Bandiere rosse e sangue blu

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Bandiere rosse e sangue blu

BANDIERE ROSSE

E SANGUE BLU

Commedia in un atto

di ALDO NICOLAJ

                                   

PERSONAGGI

NINON

PIERO

ADELE, sua moglie

FABIO, loro figlio

GUIDO e BETTA, sua moglie

PIPPO e ALICE, loro figli

ROMEA CARLA, sua figlia

BALDO

GILDA

LILLO

Commedia formattata da

Non sono previsti intervalli.L'azione si svolge in una casa patrizia ai giorni nostri. Grande salone di una casa nobiliare con divani e poltrone, veranda sul parco. Tutto è pronto per un ricevimento, fiori e piante ovunque. All'alzarsi del sipario, la scena è vuota. Un suono di campanello. Gilda, sui 50, distinta in nero attraversa per andare ad aprire. Rientra introducendo Adele, il marito Piero ed il figlio Fabio.

Gilda                             - Prego, signora duchessa e signor duca, si accomodino. Anche lei, signor duchino. Permettano mi presenti. Sono Gilda, la dama di compagnia. Li introduco io perché la principessa oggi ha dato un giorno di libertà al personale. Vado ad annunciarli alla loro illustre cugina. (esce)

Adele                            - Grazie, Gilda. (a Piero) Siamo i primi, a quanto pare.

Piero                              - Come sempre. Per paura di essere in ritardo arriviamo in anticipo come cafoni.

Adele                            - Siamo puntuali non in anticipo, Pierrot.

Piero                              - ... peggio. Arrivare puntuali non è chic.

Adele                            - ... sciocchezze, la puntualità è la cortesia dei re! (siede) Ma che idee! Lasciarelibero il personale proprio il giorno che riceve. Bisogna dire che è stramba nostracugina.

Piero                              - Per lo meno ha avuto la delicatezza d'incaricare la dama di compagnia di farcientrare. Come presenza non è niente male.

Adele                            - Non sarà male. Ma con tanto personale a disposizione.

Piero                              - Vorrà riceverci in intimità, visto che siamo di famiglia

Adele                            - Hai notato che non è cambiato nulla? Tutto è rimasto come l'ultima volta chesiamo stati qui. Quando è stato?

Piero                              - ... per i funerali del povero Ottavio, mi pare.

Adele                            - ... esatto, diciannove anni fa. Io ho la memoria fotografica. Nemmeno un soprammobile spostato. Tutto come allora. Persino le rose nei vasi hanno lo stesso identico colore.

Piero                              - Tutto quanto imbalsamato.

Fabio                             - Questo salone sembra un campo di calcio. Cosa se ne fa una vecchia sola di tuttoquesto spazio?.

Adele                            - Fino a poco tempo fa Ninon mondanamente era molto in. faceva intensa vita di società ed organizzava meetings politici, uno dopo l'altro. Ora pare si sia data una calmata. E si parla molto meno di lei.

Fabio                             - Io, là, in quell'angolo, ci farei una bella sala giuochi computerizzata con bar aspecchi colorati. E ci metterei anche un vecchio juke-box.

Adele                            - Non dire sciocchezze, questo è un museo. Guarda la bellezza del soffitto. E chemarmi. I dipinti sono tutti di artisti famosi

Fabio                             - Vendendoli, farebbe una barca di soldi.

Piero                              - Ma se non sa nemmeno come spendere quelli che ha.

Fabio                             - Se fosse un po' generosa coi parenti.

Piero                              - Basterebbe ci riscattasse le ipoteche. Ci rimetteremmo un po' in sesto. In fondosiamo della famiglia. Qualche centinaio di milioni basterebbero.

Adele                            - Meglio parlar d'altro. Pensate se i nostri discorsi venissero registrati.

Fabio                             - ... si renderebbe conto di quello che pensiamo.

Adele                            - ... per carità, meglio essere prudenti, non sappiamo neanche perché ci abbiainvitati.

Fabio                             - Chissà non abbia messo un microfonino da qualche parte così può sapere cosapensiamo di lei.

Piero                              - Come nel giallo di ieri. E cos'hanno scoperto? Che il serial killer era unciabattino, zoppo coi baffetti, che collezionava portachiavi porno.

Fabio                             - Quella era una fiction.

Piero                              - E la fiction si ispira alla realtà. Il maniaco sgozzava le serve dei preti proprio comeè avvenuto nel residence di zio Filippo. In un primo piano si vedeva.

Adele                            - Pierrot, tesoro, non parlar sempre di tv.

Piero                              - Vedo le trasmissioni e le discuto, che male c'è? Se tu non mi avessi fatto tanta fretta, saprei se quel ragioniere calvo ha vinto i milioni del quiz. È di una cultura bestiale. Ha elencato in ordine alfabetico tutti i calciatori della nazionale degli ultimi dieci anni. senza sbagliarne uno. Pensate che memoria.

Fabio                             - Avrà mangiato sperma di pesce.

Adele                            - Non dire porcherie!

Fabio                             - Con lo sperma di pesce, che è fosforo allo stato puro, la memoria fa scintille. Nonmi dispiacerebbe tentare un superquiz. Ci provano tutti, ormai E se ne vincono disoldini.

Adele                            - Ignorante come sei, saresti capace di dire che Roma l'ha fondata Remo.

Fabio                             - Invece?

Adele                            - Mi pare che l’abbia fatto suo fratello.

Piero                              - Un concorrente che doveva scegliere tra Romolo, Remo e Romeo ha rispostoRomeo. Roma. Romeo. capisci?

Fabio                             - Ci si confonde, in diretta.

Adele                            - Attento a non confonderti tu con Ninon. Ricordati che sei nato settimino a Quito,quando mammà era in viaggio di piacere.

Piero                              - Ti abbiamo adottato, ma non si deve dire perché Madame è contraria all'adozione.

Adele                            - È maniaca della razza, non vuole mescolare il sangue blu di famiglia. La suaossessione sono le bandiere rosse e la sua passione il sangue blu.

Piero                              - ... per quello che conta ormai il sangue. Ieri hanno fatto vedere in TV uno cheviveva con quello di un orango. E stava benissimo.

Adele                            - Cosa vuoi che le importi? A lei la eccita il fatto che nella nostra famiglia scorra sangue di imperatori, di re, di regine, di papi. Perciò si sente al di sopra di tutti i comuni mortali e crede di avere il diritto di fare quello che le pare. Anche mandare a spasso il personale in un giorno di ricevimento. Ha dell'incredibile. Un invito con self-service?

Fabio                             - Nato a Quito e va bene. Ma perché settimino?

Adele                            - Di nove mesi non sarei mai partita per il sud America.

Piero                              - Di sette sì.

Adele                            - ... potevo pensare ad un parto prematuro in Perù?.

Piero                              - In Ecuador, Adele, Quito non è Perù.

Adele                            - Ma noi siamo stati in Perù.

Piero                              - Fabio è nato a Quito e Quito è in Ecuador.

Adele                            - La geografia non è mai stata il mio forte, Pierrot.

Fabio                             - Se mi aveste adottato a Civitavecchia sarebbe stato più semplice.

Adele                            - ... in un paese esotico, è più difficile andare a controllare.

Piero                              - ... dover dipendere da una parente che da anni ci ignora. che non ricambianemmeno gli auguri di Natale.

Adele                            - Ma io glieli ho sempre mandati.

Fabio                             - Auguri di Natale ad una eversiva.

Piero                              - ... che ci fa fare anche anticamera, la maledetta. Come fossimo bottegai.

Adele                            - Vi prego, controllatevi.

Fabio                             - Ma se è di destra, quale destra? Monarchica o filonazista?

Piero                              - ... la più estrema è quella della principessa.

Fabio                             - Se è nata marchesa ed è zitella come fa ad essere principessa?

Adele                            - Sua madre che era una Bragantelli di Clermont ramo cadetto come mia nonna, aveva avuto un figlio, primo marito il principe Berlucchio dei Capitesi, che fu decapitato per plebea gelosia dal macellaio, marito della sua amante. Così si risposò col marchese di Fossalà, dal quale ha avuto Ninon che, morto il fratellastro ha ereditato beni e titolo.

Fabio                             - E per rispettare le sue idee razziste e non dire che mi avete adottato, vi sieteinventato un parto settimino in Ecuador.

Adele                            - ... se le venisse in testa di fare ricerche, l'Ecuador non è dietro l'angolo.

Fabio                             - Se ha piazzato un microfono, sa già tutto.

Adele                            - Oh, Dio. saremmo rovinati.

Fabio                             - perché dovrebbe pensare che sono stato adottato?

Adele                            - ... perché medici compiacenti hanno dichiarato impotente tuo padre quando fuaccusato di aver messa incinta una minorenne.

Fabio                             - Questa non me l'avevi detta. E bravo papà.

Adele                            - Invece sono io che non posso avere figli, ho il bacino troppo stretto.

Fabio                             - E così papà va a fare le sue esperienze off limits.

Piero                              - Incidenti di percorso. Purtroppo nella vita non va sempre tutto liscio. Anche tu ti sei lasciato pescare con le bustine di droga nei libri di catechismo che il parroco prestava a mammà. Non illudetevi, però. Ninon non lascerà mai l'eredità a cugini poco illustri, non amati e sinistroidi come noi.

Adele                            - Pierrot, hai votato una sola volta socialista.

Piero                              - Ma nell'ambiente se n'è parlato.

Fabio                             - ... dovrà pure lasciare a qualcuno i suoi soldi la vecchia.

Adele                            - Anziana, non vecchia.

Piero                              - Al matrimonio di Camillo, era già paralizzata. E ne sono passati di anni.

Adele                            - Al funerale di Ottavio, due anni dopo. camminava dritta come un fuso.

Piero                              - Io me la ricordo su una sedia a rotelle, spinta da un'enorme fraulein con le trecce.

Adele                            - Ma poi si era alzata camminando fino all'altare per protestare perché dicevano una Messa postconciliare non in latino e per lei era un tradimento della vera fede. Sarà stata sulla cinquantina, allora. Adesso ne avrà una settantina. Me la vedo ancora con quel modello Chanel di pizzo beige e il collier di smeraldi e brillanti. Ma la sua bruttezza non migliorava. Mentre Ottavio era di una bellezza strepitosa. Le donne impazzivano per lui.

Piero                              - ... che neanche le vedeva,anche durante la cerimonia era tutto preso dalla grazia dei chierichetti. Ed incapricciatosi di un ricciolino, biondo come un angelo, lo voleva adottare. Se l'avesse fatto, l'eredità, non sarebbe andata a Ninon.

Adele                            - Gran bel matrimonio.

Piero                              - ... più di classe il funerale di Ottavio. Peccato per lui che ormai non li potessevedere, ma i chierichetti erano molto più carini.

Adele                            - E pensare che un radicale come Ottavio ha lasciato tutto a Ninon.

Piero                              - ... non aveva fatto testamento. Era scapolo, gay e mortammazzato.

Fabio                             - E chi è stato a farlo secco? Un chierichetto?

Adele                            - ... pareva fosse stato un compagnuccio che si faceva passare per monsignore.

Piero                              - ... ma che per mancanza di prove è stato assolto e se n'è andato subito aconsolarsi alle Barbados con un monsignore vero.

Adele                            - ... e Ninon ha dato una grande festa per fare un rogo di tutta la bibliotecamarxista del fratellastro nel cortile del palazzo. Ne hanno parlato i giornali.

Fabio                             - Se mi faccio passare di estrema destra potrei diventare il suo erede.

Adele                            - Magari! I nostri problemi sarebbero risolti. Cerca di conquistarla. Falle deisorrisi.

Fabio                             - Le dirò che voglio farmi tatuare sul petto la croce uncinata.

Adele                            - (suono di campanello, riappare Gilda per andare ad aprire)Sono curiosa di sapere chi altri ha invitato. Abbottonati la giacca, Fabio. E sputaquel chewing-gum.

Piero                              - Non attaccarlo alla poltrona Luigi XV, andiamo. ci sono le tende per questo,no?.

Adele                            - (Gilda rientra introducendo Betta e Guido coi figli Alice e Pippo: piano) Betta.!?! Manon era morta tre anni fa, ubriaca, giocando a bowling!?!.              

Piero                              - Sua madre, non lei. Spiantati come sono sperano anche loro nell'eredità, eccoperché sono qui.

