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BERTOLT BRECHT

BAAL

                                                                                                          Traduzione di Roberto Fertonani

PERSONAGGI

Baal                poeta lirico

Mech               commerciante all'ingrosso ed editore

Emilia                         sua moglie

Dottor Filler critico

Giovanni Schmidt Pschierer direttore delle acque demaniali

Un giovanotto

Una giovane signora             

Giovanna Ekart

Luisa cameriera

Le due sorelle

L'affittacamere

Sofia Barger

Il teppista

Lupu Mjurk

La soubrette

Un pianista Il parroco

Bolleboll Gougou

Il vecchio mendicante

Maja mendicante

La giovane donna

Watzmann

Una cameriera

Due gendarmi

Carrettieri

Contadini

Taglialegna ecc.

CORALE DEL GRANDE BAAL.

Mentre Baal cresceva nel bianco grembo della madre, il cielo era già cosi quieto e scialbo e grande, giovane, nudo, un prodigio immenso come l'amava Baal, quando Baal giunse.

Nella gioia è nel dolore il cielo era fermo anche se Baal dormiva, beato, senza vederlo: di notte — mentre Baal era ebbro — di colore viola, Baal pio all'alba e lui smorto albicocca.

In giro per la bettola, la chiesa, l'ospedale, Baal trotta indifferente e se ne stacca presto. Anche se Baal è stanco, ragazzi, mai non cade a terra: con sé dall'alto trascina il suo cielo.

Nel pudico brulichio dei peccatori, mentre giaceva nudo e si rotolava in pace Baal, solo il cielo, ma il cielo sempre copriva immenso la sua nudità.

E il mondo, grande femmina, che si dà con una risata al succubo che serra tra le ginocchia per stritolarlo, gli diede estasi nuova, che lui ama, ma non moriva Baal: guardava e nient'altro.

E quando Baal intorno a sé non vedeva che morti, la sua voluttà era sempre doppia.

C'è posto - dice Baal - non sono molti.

C'è posto — dice — in grembo a questa donna.

Per Baal che Dio ci sia o non ci sia fino a quando c'è Baal forse è lo stesso. Ma per Baal che ci sia del vino o non ci sia è cosa troppo seria per lo scherzo.

Quando una donna - dice Baal - vi ha dato tutto, lasciate perdere: non ha nient'altro! Non teme gli uomini, accanto alla donna sono uguali: ma i bambini li teme anche Baal.

Tutti i vizi hanno le loro utilità ma non l'uomo, Baal dice, che li ha. I vizi servono, se conosci il tuo scopo. Sceglietevene due: uno solo è troppo!

Non siate pigri, se volete il piacere! Quello che si vuole - dice Baal - è quello che si deve.

Se fate sterco - dice Baal - be', state attenti: meglio così che se non fate niente!

Solo non siate così pigri e senza nerbo, perché il piacere - perdio - non è uno scherzo! Membra forti ci vogliono, ed esperte, e talora disturba un grosso ventre!

Sii forte: il piacere ti fa floscio. Se va male, godere anche del crollo! Sempre giovane resta, non importa la maniera, chi uccide se stesso ad ogni sera!

E quando Baal fracassa qualche oggetto per vedere di dentro come è fatto, è un peccato, ma è un divertimento: Baal non fa cerimonie, è il suo astro.

E se c'è dello sporco, esso ormai appartiene con ogni cosa sopra, a Baal, interamente. Sì, il suo astro gli piace, ne è innamorato, anche perché non esiste un altro astro.

Ai pasciuti avvoltoi Baal ammicca, che nel cielo di stelle attendono la sua spoglia. Talora si finge morto. E se si precipita un avvoltoio, Baal, muto, a cena lo divora.

Sotto stelle oscure nella valle del pianto, Baal frange interi, vasti campi d'erba.

Quando sono vuoti, Baal trotta cantando giù verso il sonno della selva eterna.

E quando Baal è inghiottito dall'oscuro grembo, che cos'è il mondo per Baal? Lui è sazio. Sotto le ciglia Baal ha tanto cielo che di quel cielo anche da morto è pago.

Quando nel buio grembo della terra marciva Baal, il cielo era ancora così grande e quieto e scialbo, giovane e nudo, un prodigio immenso, come l'amava Baal, quando viveva, un tempo.

Sala da pranzo.

Mech, Emilia Mech, Pschierer, Giovanni Schmidt, il dottor Pil­lerà Baal e altri invitati entrano dalla porta a battenti.

mech    (a Baal)      Gradisce un sorso di vino, signor Baal? (Tutti si siedono, Baal è al posto                   d'onore).     Mangia gam­beri? Questo è un cadavere d'anguilla.

piller  (a Mech)    Sono lieto che le immortali poesie del signor Baal, che io ho avuto l'onore di                    leggerle, abbiano incontrato il suo gradimento. (A Baal) Lei deve pubbli­care le sue                      poesie. Il signor Mech paga da mecenate. Co­si uscirà dal suo abbaino.

mech           Io compero legno di cannella. Interi boschi di can­nella discendono per me i                                 fiumi brasiliani. Ma voglio pubblicare anche le sue liriche.

Emilia        Abita in un abbaino?

baal   (mangia e beve)       Klauckestrasse 64.

mech           Io in fondo sono troppo grasso per la lirica. Ma la sua testa mi ricorda quella di un                       uomo dell'arcipelago malese, che aveva l'abitudine di farsi frustare per met­tersi al                      lavoro. Lavorava solo digrignando i denti.

pschierer           Signore e signori, lo confesso senza ambagi: l'aver trovato un simile uomo                                    costretto a vivere così mo­destamente, mi ha sconvolto. Come vi è noto, ho                                  sco­perto che il nostro amato maestro lavorava nel mio uffi­cio come                                            semplice apprendista. Non esito a dichiarare che è una vergogna per la                                     nostra città il lasciare che per­ sonalità di questa statura debbano lavorare per                         un sala­rio a giornata. Mi congratulo con lei, signor Mech: il suo salotto                                         passerà alla storia come la culla della fama uni­versale di questo genio, sì lo                                   ripeto, genio.   Alla sua sa­lute, signor Baal!

Baal fa il gesto di schermirsi: mangia.

Piller      Scriverò un saggio su di lei. Ha qualche mano­scritto? Ho i giornali ai miei                                    ordini.

giovanotto     Come raggiunge codesto suo fantastico candore, mio caro maestro?          Omerico, omerico! Omero è, per me, uno o più coltissimi elaboratori che con squi­sita          penetrazione sono intervenuti sul candore delle ori­ginali saghe popolari.

Una giovane signora   Lei mi fa pensare a Walt Whitman. Però lei è più significativo,                                                                trovo.

Un altro signore      Ma in più io ci trovo anche qualcosa di Verhaeren.

Piller                               Verlaine! Verlaine! Anche come fisionomia. Non dimentichi il                                                      nostro Lombroso.

Baal                                    Ancora un po' d'anguilla, per piacere.

giovane signora        Ma lei ha il vantaggio di una maggiore indecenza.

Giovanni                         II signor Baal canta le sue poesie ai carrettieri in una bettola sul                                                     fiume.

Giovanotto                  Santo Dio! Lei, maestro, si mette in tasca tutti quelli che abbiamo                                                 nominati. Nessuno dei poeti lirici viventi è degno di allacciarle le                                                  scarpe.

L’altro signore         Comunque, è una speranza.

Baal                                   Ancora un po' di vino, per piacere.

Giovanotto                   Io la ritengo il precursore del grande messia della poesia europea,                                                  quello che noi aspettiamo con asso­luta certezza per l'immediato,                                                   immediatissimo domani.

Giovane signora        Venerato maestro, signori. Consentite­mi di leggervi, dalla rivista                                                   «Rivoluzione » una poesia che certamente interesserà anche voi. (Si                                              alza e legge)

                       

    Fugge il poeta i luminosi accordi.

    Soffia in tube, percuote aspro il tamburo.

    Con martellanti strofe infiamma il popolo.

    Il nuovo mondo

    che annulla il mondo del dolore,

    isola di umanità beata.

    Discorsi, Manifesti.   

        Canti delle tribune.

        Il nuovo, santo stato

            si preconizzi, si inoculi, nuovo sangue, al sangue dei popoli.

        Ha inizio il paradiso.

-      Fate che diffondiamo quest'atmosfera esplosiva -

        Studiate! Preparatevi! Allenatevi!

(Applausi. Subito) Permettete! Su questo stesso numero c'è un'altra poesia. (Legge)

        Il sole lo ha bollito,

        il vento lo ha prosciugato,

        nessun albero lo voleva,

        lui cascava giù dovunque.

        Solo un sorbo selvatico,

        costellato di bacche rosse,

        simili a lingue di fuoco,

        gli ha dato riparo.

        E lui ne pendeva oscillando,

        con i piedi posati sull'erba.

        Il tramonto sanguigno

        gl'inzuppava le costole,

        feriva gli oliveti tutti

        nel paesaggio di fronte a lui,

        e Dio in bianca veste

        si mostrava tra le nuvole.

        Nei pianori fioriti

        cantava una prole di serpi,

        nelle argentee gole

        cinguettava un tenue vocio.

        Ed era tutto un fremere

        sopra il regno del fogliame,

        all'udire le mani del padre

        lievi tra le chiare vene.

Applausi.

VOCI                                                 Geniale. Demoniaco e insieme raffinato. Semplicemente sublime.

Giovane signora        A mio avviso, qui ci troviamo proprio alla fonte del sentimento                                                     cosmico baaliano.

Mech           Lei dovrebbe viaggiare. I monti dell'Abissinia. Questo ci vuole per lei!     

BAAL           Ma loro non vengono da me.

PILLER        E a che le serve? Con il senso che lei ha della vita! Le sue poesie mi hanno                                   profondamente scosso.

BAAL                        I carrettieri mi pagano qualcosa, se le trovano di loro gusto.

MECH            (beve) Pubblicherò' le sue liriche. Lascerò che la cannella se ne vada alla deriva, o

                        farò tutt'e due le cose.

EMILIA         Non dovresti bere tanto.

BAAL            Non ho camicie. Avrei bisogno di camicie bianche.

MECH           Non le interessa il lavoro editoriale?

Baal            E dovrebbero essere morbide.

PILLER        (in tono ironico) E io, in che cosa crede che potrei servirla?

Emilia        Sono stupende le sue poesie, signor Baal! È tanto dolce quando scrive versi!

BAAL            (a Emilia) Non vuole suonarci qualcosa sull'armonium?

  Emilia suona.

MECH           Mi piace mangiare al suono dell'armonium.

EMILIA        Beva, signor Baal, ma non beva troppo.

BAAL            (guardando Emilia)  Dunque per lei, Mech, i fiumi trasportano legni di cannella?

                        Interi boschi abbattuti?

EMILIA        Può bere quanto vuole; volevo solo pregarla.

PILLER        Anche nel bere lei si rivela una grande promessa.

BAAL   (a Emilia)  Suoni più alto. Ha delle belle braccia.

            Emilia smette di suonare e si accosta al tavolo.

PILLER        Dunque, neanche la musica le piace?

BAAL                        Non sento la musica. Lei parla troppo.

PILLER          Lei è proprio un curioso porcospino, Baal. A quanto pare, non le va di essere                                 pubblicato.

BAAL             Non commercia anche in animali, Mech?

mech           Ha qualcosa in contrario?

baal  (accarezzando un braccio di Emilia) Che le importa delle mie poesie?

mech           Volevo solo farle un favore. Emilia, vuoi sbuccia­re qualche altra mela?

PILLER        Ha paura di essere sfruttato. Non le è venuto an­cora in mente un impiego per me?

baal            Porta sempre queste maniche larghe, Emilia?

Emilia       Adesso la smetta di bere!

pschierer            Forse dovrebbe andare un po' cauto con l'al­cool. Già più di un genio...

mech                       Vuole anche fare un bagno? Debbo farle prepa­rare un letto? Ha dimenticato                                qualche altra cosa?

PILLER        Le camicie stanno discendendo i fiumi, Baal. La poesia è già arrivata a valle.

baal (beve)   Perché esistono i monopoli? Vada a letto, Mech!

mech(che si è levato in piedi) Mi piacciono tutte le be­stie che Dio ha creato, ma con questa    bestia non si può trattare. Vieni, Emilia, vengano, signori.

Tutti si sono alzati indignati.

voci                         Signore! Inaudito! Ma questa è...!

pschierer           Signor Mech, sono sconvolto...

piller       La sua poesia ha anche una vena perversa. baal {a Giovanni) Come si chiama     il signore ?

Giovanni Piller.

baal                        Piller, quanto a lei, può mandarmi dei giornali vec­chi! .

piller (uscendo )  Lei è meno di nulla per me! Ed è meno di nulla per la letteratura!

Tutti escono.

un inserviente {entrando)   Cappotto e cappello, signore.

Abbaino di Baal.

Cielo stellato. Baal e il giovinetto Giovanni sono alla finestra osservano il cielo.

BAAL               Quando di notte si sta distesi sull'erba, ci si accorge con le ossa che la terra è rotonda,              che noi voliamo e che su questo astro esistono animali che ne mangiano le piante. È uno degli astri più piccoli.

GIOVANNI  Sa qualcosa di astronomia?

BAAL            No.

Silenzio

GIOVANNI    Ho un'amichetta, che è la donna più pura del mondo; ma nel sonno l'ho vista una                     volta fra le braccia di un albero di ginepro. Adesso le spiego: il suo bianco corpo                      era disteso sull'albero, che coi rami nodosi lo abbracciava come i un amplesso. Da                   allora non posso più dormire.

BAAL                        Hai già visto il suo candido corpo?

GIOVANNI  No. È ancora pura. Persino le ginocchia... Ci sono molti gradi di purezza, le pare?                        Tuttavia quando talvolta di notte la accompagno sottobraccio per una passeggiatina,                   trema   come una foglia: ma solo di notte. Non ho il coraggio di spingermi oltre. Ha                  solo diciassette anni.

BAAL                        E nel tuo sogno le piaceva far l'amore?

GIOVANNI  Sì.

BAAL                        Porta attorno al corpo biancheria candida? Ha fra le ginocchia una camicia bianca                       come la neve? Quando l'avrai amata sarà solo un mucchio di carne senza volto.

