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B.

di

Giampaolo Spinato



PERSONE
Uomo con la divisa
Assistente
B.
Lei (Madonna con borsa della spesa)
Lui (la testa fracassata, gli cola sangue a fiotti sulla faccia)






I. 


Uomo con la divisa - C'è nessuno?

Assistente - No.
Uom. - Di là?

Ass. - Nemmeno.
Uom. - Sento dei rumori.
Ass. - Non è niente.
Uom. - No?
Ass. - Nessuno, no, deserto.
Uom. - Non dico un uomo, ma un cazzo di animale, un cane…
Ass. - I cani sì, ci sono.
Uom. - E cosa fanno?
Ass. - Se cani sono.
Uom. - Eh?
Ass. - Mm? – L’han fatto a pezzi.
Uom. - Cosa?
Ass. - Non lo so, qualcosa, non si muove, è morto. - Tu sei pronto?
Uom. - Solo un momento. Lui dov'è?
Ass. – Lì dov’era.
Uom. - Dove?
Ass. - Dov'era prima, al centro.
Uom. - E' proprio al centro?

Ass. - Più o meno.
Uom. - Cosa vuol dire più o meno, è al centro.
Ass. - Sì che è al centro.
Uom. - Vedo.
Ass. - Più o meno...

Uom. - Tu sei pronto?
Ass. - Tu. Sei pronto.
Uom. - Fai il brillante...
Ass. – Chi, io? No, io non...
Uom. - No, dimmelo…
Ass. - No, dicevo solo…
Uom. - No, dimmelo, perché se tu fai il comico…
Ass. - Non faccio il comico…
Uom. - Giù di lì hai guardato?
Ass. – Sì, a parte i cani non c’è più nessuno, deserto, tutto muto.
Uom. - A parte loro.
Ass. - Mm.
Uom. - Mm?
Ass. - Mm.

Uom. - Allora, cominciamo?
Ass. – Sì, io sono il tuo assistente e tu sei il capo.
Uom. - Ah, io sono il capo.
Ass. - Eh.
Uom. - E tu sei il comico...
Ass. - No, ti giuro, prometto che da adesso...
Uom. - Quanto manca?
Ass. – E’ ora.
Uom. – Di già?
Ass. – Sì, mi sembra, è tutto a posto, sì, direi che è ora.
Uom. - Accendi allora.
Ass. - Ah, ma tu dicevi…
Uom. - Cosa?
Ass. - No, no, mi sembra… non è ancora ora.
Uom. - E quanto manca?
Ass. - Un quarto d’ora.
Uom. - Ancora?

Uom. - Ok. Ricominciamo.
Ass. - Vado.
Uom. - Aspetta.
Ass. - Ma la finestra…
Uom. – Aspetta.
Ass. - Cosa?

Uom. - Guarda.
Ass. - Lo vedo, sì, ma cosa?
Uom. - Pensa.
Ass. - Ancora?
Uom. - Ancora.



II. 

Lei: - Sai, B., ti amo…

Io, sai, ti penso sempre, tu mi pensi ancora?

Mmm?

Ci sei, mi senti, mmm?

Ma dove siamo, dov’è che stiamo andando, l’hai capito...

Io sì, ti amo, penso… fin dal primo giorno, da quando ti ho incontrato.

Ma certe volte dico che non c’è nessuno che può dire di poter amar qualcuno...

Io… Amo... Io, sì, ti amo, questo l’ho capito subito quel giorno … ti ricordi quando mi hai guardato e all’improvviso… io me lo vedo ancora come se fosse adesso… Che t’ho abbracciato…

Io…

Mi stai ascoltando?

Io amo, mmm, ti amo, amore, amo amo amo, ancora adesso, amo, amo, amo, ah-ah-ah, ti amo, io, ah-ah, io amo amo, amo, amo amo amo amo a moà moà moà moà moà...



III. 

Ass. – Guarda.
Uom. - Cosa?
Ass. - Una farfalla.
Uom. - Una cosa? 
Ass. – C’era una farfalla dietro la finestra.
Uom. - Che farfalla...
Ass. - Adesso è andata.
Uom. - ... 
Ass. - Cosa?

Uom. - Apri la finestra.
Ass. - Apro la finestra.
Uom. - Che farfalla.
Ass. - Una farfalla dietro il vetro...
Uom. - Cominciamo. Torna indietro.

Uom. - Sei pronto?
Ass. - …
Uom. - Nel rettangolo...
Ass. - C’è il cielo.
Uom. - Un cielo grigio, muto, fermo, piatto...
Ass. - Opaco.
Uom. - Zitto!

Uom. - E in mezzo...
Ass. - In mezzo, un palo.
Uom. - Un palo come?!
Ass. - Dritto grigio fisso e spento.
Uom. - Come?
Ass. - Come il cielo.
Uom. - Come?!
Ass. - Come la lampada che pende... Grigio, dritto, esatto...
Uom. - Esatto.

Uom. - Allora.
Ass. - …
Uom. - Passami una paglia.

Ass. - Tieni. Come hai detto che si chiama?
Uom. - B.
Ass. - B.
Uom. - Fammi accendere. Continua.
Ass. - Lo fa accendere...
Uom. - …
Ass. - …

Ass. - Lo guarda muoversi e fumare.

Ass. - Lo pettina.

Ass. - Lo guarda mentre lui si volta.

Ass. - Lo accompagna mentre torna al centro della stanza…

Ass. - … vicino alla sua sedia.

Uom. - Allora?
B. - ...

Ass. - Lo guarda che si china.

Uom. - Allora?!
B. - ...

Ass. - Oh, cazzo.
Uom. - …?
Ass. - No, niente, scusa, guardavo qui, la sedia.
Uom. - Eh?
Ass. - Lo schienale della sedia.
Uom. - Cosa...
Ass. - E' marcio.
Uom. - Ma vaffanculo.
Ass. - 'Avafanculo, va’, barcolla, guarda.



