopero…io sciopero…vado avanti...(La Pecora lo rimprovera) andiamo…andiamo avanti!

PRESIDENTE

Bene, andiamo avanti con la discussione.

MUTO

Chiedo la parola!

PRESIDENTE

Prego!

MUTO

Grazie. Io volevo fare un’interrogazione!

PRESIDENTE

Consigliere Muto l’interrogazione doveva farla prima dell’inizio dei lavori!

MUTO

Quali lavori?

PRESIDENTE

I lavori del consiglio, prima che iniziassimo a discutere i punti all’ordine del giorno!

MUTO

Ma se lo stiamo trattando adesso il punto in cui devo fare l’interrogazione!

PRESIDENTE

Ho capito che lo stiamo trattando adesso, ma le interrogazioni vanno fatte prima.

MUTO

Ora non la posso fare? Posso fare una comunicazione?

PRESIDENTE

Anche le comunicazioni vanno fatte prima!

MUTO

Allora è vero che qui per lei non si può fare niente?!

PRESIDENTE

Qui si può fare tutto ciò che è concesso dal regolamento!

MUTO

Dal regolamento! Da lei! È lei che concede!

PRESIDENTE

Io mi attengo al regolamento, altrimenti il suo capogruppo dice che non rispettiamo le regole!

LA PECORA

Presidente non faccia ironia, qui non si sono mai rispettate ne le norme e ne le regole e proprio in quest’occasione lei si appella al regolamento. Non mi faccia ridere!

PRESIDENTE

Se non seguo le regole ha da ridire, se le seguo ha da ridire! Lei protesta sempre!

MANGIA

È un protestante!

MUTO

Insomma, posso prendere la parola per parlare o no?

PRESIDENTE

È ovvio che può prendere la parola!

MUTO

Ma con lei non è ovvio, visto che non mi vuole far parlare!

PRESIDENTE

Consigliere Muto, lei può parlare quando vuole, non è che io non la voglio far parlare, solo che nel consiglio comunale ci sono dei modi e dei tempi da rispettare!

MUTO

Ma lei come fa a sapere che non rispetterò i tempi. Stia tranquillo che parlerò il tempo che mi spetta, dopodiché staro muto!

PRESIDENTE

Abbiamo capito, le do parola, prego.

MUTO

Grazie. Dunque io volevo interrogare…non interrogare, volevo chiedere al signor sindaco, che non c’è e magari me lo spiega lei presidente al posto suo, in che modo e in base a cosa vengono assegnate le borse di studio e i sussidi alle famiglie bisognose. Io ho fatto presentare delle richieste ad alcuni amici miei, ma non hanno ricevuto nessuna borsa di studio e nessun sussidio. Eppure soddisfacevano appieno i requisiti richiesti; la figlia neo laureata con 110 e lode, voleva iscriversi ad un corso post laurea per specializzarsi sulle proprietà degli agrumi, e quindi doveva trasferirsi a New York, che come si sa, le migliori industrie agrumicole si trovano li, e si sa anche che mantenere una figlia in America costa, quindi la borsa di studio è d’obbligo. Per quanto riguarda il sussidio alle famiglie bisognose, io avevo fatto inoltrare una richiesta ad una famiglia che si trovava in grande difficoltà economica, aveva veramente bisogno. Il figlio aveva appena compiuto 18 anni, e per andare a scuola voleva la golf turbo diesel, e sappiamo tutti quanto costa una golf, quindi il sussidio alla famiglia era d’obbligo. Perché qui si tratta del diritto di studio, vogliamo negare il diritto di studio ai nostri cittadini? Vogliamo che i nostri giovani restino ignoranti, vogliamo che le nostre famiglie si indebitino facendo finanziarie su finanziarie? O vogliamo che le borse di studio e i sussidi vengano percepiti solo dagli amici degli amici?! Vogliamo o non vogliamo, questo è il problema! Se così deve essere, almeno che si faccia un po’ per uno, senza preferenze, un amico per uno non fa male a nessuno. Grazie. Risponda presidente!

PRESIDENTE

Ma a cosa vuole che risponda?!

MUTO

Alla domanda che le ho fatto! Come stanno i fatti?

PRESIDENTE

Ma quali fatti, intanto partiamo dal presupposto che i bisogni primari sono altri…

MUTO

E quali sono mi dica!

PRESIDENTE

Quali sono, per esempio che ne so mangiare…

ZAPPALÁ

Bere, ma per lei uno può morire di sete visto che non si interessa della sete dei consiglieri.

PESCE

Infatti lei è come la gallina che predica bene e razzola male!

PRESIDENTE

La gallina che predica bene?!

PESCE

Sissignore, la gallina che fa, coccodè tutta educata coccodè e poi con le zampe comincia a sparpagliare a razzolare tutto dove le pare. Si dice che predica bene e razzola male!

PRESIDENTE

Lasciamo perdere che è meglio!

ZAPPALÁ

Lasciamo perdere, certo quando la discussione non le conviene lasciamo perdere!

MUTO

Quindi secondo lei il bisogno di studiare e il bisogno della macchina non sono bisogni primari!

STANCO

Ma mica sono bisogni primari quello di andare in vacanza a New York o della macchina…

MUTO

Ma quale vacanza, doveva andarci per studiare non in vacanza e la macchina serviva sempre per andare a scuola, lei a suo figlio lo manderebbe a scuola a piedi e?!

