Beatrice Cenci

Microsoft Word - storia di beatrice - copione.doc

Beatrice Cenci

(soggetto, sceneggiatura e dialoghi di PierLuigi Licenziato )

I personaggi

Beatrice Cenci

Francesco Cenci

Giacomo Cenci

Lucrezia Petroni Cenci

Olimpio Calvetti

Marzio Floriano, detto il catalano

Plautilla

Calidonia Lorenzini

La voce

NOTA DI REGIA: tutti i personaggi ad eccezione di Beatrice sono dei fantasmi. In base a questo le rispettive testimonianze NON sono degli interrogatori ma appunto SOLO testimonianze e durante le quali essi non oppongono resistenze alla Voce. Per rendere comprensibile la loro natura in questo contesto, le testimonianze devono avvenire in penombra e con una luce viola che renda fosforescenti i costumi che indossano, dovrebbe inoltre salire dal basso una leggera nebbiolina

PierLuigi Licenziato

Via Giannetto Valli, 63 00149 - Roma

tel: 328-2635906

e-mail: pierluigi.licenziato@libero.it

SIAE 2003


PRIMO ATTO

Scena 1: Il delitto

Interno notturno. Tutta la scena avviene alla sola luce di una candela in modo da nascondere il pi possibile o mantenere in ombra i volti dei personaggi. Sode un bussare sommesso, impaziente e ripetuto, ma inizialmente nessuno risponde. Dopo qualche secondo una figura femminile (Beatrice) appare portando in mano una candela, senza parlare attraversa la scena, si avvicina alla porta ed apre. Appaiono due figure maschili (Olimpio e Marzio, il primo ha una corporatura molto pi robusta del secondo). Sono armati di bastoni. Nel buio si ode una voce

OLIMPIO (con ovviet) Se me ne devo andare al diavolo, ci andr.

Olimpio e Beatrice si fronteggiano in silenzio per qualche attimo finch lei fa un passo indietro lasciandogli la strada libera in un gesto di sfida. Luomo allora si dirige verso la stanza di fronte (la stessa da cui uscita Beatrice) seguito da Marzio. Stanno per aprire ma la porta si spalanca: appare unaltra figura femminile (Lucrezia),viene scostata e scavalcata rapidamente. Si iniziano ad udire dei colpi: quelli che i due uomini sferrano alla loro vittima ed un leggero accenno di lotta che per cessa rapidamente lasciando spazio ai colpi. Beatrice fugge terrorizzata nella propria stanza per non sentire, Lucrezia invece resta l impassibile finch smettono e scende il silenzio. Il primo a riapparire nel buio pi completo il pi smilzo (Marzio) che lascia cadere il suo bastone e si accuccia da una parte, poi laltro. Nel silenzio generale rientra Beatrice, stravolta e terrorizzata.

MARZIO Andiamo via

LUCREZIA E che modo ? Ci volete piantare qua?

Buio, musica altissima.

Scena 2: Olimpio e Francesco, pi dei comprimari

Luce. Interno giorno. Francesco Cenci ed i suoi sono da poco arrivati alla Rocca. Nella scena Francesco ha appena finito di fare un bagno e mentre Beatrice lo aiuta Olimpio assiste.

FRANCESCO Fammi capire. Te chi saresti?

OLIMPIO Olimpio

FRANCESCO E a che servi?

OLIMPIO Servo pe lospite Vostro. Custodisco la Rocca.

FRANCESCO (come preoccupato) E che bisogno ce n?

OLIMPIO Le campagne so piene de briganti. Bisogna tenelli a bada in quarche

modo.

FRANCESCO (sospettoso) E com che Lui si fida cos tanto di te?

OLIMPIOLui Me conosce da sempre. (mostrando una cicatrice su un braccio) Stavamo inzieme a Lepanto coi Turchi e pure ar Portogallo.

FRANCESCO tenerli a badaci vuole il ferro!!

OLIMPIOo loro(Francesco lo guarda con fare interrogativo ed Olimpio spiega in modo allusivo) ce stanno modi meno faticosi.

FRANCESCOLa sai lungama allora perch ti nascondi?

OLIMPIOLaria de Roma era vizziatae Marzio Colonna ha voluto fammene respira de pi pulita.

FRANCESCO (ridendo) ah ah ah!(con un accenno di inquietudine) aria viziata, eggi. Sono finiti i tempi di Checco e Nina. A Roma oggi ci stanno bene solo preti, frati e puttane. E pericolosa. Ti tagliano la gola e ti fregano la borsa. (minaccioso) E te? Che parte in commedia chai?

i due si scrutano per qualche attimo in silenzio, poi Olimpio ritornando al discorso originario.

OLIMPIO Comunque qua, state dentro a n ventre de vacca.

FRANCESCO (fra s, ad alta voce) Si, lo soqua non mi vengono a cercare(ad Olimpio). Pure il papa me sta addosso(sopra pensiero) sta a quattrini come Sant Onofrio...e si vuole rifare con me.

OLIMPIO (con sarcasmo) Niente de meno

FRANCESCO (lo guarda minaccioso) Stattene al posto tuo. Se sto qua per salvare pelle e patrimonio pure da quelli come te. Piuttosto: devo stare attento anche a Beatrice.

OLIMPIO (stupito) Vostra figlia? E come ve po minacci Vostra figlia?

FRANCESCO Non la conosci. Beatricciola forte, volitiva. Ah ah ah!! (come realizzando) Mi assomiglia: sa quello che vuole e come averlo!

OLIMPIOE pi de un marito, che p vol?

FRANCESCOUn marito appunto!(sopra pensiero)e un marito significa un altra dote da pagarese la scorda! Lei deve stare qui con me.

OLIMPIO (perplesso)Allora ce dovrete sta attentodovrete tene un occhio alla padella e uno ar gatto.

FRANCESCOBisogner andarci col bemolle, ma se non la convinco la costringo.

Buio e Luce viola su Olimpio, dal buio si ode una voce

Scena 3: Testimonianza di Olimpio Calvetti

OLIMPIO Capite? Co le donne er gradasso e co lommini de sasso.

LA VOCE Per quanto tempo rimasero alla Rocca della Petrella?

OLIMPIO Tre anni, lui nascosto e le donne segregate.
LA VOCE Che cosa intendi dire?

OLIMPIO Che caveva paura. E arivato da Roma na mattina, co na serva, la la figlia, la moglie, er fijio de primo letto de lei e s stabbilito a la Rocca. Il padrone mio, Marzio Colonna, je lha data pe rifugio perch quello a Roma nun ce poteva pi sta senza rischi la pellese parlava de certi impicci e debbiti, de casini, de ragazzinipare addirittura che avesse messo locchi addosso al fijo della Signora Lucrezia. Pure lartro fijo suo, Giacomo, gli ha mandato gente a(fa il gesto di tagliare la gola). Inzomma a Roma nun ce poteva pi sta e cos scappato e s portato appresso le donne.

LA VOCE Si va bene le teneva prigioniere, ma come le trattava?

OLIMPIO Co la Signora Lucrezia ce spiccicava poco, ma quella stava sempre a ciancic orazzioni, co Beatrice invece era diverzo, lei qua nun ce voleva sta e se pijarono de petto. And a fin che nun le faceva pi usc manco pe la Funzione e venivano su i Padri a celebr.

LA VOCE E cos Beatrice Cenci si ribellata allautorit del padre? (Olimpio annuisce) Eil padrele manc mai di rispetto?

OLIMPIOE chi lo sa? Ma pe faje cap chi comandava la obbligava a strofinaje le gambe da la rogna.

LAVOCECome?

OLIMPIOSe faceva strofin la rogna.

LA VOCEAveva la rognaallora era malato?

OLIMPIOCaveva la rogna e se la doveva lava in tinozza, ma quando poi je rodeva costringeva le serve a grattajela.

LA VOCESi faceva il bagno?!

OLIMPIOPare che je lavesse detto er chirurgo...

LA VOCEE poi?

OLIMPIOE poi queste se rifiutarono, e lui ha obbligato Beatrice.

LA VOCEE lei cedeva?

OLIMPIO lui era sempre er padre

LA VOCEE cedeva solo...

OLIMPIONun lo so'! Lei nun me lha mai detto.

LA VOCELei? Beatrice Cenci solo lei per te? E perch doveva raccontarlo proprio a te?

OLIMPIOIo? No...io...

LA VOCELhai chiamata Beatrice, che cosa cera fra voi?

OLIMPIO Ma no...che state a di Eccellenza...

LA VOCEBada di non mentire Olimpio Calvetti, tu hai gi una moglie! Ladulterio un peccato grave come lavarsi in tinozza!

OLIMPIOSi Eccellenza, e pure na figlia

LA VOCECome si chiama tua moglie?

OLIMPIO Plautilla. E una delle serve della Rocca, sta qui. A pijasse cura de li signori.

LA VOCEDunque saresti un adultero! Sai cosa vuole dire questo?

OLIMPIOE che importanza ce po ave ormai? Me lhanno fatta paga cor sangue no?

LA VOCE E ne valsa la pena?

OLIMPIO Lei era ...quanno me annava a sbatte allocchi er sangue mannava a latte. Avrei fatto ogni cosa me chiedesse. E salivo a cercarla tutte le vorte che potevo.

LA VOCE Vincontravate di nascosto?

OLIMPIO (annuendo) Se vedevamo ar lume de candela. Ce st un orto ai piedi del muro e li sotto c na scala. Co quella m arrampicavo in cima e ridiscendevo dallaltra parte, nell ortaccio. Fra lerba arta poi, co un altra scala mappizzavo a la finestra, entravo e la tiravo dentro; poi passavo pe er Chiostro e la cantina e arrivavo da leipure quella notte passammo de l

LA VOCE Quale notte?

OLIMPIO Quella che mor er Sor Francesco. Ma mica salimmo allora, andammo s prima e ce nascosero nelle stanze der vecchio servo, uno che cera prima e poi nun ce stava pi.

