Bambini

BAMBINI

di Michele La Ginestra

PERSONAGGI

INTERPRETI

Annibale

Andrea

Madre

Cristiana

Lucrezia

Alessandra

Mizzi

Matteo

Isotta

Morgana

Titti

Tati

Benni

Tonino

Ninni

Giampiero

Ginevra

Lorenza

Musica di carillon. Vociferare di bambini.

Voce fuori campo: Bambini sveglia, bambini.

Annibale: (Di spalle, nella penombra della sua scrivania. Una lampada da tavolo disegna i suoi contorni. Una libreria con volumi collocati con precisione maniacale. Un divano. La porta del bagno e la porta di ingresso. E' quasi giorno.)

Questo libro la mia bibbia! Una delle pi alte vette filosofiche raggiunte dall'uomo! Io... sono emozionato...credo di poter affermare con assoluta certezza che l'autore abbia centrato la pi esauriente classificazione del genere umano! Senza perdersi in dispendiose e superflue classi, sottoclassi, generi e famiglie, no!

Due sole appartenenze: da una parte il genio, il leader, l'aristocratico, dall'altra l'uomo della strada, l'umile, il fuori luogo.

E' tutto scritto: nero su bianco! ( si gira alzandosi, si illumina la scena, mostra il testo con enfasi) Figurine Panini-Campionato Italiano di calcio-anno 1978. Quello con la sforbiciata in copertina. E' come dice lui! Il signor Panini! Da una parte... (minimizzando) il "genio e sregolatezza", il bambino prodigio, il primo della classe, l'unico primo della classe! Che s' mai vista una classe con due primi ? Mai! E mica un pranzo di nozze! Dall'altra...(fiero) "il portatore d'acqua", "il motorino inesauribile", "l'onesto faticatore del centrocampo"!

Ma a me, parliamoci chiaro, tutti quei Mazzola, quei Rivera l, mica mi hanno mai convinto. (Minimizzando) Ticchettacche, pi pi pi....Nooo! Eccolo qui il mio punto di riferimentio in questo mare di esaltazione: (mostra il testo) pagina 34, proprio tra Scaratti e Cappellini (legge testualmente) VALERIO SPADONI: LUGO DI ROMAGNA, 15.04.1942 (en passant) mezzala sinistra etc. etc., esordio nel baracca Lugo etc. etc., ma soprattuto... gol in carriera.... UNO! (serio) ...carriera precocemente spezzata da scarpino avversario Dove sei ora Valerio? Venditore di cremini a Lugo di Romagna? Beh, per me tu rimani sempre: VALE-RI-O SPADO-O-NI! CAMPIONE DEI CAMPIONI! Altro che Rivera, ticchettacche, pi pi pi....

(Suona la sveglia. Annibale la spegne. Parte musica. Annibale si toglie il pigiama e lo piega con precisione maniacale)

(cambio luce sulla sorella Lucrezia, fuori scena, che, appena alzata, si prepara un caff in cucina. Poi siede al tavolo)

Lucrezia: Come si fa? Io mi domando, come si fa a passare attraverso la vita senza lasciare traccia! Un cenno della tua presenza, qualcosa che ti differenzi da quello che ti sta accanto! Per carit, non vorrei sembrare eccessiva, mi rendo conto perfettamente che nella maggior parte dei casi per concepire una quinta di Beehtoven... te devi chiam Beethoven! Ma una cosetta tua, il minimo sindacale per poter dire "oh! esisto!" Voglio dire, non c' creatura al mondo che non abbia voglia di manifestarsi come pu: chi non sa cantare, fischia! Il cagnolino, che non sa fischiare, almeno scodinzola! La lumaca! Non scodinzola, ma al suo passaggio la vedi pure dopo giorni quella silenziosa, immobile, fiera bavetta che lascia dietro di se! Niente. Zero. La nullit. Ormai alla soglia della mia carriera ventennale in questa casa non posso che rassegnarmi e riconoscere con grande realismo... che mio fratello... un rincoglionito!

Non canta, non fischia, non scodinzola e non sbava! Ma mica sei normale! Anzi si, fin troppo normale. Per carit, buono... perch buono... ma... troppo! Pure da piccolo, mai un pianto, una marachella, una parolaccia, uno sputo dalla finestra, una spinta a una vecchietta...niente!

(Cambio luci su Annibale)

A: (Guardando ancora la copertina dell'album) Campionato 1978. Facevo la terza elementare.

FLASH/FOTO

Io quell'anno me lo ricordo soprattutto a causa di Casabona, Casabona Eugenio. Era il giorno di carnevale, una folla di bambini festanti, nei loro costumini da Zorro, rigorosamente tutti uguali: venti cappelloni neri con grosse zeta cucite, venti mantelli neri, venti spade di plastica, quaranta baffetti, idioti ma dolcissimi. Eravamo splendidi! Tutti uguali e tutti ugualmente felici di condividere le gesta e le apparenze dell'eroe del momento. Zorroo... (mima e canta rapito la sigla in inglese maccheronico, con tanto di fulmini)... Zorro!..... Quando arriv Casabona, (compare Casabona) vestito da ...ASTRONAUTA! Casco in plexiglass, bombole che sembravano vere, ci avevi pure la tutina di Armstrong con la bandierina americana cucita dietro! Non riuscendo a reprimere i miei istinti... d'altro canto la mia indole di cavaliere mascherato mi spingeva verso nuove esperienze... gli chiesi...

Registrata: Casabona.. che mi fai provare un attimino solo il casco e le bombole. Giuro, solo un attiminopoi te le rid..

Anni: e tu, sotto gli occhi di venti Rosselle O'Hara sbeffeggianti, con quella tua urticante erre moscia, mi rispondesti:

Registrata: "Spiacente marziano, io te lo darei pure, ma non posso toglierlo, l'aria del tuo pianeta irrespirabile per me, mi sarebbe fatale, proprio non posso credimi, ciao h! Mo vado, che mi chiude la base spaziale Alpha."

Anni: E che fai adesso nella vita, eh? Il fuoriclasse? Il faro di qualche centrocampo? Tacchettacche... pi pi pi....

(Cambio luce su madre)

Madre: (entra, fa colazione con la figlia) Io mi rendo conto che una mamma, forse, non dovrebbe parlare in questo modo..... per io mica sono stata sempre cos...no! Io me lo ricordo bene quel giorno del 1972, quando all'encomiabile signora Rossi (io) neo mamma da appena venti secondi, dopo le sberle di rito e i canonici vagiti, fu accostata al seno quella creatura. (Lucrezia le passaun bambolotto) Me la ricordo bene quella sensazione cos nuova... cos calda... cos bagnata... la stessa sensazione che mi accompagna da trentacinque anni ogni volta che coso... l...come si chiama... insomma mio figlio, mi si avvicina.

Da quel punto di visuale da cui ogni madre controlla nel proprio bambino che tutto sia in ordine... due orecchie... un naso... mi apparve per la prima volta quel testolino ovale e due occhi seri, che nel fissare ogni cosa appartenesse a quel mondo che si apriva avanti a lui, sembravano avere un'aria... come dire...Professionale! come se per affrontare quell'esperienza si fosse preparato accuratamenteVoglio dire... io li ho visti gli altri bambini appena nati, sono tumefatti, spettinati, malconcilui no, aveva un bel ciuffo di capelli castani riversato su un lato, cos ordinato... sembrava l'ispettore Derrick!

Se tu chiedevi ad un bambino cosa volesse fare da grande lui rispondeva nel 99% dei casi:"L'astronauta!", mio figlio no! lui, avrebbe preferito fare l ingegnere!. Credo di essere l'unico caso di mamma italiana ad aver implorato il figlio di diventare astronauta il giorno che ha capito che si sarebbe iscritto ad ingegneria!

(Cambio luce su Annibale)

A: Oggi il mio compleanno! Faccio trenta anni! E chi sta meglio di me! Ho ragguinto una certa maturit... ho una vita serena... il mio lavoro come impiegato dell'ufficio del catasto.... certo, non un lavoro di grossa fantasia, ma alla fine del mese... i miei milleduecento euro non me li toglie nessuno! E poi alle due di corsa a casa. Con le mie parole crociate... la mia televisione... non mi faccio mancare nulla. Certo, mia mamma un p insistente con questo fatto dei nipotini... per, mi dico io, perch tutta questa fretta? io ho bisogno della mia televisione, delle mie parole crociate. Allora.... (apre un cruciverba) ...capitale della Bielorussia..... Bielomosca! perch non entra?

(cambio luce su madre)

M: Dicevo.. davanti quel visetto da.da ingegnere. ...mi dissi: mio figlio non sar un altro Mario Rossi qualsiasi! Noioso come un tecnico del catasto! Ma un astronauta! ...un condottiero! Mio figlio cavalcher cavalli, cammelli, elefanti sar, minimo, un ANNIBALE!

Si! Lo chiameremo Annibale!

Beh, ben presto mi resi conto che mio figlio, nella vita, sarebbe stato in grado di cavalcare ben poche cose,...... e che anzi, sarebbe stata la vita, di l a poco, a cavalcarselo alla grande!