FORTE

Certo perché se deve fare 500 metri a piedi il ragazzo si può stancare, quindi ci vuole la golf…

PRESIDENTE

Cortesemente smettiamola con questi battibecchi…

MANGIA

Ai miei tempi a scuola si andava a piedi non con la macchina, anche sotto l’acqua e vento…

PESCE

Ma che centra erano altri tempi, dobbiamo evolverci, dobbiamo andare al passo coi tempi…

FORTE

Infatti, andate a fare quattro passi e non dite fesserie…deve andare a New York!

MUTO

Perché che c’è di male se uno va a New York?

PRESIDENTE

Non c’è niente di male, ma non si può chiedere una borsa di studio a tal proposito!

MUTO

Ma come no, se uno deve andare a studiare lì!

STANCO

Certo, deve andare a studiare gli agrumi a New York, domani io dico che devo andare alle Hawaii per studiare il cannolo siciliano, perché è la loro specialità, ma finiamola…

ZAPPALÁ

Certo finiamola perché non riguardano i vostri amici o i vostri progetti…

MUTO

Comunque io voglio una risposta e subito, perché devo fare il dovere di consigliere, e devo rendere conto ai cittadini, soprattutto quelli che mi hanno votato.

MANGIA

Certo soprattutto a quelli, altrimenti la prossima volta niente voto!

LA PECORA

Certo non sono come i vostri elettori che sono stai comprati a prescindere dai favori…

STANCO

Senti da quale pulpito viene la predica!

PRESIDENTE

Basta, riprendiamo i lavori del consiglio! Quindi apriamo la discussione sul punto in questione…

MUTO

La discussione è aperta e aspetto una sua risposta per chiuderla.

PRESIDENTE

Consigliere Muto, noi siamo qui per approvare il regolamento? Quindi come pretende lei che vengano assegnate le borse di studio e i sussidi alle famiglie se ancora non è stato approvato!?

MUTO

Ma io non sto parlando di ora, io parlo di due anni fa!

PRESIDENTE

Ma che centra, due anni fa c’era la precedente amministrazione…

ZAPPALÁ

E non eravate sempre gli stessi?!

MUTO

Lei era nella combriccola, il consigliere Stanco pure, quindi lo sapete no?

STANCO

Se non l’hanno ottenuta vuol dire che in base ai parametri del vecchio regolamento non rientravano tra quelli che potevano  usufruirne!

LA PECORA

Diciamo invece che per l’assegnazione il regolamento veniva applicato ben poco, ma erano altri i parametri a cui si dava importanza!

STANCO

L’asino di mal semenza quel che fa pensa! E poi almeno si sapeva sia delle borse di studio che dei sussidi, con la vostra amministrazione non si sapeva ne l’esistenza del regolamento ne tanto meno l’esistenza di sussidi e borse di studio! Ma state zitti!

LA PECORA

Nella vostra lo sapeva solo chi lo doveva sapere!

STANCO

Si e continua! L’asino di mal semenza quel che fa pensa!

LA PECORA

Asino ci sarà lei!

STANCO

E lei è pecora solo di nome, perché in realtà è un lupo a cui interessa solo il suo boccone!

LA PECORA

Continui, continui a giocarci con le insinuazioni, segretario a verbale, voglio tutto a verbale,parola per parola, poi ci giocherò io e vedremo chi riderà per ultimo.

LEONE

Ride bene chi ride ultimo! Gli ultimi saranno i primi!

SEGRETARIO

Allora, se volete che metta tutto a verbale, parola per parola, cercate di parlare lentamente, esprimendovi in italiano corretto, sia grammaticalmente che verbalmente. Perché non voglio che leggendo i verbali dicano, ma chi li ha scritti un ignorante! Io ho una reputazione da difendere. Altrimenti ci vuole qualcuno che mi aiuti, che faccia la traduzione simultanea!

BEATO

Ha ragione il segretario, qui si parla malamente, ci vorrebbe un dizionario, per arricchir la  vostra mente. Ma a colmare la lacuna io mi offro con onore, e aiutando il segretario vado a fare il traduttore!  (si avvia)

PRESIDENTE (bloccandolo)

No…non c’è bisogno…glielo do io il traduttore…cioè traduco io…faccio tutto io!

ZAPPALÁ

E ti pareva che lasciava avvicinare qualcuno!

LEONE

Ride bene chi si avvicina primo!

MANGIA (si alza ed esce)

Si, e chi prima arriva meglio alloggia! Vado al bagno che l’anguria ha fatto di nuovo effetto.

PESCE (si alza)

Anch’io mi assento un attimo, visto che qua dentro non si può fumare!

FORTE

Co…co…co…come no, facciamo una votazione per fumare qua dentro!

PESCE

Io sono d’accordo. (alza la mano)

PRESIDENTE

Ma cosa sta dicendo, ma non dirà sul serio!?

PESCE

Mica sono stata io a fare la proposta!?

FORTE

Ma si, era una battuta era, la proposta, ci manca pure questo, ma vai, vai a fumare va!

PESCE

Vado quando voglio io hai capito! Se voglio non ci vado e sto qua. E sto qua quanto mi pare!

FORTE

E che mi fai a me?

PESCE

Che ti faccio, se vengo li lo vedi che ti faccio, ti strappo tutti i capelli ti strappo…

FORTE

Sto tremando dalla paura, o mamma che paura che mi fai, vieni, vieni, vediamo come li strappi…

PESCE (fa per andare, ma Muto la trattiene)

Ti faccio vedere io come ti combino.

FORTE (si alza)

Lasciatela venire, lasciatela, che la disintegro!

PESCE

A chi disintegri, a chi, ringrazia che mi trattengono, altrimenti ti facevo vedere io!

PRESIDENTE

Cortesemente prego i consiglieri di abbassare i toni e mantenere la calma.

