Bettino e Oriana

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                                                   BETTINO  E  ORIANA

                                                            

                                                          ( La catarsi )  

                                                     Dramma in un atto

                                                                   di

                                                      Antonio   Sapienza

Turi Lifo, dicembre 2017

Personaggi:

Bettino ………………………………………………………………anziano uomo politico;

Oriana…………………………………………………………………anziana giornalista

A scelta della regia i due personaggi possono essere anche quarantenni.

Trama: Un noto uomo politico e una grande giornalista, si incontrano nell’anticamera dell’aldilà. Dal loro dialogo serrato e stringente, nasce per essi un afflato di catarsi per le traversie delle loro rispettive vite vissute.

Sulla scena nuda buia, si ode una musica innaturale, poi lentamente viene illuminata una parte della scena, la sinistra, e si incomincia a intravvedere un uomo, massiccio, calvo – è Bettino -  seduto su una sedia e tiene le mani un foglio sgualcito. Dopo un minuto/due, entra in scena da destra, avanzando dal buio verso la luce, una donna, piccola snella, malaticcia –è Oriana. Ella si ferma vicino all’uomo e aspetta che questi alzi il capo dalla pagina per guardarla. E, infatti, dopo qualche secondo l’uomo la guarda, le sorride, si alza e le porge la mano.

Bettino- Ben arrivata, signora…-

Oriana – Grazie, ma mi chiami Oriana.-

Bettino- E lei mi chiami Bettino. S’accomodi, prego. (indica la sedia vicina)-

Oriana- Grazie. Senta Bettino, per non perdere prezioso tempo- sia il mio che il suo-  vengo subito all’argomento: Io non mi trovo qui in qualità di giornalista che le viene a fare l’ennesima intervista sulle sue vicissitudini processuali, ma da…collega di… di…-

Bettino- … di problemi di…salute? Va bene così?-

Oriana- Potrebbe, si, potrebbe, ma voglio meglio specificare… forse sarebbe meglio dire di … di combattenti contro un male comune.-

Bettino- (ironicamente) Anche lei ha la gotta?-

Oriana- Vedo che non le manca l’umorismo… certo, prenderlo con ironia forse la esorcizza un poco, quella bestia, ma io ho preferito affrontarla brutalmente: diciamo che il mio motto era “ mens sana in corpore infirmo”. E allora ho detto a questo pazzo drago: Io con la mia mente, forse estranea a te, ragiono, scrivo, e ti combatto. (pausa) Sa, io lo suggerirei ai medici di studiare per scoprire se c’è, tra il sistema immunologico, una componente, la mente, che riesca ad affrontare e respingere la malattia…forse… chissà…-

Bettino – Lei è superba nell’inveire contro il suo male. Lo brutalizza, anzi lo ridicolizza – almeno mi sembrerebbe così… però…-

Oriana-… però, fino a quando?-

Bettino – Già, fino a quando.-

 

Oriana- Lei, la… gotta, da quando tempo se la porta appresso?-

Bettino- (sorpreso, poi comprendendo la battuta) Già, la gotta, vero. (bp) Me la porto da quasi un anno. Il diabete da dieci e, di recente, tanto per completare il quadro clinico...(breve risatina) ci si è messo anche il cuore a fare capricci.-

Oriana- Lo credo! Dopo le amarezze che ha sopportato.-

Bettino- Amarezze? Sarebbero nulla in confronto con le pugnalate che il poveretto ha subito durante gli ultimi anni.-

Oriana- Senta Bettino, ma in tutta sincerità, non se li è proprio proprio cercate…-

Bettino- Cercate? Mi meraviglio di lei, Oriana. Cercate? (pausa) Beh, forse intende dire che ci ho messo il collo nel capestro? O forse vorrebbe dire che col mio comportamento, con la mia politica, con la mia passione, mi ci sono ficcato tutto dentro quel mare di lordume? Allora le dico: Sì! Me la sono cercata! L’ho voluta! L’ho quasi pretesa. (breve pausa) Io ero un giovane illuso quando entrai nel partito. (alzandosi e passeggiando sulla scena) Sa? Ci entrai a 15 anni. (pausa, pensoso) Pensavo di poter raddrizzare le storture della nostra società – che erano e sono tante- soprattutto di andare incontro ai bisogni dei più deboli, di dare dignità al lavoro, di vivere in un paese, anzi in un mondo,  più giusto  e in pace.-

Oriana- Aspirazione di tutti gli idealisti.-

Bettino- Già…ma non tutti hanno capito che la pace – intendo pure quella sociale- è il frutto di una buona giustizia!(pausa) Dopo arriva anche l’armonia… si, certamente, l’armonia. Così pensavo da giovane…-

Oriana- …e adesso?-

Bettino- (emettendo un gran respiro) Adesso capisco che mi ero illuso.-

Oriana- Sulle sue capacità?-

Bettino –No! sulla giustizia!!! (forte, dopo con calma) Sulla giustizia…quella giustizia che mi è stata negata.-

Oriana- A me sembrerebbe che lei l’abbia avuto ampliamente. Ci sono stati tre gradi di giudizio…-

Bettino- Giudizio? No! persecuzione! Questo si! Persecuzione. Infamia. Fango! No, cara amica, no…-

Oriana-Bettino, io la chiamo per nome, ma non credo di essere sua amica, ne tantomeno cara. Mi chiami, per favore, solo Oriana.-

