Ballata per Tim pescatore di trote

BALLATA PER TIM

PESCATORE DI TROTE

Commedia in un atto

diCARLO CASTELLI

PERSONAGGI

TIM

IL MAESTRO DI MUSICA

IL CONTRABBANDIERE A RIPOSO

IL PIEVANO

LO SCERIFFO

IL REPORTER

LA MADRE

ANTONI

GLI SCOIATTOLI

I CAMOSCI

Commedia formattata da

(Musica di canzone lenta in PP e poi mixa con) Strofe degli Scoiattoli

Camminiamo salendo ola oriente. L'incontro avverr. Questa notte. Noi siamo Scoiattoli. Nel sacco portiamo lanterne e picozze e corde di canapa; e fiato e canzoni. Ma grappa di vinaccia in dote a Tim pescatore di trote perduto in montagna. (S'alza la musica in PP e mixa con)

Antistrofe dei Camosci

Camminiamo salendo da occidente. L'incontro avverr. Questa notte. Noi siamo i Camosci. La luna vecchia e calante: diamole raggi d'acetilene. Ma grappa di prugne o di genziana e forre e gravi acque ignote per Tim pescatore di trote perduto in,montagna.

(La musica irrompe fortissima, poi sfuma su un ronzio di mulinello da pesca e scorrer di fiume).

Tim - (interiore) ... intanto la Bestia sta l. Forse potrei toccarle il dorso con la punta del cimino infilandolo appena a fior d'acqua, qui sotto la roccia. (Pausa) Come ieri. Come stamane, quando il sole uscendo dalle vette ha saettato un raggio, il primo della giornata, e il sasso ha brillato che pareva una mina. (Pausa) Viaggia in questo fiume da un secolo, la Bestia, lo sanno tutti. Ci si son messi in tanti, quando riescono ad arrivare fin quass; mio padre, mio nonno ai tempi, i soldati con la dinamite, certi vagabondi col cloro e la fiocina, io con tutte quante l'esche delle stagioni, perfino con la rana viva, oggi, un sistema che nessuno sa... Ma, niente. Ingoia e rigetta nel vortice, o con una gran manata della sua coda blu spacca le nostre astuzie e sparisce negli abissi della montagna. E nessuno l'ha mai vista tutta, quant' lunga. (Pausa) Bisognerebbe deviare il fiume? L'hanno tentato, all'epoca della mia infanzia. Ma lei... fftt! Sparita, se n'era andata a monte o a valle, chiss; nessuno ci riprova pi, perch quello scherzo... (pausa) quello scherzo fece franare mezzo monte portandosi via la segheria con tre uomini dentro e il campanile di Stalvedo. (Pausa. 'Mulinello) Neanche un mago sa esattamente con quali astuzie occorra avvicinarla, con quali parole. Di solito ci si illude, si pensa che una volta o l'altra il caso... (Pausa) Macch il caso. Il fatto che noi la teniamo in riserva per dopo, quando, sprecate molte e male parole dalle sorgenti al fondo valle, qui ci si rifugia nella speranza... (Pausa) E lei vuol tutto per s, le nostre trote, i nostri passi pericolosi, il sudore, la sete, la tremenda sete sull'acqua del fiume, le passioni, gli stivali ferrati, le umiliazioni, oh Giuda! Oh no, no, guai le male parole! (Pausa) L'altr'anno, era di luglio con un sole spaccapietre, per poco... Tutti, noi tutti, sempre per poco... per poco ce la facevo, s, perch non avevo pescato che aspettando lei, cos come si aspetta la donna in un bosco; e avevo sacrificato anche le sigarette, non fumo pi fin che l'ho agganciata, mi dicevo, e giuravo. Ma dopo, anche giurando, le ore passavano e io mi aggattonavo su e gi dal costone sempre con il pensiero fisso a questo gorgo e al suo turbinare violento. Ma, senza ben pensarci, giuravo; e la sigaretta m'era salita dal taschino alla bocca, l'accendino m'era salito dal taschino alla bocca. E fumavo. E non pensavo di fumare. (Pausa) Spergiuro, un fatto! E si paga. Tant', quando finalmente lanciai l'alborella l, proprio l dove la pietra s'incava sull'acqua e un vecchio tronco marcio sussulta, toc e toc, affiorando e battendo zuccate ad ogni giro di corrente, l venne su un gran ribollire, affior l'enorme pinna verde, il dorso di piombo, il mulinello cominci a impazzire, la canna a piegarsi, a gemere, per le violenze, mentre il sole mi tradiva accecandomi e tutto il mondo pareva vorticasse... (Pausa) Scivolai sulla schiena e zompai nella corrente, ebbi gli stivali gonfi d'acqua e polipi enormi che mi tiravano sotto. (Pausa) Mio Dio, una scena ridicola, per chi m'avesse visto. (Pausa) Quando, pi a valle, riuscii a trascinarmi su, sull'argine raggiunsi la mia vecchia due tempi, mi dovetti spogliar nudo - facevo acqua anche dalle orecchie - e nudo mettermi al volante, Adamo in macchina il caso di dirlo; per cui mi capit quel mezzo incidente con lo Sceriffo . E... (Pausa) Ecco... zitto, che... No. Niente. (Pausa) E le ore passano. E i giorni. Bisogna risalire... (Mulinello e rumore di fiume; rapida dissolvenza su tocchi placidi di campane; voci in campo aperto di himhi). Il Maestro di musica - (vanesio) E dice che ho fatto male? Perch?

Il Pievano - (robusto) Hai fatto male.

Il Maestro di musica - I diritti della cronaca, reverendo, dove me li lascia? Io sono il corrispondente di un grande quotidiano della Capitale.

Il Pievano - Il tuo compito di dirigere la banda. E' ancora molto stonata. E di insegnare ai ragazzi a cantare.

Il Maestro di musica - Tim scomparso da due giorni. Andava annunciato.

Il Pievano - Andava cercato. Per questo son partite le guide. E non scomparso; non tornato. Fa una differenza. Poi, i giornali non lo faranno tornare, lass non ne arrivano.

Il Maestro di musica - Ma allora svaluta le funzioni della stampa. E' un oscurantista!

Il Pievano - S, la tua zucca. (Pausa) E, dimmi: l'articolo sar stato pubblicato? Sai, io ero tuo insegnante nelle scuole medie, e...

Il Maestro di musica - (interrompe) L'ho telefonato. Il giornale arriva col treno della notte; legger. Ho dato un po' di colore, si sa...

Il Pievano - Ah, del colore, eh?

Il Maestro di musica - Due parole, cos... Tim un pescatore celebre. Tutti i forestieri, le donne in special modo, che vengono a passare Testate in villa, lo conoscono.

Il Pievano - E un uomo che va lasciato stare. Musicastro!

Il Maestro di musica - In seguito, se l'affare s'ingrossa, ho in serbo quella notiziola di quando allo Sceriffo gli capit di trovarlo dentro l'automobile, nudo, che chiss cos'era successo. (Pausa. Rahhioso) E non mi chiami musicastro!