Adele                            - In banca hanno i conti bloccati. (va verso di loro) Betta? Che piacere vederti. Seisempre uguale.

Betta                             - Clotilde, che gioia. Non ci vediamo dal matrimonio di Camillo.

Adele                            - ... no dal funerale di Ottavio.

Betta                             - Se non ci fossero matrimoni e funerali, non ci si incontrerebbe mai.

Adele                            - Sempre in gran forma.

Betta                             - Dovrei dire lo stesso di te, mia cara Clotilde.

Adele                            - ... Adele. Clotilde era mia sorella la marchesa.

Betta                             - Non sei tu tua sorella? Sei tale e quale a lei. Come sta la cara Clotilde?

Adele                            - È morta.

Betta                             - Davvero? Che grande perdita. Ti faccio le mie condoglianze, anche se si sa chenon andavate molto d'accordo. Quando è successo?.

Adele                            - Quindici anni fa, in Scozia, andando a pesca di salmoni.

Betta                             - Credevo fossi stata tu ad annegare!?! Quel bel funerale. ero convinta fosse il tuo. Non prendertela, un po' di pazienza e verrà anche il tuo turno. Fatti guardare. Ti conservi benissimo.. ormai i cinquanta non li aspetti più da un pezzo e sei ancora uno splendore. Come sta Vincenzo?

Adele                            - È morto.

Betta                             - Morto!?! Non dirmi che sei vedova!?!

Adele                            - Vincenzo aveva un debole per me ma era il marito di Clotilde. E le è sepoltoaccanto.

Betta                             - Annegato anche lui? Meglio mangiarlo affumicato, il salmone.

Adele                            - È rimasto vittima di un incidente sul furgone funerario della moglie.

Betta                             - Ora ricordo, se n'era parlato tanto. Un solo funerale per due decessi. Fantastico,come senso del risparmio. (al marito) Adele e.

Piero                              - Piero. Per gli intimi Pierrot.

Guido                            - Ben trovata Adele. (rivolgendosi a Piero) Cugino Pierrot, sono Guido.

Piero                              - Caro marchese, non eri agli arresti domiciliari?.

Guido                            - ... preistoria. Vi presento i figli: Pippo ed Alice.

Adele                            - Che bei ragazzi. È proprio vero che i figli di genitori anziani riescono benissimo.Questo è il nostro Fabio.

Guido                            - Adottato?

Adele                            - ... macché, mi è nato di sette mesi, mentre eravamo in viaggio di piacere.

Fabio                             - ... a Quito.

Betta                             - In Asia? Così lontano?

Adele                            - In Sud America, Perù.

Alice                             - Credo Quito sia in Ecuador.

Adele                            - Le prime doglie le ho avute in volo sulle Ande peruviane. Quando il parto èavvenuto eravamo già in Ecuador.

Alice                             - Partorito in aereo? Che divertente.

Betta                             - E pensare che secondo i medici non potevate avere figli.

Fabio                             - Invece, eccomi qui, alla faccia loro.

Betta                             - Anche la scienza sbaglia.

Piero                              - Ed, allora, cosa dire di quella sposa siciliana sterile che ha avuto otto figli d'uncolpo solo?. L'hanno fatta vedere in TV, non finiva più di scodellarli.

Betta                             - Che squallore, non dirmi che ti sei sottoposta anche tu ad una di quelle orrende cure genetiche che riempiono la pancia di bambini!?! Se te ne sei tenuta solo uno, degli altri cosa ne hai fatto?

Adele                            - M'è nato solo Fabio. Senza cure specifiche. È stata la natura.

Piero                              - Come vedete il mio seme ha funzionato.

Guido                            - Non eri impotente?.

Betta                             - Eppure l'impotenza ti aveva evitato la galera quando hai stuprato la zingarellaminorenne!?!.

Adele                            - Tuo marito, invece, non ha avuto la stessa fortuna.

Guido                            - Mai avuto a che fare con zingarelle minorenni.

Piero                              - Infatti la tua preferenza è sempre stata per i maschietti di primo pelo.

Betta                             - Un uomo qualche capriccio deve pure concederselo.

Piero                              - Ma Ninon è stata inflessibile e non ha più voluto ricevervi.

Guido                            - ... anche perché non condividiamo le sue idee.

Piero                              - Anche noi siamo un po' radicali.

Adele                            - Ma ora che ci ritroviamo qui, nel suo palazzo, lasciamo perdere le vecchie storie.Cosa si diceva? Parlavamo del Perù, mi pare.

Betta                             - Ci siamo stati anche noi ma io non ero incinta.

Alice                             - ... non in Perù, in Paraguay, per il matrimonio di Maria Astrid. col marchesePedro de la Fe Perdida, ad Asunción.

Adele                            - Perù, Paraguay, Zimbawe, Ecuador, Borneo. I paesi sud americani sono unouguale all'altro.

Betta                             - Il vostro Fabio deve avere l'età del nostro Pippo, Alice è più giovane, sta percompiere diciotto anni.

Pippo                             - Sono Capricorno. Di solito festeggio il compleanno in clinica, perché in quelperiodo vado a sciare e mi rompo sempre qualcosa. Tu di che segno sei?

Fabio                             - Dei Gemelli, per questo sono estroverso. Ti piace il calcio? Per che squadra tifi?

Alice                             - Io? Per i giocatori.

Pippo                             - Di che squadra?

Alice                             - Non m'importa la squadra: non guardo il colore delle maglie. Mi interessa quelloche c'è sotto. Il muscolo. E seguo la moda. Col mio fisico.

Pippo                             - Senza tette com'è. mia sorella fa un po' senso. Non sembra un travestito?.

Alice                             - Per allattare serviranno, ma per le sfilate i seni ingombrano.

Fabio                             - Non avrà tette, ma ha altri argomenti. Il sedere, per esempio. Molto appetitoso.

Alice                             - Sei carino ad apprezzarlo.

Pippo                             - Potrebbe essere il sedere di un travestito.

Fabio                             - I travestiti se lo sognano un sedere come il suo.

Alice                             - Devo dire che ha grande successo quando sfilo in passerella.

Adele                            - Ragazzi simpatici. Mi domando da chi possano aver preso. (a Betta) Scusa la brutalità della domanda, cosa sai di quest'invito? Figurati che Ninon proprio oggi ha mandato a spasso tutto il personale. Non ti pare strano quando si riceve?.

Betta                             - . avrà da dirci qualcosa di molto riservato.

Adele                            - Pensi sia un segno positivo? E ti risulta che continui col suo estremismo? Igiornali parlano meno di lei e noi non la vediamo da secoli.

Betta                             - Non ha cambiato certo le sue idee. Penso si senta sola. la parentela è passatatutta a miglior vita.

Adele                            - . .quella del ramo materno.

Betta                             - ... E quello paterno, no? Nel crash aereo che li portava in Birmania per il matrimonio di Gustavo, sono scomparsi tredici consanguinei d'un colpo, tutta la famiglia paterna. Persino la nipote suor Giovanna di Dio, che per essere presente alle nozze era stata dispensata dalla clausura dal cardinale. Morti tutti.

Piero                              - Anche il cardinale?

Guido                            - No, lui non era della famiglia. Ninon, che viaggiava sola su un altro aereo, comeun capo di stato, si è salvata.

Adele                            - Ha perso tutti, poverina.

Betta                             - Ma ha incassato miliardi e miliardi di assicurazione. Sette solo per zio Leopoldo,che era generale.

Adele                            - Certa gente vale più da morta che da viva.

Betta                             - La sventura si accanisce contro le grandi famiglie. Gustavo e la moglie, che erano una coppia incantevole, due mesi dopo le nozze, sono stati divorati da meravigliosi esemplari di tigri siberiane, ormai rarissime. Valerio e famiglia volavano col loro elicottero nei cieli del Connecticut e non sono più tornati alla base. Mariarosario è stata travolta da una valanga sul Bianco. Come vedete la parentela più stretta se n'è andata tutta, non siamo rimasti che noi. Riconosco che Ninon ci ha sempre snobbato, ma se ora, vuole fare pace e desidera vederci, non dobbiamo tirarci indietro, il sangue non è acqua. Meglio si concili con noi, non ti pare Pierrot?.

Piero                              - Certo, sarebbe un bel guaio se lasciasse l'eredità al suo movimento politico.

Betta                             - Considerando la fortuna che ha, non possiamo lasciarla sola.

Guido                            - Anche se, grazie alla tecnologia nessuno è più solo. Basta un pulsante percollegarti con Polinesia, Manciuria, Patagonia, persino coi Pigmei.

Betta                             - Guido con la tecnologia ci fa anche l'amore.

Guido                            - Soltanto coiti virtuali.

Adele                            - Non bastano i gay a portarci via gli uomini, ci si mette anche la tecnologia

Piero                              - Ma la donna è come la fanteria: la vera regina delle battaglie. Non so se abbiatenotato le curve straordinarie di quella nuova signorina buonasera di canale.

Betta                             - Noi accendiamo la TV. Solo per le previsioni del tempo.

Guido                            - ... che non ci azzeccano mai. (un attimo di silenzio)

Adele                            - Insomma non sai esattamente perché Ninon ci abbia invitati?.

Guido                            - Se ne parlava con Betta. (suono di campanello. Immediata comparsa di Gilda cheattraversa la sala. Piano a Piero) Come dama di compagnia, ha belle gambe.

Piero                              - Sciupate in una casa senza un uomo che le apprezzi.

Betta                             - Devo confessarti che non pensavo avesse invitato anche voi.

Adele                            - ... abbiamo il vostro stesso grado di parentela. Cugina d'acquisto è solo Romea.  

Guido                            - ... chissà in che parte del mondo sarà finita, quella sciagurata. Pare si siarisposata con un indio od un circasso.

Betta                             - Se n'è andata lasciando un sacco di debiti.

Adele                            - Quasi come il cugino Baldo.

Guido                            - Sempre molto chic, manda il cameriere in livrea a prendergli i pasti alla mensadei poveri.

Betta                             - Ninon avrebbe potuto far vivere bene tutta la famiglia, invece di dilapidare i suoisoldi in propaganda antimarxista.

Adele                            - Questo invito mi alimenta una speranza.

Piero                              - Bisognerebbe avesse finalmente chiuso col fanatismo politico. Ma purtroppo. Ricordi le sue invettive contro Stalin, le sue prese di posizioni sul marxismo equella volta che. (interrompendosi, a bassa voce) Guarda. guarda. quelmascherone che sta entrando non è quel che resta di Romea?(appaiono Romea e Carla)

Adele                            - Invitata anche lei come noi?!? Chissà da dove arriva.

Romea                           - (va a braccia aperte verso le due signore) Carissime. Non immaginate che felicità rivedervi. Mia figlia Carla. Carla, abbracciale. Ti ho detto che speravo tanto di trovarle qui. Ti parlavo sempre di loro. (non ricorda i nomi) non ricordo più come siamo imparentati. c'è tutto un groviglio di matrimoni.

Carla                             - (saluta Alice, Betta, Guido e Pietro) Io sono Carla. Carlina mi dicono gli amici. Sono zii o cugini? Mammina, me li presenti?

Romea                           - Tutti di famiglia. Ed anche i figli. Te lo avevo detto che non avresti dovutoromperti le palle coi vecchi. Ma che belle creature.

Adele                            - Nostro figlio è Fabio, quello col ciuffetto.

Carla                             - Niente male. Bellissimi denti.

Romea                           - Fatti benissimo. Sembrano veri.

Adele                            - Certo, sono i suoi.

Romea                           - Avete adottato un sangue misto?!? Capisco, visto che Piero è impotente.

Piero                              - Ma se mi portavi a letto, quando ero ragazzino.       

Romea                           - Appunto.

Adele                            - Ti assicuro che è sangue del nostro sangue.

Romea                           - Tutto è possibile, al giorno d'oggi. E quelle altre due creature da dove vengono?

Betta                             - Sono i nostri figli, Romea.

Romea                           - Dio, come sono cambiati. Me li ricordo piccoli. piccoli. erano così carini,allora. due gocce d'acqua, come tutti i gemelli.

Alice                             - Pippo ha ventitre anni, ed io sto finendone diciassette.

Romea                           - Una differenza di età inusuale tra gemelli.

Betta                             - Dici? (silenzio)

Piero                              - In tv hanno fatto vedere l'incontro tra due gemelli che non si vedevano dasettant'anni. Uno viveva in Brasile, l'altro in Austria.

