BENVENUTO GESU
Spettacolo di Francesco Rinaldi
Personaggi: Giuseppe; Maria; Angelo Narratore; Angelo dell'Annunciazione; Contadino; Galletto, quattro Galline; Pulcino; Somarello; Bue; una lavandaia con bambino; due sposi; un falegname; bambino con un adulto; i tre Magi: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre; Pastorello; Uccellino; Cane, Gatto; sei Pecorelle; tre Cammelli; il coro di Angeli Narratori.
Scene, costumi, caratterizzazioni: Per la scenografia sufficiente un fondale con immagine fissa (paesaggio orientale, con qualche maceria e qualche palma). Una casetta tridimensionale, collocata sulla destra della scena, tra il fondale e il proscenio, rappresenta la casa di Maria, e la stalla di Betlemme poi.
Per caratterizzare i pennuti sufficiente una calzamaglia di qualsiasi colore con elementi caratterizzanti come becco, penne, cresta, coda. Per la deambulazione invece sufficiente muoversi chinati di 45 gradi con le braccia allungate dietro la schiena e le mani aperte a forma di piumaggio. Per il somarello meglio utilizzare due bambini: il primo, in piedi, munito di grandi orecchie fissate ad un cerchietto fermacapelli e un secondo, piegato ad angolo retto, aggrappato con le braccia alla vita del primo. Un telo grigio munito di grossa coda, ammanta completamente il secondo bambino, lasciando scoperto il viso del primo. Si hanno cos quattro zampe, una testa e un groppone. Per il cammello vale la stessa tecnica, sufficiente aggiungere una sporgenza sulla schiena piegata del secondo bambino in modo da creare una gobba. Il bue sempre gi, per cui sufficiciente applicare orecchie e corna sulla testa con la tecnica del cerchietto.
Canzoni e coreografie: La parte cantata, supportata dalle basi musicali, affidata all'interpretazione di un piccolo coro, anche di quattro-cinque elementi, che entra per l'occasione e poi va. In mancanza del coro possibile proporre i brani in playback utilizzando la musicassetta.
Oggetti di scena: Un bastone e un sacco per Giuseppe; un tavolo, tre sgabelli e la paglia per casa prima e stalla poi; gomitolo di lana per Maria; formaggio del Contadino; cofanetti di oro, incenso e mirra.
(Arriva l'Angelo Narratore sul proscenio, a sipario ancora chiuso).
Angelo Narr.: C'era una casetta di pietra e fango, c'era una fanciulla di nome Maria e c'erano gli animali nel cortile. Quel giorno d 2000 anni fa, a Nazaret della Galilea, accadde qualcosa di molto importante (si allontana mentre si apre il sipario).
(La scena si apre sul cortile di un antico paesaggio orientale: una palma e una maceria sul fondo e qualche ciotola sparsa qua e l. Sulla destra si nota una piccola casa di pietra e fango. L'assenza della quarta parete offre allo sguardo dello spettatore un interno spoglio ed essenziale: un tavolo alcuni sgabelli e a lato, sul pavimento di terra, un piccolo giaciglio su cui sta riposando una bellissima fanciulla, Maria. Sul fondo, oltre la casa, si erge un coro di Angeli Narratori. Improvvisamente, un galletto vispo e impettito irrompe sulla scena e si impenna in un canto vigoroso).
Galletto: - Chicchirich! Chicchirich! Chicchirich!
Galline: - (Una dopo l'altra, razzolando, con il Pulcino al seguito) Coccod cocce Coccod coccod!
(Maria gi in piedi).
Galletto: - (Ancora pi impettito tra le gallinelle) Chicchirich! Chicchirich! Chicchirich!
Maria: - (Esce. Reca con s un recipiente di terracotta) Grazie galletto, se non fosse per te dormirei fino a tardi.
Galletto: - (Contento) Chicchirich!
Maria: - (Gettando a terra qualcosa con un gesto ampio e leggero) Grazie anche a voi mie gallinelle per le uova che mi date ogni giorno.
Galline: - (Razzolando contente attorno a Maria come in un girotondo) Coccod coccod! Coccod coccod!