(cambio luce su Annibale)

A: So' proprio contento! Ecco, se proprio devo avere un cruccio, questo fatto del nome. Tanto discreto e misurato il mio cognome, quanto bizzarro e debordante il nome: Annibale! Proprio non mi spiego come una donna di buon senso come mia madre abbia potuto formulare una simile scelta! Scelta che mi ha causato non poche sofferenze. Ricordo ancora il pubblico ludibrio a cui ero esposto alle elementari per via dell'aulico nome. E ricordo in particolare quello STRONZO di Casabona e quella sua insistente battuta

Ca: (appare in tuta da astronauta) Annibale! Ma senti un po e l'elefante, l'elefante? Dove l'hai parcheggiato? (risatine infantili)

A: Dio! Co 'st'elefante! Quanto lo odiavo!

Ca: Annibale! Ma senti un po Ma all'elefante per attraversare le Alpi gliele hai messe le catene? (ride da scemo)

A: (Sognante) Ho sognato per anni che questo mio virtuale elefante, colto da improvviso attacco di dissenteria, ricoprisse Casabona Eugenio, fino a farlo scomparire, di .... (mima con le braccia) ...ma i sogni raramente si avverano!

(cambio luce su madre)

M: (apre la porta di Annibale con il caffe in mano seguito da Lucrezia cantilenando a squarciagola) ANNI!!!

A: (Ha un sussulto) Bal! Bal! Quante volte ti ho detto che non amo i diminutivi e poi bussa prima di entrare! Lo sai che a causa dei miei problemi di tiroide, ho una certa eccitabilit del sistema nervoso... poi mi gira la testa... ecco lo sapevo.... (si siede mimando improvviso malore)

Luc: Scusaci Annibale... per, pure tu, non esagerare con 'sta cosa... sei solo impressionabile....ti lasci suggestionare.... (distratta dall'ordine nella libreria)

A: Che cosa vorresti dire? Che non ho niente? Che sono un malato immaginario?

M: No, ma... lo ha detto anche il dottore: sei IMPRESSIONABILE... tu SODOMIZZI!

A: Mamma! Per cortesia! SO-MA-TIZ-ZI! Somatizzare una cosa, quella che dici tu...

(notando la sorella toccare i suoi album) CHE FAI?!!

L: Mado', Ann! Che impressione 'ste figurine! Attaccate cos bene... con gli spigoli cos allineati... manco i ricordini al cimitero! (Si volta verso A.) Ma che hai fatto ai capelli?!

A: Io? Niente... me li sono lavati....

L: Eh, ma te sei asciugato cona striscia de miccette!

A: Lucrezia! Ma come ti esprimi! Ma non ce la fai a mettere su una sintassi corretta? E' semplice: soggetto-verbo-complemento oggetto! Chiedo tanto? Ma figurati, con tutta la tv che vedi!

L: Ha parlato Enzo Biagi! Tu che saresti, un intellettuale?

A: Chiedi, che vuoi sapere, il figlio di No? Tre lettere? O Cam O Sem, dipende da come comincia.

M: (Fino ad ora allibita a seguire il monologo del figlio) Senti un po..che vuoi a colazione? Ti va uova e pancetta?

A: La pancetta? Che ha detto Mirabella l'altra sera?

M: Eh... che ha detto....che ...la pancetta....se potessimo intervistare il colesterolo......

A: Allora Mirabella parla al muro!

M: (dimessa) Ma ti ci mettevo la maionese...

A: Eh. E che ha detto Mirabella? "LA MAiONESE E' UNA NUTELLA SALATA!" E per piacere, no!

L: Ma dai! La mangiano pure i bambini! Tua cugina Isotta ne va matta!

A: A parte il fatto che "Isotta" coma la chiami tu, all'anagrafe registrata come Isa, "Isotta" c' diventata grazie alla maionese!

M: Via! c' ha vent' anni, solo una bambina!

A: ERA una bambina, adesso un quadro di Botero!

M: Annibale!

A: ... e tu sei l'artefice del capolavoro! Tu e quella debosciata di tua sorella, che non solo le compra le patatine fritte da quando c'ha 5 anni, ma la mandava pure in quello stato alla recita in tutu'!

L: Beh... era simpatico... qualche giorno fa abbiamo anche rivisto il filmino.

A: Ah...era il filmino di Isa? Credevo fosse il video di Pavarotti and friends! Imbarazzante!

M: Annibale!

A: Continuiamo a trattarli cos i bambini, considerarli dei target per i pubblicitari!

L'ho vista io Isa per strada l'anno scorso come era ridotta, avr pesato ottanta chili, quella non sta bene non ha un rapporto sano col cibo.e poi era piena di orecchini, uno pure qui, sul naso!

M: Ma dai... sii moderno, un attimino.

A: Mamma! Non ti ci mettere anche tu con questo linguaggio da centralinista: "un attimino che glielo passo!". "L'attimino": concetto sospeso tra l'attimo e il nulla, particella indeterminabile del tempo e dello spazio.... intercalare, se mi permetti, consono.... (accorgendosi che la madre, seduta in preda allo sconforto, si gettata su di un pacchetto di Puff)...Ma che fai? Mi mangi i Puffi? A quest'ora?

M: (alzando su di lui uno sguardo allucinato) No. A quest'ora.... li tiro ai deficenti! (gragnola di puff su Annibale) Prendi questo! E questo!

A: (schermendosi ) Mamma! Calmati! Mamma! No! ...Che vanno negli occhi!

L: Mamma! Calmati!

M: (visibilmente scossa, riprendendosi) Scusa... scusa Annibale.... che io... beh, un p che ti volevo parlare.... ti ho fatto male?

A: (pulendosi la camicia col quarto di fazzoletto) ..no, ma che essendo molto unti non vorrei che

M: Ma vaffa

L: Mamma!

M: Tesoro de mamma! Senti...Perch non cerchi di comportarti come gli altri ragazzi della tua et?... Ragazzi...uomini! Perch, anche se il concetto ti potr sembrare un p complesso, tu sei un uomo! Oggi fai trenta anni!

A: Ah! Ve ne siete ricordate! Volevo ben dire.che poi sarebbero ancora ventinove... perch io, come ben sai, sarei nato esattamente alle 10 e 32 antimeridiane, bench per millesimo.....

L: Aaaaaa. Mamma ha ragione! Fai quello che fanno i tuoi coetanei! Mica dico che devi andare a prendere il caffe a Napoli, dopo la discoteca..., ma almeno...che s, a te piace tanto il calcio...una domenica, prendi la macchina e vai allo stadio.

A: Eh.. si, fai presto a parlare tu. Ma che non lo sai che per andare allo stadio bisogna fare la tangenziale? E mica sono Nuvolari!

L: Nuvolari?! Ann, (perdendo le staffe) la tangenziale de Roma, mica de Montecarlo!

M: (riarmandosi di pazienza) Annibale, dai retta a mamma tua, che non gliela hai mai data... (in crescendo) esci...vivi...levati la maglia di lana che stiamo a maggio!...Cambiati quelli occhiali da saldatore....scompisciate quer parrucchino che me pari Napo Orso capo!

A: Insomma! Cosa dovrei fare? Vestirmi veramente da marziano? Con le bombole, eh? Con lo scafandro?!

L: (Sconsolata) Lascia perdere... gi fai ridere vestito da terrestre.

A: Uffa, mamma! Lo vuoi capire o no? Io sto bene cos come sto! Non ho bisogno di andare a prendere il caff a Napoli ne di altre avventure in giro per il mondo!

M: Avventure? Ma io ti sto chiedendo quello che qualsiasi madre chiederebbe al proprio figlio... ecco....poi... a proposito di domande.... un p che volevo chiederti...

A: Aaaaa. Ancora co sta storia della fidanzata? Io lo so cosa vi frulla per la testa a proposito del vostro Annibalino E certo! Se uno a trent'anni non c'ha la ragazza.

L: Beh?

A: Eeeeeee! Lo so io! Beh, voglio ricordarvi una cosa, io una ragazza ce l'avevo, ed era pure una brava ragazza. Ci univa un sentimento forte. Una fede vera!

(entra ginevra e siede sulla panchina)

Ginevra: Quando due persone sono unite da un sentimento comune, forte, una fede da condividere... che ti sostenga....beh tutto pi facile. Annibale ed io, questa fede, l'avevamo. (musica di organo) Non passava domenica senza che noi avessimo la nostra ora di comunione. Lui passava a chiamarmi, sempre alla stessa ora. Io scendevo... e mano nella mano ci incamminavamo. Una volta arrivati prendevamo posto sulla nostra panca abituale (arriva Annibale) e attendevamo in silenzio. (Annibale accende una radiolina, si sente la voce di Sandro Ciotti)

Poi, un bel giorno... la nostra storia... fin. Beh...un po' perch era finito il campionato... e non avevamo pi molto da dirci... un po' perch io, per dare uno scossone a questo stato di apatia in cui eravamo piombati a causa della fine delle trasmissioni, feci una proposta innovativa!

Gin: Anni..

A: Bal.

G: Annibale. Scusa.

A: Dimmi Ginevra.

G: Io e te

A: D

G: Oramai tanto tempo che stiamo assieme

A: D, d.

G: Nove anni!

A: Eh. D!

G: Cio 'sto fatto della Roma.tutte le domeniche pomeriggio

A: Si, d, d

G: Bello, eh! Bello. Ciosono cose che unisconoche.

A: Certo! No, ma d,d!