LA VOCE passastesalisteandastee ve nascoserochi cera con te?

OLIMPIO Chi ce doveva da esse? Ero soloandavo da leiero solo.

LA VOCE (minaccioso) Chi cera con te?!

OLIMPIO (rassegnato) Er giovane Marzio, quello che chiamano Catalano pe via de la chitara spagnola che se porta sempre dietro.

LA VOCE ...Marzio il Catalano, e cosa veniva a fare? Ti teneva la candela?

OLIMPIO Je promisero na ricompensa: un ferraiolo e dei quattrini. E la dote per la fijia.

LA VOCE Chi glie la promise? E per fare cosa poi?

OLIMPIO Beatrice, la Signora Lucrezia e Giacomo. Le donne volevano scappa e tornassene a Roma, Marzio doveva dare na mano.

LA VOCE Giacomo Cenci? Fratello di Beatrice e figlio di Francesco?

OLIMPIO Si.

LA VOCE Ma lui non era venuto alla Rocca, allora com possibile?

OLIMPIO Ma sapeva tutto quello che cera da sape. Beatrice je scriveva e lui procurava tutto. Le lettere je le portava proprio Marzio. Noi dovevamo solo aspetta er momento giusto.

LA VOCE Quale era il vostro piano?

OLIMPIO Giacomo cha fatto ave delloppio, Beatrice lavrebbe mescolato cor vino e dato da beve ar padre pe fallo dorm, e loro ne avrebbero approfittato pe scapp.

LA VOCE Ma qualcosa andato stortogiusto?

OLIMPIO Quello nun se fidava e ha fatto assaggia a lei la mistura, poi cha penzato pure la rogna a tenello sveglio. Allalba se ne semo dovuti anda.

LA VOCE Beatrice assaggi la mistura?

OLIMPIO Ve lho detto Eccellenza, Oramai er Sor Francesco caveva paura pure dell ombra sua e pe nun fasse avvelen faceva assaggia alla figlia tutto quello che mangiava prima de toccallo lui. Quella sera nun ha mangiato ne bevuto e poi manco dormito.

LA VOCE Quindi mi stai dicendo che non lhai ammazzato tu

OLIMPIO Io no Eccellenza, io no!

LA VOCE e nemmeno sai che stato immagino.

OLIMPIO Ma se lo sanno tutti che cascato dal balcone

LA VOCE (completando la frase)e si rotto la testa contro i rovi dellortaccio. Ve ne siete andati per la stessa strada?

OLIMPIO Dallingresso principale. A quellora non ce stava nessuno in giro.

LA VOCE Ma tornaste...

OLIMPIO Io volevo solo stacce assieme; nun me riusciva de staje distante (apparizione di Beatrice), e lidea che er padreche potesse(aggressivo) lavrei schiacciato come no scarafaggio!

Musica e luce sul palco. Lambiente della scena 2: tutto in disordine, panni buttati ovunque e la tinozza piena dacqua dove Francesco Cenci ha appena fatto il bagno. Entrano le serve. Olimpio rimane in scena ed ascolta nascosto dietro un paravento

Scena 4: Plautilla e Calidonia

CALIDONIA (riferendosi al bagno) Nun se vergogna pi!

PLAUTILLA Shhhhh! Te voi fa senti? Lo sai che ar padrone je rodono le mani.

CALIDONIA Dico la verit! Sta senza vergogna. Che nun lhai visto che era nudo?

S spojato e pure lavato!

PLAUTILLA E volevi che se lavasse da vestito? E mo piantala che a me nun me va de famme arifila' la schiena!

CALIDONIA Sai che danno come se potesse esse' peggio de cos: stamo allo sprofondo!

PLAUTILLA Nun stai allo sprofondo. E comunque se nun ce voi sta vattene. CALIDONIA Ce stanno li briganti, come ce torno a Roma da sola?

PLAUTILLA E allora nun te fa il sangue amaro, porta pazienza e prega la Madonna: quarche cosa capiter. Se poi nun te st bene pijete per naso e girete attorno, basta che fai silenzio.

CALIDONIA Ma stamo in gabbia e io nun ce vojo sta. Te stai sempre qua, chai Olimpio, che te frega. Ma io no!

PLAUTILLA E manco io ma nun me ne posso anda' e allora fammece sta' mejo che posso: nun procura' guai.

CALIDONIA Guai pi grossi? E quali so' sti guai pi grossi? Pi scuro de mezzanotte nun p ven.

PLAUTILLA Ma nun andr sempre cos

CALIDONIA diceva quello che girava l'arrosto, ma intanto che gira?

PLAUTILLA Intanto che gira, abbozzate e mosca: alle padrone va peggio!

CALIDONIA Ma io nun so' roba sua. Le vole tene' rinchiuse qua? Lo facesse ma

io che c'entro?

PLAUTILLA Ognuno papa a casa sua. (piccola pausa di silenzio)

CALIDONIA Voleva che je la grattassi iomejo piasse le bastonate che fa le

porcherie che vole lui. Che lo sapemo bene quali so...

PLAUTILLA (ridacchiando)Chi c'ha li quattrini nun c ha mai torto, ma se nun scappava, stavorta ce ne stavano pure pe' lui.

CALIDONIA(complice) Hai visto come guarda la padroncina? Io dico che cha fatto un penzierino.

PLAUTILLA Sciocchezze!

CALIDONIA Per se corica co le donne e scaccia la padrona.

PLAUTILLA Ma la pianti? Ma chi sei? La moje der barbiere?

CALIDONIA So una che nun trova terra ferma.

PLAUTILLA E che cerca rogne. Attenta per, perch qua le trovi de sicuro. CALIDONIA (esagerando) Chi pi triste de Beatrice?! Sta qui a fa la zitella e a

pija legnate.

PLAUTILLA (dandole uno scappelloto) Se nun la fai finita t'accommodo io 'n par

d'ova sul tegame.

CALIDONIA Ma che sei matta?

PLAUTILLA E che te devo di' pure "prego"? Porta rispetto pe la padroncina, mica come la padrona che sta sempre a trema' e a di' li santi

CALIDONIA E gia...Lei cha chi la consola...

PLAUTILLA Che dici?

CALIDONIA Che se er padre la bastona poi c chi la consola.

PLAUTILLA (con aria complice) Cha uno?

CALIDONIA (facendo la finta vaga) No... che ne so...sai com...voce de popolo... PLAUTILLA E dimme 'm po' chi ?

OLIMPIO (interrompendo con decisione le due serve) Basta cos! La volete pianta' de fa taja e cuci? Nun ce potete sta' qua!

CALIDONIA (con un inchino plateale) Scusate Sor Rocco, nun vavevo visto er fiocco! (guardando Plautilla, con cattiveria) Mo' perch te la fai co la Padrona chiss che te credi.

PLAUTILLA Ehh??!!!

CALIDONIA (con cattiveria) Ma che nun ce lo sai? Lui ce mette er chiodo e lei er muro.

OLIMPIO Se nun te ne vai de corsa t'accommodo pe le feste (tenta di darle un

calcio mentre lei scappa via).

CALIDONIA Ma vatte a fa' squart! (esce)

PLAUTILLA Che stava a di quella?

OLIMPIO (spingendola via) Nun me rompe le scatole co ste storie!

PLAUTILLA Che stava a di quella?!!

OLIMPIO Via!

PLAUTILLA Olimpio guardame. Nun te compromette co questi, se li compra solo chi nun li conosce.

OLIMPIO Che stai a fa ancora qua?! Te ne devi anda! (rimasto solo) Maledizione!

Scena 5: Beatrice ed Olimpio, poi Lucrezia

BEATRICE (entrando alle sue spalle, laconica) Bentornato Olimpio. Chai lasciate sole...

OLIMPIO Me dispiace...c ho un padrone da serv.

BEATRICE E dove sei stato?

OLIMPIO A Roma...Signora.

BEATRICE A Roma? Ma Roma pericolosa per te.

OLIMPIO E piovuto. E ha dato fori er fiume. Pe questo er padrone mha fatto torn.

BEATRICE E se ti riconoscevano?

OLIMPIO Io viaggio sotto la protezione de Marzio Colonna e chi me riconosce peggio pe lui. Pure i briganti qu attorno me portano rispetto.

BEATRICE Come si sta...a Roma...

Da qui in avanti Olimpio manterr un atteggiamento freddo e formale

OLIMPIO So stati giorni duri. Clemente VIII rientrava da Ferrara mentre che er Tevere cresceva. Ma se prima era na cosa normale, nei giorni appresso a preso a cresce sempre de pi. LAlbergo dell Orso e Monte Brianzo so stati i primi a esse allagati e poi so finite sott'acqua pure le cantine, specie quelle vicine ar fiume.

BEATRICE E nessuno se n accorto?

OLIMPIO Pare strano ma er popolo nun s preoccupato, anzi sandava a god lo spettacolo der fiume che riempie er letto e se porta dietro alberi, sterpi e pure carogne danimali. C da capilli, so ignoranti e piovuto tutto lautunno e ormai saspettano er tempo bello da un momento allartro e poi channo er ritorno de Clemente da festeggi. Ma lacqua continua a cresce e ner giro de na notte allaga tutto quanto. Er fiume entra ne le case, pe le strade e affoga nelle stalle cavalli e muli. A un certo punto sembrava che nun volesse smette mai...

Qualche attimo di silenzio: i due si guardano

BEATRICE Olimpio

OLIMPIO (formale) Signora...

BEATRICE (tristemente) Siamo soli Olimpio, non vedi?

OLIMPIO Non stamo mai veramente da soli, bisogna esse pi prudenti.

BEATRICEPrudentisono stanca dessere prudentee perch mi chiami Signora? Non sono pi Beatrice per te?

OLIMPIO Si che lo sei. Ma sta casa cha mille orecchiee stanno tutte appresso a noi.

BEATRICE Tutte appresso a noi... Non posso avere una vita normale io? Che chiedo di strano?

