Basta la fantasia

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                    BASTA LA FANTASIA           

Commediadi Stefania De Ruvo

deruvostefania@gmail.com

cod. SiaeN. 92 69 95A

Una coppia di sposi vive la quotidiana nella monotonia. Il marito si dedica al suo hobby, fare puzzle e la moglie al suo, ossia scrivere. Il marito non si interessa della moglie e tantomeno di quello che scrive: sono romanzi d’amore con qualche “sfumatura” in più. Il libro viene pubblicato ed arriva al paese dove vive la coppia. Iniziano le prime reazioni al libro, alcune positive ed altre meno. Molte riguardano il marito facendo allusioni inizialmente fraintese poi sempre più esplicite. Cosa c’entra il libro con il marito e perché tante chiacchiere? Rompere per sempre lostrano equilibrio della coppia li aiuterà a trovarne uno nuovo?

Scena: Tavolo e sedia, scrivania con computer portatile. Un telefono fisso (con base e cornetta cordless) Vari puzzle appesi.Una quinta (destra) è la porta d’ingresso, l’altra (sinistra) e la porta per le stanze della casa.

Protagonisti:  1U + 1D

Marina:           moglie

Gianni:            marito

ATTO UNICO o DUE ATTI

PRIMO ATTO

Gianni è al tavolo e sta facendo un puzzle. Marina è alla scrivania e sta scrivendo al portatile.

Gianni                         (senza alzare lo sguardo dal tavolo)Marina, mi porteresti qualcosa da bere?

Marina                        Sto scrivendo, non puoi prendertelo da solo?

Gianni                         Sono concentrato, se mi alzo perdo il filo ed il pezzo.

Marina                        Anche io perdo il filo.

Gianni                         Dai Marina, metti giù l’ago che poi il filo te lo rimetto io.

Marina                        Ma che stai dicendo! Perdo il filo del racconto, non del cucito.

Gianni                         Hai cucito, brava, adesso portami una birra.

Marina sconsolata si alza, esce di scena e rientra con una birra con un bicchiere. Serve il marito.

Marina                        (ironica)E’ di tuo gradimento? Abbastanza fredda o vuoi un po’ di ghiaccio? Gradisci anche qualcosa da mangiare?

Gianni                         Grazie Marina ma no, sto bene così.

Marina                        E’ un piacere, ma la prossima volta ti alzi tu, anche io ero impegnata.

Gianni                         A cucire.

Marina                        A scrivere.

Gianni                         La lista della spesa?

Marina                        Gianni, non esagerare!

Gianni                         Non ti scaldare, sto scherzando! Stavi scrivendo, ho capito. Stai sempre scrivendo… sai che novità.

Marina                        E allora? Ho il mio hobby, come tu hai il tuo.

Marina torna offesa alla scrivania. Buio e luce su di lei.

Marina                        Siamo sposati da vent’anni. Ci siamo conosciuti da giovani, non è stato il classico colpo di fulmine. Siamo nati e cresciuti entrambi nello stesso paese. A soli 50 km dalla città più vicina ma in ritardo di 50 anni per mentalità. Lui frequentava la mia casa essendo un amico di mio fratello. Era un ragazzo semplice ma buono e gentile. Sapeste quante volte ha provato ad attaccare bottone!Alla fine sono stata io ad invitarlo ad uscire. Non ce la facevo più a stare chiusa in casa, quindi meglio che niente. Non che me ne fossi innamorata ma aveva talmente la faccia del bravo ragazzo, al limite del tontolone, che è parso innocuo perfino a quel iperprotettivo di mio padre.

Buio e luce su Gianni al tavolo.

Gianni                         Siamo sposati da vent’anni. Ci siamo conosciuti da giovani, è stato il classico colpo di fulmine. Siamo nati e cresciuti entrambi nello stesso paese. A 50 km dal caos della città più vicina e rimasto ai valori di 50 anni prima. Io frequentavo la sua casa, essendo un amico di suo fratello. Sapeste come mi guardava! Ero un gran bel ragazzo ai miei tempi! Non facevamo altro che mandarci degli sguardi allusivi! Alla fine è stata costretta a farsi avanti, l’avevo conquistata. Era impossibile resistermi, avevo il mio fascinoai miei tempi, un po’ alla James Dean. Così abbiamo iniziato ad uscire insieme malgrado quel iperprotettivo di suo padre.

Buio e luce su Marina.

Marina            Abbiamo iniziato ad uscire insieme, un giorno dopo l’altro e ci siamo fidanzati. Mi sono anche innamorata alla fine, mi sono innamorata dell’amore che aveva per me. Perché si vedeva proprio che era innamorato. In fondo è stato un bravo marito, grazie a lui ed al suo lavoro fisso ho potuto studiare e sono diventata una professoressa di lettere. Ci siamo trasferiti al nord,dove ho preso la mia prima cattedra, anche se precaria. Per la mentalità del paesino dove siamo nati, eravamo dei trasgressivi.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             Abbiamo iniziato ad uscire insieme, mi stava sempre incollata, mi sono dovuto fidanzare. Era così innamorata! Anche io le ero molto affezionato. In fondo è stata una brava moglie, io avevo il posto fisso e lei è stata a casa, ma si annoiava e così ha ricominciato a studiare. Non doveva essere una cima perché ci ha messo anni. Ha dovuto anche cambiare scuola ed andare in una su al nord, chissà che aveva combinato. Però alla fine ha anche trovato un lavoro nella scuola, ogni mattina ci andava. A me andava bene purché quando tornavo dall’ufficio fosse pronto il pranzo.

Buio e luce su Marina.