G: Per magariforse arrivato il momento di

A: Di?

G: Di non so di uno scattino in pi di

A: Occhei! Di!

G: Perch non ci sposiamo come tutti? Perch non facciamo dei bambini?

A: 'zzo stai a di'?!

SUONANO ALLA PORTA

A: La porta. Scusa. Devo aprire. Sono solo in casa. Addio.

(ginevra si dissolve. torna la scena casalinga con a. che apre).

Luc: Isa! Ciao!

Isa: Ciao! Ciao zia (la bacia) Ciao Anni

A: bale! Ciao

Luc: Ti trovo bene

A: Ti trovo dimagrita, com'?

Isa: Com' che?

A: Che sei dimagrita cos tanto

Isa: Basta non mangiare

A: E' gi, basta non mangiare! (rivolge a M e S uno sguardo come dire lo dicevo io)

Luc: Sar per via degli impegni scenici, si sa che le attrici.

Anni: Ah, fai l'attrice! E da quando? Io non ti ho mai vista.

Isotta: ma perch io t'ho mai visto quando lavori al catasto? Eppure ci credo che fai l'impiegato.

Anni: va beh che c'entra.. io porto a casa uno stipendio.

Isotta: eh, io invece porto a casa le porte in faccia di quelli che ti dicono " le faremo sapere". Ho fatto il provino per Miss Italia, saranno famosi, Il grande fratello, Velina e Letterina. Mi manca quello da portiera a viale Mazzini e poi ho finito! Per faccio parecchi doppiaggi. E' faticoso, ci sono certi turni. Ma pagano bene!

Sorella: Dai, racconta, chi hai doppiato ultimamente?

I: Questo periodo sto facendo tanti cartoni animati. Sai, i pokemon, le tartarughe ninjia

A: mmmm (sarcastico)

I: i soggetti di 30 anni che ancora vivono a casa della madre.

Madre: Ahhhh ma perch esistono pure questi?

Isa: No, ziascherzavo

A: Ah! Facciamo cabaret oltre al doppiaggio! E certo! Perch secondo voi uno che non si uniforma, uno che non si tuffa in questa corsa frenetica, in questa gara a chi pi fico. (squilla un telefonino, Luc. lo tira fuori dalla tasca)

Luc: Stooop! Big Ben ha detto stop! Amo'?

A: Amo'! Ddio! (con la faccia tra le mani)

Luc: Dove sei? Qui sotto?! Nno aspetta scendo io

A: Ma chi ? A quest'ora!

Luc: E' Benni. Sta qua sotto. Scendo io. (al telefono) NO! SCENDO IO!

A: Sta qua sotto? E perch non Ha suonato il citofono?

Luc: Perch c'ha il telefonino!

A: Ah, gi!

Luc: Beh, io vado, c' Benni che aspetta

A: Benni! Benni, al secolo si chiama Benedetto!

Luc: Si, va beh..ciao!

(suona il campanello)

Luc: Mmmmmm.! (seccata)

A: E chi ? A quest'ora, poi!

Benni: Tanti auguri a te (canta, ha una maschera e una lingua di menelik) a te!

Luc+Madre: Imbecille, Imbecille, Imbecille

Be: Perch? Non c'era la festa a sorpresa per il compleanno di Annibale?

Luc: Ecco, appunto, era una sorpresa.

Be: E infatti c'ho la maschera!

Luc: De carnevale!

Be: Beh?

Luc: Ma levate!

An: Buoni, buoni cosa vorreste dire? Che ora dopo di questo deficiente entreranno a sorpresa

altre trenta persone in casa mia per festeggiare me?!

Luc: Ann, ma che stai a d? Come vuoi che le trovi trenta persone disposte a festeggiare te? Con un annuncio al messaggero? Ho chiamato Benni, Isotta, Titti.. Ninni.

An: Ninni?! Nostro fratello? Sono 5 anni che Ninni non si fa vedere qui dentro. E certo! Uno crede di potere sparire un bel giorno perch in cerca di se stesso perch sente che il mondo di noi comuni mortale gli va strettoperch lui ha bisogno di viaggiare! E noi chi siamo? La sentinella del deserto dei tartari, che rimaniamo qui, al nostro posto mentre lui fa conoscenza con la vita coi soldi della madre? Poi, tutto a un tratto si scopre figliol prodigo e si presenta pure col regaletto.No, grazie! Non ci vedo nulla da festeggiare! A casa nostra poi!

Ginevra: (entra dalla platea, si avvicina al citofono) Dunque allora, ricominciamo da capo. Per questa voltacalma. Uno, due, tre: Ciao Anni! No, Anni no! Se lo chiamo Anni, poi lui si arrabbia, dice ..bale! E cominciamo male. Allora ciao, Annibale! Si, ciao Annibale mi sembra perfetto!

M: A Bened, ma a quest'ora te presenti?

Ben: 'mb? Me l'ha detto lei puntuali, alle dieci!

Luc: De sera, Bened! No alle dieci del mattino! Ma tu hai mai visto una festa a sorpresa alle dieci di sabato mattina?

Ben: pensavo a una cosa un po diversa. Un brunchNo?

Isa: Aspetta un po ma mica avrai avvertito tutti di venire qui alle dieci del mattino, spero!

Ben: Ioo!? Allora mi hai preso proprio per un deficiente!

SUONA IL CAMPANELLO. TUTTI UNO AD UNO CON LE MANI IN FACCIA. LA MADRE APRE.

Titti e Tati: tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri ad Anni.

A: Bal.

T+T: bal, tanti auguri a teeeeeee.

Titti: Ammazza, Lucr! Che idea che c'hai avuto!

Tati: Il brunch! Che taio!

A: Ashhhhhhh!

Ginevra: Allora io dico: ciao! E lui: ciao, come stai? E io: a mille! Sto un attimino prendendomi una pausa di no! Un attimino no! Che poi dice che sembro una centralinista. Ciao Anni. Cio Annibale. Ti trovo in gran forma! Ciao! Ti trovo.. Ciao.

Mad: (alluna) Tiziana! (allaltra) Tiziana!

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Tati: Tiziana, detta Tati, un diminutivo. Mi stato dato a tre anni, quando la vita tutto un diminutivo: bumba, ciccia, pipino, patatina Tati.

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Titti: Tiziana, detta Titti. Per differenziarmi da mia cugina Tiziana, di un anno pi piccola, per me praticamente una sorella. Che poi, avendo chiamato Tati lei, che bisogno cera di storpiare il mio di nome? Io odio i diminutivi

Tati: A me piacciono i diminutivi. Quando la gente mi chiama Tati mi sembra di tornare ad avere tre anni, quando il mondo era tutto una prima volta dietro laltra. Oggi tutto cos scontato, cos gi visto. Quando ero piccola vivevo tutta una mia realt, creata dai miei occhi di bambina

Titti: I genitori sembra che godano a storpiare la realt agli occhi dei bambini. Bumba: perch bumba? Si chiama acqua? E gi un nome corto, pu essere memorizzato con facilit? Cos melodico, cos pieno di a? No. Bumba, si cresce per anni con linquietudine di questo nome cos goffo, cos sinistro. A cinque anni maneggiavo i bicchieri dacqua con estrema attenzione, metti che mi scoppiava la BUMBA

Tati: Allora ero la piccola della famiglia, e quando sei la piccola della famiglia sono tutti sempre intorno a te per proteggerti. A otto anni andavo a scuola con Titti, mia cugina. Lei, che era pi grande di un anno, mi camminava accanto, dal lato del marciapiede che da sulla strada, affinch io stessi pi al sicuro e nessuna auto potesse nemmeno lontanamente sfiorarmi.

Titti: A nove anni andavo a scuola con Tati. Le nostre madri avevano imposto che lungo la strada lei, che era pi piccola di un anno, mi camminasse accanto, dal lato verso il muro, affinch stesse pi al sicuro e nessuna auto potesse nemmeno lontanamente sfiorarla. A ME SI! A me un auto poteva passarmi sopra e ridurmi come na fotocopia!!! Solo perch avevo un anno di pi?! Suonano alla porta.

Ginevra: Ah! E cosa fai ora? (imitando Annibale) Ma, sai sono in partenza per il Mozambico vado a stare presso una missione. Finalmente potr fare linfermiera come ho sempre sognato, fra i bambini, quelli che veramente non hanno niente, una realt difficile. Per sono cos belli i bambini.Ti trovo bene. (suona al citofono)

Luc: Vado io.

APPARE MIZZI

Miz: EEEEEEEEEE! Tanti auguri Anni!

A: Bbal..

Miz: Bale! Felicit! Gioia! Salute! (silenzio. Benni si gratta) Ma che gi finita la festa?

Luc: Si avemo cominciato stanotte alle quattro! A Mizzi, ma che stai a d? So le dieci!

Miz: Ah bene! Perch io ci tengo ad essere puntuale. Anni! Come va?

A.Un fiore. E tu come stai?

Miz: Bene, bene, benino.

A: Bene-bene o benino.

Miz: Pi benino. Male, Ann, sto malissimo, come un cane, poi ti spiego. (a tutti) Allora! Che ve possino! (a Benni) Paga la mossa! Aperitivino? Faccio io che sono il mago degli aperitivi! (va al mobile delle bottiglie) Allora Bloody Mary, Margarita, Gin Tonic?