Pievano - Va bene, Toscanini. Ma, poi ci divertiremo a vedere la faccia che ti far. La notiziola tienila dunque in serbo per quando torna. (Campane e dissolvenza incrociate, rumore di cascate d'acqua e qualche rapido giro di mulinello).

Tim - Io non torno, quante volte lo devo ripetere? Nemmeno stanotte. (Pausa) Non ci sono perch! La Bestia certamente risalita dentro queste fredde gole gonfie d'acqua; colpa sua, che appare improvvisamente, quasi un'ombra, grossa e lunga come la mia ombra, identica, e quando si muove sul fondo tutte le trote s'intanano sotto i sassi e restano l, fulminate di paura. (Accorato) Tim, non raccontarti bugie, sei vecchio, questa la storia, e non sai pi pescare. (Pausa) Ah, non so pi pescare? (Pausa) E' la verit, quante trote hai preso? Quante, contale! E poi, lo si visto mentre attraversavi quella golna, ti tremavano le ginocchia e il cuore ti martellava nel collo, nega che avresti perfino mollato la canna se con l'altra mano non ti fosse bastato il sostegno; nega che hai guardato, spavaldo come sempre facevi, il lancone maliardo gi sotto. Neppure parlavi a te stesso, come fai qui nei momenti difficili. (Pausa) No, non vero, ho un dolore al braccio, una vecchia caduta, e gli occhi un po' stanchi; ma gi posso guardare, gi nel letto verde e maliardo, ci posso guardare sempre e il passaggio lo posso rifare, tutti e tutti i passaggi, anche quello lass sotto la cascata dove piove l'arcobaleno e nessun altro mai ha pescato neppure in tempi di magra; domattina ci vado, scommettiamo? (Pausa) S, domattina, perch adesso si fa buio e non va, sono anche stanco, entrerei nel paese dei falchi e delle cornacchie e quelli s, le loro apparizioni, il loro frusciare e stridere improvviso alle spalle, mi mandano il cuore in gola; ma del resto un'altra cosa della paura, non diciamo stupidaggini. La paura probabilmente qui, lo vuoi sapere? E' qui. (Pausa) Paura e ridicolo orgoglio che nemmeno pensando osi confessare. (Pausa) Oppure, chi lo sa? Forse sei finito, come tanti di citt e di campagna, a inseguire davvero la Bestia su tutti i fiumi del paese; lei che finge di portarti pi in alto, pi in alto, per lasciarsi catturare quando sar la sua ora, come un agnello; e poi ti guardi le mani e sono vuote. Prima, negli anni passati, - quanti anni! quanti pochi anni... - la ascoltavi e la dimenticavi; gettavi l'esca, aspettavi; un'angoscia deliziosa, un batticuore e poi via! A trote piccole e domestiche. La ascoltavi e la dimenticavi, cos come si dimenticano al mattino i pensieri della notte, anche quelli che ti stavano accarezzando enormi e vittoriosi. (Pausa) Oh, povero pescatore. Hai anche freddo. (Pausa) S, ho anche freddo. Spero che Dio si sbagli nel giudicarmi. (Pausa) E che mi perdoni quest'altra eresia. (Pausa) Il sole sparito, improvvisamente. Le rocce sono di piombo e l'acqua nera. Cos, da un attimo all'altro, quel minuto secondo che il monte ha impiegato per mettersi in piedi e coprire il sole, tutto cambiato, anche il fiume gorgoglia inutilmente e solo le alpi, solo le cime, hanno ancora una vita. (Pausa) Ho freddo. Niente pi scatolame nel sacco. Niente pi sigarette. (Pausa) Non torno. Debbo rimettermi in marcia, nessuno mai arrivato lass, nemmeno in cordata, alle sorgenti; e poi, che andrebbero a fare i rocciatori? Non una scalata, un lungo pozzo all'incontrano e c' l'aquila con la nidiata; le trote s, ci vanno, gli avanotti di trote arcobaleno che ho seminato io con le mie mani fin l sotto dove si aprono le ultime bocche. (Pausa. Sottovoce) Anche la Bestia ci va, la maledetta! Che si sente inseguita. Avanti, smettiamola. Bisogna che smonti la canna legandomela a tracolla sul sacco. Avanti. Le volpi cominciano ad abbaiare, Tim e... (Si interrompe; un suo breve ansimare. Poi, dal secondo piano avanzando, la voce del contrabbandiere).

Il Contrabbandiere a riposo - (spavaldo) Finita la cuccagna!

Tim - (dopo una pausa) Ah... S. Ma non ti conosco. Di dove vieni?

Il Contrabbandiere a riposo - Beh, di l. Dall'altra parte. Sono di Binz.

Tim - Sei di Binz, eh? Quelli di Binz sono tutti contrabbandieri e cestari. (Pausa) E tu hai pescato di qua?

Il Contrabbandiere a riposo - Cos... Passando.

Tim - Passando. Senza patente, se tutto va bene. Il Contrabbandiere a riposo - Non sei allegro. Cerchi rogna?...

Tim - Non ti conosco. I pescatori, quelli veri, si conoscono tutti.

Il Contrabbandiere a riposo - Adesso, appena mi daranno la patente di contrabbandiere mi prender anche quella di pesca. (Lunga risata) Ma io so chi sei. Io so, e tu non sai, guarda che strano. Sar per via della differenza di classe. (Altra risata) Signor Tim, re dei pescatori! Dodici ne ho prese, ti va? E tutte a verme.

Tim - Non ti ho chiesto niente.

Il Contrabbandiere a riposo - Profondamente vero.

Tim - Fa'... vedere. (Pausa) Ah! Belle.

Il Contrabbandiere a riposo - E tu? Quante?

Tim - Io... io che... (Si interrompe. Piano, quasi sillabando) Io, niente.

Il Contrabbandiere a riposo - Come? Se durante tutto il pomeriggio venivano che pareva la pesca di beneficenza! Avessi avuto qualche amo e piombo di ricambio! Ho dovuto piantarla. (Pausa) Ma tu... (Pausa) Non ti credo.

Tim - Che te ne importa?

Il Contrabbandiere a riposo - Dalla faccia si direbbe che fai sul serio. (Altra risata che si tronca netta. Affanno) che, dico... Gi la mano, per la miseria!

Tim - Smettila di ridere.

Il Contrabbandiere a riposo - Va bene. Non ridevo per cattiveria. (Pausa) Che manina! (Pausa) E spostati di l. Se m'arrabbio anchio e ti tocco, vai di sotto. Non ti trova pi nessuno. Non ci si deve mai arrabbiare, nella tua posizione. Oppure bisogna mettersi come i gatti, schiena al coperto.

Tim - Vorrei che tu te ne andassi. Non ne ho prese, ma vorrei proprio che tu te ne andassi.

Il Contrabbandiere a riposo - Ma certo. Salve. (Pausa. Passi. Voce che ritorna dal secondo piano) Siccome stanotte non ripasso la montagna, se le vuoi...

Tim - Che cosa?

Il Contrabbandiere a riposo - Beh, le trote, dico.

Tim - A me? (Pausa) A me?

Il Contrabbandiere a riposo - Te le vendo per quattro baiocchi.