Romea                           - Succede, la gente è troppo sedentaria, non viaggia abbastanza. Ragazzi, non ditemi che siete timidi. con Carlina, la mia figliola, fate amicizia. Raccomando: guardare e non toccare. O per lo meno toccare con delicatezza. Bella soda, la mia Carlina. Purtroppo, piaceva tanto anche al mio ultimo marito. un po' troppo, forse Non bisogna incoraggiare gli incesti.

Alice                             - (a Carla) Sei molto carina ed è splendido il tuo vestito.

Carla                             - Col fisico che hai, starebbe meglio a te che a me.

Pippo                             - Tu, Alice, non hai tette.

Fabio                             - Levatelo così glielo fai provare.

Pippo                             - Non credo che Ninon apprezzerebbe lo striptease.

Fabio                             - Ma io si. (i giovani si appartano)

Piero                              - Risposata?

Romea                           - ... cosa vuoi, mia cara. i mariti sono come le ciliegie, se ne vanno uno dopol'altro. L'ultimo che ho avuto, sparito in ottobre, non l'ho ancora sostituito.

Adele                            - Tutti morti?!?             

Romea                           - ... lo spero, ma non ne sono sicura. Forse rinuncerò ad un legame fisso. La solitudine mi pesa soltanto nei rari momenti in cui non ho compagnia. Vi parrà strano, con un uomo vicino, non mi sento mai sola. Arrivo dalla Giamaica, dove vivo gran parte dell'anno. Piacerebbe a Ninon la Giamaica, tutti sono di destra, tranne i neri che appena nati sono già di sinistra. Ho una grande villa in mezzo alla natura selvaggia. Si sta così bene tra belve e coccodrilli, tutti ferocissimi, ma sempre meno dei parenti. Bisogna vivere all'estero per stare tranquilli. Sarete andati anche voi a vivere in qualche paese esotico, immagino?.

Adele                            - No, siamo rimasti qui, nelle nostre case di famiglia.

Romea                           - Come fate? Non c'è più servizio. Anche qui da Ninon. una casa così grande. neanche l'ombra di un cameriere.

Adele                            - Ha dato un giorno di riposo a tutto il personale. In casa c'è solo la dama dicompagnia.

Betta                             - Forse vorrà comunicarci qualcosa di molto riservato.

Romea                           - ... il servizio è un problema. In Giamaica, invece, ho per poche lire un personale efficientissimo. viene tutto dal Belice, che non so dove sia. Ottimi lavoratori, bruttini ma in fondo, non troppo diversi da noi.

Carla                             - (ai giovani che vengono in primo piano) perché non venite a trovarci in Giamaica?È un posto pieno di musica e di allegria.

Fabio                             - Io ci verrei al volo.

Carla                             - Certo via mare ci vuole troppo tempo.

Pippo                             - Tutti neri in Giamaica? Anche le donne?

Carla                             - Mai fatto caso. A me interessano gli uomini.

Alice                             - Ci deve essere molta erba.

Carla                             - Non solo quella. Siamo partite di lì a malincuore, ma speriamo in Ninon.

Pippo                             - Siamo tutti qui per questo.

Fabio                             - Bisogna conquistarla con la nostra giovinezza.

Carla                             - Pare sia un mostro.

Alice                             - Però è carica d'oro.  

Carla                             - Se accettasse di venire in Giamaica, conosco certi stregoni.

Fabio                             - Non ti sei fatta dare qualche buon consiglio?

Carla                             - Ci ha pensato la mamma, ma distratta com'è. (si allontana coi ragazzi, mentreviene in primo piano)

Adele                            - Romea, carissima. Visto che arrivi da tanto lontano saprai dirci qualcosa diquesto invito.

Piero                              - Mia moglie è di una tale curiosità.

Romea                           - Non so niente di niente. Ho ricevuto da Ninon un telex, confermato da untelegramma e mi sono messa subito in viaggio. Ogni tanto un po' d'Europa civuole, fa bene alla pelle. Ed eccomi nella gabbia dei leoni. (prendendo in disparteGuido ed indicando Adele) Ma quella stronzetta che fa domande chi è, da doveviene?

Piero                              - È la cugina Betta.

Romea                           - Betta?!?. è diventata un mostro. sembra un teschio in una calza di seta. (va verso Betta) Tesoro. ti trovo in grande forma, come fai a mantenerti così bene? Sei meglio di quando avevi vent'anni. Hai fatto bene a farti bionda. (suono di campanello, passaggio di Gilda)

Betta                             - Ma sono sempre stata bionda.

Adele                            - Ero io che ero bruna.

Romea                           - Ma tu non sei Betta.

Adele                            - Infatti, io sono Adele.

Romea                           - (si illumina perché finalmente sa con chi sta parlando). la moglie del nostro Pierrot, non sei cambiata. Andavamo a scuola insieme da suor Ermengarda, ma io ero molto, ma molto più piccola di te.

Adele                            - Eri due o tre classi avanti. Ed anche ripetente.

Romea                           - Un momento. Facciamo i conti. Quando hanno buttato dal precipizio il terzo marito di mammà, io ero ancora dalle suore e tu volevi già fidanzarti con quello che sarebbe poi diventato il suo quarto marito. Io allora avevo.

Guido                            - Ecco Baldo. (Gilda ha introdotto Baldo, un sessantenne ben portante e giovanile)

Baldo                            - Salve a tutti, carissimi. Un saluto alla voce, senza scambi di bacilli. Ognuno si tenga i suoi. Ci conosciamo da secoli, anche se ci evitiamo, come appestati. Gli sbaciucchiamenti riserviamoli ai giovani. (a va a salutarli) Io sono Baldo, il cugino anziano. Mi giudicano tutti un pessimo soggetto, ma sono un uomo allegro e simpatico. Sono uno scapolo impenitente. giocatore accanito. donnaiolo ed anche un gran bugiardo. Non state a presentarvi, siamo tutti di casa. Voi siete giovani ed ancora gradevoli, poiché le tare di famiglia vengono fuori più tardi. Sono l'ultimo o qualcuno deve ancora arrivare? L'invito è solo per noi di famiglia? A cosa è dovuto questo onore? E la padrona di casa non è ancora apparsa? Ha smesso finalmente di occuparsi di politica?

Gilda                             - Vado ad avvertire Madame che gli invitati sono tutti qui ad attenderla. (esce)

Baldo                            - Allora, che ne dite? Non oso crederlo. Siamo di nuovo ammessi a palazzo. Madov'è la servitù? Non c'è neanche un maggiordomo?.

Adele                            - Ci ha accolti la sua dama di compagnia perché madame ha pensato bene di dare un giorno di vacanza a tutti i dipendenti. Non ha voluto la presenza della servitù. Vi pare un buon segno?

Betta                             - Mi pare positivo.

Baldo                            - .. non ci giurerei. Con Ninon c'è sempre da aspettarsi qualche catastrofe. Chissà perché ci ha convocati.

Fabio                             - Avrà voluto conoscerci per scegliere tra noi a chi lasciare l'eredità.. Almeno,questo mi auguro.

Pippo                             - Nostro cugino ha ragione. Altrimenti per che cos'altro avrebbe potuto invitarci?.

Adele                            - Ragazzi, voi vi illudete. .

Baldo                            - Non c'è altro motivo, cugina. Per che altro avremmo accettato di venire a romperci i coglioni qui? Ninon è con un piede nella tomba e dovrà pure lasciarlo a qualcuno quel po' po' di patrimonio. Non ha più altri parenti. morti tutti, più o meno tragicamente, come è tradizione nelle grandi famiglie.

Carla                             - Se ci ha fatti venire qui, ci sarà un motivo preciso.

Baldo                            - L'avrei rivista più volentieri distesa tra quattro ceri.

Guido                            - ... abbi pazienza, arriverà anche quel momento.

Baldo                            - Con l'età sarà ancora peggiorata.

Guido                            - Credi sia possibile? 

Baldo                            - Quella è capace di tutto

Piero                              - Temi qualche trabocchetto?

Baldo                            - Da una come lei c'è da temere sempre. Ogni volta che sono entrato in questo palazzo, ho dovuto pentirmene. Tenete a portata di mano un amuleto, perché quando apparirà all'orizzonte.

Gilda                             - (annunciando) La principessa. (in una luce violenta appare su una sedia a rotelle spinta da Lillo, che è un gran bel ragazzo, Ninon, vecchia incartapecorita, piena di sé)

Lillo                              - Eccola arrivata, Madame.

Ninon                            - (con voce gelida) Ben trovati. Eccomi a voi. Comodi, comodi. Come se foste a casa vostra. Ma non lo siete, perché questa è casa mia e siete ospiti occasionali. Lasciamo perdere i saluti. Ho buona memoria e sono perfettamente in grado di riconoscervi, anche dopo tanti anni. La nuova generazione la considererò in un secondo momento. (li osserva con l'occhialino) Che piacere poter constatare che con l'età siete tutti decisamente peggiorati. Fisicamente e credo anche moralmente. Nemmeno io sono più attraente visto che non lo sono mai stata. (a Pippo che ha sorriso) Cos'hai da ridere? I denti usali per mordere, non per sorridere.

Pippo                             - Sorrido perché sono felice di conoscere la nostra grande cugina.

Ninon                            - ... aspetta prima di dire che sei felice di avermi conosciuta. .

Pippo                             - E, poi, sorrido perché ho dei bei denti.

Ninon                            - Ascolta, ragazzo: i denti, belli o brutti, l'importante è che mordano. Io ne hotrentadue. Tutti miei. So ancora staccare la testa ad un gallo con un morso.

Baldo                            - Cara Ninon .

Ninon                            - Non puoi fare altrettanto con la tua dentiera, Baldo.

Baldo                            - A nome di tutti, volevo porgere un saluto affettuoso.

Ninon                            - Non posso aspettarmi qualcosa di affettuoso da uno come te. Stattene zitto.

Baldo                            - Volevo ringraziarti per quest'invito che dopo tanti anni ci dà la gioia di.

Ninon                            - ... non perdere tempo per dire banalità. Invecchiando non ti sei migliorato. (facenno a Lillo di farla passare davanti ai vari invitati e si ferma davanti a Carla)

Carla                             - (piano ad Alice, alludendo a Lillo) Ad un maschietto come quello non direi mai dino.

Ninon                            - Tu sei certo la figlia di Romea, non so di quale marito o di quale amante. Ho capito che sei della sua razza. Le assomigli. Sei carina. Anche tua madre lo era, ma, ormai, è difficile rendersene conto. Come passa il tempo, mia cara Romea.

Romea                           - ... gli uomini mi trovano ancora appetibile.

Ninon                            - ... con la fame che c'è nel mondo. (a Fabio) E tu, con quella faccia senza storiada che uovo esci?

Fabio                             - Sono il figlio legittimo di don Piero e di donna Adele.

Ninon                            - Possibile?

Fabio                             - ... nato a Quito, in Perù.

Ninon                            - Quito è in Ecuador.

Fabio                             - Mammà ha avuto le doglie in aereo. Sono paesi confinanti.

Ninon                            - Lo so, lo so. Mi credi ignorante come tua madre??

Fabio                             - Nato di sette mesi, Mammà era in viaggio di piacere.

Ninon                            - ... figlio turistico, diciamo. Non assomigli ai tuoi genitori. Il che può essere un vantaggio, dato che nemmeno loro hanno classe. E voi due sarete i rampolli di Guido e Betta. Come ti chiami?

Alice                             - Il mio nome è Alice.

Ninon                            - Coraggio, Alice, renditi conto che non vivi nel paese delle meraviglie. Non ridere. è tragico quello che dico. E questo ragazzo nevrotico?

Pippo                             - Il suo fratello maggiore, Pippo.

Ninon                            - Filippo vorrai dire. Pippo non è un nome cristiano. Sei cristiano tu?

Pippo                             - Cristiano, cattolico, apostolico, romano, vero, mammà?

Betta                             - ... come tutta la nostra famiglia, Ninon.

Ninon                            - ... hai lo sguardo di uno che si masturba. Ricordati che Dio non vuole che si sciupi il seme. Anche se con il tuo non è che si possano fare meraviglie. Vi, prego, mettetevi a sedere. Vi domando di essere pazienti ed ascoltarmi. Lillo, tesoro, portami nel centro della sala. Non è un cameriere, ma un mio assistente come Gilda. Visto che avrete già notato che è belloccio, evitate di concupirlo. Ogni tanto mi compiaccio di fare scelte estetiche. Accanto a me fa un bel contrasto. Guardate me e non lui.