Tati: Per me poco.

Miz: Allora un Little Tonic! Un cuore mattoso troppo simpatico!

Mam: Chi mi aiuta ad apparecchiare la tavola?

Tutti: Io.(vanno e vengono apparecchiando).

Miz: (Ad Annibale) Ieri ho avuto un litigio con Paola.

Ann: Sai che notizia. (Va anche lui)

Miz: nulla di importante, o forse solo nulla di nuovo. Importante si, per lei. E' stata una di quelle discussioni create dalle donne a misura di donna, portata cio su di un terreno in cui solo la donna riesce a muoversi con estrema abilit: il terreno della responsabilit.

Si tratta di un articolo preconfezionato di cui la femmina, qualsiasi al mondo, pu servirsi, a prescindere dal momento e dal luogo, per seppellire l'interlocutore maschio sotto un insostenibile fardello di rimorsi.

Non c' possibilit di reazione in questo caso.

(UNA O PIU RAGAZZE INSERISCONO FRASI IN SOTTOFONDO COME FOSSE LA MOGLIE)

Quando questo succede io ripiego, disarmato e silenzioso, in un angolo della stanza, quella occupata dalla finestra che da sulla piazza, e rimango cos per tutto il tempo del monologo di Paola, schiacciato dal mio senso di colpa.

Bene. Ieri, dicevo, mentre questo serial metteva in scena la sue sessantasettesima prevedibile puntata, e mi mortificavo nei pressi della finestra come da bambino dietro la lavagna, ho visto un gruppo di ragazzini attraversare la strada, col passo su di giri che avevamo noi venti anni fa, quando attraversavamo quella stessa strada, palla gi al piede, per raggiungere lo sterrato di fronte, unico spazio paraticabile per dare sfogo alle pulsioni fangocalcistiche.

Mentre li osservavo la voce di Paola si faceva lontana, come se lei avesse deciso improvvisamente di andarsene: ora sulla porta, ora nella stanza accanto, ora(SE NE VA CON LA VOCE)

E ti ho riconosciuto.

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Hai palleggiato maldestramente, tanto che la palla, urtando la caviglia, schizzata lontano, nel mezzo della carreggiata stradale. L'espressione di panico negli occhi era la stessa di allora (a reg, ve lo buco 'sto pallone a cojone! e m che famo? la prego sign un San Siro!).

Poi, all'improvviso, nel bel mezzo dello sfrecciare delle auto noncuranti, col pallone ancora incolume e noi ebeti e impotenti a tifare per la sua salvezza, una delle auto, che dicoun trattorevolgare qualcosa di paragonabile ad un'alfetta... lo prende. Ma non per respingerlo sul marciapiede, cos come le statistiche recitano dal giorno del primo incontro tra una palla e una strada, no. Per montargli sopra, sguaiatamente, come solo un'alfetta sa fare quando vuole. (scoppio) Lo scoppio vi ha fatto saltare.

Il dileggio, il riso, la paura, la delusione. Fusi in un'unica espressione che riassumeva tutti i vostri dodici anni. Il pallone era inequivocabilmente un San Siro. No, non un pallone come tutti gli altri, che un soffio di vento o i nostri piedi a banana avrebbero trasportato al di la del muro di cinta, no! Un San Siro pesava 470 grammi, praticamente come mezzo tacchino natalizio. Questa era la sua forza, questa l'origine del suo mito, tanto da scriverlo a caratteri cubitali sulla gomma profumata: San Siro, peso 470 grammi!

In quel momento, ho rosicato. Perch avrei dato un dito della mano e tutti i miei ultimi venti anni per essere in quel momento come voi. Per ridere senza pensieri e morire senza altri pensieri che non fossero il ricordo del mio amato pallone.

Vi ho guardato allontanarvi. E anche Paola credo non ci fosse pi.

(Suona il campanello della porta)

A: Eccone un altro! Sar mio fratello! (apre)

Ginevra: Auguri, Anni.

A: Bal.

Gin: Cio, si Annibale, scusa, che sono a mille perch vado in Mozambico tra i bambini bisognosi, una realt difficile, ti trovo bene.

A: Ah. Ti sei decisa.

(suona il campanello)

A: E ora? (Lucrezia apre)

M: Ninni! (tutti si fanno intorno:ciao, ti trovo bene, ma stai benissimo-Annibale in disparte)

Tati: Sei sempre in gran forma. Fai sempre i lanci col paracadute?

Ninni: Ogni tanto

Benni: Ti prende bene a te la lampada! A me lascia sempre un po un effetto turacciolo.

Ninni: No, che lampada? E la barca

Anni: (applaude) Signori e signore, dopo cinque anni di assenza dagli schermi. Ecco a voiNinni!!! Che apparizione trionfale!

Ninni: Anni

Anni. bbale!

Ninni: Che rompicojoni

A: Ancora tu

Ninni: "ma non dovevamo vederci pi"

A: Ti trovo in gran forma abbronzato!

N: Anche te stai bene Ma chi te li fa i capelli, il parrucchiere dei Pooh?

A: Se sei venuto con intenzioni perculanti come al solito puoi anche andartene..

Ninni: Ma dai, si scherza per a te te rode sempre!

A: Bravo! Dici bene, mi rode! E vuoi sapere perch? Perch ho capito la tua strategia! La tua e quella di tutti quelli come te! Lho capita da anni! Lo leggevo anche io Lintrepido da bambino, arrivando con terrore a quella maledettissima ultima pagina, la pubblicit della pomata per i muscoli. Siete cos. (mima un fisico disgraziato) e vorreste essere cos? (mima un fusto) No, miei cari genio e sregolatezza io voglio rimanere cos (ri-mima il disgraziato), con il mio fisico da lanciatore di coriandoli, con la mia cultura da tesi compilativa, con la mia sensibilit da dipendente del catasto terreni. Io mi ribello!

Nin: Hai capito Ciuffettino! Si ribella!

A: Si, hai sentito bene: mi ribello! Mi ribello alla vostra cultura della competizione, che a dieci anni ti manda in giro vestito da astronauta anzich da un democratico Zorro, a quindici ti fa comprare I Frei per gareggiare col tuo compagno di banco che, deficiente, si comprato i Camperos, e a venti ti manda a prendere un caff a Napoli alle tre di mattina se no assomigli a quello della pubblicit dellIntrepido! Voglio restare cos, va bene? (ri-ri-mima il disgraziato) Voglio restare cos!

Ninni: Ma fa come te pare! (alla madre) Ma peggiorato!

Luc: Eh, sono pure cinque anni che non lo vedi.

Nin: Anni

A: Bal.

Nin: Daje senti, mi fai come quando eravamo piccoli?

A: Cio?

Nin: Fammi Tullio de Piscopo.

A: Noo..

Nin: E dai, fai Tullio de Piscopo

A: No. Non lo faccio. Non lo faccio non lo faccio!

Nin: E dai.. se mi fai Tullio de Piscopo, io ti faccio Santana, su

A: Mi fai Santana? Va beh per una rullata sola.

(musica-cambia la disposizione al buio-salto di tempo)

Gin: Mizzi

Miz: Eh

Gin: Ma tu, a volte non senti un gran senso di vuoto dentro di te?

Miz: Daje! Ma che ancora la storia del volontariato in Mozambico? Ginevra Ginevrina ma lascia stare se ti vuoi sentire in pace con la tua coscienza, ma stacca un assegno e fregatene! Ma chi te lo fa fare? Ci sono le malattie, c la fame, roba da suore quella che sei una suora tu? E poi hai gi fatto tutti quegli anni di volontariato stando appresso ad Annibale io capisco che sei infermiera, ma con lui sei stata uninsegnante di sostegno una ONLUS!

Gin: Si, lo so. Ma che gli voglio ancora bene e non ho ancora capito se voglio partire per i bambini africani o per lasciarmi questa storia alle spalle Ma perch nella vita bisogna sempre saper decidere? Quando ero bambina non era cos, ogni cosa aveva la sua strada segnata, non c'era scelta, non occorreva iniziativa...non so...le serate davanti la televisione... un mondo monocromatico scandito dall'alternarsi di due soli tasti. Ce ne erano altri quattro nella mia, ma non servivano a niente ...Stock! Dubbio amletico: primo canale, tradizionale, rassicurante...... o la rivoluzione catodica del secondo? E tutto filava liscio....Ogni giorno della settimana gi decisoLuned: film (John Waine, Fred Astair..), marted: sceneggiato (Ugo Pagliai, Nino Castelnuovo..)

Mizzi: Mercoled: commedia dell'arte (Eduardo... Eduardo!)

Gin: ...ma era meglio cos! Meno scelta! Ora io non so che fare, Mizzi.

Mizzi: A chi lo dici te lo detto che io e Paola va beh, lasciamo perdere Uno della vita dovrebbe aver diritto a due vite: una per fare il marito responsabile e il buon padre di famiglia, laltra per continuare a non scegliere, per continuare a giocare a pallone in mezzo alla strada finch vuoleo almeno finch non arriva unalfetta a spezzare linfanzia. Ma ci vogliamo sposare io e te? Non saremo Titanicma sti cazzi!

(musica-cambio coppia)

Nin: E dai

An: No, e basta..

Nin: E su, dai, una volta sola..

