Barabba

BARABBA

Titolo originale: Barabbas

Dramma popolare in tre atti

di MICHEL DE GHELDERODE

Traduzione di Guido Guarda

PERSONAGGI

BARABBA

GES' (non parla)

PROCULA - PILATO

CAIFA - ERODE

UN SACERDOTE

IL BUON LADRONE

IL CATTIVO LADRONE

IL CAPO CARCERIERE

LA SENTINELLA

GIUDA - YOCABETH

MARIA - MADDALENA - PIETRO

GIOVANNI - ALTRI QUATTRO APOSTOLI

L'UOMO DEL BARACCONE

IL PAGLIACCIO

POPOLANI - SOLDATI

L'azione si svolge a Gerusalemme, dalla notte sul venerd di Pasqua al pomeriggio di quello stesso giorno.

ATTO PRIMO

Il carcere del Pretorio. Un camminamento sopraelevato corre intorno alla prigione, alla quale si accede da alti gradini tagliati nel granito. Tenebre. Silenzio profondo. Poi, di lontano, lunghi sibili, come segnali. Infine, ululati.

Voci - Barabba!... Barabba!... Barabba!...

Barabba - (si lamenta, come destandosi) Hm. Barabba. (Sbadiglia) Chiamano Barabba. Vi ho sentiti. Sono io, Barabba. Eccomi qui: in galera, incatenato. Gridate il mio nome ai quattro venti...

Voci - (spegnendosi) Barabba!...

Barabba - Basta! Lasciatemi dormire nella mia notte eterna. Non posso far altro che dormire e mordere le catene, come una bestia. Venite forse a liberarmi, coi vostri fischi? O volete avvertirmi? Di che cosa..., che non potete forzare questa prigione, strapparmi al patibolo!....

Voci - (lontanissime) Barabba!...

Barabba - Non vi stancate mai di gridarlo, il mio nome? Vorreste forse insegnarmelo? Sono io, Barabba: condannato a morte, imprigionato, maledetto, ma temuto lo stesso. Mi temeranno sino a quando non sar morto ignominiosamente, davanti a quei sacerdoti, a quei giudici, a quella folla che fio fatto tremare di paura e che tremeranno ancora. Sar una morte tragica e patetica come uno spettacolo, dignitosa e angosciosa. Sar il mio trionfo. Morir senza arrendermi, con tutta la violenza del mio odio, bestemmiando, contro ogni legge, come ho sempre vissuto.

Voci - Barabba!...

Barabba - E intanto che aspetta, Barabba vi saluta, canaglie!, dal fondo di queste tenebre puzzolenti. Non vi vedo pi, ma vi fiuto: sapete di selvatico. La vostra razza non si lascer distruggere. Fate che il delitto viva in eterno, quanto l'uomo, e che io sia d'esempio.

Voci - Barabba!.,. (Uno squillo di tromba).

Barabba - L'alba. Vengono? E' stamattina, forse, Bisogna farsene una ragione. Verranno armati, forniti di lacci e di bavagli: sanno che un Barabba non muore come un agnellino. Vedrete che putiferio. Dovr comportarmi bene, io. E voi, che cosa farete? Ricordate il processo? Una scorta che neanche un re... Dormite? Ci scommetterei: state sognando che qualcuno vi spalanchi la prigione e vi dica: Andate, siete liberi. Hm, meglio lasciarli dormire.

Il Buon Ladrone - (si lamenta) Barabba...

Barabba - Che cosa c'? Aspettate che vi conforti? (Ride) Pensate al patibolo: pensateci e consolatevi. Sta scritto che non marciremo pi a lungo in questa fossa.

Il Buon Ladrone - Barabba...

Barabba - Ancora! Siete o no dei delinquenti? E allora seguite il vostro destino fino in fondo. Il capestro fa parte del vostro mestiere. Morire d'una morte dura e amara non nulla, per chi semina morte. Non mi direte che provate dei rimorsi!

Il Buon Ladrone - Un po' di luce, Barabba...

Barabba - Mi fate piet. Piantatela di frignare, o dovr vergognarmi di voi e otterr dai giudici la grazia di morire da solo. E del resto, non siete che delle miserabili comparse. Non vi d coraggio la mia presenza? Non siete fieri di salire il patibolo con me? (Pausa. Barabba si mette ad urlare) Siete dei rassegnati, siete gi morti! (Afferra le sbarre della cella e le scuote. Un soldato accorre) Via quella lanterna, mi abbaglia! Ti senti coraggioso, eh, di fuori!

Il Soldato - Che cosa fai?

Barabba - Provo la solidit delle sbarre. E' vero che questa cella stata costruita apposta per me? Ringrazia la tua stella che le sbarre sono ben robuste, altrimenti la tua lanterna, te la farei ingoiare.

Il Soldato - Guardati dalla tua superbia.

Barabba - Ti invito al banchetto della mia morte, furfante! Ti sono riconoscente, perch hai vegliato su di me. Ti voglio bene come a tutto ci che brulica qui dentro: i topi, i millepiedi, i ragni... Accostati.

Il Soldato - (-provocante) Toh, divertiti! (Il suo riso beffardo viene soffocato da un urlo. La lanterna si spegne. Barabba sogghigna).

Barabba - Ciurmaglia! Accorrete con forche e torce: la preda vi attende. (Sopraggiungono sul camminamento il capo carceriere e tre soldati con picche e torce) Chi va l, il boia? (Abbandona la presa e cerca di sfuggire al bagliore delle torce).

Il Capo Carceriere - Verr, non temere. Quando, non so. Be', che cos' 'sto baccano?

Barabba - So dominarmi, io, anche nella collera. Dovresti saperlo, capo, tu che fingi di non conoscermi: vecchio compare, ladro rimesso a nuovo. Ce l'hai fatta, eh? Eccoti divenuto servo dello Stato. Che carriera!

Il Capo Carceriere - Silenzio!

Barabba - Sono condannato a morire, non a tacere.

Il Capo Carceriere - Giusto. Ascolta, Barabba: sei condannato a morte...

Barabba - Ammazzatemi e non se ne parli pi.

Il Capo Carceriere - E io te ne voglio parlare, invece; e tu mi ascolterai. Credimi, ti conviene mostrarti rassegnato. Fingi, almeno, di pentirti.

Barabba - Fingere?

Il Capo Carceriere - Se fai come ti dico, forse i giudici saranno clementi con te.

Barabba - Potessi crepare sull'istante.

Il Capo Carceriere - Sicch, non te ne importa niente di rivedere il sole, le strade, il mondo; di ritrovare tutto ci che vita?

Barabba - Queste storie raccontale a dei poveracci, non a Barabba. Hanno messo una taglia sulla mia testa e sono stato condannato settantasette volte.

Il Capo Carceriere - Sii prudente: non il capo carceriere che ti parla, il tuo vecchio compare. Barabba - - Insomma, spiegati.

Il Capo Carceriere - Io non sono profeta, ma ti ripeto: spera. (Fa per andarsene).

Barabba - Capo!

Il Capo Carceriere - Che cosa c'?

Barabba - Ecco... mi sento turbato, sento improvvisamente di poter sperare. Ti ho capito, vedi? Mi arrendo, mi metto in ginocchio. Non sfuggir alla morte, lo so, ma mi sostiene la tua generosit.

Il Capo Carceriere - Dove vuoi arrivare?

Barabba - lo ne ho, di coraggio. Sulla forca canter lodi alla giustizia e all'integrit dei giudici; alla folla che assister all'esecuzione dir di sfuggire il male. Ma lascia che ti rivolga una preghiera, capo. Non dire di no a uno che sta per morire.

Il Capo Carceriere - Che cosa puoi desiderare ancora?

Barabba - Ci che desideri anche tu. Avvicinati. Fammi sentire il tuo alito.

Il Capo Carceriere - (ride) Hai sete?

Barabba - Ho sete, s. Il rimorso ha assunto questa forma di tortura. La sete la mia punizione. Non voglio perdono, sole, libert, vita. Voglio bere, bere, bere!...

Il Buon Ladrone e Il Cattivo Ladrone - (si erano avvicinati) Oh, s... Da bere!... Da bere!...

Il Capo Carceriere - Berrai, Barabba. Ti dar di quel vino che viene distribuito ai soldati prima della battaglia: vino pesante, vino plumbeo che sa di zolfo, che inchioda per terra.

Barabba - Che agonia meravigliosa. Dammelo, dammene molto! La mia gola una voragine, il mio cervello una rupe: e occorrono mari e mari del tuo vino per sommergere la rupe. Dammi qua. Cos non crocifiggeranno un bandito, ma un sacco putrido; e dalle mie cinque piaghe non sgorgher sangue, ma vino!

I Due Ladroni - Da bere... Anche noi abbiamo sete... (Il capo carceriere fa segno ai soldati. Uno di costoro va a prendere un'anfora. Un altro apre uno sportello e l'anfora viene fatta passare dentro alla cella).

II Capo Carceriere - Ecco il vino. Bevi! E speriamo che quando sarai ubriaco ti vengano i buoni propositi. Sarebbe ora. Fra poco verr uno di quei dottori della legge che ti hanno condannato. E' gente che ci tengono a essere riveriti. Bevi... e spera! (Il capo carceriere se ne va, seguito dai soldati).

Barabba - (abbraccia l'anfora) Intanto io bevo, e la speranza verr. (Ai ladroni che gli girano intorno) E voi, perch mi strisciate intorno come serpi? Che cosa volete?

I Due Ladroni - Ho sete! Dacci da bere!

Barabba - Non vero. Soltanto io ho sete. E questo vino appartiene a me. Bevete la vostra acqua putrida, voi due.

I Due Ladroni - Abbiamo sete!

Barabba - (beve) Ah!... Eccellente! Indietro... Non aggrappatevi alla mie gambe... Via! (Li -prende a calci).

II Buon Ladrone - - Abbi piet, Barabba. Tu sei superiore a noi e ti meriti quel vino, d'accordo. Ma non siamo forse eguali di fronte alla morte?

Barabba - Che razza di discorso! (Beve).

Il Buon Ladrone - Tu sei forte, Barabba: sei un leone.

Barabba - Lasciate che il leone beva. (Beve).

Il Cattivo Ladrone - Barabba, ti sveler un segreto. Da' qui.

Barabba - Ti ascolter bevendo. (Beve).

Il Cattivo Ladrone - Un segreto, ti dico. Ho sentito dire dai soldati che per la festa di Pasqua liberano un criminale. Dammi da bere!

Barabba - Che m'importa? Che cosa c'entro io?

Il Buon Ladrone - E' vero, Barabba. Se mi lasci bere e se liberano me, far in modo che sii graziato tu al mio posto.

Barabba - Quale spirito di abnegazione! (Rigetta un fiotto di vino) Questo vino denso come un veleno. Dovete assaggiarne.

I Due Ladroni - (con gioia frenetica) Oh, Barabba! Grazie!

Barabba - Ma non ce la farete. Questo liquido nero, questa melma amara vi stroncher braccia e gambe peggio del carnefice. Vi dovranno trascinare ubriachi sopra il patibolo. Bello spettacolo per la folla! (I due ladroni cercano di impadronirsi dell'anfora) Non ve ne importa niente? Scommetto che per questo vino sareste capaci di uccidere vostro padre, i vostri fratelli... ed anche un re!

I Due Ladroni - Peggio! Peggio!

Barabba - Oh, cos mi piace! Bevete! (Solleva la anfora e versa il vino sui due ladroni che stanno sotto, in ginocchio, a bocca spalancata. Barabba rutta) Hanno pigiato per noi viti maledette, bruciate dalla tempesta. Ho in bocca un sapore di sangue, ho su per il naso un sentore di sangue... Che cosa ne dite, voi?

II Cattivo Ladrone - Buono! Ho la testa che tutta un fuoco. Ero cos la sera del delitto.

Il Buon Ladrone - Vorrei cantare, come cantavo poco prima di uccidere.

Barabba - Cantare? Voi non sapete cantare. Io s, sono capace. La mia voce come la brezza della foresta o la marcia di un'orda di barbari: melodiosa e travolgente. Che cosa volete ascoltare? I pi bei canti sono quelli che inneggiano alla morte. (Non riesce a trattenere un singhiozzo).

Il Buon Ladrone - Che hai, Barabba? Se piangi tu, che cosa dovremmo fare noialtri?

Barabba - Venite qui, voglio abbracciarvi. Non crediate che mi lasci andare: il vino. Ed anche uno strano turbamento che si impadronito di me. Poco tempo fa eravamo tre ragazzi, e nessuno sapeva che saremmo diventati tre criminali. E adesso, in nome di leggi che non conosciamo, ci uccidono perch altrimenti noi continuiamo ad uccidere. Ma il delitto domina sovrano su tutta la terra, e non c' nessuno che possa impedirglielo. Non c' nessuno che voglia cambiare questa situazione... Datemi da bere. Basta commedie! Chi canta di voi due? Cantiamo. Le nostre voci copriranno quelle della soldataglia, per risuonare di l dalle mura e destare i nostri padroni nei loro palazzi. Conoscete le canzoni dei carnefici? No, vi canter quella degli assassini. Ascoltate il canto del delitto. Si comincia col cantare e alla fine si uccide. Ecco qua. (Pausa. Poi Barabba canta) Quando Barabba vagava - per le strade, a tentoni, - nell'ombra, - sopra la terra gridava - e sospirava con angoscia. - La terra, che chiede sangue! .

I Due Ladroni - Vai avanti, Barabba!

