Beata galera

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Titolo

Eventuale sottotitolo

BEATA GALERA

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

01.01.2014

Anno di stesura

2014

Genere

Commedia Brillante Cabarettistica

Atti

1

Durata (minuti)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

5

Personaggi femminili

7

Minimo attori maschili

5

Minimo attrici femminili

7

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice Opera 911700A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI:  ma come si sta bene in galera, ci sono donne, alcol,  festini a luci rosse e una grande gita per settimana  e per non parlare della cucina, chef di grido preparano manicaretti per i detenuti: e poi per chi vuole riposare c’è sempre la tranquillità e la pace della cella : ma … purtroppo tutto questo non poteva durare, dal governo è arrivato l’indulto e per tutti gli ospiti del penitenziario l’inaspettata e non voluta libertà.  Riusciranno i nostri eroi a commettere un reato per riuscire a tornare in quel meraviglioso paradiso.

BEATA GALERA

Commedia Brillante Cabarettistica

di Giuliano Angeletti

numero posizione SIAE 198563

Codice Opera 911700A

PERSONAGGI :

SAURO  ( detenuto )

OSVALDO (detenuto)

VALERIO: (direttore del carcere)

ROSSELLA: (prostituta)

SIMONA (moglie di Sauro)

STEFANIA (moglie di Osvaldo)

GUARDIA PENITENZIARIA

ALESSANDRO ( assistente sociale e ufficio di collocamento)

GABRIELLA (passante)

ADELE ( abita nel solito condominio di Silvana)

SILVANA ( abita nel solito condominio di Adele)

ALBA ( passante )

Scene:

fondo neutro … scena scarna, penitenziario , casa , ufficio di collocamento e strada solo accennati

SCENA 1

(SAURO – OSVALDO– VALERIO)

( casa circondariale di Follo Castello, luci soffuse Sauro cerca di leggere Osvaldo è in poltrona, le luci sono soffuse )(le sbarre della cella sono simulate da sei canne ad uso agricolo legate con filo di ferro)

(sottofondo musicale con stornelli da galera)

(i due fratelli detenuti sono  seduti su delle sdraio, Sauro svogliato legge un giornale, Osvaldo agitato, si alza e si sdraia continuamente, gira per la cella)

SAURO: ( continua la leggere ma irritato ) Osvaldo la vuoi finire di essere così agitato e poi finiscila di  fare avanti ed indietro, disturbi questo luogo di pace

OSVALDO: (irritato) ma che luogo di pace, noi siamo in galera e questa non mi sembra la cella di un convento.

SAURO: ( tranquillo) Osvaldo non capisco cosa ti sta prendendo, stiamo bene … abbiamo giornali, televisione

OSVALDO: alla tv … non trasmettono un programma decente!

SAURO: e allora, cosa ci possiamo fare ! Ricordati che siamo ospiti, non paghiamo neppure il canone … però se vuoi … con i dvd abbiamo anche la possibilità di vederci un filmetto…

OSVALDO: un filmetto!  io sono stufo di film … e poi che film, io voglio vedere “ Papillon” “ fuga da Alcatraz”

SAURO:  ( molla il giornale) ma sono film diseducativi,  mettono in testa strane idee alla gente per bene come noi: ed io non mi voglio … fare influenzare.

OSVALDO: ( si avvicina a Sauro ed in confidenza) Sauro devo confessarti una cosa

SAURO: (riprende il giornale) immagino cosa mi devi confidate, sarà qualche scemata come tuo solito!

OSVALDO: ( pausa poi si fa forza) io ho deciso di evadere!

SAURO: (alterato) evadere … evadere ma non sarai diventato matto, qui si sta bene … il direttore è un amico… viviamo senza stress e poi volendo abbiamo anche le donne…

( musica “ 4 settimane e mezzo” entra Rossella in cella)

ROSSELLA: ( provocante si atteggia) se mi volete sono 150 €

SAURO: ( Rossella si siede su Sauro e le accarezza la testa) vedi Osvaldo, dove lo ritrovi un posto così, adesso vai Rossella!

ROSSELLA:  va bene torno domani passerotto, ciao … ciao …

SAURO: si topolina

(Rossella esce di scena)

OSVALDO: (depresso) Sauro io non sono soddisfatto.

SAURO: (alterato) non sei soddisfatto, ma dimmi cosa ti manca … non spendi un centesimo, mangi … bevi … fumi …e se vuoi hai anche le donnine … ed in più hai anche un’ora d’aria tutta per te

OSVALDO: ( perplesso) e si un’ora d’aria tutta per me … ma fuori

SAURO: fuori! Ma non pensare a fuori, finché puoi,  goditi questo paradiso…! Non pensare ad evadere

OSVALDO:  ma nei film tutti i detenuti cercano di evadere!

SAURO: ascoltami Sauro, in Italia ci sono quasi 700.000 detenuti, tutte brave persone, padri di famiglia, e tutte divise in alberghetti che fornisce lo stato, è vero c’è tanta gente, ma tutti si trovano tutte bene, sono solo in pochi … quelli che se ne vogliono andare … ricordati che la vita non è un film

OSVALDO: ma io vorrei !

SAURO: ma cosa vuoi fare e dove vuoi andare (alterato) non ti capisco, e poi non ci si comporta così … sai cosa sei tu, scemo ed ingrato: si! Io ho un fratello scemo ed ingrato, e poi non è corretto evadere prima di aver finito la gara di burraco

OSVALDO: è vero c’è la gara di burraco!

SAURO: bravo! Finalmente l’hai capito che stavi facendo una cazzata!

OSVALDO: però dopo la gara di burraco, vado …

SAURO: dopo, vai dove vuoi: tanto io con te non vengo

OSVALDO: ma non pensi a tua moglie!

SAURO: appunto che penso a mia moglie (pausa) per questo preferisco rimanere in questa cella e goidemi questa pace!

OSVALDO: ma la tua bella mogliettina, che a casa lavora, guadagna e ti manda i soldi.

SAURO: dovrebbe mandarmene di più ( a voce alta) devo dare gli arretrati a Rossella

(si affaccia Rossella)

ROSSELLA: si mi devi 1000 € di prestazioni.

SAURO: ma non erano 950 €

ROSSELLA: 50 € sono gli interessi, a domani amorino!

SAURO: a domani topolina

OSVALDO: hai un sacco di “ puffi” con Rossella.

SAURO: ma non c’è proprio di privacy … in questo alberghetto.

OSVALDO: io non voglio più stare dentro … perché!

SAURO: perché hai paura che Stefania ti faccia le corna!

OSVALDO: (orgoglioso) le corna Stefania, me le ha sempre fatte, e fin dal primo giorno di matrimonio

SAURO: e allora cosa vuoi!

OSVALDO: (tentenna) io voglio, io voglio andare a caccia a Parma.

SAURO: e se è solo per quello! Valerio! Valerio!

(suona il campanello)

(entra Valerio, sempre stanco: l’uomo è claudicante, quando cammina porta la gamba destra a 90 ° dalla sinistra )

VALERIO: ma cosa volete, un attimo! Non sono Mennea

SAURO: (alterato) direttore, sveglia ma siamo diventati matti … quando un detenuto chiama il direttore ! Il direttore deve venire, scattare: ma che servizio è questo, io voglio efficienza, altrimenti telefono al ministro.

VALERIO: no al ministro no, non mi state a rovinare!

SAURO: noi non ti roviniamo perché siamo brave persone, ma non sono tutti come noi …

VALERIO: grazie … grazie … in che cosa posso esservi utile!

SAURO: mio fratello vuole andarsene dal tuo penitenziario.

OSVALDO: si voglio evadere!

VALERIO: ( supplicante) Osvaldo,  non mi fare questo… evadere, no per favore non evadere ! aspetta ne parliamo, perché vuoi evadere non ti trovi bene con noi … la colazione non è abbondante

SAURO: in effetti: le briosce non sono fresche, e poi io al mattino (capriccioso)  voglio i bomboloni con la crema

VALERIO: domani  scrivi tutto nel brogliaccio delle lamentele: dopo provvederemo: ma tu Osvaldo cosa c’è che non va, non sarà per caso per il servizio! (alterato) se vuoi sostituirò tutti i camerieri.

OSVALDO: (titubante) no i camerieri vanno bene.

VALERIO: allora, se i camerieri vanno bene … è il cibo, e se fosse il cibo non buono,  licenzio subito il cuoco … anzi assumo due chef della “ Prova del Cuoco” e abbiamo risolto il problema

OSVALDO: non è il mangiare, si mangia bene!

SAURO: (alterato)  qua dentro si sta bene, ma questo disgraziato vuole evadere, e quando mio fratello vuole evadere lui evade, e se evade non torna indietro e non accetta consigli, non capisce che cosa c’è fuori.