An: No! Non lo faccio.. non lo faccio non lo faccio!

Ni: E si una volta sola eravamo piccoli cos!

An: Ecco, e m cavemo trentanni. Non lo faccio.

Ni: Per la facevi cos bene.

An: Ma che, la tigre? No Tu, tu eri bravo a fare Sandokan..

Ni: Eh, si, io! La scena la faceva tutta la tigre, altro che! E namo!

An: Va beh, per una volta sola, eh!

(scena al rallenty di Sandokan e la tigre)

MUSICA

Tit: (aprendo un cassetto) Guarda questo! Ann, ma che chai qui! Guarda i 45 giri delle feste alle medie. Ma li hai conservati tutti!

An: Non toccare!

Luc: Ma dai Anni almeno si balla un po

(si accalcano tutti)

Ben: Anvedi! I Santo California!

Gin: Iiii! Il giardino dei semplici! Il mio complesso preferito!

Nin: Si, dopo quello dinferiorit!

Miz: E che battuta sarebbe questa?

Nin: Oh, ma che tua sorella?

Tit: Noo Figli delle stelle! La canzone pi bella del mondo!

Gin: I cugini di campagna!

Ben: Ma non erano morti?

Nin: Ehmo tutti e quattro che lhanno fucilati?!

Gin: Accidenti come li tieni bene! Sembrano nuovi! Metti su questo.

An: No! No e poi no! I dischi non sono fatti per essere ascoltati! Poi si rovinano!

Tit: Va beh, ma se neanche si balla, che facciamo?

Ninni: ragazzi, che pallesta festa! Si, va beh, ho capito, nessuno aveva voglia di feste di compleanno, in primo luogo mio fratello che gi s chiuso sopra il coperchio del sarcofago da un pezzo e in secondo luogo io, che alle nove del mattino sto ancora al primo sonno

Luc: Che vorresti dire, che ho bucato la festa? Guarda che quando la PR sono io le feste funzionano sempre! Lo sbaglio avere affidato lufficio stampa a sto portatore di encefalogramma piatto che mha scambiato le nove de sera co le nove del mattino!

Ben: Io?!

Luc: Comunque mo stamo qua e tiriamo avanti almeno fino alle tre! Che anche se sono le tre del pomeriggio e non di notte va bene uguale! Io vi ordino di divertirvi!!!

Miz: A Marta Marzotto j partita la ciavatta!

Tati: Ho unidea! Facciamo un gioco!

Gine: Si, dai! Facciamo un gioco!

Titti: Oddio! Che gioco?

Tat: Il gioco della bottiglia!

Ninni: Il gioco della coperta!

Luc: E te pareva!

Gin: Bello!

Tit: No, vi prego, il gioco della coperta no! Alle medie capitai sotto la coperta con un ragazzino-si chiamava Tomas, ma la madre per abbreviare lo chiamava Toma, anzi A TOMAA!!- Fumava e portava gi un orecchino qui, aveva 11 anni ma ne dimostrava 41 e una volta sotto la coperta srotol venti cm di lingua e fu terribile, io.

Miz: Va, beh, va beh, abbiamo capito! Stop! Basta! Amen! Ce lho io un gioco fichissimo: il gioco della verit!

Isa: Geniale ecco il gioco che risollever le sorti della festa dellanno! Di questo capolavoro di festa, organizzata allora sbagliata, nel luogo sbagliato, in una vita sbagliata.

Benni: Oh, mo basta co sta storia che ho sbagliato lorario ma che voi fate le cose sempre giuste? Mi avete stufato! Me ne vado!

Luc: (distrattamente) Ma no, dai, rimani

Benni: Va beh, allora vado al bagno, sto spumante mette addosso unincontinenza.. (esce)

Isa: Allora, si gioca! Yuuuuu!! Comando io il gioco? Ok, comando io! Mi raccomando, bambini, la verit, solo la verit, niente altro che la verit! Chi sgarra penitenza!

Tutti: Ok! Va bene..

Isa: Allora. Cominciamo.cominciamo daTitti!

Titti: Io!? E perch proprio io?

Isa: Ora Titti ci dir.. qualcosa che le fa paura!

Tit: Tutto!

Tutti: No, una, una cosa sola. Basta una.

Tit: Behio. Io non ho mai capito il mondo dei grandi. I grandi sembra che vivono solo per metterti il terrore delle cose che ti circondano. A voi lavevano raccontata la balla del liquido rosso nella piscina?

GLI ALTRI SI GUARDANO STUPITI

I nostri genitori mandavano me e Tati tutti gli anni in colonia estiva a Ladispoli. Ora bisognerebbe dire che io. Ecco, io ho fatto la pip a letto per molto tempo.

Gin: Beh, va beh tanti bambini fanno la pip a letto, anche fino a otto anni!

Tit: Io fino a diciotto.

Gin: Fregate!

Tit: Fra noi bambini serpeggiava una legenda, secondo la quale i gestori della piscina avevano messo un liquido al suo interno, un disinfettante, questione di igiene, dicevano che al contatto della pip diventava rosso

Io ero terrorizzata che questo potesse accadere, che tutti gli altri bambini potessero additarmi perch intorno a me tutta lacqua era diventata improvvisamente rossa (Cambio luce-musica - tutti: Titti una pisciona Titti una pisciona) e io ero cos terrorizzata che quellanno non ricordo di avere fatto il bagno in piscina una sola volta. Anzi, per essere sicura che mai nessun liquido roso mi avesse circondato allimprovviso qualificandomi inequivocabilmente come unincontinente tardiva questo il termine tecnico io il bagno non lo facevo nemmeno nel marenon si sa mai.

E poi il film Lo squalo? Ne vogliamo parlare? Che cazzo di regista sei tu dalla cui testa bacata potuta uscire una trama tanto abominevole come quella dello Squalo?

Lestate del 1978 non cera un bambino al mondo, UNO, da quelli di Santa Monica, dove gli squali sono di casa, a quelli di Castelfusano, dove lesemplare pi feroce la mazzancolla, che non fosse terrorizzato dal fare il bagno dove lacqua era pi profonda di 30 centimetri!

Per nellacqua profonda 30 centimetri cerano le tracine! Voi lavete mai vista una tracina?

Tutti: Nono

Tit: Manco io! Nessuna lha mai vista una tracina, questo animale mitologico che le legende degli adulti volevano ricoperto di aculei appuntitissimi, che non se poteva fa un passo dentro lacqua che cera una tracina in agguato! Sembrava che nellestate del 78 il pronto soccorso di Ostia fosse saturo di gente con moncherini al posto dei piedi per colpa delle tracine! Non esiste la tracina! E il parto di una mente malata! La mente di un adulto! NON ESISTEEEE!

Tati: Titti, calmati!

Tit: NON ESISTEEEE!

Ninni: ma sti cazzi!

Gin: Annamo proprio bene!

Luc: Beh, comunque vero questo fatto che gli adulti campano solo per terrorizzare i bambini. Vi ricordate quando non volevano farvi toccare qualcosa? No!. CACCA! Come cacca? Ma non si poteva trovare un deterrente un po meno ributtante, che so Scotta! Morde!, noCacca! E che schifo! Poi dice che uno cresce con lidea che il mondo sia una

Anni: Oh, e basta, sto per vomitare

Isa: Titti, povera Titti. Va beh! Passiamo avanti. Ninni! Qualcosa che ti fa paura!

Nin: Niente!

Tutti: Eeeeeeh!

Bia: Via! Ci sar qualcosa che ti far paura! Non so. La Morte!

Ninni: Guardate, a me non fa paura la morte a me fa paura il lutto.

Bia: Il lutto?

Benni: (entrando) Beh? Non la stessa cosa?

Nin: E no! Il lutto, il dolore! Non vi siete accorti che la nostra societ, pur convivendo tutti giorni con la morte, ha abolito il lutto. Nei film, al telegiornale, nei videogiochi tutto ruota attorno alla morte. Per una morte che non fa male, solo la sua rappresentazione. Non c' dolore, appunto non c' lutto. Il lutto fa paura.

Gin: Ma lo sai che hai ragione? Ieri sera ho visto un film bellissimo sar stato dai tempi della Casa nella prateria che non piangevo di fronte a un film. Era la storia di una coppia che perdeva il figlio tragicamente. Ma non era la solita rappresentazione della morte, come tanti film ci hanno abituato. Era il dolore dei genitori che dava la misura esatta del valore di quella morte.

Benny: E grazie! Nanni sempre Nanni

Anni: Se c' una categoria umana che non sopporto quella che chiama Moretti per nome!

Fellini Fellini, Scola Scola Moretti, no! E' Nanni!

Tati: Eppure lo sapete che "la stanza del figlio" in America stata vietata ai minori di 17 anni? Cio proprio la patria di Bruce Willis e Swarzenegger ha ritenuto Moretti eccessivo troppo forte.

Benny: Va beh, che c'entra, calcola pure che loro hanno dovuto convivere con l'attentato alle torri gemelle si sa dopo il 15 novembre

Luc: Si, er ventiquattro maggio!

Anni: L'undici settembre!

Benny: Si, va beh, dopo l'undici settembre nessuno di noi pi quello di prima!

Luc: A me, tu me pari er solito cojone de sempre!