Barabba - (ride) La canzone del delitto, ve l'ho detto. Non dovete meravigliarvi di niente. Alla fine dell'ultima strofa uccido qualcuno. State a sentire e... occhi aperti. Adesso io m'incammino e voi seguitemi. (Fa l'atto di procedere a fatica. Ricomincia a cantare) Adesso il mio pugno una clava - ed il mio petto una cappa di piombo. - E le mie dita son come morse. - Sono pi armato del demonio... - Ecco: la terra assetata di sangue! .

II Buon Ladrone - Da quale parte sei diretto, Barabba?

Barabba - Un momento. Non vedete niente? Io l'ho gi veduta, la vittima. Pu darsi che sia effetto del vino, eppure... (Riprende a cantare e intanto fissa lo sguardo verso un angolo della cella) Un uomo procede lungo la via: - viandante al termine delle sue pene. - Ecco l un uomo. E' una preda -che palpiter fra le mie mani. - Arida, la terra berr il suo sangue! .

Il Cattivo Ladrone - E' vero! C' sul serio una vittima, l in fondo. (Al buon ladrone) Ehi, siamo proprio ubriachi...

Barabba - (procede verso l'angolo della cella, ma esita ancora) C' qualcuno? Allora, il delitto imminente. Ascoltate l'ultima strofe. (Canta con voce soffocata) Il delitto prorompe fuori di me - come il mare - come la rosa che sboccia. - I miei tendini come una fionda - sono tesi. - Stringo la preda. Ecco: un cadavere. - La terra continua a bere, avida di sangue! .

I Due Ladroni - Uccidila! Eccola l! (Dal fondo della cella giunge un urlo lacerante. Barabba indietreggia sconvolto).

Barabba - Chi ha gridato? Siete stati voi due a gridare? Io cantavo. Le tenebre hanno urlato. Ho commesso un delitto?...

II Buon Ladrone - Guarda laggi nell'ombra... Sortilegio!

Il Cattivo Ladrone - Gli uomini non urlano a quel modo. Avete sentito che lamento? Hai ucciso qualcuno, Barabba. Tu non cantavi: uccidevi!

Barabba - Non capisco pi niente. Ho toccato della carne, delle ossa. Ho paura. Nascondetemi. Potrei avere ucciso. Ho ucciso un uomo? Andate a vedere: io non ne ho il coraggio. Sta accadendo qualcosa di strano in questa prigione.

Il Buon Ladrone - Macch! E' il vino. Non c' nient'altro che il buio, che assume forme strane. E' stato il canto. Tu invocavi qualcuno, ed venuto. Sar uno spettro.

Barabba - Uno spettro che ha gridato, e che ho toccato con le mani.

Il Cattivo Ladrone - Ssst! C' un uomo. Si muove. E' meglio ucciderlo.

Barabba - Non si uccidono gli spettri. Ma si muove... Si muove sul serio. (Grida) E' una delle mie vittime che ritorna. Io voglio lottare contro gli uomini, non contro i fantasmi. (I tre si traggono indietro. L'ombra si mossa. E' un uomo: si solleva da terra lentamente).

Il Buon Ladrone - Voglio uscire di qui: una vittima... la mia vittima.

Il Cattivo Ladrone - No, la mia! E' quello che ho assassinato io!

Barabba - Il rimorso ha assunto sembianze umane, per presentarsi a noi. Ma esiste sul serio, il rimorso? Pu anche essere un'apparizione, oppure un complice messo qui apposta dai giudici, per farsi beffe di noi. (Infuriato) Io sono Barabba. Gli vado incontro, io, a questo fantasma. Non ho nessuna paura. (Va lentamente verso l'uomo, che seduto per terra) Chi sei? Sei o non sei uno di questo mondo? Rispondi! (Si ferma, con i pugni tesi in alto, ma poi crolla e si copre gli occhi. Si volta verso i ladroni) Ho capito: uno dei nostri. Guardate, non si muove. Ve Io assicuro io: quello l, quel moribondo uno come noi, un condannato a morte. Ce l'hanno messo qui mentre dormivamo. Che cosa avr fatto? Come si chiama? Voi lo conoscete? Una cosa certa: che morir. Potete stare tranquilli. E' un uomo. (Pausa tenuta. Ora l'uomo pi in luce, se ne distingue il volto: Ges Cristo. Squilli di tromba. Fragori d'arme. I tre ladroni non si muovono. Due persone sopraggiungono).

Giuda - Dove mi conduci, sacerdote? Questa una tomba.

Il Sacerdote - E' l'anticamera di una tomba. Di qui si passa per andare a morire. Mi domandi dove ti conduco: dove hai voluto che ti conducessi. Temi che arrestino anche te?

Giuda - Non scherzare. Non mi sento per niente tranquillo.

Il Sacerdote - Che cos'hai sulla coscienza, che ti tormenta? Da' pure un'occhiata a questi prigionieri, e a quello che, fra costoro, pi ti sta a cuore.

Giuda - L'avete messo con questa gentaglia, in questa galera, lui?

Il Sacerdote - Gi: stato uno sbaglio mettere in mezzo a'certi delinquenti un modesto malfattore da trenta soldi. Il fatto , vedi, che occorreva una prigione sicura, con un tipo come quello l, che sa compiere prodigi... E non si pu dire che il taumaturgo abbia una buona cera. Triste situazione, per un fondatore di regni. Lo hai veduto?

Giuda - Dov'?

Il Sacerdote - L in fondo.

Giuda - (si copre il viso) Non oso guardare. E' irriconoscibile. Mi sento straziare l'anima.

Il Sacerdote - La tua anima? La conosciamo bene, Giuda: la tua anima non di quelle che si straziano. Essa riposa nella tua borsa. Osservalo, osservalo con tuo comodo, l'uomo che ci hai venduto. Ti lascio alla tua contemplazione. (Indietreggia di alcuni passi e rimane l immobile).

Giuda - (esitante, dopo avere fatto dei gesti di richiamo attraverso le sbarre) Maestro...! (Ges si volta verso di lui con un movimento impercettibile) Maestro! Chiss se sei ancora disposto a riconoscermi. Sono Giuda, Maestro, il tuo apostolo. Ho voluto rivederti per spiegarti... Quel bacio che t'ho dato... T'ho tradito, ma tu gi lo sapevi che uno di noi ti avrebbe tradito. Mi hai guardato come se volessi ordinarmi di tradirti. (Pausa) Perch non vuoi ascoltarmi, Maestro? Tutti i tuoi apostoli ti hanno tradito. Sono fuggiti tutti. Non hai pi apostoli. Io sono l'unico che abbia osato ritornare. Perch non mi rimproveri? Perch non mi manifesti la tua collera o il tuo rammarico? (Pausa. Indi Giuda riprende con rinnovato vigore) Sono Giuda. Alzati e male-dicimi! Se mi maledicessi, ti domanderei perdono... Invece non mi dici nulla. Non c' perdono per un tradimento come il mio. E tu me lo fai capire. Ma, dimmi, chi ti avrebbe tradito, se non fossi stato io a tradirti? (Pausa).

Il Sacerdote - Perdi il tuo tempo, Giuda. Sei stato pagato, no? E allora, abbandona il tuo antico Maestro al suo destino.

Giuda - (affranto) Il suo destino? Quale destino lo attende?

Il Sacerdote - Quello che la saggezza politica ci detter.

Giuda - Ma egli non colpevole!

Il Sacerdote - Perch tenti di salvarlo, se lo hai venduto?

Barabba - (si avvicinato e prende Giuda per le braccia) Giuda, se l'uomo che qui dentro con noi non ti riconosce, io s che ti riconosco!

Giuda - Via! Io non sono dei vostri!

Il Sacerdote - (ride) Piet, Barabba, per questo sciagurato. E' un po' gi di morale.

Barabba - Che piacere rivederti, Giuda. Ricordi? Non eri un bandito d'onore o un accorto tagliaborse. Eri semplicemente un torbido ricattatore. Ma tremavi sempre e ti accontentavi di ben magra ricompensa. Vecchio Giuda! Che cos' che t'ha condotto in questa prigione? E quel moribondo che implori, che cosa t'ha fatto?

Il Sacerdote - Sciocchezze. Ce lo ha venduto, e per una cifra ragionevole.

Barabba - Scorpione! Lo hai venduto! Fuori di qui! Qui ci sono assassini, non traditori. Noi la gente la uccidiamo, non la vendiamo.

Giuda - C' un errore, ti assicuro. Non sono stato io. Me ne vado... Non sono stato io... (Se ne va in fretta).

Il Sacerdote - (dopo che Giuda scomparso) Se ne troveranno sempre, da per tutto e in tutti i tempi, di traditori... Mi rallegro della tua lealt, Barabba. Peccato che ti si debba condannare a morte... Poich probabile che ti si debba condannare... per quanto ancora non sia cosa del tutto sicura.

Barabba - Benone. E quando?

Il Sacerdote - Ossi, probabilmente. E' Pasqua. Ci sar il pubblico delle grandi occasioni.

Barabba - Lusingato.

Il Sacerdote - Comunque, non si sa mai ci che pu capitare.

Barabba - Finiamola con queste insinuazioni. Sei venuto ad annunciarmi la condanna. Adesso, quello che dovevo sapere, lo so.

Il Sacerdote - Non sai tutto.

Barabba - Andiamo, non il caso di perdersi dietro certe scemenze.

Il Sacerdote - Ci che tu non sai, che la tua esecuzione avverr contemporaneamente a quella di un personaggio assai pi celebre e popolare di te.

Barabba - Tu menti! Di Barabba non ce n' che uno. Dov' questo criminale, questo uccello raro? Mostrami questo superuomo!

Il Sacerdote - Eccolo l.

Barabba - (scoppia a ridere) Quello, un criminale? Ma quello dovevate mandarlo in una casa di cura, non in galera. E quell'uomo avrebbe commesso pi delitti di me, e meglio di me? Mi sento disonorato.

Il Sacerdote - Qualsiasi delitto tu commettessi, non ti renderebbe colpevole quanto quell'uomo.

Barabba - Ma allora, se pi forte di me, se i suoi meriti sono superiori ai miei, chi ? E che cosa ha fatto?

Il Sacerdote - E' un nemico dello Stato. (Pausa. Il sacerdote esce. Squilli di tromba. Barabba disorientato: si accosta a Ges, gli gira intorno e lo studia).

Barabba - Non ti garantisco l'onore di spartire con me il patibolo. Alzati, nemico dello Stato. Io sono il nemico della societ. Misuriamoci. Ma non mi batto se non accetti di difenderti. Alzati!

Il Buon Ladrone - Fermo, Barabba. Quest'uomo non sa lottare.

Il Cattivo Ladrone - Cerca di capire. Non c' una briciola di verit in tutta la faccenda. Il sacerdote venuto a istigarti contro quel poveraccio, perch tu gli faccia del male. Vuoi che ti dica la verit? Quell'uomo non uno come noi.

Barabba - Avete ragione. E' un compagno' di sventura, chiaro. E poi, un nemico dello Stato. Dal momento che nemico di qualche cosa...

Il Buon Ladrone - Quello che certo, che morir, come noi. E se siamo destinati a morire tutt'e quattro della stessa morte, tanto vale andare d'accordo.

Barabba - Sicuro! E' rimasto del vino? (Prende l'anfora e la porge a Ges) Tieni, bevi! Coraggio! Ti aiuto io, ti insegno come ci si deve comportare. (Aiuta Ges a sollevarsi in piedi, ma costretto a indietreggiare: una luce irreale irradia da Ges, il quale come fosse cieco avanza barcollando verso i gradini di pietra, e cade in ginocchio, in atteggiamento di preghiera, senza pi muoversi).

Il Buon Ladrone - Guarda, Barabba!...

Il Cattivo Ladrone - Ma costui non un assassino: una vittima.

Barabba - Ha l'aspetto umano, la sua agonia quella di un uomo; ma che cos' quella luce che irradia dalla sua persona e lacera queste tenebre di morte...?

Il Buon Ladrone - Ma io ho gi visto quest'uomo. Dove... quando...

Barabba - Io lo conosco, e conosco la sua storia.

II Cattivo Ladrone - Ricordo anch'io, adesso: dicevano che era un pazzo, e il popolo gli chiedeva

pane.

Barabba - Al pari di me quest'uomo fu un capobanda, un fuorilegge. Non ebbe che il torto di usare la dolcezza, e invece ci sarebbe voluta la violenza. Se fosse venuto da me e mi avesse detto: Barabba, mettiamoci insieme , io e lui non avremmo tardato a dominare insieme quel regno del quale egli parlava con tanta eloquenza. E invece... E poi, ditemi, chi si era scelto per farsi aiutare? Uomini oscuri, pavidi, esaltati, privi d'iniziativa. Pensate un po' se giudici e sacerdoti potevano non avere la meglio. Non costato loro che trenta sicli. Eccovi raccontata la storia di quest'uomo. (Pausa) Mi fa pena vederlo in quelle condizioni. Almeno si fosse difeso. Sembra indifferente a qualsiasi cosa... Perch, in fondo, adesso che si trova qui, con tutta la sua scienza e le sue arti magiche, potrebbe fondere le sbarre e far crollare i muri... Cos noi salveremmo il suo regno e la nostra pelle. Ma non oso proporglielo. E poi, chi ci assicura che egli non desideri morire? (Pausa) Niente da fare, amici: se crepiamo, perch un'altra soluzione non esiste.

Il Buon Ladrone - E' la presenza di costui, che ti suggerisce discorsi cos funerei?

Barabba - Non lo so. Provo dentro di me un sentimento che non conoscevo.

Il Cattivo Ladrone - Barabba, noi contiamo sul tuo esempio per resistere nei nostri ultimi istanti.