Lillo                              - (spingendo la sedia al centro) Guardate Madame e solo ogni tanto. me.

Ninon                            - Non ho voluto personale tra i piedi, perché questa è una riunione di famiglia. Da qui ho una completa visuale della cuginanza. Non è una bella vista, ma c'è di peggio. Da come mi guardate capisco che mi trovate invecchiata.

Adele                            - Ma cosa dici, Ninon? Sei come vent'anni fa.

Ninon                            - Bugiarda, ci vuole un po' d'intelligenza per dire bugie, Adele. Sono vecchia, invece, e sto per concludere la mia lunga esistenza. Non rallegratevene, perché posso ancora dare fastidio.

Baldo                            - Non ne hai mai dato, Ninon.

Ninon                            - Cugino Baldo, ricordati che non ti avrebbero radiato per indegnità dall'esercito senza il mio intervento. Ora avresti la pensione da generale di brigata e non manderesti a prendere i tuoi pasti, con dignità ma senza orgoglio, alla mensa dei poveri di Santa Teodora in Gaudio dal tuo vecchio maggiordomo. Voglio dire, che non saresti lo spiantato che sei. (ai giovani) Non è il solo che ho allontanato da me. A voi tutti, cugini miei, da vent'anni non faccio mettere piede in casa mia. E tutti per indegnità. Ora per capriccio, ho deciso di concedere una amnistia. Così ho riaperto le porte temporaneamente. Per un esperimento.

Baldo                            - Pace, allora?

Ninon                            - Certo. Ma se vuoi la pace, prepara la guerra. Immagino vi mangerete il fegatodalla curiosità di sapere il motivo di questo mio grazioso invito.

Adele                            - Non faccio che domandarmelo.

Ninon                            - Cosa hai sperato, cugina spiantata? Che facessi testamento in tuo favore?

Adele                            - No, cosa dici? Pensavo che.

Romea                           - . avessi voglia di rivederci.

Ninon                            - Neanche per sogno. Vi ho invitato perché mi annoio. Da qualche tempo.Profondamente. perché arrivata alla mia età, non ho più ideali.

Baldo                            - E la tua grande passione politica?.

Ninon                            - La politica è cambiata ed il mio impegno anche. Una volta la lotta mi eccitava, mi entusiasmava, scatenava la mia geniale inventiva. avevo avversari importanti, che mi stavano alla pari.

Baldo                            - Ricordo le tue battaglie.

Ninon                            - Momenti straordinari. ero forte. determinante. le pagine dei giornali parlavano di me. mi temevano i miei avversari d'allora che erano giganti miserabili, infami e distruttivi. Ma oramai, troppa acqua è passata sotto i ponti del grande Volga.

Piero                              - ... ed il nemico ha perso molta della sua efficienza.

Ninon                            - Se avessi più acume, cugino Piero, diresti che non ne ha più. A ben altri avversarila vita mi aveva abituata.

Guido                            - I tempi sono cambiati, cugina. Bisogna adeguarsi, non è più il tempo degli ideali. E nel mondo politico è. finita l'epoca dei comizi. Il mondo è dei media. c'è la tecnologia. la televisione. i grandi comunicatori. La politica non si fa nei salotti, ma da un video. esponendo le idee al grande pubblico attraverso la televisione. collegandosi col mondo attraverso internet.

Ninon                            - Non permetterti di darmi lezioni dicendomi cose che so. La verità è un'altra. E ben diversa. Non c'è più il nemico. Ad un tratto è scomparso. Sparito. Dissolto nel nulla. Prima avevo Stalin come diretto avversario. un mostro straordinario che faceva paura a tutto quanto il mondo. Confrontarmi con lui aveva un senso, mi lusingava e mi esaltava. combattevo un avversario vero. preparato, astuto, crudele, degno me. E quella lotta difficile. mi prendeva tutta. dava un senso alla mia esistenza. occupava il mio tempo ed ogni mio pensiero. Non ho rimpianti, perché, in quei tempi, ho trascorso un periodo eccitante e splendido. Qualche volta hai presenziato anche tu alle mie feste, Baldo. Le mie riunioni facevano chiasso. scuotevano la pubblica opinione.

Baldo                            - C'era tutta l'aristocrazia ricordo.

Ninon                            - . e l'alto clero. Porporati e cardinali non si contavano. Ed anche madri badesse. Momenti indimenticabili. Nel nostro grande cortile potevo offrire spettacoli che nessun altro era in grado di organizzare, né un ambasciatore, un ministro di stato, un presidente, nemmeno quello degli Stati Uniti d'America, sbaglio, Baldo?

Baldo                            - Esatto, Ninon.

Ninon                            - ... ricordo quando facevamo meravigliosi enormi falò di bandiere rosse strappate ai dimostranti, sottratte alle sedi del partito. rubate a fanatici osannanti al comunismo. Erano esaltanti le fiamme che le incenerivano e che le bruciavanoassieme a striscioni, gazebo, cartelloni, manifesti imbecilli, propaganda comunista, orrenda letteratura marxista. Si brindava bevendo champagne a fiumi mentre il materiale nemico crepitava allegramente al suono dell'internazionale e dei cori dei cosacchi del Don. E si rideva, si scherzava, si facevano progetti sul futuro. Anni favolosi, la mia vita si realizzava, avevo più che la speranza, la certezza di vincere e di trionfare. Tempi felici. tutto ci spronava a portare avanti la lotta. come non avere degli ideali con tutte quelle purghe, i gulag, le deportazioni, le fucilazioni in massa, le galere, la fame, la miseria, i milioni di individui in catene. . Io rispondevo a quelle catastrofi organizzando straordinari balli mascherati, serate danzanti, banchetti, ricevimenti, gala, lotterie, cacce al tesoro, feste notturne, illuminando a giorno castelli dove sulle tavole c'era ogni ben di Dio. Quello era il mio modo di combattere i sovversivi ed il loro dannato marxismo. Potevano loro fare altrettanto con le masse? Noi combattevamo con la ricchezza e lo sfarzo, la loro miseria. Posso ben dire di aver collaborato personalmente a dare una svolta alla storia E con che classe. con che bon ton.

Betta                             - Ricordo i titoli dei giornali, le interviste, le cronache politico-mondane d'allora.

Ninon                            - All'improvviso ci ha spiazzati la più grande sciagura che potesse capitare. L'improvvisa morte di Giuseppe Stalin. Nulla di più terribile avrebbe potuto succedere in quel momento. Con la sua scomparsa è cambiato il mondo. È finito il tempo glorioso della guerra fredda, della cortina di ferro, dell'Europa divisa. Ed è cominciata la grande crisi ideologica che ha portato alla fine precipitosa della lotta politica. Hanno preso il posto dei grandi dittatori uomini sempre meno preparati. poco abili, mediocri. E le deportazioni sono cessate, si sono chiusi i gulag. le prigioni si sono svuotate. le frontiere si sono spalancate. E noi tutti ci siamo illusi, abbiamo scioccamente creduto fosse una vittoria. Nessuno ha capito la tragedia che si stava preparando. Abbiamo continuato a lottare intrepidi, con tutta la nostra fede ed il nostro coraggio, scioccamente credendo di avere la nostra totale vittoria quando è caduto all'improvviso il muro di Berlino e la cortina di ferro è crollata miseramente. L'avvenimento tanto atteso e sperato si è trasformato in una immensa grande sconfitta. che ha bloccato la lotta, distrutto l'entusiasmo. disperso le speranze.

Baldo                            - Ma perché, cugina?

Ninon                            - Perché mi sono accorta all'improvviso che tutto è cambiato e che il nemico contro cui mi battevo tenacemente, è sparito. non c'è più. Contro chi combatti allora? Se l'avversario sparisce non c'è più possibilità di lotta?!?.

Guido                            - Non esagerare, Ninon. Ma è pur sempre rimasta la sinistra.

Ninon                            - ... si, ma tranquilla, troppo tranquilla, cugino Guido. una sinistra casalinga, inoffensiva. senza crudeltà, senza perfidie, senza agguati e tradimenti. Dov'è finito il famigerato marxismo? Non se ne parla più, è scomparso. Puoi fare il giro del mondo, ma un vero, autentico comunismo dove lo trovi più?. Si è dissolto. si è dileguato.

Guido                            - C'è ancora quello di Fidel.

Ninon                            - Fidel chi?

Guido                            - Di Fidel Castro, Ninon. A Cuba.

Ninon                            - Ma che sciocchezze dici? Una donna come me dovrebbe preoccuparsi dello pseudo-comunismo di un barbuto presidente di un'isoletta caraibica? Di un vecchio gallo che dalle sue belle spiagge cerca di turbare il mondo con inutili e solitari chicchiricchì? Di un marxista vestito con una strana divisa che si sente padrone di un'isola e la governa come un tiranno? Di una testa calda che ha invitato nella sua isola persino il Papa? Ed il povero Papa, vecchio e stanco, c'è andato tranquillo, senza rendersi conto di fare pubblicità turistica agli ultimi paradisi tropicali dove le donne esibiscono sulle spiagge glutei che pare siano una delle meraviglie del mondo?!? E vorresti anche che mi preoccupassi del comunismo che già si sta estinguendo in sperduti paesi dell'Asia? Bisogna avere chiare le idee per combattere una idea.

Baldo                            - Meglio un piccolo nemico, che nessun nemico.

Ninon                            - Siamo seri, cugino, non si gioca con il marxismo né col comunismo. La sinistra o è sovversiva, provocatoria e rivoluzionaria o non è sinistra. Non ci sono vie di mezzo. Se il marxismo non ha più quella forza prorompente che faceva paura al mondo, contro chi puoi lottare? Dove trovi più dei leader come quelli di allora? Contro chi una donna come me può misurare le sue forze? Dove sono le bandiere rosse, i gazebo, gli striscioni da bruciare? Non esiste più nemmeno l'ombra del nemico di allora. La sinistra, ormai, è guidata soltanto da piccole menti, da minuscoli cervelli impiegatizi senza prestigio. Gentucola. Non fa più paura a nessuno. E dove sono finite le grandi masse operaie, i milioni di lavoratori, i proletari di tutto il mondo unitevi contro i quali si combatteva? I proletari di tutto il mondo non si uniscono più o lo fanno soltanto per turismo, i maledetti. Niente più manifestazioni di massa, movimenti di protesta, dimostrazioni, scontri con la polizia, cariche coi lacrimogeni e manganelli. Niente più morti ammazzati avvolti in tripudi di bandiere rosse, che passano tra ali di popolo al canto dell'internazionale. Oramai tutti sono diventati piccoli borghesi per cui vorrei sapere dove è andata a finire la classe operaia che portava avanti la sua sacrosanta lotta di classe? Ha raggiunto veramente il Paradiso che sognava? Chi canta ancora "Avanti popolo alla riscossa"? Chi sventola più la bandiera rossa? Tutto si è ridotto all'inerzia intellettuale, al vogliamoci bene, al silenzio di ogni ideale. Allora come combattere un nemico che non attacca, non sfida, non insulta, non provoca più? Che cosa significa un mondo operaio in blue-jeans firmati, con telefonino. computer. tute e scarpe di marca. auto di grossa cilindrata. barche, vacanze alle Seichelles o alle Barbados!?! Le masse fanno ormai solo code ai caselli autostradali invece di sfilare in corteo invocando la rivoluzione, la ribellione, il tradimento ed il sangue. Questa è ancora la sinistra che combattevamo? No, la sinistra delle merendine. degli hamburger e dei fast food. una sinistra che discute di transgenico, di moda e di nouvelle cuisine. Ed è politica quella che stanno facendo questi poveri disgraziati soddisfatti del loro stupido benessere?. Non possono essere nostri nemici questi benestanti, senza fede politica, avidi di beni materiali e di tecnologia, alla disperata ricerca del successo e delle comodità quotidiane. È finita l'epoca eroica degli Stalin, dei Brezniew, dei Krusciov, dei Ceausescu. non c'è più nessun leader, nessun tiranno che sappia incutere terrore. che imprigioni. esili. condanni, fucili ed impicchi. Che senso può avere una politica, se non può lottare contro assassini, gulag, persecuzioni, deportazioni di massa, stragi, violenze, atrocità!!?!! Davanti c'è il vuoto. l'infinito deserto della piccola borghesia benestante, che ha un genere di vita disgustoso. La verità è che abbiamo dato una mano per rafforzare la più spaventosa classe che si possa immaginare: il ceto medio. Per noi aristocratici non può esserci di peggio. Non possiamo misurarci con ometti palestrati dai lombi stretti in mutande firmate. dalla pelle profumata da costose lozioni. proletari che sanno di pulito e non puzzano nemmeno più né di sporco, né di sudore? Come può una nobildonna del mio stampo considerare questi figli del benessere dei veri avversari?!? Non combatto contro i nani. Non faccio le mie battaglie distribuendo mele tossiche per avvelenare sprovvedute Biancanevi. Persino la chiesa che, nel nostro glorioso passato ci è stata grande alleata, ora si sta comportando in modo deludente. Non combatte più le sue battaglie sul piano della politica. Il suo obiettivo si è ridotto al preservativo, conducendo le sue battaglie contro le pillole del giorno prima e quelle del giorno dopo nell'intento di popolare il mondo di poppanti affamati. Il suo grande nemico è diventata la contraccezione, seguita dall'eutanasia e dall'omosessualità, rilanciando urbi ed orbi il piacere della castità dei parrochi, ritornando al corollario che l'amore non si fa per piacer mio ma per dare figli a Dio. Le altre verità non l'interessano più. Caduto il muro di Berlino non ci sono più avversari. E la mia vita si è svuotata. Senza nemici mi annoio. Rifiuto di considerare avversaria una sinistra che si è spompata e non esiste più. Ridatemi una sinistra o è la fine. Ho bisogno di coraggio, speranze, idee nuove. È indispensabile una rinascita, una linfa nuova.