Marina            Gianni mi ha sempre seguito, un ufficio postale si trova ovunque, ma ha sempre rimpianto il suo paese. Per questo non ha mai voluto vendere la casa dopo che i suoi erano morti. Io al nord sono stata benissimo, ho adorato ogni anno che ho insegnato. Quando finiva la scuola e tornavamo al paese, anche per pochi giorni, mi mancava l’aria.Abbiamo subito avuto una figlia Sara, lei è una donna veramente in gamba, indipendente, avventurosa. Appena diplomata ha trovato lavoro per una grossa azienda e viaggia spesso all’estero. Certo, mi manca, ma sono orgogliosa di come è diventata.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             Ci siamo trasferiti spesso, il mio lavoro lo permetteva, ma ovunque andassi non era come a casa mia. Per fortuna non ho mai venduto la casa dei miei genitori al paese. Io al nord sono stato malissimo, facevo il mio lavoro e tornavo a casa. D’estate appena potevamo tornavamo al paese per una boccata d’aria. Abbiamo subito avuto una figlia Sara, è una brava figliola con un po’ di grilli per la testa, ancora non si è decisa di mettere radici. Lavora per una grossa azienda che la sfrutta mandandola continuamente in giro.

Buio e luce su Marina.

Marina            E’ andata tutto bene fino a quando entrambi lavoravamo. Sono stata sempre precaria ma ottenevo sempre una cattedra a Verona. Da due anni invece sono a casa. Prima, io ero presa dall’insegnamento e lui dal lavoro. Non avevamo molto in comune ma stavamo bene insieme. Gianni è sempre stato pantofolaio ma non mi pesava. Io uscivo con Sara, con le mie colleghe, anche con i miei alunni, una volta diventati grandi. Andavo a teatro, a sentire la musica, a vedere musei. Verona è una città splendida, così piena di vita e cultura! Gianni tornava dal lavoro stanco e preferiva stare a casa ma non costringeva me a fare lo stesso.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             E’ stata dura finoa quando entrambi lavoravamo. Io ero preso dal lavoro e Marina (si ferma con aria dubbiosa, come se non sapesse cosa dire) … anche lei era impegnata. Stava spesso con nostra figlia, andavano (non sa dove) … uscivano. Io no, Verona è una città umida, così fredda d’inverno quanto afosa d’estate! Io tornavo dal lavoro stanco e preferivo stare a casa e Marina usciva per non disturbarmi.

Buio e luce su Marina.

Marina            Appena ho perso la cattedra si è voluto trasferire qua. Duemila abitanti, scarsi, un bar in piazza, una chiesa ed un minimarket, non proprio una grande città. Non potevo dirgli di no, dopo quello che aveva fatto per me. Abbiamo venduto la casa a Verona e abbiamo ristrutturato la vecchia casa dei genitori, ristrutturata… l’abbiamo resa abitabile, ma sempre vecchia è.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             Appena Marina ha lasciato il lavoro, ho ottenuto il trasferimento qua. Un gioiellino nella campagna, poche anime e l’essenziale per vivere beatamente, proprio una belpaese. Le ho fatto una sorpresa, ho venduto la casa a Verona ed ho ristrutturatala casa dei miei. Ristrutturata… esaltato nella bellezza originaria! Non è vecchia, è antica, una bomboniera.

Buio e luce su Marina.

Marina            E’ stato un trauma, oltre a dover lasciare la scuola, ho dovuto lasciare la vita a Verona, la cultura, la gente e tutti i miei allievi. Qui mi annoio terribilmente e così per ingannare il tempo ho iniziato a scrivere. Niente di altamente intellettuale, dei racconti romantici un po’ piccantini, così come hobby. Ci ho preso gusto e recentemente mi sono cimentata in un romanzo, l’ho appena finito e l’ho dato a Sara. Lei ha sempre letto tutto quello che ho scritto ed è una mia fan, l’unica, a dire la verità, visto che ho fatto leggere i miei scritti solo in famiglia e Gianni non mi ha mai detto niente, né in positivo né in negativo.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             E’ stato come rinascere, ho lasciato la nebbia della pianura padana e sono venuto al sole. Certo, qui mi hanno assegnato un part time, un contratto a orario ridotto per solidarietà aziendale ed un po’ mi annoio, in fondo mi piaceva lavorare, mi teneva impegnato la mente e così ho iniziato un hobby. Faccio puzzle, più sono complicati più mi piacciono. Me lo ha suggerito Sara, è perfetto per tenere attivo il cervello, ci vuole pazienza e dedizione. Il momento che preferisco è quando vicino alla fine inizio a mettere un pezzo dietro l’altro, come se mi saltassero da soli nelle mani. Quando inizia quel momento magico, chiamo Sara e lei viene sempre a vederli. Se non può, le mando una foto. E’ una mia fan, la sola per il momento ma ho un bel progetto in mente.

Buio e luce su Marina.

Marina            Anche Gianni ha un hobby, fa i puzzle. Anche a me piaceva farli, ma non posso avvicinarmi ai suoi, dice che lo distraggo, così io torno al mio computer. Ne ha fatti tantissimi, è diventata una fissazione, appena ne finisce uno, ne inizia un altro e tutti… tutti li incornicia e li appende. Ne abbiamo venti in cantina.Gianni lavora poche ore al giorno e per il resto del tempo sta a casa a fare puzzle.

Buio e luce su Gianni.

Gianni             Anche Marina ha un hobby. Scrive al computer, scrive sempre. Poesie, penso, ma anche racconti. Io sono contento, così mi lascia fare i miei puzzle. All’inizio voleva farli con me, ma faceva solo confusione. Senza lei attorno sono molto più veloce. Marina non lavora più, penso si fosse stancata, adesso sta a casa ed è molto più tranquilla.

Luce a giorno.

Squilla il telefono.

Marina                        Pronto?Ciao Sara. E’ Sara. (al marito)

Gianni                         Salutamela.