Tim - (urla) Non le voglio!

1l Contrabbandiere a riposo - Va bene. Facevo per dire. Non ti ho levata la messa, che"? (voce in allontanamento) Del resto le posso sempre smerciare gi dalle tue parti.

Tim - (forte) Fermati. (Pausa. Fil di voce) Fermati. Come ti chiami"? (rapida dissolvenza della voce del fiume, incrociata con quella della musica che sale in PP e mixa con)

(Strofe degli Scoiattoli

Camminiamo per bruni sentieri.

Ma il canto non giova. E dunque ascoltiamo, I ascoltiamo le pietre, il tramonto | che quieta la terra e compone i pensieri. Laggi qualche tonfo si sente sul fiume. I Pu darsi che sia la Gran Bestia che balla I di gioia remota. E mostra e nasconde t il suo dorso color verderame.

O Tim pescatore, avrai sete, avrai fame. (Musica poi in PP) Antistrofe dei Camosci

Anche noi si cammina ed muto

il tramonto. Sono vuoti i sentieri.

Fra poco saranno svaniti nel fiume

e il fiume svanito nel ventre del monte.

La lontra ha i suoi tuffi

golosi e l'acqua nascosta ha sonanti lamiere.

I Fermati, o Tim pescatore, e sotterra

le vecchie bandiere. (Musica in accordo finale. Orologio di campanile. Qualche automobile e, distinti, passi sulla strada. Poi)

II Maestro di musica - Ci siamo. (Passi fermi) Vede, l in fondo alla via, quella casa dietro la fontana"? L abita sua madre.

Il Reporter - In soffitta.

Il Maestro di musica - Ma no, che soffitta;

nel palazzo. In tutto il palazzo.

Il Reporter - Ah, ma allora gente... ricca.

Il Maestro di musica - Eh, s.

Il Reporter - Molti?

Il Maestro di musica - Eccome. Tanto che i pesci se l potrebbe comprare. A vagoni. Senza tirare il collo su per i fiumi. Poi, soli; madre e figlio. Con cuoca, camerieri, cavalli da corsa e automobili.

Il Reporter - (pausa. Accigliato) Questo, caro maestro, sposta la situazione e il colore della vicenda. Il fatto diventa meno grave e meno giornalistico. Io avevo supposto, dalla telefonata che lei mi ha fatto, angustie, miseria, desolazione. E che ti trovo"? Ti trovo un lussuoso palazzo e una madre ricca. L'interesse cala a vista d'occhio.

Il Maestro di musica - Se permette, signore, io non capisco. Fa differenza"?

Il Reporter - Ne fa, ne fa.

Il Maestro di musica - La mia corrispondenza dava i fatti cos come sono avvenuti. E lei: Riassuma, riassuma, diceva. Ma poi: il giornale, che ho comperato all'edicola della stazione aspettando il suo arrivo, delle mie parole, del mio pezzo, porta quasi niente. Nemmeno il titolo, quel titolo che io avevo, modestia a parte, assai ben pensato.

Il Reporter - (importante) Il titolo, caro maestro, non mai opera nostra.

Il Maestro di musica - Ah, no"? Di chi "?

Il Reporter - (c.s.) Eh... Dell'estro, della fantasia del capo redattore. Poi, dello spazio, dell'accordo armonico fra altri titoli. Quando lei sar entrato definitivamente nella nostra gran famiglia, sapr e conoscer.

Il Maestro di musica - Vi ho pur gi mandato molta roba: un parto trigemino, un disco volante, un vitello a due teste; anche un lungo studio sul tema Bacone era invece Shakespeare"?.

Il Reporter - Mancava d'attualit...

Il Maestro di musica - Con rivelazioni di una veggente d qui. Oso dire, con una punta di amarezza, che non stato pubblicato niente"? Solo per il vitello: e tre righe; ed stato tralasciato il nome del nostro sindaco. Non rimpiango, oh no, le grosse spese telefoniche che debbo sostenere. So che alla causa del giornale, questo minuscolo sacrificio...

Il Reporter - Ecco. Parole d'oro.

Il Maestro di musica - Tuttavia: anche per l'avvenimento di questi giorni, che abbiate messo Nostra corrispondenza particolare mi rattrista. Era mia, la corrispondenza, non vostra. Per di pi, mancavano, a conferma, le mie iniziali sotto il testo.

Il Reporter - Ma, caro maestro : Nostra corrispondenza non significa affatto nostra. Vuol dire sua. Nostra per acquisizione, ma sua per rivelazione. Tanto pi che l'aggettivo particolare dal basso latino particulris, che s'oppone a generale, l precisamente a chiarire che sua, che le iniziali non servono.

Il Maestro di musica - Mi permette"?

Il Reporter - (seccato) Che c' ancora"? Andiamo a vedere, piuttosto, quel che possiamo cavare da un'intervista con la madre. Ma non credo che...

Il Maestro di musica - Il fatto che lei sia venuto di persona, mi pare, se oso dire...

Il Reporter - Questo non significa. Se non vi interesse o sensazione, si creano.

Il Maestro di musica - Non intendevo alludere a ci, signore. Dicevo: il fatto che lei sia venuto, nega indirettamente la mia capacit a sostenere il ruolo di corrispondente con il suo giornale. Di fronte ai miei concittadini...

Il Reporter - (bonario e seccato) Ma no, ma no! Lei sempre il comandante che dirige la battaglia e io il fante che attacca; la gente lo intuisce, lo sa. Seppure il merito, talvolta, sembra andare al soldato; al comandante, ossia a lei, nessuno glielo toglier.

Il Maestro di musica - Ah!

Il Reporter - (tagliando corto) Sempre che ci sia un seguito nella faccenda, nella battaglia. Ma con un palazzo, con queste strade asfaltate e questa pulizia, c' poco da sperare. Confido tuttavia, lei che del luogo, nel suo acume, nel suo fiuto.

Il Maestro di musica - Oh, grazie. A proposito: qui si racconta una strana storia capitata al Tim. Il nostro capo della polizia...

Il Reporter - (precisa) Il capoposto.

Il Maestro di musica - S. E ha un nomignolo; probabilmente venuto dal cinema.

Il Reporter - Il capoposto"?

Il Maestro di musica - No, il nomignolo, il soprannome. Sceriffo, lo chiamano. Dicevo...

Il Reporter - (taglia) Pi tardi. Tenteremo prima di tutto... (Pausa. Passi che si arrestano) Toh! E chi tutta quella gente laggi sul portone"?

Il Maestro di musica - Non... (Pausa) Non saprei. Forse son tornate le guide, quelli della colonna di soccorso.

Il Reporter - Svelti, allora. (Passi) Abbiamo perso anche troppo tempo in chiacchiere. Lei doveva stare sul luogo, e non alla stazione a comperare il giornale che tanto abbonato e le arriva per posta. (Pausa. Fermi) Ah, maledizione! Altro che guide! Ecco l, l'allampanato direttore della agenzia TV; e quello, grosso, accanto alla motocicletta, Benci del Tutto-express. E c' anche l'inviato del Corriere Europeo. Ma benone! Anche il cronista di Lampotimes. Ha visto, giovanotto, che acque ho mosso con le tre righette che diceva? Ah, era una notiziola buttata l: tre righe, eh?