Maria: - (Allontanandosi in un dolce sorriso) Adesso vi lascio ma torner pi tardi (entra in casa e si mette a filare la lana). (Intanto le galline..),
1 Gallina: - Coccod, coccod, brava come me.
2 Gallina: - Come me, coccod.
3 Gallina: - Come me, coccod.
4 Gallina: - Come me.
1 Gallina: - Coccod, coccod, bella come me.
2 Gallina: - Come me, coccod.
3 Gallina: - Come me, coccod.
4 Gallina: - Come me.
Galletto: - Silenzio, adesso parlo io.
Pulcino: - Pure io pio pio, pure io pio pio.
Galletto: - Zitto tu, mi sembrato d vedere un grande colombo.
1 Gallina: - volato nella casa di Maria.
2 Gallina: - vero coccod, vero coccod.
3 Gallina: - Non vero coccod, non vero coccod.
Galletto: - Perch?
3 Gallina: - Non era un colombo coccod.
4 Gallina: - Era grande coccod.
Galletto: - Quanto grande?
Pulcino: - Lo so io pio pio, lo so io pio pio.
Galletto: - (Interrompendolo) Cosa sai?
Pulcino: - Lo sapevo ma ora non lo so.
Galletto: - Restate qui, vado a vedere. (Si avvicina alla finestra) Venite, venite, Maria sta parlando con qualcuno che non c'.
(Tutti si avvicinano alla finestra e si affacciano all'interno. Maria con un gomitolo in mano fissa qualcosa nel vuoto).
1Gallina: - Parla da sola?!
Galletto: - Qualcuno c', ma non si vede e non si sente.
2 Gallina: - Ma allora chi ?
Galletto: - Non lo so, ci conviene ascoltare.
Pulcino: - Pure io pio pio, pure io pio pio.
Galletto: - (Interrompendo) Pure tu, ma adesso taci.
(Il coro degli Angeli Narratori inizia a cantare. In casa di Maria si svolge una pantomima dell'annunciazione).
CANZONE: NASCER IL RE DEI RE
Coro: - C'era una volta, c'era Maria
tanto tempo fa, molto pi bella
di mamma mia, tanto tempo fa.
Nella sua casa, stava l quando l'angelo appar...
Angelo: - Sarai una mamma, sarai la mamma,
la mamma di Ges, tra tante donne, tra tutte quante
sei stata scelta tu, ma casta e pura rimarrai,
una fanciulla resterai.
Nascer il Re dei re, Figlio del Signore,
nascer il Re dei re e porter l'amore,
e luce porter e poi ci salver.
Maria: - Ma come faccio a fare un figlio,
io sono signorina, col mio Giuseppe son fidanzata,
ma sono signorina.
Come faccio non lo so, io non so come far.
Angelo: L'ha detto lui, lo dice lui
e se accetterai
la benedetta fra tutte quante
ancella sua sarai. Maria:
Il Signore ascolter
e il volere suo far.
Coro: Nascer il Re dei re, Figlio del Signore...
C'era una volta, c'era Maria la mamma di Ges.
Part fanciulla per la Giudea la mamma di Ges,
e cos si fece donna e divenne la Madonna.
Nascer il Re dei re, Figlio del Signore...
Galletto - (Tornando al suo cortile) Ho visto tutto.
Pulcino - Pure io pio pio, pure io pio pio,
Galletto - (Interrompendo) Cosa hai visto?
Pulcino - - Non lo so.
1gallina - Perch non c'era niente, coccod.
2gallina - vero coccod, e vero coccod.
3gallina - Per c'era qualcosa.
4gallina - vero coccod, non vero coccod.
Somarello - (un somaro interrompe la discussione: Hi-Ha Hi-Ha Hi-Ha).
Galletto - Chi ?
Somarello - (Avvicinandosi) Sono io, il somaro di Giuseppe.
Galletto - Cosa fai nel mio pollaio?
Somarello - Sono venuto a salutarvi.
Galletto - Perch?
Somarello - Devo partire per andare molto lontano.
Pulcino - Vengo anch'io pio pio, vengo anch'io pio pio.
Somarello - (Interrompendo) Tu non puoi venire e nemmeno voi.
Galline - - E perch coccod, e perch coccod?
Somarello - Perch soltanto io, Giuseppe e Maria.