OLIMPIO Beatrice io

BEATRICE (con decisione) Tu per, puoi porre fine a tutto questo.

OLIMPIO Come?

BEATRICE Nel modo che hai capito benissimo: portami via! Ho tre sacchetti di denaro, una croce, un boccale, un bacile e due calici, tutti dargento! E poi cho questo (mostra il suo anello) Andiamocene via da sta prigione, andiamo dove ci sta il sole.

OLIMPIO E Plautilla? E la mia figliola? Che fine fanno se me ne vado?

BEATRICE A tua figlia ci penser io! Le faccio la dote e non le mancher mai niente.

OLIMPIO E Plautilla?

BEATRICE Pensa a me non a lei! Che ce sta di peggio di fare i clandestini? OLIMPIO Pass la vita a scappa! Marzio Colonna n uomo potente lo sai. Ce

ritroverebbe pure in capo ar monno se tuo padre je lo chiedesse.

BEATRICE (solenne) Allora sar la morte a liberarmi(pi decisa) la sua o la

mia.

OLIMPIO Nun lo d manco pe scherzo.

BEATRICE Dimmi se non meglio di questo.

OLIMPIO Ma dovr fin prima o poi.

BEATRICE Passasse langelo e dicesse amen...e se lo portasse via. Ma se non me ne posso andare io (estraendo uno spillone dai capelli e porgendoglielo) se ne deve andare lui

OLIMPIO Ma che te sei messa in testa? Nun so cose da donne queste.

BEATRICE (porgendolo a lui) E infatti ci devi pensare te, sei omo no? Che chai? Sembri un panno de bucato.

OLIMPIO Ma che stai a d?

BEATRICE Paura Olimpio?

OLIMPIO (esitante) Ma no... che...ma che se ammazza la gente cos?

BEATRICE (con malcelato disprezzo) Ma che razza de omo sei? Il grande Olimpio. Il coraggioso Olimpio. Comera la storia di quello a Santi Apostoli? Quante coltellate gli hai dato? E quellaltro? Non eri te quello che faceva il comodo tuo qua attorno?...pure i briganti me portano rispettotutte chiacchiere. (tentatrice) Pensaci, io e te liberi e soli, senza un padrone da servire e senza mio padre e mio fratello a cui rendere conto. (decisa) Ma se non ci pensi tu allora tocca a me...(sottile) ma queste non sono cose da donna...

Entra Lucrezia

LUCREZIA Buongiorno Signor Olimpio. Vi trattenete nelle stanze nostre?

OLIMPIO Signora

BEATRICE Faceva compagnia a me, lo sapete, qui non ce sta mai molto da poter

fare. Mi raccontava del suo viaggio a Roma.

LUCREZIA (interessata) Siete stato a Roma?

OLIMPIO Sono rientrato in Rocca stanotte.

LUCREZIA Ma non pericoloso viaggiare di notte? E' pieno di briganti qua intorno.

BEATRICE (sarcastica) E pericoloso si, ma mica per tutti...

LUCREZIA Il Santo Padre sta a Ferrarache succede in sua assenza?

OLIMPIO Niente de bono: ma Clemente tornato...

BEATRICE ...e il Fiume gli andato incontro.

LUCREZIA Sarebbe a dire?

BEATRICE Ha piovuto troppo no?

OLIMPIO Le strade so allagate. S pure rotto er Ponte ar Palatino.

LUCREZIA E chi che si prende cura della gente?

OLIMPIO Sua Eccellenza er Cardinal Nipote. E lui che s occupato de port i soccorsi. Ha requisito i barcaroli e lha mandati pe le strade e le piazze a recuper quelli pi in pericolo e a port pane e vino a quellartri, ha spedito pure i sordati a cavallo coi viveri dallartra parte del fiume. Lui per primo core de qu e de l sotto er diluvio.

LUCREZIA Oh Ges che guaio!

OLIMPIO I guai veri so cominciati quando lacqua ha principiato a ritirasse. So cominciati i schianti delle case: dalla Farnesina so venuti gi i muri de cinta dellorti, a Borgo er fiume s portato via le case dei vicoli, poi so crollati i parapetti de Ponte SantAngelo e pure lOsteria del giglio. Alla fine toccato pure ar Ponte Emiliosubito dopo che cera passato er Cardinale.

LUCREZIA (incredula) il ponte rotto

BEATRICE Il fiume addirittura andato incontro al Papa per salutare il suo ritorno. Qui tornano tutti tranne noi.

LUCREZIA Beatrice perch dici cos? Qui stiamo al sicuro. Non ringrazi il Signore per questo?

BEATRICE (sarcastica) Come no? Ci manca solo limpiccato! Come posso essere contenta di stare qua? Voi lo siete? Sapete almeno perch ci dobbiamo stare? Perch il mio Signor Padre s fatto dare la patente da lepre!

LUCREZIA Contieniti (riferendosi alla presenza di Olimpio)

BEATRICE La pazienza per i frati!

LUCREZIA Ma Beatrice. Lui tuo padre e mio marito.

BEATRICE Ma non il mio padrone... e mi odia.

LUCREZIA Lui si fida de te. A chi affid casa sua? Non te lo ricordi pi?

BEATRICE Appunto! Il posto mio la, non qua! Non volete tornare Voi? (incalzandola) Non volete tornare Voi?

Lucrezia fa' cenno di si col capo, poi rivolta ad Olimpio passando improvvisamente al tu

Olimpio aiutaci sarai ricompensato te lo garantisco.

OLIMPIO E dopo? Chi protegger me da Marzio Colonna poi?

LUCREZIA Ma non avete piet di noi?

OLIMPIO Si Signora, ma er padrone cha buoni quattrini pe paga.

BEATRICE Siamo condannate a restare qua

OLIMPIO E tuo fratello?

BEATRICE Mio fratello?

OLIMPIO Lui ve potrebbe porta via...e nessuno cavrebbe niente da rid. No? LUCREZIA Pu essere la fine di tutte le nostre pene.

BEATRICE (riflettendo) ...Giacomo...

LUCREZIA Scrivigli, se potrebbe dare la lettera al calderaio. La sua assenza non

verrebbe mai notata...e poi non sa leggere...(Olimpio annuisce).

BEATRICE Digli che lo ricompenseremo, non sono i quattrini che ci mancano.

OLIMPIO(teneramente)Cerca de sta tranquilla, andr tutto bene.

LUCREZIA ma?

BEATRICE (scuotendosi) Zitta! E sia, faremo cos! E tu...Voi, andate, sbrigatevi. OLIMPIO (uscendo) Marzio!

Scena 6 Olimpio, Marzio e Beatrice

Lo spazio scenico sar idealmente diviso in due parti separate nettamente nel tempo e nello spazio. Olimpio, posto al centro, sar linea di demarcazione fra Beatrice e Marzio che interagiranno con lui ciascuno da uno dei due lati.

MARZIO Che te strilli! Sto qua!

OLIMPIO Devi fare un servizio. Devi arriva a Roma e torn qua de corsa prima che qualcuno se accorga che nun ce stai.

MARZIO A Roma? A che fa?

OLIMPIO C da consegnare na lettera a...

MARZIO Al Sor Giacomo?

OLIMPIO (annuisce) Devi anda al Palazzo a cercarlo. Poi devi prende la risposta e portalla qu.

MARZIO (ci pensa un attimo) E io che ce guadagno?

OLIMPIO Questi so pe te (gli porge un sacchetto di pelle che contiene del denaro) ma devi esse rapido e discreto.

MARZIO (soppesando il sacchetto) Ma anda girando pericoloso, e poi de notte fa freddoQuesti (riferendosi ai soldi) mica so boni pe accende er foco. Invece quella veste de velluto che era der sor Giacomo

OLIMPIO il ferraiolo

MARZIO quella bona pe riparasse dar freddo.

OLIMPIO Vabb Parola Mia. Ma te la faccio da quando torni.
MARZIO (Fa per andare ma poi si ferma e torna indietro).Olimpio
OLIMPIO (scocciato) Ehhh???!!!

MARZIO Ma se sicuro de quello che stai a fa? Questa brutta gente.
OLIMPIO Lasceme perde.

MARZIO Lo dico pe te! Questa brutta gente, er Sor Francesco vendicativo e lo sai chi lo protegge, senn mica stava qua. Damme retta!

OLIMPIO Tho detto che me devi lascia perde. Nun so affari tuoi.

MARZIO Ma io so amico tuolo so che quella tha fatto gir la testa, ma te racconta solo fregnacce!

Buio su Marzio,luce su Beatrice dallaltro lato del palco che ha in mano una lettera.

OLIMPIO Che dice?

BEATRICE Che ci dar una mano.

OLIMPIO Come?

BEATRICE Dice di drogarlo con loppio.

OLIMPIO E poi?

BEATRICE E poi di approfittarne per andare via.

OLIMPIO Come via? Chi ve ce porta via?

BEATRICE Caccompagni tu. Dice lui.

OLIMPIO No. Te lho detto, io no. Nun basta scappare via.

BEATRICEAllora fatti venire un idea o non pensare davere ancora a che fare con me.

OLIMPIO Sei matta?

BEATRICE Sono lucidissima. Fatti aiutare dal compare tuo.

OLIMPIO Marzio nun ce star mai.

BEATRICE Sciocchezze! Abbiamo tutti quanti un prezzo. Ce lavr pure lui no?tu fa lofferta giusta che a pagare poi cipenso io. Gli ridaremo anche il suo cavallo.

Buio su Beatrice, ricompare Marzio.

MARZIO Matto! Te sei tutto matto!

OLIMPIO Me devi da na mano.

MARZIO A fa che? A fin sur patibbolo? Quello sei capace pure da solo.

OLIMPIO Nun ce finir nessuno sur patibolo se famo le cose fatte bene.

MARZIO Appunto. Io nun so capace.