Gin: Io so solo una cosa. Che quando eravamo piccoli il dolore della morte era cos lontano Poi cresci, cominci a perdere un nonno, una nonna, magari un genitore e scopri di essere adulto. Ecco, per me si diventa adulti quando si perde una persona veramente cara, come un genitore, e si conosce il vero dolore. Ecco perch qualcuno diventa grande a 10 anni e qualcuno a 40.

Anni: Alzi la mano chi ha ancora almeno un nonno!

(alza solo Mizzi)

Ninni: Ammazza! 'Na strage all'ospizio!

Gin: Tu c'hai ancora un nonno?

Mizzi: Veramente ce l'ho tutti e due. C'hanno 183 anni in due e stanno un fiore! Per a 8 anni ho perso un gattino tragicamente, eh!

Tit: Una macchina

Gin: Il cimmurro

Miz: No, un esperimento

Nin: In che senso?

Miz: niente che mi sembrava strano 'sto fatto che i gatti cadessero sempre e comunque in piedi, cos ho provato a lasciarlo cadere a testa in gi dalla finestra della cucina

Luc: Ma sei un mostro! E' una fine orribile!

Tat: ma sei peggio di quelli che li fanno crescere dentro una bottiglia per venderli deformati!

Ben: I gatti bonsai!

Nin: Ma che ci avete creduto pure voi ai gatti bonsai? Ma era una leggenda metropolitana!

Miz: Ma no! In realt sotto la finestra della cucina c'era la tenda di un bar, il gatto rimbalzato sulla tenda ed ripartito come un razzo in direzione della strada propro mentre passava un auto

Tit: Un auto! Appunto! E io cosa dicevo? Investito da un auto! Povera bestia!

Miz: No, non andata cos, perch l'auto era un duetto, una cabriolet, insomma. Il gatto caduto, dritto, dritto, sul sedile di dietro, rimbalzato nuovamente in direzione della fontana della piazza

Gin: Affogato nella fontana! Ma poverino!

Miz: No non affogato nella fontana, perch in quel momento

Luc: Oh, ma insomma! Ma come morto 'sto gatto?

Miz: Gli ho tirato io con la mazzafionda! Oh! Questo non si decideva ad atterr!

Tutti: AAAh! Ma che schifo!

Miz: (ride) Ma che beccaccioni! Ma una barzelletta vecchia come il cucco! Quella del gatto che non atterra pi. Ma vi pare che faccio fuori il mio gatto con la mazzafionda? Gli ho dato fuoco

Tutti: Aaah!

Nin: Insommaquello che volevo dire io.. che non che sia impreparato alla morte il dolore che m'ammazza! Forse dico una cosa patetica, per sarebbe bello se noi se tutti noi. Fossimo rimasti bambini, cos! Come una fotografia delle elementari. Immortali!

Benny: Come highlander!

Miz: Ammazza che allegria! Faccio io? Musica!!! (fa partire "Le freak").

Mad: (entrando con bottiglie) Bravi! Che bello, vi divertite, eh!

Isa: Divertirci? Qui stiamo facendo una cosa estremamente seria, zia, il gioco della verit!

Mad: Si? E come si gioca? Voglio giocare anche io!

Ann: ma che stai a d ma ti pare!

Isa: E perch no? Funziona che io faccio delle domande e voi siete tenuti a rispondere con la massima sincerit. Occhei?

Mad: Siii! Dai!

Anni: Ma nemmeno per sogno! Le madri facciano le madri!

Mad: Ah, cosa deve fare una madre per essere madre?

Anni: E cosa deve fare. Deve fare che..

Mad: Ma statte zitto! Vai Isa!

Isa: Eri felice assieme a zio?

Anni: Ma certo che era felice! Dille che eri felice!

M: Felici si comincia col cercare la felicit.. poi si arriva a pensare che tutto sommato la serenit un stato danimo pi consono alla coppia consolidata. In seguito si aspira anche pi semplicemente alla tranquillit.

Nin: E poi?

M: E poi taccontenti pure di una pizza il sabato sera.

A: Vabb, a me sembravate una coppia armonica, si pu sapere cosa vi mancava?

M: La Passione, Annibale! La PASSIONE! La capisci questa parola?

A: Va beh, la passione.... ma la passione mica per sempre... lo dice pure la parola: PASSIONE! Che vuol dire? Che passa! Se durasse si chiamerebbe ... che so'... durone! (ride da scemo)

M: (Lo osserva sconcertata) Ah, ho capito... se durasse.... e se tu ogni tanto ci cogliessi?

A: Brava! Allora mi segui, sarei un... vabb! Adesso la colpa mia?! VOI mi avete fatto credere di essere una coppia felice!

M: Ma si, forse hai ragione, scusa. Di certo non abbiamo fatto niente per metterti al corrente del contrario. Tuo padre pensava che litigare davanti a te sarebbe stato poco educativo. Poi, un bel giorno non ho avuto neanche pi la forza litigare. Pensavo che cambiarlo oramai sarebbe stato impossibile.

Ninni: Ma se ti sembrava cos impossibile che pap cambiasse... perch sei rimasta?

M: Vi ricordate, da bambini, le nostre partenze per Follonica? FLASH/FOTO Vostro padre preparava la Giulia due giorni prima....come se si fosse andato a Parigi! Per per me Follonica ERA Parigi... sembrava un viaggio vero... la partenza alle 4 del mattino per evitare il traffico, quando l'aria era frizzante e i semafori lampeggiavano di arancione..... la prima sosta al bar a met tragitto, per il cappuccino e per far riposare la Giulia......la seconda sosta dopo 10 minuti, perch tu vomitavi il cappuccino.... e come tutti gli anni vostro padre ci mostrava le case abbandonate e fatiscenti lungo l'Aurelia spiegandoci, dall'alto delle sue conoscenze professionali, che quelle che una volta erano state abitazioni, ora brutte e tetre, sarebbero rimaste l in eterno, perch i costi di demolizione o di restauro superavano di gran lunga quelli necessari a costruirne di nuove. Cos le avremmo ritrovate l, tutte le estati della nostra vita, finch la vegetazione non le avesse completamente ricoperte.

A: Me lo ricordo. Per tutta sta parabola per dirci?

M: La storia mia e di pap stata come quelle case. Ci sarebbe costato troppo demolire tutto. A noi..... a voi.... e cos abbiamo lasciato tutto come era. Anno dopo anno, aspettando l'arrivo dei rampicanti.... delle lucertole....delle rughe.

Ninni: Tu avresti passato tutta la vita....

M: ... a ripetermi "domani" succeder qualcosa... "domani" lui capir. Invece lui se ne andato... e un domani non c' mai stato. Domani una parola che andrebbe abolita nel vocabolario di un popolo civile....

Benni: Scusate, io non ce la faccio pi!

Luc: E ci ha ragione! So di una tristezza inaudita ste storie! Era meglio il gioco della coperta!

Benni: veramente dicevo non ce la faccio pi devo torna al bagno! Ma con cosa erano i tramezzini? Con le prugne? (esce)

Madre: La torta! La torta in forno!

Isa: Tati!

Tati: Io!? Nova beh

Tutti: OOOhhh. Buuuuu.(fischi)

Tati: Ragazzi ma non vi siete visti? Abbiamo trentanni! Il gioco della verit! Quante volte lavremo fatto? Ma non era meglio quando eravamo bambini? Quando tutto era nuovo? Quando tutto era per la prima volta? Le feste di compleanno, a nove , dieci anni, ve le ricordate? Allora s.cera un gioco... si chiamava il gioco del posso, i ragazzini erano tutti in riga contro il muro, maschi da una parte, femmine dallaltra. Tu andavi da uno che ti piaceva e facevi posso? E quello: no! E tu: e chi se ne frega! E andavi da un altro: posso? E quello: si! E partiva il bacio.

Mizzi: E che si vinceva?

Tati: Na cippa!

Ninni: Ma una stronzata!

Tati No, era una botta di genio! Un posso corrispondeva a bacio sulla guancia. Posso-Posso era bacetto sulla bocca. (fischi e applausi). Posso-Posso-Posso.... (attesa fra gli altri)

Mizzi: Oh, ma che.... (gesto)

Gin Ma va.....

Tat: Se con tre posso quello diceva si, era fatta! Acquisivi il diritto inappellabile ad un bacio vero! Certo, questo non succedeva quasi mai, perch voleva dire che al ragazzino piacevi veramente e da quel momento stavate insieme, per diciamo che stavi anche sul minimo sindacale della bellezza... avevi il 50% di possibilit di ammollare un bacio cos cos sulla bocca a qualcuno. Diciamo pure che eri proprio brutta, che assomigliavi a Platinette.... un bacetto sulla guancia, a meno di non aver puntato un cane, non te lo nega nessuno! Perci andavi l, di fronte al tuo ragazzino... posso? E quello: (espressione rassegnata) come per dire se proprio non se ne pu fare a meno... Potevi! Io potevo! Oggi, su dieci cose che vorrei... nove non posso.

In certe giornate di sole vorrei aprire la finestra della mia stanza, sposterei il letto proprio al di sotto, facendo in modo che quel raggio di sole bollente lo prenda proprio nel centro, rendendolo pi caldo di un marsupio di un canguro. Poi mi sdraierei, lasciandomi addormentare da quel tepore ........... ma non si pu. Quando mi alzo io per andare a lavoro il sole non c neanche.