Galletto - Chi l'ha detto?
Somarello - un ordine dell'imperatore.
Galletto - Cosa vuole quello l?
Somarello - Vuole contare tutte le genti del mondo.
Galletto - E noi?
Somarello - Noi non siamo persone.
Galletto - Nemmeno tu.
Somarello - Io no, ma Giuseppe per farsi contare deve tornare al suo paese, per questo ha bisogno di me.
Galletto - Cosa c'entra Maria allora?
Somarello: - Maria la sua sposa e deve andare con lui.
Galletto: - Tutti e due sul tuo groppone?
Somarello: - No, per fortuna no, Giuseppe va a piedi, per Maria aspetta un bambino.
2 Gallina: - Davvero coccod?
3' Gallina: - Quando nasce coccod?
4 Gallina: - Quando coccod?
Pulcino: - Lo so io pio pio, lo so io pio pio.
Galletto: - (Interrompendo) Che ne sai tu?
Pulcino: - Lo sapevo ma ora non lo so.
Galletto: - Allora taci e fai parlare il somarello.
Somarello: - Spero che non nasca in viaggio.
Galletto: - Zitti tutti, sta arrivando Giuseppe.
Giuseppe: - (Con la mano destra trattiene un sacco sulle spalle e con l'altra afferra il lun bastone. Si avvicina al somarello, lega il sacco sul groppone dell'animale men chiama Maria) Presto, Maria, tempo di partire.
Maria: - (Esce dalla casa. A piccoli passi per via del pancione si avvicina all'asinelio me tre risponde a Giuseppe) Eccomi, Giuseppe, ora possiamo andare.
(Sulle prime note della canzone cantata dal coro degli Angeli Narratori, Giuseppe, Maria e Somarello si incamminano scendendo tra il pubblico. Nel frattempo, due macchinisti vestiti angeli trasformano la casa di Maria in una stalla. Il tavolo diventa una mangiatoia su cui vie depositato il giaciglio, con gli sgabelli spostati sui due lati. Il Bue ha gi raggiunto il suo p: quando, a met canzone, Giuseppe, Maria e il Somarello fanno il loro ingresso nella stalla).
CANZONE: CORRI CORRI SOMARELLO
Coro: - Corri corri somarello, corri corri e va'
che Maria ha molta fretta, tanta fretta ha
e pu nascere il bambino prima di arrivare,
corri corri somarello e non ti fermare.
Corri di qua, Hi-Ha, corri di l Hi-Ha,
una casa, una locanda ci sar.
La strada molto lunga e non si arriva mai
e con la pancia grossa sono grossi guai.
Giuseppe: Fermiamoci Maria che non ti puoi sforzare, fermiamoci Maria, ti devi riposare.
Ma il Figlio del Signore non pu nascere cos,
ci vorrebbe un tetto adesso qui, ci vorrebbe un tetto qui.
Corri corri somarello, corri corri e va' che Maria
ha molta fretta, tanta fretta ha e pu
nascere il bambino prima di arrivare,
corri corri somarelloe non ti fermare.
Corri di qua, Hi-Ha, corri di lHi-Ha,
una casa, una locanda ci sar.
E su per la collina corri corri e va'
perch Betlemme stava, stava proprio l.
Ogni albergo pieno ma qui c' questa stalla,
fermiamoci Maria: ci aiuter una stella.
Ma il Figlio del Signore non pu nascere cos,
ci vorrebbe un tetto adesso qui, ci vorrebbe un tetto qui.
Col bue e l'asinello l in quella capanna
Maria gi cantava la sua ninna nanna.
Dormi pargoletto come un angioletto,
dentro questo letto povero per te.
Dormi bimbo bello tra il bue e l'asinello,
con un canto bello nell'aria per te.
Ma tutto il mondo sa, e ognuno lo sapr:
oggi nato chi ci salver e tutti, tutti quanti salver.
(Finita la canzone, segue un dialogo tra il Bue e l'Asino).
Bue: - Somaro, amico mio, chi sono costoro giunti alla mia stalla?
Somarello: - Lui Giuseppe, lei Maria, veniamo da molto lontano.
Bue: - Dove siete diretti?