Barabba - Provo qualcosa che mi strazia. Tutta colpa del vino... e di quell'uomo. (Squilli di tromba, lontano. Bruso confuso ed echi di musiche festose: la citt che si risveglia, un mattino di festa. Barabba ha bevuto un ultimo sorso di vino, e scaglia via l'anfora in un angolo) Comincia la festa, sentite? La gente felice. Ma quale, la ragione di questa felicit? L'ora si avvicina. Presto non rester pi nulla di ci che siamo. Non ci rimane che attendere e lasciar fare, come lui.

Il Buon Ladrone - E' orrenda la morte, Barabba. Noi due non vogliamo scomparire, cos...

Il Cattivo Ladrone - Dicci, Barabba: tu, come morrai?

Barabba - (grida, nei fumi del vino) Come un porco sotto il coltello. (Ma ha ancora un momento di lucidit) Ma non ha pi importanza, ormai. (Altri squilli di tromba. Fragore d'armi. I due ladroni si accovacciano ai piedi di Barabba. Costui osserva Ges).

Voci _______________ - Barabba!... Barabba!...

Barabba_____________ - (lentamente) E che cosa sar di te, Cri sto? (Si copre il volto con le mani, mentre un drappello di soldati sopraggiunge e si levano colpi funebri di tamburo).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Una strada di Gerusalemme, e, in secondo piano, il Palazzo del Governatore alla cui terrazza - che d sulla via - si accede attraverso una scalinata. Arde sulla terrazza un fuoco. E' ancora notte, te-stessa notte del primo atto. Yocabeth furtiva attraversa la strada e affronta la scalinata, ma una sentinella le sbarra il passo.

La Sentinella - Chi va l!

Yocabeth - Cerco trenta sicli... e mio marito. Giuda si chiama. E' ricco, lui: ha trenta sicli.

Procula - (era sopraggiunta dall'interno sulla terrazza, e si sporge dalla balaustra verso la scalinata) Che hai detto, donna: trenta sicli? (Alla sentinella fa cenno d andarsene) Li hanno pagati a tuo marito?

Yocabeth - L'unica paga - l'unica - ch'egli abbia mai guadagnato in vita sua.

Procula - E per che cosa l'ha guadagnata?

Yocabeth - Per una buona azione, un'opera buona. Ascoltami, se ti interessa. Giuda, mio marito, non conosce nessun mestiere. E' un fallito. E ultimamente s'era messo a seguire un avventuriero. Mi ha abbandonata nel bisogno. Ma questa volta, lo giuro, ha compiuto una buona azione. Lia reso un I servigio prezioso ai sacerdoti e al senato. S' riabilitato: ha venduto loro il...

Procula - Non nominare quell'uomo, stanotte! '

Yocabeth - L'avventuriero, insomma. I sacerdoti lo hanno ricompensato. Per, ti sembra una ricompensa, trenta sicli? Giuda ha salvato lo Stato. Trenta sicli per salvare lo Stato! Perch, sai (misteriosa), l'avventuriero voleva sovvertire il governo e fondare un regno a modo suo.

Procula - Che ne sappiamo, noi? Lo dici tu, lo dicono i giudei, lo dicono i sacerdoti d'Israele.

Yocabeth - Giuda prima era dalla sua parte. Chi sa che cosa gli passava per la testa, a quello l: voleva tentare un colpo di forza. S' capito bene, 3uando entrato trionfalmente in citt la festa elle palme. Ma poi Giuda ha messo giudizio, ha intuito che l'opinione pubblica lo disapprovava. Giuda ha agito secondo coscienza. Sono fiera di lui. E se non fosse scappato con i soldi... Aiutami, donna aiutami...

Procula - Vattene... Ti consiglio di andartene.

Yocabeth - Ma chi sei?

Procula - Sono la moglie del governatore. (Yocabeth sgomenta, s guarda- attorno, discende precipitosa la scala e fugge, mentre sulla terrazza Pilato appare e si avvicina a Procula).

Pilato - Non fa freddo qui fuori?

Procula - C' il braciere...

Pilato - Faresti bene a rientrare.

Procula - Attendevo l'alba.

Pilato - Perch non cerchi di riposare?

Procula - Mi assalgono certi incubi... Neppure tu hai dormito, stanotte... (Pilato non risponde e rientra nel palazzo. Procuia lo segue. Sotto sopraggiunto Giuda).

Giuda - (conta delle monete) Cinque... sei... sette... dodici... tredici... ventotto... ventinove... trenta! Trenta sicli di fortuna amara. Sono pi pesanti di trenta macine da molino. Ho voluto fare l'elemosina e i paralitici e i ciechi hanno respinto la mia mano, come avessi offerto loro un tizzone rovente. Ho voluto bere e l'oste s' messo a urlare che dalle botti usciva un liquido putrido: fiotti di sudore e sputi. Avevo fame e il fornaio m'ha gridato sul viso che il pane si tramutava in blocchi di granito. (Disperato) Ho venduto il mio Maestro, e che me ne faccio dei sicli che mi hanno dato per ricompensa?... (Scaraventa a terra la borsa. Yocabeth, uscita dalla ombra all'improvviso, vi si getta sopra).

Yocabeth - Trenta sicli!

Giuda - Al ladro! Sono miei!

Yocabeth - Di tutti e due, Giuda, di tutti e due.

Giuda - No! soltanto miei. Questi trenta sicli mi appartengono come il mio peccato.

Yocabeth - Dammi il denaro, e tienti il peccato.

Giuda - Fai come vuoi, e vai al diavolo! Ma lasciami qualche spicciolo: voglio comperarmi una corda.

Yocabeth - Una corda? (Ride) Vuole impiccarsi! Credi a me: non vali la corda alla quale ti impiccherai. Fatti strangolare dal demonio: costa meno. Andiamo, da' qua.

Giuda - Non do niente. Questo denaro va restituito ai sacerdoti. Oppure lo getter dentro al tempio.

Yocabeth - Ti seguir, te e il tuo denaro, fino alle tenebre dove andrai ad impiccarti. Dovrai pur lasciarlo, il tuo tesoro, quando la corda ti avr soffocato.

Giuda - Sei una donnaccia. Ma non importa. Ti voglio bene lo stesso. Vieni qui: voglio darti prova dei mio amore. (L'abbraccia, ma con l'intenzione d strozzarla).

Yocabeth - (rantola) Ah! Aiuto! (Vocio confuso. Giuda abbandona la stretta).

Giuda - Peccato. C' gente in giro, questa notte. E qualcuno sa che ho con me il denaro. Vieni.

Yocabeth - Assassino! Assassino! (Fugge via terrorizzata).

Giuda - Assassino niente, Yocabeth. Ho su di me la morte di un Dio! (Esce dalla parte opposta a quella di Yocabeth. Sopraggiungono a gruppi isolati gli Apostoli: hanno il volto celato dalla tunica e qualcuno regge una torcia accesa).

Un apostolo - (chiama sottovoce) Fratelli.

Un Altro Apostolo - (c. s. dalla parte opposta) Fratelli!...

Il Terzo Apostolo - Spegnete le torce.

Il Quarto Apostolo - Il buio in noi, pi profondo di quello che grava sulla Terra.

Il Primo Apostolo - Non sorger pi l'alba.

Il Secondo Apostolo - Dov' la prigione? Piangeremo contro le mura della prigione e le mura leveranno i loro lamenti con noi.

Il Terzo Apostolo - A che serve piangere? Ha forse pianto una sola volta il nostro Maestro?

Il Quarto Apostolo - Non comprenderemo mai le ragioni dei suoi patimenti. E se muore, la sua morte rimarr un mistero.

Il Primo Apostolo - Perch ci ha parlato sempre cos misteriosamente? E adesso ci ha abbandonati. Se il pastore viene ucciso, che ne sar del gregge?

Il Secondo Apostolo - E' quasi l'alba e non sappiamo che cosa fare.

Il Terzo Apostolo - Ascoltate: ci stiamo comportando come bambini. Strilliamo, perch la sua voce si spenta.

Il Quarto Apostolo - Chi ci condurr verso la terra promessa?

Il Primo Apostolo - Non ci arriveremo mai: saremo sterminati tutti, uno dopo l'altro.

Il Secondo Apostolo - Tutto finito fratelli. Ritorneremo poveri, operai, peccatori... Uno di noi ha tradito, un altro ha finto di non riconoscere il Maestro, qualcuno dormiva mentre Egli era in agonia. Dove sono gli altri? Dove sono le turbe che lo seguivano di contrada in contrada, numerose quante sono le stelle del firmamento?

Il Terzo Apostolo - Abbandonata ogni speranza, spenta ogni gioia... Maestro, che cosa abbiamo fatto di te?

Giovanni - (interviene estremamente deciso) Basta! Non ha Egli forse annunciato che resusciter da morte? Che cosa dir, allora, se vi sorprende tremanti e angosciati? E se non resuscita, non ci ha Egli forse lasciato la sua carne e il suo sangue, in memoria di s? Non abbiamo forse la promessa della vita eterna?

Il Quarto Apostolo - Dici sul serio, Giovanni, oppure per farci coraggio?

Giovanni - Credo a ci che dico, poich lo ha affermato Cristo. Nulla potr impedire che si compia la Passione del nostro Maestro. E' bastato che il dramma cominciasse, perch la vostra fede vacillasse. Tuttavia, voi che piangete, voi che dubitate: rispondetemi. Era Cristo il Figlio di Dio fatto Uomo? Egli ha confuso i sapienti e i dottori della Legge.

Il Primo Apostolo - Ha resuscitato Lazzaro.

Il Secondo Apostolo - Ha reso la vista ai ciechi.

Il Terzo Apostolo - Ha fatto camminare i paralitici.

Il Quarto Apostolo - Ha sedato la tempesta.

Il Primo Apostolo - Ha camminato sulle acque.

Il Secondo Apostolo - Ha moltiplicato i pani ed i pesci.

Il Terzo Apostolo - Ha smascherato gli ipocriti.

Il Quarto Apostolo - Ha perdonato all'adultera.

Il Primo Apostolo - Ha tramutato l'acqua in vino.

Il Secondo Apostolo - Ha scacciato i mercanti dal tempio... (Pausa).

Giovanni - Voi siete stati testimoni dei suoi miracoli, e non li avete dimenticati. Ma chi di voi pu ripetermi le parole che Egli ha pronunciato sulla Montagna? Egli sapeva, fratelli, sapeva che noi saremmo stati deboli. Ma non ha Egli forse anche predetto che ci saremmo spartiti per l'universo intero a fare testimonianza di Lui

Il Terzo Apostolo - D'accordo: ma adesso, stanotte, dove andiamo'?

Il Quarto Apostolo - Non sarebbe il caso di liberare il Maestro?

Il Primo Apostolo - Chi oserebbe?

Il Secondo Apostolo - Noi oseremmo, se fossimo certi che Egli lo desidera.

Giovanni - Guai a voi! Egli s' presentato ai suoi nemici. Non muovetevi, se un comandamento divino non vi ordina di muovervi. Sta scritto - credetemi - sta scritto che il Figlio dell'Uomo sar sacrificato. E' mostruoso, ma anche giusto. E gli astri si oscureranno nel cielo e la terra si sgretoler, se questo sacrificio non sar compiuto.

Il Terzo Apostolo - Si sente che eri il suo discepolo prediletto. Chiacchiere! Si pu sapere chi far tutte queste cose? Cristo ha anche predetto che Gerusalemme sar distrutta, che il suo regno era ormai prossimo. Potremmo essere noi a distruggere la citt e a fondare questo regno. Chiss se dal fondo della prigione la voce del nostro Maestro non potrebbe risuonare imperiosa. Perch non raduniamo il popolo, perch non lo sobilliamo e non lo aizziamo contro la prigione a liberare Colui che sar il re?... Alla violenza rispondiamo con la violenza. Date fuoco alle torce!

Giovanni ____________ - Guardatevi dalle spade. Vi supplico: rammentate l'esempio del Maestro!

Il Quarto Apostolo ____ - No, no! Siamo noi che rinneghiamo il nostro dovere di uomini. Tanto vale perire, allora, tanto vale spargere il nostro sangue piuttosto che ritornare vili, confusi nel gregge con tutte le nostre illusioni.

Giovanni ____________ - Tacete, fratelli, e spegnete le torce!

Alcuni Apostoli ______ - No! Vogliamo le spade! (Tu multo. Sulla terrazza affare Pilato. Fragore d'armi. Comandi militari. Gli Apostoli spengono le torce).

Giovanni ____________ - All'erta! (Tutti gli Apostoli rimangono immobili).

Un Apostolo - (sottovoce) Questo straniero che ci governa, forse sar lui a decidere della vita o della morte... (Grida minaccioso, verso l'alto) Ci sono dei giudici a Roma!

Pilato - Che cosa vogliono da me queste ombre?.,. Guardie! (Una sentinella discende la scalinata).

L'Apostolo - (salendo in fretta i gradini) Pilato! Ci sono dei giudici a Roma!

La Sentinella - Alt!

Pilato - Caccialo via! Non voglio sentire niente (Gli Apostoli si disperdono ed escono. L'Apostolo che aveva gridato contro il governatore viene spinto gi dalla scalinata, cade a terra, s rialza e fugge via. Pausa) L'alba... Quando sorger l'alba oggi?... Una notte come questa... Guardia! Fa' suonare!

La Sentinella - Non ancora sorto il sole...

Pilato - Non importa! Fai suonare, ti dico! (La sentinella entra nel palazzo. Voci d comando indistinte. Risuona uno squillo di tromba, cui altri rispondono da varie direzioni).