GIOVANNI      Lei interpreta esattamente i miei sentimenti. Temevo di essere un pusillanime.                              Anche lei considera l’amplesso una cosa sporca.

BAAL            Questo è il grugnito dei porci quando fanno cilecca. Ma se tu abbracci i    fianchi di        una ragazza, nel terrore e nella felicità della creatura, diventi un dio. Come  l’albero di ginepro ha molte radici intrecciate, così voi due avete in un letto molte membra,             e dentro          esse battono cuori e scorre sangue.

Giovanni  Ma la legge lo punisce, e anche i genitori!

baal             I tuoi genitori (afferra la chitarra) sono ombre d'uo­mini. Come hanno il coraggio                        di aprire la bocca, met­tendo in mostra i loro putridi denti, e parlare contro l'amore,               un male di cui ognuno può morire? Se non reg­gete all'amore, non vi resta che                           vomitarvi addosso l'un l'altro. (Accorda la chitarra).

Giovanni   Allude alla sua gravidanza?

baal (dopo alcuni forti accordi sullo strumento) Quando la pallida e dolce estate trascorre, e   gli        uomini sono pre­gni d'amore come spugne, allora ritornano bestie, mal­vagi e puerili,      difformi per le pance ingrassate e i seni cadenti e le braccia appiccicose come viscidi            polipi; e i loro corpi vanno in disfacimento e s'infiacchiscono da morire. E partoriscono fra      terribili grida, come se fosse un nuovo universo, questo piccolo frutto. Lo sputano fra i             tormenti, il frutto che un tempo succhiarono in se stessi con voluttà. (Trae dalla chitarra            qualche passaggio veloce) Per amare bisogna avere buoni denti, come quan­do si morde    un'arancia, così che il sugo sprizza fra i denti.

Giovanni I suoi denti assomigliano a quelli di una bestia: sono giallastri, massicci e              sgradevoli.

baalE l'amore assomiglia a ciò che si prova, quando si lascia cullare il proprio braccio nudo   nell'acqua di uno stagno, tenendo delle alghe fra le dita; l'amore è come il tormento             che fa cantare e stridere l'albero ubriaco, quando il vento selvaggio lo investe; come un          affogare a piccoli sorsi nel vino, in una giornata di calura, e il cor­po di lei ti penetra in ogni      piega della pelle come fre­schissimo vino, morbide come piante al vento sono le giunture, e       l'ardore dell'urto che ti fa cedere è simile a un volo contro la tempesta, e il suo corpo rotola         su di te come ciottoli umidi. Ma l'amore assomiglia anche a una noce di cocco, che è buona     finché è fresca, ma che si deve sputare quando il sugo è tutto spremuto ed è rimasta solo la  solo la polpa, che sa di amaro. (Getta via la,chi­tarra) Ora sono stanco di canzoni.

Giovanni  Dunque lei crede che lo dovrò fare, se è una tale beatitudine?

baal             Tu, Giovanni? Credo che tu debba ben guardar­tene!

Una bettola.

Verso mezzogiorno. Baal, Carrettieri. Sullo sfondo Ekart con la cameriera Luisa. Attraverso la finestra si vedono nuvole bianche.

BAAL  (racconta ai carrettieri)  Mi ha buttato fuori dalle sue stanze bianche, perché ho sputato il         suo vino. Ma sua moglie mi è corsa dietro, e alla sera c'è stata una festa. Ora ne ho fin   sopra i capelli, di lei.

carrettieri       Merita che le si rompa il sedere a furia di botte. - Sono calde come cavalle,         ma più stupide. Susine, ha da mangiare! — Io picchio sempre la mia, fino ai lividi prima di         soddisfarla.

Giovanni  (entra con Giovanna) Ecco qui Giovanna;

 

BAAL  (rivolto ai carrettieri, che lo seguono)          Vengo subito dietro, da voi, a cantare.         Buongiorno, Giovanna.

Giovanna            Giovanni mi ha letto le sue canzoni!

BALL                        Bene. Quanti anni ha?

giovanni             Ne ha compiuti diciassette a giugno.

Giovanna           Sono gelosa, sa? È infatuato di lei.

Baal                       Lei è innamorata del suo Giovanni! Ora è primavera. Sto aspettando Emilia.                               Amare è meglio che go­dere.

Giovanni                        Capisco che i cuori degli uomini volino verso di lei, ma come può avere    successo con le donne?

Emilia entra in fretta.

Baal                        Eccola qui. Buongiorno, Emilia. Giovanni ha por­tato la fidanzata. Siediti!

Emilia                   Come puoi farmi venire qui! In mezzo a questa gentaglia e in una bettola!                                    Che razza di gusti!

Baal                        Luisa! Una grappa per la signora!

Emilia                    Vuoi rendermi ridicola?

baal                       No. Tu berrai. Siamo tutti esseri umani.

Emilia                    Ma tu no.

baal                       Questo lo sai tu. (Porge il bicchiere a Luisa) Versa senza paura, donzella.             (La abbraccia)  Oggi sei maledet­tamente morbida, come una susina.

Emilia        Come sei screanzato!

baal           Dillo ancora più forte, cara!

Giovanni Comunque è un ambiente interessante. Tutta gente semplice che beve e si diverte!

            E quelle nuvole nella finestra!

Emilia        Anche lei, l'ha attirata qui, costui? Alle «Nu­vole bianche »?

Giovanna Non faremmo meglio ad andarcene sui prati lungo il fiume, Giovanni?

baal             No, niente! Restate qui! (Beve) Il cielo è viola, spe­cialmente quando si è sbronzi.

                        I letti, invece, sono bian­chi. Prima. Si ama, qui, fra cielo e terra. (Beve) Perché siete                     così vili? Il cielo è aperto, piccole ombre! Pieno di corpi! Pallido d'amore!

Emilia        Hai di nuovo bevuto troppo e allora chiacchieri. E poi, con queste sue dannate e                         bellissime chiacchiere, trascina gli altri al suo trogolo.

baal            II cielo... (beve) talvolta è anche giallo. E dentro vi sono uccelli rapaci. Dovete                            ubriacarvi. (Guarda sotto la tavola) Chi mi urta la caviglia col piede? Sei tu, Luisa?                     Ah ecco: sei tu, Emilia! Non importa. Bevi!

Emilia (che si è alzata a metà) Non so cos'hai, oggi. For­se avrei fatto meglio a non venire.

baal           Adesso te ne accorgi? Ora puoi startene pur qui.

Giovanni Non dovrebbe far questo, signor Baal.

baal            Giovanna, lei che ha buon cuore, dica, non tradi­sce qualche volta suo marito, eh?

un carrettiere (sghignazzando) Donnaccia di briscola! Tagliato!

SECONDO carrettiere  Avanti ora, dice la puttana, ce l’abbiamo fatta! (Risa). Susine, ha        da mangiare!

terzo carrettiere Vergognati di essere infedele! disse la moglie al servo, che era a    letto con la sguattera.

Risa

GIOVANNI  (a Baal)    ... almeno per rispetto a Giovanna: è una bambina!

Giovanna  (a Emilia)      Vuol venire con me? Ce ne andiamo via tutt’e due.

EMILIA  (singhiozzando attraverso la tavola)        Ora mi vergogno.

GIOVANNA    (passandole un braccio attorno al collo)  La capisco bene; non fa nulla.

EMILIA        Non mi guardi cosi! È ancora tanto giovane, lei, non sa ancora niente

BAAL  (si alza scuro in volto)Commedia: le sorelle all'inferno (Si accosta ai carrettieri,

             prende la chitarra dalla paretee la accorda).

GIOVANNA   Ha bevuto, cara signora. Domani sarà pentito.

EMILIA         Se sapesse... è sempre così. E io lo amo.

BAAL            Orge mi ha detto: (canta)

            Il luogo più caro della terra per lui

            non è l'aiuola sulla tomba dei suoi

            non  il confessionale, non un letto di bagascia,

            e non un grembo morbido, bianco caldo e grasso.

            Orge mi disse: il luogo più diletto

            per lui sopra la terra fu sempre il gabinetto.

            E’ questo un luogo dove si è contenti

            di avere sopra le stelle e sotto gli escrementi.

            Luogo meraviglioso dove ti è permesso

            anche la prima notte, restare con te stesso.

            Un luogo d'umiltà; lì noti acutamente

            che sei soltanto un uomo che non trattiene niente.

            Un luogo di saggezza dove sempre

            a nuove gioie tu prepari il ventre.

            E mentre con il corpo riposi in tutta pace

            dolcemente, ma con forza, fai qualcosa che ti piace.

            E insomma lì ti accorgi di ciò che in te non cangia:

            sei un ragazzo che seduto sul gabinetto - mangia!

carrettieri (applaudono)  Bravo! - Che bella canzone! - Un cherry brandy per il signor    Baal, se lo vuole accet­tare! - L'ha composta proprio lui. Giù il cappello!

LUISA  (al centro della stanza) Lei è qualcuno, signor Baal! Se si mettesse a fare qualcosa di     utile, farebbe molta strada, potrebbe diventare senz'altro uno spedizioniere.

secondo carrettiere        Bisognerebbe avere una testa co­me la sua!

baal            Non esagerate. Ci vuole anche un certo sedere e il resto. Salute, Luisa! (Torna al             propriotavolo) Salute, Emmi! Bevi almeno, se non sai fare altro! Bevi, ti dico! (Emilia con          lelacrime agli occhi beve alcuni sorsi dal bicchiere di acquavite). Così va bene. Ora almeno ti ver­rà un po' di fuoco nelle vene!

Ekart   si è levato, si pone lentamente dietro al banco, accostandosi a Baal. È un giovane robusto e snello.

ekart  Baal! Lascia andare! Vieni con me, fratello! Verso le strade piene di densa polvere:   l'aria è viola, di sera. Andiamo nelle bettole affollate di ubriachi: le donne che tu hai      ingravidato, cadono nei fiumi neri. Nelle cat­tedrali con le loro piccole bianche femmine: tu        dici: co­me si può respirare in questo luogo? Nelle stalle delle mucche, dove si dorme fra le   bestie:sono oscure e piene di muggiti. E nei boschi, dove il suono del bronzo è so­pra di noi             e si scorda la luce del cielo: Dio vi ha dimen­ticato, sai ancora qual è l'aspetto del cielo? Sei         diventato un tenore! (allarga le braccia) Vieni con me, fratello! Danza, musica e bevute! É      pioggia fino alle ossa! E sole fino alle ossa! Tenebre e luce! femmine e cani! Sei già tanto       malandato?

baal  Luisa! Luisa! Un'ancora! Non lasciarmi con que­st'uomo!(Luisa si accosta a lui).            Aiutatemi, ragazzi!

Giovanni  Non farti sedurre.

BAAL   Mio caro cigno!

GIOVANNI Pensa a tua madre e alla tua arte! Sii forte!(A Ekart) Si vergogni! Lei è il diavolo.

EKART        Vieni, Baal, fratello mio! Come due bianche co­lombe voliamo felici verso            l'azzurro!  I fiumi nella luce del giorno nascente! I campi di Dio percorsi dal vento e             l'odore delle sconfinate distese campestri prima della mietitura!

GIOVANNA                 Sia forte, signor Baal!

EMILIA  (stringendosi a lui)Non lo puoi, fare! Ascolta! Vali troppo per finire così!

BAAL            È troppo presto, Ekart! Si va ancora avanti in altro modo! Loro non vengono,      fratello!

EKART         Allora va' al diavolo, bamboccione dal cuore gras­so!(Si allontana).

CARRETTIERI      Sputa questo dieci di fiori! - Diavolo! Con­ta... Finito!

GIOVANNA             Questa volta ha vinto, signor Baal.

BAAL                        Sto sudando! Sei libera, oggi, Luisa?

EMILIA        Non devi parlare così, Baal! Non sai che cosa mi fai.

LUISA           Lasci andare la madamigella, signor Baal! Ha per­so la bussola, lo vede anche un bambino!

BAAL                        Sta’ tranquilla, Luisa! Horgauer!

UN CARRETTIERE          Che vuole da me?

BAAL                        Ecco qui una che è maltrattata e ha voglia d'amore! Dalle un bacio, Horgauer! GIOVANNI            Baal!

Giovanna abbraccia Emilia.

CARRETTIERI    (picchiando i pugni sul tavolo e ridendo) Su dunque, Andrea! - Attacca! -   Roba fine, pulisciti prima il naso, Andrea! - Che animale è lei, signor Baal!

BAAL                        Sei fredda/Emilia? Mi ami? Guardalo, cara, è ti­mido. Bacialo! Se mi sputtani                               davanti agli altri, è finita tra noi. Uno. Due.

Il cameriere si china, Emilia solleva verso di lui il volto inondato di lacrime;l’uomo la bacia  rumorosamente. Grandi risate.

Giovanni    E’stata una cattiva azione, Baal! Quando ha bevuto, diventa cattivo e allora si    sente in forma. È trop­po forte.

carrettieri      Bravo! Cosa va a fare, quella, nelle bettole!

    -  Cosi dev'essere un uomo! — È un'adultera! - Ha avuto quel che si merita! (Si alzano per     andarsene) Susine, ha da mangiare!

Giovanna                        Si vergogni!

baal     (accostandosi a lei) Come mai le tremano le ginoc­chia, Giovanna?

Giovanni Che vuoi?

baal     (posandogli una mano sulla spalla) Ma perché vuoi scrivere poesie? Quando la vita è cosi gradevole, quan­do coricati sul dorso si sfreccia su un fiume vorticoso, nudi sotto un          cielo color d'arancio, e non si vede più nulla se non che il cielo diventa viola, poi nero         come una buca... quando si calpesta il proprio nemico... oppure si mette in musica la      

            propria tristezza... o si addenta una mela singhiozzando per pena d'amore... o si piega sul            letto il corpo di una donna... (Giovanni senza parlare conduce Giovanna fuori dalla      bettola. Baal si appog­gia al tavolo) Avete sentito? Non vi è corso un brivido sotto la pelle?     È stato un circo equestre! Bisogna far uscire la bestia dalla tana! Si deve metterla al sole!         Pa­gare! Alla luce del sole, l'amore! Nudi nel sole sotto il cielo!

carrettieri  (stringendogli la mano)   Salve, signor Baal!