FORTE

Io sono calmissima, ma se mi istigano!

PESCE

Lasciatemi, vado fuori che è meglio.

FORTE

Si, è meglio.

PESCE

E insiste, e insite! (esce)

ZAPPALÁ

Segretario a verbale che pesce…

SEGRETARIO

Esce, grazie per l’aiuto.

ZAPPALÁ

E Mangia?

SEGRETARIO

Mangia? Che ne so che mangia, ha detto che andava a fumare!

ZAPPALÁ

No, dico Mangia il consigliere.

FORTE

A me?! Io me la mangio no lei!

ZAPPALÁ

Mangia il consigliere Mangia, che è uscito prima per andare al bagno! L’ha scritto o no!? Eh…mi sa che le serve sia il traduttore che un rammentatore!

SEGRETARIO (fa cascare la penna)

Me n’ero accorta, solo che mi era caduta la penna!

ZAPPALÁ (Presidente si fionda a raccoglierla)

È inutile dirle che la raccolgo io, il tanto il presidente non aspetta altro!

BEATO

Giro girotondo, casca tutto in questo mondo, casca giù la penna a terra e tutti quanti giù per terra. Ma il lesto presidente piomba giù fulmineamente, e facendo l’ispezione trova un punto d’attrazione, ma purtroppo il suo dovere lo richiama a risalire e salutando lo scenario, da la penna al segretario. Grazie, mi vengono così spontaneamente senza pensarci.

PRESIDENTE (rientra Mangia, e Zappalà fa gesto al Segretario che annuisce)

Consigliere Beato, la prossima volta invece, prima di farseli venire ci pensi bene, così non dice baggianate. Riprendiamo la discussione!

MUTO

Infatti riprendiamo e mi dia una risposta!

PRESIDENTE

Ancora con la risposta!

MUTO

Ancora?! Ma se non mi ha risposto?! Voglio sapere perché non avete dato ne la borsa e ne la macchina ai miei amici, ma avete dato i soldi al figlio dell’avvocato Causa e alle figlie dell’ingegnere Calcoli, che sono le due famiglie più ricche del comune!

LA PECORA

Perché non lo dice il consigliere Stanco, lui lo sa perché glieli hanno dati!

STANCO

Perché risultavano idonei, ecco perché. Invece su di lei avrei tante cose da dire!

MANGIA

Infatti, lasciamo perdere che è meglio, altrimenti se parlo io!

FORTE

E se pa…pa…pa…

MANGIA

E se parla lei!

FORTE

Se pa…pa…pa…

MANGIA

Parla parla!

FORTE

Se pa…pa…pa…

MANGIA

Parla parla.

FORTE

E stai zitta, parla parla, ma se non mi lasci parlare, non parlo più! Minchia!

PRESIDENTE

Forse è meglio che ci zittiamo un po’ tutti…

LA PECORA

Li lasci parlare presidente, li lasci parlare, che vorreste insinuare?!

STANCO

Io non voglio insinuare niente!

LA PECORA

Noi abbiamo fatto le cose sempre con trasparenza cristallina, i bandi sono stati affissi in tutto il territorio comunale, alla vista di tutti.

STANCO

Si, tutti, tutti gli amici! Ma stia zitto che meglio!

LA PECORA

Voi avete favorito gli amici, noi mai, mai, sempre secondo il regolamento, sempre!

STANCO (vociferano tutti, il Presidente ripetutamente suonerà il campanello)

È inutile che fai la sceneggiata, lo sanno tutti che avete imbrogliato le carte!

LA PECORA

A verbale, segretario a verbale che qui si sta insinuando che abbiamo manomesso le carte.

ZAPPALÁ

A verbale che insinuano…

PESCE (rientra con la sigaretta e riesce)

A verbale che hanno insinuato…

PRESIDENTE

Pesce!

MUTO

A verbale che sono degli insinuatori…

PRESIDENTE

Muto!

LEONE

A verbale che ins…in…ins…a verbale e basta!

PRESIDENTE

Leone!

MANGIA

Andate al diavolo, voi e chi va sta dietro!

PRESIDENTE

Mangia!

LA PECORA

A verbale! A verbale!

PRESIDENTE

La Pecora!

MANGIA

Al diavolo, al diavolo!

PRESIDENTE

Mangia!

FORTE

A verbale, a verbale, a verbale, l’unica cosa che sanno dire è a verbale!

PRESIDENTE

Forte!

LA PECORA

Si a verbale, questa volta l’impugno i verbali, domani stesso andrò dal giudice per la denuncia…

STANCO

E io andrò dal magistrato per la querela!

PRESIDENTE

Basta, invece cerchiamo di andare avanti, altrimenti domani saremo ancora qui a parlare di querele e denunce. Cortesemente calmiamoci e procediamo pacatamente, perché, come ripeto, la materia in discussione è molto delicata e va trattata e discussa con molta serenità.

ZAPPALÁ

Segretario…

PRESIDENTE

Basta Zappalà, la vogliamo finire!

ZAPPALÁ

Ma che Zappalà e zappo qua, finire di che?! Volevo solo dire al segretario che è rientrato Pesce!

PRESIDENTE

Non c’è bisogno, il segretario non ha bisogno del suo aiuto…

ZAPPALÁ

Lo sappiamo, lo sappiamo che per gli altri bisogni l’aiuta lei! Ma visto che sono lo scrutatore!

PRESIDENTE

Si ma se continua imperterrito con un aiuto che nessuno le ha chiesto diventa uno scocciatore! Lo scrutatore deve solo fare solo il suo dovere di scrutinio durante le votazioni…

ZAPPALÁ

Ma se lei le votazioni non ce le fa fare io scrutinio qualcos’altro, almeno mi rendo utile no! 