Procula - ( sopraggiunta alle spalle d Pilato) Pilato...

Pilato - (sorpreso) Ma cara, non hai proprio voluto riposare.

Procula - Ormai non dormo pi. Ho udito gli squilli annunciare l'alba, ma l'alba non ancora sorta. Forse sognavo.

Pilato - Oh, i tuoi sogni...

Procula - A proposito dei miei sogni... Bisogna I che te ne racconti uno.

Pilato - Non voglio conoscere i sogni di una donna. Ho gi tante preoccupazioni.

Procula - La causa della tua inquietudine quella stessa dei miei sogni. Immagini ci che sto per dirti...

Pilato - Il Galileo!...

Procula - Bada, Pilato. Ho sognato che stai per condannare un innocente.

Pilato - Non condanner se non chi merita di essere condannato, in nome delle leggi che applico e di cui ho la salvaguardia. Poco fa una voce m'ha gridato dal profondo della notte, che a Roma ci sono dei giudici. E' proprio questo, che mi interessa. (Pausa) Come non ci fossero gi abbastanza di, anche senza quel Galileo!

Procula - Di crudeli... Ma un Dio migliore di noi, pi equo, stiamo sempre aspettandolo, Pilato. Lo attendiamo con trepidazione, anche se ogni popolo ha tanti di quegli idoli e se Roma vanta tante di quelle virt...

Pilato - Taci! Stai sognando. La ragione dalla mia parte. (Si guardano a lungo, poi Pilato chiude gli occhi. Dalla via sopraggiunge Frode. Ora . giorno fatto. Procula scorge. Erode e discreta se ne va).

Erode - Salve, Ponzio Pilato. Di gi in piedi, governatore? Oppure non hai dormito affatto?

Pilato - Salute a te, Erode. Non mi sono coricato. Sento nella carne tutto il freddo della notte.

Erode - Nemmeno io ho dormito. Il sonno somiglia troppo alla morte, e la vita cos breve... La vita fatta per goderla. Le capisci, tu, queste cose, romano austero? Stanotte la citt ha assunto un aspetto eccezionale: vigilia di festa. Son voluto andare fra la marmaglia, in incognito: divertentissimo! Ma quale razza maledetta, quegli ebrei!

Pilato - Anche tu sei ebreo, e li amministri.

Erode - Oh, i miei antenati... Un'origine remota, e nobile. Del resto so che non ti riusciranno mai simpatici gli orientali. Mi rincresce che tu, sia pure con il tuo altissimo incarico, debba vivere in questo paese.

Pilato - Sono proprio da compiangere, soprattutto quando Erode mi fa dei regali come quello dell'altra notte.

Erode - Il Galileo? (Ride) L'hai espulso dalla citt, oppure hai preferito rinchiuderlo in qualche carcere segreto?

Pilato - I sacerdoti esigono che sia condannato.

Erode - I sacerdoti non possono esigere un bel niente. E se vogliono che il loro prigioniero sia condannato, perch lo hanno spedito da me?

Pilato - E tu, perch hai fatto altrettanto, nei miei confronti? Non molto chiaro il perch quell'uomo debba essere giudicato. Quali sono le sue colpe.

Erode - La sua colpa pi grave di essere diverso dagli altri. Detto fra noi: un arrivista. Insomma, giudicalo tu. Ma sii prudente, perch il Galileo assai popolare. E d'altra parte non per niente simpatico ai sacerdoti. Perci, trova tu una formula elegante... Buonanotte: io vado a coricarmi. (Fa per uscire).

Pilato - (lo trattiene) Una formula elegante... compatibile con la legge. E quale legge? Quella ancestrale dei sacerdoti, oppure l'altra, categorica, del Senato romano?

Erode - Hm, pesca un po' qui e un po' l, e interpreta secondo le circostanze. Non pretenderai di avere la saggezza di re Salomone! Non son pi tempi, questi, e... (sottovoce) pensa a te stesso.

Pilato - Che cosa vuoi insinuare?

Erode - (sorvolando) Vuoi un consiglio, il consiglio di un orientale. Lascia fare al popolo. Giovati dell'atmosfera sovreccitata della festa di Pasqua, dello stato d'animo della folla... Ricordati di certe consuetudini...

Pilato - (con interesse) Lasciare che sia la folla a chiedere la liberazione del Galileo?

Erode - Perfettamente. Cos tu ti metti con le spalle al muro, con l'intima soddisfazione di avere sventato i piani dei sacerdoti. E quanto a quel poveraccio, andr in giro a predicare in qualche altro posto. (Sopraggiunge Caifa dal fondo della scalinata. Erode si interrompe) Ssst! Ecco il loro grande capo che viene da te. Se viene qui, un motivo c'. (Ostentatamente, ad alta voce) Con questo bel tempo, Pilato, sai che festa avremo oggi!... (Ma non riesce a trattenere uno sbadiglio. Lontano vocio confuso. Caifa sale in fretta le scale e raggiunge la terrazza).

Caifa - Salve! Proprio una festa meravigliosa. Erode, che ne hai fatto dell'uomo che ti avevo mandato?

Erode - L'ho schernito. E' quanto potevo fargli. Poi ho ordinato di condurlo da Pilato. ^

Caifa - Da Erode a Pilato, come il solito. E tu, Pilato, che cosa intendi fare di quell'uomo?

Pilato - Non saprei. Che cosa ne pensano i sacerdoti?

Caifa - Che necessario condannarlo.

Pilato - E tu sei d'accordo?

Caifa - D'accordo, io? Ma la volont del popolo d'Israele.

Pilato - II popolo? Che cosa c'entra il popolo in tutto questo? Vorrei sapere dov' questo popolo. (Il voci o della folla si ode pi distintamente) Sei stato tu, a convocare quella marmaglia, ad imporre la tua...

Caifa - Nessuna imposizione, governatore. Qui c' soltanto una folla allarmata da circostanze la cui gravit non ti sfugge di certo. Sicch in nome del popolo che io ti interrogo.

Pilato - Metti da parte la retorica. Che cosa si aspetta il tuo popolo?

Caifa - (indignato) Ma che tu giudichi il Galileo! E' chiaro come il sole... Quanto a Caifa, egli non soltanto si attende che tu lo giudichi, ma che anche lo condanni.

Pilato - E va bene: lo giudicher. Ma perch condannarlo? Cerco invano i torti di quell'uomo. Invece, distinguo assai chiaramente il tuo odio, Caifa.

Caifa - Quello che tu chiami odio desiderio di ordine e di giustizia. E' amore verso lo Stato.

Pilato - Molto bene. Ma i torti, i torti di quel visionario?...

Caifa - Non un visionario, ma un sedizioso. Quell'uomo nemico dello Stato, e quindi nemico di Roma. Non ha egli forse levato la voce contro Cesare? E allora, Pilato, spetta a te giudicarlo.

Pilato - Ha parlato contro Cesare? E' quanto cercher di appurare. Ho l'impressione che di questo processo fosse predisposto ogni particolare. Anche l'arresto dell'accusato, venduto da uno dei suoi per ispirazione dei sacerdoti.

Caifa - Non ne sapevo assolutamente nulla.

Pilato - (incalzando) Anche la convocazione di tutta questa gente - cos, di prima mattina - tutta questa gente assetata di giustizia. (Ride) Ma non li vedete: son tutti ubriachi. Chi ha dato loro da bere? Chi ha trascinato questa folla dinanzi al palazzo del governatore?

Caifa - Non ne so assolutamente nulla. La tua sottile ironia non mi distoglier dal mio dovere. Possa tu assolvere al tuo, Pilato.

Pilato - Concludi.

Caifa - Son io che ti chiedo di concludere, di ristabilire nel nostro paese la sicurezza e la pace. E' questo il momento. E se esiti, se tenti di venir meno alla tua responsabilit, noi sacerdoti invocheremo giustizia altrove.

Pilato - (colpito) Che cosa vuoi dire?

Caifa - (superficiale) I governatori vengono nominati e destituiti secondo i capricci di Cesare. Secondo che Cesare fa una buona o una cattiva digestione. Bada a che Cesare non digerisca male.

Erode - Ben detto, Caifa!

Caifa - E mi professo tuo umile servo, Ponzio Pilato. (Candidamente) Allora, che cosa debbo annunziare al popolo?

Pilato - Al tuo popolo?...

Caifa - Al popolo d'Israele.

Erode - Si potrebbe cominciare col fargli un discorso. Fatti vedere, Pilato, affacciati. (Pilato va verso il fondo della scena, dalla parte opposta della terrazza che si immagina dia sulla piazza dove radunata la folla. Il governatore d un'occhiata e poi ritorna svelto indietro).

La Folla - Viva Ponzio Pilato! Viva il governatore! Viva Pilato! (Applausi, grida, acclamazioni).

Pilato - (a Caifa, a denti strett) Annunzia che il governatore, rispettando la tradizione, esporr due prigionieri alla generosit del popolo. E che il popolo potr liberarne uno. E' tutto ci che posso fare.

Caifa - E' pi comodo che non giudicare.

Pilato - E' meno disonesto... Per quanto, potrei lavarmene le mani.

Erode - Ah, bella, questa festa, non c' che dire. (Caifa va verso la balaustra dalla parte della piazza, e si affaccia mentre sale le scale il sacerdote del primo atto. Pilato scomparso un momento nell'interno del palazzo).

La Folla - Viva Caifa! Viva il gran sacerdote!

Caifa - (alla folla, e quindi voltando le spalle al pubblico) Popolo... popolo santo... popolo eletto... popolo perseguitato... popolo di re e di profeti...

Pilato - (riappare, e si rivolge a una guardia) Va' alla prigione e conduci qui colui che deve essere giustiziato oggi: Barabba. E conduci anche colui che il sacerdote vuol far giustiziare: Ges il Nazareno. (La guardia saluta, scende in fretta la gradinata ed esce. Il sacerdote intanto ha raggiunto la sommit della terrazza e saluta Pilato, ma costui non gli risponde).

Caifa - Ascolta, popolo d'Israele, la voce dei tuoi sacerdoti. Dobbiamo schiacciare la serpe sotto la pietra che la nasconde. Dobbiamo abbattere colui che rinnega le sue origini, lo Stato e il suo Dio: colui il cui nome insudicia le vostre labbra... (Un istante di sospensione, indi la folla prorompe unanime in un grido).

La Folla - Ges! Ges di Nazareth! Il Nazareno! Il Galileo!

Caifa - Siamo minacciati dalle armate di Cesare, poich quell'uomo del quale tu, o popolo, chiedi la morte, non osa levarsi contro l'Eterno, ma addirittura contro la potenza che protegge i nostri destini... (Fischi, urla).

Erode - (a Caifa) Complimenti per questa bella dimostrazione di eloquenza.

Pilato - (a Caifa) Stanno per giungere i prigionieri. Da' pure inizio allo spettacolo.

Il Sacerdote - (a Erode) Lo concluderemo sul Golgota. (Sopraggiunge Giuda: corre su per la scala e va a rifugiarsi da un lato della terrazza. Ulna guardia conduce Barrabba in catene, che con un braccio protegge gli occhi dalla luce del giorno. Caifa e il sacerdote gli vanno incontro. Pilato ha un'espressione di disgusto).

Barabba - (si lamenta) La luce... mi fa male la luce. Un altro tribunale? A che cosa serve condannarmi un'altra volta? Oh, i miei occhi... Perch non mi avete lasciato nelle tenebre? Perch non mi avete ucciso nelle tenebre? (Alla guardia) Ehi, stringi di meno amico. Si vede che non sei abituato a condurre i prigionieri in catene.

Il Sacerdote - Coraggio, Barabba.

Barabba - Vorrei vedere te, al mio posto.

Il Sacerdote - Non fare storie. E non smarrirti proprio adesso che stai per mostrarti alla folla.

Barabba - La folla... Hai ragione. Sono pur sempre Barabba!

Il Sacerdote - Cerca di essere naturale. Non compromettere la tua causa...

La Folla - Barabba! Viva Barabba!

Barabba - (beffardo) Gentili di essere venuti tutti quanti per vedermi crepare. Contemplatemi a vostro agio. Non sono troppo di buon umore, ma la prossima volta andr meglio. (A Caifa) Venerabile sacerdote, perch mi esponi alla vista del popolo? A saperlo prima, avrei fatto un po' di toilette.

Caifa - Non te la prendere, Barabba. Attenti, china il capo, e, se ci riesci, piangi, piangi! (Entra Ges in catene, come Barabba, accompagnato da una guardia).

Pilato - (alla guardia che accompagna Ges) Svelto! (La guardia trascina il prigioniero alla balaustra).

Barabba - (scorgendo Ges accanto a se) Anche lui qui, non capisco... Ehi, Galileo!...

La Folla - A morte! Ges Nazareno! A morte il Galileo! A morte!

Erode - (a Pilato) La scelta gi stata fatta.

Pilato - (va verso la balaustra, fra Barabba e Ges, mentre si fatto il silenzio pi assoluto) Giudei! In occasione della festa di Pasqua, ho accondisceso ad accordare la liberazione di un prigioniero. Ed ho fatto condurre qui, dinanzi a voi, due condannati che ben conoscete. Scegliete. Quale volete dei due: Ges... o Barabba?

La Folla - (esplode) Barabba! Barabba! Barabba!

Giuda - (dal suo angolo, non sa trattenere un grido)

Ges - (Cade in ginocchio, ma viene assalito dal terrore d essere scoperto; si solleva da terra e ritorna a nascondersi).

Pilato - (a Caifa) Ho capito: non sono mica sordo. Questa folla odiosa non poteva comportarsi meglio di cos. Sono tutti ubriachi fradici.