Bettino- Certamente Oriana, mi scusi, mi sono lasciato trasportare dall’ardore – anzi dal furore- che punge il mio vecchio e malandato cuore. (pausa) No Oriana, io sono stato dato in pasto ai leoni per quel pollice verso dei magistrati, e dei miei ex colleghi di Montecitorio, che tramite quei giornalisti d’assalto che, come iene, si sono abbattuti su di me, mi hanno massacrato. (pausa, tono di disprezzo) Mi hanno macellato! E adesso mi stanno digerendo, accucciati nelle loro luride e puzzolenti tane.-

Oriana- Senta, non parlo per difendere la mia categoria, per carità, ma i giornalisti hanno il dovere di parlare, di raccontare, di indagare, d’accusare- persino.-

Bettino- Ma non di calunniare! Non di scrivere il falso - mimetizzandolo con il diritto all’informazione – non di ficcare il naso nella vita privata di un cittadino, distorcendo i fatti e mandando alla gogna il presunto colpevole- che per loro e per i forcaioli è già processato, colpevole e condannato! No, Cara am… cioè Oriana, questo non è il vero giornalismo, ma sciacallaggio e linciaggio!-

Oriana - Ha mai avuto la sensazione di essere nel torto?-

Bettino- (dopo un attimo di riflessione) Spesso… i dubbi, specialmente da presidente, erano il mio pane quotidiano. Si, ne ho avuti… tanti…alcuni dimostratesi giusti, altri, molti altri sbagliati…-

Oriana- Come a Sigonella?-

Bettino – (quasi sobbalzando) Sigonella? Come Sigonella? Ma lei cosa pensa che fu quell’episodio? Un fatto di politica estera? Di sovranità nazionale? Di giustizia? No! no e ancora no! Fu un caso di soperchieria che voleva essere consumata nei nostri confronti da uno Stato potente e spregiudicato.-

Oriana- Guardi che si sbaglia e di molto. Io ho vissuto in America per molti decenni e sono più che convinta che quel paese sia uno Stato democratico, ma forte. Uno Stato che non si fa intimidire da nessuna minaccia, neanche dal terrorismo becero! E quando uno Stato prende a cuore la sorte dei suoi concittadini, anche di uno solo, vecchio e malato, beh, quello Stato è il mio modello di Stato veramente civile.-

Bettino- Guardi che io non voglio disprezzare tale Stato, ma in quella circostanza una sua componente si comportò da cow-boy: spregiudicati e arroganti.(pausa) Insomma, ci pensi bene: essi dirottarono un aereo di linea di un Paese sovrano, lo costrinsero ad atterrare su una base di un altro Stato sovrano, il quale intervenne con le sue forze dell’ordine per permettere alla nostra giustizia di fare il suo corso (vagamente ingenuo nell’espressione)  … e quelli cosa fanno? Circondano l’aereo e i nostri carabinieri, con degli uomini armati, addestrati per la guerra di corsa- quasi dei corsari d’altri tempi- (accusatorio) allora mi dica: un capo di governo di uno Stato che si rispetti, cosa avrebbe dovuto fare? Girare la testa dall’altra parte? Permettere che l’aereo di un Paese amico fosse abbordato e i passeggeri rapiti? (pausa, poi col fiatone) No, signora, no. Uno Stato di diritto impedisce queste nefandezze.-

Oriana- Ma quei cosiddetti passeggeri, erano, in effetti, i sequestratori della Lauro e gli uccisori di un passeggero americano. Erano colpevoli!-

Bettino- E quale tribunale li aveva riconosciuti tali? (bp) Quale sentenza era stata emessa contro di loro? No, sono sicuro che quella volta agimmo come deve agire uno Stato libero e democratico...-

Oriana- … Facendo fuggire l’organizzatore del sequestro della nave italiana?-

Bettino- E chi l’ha detto che fosse lui, o che quell’uomo a bordo fosse il capo dei sequestratori? Forse lo decide il comandante dei corsari? No! l’Egitto ci chiese l’immediato rilascio dell’aereo e dei suoi passeggeri, intrattenendo, intanto, in un loro porto, con la scusa di indagini, la nostra nave che, dopo l’avventura del sequestro, si trovava ormeggiata colà. Noi restituimmo l’aereo e i suoi passeggeri, trattenemmo solo i sequestratori  - che, poi,  giudicammo, con un regolare processo e infliggemmo le condanne previste dai nostri codici penali - e ci fu restituita la nave con l’equipaggio e i passeggeri, tutti incolumi. Fu una cosa giusta! (fine tirata, resta col fiatone)-

Oriana- Non ne sono certa. Ci fu un morto.-

Bettino- E ci furono i puniti, anche per l’omicidio del paralitico.-

Oriana- Lei mi ha dimostrato di avere qualche punta di rancore verso gli USA. Sbaglio?-

Bettino- Rancore? Non proprio. Ma un sospetto- avuto a naso anche da alcuni miei amici- che ci fosse stato uno zampino americano, nelle mie vicissitudini politico-giudiziarie,  (pausa) e devo confessarlo: l’ho avuto anch’io! (BP) Forse lo zampino sarà stato poco, forse molto, ma, probabilmente, ci fu. Sì, ci fu!-

Oriana- Lei, spesso, ha preso le parti degli Stati arabi. Insomma sarebbe il loro amico – vedi i palestinesi, la Libia. Lo conferma? –