Baldo                            - Ma, ora abbiamo una destra che si è rafforzata. una destra al potere.

Ninon                            - Una destra che è ancora più ceto medio della sinistra. una destra di bottegai e di venditori ambulanti, di industrialotti e di dentisti, di lustrascarpe e ciarpame televisivo. piccolo borghesi che non possono avere nulla da spartire con l'aristocrazia. una destra guidata da un piazzista che crede di poter spacciare politica come prima vendeva canzonette e laterizi.

Guido                            - Ma la sinistra si sta risvegliando, Ninon.

Ninon                            - E come? Coi girotondi? Col tuo cervello di gallina pensi che coi girotondi si possa ricostruire il grande movimento del trionfo operaio? Io non lo credo. Perciò se non si riesce ad uscire da questo buio, io ho deciso di ritirarmi dalla vita pubblica e di andarmene per sempre.

Baldo                            - Dove, cugina?

Ninon                            - Via.

Lillo                              - (con solennità scandendo) Eu-ta-na-sia.

Ninon                            - Zitto, non anticipare i tempi.

Lillo                              - O si dice eu-ta-na-sì-a?          

Ninon                            - Non si dice e basta. Prima di arrivare ad una conclusione come questa,discutiamone. Vi ho invitati qui proprio per farlo.

Lillo                              - (con un sorriso smagliante) Discutetene.

Baldo                            - Allora non ci hai invitati per il valzer dell'addio?

Ninon                            - Prima consideriamo la possibilità di un'alternativa.

Guido                            - Scusa, Ninon. Per te o per noi?.

Ninon                            - Siete cugini di secondo, anche di terzo grado e fate parte della mia famiglia. Non siete certo responsabili voi della turpe trasformazione della sinistra, anche perché la politica non vi ha mai interessato. Vi ho voluto qui per offrirvi la possibilità di collaborare con me per ridare un senso alla nostra società. Dovrete promettermi il vostro impegno. Come compenso potrete avere la possibilità di ereditare il mio patrimonio. Ho proprietà, titoli, azioni, conti in banca, società, oro, platino, brillanti. miniere. giacimenti petroliferi. fabbriche di armi e di preservativi. azioni di tutta l'industria mondiale, tutto quanto è riuscita ad accumulare la mia famiglia nei secoli. A qualcuno dovrò pur lasciarle, queste mie ricchezze, non posso portarmele all'altro mondo. Se non mi illudo sulla vostra intelligenza, conto però sulla vostra avidità che è la sola molla per farvi collaborare con me. Non credo siate così sciocchi da non accettare le mie proposte, anche perché vi permetterebbero di fare una vita meno idiota. Mi serve soltanto la vostra buona volontà. Se accettate di darmi una mano, resterò al mio posto e continuerò la lotta. Altrimenti so quello che devo fare. Ed ora si apra il buffet che è a selfservice con champagne a volontà. (Gilda e Lillo aprono una tenda dietro la quale c'è un sontuoso buffet) Ripeto che non c'è servizio perché questa è una riunione di lavoro, non c'è nulla né da festeggiare né da celebrare. Gilda e Lillo vi sono ammessi perché godono della mia fiducia e mi sono necessari perché fanno parte di questa casa. I giovani facciano saltare i tappi dello champagne. Noi speriamo che presto si possa brindare alle grandi vittorie sulla sinistra bruciando bandiere e cimeli del nostro eterno nemico marxista.

Baldo                            - Hai ritrovato l'entusiasmo di un tempo, Ninon.

Ninon                            - Penso avessi nostalgia del mio champagne, cugino Baldo. Certo non è che te lo servano alla mensa dei poveri di Santa Teodora in Gaudio, dove mandi a ritirare i tuoi pasti.

Baldo                            - Ci sono molti tipi di champagne, ma bisogna riconoscere che quello che si beve date è il migliore.

Ninon                            - Guido, perché mi guardi in quel modo?

Guido                            - Io non ho ben capito, Ninon, in che cosa consista la nostra collaborazione. E glialtri neppure. Che cosa ti aspetti da noi?

Ninon                            - ... che mi aiutiate a rinnovare il paese. So benissimo che siete tutti quanti intellettualmente limitati, ma spesso anche degli sciocchi come voi possono avere un'idea se non intelligente, almeno di buon senso. Tu, Piero, per esempio, non sei un campione d'intelligenza, ma mi dicono sia un uomo attento alla contemporaneità ed ai suoi problemi, avanti, cosa mi consiglieresti?

Piero                              - Il modo migliore per rinnovare il paese sarebbe. quello di fondare un nuovopartito.

Ninon                            - Brillante, come idea, cugino Pierrot. Un'idea nuova, soprattutto. Vai avanti.

Piero                              - ... un nuovo partito con idee nuove per la creazione di un vero centrodestra. .

Fabio                             - Un altro ancora? Eppure tu, papà, dovresti sapere quanti ne esistono nel nostropaese.

Romea                           - Tanti. E sono l'uno la fotocopia dell'altro.

Piero                              - Ma se si hanno idee nuove.

Romea                           - Le idee nuove gratta gratta sono tutte vecchie.

Ninon                            - D'accordo con te, Romea, sei piena di buon senso come tutte le vecchie puttane.Allora, nessun altro ha qualche idea da esprimere?

Pippo                             - Secondo le idee della generazione a cui appartengo. c'è bisogno di qualcosa didiverso. ne sentiamo tutti la necessità. tutti diciamo che ci vuole aria nuova. cosa vorremmo è difficile dirlo. ma è chiaro che pensiamo ad una nuova fasepolitica.

Fabio                             - In che senso?

Pippo                             - Ci vuole qualcuno che ci guidi. che ci governi. Mi pare che la democrazia abbiafatto il suo tempo.

Betta                             - . . ci vuole chi sappia prendere in mano la situazione. che dia una svolta allastoria di questo paese.

Fabio                             - Vorresti un dittatore?

Betta                             - E perché no? Se potesse risolvere i nostri problema, che, in fondo, non ho ancoracapito bene quali siano. perché non un dittatore? Provare non nuoce.

Adele                            - Sulla piazza c'è già un aspirante che è a buon punto in questa battaglia.

Guido                            - Ma per farlo arrivare, non abbiamo nemmeno bisogno di dargli una mano.

Betta                             - E tutti conoscono la sua caparbietà.

Ninon                            - Non proponetemi le solite banalità. un campione delle compravendite nonrisolverebbe la situazione. Dobbiamo contare sulla professionalità del politico nonsull'inesperienza dell'arrivista. Niente megalomani, per carità. Ci vuole qualcunocapace di ricostruire le nuove forze di estrema sinistra contro le qualicombattere.

Piero                              - Ma hai detto che non c'è più una sinistra.

Ninon                            - ... dovresti saper che la sinistra anche se può sembrare morta, può semprerinascere.. Per lo meno questa è la mia convinzione.

Carla                             - Ma, se ha perso forza e credibilità.

Ninon                            - ... la "intellighenzia" del paese, piaccia o no, è rimasta di sinistra. Aiutandol'intellighenzia si può far rimontare il partito. e far tornare la grande sinistra.

Fabio                             - La grande sinistra? E come?

Ninon                            - Come fare, dovreste saperlo voi giovani, che siete freschi di studi, di esperienza e di vita. Siete purtroppo voi, immeritatamente la nuova generazione. Ma la vostra competenza si ferma alle nuove tecniche. alla canzone del giorno. ai messaggi più o meno porno su internet. Visto che siete troppo ignoranti per capire quello che mi aspetto da voi, ve lo spiegherà chi è in grado di farlo per avere avuto la possibilità di farne esperienza sulla sua pelle. Ho voluto come collaboratori Gilda e Lillo perché in questo campo sono specificatamente preparati. Non meravigliatevene se per combattere la sinistra ho preso con me gente di sinistra. Il fine giustifica i mezzi. Spiega tu, Gilda, a questi miei parenti ignoranti da cosa nasce la sinistra. .

Gilda                             - La sinistra nasce dallo scontento popolare, dalla miseria, dall'ingiustizia, dalla disoccupazione, dalle differenze sociali. da tutti quei mali che denunciano senza risolverli i politici che si presentano alle elezioni.

Alice                             - Ma il mondo è cambiato, signora Gilda. Perché, purtroppo da noi è scomparso il proletariato e gli emigrati e gli extracomunitari sono i nuovi emarginati. Quella che era la classe operaia si è borghesizzata.

Ninon                            - Brava Alice, mi pare che il tuo cervello funzioni meglio di quello di tutti i tuoiparenti. Lillo, cosa le rispondi?

Lillo                              - Le grandi masse possono far marcia indietro e ridiventare proletarie, bisognarinforzare il malcontento degli emigrati, organizzare le forze per scardinare ilsistema.    

Piero                              - E come?

Lillo                              - Si scredita il governo, si scontenta il popolo. gli si fa paura. gli si tolgono di colpo i suoi piccoli privilegi. il suo falso benessere. Sfogliate i grandi settimanali. guardate i programmi televisivi, saprete quello che la gente vuole ed a nessun costo è disposta a perdere. E su questo si lavora.

Gilda                             - ... d'un colpo o poco a poco si annullano le piccole grandi conquiste che il popolo ha raggiunto. e si instilla la paura che tutte le comodità ed i privilegi possano sparire da un momento all'altro. Basta il timore di dover rinunciare ad una vacanza su lontane spiagge dalle acque di smeraldo per destabilizzare l'equilibrio di un proletario diventato piccolo borghese.

Baldo                            - Facile a dirsi. Pensa che a queste minacce la gente non si ribellerebbe?

Ninon                            - Lillo, cosa rispondi?

Lillo                              - ... certo, cercherà di difendersi. di farsi proteggere ed allora ricorrerà ad unpartito di sinistra, che tuteli i suoi interessi e cavalchi la sua protesta.

Ninon                            - Basta togliere all'improvviso di bocca un lecca-lecca ad un bambino per portarlo alla disperazione. Figuratevi togliere alla massa le stupide comodità a cui è abituata, tassare telefonini ed elettrodomestici. razionare la benzina. impedire alle macchine di circolare. chiudere gli aeroporti. vietare i viaggi all'estero. chiudere le discoteche ed i club vacanza. Allora la vita normale diventa un inferno, tutti si sentono privati dei benefici che credevano toccassero loro per diritto e, finalmente, si ribellano.

Guido                            - Per realizzare questo tipo di politica bisogna essere al governo.

Ninon                            - Quello che attualmente abbiamo ci aiuterà. Provate a fare all'improvviso BUM ad un bambino e vedrete come si spaventa. Ed il popolo è un bambino, cugino. Non illuderti che un po' di progresso sia bastato a farlo evolvere.