IV. 

Lei - Mi dondolavi sempre lì vicino a lui, mi dondolavi, ti ricordi?, quando andavamo tutti insieme a rotolarci sopra i prati, io mi ricordo, che ti arrabbiavi sempre coi guardoni, cos’avevamo, tu avevi sì e no vent’anni, quando andavamo in giro per i parchi, che ti dicevo sempre ma perché mi fissi quando ci sdraiavamo sopra i prati... E che una volta uno, un vecchio, un uomo, che ci ha guardati mentre mi baciavi, c’era anche lui a quei tempi, sempre noi tre insieme, dopo ho capito perché non ti mollava, io non sapevo niente allora, io non sapevo che tu e lui avevate quegli affari, chi ci pensava, chi si immaginava, io… io ero piccola… io mi ricordo… Non lo sapevo che mi amavi fin da allora, perché, ero piccola, hai capito… Io ti sognavo ma non immaginavo, io ero piccola, ma piccola, pì picco piccolina, sai, lei era… ecco che cosa… era la bambina era, e dondolava...



V. 

Ass. - E’ sbrindellata marcia, cade, quasi, è vecchia, inaffidabile, se lui si appoggia…
Uom. - Cosa?
Ass. - Guarda…

B. - …

Ass. - Sospira, guarda la finestra, la misura...

Uom. - Allora?!
B. - ...
Uom. - Guarda!
Ass. - Cosa?
Uom. - Allora?!
B. - ...
Ass. - Cosa?
Uom. - Tu continua!
Ass. - L'uomo con la divisa gli sta addosso.
Uom. - ...
Ass. - Da ore. Addosso. Con una mano lo afferra per il mento. Uno strattone secco. Le dita mollano la presa. Un leggero controbalzo della nuca. E’ una vertigine, la stanza gira, poi tutto torna nell’ordine di prima.

Uom. - Non mentire!
Ass. - Dice l'uomo. E tace.

Ass. - Poi ricomincia.

Uom. - Perché l'hai fatto?
B. - ...

Uom. - Cos'ha detto?
Ass. - Non lo so, non… - Cos'è che hai detto?!
B. - ...

Uom. - Allora?
Ass. - …
Uom. - Eh?
Ass. - Non so.
Uom. - Cosa?!
Ass. - Non lo sa.
Uom. - Perché?!
B. - …
Ass. - Non so.

Uom. - Perché?
B. - ...
Ass. - Non so.
Uom. - Non so?!
B. - ...
Ass. - Non so, così...
Uom. - Eh?
Ass. - Così, per niente.
Uom. - ...
Ass. - No, anzi, no, non so...

Uom.. - Non sa.

Ass. - Ha chiuso gli occhi, non vuole più guardare.
Uom. - Eppure deve.
Ass. - Eppure.
Uom. - Guardare la finestra almeno deve.
Ass. - …?
Uom. - …
Ass. - L’assistente non capisce.
Uom. - Vero che deve?!
B. - ...
Uom. - Deve!
Ass. - Ripeto, non capisce.
Uom. - E allora tace!

Ass. - Ah, ho capito l’uomo con la divisa cosa dice...
Uom. - Stai zitto, non parlare.
Ass. - …

Ass. - Cosa faccio allora io, comincio a scrivere?
Uom. - Lo vede?
Ass. – Eh?
Uom. - Lo vede, eh, lo vede, guarda… - Allora, cosa dice?
B. - …
Ass. – Ah, sì, lo vede, sì… Lo vede bene. Tra un po’ comincia a urlare...
B. - …
Uom. - Rispondi! Dai! Cosa ti dice!
B. - …
Ass. - Hai visto che ho ragione, sì, lo vede urlare…
B. - …
Uom. - Perde ancora sangue!
B. - …
Ass. – Non… gridare.
B. - …
Uom. - Sente il dolore, è ancora vivo ma non può parlare!
B. - …
Ass. – Non… urlare.
B. - …
Uom. - Vede il bastone prima di cadere!
B. - …
Ass. – Non… cadeeere!
B. - …
Uom. - Vede i suoi occhi prima di morire!
Ass. - ...
Uom. - E giù, il bastone cade! Forte! Giù più forte! Quante volte?!
Ass. - ...
Uom. – Stai fermo, non la chiudere!
Ass. - Eh?
Uom. - La finestra, vieni qui, non chiudere!



VI. 

Lui - Dove mi portate, dove mi porti, perché mi dici taci, hai visto perdo sangue dalla fronte, ma dove andate, dove mi portate, dai, lasciatemi, lasciatemi da solo qui così sul prato, non vi faccio niente, datemi un pettine, che perdo sangue, dai, mi voglio pettinare, dov’è che mi portate adesso, no nel fiume, ho freddo, sento freddo, voglio qualcosa per potermi pettinare, tu lo sai, mi piace, lo sai che non sopporto di essere in disordine, dai… datemi un pettine, vi prego, adesso, ne ho bisogno, non vedete? 



VII. 

Uom. - Perché?!!!
B. - …
Ass. - B. tace.

Ass. - L'uomo si siede. Aspetta. Ha tempo. Non lo vede, lui, quel volto, nel rettangolo di luce.

Ass. - Non può vederlo, no, tra il cielo e il palo.

Ass. - Nessuno urla… Niente sangue, no, per lui, che scende, fresco, denso… Col suo odore...

Ass. - B. stringe gli occhi, guarda la finestra e vede il grigio, il cielo, il nero, il sangue entrare in quel rettangolo di luce.

Uom. - Ma come fa a sapere, lui, il perché…?
Ass. - Caldo.
Uom. - Eh?

Ass. - Fumo.
Uom. - Non sa perché...
B. - …
Uom. - Eh? - Ma che cazzo di commedia è?!
Ass. - Ma l’assistente…
Uom. - Eh?
Ass. - L’assistente, dico… cos’è che deve fare?
Uom. - …
Ass. - Voglio dire… - entra o esce?
Uom. - Esce.
Ass. - Esce?