PRESIDENTE

Basta, si renda utile facendo il suo dovere e basta! Andiamo avanti oh…

MUTO

Andiamo avanti con risposta.

PRESIDENTE

Ancora con la risposta?! Consigliere Muto se abbiamo perso del tempo e si sono alzati i toni della discussione è proprio per colpa sua, e ancora persevera con la risposta!

MUTO

Colpa mia?! Voi date i soldi a chi non ha diritto, ed è colpa mia?! Ma cose dell’altro mondo! PRESIDENTE

Basta, silenzio. D’ora in poi intervenga solo ed esclusivamente chi vuole parlare del regolamento per l’assegnazione borse di studio e sussidi alle famiglie, altrimenti toglierò la parola…oh!

LA PECORA

Chiedo la parola presidente.

PRESIDENTE

Prego.

LA PECORA

Grazie. Come ha detto pocanzi il Presidente, con il regolamento andiamo a trattare un punto delicato e complesso, che deve  essere affrontato con cautela e ponderazione, per non incorrere in facili equivoci, in quanto le leggi in materia di regolamenti sono abbastanza arzigogolate, complesse. Quindi, per non incorrere in bocciature da parte degli organi competenti, che annullerebbero tutto il lavoro finora svolto, io proporrei il rinvio del punto in discussione per ulteriori analisi e valutazioni, cosicché si abbia la certezza matematica che una volta approvato dal consiglio non ci siano cavilli legislativi che ne vietino l’approvazione e l’esercizio…

STANCO

I cavilli li cerca lei non la legge!

LA PECORA

Presidente, se non mi si vuole far parlare me lo si dica subito ed io non parlerò più!

PRESIDENTE

Vada avanti consigliere, nessuno le ha tolto la parola, vada avanti.

LA PECORA

Mi interrompono! Cosa che io non mi permetto mai di fare, comunque vado avanti sperando di non essere disturbato. Stavo dicendo dei cavilli, perché il sottoscritto parla sempre con carte alla mano, il sottoscritto se li va a cercare le carte, le leggi, i regolamenti, e se li studia, se li studia, li esamina, e in base alla legge e agli articoli che adesso elencherò, il regolamento portato oggi in consiglio è nullo, è incompleto, perché mancante del parere dei vari settori competenti. In base all’articolo 4 della legge 66/84 del Decreto Presidenziale del 6/gennaio/70, con successive modifiche del DPR 125/74 del 7/febbraio/71, visto il PIP del 19/marzo/72 e il  CRU n° 515 del POR 34 e del PRUST 89 del 25/aprile/1973, con i successivi articoli BOT e CCT del 1/maggio/1974, in base all’articolo 85 del LP, 1° CD 2° CDROM, con integrazioni del DPR 21/87 del 2/giugno/1975, presa atto della CGIL, CSL, UIL rivisti dal FAP, POF, PUF, in base alla FIAT 128 e successive modifiche, viste le delibere dell’O.D.G. legge L.R. 45 comma 2, e visti i pareri del PIP, PIO, PIOS, del 21/luglio/1976,  trasmessi in calce al D.L.G.S. del 15/agosto/1977, come si evince dal 3° comma, il PD, PSI, PLI e PVC, sono stati favorevoli al documento emesso dal CUP in data 16/settembre/1978, rivisto dal DVD, con la 126 bis e 127, l’ABS va ad integrare l’emendamento 15/18 soppresso poi dalla 39/45, recepito dall’articolo della lastra RX del 15/7/2009 a partire da L1 a L5 è evidente una considerevole lordosi lombare, prodotta da una eccessiva posizione ricurva, ecco dov’era finito! Scusate, ma questo è il referto delle mie radiografie, non centra niente. Dicevo, recepito dall’articolo 90 del DPR del 17/ottobre/1979 in vigore dal 2/novembre/1980, viene accluso all’articolo 29 comma 30 e 31 della legge del 25/dicembre/1981, come si evince dal DPR 27 del 1/gennaio/1982 e successive modifiche apportate dal testo unico n° 28 del 2/febbraio/1983 emendamento n°8 del DLG approvato in data 3/marzo/1984, visto l’articolo 21, comma 7 del CIP e l’articolo 14 del CIOP, con decreto dell’USL n° 56 emanato dal CD. (beve) Scusate ma l’elenco delle leggi che ci interessano è ancora lungo, quindi, siamo alla legge del 3/marzo/1984…

PRESIDENTE (la maggioranza gesticola)

Scusi consigliere, ma deve elencare tutte le leggi e relative  modifiche fino ad oggi?

LA PECORA

Certo! Allora perché le ho esaminate e studiate una per una, non ha visto che mi è venuta anche la lordosi lombare a furia di stare seduto sugli incartamenti?!

STANCO

Faccia causa di servizio per la pensione!

LA PECORA

E ti pareva che non disturbava nuovamente. Le rispondo con una sua frase, l’asino di mal semenza quello che fa pensa. Lei l’avrebbe fatto sicuramente.

PRESIDENTE

Cortesemente consigliere concluda il suo intervento.

LA PECORA

Dicendo concluda immagino che lei pretende che io salti l’elencazione delle leggi!

PRESIDENTE

Io non pretendo assolutamente niente, lei poi è libero di concludere quando e come vuole.