Bettino- Confermo cosa? Oriana la politica certe volte esige compromessi.-

Oriana- Già e io una volta scrissi di Bush padre “ Che pazzia! Signor Bush, ma  lei forse crede davvero che a Bagdad, gli iracheni, accoglieranno le vostre truppe, come sessant'anni fa noi le accogliemmo nelle città europee, cioè con baci e abbracci, fiori ed applausi?!?” E sa perché lo scrissi? Perché conosco molto bene quella gente, la loro religione oscurantista, perché mi hanno umiliato soltanto per essere donna; perché mi fecero fare un matrimonio farsa, per non andare in galera secondo una loro assurda legge; perché  non volevano che scrivessi la verità, nelle loro salivose interviste; perché sono incivili!!! Perché sono fermi al medio evo. E, infine, perché maltrattano e umiliano le donne… perché… perché, insomma ci sono diecimila altri perché.-

Bettino- In tutte le civiltà, in tutte le nazioni di questo mondo ci sono le storture.-

Oriana- Ma non ci sono gli scannatori!-

Bettino- Essere dalla parte dei sofferenti e della giustizia, non implica accettare le loro idee. (pausa)  Certo si debbono rispettare le loro leggi… insomma ognuno reagisce a modo suo…. (lunga pausa) Si, ero amico degli arabi… e lo conferma il fatto che fui in esilio, accolto da uno stato arabo, come un amico, perseguitato dalla giustizia impura, del proprio Paese.-

Oriana- Me se si fosse permesso di criticarlo, lei sarebbe stato ancora in esilio presso quello Stato?-

Bettino- Io non mi sono mai permesso di criticare le leggi degli altri Stati. Posso non condividerli, certo, sì…-

Oriana- …e mi dica, crede che anche loro nella nostra terra, rispettino le nostre leggi?-

Bettino- Questo spetta ai tribunali accertarlo.-

Oriana-(insofferente, come per cambiare argomento e colpire l’uomo nel suo punto debole) E adesso siamo alla condanna…-

Bettino- Lo sapevo che ci saremmo arrivati. Ebbene, parliamone.-

Oriana- Lei era colpevole o innocente? (a bruciapelo)-

Bettino- (riflettendo e poi parlando lentamente, quasi scandendo le parole) Vede, a quei tempi, con quel clima, io rappresentavo  l’obiettivo politico primario perfetto, e per tentare di colpirlo, si è agito con la più grande e, talvolta anche con la enorme, spregiudicatezza, violando la legge e le stesse prerogative dell’immunità e della inviolabilità del Parlamento.(pausa)  Ero colui che si doveva distruggere! - 

Oriana- Ma davvero?-  

                                                                                                                                           Bettino-Certamente. Guardi, il “fumus persecutionis” era lapalissiano e brutale. E                                                                                               ritorna ancora ben visibile, quando l'indagine viene sistematicamente sottratta alla riservatezza ed al segreto istruttorio, e consegnata, attività per attività ,e sempre con grande e singolarissima tempestività, e con dovizia di particolari, e di indiscrezioni di varia natura, all'informazione e alla stampa, dalla quale sono poi derivate molto spesso, ed in molteplici casi, deformazioni e distorsioni di portata e di genere vario e variopinto. (lunga pausa, respiro pesante)

Arroganza, persecuzione, infamia… ricordo che lessi da qualche parte che, sin da quattro secoli, in Inghilterra, era stato scritto dai Padri: "Se il giudice usa con arroganza il potere di interpretare le leggi, tutto diventa arbitrio imprevedibile. Di fronte ad un metodo del genere ogni sicurezza viene meno".  E questa è verità sacrosanta. (pausa) Si ricorda quel periodo?  Ci fu attorno alle inchieste giudiziarie, un clima esasperato creato ad arte, che generò tanti suicidi, tentati suicidi e morti improvvise. (pausa, addolorato) Ma mi dica, in quale Paese civile e libero del mondo, si sono celebrati in piazza, tanti processi sommari; quando mai si è assistito a tanti pubblici linciaggi; ma dove si sono consacrate tante sentenze di condanna, prima ancora che sia stato pronunciato un rinvio a giudizio? Infine non c'è nessuna motivazione che possa giustificare il ricorso a mezzi illegali, a violazioni sistematiche, clamorose - e persino esaltate della legge- dei diritti dei cittadini, dei diritti umani. (pausa)  Non c'è consenso popolare, sostegno politico, campagna di stampa che possa giustificare un qualsiasi distacco dai principi garantiti dalla Costituzione e fissati dalla legge. E non la giustifica neppure l'assenza, l'insensibilità

o il ritardo degli organi di controllo, la debolezza o il disorientamento delle difese, la barriera del pregiudizio negativo.-

Oriana- Ma il reato ci fu o non ci fu?-

Bettino- Certo, ci fu. (pausa) Infatti osservavo alla Camera: “ C’è un problema di moralizzazione della vita pubblica che doveva essere affrontato con serietà e con rigore, senza infingimenti, ipocrisie, ingiustizie, processi sommari e grida spagnolesche.” (pausa) Ora è tornato alla ribalta, in modo devastante, il problema del finanziamento dei Partiti, meglio del finanziamento del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni, degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che si verificano da tempo, forse da tempo immemorabile. (BP) Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna. “(Lunga pausa) E, invece, fu posto in essere un processo spesso generalizzato ed indiscriminato che ha investito in particolare la classe politica ed i partiti di governo, ma che ha risparmiato altri soggetti. (poi quasi sussurrato) E il perchè, prima o poi inevitabilmente, si dovrà scoprire.