OSVALDO: ( batte i piedi capriccioso come un bambino) io voglio evadere, io voglio evadere …

VALERIO: io non so che dirti, dimmi … almeno il perché?

SAURO:  (batte i pugni su tavolo)Osvaldo hai la testa dura, è proprio vero che sei la pecora nera della famiglia, e non hai rispetto neppure per tuo padre che onestamente ha vissuto nella cella proprio sotto di noi per dieci anni e non si è mai lamentato di niente ed erano altri tempi … (pausa) tempi duri … in quel tempo, Premier e sky in galera non c’erano.

OSVALDO: io voglio evadere per …

SAURO: avanti … dillo … assumiti le tue responsabilità.

OSVALDO: posso dirlo!

VALERIO: dillo senza timore!

OSVALDO: io vorrei evadere per …

SAURO: questo disgraziato vuole evadere per andare a caccia a Parma!

VALERIO: ma Osvaldino, non mi dirai che vuoi evadere dal mio carcere, per andare a caccia a Parma.

SAURO: (strattona Valerio) digli qualcosa! Fai qualcosa … non lo fare evadere!

VALERIO: calma ci penso io! Ma se vuole evadere, io non lo posso trattenere

SAURO: (strattona Valerio) digli qualcosa! Fai  qualcosa … non fare evadere è mio fratello!

VALERIO: (calmo) e non mi dire che per andare a caccia vuoi evadere!

OSVALDO: si!

VALERIO: aspetta un attimo, dammi solo un minuto ( esce di scena torna con una borsa la apre) vuoi  andare a caccia a Parma, risolto (tira fuori un modulo) il circolo ricreativo  del carcere organizza  proprio tra pochi giorni una gita per i cacciatori in riserva a Parma e fornisce a tutti i partecipanti fucile e permesso di caccia, sei un uomo fortunato Osvaldo!

OSVALDO: (eccitato) che fucile! Che fucile!

VALERIO: (legge) doppietta “ Beretta”

OSVALDO: (deluso) io voglio il sovrapposto della “ Benelli”  mi trovo male con la doppietta…

VALERIO: mi dispiace… purtroppo le carceri forniscono ai soci solo questo tipo di fucile!

OSVALDO:( saltella per la scena) allora voglio evadere … voglio evadere.

SAURO: ma sei proprio una lagna , Valerio non gli dare peso è scemo tronco.

VALERIO: per me fai come vuoi, ma se evadi adesso, ti perdi “ Pollo arrosto con patate” aspetta almeno domani, ma ricordati di smarcarti dalla mensa.

OSVALDO: il pollo si! Io evado domani!

VALERIO: per me fai come vuoi, ma pensa a me io ti ho sempre trattato come un figlio, e tu ti stai comportando come un “ Giuda ” non pensi alla figura che mi fai fare con i miei superiori, loro pensano che   te ne sei andato perché ti sei trovato male, e non mi fanno più fare carriera … sai cosa sei tu un ingrato

(Osvaldo si lascia cadere sulla sedia sdraio)

SAURO: ingrato!

VALERIO:  adesso me ne vado, però lasciati dire che tu Osvaldo sei una delusione

( fa l’atto di uscire e poi si rivolge verso il pubblico) è proprio vero che a fare del bene agli asini si ricevono dei calci!

(luci soffuse)

SCENA 2

(SAURO – OSVALDO – VALERIO - GUARDIA PENITANZIARIA)

(luci soffuse)

(Osvaldo armeggia con delle lenzuola)

SAURO: (seduto nella sdraio sta facendosi una lampada) cosa combini con le lenzuola pulite

OSVALDO: non vedi le annodo

SAURO: perché!

OSVALDO: nei film i carcerati evadono così, annodano le lenzuola dopo si calano dalla cella e (fa il gesto)  e poi, via verso la libertà!

SAURO: (smette di farsi la lampada e si alza guarda oltre la scena verso il pubblico) è alto!

OSVALDO: e allora!

SAURO: usa le tue di lenzuola, le mie sono nuove!

OSVALDO: ma io ho bisogno delle tue

SAURO: e io non te le do!

OSVALDO: ma siamo fratelli

SAURO: fratelli o non fratelli, non me ne importa niente!

OSVALDO: trovami le lenzuola, altrimenti

SAURO: altrimenti …

OSVALDO: mangio tutto il barattolo di Nutella …

(si avvicina all’armadietto, Sauro gli si para di fronte, ma Osvaldo riesce a prendere la Nutella)

SAURO: la Nutella no … la Nutella no …

(Sauro insegue Osvaldo, due giri sul palcoscenico, Osvaldo si ferma)

SAURO: dammi la Nutella

OSVALDO: trovami le lenzuola, altrimenti la mangio tutta.

SAURO: no la Nutella … no!

OSVALDO: trovami le lenzuola!

SAURO: va bene! Ma dammela!

(fa l’atto di prenderla ma rimane nelle mani di Osvaldo)

OSVALDO: prima le lenzuola!

SAURO: va bene ! Valerio

(entra Valerio stanco e claudicante )

VALERIO: cosa c’è !

SAURO: quell’imbecille di mio fratello, vuole evadere ma mancano le  lenzuola, pensaci tu!

VALERIO: devo pensare a tutto io! Osvaldo ti sei smarcato dalla mensa

OSVALDO: si

VALERIO: va bene, adesso ti vado a prendere le lenzuola, ma ripensaci …

(esce di scena, rientra con le lenzuola annodate)

VALERIO: ecco comunque ripensaci, dai ascolto ad un amico, adesso vado a riposare

OSVALDO: io invece me ne vado!

(Valerio esce di scena)

OSVALDO: (lega le lenzuola ed è pronto a gettarsi nel vuoto)

SAURO: (malinconico) Osvaldo fai quello che vuoi, se vuoi andare vai (ad alta voce)  io non ti trattengo però sai benissimo che fuori da queste mura troverai un mondo di truffatori, intriganti, avventurieri, spacciatori, magnacci, faccendieri, immorali, approfittatori, opportunisti:  tutti uomini che sono peggio di bestie (calmo) ripensaci (ad alta voce) ricordati che gli uomini onesti sono tutti in galera … non andare, ripensaci Osvaldo!

OSVALDO:  ormai ho deciso, salutami tutti gli amici io vado!

SAURO: addio Osvaldo ( si abbracciano)

(luci soffuse, musica)

(Osvaldo scende dal palco calandosi fuori dal palco sul pubblico, si sfrega le mani dalla contentezza: ma li incontra un Vigile Urbano che fischiando gli intima di risalire, a malincuore Osvaldo risale, Sauro sorpreso del ritorno del fratello)

(luci)

SAURO:  bene finalmente, sei tornato … mi hai dato ascolto … si sta bene dentro!

OSVALDO:  ho deciso di prendermi una pausa di riflessione!

SAURO: bravo ma adesso calmati, ho voglia di riposare

(luci soffuse, Osvaldo si alza e di soppiatto prende una mappa, un cucchiaino da caffè e in ginocchio comincia a scavare sul palcoscenico facendo rumore)

(Sauro si sveglia e accende la luce, cogliendo Osvaldo sul fatto)

SAURO: (alterato) ma cosa fai! Smettila di fare rumore la gente onesta deve riposare.

OSVALDO: lasciami lavorare, ho un progetto in mente, dove ho un posto anche per te

SAURO: (ride) anche per me! Questa poi…

OSVALDO: hai visto cosa sto facendo?

SAURO: ha un cucchiaino da caffè in mano e stai facendo un buco

OSVALDO: e oltre al cucchiaino cosa vedi (mostra una mappa)

SAURO: una cartina geografica!

OSVALDO: (passa la mappa al fratello) no questa è la mappa fognaria di Follo (si avvicina al fratello) vedi noi siamo qua … e per evadere dobbiamo bucare qua

SAURO: con il cucchiaino

OSVALDO: (con la mappa) ci va del tempo ma ce la faremo … dopo bisogna bucare qua … e dopo qua … infine sbuchiamo , indovina dove?

SAURO: dove?

OSVALDO: ma nel comando dei Vigili Urbani

SAURO: e arrivati lì!

OSVALDO: arrivati lì: lasciamo lì questa roba (mostra la tenuta da carcerato ) e ci mettiamo le loro divise, io quella di Massimo e tu quella di Patrizia

SAURO: e perché a me la divisa di Patrizia, e queste come faccio a farle ( fa il segno del seno)

OSVALDO: a te la divisa di Patrizia per non dare nell’occhio.

SAURO: e quanto tempo ci vorrà per portare a termine il progetto!

OSVALDO: (conta con le dita) io penso … circa dieci anni!