OLIMPIO Ma lei ha detto

MARZIO Ma te sei bevuto er cervello appresso a quella la? Olimpio!!! Cha provato pure co me! A sangue freddo nun la stessa cosa. Qui le cose alla fine vanno bene no? Cavemo laffari nostri e gireno tutti da la parte giusta. Perch devi ann a cerca guai? (Olimpio fa cenno di no con la testa) e allora damme retta lascia perde.

Buio su Marzio, ricompare Beatrice.

BEATRICE Coniglio!

OLIMPIO E una fesseria!

BEATRICE Sei solo un piccolo uomo, misero e vigliacco!

OLIMPIO Non vigliaccheria lo sai

BEATRICE Chiamala come ti pare, sempre quella !

OLIMPIO Va a fin malenun cosa me lo sento.

BEATRICE Allora vattene via di qua!! Lasciami perdere!

OLIMPIO Ma perch me tratti cos, che tho fatto?

BEATRICE (Si avvicina ad Olimpio ed inizia a provocarlo) Dici di volermi bene e poicome faccio io a credercidevi fidartifa come te dico io e andr tutto bene. (si baciano sulla bocca)lo farai? Lo farai per me? Andr tutto benetutto bene

Marzio e Beatrice insieme. Ora Olimpio preso in mezzo.

MARZIO Andr a fini co la mannaia der boia.

BEATRICE saremo liberi

MARZIO saremo tutti morti.

BEATRICE senza mio padre

MARZIO lasciali perd.

BEATRICE mio fratello

MARZIO ce sbatti er grugno.

BEATRICE potr tornare a Roma

MARZIO nun sei capace

BEATRICE e verrai con me

OLIMPIO e che vada tutto al diavolo. Io pure!

Scena 7: testimonianza di Marzio Catalano

Come la scena 3, Marzio Catalano: tiene in mano una chitarra spagnola.

LA VOCE Voi! Dite il vostro nome.

MARZIO Marzio Eccellenza. Me chiamano Catalano.

LA VOCE Marzio detto il Catalano: che fai per vivere Catalano?

MARZIO Er calderaro Eccellenza, vendo e rappezzo cazzeruole, pentole e secchi.

LA VOCE Insomma non hai ne arte ne parte.

MARZIO M arrangio. Perch bisogna pure che la Porzia ed i nostri figli abbiano da vivere Eccellenza.

LA VOCE Chi questa Porzia?

MARZIO E mia moglie Eccellenza. La Porzia mia moglie.

LA VOCE Continua, in quale altro modo ti arrangi?

MARZIO Vado in giro da questi e da quelli. Ar servizio dei Cenci o dei Colonna, ora a fare da procaccia o da facchino, oppure a mietere o a lavora la vigna.

LA VOCE E quello? (indicando la chitarra)

MARZIO Per lo spirito Eccellenza, la fatica tanta e lui alleggerisce la fatica.

LA VOCE E lo nutre il tuo Spirito?

MARZIO (con entusiasmo) Molto Eccellenza! E so pure canta, danza e inventa storie.

LA VOCE E la pancia?

MARZIO Quando a tordi e quando a grilli.

LA VOCE Ora bada di non raccontarne a me di storie: cosa accadde quella notte?

MARZIO No. Non storia da raccontare quellaha portato me alla rovina.

LA VOCE Sei mai stato alla Rocca dei Cenci?

MARZIO Si Eccellenza bazzicavo la Rocca per tene compagnia alle recluse e pe rimedia quarche baiocco. Olimpio me faceva entra.

LA VOCE Perch le chiami le recluse? Ti risulta che fossero prigioniere?

MARZIO Ce lo sapeva tutto er paese Eccellenza. E poi la Signora Beatrice una vorta me chiese de anda via co lei, disse che mavrebbe fatto ricco e che se nun la portavo via se voleva ammazza. Ma pure che nun ce so nato qua, io qua ce so sempre stato, ndo vado girando? No. Che cho a che fa co questi? E la Porzia poi? Che potevo fa io?

LA VOCE Portare lettere per conto delle due donne per esempio.

MARZIO Quarche volta...Olimpio me lo chiese.

LA VOCE A chi le recapitavi?

MARZIO Al Sor Giacomo, er fratello della giovane signora.

LA VOCE Cosa cera scritto in quelle lettere?

MARZIO Nun lo so, nessuno me lha mai detto e io so ignorante Eccellenza, nun so legge

LA VOCE E come mai un calderaio possiede una veste di velluto?

MARZIO Me lha data la Signora Beatrice.

LA VOCE E perch? Per aver portato qualche lettera? Sei anche ladro Marzio Catalano? Sai cosa capita ai ladri?

MARZIO (chinando il capo) Si che lo so! La corda. Con le braccia legate dietro le spalle te tirano su e contano er tempo recitando salmi. E cos che so morto. Ma vero, lho aiutata col Sor Francesco (con uno scatto, sfilandosi la casacca e gettandola via) per questo mha dato er ferraiolo...ma nun lho ammazzato io.

LA VOCE Io questo non lho dettoil Signor Francesco morto cadendo dal terrazzo.

MARZIO Si sicadendo dal terrazzo. Io manco ce stavo.

LA VOCE Non mentire!!

MARZIO E la verit!

LA VOCE No! Tu eri l con Olimpio Calvetti! Passaste per lortaccio e risaliste alle finestre con una scala!

MARZIO (rassegnato) La prima notte stavo l. La prima nottequando passammo pe lortaccio. Ma se ne semo dovuti and perch er Sor Francesco nun dormiva. Poi allalba Olimpio me chiamo ancora e disse ora. Io ce nun volevo torn e je lo dissi mille volte ma nun ce sta sordo peggiore de quello che nun ce vo sentma io nun volevo!! La voleva fa scappquella ha fatto co lui quello che voleva che facessi io: lha rincojonito de sorisi e se lo venneva pe scudi e pe baiocchi.

LA VOCE Olimpio sapeva ci che stava facendo?

MARZIO Nun lo s, nun lo so ma cambiava idea de continuo: mo se faceva, mo no e mo ancora si. Lei

LA VOCE mo si faceva, mo nodi cosa stai parlando?

MARZIO (timoroso) De fa scapp le donnede altro?

LA VOCE MmmhhLei Beatrice Cenci? (Marzio annuisce) E poi?

MARZIO Io je lo dicevo: lascia perde che ce sbatti er grugno e lui me rispondeva che nun se la sentiva, che nun j annava, che na cosa fallo ar volo senza penzacce s e n' artra cosa era questa. E io ce credevo, ma poi davanti a quella diventava lurtimo dei fregnoni.

LA VOCE Va bene...vai avanti.

MARZIO Semo tornati a la Rocca scavalcando ancora er muro e semo saliti ndove che dormivano. Ce vennero incontro le due donne, la moglie c aveva ripensato ma la figlia no. Olimpio se ne voleva anda, io me ne volevo anda, ma quella sarrabbiava...A un certo punto a lui je venuta pure la tosse e lei ha detto che se l'era fatta veni apposta e che se era cos che nun pensasse d 'avecce ancora a che fa' co lei. Ma era quasi lalba e se ne semo andati n artra vorta.

LA VOCE Perch tu stavi l? Nessuno ti obbligava, perch sei rimasto con loro? Se non volevi aiutare le due donne come mai non ti sei rifiutato e basta. In paese si parla di certi cavalli, che avevi a che fare con Francesco Cenci?

MARZIO Ce lo sanno tutti che er Sor Francesco mha rubato na cavalla. L ho comprata da lui: voleva 12 scudi e ce ne avevo solo 11, per je era andata bene lo stesso. Ma quando ha saputo de quelle lettere se l ripresa e s tenuto i denari.

LA VOCE La vendetta. Ecco perch sei rimasto.

MARZIO (piagnucolando) Ma nun lavrei mai ammazzato. C omo e omo...io nun sarei capace de fallo a caldo figuramose a freddo...per er giorno dopo lui ha menato a la figlia, e quella c andata fori de testa.

Scena 8: Beatrice, poi Lucrezia e dei comprimari

Nel salottino della scena 2, Beatrice intenta al ricamo mentre Lucrezia recita salmi immersa nella Bibbia. La nenia lamentosa recitata da Lucrezia irrita Beatrice.

BEATRICE Piantatela! Non c giorno che non mi risparmiate questa noiosa litania.

LUCREZIA Ma Beatrice

BEATRICE Non sapete dire altro? Non basta stare rinchiusa qua, vi ci mettete pure Voi!

LUCREZIA E il mio unico conforto (raccomandandosi) e dovrebbe essere pure il tuo.

BEATRICE Dio non m di conforto. Dove sta? Sembra che s scordato che esisto!

LUCREZIA Non dire cos, bestemmi.

BEATRICE Ci sta bestemmia pi grande di questa, puta caso?

LUCREZIA ( come udendo dei rumori) Piano per carit.

BEATRICE Parlare piano? Lo strillerei!

LUCREZIA Ti sente! Tuo padre vuole averci qua con lui e noi gli dobbiamo restare accanto.

BEATRICE Come facilmente cambiate idea...

LUCREZIA Io ho pronunciato un voto davanti a Dio

BEATRICE Ma io no! Se almeno mio fratello...

LUCREZIA Dio non cha dimenticate, ma tu sei stata imprudente.

BEATRICE Sono stata imprudente?

LUCREZIA La lettera a Giacomo.

BEATRICE Che dite?

LUCREZIA Che tuo padre non lo sappia...

BEATRICE ...che non lo sappia?

LUCREZIA ...o passerai un guaio.

BEATRICE Non lo sapr se non glie lo direte...ma non capisco che dite...Voi stessa mavete spinta.

LUCREZIA Io? Io no. Che centro io? Era per te. Non per volont mia che s fatto tutto quanto.

BEATRICE Signora! Non s ancora cominciato e gi mabbandonate? E cos che fate?

LUCREZIA Lho fatto solo per te.

BEATRICE Dovevo saperlo...andate fra una goccia e laltra.

Scena 9: Testimonianza di Lucrezia

Luce viola, come le scene precedenti.