Poi la lista delle indagini, delle investigazioni e quindi delle controinvestigazioni, dei pentiti, dei pentiti a scoppio ritardato e dei contropentiti, delle rivelazioni vere o false, mirate o sapientemente mutilate, e dei rei-confessi per amore o per forza…”  Leggi carcerazione preventiva, questo orrore! –  

Oriana - (incalzandolo) Ma lei era colpevole o no?-    

Bettino-. Ci arrivo, ci arrivo. (pausa) Ecco, si tratta di una realtà che non si può dividere in due come una mela, tra buoni e cattivi, gli uni appena sfiorati dal sospetto, gli altri responsabili di ogni sorta di errori e nefandezze. (pausa) Trovo perlomeno singolare che sia stata liquidata con poche battute di circostanza, la proposta di una inchiesta parlamentare che abbracciasse l'arco di almeno un quindicennio della nostra storia politica.(lunga pausa)  Il Parlamento avrebbe il dovere di farlo avendo…-    

Oriana- Colpevole o innocente?-  

Bettino- Colpevole, sì, del finanziamento illegale al mio partito, ma innocente per le accuse di peculato e di corruzione. (pausa) E la colpevolezza dei partiti, la citai espressamente in aula, nel mio discorso del ‘93. Lo dissi  alla Camera, con franchezza! (lunga pausa) E, tra parentesi, un ex grande Presidente della Repubblica, definì il mio intervento come l'apertura “ di quella "grande confessione", verso la quale avrebbe dovuto, e potuto, aprirsi, con tutta la sincerità necessaria, tutto il mondo politico.”

E incalzai i colleghi dicendo, testuali parole: “ Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti gli darebbero dello spergiuro", E sa quanti deputati si alzarono a contestare questa mia affermazione? Nessuno! Dico nessuno! (pausa e espressione schifata) Ma poi, in seguito, mi dettero in pasto ai leoni...(pausa) Ecco com’era composto il nostro Parlamento d’allora: da ipocriti, irresponsabili, traditori, corrotti, falsi moralizzatori. (pausa e gesto di rassegnazione con la mano) –

Oriana- (interrompendolo)  Colpevole o innocente delle ruberie?-

Bettino – Innocente! Innocente, per Dio! Ma lo sa cosa fecero i giudici che mi accusavano? (pausa, poi ironico) Considerarono, invece, quell’ammissione in parlamento, non come assunzione di responsabilità collettiva  e una esortazione alla correttezza, al ritorno della buona politica, all’onestà istituzionale. (pausa) No! macchè! Essi, i “buoni” per eccellenza, i tutori del diritto, della Costituzione, dei cittadini offesi, la  considerarono come una "confessione extragiudiziale", elevandola subito e senz'altro a prova di primo grado contro di me. (lunga pausa) Se non è persecuzione questa, mi dite che concetto avete della persecuzione? (pausa) Innocente! Si! (riprende fiato e pausa) E lo dimostrava il mio stato: non possedevo nessun bene materiale all’infuori di quella modesta casa in Tunisia. (pausa) E- ed è bene affermarlo con fermezza- anche i miei figli vivono del loro lavoro.  (lunga pausa) E sa qual è la buffonata? Che c’è qualcuno che cerca ancora il mio “Tesoro”, il tesoro di Alì Baba. Cretini!!-    

Oriana- Qual è stata la sua più grande amarezza?-

Bettino- (pensando per qualche secondo) Le monetine! Il lancio di quelle monetine! (pausa lunga) Quel linciaggio morale perpetrato da alcuni facinorosi, e ripreso dalla stampa e da tutte le televisione, come reazione di tutto il popolo italiano, bollandomi così come il criminale finalmente messo alla pubblica gogna! (pausa)  Ho detto facinorosi per non chiamare con nome e cognome l’infame che la organizzò – perché fu tutta premeditata:  il corteo che si snodava in zona, il comizio dei folli giustizieri, financo la raccolta delle monetine da lanciarmi fu premeditata.  (pausa poi adirandosi) E i giornalisti, ci hanno scialato come sciacalli …  maledetti!-

Oriana- Non faccia della famosa erba tutto un fascio, la prego.-

Bettino- Signora, la mia amarezza non la deve fuorviare. (pausa) Sono cosciente di ciò che dico e chiamo a testimonio Dio se quello non fu linciaggio morale, sfiorando addirittura quello fisico, con la complicità della stampa e della televisione. (lunga pausa)  Per settimane intere tutti i telegiornali italiani mandavano in onda quell’abominio, quella gogna a cui fu sottoposto un uomo che aveva servito la Nazione, che aveva voluto dare dignità allo Stato e il benessere ai suoi concittadini. (pausa e scatto di contrarietà) Chi si è ricordato, in quelle circostanze, il provvedimento della Pensione Sociale, pensione, seppur minima, he fu erogata agli anziani, ai quali i datori di lavoro disonesti, sfruttandoli, non avevano versato i relativi contributi – le famose marche- per il lavoro di anni e anni prestato loro in nero! Sollevandoli dal bisogno se non dalla miseria ?(pausa, calmandosi) No, basta! Non vorrei che lei pensasse che voglia crearmi un alone di Santo per quello che di buono sono riuscito a realizzare: era mio preciso dovere. E così sia! (pausa,  calmandosi) Oh Dio, basta! se continuo con questi ricordi, rischio l’infarto. (confidenzialmente) Comunque, sa? non vorrei fare l’uccellaccio del malaugurio, ma spero che ella non subisca mai un simile… trattamento, da parte dei suoi cosiddetti colleghi.-