Ass. - Mm.

Ass. - Assistente!
Uom. - …?
Ass. - No, dico, è uscito. 
Uom. - Eh.
Ass. - Ma tu subito l’hai richiamato.
Uom. - …?
Ass. - E lui è rientrato.
Uom. - Ma vaffanculo. Cos’è che hai in mano?
Ass. - Uscito, entrato, con il fascicolo sul caso.
Uom. - Rivaffanculo.
Ass. - E queste carte?
Uom. - Siediti al computer!



VIII. 

B. - Mettila via...
Lei - Ma dove?
B. - Non lo so, non so, mettila via, fai in fretta, arriva.
Lei – Qui dietro la cucina?
B. - No, non di lì, di là, nascondila!
Lei - Là dove?
B. – Dentro lì, richiudila
Lei - Eh?
B. - Chiudi la finestra.
Lei - Sì, ma dove la metto allora questa?
B. - Là, dietro la cucina...

Lei - Cosa vuole?
B. - Non so, tu non parlare, non dire niente.

Lei - E' già la terza volta oggi che ti vuol vedere.
B. – Non ci posso fare niente.
Lei - Ma non mi lascia in pace...
B. - Stai calma, adesso, ascolta, sta a sentire...
Lei - Tu non lo sai, non vuoi sapere, quando viene...
B. - Stai calma, adesso, calmati, va tutto bene...
Lui - No, lo sai che cosa vuole?
B. - Non parlare!

Lui - Permesso, si può entrare?

B. - Cosa sei venuto a fare?
Lui - Ciao, come stai, bellezza?
B. - Lasciala stare.
Lui – Non l’ho toccata… ancora. – Vieni qua, dolcezza.
B. – Non la toccare, ho detto.
Lui - Che male fa se l'accarezzo?
B. – Stalle lontano.
Lui – Perché mi parli con quel tono? Non so se ti conviene…
B. - Cosa sei venuto a fare?
Lui - Dove l'hai messa?
B. - Non sono cazzi tuoi.
Lui - Lo sai. Ho bisogno di un favore.
B. - Niente da fare.
Lui - Ah, no?
B. - No. Io non ti faccio più favori.
Lui - Di un po’, ma vuoi scherzare?

Lei - Faccio un caffè.
B. - ...
Lui – Sì, volentieri. Grazie.
B. - Ma quale caffè... Adesso se ne deve andare.
Lui - Non sei gentile oggi.
B. - Non abbiamo niente da dirci.
Lui - Dici?
B. - Dico.

Lui - Ok, va bene.
B. - ...
Lei - ...
Lui - Vado.
B. - ...
Lei - ...
Lui - Ma ricordati che mi devi quel favore.
B. - Io non ti devo niente.
Lui - Ci puoi giurare.

Lui – Ci vediamo, amore…
Lei - …
B. - …?

Lui - Ah, per quella cosa...
Lei - ...
B. - Per quale cosa?
Lui - Una cosa tra me e lei, vero?
B. - Quale cosa, tra “me e lei”, non c'è nessuna cosa tra te e lei, nessuna cosa!

Lui - Hai capito, vero?
Lei - ...
B. - ...



IX. 

Uom. - Scrivi.
Ass. – Eccola, comincia.
Uom. - Alza il volume.

Ass. – Così?
Uom. - Di più.

Ass. – Così.
Uom. - Sì.

Uom. - Scrivi: il giorno stesso… verso le cinque del pomeriggio… tornato a casa, veniva a conoscenza… dei ripetuti tentativi di cercarlo. - Giusto?
B. - ...
Ass. - Di-cer-caaarlo…
Uom. - La convivente ammetteva… di aver dovuto aprire già tre volte la porta di casa...
Ass. - Cazzo!
Uom. - Cosa?
Ass. - Ma ‘avaffanculo va’, l'ha sgambettato!

Uom. - Tanto non passiamo!
Ass. - Merda d'un tedesco!
Uom. - Si è fatto male?
Ass. – No... Speriamo.
Uom. - Fammi accendere.
Ass. - Merda!
Uom. - Stavolta ritorniamo a casa.

Uom. - Scrivi: dopo un diverbio col...
Ass. - 'Azzo!
Uom. - Non mi interrompere, sta’ zitto!
Ass. - Scusa!
Uom. - Scrivi!
Ass. - Di-ver-biò!

Uom. - Dopo un diverbio... - Ma cosa fa!?
Ass. - Merda. L'ha ammonito!
Uom. - Pezzo di merda!
Ass. - Pezzo di merda!

Uom. - Hai visto?!
B. - ...
Ass. - Ma cosa ti protesti, stronzo, cos'ha anche da dire?
Uom. - Cos'hai da dire!
B. - ...
Uom. - Eh?
Ass. - Lo stronzo.
Uom. - Cosa fai?
Ass. - Bastardo di un bastardo…

Uom. - Ma cosa cazzo stai facendo?!
Ass. – Niente, glielo taglio…
Uom. - Dammi qua quel coso.
Ass. - No, glielo taglio.
Uom. - Dammelo, ti ho detto!

Ass. - Ecco, così, cazzo…

Uom. - …

Ass. - …

Uom. – Dammelo.



X. 

Lei - Ciao, Bi, come stai... Te la fanno vedere la partita? Anch'io la sto guardando, ma senza voce, lo sai, mi piace... Ti piace come mi sono messa? Hai visto che vestito? Il manto è quello stesso che mi hai messo tu, ricordi, quello con le frange d'oro, blu, ricordi?… Sto a piedi nudi, senza gli orecchini, con un vestito bianco e lungo, coi ricami, e poi ho una cinta in vita e una corona in mano... Ti piace, eh, ti piace?

C'ho solo ‘sta corona qui dietro la testa, cazzo, che mi tiene un caldo... Ci resisto solo perché me l'hai data tu, te lo ricordi, ma prima o poi la spengo...