LA PECORA

Ho capito presidente, ma ho come dire, colto qualche sua allusione  ironica. Va do a concludere come vuole lei, d’altronde è inutile ribadire che qui i lavori si conducono alla minchia eleison. Quindi riassumendo in breve, l’articolo 18 del CIP e successive variazioni del CIOP sulla legge, recita testuali parole, il CC non ha competenze nel sul DD e ne sul PP, ma solo sul VC, in quanto la legislazione e la regolamentazione spetta al TAR come previsto dal decreto legislativo 12/54 del 12/aprile/85 e successive modifiche del DPR del 13/maggio/1986 approvate dalla camera in data 14/giugno/1987 e in vigore dal 15/luglio/1988, integrata poi con un articolo determinativo del 16/agosto/1989 applicato al documento emesso modificato dal CIS…

PRESIDENTE

Consigliere quindi ha deciso di elencarle tutte le leggi?!

LA PECORA

Anche se lo avessi deciso lei me lo vieta!

PRESIDENTE

Non le vieto niente, chiedo così ci predisponiamo all’ascolto visto che è arrivato agli anni 90!

LA PECORA

A dire il vero sono ancora alle leggi dell’anno “89!

PRESIDENTE

Mi scusi, non volevo rubarle un anno!

LAPECORA

E io non voglio rubarle ancora tempo, concludo presidente stia tranquillo, non la annoierò, ne lei ne gli illustri colleghi, quindi in base alle leggi del 1989 e successive modifiche e variazioni apportate fino al 18/luglio/2009, il punto all’ordine del giorno e cioè l’approvazione del regolamento per l’assegnazione borse di studio e sussidi alle famiglie, non può essere trattato perché manca come ho suddetto dei pareri indispensabili per l’approvazione. Grazie!

PRESIDENTE

Bene…andiamo avanti con la discussione…

LA PECORA

Come andiamo avanti?! E non tiene conto del mio intervento?

PRESIDENTE

Come no?!

LA PECORA

E allora perché va avanti?

STANCO

E che vuole che andiamo indietro come i gamberi?!

LA PECORA

Già, dimenticavo che voi andate avanti per la vostra strada senza tener conto dei pareri altrui!

PRESIDENTE

Consigliere, noi teniamo conto di tutto, ma come le ripeto siamo in democrazia e quindi vanno rispettati tali principi, e in democrazia vince la maggioranza!

LA PECORA

Quindi lei mi sta dicendo che è inutile chiedere il rinvio del punto all’ordine del giorno?!

PRESIDENTE

Io non le sto dicendo niente, lei faccia ciò che crede opportuno!

LA PECORA

Si, io faccio quello che credo opportuno, ma se voi non lo approvate che lo faccio a fare!?

MANGIA

Vorrebbe pure la sicurezza dell’approvazione!

FORTE

Questa si che è bella! Voi avete mai approvato un nostro emendamento?

LA PECORA

Noi eravamo sempre attenti ai consigli e alle richieste della minoranza, sempre….

STANCO

Sempre attenti a non votarceli, ma stai zitto. (vociferano tutti)

PRESIDENTE

Silenzio. Basta. È inutile parlare del passato…

BEATO (cantando)

Chi avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato scordiamoci o passato siamo Napoli paisà…

MANGIA

Zan zan…

PRESIDENTA

Mangia, Beato!

LEONE (ridendo col suo ghigno)

Zan zan…zan zan…zan zan…

MANGIA

Si è bloccato il disco!

LA PECORA

Muto!

MUTO

Ma che Muto è Leone che fa zan zan!

LA PECORA (facendo il gesto come se li sbatte testa contro testa)

E io tra poco faccio zum zum!

FORTE (facendo il gesto delle percosse)

Zum, zu zu zu zum…zum zu zu zu zum…

PRESIDENTE

Forte!

FORTE (aumentando il volume)

Zu, zu zu zu zum…zum zu zu zu zum…

PRESIDENTE

Basta. Finiamola! E che è!? Neanche i bambini delle elementari fanno così!

LA PECORA

Glielo detto e ridetto che qui siamo all’opera dei pupi!

STANCO

E diciamolo e ridiciamolo che lei è il capo dei pupi, il puparo!

PRESIDENTE

Basta! Silenzio! Altrimenti faccio sgombrare l’aula!

PESCE

Proprio adesso deve fare scopare l’aula, lo dico che lei fa quello che vuole!

PRESIDENTE

Ma che scopare e scopare, ho detto sgombrare, se non la smettete faccio sgombrare l’aula!

LA PECORA

Mi scusi presidente ma lei con quali poteri, e in base a quale articolo del regolamento del consiglio comunale fa sgombrare l’aula?!

ZAPPALÁ

Appunto, faccio sgombrare l’aula mi sa che lo può dire solo il giudice del tribunale!

STANCO

Invece il suo capogruppo lo può fare anche senza dirlo, come ha fatto poco fa! Con segnali e cenni precisi vi ha fatto dileguare in un baleno, e a noi non ci è rimasto che sgombrare l’aula!

LA PECORA (cinico)

Consigliere c’è chi può e chi non può, io può! Forse è invidioso!

STANCO

Invidioso di che?! Faccia, faccia pure finche può! Beato lei!

BEATO

Beato sono io nel consiglio comunale, pur se si dica agli altri è solo un detto proverbiale!

PRESIDENTE

Quando avete finito con le vostre discussioni ed altro me lo dite e se volete andiamo avanti! Altrimenti io non so cosa ci sto a fare qui?!

ZAPPALÁ

Come cosa ci sta a fare! A vedere le penne…a prendere le penne al segretario!

SEGRETARIO

Io le penne le posso prendere da me! Ma il presidente non mi da il tempo e gentilmente si sacrifica ad abbassarsi, ed io lo apprezzo molto, perché al giorno d’oggi è raro trovare persone dalle maniere così nobili…eh si…non esistono più i cavalieri di una volta!