SAURO: io non ci sto ! E neppure ti aiuto!

OSVALDO:  come non ci stai, non ti capisco

SAURO: non  ci sto e basta!

OSVALDO: dammi almeno una spiegazione

SAURO: (afflitto) io sto bene qua … e poi  purtroppo

OSVALDO: (triste) cosa è successo! Cosa è successo di nuovo …

SAURO: (afflitto) caro Osvaldo! Purtroppo!

OSVALDO: (triste) è successo qualcosa a casa alle nostre mogli!

SAURO: ( euforico) magari! Loro sono sane come pesci …

OSVALDO: allora cosa è successo dimmi! ( si avvicina e lo abbraccia) cosa è successo di tanto grave

SAURO: (piange) è successo!

OSVALDO: (cerca di consolarlo) dimmi, dimmi … ci sono io con te! Dimmi!

SAURO: ( afflitto) purtroppo,  di questo governo non ci si può più fidare …

OSVALDO: di questo è vero, tutti i giorni ne combinano una, ma a noi cosa possono fare.

SAURO: (afflitto) ai politici non interessa niente della gente, loro fanno solo i loro interessi.

OSVALDO: ma cosa hanno combinato di nuovo!

SAURO: (piange ) ( grida) hanno fatto l’indulto e  domani ci mandano tutti fuori!

OSVALDO: (euforico) usciamo domani! (euforico) usciamo domani … siamo liberi ! liberi ! (salta per il palco)

 (luci soffuse)

(luci)

( Sauro ed Osvaldo preparano le loro cose e mettono tutti gli effetti personali dentro gli zainetti, Sauro è afflitto mentre Osvaldo è euforico)

SAURO: (questo luogo di pace mi mancherà tantissimo.

OSVALDO: la libertà mi aspetta ed il futuro per me sarà brillante

(entra Valerio con un singulto)

OSVALDO: dai, Valerio non prendertela, non piangere!

VALERIO: mi dispiace che ve ne andiate, ormai vi consideravo di famiglia

SAURO: anche a me dispiace tanto, ma torneremo.

OSVALDO: dai non prendertela, dopo di noi ne verranno altri

VALERIO: ma non saranno come voi!

SAURO: non ci sarebbe un modo per rimanere.

VALERIO: no, mi dispiace, questo non è possibile, comunque domani quando sarete  liberi dovete presentarvi  con questo foglio (da a loro dei fogli ) all’ufficio di collocamento dove il collocatore che è anche assistente sociale vi troverà un lavoro

SAURO e OSVALDO : (in unisono) No! Un lavoro no!

VALERIO: purtroppo si! È vi troveranno un lavoro che vi spezzerà la schiena facendovi lavorare  dalla mattina alle sette vino alle ventuno con il tempo di mezzora per mangiarvi un panino

SAURO e OSVALDO: (in unisono) solo un panino! No!

VALERIO: e poi le vostre mogli vi assilleranno ( con un singulto) poveracci che vita dura vi aspetta!

OSVALDO: non voglio più andarmene, voglio rimanere in carcere anch’io!

VALERIO: non si può! Purtroppo dovete andare !

SAURO: ma se volessimo tornare

VALERIO: per tornare, dovete compiere almeno un reato.

OSVALDO: se è solo per questo non c’è problema …

VALERIO: dite bene voi, vi sembra facile fare un reato ( fa vedere un quaderno) tanti reati sono stati depennati (afflitto)

SAURO: depennati!

VALERIO: si purtroppo per me e per voi … tanti reati non ci sono più, perché ne hanno tolti tanti e creati di nuovi

SAURO: ma allora

VALERIO: ( ad alta voce) allora le porte delle patrie galere si aprono solo per l’elitè .

OSVALDO: non capisco!

VALERIO: (a voce alta) allora come ve lo devo dire,  è difficile andare in galera

OSVALDO e SAURO: ( in unisono ad alta voce ) poveri noi, come faremo a tornare in galera!

SCENA 3

(SAURO – OSVALDO – SIMONA - STEFANIA)

(casa di Osvaldo e Sauro) (luci soffuse)

(i due entrano in casa)

OSVALDO: guarda Sauro tutto è rimasto come prima, non è cambiato niente!

(Sauro  vede un poster attaccato alla parete  che raffigura un uomo che abbraccia entrambe le mogli dei due ex detenuti) 

SAURO: Osvaldo, questo chi è un tuo amico

OSVALDO: no , sarà un tuo amico

SAURO: ma se non è un mio amico

OSVALDO: e non è un amico, e non è un tuo amico.

OSVALDO e SAURO: (in unisono) allora chi è!

OSVALDO: (ride) è un amico delle nostre mogli !

SAURO: amico o non amico, le sta abbracciando!

OSVALDO: tu sei sempre a pensare male, bisogna avere fiducia nelle mogli, Stefania fino ad oggi non mi ha mai tradito

SAURO: ( fa il segno delle corna)   fino ad oggi , forse ma ieri … domani …

OSVALDO: Simona invece lo ha sempre fatto

SAURO: e tu hai sempre lasciato fare

OSVALDO: ( se le tocca) tanto non si vedono e ne si sentono

SAURO: (tocca la testa a Osvaldo) e si ci sono, ma sono invisibili

( Sauro e Osvaldo si gettano contemporaneamente sul divano )

SAURO: e adesso che siamo usciti … chissà che futuro ci aspetta!

OSVALDO: io non penso al futuro , adesso mi prendo il presente,  domani me ne vado a caccia ( si alza cerca il fucile nel mobiletto, ma non lo trova)  il mio fucile, la mia cartuccera … non la trovo più …

SAURO: cerca meglio !

OSVALDO: ma non so dove, andare a cercare (cerca di nuovo)

(entra Simona)

SIMONA: (alterata) Osvaldo cosa fai a casa!

OSVALDO: (timoroso) sono stato rilasciato

SIMONA: perché!

OSVALDO: ( timoroso) c’è stato l’indulto

SIMONA:  allora hanno vuotato le galere

OSVALDO: sono libero

SIMONA: ma che razza di governo abbiamo, con tutti i problemi che ci sono in Italia che bisogno c’era di fare l’indulto.

SAURO: ben detto! Io stavo meglio dentro

SIMONA: e tu fai silenzio, nessuno ti ha interpellato!

SAURO: cominciamo bene!

( seduto sul divano, si volta dall’altra parte)

OSVALDO:  Simona io cercavo il fucile

SAURO: (patetico) Osvaldo cercava il fucile

SIMONA: silenzio!

SAURO: non metto lingua!

( seduto sul divano, si volta dall’altra parte)

OSVALDO: il fucile, la cartuccera

SIMONA: cosa  fai del fucile

OSVALDO: la caccia … la caccia vado a caccia

SIMONA: noi siamo anticaccia, ma se proprio vuoi, vai a caccia con questo…

(esce di scena torna in scena con un arco da bambino e le frecce e un cappello con le penne da pellerossa )

OSVALDO: (prende tutto in mano) ma io dove vado con questo!

SAURO: (seduto sulla poltrona) mi sembri Toro Seduto

(Sauro prende il cappello con le penne e fa una danza pellerossa)

SIMONA: e tu silenzio e siedi!

(Sauro si risiede)

SAURO: facevo per sdrammatizzare

SIMONA: Sauro pensa per te!

SAURO: va bene (deluso si siede e si volta dall’altra parte)

OSVALDO: ma io cosa faccio con questa roba… e il mio fucile la mia roba

SIMONA: tutta venduta. E poi ad Alessandro, non piace la caccia

OSVALDO: e chi è questo… Alessandro!

(entra in scena Stefania)

STEFANIA: a te cosa interessa di Alessandro!

SAURO: non so, io penso che sia (indica il poster)

STEFANIA: da quando in qua … tu pensi!

SAURO: io !

STEFANIA: silenzio!

OSVALDO: io allora non posso andare neppure a caccia a Parma.

SIMONA: se vai non torni

STEFANIA: ma non ti vergoni ad andare a sparare agli uccellini

SIMONA: uccellini poveri piccoli, teneri e indifesi

SAURO: (fa il gesto) non preoccuparti sono piccolini , a te interessano solo quelli più grossi

SIMONA: certo che il tuo è sotto misura

OSVALDO: povero Sauro

STEFANIA e SIMONA: (inferocite) ma come vi permettete … finitela

STEFANIA: io lo dico ad Alessandro!

SIMONA: anch’io lo dico ad Alessandro!

SAURO: e chi sarà mai questo Alessandro

STEFANIA: (ad alta voce) Alessandro, il nostro caro Alessandro … domani vi troverà un lavoro

SIMONA: (grida) perché noi rivogliamo tutti i soldi che vi abbiamo dato …

STEFANIA: (grida) per fare la bella vita in galera …

SAURO e OSVALDO: (in unisono) beata galera!