Il Sacerdote - Calmati, Pilato.

Erode - Ha trascorso una notte agitata.

Pilato - - E non ancora finita. (Alle guardie) Date questo prigioniero in mano alla soldataglia. Sia flagellato e fustigato. Poi, riconducetelo qui. (Le guardie conducono via il Cristo, il quale mantiene un atteggiamento come di uno che estraneo alla vicenda. La folla mormora).

Erode - (a Pilato) Ti rifai col Galileo, eh?

Caifa - E' inutile infierire su di lui con la tortura.

Pilato - Insomma, chi il governatore, qui? Chi che presiede il tribunale: Caifa o Pilato?

Caifa - Ma tu, tu... credo.

La Folla - Barabba! Barabba! Barabba!

Pilato - (furibondo) Questo un complotto! Questa una parodia! Come vi definiva, il Cristo, Caifa, te ne ricordi?

Caifa - Non era molto misericordioso con noi. Ci chiamava vipere velenose, sepolcri imbiancati...

Pilato - Ecco: vipere! Sepolcri imbiancati e peggio ancora! (Rientra precipitosamente in palazzo).

La Folla - Barabba! Barabba! Barabba!

Erode - Costui gode di una popolarit invidiabile.

Il Sacerdote - (a Caifa) Sbrighiamoci. Fra poco riconducono qui il Nazareno. Il popolo ben disposto.

Caifa - (a Barabba, indicando la folla) Barabba, comprendi che cosa sta avvenendo?

Barabba - Credo di s...

Caifa - Vedi, la folla ti acclama. Inveiscono contro la tua condanna: ti vogliono bene.

Barabba - Magari me ne volessero i giudici.

Caifa - Imbecille! Piangi, disperati, mostrati pentito!

La Folla - Viva Barabba...! - (Barabba leva in alto le braccia in catene, in segno di saluto).

Caifa - (alla folla) Popolo... popolo! Adesso vi sar ricondotto dinanzi il Nazareno. Non lasciarti ingannare, popolo d'Israele. Se c' un uomo avvilito, disperato, straziato, torturato dalle avvisaglie della morte, quest'uomo Barabba... Barabba, che tu hai voluto liberare, che tu hai gi liberato...

Barabba - (allibito) Liberato?!

Caifa - S, liberato... Barabba, il bandito famoso, ha riscattato la propria dignit. E' stato vittima della sua stessa leggenda. Ha commesso qualche rapina, vero, ha preso parte a delle scaramucce. Talvolta ha anche... colpito. E' stato alla testa di una banda di malviventi... Ma egli possiede i tuoi stessi istinti, popolo eletto: la tua semplicit, il tuo ardimento. E se gli dico: La tua vita di peccato terminata, sei purificato, sei libero, Barabba, mettiti a lavorare, come ogni bravo cittadino, ebbene, in verit io proclamo che cos sar. Non vero, Barabba?

Barabba - (annichilito, non sa pi frenarsi e scoppia in un pianto isterico) Oh, s, s... proprio... s, s...

La Folla - Barabba! Viva Barabba!

Il Sacerdote - (sottovoce) Gi, in ginocchio. Parla. Di' qualcosa, non importa che cosa...

Barabba - (in ginocchio presso la balaustra) Perdono... perdono... Sono colpevole... Che l'Eterno ti benedica, popolo. (Squilli d tromba. Pilato riapparso. Silenzio).

Pilato - Dov' il re dei Giudei? (Le guardie riconducono Ges, tutto sanguinante, con il manto rosso e la corona di spine, e una canna di bamb fra le mani).

Erode - Accidenti, hanno eseguito bene i tuoi ordini, Pilato. Ha un aspetto veramente regale, il tuo Galileo. (Tutti si scostano al passaggio del Cristo).

Pilato - Soddisfatto, Caifa?

Caifa - Il popolo giudicher.

Barabba - (scorgendo il Cristo) Che cosa gli hanno fatto?!

Il Sacerdote - Lo hanno incoronato. Avanti, affacciati, che tutti ti vedano.

La Folla - Abbasso il Nazareno! A morte! A morte il Galileo!

Pilato - (si affaccia, leva in alto un braccio, ottenuto a stento il silenzio, indi parla) Ecco l'uomo. (Pausa tenuta) E adesso, ditemi, chi volete che vi liberi: Ges... o Barabba?

La Folla - (prorompe) Barabba! Barabba! Vogliamo Barabba!

Giuda - (da un lato della terrazza viene in avanti, in preda alla pi viva disperazione, e subito si nasconde d nuovo) Ges! Ges!...

Pilato - (cerca di dominare il tumulto) Ma allora... allora, che cosa debbo farne, dell'altro?

La Folla - (unanime) Crocifiggilo! Sulla croce, il Galileo! A morte! Sulla croce il Nazareno! Crocifiggilo!

Pilato - (a Caifa) E' inutile continuare a difenderlo. Hai ottenuto ci che volevi. Te lo lascio. Fa' tu. Crocifiggilo, uccidilo... Fanne ci che ti pare... Ma via! Via! Via tutti! Toglietemi dalla vista questa larva d'uomo! Via, via! (Rientra sconvolto in palazzo, mentre la folla continua a tumultuare).

Caifa - Barabba, sei libero.

Barabba - Sono libero... e perch?...

Il Sacerdote - Guardie, toglietegli le catene.

Barabba - Le catene? Oh, no, queste me le son guadagnate... Allora, non mi uccidete...

Caifa - Non solo ti concediamo la vita, ma anche la libert, poich cos ha voluto il popolo.

Barabba - Non burlatevi di me. Riconducetemi in prigione. (Alla guardia che gli ha tolto le catene dalle caviglie e dai polsi) Ehi, questa roba mia! (E se le riprende).

Erode - Complimenti, Barabba.

Barabba - Oh, ma l'altro... anche lui libero?

Caifa - Il Nazareno? Condannato a morte.

Barabba - A morte quello li: vuoi scherzare!

Caifa - Morir proprio sulla croce che era destinata a te.

Barabba - (esterrefatto) Ma allora... non stata una messinscena. (Va verso Ges) Ma te, chi ti ha ingannato? Non stata colpa mia... (Gli tende la mano) Senza rancore... (Ges impassibile discende la gradinata scortato da due soldati e scompare. Furtivo, Giuda uscito dal suo nascondiglio, e, con una espressione tragica nel volto segue il piccolo drappello. Barabba rimasto immobile a met scala, costernato).

La Folla - Viva Barabba! Barabba! Barabba!

Il Sacerdote - (invita Barabba a risalire) Barabba, la folla ti reclama. Vogliono ammirarti. Vediamo: che faccia hai? Su, allegro! (Spinge Barabba verso la balaustra mentre il clamore aumenta d'intensit).

Barabba - (dopo aver osservato in basso la folla che lo acclama, si rivolge a Caifa e gli si getta ai piedi) Ho capito la lezione, Caifa... e non mi far riacciuffare mai pi.

Caifa - Alzati, e vattene. E se ti trovi in difficolt, vieni a trovarmi. (Sospinge Barabba verso la gradinata. Barabba per poco non cade, ma riacquista l'equilibrio con agilit. Erode, Caifa e il sacerdote discendono anch'essi).

Erode - (getta a Barabba una borsa di denaro) Tieni, va' a bere. E brinda alla Giustizia, mi raccomando.

Barabba - (allibito, segue con lo sguardo i tre che si allontanano, indi raccoglie da terra la borsa; la sua espressione mutata) Tu, che sei l'Eterno, dammi un barlume di intelligenza, per farmi comprendere che cos'hanno combinato costoro. Fa' ch'io possa odiare sempre di pi e sempre di pi maledire. Mi hanno liberato e non so perch. Hanno fatto del bene e non avrebbero dovuto farne. Hanno condannato un uomo senza macchia, per assolvere un grande peccatore. Ed io sono stato il loro zimbello, e fors'anche il loro complice. Ma io sono sempre Barabba. E sono libero! Hanno liberato il peccato! (Si erano uditi clamori in avvicinamento: ora sopraggiunge un gruppo di popolani che circondano Barabba festosi).

I Popolani - Barabba! Viva Barabba! Sei libero! Vieni con noi! Viva Barabba!

Barabba - (sto al gioco) Spalanchiamo le prigioni, spezziamo le catene... Ho un pugnale... Io sono Barabba! (Ride sguaiato) L'uomo libero, riabilitato!... Tanto peggio per coloro che l'hanno voluto!

I Popolani - Balla, Barabba... Balla, in onore della libert. Viva Barabba!

- (Barabba, fra le acclamazioni dei suoi amici, si mette a ballare come un pazzo. La gente applaude, eccitata. Barabba urla e ride, e tutti gli altri lo imitano).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Nei bassifondi d Gerusalemme, alcune ore dopo. Da un lato, un baraccone da fiera. Verso il fondo, da un lato, scorrono le mura della citt. L'atmosfera vorrebbe essere quella di una festa, ma c' nell'aria qualcosa di sinistro. Su un tratto delle mura, una sentinella di scolta. Di fuori, come un'eco, un sordo tumultuare di folla, or pi ed ora meno intenso.

LUomo del Baraccone - (sul palco, suona la grancassa e urla dentro un megafono) Entrate! Entrate! Venite ad ammirare le celebrit del giorno; ve le presenta un sorprendente illusionista. Assassini e uomini politici. Autentici ritratti di Barabba! Entrate! Si paga all'uscita. Signore e signori, si va a cominciare! E da quanto vedrete di fuori, giudicate ci che potrete vedere dentro. Avvicinatevi!

Il Pagliaccio - (salta fuori da una tenda e sghignazza) Come, come, come?...

LUomo del Baraccone - Piantala, idiota. Non vai la pena di cominciare. Nemmeno un cane! Fallimento. Sono tutti sul Golgota. C' spettacolo all'aperto, che cosa vuoi che vengano a fare, qui? Roba forte, sensazionale: ecco quel che ci vuole. Per il nostro prossimo numero, bisogner preparare qualcosa con i personaggi di questa sporca faccenda. Capito? Va' a dormire, va'!... (II pagliaccio scompare. Sopraggiunge un mendicante. Non appena lo vede, l'uomo del baraccone si mette a suonare la grancassa) Entrate! Venite ad ammirare!... Venite! (Ma subito si interrompe: il mendicante uscito, a passi strascicati, senza degnarlo di uno sguardo. L'uomo si siede sul palco con la testa fra le mani il pagliaccio riapparso. Si odono, lontano, squilli di tromba).

La Sentinella - (come un'evocazione, e cos ogni volta) Il cielo s' fatto cupo. Forse, come c' un dramma in terra, c' anche un dramma lass. Non pi giorno... e non pi notte. (Clamori lontani) E' il clamore della folla sulla montagna, che sembra salire dalle profondit del tempo. Si direbbe che l'umanit stessa a subire il martirio... (Il clamore si trasforma in acclamazione).

Maddalena - (entra dal fondo, di corsa, sconvolta) Le croci! Drizzano le croci... Le croci!

La Sentinella - Ce ne sono tre, e una, al centro, pi grande. Sale ancora... immensa!

Maddalena - (crolla a terra, sfinita) Ges!...

La Sentinella - - Ci hanno inchiodato sopra un corpo... un corpo splendente. Sembra inchiodato contro l'azzurro del cielo. E' un uomo? Spalanca le braccia verso tutte le genti della terra. Tu, donna che piangi, guarda quella croce e quella montagna purpurea... e la folla che ne assale i fianchi come una mareggiata. Urla, la montagna, di terrore e di gioia.

Maddalena - Non voglio vedere pi niente. Stanno uccidendo il mio Signore. (Atterrita, Maddalena fugge. Il pagliaccio le manda dei baci con la mano, e l'uomo del baraccone lo fa cadere dietro la tenda).

La Sentinella - Chi stanno crocifiggendo, perch gli elementi si pieghino come a una forza sovrannaturale? Perch quest'atmosfera di attesa? Che cosa si attende?... L'aria s' fatta buia e irrespirabile. (Si fatto buio. L'uomo del baraccone accende una lanterna).

Il Primo Apostolo - (il volto coperto dalla tunica, sopraggiunge guardingo) Maddalena!... (Verso gli altri Apostoli, che lo seguono) Venite, fratelli. E' meglio confondersi tra la folla.

Il Secondo Apostolo - Attenti a non scoprirvi il viso. Ci sono guardie ad ogni porta della citt. Dove sono gli altri? Come faremo a riconoscerli?

Il Terzo Apostolo - Se vedi uno che trema, puoi star certo che un apostolo. Avete saputo qualcosa?

Il Primo Apostolo - Non ti basta sapere che il nostro Maestro stato crocifisso? Il nostro comune destino si compie stasera, ai piedi del Golgota.

La Sentinella - Cupi boati scuotono la terra. Sorge la luna, beffarda. Stormi di corvi volteggiano sulle tre croci.

Maddalena - ( ritornata) Fratelli, dove sono i vostri volti?... Non vi riconosco pi.

Il Secondo Apostolo - Siamo come fanciulli sperduti. Non chiamarci pi col nostro nome. Dobbiamo cercare un posto dove rifugiarci.

Maddalena - Nascondetevi nelle tombe che abbandoneranno i morti.

Il Terzo Apostolo - Maddalena, sorella, non ci biasimare. Dov' Pietro, e Giovanni... e Maria?

Il Primo Apostolo - Parla. Che sai? Che cos'hai visto?

Maddalena - (dopo una pausa) Camminava sotto la croce, pi pesante di tutti i peccati del mondo... Ed caduto.