ZAPPALÁ

Anch’io sono cavaliere, ma il presidente non vuole che cavalchi, cioè che mi abbassi!

LEONE

Pure io sono cavaliere!

PRESIDENTE

Basta, con la cavalleria…

LA PECORA

Si, andiamo avanti con la fanteria…

STANCO

Qui si dovrebbe andare avanti con i granatieri, i bombardieri!

PRESIDENTE

Adesso dovremmo andare avanti solo parlando del regolamento e basta. Quindi se c’è qualcuno che deve o vuole dire qualcosa a riguardo bene, altrimenti proseguiamo con la votazione.

STANCO

Chiedo la parola presidente.

PRESIDENTE

Prego. Mi raccomando atteniamoci al punto all’ordine del giorno!

STANCO

Stia tranquillo! Dunque, prima di tutto vorrei ringraziare la commissione che ha lavorato alla stesura nonché alle necessarie modifiche del regolamento in discussione. Lavorandoci con dedizione e professionalità, senza risparmiarsi, ma con grande senso civico e morale, superando anche alcuni momenti critici, in cui ci sono stati disguidi e discordanze su alcuni punti in questione, anche perché, come posso dire, cera qualche membro che remavano contro…

LA PECORA

Lo dica chiaramente, sta parlando di me?!

STANCO

E meno male che lei non interrompe mai nessuno! Figuriamoci se interrompesse!

LA PECORA

Se si parla di me è un mio diritto intervenire.

STANCO

Ma chi ha detto che sto parlando di lei? Forse ha la coda di paglia?!

LA PECORA

Di lana ce l’ho la coda, non di paglia!

PRESIDENTE

La…Pecora lasci parlare, ha parlato lei lasci parlare gli altri. Vada avanti consigliere Stanco.

STANCO

E si, sono davvero stanco, stanco di sentire sempre le solite litanie i soliti sermoni, le solite chiacchiere, noi qua noi la, noi proponiamo, noi consigliamo, invece poi quando è il momento dei fatti e delle decisioni, ecco che arriva subito il senso civico, e zacchete il bastone tra le ruote…

LA PECORA

Il bastone tra le ruote lo mettete voi non noi!

STANCO

E continua ad interrompere, e continua! Deve parlare solo lui e basta!

LA PECORA

Se lei dice cose non vere è logico che devo parlare io!

STANCO

E parli lei allora, faccia sempre come al solito lei se la canta e lei se la suona, dica quello che vuole così ha sempre ragione lei.

LA PECORA

La ragione è dei fessi!

PRESIDENTE

Basta. Consigliere Stanco vada avanti!

STANCO

È sicuro che il consigliere La Pecora vuole darmi la parola?!

PRESIDENTE

Fino a prova contraria qui la parola la do io non La Pecora!

MANGIA

La pecora al massimo potrebbe dare il belato! (Ride la maggioranza)

LA PECORA

Vede presidente come si divertono, come fanno le proposte costruttive, questi sono i consiglieri che dovrebbero portare avanti il nostro comune! Mah!

FORTE

Il divertimento un po’ per uno non fa male a nessuno!

PRESIDENTE

Ma che divertimento, non siamo qui per divertirci o per svagarci, siamo qui per fare l’interesse dei nostri cittadini. Ci si diverte in altri luoghi non qui…

SEGRETARIO

Ops…mi è caduta la penna! (Il presidente si abbassa come al solito)

ZAPPALÁ

Noi non ci possiamo divertire lui si!

PRESIDENTE

Ecco a lei. Allora, consigliere Stanco concluda il suo intervento.

STANCO

Concludo! Mica mi ricordo dov’ero arrivato, mi ha fatto perdere il filo del discorso!

LA PECORA

Ha perso il filo perché non erano cose importanti!

STANCO

E persevera! E insiste! Presidente io propongo di dare la parola solo ed esclusivamente al capogruppo della lista DDT, e tutti gli altri ci esprimiamo solo attraverso la votazione!

LA PECORA

Perché non è quello che fate? A parte qualche intervento che fa lei, degli altri chi è che prende la parola se non che per dire cazzate. (La maggioranza vocifera)

FORTE

A ve…a ve…ave…a verbale!

PESCE

Si ave Maria ora pro nobis!

FORTE

Ave Maria te la faccio implorare quando usciamo fuori!

PRESIDENTE

Basta con Ave Maria e Gloria! Consigliere vuole concludere o no?!

STANCO

Anche volendo non mi darebbe la possibilità, esporrò il mio parere con la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Bene andiamo avanti. Ci sono altri interventi?

ZAPPALÁ

Presidente chiedo la parola.

PRESIDENTE

Prego.

ZAPPALÁ

Grazie. Dunque, come tutti sapete io sono il più anziano dei politici di questo consiglio e per tale vorrei ricordare i ricordi di alcuni ricordi e situazioni che ci aiuteranno a ricordare il ricordo…

PRESIDENTE

Consigliere, si ricordi invece di parlare sul punto!

ZAPPALÁ (guardando a terra)

Dov’è il punto? Da qua parlo!

PRESIDENTE

Si attenga al punto!

ZAPPALÁ

Mi tengo, ma dov’è sto punto?

PRESIDENTE

Ma quale punto e virgola! Si attenga a parlare sul punto all’ordine del giorno!

ZAPPALÁ

Neanche ho iniziato e già sa che non parlo sul punto, come l’ha capito? Che ha il sesto senso?

PRESIDENTE

Non ci vuole neanche il quinto di senso, l’ho capito dal suo incipit!