Anzi, guarda, sì. La spengo.

No, va be', l'accendo.



XI. 

Ass. - Quanto zucchero?
Uom. - Tre.
Ass. - Ti piace amaro.

Uom. - Mettilo via.
Ass. - E' così bello.
Uom. – Mm?
Ass. – Si muove. Non fosse per il sangue, sembra un animale… - Ma… cosa fai?! No, ma dai…
Uom. - Lascialo lì. – Non lo toccare.
Ass. – Ma l’hai buttato…
Uom. - Non toccarlo!
Ass. - Ma magari glielo possiamo ancora riattaccare.
Uom. – Lascia stare!

Ass. – No. Ci sputo.

Ass. - Oh. Io ci sputo.

Uom. - Cosa stai facendo?
Ass. - Ci ho sputato.
Uom. – Fa’ vedere.

Ass. – Eh-eh, che schifo… Glielo voglio far vedere! – Aspetta, fammi aprire.
Uom. - Vieni via, lascialo stare...
Ass. - Ah-ah...
Uom. - Vieni via dalla finestra, lascia stare!
Ass. - Chiudo?
Uom. - No. Dammi quell’affare.

Ass. – Ma cosa fai…
Ass. - Avevi detto… Eh-Eh, sì, sì, così, dai… Bravo. Hi-hi-hi...
Uom. - E ancora...

Uom. - Ancora...

Uom. - Ancora!

Ass. - Cristo, l'hai pulito. Guarda...
Uom. – Buttalo.
Ass. - E' cominciato il secondo tempo. Alzo.
Uom. – Ok, va bene.

Ass. - Così.
Uom. - ...
Ass. - Così?

Ass. - Sì.



XII. 

B. - Cosa ti sei fatto?
Lui - Non lo sai?
B. - La faccia. Cos'hai sopra la testa...
Lui - Credevo lo sapessi...
B. - Cos'è quel sangue che ti cola sulla faccia?!
Lui - Non urlare. Mi fa male.

B. - Sei morto.
Lui - E tu?
B. - Sei morto, non te ne sei accorto?
Lui - Io sì. Ma, dico, tu?
B. - Cosa ti sei fatto?
Lui - Niente. Non urlare.
B. - Non sto urlando. Dimmelo.
Lui - Lei l’ha saputo?
B. – Dimmi cosa cazzo ti sei fatto?!
Lui - Mi fa male la testa.
B. - Ti hanno picchiato.
Lui - Mmm-mmm...
B. - Con cosa?
Lui – Pugni, calci, anche un bastone.
B. - Quanti erano?
Lui - Non so. Era buio.
B. - Ti fa male?
Lui - Adesso mi è passato.

Lui - Vorrei un pettine.

Lui - Mi piacerebbe avere un pettine, hai sentito?
B. - Non ce l'ho.
Lui - Non ne hai uno ?
B. - No.
Lui – Cosa ti costa?

Lui – Lei dov’è andata?
B. - Via.
Lui - Via dove? Dove è andata?
B. - Non c'è, non c’è, non c’è, che cosa cazzo te ne frega?!
Lui - Non gridare!
B. – E’ andata!
Lui – Non urlare…
B. – Sei tu che urli, sei tu che gridi e neanche te ne accorgi, via di qui, vai viaaaaa!!!

Lui - Mi voglio solo pettinare. Non ce la faccio più, mi senti? Portami un pettine, mi voglio solo pettinare, dai, cosa ti costa?



XIII. 

Ass. - 'Sta faccia acculo.
Uom. - Eh?
Ass. - Perde tempo, hai capito?, siccome siamo pari, perde tempo.

Ass. - Cazzo, mi fa imbestialire, io la spengo.
Uom. - No, lascia stare.
Ass. - Non ci resisto.
Uom. - Lasciala.

Ass. - Non sente.
Uom. - Ah?
Ass. - Non ci sente.
Uom. - Fammi accendere.

Ass. - Ha la barba lunga.
Uom. - Mmm.
Ass. - Suda.

Ass. - E'stanco.
Uom. - Eh?
Ass. - E' il caldo.

Uom. - I tasti.
Ass. - Eh?
Uom. – La tastiera, guarda.
Ass. - Credevo che guardavi la partita.
Uom. - La sto guardando. – T’è caduta.
Ass. - Cosa?
Uom. – La cenere sulla tastiera, guarda…
Ass. - Ah.
Uom. - Il caldo.
Ass. - Il fumo.
Uom. - Scrivi.
Ass. - L'uuuomo lo fisssadesssoo lemaaaninn tasssca lelabbbrra schiuse ressspira in siiilennzio eloguarrrda fisssso...
Uom. - Mentre B...
Ass. - Mennntrebbì...
Uom. - ...Sente il suo fiato...
Ass. - Sennnteilllsuofiaato...
Uom. - ...i suoi occhi che lo interrogano...
Ass. – isuoiocc…
Uom. - Cchi che lo interrogano.
Ass. - Occhicche...
Uom. - lominacciano...
Ass. - ...cciaaan...
Uom. - Lo braccano...
Ass. - ccano...
Uom. - Lo schiacciano.
Ass. - cciano...
Uom. - Contro la sedia marcia, ora, da due ore, ma lui non ha più forze...
Ass. - zze...
Uom. - Non se la sente, lui, non ha pensieri, più, più corpo, occhi, lingua, più! Crede, almeno, dubita di averne...
Ass. - Rrne...
Uom. - Non c'è più niente da vedere, pensa.
Ass. - Nien... te...
Uom. - L'ufficio.
Ass. - Mmm?
Uom. - Il tavolo. Carte, fascicoli, computer, ancora carte, l'aiutante, altri aiutanti...
Ass. - Altri?
Uom. - Entrano ed escono.
Ass. - Ma chi?
Uom. - Aspetta qua, gli dice.
Ass. - Aspetta qua, gli dici. Non si sa a chi, non si capisce.
Uom. - ...