Marina                        Ti saluta papà. Dimmi tesoro, come stai?... Sono contenta.…(smette di sorridere) No, non sto cambiando discorso, certo che lo voglio sapere… eh va bene! Hai letto il libro? E che ne pensi? … Ti è piaciuto? Davvero? Beh sono lusingata… Farlo leggere? No, non scrivo per questo, a me piace scrivere e basta, mi distrae dalla noia quotidiana. …Certo che mi piacerebbe uscire, ma dove?In questo paese non c’è niente. …Un viaggio? Magari! Lo sai come è fatto papà, non gli piace viaggiare. …Secondo te cosa starà facendo, indovina? … Esatto, ha iniziato un altro puzzle. … Lo so che è perfetto per mantenersi allenato, la mente sempre attiva ecc. ma così esagera, non fa altro. …Si, anche io ho il mio hobby, ultimamente anche io non faccio altro e cosa dovrei fare da sola. …Un’occasione per unavacanza? E dove? Perché proprio a Roma? …Cosa hai fatto? Hai spedito una copia del mio romanzo a quale concorso? Senza dirmi niente e se io non fossi stata d’accordo. …Come ormai è fatta! I risultati arrivano oggi! O mamma! E se non piace… o peggio e se piace? (sempre più agitata) Se lo pubblicano sono rovinata! Appena sai qualcosa… esatto chiamami subito. …Si, ne parlo con papà. Non lo so, io gli ho dato il romanzo ma non l’ho mai visto leggere e non mi ha detto niente.…Ciao tesoro, aspetto una tua chiamata. (chiude la telefonata)

Marina            Lo sai che ha fatto Sara?(agitata)

Gianni             Cosa? (senza alzare la testa dal puzzle)

 Marina                       Ha mandato il mio romanzo ad una casa editrice di Roma per un concorso letterario.

Gianni                         Quale romanzo?

Marina                        Quello che ho scritto io!

Gianni                         Perché hai scritto un libro? Non scrivevi poesie?

Marina                        No, scrivo dei racconti ed ho provato a scrivere un romanzo, il romanzo che Sara ha inviato al concorso.

Gianni                         Brava e le poesie?

Marina                        (scocciata) Gianni, nessuna poesia, non c’è mai stata nessuna poesia. Io scrivo romanzi d’amore.

Gianni                         Ah è vero! Va beh, romanzi d’amore, poesie, sempre cose da donne!

Marina                        Illuminato come commento…

Gianni                         Passami il sacchetto con i pezzi gialli.

Marina li passa.

Marina                        Gianni, mi puoi prestare un po’ di attenzione per favore? E’ importante.

Gianni                         Marina, non puoi aspettare? Sono settimane che sto dietro a questo puzzle e finalmente mi sta entrando un pezzo dietro l’altro.

Marina            Se il romanzo piace, me lo possono pubblicare e tutti lo potranno leggere.

Gianni             E non sei contenta?

Marina            E tu sei contento?

Gianni             Se sei felice tu, lo sono anche io.

Marina            Grazie?! (dubbiosa)

Gianni             Io, appena finisco questo puzzle, voglio organizzare una mostra. (si illumina) Che ne pensi?

Marina            Come una personale, ma invece dei quadri, vuoi mettere in mostra i tuoi puzzle?

Gianni             Guarda che ci vuole talento anche per fare i puzzle.

Marina            Non dico di no, ma …

Gianni             Immagina! Affitterò un paio di sale al comune ed appenderò tutti i miei puzzle.In cantina ne ho almeno venti. Pensavo di dividerli per categorie, i paesaggi in una sala e le riproduzioni di quadri in un’altra. Poi invitiamo tutto il paese. Tu puoi preparare un aperitivo, piace sempre stuzzicare quando si va ad una mostra d’arte.

Marina            Non è proprio una mostra d’arte.

Gianni             Ho puzzle di un sacco di pittori famosi.

Marina            Ma sono cose che chiunque può fare, basta acquistare la scatola in un negozio di giocattoli.

Gianni             (offeso) Non tutti possono fare un puzzle da oltre 2000 pezzi.

Marina            Lo ammetto è difficile, ma da qui a definirlo come arte…

Gianni             Senti Marina, perché non torni al lavoro?(si rimette a cercare un pezzo) Scrivi qualche poesia nuova…

Marina            Poesia?

Gianni             Io credo di riuscire a finire questo puzzle entro stasera, così andiamo a festeggiare a cena fuori.

Marina            Ma non ho vinto il concorso, ho solo partecipato.

Gianni             Allora festeggiamo il puzzle finito!

Marina            Gianni, ma tu hai letto il mio romanzo? Te l’ho stampato la settimana scorsa e te l’ho messo sul comodino.

Gianni             Ah ecco cos’era!

Marina            Gianni!

Gianni             No, scusa Marina, non l’ho letto, ma lo farò presto, appena finito questo.

Marina            Dici sempre così, ma non hai mai letto niente di quello che ho scritto.

Gianni             Ho letto le poesie!

Marina            Gianni!

Gianni             Volevo dire ho letto i racconti!

Marina            E ti sono piaciuti?

Gianni             Storie d’amore, romanticismo… non sono proprio il mio genere.

Marina            Ma non sono solo romanticismo. Li hai letti tutti, fino alla fine?

Gianni             Certo, ripeto: non sono il mio genere ma sono belli e tu sei bravissima.

Marina            Sicuro? Allora ti sono piaciuti?

Gianni             Certo e il concorso andrà benissimo!(senza guardare la moglie ma facendo il suo puzzle)

Marina            Meglio così, sai io avevo un po’ paura di come potevi reagire specialmente se mi pubblicano il libro. Ma se per te è tutto a posto, scusa se ti ho giudicato male.

Gianni             (preso dal suo puzzle mette un pezzo) E vai, un altro!

Squilla il telefono.

Marina            Pronto Sara, e allora hai notizie? ...Davvero, ho vinto?Ma sei sicura?Ho vinto proprio io? Sono felice, di più sono quasi sconvolta. …Si, ho parlato con papà e no, non ha letto il libro ma ha detto che ha letto i racconti e più o meno il genere è quello. …Sicura proprio no, ha detto di aver letto anche delle poesie ed io non ho mai scritto poesie ma come hai detto prima, ormai è fatta.

Gianni, lascia il puzzle e va da Marina.

Gianni             Chi è? Se è Sara me la passi? (prende il telefono dalle mani della moglie)

Marina            Ma… stavo parlando io!

Gianni si avvicina in proscenio e fa cenno a Marina di allontanarsi

Gianni             Scusa, è personale.

Marina            Personale? Con Sara?