ZAPPALÁ

Dal mio che?!

PRESIDENTE

Incipit! Dal suo inizio, dalla sua introduzione! Comunque vada avanti.

ZAPPALÁ

Dunque, stavo dicendo che io sono il più anziano dei politici di questo consiglio, e mi ricordo che dal banco degli imputati da dove ora arrivano lezioni di senso civico, prima arrivavano sempre lamentele e chiusure, insomma i cosidetti bastoni tra le ruote. Non c’è stata una volta da quella parte, anzi, prima era da questa parte, che abbiano votato favorevolmente, mai. Eppure erano punti importantissimi, come il piano regolatore, la strada di…il cantiere di…i lavori di consolidamento di…e potrei continuare fino a domattina…

PRESIDENTE

Ma non continui, perché sta parlando di tutto tranne che del regolamento!

ZAPPALÁ

Se lei ha pazienza e mi lascia parlare arrivo al regolamento! Quindi, noi della lista D.D.T. non siamo contrari al regolamento, solo che come ha esposto magnanimamente il nostro capogruppo, il regolamento è incompleto e va completato, e noi siamo disposti a completarlo, quindi bisogna rimandarlo a settembre. Detto questo dico, è inutile che si facciano chiacchiere, le chiacchiere si fanno per carnevale, qui c’è poco arrosto e molto fumo, e si sa che il fumo fa male. Grazie.  

PESCE

Lo sappiamo che il fumo fa male, ma se uno ha il vizio che ci può fare?! Voi parlate perché non avete il vizio, prendetevi il vizio, e poi vedrete se parlate così!

ZAPPALÁ

Ma chi sta parlando di fumare, ognuno è libero di fare quello che vuole!

PESCE

Si, però si deve sentire sempre la solita lagna, guarda che il fumo fa male, guarda che il fumo fa venire il granchio ai polmoni…

ZAPPALÁ

A me ti può venire pure l’aragosta cosi te la mangi!

PESCE

Non si scherza sulle disgrazie degli altri!

ZAPPALÁ

Disgrazie?! E a te chi ti dice di fumare?

PESCE

Ma se ho il vizio?!

PRESIDENTE

E se lo tolga il vizio, cosi non dovrà sentire più nessuno che le fa la predica! Comunque adesso andiamo avanti con la votazione…

PESCE

E come faccio a togliermelo? C’è qualcuno che sa come si toglie il vizio del fumo?

MANGIA

Semplicissimo, prendi le sigarette e le butti!

PESCE

Certo le butto, mica le hai comprate tu! Sai quanto costa un pacchetto di sigarette?!

MANGIA

Allora sei tu che non vuoi smettere!

FORTE

Volere è potere!

PRESIDENTE

Volere, infatti se vogliamo tagliare la discussione forse riusciamo a fare la votazione…

PESCE

Lei deve tagliare sempre tutto! Si sta parlando di un argomento di salute e lei deve tagliare! Io ho il vizio di fumare ma lei ha il vizio di tagliare!

PRESIDENTE

Meno male che taglio senza coltello!

LA PECORA

Complimenti presidente, ha pure lo spirito di fare battute nonostante la sua negligenza!

PRESIDENTE

Alla mia negligenza si contrappone la sua diligenza!

LA PECORA

Continui, continui pure a fare battute!

PRESIDENTE

Non sono bravo a fare battute!

ZAPPALÁ

Lo sappiamo, è più bravo a fare le cascate! (Tutta la minoranza ride)

PRESIDENTE

Se abbiamo finito con l’ironia andiamo avanti…

LA PECORA

Presidente è lei che comincia a fare l’ironico, quindi non se la deve prendere se poi ci accodiamo!

PRESIDENTE

Io non me la prendo ma vorrei riprendere i lavori. Dunque se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione per l’approvazione del regolamento.

STANCO

Presidente chiedo la parola per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Prego.

STANCO

Grazie. Se qualcuno ha già qualcosa da dire sul mio intervento lo faccia adesso o taccia per sempre….Bene, speriamo che taccia per sempre…

LA PECORA (facendo scongiuri)

Speriamo che taccia lei per sempre, iettatore!

STANCO

E ti pareva che taceva! Ogni scusa è buona per interrompermi!

LA PECORA

Se mi maledice è normale che devo interromperla e difendermi!

STANCO

Ma chi l’ha maledetta! Io ho detto, se qualcuno vuole parlare lo faccia prima che inizi, altrimenti taccia per sempre, non ho maledetto nessuno, tanto meno sapevo che lei mi avrebbe interrotto. Ma siccome lei aveva già previsto di interrompermi, ecco il motivo del suo risentirsi!

LA PECORA

Vorrei vedere se io dicessi a lei che deve tacere per sempre, se non si risentirebbe!

STANCO

Lei neanche me lo dice, mi fa tacere e basta, mi interrompe sempre e così io desisto e sto zitto! Presidente posso continuare senza essere interrotto o taccio?!

LA PECORA

Continui, continui, non la interromperò più! Non vale la pena sprecare fiato!

STANCO

Grazie. Sarò brevissimo. Volevo dire che il regolamento in questione è stato vagliato ed esaminato accuratamente dalla commissione e non necessita di nessuna modifica e soprattutto di nessun parere. Quindi noi della lista INPS siamo favorevole all’approvazione. Grazie.

PRESIDENTE

Bene. Passiamo alla votazione.

LA PECORA

Chiedo la parola per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Prego.