Il Maestro di musica - Ma io... (La voce dissolve su rumore discreto di folla, fot questa aumenta e s'ingrossa velocemente sino a raggiungere, con la musica ' un'assonanza con lo scrosciare del fiume; il quale s'alza fot veramente dall'imitazione della musica e resta quale sottofondo).

Tim - Ho freddo. Com' deserta la notte, deserta! Per la prima volta, poco fa, ho udito dei passi, molti; ho visto luci di lanterne strisciare su e gi per le rocce. (Pausa) Mi cercano. (Pausa) Ho anche sentito chiamare. Il mio nome, Tim. O forse, ho immaginato, che chiamassero. A star sul fiume non si ode pi nulla; soltanto i propri pensieri, appena pi forti dello scrosciare dell'acqua. Pi nulla. (Pausa) Una volta, tanti anni fa, che passavo carponi sotto il viadotto della ferrovia - una faticaccia per calarmi gi dallo strapiombo, e tremavo dalla paura di dover rinunciare a giungere presso i pilastri, e tremavo perch il fiume, sul mezzogiorno, l s'ingrossa facilmente e non avrei pi potuto tornare indietro - proprio mentr'ero aggrappato, con le unghie nel cemento, provai una punta fitta nella spalla e caldo e dolore, I da non potermi pi muovere; immobile, fermo, a pensare a quel foro nella spalla che bene o male riuscivo a toccare, a quel foro sanguinante, come e perch fosse venuto. Poi, dopo una infinit di tempo a denti stretti, mentre stavo per lasciarmi andare, vidi qualcosa che sembr un miracolo; vidi piombar gi una corda. Mi avevano buttato una corda,, me la potei legare intorno al corpo prima di chiudere gli occhi. Poi mi trovai su, sul ponte, ero in mezzo ai soldati. Ed era stata la sentinella del viadotto, uno che conoscevo, uno del paese, a spararmi addosso; dopo aver urlato un milione di volte il mio nome, diceva piangendo, e i chi va l, e gli alt!, della consegna. E non volevano capire che a star sul fiume non si ode pi nulla, tra pensieri e scrosci d'acqua, nemmeno una fucilata. Poi, vennero i colonnelli e, mentre stavo all'ospedale, fecero l'inchiesta, fecero anche delle prove sul posto. (Pausa) Oh, Tim... tu ti stai ingannando; esiti a fissare il punto definitivo giri al largo. Inoltre, tu hai comprato; hai comprato le trote, che mi dici di questo fatto? Pensi addirittura che il contrabbandiere che te le ha vendute non dir niente gi al paese. Poveretto Tim! (Pausa) Non me ne importa. (Pausa) E' che, io l'ho richiamato; io le ho comprate; un ciclo di misteriose ore, misteriose e coscienti, che preme sulle mie giornate, iniziate con l'immoto desiderio d'agganciare lei, la Bestia; quella che soltanto i giovani o i predestinati, semmai gli appare, possono sperar di catturare. E tu, gran pescatore, ti sei trovato anche senza le piccole quotidiane casalinghe trote; peggio! Ti trovi con queste, comprate, comprate, comprate, come rubate, insomma, e nella vergogna., vergogna... (Pausa) Esse ti impediranno di cercare la strada del ritorno, vedrai! Se qualcuno non viene la trascinarti via. E ti fanno nascondere se odi i passi, richiami, se vedi luci dentro il bosco di larici o sui sassi; ti fanno nascondere qui in questa grotta... (Pausa) Accanto al cranio liscio e bianco di ima capra, con l'ansia che torni presto la luce Idei giorno. (Pausa) 11 tuono? (Pausa. Inizio di [temprale) E ancora voci? (Pausa) S. Lontani, Mi cercano. (pausa) Quando ho mangiato? Quando ho dormito? (Sussulto) Ah... (Pausa) No. Niente. II sacco m' scivolato da sotto la testa. (Pausa) Mi cercano... e... (Pausa) S, comincia a piovere. (Sul temporale che s'avanza, la musica e fot le) Strofe degli Scoiattoli cerchiamo ed tardi: dove sei? i Ti nascondi ed tardi: che aspetti? I Le luci non trovano che occhi | roventi di gufo. richiami ci portan risposte, ma I l'eco. La notte ha sempre, da sempre, nascoste le voci del giorno. E la pioggia cancella.

(Umica e folle) Antistroee dei Camosci

Ti cerchiamo da tanto: dove sei?

Ti seguiamo da tanto: che aspetti?

E davvero tu dormi fra i sassi

o trattieni il respiro ed ascolti.

Non farlo. Non farlo: son passi pi lenti

pi lievi pi bassi, ma non sono i nostri.

E' la pioggia. O la notte

che marcia su tutti i pensieri

e distrugge i sentieri. la musica dissolve in squilli di telefono, campanelli e qualche voce concitata. Il sottofondo continuer, discreto o pi alto, durante la scena).

Lo Sceriffo - (al telefono) Pronto? S, ufficio di polizia. Ah... S, in persona. (Pausa) Come? Un contrabbandiere? E chi ? (Pausa) Va bene, portatelo qui. (Pausa) Ieri? (Pausa) E ha aspettato fino a questa sera per... (Pausa) Ah, va bene. S, naturalmente aspetter, che altro posso fare? (Pausa) Fategliela passare per benino con un secchio d'acqua in testa. (Pausa) S, anche l'ammonaca... (Pausa) D'accordo. (Chiude).

II Reporter - Notizie, capo?

Lo Sceriffo - (ironico, pesante) Gi. Eccome! Tutte notizie da riempire, con rispetto parlando, le colonne dei vostri giornali. Cio chiacchiere, supposizioni. Fantasmi.

k Maestro di musica - La stampa, signor capo, ha una sua missione che...

Lo Sceriffo - S, signor maestro. L'ha gi detto prima. Ma che me ne importa, oggi, lo voglio Tim. E siamo al quarto giorno di ricerche.

Il Reporter - Avete fatto controllare quanto venuto a segnalarvi quella donnetta di stamane?

Lo Sceriffo - A parte il fatto che la Dinda ha il cervello in un certo disordine; pur non discutendo la sua visione di un uomo che ha s le fattezze d Tim, ma vestito in maniera ben diversa da quella accertata - e difficilmente uno si porta in pesca un abito, un abito blu, per intenderci, di ricambio -; pur tralasciando la questione di un Tim con la barba lunga fino al petto... lui sbarbato, e un affare di quella misura non cresce in quattro giorni...

Il Maestro di musica - Poteva essere...

Lo Sceriffo - Che? Una barba finta?

Il Maestro di musica - No, dicevo...

Lo Sceriffo - (interrompe) Pur avendo considerato con discreto scetticismo codesto incontro della Dinda sull'alpe della Torre, ho pure mandato due uomini a battere quelle zone, dove non v' fiume, badate bene, ed tutto un pascolo liscio senza una frana, una roccia, una cengia ove il nostro uomo possa apparire e sparire in un amen dopo aver spaventato la Dinda in pieno mezzogiorno.