Il Secondo Apostolo - Ma allora, com' riuscito a salire il Golgota?

Maddalena - I soldati lo hanno fustigato, e la folla rideva. S' rimesso in cammino, perch doveva andare fino in fondo. Ma la croce, pi pesante di tutti i peccati del mondo, lo ha schiacciato ancora... Ed Egli caduto per la seconda volta.

Il Terzo Apostolo - Taci, Maddalena. Non dirci pi niente!

Maddalena - Dovete sapere. Poi caduto per la terza volta. Non era pi un uomo. Non era pi un Dio... ma un cadavere che camminava.

Il Primo Apostolo - Basta, Maddalena...

Maddalena - La Veronica gli ha asciugato il volto, e il suo volto ha bruciato il lino. Poi, sul Golgota, gli hanno strappato di dosso le vesti... e le piaghe gli si sono riaperte tutte.

Gli Apostoli - Taci! Taci!...

Maddalena - E poi, l'hanno coricato sulla croce. Non ricordo pi. I colpi, dei martelli mi risuonavano nel cervello. Ricordo solo quando vidi sgorgare il sangue... I chiodi gli erano penetrati nelle mani, nei piedi. Il suo corpo era scosso da lunghi fremiti, e la croce venne sollevata... Pesava, dicevano di andare in cerca di cavalli per tirarla su. Ed io sono crocifissa come Lui. Le mie carni sono state trapassate, perch il mio amore cos grande che il suo supplizio anche il mio, e il suo dolore la mia gioia. Ed nel suo dolore che il mio amore esulta. E attendo la sua morte. Sono una donna, sono una peccatrice. Il mio cuore lacerato, ma non posso disperare. E se guarderete verso il Golgota, non avrete pi alcun timore. Ges cerca il vostro sguardo... Perch non osate guardare il Golgota?

Il Primo Apostolo - Pazza, perch ci parli cos? Non abbiamo fatto nulla di male, noi.

Il Secondo Apostolo - Anche noi amiamo il Maestro... ma non sappiamo pi chi siamo, n che cosa dobbiamo fare.

Il Terzo Apostolo - Dobbiamo strapparlo dalla croce?

Il Quarto Apostolo - La nostra ragione vacilla, Maddalena.

Il Primo Apostolo - Siamo stati venduti ai nostri nemici.

Il Secondo Apostolo - Siamo braccati.

La Sentinella - La montagna sanguina... Il cielo sanguina... E' il sangue del Crocifisso che travolge l'universo... (Squilli lugubri di tromba si rispondono da varie direzioni).

Maddalena - Perch non pregate, invece di lamentarvi?

Il Primo Apostolo - Pregare? E come? Per dire che cosa? Ges, nell'orto degli ulivi, era atterrito quanto noi ora. Invocava l'aiuto degli angeli.

Maddalena - Invocate il suo nome. Egli vi ascolter... Pu darsi che si senta abbandonato da tutti. (Ad alta voce) Ges! Mi senti?

Gli Apostoli - (invocando) Ges!... Ges!... Ges!...

Il Pagliaccio - (salta fuori dal baraccone e sghignazza) Come, come, come?...

LUomo del Baraccone - (caccia dentro il pagliaccio) Ssst! Perch strillate a quel modo? Entrate, cristiani, vi far vedere il quadro dei falsi miracoli del vostro stregone. E per un siclo vi faccio un discorso arguto quanto i suoi. E' meglio entrare nella mia baracca, quando sono in giro le pattuglie. State accorti! Siete gente sospetta.

Il Primo Apostolo - Taci!

Il Secondo Apostolo - Non vero!

Il Terzo Apostolo - Menzogne!

LUomo del Baraccone - (accomodante) Andate, andate a liberare il vostro re. Scoprite le vostre facce...

Maddalena - Ma che cosa pensate di fare?... (Pausa).

La Sentinella - L'ombra della croce grava sulla terra, sui mari, sulle pianure... Il mondo sprofonda, incombono le tenebre, tumultuano gli abissi dell'inferno. (Ridilo di tamburi di una pattuglia che passa).

Gli Apostoli - (terrorizzati, si sparpagliano) Le guardie! I nostri nemici ci stanno braccando! Bisogna uscire dalla citt!

Maddalena - Fuggite! Anche se andrete oltre l'universo, vedrete egualmente il Golgota. Vili! Vi spaventa veder morire il Maestro. Eppure, eravate al suo fianco, felici, quando fece il suo ingresso trionfale in citt, fra palme ed inni, come un re. E adesso, eccolo l, inchiodato sulla croce. Fuggite, nascondetevi. Quando resusciter dai morti, e vi chiamer, dentro quale putrida caverna vi sarete rifugiati?

Gli Apostoli - (mentre fuggono) Siamo dei poveri ignoranti, Maddalena!... Siamo degli sventurati!...

Maddalena - Guardia! Tu che tieni gli occhi bene aperti, oltre le mura: avvertimi quando il mio Signore sar spirato. (Pausa).

La Sentinella - Vedo... vedo che gli porgono una spugna in cima ad una lancia... Perch, donna, attendi che egli muoia?

Maddalena - Perch dopo potr amarlo come debbo amarlo, in assoluto. Dio mio, fa' che egli muoia!...

La Sentinella - Che cos'altro possiamo sperare, ormai, in questo incubo che sommerge la ragione del mondo, se non la tua morte, Crocifisso?

LUomo del Baraccone - (scaraventa per terra la lanterna) Sono rovinato. Quale altro numero pi suggestivo potrei trovare? Il pagliaccio triste, ed un cretino. Non mi rimane che camuffarmi da falso iddio, dal momento che la gente cerca ciarlatanerie e spettacoli come quello che si sta recitando lass! Povero me! (Mentre costui si lamenta, sopraggiunge Pietro angosciato. L'uomo del baraccone ha il sospetto che il nuovo venuto si burli di lui e gli si avventa contro) Ti burli di me?

Pietro - Mi dispero. Non m' rimasto altro.

LUomo del Baraccone - Perch non ti copri il viso anche tu, come gli altri?

Pietro - Io non sono dei loro, ho rinnegato tre volte Ges. E' stata tutta colpa del gallo. Prima che cantasse...

LUomo del Baraccone - (ride) Tutti pazzi. Quel messia ha stravolto il cervello a tutti. Non ce n' uno che non l'abbia tradito, rinnegato... Ma vale proprio la pena tormentarsi tanto?

Pietro - Io non mi tormento.

LUomo del Baraccone - Non ti tormenti? Ah, ma allora fai apposta... Hai le guance rigate di lacrime. Il mio pagliaccio fa come te.

Pietro - Non... non piango pi.

LUomo del Baraccone - Dovresti rallegrarti. Rinnegando il Nazareno hai salvato la pelle.

Pietro - (non sa pi trattenersi, toglie di sotto il mantello un gallo morto e lo agita in alto) Eccolo qua, il gallo: gli ho tirato il collo, gallo del demonio!

LUomo del Baraccone - Che cosa faceva di male? Salutava l'aurora.

Pietro - (ora raccolto, rivolto verso il Golgota) E tu, non mi rinnegare dall'alto della croce.

L'Uomo del Baraccone - E smettila: mi commuovi... (Pausa).

La Sentinella - L'ora si avvicina. (Giunge a tratti il clamore della folla. Appare Giuda, livido, con una grossa corda fra le mani).

Giuda - Continua a perseguitarmi, Yocabeth. M'ha bastonato. Sono come un lebbroso, come un cane rognoso... Ho gridato ai quattro venti il mio peccato, ne ho fatto vanto... e adesso tutti mi sfuggono. Ovunque io vada, il Golgota mi perseguita. Vedo le tre croci, vedo la croce... e Colui che ho venduto.

Pietro - (lo ha riconosciuto) Giuda!

Giuda - Ecco il mio ultimo rifugio: questa corda.

Pietro - Sciagurato.

Giuda - Pietro... Sputami addosso.

Pietro - Io l'ho rinnegato.

LUomo del Baraccone - (segue la scena dal palco) Pazzi o ubriachi. (Scompare dietro la tenda).

Pietro - Ma tu sei proprio uno sciagurato.

Giuda - Sciagurato l'uomo per il quale Iddio non ha pi misericordia.

Pietro - Non c' peccato n peccatore, che Iddio non perdoni.

Giuda - C' un perdono per te, per tutti gli uomini, ma per me no. Non c' rimasto nemmeno il conforto del rimorso e delle lacrime.

Pietro - Mi fai pena../

Giuda - Adesso non lo amo pi. E non attendo che una sola cosa: che Egli muoia. Allora tutto sar finito. Star meglio. Potr tranquillamente precipitare nell'inferno, in quell'inferno nel quale io credo sul serio; perch se non esistesse, Iddio lo creerebbe apposta per me.

La Sentinella - L'agonia lenta. Quando morirai, Crocifisso?

Giuda - Almeno si sbrigasse. (Si attorciglia la corda al collo) Potrebbero dargli il colpo di grazia.

Pietro - (severo, amareggiato) Giuda!...

Giuda - E' gi il demonio che parla in me. Ascolta, se tu volessi esaudire il mio ultimo desiderio... (Si inginocchia ai piedi di Pietro) Non essere come Ges, indifferente, muto, impenetrabile... Sputami addosso.

Pietro - (indietreggia) No!... No!

Giuda - (si risolleva in piedi) Non valgo nemmeno i tuoi sputi, vero? Capisco. Gli sputi erano per Cristo. Ma il primo che nassa di qui mi sputer in faccia. Quello l che sta venendo. S! Proprio lui! Barabba! (Barabba entrato) Io sono Giuda. Sputami addosso, e ti benedir.

Barabba - Indietro, verme schifoso! (D una spinta a Giuda, che cade a terra).

Il Pagliaccio - (salta fuori dalla tenda, e sghignazza) Come, come, come?...

Giuda - (a terra, col fiato grosso) Io sono Giuda... (II pagliaccio salta gi dal palco, si accosta a Giuda, si china su di lui e gli sputa in faccia. indi scappa via sghignazzando. Giuda si rialza in piedi e fa per andarsene) Addio, Pietro. Vado ad impiccarmi.

Barabba - Impiccarti, tu? Sei troppo un vigliacco.

Giuda - Con questa corda.

Barabba - Ottimo sistema. Per sbrigati. Se entro stasera non ti sei impiccato, ci penso io... cos! (Ghermisce Giuda per il collo).

Giuda - Aiuto! Ah!

Pietro - Lascialo. Se giustizia deve compiersi, si compia. Ma non spetta a noi. (Giuda fugge via).

Barabba - A chi spetta, ai giudici?

Pietro - A Dio.

Barabba - Chi sei, tu, per parlare con tanta sicurezza?

Pietro - Pietro, l'apostolo che ha rinnegato Ges.

Barabba - Toh. E a me, mi hanno graziato per ammazzare il tuo Cristo. Pensa un po', se io posso parlare di giustizia!

Pietro - Sei Barabba? (A questo nome, l'uomo del baraccone, che era uscito sul palco, tende l'orecchio).

Barabba - Sicuro. Barabba, bisogna scusarlo, se non tutto risplendente. Anzi: piuttosto cupo. Ma sa ci che fa... Anche tu hai l'aspetto di un ubriaco.

Pietro - Ho pianto, ebbro d'angoscia. (Spunta dalla tenda del palco la testa del pagliaccio).

Barabba - Firn, c' di che piangere...

Pietro - Anche tu?...

Barabba - - Lacrime d'ubriacone.

Pietro - Rimorsi?

Barabba - Sono Barabba, capisci? La brutalit in persona. Ma non sono un idiota. Mi esprimo male, ma questo non mi impedisce di provare delle sensazioni confuse...

Pietro - Hai uno strano modo di parlare. Sei proprio tu quel criminale...

Barabba - Ho avuto questo onore. Ecco le catene. Quando non erano spezzate mi sentivo pi felice. Adesso sono libero, salvo... ma non so che farmene della libert... Era amico tuo, quello che sta morendo sulla croce, lass?

Pietro - Era il mio dolce Maestro.

Barabba - Lo credo. Potrei essere contento che abbiano inchiodato un altro sulla croce preparata per me. Invece, niente. (Indica una figura avvolta da un mantello nero, che scivola lungo il fondo della scena) Guarda! Mi segue passo passo. Mi spia. Immaginati se i miei liberatori si sentono tranquilli. Non si d carta bianca a uno della mia risma. Mi credono pazzo di gioia, si illudono che io non abbia capito niente della farsa che mi hanno costretto a recitare. Vattene: prudente che non ti fai vedere in giro con me. E del resto, nemmeno tu sei uno stinco di santo: sei un amico del Galileo... Vattene.

Pietro - Fuggir. Ma tu non fare del male. Te lo chiedo nel nome di Colui che tu chiami il mio amico: Ges. E' anche amico tuo, dal momento che tu stesso sei vittima di una ingiustizia. (Esce. Barabba rimane pensoso).

La Sentinella - S' fatto buio assoluto. C' un'afa che opprime.

LUomo del Baraccone - (scende dal palco e si avvicina a Barabba) Allora, sei tu Barabba. II celebre Barabba. Ma che bella sorpresa. Lo sai, di essere l'uomo pi popolare del momento? Il tuo nome sulla bocca di tutti.

Barabba - Non ne vado pi fiero. Che cosa vuoi?

LUomo del Baraccone - Te lo dico per il tuo bene. Non te la prendere per quello che succede lass, sulla montagna. Senso pratico ci vuole. Pensa al tuo avvenire. Hai fame?

Barabba - No.

LUomo del Baraccone - Sete?