STEFANIA: adesso voi due avete finito di fare la bella vita, vi troverete un lavoro possibilmente faticoso

SIMONA: io rivoglio tutti i soldi fino all’ultimo centesimo brutto vagabondo, collaudatore di sedie da bar

SAURO: calma …

OSVALDO: ragioniamo

SIMONA: andatevene via … via e tornate solo quando avete trovato un lavoro.

SAURO: andiamo!

OSVALDO: si andiamo ( ha in mano l’arco e le frecce) e di questo cosa ne faccio

SIMONA: portatelo via e fanne quello che vuoi.

(escono di scena inseguiti dalle due mogli inferocite, entrano ed escono di scena più volte … infine rimangono in scena le mogli che si siedono sul divano e con uno specchietto a testa si truccano come se aspettassero qualcuno)

( scena da cinema muto Alessandro entra in casa, le due donne gli offrono da bere ,velocemente si abbracciano … si baciano … fanno il gesto di entrare in camera … pochi secondi esce solo Alessandro spossato … esce anch’esso di scena)

SCENA 4

(SAURO – OSVALDO – ALESSANDRO)

(Ufficio dell’Agenzia del lavoro) (luci soffuse)

(l’ufficio ha una tavolino, un divano tre sedie e un poster con Alessandro che abbraccia le mogli dei due ex reclusi)

(entra Alessandro con un pacco di pratiche in mano, mette tutto )

ALESSANDRO: (stanco) quelle due donne ormai sono diventate un’ossessione, ormai non ce la faccio proprio più!

( fuori scena si sente suonare il campanello della porta d’ingresso)

ALESSANDRO: avanti!

(entrano titubanti, Osvaldo e Sauro, hanno dei fogli in mano)

ALESSANDRO: cosa volete! Chi vi ha mandato!

SAURO: buon giorno

OSVALDO:  buona giornata

ALESSANDRO: prego … sedete

(si siedono)

SAURO e OSVALDO: grazie

ALESSANDRO: prego! In che cosa posso esservi utile

(vede Osvaldo con l’arco)

SAURO e OSVALDO: Il signor Valerio ci ha detto di venire da lei

ALESSANDRO: (vede l’arco e le frecce) cosa volete assalire la diligenza.

OSVALDO: no io volevo andare a caccia a Parma

ALESSANDRO: (vede l’arco e le frecce) con questo!

OSVALDO: mi è rimasto solo questo

ALESSANDRO: ma il porto d’armi!

OSVALDO: eccolo (fa vedere il posto d’armi)

ALESSANDRO: ho capito, lasciamo stare  !   Avete una lettera di accompagnamento

OSVALDO e SAURO: ( mostrano la lettera)

ALESSANDRO: sedete

(si siedono)

ALESSANDRO: (legge le lettere) bene … bene … bene!

OSVALDO e VALERIO: (ripetono) bene … bene … bene !

ALESSANDRO: bene lo devo dire io, anzi male

SAURO: bene o male

OSVALDO: male o bene

(Osvaldo e Sauro ripetendo bene o male battono le mani sul tavolo e dopo danno un frontino ad Alessandro)

ALESSANDRO: basta!

SAURO e OSVALDO: ( ripetono) Basta!

ALESSANDRO: (leggendo uno dei due fogli) voi insomma dovete essere inseriti nella società

SAURO: noi no, non vogliamo essere inseriti da nessuna parte

ALESSANDRO: volevo dire che voi siete qui per un lavoro

OSVALDO: io invece sarei qui, per…

ALESSANDRO: silenzio… i vostri fogli non vanno bene …( grida) voi dovete fare i modelli

OSVALDO: (sorpreso) come i modelli

SAURO: (ride) i modelli

ALESSANDRO: senza i modelli non si va da nessuna parte ( grida ) li avete fatti o non li avete fatti i modelli

SAURO: per me è la prima volta( si guarda il fisico) però ho un fisico niente male

OSVALDO: ( si guarda) neppure io non sono malaccio

ALESSANDRO: (grida) io voglio vedere … fatemi vedere come fate i modelli

( pausa)

OSVALDO: (perplesso) io provo

SAURO: (perplesso) allora vado

ALESSANDRO: (grida) allora fatemi vedere!

OSVALDO: tieni caro! (passa l’arco con le frecce ad Alessandro che lo getta via)

 (Sauro ed Osvaldo si specchiano, si pettinano , tirano fuori due foulard e con modi effeminati )

 (musica)

(Sauro ed Osvaldo come due modelle sfilano ancheggiando più volte)

ALESSANDRO: ( alterato) ma che scherzi sono questi, basta sedetevi!

(Sauro e Osvaldo perplessi si fermano e si siedono)

SAURO: non va bene, forse voleva che ancheggiassimo di più! (mima)

ALESSANDRO: Basta! Basta! Cominciamo da lei e in quanto a lei esca (si alzano tutti e due facendo l’atto di uscire di scena) noi lei si fermi

SAURO e OSVALDO: (in unisono) io!

ALESSANDRO: si lei cominciamo da lei(guarda Sauro) lei signor Osvaldo esca, la chiamo più tardi

(Osvaldo esce)

SAURO: ma io non ho fatto niente

ALESSANDRO: che cosa ha fatto, lo dica!

SAURO: posso ( ride) posso! (ride) però l’ho fatto davvero

ALESSANDRO: dica!

SAURO: niente

ALESSANDRO: qualcosa devo mettere, lei signor Sauro che lavoro sa svolgere e cosa ha fatto in passato

SAURO: vede … vede ( si gratta la testa) non mi ricordo

ALESSANDRO: si sforzi … coraggio

SAURO: si mi ricordo, i materassi

ALESSANDRO: scrivo materassaio

SAURO: non proprio!

ALESSANDRO: allora scrivo che commerciava in materassi

SAURO: proprio commercio no!

ALESSANDRO: allora cosa devo scrivere!

SAURO: volontario

ALESSANDRO:  faceva volontariato, non l’avrei mai detto che lei uno che non gli avrei dato un soldo bucato, si dedicasse agli altri , Sauro lei è un uomo da ammirare

SAURO: grazie!

ALESSANDRO: dove svolgeva il sevizio alla Croce Rossa

SAURO: no!

ALESSANDRO: alla Croce Verde

SAURO: no!

ALESSANDRO: e dove allora

SAURO: dove ci sono tanti letti

ALESSANDRO: in Ospedale, lei allora era un angelo della corsia

SAURO: no, ero un collaudatore!

ALESSANDRO: un collaudatore, un mestiere di precisione e di responsabilità

SAURO: si

ALESSANDRO: e cosa collaudava

SAURO: materassi

ALESSANDRO: (grida) collaudatore di materassi, ma che mestiere è!

SAURO: appena vedo un materasso, mi viene voglia di tuffarmici dentro e dormire

ALESSANDRO: ma che mestiere è! Mi sta prendendo in giro

SAURO: è un mestiere duro e faticoso lavoravo quasi dieci ore al giorno

ALESSANDRO: dieci ore al giorno

SAURO: e senza sosta con gli straordinari

ALESSANDRO:  guadagnava bene

SAURO: in salute

ALESSANDRO: ma il lavoro in cosa consisteva

SAURO: dormire … dormire … dormire

ALESSANDRO: e lo pagavano per dormire

SAURO:  no, ero volontario quante volte devo ripeterlo

ALESSANDRO: ma allora il salario

SAURO: ma che salario, lavora mia moglie (quella li) segna con l’indice il poster

ALESSANDRO: no sua moglie non lavora

SAURO: si che lavora, mi mandava sempre i soldi

ALESSANDRO: (perplesso) non … non è possibile… io

SAURO: ( sorridente fa segno unendo i due indici) sei tu che mi mandavi i soldi …. Bravo

ALESSANDRO: (alterato) ora non più …tenga questa è una licenza in prova per venditore ambulante, ora lavori e i soldi li rivoglio tutti fino all’ultimo centesimo

SAURO: (prende la licenza in mano) e no questo no!

ALESSANDRO: basta e cerchiamo di mantenere le distanze, esca e faccia entrare il suo socio! E da domani al lavoro

SAURO: vado … vado ma non si alteri …

(Sauro esce di scena ed entra Osvaldo)

 (entra Osvaldo titubnte)

ALESSANDRO: entri, cosa aspetta

OSVALDO: posso ( si guarda intorno e vede il poster di sua moglie abbracciata ad Alessandro)

ALESSANDRO: entri Signor Osvaldo faccia come se fosse a casa sua

OSVALDO: (indica il poster ) in effetti mi sembra proprio di essere a casa

ALESSANDRO: bene … bene ( si sfrega le mani) ora andiamo al dunque

OSVALDO: ( si alza) si andiamo

ALESSANDRO: dove vuole andare

OSVALDO: al dunque … lo ha detto lei

ALESSANDRO: io!