In certe giornate di pioggia invece vorrei uscire in strada a piedi scalzi, poi comincerei a ballare come Gene Kelly, abbracciando i passanti e benedicendo ogni goccia mandata dal Signore. Vorrei. Ma non posso, perch mi prenderebbero per scema.

In altre vorrei puntare il ragazzino pi carino della festa, guardarlo negli occhi, chiedergli... anzi, chi se ne frega, IMPLORARLO: "posso?" e poi ballare stretto stretto a lui come allora la canzone pi romantica del mondo - Figli delle stelle - e rimanere cos per un'ora intera.ma non posso, non posso pi. Bisognerebbe essere bambini per ballare cos.

PARTE "FIGLI DELLE STELLE" - BALLA SOLO BENNI (entrato nel frattempo) - IN ESTASI. -

BUIO. CAMBIA SCENA.

Ninni: Che volevi tu? Gene Kelly? Ecchetelo,ti!

Isa: E tu, Benni? Una paura, un dispiacere

Anni: Ma chi? Benni, un dispiacere? (ride)

Mizzi: Perch no? Benni, racconta quando ti finita la ricarica del cellulare proprio mentre parlavi in diretta con Michele Plastino che hai pianto per tre giorni

Ninni: Che dicevi in giro che la vita riserva solo schiaffi in faccia

Gin: Dai, smettetela

Luc: Adesso basta fare i cretini. Dai, diglielo, avrai anche tu avuto mai un dispiacere vero, no?

Che so, un ansia.

Benni: Beh, effettivamente.quando ero bambino cera un pensiero che mi tormentava.

Ninni: A domenica sportiva

Benni: Avr avuto 6 o 7 anni mio fratello Marco era pi grande di me di sei anni.

Ero ossessionato dallidea che che crescendo non avrei pi provato lo stesso piacere che avevo in quel momento nello stare pomeriggi interi a giocare con i miei giocattoli preferiti. Fino a quel momento io e Marco eravamo stati inseparabili, noi e i nostri giochi preferiti, cera Big Jim, a cui tu premevi un certo punto sulla schiena e lui, zac! Ti rompeva una tavoletta in due con un colpo solo

Mizzi: Il fidanzato di Barbie

Lucr: No, quello era Ken

Benni. Poi cera il subuteo. Ti ricordi, Marco? (FLASH/FOTO Luce, musica) Che per noi era il subbuto, cio rigorosamente con due b e laccento sul teo. Il subbuto. Due sole squadre: tu avevi il mitico santos di Pel, io lo sfigatissimo Torino di Pulici Zaccarelli. Facevamo partite che duravano tutto il pomeriggio e finivano con punteggi da pallacanestro. Tipo 116 a 9 il 9 ero io.

Poi, nel giro di una estate a Santa Severa. Finito tutto!

Tu cominciasti a passare tutto il tempo con una ragazzina moretta dagli occhi azzurri e le treccine sbarazzine Alessia stesso nome di altre 10 ragazzine dello stabilimento, more e con treccine sbarazzine. Che cosa ci trovavi poi no, dico, a parte quei seni da diciottenne che ostentava civettamente sotto la maglietta da tredicenne, che ci trovavi? A parte, va beh, unabbronzatura da fare invidia a Gloria Gaynor boh!

Io ti proponevo certi castelli di sabbia da paura ormai nella mia solitudine avevo affinato la tecnica. Una volta ne ho fatto uno che sembrava la reggia di Caserta! Sopra cera pure un vincolo della soprintendenza. Niente! Tu continuavi a preferire le passeggiate sulla spiaggia con Alessia i lenti dei Matia Bazar sulla terrazza dello stabilimento con Alessia certi giochi nuovi che dicevi sapere solo tu e Alessia io non capivo come potessero esserci dei giochi pi belli dei soldatini Atlantic. E pensavo: bambini, uniamoci! Facciamo qualcosa, fermiano il tempo, scriviamo al signor Panini niente! Tempo sei o sette anni mi fu tutto chiaro. Anche per me ci fu unAlessia sulla spiaggia di Santa Severa. Ben presto spar tutto, Big Jim, le automobiline, i soldatini. Il subbuto no, ci gioco ancora! Per ora cho il Real Madrid!

(Continua la Musica da sola, che spezza un po- Checcoselamor?)

Luc: Benni era carina questa storia dei giochi .sai Anche io da piccola ho avuto qualche difficolt a convincermi che potesse esserci qualcosaltro dopo Barbie scusa se prima ti ho chiamato celebroleso.

Benni: veramente hai detto portatore di encefalogramma piatto.pensavo fosse una cosa carina

Luc: Si, va beh, buonanotte! Comunquescusa (gli fa una carezza).

Benni: Figurati anzi, scusa te.

Luc: De che?

Benni: E che mi scappa di nuovo, scusate(esce)

Isa: Cosa sento? Non ditemi che anche la sarcastica Lucrezia ha qualcosa da raccontare? Attenzione, Sputa il rospo!

Tutti: Si dai, dai, andiamo..

Luc: Oh, ma che un interrogatorio della Digos? Per favore La vita gi tutta un interrogatorio. Si comincia a cinque anni, con domande stressanti, imbarazzanti, in cui ogni risposta deve necessariamente escludere laltra, come in un questionario chiuso(cambio)

Mamma: A chi vuoi pi bene tu? A mamma o pap?

Luc: Chiio? Beh a tutti e due!

Mam: No, cara. Forse non hai ascoltato bene la domanda. Concentrati. A chi vuoi pi bene tu? A mamma o a pap? (intonazione che esalta mamma e sminuisce pap)

Luc: Beh, certo..formulando in tal modo il quesito. Soprattutto in relazione alla figura storica della madre in seno alla narrativa di stampo.

Pap: A mamma. O a pap? (intonazione che esalta il pap e sminuisce la mamma)

Luc: bench talune figure paterne, come simbolo di unautorit benigna e rassicurante

Gin: Lo so io! La mia mamma e mio pap

Sono un pozzo di bont

Ed io voglio tanto bene

Ad entrambi, nellinsieme!

Pap e mam: Bene, brava!!!

Luc: Mama quello che dicevo anchiocome si fa a volere bene ad uno solo.

Gin: Che fai copi? Maestra, Lucrezia copiaaaa!!

MUSICA

Isa: E cos anche lultimo baluardo caduto! Anche la donna nata gi adulta ha qualcosa da rimpiangere. Come tutti mi sembra.

Anni: E invece hai capito proprio male! Io non ho proprio niente da rimpiangere, io! Sono un uomo realizzato, io! Qui lunica fallita sei tu! Io ho un bel lavoro al catasto urbano! Ho una laurea in ingegneria, che al giorno doggi un pezzo di carta serve sempre..

Ben Scusate al bagno finita la carta.

Anni: Cio, cio? Che vorresti dire con queste battute subliminali?

Ben: No, che battute. Non c proprio la carta. Va beh, faccio con la settimana enigmistica!

Gin: (ad Annibale) Guarda caro che se pensi di essere realizzato solo tu, sappi che anche io ho il mio lavoro da infermiera che mi da un sacco di soddisfazioni.

Tati: Ah, Ah! Mi fate proprio ridere! Io di lavori ce nho due! Si, perch quando smonto al negozio, per arrotondare, lavoro come cubista alla Mucca Assassinata, sai unambiente talmente stimolante.

Tit: La cubista?

Tat : Si. Mica c niente di male.

Mizzi: E capirai! E che vuol dire che chai due lavori? Quello che conta sono le ore lavorative, figuratevi che io laltra sera, per finire un lavoro importante, mi sono trattenuto in ufficio fino alle nove!

Gin: Io io fino alle nove e mezzo!

Ninni: Un lavoro due lavori il grado di soddisfazione misurato attraverso il lavoro! Quanto di pi borghese ed allineato al sistema si possa pensare! Ma voi siete un parto del sistema! Io i miei soldi me li sono sparati uno ad uno fino allultimo! Ci ho pagato la vita. La vita! Ma voi lo sapete che ho comprato una Harley del 69 che in stato di grazia sfiora i 200 orari? Ma che ne sapete voi

Gin: Ah si? E io chiamo mio fratello, che cha la vespa che fa gli ottanta perch cha il carburatore truccato!

Titti: E io mio padre, che cha il centoventotto special con due marmitte!

Mizzi: E io mio cugino, che cha diciottanni e che a Maratea questestate rimasto sottacqua senza prendere fiato per due minuti!

Lucr: Cazzo centra?

Mizzi: Boh! Mi sembrava una bella cosa

Isa: Buoni! Buoni, bambini! (bacchettate sul tavolo) E quindi tutti soddisfatti! Tutti contenti della propria esistenza. Vi invidio sapete? Davvero! A quanto pare io sola sono stata sempre costretta ad inventarmi qualcosa che cera solo nella mia testa, per soddisfarmi. Non capisco per allora il gioco di tirare fuori dal cassetto tutti i nostri ricordi, come se fossero lunica cosa per cui vivereAlan Sorrenti il Subuteo la colonia estiva Per voglio giocare anchio! Vediamo un po (tira fuori dal cassetto una maschera) Anni! Ma conservi proprio tutto! Guarda questa! La maschera di zorro!

An: Rimetti a posto!