Suo umilissimo servitore, signor Baal! — Guardi, si­gnor Baal! - Per parte mia ho sempre             pensato: questo si­gnor Baal deve essere un po' svitato. Con le sue canzoni e tutto il resto.        Una cosa, però, è certa: che lei è un tipo in gamba! - Le donne han da essere trattate per il             verso giusto! -  Dunque oggi, proprio oggi, qui, ci han fatto vedere un sederino bianco. -    Buongiorno, signor circo equestre! (Si allontanano).

baal  Buongiorno, miei cari! (Emilia, si è gettata sulla panca e singhiozza. Baal accarezza la fronte di  Emilia col dorso della mano)Emmi! Ora puoi stare tranquilla. Adesso ne seifuori.   (Le solleva il volto, le scosta i capelli dal viso bagnato di lacrime) Dimentica! (Si        getta pesantemente su di lei e la bacia).

Abbaino di Baal.

I.

Aurora, Baal e Giovanna seduti sulla sponda del letto.

GIOVANNA             Oh, cos'ho fatto! Sono cattiva.

BAAL                        Lavati, piuttosto!

GIOVANNA              Non mi rendo ancora conto...

BAAL            La colpa è tutta di Giovanni. Ti trascina sin qui e poi se la squaglia come un fesso            qualsiasi, appena gli passa per la testa perché ti tremano le ginocchia.

GIOVANNA (si alza; a bassa voce)   Se è tornato indietro...

BAAL                        E adesso arriva la letteratura. (Si sdraia) Ecco l'aurora sul monte Ararat.

Giovanna                       Devo alzarmi?

Baal                        Dopo il diluvio. Rimani a letto!

Giovanna                         Non vuoi aprire la finestra?

BAAL                                    Mi piace questo odore. Che ne diresti di una nuova edizione? Quel che è                                      stato è             stato.

GIOVANNA      Come puoi essere cosi volgare!

 BAAL      (stando pigramente a letto) Bianco e purificato dal diluvio, Baal lascia che i suoi        pensieri volino come colombe sulle nere acque.

Giovanna             Dove si è ficcata la mia camicetta! Non posso ! in questo stato...

Baal                 (porgendogliela) Eccola! Che cosa non puoi, cara?

Giovanna                Andare a casa  (la lascia cadere, ma intanto si veste).

BAAL            (fischietta)  Granellin di pepe! Sento tutte le ossa, una ad una. Dammi un bacio!

GIOVANNA(presso il tavolo, in mezzo alla stanza) Di’ qualcosa! (Ball tace). Mi ami ancora?   Dillo! (Ball fischietta). Non puoi dirlo?

baal  (guardando il soffitto)   Ne ho fin sopra i capelli.

Giovanna     E allora come mai questa notte...? E prima?

baal   Giovanni è capace di fare il diavolo a quattro. An­che Emilia va attorno come un veliero           che fa acqua. Io potrei crepare di fame: voi un dito per il prossimo, non lo muovete. Per voi      conta una cosa soltanto.

Giovanna  (sparecchiando la tavola, tutta confusa)   E tu?

            Non hai mai avuto per me altri sentimenti?

baal  Ti sei lavata? Manchi di senso pratico! Di', non hai avuto nulla in cambio? Ora devi       tornare a casa! A Giovanni puoi dire che ti avevo portata a casa ieri, e sputagli la tua bile     addosso. Ha piovuto. (Si avvolge nella coperta).

Giovanna                  Giovanni? (Si trascina faticosamente verso la porta e si allontana).

baal (voltandosi di scatto) Giovanna! (Correndo dal let­to verso la porta) Giovanna! (Alla       finestra) Ecco, se ne va! Se ne va! (Fa per tornare a letto, ma poi getta un cuscino sul   pavimento e vi si lascia cadere sopra ge­mendo).

Si fa buio. Nel cortile suona un organetto.

2.

Mezzogiorno. Baal è a letto.

baal (canticchia)

            Con la sbornia, il cielo della sera

            diventa molto cupo; a volte viola;

            oh, allora, il tuo corpo in camiciola...

Le due sorelle entrano tenendosi per la vita.

la sorella PiU’ anziana   Ci ha detto che dovevamo ri­tornare da lei.

baal (continuando a canticchiare)

... per azzuffarsi in un grande letto bianco!

la più anziana   Siamo venute, signor Baal.

baal      Ora volano in due dentro la piccionaia. Spogliatevi.

la più anziana    La scorsa settimana la mamma ha sen­tito scricchiolare la scala. ( Apre la            camicetta alla sorella).

la più giovane                 Era già scuro sulle scale, quando siamo risalite di nascosto nella stanzetta. baal                                       Un giorno vi avrò sul gobbo.

la più giovane                          Mi getterei in acqua, piuttosto, signor Baal.

la più anziana              Siamo in due...

la più giovane             Sorella, io mi vergogno.

la più anziana              Non è la prima volta...

la più giovane                          Ma non c'è mai stata tanta luce, sorella.

Fuori è pieno meriggio.

la più anziana             E neppure la seconda...

la più giovane                         Anche tu devi spogliarti.

la più anziana             Mi spoglio anch'io.

baal                                    Quando siete pronte, potete venire da me. Poi ver­rà subito scuro.

la più giovane                         Oggi devi incominciare tu, sorella.

la più anziana             Anche l'ultima volta sono stata io la prima.

la più giovane                         No, io.

baal                                    Ora tocca a tutt'e due insieme.

la più anziana   (è in piedi e abbraccia la sorella più gio­vane) Siamo pronte: c'è     tanta                                       luce qui.

baal                                              Fa caldo fuori?

la più anziana             Siamo solo in aprile.

la più giovane             Ma oggi il sole è caldo.

baal                                    Vi è piaciuto l'ultima volta?

            Silenzio.

la più anziana             Una si è buttata in acqua: Giovanna Reiher.

la più giovane                         Nella Laach. Io non mi getterei. è cosi rapida.

baal                                               In acqua! E si sa perché?

la più anziana             Si fanno delle ipotesi. La gente chiacchiera.

la più giovane                         Una sera se ne è andata ed è rimasta fuori tutta la notte.

baal                                    Non è rincasata al mattino?

la più giovane                         No, poi si è buttata nel fiume. Però finora non l'hanno trovata.

baal                                    Chissà se nuota ancora.

la più giovane                         Che hai, sorella?

la più anziana             Nulla, forse ho sentito freddo.

baal                                    Oggi sono cosi pigro, potete tornare a casa.

la più anziana             Questo non può farlo, signor

Baal.                                   Non può fare una cosa simile.

            Bussano alla porta.

la più giovane             Hanno bussato. è la mamma.

la più anziana              Per amor del cielo, non apra!

la più giovane             Ho paura, sorella.

la più anziana              Prendi la camicetta!

            I colpi alla porta si fanno più forti.

baal            Se è vostra madre, tanto peggio per voi.

la più anziana  (vestendosi in fretta) Aspetti ancora un po' ad aprire: metta il chiavistello,             per l'amor di Dio.

l'affittacamere (grassa, entra)  Oh, guarda un po', me lo immaginavo! Due in una volta,         adesso! Non vi vergo­gnate? Tutt'e due assieme in quel pantano? Dalla mat­tina alla sera e         dalla sera alla mattina, il suo letto non diventa mai freddo! Ma ora dovete fare i conti con      me: la mia soffitta non è un bordello! (Baal si volge verso la parete). Ha sonno, eh? Mai,           mai si sazia di carne? Le si vede già la luce del sole attraverso il corpo! Sembra diventato        tutto spirito. Si è ridotto a pelle e ossa.

baal  (con un movimento delle braccia)  Volano a me co­me cigni nel bosco!

affittacamere  (giungendo le mani)  Bei cigni! Che ma­niera di parlare! Sa che avrebbe la          Stoffa di un poeta, lei? Purché non le marciscano le ginocchia, prima!

baal            Nuoto in mezzo a corpi bianchi.

affittacamere   Corpi bianchi! Lei è un poeta! Per il resto è uno zero! E queste due       piccole! Siete sorelle, eh? Senza dubbio povere orfanelle, no? State per piangere come    fontane! Credete che vi bastoni, eh? ì vostri bianchi corpi? (Baal ride). E ride, anche?! Uno        che corrom­pe ragazzine a quintali, trascinandole nel suo antro! Che schifo, sporcaccione!

            Le do lo sfratto. Voi due, gambe in spalla e via a casa da vostra madre, vengo anch'io con          voi.

            La più giovane piange più forte.

la più anziana Non ne ha colpa, signora.

affittacamere  (prendendole entrambe per mano)  Ah, ora piove, eh? Che gente! Del resto       non siete le sole! Quello li, in fatto di cigni, ha di che vantarsi! Ha fatto sentire il paradiso a   molte altre e poi, giù, butta le pelli al letamaio! Ora fuori di qui, uscite all'aria pura! Inu­tile      versare lacrime! (Le prende tutt'e due per le spalle) So bene io com'è quello là! Conosco i    miei polli. Basta, smettila di moccicare. Tanto si vede dagli occhi che hai pianto! Su, da brave, prendetevi per mano e tornate a casa dalla mammina. E non fatelo più. (Le sospinge         ver­so la porta) In quanto a lei, le do lo sfratto! E per la sua stalla per cigni, si cerchi un     altro posto! (Esce spingen­do fuori le ragazze).

baal (si alza, si stira) Canaglia dal cuore d'oro!... Oggi sono maledettamente fiacco. (Getta   della carta sul ta­volo e vi si siede davanti) Faccio un nuovo Adamo. (Ab­bozza grandi     iniziali sulla carta) Tento con l'uomo in­teriore. Sono completamente svuotato, ma ho fame co­me una belva. Mi è rimasta solo la pelle sulle ossa. Ca­naglia! (Sì stende riverso e stira le          membra. Con enfasi) Ora faccio l'estate. Rosso. Scarlatto. Vorace. (Ricomin­cia a             canticchiare).

            Torna il buio. Si ode suonare l'organetto.

3.

È sera. Baal è seduto a tavola, abbraccia la bottiglia di acquavite. Parla ad intervalli.

Baal            È il quarto giorno che imbratto tutta la carta di rossa estate: selvaggio, smunto,    affamato, e lotto con la bottiglia di acquavite. Qui ci sono state delle sconfitte, ma i corpi          incominciano a dileguarsi contro i muri nell’'oscurità, nella tenebra egizia. Io li serro contro             le pa­reti di legno, ma ora basta con l'acquavite. (Parla a van­vera) La grappa bianca è il           mio bastone e sostegno. Da quando la neve gocciola dalla grondaia, rispecchia la mia carta     ed è rimasta intatta. Ma ora mi tremano le mani. Come se contenessero ancora i corpi.     (Tende l'o­recchio) Il cuore batte come lo zoccolo di un cavallo. (Si esalta) O Giovanna,       una notte di più nel tuo acqua­rio e io sarei marcito in mezzo ai pesci! Ma ora è in me il             profumo delle dolci notti di maggio. Sono un inna­morato senza amante. Soccombo. (Beve,       si alza) Devo sloggiare. Ma prima vado a cercarmi una donna. Andar­sene da solo è triste.    (Guarda dalla finestra) Una qual­siasi! Con un viso di donna! (Esce canticchiando).

In strada, un armonium suona il Tristano. Giovanni, disfatto e pallido, entra. Fruga nelle carte sparse sul tavolo. Solleva la bot­tiglia. Si dirige con aria spaurita verso la porta e aspetta. Rumore sulle scale. Si ode fischiettare.

baal (entra fischiettando e spinge dentro Sofia Barger) Sii gentile, cara! Questa è la mia          camera. (Si siede. Ve­de Giovanni)  Che fai, qui?

giovanni   Volevo solo...

baal            Ah sì! Volevi...? Sei ancora qui fra i piedi? La pie­tra tombale della mia Giovanna            scomparsa? Il cadavere di Giovanni venuto da un altro mondo, eh? Ti butto fuori! Vattene        immediatamente! (Lo rincorre per la stanza) Che sfrontato! Ti sbatto contro il muro; tanto      è primavera! Aria!

            Giovanni lo guarda, poi esce. Baal fischietta.

sofia           Che cosa le ha detto quel giovanotto? Mi lasci an­dare!

baal               (spalancando la porta) Quando è al primo piano, volti a destra!

sofia           Ci hanno seguiti quando lei mi ha alzata di peso, qui giù davanti alla porta.

            Mi troveranno.

baal            Qui non ti trova nessuno.

sofia           Non la conosco. Che cosa vuole farmi?

baal            Se mi chiedi questo, puoi andartene.

sofia           Mi ha aggredito in mezzo alla strada. Credevo che fosse un orang-utan.

baal               Ma è primavera. Doveva entrare qualcosa di bian­co in questa tana maledetta! Una                       nuvola! (Apre la porta, ascolta) Quegli idioti hanno perso le nostre tracce.

sofia           I miei mi cacceranno, se torno troppo tardi.

baal            Soprattutto così.

sofia           Come?

baal            Cosi, come una ha l'aria quando ha fatto l'amore con me.

sofia           Davvero non so perché resto qui.

baal            Te lo dico io.

sofia           La prego, non mi giudichi male!

baal            Perché no? Sei una donna come tutte le altre. La testa è differente, ma le ginocchia                     sono tutte deboli.

            Sofia fa l'atto di andarsene, ma giunta alla porta si volta. Baal la guarda, seduto a           cavalcioni su una sedia.

sofia           Addio!

baal            (con indifferenza) Le manca l'aria?

sofia           Non so, mi sento così debole. (Si appoggia alla parete).

baal            Lo so. è aprile. Si fa scuro e tu senti il mio odore. Succede lo stesso agli animali. (Si        alza) E ora appartieni al vento, nuvola bianca! (Si precipita verso di lei, sbatte la                     porta, prende Sofia Barger fra le braccia).

sofia   (senza più fiato)    Lasciami!

baal    Mi chiamo Baal.

sofia   Lasciami!

baal    Tu devi consolarmi. Ero infiacchito dall'inverno. E tu hai l'aspetto di una donna.

sofia   (levando lo sguardo su di lui)  Tu ti chiami Baal... ?

baal   Non vuoi andare a casa, adesso?

sofia   (con lo sguardo alzato verso di lui) Sei brutto, brut­to da far paura... Ma poi...

baal    Hm?

sofia   Poi non importa.

baal   (baciandola)    Hai ginocchia salde, eh?

sofia     Sai almeno come mi chiamo? Il mio nome è Sofia Barger.

baal      Devi scordarlo. {La bacia).

sofia     No... no... non sai che nessuno ancora mi ha così...

baal    Sei illibata? Vieni! (La conduce verso il letto, sul fondo, e la fa sedere accanto a sé)                 Guarda! In questa stanzetta di legno sono giaciuti corpi a mucchi: ma ora voglio un volto.     Quando sarà notte, usciremo. Ci sten­deremo sotto gli alberi. Tu sei una donna. Io sono         diventato impuro. Devi amarmi, per un momento!

sofia    Così sei?... Ti amo.

baal   (appoggiando il capo sul suo seno)   Ora il cielo è sopra di noi e siamo soli.

sofia     Ma tu devi restare tranquillo.

baal     Come un bambino!

sofia  (si alza)   A casa c'è mia madre: devo tornare.

baal            È vecchia?

sofia           Ha settant'anni.