OSVALDO: si … lei ha detto: andiamo al dunque, ma  dov’è questo dunque … vicino , lontano non so!

ALESSANDRO: lo so io !

OSVALDO: allora lo dica

ALESSANDRO: (alterato) si sieda!

OSVALDO: (si siede) va bene, ma non alzi la voce … ma questo dunque!

ALESSANDRO: questo dunque è lei! Ma non lo ha capito!

OSVALDO: no ma se per lei va bene, va bene anche per me

ALESSANDRO: mi dia il foglio!

OSVALDO: (da il foglio ad Alessandro) ecco ma calma

ALESSANDRO: calma lo devo dire io

OSVALDO: va bene

ALESSANDRO: lei che cosa sa fare

OSVALDO: (euforico) io so fare tante cose

ALESSANDRO: bravo … allora cosa devo scrivere

OSVALDO: io so fare il pilota

ALESSANDRO: (euforico) il pilota, complimenti, non pensavo che lei sia così in gambissima … a prima vista non si direbbe, ma tante volte l’apparenza inganna.

OSVALDO: io sono bravissimo

ALESSANDRO: io scrivo pilota (scrive) ma cosa pilota … piccoli aerei da turismo

OSVALDO: no

ALESSANDRO: aerei supersonici

OSVALDO: no

ALESSANDRO: allora cosa pilota dai che sono curioso

OSVALDO: auto

ALESSANDRO: cosa fa rally

OSVALDO:  no

ALESSANDRO: non mi dirà che è un pilota di formula 1

OSVALDO: di più

ALESSANDRO: (si alza curioso) allora avanti, voglio saperlo … sono proprio curioso

OSVALDO: (si alza orgoglioso) io sono un pilota di play – station … e sono bravo, ho battuto tutti i record, mi sono impegnato … ma sono bravissimo, roba di 8 ore al giorno , lo scriva … lo scriva e adesso voglio la play- station nuova

ALESSANDRO: (deluso) no … non posso scrivere niente devo scrivere che lei è in cerca della prima occupazione.

OSVALDO: e no! Scriva che sono un pilota …

ALESSANDRO: io non posso

OSVALDO: ma io ci lavoro per ore, anzi voglio la play nuova, anzi me la compri

ALESSANDRO: io non compro niente

OSVALDO: mia moglie me ne ha comperato,  due

ALESSANDRO: ma ne ho comperato,  io due a sua moglie … ma non vorrei

OSVALDO: Stefania le ha date a me

ALESSANDRO: ma io la devo finire di mantenervi

OSVALDO:  oneri e onori … e adesso me ne vado

(fa l’atto di alzarsi)

ALESSANDRO: fermo, ecco il lavoro … licenza da venditore ambulante … e rivoglio i soldi delle play – station

OSVALDO: che uomo venale! (esce di scena)

ALESSANDRO: (si alza e lo segue) io da lei rivoglio tutti i soldi fino all’ultimo centesimo

OSVALDO: (da fuori scena) per pagare e morire c’è sempre tempo.

SCENA 5

(SILVANA – ADELE -   ALBA )

(stendono i panni tutte mutande Adele mutande sexy mentre Silvana mutandone fuori moda))

SILVANA: (stende le mutande)  comincio a stendere tanto il tempo regge

ADELE: (stende  le mutande)però c’è quella nuvoletta la che non promette niente di buono

SILVANA: tanto non pioverà

ADELE: forse tra due ore pioverà

(Silvana guarda il cielo)

SILVANA: non piove perché non sento nessun dolore, io sono meglio che le previsioni del tempo che danno alla rai

ADELE: ma il satellite

SILVANA: il satellite è nel tuo cervello … scema di guerra

ADELE: cosa hai detto!

SILVANA: ho detto che non piove e basta!

( le due continuano a stendere le mutande, ma tutto ad un tratto Silvana si ferma e continua a fissare le mutande di Adele e Adele, senza dire una parola, Adele si sente di essere osservata e)

ADELE: allora cosa hai da guardare

SILVANA: guardavo le tue mutande

ADELE: e cosa hanno le mie mutande

SILVANA: (prende un paio di mutande di Adele e le guarda) ma non ti vergogni a metterti questa roba

ADELE: io mi metto quello che mi pare

SILVANA: ( sempre con le mutande di Adele in mano) certo che con questa roba fai proprio una bella figura

ADELE: agli uomini piacciono

SILVANA:  ( apre con le mani le mutande di Adele ) ma agli uomini piacciono se dentro questi buchi ci metti delle belle gambe … e magari di una di vent’anni

ADELE:  mi fanno un baffo le donne di vent’anni guarda ( si mette in mostra)

SILVANA: si anche quelle di quaranta

ADELE: certo!

SILVANA: si perché ne hai quaranta per gamba … ma chi vuoi che ti cerca te, ti puoi mettere tutto quello che vuoi che uomini non ne trovi più!

ADELE: ma cosa dici, gli uomini mi cercano sempre, sapessi quante telefonate ricevo, fanno la gara per uscire con me

SILVANA: si il ventisette di ogni mese, quando prendi la pensione( grida) sveglia … ti telefonano per mangiarti la pensione,  povera illusa sei proprio la più scema di Follo.

ADELE: io la più scema dio Follo! Ma scherzi guardati un po’ in faccia sei tutta piena di rughe, sei più brutta di una befana …  (ride) tu non ti cerca nessuno

SILVANA: ma cosa dici ( si tocca i capelli) la settimana scorsa, un uomo mi ha telefonato!

ADELE: si Giovanino ed era anche ubbriaco!

SILVANA: meglio Giovanino  che tutti quei damerini che ti bussano alla porta

ADELE: ma mi vogliono bene

SILVANA: guarda che ce ne sono di scemi in giro …

ADELE: certo che il tuo intimo fa proprio ridere

SILVANA:  ma non hai altro da pensare che alle mie mutande

ADELE:  (prende un paio di mutande stese di Silvana) certo che  ( le fa vedere al pubblico) sono piuttosto abbondanti

SILVANA: e allora, a me non piace mettermi la roba attilata!

ADELE: (fa vedere le mutande al pubblico) certo che con queste, come fai ci metti una spilla da balia

SILVANA: in casa mia non si butta via niente, questa roba era di mia bisnonna ed è ancora in buono stato ( fa vedere il tessuto) non c’è neppure una tarma ! guarda … guarda … queste sono meglio che le tue che con quella retina sembrano bucate

ADELE: povera scema, il mondo va avanti e bisogna adeguarsi, tu invece vai indietro  come i gamberi.

SILVANA: mi sembri te un gambero con quelle gambette ( scimmiotta ) … ti … ti … ti …

ADELE: adesso basta voglio, finire di stendere

SILVANA: si sarà meglio

(le due finiscono di stendere le mutande)

SILVANA: comunque le donne della nostra età usano le mutande che porto io

ADELE: e no! I tempi sono passati … e io vedo che usano quelle che porto io

SILVANA : ci sarebbe da scommetterci, ma con te

ADELE: guarda che sono sicura di quello che dico : guarda chi arriva

SILVANA: si chiediamolo ad Alba

ADELE: ma bisogna chiederglielo con tatto, lasciami fare a me tu la spaventi

SILVANA: la spaventerai tu, brutta befana!

(entra Alba)

ADELE: ciao Alba

ALBA: ciao

SILVANA: non mi saluti

ALBA: io ho salutato con un ciao tutte

SILVANA: tutte, ma io ho un nome

ADELE: (rivolta ad Adele) lasciala non vedi che è fuori di testa.

SILVANA: fuori di testa sarai tu brutta “befana”

ADELE: basta, non ne posso più

SILVANA: se non ne puoi più vattene!

ADELE: se non avevo da stendere me ne andavo.

ALBA: me ne vado via io, non ho voglia di entrare nelle vostre beghe.

SILVANA: senti un pò bella mia Alba

ALBA: si

ADELE: secondo voi … quale modello di mutande vi piace

ALBA: per me, non so!

SILVANA: ma ci sarà pure tra queste mutande un modello che ti piace, vedi queste classiche ( fa vedere un paio delle sue) queste sono datate ma senti che tessuto

ADELE:  (prende un paio delle sue) guarda queste, come sono belle sono all’ultima moda, scommetto che tu porti questo tipo di mutande

ALBA: no!

SILVANA: (animosa) no visto Alba non porta il modello che porti  tu, ma sicuramente porterà un intimo così … guarda che lucentezza

ALBA: no non porto quel modello li!