Gianni             (tutto d’un fiato) Ciao Sara, allora come vanno i preparativi per la mia mostra? Hai prenotato la sala? Io ho portato a incorniciare i lavori nuovi ed ho prenotato i volantini per la pubblicità. La prossima settimana sarà tutto pronto. …Certo che posso finire io i preparativi, mi sono preso le ferie apposta ma come mai? Ti mandano ancora una volta fuori? …Quanti giorni? Non ti preoccupare, faccio io. …No, non ho bisogno della mamma. Le volevo fare una sorpresa anche se… le ho accennato qualcosa poco fa, non ho resistito. …Concorso? Ah si, me lo ha detto. Sono contento che anche lei si tenga occupata anche se credo sia un po’ gelosa di me. Spero che non ci rimanga male per il successo della mostra. …Certo che sarà successo, perché non dovrebbe! …Si, ti ripasso mamma. (Passa il telefono a Marina) Vuole te.

Marina            Scusa, ma papà mi ha preso il telefono. Dimmi tutto:cosa devo fare, dove devo andare… Vieni tu con me? Ma papà? Ah, è impegnato… non mi dire che vuole fare davvero la mostra di puzzle. …Io non ne devo sapere niente ma avete tutto organizzato. (ironica) Sono contenta che siete così legati, tu e tuo padre… Ho capito, è una sorpresa. Farò finta di essere sorpresa, e lo sarò davvero se ci verrà qualcuno a vederla. Adesso dimmi di Roma… cosa?Fra due giorni devo fare un’intervista?Ma io non ho mai fatto nulla del genere e poi ci vado vestita così? Da professoressa dosoccupata? Senti Sara e se invece mi travestissi?Così non sarei riconosciuta... anche nella foto del libro, certo. Potrei avere una doppia identità, un alter ego. Molti scrittori lo hanno avuto. Qualcosa di più in stile con il romanzo… Senti io faccio qualche prova e ti mando le foto. D’accordo ci vediamo direttamente a Roma domani.

Chiude il telefono. Marina va da Gianni al tavolo, come al solito preso dal suo puzzle.

Marina            Gianni!(Gianni non risponde) Gianni!

Gianni             Che c’è?!?

Marina            Gianni! Ce l’ho fatta! Il mio romanzo è piaciuto, ha vinto il primo premio al concorso e sarà pubblicato! Anzi, mi ha detto Sara, che il libro è già in stampa. Dopodomani mi aspettano per ritirare il premio e potrò anche ritirare le mie copie.

Gianni             Complimenti… (torna a fare il puzzle, poi si ferma ed alza la testa) aspetta un attimo. Dove devi andare?

Marina            A Roma, dove c’è la casa editrice.

Gianni             E quando vai a Roma?

Marina            Devo partire domani, Vieni con me? Sei in ferie.

Gianni             Appunto, sono in ferie e mi voglio riposare.

Marina            Allora farò il viaggio da sola. Sara mi aspetta lì. Sarò di ritorno fra tre giorni.

Gianni             Ma no! Solo tre giorni, mi serve almeno una settimana.

Marina            Ti serve?

Gianni             Volevo dire, servealmeno una settimana. Una volta che sei a Roma non vorresti approfittarne per fare delle compere?

Marina            In effetti potrei approfittarne per andare a vedere qualche spettacolo teatrale. E da troppo tempo che non vado a teatro.

Gianni             Ma certo, comprati quello che vuoi!(torna a fare il puzzle)

Marina            Non mi interessa comprare…

Gianni             Brava, compra, compra…

Marina            Non mi… va bene compro.

Gianni             Perfetto, quindi se parti domani, tornerai il prossimo sabato, sette giorni precisi. Ho tutto il tempo.

Marina            Per cosa?

Gianni             Niente, è una sorpresa.

Marina            Già, la sorpresa.

Gianni             Che ore sono? Gli uffici sono ancora aperti, Marina io esco.

Marina            Non dovevamo cenare fuori?

Gianni             Certo!Torno giusto in tempo, intanto preparati, mettiti qualcosa di carino.

Marina            Stavo appunto pensando a quello.

Gianni             Sarai splendida! (mentre esce di scena, senza guardarla)

Marina            Così vestita non vado bene per Roma. Mi ci vuole qualcosa di più adatto al ruolo. Devo anche pensare a cosa dire, non posso certo raccontare che ho iniziato a scrivere perché mio marito fa i puzzle.

Musica per tutta la scena seguente.

Marina e Gianni si alternano sul palco. Uno da destra e l’altro da sinistra, possono muoversi nel palco ma poi prendono posto uno sempre dallo stesso lato.

Marina si cambia d’abito e aggiunge degli accessori per mascherarsi da “femme fatale”. (uno scialle o un boa, un ventaglio, un cappello a falda larga, una sigaretta con boccaglio lungo). Ad ogni entrata aggiunge un accessorio. Si atteggia a diva, entra nel personaggio, non sempre le riesce bene. Esempio: si intreccia con il boa, mette il cappello storto, tossisce per la sigaretta.

Gianni prepara la sua mostra, prendendo i puzzle dalla scena ed entrando con altri puzzle. Anche lui si veste per uscire con giacca e cravatta.

Entrambi dicono delle battute come a prepararsi ad una fantomatica intervista.

Gianni             Accidenti a tutti questi moduli. (si appoggia al tavolo) Il mio nome… Gianni. Il cognome… chissà se mi serve un nome d’arte? John, no … meglio alla spagnola Juan, suona molto più da artista. Ho deciso, mi faccio crescere la barba, meglio, i baffi fanno tanto avanguardia!! (guarda l’orologio) Accidenti, è tardissimo.

Esce Ginni ed entra Marina con almeno un accessorio per iniziare la trasformazione. Parla come fosse l’intervista alla premiazione.

Marina            Salve, il mio nome è Marina ma tutti mi chiamano Mimì, Mimì l’amour per i miei fan. Sono estremamente felice di prendere questo premio.Sono commossa, grazie, grazie mille a tutti.(lancia baci)Si, vivo in un paesino, sa, per non essere riconosciuta. Ma prima o poi dovevo venire allo scoperto. Sono la dimostrazione che in ogni donna convivono il diavolo e l’acqua santa. Non avrei mai pensato di diventare una scrittrice famosa.Certo, questo è solo il primo. Inizierò subito a scrivere il prossimo.

Esce Marina ed entra Giannicon vari puzzle sottobraccio, li porta a fatica e li lascia sul tavolo.