BAAL            Allora è abituata al male.

sofia           Se il suolo mi inghiottisce? Se la sera sono trasci­nata in una caverna e non torno                          più?

baal            Mai più? (Silenzio).     Hai fratelli?

sofia           Sì, hanno bisogno di me.

baal  L'aria della stanza è come di latte. (Va alla finestra) I salici lungo il fiume sono gocciolanti, scarmigliati per la pioggia. (La afferra) Devi avere delle cosce così pal­lide.

Torna il buio, E anche l'organetto, in cortile, ricomincia a suo­nare.

Case imbiancate a calce con tronchi d'al­bero color marrone.

Cupo scampanio. Baal. Il teppista, un uomo smunto in volto e ubriaco. Baal cammina a grandi passi, in semicerchio, attorno al teppista, che siede su di una pietra e solleva in alto il suo pallido viso.

baal           Chi ha sbattuto contro il muro questi cadaveri d'al­beri?

teppista    L'aria pallida come avorio attorno ai cadaveri d'alberi: Corpus Domini.

baal            E per di più le campane, quando gli alberi crepano!

teppista    Le campane mi tirano su il morale.

baal            Non ti deprimono gli alberi?

teppista    Bah... Cadaveri di alberi! (Beve da una botti­glia di acquavite).

baal            I corpi delle donne non sono meglio!

teppista    Che c'entrano i corpi delle donne con le pro­cessioni?

baal            Sono porcherie. Tu non ami!

teppista    II bianco corpo di Gesù: lo amo! (Gli tende la bottiglia).

baal    (più dolcemente)   Ho delle canzoni su questa carta.

            Ma ora le appenderò al gabinetto.

teppista  (raggiante)   Servire!! Il mio Signore Gesù: vedo il bianco corpo di Gesù. Vedo il bianco corpo di Gesù. Gesù amava il male.

baal  (bevendo)      Come me.

teppista    Conosci la storia di Gesù e del cane morto? Tutti dicevano: È una carogna           puzzolente! Chiamate la polizia! È intollerabile! Egli invece disse: ha dei bei denti bianchi.

baal            Forse divento cattolico.

teppista    Lui non lo diventò. (Gli prende la bottiglia).

 baal           (riprende a girare intorno con aria indignata) Ma i corpi di donna che lui sbatte                         contro i muri... questo io non lo farei.

teppista    Sbattute contro i muri! Non scendevano giù per i fiumi! Sono state scannate per lui,                    per il bianco cor­po di Gesù.

baal            (gli prende la bottiglia e si scosta da lui) Lei ha in corpo o troppa religione o troppa                      grappa.(Si allontana con la bottiglia).

teppista    (fuori di sé, grida) Non vuole dunque difen­dere i suoi ideali, signore! Non vuole                         cacciarsi in mezzo alla processione? Lei ama le piante e non fa nulla per esse?

BAAL            Scendo al fiume per lavarmi. Non mi curo di cada­veri.(Si allontana).

teppista  Io, invece, ho della grappa in corpo, non sop­porto questo spettacolo. Non sopporto                     queste maledette piante morte. Se si avesse molta grappa in corpo, forse si potrebbe                   sopportarlo.

Notte di maggio sotto gli alberi.

Baal.    Sofia.

BAAL  (Fiaccamente)  Ha appena smesso di piovere. L'erba deve ancora essere bagnata. L'acqua         non è riuscita a passare attraverso le nostre foglie... Le giovani frasche stillano, ma qui, nelle radici, è asciutto.(Irato) Perché non si può dormire con gli alberi?

Sofia           Ascolta.

BAAL                        II selvaggio sibilo del vento tra le foglie umide e nere! Senti la pioggia gocciolare                        attraverso le foglie?

sofia           Sento una goccia d'acqua sul collo... oh, lasciami!

baal           L'amore strappa le vesti di     dosso come un turbine e seppellisce nudi con i                                cadaveri di foglie, dopo che si è veduto il cielo.

sofia           Vorrei diventare piccina piccina tra le tue braccia, perché sono nuda, Baal.

BAAL                        Io sono ubriaco e tu vacilli. Il cielo è nero e noi andiamo in altalena, con l'amore in                      corpo, e il cielo è nero. Ti amo.

SOFIA           O Baal! Mia madre, che ora piange sul mio cadavere, crederà che io sia caduta in                        acqua. Quante settimane sono passate ? Non era ancora maggio. Forse sono già tre                      settimane.

BAAL                        Sono già tre settimane, diceva l'amata nelle radici l'albero, quando erano passati                          trent'anni. E lei era già per metà putrefatta.

SOFIA           È bello giacere cosi come una preda, avere il cielo sopra di noi e non essere mai                           soli.

BAAL                        Adesso ti tolgo ancora la camicia.

Cabaret «Alla nuvola nella notte».

Piccolo ritrovo equivoco. Un guardaroba imbiancato, in fondo a i sinistra una tenda di colore marrone scuro, a destra lateralmente una porta imbiancata, di assi, che conduce al gabinetto; a destra sullo sfondo ancora una porta. Quando è aperta, si scorge la notte stellata. Nel fondo del locale canta una soubrette. Baal si aggira a torso nudo bevendo e canticchiando. Lupu, un giovane grasso e smunto dai capelli neri e lucidi, che formano due ciocche ap­piattite su un volto pallido e sudato e dalla nuca prominente, appare sulla porta di destra.

LUPU            Hanno di nuovo buttato giù la lanterna.

BAAL                        Qui ci bazzicano solo porci. Ci risiamo! Dov'è an­data a finire la mia razione di                             grappa?

LUPU            L'ha già bevuta lei, tutta.

BAAL                       Bada!

LUPU             II signor Mjurk parla di non so che spugna...

BAAL            Dunque niente grappa?

LUPU             Non c'è più grappa, per lei, prima dello spettacolo: così ha detto il signor Mjurk.

                        Sa che mi fa compassione?

Mjurk   (uscendo dalla tenda)       Lupu, sparisci!

BAAL                        Devi darmi la mia razione, Mjurk, altrimenti niente poesia.

mjurk         Non dovresti bere tanto, altrimenti una bella not­te non potrai più cantare.

baal            Perché dovrei cantare, allora!

mjurk        Con la soubrette Savettka tu sei il numero più brillante della «Nuvola nella notte».                      Sono stato io a scoprirti. Quando mai un'anima cosi delicata si è ficcata in una tale                   palla di grasso ? È la palla di grasso che fa suc­cesso, non le canzoni. Ma con la tua                      mania di bere grap­pa, mi rovini.

baal            Sono stufo di dover litigare ogni sera per l'acqua­vite che mi è dovuta per contratto.                     Pianto tutto.

mjurk         Ma io ho la polizia dalla mia. Devi pure andar­tene a dormire una notte o l'altra! Ti                       trascini in giro come se ti avessero spezzato le ginocchia. Metti alla por­ta la tua                            amante! (Battimani nel cabaret). Ma ecco, ora viene il tuo numero.

baal            Sono stufo, non ne posso più.

            La soubrette con il pianista, un tipo smunto in volto e apatico, esce dalla tenda.

soubrette          Finito! Libera uscita, stasera!

mjurk         (costringendo Baal a indossare un frack)      Qui non si può entrare in scena                                             mezzo nudi!

baal                       Idiota! (Getta via il frack ed esce dalla tenda, tra­scinandosi dietro la                                             chitarra).

soubrette   (si siede a bere)  Lavora solo per un'amante che vive con lui. È un genio. Lupu lo                    copia spudorata­mente. Gli ha preso lo stile di cantare e anche l'amica.

 

pianista    (appoggiandosi alla porta del gabinetto) Le sue canzoni sono divine, ma da undici                      sere litiga con Lupu per una porzione di grappa.

soubrette (bevendo)     Che miseria, la nostra!

baal   (dietro la tenda)          Son piccino, puro ho il cuoricino, sempre allegro voglio star!          (Battimani. Baal continua, accompagnandosi sulla chitarra)

           

            Passò il vento sulla stanza,

            la piccina mangiò susine blu

            e il dolce corpo bianco

            al passatempo abbandonò.

Applausi e grida ironiche nel cabaret. Baal continua a cantare e il frastuono diventa sempre più grande, poiché la canzone è sem­pre più oscena. Alla fine nel cabaret scoppia un incredibile tu­multo.

PIANISTA (pigramente) Al diavolo, stavolta nessuno lo ferma. Infermieri! Ora parla Mjurk, ma                      loro lo squartano. Gliel’ha snocciolata lì nuda e cruda.

            Baal esce dalla tenda, trascinando la chitarra.

MJURK   (dietro a lui)         Pezzo d'animale, ti sistemerò io. Tu canterai il tuo numero! È scritto                      sul contratto! O chiamo la polizia!  (Torna nella sala).

Pianista    Lei ci rovina, Baal. (Baal si afferra il collo con pala mano e va a destra, verso la              porta del gabinetto. Il pianista gli sbarra il passo)    Dove vuole andare?

           

            Bàal gli dà una spinta ed esce dalla porta, portando con sé la chitarra.

SOUBRETTE          Va al gabinetto con la chitarra? Divino!

CLIENTI      (sporgendo la testa dalla tenda)         Dov'è quel porco? - Che continui a cantare! —                   Niente intervallo! - Che reo maledetto! (Tornano in sala).  

MJURK         (entra) Ho parlato come un maggiore dell'esercito della salvezza. La polizia è dalla                      nostra parte. Ma i ragazzi lo reclamano ancora. Sentite come battono i piedi! Dove                     si è cacciato? Deve uscire!

PIANISTA    La grande attrazione è andata al cesso.

            Grida dietro la scena: «Baal! »

MJURK         (picchiando ripetutamente alla porta) Signore! Risponda! Per tutti i diavoli, le                             proibisco di chiudersi dentro. Almeno per il tempo che io la pago. È scritto

                        sul contratto! Truffatore! (Picchia come un esaltato).

            Lupu appare sulla porta di destra: si scorge la notte azzurra.

LUPU             La finestra del gabinetto è aperta. L'avvoltoio è volato via. Senza grappa

                        niente canzoni.

MJURK         Vuoto? Volato via! Dal gabinetto? Ah, assassi­ni Ora chiamo la polizia. (Si precipita                    fuori).

URLA                        (scandite dal retro) Baal! Baal! Baal!

Campi verdi, susini azzurri.

Baal. Ekart.

baal    (camminando lentamente attraverso i campi) Da quando il cielo è più verde e    pregno, e         c'è aria di luglio e fa vento... niente camicia nei calzoni! (Volgendosi ver­so Ekart) Mi           affilano le cosce nude! Il mio cranio è gon­fiato dal vento, tra i piedi delle mie ascelle è   appeso l'odore dei campi. L'aria trema come se fosse ebbra di acquavite.

ekart  (che cammina dietro di lui)  Perché corri lontano dai susini come un elefante?

baal            Mettimi la pinna sul cranio. Senti come si gonfia ad ogni pulsazione e si contrae di                      nuovo come una vescica. Non lo avverti al tatto?

ekart         No.

baal            Tu non capisci nulla della mia anima.

ekart        Non vuoi che ci stendiamo nell'acqua?

baal            La mia anima, fratello, è il gemito dei campi di gra­no quando il vento li agita,

                        lo scintillio negli occhi di due insetti che vogliono divorarsi.

ekart         Un ragazzo dalle viscere immortali che il luglio ha fatto impazzire: ecco quello

                        che tu sei. Una pallot­tola che lascerà qualche macchia di unto nel cielo!

baal            è di carta, ma non importa.

ekArt         II mio corpo è leggero come una piccola susina al vento.

baal            è per via del cielo pallido dell'estate, fratello. Vo­gliamo abbandonare il nostro                            corpo nell'acqua tiepida di uno stagno azzurro? Altrimenti le strade bianche

                        ci tireranno in cielo come corde di angeli.

Un'osteria di villaggio. A sera.

Contadini attorno a Baal. Ekart in un angolo.

BAAL                        E’ bene che vi abbia tutti sotto mano! Mio fratello viene qui domani sera. Occorre                       perciò che ci siano i tori.

contadino  (con la bocca aperta) Come si fa a vedere se un toro è come piace a vostro                               fratello?

BAAL                        Solo mio fratello lo può vedere. Qui devono esserci solo dei bei tori. Altrimenti è                        inutile. Oste! Una grappa di grano.  

Secondo contadino                        Lo comperate subito?

BAAL                        Quello che ha i lombi più robusti.

Terzo contadino       Per il prezzo che offri, ti condurranno tori da undici villaggi.

Primo contadino       Ma guarda dunque il mio toro!

BAAL                         Oste! Una grappa di grano!

CONTADINI              II mio toro è il più bello! Domani, sera, d'ac­cordo? Si alzano per andarsene)                                Passate qui la notte?

BAAL                          Sì. In un letto!         

           

            I contadini escono.

EKART         Che cosa vuoi, dunque? Sei impazzito?

BAAL                        Non era magnifico vedere come strizzavano gli oc­chi e stavano lì a bocca aperta e                       finalmente hanno capito e si son messi a fare i conti?

EKART         Intanto abbiamo cacciato in corpo qualche bicchie­rino di grappa. Ma ora                                     filiamocene al più presto!

BAAL                        Filarcene adesso? Sei impazzito?

EKART          Ma di', hai perso la testa? Pensa un po' ai tori!

BAAL                        To'! A che scopo, allora, tutta quella commedia?

EKART         Per qualche bicchierino, no?