Il Reporter - Conclusione?

Lo Sceriffo - Niente. E nulla neppure dalla parte del capraio Tomaso, il quale, durante il temporale di ieri ha udito, o gli parso, che ne sap-piamo?, grida d'aiuto sotto il riale delle Matte a quota duemila. Grida d'aiuto? Sarebbe strano, conoscendo l'uomo. E niente dalla parte di quei due turisti inglesi che stasera hanno consegnato una canna da pesca e una mantellina trovati sul pian di Greva. Non roba sua. E il corpo steso sul greto sotto le cascate del Sasso Corbato si son calati a ricuperarlo. Era una pecora nera, gonfia e marcia. D'altronde avete assistito a quasi tutti gli interrogatori,

Il Reporter - (pano) Avrei una mezza idea.

Il Maestro di musica - Anch'io.

Lo Sceriffo - Sentiamo prima quella del suo giornalista. Salviamo le gerarchie.

Il Reporter - (c.s.) Lei, caro maestro, compia intanto una missione, diciamo cos, tattica.

Il Maestro di musica - Tattica? Benissimo.

Il Reporter - Si tiri in l e tenga a colloquio i colleghi della stampa. Parli molto e racconti il meno possibile. Tanto sanno gi tutto. Faccia portare ancora birra. Lei permette, vero, capo?

Lo Sceriffo - Tant'l Ve ne siete presi di permessi...

Il Maestro di musica - E per l'articolo di stanotte?

Il Reporter - Non si preoccupi. Sar fatto.

Il Maestro di musica - Da lei, pure stavolta? Ma... gli che molta gente si domanda con una certa mal dissimulata inquietudine, quando apparir il mio nome, o la mia sigla, sotto la corrispondenza.

Il Reporter - De facto come se ci fosse.

Il Maestro - Ah... Bene. E' importante. Posso farne un uso, diciamo, discreto di quanto mi comunica?

Il Reporter - Eccome.

Il Maestro di musica - Con permesso, allora.

Il Reporter - (-piano, mentre le voci di fondo aumenteranno) Oh! Dunque, capo, ecco la mia idea. II confine, lass, non molto lontano, vero?

Lo Sceriffo - Il crinale segna quasi esattamente la linea.

Il Reporter - Altitudine?

Lo Sceriffo - Tremila e due.

Il Reporter - Difficile da raggiungere?

Lo Sceriffo - Dipende. Per chiunque non una passeggiatina : forre d'inferno, poi slavine e erode piuttosto brutte. Per Tim, e per pochi altri che sanno dove girare, pi facile. Se questo che vuol sapere.

Il Reporter - Pensavo... Se il nostro uomo avesse voluto tagliare la corda senza lasciar traccia, fingendo di andare in montagna a pescare, la strada era l.

Lo Sceriffo - E perch? Ha un fior di passaporto valido; ha la macchina. Quando ha voluto andare all'estero ha preso la strada che prendono gli altri, bella larga comoda.

Il Reporter - Dicevo: s' gi visto. Uno vuol buttarsi nella Legione straniera e...

Lo Sceriffo - E' un'idea che fa ridere, se permette. A quasi cinquant'anni non si pensa pi alla Legione. Si pensa alla pensione e alla stima dei concittadini.

Il Reporter - Non sarebbe il primo. M'hanno detto che forte, gagliardo, di poca compagnia.

Lo Sceriffo - Ma ricco. lui non ha neppure moglie. Tagliare la corda? E perch mai?

Il Reporter - Pu esserci una ragione che non sappiamo. Un fatto che non conosciamo. Di politica. Di spionaggio. Un amore deluso.

Lo Sceriffo - Tim o dell'amor deluso... L'ha esaminato a fondo nell'articolo di ieri, no? Qui, hanno riso tutti. (Pausa) Non dico che Tim sia uomo tutto da leggere, ma...

Il Reporter - Che ne di quella faccenda di quando si prese una contravvenzione?

Lo Sceriffo - Ho capito. (Pausa) Viaggiava a fari spenti. Fui proprio io a fermarlo, sulla strada nazionale.

Il Reporter - E poi? .

Lo Sceriffo - E poi, niente. Si riseppe. Lai nostra cittadina non New York.

Il Reporter - E si riseppe ch'era seduto al volante senza un filo addosso, nudo come un verme,

Lo Sceriffo - Gi. (Preoccupato) Cosa strani Lui spieg che era caduto nel fiume.

Il Reporter - E le parsa una spiegazione)!

Lo Sceriffo - Ne dia lei un'altra.

Il Reporter - Fu controllato se c'erano gli abiti? Se erano bagnati? Non era stato eventualmente I aggredito? E da chi?

Lo Sceriffo - Gli prestai il mio impermeabile e lo feci filare prima che arrivasse troppa gente.

Il Reporter - Ah! E perch aveva i fari spenti) Ve lo disse?

Lo Sceriffo - Era soprappensiero. E la multa la pag. Vuole altro?

Il Reporter - Soprappensiero, eh? Interessante. (Pausa) E di quella tal fucilata delle sentinelle, come fu?

Lo Sceriffo - Ma quanto vi ha raccontato, il nostro buon maestro di musica!

Il Reporter - Molto. D'altronde basta un pie-colo fiammifero per creare un grande incendio.

Lo Sceriffo - Che vuole fare, il Nerone?

Il Reporter - Ho bisogno di notizie. A cucinarle ci penser poi.

Lo Sceriffo - (pausa) Non un segreto. E ve posso anche dire. Tuttavia, e non so neppure perch, non m' parso mai completamente chiaro; davvero preferirei che fosse lui a raccontacelo. Fu al tempo in cui ponti e cavalcavia eran tutti minati, tempo di mobilitazione, con sentinelle e guardie di giorno e di notte. Tim venne sorpreso aggrappato presso la camera degli esplosivi sotto l'arcata di un ponte. Il soldato, cos disse, grid, chiam, spar un colpo in aria. Ma lui non si voltava non alzava la testa su verso la garitta, pareva lentamente diretto verso lo sportello. E cos..

Reporter - Il soldato gli spar addosso.

Lo Sceriffo - Era la consegna. Dopo, lo tirarono su, lo salvarono e dalle acque e dal proiettile che aveva in corpo.

Il Reporter - Curioso.

Lo Sceriffo - Quando le autorit militari cercarono di cavarne qualche cosa, egli disse che stava pescando, e basta; che non aveva udito niente, assolutamente. Poi, per non incolpare la sentinella - che aveva la faccia della desolazione, mi pu credere, dopo quello scherzo; era anche un conoscente, un amico suo... - Tim cedette qualche poco sulla versione, disse che, insomma, poteva anche aver udito gli avvertimenti, ma, cos aggrappato e pericolante a un pelo dai gorghi, gli sarebbe stato impossibile tornare senza girare prima la piattaforma, senza lentissimi e cauti movimenti.

Il Reporter - E, ha accettato, cos"?