Gianni             Appena in tempo. La sala per sabato prossimo è prenotata. Adesso pensiamo ai quadri.(Gianni stacca dei quadri dalla scena) Questo starà benissimo nella prima sala, guarda che colori e che precisione in ogni singolo pezzo, come si fa a dire che non è arte!Non mi ero reso conto di quanti puzzle avevo finito. La mostra sarà un successone, è certo.(realizza) Nel paese diventerò famoso! Devo avvisare il giornale, magari mi fanno un’intervista.(riprende con difficoltà i puzzle, esce e se li porta fuori scena)

Esce Gianni ed entra Marina con un altro accessorio (sigaretta).

Marina            Nella mia vita ne ho combinate così tante che non me le ricordo tutte. Sposata io? No, a me un uomo non basterebbe. Ha da accendere? Non tutte le donne possono vivere quello che ho vissuto io e così ho deciso di raccontarlo, per farlo vivere indirettamente a tutte.Quello che ho scritto è tutto vero, sacrosanto. Se non fossero storie vissute non sarebbero così… così.

Esce Marina ed entra Gianni elettrizzato.

Gianni                         Il giornale locale manda un giornalista a farmi un’intervista.La mia mostra sarà l’evento dell’anno! (si schiarisce la voce) Certo, non è da tutti fare puzzle come questi! Ci vuole pazienza, caparbietà e un occhio fino. E’ capitato che in alcuni momenti fossi un po’ scoraggiato ma non mi sono mai perso d’animo ed ho raggiunto il mio traguardo. Li tocchi, li tocchi pure, sono tutti veri!

Entra Marina, i due si fermano alle loro postazioni.

Tutti e due      (in coro) Sabato, sarà una gran giornata!

Buio e oppure sipario e FINE PRIMO ATTO

Musica (canzone a tema “passare del tempo”).

Luce oppure sipario ed inizioSECONDO ATTO

Gianni è seduto al tavolo, ha la giacca con la cravatta ma non indossa i pantaloni ma solo dei boxer. Non c’è il puzzle ma è apparecchiato da aperitivo. Su una sedia c’è uno scatolone.

Gianni             Non credevo di essere così agitato, la mostra apre tra 15 minuti ed io sono ancora qui a preparare. Allora, facciamo il punto della situazione: la sala è pronta ed i puzzle sono appesi. L’aperitivo è stato consegnato sia a casa che alla mostra. Gli inviti sono stati tutti spediti. Ho tutto sotto controllo, posso andare! (si alza e si nota che non porta i pantaloni, Gianni si guarda in basso) Forse qualcosina da fare ce l’ho.

Esce Gianni ed entra Marina, con un cappello vistoso.

Marina            (ad alta voce) Gianni! Sono a casa! Mi aiuti a scaricare? (si tocca la testa) Caspita mi sono dimenticata del cappello. Ormai Madame Mimì l’amourdeve scomparire.(si toglie il cappello e lo poggia sulla sedia sopra uno scatolone)Ma tu guarda che ha combinato Gianni. Ha preparato un piccolo rinfresco per il mio ritorno ed io che credevo si vergognasse del mio libro!Invece, c’è roba da mangiare per almeno venti persone, avrà invitato mezzo paese.(realizza) Oh mamma, il paese, che ansia!A Roma è stato facile, mi ero travestita da Mimì e leipoteva dire e fare quello che voleva. Ma adesso ci sono io, Marina, davanti ai miei compaesani.(respira per tranquillizzarsi) Calma Marina, un passo alla volta, adesso affrontiamo Gianni, sempre che riesca a trovarlo. (ad alta voce) Gianni! Sei in casa? Mi aiuti a prendere i bagagli? (nessuna risposta) Dov’è finito Gianni? Volevo far vedere il libro a lui prima di presentarlo a tutto il paese.Magari una volta che lo vede rilegato si deciderà a leggerlo e spero succeda prima che si sparga la voce. Tanto non posso nascondermi, si capisce benissimo che sono io (guarda la foto sulla quarta di copertina). Gianni! Faccio prima a fare da sola. (esce)

Esce Marinae rientra Gianni.

Gianni             Mi stavo dimenticando i cataloghi della mostra. (mentre li cerca guardando in giro) Ma dove sono?Mi hanno spiegato che in tutte le mostre che si rispettano c’è sempre il catalogo con le foto delle opere. Mi sono costati una fortuna, non credevo che stampare dei libri costasse così tanto.Dove sono finiti? Ero convinto di averli lasciati di qua, dentro uno scatolone. Ah eccoli (apre la scatola e ne prende uno)A 5 euro a copia ci rientro delle spese e magari ci scappa anche una pizza.

Entra Marina con uno scatolone ed il trolley.

Gianni             Ciao Marina, ben tornata. Sei arrivata giusto in tempo. Ho una sorpresa per te!

Marina            Ho visto, è bellissimo, grazie tesoro, sono commossa! (lascia trolley e scatolone per terra e va verso il marito dall’altra parte del tavolino)

Gianni             Anche io sono commosso, pensa: ho realizzato la mia prima mostra con tutti i puzzle fatti fino ad ora. Sono ventiquattro.

Marina            La mostra? Ah è vero! Che sorpresa!(ironica, poi realizza) Quindi questo aperitivo non è per me?

Gianni             Ho preferito comprare tutto, non sei contenta? Così non hai dovuto cucinare.

Marina            Estasiata.

Gianni             Tutto il paese verrà alla mostra e dopo passeremo qui con gli amici a festeggiare! Ma non ti preoccupare, ho fatto preparare qualcosa anche direttamente alla sala del comune.

Marina            Hai fatto le cose in grande, per fortuna sono arrivata in tempo, non potevo perdermi un evento come questo.

Gianni             Già, l’evento dell’anno, viene anche il giornale. (guarda l’orologio)La mostra sta per aprire, prendi i libri ed andiamo.

Marina            I libri?

Gianni             Certo i libri, li venderemo alla mostra, vedrai, andranno a ruba, ci sarà tutto il paese.

Marina            Ma non vuoi leggerlo prima?

Gianni             E che ci sarà da leggere, lo conosco a memoria!