Adele                            - Penso tu abbia ragione, Ninon.

Piero                              - Dovremmo investire in un partito, Ninon, e fargli vincere le elezioni. Ma i tempisono troppo lunghi.

Ninon                            - Possibile che dopo più di cinquant'anni di vita malamente vissuta, ad un uomocresciuto e vaccinato come te non vengano idee più brillanti?

Guido                            - I media servono a creare opinioni. basta usare in modo giusto i mezzi cheabbiamo a disposizione.

Ninon                            - È proprio quello che qualcuno sta facendo. Ma mi pare che i risultati finoraottenuti non abbiano portato molto lontano.             

Piero                              - Ma investendo miliardi nei media.

Ninon                            - C'è chi lo sta facendo da anni, ma arrivato al potere mi pare che annaspi.

Pippo                             - La televisione serve per lanciare mode che passano, non per creare opinioni cherestano.

Ninon                            - Bisogna avere cervello e farlo lavorare: una possibilità c'è.

Alice                             - E quale?

Ninon                            - Lillo, a te la parola

Lillo                              - Si destabilizza il paese. intimorendolo. facendogli paura.

Romea                           - Divertente come trovata. Ma come fare?

Ninon                            - Possibile non ci arriviate col ragionamento? Come potete vivere fuori dalla realtà? Baldo, per lo meno tu con una carriera militare alle spalle, saprai quale sia la strada più breve per arrivare al potere.

Baldo                            - Un militare si limita a servire la patria e non ha opinioni..

Ninon                            - E, poi, tu non ne hai mai avute. E tu, Guido, con la tua esperienza delle modernetecniche.

Guido                            - Veramente. io mi limito a sperimentarla, la tecnica. la uso come mezzo.

Ninon                            - Se tutti fossero stati come te, saremmo ancora all'età della pietra. E tu, Pierrot,che passando le ore a guardare la televisione sai tutto quello che succede nelmondo?

Piero                              - Non saprei cosa dire. Il mondo di oggi non lo capisco. Ma mi pare che la sola cosadi cui ha paura siano le bombe.

Ninon                            - Bravo. Sciocco rimani, ma meno di quanto pensassi. La bomba è la chiave ditutto.

Betta                             - Cugina, cosa vuoi dire?

Ninon                            - Che per cambiare il mondo ci vogliono le bombe. E noi le useremo.

Tutti                              - Le bombe?!?

Ninon                            - Le bombe.

Adele                            - E come? Spiegati.

Ninon                            - Dovete prima darmi la vostra adesione e promettermi il vostro impegno. Siamo elementi di un'antica famiglia. Un piccolo gruppo che se ben guidato, e io vi guiderò perché ho esperienza per farlo, può ottenere quello che vuole. Non siamo gente qualunque, nelle nostre vene scorre sangue di imperatori, di sovrani, di generali, di condottieri, persino di papi. Rappresentiamo l'aristocrazia del paese Possiamo fare molto, anche se rischieremo.

Guido                            - In che senso?

Ninon                            - Il pericolo non manca. Potremo saltare in aria, essere ammazzati, arrestati, linciati, massacrati. Ma se si riesce a farla franca, riprenderemo nelle nostre mani la situazione e voi diventerete gli eredi di tutta quanta la mia fortuna.

Betta                             - ... perché noi dovremmo.

Ninon                            - Mettere bombe. .

Adele                            - Noi?!? perché?

Ninon                            - Perché è giusto. logico. naturale. È il solo modo che abbiamo per farcisentire.

Adele                            - Spiegati meglio, cugina

Ninon                            - Appartenete a grandi famiglie, non avete mai aderito a partiti di sinistra, aveteuna tradizione liberale. nessuno può sospettare di voi, potrete agiretranquillamente.

Guido                            - ... ed andare a mettere bombe?

Adele                            - Pensi che una duchessa come me possa diventare una terrorista?

Alice                             - Finalmente avrai un'occupazione divertente. (ai ragazzi) Avete sentito?

Pippo                             - Gagliarda come idea.

Fabio                             - Mi pare geniale.

Carla                             - Ho sempre sognato l'occasione di fare qualcosa d'illegale.

Ninon                            - Ebbene, eccoti accontentata. Avrete ottimi insegnanti e collaboratori perché Gilda ha operato all'estero in gruppi eversivi e Lillo si è fatto le ossa in Sud America, con Sendero Luminoso ed altre organizzazioni terroristiche. Ed in più è nato a Quito, in Ecuador dove sei nato e dove sei stato adottato tu, che sei uscito da uno strano uovo.

Adele                            - Oh, Dio, hai saputo dell'adozione? Noi non volevamo darti un dispiacere ma.

Ninon                            - I tempi sono cambiati, cugina. Ed a me, ora fa piacere che Lillo sia nato nello stesso ospedale di vostro figlio e nello stesso periodo. Volevate nascondermi l'adozione, ma io so tutto, so sempre tutto. Non m'importa dell'adozione, vivendo momenti come questi. La rivoluzione non guarda per il sottile perché ha ben più importanti traguardi, ben altri fini. Fini che giustificano i mezzi. Bisogna essere uniti per vincere.

Gilda                             - El pueblo unido jamás sera vencido.

Romea                           - Mi pare di averlo già sentito questo slogan, non è di sinistra?.

Ninon                            - Gli slogan sono sempre intercambiabili. Quelli dell'estrema sinistra possono essere benissimo usati anche dall'estrema destra e viceversa. I valori non cambiano. Non è così, Lillo?

Lillo                              - L'importante è batterci. Ma bisogna saperlo fare. Avere la testa a posto. Fortunatamente per voi, non c'è artificiere più esperto di me. Ho passato la vita a preparare bombe e le ho felicemente fatte esplodere ovunque, negli stadi, negli aeroporti, nei supermercati, nei palazzi del governo. Sono scoppiate dove, quando e come era stato stabilito. I danni sono sempre stati quelli previsti. Colle mie bombe non c'è da aver paura. fidatevi di me e non sarete delusi.

Ninon                            - Stai calmo, Lillo, non eccitarti.

Gilda                             - I vostri parenti devono capire che non è facile avere collaboratori come noi. Veniamo dalle Ande dove abbiamo lavorato sodo ed ora abbiamo già pronti i nostri piani: luoghi, date, orari. Sono felice di potervi annunciare che abbiamo programmato vere e proprie carneficine.

Piero                              - Ma, Ninon, la nostra famiglia è sempre stata pacifista Tu, ora, a quanto pare, vuoi che facciamo esplodere delle bombe. Ma ce n'è proprio bisogno? A quale scopo dovremmo farlo?

Ninon                            - Spiegaglielo tu, Lillo.

Lillo                              - Per destabilizzare il paese e convincerlo che il terrorismo di matrice sovversivo-comunista è sempre in agguato.

Ninon                            - Naturalmente, per ogni attentato, faremo trovare delle giuste e solide rivendicazioni da parte di forze dell'estrema sinistra internazionale. Uno di voi metterà la bomba e gli altri si sguinzaglieranno per la città lasciando ovunque volantini che rivendicheranno l'attentato come azione di protesta dei comunisti. E tutti lo crederanno.

Piero                              - Ed allora?

Gilda                             - Messo in stato d'accusa, il comunismo per difendersi si rafforzerà. I nostri attentati dimostreranno che è attivo e pericoloso. Ed i soliti idealisti cercheranno di rimetterlo in piedi e organizzarne le forze. Basterà fidarsi dei vecchi nostalgici e delle giovani teste calde.

Ninon                            - Il marxismo ne uscirà rafforzato e la mia presenza ridiventerà politicamentenecessaria per sgominare il nostro eterno avversario.

Guido                            - Vuoi dire che lo farai rinascere per poterlo combattere.

Ninon                            - Non vi pare la migliore delle soluzioni?

Adele                            - E noi dovremmo trasformarci in terroristi?

Fabio                             - Finalmente daremo un senso alla nostra vita. Sarà bellissimo lasciare volantininei posti più strani.

Betta                             - Mi gira la testa, ma non credo sia lo champagne.

Gilda                             - Stia tranquilla, duchessa. La prima bomba è come il primo maschio che penetrauna vergine, dopo tutto diventa pienamente normale.

Lillo                              - ... e di grande piacevolezza. Non può immaginare la gioia che può dare unabomba piazzata nel punto giusto e che esplode come e dove si era stabilito.

Adele                            - Ma se capita una disgrazia, addio eredità.

Baldo                            - Tu, come tutti, pensi solo all'eredità.

Ninon                            - Pensa, invece, che dobbiamo dare il nostro contributo alla storia. I nostri antenati si sono sacrificati andando a combattere per le crociate in terra santa. Oggi non c'è più l'impero ottomano ed il nemico di noi tutti è il marxismo-comunismo.

Adele                            - ... E tu vuoi farlo rinascere.

Ninon                            - ... per distruggerlo per sempre. Sarà questo il contributo che darà al mondo lanostra aristocrazia.     

Fabio                             - ... un'aristocrazia bombarola.

Pippo                             - Ma fare una rivoluzione non è facile. Bisogna essere preparati, non ci si puòimprovvisare rivoluzionari.

Lillo                              - Lasciatevi guidare da noi, non abbiate paura.

Piero                              - Cugina Ninon, la tua proposta ci lascia senza parole.

Baldo                            - Ve lo avevo detto che se ci invitava aveva in mente una qualche catastrofe.

Ninon                            - Posso contare sulla vostra totale adesione?

Betta                             - Dacci per lo meno qualche giorno per rifletterci.

Ninon                            - Impossibile cambiare i nostri programmi. La prima bomba deve esplodere tratrentacinque minuti esatti nel cortile del nostro palazzo.

Guido                            - Qui? Proprio qui?.

Ninon                            - Bombe di sinistra non esplodono in metropolitana o nelle case popolari, ma per lomeno in un palazzo patrizio.

Betta                             - Ma qui ci siamo noi. E se ci fossero dei morti, Ninon.

Ninon                            - Oggi non ce ne saranno purtroppo, anche se sarebbero necessari. Speriamo nel futuro perché anche noi dobbiamo avere i nostri martiri. Senza martiri non si fa la storia. I morti ci vogliono sempre. Sono loro che motivano una qualsiasi rivoluzione. E l'aristocrazia deve avere i suoi eroi.

Piero                              - Ma la bomba esploderà proprio qui. nel cortile del palazzo?

Lillo                              - E dove, allora?

Ninon                            - Se dei terroristi di sinistra vogliono fare esplodere bombe come atto di eversione verso lo stato, quale altro obiettivo è meglio di questo storico cortile? Non è proprio questo il posto dove bruciavamo i loro simboli, le loro bandiere e tutto quello che poteva servire alla loro propaganda? Mettere una bomba qui è un'idea geniale A nessun investigatore potrà mai venire in mente che questa operazione l'abbia ideata io, la proprietaria del palazzo. Improbabile che una principessa metta le bombe nel suo palazzo.

Betta                             - Nessuno potrà mai neanche pensarlo.

Piero                              - Ma la bomba esploderà quando noi saremo ancora qui?

Ninon                            - Certo. Perché i terroristi, che hanno saputo chissà come, chissà da chi. traditori ce ne sono sempre ovunque. che ci sarebbe stata una riunione di famiglia, hanno deciso di attaccarci a tradimento. E non ci sarà chi non creda che siano quei maledetti marxisti che hanno voluto far esplodere una bomba nel palazzo che è sempre stato il santuario dell'estrema destra.

Guido                            - Sia come sia, però sarebbe meno pericoloso se la bomba esplodesse dopo che noiabbiamo lasciato il palazzo.

Ninon                            - Perché?

Guido                            - perché a questo genere di terrorismo bisogna abituarci poco a poco. Non possiamo avere un impatto improvviso con le bombe. Non siamo preparati. Siamo gente tranquilla.

Betta                             - E, poi, le bombe sono rumorose.

Guido                            - ... e le nostre signore sono sensibili e delicate, si preoccupano della loro sicurezza personale. avranno crisi di nervi. reagiranno negativamente.. Una bomba è pur sempre una bomba.