Ass. - Ed esce.



XIV. 

Lei - Mi ha scopato, Bi... Dio come scopa, Bi, ogni volta che mi tocca, mi picchia e poi mi scopa, Bi, ma a me mi piace, lo sai, ci godo, io, sì, mi piace, lo sai quanto mi piace... Come stai, mmm?, mi piace piace mi piace piace piace, sì, mi mmm-ssssssh.

Tu come stai?

La stai guardando la partita?

A me mi piace, Bi, mi vedi?, lo vedi tu da lì, neh, dì, la vedi, va', mi cola… oh, Bi, mi prude, sì, mi pià-ccce ace ace, mmmmm... quando si bagna la mia fica…

Lo sai che ancora adesso tutte le volte mi cola ancora sangue come la prima volta che tu me l'hai messo dentro? Lo sai?, lo sai, mi piace, ma tanto tanto, io vorrei tanto che lui mi chiavasse, sì, ma sempre, lo sai, tu ti ricordi come tu… tu mi hai vestito, ehecco, così sto anche adesso, come mi hai messo tu, con la corona, dietro qui, eccheccazzo, qui di dietro, sì, ma, Bi, fa caldo, va’, mi brucia, dico, Bi, mi brucia sui capelli dietro, sai, dai, Bi, dai, sbrigati, dai, basta, senti, chiavami, da', chiavami, mmmiavami, sssh, chiavami, chiavami, chiavami, chiavami, chiavami, chiavami, chiavami, cosììììì!



XV. 

Ass. - Eccheccosè, un serpente, mmm?, guarda qua, si muove ancora…
B. - ...

Ass. - Ah.

Ass. - La partita...

Ass. – La partita, sì, ecco cosa.
B. - ...
Ass. – Sì, sì, ecco cosa.

Ass. - Chissà se gliela fan vedere questa sera.
B. - ...
Ass. - L'Itaglia.
B. - ...
Ass. – Forza Itaglia, eh, forzaaaragazzì!
B. - ...
Ass. - In coro...
B. - ...
Ass. - I-ta-glia, I-taglia!
B. - ...
Ass. - Ecco cosa, vedere la partita, pensa!
B. - ...
Ass. - Chissà. Così. Per non pensare, pensa...
B. - ...
Ass. - Ecco cosa, non pensare, pensa...
B. - ...
Ass. - Non. Pensa.
B. - ...
Ass. - No?
B. - ...
Ass. - Nooo???!!!

Ass. - Rigore, Cazzo! - Oh, ma sei tornato, non t’avevo visto.

Uom. - Perchè l'hai fatto?
B. - ...
Ass. - Non lo so...
Uom. - Non so?
B. - ...
Ass. - Così.
Uom. - Per niente...
B. - ...
Ass. - Non...
Uom. - Anche tu...
Ass. - No per niente no...
Uom. - No?

Uom. - Gliel’hai staccato, cazzo.
Ass. - Non siamo qui per questo?
Uom. - …

Ass. – No! Merda, l'ha sbagliato!
Uom. - ...
B. - ...

Ass. - Merda merda merda…
Uom. - Ridammi quell’arnese!
Ass. - Gli stacco via la testa!
Uom. - Ridammelo, stai fermo, ho detto!
Ass. - Vaffanculo…

Ass. - Ma dove cazzo stava con la testa?
Uom. - Altrove.
B. - ...
Ass. - Testa di cazzo.
Uom. - A casa, forse.
Ass. - Quella merda di tuo padre...
Uom. – Ecco, sì, tuo padre.
B. - ...
Ass. - E di tua madre...
Uom. - ...
B. - ...
Ass. - Troia.

Uom. - Io non so niente...
Ass. - Eh? Stavolta ce l'abbiamo in culo, stronzi, torniamo a casa, ci sta bene, vi sta bene, stronzi.
Uom. – Così diceva, vero, così ha detto.
Ass. - Eh?
Uom. - Non so niente.
Ass. - Ah.
Uom. - Sua madre.



XVI. 

Lei – E poi, sai cosa? Sì, cioè, perché mi hai sempre fatto mettere le cose di tua mamma? Ecco, B., ‘sta cosa… Sì, ma cosa importa… Ti ricordi che non le volevo, io non le ho mai volute… Ma, dicevo, se a lui piace… Io non lo so… Lo sai che poi tua mamma non mi guarda più nemmeno in faccia. Eh, non mi saluta, sai, io non so mica cosa pensa. Ma cosa ho fatto io, signora, io non so, ma mica è colpa mia… Va’ che è strana, neh, tua mamma… Bella strana, Bi, mi senti? Cazzo, guarda, è una persona bella strana… Sai cosa ho sentito che è andata a dire in giro? Lo sai cosa? Che sono una puttana. Ah-ah-ah… Oh, mi vien da ridere… Minchia, oh, senti chi parla… Ah-ah-ah…



XVII. 