Marina            Addirittura a memoria ed in una sola settimana! Allora dimmi ti è piaciuto?

Gianni             Mi è costato un po’.

Marina            Scusa, ma ti assicuro che non volevo andare sul personale.

Gianni                         Per forza, è una personale. Ma adesso andiamo.

Marina            Io pensavo di regalarne qualche copia, così per farmi conoscere.

Gianni             Come ti vuoi far conoscere, come una spendacciona? No, no Marina, se li vogliono li devono pagare. Cinque euro. Ho già fatto i conti, se li vendiamo tutti ci possiamo pagare una pizza, anzi una cena di pesce!

Marina            Li vuoi vendere scontati al 50 % quindi.

Gianni             Dici che è troppo poco?

Marina            Il prezzo di copertina è 12 euro.

Gianni             Non me ne ero accorto che c’era un prezzo di copertina, credevo che bastasse un cartellino con il prezzo davanti al mucchio

Marina            Mucchio?

Gianni             Certo, dobbiamo portare almeno cinquanta copie.

Marina            Sono tutte quelle che ho. Ma se va bene a te, sono qui nella scatola.

Gianni             Certo, lo so. Potresti portarla tu, sai, mi sono messo il vestito buono e non vorrei sudare!

Gianni è intento ad aggiustarsi la giacca e la cravatta e non considera la moglie tanto meno la scatola che viene presa.

Marina            Ma io…

Gianni             Grazie Marina sei un tesoro. E’ la mia mostra che figura ci faccio se entro con uno scatolone.

Marina            Ed alla mia figura non ci pensi?

Gianni             Che hai Marina, sei agitata?

Marina            Un po’ si, anzi tanto, per la verità.

Gianni             Dai,non mi dire che ti vergogni?

Marina            Ho paura e se non piace?E se ne parlano male?

Gianni             Tranquilla ci sono io. E poi le domande le faranno a me, mica a te!

Marina            A te?

Gianni             Andiamo che si fa tardi. L’autore non può arrivare in ritardo. (esce)

Marina            L’autrice!(prende la scatola con i libri ed esce)

Buio, musica (canzone a tema “passare del tempo”).

Luce. Entra Gianni con vari puzzle sottobraccio,si toglie la giacca, seguito da Marina che porta altri puzzle. Mentre parlano riappendono i puzzle.

Gianni             Allora? A me è sembrato che sia andata bene! C’era un sacco di gente e tutti molto interessati. L’idea del catalogo è stata ottima, non hanno fatto altro che sfogliarlo tutto il tempo, quasi preferivano vedere i puzzle sulle foto che dal vivo, valli a capire. Si vede che non sono abituati ad andare alle mostre, quando hai un’opera dal vivo guardi quella, poi a casa, ti sfogli il catalogo.

Marina            Catalogo?

Gianni             Certo, il catalogo della mostra, quello che abbiamo venduto tutta la sera.(Gianni spilucca dall’aperitivo) Peccato che nessuno abbia voluto venire a casa dopo la mostra. Va beh, ce ne sarà di più per noi. Potremmo anche congelarlo, che ne dici Marina?

Marina            Io non so niente del catalogo.

Gianni             Ma dai Marina, i libri che stavano dentro una scatola come questa (vede la scatola sulla sedia) Dentro c’erano dei libri… proprio come questi… ma che hai portato alla mostra?

Marina            I miei libri!

Gianni             Quali libri?

Marina            I libri con il mio romanzo che ho portato da Roma. Pensavo che parlavi di quelli prima.

Gianni             Ma che c’entravano con la mia mostra!

Marina            Io non lo sapevo che avevi fatto stampare dei cataloghi. Parlavi di libri ed io ti stavo parlando dei miei libri così…

Gianni             E adesso che ci faccio con i cataloghi?

Marina            Li portiamo domani alla sala, mica dura solo un giorno la tua mostra.

Gianni             Ma oggi c’erano tutti.

Marina            Verrà gente anche domani.

Gianni             Hai ragione, si spargerà la voce e verranno certamente in molti.

Marina            Stai tranquillo… almeno tu.

Gianni             Grazie Marina, mi preoccupavo per nulla. In fondo la mostra è stata un successo! Hai visto che è venuto anche il giornalista?

Marina            Già… a proposito, ha detto che torna anche domani!

Gianni             Non ci posso credere! E che gli dirò domani, ho già detto tutto oggi! (si mette a mangiare)

Marina            Veramente, viene per me. (timidamente mentre Gianni non la considera)

Squilla il telefono.

Gianni             Ciao Franco, che piacere sentirti! Ti è piaciuta la mostra? ...Bene, sono contento. ... Il libro… oh scusa, domani porterò i cataloghi, come ti avevo promesso. ... Sei contento lo stesso, soprattutto tua moglie?! … Quante copie? … Va bene, domani ti porto tre copie del catalogo, sono 15 euro in tutto. ... Il catalogo, ma certo! ... Certo che lo voglio chiamare catalogo, come altro lo dovrei chiamare?... Va bene a domani. (mette giù) Pensa Marina, Franco mi hanno chiesto tre copie del catalogo.

Marina            Sei sicuro che vogliono il catalogo?

Gianni             Ma certo che altro? (squilla il telefono e Gianni risponde non ascoltando Marina)

Marina            Forse vogliono il mio libro?

Gianni             Piero!! Allora che ne pensi del tuo amico? Ti ho stupito vero? Non credevi che fossi così artistico! ... Si, ci vuole maestria.... Beh si, so usare le mani. ... Cosa vuol dire che so usare anche altro? Ah intendi dire che ci vogliono buoni occhi! Ma certo, ci vuole precisione …Non mi facevi così audace? Sono solo riproduzioni, è arte, non c’è niente di osceno.... Sono d’accordo, anche per me se è fatto per bene è una forma d’arte!... Certo che Marina ne è contenta.... Va bene, se vuoi ti darò qualche consiglio….(dubbioso) No, non serve che venga anche tua moglie.(mette giù)

Marina            Chi era?

Gianni             Piero. Mi ha fatto i complimenti e vuole che gli insegni a fare i puzzle. Però non capisco cosadovrei insegnare alla moglie.