Somarello: - A Betlemme.
Bue: - Perch mai allora vi siete fermati qui?
Somarello: - Perch in paese tutte le locande sono piene.
Bue: - Non saggio andar per strada nel pieno della notte.
Somarello: - Siamo stati costretti.
Bue: - Ora questo bimbo morir di freddo.
Somarello: - Questo bimbo il Figlio di Dio.
Bue: - (Incredulo) Chi?
Somarello: - Ges, il Figlio del Padre eterno.
Bue: - Perch mentire, amico mio, ormai vi ho accolto.
Somarello: - Non una menzogna, la verit. Te ne accorgerai appena si sapr in giro.
Bue: - Il Figlio di Dio non nasce in una stalla. Non ci creder nessuno.
Somarello: - E invece proprio cos.
Bue: - La verit, amico mio, che questo bambino morir di freddo. Proviamo a scaldarlo con il fiato.
Somarello: - Proviamo.
(I due prendono ad alitare sul corpo del Bambino mentre Giuseppe e Maria rimangono in adorazione).
Somarello - (alzando la testa) Ascolta..
Bue - cosa dovrei ascoltare, amico mio?
Somarello - C un canto lontano.
Bue - Hai proprio ragione, sono note di un canto sempre pi forte.
Somarello - Sono le genti che hanno saputo gi.
Bue - Saputo da chi, e in che modo?
Somarello - Sar stato un angelo che li ha avvertiti.
Bue - Gli angeli non parlano, amico mio.
Somarello - E invece a Maria parl.
(Inizia la musica ed entra il coro degli Angeli. Da diverse direzioni genti e animali arrivano a Ges. Ognuno si inchina, lascia il proprio dono e se ne torna da dove venuto, secondo i tempi della canzone).
CANZONE: BENVENUTO GES
Coro: - Benvenuto Ges, benvenuto Ges, -
benvenuto tra noi. -
Sei venuto quaggi, sei venuto Ges, -
sei venuto per noi. -
Ti aspettavamo sai da troppo tempo ormai
e siamo accorsi qua per la felicit.
Sono un uccellino e vengo da lontano:
ho seguito l'angelo fin qui.
Porto un fischiettio piccolo e leggero
nel tuo cuoricino arriver.
Son venuto anch'io ed ho portato un canto
perch sono contento anch'io:
evviva Ges, evviva Ges, nato Ges.
Benvenuto Ges, benvenuto Ges, benvenuto tra noi.
Sei venuto quaggi, sei venuto Ges, sei venuto per noi.
Coccoccoccod, son venuta a te,
ora faccio l'uovo e te lo do. Coccoccoccod,
coccoccoccod, ecco l'uovo: l'ho fatto per te.
lo invece canto appresso all'angioletto e sveglio
nel suo letto il dormiglione:
Chicchirich venite qui, chicchirich!
Son venuto anch'io e voglio dirti: Bau!
Ci son pure io e ti dico: Miao!
Siamo tutti quanti genti ed animali,
siamo tutti qui innanzi a te.
Evviva Ges, evviva Ges, nato
Ges per noi. Evviva Ges,
evviva Ges, nato Ges per noi.
(Continua il dialogo tra il Bue e il Somarello, mentre Giuseppe e Maria rimangono in adorazione).
Somarello: - Visto, ci credi adesso?
Bue: - Dopo quello che accaduto devo crederci per forza.
(Sopraggiunge un uomo e si inginocchia offrendo il profilo alla platea, come tutti gli altri personaggi che appaiono sulla scena che segue).
Contadino: - L'Angelo del cielo mi ha informato ed io, con il mio dono, sono venuto a te. (Consegna il dono nelle mani di Giuseppe ed esce).
Giuseppe: - Grazie brav'uomo, il Signore te ne render merito.
Lavandaia: - (Con un bambino per mano) Sono lavandaia, lavo molti panni, accetta questo drappo che adesso serve a te (lo consegna nella mani di Maria ed escono)
Maria: - Grazie, donna pia, pregher per te e per la tua famiglia.
Sposi: - Siamo sposi novelli, ma questo nostro mantello il regalo per voi (se lo tolgono di dosso, lo depositano sulla mangiatoia ed escono).