LA PECORA

Grazie. Come vedo, in quest’aula si continuano a fare orecchie da mercante. Pazienza. Quando il regolamento verrà bocciato, perché è sicuro che verrà bocciato, come verrà bocciato anche lo stralcio del piano regolatore generale, allora forse ripenserete a questa vostra ostinazione, testardaggine, e forse rimpiangerete di non aver ascoltato chi voleva solo e soltanto dare dei consigli dei suggerimenti esclusivamente nell’interesse dell’amministrazione, e quindi di tutti i cittadini. Perché parliamoci chiaro, i vostri errori ricadranno sui nostri figli…

FORTE

E sui figli dei nostri figli, che sta leggendo la Bibbia!

LA PECORA

Domani , quando un cittadino non potrà costruire un buco di casa, dirà ma chi l’ha fatto sto piano regolatore, quando una famiglia bisognosa non potrà usufruire di un sussidio dirà, ma chi l’ha fatto sto regolamento. Ma allora sarà troppo tardi per cambiare tutto. Quindi io vi esorto a cambiare adesso la sorte del nostro comune, perché nel mondo tutto può cambiare e se tutto può cambiare tutti possiamo cambiare, e se tutti possono cambiare anche voi potete cambiare…

FORTE (urla)

A…a…a…Adrianaaaaa!

AMATO (svegliandosi)

Oh…che c’è?

PRESIDENTE

Consigliere, grazie per la sua…

LA PECORA

Non avevo ancora finito presidente. Come al solito lei approfitta subito per tagliare il discorso!

PESCE

Se ha il vizio di tagliare!

PRESIDENTE

Mi scusi pensavo avesse finito.

LA PECORA

Finisco! Noi della lista DDT vogliamo ribadire che il nostro non è un voto di opposizione, ma un voto di critica per cercare di dare uno scossone a questa amministrazione perché cominci davvero ad amministrare come si deve il nostro comune, quindi il nostro è un voto che deve aiutarvi a riflettere sulle vostre scelte, un voto che…

STANCO

È un voto che non ci darete mai!

LA PECORA

Non vi daremo finché non si lavorerà in funzione del bene comune e della legalità. Quindi come capogruppo della lista DDT, dichiaro la nostra astensione dal voto per l’approvazione del regolamento, anzi no, per dare un segnale ancora più forte voteremo tutti contro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Passiamo alla votazione. Mettiamo in votazione l’approvazione del regolamento comunale per l’assegnazione borse di studio e sussidi alle famiglie bisognose. Chi è favorevole stia seduto chi è contrario si alzi. (Tutta la minoranza alzerà la mano, quando il presidente pronuncerà la parola “favorevoli”Mangia si alzerà) Quindi sei favorevoli e cinque contrari…

ZAPPALÁ

Presidente siamo sei i contrari non cinque, Mangia si è alzata!

MANGIA

Ma che, io mi sono alzata perché l’anguria ha fatto nuovamente effetto e devo andare in bagno!

ZAPPALÁ

Non mi interessa si è alzata durante la votazione quindi vuol dire che era contraria!

PRESIDENTE

Consigliere Zappalà vuole scherzare!

ZAPPALÁ

Non scherzo per niente, io sono scrutatore e ho scrutato, e Mangia si è alzata!

MANGIA

Certo che mi sono alzata, come ci vado in bagno se non mi alzo?!

ZAPPALÁ

Non mi interessa, doveva alzare la mano per andare in bagno!

MANGIA

Ma se il presidente ha detto che non c’è bisogno di alzare la mano per andarci!

ZAPPALÁ

Per me invece c’è bisogno, altrimenti ci confondiamo! Io devo scrutinare secondo la legge.

STANCO

Ma quale legge! La votazione era conclusa, ed eravamo sei favorevoli e cinque contrari!

ZAPPALÁ

Non era conclusa un bel niente, lo dica presidente che non era conclusa!

PRESIDENTE

Veramente avevo già detto…

ZAPPALÁ

Non aveva detto niente, a verbale, anzi a moviola, prendiamo la moviola e vedrà che ho ragione!

STANCO

Siamo a controcampo! Vediamo la moviola, facciamo il rewind!

ZAPPALÁ

Certo non vi conviene perché ho ragione io!

STANCO

La ragione ce l’hanno i fessi!

ZAPPALÁ (lancia la bottiglia dell’acqua)

A chi dici fesso?! Guarda che ti tiro la bottiglia!

STANCO

Oh ma che sei pazzo, se mi prendevi?!

ZAPPALÁ

Uno a zero per me!

STANCO

A si! Ti faccio vedere io! (lancia la bottiglia)

PRESIDENTE

Basta! Basta! Con le bottiglie!

MANGIA

Infatti tiriamo pure qualcos’altro! (tira i fogli di carta)

PRESIDENTE

Finiamola, basta, silenzio!

 (Vociferano tutti, ci sarà un lancio generale di bottiglie e oggetti vari. Il Presidente continua a suonare il campanello ma quando il segretario farà cadere volontariamente  la penna, si abbasserà all’istante. Forte uscirà per andare a picchiare Pesce che gli ha tirato qualcosa e da li escono tutti e si azzufferanno. Ci sarà un sottofondo musicale che andrà sempre a rallentare così come le azioni di tutti verranno fatte a rallenti. Il Presidente si rialzerà sconvolto ma il segretario lo spingerà nuovamente giù e subito si abbasserà anche lei. Beato mentre tutti se le danno è intento a declamare poesie, quando tutti saranno a terra, si rialzerà il presidente e subito dopo anche  il segretario che darà una botta in testa a Beato che tramortito cadrà a terra, mentre il segretario si riabbasserà tirando giù il presidente. In tutto questo pandemonio Amato continuerà a dormire tranquillamente.  Buio.

 

FINE

 

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