Lo Sceriffo - Io"? Io non c'entravo, per grazia di Dio. Del resto non v'erano cbe due soluzioni: o porre sotto processo la sentinella per non aver messo in pratica tutte le prescrizioni della consegna, o aspettare Tim all'uscita dell'ospedale e arrestarlo. Ci misero invece un coperchio sopra e buonanotte. Secondo me, Salomone non avrebbe agito meglio.

Il Reporter - Dipende. Mi sarei posto invece una quantit di domande.

Lo Sceriffo - E cio"?

Il Reporter - Non sapeva del ponte minato"? Pur munito di attrezzi, ma questo non significa, pescava veramente"? Aveva fatto, in quell'epoca, viaggi all'estero"? Non esistevano collusioni, rapporti, con qualche straniero che... Oppure; tra lui e la sentinella, com'erano i rapporti nel passato"? E in fatto di donne, tra lui e l'altro"? Questo, mi sarei domandato.

Lo Sceriffo - Pu darsi. Noi non sappiamo per quel che si domandarono le autorit militari. Ma chi lo giudica, ieri oppure oggi, penso che prima di tutto debba risolvere questo: chi veramente Tim"? E perch va a pescare"?

Il Reporter - Sentiamo.

Lo Sceriffo - Voglio dire: fuor da ogni apparenza, da ogni abito, da ogni parola o fatto, che uomo "?

(tillo prolungato di telefono che poi va in dissolvenza. Risolvenza su fogli di giornale. Voi):

Il Pievano - Questo, sta scritto. Ma Tim, signora Maddalena, che uomo "? La Madre - (mite, leggermente affaticata) E' mio figlio, reverendo. I giornali, naturale, non sanno. Se lo sapessero direbbero diversamente. Prego: legga l'altra gazzetta.

Pievano - Sono, suppergi, gli stessi argomenti...

La Madre - La prego, Padre.

Il Pievano - Come desidera. Per... (Pausa. Legge) All'alba di stamane il grappo guide degli Scoiattoli che, insieme al grappo Camosci salito dall'altro versante, sono sui dirupati costoni dellHerz alla ricerca del pescatore scomparso, non avevano ancora fatto ritorno alle basi. E' assai probabile che il maltempo, scatenatosi su quelle regioni, abbia impedito, anche a causa della nebbia, una sistematica perlustrazione dei punti dove si ha ragione di supporre sia passato prima di giungere alle impervie gole poste fra le sorgenti del nume. (Esita) Ma, come dicevamo pi sopra, data la gran perizia del Tim e il suo fisico da provetto alpinista... ".

La Madre - No, padre. Legga tutto. Non salti le Tigbe.

Il Pievano - Sto leggendo, signora Maddalena.

La Madre - lo sono cieca. Ma questo l'ho visto. E la frase su mio figlio l'ha inventata.

Il Pievano - Ma le pare, signora"?

La Madre - S. E neanche bene, reverendo. Mio figlio non ha una grande perizia. Ha molta paura, questo s. Da ragazzo non voleva imparare a nuotare perch, diceva, gli pareva di sentir delle mani che venivano su dal profondo a tirarlo sotto. E una volta il maestro di nuoto lo invit sul trampolino e lo sospinse a tradimento nel lago. Era il sistema decisivo, disse. Infatti, il mio Tim se ne torn a riva da solo, nuotando. E regal il suo orologio d'oro al maestro di nuoto. Poi, alla sera, ripensandoci, si appost e lo aggred a morsi e a calci. Capisce, padre"? Difficile da spiegare. Ma non tanto.

Il Pievano - No, infatti. Cos l'ho conosciuto anch'io.

La Madre - Ha molta paura, mio figlio. Va su tutti i fiumi pi difficili, torna sempre con i pesci, e sempre mi dice di metterli via, di regalarli, che non li vuol pi vedere. E nei suoi occhi c' della paura pura. Poi, si siede, qui accanto alla mia poltrona, mi accarezza le mani. Sono... sono quattro sere che manca.

Il Pievano - E un uomo forte. Torner. forse...

La Madre - S, certo. Ma come"?

Il Pievano - Forse scivolato, s' ferito e non pu muoversi.

La Madre - Pu darsi. Ma, io capisco, s' messo a cercare qualcosa di pi difficile dei pesci nell'acqua. E allora, la strada del ritorno diventa lunga, lunga. (Pausa) Reverendo"?

Il Pievano - (commosso) S, signora Maddalena"?

La Madre - Ha fatto mettere quei ceri sull'altare maggiore'?

Il Pievano - S, naturalmente, gi ieri l'altro.

La Madre - Quanti"?

Il Pievano - Dodici, come desiderava.

La Madre - Sempre accesi"? Non c' caso che il sagrestano li spenga"?

Il Pievano - No, stia sicura.

La Madre - Allora, mentre aspettiamo, pu continuare a leggere, padre.

Il Pievano - Le avevo chiesto, signora Maddalena: Tim, che uomo "?

La Madre - Le ho risposto. Prego...

Il Pievano - S, signora. Le legger... dal tempo, va bene"?

La Madre - Come vuole.

Il Pievano - (legge, incerto) La personalit di quest'uomo rude e forte delle nostre montagne tutta nella sua vita chiara e senz'ombre, vita all'aria aperta, fra le sue tenute e l'amministrazione dei beni di nobili antenati, vita condotta senza scosse e senza complicazioni in una cittadina ridente, luogo di cura e di riposo per i villeggianti... s. (La voce del pievano dissolve. Torna il sottofondo agitato di voci e trilli di telefono. E torna in primo piano la voce dello Sceriffo .

Lo Sceriffo - ...ed facile da capire. Ecco chi Trini, come l'hanno conosciuto prima di me e come lo conosco io da quando ho preso in mano la gendarmeria di qui. Dunque"?

Il Reporter - Va bene. Tuttavia, per rimanere nel concreto, quei due casi di cui si discorreva prima, ammetter che... (Trillo d telefono).

Lo Sceriffo - Pronto"? S. (Pausa) Ah... Fatelo passare. (Chiude) E il capo delle guide. Forse, se Dio vuole...

Il Reporter - ... ci saranno notizie. Bene. Posso, semmai, adoperare il telefono qui"?

Lo Sceriffo - No! Scherziamo) Questo un ufficio di polizia, non un albergo. E perch lei e non anche gli altri suoi colleghi) (Bussare) Avanti. (Pausa) Oh, Antoni.

Antoni - (voce che si avvicina) Salve.

Lo Sceriffo - Ben tornati?

Antoni - Mmm... Cos!... Stanchi, certamente.

Lo Sceriffo - Notizie?

Antoni - Niente. Nemmeno la traccia. Abbiamo setacciato tutta la zona fino al Motto. Ci siamo incontrati alle undici alla Croce, con la squadra dei Camosci.

Lo Sceriffo - (pausa) Gi. Un brutto affare.

Antoni - Brutto.

Lo Sceriffo - E adesso?

Antoni - Facciamo rifornimento. Cambio gli uomini. E prima dell'alba ripartiamo. Non ci rimane che... (Pausa).

Lo Sceriffo - ...che?

Antoni - ... che sondare i tnfani del fiume. (Piano) Del fiumaccio!

Lo Sceriffo - Ah!