Ass. – No, “non so niente”: "Nient", diceva.
Uom. – Così diceva?
Ass. - Sì: “Nient”, così si dice.
Uom. – E’ vero.
Ass. – Mm.
Uom. - Quando sono venuti a prenderlo…
Ass. - Sì. Proprio: “Pà!”, ha gridato.
B. - ...
Ass. – “Ciao, papà! No, ma lui sa mica niente, niente sa, capito? Nient”.
B. - ...
Uom. – “Lasciatelo stare...”
Ass. – “Lasciatelo, capito?!”
B. - ...
Ass. - Mentre che saliva in macchina.
Uom. – “Dai...”
Ass. - Mentre che lo portavan via.
B. - ...
Uom. - Mentre che?
Ass. - Mentre che la mama...
B. - ...
Ass. - ...mugolava: “No, l'è no staa lù l'è no, iin tucc matt, iin tucc, iin matt”.
Uom. - Ma..
Ass. - L'ha dì inscì. Lee, la madre, donna, mama.
Uom. - Lascialo stare...
Ass. – E pensa che lui ieri notte ci ha chiesto pure di dormire insieme.
B. - ...
Ass. - A lee. Insèmma. Insieme alla sua mamma, sì.
Uom. – Ma come cazzo parli, dai, finiscila.
Ass. – “Se poeu no, se poeu no, 'nda avanti inscì, tires in là, 'ndem, tires in là...”
B. - ...
Uom. - Si può sapere...?
Ass. – Lei si è infilata nel suo letto. “Ho paura”, ha detto lui, “Mamma, c’ho paura”.
B. - ...
Uom. – Dai, finiscila.
Ass. – “Caghess minga addoss adèss!”, fa lei.
Uom. - Finiscila.
Ass. – “Io ci ho paura, mama”. E lei si è coricata lì vicino a lui con la vestaglia. L'ha tiraa'l lenzoeu. L'ha seraa i occ. Mentre che lui parlava...
B. - ...
Uom. - Ti ho detto di finirla...
Ass. - Da solo, lui, parlava. E lei: “Stà gh'et da lamentàass?” Parlava. Bofonchiava. I denti contro i denti lui raschiava.
B. - ...
Ass. – “In quattro erano”, dicevi, “Quater, cont i gatt che smiagulava...”
B. - ...
Uom. - ...
Ass. – “Mmmmama...”
B. - ...
Ass. – “... là dedree, i scarp bagnaa ne l'erba, i stèll che s'eren ritiraa...”
Uom. – Adesso basta!

Ass. - Eh? - Cosa?
Uom. - Cosa c'entrano le stelle adesso?
Ass. - C'entrano sì.
Uom. – Che cosa?
Ass. - C'entrano nel senso che non c'erano - neh?, vero?
B. - ...
Ass. - S'eren ritiraa, là in cima.
Uom. - Basta.



XVIII. 

Lui – Mmm… Niente più da fare, niente più da dire… datemi un pettine, datemi un pettine, vi prego, mi devo pettinare…



XIX. 

Uom. – Fanculo, qui si soffoca.
Ass. - Lui tace.
Uom. - Tu scrivi.
Ass. - Lui resta lì dov'è?
Uom. – Tu scrivi!
Ass. - Sì, ma lui...
Uom. – Tu non parlare, scrivi. - Qui entra il bastone. E l'uomo. La sagoma, il profilo.
Ass. - L'omm.
Uom. - Cane. Crepa, cane.
Ass. - Omm.
Uom. - Merda, crepa. Se la ricorda bene la sua faccia.
B. - ...
Uom. - Cane. Contro di me s'è messo...
B. - ...
Ass. - Contr'a mi.
Uom. – Trascrivi. Scrivi!
B. - ...
Uom. - Cane. E lei, la cagna, anche. Lei la luna, dico.
Ass. - Noeuva.
Uom. - La luna cagna.
Ass. - Che l'era dree a pissà dedree a la nuvola dedree.
Uom. - La cagna!
B. - ...
Uom. - Buio, mi hai capito? Tutto buio intorno era.
B. - ...
Uom. - E buio è.

B. - ...
Uom. - ...
Ass. - Com'è che è cominciata questa storia?

B. - ...
Uom. - ...
Ass. - Si può sapere?
Uom. - ...

Ass. - Mica lo posso più sapere io, eh?

B. - ...
Ass. - Più.
B. - ...
Ass. - Anni, forse. Quanti anni?
B. - ...
Ass. - Sei?
B. - ...
Ass. - Sette?
B. - ...
Ass. - A mangià.
Uom. - A?
Ass. - Lavorà.
B. - ...
Ass. - Mangià nagott, anca.
B. - ...
Ass. - Cercass de lavorà. Ghe n'è minga. Cerca. Trova. Chi cerca trova. 'Stì ball. Tas lì, per piasè. Ci avevo anche la ragazza prima.
Uom. - Lascia perdere.
Ass. - Come no? Anche lei c'entra. Anca lee...
B. - ...
Ass. - Ci stavo insieme, vero?
B. - ...
Ass. - Ma poi, la troia, la s'è miss insema a l'omm de merda.
B. - ...
Ass. - A quel maiale. Vero?
B. - ...
Uom. - E' vero?
B. - ...
Ass. - Non potevo dirci gnente, vero?
B. - ...
Ass. - Così, da un giorno all'altro... Lui gliela dava, no?, a gratis gliela dava.
B. - ...
Uom. - E' vero?
Ass. - E io, niente, muto. Tutte le volte che andavo là da lei e da lui: Vieni che ti devo chiedere un favore.
B. - ...
Ass. - Vieni che...
Uom. - Finiscila.
Ass. - Un favore.
B. - ...
Uom. - Cazzo di storia.
Ass. - Per favore.
Ass. – Vieni, dai… - E lui ci andava.
B. - ...
Uom. – Adesso smettila.
Ass. – E lui che andava. Bravo.
B. - ...
Ass. - Vado. Vado. Andiamo.
B. - ...
Ass. - Bravo, tieni: tre, quattro, cinque dosi.
B. - ...
Ass. – Io te la do, ma però mi devi mettere una firma qua su questa carta...
B. - ...
Ass. - Hai capito, firma.
B. - …
Ass. – Assegni. Eh. Cambiali. Per piacere, firma. Te sei incensurato te. Non ti possono mica dire niente. Te sei a posto, pulito immacolato. Tè, prendi, a gratis, è tutta tua ‘sta roba...
B. - ...
Ass. - La bestia. Bestia a chi? A me? Sì, a te. E intanto che ci sei portami anche queste ai giardinetti là, dietro la chiesa, e porta indietro i soldi...
B. - ...
Ass. – Capito com’è andata?
B. - ...
Ass. – Quella puttana. L'omm de merda. Ecco come, tutto incominciato è da lei che io lei io la volevo sempre lei, sì, anche quella sera, quella del bastone, sempre, prima e dopo a fargli quei favori, a lui e a lei anche, così che mi sembrava di avercela vicino, io li facevo, sì, i favori, perchè non dovrei farli, io, i favori? Neh… papà, non lo capisci?
Uom. - ...?
Ass. - Papà ma cosa credi? - Ce l'ho detto quella volta - cosa credi? - C'era il Giuliano. A secco. Tieni qua, tirati su, Giuliano, che così non mi va mica di vederti. Ce l'ho data. Da parte sua di quello, l'omm di merda...
B. - ...
Ass. - E mentre che la preparava è entrato. Mio padre è entrato. Metti via. Sì. Ciao.
Uom. - Ciao.
Ass. - Capito?, metti via.
Uom. - Ciao.
Ass. - Capito. Dai, saluta. Buonasera.
Uom. - Cos'è che fate qui?
Ass. - Niente.
Uom. - Cosa?
Ass. - Niente.
Uom. - Cos'è che fate?
Ass. - Niente. Vero?
B. - ...
Ass. - Dai, diciamoglielo.
Uom. - Cosa?
Ass. - Diciamoglielo...
B. - ...
Ass. - Mio papà ha paura che prendo quelle cose. Ha paura che mi infilo quelle merde lì nel braccio. Vero?
B. - ...
Ass. - Ha paura che ci casco dentro. - Ero dentro. Fino agli occhi c'ero dentro. Papà, papà non penserai mica.
Uom. - ...
Ass. - Dai. Ci faccio compagnia a un amico, vedi? Perchè mi cerchi?
Uom. - ...
Ass. - Chi ti ha detto di venire qui? Com’è che mi hai trovato?
Uom. - ...
Ass. – Io qui. Fin qui. Non si può fare compagnia a un amico? Ci faccio compagnia, non vedi, ci parlo insieme perchè non è, non vedi, non si sente troppo bene - Ecco, sì, c'era anche il Giuliano quella volta di mio padre. Vero?
B. - ...
Ass. - E anche quella notte.
Uom. - Quella del bastone?
Ass. – Eh. Quella dell'omm, lui, la merda da picchiare.
Uom. - Era deciso.
Ass. - Solo quello. Picchiare e basta.
Uom. - E basta.