SILVANA e ADELE: (in unisono) e allora che tipo di mutande porti!

ALBA: cosa volete da me! Lo sanno tutti che ( ad alta voce) io mutande non ne porto!

(esce di scena)

SILVANA:  Alba è senza mutande

ADELE: Alba non porta  mutande

SILVANA: (rivolta ad Adele) torniamo a casa, che è meglio … (sorpresa) ma che fine sta facendo il mondo  in questo paese tanta gente non porta nemmeno le mutande …

(escono di scena)

SCENA 6

( SAURO – OSVALDO- GABRIELLA)

(entrano Sauro ed Osvaldo con la licenza da ambulante, mai due sono senza mercanzia e vedono le mutande stese)

SAURO: (tira fuori il permesso) poveri noi adesso ci tocca lavorare

OSVALDO: venditori ambulanti, ma di che cosa!

SAURO: bisognerebbe comprare la mercanzia, e dopo rivenderla cercando di guadagnarci.

OSVALDO: (si vuota le tasche) io non ho niente.

SAURO: io sono solo pieno di puffi, a pensare che stavamo, così bene in galera!

OSVALDO: comincio anch’io a rimpiangere quella cella così accogliente.

SAURO: (afflitto) ma ci hanno mandato via

OSVALDO: (cerca di consolarlo) non te la prendere, vedrai che ci riprenderanno, ma adesso cerchiamo di pensare al presente: vedi queste mutande !

SAURO: e allora!

OSVALDO:  ci siamo capiti al volo

(rubano le mutande stese da Adele a Silvana)

SAURO: ma come facciamo a rivenderle a Follo … ci conoscono tutti!

OSVALDO:  ho avuto un’idea geniale

SAURO: tu un’idea geniale

OSVALDO: fidati di me e vedrai che ci ricaviamo un sacco di soldi.

SAURO: ho capito, ma dove la mettiamo la mercanzia

OSVALDO: ( vede un borsone) ecco mettiamo tutto qua dentro e andiamo!

SAURO: (ride) ho capito … si andiamo …

OSVALDO: rubiamo

SAURO: e speriamo che ci arrestanio , io voglio fare Natale in galera!

OSVALDO: si ma dopo che ci siamo goduti tutti i soldi

SAURO: (euforico) siiii!

(escono di scena)

SCENA 7

( GABRIELLA – ADELE - SILVANA)

(entra in scena Silvana con un catino per i panni e vede che non si sono più le mutande stese)

SILVANA: ma che fine hanno fatto le mie mutande! Ma dove sono, dove sono!

( cerca per il palco)

Non c’è niente … niente (irritata) ma che fine hanno fatto … mancano anche quelle di Adele, probabilmente lei le ha tolte e visto il tempo e le mie se le sarà prese … o le avrà buttate via, tanto per farmi un dispetto, io non mi fido di quella donna, adesso vado a cercarla e se la trovo mi sente.

(esce di scena)

(entra in scena Adele con una cesta in cui mettere le mutande stese ormai asciutte)

ADELE: ( sorpresa per non aver trovato niente) le mie mutande, che fine hanno fatto le mie mutande

(cerca per il palco) non ci sono, non ci sono … le mie mutande, che fine hanno fatto le mie mutande

Non le avrà per caso rubate la Silvana, ho visto che le guardava con una certa invidia, adesso vado a cercarla e se la incontro … ridiamo.  Andare a rubare anche le mutande poi! Abbiamo raggiunto il colmo

(esce di scena )

( le due donne entrano contemporaneamente in scena visibilmente alterate)

ADELE e SILVANA: (in unisono gridano) le mie mutande!

SILVANA: brutta bestia tira fuori le mie mutande!

ADELE: cosa vuoi che ne so, io delle tue mutande, anzi tu tira fuori le mie altrimenti mi arrabbio

SILVANA: ( con atteggiamento di sfida)  voglio vedere cosa fai se ti arrabbi! (grida) Che fine hanno fatto le mie mutande!

ADELE: ma io non so niente

SILVANA: quello che  non sapeva niente ha preso trent’anni

ADELE: rivoglio le mie mutande!

SILVANA: sono io che rivoglio le mie! Chiaro!

ADELE: ma io non le ho prese!

SILVANA: le hai prese tu, perché …  ho visto che le guardavi interessata

ADELE: interessata! Mi facevi pena, tu e le tue mutande, non le metterei neppure morta

SILVANA: Adele se non vuoi che faccio una pazzia … tirale fuori

ADELE: tira fuori le mie piuttosto!

SILVANA: ma dove volevi andare con quelle mutande da ragazzina. Io non le ho prese, e poi cosa me ne facevo.

ADELE: ragioniamo

SILVANA: con te c’è poco da ragionare!

ADELE: ma se io non le ho prese, e tu non le hai prese …

SILVANA: qualcuno deve averle prese

ADELE: allora c’è in giro qualcuna che porta via le mutande alla gente. Ma chi sarà!

SILVANA: Alba no! Ha detto che non ne porta

ADELE: e se non è Alba chi è !

SILVANA: hai visto qualche donna in giro

ADELE: nessuna: solo  Alba !

SILVANA: ma sei sicura, che non ne porta di mutande!

ADELE: nessuno lo sa!

SILVANA: le mie erano di cotone di prima

ADELE: si erano di prima della guerra

SILVANA: ma come ti permetti

ADELE: basta! Adesso cerchiamo di risolvere il problema

SILVANA: il problema è già risolto, basta andare in merceria, e ricomprarle

ADELE: ma le mie costavano dei soldi

SILVANA: (sarcastica) le mie invece le regalavano, basta che ti volti in piazza e ti regalano mutande, sei proprio una brutta scema

ADELE: fai silenzio “ bertuccia”

SILVANA: ecco Gabriella, chiediamo a lei ma con discrezione, sai che tipo è!

ADELE: si perché l’argomento è delicato ( mima) bisogna circuirla e poi piano piano ci racconta tutto

SILVANA: e se lei fosse la colpevole

ADELE: allora  indaghiamo !

( Entra Gabriella con una borsa )

ADELE: ciao Gabriella

SILVANA: ti saluto Gabriella

GABRIELLA: ciao  ( passa facendo l’atto di uscire di scena )

SILVANA: ( ferma la Gabriella) dove vai

GABRIELLA: ma Silvana, cosa ti interessa dove vado

ADELE: fai silenzio Silvana, ci penso io

(Silvana si mette da parte)

ADELE: cara Gabriella, come stai? Quanto tempo è che non ti vedo

GABRIELLA: da ieri sera!

ADELE: a si non ci pensavo

SILVANA: ( ad Adele) le mutande

ADELE: ( a Silvana) basta lasciami fare

GABRIELLA: cosa avete da confabulare

ADELE: niente! Piuttosto vedo che hai fatto compere

GABRIELLA: ( chiude la borsa) si ho fatto delle compere

SILVANA: non avrai per caso comprato delle mutande!

GABRIELLA: perché non posso comprare mutande!

ADELE: che tipo di mutande?

GABRIELLA: mutande normali

SILVANA: hai per caso delle mutande nella borsa.

GABRIELLA: (apre la borsa) io non ne ho mutande, visto! Ma poi cos’è questo interessamento

ADELE: perché noi stiamo cercando

SILVANA: le nostre mutande!

GABRIELLA:  (grida) come! Vi hanno rubato le mutande e voi non ve ne siete neppure accorte.

ADELE: non è proprio cosi

SILVANA:  Gabriella, hai visto per caso qualcuno con le nostre mutande

GABRIELLA: ma cosa ne so delle vostre mutande, adesso lo vado a raccontare in Croce Rossa.

ADELE: ma cosa vai a raccontare

SILVANA:  (tra se e se) me lo immaginavo, questa semelona , non tiene neppure il semolino

( Gabriella esce di scena seguita da Adele e da Silvana)

SCENA 8

( OSVALDO – SAURO- ALESSANDRO)

(entrano in scena Osvaldo e Sauro vestiti da venditori ambulanti extracomunitari, i due parlano o almeno tentano di parlare una lingua strana)

OSVALDO: come sto !

SAURO: sembri un misto tra un marocchino e un tunisino.

OSVALDO:  guardati tu

SAURO: io sembro un turco

OSVALDO:  hai proprio la faccia da turco

SAURO: hai il borsone …

OSVALDO: (mostra il borsone)  ho messo tutto dentro

SAURO: è pieno di mutande

OSVALDO: adesso proviamo a vendere, ma come ci proponiamo?