Oriana- Lei cosa ne sa? A me hanno fatto anche di peggio… Ma, se non le dispiace, vorrei ritornare ai suoi rapporti con gli arabi…-

Bettino- (interrompendola) Ma cosa le hanno fatto di male?-

Oriana- (scuotendo la testa) Bettino,  l’ho già detto prima come la penso in proposito e non voglio ripetermi…. Bettino, lei non conosce quella gente.-

Bettino- Mi sembra un giudizio molto negativo…(pausa) non sarà razzista, spero…-

Oriana- (sdegnata) Io sono una persona che ha combattuto contro i razzisti. I razzisti nazisti e gli imitatori nostrani.-

Bettino-Si sta adombrando?-

Oriana- No! mi arrabbio! Ed ho tutto io diritto di farlo, perché ero una ragazzina quando lottavo con la Resistenza, con la Brigata Rosselli, contro tutti i beceri razzisti, nazisti, fascisti- e fui anche decorata. Ma, in seguito, nella maturità ho dovuto combattere contro i comunisti che si erano arrogati il monopolio,  l’esclusiva,  della lotta partigiana, e questo è un insulto alla Storia. Ma lo sa che nelle successive manifestazione della Resistenza, se non sventolavi la bandiera rossa, ti cacciavano dal corteo? –

Bettino- Ci sono sempre, in tutti i contesti, i facinorosi.-

Oriana – No! Non sono d’accordo! E’ un loro modo, quasi fisiologico, di comportamento. No! questa esclusività, oltre ad essere un insulto alla storia, come già ho detto, è anche un grave insulto ai morti altrui! Ai partigiani non comunisti! Insomma (nella foga cerca un termine di paragone) insomma…è come dire che nei lager sono morti solo gli ebrei e basta. Come se affermassero che i cattolici polacchi, i prigionieri russi, gli zingari, gli omosessuali, gli antifascisti di ogni nazionalità o religione, Mafalda di Savoia, la figlia di Nenni, stavano lì - in vacanza.

Eppoi la cosiddetta cultura progressista degli intellettuali sinistrorsi…di comodo… ma va’… perché, se non la pensi come loro, sei un cretino retrogrado.-

Bettino – Beh, non so darle torto.-

Oriana – (calmandosi) E adesso le chiedo qual è stato il suo più grande rammarico.-

Si ode una voce da dietro le quinte che, prima mormorata, poi sempre più chiara dice una frase “ Restituitemi alla mia famiglia…”

Bettino- Ecco il mio più grande rammarico: (pausa) non essere riuscito a salvare Aldo.-

Oriana – Aldo Moro?-

Bettino – (incupito) Già.-

La voce si affievolisce e termina.

Oriana – E il suo più grande dolore? Naturalmente non famigliare…-

Bettino – La morte di Sergio Moroni, deputato socialista e mio caro amico. Egli, prima di compiere il tragico gesto di togliersi la vita, dichiarò (legge un foglietto): " E' indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere del nostro Paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l'espressione. Al centro sta la crisi dei Partiti (di tutti i Partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Un grande velo di ipocrisia  ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei Partiti e i loro sistemi di finanziamento e, penso, che tutti,  insieme, dovremo costruire le procedure e i comportamenti che violano queste stesse regole. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito distruggere immagine e dignità personale di uomini, solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. A ciò si aggiunge la propensione allo sciacallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale si ergono a censori. E non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da "pogrom" nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti,  (sottolineandolo) ma, ma che pure ha fatto dell'Italia uno dei Paesi più liberi"-

Oriana- Bell’intervento.-

Bettino-  Già. E sa che quando Sergio Moroni si uccise, un magistrato inquirente, ignobilmente cosa disse? (pausa) Disse:" Si può morire anche di vergogna". (BP) Capisce che bieco, crudele, sarcastico commento?-

Oriana- Si.-

Bettino - Dopo che Sergio aveva letto alla Camera la sua lettera-testamento, il Presidente rivolse a tutti un invito alla riflessione – andato, come sempre,  miseramente a vuoto!-

Oriana- E il suo più grande rimpianto?-

Bettino . (dopo mezzo minuto di riflessione) Non aver capito a fondo, prima, e di non avere dato seguito dopo, al principio secondo cui la degradazione spirituale fosse il peggior nemico dei lavoratori sfruttati, dei poveri affamati, dei disoccupati scoraggiati, e darne attuazione con tutte le mie forze. (pausa)