LUCREZIA Non cos, io lho assecondata solo per paura.

LA VOCE Paura di cosa?

LUCREZIA Di lei. Se non lavessi fatto se la sarebbe presa pure con me.

LA VOCE Quindi anche Voi siete vittima della Vostra figliastra.

LUCREZIA Si, si! E cos. Era determinata a...togliersi di la, comunque. Parlava di ammazzarsi...o di ammazzare il padre.

LA VOCE Come andarono le cose quella notte?

LUCREZIA Io ero pure riuscita a fermarli. Siccome era la Nativit della Madonna

ho detto: rispettate la Madonna che oggi, oggi la Madonna potrebbe mostrare un gran miracolo. Ma Beatrice non stava pi nei panni suoi. Si sono messi a discutere e a la fine Olimpio e Marzio se ne sono andati ma quando s fatta lalba sono tornati. Ho sentito dei colpi alla porta, ho aperto, mhanno scansata da una parte e sono entrati nella stanza.

LA VOCE Sapevate della tresca con Olimpio?

LUCREZIA Lavevo immaginato, ma lho visto solo quella notte l.

LA VOCE E lasciaste correre? Ma come? La figlia di Francesco Cenci, la Vostra figliastra, con un guardiano e Voi non dite niente?

LUCREZIA E che dovevo dire? Beatrice non sta mai a sentire nessuno, va dritta per la strada sua e se ti metti in mezzo ti travolge.

LA VOCE Cosa hanno fatto una volta entrati nella stanza?

LUCREZIA Hanno menato, menato, menato

si copre il viso con le mani. Breve pausa di silenzio

LA VOCE Insomma sono stati Olimpio, Marzio e Beatrice: voi non centrate per niente.

LUCREZIA No no, io no! Mhanno pure minacciata! Quando il padre ha scoperto le lettere al fratello e lha presa a schiaffi.

LA VOCE Insomma, come dice qualcunoVi spendeva tutti per scudi e per baiocchi.

LUCREZIASa come farsi obbedire. Disse che avrebbe dato a me quello che il padre dava a lei.

LA VOCEE Voi invece non avevate motivi di rancore verso Vostro marito

LUCREZIAE perch Eccellenza?lui era mio marito

LA VOCE Ora mi direte che eravate contenta di stare lontano dalla Vostra casa e di non poter uscire liberamente, mi direte che questa sorta di carcere in cui aveva rinchiuso Voi e la Vostra figliastra vi rendeva felice

LUCREZIA Io ho fatto un voto dinnanzi a Dio, di essergli fedele ed ubbidirgli

LA VOCE Non pronunciate invano il Suo nome!!! E non mentite! Parlatemi invece di Vostro figlio, quello che avete avuto dal vostro primo marito.

LUCREZIA Ma mache centraioche volete sapere...

LA VOCE Delle attenzioni che Francesco Cenci gli riservava quando era alla

Rocca con Voi. E vero o no che lo scopriste a molestarlo? E vero o no che gli faceste lasciare la Rocca di nascosto? Risponde a verit che minacciaste di farlo assassinare? Qualcuno dice anche che eravate in combutta con Giacomo quando lui gli mand i suoi sicari!

LUCREZIA Di quello che ha fatto Giacomo non so niente!!! Non nemmeno figlio mioio non ne so niente!!!

Scena 10: Beatrice, Lucrezia e Francesco, pi i comprimari.

Luce. Irrompe Francesco brandendo una lettera

FRANCESCO Che roba questa?

LUCREZIA Ecco lacqua...

BEATRICE Come lavete avuta?

FRANCESCO (allusivo) Giacomo in fondo uningenuo, praticamente me lha data lui.

BEATRICE E che volete ora?

FRANCESCO Mi devi dire che c scritto.

BEATRICE Non sapete leggere? C scritto quello che avete capito benissimo.

LUCREZIA Beatrice calmati. Abbi riguardo per tuo padre

BEATRICE Tacete Voi. E tornate a recitare salmi.

FRANCESCO. E tu sta bene attenta a quello che fai.

BEATRICE Perch? Che altro mi pu capitare? Di essere rinchiusa in camera mia? Sai che differenza! Mi costringete ad assaggiare i vostri cibi, mi costringete a lavarvi e a grattarvi la rogna, mi costringete a stare qua e vi prendete libert che non vi spettano! Che altro volete? Che vi porti lacqua con le orecchie! I nemici Vostri sono i Vostri nemici, non i miei!

FRANCESCO Tu fai quello che dico io altrimenti...

BEATRICE Che farete de cos tremendo? A me lonore resta...a Voi nemmeno quello!

FRANCESCO Bada Beatrice, ci sto solo per un altro Credo e poi....

BEATRICE (sarcastica) Non sono pi Beatricciola adesso?

FRANCESCO Non te lo permetto.

BEATRICE Non mi potete proibire pi nientee fate la voce grossa solo con me.

Lui le da uno schiaffo e lei cade a terra

FRANCESCO Ti far pentire di quello che stai dicendo!

BEATRICE Ma se lo sanno tutti che avete il sangue delle cimici in corpo.

Ora Francesco la colpisce pi volte mentre lei a terra.

FRANCESCO (schiumante di rabbia) Visto che ci tieni tanto, da adesso in poi te ne starai confinata di qua e uscirai solo per venire a tavola. La Signora Lucrezia avr il piacere della compagnia tua. E bada bene di non farti trovare di fuori quando non devi o assaggi pure il nerbo.

esce

LUCREZIA Che rovina, che rovina.

Beatrice viene soccorsa e fatta rialzare

BEATRICE Tacete una buona volta Signora, che non debba restituire a voi le botte che mi ha dato mio padre (fra s) Vi far pentire io Signor Francesco. Vi garantisco che lultima volta che mi mettete le mani addosso.

Musica altissima.

Sipario.

Fine primo Atto


SECONDO ATTO

Scena 11: dopo il delitto

Interno in penombra, lunica luce proviene dal camino. Dallesterno rumori di pioggia battente e vento. Lucrezia siede raggomitolata davanti al fuoco, Beatrice in un angolo dorme un sonno agitato. Cautamente entra Plautilla e siede accanto a Lucrezia. Latmosfera gelida: siamo a dopo il delitto.

PLAUTILLA (fra se) Ah che io nun sia rovinata!! Diteme Signora, che quello che se dice in giro farzo. Che non ce sia immischiato pure mio marito... (Lucrezia la guarda senza rispondere) Che rovina! Che rovina!

LUCREZIA Non aver paura che Olimpio nun centra. Il signor Francesco morto da solo.

PLAUTILLA Ma se dice che nun cos, che stato ammazzato. Che lavete fatto ammazz. E che stato Olimpio mio.

Lucrezia tace, fuori il vento e la pioggia si fanno sentire. Beatrice accenna a risvegliarsi e Plautilla si rivolge a lei.

PLAUTILLA Padroncina, diteme che Olimpio nun c immischiato nella morte de

vostro padre.

BEATRICE (nel sonno) Mmheeh?

PLAUTILLA Che non ce sia immischiato pure Olimpio...

Beatrice continua a dormire. Plautilla si alza e va a prendere dei piatti con delle pietanze, uno lo lascia da Beatrice, uno a Lucrezia che lo prende, mentre lei resta a mangiare in piedi. Entrambe mangiano lentamente ed in silenzio.

PLAUTILLA Come ha fatto a mori da solo?

LUCREZIA E cascato dal terrazzo, il legno marcio e lui finito gi.
PLAUTILLA Ma er buco che ce sta troppo piccolo, come ce passava? (Lucrezia

sospira)... cos che andata? E la verit? E stato Olimpio?

ora Lucrezia fa cenno di no.

Signora dite la verit, non c avete piet de me?

LUCREZIA Olimpio nun centra, chi ha ammazzato stato Marzio.

PLAUTILLA Allora veronun cascato da solo...come stato? Padrona ve prego, come morto er Sor Francesco?

LUCREZIA Marzio entrato in camera, gli saltato addosso e lha accoppato che dormiva. Non gli ha lasciato il tempo de dire manco una parola.

PLAUTILLA Ma perch? Che centra Marzio cor padrone?

LUCREZIA Per na storia de scudi e de cavalli.

PLAUTILLA E Olimpio?

LUCREZIA Nun ce s trovato in nessuna maniera. Non lho visto.

PLAUTILLA Ma n do stava? (Lucrezia tace) E dove sta adesso?

LUCREZIAa casa sua

PLAUTILLA Non vero, nun cha manco dormito a casa. Dove sta?

LUCREZIA (come in trance)...era qui, se n andato...

PLAUTILLA Ma allora lavete visto...Signora, avete detto che nun cera. Qual la verit?

Entra Olimpio, bagnato

OLIMPIO Sto qua, perch me cerchi?

PLAUTILLA Olimpio! Se sente n gran dire della morte der Padrone.

OLIMPIO E che voi da me?

PLAUTILLA Ce stai in mezzo pure te?

OLIMPIO Io? Er Sor Francesco morto da solo.

PLAUTILLA No, lha ammazzato Marzio. Stava da solo? Per lamor de Dio dimme che stava da solo.

OLIMPIO Ma se ce lo sai perch me lo chiedi? E poi che stai a di? Chi tha detto ste cose?

PLAUTILLA La Padrona.

OLIMPIO E scossa nun lo vedi? E cascato dal terrazzo.

PLAUTILLA (squotendo la testa) No

OLIMPIO Senti, nun lo so' se stava da solo o laccompagnaveno , ma io stavo con te no? E so venuto su solo quando le padrone hanno principiato a strilla. Che nun te lo ricordi?

Plautilla smette di insistere ed indietreggia continuando a fare cenno di "no" con il capo. Ormai ha capito la verit

Scena 12: testimonianza di Plautilla e Calidonia

Luce viola

LA VOCE Ti sta mentendo?