Barabba - S. Ma inutile che beva ancora. Non riesco mai a dissetarmi, oggi. Ma tu, chi sei?

LUomo del Baraccone - Ho un baraccone di mostri e di fenomeni viventi. (Adulatore) Tu, sei un fenomeno!

Barabba - Nel mio genere...

LUomo del Baraccone - Il condannato a morte. Straordinario! L'assassino in libert. 11 malfattore riabilitato.

Barabba - C' di meglio. Ascolta. Io sono il re dei delinquenti e mi riabilito. L'altro il re dei Giudei, e lo ammazzano. Buffo, no?

LUomo del Baraccone - Incredibilmente buffo. (Ride) Per, Barabba, adesso che sei libero, che cosa pensi di fare?

Barabba - Rendermi degno della magnanimit dei giudici. Farmi onore, conquistarmi il rispetto, la stima... E nel frattempo, cercare qualche piccola distrazione, uccidendo qua e l.

LUomo del Baraccone - Scherzi?

Barabba - Non ho altra vocazione.

LUomo del Baraccone - Vuoi una mano?

Barabba - Grazie. I farisei mi passano un sussidio.

LUomo del Baraccone - Allora, vuoi conoscere il successo, la gloria? La gente ti adora. Le donne vanno pazze per te. Sei un bell'uomo, forte, sai parlare. Per dimostrarti fino a qual punto tu sia popolare, ti faccio vedere un tuo busto di cera, qui, nella mia baracca. Vieni!

Barabba - Me ne frego. Preferirei che il mio nome fosse dimenticato. Vorrei diventare uno sconosciuto. Oppure, compiere prodezze strabilianti. Barabba pi forte di Barabba! Presto sentirai parlare di me.

LUomo del Baraccone - Puoi compiere le tue prodezze sulla mia pista. Lottare con un orso... o sollevare pesi...

Il Pagliaccio - (sbuca dalla tenda, e sghignazza) Come, come, come?...

LUomo del Baraccone - Esporr un quadro con l'elenco dei tuoi delitti pi clamorosi. E un disegno con la scena della tua liberazione.

Barabba - La mia liberazione?

Il Pagliaccio - (saltellando in giro) Stupendo! E' esplosa nel mio cervello un'idea, che richiamer un mucchio di gente.

Barabba - Dopo essere stato vittima dei giudici, sar lo zimbello dei saltimbanchi.

Il Pagliaccio - Il processo al Galileo e la liberazione di Barabba non sono cose di tutti i giorni.

LUomo del Baraccone - Perfetto. Sei passato alla storia. Vieni!

Barabba - D'accordo, ma se non mi fate divertire sul serio, butto all'aria la baracca. (Si lascia trascinare sul falco, dove il pagliaccio accende due o tre lanterne).

La Sentinella - E se tu spiri, Crocifisso, il cielo e la terra si annulleranno in te?... (Pausa).

LUomo del Baraccone - (suona un colpo di gong) Proviamo. Fra poco sul Golgota tutto finito. La folla ritorner verso casa. Dopo lo spettacolo della morte, ci vuole qualcosa di allegro. Vorranno divertirsi, no? (Si schiarisce la gola) Faccio il tuo elogio, Barabba: proclamer le tue virt.

Barabba - Il mio lungo martirio, la mia sensibilit... il mio civismo.

LUomo del Baraccone - E non dimentichiamo il tuo patriottismo. Che belle frasi! (Il pagliaccio afppare vestito di rosso, con una corona di spine sulla testa ed una canna in mano). Va bene cos?

Barabba - Divertente...

LUomo del Baraccone - Peccato per non aver potuto scritturare il vero re dei Giudei. D'altronde, il mio pagliaccio abbastanza decorativo. E fra qualche giorno, potremo dire che l'autentico re dei Giudei resuscitato! Cento sicli di premio a chi prover il contrario.

Barabba - Di bene in meglio.

LUomo del Baraccone - Un momento. Allora io faccio il processo al re dei Giudei. E dopo avere elencato le accuse che pesano sul falso messia, domando al pubblico...

Barabba - Come faccio a ricordarmelo?...

L'Uomo dal Baraccone - E' semplice. Dopo aver dimostrato che quest'uomo pericoloso, annuncio al pubblico...

Barabba - Che pu scegliere fra Ges e Barabba.

LUomo del Baraccone - Ma no! Che facciamo il giro col piatto.

Barabba - Giusto. Fa parte dello spettacolo.

LUomo del Baraccone - Dopo, ma soltanto dopo, il pubblico pu scegliere. Ma io, mosso a piet, malgrado le sue colpe cerco di salvare il Nazareno, e tento di commuovere la folla. (Recitando, si rivolge al pagliaccio) Sicch, tu osi sostenere che sei il re dei Giudei! Piglia! (Schiaffeggia. Il pagliaccio, Il quale si mette a strillare. Passa per via un apostolo).

Barabba - (ride) No, no: non va. Il Galileo taceva quando lo picchiavano. (Ghermisce il pagliaccio per fa gola e lo tempesta di pugni) Cos! Toh! E non fiatare! Come quello vero! Toh! Incassa! Toh! (Ride con rabbia).

LUomo del Baraccone - Ehi! Non me lo ammazzare! Sta' a sentire. Allora il pubblico fa la scelta, e sceglie te. Altro giro col piatto in tuo onore questa volta, e, per ringraziare il pubblico di averti liberato...

Barabba - Prendo i soldi e me ne vado.

LUomo del Baraccone - Beh, rientri e dopo fai il numero coi pesi e coi manubri.

Barabba - (al pagliaccio che si lamenta spaventato, in un angolo) Senti, la tua parte non mi riguarda. Sono libero e della mia libert faccio l'uso che mi pare. Io vado avanti per conto mio, da solo. Il pubblico rimarr soddisfatto. Quanto al pagliaccio, non parliamone pi: condannato a morte. (D una spinta al pagliaccio e lo scaraventa dentro la baracca).

LUomo del Baraccone - Calma, calma, Barabba... (Un uomo avvolto in un mantello nero e col volto coperto, s nasconde dietro la baracca).

Barabba - (lo ha visto, parla sottovoce) Ti dicevo che il successo garantito. C' gi chi disposto ad ascoltarci.

LUomo del Baraccone - Non l'ho mai messo in dubbio.

Barabba - Allora sbrigati a proclamarmi innocente, perfetto, libero: il miglior uomo del mondo.

LUomo del Baraccone - Benissimo!

Barabba - Ed io ribatto che la pura verit, ma che non sono potuto guarire dalla mia passione, che mi rimasto il gusto di uccidere e che dimostrer subito, con tutte le carte in regola... (Cava fuori un pugnale).

LUomo del Baraccone - Bada. Ti comprometti.

Barabba - Il pubblico si eccita. Sono cose che lo mandano in visibilio. Facciamo conto che io voglia dimostrare la mia gratitudine ai giudici, vale a dire a te, e ti squarcio la gola. (Assale brutalmente l'uomo del baraccone).

LUomo del Baraccone - (cerca di fuggire) Aiuto!

Barabba - E domander al pubblico se devo ucciderti. E' probabile che vogliano vedere la tua mimica mentre agonizzi, cosi ti uccido. E poi faccio il giro col piatto. (Abbandona la presa) Chiaro?

LUomo del Baraccone - Voglio andarmene di qui...

Barabba - (lo trattiene) No! A quest'ora Cristo sar morto, ormai, e lo spettacolo pu cominciare. Ma penso che c' di meglio. Si potrebbe crocifiggere il pagliaccio. (Mette un braccio dentro la tenda e ghermisce il pagliaccio) Perch no? E' il pubblico che ha deciso. (Obbliga il pagliaccio a spalancare le braccia). Ci vorranno un martello e dei chiodi. Lo inchioder sul tramezzo come un pipistrello. (II pagliaccio urla di terrore). Poich i pi oscuri presagi gravano su di noi, poich il cielo si oscura, poich fu predetto che le sciagure estreme si abbatteranno sulla citt, poich come fosse giunta la fine del mondo, poich tempo venuto che il Cristo muore sulla croce e che l'assassino libero... reciter la pi lugubre delle farse.

LUomo del Baraccone - (terrorizzato) Bravo... bravo, Barabba.

Barabba - Senza di te, senza il tuo pagliaccio. Da solo. Incomincio subito! (Con la violenza di un toro si scaglia contro l'uomo del baraccone e lo uccide. Strappa la corona di spine dalla testa del pagliaccio, che fugge urlando, e, infine, fa crollare la baracca e il palco. Soddisfatto, osserva la scena e ride sguaiato) E adesso, un po' di chiarore. Mi piace, il fuoco. Mi piace distruggere. Voglio che il fuoco distrugga tutto, invada la citt, raggiunga il Golgota. (Prende una lanterna rimasta accesa da un lato, una l'ombra dell'uomo dal mantello nero che fugge, lo ferma. In quel mentre, vede sopraggiungere Erode sorridente, compiaciuto, ricoperto di gioielli).

La Sentinella - In verit, Egli non spirer che nella notte dei tempi. Moltitudini scompariranno... ed altre nasceranno, nella notte dei tempi... E la croce rimarr in piedi, e la terra andr alla deriva in eterno, con la croce ritta verso le stelle. (Pausa).

Erode - Incontro fortunato! Che cosa fai da queste parti? Ti sei sistemato in qualche modo.

Barabba - Arrivi troppo tardi, Erode. Peccato. Ma non hai perduto granch. Vedrai dell'altro. (Osserva Erode con attenzione) Dimmi un po', i sacerdoti e i giudici si preoccupano quanto te del mio avvenire? Puoi riferir loro che mi sto comportando bene. A meno che non t'abbiano mandato da me perch ti rendessi conto delle mie gesta.

Erode - No, Barabba, io non sono come loro. Se mi vedi qui perch mi piace frequentare i bassifondi. E anche tu mi piaci. Le tue stravaganze sono la prova migliore della tua personalit. Penso che presto ti farai notare dai tuoi liberatori.

Barabba - Ti burli di me?

Erode - Non mi burlo di te. Stanotte tu assassinerai tutto il popolo giudeo... e io ne rider con soavit. Il tuo nome non deve essere dimenticato.

Barabba - Io sono sempre un condannato a morte, checch tu ne pensi.

Erode - Ragioni troppo bene, per uno che puzza di vino. Com' che non sei ubriaco?

Barabba - Ho cercato di ubriacarmi. Ho ballato, ho cantato. Rimpiango la galera per delle ragioni che capisco soltanto io.

Erode - Sentimentale, tu?

Barabba - Ecco il mio pugnale. Ma io non sono pi lo stesso assassino di prima. Altri assassini ci sono, in questo regno.

Erode - E' una santa, implacabile verit, Barabba.

Barabba - (conduce Erode dalla parte delle mura) E' l che uccidono! Hanno ingannato il Galileo, hanno ingannato me, hanno ingannato il popolo. Quello sventurato caduto nelle loro mani. Ci cadr anch'io, prima o poi... ma sar meno facile per loro. Abbandonato dai suoi, venduto, schernito, insultato, flagellato... il Crocifisso sar io a vendicarlo!

Erode - Ti fai giustiziere, adesso?

Barabba - Sar la mia riabilitazione.

Erode - Sei un esaltato.

Barabba - No, ho la febbre; sono stanco, sfinito, amareggiato. Gli amici diffidano di me. Sono un complice, capisci? E poi l'altro, il Galileo, non ha veduto la mano che gli tendevo. Non l'ha veduta. Non vorrei che mi odiasse.

Erode - Perch ti preoccupi del Galileo?

Barabba - Volevo gridare di fronte a tutto il popolo la mia pena. Avevo deciso di sradicare quella croce, ma poi ho avuto paura. Sono rimasto impietrito quando ho visto sua madre. Ho avuto paura di lui. Ho temuto che dall'alto della croce quell'uomo volesse perdonarmi.

Erode - Non ti riconosco. Paura, tu? Tu, hai paura del Galileo?

Barabba - Per la prima volta in vita mia, ho paura.

Erode - Ti sei rovinato i nervi in galera. Coraggio. Vieni con me. Sai che sono ricco e influente. A volte ho bisogno di un uomo di fiducia, per certe incombenze delicate... E dopo te ne andrai a Roma, potrai combattere nel circo... D'accordo?

Barabba - Non accetto niente di ci che mi offri.

Erode - E allora, che cosa vuoi?

Barabba - Voglio capire! Capire!

Erode - Sei grottesco! Capire! Capire che cosa?

Barabba - Ci che sta accadendo in questo momento, in citt. Ci che sta verificandosi nella coscienza del popolo, da tre anni a questa parte. Ci che avviene nel mondo... Poich qualcosa c' stato, di misterioso, di eccelso...

Erode - Forse hai ragione. Qualcosa s' compiuto. Ma a me non interessa. (Pausa).

La Sentinella - Le nubi sono cariche di folgori. I sepolcri vuoti cantano in coro...

Barabba - Anche tu sei turbato, Erode. Rispondimi! Conosci l'uomo che sta morendo sul Golgota?

Erode - Lo conosco. Si professa figlio di Dio, re dei Giudei, fratello di tutti gli uomini. Probabilmente vero, ma non mi interessa, ti ripeto.

Barabba - - E' anche vero quello che dice la gente? Dicono che ha resuscitato i morti e guarito gli infermi. Dicono che muore per salvare le nostre anime. Beati i poveri , predicava, beati coloro che hanno fame e sete di giustizia... E' vero che ha predetto il premio ai giusti e il castigo ai malvagi?

Erode - E' proprio per quello che diceva, che lo hanno inchiodato sulla croce.

Barabba - E... e diceva la verit?