Antoni - Avete... ha parlato alla... alla madre?

Lo Sceriffo - S. (Pausa) Non io; non faccenda per me. Ma c' da lei il pievano, ci va tutti i giorni. E' forte, la signora Maddalena. (Strillo di telefono) Pronto? (Pausa) Fallo passare. (Chiude) E sentiamo anche questa storia.

Il Maestro di musica - Chi ?

Lo Sceriffo - E' quel Leo Walzer...

Il Maestro di musica - Il contrabbandiere? Un tipaccio.

Lo Sceriffo - Per me, se avesse qualcosa di pi di una scartina sul conto di Tim, sarebbe un angelo. (Bussare) Avanti!

Il Contrabbandiere a riposo - (dal secondo piano avanzando) Iiii... quanta gente. Che c' Consiglio comunale? (Pausa) Buona sera, Sceriffo.

Lo Sceriffo - Sceriffo, eh? Mi chiami col soprannome, ti prendi delle confidenze.

Il Contrabbandiere a riposo - Io sto tanto male da sbronzo che, quando ne esco, per un po' mi sento di voler bene anche a Caino.

Lo Sceriffo - E allora, perch bevi?

Il Contrabbandiere a riposo - Appunto. Per riuscire a voler bene a Caino.

Lo Sceriffo - Chiaro. Adesso, sentiamo: dice l'oste che durante la bevuta hai detto d'aver visto Tim. Nel fondo del bicchiere, l'hai visto?

Il Contrabbandiere a riposo - No. Sotto la eroda della Croce. Ieri l'altro a sera.

Lo Sceriffo - Come? E ce lo vieni a racconti solo adesso?

Il Contrabbandiere a riposo - Son rimasto a dormire su, in un... be', so io dove. E nessuno mi ha cortesemente informato che lo cercavate. Ma poi, non c'era nessuno, dove ho dormito. Son sceso stamattina e, all'osteria, mentre bagnavo il becco, ho sentito che ne discorrevano.

Lo Sceriffo - Va bene, ne riparleremo.

Il Contrabbandiere a riposo - Perch?

Lo Sceriffo - Sentiamo prima cosa hai visto.

Il Contrabbandiere a riposo - Ho visto lui, toh! Quel signore che chiamano Tim. D'altronde non la prima volta che lo vedo sul fiume.

Lo Sceriffo - Com'era vestito?

Il Contrabbandiere a riposo - Una giacca di pelle di daino, stivaloni lunghi di gomma verde che sono una meraviglia, li avessi io.

Il Maestro di musica - E' proprio cos!

Lo Sceriffo - Stia zitto, lei. (Pausa) E che altro?

Il Contrabbandiere a riposo - Canna, secchio per le alborelle vive, borsa. Tutto, insomma, e di lusso. Per il resto... un tipo che, mi pare, non abbia la parola facile.

Lo Sceriffo - (scatta) Come sarebbe dire? Gli hai anche parlato?

Il Contrabbandiere a riposo - Ma s. Gli ho anche parlato. (In SP le voci in aumento).

Il Reporter - (sottovoce) Signor maestro: fili al centralino del telefono e mi tenga la linea con il giornale.

Il Maestro di musica - Tenere la linea? Che significa? Io...

Lo Sceriffo - - Facciamo un po' di silenzio, per la miseria! (Pausa) Dunque, Walzer : ti rendi conto di quanto affermi?

Il Contrabbandiere a riposo - No. Che ho detto?

Lo Sceriffo - Se davvero gli hai parlato, a Tim, significa che l'altra notte era ancora vivo.

Il Contrabbandiere a riposo - Vivo? Eccome, E d'umor carogna, da principio.

Lo Sceriffo - Butta fuori tutto, e alla svelta, se vuoi commettere la prima buona azione della tua vita.

Il Contrabbandiere a riposo - Che ne sa, lei"? Quando ne faccio non mai presente...

Lo Sceriffo - Avanti.

Il Contrabbandiere a riposo - Non c' molto da dire; quattro parole sulla pesca; stava pescando, no?, ed era quasi notte. E non eravamo in confidenza. Poi, s'ingrugn per una mia domanda. E... (Pausa) E lo piantai.

Antoni - (SP) Capo, allora bisogner che cambi gli ordini per portar su gli uomini ancora stanotte a rifare tutta la zona della Croce. Ci son tre ore buone d'arrampicata.

Lo Sceriffo - (accigliato) S. Ma... Aspetta. (Al contrabbandiere) Fuori! Che gli hai chiesto?

Il Contrabbandiere a riposo - Che si chiede a un pescatore? Se n'ha prese, toh!

Lo Sceriffo - (ironico) E lui s' arrabbiato. Ma guarda!... E, magari, perch ne aveva pochine. Cos?

Il Contrabbandiere a riposo - Pochine?1 Neppure una. Ecco perch.

Antoni - (lunga risata) Questa la pi stupida bugia del tuo repertorio, o Walzer. Il Tirh, senza trote? Quando mai s' visto?

Il Contrabbandiere a riposo - Che c' di tanto strano? (Afferrato, si ribella) Eh!... Dico... mi volete...

Lo Sceriffo - (ansima) Stammi a sentire, bel tomo: se tu non apri il libro, saranno guai grossi. E... sai? E' facile immaginare; l'hai detto che s' arrabbiato, dunque? Supponiamo che tu abbia tentato di... depredarlo e...

Il Contrabbandiere a riposo - (urlando) No! Lei matto. Niente successo, lo giuro! Stia a sentire, Sceriffo: neppure con un dito l'ho toccato. Anzi, io... (Pausa) Maledizione al momento in cui ho detto d'averlo visto!

Lo Sceriffo - (c.s.) Anzi, io?... Che cosa? Parla!

Il Contrabbandiere a riposo - Io... gli ho venduto i pesci che avevo.

Antoni - (risata) Nientemeno! A Tim!

Lo Sceriffo - (trattenendosi) E tu, invece, ne avevi presi, eh? Lui no. Ma tu, s. Non ho mai udito una storia pi inverosimile. (Furente) Parla!

Il Contrabbandiere a riposo - Le giuro! E' cos. Come debbo dire? (Pausa) Non volevo tirarla fuori per via che le ho pescate senza... patente; e allora, per evitare...

Lo Sceriffo - Storie! Non me ne importa, della patente, per il momento. Adesso voglio sapere per qual motivo mi hai confezionato una fiaba di questo genere. (Chiama) Sergente? (Pausa) Mettetemelo in cella. Poi, vengo di l a sentire se ha cambiato ritornello. E vengo senza testimoni, va bene, Walzer? Ripensaci. (Pausa) Perch se Tim non torna, o se non lo troviamo, non mi, sar difficile sostenere che tu... proprio tu... (Dissolvenza sulla musica degli Scoiattoli e): Strofe degli Scoiattoli

Torniamo alle rupi di ieri e le nostre

speranze portiamo. Ma sono pi gravi.

Ogni ora pi pesa.