BAAL                        Non farneticare! Ekart, voglio preparare una festa per te. (Apre la finestra dietro di                     sé. Vien buio. Si siede di nuovo).

EKART         Con sei bicchierini di acquavite ti sei ubriacato. Vergogna!

baal           Come tutto sta diventando bello! Mi piace questa gente semplice. Ti offro uno                            spettacolo divino, fratello! Salute!

ekart         Ti piace divertirti alle spalle degli ingenui. Quei poveri ragazzi spaccheranno la                            testa a me e anche a te!

baal            Gli servirà di lezione. Adesso, in questa calda sera, penso a loro con una certa                              tenerezza. Vengono per im­brogliare nel modo semplice che sanno, e questo mi                            piace.

ekart         (alzandosi)        Scegli: o me, o i tori. Me ne vado pri­ma che l'oste mangi la foglia.

baal            (rannuvolato)   La sera è tanto calda. Resta ancora un'ora. Poi verrò via con te. Lo                      sai che ti amo. Dai campi giunge fino a noi l'odore del letame. Pensi che il padro­ne                     dia ancora una grappa agli autori di questa messa in scena con i tori?

ekart         Sento dei passi.

            Entra il parroco.

parroco  (a Baal)    Buona sera. è lei quello dei tori?

baal            Sono io.

parroco   Si può sapere a che scopo ha montato tutto questo imbroglio?

baal            Non abbiamo altro al mondo. Che profumo inten­so manda il fieno! È sempre così                       la sera?

parroco   Mi sembra che il suo mondo sia ben miserabile, amico!

baal                        II mio cielo è pieno di alberi e di corpi.

parroco   Non parli di questo. Il mondo non è il suo cir­co equestre.

baal            E che cosa è dunque il mondo?

parroco   Ma se ne vada! Vede, io sono un tipo bonario. Non le serberò nessun rancore.

                        Ho messo tutto a posto io.

baal            II giusto è privo di umorismo, Ekart!

parroco   Non si accorge come il suo piano era puerile?

  (A Ekart)       Che vuole dunque costui?

baal   (piegandosi di'indietro) Al crepuscolo, di sera. Na­turalmente deve essere sera e                           naturalmente il cielo deve essere nuvoloso, e quando l'aria è tiepida e spira un poco di               vento, allora giungono i tori. Vengono qui, al trotto; da tutte le parti. È uno spettacolo               grandioso. E quei poveretti se ne stanno in mezzo a loro e non sanno che cosa farsene, dei        tori, e si sono sbagliati: hanno solo l'occasione di vivere uno spettacolo grandioso. Amo          anche la gente che si è sbagliata. E dove è possibile vedere tante bestie radunate insieme?

PARROCO   E per questa ragione lei voleva mobilitare sette villaggi?

BAAL                        Che cosa sono sette villaggi in confronto a uno spet­tacolo simile!

parroco   Ora comprendo. Lei è un poveraccio. E senza dubbio le piacciono particolarmente                      i tori, è così?

BAAL            Vieni, Ekart! Ha rovinato tutto. Il cristiano non ama più le bestie.

PARROCO   (ride, poi si fa serio) Dunque, non ha avuto quel che voleva. Vada, vada,e cerchi di                    non farsi notare! Ho idea di averle reso un gran servigio, amico!

BAAL                        Vieni, Ekart! Non avrai più la tua festa, fratello!

            (Esce lentamente con Ekart).

parroco    Buona sera! Oste, pago io il conto per i signori.

OSTE             (dietro il banco)    Undici grappe, reverendo.

Alberi a sera

Sei o sette taglialegna siedono, appoggiati agli alberi. Fra essi Baal. Nell'erba un cadavere.

Taglialegna    È stata una quercia. Non è morto sul colpo, ha sofferto ancora.

SECONDO taglialegna  Questa mattina diceva che secondo lui il tempo sarebbe                                  migliorato. Così lo voleva: verde con un po' di pioggia. E che la legna non fosse                          troppo             asciutta.

un terzo   Era un buon ragazzo, Teddy. Prima aveva un negozietto. Era la sua epoca d'oro.                         Allora era ancora grasso come un curato. Ma il negozio andò in malora per una                           questione di donne, perciò venne sin quassù e col passare degli anni ci rimise la                                   pancia.

un altro  Non ha mai raccontato nulla della faccenda delle donne?

il terzo    No. Non so nemmeno se avesse intenzione di scendere giù di nuovo. Risparmiava                       mica male, ma forse era anche per via della sua temperanza. Quassù raccon­tiamo                      solo bugie. Molto meglio così.

un altro Una settimana fa ha detto che in inverno sa­rebbe partito per il Nord. Sembra che là,                    da qualche parte, avesse una capanna. Non te lo ha detto, Elefante? (A Baal) Eppure                       ne parlavate?

baal            Lasciatemi in pace. Non so nulla.

il precedente   Già, vuoi installarti qui, eh?

il secondo          Non possiamo fidarci di lui. Ricordatevi che appese fuori i nostri stivali                                       all'acqua tutta una notte, per impedirci di andare nel bosco, solo perché era                                  pigro co­me al solito.

un altro              Ruba la paga che gli danno.

baal                        Non litigate! Non potete pensare un poco al povero Teddy?

UN ALTRO              Dove eri tu quando stava crepando? (Baal si alza e lentamente si avvicina

                                   a Teddy, passando sull'erba. Si siede presso a lui). Ragazzi, Baal non va                                       dritto!

un altro              Lasciatelo! L'Elefante è scosso.

il terzo                Potreste almeno starvene un po' più tranquilli oggi, con lui steso lì davanti. l'altro                Che cosa fai vicino a Teddy, Elefante?

baal    (chino su di lui)   Lui ha la sua quiete e noi la nostra inquietudine. Tutt'e due le cose sono                   buone. Il cielo è nero. Gli alberi tremano. In qualche posto si gonfiano le nubi.                             Questo è lo scenario. Possiamo mangiare. Dopo il sonno ci si sveglia. Lui no, noi.                       Bene, doppiamente bene.

l'altro     Come ha da essere il cielo?

baal            Ilcielo è nero.

l'altro    Non sei molto saldo di cervello. Tocca sempre a chi non lo merita.

baal           Si, è meraviglioso, caro, hai proprio ragione.

UNO               A Baal non può toccare di certo. Lui non capita mai dove c'è da lavorare.

BALL            Teddy, invece, era laborioso. Teddy era generoso. Teddy aveva un buon carattere.                      Ecco quel che rimane: Teddy fu.

IL SECONDO           Dove può essere ora ?

BALL   (accennando al morto)         È là.

IL TERZO         Penso sempre che le povere anime; cioè il ven­to, vadano attorno di sera. In                                  primavera specialmente, ma anche d'autunno, penso.

baal            E d'estate, nel sole, sopra i campi di grano.

IL TERZO    Non è la stagione adatta. Deve essere buio.

BALL             Deve essere buio, Teddy.

    Silenzio

uno               Dove lo portiamo allora, ragazzi ?

IL TERZO     Non c'è nessuno che lo voglia.

L’ALTRO     Viveva solo al mondo.

uno               E la sua roba?

il terzo    Non è granché. Depositava il denaro in qualche Banca. Rimarrà là anche se lui non                     c'è più. Hai qualche idea, Baal?

baal            Non puzza ancora.

uno               Mi è venuta una buona idea, ragazzi.

L’ALTRO     Avanti, parla!

L’UOMO CON L’IDEA     Non vengono solo all' Elefante, le idee. Che ne direste se bevessimo                                             un bicchierino alla salute di Teddy?

BAAL                        Questo è sconveniente, Bergmeieier.

gli altri  Fesserie, sconveniente! Ma che cosa dobbiamo bere, acqua? Vergognati, amico! t L’UOMO CON L’IDEA     Grappa!

BAAL                        Sono d'accordo. La grappa non è sconveniente.  Quale grappa?

uomo con l'idea         Quella di Teddy.

gli altri              Di Teddy? ! Questa sì che è un'idea! - Una por­zione per ciascuno! - Teddy                                  era economo. - È una bella idea per un idiota, amico!

uomo con l'idea         Lampo di genio, eh! Troppo fine per i vostri testoni! La grappa di                         Teddy per i funerali di Ted­dy! Buon mercato e dignità! Qualcuno ha già fatto un                       discorso per Teddy? Non vi sembra il caso?

baal           L'ho fatto io.

alcuni      Quando?

baal           Poco fa. Prima che voi diceste le vostre idiozie. Co­minciava così: Teddy ha la sua                       quiete... vi accorgete del­le cose sempre troppo tardi.

gli altri Cretino! Su, prendiamo la grappa!

baal             è  una vergogna.

gli altri   Ah! E perché, grande Elefante?

baal            è proprietà di Teddy. Non abbiamo il diritto di for­zare il barilotto. Teddy ha                               lasciato una moglie e cinque poveri orfani.

uno               Quattro soltanto.

un altro   Salta fuori adesso da un momento all'altro!

baal           Volete strappar di bocca ai cinque poveri orfani di Teddy la grappa del loro povero                     babbo? Dov'è la reli­gione?

il precedente Quattro. Quattro orfani.

baal                        Strappar di bocca la grappa ai quattro orfani di Teddy?

uno                          Teddy non aveva famiglia per niente!

baal                        Ma orfani sì, miei cari, orfani sì.

un altro              Ma dite un po', vi lasciate minchionare da que­sto pazzo di Elefante? Credete                               che gli orfani di Teddy berranno la grappa di Teddy? D'accordo, è proprietà                                di Teddy...

baal                 (interrompendolo)       Era...

l'altro    Che cos'hai ancora?

uno              Parla a vanvera. Non ha il cervello in ordine.

l'altro     Io dico: era proprietà di Teddy e quindi la pa­gheremo. Con denaro, denaro sonante,                    ragazzi. E poi vengano pure gli orfani!

tutti           Questa è una buona proposta. L'Elefante è battu­to. Deve essere pazzo, non vuole                        grappa. Andiamocene senza di lui a bere la grappa di Teddy!

 baal                 (grida verso di loro) Ritornate almeno qui, maledet­ti sciacalli!(A Teddy) Povero                             Teddy! Gli alberi sono abbastanza forti, oggi, e l'aria è buona e soffice e dentro mi                      sento gonfio, povero Teddy, non ti solletica? Per te è finita, non c'è più rimedio.                                    Lascia che te lo dica, presto puzzerai; e il vento continuerà, tutto continuerà, e la tua                 capanna - so tanto dov'è! - e le tue cose, i vivi te le prenderanno; e tu hai piantato                       ogni cosa, hai cercato solo la tua pace. Il tuo corpo non era ancora tanto mal ridotto,                 Teddy, e neppure ora lo è, solo un po' danneggiato, da un lato solo, e poi le gambe...                   con le donne non sarebbe stato possibile, non si mette fra le gambe di una donna                                    una cosa simile (solleva al morto una gamba). Ma tutto sommato, in questo corpo                  si sarebbe ancora potuto continuare a vivere con un po' di buona volontà, ragazzo                mio; ma la tua anima era maledettamente nobile, l'abitazione era in cattivo stato e i                 topi abbandonano la nave che affonda; hai dovuto soccombere alla tua abitudine,                   Teddy tutto qui.

GLI ALTRI  (ritornando)     Ehi tu, Elefante, ora stai fresco! Dov'è il barilotto di brandy che era                      sotto il vecchio let­to di Teddy, amico? — Dov'eri quando noi ci prendevamo cura                      del povero Teddy, egregio signore? Allora Teddy non era ancora ben morto, eh,                        egregio signore? - Do­ve ti eri cacciato, sporcaccione, profanatore di cadaveri,                                   protettore dei poveri orfani di Teddy, eh?

BAAL                          Di questo non avete nessuna prova, cari miei!

GLI ALTRI    Dov'è allora la grappa? Forse se l'è bevuta la botte, secondo la tua spettabile                               opinione? - È una faccenda maledettamente seria, ragazzo mio! - Alzati una buona                       volta, su, in piedi! Prova a fare quattro passi e poi nega che sei profondamente                                   scosso, che sei disfatto di dentro e di fuori, vecchio porco! — Facciamolo alzare!                      Fategli un po' di solletico, ragazzi, a questo profanatore del povero onore di Teddy! BAAL  (è costretto ad alzarsi)   Banda di porci! Almeno non calpestate il povero Teddy! (Si siede                      e prende un brac­cio del cadavere sotto il suo) Se mi maltrattate, Teddy cade a                             faccia in giù. È rispetto questo? Io sono costretto a difendermi. Voi siete in sette,                       set-te, e non avete bevuto, mentre io sono uno solo e ho bevuto. È bello questo, è                        onesto, sette contro uno? Calmatevi! anche Teddy si è calmato.

alcuni   (tristi e indignati) Non c'è nulla di sacro per que­sto qui. — Dio abbia pietà della sua                         anima sbronza! - Non c'è peccatore più incallito di lui fra le mani di Dio.

baal            Sedetevi, non mi piace la pretaglia. Esisteranno sempre persone col cervello fino e                       persone tonte. Que­ste ultime in compenso sono più adatte a lavorare. Avete visto:                       io sono un lavoratore del pensiero. (Fuma) Cari miei, non avete mai sentito il                                    rispetto dovuto! E che dia­volo si muove in voi quando vi cacciate in corpo della                                buona grappa? Ma io ne traggo profonde conoscenze, vi dico! Ho detto a Teddy                                cose importantissime. (Toglie dalla tasca interna del morto alcune carte, che                                 esamina attentamente) Voi invece sentite il bisogno di correre alla miserabile                               grappa. Sedetevi: guardate come il cielo si fa scuro tra gli alberi. Non è niente?                            Allora non avete religione in corpo!

Una capanna.

Si sente la pioggia. Baal. Ekart.

baal            Questo è il letargo invernale nel fango nero per i nostri bianchi corpi.

ekart         Non sei ancora andato a prendere la carne!

baal                        Sei ancora occupato con la tua messa?

ekart         Devi pensare tu alla mia messa? Pensa piuttosto alla tua donna! Dove l'hai ancora                        trascinata, nella pioggia?

baal            Ci insegue disperatamente e mi si aggrappa al collo.

ekart        Cadi sempre più in basso.

baal            Sono troppo pesante.

ekart         Non pensi che un giorno morderai l'erba?

baal           Io lotto all'ultimo sangue. Voglio vivere anche quando sarò senza pelle: mi                                   rattrappirò tutto nelle dita dei piedi. Cadrò come un toro: nell'erba, dov'è più                               morbida. Inghiottirò la morte e non saprò più nulla.