PLAUTILLA (annuendo)Lho sentito usci che nun era ancora lalba. Credeva che dormivo ma io lho sentito.

LA VOCE Le sue colpe ci sono gi chiare.

PLAUTILLA Che rovina. Lha fatto pe Lei vero? Glielo dicevo: lasciali stare Nun m ha dato retta, nun me da mai retta....

LA VOCE Cosa successo dopo?

PLAUTILLA La rovinaio e la figlia semo rimaste da sole, se n andato via con Lei.

LA VOCE Tuo marito ha pagato col suo sangue. E morto lo sai? Lhanno ucciso sulla strada dAnticoli.

PLAUTILLA Lo so...me lhanno riportato senza testa Eccellenza. Ma lui la testa l'aveva gi persa appresso a quella.

LA VOCE Appunto, parlami di Beatrice Cenci.

PLAUTILLA E che c' rimasto da d Eccellenza? Quella ja fatto l'occhioni e lui c ha abboccato. Avrebbe fatto a patti pure cor demonio pe annassene de qua' e nun s' fatta scrupoli de tiraccelo dentro e de usallo pe li commodi suoi. Dentro de la Rocca le padrone stavano combinate male. Er Sor Francesco le mandava vestite come sguattere, figurateve che je faceva consum le pianelle fino all' urtimo ma prima de dajene de nove voleva ved quelle vecchie pe esse sicuro che fossero da butt.

LA VOCE E il mangiare?

PLAUTILLA Per quello niente da di': alle vettovaglie ce pensava Olimpio e a la cucina Calidonia: er Sor Francesco nun ce metteva mano.

LA VOCE Per pretendeva che la figlia assaggiasse le sue pietanze

PLAUTILLA E vero, lho visto io pure.

LA VOCE E allora lei assaggiava o erano bastonate

PLAUTILLA Io questo nun lo so Eccellenza

LA VOCE Ma tu eri l! Com possibile?

PLAUTILLA Non lo so lo giuro!! Pure Calidonia lo diceva ma io nun lo so!

LA VOCE CalidoniaCalidonia Lorenzini?

Appare Calidonia, scompare Plautilla.

CALIDONIA Per servirvi Eccellenza illustrissima.

LA VOCE Quali sono i tuoi compiti?

CALIDONIA Me occupavo delle padrone, cucinavo, rassettavo, lo stesso de Plautilla. Ma io dormivo a la Rocca co loro mentre lei la sera se ne tornava da Olimpio suo.

LA VOCE Come eravate sistemate?

CALIDONIA Er Sor Francesco e le due donne dormivano ne la stanza accanto a la mia.

LA VOCE Dormivanotutti e tre insieme?

CALIDONIA Diciamo di si Eccellenza

LA VOCE Non fare giochini con me, rispondi e basta!

CALIDONIA Sississi Eccellenza, nello stesso letto.

LA VOCE Il padre, la figlia e la moglie nello stesso letto? Nella stessa stanza vorrai dire.

CALIDONIA No nonello stesso letto. Anzi, ho sentito spesso lui co la moglie

LAVOCE In presenza della figlia?

CALIDONIA E certo. Figurateve che la zitella lei me chiese de mette s un par de lenzoli de mezzo.

LA VOCE Cosa!?

CALIDONIA Ve lo giuro Eccellenza! Na vorta poi la Sora Lucrezia venne pure a

dorm' da me perch l'aveva cacciata pe rest da solo co la fijia

LA VOCE Lo sai che hai fama d'essere pettegola e bugiarda? Attenta a quello che dici Calidonia.

CALIDONIA Me possino ammazz se racconto storie Eccellenza. Er Sor Francesco nun se faceva pi scrupolo de niente e faceva robba pure co la Padroncina. E quella subbiva poveraccia.

LA VOCE Era un Galantuomo il tuo padrone.

CALIDONIA 'n infernogiravamo zozze, co le vergogne de forie ar freddo. Er Sor Francesco manco er foco voleva che s 'accennesse: la tirchieria se l' portato via!

LA VOCE Se ci stavi cos male perch ci sei andata e soprattutto ci sei rimasta?

CALIDONIA Mha detto 'n sacco de bugie: ce se stava solo pe poco, c'avrei avuto 'n ber salario e me faceva 'n sacco de regali. Ma manco ce so' arivata che me c 'ha chiusa dentro e bonanotte. E er salario nun lho mai visto.

LA VOCE Potevi andartene per

CALIDONIA E Cho provato ma mica era cos facile: tutt attorno pieno de briganti e lui manco 'n cavallo me voleva da' e quanno finalmente "sembrava" s' messo a strill che partivo da sola e che ero piena de srdiinzomma nun potevo pi part senza rischi che me rapinasseroo peggio.

LA VOCE E Olimpio?

CALIDONIA Faceva allamore co la padroncina no? E quando er padrone morto lei se l' portato a Roma. (allusiva e maligna) E stata na fortuna per loro che quel terrazzo je crollato sotto li piedi

LA VOCE Secondo te, Beatrice Cenci era davvero innamorata di Olimpio?

CALIDONIA Che volete che ve dica Eccellenzaforze na figura paterna, forze tutto 'n trucco pe mette contro lui cor fratello. Come credete che avrebbe reagito er Sor Giacomo se lei se portava l 'amante dentro casa? Come minimo pijava daceto, no? E se se scannavano fra loro lei se liberava pure dellamante e der fratello e i srdi restavano tutti a leiboh

Scena 13: Giacomo, Beatrice ed Olimpio

Luce

GIACOMO Sta storia deve fin!

BEATRICE De che stai parlando?

GIACOMO Del tuo amante

BEATRICE De cosa te preoccupi fratello?

GIACOMO Delle chiacchiere della gente, dellonore tuo e de casa mia.

BEATRICE De casa nostra vorrai dire. E comunque arrivi tardi, (ironica) quello che se poteva salvare lha gi buttato a fiume nostro padre.

GIACOMO e mo ce penzo io: te lo ripeto: sta storia deve finire, de corsa. BEATRICE Olimpio solo affare mio, arrivato ce penzo io.

GIACOMO E entrato a casa mia e magna e beve a uffa. Quanto ce vorr prima che entri pure nel letto tuo? Cha gi na moglie, che credi de poter fare?

BEATRICE Pure na figlia se per questo.

GIACOMO Mejo me sento...

BEATRICE Nun so cose che te riguardano.

GIACOMO E me riguardano si! IO s er fratello maggiore e TE devi fa quello che te dico io.

BEATRICE Non poi ordinare niente a nessuno. Nun c ho intenzione de famme comandare a bacchetta unaltra volta.

GIACOMO Co lui t andata bene perch nun ce stava pi co la testa.

BEATRICE E tu sei pi furbo vero? Tanto furbo che la tua imprudenza stava per

compromettere tutto.

GIACOMO Compromettere che? Che vai chiacchierando?

BEATRICE Mi riferisco alle lettere che ti ho fatto avere dal Catalano fratello caro

GIACOMO Io ce so stato attentissimo.

BEATRICE E manco male! Come le ha lette allora? Chi glie le ha date?

GIACOMO E che ne so? Io le ho fatte vedere solo a

BEATRICE A uno de troppo! Lui s presentato qui fuori della Grazia de Dio e poco manca che mammazza! O era quello che volevi...

GIACOMO Te e il tuo amante siete arrivati prima de lui me pare. Per cui lasciame in pace.

BEATRICE gi, chi me dice che non era proprio quello che volevi; in fondo se lui ammazza me e finisce sul patibolo, tu resti da solo con tutti i quattrini.

GIACOMO Quattrini che comunque me spettano. E a me? Chi me dice che non me vi toglie de mezzo.

BEATRICE Ma che te viene in mente.

GIACOMO E allora Olimpio a che te serve? Nun me d che sei innamorata di lui perch nun ce credo.

BEATRICE Olimpio solo affare mio!

GIACOMO E pure affare mio e se ne deve and!

BEATRICE Scordatelo!

GIACOMO Te farai come dico io altrimenti

la afferra per i capelli e sta per schiaffeggiarla ma lei estrae lo spillone che sostiene i capelli e glie lo punta sul viso

BEATRICE Senn cosa? Che farai? Olimpio solo affare mio tho detto. Le mezze figure come te basto io per toglierle de mezzo. Questa pure casa mia per cui lasciame in pace.

OLIMPIO (alle spalle di Giacomo) Si lascia in pace a leie parla co me!

GIACOMO Chi ? Tohguarda chi c arrivato ammazzasette.

OLIMPIO Parla co mese chai qualche cosa da dimme, dimmela de persona.

GIACOMO Nun mabbasso co quelli come a te.

OLIMPIO E lo dovrai fa inveceperch io sto qua e nun me ne vado (estrae il suo coltello e si para davanti a Giacomo).

Buio a sfumare e luce viola su Giacomo

Scena 14: Testimonianza di Giacomo

GIACOMO Dovevo tollerarlo? Dovevo sopportare desse ospite dentro casa mia...e de famme pure minaccia?

LA VOCE E cosa avete fatto?

GIACOMO Visto che nun voleva ragionare, lho fatto io pure per Lei.

LA VOCE Sarebbe a dire?

GIACOMO Me so disfatto de Olimpio a modo mio: ho chiesto a Colonna de allontanarlo da Roma e Lui lha spedito a Novellara, ospite della Signora Contessa sua amica.

LA VOCE Ma non bastato

GIACOMO Mica tanto. E stato via solo due mesi poi riuscito a torna a Roma.

LA VOCE Lui tornava e Voi dalla galera non potevate pi minacciarlo.

GIACOMO Io nun minacciavo proprio nessuno.

LA VOCE Eppure neavevate ottimi motivi, lo avete detto Voi stesso.

GIACOMO Ma nun so mica un assassino persapevo che Marzio Colonna stava parato e che cinquecento scudi de taglia sarebbero stati pi che sufficienti, quindi nun me so preoccupato pi de tanto.

LA VOCE Sufficienti a fare cosa?