Ass. - Beh?
Uom. - Due settimane.
Ass. - Due sole?
Uom. - Quindici giorni.
Ass. - Quindici per cento.
Uom. - Più o meno.
Ass. - La percentuale sugli incassi, anche. O no?
B. - ...
Uom. - No, no, in cambio roba gratis.
Ass. - No?
B. - ...
Uom. - E se non...
B. - ...
Uom. - Se non mai...
B. - ...
Uom. - Fosse mai.
B. - ...
Uom. – E se non fosse mai successo?
Ass. - Ha la camicia fradicia... è sudato.
Uom. - Lui non lo sa… è successo.
Ass. – E’ fradicio.
Uom. - Non può sapere, lui…
Ass. - E' bagnato.
Uom. - Lascialo stare, non toccarlo!
Ass. - Guardalo.
Uom. - Non lo sa più lui...
Ass. - E l'avvocato?
Uom. - Non è successo.
Ass. - Conosci un avvocato?
B. - ...
Ass. - Lo conosci?
Uom. - No, non è successo.
Ass. - Sì?
B. - ...
Uom. - No.
Ass. - No?
Uom. - E anche se fosse...
Ass. - Cosa?
Uom. - Non ha più tempo per pensarci adesso.
Ass. - Ehnno.
Uom. - Guardalo. Adesso, no, non può.
Ass. - Gggià.
Uom. - Guardalo.
Ass. - Mmmm...
Uom. - Ci penserà qualcuno, forse, pensa...
Ass. - Chi?
Uom. - Guardalo.
B. - ...
Uom. - E' sospeso.
Ass. - ...Raggomitolato.
Uom. - Ascolta.
Ass. - Cosa?
Uom. - Ascolta. Quella notte. La voce di sua madre..."Da dove vieni?"
Ass. - Era sconvolto.
Uom. - "Da dove vieni? Va’ come sei sporco, cos'hai fatto…”
Ass. - "Vonc".
Uom. - "...guarda che faccia".
Ass. - "Vonc da bon".
Uom. - L'hai incontrata sulla porta.
Ass. - "Ciao".
Uom. - "C'è il letto pronto".
Ass. - "Ho paura".
Uom. - "Vai a dormire".
Ass. - "Mi inseguono".
Uom. - "Ma cosa dici?"
Ass. - "Mi spiano".
Uom. - "Ma cosa dici, smettila, vai a letto".
Ass. - "Mi guardano".
Uom. - "Muccala, ma cosa stai facendo?"

Ass. - Riempiva con la carta igienica i buchi delle serrature.
Uom. - Perchè?, rispondi!
B. - ...
Ass. - Tocca farlo.
B. - ...
Ass. - Presto. Altro che Itaglia.
B. - ...
Ass. - Chi. Dove. Come. Quando.
Uom. - Perchè?!
Ass. – Qui, questa questione è qui. Mica altrove. Qui questa. Tutta qui. Mica prima o dopo o dentro. Chi dove come quando.
B. - ..
Ass. - Perchè?
B. - ...

Ass. - Dammi una sigaretta.
Uom. - Tieni.
B. - ...
Ass. - Grazie.
Uom. - L'aiutante si allontana.
Ass. - Eh?
Uom. - Vai.

Uom. - Chiude la porta.

Uom. - Si ricomincia.



XX. 