EKART         Da quando siamo qui, non hai fatto che ingrassare.

baal     (porta la mano destra sotto l'ascella sinistra, scostan­do la camicia)   Ma la mia camicia                        è diventata più grande; più si sporca, più si allarga. Ci sarebbe posto anche per un               altro. Che non sia un pancione, però. Ma tu perché te ne stai lì a poltrire con le tue                     quattro ossa?

 ekart        Nella mia testa ho una specie di cielo, molto verde e maledettamente alto, e i                               pensieri vi si perdono sotto come nuvolette nel vento. Non hanno la minima idea                         della direzione da prendere. Ma tutto questo è dentro di me.

baal            è il delirium tremens. Sei un alcolizzato. Ora, vedi, il vino si vendica.

ekart         Quando il delirio si avvicina me ne accorgo dalla mia faccia.

baal            Hai una faccia su cui c'è posto per tanto vento. Concava. (Lo osserva) Non hai                          neppure una faccia. Non sei nulla. Sei trasparente.

Ekart         Divento sempre più matematico.

baal            Nessuno conosce storie sul tuo conto. Perché non parli mai di te?

ekart         Non avrò storie. Chi corre là fuori?

baal            Hai l'udito buono. Dentro di te c'è qualcosa, e tu lo nascondi. Sei un essere cattivo,                     proprio come me, un demonio. Ma un giorno vedrai i topi. Allora tornerai ad essere                     buono!

           

     Sofia appare sulla porta.

ekart         Sei tu, Sofia?

baal           Che cosa vuoi ancora?

sofia           Posso entrare ora, Baal?

Pianura. Cielo. Sera.

Baal. Ekart. Sofia.

sofia           Mi si piegano le ginocchia. Perché corri come un disperato?

baal            Perché sei attaccata al mio collo come una macina da mulino.

ekart         Come puoi trattarla in questo modo, lei che è in­cinta di te?

sofia           Sono stata io a volerlo, Ekart.

baal            E’ stata lei a volerlo. E ora mi si attacca al collo.

ekart         E’da bestie. Siediti, Sofia.

sofia  (si siede pesantemente)    Lascialo andare.

ekart  (a Baal)   Se la butti sulla strada, io resto con lei.

baal            Lei non ci resta, con te. Ma tu mi pianteresti. Per causa sua.

                        Proprio il tuo stile!

ekart         Mi hai buttato fuori due volte dal letto. Le mie amanti ti erano indifferenti, ma tu                       me le hai portate via sebbene io le amassi.

baal           Perché tu le amavi. Per due volte ho profanato ca­daveri, perché tu restassi puro.                          Devo agire così. Per Dio, non ci ho proprio provato nessun gusto!

 ekart (a Sofia)     E tu, questa bestia trasparente, l'ami sempre?

sofia           Non ci posso far niente, Ekart. Amo anche il suo cadavere. Anche i suoi pugni.

                        Non ci posso far niente, Ekart.

baal                        Non voglio neppure sapere che cosa avete fatto, quando ero in prigione.

sofia           Stavamo l'uno accanto all'altro davanti alla prigio­ne bianca e guardavamo su,                              dove tu eri rinchiuso.

baal           Eravate uno accanto all'altro.

sofia           Battimi per questo.

ekart  (gridando)  Non sei stato tu a gettarmela addosso?

baal           Allora potevano ancora portarti via da me.

ekart         Non ho la tua pelle di elefante.

baal           Ti amo per questo.

EKART         Maledetto, almeno stattene zitto, non parlare di questo quando c'è lei.

BAAL                        Deve andarsene! Comincia a incanagliarsi. (Si passa le mani sul collo) Lava la sua                       biancheria sporca nelle tue lacrime. Ma non lo vedi che cammina nuda in mezzo a                       noi? Sono paziente come un agnello, ma non posso cambiar natura.

EKART         (si siede accanto a Sofia)   Torna a casa da tua madre.

SOFIA           Non posso.

baal            Non può, Ekart.

SOFIA           Battimi se vuoi, Baal. Non dirò più che devi camminare adagio. Non è questo che                       ho voluto dire. Lascia che corra al tuo fianco finché avrò gambe, poi mi stenderò in              un cespuglio e tu non dovrai cercarmi. Non mi scac            ciare, Baal.

BAAL                        Gettalo nel fiume, il tuo pancione! L'hai voluto tu, ne ti sputacchiassi.

SOFIA           Vuoi abbandonarmi qui? Tu non vuoi abbandonar­mi qui. Non lo sai ancora, Baal.                       Sei come un bambino se pensi una cosa simile.

BAAL                        Adesso m'hai stufato a morte.

SOFIA           Ma di notte no, non di notte, Baal. Da sola ho pau­ra. Ho paura del buio. Di questo                     ho paura. |

baal            Nel tuo stato? Nessuno ti farà nulla.

sofia           Ma di notte. Non volete stare con me ancora sta­notte?

BAAL                        Va' dai traghettatori. È San Giovanni e sono ubriachi.

SOFIA           Un quarto d'ora!

BAAL                        Vieni, Ekart!

SOFIA           E io, dove vado?

BAAL                        In cielo, mia cara!

SOFIA           Col mio bambino?  

BAAL                        Sotterralo!

Sofia           Mi auguro che tu non debba pensare mai più a ciò che mi dici in questo momento,                       sotto il bel cielo che ti piace tanto. Questo mi auguro in ginocchio.

ekart         Resto con te. E poi ti porto da tua madre. Purché tu dica che non vorrai più amare                      questo essere immondo.

baal            Lei ama me.

sofia           Lo amo.

ekart        Stai ancora lì, bestiaccia? Non hai le ginocchia? Sei ubriaco di grappa o di poesia?                       Bestia degenerata! Be­stia degenerata!

baal            Cretino.

            Ekart si getta su di lui. Lottano.

sofia          Gesummaria! Sono bestie feroci!

ekart (lottando)  Non senti quello che lei dice, nel bosco, e ora si fa già buio? Bestia                                              degenerata! Bestia degene­rata!

baal  (stringendo Ekart a sé) Adesso sei vicino al mio pet­to, senti il mio odore? Ora ti tengo!                         C'è qualcosa di me­glio che il contatto con una donna! (Si arresta) Si vedo­no già le                stelle sopra i cespugli, Ekart.

ekart(guardando fissamente Baal, che volge lo sguardo al cielo) Non posso più picchiarlo. baal   (cingendo Ekart con il braccio) Scende la sera. Dob­biamo trovare un tetto. Nel bosco ci                  sono cavità dove il vento non può penetrare, Vieni; ti racconterò le storie degli                                  animali. (Lo trascina via).

sofia  (sola nel buio, grida)    Baal!

Baracca di legno marrone. Notte. Vento.

Seduti presso tavoli Gougou, Bolleboll. Il vecchio mendicante e Maja con il bambino nella cassa.

bolleboll(gioca a carte con Gougou) Non ho più de­naro. Giochiamoci l'anima!

il mendicante  Fratello vento vuole entrare. Ma noi non conosciamo il nostro freddo fratello                  vento. Eh eh eh!

            Il bambino piange.

MAJA la mendicante           Ascoltate! Qualcosa si muove at­torno alla casa! Che non sia                       qualche bestiaccia!

BOLEBOLL   Perché? Sei già tornata in calore?

           

            Bussano alla porta.

MAJA                                    Ascoltate! Non apro!

MENDICANTE       No, tu apri.

MAJA                                   No, no, santa madre di Dio, no!

MENdicante    Bouque la Madonne!    Apri!

MAJA              (strisciando fino alla porta)           Chi bussa?

     Il bambino piange. Maja apre la porta. Baal entra con Ekart, fradici di pioggia.

BAAL                        È questo il bar dell'ospedale?

MAJA                        Si, ma non c'è nessun letto libero. (In tono più sfac­ciato) E io sono ammalata.

BAAL            Abbiamo dello champagne.

Ekart si è accostato alla stufa.

BOLLEBOLL          Vieni qua! Chi sa cos'è lo champagne, è il benvenuto fra noi.

MENDICANTE       Qui oggi c'è gente molto fine, mio caro cigno!

BAAL                        (avvicinandosi al tavolo, toglie dalle tasche due bottiglie)    Che ne dite, eh?

MENDicante        Questa è magia!

BALLEBOLL           So dove hai preso lo champagne. Ma non ti tradirò.

BAAL                                    Vieni, Ekart! Ci sono bicchieri?

MAJA                                    Tazze, signore, tazze! (Ne porta alcune ).

GOUGOU                 Io uso una tazza a parte.

BAAL                 (diffidente)  Le è permesso bere champagne?

GOUGOU                 Prego!

BAAL                 (versa)         Che malattia hai?

GOUGOU                 Congestione polmonare. Non è nulla. Un piccolo ingorgo. Niente di grave. BAAL              (a Bolleboll)        E tu ?

BALLEBOLL                      Ulcera gastrica. Ma benigna.

baal  (al mendicante)         Speriamo che anche tu abbia qual­che malattia!

MENDICANTE                   IoSonopazzo.

baal                                    Alla vostra salute! Le presentazioni sono fatte. Io sono sano.

mendicante                   Conoscevo un altro uomo che credeva di es­sere sano. Credeva, dico.                   Proveniva da una foresta e un giorno vi tornò perché aveva bisogno di meditare un                     po­co. Trovò che la foresta gli era molto estranea e            non sentì più con lei alcuna                           affinità. Camminò per molti gior­ni, addentrandosi nella natura selvaggia, perché                                    voleva vedere fino a che punto le era legato e quante forze gli restavano per                                resistere. Ma non gliene restavano molte.  (Beve).

baal   (inquieto)      Che razza di vento! E stanotte dobbiamo ripartire, Ekart!

mendicante       Sì, il vento. Una sera, verso il crepuscolo, quando non era più tanto solo,                                     attraversò la grande pace degli alberi e si pose sotto uno di essi, che era assai                               gran­de.  (Beve)

bolleboll          Era la scimmia che era in lui.

mendicante      Sì, forse la scimmia. Si appoggiò all'albero, si strinse a lui, vi senti scorrere                       la vita o così gli parve e disse: Tu sei più alto di me e stai ben saldo e conosci la                          terra fin nelle sue profondità ed essa ti tiene. Io posso correre e muovermi più                             agevolmente, ma non sono saldo come te e non posso penetrare nelle profondità e                 nulla mi tiene. Anche la grande pace che sopra le cime silen­ziose degli alberi regna                 nel cielo infinito mi è ignota. (Beve).

gougou     Che cosa disse l'albero?

mendicante       Sì. Il vento soffiò. Un fremito percorse l'al­bero, l'uomo lo sentì. Allora si                                     gettò a terra, avvinse le radici dure e selvagge e pianse amaramente. Ma fece                               lo stesso con molti alberi.

ekart                     Guarì?

mendicante       No, ma morì più facilmente.

maja                        Non capisco.

mendicante       Niente si può capire. Ma molte cose si sentono. Le storie che si capiscono                                    sono quelle mal raccontate.

bolleboll          Credete in Dio?

Baal  (penosamente)       Ho sempre creduto in me stesso. Ma si può diventare atei. bolleboll  (ride rumorosamente) Ora sì che mi diverto! Dio! Champagne! Amore! Vento                                   e pioggia! (Afferra Maja).

MAJA                         Lasciami ! Ti puzza il fiato!

bolleboll          E tu, non hai la sifilide? (La prende in grembo).

Mendicante        Bada! (A Bolleboll) A poco a poco mi ubriaco. E oggi tu non puoi uscire                                  sotto la pioggia, se io sono ubriaco fradicio.

GOUGOU (a Ekart) Lui era più carino, perciò riuscì ad averla.

EKART                      E la tua superiorità spirituale? La tua supremazia morale?

GOUGOU                 Lei non era cosi. Lei era incontaminata.

EKART                     E tu, allora, che cosa facesti? _

GOUGOU                 Mi vergognai.

BOlleboll          Ascoltate! Il vento! Prega Dio che gli conce­da la pace.

MAJA                        (canta)

                                     Nanna oh! Fuori soffia il vento,

                                    mentre noi ci scaldiamo bevendo.

BAAL                                    Che bambino è questo?

MAJA                                    Mia figlia, signore.

Mendicante       Una virgo dolorosa!

BAAL               (beve)          Roba d'altri tempi, Ekart. Sì. Ed era anche bello.

EKART                     Che cosa?

BALLEBOLL          Lo ha dimenticato!

BAAL                                    D'altri tempi, che curiosa parola!

GOUGOU     (a Ekart)      La cosa più bella di tutte è il nulla.

BALLEBOLL          Sst! Ora viene la romanza di Gougou! Il sacco di vermi si mette a cantare.

GOUGOU                 È come aria tremula nelle sere d'estate, sole. Ma non un tremito. Niente.                                        Proprio niente. Si finisce, nient'altro. Il vento soffia, non si gela più. La                                        pioggia cade, non ci bagna più. Si continuano a dire barzellette, ma non si                                  ride con gli altri. Si marcisce, non si deve aspet­tare nulla. Scioperogenerale.

mendicante       Questo è il paradiso dell'inferno!

gougou                 Sì, questo è il paradiso. Nessun desiderio rimane insoddisfatto. Non se ne                                    hanno più. Ci si disabitua a tut­to. Anche ai desideri. Così si diventa liberi. maja                                   E alla fine che cosa succede? .

gougou  (sogghignando)  Nulla. Proprio nulla. Non succe­de nulla, alla fine! Niente dura in                                      eterno.

bolleboll         Amen.

baal (si è alzato, a Ekart)  Ekart, alzati! Siamo caduti nel­le mani di assassini. (Si appoggia alle          spalle di Ekart) I vermi si gonfiano. La putrefazione si avvicina striscian­do. I vermi                       cantano ed esaltano se stessi.

ekart         E’la seconda volta che ti succede. Forse solo a causa del bere?

baal           Qui si mettono in mostra i miei visceri... Non è un bagno di fango.

ekart         Siediti. Bevi fino alla nausea! Riscaldati!

maja (canta, un po' ubriaca)

                        Estate e inverno, pioggia e neve,

                        se siamo sbronzi, ogni male è lieve.

bolleboll  (ha afferrato Maja, si azzuffa) Questo motivo mi eccita sempre cosi, piccolo                             Gougou. Cippi, cippi, Majuccia.