Erode - Pu darsi. Tremi tutto. Che cos'hai?

Barabba - E tu, Erode, sapevi che quell'uomo aveva detto la verit, ma non lo hai strappato dalle mani dei carnefici. Ne avevi il potere.

Erode - Volevo vedere sino a qual punto giungesse la perfidia dei sacerdoti. Ormai troppo tardi. E poi, come impedire un sacrificio che il Galileo stesso aveva predetto e invocato? Sprofondi dunque il cielo, e sorga questo Dio che giudicher tutti noi... E che sia finita una buona volta! (Ride amaramente) Ed io che ero venuto per vederti divertire. Parli come uno di quei visionari, uno di quei discepoli del Galileo... Che cos'avr mai, costui, da sconvolgere la testa alla gente? Ciao, Barabba. Segui il tuo destino. Cerca e trova la tua felicit, nel peccato, o altrove: non ha importanza! (Esce. Sopraggiungono dalla parte off osta, alcuni uomini: sono gli apostoli).

Barabba - Il mio destino. Chi mai pu deciderlo? (Scorge il gruppo dei nuovi arrivati, che si aggirano l intorno circospetti) Avvicinatevi, ombre, non vi temo. Chi siete? Chi vi ordina di seguirmi? Che cosa nascondete sotto le vostre tuniche? Avvicinatevi... io solo, contro tutti voi! (Gli apostoli fuggono via).

La Sentinella - Spira, uomo, o Dio. Iddio fatto uomo, oppure uomo divenuto Iddio. O Crocifisso anelante nei tempi, negli spazi, con le tue piaghe torrenziali.

Barabba - Morisse, almeno! Mi sentirei liberato da un incubo.

La Sentinella - Spira, affinch coloro che ti contemplano subiscano la tua agonia. (Pausa. Gli apostoli ritornano, cauti).

Il Primo Apostolo - Da questa parte, fratelli. E' ancora buio, qui. Che cosa ha gridato dall'alto della croce?

Il Secondo Apostolo - Dove vuoi che ci nascondiamo, ormai?

Il Terzo Apostolo - Gridava rivolto al Padre... Non ricordo... Le sue non erano pi parole di questo mondo.

Il Secondo Apostolo - E dopo, che ne sar del suo corpo?

Il Terzo Apostolo - E dopo, che ne sar di noi?

Barabba - ( sotto le mura) Ehi, di vedetta! Il mio sguardo non vede nient'altro che croci fosforescenti... croci, una distesa di croci, una foresta di croci che oscillano al vento. Riesci a vedere qualcosa tu?

Il Secondo Apostolo - Non vi sentite soffocare, voi?...

La Sentinella - La folla discende dal Golgota. Si disperde gi per il declivio.

Barabba - Muore? Dimmi, sta per morire? Sono qui che aspetto...

Il Primo Apostolo - Che cosa facciamo, fratelli: sta per morire.

Il Secondo Apostolo - lo non voglio sapere quando il Maestro morir.

Il Terzo Apostolo - Che cosa dobbiamo fare?!

Barabba - (si accosta al gruppo, violento) Ve lo dico io, che cosa bisogna fare!

Il Secondo Apostolo - Barabba! Il brigante!

Barabba - Io so che cosa bisogna fare. Prima di tutto, dov' il vostro capo?

Il Primo Apostolo - Siamo stati abbandonati.

Il Secondo Apostolo - Siamo dei poveri sventurati...

Barabba - Dove s' cacciato quello che nell'orto degli ulivi colp con la spada?

Il Secondo Apostolo - Pietro?

Pietro - ( sopraggiunto in questo momento) Eccomi qua.

Barabba - (a Pietro) Ascolta, Pietro...

Pietro - (io ignora) Fratelli. Dobbiamo fuggire. Approfitteranno del panico, adesso che la folla discende dal Golgota, per prenderci e bastonarci.

Barabba - Fuggire? Mentre l'altro sta morendo! E saresti tu, ii capo?

Pietro - No, io non sono nient'altro che un fuggiasco. L'altro, io l'ho rinnegato, lo sai. Che cosa vuoi?

Barabba - Dov' la tua spada?

Pietro - Ges ha detto: Getta la spada.

Barabba - Tu menti. Sei un vigliacco. Siete tutti vigliacchi! E il vostro Cristo s' lasciato mettere nel sacco, prendendovi con s.

La Sentinella - (s copre la testa con un cappuccio) Ci che ora sta avvenendo, non pu pi essere descritto. (Rintocchi lugubri di una campana a martello. Clamore di folla, via via pi vicino).

Pietro - Tu non conosci Ges.

Barabba - Sono anch'io, come dire?, un fratello, no? Ne so quanto i suoi apostoli.

Pietro - Ma egli il figlio di Dio...

Barabba - D'accordo, lo ero in prigione con lui.

Il Secondo Apostolo - Pietro, non confondere quest'uomo.

Pietro - Ma dove vuole arrivare? E' un ribelle. S, sei un ribelle. Ma non questo che conta. Spera... e sarai salvo.

Barabba - Ma non si tratta di salvare la pelle, come fate voi! lo non sono nessuno, d'accordo: ma proprio per questo che ho fame di giustizia. Che cosa ha promesso il Galileo a coloro che hanno fame di giustizia?

Pietro - Taci, Barabba. Sei ubriaco. Puzzi di vino.

Barabba - Ma non tremo. Non mi nascondo, io! Come voi che non avete bevuto, ma che puzzate di paura. Venivo verso di voi, per proteggervi, per difendervi: mi facevate piet. Non importa. Far senza di voi. (Esce).

Il Primo Apostolo - (dopo una pausa) Pietro, quel malfattore... Hai sentito come parlava? Che ne sappiamo noi, dei propositi del Signore?

Pietro - Non a me, il rinnegato, che il Signore riveler i suoi propositi.

La Sentinella - In verit... in verit... E' meglio che l'uomo non sia testimone di ci che sta accadendo. (Clamori).

Il Secondo Apostolo - Pietro, che cosa sono questi clamori?

Il Terzo Apostolo - Pietro, la folla dei vivi sembra guidata da spettri.

Il Primo Apostolo - Pietro, una mano infuocata discende sul tempio.

Pietro - Non scorgo pi il Golgota. (Clamori sempre pi vicini) Ges, abbi piet di noi. Noi che non sappiamo fare pi nulla: n pregare, n piangere. Che sappiamo soltanto tremare e guardarti morire. Ges... Maestro... Signore... (Ritorna, ansante, Maddalena).

Il Primo Apostolo - Maddalena!

Il Secondo Apostolo - Di dove vieni?

Il Terzo Apostolo - E' morto?

Pietro - Vieni dal Golgota? E Ges?!

Maddalena - (cade in ginocchio, circondata dagli apostoli) Ho veduto fiammeggiare le sue piaghe. Fio assistito alla sua lenta, dolorosa agonia. La morte sta arrampicandosi sul legno della croce. Attendete ancora. Resistete ancora. Sta per morire. Ecco... lo sento... Ve lo dir.

Gli Apostoli - No, Maddalena, non dircelo!

Maddalena - (evocando) Ci che Egli sta sopportando non pu essere compreso dalle nostre menti, n provato dalla nostra carne. Soltanto un Dio soffre e muore cos. Fratelli... attendete ancora. Egli non respira quasi pi. Io gli sono vicina, al suo fianco... Il freddo della morte lo assale. I suoi occhi vitrei riflettono una estasi atroce. La croce freme. L'infinito si squarcia...

Gli Apostoli - Maddalena!...

Maddalena - E' la lotta di Dio contro la morte. E la morte lo trascina via. Ges spalanca la bocca. Urla. Chiudetevi le orecchie! Urla!!! Il capo gli crolla sul petto squarciato... e tutto finito. (Fragore di tuono. Gli apostoli si gettano a terra).

La Sentinella - Tutto compiuto. (Silenzio assoluto).

Voci - (lontanissime) Abbiamo... ucciso... un santo!... (Riprende il clamore sempre pi vicino. Riprendono a suonare le campane a martello. Gli apostoli si alzano in piedi).

Pietro - Ges morto. Tu, morto... morto!...

Maddalena - Ges mio... soave Ges...

Gli Apostoli - Ges morto! Pietro, dobbiamo fuggire! E il suo corpo?

Maddalena - E il suo regno?

Gli Apostoli - Fuggiamo. La folla si avvicina. Pietro, che cosa dobbiamo fare? Via! Via!

Pietro - Venite. La folla ci calpester... Cristo morto... Vieni, Maddalena! Andiamo!...

Maddalena - ( rimasta in ginocchio) Resusciter.

Il Primo Apostolo - Vieni Maddalena, lo piangeremo dopo.

Maddalena - E se tutto finito, mi rimarr il suo sepolcro. (Gli apostoli si disperdono, inseguiti da una risata demoniaca).

Barabba - (cerca di fermarli) Vigliacchi! (Lo seguono dei popolani provvisti di torce).

I Popolani - Viva Barabba!

Barabba - Indietro, vili! Forza! Festeggiamo il Crocifisso! Rimanete con noi! L'ora della giustizia suonata. E' suonata l'ora dei miseri, degli oppressi,

dei rinnegati!

Pietro - No! Niente violenze! Niente odio! Soltanto lui. Soltanto la giustizia del Signore. (Gli apostoli fuggono via).

Barabba - Vigliacchi! Io sono il vostro capo. Dove andate1? E' troppo tardi. La citt nelle nostre mani. All'assalto del Golgota. Dobbiamo passare davanti al tempio, davanti al palazzo del governatore. Sangue e fuoco! Maledetti!

I Popolani - Viva Barabba! Vendetta! Barabba!

Barabba - Amici! Lo hanno ucciso. Hanno ucciso colui che voleva sovvertire ogni cosa. Cristo amava il popolo. E' morto per delle idee che sono le nostre idee. E' morto per il popolo e per tutti i popoli. Spetta a voi far trionfare la sua causa. Abbasso i sacerdoti! Abbasso i giudici! Abbasso la schiavit. Demoliamo gli idoli. Bisogna che la giustizia sia nelle mani del popolo! Aprite le porte delle prigioni. Il Crocifisso ritorner in mezzo a noi, fra tre giorni. Egli sar il nostro re!

I Popolani - Viva Barabba! Viva il Galileo! (Grida di esultanza, tumulto).

Maddalena - (sempre in ginocchio; non si era mossa) Barabba... Fratello... Perch

Barabba - Vieni, donna. E' morto. Presto!

Maddalena - Ma dove1? Perch?

Barabba - Per fare giustizia. Per vendicare l'as-sassinio. Cristo il nostro re. Cristo ci ama.

Maddalena - Ci ama. Ma non morto. Non si uccide l'amore.

Barabba - Anch'io lo amo. Era uno dei nostri. Conosceva la verit, lui. Mi capiva. Vieni...

Maddalena - (trattenendolo) No, non uccidere. E' bastato il suo sangue, il suo sacrificio. (Si alza in piedi. Altro tono) Vendica! Vendica il suo dolore e il mio dolore! (Ma si domina, e, affranta, riprende) Oh, no... Non ascoltarmi. Oppure: fa' giustizia e uccidi, s. Uccidi l'odio che nel tuo cuore. (Alcuni uomini ammantati di nero si avvicinano, osservano Barabba) Guarda l, quelli! Fuggi: ti stanno

cercando!

Barabba - Porci! Vattene, donna. Vai con gli altri. Incoraggiali. Mi difender da solo. Il tempo di disperdere questi pipistrelli schifosi e verr con voi, - (Maddalena fugge via, Barabba si prepara all'attacco) Eccomi, vermi! Barabba e il suo coltello. In guardia! (Gli uomini si avvicinano in cerchio).

Il Pagliaccio - (sbuca fuori dalle rovine del baraccone, agile e silenzioso balza alle spalle di Barabba e gli affonda una lama nella schiena) Come, come, come?... (E fugge via, a saltelli, sghignazzando, mentre gli uomini dal mantello nero si disperdono).

Barabba - (barcolla) - Mi hanno colpito... alle spalle... Bella impresa!... (Cade pesantemente in ginocchio) Oh, ma non sono ancora riusciti... (Si solleva in piedi a fatica e chiama) Amici... eccomi qui! (Ma cade ancora in ginocchio) Hm, farete bene anche senza di me... Ero condannato a morte: la stessa cosa... (Si tocca, e vede che le mani sono sporche di sangue) Sangue... Anch'io sanguino... Sacrificato lo stesso giorno... (Non riesce a reggersi in ginocchio) Tu, almeno, sei morto per qualcosa... Io, muoio per nulla. Ma sempre per causa tua... Ges... Se tu vuoi... E se io potessi... tenderti la mano... e vederti sorridere... Ges... (Cade disteso, supino; muore. Clamori lontani. La campana a martello continua a suonare).

Voci - (lontanissime) Viva Barabba! Barabba! Barabba! (Sopraggiungono una donna velata di nero e un uomo giovane che la sostiene amorevolmente: sono Maria e Giovanni. Procedono lentamente. La Vergine urta col piede il cadavere di Barabba).

Maria - Oh!...

Giovanni - (si china un momento sul volto del morto) Andiamo via, Madre. E' l'uomo che avevano liberato per condannare tuo Figlio. E' Barabba!...

Maria - (si china su Barabba) No, Giovanni. Ti sbagli. Non Barabba. Osservalo bene. Questo, ha un'altra espressione. Non il volto di un assassino. Chiudigli gli occhi, Giovanni. Forse... un cristiano... (Giovanni si china anch'egli e chiude gli occhi al cadavere, mentre Maria congiunge le mani in preghiera).

FINE