Un tuo grido, un lamento, che non sia

del vento

ci libera tutti. E tu grida, per noi

che saliamo cercando le tracce

di passi e pensieri a brandelli

lasciati

sui sassi. (Musica dei Camosci e fot): Antistrofe dei Camosci

Torniamo alle rupi di ieri e portiamo riserve di fiato, ma certo non noi riusciremo a stanare da soli

chi pi s'allontana fra nebbie e fra gole pi oscure s'intana. E forse davvero ci occorre una corda assai lunga, assai forte, intrecciata

di molte non vane speranze. (Musica che dissolve su scrosciare di fiume in PP. Poi dissolvenza completa. Resta solo la voce, rauca e faticosa di )

Tim - (colpi di tosse. Quasi mormorato) Chiss cosa crederanno. La gente immagina sempre di pi. Certo, se sapessero che ho comprato le trote... Che vergogna! (Pausa. Rancore) Non le ho pi! Non le ho pi, vi dico! Le avevo nascoste qui, in un incavo della grotta e poi le ho calate nel fiume. A quest'ora viaggiano, bianche e fredde, sballottate dalla corrente, inghiottite e ributtate dalle rapide; a tratti si fermano di contro a un sasso asciutto e la notte le illumina; forse gi sono in paese, sotto le arcate del ponte, nelle lanche dei miei prati, con gli occhi rotondi che guardano la mia casa... (Tosse) Forse, passando, le ha inghiottite la Bestia. (Pausa) Ma no. Lei non vuole preda gi morta. Divora vivi. (Sempre fi affannato e dolente) Domani... Che giorno domani?... Voglio salire un'ultima volta nella gola. S. Senza stivali, va bene? Senza. (Pausa) E, oramai, li ho tagliati con il coltello per potermeli levare e fermare il sangue della gamba. E' gonfia. Stupidaggini. Ma, domani ci torno. A piedi nudi ci s aggraffa meglio a quei canaloni del tradimento. (Pausa) E poi, le arrivo sotto pi facilmente. Se l. (Pausa. Scatto) Ah! Deciditi, Tim: vuoi inseguire la Bestia o vuoi sederti a leggere accanto a tua madre? Alzati, esci da questa tana di lupi. (Tosse) Non posso. Domani debbo tornar su. (Quasi un freddo delirio) S? E con che? Con questa gamba? Con questa febbre? Colpa mia, avrei dovuto mollare la canna da pesca, che se la portasse via il fiume e il temporale; aggrapparmi, ecco cosa avrei dovuto fare! E non cadere come un sacco, come un vecchio sacco... (Pausa) Alzati. S. Ora mi alzo. Cercher la strada. Ma se odo voci, se vedo luci, perdio, mi nascondo come ieri. Non voglio che mi trovino. Che sono? Un bambino? Non voglio, avete capito? (Pausa. Dolente) Voglio che anche il ritorno sia mio; lento e cieco, sui sassi del fiume; buio, li accarezzer ad uno ad uno come groppe di mandrie addormentate, e mi faranno strada. Dietro, udr la Bestia sciabordare nei gorghi e accompagnarmi, vittoriosa. (Pausa) Dir... Che dir? Dir che avevo perso la strada del ritorno. E sar ridicolo. E le trote? Che ho perso le trote. E sar ridicolo. E la canna da pesca? Che ho perso la canna da pesca. E sar ridicolo. (Pausa) Ma non crederanno. Immaginano sempre di pi... (Disperato) Avanti, Tim. Devi salire, non scendere. (Pausa) Sarebbe assai peggio se ti trovassero qui, come un pezzente, come una vecchia volpe in trappola. (Pausa) Ah!... C' un piccolo taglio nel cielo, un taglio di luna... Avanti. I grossi abeti camminano, loro gi camminano, orizzontali, nella valle. Gi troppo buio e orizzontale. Seguir questi alberi, esili e rari ma verticali, fino alla sorgente. (Pausa). E dopo ancora, forse, nascer l'alba senza parole. Avanti... (Il fiume, rapidamente pi vorticoso, in musica. Stacco. Silenzio. Fogli di giornale).

Il Pievano - (dolce) Non c' scritto nulla, signora Maddalena. Su... nessuno.

La Madre - Forse non ha guardato bene.

Il Pievano - Ma, s.

La Madre - In tutti e quattro i giornali? Neppure pi una riga?

Il Pievano - (incerto) I giornalisti sono ripartiti.

La Madre - Ah!... (Pausa) Vorrei tanto, ma come si fa?, riavere la vista. Per poco poco. (Pausa) E' peccato d'ambizione, alla mia et, reverendo?

Il Pievano - No, signora. No, certo.

La Madre - Perch, le gambe son buone ancora; ma cos, con gli occhi chiusi, come potrei trovarlo? (Pausa) Non dice niente?

Il Pievano - No, signora.

La Madre - (pausa) Da quanti giorni crede che manchi, signor pievano?

Il Pievano - (con uno sforzo) Da cinque, signora Maddalena.

La Madre - Son pur tanti. (Pausa) Bisogna aspettare.

Il Pievano - S. Bisogna aspettare.

La Madre - Che scriveva, ieri sera, il Corriere

Il Pievano - Hanno tramutato il fermo del contrabbandiere in arresto.

La Madre - Quel Walzer, no? E che gli vogliono?

Il Pievano - Non saprei, signora. Le dicevo appunto : probabilmente insistono a chiarire qualche particolare che non sappiamo.

La Madre - (pausa) Poveretto. (Pausa. Lontanissimo e ovattato un accenno di musica degli Scoiattoli indistinta) Ma... mi sembra di udire come della musica. Viene da fuori. Dalla strada...

Il Pievano - (incerto) Musica? (Pausa) Ah... forse... Viene dal salone del municipio, credo.

La Madre - S?

Il Pievano - Stanno provando il concerto domenicale della banda. Sa che faccio? Scender a dir loro di chiudere le finestre, signora Maddalena.

La Madre - Mi accompagni al balcone, reverendo. Sieder l. La sua mano, prego. Grazie. (Dal silenzio nasce un lungo applauso di non numerosa folla; poi mormorio d gente).

Il Maestro di musica - (in PP sottovoce) Pronti? Pagina cinque. (Forte, schiarendosi la voce) Ehm... E adesso, signor sindaco, signore e signori, per terminare il programma, diriger una marcia. Una marcia che ho composto, modestamente, proprio nei giorni scorsi. S'intitola: Tim, marcia d'omaggio. (Ticchettio di bacchetta sul podio e silenzio. Sottovoce) Pronti? Attenti. Via!... (Va la marcia della bandella pomposa. Dissolve rapida. Silenzio. Affiorano, senza pi musica, le): Strofe dei Camosci e degli Scoiattoli insieme

Ma noi non avremo finito.

Ma noi siamo sempre in cammino.

Perci non ridiamo.

Dobbiamo

trovare un pi tenero e giusto

e innocente mattino.

Dobbiamo alle grida del nibbio, tra sole

e tormenta, tra vette e burroni,

scoprire qualcuno che avanza tentoni, che sale

ondeggiando; nel passo, negli occhi

stranamente somigli a colui che cerchiamo. Allora diremo:

La Madre - Oh, Tim finalmente! (Musica).

FINE

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