           

            Il bambino piange.

baal (beve)   Chi sei tu? (Irritato a Gougou) Sacco di ver­mi, ti chiami. Candidato alla morte?                           Alla salute! (Sì siede).

mendicante         Bada, Bolleboll! Non reggo tanto bene lo champagne!

maja    (rivolta a Bolleboll, canta)

                           Chiudi gli occhietti, guardare è fatica.

                           Su, andiamo a nanna, non lo senti più.

BAAL                 (brutalmente)

                          Galleggia pure sul fiume con topi nei capelli!

                          Ma in alto il cielo rimane stupendo.

                         (Si alza con il bicchiere in mano)  Nero è il cielo. Perché sei spaventata?                          tambureggia sul tavolo) Bisogna sop­portare la giostra. È meraviglioso. (Barcolla)                      Voglio es­sere un elefante che orina nel circo, se non è tutto bel­lo... (Incomincia a                      ballare, canta) Danza con il vento, po­vero cadavere, dormi con la nuvola, Iddio                            depravato! (Si accosta al tavolo, barcollando).

EKART         (ubriaco, si è alzato) Ora non verrò più con te. Anch’'io ho un'anima. Tu hai corrotto                   la mia anima. Tu cor­rompi tutto. Ora potrò almeno occuparmi della mia messa.

BAAL            Ti amo! Alla salute!

EKART         Sì, ma io non verrò più con te.  (Si siede).

MENDICANTE (a Bolleboll) Giù le mani, porco!

MAJA                        Cosa c'entri, tu?

MENDICANTE       Taci, meschinella!

MAJA                        Pazzo! Hai le traveggole?

BALLEBOLL   (velenosamente) Tutte storie! Non è malato per niente. Ecco com'è.                                         Tutto un imbroglio!

MENDICANTE       E tu hai il cancro!

BALLEBOLL (sinistramente tranquillo) Io ho il cancro?

MENDICANTE (vilmente) Non ho aperto bocca. Lascia sta­re la ragazza, piuttosto.

           

            Maja ride

BAAL  Perché piange, questo qui? (Va barcollando verso la cassa, nel fondo).

MENDICANTE  (irato )      Che cosa vuoi da lui ?

BAAL                        Perché piangi? Non hai ancora visto queste cose?

            O piangi ogni volta?

MENDICANTE   Lascialo in pace, tu!  (Getta il suo bicchiere su Baal).

MAJA   (si alza di scatto)   Porco!

BALLEBOLL   Vuole solamente guardargli sotto la cami­cia.

BAAL   (si alza lentamente)  Siete dei porci! Non conoscete

              più il lato umano delle cose! Vieni, Ekart, andiamo a la­varci nel fiume! (Esce con Ekart).

Fitta verzura. Dietro, il fiume.

Baal. Ekart.

baal (siede in mezzo al fogliame) L'acqua è calda. Si sta sdraiati sulla sabbia come gamberi.    Attorno a noi il fitto del bosco e nel cielo le bianche nuvole, Ekart!

ekart (nascosto)  Che cosa vuoi?

baal           Ti amo.

ekart         Sto troppo bene, qui disteso.

baal           Hai visto le nuvole, poco fa?

ekart         Sì. Sono spudorate. (Silenzio). Poco fa, dall'altra parte, è passata una donna.

baal           Non mi piacciono più le donne...

Strada di campagna. Salici.

Vento. Notte. Ekart dorme sull'erba.

baal   (viene attraverso i campi, come ebbro, con le vesti scompigliate, sonnambulo)Ekart!                             Ekart! Ci siamo. Svegliati!

ekart         Che cos'hai? Parli di nuovo dormendo?

baal  (si siede accanto a lui)  Ecco:

                        Quando l'annegata sull'acqua scendeva

                        dai ruscelli nei fiumi più grandi,

                        l'opale del cielo stupendo splendeva

                        come una carezza sopra il cadavere.

                        S'avvinghiarono a lei il fuco e le alghe

                        e a poco a poco il suo peso s'accrebbe

                        Freddi le nuotavano i pesci lungo le gambe,

                        piante e bestie trattennero il suo ultimo viaggio.

                        A sera il cielo era oscuro come fumo

                        e con le stelle di notte teneva la luce sospesa.

                        Ma all'alba era chiaro e anche per lei

                        c'era ancora il mattino e la sera.

                        Quando il suo pallido corpo non fu che marciume,

                        con il tempo anche Dio fu incline a dimenticarla:

                        prima il suo volto, poi le mani e solo per ultimi i

                                                         capelli.

                        Poi divenne una carogna con tante carogne nel fiume.

Vento

EKART         Va già attorno il fantasma? Non è cattivo come te. Solo che il sonno è andato al                          diavolo; e il vento ricomincia muggire fra i tronchi dei salici. Rimane dunque                               ancora la bianca mammella della filosofia, oscurità, umidità, sino alla fine dei nostri                        giorni; perfino delle vecchie comari rimane soltanto la seconda vista.

BAAL                        Con questo vento non c'è bisogno di grappa, si è ubriachi lo stesso. Vedo il mondo                     in una luce rosea: è l’escremento del buon Dio.

EKART         Del buon Dio, che si è caratterizzato quanto basta, una volta per sempre, collegando                   l'uretra con il membro virile.

BAAL  (sdraiato) Tutto questo è così bello.

Vento

EKART         I salici sono come monconi marci di denti nel nero muso del cielo. - Fra non molto                      riprenderò la mia messa.

BAAL            Hai già terminato il quartetto?

EKART         Dove ne avrei trovato il tempo?

Vento

BAAL            Ecco una ragazza rossa di capelli, pallida; è quella che ti trascini attorno.

EKART         Ha un corpo morbido, bianco e a mezzogiorno se ne viene tra i salici. I salici hanno                     rami pendenti come capelli e in mezzo f...mo come scoiattoli.

baal            È più belladi me?

            Buio. Il vento continua a muggire.

Giovani cespugli di nocciuolo.

Lunghe rosse verghe pendenti. Fra esse è seduto Baal.Mezzogiorno.

baal            La soddisferò, senz'altro, la bianca colomba... (Osserva il luogo) Qui sono belle le                       nubi, viste attraverso i rami del salice... Se lui viene, vedrà solo la pelle. Sono stufo                  dei suoi amorazzi. Taci, mia cara anima! (Una gio­vane viene dal fitto dei cespugli:                      capelli rossi, formosa, pallida. Senza voltarsi) Sei tu?

la giovane         Dov'è il suo amico?

baal                       Sta scrivendo una messa in mi bemolle minore.

la giovane         Gli dica che sono venuta!

baal                        Diventa troppo trasparente. Si masturba. Ricasca nella zoologia. Si sieda!                                     (Guarda in giro).

la giovane         Preferisco stare in piedi.

baal            (si alza, aggrappandosi alle verghe dei salici)  Man­gia troppe uova, in questi ultimi                     tempi.

la giovane         Lo amo.

baal                        Che mi importa di te!   (La ghermisce).

la giovane         Non mi tocchi! Mi fa troppo schifo.

baal                       (accostandole lentamente le mani al collo)èil tuocollo? Sai come si                                             mettono a tacere le colombe o le ana­tre selvatiche nel bosco?

la giovane         Gesummaria! (Si svincola) Mi lasci in pace!

baal                        Con quelle ginocchia molli ? Finirai col cadere. Tanto, è quello che vuoi,                                      essere stesa fra i salici. Un uomo è un uomo, in questo si assomigliano                                          quasi tutti, (La prende tra le braccia).

la giovane  (tremando) La prego, mi lasci andare! La prego!

baal                                    Quaglia sfacciata! Su, meno storie! Salvataggio di disperato! (La prende per                                le braccia e la trascina nei cespugli).

Acero nel vento. Cielo nuvoloso.

            Baal e Ekart, seduti fra le radici.

baal            Bere è necessario, Ekart, hai ancora soldi?

EKART         No. Guarda; l'acero nel vento!

baal            Trema.

EKART         Dov'è la ragazza che hai portato in giro per le bettole?

baal            Fatti pesce e cercala.

EKART         Tu ti rimpinzi, Baal, finirai con lo scoppiare.

baal            Mi piacerebbe sentire lo scoppio.

EKART         Non ti capita mai di guardare in un'acqua, quando nera e profonda e ancora senza                       pesci? Non caderci ai. Devi stare attento. Sei così pesante, Baal.

baal                       Da qualcun altro avrò da guardarmi. Ho composto a canzone, vuoi sentirla?

EKART         Leggila, così ti conoscerò.

baal                       Si chiama: La morte nel bosco.

            la morte nel bOsco.

            E un uomo morì nel bosco eterno

            dove muggiva il fiume e la tempesta.

            Morì come una bestia, aggraffiate alle radici,

            guardava sulle vette dove la tempesta

            sibilava da giorni al di sopra del bosco.

            E c'era della gente intorno a lui,

            e tutti gli dicevano di calmarsi:

            « Vieni, compagno, ti portiamo a casa! »

            Ma l'uomo li cacciava a colpi di ginocchia,

            sputava e chiedeva: «E dove mai? »

            poiché non aveva né casa né terra.

            « Quanti denti hai ancora nel muso?

            E per il resto vediamo come stai!

            Muori più calmo, non essere così vile.

            Ieri sera mangiammo il tuo ronzino.

            Perché non vuoi andartene all'inferno? »

            Intorno a lui e a loro il bosco risuonava

            e essi lo videro tenersi all'albero

            e udivano gli urli volti a loro

            e sentivano orrore come non mai;

            allora serrarono i pugni tremando

            poiché lui era un uomo come loro.

            « Inutile, rognoso, pazzo, bestia che sei

            pustola marcia, sterco, mucchio di stracci,

            tu ci togli l'aria con la tua ingordigia»,

            dicevano. E lui, lui, quella piaga:

            «Vivere voglio! Aspirare il vostro sole

            e cavalcare nella luce come voi! »

            Era un fatto che nessun amico capiva:

            tremando tacevano davanti all'orrore.

            A lui la terra reggeva la mano nuda

            e da mare a mare nel vento giace la terra:

            e io devo giacere qui sotto, in silenzio.

            Sì, il soverchio della povera vita

            lo reggeva, ed egli ancora la sua carogna,

            il suo cadavere calcava nella terra;

            all'albeggiare cadde muto nell'erba oscura.

            Pieni di orrore lo seppellirono, pieni di odio,

            nella ramaglia più bassa dell'albero.

            E cavalcando uscirono muti dal folto

            e guardarono ancora verso l'albero

            sotto il quale l'avevano sepolto

            e furono sorpresi, tutti e due:

            in alto l'albero era pieno di luce.

            Con la croce si segnarono il giovane volto,

            e via a cavallo nel sole e nella landa.

EKART         A questo punto siamo, ormai,

baal                       Quando la notte non posso dormire, guardo le stelle. È proprio cosi.

EKART         Cosi?

baal            (con diffidenza)   Ma non lo faccio spesso. Sennò, è una cosa che stanca.

EKART         (dopo una pausa)  Negli ultimi tempi hai scritto poesie. È da molto tempo che non                      hai più avuto una donna?

baal            Perché ?

EKART         Pensavo, cosi. Di' di no.

            Ball si alza, si stira, guarda la cima dell'acero, ride.

BETTOLA

Sera. Ekart. La cameriera. Watzmann. Giovanni tutto lacero, in logoro con il bavero rialzato, all'ultimo stadio della degradazione. La cameriera ha i tratti di Sofia.

EKART         Sono passati otto anni.

            Bevono. Soffia il vento.

GIOVANNI Del resto è a venticinque anni che si comincia a vivere. È il momento che                         ingrassano e hanno bambini.

           

            Silenzio

WATZMANN          Ieri gli è morta la madre, e lui cerca in prestito a destra e a sinistra, i soldi                                     per il funerale. Con questi soldi verrà qui, e allora potremo pagare le                                             consumazioni. L'oste è una brava persona: fa credito su un che fu una                                          madre.    (Beve).

GIOVANNI              Baal? Non ha mai il vento favorevole!

WATZMANN(a Ekart)    Devi sopportare molto, con lui?

EKART                     Non si può mica sputargli in faccia: va a picco.

WATZMANN  (a Giovanni)  Ti dispiace? Te ne preoccupi?

GIOVANNI              È un peccato per lui, vi dico.  (Beve)

            Silenzio

WATZMANN          Diventa sempre più ripugnante.

ekart                    Non dire così. Non voglio sentire queste parole. Io lo amo. Non me la                                          prendo mai con lui per nessun motivo. Perché lo amo. È un bambino. watzmann      Fa sempre solo quel che gli viene imposto. È talmente pigro

ekart  (va verso la porta) è una notte dolcissima. Il ven­to è caldo. Come latte. Amo tutto                                         questo. Non bisogne­rebbe mai bere. O per lo meno non tanto come ora.                                       (Torna al tavolo) La notte è dolcissima. Adesso e ancora per le tre prime                                          settimane d'autunno   si può vivere bene sulle strade. (Si siede).

watzmann          Vuoi andartene stanotte? Vuoi sbarazzarti di lui? Ti dà fastidio?

Giovanni              Fa' attenzione!

            Baal entra lentamente dalla porta.

watzmann          Sei tu, Baal?

ekart           (con durezza)  Che cosa vuoi ancora?

baal             (entra, si siede) Che miserabile buco è diventato, qui!

            La cameriera porta dell'acquavite.

watzmann          Non c'è niente di cambiato. Solo tu mi sem­bri diventato di gusti difficili.

baal                        Sei ancora tu, Luisa?

            Silenzio.

Giovanni             Sì, qui l'ambiente è piacevole. - Sapete, devo bere, bere molto. Rende forti.                                  D'accordo, si può andare lo stesso all'inferno con una coltellata, ma è                                           diverso. Così, come se vi si piegassero sotto le ginocchia, sapete: senza                                        scosse! Così: senza sentirli nemmeno, i coltelli. Coi garretti elastici.