Ninon                            - Anch'io appartengo al sesso femminile e non ho mai avuto dimestichezza con bombe ed attentati. Eppure sono pronta a tutto. La guerra è guerra. I nostri antenati in battaglia non si sono mai tirati indietro davanti al nemico, cugini miei. Sarebbe da vigliacchi. Assumetevi le vostre responsabilità. È in giuoco non soltanto l'onore della nostra famiglia, ma quello di quell'aristocrazia a cui appartenete. Ed anche la mia eredità. Vi vedo poco entusiasti. Cugino Guido, hai paura? Sono stata chiara fin dal principio, vi ho detto che per raggiungere una giusta pace, occorre la guerra. E noi dobbiamo essere in prima linea. Prendete le vostre decisioni. Lillo, accompagnami nelle mie stanze. Non è che una bombetta mi faccia paura. eppure, sensibile come sono, mi rende ansiosa. Devo prendere un tranquillante. (piano) Temo che non possiamo fidarci di loro. . Questa volta mi pare di aver fatto un passo sbagliato. sono molto perplessa. (forte a tutti) Ci vediamo tra poco. (e Lillo esce spingendo la carrozzella, per ritornare subito dopo)

Pippo                             - Bisognerà dar fuoco alla miccia? Chi lo farà?

Fabio                             - Possiamo farlo insieme.

Romea                           - Hai esperienza di esplosivi?

Pippo                             - Una volta ho aiutato degli amici a fare i fuochi artificiali.

Carla                             - Io non ho esperienza di bombe, ma di armi si.

Alice                             - Io non posso far altro che l'infermiera. Ho molto gusto estetico per fasciare leferite.          

Baldo                            - L'iniziativa di Ninon, mi sbigottisce.

Adele                            - Cosa dovremmo dire noi? Tu, per lo meno, essendo stato nell'esercito hai piùesperienza. Avresti potuto diventare persino generale.

Baldo                            - Io mi sono sempre occupato di artiglieria pesante, mai di bombe. Ma comepossono esserle venute idee come questa? Non l'avrei mai creduta capace ditanto.

Gilda                             - (presentando un catalogo) La principessa per stasera ha scelto la meno pericolosedelle nostre bombe.

Lillo                              - La numero16 detta la travertina.

Gilda                             - Non farà molti danni.

Lillo                              - Danneggerà un po' l'edificio. La bomba servirà per l'inizio delle ostilità.

Gilda                             - (agli invitati) Queste sono le bombe di partenza. Poi via via se ne useranno di piùpotenti..

Piero                              - (chiamando a raccolta i grandi mentre la gioventù resta appartata a discutere) Mipare che Ninon faccia sul serio, cosa ne dite? La vecchia ci ha incastrati.

Guido                            - Fino ad un certo punto. Qualsiasi cosa succeda, la responsabilità sarà sempresua, noi non siamo certo la mente di queste follie.

Betta                             - E, poi, per il momento, non si fa nulla di grave, si tratta soltanto di una bombettanel cortile del suo palazzo, non ti pare Romea?

Romea                           - Qualche milione di danni. tutto lì. In Giamaica i giuochi sono più pericolosi. Si fanno saltare in aria interi villaggi. Ho conosciuto un terrorista. Dio com'era bello. con una sola bomba ha fatto saltare in aria un grande albergo. Non faceva che raccontare a tutti con orgoglio che c'erano stati 437 morti. È stata più micidiale la sua bomba che il tornado Bambolina.

Baldo                            - Bisogna abituarsi alla realtà. Gli attentati fanno parte della vita moderna. La gente non muore più in guerra, ma per strada, nelle piazze, sfracellata dalle bombe. È così nel mondo intero. In Asia, come in America e come in Europa. Ovunque. Non è cambiato solo il nostro modo di vivere, ma anche quello di morire. Ora Ninon mette delle bombe. se penso che in gioventù era presidentessa. di non so che comitato contro la violenza. E che mi ha fatto radiare dall'esercito perché io ero un po' troppo manesco col mio attendente.

Piero                              - Prima di tutto domandiamoci chi di noi sarebbe disposto ad andare a collocarebombe dove ci sarà richiesto di farlo.

Adele                            - Io non è che sia del tutto contraria. Se non mi si chiede altro che di seminare qualche bombetta mentre vado in giro a fare shopping, perché no? E sono d'accordo anche per lasciare volantini. Si potrebbe farlo insieme, Betta. .

Betta                             - Io ho abbastanza classe per poterlo fare con estrema eleganza. Nessunopotrebbe mai sospettarmi.

Romea                           - Io ho liberato una pantera nera nel giardino di un mio vicino che non se n'è mai lamentato. È vero che non ne ha avuto il tempo, perché la belva, terribilmente vorace, se lo è subito divorato.

Adele                            - Io le bombe le posso mettere, ma voglio chiarire prima quale sarà la mia parted'eredità. Ninon deve dichiararlo, nero su bianco.

Betta                             - Anch'io lo voglio sapere. Non mi va certo di rischiare per essere fregata.

Fabio                             - Anche perché bisogna riconoscere che maman è bravissima in tutto e sarà geniale anche nel collocare bombe. Ricordi i graziosi pacchetti-regalo che abbandonavamo furtivamente sulle panchine dei giardinetti? E chi li apriva restava con un palmo di naso perché dentro trovava solo topi morti ed altre porcherie nauseabonde.

Adele                            - I pacchi li faceva papà, che ha un gusto delizioso.

Piero                              - Invece dei topi morti, nei pacchetti metteremo le bombe. Ne farò di bellissimi. Houna notevole collezione di carte colorate graziosissime. fiocchi e nastrini.

Guido                            - Ma che ti viene in mente? I pacchi devono essere rozzi, anonimi. bisognaimpiegare comune carta da imballaggio. di quella ruvida.

Gilda                             - O borse e valigette in vilpelle.

Baldo                            - Io potrei incaricare il mio maggiordomo. È bravissimo. Mentre va a prendere inconvento la minestra dei poveri da portarmi a casa.

Betta                             - Ma come fai a mangiare quella robaccia?

Baldo                            - Dovresti provarla anche tu, è buonissima. Basta darle un po' di tono con una grattatina di tartufo, servirla nei favolosi piatti di faience importati secoli or sono dalla Francia. Giustissimo, incaricherò il mio vecchio maggiordomo di piazzare le bombe. Divertente, no?.

Guido                            - Operazioni così delicate bisogna compierle personalmente. Non si delega undomestico.

Adele                            - ... che per quanto fidato finisce sempre per confidarlo a qualcuno.                

Pippo                             - Anche io e mia sorella abbiamo la consuetudine agli scherzi. Ne abbiamo fattitanti ai nostri amici. Certe risate.

Betta                             - Questi faranno ridere molto di meno perché provocheranno una quantità dimorti.

Carla                             - Cosa può importarcene. Gente mai vista né conosciuta.

Alice                             - E, poi, è sempre meglio morire per una bomba piuttosto che per un maleincurabile. Non siete d'accordo?

Gilda                             - Mi pare che i signori prendano un po' tutto superficialmente. Una rivoluzione non è, se mi permettono, un giochetto di società. Io e Lillo, che la viviamo in prima persona, possiamo parlarne con cognizione di causa.

Guido                            - Ma mi pare di aver capito che voi vi siete sempre battuti per la sinistra. Cos'èquesto voltafaccia?

Lillo                              - Gilda ed io siamo sempre stata contro le tirannie e le dittature.

Carla                             - E così ora siete passati dalla parte opposta.

Gilda                             - Più che combattere per un'idea, si combatte per cambiare quello che non cipiace.

Lillo                              - E noi ci siamo sempre battuti contro quello che non ci va.

Adele                            - Per noi il mondo va benissimo così com'è. È la nostra vita di ogni giorno. chevogliamo migliorare.

Betta                             - Noi ce ne infischiamo degli ideali, crediamo soltanto nel valore del danaro.

Romea                           - Io sono sincera, sono disposta a tutto per avere una parte consistente dell'eredità. Non sei d'accordo con me, Carla?.

Carla                             - Respirerò di sollievo quando la villa dove abitiamo sarà nostra.

Lillo                              - Insomma, a voi non importa cambiare il mondo?

Pippo                             - 11   mondo rimarrà sempre quello che è. Ne sono scoppiate tante di bombe nel nostro paese. Di destra, di sinistra, di centro. Qualcosa è cambiato?

Piero                              - Come hai ragione, Pippo. Ci sono stati processi, inchieste, scandali ma tutto èrimasto com'era.

Guido                            - Ed i veri colpevoli non si sa ancora chi siano.

Fabio                             - Queste bombe hanno per noi un loro fine pratico: servono per ereditare una fortuna che altrimenti ci sfuggirebbe. E, se per ottenere un benessere, è necessario ammazzare e far scoppiare bombe, io, come tutti gli altri, sono dispostissimo a farlo.

Carla                             - Non è colpa nostra se non abbiamo ideali, non ce ne hanno lasciati.

Baldo                            - Il mio ideale, come quello di tutta la famiglia è di credere in un mondo borghese che conceda privilegi ad una classe di famiglie come le nostre. Siamo aristocratici e non possiamo essere declassati.

Piero                              - Noi collaboreremo con nostra cugina in cambio dei vantaggi che ci potrannoderivare. Non lo facciamo per dovere, ma per conquistare il nostro benessere.

Guido                            - Del resto nostra cugina ci conosce e sa quello che può aspettarsi da noi.

Betta                             - A questi esperimenti rivoluzionari non crediamo ma, davanti ad un'eredità dadividere tra noi, sarebbe assurdo tirarci indietro.

Lillo                              - Senza pensare ai morti che ci saranno?

Baldo                            - Se le bombe non le metteremo noi, ci sarà chi lo farà al posto nostro.

Betta                             - E vittime ce ne saranno sempre, con noi o senza di noi.

Alice                             - Dovremmo sentirci responsabili noi di quelli che muoiono saltando in aria?

Gilda                             - Un atto di terrorismo non è mai un incidente, ma un atto volontario di rivoltacontro un'oppressione.

Adele                            - Ogni epoca ha i suoi morti. Quante teste sono cadute durante la rivoluzione francese? E quelli erano aristocratici come noi, morti per niente. Chi se n'è preso la responsabilità? I borghesi. Perciò se faremo saltare in aria qualche borghese, pazienza. Nessuno saprà mai che siamo stati noi.

Betta                             - Se con questo otterremo un po' più di benessere. perché tirarci indietro?

Alice                             - Chissà come mi invidierebbero i miei amici se sapessero quali compiti mi haaffidato la zia principessa.

Carla                             - Invece bisognerà mantenere il più assoluto segreto.

Pippo                             - Io qualche bombetta la farò esplodere anche dove so io. C'è un baretto dalle mieparti, dove ci sono ragazzi così stronzi.

Fabio                             - Io che non amo lo sport ed odio le palestre. posso prendermi il gusto di mettereuna bomba in uno stadio affollato.

Gilda                             - Lillo, cosa pensi sentendo questi discorsi?

Lillo                              - Direi che i signori qui presenti non possono certo chiamarsi idealisti. Eprobabilmente non condividono nemmeno le idee di Madame.

Gilda                             - Noi abbiamo sconsigliato la principessa di contare su di loro per la realizzazione di questo progetto, perché se non c'è entusiasmo in quello che si fa, è più difficile agire. Madame non ci ha dato retta ed ha voluto fare loro la sua proposta.

Lillo                              - I signori sono come sono. Né di destra né di sinistra. Il mondo per loro va benecosì.

Betta                             - Effettivamente. Per noi la destra o la sinistra è la stessa cosa, pur che non vadacontro i nostri interessi.

Gilda                             - Se vogliono sapere il mio modesto parere, penso che collaborando a metterebombe farebbero una pazzia. Loro sono dei borghesi e non dei rivoluzionari.

Lillo                              - E questa è anche la mia opinione. Non si offenderanno se dico che seminerebberoil mondo di bombe senza alcun vantaggio.

Guido                            - Sinceramente, voi che avete una certa esperienza in questo campo, pensate che il programma di nostra cugina sia attuabile? Che possa fortificare la destra per potere poi distruggere la sinistra?

Lillo                              - Assolutamente no.

Piero                              - Ed allora perché l'appoggiate?

Gilda                             - Noi siamo rivoluzionari ed ovunque c'è una rivoluzione siamo presenti.

Lillo                              - ... siamo contro l'ordine stabilito, per natura.

Piero                              - Insomma credete o no alla politica della principessa?.

Lillo                              - Neanche un po'. Ma lei nella sua infatuazione si crede infallibile.

Betta                             - Noi crediamo solo nell'eredità. E per l'eredità siamo qui.

Gilda                             - L'eredità si può ottenere anche senza bombe.