Squilla il telefono.

Gianni             Pronto? Pronto? … Chi parla? … (mette giù) Hanno chiuso. Hanno detto “vergogna” ed hanno messo giù. Certo che sono strani! Se non piacciono i puzzle non serve arrabbiarsi.

Marina            Ma che ti hanno detto?

Gianni             Niente, solo “vergogna”.

Squilla il telefono.

Gianni             Pronto? ... Non sono cose da mostrare in paese? Sono solo puzzle.... No, non sto scherzando, non capisco proprio di cosa sta parlando! … Invece sì che è un’opera d’arte, anzi sono ventiquattro opere… Sono io l’autore, beh no, non ho fatto io quell’opera d’arte, ma ho contribuito a metterla insieme. ... Ho capito bene? Mi chiede se vado fiero di aver fatto quelle cose da depravato? Certo e non c’è niente di depravato! (chiude il telefono)

Marina            Gianni…

Gianni             Non capisco, c’è qualcosa che ha scandalizzato parte del paese.

Marina            Mi dispiace, io non volevo…

Gianni             Che c’entri tu se questo paese è fatto da bigotti. Non credevo che si sarebbero scandalizzati per così poco.

Marina            Io non ho parole… grazie.

Gianni             Cosa c’è di scandaloso in un puzzle!

Marina            Gianni, non crederai che stanno parlando dei puzzle?

Gianni             Ah, forse è per il quadro della Maya desnuda del Goja. Non credo sia la Venere di Botticelli è tutta coperta e neanche il quadro di Picasso, neanche si capisce che sono donne!

Marina            Gianni, è il libro!

Squilla il telefono.

Gianni             Lascia è per me. (prende il telefono) Pronto?... Si sono io, chi parla?...  Non è importante? Di cosa dovrei vergognarmi? ... Ma sono solo quadri, se non le piacciono le donne, ho fatto anche tanti paesaggi. ... No, non sto facendo lo spiritoso. ... Cosa c’entra mia moglie? Sono io quello che fa tutto, lei assiste solo. ... E lo racconto? Si, se capita ma… hanno messo giù.(mette giù la cornetta)

Squilla il telefono.

Gianni             Si, sono io. Ho fatto tutto io, si è tutto vero! Ma cosa… (mette giù).

Marina            Gianni, dobbiamo parlare.

Gianni             Inizio a credere che non stiano parlando dei miei puzzle.

Marina            Lo penso anche io.

Gianni             Ma se non parlano dei quadri allora…

Marina            Parlano del libro, del mio libro.

Squilla il telefono.

Gianni             Pronto? ... Si sono io, sono proprio io. Hai chiamato a casa mia chi pensassi che rispondesse al telefono. ...Ah non intendevi adesso ma se sono io nel libro? Perché che faccio? No, non l’ho letto(guarda Marina)… tutto....Va bene, devo assolutamente leggerlo. Per te sono io, altrimenti come avrebbe potuto descrivere… cosa descrive? ……… e poi? ........… Cosa?(mette giù lui)

Gianni             Cosa hai fatto Marina?

Marina            Ho scritto un libro, o meglio, ho trasformato in libro i racconti che ho scritto in questi anni. Li stessi che ti ho dato man mano che li finivo e che tu mi avevi garantito di aver letto.

Gianni             Ma erano racconti rosa, roba romantica e lo sai che non mi piacciono quelle cose. Non credevo che ne uscisse un romanzo.

Marina            Non sono “solo” racconti romantici, ci sono delle sfumature in più.

Gianni             L’ho capito. Troppo tardi.

Marina            Sembrava che ti andasse bene, mi hai difeso con le telefonate di critica… “non c’è niente di osceno” ricordi?

Gianni             Pensavo parlassero dei puzzle!

Marina            Hai voluto tu che vendessi i miei libri alla tua mostra, e perfino scontati!

Gianni             Credevo fossero i miei cataloghi!

Marina            E quando hai detto che era una forma d’arte?

Gianni             Puzzle.

Marina            Allora anche quando hai detto che non c’è niente da vergognarsi…

Gianni             Sempre puzzle.

Marina            Io pensavo che tu ti fossi dimostrato più moderno di quello che credevo!

Gianni             Mai stato così moderno. Io credevo che scrivessi delle poesie per hobby, roba innocua, da donne.

Marina            Io scrivo per le donne, ma non solo ed è “roba” innocua. Non faccio del male a nessuno. Descrivo i desideri e le passioni di tutte le donne.

Gianni             Non del tipo di donna che piace a me.

Marina            Di che tipo stai parlando?

Gianni             Di quelle che scrivono cose … di questo tipo.

Marina            Mi dispiace per te allora perché te ne sei sposata una.

Gianni             Non eri così quando ti ho sposato.

Marina            Forse non mi hai mai conosciuta.

Gianni             Abbiamo vissuto insieme per 25 anni, certo che ti conosco.

Marina            Forse credevi di conoscermi, o forse sono cambiata in questi 25 anni.

Gianni             Penso che sia andata proprio così. Adesso è il caso che torni come prima.

Marina            Mi dispiace ma non so come si fa.

Gianni             Vuoi davvero essere la protagonista del tuo romanzo?

Marina            Ma come puoi dirlo se non sai neanche di che cosa stiamo parlando? Non hai mai letto niente di mio!

Gianni             Mi basta quello che mi hanno detto e le reazioni che hai scatenato.

Marina            Guarda che non sono tutte negative le reazioni e poi lo sai anche tu che si fanno sentire sempre più le critiche che i complimenti, specialmente in un paesino come questo.

Gianni             Non criticare il mio paese, è tutta gente virtuosa.

Marina            Erano dei bigotti solo quando credevi che criticassero i tuoi puzzle.

Gianni             Esatto!

Marina            A Roma è piaciuto e non ha scandalizzato nessuno. Se tu lo leggessi…

Gianni             Tu sei pazza, completamente pazza, non pensi a nostra figlia?

Marina            Guarda che è stata proprio nostra figlia a mandare il romanzo al concorso.

Gianni             Vedi, l’hai traviata. Non mi stupisco che ancora vada in giro e non voglia mettere su famiglia.