GIACOMO A tojeselo de torno penzo, che ne so? Io stavo in galera.

LA VOCE E allora?

GIACOMO E allora Colonna ja messo na taglia e lha fatto ammazz.

LA VOCE E perch? Per fare un favore a Voi? Olimpio era uno dei suoi pi fedeli, con lui ha combattuto i mori a Lepanto sapete? Cosa glie ne importava delle vostre beghe.

GIACOMO sar stato per vendicare la morte di mio padre, erano amici loro due.

LA VOCE Io dico che perch glie lo avete chiesto Voi.

GIACOMO No no io nun centro, lho gi detto.

LA VOCE Non ne sapete niente?

GIACOMO Colonna ha fatto tutto da solo.

LA VOCE Attento a ci che dite Giacomo Cenci! Gettare fango su una persona cos importante non servir a salvarvi. Che lavete fatto assassinare Voi lo sappiamo gi, ora raccontatemi come avete ammazzato Vostro padre.

GIACOMO Io? Ma se neanche ci stavo.

LA VOCE Ma siete stato complice dei suoi assassini. O volete dire che non ne sapevate niente?

GIACOMO Esatto. Non ne sapevo niente.

LA VOCE E che avreste fatto altrimenti?

GIACOMO Lavrei impedito! Era mio padre, mica uno sconosciuto.

LA VOCE Quindi la responsabilit non Vostra?

IACOMO Esatto! Saranno stati Beatrice, il suo amante e la Signora Lucrezia. Per lei andarsene era diventata un ossessione e non capiva quale era il suo dovere. E invece no! Doveva andare via. Me faceva port lettere su lettere per chiedermi de andarla a prendere.

LA VOCE E non Vi chiese mai di aiutarla nel suo piano omicida?

GIACOMO Quale piano? Beatrice nun mha mai parlato de nessun piano, mai. Lo giuro!

LA VOCE Non stata Vostra lidea delle droghe?

GIACOMO Ma quali droghe? Che idea? Io non ne so niente.

LA VOCE Aspettate a spogliarvi che fa freddo: i beni di Vostro padre sono andati tutti a voi.

GIACOMO E allora? Ho avuto ci che me spettava prima che lui ce rovinasse. Le sue smanie gli hanno procurato solo nemici e quattrini da pagare.

LA VOCE Gi. Troppi quattrini da pagare. Bisognava correre ai ripari e Voi correvate gi da tempo vero o non vero che gi una volta gli mandaste dei sicari?

GIACOMO Chi lo dice un bugiardo.

LA VOCE Chi lo dice non ha pi nessun motivo per mentire! Io dico che Voi odiavate abbastanza Vostro padre da volerlo vedere morto e vi siete messo daccordo con i vostri parenti per sbarazzarvene!

GIACOMO Quando si pu odiare il proprio padre?

LA VOCE Quando violento, dispotico e disperde al vento leredit!

GIACOMO Era mio dovere volergli bene invece!

LA VOCE Allora perch non eravate alla Petrella con Lui?!

GIACOMO E chi badava a casa sua? Lui me laffidava ogni volta che mancava.

LA VOCE Mentite ancora! La affidava a Vostra sorella.

GIACOMO Chiacchiere e pettegolezzi.

LA VOCE Perch non si fidava di Voi?

GIACOMO Andate a chiederlo a lui.

LA VOCE Forse perch cercaste dassassinarlo.

GIACOMO Non vero!

LA VOCE E allora come mai?

GIACOMO Andate a chiederlo a lui!

LA VOCE Basta! Non so, forse, non ricordo. Non sapete dire altro?! Attento! Esistono buoni sistemi per farvi tornare la memoria. Pretendo la verit!

GIACOMO La sto dicendo la verit. Io nun ho fatto niente. E stata lei. S ribellata a nostro padre e lha ammazzato. Lei coll amante suo. Io stavo a Roma, a casa mia...nun centro, nun centro, nun centroooo!!!

Il grido di Giacomo si con fonde con quello di Beatrice che si sveglia di soprassalto. La scena si fa buia ed un solo Luce viola illumina lei, gli altri personaggi si congelano e resteranno fermi e zitti animandosi solo ogni singola volta che parleranno

Scena 15: i fantasmi di Beatrice.

BEATRICE Ahhh!!...smettetela! Andatevene, nun ve voglio pi sentire!! Cho freddo...perch fa cos freddo qua...manco la morte

LA VOCE Questa la morte.

BEATRICE Sono morta?

LA VOCE La morte che avete dato a Vostro padre.

BEATRICE No...E' caduto, lui caduto...

LA VOCE Lo avete ucciso.

BEATRICE Lui caduto!

LA VOCE Lavete fatto uccidere e poi gettato di sotto.

BEATRICE Nonon vero

LA VOCE Si invece. I vostri complici lo dicono (Beatrice sta per controbattere ma lui la previene) Non mentite. Ormai tutto chiaro, tutto stato detto. Eravate ossessionata da Vostro padre e come una mantide

avete spinto Olimpio Calvetti ad ammazzarlo. Ed insieme a lui Vostro fratello e la Vostra matrigna, anche loro vittime della Vostra ossessione. Come vedete tutto ci noto.

BEATRICE Olimpio dice questo?

LA VOCE Lo dice Vostro fratello. E la Signora Lucrezia. E dicono anche che Olimpio il Vostro amante. Siete innamorata di lui?

Beatrice resta in silenzio

E lo siete stata anche del Catalano?

BEATRICE No! Marzio no.

LA VOCE Per gli chiedeste di fuggire con Voi, o lo negate.

BEATRICE Avrei fatto qualunque cosa per andare via.

LA VOCE Anche concedervi a un Calderaio? Vi and male con Marzio e ci riprovaste con Olimpio.

BEATRICE Ero disperataper non andata come dite Voi.

LA VOCE Tutto stato gi detto.

BEATRICE Non tutto. Troppo facile dire cos!

LA VOCE Spiegatemi voi allora cosa successo.

BEATRICE Parlate bene Voi, ma qui ero io che ce stavo. Che ve devo spiegare, non ve lo immaginate come se sta a masticare amaro e inacidisse er fiele ogni giorno che Dio ha mandato in Terra? Siamo arrivati in questo posto dimenticato da Dio solo perch Lui a Roma nun ce poteva pi statroppi guai, troppi fastidi e soprattutto troppi debbiti. Solo Marzio Colonna je rimasto amico e cha fatto venire quama io che ce sto a fare? Io devo stare a casa mia, devo avere un marito o se non quello almeno tornare nel convento dove stavo da bambina insieme a mia sorella, invece eccomiappresso a un padre per cui sono solo merce de scambio e co na matrigna senza spina dorzale.

Appare Lucrezia

LUCREZIA Si figlia...ma io non volevo farlo ammazzare.

BEATRICE Appunto

LUCREZIA Ho provato a fermarti, a fatte cambiare idea, ma eri cos decisa che

mhai fatto paura.

BEATRICE Smettetela. Tutto questo non Ve salver capite? Non ve salver la testa!

LUCREZIA Avevi perso l senno. Te dovevo asseconda! Che ne so che nun te la prendi pure con me. Che potevo fare?

BEATRICE Di sicuro nun ve lasciavo sola come state a fa adesso con mela paura avete sempre paura: per paura de rest da sola avete sposato mio padre, per paura non avete difeso Vostro figlio dalle sue attenzioni e lavete seguito fuori de casa, e per paura adesso ve ne lavate le mani. Siete capace solo a piagne e a tribol.

Lucrezia sparisce e appare Francesco, in penombra ed allinizio Beatrice non lo riconosce

FRANCESCO Perch me odi cos tanto?

BEATRICE Chi che parla?

FRANCESCO Perch mi odi cos tanto?

BEATRICE Fateve avanti che non ve riconosco. Voi!?

FRANCESCO Perch me odi cos tanto Beatricciola?

BEATRICE Lo sapevo, la farina del diavolo va sempre in crusca. Pure da morto me perseguitate.

FRANCESCO Io te perseguito? Ma che stai a d, quando mai?

BEATRICE Siete patetico. Manco adesso ritrovate un po de dignit.

FRANCESCO La dignit? E che sta dignit? Se magna? Se beve? Quelli come

noi la dignit se la portano in saccoccia, appesa alla cintura e la pagano a peso.

BEATRICE Io non sono come Voi.

FRANCESCO Cabbiamo tutti quanti un prezzo. Non te lo ricordi pi? Sei come

me, e come con me la dignit te corre appresso, nun ce poi faniente Beatricciola.

BEATRICE Beatricciolami ci chiamava mia madre Beatricciola me lo ricordo bene. E passato tanto tempoce veniva a trov a Monte Citorio a me e a Antonina. Mia sorella era gi in et da marito e io ero ragazzina

FRANCESCO E quando lei ha sposato siete uscite tutte due.

BEATRICE Era da quel tempo che nessuno me chiamava cos.

FRANCESCO Da quando tua madre morta.

BEATRICE Fate silenzio!! Non parlate de lei! Non ce ne avete pi il diritto. La

dignit dite? Cavete ragione la dignit a Roma se compra, ma se vende pure e Voi lavete data via pe pochi spicci.

FRANCESCO E tu che ne sai? Te ne stavi ar caldo fra le suore, ma che ne sai de comera fuori.

BEATRICE Ma se ce lo sanno pure i sassi che avete fatto un matrimonio de interesse.

FRANCESCO E con questo devo rende conto a te? Se lho fatto perch ce nera bisogno. O pensi che le care sorelle ve ospitassero solo pe bona creanza?

BEATRICE Ma smettetela. I soldi de Lucrezia ve servivano per non finire in galera. I Cenci sono fatti cos: basta avere buoni quattrini per pagare e tutto sappiana. Il guaio che pagando e pagando il patrimonio se assottiglia.

FRANCESCO Ah! Ah! Ah! Meglio de un notaro! Lo vedi che facevo bene a mette tutto in mano tua? E poi dimme che nun te apprezzavo.