                                   Del resto, prima non mi venivano mai delle idee tanto buffe, quando le cose                                andavano bene e vivevo da borghese. Solo ora mi vengono idee come                                          queste, mi sento diventato un genio. Hm.

ekart (con impeto) Voglio tornare di nuovo in mezzo ai boschi, all'alba! La luce è color limone                                 fra i tronchi! Vo­glio tornare lassù nei boschi!

GIOVANNI              Già, Baal, non capisco, devi pagare un'altra grappa. Si sta tanto bene, qui! baal                       Una grappa per...

GIOVANNI              Niente nomi! Ci conosciamo. Lo sai, qualche volta, di notte faccio sogni                                      così orribili. Ma solo qual­che volta. Ora qui si sta proprio benone.

            Il vento soffia. Bevono.

watzmann   (brontola)

                        Ci sono ancora tanti alberi

                               del tutto comuni e ombrosi,

                        adatti sopra per impiccarsi

                        e sotto per il riposo.

baal                                   Dove è già stato così come ora? Già una volta è stato così.

GIOVANNI              Galleggia ancora. Nessuno l'ha trovata. Sapete, talvolta ho l'impressione che                                mi scivoli dentro la grap­pa giù per la gola: un cadavere piccolo piccolo,                                        mezzo imputridito. Eppure aveva già diciassette anni. Ora ha topi e alghe                                    nei capelli verdi, non le stanno poi tanto male... solo è un po' gonfia e                                             biancastra, piena di fetida melma del fiume, nera come pece. Pensare che                          era sempre tanto pulita. Proprio per   questo si è gettata nel fiume ed è                                        diventata puzzolente.

watzmann          Che cosa è la carne? Si decompone come lo spirito. Signori miei, sono                                          completamente sbronzo. Due per due fanno quattro. Dunque non sono                                        sbronzo. Ma ho dei presentimenti di un mondo superiore. Piegatevi, sia­te u-                              u-umili! Spogliatevi del vecchio Adamo! (Beve tre­mando e con passione)                             Non sono ancora caduto fino in fondo, finché ho con me il mio                                                  presentimento, e so ancora calcolare che due per due... Ah, ma questo due:                                    du-e … che parola strana! Due! (Si siede).

BAAL                (afferra la chitarra e con essa manda in pezzi la m­ia) Adesso canto io. (Canta)

                                   Malato di sole, corroso dalla pioggia, l'alloro

                                   rapito nei capelli arruffati, ha posto in oblio

                                   tutta la giovinezza, tranne i sogni di allora.

                                   A lungo il tetto, non mai il cielo sopra di lui.

      (Parla) La mia voce non è proprio pura come quella di una campana. (Accorda la      chitarra).

ekart          Canta ancora, Baal.

baal     (canta ancora)

                        O voi cacciati dal cielo e dall'inferno,

                        voi assassini cui toccò grande pena,

                        perché non siete rimasti nel grembo materno,

                        dov'era tranquillo, si dormiva e si esisteva?

      (Parla) Anche la chitarra non è accordata.

watzmann         èuna bella canzone. Sembra fatta apposta per me! Molto romantica!

baal    (canta ancora)

                        Ma egli cerca ancora in mari d'assenzio,

                        anche se la madre ormai lo dimentica,

                        fra ghigni e bestemmie e talora non senza

                        lacrime, la terra sempre dove si vive meglio.

watzmann           Non trovo già più il mio bicchiere. Il tavolo traballa in una maniera stupida.                                Accendete la luce. Come fa uno a trovare la bocca?

ekart                     Sciocchezze! Ci vedi, Baal?

baal                       No. Non voglio.è bello stare al buio. Con lo cham­pagne in corpo e                                              nostalgia e niente ricordi. Mi sei ami­co, Ekart?

ekart   (stancamente)   Si, ma canta!

baal                 (canta)

                                   Per inferni vagando, per paradisi fustigato, tranquillo e ghignando, con volto                               fuggevole, lui sogna ogni tanto un piccolo prato, con un cielo azzurro di                                      sopra e poi nulla.

Giovanni             Ora ti rimarrò sempre vicino. Puoi anche pren­dermi con te. Non mangio                                       quasi più.

watzmann         (ha acceso a fatica un lume) Sia fatta la luce, eh eh eh!

baal                        Mi abbacina.  (Si alza).

            Ekart con la cameriera sulle ginocchia si alza a stento e tenta di allontanare il braccio     della donna dal suo collo.

ekart         Che cosa hai, dunque? Non è nulla. È ridicolo. Ball si rannicchia, preparandosi a                       fare un balzo). Non sarai geloso di questa qui? (Baal procede a tastoni; un calice                    cade). Perché non posso avere donne? (Baal lo guarda). Sono il tuo amante?

            Baal si getta su di lui, lo serra alla gola. La luce si spegne. Watzmann, ubriaco, ride; la   cameriera grida. Altri clienti entrano con i lampada dalla stanza accanto.

watzmann          Ha un coltello!

LA CAMERIERALo ammazza! Gesummaria!

DUE UOMINI   (scagliandosi sui due che lottano) Al diavolo, lascialo! - Cristo santissimo, l'ha                              infilzato!

Baal si alza. Irrompe improvvisamente il crepuscolo, la lampada si spegne.

BAAL            Ekart!

10° long, est di Greenwich.

            Bosco Baal con la chitarra, le mani nelle tasche dei calzoni, si allontana.

BAAL             Il vento pallido negli alberi neri! Sono come i capelli umidi di Lupu. Verso le                             undici sorge la luna. Al­aci sarà abbastanza luce. Questa è una piccola foresta. Io me                   la batto giù verso le grandi. Cammino a meraviglia da quando sono tornato ad                          essere solo nella mia pelle. Devo tenermi verso nord, dalla parte dove le foglie                                 hanno le nervature. Devo lasciarmi dietro questa faccenduola. (Canta)

                                   Ai pasciuti avvoltoi Baal ammicca

                                   che nel cielo di stelle attendono la sua spoglia.

    (si allontana)

                                   Talora si finge morto. E se si precipita

                                   un avvoltoio, Baal, muto, a cena lo divora.

            Folata di vento.

Strada di campagna. Sera. Vento. Acquaz­zone.

Due gendarmi lottano contro il vento.

primo gendarme        Pioggia nera, vento da giorno dei mor­ti! E questo maledetto teppista! secondo gendarme  Mi sembra che scappi sempre più a nord in direzione delle foreste.                                             Lassù non lo scova più nessuno.

primo gendarme        Ma chi è, di preciso?

secondo gendarme  Innanzitutto un assassino. Prima at­tore di varietà e poeta, poi                                                        proprietario di una giostra, taglialegna, amantedi una milionaria,                                                  forzato e ruffia­no. Al momento del delitto erano riusciti ad                                                           acchiapparlo, ma ha la forza di un elefante. Tutto è successo per una                                           serva di caffè, una puttana schedata dalla po­lizia. Per causa sua ha                                               pugnalato il suo migliore amico di gioventù.

primo gendarme        Un uomo simile non ha un'anima. È come una bestia feroce.

secondo gendarme  E nello stesso tempo si comporta come un bambino. Porta alle                                                       vecchie il loro carico di legna rischiando di farsi prendere. Non ha                                                mai avuto nulla. L'ultima sua cosa era quella serva. Forse proprio per                                       questo ha ammazzato il suo amico, un essere, del resto, dalla vita                                                           altrettanto ambigua. primo gendarme Almeno riuscissimo a trovare                                                un po' di grappa o una donna! Andiamo! Che posto lugubre! E là si                                               muove qualcosa!

            Via entrambi.

baal          (esce dai cespugli con il suo fagotto e la chitarra. Fischia a attraverso i denti)                                 Morto, allora? Povera bestiola! Non mi fosse venuto tra i piedi! Ora diventa                                interessante. (Segue ì due uomini).

Capanna di assi nella foresta.

            Notte,Vento. Baal steso su un sozzo letto. Uomini che giocano a carte e bevono.

UN UOMO    (presso a Baal)  Che cosa vuoi? Non sai più che pesci pigliare, eh? Se ne                                      accorgerebbe anche un bambino ma chi si interessa di te? Hai qualcuno? E dunque!                    E dunque! Stringi i denti! Ne hai ancora, di denti? Qualche volta crepano anche dei              giovani che avrebbero ancora gusto per una quantità di cose! Dei miliardari! Ma tu                    non hai neppure i documenti. Non avere paura: il mondo continua a girare, rotondo                  come una palla, e domani mattina il vento fischia. Considera la situazione po' più                   dall'alto. Pensa un po': un topo crepa. E allora? A che serve protestare? Tanto, non                      hai più denti.

GLI UOMINI           Continua a piovere? Dovremo passare la notte vicino a questo cadavere! —                                 Zitto! Asso pigliatutto! - Ci hai ancora aria, ciccione? Canta un po'! Mentre                                 Baal  cresceva          ... - Lascialo. Prima che la nera pioggia finisca, sarà freddo.                                  Avanti col gioco! - Ha bevuto come una spugna, ma c'è qualcosa in questo                              pallone smorto che fa pensare ai casi tuoi. Questo non glielo hanno pre­detto                             quand'era in culla. Dieci di fiori! Ma statevene zitti signori! Non è un gioco                               serio! Se non avete un po' di serietà, non si può fare un gioco che si rispetti.

           

            Silenzio. Si odono solo bestemmie.

BAAL                        Che ore sono?

PRIMO UOMO        Le undici. Vai via?

BAAL                        Presto. Son brutte le strade?

uomo                       La pioggia.

gli uomini  (si alzano)    Adesso la pioggia è cessata. È ora. - Tutto sarà fradicio di pioggia. -                                 Anche stavolta il gio­vanotto se la cava senza far niente. (Prendono le scuri).

uno   (fermandosi di fronte a Baal, sputa) Buona notte earrivederci. Vuoi crepare?

un altro    Hai intenzione di tirar le cuoia? In incognito?

un terzo     Potresti aspettare a puzzare fino a domani. Noi si lavora di scure fino a                                        mezzogiorno, poi si vorrebbe mangiare.

baal              Non potreste rimanere ancora un poco?

tutti  (ridendo chiassosamente)  Dobbiamo farti da mam­ma? Vuoi cantare il tuo canto del                           cigno? Vuoi confes­sarti, botticella di grappa? Non riesci a vomitare da solo?

baal            Se rimaneste almeno altri trenta minuti...

tutti (con grandi risate) Sai che ti diciamo? Crepa da so­lo! - Avanti, adesso! Non c'è più                    vento. - Che cosa hai, tu?

primo uomo        Vi seguo subito.

baal                        Non può durare a lungo, signori. (Risa). Non mo­rirete volentieri da soli,                                       signori.

            Risa.

un uomo                Vecchia donnetta! Tieni, vuoi un ricordino?     (Gli sputa in faccia).

            Tutti vanno verso la porta. Gli uomini se ne vanno dalla porta aperta.

baal                        Venti minuti.

primo uomo        (sulla porta)   Stelle.

baal                        Asciugami lo sputo!

primo uomo        (a Baal)           Dove?

baal                        Sulla fronte.

primo uomo        Ecco. Perché ridi?

baal                        Ci trovo gusto.

primo uomo (irato)  Sei finito, lo sai? Pratica chiusa.

                                        Ad­dio. (Si dirige con la scure verso la porta).

BAAL                        Grazie.

PRIMO uomo        Posso fare ancora qualcosa per te?... ma, devo andare al lavoro. Crocifisso.                                  Cadavere!

BAAL                                    Ehi tu! Avvicinati! (L'uomo si china). Era molto bello.

PRIMO uomo        Che cosa, pollo idiota, anzi cappone!

BAAL                                    Tutto.

PRIMO uomo        Buongustaio! (Ride forte, esce).

            La porta rimane aperta, si vede la notte azzurra.

BAAL              (inquieto)      Ehi tu, uomo!

PRIMO uomo   (alla finestra)       Eh?

BAAL                                    Te ne vai?

PRIMO uomo        Al lavoro!

BAAL                        Dove?

PRIMO uomo        Che ti importa?

BAAL                                    Che ore sono?

PRIMO uomo        Le undici e un quarto.    (Se ne va).

BAAL                                    Sen'è andato al diavolo. (Silenzio). Uno, due, tre, quattro, cinque, sei. Non                                  serve a nulla. (Silenzio). Mamma Ekart deve andarsene, anche il cielo è così                                 maledet­tamente vicino, da prenderlo con le mani, e tutto ancora volta è                                       fradicio di pioggia. Dormire. Uno. Due. Tre. Quattro. Si soffoca, qui. Fuori                           deve essere chiaro. Voglio uscire. (Si alza) Uscirò. Caro Baal. (Aspro) Non                              sono topo. Deve essere chiaro, fuori. Caro Baal. Si arriva ancora fino alla                                  porta. Le ginocchia vanno ancora, sulla è meglio. Maledizione! Caro Baal!                                    (Si trascina carponi sulla soglia) Stelle... hm. (Si trascina fuori).

Mattino nel bosco

Dei taglialegna

UNO               Passami la grappa! Ascolta gli uccellini!

ALTRO         Sarà una giornata calda.

un terzo    C'è ancora una quantità di tronchi in piedi, e stasera devono essere a terra.

un quarto  Sarà freddo, adesso, quello là?

terzo                     Sì. Si. Adesso è già freddo.

secondo                Si. Si.

terzo                     Ci avremmo le uova, adesso, se non se le fosse mangiate lui. È il colmo:                                       rubare le uova, quando è già steso sul letto di morte! Per un po' mi ha fatto                                  pena, ma poi mi ha seccato. Fortuna che per quei tre giorni non ha sentito                                  l'odore della grappa. Che mancanza di riguar­do. Uova in un cadavere!

primo                      Aveva un certo modo di stendersi giù nello sporco, e poi non si rialzava mai,                               e lo sapeva. Ci si sdraiava come su un letto preparato: con tutta cura!                                           Qualcuno lo co­nosceva? Come si chiama? Che mestiere ha fatto?

quarto                 E cosi dobbiamo seppellirlo. Passami la grappa, ora!

terzo                     A che cosa pensi? gli ho chiesto quando già ci ave­va i rantoli dentro alla                                      gola. Io voglio sempre sapere a che cosa uno pensa in quel momento. E lui:                                  sto ancora ascoltando la pioggia. Io mi son sentito la pelle d'oca giù per la                             schiena. Sto ancora ascoltando la pioggia, mi ha detto.

SIPARIO

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