Giuseppe: - Grazie a voi, che il Signore vi mandi tanti figli.
Falegname: - Sono falegname anch'io, Giuseppe, alla bottega mia c' posto anche per te si inchina ed esce).
Giuseppe: - Sento che questo invito un dono che parte dal cuore e mi fa felice. Grazie anche da parte di Ges.
Bambino: - (Accompagnato da un adulto) lo sono Piccolino, mi sono svegliato nella notte e ho capito che era nato Ges. Ciao (i due fanno per uscire).
Maria: - Vieni bambino, porta questa carezza con te.
(Il bimbo accoglie la carezza ed esce, con il suo accompagnatore. Si ode un belare di pecorelle si alza nell'aria una musica lieve).
CANZONE: - SONO UNA PECORELLA
Sono una pecorella, siamo le pecorelle,
portiamo un regalino e col cuore te lo diamo
perch perch, bee bee, perch perch, bee bee:
tu sei il pastore, ecco perch. Perch perch, bee bee,
perch perch, bee bee: del mondo intero, ecco perch.
Ero nell'ovile con le mie sorelle sotto un cielo nero
dipinto di stelle: una stretta all'altra, tutte quante
l che era molto freddo com' freddo qui.
Dormivamo tutte, dormivamo bene nel calduccio
bello di chi si vuole bene quando all'improvviso
un angelo lass ha detto in un annuncio che eri nato tu.
Sono una pecorella, siamo le pecorelle...
Cos siamo partite e adesso siamo qua, con un regalino
che ti vogliamo dar: con la nostra lana ti potrai scaldare,
con la nostra gioia e tutto il nostro amore.
Pecorelle: E dopo porteremo tutto il nostro latte -
insieme alla ricotta, pure le caciotte, cos tu crescerai
e grande diverrai e poi da ogni male ci difenderai.
Pecorella: Sono una pecorella,
Pecorelle: siamo le pecorelle...
Pecorella: E adesso ce ne andiamo
con un ricordo bello
di chi ti ha riscaldato: il bue e l'asinello,
Pecorelle: e lo diremo a tutti, a tutti in ogni dove:
nato in una stalla il Figlio del Signore.
(Riprende il dialogo tra Giuseppe e Maria prima, tra il Bue e il Somarello dopo).
Maria: - Giuseppe, mio adorato sposo, sono molto stanca, vorrei riposare per un po'.
Giuseppe: - Riposa Maria, io veglier in preghiera. (Maria poggia il capo sulla mangiatoia accanto a Ges. Giuseppe si raccoglie in preghiera con lo sguardo rivolto in su).
Bue: - Somaro, amico mio, devi ascoltarmi.
Somarello: - Cosa vuoi?
Bue: - I tuoi padroni sono molto stanchi, dovreste recarvi in paese per trovare un alloggio.
Somarello: - Dobbiamo stare ancora qui.
Bue: - Potete andare, ormai non viene pi nessuno.
Somarello: - Se stiamo ancora qui, vuol dire che dobbiamo stare ancora qui.
Bue: - Chi altri dovr arrivare?
Somarello: - Questo non lo so, ma di certo arriver.
Bue: - Non abbiamo pi fiato per scaldare Ges, ci vorrebbe del fuoco,
Somarello: - (Guarda fuori) Quella stella ci scalder.
Bue: - Le stelle stanno in cielo ed il sole ora non c'.
Somarello: - Guarda! (Indica la luce).
(Improvvisamente la notte si rischiara).
Bue: - Non possibile, la luce del sole nel pieno della notte.
Somarello: - A me sembra una stella con la coda.
Bue: - Questa notte proprio una notte speciale, amico mio.
Somarello: - Senti qualcosa?
Bue: - Sono troppo frastornato per sentire.
Somarello: - Sta arrivando qualcuno.
Bue: - Chi mai sar, amico mio?
Somarello: - Non lo so, ma sento che sono persone speciali.
(Inizia la musica. Entrano in scena i tre Magi con i loro cammelli e, a parte, il coro degli Angeli)
CANZONE: - UNO DUE TRE CAMMELLI
Cammelli: Ungabadlbadaba-u.
Ungabadibadaba-u.