Marina            Le sue sono scelte di vita e non dipendono dal mio romanzo.

Gianni             Le hai messo tu in testa tutte quelle idee di indipendenza.

Marina            E ne sono fiera.Questo vuol dire solo che l’ho cresciuta bene.

Gianni             Adesso tu dimentichi tutta questa storia dello scrivere e col tempo anche la gente del paese se ne dimenticherà.

Marina            Io non dimentico niente, io sono questa e del paese non me ne frega niente.

Gianni             In casa mia,tu sei quella che stabilisco io.

Marina            Ma io sono anche questo e se mi ami mi devi accettare per quella che sono. A me piace scrivere e mi riesce anche bene. Potrei anche diventare una scrittrice famosa.

Gianni             Non te lo permetto.

Marina            Non ho chiesto il tuo permesso.

Gianni             Mi hai fatto una pessima figura nel paese.

Squilla il telefono.

Gianni             Si? … Complimenti? Grazie, ma di cosa?... Ah, non per i puzzle. Si, sono miei, verrà alla mostra nei prossimi giorni ed allora di cosa… ah, per il libro.Te lo ha passato tuo fratello dopo che lo ha letto tua cognata… ma lo avete preso solo poche ore fa… si legge velocemente. Allora a presto. (mette giù)

Squilla il telefono.

Gianni             Pronto? Si, sono il marito. … Devo esserne fiero? Davvero l’è piaciuto? … No, non so se ne ha scritti altri. Le riporterò i suoi complimenti. … Cosa? Vuole fare i complimenti anche a me? Grazie. (si nasconde dalla moglie) Scusi se mi permetto, ma perché fa i complimenti anche a me?... Per il sostegno e la fiducia che ho dato a mia moglie…  lei è fortunata ad avermi accanto. (mette giù)

Marina            Altre critiche?

Gianni             No. Sono complimenti. Il tuo libro è piaciuto… a qualcuno.

Marina            Bene, allora il paese non è tutto da buttare.

Gianni             Già… (entrambi stanno in silenzio)

Marina            Non è stato facile lasciare Verona, il lavoro, la città.

Gianni             Io ho sempre aspettato di tornare al paese.

Marina            Lo so, ed è per questo che ti ho seguito.Ma una volta trasferiti qui, per me è cambiato tutto, non avevo più la mia vita e non sono riuscita a costruirmene un’altra. Non in un paesino come questo, non con te che mi ignori tutto il tempo.

Gianni             Mi godo il mio paese, ho viaggiato per tutta la vita ed adesso voglio solo la tranquillità.

Marina            Non è quello che voglio io, non così tanto.

Gianni             E per questo che hai iniziato a scrivere quei racconti?

Marina            Non c’è niente di scandaloso e poi io ho provato a coinvolgerti. Ti ho sempre chiesto di leggere i miei racconti. Speravo che tramite loro potessi capire un po’ anche me e che saresti tornato a guardarmi come una donna e non come un ricambio dell’aspirapolvere.

Gianni             Allora scrivi questi racconti perché ti ho trascurata?

Marina            Non è solo per quello. Molto è per la noia di vivere qui.

Gianni             E dove trovi le idee? Non sono io quello del libro, questo è chiaro. Chi è?

Marina            Nessuno, è solo fantasia.

Gianni             Non ci credo. Lo hai detto tu che ti sentivi trascurata, forse hai trovato per distrarti.

Marina            Non c’è nessuno, non ti ho tradito te lo giuro. E poi dove lo troverei un amante, qui in paese? La mia unica distrazione è il computer, per scrivere, solo per scrivere.

Gianni             Impossibile, come ha fatto a raccontare di quelle cose, se non le hai mai fatte?

Marina            Basta la fantasia!

Gianni             Non basta, tu le hai sperimentate.

Marina            Ma se non sai neanche di cosa stiamo parlando.

Gianni             Me lo hanno raccontato e poi le altre me le immagino.

Marina            Anche io le ho immaginate, solo immaginate.

Gianni             Non credevo avessi un’immaginazione tanto fervida.

Marina            Anche tu hai una grande fantasia, visto che anche tu ti stai immaginando tutto. Non hai mai letto niente. Cosa credi che abbia scritto?

Gianni             Non saprei, magari che lui… (si avvicina a Marina e le parla all’orecchio)

Marina            Caspita che fantasia!

Gianni             E poi lei…(sempre all’orecchio)

Marina            Aspetta, (va al computer) rallenta, che prendo appunti.

Musica.

Gianni             Io la ambienterei a Parigi, oppure … (usa nel gesticolare anche i puzzle appesi, indicato luoghi)

Marina            Magari, possiamo metterci anche qualcosa di romantico.

Gianni             A quello ci pensi tu, io preferisco altro. Scrivi questo… (le parla all’orecchio)

Marina            (quasi allibita) Questo non lo avrei scritto neanche io!

Gianni si volta di spalle e gesticola vistosamente.

Si lascia all’improvvisazione dell’attore, ogni tanto si gire e dice una mezza battuta.

Gianni             … le mani di lui si fanno spazio tra (finisce all’orecchio). … Il corpo di lei d’improvviso …(le parla all’orecchio)

Marina            Gianni, non credevo che potessi anche solo immaginare queste cose.

Gianni             Basta un po’ di fantasia. (si avvicina alla moglie, si pone di fianco a sostegno mentre lei scrive) Continua a scrivere, io ti detto.(le parla all’orecchio)

Marina            Di questo passo l’editore avrà il secondo romanzo a tempi record.

Gianni             Si, ma questa volta lo pagheranno 12 euro, anzi no facciamo 15 che ci scappa un week end a Verona, ho ancora un sacco di ferie da prendere.

Marina            Ed i tuoi puzzle? Ne hai altri due da iniziare.

Gianni             Li diamo a Piero, voleva che gli insegnassi a fare puzzle.

Marina            Non credo che si riferisse a questo.

Gianni             Hai ragione, dimenticavo … beh intanto inizia con quelli, serve a mantenere sveglio il cervello.

Si alza la musica.

Sipario.

Saluti.

FINE         

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