Quando ero un giovane dirigente lottavo per inculcare-in certe zucche dure- il germe della cultura del rispetto dell'uomo, dei valori morali, all’affinamento dello spirito. (BP) Lo pensavo, lo speravo, lo volevo!. Allora, se si ricorda, si diceva date al popolo pane e lavoro! Ma io, oltre a ciò- che era sacrosanto- vedevo la purezza dello spirito all'apice della funzione della vita: politica, economica, culturale, sociale. (pausa)  Era questa la molla che mi faceva scattare. Era  candore, s'intende. Ero un sognatore, allora. Forse ero un utopista. (BP) Ma si, si, ci credevo nel socialismo!  Eccome! Eppoi, quando divenni segretario nazionale, per perseguire tale progetto, fondai dei Circoli Culturali in tutto il territorio nazionale. (pausa) Nelle direttive costitutive feci inserire la ricerca sociale e culturale attraverso conferenze di uomini e donne, qualificate, del mondo scientifico, culturale e sindacale. Disposi, tra l’altro, che si usasse anche l’Arte per affinare gli spiriti dei giovani frequentatori. E quei circoli venivano abbondantemente finanziati per operare in tal proposito. E, per inciso, tutto ciò costava, ed era a carico del Partito. (lunga pausa)

Ma poi, purtroppo, nel partito, una perfida spirale s'è sviluppata; ed ha avviluppato i cuori e oscurato i cervelli: voti! voti!  voti! E soldi soldi sempre più soldi per campagne elettorali, per congressi, per propaganda. Che schifo! (pausa) E tutti, tutti e, intendo anche gli altri partiti, vituperarono e calpestarono l'ideologia e gli alti ideali, con infami comportamenti di molti dirigenti- e ne fui coinvolto! E venne il crollo! (pausa)  A me resta la consapevolezza - la sola nel mio sacco ormai floscio- d'essermi comportato sempre con coerenza... e spero anche bene.-   

Oriana – Questo lo giudicheranno i posteri, se saranno obiettivi e onesti…e, nient’altro?-

Bettino -  Ma si!(b.p.) Mettiamoci la fine del socialismo reale, come mio più ambizioso progetto per il popolo tutto. (Oriana sta per interromperlo, e lui la blocca con la mano) No, so cosa vuole dirmi, ma io le dico che quello che si professa laggiù,ora, è lo scimmiottamento del socialismo…(pausa)  ne hanno da fare strada verso la democrazia e il liberalismo solidale... (BP) Ed era ciò che volevo- imperativamente –concretizzare, se quella, cosiddetta, tangentopoli, non me l’avesse impedito violentemente! Capisce  allora? che ne restò ormai di me e dei miei principi ispiratori e propulsori… Poi il precipizio… (pausa) -

Oriana- Capisco-

Bettino-  Lo capisco anch’io, eccome! (pausa) Ma di fronte al completo degrado dei valori: alla bestia che sopraffà lo spirito, l'immenso egoismo che ha trovato legittimazione politica, mi creda, a volte non m’importava più nulla di me. (pausa) Pensavo sfiduciato a quello che affermò un Senatore della Repubblica, implicato nell’infamia del processone, egli disse : “Che mi accusino, che mi processino, che mi condannino, io mi sento ormai  vinto, prono! Ma poi pensando a mia moglie, ai miei figli lontani, ai vecchi compagni di tanti anni di lotte, alla loro vergogna a causa mia,  io, che  sono innocente, pur mortificato, reagirò e starò sempre a testa alta.”  (pausa) Ora io, con tutta sincerità, avrei voluto dichiarare le stesse affermazioni pubblicamente,  ma, aggiungendo in sovrappeso, il rammarico del completo abbandono dei nostri compagni più deboli; allo sbando dei lavoratori, dei disoccupati, della nostra gente… e mi veniva voglia di gridare! Di Urlare al mondo la mia disperazione! Di…uccidermi.-

Oriana- Capita…certo che capita…-

Bettino- (si sente un rumore lontano, poi più vicino. Bettino si fa più attento) Non sente anche lei questo rumore, o è una musica?-

Oriana – (ponendosi all’ascolto) Già, lo percepisco… ora è più intenso… musica, si, ma sembrano anche parole…che sarà?-

Bettino- E’ una premonizione, ascolti... Forse è un sogno, (pausa breve) una visone apocalittica al presente… l’ho avvertito diverse volte…forse, credo, d’averla udita, sì, si. (BP) Come se la recitassero in un teatro, ma sì, ma si: un personaggio pazzo la declama… ( si tiene la testa fra le mani) mi ronza nel cervello… e scava…e scava… -

Oriana- Sì, sì ora la sento anch’io… e mi pare d’averla vissuta- in prima persona…anzi, ne  sono sicura!-

Gli attori si portano verso il centro della scena. Luci e musiche adeguate. Essi reciteranno il brano nel seguente modo: Inizierà l’uomo, dopo la prima parola di Bettino, e in attesa della seconda, Oriana dirà la prima parola già detta da Bettino. E così via, come un’eco che si ripeterà fino alla fine del pezzo.

… Due grandi torri sorgono dal nulla e innalzandosi verso

il cielo.

Nuova Babele.

E gli uomini- ape, costruttori di idoli,

che vibravano

attorno, attorno, attorno,

alzando, alzando alzando.

E il chiasso, i rumori,

la musica ossessiva,

la cacofonia di suoni acuti, come di chi si

chiama,

vuole,

pretende.

Poi ho sentito tra quelle voci…

tante tante, tante

voci,

voci di folla…folla…folla,

e di uomini, uomini, uomini.

Uomini incupititi, ma uomini!

E di bambini, passeri implumi.

Poi…oddio…

poi…poi…poi,

udii un sibilo lacerare l’aria,

…erano…erano…erano

aerei,

come mostri di latta,

che sorvolavano il cielo.

E uno schianto!

Uno di essi,

come gabbiano ferito,

con un ultimo colpo d’ala,

s’abbatte su una delle due torri!

resto esterrefatto:

di fronte a quella linea

impazzita.