Coro: - Uno, due, tre cammelli,
passo dopo passo tre cammelli tutti dall'Oriente,
da cos lontano piano piano piano fino la.
Sopra le dune del deserto, sotto le stelle a cielo aperto,
verso quella meta, dietro la cometa,
giunsero in ritardo fino l.
Baldassarre: Oro, incenso e mirra
portiamo in dono per te,
per te che sei il Re della terra,
per te che sei il Re dei re.
Magi: - Oro, incenso e mirra
portiamo in dono per te, per te
che sei il Re della terra,
per te che sei il Re dei re.
Coro: - Uno, due, tre Re Magi,
passo dopo passo mogi mogi con loro doni tre Re Magi
buoni piano piano piano fino l. Uno e due, tre regali,
negli scrigni belli molto rari, tutti e tre lass,
tutti per Ges, che il Messia non ritorna pi.
Gaspare: Oro, incenso e mirra, ecco i doni per te;
per te che sei il Re della terra,
per te che sei il Re dei re.
Oro, incenso e mirra ecco i doni per te, per te
che sei il Re della terra, per te che sei il Re dei re.
Uno, due, tre Re Magi, dopo un brutto
sogno mogi mogi tornano in Oriente dalla loro gente
e da Erode non ci vanno pi. Uno e due,
tre cammelli, passo dopo passo tre cammelli,
sulla nuova via ripartono di l,
cos Erode non li incontrer.
Oro, incenso e mirra, abbiamo lasciato per te,
per te che sei il Re della terra,
per te che sei il Re dei re.
Oro, incenso e mirra...
Ungabadibadaba-u.
Ungabadibadaba-u. Ungabadibadaba-u...
(Finita la canzone, si chiude il sipario e torna l'Angelo Narratore in proscenio).
Angelo Narr.: Sono trascorsi 2000 anni da quella meravigliosa notte santa; oggi come allora, il miracolo si ripete nel cuore di tutte le persone buone. Quelle persone che vogliono ancora accogliere Ges Bambino nella gioia, nell'amore e nella felicit. Cos come allora, cantano gli angeli del cielo insieme a tutte le persone della terra che amano la pace. Oggi come allora, cantiamo ancora cos...
(Si apre il sipario. Durante la canzone che segue, eseguita dal coro degli Angeli che in scena, l'Angelo Narratore invita le genti a rendere omaggio al Bambino Ges. Tutti i personaggi che hanno preso parte alla rappresentazione teatrale, uno alla volta, tornano per inchinarsi e per aggregarsi al coro).
CANZONE: NATALE L'AMORE
Angelo: - Gente del monte, gente del mare,
gente delle citt.
Popoli in guerra, popoli in pace
presto venite qua.
Natale, Natale, l'amore, la felicit.
Coro: - Natale, Natale, l'amore.
Angelo: - Prendete la gioia, prendete il dolore,
prendete quello che c', prendete una lacrima,
prendete il sorriso ma presto accorrete perch Natale,
Natale, l'amore, la felicit.
Coro: - Natale, Natale, l'amore.
Ang.+Coro: Gloria nell'alto dei cieli, e gioia che nato Ges.
Gloria nell'alto dei cieli, e pace e amore quaggi.
Gloria nell'alto dei cieli, e gioia che nato Ges.
Gloria nell'alto dei cieli, e pace e amore quaggi.
Angelo: - Gloria nei cieli e pace tra voi, tra voi
che vivete qua. Andate da lui, che nato per voi,
per voi un giorno morir.
Coro: - Natale, Natale, l'amore, la felicit.
Natale, Natale, l'amore. Andiamo per mano,
seguiamo la luce, andiamo che nato Ges.
Andiamo coi doni, andiamo col cuore, andiamo che nato Ges.
Natale, Natale, l'amore, la felicit.
Natale, Natale, l'amore.
Ang.+Coro: Gloria nell'alto dei cieli, e gioia che nato Ges.
Gloria nell'alto dei cieli, e pace e amore quaggi.
Coro: - Natale, Natale, l'amore, la felicit.
Natale, Natale, l'amore e la felicit.
Sull'immagine finale del canto corale tra cielo e terra di angeli e comuni mortali, scende di nuovo il sipario).
FINE
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