Uom. - Adesso basta.
B. - ...
Uom. - Si conclude.
B. - ...
Uom. - Allora?
Ass. - Non lo sa perchè.
Uom. - Stai fuori.
Ass. - Sa che quello là strisciava.
Uom. - Taci.
Ass. - Devi marcire, ha detto.
Uom. - Cosa?
Ass. - Merda, sì, marcire, ha detto. Sa che l'ha sentito urlare. Che gli ha tappato anche la bocca.
Uom. - Vai via...
Ass. - Con un calcio. Zitto! Poi con tutt'e due le mani. Gli tremavano le labbra. Tutto tremava. E quello che gridava.
Uom. - ...
Ass. - E c'era un legno. Lì vicino c'era il legno. Cosa fai no dai che cosa. E...
Uom. - Stai zitto!
Ass. - Stai zitto zitto zitto taci zitto tieni, tò.
Uom. - Scrivilo.
Ass. - In quattro erano. E giù. Tè, tieni. Giù. Più forte. Zitto.
Uom. - Scrivilo!
Ass. - Al buio, coi pugni chiusi ad asciugarsi la saliva sulla bocca. Col fiatone. Con gli occhi che friggevano di rabbia. La testa vuota. Le gambe dure. Come quel legno, quel bastone che c’avevo in mano.
Uom. - Hai scritto?
Ass. - Lo scrivo. E ad ogni colpo sempre più pesanti e dure. Più del bastone. Dio dio dio dio dio dio. Bestia. L'omm.
Uom. - Fammi vedere...
Ass. - Noi. Nero. Quattro. Buio. Lì. Noi quattro - ascolta - al nero, al buio - ascoltami - e l'omm, anche l'omm - ascolta - io mica io...
Uom. - Fammi vedere...
Ass. - ... mentre che insomma io no che non lo so cos'è che vuoi cos'è cos'è cos'èèè!!!

Uom. - Respira.
Ass. - ...
Uom. – Sì, bravo, su, così, respira. Acqua?
Ass. - ...
Uom. - Continua. E tu, ascolta.
B. - ...
Ass. - Poi è passata via una nuvola, dico passata, ma proprio via, di corsa, cioè, ha tagliato quella palla gialla là, la luna, gialla, s'è svegliata, la cagna, adesso s'è svegliata, adesso, ma dov'era prima?, cagna, adesso viene fuori, solo adesso, cagna. E' bastato quel riflesso. Qualcosa che gli luccicava sulla faccia, a quello là, sul collo e anche sulla testa nera, sui capelli. Andiamo via. No, portiamolo giù al fiume. In quattro erano: a trascinarlo non pesava niente. Ecco: non parla più, non parla, non respira, sto male, merda, male, non si muove, andiamo via, lasciamolo, dai, via. Troppo tardi. Freddo, brividi: le dita strette sotto i gomiti, già appiccicose. E quello là, per terra, al fiume, adesso non parlava. Finito. Punto. Fatto. Detto. Chiuso. E basta.



XXI. 

Ass. - L'uomo con la divisa si volta, guarda me piegato sopra la tastiera. Guarda B.
Uom. - Tu...
Ass. - Dice.
Uom. – Allora, è vero?
B. - …
Uom. – Com’è che è andata?

Ass. - Guarda la finestra.
Uom. - E’questa qui la storia, è tutto quello che è successo quella sera?
B. - …
Ass. - La lingua della nuvola che è entrata nel rettangolo di luce.
Uom. - E’ così che è andata?
B. - …
Ass. – Che si appiattisce su tutta la finestra.

Ass. - Il palo non c’è più, è sparito.

Ass. - Resta il rettangolo. Ma nero, adesso.

Ass. - Lasciamo aperto, dai, fa caldo.
Uom. - Caldo.
Ass. - Fumo. Non chiudete, per favore.

Ass. - Lo pensa, non lo dice.

Ass. - Ma l'aiutante chiude.

Uom. - Bene.
Ass. - Il superiore dice.
Uom. - E' vero allora.
B. - ...
Ass. - B. non parla.

Uom. - E' così? Rispondi.
Ass. - B. piega il mento contro il petto…

Ass. - Sì.
Uom. Sì, è così?
Ass. - Sì, ma non conta.

Ass. - Non conta adesso.

Ass. - Tutto, i ricordi, il tempo che gli sta davanti e dietro.

Ass. - Dimenticarsi.
B. - ...

Ass. - Sciogliersi. Ecco cosa.
B. - ...

Ass. - Non chiede altro.
B. - …

Uom. - Taci.

Ass. - Niente più da dire…
B. - …

Ass. – Niente più niente più da fare…
B. - …

Ass. - Ecco perché tace.



XXII. 

Lei: - Vieni, sì, vieni, dai, così, lasciati andare…

Appoggia la testa qui sulla mia spalla…

Anche la schiena, sì, così, ti tengo io col braccio, amore…

Le gambe qui, sulle ginocchia…

E non parlare…

Che cosa hai fatto, amore, lasciati cullare…

Così, stai giù, sì, chiudi gli occhi, amore…

Lo so, è difficile, ma adesso, nonostante tutto, non lo fare…

Non puoi lascarti andare, amore, fallo per me, devi capire…

Non è per questo, non per questo è capitato tutto questo… non morire.

Non è successo perché tu muoia adesso, lo so che è assurdo, amore…

Sai, anche il male a qualcosa deve pur servire…

Anche se non ti lascia più parlare…

Non fa respirare…

E’ assurdo, sì, lo so, ma tu non puoi morire…

Devi trovare pace…

Pace, sai, amore…

Abbi pietà, pietà…

Non far così, non farmi piangere, mio amore…

E’ la pietà che devi avere…

… Che devi ritrovare…

Pietà… da vivo, amore… Non c’è nient’altro più da fare… Se poi vorrai… morire in pace.



XXIII. 

Uom. - C'è nessuno?
Ass. - No.
Uom. - Di là.
Ass. - Nemmeno.
Uom. - Sento dei rumori.
Ass. - Non è niente. I cani.
Uom. - Hanno finito?
Ass. - No, continuano a sbranarlo.

Ass. - Se cani sono.

Uom. – E lui dov'è?
Ass. - Eh.
Uom. - Lui. Dov'è?
Ass. - Qui al centro.
Uom. - Bene.

Ass. - Perchè l'hai fatto?
B. - …
Uom. - Eh?
Ass. - Perchè!?
B. - …


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