Romea                           - Si, ma come?

Gilda                             - Con una morte. Una sola.

Piero                              - Cosa volete dire? Non possiamo assassinare nostra cugina?!?

Lillo                              - Pensate sia meglio ammazzare degli sconosciuti piuttosto che un'anzianaparente?

Baldo                            - Certo. Ragionandoci sopra sarebbe più semplice far fuori nostra cugina.

Romea                           - Magari? Ma come?

Fabio                             - Certo sarebbe molto più spiccio far fuori lei!

Betta                             - Magari fosse possibile. Ma credete sia semplice?

Gilda                             - Molto più di quanto pensiate.

Baldo                            - E si potrebbe sapere come? (agli altri) Domando soltanto per curiosità.

Adele                            - Noi siamo curiosi quanto te. Diteci cosa si potrebbe fare.

Betta                             - Lo domandi come fossi convinta che è possibile farlo.

Piero                              - Perché tu esiteresti?

Lillo                              - Noi siamo disposti ad aiutarvi, se scegliete questo progetto. Naturalmente tuttoha un prezzo.

Guido                            - Certo, ci si metterà d'accordo.

Gilda                             - Meglio farlo subito.

Betta                             - Cosa vorreste in cambio?

Lillo                              - Dividere insieme a voi in parti uguali l'eredità.

Piero                              - L'eredità? Ma voi cosa c'entrate? Non siete nemmeno parenti.

Baldo                            - Dovremmo dividere tutti i beni di nostra cugina con voi? 

Gilda                             - Queste sono le nostre condizioni. Prendere o lasciare.

Lillo                              - Se non le accettate, come non detto. Amici come prima. Vi aiuteremo a piazzare bombe cercando di non farvi beccare dalla polizia. Ma la decisione dovrebbe essere presa subito, perché non abbiamo molto tempo davanti a noi.

Baldo                            - Perché dovrebbe succedere subito?

Gilda                             - La bomba in cortile dovrebbe scoppiare tra meno di un quarto d'ora.

Adele                            - Quale sarebbe il vostro piano?

Lillo                              - La principessa vuole essere lei stessa a far esplodere questa bomba che segneràl'inizio dell'attività del suo programma.

Adele                            - Ha in casa specialisti come voi, perché dovrebbe farlo lei personalmente?.

Lillo                              - Perché ci tiene a dimostrare che, nonostante il suo nome e la sua età, ha ilcoraggio di partecipare all'operazione e darvi così il suo esempio.

Baldo                            - Perciò maneggiando lei la bomba.

Lillo                              - ... facilita il nostro piano.

Betta                             - In che modo?

Lillo                              - Se la bomba scoppia prima del tempo, la principessa dovrà per forza saltare inaria anche lei.

Gilda                             - Lillo sa come deve fare, è il suo mestiere.

Betta                             - Ma se nostra cugina salta in aria ci sarà un morto, verrà la polizia, si farannodelle indagini, potremmo essere incriminati.

Gilda                             - La principessa ha fatto bene le cose perché una misteriosa organizzazione terroristica internazionale di estrema sinistra rivendicherà l'attentato nel momento in cui avverrà, prendendosene tutte le responsabilità. Ed in città si scopriranno presto dei volantini dov'è scritto che i comunisti si assumono la paternità dell'attentato.

Adele                            - Non capisco.

Gilda                             - È semplice, quando la polizia riceverà l'annuncio dell'attentato, la bomba sarà giàesplosa. Chi verrà per controllarlo non potrà far altro che constatare che labomba è veramente esplosa nell'ora e nel luogo indicato. E si accorgerà che c'è stata una vittima.

Lillo                              - ... un'anziana nobildonna che per tutta la vita non ha fatto che battersi contro la sinistra. Logico che la sinistra si sia vendicata con un attentato nel cortile del suo stesso palazzo. Impossibile dubitare che la bomba non sia stata collocata proprio per eliminarla.

Baldo                            - Ingegnoso. Il ragionamento non fa una grinza.

Adele                            - Ma come giustificare la nostra presenza?

Gilda                             - Qui c'era una riunione di famiglia molto riservata. Lo sapevano tutti, tant'è vero che il personale non era nel palazzo perché aveva avuto il suo giorno di libertà. I terroristi hanno sperato di poter far fuori i membri principali della famiglia, ma non sono riusciti che a far saltare in aria la principessa.

Guido                            - Perciò essendo i soli parenti, erediteremo tutto quanto le appartiene.

Gilda                             - Voi i parenti, noi i suoi fedeli collaboratori.

Piero                              - E se noi non tenessimo conto della vostra richiesta?

Gilda                             - Diremo alla polizia che si tratta di uno squallido delitto a scopo di lucro per eliminare un'anziana aristocratica In parole povere: ricca signora fatta saltare in aria dai suoi stessi parenti per averne l'eredità

Lillo                              - ... con l'aggravante di aver tentato di addossare il delitto a misteriosi terroristi.

Pippo                             - Io sono il più giovane e non tocca a me decidere, ma non esiterei ad accettarequesto magnifico progetto.

Carla                             - Io mi associo. Per lo meno non torneremo in Giamaica a mani vuote.

Romea                           - Con quello che ci è costato il viaggio.

Betta                             - E, poi, invece di tante bombe, ne basterà una sola.

Alice                             - Del resto se si riflette bisogna pensare che Ninon ha una certa età. E non è chel'abbiamo trovata molto in forma.

Romea                           - Ha un colore che non mi piace. Potrebbe avere un brutto male.  Fabio      - Invece così farà una bellissima morte.

Lillo                              - Rapidissima. Non se ne accorgerà. Sentirà appena lo scoppio della bomba.              

Guido                            - Invece di una malattia che la farebbe soffrire chissà quanto.  

Adele                            - Una bombetta e via.

Romea                           - Una morte invidiabile

Lillo                              - Allora tutti d'accordo? Nessuna obbiezione?

Gilda                             - Tutti favorevoli? Nessun contrario? Nemmeno un astenuto?

Lillo                              - Mi pare che la decisione sia stata presa all'unanimità. Non si poteva trovaresoluzione migliore.

Gilda                             - Non resta che preparare la bomba. Ne abbiamo appena il tempo.  

Baldo                            - Si tratta di una bomba ad orologeria?

Lillo                              - Basta spostare il tempo dello scoppio.  

Pippo                             - In che senso?

Lillo                              - Invece di dare il tempo a chi la colloca di mettersi in salvo, basta farla scoppiarenello stesso istante in cui viene lasciata.  

Piero                              - Ma avete detto che questa non è una bomba di grande portata.  

Gilda                             - No, se scoppia all'esterno no, ma un morto senz'altro ci scappa. Anche due.  

Lillo                              - ...se scoppia all'aperto. Al chiuso può fare anche una carneficina. Ricordi, Gilda, quella che abbiamo fatto scoppiare in caserma a Santafé, era esattamente dello stesso tipo di questa ed ha fatto cinquantatre morti.Betta     - Così tanti?

Lillo                              - Vuole scherzare? Una bomba è pur sempre una bomba.  

Gilda                             - Al lavoro, Lillo. Non perdere tempo.

Lillo                              - (estrae da una cassapanca la bomba e comincia a prepararla)

Piero                              - Allora, Adele, sei soddisfatta?

Gilda                             - Sbrigati, Lillo. È l'ora, Devo andare a prenderla ed accompagnarla qui. (esce)

Baldo                            - Fai in tempo prima che lei arrivi?

Lillo                              - Ho già fatto tutto. Per uno del mestiere come me questo è uno scherzo dabambino.

Fabio                             - Credevo che in questo ricevimento mi sarei annoiato, invece mi diverto un mondo

Carla                             - A me non era ancora capitato di assistere ad un delitto. E a voi?

Pippo                             - A noi mai.

Alice                             - Ora ci sarà più facile andare a trovarvi in Giamaica.  

Romea                           - È andato meglio del previsto. Tutto è bene quel che finisce bene.

Lillo                              - Come faccio saltare in aria lei, così potrei fare con tutti voi se non rispetterete ipatti.

Baldo                            - Ma com'è che tu e Gilda avete accettato di lavorare per lei?

Lillo                              - ...per arrivare a fare quello che col vostro consenso stiamo facendo.

Ninon                            - (fa il suo ingresso sulla carrozzella guidata da Gilda) Non so cos'avrete detto dime. Che sono una matta, un'esaltata, che ho perso la mia proverbiale lucidità.  

Baldo                            - Perché, Ninon? Siamo felici di seguirti nella tua pazzia.  

Ninon                            - Non è pazzia. Ho passato la vita a difendere i miei ideali ed ora per continuare a farlo sono arrivata persino a fare uso di bombe. Voi non mi capirete perché non avete ideali, il vostro è uno spirito plebeo. non avete nulla di diverso dai piccoli borghesi. Avete rinunciato alla grandezza della nobiltà, ai suoi ideali, alle sue follie. In questa lotta a cui vi associo qualcosa imparerete, per lo meno a credere in certi valori. Io sono vecchia ma combattiva e ve lo dimostro collocando personalmente questa bomba che sarà la prima di una lunga serie e cambierà il corso della storia. (nel silenzio generale)

Adele                            - Ninon, non dovresti essere tu ad esporti.  

Betta                             - Sappiamo che sei coraggiosa, ma non devi esagerare.  

Guido                            - Ci sono persone giovani che possono farlo.  

Romea                           - Non vorremmo ti succedesse qualche spiacevole imprevisto.  

Ninon                            - E perché mai dovrebbe succedermi?

Pippo                             - Sarei felice di prendere io il tuo posto.  

Fabio                             - Potrei farlo io con Pippo.  

Ninon                            - Quando prendo una decisione non cambio idea.  

Lillo                              - Principessa, mancano pochi minuti.  

Ninon                            - Consegnami la bomba, Lillo.  

Gilda                             - Principessa, ma se succedesse.  

Ninon                            - Farò vedere a questi sciagurati dei miei cugini come si fa a capovolgere ilmondo.  

Lillo                              - Principessa, non dovrà che strappare questa linguina.  

Ninon                            - So come si fa. È inutile che ti ripeta.  

Betta                             - Ti auguro che tutto vada bene, Ninon.  

Adele                            - Ti siamo vicino, cugina.  

Baldo                            - Vicini, ma non troppo. (e scoppia a ridere)

Ninon                            - (lo guarda con sospetto) Cosa vuoi dire?.  

Baldo                            - ...che quando la bomba scoppia non vorremmo saltare in aria anche noi.

Ninon                            - Perché? Pensi che io possa saltare in aria? Non preoccuparti, basta rispettare itempi.

Romea                           - Sappi prima di andartene che tutti noi siamo ben felici di averti rivista.  

Alice                             - ...e ci resterà un bel ricordo di te.  

Ninon                            - Lo credo bene. Lillo, quanto tempo ho prima dello scoppio?

Lillo                              - Un minuto e quarantacinque secondi.  

Ninon                            - Mi basteranno. Addio a tutti.

Adele                            - Lascia che prima ti abbracci.               

Betta                             - Anch'io.

Ninon                            - Non ce n'è bisogno, niente sentimentalismi.

Baldo                            - Che Dio te la mandi buona.

Ninon                            - Non avevo dubbi su di voi.  

Guido                            - Possiamo dirti che siamo veramente felici di essere oggi qui?

Ninon                            - Lo vedo, Guido. E sto rendendomi conto della serietà delle vostre intenzioni.

Piero                              - Facciamo nostra la tua lotta, cugina.

Ninon                            - È una vera gioia sentirvelo dire con tanta sincerità.

Lillo                              - Ecco la bomba, Madame. Pronta per esplodere. (le consegna la bomba)

Ninon                            - (prende la bomba come fosse un neonato, stringendola al seno) Gilda, spingi lacarrozzella fino alla porta. Poi lasciami andare da sola.  

Gilda                             - Come desidera, madame. (spinge la carrozzella fuori. Come Ninon esce tuttimanifestano silenziosamente la loro gioia abbracciandosi tra loro)

Baldo                            - (non ce la fa a star zitto ed urla) È fatta. È fatta!(all'improvviso la porta da cui è uscita Ninon si apre e)

Ninon                            - (riappare con la sua carrozzella) Non è detto, cugino Baldo Non è detto.

(lancia contro i parenti la bomba che esplode lasciandole il tempo di mettersi in salvo. Buio).

Fine

 

 

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