SAURO: (mima) facilissimo, prima adocchiamo il cliente, dopo lo chiamiamo, ci mettiamo a mani giunte,  facciamo un bell’inchino e diciamo “ salam”

OSVALDO: (perplesso) ma sei sicuro che bisogna dire “salam”

SAURO: si bisogna dire “salam”

OSVALDO:  ma noi non vendiamo salami noi vendiamo mutande

SAURO: qualunque cosa vendiamo, bisogna dire “salam”

OSVALDO: ( ride) ho capito, per ogni paia di mutande che vendiamo diamo in omaggio un salame

SAURO: (zittisce Osvaldo) silenzio che arriva, Alessandro.

OSVALDO: chissà se ci riconosce

(entra in scena Alessandro)

ALESSANDRO: buona sera

OSVALDO: buona serà … bun, bon ba!

SAURO: (ad Osvaldo) brutto scemo devi dire “ salam”

ALESSANDRO: che lingua parlate!

OSVALDO: abun … abla … dirondi … dirondà

ALESSANDRO: siete marocchini

SAURO: (fa il gesto) noo! Ablabbù … abblablà … noi a semo de ciù n’là (traduzione* noi siamo di più in là)

ALESSANDRO: vou parle franceé

OSVALDO: no me a ne son franceé (* io non sono Francesco)

SAURO: me a son Saurèè (*traduzione io sono Sauro)

ALESSANDRO: siete del popolo del Sahara!

OSVALDO:  (fa un gestaccio) abu … abu … na dona te sarè te  , mira il gestè (*una donna sarai tu,  guarda il gesto)

ALESSANDRO: ma che gesto è!

SAURO: gestè de abu la .. te …  … a semo doi omi … brutto sonà (*siamo due uomini brutto scemo)

ALESSANDRO: non capisco

SAURO: semò … semò (*scemo)

ALESSANDRO: ma chi siete voi?

OSVALDO: vu cumprà!

ALESSANDRO: ho capito voi due siete due commercianti!

SAURO: se comprì … vole comprà regal per vostra mogiè (* vuole comprare qualcosa per sua moglie)

ALESSANDRO: (ride) ho capito volete vendermi qualcosa, ma cosa vendete.

SAURO: mutan ..dò … oblò (*mutande)

OSVALDO: ui mutando

ALESSANDRO: ma io non ho moglie … ma anzi  … forse no ho due

SAURO: sono le nostre mogè ( *sono le nostre mogli)

ALESSANDRO: va bene, fatemi vedere qualcosa

(Osvaldo apre il borsone e tira fuori le mutande)

SAURO: ( prende a sua volta le mutande) queste se bon … bon …  (* queste sono buone)

ALESSANDRO: non so se vanno bene

OSVALDO: bene …. Bene …

ALESSANDRO: prendo queste (ne prende due paia e fa il segno dei soldi)

OSVALDO:  20 €

SAURO: 25 €

ALESSANDRO:  15 €

SAURO: femo 20 € e a bon  pattò ( facciamo  20 €  a buon patto)

ALESSANDRO: ma questo sembra un dialetto di

OSVALDO: kat man du

ALESSANDRO: e dov’ù

SAURO:  (fa il gesto)  de li andrè … andrè … avanti e n’drè (* avanti e dietro)

( Alessandro tira fuori i soldi, entrambi si tuffano per prenderli, li prende Sauro)

ALESSANDRO: (prende le mutande) va bene io allora me ne vado … buona sera

SAURO e OSVALDO : (in unisono ) Salam

ALESSANDRO: come salame a me

SAURO e OSVALDO:  (in unisono)  ( a mani giunte si inchinano ) salam

ALESSANDRO: (alterato) brutti tamburi … come vi permettete del salame a me , a pensare che vi ho anche comprato le mutande … se vi prendo … vi faccio neri

( Osvaldo e Sauro escono di scena inseguiti da Alessandro inferocito, dopo due giri di entrate e uscite di corsa … rimangono in scena Sauro e Osvaldo)

SAURO: ( ansante) è stato duro disperderlo

OSVALDO: (ansante) non ce la faccio più

SAURO: ( ansante) lasciami sedere (si siede)

OSVALDO: (si siede) però non ci ha riconosciuto

SAURO: e questo è un bene

OSVALDO: dividiamoci i soldi

SAURO: eccoli ( da 10 € a Osvaldo che bramoso li intasca)

(Sauro si alza dalla sedia)

SAURO: Osvaldo mi è venuta un’idea

OSVALDO: dimmi!

SAURO: (segna con l’indice il pubblico) vedi quanta gente!

OSVALDO: ( si alza dalla sedia) si c’è proprio tanta gente

SAURO: allora sai cosa facciamo

OSVALDO:  e cosa facciamo?

SAURO: andiamo a vendere le mutande a loro

OSVALDO: si!

SAURO: dai prendi in borsone

OSVALDO: perché lo devo sempre prendere io il borsone

SAURO: dai che è tardi

( Osvaldo prende il borsone ed entrambi scendono dal palco con una apposita scaletta e vanno tra il pubblico a vendere la mercanzia … i due rientrano dietro le quinte)

SCENA 9

( ALESSANDRO – SIMONA – STEFANIA – ADELE – SILVANA - ALBA)

(Alessandro entra in casa con due confezioni regalo, i pacchettini contengono le mutande che ha acquistato dai due extracomunitari)

ALESSANDRO: (chiama Stefania e Simona) topoline … topoline  venite che vi ho portato un regalino

(le due donne arrivano festose  di corsa e abbracciano Alessandro)

SIMONA: mio bel maschione cosa mi hai portato di bello

STEFANIA: tesoruccio fammi vedere cosa mi hai portato

ALESSANDRO: amorini il vostro tesoruccio, ha pensato a voi e per rendervi più belle e più sexy vi ha fatto un regalino, questo è per te Simona (passa il pacchettino a Simona) e questo è per te Stefania ( da il pacchettino a Stefania)

(Alessandro aspetta il bacio ma nessuna lo bacia)

Ma non mi date neppure un bacetto …

STEFANIA: prima guardiamo cosa ci hai portato

ALESSANDRO: sicuramente vi piacerà

SIMONA :  grazie … sono  curiosa

STEFANIA: (manda un bacio con la mano ad Alessandro ) muoio dalla voglia di vedere cosa c’è dentro

(entrambe aprono il pacchetto, vedono delle mutande una fuori moda e una alla moda ma di taglie extra large e rimangono deluse)

STEFANIA: (esamina il regalo) queste non vanno bene neppure a mia nonna.

SIMONA: (fa vedere al pubblico le mutande) eppure la mia taglia la conosci.

ALESSANDRO: (deluso) ma io ero convinto che vi sarebbero piaciute.

STEFANIA: (mima)ma non potevi regalarci un buon profumo

SIMONA: (mima) o un bel collier

STEFANIA: non sai proprio come fare per far felice una donna

SIMONA: riprenditi le tue mutande ( prende le mutande e le mette in testa ad Alessandro, che rimane sbigottito)

STEFANIA: (con le mutande in mano) sei proprio scaduto Alessandro.

ALESSANDRO: ma come non mi chiamate neppure amore.

SIMONA: le donne costano!

ALESSANDRO: (cerca di scusarsi) ma dovete capire, io non sto attraversando un buon periodo …

(entrano Silvana e Adele e vedono le loro mutande)

SILVANA: brutti ladri, vi ho beccato

ADELE: ecco i ladri di mutande

SIMONA: noi non c’entriamo…

STEFANIA: noi siamo innocenti lo giuro

SILVANA: stai zitta giuda, ti ho vista crescere e ti ho sempre trattato come una figlia e tu come ringraziamento

ADELE: ingrata ! Sei una ladra di mutande

SILVANA: anzi siete due ladre di mutande

SIMONA: figuriamoci se io vengo a rubare le mutande a voi, io di mutande a casa ne ho un cassetto intero

SILVANA: per forza le vai a rubare, di qua e di là!

ALESSANDRO: ( con le mutande in mano cerca di defilarsi) scusatemi ma io non voglio aver a che fare con i vostri battibecchi, per cui me ne vado (cerca una scusa) mi sono ricordato proprio adesso che devo fare una commissione urgente.

SIMONA: dove vai maramaldo

ALESSANDRO: in non c’entro niente

STEFANIA: non ti muovere altrimenti ti spacco la testa.

ALESSANDRO: (in imbarazzo)  se la mettete in questo verso, a malincuore ma rimango

SILVANA: si rimani, devi fare da testimone.

ADELE: io voglio denunciare queste ladre di mutande .

STEFANIA: tu non denunci nessuno

SILVANA: siete state prese con le mani nel sacco.

SIMONA: noi, non … c’entriamo niente

(entra Alba alterata)

ALBA: ma cosa avete da gridare … ricordatevi che siamo in un condominio.

ALESSANDRO: la signora Alba ha ragione, siamo in un condominio.