BEATRICE Cavete poco da ridere Signor padre, se aveste controllato meglio i Vostri istinti non sareste arrivato a quel punto: due scudi pe fa sta zitto un ragazzino se trovano sempre, ma poi nun ce ne stanno per fare la dote a Vostra figlia e piuttosto che affront sta vergogna scappate via e la nascondete!

FRANCESCO Beatricciola

BEATRICE Nun me chiamate pi cos! Non sono pi la Vostra Beatricciola.

FRANCESCO Lo sei. E lo resterai finch io vivo.

BEATRICE (sarcastica)Allora nun c pi niente che ce lega.

FRANCESCO Nun te illude. Te lho detto,sei pari a me. Ce lavemo ner sangue. Er

destino mio sar pure er tuo.

BEATRICE E qua che ve sbagliate. Il destino mio sar de vive.

FRANCESCO E chi te lo ha detto? Quer frate che hai incontrato a Castello puta caso?

BEATRICE Quel frate un uomo Santo. Quello sta l perch cha avuto il coraggio de alz la voce contro lingiustizia e la sopraffazione. Lo chiamano eretico ma un Santo.

FRANCESCO Quer Santo finisce bruciato in mezzo a Campo De Fiori e er de

destino tuo sur patibolo ar Ponte. Me dispiace, ma cos.

BEATRICE No. Io cavr un marito e far dei figli.

FRANCESCO E chi te sposer, il frate o Olimpio?

BEATRICE Pu essere.

FRANCESCO Te lha detto lui? Credi ancora alle favole?

BEATRICE Chiunque me tratterebbe meglio de come avete fatto Voi. FRANCESCO Ma perch? Che tho fatto de cos tremendo? Tho portata alla

Petrella emb? Niente de pi der dovere tuo de restamme accanto e occupatte de me.

BEATRICE Me pare che foste Voi invece ad occuparvi di me. Soprattutto de notte.

FRANCESCO Questa na calunnia, io nun tho mai sfiorata.

BEATRICE Cavete un vuoto de memoria puta caso? Quante volte siete venuto a cercarmi mentre la matrigna dormiva. Quante volte lavete pure mandata via? Vi ho dovuto vedere la dove arrivano solo una moglie o una puttana.

FRANCESCO Piantala!

BEATRICE Che c, vi ho messo in imbarazzo?

FRANCESCO E cos che me ripaghi?

BEATRICE Ve ripago la vergogna de avecce inzozzati a tutti.

FRANCESCO Te nun sei migliore de me.

BEATRICE E non voglio esserlo. E comunque io so perfettamente chi sono. FRANCESCO Nun me pare, visto che te intrattieni co quel guardiano.

BEATRICE Ma nun lo capite che siete stato proprio Voi a spingermi fra le braccia sue. Da lui cercavo quello che Voi me negavatelaffetto de un padree intorno chi altro cera? (emozionata) Se solo Voinon me potevate fa la dote? Vabb, ma io potevo pure tornarmene co le Sorelle, che bisogno ce stava de rinchiudermi quass?

FRANCESCO Non colpa mia se te sei concessa a quello.

BEATRICE Avrei preso il Velo...perch fare scontare a me la vergogna Vostra? FRANCESCO Smettila.

BEATRICE Dai e dai la campana suona eh?

FRANCESCO E per questo che mhai ammazzato? Perch te sentivi sola? Ipocrita, chai guadagnato parecchio con la morte mia. Mo te credi che sei libera, ma in realt te sei legata la corda ar collo da sola. Te preme n cappio de la libbert, erano i quattrini che volevi. E mo ce lhai, ma stai bene attenta de chi scegli de fidatte perch i parenti so serpenti. Cos come thanno presa te lasciano e loro te stanno a lasci da sola.

BEATRICE Ce sta Olimpio con me...

FRANCESCO Olimpio non pi un problema.

BEATRICE Olimpio non pi un problema?

FRANCESCO Cha pensato tuo fratello. Te lho detto, sei sola.

BEATRICE Non lo avr? Maledetto!! Che sia maledetto mille volte! Non c

giustizia a questo mondo?

FRANCESCO Che Colonna je fece accompagnare un tale a Novellara te lo ricordi no? Ma na volta l lhanno drogato e buttato in un fondo de torre. Due mesi c rimasto prima de riusc a scappa e solo perch Marzio Colonna nun aveva pi dato notizie. Cos tornato a Roma ma te stavi gi a Castello. Pe tu fratello la pelle sua valeva 500 scudi e lui dovuto scapp n artra vorta

Appare Olimpio e prosegue il racconto, Francesco resta congelato ma non scompare

OLIMPIO a Anticoli c ho certi amici...sarei tornato nel Regno de Napoli e me sarei pure vendicato...je volevo brucia tutti i granai a quello! Je so stato sempre fedele e cos mha ricambiato! Ma nun ho fatto a tempo, i sicari suoi mhanno capato prima. Semo passati er confine che sera appena fatto scuro, eravamo stanchi ma me sentivo al sicuro, me fidavo dei compagni e quelli n hanno approfittato. Giacomo Cenci voleva la testa mia? Glie lhanno portata. Letteralmente. E il resto rimasto l, sul ciglio della strada.

Olimpio scompare

FRANCESCO Te lho detto: i parenti so serpenti e io ce lo so bene. Mo cercher

de tojese de torno pure a te.

BEATRICE Voi ve lo siete cercato; lasciateme sola io nun ce la faccio pi. FRANCESCO Arrivederci Beatrice

Scena 16 : testimonianza di Beatrice

Francesco scompare, Beatrice resta da sola. Una Luce viola la illumina, il resto della scena completamente buio. In corsivo neretto la voce fuori campo di Beatrice stessa.

BEATRICE (sottotono) E adesso? Che maspetta adesso? Cambia il maestro ma la musica resta quella: nessuno c ha un po de piet per me? Io finisco qua, ma chi mi sacrifica non avr niente de meno. Siete mai stato alla Rocca della Petrella Eccellenza? Sapeste che gioja. Siamo nel Regno de Napoli sapete? Se passa il confine a Anticoli e se entra nelle terre dei Colonna: da Roma sono tre giorni a dorso de cavallo pe arriv in un posto dove il cielo sempre grigio e umido, dove se battono i denti dinverno e se more de pizzichi destate e tuttattorno pieno de briganti. Che fai? ndo vai? Come ce ritorni a casa tua? Che ne sapete Voi dellangoscia e der buio in quella stanzetta co le finestre muratesi murate! Che ve credete che me lasciasse guard il sole? Penzate che me fosse permesso respirare libberamente allaria del mattino? Nossignore! Io dovevo rest tranquilla dentro na cella insieme alla matrigna, che stava tutto il giorno a biascic e a trem pe ogni respiro fuori posto. Che ne sapete Voi de un padre che te viene a trov de notte, pure se dormi nella stessa stanza, e non capisci perch sta l, perch co le mani te fruga dappertutto, che vuole, che cerca da te e perch lo cerca da te che sei la figlia!!! E te devi sta zitta, perch nun poi parl: sei una Cenci, chai er nome, chai lonore, devi penz allonore della famiglia e non ar tuoe che armi cha na donna pe compete? Che armi cha?! Cha solo lamore o come accidenti lo chiamate voialtri... e quello nun te lo pu rubare neanche tuo padre e io cho provato con lamore! Prima con Marzio e m andata male, e poi con Olimpio. Ma io a Olimpio gli ho voluto bene davvero. Sar stata la solitudine o la disperazione che ne so, ma gli ho voluto bene e nun me ne pento. Quanto a mio fratello, lui solo un coniglio e la mia matrignapensate un po: praticamente lidea stata sua. E ora? Ora resto sola, pago io per tutti? Nosapete qual la vera colpa dei Cenci? Quella davecce troppi quattrini, ve pare a Voi che se lasceranno scapp stoccasione? Ce porteranno via tutto, nemmeno in testamento ce lasceranno niente

LAVOCE(fuori campo)Giacomo Cenci sia menato sopra un carro, per Roma, sino al luogo del supplizio e tanagliato con ferri infuocati. Giunto sul palco il giustiziere lo percuota in testa con un maglio si che egli muoia e la sua anima a corpore separatur, poi lo tagli a pezzi e questi appenda agli uncini. A Beatrice e Lucrezia, siano staccate le teste dalle spalle e appese anchesse.

BEATRICE (gridando) I fratelli e la matrigna hanno scannato il loro padre! Siano condannati a morte e i loro beni confiscati! E che tutte le propriet dei Cenci passino al Santo Padre che le distribuir secondo giustiziasi, le distribuir secondo giustizia al nipote e ai parenti suoiIo o me ammazzavo o me ne andavo, non ho fatto nessuna delle due ma oggi muoio

nel dire le battute che seguono si strapper via il colletto del vestito come si fa coi condannati alla ghigliottina per liberare il collo e favorire il taglio

e a nessuno importa de sapere perch, a nessuno importa de sapere se giusto. Oggi muoio, vittima de una giustizia ingiusta.

si accascia e nasconde il volto. Ora ha i capelli sciolti sulle spalle.

BEATRICE (obbligatoriamente come voce fuori campo)Mio Ottimo Padre e Guardiano dellAnima mia, secondo le previsioni, fin dal tempo che dimoravo nel Vostro palazzo vedo ogni ora avvicinarsi la mia fine senza poter recitare un Ave nella casa ove ricevetti, per Vostre mani, la Prima Comunione. Tutti quelli che mi promisero assistenza e fatto il presagio del futuro m hanno abbandonata ed io mi sono gi rassegnata a tutto quello che Dio vorrma sento dentro di me il bisogno di cibarmi del Santo Pane Eucaristicochiss che quello non possa liberarmi dalla morte o da quelle visioni e fantasie che mi spaventano come nella prima etlunica in cui fui felice

la si sente canticchiare una filastrocca mentre la musica sale altissima e cala il sipario

Fine

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