No! No! no!

Grido

Perché un altro aereo,

falco predatore,

determinato!

sfonda il cielo e la torre accanto!

Ed è tutto una fiamma.

Spariscono le api costruttrici,

fugge la folla formicolante,

impazzita dal terrore.

Fugge, corre, inciampa,

cerca salvezza!

Salvezza, salvezza, salvezza,

mentre dagli edifici urla di aiuto, sventolio di camicie, tovaglie bianche di resa,

chiedono disperatamente:

salvateci dall’inferno!

E un riso beffardo lordò l’aria!

Chi si è sostituito a te!

Gridai al cielo.

Ma il cielo rimase muto e fumoso.

Gridai, gridai, gridai

Impotente gridai,

dalla visione paralizzato,

non dalla paura,

ma dallo sbigottimento!

Poi il grottesco crollo delle torri

che si inginocchiavano

vinti:

prima l’una, poi l’altra!

Collassando,

sedendosi su se stesse,

in un rumore assordante,

in una nuvola di polvere,

in una Apocalisse annunciata.

E fu il Caos che venne a visitare

gli uomini!

E fu morte, strazio, orrore, pazzia per una moltitudine di essi.

E fu Erode - con la sua strage!!!

Fine di tutti gli effetti.

Bettino- (tornando al presente) Che strazio! (pausa) Un ritornello oscuro che mi ronza in testa e ne prende possesso.(pausa, scuotendo il capo) Orrendo!-

Oriana- L’ha detto: Orrendo. E io c’ero!  Io l’ho vissuto in prima persona! Io ero là!-

Bettino – Là sulle torri?-

Oriana- Non sulle torri, ma vicinissima… udii il rombo degli aerei, il rumore del crollo, l’ululato delle sirene della polizia, dei pompieri. Poi il fumo, la polvere, le grida dei feriti… i morti…il caos…-

Bettino- Tremendo.-

Oriana- Tremendo, orrendo sono eufemismi: Fu l’inferno sulla terra! E ne scrissi, dopo, in un lungo articolo, che mi dette il veleno che mi mancava per morire…le forze del  male si scatenarono su di me! Addosso! Per stritolarmi! Calunniarmi! Massacrarmi!-

Bettino- La capisco perfettamente… ci sono passato purtroppo.(pausa) Però sa cosa le dico? (pausa) Le dico che l’aver rammentato tutte le infamie che mi sono piovute addosso, beh, magari (si rivolge ad Oriana, che resta impassibile) sarà stato certamente complice il suo carisma di giornalista - che scava, indaga, che vuole penetrare nella notizia , che non si ferma alle apparenze, e, soprattutto che non giudica- beh, in fondo…(pausa) in fondo m’ha fatto piacere parlargliene… (pausa) E con ciò voglio solo dire d’aver fiducia nella Storia. (pausa) Credo che, (pausa) anche nel suo caso, se abbiamo operato bene o male, (pausa) sarà essa a giudicarci e non gli uomini, spesso corrotti (pausa) dalle ideologie rigide e ottuse.-

Oriana- Questo è un discorso che per me non posso accettare; per lei i cosiddetti carnefici furono i suoi stessi concittadini. Per me- oltre ai soliti “numi dell’olimpo costituzionale, che saltandomi addosso con squallide allusioni al mio cognome, i buonisti, i comunisti, i giornalisti schierati- si mossero anche gli Stati, i capi religiosi, i fanatici islamisti… e, purtroppo anche qualche paese europeo…in Francia, per esempio, dove mi processarono e mi condannarono per razzismo, per il mio scritto contro le belve islamiche! Pensi un po’, quelli ammazzano migliaia di persone e sono povere mammolette innocenti, mentre i giudici francesi condannarono me per averli additati accusandoli! Ma, spero che un giorno qualcuno…possibilmente, chessoio, ecco: un Houellebecq, o qualche altro scrittore con le palle – con un libro ben azzeccato, magari profetico - apra gli occhi anche ai francesi e a tutti gli europei scettici… e, spero, anche ai miei giudici conigli! (pausa, poi sconsolata) E loro, intanto, i terroristi, uccidono ancora! –

Bettino. La vedo molto addolorata. (pausa) Forse questi fatti le hanno prodotto una ferita che sanguina ancora.-

Oriana- No, no! Da quello che ho detto, potrebbe anche sembrare così; (breve pausa, poi come se fosse straziata) ma non è quella la ferita che sanguina più dolorosamente…-

Bettino- E cioè?-

Oriana- Niente! E’ una ferita molto personale…-

Bettino- Se mi considera un amico, cioè se…me la dica…per favore.-

Oriana- (tentenna il capo addolorata) E’ la perdita del mio bambino per un aborto spontaneo… e…e…la morte dell’uomo che amavo... il mio Alex.-

Bettino-Panagulis? (Oriana conferma col capo) Mi dispiace. Ma è stato trovato il colpevole del suo assassinio?-

Oriana- Anche lei pensa che sia stato assassinato?-

Bettino- Coi colonnelli tutto era possibile, allora… –

Oriana- Si tutto era possibile, ed io sono sicura che me lo uccisero loro.-

Bettino- Fu un vero socialista, un puro socialista!-

Oriana- E forse anche un tantino comunista… ma era per la libertà e la democrazia. (scuotendosi) Fine del kommos personale.-