STEFANIA: silenzio deficiente

ALESSANDRO: come non detto!

ALBA: ma la volete finire, cosa è successo di tanto grave!

SILVANA: ci hanno rubato le mutande

ADELE: le hanno rubato anche a me

ALBA: ( ridacchia) e vi incavolate solo per questo, a me non ne portano via

SILVANA: perché hai messo le telecamere

ALBA: ( ridacchia) si le telecamere sotto la gonnella.

STEFANIA: e allora

ALBA: a me non le portano via

SIMONA: per forza non le porti

(Alba ridendo esce di scena)

SILVANA: lasciamo perdere !  Saranno problemi suoi

ADELE: adesso noi vogliamo le nostre mutande …

SIMONA: noi non le abbiamo (le mostra) queste sono state un regalo.

STEFANIA: si un regalo

SILVANA: chi ve le ha regalate!

STEFANIA: (lo indica) questa sottospecie d’uomo

ADELE: lui

SIMONA: si lui

ALESSANDRO: io non so niente del furto, io le ho comprate ( in imbarazzo) io non so niente! Non so niente! Niente!

SILVANA: parla altrimenti ti spacco la testa!

ALESSANDRO: io le ho comprate, ma giuro che non sapevo niente!

ADELE: canta …

ALESSANDRO: e cosa devo cantare!

SILVANA: non fare lo scemo altrimenti ti sfondo

ALESSANDRO: (parla conciso) io insomma, me le hanno venduto

ADELE: chi te le ha vendute!

ALESSANDRO: me le hanno vendute due marocchini, no anzi due afgani, no due tunisini

SIMONA: non lo sa neppure lui

SILVANA: ma di dove erano!

STEFANIA: ma non lo vedete che è scemo

ALESSANDRO: scemo … no!

ADELE: come erano vestiti

ALESSANDRO: da tunisini, anzi da marocchini

SILVANA: e come sono vestiti i tunisini e i marocchini.

ALESSANDRO: (mima) hanno tutto un affare che scivola giù, un po come il mare, però non è il mare e poi hanno dei colori che non sono proprio colori … sono insomma marocchini, tunisini, può darsi che erano vestiti da siriani o afgani

SILVANA: io ne so meno di prima

ALESSANDRO: insomma sono differenti da noi, però si assomigliavano a noi e in più avevano un borsone pieno di mutande … ma a buon prezzo …

ADELE: le mie

SILVANA: le nostre, ma dove sono andati quei tipi

ALESSANDRO: di la (indica) no forse di qua (indica) no laggiù ( indica)

SILVANA: indica bene altrimenti ti spacco i denti

ALESSANDRO: (indica) adesso sono sicuro di là!

SILVANA: (ad Adele) andiamo

ADELE: si intanto datemi le mutande ( danno le mutande ad Adele e Silvana)

(Adele e Silvana escono di scena)

(rimangono in scena Alessandro, Simona e Stefania)

SIMONA: (passa la valigia ad Alessandro) vattene anche tu

STEFANIA: e non stare più a tornare

ALESSANDRO: (alterato) si me ne vado e sono contento di andarmene , hanno ragione i vostri mariti.

SIMONA e STEFANIA: (in unisono) e cosa hanno detto i nostri mariti.

ALESSANDRO:  hanno detto beata galera!

SIMONA: ma si! Loro più stanno dentro e meglio è per noi

STEFANIA: se li riarrestano spero che buttano via la chiave, da quando sono usciti hanno scombussolato le nostre vite

(Alessandro esce di scena) (breve pausa) (escono di scena anche le due donne)

 SCENA 10

( OSVALDO – SAURO- IL VIGILE URBANO)

(Osvaldo e Sauro vestiti non più da extracomunitari, cercano un tutore dell’ordine )

OSVALDO: Sauro mi è venuta un’idea

SAURO: di nuovo, un’ altra idea … allora siamo a posto, sentiamo!

OSVALDO:  dobbiamo farci arrestare!

SAURO: ma non eri tu che volevi evadere

OSVALDO: ma solo perché volevo andare a caccia,  ma mia moglie ha venduto anche il mio “ sovrapposto” e allora non ho più niente, neppure un fucile con i tappi … adesso si che mi manca la galera

SAURO: la galera è un paradiso

OSVALDO: cerchiamo di ritornarci

SAURO: e di non uscire più!

OSVALDO: reati ne abbiamo fatti, e poi,  al limite abbondiamo.

SAURO: penso che basti confessarlo ad un tutore dell’ordine

OSVALDO: ( si guarda intorno) non si vede nessuno

SAURO: ( si guarda intorno) è proprio vero che quando cerchi un Vigile non lo trovi mai

OSVALDO: ( euforico) eccolo laggiù

SAURO: (euforico) signor vigile: signor vigile!

IL VIGILE URBANO: cosa volete!

SAURO: non vorremmo confessare

IL VIGILE URBANO: non sono un prete, lasciatemi andare che ho da fare!

OSVALDO: non se ne vada … non se ne vada … ascolti!

SAURO: noi siamo rei confessi

IL VIGILE URBANO: ma cosa avete da confessare!

OSVALDO: tante cose!

IL VIGILE URBANO: dai alla svelta, perché io non ho tempo!

OSVALDO e SAURO: (in unisono) noi abbiamo rubato!

IL VIGILE URBANO: con calma, uno alla volta!

SAURO: parlo io!

IL VIGILE URBANO: va bene ditemi!

SAURO: abbiamo rubato le mutande

OSVALDO: dopo siamo andate a venderle, arrestaci!

(tutti e due porgono le mani per farsi mettere le manette)

IL VIGILE URBANO: (cerca di calmare i due) con calma ora vedo se è reato( prende il codice lo sfoglia, ma non trova niente) mi dispiace ma questo reato, il furto delle mutande  è stato depennato dal nuovo codice penale, non posso fare niente

SAURO: ma come depennato, e noi come facciamo!

OSVALDO: ( gira nervoso per il palco) come facciamo, come facciamo!

SAURO: abbiamo rubato la pensione alle vecchiette.

OSVALDO: (euforico)  bravo così ci mettono dentro!

IL VIGILE URBANO: (spazientito) ma non avete ancora capito che il furto non è più reato!

OSVALDO: (agitato) non è più reato, non è più reato … siamo rovinati.

SAURO: abbiamo stampato dollari falsi

OSVALDO: si siamo falsari, bravo Sauro … sei un genio!

IL VIGILE URBANO: ( prende il codice lo sfoglia, ma non trova niente) mi dispiace ma  anche questo reatro è stato depennato dal nuovo codice penale, io non posso farci niente, non posso mettervi in galera se non avete fatto niente, andatevene a casa che è meglio

SAURO: (deluso) andiamo via…

OSVALDO: si andiamocene

SAURO: dove hai parcheggiato

OSVALDO: nel parcheggio riservato al Sindaco.

IL VIGILE URBANO: ( stava per andarsene ma sente del parcheggio del sindaco)  disgraziati, delinquenti … ma cosa avete fatto! Avete parcheggiato nel parcheggio riservato al Sindaco : l’ergastolo vi faccio dare l’ergastolo e adesso seguitemi … vi mando in galera a vita … a vita! E adesso vi metto le manette

SAURO: ( euforico) si a vita

OSVALDO: (euforico) a pensare bastava così poco … veniamo senza manette…

( i tre escono di scena)

SCENA 11

( OSVALDO – SAURO- VALERIO)

( Casa circoindariale di Follo)

( Sauro e Osvaldo sono nella loro cella, ritrovano le loro cose, rivedono il poster delle loro mogli abbracciate ad Alessandro)

SAURO: (vede il poster) questo lo lasciamo.

OSVALDO:  lascialo è un ricordo delle nostre mogli e del nostro benefattore

(sentono le canzoni del carcere)

SAURO: senti che melodia, che canto

OSVALDO: sembra di essere a San Remo

(entra Valerio)

VALERIO: bentornati … mi siete mancati

SAURO: cosa è successo durante la nostra assenza.

VALERIO: Gennaro ti ricordi quello della cella 23

SAURO: si

OSVALDO: si cosa ha combinato!

VALERIO: ha vinto la gara di burraco

SAURO: e Lamberto

VALERIO: Lamberto quello della cella 90 è diventato nonno e stasera ha organizzato una grande festa

SAURO: anche per noi

VALERIO: e voi vi vuole accanto a lui

VALERIO: ma adesso promettetemi che non vene andrete più da questo albergo, perché ho cambiato cuoco e camerieri … e il venerdì aragoste e ostriche e tutto a spese dei contribuenti

 VALERIO, SAURO, e OSVALDO: (ad alta voce in unisono) stasera ostriche e aragosta !

Beata Galera!

SIPARIO

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