Isa: La pistola.

An: Ho detto rimetti a posto!

Isa: Una nostra foto da bambini cosera il 76 ah, no il 78, c scritto dietro: carnevale 1978. Sempre preciso il nostro Anni

Anni: bale!

Isa: Preciso, eccolo qui, con i suoi scoglionanti baffettini da Zorro, come tutti i carnevale dal 74 al 80. Poi c Ninni, vestito da indiano Gi controcorrente a otto anni, vero Ninni? Gi dalla parte dei ribelli! Sempre alla moda! Ninni coi capelli lunghi Ninni coi camperos chi te li comprava i Camperos, Ninni? E la Harley da 200 allora? Chi te la compra?

Ninni: Ma che stai a di?

Isa: Guarda qui! Ginevra! Gi vestita da infermiera! Come si fa a sapere perfettamente gi ad otto anni quale sar la tua vita da adulta? Gi pendente dalle labbra di Annibale. Come si fa a crescere con la speranza vana di passare il resto della tua vita dietro ad un uomo che non sarebbe cresciuto? Quanto tempo hai passato cos?

E questo pazzo col costume da astronauta?

Tutti: Casabona

Isa: scommetto l'unico che oggi potrebbe dirsi contento di se stesso. Non certo tu Titti, ne tu Tati, vestite entrambe come Rossella O'hara

Tati: A me piaceva Rossella..

Tit: A me faceva cagareeeee!!! ( piange)

Ninni: va beh, adesso basta.

Isa: . E poi ci sono io. Isa. Anzi Isotta. Aspirante attrice. Devota alla cioccolata. Sono quella col costume da cawboy. Quella con lo sguardo cattivo. Quella con la pistola, (Parte canzone, rumori, prende la pistola e indossa il cappello) che mira dritto a se, contro un nemico immaginario, perch quando a otto anni senti il disagio di ci che ti circonda, l'unica cosa che puoi fare crearti un nemico immaginario. A undici, alle scuole medie, avverti che questo nemico potrebbe crearti qualche problema. Con le amiche, cos diverse da te, coi ragazzini, cos presi da cose che senti anni luce lontano e ti fai lontana anche tu. Al liceo, poi, questa lontananza gi tale che faresti di tutto per essere altrove. (indossa la maschera di zorro)la mendicante, la domatrice, l'attrice! Calarti ogni volta in un personaggio diverso, in qualcosa che non sei, qualcosa che non c'. Isa la pazza, Isa il medico dei pazzi, Isa la terrorista, Isa con la pistola che mira avanti a se, quel nemico che avrei voluto uccidere, ma che non ho mai saputo capire, che ho saputo solo immaginare.

Miz. Ma che hai ancora la pistola da caw boy di carnevale? Forte!

Anni: No, Non quella da caw boy. E di pap, un ricordo, vera. (a Isa) E in quanto vera, sarebbe opportuno che tu la riponessi con ladeguata cautela nel cassetto onde evitare inutili spargimenti di sangue.

Titti: E veraa! La pistola veraa! E veraaa!!

Mizzi si avventa su di lei e la schiaffeggia. Titti scoppia a piangere.

Tat: Ma che fai? Sei scemo?!

Mizzi: Che ne so lho visto fa a medici in prima linea

----strumentale chitarra----guarda la foto----- a quello che non c..si abbassa il volume--------

Siamo sicuri che sia linfanzia quellet spensierata di cui di cui abbiamo letto a scuola? Pascoli, Carducci Ci hanno fregato. Ci avevano promesso anni di giochi, anni in cui non avremmo pensato ad altro che ai nostri giochi.

E poi invece si diventa adulti.

Ci si diventa cos, allimprovviso, proprio come una frase inaspettata, pronunciata in questo istante. Lasciando sottintendere chiss quali altre e avvincenti frasi labbiano preceduta e ad esse legata da tali e tanti legami di consequenzialit da sembrare inevitabile, un bel giorno, diventare adulti.

E invece si diventa adulti cos, senza un motivo preciso. Senza precisamente accorgersi dellincredibile accadimento.

Solo che io non ce la faccio. Oh, non ce la faccio. (punta la pistola a se, scompare nellombra)

Madre: E mo basta! Basta! ..A regazz, m ve lo buco sto pallone! (pausa)

Mizzi: No, signo, un San Siro!

Ninni: Passa. Passa! E passa sta palla!

Madre: A chi vuoi pi bene tu, a mamma o a pap?

Gin: Ecco io ti volevo dire. Cio tu sempre che tu volessi. Sai, ti guardavo

Tati: Posso? Posso, posso? Posso davvero?!

Gin: ecco, se anche tu. Dai, hai capito.

Tati: Ges, Ges bambino, ti prego, fa che dica di si!

Gin: Insomma, ti vuoi mettere insieme a me?

Anni: ContiNegrisoloSantarini..CiccioCordovaAmarildo...RoccaPratiBattistoni...Vale-rio Spado-o-nii...campione dei campioni!...

Gin: Ah ma no figuratineanche a me tu piaci dicevo cos.

Benni: Maestraa! Lo vede lui? Mi copia!

Madre: A chi vuoi pi bene tu, a mamma o a pap?

Ninni: E tu a chi vuoi pi bene, mamma, a me o ad Annibale?

Madre: Tesoro! Non fare cos! Ogni scarrafone bello a mamma sua! I figli so piezze core!

Anni: Mamma, ho bua!

Ninni: Mamma, sto male.

Madre: Il nome di una cosa che fa bene con la A.

Luc: Aaaa aaaaa

Tati: Anima

Titti: Ansiolitico

Isa: Anestetico

Mizzi: Alibi

Ninni: Arrivederci, Addio

Anni: Aaaa passo.

Gin: Annibale

Benni: A vitamina

BUIO

Anni: (seduto alla scrivania, legge una lettera) E poi si diventa adulti.

Ci si diventa cos, allimprovviso, proprio come la frase di apertura di questa lettera, Annibale. Lasciando sottintendere chiss quali altre e avvincenti frasi labbiano preceduta e ad esse legata da tali e tanti legami di consequenzialit da sembrare inevitabile, un bel giorno, diventare adulti.

E invece si diventa adulti cos, senza un motivo preciso. Senza precisamente accorgersi dellincredibile accadimento. Sar per quel vizio, Anni, tu sai.

Mizzi: (continuando in prima persona le lettera) Il vizio del gioco. Non so quando lho preso, ma so quando lho perso. Fatto sta che non mi manca affatto, anzi. Certe cose mi sembrano anche pi divertenti, pi spensierate, era veramente solo il modo in cui considerare quel tempo che ci sembrava allora cos veloce forse anche un po merito di Ginevra a proposito! Sai che non pi partita per il Mozambico?

Gin: Ho capito che non era quello che volevo veramente. Scappare, intendo. Il mio Mozambico l'ho trovato qui. Io e Mizzi abbiamo aperto un centro di ascolto per ragazzi in difficolt. Sai che Mizzi ci sa fare? Non quel cretino che dicevi sempre tu E' un sacco di tempo che non ti fai vedere come stai? Comunque auguri.

Ninni: Lo sa solo Lucrezia cosa l'ha spinta ad organizzare la tua festa a sorpresa due anni fa! Da allora non sono il solo ad essere sparito. Che poi, se vogliamo, mi sarei pure rotto di girare la barca l'ho venduta. Magari stavolta mi fermo. E vi vengo a trovare.

Adesso sto con una brasiliana. Non si fa altro che passare da un ristorante cinese ad uno coreano, dal boowling all' irish pub, dall'acqua piper agli internazionali di tennis, che non me possono freg de' meno per lei dice che trendy da morire. Siamo pure stati ad un rave party, dove s' fatta uno spinello e pensava di essere Sabrina Ferilli il giorno dello scudetto della Roma, che se non la rivestivo io gi l'avevano violentata, e infine il caff a Napoli: due volte a settimana centocinquanta mila lire tra benzina e autostrada ........ settantacinque mila lire a caff! Dice che fa fico! Boh! Io me so rotto, Ann! Sai quanto sai meglio te in pantofole? Ah buon compleanno! Quanti so'?

Isa: Caro Annibale, oh, mi sa che la prima volta che ti chiamo col nome completo! Comunquecome va? Io bene. Veramente. Io bene. E forse la prima volta in tanti anni. Se non fosse che il tuo compleanno di due anni fa era gi di per se una vera chiavica, mi sarebbe veramente dispiaciuto di averlo trasformato in un ecatombe. Un tentativo di suicidio cos goffo non si era visto nemmeno nella peggior fiction! Con Ninni che pensava di essere un medico in famiglia e prendeva a schiaffi tutti quelli che erano in preda al panico. Mi sa che ho smesso di recitare. Intendo dire nella vita. Nel lavoro no, recito eccome! Ho una piccola parte nella nuova fiction di rai due: elettrauti sai dopo commesse e impiegati.

E tu? Oggi il tuo compleanno, te lo sei ricordato? Ne passato di tempo da quando eravamo bambini! Lo passerai come al solito in vestaglia di fronte la tv o ti sei finalmente prenotato un bel viaggio in barca come Ninni?

Stacco su Annibale che accende la tv, ascolta per un po la cronaca di Galeazzi, poi spegne e scende in platea ad applaudire verso il palco.

FINE

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