 

Bettino- Ricevuto. E il suo più grande rammarico professionale?-

Oriana- Quello di non aver sputato in faccia ad Arafat per le sue sberciate salivose, e preso a sberle Khomeini, per avermi costretto a quel matrimonio farsa.-   

Bettino- (annuendo con la testa) Oriana, me lo consenta, da… da…compagno di…di… ( fa cenno a quello che li circonda, cioè il nulla)- insomma mi ha capito- io la trovo una donna coraggiosa, (pausa) ma non per le sue vicissitudini da giornalista, d’inviata di guerra – e lì ha rischiato anche di morire- o per la sua coraggiosa reazione agli insulti e al sarcasmo degli ominicchi (BP)- come li definì Sciascia- ma per il modo in cui trattò quel maledetto male che l’afflisse…-

Oriana- Alt! Fermo così! Il male non mi afflisse, sono stata io che ho afflitto lui, perché mi rifiutai di cedergli. Ma dopo…dopo l’11 settembre… dopo l’11 settembre… volontariamente (scandito) smisi di curarmi, di fare accertamenti, di ingerire medicinali, di sottopormi a tutte quelle dolorose terapie per sopravvivere. E per quanto? Un anno, due, o forse più… Certo si poteva anche guarire…certamente, in molti ce l’hanno fatta…Comunque smisi!-

Bettino- Ma perché si rifiutò?-

Oriana- Me lo chiese anche il capo dell’equipe dell’ospedale che mi aveva in cura, ma io avevo l’impellente bisogno di comunicare, di scrivere, di scrivere …di scrivere… (come se volteggiasse in aria) di scrivere prima il lungo articolo “ La Rabbia ”, che mi procurò quella suddetta montagna di “sdegnose” reazioni, poi il libro “ La Forza ”, che non ebbe effetti immediati, sperati. (con gravità) E l’Alieno si sfregò le mani e impazzì di gioia… e prese il sopravvento.-

Bettino- L’Alieno?-

Oriana- Sì, l’Alieno- come ho sempre chiamato quella specie di drago- perché l’ho sempre considerato un corpo estraneo, un non IO, che è venuto a insinuarsi nei miei polmoni chissà da dove…alcuni dicono dal tabacco…-

Bettino- E il mio, da dove arrivo nel mio rene? Dall’acqua potabile? –

Oriana- Vedo che scherza con il suo male. -

Bettino- Già il male… forse sono diventato fatalista. (pausa) Lei, invece, credo che sia ancora arrabbiata. Cosa la inquieta ancora?-

Oriana- (Stancamente) Senta, sono stanca, molto stanca e dovrei anche ripetermi. (pausa lunga); Ma ce n’è uno, in particolare, che mi cova nel cuore: L’attacco alla  mia persona… d’ ammalata…-

Bettino- E’…è, quindi, qualcosa di personale?-

Oriana – Si e no, perchè è sempre conseguente di quei miei scritti. (lunga pausa, come se non volesse continuare il discorso)… ma lo sa che certuni si spinsero financo a “tifare per il cancro perchè mi rodesse”?-

Bettino- Oh, no!-

Oriana- Oh, si!!! Ma io non mi curo di quei poveri - meschini…-

Bettino-… infatti…-

Oriana - …(malinconicamente) mi incupisco, invece, per i commenti che fecero alcune persone considerate serie- come certi esponenti della cultura, del sapere, del giornalismo serio- i quali non capirono – si, non capirono – non capirono le mie parole, il mio grido!  non li allarmò, non credettero alle mie considerazioni sull’islam; (pausa) anzi, taluni, credettero- questo sì- credettero che io mi fossi ammattita o esaltata di… di chissà quali ambizione profetiche.

E con ciò non voglio più toccare quest’argomento.-

Bettino- Certo. (BP) Capisco. - (china la testa e tace)

Oriana- Già.-

Bettino- (resta ancora con  la testa chinata e tace)

Si ode una voce

Voce- 82 B prego.-

Bettino- (quasi svegliandosi dal torpore improvviso e guardando il foglio che aveva in mano) Sono io. Sono io. (gira un paio di volte su se stesso, come se fosse confuso, poi si avvicina a Oriana ) Sa? Credo che attorno a noi, su di noi, sia aleggiato un afflato di catarsi. (si guarda attorno).-

Oriana - Forse. ( Oriana china la testa)-

Bettino -  Oriana… Allora io vado. (pausa) Che numero ha?-

Oriana- E’ il 92 H.-

Bettino- E già, dovrà aspettare ancora un po’. (pausa, poi esitante) Beh, allora… addio. (si avvia verso il centro del fondale di scena, quindi, guardando un’ultima volta Oriana, lentamente entra.) –

Oriana- Addio ( poi, tra se, tentennando il capo)… Sia aleggiato un afflato di catarsi… già. (quindi, come se si fosse ricordata di qualcosa, grida ) Bettino, Bettino, se incontra il mio Alex, gli dica che sono già arrivata.-

Le luci calano, così come la musica, mentre Oriana rimane impassibile al centro della scena. Quindi buio.

NdA: Il testo di cui sopra, è opera della fantasia dell’autore, che nel comporlo, si è avvalso anche della lettura dell’ultimo discorso di Bettino Craxi alla Camera dei Deputati; e per le altre notizie, specificamente su Oriana Fallaci, egli le ha attinto direttamente dalla stampa.

     

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